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NUMERO EDITORIALE WSBK INSERTO CIM LA CUCINA DI NANA’ BIKER NEL CUORE CASE MOTOCICLISTICHE LA VELOCITA’ IL POZZO DI SAN PATRIZIO APRILIA RSV 1000 del 2000 SCATTI FOTOGRAFICI ATTUALITA’ MOTOCLUB

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Maggio / Giugno / Luglio 2014

Magazine a diffusione telematica a cura della Redazione del Motoclub Scoordinati, consultabile on-line al sito www.mcscoordinati.com. Non in vendita. No scopo di lucro.


a cura di Giovanni Yoyo Iodice

Ci risiamo! Anche quest’anno siamo pronti, la macchina Scoordinata si sta muovendo per il 5° Motoraduno, il 4° Nazionale FMI, per l’anno 2014. Lo scorso anno abbiamo dovuto ripiegare per una Location alternativa, causa maltempo, quest’anno se il Dio della pioggia la smette di provocare danni e disagi a destra e sinistra, torneremo nella nostra usuale e votatissima Location del molo di Anguillara Sabazia, con gli sgargianti colori del Lago di Bracciano a fare da sfondo. Non mancheranno intrattenimenti vari, come la nuovissima Prova di Lentezza, l’Esibizione Stuntman Vertical Boyz, il Pranzo e la Riffa a premi, nonché la visita al Museo dell’Aereonautica militare dove poter coniugare la passione per le due ruote con le meccaniche mastodontiche dei velivoli a motore, storici e non. Insomma cercheremo anche quest’anno di coccolare i nostri amici Bikers che

verranno, speriamo in massa, al nostro evento. Sarà una giornata in cui moto e appassionati si ritroveranno nello stesso incantevole posto dal mattino sino alla sera. Dove bambini incuriositi potranno passeggiare mano nella mano con i propri genitori e rimanere incantati dai colori sgargianti delle motociclette che invaderanno l’intero molo di Anguillara Sabazia.

Ricordo che la realizzazione di un evento simile vede la partecipazione di molti e volenterosi Soci del nostro Motoclub, e grazie anche al supporto degli Sponsor, indispensabili ed importantissimi, molte idee possono trasformarsi in realtà.

Formichetti (Esaminatore Nazionale Registro Storico FMI), all’impegno di circa 50 Sponsor e non per ultima la fondamentale Partnership con la BCC di Formello e Trevignano Romano, il 5° Motoraduno Scoordinati 2014 potrà svolgersi regolarmente. Gli sforzi come ogni anno saranno tantissimi e le difficoltà molteplici, ma è proprio nel momento in cui l’unione fa la differenza e sopratutto la forza, che gli Scoordinati trovano tempo, voglia e coraggio per affrontare a testa alta ogni ostacolo, tutto per il bene comune della nostra grande, immensa passione, le motociclette! Che siate i Benvenuti!

Grazie alla nostra Presidenza (Maximiliano Vittorini), a tutto il Consiglio Direttivo, all’avallo del Comune di Anguillara Sabazia, alla collaborazione dell’Aereonautica Militare di Vigna di Valle, al Patrocinio della Fondazione Meoni Onlus, alla partecipazione e presenza di Fiorello

by Giovanni Yoyo Iodice


a cura di Giovanni Yoyo Iodice


a cura di Giovanni Yoyo Iodice

con quella scia luminosa che dal balcone di casa precipitava nel giardino dell’inquilino che abitava al piano inferiore. Da piccolo giocavo sempre, e ribadisco sempre, con piccole macchinine e motociclette. Non esistevano i videogiochi o le consolle come oggi, tutto era basato sulle nostre inventive e fantasie. Ricordo che disegnavo sul mio letto, con oggetti di qualsiasi tipo e soprattutto alla bene e meglio, un circuito, una strada od un parcheggio e fantasticavo con le macchinette Bburago inventando storie di volta in volta diverse ma sempre col lieto fine…. Ma non sempre era cosi, infatti quando mi accorgevo che una macchinina era pronta per la demolizione (vecchia o danneggiata), il lieto fine si tramutava in una onesta e gloriosa fine, in tutti i sensi. Mi divertivo ad imbottire di cotone imbevuto d’alcool la macchinina di turno, per poi gettarla dal balcone di casa in piena corsa, naturalmente prima di averle dato fuoco. L’effetto era bellissimo soprattutto nelle serate buie,

«Ehm, mi scusi Sig. Iodice», avrebbe poi esclamato il povero ed esausto condomino nei confronti di mio padre giorni dopo, «credo che suo figlio lo abbia fatto ancora…». Da buon Napoletano sempre con la battuta pronta mio padre avrebbe esclamato, «E ch’ buò fa, è nà creatur, comungue state senza penzier, ce pienz io». Giorni dopo trovai sul mio letto questo giocattolo… (foto in basso), ed un biglietto con su scritto «La prossima volta che getti le macchinine che IO ti compro, dal Balcone portale prima in uno sfasciacarrozze, magari inventi nuove storie…». Oggi ci sono i tablet, le consolle e gli smartphone, cose del genere non si fanno più, peccato… I giochi sono diventati virtuali e nel virtuale

ci siamo abituati anche noi stessi, ma a differenza dei bambini di oggi, persone come noi possono dire a gran voce «io si che giocavo, e non mi annoiavo nemmeno un po’!».

Fine


Questa è l’isola di Capri vista dalla Penisola Sorrentina, in particolare da Punta Campanella, la punta più estrema della Penisola.

Vederla in fotografia è emozionante, andarci di persona è indimenticabile. Un consiglio, lasciate la macchina a casa e raggiungete questo piccolo angolo di paradiso in motocicletta, solo in moto si riesce ad arrivare quasi alla punta estrema e godersi questa fantastica visuale. Mare cristallino, fresco venticello, tramonto che cade nel mare davanti a voi e Capri li… a meno di 5 km.

a cura di Giovanni Yoyo Iodice


WSBK Gp di Aragon & Assen Round WSBK (a cura di Giovanni Yoyo Iodice)

Sommario

Inserto Speciale Cosa significa essere motociclisti (a cura di Ufficio Comunicazione CIM) Biker nel cuore, Biker sempre nella testa!!! Confessioni ed emozioni della vera storia di Paolo Pisani (a cura di Paolo Pisani) Le Case Motociclistiche Le maggiori fabbriche di motociclette nel mondo (a cura di Giovanni Yoyo Iodice) La velocità Adrenalina da velocità (a cura di Giovanni Yoyo Iodice) La Cucina di Nanà Capitolo 7 (a cura di Nanà Supergirl Estel) La nostra Italia… Il Pozzo di San Patrizio (a cura di Raffaella Smile75 di Fiore) Moto Fast Aprilia RSV 1000 del 2000 (a cura di Giovanni Yoyo Iodice)

NUMERO PRECEDENTE PUBBLICATO IL: 2 MAGGIO 2014 NUMERO DI LETTORI/VISITATORI: 360 VISITE REGIONI ITALIA: LAZIO, TOSCANA, LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA

VISITE SUL NOSTRO SITO WEB - WWW.MCSCOORDINATI.COM AGGIORNAMENTO AL 30 APRILE 2014 ALLE ORE 23:24

473.939 (+ 40.356 in 2 mesi)


Chi afferma che con una Sport Tourer non ci si possa divertire come una Supersportiva si sbaglia di grosso. Certo in questo caso con una Honda Varadero l’arte della piega può essere un tantino impegnativa, ma nemmeno più di tanto considerando che questo tipo di motociclette hanno una buona ottimizzazione delle masse e la posizione di guida, molto più confortevoli rispetto alle Sportive, facilita la visuale dell’ingresso in curva. Certo non si può entrare in curva con i freni tirati al massimo come si farebbe come una Superbike, ma con la giusta velocità in entrata il divertimento è ugualmente assicurato! Non vi pare?

a cura di Giovanni Yoyo Iodice


a cura di Giovanni Yoyo Iodice

IMOLA, DONINGTON PARK, SEPANG, MISANO, PORTIMAO E LAGUNA SECA GP IMOLA 2014

GP DONINGTON PARK 2014

GP SEPANG 2014

Nel Gp di Imola abbiamo assistito al risveglio della Honda, nella fattispecie quella di Rea, capace di andare a vincere a mani basse entrambe le manche. Dietro lo scatenato Hondista la meravigliosa realtà Ducati che porta Chaz Davies in entrambe le gare sul secondo gradino del podio con una Panigale apparsa subito molto veloce e agile nel budello di Imola.

Donington Park, pista da sempre amica alla Kawasaki, regala una spettacolare doppietta Sykes-Baz in entrambe le manche, ottenendo il massimo dei punti lasciando agli altri solo le briciole.

Il fatto che Aprilia abbia avuto i parametri derivanti dal Motomondiale ha fatto si che le moto di Melandri e Guintoli risorgessero qui a Sepang, portando l’italiano a conquistare due meravigliose vittorie, le prime da quando è in sella alla Aprilia ed il suo compagno di team 2° in entrambe le manche.

Sykes si divide equamente con Guintoli il 3° ed il 5° posto, rispettivamente una manche per uno.

Un ottimo e sempre veloce Baz porta a casa due ottimi 4° posti, mentre Melandri dopo il 6° posto di gara 1 finisce gara 2 solo 11esimo. Giugliano con l’altra Panigale porta a casa solo un 6° posto di gara 2. Singolare non vedere Melandri tra i primi 5 Top Rider della Classifica Mondiale.

Classifica Generale 1. REA 2. SYKES 3. GUNTOLI 4. BAZ 5. DAVIES

139 135 123 119 87

Dietro la supremazia imbarazzante delle Kawasaki, che comunque hanno regalato molto spettacolo con duelli al limite e soprattutto senza ordini di scuderia, c’è stato lo splendido podio di Lowes su Suzuki in gara 1, mentre il 3° gradino del podio di gara 2 è andato a Guintoli, capace comunque di massimizzare il rendimento delle proprie prestazioni durante le gare. La Ducati, con Chaz Davies, seppur su pista non proprio favorevole, porta a casa due buoni quinti posti, mentre Rea, dopo aver dominato ad Imola non va oltre due 6° posti. Ancora male Melandri (4°/17°), mentre Giugliano dopo esser scivolato in gara 1 coglie un ottimo 4° posto in gara 2.

Classifica Generale 1. SYKES 2. REA 3. BAZ 4. GUINTOLI 5. DAVIES

185 159 159 148 109

Le Kawasaki combinano un disastro in gara 1 finendo a terra entrambi per la troppa foga di esser protagonisti. Baz infatti centra in pieno l’incolpevole Sykes alla seconda e lentissima curva da prima marcia. Il terzo gradino del podio va ad un ottimo Laverty su una obsoleta Suzuki in gara 1 e a Sykes che limita i danni in gara 2. Ottimo Daives in gara 1 che chiude 4° ed Elias che con una Aprilia molto meno performante riesce a chiudere 5°/4°. Melandri con questa doppia vittoria entra di diritto nella Top 5 del Mondiale.

Classifica Generale 1. SYKES 2. GUINTOLI 3. REA 4. BAZ 5. MELANDRI

201 188 179 170 147


a cura di Giovanni Yoyo Iodice

GP MISANO 2014

GP PORTIMAO 2014

GP LAGUNA SECA 2014

Dopo la parentesi Sepang tutto torna come prima in casa Kawasaki con Sykes capace di andare a vincere a mani basse entrambe le manche ed il suo compagno di squadra a chiudere 2° gara 1 e gara 2, il tutto a chiudere un’altra fantastica doppietta tutta in verde.

Se non fosse stato per la pioggia, caduta abbondante in gara 2, probabilmente Sykes avrebbe portato a casa un’altra meritata vittoria, tanto era il divario tecnico tra le Kawasaki e gli altri. Fatto sta che la pioggia di gara 2 ha mescolato le carte in tavola regalando a Rea la sua 4° vittoria stagionale, mentre gara 1 va ad un sempre competitivo Sykes.

Che sia una delle piste più affascinanti del mondiale è risaputo, ma la sua pericolosità rimane sempre ad alti livelli. Tutto liscio in gara 1 dove uno scatenato Melandri, azzeccando il Set up della sua Aprilia solo la Domenica mattina, riesce a vincere su Guintoli e Sykes, quest’ultimo dopo esser partito bene finisce lungo al cavatappi, strappa la gomma posteriore sul tombino e si accontenta di non correre rischi.

Le Aprilia limitano i danni con Melandri che porta a casa due 3° posti e Guintoli, mai apparso in palla, chiude 5°/4° portando a casa sempre punti preziosi per il Campionato. Purtroppo male le Ducati che con il solo Daives riescono ad ottenere un 4° posto in gara 1 mentre Giugliano porta a casa solo 15 punti totali tra gara 1 e gara 2, ma che entusiasma tutti con una gara 2 tutta in rimonta. Sykes ora ha 39 punti di vantaggio su Guintoli ed il Campionato svolta al suo giro di boa, attenzione anche al recupero di Baz in chiave mondiale, mondiale che vede Kawaskai, Aprilia e Honda lottare per il Campionato costruttori.

Classifica Generale 1. SYKES 2. GUINTOLI 3. BAZ 4. REA 5. MELANDRI

251 212 210 199 179

Guintoli chiude gara 1 al 2° posto, ma combina un mezzo disastro in gara 2 quando sotto il diluvio ed in piena rimonta centra in pieno l’incolpevole Melandri che stava compiendo una rimonta superba. Quindi per Melandi un altro zero in classifica dopo quello accumulato a Donington Park, ma la soddisfazione del 4° posto di gara 1. Guintoli dopo esser caduto risale in sella e chiude 7°, sotto questo punto di vista, tanto di cappello. Ottime le Ducati sul bagnato capaci di arrivare a podio con i suoi sempre talentuosi piloti; Giugliano 2° e Davies 3°. Anche se i risultati di Giugliano sono sempre alterni, lo considero personalmente un pilota pieno di talento, affermazione più o meno condivisibile.

Classifica Generale 1. SYKES 2. GUINTOLI 3. BAZ 4. REA 5. MELANDRI

284 241 236 235 192

Dietro di loro un ottimo Giugliano (4°), un incredibile Elias (5°) e Rea (6°) su Honda. Il disastro avviene in gara 2, vinta poi da Sykes, complice anche la scivolata di Melandri mentre era 1°, dove le bandiere rosse interrompono la gara per ben 2 volte. La 1° a causa della scivolata di Lowes al Cavatappi che urta il posteriore di Baz dopo lo scollinamento, venendo disarcionato e rotolando nella ripida via di fuga. La 2° con grande paura per Barrier, caduto in uscita dall'ultima curva e trascinato insieme alla moto verso il muretto dei box. Per lui fortunatamente solo una frattura con lussazione dell’articolazione subtalare sinistra. Sykes incrementa anche di un solo punto il divario da Guintoli.

Classifica Generale 1. SYKES 2. GUINTOLI 3. BAZ 4. REA 5. MELANDRI

325 281 261 253 217


Il bello della Superbike è che ad ogni gara ogni pilota può dire la sua in termini di vittoria; Baz, Melandri, Guintoli, Sykes, Giugliano, Davies, Rea questi sono i piloti che forse hanno una chance più degli altri. Il bello delle derivate di serie è proprio questo, fino all’ultimo non sai mai chi può portare la vittoria a casa. Ti aspetti un Sykes strepitoso capace di andarsene e lasciare il gruppo dietro e ti trovi un Melandri rinvigorito come quello di Laguna Seca capace di darle a tutti. Mentre in gara 2 dello stesso Gp accade che Melandri scivoli e consegni, ma non regala, la vittoria a Sykes che pur era in scia all’italiano. Oppure basta una pioggia per vedere mescolate le carte in tavola come a Portimao dove le Ducati sono salite entrambi sul podio. Oppure ancora la Honda di Rea capace di vincere gara 2 di Assen, sempre sul bagnato, bissare con una doppietta il Gp di Imola per poi sparire nelle retrovie le gare successive. Insomma il divertimento di certo non manca a dispetto di una Motogp che vede nel prodigio Marc Marques un monotono e perenne vincitore.

P

CLASSIFICA MONDIALE

PUNTI

SYKES

325

GUINTOLI

281

REA

261

BAZ

253

MELANDRI

217

DAVIES

159

GIUGLIANO

153

ELIAS

137

LAVERTY

134

10°

HASLAM

133

11°

LOWES

119

12°

CANEPA

88

13°

CANEPA

51

14°

CAMIER

37

15°

GUARNONI

33

16°

BARRIER

21

17°

ANDREOZZI

17

18°

MORAIS

17

19°

SCASSA

16

20°

FORET

14

21°

CORTI

13

22°

STARING

12

23°

ALLERTON

6

24°

BOS

5

25°

GOI

5

26°

RUSSO

5

27°

PEGRAM

2


a cura del Ufficio Comunicazione a cura del Ufficio Comunicazione CIM

Cosa significa esser motociclisti… Una premessa doverosa: non sappiamo di chi sia il testo che pubblichiamo e se qualcuno potesse aiutarci ad indentificarne l'autore vi saremmo grati. Nei nostri computer si trovano files come questi che arrivano dalle prime mailing list sul web dove tutto era più facile e non ci si scannava a colpi di "privacy" e "diritti d'autore", forti dell'entusiasmo della rete, ci si scambiava quello che si riteneva materiale indispensabile per condividere una passione. Riteniamo che questo testo (esiste anche un video in materia) esprima bene quel mix di sensazioni che l'ESSERE motociclista porta alla propria coscienza: passano le generazioni ma certi valori rimangono costanti, o per lo meno noi lo speriamo. Buona lettura! "Una volta, qualche anno fa, il papà di uno di noi che ora non c'è più, il papà di un Angelo con il n° 24 sul cupolino e nel cuore ci ha definiti così : "…..mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran

"capoccione" me li ha voluti far conoscere uno ad uno, questi ragazzi da abbracciare e baciare come figli propri, immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro caschi sgargianti, tutti veri DURI ! Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo. Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com'è candida. Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita, del week-end a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro". Si dice che ogni volta che saliamo in sella ai nostri desideri insieme a noi salgano pure Angeli e Diavoli…. E' vero ! Rappresentano quel dualismo che rende questo modo

di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre, ad urlare. Diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via, lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti, ed angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi, dei nostri affetti, delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostre ossa rotte.


Sì, è vero, in moto si muore, capita….può capitare ad ognuno di noi e ci si fa male, tanto male, ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorose da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre ? Parlate con ognuno di noi e fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte….. Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione e preparatevi a sentire l'urlo del silenzio, a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra…

In moto si muore, è vero….ma non esiste un modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso…. E se ancora non lo avete capito….beh, lasciate perdere, non lo capirete mai….

Ma se un domani, andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo, rinunciate a capire anche lui…. Lui che nella sua incoscienza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere. E se vedrete il Motociclista ricambiare il saluto…..beh, non c'è nulla di strano sapete ? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre….

Ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…..

MOTOCICLSTI… STRANA MERAVIGLIOSA GENTE!


a cura del Giovanni Yoyo Iodice

La Velocita’ Sensazioni e adrenalina allo stato puro

Cosa si prova ad andare veloci, quali sono le sensazioni che invadono corpo e mente quando si viaggia veloci su sole due ruote?

Cosa riescono a vedere i nostri occhi proiettati a 250 o più Km/h? Ma soprattutto, perché si sente il bisogno di andare veloci, sempre più veloci, sempre di più. E’ uno stato di adrenalina incontrollabile quella che attraversa il corpo in questi casi, se poi c’è la consapevolezza che tutto avviene in pochi attimi tutto assume un fascino ancor più prodigioso, si, perché è proprio di prodigio che si sta parlando. In un attimo si viaggia veloci come un proiettile, impazziti

verso la meta che ci si pone dinnanzi, e difficilmente si riescono a mettere a fuoco le meraviglie circostanti, perché dal momento che ne focalizzi una l’hai già abbondantemente superata da un pezzo. E’ una magia, una realizzazione di una concezione astrale che ha del magnifico, del fantastico, o se volete dell’irreale, una splendida incontrollata e pericolosa gioia.

Personalmente sono andato veloce più di una volta; veloce con una Porsche Cayenne, veloce a bordo di una Ferrari 512 TR, velocissimo sul Frecciarossa, veloce in volo, veloce sul pelo dell’acqua, ma nulla di queste può minimamente paragonarsi all’andare veloci su due ruote. Si la Ferrari con quel suo 12

cilindri spingeva poderoso dietro le spalle e ruggiva come un mostro indemoniato, ma ripeto andare a 250 e più Km/h su due ruote ti fa letteralmente impazzire dalla felicità, con quello stato di eccitazione misto a puro terrore che ti fa delirare dentro e gioire fuori. Ma cosa dice la prima regola del buon motociclista? Che una moto non bisogna solo lanciarla ma devi anche saperla frenare adeguatamente, specie su di una sola ruota, quella anteriore! Quindi occhio ragazzi, che la curva è sempre lì, e più si va veloci più ti viene incontro rapidamente.


a cura di Giovanni Yoyo Iodice

Lasciatevi sempre ampio margine di frenata, perché non si possono mai conoscere tutte le variabili in gioco, come ad esempio la tenuta dello pneumatico, il tratto stradale che si sta affrontando, la presenza di automobili nelle vicinanze e più coerentemente la velocità con cui si arriva al momento dell’entrata in curva. Tutto questo viene meno invece quando si viaggia in autostrada o in superstrada, od in qualsiasi altro tratto a scorrimento veloce..

Qui la velocità è un fattore quasi amico, l’andare veloci ti

aiuta a mantenere per diversi minuti la concentrazione necessaria a non commettere errori, fermo restando la sempre ed inevitabile variabile, di arrestarsi quanto prima in presenza di pericoli.

Se si è ben protetti da un cupolino/vetro che svolge bene il suo lavoro di deviazione dell’aria, si può godere appieno di questa magia, di contro se si ha una Naked che vi sballotta a destra e sinistra ci si diverte un po’ meno, anche se in questo caso, paradossalmente, si sente molto di più la sensazione dell’andare veloci.

Una nota: se siete in due ricordatevi sempre che il passeggero che state trasportando avverte molto di più la velocità, quindi portate sempre un po’ più di attenzione nelle accelerazioni nonché nelle frenate. Fine


a cura del Paolo Pisani

6 mesi prima… Avendo una vita da vero salutista, non fumando e non bevendo, la mia era basata sullo sport, sul viaggiare e divertirmi in tutte le maniere possibili immaginabili; dallo Jet Sky, alle immersioni, dall’ andare a cavallo, alle uscite in moto o automobile, nonché praticare per 12 anni il Full Contact, disciplina che adoravo….

Quindi come vi dicevo la mia vita scorreva davvero alla grande, probabilmente mi sarei anche sposato un giorno ed avere dei bambini, che amo, e poi moltissime uscite in moto con amici o da solo, andare in pista, insomma di tutto di più.

Avendo avuto un bar pasticceria x 24 anni la mia vita era concentrata li, è quindi tutto girava li intorno, ero felice non mi mancava nulla davvero, avevo una bella ragazza, soldi in tasca moto e macchina e mi divertivo tutti i giorni, il pc nemmeno sapevo cosa era.

Libero di andare in moto sempre -----------a. Poi arrivo Agosto ed il giorno 19/08/2001 rimarrà sempre stampato nella mia mente.

Avere un attività dove puoi esprimere tutta la tua realtà ed estrosità è bellissimo, creare cose in pasticceria e fare gelati sempre più strani era la mia passione che spero di poter fare se un giorno, spero molto presto, possa lasciare questo bellissimo paese che però non ti da nulla almeno per i miei scopi futuri.

Arrivò l’estate, la stagione più bella per tutti, e quindi stop palestra ed altre cose e via.

19 Agosto 2001 Dopo una splendida serata con la mia ragazza ed un'altra coppia mi arriva una chiamata da un mio amico dove mi chiede di uscire in moto, mi sono chiesto piscina con ragazza ed amici, oppure uscita in moto con il coltello tra i denti? Beh la decisione è stata immediata USCITA IN MOTO: Ok, qui comincia tutto: ore 10:00 area servizio Ardeatina,

dopo il rifornimento in lire circa 10.000 x un pieno, 5 splendide R1 escono dall’area di servizio quasi tutti in mono ruota come dicevo con il coltello in mezzo hai denti.

Ci avviamo verso la Roma l’Aquila, ore 11:00 circa rifornimento presso l’ultimo distributore dell’autostrada, prima di uscire ad Assergi. Ore 11:20 circa fermati dopo il casello x sgranchirci ci si guarda, risatina… visiera giù è si va verso il passo delle Capanelle, meta di molti motociclisti che adorano finire le saponette della tuta, e pulire come si deve le gomme prettamente Racing, parte il 1°, il 2°, il 3°, il 4°, ed infine io. Gli dico, andate avanti oggi voglio andare piano vi raggiungo con calma, il mio amico, va bene noi siamo avanti, finito di parlare con lui abbasso la mia nerissima visiera e comincio a scaldare le gomme.


a cura di Paolo Pisani

Un flash nella mia mente mi fa vedere 3 dei miei amici che sono molto avanti quindi dentro di me dico, «già sono li ma che sto dormendo oggi ?». Da quel momento in poi il primo rumore che senti fu quello del portellone dell’elicottero della Croce Rossa dell’Aquila che si chiudeva... si chiudeva… si chiudeva… (!). Il secondo rumore è stato quello dell’infermiera che mi diceva come mi sentivo L …. Mi ritrovai in rianimazione pieno di tubi e dal vetro vedevo i miei amici, la famiglia e la mia ragazza. Erano trascorse 4 ore mi ero svegliato, senza entrare in coma, una grazia scesa dal cielo, mi ricordo che arrivò il

momento dell’intervento dove mi chiesero di firmare, io dentro me, che non avevo mai fatto nemmeno un iniezione mi sono chiesto che devo firmare? Mi dissero; «devi operarti sei caduto dalla moto», io ancora rimbambito scrissi anche il mio codice fiscale dopo la firma, le infermiere, angeli sulla terra erano tutte intorno a me, e mi chiedevo se ero in paradiso, provocando una risata contagiosa tra loro. Io ridevo e vedevo il vetro dove decine di persone mi sorridevano ed io; «tutto ok tranquilli», arrivò un altro paziente, un ciclista molto grave, la sua testa era in due

come una mela spaccata, la precedenza dell’intervento fu sua naturalmente, quindi aspettai 9 ore e verso le 23.00 entrai in sala operatoria. Il trauma cranico fece il suo bell’effetto, per circa una settimana ebbi emicranie e forti dolori, fu cosi tutte le notti. Non mi metto a dire troppi particolari, so solo che mi hanno diagnosticato una lesione spinale, frattura delle vertebre dorsali D4 e D5, altezza del petto per capirci, svariate costole rotte e lividi ovunque.


a cura del Paolo Pisani

Comunque Santa tuta di pelle è casco ARAI replica Doohan, da quel momento tutto era diverso, non sapevo e non capivo perché non riuscivo a tirarmi su da solo, ci provavo, ma era come un sogno. L’effetto del trauma cranico era quello, come pensavo di tirarmi su il cervello mi diceva «che fai dai torna a dormire è presto ancora per alzarsi….» Bene la mia prima settimana vola via e la mia ragazza tentava di farmi mangiare omogeneizzati mentre io li sputavo perché non riuscivo a deglutire vedevo gli altri pazienti davanti a me con piatti di lasagne, salsicce e chi più ne ha più ne metta. I continui controlli medici e la presenza della mia ragazza erano costanti, la mia famiglia non volevo vederla non so perché ma loro erano fuori ad aspettare, poi venni a sapere che solo una persona poteva entrare ed io volevo sempre lei, Laura la mia ragazza. Seconda settimana di ospedale che ora non esiste più, un continuo di lastre e tac e risonanze magnetiche che forse ancora devo smaltire tutti i raggi che mi hanno sparato, ma comunque alla fine mi dissero che dovevo passare mesi di riabilitazione in un centro. La mia coerenza di sapere che ero paralizzato non mi fece paura più di tanto anche perché vennero in ospedale dei ragazzi motociclisti, i quali furono i primi

a soccorrermi quando mi trovarono attaccato al paletto del Gard Rail premetto non DOPPIO GARD RAIL, ma uno solo.

rabbia era senza limite, ma dopo aver subito 43 punti dietro ed averne altrettanti davanti non avevo voglia di subire un altro intervento.

Furono loro che mi alzarono la visiera, notando che ero bianco come un lenzuolo e mi dissero che erano stati loro a togliermi il casco, perché in quel momento stavo soffocando.

Mia sorella e Laura andarono a Cesena per parlare con il medico dove chiedevano lumi, lui disse che la scheggia potrebbe anche non muoversi più ma nessuno poteva dirlo, mi riferirono il tutto è decisi di non operarmi fatto sta che ora ancora non so dove sia sta cazzo de scheggia.

Il mio destino era segnato, se fosse stato doppio forse oggi sarei bello che in piedi, ma nessuno può dirlo. Fatalmente il giorno dopo venni a sapere che nel mio stesso punto mori un biker, le mie lacrime furono copiose, e dentro me dissi sono vivo, ma non so se vivrò bene ora, cosa ne sarà della mia vita come sarà? I punti interrogativi erano infiniti, l’unica certezza era che ero in partenza per Montecatone (Imola), dove avevo visto da poco il Mondiale SBK vinto da Troy Bailyss. Ero solo con Laura, lei si fermò per mesi venendo tutti i giorni, in quel momento ero felice. Un giorno arrivò uno dei tanti controlli dove mi trovarono una scheggia delle vertebre scoppiate che vagava per il mio midollo spinale, venne un medico da Cesena che mi disse, si deve operare ancora per rimuovere la scheggia che potrebbe fare danni, le faremo un incisione al lato del petto ed arriveremo alla colonna da davanti……. Il mio pianto inarrestabile di

La riabilitazione durò 6 mesi e finalmente per Natale tornai a casa. Avevo perso 12 Kg, ed il pensiero di mangiare a casa era un sogno che si avverava. Gli amici sotto casa con moto e macchine erano tutti li per me, che gioia immensa provai dentro, l’emozione mi colpì più di una volta, senza piangere ma con copiosi lucidi. Tornai ad Imola i primi di Gennaio, proprio in concomitanza dell’entrata dell’euro, tornai a casa senza il busto, che ho dovuto sopportare per 6 mesi. Era come un sogno, una sensazione incredibile, avevo paura di vedere la strada per paura di fare un altro incidente, e veder sfrecciare le moto a velocità assurde mi terrorizzava, fatto sta che dopo poco arrivò un'altra notizia, una notizia per via mail…..


a cura di Paolo Pisani

Laura mi lasciò….. non sapeva come dirmelo a voce, scelse la mail dove si definì la persona più stronza dell’universo ed altre cose brutte, ma io gli risposi che avevo anche io scelto di dirle di allontanarsi da me viste le mie condizioni da povero invalido che vive su una sedia a rotelle. Dentro me era l’inferno non volevo accettare la cosa ma durò ben poco, perché appena cominciai a fare sport e portare a casa la mia prima medaglia di tiro con l’arco, tutto cambiò in positivo tranne il calvario che ancora vivo. Dolore Neuropatico che assilla la mia vita da 10 lunghi anni!

Dopo che per anni girai tutte le terapie del dolore e tutti i tipi di stupefacenti possibili permessi in Italia, il mio dolore non passava ed io ingrassavo a vista d’occhio. Mi resi conto che non potevo continuare cosi, e capì che dovevo fare qualcosa, provai una terapia fatta da me che ancora oggi dopo 4 anni uso, dimagrii 15 Kg ma comunque la mia panza esisterà sempre, i miei addominali non esistono più quindi sarà una vita presa di panza! Anche se avrei da dire tantissimo ancora sulla mia condizione mi fermo qui per non

fare un poema che già ho fatto. Detto questo vorrei che: 1. Il mio desiderio sarebbe che le persone che vanno in moto devo essere coerenti che potrebbe succedere qualcosa di grave a tutti, senza pensare ma che deve succedere proprio a me?

2. Vorrei sensibilizzare le persone giovani e non che si avvicinano alla moto, e dare dei piccoli ma utili consigli, essere prudenti sempre in città e fuori, sapere che anche se sei bravo a guidare esistono tante persone che provocano incidenti perché distratti ed il biker ci rimette sempre. Quindi anche se andate al mare, non uscite con le infradito su un 1000cc, ma indossate scarpe, jeans con protezioni e giubbino, ma sappiate che la moto non è un ventilatore che vi fa stare freschi, ok? 3. Ricordarsi sempre di non bere la sera prima di un viaggio del mattino dopo, essere sempre all’erta se si va in strade di montagna, sassi, trattori e animali, si trova di tutto.

pista per queste cose e mai potrete godere di più, ma attenzione a 200 all’ora a volte si ha la percezione di andare piano, mi è capitato personalmente al Mugello, quindi occhio alle staccate. 5. Vi scrivo con il cuore in mano per farvi capire che rimanere su una sedia a rotelle impotenti, e vedere tutte le moto che vi sfrecciano davanti è una vera tristezza e la depressione di non poter fare mai più quelle cose vi distrugge psicologicamente. Una parola ai giovani che hanno la frenesia di protagonismo; mettete da parte la vostra frenesia ed imparate da chi ha esperienza ad andare in moto. Salire su una moto ed andare a 300 all’ora su un rettilineo lo sanno fare tutti, ma non è cosi che si dimostra di essere veri Biker. Bisogna essere umili e capire i propri limiti e mai distrarsi, perché basta un momento per cambiare la vostra vita per sempre. Le manie di protagonismo lasciatele per altre cose non di certo sulle due ruote. Fine

4. Volete dare sfogo alla vostra di velocità? Esiste la


a cura del Giovanni Yoyo Iodice

Ecco un articolo, spero interessante, che affronta il tema della Case motociclistiche di tutto il mondo, in particolar modo l’inizio dell’esistenza di queste fantastiche aziende che hanno letteralmente cambiato il ciclo della storia. Tra le centinaia e centinaia di case motociclistiche che negli

Le Case Motociclistiche

anni si sono prodigate nella produzione di veicoli a due ruote, ce ne sono moltissime che hanno iniziato la loro avventura addirittura nei primi anni del ‘900.

dalle crisi finanziarie passate alle scarse vendite, da modelli sbagliati o non capiti dall’opinione pubblica ai costi sempre maggiori per la produzione stessa.

Poche sono riuscite a sopravvivere ai giorni nostri, mentre moltissime sono decadute col tempo. Le motivazioni sono molteplici,

Le date e le marche motociclistiche che seguono si riferiscono all’inizio della produzione dei motocicli.


AERMACCHI APRILIA ANCILLOTTI AMERICAN EAGLE BENELLI BETA MOTOR BIMOTA BLATA BMW BSA BUELL CAGIVA DERBI DUCATI FANTIC MOTOR GARELLI GAS GAS GHEZZI & BRIAN GILERA HARLEY DAVIDSON HONDA HUSABERG HUSQVARNA INDIAN ITALJET KAWASAKI KYMCO KTM LAVERDA MAGNI MAICO MALAGUTI MBA MODENAS MOTOBI MOTOM MOTO GUZZI MOTO MORINI MV AGUSTA PIAGGIO POLINI PREMIER MOTORCYCLE PROTON SUZUKI TGM TRIUMPH VOXAN VYRUS YAMAHA ZUNDAPP

1976 1962 1968 1966 1911 1948 1973 1989 1919 1903 1983 1978 1922 1946 1968 1919 1985 1995 1909 1903 1948 1988 1903 1901 1960 1952 1963 1934 1949 1977 1931 1930 1975 1995 1950 1947 1921 1937 1945 1946 1946 1908 1983 1909 1973 1902 1995 2004 1955 1917

a cura di Giovanni Yoyo Iodice

Tra le varie aziende a livello mondiale che hanno avviato la produzione di motociclette, l’Italia, insieme all’Inghilterra, sono le nazioni con il più alto numero di fabbriche motociclistiche a livello mondiale. Certo molte sono tutt’oggi solamente un ricordo, ma basti pensare che nella sola Italia si sono contate negli anni più di 170 aziende. Alcune completamente sconosciute, altre non solo conosciute dagli appassionati e non, ma anche artefici di modelli storici che oggi vantano pregiatissimi pezzi di collezionismo. Ecco alcuni nomi: Accossato, AIM, Alfa, Alpino, Astoria, Autozodiaco, Angelino, Borgo, Breda, Casalini, Ceccato, CNA, Frera, Frisoni, Franchi, Galloni, Ganna, GBR, Guazzoni, Guia, Innocenti, Italemmezeta, Itom, Lamborghini, Lecce, Leprotto, Malanca, Mancini, MAS, Maserati, Milani, Motron, Muller, Ottino, Oscar, Paglianti, Palmieri & Gulinelli, Paton, Pegaso, Peripoli, Rizzato, Rondine, Rumi, S. Cristoforo, Santamaria, Sei, Simplex, Sirza, Sterzi, Supemoto, SVM, Testi, TGM, A destra la storica Fabbrica Sterzi a Cologne, Brescia. Fondata nel 1939 e chiusa nel 1962.

Tommasselli, Torpado, Vi-Vi, Villa, Vittoria, Vor, Zanetti, Zanzi, Zenit, Zoppoli. E queste sono solamente alcune storiche aziende italiane. I dati odierni invece suonano tutt’altra musica, oggi le aziende fanno fatica a crescere e svilupparsi figuriamoci ad entrare con una nuova produzione. La storia insegna che nulla è impossibile e che la buona volontà e l’ingegno, che a noi Italiani di certo non manca, tutto è possibile… Manca solo un Governo che ci tuteli come si deve, uno Stato che permetta sviluppo di nuove aziende che consenta nuove opportunità per chi come noi è amante dei motori in generale, un Governo che diventi Leader nel settore, un Governo che purtroppo non è quello che vorremmo… La storia insegna che noi italiani siamo grandissimi produttori di auto e moto, il presente che Giappone, Stati Uniti ed il resto d’Europa ci stanno velocemente facendo le scarpe…


a cura di Crstiana Nanàsupergirl Estel

CAPITOLO 7

La senti questa energia nell’aria? Il profumo di erba tagliata, le chiacchiere e i sorrisi dei bambini al parco, il ticchettio dei tacchi alti nelle strade, il cinguettio frenetico e accaldato dei fringuelli, l’odore di crema da sole e delle brioches del bar, è l’estate che avanza ed io ne voglio godere in ogni respiro, ogni attimo. (Stephen Littleword)

Che il Sol Leone sia con noi SCoo.

GNOCCHI DEL GIUVEDI’, SI SIGNO’ DAL FRESCO SAPORE Ingredienti (per 4 persone) 500 gr di gnocchi di patate, 2 mazzetto di basilico, 2 mazzetto di rucola, olio d’oliva q.b, 2 manciatina di pinoli, 2 manciatina di nocciole o mandorle, 10/12 olive verdi, formaggio pecorino e parmigiano a scaglie q.b., sale q.b.

In un mortaio mettete le foglie di basilico rucola, asciutte e pulite Iniziate a pestare in modo da creare una poltiglia, diluendo il composto con olio versato a filo. Aggiungete poco per volta gli altri ingredienti, in primis pinoli e nocciole/mandorle.

Mentre cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata, versate il pesto in padella e fatelo scaldare. Quando gli gnocchi sono cotti (appena vengono a galla, 1 min circa) scolateli con la schiumarola e fateli saltare in padella con il pesto!

Aggiungete quindi le olive verdi snocciolate a pezzetti e continuate a pestare il composto Infine aggiungete il formaggio a scaglie o a pezzetti Continuate a pestare fino ad ottenere un composto perfettamente omogeneo.

Aggiungere a piacimento il parmigiano a scaglie o grattugiato. Il piatto può essere servito con la variante di aggiunta “cubetti di pera” e trito di noci.. ma non a tutti piace.

PEPERONI TRICOLORE Ingredienti (4 persone) 600 gr di ricotta, 3 peperoni rossi arrostiti e spellati, abbondante basilico, sale q.b., olio extravergine d’oliva q.b., 4 bicchieri di vetro trasparente

Preparazione: Arrostite i peperoni, metterli in una busta di plastica e sbatterli su un piano duro per facilitare la spellatura. In un piatto sbattere la ricotta come si fa con le uova. Prendete tutti gli ingredienti.. basilico, ricotta e peperoni arrostiti e spellati, su un tagliere fare a pezzettini i peperoni ( io preferisco con le mani ..me viene mejo, voi se siete schizzinosi usate un tagliere ed un coltello..).

Prendete i bicchierini e fate uno strato di peperoni , aggiungere un filo di olio evo aggiungere la ricotta ed un pizzico di sale (ma poco è). Prendere il basilico e tritarlo finemente per poi creare un terzo strato nel bicchierino. Aggiungere poi altro strato di ricotta e peperoni. Posizionare come decorazione una foglia di basilico.


a cura di Cristiana Nanàsupergirl Estel

TIRAMISU’ ALLE FRAGOLE Ingredienti (10 persone) 500 gr di mascarpone, 500 ml di panna da montare, goccioline di cioccolato fondente, 150 gr di zucchero, 1 scatola e ½ di Pavesini o savoiardi, 2 cestini di fragole, alcune foglioline di menta fresca .

PREPARAZIONE: In una ciotola aggiungere il mascarpone e lavorarlo con lo zucchero. Montare la panna a parte e frullare le fragole ottenendo un liquido dove poter bagnare i savoiardi.

il primo strato del composto e procedere cosi fino a chiudere i 3-4 strati di tiramisù. Come guarnizione finale, sull’ultimo strato disporre le fragoline tagliuzzate e le goccioline di cioccolato fondente con la menta sparsa qua e là.

Lasciarsi un po’ di fragoline tagliuzzate. Amalgamare la panna montata al mascarpone lavorato precedentemente con lo zucchero. In una pirofila iniziare a creare il tiramisù disponendo la prima fila di savoiardi bagnati nel succo delle fragole. Spalmare

La paroLa soLstizio viene daL Latino “soLis statio”: fermata, arresto deL soLe. identifica iL giorno in cui il sole raggiunge la massima distanza daLL’equatore. Questo fenomeno avviene il 21 giugno, inizio deLL’estate, quando iL soLe determina iL giorno più Lungo, iL primo giorno d’estate!

BUONA ESTATE!


a cura di Raffaella Smile75 Di Fiore

Il Pozzo della Rocca, più comunemente conosciuto come Pozzo di San Patrizio, si trova in Umbria e precisamente ad Orvieto. Oltre ai tanti monumenti storici, tra i quali il maestoso Duomo e la Torre del Moro e Palazzo dei Sette, c’è una struttura che ancora oggi è motivo di orgoglio per i suoi abitanti in quanto denota l’ambizione di essere ricordata come ardua e grandiosa impresa. Stiamo parlando del Pozzo della Rocca o Di San Patrizio. Venne commissionato da Antonio da Sangallo il Giovane nel 1527 per garantire l’acqua alla città in caso di assedio. Terminata nel 1537 durante Paolo III Farnese, ha una profondità di 54 metri, scavati interamente nel tufo dell’altopiano dove sorge la città di Orvieto, 13 di diametro, 70 finestroni che lasciano giocare sulla pietra la luce del sole che filtra, 248 gradini, e, motivo

di tanta grandiosità, una doppia rampa elicoidale, che permetteva alle bestie da soma di poter compiere il proprio dovere di carico senza ostacolarsi nel doppio senso di marcia. Molto particolare è la prospettiva all’interno: chi è in discesa, affacciandosi da uno dei finestroni, si trova di fronte chi sale. Il nome Pozzo della Rocca deriva dal fatto che si trova in prossimità della di Albornoz e successivamente prese il nome di San Patrizio in onore del Santo Irlandese, forse perché ricordava la caverna che ancora oggi (in Irlanda) porta il nome di Purgatorio di San Patrizio.


a cura di Raffaella Smile75 di Fiore

Ci sono varie leggende legate al Pozzo. Le più significative sono: la leggenda Irlandese che parla di una caverna profonda posta su un isolotto del Donegal (Irlanda), indicata da Cristo a San Patrizio affinché potesse mostrare le pene dell’Inferno e redimerli dai propri peccati; mentre la leggenda italiana vuole San Patrizio ad Orvieto, come Salvatore delle anime perse e rimesse, una volta arrivate nel fondo del pozzo e purificatisi dalle sue acque. E quest’ultima rende il Pozzo di San Patrizio ricco di fascino e di sacro e magico mistero da indurre molti visitatori a gettare monetine con la speranza di tornarvi. Pur non essendo una chiesa è definito luogo sacro. Sarebbe un’idea fantastica, in una delle tante Tappe del nostro TTS (Gite Sociali in motocicletta), andare a percorrere la già conosciutissima Orvieto – Todi per poi fermarci ad Orvieto per ammirare questo capolavoro.

Orario Visite: Gennaio, Febbraio, Novembre, Dicembre dalle 10:00 alle 16:45 Marzo, Aprile, Settembre, Ottobre dalle 9:00 alle 18:45 Maggio, Giugno, Luglio, Agosto dalle 9:00 alle 19:45 Costo Biglietti: Intero 5,00 Ridotto 3,50 (gruppi, studenti, senior, minorenni, diversamente abili, possessori biglietto pozzo della cava e soci Touring Club)


a cura di Giovanni Yoyo Iodice

Aprilia RSV 1000 (1999 – 2002)

Concepita nel 1993 è entrata in produzione solo 5 anni più tardi. L'intento dei dirigenti e degli ingegneri della casa italiana, era quello di costruire una moto capace di inserirsi in un particolare segmento di mercato, ossia quello delle moto sportive di grossa cilindrata, che fino ad allora era dominato quasi esclusivamente dai modelli giapponesi, eccezion fatta per quelli prodotti dalla Ducati e dal 1997 anche dall'MV Agusta. Tuttavia per rendere esclusivo questo modello, al pari di quelli

prodotti dalla concorrenza, l'Aprilia scelse di utilizzare l'RSV mille, per partecipare al Campionato mondiale Superbike, al quale prese parte dal 1999 al 2002, ma con risultati modesti rispetto alle attese della vigilia, anche a causa della scarsa competitività degli pneumatici Dunlop che la equipaggiavano; il miglior risultato fu infatti il 3° posto in classifica di Troy Corser nel campionato 2000.


Specifiche tecniche Motore: 4 tempi, bicilindrico a V di 60° con doppio contralbero antivibrazioni (brevetto AVDC), 997,6cc, raffreddato a liquido con doppio radiatore, DOCH 4 valvole per cilindro Potenza: 140,3Cv (102,3 Kw) a 10.000rpm Compressione: 11,4:1 Alimentazione: Sistema integrato di gestione elettronica del motore Alesaggio x corsa: 97,0 x 67,5mm Coppia Max: 10,3 Kgm a 8.000rpm Avviamento: Elettrico Frizione: Multidisco in bagno d’olio Cambio: 6 rapporti Telaio: A doppio trave laterale parallelo scatolato, inclinato, in lega di alluminio; reggisella smontabile in acciaio alto resistenziale Sospensioni: Anteriore, Forcella Öhlins Upside Down, steli Ø 43mm. Escursione ruota 120mm; Posteriore, Forcellone monobraccio in lega di alluminio; ammortizzatore idraulico Sachs. Escursione ruota 120mm Freni: Anteriore: Doppio disco Ø 320mm Brembo flottante in acciaio inox / Posteriore: Singolo disco in acciaio inox Ø 220mm Pneumatici: Radiali tubeless. Anteriore da 120/70 ZR 17; Posteriore 190/50 ZR 17; in alternativa all'anteriore 120/65 ZR 17 al posteriore 180/55 ZR 17 Dimensioni in mm (L x L x A): 2.080 x 720 x 1.170, interasse 1.415, altezza sella 820 Capacità serbatoio: 20 litri Peso a secco: 221Kg Velocità Max: 274 Km/h Consumo medio: 17 Km/lt a 90 Km/h costanti

a cura di Giovanni Yoyo Iodice

Tuttavia, solo successivamente si decise che l'RSV Mille, sarebbe dovuta essere una sportiva estrema, infatti inizialmente era una moto, che fosse più un compromesso ideale, tra mezzo sportivo e turistico al tempo stesso. Il target, era quello di strappare il mercato alla Honda VFR, per questo scopo. L’RSV 1000 entrò in produzione solamente dopo 5 anni dall'ideazione, con un insuccesso nelle vendite, soprattutto per ciò che concerne il modello iniziale, ossia quello del 1998, probabilmente, ciò dipese da un design particolare. Nonostante ciò però, con l'avvento dell'RSV, l'Aprilia riuscì a proporre una gamma completa di moto: quest'ultima infatti, ricopriva l'unico segmento nel quale la fabbrica italiana, non operava. Tra l'altro confermava la sua vocazione sportiva e dava una certa continuità ai modelli di punta delle varie cilindrate, ossia l'Aprilia RS, proposta con motori monocilindrici da 50 e 125 cm³ e bicilindrico da 250 cm³. Queste ultime erano tutte

derivate dai bolidi che correvano (e vincevano) nel motomondiale, classi 125 e 250. Sostanzialmente l'RSV riprendeva gli stessi concetti, tanto da mantenere invariato il nome (RS), e rimarcava la filosofia della casa di utilizzare motori sofisticati (V, in quanto montava un bicilindrico a V), anche per grosse cilindrate (1000 o mille, ossia la cubatura del due cilindri). Anche la decisione di puntare su un motore a due cilindri non fu casuale; ad eccezione della Ducati, tutte le marche principali, scelsero di utilizzare motori a 4 cilindri. Da sempre l'Aprilia, ha utilizzato motori da uno a due cilindri, utilizzando la filosofia dei motori poco frazionati, che dunque proseguì anche con l'RSV. Fine


CHILOMETRAGGIO 2014 Conteggio chilometrico aggiornato a cura di Giovanni Yoyo Iodice

Il conteggio chilometrico qui presente consiste nella somma dei chilometri effettuati per singolo Socio del Motoclub Scoordinati. Il Calendario comprende: uscite, gite sociali e Motoraduni presenti nel Calendario Turistico Scoordinati 2013 (TTS), appositamente redatto dal nostro addetto al Turismo in collaborazione con il Consiglio Direttivo del Motoclub Scoordinati e la

partecipazione di alcuni appositamente selezionati.

Soci

Il Calendario può essere visionato all’apposita sezione denominata Eventi e Gite del nostro sito Web www.mcsccordinati.com A fine anno motociclistico, che coinciderà con la scadenza di quello solare, il Motoclub Scoordinati premierà i primi 3 classificati, per ogni

categoria (Uomini, Donne e Zavorrine/i), che avranno accumulato più chilometri durante l’anno. Un modo carino per premiare gli sforzi chilometrici dei Bikers e delle loro due ruote.


PAESAGGI DA FAVOLA

No, non è un altro pianeta, è solamente uno dei mille paesaggi che ogni giorno possono essere rubati alla natura del nostra Terra, con le sue immense meraviglie fatte di forme uniche e colori da mille ed una notte. Raggiungere questi posti in moto è come rinascere per la seconda volta, entrando in simbiosi con la natura circostante fino a farti contagiare nell’intimo.


STRUTTURA DEL MC SCOORDINATI Organizzazione del nostro Consiglio Direttivo

MAXIMILIANO MAX214 VITTORINI (Presidente) Email: max214@libero.it Telefono: 339/3674434 MANSIONI: Organizzazione Logistica e Manageriali; Responsabile Convenzioni; Intermediario FMI; Intermediario Presidenza di altri Motoclub; Organizzazione Eventi; Supporto Tecnico TTS; Responsabile Tesseramento Soci; Intermediario con gli Sponsor; Potere decisionale doppio nel CD. MARCA MOTOCICLISTICA: Ducati

GIOVANNI GIANDARK AMICO (Vice-Presidente) Email: yumanirvana.g@libero.it MANSIONI: Traffic Manager; Intermediario con gli Sponsor; Addetto agli articoli sportivi (motovelocitĂ ) del Forum; Consulenza Interna, Organizzazione Logistica; Capo della Sicurezza. MARCA MOTOCICLISTICA: Ducati

FRANCESCA PORCU (Segretaria) Email: francesca_porcu@yahoo.it MANSIONI: Segreteria e Tesoriere del Motoclub Scoordinati; Tenuta del registro Verbali d'Assemblea e Consiglio Direttivo; Revisore Conti e Bilancio. MARCA MOTOCICLISTICA: Ducati

MICHELA PESCIOMANCINO PETRACCA (Comunicazione Interna ai Soci) Email: pesciomancino@hotmail.it MANSIONI: Intermediario con i Soci del Motoclub; Consulenza Interna; Responsabile alla comunicazione interna (notifiche, reclami, richieste ecc...); Organizzazione eventi; Collaboratore Logistica. MARCA MOTOCICLISTICA: Suzuki


STRUTTURA DEL MC SCOORDINATI Organizzazione del nostro Consiglio Direttivo

ELISABETTA ELIDUCATI CONTE (Revisore Conti) Email: eliducati620@libero.it MANSIONI: Revisore Conti del Motoclub, Consulenza Interna, Intermediario Attività Solidali, Responsabile ed Organizzatrice dello Scoordinati Flashmob Dance (corpo di ballo del Motoclub). MARCA MOTOCICLISTICA: Ducati

CLAUDIO CAPITAN UNCINO NEGRI (Responsabile al Turismo) Email: cla.negri@alice.it MANSIONI: Responsabile ed Organizzatore TTS (uscite turistiche); Esperienza nel settore Turismo (Itinerari e percorsi); Collaboratore Web; Supporto Fotografia alla fotografa ufficiale (Delfina); Consulenza Interna. MARCA MOTOCICLISTICA: BMW

ALESSANDRO DESMOSANDRO CARPANI (Turismo e Consulenza) Email: generalsandro@hotmail.com MANSIONI: Collaboratore al Turismo; Consulenza Interna; Collaboratore Scoordinati News e Slide di presentazione eventi; Attività extra (maestranza). MARCA MOTOCICLISTICA: Ducati


Ovunque tu sia, qualsiasi moto tu abbia, ricordati Non sei solo! NORME COMPORTAMENTALI ON THE ROAD MOTOCLUB SCOORDINATI 1.

Ogni Socio del Motoclub è responsabile in solido di danni arrecati a cose o persone, è quindi consigliabile tenere un comportamento disciplinato e corretto durante le manifestazioni e/o percorsi organizzati.

2.

In fase di sorpasso di un altro Biker, sono tassativamente proibiti i passaggi radenti ad alta velocità e soprattutto a destra.

3.

Segnalare al Biker che ci segue eventuali pericoli lungo la strada previo alzata di mano o fuoriuscita della gamba dalla moto. Gamba destra se un pericolo proviene da destra (es: auto ferma ad un incrocio, ciclista, pietrisco ecc), viceversa se il pericolo viene da sinistra.

10. Come da Codice Stradale, il sorpasso di un veicolo, anche tra motociclette, deve essere eseguito rispettando la distanza laterale della moto che ci precede (almeno 1,5 mt.). 11. E’ proibito il sorpasso del serpentone (gruppo) ad alta velocità. Si consiglia di effettuare un sorpasso alla volta a velocità consone alla strada, al gruppo e all’andatura che si sta tenendo. 12. Rispettare la puntualità negli appuntamenti, negli orari e con il pieno di benzina già fatto. In caso di ritardo avvisare tempestivamente l’organizzatore di turno dell’Uscita Sociale.

4.

In fase di allungo dal gruppo attendere quest’ultimo in prossimità del primo incrocio principale utile, questo per ricompattare il serpentone evitando problemi di smarrimento.

13. Nel parcheggiare la vostra moto assicurarsi di aver posizionato bene il cavalletto, questo per evitare un effetto domino con le moto parcheggiate accanto nel caso di caduta.

5.

E’ vietato effettuare sorpassi in curva od in prossimità di essa (staccata), questo per evitare cambi repentini della linea di traiettoria di chi ci precede con conseguenti frenate al limite della sicurezza.

14. Rispetto per sé stessi, Rispetto per il Biker accanto, Rispetto per il Passeggero, Rispetto per la moto! a)

Evitare di andare oltre il proprio limite fisico e mentale. Massimo riguardo e attenzione al Biker accanto. Ricordati che se sei in due, devi pensare per due persone. Se credi che le moto abbiano un’anima, allora credi anche possano soffrire…

6.

La testa del gruppo deve sempre attendere la coda del serpentone in prossimità degli incroci principali.

b) c)

7.

Il penultimo della fila del serpentone deve sempre sincerarsi della presenza dell’ultimo (coda).

d)

8.

Nel traffico gettare lo sguardo sempre due o tre auto davanti a voi, il pericolo viene sempre da lontano.

9.

In viaggio in caso di caduta (scongiuri dovuti) o problematica alla moto, è nostra abitudine fermare il gruppo per soccorrere il Socio. Se il problema è risolvibile si riparte, altrimenti si formeranno 2 gruppi, il primo continuerà il giro, il secondo rimarrà sul posto fino alla risoluzione del problema.

La mancata osservazione delle Norme sopra indicate comporterà in primo luogo ad un Ammonimento, in secondo luogo all’Allontanamento definitivo dal Motoclub Scoordinati.

Queste sono regole comportamentali che il MC Scoordinati adotta da quando è stato costituito (Dicembre 2008), ogni membro è consapevole e responsabile delle proprie azioni e delle conseguenze che può portare. Qui si va in moto non in bicicletta, la sicurezza quindi viene prima di tutto. In passato le Regole Comportamentali sopra riportate non erano Vincolanti, ma dal 2012 il Consiglio Direttivo, in accordo con la Presidenza, ha deciso di renderle obbligatorie in seguito a spiacevoli situazioni/inconvenienti che si sono purtroppo verificati, pertanto, per una migliore convivenza all’interno del Motoclub, si consiglia calorosamente di osservarle. Non pecchiamo di presunzione, ma se sei giunto sino a noi e sei un nuovo iscritto un motivo deve pur esserci.

Qui sei tra amici centauri non solo tra motociclisti.

Scoordinati news 36  
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