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Rivista di enologia, gastronomia e turismo

FEDERAZIONE ITALIANA SOMMELIER

Anno XXXI - Numero 4 - Luglio-Agosto 2013

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Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori


Lettera del Presidente - Mario Del Debbio

Pag.

50 anni. Un compleanno importante - Roberto Rabachino In Famiglia Il CTN comunica La Segreteria comunica - Claudia Marinelli

ENOGASTRONOMIA • TURISMO • CURIOSITà

Vinexpo: i numeri del vino e dei distillati Gladys Torres Urday

Chateau d’Yquem: emozioni da “coda di pavone” Davide Amadei

Dieci anni di Sicilia en Primeur alla scoperta del vino d’eccellenza Antonio Iacona

Di Pub in Pub, a Londra Enza Bettelli

La Fisar a Wine Town - Firenze 2013 Claudia Marinelli

Speciale Vinitaly 2013

Una giornata particolare al Vinitaly 2013 Daniela Mecaj

Le notizie di enogastronomia e turismo a cura della redazione di Quality ADV

summer edit ion

sommario

Comunicazione Istituzionale

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36 53 56

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Rivista di Enologia, G

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A Roma per concretizzare un grande lavoro.

La lettera del Presidente - Mario Del Debbio per comunicare con il Presidente Nazionale: presidente.nazionale@fisar.com

Tante novità a partire dal prossimo autunno...

S

2

ei mesi!

vità. Saranno i mesi in cui verrà definito il più im-

Gli impegni sono stati così tanti che non

portante dei progetti, quello dedicato alla comu-

abbiamo avuto il modo di accorger-

nicazione e sul quale a lungo ci siamo confrontati

ci del trascorrere del tempo. I vari settori della

assieme nella assemblea primaverile. Un proget-

Federazione hanno vissuto una fibrillazione di ini-

to che parte dalla nostra rivista reduce dai grandi

ziative come forse non si era mai vista. I risultati di

successi di Vinexpo e dai complimenti che tutti

molte di queste non sono ancora del tutto visibili

hanno fatto al nostro direttore Roberto Rabachino

ma la ripresa delle varie attività nel settembre or-

presente ufficialmente alla fiera di Bordeaux. Un

mai prossimo, dopo una meritata pausa estiva,

progetto che però non porterà novità solo alla

testimonierà la dimensione e la qualità dei proget-

rivista nella sua vesta tipografica ma anche alle

ti messi in cantiere. Sicuramente il cambiamento

nuove forme di comunicazione sulla rete, oramai

più tangibile si avrà nei corsi di qualificazione per

la prima vera fonte di informazione grazie soprat-

Sommelier. Diventerà infatti pienamente operativo

tutto alla rapidità con la quale vengono diffuse le

il nuovo Albo Relatori, che resterà l'unico elenco

notizie.

riconosciuto ufficialmente di docenti autorizzati

Anche per questi motivi mi auguro che il prossimo

Fisar. Uno strumento che ci consentirà di garan-

congresso nazionale, che si terrà a Roma dal 11

tire un livello di qualità nelle docenze decisamen-

al 13 ottobre prossimi, veda una massiccia pre-

te più alto. Altre novità importanti riguarderanno

senza di Fisariani pronti a condividere insieme en-

coloro che hanno già conseguito la qualifica di

tusiasmanti progetti e fare quel salto in avanti che

Sommelier con l'organizzazione dei Master sulla

più volte ci siamo ripromessi e che non abbiamo

degustazione a completamento di quel percor-

affrontato magari per mancanza di sicurezza e fi-

so formativo superiore iniziato con l'erogazione

ducia dei nostri mezzi. Ma ormai siamo in corsia,

dei corsi C&D. Anche la comunicazione con gli

la pista è libera e non abbiamo più scuse. La pre-

associati segnerà un momento particolarmente

parazione e la rincorsa sono il momento decisivo

importante. I nuovi sistemi di archiviazione e regi-

per il successo del salto. Una rincorsa che anche

strazione ci consentiranno un dialogo con le varie

noi, come i grandi campioni, abbiamo iniziato con

categorie di soci diretto ed immediato con un li-

piccoli passi meditati prima di lasciar esplodere

vello di personalizzazione sempre più elevato.

la massima potenza. Oramai ci siamo e il volo, lo

Ma l'autunno non ci riserverà soltanto queste no-

sento, sarà lunghissimo.

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


Rivista di Enologia, Gastronomia e Turismo

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Comitato di Redazione e Controllo: Nicola Masiello, Mario Del Debbio, Graziella Cescon, Luigi Terzago, Claudia Marinelli

Responsabile Sicilia Vincenzo CUCURULLO Cell. +39 340 7279242 sicilia@ilsommelier.com

e-mail: redazione@ilsommelier.com Hanno collaborato a questo numero Gladys Torres Urday, Davide Amadei, Antonio Iacona, Enza Bettelli, Daniela Mecaj

Distribuzione della rivista

La rivista viene inviata a tutti i soci Fisar, a tutti gli organi di informazione, a tutti i giornalisti dei gruppi di specializzazione di settore, a tutte le Istituzioni, a tutte le Associazioni di settore e a tutti gli IPSSAR che ne facciano richiesta tramite spedizione gratuita in abbonamento postale.

La rivista è associata al USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Per la fotografia Oliviero Toscani, Saverio Scarpino, Jimmy Pessina, Alberto Doria, Roberto Rabachino, Enza Bettelli e immagini di Redazione

Abbonamento alla Rivista

Segreteria di Redazione Il Sommelier Via dei Condotti, 16 - 56010 ASCIANO (PI) Tel. +39 050 857105 Fax +39 050 856700 segreteria.nazionale@fisar.com

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50 anni. Un compleanno importante.

Editoriale del Direttore - Roberto Rabachino

Sole, mare, avventura e cucina fragrante nel nord est del Brasile

I

vini DOC italiani compiono 50 anni. Nel 1963,infatti, è stata varata dal Governo italiano la normativa sui vini a denominazione di origine. Il traguardo ha avuto un lungo iter. La proposta iniziale, avanzata nel 1921 alla Camera da Arturo Maresclachi (nella fotografia – archivio Assoenologi) , fondatore dell’attuale Assoenologi, vedeva la richiestadi riconoscimento dei “Vini tipici”.  La proposta, convertita in legge nel 1930, ma mai entrata in vigore perché mancante dei regolamenti attuativi, ha creato un  vuoto legislativo risolto soltanto nel 1963 con il varo dello storico Dpr 12 luglio 1963 n.930. Artefice di questa legge, tanto da esserne considerato il “padre”, fu il piemontese senatore Paolo Desana, il quale fu anche il primo presidente del Comitato nazionale vini, organo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ed espressione dell’interprofessione vitivinicola, che ha competenza consultiva, propositiva ed esecutiva in materia di tutela e valorizzazione qualitativa e commerciale dei vini a denominazione d’origine.  La legge 930 venne poi modificata per iniziativa dell’astigiano onorevole Giovanni Goria che, da ministro dell’Agricoltura, fece approvare la legge n.164 del 10 Febbraio 1992 “Nuova disciplina delle Denominazioni di Origine dei Vini”.  Da allora molto è stato fatto e le denominazioni di origine italiane registrate sono arrivate a quota 403, di

4

cui 330 Doc e 73 Docg, mentre le Igp sono 118. «Oggi, a distanza di mezzo secolo – dichiara Giuseppe Martelli, direttore Assoenologi e presidente del Comitato nazionale vini –, il discorso sulla validità delle donominazioni è nuovamente aperto. Sta di fatto, comunque, che la linea europea di tutela della qualità poggia sul riconoscimento dell’origine e che, nonostante tutto, in Italia come in Francia, Germania e Spagna, le denominazioni rappresentano i vertici della classificazione e qualificazione dei vini». L’importante è lavorare per perfezionare l’esistente che, tra l’altro, è stato condiviso nel suo palinsesto da tutte le organizzazioni di categoria, lasciando perdere gli individualismi tipici della nostra cultura che, purtroppo, è quella dei «mille campanili». Il numero delle denominazioni è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni e per evitare il fenomeno delle doc presenti solo sulla carta il presidente del Comitato vini pensa all’introduzione della clausola della presenza di almeno una rivendicazione di produzione ogni tre anni. Noi comunicatori di settore, vigili e attendi, sapremo valutare e, se richiesto, disponibili a dare il nostro contributo.

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


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Vinexpo: i numeri del vino e dei distillati

di Gladys Torres Urday fonte Vinexpo

Per l’11° anno consecutivo, il VINEXPO, salone internazionale del vino e dei distillati, ha affidato all’agenzia The IWSR (The International Wine and Spirit Research) la realizzazione dello studio dettagliato sul consumo mondiale, la produzione e gli scambi internazionali di vini e distillati.

E

cco i numeri e le curiosità per segmento. Questo studio riguarda 28 paesi produttori e 114 mercati di consumo. Un consumo mondiale in crescita. Il consumo mondiale di vini fermi (inferiori a 15°) e vini spumanti è aumentato del 2,8% tra il 2007 e il 2011 arrivando a 2,679 miliardi di casse da 9 litri, cioè l’equivalente di più di 32 miliardi di bottiglie. Lo studio congiunturale VINEXPO, unico documento mondiale che anticipa l’evoluzione del consumo, della produzione e degli scambi internazionali a 5 anni, prevede che tra il 2012 ed il 2016 il consumo mondiale dovrebbe accelerare la sua crescita arrivando a 2,873 miliardi di casse da 9 litri.

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La crescita del consumo dei vini frizzanti è più rapida di quella dei vini tranquilli. Nel 2011, i vini spumanti rappresentavano il 7,7% del consumo mondiale di vino. La loro crescita di consumo è aumentata al 4,17% tra il 2007 e il 2011 (contro il 2,72% per quella dei vini tranquilli) e dovrebbe arrivare all’8,52% tra il 2012 e il 2016. La Cina, gli Stati Uniti, la Russia e l’Australia sono i motori della crescita. Tra il 2007 e il 2011, questi mercati hanno visto il loro consumo progredire di 129 milioni di casse da 9 litri, cioè l’equivalente de 1,55 miliardi di bottiglie. Nel 2010, la Cina è diventata il quinto paese consumatore di vino al mondo. Nel 2011, gli Stati Uniti sono saliti sul gradino più alto del podio e l’Australia si è piazzata fra i primi 10, detronizzando la Romania. Il vino rosso continua a dominare il consumo mondiale. Nel 2011, il vino rosso rappresentava il 54,7% del consumo di vini fermi. Le vendite mondiali di vini a più di 10 dollari americani la bottiglia spiccano il volo. Esse rappresentavano 213,56 milioni di casse da 9 litri nel 2011 (cioè l’8,6% del consumo mondiale di vini fermi) con una crescita di consumo del

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


12,59% rispetto al 2007 principalmente concen-

vamente progredire dell’1,56% tra il 2012 ed il

trata su Cina, Stati Uniti e Canada.

2016. Nel 2011, nel mondo sono state consu-

Una bottiglia su 4 consumata nel mondo è

mate 491,68 milioni di casse di Vodka. Paralle-

un vino «importato».

lamente, il consumo dei brandy (ad eccezione di

Nel 2011, il 27% dei volumi di vino fermo con-

Cognac e Armagnac) ha registrato una crescita

sumato nel mondo era un vino importato. Per il

del 23,24% e quello del rum è salito del 22,32%

2016, il consumo di vino importato rappresenterà 794 milioni di casse, cioè l’8% di più che nel 2012. L’Asia-Pacifico prima area di consumo mondiale dei distillati. Nel 2011, il 61,5% del consumo mondiale di distillati è stato realizzato nell’area Asia-Pacifico. Nel 2011, il 61,5% del consumo mondiale di distillati è stato realizzato nell’area Asia-Pacifico (+

tra il 2007 ed il 2011. Il Cognac e l’Armagnac hanno evidenziato un periodo di consumo quasi stabile tra il 2007 ed il 2011 (-0,92%) e dovrebbero risollevarsi con una crescita del loro consumo mondiale del + 12,22% tra il 2012 ed il 2016. Il fatturato in rapida crescita. Il fatturato realizzato dalla vendita di distillati a livello mondiale è aumentato del 43% nei 5 anni

13,63 %).

tra il 2007 ed il 2011 (+32,64% per l’aumento dei

Il consumo mondiale di vodka si stabilizza, quelli

volumi consumati nello stesso periodo). L’Asia

del rum e dei brandy continuano a svilupparsi.

rappresenta tuttavia soltanto il 48,6% del fattura-

Tra il 2007 ed il 2011 il consumo mondiale di

to realizzato (per il 61,5% dei volumi consumati)

vodka è diminuito del 4,93%, tuttavia, secondo

ed il fenomeno di "premiumisation" osservato in

le previsioni dello studio VINEXPO dovrebbe nuo-

particolare in Cina continua.

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4

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di Davide Amadei

Chateau d’Yquem: emozioni da “coda di pavone”

È sempre difficile descrivere o trasmette l’emozione. Ma è stata proprio una grande emozione quella che ha pervaso tutti i partecipanti alla serata di degustazione di cinque annate del vino dolce più famoso e blasonato del mondo: Chateau d’Yquem, unico Sauternes A.O.C. classificato dal 1855 come Premier Cru Superieur, con le annate 2003, 1999, 1998, 1995 e la mitica 2001.

L

a serata organizzata dalla Delegazione di Livorno è stata introdotta e guidata da Delphine Veissiere, giornalista ed assaggiatrice, già Ambasciatrice di Chateau d’Yquem per l’Italia ed esperta conoscitrice dei grandi vini francesi. Con competenza e passione, la Veissiere ha delineato le caratteristiche che rendono il Sauternes un vino unico al mondo, irriproducibile altrove. In particolare il clima, con l’umidità delle nebbie mattutine generate dal fiume Ciron, e, quando esse si dissolvono, le giornate secche e soleggiate: una concomitanza che genera la botrytis cinerea, un fungo che attacca gli acini dell’uva a maturazione concentrandone estratti, zuccheri e acido tartarico; diverrebbe muffa grigia, dannosa, se le nebbie non lasciassero per tutta la giornata spazio a sole e luce, inducendo la corretta disidratazione degli acini. Poi, la combinazione di due vitigni complementari e diversi: il Semillon, che ama l’argilla, ha buccia spessa e resiste bene all’attacco della botrytis,

8

e conferisce al vino struttura, acidità e zucchero; ed il Sauvignon Blanc, che ha buccia sottile, sensibile alla botrytis, e dà profumi, complessità e freschezza minerale. In questo contesto si inserisce Chateau d’Yquem, con le sue peculiarità che lo rendono unico nell’ambito dell’unicità del Sauternes: in azienda tutto contribuisce a realizzare la qualità e ad alimentare il mito (oltre a causare costi e prezzi elevati). Innanzitutto, in un “mare” di calcare (le famose graves: i drenanti ciottoli bordolesi, che in superficie accumulano calore durante il giorno e lo restituiscono di notte), che caratterizza l’area del Sauternes, la collina su cui allignano le vigne di Yquem ha molta argilla nel sottosuolo. Questa è terra fredda che trattiene l’acqua, per cui, poiché a Bordeaux piove molto, è stata creata una rete di circa 100 km di canali in terracotta per drenare l’acqua, altrimenti trattenuta in eccesso: un terroir “assistito”, dunque. Ma l’argilla, accompagnandosi al calcare, conferisce, soprattutto al Semillon, struttura e rotondità.

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Le uve utilizzate sono il Semillon all’80% ed il Sauvignon Blanc al 20%; a Yquem non si coltiva e non si usa il Muscadelle: il vino non ne ha alcun bisogno. La qualità, come per ogni grande vino, si fa in vigna, dove il lavoro è soprattutto demandato alle donne, meticolose e metodiche: ciascuna delle venti vigneronnes ha in assegnazione una parcella di vigneto, che cura e gestisce fino alla vendemmia. Gli uomini sono invece impegnati nei lavori meccanizzati. Per i dipendenti e le loro famiglie l’azienda da sempre mette a disposizione ventidue case per abitarvi. È significativo, per comprendere la ricerca della qualità, che mentre la resa per ettaro del Semillon consentita dal disciplinare dell’AOC Sauternes è 25 hl per ettaro, a Chateau d’Yquem si attesta sui 9 hl (con 200/300 grammi per pianta). La vendemmia, nei 110 ettari circa, avviene con cura maniacale, per portare in cantina solo le uve perfettamente disidratate e ricche: è necessaria una rigorosa selezione in vigna per scegliere e cogliere gli acini attaccati dalla botrytis; a seconda dell’annata varia il numero di passaggi in vigna a tale scopo (i trie), normalmente cinque o sei, ma a volte anche molti di più per quasi due mesi di periodo di vendemmia.

L’uva di ogni parcella è vinificata separatamente, con una fermentazione che dura anche tre mesi a causa dell’elevato contenuto di zucchero, e poi i vini sono assemblati, previa degustazione, dopo l’affinamento in barriques sempre nuove al 100%: fermentazione ed elevazione in legno giovano soprattutto al Semillon, che in gioventù dà vini semplici e banali, ha necessità di sostare in botte per sviluppare ed acquisire struttura e complessità. Chateau d’Yquem esce sul mercato dopo tre anni di affinamento, con 125 gr/l di zucchero e 400 mg/l di anidride solforosa. Dei vini in assaggio ha colpito l’evidenza delle caratteristiche olfattive e gustative, senza alcun elemento di delusione delle alte aspettative createsi in vista della serata. Nessun bisogno di parole per comprendere l’intensità olfattiva, l’equilibrio gustativo impressionante, lo zafferano che, come timbro del terroir, costituisce un filo rosso di tutte le annate, la lunghissima persistenza aromatica. È proprio questa la dote più emozionante riconosciuta a Chateau d’Yquem e percepita durante la degustazione: la straordinaria persistenza che si manifesta “come la coda del pavone” (la queue du paon), con un finale che si allunga ed esplode in

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sensazioni molteplici e continue, proprio come l’apertura di piume dai tanti colori sgargianti dell’uccello vanitoso. Che rimarranno a lungo nella memoria.

La degustazione 2003 Annata molto particolare, com’è noto, caratterizzata da grande caldo estivo, fuori norma, per molti mesi; nelle vigne di Yquem si è avuta una botrytis diffusa su tutte le uve ed è stato necessario un solo passaggio in vigna per la raccolta, concentrata in un brevissimo arco di tempo. Il vino ha grande intensità all’olfatto, che è molto aperto su sensazioni fruttate di arancia, buccia di albicocca, bergamotto; poi escono le spezie, con lo zafferano in evidenza; successivamente lampone bianco e mentuccia fresca. In bocca è avvolgente: come dicono i francesi nel degustare Yquem, tapisse le palais. Colpisce l’equilibrio tra l’evidente grassezza, dovuta all’annata, e l’acidità ben presente.

1999 Temperature al di sopra della media nel periodo di maturazione delle uve; settembre con molto pioggia, che ha determinato umidità e sviluppo della botrytis; soprattutto l’annata ha beneficiato

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di un periodo di 12 giorni consecutivi di bel tempo secco, nella prima metà di ottobre, con concentrazione delle uve e diffusione della botrytis fino alla fine della raccolta attorno al 20 ottobre. Una delle migliori annate di fine secolo. Al naso è meno espresso del 2003, ma colpisce l’estrema mineralità che conferisce un’eleganza evidente, superiore. In bocca la salivazione è abbondante, è infiltrante, teso e fine, ricco di sensazioni saline e rocciose, con eccezionale allungo e finale rinfrescante, tutto in crescendo. Ancora giovanissimo.

1998 Annata con contrastanti periodi di umido e secco; assemblaggio di uve raccolte in settembre ed uve raccolte in ottobre; ha dato un vino non opulento né dimostrativo, ma rotondo ed elegante; nei primi sedici giorni di settembre è piovuto per quattordici giorni, e ciò ha determinato perfette condizioni per la botrytis, anche perché tra il 17

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ed il 21 settembre hanno spirato venti molto secchi che hanno concentrato i grappoli attaccati dal fungo e si è effettuata una prima vendemmia di uve di perfetta maturazione e ricchezza; alle fine di settembre, però, ha iniziato a piovere e continuato per due settimane, con ampio sviluppo di botrytis, fino al completamento della vendemmia a metà ottobre. Naso complesso, con legni pregiati, spezie, erbe aromatiche, fiori bianchi (acacia). In bocca ha eccezionale equilibrio, esplode uno zafferano invadente che rapisce; nel finale, oltre al resto, si percepisce anche una mandorla fresca leggermente amara ed invitante, con grande profondità ed una persistenza fuori misura.

poi, dopo la pioggia attorno al 20 settembre, il clima secco ha consentito l’inizio della vendemmia il 1° ottobre; ad ulteriore pioggia il 3 ottobre ha fatto seguito un tempo perfetto per la botrytis: giornate calde, notti fresche, brezze secche durante i soleggiati pomeriggi hanno determinato le condizioni ideali per lo sviluppo della muffa nobile su tutte le uve del vigneto. Annunciata per la serata come l’annata del secolo, la migliore degli ultimi vent’anni e oltre, non ha deluso le aspettative. Ed è bene non inquinare con le parole l’assaggio di questo nettare: quintessenza di complessità olfattiva, perfetta armonia degli elementi gustativi ed infinita persistenza, irradiante, è pura emozione, da contemplare in silenzio. Impossibile da dimenticare.

1995 Dopo un’estate calda e secca, che ha condotto a uve sauvignon di 16,5 gradi potenziali già il 7 settembre, da tale data fino al 18 dello stesso mese è piovuto molto, il doppio del normale; a partire dal 20 settembre la botrytis si è diffusa con rapidità su uve già mature e molto sane; la vendemmia ha proceduto celermente, conclusa in quattordici giorni. È stata essenziale una rigorosa selezione delle uve in vigna, per un’annata precoce che ha dato vini potenti e larghi. All’olfatto, intenso, emergono note distinte di cera d’api, erbette, albicocca; in bocca ha buona freschezza, cede un po’ in struttura rispetto agli altri, così come il finale, certamente persistente, non è lungo e lascia una leggera sensazione calda e dolce. Godibilissimo, risente del confronto con i “fratelli”.

2001 L’annata perfetta per il Sauternes: ha innanzitutto beneficiato di una prima quindicina di settembre secca, soleggiata e molto fresca (contrariamente al caldo della fine delle estati degli anni precedenti), con una maturazione lenta delle uve che ha consentito di mantenere l’acidità accumulata;

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di Antonio Iacona

Dieci anni di Sicilia en Primeur

alla scoperta del vino d’eccellenza

Protagoniste le aziende partecipanti a Sicilia en Primeur 2013: ben 29 con oltre 250 vini in degustazione, offrendo una panoramica sull’annata 2012 en primeur e sulle annate precedenti già in commercio in tutto il mondo.

N

12

on poteva esserci festa di compleanno

allestito da Assovini Sicilia e che quest’anno ha

più degna per celebrare il decimo anni-

anche lasciato un’impronta scientifica, con la re-

versario di Sicilia en Primeur, edizione

lazione del prof. Attilio Scienza dell’Università di

2013, andata in scena il 27 e 28 aprile al Grand

Milano su: “Lo studio del passato per costruire il

Hotel Piazza Borsa di Palermo. Una festa dove

futuro. Le origini genetiche del vigneto siciliano”.

protagonista, ancora una volta, è stata l’eccellen-

Uno studio nato proprio dieci anni fa, nel 2003,

te qualità dei vini siciliani, unita a una forte identità

per volontà dell’attuale Assessore regionale alle

storica e culturale, e dove i numeri hanno rivelato

Risorse agricole e alimentari, Dario Cartabellotta,

l’ottimo stato di salute della produzione vitivinico-

che ha aiutato a interpretare un patrimonio unico

la dell’Isola e i tanti progressi compiuti in questo

dal punto di vista agricolo. Studi scientifici, dun-

decennio. A cominciare dagli ospiti dell’evento,

que, ma anche numeri. Già, perché protagoniste

gli oltre 70 giornalisti provenienti da tutto il mon-

sono state soprattutto le aziende partecipanti a

do e in particolare dai Paesi emergenti sul fronte

Sicilia en Primeur 2013: ben 29 con oltre 250

del mercato del vino: Brasile, Cina, Giappone,

vini in degustazione, offrendo una panoramica

Corea, ma anche dalle nazioni storiche come

sull’annata 2012 en primeur e sulle annate pre-

Stati Uniti, Canada, Germania, Austria, Svizzera,

cedenti già in commercio in tutto il mondo.

Francia, Russia, Polonia, oltre naturalmente alla

“L’edizione 2013 – ha detto Antonio Rallo, presi-

stampa italiana, sempre attenta e fedele all’ap-

dente di Assovini Sicilia – segna il 10° anniversa-

puntamento. Dieci anni per un evento voluto e

rio della manifestazione, un arco di tempo che ha

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


visto crescere in maniera esponenziale l’immagi-

dispone di una struttura ricettiva con posti letto

ne dei vini siciliani nel mondo. Dal 1998, infatti,

e il 29% ha in progetto di costruirla. Tutte sono

con la nascita dell’Associazione, i produttori sici-

attrezzate per la degustazione in cantina e il 65%

liani sono stati capaci di “fare squadra in maniera

è in grado di offrire un servizio di ristorazione. Il

eccezionale” per valorizzare i vini e i territori della

sistema vino-turismo funziona in perfetta sinergia

propria isola. Sicilia en Primeur – ha continuato

tanto che oltre il 60% delle aziende partecipa a

Rallo – è stato dall’inizio uno dei progetti che ci ha

iniziative enoturistiche (Cantine Aperte, Calici di

visto uniti per proiettare fuori dai confini dell’isola

Stelle…) e fa parte di una Strada del Vino, con

l’orgoglio del nome Sicilia, da tutti i punti di vista,

soddisfazione. Anche sul fronte dei mercati, i nu-

anche turistico. Proprio la sinergia tra vino e ter-

meri premiano le scelte dei produttori siciliani: il

ritorio costituisce un vero e proprio volano per

58,9% del fatturato delle aziende intervistate è

l’economia siciliana, tanto è vero che il turismo

relativo ai mercati esteri, che sono in media 19

presso le città del vino dell’Isola è aumentato del

paesi per ogni azienda (con punte massime fino

12% in questo ultimo anno e oggi l’export dei vini

a 64 paesi). L’interesse è a 360° e va dai mercati

isolani è in continuo aumento”.

tradizionali come Germania, Svizzera, Inghilterra,

Ed eccoli, infatti, i dati che confermano la scia

Belgio, Russia, USA e Canada fino a Brasile,

positiva lasciata dal turismo enologico ed enoga-

Cina, India, Indonesia che si sono affacciati più

stronomico: nel 2012 ogni azienda ha ricevuto in

recentemente sul mercato del vino.

media 3500 visitatori (54% italiani e 46% stranie-

Le aziende siciliane viaggiano nel mondo (88%

ri). Per accoglierli al meglio il 39% delle aziende

partecipa a fiere/manifestazioni all’estero) e contemporaneamente amano invitare e ricevere visitatori creando così un vero circolo virtuoso di conoscenze reciproche. Ed infine, tornando poeticamente, e non solo, alla terra, ai vigneti e a ciò che arriva nei calici, è stato sottolineato come in Sicilia sono allevati in media 9.1 vitigni in ogni azienda e il 32% delle aziende conduce sperimentazioni in vigna almeno su 8 varietà di cui 7 sono autoctone. Quasi la metà delle aziende (47%) è interessata/orientata alle cosiddette varietà “reliquia”, tra cui Alzano, Dunnuni, Lucignola, Usirioto, Orisi, Nocera, Vitrarolo, Grossonero, Inzolia Nera, Zibibbo Nero, Visparola e Zuccataro. In cantina il 63% delle aziende usa lieviti autoctoni. Un ritratto del vino siciliano che fa riflettere su quanto è stato finora fatto e su quanto ancora si può compiere per fare crescere il settore. Ne è fortemente convinto l’Assessore Cartabellotta, che in occasione dell’evento, portando i propri

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saluti, ha definito il vino siciliano “la parte più at-

Cedrini, responsabile F.A.I. di Palermo (Fondo

tiva e intraprendente del sistema agroalimenta-

Ambiente Italiano), alla quale è stato affidato uno

re dell’Isola”. E c’è da crederci, per una regione

speciale tour per mostrare ai giornalisti interna-

dove la vendemmia dura 90 giorni, da fine luglio

zionali il cuore della città: “La terra siciliana – ha

nel Trapanese a novembre sull’Etna. Ed anche quest’anno Sicilia en Primeur, accanto alle degustazioni al Grand Hotel, ha dato spazio agli enotours, per fare conoscere alla stampa estera le principali aree vitivinicole dell’Isola, come è

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detto Cedrini – è sempre stata fonte di ricchezza e oggi il F.A.I. permette di vedere quello che i proventi della terra, specialmente nel ‘600 e ’700, hanno permesso di costruire in città con-

sempre stato nel suo spirito di manifestazione iti-

tribuendo a definirne il volto urbanistico”. Ancora

nerante. E per l’edizione 2013 la scelta della due

una volta, dunque, passato e tradizioni ci offro-

giorni non poteva che ricadere sul capoluogo

no nuove opportunità di progresso e di sviluppo.

siciliano. Significativo, infatti, l’intervento di Rita

Anche economico.

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Di Pub in Pub, a Londra di Enza Bettelli

Nella capitale inglese il numero dei locali è tra i più alti al mondo, con i pub al primo posto anche come gradimento da parte del pubblico di tutte le età, ancora fedele al rito del bicchiere di birra da bersi rigorosamente in compagnia.

L’

offerta gastronomica londinese è davvero notevole e propone praticamente tutte le cucine del mondo, con un ventaglio di tipologie di locali che permette di scegliere di mangiare spendendo da una sterlina per arrivare a cento e oltre. Tra i locali più frequentati ci sono le sale da tè dei grandi ma-

gazzini e degli alberghi, per l’immancabile tè delle cinque che spesso è un vero e proprio piccolo pasto con un assortimento di cibi dolci e salati, molto comodo se si ha in programma di passare la serata al cinema o a teatro. L’altro e ancora più gradito punto di riferimento è il pub, dove si può fare colazione (inglese o continentale) già molto

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presto la mattina, interrompere la mattinata e il pomeriggio con uno spuntino, pranzare, prendere un aperitivo, consumare la cena e chiudere la serata facendovi le ore piccole. A Londra sono ancora molti i locali tradizionali, alcuni addirittura storici e con un’atmosfera vintage, come il White Horse, forse il più famoso di tutti, che mette a disposizione dei clienti una trentina di spine con birre diverse. Purtroppo, però, anche a Londra e nel resto della Gran Bretagna la crisi si fa sentire e in questi ultimi tempi sono moltissimi i pub costretti a chiudere. A dare una mano ai piccoli birrifici e ai locali per salvaguardare la vera birra inglese c’è il CAMRA (Campaign for Real Ale) che da oltre quarant’anni segue e promuove eventi legati alla Ale. Oggi anche nei pub si può avere un buon bicchiere di vino, e c’è stato un momento che era molto di moda ritrovarsi nei grandi alberghi di Londra per un aperitivo a base di spumante o di

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champagne, ma la birra resta ancora la bevanda preferita. A mezzogiorno e dopo le 17 i pub si affollano di avventori che per la maggior parte preferiscono gustare la loro birra in strada, qualunque tempo faccia, anche con la tipica pioggerellina londinese, centellinando senza fretta il contenuto del loro bicchiere. E se sono all’interno del locale, a panca e tavolino preferiscono di solito il bancone, con un piede appoggiato sul bar, la barra di ottone fissata alla base del bancone stesso e dalla quale hanno preso il nome i locali nostrani dove invece noi Italiani beviamo il caffè. Malgrado l’avanzata delle lager, la birra inglese e londinese per antonomasia è la Ale, ad alta fermentazione, che è anche imbottigliata ma per tradizione consegnata in fusto dai birrifici e conservata nella cantina di ciascun locale dove completa la propria maturazione. Fuori da Londra e dalla Gran Bretagna la temperatura a cui viene servita la birra londinese è considerata calda,

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mentre è in realtà quella della cantina (da 10 a 14°C) e ha il vantaggio di lasciare esprimere alla bevanda tutte le sue caratteristiche aromatiche ed organolettiche. A questo contribuisce anche il metodo abituale di spillatura, che tradizionalmente è fatto con una pompa a mano. E infine, ugualmente tradizionale, il bicchiere viene riempito fino all’orlo ed è praticamente senza schiuma. La Ale ha colore ambrato, sapore dolce, pieno e fruttato, a volte speziato. Della stessa categoria la Bitter, dall’intenso gusto di luppolo e la preferita in assoluto dagli Inglesi. Altre Ale sono la Stout e la Porter, entrambe scure e prodotte da malto e orzo tostato. Infine, la Mild è più aggraziata mentre la Brown è poco diffusa e prodotta con malto scuro e la Old, anch’essa scura, è invecchiata e ha un buon grado alcolico.

IL MENU DEL PUB Va premesso che anche nei locali londinesi la cucina italiana è molto diffusa, come quella francese e quella indiana, quest’ultima come retaggio delle Colonie. Queste specialità straniere sono però sempre affiancate da quelle più tradizionali anglosassoni. Per chi è di buon appetito, e ha stomaco robusto, la classica prima colazione all’inglese è un’esperienza da non perdere. I piatti proposti già la mattina presto sono molti e tutti sostanziosi: haddock, salsicce, uova, funghi, patate, pancetta, pudding, porridge, giusto per citarne alcuni. Qualcuno li accompagna con caffè, ma la maggior parte preferisce cercare di digerire con qualche bicchiere di Ale. Per uno spuntino a mezzogiorno o all’ora di cena si può scegliere un classico pie, cioè un pasticcio di rognone, di pollo o di altri tipi di carne o selvaggina. La scelta spazia anche tra i pesci di acqua dolce e naturalmente il roastbeef, le braciole di maiale e le salsicce. Per chi invece preferisce qualcosa di meno impegnativo, le classiche patate al forno si sposano perfettamente con la birra. Le patate, fritte e servite con salsiccine e striscioline di carni piccanti costituiscono inoltre un tipico tris per uno spuntino o per accompagnare la birra dell’ora dell’aperitivo.

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a cura di L uca C anapicchi

www . mondocana . com


a cura di L uca C anapicchi

www . mondocana . com


La Fisar a Wine Town Firenze 2013 di Claudia Marinelli

Vivere la città durante Wine Town ci riporta mentalmente a confrontare alcuni momenti che furono tipici dei baccanali.

W

ine Town è una manifestazione

trovata nei palazzi storici, dove la suntuosità dello

innovativa, dove Firenze si apre al

stile Mediceo è preponderante, insieme a location

pubblico, la città si muove andando

incredibili e suggestive adibite a molti seminari

a degustare nei cortili dei Palazzi Storici che

sul vino, sono il filo conduttore di questa festa,

accolgono chi della cultura enogastronomica ne

e non potevano mancare chef prestigiosi della

fa uno stile di vita unendo anche altre passioni,

città, che si sono prestati a proporre le proprie

come il teatro e la musica.

creazioni in un modo consono a tutta la filosofia

Vivere la città durante Wine Town

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ci riporta

della manifestazione stessa, uscendo dai loro

mentalmente a confrontare alcuni momenti di

locali e facendo Street Food.

feste sfrenate, e allo stesso tempo propiziatorie,

Insomma uno spettacolo giovane e dinamico,

che furono tipiche dei baccanali.

dove per la prima volta la Fisar si è proposta,

L’atmosfera creata dai tantissimi attori di strada,

con quello che sa fare meglio, quindi abbiamo

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supportato i produttori presenti con il servizio di sommellerie, ma ci siamo presi anche un forte impegno andando a creare un evento importante che ci ha visto totalmente coinvolti. Il tema era consono a quello che Wine Town voleva trasmettere quest’anno, parlare dei vitigni autoctoni, tema attuale, affrontato da diversi punti di vista nei vari seminari, noi abbiamo pensato di chiamare il nostro “INDIGENO”, che si è svolto in una location mozzafiato che era l’Ex Tribunale San Firenze. Abbiamo qui proposto un viaggio alla scoperta della grande  ricchezza delle espressioni del territorio attraverso la diversità dei vitigni autoctoni italiani. L'Italia è unica al mondo per l'ampiezza del patrimonio ampelografico di uve indigene, rare

o

diffuse,

caratterizzato

dall'estrema

variabilità, dalle tante particolarità storico-culturali e sensoriali dei vini che se ne producono. Con la collaborazione del Gruppo Matura, che da anni con i suoi agronomi  ed  enologi promuove sul campo, con moltissime aziende, la ricerca, la riscoperta e la coltura degli autoctoni, abbiamo proposto un vero e proprio "giro d'Italia", tra teoria e assaggio, per trasmettere il fascino del vino come espressione delle diversità della natura. Il seminario si è svolto con una prima parte agronomica introduttiva per ogni vitigno e la degustazione guidata dagli enologi presenti,

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scoprendo così le caratteristiche principali di ogni varietà, passando dal vigneto alla cantina, per capire quali sono le differenze sostanziali per la produzione in funzione delle scelte finali riguardo all’uvaggio oppure l’imbottigliamento in purezza. I vini in degustazione erano ventotto suddivisi in categorie: Varietà Bianche, Varietà Toscane Minori, In Giro per l’Italia, I Passiti Toscani. Alcuni dei vini assaggiati:il Ciliegiolo, Foglia Tonda, Pugnitello, Barzaglina, Ansonica, Cococciola, Trebbiano

Spoletino,

e

ancora

Mammolo,

Colorino, Sagrantino, Cerasuolo d’Abruzzo, Tintilia, Vespolina, Nerello Mascalese ed altri ancora. Esperienza degustativa importante in questo seminario di approfondimento. Nei due giorni abbiamo anche organizzato un

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Autoctoni Italiani. Nell’occasione oltre che a

banco d’assaggio con trentacinque varietà

sperimentare assaggi inconsueti e sorprendenti, i

diverse, presso il Cortile della Biblioteca delle

nostri sommelier guidavano il pubblico verso una

Olblate, quindi possibilità di degustare una vasta

ricerca delle origini e delle espressioni territoriali

gamma versatile e rappresentativa dei Vitigni

di questi vini.

Si ringrazia Il Gruppo Matura

sono: La Fontuccia, Az. Agr.

Agr. Piandaccoli, Az. Graci,

per la disponibilità dimostrata.

Perticaia, Farnese Vini, Az.

Fattoria di Piazzano, Az. Agr.

Il seminario è stato condotto

Velenosi, Az. Agr. Terresacre,

Agrisole,

per la parte enologica: Alberto

Cantina

Paolo Calì, Az. Agr Mocine,

Antonini, Attilio Pagli, Emiliano

Sassotondo, Az. Agr. Jacopo

Barone Cornacchia.

Falsini, Francesco Bartoletti,

Banti, La Selva, Rascioni &

Si

Leonardo

Giacomo

Cecconello, Az. Agr. Jacopo

Alazard,

Cesari, Valentino Ciarla, Laura

Banti, Fattoria Poggiopiano,

Marketing Matura per la sua

Zuddas, Goffredo Agostini, per

Fattoria Casabianca, Az. Agr.

preziosissima

la parte agronomica: Stefano

Ioppa, Arnaldo Caprai,Az.Agr.

e Davide Amadei Delegazione

Bartolomei e Stefano Dini.

Girolamo Russo, Az. Agr. La

Livorno, per il contributo dato;

Si ringraziano tutti i Produttori

Fazenda, Az. Agr. Arrighi, Az.

i sommelier delle Delegazioni di

che

Agr. Sapereta, Casa di Grazia,

Firenze, Pistoia e Prato e tutto

dendo insieme a noi alla bel-

Salandini

il Comitato di Wine Town per la

lissima riuscita dell’evento e

Paltrinieri, Cantina Marano, Az.

Conti,

hanno partecipato cre-

Valenti,

Pilastri,

Az.

Agr.

Cantina

Az. Agr. Taverna,

ringrazia

inoltre

Sophie

responsabile collaborazione

splendida collaborazione.

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


Nuova applicazione per iPhone e iPad targata Massimo Bracci by FISAR

Un utilissimo strumento di informazione e consultazione per esperti e per semplici appassionati del vino Quante volte vi è capitato prima di acquistare una bottiglia di vino, o prima di sceglierne una al ristorante di voler conoscere più informazioni perchè molto spesso non contenute sull’etichetta? DOC(G)Italia vi permetterà di avere aggiornati sul vostro iPhone o iPad tutte le DOC, DOCG e IGT d’Italia con specificato in forma sintetica il relativo disciplinare indicante con quali vitigni è stato prodotto il vino e le tipologie previste. A scadenza periodica il database sarà continuamente aggiornato con tutte le novità e modifiche. Un potente motore di ricerca vi permetterà inoltre di ottenere tantissime interessanti informazioni incrociando parametri come: vitigno, regione, tipologia, anno, nome e molto altro. Sezione "Abbinamenti Cibi-Vino" con la possibilità di eseguire le ricerche sia sui vini che sui cibi. Cartine enologiche regionali con indicate le principali denominazioni. È uno strumento alternativo alla guide sui vini, per cui non si parla di produttori o cantine ma si predilige un approccio più distaccato, mirato maggiormente ad un arricchimento culturale sulla realtà Enologica Italiana.

Novità nella versione 1.2.1 Rinnovata la schermata principale di navigazione con la vista delle regioni. Le cartine enologiche rielaborate e aggiornate con i dati per i disciplinari vini 2012. La nuova navigazione e vista full screen degli articoli. Correzione di minori glitch grafici. Consigliamo per i possessori delle precedenti versioni prima di disinstallare la vecchia versione e poi installare la nuova. E non dimenticatevi di aggiornare il database.

Istantanee iPhone

www.fisar.org


Speciale Vinitaly 2013

di Daniela Mecaj

Una giornata particolare al Vinitaly 2013

VINITALY

Succede che ti svegli un giorno in una città che non è la tua, neanche quella adottiva, e devi andare a  servire i vini del tuo paese, quello che hai lasciato tempo fa. Mi sembrava di vivere in una specie di incanto. Stavo seguendo i vini albanesi fino a Verona per farli degustare e conoscere.

C

hissà perché sono tornata ai ricordi del primo servizio fatto anni prima. Ero imbranata e non mi sentivo pronta quel giorno. Non facevo altro che guardare cercando di fissare nella mente, i movimenti degli altri, convinta di non farcela. Mentre mi incoraggiavano spiegandomi che tutti, ma proprio tutti ci erano

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passati. Ora mi trovavo a Verona per dirigere il servizio dedicato ai vini balcanici organizzato da Fisar Nazionale in collaborazione con LVIA. Le emozioni di questa volta erano diverse, un miscuglio di felicità e paura. Non capivo il motivo di questo grande timore. La paura doveva essere un’estranea per me, dopo anni di esperienza,

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Speciale Vinitaly 2013

con a fianco una bellissima squadra di sommelier professionisti, in gamba e capaci nel loro mestiere, delicati con savoir faire degno dei  grandi ricevimenti. Il gruppo di sommelier, in trasferta da Torino, era puntuale davanti all’entrata di Verona Fiere. E sentendoli vicini, la paura iniziava ad affievolirsi, ma la tensione rimaneva alta. Ignazio il mio amico e collega, per primo mi prese la mano, dandomi coraggio e rassicurandomi. Ho cercato lo sguardo di tutti. Erano li che approvavano comprendendo perfettamente la mia situazione. Loro erano li e io non dovevo avere alcuna paura. Mancava mezz’ora all’inizio della degustazione e il corridoio era già pieno di persone che avevano prenotato e di quelli che non erano riusciti

a prenotarsi, ma speravano di trovare un posto. Gli   organizzatori mi avevano raccontato delle moltissime richieste, molte di più dei posti disponibili e delle previsioni. Evidentemente un territorio ritenuto selvatico e guerriero stava attirando l’attenzione. Qualcuno aveva fato bene il suo lavoro. Le campane non avevano suonato a vuoto. I paesi presenti, per secoli in guerra tra di loro, oggi erano ognuno con il proprio vino diventato artefice di amicizia, apertura e unione. Un responsabile della nostra associazione accoglieva gli ospiti come un vero padrone di casa e il suo benvenuto per ciascuno, suonava come un dolce ritornello.  Noi eravamo agli ultimi ritocchi. Attenti e premurosi l’un dell’altro.

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VINITALY

Speciale Vinitaly 2013

Una piega della camicia da eliminare, un papil-

del mio   cuore non era più quello di prima. Era

lon o tastevin da sistemare. Bei riti che ti fanno

più forte. E sicuramente il mio viso si era colorato

sentire bene; sei lì, siamo li, possiamo stare  tran-

di rosa acceso. Tutta la degustazione è stata un

quilli che tutto andrà bene, insieme facciamo

successo. I vini,   protagonisti non di una gara,

una forza.Il rito dell’unione dei sommelier intor-

ma di una rappresentazione della propria nazio-

no ad un cerchio, abbracciati, dandoci la forza

ne, hanno dato il massimo. Vedevo affascinata

e un particolare augurio. Con i loro vini autocto-

i miei colleghi, la loro delicatezza e bravura nel

ni partecipavano alla degustazione sette nazioni : Macedonia, con la Stanusina,  Albania con il Kallmet, Montenegro, Bosnia Herzegovina, Kosovo con il Vranac, Croazia con il Plavac Mali, Serbia, Procupak.  Noi, i sommelier di servizio, abbiamo iniziato l’assaggio dei vini. Erano proprio come li aspettavamo. Forti e decisi come il carattere dei popoli balcanici. La fioritura della montagna dominava al naso. L’attacco in bocca era forte, la tannicità faceva da padrona. Erano bei vini. Senza difetti e odori fastidiosi. Sapevano

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servire. Mi sentivo  felice. Una bellissima sfida finita nei migliore dei modi. Non ci restava altro che metterci sul podio e farci fare le foto ricordo. Abbracciati, sorridenti, finalmente rilassati. Non posso non ringraziare gli organizzatori che prendendo spunto dalla collaborazione con il mio paese nativo sono riusciti a portare a Verona la storia enologica dei paesi balcanici. Li ringrazio per avermi regalato quelle emozioni che sono ancora vive dentro di me. Di aver fatto da por-

aprirsi e regalarti un palato piacevole.

tavoce del mio paese in un settore lasciato orfa-

La sala era piena. Gli organizzatori si sono visti

no. E alla fine i miei collaboratori più stretti, che

costretti ad  aggiungere sedie per le persone che

portano l’amore per il vino in ogni loro respiro:

con tanta pazienza avevano aspettato fuori. E

Claudio Moretti, Ignazio Astorino, (il miglior som-

noi abbiamo aggiunto altri bicchieri. Giornalisti,

melier del Nord Ovest in carica), Gian Giacomo

cameraman e fotoreporter si erano appostati ne-

Stella e Marco Mariotta per aver dato il massimo

gli   angoli e lungo le pareti della sala. Il battito

in quell’evento per me troppo speciale.

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


i nuovi stand al vinitaly

rinnovata la sensibilità della Fisar a favore del riciclato Stand FISAR Vinitaly 2013 realizzati da: FRANCO ROSSI Responsabile Stand Istituzionali responsabilestand.rossi@fisar.com

Gaia Neri Designer gaia@tipografiarossi.com

2

Uno stand tutto al “naturale”, dove il cartone ha fatto da protagonista in una originale veste scenografica:

sagomato, dipinto, stampato. Ma non solo questo. È stato reso anche confortevole trasformandolo in:

1

sedie, poltrone, tavoli.

3

Nelle immagini alcune delle varie fasi di montaggio

Si ringraziano per la collaborazione le Aziende: Scatolificio SCAT per avere fornito parte del cartone e Multitranciati che in tempi brevissimi ha realizzato tutte le sagome presenti negli stand.


Salotto del Vino

30 anni della nostra rivista allo stand Carpenè Malvolti

Degustazione Vini Passiti Italiani

Fisar in Rosa


VINITALY Foto Jimmy Pessina

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Momenti di Vinitaly...


VINITALY

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Foto Jimmy Pessina

Balkan Wine Tasting


le notizie di enogastronomia e turismo

ITALIA: BUON VINO E BEL CANTO! Il vino d'eccellenza si mobilita a sostegno del Festival lirico dell’Arena di Verona. È nato da questa idea il progetto “I Vini del Centenario” realizzato da Fondazione Arena di Verona, Casa Vinicola Sartori e dai quattro consorzi veronesi Bardolino, Custoza, Soave e Valpolicella. L’iniziativa è stata presentata sabato 1 giugno al museo AMO Arena Museo Opera di Verona, in occasione dell’evento che ha celebrato il Centenario del Festival lirico areniano che ha visto in scena i due tenori Plácido Domingo ed Andrea Bocelli. Sono tre i “Vini del Centenario” realizzati idealmente dai 4900 viticoltori delle quattro denominazioni: il bianco Garganega Verona IGT ed il rosso Corvina Verona IGT, cui si aggiunge l’Amarone Classico della Valpolicella 2009 della Casa Vinicola Sartori. I Vini del Centenario, vere bottiglie da collezione con etichette appositamente realizzate che riproducono manifesti e bozzetti storici dell’opera Aida e il logo del Centenario del Festival, sono acquistabili online, all’ArenaShop presso l’Anfiteatro, al Museo dell’Opera AMO e nelle migliori enoteche in Italia e all’estero. Parte del ricavato sarà devoluto Fondazione Arena di Verona per lo sviluppo e la diffusione della musica e dell’opera lirica nel mondo. CASA VINICOLA SARTORI S.P.A. - www.sartorinet.com

THE SHOW OF TASTE DELLA DISTILLERIA BOCCHINO La Distilleria Bocchino promuove un nuovo modo di bere responsabilmente. E questo con originali e inediti cocktail a base di distillati, studiati ad arte per accompagnare le portate di un pranzo da veri gourmet. I cocktail sono stati creati con la collaborazione dei professionisti del Park Hyatt di Milano: lo chef stellato Andrea Aprea, il Sommelier Valentina Benedetti, il

a cura della redazione di

Barman e Responsabile del Park Hyatt Bar Andrea Rella ed il Restaurant Manager Nicola Ultimo. Il Carlo’s Iced Tea, perfetto con gli appetizer, ha note rinfrescanti, valorizzate dalla Grappa Moscato e Chardonnay di Distilleria Bocchino o dalla Grappa Barolo Cask Finish di Cantina Privata. Delizioso il Bloody Mary Millesimato, arricchito dalle note della Grappa Cuvée di Barriques Millesimata 2009 di Distilleria Bocchino o della Grappa 1985 Cask Finish di Cantina Privata, mentre la freschezza dello Champagne Cocktail rivisitato grazie alla premiata Riserva Carlo Bocchino, vincitrice del Chairman’s Trophy 2013, è contrappunto ideale per il delicato risotto agli scampi. Dulcis in fundo, per i dessert, l’originale The Italian Cosmo, nato dalla combinazione dello speciale Profumo Park Hyatt e della Grappa di Moscato Cask Finish Sauternes di Cantina Privata. BOCCHINO - www.bocchino.com - www.cantina-privata.it

LITORALE 2012 Litorale è il vino bianco prodotto dalla famiglia Cecchi in Maremma, terra dove il sole, il mare, la luce e il vento imprimono caratteristiche uniche all’uva Vermentino. Vino dai profumi floreali con ricordi di salmastro e un gusto che regala sensazioni agrumate e saline molto piacevoli, Litorale restituisce i sapori di un territorio incontaminato che Val delle Rose rispetta e interpreta attraverso la viticoltura di qualità. Da poco è uscita la nuova annata, la 2012. Il colore è giallo paglierino con lievi riflessi dorati, ha un profumo fruttato molto intenso che ricorda frutta estiva matura. Al palato si evidenzia una nota aromatica importante unita ad una piacevole persistenza. Servito fresco, sui 13 gradi, è ottimo con piatti a base di pesce anche elaborati e va benissimo come aperitivo. CASA VINICOLA LUIGI CECCHI E FIGLI SRL www.valdellerose.it

LUGANA “FILO DI ARIANNA” LA VENDEMMIA TARDIVA DI TENUTA ROVEGLIA Uno dei vini bianchi maggiormente amati dal grande Veronelli, trova nel “Filo di Arianna”, un Lugana superiore DOC vendemmia tardiva, una ulteriore espressione di grande personalità. Proviene dai vigneti di oltre 55 anni di età, a sud del lago di


le notizie di enogastronomia e turismo Garda in terra di Lugana a un’altitudine di 50 metri slm, un terreno pianeggiante con suolo fortemente argilloso calcareo e ricco di sali minerali. L’uva è raccolta a mano in piccole casse tra l’ultima decade di ottobre e la prima di novembre ed è vinificata in bianco con spremitura soffice delle uve ed estrazione massima del 50% di mosto fiore. L’affinamento è di 12/14 mesi in botti grandi di rovere e riposa ulteriori sei mesi in bottiglia. Al naso è caratterizzato da aromi minerali con lievi sentori di mandorle tostate. Ha una gradazione alcolica di 13° e in bocca presenta un sapore pieno, armonico e vellutato. Si accompagna in modo ideale a piatti di  pesce e carni alla griglia, ottimo con risotti e formaggi. Per la sua spiccata personalità non armonizza con  cibi dolci. Temperatura di servizio tra 10° e 12°. SOC. AGR. TENUTA ROVEGLIA ZWEIFEL-AZZONE s.r.l. www.tenutaroveglia.it

LAMBRUSCO GRASPAROSSA DI CASTELVETRO CORTE MANZINI - IL VINO AMATO DA PAVAROTTI L'Azienda Agricola Corte Manzini fondata nel 1978 dai fratelli Lodovico, Giordano e Ruggero Manzini si estende su un terreno di oltre 25 ettari dei quali 10, situati in collina, sono coltivati per tradizione a vigneto ed è tutt'oggi a conduzione familiare. Le uve provengono unicamente dai vigneti di proprietà, il che consente una vendemmia controllata al fine di ottenere uve sane e selezionate che danno origine a vini doc come il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC. È la perla dell’Azienda ed era il prediletto di Luciano Pavarotti, tanto che lo volle inserire nel menù del suo matrimonio, nel 2003. Di colore rosso rubino con splendidi riflessi violacei ed una spuma briosa e persistente, al naso si presenta ancora vinoso e con sentori di ciliegie, ribes e mora. In bocca sprigiona freschezza e buona sapidità e si abbina perfettamente con la cucina emiliana per la sua grande capacità di “pulire” il palato dalle untuosità. Oltre a quattro varietà di rossi, tra i quali spiccano i profumatissimi “Bolla Rossa” e “L’Acino”, la famiglia Manzini produce un

rosato, il Fior di Lambrusco, dal bellissimo color cerasuolo e dai profumi che ricordano la fragolina di bosco e il mirtillo e, più delicatamente, la rosa canina e la violetta e due vini bianchi, oltre a un’interessante spumante nelle versioni bianco e rosè. Il “palmares” dei premi ricevuti da questa famiglia di produttori è ricchissimo e questo testimonia la filosofia aziendale che ha fatto loro il pensiero di “tendere all’eccellenza curando il particolare”. Da qualche anno, inoltre, hanno aperto un Agriturismo con alloggio, per meglio coniugare gastronomia locale e permanenza sul territorio. AZIENDA AGRICOLA CORTE MANZINI - www.cortemanzini.it

MAZZETTI D’ALTAVILLA FRESCHE PROPOSTE D’ESTATE Per la stagione estiva Mazzetti d'Altavilla riserva agli amanti dei Distillati e dei Liquori alcune fresche novità. La linea dello "Spirito Italiano" si è infatti ampliata e la storica distilleria piemontese, attiva dal 1846, ha inserito nuovi liquori a bassa gradazione alcolica e da degustare “ghiacciati”. A Typa®, vodka innovativa ottenuta da un blend di Distillati di Cereali e di Uve Moscato, Black Rizia®, liquore alla liquirizia, Cafeina®, liquore al caffè e TeaZen®, liquore con tè verde, si aggiungono tre nuove creazioni, tutte a base di grappa piemontese: Menta Ice dove il connubio fra la freschezza della menta e le note fruttate ed aromatiche del Moscato crea un prodotto dal piacere estremo, Lemon Ice in cui la scorza del limone, lasciata in infusione nella Grappa giovane ottenuta da vinacce piemontesi e ancora ricca di note intense, rilascia piacevoli note con un aroma ammaliante. Infine Miele Ice in cui il pregiato miele di acacia, che rappresenta una delle eccellenze più gradite del Piemonte, attraverso “l’immersione” di speciali soluzioni nella Grappa piemontese invecchiata in botti di legni pregiati, da vita ad un liquore dalla morbidezza irresistibile. Anche a luglio la sede di Mazzetti d’Altavilla è disponibile ad ospitare visite guidate su prenotazione per conoscere il processo di distillazione in attesa della ripartenza, in autunno, della nuova annata di distillazione. MAZZETTI D’ALTAVILLA - www.mazzetti.it

a cura della redazione di


le notizie di enogastronomia e turismo

CA' LINVERNO, IL NUOVO BIANCO DI MONTEZOVO La calinverna è la brina ghiacciata che ricopre i campi e che la gente del luogo vede come il segnale dell’imminente nevicata, annuncio certo di una giornata molto fredda. La famiglia Cottini, ha voluto chiamare questo vino con fantasia, ricordando i modi di dire delle campagne veronesi. Ca’ Linverno nasce infatti da una voluta surmaturazione delle uve in pianta per raccogliere più zucchero ed ottenere un vino energico, di carattere, che possa essere una splendida espressione del territorio. Ca’ Linverno Bianco del Veneto è un vino unico nel suo genere, nato da un’intuizione di Diego Cottini, che ha rivisitato il lungo ed accurato processo che fonda su un protocollo elaborato più di 20 anni fa dalla Famiglia Cottini, dopo l’acquisizione di una tenuta ad alta quota, il vigneto più in alto dell’intera area di Verona. È il risultato del bland di uve bianche aromatiche, Sauvignon e Muller Thurgau, assemblate con uve Garganega, sulle quali viene applicata l'ormai collaudata tecnica di appassimento in pianta, tecnica ideata da Diego Cottini e finora applicata unicamente nella produzione di vini rossi. Le uve che compongono questo vino nascono nel vigneto più alto di tutta Verona e sono lasciate ad ipermaturare sul tralcio della vite. Ottimo per essere accompagnato con risotti di scampi, mazzancolle e piatti a base di pesce. AZ. AGR. MONTE ZOVO - www.montezovo.com

SANTA SOFIA PREDAIA Vino di esclusiva produzione il cui nome deriva dalla voce dialettale dell’italiano “Pietraia” - terreno pietroso, terreni considerati ideali per la coltivazione di vigneti ad altissima resa qualitativa, questo I.G.T. proviene da vigneti di collina con terreni marnosi di medio impasto e morenico-alluvionali. Il vitigno principale è Cabernet Sauvignon (85%), con l’aggiunta do Corvina, Corvinone e Rondinella (15%), con appassimento delle ultime due per un periodo di circa 90 giorni. Ha un tenore alcolico di 14% vol e matura 24 mesi in botti di Rovere di Slavonia

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di media capacità e 16-18 mesi in barrique da 225 litri di Rovere d’Allier. L’affinamento in bottiglia è di 8 – 12 mesi. Il colore è un bel rosso rubino carico, il profumo speziato, intenso, personalizzato. In bocca rivela un sapore armonico, morbido, di particolare stoffa, leggermente vanigliato nel finale. Particolarmente indicato con menù a base di carni rosse, arrosti e selvaggina. Se correttamente conservato evolve e migliora per molti anni (8-10). SANTA SOFIA - www.santasofia.com

GRANDE SUCCESSO A SAN CASSIANO E… APPUNTAMENTO A CAPRI! Concluso con grande successo lunedì 24 giugno a  San Cassiano  il prestigioso evento dei “Salotti del Gusto” in cui grandi chef e produttori di eccellenze enogastronomiche si sono affiancati in un crescendo gustativo sublime, immersi nella poesia del paesaggio delle Dolomiti e coccolati nelle accoglienti sale del Dolomiti Welness Hotel Fanes della famiglia Crazzolara. Grande merito va a Raffaella Corsi Bernini, l’ideatrice dei “Salotti”, che ha utilizzato, per questo evento di successo, la sua grande esperienza nel settore, pur essendo giovanissima. E i partecipanti hanno risposto con entusiasmo e grande selezione qualitativa giungendo da tutta Italia per presentare a buyers, giornalisti e cuochi il meglio della loro produzione: citiamo tra questi il Frantoio di Santa Tea, prestigiosi produttori di Olio d’oliva toscano dal 1585 e il grande maestro pasticcere Nicola Fiasconaro, siciliano DOC ma specializzato nel panettone…che proprio siciliano non è; il riso Carnaroli della Riserva San Massimo e i formaggi del Maso Lüch da Pcëi; il caviale Iran Darya e il cioccolato Vestri mentre tra i produttori di vini ricordiamo, tra gli altri, Marchesi di Barolo, Allegrini, Castello delle Regine, Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, Cavit, Masciarelli, Marisa Cuomo, Masi, Montalbera, Planeta, Fenech…ma non vogliamo far torto a nessuno dei grandi produttori che per ragioni di spazio non citiamo. Tre giorni ad altissimo livello tra dibattiti nella spettacolare cantina e salotti letterari davanti al camino, degustazioni di tartufi ed esibizioni di grandissimi cuochi come Filippo La Mantia, Herbert Hintner, Matteo Scibilia, David Galantini, Annavittoria Imperatrice… A ottobre si replica trasferendo i protagonisti nello storico Grand Hotel Quisisana, in quella perla del mediterraneo che è l’isola di Capri. www.salottidelgusto.com


le notizie di enogastronomia e turismo

GIARDINI ARIMEI VINO DA CONVERSAZIONE Giardini Arimei, Passito Secco dell'Isola d'Ischia, è un vino unico: per metodo di raccolta e di trasformazione delle uve di vitigni diversi e autoctoni con surmaturazione in pianta e raccolte durante l'arco di tre stagioni, con sette vendemmie consecutive. Un metodo millenario che il clima dell'Isola consente. Matura in carati di rovere per 12 mesi e completa l’affinamento in bottiglia per almeno 5 mesi. Del passito ha la struttura, la morbidezza, la ricchezza aromatica, in cui si mescolano sentori di frutti tropicali, di frutta secca, di miele, di fiori e di spezie mediterranee, di agrumi e persino il vago umore fumoso che emana dalla terra vulcanica. Dai passiti tradizionali si distingue per la sua vena amabile, ma non stucchevole e per la sua sapida acidità. Un passito con un alone di mistero, accattivante, da sorseggiare nel relax con cioccolato fondente, formaggi stagionati, fois-gras, pasticceria secca e il dolce campano per eccellenza, la pastiera napoletana.

Franc (La Regola), Cabernet Sauvignon (Il Vallino), Merlot (lo Strido e il Ligustro), Syrah (il Syrah), e vini bianchi da uve di Vermentino e Sauvignon (La Steccaia), Chardonnay (Le Prode)  e Viogner (Il Lauro).  Il grande rispetto del territorio e del lavoro dell’uomo, duro e tenace, viene reso appieno dall’assioma che la famiglia Nuti ha fatto proprio e ce lo conferma lo stesso Flavio Nuti, citando il claim aziendale: “… Territorio, natura, uomini: da questo scaturiscono le nostre "Regole" PODERE LE REGOLA - www.laregola.com

TOCCASANA NEGRO, L’AMARO LEGGERO DELLE LANGHE, SPONSOR DI COLLISIONI 2013 Grande successo e grande pubblico per Collisioni 2013, il festival che si celebra a Barolo nelle notti d’inizio luglio. Là dove si mescolano musica e letteratura, personaggi e generazioni diverse solo per stare bene insieme, quest’an-

AZ. AGR. FRATELLI MURATORI - www.arcipelagomuratori.it

no c’era anche Toccasa-

PODERE LA REGOLA I GRANDI VINI DELLA COSTA TOSCANA

ro delle Langhe. Unico,

La Costa Toscana, terra di grandi Cru, è la culla che accoglie e custodisce il Podere La Regola. Un territorio ricco di storia, uno dei più importanti siti etruschi al mondo, dal clima ideale e accarezzato dolcemente dai profumi del mare che rinvigoriscono e caratterizzano i vigneti da cui Luca e Flavio Nuti, i titolari, ricavano i loro grandi vini. L’azienda produce vino fin dai primi del 1900 ma è con Rolando, il loro babbo, che avviene la svolta da piccola cantina “personale” a una vera e propria produzione e successivamente, con l’ingresso in campo di Luca, enologo, e Flavio, avvocato con incarico amministrativo e di gestione delle relazioni commerciali e di marketing, anche in conversione al biologico e con la imminente costruzione di 2.000 mq di cantina ecosostenibile. La produzione conta ora alcune importanti varietà di vitigni dai quali si ricavano vini da uve Sangiovese (il Beloro e le Prode),  Cabernet

le generazioni. Preparato

na Negro, l’amaro leggediverso, intenso, Toccasana Negro è così da sempre. Oltre le mode e oggi come cinquant’anni fa con la stessa ricetta segreta creata dal famoso erborista di Cessole, Teodoro Negro, Toccasana Negro è diventato main sponsor di Collisioni 2013 perché ne condivide lo spirito: niente meglio di questo liquore, ottenuto dalla miscela di ben 37 erbe, rappresenta lo spirito di una manifestazione che punta tutto sull’autenticità dei personaggi. Perché Toccasana Negro è “vero”: solo acqua purissima, zucchero ed estratto di erbe in 21° di alcool bastano a creare la ricetta più semplice, i profumi più autentici, il gusto più stimolante. Il tradizionale liquore d’erbe delle colline di Langa, presente in tutti i punti di ristoro e sulle piazze del paese, ha rappresentato al meglio un territorio ricco di sapienza artigiana. TOSO S.P.A. - www.toso.it

a cura della redazione di


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amiglia Delegazione Fisar di San Donà di Piave: 3 grandi motivi per Brindare!

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er la Delegazione FISAR di

ra Ambra Tiraboschi con i Lugana

vetro prodotto dalla Fornace Abate

San Donà di Piave, quella dello

“Ca’ Lojera” e la Sig.ra Emanuela

Zanetti, una della più famose e quota-

scorso 8 febbraio è stata una

Bincoletto con il Raboso di “Tessère

te vetrerie di Murano.

serata piena di emozioni e festeggia-

Azienda Agricola”, non solo sono state

Un riconoscimento che ha riempito

menti. In effetti di motivi per festeggia-

una piacevole presenza, ma insieme a

d’orgoglio non sono chi partecipa più

re ce n’erano almeno 22, tanti quanti i

Luisella Rubin hanno ufficializzato cia-

attivamente all’organizzazione delle

neo-sommelier nominati alla fine della

scun neo-sommelier consegnando il

Delegazione, ma anche tutti i somme-

cena di Gala, e non solo… la serata è

taste vin e l’attestato. Una serata, de-

lier, principianti e più esperti, presenti

stata densa di piacevoli sorprese e di

cisamente all’insegna del “Rosa”: dei

alla serata. Già, perché come deve es-

grandi emozioni.

quattro 20/20 due sono donne, ma

sere nello spirito di una associazione,

Dagli aspiranti sommelier capaci e

non solo! Fra i primi 6 del corso ben 4

alla cena hanno partecipato numerosi

molto preparati, come ha specificato il

sono donne.

anche i soci che l’attestato di terzo li-

Professor Sivio Dalla Torre, Referente

Ad una serata come questa è normale

vello l’hanno preso un po’ di tempo fa,

del Centro Tecnico Nazionale, alla

siano presenti autorità locali, ma nel

pronti ad accogliere le nuove leve.

nomina del Consigliere Nazionale

caso dell’8 Aprile c’è stato qualcosa

Davvero una serata particolare. Il con-

Luisella Rubin a Referente Nazionale

in più e inaspettato che ha suscitato

centrarsi di così tanti motivi per festeg-

per le Donne Sommelier, la serata ha

l’emozione del Delegato Giannantonio

giare ha creato un’atmosfera felice e

visto davvero tanti protagonisti. In fin

Puppin: il riconoscimento di anni de-

spensierata, la migliore da accompa-

dei conti, quale occasione migliore per

dicati a far crescere la Delegazione di

gnare ad un buon bicchiere di vino.

festeggiare la nuova carica di Luisella

San Donà non solo in ambito FISAR,

Alla Delegazione di San Donà e a tutti

Rubin se non in concomitanza con il

ma anche e soprattutto in ambito lo-

i Soci, non resta che augurare tante

25°

cale. In rappresentanza del Comune

nuove emozioni, tante soddisfazioni e

“Le Donne e il Vino”?

di San Donà, l’assessore alle attività

tante nuove occasione per sollevare i

E infatti due importanti socie hanno

produttive Ornello Teso, ha voluto

calici in un sonoro brindisi!

voluto presenziare alla cena portan-

omaggiare la FISAR con un dono pre-

do con sé i loro grandi vini. La Sig.

zioso quanto gradito: un taste vin in

Anniversario

dell’Associazione

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4

Notizia inviata da Chiara Ronchiato Delegazione FISAR San Donà di Piave


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Pisa nel bicchiere

amiglia

S

i è tenuta la presentazione dell’iniziativa denominata “Pisa nel bicchiere” presso la Libreria Feltrinelli, su gentile concessione del titolare signor Leonardo. La manifestazione organizzata dalla FISAR di Pisa e Litorale è stata presentata dalla delegata Maria Cristina Messina in un contesto di “divertissement” realizzato dalla scrittice pisana di gialli Paola Alberti e i due attori di teatro Carloemilio Michelassi e Franco De Rossi. L’evento, che intende valorizzare i vini prodotti nella nostra provincia, si serve del vino come “testimonial” della cultura pisana, e nel contempo vuole diffondere una maggior conoscenza dei luoghi e degli aspetti singolari della città; luoghi più o meno noti, culturalmente interessanti e curiosi. L’idea è quella di permettere al pubblico degli amanti del buon bere, di degustare i vini delle Colline Pisane direttamente presso le enoteche, luogo deputato alle degustazioni, seguendo un percorso ideale lungo il quale il degustatore avrà modo di osservare angoli della città di interesse storico-culturale pisano. Numerose sono le Aziende che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa fisariana ed altrettanto numerose sono le enoteche che hanno confermato la loro partecipazione. Per guidare i turisti e quanti si trovino in città nel corso della giornata prescelta per questo evento, la FISAR ha preparato un pieghevole che indica, attraverso una mappa della città, le enoteche partecipanti ed il percorso consigliato. A tutti coloro che vorranno degustare l’eccellenza della

produzione vinicola pisana, al costo di 10 euro, sarà dato un calice con tracolla portabicchiere e la brochure guida per girare in città e toccare i vari punti preposti ed i tagliandi per tutte le degustazioni. La Fisar intende così avvicinare i consumatori più accorti e consapevoli alle aziende vinicole del territorio ed ai punti vendita. Ogni enoteca, a partire dalle ore 17.00 del 25 maggio, - ha concluso la delegataoffrirà in degustazione i prodotti di due o tre diverse aziende, i cui nomi sono indicati sul pieghevole. Inoltre ad ogni enoteca sarà presente un Sommelier della Fisar che, oltre a servire i vini con la dovuta professionalità, sarà in grado di illustrare i vini proposti. Al termine della presentazione è stato offerto a tutti i presenti nella libreria buffet di salati che ha permesso di meglio apprezzare alcuni dei vini presenti alla manifestazione. Le enoteche che parIl Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4

tecipano all’iniziativa sono: Bacchus, Borgo di Vino, Cecco Rivolta, La Cantinetta, La Dolce Vite, L’Enoteca Pisana, Vicolo Divino mentre le aziende: Badia di Morrona, Caiarossa, Castelvecchio, Cosimo Maria Masini, Fattoria Fibbiano, Fattoria Sassolo, Fattoria Varramista, Gimonda, Giusti e Zanza, Pieve dei Pitti, Podere il Gallettino, Podere La Chiesa, Podere Panta Rei, Podere Spazzavento, Sorbaiano, Tenuta di Ghizzano,Torre a Cenaia. Nella foto i Sommelier Liana Benini, Fabrizio Macchia, Stefania Tatino e Lucia Fregoli nel corso del rinfresco a cui ha collaborato la Panetteria Rossi Paolo, via Michelangelo n° 10, Pisa. All’iniziativa, patrocinata dal Comune di Pisa, contribuisce la Banca Popolare di Lajatico. Notizia inviata da Tiziano Taccola della Delegazione FISAR Pisa e Litorale

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amiglia Giro d’Italia con la FISAR del Nord Est protagonista

n occasione della tappa vicentina del Giro d’Italia, il Coordinamento Fisar Italia Nord Est ha contribuito alla cena di gala che ha visto riuniti 300 ospiti, nella splendida cornice della Basilica Palladiana, nel centro di Vicenza. Autorità, sportivi, giornalisti, per celebrare un avvenimento importante per Vicenza, in una degna cornice. La cena si è svolta nel loggiato superiore della Basilica, disegnato da Andrea Palladio, degustando 7 vini frutto della terra vicentina, serviti da una squadra di 10 Sommelier di Fisar.

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La Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori ha riunito sotto la supervisione del Coordinamento Nordest i Sommelier provenienti dalle maggiori Delegazioni del Triveneto, da Verona a Vicenza, Da Treviso a Venezia, da S.Donà di Piave a Portogruaro. Orchestrati da Roberto Donadini e coadiuvati da Ruggero De Rizzo, Capo Servizio della Delegazione di Vicenza, i ns. Sommelier in smoking hanno porto i vini adatti ad ognuna delle portate sapientemente preparate dai 4 chef con i prodotti DOP della terra

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vicentina. La squadra è stata supportata anche dagli allievi del corso di terzo livello Fisar, in svolgimenti a Vicenza, dove la Delegazione, una delle più giovani d’Italia, ha mosso i primi passi nel 2010. La Delegazione di Vicenza in questi tre anni ha già diplomato molti Sommelier ed effettuato degustazioni di vini di livello. E con orgoglio ha partecipato alla piena riuscita di questo evento di grande rilievo. Una cena esclusiva, con Sommelier di prestigio Notizia inviata da Andrea Fabio del Coordinamento Fisar Nord Est


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Degustare, da esperienza sensoriale ad esperienza comunicativa a Noventa di Piave

T

re corsi, quasi un anno dedicato a studiare ed imparare la meravigliosa esperienza del vino. Alla fine del terzo livello, dopo il patos dell’esame, arriva finalmente la tanto desiderata qualifica di Sommelier e poi? Normale sentirsi un po’ disorientati; possibile che tutto sia finito, che il tempo passato a studiare e a confrontare i propri gusti e le proprie considerazioni sia servito solo a condividere qualche serata insieme? Come continuare a sentirsi parte attiva di un’associazione?

Domande a cui 32 Sommelier hanno risposto, lo scorso 23 e 24 marzo, con il corso C&D. Un’esperienza appagante che si è svolta nell’elegante cornice di Villa Bortoluzzi, dove si è tenuto il secondo corso di Comunicazione e Degustazione organizzato nella cittadina di Noventa di Piave dalla delegazione FISAR di San Donà di Piave. Due giorni in cui i partecipanti al corso si sono lasciarsi affascinare dalle arti della comunicazione perdendosi nella degustazione di ottimi vini e riflettendo su quale strada percorrere,

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4

nel prossimo futuro, per apportare il proprio contributo alla FISAR. Qualcuno, probabilmente, si dedicherà all’organizzazione di nuovi corsi scegliendo di sostenere l’esame da Direttore di Corso, altri si dedicheranno alla formazione dei nuovi sommelier abbracciando la carriera da Relatore, altri ancora si proporranno come Degustatori Ufficiali per descrivere la poesia che si può trovare in un calice di ottimo vino. Il primo giorno, dedicato interamente alla comunicazione, ha visto i 32 sommelier presenti cimentarsi in esercizi di presentazione, gestire lo stress dell’esposizione in pubblico, giocare nel promuovere corsi per i futuri sommelier. Guida della giornata un grande comunicatore: Andrea Fabio, il quale, sapientemente, ha gestito un’aula numerosa e caratterizzata da una certa vivacità. E se il primo giorno non ci si è annoiati, di sicuro il secondo ha solleticato gli allenati sensi dei presenti. Insieme a Filippo Parmigiani si sono degustati numerosi vini bianchi, durante la mattina, e più vini rossi durante il pomeriggio. La domenica, non ha rappresentato solo il piacere di assaporare ottimi vini, ma la grande opportunità di comunicare la propria individuale esperienza utilizzando un linguaggio appropriato e condiviso, senza rischio di equivoci e fraintendimenti. Il corso C&D si è dimostrato essere

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non solo un ulteriore momento forma-

sfera distesa e colloquiale, soprattutto

dedicato al corso C&D si è rivelato,

tivo, un perfezionamento post qua-

grazie all’impeccabile organizzazione

per tutti i partecipanti, una piacevole

lifica, ma soprattutto un’ottima oc-

della delegazione FISAR di San Donà

esperienza, un punto di partenza per

casione per il confronto delle proprie

di Piave. Non sono mancati, come si

raggiungere nuovi traguardi. Aspettia-

esperienze, la possibilità di arricchire

conviene, i vari momenti conviviali, cu-

mo ora i nuovi Direttori di Corso, i nuo-

la propria esperienza con quella di altri

rati nel minimo dettaglio e, ovviamen-

vi Relatori, i nuovi Degustatori Ufficiali.

colleghi provenienti da diverse dele-

te, non sono mancati ottimi vini da de-

gazioni. Il tutto si è svolto in un’atmo-

gustare durante il pranzo. Il week end

Notizia inviata da Chiara Ronchiato Delegazione FISAR di San Donà di Piave

A Padova si consegnano gli attestati di 10 livello

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unedì 6 maggio 2013 con la consegna degli attestati è stato raggiunto il primo traguardo dai numerosi corsisti provenienti da tutta la provincia di Padova, a conclusione del Corso Sommelier di Primo Livello svoltosi a Conselve presso il Bar Pasticceria New Style by Zampieri. Iniziato a gennaio, il primo percorso formativo del 2013 ha incontrato un buon riscontro con 27 partecipanti, tra cui molte donne e molti giovani, nonché molte persone del settore vitivinicolo, alimentare, alberghiero, della somministrazione e ristorazione. L’interesse quindi nell’acquisire e approfondire le proprie conoscenze da parte dei giovani e delle persone del settore, sembra aver ripreso nuovo slancio, forse complice l’attuale crisi economica, che smuove le coscienze per trovare alternative e nuovi sbocchi professionali, maggiore competenza e professionalità, indispensabili oggi per essere più preparati e competitivi. Durante la serata conviviale, la cantina

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Bulgarini con il produttore Fausto

Zampieri, il Responsabile di zona

Bulgarini portando in degustazione

Lucio Chiaranda in rappresentanza

tre meravigliosi vini, ha evidenziando

della FISAR Nazionale e il docente

il grande lavoro e la grande passione

Paolo Cosentino in rappresentanza

che c’è dietro ad un buon prodotto.

dei docenti che si sono succeduti

Durante la fase finale della serata

nelle 12 lezioni del corso, ospiti

prima della consegna degli attestati

d’onore le autorità locali, il Signor

sono intervenuti il Direttore di Corso

Sindaco di Conselve Antonio Ruzzon

Andrea Zanardo, il Delegato Andrea

e il Luogotenente Comandante dei

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


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Carabinieri Giuseppe Ferracane. In tutti i brevi interventi succedutesi si è evidenziata l’importanza della formazione e della presenza di queste iniziative nel territorio, con l’auspicio di un loro florido proseguo, ribadendo poi che è ancor più importante la presenza della Delegazione FISAR nel territorio Padovano, soprattutto per l’alto valore morale ed etico che

trasmette e divulga, con le numerose iniziative e proposte volte a valorizzare e tutelare il territorio, la salute, il lavoro, i prodotti, la conoscenza e i giusti comportamenti. A conclusione della piacevole ed allegra serata, dopo aver consegnato gli attestai e consegnato anche il premio speciale al miglior corsista Matteo Barison, dopo le foto di rito, il Direttore di corso affiancato

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dal Comandante dei Carabinieri ha evidenziato che: “Chi ha sete beve acqua, chi vuole degustare assaggia il vino, meglio se abbinato a del buon cibo.” Un atteggiamento responsabile quindi è anche un atteggiamento etico. Notizia inviata da Andrea Zampieri della Delegazione FISAR di Padova

La Delegazione di Lucca-Garfagnana in visita da Antinori

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omenica 26 maggio la Delegazione di Lucca e Garfagnana ha organizzato una gita alla nuova cantina Antinori di Bargino

S.Casciano Val di Pesa, inaugurata il 25 ottobre 2012 e aperta al pubblico da gennaio 2013. La cantina, un’opera d’arte di architet-

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tura ed enologia, è stata costruita in cinque anni sbancando un’intera collina e ricoprendo di terra l’edificio. Sui terrazzamenti sono stati piantati filari

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di viti che fanno da cornice, mentre fuori sul tetto non visibile dalla cantina è piantato un vigneto che a scopo didattico riunisce tutte le varietà di vitigni del Chianti anche quelle quasi dimenticate. In silenzio, con il timore di rompere quell’atmosfera che regna nella cantina buia riparata dalla luce diretta ed appena illuminata, abbiamo attraversato lunghi corridoi sopraelevati, passando davanti ai grossi tini di acciaio che fungono da stoccaggio seguiti da altri di più piccoli dimensioni che servono da vinificazione. Tramite

un sistema di tubi di acciaio a caduta libera, gli acini pressati raccolti dopo la vendemmia vengono convogliati nei piccoli tini dove avviene la fermentazione. Seguono poi le enormi barricaie costituite da sole due file di barriques sopra le quali dominano le terrazze sospese dove avvengono le degustazioni. Abbiamo assistito a un video che mostra le varie fasi della costruzione della cantina fin dal primo giorno dell’inizio dei lavori; la visita è proseguita al museo dove sono custoditi reperti molto interessanti e importanti per la storia

della viticoltura. In cima, all’ultimo piano della cantina, dove il panorama offre la visuale delle colline con le vigne sottostanti, abbiamo consumato il pranzo degustando i vini del Chianti classico e terminando a cantucci e Muffato della Sala. Siamo ripartiti a metà pomeriggio diretti a Certaldo nel cuore della Valdelsa, visitando il piccolo centro antico medioevale.

Notizia inviata da Toschi Roberto della Delegazione FISAR Lucca-Garfagnana

Consegna Attestati alla Delegazione di Pordenone

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enerdì 24 maggio 2013 a coronamento dell’ultimato Corso di Primo Livello a Sommelier FISAR i Soci della Delegazione di Pordenone si sono incontrati per la Cena di Gala con consegna degli Attestati presso il rinomato ristorante “La Lataria” di Vivaro (Pn) situato tra i fiumi Cellina e Meduna nei Magredi del pordenonese che fanno parte della doc Friuli Grave. Durante la succulenta cena in un ambiente confortevole e conviviale

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a consegnare gli Attestati son stati il Delegato Gino Luigi Rosset e il Direttore del Corso Massimiliano Loca. Ecco i nomi dei venticinque intrepidi che hanno superato la verifica finale: Acampora Enrico, Barosco Walter, Bernardini Elisabetta, Borean Loris, Bosari Daniela, Bottacin Donatella, Buffolo Andrea, Cecco Gabriele, Cervesato Fabio, Cozzi Tiziana, Crappi Dolores, Dibra Anila, Facca Rita, Marchese Edy, Mazzoli Sonia, Mogno Silvia, Molinaro Luca, Mussio David,

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4

Pasutto Stefania, Piccoli Lisa, Poletto Sabrina, Rosset Emanuele, Rosset Tania, Scorza Anna, Verardo Valentina. Tutti i Soci si sono stretti attorno alla bellissima Adele nata all’indomani mattina della Verifica svolta dalla mamma Anna. Al termine della cena tutti si sono espressi a favore della partecipazione al Corso di Secondo Livello. Notizia inviata da Gino Luigi Rosset della Delegazione FISAR Pordenone


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A Verona si consegnano gli attestati da sommelier

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resce il gruppo dei Sommelier Fisar delegazione di Verona! Lo scorso marzo infatti, ben 18 nuovi sommelier hanno ottenuto l’attestato, dopo aver terminato il terzo livello del corso e aver sostenuto l’esame finale. Un esame davvero impegnativo con nuove regole, che hanno portato la commissione a 5 esperti, una lunga serie di domande sul programma dei tre livelli, la prova pratica di apertura e di servizio di una bottiglia, una degustazione alla cieca e l’abbinamento dello stesso vino a un menù. Il tutto a garanzia dell’effettiva preparazione e professionalità dei neodiplomati, il cui

ruolo sarà di portare avanti e diffondere il nome Fisar nel migliore dei modi. Tutti promossi, dunque, con grande soddisfazione dei docenti, capaci di trasmettere non solo la loro conoscenza, ma anche la lunga esperienza in campo e soprattutto la passione per questo lavoro e per l’affascinante mondo del vino. La cerimonia di consegna dei diplomi si è svolta nel rinomato ristorante Casale Madeira di Verona, sede anche del terzo livello del corso, dove ad allietare la serata sono intervenuti due maestri di tango argentino. La cena inoltre, è stata accompagnata dagli ottimi vini argentini offerti dalla

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cantina Alessandro Speri. Partendo dal Malbec Rosè 2011, vino giovane dall’eccellente fragranza , sì è passati al MLBC Torrontes 2011 in purezza per concludere con le note di ciliegia e di susina del Malbec Selection 2007. Alla serata erano presenti anche i partecipanti al corso di primo livello, ai quali è stato consegnato l’attestato per il superamento dell’esame finale. I corsi proseguono, dunque, come anche le altre numerose attività di degustazioni e visita alle cantine, perché per Fisar il vino è prima di tutto cultura. Notizia inviata da Anna Gobbi della Delegazione FISAR Verona

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amiglia La Delegazione di Torino in Franciacorta

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l nome Franciacorta è fortemente evocativo sia per gli eno-appassionati che per i sommelier, da qui il desiderio di alcuni di noi di FISAR Torino di saperne di più su questa regione, sul suo territorio, sui suoi vini e sulla sua gente. Mete della nostra visita in Franciacorta del 18 Maggio scorso sono state due tra le cantine maggiormente conosciute e di prestigio: l’Azienda Barone Pizzini a Provaglio di Iseo e l’Azienda Contadi Castaldi ad Adro. La prima visita è stata all’azienda Barone Pizzini fondata nel 1870 ma che si presenta come azienda innovativa e

all’avanguardia in quanto è stata la prima a produrre un Franciacorta da viticoltura biologica. A partire dall’architettura ecocompatibile, tutto nell’azienda parla e comunica il rispetto dell’ambiente. La cura dei particolari è maniacale ed è la stessa cura che si ritrova “nel bicchiere”. La seconda visita si è svolta all’Azienda Contadi Castaldi dove abbiamo incontrato Flavio Signoroni - responsabile delle relazioni - che ci ha accolto, guidato, istruito, divertito ed infine “coccolato” con la produzione dell’azienda che esprime al massimo la tipicità territoriale. Ne è derivata una visita significativamente didattica e di grandissima soddisfazione. Nei vini di questa azienda si esplicita la sua filosofia volta all’integrazione di tradizione, innovazione e fusione delle proprie diversità territoriali (i “contadi” da cui l’azienda prende il nome). La simpatia, la disponibilità e la professionalità delle persone che ci hanno accolto e l’eccellenza dei prodotti ci hanno fatto rammaricare di avere poco tempo a disposizione e ci hanno confermato che si tratta di un territorio da scoprire e gustare con attenzione così come i suoi vini. Torneremo! Notizia inviata da Alessandra Rosa della Delegazione FISAR Torino

La Fisar di Venezia a “I Fiumi del vino”

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ell’allestimento classico di Villa dei Leoni a Mira è andata in scena la 2° edizione della manifestazione organizzata dalla delegazione FISAR di Venezia. L’appuntamento fisso per tutti gli eno-appassionati è stato portato quest’anno a due giorni, forti del consenso ottenuto lo scorso anno e dell’alta affluenza di pubblico che da tutto il Veneto - e non solo - si è riversato nella cittadina della riviera per conoscere meglio vitigni, metodi classici e charmat e tecniche di vinificazione in uso nelle

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zone vinicole italiane più vocate. Fermo l’appuntamento con i vini nati in prossimità dei fiumi italiani, ma non solo, quest’anno il ns viaggio si è spinto sino al fiume Marne nella Champagne e poi giù giù fino alle malvasie di Lanzarote. Sono queste ultime la prima novità di quest’edizione e per studiarle meglio sono stati proposti 2 laboratori didattici guidati da un enologo della cantina “Stratus” e dal miglior sommelier di Lanzarote, Gustavo Palomo, atterrato in

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Laguna per l’occasione assieme ad un’intera delegazione dell’isola spagnola .... “El fuego, la tierra y el viento convertidos en vino...” questo l’affascinante slogan che ha accompagnato i vini durante il loro viaggio. Il tutto è stato reso possibile grazie all’appassionato e meticoloso lavoro di ricerca nelle cantine di Lanzarote di Michele Fabbrani, socio sommelier della delegazione di Venezia. Grande interesse per i 4 laboratori didattici tenuti a bordo di un barcone attraccato alle rive del fiume Brenta, attrezzato per l’evento, a bordo del quale si sono svolte anche le due degustazioni “Champagne... qui si

gustan le stelle!” e “Cesarini Sforza, la maison trentina da cui l’aquila spicca il volo...”. Nonostante lo scenario atmosferico non proprio primaverile - nella tarda mattinata di sabato ha iniziato addirittura a nevicare...!!! - i saloni della villa sembravano riscaldati dal cocente sole di Lanzarote e dall’immagine dei suoi... fiumi di lava...! Se allungare l’evento alla durata di un week end poteva apparire, di questi tempi, una difficile scommessa, a buona ragione possiamo dire che gli organizzatori hanno... centrato l’obiettivo!!! In particolare abbiamo registrato un alto afflusso di giovani, complice anche

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il gemellaggio con Jam 2013, rassegna di mostre, incontri e concerti legati al jazz, svoltasi in concomitanza. Bella la sinergia venutasi a creare tra i vari eventi organizzati da F.I.S.A.R., Comune e Pro-Loco di Mira. Giusto compenso per la nutrita brigata di sommelier e collaboratori (oltre 30, tra di essi anche Stefania Moro, 2° migliore sommelier FISAR 2012) che per 2 giorni, con diverse mansioni, ha curato l’organizzazione, l’allestimento, la mescita dei vini ed il servizio durante le degustazioni guidate. Un grazie sentito a tutti ed un arrivederci alla prossima edizione. Notizia inviata da Cinzia Vanzan per la Delegazione FISAR Venezia

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amiglia Il miglior sommelier 2013 del Coordinamento Italia Centro

l giorno 25 Maggio 2013 si sono svolte le Selezioni del Concorso Sommelier dell’Anno 2013 Italia Centro. L’evento si è svolto nella splendida cornice del complesso monumentale di Abbadia Isola, Monteriggioni – Siena. Inserito nella ventisettesima edizione della manifestazione “C’ero anch’io ad Abbadia Isola “; tra le molteplici iniziative che si sono svolte, è stato allestito un percorso di degustazione di vini, con la partecipazione di numerosi produttori della zona, oltre

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che dal resto d’ Italia, nel quale sono stati raccolti fondi destinati alla lotta contro il cancro. L’evento organizzato dalla Delegazione di Siena Valdelsa, ha avuto un ottimo successo, si sono candidati alla competizione otto sommelier provenienti dalle varie Delegazioni facenti parte del Coordinamento Italia Centro. La giuria, presieduta dalla Signora Marinella Bozzola, e composta dal Consigliere Nazionale Massimo Marchi, il Sommelier dell’Anno 2012 Filippo Franchini, il Coordinatore Italia

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Centro Baroncini Fabio e dal membro del Coordinamento Giampaolo Zuliani, ha esaminato i candidati. È risultato vincitore della Selezione il Sommelier D’Acunto Piero della Delegazione di Roma, mentre si sono qualificati per la selezione nazionale, che si svolgerà nel prossimo Autunno, i Sommelier Villa Francesco della Delegazione di Siena Valdelsa, e Raimondi Giovanni della Delegazione di Livorno. Notizia inviata da Fabio Baroncini coordinatore FISAR Italia Centro


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La delegazione Fisar di Treviso festeggia i neo sommelier

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l 14 giugno scorso la Fisar delegazione di Treviso, ha festeggiato presso il Ristorante Villa Dirce di Tezze di Piave, in una serata piena di entusiasmo, di

ottimi vini e buona cucina, i 27 neo sommelier che hanno ricevuto l’ambito riconoscimento, tra i quali si sono particolarmente distinti Lara Pradal e Vincenzo Lauria. Porta bandiera della delegazione di Treviso al Concorso Miglior Sommelier Nord Est 2013 classificandosi relativamente al primo e secondo posto; un ringraziamento particolare a Paola Pillon, Marco Benetton, Claudia Damuzzo e Marco Zanutto per aver anch’essi preso parte al Concorso con grande coraggio e professionalità.

Ed ecco i nomi dei nuovi sommelier: Ancilotto Nicola,

La serata è proseguita con la consegna dei diplomi da

Bellinzani Mauro, Benetton Marco, Bortoluzzi Anteo,

parte del delegato Roberto Donadini coadiuvato dal

Bozzo Giulia, Capita Giampaolo, Crozzolin Alessandra,

direttore di corso Davide Piai e dalla Vice Presidente

Dal Bianco Anya, Damuzzo Claudia, De Faveri Paolo,

Graziella Cescon, con l’augurio che il traguardo rag-

De Vita Roberto, Dei Tos Sarah, Facchin Anthony,

giunto sia, non un punto di arrivo, ma di partenza, verso

Forte Glauco, Frezza Luigino, Furlan Massimo, Lauria

un mondo in continua evoluzione e dove il conoscere

Vincenzo, Lunardelli Massimo, Marcon Michele, Nardin

non è mai abbastanza.

Claudio, Pillon Paola, Pradal Lara, Samogin Gianmaria, Senno Giorgia, Strasiotto Silvia, Vettorel Gianluca, Zanutto Marco. Si conclude con grande soddisfazione e piacere il 1° semestre 2013 per la delegazione Fisar di Treviso che ha visto conseguire il traguardo del primo livello ben 94 nuovi soci e 76 al secondo livello. Grazie a tutti, un augurio di buone vacanze e buon riposo per un rientro spumeggiante!!!

Notizia inviata dal Delegato FISAR Treviso Roberto Donadini

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amiglia Fisar: una giornata speciale alla cantina di Collemassari

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abato 15 Giugno, i sommelier Fisar di Volterra, insieme a familiari ed amici e con il delegato della FISAR di Volterra, avv. Flavio Nuti, hanno organizzato una visita alla cantina del Castello di Colle Massari (Gr) dei fratelli Maria Iris e Claudio Tipa, che da sempre condividono la passione per la natura ed i grandi vini. Il loro “Domaine” in Toscana comprende tre tenute: il Castello di Colle Massari vicino a Paganico dal 1998, Grattamacco presso Bolgheri a Castagneto Carducci (Li) dal 2002, Poggio di Sotto a Montalcino (Gr) dal 2002. Colle Massari è compresa nella DOC Montecucco in Alta Maremma, tra le DOCG del Brunello di Montalcino e del Morellino di Scansano. Nelle sue vigne, nel rispetto dell’ambiente e secondo le regole dell’agricoltura biologica garantita e certificata dall’ICEA, su un terreno costituito da arenaria, ciottolame marino ed argille vengono

coltivati prevalentemente Sangiovese e Vermentino, quindi Cabernet Sauvignon, Ciliegiolo, Montepulciano e Greco Bianco. Dalle vinacce umide di Sangiovese, Ciliegiolo e Montepulciano viene estratta la grappa. Viene prodotto anche Vin Santo DOC e Vin Santo Occhio di Pernice DOC. Una parte del territorio è coltivato con olivi per la produzione di olio extravergine d’oliva toscano IGP. Siamo stati accolti da Anna, addetta all'accoglienza, e dall'enologo interno Giovanni che ci hanno guidato con professionalità e disponibilità nella visita dei quattro livelli della cantina: scavata in buona parte nella roccia e costruita secondo i principi della bioarchitettura, del risparmio energetico, della qualità del posto di lavoro e dell���ingegneria biodinamica, in modo da consentire la movimentazione delle uve e del mosto solo per caduta, dall’acciaio alle botti in legno e alle barriques, senza l’ausilio di pompe e di altri mezzi meccanici, pur trattan-

dosi di una cantina tecnologicamente molto avanzata. Durante la vendemmia grande cura viene riservata alla scelta delle uve, che vengono selezionate una prima volta su un tavolo di scelta vibrante e successivamente vengono poste su un tavolo di scelta a nastro scorrevole per un’ulteriore selezione manuale degli acini. La fermentazione avviene in tinelli di legno tronco-conici aperti da 10 quintali con follature manuali giornaliere per i prodotti Riserva, mentre per gli altri vini rossi, bianchi e rosati la fermentazione viene effettuata in tini di acciaio con follature soffici e temperature controllate. L’invecchiamento dei vini rossi, a seconda della loro tipologia, avviene per periodi che variano da 10 a 24 mesi in barrique ed in tonneaux di rovere francese oppure in tini di 40 hl. di rovere di Slavonia; per tutti i prodotti l’affinamento in bottiglia non è mai inferiore a 6 mesi. Già da molto tempo per l’invecchiamento dei prodotti a base di sangiovese viene preferita la botte alla barrique. Alla visita hanno fatto seguito la degustazione di alcuni vini ed un buffet (offerto dalla Cantina stessa). Sono stati degustati Melacce (Montecucco Vermentino DOC 100%, del 2012), Irisse (Montecucco Vermentino DOC 85% Vermentino + Greco Bianco 15%, del 2010), Colle Massari (Montecucco Rosso Riserva DOC 80% Sangiovese + 10% Ciliegiolo + 10% Cabernet Sauvignon, del 2010), Rigoleto (Montecucco Rosso DOC 70% Sangiovese + 15% Ciliegiolo

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+15% Montepulciano, del 2011). A sottolineare la particolare accoglienza a noi riservata al termine della degustazione, fuori programma è stata offerta una degustazione di Grattamacco 2009 (Bolgheri Rosso Superiore DOC 65% Cabernet S. + 20% Merlot + 15% Sangiovese), il più elegante dei borgheresi, e una degustazione di una

delle più famose al mondo Aziende del Montalcino, La tenuta "Poggio di Sotto"; all'ottimo Rosso di montalcino 2010 (DOC 100% Sangiovese), e seguito il fuoriclasse annata 2007 Brunello di Montalcino) (Docg 100% Sangiovese). Di tutti i vini si sono potute apprezzare le particolari caratteristiche organolettiche, la pulizia olfattiva

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e la grande bevibilità e, specialmente, per il bianco Irisse, affinato in legno con una percentuale di Greco di Tufo, fresco, sapido e di buona persitenza. Possiamo dire una giornata indimenticabile di cui sentitamente ringraziamo il dott. Claudio Tipa ed il suo staff. Notizia inviata dalla Delegazione storica FISAR Volterra

Giornata del Sommelier Fisar Italia Nordest 2013

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anti Soci da tutto il Nordest, tanti eventi per tutti, nella prestigiosa cornice del campus della Scuola Enologica di Conegliano, in una insperata giornata

di sole. È cominciata così la “Giornata del Sommelier Fisar Italia Nord Est 2013”, che ha visto oltre cento Soci delle 8 Delegazioni del Triveneto ritrovarsi per il consueto appuntamento annuale, con un ricco programma, dalla visita alla cantina ed alla distilleria dell’istituto di Enologia, ad un incontro di aggiornamento per i Direttori di Corso, all’aperitivo sotto il porticato dell’Enoteca Veneta, al pranzo dove i vini offerti dalle 8 Delegazioni sono stati porti dai Sommelier in servizio delle Delegazioni di Treviso e di Vicenza. L’evento clou della giornata è stato il concorso “Miglior Sommelier Nordest 2013”, cui erano iscritti ben 17 Soci, in rappresentanza di 7 Delegazioni. E’ stata una dura battaglia, con il test scritto seguito dalle prove di servizio e degustazione. La giuria, presieduta dal Prof. Silvio Dalla torre, ha proclamato vincitrice la Sommelier Lara Pradal mentre al secondo posto è arrivato Vincenzo Lauria. Due piazzamenti di prestigio per la Delegazione di Treviso, seguito dal terzo classificato, Carlo Pasqual della Delegazione di San Donà. La premiazione è stato il momento magico della giornata: con il supporto degli sponsor, Amorim Italia e Fisar Nazionale in primis, abbiamo potuto assegnare un premio a tutti. Grazie anche alle bottiglie magnum donateci da Cà Rovere, Cescon storia e vini, Prof.Dalla torre e Del.di San Donà. La vincitrice, premiata da Filippo Franchini, vincitore uscente Miglior Sommelier Italia 2012, parteciperà alla grande finale nazionale, durante il prossimo congresso Fisar di

Ottobre, dove sarà ospite…in smoking, grazie ai premi ricevuti. Il suo soggiorno verrà offerto da Fisar, mentre il Coordinamento Nordest le regala l’abito con cui sfiderà i vincitori delle selezioni del nordovest e delle altre zona. Il secondo ed il terzo classificato, con lo stesso premio del Coordinamento nordest, saranno ospiti della cena di gala, dopo aver sfidato insieme a Lara i finalisti di tutta Italia. 100 ospiti, oltre 100 bottiglie di vino, tra concorso e pranzo, 5 membri della Giuria, 17 premi, 11 Soci in servizio, questi i numeri di una giornata che ha riunito tanti appassionati. Bella, piacevole, vissuta, appassionata…. Ed ora, aspettiamo la grande finale ! Notizia inviata da Andrea FABIO Coordinatore Fisar Italia Nord Est

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La FISAR di Pisa alla scoperta dei vini simbiotici

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er conoscere meglio il signi-

di elementi “chimici”. Il progetto na-

realtà situata a Suvereto in provincia

ficato del vocabolo “simbio-

sce dall'idea dell'enologo Francesco

di Livorno, in piena doc Val di Cornia;

tico” in riferimento al vino,

Iacono ed è subito sposato dal vul-

la terza azienda è Oppida Aminea,

Davide Mustaro, responsabile dei

canico quartetto dei fratelli Muratori:

collocata

“Laboratori” di studio e di degustazio-

Bruno, Diego, Giorgio e Giuliano.

no, ai piedi del Colle Amineo, dove

ne della FISAR di Pisa, ha organizzato

L'arcipelago Muratori, viene così chia-

prendono vita i vini a base di Fiano,

una sessione di studio in collaborazio-

mato perchè comprende quattro "iso-

Greco, Falanghina, Coda di volpe e

ne con l’azienda Arcipelago Muratori,

le", ovvero quattro aziende dislocate

altre varietà tipiche della zona; ultima

rappresentata da Luigi Micheli(enologo

in territori diversi ma accomunate da

nata è Giardini Arimei, situata all'iso-

nonché responsabile della Tenuta

una visione storico-tecnico-filosofica:

la d'Ischia dove, inutile sottolinearlo,

Rubbia al Colle di Suvereto), azienda

Villa Crespia, sede principale ad Adro

sono le uve che da sempre regnano

nata con la finalità di produrre vini con

nel Bresciano, dove nasce la linea dei

in questo piccolo paradiso campano,

metodologie diverse e lontane dall'uso

Franciacorta; Rubbia al Colle, seconda

come Biancolella, Forastera, uva Rilla,

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nel

Sannio

beneventa-


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Sallunardo, Coglionara, alcune delle

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quali a rischio estinzione. Nella vera interpretazione del significato “simbiotico”, dal greco simbios (vivere insieme traendo un beneficio reciproco oppure in alternativa che ne tragga un partner senza rendere danno all'altro) prende spunto l'indirizzo ”TuttoNatura”, che sottolinea l'intento di Francesco Iacono di proporre vini non solo di territorio, ma anche nel rispetto dell'ambiente e dell'uomo: nessun antiparassitario di sintesi in vigna né additivi chimici in cantina, niente solforosa aggiunta, fermentazioni spontanee senza aggiunta di lieviti selezionati. Assolutamente fondamentale l'uso di consorzi microbiologici (micorrize, funghi e batteri che naturalmente costituiscono la rizosfera), che favoriscono un maggiore equilbrio della vita microbiologica del terreno, arricchimento di sostanza organica, aumento dell'estensione radicale delle viti (fino a 700-800 volte), maggiore assorbimento radicale di macroelementi (N, P, K) e microelementi presenti nel terreno (anche quelli non accessibili direttamente dall'apparato radicale delle piante stesse), riduzione della necessità di concimazione minerale e del dilavamento, quindi diminuzione dell'inquinamento della falda acquifera, aumento della tolleranza delle viti alla siccità e delle capacità immunitarie, uso di soli microrganismi per la difesa delle piante. Infine, tutte le attività

di cantina sono prodotte esclusiva-

gilla cotta, in puro stile etrusco, che

mente con l'uso di energia solare. Tre

fanno maturare il vino dove si struttu-

i vini simbiotici presentati: Franciacorta

ra con piglio deciso, pur mantenendo

DOCG Tenuta Villa Crespia ad Adro

una freschezza vivace che lo fa resta-

nel bresciano, Campania IGTdella

re morbido e convincente al palato.

tenuta Oppida Aminea a Benevento

Molti gli interventi e le domande che

ed il Toscana Sangiovese IGT di

meglio hanno fatto capire la filosofia di

Rubbia al colle in località Poggetto alle

questo progetto, che oltre alle prero-

Pulledre di Suvereto. In degustazione

gative già descritte, va incontro anche

si è voluto inserire altri tre Sangiovesi

ad esigenze di una clientela rispettosa

di Suvereto: il Drumo IGT Toscana, il

e sensibile, sia alla difesa del nostro

Barricoccio ed il Vigna Usilio ambedue

ambiente che alle allergie, purtrop-

DOC di Val di Cornia. La degustazio-

po sempre maggiormente manifeste.

ne, condotta in ordine come sopra,

Una ricerca quindi di una nicchia di

ha stimolato i convenuti in confronti

amatori-consumatori che va sempre

mirati ai profumi, agli aromi, ai sento-

aumentando, come ha comunica-

ri, suscitando strane sensazioni spe-

to con gli occhi ridenti Nicolò Alpini,

cie per l'assenza della componente

il responsabile delle relazioni esterne

solforosa, di una genuinità superiore,

e delle vendite, precisando che tutti i

una visibilità di vivaci colori netti e so-

lotti messi in vendita si sono esauriti in

bri. Particolare interesse ha suscitato

pochissimi giorni.

il Barricoccio, così chiamato perchè

Notizia inviata da Tiziano Taccola

viene fatto affinare in contenitori di ar-

della Delegazione FISAR Pisa

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amiglia Alla Fisar di Pisa e Litorale serata dei rosati

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na cena molto particolare quella organizzata dalla Fisar di Pisa e Litorale presso il ristorante L'Artilafo di via S. Martino, n° 33. Ispirate dal progetto nazionale “FISAR in rosa” le Sommelier Lucia Fregoli e Valeria Siciliano hanno dato vita a questo speciale convivio, che non solo ha confermato l'originalità dell'organizzazione fisariana, ma ha voluto colorare tutta la serata di rosa, giocando con i vini e gli abbinamenti, coinvolgendo i convenuti in una serata di complicità speciale travalicando l'usuale motivazione enogastronomica. Fin dall'inizio alcune Aziende produttrici si sono incuriosite nell'interessante ricerca del “rosato” che previlegiasse l'esaltazione dei piatti proposti dallo Chef Antonella in un menù terragno, esotico e raffinato, dove ha trovato ampi spazi il delizioso “melange” dell'orto con la frutta e le spezie. Una sfida raccolta dai Sommelier e dalle aziende diventate, inconsapevolmente, attrici loro stesse della serata suggerendo degli abbinamenti “fuori programma”. L'antipasto, un flan di carote al curry su passata di piselli e chutney di mango, ha dato subito il segno di un proseguo tutto da indovinare e da scoprire, accompagnato dallo Spumante Particolare Brut Rosé della Tenuta del Buonamico. E' seguito il primo di “ricottine” di barbe rosse con fonduta di pecorino di fossa, albicocche secche e semi di papavero

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abbinato al Negroamaro del Salento Rosato di Luigi Rubino. Con questa pietanza è stato assaggiato in “fuori programma” anche il Rusada Rosato della tenuta Casteani di Gavorrano, aprendo un momento di confronto e riscontro didattico che si è ripetuto con la seconda portata: Bianco di pollo con Farcia di erbette in crema di amarene con sformatino di cipolle rosse, bagnata dal Grayasusi Rosato dell'Azienda agricola Ceraudo (Crotone) e proposto anche lo Spumante Osé Rosato delle Tenute Tomasella. Ha chiuso una elegante Bavarese di fragole al cioccolato bianco, dove, forse la complicanza dell'abbinamento, ha trovato giusta risposta, per la situazione intrigante, la riproposta dello Spumante Osé Rosato e la scoperta

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del Pian di Tatti, ricavato da uve stramature della tenuta Casteani. Grandi applausi al momento della consegna del gagliardetto Fisar per la Brigata di cucina e per il Rango di servizio ed il ringraziamento alle Tenute Tomasella, Casteani e del Buonamico che hanno gentilmente offerto i vini.

Notizia inviata da Tiziano Taccola per la Delegazione FISAR Pisa e Litorale


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Organizzazione e Metodo

FEDE ITA SOM

ALBE

RIST

Il CTN comunica

La Fisar sente oggi la necessità di coniugare alla tradizione una serie di adattamenti alle nuove esigenze operative che le consentano di non subire i tempi ma di viverli attivamente e ancora da protagonista.

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pesso ci capita di criticare per istinto una situazione che ci vede coinvolti direttamente, comportamento istintivo e direi legittimo innanzi a una norma o una modifica che ci crea disagio immediato, cui reagiamo con il classico così è peggio di prima o chi è che ha pensato una norma del genere. Vale per il codice della strada, vale per le tasse, vale per le regole del fumo, vale per mille gesti quotidiani che ci vedono parte attiva del cambiamento, e vale di contro anche per quelle situazioni imprigionate in una stasi che le mummifica. Che si tratti di dover modificare una nostra abitudine o di non trovare adeguato aggiornamento ad esigenze nuove, la prima reazione è di disagio, di critica, di valutazione della situazione alla nostra particolare esigenza. La prima conseguenza è lo studio di come adattare la nuova norma alle nostre contingenti necessità o al nostro stile. Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi cambiamenti che hanno spaziato dalla tecnologia alle comunicazioni, tutto si è reso più veloce e spesso più comodo. Anche le norme più

ostiche o le innovazioni più difficili da integrare si sono metabolizzate e fanno parte ormai della quotidianità, pensiamo solo all’uso del cellulare, di internet, dei trasporti; la facilità di comunicazione e la comodità di reperire notizie ha creato le condizioni per cui qualsiasi informazione data può essere controllata praticamente in tempo reale. Questo sta oggi mettendo sotto esame il mondo della didattica, passato dalla fase di non

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con quelli elettivi ( politici sembra sin esagerato come termine). Per carità, uno non esclude l’altro, anzi, ma la conoscenza non ha origini elettive. Il programma di aggiornamento della didattica prende spunto da queste semplici riflessioni, sintetizzabili in aggiornamento, adeguamento e omologazione agli standard Fisar dell’offerta, analisi dei costi. contestabilità di quanto detto in sede di lezione se non dopo verifiche cartacee, alla immediata verifica on line dell’argomento trattato. La Fisar ha compiuto i quarant’anni, un lungo percorso che l’ha vista protagonista nel mondo della sommellerie, e sente oggi la necessità di coniugare alla tradizione una serie di adattamenti alle nuove esigenze che consentano all’associazione di non subire i tempi ma di viverli attivamente e ancora da protagonista. Il mondo del vino, come tutto il resto, è stato oggetto di forti cambiamenti, pensiamo solo alle tecnologie di cantina, alla zonazione viticola, all’uso del tappo a vite, ai dati sul consumo e alla loro analisi passata da alimentare a sociale. La necessità di non farsi travolgere dalle novità e di fornire un adeguato percorso di formazione a chi si avvicina al mondo del vino ha definito le priorità su cui concentrare le energie: riorganizzazione della didattica, marketing, comunicazione. Il modello che ha regolato le attività sino ad oggi si è dimostrato non più proponibile per adeguarsi alle nuove esigenze, la sua peculiarità legata all’entusiasmo dei singoli ed alla motivazione amatoriale ha messo in evidenza i limiti di una mancanza di metodo che andasse oltre la singola persona: pur valida e professionale la singola figura è intanto irripetibile, e quindi limitata sul territorio, e usurabile, quindi passibile di pause dovute ai più disparati motivi; il metodo è difficile da avviare ma ripetibile e distribuibile sull’intero territorio. Altra nota critica, sempre legata alla vocazione amatoriale che ha premiato chi aveva più tempo da mettere generosamente a disposizione dell’associazione, è la sovrapposizione dei ruoli tecnici

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Per coniugare tradizione con innovazione sono stati identificati i punti su cui consolidare l’aspetto di continuità: divisa, servizio e linguaggio. Proprio sul linguaggio nasce la prima iniziativa, quel seminario di due giorni sulla comunicazione della degustazione, il C&D, che non è un corso per degustatori, ma un approfondimento sulla terminologia della scheda descrittiva volto a consolidare la filosofia del raccontare il vino, della discussione critica della terminologia descrittiva in modo da dare un contenuto comune ai corsi nelle diverse regioni. La parte innovativa riguarda il metodo,

inteso come meccanismo in

grado di andare oltre la singola persona per quanto valida e apparentemente insostituibile. La crescita di Fisar è subordinata al livello di gradimento e dei corsi, base di quel processo che gli statunitensi chiamano “evangelizzazione” da noi detto passaparola; il livello di soddisfazione del corsista è direttamente proporzionale all’indice di crescita degli associati, così come la proposta di vita associativa e approfondimenti sono proporzionali al numero di rinnovi una volta ultimato il percorso. La

nuova

organizzazione

didattica

prevede

la

costituzione di un albo relatori, di un albo commissari d’esame, di degustatori professionali. L’albo relatori è la prima pietra su cui rifondare la didattica; l’albo in se non risolve i problemi e non migliora il livello delle docenze, ma è una base solida su cui costruire, lasciando poi al “mercato” delle lezioni regolato dal gradimento ai corsisti e agli organizzatori la valutazione in merito ai singoli. Oggi siamo agli albori, le difficoltà sono palesi e la diffidenza è spesso tangibile, ma i primi risultati stanno arrivando in modo incoraggiate, primo fra tutti la risposta della base degli associati che sprona a dare tempi più rapidi all’esecuzione del tutto. Purtroppo tanto è facile criticare e demolire, tanto quando ci si

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trova a dover regolamentare per ricostruire le difficoltà si moltiplicano, si ledono diritti acquisiti o presunti tali, si cambiano abitudini consolidate, si creano momenti di tensione. Purtroppo non esiste riforma che possa accontentare tutti in egual misura, e la stasi del tutto crea comunque malcontento. Un esempio banale che può rendere di facile comprensione il tutto è l’aggiornamento dei relatori: chiedere a una persona che da anni esercita di sottoporsi ad un aggiornamento o ad una commissione di abilitazione non è sempre cosa facile,viene spesso presa come un sopruso, un esame immotivato; ma se spiegata con la giusta motivazione penso possa essere solo che condivisa. In tutti i settori esistono i corsi di aggiornamento, anche i professionisti più gettonati li frequentano, anzi sono proprio loro ad esserne i primi sostenitori perché la differenza fra un professionista aggiornato e un professionista non aggiornato nel caso dei medici può essere letale per il paziente, nel caso di un commercialista portare a pagare multe salate, nel caso di un docente incorrere nell’errore logico o nel ripetere pedissequamente una paginetta imparata a memoria compreso l’errore di stampa, o anche se in buona fede insegnare cose ormai obsolete.

L’aggiornamento e la qualità delle docenze fa la differenza fra un corso caro e un corso costoso, fra la soddisfazione di aver investito bene una somma che per molti è consistente o la convinzione di aver sprecato tempo e denaro. Il rispetto per chi investe nei nostri corsi si palesa con la qualità della sede, con il servizio offerto, con la qualità dei vini serviti che hanno funzione didattica tanto quanto se non più dei testi di supporto, nella cortesia competenza dei direttori, nella professionalità dei docenti. Il rispetto per chi investe negli esami per conseguire il titolo di relatore Fisar, per chi investe nei corsi di aggiornamento, è invece tutelato dal vedersi riconosciuta la professionalità raggiunta. L’aggiornamento dei direttori e dei relatori è quindi alla base della qualità dei corsi, che è alla base del passaparola, che è alla base della crescita. Una volta faticosamente avviata la macchina, sarà il metodo a fare selezione e motivazione, saremo forse sempre legati alla singola persona per motivi di carisma, amicizia, cultura, …… ma avremo garantito comunque il funzionamento della macchina operativa, che come tutte le macchine necessita di progettazione, prototipo, messa a punto. Filippo Parmigiani per il Centro Tecnico Nazionale

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La Segreteria Comunica - di Claudia Marinelli per scrivere al Segretario Nazionale: segretario.nazionale@fisar.com

L’importanza della partecipazione

Un’affermazione che negli ultimi tempi è diventata come un Jingle, un motivetto che ti entra direttamente nella testa e ogni tanto ritorna fortemente alla memoria.

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i, in effetti è così, non ci stancheremo mai di ripeterlo, il momento è impegnativo e a mio avviso epocale, per tutti i cambiamenti in atto, cambiamenti non facili, ma necessari se vogliamo stare al passo con i tempi ed essere fortemente presenti sul territorio. L’albo Relatori a settembre sarà effettivamente in funzione e tutta la procedura corsi sarà attiva, come già spiegato nelle varie comunicazioni inviate in questo ultimo anno e mezzo. Sappiamo con certezza che ci saranno alcuni problemi gestionali da superare ma la Segreteria è come non mai al servizio delle Delegazioni per risolvere tutto quello che ci sarà da risolvere. Quindi la partecipazione vista come punto di condivisione di intenti e metodologie, per arrivare ad un’ottimizzazione di tutte le nostre risorse. Vorrei soffermarmi su una figura che nella nostra associazione è sempre stata presente, ma che in questi ultimi tempi sta assumendo un ruolo leggermente diverso dal passato, che è quella del Responsabile di Zona, ossia il nostro RDZ. Fino ad oggi questa figura faceva da supervisore ai corsi, ed era colui che faceva l’esame di terzo livello, fra l’altro funzioni che continua a svolgere, ma essendo presente sul suo territorio di competenza, conoscendo bene le realtà delle delegazioni che segue, dovrebbe diventare una figura da consulta-

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re costantemente da parte dei Delegati o Direttori di Corso, per quanto concerne l’organizzazione dei corsi, figura di comprovata esperienza che può aiutare le delegazioni a svolgere al meglio i corsi per sommelier, visto anche le nuove attuazioni. Anello di congiunzione FONDAMENTALE fra la Delegazione e la Segreteria. Non smetterò Mai di parlare poi della nostra grande forza, che sono i sommelier FISAR, che per tutta l’estate saranno impegnati da nord a sud in tutte le manifestazioni territoriali, portando il loro contributo di professionalità indiscussa, pensando a settembre invece un altro grande impegno nazionale a Bra per la manifestazione Cheese – Slow Food (dal 20 al 23 ottobre) ci vedrà attivissimi come non mai alla Banca del Vino. La partecipazione è anche presenza agli incontri che andremo a fare, la prossima Assemblea Nazionale si svolgerà a Roma il prossimo 11/13 ottobre, occasione unica di convivialità fra Soci, ma anche momento cruciale dove dovremmo confrontarci e dialogare sulle strade intraprese e gli obiettivi preposti che vogliamo raggiungere, presenteremo in quell’occasione progetti importanti tanto attesi, che ci coinvolgeranno tutti completamente. È vero che l’estate è momento di vacanze ma ci sono ancora tanti progetti da completare, e allora auguriamoci: buon lavoro a tutti noi, magari con una bollicina accanto per allietarci il duro lavoro!

Il Sommelier Luglio-Agosto 2013 • n. 4


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Il Sommelier n 4 luglio agosto 2013