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Giugno  2013    

 Numero  4    

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Issue  date    

Vedere, sentire, dire

 

Una volta il Cardinale Tettamanzi INFORMARCI

mi chiese. “Gallo tu preghi?”   superiori mi fate delle La sigla“Quando Arci vuol dire:voi Associaziozuppe è chiaro ne Ricreativa e Culturale Italiana.che prego. Però eminenza, io ho una preghiera che Costituire per un'associazione rappredivulgarla serve il suo nulla senta prima di tutto una intrigante scelta... osta...” E lui, brianzòl: “E qual è questa preghiera?” “I primi Continua adella pag 2 dodici articoli Costituzione!”

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(Don Andrea Gallo)  

SALVALACQUA! Il modello di gestione privata del ser   vizio idrico non funziona nè in teoria, né in pratica…    Continua a pag 7   


“Quando ad un uomo togli la possibilità di lavorare, di poter provvedere a se stesso, alla sua famiglia, a quell' uomo togli la sua dignità. Nessuno vive di elemosina e molti prima di chiederla preferiscono morire. Lottare sempre per i nostri diritti, la morte non risolve” (Federico Mainardi) Da Nord a Sud la crisi non perdona. Da qualche tempo le cronache del nostro Paese sono sommerse da notizie relative alla crisi economica e finanziaria; purtroppo una delle più amare conseguenze che attira l'opinione pubblica e nella quale è coinvolta l'opinione pubblica è la preoccupazione di non poter arrivare a soddisfare i requisiti necessari a rendere un uomo tale trascinando l'individuo nel baratro del fallimento. Non c'è possibilità di risollevarsi e riconquistare la propria dignità. L'unica via d'uscita, apparentemente la più indolore è la rinuncia alla propria vita. Dalle ricerche eseguite dai Laboratori socio-economici delle Università italiane, emergono dati sconcertanti: nel 2012 i suicidi attribuiti a ragioni economiche sono stati 89; mentre nel 2013 la situazione va degenerando, infatti solo nel primo trimestre si è arrivati a quota 32, il 40% in più di quelli registrati l’anno scorso nello stesso periodo. I soggetti più colpiti sono lavoratori disoccupati e imprenditori che hanno un'età compresa tra i 45 e i 54 anni, a seguire quelli tra i 35 e i 44 anni. Sconcertante è soprattutto la modalità scelta dalla maggior parte nel compiere il gesto, l' IMPICCAGIONE: MURATORE SI IMPICCA A TORINO dopo avere saputo dalla ditta presso la quale lavorava della chiusura dei cantieri” , “IMPRENDITORE SI IMPICCA IN AZIENDA NEL BARESE costretto a dover licenziare gli operai non potendo pagare più gli stipendi” ,

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“CIVITANOVA MARCHE due coniugi si tolgono la vita e come se non bastasse il fratello della donna saputa la notizie si uccide gettandosi in mare”. Ora io mi chiedo in tutto ciò lo Stato, la nostra classe politica dove sono finiti? E soprattutto come fanno a restare indifferenti? Dovrebbero adoperarsi per il bene comune o sbaglio? Ogni individuo ha diritto ad un lavoro dignitoso e tutelato. Ne abbiamo fin sopra i capelli del susseguirsi di Governi incapaci e inefficaci nei confronti del Popolo, al quale non interessa più ascoltare i politicanti litigare tra loro come “isteriche lavandaie” per accaparrare più potere possibile. Gli unici valori che dimorano nella coscienza del Popolo italiano sono sfiducia e delusione. Destra o Sinistra ormai non fa differenza. La credibilità dei partiti è storia vecchia. Ci troviamo a combattere una vera e propria guerra morale, che distrugge la società civile silenziosamente ma con non meno crudeltà di una guerra palese e rumorosa. E allora rimbocchiamoci le maniche e che guerra sia: combattiamo contro la partitocrazia, contro l'arricchimento dei ricchi e l' impoverimento dei poveri, combattiamo per la rinascita morale e per la vera democrazia. Lo dobbiamo a noi stessi, al nostro futuro e alle vittime di questo scontro economico. Adriana Di Stefano


Il 2012 cinematografico è stato un anno molto prolifico ed interessante, che ci ha lasciato in eredità film stupendi, molti dei quali celebrati dall’Academy Awards la notte del 24 Febbraio ad Hollywood. La notte degli Oscar, presentata da Seth Macfarlane (autore de I Griffin e Ted ), è stato uno spettacolo strabiliante, ricco di esibizioni coinvolgenti ed emozionanti come quella di Adele, che con la sua bellissima voce ha cantato Skyfall, e le perfomance dell’intero cast de Les Miserables, di Jennifer Hudson e di Catherine Zeta – Jones, che hanno reso omaggio al musical. I protagonisti di questa serata sono stati film di grande spessore storico e culturale come Lincoln, Il lato positivo, che racconta le vicende di un uomo che soffre di disturbo bipolare e cerca di riconquistare la moglie, ma si innamora di una giovane donna misteriosa e problematica, e Les Miserables, il quale ha rivoluzionato il modo di fare musical, infatti le canzoni per la prima volta sono state registrate mentre si girava la scena e non in una sala discografica in un diverso momento. Grande risalto ha avuto il ritorno di Quentin Tarantino con il suo nuovo film Django Unchained, titolo che rende omaggio alla pellicola del 1966 Django di Sergio Corbucci. Amante dei western all’italiana, il regista di Knoxville ha onorato questo genere con innumerevoli citazioni, a partire dalla musica, che comprende le colonne sonore di Django, I giorni dell'ira e Lo chiamavano Trinità. Inoltre nella colonna sonora del film sono presenti brani composti da Ennio Morricone, il quale ha però criticato la scelta di Tarantino di inserirvi anche canzoni di rap e sinfonie di Beethoven. Il 2013 riuscirà a donarci altri capolavori? Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo stare tranquilli. Oltre ai film già citati in precedenza, che sono arrivati in Italia tutti ad inizio anno, in questi ultimi quattro mesi nei cinema si sono potuti vedere ottimi film, potendo spaziare dal genere storico al thriller, fino ad arrivare all’animazione. Di quest’ ultimo genere fa parte “I Croods”, film d’animazione ambientato nella preistoria e avente come protagonisti una famiglia di primitivi alla ricerca di una nuova “casa”. Molto discutere ha fatto il nuovo lavoro della regista premio Oscar Kathryn Bigelow, Zero Dark Thirdy, sulla missione che ha portato alla cattura e all’uccisione di Osama Bin Laden. Inoltre il 7 Marzo c’è stato il ritorno sul grande schermo del mago di Oz, interpretato da James Franco. Questo è l’ideale prequel del film del 1939 e getta le basi per una fantastica trilogia. Ma il genere per ora più presente è il thriller, che ha visto distribuire nei cinema film come Gangster Squad, ambientato nella Los Angeles degli anni ’20, racconta le vicende del criminale Mickey Cohen, Die Hard – Un buon giorno per morire, quinto capitolo della saga interpretata da Bruce Willis, e Attacco al potere, un interessante thriller in cui un gruppo di estremisti prendono in ostaggio il presidente degli Stati Uniti d’America. Come ogni anno anche nel 2013 non mancherà l'ormai irrinunciabile appuntamento con i supereroi. Il 24 Aprile è uscito Iron Man 3, che con molta probabilità non sarà il capitolo conclusivo della saga con protagonista l’uomo di ferro. In questo film Tony Stark dovrà vedersela con il Mandarino, un terribile nemico che distruggerà completamente il mondo dell’eroe. Proprio per questo motivo ci sarà un Iron Man più umano che dovrà imparare a sopravvivere anche senza la sua armatura. Dopo sette anni dalla sua ultima apparizione cinematografica, ritorna al cinema Superman in “L’uomo d’acciaio”. Prodotto da Christopher Nolan, in questa saga vedremo molte analogie con la trilogia de Il cavaliere oscuro famoso, occupato a combattere per amore contro un gruppo di samurai, mentre Thor, in questo secondo capitolo, sarà chiamato a battersi con un nemico molto più potente di lui che cerca di distruggere il suo mondo. Ma i sequel non interessano solo il mondo dei supereroi. Il più importante fra questi è sicuramente “Lo Hobbit, la desolazione di Smaug”, che uscirà al cinema a Dicembre. Nel secondo capitolo di questa nuova trilogia dedicata alla Terra di mezzo i protagonisti del primo film saranno impegnati a sconfiggere il drago Smaug, inoltre ci sarà anche la presenza di Legolas, uno dei protagonisti della prima trilogia. Altri sequel molto attesi sono “Una notte da leoni 3”, ultimo di questa “pazza” saga cinematografica, “Fast and Furious 6” e “Scary Movie 5”. La più scorretta commedia dell’anno è “Movie 43 - Comic Movie”, un film composto da 12 episodi che raccoglie nel cast mezza Hollywood. Per gli amanti dell’horror il 28 Novembre uscirà il remake “Carrie”, basato sull’omonimo libro di Stephen King, ma se siete impazienti potete già gustarvi “La Madre”, con Jessica Chastain. Ma non solo di Hollywood è capitolo fatto il cinema. Anche quello nostrano è molto attivo con molti film nelle sale. Quest’anno sicuramente non mancheranno le risate, infatti sono già usciti il primo film diretto da Alessandro Siani, “Il principe Abusivo”, subito grande successo al botteghino, e il film di Claudio Bisio “Benvenuto Presidente” , molto attuale. Usciranno nei prossimi mesi il nuovo film di Checco Zalone, “Sole a catinelle”, l'ultimo di Leonardo Pieraccioni, “Un fantastico via vai”, e “I soliti idioti a New York” con la coppia Mandelli – Biggio. Oltre al comico vedremo anche film impegnati come il nuovo film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”, in concorso al Festival di Cannes, il primo film di Luigi Lo cascio, “La città ideale” e “La razza bastarda” di Alessandro Gassman. Insomma anche quest’anno il cinema ci regalerà tantissime emozioni con questi, e molti altri, bellissimi film.

S abin ian o Ni gro

 

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Come scrisse Piero Calamandrei, semplicemente, «Era giunta l’ora di resistere, era giunta l’ora di essere uomini, di morire da uomini per vivere da uomini». La lotta partigiana in Italia fu caratterizzata dall’impegno unitario di tutto il fronte delle opposizioni che il fascismo con la violenza e la persecuzione aveva tentato di stroncare con ogni mezzo. Basta cercare su google e accorgersi che anche nel nostro paese ci sono esempi di gloriosi partigiani e che forse è giunto il momento di celebrare come meritano. Parliamo di Pietro Amato Perretta nato a Laurenzana (Potenza) il 24 febbraio 1885, morto per mano fascista a Milano il 15 novembre 1944, magistrato. Figlio di un garibaldino, si era laureato in Legge, nel 1908, a Napoli. La sua carriera di magistrato, iniziata come uditore giudiziario nel capoluogo partenopeo, si sviluppò tra Locorotondo (Bari), Conselve (Padova) e il Consiglio centrale dell'Associazione dei magistrati, dal quale uscì nel 1920, quando cominciarono le infiltrazioni fasciste. Perretta, che aveva partecipato come capitano dei bersaglieri alla Prima guerra mondiale, guadagnandosi una Medaglia d'argento al valor militare, nel 1921 fu giudice presso il Tribunale di Como e, nel 1924, fece approvare a una assemblea di magistrati lombardi un documento per l'indipendenza della Magistratura.

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Ciò gli valse, l'anno dopo, il trasferimento per punizione a Lanciano (Chieti). Perretta si   appellò allora a Vittorio Emanuele III e, vistosi negare giustizia, si dimise da magistrato. Tentò di intraprendere a Como la professione forense, ma i fascisti ne ottennero la sospensione dall'Albo, gli devastarono lo studio, lo arrestarono due volte e, nel 1926, lo confinarono a Laurenzana. Al confino seguirono 3 anni di vigilanza speciale e, nel 1936, Perretta (che era stato pure sospeso dal grado di capitano), fu costretto anche a rinunciare alla professione di avvocato. Gli fu inoltre praticamente impedito di passare a un'attività nell'industria, che nel 1941 dovette abbandonare, proprio mentre gli giungeva la notizia che un figlio, Fortunato, era caduto sul fronte albanese e che un altro figlio, Giusto, era stato fatto prigioniero. Anche la deportazione in Germania di un terzo figlio (Lucio, ufficiale dei granatieri), non indusse Perretta a rinunciare al suo impegno di democratico, che lo aveva portato, a Como, a costituire la "Lega insurrezionale Italia Libera"(...)


(...) La caduta di Mussolini lo vide partecipe dell'attività per ricostruire le organizzazioni democratiche della provincia e il 9 settembre, il giorno dopo l'annuncio dell'armistizio del 1943, fu il non più giovane magistrato a parlare al popolo comasco in piazza Duomo. Con l'occupazione tedesca Perretta, troppo conosciuto, dovette spostarsi in Toscana e qui, da Peccioli (Pisa), mantenne i contatti con le forze antifasciste di Firenze e Ancona. Nel febbraio del 1944, per Perretta l'adesione al Partito comunista, il trasferimento a Milano e un importante incarico nel Comando generale delle Brigate Garibaldi, per il quale assolse delicate missioni in Lombardia e in Piemonte. Sorpreso nel suo alloggio clandestino milanese da elementi delle SS e della "Muti", la sera del 13 novembre 1944 Perretta tentò di sottrarsi alla cattura; fu fermato da una raffica di mitra alle gambe. Trasferito all'ospedale di Niguarda, chiese ai medici di non essere operato, per non dover poi sottostare a interrogatori che avrebbero potuto portarlo a rivelare dati sensibili sulla Resistenza. Sempre sorvegliato a vista dai fascisti, spirò dopo tre giorni nel nosocomio. All'indomani della Liberazione, una piazza di Como è stata intitolata all'eroico magistrato. Nel 1948, antifascisti ed ex partigiani comaschi hanno posto nella stessa piazza una lapide; l'epigrafe, dettata da Libero Bigiaretti, dice: "A Pier Amato Perretta/ Magistrato-Avvocato/ Garibaldino Martire della Libertà/ 24 febbraio 1885-15 novembre 1944/ Andava per le case/ a svegliare nell'uomo la coscienza dell'uomo./ Viveva braccato dai/ fascisti perché voleva/ la lotta che conduce/ alla pace, per questo/ fu ucciso a tradimento/ ed ora vive in milioni/ di uomini". Nel 1976 un'altra lapide è stata posta a Como, in memoria di Perretta, nell'atrio del Palazzo di Giustizia, per iniziativa del Comitato unitario antifascista. Porta il nome del magistrato anche il locale "Istituto di Storia Contemporanea". Gran parte delle notizie riportate sono state reperite dal sito internet: www.anpi.it

 

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Ci siamo mai chiesti quanti giovani si perdono per strada? E soprattutto perché si perdono? Perché nessuno riesce a fermarli, offrire un punto di riferimento nel loro smarrimento? Si è parlato tanto negli ultimi anni di riforma della scuola e, naturalmente, il timore è sempre il medesimo. Recentemente mentre stavo leggendo un giornale la mia attenzione si è rivolta maggiormente sulle parole di un pedagogista, che sosteneva: < La sfida maggiore alle mode, alla crisi di ogni tempo, non è insegnare ai giovani ad usare il computer, ma promuoverlo, aiutarlo a svilupparsi in tutte le sue potenzialità, ossia sviluppare in lui la “Libertà piena”!>. Secondo qualche giornale, la cultura italiana è entrata in un nuovo rinascimento. Per fortuna a casa possiedo un grande camino molto generoso, capace di bruciare tutte le notizie offensive, come queste. Sinceramente mi chiedo dove sia tutto questo grande rinascimento di cui parlano??? Detesto la demagogia e la polvere che viene continuamente gettata negli occhi della gente. La cultura, secondo me, è insita nella scuola. Le cose nuove nascono nel momento in cui si semina qualcosa di diverso, quando si ha il coraggio di abbattere i vecchiumi e le ipocrisie di tutto ciò che ci ha preceduto, anche se questo necessità di una grossa impopolarità. Ho finito da poco di leggere un libro di Don Lorenzo Milani e non immaginate minimamente quanto avrebbe odiato questa scuola falsamente egalitaria. Dico falsamente perché chi ha un minimo di coscienza critica sa che si tratta di un “egalitarismo“ di facciata. A tutti i ragazzi viene concesso un diploma con scarsa attenzione al merito individuale e una volta diplomati, tanti cari saluti! Ed è a questo punto che vengono fuori le differenze sociali, quelle che una volta solevano essere definite di classe. Saranno soltanto i ragazzi privilegiati ad andare avanti, magari frequentando un’università a pagamento e, saranno sempre loro, i quali una volta laureati, ad ereditare lo studio del padre e di conseguenza ad entrare nel mondo del lavoro. Per gli altri invece non resta che l’abbandono del precariato, proprio quel precariato che, dopo tanti anni e dopo tante promesse , costringe i nostri giovani ragazzi, i nostri giovani figli a rinunciare alle loro vocazioni. Mi chiedo quali siano le loro colpe. Non abbiate paure delle vostre paure e dei vostri sogni. Eleanor Roosevelt si sarebbe espressa così a riguardo: “IL FUTURO APPARTIENE A COLORO CHE CREDONO NELLA BELLEZZA DEI PROPRI SOGNI!” Vincenzo Gioscia  6  


Caro Pippo, in questi giorni la sigla PD è stata storpiata in modi volgari ed offensivi che l'hanno spogliata di quel suo profondo significato sintetizzato in 2 semplici parole che racchiudono in sé oltre 2000 anni di civiltà occidentale. Partito Demmerda, Perdenti Definitivamente, per citarne alcuni. Insomma, la fantasia non è di certo mancata al popolo, o meglio "popolino" della rete. La prima cosa a cui ho pensato io dopo i fatti di questi giorni è stato "Personalismo Democratico" e la cosa mi ha molto rattristato. Non voglio credere che il Partito possa essere portato ad una scissione da personalismi e correnti interne che non riescono a trovare una sintonia, una linea d'azione comune e che per tanto preferirebbero trovare la loro identità fuori dal Partito Democratico. La linea da seguire deve essere quella dell'unità. Per questo non vedo di buon occhio personalità che non hanno aspettato neanche in panchina, perché questo implicherebbe far già parte della squadra e condividere con essa vittorie e sconfitte, ma hanno aspettato sugli spalti pronti ad un'invasione di campo nel momento in cui i giocatori siano stati troppo stanchi per giocare in modo da risultare i goleador del match. Sai bene a chi mi riferisco e ti dico che per me nel partito si deve far strada. Non è una distressed company che un private investor può pensare di reimmettere sul mercato prendendo la tessera e cambiando il management. Perché la candidatura di Barca può risolvere la situazione del PD? A mio avviso può solo aggravarla. Perchè una persona che 2 settimane fa non aveva neanche la tessera del PD oggi viene acclamata dalla malerba della segreteria come un veltro dantesco? Non è sulle sue seppur eccellenti esperienze e virtù che questi irriducibili anacronisti della politica puntano, ma sul passato di suo Padre. Possibile che per far carriera nel Partito Democratico si debba necessariamente aver avuto contatti con il Partito Comunista? Continuando così faremmo prima a candidare la mummia di Togliatti alla segreteria. La linea da seguire deve essere quella dell'unità. Lo dico perché ho paura. Non ho mai visto un paziente ed un fegato sopravvivere autonomamente a seguito di un rigetto post-trapianto. Lo dico perché ho molta paura. Non lo dico perché sia desideroso di veder vincere Matteo per il quale ho votato alle primarie. Non sono uno di quei militanti che potrà ritener conclusa la sua missione politica nel momento in cui formeremo il Primo Governo PD. La vittoria per noi non è che un mezzo per affermare i veri valori della società democratica in Italia ed in Europa. Quella a cui stiamo assistendo non deve apparire come una scissione. Deve essere piuttosto una "teogonia". I nostri padri hanno tradito il Padre Nobile dell'Ulivo. Sta a noi giovani vendicarlo. Ciò non significa liberarci dei nostri padri, ma fagocitarne le figure e portarne avanti solo la parte migliore, abbandonando il tatticismo e i personalismi residuati della Prima Repubblica. Sta a noi giovani far leva sul nostro spirito irredentista e riscattare l'unità non solo del Partito, ma della stessa Nazione. Il Partito Democratico DEVE risollevarsi perché ha sulle spalle un fardello troppo importante: dalla sopravvivenza del Partito Democratico dipende la sopravvivenza della Repubblica Italiana e con essa dell'Europa stessa. Non dobbiamo sottovalutare, come abbiamo già fatto, le forze populiste che serpeggiano sulla scena politica italiana. Le loro richieste sono assurde e pericolose, benché mascherate in modo caricaturale, e la loro rassegnazione mista a rabbia, ahimè giustificabile, può spingerci davvero sull'orlo del baratro. Non ci vuole una misera laurea in finanza come la mia per capire che se le preghiere di un cane fossero esaudite pioverebbero ossa dal cielo. Il modello di "Iper-Democrazia-La regola da rispettare è semplice: rispettate le regole o siete fuori", come definito dal loro leader, che queste forze predicano può degenerare in "ultra-democrazia". La stessa ultra-democrazia del finale della Cura Ludovico di Arancia Meccanica. Prodi a Milano aveva auspicato di vedere Bersani smacchiare un vero giaguaro. Io sotto il palco mi auguravo di vedere una nuova squadra del PD, non necessariamente giovane, almeno dal punto di vista anagrafico, ma forte ed unita. Un arbitro saggio a dirigere la partita già ce l'abbiamo. Ci servono una bella punta d'attacco come Batistuta, ma soprattutto un buon allenatore. Spero che Tu sia il nostro prossimo Alex Ferguson. Francesco Martoccia  

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“Loro  stanno  chiusi  ma,  alla  prima  opportunità  salgon  subito  e  la  buttan  dentro  a  noi”   Già,  perché  questa  frase  della  famosa  canzone  “La  dura  legge  del  gol”  degli  883  rispecchia  molto  la  prima   stagione  dell’  Hurricane:  tante  belle  azioni,  tanti  gol  fatti,  ma  troppi  gol  subiti.  In  uno  sport  tattico  come  il   calcio  a  5  infatti  contano  molto  due  fattori:  la  corsa  e  l’esperienza;  e  quest’ultima  è  stata  la  vera  pecca   degli  arancioneri.   Fortunatamente  però  l’esperienza  è  una  cosa  che  cresce  con  il  tempo,  ad  ogni  partita,  dopo  ogni   stagione:  quando  arrivi  al  giro  di  boa  e  tiri  le  somme,  considerando  ciò  che  hai  fatto  di  buono  e  ciò  che   hai  sbagliato.  Quello  che  invece  è  fondamentale  per  andare  avanti  in  qualsiasi  cosa  è  la  passione,  perché   solo  la  passione  ti  consente  di  superare  le  difficoltà  che  incontri  per  strada,  ti  spinge  a  sacrificarti,  a  fare   allenamento  a  -­‐3  gradi,  a  sentire  le  gambe  a  pezzi,  a  fare  quello  scatto  per  salvare  la  palla  sulla  linea  di   porta  e  ad  ignorare  chi  ti  dice  che  sei  scarso.  Perché  se  non  ti  sacrifichi  sarai  semplicemente  uno  dei  tanti   che  ha  fallito,  che  ha  preferito  dire  “  chi  me   la  fa  fare”  e  ti  ritroverai  a  guardare  coloro   che,  a  differenza  tua,  sono  riusciti  nel  loro   intento  e  che  più  di  te  hanno   semplicemente  due  cose:  passione  e   spirito  di  sacrificio.   Quando  è  nata  l’idea  Hurricane  l’obiettivo   era  quello  di  creare  un  qualcosa  di  bello  e   divertente,  e  crediamo  di  esserci  riusciti:   siamo  andati  in  giro  per  la  Basilicata  e   abbiamo  conosciuto  molte  persone,   abbiamo  riso  e  scherzato  in  ogni  momento,   si  sono  create  e  rafforzate  amicizie  tra  di   noi  e  con  membri  di  altre  squadre.   L’obiettivo  per  la  prossima  stagione  è   quello  di  rendere  la  cosa  oltre  che  bella  e  divertente  anche    più  competitiva.   E’  così  che  l’Hurricane  ha  deciso  di  ripartire  l’anno  prossimo,  con  ancora  più  entusiasmo,  con  l’esperienza   maturata  in  questa  prima  stagione  e  soprattutto  da  quelle  persone  che  ci  hanno  messo  passione  e   sacrificio,  da  quelle  persone  che  nonostante  le  tante  sconfitte  erano  sempre  li:  a  lottare,  ad  allenarsi  e   soprattutto  a  divertirsi.  Saremo  inoltre  felici  di  accogliere  nel  nostro  gruppo  tutti  quei  ragazzi  che  hanno  i   due  requisiti  fondamentali:  passione  e  spirito  di  sacrificio.     Il  nostro  ringraziamento  particolare  va  al  gruppetto  di  ultras  che  ci  ha  sempre  sostenuto  ad  ogni  gara,   grazie  ragazzi!  Ci  vediamo  il  prossimo  anno,  come  sempre,  al  Cretaccio  Stadium.   Adriano  Martoccia    8  


Il probabile nuovo premier Enrico Letta mi fa pensare ad un altro trionfo della Democrazia Cristiana,che formalmente non vediamo più sulla scena politica.Torniamo indietro.Con i Patti Lateranensi,stipulati tra la Chiesa e il Regno d’Italia nel ’29 che sancivano un accordo tra lo Stato Italiano e lo Stato Pontificio,che videro come protagonisti Benito Mussolini ed il Cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri,furono stabiliti tre punti fondamentali: -“libera Chiesa in libero Stato”,che portò il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Città del Vaticano,ed il riconoscimento da parte della Santa Sede dello Stato Italiano,fino ad allora non riconosciuto a causa della “Breccia di Porta Pia”che aveva sancito la fine del potere temporale della Chiesa; -convenzioni economiche,ovvero un risarcimento da parte dell’Italia alla Chiesa,per i danni subiti con il termine del potere temporale ecclesiastico; -un concordato,che regolava i rapporti tra Stato e Chiesa,e che riconosceva il cattolicesimo come religione ufficiale dello Stato Italiano,introducendo l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole,e riconoscendo il valore civile del matrimonio religioso. Oltre questi tre punti fondamentali,alla Chiesa fu riconosciuto il “privilegio”di gestire delle proprie organizzazioni giovanili,le uniche oltre alle fasciste dell’epoca.Questo è importante,perché la Chiesa in questa maniera poteva “preparare”una classe dirigente che si sarebbe sostituita al fascismo in caso esso fosse venuto a mancare.Così fu,perché con la caduta del regime,sulla scena della politica italiana ebbe un ruolo importante la DC(Democrazia Cristiana).Tra i suoi maggiori esponenti ricordiamo:Andreotti,Sturzo,Moro,Cossiga.Rimase attiva fino al 1994,ma ancora oggi se ne osservano i suoi frutti,perché il nuovo premier,è Enrico Letta,ora al PD,ma precedentemente alla “Balena bianca”(DC).Questo fa pensare che ancora oggi,la DC abbia un ruolo importante nel Paese,e che la Chiesa abbia un ruolo importante nel Paese.

Il cinema, distrugge davvero la gioventù? Molte volte capita di sentir dire che alcuni film, come possono essere gli horror, distruggono in qualche modo la concezione che i giovani hanno del mondo facendoli diventare dei violenti. Ma è davvero così? C'è una grande differenza tra reale e irreale. Anche se a volte guardiamo film tratti da storie vere non significa che bisogna adottare gli stessi comportamenti. Alcuni film aiutano soprattutto a far capire quali sono le azioni sbagliate e quelle giuste. Non bisogna essere un esperto di cinema per capire che in realtà, un film vuole comunque dare un insegnamento, anche se a volte non sembra. A volte anche la stessa colonna sonora non viene messa lì a caso solo per abbellire, ma anch'essa ha un significato che lo spettatore deve riuscire a comprendere. Il film non è altro che l'immaginazione di un uomo; e allora perchè dovremmo farla combaciare con la realtà? Un libro può avere varie interpretazioni, un film ne ha una sola.

Veronica Plantamuro  

Francesco Beneventi  

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Speranza. Se si uccide la speranza, si uccidono i sogni. Non lasciamo che ci uccidano la speranza. Andiamo avanti. Resistiamo. La strada che     inseguiamo è tortuosa con mille ostacoli. Non c’è soddisfazione più grande, di raggiungere la meta con i propri sforzi. Incontreremo diversi tipi di persone durante il nostro percorso. Ognuna con le proprie idee e con la propria natura caratteriale. Agiamo se non ci rispettano. Siamo cordiali e riflettiamo con chi ci illustra i nostri difetti. Perché nel correggere i propri errori c’è il rischio che diventiamo PERSONE MIGLIORI. E’ quello che l’Italia, in questo momento, ha bisogno. Anche a partire da una piccola comunità come Laurenzana. Delle buone ossa, reggono l’intera struttura. Sarà un’utopia la mia, per carità, ma se non facciamo un primo passo, sia verso di noi che verso il prossimo, il mondo continuerà ad andare a rotoli. Abbiamo la possibilità ancora nel farlo. Se continueremo a seguire la strada dell’egoismo e dell’invidia, beh allora non possiamo più lamentarci. UMILTA’ , RISPETTO E BUON SENSO. Queste sono le parole chiavi da intraprendere. Non sono un guru dei rapporti interpesonali, oppure un santo immacolato. Anche io ho i miei difetti. E se ho litigato con alcuni di voi e perché avevamo una diversa visione del “mondo”. Ma da persona civile, nei giorni successivi, ho chiesto sempre scusa perché riflettevo sulle situazioni che si erano create precedentemente. Non solo per il quieto vivere di tutti, ma perché voglio migliorarmi come persona. Chiamatemi come volete: pazzo, cretino, stupido etc. etc. ma nel mio modesto modo di pensare c’è sempre IL RISPETTO PER OGNI ESSERE UMANO. Spero con tutto il cuore che qualcuno di voi segua questa mia personalissima “filosofia” di vita. Un abbraccio a tutti i lettori del giornalino ArciPicchia.

Francesco Pietro Falotico  10  

 

C’era la Basilicata dei briganti che infestavano i boschi lucani di disperata ferocia, c’era la Basilicata di Cristo si è fermato ad Eboli, dei bambini che mendicavano il chinino per difendersi dalla malaria, delle mulattiere e dei fiumi di polvere,   delle lotte dei braccianti affamati di terra, degli emigranti dalle scarpe rotte e la valigia di cartone, delle donne ammantate di nero, il volto segnato da una fatale rassegnazione. Oggi c’è una Basilicata che si porta dietro quella storia di sudore, sofferenza e riscatto e che ha bisogno dei suoi giovani e di cultura, se vuole guardare con fiducia al mondo e al futuro. In bocca al lupo alle ragazze e ai ragazzi di Arci Laurenzana, perché è loro l’avvenire. Michele Masulli


Non c'è sessismo ma semplice constatazione: la speci e umana è frivola, noi tutti almeno una volta lo siamo stati     Di  cosa  sto  cercando  di  parlarvi?                                               Di  elasticità  mentale,  di  frivolezza,  dei  giudizi     e  via  dicendo.   Cosa  intendo?         Vi  spiego  meglio,  chiunque  tu  sia  (parlo  al  singolare  come  se  stessi  rispondendo  faccia  a  faccia  ad  ogni   persona),  qualunque  posizione  sociale  tu  abbia,  qualsiasi  laurea  tu  abbia  preso  o  non  preso,  qualsiasi   attività  tu  faccia,  qualsiasi  altro  interesse  o  passione,  potrai  sempre  e  comunque  essere  giudicato  alla   vista  dell'altro  come  stupido,  poco  intelligente  e  superficiale.  Quant'è  importante,  oggi,  concedersi  il   lusso  d'essere  frivoli?  in  che  modo  i  "giudizi"  influenzano  il  nostro  "io"?  che  cosa  intendiamo  per   elasticità  mentale?  e  in  che  percentuale  lo  siamo  realmente?  Perché  in  generale  a  noi  persone,  mi  ci   metto  in  mezzo  anch'io,  piace  riempirci  la  bocca  di  belle  parole,  di  frasi  da  intellettuale  e  quella  che   spesso  sento  dire  è  "io  sono  una  persona  molto  vivi  e  lascia  vivere,  non  m'interesso  degli  affari  degli   altri  quindi,  ognuno  faccia  quello  che  vuole";  effettivamente  quando  lo  diciamo,  sembriamo  molto   aperti  e  disponibili  al  dialogo  ma,  in  realtà  poi  vai  a  vedere  quando  ti  servono  queste  persone  così   elastiche,  non  le  si  incontra  mai.  Credo  che  ognuno  di  noi  abbia  quel  cosiddetto  "sogno  nel  cassetto",   quel  qualcosa  che  si  desidera  fare,  per  la  quale  si  è  disposti  a  combattere  e  contemporaneamente  a   quanto  detto,  la  stessa  forse,  che  ci  frena  quando,  mentalmente  diciamo  "mi  piacerebbe  molto  ma  ...   ma  ho  paura  di  essere  giudicato  futile"  allora  cos'è  che,  realmente  c'interessa?  l'apparire  o  l'essere?   quando  la  gente  ascoltandoci  pensa  che  siamo  ciò  che  vede  in  quell'istante,  sbaglia,  sbaglia  alla  grande   perché,  quello  che  si  mostra  è  sempre  e  ribadisco  sempre  la  minima  parte  di  quello  che  si  è  quindi   accettiamo  di  apparire  così  "splendidamente  frivoli"  perché  solo  a  questo  punto  abbiamo  quel   "famoso"  coltello  dalla  parte  del  manico.  Da  una  frivolamente  seria  e  seriamente  frivola  :)   Marzia Tagliaferri

 

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 Numero  4    

   

       

 

 

Si sono conclusi domenica 28 aprile i campionati di Eccellenza e Promozione al termine dei quali ha dato scalpore la mancata introduzione dei play - off e play - out. Con molte squadre che avevano raggiunto in largo anticipo i rispettivi obiettivi hanno garantito il beneplacito ad altre che dovevano ancora raggiungerli. Alcuni presidenti ed allenatori si sono lamentati di questo fattore che a loro dire "non hanno permesso la regolarità dei campionati" ed induce a riflettere soprattutto gli   organi federali che sicuramente non verranno meno a queste esigenze. Nel massimo campionato regionale è stato l'anno dei record per il Real Metapontino che oltre a vincere il torneo con quattro giornate di anticipato, ha superato i record stabiliti in passato dal Materasassi a quota 74 punti e del Pisticci a 75, ed addirittura si è impossessata del titolo della migliore formazione d'Italia con la media punti più alta. Gli jonici possono vantare quasi un primato del proprio allenatore che è secondo soltanto a Ranko Lazic come tecnico più giovane ad aver vinto l'Eccellenza lucana. Mentre agli spareggi nazionali è passato il Gr Valdiano con una giornata di anticipo beffando il Rossoblu Potenza, forse l'avversario più accreditato all'accesso, e che presumibilmente lì giocherà tra la terza e quarta settimana di maggio. In coda è stata lotta fino all'ultimo secondo tra Aurora Marconia, Aurora Tursi e Miglionico. Così come lo è stata nei bassifondi in Promozione, con il solo Libertas Montescaglioso retrocesso, a dare vita alla infiammata lotta per la sopravvivenza sono state ben cinque con Ferrandina, Avigliano, Peppino Campagna Bernalda, Balvano e Rotonda.  

 

 

  Nelle parti alte c'è da registrare lo storico ritorno nella massima serie lucana della Soccer Lagonegro dopo 9 anni, grazie ad un girone di ritorno strepitoso, dove non ha sbagliato praticamente nulla e sopravanzando il Villa d'Agri, battuto nello scontro diretto che è significato sorpasso. A proposito di questi ultimi è stata festa pure per i valligiani che devono attendere la salvezza matematica del Francavilla per l'approdo in Eccellenza che manca da 13 anni. L'allenatore - giocatore del Villa d'Agri Mario Cirigliano è nelle mani di Ranko Lazic con il quale vinsero insieme il massimo campionato regionale proprio nel centro valdagrino nella stagione 1995-96. Biagio Bianculli


Le tue piaghe, Lucania Ti hanno avvolta in un manto nero ma le tue piaghe non si possono nascondere. Non ci sono vel i né bende per coprire i tuoi fianchi di ginestra e il grembo scavato dalle frane. Non ci sono più vel i per i fanciulli e le ragazze che battono il piede nella piazza, né bende per fermare la rivolta perché i muri splendono co me l ame e la quercia si apre per gettare a terra i secol i, e riunire i semi ai frutti i semi ai frutti. Ti hanno c hiusa in una leggenda terra c he non hai confini e ti dilaniano i fiumi, i fiumi dividono le tue carni, è salita a noi la piena a riunire i vivi ai morti i vivi ai morti. Ti hanno abbellita con frasi splendenti, ma non ci sono parole né ghirlande per racchiu dere il tuo respiro, né balco ni e chitarre per cantare le notti e i g iorni le notti e i giorni. Michele Parrella (1952)

 

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Appuntamenti da non perdere: Maggio- Giugno –Torneo di calcetto17 Agosto –Carnevale estivo-

Ringraziamo tutt i coloro che hanno collaborat o alla realizzazione di questo numero  14  


Arcipicchia