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PROGETTO SAN PIETRO Manifesto programmatico per il cambiamento

1. PREMESSA PROGETTO SAN PIETRO è un manifesto programmatico che si pone l’obiettivo di animare il dibattito nella Comunità di San Pietro al Tanagro in vista delle prossime elezioni amministrative ma che si proietta verso un orizzonte ben oltre la mera scadenza elettorale. E’ un’Idea certamente ambiziosa con la pretesa di segnare un’inversione di tendenza dell’azione amministrativa rispetto soprattutto agli ultimi dieci anni che hanno visto la nostra Comunità scivolare progressivamente verso i margini della vita politica comprensoriale. Proprio perché scientemente ambizioso, PROGETTO SAN PIETRO parte dalle idee e non dalle persone, trae origine dai propositi e non da ambizioni elettorali, e si apre al contributo di tutti, nessuno escluso, nella convinzione che una piccola Comunità debba trovare la forza del protagonismo innanzitutto nella propria unità. PROGETTO SAN PIETRO deve trovare rappresentanza amministrativa nell’esclusivo interesse della Comunità e per questo non può essere viziato in origine da visioni parziali e di parte. L’idea di piegarlo alle ragioni dell’uno contro quelle dell’altro è la lapalissiana certificazione del fallimento di quello che vuole rappresentare un archetipo di cambiamento autentico. Chiunque voglia sposare la causa deve mettere in conto l’apertura al confronto ed al dialogo, la ricerca di posizioni mediane tra visioni anche in apparenza alternative, e l’abbattimento di barriere pregiudiziali. PROGETTO SAN PIETRO non è un programma elettorale ma un’enunciazione di principi che farà da sfondo alle proposte che verranno avanzate in campagna elettorale ma, ancora di più, alle singole determinazioni che andranno a dare contenuto all’azione di governo di cui la prossima Amministrazione si vorrà fare carico. 2. PROGETTO FUTURO PROGETTO SAN PIETRO guarda al futuro della nostra Comunità e mira a conferirgli un ruolo da protagonista fuori dei confini comunali intanto superando la visione squisitamente campanilistica che connatura un poco tutte le amministrazioni del nostro comprensorio. Si fonda su tre principi cardine: - Unità comunitaria e socialità; - Partecipazione popolare; - Protagonismo territoriale. a. Unità comunitaria e socialità. L’unità della nostra comunità deve rappresentare un valore da perseguire con ogni energia nella convinzione che rappresenti la forza principe a sostegno del ritorno al protagonismo territoriale. Vanno innanzitutto superate tutte le contrapposizioni che negli anni pure ci sono state, nate nelle campagne elettorali e poi proseguite per intere consiliature, quasi mai fondate su questioni afferenti le vicende di pubblico interesse. Va recuperato il senso dell’appartenenza e dell’identificazione. Ogni sforzo deve essere profuso per ricostruire l’identità comunitaria attraverso la valorizzazione della storia, delle tradizioni, del territorio e delle risorse umane e ambientali. Unità e Identità fanno di un agglomerato umano una Comunità alla cui appartenenza viene ricondotta l’importanza individuale di ciascuno.


E’ solo nella dimensione di Comunità che trova compimento la vera socialità, quello stato che offre a tutti le stesse opportunità di partenza ma che poi premia chi più lavora, più si impegna, più studia. L’uguaglianza è un valore da raggiungere al nastro di partenza ma l’arrivo deve discriminare in funzione del merito. Ma socialità significa anche non lasciare nessuno indietro perché il progresso o è collettivo o non è, così come significa affiancare nella solidarietà chi, per ogni ragione, non è autosufficiente. Lo spirito comunitario, in ultimo, trova riscontro nel condiviso senso di responsabilità che obbliga ogni cittadino verso il patto sociale comunale il cui rispetto è un obbligo di garanzia ascritto alle prerogative del buon governo. b. Partecipazione popolare La partecipazione popolare è una forma di democrazia diretta e non mediata che consente ai cittadini di partecipare alla vita pubblica pur non essendo rappresentanti eletti. La prima forma di partecipazione è la continua rendicontazione del proprio operato di chi si onora rivestire responsabilità amministrative. Ma è necessario, altresì, attivare tutte le forme e gli istituti della partecipazione popolare così come prescritto dal quadro normativo vigente in materia amministrativa ed in gran parte ripreso dallo stesso Statuto comunale. Il forum delle associazioni, le consulte, gli sportelli di relazione pubblica e diverse altre forme di partecipazione devono riportare al centro dell’azione amministrativa il cittadino nella sua dimensione più partecipe dunque più consapevole. Una riflessione a parte meritano i giovani. La popolazione di San Pietro al Tanagro si compone per un terzo di ultra sessantacinquenni. I nostri giovani non intravedono prospettive sul territorio e proiettano le proprie aspettative lontano da casa. Molti universitari hanno addirittura trasferita anche la residenza nella consapevolezza di non dover fare ritorno alle origini. Senza inoltrarsi in voli pindarici o lasciarsi andare a soluzioni impossibili, è necessario ripensare lo stesso ruolo dei giovani nella Comunità: sono risorse attuali e non solo di prospettiva, sono protagonisti e non figuri, sono da responsabilizzare nell’autonomia e non orientare. E’ da bandire il giovanilismo, un portato ideologico che non si occupa dei giovani ma si limita ad usarli, così come è da aborrire la visione superficiale che vuole i giovani interessati a sole attività ludiche e di svago e non impegnati sulle problematiche reali della vita diuturna. c. Protagonismo territoriale L’ambizione della Comunità di San Pietro al Tanagro deve essere quella di riavere un ruolo di primo piano nella vita politica ed amministrativa del comprensorio del Vallo di Diano. Necessità resa ancora più impellente dal quadro normativo in corso di definizione che ridisegnerà l’assetto istituzionale locale. Le Province hanno il destino segnato e gran parte delle funzioni ad oggi espletate verranno trasferite ai Comuni. I piccoli Comuni, allo stato, sono divenuti dei centri di costo eccessivi a fronte di servizi sempre meno rispondenti alle reali esigenze della collettività. Per questo le Legge di Stabilità del 2012 ha innanzitutto definito le dieci funzioni dei Comuni e poi ha imposto che venissero espletate in maniera associata dettando anche un timing: le prime tre entro il 1 gennaio 2013, le restanti sette entro il 1 gennaio 2014. Se ad oggi nulla è accaduto è solo per i ritardi della Regione Campania nel determinarsi ma la prospettiva è già tracciata.


Dunque il futuro è la gestione associata dei servizi attraverso le Unioni dei Comuni che andranno costituite obbligatoriamente per Legge. Unioni che saranno dotate anche di una Centrale Unica di Committenza che si farà carico di dare corso a bandi e gare per conto dei Comuni associati. Le stesse Comunità Montane si trasformeranno in Unione dei Comuni Montani per la gestione e tutela del territorio montano e mettendo in capo ai Comuni maggiori prerogative in materia di forestazione. Un quadro complesso e tutto nuovo che segnerà una svolta radicale nel governo del territorio ma che, allo stesso tempo, può rappresentare occasione irripetibile di riorganizzazione dei servizi al cittadino verso la razionalizzazione delle risorse ed il miglioramento delle prestazioni. Dunque opportunità da cogliere ad ogni costo attraverso l’assunzione dell’iniziativa ancora prima della campagna elettorale avviando interlocuzioni con i potenziali partner territoriali e programmando momenti di approfondimento di sorta anche con rappresentanti istituzionali di vertice. Un forte protagonismo territoriale è l’unica risposta possibile anche al depauperamento in corso dei presidi fondamentali del tessuto sociale ed economico del Vallo di Diano. La vicenda del Tribunale di Sala Consilina dovrà pure insegnare qualcosa e magari vorremo attrezzarci meglio in futuro per non continuare ad essere spettatori impotenti al cospetto di scelte penalizzanti fatte altrove ed a carico nostro. 3. COMPAGINE DI GOVERNO Nel breve andrà formata una compagine che si dovrà far carico di interpretare PROGETTO SAN PIETRO e trasformarlo prima in programma elettorale e poi in azione di governo. Una compagine aperta alla partecipazione di ogni buona volontà che voglia profondere impegno e spendere energie nell’esclusivo interesse della Comunità. Per Compagine non si intende la mera formazione della lista elettorale ma strutturare un gruppo ben più largo dei soli candidati in modo che ciascuno possa partecipare e contribuire al progetto secondo volontà e possibilità. La formazione sarà civica, sociale e popolare che non significa a-partitica. Pretendere che le singole persone dismettano di punto in bianco idee e valori di riferimento, magari maturati negli anni anche attraverso impegno militante, è una pretesa utopica. Per contro, nessuno deve pensare di poter imporre la propria appartenenza agli altri. Il giusto compromesso lo si raggiunge sul principio pragmatico che la differenza di sensibilità e visione, dunque appartenenza, è un valore ideale che diventa di sostanza quando gli accrediti presso le rispettive strutture diventano funzionali al progetto locale. Si giocherà ciascuno con la propria casacca ma per vincere la stessa partita! Un unico vincolo viene associato alla formazione della squadra che scenderà direttamente in campo: quello legato all’idea di cambiamento. Il cambiamento deve essere autentico e profondo, non potrà essere sufficiente sottoscrivere un manifesto programmatico che segni un’inversione di tendenza, tanto meno ce la si potrà cavare con l’autocertificazione di mutamento di idee e visione. Qualsiasi progetto politico ed amministrativo, per gran parte, si identifica con la “guida”, per cui chi sarà chiamato a guidare il cambiamento dovrà rappresentarlo già dalle generalità. Buon senso vuole che cambiare progetto senza cambiare i maggiori interpreti significa mantenere le cose nella loro immutabilità e San Pietro al Tanagro, questo, non se lo può consentire.


4. CONCLUSIONI PROGETTO SAN PIETRO si apre alla discussione ed al contributo di tutti e si pone come la base di partenza per raggiungere la convergenza di tutte le buone volontĂ  che vorranno impegnarsi nel tradurlo in pratica. Se ne affida il coordinamento a Giovanni GRAZIANO affinchĂŠ possa attivare ogni canale di interlocuzione ritenuto utile alla sua realizzazione ed avviare le necessarie trattative per la composizione della Compagine che si misurerĂ  nella competizione elettorale prossima e del gruppo allargato a sostegno.


Progetto San Pietro