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Frati della Corda Notiziario della Custodia di Terra Santa

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PAGINA 17 Fra Pierbattista Pizzaballa confermato Custode di Terra Santa PAGINA 21 Siria, padre François Mourad ucciso in un convento francescano PAGINA 40 Ordinazioni a San Salvatore: «La chiamata, un dono dell’amore infinito di Dio» Giugno 2013 | FdC | 1


Indice santa sede

Negoziati tra Santa Sede e Israele, l’ottimismo del nunzio Lazzarotto 3 La chiamata di Abramo 5 I lavori dell’ottantaseiesima assemblea della Roaco 7

Curia generalizia

Beatificazione del Ven. Servo di Dio Odoardo Focherini Il Definitorio Generale ha eletto a Custode di Terra Santa fra Pierbattista Pizzaballa ofm Electio Custodis errae Sanctae

patriarcato latino

Rischio di chiusura delle scuole cristiane di Gaza 120 giovani di Terra Santa alla GMG di Rio

Curia Custodiale

Convocazione del capitolo custodiale 2013 Fra Pierbattista Pizzaballa confermato Custode di Terra Santa Lettera Congregatio Pro Ecclesiis Orientalibus

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sorella morte 21-23 Siria, padre François Mourad ucciso in un convento francescano 21 regione san paolo

Il patrimonio cristiano in pericolo nella Siria devastata dalla guerra 24 La tragedia infinita della Siria, dove i frati restano vicini alla popolazione 25 Appello per i rifugiati siriani 26 Incontro G8 27

Cronaca della custodia

Grande avvenimento dell’Anno delle fede: solenne Adorazione eucaristica in contemporanea mondiale

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Concluso il restauro della VII stazione 30 Sant’Antonio di Padova: l’attualità della sua fede e del suo amore per i poveri 31 A partire da Giovanni Battista, Dio fa nuova ogni cosa 32 Il festival della scuola di musica della Custodia di Terra Santa 39 Ordinazioni a San Salvatore: «La chiamata, un dono dell’amore infinito di Dio» 40 varie Prima Comunione alla comunità di Giaffa 44 I leader religiosi di Terra Santa: «Spregevoli gli oltraggi ai luoghi sacri» 44 L’intronizzazione del Patriarca armeno 44 Seminario sull’imprigionamento dei bambini 45 Una foresta in ricordo del card. Martini. Il rabbino Laras: segno forte di dialogo tra ebrei e cristiani 45 Un video sulle antiche campane del Tesoro di Betlemme 46 Scavando tra vecchie riviste si scopre la storia della Custodia di Terra Santa 47 Riflessioni e ricordi di un ironico pellegrino 47 Nuovo documento del Vaticano sui migranti ed i rifugiati 48 Una croce per la Kehilla di Giaffa 49 Nazareth: la scuola Don Guanella ha la sua “sala vituale” 50 Un cuore per la Palestina 51 A Gerico vandali e incuria minacciano le vestigia erodiane 52 I media arabi cristiani al servizio dei diritti umani Plenaria della Roaco sulla situazione dei cristiani in Siria, Iraq, Egitto e Terra Santa 53 Viaggio e pellegrinaggio 54 40 anni di onorato servizio (CIC) Ricordo di Edoardo Arborio Mella 56 XIII corso animatori spirituali pellegrinaggi 57 On line il sito web dedicato alla Basilica dell’Agonia-Getsemani 58 è uscita la rivista Terra Santa in italiano francese e spagnolo 59

Fraternitas 60 Frati della Corda Notiziario della Custodia di Terra Santa

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Frati della Corda

Notiziario della Custodia di Terra Santa

PAGINA 17 Fra Pierbattista Pizzaballa confermato Custode di Terra Santa PAGINA 21 Siria, padre François Mourad ucciso in un convento francescano PAGINA 40 Ordinazioni a San Salvatore: «La chiamata, un dono dell’amore infinito di Dio» Giugno 2013 | FdC | 1

FRATI DELLA CORDA Notiziario della Custodia di Terra Santa Edizione n. 06 Giugno 2013 CONTATTi Segreteria Custodia di Terra Santa St. Francis 1 Jerusalem - POBOX: 186 - Israel custodia@custodia.org STAMPA Franciscan Printing Press fpp@bezeqint.net

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Santa Sede Negoziati tra Santa Sede e Israele, l’ottimismo del nunzio Lazzarotto Roma, 19 giugno 2013 L’arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, rappresentante pontificio presso Israele e l’Autorità Palestinese.

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er concludere i lunghi negoziati fra Santa Sede e Israele restano ancora pochi ostacoli da superare. Il rappresentante pontificio presso Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese mons. Giuseppe Lazzarotto, dal novembre 2012 di stanza a Gerusalemme, si dice «ottimista» in un colloquio con Terrasanta.net. A margine dell’assemblea della Riunione opere aiuto Chiese orientali in corso in Vaticano, ci dice che entro l’anno «si arriverà a capire se ci sarà la conclusione» dell’Accordo su aspetti fiscali ed economici e su alcune proprietà contese in Israele, in discussione dal 1997.

Eccellenza, i negoziati con lo Stato di Israele proseguono da anni. Quanto manca ancora alla fine? Quel che posso dire è che restano da chiarire due punti: in primo luogo devono essere definiti certi aspetti concreti che riguardano alcuni luoghi e istituzioni della Chiesa cattolica in Terra Santa; in secondo luogo c’è la questione di principio sull’applicazione degli Accordi, la cosiddetta «validità territoriale». Occorre definire in modo conclusivo questi aspetti per impedire che l’applicazione degli Accordi divenga problematica, o crei nuovi problemi invece di risolverli. Ma non siamo lontani dalla conclusione, non penso manchi molto: le linee generali sono già state definite. Adesso si tratta di trovare le formulazioni più adatte per affermare i princìpi in maniera chiara: questo richiede tempo. Pensa che rimarranno in piedi le esenzioni fiscali delle quali le istituzioni cattoliche hanno goduto in passato? Negli Accordi le istituzioni verranno distinte nettamente in base alla loro attività: ad esempio verrà distinto nettamente tutto ciò che riguarda attività commerciali sulle quali sarà inevitabile pagare delle tasse, da quello che riguarda invece la presenza e il carattere di altre istituzioni cattoliche per l’attività che

l’istituzione svolge. Ad esempio conventi o monasteri che non svolgono attività di lucro non verranno trattati allo stesso modo di una casa di accoglienza, e così andranno trovate formule per istituzioni con finalità educative o assistenziali. Possono sembrare cose ovvie, ma nella complessità della realtà concreta della Terra Santa spesso è tutto mischiato e va invece definito con la massima precisione possibile.

Quanto pensa che ci vorrà per la fine? (Sorride). Su questo non posso essere profeta! Auspico che sia il più presto possibile. Credo che entro quest’anno dovremmo capire se ci sarà la parola fine o no. Poi i tempi si potranno allungare per la ratifica, ma entro l’anno dovremmo capire se si arriverà alla firma. È ottimista? Direi di sì, perché il grosso del lavoro è fatto: sarebbe

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grave se dovessimo ricominciare tutto da capo. Realisticamente, con gli elementi che abbiamo in mano, sento di poter dire che siamo abbastanza vicini alla conclusione.

Come mai in 16 anni non si è ancora arrivati alla conclusione? Che idea s’è fatto in proposito? Sinceramente non mi meraviglio dei tempi, perché al di là di tutta una serie di vicende che hanno costellato questi anni c’erano sul tappeto vari aspetti tecnici che dovevano essere valutati in maniera precisa. Quando si parla di tasse, si sa, entrano in gioco la storia, la tradizione, le legislazioni locali, i parametri stabiliti, le attività svolte, in che misura e in che forma, numerosi ministeri coinvolti. Dunque non c’è da stupirsi che ci siano voluti così tanti anni. Potrà anche apparire un tempo lungo, ma vista la complessità della Terra Santa era molto più importante fare le cose bene che farle in fretta. I negoziati riguardano anche una trentina di proprietà contese. Ci sono stati sviluppi sulla questione della restituzione del Cenacolo alla Chiesa cattolica? L’argomento è all’ordine del giorno, benché non strettamente parte dell’Accordo. Quel che posso dire è che ci stiamo lavorando, con prospettive positive. Vorrei sottolineare che tutte le parti interessate sono state coinvolte: Santa Sede, Custodia di Terra Santa, autorità israeliane e autorità islamiche, poiché com’è noto il Cenacolo è Waqf, ovvero proprietà familiare religiosa. Non sarà «restituzione« la formula che verrà impiegata, ma con realismo si sta piuttosto cercando di arrivare ad un «uso sistematico e continuativo come Luogo santo e quindi di culto» della sala del Cenacolo. Lei aveva già vissuto in Israele dal 1982 al 1984. Che cambiamenti nota dopo 30 anni? Purtroppo la situazione è decisamente peggiorata in questi 30 anni. Ho trovato la vita quotidiana dei cristiani in Terra Santa molto più difficile rispetto al

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passato, specialmente a causa della costruzione del Muro (la barriera che gli israeliani vanno erigendo dai primi anni del Duemila - ndr). Non si tratta solo del Muro in sé, ma di ciò che esso esprime, del clima che crea. Il muro rimarca la volontà di separazione e di autoesclusione: questo è l’aspetto più complesso e difficile da superare. Oltre al muro fisico, che il giorno che si arriverà ad un accordo di pace potrebbe anche venir abbattuto, è un muro morale che è stato eretto nella mente e nel cuore delle persone: questo aspetto a mio avviso è ancora più negativo della separazione, già di per sé dolorosa e difficile, delle famiglie e comunità che si sono trovate su lati opposti. La Santa Sede ha un’altra visione di come creare sicurezza, e di come giungere a una soluzione del conflitto arabo-israeliano.

Qualcosa è migliorato? Ho trovato decisamente più distesi i rapporti fra le comunità cristiane presenti in Terra Santa: segno che il dialogo ecumenico prosegue speditamente, e comincia a dare dei frutti. C’è molta più fraternità, più collaborazione e soprattutto desiderio di fare insieme, pregare insieme, stare insieme. Questo trent’anni fa non era affatto così evidente: ho trovato un’intesa che mi ha allargato il cuore. Lei è al suo primo anno di mandato. Che cosa le piacerebbe realizzare durante la sua missione? Mi piacerebbe essere ricordato come uno che si è impegnato ossessivamente a seminare speranza; come uno che ha svolto il suo ministero incoraggiando, e alimentando la speranza laddove c’è già: perché il pericolo più grave oggi in Terra Santa è lasciarsi vincere dallo scoramento e dalla frustrazione per il vedere pochi cambiamenti sul terreno, per il non scorgere miglioramenti della situazione. Mai pensare che le cose non possano cambiare! Guai a pensarlo! Occorre seminare speranza a tutti i costi, e farla crescere. www.terrasanta.net


La chiamata di Abramo Roma, 26 giugno 2013

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a strada per la pace in Medio Oriente è quella indicata dalla “saggezza” di Abramo, padre comune nella fede per ebrei, cristiani e musulmani. Lo ha detto Papa Francesco nella messa celebrata nella cappella della Domus Sanctae Marthae martedì 25 giugno, riferendosi alla “lotta per la terra” tra Abramo e Lot, raccontata al capitolo 13 della Genesi (2.5-18). “Quando io leggo questo, penso al Medio Oriente e chiedo tanto al Signore che ci dia a tutti la saggezza, questa saggezza: non litighiamo - tu di qua e io di là - per la pace” ha detto all’inizio dell’omelia. E Abramo, ha aggiunto, ci ricorda anche che “nessuno è cristiano per caso” perché Dio ci chiama per nome e con “una promessa”. Con il Papa hanno concelebrato, tra gli altri, i cardinali Camillo Ruini e Robert Sarah,

presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, che accompagnava un gruppo di officiali e collaboratori del dicastero; il vescovo Ignacio Carrasco de Paula, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, con i suoi collaboratori; e il gesuita Gabriel G. Funes, direttore della Specola Vaticana, con il personale dell’osservatorio astronomico. C’è una promessa, ha ricordato il Pontefice, alla radice della storia di Abramo che è pronto a lasciare la sua terra “per andare non sapeva dove, ma dove il Signore gli avrebbe detto”. Il Santo Padre ha ripercorso le sue vicissitudini, il passaggio in Egitto e, appunto, la disputa e poi la pace con Lot per la questione della terra. Papa Francesco ha ripetuto le bellissime parole della Genesi: “Allora il Signore disse ad Abramo: “Alza gli occhi e, dal luogo dove

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tu stai, spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno”, dappertutto, tutto è tuo, tutto sarà tuo, della tua discendenza”. E, ha aggiunto, “quest’uomo, forse già novantenne, guarda tutto e crede alla parola di Dio che lo ha invitato a uscire dalla sua terra. Crede. E poi va a stabilirsi alle Querce di Mamre, il posto dove il Signore gli parlerà tante volte”. Abramo, ha sottolineato il Pontefice, “parte dalla sua terra con una promessa. Tutto il suo cammino è andare verso questa promessa. E il suo percorso è anche un modello del nostro percorso. Dio chiama Abramo, una persona, e di questa persona fa un popolo. Se noi andiamo al libro della Genesi, all’inizio, alla creazione, possiamo trovare che Dio crea le stelle, crea le piante, crea gli animali”. Tutto al plurale. Ma “crea l’uomo: singolare. Uno. Dio parla a noi sempre al singolare, perché ci ha creati a sua immagine e somiglianza. E Dio ci parla al singolare e ha parlato ad Abramo, gli ha fatto una promessa e lo ha invitato a uscire dalla sua terra”. Anche “noi cristiani - ha proseguito il Papa - siamo stati chiamati al singolare. Nessuno di noi è cristiano per puro caso: nessuno. C’è una chiamata a te, a te, a te”. È una chiamata “con il nome, con una promessa: vai avanti, io sono con te, io cammino affianco a te”. “Questo - ha spiegato - lo sapeva pure Gesù che nei momenti più difficili si rivolge al Padre”, come accade “nell’orto degli ulivi. E alla fine, quando sente quel buio tanto profondo”, dice: “Padre, perché mi hai abbandonato?”. Dunque, “sempre in rapporto al Padre che lo ha chiamato e lo ha inviato. E, anche quando ci lascia nel giorno dell’Ascensione, ci dice quella bella parola: io sarò tutti i giorni con voi, accanto a voi: accanto a te, accanto a te, accanto a te. Sempre”. “Dio ci accompagna, Dio ci chiama per nome, Dio

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ci promette una discendenza” ha ricordato ancora il Pontefice. “E questa è la sicurezza del cristiano: non è una casualità, è una chiamata. Una chiamata che ci fa andare avanti. Essere cristiano è una chiamata d’amore, d’amicizia. Una chiamata a diventare figlio di Dio, fratello di Gesù, a diventare fecondo nella trasmissione di questa chiamata agli altri, a diventare strumento di questa chiamata”. Certo, ha riconosciuto, “ci sono tanti problemi, momenti difficili. Anche Gesù ne ha passati tanti, ma sempre con quella sicurezza: il Signore mi ha chiamato, il Signore è con me, il Signore mi ha promesso. Ma forse il Signore si è sbagliato su di me? Il Signore è fedele, perché Lui mai può rinnegare se stesso. Lui è la fedeltà”. Proprio “pensando ad Abramo, a questo brano della Scrittura, dove lui è unto padre per la prima volta, padre del popolo, pensiamo anche a noi - ha proseguito il Pontefice - che siamo stati unti nel battesimo e pensiamo alla nostra vita cristiana”. E a chi dice “Padre, ma io sono peccatore!” il Papa ha ricordato che tutti noi lo siamo. L’importante è “andare avanti, con il Signore. Andare avanti con quella promessa che ci ha fatto, con quella promessa di fecondità; e dire agli altri, raccontare agli altri, che il Signore è con noi, che il Signore ci ha scelti e che lui non ci lascia soli mai. Quella certezza del cristiano ci farà bene”. Papa Francesco ha concluso con l’auspicio che “il Signore dia a tutti noi questa voglia di andare avanti che ha avuto Abramo” anche in mezzo alle difficoltà. Andare avanti, con la sicurezza di Abramo, la sicurezza che il Signore “mi ha chiamato, che mi ha promesso tante cose belle, che è con me». © L’Osservatore Romano


I lavori dell’ottantaseiesima assemblea della Roaco Roma, 15 giugno 2013

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n’ininterrotta preghiera per la pace in Medio Oriente, ma anche per i benefattori che vi sostengono la presenza dei cristiani. Nel costante ricordo delle sofferenze di tanti uomini e donne, specie a causa della crisi siriana, ma anche della grande testimonianza di vitalità offerta dalle popolazioni della regione. È stato questo lo spirito con cui sono state vissute in Vaticano, dal 18 al 20 giugno scorsi, le giornate dei lavori dell’ottantaseiesima assemblea plenaria della Riunione opere aiuto Chiese orientali (Roaco), culminate con l’udienza papale. L’organismo raduna dal 1968 le agenzie cattoliche impegnate nel sostegno alle comunità cristiane dell’Oriente in tutte le dimensioni della loro vita: culto, clero, formazione pastorale, istituzioni educative e scolastiche, assistenza socio-sanitaria. Tema dei lavori di quest’anno: “La situazione dei cristiani e delle Chiese in Egitto, Iraq, Siria e in Terra Santa”. Con i vertici della Congregazione

per le Chiese Orientali e i rappresentanti di oltre venti agenzie caritative provenienti da dieci Paesi occidentali, erano presenti anche autorevoli esponenti delle comunità interessate: il nunzio apostolico in Siria, Mario Zenari, e il delegato apostolico a Gerusalemme, Giuseppe Lazzarotto, il custode francescano di Terra Santa, Pierbattista Pizzaballa, e i nuovi patriarchi copto-cattolico, Ibrahim Isaac Sidrak, e caldeo, Raphael i Sako, entrambi eletti all’inizio del 2013. Così alla prolusione del cardinale prefetto Leonardo Sandri, che è anche presidente della Roaco, hanno fatto seguito interventi suddivisi per le diverse aree geografiche. La prima mattinata è stata dedicata alla Siria: il nunzio Zenari ha espresso gratitudine per i ripetuti appelli del Papa alla cessazione delle ostilità, come pure per l’attenzione riservata dalla Santa Sede e il fattivo aiuto della Caritas internationalis e di numerose agenzie di assistenza. © L’Osservatore Romano

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Curia Generalizia Beatificazione del Ven. Servo di Dio Odoardo Focherini carpi, 15 GIUGNO 2013

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abato 15 giugno 2013 nella piazza della Cattedrale di Carpi Sua Eminenza Reverendissima il Sig. Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e Rappresentante del Santo Padre ha presieduto il Rito di Beatificazione del Venerabile Servo di Dio Odoardo Focherini, martire, padre di famiglia, socio dell’Azione Cattolica Italiana, ucciso in odium fidei nel campo di concentramento di Hersbruck il 27 dicembre 1944. La Causa di beatificazione fu affidata dalla Diocesi di Carpi al Rev.mo P. Luca M. De Rosa, ofm, Postulatore generale dell’Ordine, il 17 maggio 1998. La Piazza dei Martiri di Carpi ha celebrato la figura di un martire cristiano, di un testimone coraggioso del Vangelo. Odoardo Focherini, giornalista, dirigente dell’Azione Cattolica, ucciso in odio alla fede per l’assistenza caritatevole che offriva ai perseguitati e agli ebrei. La sua nascita al cielo avvenne nel giorno in cui la Chiesa celebra il ricordo di san Giovanni, il 27 dicembre del 1944. Questo il suo testamento lasciato a Teresio Olivelli: «Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica, apostolica, romana, e nella piena

Il Definitorio Generale ha eletto a Custode di Terra Santa per i prossimi tre anni fra Pierbattista Pizzaballa ofm. Il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, fra Michael Perry, ha comunicato che, dopo avere ottenuto l’approvazione della Sede Apostolica, il Definitorio Generale ha eletto a Custode di Terra Santa per i prossimi tre anni fra Pierbattista Pizzaballa ofm. Esprimiamo a fra Pierbattista i nostri migliori auguri per questa scelta e assicuriamo fin d’ora la nostra preghiera per un servizio così delicato per la vita della Chiesa di Terra Santa.

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sottomissione alla volontà di Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia diocesi, per l’Azione Cattolica, per il Papa, e per il ritorno della pace nel mondo». Ancora oggi Odoardo Focherini ci parla: lo fa con la sua esuberanza e con quel suo sorriso nel non darsi per vinti anche nelle situazioni di grande prova, poiché sostenuti dalla consapevolezza che «nulla di quanto è dolore e sofferenza va perduto, ma tutto si trasforma in benedizione» di Dio; lo fa attraverso il suo appassionato attaccamento al sacramento del matrimonio e alla famiglia come vera risorsa a cui attingere le forze che permettono di guardare al futuro; lo fa con il suo impegno intelligente per la comunicazione e per le reti di comunione, quali sono anche i moderni network. Giusto fra le nazioni, per i figli di Israele, beato per la Chiesa: Odoardo risplende per tutti come testimone della passione di Dio per ogni uomo e per la libertà di ogni coscienza.


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Patriarcato Latino Rischio di chiusura delle scuole cristiane di Gaza Gaza, 20 giugno 2013

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Gaza una legge intende introdurre la separazione tra ragazzi e ragazze nelle scuole a partire dal prossimo anno scolastico. Cinque scuole cristiane, di cui tre cattoliche, sono sotto minaccia di chiusura (oltre a quelle scuole gestite dalle Nazioni Unite). Il Patriarca latino di Gerusalemme deplora questa prospettiva e manifesta l’intenzione di incontrare i principali leader di Hamas, tra cui il Ministro della Pubblica Istruzione, per arrivare ad una “soluzione per il bene degli alunni”. Nella Striscia di Gaza, le scuole pubbliche hanno già applicato il principio delle classi non miste a partire dai nove anni di età. Con la nuova legge vengono prese direttamente di mira le scuole private, che a Gaza effettivamente sono miste. Le tre scuole cattoliche della Striscia accolgono 1500 alunni. Una scuola è tenuta dalle Suore del Rosario, mentre le altre due fanno riferimento al Patriarcato Latino. Per il Patriarca, “tale decisione desta grave preoccupazione”. A livello materiale c’è un problema di spazi, di organizzazione e di professori. “Oltre a dover trovare spazi in aggiunta per raddoppiare i locali, le nostre scuole dovrebbero assumere più personale. Non abbiamo i mezzi”, ha detto il Patriarca. Bisogna sapere che uomini e donne non sono autorizzati a insegnare ad allievi di sesso opposto se questi abbiano più di dieci anni di età. Mons. Fouad Twal ritiene che non si andrà mai “in questa direzione” e che “non può trovarsi d’accordo”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, Mons. Fouad Twal, spera di discutere la questione con i

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ministri della Striscia di Gaza (compreso quello dell’Istruzione). “Questa decisione non è stata emanata dalle alte autorità, ma da un consigliere. Per questo motivo ho intenzione di recarmi a Gaza assieme al Direttore delle scuole di Palestina (Rev. Don Faysal Hijazen) alla prima occasione e, insieme ai responsabili di Hamas, trovare una soluzione per il bene degli alunni”.

I valori dell’apertura L’istruzione è una priorità nella Diocesi di Terra Santa. Da un lato, le scuole cattoliche sono un mezzo per aiutare i cristiani a rimanere nella regione. D’altra parte, la Chiesa, attraverso le sue istituzioni, è sempre lieta di essere al servizio degli scolari (la cui stragrande maggioranza è musulmana), in ambito educativo, culturale, pedagogico. “Le scuole hanno un valore interreligioso e sociale di grande importanza”, ha sottolineato il Patriarca. “Attraverso le scuole e la presenza degli alunni – ragazzi e ragazze – c’è come un vero e proprio canale di comunicazione con i genitori. Grazie ad esso, siamo riusciti a costruire amicizie con molte famiglie di Gaza, siano esse cristiane o musulmane, vicine a Fatah o Hamas” spiega il Patriarca, che aggiunge: “Crediamo nell’importanza dell’educazione nelle scuole dove si apprende l’apertura agli altri. I bambini che a scuola imparano e giocano insieme, conquistano la virtù del dialogo per il futuro“. Christophe Lafontaine http://it.lpj.org


120 giovani di Terra Santa alla GMG di Rio Gerusalemme, 27 giugno 2013

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entoventi giovani di Terra Santa si sono iscritti alla Giornata Mondiale della Gioventù che quest’anno si svolgerà a luglio, saranno accompagnati da S.E. Mons. Shomali, Vescovo ausiliare per la Palestina. Il gruppo si sta preparando da diverse settimane per vivere in pienezza quest’appuntamento eccezionale con il Santo Padre. Ogni domenica, da più di un mese, i giovani palestinesi (da Gerusalemme e Ramallah) si ritrovano a Ramallah per prepararsi spiritualmente e logisticamente alla prossima GMG di Rio, mentre I giovani della Galilea si stanno preparando con il Cammino neocatecumenale. Queste riunioni permettono ai partecipanti di meditare sul tema missionario della GMG di quest’anno “Andate e fate discepoli tutti i popoli!” (Mt 28,19) e di riflettere insieme come vivere questa Missione. Esse sono per ciascuno anche un mezzo per conoscersi prima di partire per questa avventura ecclesiale eccezionale di due settimane, di preparare la parte logistica, i regali, ecc. I 120 giovani iscritti decolleranno il 13 luglio, accompagnati da Mons. Shomali, Vescovo ausiliare per la Palestina, da P. Feras Hijazin, parroco di Gerusalemme e da Don Aziz Halaweh, direttore spirituale della JEC (gioventù studentesca cristiana). Dopo una settimana missionaria nella diocesi di

Niteroi (nello stato di Rio de Janeiro), il gruppo si recherà a Rio per unirsi ai milioni di altri giovani di tutto il mondo per l’incontro con il Santo Padre. Il Vescovo conta su questo momento forte di incontro perché “i giovani possano sentire l’universalità e la cattolicità della Chiesa, particolarmente quando saranno in mezzo a tre milioni di altri giovani alla messa di chiusura”.

Far crescere la relazione pesonale dei giovani con Cristo Oltre ai 120 giovani, la Terra Santa sarà ben rappresentata a Rio. L’inno ufficiale della GMG in arabo, adottato ufficialmente dal Comitato centrale, è stato tradotto, cantato e registrato dai giovani di Terra Santa. Inoltre S.E. Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario patriacale a Nazareth, è stato invitato dal Pontificio Consiglio per i Laici di Roma a tenere delle conferenze durante le tre mattinate preparatorie di catechesi che sono previste prima dell’incontro con Papa Francesco. “Possano questi giorni aumentare la fede dei giovani”, ha dichiarato Mons. Shomali. “Una fede che si nutre dalla relazione personale con Cristo. Questo è il nostro obiettivo ed anche quello della GMG”. Amélie de La Hougue http://it.lpj.org/

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Fra Pierbattista Pizzaballa confermato Custode di Terra Santa Gerusalemme, 27 giugno 2013 Gerusalemme, Thursday, 27 June 2013 Prot. AA-80-RT/13

Jerusalem, Thursday, 27 June 2013 Prot. AA-80-RT/13

A tutti i religiosi della Custodia di Terra Santa E a chi può concernere

To All Religious of the Custody of the Holy Land And to Whom It May Concern

Oggetto: Nomina del Nuovo Custode di Terra Santa

Subject: Appointment of the New Custos of the Holy Land

Fratelli Carissimi, il Signore vi dia pace! Il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, fra Michael Perry, mi ha comunicato che, dopo avere ottenuto l’approvazione della Sede Apostolica, il Definitorio Generale ha eletto a Custode di Terra Santa per i prossimi tre anni fra Pierbattista Pizzaballa ofm. Esprimiamo a fra Pierbattista i nostri migliori auguri per questa scelta e assicuriamo fin d’ora la nostra preghiera per un servizio così delicato per la vita della Chiesa di Terra Santa. Fraternamente.

fra Renato Beretta ofm Visitatore Generale fra Noel Muscat ofm Pro-Segretario di Terra Santa

Dear Friars, The Lord give you peace! The Minister General of the Order of Friars Minor, fra Michael Perry, has communicated that, after having obtained the approval of the Apostolic See, the General Definitory has elected Brother Pierbattista Pizzaballa ofm as Custos of the Holy Land for the next three years. We convey to Brother Pierbattista our best wishes for this decision, and from this moment we promise to pray for him in the carrying out of his service, which is so devoted to the life of the Church in the Holy Land. Fraternally,

fra Renato Beretta ofm Visitator General fra Noel Muscat ofm Pro-Secretary of the Holy Land

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Gerusalemme, 28 giugno 2013 Oggi, è stata annunciata la conferma di Fra Pierbattista Pizzaballa come Custode di Terra Santa per i prossimi tre anni. La Custodia partecipa a Fra Pierbattista Pizzaballa i migliori auguri per la prosecuzione della sua missione a capo della Provincia di Terra Santa. La Custodia conta attualmente 285 religiosi francescani. 174 fratelli appartengono alla Provincia della Custodia e 111 sono invece venuti al suo servizio da altre Provincie. Il servizio può andare da una decina d’anni a più. 39 sono le nazionalità rappresentate. Il gruppo linguistico più importante è quello orientale (per la maggioranza di lingua araba) con 66 fratelli, seguito dal gruppo di lingua italiana (61), dal gruppo anglofono (54) e dal gruppo di lingua spagnola (50). Vedi anche il video del Franciscan Media Center – clicca qui www.custodia.org

Fra Pierbattista Pizzaballa è stato riconfermato Custode di Terra Santa. La notizia è stata resa nota oggi. Fra Pizzaballa fu eletto Custode di Terra Santa per la prima volta nel maggio 2004 e venne riconfermato nel 2010 per tre anni. Il suo prossimo importante impegno sarà il Capitolo della Custodia, in calendario dall’1 al 15 luglio prossimo a Gerusalemme. A presiederlo sarà il visitatore generale fra Renato Beretta, nominato nel luglio 2012 dal ministro generale dell’Ordine. I francescani della Custodia di Terra Santa sono presenti nella regione mediorientale da otto secoli e per tutto questo tempo hanno assicurato, per conto della Chiesa cattolica, la cura dei principali santuari sorti sui luoghi della vita terrena di Gesù. I Frati Minori della Custodia oggi sono circa 300 e di varie nazionalità. Accolgono i pellegrini, officiano nei

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luoghi santi, assistono la comunità cristiana locale, sono impegnati nello studio delle Scritture e nella ricerca archeologica, dialogano con le persone di altre religioni e culture. Pizzaballa è nato a Cologno al Serio, in diocesi e provincia di Bergamo, il 21 aprile 1965 ed è sacerdote dal 15 settembre 1990. Ha vestito il saio francescano il 5 settembre 1984, entrando a far parte della Provincia di Cristo Re, dei Frati minori dell’Emilia Romagna. Il 14 ottobre 1989 ha emesso i voti solenni. Dopo il primo ciclo di studi filosofico-teologici ha conseguito il baccellierato in Teologia il 19 giugno 1990 presso il Pontificio ateneo Antonianum di Roma. Ha compiuto gli studi di specializzazione presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, ottenendo la licenza in Teologia biblica il 21 giugno 1993 e successivamente ha conseguito il grado di Master presso l’Università ebraica di Gerusalemme. È stato assegnato alla Custodia di Terra Santa nel luglio 1997. Ha svolto il compito di docente di ebraico biblico alla facoltà francescana di Scienze bibliche e di Archeologia a Gerusalemme e nell’ambito del patriarcato latino di Gerusalemme ha lavorato nella pastorale per i fedeli di espressione ebraica. Dal maggio 2001 al maggio 2004 è stato superiore del convento dei Santi Simeone e Anna, a Gerusalemme, dove ha sede una delle comunità cattoliche ebreofone. Dal 2005 al 2008 è stato anche vicario patriarcale (del patriarca mons. Michel Sabbah) per i cattolici di lingua ebraica. Il 18 marzo 2008 Benedetto XVI ha nominato fra Pizzaballa, per un quinquennio, consultore della Commissione per i rapporti con l›ebraismo presso il Pontificio consiglio per la promozione dell›unità dei cristiani. Nella sua veste di padre Custode, Pizzaballa ha accolto papa Ratzinger nel suo pellegrinaggio in Terra Santa (8-15 maggio 2009) e nel giugno 2010 a Cipro. www.terrasanta.net


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Curia Custodiale Generalizia

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Sorella Morte Siria, padre François Mourad ucciso in un convento francescano Ghassanieh , Siria 24 giugno 2013

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i chiamava padre François Mourad (49 anni) il religioso ucciso ieri a Ghassanieh, nella valle dell’Oronte, in Siria, in una delle missioni dei frati minori francescani della Custodia di Terra Santa. Padre François si era trasferito nella zona da Aleppo, per aiutare i frati nel lavoro pastorale e nell’assistenza ai profughi. Secondo una prima versione, ad ammazzare il religioso sarebbe stato un proiettile vagante. Ma secondo una ricostruzione più precisa dei fatti, la morte di padre François sarebbe avvenuta in seguito a un’irruzione dei ribelli nel convento francescano, forse a scopo di rapina. La salma del religioso è stata recuperata dai frati della Custodia del vicino villaggio di Knayeh, dove oggi si è svolgerà il funerale della vittima. Anche le Suore del Rosario che si trovavano a Ghassanieh hanno lasciato per motivi di sicurezza il loro convento. Di padre François Mourad, fondatore di una nuova congregazione siro-cattolica che si ispirava alla spiritualità di San Simeone lo Stilita, avevamo parlato tempo fa sulla rivista Terrasanta (cfr novembre-dicembre 2006, p. 42) Siriano della provincia di Lattakia, saio grigio, modi gentili, padre François prima di ottenere dal vescovo sirocattolico il permesso per dare vita alla nuova fraternità, era stato prima trappista a Latroun (Israele) e poi francescano. Aveva dato vita ad un piccolo monastero ad Hwar, poco fuori Aleppo, dove viveva con alcuni novizi e postulanti: «Il carisma di San Simeone è il carisma della presenza, della contemplazione, dell’essenzialità e dell’ascolto – raccontava durante il nostro incontro –. Cerchiamo di vivere in questo modo, in semplicità, condividendo quello che abbiamo con le famiglie del nostro villaggio, per la gran parte musulmane, mostrando nella quotidianità il volto di Cristo. È un dialogo delle piccole cose che crediamo possa portare grandi frutti». Come tanti siriani in questo frangente di guerra civile, padre François era stato costretto a lasciare la propria casa di Aleppo e a riparare nelle montagne dell’Oronte, dove si era messo al fianco dei francescani (con i quali coltivava stretti legami spirituali). A Ghassanieh viveva nelle ultime settimane insieme ad un frate francescano della Custodia di Terra Santa, impegnandosi nel portare sollievo alle persone in difficoltà con la semplicità che era il suo stile. Fino a ieri, all’assalto che gli è costato la vita. www.terrasanta.net

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Sorella Morte CUSTODIA TERRÆ SANCTÆ IERUSALEM fra Francois MOURAD Banyas (Lattakia) Siria 19 marzo 1964 † Ghassanieh 23 giugno 2013 Patriarcato Siriaco Cattolico

Fratelli carissimi, tutti avete ricevuta la triste notizia dell’assalto al convento di Ghassanieh e dell’uccisione di pare Francois Mourad. Padre Francois era molto conosciuto nella zona, era una figura di riferimento ed è sempre stato vicino ai francescani di Siria. I suoi primi passi da religioso li aveva compiuti proprio qui tra noi in Terra Santa. Fece il postulato presso la Custodia di Terra Santa a Roma nel 1990, il noviziato a S. Caterina di Alessandria (Egitto) e venne poi a Betlemme per il primo anno di filosofia. Nel 1992, con il desiderio di una vita più contemplativa, lascia l’Ordine per entrare nella Trappa di Latroun. Poco dopo lascerà anche la Trappa e tornerà nella sua Siria. Dopo qualche anno di studi, viene ordinato sacerdote e inizierà presso il villaggio di Ghassanieh la costruzione di un monastero dedicato a San Simone lo Stilita. Qui incontra nuovamente i francescani. Sara il compianto padre Ibrahim Younes che da Ghassanieh lo aiuterà ad individuare il luogo dove costruire il suo monastero, che lo ospiterà finché il monastero non sarà pronto. Così padre Francois tornerà ad essere di famiglia. Veniva spesso in convento, sostituiva i frati in caso di assenza. In un certo senso possiamo dire che era ritornato un po’ tra noi. Con la guerra è venuto a stare in convento, per motivi di sicurezza, per sostenersi e sostenere i pochi rimasti, insieme a padre Filippo e le suore del Rosario. Invece il convento è stato il luogo dove sorella morte lo ha visitato, in questo modo terribile. Preghiamo perché questa guerra assurda e vergognosa finisca presto e che la gente di Siria possa tornare presto alla normalità. Chiedo a tutte le comunità di applicare per padre Francois, morto in circostanze tragiche nel nostro convento, gli stessi suffragi che si applicano per i fratelli della Custodia di Terra Santa. Gli convengono in suffragio l’applicazione di 3 sante messe per ogni sacerdote. Gli altri religiosi partecipino a 3 sante messe e facciano 3 Via Crucis. In ogni fraternità una santa messa sia celebrata in comune. Ricordiamo con sollecitudine questo fratello nella preghiera, con gratitudine al Padre che ce l’ha donato, affinché ora la nostra unione fraterna sia piena, nella luce del Signore. San Salvatore, 24 giugno 2013 fra Noel MUSCAT OFM

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fra Francois MOURAD Banyas (Lattakia) Siria 19 marzo 1964 †Ghassanieh 23 giugno 2013

My dear brothers, you all have received the sad news of the assault to the convent of Ghassanieh and the death of Fr. Francois Mourad. Father Francois was well known in the area, was a key figure and has always been close to the Franciscans of Syria. In fact his first steps as a religious he did among us in the Holy Land. He made the postulate in the Custody of the Holy Land in Rome in 1990, the novitiate at St. Catherine of Alexandria (Egypt) and was then in Bethlehem for the first year of philosophy. In 1992, with the desire for a more contemplative life, left the Order to enter in the Trappist monastery of Latrun. Shortly after he will also leave the Trappist monastery and return to Syria. After few years he has been ordained as priest and will begin at the village of Ghassanieh the construction of a monastery dedicated to St. Simon Stylites. He was used to came to our convent, to replace the friars in case of necessity. In a certain sense we can say that he had returned among us. With the war, he came to stay in the convent, for security reasons, to support and sustain the remaining few, with Father Philip and Sisters of the Rosary. The monastery is the place where death visited him in this terrible way. I ask all the fraternities to apply for Francois father, who died in tragic circumstances in our convent, the same suffrages that apply to the brothers of the Custody of the Holy Land. Let us pray that this war will end soon and absurd and shameful that the people of Syria can get back to normal soon. Wishing you all the best for everyone,

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Regione San Paolo Il patrimonio cristiano in pericolo nella Siria devastata dalla guerra 10 giugno 2013 Un momento della presentazione del libro sulle chiese siriane del Quarto secolo nell’ambito del Festival biblico di Vicenza 2013.

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n’eredità preziosa che la guerra in corso rischia di disperdere per sempre. Si susseguono dalla Siria, a tambur battente, le notizie di monasteri e antichità cristiane danneggiate o devastate dal conflitto. Ecco perché è più che mai importante documentare il patrimonio cristiano in pericolo, per permettere agli archeologi di studiarlo ma soprattutto per consegnarlo alla memoria delle generazioni future. Con questo intento si è svolta nel contesto del Festival Biblico di Vicenza, sabato 8 giugno (presso la Basilica Palladiana – Salone degli Zavatteri) la presentazione del volume Chiese siriane del IV secolo, di Romualdo Fernandes e Pasquale Castellana (Edizioni Terra

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Santa, 2013). Un volume nato con l’intento di celebrare i 1.700 anni dall’editto di Milano (313 d.C.), che anche per la Siria ha significato l’inizio di un’era nuova e lo sbocciare di una vera e propria architettura cristiana. Ma che si segnala, nel delicato frangente che il Paese sta vivendo, «come una fotografia della situazione prebellica delle antichità cristiane», come ha sottolineato il professor Danilo Mazzoleni, rettore del Pontificio istituto di archeologia cristiana di Roma, intervenuto alla presentazione. Assente l’autore padre Romualdo Fernandes, impossibilitato a lasciare Damasco a causa dell’insicurezza dei voli, è toccato a padre Massimo Pazzini, decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, tratteggiare l’opera dei padre francescani in Siria nello studio e nella tutela del patrimonio cristiano. «Il volume, frutto di anni d’impegno e di studio – ha spiegato - offre un quadro esauriente, sia dal punto di vista storico


che iconografico, di ogni edificio. Si apre inoltre con un saggio introduttivo sulle caratteristiche del cristianesimo siriano nei primi tre secoli. Il volume è un repertorio di 35 chiese siriane del Quarto secolo, che potremmo definire “paleo-ecclesiae”, tra le più importanti. Ma stupisce e impressiona la mole di edifici censiti: circa 3 mila nella sola Siria del nord». «Certo non si tratta di un elenco esaustivo – precisa la prefazione al volume, curata dagli autori (padre Pasquale Castellana è mancato nel 2012, prima della pubblicazione del libro -ndr) -. Già intorno all’anno 250, infatti, la maggior parte della popolazione siriana era cristiana e ogni nucleo abitato aveva il suo luogo di culto, cioè la sua chiesa. Le chiese descritte in questo volume sono localizzate nella regione nordovest della Siria, dove si trovano le cosiddette città morte o abbandonate, ad esclusione di Edessa, Dura Europos, el-Hamīzeh (Hamāh) e le due situate nei

pressi di Damasco, a Ma‘lūlā e Yabrūd». «Alcune chiese – ha precisato il professor Mazzoleni – si innestano su anteriori culti pagani, come Banqūsā, altre invece conservano la stessa struttura dei templi con adattamenti alle nuove esigenze del culto cristiano, come Deir Mār Tūmā di Saydnāyā o Yabrūd. Ci sono chiese edificate sul medesimo luogo e a volte con gli stessi materiali dei templi preesistenti, come San Sergio a Ma‘lūlā, ma la maggior parte degli edifici sacri del Quarto secolo sono stati pensati e costruiti come chiese nuove. Un patrimonio che dà conto di una enorme ricchezza che rischia di andare perduta per sempre». Al termine della presentazione, numerose le domande dal pubblico intervenuto, su aspetti indubbiamente affascinanti della storia cristiana in Siria, particolarmente legata alla nascita del monachesimo e anacoretismo. www.terrasanta.net

La tragedia infinita della Siria, dove i frati restano vicini alla popolazione Giugno 2013

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Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani parla di 93.000 morti da marzo 2011, dall’inizio del conflitto in Siria. Tra questi, 6.500 minori e quasi 1.800 bimbi. Numeri che parlano di una tragedia infinita, di vite spezzate e di un paese al collasso. In questo mare di dolore, dove chi sopravvive e chi non è riuscito a fuggire deve fare i conti ogni giorno con la paura, la miseria e la distruzione, continuano a rimanere i frati francescani della

Custodia di Terra Santa, che nei villaggi e nelle città cercano di restare vicini alla popolazione siriana. Di dare loro conforto, di aiutarli a sopravvivere e a trovare serenità. Hanno bisogno di preghiere, ma anche del sostegno di tutti: per comprare viveri, medicinali, per aiutare chi è rimasto senza speranza a guardare al futuro. Aiutateci a rimanere vicini alla Siria e ai siriani! www.proterrasancta.org

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Regione San Paolo Appello per i rifugiati siriani 18 giugno 2013

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entre continua il sanguinoso conflitto in Siria, almeno 1 milione e mezzo di siriani sono gia’ fuggiti dalle loro case per rifugiarsi in altre citta’ del paese. I continui combattimenti e di bombardamenti del regime stanno radendo al suolo il paese portandolo verso una vera e propria catastrofe umanitaria. Ogni giorno ormai da mesi varcano il confine con Giordania, Iraq, Libano e Turchia centinaia di persone. Un ponte per..., dopo un anno di emergenza senza fine, lancia nuovamente una raccolta fondi per rispondere alla crisi. I fondi saranno utilizzati per acquistare (in loco) medicinali, per fornire un’assistenza legale e psicologica ai rifugiati e soprattutto per proteggere le donne vittime di violenza, il cui numero È in continua crescita. Se l’Acnur ha finora registrato piu’ di 1.500.000 rifugiati, i governi ospitanti ne stimano almeno 2.000.000, senza contare che nelle previsioni dell’ONU potrebbero presto diventare molti di più. La comunita’ internazionali fatica a raccogliere i fondi necessari per rispondere alle continue emergenze sanitarie, abitative, legate alla fame ed ai trauma da guerra. In Giordania la maggior parte dei profughi vive nelle città, mentre più di centomila sono recluse nel campo di Za’atari. I rifugiati siriani sono ormai il 10% della popolazione con enormi problem di convivenza ed assistenza. Un ponte per è al lavoro da più di un anno nelle città giordana per proteggere ed assistere donne

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e bambini siriani. Difficile anche la situazione in Turchia, dove sono stati registrati migliaia di nuovi arrivi. In Iraq migliaia di siriani curdi hanno raggiunto le aree amministrate dal governo regionale di Erbil (KRG), nonostante il paese sia sempre martoriato dagli attentati. Da parte loro le autorita’ di Baghdad hanno appena annunciato che costruiranno dei campi al confine. Il campo di Domiz, dove operiamo con un team di educatori e psicologi ospita ormai 100.000 persone, in precari condizioni nonostante gli sforzi delle autorità locali per accoglierli. Il Libano ha anche accolto più di mezzo milione di persone, con il pericolo che la scarsa accoglienza possa far saltare i già fragilissimi equilibri sui cui si regge il paese dei cedri. La mancanza di aiuti ha costretto oltre 20 mila siriani a raggiungere l’Unione Europea. Infine non va dimentica la situazione disperata dei palestinesi in Siria, rifiutati da tutti i paesi confinanti. Il campo di Yarmouk è stato raso al suolo e di suoi abitanti sono fuggiti, inoltre è sempre circondato dall’esercito. Come sempre sono i palestinesi piu’ vulnerabili e appaiono intrappolati tra le parti in conflitto. Per loro stiamo lavorando con il nostro partner palestinese del Libano in modo da fornire cure sanitarie di base ed un aiuto per la scolarizzazione ai minori. http://www.unponteper.it


Incontro G8 Lough Erne, Irlanda del Nord, 17-18 giugno 2013

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n occasione dell’incontro dei maggiori leader mondiali al G8 di Lough Erne, il leader britannico David Cameron ha avviato un confronto sulla crisi siriana in vista di una futura conferenza di pace. “Questo è un momento di potenziale chiarimento, un momento per cercare se vi sia un terreno comune e la base per una soluzione politica”, ha affermato il funzionario britannico al vertice. La situazione siriana è emblematica della difficoltà a livello internazionale di risolvere le crisi. Si parla di più di 93000 morti e molteplici sono le voci (che parrebbero confermate) di un utilizzo su larga scala di gas tossici ai danni dei cosiddetti “ribelli”. La comunità internazionale non può rimanere inerme davanti a violazioni così gravi dei diritti umani, eppure ad oggi la situazione sembra ancora essere in stallo. La discussione interna al vertice si è articolata in 5 punti: il miglioramento dell’assistenza umanitaria e dell’accesso all’interno della Siria; la presa di posizione contro l’estremismo jihadista nel movimento ribelle; il riconoscimento dell’illiceità d’uso di armi chimiche e infine la transizione verso un nuovo governo con potere esecutivo pieno. Sull’ultimo punto è però in gioco una partita di politica internazionale: da un lato un “blocco” occidentale che vorrebbe una risoluzione del conflitto che porti alla sostituzione/destituzione di Basharal Assad, capo del governo siriano; dall’altro la Russia di Putin che continua a rifornire l’esercito di Assad e contemporaneamente fa appello ai Paesi del G8 perchÈ agiscano “senza violare le regole internazionali” sul tema del rifornimento di armi ai ribelli siriani. Il G8 si chiude quindi con la dichiarazione di impegno ad organizzare la conferenza di pace di Ginevra ma anche con l’ammissione di una grande divergenza rispetto alla posizione del governo di Al-Assad. “Ma siamo tutti interessati a porre fine a questo conflitto e ad aiutare la popolazione siriana a realizzare il cambiamento che desidera” conclude Cameron.

Il G8 ha agito anche nei confronti dei singoli paesi perché destinino maggiori risorse al canale del soccorso umanitario, unico in grado di intervenire - non senza difficoltà - in situazioni di crisi come quella siriana. Per questo sono stati destinati oltre un miliardo di euro aggiuntivi. Cameron ha inoltre chiesto che, dopo US e Canada, anche gli altri stati del G8 si impegnino a non pagare riscatti per i rapimenti, ulteriore pilastro per perseguire la lotta al terrorismo. http://agire.it/it/mediaroom

Gli ultimi numeri della crisi siriana:

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Cronaca Custodiale della Custodia Grande avvenimento dell’Anno delle fede Solenne adorazione eucaristica in contemporanea mondiale Domenica 2 giugno 2013, ore 17 (ora di Roma)

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n comunione con il Papa Domenica 2 giugno si svolgerà una solenne adorazione eucaristica in contemporanea mondiale, alle ore 17 (ora di Roma). Nelle cattedrali di ciascun diocesi e in tutte le chiese dove sarà possibile farlo, si svolgerà un’adorazione che testimonierà la fede che contempla il mistero del Dio vivente, presente in mezzo a noi con il suo Corpo e il suo Sangue. L’avvenimento è una première nella storia della Chiesa. L’adorazione eucaristica avrà luogo contemporaneamente in tutto il mondo, in comunione con il Papa che presiederà l’adorazione silenziosa di Gesù presente nell’Eucarestia, sull’altare della Confessione della Basilica di San Pietro. Le cattedrali saranno collegate con San Pietro a Roma in mondovisione o via internet, “tutti saranno sintonizzati con Roma” in una “preghiera di comunione fraterna e di sostegno della fede di tutti”. L’iniziativa ha ricevuto un’adesione di massa, non solamente nella cattedrali, ma anche “nelle parrocchie, nelle congregazioni religiose e nelle associazioni”. Intenzione del Papa Papa Francesco ha comunicato le due intenzioni che ha scelto per quest’ora di preghiera: 1.  Per la Chiesa sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell’Adorazione della SS. Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all’ascolto della sua Parola per presentarsi dinanzi al mondo sempre ‘più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata’ (Ef 5,28). Attraverso il suo fedele annuncio, possa la Parola che salva risuonare ancora come apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell’amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità. 2.  Per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro ‘schiavo’, per i bambini

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e le donne che subiscono ogni forma di violenza. Possa il loro silenzioso grido di aiuto trovare vigile la Chiesa, perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso non dimentichi tanti fratelli e sorelle lasciati in balia della violenza. Per tutti coloro, inoltre, che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l’emarginazione. La preghiera della Chiesa e la sua attiva opera di vicinanza sia loro di conforto e di sostegno nella speranza, di forza e audacia nella difesa della dignità della persona.


Quest’anno la Solennità del Corpus Domini con un’Adorazione eucaristica mondiale Gerusalemme, 2 giugno 2013 A Gerusalemme sono stati tre gli appuntamenti: Ore 15.30 sul Monte Sion, al “Cenacolino”: Santa Messa e Adorazione fino alle ore 19.00; Ore 17.30-18.30 al Notre-Dame Center Adorazione eucaristica seguita dalla S. Messa; Ore 18.00-19.00 nella Chiesa cattolica armena (III Stazione, Via Dolorosa) Adorazione eucaristica. Esprimiamo a fra Pierbattista i nostri migliori auguri per questa scelta e assicuriamo fin d’ora la nostra preghiera per un servizio così delicato per la vita della Chiesa di Terra Santa. http:/it.lpj.org

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Cronaca Custodiale della Custodia Concluso il restauro della VII stazione Gerusalemme, 7 giugno 2013

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enerdì 7 giugno, a Gerusalemme, è stato benedetto l’altare restaurato nella VII stazione della Via Crucis. Dopo la santa Messa, celebrata nella cappella superiore dedicata al Sacro Cuore, fra Artemio Vítores, Vicario custodiale, ha inaugurato con la benedizione la cappella rinnovata della VII stazione. Dopo il lavoro di ristrutturazione e di restauro, durato qualche mese, la VII stazione è diventata una “perla” della Via Crucis. La storia della VII stazione unisce la devozione con i dati topografici e archeologici. In questo punto, secondo le testimonianze antiche, vi era una porta nelle mura occidentali della città. Nel corso dei secoli, il motivo della Porta si è arricchito del tema della “Sentenza di morte” appesa alla colonna della Porta e, infine, del tema della seconda caduta di Gesù, che è rimasto inserito nella celebrazione della Via Crucis. I cristiani diedero alla porta, chiamata Antica (cfr Nem 12,39) il nome di Porta Giudiziaria e chiamarono la colonna “Colonna della Sentenza”. Nel 1875 la Custodia di Terra Santa entrò in possesso del luogo, dove si trovava la suddetta colonna. Negli anni 1894-1900 la Cappella della VII stazione fu restaurata, abbellita e decorata con l’aiuto della Francia. Il quadro raffigurante la caduta di Gesù sotto la croce è stato dipinto da François Lafon (1899) e la pala dell’altare fu realizzata a Parigi. Negli anni 1995-

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1996, un magazzino adiacente alla cappella della VII stazione, fu trasformato in ambiente comunicante con il santuario, per consentire ai pellegrini di assistere più numerosi alla messa. La Custodia di Terra Santa, dopo più di cent’anni dalla costruzione della cappella, ha deciso d’intervenire per realizzare un complesso progetto di restauro. All’inizio del mese di dicembre 2012 è stata tolta la struttura lignea della pala d’altare e, insieme al quadro, è stata spedita a Cracovia in Polonia. La ditta AC KONSERWACJA ZABATKOW, di proprietà di sig. Aleksander Piotrowski, ha realizzato il restauro delle opere; restituendo nel mese di marzo l’altare restaurato. I progetti per la costruzione della parte inferiore, realizzata in pietra dalla ditta locale, sono stati eseguiti dall’architetto Jozef Dudkiewicz. Sopra la mensa dell’altare, nella volta creata dall’arco di pietra, è stata collocata un’artistica corona di spine e sopra l’arco è stata posta una scritta in latino: Et baiulans sibi crucem exivit in eum, qui dicitur Calvariæ locum (Io 19,17). Il progetto di restauro è stato completato a maggio con la grande soddisfazione di tutti. Il lavoro dell’architetto Dudkiewicz e della Ditta di restauro Piotrowski, entrambi di Cracovia in Polonia, è stato realizzato gratuitamente. Testo e foto: fra Jerzy Kraj, ofm www.custodia .org


Sant’Antonio di Padova: l’attualità della sua fede e del suo amore per i poveri Gerusalemme, 12-12 giugno 2013

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el Convento di Sant Salvatore a Gerusalemme i13 giugno è giorno di festa! La Custodia di Terra Santa, festeggia il suo santo Patrono, in tutti i conventi della Provincia. La vigilia, nell’omelia dei primi vespri celebrati nella chiesa di San Salvatore, il fra Artemio Vítores, Vicario custodiale, ha ricordato come l’invocazione fatta dai francescani a Sant’Antonio, durante la Prima Guerra mondiale, avesse salvato dalla distruzione il convento di San Salvatore. I frati decisero dunque di sceglierlo come santo protettore, desiderio confermato dall’approvazione del Papa nel 1928. (vedi l’omelia). Da allora, la devozione per S. Antonio, « uno tra i santi più amati della Chiesa » secondo fra Artemio, è andata crescendo in Terra Santa come testimoniano le famiglie cristiane che ogni anno, in occasione della sua festa, consacrano un bambino, per ringraziare di una grazia ricevuta. Fra Artemio ha sottolineato come l’esempio del santo francescano sia attuale in quest’anno della fede e in periodo così difficile dal punto di vista economico. Una fede che S. Antonio ha predicato sempre con fervore e praticato con cura attenta e costante verso i poveri. La folla di fedeli si è riunita attorno ai francescani nella chiesa di San Salvatore. Come vuole la tradizione, i primi banchi erano assegnati ai rappresentanti delle altre confessioni

cristiane della città e dei consolati generali delle quattro nazioni latine: Italia, Francia, Belgio e Spagna. Tutte le persone al servizio delle comunità cristiane del Paese si sono associate alla gioia e alla fiducia rinnovate della Custodia al santo originario di Lisbona e contemporaneo di Francesco d’Assisi. Una quarantina di sacerdoti ha concelebrato l’Eucarestia presieduta da fra Artemio. Al termine della cerimonia l’assemblea si è ritrovata nella grande sala della curia per condividere un aperitivo. La giornata si è conclusa con il canto dei secondi vespri, presieduti da fra Marcelo Cichinelli. Nella breve omelia, fra Marcelo ha parlato di due aspetti di Sant’Antonio: quello studiato in seminario nel corso di filosofia e quello imparato leggendo i suoi sermoni che dimostrano il suo profondo attaccamento al Cristo Crocifisso, il suo amore per la Parola di Dio e per i poveri. La Custodia, in questo giorno, ricorda in modo particolare il Santo di Padova e alla sua protezione affida i fratelli della Siria. Sono circa dodici i frati che vivono in questo Paese, dilaniato e insanguinato dal conflitto, soccorrendo chi si trova nel bisogno, senza distinzione di fede, pregando perché si realizzi la pace. Che Sant’Antonio di Padova possa assisterli ogni momento. www.custodia .org

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Cronaca Custodiale della Custodia A partire da Giovanni Battista, Dio fa nuova ogni cosa Gerusalemme, 23-24 giugno 2013

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er due giorni, i frati della Custodia si sono recati ad Aïn Karem, in occasione della festa della Natività di San Giovanni Battista. Già domenica sera, infatti, un pullman ha trasportato numerosi frati e alcuni laici al Convento di San Giovanni nel deserto, situato in collina, per celebrare i primi vespri, com’è tradizione. Fra Artemio Vìtores ha presieduto l’ufficio e la processione alla grotta. Nella sua omelia (in allegato) ha presentato il volto del Santo come quello di un uomo che ha saputo prepararsi per corrispondere alla missione assegnatagli dal Signore. Commentando la vita ascetica del Santo, il suo battesimo e l’incontro con il Signore nella preghiera, Fra Artemio, interroga sul senso dell’esistenza: “E noi? Ci prepariamo correttamente all’evangelizzazione?”. Lunedì 24 giugno, nel Convento di San Giovanni Battista, posto al centro del villaggio di Ain Karem, i frati si sono riuniti intorno al Custode di Terra Santa per la messa solenne del giorno. Poche ore prima nella grotta, dove secondo la tradizione sarebbe nato il Precursore, era stata celebrata la messa della Parrocchia. In questa stessa grotta, i Francescani, concludono la

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celebrazione eucaristica con la processione. Nell’omelia (vedi allegato), il Custode, Fra Pierbattista Pizzaballa, ha sottolineato la novità con cui Dio ha agito negli avvenimenti legati alla nascita del Precursore. Novità della nascita inaspettata di un figlio da due vecchi sterili, novità di un nome senza nessun legame con le tradizioni familiari, novità della parola di Zaccaria che da muto, per aver dubitato della parola del messaggero divino, ritrova la parola, per aver creduto, pronunciando il nome del figlio suo. A partire da Giovanni Battista, la Parola di Dio non si farà più udire sulla terra nello stesso modo; dopo Giovanni Battista, il tempo dei profeti è passato, poiché la Parola, il Verbo, si farà carne in Gesù, e Giovanni è colui che ci insegna a comprenderlo. Durante la celebrazione, l’assemblea ha pregato per la pace in Siria e per i frati Francescani rimasti sul posto, mentre la triste notizia della morte di padre François Mourad, avvenuta in un convento della Custodia, veniva diffusa dai giornali. Nonostante ciò e sull’esempio dei nostri fratelli in Siria che continuano a portare la speranza della Salvezza, la festa si è terminata con un semplice rinfresco allestito nei giardini del Convento, cui è seguito il pasto comunitario.


PEREGRINAZIONE AL DESERTO DI SAN GIOVANNI Commemorazione della Nascita di S. Giovanni Battista Primi Vespri – Domenica, 23 Giugno 2013

Fratelli e sorelle:

Ci siamo riuniti nel Deserto di San Giovanni, che ricorda il ritiro del Precursore del Signore, dove è passato i suoi anni di preparazione per la vita pubblica. Il Luogo Santo è chiamato in arabo “Ain el-Habis”, “fontana del romitaggio”. I crociati costruirono qui una chiesetta e un convento, che, come tutti gli altri Luoghi Santi, furono distrutti dai musulmani. Gli antichi pellegrini parlano del luogo, distante due o tre miglie da Ain Karem, della grotta, dove è vissuto Giovanni, e della piccola fontana. Ein Karem: punto di attrazione per i francescani e per i pellegrini

Durante i secoli, i pellegrini, guidati dai francescani, si muovevano in procesione, leggendo i testi adatti ai Luoghi, recitando le preghiere e guadagnando le induelgenze offerte dalla Chiesa. La peregrinazione ad Ain Karem è stata sempre molto importante, a causa della figura di San Giovanni Battista e anche per la figura di Maria nella Visitazione. Soprattutto nel giorno della festa del Precursore, il 23-24 Giugno. Tutti frati andavano a San Giovanni; alcuni venivano a visitare e a pregare nella Grotta del Deserto, e magari passano la notte qui, e altri andavano alle rovine della Visitazione. E’ quello che faciamo oggi qui, nel Deserto di San Giovanni e faremo domani ad Ain Karem, come abbiamo fatto il 31 maggio alla Visitazione. Il Luogo Santo fu un tempo proprietà del Patriarcato Latino, che lo comperò verso il 1855, e lo vendete alla Custodia nel 1911. La chiesa e il convento sono stati edificati nel 1922 dall’arquitetto Barluzzi. Siamo nell’Anno della Fede e dell’Evangelizzazione, tra pochi giorni parecchi dei nostri confratelli riceveranno il Sacro Ordine del Diaconato e del Presbiterato. Cosa ci dice Giovanni Battista a tutti noi oggi? Giovanni è un uomo di Dio, un credente

Giovanni “sarà pieno dello Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (Lc 1,15b). E’ molto, ma ciò non basta. Anche noi siamo “nati dall’acqua e dallo Spirito” (Gv 3,5). Siamo, addirittura, dice Paolo, “tempio dello Spirito Santo” (1Cor, 3,16). Non basta! Bisogna rispondere alla Grazia di Dio, come fece Maria a Nazaret: “Sono la serva del Signore”. Giovanni è un fedele servitore di Cristo, un credente per eccellenza, un martire. Egli non è niente. Di sé dice che non è degno neppure di sciogliere il legaccio del suo sandalo” (Gv 1,27), o, come abbiamo ascoltato oggi: “al quale io non sono degno di scioglere i sandali” (At 13,23). Chi conta veramente è Gesù: è lui la luce vera, quella che illumina ogni uomo (Gv 1,15).

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Cronaca Custodiale della Custodia Come prepararsi all’Evangelizzazione? Come si prepara Giovanni alla sua missione? Come “preparare al Signore un popolo ben disposto” (Lc 1,14-17)? Per questo Giovanni si ritira nel Deserto, per incontrarsi con il Signore e prepararsi così alla missione che dovrà realizzare. Dice San Luca: Giovanni cresceva e si fortificava nello Spirito; e visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele (Lc 1,80). I nostri confratelli, e tutti noi, ci prepariamo bene all’Evangelizzazione? Il deserto è il luogo della sua preparazione ascetica

Giovanni si è preparato con la disciplina. Egli è un uomo austero, che viveva nel deserto vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico (Mt 3,4). Giovanni è un asceta. Giovanni è soprattutto un uomo convinto, che non ha paura della verità, anche se è difficile, e che non ha timore di niente e di nessuno. Caratteristiche di Giovanni sono: l’umiltà, l’austerità, il coraggio, il servizio. Per questo dice Gesù: In verità vi dico: tra i nati da donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista (Mt 11,11). Il deserto è un luogo di purificazione

Giovanni, prima di predicare il battesimo di purificazione nel Fiume Giordano, come abbiamo ascoltato (At 13,23), ha sentito il bisogno di purificarsi, di lavarsi, di rinnovarsi, essere pronto per iniziare una vita nuova. Ecco l’importanza dell’acqua nei luoghi Santi. Gli ebrei, prima di incontrarsi con il Signore nel Tempio di Gerusalemme facevano la purificazione nei bagni rituali. Forse questa sorgente lo era. E’ quello che fanno qui oggi i pellegrini russi e altri orientali. E’ un’immersione nell’acqua per iniziare così puliti il cammino della sequela di Cristo nei Luoghi Santi. Evidentemente, non basta lavarsi. L’acqua sarà un segno sensibile di un cammino spirituale. Questo cammino comincia con la conversione al Signore. Sono le prime parole di Gesù: Convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1,15). E’ il significato profondo del nostro battesimo. Il deserto è il luogo dell’incontro con Dio

Il deserto ricorda al pio israelita l’Esodo, i quaranta anni prima dell’ingresso nella Terra promessa (Dt 29,5). Il deserto, presentandosi come un luogo difficile, diventa il luogo della prova, dove l’uomo deve scegliere tra la fiducia in Dio o se, adirato contro Dio, vuole ritornare alla tranquillità dell’Egitto. Quello che successe nel deserto, dirà Paolo, serve a noi come esempio (1Cor 10,6). Il deserto è soprattutto il luogo dell’incontro con il Signore: Ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore, aveva detto Osea (Os 2,16). Giovanni si ritira al deserto per incontrare, nella solitudine e nel silenzio, la voce di Dio. Ecco come cresceva e si fortificava nello Spirito. La preghiera è una “relazione di amore” con Dio: aprire con fiducia il nostro cuore a Dio, presentargli le nostre necessità, lodarlo e ringraziarlo”, diceva Sant’Antonio di Padova. Sapendo anche che “la carità è l’anima

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della fede, quella che la fa viva; senza l’amore, la fede muore” (Sermones Dominicales et Festivi II, p. 37). E’ quello che ha fatto Giovanni nel Deserto. Se facciamo come lui, possiamo festeggiare degnamente il Precursore del Signore e possiamo essere dei veri evangelizzatori Voi, diaconi e presbiterie, e noi tutti, dobbiamo essere servitori di Cristo. Il Messia è Gesù: Ecco l’agnello di Dio!, dirà ai suoi discepoli (Gv 1,35), affinché vadano con Lui, anche se lui dovrà restare solo. Perché Giovanni non è importante; lo è soltanto Gesù: “Egli deve crescere ed io invece diminuire” (Gv 3,30). Fra Artemio Vitores, ofm

Vicario Custodia di Terra Santa

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Cronaca della Custodia S. Giovanni Battista Al cuore del Vangelo che abbiamo ascoltato (Lc 1, 57-66. 80) c’è lo stupore di coloro che sono coinvolti nell’evento della nascita di Giovanni Battista: Zaccaria, Elisabetta, ma poi anche i vicini, i parenti, coloro che vengono per la circoncisione del bambino. Tutti sono stupiti, e lo stupore non è tanto per il bambino in sé, ma perché questo evento parla in modo inequivocabile della presenza di Dio, del Suo agire. Tutti intuiscono che c’è qualcosa che non viene semplicemente dall’uomo, ma che viene da Dio. E che, quindi, è nuovo. Tutti sono stupiti perché sta accadendo qualcosa di nuovo, e quindi di inatteso, di insperato. Tutto è segnato da una novità: - è inattesa questa nascita, da una coppia sterile e anziana - è nuovo questo nome, Giovanni, che i genitori vogliono imporre contro il parere di tutti. - ed infine è nuova questa parola di Zaccaria, che , nel momento in cui sceglie il nome di Giovanni, allora gli si “scioglie la lingua”, e recupera la parola. Dunque Dio è intervenuto nella storia, nella storia di questa coppia devota ma sterile, e ha fatto una cosa veramente nuova. Vorrei sottolineare 2 aspetti, uno guardando all’icona di Zaccaria ed Elisabetta, l’altra guardando Giovanni Battista. 1. Mi sembra che questa coppia sterile poteva essere ben il simbolo di Israele al tempo di questi eventi: - era venuta meno la monarchia davidica, portatrice delle promesse messianiche; - non c’erano più profeti - Israele era sotto l’occupazione straniera Una situazione senza via d’uscita, che non permetteva grandi speranza, come altre volte era accaduto in passato. Una situazione in cui sembrava che l’opera di Dio fosse finita. Israele era così, anziano e sterile, come Zaccaria ed Elisabetta, e non era più abituato alla novità di Dio, al fatto che Dio può intervenire sempre e ovunque. L’aveva dimenticato. Ed è strano, ma proprio qui accade qualcosa. Nella Bibbia, succede spesso che Dio interviene proprio nel momento in cui l’uomo non ci crede più, quando sembra impossibile, quando sembra troppo tardi. • Lo fa -forse- perché sia chiaro che é opera Sua, e di nessun altro. o Anche la Pasqua è una situazione così, evidentemente senza speranza … Eppure neanche la morte riesce ad arrestare l’agire di Dio… Ma cosa accade? Mi sembra che il simbolo di ciò che accade lo possiamo intuire guardando Zaccaria che recupera la parola. In fondo, sta succedendo semplicemente questo, che il tempo del silenzio è finito, ed è giunto di nuovo il tempo della Parola, il tempo in cui la Parola di Dio risuona nuovamente sulla 1

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terra. • tempo definitivo, perché la Parola non sarà più data attraverso i profeti, ma attraverso la Carne del Figlio di Dio, della parola fatta Uomo Ecco, il silenzio è finito, ed è il tempo della voce. • Giovanni è la voce di questa Parola, lo dice lui stesso nel Vangelo di Giovanni: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete dritta la via del Signore” (Gv 1,23). Giovanni viene perché l’uomo ricominci ad ascoltare, perché si ricordi che è fatto per questo, perché si apra nuovamente all’attesa della Parola di Dio. 2. Ma vorrei dire qualcosa in più riguardo Giovanni: qual è la grandezza di Giovanni Battista? In fondo la sua missione è stata abbastanza fallimentare, ho solo raccolto qualche discepolo e poi li ha indirizzati a Gesù, fino al modo in cui è morto, veramente poco dignitoso. Non penso neanche che la sua grandezza sia stata quella di annunciare l’arrivo del Messia, e neanche di averlo battezzato al Giordano. La grandezza di Giovanni è stata quella di saper rimanere piccolo, secondo, di essere rimasto semplicemente ciò che era, ovvero il precursore. In tutti i testi che riguardano il Battista, là dove è interrogato sulla sua identità, lui non fa altro che ripetere: Non sono io il Messia, io non sono degno, io devo diminuire e Lui deve crescere, e così via. Giovanni rimane questa figura davvero povera, insieme grande e piccola (è Gesù stesso che lo dice, cioè che non è sorto uomo più grande del Battista, ma il più piccolo nel Regno è più grande di lui!), chiamato ad aprire una porta attesa da secoli, e poi a rimanere al di qua. Mi colpisce a questo proposito la prima lettura che abbiamo ascoltato (Is 49, 1-6): è il secondo canto del Servo, e ha queste espressioni, che sono davvero drammatiche: “Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano. Mi reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra” (Is 49, 2) C’è qualcosa che si sta preparando, c’è Dio che prepara il suo servo, ma poi lo nasconde, lo ripone, lo mette nell’ombra. La grandezza di Giovanni è proprio questo essere semplicemente uno strumento, un servo inutile, come dirà Gesù altrove, di aver saputo rimanere nell’ombra. Che significa la capacità di vivere semplicemente per qualcun altro, di non essere al centro; significa l’umiltà estrema che indica semplicemente ciò per cui vivere, che non è lui. ************ Mi sembra che da entrambe queste sottolineature possiamo ascoltare qualcosa per noi, oggi. Innanzitutto perché anche la nostra vita spesso assomiglia a quella di Elisabetta e Zaccaria, con la sua sterilità, con la sua incapacità di fare qualcosa di nuovo. Ecco, mi sembra che l’unica vera novità si trova lì dove la Parola parla al cuore, alla vita, che illumina, che crea un ponte, un legame con la Pasqua. Allora non è che necessariamente cambiano le cose, ma cambia lo sguardo e si è capaci di fare come Zaccaria ed Elisabetta, cioè di dare un nome nuovo a ciò che si vive, e il nome è un nome 2

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Cronaca Custodiale della Custodia che parla della grazia, della misericordia di Dio. E la seconda cosa, guardando Giovanni, è questa capacità umile di essere secondi, secondi innanzitutto a Dio, di essere in relazione a Lui, in qualche modo di “dedursi” da Lui. Di sapere che non si ha la vita, ma la vita la si ha da Lui. E il sapere che questo non solo basta a vivere, ma è la nostra vera grandezza. Entrambe queste cose le chiediamo oggi al Signore, per l’intercessione di Elisabetta, di Zaccaria e di Giovanni battista. Fra Pierbattista Pizzaballa, ofm Custode di Terra Santa

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Il festival della scuola di musica della Custodia di Terra Santa Gerusalemme, 27 giugno 2013

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iovedì 27 giugno nella chiesa di San Salvatore a Gerusalemme si conclude la terza edizione del “MOM, Magnificat Open Music”, il festival di musica classica in cui si esibiscono gli allievi e gli insegnanti dell’Istituto Magnificat, la scuola di musica della Custodia di Terra Santa. Il programma della serata (ore 18, ingresso libero) prevede brani per organo, coro e complessi cameristici. Il Mom nasce dall’idea che la musica bisogna studiarla, ma soprattutto suonarla; così al Magnificat fin dalla più tenera età i giovani musicisti sono invitati a suonare insieme con i loro compagni e con i loro maestri e a suonare in pubblico. Il concerto riveste in sé anche una funzione educativa, sociale e ludica: non c’è come la musica per mettere insieme in maniera ordinata e condivisa persone con provenienze, lingue, età ed esperienze diverse… divertendosi. Il concerto arriva alla fine di un

intenso anno di studi e rappresenta il coronamento di un’attività didattica, in cui il Magnificat richiede ad insegnati ed allievi gli standard qualitativi dei conservatori europei. Alcuni numeri statistici danno l’idea dell’impegno profuso: cinque concerti con la partecipazione di 83 esecutori, tra allievi e insegnanti, ai quali vanno aggiunte le esibizioni dei cori e dell’orchestra, con 98 brani musicali eseguiti. L’edizione di quest’anno ha visto uno sviluppo dell’orchestra e delle formazioni cameristiche e la crescita degli studenti di organo, uno strumento così importante per la liturgia della Terra Santa insieme ai cori, che cantano nelle principali solennità della Custodia di Terra Santa e a servizio delle celebrazioni della comunità latina. FRC Weblink: http://youtu.be/lGd-UzxBfmE

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Cronaca Custodiale della Custodia Ordinazioni a San Salvatore: « La chiamata, un dono dell’amore infinito di Dio » GERUSALEMME 29 GIUGNO 2013

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nche se ogni anno, le ordinazioni seguono lo stesso cerimoniale, la gioia è sempre nuova. È bello vedere, anche quest’anno, la felicità che traspare dai volti dei nuovi sacerdoti e diaconi. Sabato, 29 giugno, nella festa dei Santi Pietro e Paolo, sono stati ordinati sacerdoti: Fra Alán Antonio de Jesus Estrada Morán (Prov. di San Francesco e San Giacomo, Messico) Fra Gil Abad Noriega Muñiz (Prov. di San Francesco e San Giacomo, Messico) Fra Sandro Tomašević (Prov. Santi Cirillo e Metodio, Croazia)

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Fra Jan Kapistransky Lazovy (Prov. Santissimo Salvatore, Slovacchia) Fra Karol Miroslav Švarc ((Prov. Santissimo Salvatore, Slovacchia) Fra Sergio Galdi (Prov. Custodia di Terra Santa) Sono stati ordinati diaconi: Fra Esparza Hugo Castro (Messico) Fra Lottermann Claudio André (Brasile) Fra Agostinho Matlavele (Mozambico) Fra Ivaldo Evangelista Mendonça (Brasile) Fra Edson Augusto Nhatwe (Mozambico) Fra Antonio Šakota (Herzegovina) Fra Adelmo Vásquez Díaz (Peru)


In questi ultimi anni, per la festa dei Santi Pietro e Paolo, la Custodia di Terra Santa ha preparato, con soddisfazione, i candidati all’ordinazione presbiterale e diaconale,organizzando la celebrazione nella Chiesa del convento di San Salvatore a Gerusalemme. La numerosa assemblea, radunata per la circostanza, si è unita alla gioia dei sacerdoti e diaconi novelli; molti i famigliari e amici di alcuni frati. Mons. Giuseppe Lazzarotto, Nunzio Apostolico, circondato dai numerosi frati della Custodia e fra Pierbattista Pizzaballa (rinnovato il giorno prima Custode di Terra Santa per ulteriori tre anni da Papa Francesco), ha imposto le mani ai nuovi ordinati, mentre la preghiera di consacrazione è

stata pronunciata dal Patriarca di Gerusalemme, Sua Beatitudine Mons. Fouad Twal. In questa circostanza i giovani francescani hanno visto la loro vita ribaltarsi, ancora più profondamente, nell’abisso d’amore del Signore. «L’ordinazione segna una tappa: la fine del vostro tempo di formazione, ma anche l’inizio», ha detto loro il patriarca durante l’omelia. «Se, oggi, voi avete fatto il dono gratuito e irrevocabile delle vostre persone a Dio, ogni giorno dovrete rinnovare la vostra risposta alla Sua chiamata.» «E la chiamata, la vocazione, è un dono dell’amore infinito di Dio.» Riprendendo le parole di Papa Francesco, il Patriarca ha ripetuto: «È donando voi stessi e donando il

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Cronaca Custodiale della Custodia

Vangelo agli altri, comunicando la vostra fede, condividendo il vostro amore per Gesù, che voi incontrerete il Signore. » Sempre citando Papa Francesco, il Patriarca ha dichiarato con forza : « Un sacerdote non è sacerdote per se stesso, ma lo è per il popolo» . Il Patriarca ha quindi invitato i sacerdoti e diaconi novelli a farsi vicini al popolo, incitandoli così: « Non stancatevi della misericordia, della compassione, della bontà, della fedeltà et della pazienza del Signore Gesù. » Nel saluto finale, cui si è unita la Custodia, il Patriarca ha rivolto agli ordinati le seguenti parole: « E dovunque andiate, abbiate sempre a cuore l’amore di questa Chiesa Madre, che vi ha preparati al sacerdozio e che oggi vi consacra. Mabrouk. Congratulazioni ! » Alla celebrazione è seguito un meritato rinfresco, allestito nella sala della Curia e condiviso da tutta l’assemblea e il pranzo offerto nel refettorio di San Salvatore. Dopo la cena fraterna, la giornata si concluderà con una festa gioiosa. www.custodia.org

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“In cammino ogni giorno”, le ordinazioni dei francescani Sei presbiteri e sette diaconi, formati nel seminario internazionale della Custodia di Terra Santa, sono stati ordinati nel giorno dei Santi Pietro e Paolo a Gerusalemme. Arrivano dall’America Latina, dall’Europa e dall’Africa, gli ultimi anni della loro formazione sono trascorsi qui, sui Luoghi Santi, nel seminario internazionale della Custodia di Terra Santa e sono stati ordinati qui, per l’imposizione delle mani del Patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Twal. È l’abbraccio della Custodia, delle famiglie e degli amici che saluta oggi questi uomini che si offrono al Signore, seguendo e amando la Sua chiamata … che per questo sono nati, si sono formati e preparati. “Naturalmente ringraziamo gli ordinati, ed è l’occasione per ringraziare anche le loro famiglie, le mamme e i papà … se voi siete qui, oggi, lo dobbiamo a loro che per primi vi hanno offerto, secondo la tradizione biblica e la tradizione della Chiesa”. È il grazie del Custode di Terra Santa, prima della benedizione che conclude questa celebrazione e questa tappa di arrivo che è allo stesso tempo un inizio, come ha ricordato il Patriarca nella sua omelia: “Questa risposta, questa adesione alla chiamata di Dio, è da dare ogni giorno. Come cristiani, come sacerdoti, come diaconi, siamo in cammino ogni giorno” “Siete uomini di studio e uomini di contatto con la gente – ha detto ancora il Patriarca – dopo anni di vita in questa Città Santa, uomini delle sue strette strade, che avete imparato a conoscere. Siete preparati a camminare con la gente, a farvi vicini ai loro cammini di vita, alle loro strade, alla loro ricerca del Signore.” Vedi anche il video del Franciscan Media Center www.custodia.org - fmc-terrasanta.org


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Cronaca Varie Custodiale

Prima Comunione alla comunità di Giaffa Giaffa, 1 giugno 2013 Otto bambini della comunità cattolica di lingua ebraica a Giaffa hanno ricevuto la Prima Comunione sabato sera, 1 giugno 2013, durante la Messa del Corpus Domini. Una doppia celebrazione si è tanuta alla comunità cattolica di lingua ebraica a Giaffa alla festa del Corpus Domini, quando otto bambini della comunità hanno ricevuto la Prima Comunione dalle mani del sacerdote della comunità, padre Apolinary. Questi bambini si sono preparati a lungo ed hanno studiato il catechismo con suor Anna, suor Marianna e fra’ Alberto ed ogni settimana hanno partecipato alla Messa settimanale. In questa festa, sono venuti in chiesa vestiti di bianco con faccie splendenti per ricevere il Signore. Tutti erano circondati dai genitori pieni di gioia e da altri parenti. Preghiamo perché possano essere testimoni dell’amore di Cristo nella loro vita quotidiana. http://www.catholic.co.il

L’intronizzazione del Patriarca armeno Gerusalemme, 4 giugno 2013 L’intronizzazione del Patriarca armeno ortodosso di Gerusalemme ha raccolto i capi delle Chiese della Citta’ Santa nella bellissima cattedrale armena dedicata a San Giacomo. Erano presenti i rappresentanti delle tante Chiese di Gerusalemme, mercoledì 4 giugno, alla cerimonia d’intronizzazione del Patriarca armeno ortodosso Nourhan Manoogian. Si sono riuniti nella bellissima cattedrale dedicata a San Giacomo, proprio all’ingresso del quartiere armeno della Città Vecchia … La basilica, costruita nel XII secolo, sorge secondo la tradizione sulle tombe di Giacomo, primo Vescovo di Gerusalemme, e dell’omonimo apostolo … In una delle cappelle poste lungo un lato della chiesa, gli armeni venerano infatti il luogo dove sarebbe sepolta la testa del Santo. Manoogian, 97esimo Patriarca della Chiesa armena apostolica di Gerusalemme, era stato eletto lo scorso 24 gennaio come successore di Torkom II, mancato alcuni

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mesi prima. Con la cerimonia dell’intronizzazione, assume ufficialmente il suo ministero di pastore della comunita’ armena di Terra Santa, ma anche quello condiviso, tra gli altri, con i francescani – di essere tra i principali guardiani dei Luoghi più santi per la cristianità. http://www.terrasanctablog.org

I leader religiosi di Terra Santa: «Spregevoli gli oltraggi ai luoghi sacri» Gerusalemme, 4 giugno 2013 Nella giornata di ieri, 3 giugno, il Consiglio delle Istituzioni religiose della Terra Santa – organo di coordinamento tra il Gran Rabbinato di Israele, il ministero degli Affari religiosi dell’Autonomia palestinese e i capi delle Chiese locali – ha espresso pubblicamente il proprio rammarico per il ripetersi dei gesti di oltraggio ai luoghi sacri. Come ha fatto già più volte in passato il Consiglio ha diffuso una dichiarazione pubblica di rammarico e condanna. «Nel corso del mese di maggio – si legge nel testo – un numero senza precedenti di luoghi sacri delle tre religioni (giudaica, cristiana e musulmana – ndr) sono stati attaccati, alcuni ripetutamente. Graffiti offensivi hanno dissacrato sinagoghe a Bat Yam e Haifa, sepolture a As-Sawiya e la chiesa della Dormizione sul Monte Sion. Il Consiglio considera spregevoli questi attacchi ai luoghi sacri e ritiene che contribuiscano a creare un’atmosfera di divisione e ostilità». Il comunicato ufficiale si chiude con l’appello «alle forze di polizia e alle rispettive municipalità perché facciano tutto il possibile per prevenire simili attacchi e ripristinare la sicurezza e il rispetto dei luoghi sacri di tutte le religioni». Il Consiglio delle istituzioni religiose della Terra Santa fu creato nel 2005 e prende le mosse dalla convinzione che «l’essenza della religione sia rendere culto a D-o e rispettare la vita e la dignità di tutti gli esseri umani». Le principali finalità di questo organismo sono «impedire che la religione sia usata come fonte di conflitto e promuovere il reciproco rispetto, la riconciliazione e una pace giusta e completa tra i popoli di tutte le fedi in Terra Santa e in tutto il mondo». www.terrasanta.net


Seminario sull’imprigionamento dei bambini Tel Aviv, 5 giugno 2013 A Tel Aviv, presso la Beit Daniel, si è tenuta il 5 giugno 2013, una giornata di studio sulle alternative all’imprigionamento dei bambini. Padre David Neuhaus, Vicario patriarcale latino, è stato invitato a rappresentare la popolazione di migranti cattolici. In Israele oggi ci sono bambini imprigionati in luoghi di detenzione e carceri, essendo figli di lavoratori stranieri illegali e di richiedenti asilo. Il fenomeno dell’imprigionamento di bambini è globale e gli oratori a questo incontro hanno presentato il contesto internazionale del tema, con attenzione al trend migratori tra Paesi poveri e Paesi ricchi. In Israele, i figli di lavoratori stranieri illegali sono posti con le loro madri in luoghi di detenzione vicino all’aeroporto. Normalmente rimangono lì per un periodo relativamente breve, in attesa della deportazione da parte delle autorità del loro Paese d’origine. I richiedenti asilo rimangono tendenzialmente per un periodo più lungo. I bambini fino ai dodici anni di età sono imprigionati con le madri ed i padri sono tenuti separati. I bambini che arrivano in Israele non accompagnati normalmente trascorrono un breve periodo di tempo in un luogo di detenzione speciale fino a che non viene trovato per loro un posto in collegio. Sei organizzazioni lavorano in Israele con i temi legati agli immigranti hanno organizzato la giornata di studio per sollevare l’attenzione del pubblico e proporre alternative all’imprigionamento dei bambini. Tra le sei organizzazioni coinvolte nell’iniziativa ci sono: “Israeli Children”, “The Hotline for Migrant Worker” e “Physicians for Human Rights”. Esperti dell’organizzazione australiana “International Detention Coalition” hanno partecipato anch’essi. I loro attivisti studiano le condizioni detentive nel mondo ed hanno già visitato più di 50 Paesi. L’organizzazione propone alternative alla detenzioni di bambini e delle loro famiglie davanti al fenomeno dei lavoratori immigrati illegali e dei richiedenti asilo. Vedi il sito dell’ International Detention Coalition qui Vedi il sito dell’ Hotline for Migrant Workers qui http://www.catholic.co.il

Una foresta in ricordo del card. Martini. Il rabbino Laras: segno forte di dialogo tra ebrei e cristiani Galilea, 16 giugno 2013 Ebrei e cristiani insieme per piantare una foresta in Israele in memoria del cardinale Carlo Maria Martini: è l’iniziativa voluta dal rabbino Giuseppe Laras, già rabbino capo di Milano e grande amico del porporato scomparso l’anno scorso. Proprio ieri, è stato piantato il primo albero di questa foresta nella zona di Tiberiade, in Galilea, luogo particolarmente simbolico sia per i cristiani che per gli ebrei. Sull’idea che ha dato vita a questa iniziativa, Alessandro Gisotti ha intervistato proprio il rabbino Giuseppe Laras:

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R. - Nasce dalla constatazione del grande amore e attaccamento che Martini aveva per la terra di Israele. Abbiamo pensato di piantare una foresta di alberi in Alta Galilea. E ieri, infatti, in Israele è stata inaugurata con la piantagione di un albero. Questo sta a simboleggiare il collegamento, il legame, l’attaccamento di Martini alla terra di Israele. D. - Lei che ha fortemente voluto questa iniziativa, ha anche subito voluto coinvolgere cristiani ed ebrei: questo è anche molto significativo e importante, pensando a quanto il cardinale Martini si sia impegnato - lungo i decenni, potremmo dire - per il dialogo tra ebrei e cristiani… R. - Certo. Io lo ricordo bene che, quando ci siamo conosciuti, proprio nel 1980, quando lui entrava nella diocesi di Milano e io prendevo il posto di Rabbino Capo a Milano, una delle sue preoccupazioni primarie fu quella di dare un nuovo impulso al dialogo ebraicocristiano, che stava un pochino languendo. Da allora prendemmo insieme diverse iniziative dirette a rilanciare un po’ il dialogo. Sicuramente il dialogo è un qualcosa che è molto legato alla sua figura. D. - Questa foresta ovviamente non è solo memoria, ma evidentemente si proietta anche verso il futuro: questo luogo diventerà, nel tempo, caro ad ebrei e cristiani… R. - Diventerà una grande foresta dedicata al nome di Martini. Dato che il nome di Martini è legato e sarà sempre legato a questo attaccamento verso la terra di Israele, ma anche all’attaccamento per il dialogo, per questo discorso comune che doveva riprendere e che era ripreso fra cristiani e ebrei, questa foresta sarà un punto di incontro molto importante per Israele, che simboleggerà questo rilancio del dialogo e dialogo vuol dire andare in direzione della pace, perché fra ebrei e cristiani, per duemila anni non c’è stato alcun momento - prolungato almeno - di fraternità o di sentimenti di amicizia. Lui questo lo sottolineava e diceva spesso: “Noi dobbiamo ripercorrere a ritroso un cammino, che è stato tutto sotto un altro segno”. Per cui la foresta di Tiberiade in memoria di Martini è sicuramente un qualche cosa che resterà e nella memoria e nei fatti. Sarà anche un qualcosa di simbolicamente molto forte. http://it.radiovaticana.va

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Un video sulle antiche campane del Tesoro di Betlemme Gerusalemme, Giugno 2013 Nel 1863, durante lavori di restauro presso la cucina del convento francescano, e successivamente nel 1906, vennero alla luce nella città in cui nacqua Gesù una serie di oggetti in bronzo e argento, appartenenti alla Chiesa della Natività in epoca crociata: è quello che viene chiamato il Tesoro di Betlemme, di cui fanno parte anche queste campane. Oggetti di grande valore anche perché testimoni della vita della Chiesa di Terra Santa e della sua antica storia, e proprio perché parte di questa storia che affonda le sue radici nei secoli, anche le campane di Betlemme saranno parte degli oggetti esposti nel Terra Sancta Museum, il museo sulle origini della cristianità voluto e promosso dalla Custodia di Terra Santa, con il coordinamento di ATS pro Terra Sancta. Presentato a Milano qualche giorno fa in maniera ufficiale, il progetto prevede l’apertura al pubblico dei tre spazi espositivi distribuiti in due sedi – per il 2015. Video realizzato dal Franciscan Media Center. www.proterrasancta.org

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Scavando tra vecchie riviste si scopre la storia della Custodia di Terra Santa Gerusalemme, giugno 2013 Il lavoro alla biblioteca di San Salvatore non è finito con l’inaugurazione della nuova sede. Anzi, proprio da quel momento sono partiti, grazie ad ATS pro Terra Sancta e nel quadro del progetto”Libri, Ponti di Pace”, delle attività per rendere disponibile a tutti la grande ricchezza di volumi della Custodia di Terra Santa. Non solo libri, messali o manoscritti: a disposizione degli utenti c’è anche un gran numero di riviste e periodici, sia gli ultimi numeri per rimanere aggiornati, sia ingialliti numeri ottocenteschi, che permettono di aprire una finestra sul passato. Da tre mesi Nicola, volontario di ATS pro Terra Sancta, sta dando il suo contributo alla biblioteca provvedendo a dare un ordine a questa sezione, che è forse meno nobile del fondo antico di incunaboli e cinquecentine, ma non per questo meno interessante e meno ricca di spunti. In possesso della biblioteca ci sono infatti più di 500 diversi titoli, dai molteplici argomenti: diritto canonico, francescanesimo, scienze umane, geografia, patristica, missioni, teologia, storia… Tante anche le riviste specifiche sulla Terra Santa, in tantissime lingue diverse, per arrivare a portare notizie di questi luoghi in ogni angolo del mondo. Racconta Nicola, tra gli scatoloni e gli scaffali: “Se da un lato può essere faticoso cercare di mettere in ordine cronologico una rivista con alfabeto arabo, o ebraico, o armeno, o cirillico, o greco… dall’altro è però un esercizio personale utile per capire al meglio la molteplice anima di Gerusalemme. A volte è difficile resistere alla tentazione di aprire le pagine di una rivista missionaria di più di cent’anni fa, guardare le fotografie di barbuti francescani circondati da beduini in posa statuaria, o divertirsi con le reclàme dei primi del ’900!” Scriveva Milan Kundera ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere”: “ogni cosa è illuminata dalla luce del passato”. E anche Nicola conferma e fa sua questa affermazione: “Durante la mia esperienza qui – racconta il volontario – mi sono certo riempito gli occhi di realtà e di presente, ma ho avuto e sto avendo anche la fortuna, in biblioteca, di scavare all’indietro

in quella luce del passato, in quella secolare tradizione della Custodia che non bisogna mai dimenticare. Gerusalemme è già meravigliosa, ma vista sotto quella luce diventa ancor più bella”. www.proterrasancta.org

Riflessioni e ricordi di un ironico pellegrino Giugno 2013 Sono rientrato da circa un mese dal pellegrinaggio in Terra Santa, al quale ho partecipato con mia moglie Iolanda, per ringraziare il Signore dei nostri felici 25 anni di matrimonio. Era da qualche tempo che volevamo andare alle radici storiche della nostra vita cristiana e questa ci è sembrata l’occasione giusta. Ora che le forti emozioni si sono un po’ sedimentate provo a buttar giù qualche riflessione e qualche ricordo. La prima impressione è stata un certo risentimento nei confronti della Storia, che ha avuto così scarso rispetto dei nostri luoghi sacri: quasi tutte le chiese sono del secolo scorso, essendo state le originali costruzioni distrutte, ricostruite e distrutte più volte a seconda di chi comandava in un certo periodo. Poi si viene colpiti dal frenetico crogiolo di razze e confessioni religiose al quale, anche vivendo in una città cosmopolita come Roma, non siamo abituati, con il quale sei costretto a condividere spazi e momenti, ma è curioso vedere le diverse fogge dei religiosi che arrivano da tutto il mondo, mentre i laici sono piuttosto omologati: pantaloni maglietta e cappellino. A Cana abbiamo partecipato ad una toccante celebrazione per ricordare i nostri 25 anni di nozze, ed i 50 dei nostri simpatici amici di Genova, Anselmo e Giovannella; la cerimonia ha visto coinvolta tutta la comitiva e si è conclusa brindando con il vino di Cana: tutti i salmi finiscono in gloria. Il gruppo si è stretto il giorno successivo attorno a due giovani, Paolo e Genny, che hanno celebrato il loro matrimonio a Nazareth. A quel punto eravamo perfettamente affiatati. L’emozione di trovarsi nei luoghi di Gesù arriva improvvisamente, secondo la propria sensibilità, quando arrivi in luoghi che letteralmente ti danno la scossa, quando puoi toccare con mano certi posti che

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Cronaca Varie Custodiale

sono stati teatro di episodi del vangelo, quando senti che le pietre ti parlano. L’uomo ha bisogno di toccare con mano per sentire, un po’ come San Tommaso, e ben lo sanno i commercianti arabi che ti mettono in mano le cose che vogliono venderti, perché tu senta che sono concrete. A me è capitato la prima volta a Tabgha, nel luogo in cui Gesù, dopo la pesca miracolosa, conferisce il primato a Pietro; ma eravamo già in pellegrinaggio da tre giorni e francamente cominciavo un po’ a preoccuparmi perché seguivo tutto razionalmente, senza particolare coinvolgimento emotivo. Poi è stato come ripercorrere passo passo il vangelo per arrivare a scoprire la profonda umanità di Gesù, che sapevamo, certo, ma forse non sentivamo fino in fondo. L’umanità che lo porta a piangere per la morte dell’amico Lazzaro, l’umanità che gli fa temere la ormai prossima passione nell’orto del Getsemani. Ma anche l’infinita generosità di un Dio, che per amore si spinge fino a condividere la nostra limitata natura umana. E infine Gerusalemme, così carica di storia e di significati per i milioni di pellegrini che la visitano. È difficile ma indispensabile ritagliarsi un momento di tranquillità per riflettere sulla propria presenza al Santo

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Sepolcro, mettere la propria anima a nudo e porsi in ascolto. Mia moglie ed io ci siamo recati al Santo Sepolcro prima dell’alba e, anche grazie ai distintivi francescani, siamo riusciti ad entrare. Io con maggiore difficoltà: sono alto quasi 1,90 metri e tralascio il peso. Poggiare le mani su quella pietra è stata un’emozione violenta e profonda. In un istante mi è passata davanti la mia vita. Mi sono sentito piccolo, indegno, peccatore, ma in quell’istante mi affacciavo sull’eterno. Ormai i ritmi frenetici della vita di tutti i giorni ci hanno completamente riassorbito, ma abbiamo conservato una maggiore confidenza con Gesù: è’ come se avessimo rinsaldato la nostra amicizia rendendogli visita a casa sua. Però già sentiamo un po’ di nostalgia. Purtroppo il gusto della spremuta di pompelmo rosa fatta a Roma, non è lo stesso di quella assaggiata sul Tabor, o nella calura di Gerico. E non riesco a trattenermi dal ricordare un episodio che mi evoca un sottile piacere: Padre Vincenzo, la nostra instancabile, preparatissima ed eccellente guida spirituale, che scandiva con bonaria ma austera severità le nostre giornate, alzandosi mentre celebrava l’Eucarestia a Bet Sahur nella grotta dei pastori, pur non essendo affatto alto, picchiava la testa contro la volta della grotta senza batter ciglio: anche questa una bella emozione! Marco http://www.pellegrinaggi.custodia.org

Nuovo documento del Vaticano sui migranti ed i rifugiati Gerusalemme, 8 Giugno 2013 Il nuovo documento è stato presentato dal Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e dal Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum” in una conferenza stampa in Vaticano il 7 giugno 2013. Il documento, intitolato “Accogliere Cristo nei rifugiati


e nelle persone forzatamente sradicate” insiste sull’umanità dello sfollato e l’obbligo della Chiesa di raggiungere tutti gli sfollati. Nel suo discorso al Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti, Papa Francesco ha detto: “La carne dei profughi è la carne di Cristo” (vedi qui il discorso completo). Ci sono circa 100 milioni di sfollati nel mondo oggi. Decine di migliaia di loro vivono in Israele. Il documento aggiorna un documento precedente del 1992, “Rifugiati: una sfida in solidarietà” Esistono nuove costrizioni sulle persone che lasciano le loro case ed i numeri sono impressionanti. Il Cardinale Vegliò, entrando nei dettagli delle statistiche, ha detto: “16 milioni, tra i quali ci sono i palestinesi, che fanno riferimento in materia di protezione all’UNRWA (Agenzia di aiuto e lavoro delle Nazioni Unite); 28,8 milioni di sfollati a causa di conflitti interni; 15 milioni di fuggiaschi da pericoli ambientali, 15 milioni in più a causa di progetti di sviluppo, oltre agli apolidi, e a 12 milioni di ‘invisibili’ senza documentazione nei paesi in cui sono immigrati“. Il documento condanna il traffico di esseri umani “che deve essere superato dalle società che desiderano essere chiamate civili“, ed i tristi fenomeni che sono comparsi, come le persone a cui viene impedito di determinare il proprio destino, l’industria del sesso, il lavoro forzato in vari settori, il traffico di organi per i trapianti, le persone ridotte in schiavitù in lavori miserabili ed il reclutamento di bambini per i conflitti armati. Il Cardinale Vegliò ha continuato: “Tutti nelle comunità cristiane sono chiamati ad ascoltare l’appello di Cristo ad accogliere lo straniero, che appare oggi nei tratti del fuggitivo, del rifugiato, delle vittime del traffico spregevole degli esseri umani, come ha detto Papa Francesco“. Da parte sua, il Cardinale Robert Sarah ha iniziato con la frase del Vangelo di San Matteo: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete …” e ha sottolineato: “Questo è il volto dei nostri fratelli e sorelle, rifugiati, sfollati e colpiti da emergenze umanitarie“. Tra gli altri argomenti, ha fatto riferimento alla tragica situazione in Siria, con 4 milioni di sfollati interni, oltre a quelli che hanno attraversato i confini dei paesi vicini e gli 80.000 morti negli ultimi due anni. http://www.catholic.co.il

Una croce per la Kehilla di Giaffa Giaffa, 9 Giugno 2013 Da molto tempo la comunità di Giaffa Tel Aviv attendeva una icona della croce per la cappella dove si incontra ogni settimana per la celebrazione settimanale. Sei mesi fa le sorelle clarisse di Gerusalemme hanno accettato di prestare una loro icona fino al giorno in cui sarebbe stata terminata la nuova che fr Alberto si era proposto di dipingere. Sabato sera finalmente la croce ha fatto il suo ingresso con una semplice processione all’inizio della Messa ed è stata benedetta da p. Apollinare. La preghiera di benedizione è molto profonda e ricorda quanto nobile sia il legno scelto da Gesù per farne il suo trono ed altare: Benedetto sei tu Dio nostro re dell’universo che dall’albero del giardino di Eden, albero di dolore e morte, hai dato a noi la medicina e la vita con la croce. Il Signore Gesù, sacerdote, maestro e re, nell’ora della sua morte, salì volontariamente su quel legno, che diventò per lui altare del sacrificio, cattedra di verità e trono della sua gloria. Con la sua morte, Gesù rivelò ai discepoli il senso misterioso delle sue parole: il chicco di grano che muore produce molto frutto. Ora ti preghiamo, Dio onnipotente, fa che i tuoi figli su questo legno glorioso distruggano la loro superbia, guariscano, ricevano aiuto nella prova, sicurezza nel pericolo e molte benedizioni. Per Cristo nostro Signore. Amen Sul retro della croce sono scritte tre frasi che i Padri della Chiesa hanno usato per descrivere la croce con immagini della Torah: Tu sei il bastone di Mosè che apre la strada a chi fuggì dall’Egitto (Es 4:2). Tu sei la chiave della porta dei cieli (Mt 16:19). Tu sei la scala che conduce la regno (Gn 28:12). L’icona è una copia del modello dell’artista italiano Giunta Pisano del 1250. La croce di Giaffa, dopo cinque mesi di lavoro, porta in sé le tante preghiere e domande che ogni settimana la comunità esprime, è un’ icona piena di dolore e di amore; accogliendola durante la liturgia che propone il vangelo della resurrezione del figlio della vedova a Naim, ci offre una chiave di lettura per affrontare le sfide della vita e non perdere mai la speranza. http://www.catholic.co.il

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Nazareth: la scuola Don Guanella ha la sua “sala vituale” Nazareth, 10 giugno 2013 Avete detto “sala virtuale”? Sì. Tutto diventa virtuale oggigiorno, anche le scuole utilizzano le loro sale virtuali per migliorare l’insegnamento. State in una stanza completamente vuota, fornita di proiettori che mostrano sui quattro muri un angolo del mondo o un’attività della vita quotidiana – un mercato, una chiesa, una festa, una classe, un combattimento, una foresta – e potete, con un “touch” sulla realtà, reagire o interagire con questo mondo. È un metodo che si rivela molto appropriato per l’insegnamento rivolto ai bambini disabili. La scuola specializzata della Santa Famiglia, tenuta dai religiosi di Don Guanella, è la prima scuola nella regione di Nazareth ed una delle rare in Israele in questo genere, ad essere dotata di “una sala virtuale” (Gurfah Iftiradhiyah). È un dono del Family Club dell’Annunciazione che, come si sa, è molto fecondo

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in iniziative e molto attivo nell’organizzazione della ricerca di fondi per venire incontro ai bisogni delle istituzioni. L’inaugurazione ha avuto luogo lunedì 10 giugno in due tappe. In un primo momento i 200 invitati – personalità della città, giudici, direttori delle scuole, superiori/e religiosi/e, responsabili di associazioni, di club, ecc. – si sono incontrati al Centro Pastorale Sant’Antonio per una serie di discorsi intercalati da canti adeguatamente scelti ed eseguiti da Hueida Nimer, come la celebre “Uminu anna khalfa al-jibal” e “Imani satÈ” di Fayruz , come anche la canzone locale “Awdah” di Hanna AbuHanna. Con la presentazione di Rula Jarrush Makkhul hanno preso la parola: Ussama Karram, presidente del Family Club; P. Amjad Sabbara, ofm, parroco latino di Nazareth; Ramez Jarayseh sindaco di Nazareth; Bassem Matta, ispettore scolastico; P. Marco Riva, superiore della Comunità Don Guanella, accompagnato dal direttore della scuola, P. Carlo Colombo; Sawssan Saad, responsabile della sala virtuale; S.E. Mons. GiacintoBoulos Marcuzzo, Vicario patriarcale latino per Israele; ed infine una madre i cui quattro figli sono in questa scuola specializzata. In un secondo momento tutti gli invitati si sono diretti verso la scuola specializzata della Santa Famiglia (dall’altra parte della strada) dove è stato tagliato il


nastro della sala virtuale. Tutti hanno così potuto scoprire questo spazio “misterioso e favoloso”. Il vescovo ed il sindaco, per esempio, si sono impegnati in una piccola partita di calcio vituale, mentre il P. François si è misurato in una breve “barcarola” alla chitarra virtuale. La maggior parte delle persone presenti hanno potuto provare qualche strumento e rendersi conto della validità di questo metodo per i bambini disabili. L’inaugurazione è terminata nel chiostro della scuola con un momento conviviale molto raffinato preparato dal manager François Zakharya. La Chiesa all’avanguardia nell’aiuto alle persone svantaggiate La radio israeliana ha intervistato Mons. Marcuzzo alla fine della serata e gli ha chiesto il suo parere su questa realizzazione poco comune: “Dobbiamo ringraziare il Signore per tutti questi doni della tecnologia che fanno molto bene ai nostri fratelli e sorelle disabili. Ringraziamo anche il Signore per la solidarietà e la cooperazione umanitaria e sociale che si sono create attorno a questo progetto. Ancora una volta la Chiesa si mostra all’avanguardia per l’aiuto alle persone svantaggiate”. “ Detto questo, continua il vescovo, la questione della realtà virtuale mi sembra una questione a doppio taglio. Essa resta assolutamente buona per gli astronauti, ad esempio, per abituarsi a vivere in un’altra realtà. Essa è certamente necessaria per i nostri amici disabili che altrimenti non avrebbero altre possibilità facilmente accessibili per conoscere la realtà. Essa mi sembra molto utile nel design, per la progettazione e programmazione degli esterni e degli interni. Ma per la grande maggioranza della gente costruire l’educazione su un mondo ipotetico ed immaginario, virtuale appunto, mi sembra un’operazione molto delicata ed anche pericolosa. Mi permetta un’allusione filosofica. Tutta la nostra cultura greca e biblica è basata sull’essere, sulla realtà. La verità per noi è l’adesione delle nostre idee alla realtà. Nel mondo virtuale la verità si potrebbe definire come la corrispondenza delle nostre idee al “nulla”, apparentemente esistente come realtà. Ecco, dunque, i pericoli dell’idealismo e del nichilismo. Ma, ancora una volta, alf mabruk, per questi progressi che aiuteranno enormemente i nostri cari bambini disabili”. http://it.lpj.org

Un cuore per la Palestina Betlemme, 13 giugno 2013 Un piccolo banchetto, a pochi metri dall’ingresso della basilica della Natività, nel cuore di Betlemme, è coperto da magliette che recano la scritta I ♥ Palestine. Tre giovani palestinesi avvicinano i gruppi di turisti da tutto il mondo pronti ad entrare nella chiesa. Offrono loro una maglietta: «È gratis – dicono –. Solo una condizione: la dovete indossare subito». E parte la chiacchierata. La campagna I love Palestine è nata poco più di un mese fa dalla mente di tre ragazzi di Betlemme, Moaz, Mohammed e Muhesen. «Sono milioni i turisti che visitano la Palestina senza sapere nulla del conflitto, della nostra storia e della nostra attuale realtà», ci spiega Moaz, che è anche membro del Comitato popolare cittadino. «Vengono qui senza avere alcun retroterra e spesso non si rendono nemmeno bene conto di dove si trovino. Pensano di essere in Israele, anche qui a Betlemme. Tale convinzione è spesso dovuta alle politiche delle autorità israeliane che inviano un messaggio volutamente sbagliato». «Così ci siamo riuniti, io e i miei due amici, e abbiamo iniziato a discutere su cosa si poteva fare per intercettare i turisti e i pellegrini e spiegare loro cos›è la Palestina e cos›è il popolo palestinese. In breve abbiamo deciso di far partire la campagna: regaliamo le magliette e ne approfittiamo per parlare con la gente di tutto il mondo». Un›idea semplice ed efficace: lo straniero si avvicina, indossa la t-shirt in regalo e scambia quattro chiacchiere con i tre giovani. Nascono domande, dubbi, e spesso nuova consapevolezza. Una consapevolezza che a volte non esiste: poco tempo fa a un questionario proposto dall’associazione palestinese Alternative Tourism Group di Beit Sahour molti pellegrini e turisti avevano fornito risposte errate, del tipo: il conflitto israelo-palestinese è terminato nel 1994, Betlemme è in Israele, le colonie sono stabilimenti per le vacanze estive. «La nostra campagna ha l’obiettivo di ribadire la nostra identità, la nostra storia e la nostra eredità culturale – continua Moaz –. Non è diretta solo agli internazionali, ma anche alla stessa comunità palestinese, che a volte “dimentica” da dove proviene. Per questo stiamo pensando a nuove iniziative per allargare la campagna.

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A Gerico vandali e incuria minacciano le vestigia erodiane Gerico, 14 giugno 2013

Ci sposteremo anche in altre città palestinesi, sia in Cisgiordania che nello Stato di Israele, e vorremmo coinvolgere altre realtà, gruppi o organizzazioni. Che magari ci finanzino: per ora paghiamo tutto il materiale con i nostri portafogli». L›iniziativa giunge mentre il ministero del Turismo israeliano pubblica sul suo sito le nuove mappe. Se la Striscia di Gaza vi compare come un corpo estraneo, per il resto manca la distinzione tra il suolo israeliano e i Territori Palestinesi della Cisgiordania. Le città e i villaggi palestinesi che vi sorgono (considerati dagli Accordi di Oslo del 1993-1995 nelle Aree A e B sotto amministrazione civile palestinese) vengono segnalati con una diversa sfumatura di colore, ma senza fornire alcuna spiegazione in merito. «Israele tenta da decenni in vari modi di portare avanti l›occupazione della Palestina – osserva Moaz – attraverso il Muro, le colonie, la confisca di terre, il controllo totale delle risorse naturali. Allo stesso tempo cerca di indurre il popolo palestinese a considerare normale una situazione anormale. Dal punto di vista turistico, agisce controllando i flussi: nella maggior parte dei casi, i pellegrini e i turisti internazionali vengono portati a visitare Betlemme con una guida israeliana, restano poco più di un›ora e visitano solo la Chiesa della Natività. Non hanno alcun contatto con la comunità palestinese, non entrano nei negozi o nei ristoranti. Non parlano con noi. È come se non esistessimo. E se esistiamo, veniamo dipinti come pericolosi, come potenziali terroristi». www.terrasanta.net

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Nuovo allarme per il patrimonio culturale di Gerico: i siti archeologici della città palestinese, prevalentemente situati nell’Area C dei Territori (sotto il totale controllo israeliano) nelle ultime settimane sono stati devastati e versano in condizioni sempre peggiori. «Circa due mesi fa mi sono recato a Gerico con il collega Luigi Marino, professore dell›università di Firenze – racconta Osama Hamdan, docente di Restauro all›Università di Al Quds –: ci siamo subito resi conto che l’importantissimo sito del palazzo di Erode aveva subito gravi danni. Qualcuno, intenzionalmente, aveva distrutto le colonne del cortile del palazzo e fatto franare le pietre alla sommità di alcuni muri, devastando le parti che erano state restaurate con interventi di sistemazione quindici anni fa. Anche il vicino sito di Cypros (luogo con funzione termale utilizzato da Erode, nelle vicinanze - ndr), completamente abbandonato, versava in pessime condizioni: i preziosi mosaici e gli affreschi, senza alcuna protezione, si stavano disfacendo… Ho segnalato tutto all’Ufficio palestinese di archeologia ma non è successo nulla. Sono tornato due giorni fa a Gerico e mi sembra che a Cypros la situazione, se possibile, sia peggiorata...». Il palazzo di Erode e le terme di Cypros, pur essendo a pochi minuti di strada dal centro di Gerico, si trovano nella cosiddetta Area C dei Territori Palestinesi, dove è Israele ad avere la responsabilità di ogni intervento di tipo civile o militare (e a poterlo autorizzare). La municipalità di Gerico e il ministero palestinese della Cultura, per questo motivo, non possono intervenire autonomamente per la salvaguardia dei siti neanche recintando l’area o costruendo una semplice tettoria; d’altra parte l’autorità israeliana, fino ad oggi, non se n’è è occupata, con il risultato che stanno andando in rovina siti archeologici di importanza universale. La mostra su Erode, allestita proprio in questi mesi al Museo d’Israele, a Gerusalemme, dedica ampio spazio al palazzo erodiano e a Cypros; ed Ehud Netzer, l’archeologo israeliano a cui è dedicata la mostra, ha scavato proprio nei siti di Gerico. Erode sembra che


fosse davvero innamorato di questo palazzo tanto da trascorre i suoi ultimi giorni di vita a Gerico. La villa aveva un’estensione sterminata: vantava un complesso sistema di canalizzazione dell’acqua, bellissimi giardini, che si estendevano verso sud con cascate verso il Wadi Kelt; nel suo interno aveva addirittura un teatro e un ippodromo. Lo stesso Gesù con ogni probabilità ha visto il palazzo di Gerico almeno dall’esterno, poiché l’edificio si trovava sulla strada verso Gerusalemme, che egli stesso ha percorso più volte. Lì vicino, poi, la tradizione pone la casa di Zaccheo, dove Gesù si è recato a mangiare. «Si tratta di beni culturali che non appartengono solo a una popolazione, a una nazione – insiste il prof. Hamdan –: sono luoghi speciali che appartengono all’intera umanità. Occorre lanciare un appello per salvarli! Invece, purtroppo, sembra che la cultura e la storia, non abbiano spazio nelle menti di chi ci governa…» I siti di Gerico non sono gli unici situati nell’Area C dei Territori Palestinesi. Un’altra area importante, ad esempio, è quella di Sabastiya, vicino a Ramallah, la cui acropoli è abbandonata da anni. È un patrimonio meraviglioso lasciato andare. Vi avvengono scavi clandestini, devastazioni e crolli. Non si fa nulla né per proteggere il sito né per conservarlo... è un sito importante ma se lo vedi piange il cuore perché è totalmente abbandonato a se stesso». www.terrasanta.net

Plenaria della Roaco sulla situazione dei cristiani in Siria, Iraq, Egitto e Terra Santa Roma, 17 – 20 giugno 2013 Il tema è scottante come sempre quando lo sguardo si appunta sul Medio Oriente. “La situazione dei Cristiani e delle Chiese in Egitto, Irak, Siria e in Terra Santa” recita il titolo della 86.ma Assemblea della Roaco, la Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali, che si riunisce da oggi al 20 giugno in Vaticano per la sua plenaria annuale. Attorno al tavolo dove siederanno rappresentanti di oltre 20 Agenzie cattoliche, provenienti da 10 Paesi occidentali, sono attesi il patriarca copto-cattolico, Ibrahim Isaac Sidrak, e il patriarca caldeo, Raphael I Sako, ambedue eletti in gennaio 2013. Il teatro di guerra della Siria avrà ovviamente la preminenza nel confronto, attraverso la relazione del nunzio apostolico a Damasco, l’arcivescovo Mario Zenari, mentre il delegato apostolico a Gerusalemme, mons. Giuseppe Lazzarotto, e il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa apriranno la consueta “finestra” sulla situazione a Gerusalemme e negli altri luoghi cari alla cristianità. Domattina, alle ore 8.30, il gruppo di partecipanti concelebrerà con il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, la Messa nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina per i benefattori e per la pace in tutto il Medio Oriente. Per giovedì 20, è fissata l’udienza della Roaco con Papa Francesco. La Roaco è un organismo, fondato nel 1968 dalla Congregazione per le Chiese Orientali e raduna le Agenzie impegnate nel sostegno delle Chiese Cattoliche Orientali in tutte le dimensioni della loro vita: culto, clero, formazione pastorale, istituzioni educative e scolastiche, assistenza sociosanitaria. È presieduta dal prefetto della Congregazione, il Cardinale Leonardo Sandri, e ha come vicepresidente il segretario del dicastero, l’arcivescovo Cyril Vasil’. http://it.radiovaticana.va

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Viaggio e pellegrinaggio 17 giugno 2013 Un momento dell’edizione 2012 del Festival Francescano: il cappuccino Frate Mago intrattiene un pubblico di bambini. (foto Festival Francescano) Anche quest’anno sarà Rimini ad ospitare, dal 27 al 29 settembre, il Festival Francescano, giunto alla sua quinta edizione. In una delle più frequentate mete turistiche della Penisola, il tema del viaggio farà da filo conduttore. Più di cento iniziative per adulti e bambini rifletteranno sul cammino dell’uomo, personale e collettivo, sul sentiero verso Dio e verso gli altri, sulle mete spirituali e verso nuovi stili di vita. Lo spunto è offerto dall’anniversario del passaggio di san Francesco d’Assisi in Romagna, proprio 800 anni fa. L’evento ebbe particolare importanza sia per la storia francescana (nel borgo medievale di San Leo il Santo accolse in dono il Monte della Verna, dove poi ricevette le stimmate) sia per il territorio romagnolo che, da allora, porta indelebili i segni della spiritualità di Francesco e dei suoi seguaci. Ma è soprattutto

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all’attualità che guarderà la manifestazione organizzata dal movimento francescano dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con i francescani italiani e le istituzioni locali. «Non tutti i cammini – osservano gli organizzatori – sono uguali. Esiste il passo del vagabondo, che vede come protagonista il camminatore senza meta e senza orientamento. C’è poi l’incedere del turista alla ricerca di una discontinuità nel cammino ripetitivo della vita quotidiana. Sa qual è la meta, ma il suo cuore difficilmente si lascerà mutare; a meno che un imprevisto accada, rimescolando le carte in tavola. Infine c’è il camminare del pellegrino. Egli si muove portando in sé una domanda, una preghiera. Anche quando si parte da soli, sulla via ci si accorge di appartenere a un popolo di pellegrini». Le piazze principali del centro storico di Rimini ospiteranno stand, incontri di riflessione e preghiera, iniziative di animazione rivolte a ragazzi, giovani e adulti. Oltre ai frati, alle suore e ai laici francescani, vi saranno anche volti e nomi noti: il «turista per caso» Patrizio Roversi, la poetessa Gabriella Ghermandi, Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la decrescita felice, Moni Ovadia, che rifletterà sul tema


biblico dell’esodo; il frate cappuccino padre Raniero Cantalamessa, lo storico Franco Cardini e altri ancora. Unica iniziativa a pagamento (a prezzo speciale) un concerto di Francesco De Gregori. Anche le Edizioni Terra Santa hanno dato il loro contributo all’organizzazione del Festival e, come gli anni scorsi, saranno presenti in piazza con un proprio punto vendita, dove sarà possibile acquistare libri e audiovisivi ed abbonarsi ai periodici. Domenica 29 propongono anche una tavola rotonda dedicata al tema dell’ospitalità nelle religioni monoteistiche abramitiche (ebraismo, cristianesimo, islam). Lo spunto è offerto dal volume Stranieri con Dio, del padre domenicano Claudio Monge, responsabile del Centro di documentazione cristiana e interreligiosa di Istanbul. A partire dal libro, appena pubblicato dalle Edizioni Terra Santa, e dall’esperienza personale di padre Monge in Turchia, l’argomento verrà affrontato dialogando con il sociologo Khaled Fouad Allam, docente all’Università di Trieste. Modererà il vaticanista del Tg1 Rai Aldo Maria Valli. Il Festival Francescano debutta nel 2009 a Reggio Emilia per iniziativa dei frati cappuccini dell’Emilia Romagna. La città emiliana ha ospitato le prime tre edizioni del Festival, una manifestazione che cerca di rispondere, con un linguaggio semplice e diretto, alle domande che pone la società contemporanea. I francescani, nelle piazze e nelle strade, cercano di condividere il messaggio di san Francesco. Nella passata edizione, la prima svoltasi a Rimini, il Festival ha registrato circa 30 mila presenze. Per il programma dettagliato, visita il sito web del Festival Francescano. www.terrasanta.net

40 anni di onorato servizio 23 giugno 2013 Dal 1973 la Custodia Francescana di Terra Santa gestisce il Centro di Informazione Cristiana di Gerusalemme, di fronte alla Torre di Davide presso la Porta di Giaffa. Scopo del Centro è fornire informazioni sul Cristianesimo in Terra Santa. Quest’apprezzabile iniziativa è stata progettata per offrire un servizio indispensabile in una città come Gerusalemme, a coloro che desiderano apprendere il più possibile l’importanza della cristianità in Terra Santa. La proprietà dell’attuale sede del Christian Information Centre fu venduta da una antica famiglia musulmana con debito cushan - un documento ufficiale dell’autorità ottomana - al dottore Vahan Gaspar della famiglia armena Mordian. Inizialmente la porzione a piano terra dell’edificio ospitava l’Imperiale Regio Ufficio Postale austriaco. L’ultimo direttore di questa struttura fu un armeno locale, Artin Torasian. Il resto dell’edificio fu abitato dalla famiglia Gaspar–Mordian. Il padre Agop usava intestare a proprio nome i terreni comprati dagli stranieri, così come fece ad esempio per la Christ Church, ex proprietà della famiglia Assabi (musulmana) e altri terreni di Lifta. L’Ufficio Postale chiuse la sua attività nel 1918 e nella proprietà si stabilì il Banco di Roma che vi rimase fino al 1940. In seguito il locale fu usato da un Club Cattolico. Nel 1948 il dr. Gaspar si rifugiò in Libano. Nel 1958 alloggiarono nell’edificio anche gli addetti dell’Impresa GEIN (diretta dal sig. Maroun Tarsha, impiegato della Custodia di Terra Santa). La GEIN lavorava presso la moschea di Omar, ma anche a Betania e al Dominus Flevit, santuari della Custodia di Terra Santa. In quel tempo l’edificio veniva usato per ospitare persone e come abitazione delle sorelle del dr. Vahn Gaspar, ma anche per conservare materiale. Nel 1964 la Custodia di Terra Santa acquistò la proprietà dal dr. Vahn Gaspar e, nel 1971, iniziò la ristrutturazione curata dall’architetto israeliano Moshè Lewckovitz, responsabile della direzione lavori p.

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Claudio Baratto OFM. L’inaugurazione del Christian Information Centre ebbe luogo nel giugno del 1973 alla presenza del Padre Custode Emilio Roncari, del Delegato Apostolico mons. Pio Laghi e del dr. Paolo Saul Colbi, responsabile del Dipartimento governativo israeliano dei rapporti con i cristiani. Visita il sito: http://www.cicts.org

Riassunto storico • 1859 – 1917: Imperiale Regio Ufficio Postale austriaco (una lettera arrivava in Europa in 4 giorni) • 1917 – 1947: Banco di Roma • 1947 – 1964: Proprietà privata della famiglia armena • 1964: La proprietà passa alla Custodia di Terra Santa • 1970 – 1971: Lavori di ricostruzione dell’edificio • 1973: Inaugurazione del Centro

Ricordo di Edoardo Arborio Mella Bose (Biella-Italia), 25 giugno 2013 Il 25 giugno è tornato al Padre Edoardo Arborio Mella, monaco della comunità di Bose (BI), a lungo collaboratore delle nostre riviste. Fra Edoardo, che aveva da poco compiuto 70 anni, era stato accolto liturgicamente a Bose nel 1969, emettendo il giorno di Pasqua del 1973, tra i primi fratelli della comunità, la sua professione monastica definitiva. «Nell’autunno 1990 accoglie con gioia la decisione della Comunità di inviarlo stabilmente nella Fraternità di Gerusalemme – racconta in un suo ricordo Enzo Bianchi, priore di Bose – dove, assieme a Daniel e Alberto, trascorrerà 18 anni, intessendo relazioni fraterne in quella realtà così affascinante e complessa e lavorando come bibliotecario al Pontificio Istituto Biblico. La terra di Israele diviene ben presto per lui un luogo da amare e amato nonostante la sua rudezza. Negli ultimi mesi di vita la sua proverbiale ritrosia a qualsiasi segno di riguardo che potesse apparire privilegio lascia il posto a una serena e grata docilità. La festa fraterna per i 70 anni suoi, del “gemello” Daniel e di Enzo lo vede sereno e rappacificato. Lo stupore e la gioia per gli eventi ecclesiali di questa primavera – l’elezione di papa Francesco e le sue prime parole e gesti, le visite a Bose del patriarca ecumenico Bartholomeos e del papa copto Tawadros – così come la vicinanza e l’affetto di fratelli e sorelle rallegrano le sue giornate di progressivo declino. L’eucarestia lo ha sostenuto regolarmente negli ultimi giorni così come l’unzione degli infermi che ha ricevuto con grata serenità domenica 9 giugno». Pensiamo di fare cosa gradita ai nostri lettori, segnalando che uno degli ultimi articoli di fratel Edoardo (dal titolo: «Maria di Magdala. Apostola degli apostoli», dedicato alla figura della Maddalena) uscirà sul numero di luglio-agosto di Eco di Terrasanta www.terrasanta.net

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XIII corso animatori spirituali pellegrinaggi

Custodia Terra Santa

Ufficio Pellegrinaggi Custodia Terra Santa

Studium Biblicum Franciscanum

XIII corso

animatori spirituali pellegrinaggi Roma 16/18 Settembre Terra Santa 10/23 Novembre

La verifica finale e la consegna dell’Attestato di partecipazione al Corso di Formazione per Animatori di Pellegrinaggi si svolgerà presso la sede dello Studium Biblicum Franciscanum a Gerusalemme al termine delle escursioni in Terra Santa

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On line il sito web dedicato alla Basilica dell’Agonia – Getsemani

Gerusalemme,81luglio luglio2013 2013 Gerusalemme,

La Custodia  di  Terra  Santa  è  lieta  di  annunciare  l’uscita  del  nuovo  sito  web   dedicato  alla  Basilica  dell’Agonia  -­‐  Getsemani. Il  sito  offre  contenu7  approfondi7  e  rinnova7,  reda;  in  qua=ro  lingue  (italiano,   inglese,  spagnolo,  francese)  e  una  ricca  galleria  d’immagini  facilmente  scaricabili.   Le  sezioni  tema:che,  organizzate  in  modo  semplice  e  intui7vo,  accompagnano  il   visitatore  alla  scoperta  e  alla  comprensione  di  uno  dei  luoghi  più  importan7  della   cris7anità.   Il  Virtual  Tour  fotografico  del  Getsemani,  elemento  di  forza  del  sito,  consente   d'immergersi  a  360°  nella  sacralità  della  Basilica,  dell’Orto  degli  Ulivi  e  della  Gro=a   del  Getsemani.  

Espressione della  par7colare  spiritualità  del  Santuario  del  Getsemani,  è  il   Romitaggio,  luogo  di  accoglienza  per  singole  persone  e  piccoli  gruppi  che   desiderano  vivere    un  periodo  di  silenzio  e  preghiera.  Un  bo=one  in  home  page  

con link  al  sito  del  Romitaggio  collega  anche  virtualmente  le  due  realtà  fortemente   interconnesse. La  pubblicazione  del  sito  Getsemani  è  un  ulteriore  tappa  dell’ampio  ProgeBo  di   rinnovamento  si:  web  dei  Santuari,  inizia7va  pensata  e  dedicata  ai  pellegrini  in   visita  alla  Terra  Santa  che  cercano  informazioni  sui  Santuari.   Nell’augurare  una  buona  visita,  porgiamo  cordiali  salu7   Ufficio  Internet Custodia  di  Terra  Santa Link:  www.getsemani-­‐it.custodia.org

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è uscita la rivista Terra Santa in italiano, francese e spagnolo

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Fraternitas

Fraternitas

VoLuME XLVi • EDiZionE 201

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Notiziario Internazionale OFM

Fr. Micheal Perry, OFM è il nuovo Ministro Generale

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Nato a Indianapolis (USA) nel 1954, Fr. Michael era in servizio come Vicario generale dell’Ordine. E’ stato Ministro Provinciale del Sacratissimo Cuore di Gesù Provincia (USA). Ha servito la sua Provincia nella formazione teologica, formazione post-noviziato, lavoro internazionale GPIC, e per dieci anni ha lavorato nelle Missioni (Repubblica Democratica del Congo). Ha anche lavorato con i Catholic Relief Services e nella Conferenza Episcopale degli Stati Uniti. Il suo curriculum accademico include un Dottorato in Antropologia Religiosa, un Master in Missionologia, un M. Div. nella Formazione Sacerdotale e due B.A. in Storia e Filosofia. Durante la sua prima omelia il 23 maggio, ha parlato di come i Frati Minori non devono fare affidamento su nessuno, ad esclusione dello Spirito di Dio. Ha continuato dicendo che nel mondo di oggi i giovani hanno fame di una vita significativa, gli anziani sono assetati di qualcuno per dare loro nuovi spazi di vita. I poveri e gli emarginati sono desiderosi di essere riconosciuti nella loro dignità umana, e noi, frati, sempre più abbiamo bisogno di una testimonianza comune e fraterna della misericordia di Dio. Alla fine della sua omelia, ha sottolineato l’importanza di diventare una fraternità profetica, testimoniando la nostra fraternità come luogo della presenza sacramentale di Dio, imparando insieme come leggere i desideri e le sofferenze del nostro tempo per lasciarsi permeare dal Vangelo, che è Gesù Cristo stesso. Questo ci permetterà di diventare un mistero vivente dello Spirito di Dio dato a noi dal Padre mediante il Figlio.

F R A T E R N I T A S

r. Michael Anthony Perry, è stato eletto Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori ‘ad complendum sexennium’. Fr. Michael ha di 59 anni, è americano, è succeduto il 22 maggio 2013, a Fr. José Rodríguez Carballo, nominato da papa Francesco segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata.

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ALTrE NOTIzIE Giornata di Studio

Il Giardino degli Anziani

17 Aprile, Nella Sala dekke Lauree della Facoltà di Giurisprudenza di Teramo si è tenuta una Giornata di Studio su: “Per un progetto di società: Giovanni da Capestrano e l’Europa nel Quattrocento.”

Il 27 Aprile, c’è stata la Benedizione e l’inaugurazione del Giardino degli Anziani della Casa S. Antonio per tornare a “profumare” di fiori, colori e di fraternità a Foggia Italia.

“I Desideri, l’uomo”

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Dal 19 al 20 Aprile se è tenuto a Città di Castello e a Perugia, presso il convento di Monteripido, un Convegno organizzato da Agorà e Stromata su interculturalità e dialogo interreligioso. Servizio “Fedelta´e Perseveranza” 23 aprile, si è tenuto presso la PUA, il secondo pre-seminario organizzato dal servizio Fedeltà e Perseveranza, in linea con il mandato n. 48 del Capitolo generale di Assisi OFM 2009. Il tema: “Dinamiche degli abbandoni nella vita consacrata e criteri di accompagnamento della crisi”, è stato presentato da P. Lucio Pinkus, servo di Maria, psicologo e psicoterapeuta. 14° Colloquio di canonisti Dal 26 al 27 aprile, presso la Curia Generalizia, si è svolto il 14° Colloquio di Canonisti della Comunione Anglicana e della Chiesa Cattolica sul tema “l’insegnamento del diritto canonico”.

5a Giornata Francescana 27 Aprile, si è tenuta nel Santuario Francescano di Greccio la 5a Giornata Francescana, Incentrata su: “Affreschi e dipinti tra artisti e maestri nell’eremo di Greccio.”

Nuovi Provinciali Fr. GAZMEND TINAJ Prov. Annunciazione della B.V.M - Albania Fr. MILJENKO ŠTEKO Prov. Assunzione della B.V.M Bosnia - Hercegovina Fr. BERNARDO DE SOUSA Prov. Nuestra Señora de la Asunción - Brasile

“Ravvivare il dono della vocazione”

Fr. FRANCISCO G. VARGAS Prov. San Pablo -Colombia

Dal 30 Aprile al 31 Maggio, Frati brasiliani, nel 25° di vita religiosa, stanno facendo un’esperienza di formazione permanente, per “ravvivare il dono della vocazione”. Tale esperienza è coordinata dalla SGFS ed organizzata dal Servizio per la Formazione e gli Studi (SErPE) della Conferenza di Ministri Provinciali di Brasile OFM (CFMB). Il 6 maggio, lunedì, sono stati accolti nella Curia generale.

Fr. LINO GREGORIO V. R. Prov. of St. Pedro Bautista, Philippines

Incontro annuale Russia-Kazakhstan Dal 1 al 3 maggio, i frati della Fondazione francescana russia – Kazakhstan ha partecipato a giorni di preghiera, di fraternità, di verifica della vita e missione di questo drappello di Frati Minori che opera nelle sterminate terre d’Oriente. Il momento

Fr. MAGGIORINO STOPPA Prov. di S. Bonaventura, Italia Fr. AGOSTINO ESPOSITO Prov. del Ss. Cuore di Gesù, Italia Fr. SABINO IANNUZZI Prov. S. Maria delle Grazie, Italia Fr. ALBERTO MARANGOLO Prov. del Ss. Nome di Gesù, Italia Fr. ASTIJUS KUNGYS Prov. of St. Casimir, Lithuania Fr. JOAQUÍN Domínguez S. Prov. Bética, España Fr. JUAN C. MOYA OVEJERO Prov. de San José, España Fr. FABIO OCCHIUTO Prov. dei Santi Martiri, Italia

Avete informazioni che vi piacerebbe condividere con altri riguardanti eventi accaduti nella tua provincia? Inviateci tutte le informazioni tramite e-mail: fraternitas@ofm.org 2

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Fraternitas SEGNALIBrO FrANCESCANO Libri Francescani

CD

LECLERC ELOI, François d’Assise, [Francesco d’Assisi], Éditions Franciscaines, Paris 2013, pp. 114. In questa biografia inedita, l’Autore ci presenta, con linguaggio semplice e poetico, l’itinerario del Poverello, tracciando così un’eccellente introduzione alla vita del Santo di Assisi.

Rosso Passione Voci dal Calvario

culminante è stato vissuto nella Liturgia eucaristica del 1 maggio, durante la quale il Vicario generale ha accolto la professione solenne di fr. Vitaly Kostyuk, di origine russa, studente di teologia nella Fraternità di Verona. Esercizi Spirituali nella Curia Dal 6 al 10 maggio, si sono tenuti gli Esercizi Spirituali presso la Fraternità della Curia generale OFM a roma. Vi partecipano anche confratelli di altre Case dipendenti dal Ministro ge-

Centro Italiano Tre mercanti alla delricerca didi Lullismo. Dio:Emm.

nerale (Fraternità P. Allegra, Collegio Internazionale S. Antonio e Collego S. Isidoro). L’animatore degli Esercizi è Fr. Frédéric Manns ofm, Professore dello “Studium Biblicum Franciscanum” della Custodia della Terra Santa, Facoltà di Scienze Bibliche e di Archeologia delladel Pontificia Università conferenza Prof. Antonianum. Il tema che ha svolto Gabriele Zaccagnini è: “La vita francescana alla luce della Parola di Dio nell’anno della fede”.

Cardinal Paul Josef Cordes, ContemRanieri da Pisa, plazione e missione in raimondo Francesco d’Assisi, Lullo e prof. Josep Peranau i Espelt, raimondo Lullo tra predicazione e Lucchese da Poggibonsi evangelizzazione.

17 maggio 2013 XII ore Giornata 18,30 del Centro Italiano di Lullismo Stanza delle Laudi 17 maggio, roma - PUA XII Giornata

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da pagina 2

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L’ ultimo lavoro creativo di Fra Massimo Corallo, il CD rosso Passione - Voci dal Calvario, un DELIO ILIA, La Prière franciscaine, [La preghiera percorso in 7 brani che puoi francescana], Éditions Franciscaines, Paris 2013, scoprire meglio visitando la pp. 269. pagina ufficiale del cd.. PROVINCIA TOSCANA DI S. FRANCESCO STIMMATIZZATO DEI FRATI MINORI Partendo dagli scritti di Francesco, Chiara e BonavenRIVISTA ‘‘STUDI FRANCESCANI’’ tura, l’Autrice, una religiosa francescana americana, (www.ofmsicilia.it/rossopaspresenta in modo sistematico la preghiera francescasione) na, indicando un vero itinerario spirituale, illustrando l’arte del vivere.

F R A T E R N I T A S

LECLERC ELOI, Un maître à prier François d’Assise, [Francesco d’Assisi, un maestro di preghiera], Éditions Franciscaines, Paris 2013, pp. 116. Commentando le principali preghiere di san Francesco, l’Autore ci immette nel cammino spirituale del Poverello, un cammino semplice, ma che trasforma profondamente colui che intende percorrerlo, perché è il cammino di Cristo, umile e povero, che dona la vita per amore.

Tre mercanti alla ricerca di Dio 17 maggio, Toscana, Nella Stanza delle Laudi se è tenuta una conferenza del Prof. Gabriele zaccagnini su: Tre mercanti alla ricerca di Dio: ranieri da Pisa, Francesco d’Assisi, Lucchese da Poggibonsi.

Avete qualche frate della vostra provincia che ha pubblicato un libro o un ebook? inviateci tutte le informazioni su e-mail: fraternitas@ofm.org 3 Stanza delle Laudi

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Convento San Francesco Via Giacomini, 3 - 50132 Firenze Tel. 055-572713 segreteria@ofmtoscana.org http://www.ofmtoscana.org


PICCOLE NOTIzIE LA VERNA - Dal 8 Maggio 2013 fino al 4 Ottobre si e celebrato il Passaggio di San Francesco a San Leo e la donazione del Monte della Verna 1213-2013 Ottavo Centenario ROMA - Medioevo: storia, filosofia e teologia:

Il master è mirato allo sviluppo delle capacità di lettura dei codici manoscritti e delle competenze di edizione dei testi; in particolare, esso consente l’acquisizione delle nozioni filosofiche, istituzionali, storiche e teologiche fondamentali per lo studio dei testi francescani medievali.

Venerabile Serva di Dio Maria Cristina di Savoia

Il master universitario di secondo livello in Medioevo francescano: storia, filosofia e teologia è organizzato dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della PUA e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia della Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta.

La Pontificia Università Antonianum collabora con l’Istituto Internazionale Jacques Maritain all’organizzazione del corso interuniversitario Educare i giovani alla pace per l’anno accademico 20132014. Il corso sarà articolato in dodici incontri, e saranno introdotti da un docente o esperto di chiara fama. http://www.antonianum.eu

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ROMA - “Educare i giovani alla pace”

Congresso Internazionale per i Segretari F&S: Registrazione La preparazione del Congresso Internazionale per i Segretari della Formazione e gli Studi che si svolgerà in Italia (Santa Maria degli Angeli, Assisi) dall’8 al 22 settembre 2013, procede e Vi chiediamo di riempire (obbligatoriamente) il modulo di registrazione (iscrizione): www.ofm.org

Corso di Formazione sul Dialogo ecumenico ed interreligioso La Fraternità Internazionale “Santa Maria Draperis” d’Istanbul, in collaborazione con la Commissione del Servizio per il Dialogo e la Segreteria generale per la Missione e l’Evangelizzazione, offre ai Frati Minori e ai membri della Famiglia Francescana un Corso di Formazione permanente sul Dialogo ecumenico ed interreligioso ad Istanbul in italiano e spagnolo. Questo corso si svolgerà dal 14 al 28 ottobre 2013. I temi previsti sono: Fondamenti antropologici e biblici del dialogo formazione al dialogo nel carisma francescano Dialogo ecumenico Dialogo con l’Islam Dialogo giudeo-cristiano Approccio al dialogo con il Budismo. Nelle attività del corso ci sarà una visita di 3 giorni ai luoghi delle “Sette Chiese dell’Apocalisse”. Il costo del corso è di € 600,00 (seicento). Gli interessati possono inviare la richiesta di prenotazione al responsabile del corso Fr. rubén Tierrablanca, ofm. rtierrablanca@ofm.org oppure via fax +90-212-243 27 91 entro e non oltre il 31 luglio 2013. I primi 20 frati iscritti saranno confermati e riceveranno il programma dettagliato del corso. Prenotati subito!!!

Il 2 maggio, il S.S. Francesco ha ricevuto in Udienza privata Sua Emin. rev. il Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare alcuni Decreti tra cui quello riguardante: Il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Cristina di Savoia, regina del regno delle Due Sicilie, nata a Cagliari il 14 novembre 1812 e morta a Napoli il 31 gennaio 1836. La tomba della Venerabile regina di Napoli è custodita dai frati minori nella Basilica di Santa Chiara in Napoli. Per questo motivo la Causa fu affidata ai rev.mi Postulatori Generali dell’Ordine, p. F. Scipioni, P. A. Cairoli, P. J. Folguera T., P. Luca M. De rosa.

Fraternitas notiziario internazionale OFM editore: Fr. Joseph Magro OFM eMail: comgen@ofm.org tel: +39 0668491 339 http://www.ofm.org/fraternitas www.fb.com/ofm.org www.twitter.com/ofmdotorg

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www.custodia.org

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Frati della Corda  
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