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Chiacchierando

con

Clemy Scognamiglio A cura di Giovanna Samanda Ricchiuti 1. Ciao Clemy, grazie per aver accettato l’intervista! Iniziamo con una piccola presentazione, chi è Clemy Scognamiglio? Iniziamo con una domanda assai difficile, sono una donna molto schiva, molto riservata e timida, tranne quando scrivo. 2. A che età hai iniziato a scrivere? Da piccolissima se contiamo anche l’uso del disegno, interpretazione grafica del lessico fantastico. Era già presente, almeno così mi dicono i miei insegnanti e compagni, dagli anni della scuola, ma sono riuscita a darle voce e condividerla molto più tardi, con una spinta coraggiosa. Farsi leggere vuol dire rivelarsi e lì, non ci sono trucchi, né scappatoie. 3. Accetti consigli mentre scrivi? E, solitamente, c’è un posto in cui preferisci scrivere? No, nessun consiglio almeno in fase creativa, perché scrivere è un rapporto intimo e spontaneo, e, così deve essere inteso, una libertà assoluta e individuale. Tutto quanto può accadere dopo a quel medesimo scritto, intendo revisioni o editing, rientra in una fase completamente diversa, è un’opera da pubblicare e quindi accetto e accolgo suggerimenti e ogni tipo di critica. E’ indispensabile. Il luogo dove solitamente scrivo, può essere ovunque, ma sono imperativi l’uso di cuffia e tanta, tanta musica. 4. Il tuo primo libro è una raccolta di racconti, Passi Cigolanti. Ti va di raccontarti com’è nata quest’antologia? Passi Cigolanti è una raccolta di racconti brevi. I dieci personaggi sono tutti figli di un percorso di vita che appare subito non perfetto. E’ nato pensando al quotidiano di chi affronta la vita e i suoi sgambetti con

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Eclettica 6  
Eclettica 6  
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