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SOMMARIO Introduzione 3 Descrizione Atelier Forte 4 Progetti svolti 8 Riflessioni 23

Relazione di Tirocinio di Giulia Rodaro Politecnico di Milano, Facoltà di Design, Corso di Laurea Design d’Interni

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INTRODUZIONE Il mio tirocinio si è svolto presso l’Atelier Forte, in zona Ortica, immersa in un paesaggio quasi surreale pur trattandosi di Milano. Sono venuta a conoscenza di questo Atelier grazie a mio fratello che me lo ha segnalato. Dopo aver visitato il sito ho deciso di provare a contattare l’ “azienda” perchè mi aveva incuriosito l’inusuale approccio al design. Un misto fra arte, architettura ed artigianato.

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DESCRIZIONE DELL’ATELIER FORTE Dopo aver ottenuto un appuntamento per un colloquio, mi sono presentata nella sede, situata in Via Corelli 34. L’ambiente che mi si è presentato è stato subito spettacolare. L’atelier si trova all’interno di un “quartierino” privato, racchiuso tra le mura di una vecchia fabbrica tessile che, dopo essere stata restaurata, ora ospita case private, loft, studi e piccole aziende. Tra queste piccole realtà c’è appunto l’Atelier Forte. Proprio dal suo nome si evince che non è propriamente un’azienda, bensì uno studio/

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laboratorio dove si progetta per diversi settori: architettonico, artistico, grafico e oserei dire anche artigianale. Già all’ingresso del giardino dell’Atelier si respira un atmosfera quasi magica, sembra di attraversare il “Paese delle Meraviglie” di Alice, disseminato di enormi cavalli di Odino, costruiti completamente in legno, che sovrastano e controllano il passaggio di ogni nuovo avventuriero. L’atmosfera poi non sembra mutare all’interno della struttura che, se esternamente

appare come una semplice fabbrica in mattoni rossi, all’interno si suddivide in mille diversi ambienti, tutti rivisitati e arredati ad arte. Piani in legno sfalsati, scale che portano ad altri piani fino a quel momento invisibili, tavoli con teste di draghi, sedute a forma di troll, pertiche, porte con cardini arzigogolati, stufe con forme inusuali, mostri porta computer e tutto rigorosamente fatto con due materiali estremamente comuni: legno e ferro. L’uso del materiale non è certo lasciato al caso. Difatti il proprietario dell’atelier,


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Duilio Forte, può vantare una grande conoscenza principalmente del legno (il primo banco da falegname gli fu regalato all’età di 5 anni) e questo forse è anche derivato dal fatto che è per metà di origine svedese. Proprio da qui deriva la grande passione per i miti di quelle terre. Alla base dei suoi progetti, e delle sue visioni artistiche, infatti ci sono proprio i personaggi della mitologia svedese, come i Cavalli di Odino, i Troll e tutte le altre creature a cui da vita nel suo studio e nel suo laboratorio. Duilio nasce come architetto,

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ma in realtà si dedica sia alla produzione di disegni artistici, sia alla produzione di opere architettoniche, sia alla produzione di oggetti artigianali prodotti nel suo laboratorio. I suoi progetti spesso sono commissionatigli da privati per privati, ma anche da enti pubblici che richiedono il suo intervento per particolari eventi (come le terme di Porta Romana, il Politecnico, la NABA etc etc). L’approccio progettuale è molto semplice e basilare. Una volta commissionato il lavoro, Duilio Forte si dedica alla realizzazione

di un bozzetto progettuale, talvolta più artistico e talvolta più tecnico. Successivamente, l’idea viene esposta ai 2 collaboratori per avere dei consigli e per capire, anche in base alle spese e al materiale, come sia meglio realizzare il tutto. Una volta deciso ciò, si parte con la realizzazione direttamente all’interno del laboratorio.


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PROGETTI SVOLTI Due sono i collaboratori di Duilio Forte, Simone Abbottoni che mantiene i contatti con i clienti e gestisce la parte amministrativa dell’Atelier (anche a livello “mediatico” tenendo aggiornato il sito e la pagina facebook) e Andrea Galbiati che invece gestisce la parte del laboratorio vero e proprio. Il primo periodo l’ho passato assieme ad Andrea in laboratorio, ed ho avuto la grande opportunità di lavorare e contribuire alla realizzazione di alcuni oggetti da allestire per la mostra, da noi creata, all’interno dell’Atelier stesso. Mi è

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piaciuto tantissimo aver avuto l’opportunità di lavorare il legno ed il ferro da vicino, con i veri strumenti dell’artigiano: pinze, martelli, seghe, trapani, pialle, saldatori, insomma gli attrezzi del mestiere.


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TACQUINO Per prima cosa mi è stato chiesto di rilegare a mano alcuni libri riguardanti dei lavori dell’atelier.Mi hanno dato tutto l’occorrente e mi è stato spiegato come realizzarlo. Ogni libriccino è composto da 4 fascicoletti di fogli a ciascuno dei quali ho dovuto fare dei forellini sulla costa (tutti alla stessa altezza). Dopo aver messo ciascuno fascicolo, uno alla volta, all’interno del telaio, ho fatto passare in ciascuno il filo necessario per tenerli uniti tutti e quattro assieme in modo tale che, una volta aperto, nessun foglio si perdesse. Successivamente ho applicato le copertine di

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cartoncino grigio tenute assieme ai fascicoli da una fettuccia nera incollata proprio sulla costa, a coprire i fili di rilegatura. Come passo finale, ho completato il libro con le “decorazioni”, ovvero, il segnalibro in corda applicato sulla quarta di copertina, due corde che tengono chiuso il libro ed infine il marchio dell’Atelier annerito sulla prima di copertina grazie ad un piccolo lanciafiamme. Lavoro di 2 giorni: una decina di libretti circa.


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FREYJA Come secondo progetto, ho completato alcune sedie Freyja. Queste sedie si differenziano principalmente dal tipo di seduta che si divide principalmente in tre tipologie: seduta in legno naturale, seduta verniciata di bianco, seduta in legno naturale annerito. Preso il pezzo di legno naturale, già tagliato a misura, a seconda della finitura che si vuole ottenere ci sono diversi passaggi da fare. Per la seduta in legno naturale è molto semplice, la si pulisce e la si leviga con della carta vetrata per renderla liscia. Finito questo lavoro si gira la

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seduta sottosopra la si marchia a fuoco con i simbolo e la scritta dell’atelier e le si assegna un numero, rigorosamente un numero primo unico ed irripetibile. Per tutte le sedute questo procedimento di marchiatura rimane uguale. Ciò che cambia è il processo di decorazione della parte superiore della seduta. Alla seduta bianca gli viene aggiunto uno strato di vernice di colore bianco, invece per ottenere l’effetto del legno scurito, lo si brucia grazie ad una fiamma ossidrica e successivamente lo si spennella con dell’olio di lino, affinché la bruciatura non

sporchi. Il passo successivo è l’avvitatura della seduta sulla struttura di metallo che viene fatta da un’azienda esterna all’atelier, su progetto dell’architetto. L’ultimo passaggio è il controllo e la limatura della struttura metallica affinché non rimangano delle sbavature taglienti dovute alla saldatura dei diversi pezzi.


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SLEIPNIR, TROLL, TROLL MINI Un altro lavoro che ho portato a termine con l’aiuto di un altro stageista, è stata la realizzazione di alcune tipologie di cavalli e troll. Tutti questi oggetti sono realizzati con del semplice legno, talvolta (sopratutto per quelli di piccola dimensione) utilizzando i pezzi di scarto ottenuti da altri lavori. Per questi oggetti ci si basa essenzialmente sul tagliare, limare,piallare, assemblare con colla e chiodi le diverse parti che compongono l’oggetto. Dopo averlo composto, a seconda della finitura finale che si vuole dare, lo si annerisce con una fiamma ossidrica e lo

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spennella con del colore bianco, lo si marchia a fuoco (come tutte le cose dell’Atelier Forte) e successivamente lo si passa con della vernice trasparente.


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PSLEIPNIR MINI L’ultimo oggetto che ho realizzato è stato lo Sleipnir Mini. Questa realizzazione mi è stata data come oggetto finale proprio per la difficoltà di svolgimento. Questo cavallino è composto da scarti metallici che devono essere saldati tra loro. La saldatura non è una procedura così semplice. Attraverso un elettrodo bisogna cercare di fondere assieme le parti metalliche in modo tale che non si creino bolle e spazi interstiziali vuoti, altrimenti potrebbero verificarsi delle rotture indesiderate

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proprio nella parte appena saldata. Per questo oggetto mi hanno lasciato fare delle “prove” e degli “esercizi” per una mattina intera.


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LOPPIS DI NATALE Come coronamento a questo periodo di stage, ho preso parte all’ideazione e realizzazione dell’allestimento per la mostra/eveno “Loppis di Natale”. Questo progetto è nato con l’obbiettivo di offrire al pubblico la possibilità di visitare e scoprire l’Atelier Forte e tutte le sue qualità di laboratorio artistico architettonico ed artigianale. I visitatori hanno potuto godere del fantastico spirito che si respira all’interno di questo ambiente,deliziare le loro papille gustative sorseggiando del vin brulè, del vino o della birra e riempire il loro stomaco con della

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pizza, rigorosamente cucinata nel magnifico forno a legna, o con delle speciali polpette svedesi accompagnate dal purè e dalla tipica salsa. La serata è stata anche accompagnata da un momento di intrattenimento musicale e teatrale.


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RIFLESSIONI PERSONALI Molte cose di questo atelier mi hanno affascinata. In primis la semplicità e la familiarità in cui vieni inserito dal primo istante in cui entri a far parte della squadra. Il semplice ritrovarsi a mangiare tutti assieme Architetto, collaboratori e stageisti, come una vera famiglia, a farsi da mangiare l’un l’altro e a discutere dei progetti e dei lavori ancora in via di sviluppo o semplicemente delle novità del giorno. In secondo luogo ho gioito della totale assenza di contatto con il computer. L’unico scopo per attivare un pc era per scegliere il sottofondo

musicale migliore per creare la giusta atmosfera. In quest’epoca dove sembra che nulla si possa fare senza questo strumento, ho avuto l’ennesima e schiacciante riprova che il lavoro manuale nobilita l’uomo e contemporaneamente, lo forma!

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Stage AtelierForte  

This is my work in the last stage in AtelierForte. There are some photoes and the descriptions of some works that I've made

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