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www.ilsommelier.com Rivista di enologia, gastronomia e turismo

5,30 Anno XXX - Numero 6 - Novembre-Dicembre 2012

FEDERAZIONE ITALIANA SOMMELIER

ALBERGATORI

RISTORATORI

Il Presidente Nazionale Fisar

Mario Del Debbio


Rivista di Enologia, Gastronomia e Turismo

www.ilsommelier.com Organo Ufficiale della F.I.S.A.R. Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori Ric. di Pers. Giuridica PI. n° 1070/01 Sett. I del 9.5.01

Direttore Responsabile: Roberto Rabachino C.so Galileo Ferraris, 138 - 10129 Torino Tel. +39 011 5096123 Fax +39 011 5087004 e-mail: direttore@ilsommelier.com Redazione Centrale: Gladys Torres Urday e-mail: redazione@ilsommelier.com Editore: FISAR e-mail: segreteria.nazionale@fisar.com Ufficio Stampa: Ufficio Stampa FISAR e-mail: stampa@fisar.com Amministrazione: Sede Nazionale F.I.S.A.R. Via dei Condotti, 16 - 56017 Asciano (PI) Tel. +39 050 857105 - Fax +39 050 856700 e-mail: segreteria.nazionale@fisar.com Grafica e Stampa: Tipografia Rossi Via Casalpiano, 28 - 53048 Sinalunga (SI) Tel. 0577 679158 - Fax 0577 678245 mail@tipografiarossi.com - www.tipografiarossi.com

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Comitato di Redazione e Controllo: Nicola Masiello, Mario Del Debbio, Graziella Cescon, Luigi Terzago, Claudia Marinelli

Responsabile Sardegna Giovanni CHERCHI Cell. +39 348 7429762 sardegna@ilsommelier.com

e-mail: redazione@ilsommelier.com Hanno collaborato a questo numero Gladys Torres Urday, Enza Bettelli, Marco Ferrari, Meritxell Falgueras Febrer, Attilio L. Vinci, Virgilio Pronzati, Gianfranco Grossi, Giuseppe Martelli, Davide Amadei, Maddalena Mazzeschi, Luca Iacopini e Massimo Bracci, Luca Canapicchi Per la fotografia Oliviero Toscani, Saverio Scarpino, Roberto Rabachino Enza Bettelli, Alberto Doria e immagini di Redazione

Responsabile Sicilia Vincenzo CUCURULLO Cell. +39 340 7279242 sicilia@ilsommelier.com

Distribuzione della rivista

La rivista viene inviata a tutti i soci Fisar, a tutti gli organi di informazione, a tutti i giornalisti dei gruppi di specializzazione di settore, a tutte le Istituzioni, a tutte le Associazioni di settore e a tutti gli IPSSAR che ne facciano richiesta tramite spedizione gratuita in abbonamento postale.

La rivista è associata al USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Abbonamento alla Rivista

Segreteria di Redazione Il Sommelier Via dei Condotti, 16 - 56010 ASCIANO (PI) Tel. +39 050 857105 Fax +39 050 856700 segreteria.nazionale@fisar.com

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25,00 per 6 numeri


Comunicazione Istituzionale

ENOGASTRONOMIA • TURISMO • CURIOSITà

Un successo il Salone del Gusto - Terra Madre di Slow Food 2012 - Gladys Torres Urday

La Fata verde che non fa più paura - Enza Bettelli

Cile - La Valle Centrale - Marco Ferrari

sommario

Lettera del Presidente: Mario Del Debbio Pag. Finalmente qualcosa si muove - Roberto Rabachino Il Consiglio Nazionale eletto a Venezia Congresso Venezia 2012 In Famiglia La Segreteria comunica - Claudia Marinelli

2 4 53 54 56 69

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In Spagna: spettinati e con meno vino - Meritxell Falgueras Febrer 16 Melfi: vino, carciofi e bellezza - Attilio L. Vinci

20° Concorso Internazionale dei Vini di Montagna Virgilio Pronzati Premiato l’impegno di una grande enologa italiana Gianfranco Grossi I Vini d’Italia 2013 dell’Espresso Davide Amedei

www . mondocana . com

a cura di Luca Canapicchi Cala la produzione ma i vini continuano a volare nel mondo secondo Assoenologi - Giuseppe Martelli Sommelier dell'Anno FISAR 2012: Filippo Franchini Trofeo Divinando alla Delegazione FISAR di Varazze Le notizie di enogastronomia e turismo a cura della redazione di Quality ADV

Alla scoperta dei nuovi Maestri del Gusto di Torino e provincia a cura della redazione di Quality ADV Agriqualità: dall’agricoltura integrata, prodotti di qualità, garantisce la farfallina bianca - Maddalena Mazzeschi SCIENZA • TECNICA • APPROFONDIMENTI

Pitigliano:la città sotterranea scavata nel tufo Luca Iacopini e Massimo Bracci

18

22

26

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31

36 39 40 42 46

48

50


Il Presidente Comunica - Mario Del Debbio per comunicare con il Presidente Nazionale: presidente.nazionale@fisar.com

A

Sguardo alto per vedere lontano

ssumere la Presidenza della Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori nell’anno del suo quarantennale rappresenta, già di per sé, un impegno veramente importante; succedere in questa delicata carica ad un persona così carismatica ed intrisa di storia fisariana come l’amico Nicola Masiello non fa’ altro che aggiungere emozione all’emozione. Ma è il sapere di avere il sostegno e l’affetto di tanti associati incontrati nei giorni del congresso veneziano, l’aver visto lo spirito, forte ed unito, manifestato dai colleghi consiglieri nel corso della prima riunione ufficiale e il conforto dell’avere accanto a me in Giunta Esecutiva, oltre al VicePresidente Graziella Cescon, il Tesoriere Luigi Terzago e il nuovo Segretario Nazionale Claudia Marinelli anche il Presidente Emerito Nicola Masiello con il suo insostituibile contributo, mi fa guardare al futuro con grande ottimismo. La FISAR in questi anni è cresciuta professionalmente in maniera esponenziale, una crescita che ci è unanimemente riconosciuta e che è testimoniata dalla presenza della nostra associazione, del nostro marchio, nelle più importanti manifestazioni enogastronomiche nazionali. È ancora intatta nella mente la bellissima esperienza al Salone del Gusto, dove il comportamento esemplare dei nostri sommelier è stato applaudito e sottolineato da tutti. Ora è arrivato il momento di concretizzare questa crescita professionale traducendola e sviluppandola in termini numerici, incrementan-

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do il numero dei nostri sommelier, aumentando la nostra penetrazione sul territorio e diventare un punto di riferimento per tutti gli operatori del mondo del vino. Su questo il Consiglio Nazionale appena formato dovrà lavorare con impegno costante consapevole che nessun traguardo ci è precluso. Dobbiamo prima di tutto considerare l’attività svolta da FISAR come una risorsa per le persone e non solo come uno dei tanti possibili hobby che ciascuno di noi si sceglie per riempirsi le giornate. Il luogo comune vorrebbe che nei periodi come questo, di grave crisi economica, le prime cose alle quali rinunciamo sono per l’appunto quelle che facciamo solo per passione o per passatempo. Ma la FISAR, come dicevo, è qualcosa di molto più di questo: la FISAR fa’ cultura e forma personale altamente qualificato. Sono sempre di più coloro che, pur avendo iniziato un corso unicamente per loro piacere personale, si ritrovano a lasciare il loro vecchio lavoro per uno nuovo nel settore del vino. In un periodo come questo, in cui il mantenimento del posto di lavoro è la prima preoccupazione per la stragrande maggioranza delle persone, grazie alla FISAR, grazie ad una passione tradotta in formazione culturale e professionale, molti nostri sommelier sono riusciti ad intraprendere una nuova strada lavorativa regalando una speranza non solo a loro stessi, ma anche a tutti coloro che sono alla ricerca di opportunità professionali che non sono e non devono essere precluse a

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6


nessuno. Nei cinque giorni di Torino, ma anche

nuove applicazioni dedicate e fare in modo che la

negli altri eventi che ci hanno visto protagonisti, è

FISAR diventi un gradito compagno di viaggio, un

stato veramente bello vedere con la nostra divisa

amico, un consulente sempre prodigo di consigli

sommelier di ogni nazione portare con orgoglio lo

ed informazioni utili. In questo modo andremo

scudetto con il tricolore della FISAR: questa è la

ad instaurare un rapporto continuo con tutti gli

strada da seguire, perseguendo una qualità sem-

associati e saremo davvero in grado di offrire un

pre più alta, una qualità a 360 gradi, riconoscibile

servizio, anzi un doppio servizio, perché oltre ad

non solo nei programmi culturali e didattici pro-

incentivare la formazione di personale qualificato,

posti ma anche nelle forme di comunicazione, un

semplificheremo il lavoro alle aziende di settore

settore quest’ultimo, in continua evoluzione. Non

che sono sempre in cerca di professionalità rico-

possiamo ignorare le possibilità offerte dalle nuo-

nosciute. Una FISAR insomma, sempre più “dina-

ve tecnologie; il modo di raccogliere informazioni

mica” che sappia rispondere alle esigenze degli

è profondamente cambiato: un tempo i ragazzi,

appassionati con programmi accattivanti ma che

per le loro ricerche scolastiche, si recavano nelle

allo stesso tempo sappia svolgere un ruolo deter-

biblioteche, oggi la biblioteca se la portano di-

minante nel costruire ed offrire nuove opportunità

rettamente in tasca dentro al telefonino. Per un

di lavoro: questo è l’impegno che ci prendiamo

qualsiasi dubbio, una qualsiasi informazione o un

per il triennio che ci aspetta. Fortunatamente le

nome che non sovviene è sufficiente digitare le

basi sono già state gettate: il programma didatti-

prime lettere di ciò che vogliamo sapere, nem-

co formativo inaugurato lo scorso anno è pronto

meno tutta la parola si badi bene, per ottenerne

per iniziare a funzionare a pieno ritmo, i nuovi cor-

immediatamente la risposta. Relegare la FISAR

si per Direttori di Corso sono oramai in partenza

al solo momento formativo iniziale vuol dire sfrut-

e il nuovo anno vedrà l’Albo Relatori arricchirsi di

tare le nostre potenzialità al “minimo sindacale”.

nuovi nominativi e a primavera avremo anche i

Dobbiamo invece accompagnare i nostri asso-

corsi per degustatori ufficiali. L’orizzonte, per chi

ciati, i professionisti e gli appassionati in genere,

come la FISAR fa’ della cultura, della formazione

durante tutto il percorso che faranno nel mondo

e della professionalità la propria bandiera, è sem-

del vino, ad esempio potenziando la nostra pre-

pre limpido; l’importante è tenere uno sguardo

senza sulla rete affiancando al sito istituzionale

alto per vedere lontano.

Auguri NO NUOVO

LA FISAR AU

CE AN N NATALE E FELI O U B I TT TU A A GUR


Editoriale del Direttore - Roberto Rabachino per comunicare con il Driettore: direttore@ilsommelier.com

Finalmente qualcosa si muove

Fotografia da Legambiente Emilia-Romagna

Il turismo è un cardine dell’economia nazionale. L’agricoltura può e deve dare un contributo importante.

S

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ono quattro le azioni fondamentali per il rilancio del turismo italiano: tutela e gestione di tutte le risorse turistiche, promozione del territorio e dell’accoglienza, formazione degli operatori, vigilanza. Unanime è la consapevolezza di quanto l’agricoltura, fonte delle “materie prime” che alimentano l’offerta enogastronomica, conservatrice del paesaggio, può dare. Non possiamo certo dimenticare (dati diffusi dall’Istat) dello straordinario valore delle eccellenze dell’agroalimentare italiano. Il mantenimento del primo posto in Europa con 244 prodotti di qualità registrati, tra Dop, Igp e Stg, ci rende pieni di orgoglio e offre l’occasione per riflettere sulle opportunità che il settore primario può offrire all’intero sistema produttivo italiano. Essere il Paese con il maggior numero di riconoscimenti vuol dire riuscire a far emergere, in ogni località, i prodotti migliori, dimostrando il forte radicamento del produttore sul territorio. Nel caso specifico parliamo di un settore con un giro di affari di circa 10 miliardi di euro e che conta su circa 85 mila operatori certificati, gran parte dei quali - circa il 90% del totale - svolge esclusivamente l’attività di produzione.

siamo fare a meno di apprezzare il ddl sul “Consumo del suolo” approvato dal Consiglio dei Ministri a metà settembre dove, grazie alle misure contenute nel disegno di legge, facciamo un decisivo passo in avanti per raggiungere l’obiettivo di limitare la cementificazione sui terreni agricoli, in modo da porre fine a un trend pericoloso per il Paese. Questo provvedimento tocca temi molto sensibili, come l’uso del territorio e la sua corretta gestione, ma coinvolge anche la vita delle imprese agricole e l’aspetto paesaggistico dell’Italia. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo proporre e immaginare per questo Paese, anche negli anni a venire. Si è introdotto - ha spiegato in una conferenza stampa il Ministro all’Agricoltura Catania - un sistema che sostanzialmente prevede di determinare l’estensione massima di superficie agricole edificabile sul territorio nazionale. In questo modo otterremo un sistema che vincola l’ammontare massimo di terreno agricolo cementificabile distribuendolo armonicamente su tutto il territorio nazionale coniugando la bellezza paesaggistica ai prodotti dell’agroalimentare.

In questo contesto di ricerca della qualità per offrire rinnovati strumenti per il rilancio economico non pos-

Dopo tante, troppe, parole qualcosa di concreto!

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www.cantine-collalto.it Azienda Agricola Conte Collalto

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Un successo il Salone del Gusto Terra Madre di Slow Food 2012

di Gladys Torres Urday (fonte e dati ANSA)

L’Enoteca del Vino è stata presa d’assalto da appassionati di ogni nazione accompagnati dalla professionalità dei sommelier della FISAR.

C

hiude con un nuovo record di pubblico il Salone internazionale del Gusto. In cinque giorni 220 mila persone sono passate agli ingressi del Lingotto di Torino, +10% rispetto ai numeri della scorsa edizione (nel 2010), il 30% sono stranieri, 8 mila studenti. Una folla eterogenea, ma con “tantissimi giovani”, osserva Roberto Burdese, presidente di Slow Food, l’associazione che ha organizzato la kermesse con la Città di Torino e la Regione Piemonte. Per la prima volta era aperta al pubblico anche tutta l’attività di Terra Madre e la presenza delle Comunità del Cibo con i loro prodotti introvabili, portati da tutto il mondo, è stato un ulteriore elemento attrattivo. Come ha contribuito al boom di visitatori l’estensione della metropolitana fino al Lingotto, che non c’era due anni fa. Ma ancora una volta è stato straordinario, tra i mille espositori di oltre 100 Paesi, il successo del made in Italy, dei tanti cibi, vini e liquori dell’eccellenza agroalimentare italiana. “Questa edizione - esulta Burdese - ha sancito definitivamente che siamo i più forti del mondo sui temi della gastronomia e delle politiche del cibo. E ha detto che gli

6

analisti hanno il dovere di considerare anche i dati e le tendenze dell’agroalimentare quando si considera l’andamento dell’economia”. Nell’ultimo giorno migliaia di visitatori sono andati anche a caccia di saldi, una tradizione, nell’ultimo giorno del Salone. L’Enoteca del Vino è stata presa d’assalto da appassionati di ogni nazione accompagnati dalla professionalità dei sommelier della FISAR. “Ma il successo commerciale - puntualizza il presidente di Slow Food - non deve fare passare in secondo piano gli straordinari risultati dell’altra anima della manifestazione, quella culturale e didattica”. È stato venduto il 96% dei biglietti supplementari per partecipare ai Laboratori del gusto e alla conferenze a tema su agricoltura, ambiente, sicurezza alimentare hanno partecipato 16 mila persone. “La fusione dei due eventi, Salone e Terra Madre, ha funzionato - prosegue Burdese - e non c’è una sola persona che l’abbia criticata. Ora però chiediamo a Gl Events (la società che gestisce il Lingotto Fiere, ndr) di investire ancora sul Lingotto perché l’unica criticità viene dagli spazi”.

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Salone del Gusto 2012

E Regis Faure, direttore regionale della società,

impulso a Terra Madre: “In Slow Food il suo ruolo

incoraggia: “Crediamo nel Salone, il gruppo è

sarà sempre più importante - dice - e adesso i

pronto ad investimenti per accompagnarne la

prossimi obiettivi sono passare da mille a 10mila

crescita”. Il che non vuol dire che sarà realizzato

orti in Africa: aiuteremo gli africani a realizzarli, è

il padiglione 4, quello mancante nel complesso fieristico, ma che Gl Events è pronta ad allestimenti temporanei per rassegne di grandissima portata come è il Salone.

un piccolo grande segnale contro la violenza del land grabbing, l’accaparramento selvaggio che sta privando i contadini dei paesi più poveri delle

Nel frattempo, Carlo Petrini, il fondatore di

loro terre”. L’obiettivo 10mila riguarda anche -

Slow Food, è stato rieletto alla presidenza

aggiunge Petrini - i Convivia di Slow Food ed i

dell’associazione internazionale, ormai ramificata

prodotti che entreranno a fare parte dell’Arca del

in un centinaio di nazioni. E ha dato nuovo

Gusto”.

SUL NUMERO DI GENNAIO 2013 SPECIALE DEDICATO AL SALONE DEL GUSTO DI TORINO CON IMMAGINI E INTERVISTE DELLA FISAR E DEI NOSTRI SOMMELIER.

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di Enza Bettelli

La Fata verde che non fa più paura

Bollato come illegale per quasi un secolo l’assenzio, la Fée verte, è di nuovo prodotto alla luce del sole nella Val-de-Travers, nella regione svizzera dello Jura, culla naturale e riconosciuta di questa affascinante bevanda.

L

a Val-de-Travers si trova nel cantone di Neuchâtel e il suo territorio è famoso per l’asfalto di cui si scoprirono le miniere all’inizio del 1700 e che fu esportato fino a quasi la fine del 1900. Poi ci sono le cantine della produzione di spumante prodotto secondo il metodo tradizionale in un antico monastero benedettino a Môtiers, una spettacolare riserva naturale a Creux du Van e possiamo aggiungere che si trova nella regione chiamata Valle degli Orologi.

8

Ma il prodotto più famoso è senz’altro l’assenzio, nato probabilmente qui, non si sa in quale secolo ma sicuramente il migliore di tutti quelli prodotti nel mondo perché la pianta cresce in un habitat perfetto, sabbioso e roccioso. Il liquore è consumato come aperitivo e con la pianta si preparano tisane che sfruttano le sue proprietà apritive, toniche, eupeptiche e antisettiche. In tempi lontani l’assenzio era a buon mercato perché non era ancora tassato e dopo che

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www.cesarinisforza.com

A Trento

Stappa la passione di Cesarini Sforza Tridentum. In lui batte il Metodo Classico Trento D.O.C. Il suo bouquet esclusivo ti trasporterà in Trentino, tra i 350 e i 650 metri di altitudine dei vigneti di Chardonnay e di Pinot Nero della Valle di Cembra, da cui provengono le sue uve. E il tuo cuore sarà conquistato dal suo bouquet raffinato, fresco, autentico, dal suo gusto così elegante.

la Passione si stappa.


la filossera distrusse i vigneti questo liquore prese in

Per arginare questi problemi, nel 1908 si decise con

pratica il posto del vino. Verso la fine del 1800 era

una votazione pubblica nei quattro Cantoni di dichia-

una bevanda molto in voga. Veniva esportato anche

rare l’assenzio illegale.

in Francia per il Pernod e i soldati dislocati in Algeria

Un brutto colpo per la popolazione, che comunque

lo aggiungevano nella borraccia dell’acqua per de-

lo distillava lo stesso, clandestinamente con piccoli

purarla e anche per sentirsi più battaglieri mentre era di moda tra gli artisti che stimolavano la propria creatività con qualche bicchierino. Però, un po’ la moda e un po’ il prezzo basso, si cominciò a berne troppo e sorsero i primi problemi di salute pubblica. Questo liquore ha una gradazione media tra 60 e 70 gradi e se non è di ottima qualità contiene sostanze che letteralmente vanno alla testa.

alambicchi che si potevano spostare facilmente in caso di necessità, anche perché non lo si poteva vendere ma produrre per uso proprio. Dopo lunghe battaglie il veto alla produzione e alla vendita è stato tolto il primo marzo 2005, ma già nel 2002 si era cominciato a coltivare le piante, il cui aroma si intensifica dopo 2-3 anni.

Infatti, non sono stati pochi i casi di gente impazzita

Oggi gli Svizzeri sono molto orgogliosi del loro pro-

per l’abuso, ma la causa principale era che per quel-

dotto ed è possibile visitare liberamente antichi es-

lo più a buon mercato erano utilizzati più gambi delle

siccatoi e storiche distillerie o aspettare giugno per

piante che fiori e talvolta anche l’alcol era di pessima

partecipare alla festa dell’assenzio, finalmente uscito

qualità perché ricavato dal legno anziché dalla frutta.

dalla clandestinità.

Segreti e riti dell’assenzio Lo chiamano Fata verde e per la sua distillazione occorrono una dozzina di piante. Senz’altro sono assenzio maggiore, assenzio minore, finocchio e anice verde oltre ad anice stellato, menta piperita, angelica, melissa, coriandolo, issopo e liquerizia. Un magnifico bouquet aromatico quasi tutto spontaneo nella Val-de-Travers e che ciascuna distilleria modifica secondo la propria ricetta. La preparazione più tradizionale prevede la macerazione delle piante durante la distillazione e l’alcol ottenuto è messo poi a riposare in voluminose bocce di vetro. Si beve come aperitivo diluito con acqua per diminuirne la gradazione e questo gli conferisce il caratteristico aspetto lattiginoso (louche). Sul bicchiere, preferibilmente quello apposito che a volte ha una tacca che indica il livello del liquore, viene appoggiato il caratteristico cucchiaino forato e decorato di cui esistono infinite varianti, e sul cucchiaino una zolletta di zucchero. L’acqua ghiacciata viene quindi fatta scendere lentamente nel liquore, sciogliendo allo stesso tempo lo zucchero. Un’ultima mescolata con il cucchiaino e la bevanda è pronta. Per rispettare l’affascinante rito tradizionale, soprattutto se si hanno ospiti, si utilizza l’antico recipiente chiamato fontana, munito di beccucci dai quali l’acqua scende nei bicchieri attraverso lo zucchero. Naturalmente l’assenzio non si beve soltanto, ma viene utilizzato per aromatizzare vari piatti regionali come gamberi, salsicce, cioccolato e il famoso soufflé gelato che nel 1983 costò l’arresto allo chef di Neuchâtel che l’aveva servito al Presidente Mitterand.

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di Marco Ferrari

Cile - La Valle Centrale

Il nostro percorso alla scoperta del Cile enologico a questo punto entra nella terra dei grandi rossi.

U

na terra che dà origine da sempre ai succulenti Carmenere ed ai potenti Cabernet Sauvignon, la Valle Centrale, che inizia proprio dentro ai confini della metropoli Santiago, infatti varie aziende cilene di fama mondiale, come Concha Y Toro, Santa Rita e Undurraga, possiedono vigneti dentro i limiti urbani della città. La capitale del Cile è stata fondata nel 1541 dal conquistador spagnolo Pedro de Valdivia, fu battezzata col nome “Santiago de Nueva Extremadura”, in onore del patrono di Spagna, l’Apostolo Santiago, oggi popolarmente cono-

sciuta appena come Santiago; la città più popolosa del Cile con circa 6 milioni di abitanti (il Cile intero ne fa poco più di 16), soffre con un problema d’inquinamento agevolato dal clima secco dell’inverno, il che ci porta a consigliarne la visita nei mesi estivi, da Novembre a Maggio, con una speciale attenzione alla fine dell’estate, inizio autunno, quando le foglie rosse e gialle del Carmenere, ultimo vitigno ad essere vendemmiato, trasformano il paesaggio dei vigneti cileni in qualcosa di incomparabile nella sua bellezza muilticolore. MAIPO La Valle in cui sitrova Santiago prende il nome dal fiume Maipo che, come detto, appartiene alla Valle Centrale; è qui che ha avuto inizio l’avventura del vino cileno di qualità, circa una trentina d’anni orsono. Il vitigno dominante è il Cabernet Sauvignon, con eccellenti risultati anche per Syrah e Carmenere. La Valle del Maipo si divide in tre settori distinti: l’Alto Maipo, dai 400 agli 800 metri circa d’altitudine, a ridosso della Cordigliera, dove il sole mattutino deve scalare il versante argentino delle Ande prima di scaldare con i suoi raggi i vigneti e dove l’influenza del caldo meriggio e delle brezze notturne porta ad un notevole sbalzo termico, altamente apprezato dal Cabernet.

Valle del Cachapoal in Chile

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Il Maipo Centrale, territorio pianeggiante, che segue il corso del fiume e che è utilizzato per produzioni di maggior volume. Infine il Maipo Pacifico, ancora una scommessa, vigneti molto vicini alle gelide acque oceaniche, che occupano i versanti orientali dei rilievi prima della costa, risultati interessanti per bianchi e rossi precoci. RAPEL Dopo il Maipo, ci allontaniamo da Santiago in direzione sud per circa 85 Km e troviamo la Valle del Rapel, che a sua volta si divide in Cachapoal e Colchagua, la prima zona è il Cachapoal, di nuovo patria di grandi rossi, Cabernet Sauvignon su tutti, ma dentro la valle di Cachapoal troviamo una zona dal nome esotico di origine indigena, Peumo, allora, se vi capitasse di trovare una bottiglia di Carmenere abbastanza cara da attirare la vostra attenzione, con la provenienza indicata come Peumo, compratela subito, potreste trovarvi di fronte ad una grande bottiglia da scoprire a partire da un terroir mitico per il vitigno emblematico del Cile.

Bodegas Peumo della Concha y Toro

Continuiamo il nostro “paseo” ed arriviamo a

CURICÒ

Colchagua, 140 km. a Sud di Santiago; San

In questa valle, negli anni settanta, un produt-

Fernando è la città che funge da porta d’entra-

tore spagnolo sognatore apriva le porte al Cile

ta in questa valle che i cileni hanno equipaggiato

del Nuovo Mondo vinicolo; proprio nella valle di

per rispondere alla crescente domanda di enotu-

Curicò infatti, Miguel Torres, gigante spagnolo

rismo, con strutture di ospitalità costruite ora con

del vino, iniziava la scommessa cilena, nessun

lo stile caratteristico coloniale cileno, molto ele-

europeo fino a quel momento aveva mai creduto

gante del tipo aristocrazia rurale alla californiana;

ne mai si era interessato al Cile e alle sue valli;

ora con istallazioni ispirate ai canoni dell’avan-

da allora ai nostri giorni, non c’è grande regione

guardistica eno-architettura.

del mondo vinicolo che non abbia qualche suo

Sono molte le aziende vinicole che incorporano

esponente di spicco a produrre vino in Cile.

strutture per l’ospitalità all’interno delle proprie-

Curicò è celebre per la diversità, si contano in-

tà, con camere accoglienti per riposare dopo

fatti più di 300 vitigni piantati qui dal lontano

le attività giornaliere, come il tour tra i vigneti

1800; il vino e la produzione di frutta da tavo-

in bicicletta, o le passeggiate a cavallo per chi

la sono le sue principali risorse economiche.

preferisce; sia nelle vicinanze della città di San

Con i vigneti protetti efficacemente dalla fredda

Fernando, sia sparse per la valle, le occasioni per

influenza delle acque del Pacifico, grazie alla

fare la conoscenza con gli usi e costumi del Cile

Cordigliera della Costa, a Curicò si registrano

rurale non mancano, fino ad arrivare al limite Sud

eccellenti risultati con il Cabernet Sauvignon,

di Colchagua, dove si trova la città di Santa Cruz.

il Carmenere, il Syrah e il Sauvignon Blanc.

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MAULE Un altro po’ di chilometri, sulle eccellenti e ben segnalate strade cilene e, a esatti 250 km. a Sud di Santiago, arriviamo alla Valle del Maule, l’ultima e più estesa sotto regione a denominazione Valle Centrale, il Maule concentra alcuni dei vigneti più antichi del Cile, così vecchi che nemmeno chi ci lavora spesso sa determinarne l’età con esattezza. Troviamo qui alcuni antichi vigneti di Carignan che stanno facendo parlare di sé per l’interpretazione interessante che produttori locali stanno ottenendo con il vino. È del Maule il vino rosso che Patricio Tapia, il più famoso critico di vino del Cile, ha eletto come il migliore nella sua “Guia Descorchados” (guida stappati, riferendosi ai vini ovviamente): Erasmo 2007, taglio rigorosamente bordolese di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, realizzato da Francesco Marone Cinzano (Col d’Orcia) e dal suo enologo di fiducia Maurizio Castelli, nella proprietà Viña La Riserva de Caliboro. ITATA In direzione Sud, percorriamo una distanza leggermente maggiore a quelle che separano le varie sotto – regioni e zone della Valle Centrale ed entriamo in un’altra zona a Denominazione di Origine, la regione Sud, della quale Itata è la prima sotto–regione. Vicina alla città portuaria di Concepcion, mondialmente e tristemente famosa per la vicinanza con il terribile terremoto che devastò il Cile alcuni ani fa. Itata è una regione di piovosità abbastanza elevata, in confronto alle medie cilene, si tratta di

una regione abbastanza piccola, poco più di 10.000 ettari, si trova a 400 Km. da Santiago. BIO BIO Valle dal nome esotico, al sud della città di Los Angeles; rilievi particolarmente bassi, sommati ad una latitudine già abbastanza accentuata, ci portano ad una regione dal clima abbastanza freddo, con piogge distribuite nell’arco dell’anno, ideale per i vitigni bianchi aromatici, come Gewurztraminer e Riesling, oltre a certa presenza di Pinot Noir. Le condizioni estreme non facilitano la vitivinicultura, ma i risultati ottenuti sono riconfortanti.

Laguna de Malleco

MALLECO Frontiera a Sud della vitivinicoltura cilena, a oltre 640 Km. a Sud di Santiago, ecco che arriviamo a Malleco, una bella sfida per chi pianta la vite. Diciamo subito che il suolo fertile ed il clima ad alto indice pluviometrico ci fanno pensare per quale motivo, con tanta abbondanza di terra propizia alla coltura della vite in Cile, qualcuno si doveva avventurare fino a qua per fare il vino, ma si sa, l’uomo è curioso per natura e le sfide ed avventure sono il combustibile per alcuni, quindi anche a queste improbabili latitudini troviamo chi, come Felipe Solminihac della Aquitania, porta avanti un lavoro interessante con spicco per il suo Chardonnay vivo e aromatico.

Itata

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Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6


Considerazioni finali sui vini cileni oggi

magari parziale, in barrique usa-

mai superata dai nuovi concetti

te e non, generalmente ameri-

che vedono l’influenza climatica

cane e francesi, per un periodo

dell’Oceano ad Ovest e della

Per vent’anni, fin dai primi anni

inferiore ai dodici mesi. Ed il

Cordigliera ad Est, come fattori

Novanta, bere un vino cileno era,

“Gran Riserva”, con maturazio-

determinanti più ancora della la-

e continua ad essere, garanzia

ne superiore ai dodici mesi, in

titudine pura e semplice, come

di un vino di qualità, con eccel-

barrique in prevalenza francesi.

già osservato in queste pagine.

lente rapporto qualità-prezzo,

Il contrappunto tra una vinicola

La ricerca della mineralità, della

ricco di frutta, con un tasso di

e la concorrente era dato più dal

freschezza del vino e dell’im-

alcolicità abbastanza elevato,

tempo di maturazione e dalla

pronta gastronomica, sta facen-

fattore che esalta la rotondità di

qualità del legno che dall’origine

do scuola; a partire dai bianchi,

un vino, con presenza, spesso

delle uve; in un’organizzazione

ora anche nei principali rossi si

eccessiva, di legno; vini musco-

verticale, facile da capire per

fa strada l’idea di smussare il

losi, opulenti, abbastanza simili

un consumatore anglosassone,

carattere fruttato e alcoolico e

tra le varie annate e poco pro-

cresciuto alla cultura del varie-

di limitare drasticamente l’uso

pensi all’invecchiamento.

tale, ma lontana anni luce dalla

e abuso del legno. La ricerca

Insomma un’eccellente alter-

concezione europea del terroir e

incessante per il carattere primi-

nativa ai Cabernet Sauvignon

della tipicità.

tivo del vino, per l’impronta del

e Chardonnay di California ed

Per provare del vino cileno re-

territorio e la funzione dell’eno-

Australia, sempre più cari e

almente d’autore, bisognava

logo come interprete quasi neu-

(spesso) sopravvalutati. Questa

andare nella produzione d’eli-

trale della natura, si sta facendo

situazione ha portato il Cile ad

te, dove gli enologi delle gran-

sempre più spazio, soprattutto

una posizione di tutto rispetto

di aziende, spesso francesi

grazie a movimenti indipendenti

su mercati importanti, quali gli

o americani, elaboravano vini

di enologi che sorgono come al-

Stati Uniti, la Gran Bretagna e,

icona, con concetto europei

ternativa allo standard imposto

negli ultimi anni, il Brasile.

ma identità cilena, per presen-

dalle grandi aziende, le quali a

L’export cileno si è imposto per

tarli ai concorsi, nella speranza

loro volta stanno concedendo

via dell’organizzazione ed effi-

di poter ripetere il successo dei

qualcosa, per lo meno nei vini

cienza delle grandi industrie viti-

mitici Stag’s Leap e Chateau

di punta, o con edizioni speciali

vinicole, proprietarie di migliaia di

Montelelena, in versione suda-

fuori dai canoni descritti prima.

ettari di vigneti, che hanno adot-

mericana; va detto che, in più

Oggi il panorama offerto dal vino

tato un modello di produzione

di un’opportunità, spuntando

cileno è molto vasto, eclettico,

del vino, abbastanza simile tra

eccellenti risultati.

ricco di diversità e curiosità, un

loro, dividendolo in tre categorie

Ma negli ultimi anni tutto è cam-

vero laboratorio libero e aperto

principali: il “Varietale”, fermen-

biato, a partire dalla seconda

alla sperimentazione con tagli

tato in inox, senza passaggio

metà degli anni 2000, il Cile si

poco comuni ed esperimenti a

in legno (attenzione, per carità,

è accorto del patrimonio territo-

volte di successo, in una corni-

il Cile per anni è stato la patria

riale e climatico che possiede;

ce, il cosiddetto Nuovo Mondo,

dei “chips”, una pratica che, for-

la concezione originale della

che lascia molta più libertà alla

tunatamente, si sta perdendo).

divisione geografica in valli da

fantasia che non i rigidi discipli-

Il “Riserva”, con un passaggio,

Nord a Sud è considerata or-

nari delle DOC nostrane.

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6

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In Spagna: spettinati e con meno vino

di Meritxell Falgueras Febrer

Tutta questa incertezza, dovuta alla fluttuazione dei prezzi, al peso delle vecchie annate e della sovrapproduzione, potrà tirare un lieve sospiro di sollievo per il mercato quest’anno.

L’

IVA è aumentata dal 18 al 21% per il vino in Spagna. Nel settore della ristorazione è quasi triplicata. Come se già non avessero sufficiente siccità nel consumo. Si sono addirittura inventati una settimana negli hotel 5 stelle e Gran Lusso di Barcellona per fomentarvi il consumo dei vini catalani in trenta sessioni. È troppo. La gente è sempre più indignata e i commercianti, ristoratori e persone del mondo della cultura sono disperati riguardo a ciò che potrebbe succedere. Quello che non diminuisce è invece il consumo della birra. La Damm ha avuto la meglio, perdendo soltanto un 1% delle sue vendite. Un dato invidiabile, che tutti vorrebbero poter vantare. “Magari non chiedono una birra al bar, ma continuano a comprarla nei supermercati per portarsela a casa”, dice il direttore della comunicazione dell’azienda, Frederic Segarra. È chiaro: si beve per festeggiare… o per dimenticare! Con tante tasse, ci mancherebbe solo dover pagare anche le multe in macchina! Non possiamo perderci in un bicchier d’acqua, ma dobbiamo pur bere in qualche modo. Il mercato della birra è molto diverso rispetto a quello del vino e il consumo è stato inondato da vini di tutto

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il mondo e dall’accumulo delle annate non vendute. Si dice che la selezione naturale rimetta le cose al loro posto e crei nuove armonie. Tutta questa incertezza, dovuta alla fluttuazione dei prezzi, al peso delle vecchie annate e della sovrapproduzione, potrà tirare un lieve sospiro di sollievo per il mercato quest’anno. Il 25% in meno di produzione che ci ha regalato questa estate così torrida riequilibrerà le scorte, volendo guardare il lato positivo malgrado non sia così facile vederlo. La siccità nasconde ogni piaga, concentra il sole in meno grappoli e offre uno spazio di luce ai produttori per ottenere un vino di qualità. Le temperature nel mese di agosto non sono scese al di sotto dei 30 gradi di giorno, e dei 23 di notte. La mancanza di umidità ha accelerato la maturazione dell’uva. Le vacanze dei vendemmiatori si fanno ogni volta più brevi: nella Rioja si sta vendemmiando con un mese di anticipo e in Toscana quasi venti gironi prima del solito. La D.O. Empordà prevede un’annata buona o molto buona, nonostante la tragedia degli incendi nei suoi boschi a fine luglio ci abbia lasciato con il retrogusto più amaro di tutta la stagione. A metà

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6


agosto si sono iniziate a raccogliere le prime uve

ripercussioni soprattutto come: vigna stressata

di chardonnay, sauvignon blanc e moscatell di

e ritardo della maturazione, che può portare alla

acini piccoli. I rossi avranno un anticipo di dieci

non maturazione delle sue fasi fenoliche. Vini mol-

giorni. Tuttavia in Cantallops si continua a cele-

to alcolici che avranno molta forza e un tannino

brare la Festa della Vendemmia organizzata dal

più amaro. E l’assenza d’irrigazione, in situazioni

Consiglio Regolatore e dal Comune. Il Penedès

estreme, può provocare la morte di molti vigneti

gode di una salute “molto buona”, le gradazioni

giovani senza riserve.

dello chardonnay vanno dai 12 ai 14 gradi e il

Dai parrucchieri l’IVA è aumentata dall’8 al 21%.

pinot noir ha in media un 11,5. La protagonista

Ci ritroveremo spettinati e con meno vino. Si dice

dei vini della regione si vendemmia la settimana

che “quando piove, non può durare per sempre”,

del 7 settembre.

anche nel caso del diluvio universale. Soprattutto

Questa Denominazione d’Origine, insieme al

per quanti sono sopravvissuti, perché stavano

Cava e alla Denominazione d’Origine di Lérida,

nell’arca. E se non piove? Non ci rimane che spe-

Costers del Segre seguite da Tarragona, Alella e

rare “Magari piovesse caffè”, come nella canzone

Conca de Barberà hanno avuto una raccolta pre-

di José Luís Guerra, perché ne abbiamo bisogno

matura. Tutto viene anticipato, tranne gli incassi.

per lavorare ancora e continuare a sognare un

Per fortuna la D.O. Pla del Bages non ha avu-

acquazzone senza oscurarci con nuvole di ama-

to tanti problemi per la siccità come invece altre

rezza. Magari l’autunno, invece delle solite foglie

zone della Catalogna, perché qui la primavera è

secche, ci portasse un aumento della nostra IVA

stata piuttosto piovosa. I contro della siccità, che

tutta personale: maggior Iniziativa, nuove Varietà

sul piano ambientale sono molti, per il vino hanno

e sostegno degli Amici.

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6

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di Attilio L. Vinci

Melfi: vino, carciofi e bellezza

Un territorio quello delle antiche Terre Sicane che è riuscito a custodire tesori insospettabili e incorrotti.

M

enfi, ameno lembo di Sicilia nella parte occidentale della provincia di Agrigento, adagiata sulla costa che guarda l’Africa, è una cittadina di quasi 13.000 abitanti con antichissime origini che la tradizione storico – letteraria tramanda possano risalire ai Sicani, il più antico popolo in terra di Sicilia. Infatti, alcuni storici informano che nel suo territorio aveva sede la Reggia di Cocalos, il Re di quel popolo. La città del vino e del mare, come oggi viene indicata, che nel 1638 prese il nome odierno, si distingue per la laboriosità dei contadini, per le eccellenze enogastronomiche, per

educazione ambientale, per le proposte innovative. Dal 10 settembre è anche la capitale della bellezza italiana, grazie a Giusy Buscemi, neo Miss Italia, studentessa diciannovenne, figlia del dott. Giacomo, funzionario della SOAT (Sezione Operativa Territoriale dell’ Assessorato Regionale all’ Agricoltura) responsabile del settore orticoltura, e promotore, col collega Giuseppe Sutera, del progetto di valorizzazione del pregiato carciofo spinoso di Menfi, tenero e gustoso ortaggio recentemente entrato a far parte dei Presidi Slow Food Italiani. “Indubbiamente il 2012 passerà alla storia come

Menfi, vigneto.

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Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6


un anno fortunato per la nostra città – dice il dott. Giacomo Buscemi- oltre alla grande gioia di avere Miss Italia in casa, Menfi, ha ottenuto, per il suo mare cristallino e pulito, la “bandiera blu” della FEE ( per la sedicesima volta); e il prestigioso riconoscimento di Slow Food per le eccellenti qualità del nostro carciofo ricco di risorse salutistiche”. Il meritato riconoscimento al carciofo di Menfi è frutto anche degli effetti promozionali del Progetto carciofo, che il dott. Buscemi ha realizzato col dott. Sutera e col Dirigente della Soat menfitana, dott. Franco Gagliano, coinvolgendo le Facoltà di Agraria delle Università di Palermo, di Catania e della Tuscia (Viterbo) in un importante lavoro di ricerca e di studio indirizzato, nel contempo, a far conoscere le preziose virtù salutistiche e le prospettive di sviluppo produttivo e commerciale. “La Sicilia con 15.000 ettari impegnati nella produzione di circa 150.000 tonnellate di carciofi è la regione che contribuisce maggiormente alla leadership produttiva che l’ Italia detiene a livello

mondiale – informa Buscemi- Ci confortano molto, in questo particolare momento di crisi globale, le grandi prospettive di mercato che questo ortaggio ha. Sapendo delle concrete prospettive di espansione produttiva, contiamo molto di contribuire col nostro impegno, a far aumentare la produzione e soprattutto il consumo. Considerando altresì che il carciofo, conosciuto e apprezzato da millenni (sin dai tempi dei greci e degli egizi) è un alimento gradevole, tonico, digestivo; ricco di ferro, diuretico ed epato-protettore”. “La nostra sezione operativa, di concerto con le istituzioni e altri enti che operano nello stesso settore, è impegnata ormai da tempo e con costanza in programmi strategici di sviluppo – dichiara il Dirigente Gagliano – Abbiamo contribuito a dare il via all‘ambizioso Progetto UREM (Università Rurale Euromediterranea) con gli obiettivi di realizzare un polo di educazione, ricerca, didattica ambientale, recupero della ruralità e delle tradizioni enogastronomiche di rilievo euromediterraneo, capace di attrarre turismo scolastico,


Giacomo Buscemi in un campo dimostrativo di carciofo.

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didattico ambientale, di formazione e ricerca, di

talità delle aree rurali”.

divulgazione e comunicazione mediante la cre-

Visitare questo territorio consente di conoscere

azione di strutture specializzate innovative quali

un prezioso scrigno, quello delle antiche Terre

laboratori di enogastronomia, di cucina contadi-

Sicane, che è riuscito a custodire tesori insospet-

na, sala multimediale, campi dimostrativi, campi

tabili e incorrotti. Un patrimonio da consegnare

di catalogo, museo delle antiche tradizioni conta-

alle generazioni future, testimonianza di rispetto

dine, sala congressi. Per favorire la comunicazio-

per la natura e per le radici dell’identità attuale.

ne su cennata abbiamo organizzato nell’ambito

Terre che vivono di agricoltura armonica e soste-

delle iniziative previste dalla Misura 331 del Piano

nibile, dispensatrice di frutti di grande qualità. Qui

di Sviluppo Rurale 2007/2013 un Educational

la natura è stata benigna perché è una terra con

tour delle Terre Sicane, coinvolgendo qualifica-

un clima straordinariamente propizio. L’uomo ha

ti giornalisti di enogastronomia allo scopo di far

fatto il resto costruendo sistemi di irrigazione e

conoscere e promuovere in maniera coordina-

affinando le qualità di coltivatore e allevatore. Nel

ta e diretta la cultura, la storia, il paesaggio, la

cuore di queste Terre la ridente cittadina di Menfi,

tradizione enogastronomica, l’artigianato, e l’of-

nota per prodotti di indiscussa qualità come il

ferta turistica, offrendo al territorio e alle piccole

vino (una delle realtà vitivinicole italiane più im-

imprese che vi operano una maggiore visibilità.

portanti e conosciute sono le Cantine Settesoli),

Pensando di creare al contempo le condizioni

e i prodotti DOP come la Vastedda della Valle del

per arginare lo spopolamento e mantenere la vi-

Belìce e l’olio extravergine d’oliva Val di Mazara.

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6


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di Virgilio Pronzati

20° Concorso Internazionale dei Vini di Montagna

L’attesa cerimonia di premiazione si è svolta nell’affollata sala Archi del Forte di Bard nell’ambito della festa del Lardo di Arnad.

I

l Cervim

Il Concorso 

Oltre il traguardo dei vent’anni, questa

Una novità tra le dodici nazioni presenti. Oltre

ventesima

Concorso

Italia, Francia, Spagna, Germania, Svizzera,

Internazionale dei Vini di Montagna è stata

Austria, Portogallo, Grecia, Ungheria, Slovenia

siglata da due primati. Il primo, per la più alta

e Lussemburgo, per la prima volta gli Stati

partecipazione di vini, il secondo per l’eccellente

Uniti.  La fase di selezione dei vini di questa 20a

edizione

del

qualità globale degli stessi.  Per il CERVIM, un’importante affermazione quanto mai meritata. Infatti, il Concorso Internazionale dei Vini di Montagna è il solo che premia i migliori vini prodotti da vigneti di regioni montane con forte pendenza, terrazzati e di piccole isole, dei Paesi aderenti.  Come di consueto, il CERVIM (Centro di Ricerche, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura di Montana) presieduto dal dinamico dr Roberto Gaudio, ha organizzato al meglio l’evento, con la

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preziosa

collaborazione

quest’edizione, che si è tenuta a Sarre dal 5 al 7 luglio presso l’Hotel Etoile du Nord, ha presentato 608 (iscritti ben 637). Con un incremento dal 2010 a oggi superiore al 40%. Centoottantatre i vini premiati, di cui due hanno ricevuto la Gran medaglia d’oro con un punteggio superiore ai 94 punti, 66 le medaglie d’oro con punteggi superiori ai 90,01, ed infine, 115 le medaglie d’argento. L’elevata eccellenza dei vini presentati ha portato il limite per l’assegnazione delle medaglie, nel rispetto del limite del 30%

dell’Assessorato

dei vini selezionati, da 84 punti come previsto

dell’Agricoltura e Risorse Naturali della Regione

dal regolamento a 87,00 punti.
Ecco i vini nel

Autonoma della Valle d’Aosta, dell’Associazione

dettaglio. 

 L’Italia, con ben 361 campioni di vino

Vinea (Sierre-Svizzera) e col patrocinio dell’OIV

prodotti da 135 aziende, oltre ad attestarsi al

(Office International de le Vigne et du Vin). 




primo posto per numero di campioni presentati,

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6


Cervim

lo è anche per le medaglie vinte: 25 d’oro e 56 d’Argento. I Vini La parte del leone l’ha fatta la Valle d’Aosta: su 98 vini presentati, ha vinto 7 medaglie d’oro e 15 d’argento. A seguire, la Lombardia con 6 medaglie d’oro e 11 d’argento, la Sicilia con 3 medaglie d’oro e 2 d’argento, il Veneto con 2 medaglie d’oro e 4 d’argento, il Piemonte e il Friuli con 2 medaglie d’oro, la Campania con 1 medaglia d’oro e 2 d’argento, la Toscana con 1 medaglia d’oro e 1 d’argento, l’Abruzzo con 1 medaglia d’oro, la Liguria e il Trentino con 8 medaglie d’argento, l’Alto Adige con 5 medaglie d’argento, nessuna medaglia per Calabria, Marche e Sardegna.  Numerosa la partecipazione estera con 247 vini prodotti da 95 aziende, di cui 102 premiati.  Al primo posto la Germania

per numero di vini e medaglie vinte. Con 79 vini prodotti da 25 aziende, hanno vinto 39 medaglie di cui 1 Gran medaglia d’Oro, 19 d’oro ed altrettante d’argento.  Seguono la Spagna con 25 medaglie di cui 1 Gran medaglia d’Oro, 9 d’oro e 15 d’argento, la Svizzera con 10 medaglie d’oro e 15 d’argento, la Francia con 1 medaglia d’oro e 4 d’argento, l’Austria con 1 medaglia d’oro e 2 d’argento, l’Ungheria con 1 medaglia d’oro, la Grecia con 2 medaglie d’argento, il Portogallo e la Slovenia con 1 medaglia d’argento. Senza medaglie, Lussemburgo e Stati Uniti.  Giurati e giudizi A giudicare i 608 campioni anonimi, poco più di 30 degustatori internazionali, selezionati anno per anno, dall’organizzazione.  Tre sedute d’assaggio con 6 diverse commissioni, di cui ognuna valutava poco più di 100 vini.  Il loro

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6

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In piedi il Presidente del Cervim Roberto Gaudio

giudizio complessivo sui vini degustati è stato

Premiazione

oltremodo positivo, superiore anche a quello,

L’attesa cerimonia di premiazione si è svolta

già ottimo, della scorsa edizione.   Sentiamo

nell’affollata sala Archi del Forte di Bard nell’ambito

al riguardo quanto afferma il Direttore generale

della festa del “Lardo di Arnad”. Subito dopo,

dell’OIV (Organizzazione Internazionale della Vite

il numeroso pubblico ha avuto l’occasione di

e del Vino) Federico Castellucci: <Far fruttificare

degustare tutti i vini premiati.  Nella mattinata si è

vigne su terrazze a più di 500 metri di altitudine è già di per se difficoltoso, ma riuscire ad organizzare un concorso di vini di montagna con più di 600 campioni, nel contesto economico in cui ci troviamo, lo è, forse, ancora di più >. Subito dopo, Castellucci ha elogiato il Cervim presieduto da Roberto Gaudio, per i suoi ininterrotti venticinque anni di sostegno alla viticoltura eroica. Come sempre curata, l’ospitalità e i buffet

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svolta un importante tavola rotonda sul tema dei vini di montagna, moderata dal giornalista Sergio Miravalle, cui ha preso parte il mondo politico aostano e tecnici del settore provenienti dall’Italia e dall’estero. Come sempre, per valorizzare al meglio sia i vini sia la manifestazione, il CERVIM ha programmato la partecipazione a due importanti eventi, uno all’estero e l’altro in Italia. La prima si è tenuta in Svizzera dal 31 agosto al 1 settembre nel “Salone dei Vini Svizzeri” di Sierre nel

di lavoro nell’Hotel Etoile du Nord di Sarre, e le

Cantone Vallese, dove alcune migliaia di tecnici

gradite cene all’Hotel Rendez Vous di Aymaville e

ed enoappassionati hanno potuto degustare

al ristorante Lou Tchappé a Cogne.  Interessante

tutti i vini vincitori della 20a edizione. Imperdibile

la visita alla Cantina dell’Institut Agricole Régional

occasione che si ripeterà al noto Merano Wine

di Aosta. 

Festival, che si terrà dal 9 al 12 novembre.  

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6


PREMIO SPECIALE
CERVIM 2012



SECONDO LE MODALITÀ STABILITE DAL REGOLAMENTO DEL CONCORSO IL PREMIO SPECIALE “CERVIM 2012” VIENE ASSEGNATO ALL’AZIENDA DI OGNI PAESE CHE OTTIENE IL MIGLIOR RISULTATO, CALCOLATO DALLA SOMMA DEI PUNTEGGI PIÙ ELEVATI RIFERITI A TRE VINI, APPAR- TENENTI A TRE DIVERSE CATEGORIE, CHE ABBIANO RAGGIUNTO IL PUNTEGGIO MINIMO DI 80 CENTESIMI IN BASE AL METODO DI VALUTAZIONE “UNION INTERNATIONALE DES OENOLOGUES”. GERMANIA WEINGUT SCHLOSS ORTENBERG (BADENWÜRTTENBERG) ITALIA CAVE DES ONZE COMMUNES – AYMAVILLES (VALLE D’AOSTA) SPAGNA REGINA VIARUM, S.L. - SOBER (RIBEIRA SACRA GALIZIA) SVIZZERA PROVINS VALAIS - SION (VALLESE)

GRAN PREMIO CERVIM 2012

SECONDO LE MODALITÀ STABILITE DAL REGOLAMENTO DEL CONCORSO IL GRAN PREMIO “CERVIM 2012” VIENE ASSEGNATO AL VINO CHE HA OTTENUTO IL MIGLIOR PUNTEGGIO IN ASSOLUTO.   GERMANIA LEUTESDORFER RIESLING SPÄTLESE TROCKEN BLAUSCHIEFER–2011 - WEINGUT SELT SPAGNA RIBEIRA SACRA DO AMANDI “VIÑA MEZQUITA” – 2011 JOSÉ MANUEL VIDAL LÓPEZ

PREMIO ECCELLENZA CERVIM 2012

SECONDO LE MODALITÀ STABILITE DAL REGOLAMENTO DEL CONCORSO IL PREMIO SPECIALE “ECCELLENZA CERVIM 2012” VIENE ASSEGNATO AL MIGLIOR VINO PER PAESE CHE ABBIA PAR- TECIPATO CON ALMENO 8 CANTINE.  

ITALIA TERRAZZE RETICHE - SONDRIO IGT CABERNET SAUVIGNON – FATTORIA S.SIRO SVIZZERA VALAIS AOC DEFI NOIR BIO “LES TITANS”–2008 PROVINS VALAIS

PREMIO CERVIM FUTURO 2012

 SECONDO LE MODALITÀ STABILITE DAL REGOLAMENTO DEL CONCORSO IL PREMIO “CERVIM FUTURO 2012” VIENE ASSEGNATO ALL’AZIENDA, DI PROPRIETÀ O NELLA QUALE È PRESENTE IN QUALITÀ DI SOCIO, UN GIOVANE VITICOLTORE DI ETÀ UGUALE O INFERIORE A 35 ANNI, IL CUI VINO HA OTTENUTO IL MIGLIOR PUNTEGGIO.   ITALIA MATTIA CARFAGNA – ALTURA VIGNETO DELL’ISOLA DEL GIGLIO (GR)  

PREMIO CERVIM BIO 2012

 SECONDO LE MODALITÀ STABILITE DAL REGOLAMENTO DEL CONCORSO IL PREMIO “CERVIM BIO 2012” VIENE ASSEGNATO AL VINO BIOLOGICO O BIODINAMICO CHE HA OTTENUTO IL MIGLIOR PUNTEGGIO, PRESENTATO IN UNA QUALSIASI DELLE CATEGORIE.   ITALIA TERRAZZE RETICHE - SONDRIO IGT CABERNET SAUVIGNON – FATTORIA S. SIRO  

PREMIO CERVIM PICCOLE ISOLE 2012

 SECONDO LE MODALITÀ STABILITE DAL REGOLAMENTO DEL CONCORSO IL PREMIO “CERVIM PICCOLE ISOLE 2012” VIENE ASSEGNATO AL VINO PRODOTTO NELLE PICCOLE ISOLE CHE HA OTTENUTO IL MIGLIOR PUNTEGGIO.   ITALIA MALVASIA DELLE LIPARI DOC PASSITO “FENECH” – 2009 – AZIENDA AGRICOLA FENECH (ME)  

Per visionare l’elenco di tutti i vini premiati, consultare il sito www.cervim.org

a cura della redazione di Quality ADV

Araldica Vini Alasia Brut Piemonte - vino spumante doc metodo classico Composizione della cuvèe:  60% pinot nero 40% chardonnay raccolti in piccole cassette e refrigerate per una notte a +2c°; introduzione dell’uva intera il giorno seguente direttamente nella pressa pneumatica. Decantazione statica del mosto e prima fermentazione in acciaio senza SO2. In primavera tiraggio e rifermentazione in bottiglia senza solforosa. 4 anni di affinamento su lieviti, sboccatura con aggiunta minima di SO2. Nonostante il lungo affinamento e la bassissima solforosa, conserva una sorprendente freschezza e uno straordinario

equilibrio tra frutto e lisato di lievito. Viene prodotto in quantità limitata e solo nelle annate in cui l’andamento del clima consente di avere nei mosti i requisiti per questa tipologia produttiva. L’annata  in commercio è il 2006 di recentissima sboccatura. Non si è prodotto nel 2007 che è stata un’eccellente annata per i vini ma un po’ troppo calda per questo spumante che viceversa dal millesimo 2008 riprenderà con la denominazione di Alta Langa. ARALDICA VINI PIEMONTESI Viale Laudano, 2 - 14040 CASTEL BOGLIONE (AT) Tel. +39 0141 7631 - Fax +39 0141 762 433 www.araldicavini.com - informazioni@araldicavini.com


Premiato l’impegno di una grande enologa italiana

di Gianfranco Grossi

Importante è creare un connubio inscindibile tra il vino italiano e la cultura del nostro Paese.

L’

enologo dott.ssa Barbara Tamburini attualmente segue una quindicina di aziende in Italia. In tutte ha saputo far nascere e crescere uno o più vini premiati con medaglie o riconoscimenti dalle più prestigiose guide. Ha “collezionato” anche molti riconoscimenti professionali. L’ultimo è la Targa d’Argento del Senato della Repubblica che le è stata consegnata durante la serata di gala in un prestigioso hotel di Roma, che ha fatto seguito al convegno svoltosi nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva. Le otto prestigiose targhe sono andate ad una enologa (Barbara Tamburini), una produttrice, una sommelier, una giornalista, una direttrice marketing, una ristoratrice e ad altre esperte: tutte protagoniste del settore vitivinicolo italiano per aver promosso la cultura e la qualità del nostro vino in tutto il mondo. La cerimonia si svolta nell’ambito delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia: “Quando l’impegno nel vino è Donna”. Barbara Tamburini l’ha ricevuta dalle mani della senatrice Laura Bianconi sotto l’auspicio del presidente del Senato Renato Schifani.

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La dott.ssa Tamburini è una vera e propria ambasciatrice del vino italiano nel mondo. Già nel 2001 lo ha presentato in California, a Londra (2002), a Bordeaux, Toronto e Vancouver (2007), a Seattle (2008), a Belgrado e Praga (2009), nel 2010 è “tornata” a Londra. Recentemente le è stata organizzata una lunga tourneé in Argentina. Nel 2004 ha vinto il Premio Regione Toscana e nel 2007 il “Premio Veronelli” Miglior Winemaker, categoria emergente. Vittorio Fiore è stato (ed è) il suo maestro e con lui collabora tuttora.

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La figura dolce di Barbara non deve ingannare, perché è sempre pronta a difendere le proprie idee con le unghie e con i denti. Viene dalla montagna pistoiese, è molto determinata e sa dove vuole arrivare. L’ultima soddisfazione sul piano professionale è un grande rosso a base cabernet franc “firmato” per Gualdo del Re di Suvereto (Livorno). Tra l’altro, è la quarta donna in Italia (e la quinta al mondo) che nell’ottobre 2004 ha volato a bordo di “Pony 1” delle Frecce Tricolori con il comandante della PAN, colonnello Paolo Tarantino.

si disperdono in rivoli in maniera irrazionale. Dovranno essere programmati e coordinati, se vogliamo raggiungere scopi concreti”.

Con Barbara è sempre interessante scambiare qualche idea sulla situazione del nostro vino a livello mondiale. “Mi ritengo fortunata di avere iniziato in un periodo di pieno sviluppo nel settore vitivinicolo italiano – dice Barbara - che aveva trovato grandi possibilità di espansione nei mercati esteri, soprattutto quelli tradizionali: Usa, Giappone, Regno Unito, Svizzera, Germania, ecc.”. Che cosa ti ha colpito di più in altri Paesi che hai visitato? “Fra i nuovi Paesi produttori di vino mi ha colpito molto l’Argentina, perché lì ho percepito un importante progetto di comunicazioni promozionali di carattere viticolo-enologico, esaltando le proprietà dei vini argentini e invitando ciascuno a visitare i territori viticoli. Questo mi ha fatto riflettere e spero che possa far riflettere tutto il settore: dobbiamo fare quadrato e indirizzare ogni nostra risorsa ed ogni sforzo nell’organizzare un sistema Paese, in grado di parlare una sola lingua: quella del meraviglioso vino italiano”. Quali potrebbero essere le strategie per attenuare i problemi che tale settore sta affrontando? “È importante creare un connubio inscindibile tra il vino italiano e la cultura del nostro Paese. Soldi pubblici se ne stanno già spendendo ma Barbara Tamburini

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I Vini d’Italia 2013 dell’Espresso

di Davide Amadei – Fotografia di Lido Vannucchi

Ormai è un appuntamento fisso annuale, cui accorrono i più grandi chef d’Italia ed i produttori di vino più attenti alla qualità: Giovedì 11 ottobre 2012 al Mercato di San Lorenzo sono state presentate le Guide Ristoranti e Vini d’Italia 2013 dell’Espresso, coordinate da Enzo Vizzari.

C

uratori della Guida Vini sono Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, coadiuvati dai vice-curatori Giampaolo Gravina e Massimo Zanichelli e da una squadra di assaggiatori di primissimo livello. È interessante dare atto di uno dei metodi seguiti dalle squadre di degustazione: è la tecnica del riassaggio, che i curatori spiegano sempre volentieri. I vini, a bottiglia coperta, sono degustati prima da una commissione e subito dopo da un’altra, e poi il giorno dopo di nuovo per verificarne la tenuta; soprattutto per i vini importanti e ambiziosi, l’assaggio dalla stessa bottiglia, aperta da più di ventiquattro ore, è la cartina di

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tornasole per accertarne l’effettiva qualità. Scorrendo la lista delle Eccellenze di quest’anno, la consueta “gara” di vini premiati tra Toscana e Piemonte vede quest’ultimo ancora una volta prevalere, ma il distacco è minimo. Entrambe le regioni hanno messo in campo due grandi annate per i loro rossi più rappresentativi: 2008 per il Barolo e 2006 per il Brunello Riserva. Si nota poi il numero elevato e crescente di eccellenti vini bianchi di Campania: almeno in questa edizione, pare questa la zona più importante per la tipologia, con Fiano d’Avellino e Greco di Tufo, ma anche Falanghina, a dare prodotti ben

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caratterizzati e territoriali. Sfogliando la guida, colpisce come sempre l’elevata qualità media dei vini dell’Alto Adige, soprattutto bianchi, ma anche rossi da Lagrein. Non sfuggono poi i premi ad alcuni vini “della tavola”, caratterizzati dalla facilità di beva e dalla innata vocazione gastronomica: hanno raggiunto l’eccellenza, ad esempio, anche Grignolino e Rossese di Dolceacqua. Diversi, variegati e profondamente legati alle tradizioni locali ed al territorio, sono i numerosi vini dolci premiati da Nord a Sud: su questi, l’Italia non ha davvero rivali nel mondo, e la Guida dell’Espresso ne è ben consapevole, premiandone moltissimi. Da segnalare e salutare con favore la nuova veste grafica, più accattivante ed immediata, ma soprattutto l’abbandono della copertina rigida per una migliore consultazione e maneggevolezza. All’evento sono stati proposti in degustazione tutti i vini premiati con le Cinque Bottiglie (punteggio da 18/20 in su), 232 (7 in più dell’edizione 2012) Eccellenze di tutta Italia, serviti con professionalità da 110 Sommelier FISAR, coordinati da Luigi Mastrocicco, Coordinatore Unico Nazionale dei Servizi, Claudia Marinelli, Segretario Nazionale, e Riccardo degl’Innocenti, Responsabile Sommelier della Delegazione di Firenze, alla presen-

za del Coordinatore delle Delegazioni del Centro Italia Fabio Baroncini. Proponiamo qui di seguito un “giro d’Italia” di Eccellenze assaggiate, necessariamente parziale ma rappresentativo delle scelte della Guida. I nostri assaggi Amarone della Valpolicella 2003 QUINTARELLI Naso molto intenso e diretto, ben caratterizzato. con una leggera ed elegante nota erbacea, sentori minerali netti, affumicati, ciliegia surmatura, liquirizia, fiori secchi; in bocca ha grande potenza ma è decisamente elegante, senza alcuna concessione all’annata calda, con una sapidità penetrante, continua, rifrescante. Un assaggio emozionante. Barbaresco Montefico Vecchie Vigne 2007 ROAGNA La complessità olfattiva, già espressa, rapisce nella sua tipicità ed eleganza: radici aromatiche, note balsamiche e terrose, lampone, fiori; poi, in progressione inarrestabile nel bicchiere, erbette medicinali, china, mineralità. In bocca il tannino è tantissimo ma di pregevole finezza, l’acidità è elevata ed il finale non si misura, con un’incessante scia sapida, intensi frutti rossi e netti ritorni balsamici.


Barolo Cà Mia 2008 – BROVIA Naso classico, con radici, fiori (rosa), piccoli frutti neri, e poi spezie e sottobosco; in bocca l’attacco è rotondo, i tannini sono tanti, austeri ma vellutati, colpisce per la profondità e la progressione, nel finale pare cedere e poi riprende, allungando senza finire. Si sente, tradotto nel bicchiere, tutto il territorio di Serralunga d’Alba. Brunello di Montalcino Riserva 2006 POGGIO DI SOTTO Punteggio pieno in guida (20/20) per questo campione di tipicità territoriale: naso elegantissimo, sfaccettato, con piccoli frutti rossi in evidenza, terra bagnata, fiori (violetta); in bocca è teso, dinamico, di grande equilibrio, con finale rinfrescante, in continuo allungo, e con perfetto contrasto tra le componenti. D’Alceo 2008 - CASTELLO DEI RAMPOLLA Inizialmente contratto al naso, progressivamente tira fuori elegantissime spezie (pepe), sensazioni terrose e minerali, frutti neri maturi, tabacco; la bocca è potente, ricca, di elevata sapidità, il tannino è pura seta ed il finale è lunghissimo e pieno di succo, con cenni anche balsamici. Un grande Cabernet, chiantigiano e giovanissimo, con immenso potenziale evolutivo. Valtellina Superiore Sassella 2007 LA CASTELLINA FONDAZIONE FOJANINI Naso etereo, elegantissimo, ricco di lampone, fragolina, fiori di campo; in bocca è freschissimo, verticale, continuo, con tannino finissimo, cesellato, di beva piacevole, irresistibile. Lagrein Riserva 2009 UNTERMOSERHOF RAMOSER GEORG Al naso è inizialmente ridotto, ma poi emerge una elegante e fresca balsamicità, con menta, canfora, piccoli frutti neri, mirtillo; al gusto è ricco, ha tannino discreto e vellutato, con perfetta corrispondenza gusto-olfattiva su frutto nero e note mentolate, bella sapidità e lunga succosità. Montefalco Sagrantino 2009 - PARDI Colore carico e concentrato, al naso ha nette note di liquirizia, sentori di pietra e inchiostro, toni di frutta nera matura; il tannino è fitto, tanto e tipico, senza alcun amaro, il finale è lunghissimo senza cedimenti, invitante, con sensazioni fresche, balsamiche, quasi saline. Aglianico del Vulture Antelio 2009 CAMERLENGO Olfatto molto complesso, con frutti neri maturi, anche in confettura, liquirizia, pepe, con note minerali a rinfrescare. La bocca è splendida, di grande equilibrio, il tannino ha grana finissima, colpiscono le note minerali, vulcaniche, incessanti nel finale pulito e preciso. Da segnalare l’eccellente rapporto qualità/prezzo (in Guida 13/15 Euro).

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Montepulciano d’Abruzzo Praesidium 2007 PASQUALE OTTAVIANO Colore concentratissimo, impenetrabile; al naso emergono intensi aromi di frutto nero maturo, poi note originali di inchiostro, fumo, roccia, cacao; in bocca è potente, ma è fresco e reattivo, molto sapido, con tannino rustico ma piacevole, finale complesso, minerale e di succosa persistenza. Colpisce la ricchezza estrattiva in un contesto di inaspettata bevibilità. Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2002 - FERRARI Il più grande spumante italiano si riconferma tale: le bollicine sono di estrema finezza, il naso è marino, iodato, con sentori intriganti di ostrica e fiori bianchi, impreziositi da accenni speziati; struttura e freschezza sono coinvolgenti, così come il finale, salino, ricco e molto persistente. Nuraghe Crabioni Sussinku 2010 TRES MONTES Il vermentino in tutto il suo splendore sardo: il naso è intrigante, con agrumi, leggere note di idrocarburo, erbette, mirto, macchia mediterranea; la bocca è originale, ricca, nettamente sapida, con continui ritorni minerali, marini e agrumati, in perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. Un grande carattere. Malvasia 2009 - SKERLJ Finezza olfattiva superiore, con fiori gialli freschi, note eleganti di buccia di susina bianca; in bocca ha leggero miele, cenni di tannino e tanta sapidità rinfrescanti, con finale balsamico fresco e camomilla. Un bianco macerativo che parla di Carso, di vento e di mare. Fiano d’Avellino 2011 - PIETRACUPA Olfatto intrigante, fresco, con anice stellato, nocciola e mineralità intensa, marina; in bocca genera elevata salivazione, è lunghissimo su note minerali, balsamiche, di menta fresca. Decisamente rappresentativo della costante ascesa dei vini bianchi campani, caratterizzati e territoriali. Passito di Pantelleria 2008 - FERRANDES Olfatto ampio ed originale, con zagara e agrumi, lavanda, frutta matura e poi, in progressione continua, sandalo, rosmarino, miele d’acacia; in bocca ha finezza da vendere, è fresco ed anche minerale nel finale incessante. Vinsanto del Chianti Classico 1995 CASTELL’INVILLA Naso che rapisce, con frutta secca di tutti i tipi, mandorla, albicocca disidratata, miele di castagno; in bocca la dolcezza è avvolgente, ma la salivazione è tanta, con note ossidative leggere a rinfrescare ancora; ciò che colpisce è il finale, di lunghezza infinita, inarrivabile. Malvasia di Bosa 2009 - F.LLI PORCU Vivo e brillante nella veste dorata, al naso, intenso ed espresso, ha note ossidative, sensazioni di agrumi canditi, ricordi di flor, elegante miele, fiori gialli; la bocca è freschissima, il finale è modulato ed allunga continuamente su fiori, agrumi ed intrigante incenso. Ottimo rapporto qualità/prezzo (14/17 Euro in Guida).

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Organo Ufficiale della FISAR

Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori


Cala la produzione ma i vini continuano a volare nel mondo

di Giuseppe Martelli

Malgrado una produzione 2012 in calo e prezzi all’ingrosso in crescita, le vendite di vino italiano all’estero aumentano. Nei primi sei mesi di quest’anno, l’export è cresciuto del 7% in valore, mentre a calare del 10,6% è il volume.

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ala la produzione vitivinicola italiana ma il resto del Mondo non se la passa meglio, visto che per il 2012, secondo Assoenologi, per soddisfare la domanda globale mancheranno oltre diciotto milioni di ettolitri di vino. In Francia e in Spagna si stima un decremento di poco meno del 20% e in Italia la produzione è ipotizzata intorno ai 40 milioni di ettolitri. Ci troviamo di fronte alla vendemmia più scarsa dal 1950. E dire che sarebbe bastata qualche pioggia estiva e meno caldo per siglare un mille-

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simo assai degno di considerazione sia quantitativamente che qualitativamente, che ci avrebbe fatto molto comodo visto che le nostre vendite all’estero di vino crescono più di quelle complessive del Made in Italy. Il primo semestre 2012 conferma infatti un’accelerazione in valore, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che arriva a +7%, a fronte di una flessione dei volumi del 10,6%. Il che vuol dire che, da gennaio a giugno, abbiamo mandato all’estero meno prodotto ma, considerando che il decremento quantitativo riguarda principalmente lo sfuso e i vini di più bassa fascia, abbiamo guadagnato di più. Il dato più elevato è ancora una volta da attribuire allo spumante con +12,5%, seguito dal vino in bottiglia +7%. Diverso il discorso sul fronte dei volumi: –0,5% per i vini in bottiglia, –24,8% per lo sfuso, –10,3% per lo spumante e –5,5% per i vini frizzanti. L’Unione europea rimane la destinazione prioritaria del vino italiano con il 53% del valore delle esportazioni, ma il ruolo dei Paesi terzi sta assumendo un peso notevole, sia per l’aspetto demografico, ossia

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per le potenzialità future di consumo, sia per le asincronie della congiuntura internazionale. Basti pensare che i nostri flussi di vendita verso i Paesi europei fanno registrare +3,7% in valore, mentre quelli verso i Paesi Terzi +10,9: l’area dei Paesi terzi cresce quindi tre volte rispetto a quella dell’Ue. Come dicevo prima, sul versante dei volumi, invece, l’area comunitaria si attesta a –14,8%, mentre i Paesi terzi mostrano una crescita sia pur lieve (+0,4%). In Europa le vendite di vino italiano, sempre nei primi sei mesi del 2012, calano del 3% nei Paesi Bassi e del 10,2% in Danimarca, mentre crescono del 27,5% in Svezia e del 24% in Norvegia. Decisa è invece l’impennata di vendite in Estremo Oriente con il Giappone in testa, che dopo un lungo periodo di calma, nei primi sei mesi fa registrare un incremento del vino italiano del 41,3% in valore e del 27,3% in volume. Tra i mercati minori risultano in deciso incremento quelli di Hong Kong (+36% in valore e +41% in volume) e di Singapore (+33% in valore e +21% in volume) che costituiscono hub importanti di comunicazione delle nuove tendenze. Nei primi sei mesi dell’anno i vini rossi mostrano una leggera preferenza rispetto ai bianchi e risentono in misura minore della crisi dei consumi: i volumi flettono da 4,6 a 4,2 milioni di ettolitri (–8,3%). I vini bianchi sono più penalizzati e le consegne si riducono da 4,9 a 4,3 milioni di ettolitri (–13,1%). La situazione si ribalta sotto l’aspetto del valore poichè il vino bianco cresce da 572 a 628 milioni euro (+9,8%), mentre quello rosso da 1.023 a 1.083 (+5,8%). Decisi i rialzi nei valori medi unitari che per i rossi/rosati variano da 2,21 euro/litro a 2,55 euro/litro (+15,4%), mentre i bianchi registrano un incremento ancora più alto (+26,3%) passando da 1,15 a 1,46 euro/ litro. Rispetto ai valori medi del primo trimestre dell’anno si registra una sensibile crescita sintomo di un progressivo spostamento verso una maggiore qualità dell’offerta. Uno sguardo particolare merita l’universo spumante, visto che non tutte le tipologie mostrano

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la stessa performance. Va subito rilevato che oltre la metà del valore esportato nel primo semestre è da attribuire agli “Spumanti Dop” (escluso l’Asti) dove si colloca il Prosecco Dop. Il valore del segmento è salito da 100,3 a 123,4 milioni di euro (+23,1%). La seconda voce per importanza è l’Asti che risulta in netta flessione da 56,3 a 50,3 milioni di euro (–10,7%). La variazione del valori nell’arco del periodo giugno 2011/giugno 2012 vede in crescita gli spumanti generici +17,6% e quelli Igp +30,6%. L’analisi dei volumi evidenzia la crisi che sta vivendo l’Asti, con le consegne che flettono del –23,7%, da 272 a 208 mila ettolitri. In espansione le altre Dop da 305 a 339 mila ettolitri. I prezzi medi sono in crescita per Asti +17,0%, per gli altri spumanti Dop +10.6%, da 3,29 a 3,64 euro/litro. Il segmento spumanti generici mostra una crescita del valore medio unitario del +23,6%, attestandosi a 2,39 euro/litro. La flessione registrata nei volumi è frutto di contrazioni della domanda che hanno avuto effetti diversi nelle singole aree e mercati. I flussi registrati al primo semestre mostrano un rallentamento più evidente nell’area dei Paesi Terzi -14,7%; e una decelerazione più contenuta nell’Unione europea –6,9%. Nella prima area i volumi passano da 379 a 323 mila ettolitri, mentre nella Ue le consegne flettono da 491 a 457 mila ettolitri. Per quanto concerne il valore si registra una leggera prevalenza della crescita nei Paesi Terzi +13,2%, contro +11,9% dell’Ue. I valori nel confronto con lo stesso periodo del 2011 variano da 114 a 128 milioni di euro nella Ue; e da 100 a 113 milioni di euro nei Paesi Terzi. I valori medi unitari sono sospinti verso l’alto per le diverse tendenze; nell’Unione europea si registra un incremento del +20,2%, da 2,33 a 2,80 euro/litro; nei Paesi Terzi +32,7%, da 2,64 a 3,5 euro/litro. Insomma la crisi c’è, si sente, si vede e si tocca, ma se il settore vitivinicolo italiano saprà continuare a “stringere i denti”, le soddisfazioni non dovrebbero mancare.

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Il Trofeo Rastal per il miglior Sommelier Fisar 2012 a

A

Filippo Franchini

l termine di una combattuta gara Filippo Franchini della Delegazione Antiche Terre di Siena e Valdelsa già vincitore delle selezioni territoriali per l’area Centro ha vinto con merito il prestigioso titolo assegnato ogni anno da FISAR in collaborazione con l’azienda RASTAL. Al secondo posto Stefania Moro della Delegazione di Venezia e al terzo posto Claudio Rossi della delegazione di Monza e Brianza. Quarti classificati a pari merito Ignazio Astorino, Simone Bartoli, Daniel Rosa, Luca Tovaglia, Francesco Dal Bello, Ettore Cresto e Nicola Sabbatini. E pensare che il senese Filippo Franchini di lavoro non fa il sommelier ma tutt’altro (disegnatore meccanico), ma ha fatto del mondo del vino e della sommellerie la sua grande passione. “Provengo da una famiglia che in passato ha prodotto vino – racconta – ho sempre partecipato a tutte le fasi di produzione, ma poi ho scelto strade differenti, finché non ho voluto approfondire alcune tematiche legate a questo mondo. Ho iniziato per passione seguendo i corsi della FISAR poi, nel corso di questi anni, ho iniziato ad indossare la divisa da Sommelier con sempre più assiduità, con un impegno sempre maggiore ma con grande identica passione”. Se gli chiedete qual è il vino che ama di più non può che rispondervi: “il Chianti Classico perché - continua Filippo - abitando in provincia di Siena, nel cuore della zona del Chianti non potrebbe essere altrimenti, ma accanto al nostro Sangiovese amo molto i grandi vini da meditazione, come il Barolo, l’Amarone,… vini che devono evolversi, che devono avere un certo invecchiamento per ottenere determinate caratteristiche”. Oltre al prestigioso Trofeo Rastal, consegnato al vincitore da Paolo Fulgosi in rappresentanza ufficiale della Rastal, Filippo Franchini si è aggiudicato anche un week end al tempo stesso rilassante ed istruttivo nel Relais della Fattoria il Cerro per conoscere da vicini i segreti del Vino Nobile di Montepulciano. A far da cornice alla serata delle premiazioni gli splendidi saloni del Ristorante Wagner del Casinò di Venezia che hanno ospitato per la cena di gala tutti i congressisti. Speciale servizio su filippo Franchini Sommelier dell'Anno Fisar 2012 sul prossimo numero


Il Trofeo

diVinando 2012

alla Delegazione Fisar di VARAZZE

La squadra di Varazze La squadra di Firenze

La squadra di Livorno

La squadra di Treviso

La squadra di Bareggio

Claudia Marinelli Presidente di Giuria con i Sommelier che hanno curato il servizio dei vini La squadra dei Castelli di Jesi


LA PREMIAZIONE DELL’EVENTO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON CARPENè MALVOLTI SI è SVOLTA NELLA SPLENDIDA CORNICE DEL CASINò DI VENEZIA

Al secondo e terzo posto rispettivamente le delegazioni Fisar di Firenze e Livorno

È

la delegazione ligure di Varazze (Savona) ad aggiudicarsi il Trofeo Divinando 2012, organizzato da Fisar Nazionale in collaborazione con la storica casa spumantistica di Conegliano Carpenè Malvolti. La premiazione del concorso si è svolta sabato 13 ottobre nella splendida cornice del ristorante Wagner all'interno del Casinò Municipale di Venezia, in occasione dell'Assemblea elettiva Fisar per il rinnovo delle cariche nazionali, circondata dalle note wagneriane in sottofondo, dai suggestivi affreschi e dagli imponenti lampadari alla presenza di ospiti illustri come il noto inviato del Tg1 Antonio Caprarica.

A comporre la squadra vincente di Varazze i sommelier Antonio Zinno, Marco Barisione, Massimo Volpe, Giovanni Valentini e Marina Arabello. Piazza d'onore per la Delegazione Fisar di Firenze, composta da Livio Del Chiaro, Bianca Ciatti, Leonardo Finetti, Anna Paola Coppi e Marco Nardi, mentre il terzo gradino del podio è stato anch'esso per un team toscano, la delegazione di Livorno composta dal campione nazionale uscente Luca Canapicchi, con Arianna Setzu, Ilaria Agostinelli, Riccardo Margheri e Davide Cecio. Una manifestazione, quella organizzata dalla Fisar Nazionale in collaborazione con Carpenè Malvolti, che ogni anno riscuote grande interesse tra le varie delegazioni impegnate sempre in una preparazione accurata lunga mesi in vista di questo importante Trofeo. "Siamo lieti di poter festeggiare ancora una volta insieme alla grande famiglia della Fisar un momento così importante - ha commentato Rosanna Carpenè, quinta generazione della dinastia più longeva della spumantistica italiana - non soltanto perchè crediamo sia un importante trampolino di lancio per i sommelier, ma anche perchè siamo consapevoli di quanto sia importante la loro figura e il loro ruolo per il mondo del vino. È grazie a loro se oggi abbiamo imparato in un certo senso a "comunicare il vino", in primo luogo facendolo conoscere in tutte le sue caratteristiche e poi insegnando a degustarlo nel modo migliore. Per questo ci tengo a ribadire - aggiunge Rosanna Carpenè - quanto la mia famiglia sia onorata nel condividere questa collaborazione con la Fisar". La finale del concorso, così come tutte le fasi dell'Assemblea, si sono svolte all'interno del prestigioso Laguna Palace Hotel di Mestre.


le notizie di enogastronomia e turismo

PER NATALE LO CHAMPAGNE JACQUART SI VESTE DI… TERROIR! È questa la novità targata Jacquart per le prossime festività di fine anno. Un elegante astuccio singolo con rivestimento termico e un prestigioso cofanetto regalo (contenente una bottiglia e due ampi flûte) che riprendono i colori del recentissimo restyling aziendale: il color bruno “terra d’ombra”, che esprime tutti i valori dell’incomparabile terroir della Champagne; il color verde chiaro, a simboleggiare lo Chardonnay, il vitigno presente (e la “cifra” stilistica determinante) in tutte le cuvée della Jacquart. Stabilitasi da alcuni anni nello sfarzoso Palazzo di Brimont, in centro a Reims, Jacquart è entrata nella cerchia delle più grandi e prestigiose Case di Champagne. Le tre unioni di viticoltori che compongono la Maison Jacquart rappresentano 2400 ettari di vigne ripartite come un mosaico – da qui il nome delle cuvée – sulla Montagne de Reims, nella Vallée de la Marne e lungo la Côte des Blancs e la Côte des Bar, vale a dire uno dei più vasti territori di approvvigionamento della regione champenois. In questo panorama variegato i maestri di cantina Jacquart selezionano gli Chardonnay, i Pinot Noir e i Pinot Meunier che compongono le cuvée, per dare a ognuna di loro un’identità inimitabile. Lo stile Jacquart, caratterizzato da vivacità e immediatezza, privilegia una vinificazione brillante e gradevolissima, e un invecchiamento che va ben oltre le esigenze della denominazione facendo nascere sensazioni ed emozioni uniche, così da soddisfare i desideri di tutti gli intenditori. Fratelli Rinaldi Importatori - www.rinaldi.biz

CANTINE RIONDO BILANCIO INTERMEDIO 2012: +40% Si è riunito pochi giorni fa il Consiglio di Amministrazione di Cantine Riondo che ha approvato il bilancio di metà anno al 31 luglio 2012, che evidenzia un + 40% sul fatturato rispetto allo periodo dell’anno precedente. Le referenze più significative dell’intervallo in esame e a cui sono attribuibili le straordinarie performance aziendali sono quelle vendute in Bag-in-box ed, in particolare, il “Rosso IGT”, un vino rosso di alta quali-

a cura della redazione di

tà e con un packaging trendy e user friendly, che sta contribuendo in modo rilevante al consolidamento della presenza di Cantine Riondo nel Nord Europa. Un risultato decisamente importante per l’azienda del Gruppo Collis (l’85% dei vini commercializzati da Riondo proviene infatti dalle cantine di Collis) e che significa un nuovo sbocco commerciale per un volume di oltre 2 milioni di litri di vino. “Questi risultati confermano ancora una volta la nostra forte vocazione esterofila - commenta Abele Casagrande, Direttore Generale di Cantine Riondo – e rispondono alla mission di dare sbocco commerciale ai vini prodotti dai vigneti di Collis. L’impegno è, da un lato, quello di accrescere le nostre quote di mercato, oltre che negli spumanti e vini a fermentazione naturale, anche per le DOC e IGT veneti che valorizzano e testimoniano, specie a livello internazionale, la nostra territorialità. Dall’altro, continuiamo a diversificare per dare risposte concrete alle variegate esigenze dei diversi pubblici di consumatori. Tutto questo naturalmente senza compromessi sulla qualità dei vini e i numerosi e prestigiosi riconoscimenti internazionali ne sono la prova”. CANTINE RIONDO - www.cantineriondo.com

IL PINOT BIANCO IN PUREZZA DI CHASSENAY D’ARCE “Vini di Francia” presenta in esclusiva per l’Italia un’elegante nuova cuvée: Pinot Blanc extra brut 2005, fiore all’occhiello di Chassenay d’Arce, rinomata maison di champagne che elabora vini di grandissima qualità da oltre 50 anni raccogliendo prestigiosi consensi e premi internazionali. Antico uvaggio della ragione di Champagne, Pinot Bianco cresce su 2 ettari della maison Chassenay d’Arce grazie a vigne piantate tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70, e tutt’ora copre solo 100 dei 34.000 ettari dell’intera regione. Di colore giallo chiaro con riflessi verdi, questa preziosa cuvée offre un perlage eccezionale, fine ed elegante, e sprigiona note di pesche, fiori bianchi, vaniglia, insieme alla delicata mineralità del terreno. Con una punta di miele e di anice, questa cuvée 100% Pinot Bianco stupirà piacevolmente, per freschezza e raffinatezza, gli intenditori e i palati più esigenti. CONTAINERS MTV/VINI DI FRANCIA - www.vinidifrancia.it


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È CHIARA GIOVONI L’AMBASCIATRICE ITALIANA DELLO CHAMPAGNE 2012 Milanese, 34 anni, sommelier e wine writer, Chiara Giovoni si è aggiudicata il titolo di Ambasciatrice italiana dello Champagne 2012. La Selezione Ambasciatori dello Champagne, la manifestazione organizzata dal Bureau du Champagne in Italia, ha visto i candidati confrontarsi sul tema della vinificazione in legno o in acciaio. Nel corso di una ideale lezione rivolta a un pubblico di neofiti, hanno affrontato i differenti stili dei vini di Champagne frutto delle diverse tecniche di elaborazione. La prova finale si è svolta presso il Park Hyatt di Milano davanti a una commissione di cinque membri composta dai giornalisti Alberto Lupetti e Antonio Orlando, Andrea Gori (detentore del titolo di Ambasciatore dello Champagne nel 2011), Egidio Fusco, formatore e degustatore ONAV e Domenico Avolio, direttore del Bureau du Champagne in Italia. I tre candidati, Andrea De Agostini, Chiara Giovoni e Delphine Veissiere, avevano a disposizione 30 minuti per presentare il tema, esercitarsi nella degustazione di 4 cuvée e rispondere alle domande della commissione. Chiara Giovoni sarà invitata dal Comité Champagne a partecipare alla finale europea della selezione in programma a Epernay, in Champagne, il prossimo 19 ottobre. A contendersi il titolo di “Ambasciatore europeo dello Champagne 2012” ci saranno otto finalisti in rappresentanza di Francia, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Austria, Germania e Svizzera. BUREAU DU CHAMPAGNE - ITALIA - www.champagne.it

PREMIO IL MOSNEL “QUESTIONE DI ETICHETTA” È Laura Ferrario la vincitrice della IV edizione del Premio il Mosnel “Questione di Etichetta”, promosso dalla storica cantina della Franciacorta in collaborazione con ADI, Associazione Design Industriale, partner del concorso fin dalla sua prima edizione. Titolare dello Studio Ferrariodesign, Laura è una creativa milanese con molteplici ed eclettiche esperienze “… perché - dice - lavorare ogni giorno in settori diversi significa avere una sola specializzazione, quella nella qualità”, con idee fresche e innovative. Come quella che contraddistin-

gue l’etichetta che vestirà il Franciacorta Pas Dosé “QdE” Riserva 2006 de il Mosnel, un gioiello enologico frutto di un’eccellente annata, affinato per ben 5 anni sui lieviti, un vino da collezione, in edizione limitata e numerata: sono infatti 4.000 le bottiglie da 0,75 litri, 400 le Magnum (1,5 lt.) e 100 le Jeroboam (3 lt.) vestite ad arte con segni grafici originali e cromatismi in oro, che con dinamismo e movimento tratteggiano in un calice i contorni del lago d’Iseo. Così come il lago bagna le rive della Franciacorta, il Franciacorta bagna le pareti del calice con la potenza di una Riserva, il Pas Dosé “QdE” 2006. Di un bel color giallo paglierino, brillante, spuma fine e persistente, sprigiona al naso un bouquet intenso, ampio ed emozionante con spiccate note floreali, agrumi, pompelmo rosa e crosta di pane. Al gusto è vivo, elegante e ricorda la pesca bianca, perfetto per accompagnare i migliori piatti dell’alta ristorazione. Il Mosnel Soc. Agr. Semplice - www.ilmosnel.com

A CORTINA, BUONA LA PRIMA! Buon successo per la prima edizione della manifestazione enogastronomica GUSTOCORTINA. All’interno dello storico Hotel de la Poste, produttori vinicoli e gastronomici di alto livello hanno presentato le eccellenze della loro produzione. Visitatori, giornalisti e addetti ai lavori si sono alternati in una “due giorni” dedicata a degustazioni e assaggi di elevato valore qualitativo di prodotti provenienti da ogni angolo d’Italia. Particolarmente suggestiva la serata di gala “itinerante” nelle splendide case private di Cortina e che ha coinvolto produttori e Chef in abbinamenti prestigiosi con i prodotti in gara: momenti unici e irripetibili per respirare l’atmosfera dell’autentica ospitalità ampezzana in abitazioni da sogno! La Giuria, professionale e qualificata, ha premiato per la sezione Vini rossi Lo Sforzato di Valtellina “Messere 2006” di Caven Camuna, per i Vini bianchi il Costa dʼAmalfi Furore Doc 2010 “Fiorduva” di Marisa Cuomo infine per i Vini dolci lo Sciacchetrà Cinque Terre Doc 2010 della Cantina Buranco, tre eccellenti prodotti della viticoltura “eroica” e l'Aquila Reale Riserva 2004 Trento doc di Cesarini Sforza per la sezione BOLLICINE. Anche il Food ha avuto i suoi vincitori: il miglior olio è di Cicolella e il miglior formaggio, di Lüch da Pcei. GOLDEN MOON - www.gustocortina.it

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IL BRANDY SECONDO SILVIO CARTA Dopo oltre mezzo secolo di esperienza nella produzione del Vino Vernaccia, Silvio Carta, storica azienda vitivinicola della parte occidentale della Sardegna, presenta il Brandy di Vernaccia, una linea esclusiva presentata in una preziosa scatola in velluto rosso e scritta in oro, composta da sole 1.889 bottiglie da 70 cl. con 45 gradi alcolici. Il suo gusto inconfondibile è determinato da una meticolosa selezione dei processi di lavorazione e soprattutto ad un paziente invecchiamento, lungo diciannove anni. Un’armonia di gusti, profumi e aromi che rendono ogni sorso un’esperienza unica e irripetibile. Per apprezzare al meglio i suoi aromi, è consigliato il consumo a temperatura ambiente. Alle caratteristiche organolettiche della Vernaccia contribuiscono alcuni lieviti filmogeni che, formando una pellicola sulla superficie del vino contenuto nelle botti non completamente colme, metabolizzano in fase ossidativa i componenti del vino stesso. SILVIO CARTA SRL - www.silviocarta.it CANTINE RIONDO - www.cantineriondo.com

I “TRE BICCHIERI” A LAMOLE DI LAMOLE La Guida Vini del Gambero Rosso ha assegnato il prestigioso riconoscimento Tre Bicchieri al Chianti Classico Riserva DOCG 2008 Vigneto di Campolungo, un evidente attestato al lavoro in vigneto e all’attività di cantina della Tenuta Lamole di Lamole, fiore all’occhiello toscano di Santa Margherita Gruppo Vinicolo, di cui il Vigneto di Campolungo rappresenta il simbolo più eccelso. Qui sono infatti sintetizzati i caratteri peculiari di un grande cru: altitudine, esposizione, terreno chiaro e ricco di microelementi, ai quali va aggiunto il ripristino dei vecchi terrazzamenti con muretti a secco a garanzia di ulteriore scambio termico e luminoso: tutti elementi che favoriscono la piena maturazione aromatica e fenolica delle uve Sangiovese e di un 10% circa di Cabernet Sauvignon da vigne di oltre 30 anni, sintetizzate nella finezza dei profumi e nella profondità gustativa dei vini grazie alla

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mirata maturazione del vino in tonneaux e botti da 30 hl per circa 2 anni. Di colore rubino intenso e profondo, al naso offre un frutto di estrema maturità supportato dalle classiche note di giaggiolo e da sentori balsamici e mentolati di spezie e tabacco dolce. In bocca è equilibrato grazie a una perfetta fusione fra struttura, morbidezza, acidità, tannini e sapidità in un finale aromatico dove si ripropongono con dinamicità e persistenza i profumi caldi della frutta matura e la freschezza delle note balsamiche. LAMOLE DI LAMOLE - www.lamole.com

IL POKER D’ASSI DEL PODERE LA REGOLA Continua il successo di questa promettente azienda di Riparbella (PI) a pochi chilometri dalla Costa Toscana, terra di grandi vini. L’azienda, fondata nel 1990, è condotta dai fratelli Nuti: Luca, l’agronomo, responsabile della produzione e Flavio, l’avvocato, che si occupa dell’aspetto amministrativo e commerciale. Da tempo questa azienda in conversione al biologico produce vini sia bianchi sia rossi di particolare pregio, con la consulenza del noto enologo Luca D’Attoma ed è presente in tutte le guide nazionali e menzionata con alcuni dei suoi cru con grandi punteggi dalle riviste Decanter, Wine Spectator, Parker e Tanzer. Quest’anno però giungono le prime e meritate eccellenze per alcune delle produzioni di punta. Il nuovo Merlot in purezza Strido 2008, una selezione di 1.562 bottiglie di particolare pregio, di prossima uscita, ha conseguito i 5 grappoli dalla Guida Duemila Vini e la “new entry” dei Super Tre Stelle nella Guida Veronelli. La Regola 2008, il vino emblema dell’azienda a base di Cabernet Franc, con una minima percentuale di Merlot e Petit Verdot, selezionato per la finale, sfiora i tre bicchieri del Gambero Rosso ma ottiene le Super Tre Stelle di Veronelli. Il Vallino 2008, altro blend a base di Cabernet Sauvignon, ottiene anch’esso le Super Tre Stelle di Veronelli. Ultimo, ma non ultimo per importanza, il passito Sondrete 2004 da uve di Trebbiano, Malvasia e Colombana, vinificato secondo la tradizione del Vin Santo toscano, che per la sua complessità, cremosità ed equilibrio è uno dei pochi, se non l’unico vino dolce della costa toscana, ad ottenere due ec-


le notizie di enogastronomia e turismo cellenze: le Super Tre Stelle di Veronelli (anche per le annate 2002 e 2003) nonché le 4 stelle della guida Vini Buoni d’Italia del Touring Club che premia i vini autoctoni. PODERE LA REGOLA Soc. Agr. Semplice www.laregola.com - www.poderelaregola.it

GERARDO CESARI: A MUNDUS VINI 2012 L’AMARONE FA TRIS! Un Oro e due Argenti per tre diversi Amarone della Valpolicella firmati Gerardo Cesari. Un grande risultato, quello ottenuto in Germania dai vini Cesari al Gran Premio Internazionale del Vino MUNDUSvini 2012. I giudici hanno infatti deciso di assegnare un riconoscimento “da podio” a tre Amarone dell’azienda di Cavaion Veronese: MEDAGLIA D’ORO Bosan Amarone della Valpolicella doc 2004; MEDAGLIA D’ARGENTO - Il Bosco Amarone della Valpolicella Classico doc 2006 Amarone della Valpolicella Classico doc 2008. Un risultato che porta ai massimi vertici l’intera Valpolicella, poiché MUNDUSvini è oggi il più importante concorso enologico tedesco di calibro internazionale. «Questi risultati ci rendono giustamente orgogliosi - afferma Franco Cesari, Presidente della Gerardo Cesari – perchè sono premi che hanno un valore soprattutto tecnico, quindi di grande soddisfazione, e testimoniano la grande cura e qualità delle nostre produzioni, da sempre incentrate sui vini della Valpolicella. Lo dimostra anche la scelta della giuria di premiare tre vini della stessa tipologia, l’Amarone, vero simbolo del nostro territorio». Un successo che denota soprattutto l’elevata qualità del lavoro svolto dalla Gerardo Cesari in vigneto ed in cantina e qualifica ancor di più l’immensa ricchezza che offre il patrimonio vitivinicolo veronese. GERARDO CESARI S.p.A.- www.cesariverona.it

50 ANNI DI VERDICCHIO La storia di Bonci inizia a Cupramontana all’inizio del secolo scorso con nonno Domenico e da sempre ha prodotto dei buoni Verdicchio. Dagli anni ottanta l’azienda passa dalla quantità alla qualità portando la produzione da 1.000.000 di bottiglie alle 250.000 attuali. Giuseppe Bonci è tra primi a capire le reali potenzialità del vitigno Verdicchio, adottando nuove filosofie e tecniche di produzione con diradamenti, basse rese, selezioni ed attente tecniche di cantina che tra-

sformano questo vino pesante e spigoloso fino a farlo divenire un grande vino bianco facendolo emergere tra le numerose DOC nazionali. Bonci, al centro della zona classica di produzione, con questo versatile vitigno produce ottimi spumanti metodo Martinotti e metodo classico, verdicchio classico, classico superiore e riserva ed anche un ottimo passito. Dagli anni ‘90 gli sforzi dell’azienda vengono più volte riconosciuti dalle più prestigiose guide nazionali ed internazionali, soprattutto con il classico superiore “San Michele”. Nello scorso giugno la Vallerosa Bonci, tra centinaia di ospiti, ha festeggiato i 50 anni di iscrizione alla Camera di commercio locale, anche se la produzione di vino in famiglia risale a molti anni prima. Az. Agr. VALLEROSA BONCI S.A.S. - www.vallerosa-bonci.com

VILLA CRESPIA CONQUISTA I TRE BICCHIERI Il prestigioso riconoscimento assegnato dal Gambero Rosso premia il Francesco Iacono Villa Crespia Franciacorta Riserva 2004, che è la sintesi della filosofia produttiva di Villa Crespia, impostata e voluta da Francesco Iacono, il vitienologo come ama definirsi, vicepresidente dell’Arcipelago Muratori, che da sempre ha puntato su due elementi caratterizzanti, il Dosaggio Zero come idea di un autentico Franciacorta e il Pinot nero in purezza come alternativa di eccellenza per il territorio. “Siamo onorati e orgogliosi di questa vittoria, - dice Francesco Iacono - ma altrettanto consapevoli che questo è per tutti il punto di partenza per consolidare la fiducia in noi, nelle nostre potenzialità e in quelle del mercato. Il mio grazie va a tutti e soprattutto ai fratelli Muratori, per aver creduto in un progetto vinicolo diverso che lentamente, ma inesorabilmente, si sta facendo una strada virtuosa. Questa Riserva è un Dosaggio Zero ed è la riconferma che noi siamo quelli del #Dzero”. VILLA CRESPIA – MURATORI - www.arcipelagomuratori.it

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Alla scoperta dei nuovi Maestri del Gusto di Torino e provincia

a cura della redazione di Quality ADV

In distribuzione l’edizione 2013/2014 della guida dedicata alla migliore enogastronomia locale.

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ssaggiare un ciocco-gioiello? Un crì crì artigianale? Una stellina alla fonduta? Un sorbetto alle pesche ripiene? Una birra di città? Una fetta di prosciutto cotto al miele? Tutto è a portata di mano, facendo visita ad uno dei 156 Maestri del Gusto di Torino e provincia, produttori, commercianti e artigiani testimoni d’eccellenza dell’enogastronomia locale. La guida “Maestri del Gusto di Torino e provincia”, edita dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con il suo Laboratorio Chimico e Slow Food, è una preziosa e ricca collezione di indirizzi rigorosamente selezionati, che propongono infiniti spunti per acquisti o assaggi, vere chicche per il viaggiatore curioso o per i torinesi che amano fare i turisti nella loro stessa città. Realizzata in versione italiano-inglese e italiano-francese, viene presentata ogni due anni all’interno del Salone del Gusto torinese, la kermesse internazionale dedicata alle eccellenze enogastronomiche, in programma lo scorso ottobre. La guida, in distribuzione gratuita, svela in questa sesta edizione 156 indirizzi tra i più interessanti e curiosi del territorio, raccontando le storie, i personaggi e le curiosità delle migliori produzioni locali: si va dalle pasticcerie alle gastronomie, dai cioccolatieri alle aziende agricole, fino ai mulini a pietra o ai casari. C’è chi ha allestito un orto del cittadino in campagna, chi ha vinto la Coppa del

mondo della gelateria 2012, c’è il viticoltore che è anche bed & breakfast e il venditore delle spezie berbere e indiane. Quest’anno si aggiungono poi due nuove categorie (per un totale di 23): le gofrerie, per uno spuntino on the road e le case da tè per una pausa di degustazione. Sono tre i criteri valutati per attribuire il titolo di Maestri: quello del gusto, determinato da Slow Food, quello della tipicità e “torinesità”, caro all’ente camerale, e quello igienico sanitario, stabilito grazie alle competenze del Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino. La famiglia dei Maestri, nata nel 2002 con 50 elementi, è cresciuta nel tempo: oggi tra i 156 sono 29 i nuovi e 44 i Maestri da sempre, selezionati fin dalla prima edizione. Si segnalano poi sempre più frequentemente le occasioni di collaborazione tra produttori e negozianti, che ospitano reciprocamente alcuni articoli altrui nei propri locali. Si tratta di un modo nuovo di fare rete, anche spontaneo, che coinvolge sempre più spesso i Maestri e moltiplica le occasioni di scambio e visibilità. Per richiedere una copia gratuita della guida “Maestri del Gusto di Torino e provincia” è possibile rivolgersi all’Infopoint dell’ente camerale, in via San Francesco da Paola 24 a Torino. La guida è anche scaricabile da: www.to.camcom.it/maestridelgusto

Camera di commercio di Torino Via San Francesco da Paola 24 - 10123 Torino - tel. 011 571 6407 - fax 011 571 6404 - info@to.camcom.it

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l Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino opera come organismo tecnico senza fini di lucro collaborando con le Camere di commercio piemontesi, fornendo gli strumenti indispensabili per l’osservanza della normativa vigente, nonché servizi di analisi, consulenza e formazione indipendente e imparziale a imprese, consumatori, associazioni di categoria, pubbliche amministrazioni ed enti locali. Le analisi merceologiche, eseguite su alimenti e bevande, rappresentano il punto di forza del Laboratorio camerale, affiancate a studi e verifiche di controllo di processi produttivi per consentire sia l’adeguamento agli obblighi di legge, sia l’ottenimento di un valore aggiunto alle produzioni alimentari. Per completare il controllo di filiera vengono condotte anche le analisi nel settore agricolo: alimenti zootecnici, terreni e fertilizzanti. Tra i servizi offerti nell’ambito della sua missione istituzionale, rientra la verifica di conformità di contenitori e imballaggi a contatto con gli alimenti e le analisi OGM e l’utilizzo dell’analisi del DNA per la tracciabilità alimentare. Il Laboratorio fornisce inoltre servizi di consulenza e formazione specifica sulla sicurezza alimentare, per consentire alle aziende non solo

un controllo attraverso il dato analitico, ma anche, e soprattutto, una corretta interpretazione ed applicazione dei dati. Tra i progetti svolti in collaborazione con la Camera di commercio di Torino, ricordiamo i “Maestri del Gusto”: compito del Laboratorio è quello di valutare i parametri e le metodologie di produzione di ogni azienda aderente alla selezione, valutarla idonea ai requisiti di tipicità del gusto di Slow Food, attraverso un’accurata visita basata sui principi dell’igiene e della sicurezza alimentare. Segnaliamo inoltre l’assistenza fornita gratuitamente attraverso lo “Sportello etichettatura e sicurezza alimentare”, per supportare le imprese agro-alimentari del territorio provinciale, aiutandole ad assolvere gli obblighi di legge e fornire gli strumenti per un corretto approccio alla materia. Numerosi sono i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale tra cui, nel settore enologico, l’autorizzazione da parte del Ministero ad effettuare analisi ufficiali sui vini come ad esempio i controlli chimici per il conferimento del marchio DOC e DOCG. Un ruolo chiave, dunque, quello del Laboratorio Chimico: garantire il rispetto dei requisiti di legge, in un contesto di fiducia e oggettività, nell’interesse delle aziende e dei consumatori.

Laboratorio Chimico Camera di Commercio di Torino via Ventimiglia 165 - 10127 Torino tel. 011 670 0 111 - fax 011 6700 100 labchim@lab-to.camcom.it - www.lab-to.camcom.it Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6

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Agriqualità: dall’agricoltura integrata, prodotti di qualità, garantisce la farfallina bianca

a cura di Maddalena Mazzeschi p.r. di Toscana Cereali

A cavallo tra metà settembre e metà ottobre si è svolto il “Mese dell’Agriqualità” iniziativa ideata da Toscana Cereali, per la promozione e la conoscenza dei prodotti certificati “Agriqualità” dalla Regione Toscana.

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ono state organizzate 20 serate enogastronomiche in tutte le province toscane a base di prodotti certificati “Agriqualità” con l’obiettivo di far conoscere a più gente possibile questa realtà e la qualità che la contraddistingue. Hanno partecipato un totale di più di 1.000 persone il che fa presupporre che il messaggio sia giunto a qualche migliaia di toscani che oggi sono più coscienti di un’altra delle tante ricchezze della loro terra. Anche la FISAR ha fatto la sua parte nell’ambito di questa iniziativa organizzando ben 5 serate eno-gastronomiche di cui 4 in Toscana e una in Umbria. I principi, infatti, che sono alla base di questa certificazione regionale sono condivisi a pieno dall’Associazione da sempre impegnata in questo senso. Ma scopriamo quali sono questi principi intervistando Luciano Rossi coordinatore dei produttori certificati con questo marchio. D. “Agriqualità”: raggiunto finalmente l’equilibrio tra biodiversità e agricoltura?

R. Sì perché i prodotti agricoli e alimentari “Agriqualità” derivano da tecniche e processi di lavorazione che ne ottimizzano le caratteristiche qualitative, nel rispetto della salute dei consumatori, della tutela dell’ambiente e del paesaggio che contribuiscono ad alimentare due fattori alla base dell’economia della Regione Toscana ovvero il turismo e l’agricoltura (il paesaggio per la Toscana è come l’arte per le città) “Agriqualità” dà valore aggiunto ai prodotti che favoriscono uno sviluppo economico sostenibile e la conservazione del patrimonio naturale a beneficio delle generazioni future. C’è infatti una particolare attenzione alla salubrità delle produzioni che derivano dai processi di trasformazione più attenti e da metodi di coltivazione ed allevamento più rispettosi delle componenti del paesaggio toscano. Tutto ciò permette inoltre, una diminuzione delle patologie legate alla ormai diffusa mancanza di equilibrio nell’alimentazione tanto per fare un esempio oggi si consumano in media 7,5 kg di additivi (conservanti, coloranti, aromi vari, ecc.) all’anno. Il 70% delle malattie è causata da cattiva alimentazione e portano all’obesità. I prodotti certificati “Agriqualità” sono in linea con i principi della “dieta Mediterranea” patrimonio mondiale dell’Unesco e sinonimo di salubrità ben lungi dagli scompensi suddetti. D. Quali sono le caratteristiche del metodo produttivo Agriqualità? R. Privilegiare tecniche a minor influenza sull’ambiente; un’agricoltura eco-sostenibile che prevede la rotazione colturale finalizzata allo sviluppo di sostanze azotate naturali. L’eco sostenibilità è sinonimo di biodiversità e tale abbinamento è un concetto molto diffuso nelle nuove politiche comunitarie anche al fine di migliorare il fenomeno dei “cambiamenti climatici” che come stiamo quotidianamente vedendo portano per esempio all’alternanza di lunghi periodi di siccità e incendi ad altrettanto sconcertanti periodi di piogge torrenziali in entrambi i casi con ingenti danni al reddito agricolo;

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disciplina soltanto la produzione della materia prima ma va oltre andando a stabilire tutti i criteri di lavorazione della filiera. Controllo dalla terra alla tavola e per questo, nella filiera produttiva di questa pasta, oltre ad essere vietato l’uso di OGM, si pone ad esempio un limite alla temperatura di essiccamento nel pastificio per ottenere un miglior livello qualitativo.

D. C’è anche un riscontro economico per produttori e consumatori? R. Ovviamente sì per diversi motivi: - prima di tutto una migliore remunerazione del produttore agricolo è ottenuta grazie ad una filiera produttiva più efficiente ed attenta al territorio (con conseguente riduzione delle spese di produzione). Nel caso di Toscana Cereali, che è una cooperativa agricola, c’è anche da rilevare il fatto che vengono saltati tutti i passaggi di intermediazione commerciale che di norma fanno aumentare i costi in modo esponenziale. - inoltre si riduce spesso la distanza tra chi produce la materia prima, chi la trasforma e infine chi la consuma il che comporta minori costi; - abbiamo riscontrato anche una maggiore fidelizzazione del consumatore grazie alla garanzia della tracciabilità che viene offerta ed alla maggiore attenzione alla freschezza ed alla genuinità degli alimenti. Un cliente acquisito di rado è perso;

D. Dove si trovano i prodotti certificati Agriqualità ed in particolare quelli di Toscana Cereali? R. Molti prodotti “Agriqualità” si trovano quasi esclusivamente nell’area di produzione perché i quantitativi sono minimi perché altrimenti non è possibile mantenere un livello qualitativo alto. Per quanto riguarda la pasta “La Tosca” (per la quale i quantitativi più alti non inficiano il livello qualitativo) si trova anche nei supermercati COOP e CONAD, mentre “La Toscanina” è riservata a ristoranti e gastronomie (circuito ho.re.ca). Toscana Cereali ha però anche un negozio “La Bottega degli Agricoltori” che si trova a Castiglione d’Orcia e dal quale si può acquistare anche via internet attraverso il sito www.bottegadegliagricoltori.it non solo la pasta, la farina e i chicchi di grano al miele soffiati (i prodotti di Toscana Cereali certificati), ma anche molti dei prodotti certificati Agriqualità di altre aziende.

D. Insomma potremmo usare lo slogan: “Marchio Agriqualità: garantisce la farfalla bianca”! R. Sì perché quello di “Agriqualità” è il marchio registrato dalla Regione Toscana per identificare e promuovere i prodotti agroalimentari realizzati con tecniche di agricoltura integrata a basso impatto ambientale ottenuti nel rispetto di specifici disciplinari. La farfalla bianca, simbolo di natura pulita e sinonimo di sicurezza e qualità, a garanzia di precise procedure di controllo lungo tutte le fasi del processo produttivo. Si tratta di un marchio di processo produttivo sintetizzabile con il concetto di “agricoltura integrata” dove il prodotto chimico di sintesi non è consentito. È un marchio completo dove la trasparenza è garantita da un doppio controllo: dall’organismo esterno di certificazione e dalla stessa Regione Toscana che addirittura concede l’abbinamento con il proprio logo (il Pegaso). Oggi il marchio “Agriqualità” è sempre più attuale; il bisogno del consumatore di reperire alimenti senza OGM e senza additivi è cresciuto ed a questa esigenza esso risponde a pieno. Le aziende autorizzate dalla Regione Toscana ad utilizzare il marchio “Agriqualità” devono assoggettarsi ad un sistema di controllo da parte di organismi indipendenti direttamente controllato dalla Regione Toscana. Ecco perché un prodotto Agriqualità è un prodotto sicuro e garantito. D. Qual è stato il primo prodotto a marchio “Agriqualità”? R. La prima filiera di “Agriqualità” è stata quella della pasta “La Tosca” di Toscana Cereali nel 2002. “Agriqualità” non

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di Luca Iacopini e Massimo Bracci

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Pitigliano: la città sotterranea scavata nel tufo

La Doc Bianco di Pitigliano è tra le più antiche d’Italia.

l paese realizzato in epoca romana su di un masso di roccia tufacea a scopo difensivo è oggi una delle attrazioni di maggior pregio e bellezza che siano presenti nei territori più interni della Maremma Grossetana. Un borgo assolutamente affascinante ed incantevole, ricco di motivi di interesse e stupore, dalla storia, alla cultura, dall’arte alle tradizioni antiche. La particolarità, che prima di tutto salta agli occhi del visitatore che arriva a Pitigliano, sta senza dubbio nella sua conformazione architettonica, surreale e semplicemente fantastica. Pitigliano appare infatti arroccato su uno sperone tufaceo dove le case sem-

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brano nascere direttamente dalla roccia; non si può fare a meno di fermarsi, incantati per lo spettacolo ch e si trova di fronte: il borgo sospeso sulla sua rupe di tufo. È una visione magica. L’abitato di Pitigliano, tutto costruito in tufo, è inserito nel paesaggio con una compattezza tale che è quasi impossibile separare l’opera dell’uomo da quella della natura. Il nome Pitigliano viene fatto risalire all’epoca romana: secondo un’antica leggenda gli fu attribuito da due esuli, “Petilio” e “Celiano”, i quali, dopo aver rubato la corona d’oro di Giove Statore dal Campidoglio di Roma, si rifugiarono sullo sperone di tufo su cui oggi sorge l’abitato

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per sfuggire agli inseguitori. Proprio lì, decisero di fondare una nuova città dandole il nome che sembra derivare dalla fusione dei loro nomi: da qui Pitigliano. Quando si parla di Pitigliano è quasi impossibile che il discorso prima o poi non vada a cadere sul vino. Il vino è infatti radicato da tempo nella cultura pitiglianese in quanto viene prodotto ormai da secoli. Senza dubbio la natura dei terreni, l’alta luminosità ed il clima mite della zona costituiscono gli elementi di ordine fisico che da sempre hanno favorito lo sviluppo di una fiorente viticoltura, anche se il vino, nella storia di questo paese è anche un fatto storico, quotidiano e sociale. In queste zone la viticoltura è sempre stata una fiorente attività con ottimi risultati anche sotto il profilo qualitativo. Nel passato

ese l’appellativo di “Piccola Gerusalemme. La convivenza con il popolo pitiglianese fu da sempre di grande integrazione. A testimonianza di ciò l’aiuto dato dalla popolazione pitiglianese alla comunità ebraica durante il periodo delle leggi razziali e delle persecuzioni, quando numerosi cittadini nascosero a lungo famiglie ebree nelle loro case perché sfuggissero alle deportazioni. Strutture ma soprattutto tradizioni della comunità ebraica come per esempio la produzione di vino ed olio Kasher utilizzato anche nelle cerimonie religiose e di prodotti della cultura gastronomica ebraica sono tutt’oggi più vivi che mai nella cultura pitiglianese. Nel corso del tempo questa attività si è enormemente evoluta ed anche le tecniche di

l’unico limite di questi vini risiedeva nella scarsa esperienza dei produttori locali circa le tecniche di conservazione. Questo impediva di trasportare lontano queste produzioni che localmente venivano conservate in grotte scavate nel tufo e che in ambienti diversi perdevano di finezza e subivano una nuova fermentazione. Successivamente, con l’introduzione di nuove tecniche e l’affinarsi dell’esperienza, furono risolti i problemi legati al trasporto e alla conservazione. Un’ulteriore conferma del suo pregio è fornita dalle Comunità israelitiche presenti a Pitigliano fin dal ‘500, una massiccia presenza alla quale si deve per il pa-

vinificazione sono fortemente migliorate. La Doc Bianco di Pitigliano può vantarsi di essere una delle prime Denominazioni di Origine Controllata riconosciute in Italia: il 23 Marzo 1966. Nel tempo è stato poi necessario migliorare il prodotto per adeguarlo a nuove esigenze di mercato dovute alla crescente attenzione del consumatore verso prodotti di qualità. Il disciplinare viene infatti modificato più volte con l’inserimento di nuovi vitigni. La zona di produzione comprende l’intero territorio di Pitigliano e Sorano e parte di Scansano e Manciano, nell’entroterra grossetana. Questo celebrato bianco nasce da una

a cura della redazione di Quality ADV

Gerardo Cesari S.p.A. Fondata nel 1936, la Gerardo Cesari è divenuta ben presto sinonimo Corvi e Annibale Materossi. E di vini veronesi nel mondo. Già negli anni Settanta, infatti, l’Amarone la nuova generazione si pone obiettivi: ascoltare Cesari è fra i primi Valpolicella ad arrivare nei cinque continenti grazie ulteriori allo spirito imprenditoriale di Franco Cesari. I vini Cesari iniziano così il mercato per proporre vini la loro storia di successo nel mondo. Nonostante i numeri, l’azienda “moderni” nel rispetto della ha saputo mantenere una conduzione familiare, anche se negli anni tradizione, produrre in modo alla famiglia Cesari si sono affiancati nuovi soci. Oggi sono quindi tre sostenibile per l’ambiente e famiglie a decidere, non più una, ma lo spirito è rimasto lo stesso del garantire il consumatore, grazie 1936 perchè, anche se sono molte le persone coinvolte nella gestione ad un’attenta certificazione dei processi di produzione. Un’azienda in Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012ma• che n. 6non scorda la propria storia. di vari aspetti aziendali, ogni decisione, a tutti i livelli, viene presa di continua evoluzione comune accordo. La coesione è infatti un elemento fondamentale alla Gerardo Cesari S.p.A. - Via Luigi Ciocca, 35 - Quinzano (BS) Gerardo Cesari, perchè “È grazie al singolo che si rende possibile la Tel. +39 030 9925811 - Fax +39 030 9923455 crescita del Gruppo”. Così la pensano i tre soci Franco Cesari, Rinaldo www.cesariverona.it - info@cesariverona.it


base di Trebbiano al quale sposa varietà diffuse in Umbria e Lazio, come il Grechetto per esempio, ai quali si aggiungono varietà internazionali come Chardonnay e Sauvignon che tanto sembrano incontrare i gusti del consumatore moderno. Per avere un’idea più chiara, possiamo dire che il disciplinare prevede: Trebbiano toscano (dal 40% al 100%), Greco, Malvasia bianca lunga, Verdello, Grechetto, Ansonica, Chardonnay, Sauvignon, Viognier, Pinot bianco e Riesling italico, da soli o congiuntamente, da 0 a 60%. È ammessa inoltre la presenza di vitigni a bacca bianca fra quelli raccomandati ed autorizzati fino ad un massimo del 15%. Il Bianco di Pitigliano è un vino bianco da pasto, prodotto anche nella versione Superiore, nella tipologia Spumante e Vin Santo. Nel bicchiere si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli; al naso si scoprono profumi delicati verdi, che vengono confermati poi in bocca dove prevalgono sapori asciutti, vivaci. Vino sapido, di medio corpo con un retrogusto lievemente amarognolo tipico del Trebbiano. Il tenore alcolico minimo è

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di 11° per il bianco doc e minimo 12° gradi per il superiore ma non sono rare le annate da 13°. Per gustarlo al meglio, questo vino deve avere una temperatura di servizio fra gli 8 e i 12 °C a seconda della tipologia. Perfetto come aperitivo accompagna brillantemente la cucina di mare, in particolare antipasti misti come crostacei e molluschi, carni bianche, nonché zuppe di ortaggi come la famosa Acquacotta Toscana, verdure in pastella e formaggi a pasta molle. Pitigliano è un paese molto interessante ed affascinante nel suo insieme, sicuramente sorprendente sotto ogni suo aspetto, un luogo che merita di essere scoperto ed apprezzato per la sua bellezza, la sua storia ma anche e soprattutto per la sua enogastronomia: come ad esempio gli Sfratti, il dolce tipico del paese, preparazione che ricorda la cacciata degli ebrei, nel corso del periodo rinascimentale, dalle case del ghetto di Pitigliano. I personaggi che si fecero carico di questo gesto bussavano alle porte delle case con alcuni bastoni e proprio da questi nasce la forma degli Sfratti, dolci realizzati a forma di bastone, ripieni di miele e noci. Prodotti tipici di estrema qualità ed ottimo sapore che raccontano eventi, momenti e celebrazioni tipiche del paese, presentandosi come un elemento identificativo della cultura e delle tradizioni locali.

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Il Consiglio Nazionale eletto a Venezia

Da sx Pietro Galleano, Maurizio Barone, Massimo Marchi, Luigi Terzago (Tesoriere), Valerio Sisti, Luigi Mastrocicco, Filippo Terrasini, Luisella Rubin, Marco Mancini, Nicola Masiello (Giunta Nazionale), Graziella Cescon (Vice-presidente), Mario Del Debbio (Presidente), Carlo Iacone, Giorgio Pennazzato e Claudia Marinelli (Segretario Nazionale)

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l nuovo Consiglio Nazionale della FISAR – che rimarrà in carica per i prossimi tre anni – è stato eletto nell'ultima Assemblea Nazionale Elettiva (13-14 ottobre 2012) a Mestre-Venezia ed è composto da Pietro Galleano (confermato), Maurizio Barone (nuovo), Massimo Marchi (nuovo), Luigi Terzago (confermato), Valerio Sisti (confermato), Luigi Mastrocicco (confermato), Filippo Terrasini (confermato), Luisella Rubin, (confermata) Marco Mancini, (nuovo) Nicola Masiello (confermato), Graziella Cescon (confermata), Mario Del Debbio (confermato), Carlo Iacone (nuovo), Giorgio Pennazzato (confermato) e Claudia Marinelli (confermata). Al proprio interno, Domenica 21 ottobre, sono stati scelti i vertici nazionale: Mario Del Debbio – Presidente Nazionale, Graziella Cescon – Vice-presidente Nazionale, Claudia Marinelli – Segretario Nazionale, Luigi Terzago – Tesoriere e Nicola Masiello – Consigliere di Giunta. Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6

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Congresso Venezia 2012

Aperitivo Wagner Cas al Ristorante inò di Bresc ia

Il tavolo presidenziale con Rosanna Carpenè , Antonio Caprarica assieme al Presidente Masiello e a Roberto Ra bachino

Antonio Caprarica riceve in omaggio il Tastevin d'Argento FISAR dal Pre sidente Nicola Masiello bin Luisella Ru tto o G il a consegn uale Veneziano q per to n e am zi ringra olto a l'operato sve Viitis D Antonio

Una splend id Testevin d'A a Graziella Cescon co nsegna il rg rante "Do F ento al rappresentan te del Risto orni" di Ven ezia

Con l'aiuto dell'affasci nante Monia la consegn a del premio a Roberto Rabachino per la Deleg azione (Torino) con maggior ind ice di fidelizzazione

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L'ingresso dei Sommelier in sala

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Congresso Venezia 2012

I capitani delle squadre di Divinando ricevono la Magnum di Carpenè Malvolti da Rosanna Carpenè

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Stefania Moro e Claudio Rossi, seconda e terzo classificati al Concorso Sommelier dell'Anno

Il Presidente Masiello premia il vincitore del Co ncorso Sommelier dell'Anno FISAR Trofeo Rastal Filippo Franchini

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Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6 I bravi Sommelier venezi

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La delegazione di Vercelli per i terremotati dell’Emilia Romagna

a Delegazione di Vercelli, con la partecipazione di sommelier, corsisti ed ospiti, ha organizzato presso il Circolo Ricreativo Vercellese una degustazione di vini dell’Emilia Romagna il cui ricavato (880,00 euro) è stato devoluto ai terremotati dell’Emilia tramite la Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi. La scelta di organizzare una degustazione di vini emilianoromagnoli è stata per promuovere la conoscenza dei prodotti di questa terra magnifica al fine di poter contribuire ad un veloce recupero dell’economia locale. I vini selezionati in degustazione sono stati: Albana di

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Romagna 2010 della fattoria Zerbina, Lambrusco Corleto Grasparossa 2011 di Castelvetro, Sangiovese di Romagna 2007 Torre di Ceparano Fattoria Zerbina e un Albana passito Scacco Matto Fattoria Zerbina La presentazione enografica dei vini del territorio è stata affidata al sommelier Marco Rondinelli mentre la degustazione guidata è stata declinata da Claudio Valenza, Rondinelli e Corrado Pasqualin.

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Notizia inviata da Claudio Valenza della Delegazione di Vercelli


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Con la Delegazione di Salerno, Arte in Pasticceria

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arina, uova, zucchero: sono tra i pilastri dell’antica arte pasticcera, ma da soli non bastano. Sono la maestria, l’esperienza ed il talento a trasformare questi ingredienti in qualcosa di unico come un dolce monumentale. Difatti è proprio in nome dell’artigianalità che si sono incontrati 18 pasticceri nella goliardica gara “Arte in Pasticceria” 2012, svoltasi al Family Center di Polla (SA). Un progetto voluto dalla Camera di Commercio e da Casartigiani, presieduta da Mario Andresano, realizzato grazie alla collaborazione con la Fisar Salerno. Il delegato Alberto Giannattasio ha proposto per l’occasione una degustazione di tre passiti realizzati in provincia di Salerno dalle aziende Rotolo, Maffini e De Concillis, nonché di “Nyx” uno spumante Moscato firmato dall’azienda I Vini del Cavaliere. Per quanto la Campania non sia una regione di “tradizione” nella produzione di passiti e spumanti, cresce in qualità anche questa nicchia che trova nel Greco, nel Fiano e nell’Aglianico i migliori interpreti. È stato il tema di questa edizione a richiamare ancor di più la collaborazione con la Fisar, difatti ispirazione per la realizzazione delle torte è stata l’uva e la vendemmia in corso.

A presiedere la giuria tecnica il maestro pasticcere Mario Pantaleone, figlio di una straordinaria tradizione dolciaria che rende la Pasticceria Pantaleone un vero riferimento per chiunque voglia degustare i classici dolci salernitani e campani. Dopo un’attenta analisi delle creazioni ed una degustazione da parte dei giurati, sono stati decretati i vincitori di Arte in Pasticceria 2012. Al primo posto si è classificato Carlo Cuofano della Pasticceria Svizzera di Salerno, al secondo posto Carmine Salzano della pasticceria La Delizia di Sala Consilina ed al terzo posto Cono Tropiano della Pasticceria Peccati di Gola di Silla di Sassano. “Siamo molto contenti di questo appuntamento col dolce, che ci ha permesso di porre l’accento su alcune produzioni di nicchia della nostra grande provincia. La presenza dell’uva ha, d’altronde, rappresentato il momento di festa che i nostri vigneti stanno vivendo, grazie ad una vendemmia di buona qualità”, conclude Alberto Giannattasio.

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Notizia inviata da Antonella Petitti della Delegazione di Salerno

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amiglia La Delegazione Pontedera Valdera conquista Terricciola

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rosegue la collaborazione tra la Delegazione di Pontedera Valdera e l’Amministrazione Comunale di Terricciola, la cittadina dell’entroterra pisano tra le più attive nel panorama delle manifestazioni di intrattenimento nel periodo estivo. Questa estate 2012 ha visto rinnovarsi la serie di manifestazioni di piazza che hanno come tema principale l’enogastronomia e i prodotti tipici. Le colline che circondano Terricciola, sono infatti caratterizzate da una forte presenza di aziende vitivinicole che assieme ad alcune aziende agricole e laboratori artigianali alimentano le manifestazioni a carattere enogastronomico che da anni si realizzano a Terricciola. Queste le manifestazioni per le quali ha contribuito attivamente la Delegazione di Pontedera Valdera nell’estate appena terminata: 7 luglio Notte Bianca, 10 agosto Calici di Stelle e dal 14 al 16 settembre Festa dell’Uva e del Vino, giunta alla 50° edizione. Quest’anno, alle aziende agricole, alle aziende vitivinicole, alle associazioni locali e alla Delegazione Fisar di Pontedera Valdera, si è unita anche

la Rai con la propria trasmissione Linea Verde. Insieme abbiamo festeggiato il raggiungimento di un traguardo importante, la 50° edizione della Festa dell’Uva e del Vino. Notizia inviata da Massimo Bracci della delegazione Pontedera Valdera

Consegna degli attestati alla Delegazione di Pordenone

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l giorno 19 settembre u.s. presso un rinomato Hotel Ristorante di Pordenone si è tenuta la cena di gala per la consegna degli attestati di Sommelier FISAR. La Delegata Paola Rossi ha consegnato ai neofiti il tastevin che rappresenta l’emblema storico della figura del Sommelier, mentre l’attestato è stato consegnato dal Direttore del Corso Ennio Petovello. Nella stessa occasione sono stati consegnati anche gli attestati di partecipazione al “Corso di Comunicazione e Degustazione” riservato ai Sommelier in attività. La splendida serata ha visto partecipe un nutrito gruppo di soci che hanno avuto così l’occasione per scambiare le proprie idee con l’intento di rivedersi il prima possibile.

Notizia inviata da Gino Luigi Rosset Delegazione di Pordenone

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Le donne della FISAR pisana al settembre Sangiulianese

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ella cornice del “Settembre Sangiulianes” ha riscosso notevole successo la manifestazione ” Vini d’Autrice - La declinazione al femminile del vino” organizzata dalla componente femminile della delegazione di Pisa e Litorale che, oltre ad aver dato risalto al lavoro femminile del mondo enoico, ha pesentato la mostra itinerante fotografica “Donne viste da donne”. L’iniziativa eno-culturale non è stata certamente nè una gara né uno scontro tra il genere femminile e quello maschile, ma, al contrario, ha dato significato sul come, all’interno del mondo produttivo della specialità di Bacco, la sinergia con la sensibilità, la creatività e le doti femminili possano produrre dei

risultati più che positivi se non addirittura, in alcuni casi, d’eccellenza. Una maniera originale di avvicinare i giovani ed indirizzarli al bere intelligente, con moderazione per educare i sensi primari della vista, dell’olfatto e del gusto. Questo progetto, proposto dalla Sommelier Valeria Siciliani, è stato portato avanti grazie alla collaborazione dell’Amministrazione Sangiulianese e con la partecipazione delle aziende vitivinicole dove la presenza femminile è caratterizzata ed armonizzata, nello stesso tempo, nei settori importanti di una o più fasi necessarie per la realizzazione del prodotto finale. Numerosi gli appassionati intervenuti sin dall’apertura che si sono susseguiti per tutta la durata dell’evento per gli assaggi

delle varie tipologie, sia in libertà che sotto la guida di esperte Sommelier, in un percorso che ha tenuto conto del terroir, dei sapori, dei sentori, degli aromi, delle colorazioni e del grado alcolico. Molto sddisfatte le aziende presenti, alle quali va il ringraziamento della FISAR per la partecipazione ed il lavoro svolto con grande collaborazione e sacrificio, che hanno pemesso il raggiungimento del risultato descritto. Ecco le aziende presenti: Azienda Agricola Cupelli, Tenuta di Ghizzano, Azienda I Giusti & Zanza, Fattoria Villa Saletta, Azienda Agricola Suveraia e Tenuta Agricola Torre a Cenaia.

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Notizia inviata da Tiziano Taccola della delegazione di Pisa e Litorale

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Premio “Piazza de’ Chavoli” con la nostra associazione doppia protagonista

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el magnifico “Salone delle Udienze” del prestigioso “Palazzo del Consiglio dei XII” dei Cavalieri di S. Stefano si è svolta la Dodicesima Edizione del Premio Internazionale Enogastronomico “Piazza de’ Chavoli”. “I Cavalieri di S. Stefano”, Sacro e Militare Ordine Cavalleresco, è stato creato nel 1561 da Cosimo I° dei Medici, primo Granduca di Toscana ed il loro organo decisionale era “Il Consiglio dei XII”, che aveva sede nell’omonimo storico Palazzo ubicato in quello che allora era il centro politico della città: Piazza dei Cavalieri. Il premio vuole riconoscere, ogni anno, dei personaggi che, a vario titolo, hanno contribuito alla difesa e all’affermazione dell’enogastronomia italiana nel mondo. Giunto quest’an-

no alla dodicesima edizione vanta un Albo d’Oro semplicemente prestigioso. Per il 2012 la FISAR risulta doppiamente protagonista. Primo, in quanto premiata attraverso il proprio Presidente Nicola Masiello, docente nei corsi di formazione, con riferimenti specifici alla degustazione, servizio dei vini, tecnica del servizio e abbinamento cibo-vino, e secondo come patrocinante dell’iniziativa. Come tale, naturalmente, protagonista nel servizio della cena che si è consumata nel prestigioso e splendido Chiostro all’interno del Museo dell’Opera della Primaziale del Duomo di Pisa, da cui si gode una vista unica di Piazza dei Miracoli e della meravigliosa Torre Pendente, piazza riconosciuta come “Patrimonio Mondiale

dell’Umanità”. Premiati inoltre Alessandro Circiello (cuoco), Gaetano e Giovanni Trovato (ristoratori), Massimo Piccin (Viticultore), Paolo Petroni (storico), e Fiammetta Fadda (giornalista). Il “Montecarlo Catering” ha curato il buffet al piano terra, che ha accolto gli ospiti, e successivamente proseguito, nello splendore del panoramico Colonnato Superiore, la distribuzione delle specialità sui quattordici tavoli bianchi del convivio servendo il Risotto ai Funghi Porcini e Ravioli di pasta fresca ripieni di Speak e provola con radicchietto trevisano. Successivamente l’Arcobaleno di frutta del Mediterraneo, l’Arancino dell’Antico Liquorificio Morelli ed il dolce “Piazza de’ Chavoli” con i cioccolatini del Maestro Cioccolataio Stefano Fantozzi hanno deliziato i palati dei 120 convenuti, prima del tradizionale caffè. Ottimo il servizio vini dei Sommelier Cinzia Agostini, Umberto Chericoni, Gerardo Lena, Roberto Menichetti e Piero Ristori che hanno abbinato alle varie portate i seguenti vini: Poggio Sette Venti, Bianco IGT dell’Azienda Agricola “Poggio Sette Venti di Terricciola (PI) ed il Sepaio 2007 Bolgheri Superiore del Podere Sepaio di Castagneto Carducci (LI).

Notizia inviata da Tiziano Taccola della Delegazione di Pisa e Litorale

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Le Delegazioni di Firenze e Padova per il Museo dell’Ermitage a Firenze

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nata a Firenze l’Associazione Amici del Museo Ermitage (Italia), un nuovo strumento destinato a rafforzare i legami culturali tra Italia e Russia, nei fondamentali rapporti tra Occidente e Oriente, il 4 luglio, per suggellare questo evento in una meravigliosa serata fiorentina, era presente la FISAR con le Delegazioni di Firenze e di Padova. Nella prestigiosa cornice delle sale storiche del Museo Baldini ricche di tesori artistici, gli importanti ospiti della serata dopo l’incontro con l’arte hanno potuto apprezzare il piacere di un secondo incontro con la splendida cucina italiana, in particolare con la sapiente combinazione di piatti e vini della tra-

dizione fiorentina e padovana. Tra i presenti, oltre al presidente degli “Amici Ermitage – Italia”, Cav. Francesco Bigazzi, vi erano il prof. Michail Piotrovsky, Direttore dell’Ermitage di San Pietroburgo, il Prof. Sergio Givone, filosofo e Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, e il Consigliere dell’Ambasciata Russa Alexander Paklin, oltre a una nutrita e quanto mai prestigiosa presenza di personalità russe e italiane. La serata è stata l’occasione per suggellare, con maggiore successo, la sottoscrizione degli accordi di collaborazione tra i Musei Civici Fiorentini e il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, gettando le basi di un

primo accordo per sostenere le opere di messa in sicurezza e restauro, dai danni provocati dal recentissimo terremoto ai monumenti nella città estense. Un plauso sincero ha accolto, sul finire della serata, i coordinatori e fautori del piacevole convivio, che hanno saputo dare pregio alla manifestazione: il CEO Roberto Chinello di Società Italia, la Dott.ssa Oxsana Kolyuzheva, per la Delegazione di Padova, Matteo Pucci e l’Enoteca Ristorante Nazdravie per la Delegazione di Firenze. Un connubio importante che in futuro potrà regalare frutti rilevanti nel campo dell’arte e dell’enogastronomia.

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Notizia inviata da Andrea Zampieri della Delegazione di Padova

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amiglia A Monza nuovamente protagonisti

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a anni ormai Fisar collabora nelle più importanti manifestazioni enologiche, una di queste i “100 Vini di Meregalli. La splendida lovcation è stata nuovamente l’autodromo di Monza, la data l’otto ottobre di ques’anno. I nostri sommelier, capitanati dal responsabile dei servizi della dele-

gazione di Monza Brianza Lorenzo Galli, hanno nuovamente dimostrato professionalità e classe riscuotendo il consenso unanime di tutti i visitatori. I sommelier impiegati provenivano delle delegazioni di Monza Brianza, Milano Duomo, Torino e Alessandria. Presenti i delegati Francesco Gualtieri (Monza), Piero Milo (Milano

Duomo), Maria Pia Gori (Alessandria) e per la Delegazione di Torino il Consigliere Vincenzo Fragomeni. Nota di curiosità tra i produttori presente anche il pilota di F1 Jarno Trulli con i suoi vini. Notizia inviata da Fiorenza Cambiaghi

A Latina il master d’aggiornamento per sommelier

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l percorso formativo del sommelier comincia dall’attestato ricevuto con l’esame di terzo livello. Oltre all’ottima conoscenza del settore, è comunque fondamentale avere uniformità nel servizio, nella comunicazione, nella presentazione, seguendo regole comuni stabilite

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da FISAR. Nel suggestivo Hotel Mediterraneo al Lido di Latina, sotto la guida di Alberto Libralesso, responsabile dei sommelier della delegazione di Latina, il 6 ottobre 2012, si sono riuniti i sommelier per partecipare al Master. Sono stati accolti con simpatia anche sommelier

Fisar di delegazioni vicine, che avevano appreso dell’evento dai canali mediatici internet (facebook principalmente). L’evento comprensivo di di pranzo è stato completamente gratuito per i sommelier, anche questa una sfida importante per la delegazione di Latina.Un ringrazimento particolare ai

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partecipanti, Franco Colibazzi, Paola Mastrocicco, tommaso Brusca, Marco Codastefano, Lucia Chiozzi, Lorella Lattanzi, Guido Ercolani, Giorgio Cantalini, Marcello Cimadon, Luciano Campo, Mirella Fiore, Carlo Stasi, Silvia Libralesso, Chiara Baglioni, Riccardo Russo, Andrea Di Lorenzo, alla delegata Maria Rosa Porcari, e all’esperto Alberto Libralesso. Notizia inviata da Russo Riccardo della Delegazione di Latina

La Delegazione di Monza celebra i suoi primi sommelier

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ella splendida cornice del Grand Hotel Villa Serbelloni a Bellagio si è svolta la serata dedicata alla consegna attestati ai primi sommelier della delegazione di Monza e Brianza in presenza al delegato Francesco Gualtieri, Filippo Parmigiani e Piero Milo. Complimenti ai neo sommelier che hanno ricevuto l’attestato, che sono: Badini Ivan, Barison Stefano, Benelle Davide, Borzi Deborah, Canzi Antonio, Ciocca Franco, Dentico Tommaso, Fattori Andrea, Inturrisi Giuseppe Andrea, Pezzan Raffaella, Porro Maurizio, Rossi Claudio, Sandrè Giovanni, Sassoli Valentina, Scianni Matteo, Van Sloten Jost, Vergani Katia Paola Maria, Rancan Andrea, Rispoli Gaetano, Scarsi Giacomo e Francesco Sagliocco. Notizia inviata da Francesco Gualtieri della Delegazione di Monza e Brianza

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amiglia La Delegazione Lucca e Garfagnana incontra il Sindaco di Capannori

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fine agosto, il delegato F.I.S.A.R Lucca e Garfagnana, Piero Giampaoli e il segretario Roberto Toschi, hanno conferito ufficilmente al Sindaco di Capannori, Giorgio del Ghingaro, la tessera di socio sommelier. La consegna della tessera al primo cittadino, tesserato

inventore Felice Matteucci, all’esploratore Carlo Piaggia ecc.. Capannori, con la grande varietà del suo territorio, offre al visitatore la possibilità di apprezzare paesaggi e visite di carattere storico-artistico e culturale; le stupende ville monumentali che caratterizzano questo comune sono state costruite

FISAR da una decina di anni, è avvenuta nella sede comunale di piazza Aldo Moro nel corso di un cordiale incontro. Il Comune di Capannori tra i più vasti della provincia di Lucca, è un centro agricolo della Toscana ricco di industrie cartarie, calzaturiere, tessili e alimentari. Questo Comune ha dato i natali a molte persone illustri come l’architetto Lorenzo Nottolini, al fisico

dai mercanti lucchesi dal XV al XIX secolo. Oltre alle ville si possono visitare le pievi storiche ricche di opere d’arte; un itinerario di straordinario interesse naturalistico è quello offerto dai borghi delle camelie, Pieve e Sant’Andrea di Compito che nel periodo primaverile diventano protagonisti della Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia. Sulle colline capannoresi si trovano

anche numerose fontane, dalle quali sgorga un’acqua dalle qualità organolettiche rinomate e collegate in un unico percorso denominato “La via dell’acqua”, unico in Italia. Un altro itinerario che merita di essere percorso è quello della Strada dell’Olio e del Vino che attraversa la parte nord del comune, con la possibilità di degustare prodotti tipici in alcune aziende agrituristiche. Un’importante iniziativa promossa dal Comune di Capannori è “La giornata dell’Aria” dedicata alla Festa dell’Aria: manifestazione riservata al volo,Mongolfiere, Alianti, Acrobazie aeree e Aeromodellismo; La Mongolfiera istituzionale del Comune di Capannori varca i confini nazionali favorendo la promozione turistica e l’interscambio di tradizioni enogastronomiche e di culture. Il sindaco dopo una calorosa accoglienza si è interessato alle attività svolte dalla delegazione e ha confessato che porterà con sé, con tanta nostalgia, il bagaglio di esperienze maturate durante i 3 corsi effettuati fino al raggiungimento del diploma. Al termine dell’incontro, prima dei saluti, il sindaco ha fatto omaggio ai due rappresentanti FISAR del gagliardetto del Comune e di un pregiato volume dal titolo “Capannori le pievi le comunità il territorio”. Notizia inviata da Toschi Roberto della Delegazione Lucca e Garfagnana

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La FISAR con la Marina Militare impegnata nella solidarietà

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a Marina Militare, importanti aziende vinicole e buona gastronomia sono gli ingredienti di una serata da favola che tradizionalmente si svolge a bordo di Nave “Vespucci” in nome della solidarietà verso i meno fortunati, specialmente quando si tratta di aiutare i bambini, come fa da 27 anni l’Associazione “Insieme per la Vita” di Livorno. Alla delegazione Fisar (storica e con il maggior numero di soci) è stato consegnato un riconoscimento importante sul “cassero” del “Veliero più bello del mondo” al rientro dalla campagna di istruzione con gli Allievi dell’Accademia Navale, ritirato da Fabio Baroncini, responsabile tecnico del Centro Italia, con le sommelier Lisa Marinai (caposervizio), Valentina Cavallini, Elisa Leone e Lara Loreti che hanno effettuato il servizio a bordo (che considerano un privilegio). L’iniziativa si ripete da 19 anni ed è organizzata da “Insieme per la Vita”, autorizzata dallo Stato Maggiore Marina a presentare il bilancio. Autorità e ospiti sono stati accolti dal comandante Domenico La Faia con la signorilità propria della Marina. Presenti l’ammiraglio di squadra Gerald Talarico (Ispettore delle Scuole), il gen. Massimo Mingiardi, comandante della Brigata “Folgore”, l’assessore Carla Roncaglia, il C.V. Massimo Vianello (comandante in seconda dell’Accademia, per l’amm. Cavo Dragone), il col. Benedetto Luciano Lipari (comandante provinciale GdF, ringraziato per aver destinato all’associazione parte delle offerte del concerto della Banda della Guardia di Finanza), il sostituto Procuratore della Repubblica dott.

Nella foto: Fabio Baroncini, il presidente Simoncini, il comandante La Faia tra le sommelier

ssa Fiorenza Marrara, il cav. Umberto Ascani presidente dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano ed il marchese Antonio Mazzarosa, delegato regionale dei Cavalieri di Malta. Il maestro Marc Sardelli (Pittore di Marina), ha donato una sua opera alla “Signora dei Mari”. Il comandante La Faia dopo il benvenuto a nome della Marina, tra l’altro ha detto che “tutti a bordo siamo contenti di ospitare queste serate di solidarietà. Per noi il sostegno ai più deboli è un valore che portiamo dentro”. Il presidente di “Insieme per la Vita” dott. Ettore Simoncini ha illustrato quanto è stato fatto per aiutare le famiglie bisognose e nella lotta alla leucemia. Il dott. Claudio Favre, direttore del Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica di Pisa ha garantito “quanto sia importante questa associazione nell’aiuto indispensabile che viene alla ‘mia’ clinica per lo studio delle cellule staminali”. L’aiuto alla “Pediatria” di

Livorno è stato sottolineato dal dott. Micheletti. Riconoscimenti sono andati al C.V. Domenico La Faia, all’amm. Cavo Dragone, alla dott.ssa Barbara Tamburini (che ha donato una “magnum” di “Cabraia”, presente l’importatore Roberto Liu), alla Tenuta “Torre a Cenaia” (Antonio Terzi e Battista Coppini hanno offerto una “magnum” di “Torre del Vajo”) ed a Filippo e Diego Pioli di Pieve Fosciana. Un grande grazie anche a Paolo e Gabrio Cerri (Mattone 2) di Montaione (Firenze) ed a Elior. Il sevizio di sommelier tutto al femminile è stato notato e sottolineato da tutti per la professionalità e l’eleganza: un vanto per la città di Livorno. Con l’autorizzazione di queste serate la Marina Militare aiuta concretamente l’associazione ad impegnarsi sempre di più nella lotta a questa terribile malattia. Notizia inviata da Gianfranco Grossu

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La Delegazione di Livorno festeggia i suoi nuovi sommelier

rande evento allo Yachting Club di Livorno per la Fisar che, alla fine dell’anno di corso 2012, ha festeggiato i suoi nuovi 38 sommelier. Dopo la ricca cena a base di pesce, ai neo sommelier sono stati consegnati diploma e taste vin, simbolo dell’eleganza del servizio. Il corso, diretto da Davide Amadei, è stato impegnativo, ma ricco di spunti culturali e di soddisfazioni. Coadiuvato da Arianna Setzu e dal sommelier dell’anno, Luca Canapicchi, il direttore di corso Amadei, insieme ad altri insegnanti ha preparato ben 46 persone con lezioni teoriche e pratiche ricche e stimolanti. Un corso Fisar, quello 2011-12, che parla “rosa”: la metà dei frequentanti infatti è donna. Il successo del programma didattico e soprattutto delle numerose manifestazioni a latere organizzate dalla Fisar dimostrano

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quanto sia in voga l’arte del vino nella città di Livorno. Più che una moda, ma una passione che sta conquistando un pubblico sempre più vasto. E intanto a settembre sono partiti i nuovi corsi. Questi i nuovi 38 sommelier della delegazione Fisar Livorno: Elena Agostini, Valentina Banti, Simone Benedetti, Jacopo Bertini, Marco Bini, Stefano Bomarsi, Giovanni Bonanni, Vinicio Chelli, Andrea Ciampoli, Raoul Ciapini, Andrea Creati, Paolo De Rosa, Giulia Gasperetti, Gabriele Ghilarducci, Salvatore Gioia, Giorgia Grandoni, Elisa Leone, Carmelina Licata, Lara Loreti, Sergio Macchia, Francesco Mastroeni, Roberto Mastrullo, Fabrizio Nannucci, Lorenzo Petrucci, Patrizia Pioli, Silvia Puccinelli, Dania Puggioni, Laura Ricciardi, Marcantonio Saggio, Monica Sarracino, Massimo Sarti, Valerio Scicchitano, Francesca Setzu,

Giuseppe Spanò, Sonia Spingi, Amanda Trainni, Gianni Voliani, Filippo Volpi. Si sono particolarmente distinti Francesca Setzu, Gabriele Ghilarducci, Sonia Spingi e Sergio Macchia . Gli allievi iscritti al percorso finale sono stati 46, di cui 44 ammessi all’esame. Quaranta hanno sostenuto le tre prove: scritta, pratica e orale. Trentotto sono stati promossi sommelier. Ruolo importante all’interno del corso è stato svolto dal delegato Mario Albano, che ha il privilegio di guidare una delle delegazioni più numerosa d’Italia. Nel corso della serata di consegna dei diplomi, inoltre, sono stati consegnati il Calice d’argento per 25 servizi a Calogero Rifici e il Calice d’oro per 50 servizi a Ivano Barbieri e Luca Canapicchi.

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Notizia inviata da Lara Loreti della delegazione di Livorno


f in

amiglia

La Delegazione di Roma consegna i diplomi ai nuovi sommelier dipendenti del Quirinale

È

stata una giornata indimenticabile. Il 27 settembre era terminato il corso tenuto dalla Delegazione FISAR di Roma all’interno dei locali messi a disposizione dal CDQ Circolo Dipendenti Quirinale presso la residenza presidenziale. Alla luce del brillante risultato ottenuto da tutti i corsisti si è tenuta una cerimonia per la consegna dei diplomi. Appuntamento giovedì 18 ottobre per gli ospiti in visita al Palazzo. Era presente il presidente nazionale FISAR Nicola Masiello, il delegato Filippo Terenzi, il direttore del corso Antonio Mazzitelli, la sommelier Elisabetta Bucci ed i due componenti

la commissione d’esame Tonino Puri e Franco Rossi. L’accoglienza è stata all’insegna di una squisita cortesia. Sono state visitate le scuderie interne con le sfolgoranti carrozze dei Savoia, bellissime le collezioni dei servizi di porcellane e l’argenteria di casa Savoia. Stupenda la visita del Palazzo accompagnati da una guida prodiga di curiosità e riferimenti storici. Puntuale alle 16,00 è iniziata la cerimonia di consegna dei diplomi all’insegna della simpatia e anche di un giustificato orgoglio da entrambi le parti per il risultato raggiunto in un corso di alto livello qualitativo.

IL Presidente Nicola Masiello, Filippo Terenzi, Tonino Puri e Franco Rossi hanno consenato diplomi e taste-vin ai nuovi sommelier, dopo aver ringraziato il Presidente del CDQ sig. Roberto Fiorentini che tanto si è prodigato per la riuscita del corso. Un’esperienza davvero rimarchevole che vuole essere il coronamento di un ciclo di studi, ma anche l’inizio di un rapporto duraturo fatto di comunicazione e partecipazione attiva alle iniziative FISAR da parte dei nostri nuovi amici. Notizia inviata da Filippo Terenzi Delegazione di Roma e Castelli Romani

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f in

amiglia A Volterra il sociale si coniuga con FISAR

A

nche quest’anno la Fisar delegazione storica di Volterra ha deciso di dare il suo contributo per la xv Rassegna Enogastronomica di Volterra Gusto svoltasi in ottobre nei giorni 20/21, 27/28 e 31 ottobre 1° di Novembre programmando una serie di iniziative di grande interesse per la promozione dei ristoranti di volterra,di cui ben 18 associati, organizzando insieme al Consorzio turistico un menù a prezzo fisso con un piatto a base di tartufo, seppur quest’anno veramente raro per la scarsità delle piogge estive. Nella Domenica del 21 ottobre di grande interesse e partecipazione (non meno di 100 persone) è stata la degustazione di sigaro toscano abbinato ai distillati e passiti ed al cioccolato artigianale, svoltasi eccezionalmente nel cortile della torre medicea di recente ristrutturata del carcere di Volterra, concessa per l’occasione dalla Direzione carceraria: la degustazione presentata e condotta dall’avvocato Flavio Nuti, delegato della Fisar Volterra,

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con la collaborazione del sommelier fisar Lino Acquafredda e di due detenuti aspiranti sommelier, ha suscitato interesse ribadendo l’importanza dell’evento che si inserisce anch’esso nel progetto di formazione dei detenuti per il reinserimento nella vita sociale come sommelier, come già avviene nelle ormai famose “cene galeotte” la cui nuova edizione sarà presentata l’8 novembre prossimo a Firenze. Di sicuro interesse, inoltre è stata la degustazione che si è svolta nelle domeniche del 21, 28 e 1 novembre dei vini di Volterra e della Val di Cecina svoltasti al piano terreno del Palazzo Comunale dei Priori, e soprattutto la contestuale iniziativa di un’asta di confezioni di vini pregiati e di Magnum, offerte da aziende di Volterra e dell’associazione Grandi Cru della costa Toscana, il cui ricavato sarà devoluto per un “Service” di beneficenza in favore di famiglie in difficoltà segnalate dalla Caritas di Volterra su iniziativa del Lions club Volterra (vedi foto da sx i sommelier Michele Senesi, Luciano Fiaschi, Simona Bruschi, Flavio Nuti, Renzo Bartolini, Renzo Nuti). In par-

ticolare, nella domenica del 28 ottobre, seppur il tempo non sia stato clemente, è stata riproposta la seconda edizione del gioco a premi “Indovina l’Intruso”, dove i nostri sommelier a gruppi di due, all’interno di 4 Palazzi storici, eccezionalmente aperti al pubblico, e dove era possibile acquistare prodotti tipici del territorio, hanno gestito una mini degustazione proponendo ai visitatori su 4 vini “bendati” di individuare quello che non era del territorio toscano. Peraltro nella stessa giornata è stato consegnato il premio “Jarro”, in memoria dell’enogastronomo e scrittore Giulio Piccini (18491915) già amico del d’Annunzio, che qui a Volterra ebbe i natali, e che ha visto tra i molti autorevoli premiati personaggi del calibro di Marcello Masi, attuale direttore del TG2, Staino, Baldini, Riondino, Bollani, Albanese, lo schef Picchi, Burdese presidente nazionale Slow Food, e quest’anno per l’edizione 2012 la conduttrice di “aspettando il tg” del programma Italia 7 Annamaria Tossani.

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Notizia inviata dalla Delegazione Fisar Volterra


Insieme per concretizzare i nostri successi

La Segreteria Comunica - di Claudia Marinelli per parlare con il Segretario Nazionale: segretario.nazionale@fisar.com

Con ancora negli occhi la bellezza del Salone delle Feste, dove si è svolta la Cena di Gala presso il Casinò di Venezia, mi accingo a scrivere il mio primo articolo da Segretario Nazionale Fisar.

L’

Assemblea Elettiva svoltasi a Venezia

per la prima volta presso la Sede di Asciano, per

lo scorso 13-14 ottobre ci ha rega-

indicare i membri della Giunta Esecutiva. I lavori

lato momenti intensi. Il fascino di

si sono svolti in un clima molto sereno e proposi-

Venezia poi è sempre imponente come è stata

tivo con l’approvazione delle cariche all’unanimità

la partecipazione dei nostri soci dimostrando

che hanno visto Mario Del Debbio (Presidente),

quell’attaccamento alla nostra Associazione che

Graziella Cescon (Vicepresidente), Luigi Terzago

ci fa ben sperare per il futuro. Un ringraziamento

(Tesoriere), Nicola Masiello (Componente Giunta

particolare va anche a tutti coloro si sono adoperati perché l’Assemblea si svolgesse nel miglior modo possibile, dalla Delegazione di Venezia, a tutti i nostri sommelier che hanno prestato servizio, alle Commissioni Elettorali, ai Coordinamenti Territoriali, alle Commissioni per i Concorsi, e naturalmente anche ai nostri Sponsor. Il nuovo Consiglio ha avuto la riconferma di dieci Consiglieri su quindici eleggibili. Il dato interessante è che gli altri cinque, i nuovi, hanno imme-

Nazionale) e infine io, Claudia Marinelli, assumere il ruolo di Segretario Nazionale. Permettetemi di ringraziare chi ha voluto fortemente conferirmi questo incarico che riconosco essere molto impegnativo. Con umiltà e predisposizione all’ascolto mi accingo ad affrontare le sfide che questo ruolo mi imporrà, sicura che ognuno voi saprà assicurarmi l’entusiasmo necessario per concretizzare i miei sforzi e i miei

diatamente recepito quali sono gli indirizzi della

intenti che saranno tutti, ripeto tutti, nell’interesse

FISAR per il prossimo futuro: la parola d’ordine

generale della nostra Associazione.

per tutti sarà programmaticità, pragmaticità e gioco compatto di squadra.

Sempre con l’ottimismo che ci deve contraddistinguere voglio augurare alla Giunta e ai

A distanza di una settimana dalle Elezioni, dome-

Consiglieri un triennio di successi con la gioia di

nica 21 ottobre, il Consiglio Nazionale si è riunito

poterli condividere con i Delegati e i Soci tutti.

Il Sommelier Novembre-Dicembre 2012 • n. 6

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6. 6. Claudia Marinelli 1646 S O M M E L I Marinelli ER S O M MClaudia EPontedera LIER S O M M EPontedera LIER A L B E R G A T OMasiello RI A L B E RNicola GA TORI ALBERGA TORI 7. 7. Nicola Masiello Valdichiana Valdichiana 1584 RISTORATORI RISTORATORI RISTORATORI RISTORATORI 8. Mastrocicco 8. Luigi Mastrocicco Roma Luigi Roma 1576 9. Sisti Valerio 9. Sisti Valerio Milano Duomo Milano Duomo 1395 10. DEI Rubin 10. Luisella Rubin Luisella S.Donà di Piave 1178 di Piave ULTATO UFFICIALE RISULTATO DELLE VOTAZIONI UFFICIALE DELLE VOTAZIONI RISULTATO DEIUFFICIALE RISULTATO DELLE VOTAZIONI UFFICIALE DEI DELLES.Donà VOTAZIONI DEI risultati ufficiali delle elezioni sono iALseguenti: 11.CONSIGLIO Marchi 11.Massimo Marchi Massimo Pisa 1016 CANDIDATI ALI CONSIGLIO CANDIDATI NAZIONALE AL NAZIONALE CANDIDATI CONSIGLIO CANDIDATI NAZIONALE AL CONSIGLIOPisa NAZIONALE 12. Terrasini 12. Filippo Terrasini Filippo Livorno Livorno 1012 13. Pennazzato 13. Giorgio Pennazzato Venezia Giorgio Venezia1006 Mancini 14. Marco Mancini Marco Versilia Versilia 1005 nome NR. e nome Cognome eDelegazione nome 14. NR. Delegazione Cognome NR. NR.Voti e nome Cognome NR. Voti eDelegazione nome Delegazione NR. Voti 15. Iacone 15.Carlo Iacone Carlo Caserta Caserta 990 Baldassarre 16. Ugo Baldassarre Comuni Ugo Vesuviani Comuni 881 1. on Graziella Cescon Graziella Treviso16. 1. Treviso Cescon 1. 1977 Graziella Cescon 1977 Graziella Treviso Treviso Vesuviani 1977 Guzzardi Carlo Guzzardi Carlo Catania Catania 732 2. Terzago Luigi Terzago Vercelli17. 2. Vercelli Luigi 17. 2. 1842 Terzago Luigi 1842 Terzago Vercelli Vercelli 1842 Casagrande 18. Flavio Casagrande Flavio Treviso 641 Debbio 3. Mario Del DebbioMontecarlo Mario 18. 3. Montecarlo Del Debbio 3. 1707 Mario Del Debbio 1707 Treviso Montecarlo Mario Montecarlo 1707 Giustarini 19. Alberto Giustarini Alberto Volterra Volterra 616 ne 4. Maurizio Barone Maurizio Pavia 19. 4. Pavia Barone 4. 1668 Maurizio Barone 1668 Maurizio Pavia Pavia 1668 Rossi 20. Franco Rossi Franco Valdichiana Valdichiana 418 5. ano Pietro Galleano Pietro Savona20. 5. Savona Galleano 5. 1656 Pietro Galleano 1656 Pietro Savona Savona 1656 21. Cescon 21. Luciano Cescon Luciano Treviso Treviso 392 nelli 6. Claudia Marinelli Claudia Pontedera 6. Pontedera Marinelli 6. 1646 Claudia Marinelli 1646 Claudia Pontedera Pontedera 1646 22. Fiore Mirella 22. Fiore Mirella Latina Latina 1584 384 ello 7. Nicola Masiello Nicola Valdichiana 7. Valdichiana Masiello 7. 1584 Nicola Masiello 1584 Nicola Valdichiana Valdichiana Petitti 23. AntonellaLuigi Petitti Antonella Salerno Salerno 320 8. rocicco Luigi Mastrocicco Roma Luigi23. 8. Roma Mastrocicco 8. 1576 Mastrocicco 1576 Roma Luigi Roma 1576 24. Bussu 24. Giulio Bussu GiulioCivitavecchia Civitavecchia 200 Valerio 9. Sisti Valerio Milano Duomo 9. Milano Sisti Duomo Valerio 9. 1395 Sisti Valerio 1395 Milano Duomo Milano Duomo 1395 Niccolini Vincenzo Niccolini Vincenzo Valdelsa Valdelsa 181 n10. Luisella Rubin Luisella S.Donà 25. 10. di Piave S.Donà Rubin25. 10. 1178 diLuisella Piave Rubin1178 Luisella S.Donà di Piave S.Donà 1178 di Piave Lanza 26. Maria Teresa Lanza Maria Venezia Teresa Venezia 177 11. hi Massimo Marchi Massimo Pisa 26. 11. Pisa Marchi 11. 1016 Massimo Marchi 1016 Massimo Pisa Pisa 1016 Frabetti 27. Vittorio Frabetti Vittorio Venezia Venezia 42 asini 12. Filippo Terrasini Filippo Livorno27. 12. Livorno Terrasini 12. 1012 Filippo Terrasini 1012 Filippo Livorno Livorno 1012 13. azzato Giorgio Pennazzato Venezia Giorgio 13. Venezia Pennazzato 13. 1006 Giorgio Pennazzato 1006 Venezia Giorgio Venezia1006 cini 14. Marco Mancini Marco Versilia14. Versilia Mancini 14. 1005 Marco Mancini 1005 Marco Versilia Versilia 1005 ne 15.Carlo Iacone Carlo Caserta15. Caserta Iacone 15. 990 Carlo Iacone990 Carlo Caserta Caserta 990 16. ssarre Ugo BaldassarreComuni Ugo 16. Vesuviani Comuni Baldassarre 16. Vesuviani 881 Ugo Baldassarre 881 Comuni Ugo Vesuviani Comuni Vesuviani 881 ardi 17. Carlo Guzzardi Carlo Catania 17. Catania Guzzardi 17. 732Carlo Guzzardi 732Carlo Catania Catania 732 grande 18. Flavio CasagrandeTreviso Flavio 18. Treviso Casagrande 18. 641 Flavio Casagrande 641 Treviso Flavio Treviso 641 arini 19. Alberto Giustarini Alberto Volterra 19. Volterra Giustarini 19. 616Alberto Giustarini 616Alberto Volterra Volterra 616 20. Franco Rossi Franco Valdichiana 20. Valdichiana Rossi20. Franco 418 Rossi Franco 418 Valdichiana Valdichiana 418 on 21.Luciano Cescon Luciano Treviso 21. Treviso Cescon 21. 392 Luciano Cescon 392 Luciano Treviso Treviso 392 Mirella 22. Fiore MirellaLatina 22. Latina Fiore Mirella 22. 384 Fiore Mirella 384 Latina Latina 384 23. Antonella Petitti Antonella Salerno 23. Salerno Petitti23. Antonella 320 Petitti Antonella 320 Salerno Salerno 320 u24. Giulio Bussu GiulioCivitavecchia 24. Civitavecchia Bussu24. 200 Giulio Bussu 200 GiulioCivitavecchia Civitavecchia 200 olini 25. Vincenzo Niccolini Vincenzo Valdelsa25. Valdelsa Niccolini 25. 181 Vincenzo Niccolini 181 Vincenzo Valdelsa Valdelsa 181 a26. Maria Teresa Lanza MariaVenezia Teresa 26. Venezia Lanza26. 177 Maria Teresa Lanza 177 MariaVenezia Teresa Venezia 177 27. tti Vittorio Frabetti Vittorio Venezia 27. Venezia Frabetti 27. 42 Vittorio Frabetti42 Vittorio Venezia Venezia 42 SOMMELIER

ALBERGATORI

Un saluto da Rolando Ceccotti già componente del Collegio dei Revisori FISAR Tale intervento è riportato nel verbale del suddetto Consiglio 09/03//2012.

“N

on ho ripresentato la mia candidatura a Sindaco Revisore della FISAR perché, in caso di elezione, non avrei potuto partecipare come avrei voluto alla vita associativa della FISAR

medesima a causa dei molti impegni personali che mi portano sempre più frequentemente fuori Livorno. Sono, infatti, Vice Presidente Nazionale, per il Centro Italia, della Federazione Maestri del Lavoro, di cui alla Legge n. 143/1992, art. 11, con oltre 16.000 Soci. Nel 1992 presi parte, per la prima volta, a Rimini ad un Convegno Nazionale FISAR; feci da Presidente a quello elettivo del 1995 in Sicilia proseguendo, poi, per molti anni con la carica di Revisore durante i quali ho sempre cercato di portare il mio contributo di esperienza professionale come Dirigente di banca e di Revisore contabile iscritto dal 1995

(lo sono tutt’ora) al relativo Albo nazionale istituito presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Spero di esserci riuscito, almeno in buona parte e, nel ringraziare i miei elettori oltre che tanti amici per la loro fiducia, ammetto con piacere di avere conosciuto molti validi Sommelier e Consiglieri della FISAR dai quali ho appreso vere e proprie lezioni di cultura sul vino. Formulo, quindi, i miei migliori auguri di buon proseguimento di lavoro al Consiglio Nazionale specialmente ora che la FISAR compie, con successo, i suoi rispettabili 40 anni di associazione.” Dr. Rag. Rolando Ceccotti

1646 1584 1576 1395 1178 1016 1012 1006 1005 NR. Voti 990 881 1977 732 1842 641 1707 616 1668 418 1656 392 1646 384 1584 320 1576 200 1395 181 1178 177 1016 42 1012 1006 1005 990 881 732 641 616 418 392 384 320 200 181 177 42


Sabato 1 e domenica 2 dicembre 2012 apre a Piacenza il 2° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti

U

n vignaiolo indipendente è un “artigiano del vino” che gestisce in prima persona tutta la filiera che porta il vino dal territorio al mercato: coltiva la sua vigna, raccoglie le sue uve e le vinifica nella propria cantina, fino alla vendita del proprio vino. Lo sanno bene quei consumatori attenti – e sono sempre più numerosi in Italia – che con precise scelte di consumo portano sulle proprie tavole vini artigianali. L’occasione per incontrare i vini e i vignaioli indipendenti è offerta da Fivi che sabato 1 e domenica 2 dicembre 2012 apre la seconda edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti negli spazi del quartiere fieristico di Piacenza.

Programma Mercato di Vini 2012 Sabato 1° dicembre ore 10 ore 13-20 ore 13-20 ore 13-20 ore 17

Tavola rotonda “Il vignaiolo artefice del suo futuro” – ingresso libero Apertura delle degustazioni Mostra fotografica “Vignaioli all’opera” di Mauro Fermariello Mostra d’arte “Tutti i colori del vino” con i vinarelli di Maurizia Gentili Degustazione guidata “Amarone della Valpolicella tra tradizione e innovazione”

Domenica 2 dicembre ore 10-18 ore 10-18 ore 10-18 ore 12 ore 14 ore 16

Apertura delle degustazioni Mostra fotografica “Vignaioli all’opera” di Mauro Fermariello Mostra d’arte “Tutti i colori del vino” con i vinarelli di Maurizia Gentili Gli spumanti di Franciacorta: pas dosé, brut e cremant Aglianico, tre declinazioni di un vitigno Vini passiti da diversi territori italiani

“Abbiamo notato – racconta Costantino Charrère, vignaiolo valdostano e presidente della Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti – che i consumatori attenti vogliono capire, sapere, approfondire, guardare in faccia i produttori, e se necessario sono disposti a spendere alcuni euro in più per acquistare una bottiglia di vino della quale riconoscono il valore culturale. È la testimonianza del fatto che il bicchiere di vino deve tornare ad essere un elemento della nostra catena alimentare, frutto del lavoro di vignaioli che gestiscono il territorio mantenendo vive le periferie agricole e alimentando un circolo virtuoso di posti di lavoro”. La consapevolezza dei valori alimentari è sempre più forte in Italia, ma spesso chi cerca i vini dei vignaioli ha difficoltà a reperirne i prodotti. Si tratta infatti spesso di piccole e medie aziende agricole che producono con qualità artigianale poche bottiglie di vino e che non usano una distribuzione organizzata capace di arrivare in tutto il Paese. L’occasione per conoscerli quindi può essere proprio il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti dove i visitatori possono assaggiare oltre 1.000 vini presentati personalmente dal produttore e acquistare le bottiglie rigorosamente a filiera corta direttamente dalle mani di chi ha fatti nascere e li ha accompagnati fino a noi. Comunicato fivi

La Segreteria Comunica: ingresso € 15,00; Ridotto per i Soci Fisar € 10,00

Il biglietto include il calice Rastal da degustazione che viene consegnato all’ingresso e il catalogo dell’evento. (per ottenere lo sconto è necessario presentare la tessera FISAR alla biglietteria al momento dell’acquisto)


Associarsi vuol dire:

USUFRUIRE DI TUTTI I VANTAGGI RISERVATI AI SOCI

Fe dera z io n e Ass o cia rs i a ll a n o st ra Ì FAC ILE! NON È M A I STATO COS

Ricevere la rivista bimestrale di enogastronomia e turismo “Il Sommelier” Partecipare a condizioni vantaggiose alle cene, alle degustazioni, agli eventi organizzati dalla vostra delegazione di zona Usufruire di sconti e omaggi nelle maggiori manifestazioni enogastronomiche nazionali (Vinitaly, Salone del Gusto, Sensofwine ecc.) Usufruire di sconti in locali convenzionati in tutta Italia (Ristoranti, Enoteche, Cantine, Agriturismo ecc.) LE MODALITà PER ADERIRE AL TESSERAMENTO 2013 SONO:

CONTATTARE LA DELEGAZIONE DI APPARTENENZA CHE SAPRà DARVI TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER L'ISCRIZIONE ALL'ANNO 2013. COMPILARE IL BOLLETTINO POSTALE INTESTATO A F.I.S.A.R. – C/C N. 10677565 – IMPORTO € 60,00 – CAUSALE. RINNOVO QUOTA SOCIALE ANNO 2013 – DELEGAZIONE DI (indicare il nome, non indicando nessuna delegazione, la Segreteria Nazionale Vi attribuirà la delegazione competente per territorialità). Per i soci fino al compimento del 25° anno di età, l'mporto della tessera è di € 40,00 (comunicare il codice fiscale). EFFETTUARE IL BONIFICO BANCARIO INTESTATO A F.I.S.A.R. – IBAN: IT82 I069 1514 0000 0000 0012 480 – BIC: BMLUIT3L118- IMPORTO € 60,00 – CAUSALE. RINNOVO QUOTA SOCIALE ANNO 2013 – DELEGAZIONE DI (indicare il nome, non indicando nessuna delegazione, la Segreteria Nazionale Vi attribuirà la delegazione competente per territorialità). Per i soci fino al compimento del 25° anno di età, l'mporto della tessera è di € 40,00 (comunicare il codice fiscale).

ANDARE SUL SITO DI PAYPAL (https://www.paypal.com/it) REGISTRARSI E INVIARE UN PAGAMENTO DI € 60,00 O DI

€ 40,00 per i giovani fino al compimento del 25° anno (comunicare codice fiscale) ALLA SEGUENTE E-MAIL: segreteria.nazionale@fisar.com SPECIFICANDO NELLA DESCRIZIONE: NOME, COGNOME, INDIRIZZO COMPLETO E LA CAUSALE: QUOTA ASSOCIATIVA 2013.

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Il Sommelier n.6/2012 novembre/dicembre