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Anno XXVII - Numero 5 - Settembre-Ottobre 2009

IN QUESTO NUMERO • Benvenuti a Loano • Merano Wine Festival • Wine Show 2009 • Rotari un talento Italiano • I 90 anni di La Scolca un’emozione senza tempo

A Loano la prossima XXXIX Assemblea Elettiva Nazionale

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Organo ufficiale della FISAR - Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane S.p.A. - Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004) v46, art. 1 comma 1, DCB Po”

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Rivista di enologia, gastronomia e turismo

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LOANO

Assemblea Nazionale Elettiva

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Comunicazione Istituzionale ENOGASTRONOMIA • TURISMO • CURIOSITà

Pag.

Attenti alla scienza e alla ricerca miracolosa! - Roberto Rabachino L’opinione di Marcello Masi - Marcello Masi News dall’Italia In famiglia La segreteria comunica: Assemblea Elettiva di Loano

Benvenuti a Loano - Virgilio Pronzati

Pag.

Le Valaine: le variazioni della capra - Silvana Delfuoco

Il vino in Austria: un marketing d’oro - Gudrun Dalla Via

Il vino nell’isola dei Cavalieri - Enza Bettelli

Sai bere - Radici a Montalcino, sguardo a Sant’Antimo a cura della redazione di Quality ADV Merano Wine Festival - a cura della redazione di Quality ADV

Vini DOC della provincia di Torino: un tesoro tutto da scoprire a cura della redazione di Quality ADV

Wine Show 2009 - a cura della redazione di Quality ADV La FISAR presente al Wine Show 2009 Rotari un talento Italiano - a cura della redazione di Quality ADV Le notizie di enogastronomia e turismo a cura della redazione di Quality ADV

SCIENZA • TECNICA • APPROFONDIMENTI

I 90 anni di La Scolca: un’emozione senza tempo

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sommario

L’opinione del Presidente

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54 60 67

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14

16 20

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37

38

40 44 46 48

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Qualità dell’uva - Lorenzo Tablino

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Il Vermentino Nero: il vitigno del mare Luca Iacopini e Massimo Bracci

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Il Sommelier: l’anello di congiunzione tra produttore e consumatore

Presidente Vittorio Cardaci Ama

per comunicare con il Presidente: presidente@fisar.com

A fine maggio cinque Senatori, Pierfrancesco Gamba, Francesco Amoruso, Alessio Butti, Maurizio Saia e Achille Totaro, hanno presentato il disegno di legge numero 720 che «regola la disciplina della professione di sommelier e prevede la delega al governo per la regolamentazione della materia»

I

l disegno di legge, in particolare, è stato presentato con l’intento di “qualificare meglio la figura del sommelier professionista, definendo un percorso di indiscutibile serietà e professionalità invece dell’autocertificazione di fatto avvenuta finora nei vari corsi e corsetti delle associazioni privatistiche che formano i degustatori”. Vorrei innanzitutto precisare che nessuno ha sentito la necessità di interpellare preventivamente le uniche due associazioni riconosciute (Fisar e Ais) e che sono le sole ad occuparsi da decenni della formazione dei sommelier. È sufficiente leggere l’articolo numero 1 del disegno di legge (Definizione della professione di sommelier) che testualmente recita: 1. La professione di sommelier comprende le attività volte all’esame e alla certificazione qualitativa nonché la conoscenza e l’impiego delle tecniche di somministrazione dei prodotti e dei distillati vitivinicoli in fase di distribuzione e di consumo finale. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito. 2. Ai sommelier non agronomi è vietata ogni attività di competenza esclusiva della professione di agronomo. 3. Ai sommelier non enologi è vietata ogni attività di competenza esclusiva della professione di enologo Quanto riportato nell’articolo 1 citato, al punto 1. mi sembra a dir poco riduttivo, oltre che fuorviante, ed è evidente che l’estensore del Disegno di Legge ignora le reali mansioni del sommelier, tralasciando

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l’aspetto basilare che è l’abbinamento vino-cibo, oltre alla conoscenza dell’enografia mondiale. Ma cosa dire su quanto puntualizzato ai punti 2. e 3.? Tale specifica è talmente ovvia e pleonastica al punto da far pensare allora perché non precisare anche che ai Sommelier non agronomi o non enologi è vietata anche l’attività di avvocato, ingegnere o ginecologo...? Successivamente, leggendo un articolo sull’argomento su Teatro Naturale del 25 luglio u.s. nel quale sono contenute le dichiarazioni da parte di sommelier, enologi, giornalisti e dei Presidenti delle due associazioni, Fisar e Ais, apprendo che l’ispiratore di tale proposta di legge è Giuseppe Vaccarini, presidente della neonata Aspi, Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, nonché indiscusso sommelier professionista di chiara fama, ma voglio credere che si sia solamente limitato a suggerire il progetto, senza poi leggerne il contenuto. Infatti alla domanda circa la validità della costituzione di un albo professionale tiene a precisare che “Sì se questo serve, come nel nostro caso, a tutelare una professione e un discreto numero di professionisti. Di fatto eravamo già saturi della situazione sommelier in Italia e del suo anomalo sviluppo e, dopo numerose consultazioni con alcune categorie di professionisti, tra cui quella degli enologi che è la più vicina a noi, mi sono deciso a interpellare un parlamentare per portare avanti l’idea di tutelare la professione del sommelier. Chi lavora e sta dietro le quinte, sta cercando di creare qualcosa di buono in questo Paese, e per questa professione. Alcuni ci tacciano di snob, di persone che si mettono al di sopra della massa perché si credono

Il Sommelier Marzo-Aprile 2009 • n. 2


eletti. No, noi siamo Sommelier. Non avvocati, commercialisti, medici, pubblicitari, ecc. Tutto qua. Chiamateci per quello che siamo e non chiamate gli altri per quello che non sono”. Tralasciando le altre dichiarazioni, che potete comunque leggere sul sito www.teatronaturale.it, vorrei ricordare ai nostri lettori che la Fisar è stata la prima associazione ad “aprire” le porte della formazione enogastronomica anche a tutti coloro che poi non l’avrebbero esercitata e vale a dire proprio ad avvocati, commercialisti, medici, pubblicitari, operai, casalinghe ecc. e se oggi nei ristoranti capita di trovarsi davanti a clienti più informati dei maitre e dei camerieri, spesso fungendo da stimolo ad una preparazione da parte degli esercenti, probabilmente il merito è anche di questi “intrusi”. Così come vorrei esprimere una mia precisa convinzione, che è quella di non pensare al sommelier che opera esclusivamente nell’alta ristorazione; il sommelier, preparato e colto, deve essere presente anche nella ristorazione non blasonata o stellata, perché è il sommelier l’anello di congiunzione tra produttore e consumatore e pertanto non si può circoscriverlo solo ad una solitaria elite di “baroni del vino”; la cultura enogastronomia si deve diffondere a tutti i livelli e ceti, senza ricercatezze linguistiche, spesso fuori luogo, ma in relazione ai diversi tipi di target, con attenzione agli elementi storico culturali del vino nonché agli aspetti di emozione che solo il vino può

Il Sommelier Rivista di Enologia, Gastronomia e Turismo

dare e ancor di più se felicemente accostato al cibo. Naturalmente tutto ciò non deve prescindere dalla preparazione tecnica. Un altro particolare che mi ha incuriosito è quello che leggendo varie interviste e dichiarazioni affiora una impressionante omertà o ignoranza da parte di tantissimi giornalisti, enologi e sommelier: molti “ignorano” l’esistenza, da quasi quarant’anni della Fisar, mentre altri, più timidamente, indicano anonimamente l’esistenza “dell’altra associazione”. È evidente come sulla carta stampata e sul web specializzato l’ignoranza vada a braccetto con la (dis)informazione. Abbiamo inoltrato al Presidente del Senato la richiesta di poter essere ascoltati, mettendo fin da subito a disposizione i nostri anni di esperienza e di cultura formativa, e ciò durante il cammino parlamentare della proposta di legge citata, che se approvata, anche col consenso delle Associazioni interessate, segnerebbe un momento veramente importante per tutto il mondo dell’enogastronomia italiana, che è colonna portante anche del movimento turistico, così fondamentale per l’economia del nostro Paese. Vi terremo informati sugli sviluppi dell’argomento e, nel contempo, mi auguro di potere incontrare il prossimo mese di ottobre, a Loano, tutti i nostri Soci in occasione dell’Assemblea elettiva. Mi congedo auspicando serenità e che il vostro calice sia sempre colmo.

Grafica e Stampa: Tipografia Rossi Via Casalpiano, 28 - 53048 Sinalunga (SI) Tel. 0577 679158 - Fax 0577 678245 e-mail: mail@tipografiarossi.com

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Responsabile Comitato Scientifico: Il Comitato Tecnico Nazionale FISAR

Organo Ufficiale della F.I.S.A.R. Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori Ric. di Pers. Giuridica PI. n° 1070/01 Sett. I del 9.5.01

Editore FISAR Direttore Responsabile: Roberto Rabachino

Responsabile Piemonte e Valle d'Aosta Alessandro MACCHI Cell. +39 3355494279 piemonte@ilsommelier.com

Comitato di Redazione e Controllo: Mario Del Debbio, Alberto Giustarini, Nicola Masiello e-mail: redazione@ilsommelier.com

Responsabile Triveneto Marilena ANDREATTA Cell. +39 3489491911 - Tel. +39 0499403927 triveneto@ilsommelier.com

Hanno collaborato a questo numero

Responsabile Marche - Abruzzo - Umbria Morena BENVENUTI Tel. +39 0721726001 - Cell. +39 3476515254 marche@ilsommelier.com

Marcello Masi, Giancarlo Roversi, Enza Bettelli, Gudrun Dalla Via, Virgilio Pronzati, Luca Iacopini, Massimo Bracci, Silvana Delfuoco, Cinzia Tosetti, Attilio L. Vinci

Responsabile Sardegna Giovanni CHERCHI Cell. +39 3487429762 sardegna@ilsommelier.com

C.so Galileo Ferraris, 138 - 10129 Torino Tel. +39 011 5096123 Fax +39 011 19706172 e-mail: direttore@ilsommelier.com Segreteria di Redazione: Gladys Torres e-mail: redazione@ilsommelier.com

Per la fotografia Oliviero Toscani, Saverio Scarpino, Roberto Rabachino, Enza Bettelli, Alberto Doria e immagini di Redazione

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La rivista viene inviata a tutti i soci Fisar, a tutti gli organi di informazione, a tutti i giornalisti dei gruppi di specializzazione di settore, a tutte le Istituzioni,

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La rivista è associata al USPI Unione Stampa Periodica Italiana

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Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5

25,00 per 6 numeri

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di Roberto Rabachino per comunicare con il Direttore: direttore@ilsommelier.com

Attenti alla scienza e alla ricerca miracolosa!

Dalla Cina giunge nuovamente la voce che un’equipe di ricercatori ha messo a punto e perfezionato un particolare vino biotecnologico dotato di particolari proprietà al punto da potere essere definito "un elisir di lunga vita"

I

l lancio della notizia era avvenuta un paio di anni fa, ora si è avuta la conferma (anche se parlare di conferma su un progetto cinese è quasi un’utopia). La notizia è comunque di quelle che ci si attende all’inizio di ogni anno, come buon augurio, miracolosa al punto giusto, esotica e soprattutto ammantata di scientificità. I ricercatori dell’Università Northwest Agricultural and Forestry di Yangling, nella provincia Shaanxi, sarebbero definitivamente riusciti ad inserire nel dna della specie “Vitis vinifera occidentale”, da cui si ottengono i grappoli d’uva utilizzati per produrre il vino, il gene “stilbene sintetasi”, presente nel dna della pianta di vite cinese della specie “Vitis pseudoreticulata”. Il gene in questione è responsabile della sintesi del resveratrolo e le piante OGM così ottenute

Festa del Vino di Pechino

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produrrebbero in teoria dell’uva con un quantitativo di “resveratrolo” sei volte più elevato delle piante normali. Allora siccome il “resveratrolo”, che in natura è presente nel vino rosso, è un antiossidante ecco che immediatamente è partita la notizia roboante riguardo le proprietà miracolose, tutte da dimostrare, della bevanda che si potrebbe ricavare da queste uva. Si perché la strada per ottenere del vino da quest’uva è ancora tutta da percorrere visto che al momento abbiamo solo dell’uva ogm cinese. Nessuno ha potuto ancora capire se è poi così efficace come rimedio allunga-vita e, soprattutto, perché è questo che ci interessa maggiormente, se qualcuno poi sarà capace di utilizzarla sapientemente per farci del vino. Attendiamo da un paio di anni che ci dimostrino l’efficacia. Lasciateci aggiungere che le proprietà miracolose che di volta in volta si attribuiscono al vino, lo sappiamo per esperienza, sono quasi sempre degli alibi per continuare a berlo. Una cosa è il paradosso francese, una cosa sono i miracoli cinesi. Il consumo del vino, che deve essere sempre moderato, avviene solo quando il vino è buono, non quando questo diventa “miracoloso”.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


Presenti a: Torino Wine Show 24 - 25 - 26 ottobre 2009 - Merano WF 7 - 8 -9 20 09

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di Marcello Masi Vice Direttore TG2 RAI e responsabile rubrica Eat Parade

Vino, cultura di vita

Il vino è cultura. Il vino è lavoro dell’uomo. Il vino è un simbolo del sano rapporto tra uomo e ambiente. Il vino è socialità e gioia. Il vino è un alleato della nostra salute. Il vino è economia importante e viva. Il vino è un’immagine nel mondo dell’Italia competitiva e vincente. Il vino ha un linguaggio universale che unisce popoli e nazioni. Il vino è vita.Credo profondamente in tutti questi concetti. Credo onestamente che il vino sia tutto questo e molto di più

M

a cosa sta succedendo allora? Perché il vino sta pericolosamente diventando per la politica e l’informazione un

nemico subdolo e pericoloso? La parola ubriaco ormai viene associata ad ogni nefandezza... Chi commette crimini in stato di alterazione è sempre e solo ubriaco. Se si scopre che aveva assunto droghe si lascia correre. Anche la distinzione con i super alcolici non e’ importante per la gran parte dell’informazione, che in questi casi non informa. In questo modo tutto diventa improvvisamente difficile. Di fronte alla vita dei nostri giovani, del resto, non si può scherzare. Il legislatore ha l’obbligo di intervenire per tentare di fermare le stragi del sabato sera e non solo. Il sindaco che vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni, secondo me fa bene. Sono sacrosanti i controlli davanti le discoteche, andrebbero anzi intensificati. È giusto sensibilizzare adulti e adolescenti sui pericoli dell’abuso dell’alcol. E giustissimo punire molto più severamente chi in auto commette scempi di vite in stato di alterazione. Ma su tutto il resto ragioniamo, per favore. La tolleranza zero, secondo me, non risolverebbe il problema. Chi decide di mettersi alla guida dopo

Il Bacco di Caravaggio

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Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


aver ingerito dosi pazzesche di alcol, non può

quante vite umane potrebbero salvarsi e quante

essere equiparato a chi a cena fuori ha bevuto

malattie causate da errori alimentari si potrebbero

un bicchiere di vino. È stupido oltre che ingiusto.

evitare. Pensate al risparmio economico nel

Vietare la vendita di vino nei chioschi, come

medio e lungo termine. E soprattutto pensate

stabilisce una legge della comunità europea, è

cosa significherebbe avere finalmente in Italia una

ingiusto e stupidissimo. Non buttiamo il bambino insieme all’acqua sporca, per favore. Perché il legislatore, invece di essere tentato di percorrere una strada neoproibizionista antistorica, non si preoccupa di dare strumenti di conoscenza e di formazione ai nostri giovani? Perché a nessuno

cultura enogastronomica all’altezza dei prodotti che questa terra meravigliosa produce. Vietare, proibire, punire. Tre verbi che non amo, ma che sono necessari per poter convivere civilmente. La nostra enologia, i nostri produttori, i nostri vini non

è venuto in mente di inserire nelle materie di

meritano di essere considerati nemici dei nostri

studio forse la più importante in assoluto, l’unica

ragazzi. Nel mondo del vino non abbiamo che

che può salvare la vita e sicuramente allungarla:

una cultura: la bellezza della vita. È con questa

come scienza dell’alimentazione. Non è una

cultura che vogliamo fare crescere. È questa la

provocazione è una proposta seria. Pensate

cultura che vogliamo trasmettere ai nostri figli.

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Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5

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VIRGILIO PRONZATI PRESENTA I LUOGHI DELL'ASSEMBLEA

Benvenuti a Loano di Virgilio Pronzati fotografie di Silvio Massolo

Ad ottobre Loano ospiterà il Congresso Nazionale FISAR. Oltre i lavori congressuali, i sommelier avranno l’occasione per conoscere questa solare città, i centri vicini e l’enogastronomia di questo lembo di Liguria

Un po’ di storia Nel territorio loanese, l’uomo visse dalle epoche più antiche. Scavi archeologici nelle aree collinare e cittadina, hanno riportato in luce oggetti e materiali dall’ eta’ del rame in poi. Come pure l’insediamento di tribù liguri venute dall’Albenganese. Notevoli i reperti lasciati dai Romani. Resti di mosaico sono stati trovati nell’ 800 in zona Olivette e nelle vie cittadine. Un muro d’alcuni metri di una costruzione, tegoloni sepolcrali, lampade votive, monete romane e un mosaico pavimentale adesso conservato nel Palazzo Doria, attestano che in quell’epoca vi furono insediamenti abitativi nella piana ovest del Nimbalto, e sulle prime pendici collinari a levante. Nel Medio Evo, per le continue incursioni dei barbari e le scorrerie saracene, le popolazioni locali si rifugiarono sulle colline. Con l’arrivo dei Longobardi e dei Franchi si sviluppa il monachesimo Benedettino. E proprio in questo contesto che, per la prima volta, è documentato il nome di Lovenis ossia Loano. Intorno all’anno Mille, Loano passò ai Vescovi d’Albenga e, nel 1076 ritornò ai Benedettini. Poi fu la volta dei Doria. Questa potente famiglia ne venne in possesso nel 1263 per ordine del Vescovo

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d’Albenga Lanfranco Dinegro. Con i Doria, Loano fa grandi progressi economici e culturali, restando quasi ininterrottamente con questa signoria, sino al 1737, quando fu venduta ai Savoia. Cinquantotto anni dopo, Loano fu a centro di un evento bellico, noto come La Battaglia di Loano. Le Armate Rivoluzionarie Francesi (Armata d’Italia) sconfiggono le Armate Imperiali Austriache (Armata di Lombardia) e Reali Sarde. Questa vittoria in territorio italiano, riportata come prima sull’Arco di Trionfo a Parigi, apre la strada a quella che sarà la Prima Campagna d’Italia condotta, cinque mesi più tardi, dalla stessa armata comandata da un nuovo giovane generale: Napoleone Buonaparte. La sua vocazione turistica Passando all’aspetto economico, Loano sino alla metà dell’800, attraversò un periodo florido, derivato dalla fiorente attività cantieristica e mercantile. Con la cessata attività dei cantieri navali, la città tornò a vivere sui modesti ricavi derivati dall’agricoltura e dal commercio. Se tra le due guerre Loano intravede una vocazione turistica dotandosi di colonie ed alberghi, l’industria dell’ospitalità iniziò il suo lento ma crescente

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


cammino che, dagli ’60, la vedrà protagonista. Una lunga striscia di fine sabbia dorata, un mare pulito, un clima mite anche d’inverno, alberghi e pensioni accoglienti. Il tutto contornato da verdi colline decorate da ville e casette. Un centro storico interessante, una passeggiata sul mare, piazze con fontane create da artisti, storici Palazzi Doria (oggi Municipio) e del Capitano, un

Lungomare

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seicentesco maniero eretto dai Doria immerso in un parco e cinto da mura, varie manifestazioni sportive e folcloristiche, e grandi eventi musicali di livello internazionale, sono senz’altro dei validi motivi d’interesse e richiamo. Centri vicini da vedere Racchiusa tra Albenga e Finale Ligure, Loano è al centro di graziosi ed antichi borghi. Iniziando da Finale Ligure, da non perdere le visite a Finalborgo (definito dalla guida del Touring), uno dei più bei borghi d’Italia. Ma non da meno, Varigotti d’antiche origine saracene, Finalmarina, un’oasi per gli amanti della spiaggia, la piccola ma unica cittadina Borgio Verezzi: Borgio sul mare e Verezzi in collina, Pietra Ligure (in dialetto Pria, cioè Pietra, essendo situata su grande costone calcareo che s’innalza ad alcune decine di metri dal mare. E ancora, la medievale Borghetto Santo Spirito, sorta intorno al 1260 come avamposto di Albenga verso Finale Ligure, poi Ceriale che anticipa Albenga e la sua fertile piana. Quest’ultima ricca di vestigia romane, oltre a centro balneare, e il maggior centro agricolo regionale. Non da meno l’entroterra: nel Finalese piccoli paesi che sembrano usciti da un presepe: Tovo San Giacomo, Bardineto, Giustenice, Magliolo e, l’altipiano delle Manie, uno straordinario paesaggio che ricorda il Far West. Intorno a Loano, le irrinunciabili Grotte di Toirano, Balestrino, Castelvecchio di Rocca Barbena, Zuccarello, Castelbianco, Nasino ed Erli. L’Albenganese con Cisano sul Neva, Arnasco (il paese dell’olio), Vendone, Ortovero, Garlenda e Villanova col suo aeroporto. Oli, Vini ed altre Golosità Tutto l’arco costiero e gran parte dell’interno della zona descritta, produce pregiati vini ed oli extravergini, rispettivamente della Doc Riviera Ligure di Ponente (tre vini: Pigato, Vermentino e Rossese) e della DOP Riviera Ligure. Entrando nel dettaglio, il Finalese esprime ottimi Vermentino e Rossese Doc.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


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Dal profumo floreale e fruttato, molto sapido, pieno e continuo il Vermentino; Dai sentori fruttati, sapido, di equilibrata struttura e persistenza il Rossese. Da Varigotti il miglior Lumassina IGT Colline Savonesi. Un bianco secco di sensibile ma piacevole freschezza e sapidità. Mentre dall’Albenganese, i migliori Pigato. Dall’intenso e persistente profumo fruttato e di erbe aromatiche, secco ma morbido, pieno e polputo quello d’Albenga, Ortovero, Cisano, Vendone, Salea, Campochiesa e Bastia. Da ancora pochi produttori, l’ottimo Pigato passito e grandi rossi IGT con granaccia (alicante) e syrah. Buono il Barbarossa (un rosato) ancora “sperimentale” del Loanese

Fontana Valentini (Toirano e Balestrino). Oli DOP e non, da Taggiasca e Pignola: dolci, lievemente piccanti, con percezione amara appena accennata, ideali col fresco pescato, in quanto condiscono senza coprire gli umori salsi, e per le storiche salse da mortaio. Da altre colture, dal Finalese i chinotti canditi, le erbe aromatiche, miele, formaggette (caprini) e salumi. Dall’Albenganese, eccellenti pesche, formaggette, miele ed erbe aromatiche. Dal mare, entrambe le zone, ottimo pescato (pesci, molluschi e crostacei) per antipasti, primi e secondi piatti, in particolare zuppe di pesce e pesce in tocchetto (buridda). Dall’interno, funghi sodi e dall’intenso aroma.

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La cucina loanese Anche se rischio di non apparire gentile e cordiale, devo affermare che la cucina locale deriva, come quella di quasi tutto l’arco delle due riviere, dalla genovese. Uniche ed interessanti particolarità di Loano, la torta dolce di zucca, un tempo presente sulla tavola delle festività di fine anno e, il desueto e buono marò, un pesto a base di fave fresche, per condire pasta asciutta ed in brodo. Ma andando per ordine, le verdue pinn-ne, gustosi ortaggi ripieni (cipolle, zucchine e melanzane) cotti in forno, ma meglio - nel passato, fritte in fragrante e caldissimo extravergine. Frittate e torte d’erbette di campo (simile alla cappuccina), l’antica fainà, la farinata, i frisceu (frittelle con bianchetti, erbette o con baccalà, fritte nell’extravergine), i cuculi (frisceu di farina di ceci), anciue: acciughe in tutti i modi: crude marinate, infarinate e ripiene e fritte, e nella minestra, muscoli al verde, mandilli de saea, trofie e troffiette co-o pestu (lasagne e gnocchi e troffiette col pesto), taggiaen co-o tuccu de funzi (taglierini col sugo di funghi), ravieu de pexu, e de carne co-o tuccu (ravioli di pesce, e di carne con ragù di carne), laxerti co-i poixi: sgombri con piselli, purpu co-e patatte e l’aggiu: polpo con patate e aglio, buridda di pesce e di stoccafisso. Zemin de seppie e co-e articiocche (seppie in umido con bietole e funghi secchi, e con carciofi), luassu buggiu e in tu furnu (branzino bollito e al forno), Per gli amanti della carne, cuniggiu in cassoula (coniglio alla carlona con quello che si trovava, in casseruola), pulastru in cassoula e in tu furnu (pollo in casseruola e al forno), fricassea de agnellettu co-e articiocche (spezzatino di agnelletto con carciofi), agnellu e cravettu in tu furnu co-e patatte (agnello e capretto con patate al forno), vitella co-i funzi neigri (vitella con funghi porcini), çimma pinn-a (cima ripiena: pancia di vitello farcita). Tra i dolci, l’antica turta duçe de succa (torta dolce di zucca), bunettu (budino di latte con uova), le biscette (esse di pasta frolla con nocciole e acqua di fior d’arancio), amaretti e frutti canditi. Tutto questo ben di Dio, contrae matrimonio d’amore con i vini Doc ed IGT della provincia di Savona.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


di Silvana Delfuoco

Le Valaine: le variazioni della capra

Caprini al Calvados, cioccolato al latte di capra, gelato al siero di latte aromatizzato alla frutta, nella cornice di un paesaggio carico di storia. E proprio da una storia d’amore tutto ha avuto inizio…

S

olo l’idea di poter gustare un pezzetto di cioccolato riusciva a far desiderare ad Agnès Dherbecourt, colpita da una grave malattia, di riaccostarsi al cibo. Purtroppo allergica alla proteina bovina, come il 4% della popolazione europea adulta (gli intolleranti al latte vaccino sono

invece ormai il 40%), la maggior parte dei prodotti di cioccolateria in commercio le erano proibiti: polvere di siero, lattosio di origine imprecisata, estratti di burrocacao, proteine animali… L’idea vincente venne allora a suo marito Bernard: cacao, zucchero e… latte di capra! E’ cominciata così l’avventura di Bernard e Agnès a Étretat, in quella splendida Côte d’Albâtre famosa per le sue falaises a picco sul mare, rifugio e fonte di ispirazione per gli impressionisti fin de siècle. Dalla loro casa sulla collina, un Manoir del XVIII secolo protetto dai venti da una corona di querce, faggi, pioppi e castagni, come vuole la tradizione delle closmazure, le antiche “corti” di queste zone, si gode lo spettacolo dell’oceano che batte contro le bianche scogliere più a valle. Dei venti ettari di terreno che costituiscono l’azienda agricola, dieci sono destinati a coltivazione (grano, orzo, mais, barbabietole da zucchero), e i restanti dieci a fieno e a pascolo per il gregge di sessanta capre da latte di razza Alpine Chamoisée, scelte perché le più

Veduta di Côte d'Albâtre in Normandia

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Scheda informativa L’azienda Le Valaine fa parte del circuito “Bienvenue à la Ferme” e aderisce alla “Convention Ferme Pédagogique de la Bergerie Nationale de Rambouillet”. Le visite, sempre guidate, sono possibili secondo l’orario stabilito per i singoli, o su appuntamento per i gruppi. Per informazioni: www.levalaine.com

facilmente adattabili al clima normanno. Per

hanno già conquistato un pubblico di clienti

le sue capre Bernard ha un’attenzione quasi

affezionati, e ormai non solo nelle vicinanze!

maniacale: oltre all’erba dei prati, che brucano

“Non è che la conferma di un fenomeno curioso, ma

durante i due pascoli quotidiani, sono nutrite con

anche sicuramente inconfutabile:- ci ha dichiarato

erba medica, orzo e granoturco. Dal loro latte,

Bernard Dherbecourt - la capra, nell’immaginario

spumeggiante e profumato, si ricava innanzitutto

collettivo, trasmette un messaggio fortemente

il formaggio, lavorato con un particolare sistema

positivo, e il suo latte è ricco di virtù e potenzialità

artigianale brevettato a 24° e non a 37°, in modo

ancora in parte inespresse. Infatti il nostro

da preservarne tutta la fragranza. A lavorazione

problema, oggi, non è certo quello di trovare

ultimata, si procede all’affinamento, che si protrae

nuovi mercati: le richieste e i contatti commerciali

fino a cinque successivi stadi, per accontentare

sono in crescita. Anche all’estero si stanno

i gusti di tutti e poter utilizzare il formaggio anche

interessando a noi, ma per poter pensare ad un

in diverse preparazioni gastronomiche. Anche dal

eventuale aumento della produzione dovremmo

siero del latte, residuo di lavorazione, la fantasia

poter contare su nuovi collaboratori, che è

di Bernard ha creato un prodotto inedito, che

l’unica difficoltà che ancora non sono riuscito a

ha voluto chiamare Capri’ice: dei freschi gelati

superare!”. E così, almeno per ora, Le Valaine

profumati alla frutta. Ma l’idea vincente, quella

continua ad essere una piccolissima azienda a

da cui tutto il progetto ha preso vita, resta il

conduzione familiare: Agnès, Bernard e… le loro

cioccolato, anzi Les Chocolats du Valaine, che

sessanta Alpine Chamoisée !”.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5

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di Gudrun Dalla Via fotografie www.winesfromaustria.com

Il vino in Austria: un marketing d’oro

Un territorio relativamente piccolo rispetto alle nazioni grandi produttori di vino. E la popolazione locale consuma buona parte del suo vino (30 litri p.c./anno). Eppure l’Austria si è conquistata un posto notevole, a livello mondiale, grazie al lavoro sulla qualità e ad un marketing intelligente, ben strutturato

Grandi vini in un grande terroir ntorno al 47° e il 48° parallelo, all’incirca all’altezza della zona francese di Beaune e Reims, con 50.000 ettari di terreni dalla composizione assai variabile e un clima davvero favorevole, alcune regioni della Bassa Austria (che è poi quella a Est) sono vocate alla viticoltura da molti millenni: almeno cinque, ma forse addirittura dieci.

I

16

Qui, la storia della viticoltura e dei vini è stata gloriosa, e a volte anche travagliata. Oggi l’Austria si presenta al mondo con un notevole ventaglio di vini davvero eccezionali, in gran parte unici. Diversi sono i vitigni autoctoni, e comunque numerosi quelli che prosperano solo in questa parte del mondo. I vini “internazionali” come il Riesling possono acquisire qui dei connotati assolutamente unici, ben diversi da quelli del Riesling della vicina Germania e dell’Italia. A contribuire sono i suoli, il clima protetto ma con notevoli escursioni termiche giorno/notte, l’esperienza dei vignaioli e degli enologi insieme alla scelta di abbinare, alla lunga tradizione, delle tecniche innovative. Grande attenzione alle tendenze di proteggere l’ambiente e di arrivare ad un prodotto “pulito”, molto amato dal pubblico. In Austria è iniziata già decenni fa la viticoltura biologica e biodinamica e sta crescendo continuamente, in parallelo alla lotta integrata. Al punto che l’Austria si sta profilando leader in questo settore da tempo uscito da una

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


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Primi,unici inimitabili


nicchia di mercato: il “vino bio” ha conquistato una porzione notevole delle vendite totali. Gli scandali dell’etanolo del 1985 hanno messo in ginocchio molti produttori di vino austriaci. Ma hanno portato anche ad una svolta positiva, con una grande ricerca della qualità e della certificazione. Vini diversi, proposti con una comune strategia Già nel 1986 è stata fondata in Austria la AWM, Austrian Wine Marketing, un’agenzia ufficiale di marketing per il vino austriaco di qualità: soprattutto per la sua diffusione e la sua immagine, nel mondo. 18 persone, tutte altamente specializzate che a tempo pieno si dedicano al vino austriaco di qualità in generale: senza preferenze o clientelismi, ma con grande attenzione alle tipicità, alle differenze regionali e con una comunicazione ed organizzazione ad altissimo livello. Il finanziamento arriva dallo stato, dalle regioni vitivinicole, da contributi obbligatori da parte dei vignaioli (che abbiano più di mezzo ettaro di

18

vigneto), dei commercianti di vini. Ogni due anni AWM organizza un viaggio per giornalisti specializzati in enogastronomia e per importanti enologi ed importatori provenienti da 35 o più nazioni, per far loro visitare determinate zone, vitigni, cantine e per far loro degustare i prodotti migliori del paese, ogni volta con tematiche ben precise. Nell’altro anno organizza a Vienna “VieVinum”, la più grande Fiera del Vino dove invita circa 600 commercianti di vino, gastronomi, sommeliers e giornalisti specializzati. Un’altra strategia verso una migliore riconoscibilità del vino, in Austria e all’estero, è l’etichettatura più esplicita e dettagliata nonché l’introduzione dei DAC (Districtus Austriae Controllatus) secondo il codice romano. Se in passato il nome del vitigno e il luogo di origine davano le uniche indicazioni di qualità al consumatore, ora la sigla DAC è di per sé un indice di qualità, e le sue regole sono da considerarsi tra le più rigide e severe tra i Paesi vitivinicoli europei.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


di Enza Bettelli

Il vino nell’isola dei Cavalieri

Nel piccolo arcipelago maltese 7000 anni di storia raccontano dei Fenici e dell’Ordine di Malta, di Napoleone e dell’aristocrazia britannica. E in questi secoli epici affondano le radici di una viticoltura “giovane” che ha almeno 2500 anni

S

ituate al centro del Mediterraneo, le isole di Malta, Gozo e la piccolissima Comino si sono ritrovate a fare da crocevia per le culture di parecchi popoli fino a quando nella

20

seconda metà del 1500 Malta divenne sede dell’Ordine dei Cavalieri. Sono stati secoli difficili che hanno, naturalmente, messo in crisi anche l’agricoltura. Tuttavia, il clima caldo e umido delle

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isole, che permette alle uve di maturare piuttosto rapidamente, ha da sempre favorito la viticoltura della quale si hanno notizie documentate che risalgono ai Fenici, mentre botti e altri ritrovamenti di epoca romana testimoniano che il vino veniva prodotto sulle isole maltesi e anche trasportato via mare per la vendita. Il dominio arabo porta a un incremento delle tecniche vitivinicole mentre sono i Cavalieri di San Giovanni a gettare nel XV secolo le basi per una vera e propria industria vinicola che però subisce un significativo arresto nel XVIII secolo, a causa della quasi totale trasformazione dei terreni vitati in campi di cotone, un prodotto molto richiesto e remunerativo in quel periodo. In tempi antichi nell’arcipelago maltese venivano coltivati oltre 120 vitigni diversi, un numero che

venne radicalmente ridotto dal flagello della fillossera che qui, come nel resto del mondo vinicolo, fece scomparire molti tipi di uve. Lentamente il reimpianto dei vitigni è progredito fino ad arrivare agli oltre 900 ettari odierni a Malta dei quali circa 500 sono registrati come produzione DOC. L’incremento della produzione, che attualmente è di circa 3 milioni di bottiglie per anno (con riferimento ai 9 produttori di vino autorizzati sull’isola), è legato anche all’aumento della richiesta sia del mercato interno sia del turismo di settore in continua crescita. Un fattore molto importante per l’economia maltese che non sottovaluta l’importanza del ruolo della scuola di formazione per i giovani addetti alla mescita del vino nell’ambito dell’industria dell’ospitalità,

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Dall ’

Aragosta all ’arancia...

...allo

Z ampone al ribes.

Prima di esibirsi nei migliori locali è tenuto a riposo per almeno 48 mesi. Sa stare al mondo e tutto il mondo lo apprezza. Notevole e pregiato se gustato da solo, è particolarmente apprezzato in compagnia. È il complice ideale di tutta una cena e si esalta con le proposte più insolite e raffinate. Tutto il menù ha un perfetto alleato, anzi due: Altemasi Riserva Graal e Altemasi Brut Millesimato. Un piacere dalla A alla Z. Altmasi Graal  Altmasi Millsimato. Piacr a tutto pasto.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5

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davvero progredita nell’arcipelago. Sempre in questa ottica, sono ormai parecchie le strade del vino a Malta e Gozo e sempre più spesso i tour operators offrono pacchetti che comprendono anche visite e degustazioni presso le aziende vinicole delle due isole. In questi ultimi anni il vino maltese ha trasformato la sua struttura con un costante e avvertibile miglioramento che ha consentito ai produttori di guadagnare alcuni importanti riconoscimenti in competizioni internazionali. Accanto ai corposi vitigni autoctoni Gellewza e Ghirgentina, sono oggi presenti classici internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Grenache, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Carignan, Chenin Blanc e Moscato. I più apprezzati sono comunque il rosso secco La Vallette Vin Rouge e i vari Verdala, cioè il bianco secco, il Moscato e il nuovo rosé, secco e fruttato. La dicitura Special Reserve era invece una volta riferita al vino venduto in bottiglie e non

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in botti come si faceva abitualmente. Tutti hanno gradazione abbastanza elevata, in particolare quelli di Gozo, e bouquet intenso.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


Una gastronomia mediterranea

La cucina maltese ha assorbito la cultura gastronomica dei vari popoli che nei secoli hanno messo piede nell’arcipelago. Le ricette tradizionali sono ispirate a quelle della vicina Sicilia, separata da Malta da solo 93 km di mare, e quelle arabe e un mix con quelle britanniche per quanto riguarda la cucina più moderna. Il piatto più tipico è il coniglio (fenek), soprattutto fritto e in umido, protagonista di una altrettanto tipica cena (fenkada) il cui menu comprende spaghetti al sugo di coniglio, coniglio cotto in vari modi e dessert di noci e fichi. Tra i piatti più apprezzati le timpana, cioè timballi di maccheroni, formaggio e uova simili a quelli siciliani, e i pastizzi, frittelle e fagottini di carne o verdure. Molto ricca la presenza di verdure e di pesce, le cui ricette hanno nomi e preparazioni che molto spesso si rifanno a quelli della gastronomia siciliana. Accanto a questi piatti di impronta rustica si sta affermando una nuova e moderna tecnica di preparazione che, pur utilizzando i prodotti del territorio, li presenta in modo più leggero e raffinato e il tradizionale coniglio arrosto diventa, per esempio, una elegante mini quiche. Semplice o raffinata, la tavola maltese può contare sempre su dell’ottimo pane (hobz) dalla crosta croccante ma morbido all’interno. E oltre che con i buoni vini dell’isola si può pasteggiare con la birra locale, dal gusto pulito e leggero, e chiudere con un bicchierino di bajtra, un liquore a base di fichi d’India e miele.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


Qualità dell’uva di Lorenzo Tablino

Vendemmia in corso: affrontiamo in questo numero della rivista una serie di problemi connessi al controllo della qualità dell’uva. Fattore essenziale per i caratteri organolettici del nostro vino

D

iceva anni fa il grande Arturo Bersano: “Vuoi bere bene, acquista una vigna”. Circa cento anni fa fu ideato l’indice Decillis - Odifredi, ovvero il valore del rapporto zuccheri riduttori/ acidità totale presente nell’acino. In molte cantine, il parametro per il controllo dell’avanzamento della maturazione dell’uva è ancora questo. Eppure, come vedremo, la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante, in questo settore. Di norma, quando l’uva arriva in cantina, il controllo qualitativo riguarda l’aspetto visivo e al grado densimetrico. È difficile codificare i vari parametri riguardo all’estetica dei grappoli. Importanti sono l‘esperienza dell’enologo e dei cantinieri. Vediamo comunque i principali: aspetto grappoli - assenza malattie - acini rossi verdi, non maturi - tipo cultivar e ovviamente assenza di altri vitigni. Inoltre occorre valutare se l’uva è fresca o raccolta da tempo, peggio se ha iniziato a fermentare, se l’uva è asciutta oppure leggermente bagnata, presenza di corpi estranei, esempio foglie, pezzi di tralcio.

24

Passiamo ora alla misurazione densimetrica del mosto ottenuto. Sono possibili numerose misure mediante utilizzo di strumenti diversi. In Italia, di norma, si usano: - Babo = Chilogrammi di zucchero per quintale di mosto. - Baumè = misura empirica corrispondente grosso modo al futuro grado alcolico del vino In altri paesi variano i nomi e le misure: Brix, Guyot, Balling, Oeschsle. Come è noto, il valore del grado Babo moltiplicato per la densità del mosto e per il coefficente 0,6 da il valore approssimativo in alcol del futuro vino. Comunemente una gradazione zuccherina di 18 Babo sviluppa nel vino 12 gradi di alcol svolto. Per alcuni vitigni, sono interessanti i quadri aromatici presenti nella polpa e nella buccia. Il problema è stato dibattito negli scorsi anni in varie sedi (esempio Consorzio Tutela Asti ), purtroppo i tempi rapidi delle operazioni vendemmiali non permettono di eseguire detti rilievi in vigneto. In genere l’analisi sui quadri aromatici dell’uva di

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


La raccolta di Barbera d'Asti

fatto si fa in laboratorio mediante cromatografia.

la massima concentrazione fenolica nell’acino si

L’evoluzione legislativa nel settore vitivinicolo

ha qualche giorno dopo aver raggiunto il massimo

rende utili ulteriori controlli all’uva sotto il profilo

degli zuccheri. I valori talvolta arrivano anche a

dei residui antiparassitari e dei metalli pesanti.

4-5 grammi per litro. Motivo per cui molti enologi

Ma il problema è sempre il solito: analisi molto

raccolgono l’uva a leggerissima surmaturazione.

complesse, tempi lunghi, costi elevati. Nuovi parametri recentemente hanno attirato l’interesse degli enologi. Vediamoli in sintesi: Maturità fenolica dell’acino, elemento essenziale per valutare l’andamento dei composti fenolici dell’intero acino. Sono

26

Un altro metodo da circa dieci anni si è diffuso. Si tratta della valutazione della maturazione dell’uva con masticazione della medesima, si potrebbe definire mediante il controllo organolettico della maturità dell’acino. In che consiste? Si prelevano

parametri importantissimi per valutare la qualità

un certo numero di grappoli, si selezionano 20 acini

del futuro vino, in particolare se destinato alla

e si masticano a gruppi di tre. Si valutano polpa,

conservazione. Si esprime in grammi di polifenoli

buccia e vinaccioli separatamente descrivendo

per litro di mosto, il cosiddetto indice di Folin. Nelle

vari parametri organolettici in funzione del grado

grandi annate la perfetta maturità fenolica, ovvero

presunto di maturità raggiunto.

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


Porta e mosaici del XIX° secolo, in rue de Mars a Reims, sede della Maison Jacquart

DALL’ARTE DI PRODURRE ALL’ARTE DI VIVERE

Il mondo di Jacquart è un mondo di savoir-faire. Gli Champagne Jacquart sono l’esaltazione di uve eccezionali, attraverso il sapiente lavoro dei vignaioli della regione. Questo lavoro comporta il rispetto per i ritmi della natura, e la pazienza nel seguire l’andamento delle stagioni. Dal grappolo al bicchiere, è necessario allearsi al tempo progetto d’eccellenza. Dai vignaioli al responsabile di cantina, a ogni fase, ciascuno dà il meglio di sé per esaltare tutte le qualità dei vini, e per riscoprire la sorpresa, sempre nuova, dell’incontro con ciò che è straordinario. Toccando i sensi e le emozioni, lo Champagne Jacquart aiuta a rendere irripetibile ogni momento di privilegio.

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Il Vermentino Nero: il vitigno del mare

di Luca Iacopini e Massimo Bracci

In Toscana grazie alla tenacia e agli sforzi di alcuni storici produttori si è coltivato il Vermentino Nero

L

a Lunigiana, l’Alta Versilia e tutta quell’area Toscana dove si producono i vini di Colli di Luni e del Candia oggi è famosa per il turismo, per il marmo e molti piatti tipici. Ma in realtà dal Medioevo in poi ha acquisito un posto di primissima importanza nella storia nazionale e mondiale, ad esempio pensiamo alla strada Francigena che tagliava tutti questi territori. Questa storica via che da Canterbury portava a Roma, in passato era percorsa da centinaia di migliaia di pellegrini in viaggio da tutta Europa verso Roma. Essa è da considerarsi una delle grandi strade che nel Medioevo, univa Roma con il Mare del Nord, il percorso era lungo

28

1.600 km con molte tappe importanti riscoperte da documenti storici: in Toscana si toccava Siena, San Gimignano, Lucca, ma anche la Lunigiana attraversando antiche pievi, castelli ed altri edifici storici. L’importanza della Francigena è da collegarsi anche per l’aspetto enoico in quanto i pellegrini che facevano tappa in queste zone apprezzavano i vini della Lunigiana, già a quel tempo molto conosciuti. E proprio i vini dell’Alta Toscana che hanno attirato la nostra attenzione anche con la concomitanza di una degustazione organizzata dagli amici della delegazione Fisar di Livorno sui vini dei Colli di Luni e del Candia. Può capitare che andando ad una degustazione, si è decisi di approfondire l’argomento con la stesura di un articolo specifico e poi d’un tratto di ritrovarsi a cambiare radicalmente idea perché improvvisamente qualche bella novità ci ha incuriositi e ci ha sollecitato a saperne di più. È quello che ci è successo alla degustazione dei Colli di Luni e del Candia dove ci siamo ritrovati a degustare, in mezzo a tanti ottimi Vermentino, anche un Vermentino Rosso! E “in corso d’opera” per così dire, ci siamo immersi in questa nuova tipologia: il Vermentino Nero, si coltiva

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Gustatevi lo spettacolo.

Salone del VINO

Torino, Lingotto Fiere. 24 - 26 ottobre 2009 www.wineshow.it | info@wineshow.it

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30

sin dall’epoca Romana. Il nome: Vermentino Nero,

20 in provincia di Massa e i rimanenti distribuiti nelle

farebbe subito pensare a un legame con il vitigno

province di Lucca e Pisa. Nonostante sia presente

più famoso a bacca bianca, e per molto tempo si è

sul territorio toscano da moltissimo tempo sono

creduto fosse così, una mutazione clonale in rosso

pochi i produttori che lo continuano a coltivare e

del Vermentino. Ebbene, recenti studi hanno invece

tutt’oggi rischia per certi versi un pericoloso declino.

escluso questo legame e hanno stabilito con buona

Essenzialmente la ragione risiede nel fatto che è

certezza che sono due vitigni completamente

un vitigno la cui gestione in vigna non è facile, ha

diversi tra loro fatta eccezione della condivisione

bisogno di molte cure e nonostante queste, molte

del nome e della zona di produzione. Perché allora

volte poi i risultati in bottiglia non sono sempre

ha acquisito il nome Vermentino? La teoria più

esaltanti. Ma la grande passione di alcuni produttori

accreditata è quella su una notevole somiglianza del

per questo vitigno con le moderne tecniche

colore “vermiglio” della gemma nella fase di fioritura

enologiche e le continue sperimentazioni colturali

nei due vitigni e sulla forma delle foglie, aggiunta alla

sta portando a risultati veramente incoraggianti.

condivisione della stessa zona di produzione dei

Anzitutto la tendenza di questi ultimi anni è la

due vitigni: la Lunigiana. Questo forse ha portato

produzione in purezza e questa sembra essere la

chi lo coltivava ha chiamarlo Vermentino Nero. Le

strada giusta di un futuro successo. Attualmente

origini di questo vitigno sono piuttosto nebulose ma

sotto il profilo della classificazione, il Vermentino Nero

con buona probabilità le colline dell’alta Toscana

non rientra a pieno titolo in alcuna doc se non in

sono la patria di origine e la zona dove tutt’ora viene

Colli di Luni Rosso come apporto a questa tipologia

coltivato. Un censimento risalente a qualche anno

quindi le versioni in purezza sono classificate come

fa stabilisce circa 70 ettari di terreno coltivato di cui

igt. Recentemente il Consorzio del Candia ha

Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5


Docks Market

è il partner sicuro, forte e dinamico dei

professionisti commerciali di successo. Abbinato alla cultura del vino e l’interesse crescente per questa preziosa bevanda cantata dai padri della nostra storia suggerisce il nostro messaggio. Una grande varietà di vini e spumanti per ogni momento della giornata e della vita, perché il vino è un compagno insostituibile. Ogni pietanza vuole il "suo" vino. Solo così, infatti, aromi e sapori si esaltano traendo reciproco beneficio. L'abbinamento, cioè la scelta del vino adatto ad accompagnare un piatto, deve prendere in considerazione l'intero menu. Prima si degusteranno vini bianchi giovani, freschi, tenui e aciduli, per proseguire con vini bianchi più strutturati, rosati o rossi giovani, di buona intensità e offrire poi i rossi invecchiati di buon corpo, con sapori intensi, decisi e di notevole persistenza. Per concludere, il dessert verrà accompagnato da vini intensi, aromatici, amabili, abboccati o dolci.

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puoi trovare offerte speciali settimanali e quindicinali,

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presentato una richiesta di doc specifica e vedremo

(vermentino nero 85% altri vitigni locali 15%); nel

come si evolverà. Un produttore in particolare,

bicchiere si mostra con un colore rosso rubino

Pier Paolo Lorieri, potremmo definirlo una specie

limpido, chiaro. Al naso fine e intenso, predominano

di guardiano e protettore del Vermentino Nero,

sentori di piccoli frutti rossi maturi; in bocca molto

fin dal 1989 ha deciso di produrlo in purezza e

fresco, tannico e con una buona acidità. Sicuramente

recentemente ha dimostrato con una degustazione

il nostro campione in degustazione è giovane e si

verticale di 14 annate, dal 1989 al 2004, come

sente ancora la sua aggressività ma tutto gioca a

l’evoluzione di produzione stia andando verso

favore di una lunga permanenza in bottiglia che gli

risultati sempre più esaltanti. Infatti un crescendo di

permetterà un’evoluzione sicuramente in positivo.

preferenze verso le annate recenti ha evidenziato il

Grazie a questi produttori abbiamo conosciuto un

continuo miglioramento e soprattutto ha evidenziato

altro piccolo gioiello enologico italiano. Vogliamo

le notevoli capacità di invecchiamento di questo vino

fare l’augurio a tutti noi amanti delle piccole aree

dovuti agli importanti contenuti polifenolici e all’acidità

enologiche, amanti della territorialità dei prodotti

sostenuta che preserva una piacevole freschezza

enogastronomici, che queste nuove normative

anche a distanza di anni.

comunitarie le possano lasciare vivere e non

Abbiamo degustato il vino dell’azienda Terenzuola

globalizzino tutto a favore delle grandi aziende.

Vino, cultura, territorio Prossimi appuntamenti:

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a cura della redazione di Quality ADV

Sai bere Radici a Montalcino, sguardo a Sant’Antimo

È cosi che si presenta la Poderina, la tenuta ilcinese di proprietà della Saiagricola dal 1988. Situata nella parte sud-orientale vicino al borgo medioevale di Castelnuovo dell’Abate a pochi chilometri da Montalcino in una panoramica posizione collinare, circondata da vigneti ed oliveti, con l’affaccio sulla abbazia romanica di Sant’Antimo. Una zona questa, forse poco conosciuta, ma che conferisce particolare eleganza ed equilibrio al Sangiovese che viene coltivato. Il casale in pietra, recentemente recuperato, è composto da due appartamenti indipendenti con capacità ricettiva di tre ospiti ciascuno. È ubicato in ottima posizione per intraprendere itinerari turistici di vario genere e belle passeggiate a piedi o in bicicletta. Con 49 ettari di cui 24 a vigneto, 10.50 iscritti all’Albo del Brunello di Montalcino; 3.50 all’Albo del Rosso di Montalcino; 4.50 all’Albo del Moscadello di Montalcino e 5.80 a quello della doc Sant’Antimo. Si produce Brunello di Montalcino, la selezione “Poggio Banale” ed un sensazionale Moscadello da vendemmia tardiva ed inoltre Rosso di Montalcino doc e Rosso di Toscana igt.

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Dalle Guide 2009 Brunello di Montalcino docg annata 2003 Wine Advocate Robert Parker: 91/100 Gambero Rosso: 2 bicchieri Luca Maroni: 90 punti Veronelli: 91/100 Duemilavini Ais: 4 grappoli L”espresso: 14,5/20 Moscadello di Montalcino doc vendemmia tardiva annata 2006 Luca maroni 94 punti L’Espresso 16,5/20 Gambero Rosso: 2 bicchieri vino in finale Veronelli: 93/100 3 stelle Duemilavini Ais: 4 grappoli Vini buoni d’Italia 4 stelle vino da non perdere

Brunello di Montalcino D.o.c.g. La Poderina Uve utilizzate: sangiovese 100% Un grande rosso da lungo invecchiamento, alta espressione della tradizione di Montalcino. Ha colore rubino intenso con riflessi granata e profumi concentrati, avvolgenti, eterei, con note di amarena, frutti di bosco e vaniglia. Il sapore è deciso, piuttosto tannico in gioventù, morbido e persistente. Va servito a 18°C, in ampi calici e trova il miglior abbinamento con arrosti di carni bianche e rosse, con pollame nobile, cacciagione e formaggi stagionati. Viene affinato per il 60% della massa in botte grande di rovere di Slavonia; il 40% in barrique per i primi 12 mesi . A seguire tutta la massa viene messa per 12 mesi in botte grande di Slavonia e, dopo un breve passaggio in acciaio, trascorre i 18 mesi finali in bottiglia. Possibilità di invecchiamento: 15 anni

“Poggio Banale” Brunello di Montalcino docg Uve utilizzate: sangiovese 100%. È un Brunello del tutto speciale, frutto dei più bei vigneti della tenuta. Colore rosso rubino intenso, profondo, con profumo ampio di amarena e bacche rosse, reso ancor più complesso da un giusto apporto di vaniglia e tabacco ottenuti da un sapiente uso della barrique. Va servito a 18°C in ampi calici ed è ottimo con arrosti e stufati di carni rosse, arrosti di cacciagione e formaggi stagionati Affinato per 12 mesi in tonneaux di rovere francese seguiti da 12 mesi in botte grande di rovere di Slavonia. Poi, dopo 6 mesi in acciaio inox, riposa in bottiglia per 18 mesi. Possibilità di invecchiamento: 18/20 anni.

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Moscadello di Montalcino doc Vendemmia tardiva. Uve utilizzate: moscadello 100%. Un vitigno coltivato da tempo immemorabile nella zona. Viene proposto in versione Vendemmia Tardiva, che possiede maggiore concentrazione; la resa è molto bassa: appena 8/10 hl di vino da ogni ettaro di vigna. Ha colore giallo dorato e profumi aromatici, con note di frutta esotica, ananas e mango in particolare. Il sapore è dolce, rotondo, avvolgente, molto persistente. Va servito a 10°C in piccoli calici a tulipano e ne consigliamo l’abbinamento con crostate di frutta, dolci a pasta lievitata, semifreddi alla crema. Alla fermentazione in barrique, seguono l’affinamento per circa 9 mesi sulle fecce e 6 mesi in bottiglia. Possibilità di invecchiamento: 10 anni.

La Poderina

Località Poderina 53020 Castelnuovo dell’Abate Montalcino (SI) Tel e Fax +39 0577 835737 www.lapoderina.it • lapoderina@saiagricola.it

Il management

Amministratore delegato: Domenico Terzano Direttore generale: Guido Sodano Enologo: Lorenzo Landi Agronomo: Franco Fierli

Il Gruppo Saiagricola

5000 ettari di proprietà in 3 regioni 300 ettari di vigne Oltre 1 milione di bottiglie Certificazione ISO 14000 per tecniche ecocompatibili Certificazione ISO 9001 per la qualità

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Merano WineFestival & Gourmet 2009 all’insegna di ottimismo e futuro

a cura della redazione di Quality ADV

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erano WineFestival & Gourmet dal 31 ottobre al 9 novembre dedica dieci giorni di eventi a deliziare i cinque sensi con vini selezionati di altissima qualità dalle zone vitivinicole più vocate del mondo, squisitezze gastronomiche artigianali, chef stellati che plasmano in diretta le loro creazioni culinarie, hotel e locande dove accoglienza di charme si sposa alla celebrazione del gusto. GourmetHotelCollection e Locande del Gusto dal 31 ottobre al 3 novembre nella GourmetArena in piazza Terme a Merano presentano ambienti lussuosi con i loro chef, abili artisti del piacere, in abbinamento a vini di punta, tra cui l’Albereta Relais & Châteaux di Erbusco (BS), la Masseria Torre Maizza di Savelletri di Fasano (BR), l’hotel Hassler di Roma, il Palazzo Bontadosi di Montefalco (PG). Dal 6 al 9 novembre tutti gli appassionati estimatori gourmet sono invitati a festeggiare il diciottesimo compleanno del Merano International WineFestival & Culinaria, che quest’anno esordisce con ottimismo e dedica l’edizione al futuro aprendo le porte il 6 novembre con la quinta edizione di bio&dynamica in cui 53 aziende certificate dall’Italia e dall’estero espongono per la prima volta nello splendido Pavillon des Fleurs del Kurhaus, a dimostrazione di quanto importanti sono diventati i vini prodotti in modo biologico e biodinamico. Dal 7 al 9 novembre si conferma l’elitarietà e il successo della manifestazione accogliendo nella

altri Philippe Leveillé del ristorante Miramonti l’altro di Costorio di Concesio (BS), Nico Romito del ristorante Reale di Rivisondoli (AQ), Francesco Bracali del ristorante Bracali di Massa Marittima (GR). Per gli amanti del bere bene la nuova sezione Beer Passion con l’attenzione sulle birre artigianali.

cornice Jugendstil del palazzo del Kurhaus i produttori selezionati dall’Italia e dal mondo. In rappresentanza di tutta Italia 313 produttori espongono personalmente e propongono in degustazione i vini selezionati, divisi nella sezione Centum con 100 produttori, Italia Excellentis con 157, Extremis con 18, Dulcis con 13, Vini Futuri con 25, Consortium con 6. Del panorama internazionale con l’International Top Selection 147 aziende, tra cui 31 produttori dell’Union des Grands Crus de Bordeaux, 25 produttori Verband Deutscher Prädikatsund Qualitätsweingüter, 17 aziende dello Champagne. La Culinaria a denominazione rigorosamente italiana delizierà i palati con le eccellenze gastronomiche di 100 produttori in merito a caffè, cioccolato, aceto balsamico, olio d’oliva, formaggi, salumi, paste e riso, salse-sughi e mostarde. Inoltre la sezione Aquavitae & Liquores propone 10 aziende di distillati e liquori pregiati. Dal 7 al 9 novembre la GourmetArena in piazza Terme accoglie CookingXWine con le selezioni degli chef curate da Luigi Cremona, noto giornalista e gastronomo, che quest’anno introduce tra gli

Merano International WineFestival & Culinaria 2009 guarda al futuro e domenica 8 novembre nella sala Ohmann e Palmengarten propone Vini Futuri: 25 produttori selezionati, con aziende che sono presenti sul mercato da massimo dieci anni, ma le cui produzioni meritano attenzione e possono rappresentare delle vere scoperte per il futuro. Sempre in quest’ottica lunedì 9 novembre nella sala del Pavillon des Fluers, il rinomato enologo Roberto Cipresso interviene a presentare la sua filosofia per il vino di domani e con il team di Winemaking conduce un affascinante viaggio attraverso i vini delle aziende che, dal Nord al Sud della nostra penisola, hanno scelto con loro di percorrere la strada del terroir. Il programma può subire variazioni e maggiori informazioni si possono avere consultando il sito www.meranowinefestival.com o telefonando alla Gourmet’s International di Merano al 0473 210011, responsabile ufficio stampa e comunicazione: dott.ssa Isabella Lughezzani

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Vini DOC della provincia di Torino: un tesoro tutto da scoprire

a cura della redazione di Quality ADV

Al Wine Show di ottobre torna la selezione enologica della Camera di commercio

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aluso, Carema, Canavese, Freisa di Chieri, Collina torinese, Pinerolese e Valsusa: sono i sette vini doc della provincia di Torino, raccontati dalla Camera di commercio nella nuova guida 2009: accanto alla selezione enologica dell’ente camerale vengono infatti descritti a degustatori esperti e a semplici appassionati, i vitigni più pregiati del territorio. Non è la prima volta che Torino presenta i suoi vini: la guida è infatti alla sua terza edizione, più ampia e ricca delle precedenti. Innanzitutto ricca nei numeri, con sempre più aziende selezionate dalla Commissione di degustazione della Camera di commercio di Torino; numeri che dimostrano

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quanto sia diffuso tra i produttori enologici del territorio il senso della cura e dell’eccellenza. E anche ricca nei contenuti, grazie alla collaborazione del Laboratorio Chimico camerale, nuovo partner del progetto, alla federazione tra Consorzi di Tutela Vini DOC Alto Piemonte e all’Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino. Nel volume si può trovare il meglio della produzione enologica locale, ma anche la sua tradizione: la guida, infatti, presenta i vini DOC raccontandone le qualità e la varietà che testimoniano una forte identità territoriale e storico-culturale. La selezione ricostruisce un territorio di cui si intuiscono gli ambienti, a volte particolarmente difficili, nei quali operano le aziende vitivinicole.

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La selezione dà spazio solo al miglior “nettare”, da gustare e da scoprire. Un dato straordinario per un territorio che da anni si impegna nella produzione del vino di qualità. Un segnale ottimo per la Camera di commercio di Torino che da sempre rivolge una speciale attenzione al settore, esercitando, tra gli altri, l’importante compito di certificazione dei vini a denominazione di origine della provincia. Un successo che non si può nascondere al pubblico straniero: per questo il volume si fa in tre, affiancando al testo in italiano anche le traduzioni in inglese e francese. Dal 24 al 26 ottobre 2009 la guida alla selezione dei vini DOC di Torino e provincia sarà distribuita gratuitamente al Wine Show, presso lo stand della Camera di commercio. A Salone concluso sarà possibile scaricare la guida dal sito www. to.camcom.it/guidavini o ritirarne copia presso la il settore Relazioni con il Pubblico dell’ente camerale, in via San Francesco da Paola 24 a Torino.

Il Laboratorio Chimico è nato circa mezzo secolo e nel 1980 si è ampliato, divenendo un’azienda speciale della Camera di commercio di Torino, spostandosi nella nuova sede in via Ventimiglia 165. Opera senza fini di lucro come organismo tecnico per la Camera di commercio di Torino e collabora con le altre Camere di commercio Piemontesi nello svolgimento dei compiti di promozione economica, offrendo alle imprese ed ai consumatori un servizio di analisi, consulenza e formazione assolutamente indipendente ed

imparziale. Le analisi merceologiche, eseguite su alimenti e bevande, rappresentano il punto di forza del Laboratorio camerale, affiancate a studi e verifiche di controllo di processi produttivi per consentire sia l’adeguamento agli obblighi di legge, sia l’ottenimento di un valore aggiunto alle produzioni alimentari. Per completare il controllo di filiera vengono condotte anche le analisi nel settore agricolo: alimenti zootecnici, terreni e fertilizzanti. Tra i servizi offerti nell’ambito della sua missione istituzionale, rientra la verifica di conformità di contenitori e imballaggi a contatto con gli alimenti, le analisi OGM e l’utilizzo dell’analisi del DNA per la tracciabilità alimentare. Il Laboratorio fornisce inoltre servizi di consulenza e formazione specifica sulla sicurezza alimentare, per consentire alle aziende non solo un controllo attraverso il dato analitico, ma anche, e soprattutto, una corretta interpretazione ed applicazione dei dati. Tra i progetti svolti in collaborazione con la Camera di commercio di Torino, ricordiamo i “Maestri del Gusto”: compito del Laboratorio è quello di valutare i parametri e le metodologie di produzione di ogni azienda aderente alla selezione, valutarla idonea ai requisiti di tipicità del gusto di Slow Food, attraverso un’accurata visita basata sui principi dell’igiene e della sicurezza alimentare Numerosi sono i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale tra cui, nel settore enologico, l’autorizzazione da parte del Ministero ad effettuare analisi ufficiali sui vini come ad esempio i controlli chimici per il conferimento del marchio DOC e DOCG. Un ruolo chiave, dunque, quello del Laboratorio Chimico: garantire il rispetto dei requisiti di legge, in un contesto di fiducia e oggettività, nell’interesse delle aziende e dei consumatori.

Laboratorio Chimico Camera di Commercio di Torino via Ventimiglia 165 - 10127 Torino tel. 011 670 0 111 - fax 011 6700 100 labchim@lab-to.camcom.it - www.lab-to.camcom.it

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Wine Show 2009 a cura della redazione di Quality ADV

Degustazioni, shopping di bottiglie, libri, convegni e prodotti gastronomici: gli eno-appassionati Italiani si danno appuntamento al Wine Show, il nuovo Salone del Vino a Torino dal 24 al 26 ottobre

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egustazioni di vitigni autoctoni e poco conosciuti, shopping di bottiglie direttamente dai produttori, presentazioni di libri e guide specializzate, convegni dedicati alle più attuali tematiche del mondo dell’enologia, ricette regionali e prodotti tipici da scoprire ed assaggiare: tutto questo e molto altro al WINE SHOW (www. wineshow.it), il nuovo Salone del Vino, al Lingotto Fiere di Torino dal 24 al 26 ottobre 2009, evento dedicato a tutti gli enoappassionati italiani, organizzato da Lingotto Fiere-gruppo GL events Italia.  Al WINE SHOW il protagonista assoluto sarà il vino: centinaia le cantine del Belpaese che, con l’obiettivo di riconquistare il mercato interno, presenteranno al vasto target “consumer” le proprie etichette da vitigni autoctoni, ovvero vini accessibili, immediati e

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soprattutto economici. Ma grande spazio sarà dato anche ai libri, con l’esclusiva presentazione in anteprima della nuova Guida al Vino

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Quotidiano di Slow Food, che seleziona e raccoglie tutte le migliori etichette al di sotto dei 10 euro. Al WINE SHOW la Camera di commercio di Torino presenterà inoltre la terza edizione della Guida ai vini DOC della provincia di Torino. Al WINE SHOW ci sarà inoltre una vera e propria libreria specializzata sul vino: il Wine Book Show è uno spazio unico destinato a tutte le pubblicazioni del settore. Manuali, letteratura, guide all’insegna del buon bere e del vivere con gusto. Per un viaggio tra le migliori ricette del Belpaese Slow Food sarà presente anche con un'area dedicata ai sapori, che comprende l’Osteria con le cucine regionali, il Bistrot e l’Enoteca del Vino Quotidiano, con oltre 250 etichette in assaggio. Sempre a cura di Slow Food un ricco programma di Laboratori del Gusto. All’interno di WINE SHOW anche due importanti convegni, che

affronteranno le più attuali tematiche del mondo dell’enologia. Il primo, in apertura di salone, sarà dedicato al futuro del vino fra sovrapproduzione, prezzi e mercato, mentre il secondo appuntamento si focalizzerà sul tema del bere consapevole, in particolare sul delicato rapporto bere-guida. Al Lingotto si conferma inoltre l’anima professionale del Salone del Vino con il Wine Forum, la nuova area b2b dedicata agli incontri con i buyer internazionali e con agenti e distributori selezionati (www.wineforum.it). Nel corso della rassegna sarà inoltre assegnato un Premio alla carriera ad uno storico produttore del nostro Paese, che ha reso celebre il vino made in Italy nel mondo.

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La Regione Piemonte sarà presente in forza con 13 enoteche regionali, degustazioni guidate, iniziative e convegni. Infine, appuntamento importante con il IV Forum Nazionale sugli Autoctoni, lo spazio dedicato alla produzione nazionale autoctona, con particolare attenzione al Piemonte. Anche la FISAR - Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori sarà presente con i propri sommelier a supporto delle degustazioni ufficiali di Wine Show. Evento tra gli eventi la prima degustazione ufficiale di vini brasiliani selezionati dall’Ente governativo del Brasile IBRAVIN - Istituto Brasileiro do Vinho. L’Enoteca dei Vitigni Autoctoni merita grande attenzione e interesse, data l’esclusività

WINE SHOW, ISTRUZIONI PER L’USO Dove: Lingotto Fiere di Torino Quando: dal 24 al 26 ottobre 2009 Orario: dalle 10 alle 23 Visitatori: aperto al pubblico e agli operatori professionali Biglietti: Ingresso gratuito per gli operatori professionali, previo accredito. Ingresso a pagamento per il pubblico Sito: www.wineshow.it Info: 011 6644111 - info@wineshow.it

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e l’oggettiva difficoltà di rinvenire vini così rari e diversi in un unico contesto. In occasione di WINE SHOW, il Forum sugli Autoctoni presenterà un calendario di appuntamenti e degustazioni che racconteranno le storie di uomini e donne del vino italiani legati a particolari vitigni. Appuntamenti rivolti a visitatori, operatori ed enoappassionati, con l’obiettivo di valorizzare il collegamento con il territorio di provenienza.

LA RISCOPERTA DEL VINO QUOTIDIANO Negli ultimi tempi gli italiani stanno riscoprendo la sana tradizione di bere un bicchiere di vino a pranzo e uno a cena, come facevano i nostri nonni, ma con nuove e più attuali motivazioni: i benefici per la salute, come raccomandato dai nutrizionisti - grazie alle sostanze contenute nel vino, in particolare antiossidanti e polifenoli - il piacere di scoprire e assaggiare le centinaia di vitigni autoctoni del Belpaese, il ripristino di un rito familiare che è il solo capace di diffondere la cultura del vino e frenare l’abuso di alcol, soprattutto tra i giovani. Proprio l’educazione al consumo consapevole è uno dei tempi portanti di WINE SHOW: per impedire che il vino sia considerato il primo motore dell’alcolismo è necessario difendere e diffondere la cultura del buon bere, e di conseguenza i valori culturali del vino e dei suoi territori, un patrimonio unico del nostro Paese.

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Ufficio Stampa Fisar

La Fisar presente al wine show di Torino

Degustazioni, mini corsi, punto informazione: saremo protagonisti

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l WINE SHOW, nuovo Salone del Vino, si

sommelier a supporto di tutte le degustazioni

celebrerà al Lingotto Fiere di Torino dal 24 al 26

organizzate da Slow Food. L’organizzazione dei

d’Ottobre del 2009.

servizi è stata affidata al Responsabile dei Servizi

La FISAR sarà massicciamente presente con un

della Delegazione di Torino sotto la supervisione

proprio stand e la gestione di un proprio posto

del Responsabile Nazionale dei Sommelier

degustazione. L’accordo è stato siglato dal

FISAR.

Presidente Nazionale Vittorio Cardaci Ama con

Importante ed unica la degustazione ufficiale (per

i responsabili di Lingotto Fiere SpA alla fine di

la prima volta in una manifestazione pubblica in

luglio. La nostra presenza vedrà impegnati i nostri

Italia) di vini brasiliani scelti ed inviati per l’occasione

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dall’ente governativo brasiliano IBRAVIN (Istituto Brasileiro do Vinho) e dall’ente di promozione WINEFROMBRASIL.

La FISAR gestirà ed organizzerà in proprio alcune degustazioni di grande intereresse unitamente a momenti culturali legati al mondo del vino e della sua storia tra le quali la presentazione del libro commemorativo dei 90 anni dell’Azienda La Scolca “Guardare lontano” con la presenza dello scrittore Andrea Zanfi che si concluderà con

una degustazione guidata dal patron dell’azienda Giorgio Soldati. La degustazione, due verticali di Gavi La Scolca, vedrà protagonisti i vini Gavi dei Gavi annate 1989/2000/2004/2006/2008 e il prestigioso Gavi dei Gavi D’Antan annate 1991/1993/1995/1998. Sarà regalato il libro commemorativo a tutti i partecipanti. L’Azienda Villagrande, siciliana di Milo, presenterà anch’essa il libro di Attilio L. Vinci dal tiTolo “Carlo

Nicolosi Asmundo – il segno dell’Etna”. Seguirà una degustazione verticale con la presenza dei responsabili dell’azienda. Importante ed unica la verticale dell’Azienda Mastroberardino di Taurasi Radici Riserva annate 1997/1998/1999/2003. Saranno presenti i responsabili dell’azienda.

Altre importanti degustazioni sono in fase di organizzazione. Durante la manifestazione saranno organizzati mini corsi di avvicinamento al vino e all’uso consapevole allo stesso. La gestione dello stand è stato affidato alla Delegazione di Torino con il supporto delle Delegazioni del Piemonte e la supervisione della Segreteria Nazionale. Tutti i soci FISAR potranno accedere gratuitamente alla manifestazione presentando la tessera della nostra associazione.

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Rotari un talento Italiano

Tutto iniziò agli inizi degli anni Settanta, quando vide la luce il progetto Rotari, diventato nel giro di pochi decenni una delle realtà più interessanti del Trentino e d’Italia

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a Cantina Rotari di Mezzocorona è arrivata ad una produzione di oltre 2,5 milioni di bottiglie di Talento Trentodoc declinate in diverse tipologie: Cuvée 28, Rosè, Flavio e la recente novità Riserva. Una Cantina nata quando le bollicine non avevano raggiunto il successo odierno ed erano più legate alle occasioni di consumo legate solamente alle festività o alle ricorrenze. Ma oggi la sfida è ben diversa. Claudio Rizzoli, amministratore delegato della Cantina Rotari, ha impostato un progetto sempre più focalizzato sul messaggio dello spumante italiano di eccellenza, il Talento, e fortemente radicato nel suo territorio di produzione, il Trentodoc.

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“La situazione dagli anni Settanta è profondamente cambiata - esordisce Claudio Rizzoli, amministratore delegato della Cantina Rotari - anche se i concetti di festività e ricorrenza sono ancora molto sentiti dal consumatore. Le piacevoli novità nel consumo si sono registrate soprattutto per l’aperitivo, dove lo sbicchieramento delle bollicine è diventato una delle realtà più interessanti sia nel wine bar sia nel mondo della ristorazione. Noi come Cantina Rotari, fin dall’inizio, abbiamo puntato anche su una destagionalizzazione del consumo e negli ultimi tempi i segnali sono veramente positivi.” Sulla base di queste indicazioni come vede quindi il mercato italiano e quello straniero? “In generale noi crediamo sia importante definire meglio la categoria dell’eccellenza spumantistica italiana. Per questo come Rotari insistiamo con la menzione “Talento” collegata a “Trentodoc”. La parola spumante rimane troppo generica e tende ad essere percepita dal consumatore come indifferenziata mettendo insieme tipologie e metodi di lavorazione molto diversi. Per questo crediamo che una migliore specificazione della categoria rappresenti un servizio al consumatore. Abbiamo creato nuovi prodotti come Rotari Riserva 2003, che ha ben 48 mesi di rifermentazione sui

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lieviti ed uno stile originale rispetto alla gamma Rotari. All’estero, ed in particolare negli Usa, abbiamo lavorato per riposizionare Rotari su un livello di ancora maggiore prestigio, alzando l’immagine ma anche il prezzo ed i risultati sono convincenti. Attualmente le nostre vendite sul mercato italiano sono di 1 milione di bottiglie mentre all’estero superiamo il milione e mezzo.” Come diceva Lei, la storia sul nome delle bollicine è molto antica e per certi versi è rimasta irrisolta. Rotari a tal proposito come si pone e qual è la vostra strategia? “Questa è la grande questione che abbiamo da affrontare. Possiamo dire che ci sono, nella spumantistica italiana, tre poli: Asti, Prosecco e Metodo Classico. Quest’ultimo è troppo frazionato e slegato e non riesce ad avere una propria identità, cosa che impedisce anche di creare una significativa massa critica. La stessa parola “Metodo Classico” ormai oggi dice poco o nulla rispetto al significato delle origini; non c’è più identificazione tra “Metodo Classico” e spumante di eccellenza italiano, visto che ci sono metodi classici fatti con uve diversissime e non certo le classiche Chardonnay e Pinot Nero. L’omogeneità si riesce a creare solamente se si uniscono le forze e se si riesce a condividere un nome unico a cui corrisponda un significato preciso. Questo nome c’è già, è Talento, già riconosciuto dal Ministero come marchio protetto, che contraddistingue le produzioni di uve ben definite (Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco) e che stabilisce un minimo di tempo indispensabile per la rifermentazione sui lieviti in bottiglia (15 mesi) . Serve quindi un cappello che rappresenti al meglio il vertice dell’eccellenza spumantistica italiana, ben integrato con il riferimento al territorio di produzione e, ovviamente, alla marca. Le bottiglie di Rotari hanno ben chiara la marca, poi il nome Talento insieme al Trentodoc. Sentiamo la necessità, soprattutto per il mercato estero, di avere una categoria merceologica chiara e ben evidente che ci consenta di essere realmente competitivi rispetto ai Cava spagnoli o agli Champagne.” E il futuro come lo vede? “Per il futuro vedo positivo. Credo che la produzione spumantistica di eccellenza sia veramente la caratteristica distintiva del nostro Paese e questa è una grande arma da giocare. Il Talento è un prodotto versatile che si abbina a tutto pasto. Da non dimenticare, infine, il successo delle bollicine rosè, ancora in forte crescita e che il consumatore apprezza sempre di più”.

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le notizie di enogastronomia e turismo

Autori D.O.C. per la Quarta Edizione del Premio Letterario Santa Margherita

Cristina Comencini, Piersandro Pallavicini e Martino Gozzi sono le tre firme prestigiose degli autori DOC della Quarta Edizione del Premio Letterario Santa Margherita. Nelle passate edizioni hanno aderito all’iniziativa, a testimonianza del suo valore culturale, nomi importanti della letteratura contemporanea, quali Michele Serra, Simonetta Agnello Horby, Benedetta Cibrario (Premio Campiello 2008), Ippolita Avalli e altri, con scritti inediti, fuori concorso, nei quali il vino è stato il filo conduttore. Cristina Comencini - apprezzata regista ed autrice, tra le altre opere, de “La bestia nel cuore” e del romanzo “L’illusione del bene - Piersandro Pallavicini dopo “Atomico dandy”, racconto che si svolge nell’ambiente della ricerca universitaria da cui lo stesso autore proviene, la sua ultima fatica è “African inferno” - il giovane Martino Gozzi classe 1981, dopo l’esordio folgorante nel 2004 con “Una volta Mia”, nel 2009 presenta “Giovani Promesse”. Il Premio Letterario Santa Margherita, promosso in collaborazione con Librerie Feltrinelli, sottolinea l’impegno dell’azienda a sostenere e valorizzare il meglio della cultura italiana. Un’iniziativa nata dall’incontro tra vino e letteratura, che si prefigge la sempre più ampia diffusione della “cultura del vino”, cui si legano profondamente convivialità, fantasia e creatività. Partecipare è semplicissimo. Basta collegarsi al sito www.santamargherita.com e con un semplice click inserire e inviare, entro il 15 settembre, il proprio racconto inedito, di massimo 4.000 battute spazi compresi, ispirato al mondo del vino o nel quale il vino sia in qualche modo protagonista. Santa Margherita S.p.A. - www.santamargherita.com

CESARINI SFORZA AQUILA REALE VINCE IL PRIMO PREMIO MEDIASTARS Straordinario riconoscimento d’immagine per Cesarini Sforza Aquila Reale, la cuvée top di gamma della celebre Casa spumantistica trentina: in occasione della XIII edizione di MEDIASTARS, la nuova, prestigiosa bottiglia di Aquila Reale ha

vinto il primo premio assoluto della sezione “packaging”. Queste le motivazioni del premio, ritirato dall’Agenzia RBA Design, autrice del progetto: “Un’immagine elegante e sofisticata di alta qualità, data da un’etichetta minimale che focalizza il marchio corporate e l’aquila. La capsula è caratterizzata da un codice colore bronzo metallizzato raffinato e prestigioso, coerentemente con il posizionamento del prodotto”. Considerato uno dei massimi riconoscimenti a livello nazionale, MEDIASTARS premia la creatività e la professionalità di quanti operano nello sviluppo della comunicazione classica e multimediale. Si tratta di un premio in continua espansione, indipendente e innovativo, centrato sulla valorizzazione professionale di chi tecnicamente contribuisce alla riuscita della comunicazione pubblicitaria. Una Giuria qualificata, composta da professionisti della comunicazione indicati dalle Associazioni patrocinanti e da Tecnici Pubblicitari riconosciuti per la loro professionalità, esprime una valutazione sia di tipo specialistico sui singoli professionisti sia sul valore comunicativo delle varie iniziative in concorso. Tutti i progetti premiati vengono quindi inseriti nel volume annual MEDIASTARS – XIII edizione, stampato in 3200 copie e distribuito alle direzioni marketing delle più importanti aziende italiane, agli operatori del mondo della comunicazione, alle associazioni professionali e a tutti i partecipanti al concorso. Con la vittoria al XIII MEDIASTARS, Cesarini Sforza Aquila Reale vede premiate non solo le sue altissime qualità organolettiche, ma anche il pregio estetico della sua superba presentazione. Fratelli Rinaldi Importatori - www.rinaldi.biz

INAUGURATO IL NUOVO SHOWROOM DELL’AZIENDA AGRICOLA PROVENZA È moderno, funzionale, con ampi spazi espositivi che permettono ai vini Lugana di mettersi in bella mostra, il nuovo showroom del vino dell’Azienda Provenza inaugurato in questi giorni alla presenza del sindaco di Desenzano del Garda e di Sirmione. Il complesso è il completamento di un percorso di rinnovamento e adeguamento alle nuove esigenze del mercato iniziato nel 2000 dalla famiglia Contato, Fabio, la sorella Patrizia e la mamma Cesarina cuore pulsante dell’Azienda, con la costruzione della moderna e ampia cantina interrata, un vero gioiello di tecnologia, completa di macchinari di ultima generazione che permettono, senza interventi chimici, di conservare la


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le notizie di enogastronomia e turismo

genuinità e la tipicità del vino e poi la barricaia, dove le botticelle, che sembrano stare in bella mostra in un salotto, sprigionano i profumi più intensi del vino. Al piano superiore un ampio salone panoramico con cucina, camino e ampie vetrate, che offrono alla vista degli ospiti filari di vigneti e dove vengono organizzate manifestazioni, incontri con i sommelier e cene. “L’idea dello Showroom”, dice Fabio Contato, “nasce dall’esigenza di promuovere al meglio tutta la produzione della cantina, dai vini alla grappa fino alle diverse tipicità di oli d’oliva extravergine che vengono interamente prodotti dai nostri oliveti. Ma anche per trasmettere alle persone che quando degustano un buon vino di qualità dietro non c’è soltanto un’Azienda vitivinicola che produce vino e basta, c’è una famiglia vignaiola che da moltissimi anni è impegnata nella ricerca e produzione di vini di alta qualità, passione che ci ha trasmesso il fondatore, mio padre, Walter Contato. Il Lugana è un vino che in questi anni è riuscito a conquistare importanti quote di mercato ed io, che sono anche vice presidente del Consorzio del Lugana, penso che questa nuova vetrina sia una ulteriore occasione per promuoverlo. Lo showroom sarà anche luogo di incontri enogastronomici e di manifestazioni di altro genere, come la presentazione di libri e momenti di arte e cultura che ben si sposano con il mondo del vino”. Azienda Agricola Provenza - www.provenzacantine.it

MONTALBERA CAMBIA IMMAGINE

Con l’uscita dell’annata 2008, Montalbera, azienda leader per la produzione dell’autoctono Ruchè di Castagnole Monferrato cambia immagine delle proprie etichette. Parla Franco Morando, giovane wine-maker piemontese che ci descrive il nuovo progetto comunicativo posto in essere. “Oggi giorno siamo d’innanzi a consumatori sempre più attenti ed esigenti, abbiamo voluto migliorare l’immagine di un brand che nella precedente etichetta non dava giustizia alla qualità del prodotto.  Prima di tutto il nuovo brand è MONTALBERA togliendo il cappello TERRA DEL RUCHE’, scelta dovuta ai grandi riconoscimenti avuti su altre produzioni come il Grignolino d’Asti GRIGNE’  e la Barbera d’Asti LA RIBELLE, nonchè alle Bollicine ROSEUS che con l’estate 2009 son divenute la “bollicina” della movida notturna”. il target di riferimento a cui Montalbera si rivolge è la super-ho.re.ca. molto esigente oltre che per la qualità anche sul packaging. Tutte le etichette sono in vergata nera, con una filigrana di seta ogni 50 bottiglie, piccola sorpresa per il consumatore... quando la troverà!!! Tutti i nomi dei vini in serigrafia e bassorilievo.” Complimenti a Montalbera che si sta sempre più distinguendo oltre che per le eccelse produzioni anche per le cura e l’eleganza dell’immagine. Società Agricola Montalbera S.r.l. - www.montalbera.it

VENDEMMIA 2009: VENT’ANNI DI VIGNAMARE LUPI E per quest’occasione l’Azienda Agricola Lupi ha deciso di mettersi alla prova attraverso una verticale di dieci anni, dal 2004 al 1994. Non tutte le vendemmie delle uve Pigato, provenienti esclusivamente dal vigneto “Ortovero” oggi quarantenne, sono adatte alla vinificazione e all’affinamento per 24 mesi, ma Tommaso Lupi prima, e assieme  ai figli Massimo e Fabio oggi, continuano a scommettere e a sfidare il pensiero comune secondo il quale i vini bianchi devono essere bevuti nell’anno di imbottigliamento. La sfida mantiene scopo e vigore tutt’oggi: far conoscere e apprezzare il vino bianco ligure di diverse annate... Il Vignamare nasce nel 1988 (prima annata imbottigliata) dall’idea di Tommaso Lupi e l’affiancamento di Donato Lanati per fare un vino dove l’espressione del territorio e del vitigno fossero ben evidenti e non dovessero subire l’effetto del mercato che da sempre cerca vini giovanissimi e poco personali. Il nome nasce da un piccolo gioco di parole tra Vigna e mare che unendosi formano la parola “amare” nel senso dell’amore e anche nel senso della fatica che si fa per portare a maturazioni le uve o più semplicemente le vigne che guardano il mare e il mare è ben presente nel suo bouquet. Il vitigno prescelto è il Pigato, la sua capacità negli anni di far sentire gli idrocarburi e le spezie tipiche come la salvia e le note di incenso frammisti a frutti appassiti è ben più evidente e persistente che nel suo cugino Vermentino. La lavorazione è quasi rimasta la stessa di 20 anni fa, con piccole differenziazioni più che altro sul pigiato e sulla protezione delle uve. I grappoli nel vigneto “Ortovero” vengono raccolti selezionando le piante più vecchie di circa 40 anni, le uve vengono poste in macerazione pellicolare a 3°C per 24 ore e sottoposte a pressatura soffice. Dopo l’avvio della fermentazione e il raggiungimento di 2/3 gradi alcolici la massa si separa in due, una viene posta in barriques da 225 litri con diversi anni di passaggio e non più del 5% di nuove e l’altra parte in acciaio (circa l’80%). Le due masse, separate per circa 24 mesi, vengono assemblate a circa 4 mesi dall’imbottigliamento e lasciate amalgamare con i lievi ancora per 2-3 mesi. Normalmente a settembre si imbottiglia e si lascia riposare per parecchi mesi (l’annata 2006 uscirà solo a dicembre 2009). Azienda Agricola Lupi - www.vinilupi.it


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Sei ricette per il Bardolino

C’è feeling tra il Bardolino e le stelle Michelin della riva veneta del Garda, la sua terra d’origine. Isidoro Consolini e Leandro Luppi, i due chef stellati della costa veronese del lago, alla guida rispettivamente del ristorante Al Caval di Torri del Benaco e del ristorante Vecchia Malcesine di Malcesine, sono gli autori del volumetto “Sapori di lago. Sei ricette per il Bardolino”, edito dal Consorzio di tutela del Bardolino e diffuso, in un solo mese, in circa tremila copie. “Si sta riscoprendo il piacere dei vini da bere, fatti apposta per accompagnare la tavola, anche in maniera disimpegnata, e questa è una dimensione perfetta per un vino come il Bardolino e per la sua versione rosata, il Chiaretto” dice Leandro Luppi. “Per chi fa cucina di territorio il richiamo alla territorialità passa anche attraverso la cantina: prodotti come i pesci del lago di Garda, le erbe officinali del vicino monte Baldo e le carni d’aia del nostro entroterra si accostano benissimo ai vini della zona, Bardolino e Chiaretto in primis” gli fa eco Isidoro Consolini. Il volumetto, che ha in copertina un’immagine realizzata da Ivano Bolondi, uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, è in distribuzione gratuita presso il Consorzio di tutela del Bardolino (info@winebardolino.it), oppure presso i ristoranti Al Caval e Vecchia Malcesine. Consorzio Tutela Vino Bardolino doc - www.ilbardolino.com

Aqua 21 - I profumi di un distillato, il gusto complesso di un grande vino

Rientra nella categoria delle bevande spiritose con i suoi 21° alcolici, ma è una collocazione sicuramente riduttiva. AQUA 21 nasce dall’uva, prosecco, riesling, verdiso e altri vitigni autoctoni, e da una tecnica brevettata, che coniuga maestria di cantina e pratica di distillazione. Una prima parte delle uve viene raccolta in anticipo e vinificata subito per fornire quel gusto acidulo e sapido che la contraddistingue. Una seconda parte è utilizzata dopo l’appassimento sotto forma di mosto, per donare una nota dolce e fruttata. Una terza parte infine è distillata in boule di rame sottovuoto a bassa temperatura, per fornire l’acquavite d’uva fine, leggera e floreale che è lo spirito del prodotto.

Dall’unione sapiente di queste tre produzioni tratte dall’uva ha origine AQUA 21. Incolore, trasparente e cristallina, al naso presenta un intenso profumo di uva fresca, appena colta e poi note fini ed eleganti di frutta a pasta bianca e di uva passa, che la bassa gradazione alcolica permette di apprezzare pienamente. In bocca sorprende per la sua sapida e carezzevole armonia e per il gusto gradevolmente dolce e acidulo al contempo, con note minerali. È proprio il gusto la grande innovazione e il segno distintivo di questa nuova creazione. AQUA 21 unisce il meglio dei profumi tipici di un distillato d’uva al gusto complesso ed equilibrato di un grande vino. Si presta ottimamente all’aperitivo come al dopo pasto, da sola o in abbinamento con dolci alla frutta molto delicati. Da bere fredda, alla temperatura di 5/8°C. Roberto Castagner Acquaviti - www.robertocastagner.it

Fabrizio Zanetti è il nuovo Consigliere di Federalimentare

Importante incarico associativo per Fabrizio Zanetti, nominato Consigliere del Consiglio Nazionale dei Giovani di Federalimentare, la Federazione aderente a Confindustria che, con le sue 19 Associazioni di categoria, rappresenta e tutela l’Industria alimentare in Italia. Entrato giovanissimo nell’azienda di famiglia, la HTS 1892 SpA (caffè Hausbrandt e birra Theresianer), dopo esperienze di studio e professionali anche all’estero, Fabrizio Zanetti è Amministratore Delegato dell’Azienda, cui ha dato notevole impulso, con iniziative promozionali molto prestigiose, come la recente presenza di Hausbrandt al G8, testimonial dell’eccellenza del caffè italiano. Seconda industria manifatturiera del Paese dopo quella metalmeccanica, il settore alimentare fattura in Italia 119 miliardi di euro – dati 2008 - con un’ occupazione globale di oltre 400 mila addetti, distribuiti in 6.500 piccole e grandi aziende. Insieme ad agricoltura, indotto e distribuzione rappresenta la prima filiera economica del Paese ed è riconosciuta ambasciatrice del made in Italy nel mondo, che vale ben 20 miliardi di euro di export. Il gruppo “Giovani Imprenditori di Federalimentare” è costituito allo scopo di promuovere le iniziative atte ad approfondire la conoscenza dei problemi economici, sociali, politici, tecnici dell’industria alimentare. Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A. - www.hausbrandt.com


a cura della redazione di

le notizie di enogastronomia e turismo

COLOMBA PLATINO L

Colomba Platino è considerato un grande classico tra i vini bianchi siciliani, un prodotto elegante, fresco ma allo stesso tempo deciso e senza dubbio uno dei prodotti meglio conosciuti tra gli estimatori dei vini siciliani. La sua nascita si deve a Topazia Alliata, figlia di Enrico Alliata e ultima discendente della famiglia che per un breve periodo gestì la casa vinicola Duca di Salaparuta. “Era la fine degli anni cinquanta, i movimenti pacifisti levavano la loro voce in nome di una rivoluzione culturale basata sui principi dell’uguaglianza e contro le ingiustizie” come racconta la stessa Topazia “tempi in cui Picasso e Braque avevano disegnato la Colomba della Pace, e io, nel mio piccolo, volevo contribuire… ristabilire un certo equilibrio con il Corvo, così nero”. Topazia Alliata pensò prima al nome, Colomba Platino, poi decise di fare un bianco superiore, delicato e raffinato, da abbinare solo a crostacei, aragoste e altri frutti di mare. Oggi festeggia cinquanta anni e per questa occasione si presenta con una nuova etichetta dove la L latina simboleggia proprio l’anniversario dello storico prodotto. Da uve Insolia, tipica cultivar dell’isola, coltivate in collina nasce questo bianco dalle doti uniche di delicatezza ed intensità aromatica. Una nuova veste che del passato ha mantenuto la sola bottiglia renana ma con un’etichetta che è un’assoluta proiezione al futuro, una lamina in oro glamour e lussuosa. Colomba Platino L., che sarà distribuito nel solo canale HO.RE. CA., festeggerà i suoi primi cinquanta anni nei wine bar più alla moda delle metropoli più trendy d’Europa da Milano a Roma passando per Bruxelles e Mosca. Presto il calendario completo sul sito www.duca.it.

GLENFARCLAS VINCE CINQUE DOPPIE MEDAGLIE D’ORO A SAN FRANCISCO Il Whisky di Malto Glenfarclas ha ottenuto un risultato assolutamente straordinario alla “San Francisco World Spirits Competition”: ben cinque doppie medaglie d’oro, assegnate rispettivamente a: Glenfarclas 12 anni; 17 anni; 21 anni; 25 anni; 105 Cask Strength. Giunta quest’anno alla sua nona edizione, la “San Francisco World Spirits Competition” annovera più di 800 partecipanti da tutto il mondo. Le medaglie vengono assegnate esclusivamente in base alle risultanze delle

degustazioni effettuate dalle giurie. A commento dell’eccezionale performance di Glenfarclas, il suo Direttore Commerciale, George Grant, ha dichiarato: “Abbiamo partecipato con cinque tipologie, e abbiamo vinto cinque doppie medaglie d’oro: un risultato fantastico, ben al di là delle nostre più rosee aspettative. Un risultato, c’è da aggiungere, che premia il lavoro di tutti i colleghi della Distilleria”. Kevin Richards, Brand Manager della Sazerac (l’importatore di Glenfarclas per gli Stati Uniti), ha aggiunto: “La San Francisco World Spirits Competition ha confermato quel che sappiamo da tanto tempo: Glenfarclas è fra i migliori Malti del mondo. Lo spirito di indipendenza e il carattere familiare di questa Distilleria sono oggi molto apprezzati. E la grande competenza produttiva di Glenfarclas si sprigiona da ognuna delle sue bottiglie”. Fratelli Rinaldi Importatori - www.rinaldi.biz

Il mondo del vino si arricchisce di un nuovo colore: il “Rosa Corvo” È il colore della sensibilità, dell’etereo e della leggerezza, legato all’universo femminile ed insieme ai paesaggi naturali dalle dolci sfumature e dai particolari giochi di luce. È il rosa, la cromìa della freschezza ed il colore delle emozioni per definizione. Emozioni che si esprimono attraverso i sensi. Dai soavi colori di un’alba, al dolce tocco dei petali di una rosa, al profumo di un vino rosato fresco e delicato, come Corvo Rosa. Prodotto da una selezione di Nerelli siciliani, è equilibrato e brioso, capace di provocare un’esperienza sensoriale unica grazie alla sua forte identità. Il suo nome rimanda a profumati bouquet di fiori che trasferiscono le loro essenze sul vino donandogli aromi ricchi ed elegantemente fruttati. Grazie al suo sapore armonico, il Corvo Rosa è un vino adatto ad accompagnare una grande varietà di cibi con i quali un bianco risulterebbe troppo leggero ed un rosso troppo importante. Ideale, dunque, in abbinamento agli antipasti, ai primi piatti ed ai secondi di pesce delle più svariate e diverse tradizioni culinarie. L’estrema piacevolezza di questo vino fa si che si posizioni tra i rosati più bevuti ed apprezzati a livello internazionale, gradevole alternativa ai vini più classici della casa. Recentemente Corvo Rosa è stato uno dei protagonisti di I Drink Pink, l’evento organizzato da Gambero Rosso alla città del Gusto di Roma… momento interamente dedicato all’universo dei vini rosati. www.duca.it - www.cantineflorio.it - www.vinicorvo.it


I 90 anni di La Scolca: un’emozione senza tempo

a cura della redazione di Quality ADV

C’è un termine, negli Stati Uniti, che indica il complesso dell’ingegno, delle capacità di scelta, degli investimenti e del successo di mercato che, fondendosi insieme, creano un’azienda e la fanno diventare  il “benchmark” ossia il parametro di riferimento per quel settore di mercato

Q

uesto oggi è La Scolca  nella zona del Gavi, divenuta espressione  di un territorio e di un vitigno.

La storia comincia da lontano, dal 1919, anno in cui Giovanbattista Parodi, bisnonno  di Giorgio Soldati e  trisnonno di Chiara, acquistò La Scolca, una villa sita in posizione di vedetta, come testimonia la torre che la sovrasta, luogo di avvistamento che si trovava sul percorso della più importante tra le ”vie  del sale” che collegavano la Liguria alla pianura padana e che erano oggetto di scorribande  dei briganti che assalivano le carovane dei mercanti. “Scolca” è un termine antico il cui significato è “luogo da cui si guarda lontano” oltre l’orizzonte  e già nel nome vi è tutta la sua storia: un percorso di tenacia e di paziente lavoro, un mestiere “d’arte” che richiede non solo tradizione e ricerca, ma  coraggio, sentimento e passione per inventare un vino,

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trasformare un’emozione in un sapore, realizzare un sogno… Coltivare la terra per creare un vino è una passione che coinvolge  la mente ed il cuore, che fonde la tradizione, l’innovazione, le esperienze culturali e la creatività dell’uomo: è un insieme di passato e di futuro perchè il vino è, insieme all’acqua, la bevanda più antica del mondo. Giorgio Soldati, una laurea in economia e studi microbiologici, dal 1970 a capo dell’azienda affiancato dalla moglie Luisa  ha sempre sostenuto  l’identità autoctona del Gavi, producendo un vino evocativo del territorio d’origine  nella assoluta salvaguardia delle caratteristiche del vitigno. Chiara Soldati, che rappresenta la  quinta generazione, da 15 anni  ha affiancato il padre ed è oggi l’anima dell’azienda e l’interprete  del “cortese”: questo vitigno dal nome gentile, che

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potrebbe far pensare ad un vino facile e morbido, ma nasconde  un carattere determinato e possente che porta con sè la sua identità. Per questo la mano dell’uomo con il Gavi deve essere  lieve e rispettosa per consentire quell’equilibrio ideale che fa di un vino un’emozione senza tempo. Che il tempo sia un alleato per i vini de La Scolca lo dimostrano  le riserve D’Antan, del Gavi dei Gavi e dello Spumante Soldati La Scolca  metodo classico. Il 24 ottobre, durante il Wine Show,  la FISAR condurrà una degustazione del Gavi dei Gavi  della Scolca proponendo nove annate a partire dal 1989!!!

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news dall'Italia Carlo Nicolosi Asmundo - Il segno dell’Etna Edito dalla Veronelli è il libro, ultima pubblicazione, di Attilio L. Vinci, per la collana I SEMI. Una biografia dedicata al professore dell’Università di Catania, padre delle DOC Etna, le prime in Sicilia (anno 1968, quando ottenne il riconoscimento DOC anche l’Amarone). Il prof. Carlo Nicolosi è discendente di quel don Carmelo che il 29 giugno del 1726 ebbe conferito da Carlo VI d’Asburgo, re di Napoli, il titolo di Barone di Villagrande per alti meriti nella coltivazione delle viti e nella produzione di vini pregiati. E lui, personaggio raccontato con l’ausilio di una ricca documentazione e dichiarazioni ufficiali, è ritenuto, soprattutto in terra

del vulcano maximus e dai produttori vinicoli, il realizzatore di un sogno antico. Carlo Nicolosi è stato componente del consiglio di amministrazione dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino, esponente dell’Accademia Nazionale della Vite e del vino, incaricato dal Ministero agli Affari Esteri all’insegnamento in Università straniere e relatore ufficiale in diversi convegni e seminari, sia in Italia che all’Estero. Al suo attivo ben 75 pubblicazioni di argomenti vinicoli ed agroalimentare. È titolare di due aziende, una a Milo (CT), sull’Etna, dove produce i vini Etna DOC ed una a Marina di Salina, nelle Isole Eolie, dove produce la Malvasia delle Lipari.

Notizia Ufficio Stampa Fisar

Capua il luogo della lingua “Capua il luogo della lingua” infatti è a Capua che nel X secolo, e precisamente nel 960, che si ha la prima testimonianza scritta in volgare, la famosa Carta di Capua, detta anche “ Placito Capuano”, che è dagli storici considerata il documento che ha sancito la nascita della lingua italiana.La rassegna culturale di letteratura, cinema, musica, storia e arte, ma anche gusto che si è svolta dal 16 al 24 maggio, giunta alla sua quinta edizione, è rientrata quest’anno tra i “Viaggi nella Storia: Il Maggio dei monumenti 2009 in Campania” promossi dell’Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania. “Capua il luogo della lingua” promossa dall’EPT di Caserta, con la direzione artistica di Giuseppe Bellone, ha visto la collaborazione di numerose associazioni culturali, musicali, cinematografiche,teatrali ed enogastronomiche del territorio, e tanti gli artisti di fama nazionale che hanno arricchito il cartellone, come la

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cantante Paola Turci, il comico Dario Vergassola, il leader dei Tiromancino, Federico Zampaglione, e ancora il filosofo Aldo Masullo e il poeta Elio Pecora. Un lungo viaggio sensoriale che sulle tracce del linguaggio che nella giornata di domenica 24 maggio ha reso il “gusto” protagonista indiscusso, con un percorso alla scoperta dei sapori della nostra cultura enogastronomica nella suggestiva cornice del chiostro dell’Annunziata, a Capua, inaugurato per l’occasione dopo un attento restauro alla presenza del Sindaco della Città, il dottor Carmine Antropoli, a cui è seguita la benedizione di Don Giuseppe Centore. Un antico chiostro nel cuore della città, un’oasi che con le colonne del suo porticato e la sua splendida fontana centrale ha fatto da suggestivo scrigno a un percorso tra le più interessanti aziende vinicole del territorio. “Il luogo del gusto”, evento voluto e promosso dall’associazione culturale capuana Archi-

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tempo e dall’amministrazione comunale, si articolato tra incontri conviviali tra scrittori, editori, sommelier, viticoltori, giornalisti e appassionati, che sul filo di tematiche avvincenti e di sicuro interesse, come l’amore, i viaggi, la passione, hanno coinvolto il pubblico anche meno esperto alla scoperta di racconti ironici e falanghina, reading di poesie e pallagrello, collana di giovani scrittori esordienti e aglianico.La delegazione della Fisar di Caserta è stata presente con uno stand curato dei nostri sommelier Mimmo Natale,Generoso Iodice e Mariateresa Lanza .Il delegato Carlo Iacone ha partecipato alli’incontro moderato dalla giornalista del Mattino Marinella Carotenuto,con la partecipazione di Manuela Piancastelli scrittrice e giornalista enogastronomica ,l’editore Colonnese,il sommelier Nando Papa e rappresentanti di diverse aziende vitivinicole della campania.. Iacone tra l’altro ha auspicato che tutte le associazioni del settore collaborino sinergicamente con le altre presenti sul territorio per attivare un rilancio della cultura e del turismo casertano intanto la Fisar di caserta collabora con l’Ex Libris caffè letterario e ristorante della socia e sommelier Fisar Mariateresa Lanza con varie iniziative culturali e di approccio alla cultura del vino. Presenti le aziende vitivinicole: Villa Matilde (Falerno del Massico Doc Vigna Caracci), Crapareccia (Pallagrello bianco Serrae Terre del Volturno Igt), Caputalbus (Aglianico del Taburno Doc Illunis), Telaro (Falanghina Vendemmia Tardiva Roccamonfina Igt), Grotta del Sole (Piedirosso dei Campi Flegrei Doc), Tenuta Spada (Aglianico di Roccamonfina Igt Gladius), Alois (Pallagrello Bianco Caiati Terre del Volturno Igt), De Lucia (Falanghina del Taburno Doc Vigna delle ginestre), Vinosia (Aglianico d’Irpinia Doc Marziacanale), Cicala (Asprinio d’Aversa Doc), Alepa (Santojanni Terre del Volturno Igt), questi i nomi delle case vinicole campane, alle quali si è aggiunta la veneta La Marca (Prosecco di Valdobbiadene Doc), che hanno accompagnato i visitatori nel loro “viaggio” all’interno tra gli stand della mostra mercato del libro che ha raccolto le più interessanti realtà editoriali campane.

Notizia inviata da Carlo Iacone

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news dall'Italia Vini autoctoni: la mossa vincente Secondo i dati di Assoenologi, negli ultimi vent’anni

Sono pertanto molto diversi dai vini tecnicamente

la produzione di vini italiani a denominazione

perfetti ma che possono essere fatti in tutto

di origine è passata dal 12 al 33%, quella a

il mondo, costruiti con una tecnologia valida

Indicazione geografica tipica ha raggiunto il 28% e

ma costosa.” Le tecnologie costose non sono

quella dei vini generici da tavola è scesa dall’88%

peraltro alla portata dei piccoli produttori, quindi

del 1986 al 39% di oggi. Segno che il futuro è

a maggior ragione per loro è utile valorizzare al

nella qualità. Un ulteriore passo da compiere

massimo il territorio, la tipicità, i vitigni autoctoni.

potrebbe essere verso i vini autoctoni, come

L’intervento di Mario Busso completa il quadro:

è emerso chiaramente anche da una Tavola

“La grande sfida della globalizzazione e di un

Rotonda svoltasi il 1° giugno a Carloforte.

mercato sempre più competitivo sia dal punto di

Una Tavola Rotonda in un ambiente ideale

vista qualitativo che economico, può essere vinta

La Sardegna è terra di vini eccellenti, e l’isola

solo puntando alla tipicità del nostro territorio.

di San Pietro/Carloforte ha fornito una cornice

In questo l’Italia ha senza dubbio un vantaggio

perfetta per una Tavola Rotonda che ha visto la

incredibile: oltre ai prodotti gastronomici tipici

presenza di personaggi di spicco dal mondo del

regionali, a livello enologico vanta il più alto numero

vino. Tra questi, Mario Busso - Curatore Nazionale

di varietà vitivinicole del mondo. Il futuro del vino,

Guida Vini Buoni d’Italia; Gigi Picciau - Presidente

a parere di ricercatori ed esperti di mercato non

Regionale di Assoenologi, di CONFAGRICOLTURA

può che essere nelle mani della tradizione e quella

e del Consorzio di Tutela dei Vini di Sardegna;

italiana ha tutte le potenzialità per poter dettare le

Piero Cella – Enologo; Daniele Marchi – Enologo;

regole di questo nuovo mercato e non subirle.

Tonino Arcadu – Produttore, il quale ha presentato

Lo dimostra il crescente interesse internazionale

anche la relazione di Gianni Lovicu, Ricercatore

verso vini italiani con prerogative uniche in grado

DIARDB dell’Agenzia Agris Sardegna.

di distinguersi da un panorama gustativo appiattito

La tavola rotonda era moderata da Angelo

dal crescente impiego enologico di poche varietà

Concas, Presidente Nazionale dell’Accademia

di vitigni. La riscoperta dell’importanza dei vitigni

Internazionale Epulae.

autoctoni italiani è un passo fondamentale verso

Il tema “Autoctono: Una realtà che si conferma”

la distinzione e la produzione di prodotti unici e

era decisamente indovinato, come confermano

di qualità.” E ancora: “Nel mercato del valore …

i preziosi interventi e il notevole numero di

gli autoctoni possono fare la differenza, perché

presenti.

possiedono i valori aggiunti dell’identificazione e della specificità legate al territorio.”

Il mercato è pronto

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Tonino Arcadu dichiara, nell’intervista rilasciata

I vitigni autoctoni sardi:

per ‘Il Sommelier’: “La scelta di valorizzare i vitigni

un patrimonio ancora da scoprire

autoctoni permette una maggiore visibilità verso

Come è stato evidenziato dai dati curati da Gianni

il mercato: oggi il mercato cerca non solo vino

Lovicu, lo studio delle viti selvatiche e del patrimonio

buono ma che abbini specificità e originalità, come

di vitigni autoctoni della Sardegna è stato oggetto

può essere data solo da vitigni autoctoni vinificati

di un progetto di studio comune tra il CRAS e

in modo da esaltare appunto questa specificità.

il DISAT (Dipartimento di Scienze dell’Ambiente

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news dall'Italia di individui ermafroditi, mentre la vite coltivata predilige ambienti aridi ed è caratterizzata da fiori completi capaci di autofecondarsi. La Sardegna, per la sua collocazione geografica e per le condizioni eco-pedologiche estremamente diversificate, presenta condizioni ottimali per la crescita della vite sia selvatica che coltivata. In Sardegna sono stati evidenziati tratti genetici condivisi (alleli microsatelliti) tra la vite selvatica e del Territorio) dell’Università di Milano Bicocca

ed alcune cultivar locali (il Muristellu). Questi dati

per la salvaguardia, lo studio e la conservazione

suggeriscono un legame di parentela tra le due

della biodiversità viticola sarda, sia spontanea

sottospecie. In Sardegna si sarebbero originati

che coltivata. I risultati finora ottenuti hanno

il cannonau/grenache, il carignano, il muristellu/

evidenziato non solo una notevole biodiversità per

mourvedre e altri.

le viti selvatiche, confermando precedenti indagini svolte nell’isola, ma anche il gran numero di vitigni autoctoni (oltre 150) che sembra caratterizzare la viticoltura isolana. Questo numero è una conferma indiretta dell’antichità della tradizione viticola della Sardegna, e rappresenta un serbatoio notevole di biodiversità, per caratterizzare ulteriormente e differenziare i vini prodotti nell’isola. Del resto, le scoperte archeologiche degli ultimi

Legami, dunque, con la vite selvatica? La biologia molecolare ha confermato l’identità genetica del vitigno “domesticato” di un viticoltore sardo con un tipo di vite selvatica presente nella valle del Flumineddu. Questo fatto ha stimolato una serie di indagini per valutare le caratteristiche produttive e chimiche del vitigno in questione. La vite selvatica è endemica dell’isola

anni e le potenzialità della biologia molecolare

e i riscontri storici e documentali non lasciano

permettono oggi di affrontare il problema dell’origine

dubbi sull’utilizzo di questa risorsa alimentare da

dei vitigni sotto una diversa prospettiva,

parte dei Sardi fin dai tempi più remoti. Partendo

partendo dalla determinazioni dei rapporti genetici

da queste considerazioni e da una serie di

di parentela tra vite selvatica (Vitis vinifera L.

indagini a scopo informativo effettuate presso

ssp. sylvestris) e vite domestica (Vitis vinifera

anziani viticoltori, il CRAS (ora AGRIS) ha avviato

L. ssp. sativa), come ha sottolineato Lovicu.

un’indagine ricognitiva su tutta l’isola.

Diverse sono le caratteristiche distintive tra

In un territorio dove da almeno 3500 anni si

queste due sottospecie: la vite selvatica cresce

produce vino, è davvero importante valorizzare

spontaneamente nei corsi d’acqua dei Paesi che

al massimo l’interazione particolare tra uomo e

si affacciano nel bacino del Mediterraneo ed è

ambiente che dà luogo ad un grande prodotto

una specie dioica con una rara presenza (5%)

enogastronomico e culturale.

Notizia Inviata da Gudrun Dalla Via

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news dall'Italia In ricordo del Conte Aurelio Burgio delle Gazzère Uno dei personaggi più conosciuti della nobiltà

ra, conseguì poi la laurea in Legge all’Università

siciliana, il conte Aurelio Burgio delle Gazzère, è

di Palermo col massimo dei voti e la lode…ed il

morto. Aveva 92 anni. Se n’è andato il 9 giugno,

giorno dopo partì militare. Sotto le armi restò per

mentre la delegazione Fisar Trapani era nel pieno

5 anni, onorando la sua carriera di soldato con atti

dell’ organizzazione della Giornata del Sommelier

di eroismo che gli hanno reso il merito dell’asse-

nel suo Baglio “Tenuta Poggio Allegro”, in Mazara

gnazione della Croce di guerra al valor militare.

del Vallo (TP).

Da ufficiale, in guerra, tra l’altro, ebbe l’onore e la

Il figlio Salvatore, che ne eredita, col titolo nobi-

responsabilità di comandare e guidare una colon-

liare, la signorilità, la puntualità e la flemma del

na di 110 automezzi militari

gentiluomo d’altri tempi, ha voluto, comunque, far

Tre dei cinque anni in divisa li trascorse in Francia,

celebrare il 24 giugno la Giornata FISAR.

dove incontrò e fece amicizia col Marchese Pa-

“Perché, quale rappresentante di una di quelle

nis-Passis, produttore vinicolo, col quale arricchì

famiglie impegnate (la sua dall’anno 1046) nella

le sue conoscenze nel campo enologico.

produzione vitivinicola – ha risposto, alla proposta

Alla fine degli anni ’40, quando la Regione Sicilia

di spostare la manifestazione in altro luogo- sen-

ha ottenuto lo Statuto Speciale, il primo Presi-

to il dovere di non rendere vani tutti gli sforzi fatti

dente della Regione, on. Alessi, lo ha chiamato,

dalla delegazione. E poi –ha aggiunto- son sicuro

quale esperto, per la stesura del Piano Agricolo

che papà avrebbe deciso lo stesso: di appoggia-

Regionale. Ed il prof. Bruno Pastena lo ha voluto

re chi opera per la cultura del territorio, piuttosto

per lo studio e la selezione di alcune importanti

che annullarne gli sforzi”.

cultivar autoctoni. Quale innamorato della storia,

Il Conte Burgio era conosciuto e stimato anche

fece diverse ricerche e lascia due manoscritti: già

quale uomo di cultura e di sport.

registrati alla SIAE: uno sulla storia delle famiglie

Di preparazione e spessore culturale difficilmente

nobili siciliane, l’altro sulle famiglie nobili e non

eguagliabile, si tramanda all’unanimità fosse un

che hanno amministrato Mazara, dal Medio Evo

incantatore salottiero soprattutto nelle sue eru-

ai giorni nostri.

dizioni sulla storia. Della quale era un grande ap-

Manoscritti che i figli sono impegnati a pubblicare.

passionato e profondo conoscitore.

Molti anni della sua vita sono stati impegnati a

Quale uomo di sport, con la scherma ed il tiro

guidare l’azienda di famiglia che vanta 70 ettari di

a piattello ha anche vinto diverse gare. E con le

vigneti più uliveti, frutteti e seminativi

sue memorabili battute di caccia riusciva a coin-

Sposato con la nobildonna Giuseppa Cosenti-

volgere ed a far incontrare diverse famiglie nobili

no, che l’ha preceduto nella strada verso il riposo

di Sicilia.

eterno, ha avuto da lei 5 figli: Andrea, Salvatore,

Ottenuta la maturità classica al Liceo di Maza-

Maria Caterina, Maria Rosaria e Giovanni.

Notizia inviata da Attilio L. Vinci

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tre bicchieri Il primo segno d’eccellenza. Fabio Contato brinda alla terra del Lugana.

L’Azienda Agricola Provenza ha ottenuto con il Fabio Contato Lugana D.O.C. i Tre Bicchieri Vini d’Italia 2009


in famiglia La Delegazione di Livorno incontra la “Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana” Una splendida giornata primaverile ha dato il benvenuto a Livorno ai produttori della Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana. Il 29 Maggio, la Delegazione FISAR di Livorno, ha organizzato una degustazione al banco di vini da vitigni autoctoni delle zone interessate dalla “Strada”. L’amico Pier Paolo Lorieri, Presidente dell’organizzazione che raccoglie sotto il marchio più di trentacinque viticoltori, è riuscito ad inserire nella loro agenda, fitta d’impegni, anche questo appuntamento. Infatti, erano di ritorno pochi giorni prima dalla 60° Foire aux vins di Guebwiller in Alsazia, ed in partenza il giorno dopo per Fivizzano, dove sarebbero stati protagonisti di “Sapori 2009 della Lunigiana”. Nonostante questi, ed altri impegni, i soci della “strada” sono riusciti ad inviare in tempo i validi campioni dei loro vini. I prodotti presentati sono stati tanto variegati perché altrettanto ampia è la gamma dei differenti terreni del comprensorio. Questi terreni offrono esposizioni molto diverse tra loro. Alcuni, infatti, prestano il fianco alle brezze marine, altri subiscono i freddi venti dei canaloni montani, mentre altri ancora riescono ad essere classificati come “coltivazioni eroiche” per le vendemmie effettuate con teleferiche tra le viti impiantate su ripidi pendii spezzati da muretti a secco. La parte prospiciente il mare è configurata in alti anfiteatri difficilmente individuabili dalla costa, ma che nascondono preziose tradizioni di attività legate all’enologia. Là dove il “superbo” marmo concede spazio all’agricoltura, l’uomo ha saputo dare il meglio di sé dimostrando con caparbietà ed impegno la possibilità di valorizzare altre espressioni. Spostandosi verso l’interno cambia il metodo, l’approccio, e variano anche le tradizioni, che comunque nelle loro diversità si adattano alla posizione geografica: qua la Toscana va ad incontrare altre due regioni, la Liguria e l’ Emilia Romagna, profondamente diverse per storia, costume e conformazioni geofisiche. I vini prodotti variano in maniera diffusa, alcuni dei vitigni che li compongono sono tra i meno comuni

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che troviamo nell’ampelografia italiana. Per i bianchi, dal più conosciuto Vermentino, arriviamo all’Albarola, che dà generalmente un vino bianco dal colore giallo paglierino chiaro, talvolta con riflessi verdognoli, dal profumo accentuato di erba di campo, ed alla Durella, che trova belle espressioni di mineralità e sapidità. I “rossi” in degustazione sono stati rappresentati dai vini prodotti da vitigni di Ciliegiolo, Massaretta, Buonamico, Barsaglina e Sangiovese, ma anche il Vermentino Nero, che come racconta Lorieri sul sito della sua Azienda: «Vitigno di esclusiva coltivazione nell’areale Apuano, abbandonato dai viticoltori improvvisati del dopoguerra. Ricordato sempre con amore gradevole dai loro padri e dai loro nonni». Durante il pomeriggio l’evento ha visto una presenza costante di pubblico. I partecipanti hanno potuto rivolgere ai produttori sempre presenti in sala, domande e curiosità, soddisfatte dai produttori stessi con aneddoti ed esperienze di vita. I Sommelier della Delegazione FISAR di Livorno sono stati altrettanto provvidi di particolari sui vini offerti ed in risposta ai numerosi quesiti degli ospiti molto interessati. La degustazione si è conclusa alle 19,30, e gli eventi sono proseguiti presso il Ristorante Montallegro Orlandi, a Montenero- Livorno, nei pressi del Santuario, dove Arianna Orlandi, titolare dell’omonimo ristorante, e Socia della Delegazione FISAR di Livorno, ha accolto nella sua cucina, Eros Armanetti, cuoco della Lunigiana. Infatti a differenza di tanti altri convivi, questa volta si è scelto di ospitare, anche “in cucina”, i testimoni della realtà gastronomica della zona d’origine dei vini. Un’esperienza unica! L’aperitivo è stato offerto in terrazza, al calar del sole, a base di vari formaggi, accompagnati da Candia dei Colli Apuani DOC Secco IGT Val di Magra e Pollera 2008 Cesare della Tommasina. All’interno è proseguita la cena con gli antipasti (Lardo di Colonnata IGP - Torte d’erbi della Lunigiana - Erbadela - Salame nostrale naturale) abbinati a Vermentino Colli di Luni DOC “Montesagna” Terenzuola 2008 e Vermentino Colli

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di Luni DOC “Vigneto Mezzaluna” Biologica Boriassi 2008. Poi , i primi, composti rigorosamente a mano dallo chef , erano “Testarolo al pesto gentile” fatto espresso in cucina, prima di servire in tavola, e Ravioli di castagne su muosse di ricotta. In questo caso l’abbinamento è stato con “8 Ottobre” Durella IGT Val di Magra Fattoria Ruschi Noceti 2007 di grande struttura e carattere, e “Melampo” IGT Toscana Pinot Nero Azienda Casteldelpiano 2007, da vigne abbastanza giovani, e che perciò vorremmo riprovare tra qualche anno. Per il secondo ci siamo affidati a Cinzia Angiolini, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Agnello di Zeri, Presidio Slow Food, che ha cucinato per noi. La preparazione più tradizionale è “l’agnello al testo”: un forno in ghisa (un tempo di terracotta) con la forma di una pentola bassa e larga che viene adagiato sulle fascine e sulla brace ardente. È fondamentale saper regolare la temperatura del testo: a seconda del calore, nel testo possono cuocere il pane, le torte d’erbi, i castagnacci, le carni, i dolci. Quando è ben caldo su entrambi i lati (i cosiddetti sottano e soprano), si adagia all’interno una teglia di rame con i pezzi di agnello, insaporiti da un battuto di lardo, aglio, prezzemolo, rosmarino e salvia. La cottura nel testo è una via di mezzo fra quella al forno, che rende croccante la superficie, e quella al vapore che mantiene l’interno morbido e ricco di sapore. L’abbinamento a questo piatto è stato affidato al Vernero IGT Toscana Podere Scurtarola 2006 (il Vermentino Nero di Lorieri). Infine, il dolce tradizionale massese: la Torta di riso, abbinata a Candia dei Colli Apuani DOC Amabile Agricola Lacchin 2008 ed a “Lacrime Solis”, Candia dei Colli Apuani DOC Amabile di Castagnini Roberto 2008. Anche il pane è stato un alimento curato nei minimi particolari. Ne sono state servite varie tipologie: Pane di Vinca, Marocca di Casola e Marocco di Montignoso, rappresentativi delle varie realtà culinarie e testimoni di tradizioni che si tramandano da anni. Per chiudere è stato offerto l’amaro Clementi Elixir di Fivizzano realizzato da un unico produttore per un quantitativo di circa 4000 litri annui: è un liquore amaro a base di china e altre erbe officinali che vengono miscelate secondo un’antica ricetta senza l’aggiunta di additivi né di coloranti. Il colore è ocra, l’aroma pungente. Il liquore è prodotto dal 1884, oggi come ieri, con assoluta fedeltà alla ricetta originaria del “chimico-farmacista” Giuseppe Clementi. Per ogni portata sono stati presentati i vini dai produttori, ed i cibi dallo chef e da Cinzia Angiolini, tra gli applausi degli ospiti. È stato bello verificare apprezzamento ed entusiasmo per un convivio “diverso”, fondato sulla volontà di legare due tradizioni: quella enologica e quella culinaria, espressione dei protagonisti di un Territorio. Notizia inviata da Fabio Baroncini Delegazione di Livorno

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in famiglia La Delegazione di Capua festeggia i suoi sommelier Sono venti i nuovi aspiranti sommelier che hanno ricevuto il 18 giugno l’attestato di primo livello presso il ristorante Ex Libris di Capua di Palazzo Lanza. Un percorso che la delegazione Fisar di Caserta ,rappresentata da Carlo Iacone, ha potuto iniziare quest’anno nella bella cittadina di Capua adagiata nell’ansa del Volturno, grazie alla splendida collaborazione della socia sommelier Mariateresa Lanza, imprenditrice e proprietaria dell’omonimo palazzo e dell’annesso ristorante e libreria. Una location, che è ristorante, book bar, spazio espositivo e molto altro, che mostra sensibilità verso tutto ciò che è arte, letteratura, teatro e musica, configurandosi come un’oasi della cultura e del relax. Perdersi tra le pagine di un libro, ascoltare musica, sorseggiare buon vino circondati da opere d’arte, scoprire sapori e prendere parte ad incontri letterari, ascoltare musica o versi poetici, tutto però nello stesso luogo, questo il segreto di Ex Libris, un luogo capace di cambiare atmosfera con il passare delle ore e di offrire uno spazio dove potersi incontrare, discutere, sfogliare volumi comodamente seduti nelle sale di un delizioso palazzo del ‘400 dove cibo, vino e arte si mescolano per dar vita ad atmosfere accoglienti e stimolanti al tempo stesso. Un luogo che la Fisar ha eletto quale uno dei punti di riferimento per promuovere e diffondere la cultura del vino tra coloro che si avvicinano con curiosità a questo mondo, ma anche tra gli appassionati più esigenti. Alla consegna degli attestati hanno presenziato il sindaco di Capua dott. Carmine Antropoli, la dott. sa Mariateresa Lanza nostra socia e dirigente Fisar, il delegato Carlo Iacone. Ad inizio della cerimonia il sindaco si è complimen-

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tato per il lavoro svolto dalla Fisar, che in sinergia con l’Ex libris ha effettuato in Capua serate di degustazione e corsi di formazione incentivi alla cultura, tradizione e turismo. A conclusione del suo intervento ha assicurato la sua stessa presenza in qualità di discente ai corsi di II e III livello, nonché disponibilità a verificare eventuali sinergie con l’Istituzione Comune di Capua. Il delegato Carlo Iacone ha ringraziato il sindaco per la presenza e sensibilità delle Istituzioni ed ha offerto simbolicamente alla città di Capua un tastevin della Fisar. Alla socia Mariateresa Lanza è stato donato il distintivo sommelier Fisar a nome della delegazione e la richiesta di ulteriore disponibilità attese le sue riconosciute qualità anche per una eventuale collaborazione a livello nazionale. La Lanza ha ringraziato commossa ed ha altresì assicurato la sua disponibilità e collaborazione nella qualità di dirigente Fisar di Caserta, di rappresentante dell’associazione “donne del vino” e nel ruolo di imprenditrice e si è dichiarata disponibile a lavorare per il bene della Fisar rinnovando l’orgoglio e lo spirito di appartenenza. Infine il delegato si è congragulato con i corsisti che hanno conseguito l’attestato di I° livello per la passione dimostrata e l’ottimo livello di preparazione raggiunto, auspicando che tutti possano conseguire il diploma finale di Sommelier Fisar. Ha poi invitato tutti i presenti alla cerimonia della consegna dei diplomi di sommelier FISAR conseguiti dai 33 allievi alla conclusione del corso di III livello tenutosi a Caserta, cerimonia che si terrà dopo le ferie estive e che vedrà la presenza delle Istituzioni Casertane e della Camera di Commercio di Caserta.

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in famiglia Si è poi proceduto alla consegna degli attestati ai soci: Ezio Bove,Giovanni Calò,Daniela Chemi, Sergio D’Angelo, Filomena Di Monaco, Melania Di Somma,Gianluca Diglio Edoardo Filippone, Nicola Genito,Gianluca Maccauro, Sara Marotta, Maria Concetta Mone, Simona Morabito, Angelo Parente, Mariano Penza, Antonia Russo, Filomena

Salzillo, Francesca Serrao, Mario Solazzo e Angela Uccella . La serata si è conclusa con una splendida cena e degustazione presso il ristorante di Palazzo Lanza con un menu elaborato da Maria Concetta Mone chef dell’omonimo ristorante, nostra socia e vanto della ristorazione casertana e non solo.

Notizia inviata da Carlo Iacone

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in famiglia La Delegazione di Siena Val d’Elsa celebra i suoi nuovi sommelier nella tenuta Tignanello di Antinori Nella stupenda quanto bellissima cornice della tenuta Tignanello di Antinori , situata in una delle zone più suggestive del Chianti Fiorentino, immersa tra i vigneti del Solaia e del Tignanello, giovedì 16 luglio si è svolto l’atto conclusivo per i corsisti di Poggibonsi (Si) e di Gaiole in Chianti (Si), con la consegna dei tanto sospirati quanto meritati diplomi da Sommelier, conseguiti dopo il buon esito dell’esame da parte di tutti i partecipanti al corso di terzo livello che hanno brillantemente superato la prova finale. Alla serata era presente tutto lo stato maggiore della delegazione Siena Val d’Elsa: il delegato Franco Aiazzi, il consigliere di delegazione Rossano Bigazzi, i vari responsabili di corso e i docenti della delegazione, i veri e propri artefici di questa nuova generazione di Sommelier. Il pomeriggio era iniziato con la visita alle cantine con il “padron di casa” Stefano Carpaneto (responsabile tenuta Tignanello) a fare da cicerone alla folta comitiva dei partecipanti accompagnando gli ospiti tra le meraviglie della stessa tenuta

e facendo respirare, tra spiegazioni ed aneddoti racchiuse tra quelle mura, il vero amore per il vino, sottolineando la dedizione e la scrupolosità delle varie fasi di lavorazione per arrivare così ai ben noti e famosissimi vini di casa Antinori. La serata poi è proseguita con la squisita cena preparata dalle cuoche di Tignanello che hanno cucinato vere e proprie prelibatezze facendo da giusto sfondo a tutta la serata dove sono stati serviti ottimi vini quali il Peppoli 2007, il Tignanello del 2006 e Marchese Antinori Riserva 1999 che ha brillantemente chiuso la cena. Ma l’apice di questa stupenda giornata è stata proprio la consegna dei diplomi, consegna che ha voluto fare di persona lo stesso delegato, ringraziando non solo tutti i docenti di delegazione, ma complimentandosi personalmente con ognuno dei nuovi sommelier per il brillante risultato ottenuto. Inoltre Franco Aiazzi si è complimentato per l’ottima ospitalità definendo la tenuta Tignanello come palcoscenico ideale per questo tipo di celebrazioni.

Notizia inviata da Filippo Franchino della Delegazione di Siena Val d’Elsa

La Giornata del Sommelier a Trapani È stata celebrata con successo dalla delegazione Fisar Trapani, il 24 giugno scorso, la Giornata del Sommelier. Come da indicazione della direzione nazionale la Giornata ha avuto quale tema conduttore “La comunicazione: strumento per conoscere, per crescere, per proporre”. Nella splendida cornice del seicentesco Baglio Poggio Allegro dei Conti Burgio delle Gazzere

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in Mazara del vallo, la manifestazione fisariana è iniziata con una conferenza –confronto sul tema citato, al quale hanno partecipato il Conte Salvatore Burgio, padrone di casa, dell’antica famiglia di nobili impegnati dall’anno 1046 in vitivinicoltura, il Marchese Michele Sala, della Tenuta Gorghi Tondi, il dott. Salvatore Ajello, titolare dell’omonima azienda, Laura Ellwanger, responsabile del settore enoturistico di Donnafugata, il

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in famiglia prof. Paolo Austero della FIC (Federazione Italiana Cuochi–delegazione cuochi trapanesi) e diverse altre figure: enologi, ristoratori ed appassionati del vino. Per portare il saluto del sindaco di Mazara è intervenuto il neo assessore Antonino Zizzo. Ha fatto da moderatore Attilio L. Vinci, della redazione de IL SOMMELIER. Alla conclusione del dibattito a tutti gli intervenuti è stata offerta una degusta-

zione dei vini delle quattro aziende partecipanti in accostamento a prodotti tipici del trapanese. In serata, i componenti del consiglio di delegazione con i familiari ed alcuni amici, si sono ritrovati al Ristorante Antico Borgo Marinaro, dove hanno consumato una cena con un accostamento ideale dei vini Donnafugata, Poggio Allegro, Gorghi Tondi ed Ajello con un menù a base di pesce.

Notizia inviata da Attilio L. Vinci

Festa del Sommelier a Livorno con i nuovi sommelier La delegazione Fisar di Livorno ha festeggiato, con un pizzico di meritato orgoglio, la consegna degli attestati a 41 nuovi sommelier che hanno superato l’esame finale. L’annuale “Festa del Sommelier” (alla quale “tradizionalmente” prestano servizio giovani e meno giovani) si è svolta presso l’Hotel Rex sul lungomare livornese: al direttore sono andati i complimenti per la brigata di cucina e per la professionalità del servizio. Particolarmente festeggiati cinque corsisti ai quali la commissione esaminatrice ha assegnato il massimo dei voti: Gabriele Cricchio, Francesco Coppedè, Lisa Marinai, Daniela Paglioni ed Alessandra Sessa. Quello che fa particolarmente piacere è che sono quasi tutti giovani e hanno accompagnato la consegna degli attestati con un “tifo da stadio”.

Con loro: Roberto Baldi, Ivano Barbieri, Elena Barbini, Simone Bartola, Giuseppe Califano, Giovanni Casini, Valentina Cavallini, Barbara Chiavaccini, Alessandro Cirinei, Filippo Cufari, Claudia De Pasquale, Giuseppina De Vito, Alessandro Del Chiaro, Mario Del Vecchio, Daniela Domenici, Sabrina Dominici, Barbara Falorni, Paolo Fantozzi, Elvis Felici, Luca Foglia, Sara Gaspari, Jill Guidotti, Nicole Lampunio, Gianrico Leoni, Massimo Manetti, Luigi Manno, Davide Mileto, Alessandro Orlandini, Valeria Pagni, Calogero Rifici, Gaetana Robustelli, Martina Rosellini, Matteo Sarri, Angelo Specchia, Guido Tarchi e Michela Viaggi. Direttore del corso: Davide Amadei. Prima dell’aperitivo, sulla splendida terrazza affacciata sull’azzurro del mare, il delegato Filippo Terrasini ha presentato il produttore StefanoMancinelli di Morro d’Alba (Ancona) che ha illustrato la filosofia aziendale: dal 1973 ha rinnovato tutti gli impianti con vitigni autoctoni, in azienda anche la distilleria ed il frantoio, e presentato i vini prodotti che poi sono stati degustati nel corso della cena. Marzio Berrugi del Centro Tecnico Nazionale ha tenuto una lezione soffermandosi su una sempre maggiore professionalità nella preparazione dei sommelier Fisar.

Notizia inviata da Gianfranco Grossi

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in famiglia La Fisar di Pisa e Litorale festeggia i suoi Sommelier Grande festa per i Sommelier organizzata dalla Fisar di Pisa e Litorale al ristorante del bagno Mary a Tirrenia. Alla cena di gala ha preso parte tutto il consiglio, a dimostrazione dell’importanza di questo evento che, come ha sottolineato il delegato Maria Cristina Messina, è vissuto come momento di celebrazione per tutti i Sommelier che durante l’anno hanno contribuito con impegno, passione, conoscenza, studio e professionalità a diffondere l’amore per il vino esaltandone le qualità, le tipologie ed i metodi di produzione. Un lavoro di non facile attuazione che quest’anno è stato riconosciuto anche dal Presidente della Regione Toscana Claudio Martini con l’assegnazione del “Premio Vini di Toscana” assegnato per il 2008 sia alla FISAR che all’AIS proprio per esaltare la figura del sommelier e di cui occorre essere fieri perchè anche la nostra delegazione ha contribuito fattivamente alla realizzazione delle motivazioni elencate dal Presidente riferite alla nostra associazione. Tra queste, deve renderci consapevoli del ruolo assunto come operatori del settore vitivinicolo, la difesa del “bere bene e sano” in relazione alla campagna lanciata nell’anno passato con il titolo “La cultura del bere per il rispetto della vita”. La nostra delegazione ha fatto un enorme sforzo per adattarsi all’esigenza di incontro e partecipazione alle questioni sociali e culturali del nostro tempo segnate, oltre che da un’informazione di tipo scandalistico che accomuna frodi alimentari, metanolo e cabernet, dalle problematiche sempre più incalzanti dovute all’abuso dell’alcool. La nostra presenza alle manifestazioni più importanti del territorio è la testimonianza di una operatività di alto livello e l’indice qualitativo della preparazione dei Sommelier pisani. Sono stati graditi gli interventi di Luca Barsanti e Davide Mustaro che hanno tracciato il percorso enogastronomico della serata ed illustrato le motivazioni degli ab-

binamenti dei vini serviti dai nuovi diplomandi Sommelier Chiara Campatelli, Donatella Iacopini e Davide Poli che hanno raccolto giudizi positivi e consensi. Si è iniziato al fresco della veranda con antipasto di mare caldo ed Impepata di cozze, per proseguire con Risotto agli scampi e erba cipollina e Gnocchetti con calamari e zucchine. In successione sono stati apprezzati il Filetto di orata all’isolana ed una calda frittura. Ha chiuso una Bavarese alle fragole e vaniglia accompagnata dal Moscato Strevi DOCG 2008. Ed ecco inoltre i vini abbinati che sono stati gentilmente offerti dalle Aziende Pisane: Vermentino IGT 2008 (Cantina Colline Pisane), vermentino Pianardino IGT 2008 (Az. Bellagotti), pinot bianco Focaia IGT 2008 (Fattoria Uccelliera), sauvignon Con Vento IGT 2007 (Az. Il Terriccio). Nel corso della serata il responsabile dei Sommelier Liana Benini ha rigraziato tutti i Sommelier per l’impegno profuso in ogni occasione in cui sono stati chiamati ad operare, anche in situazioni di emergenza. Lo spirito con cui i suoi “ragazzi” hanno risposto alle sempre più numerose richieste di servizi, molte volte notificate all’ultimo minuto, denota, non solo un attaccamento alla divisa fisariana, ma soprattutto una maturità professionale raggiunta che sovrasta i sacrifici richiesti. Al termine della conviviale è stato insignito con il tulipano d’oro, simbolo del raggiungimento di cinquanta servizi, il Sommelier Paolo Rossi tra vive congratulazioni ed applausi degli astanti.

Notizia inviata da Tiziano Taccola delegazione di Pisa e Litorale

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Il Torneo Divinando al nastro di partenza!

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omenica 27 settembre si svolgeranno, in contemporanea, le gare eliminatorie dalla quale usciranno le 6 finaliste che Domenica 22 novembre si contenderanno l’ambito trofeo nella splendida cornice della Cantina della Carpenè Malvolti che, per il secondo anno consecutivo, ospiterà la Finale. Le eliminatorie si svolgeranno a Brescia, dove gareggeranno le squadre delle Delegazioni FISAR di Bareggio, Piacenza e Treviso, a Bettolle dove invece si contenderanno l’accesso alla finale Livorno, Montecarlo, Firenze, Jesi e Roma e a Catania con la sfida tra le delegazioni FISAR di Catania, Messina e Ragusa. Alla Finale di Treviso accederanno: la prima classificata della gara di Brescia, le prime due di Bettolle e la prima classificata della gara di Catania. Le squadre non classificate verranno poi unite in una classifica unica ed accederanno alla finale assieme alle altre 4 squadre le prime due della classifica accorpata. Proprio per questo motivo le eliminatorie si svolgeranno contemporaneamente ed avranno le stesse domande e le stesse tipologie di vino. Pronti a partire quindi ed ovviamente: “che vinca il migliore!!!”


La segreteria comunica

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FEDERAZIONE ITALIANA SOMMELIER ALBERGATORI RISTORATORI

Ai sigg. Soci loro indirizzi

Prot. N° 334 Asciano 27 agosto 2009

I sigg. Soci sono invitati a partecipare alla Assemblea Nazionale (Elettiva) che avrà luogo alle ore 6 del giorno 16 ottobre in Loano (SV) presso l’Hotel Loano 2 Village - via degli Alpini 6 - ed occorrendo, in seconda convocazione, alle ore 15,30 del 17 ottobre 2009 nel medesimo luogo, per discutere e deliberare il seguente ORDINE DEL GIORNO 1. Saluto e relazione del Presidente della Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori 2. Nomina del Presidente e del Segretario dell’Assemblea e due scrutatori per le delibere assembleari 3. Nomina del Presidente, del Segretario e degli scrutatori delle Commissioni Elettorali per l’elezione del Consiglio Nazionale 4. Presentazione dei candidati al Consiglio Nazionale ed interventi degli associati 5. Determinazione dei rimborsi spesa ed approvazione del codice di autoregolamentazione come previsto dall’art 46 comma 3 del Regolamento di Attuazione dello Statuto 6. Operazioni di voto 7. Scrutinio dei voti e proclamazione degli Eletti al Consiglio Nazionale. 8. Varie ed eventuali Cordiali saluti Il Presidente Nazionale Vittorio Cardaci Ama

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Il Sommelier Settembre-Ottobre 2009 • n. 5 Via dei Condotti 16 – Asciano – San Giuliano Terme – (PI) Riconoscimento della Personalità Giuridica con D.P.PI n. 1070/01 Sett.I del 09/05/2001


La segreteria comunica

A Loano si rinnova il Consiglio Nazionale

Tutto quello che c’è da sapere sulle procedure elettorali

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a presenza dei soci all’assemblea di Loano avrà una valenza determinante. Quella di quest’anno è infatti un’assemblea elettiva che determinerà il nuovo Consiglio Nazionale che dovrà guidare la FISAR per i prossimi tre anni. Ma come si svolgeranno le votazioni? Per tutti voi una piccola guida al voto. QUANDO SI VOTA I Seggi saranno aperti dalle ore 9,30 alle ore 17,30 di domenica 18 ottobre 2009 presso la Sala Capri dell’Hotel Loano 2 Village di Loano (SV) OPERAZIONI PRELIMINARI La partecipazione all’Assemblea è consentita unicamente ai soci in regola con il pagamento della quota sociale all’ultima data utile per la convocazione della stessa. (art. 20 comma 3 del Regolamento di attuazione dello Statuto). A tal fine la Segreteria Nazionale predispone, all’ingresso dell’Assemblea almeno 1 ora prima dell’orario

previsto per l’apertura dei lavori assembleari, apposito desk per l’accredito dei soci. Le operazioni di accredito sono gestite, sia a mezzo cartaceo che a mezzo informatico, dal personale individuato dalla Segreteria Nazionale. Al momento dell’accredito il socio deve mostrare la Tessera Sociale valida per l’anno in corso unitamente ad un documento di riconoscimento e alle eventuali deleghe possedute. Al socio verrà consegnato un Cartellino attestante il numero dei voti esprimibili ed una Ricevuta con il proprio nome e l’eventuale elenco dei nominativi dei deleganti. Il Cartellino e la Ricevuta, unitamente alle Deleghe dovranno essere consegnati alla Commissione demandata alla verifica delle stesse per la vidimazione. (art. 20 comma 2 del Regolamento di Attuazione dello Statuto). In caso di Assemblea Nazionale Elettiva la Ricevuta regolarmente vidimata contenente l’elenco dei nominativi dei deleganti dovrà essere consegnata dal socio alla Commissione Elettorale per il ritiro delle schede di voto.

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La segreteria comunica

APERTURA DEI LAVORI ASSEMBLEARI Il Presidente dell’Associazione constata e fa constatare, come previsto dal’ art. 7 dello Statuto, la regolarità della costituzione dell’Assemblea, (Regolarità dei tempi di convocazione, pertinenza dell’Ordine del Giorno e presenza numero minimo dei soci – Art. 7 comma 5 dello Statuto) ed invita alla nomina del Presidente dell’Assemblea, del Segretario e di due scrutatori (per il conteggio e la verifica dei voti espressi per l’approvazione delle delibere assembleari). Il Presidente dell’Assemblea presiede anche la commissione di cui all’art. 20 comma 2 del Regolamento di Attuazione dello Statuto). Tale Commissione, espressamente prevista dal Regolamento, si costituisce naturalmente con l’apertura dei lavori assembleari. COMMISSIONE ELETTORALE Nel caso in cui l’Assemblea Nazionale sia anche Elettiva è necessario provvedere alla costituzione di specifica Commissione Elettorale. La commissione elettorale, composta come previsto nel comma 1 Art. 21 del Regolamento, si costituisce all’interno dell’assemblea sulla base dei nominativi dei soci aventi diritto di voto che si siano resi disponibili. I soci interessati devono comunicare la propria disponibilità alla Segreteria Nazionale. L’elenco degli aspiranti componenti la Commissione Elettorale viene consegnato dal Segretario Nazionale al Presidente dell’Assemblea. SEGGI ELETTORALI Nel caso il Consiglio Nazionale, con apposita delibera, abbia disposto la costituzione di più seggi elettorali, i soci votanti verranno indirizzati ai vari seggi secondo l’ordine alfabetico delle iniziali dei cognomi.

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L’accesso ai seggi è consentito unicamente agli aventi diritto al voto. MODULO PER DELEGA Premessa: La “DELEGA” è il documento attraverso il quale un associato ha facoltà di farsi rappresentare da altro associato all’Assemblea Nazionale per espletare in sua vece le operazioni di voto, sia per le delibere assembleari che per le elezioni delle cariche nazionali. La “DELEGA” è pertanto: • VOLONTARIA, perché è facoltà esclusiva dell’associato impossibilitato ad intervenire a farsi rappresentare. • UNICA, perché esaurisce i suoi effetti con l’espletamento del mandato affidato. • DIRETTA, perché si perfeziona con l’accordo diretto tra due associati. • PERSONALE, perché la persona indicata dal socio delegante non può trasferire ad altri il mandato ricevuto. Il socio che, non potendo intervenire personalmente, voglia delegare altro associato a rappresentarlo, deve compilare la delega secondo il modello predisposto allegando copia della tessera sociale dove risulti ben leggibile il numero della tessera ed il codice a barre predisposto. In caso di smarrimento della tessera sociale la delega può essere trascritta sulla fotocopia di un documento di riconoscimento del delegante. In questo caso è necessario indicare il numero della tessera sociale. ll numero della tessera sociale può essere richiesto dal titolare della stessa alla Segreteria Nazionale. La delega deve essere firmata in ORIGINALE. Non saranno ritenute valide deleghe pervenute via fax, email od altri supporti digitali.

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Speciale Assemblea

XXXIX Assemblea Nazionale F.I.S.A.R. - Elettiva LOANO, 16-19 Ottobre 2009 Il programma ed il modulo prenotazione sono disponibili anche sul sito www.fisar.com

Programma VENERDì 16 OTTOBRE Ore 15.00 Arrivo dei partecipanti e sistemazione in Hotel Ore 20.00 Ristorante Rosmarino - Hotel Loano2 Village Cena di benvenuto

SABATO 17 OTTOBRE Ore 9.30 Dopo la prima colazione, partenza per la visita al Museo dell’Olivo ad Imperia. A seguire, pranzo a buffet presso l’Azienda dei Fratelli Carli e incontro con i produttori con degustazione dei vini della provincia di Imperia. Rientro in Hotel. Ore 15.30 Sala Portofino Hotel Loano2 Village: XXXIX Assemblea Nazionale FISAR Ore 16.00 Per gli accompagnatori non partecipanti ai lavori dell’Assemblea, shopping ad Alassio la famosa “Città del Muretto.” Ore 19.00 Rientro in Hotel Ore 20.30 Ristorante Luna Rossa - Hotel Loano2 Village: Cena di Gala alla presenza delle Autorità Locali.

DOMENICA 18 OTTOBRE Ore 08.30 Sala Capri - Hotel Loano2 Village Apertura del Desk per l’accredito ai seggi elettorali per le operazioni di voto Ore 09.30 Partenza per visita alle grotte di Borgio Verezzi. Al termine dello spettacolare percorso, incontro con i produttori con degustazione dei vini della provincia di Savona. Rientro in Hotel. Ore 13.30 Pranzo in Hotel Ore 15.00 Per gli accompagnatori, possibilità di escursioni e visite nelle cantine del territorio. Ore 16.00 Sala Portofino - Hotel Loano2 Village - Concorso Sommelier dell’Anno. Ore 17.30 Chiusura dei seggi elettorali e termine delle operazioni di voto. Ore 20.30 Sala Rosmarino - Hotel Loano2 Village - Cena in Hotel. Premiazione del vincitore del concorso Sommelier dell’Anno. Comunicazione dei risultati elettorali e proclamazione degli eletti.

LUNEDì 19 OTTOBRE Dopo la prima colazione, partenza per le rispettive destinazioni. A integrazione del programma sopra esposto, si specifica che: • Ci saranno, a disposizione degli Ospiti, Bus per il transfert da e per l’Aeroporto di Genova, in orari da definire il venerdì in arrivo e il lunedì in partenza. Possibilità di transfert anche dalla stazione ferroviaria di Loano.

• Sarà a disposizione degli Ospiti un Bus navetta (a orari definiti) da e per il centro di Loano (distante circa 1500 mt dalla struttura), per chi volesse approfittare dei momenti lasciati liberi dal programma durante la giornata.

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La segreteria comunica

Speciale Assemblea Sono incluse le escursioni e tutto quanto specificato nel programma e nella nota integrativa.

Costi del pacchetto proposto Un giorno: Euro 180,00 Arrivo: sabato 17 ottobre, nel pomeriggio. Cena di Gala, pernottamento, prima colazione e pranzo della domenica. Sono incluse le escursioni e tutto quanto specificato nel programma e nella nota integrativa.

Tre giorni: Euro 350,00 Arrivo: venerdì 16 ottobre, nel pomeriggio. Partenza: lunedì mattina, dopo la prima colazione. Sono incluse le escursioni e tutto quanto specificato nel programma e nella nota integrativa. I Due giorni: Euro 290,00 prezzi si intendono a persona in camera doppia. Arrivo: venerdì 16 ottobre, nel pomeriggio. Supplemento camera singola: Euro 20,00 a notte. Partenza: domenica prima di cena. Eventuali pranzi a buffet aggiuntivi o per esterni: ELETTIVA F.I.S.A.R. Sono incluseASSEMBLEA le escursioni e tuttoNAZIONALE quanto speEuro 30,00. Eventuali cene a tavolo aggiuntive o cificato nel programma e nella nota- Loano integrativa. esterni:- Euro 35,00. Cena di Gala per esterni: 16-19 ottobre 2009 2 VillageperResort Loano (SV) ASSEMBLEA NAZIONALE ELETTIVA F.I.S.A.R. Questo pacchetto è applicabile anche con arrivo Euro 65,00. ASSEMBLEA NAZIONALE ELETTIVA F.I.S.A.R. 2009 Loano 2 Village Resort Loano proposti (SV) al sabato 17 16-19 ottobre ottobre nel pomeriggio e partenza il Le variazioni ai-servizi pacchetti Scheda di prenotazione alberghiera e dei 16-19 ottobre 2009 - Loano 2 Village Resort -681728 Loano (SV) lunedì dopo la da colazione. inviare entro il 10 settembre 2009 alla Agenzia Viaggi Aureliaquotate al n° fax a0182 verranno richiesta. del bonifico effettuato Schedacondicopia prenotazione alberghiera e dei servizi ASSEMBLEA NAZIONALE ELETTIVA F.I.S.A.R. da inviare entro il 10 settembre 2009 alla Agenzia Viaggi Aurelia al n° fax 0182servizi 681728 Scheda di prenotazione alberghiera e F.I.S.A.R. dei ASSEMBLEA 16-19 ottobre 2009NAZIONALE - Loano 2 VillageELETTIVA Resort - Loano (SV)

con copia del bonifico effettuato

da inviare il 102009 settembre 20092alla Agenzia Viaggi Aurelia (SV) al n° fax 0182 681728 DATI ANAGRAFICI: 16-19 entro ottobre - Loano Village Resort - Loano con copia del bonifico effettuato Cognome________________________________ Nome___________________________ Scheda di prenotazione alberghiera e dei servizi Indirizzo________________________________________________ da inviare entro il 10 settembre 2009 alla Agenzia Viaggi Aurelia alCAP____________ n° servizi fax 0182 681728 Scheda di prenotazione alberghiera e dei DATI ANAGRAFICI: Città___________________________________ Prov____________________ con copia del bonifico effettuato da inviare entro il 10 settembre 2009 alla Agenzia Viaggi Aurelia al n° fax 0182 681728 Cognome________________________________ Nome___________________________ Tel_____________________ Cell____________________ E-mail__________________ DATI ANAGRAFICI: con copia del bonifico effettuato Indirizzo________________________________________________ CAP____________ Socio della Delegazione di___________________________ Cognome________________________________ Nome___________________________ Città___________________________________ Prov____________________ Soci e/oDATI Accompagnatori: ANAGRAFICI: Indirizzo________________________________________________ CAP____________ Cognome________________________________ Nome___________________________ Tel_____________________ Cell____________________ E-mail__________________ __________________________________________________________ DATI ANAGRAFICI: Indirizzo________________________________________________ CAP____________ Città___________________________________ Prov____________________ __________________________________________________________ Socio della Delegazione di___________________________ Cognome________________________________ Nome___________________________ Prov____________________ __________________________________________________________ Soci e/oCittà___________________________________ Accompagnatori: Tel_____________________ Cell____________________ E-mail__________________ Indirizzo________________________________________________ CAP____________ Tel_____________________

Cell____________________

E-mail__________________

Prov____________________ __________________________________________________________ Socio Città___________________________________ delladella Delegazione di___________________________ Socio Delegazione di___________________________ Tel_____________________ Cell____________________ E-mail__________________ DATI PER FATTURAZIONE: __________________________________________________________ Soci e/o Accompagnatori: Soci Accompagnatori: Socioe/o della Delegazione di___________________________ Cognome/Società________________________________ Nome__________________ __________________________________________________________ __________________________________________________________ __________________________________________________________

Soci e/o Accompagnatori: Indirizzo________________________________________________ CAP____________ __________________________________________________________ __________________________________________________________ __________________________________________________________ Città___________________________________ Prov____________________ __________________________________________________________ DATI PER FATTURAZIONE: __________________________________________________________ __________________________________________________________ P.IVA____________________________________

Cognome/Società________________________________ __________________________________________________________Nome__________________ DATI PER FATTURAZIONE: Indirizzo________________________________________________ CAP____________ Cognome/Società________________________________ Nome__________________ DATI PERPER FATTURAZIONE: DATI FATTURAZIONE: Città___________________________________ Prov____________________ SISTEMAZIONE ALBERGHIERA: Indirizzo________________________________________________ CAP____________ Cognome/Società________________________________ Nome__________________ Cognome/Società________________________________ Nome__________________ P.IVA____________________________________

Città___________________________________ Prov____________________ Indirizzo________________________________________________ CAP____________ Indirizzo________________________________________________ CAP____________

P.IVA____________________________________ TIPO PACCHETTO EURO N. PERSONE TOT Città___________________________________ Prov____________________ Città___________________________________ Prov____________________ Pacchetto A in doppia per 3 gg € 350,00 P.IVA____________________________________ SISTEMAZIONE ALBERGHIERA: P.IVA____________________________________ Pacchetto A - in singola per 3 gg € 410,00 SISTEMAZIONE ALBERGHIERA: Pacchetto B - in doppia per 2 gg € 290,00 TIPO PACCHETTO N. PERSONE TOT SISTEMAZIONE ALBERGHIERA: Pacchetto B - in singola per 2 gg € EURO 330,00 TIPO PACCHETTO EURO N. PERSONE TOT Pacchetto CA--inindoppia per 1 3g gg € €180,00 Pacchetto doppia per 350,00 SISTEMAZIONE ALBERGHIERA: Pacchetto A - in doppia per 3 gg € 350,00 TIPO N. PERSONE TOT Pacchetto CA--PACCHETTO ininsingola € EURO Pacchetto singolaper per1 3g gg €200,00 410,00 Pacchetto A - in singola per 3 gg

Pacchetto A - in doppia per 3 gg Pacchetto B - in Bdoppia per 2 gg2 gg TIPOPacchetto PACCHETTO Pacchetto A -- in in doppia singolaper per 3 gg Pacchetto B - in Bsingola per 2per gg gg Pacchetto in singola Pacchetto Bin- doppia in doppiaper per 232gg Pacchetto A gg Pacchetto C in doppia per Pacchetto C in doppia per 1 g Pacchetto B - in singola per 12 ggg Pacchetto A in singola per 3 Pacchetto -- in Pacchetto C - in C singola per per 1per g11gggg Pacchetto C in singola doppia

ORGANIZZAZIONE : Pacchetto B - in doppia per 2 gg

€ 410,00 350,00 290,00 290,00 EURO 410,00 330,00 330,00 290,00 € 350,00 180,00 180,00 330,00 € 410,00 200,00 200,00 180,00

€€€ € €€ € €€ €€€

N. PERSONE

€ 290,00 Pacchetto C - in singola per 1 g € 200,00 Pacchetto B - in singola per 2 gg € 330,00 AGENZIA VIAGGI AURELIA - Via Carminati, 6 - Andora (SV) Pacchetto C - in doppia per 1 g € 180,00 tel 0182 88701 - fax 0182 681728 Pacchetto C - in singola: per 1 g € 200,00 ORGANIZZAZIONE Cod IBAN : IT08F0306949290615315660752 ORGANIZZAZIONE:

ORGANIZZAZIONE :

72

ORGANIZZAZIONE : AGENZIA VIAGGI AURELIA - Via Carminati, 6 - Andora (SV) tel 0182 88701 -AURELIA fax 0182 681728 AGENZIA VIAGGI - Via Carminati, 66--Andora (SV) AGENZIA VIAGGI AURELIA - Via Carminati, Andora (SV) Il Sommelier Settembre-Ottobre Cod IBAN : IT08F0306949290615315660752 tel 0182tel88701 - fax 0182 681728 0182 88701 - fax 0182 681728 Cod :IBAN : IT08F0306949290615315660752 Cod IBAN IT08F0306949290615315660752

ORGANIZZAZIONE :

2009 • n. 5

TOT


Abbiamo aggiunto due pagine esclusive alla storia della nostra famiglia.

Impronta del Fondatore: solo per ristoranti e enoteche. www.santamargherita.com



Il Sommelier n.5/2009 settembre-ottobre