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www.gazzetta.it mercoledì 21 settembre 2011 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE TALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno 115 ­ Numero 222 Anno

A SAN SIRO I ROSSONERI INSEGUONO LA PRIMA VITTORIA

A TORINO ARRIVA IL BOLOGNA FERMO A ZERO PUNTI

MILAN ancora Pato­Cassano Con l’Udinese prova d’appello

JUVE Agnelli: «Ora avanti così» Conte pensa a Krasic e Vucinic

Allegri riparte dalla difesa: «Non siamo diventati scarsi»

Il numero uno bianconero: «Serve intelligenza, la strada è lunga»

BOCCI, DELLA VALLE, FROSIO, LAUDISA DA PAG. 10 A PAG. 12

3 Alexander Pato, 22 anni LIVERANI

BRAMARDO, GRAZIANO ALLE PAGINE 14­15

3 Milos Krasic, 26 anni FOTOPRESS

L’IMPRESA DEL NOVARA LA SQUADRA DI TESSER DOMINA I NERAZZURRI (3­1)

GASP AFFONDA Gelo Moratti: «Non aveva l Inter in mano». Ranieri in pole Il presidente si è preso una notte per decidere il cambio di allenatore. Per la successione c’é anche Figo con Baresi

COL CHIEVO LA CAPOLISTA IN TRASFERTA

Il nuovo Gargano Corsa, assist e forza per il Napoli

CERRUTI, DALLA VITE, TAIDELLI, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 9

l’Analisi

MALFITANO, FALLISI ALLE PAGINE 16­17

L’ULTIMA FOGLIA DI FICO

l Intervento

PIEDI SUDAMERICANI

DI LUIGI GARLANDO

DI ERRI DE LUCA

Sarà finta l’erba del Piola, ma anche l’Inter non scherza. La squadra campione del mondo, irriconoscibile, cade davanti a un bel Novara che festeggia una vittoria in A dopo 55 anni. Il sogno di Gasperini sprofonda nelle risaie: quarta sconfitta in cinque partite ufficiali; un punto in tre partite di campionato, come non capitava da 28 anni (Radice ’83). Il filo che lo lega alla panchina ora è di seta.

DI GENE GNOCCHI

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Brutta notizia per Berlusconi: ieri Standard & Poor’s ha deciso di declassare anche la difesa del Milan.

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L’ARTICOLO A PAGINA 16

Serie A / 4ª GIORNATA 3 Gian Piero Gasperini, 53 anni. Eccolo mentre rassegnato si poggia sulla panchina. Quarta sconfitta in 5 impegni ufficiali AFP

L’ARTICOLO A PAGINA 5

IL ROMPI PALLONE

Napoli nel dopoguerra è stata nel limbo di una prolunga delle ostilità. Era il centro della NATO nel Mediterraneo, le squadre navali della Sesta Flotta degli Stati Uniti occupavano il porto e la città.

BASKET IDEA KOBE BRYANT A BOLOGNA

RUGBY AI MONDIALI RUSSIA BATTUTA 53­17

Gallo a Milano «Scelta giusta»

L’Italia giovane piace e diverte

ORIANI, TOSI ALLE PAGINE 36­37 3 Danilo Gallinari, 23 anni SYSTEM

3 Tommaso Benvenuti, 20 anni AFP

BUONGIOVANNI ALLE PAGINE 32­33­35

PARTITE

CLASSIFICA

Ieri NOVARA­INTER Oggi (20.45) CESENA­LAZIO CHIEVO­NAPOLI FIORENTINA­PARMA GENOA­CATANIA JUVENTUS­BOLOGNA LECCE­ATALANTA MILAN­UDINESE PALERMO­CAGLIARI Domani (ore 20,45) ROMA­SIENA

NAPOLI

6 PARMA

1

6 CHIEVO

1

UDINESE

6 LAZIO

1

CAGLIARI

6 ROMA

1

GENOA

4 SIENA

1

CATANIA

4 MILAN

1

NOVARA*

4 INTER*

1

PALERMO

3 CESENA

0

FIORENTINA

3 BOLOGNA

0

LECCE

3 ATALANTA** ­2

3­1 JUVENTUS

* una gara in più. **penalizzata di 6 punti


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

SERIE A ANTICIPO 4a GIORNATA

y il Film

GASP, CHE MALE!

Le tappe della gestione Gasperini, un inizio di stagione davvero brutto: un pareggio e quattro sconfitte in cinque impegni ufficiali 6-8 Milan 2 Inter 1 Supercoppa Italiana 11-9 Palermo 4 Inter 3 Serie A 14-9 Inter 0 Trabzonspor 1 Champions League 17-9 Roma 0 Inter 0 Serie A Ieri Novara 3 Inter 1 Serie A

Apre Meggiorini, poi bis di Rigoni: i tre schiaffoni del Piola 38’ primo tempo Meggiorini Il bomber ex Bologna riceve l’assist di Mazzarani e infila Julio Cesar per il vantaggio del Novara LIVERANI

41’ secondo tempo Rigoni Ranocchia tira per la maglia Morimoto, Bergonzi concede il rigore, Rigoni spiazza Julio Cesar per il 2-0 KINES

46’ secondo tempo Rigoni Tris del Novara nel recupero: tiro di Giorgi, Julio Cesar respinge, il centrocampista insacca per il bis personale NEWPRESS

Gasperini, siamo DAL NOSTRO INVIATO

ALBERTO CERRUTI NOVARA

C’era una volta l’Inter campione di tutto che batteva Barcellona e Bayern Monaco. Oggi c’è un’Inter campione soltanto di figuracce, con un tecnico che potremmo ribattezzare Gasperitez perché le prime parole di Moratti a fine partita lasciano capire che il destino di Gasperini è sempre più simile a quello di Benitez. Colpa del naufragio di una squadra che affonda senza alibi a Novara sul campo di una neopromossa, alla sua prima vittoria in Serie A dopo 55 anni. Il tecnico è il principale colpevole della crisi, ma non bastano i suoi errori per spiegare quel misero punticino in classifica, con due sconfitte e un pareggio in tre partite, 4 gol segnati e soprattutto 7 subiti, oltre alle sconfitte in Supercoppa contro il Milan e in Champions League contro i turchi. Al di là delle gravi responsabilità di Gasperini, ci sono quelle della società che non è riuscita a dargli i giocatori richiesti e soprattutto quelle dei giocatori quasi tutti irriconoscibili. Bentornato L’ultimo flop dell’Inter è l’altra faccia della prima grande vittoria del Novara, unica squadra che non aveva ancora giocato in casa, dopo aver raccolto un punto in due trasferte: il 2-2 contro il Chievo all’esordio. Eppure, malgrado avesse di fronte un’Inter assetata di riscatto, la neopromossa non tradisce l’emozione per il doppio esordio, al ritorno in Serie A davanti al proprio pubblico. A dimostrazione del fatto che nel calcio conta l’organizzazione pri-

E’ caos Inter: senza gioco senza squadra senza punti Novara ne fa 3 Il tecnico insiste col 3-4-3: dentro Castaignos, fuori Pazzini. Nerazzurri smarriti. I padroni di casa dominano. Nella ripresa passa al 3-5-2 e crolla

ma dei campioni, o presunti tali, Tesser presenta una squadra nel senso più vero del termine, in cui tutti sanno che cosa fare. Quattro difensori, con Paci e l’ottimo Lisuzzo tra Dellafiore e Gemiti, che non vanno mai in affanno, perché davanti a loro Porcari, Radovanovic e Rigoni cercano di imporre il gioco senza subirlo, con 3M imprendibili davanti. Mazzarani, teorico trequartista, in

realtà è bravissimo ad arretrare prima di ispirare Morimoto e Meggiorini. Un gioco semplice, ma efficace che mette subito in luce i gravi problemi degli avversari. Inter sbagliata L’affiatamento

del Novara fa rima con lo smarrimento dell’Inter, perché ciò che colpisce dei nerazzurri è l’insicurezza di troppi giocatori, senza punti di riferimento.

E a nulla servono i cambi di Gasperini che confonde la coerenza con cocciutaggine perché si ostina a presentare il suo preferito 3-4-3 senza interpreti adeguati. Così, a parte il previsto ritorno di Chivu con esclusione di Samuel in linea con Lucio e Ranocchia, spunta a sorpresa Castaignos a destra in un inedito tridente completato da Milito e Forlan, per la gioia di Pazzini ancora in panchi-

na e Alvarez ancora in tribuna. Lenta in mezzo al campo, senza spinta sulle fasce laterali, l’Inter si affida soltanto alle anarchiche iniziative di Sneijder che si stacca dai teorici compagni di reparto Zanetti, Cambiasso e Nagatomo per cercare la conclusione personale. Non a caso è lui l’unico a impegnare Ujkani nel primo tempo, perché Milito sbaglia tutto mentre Castaignos e For-

Gian Piero Gasperini, 53 anni, perplesso dopo la gara di Novara SYNC

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MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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la Moviola di FRANCESCO CENITI

Bergonzi bene Ma sul rigore resta un dubbio Bene Bergonzi, ma sul rigore dato al Novara (42’ s.t.) resta qualche dubbio. Ecco perché: Ranocchia, espulso,

affossa Morimoto, ma prima il giapponese lo tira per la maglia. Per il resto, arbitro in cattedra. Al 16’ giudicata regolare l’uscita di J. Cesar su Mazzarani: entrambi alzano la gamba. Al 28’ giallo a Chivu (fallo su Mazzarani). Prima di un angolo ripetute trattenute tra Paci e Ranocchia che poi va a terra. Nell’azione dell’1 0, bravo Bergonzi che non ferma il gioco per il fallo di Sneijder, sul vantaggio il Novara segna. Nella ripresa gialli ok per Pazzini, Dellafiore, Obi e Lucio.

A

clic

CHI ARRIVA?

UN PUNTO DOPO TRE GIORNATE: E’ LA TERZA VOLTA

La lite nel dopogara tra Moratti e un tifoso del Novara che gli ha urlato: «Che fai, scappi?» SKY

Un punto dopo 3 giornate di campionato. All’Inter è la terza volta che accade dopo il 1983-84 (Gigi Radice in panchina) e il 1935-36. Entrambe le volte è finita al quarto posto.

all’addio NOVARA

INTER

3

1

(4-3-1-2) Ujkani; Dellafiore, Paci, Lisuzzo, Gemiti; Porcari, Radovanovic (dal 19’ s.t. Marianini), Rigoni; Mazzarani (dal 23’ s.t. Jeda); Morimoto, Meggiorini (dal 17’ s.t. Giorgi). PANCHINA Fontana, Ludi, Morganella, Granoche. ALLENATORE Tesser. ESPULSI nessuno. AMMONITI Dellafiore per gioco scorretto.

(3-4-3) Julio Cesar; Lucio, Ranocchia, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Sneijder (dal 23’ s.t. Zarate), Nagatomo; Castaignos (dal 1’ s.t. Obi), Milito, Forlan (dal 1’ s.t. Pazzini). PANCHINA Castellazzi, Samuel, Jonathan, Coutinho. ALLENATORE Gasperini. ESPULSI Ranocchia per gioco scorretto al 40’ s.t. AMMONITI Chivu, Pazzini e Obi per gioco scorretto, Lucio per c.n.r.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Meggiorini (N) al 38’ p.t.; Rigoni (N) su rigore al 41’, Cambiasso (I) al 44’, Rigoni (N) al 46’ s.t. ARBITRO Bergonzi di Genova. NOTE spettatori 15.596. Angoli 5-4. In fuorigioco 3-3. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 3’. POSSESSO PALLA

PASSAGGI POSITIVI

S Ranieri 59 anni, ultime due stagioni alla Roma da cui si è dimesso nel febbraio 2011. Attualmente è impegnato come voce tecnica a Rai Sport

Il siluro di Moratti «Non ha in mano la squadra» In pole Ranieri

Fuori dallo stadio, litiga con un tifoso. Tra le ipotesi: Delio Rossi, Figo, Baggio S Figo e Sanchez Flores

38 anni, Pallone d’Oro nel 2000, ha giocato le ultime 4 stagioni della sua carriera nell’Inter, dove è rimasto all’interno dei quadri societari

DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO DALLA VITE NOVARA

INTER 63,6%

TIRI IN PORTA

II III

NOVARA 7

INTER 2

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 15’ Meggiorini al volo, fuori di poco. 36’ Sneijder da 20 metri, Ujkani blocca

c GOL! 38’ Meggiorini devia in corsa un passaggio di Mazzarani.

45’ Radovanovic da fuori area, Julio Cesar para.

stano per risalire la corrente e allora Gasperini cerca di evitare il naufragio nell’intervallo.

Via Forlan e Castaignos, ecco finalmente Pazzini all’esordio in campionato e Obi. Come non detto, però, perché anche con il ritoccato 3-4-1-2 in cui Sneijder fa il trequartista vero, l’Inter appare in preda alla confusione. Non serve neppure l’ultima mossa della disperazione, l’inserimento di Zarate, proprio al posto dell’olandese (che aveva un problema e ha chiesto il cambio). Il Novara,

IIIIIII

NOVARA 3

INTER 7

SECONDO TEMPO 8’ Mazzarani si divora il raddoppio calciando addosso a Julio Cesar. 27’ Giorgi da fuori, Julio Cesar devia. c GOL! 41’ Rigoni trasforma un rigore. c GOL! 44’ Cambiasso riprende una respinta e infila. c GOL! 46’ Rigoni infila da pochi passi.

invece, non lascia ma raddoppia su rigore con espulsione di Ranocchia (che si strattona con Morimoto): primo rosso dopo quattro gialli, altro dato su cui riflettere. Cambiasso illude con il gol dell’1-2, ma Rigoni fissa il definitivo 3-1. Con una città in festa. E Moratti impietrito in tribuna, a meditare sul futuro di un’altra Inter. Senza Gasperini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

fitto fitto fra Moratti e il d.t. Branca con la mano davanti alla bocca anti-telecamere: ecco l’immediato dopo-gara, sembravano Cassano, ma non ridevano per niente. Nel frattempo, dall’entourage morattiano arrivano smorfie che facevano capire quello intuibile da subito: non c’è più trippa per Gasp, troppi cambi, troppi esperimenti, troppi sbagli, troppa improvvisazione. Troppo... niente per essere l’Inter. Inter che adesso avrà per forza - e a meno di impensabili colpi di buonismo - un altro allenatore: in pole-position c’è Ranieri, il quale tre sere fa alla Domenica Sportiva disse: «Dove farei giocare Sneijder? Dietro le punte, quello è il suo ruolo, lui sta lì». Un’autoinvestitura? E ieri sera, interpellato sulla possibile chiamata alla guida dell’Inter, ha risposto: «Speriamo...». Ranieri sarebbe l’uomo di esperienza che non è stato Gasp, per il resto sono vive le ipotesi legate a Delio Rossi, Figo o Baresi in attesa di vede-

ti basta mezz’ora per capire l’andazzo. Arriva attraversando il campo alle 20,36, sale con la moglie Milly e si mette vicino alla sorella Bedy e a tutti gli Stati Generali nerazzurri, da Filucchi a Branca ad Ausilio. Ci sono tutti e non c’è l’Inter. Il presidente nerazzurro ha un vestito grigio e la faccia prima speranzosa e poi serissima, nerissima. Al minuto 30, la frase sussurrata alla moglie, il labiale che sembra dire: «Non si tira mai in porta». Sei minuti dopo, Wesley Sneijder - quello che con anarchia dà un senso alla manovra astratta dell’Inter - fa il primo tiro nello specchio. Poi, bum, Meggiorini accartoccia Julio Cesar, tutto lo stadio salta e lui è lì, impietrito, raggelato, furioso ma composto perché l’esplosione interiore non va appesa in piazza. spinge, non ne può più di un’Inter così. E anche Moratti è nervoso, stanco di queste figure: nel garage del «Piola» ha un alterco con un tifoso non identificato, il quale gli dice «Scappa scappa», lui torna indietro e dice «Io non scappo, sono qui di fronte a te». E se ne va: col foglio di via per Gasp. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il litigio Ma la piazza

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Mape

Naufragio Otto minuti non ba-

INTER 84%

TIRI FUORI

IIIIIII

lan, fuori ruolo e fuori partita, fanno scena muta. E non a caso poco dopo passa in vantaggio il Novara con una splendida azione avviata da Porcari con lancio per Mazzarani e assist finale per l’ex Meggiorini, spietato nella conclusione.

NOVARA 67,5%

Massimo Moratti, 66 anni, sconsolato dopo il k.o. di Novara: il presidente dell’Inter potrebbe cambiare il quarto allenatore in poco più di un anno

Non tirano mai A Massimo Morat-

Tutti gli saltano attorno. E anche Gasperini... salterà, in un altro senso e oggi. Massimo Moratti non salta ed è imbelvito: a fine gara si ferma dieci minuti a riflettere con Branca e la moglie Milly. È impietrito, stordito, incredulo, infuriato. Poi si alza e scrive l’epitaffio per Gasp. «Se prenderò una decisione immediata? Non credo, mi prendo questa notte per riflettere. Se penso che Gasperini avesse in mano la squadra? No, stasera non mi è sembrato proprio». Ranieri su Sneijder Un colloquio

NOVARA 36,4%

S

re se si libererà il difficile sogno-Capello (a qualificazione avvenuta), poi Donadoni e la suggestione Baggio. Ma anche Quique Sanchez Flores, ex dell’Atletico Madrid e ultimamente nel mirino dello Spartak Mosca. La notte è passata nel pensatoio: riunione notturna via telefono, un punto in 3 partite, nuovo tecnico in arrivo. Altro non si può fare.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011


MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A ANTICIPO 4a GIORNATA

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EX TECNICI

Quelli del Novara e lo striscione premonitore

L’era Moratti comincia nel torneo 1994-95 con Ottavio Bianchi 1995-96 Primi tormenti. Salta Bianchi alla 5ª, arriva Suarez e dalla 7ª c’è Hodgson 1996-97 Hodgson resiste fino alla 33ª, poi c’è Castellini. 1997-98 Gigi Simoni vince la Uefa 1998-99 Simoni salta, alla 12ª arriva Lucescu, alla 27ª tocca a Castellini, alla 31ª tocca ancora a Hodgson 1999-2000 C’è Marcello Lippi. Ma l’anno successivo salta alla 2ª, sostituito da Tardelli. 2001-2002 Arriva Hector Cuper, resiste due anni di fila. 2003-2004 Cuper si arrende, alla 7ª giornata arriva Zaccheroni. 2004-2005 Il nuovo allenatore è Roberto Mancini. E’ quello che dura di più perché vince. Quattro campionati, fino al 2008 e 3 scudetti. 2008-2009 Si chiude il rapporto con Mancini, comincia l’era Mourinho che porta l’Inter al triplete. E poi lascia per il Real Madrid 2010-2011 Al suo posto arriva Benitez, ma dura 16 partite, lo sostituisce Leonardo che a fine anno se ne va e arriva Gasperini. Sono 18 i tecnici morattiani

Lo striscione esposto dai tifosi del Novara all’inizio della partita: «Siete già alla canna del Gasp...erini». Dopo la sconfitta dei nerazzurri per 3-1, lo striscione è diventato ancor più d’attualità. Il tecnico interista, ancora senza vittorie nelle partite ufficiali alla guida dei nerazzurri, ha possibilità ridottissime di restare in sella. Il suo bilancio è di un pareggio (Inter-Roma 0-0) e tre sconfitte (l’1-2 nel derby in Supercoppa italiana, Palermo-Inter 4-3 e Novara-Inter 3-1) IPP

«Se il problema sono io allora è risolvibile» Gasperini amaro: «Questa partita è uno schiaffo fortissimo I ragazzi sono delusi, ma non devono vivere nel passato» LUCA TAIDELLI NOVARA

«

«Siete già arrivati alla canna del Gasp». I tifosi del Novara se l’erano studiata e hanno infierito con uno striscione esposto sotto agli occhi di Moratti, pietrificato in tribuna. E lo stesso allenatore a parole sembra ormai rassegnato. Gian Piero Gasperini aveva visto raggi di sole in tutte le precedenti gare nerazzurre. Ieri sera quasi bisbigliava, ferito dalla prova inguardabile dei suoi ancor prima che dalle frasi di Massimo Moratti.

«

Schiaffone «Mi faccio forte del

po’ di entusiasmo. Ma dopo cinque partite è evidente che le cose non vanno».

DAL NOSTRO INVIATO

mio lavoro - spiega il tecnico di Grugliasco quando gli si chiede delle sentenze presidenziali - e deve cercare di venirne fuori per quello che posso, avendo capito che questi giocatori hanno certe caratteristiche. Ho parlato con Branca e Ausilio, ma non con Moratti. Però è evidente che la situazione è molto difficile, che ne nascerà una bufera giustificata e di questo bisogna tenerne conto. Questa partita è stato uno schiaffo fortissimo. Non so se in futuro sarà diverso, dipende da tante cose. Magari una vittoria potrebbe cambiare la situazione e darci un

l’Analisi

sto momento dobbiamo essere più umili, ma non nell’atteggiamento, è una questione di difficoltà nostra, non possiamo permetterci più di tanto. I giocatori? Sono dispiaciuti come tutti e io per loro. Però credo che questo gruppo non debba vivere nel passato, ma nel presente e cercare di costruire. Dobbiamo fare un passo indietro e avere un maggiore controllo della gara senza subire queste situazioni».

Da qui si esce solo col lavoro. Dobbiamo adeguarci alle nostre possibilità

Il rapporto con lo spogliatoio? E’ ottimo, anche dal punto di vista personale

Orgoglio Ma alla fine Gasp ha

un sussulto di orgoglio, misto a stizza. Quando infatti gli si chiede di nuovo delle frasi di Moratti, lui non prende scorciatoie: «Come ne esce l’Inter da questa situazione? Se il problema è l’allenatore allora è facilmente risolvibile, se invece, come credo, il problema è un altro allora bisogna risolverlo attraverso il lavoro. Evidentemente in questo momento non possiamo fare quello che vogliamo, ma dobbiamo adeguarci alle possibilità che abbiamo. Moratti ha dichiarato che non ho in mano lo spogliatoio? Il rapporto con il gruppo è ottimo, anche dal punto di vista personale: i ragazzi sono i primi a essere dispiaciuti e per me questo è un aspetto importantissimo».

Umiltà e ricordi Insomma, sem-

bra proprio un «dead Gasp walking» quello che prova ad analizzare l’ennesimo tentativo fallito di dare una sterzata a questo inizio stagione. «È stata davvero una prestazione bruttissima. Rispetto alla gara contro la Roma - prosegue Gasperini - abbiamo aggiunto un attaccante perché pensavamo di poter giocare in maniera un po’ più offensiva, ma in questo periodo tutte le volte che abbiamo provato a giocare più alti abbiamo fatto brutte figure. In que-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SERIE A 2011/2012 Mer 21

ore 20.45 CESENA - LAZIO

CHIEVO - NAPOLI FIORENTINA - PARMA

TUTTI I NUMERI

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GENOA - CATANIA JUVENTUS - BOLOGNA LECCE - ATALANTA MILAN - UDINESE PALERMO - CAGLIARI Gio 22

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ore 20.45 ROMA - SIENA

DI LUIGI GARLANDO

L’ULTIMA FOGLIA DI FICO Sarà finta l’erba del Piola, ma anche l’Inter non scherza. La squadra campione del mondo, irriconoscibile, cade davanti a un bel Novara che festeggia una vittoria in A dopo 55 anni. Il sogno di Gasperini sprofonda nelle risaie: quarta sconfitta in cinque partite ufficiali; un punto in tre partite di campionato, come non capitava da 28 anni (Radice ’83). Il filo che lo lega alla panchina ora è di seta. Ha puntato ancora una volta sulle sue idee. Ha puntato tutto: 3-4-3, il suo pane, la forma che gli ha dato un nome. Senza gli esterni che voleva, si è inventato a sorpresa Castaignos e ha riadattato Forlan. Ha scelto il suo Milito al pesto e non Pazzini che piace a Moratti, a Fiorello, a tutti. Ancora una volta la pallina si è fermata lontana dai suoi numeri. Notte da incubo e Gasp lo ha intuito dopo pochi secondi, da quella palla sciaguratamente giocata tra Chivu e Julio Cesar: non è con questa testa che entra in campo chi vuole salvare un mister e la propria faccia. Milito sempre anticipato, mai un pericolo, gambe al rallentatore, Novara in vantaggio. Nella ripresa Gasperini si aggrappa al popolare Pazzini e alla sua Pechino: quel 3-5-2 che per un tempio imbrigliò il Milan. Sembrava l’inizio di una bella storia: il bravo allenatore dai modi gentili, arrivato in alto solo grazie al lavoro. Una speranza per tutti. Dal secondo tempo di Pechino in poi non gli è più riuscito nulla. A Novara il destino ha infierito in modo selvaggio: il primo gol l’ha segnato Meggiorini, che entrò nell’affare Milito all’Inter; gli altri due Rigoni, allenato da Gasp nella Primavera della Juve. Dopo il 2-0, il tecnico si è chinato a pulirsi le scarpe, quasi volesse riassettarsi prima di lasciare la scena. Moratti, che solitamente non segue le trasferte di campionato, era lì in tribuna, più livido di Pazzini, pronto a firmare un addio. Ha detto parole che assomigliano molto a un licenziamento. Gasp aveva gli occhi lucidi. Paga certamente colpe gravi: è responsabile della confusione in cui è precipitata l’Inter, simboleggiata da Ranocchia finito zoppo a sostenere la difesa. Si è intestardito a seguire le proprie conoscenze, pur non avendo gli uomini per attuarle, anche a costo di scontentare molti (Sneijder) finiti fuori ruolo. Forse è entrato in un film troppo grande. Ma se il filo di seta si spezza, cadrà anche la foglia di fico e tutti resteranno nudi davanti alle proprie responsabilità: la società che ha fallito il mercato e ha delegittimato il tecnico cinque minuti dopo averlo preso; e, soprattutto, i giocatori, protagonisti anche ieri di prestazioni individuali squallide. La difesa a 3, che ha portato in vetta Napoli e Udinese, non è un alibi per gente che non corre, non lotta, non suda. Lucio e Cambiasso che arrancano sul gol di Meggiorini sono un manifesto. Troppi capitani in campo che si sbracciano, pochi che ringhiano come ai tempi di Mou. Chi in questi anni ha ostacolato il rinnovamento, ponendo veti su arrivi importanti (Mascherano) faccia l’esame di coscienza. Benitez ci lasciò la pelle, Gasperini quasi. La foglia di fico si stacca: la squadra sarà nuda, senza alibi, sul fondo della classifica. Meglio che si metta a correre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

SERIE A ANTICIPO 4a GIORNATA

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che impresa

HANNO DETTO

Festa grande dopo 55 anni Il Novara festeggia la prima vittoria in A, dove è tornato dopo 55 anni: battuti i campioni del mondo IMAGESPORT

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Novara, la grande notte nella storia col fattore M

Rigoni «È una serata magica, speciale, per la squadra, il pubblico e la città tutta. Ma non abbiamo ancora vinto nulla, la nostra sfida è solo all’inizio»

Morimoto, Meggiorini e Mazzarani, il trio d’attacco chiave del primo successo. Tesser: «Così, possiamo salvarci»

Fattore M Il fattore «M» è la chia-

ve della vittoria, secondo il tecnico azzurro: «Oggi il trio d’attacco ha giocato alla grande,

VO U E

ASIMMETRIA

INNOVAZIONE

Il volto della festa in casa Novara è ancora quello di Marco Rigoni, l’uomo decisivo nei playoff promozione di serie B e grande protagonista, con la sua doppietta, della prima casalinga del Novara in A dopo oltre mezzo secolo d’assenza: «È una serata magica, speciale, per noi della squadra, per il pubblico e per la città tutta. Attenzione, però, a non abbassare la guardia: non abbiamo ancora vinto nulla, la nostra sfida è solo all’inizio». Una vittoria che vale tantissimo, non solo per i tre punti in palio: «Giocavamo contro i campioni del mondo in carica — continua Rigoni —, era l’avversario perfet-

to per cercare un’impresa e abbiamo lavorato duramente per centrare questo risultato. Ce l’abbiamo fatta e siamo tutti felicissimi, meglio di così non potevamo immaginare un esordio nello stadio rimesso a nuovo». «Sono tre punti bellissimi — aggiunge Attilio Tesser, il condottiero azzurro — ma la nostra prestazione è stata eccezionale al di là del successo, perché abbiamo giocato a testa alta e con coraggio, così come avevo chiesto ai ragazzi alla vigilia. Se proseguiremo su questa strada, sono sicuro che riusciremo a vincere il nostro scudetto, cioè la salvezza».

Morimoto e Meggiorini hanno fatto quei movimenti che finora erano mancati e hanno trovato in Mazzarani un ottimo supporto: si è inserito tra le linee creando grandi difficoltà alla difesa nerazzurra e aprendo spazi importanti per i compagni». Da Tesser, poi, una mano tesa al collega in difficoltà: «Sono dispiaciuto per la situazione che sta vivendo Gasperini, non solo in quanto collega, ma soprattutto perché si tratta di un allenatore che stimo e che mi auguro possa riprendersi molto presto». Ex in gol Giustiziere di Gasperi-

ni e dell’Inter è stato anche un atteso ex, ovvero Riccardo Meggiorini, lanciato nel calcio di serie A proprio dai nerazzurri: «Segnare contro una squadra

importante regala sempre emozioni speciali, per me la sfida all’Inter, poi, ha un sapore particolare. Ora è giusto festeggiare ma non dobbiamo calare la tensione: già da domani dovremo pensare al prossimo avversario». Esulta con la squadra anche Massimo De Salvo, amministratore delegato del club azzurro che ha rilevato la società ai tempi della serie C: «Oggi la nostra vittoria più grande è l’aver dimostrato che meritiamo la categoria in cui siamo e che possiamo giocare a viso aperto anche contro squadre di altissimo livello quale è l’Inter. Sappiamo che siamo piccoli e che dobbiamo soffrire ma non avere la pressione di dover vincere a tutti i costi potrebbe diventare la nostra forza».

S De Salvo (a.d. Novara) «Siamo piccoli e sappiamo di dover soffrire, ma non avere la pressione di vincere a tutti i costi potrebbe diventare la nostra forza»

Zanetti, record e amarezza Wes salta Bologna DAI NOSTRI INVIATI

MATTEO DALLA VITE LUCA TAIDELLI NOVARA

Affonda anche il Capitano, fa parte del copione. Però è lui, il Capitano Javier Zanetti, a metterci la faccia dopo un 3-1 devastante. «È un momento di difficoltà - dice -. Abbiamo le buone intenzioni di fare quello che proviamo, ma non ci riusciamo. In settimana c’è impegno e sacrificio, ma adesso non esce nulla di quello che vogliamo fare. Come ne usciamo? Lavorando, stando compatti, parlando tra di noi per cambiare questa tendenza negativa. Gasperini? Non ci ha detto nulla, ma parleremo quando saremo tutti più calmi. Guardiamo avanti, perché sono momenti che già abbiamo affrontato in passato». Zanetti ha appena fatto il record con la maglia dell’Inter. Sono 757 gare contro le 756 di Beppe Bergomi Però questa sconfitta fa male più di ogni altra cosa. «È vero - dice -: solo nel 2010 alzavamo la Champions, però il tifoso deve capire che questo è il calcio e questi momenti possono capitare. Non ci gira niente per il verso giusto». Niente di niente. Wes salta Bologna? Nel frattempo, altra tegola: Sneijder ha accusato un problema all’adduttore. Lui chiede di uscire, deve lasciare l’Inter nel marasma. Quando passa sotto la curva degli interisti, molti acclamano il suo nome. L’olandese rischia di saltare la sfida di Bologna di sabato. Al 99% con un altro allenatore in panchina. «Sneijder - fa Gasp - ha cercato in tutti i modi di restare in campo, a dimostrazione che il gruppo è compatto e con me». E Pazzini? Aveva la faccia peggiore scendendo dal pullman, Gasp ha sbagliato anche lì. «No - diceva il d.t. Marco Branca prima della partita - non c’è nessun caso. Pazzini è un nostro grande giocatore, un professionista fantastico. Sono scelte, ci sono moltissime partite e con una partita ogni tre giorni non si può pensare che ci siano dei casi».

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SERIE A ANTICIPO 4a GIORNATA le Pagelle

DI SEBASTIANO VERNAZZA

LISUZZO UOMO SIMBOLO,

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La Serie A dopo 55 anni. Ed è subito grande vittoria.

MEGGIORINI INGRATO 7,5 h il migliore Rigoni

7,5 Allenatore Tesser Con semplicità fa le mosse giuste, prima e durante. Per esempio i cambi, il passaggio al 4 4 1 1 tutto difesa e contropiede. L’anti Gasp: lui si adatta ai giocatori.

A lungo defilato, più mediano che altro, viene fuori alla fine con una doppietta che molto gli restituisce. Doveva essere il nuovo Del Piero, è diventato se stesso, un grande Rigoni.

INTER ZANETTI IMPROBABILE,

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Oggi come oggi l’unico realistico obiettivo è la salvezza

Allenatore Gasperini

MILITO IMMOBILE 6 h il migliore Sneijder

Non puoi chiedere a Bocelli di cantare come Snoop Dogg. Se lo fai, lo show diventa farsa. Quest’Inter sta al 3 4 3 e alle sue varianti come il formaggio al pesce. Game over.

Inter di pensieri deboli: via Wes, svaniscono pure quelli. Sembra che abbia chiesto lui il cambio e questo attenua un po’ la posizione di Gasperini. (Zarate 4,5 ininfluente)

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Ujkani

Dellafiore

Paci

Lisuzzo

Gemiti

Porcari

Julio Cesar

Lucio

Ranocchia

Chivu

Zanetti

Cambiasso

Portiere che attacca la palla, senza tremori né inibizioni. Non è che l’Inter gli crei patemi, ma quando deve esserci, c’è, specie sui palloni alti.

Implacabile su Forlan, lui che l’uruguaiano fino a pochi mesi fa lo vedeva in tv. Non si scompone quando l’Inter cambia attacco. Rimpalla tutto e tutti.

Timoniere della linea, vecchio pirata della Serie A, un po’ sottovalutato a giudicare dalla prestazione con l’Inter. Disattiva Milito con nonchalance.

Per certi versi è l’uomo simbolo di questa vittoria. L’Inter fermata da Lisuzzo Andrea, 30enne palermitano che la A l’ha vista per la prima volta in questo settembre.

Il novarese meno appariscente. Si dedica a Castaignos, che però si annulla da solo. Importante una sua diagonale su Milito. Sostituito perché serve gente fresca.

Eccone un altro con cognome un po’ così, tanto che uno si chiede: possibile che l’Inter abbia perso contro Porcari? Da un suo lancio nasce l’1 0. S’ammazza di lavoro.

L’iniziale uscita kamikaze su Meggiorini gli annebbia la vista, così va a vuoto sul corner seguente. Altre amnesie, fino alle parate su Mazzarani e Giorgi, fino alla resa finale.

Arrancante sull’1 0: di rientro da una delle sue incursioni perde il treno Meggiorini. Fuori copione in genere. Porta palla, va per conto suo. E alla fine si inabissa.

L’insicurezza fatta difensore. Sia su certi lanci (entro o non entro?), sia sull’1 0, quando non accorcia come dovrebbe su Mazzarani. Espulso. Ridimensiona to.

Subito un retropassaggio assist, su cui Julio Cesar rischia l’incolumità. Già ammonito, è risparmiato da Bergonzi, forse impietosito dal declino di un ex bravo difensore.

Il più improbabile degli esterni, in una squadra di Gasp. Vagola senza meta, tende ad accentrarsi. Non sa cosa fare o come farlo. Dei codici gasperiniani se ne frega.

In teoria dovrebbe fare il De Rossi, galleggiare un pelo sopra la linea a tre e rinforzarla. In pratica perde il pallone da cui nasce l’1 0. Suo il golletto della vana speranza.

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6,5

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Radovanovic

Mazzarani

Morimoto

Meggiorini

Giorgi

Marianini

Nagatomo

Castaignos

Milito

Forlan

Obi

Pazzini

Pennellone che giganteggia a centrocampo. Giusto Sneijder gli crea qualche imbarazzo, ma sono sfumature. «Rado» ha fisico, ha visione e fa un figurone.

Mezzo voto in meno perché si pappa il 2 0. Roba che se l’Inter avesse pareggiato saremmo qui a incolparlo. L’assist a Meggiorini gli vale comunque una lode (Jeda 6,5: fastidioso)

Fa ammonire Chivu. Fa espellere Ranocchia e si procura il rigore con astuzia che di sicuro gli viene dagli anni catanesi. Un Morimoto convincente con Bergonzi. Giriamola così.

Per un tempo banchetta tra le macerie della fase difensiva dell’Inter. Lucio è ancora lì che lo rincorre per evitarne l’1 0. Pensare che l’Inter lo ha allevato...

Martellone di fascia destra. Messo lì per arginare, di fronte al nulla dell’Inter osa attaccare e costringe Julio Cesar alla paratona con violento tiro da fuori.

A rinforzare la mediana, nel 4411 imbastito da Tesser per difendere il tesoretto. Marianini si batte e, quando c’è bisogno, arretra a dare una mano in difesa.

Ha la sindrome dell’ultimo giapponese nella jungla, forse non capisce bene che cosa stia succedendo. Ci prova da fuori. Corre ed è già molto. Perlomeno non è indecente.

Disperso a destra, faccia a faccia con Gemiti (avessi detto Bale). Non attacca e non difende, tasso di utilità pari a zero. Giusto levarlo, ma perché farlo giocare?

Ha la mobilità di una mucca gravida, sembra la statua di se stesso. E pensare che il Principe per certi versi è creatura del Gasp. Se pure lui abbandona il capitano della nave...

Confinato a sinistra, in territori marginali, a lui sconosciuti. Ci mette lo spirito della giovane marmotta, si impegna, ma non ce la fa e non trova mai la porta. Mai.

A sinistra, per portare su palloni, ma come può un ragazzo raddrizzare l’Inter scombicchera ta di oggi? Non può. Finisce che è Giorgi a infastidire Obi.

Gli capita l’unica limpida palla gol costruita dall’Inter. In un raro momento di lucidità Cambiasso lo pesca in area, ma il Pazzo mette fuori. L’inconscia vendetta dell’escluso?

TERNA ARBITRALE: BERGONZI 6 Dubbi sul rigore, Ranocchia e Morimoto si strattonano a vicenda. Assolviamo Bergonzi per insufficienza di prove. Niccolai 6; Barbirati 6


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SERIE A 4a GIORNATA RICHIAMI E CERTEZZE DELL’ALLENATORE

Allegri ordina: «Attenti in difesa ma non siamo diventati scarsi» DAL NOSTRO INVIATO

FABIANA DELLA VALLE MILANELLO (Varese)

Il gap che conta non è nella classifica ma nella casella dei gol subiti. «L’Udinese non ha ancora preso gol, noi invece cinque in due partite. Troppi». Massimiliano Allegri rimarca un concetto che l’anno scorso è stato il suo cavallo di battaglia: primo non prendere gol, poi si pensa a farli. Aveva già lanciato l’allarme dopo Lazio e Barcellona («Bisogna registrare la difesa») e lo ribadisce quando a San Siro sta per arrivare l’Udinese, non proprio

l’avversario ideale dopo la sconfitta di Napoli. Perché ha attaccanti rapidi e pericolosi e perché l’anno scorso segnò quattro gol al Milan tutti in una volta. «Per questo bisogna far salire l’attenzione, perché in questo periodo paghiamo al primo errore. Le cose non vanno molto bene però dipende solo da noi. Non basta essere favoriti a parole, bisogna guadagnarsi tutto sul campo». Uomini contati Però non è tutto da buttare via. Anche con la mente più lucida il tecnico del Milan continua a sostenere che «la squadra a Napoli ha fat-

«Il paragone con l’Inter? Normale, vista la classifica. Però conosciamo il nostro valore» to una buona partita, in mezzo però ci sono stati errori che ci sono costati cari e che non sono da noi». Errori che hanno qualcosa in comune con quelli che generarono la prima sconfitta della gestione Allegri a Cesena: «Anche lì subimmo gol in contropiede». Per questo te-

me l’Udinese: «Sono molto bravi nelle ripartenze. Bisogna giocare con serenità e concentrazione». Niente cambi però, anche per mancanza di alternative: Allegri ha gli uomini contati, visto che alla lista degli indisponibili ieri si sono aggiunti Bonera (infrazione a una costola) e Antonini (mal di denti) e stasera, a parte Zambrotta, dovrebbe mandare in campo la stessa formazione di Napoli. L’idea di spostare Thiago Silva a centrocampo e Yepes in difesa sembra tramontata per l’infortunio di Bonera, che lascia Allegri con i difensori contati. El Shaarawy sarà ancora in

Pato-Cassano, lo strano tabù Milan Con loro titolari rossoneri mai vittoriosi. Ibradipendenza o incompatibilità? E stasera ci riprovano pre in lotta per un posto. Ma ora gli infortuni hanno cancellato ogni traccia di concorrenza e i due, visto che persiste il dogma delle due punte, hanno un’altra chance di fare qualcosa di significativo in campionato dopo il punto strappato al Camp Nou.

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I NUMERI

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il gol segnato da Cassano giocando con Pato: lo ha segnato al Bari il 13 marzo 2011 (1-1).

clic UDINESE BESTIA NERA: UN ANNO FA DUE PARI CONTRO I ROSSONERI

Progressi «Pato è giovane e la

sua discontinuità è una logica conseguenza dell’età», ha detto ieri Allegri. «Io posso dire che da quando lo conosco, cioè da poco più di un anno, Pato è cresciuto molto e deve ancora migliorare e sfruttare a pieno le sue qualità. Poi è normale che faccia una partita bene e una meno bene, ma questo capita a qualunque giocatore». Quanto a Cassano, Allegri ha spesso ripetuto in questi giorni che giocare di continuo potrebbe fargli bene, perché nella stagione passata questo non era accaduto e Antonio non aveva mai ripreso in pieno il ritmo che poteva tenere quando era fondamentale nella Sampdoria. E allora, via con la stessa formula anche se i due attaccanti sembrano andare a corrente alternata. «Davanti giocano Pato e Cassano anche se a Napoli sono stati criticati, ma questo varrà per loro come stimolo per fare ancora meglio».

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i gol segnati da Pato: uno nel 4-4 di San Siro con l’Udinese il 9 gennaio, un altro a Barcellona.

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i minuti giocati insieme dai due attaccanti

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le partite da titolari insieme dei due: tre pareggi e una sconfitta

Perché vedere MILAN-UDINESE Rossoneri in cerca di riscatto e della prima vittoria in campionato. Di fronte, un’Udinese in gran forma reduce da due successi San Siro, ore 20.45

ALESSANDRA BOCCI MILANO

Quattrocentoquarantaquattro minuti sono abbastanza per proclamare l’incompatibilità? Certo che no, però Antonio Cassano e Pato hanno segnato giocando insieme soltanto tre gol, e da titolari in

coppia non hanno mai vinto. Visto che Zlatan Ibrahimovic sta tornando, le occasioni per dimostrare di essere efficaci insieme diminuiscono. E il loro allenatore spera che lo facciano presto. Se non ora, quando? Occasioni Ibradipendenza, in-

compatibilità di Pato e Cassano, scarso feeling di Zlatan con Pato: sono state diagnosticate diverse malattie all’attacco del Milan negli ultimi mesi, e nonostante lo scudetto e il successo di Pechino nella Supercoppa Italiana un po’ di scetticismo è rimasto. D’altra parte, per la coppia Pato-Cassano parlano i numeri: hanno giocato insieme quattro volte da titolari e non hanno mai vin-

to, hanno segnato giocando insieme soltanto tre gol (Cassano uno contro il Bari, Pato uno contro l’Udinese e uno contro il Barcellona) e i loro voti hanno avuto un andamento da montagne russe. Pato è andato dal 4,5 al 7 e lo stesso ha fatto Cassano. Venendo alle ultime uscite, Pato ha segnato un gol sorprendente al Camp Nou dove Cassano è stato il peggiore in campo, Cassano ha tentato di strappare qualche punto a Napoli dove Pato è scivolato in fondo alle preferenze di giornalisti e commentatori. Un andamento strano, attribuito dall’allenatore alla giovane età di Pato e alla poca continuità che il barese ha potuto trovare in un Milan pieno di attaccanti e trequartisti sem-

Pato, 22 anni, e Antonio Cassano, 29, esultano dopo un gol. Stasera toccherà ancora a loro cercare di non far rimpiangere Ibrahimovic AP

Lavorare tutti Il gioco collettivo dovrà migliorare, il gioco dei due attaccanti dovrà migliorare. Non è solo questione di gol: Cassano ha servito due assist a Napoli e Allegri è contento anche se tira poco in porta. Pato ha bruciato più volte la difesa del Barça con la sua velocità, ma sia il brasiliano che il barese dovranno dimostrarsi capaci di mantenere la concentrazione fino all’ultimo minuto. E Pato dovrà tirar fuori le capacità da prima punta che in passato ha mostrato giocando nella nazionale brasiliana che ultimamente sembra averlo messo un po’ da parte. Ma il discorso su Pato e Cassano non è soltanto tattico e tantomeno atletico: quello che sembra mancare a tutti e due, e che invece abbonda in Ibrahimovic, è lo spirito aggressivo che moltiplica le capacità in zona gol. Forse è soltanto questo che sposta i numeri e le impressioni di chi guarda. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Udinese per il Milan risulta spesso indigesta. Anche l’anno scorso è stato così: i bianconeri sono riusciti a resistere sia all’andata che al ritorno (solo Roma e Lazio hanno fatto altrettanto). Soprattutto all’andata, a San Siro, l’Udinese sfiorò il colpaccio. Finì 4-4 coi friulani che si trovarono in vantaggio persino 3-1. A rimettere il Milan in carreggiata fu un gol di Ibrahimovic al 94’, che pareggiò la quarta rete bianconera di Denis (foto RICHIARDI). Ambiente diverso al ritorno in Friuli, ultima di campionato. Il Milan era già scudettato, l’Udinese andava in cerca del punto del matematico 4˚ posto: finì 0-0.

ALLIEVI E MAESTRI

La scelta di Dinho «Andrei al night con Berlusconi» RIO Che coppia. Ronaldinho ha scelto Berlusconi come eventuale compagno di serata in un locale notturno brasiliano: «Anche dieci minuti al suo fianco sono sempre un apprendistato», ha detto l’ex rossonero partecipando al programma umoristico CQC della rete brasiliana Bandeirantes. Dinho doveva scegliere da una lista di personaggi famosi quelli con cui farebbe qualcosa.


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Massimiliano Allegri, 44 anni, tiene a rapporto Thiago Silva, 27 anni domani LIVERANI

panchina: «E’ un ragazzo, non possiamo dargli troppe responsabilità». Come i nerazzurri In quanto a se-

renità i giocatori possono prendere come modello l’allenatore, che difficilmente si scompone. «Essere sotto processo fa parte del gioco. Il paragone con l’Inter? Anche quello è normale, siamo a un punto come loro. Mi fa ridere che dopo due giornate ci siano già le fughe, ma il nostro valore non è cambiato». Così come è lo stesso l’atteggiamento di Allegri ver-

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El Shaarawy è un ragazzo, non possiamo dargli troppe responsabilità Massimiliano Allegri Allenatore Milan

so le decisioni arbitrali: «Non critico mai perché le valutazioni possono essere a favore o a sfavore a seconda della partita, stavolta sono state a nostro sfavore». Meglio concentrarsi sulle due settimane di fuoco che attendono il Milan: Udinese, Cesena e Vicktoria in casa e Juve in trasferta. «Ci aspettano quattro partite importanti». L’obiettivo è recuperare almeno qualche giocatore: «Per Cesena difficilmente riavremo qualcuno. Gattuso ha una paresi del sesto nervo dell’occhio, stanno facendo accertamenti per capire i tempi di recupero (non meno di un mese, ndr). Ibra è tornato ieri sera, sta molto meglio, prima della sosta credo sarà a disposizione. Per la Juve spero di riavere due attaccanti su tre: Ibrahimovic e Boateng». Stasera, invece, ci saranno solo Pato e Cassano e soprattutto un’intera squadra che vuole cancellare Napoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL GRANDE EX

Anche Van Basten nella lista dell’Amburgo MARCO DEGL’INNOCENTI

Dopo l’esonero dell’allenatore Michael Oenning, Van Basten sarebbe il favorito per la panchina dell’Amburgo. Lo scrive il sito internet del settimanale tedesco Der Spiegel. L’Amburgo è partito in modo disastroso in Bundesliga: dopo 6 giornate è ultimo con un solo punto. «Non c’è nessuno che possa salvare l’Amburgo», ha sentenziato impietoso Franz Beckenbauer. Invece Van Basten, 46 anni, piace molto al danese Frank Arnesen, direttore sportivo del club tedesco, che secondo Der Spiegel lo avrebbe già contattato nello scorso aprile per portarlo ad Amburgo: «La Bundesliga è un campionato interessante. Se l’Amburgo ci contatterà, ascolteremo quello che avranno da dirci», ha commentato il manager dell’ex milanista Perry Overem. L’esonero di Oenning era nell’aria, anche se lo stesso Arnesen, pur dopo la sconfitta per 0-1 contro il Borussia, aveva detto che il tecnico sarebbe stato lo stesso in panchina venerdì contro lo Stoccarda. Invece è arrivata la decisione di cacciarlo. Altri candidati sono l’olandese Huub Stevens, che nel 2007 salvò l’Amburgo, i danesi Michael Laudrup e Morten Olsen e l’ex centravanti della Germania Horst Hrubesch. La squadra ora è affidata all’allenatore in seconda, Rodolfo Cardoso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco van Basten, 46 anni, negli ultimi tempi ha giocato a golf

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IL RITORNO

Rispunta Inzaghi in panchina Ha fatto una partita in 10 mesi MILANELLO

La notizia che i tifosi aspettavano arriva intorno alle 19.30 dal sito ufficiale del Milan: Filippo Inzaghi entra nella lista dei convocati per la partita contro l’Udinese. E’ la prima volta in questa stagione, visto che l’attaccante si era fermato alla vigilia del Berlusconi per un problema al polpaccio sinistro. Era un mercoledì quando Inzaghi si è rotto il crociato del ginocchio sinistro. Da allora sono passati 10 mesi, Pippo era rientrato nella passerella dell’ultima giornata contro il Cagliari (applauditissimo dai tifosi) ma poi si è fermato ancora. «Parlerò con lui e lo convocherò se capirò che è nelle condizio-

ni di giocare almeno 10-15 minuti», aveva detto Allegri prima dell’allenamento. Evidentemente ha avuto risposto positive sia dal campo sia dall’attaccante. Per Pippo 10-15 minuti possono essere più che sufficienti per lasciare il segno.

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Filippo Inzaghi, 38 anni, è alla prima convocazione in questa stagione dopo il problema al polpaccio sinistro

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SERIE A

C’è Guidolin a +5 La notte da grande del tecnico fai da te L’allenatore dell’Udinese, una vita in provincia, una sfida col Milan dietro. E, come dice lui, «senza amici che contano» ALEX FROSIO

Francesco Guidolin non ha un profilo su facebook. È difficile verificare, dunque, le sue amicizie. A suo nome, figurano soltanto una pagina di fan che ha raggiunto i 3.627 «mi piace» e un’altra che si intitola «Vogliamo Guidolin come allenatore della Juventus». Questa, però, ha raccolto appena 51 membri, tra i quali non risultano «amici che contano». Quelli che, ha spiegato il diretto interessato, mancano al tecnico dell’Udinese, impedendogli di approdare a un grande club.

Più cinque Stasera l’Udinese si ripresenta ai campioni d’Italia addirittura con cinque punti di vantaggio: due vittorie su due in campionato, tre in una settimana considerando l’Europa League (contro il Rennes, unico successo italiano nella pri-

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le vittorie (10 pari e 13 ko) di Guidolin sul Milan, che ha incontrato 29 volte alla guida di Atalanta, Vicenza, Udinese, Bologna, Palermo e Parma. Con i friulani ha ottenuto 2 pareggi in 4 gare

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Francesco Guidolin, 55 anni, con le dita a «V» di vittoria. La sua Udinese è prima in classifica a punteggio pieno dopo aver vinto con Lecce e Fiorentina PLP

ma settimana di coppe continentali). Viene il sospetto che Guidolin in un grande club ci sia già, a dispetto degli amici che non ha. Se non fosse che è lo stesso tecnico friulano a tenere il profilo basso: «Arriviamo il prima possibile a 40 punti, la quota salvezza», ha ribadito ieri, esprimendo il medesimo proposito già avanzato dopo l’eliminazione dalla Champions contro l’Arsenal e poi dopo ognuna delle due vittorie in campionato. Umiltà Sull’umiltà, e non sulle amicizie altolocate, Guidolin ha costruito una carriera, a partire da quando guidando un Vicenza piccolo e operaio conquistò la Coppa Italia e poi la semifinale di Coppa delle Coppe. E se anche l’Udinese viaggia lassù, per giunta in prima classe, il tecnico continua predicare la sua lezione: «Mi auguro che la squadra abbia recepito il mio

messaggio: voliamo bassi e andiamo a San Siro con tanta umiltà. Lasciamo al campo le risposte». Leone ferito Finora, però, è pro-

prio il campo a dire che i friulani hanno cinque punti in più del Milan: «Ma sono sicuro che i rossoneri saranno concentrati e molto carichi. Avremo di fronte un leone ferito. E l’Udinese dovrà tirare fuori tutte le armi di cui dispone. Voglio vedere spirito di sacrificio da parte di tutti». È questa del resto la strada dei successi, anche perché, smembrata e ricostruita, la rosa dell’Udinese non è ancora ben definita neppure nelle idee di Guidolin: «Siamo un cantiere aperto, io stesso devo ancora conoscere a fondo alcuni ragazzi». Nel frattempo, si faccia un profilo su facebook. Chissà mai che arrivi una richiesta d’amicizia...

IL PROTAGONISTA

I NUMERI

le panchine in A del tecnico bianconero, con un bilancio di 164 vittorie, 121 pareggi e 158 sconfitte, 575 reti segnate e 594 subite

Quel 4-4 di gennaio «Una chance

in un grande club per me? — si era domandato con una risata Guidolin dopo la vittoria di domenica contro la Fiorentina —. Non ho amici che contano, e comunque sto bene a Udine». E si vede che ci sta bene. L’Udinese è prima in classifica a punteggio pieno, dopo — meglio non dimenticarlo — il quarto posto della passata stagione, quando a otto giornate dal termine era addirittura in lotta per lo scudetto. E ha già fatto soffrire il Milan. L’ultimo appuntamento al Meazza, a gennaio 2010, fu uno spettacolare 4-4: doppiette di Di Natale e Pato, gol di Sanchez, autorete di Benatia, poi tumultuoso finale con rete di Denis e pareggio definitivo salva-Milan di Ibrahimovic al terzo di recupero. Al ritorno, ultima giornata, lo 0-0 servì a certificare il quarto posto finale.

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trofeo vinto da Guidolin in A: con il Vicenza ha conquistato la Coppa Italia contro il Napoli nel 1997

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campionato di B vinto dal tecnico veneto: il suo Palermo arrivò primo nella stagione 2003-04

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Asamoah e il Milan Il primo flirt estivo e il veto dei Pozzo Il ghanese ha appena rinnovato sino al 2016, ma in estate può finire sul mercato

ghe al progetto. All’orizzonte ci sono già le cessioni di Sanchez, Inler e Zapata. Così la conferma di Asamoah viene ritenuta preziosa: come quelle di Armero e Isla, del resto. Quindi è inutile insistere, nonostante la lusinga rossonera sia di quelle da prendere al volo.

CARLO LAUDISA claudisa@gazzetta.it MILANO

Il rinnovo D’altro canto l’Udinese promette al ghanese una «gratifica» adeguata al suo atto di responsabilità. E il ragazzo va in vacanza tranquillo. Al rientro inizia così il dialogo per rivedere il contratto che lo lega al club friulano sino al 2015. La conclusione della trattativa è recentissima, alla vigilia dell’ultima partita con il Genoa. Asamoah ha sottoscritto il nuovo impegno con il club che l’ha acquistato nel 2008 dal Torino (per un milione di euro) dopo una breve parentesi al Bellinzona. Il legame viene prolungato di un anno, cioè sino al 2016. Ma soprattutto gli viene riconosciuto un adeguamento che vale più di un incentivo.

Il primo della lista? Kwadwo Asamoah. Sì, il nome del centrocampista ghanese è stato il primo a comparire la scorsa estate sui radar rossoneri: ancor prima che partisse la vana caccia ad Hamsik e scoccasse la scintilla per Aquilani. Un innamoramento nato al Mondiale sudafricano e poi corroborato da una stagione da protagonista di Asamoah con la maglia dell’Udinese. L’approccio Il feeling vive i suoi momenti più intensi proprio nei giorni che precedono lo scontro diretto in Friuli, a fine campionato. I rossoneri hanno ormai lo scudetto in tasca e la squadra di Guidolin si gioca il quarto posto che vale la chance in Champions League. Nell’assemblea di Lega che precede la partita c’è pure un contatto tra i due club. Ma il dialogo non decolla. L’Udinese dichiara incedibile il suo gioiello ventiduenne e Asamoah prende atto della decisione senza fare una piega. Presa d’atto Lui e il suo agente (Claudio Vagheggi) sanno bene che i Pozzo non fanno dero-

GENOA DOPO AVER TRASCINATO I ROSSOBLÙ A ROMA CON LA LAZIO, IL CILENO HA TUTTI GLI OCCHI PUNTATI ADDOSSO

Adesso Jorquera prova a sedurre anche Marassi Perché vedere GENOA-CATANIA Sfida di «alta» classifica a Marassi fra due squadre che non hanno mai perso. Chi vince resta nei quartieri nobili della classifica Marassi, ore 20.45

ALESSIO DA RONCH GENOVA

«Tutte le squadre sono cantieri aperti. In questo momento le partite non si vincono con la tattica o con le idee ma soprattutto con la voglia». Alberto Malesani sa guardare negli occhi i suoi giocatori, sa studiarli, sa capirli e spronarli.

«Constant? Ora non si devono cercare alibi, ma solo correre. Se si sbaglia una partita via subito a riscattarsi in quella successiva. Jorquera? Nessuno vince le partite da solo, lui però ha meritato tutti i complimenti che ha ricevuto». La Bombonera Sì, Jorquera.

Probabilmente l’Angelo di Macul, l’uomo che ha svegliato il Genoa a Roma contro la Lazio, avrà la chance per conquistare anche il Ferraris. La sua tecnica, la sua fantasia e, come ha detto Malesani, la sua voglia di emergere, possono trascinare tutti in avanti. Nell’ufficio di Enrico Preziosi ci sono 30 video con le sue partite. E’ stato seguito a lungo e scelto con cura dal presidente, insieme al figlio Matteo, guardando i suoi

gol, i suoi assist, le sue qualità tecniche, dopo che Fernando Felicevich, agente argentino che sa pescare in Cile, ha portato in Italia Alexis Sanchez e in Germania Arturo Vidal, lo aveva proposto al Genoa insieme a Felipe Seymour. Tra quei video uno ha lasciato il segno: è la partita di Copa Libertadores tra Boca e Colo Colo. E’ il marzo 2008, alla Bombonera finisce 4 a 3, un gol di Palacio per il Boca, tre assist di Jorquera per il Colo Colo, numeri che, ben miscelati, si sono rivisti all’Olimpico: assist del cileno, gol dell’argentino. Stavolta però ha sorriso il Genoa. La scelta Preziosi lo ha avuto

offrendo un milione di euro. Jorquera è arrivato in Italia, ha fatto le visite mediche insie-

Cristobal Jorquera, 23 anni. Arriva al Genoa dal Colo Colo TANOPRESS

Gli scenari E ora? Difficile, se

non impossibile, che il ghanese cambi maglia a gennaio. Molto più probabile che il veto dei Pozzo possa cadere in estate. E molto dipenderà anche dal suo rendimento, L’estate scorsa il Milan era pronto ad investire una quindicina di milioni per lui. Ma ora è chiaro che l’Udinese conta sulla sua completa affermazione. E lo stesso discorso vale anche per Isla e Armero: le altre due preziose frecce di Guidolin. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CATANIA me a Pratto, ma il suo destino è rimasto a lungo in sospeso. Lui non ha passaporto comunitario e il Genoa aveva già preso Ze Eduardo. L’o.k. al secondo extracomunitario e l’occhio lungo di Malesani hanno reso possibile il sogno di Jorquera di vestire la maglia del Genoa, dopo aver indossato quella del Cile. Cristobal è cresciuto con Sanchez, ha vinto un torneo di Tolone di protagonista con Isla, in patria è considerato l’erede del mago Valdivia. E’ uno con le qualità per stupire, il tecnico lo ha capito subito e ha preteso che restasse. Oggi gli occhi di Marassi saranno tutti per lui. Il rientro di Birsa ne mette in dubbio la presenza fin dall’inizio ma in campo scenderà. I dubbi di Malesani sono altri: trovare il terzino destro, visto che nè Rossi nè Mesto sono disponibili (forse sarà Dainelli, forse Seymour), chiudere il buco sulla sinistra che si è notato a Roma, scegliere il centravanti giusto tra Caracciolo e Pratto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Montella: «Serve partire all’attacco e segnare subito» CATANIA (g.f.) Sulla scia dell’entusiasmo per i 4 punti conquistati nel doppio turno interno, il Catania ripropone una squadra votata all’attacco, anche se a Genova Montella cambierà un paio di pedine. A centrocampo dovrebbe partire Sciacca, mentre in attacco si profila l’esordio dal primo minuto per il giovane Catellani, che completerà il tridente offensivo composto da Gomez e Maxi Lopez. Qualche novità anche in difesa, perché Capuano sembra aver vinto il ballottaggio con Alvarez per presidiare la fascia sinistra. Prima convocazione per Suazo, ex di turno, che potrebbe servire in caso di ripartenze nel finale di gara. Dice Montella: «Senza snaturare gioco e mentalità, dobbiamo attaccare fin da subito e provare a segnare nei primi minuti».


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Agnelli «Andiamo avanti con intelligenza La strada è lunga» Il presidente della Juve: «Sappiamo ciò che ci aspetta. Non abbiamo fatto ancora nulla» DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO FIANO TORINESE (Torino)

le spalle un paio di stagioni terribili. Prudenza, prudenza, prudenza...

Ogni giorno che passa Andrea Agnelli è un presidente sempre più sereno. Le prime giornate di campionato hanno infatti confermato la bontà del lavoro svolto in estate dalla società di corso Galileo Ferraris. Il campo sta dando ragione al mercato bianconero. Pirlo e Vucinic sono già decisivi, Lichtsteiner sembra bianconero da sempre, Vidal è un potenziale top player là in mezzo, e ancora si devono vedere Elia ed Estigarribia. Ma la scelta più centrata sembra quella del tecnico. Conte ha idee chiare. Preparazione, piglio e carisma sono da grande allenatore. Cosa più importante, poi, la squadra lo segue ciecamente, convinta di aver imboccato la strada giusta per lasciarsi definitivamente al-

Due gare, sei punti, la vetta della classifica e la possibilità di allungare prima del big match con il Milan, in programma il prossimo 2 ottobre, dopo il Bologna e la trasferta di Catania. Ma queste sono «proiezioni» vietate in casa Juve, dove nessuno ha voglia o è autorizzato a volare troppo in là con il pensiero. In questi giorni hanno predicato prudenza un po’ tutti, da Conte ai capitani Buffon e Del Piero. E ieri è arrivata l’indicazione più importante, quella del presidente: «Serve intelligenza ora, sappiamo quello che ci aspetta — ha detto Agnelli —, abbiamo giocato appena due partite. Il percorso è ancora lungo. Due risultati utili, due risultati positivi, ma mancano trentasei giornate, quindi non

Agnelli è soddisfatto ma preferisce evitare gli eccessi di entusiasmo «Abbiamo ottenuto due risultati utili, ma mancano ancora 36 gare»

Il presidente della Juve Andrea Agnelli, 35 anni, durante la conferenza stampa di ieri LAPRESSE

abbiamo fatto assolutamente niente». Agnelli parla a margine della firma di un accordo fra il Royal Park «I Roveri» (di cui è amministratore delegato) e la «EDF ENR solare», per la costruzione di un impianto a energia solare nella struttura che dal 2009 ospita l’Open d’Italia di golf. L’altro sogno «I Roveri» è casa sua, qui sta costruendo un’altra pagina importante da dirigente sportivo. «Anche l’anno prossimo ospiteremo l’Open d’Italia — spiega in conferenza stampa Agnelli —, ma il sogno lo conoscete tutti: portare da noi la Ryder Cup». Ovvero il meglio che c’è al mondo a livello di golf, i fenomeni statunitensi contro quelli europei. La Ryder Cup è infatti un torneo che si svolge ogni due anni (nasce nel 1927) e oppone una selezione dei migliori giocatori america-

CALCIOPOLI LA QUESTIONE SARA’ AFFRONTATA NEI PROSSIMI GIORNI

Esposto Juve: l’Uefa dirà no anche se contatterà la Figc Per decidere se aprire un’inchiesta a Nyon attendono informazioni. Ma l’esito è scontato

Nyon, intanto, si sta occupando di un caso più scottante: c’è il ricorso del Sion verso i tribunali civili svizzeri per partecipare all’Europa League al posto del Celtic, c’è l’Uefa che respinge l’intromissione di giudici non sportivi. Difficile che la coppa, ormai cominciata, sia sospesa. Difficile che il gruppo dell’Udinese sia rivoluzionato. Ma comunque c’è un’udienza civile il 27 settembre. Poi, la Juve. Federazione Prima di aprire un’eventuale (e poco probabi-

IL RICORSO 10-5-2010 La Juventus presenta in Figc il ricorso per la revoca dello scudetto 2005-06

consegna la sua relazione: «I reati ci sarebbero ma sono prescritti»

FABIO LICARI LIMASSOL (Cipro)

Caso Sion L’ufficio legale di

LE TAPPE

Gioielli Da un gioiello all’altro, dai Roveri allo Juventus Stadium. Questa sera Agnelli non si perderà Juventus-Bologna, seconda gara ufficiale nella nuova casa bianconera, che per l’occasione regalerà un colpo d’occhio fantastico. É infatti annunciato il tutto esaurito. Intanto, ieri il presidente bianconero ha dato il calcio d’inizio al «Memorial Maurizio Laudi»: presente anche il procuratore generale, Marcello Maddalena.

L’INIZIATIVA

Ai Roveri ci sarà un impianto fotovoltaico FIANO TORINESE Presentato ieri l’accordo tra il Royal Park «I Roveri» di Fiano e la «Edf Enr solare». Il club che da tre anni ospita gli Open d’Italia di golf ha deciso di dotarsi di un modernissimo impianto fotovoltaico, che non andrà in nessun modo a modificare il paesaggio naturale circostante. Presenti Andrea Agnelli (ad dei «Roveri») e l’ad di Edf Enr, Andrea Sasso. Con il nuovo impianto (superficie di 745 mq circa) sarà possibile evitare l’immissione nell’atmosfera di ben 41 tonnellate di Co2 l’anno.

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I CONTI BIANCONERI FUORI DAL SEGMENTO STAR

L’uscita dai titoli virtuosi di Borsa? Nessun dramma

Con l’azzeramento del capitale S PALAZZI i piccoli azionisti 30-6-2011 devono spendere Il procuratore federale Palazzi per restare soci

DAL NOSTRO INVIATO

A che punto è l'esposto Juve sui fatti di «calciopoli»? O meglio: a che punto è l’esposto sulle novità dell’inchiesta che potrebbero far riaprire il caso? Per il momento, a zero. In realtà, impegnata in questioni più urgenti, l’Uefa non s’è ancora occupata. E nessuno qui a Cipro, durante i lavori dello Strategy meeting, ha voglia di parlarne. A cominciare da Platini. Ma qualcosa sta per succedere. Molto presto.

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ni a quella dei big del vecchio continente. Sarebbe una vera impresa regalare all’Italia un trofeo tanto prestigioso. Ci sono oltretutto tempi tecnici che impediscono che ciò avvenga nel giro di pochissimi anni. «Puntiamo però — conclude Agnelli — a portare qui la Ryder Cup fra il 2022 e il 2026».

S Michel Platini, 56 anni, presidente Uefa dal 2007. Ha giocato nella Juve dall’82 all’87 IPP

le) inchiesta, però, l’Uefa vuole conoscere la posizione italiana. Così nei prossimi giorni Nyon si metterà in contatto con la Federcalcio per avere informazioni: un semplice atto dovuto. La Juve ha chiesto di valutare se ci siano state carenze d’indagini nel 2006 e nel 2011. Il fatto è che si tratta di una questione interna, sulla quale l’Uefa non intende entrare: diverso sarebbe se le telefonate riguardassero, per esempio, il designatore degli arbitri europei, chiamando direttamente in causa Nyon. Nuovi statuti Inoltre la vicenda è antecedente al 27 aprile 2007, data spartiacque per i nuovi Statuti Uefa emanati proprio dopo «calciopoli». Il vuoto legislativo di allora, l’iscrizione del Milan condannato dall’inchiesta (l’Uefa non lo voleva ma la legge era con i

rossoneri), lo stesso Milan che addirittura vinse quella Champions: una serie di eventi che convinse Platini a cambiare regolamenti, dando all’Uefa la possibilità di respingere «l’iscrizione di squadre coinvolte direttamente o indirettamente in attività volte a influenzare il risultato». A patto, però, che queste attività siano state commesse dopo il 27 aprile 2007. Effetto collaterale In ogni caso

la Juve ha tenuto a precisare, parole del presidente Andrea Agnelli, che l’esclusione dell’Inter dalla Champions sarebbe soltanto un «effetto collaterale» e che l’obiettivo è la parità di trattamento che all’epoca di calciopoli non c’è stata. Il finale più probabile è che l’inchiesta sarà chiusa subito (o neanche aperta). © RIPRODUZIONE RISERVATA

C. FEDERALE 18-7-2011 Il Consiglio Federale della Figc dichiara la sua illegittimità a intervenire sull’argomento

S TNAS 11-8-2011 Inizia la controffensiva della Juve, con l’istanza di arbitrato presentata presso il Tnas

C’era un tempo in cui la Juve inanellava utili di bilancio come trofei in bacheca. Dal 1996 al 2002, sette anni di fila col segno più. Un’era geologica fa. Dopo Calciopoli nulla è stato come prima e l’esercizio 2010-11 è finito agli archivi con un deficit di 95,4 milioni di euro, il più pesante della storia bianconera. Il capitale si è praticamente azzerato, il cda non ha potuto fare altro che convocare «senza indugio» l’assemblea dei soci per la già prevista ricapitalizzazione da 120 milioni, peraltro anticipata con 72 milioni dall’azionista di maggioranza Exor per assicurare la continuità aziendale. Esclusione La caduta nelle grinfie dell’articolo 2447 del codice civile (perdita di oltre un terzo del capitale e riduzione di quest’ultimo al di sotto del minimo legale) ha portato Borsa Italiana a escludere la Juventus dal segmento Star del mercato azionario di Piazza Affari. Cosa significa? Praticamente nulla. È solo una medaglietta che è stata sfilata via dalla giacca. Al segmento Star appartengono una settantina di società

L’a.d. Aldo Mazzia, 55 anni LAPRESSE

con alti requisiti, in fatto di trasparenza, governance e solidità. Ieri il titolo bianconero ha lasciato sul campo il 4,03%, ma i potenziali investitori devono preoccuparsi più dei conti che quest’anno, in assenza della Champions, resteranno in rosso. Anche se lo stadio di proprietà apre nuove prospettive. Piuttosto, l’azzeramento del capitale ha lasciato con l’amaro in bocca i 40 mila piccoli soci che detengono il 32,5% delle azioni: se vorranno continuare a far parte della famiglia della Juventus dovranno aderire all’aumento di capitale autunnale, altrimenti il loro investimento iniziale svanirà. In questo caso, infatti, non c’è la possibilità di diluire le proprie azioni, semplicemente perché quelle azioni sono state bruciate dal mostruoso deficit. m.iar. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Krasic scalpita E Conte ripensa anche a Del Piero La Juve cerca la terza vittoria consecutiva e il consolidamento del proprio progetto. Il Bologna è ancora a zero e vuole il primo punto. Juventus Stadium, 20.45

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO BRAMARDO VINOVO (Torino)

«Abbiamo giocato due sole gare, teniamo i piedi per terra», in attesa che le vittorie diventino tre questa sera, quattro a Catania, con la speranza di affrontare il Milan ancora privo di Boateng, Ibrahimovic e Ambrosini, dall’alto della classifica. Antonio Conte pensa in grande ma predica umiltà, ricorda che altre squadre sono più avanti nel lavoro per il solo fatto di essere state costruite nel tempo, per durare, come il Napoli. «Il Napoli non è una sorpresa, ha lottato fino all’ultimo per lo scudetto, ha comprato giocatori di qualità e si è rinfor-

zato». A proposito di volare bassi, l’allenatore della Juve ricorda il recente passato: «Anche due anni fa si è partiti con due vittorie e si è finiti al settimo posto».

Bisoli lancia Ramirez e Diamanti

Il tecnico: «Per inserire il cileno dovrei togliere Pirlo o Marchisio»

Troppi elogi L’impegno di que-

sta sera può destare qualche preoccupazione per l’approccio mentale. Preoccupano ai fini della scaramanzia, i tanti zero nella casella del Bologna, come le gare vinte, i gol segnati, i punti in classifica. «Non sarà una partita facile — ammonisce Conte — avrei preferito ricevere il Bologna con qualche punto. Hanno giocatori importanti: Di Vaio, Portanova, Diamanti, Gillet, Ramirez. Non danno grandi riferimenti in attacco dove hanno spesso variato modulo, dovremo essere bravi noi ad adattarci». Il troppo entusiasmo intorno e dentro la squadra può ritorcersi contro. «Leggo dopo due sole partite che tutto funziona alla perfezione, che abbiamo fatto un grande calcio mercato, che i giocatori sono tutti dei fenomeni. E’ eccessivo. Fatti gli scongiuri, alla prima

«Leggo già di giocatori fenomeni e di un mercato perfetto: è eccessivo» Antonio Conte, 41 anni, dà consigli a Milos Krasic, 26 PHOTOVIEWS

sconfitta sono consapevole che tutto si ribalterà contro. I nostri tifosi sono stati spesso illusi in questi anni, meglio andar cauti. Promettiamo impegno nel nostro lavoro, chiediamo fiducia da parte loro, dove ci porterà questo cammino è presto dirlo. La Juve è una grande squadra e sta lavorando per tornare ad esserlo, il segreto dipenderà dall’atteggiamento in campo». Ale-Vucinic A proposito dell’un-

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I RIVALI

Il tecnico: «Il Bologna? Avrei preferito avesse qualche punto. Vidal? Non posso schierarne 12» Perché vedere JUVENTUS-BOLOGNA

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dici di scena questa sera all’Olimpico il tecnico bianconero dice e non dice. In linea di massima squadra che vince non si cambia. «I calciatori sono bene allenati per ripetersi in una gara ravvicinata, farò delle scelte in base all’avversario». In attacco favorita la coppia Del Piero-Vucinic con Krasic in vantaggio rispetto a Giaccherini anche se... «Giaccherini è arrivato a una settimana dalla chiusura del mercato ma parla la mia lin-

gua, ha 40 allenamenti nelle gambe più di Elia ed Estigarribia. Vidal? E’ un ottimo giocatore ma non posso farne giocare 12, a centrocampo devo fare delle scelte, fuori Marchisio o Pirlo. Cosa dovrebbero dire Pazienza o Marrone che finiscono in tribuna? Le scelte le faccio partendo dai piedi, la faccia la guardo per ultima, non scelgo un giocatore dal viso, per simpatia». © RIPRODUZIONE RISERVATA

BOLOGNA Scottato da un avvio di campionato da dimenticare, Pierpaolo Bisoli cambia modulo e si affida ai giocatori di maggior talento, per strappare almeno un punto alla capolista Juventus: «Il Bologna visto sinora non è ancora una mia squadra — attacca l’allenatore —, manca il furore agonistico, contro il Lecce non abbiamo fatto un fallo nella ripresa: è colpa mia, cercherò di rimediare al più presto». A Torino sarà rinfoltito il centrocampo con Diamanti ala, l’attacco invece, ancora a secco, dipenderà dall’estro di Ramirez e dalla pericolosità di Di Vaio. Curioso che il debutto dal primo minuto dell’uruguagio avvenga contro i bianconeri, che lo corteggiarono a lungo in estate prima che Conte non lo ritenesse funzionale al proprio modulo. Nelle prossime tre partite Bisoli si gioca il posto: «Sento la fiducia della società e dei giocatori: io ho la coscienza pulita, sono strafelice su questa panchina. Le critiche? Avevo chiesto pazienza, non si possono lapidare tecnico e giocatori dopo soli 180 minuti, non ho chiuso occhio in questi due giorni. Con la Juve è una gara da stimoli importanti, bisogna ripartire mettendo un mattone alla volta: la miglior medicina sono i risultati. Anche solo un pareggio può cambiare l’umore della città». Michael John Lazzari


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SERIE A l’intervento

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I NUMERI DI ERRI DE LUCA

Quei piedi magici venuti dal Sud America

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le stagioni disputate in maglia azzurra di Walter Gargano, arrivato in Italia nell’estate del 2007.

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le gare europee di Gargano con il Napoli. A Manchester il suo esordio in Champions. Lo scrittore Erri De Luca, 61 anni

Napoli nel dopoguerra è stata nel limbo di una prolunga delle ostilità. Era il centro della NATO nel Mediterraneo, le squadre navali della Sesta Flotta degli Stati Uniti occupavano il porto e la città. In mancanza di industrie e posti di lavoro, mentre ogni famiglia aveva qualche parente prossimo spedito ai quattro punti cardinali, i napoletani si arrangiavano con le attività indotte dalla presenza delle migliaia di marinai stranieri: contrabbando e prostituzione. Le immense quantità di merci dei depositi militari prendevano il sottopassaggio del mercato nero. I benefici di queste economie di sottobanco non hanno reso grati i napoletani. Erano in ginocchio ma non baciavano la mano all'America del Nord. Hanno preferito baciare alcuni piedi magici venuti dall’America del Sud a sbalordire stadi di folla fitta da sembrare fusa in un solo anello. Il San Paolo è un palcoscenico a misura di una città appassionata del teatro calcio. Lì si sono svolte repliche di uno spettacolo reciproco tra spettatori e attori. Lì si è concentrata l'energia di un entusiasmo carico di ragioni per esagerare. Si svolgeva al San Paolo il rito della rivincita, saliva in aria il fumo dei petardi insieme al grido rauco dell’orgoglio. Risalire la classifica del campionato di serie A faceva risalire anche il rispetto altrui per la città umiliata. Era l'America del Sud, un altro sud dal nostro, a spedire nel vecchio continente i piedi scatenati di atleti discendenti dell’emigrazione. Vinicio, Sivori, Altafini, Maradona, Cavani e con loro tutt’una schiera di rincalzo hanno suscitato nei napoletani il sentimento perduto della gratitudine. Napoli aveva poco da ringraziare le autorità pubbliche, le flotte militari. Quando se n’è liberata finalmente smetteva anche il dopoguerra, con decenni di ritardo. Ma ha ritrovato e ritrova il suo commosso grazie per i piedi che le risarciscono le sconfitte e le umiliazioni con la moneta d’oro della felicità. Anche se breve, ossigena i sorrisi.

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le presenze del «Mota» lo scorso anno in campionato. In estate ha vinto la Coppa America con l’Uruguay.

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le reti messe a segno dall’uruguaiano in Italia, entrambe nel suo primo campionato di Serie A

Perché vedere CHIEVO-NAPOLI Il Chievo deve riscattare la sconfitta subita in extremis a Parma. Il Napoli, dopo l’exploit con il Milan, vuole restare a punteggio pieno Bentegodi, ore 20.45

DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO VERONA

Provate a rivedere le immagini del secondo gol di Cavani al Milan. Al di là del tocco pregevole dell’attaccante, quello che ha impressionato di più è stata la ripartenza prolungata di Walter Gargano che, palla al piede, s’è fatto una cinquantina di metri di campo prima di servire al compagno un assist al bacio. Bene, quell’azione ha fatto parlare molto, ha riaperto la discussione sulla bontà del contributo che questo giocatore riesce ad assicurare al centrocampo e sulla necessità di schierarlo al fianco di Inler per quello che dovrebbe essere il reparto perfetto: tanta qualità lo svizzero, altrettanta forza e dinamismo l’uruguaiano. Titolare a sorpresa Gli sono bastate un paio di partite per riconvincere Mazzarri che l’ha prima voluto nella super sfida di Manchester contro il City e l’ha poi riproposto nello scontro diretto col Milan. Due prestazioni super, che l’hanno rilanciato notevolmente: al momento, in panchina ci sta andando Dzemaili, uno dei colpi grossi del mercato, mentre Gargano s’è rimpossessato del posto di titolare. «Su di me ci sono state molte voci, s’era parlato che potessi essere ceduto. Ma io me ne sono stato serenamente in Uruguay in vacanza con la mia famiglia, certo che non mi sarei mosso da Napoli», ha detto il centrocampista della nazionale uruguaiana. Sarà pure vero, ma il mercato l’ha ossessionato non poco nell’estate appena finita. Anche durante la coppa America, Gargano è stato in stretto contatto con il suo procuratore per capire se ci fossero le condizioni per andare via da Napoli. Qualcosa c’è stato, come l’interessamento della Fiorentina e di alcuni club spagnoli. Ma alla fine, né lui né gli altri pezzi forti di questo Napoli sono stati ceduti. Eppure, s’era pensato che il rapporto tra lui e Mazzarri si fosse incrinato, che dopo qualche scambio di battute abbastanza forti, tra i due non ci fosse più la possibilità di ritrovarsi. Invece è arrivato il chiarimento prima delle vacanze estive. «Con l’allenatore c’è una buona intesa. Chi mi consoce sa bene che io non uscirei

GargaNapoli Il motore di Mazzarri per lanciare la fuga Ha rubato il posto a Dzemaili ed è diventato fondamentale: «Rispetto agli altri siamo più uniti»

Walter Gargano, 27 anni, centrocampista, è arrivato al Napoli nella stagione 2007-2008 AFP

mai dal campo, resterei a lottare fino all’ultimo secondo. Ed è capitato che qualche volta il mister mi abbia sostituito ed io abbia reagito con rabbia. Ma sono situazioni che si chiariscono in fretta». Sogno scudetto In questi giorni, l’argomento è trattato abbastanza, in tutti gli ambienti. E Castelvolturno non fa eccezione. Magari, i discorsi dello spogliatoio non verranno diffusi all’esterno, ma è chiaro che la squadra ci crede, è consapevole della propria forza e della possibilità che ha di poter lottare per lo scudetto. «Noi siamo

il Napoli e dobbiamo pensare soltanto a noi stessi. Rispetto alle altre, abbiamo il vantaggio che lo spogliatoio è solido e che i nuovi si sono inseriti in fretta. La vittoria sul Milan? E’ stata un’emozione unica, vedere tutta quella gente impazzita di felicità mi ha esaltato molto. Quei tre punti li abbiamo voluti più di ogni altra cosa. Però, lascerei stare il passato, adesso pensiamo al Chievo, domani sera (stasera ndr.) affronteremo la nostra bestia nera, questa squadra che nella passata stagione ci ha preso tutti e 6 i punti», ha ricordato Gargano.

A CENTROCAMPO FA LA DIFFERENZA Il signore del centrocampo: è in questa zona del campo che Gargano con il Milan ha toccato più palloni

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OPTA-SICS/GDS

LA BESTIA NERA LA SCORSA STAGIONE I GIALLOBLÙ HANNO VINTO DUE VOLTE SU DUE. ENTRAMBE NEL TURNO INFRASETTIMANALE

Sardo, il giustiziere del mercoledì «Se segno, stavolta non esulto» Il terzino del Chievo sa come fermare il Napoli: «Puntiamo sulla grinta e la corsa» MARCO FALLISI

Da San Gennaro a Gennaro Sardo il passo è breve. Specialmente se il Napoli gioca a Verona, tana di quel Chievo che lo scorso campionato affossò la banda Mazzarri due volte

su due. E nell’ultima a segnare era stato proprio il terzino destro nato a Pozzuoli, a due passi dal Vesuvio. «Spero di giocare anche stavolta — racconta Sardo —, io mi sento prontissimo». Ricorrenze Il primo k.o. era arrivato il 22 settembre 2010 al San Paolo, quando Pellissier (doppietta) e Fernandes rimontarono il gol di Cannavaro. Era la quarta giornata e cadeva di mercoledì. Gli scaramantici sapranno già cosa fare. Altro mercoledì di campionato, altra mazzata. Nell’anticipo del martedì il Milan aveva frenato 0-0 con la Lazio, il Napoli si ritro-

Il gol di Gennaro Sardo in Chievo-Napoli di febbraio ANSA

vò dal possibile -1 a -5. Ennesima ricorrenza, Cavani aveva demolito la Samp con una tripletta tre giorni prima. «Anche oggi ci danno per spacciati, ma abbiamo le nostre armi: penso a Thereau o Cruzado», dice Sardo, che prova a dettare la ricetta per un altro sgambetto: «Puntando sulla corsa e l’intensità li abbiamo messi in difficoltà, dovremo essere bravi a rifarlo. Loro hanno grande tecnica, per contrastarli serve un Chievo grintoso, perfetto». A febbraio Gennaro esultò tirando su la maglia per mostrarne una con dedica alla famiglia, salvo dimenticarla negli spogliatoi. «Ne ho fatti di gol importanti, come quello alla Juve che è valso la salvezza matematica, ma con il Napoli ci tenevo particolarmente. Se dovessi ripetermi, però, non esulterò: Napoli è la mia città». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Mazzarri rivoluziona il Napoli Fuori Lavezzi, Cannavaro e forse Cavani che a una radio spagnola dice: «Il Barça? Sto bene qui» DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO VERONA

Quante novità! Ha pronta una vera e propria rivoluzione, Walter Mazzarri. Stasera, ci saranno esclusioni eccellenti, dettate dalla necessità, soprattutto, di far recuperare un po’ di energie a chi finora non ha mai ceduto il passo. L’integrazione dell’organico con gli acquisti estivi, consentirà all’allenatore del Napoli di applicare il turnover così come non aveva fatto prima. Contro il Chievo, dunque, andrà in campo una squadra completamente diversa da quella che ha battuto il Milan tre giorni fa. Fuori Cannavaro La difesa sarà del tutto inedita. Dinanzi a De Sanctis, infatti, agiranno Fernandez, Aronica e Fideleff. A parte il centrale, per gli altri due si tratta dell’esordio in questo campionato. Fideleff è l’ultimo acquisto in ordine di tempo concluso da Riccardo Bigon, ad agosto. Il difensore non ha mai giocato nemmeno nelle amichevoli. Fernandez, invece, ha esordito a Cesena, giocando gli ultimi minuti. Dunque, stasera per la prima volta partirà titolare. Scelte che porteranno all’esclusione di Paolo Cannavaro. Mazzarri ha deciso di concedere un turno di riposo al capitano in previsione dell’impegno di sabato sera, contro la Fiorentina, e di martedì, contro il Villarreal.

Lutto Dossena A centrocampo, mancherà il solo Dossena: ieri è morto suo padre ed è stato esentato dalla trasferta veronese. Al suo posto, ci sarà Camilo Zuniga, l’elemento più duttile di cui dispone Mazzarri. La coppia centrale resterà invariata: Inler e Gargano saranno la garanzia anche per una difesa del tutto nuova.

clic NEL 1987-88 IL NAPOLI INIZIÒ CON 5 SUCCESSI: SCUDETTO AL MILAN

Dubbio Cavani Lavezzi è rimasto

a casa: continuerà a curarsi il piede infortunato dopo averlo forzato contro il Milan. Mazzarri, tuttavia, sta pensando anche di far riposare pure Edy Cavani che, finora, ha sempre giocato. In questo caso, sarà Pandev la punta più avanzata, mentre alle sue spalle agiranno Hamsik e Santana. Ipotesi, ovviamente, perché l’allenatore ha rimandato ogni decisione alla rifinitura programmata per questa mattina. Intanto però Cavani ha rilasciato alcune dichiarazioni alla spagnola Radio Marca, parlando del suo futuro: «A Napoli sto bene, ma il sogno di un calciatore è sempre di giocare in una grande», ha detto commentando le parole ed i complimenti di Pep Guardiola, l’allenatore del Barcellona. «Semmai il Barça dovesse avere un interesse per me, allora dovrà parlarne con il Napoli».

MARADONA SCATENATO

«Per il Real l’uomo giusto era Aguero» Un Maradona scatenato ieri ha toccato vari temi. Ha cominciato dall’esordio con sconfitta (3 4 contro l’Al Jazira) alla guida dell’Al Wasl replicando piccato ai giornalisti che gli riferivano delle preoccupazioni dei tifosi. «Chi ha paura di vederci perdere stia a casa, non venga a vedere la partita. Resti a casa e provi a divertirsi in un altro modo». Poi Diego non ha risparmiato una frecciata al Real Madrid, parlando del suo genero Sergio Aguero, finito al City. «Lo avevo consigliato a Mourinho ma il Real non ha seguito il mio suggerimento. Il Real ha bisogno di una super squadra per fermare il Barcellona e Aguero era il calciatore ideale per il salto di qualità».

Disavventura Piccola disavvenIl Napoli ebbe un inizio scoppiettante nel 1987-1988 (anche se poi lo scudetto finì al Milan): cinque vittorie di fila — record —, poi il pari a Roma alla sesta. Alla terza giornata il Napoli aveva perso 1-0 (rigore di Sclosa), a Pisa, ma il giudice sportivo assegnò lo 0-2 agli azzurri: Renica era stato colpito da una monetina lanciata dalla tribuna e si era accasciato al suolo.

tura per il Napoli a causa di un guasto all’autobus che stava trasportando i giocatori da Castelvolturno all’aeroporto di Capodichino. Il pullman ha avuto un’avaria, in tangenziale, e s’è reso necessario l’intervento della pattuglia della stradale che ha fermato un altro autobus di passaggio e, per motivi di ordine pubblico, ha chiesto all’autista di caricare squadra e bagagli e di dirigersi verso l’aeroporto dove ad attendere il Napoli c’erano 300 tifosi eccitatissimi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Aurelio De Laurentiis, la moglie Jacqueline e i figli Luigi, Valentina ed Edoardo si stringono forte ad Andrea Dossena per la scomparsa del caro papà

Pietro - Roma, 20 settembre 2011. I dirigenti, lo staff tecnico, la squadra, lo staff medico, i magazzinieri e tutta la SSC Napoli profondamente commossi partecipano al dolore di Andrea Dossena per la scomparsa del caro papà

Pietro Dossena

Edinson Cavani, 24 anni, nello scorso campionato ha fatto 26 gol IANUALE

- Napoli, 20 settembre 2011.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

SERIE A

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Quante nazioni

I NUMERI

La media degli spettatori per partita è cresciuta. Ecco il confronto con la stagione precedente limitatamente alle partite della domenica pomeriggio.

THIAGO RIBEIRO Brasile Thiago Ribeiro, 24 anni, attaccante brasiliano, è arrivato al Cagliari quest’anno dal Cruzeiro

Massimo Ficcadenti, 44 anni, prima stagione sulla panchina del Cagliari IMAGE SPORT

NAINGGOLAN Belgio Radja Nainggolan, 23 anni, centrocampista, nato in Belgio da papà indonesiano e madre belga

Questo Cagliari multietnico vince col sorriso Ficcadenti: «Tante lingue? Con il pallone basta uno sguardo per capire cosa fare» Perché vedere PALERMO-CAGLIARI

LARRIVEY Argentina Joaquin Larrivey, 27 anni, attaccante argentino, tornato per la terza volta in maglia rossoblù

Il Cagliari è la sorpresa di questo inizio di campionato, il Palermo deve dimostrare che il k.o. di Bergamo è un episodio già cancellato. Barbera, ore 20.45

MARIO FRONGIA ASSEMINI (Cagliari)

IBARBO Colombia Victor Ibarbo, 21 anni, centrocampista colombiano, alla prima stagione nel Cagliari

EL KABIR Marocco Mostapha El Kabir, 22 anni, attaccante marocchino. Stasera non ci sarà perché infortunato

Comunicano con musica, gesti e sorriso. Ma il più, lo fanno con la palla, giocattolo ideale per abbattere qualsiasi muro. Figuriamoci un idioma. Il Cagliari multietnico cresce e si diverte. Gioca e vince. In barba ai tempi d’inserimento dei nuovi: con la Roma, il 2-0 è di Mostapha El Kabir, di Targuist, Marocco. Col Novara, segnano il brasiliano Thiago Ribeiro, natali a Pontes Gestal, e Larrivey, argentino di Buenos Aires. In campo nelle prime due gare anche il portoghese Rui Sampaio, nato a Vila Pouca de Aguiar, e Victor Ibarbo, ventunenne colombiano di Santiago de Calì. Ma non è tutto. In panca ci sono Vlada Avramov, serbo di Novi Sad, Pablo Ceppelini, uruguaiano di Montevideo, e Albin Ekdal, svedese di Stoccolma. Una babele col pallone. Anche perché in campo sgomita

Radja Nainggolan, nato ad Anversa, papà indonesiano e mamma belga, più Miguel Anderson da Silva Nené, carioca di San Paolo. E all’appello manca Sebastian Eriksson, mezzala svedese, alle prese con la riabilitazione dall’intervento ai legamenti: sarà pronto a marzo. Insomma, un quadretto festoso che ricorda giochi senza frontiere. Con un maestro di cerimonia, Massimo Ficcadenti, e i veterani che fanno da balia. Tutor e supplente Nainggolan,

Il tecnico: «I sei punti li abbiamo conquistati giocando un buon calcio» ad esempio, prende per mano El Kabir. Ai due, si aggiunge capitan Conti. Nené aiuta Rui Sampaio e Thiago Ribeiro. Ma il portoghese facilita le cose. E Canini, Agostini e Pisano sono sempre pronti a spiegare e indicare. Larrivey è il tutor di Ibarbo. Con Ceppelini supplente. Il compito non è difficile anche perché Ibarbo sorride spesso. E oramai, oltre alle parolacce, apprese nella prima settimana in Sardegna, comincia a tenere botta anche in italiano. Per

quanto riguarda Ekdal e Avramov, la mission è risolta dal via: portiere e mezzala sono in Italia da un pezzo. Inoltre, per dirla con Ficcadenti, «Vincere aiuta a vincere e a non sentire la fatica». Ovvero, quando le cose funzionano è più facile anche capirsi. «Gli stranieri? Si inseriscono bene. Poi, col pallone basta uno sguardo per sapere cosa fare» dice Andrea Cossu, folletto d’attacco rossoblù. Dunque, il rodaggio dei nuovi con lingue diverse procede. Ma va messo in luce un aspetto. L’anno scorso il Cagliari, al San Paolo col Napoli, con Lazzari che a 20’ dalla fine sostituisce Nainggolan, è l’unico club composto da soli italiani. Nel giro di mezza stagione, l’identikit dei rossoblù è cambiato. Massimo Cellino ha rinnovato l’organico comprando in Europa e in Sud America. Una svolta che pare promettere bene. Curiosità: col Palermo Astori e soci debuttano con la maglia bianca da trasferta. Un sussulto nazionalista: sul petto avranno il logo tutto sardo dei quattro mori. Sul match di stasera, Ficcadenti taglia corto: «Godiamoci con umiltà i sei punti. Li abbiamo conquistati giocando a calcio. Il Palermo? Ha grandi individualità, sarà aggressivo e vorrà riscattare la sconfitta di Bergamo. Dovremo stare attenti. Ma siamo in palla».

2010-11 2˚ giornata 20.756 3˚ giornata 22.243 Media 21.499 2011-12 2˚ giornata 23.135 3˚ giornata 23.325 Media 23.230

IL DIBATTITO SULLA PROPOSTA CELLINO

«Svolta sulle tv Serve un patto tra presidenti» CARLO LAUDISA claudisa@gazzetta.it MILANO

La questione televisiva appassiona i presidenti. Il sasso l’ha lanciato il numero uno del Cagliari, Massimo Cellino. La sua tesi è essenziale: «Bisogna uscire dalla morsa delle tv e progettare un futuro in cui club riescano a produrre utili da altre fonti e ridando la centralità dei tifosi allo stadio». Il suo grido d’allarme coincide con l’assegnazione dei diritti televisivi per il triennio 2012-15. Domani l’assemblea di Lega ratificherà questa vendita. Quindi su questo fronte non c’è nulla da fare, ma all’ordine del giorno c’è l’assegnazione dei diritti invenduti del pacchetto ex Dahlia e la divisione della quota sui bacini d’utenza di questa stagione. Il dibattito verterà sui denari, ma la provocazione di Cellino induce a riflettere su una svolta di ben altra portata. Abbiamo provato ad anticipare la consultazione. L’impegno Il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, ha importanti convinzioni: «La questione è sacrosanta. Però tocca a noi presidenti cambiare atteggiamento in Lega per puntare a cambi concreti. Purtroppo si litiga troppo spesso su come dividere i soldi invece di giocare di squadra per trovare nuove risorse. E per andare oltre le tv occorre sviluppare il merchandising e ammodernare gli stadi. A Parma stiamo lavorando per rendere il Tardini sempre più accogliente. Ma, ripeto, queste problematiche vanno affrontate in Lega: con un spirito diverso». L’appoggio In soccorso di Cellino va anche Mauri-

zio Zamparini, presidente del Palermo: «L’abbraccio mortale della televisione ha da tempo condizionato la nostra società e non poteva essere altrimenti per il calcio. L’allarme di Cellino va assolutamente preso sul serio. Ed è necessario approfondire questi temi in Lega, ne sono convinto anch’io. Io assicuro il mio impegno per lavorare in questa direzione». Vendita integrata Il neo

amministratore delegato della Roma, Claudio Fenucci, propone un’analisi di sicuro interesse: «Cambiare le carte in tavola non è facile. L’attuale format è nato ai tempi dei diritti soggettivi, l’originale mancanza di controllo ha prodotto una competizione tra piattaforme con proposte simili. In futuro, con nuovi impianti, bisognerà rivedere la vendita e alcuni contenuti ora in esclusiva andrebbero destinati al pubblico presente negli stadi in una offerta televisiva integrata con la visione dal vivo . Ciò potrebbe rendere l'esperienza allo stadio unica anche per quei tifosi che si sono allontanati dagli stadi».

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L’AUTOCRITICA DOPO LA PRIMA SCONFITTA

Taccuino

Mangia: «Il mio Palermo ha capito»

PRIMAVERA

Il tecnico: «Non ho neanche avuto bisogno di spiegare gli errori di Bergamo» FABRIZIO VITALE PALERMO

La voglia di tornare subito in campo. Se avesse potuto il Palermo avrebbe rigiocato anche la gara con l’Atalanta, una partita per certi versi ano-

mala. «Diciamo che dal 10’ del secondo tempo sarebbero serviti braccioli e canotto – scherza Devis Mangia – però rispetto al match con l’Inter abbiamo giocato sottotono. Ne siamo consapevoli e per me quella partita diventa un momento di crescita. Abbiamo sbagliato alcune cose, e mi ha fatto piacere che la squadra non mi abbia dato nemmeno il tempo di sottolinearlo perché lo ha capito da sola». Palermo, dunque, all’esame Cagliari per capire di che pasta è fatto. No turnover Turno infrasettimanale per il tecnico rosane-

ro, però, non vuol dire applicare per forza il turnover. «Se cambiamo qualcosa è perché lo ritengo giusto, non per un discorso di turnover – spiega Mangia -, quando hai tre partite in una settimana è più la terza quella in cui può emergere qualche scompenso fisico. I ragazzi hanno voglia di tornare subito in campo. Il Cagliari non ha 6 punti per caso, ha vinto a Roma e poi si è ripetuto con il Novara. Sono organizzati e dinamici». Mangia sa cosa serve. «Servirà il Palermo – spiega – che la squadra faccia quello che sa fare e sono sicuro che lo farà». Lo stop di Alva-

rez lancia sulla sinistra Zahavi, in vantaggio su Bertolo. Sull’altro versante Ilicic sarà chiamato a fare di più rispetto ai primi due impegni di campionato. «Non mi aspetto di più soltanto da lui – continua il tecnico – il primo da cui mi aspetto di più sono io. Voglio che ogni giorno si ragioni per alzare l’asticella». Si va avanti col 4-4-2. «E’ giusto che si possa lavorare su situazioni alternative, ma se devono creare dubbi allora no. Non cambieremo da un giorno all’altro”. In avanti confermato Miccoli, Accanto al capitano, Pinilla è favorito su Hernandez.

Si gioca Ascoli-Inter per la Coppa Italia Oggi si gioca Ascoli Inter (ore 14, campo Città di Ascoli Piceno) per il primo turno eliminatorio di Coppa Italia Tim. Il ritorno l’1 ottobre.

DONNE

Euro2012, per l’Under 19 ultima sfida contro l’Austria (f.sal.) Domani, alle 15, l’Italia del c.t. Corradini a Strumica (Macedonia) affronta l’Austria nell’ultima ga ra del primo turno di qualificazioni all’Europeo 2012. Sia Italia che Austria sono già qualificate per il turno successivo.

IN TV SU RAI 2

«Speciale 90˚ minuto» con tutti i gol della A In occasione del turno infrasettimanale, «Spe ciale 90˚ minuto» oggi alle 23 su Rai 2.


MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

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Le esultanze dell’uruguaiano cliccatissime su Youtube Mihajlovic a Montolivo: «Se ti fischiano, non sentire» Perché vedere FIORENTINA-PARMA Senza i rispettivi goleador (Gilardino e Giovinco), affiancate in classifica, Fiorentina e Parma cercano di dare una svolta alla stagione. Franchi, ore 20.45

ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

L’esame è doppio, e nel primo caso da affrontare con i tappi nelle orecchie. L’idea del tifo su Montolivo è chiara, l’umore è precipitato dopo il rinnovo del no alla proposta viola. La linea che verrà seguita si può sintetizzare così: niente contestazioni premeditate, se farà una partita all’altezza, passerà (quasi) inosservato; altrimenti, non gli verrà perdonato il minimo errore. Questa, almeno, è la posizione di parte della tifoseria organizzata; poi è scontato che i fischi arriveranno da gruppi isolati, in

curva come in tribuna. Non è dello stesso parere Mihajlovic, che pensa a una nuova chance da titolare, nonostante la serata si annunci difficile per l’ex capitano: «A Riccardo ho parlato lunedì, gli ho spiegato quello che potrà succedere, anche se spero che i tifosi non lo fischino, o almeno aspettino la fine della partita. Montolivo è intelligente, sa a cosa può andare incontro. L’ho visto sereno e carico, dovrebbe giocare». Il condizionale è d’obbligo, in realtà Sinisa ha deciso: Montolivo farà il titolare. Su questo punto arriva la conferma diretta dell’allenatore: «Deve mettersi i tappi nelle orecchie e giocare come sa, si deve abituare a questa situazione, se ci riesce bene, altrimenti in futuro non giocherà».

Il tecnico sul centrocampista: «L’ho visto carico, ma deve abituarsi alla situazione»

Tanque alla prova Stasera San-

tiago Silva, già idolo dei tifosi viola, andrà dentro dall’inizio. I suoi tantissimi gol argentini sono cliccatissimi su Youtube, le sue esultanze di conseguenza: dopo aver segnato Silva

Santiago Silva, 30 anni, attaccante uruguaiano ANSA

sono convinto che farà una grande partita. Mi fido del suo carattere e della sua voglia di farsi vedere. Rispetto a Gilardino partecipa di più alla manovra, Gila è più da area di rigore e se gli capita una palla non sbaglia. Santiago può perdere qualcosa in avanti, così come inventarsi un gol da fuori». Per il Tanque è un esame anche perché, se non dovesse funzionare subito, c’è Jovetic pronto a fregargli il posto: «In queste settimane proveremo anche lui in quel ruolo» dice Mihajlovic. Volendo c’è un triplo esame, riguarda tutta la squadra: «Non possiamo sempre avere alti e bassi, cosi non si va da nessuna parte. Non è una cosa tragica, lo diventerà se non invertiamo subito la tendenza».

v identiKit & CARRIERA

La Fiorentina lancia Silva il Carrarmato che spopola sul web

(detto il Tanque, cioè Carrarmato) ha finto le convulsioni, di essere un lottatore di sumo, ha remato sull’erba, ha fatto un giro di campo sulla macchinina che si usa per gli infortunati, ha spento delle candeline, ha tirato fuori un ciuccio dai pantaloncini per festeggiare un compagno neo-papà. Ora Santiago deve uscire dal video e fare le stesse cose al Franchi. Sinisa è tranquillissimo: «Dal punto di vista delle motivazioni è meraviglioso, e nel calcio spesso la testa conta più delle gambe. Poi è chiaro che debba ancora adattarsi, qui c’è più intensità e meno spazio; capirà tutto giocando,

QUI PARMA

Zaccardo mediano è l’idea di Colomba SANDRO PIOVANI PARMA

Fino a ieri, ci si chiedeva come sostituire lo squalificato Giovinco, nel Parma che stasera affronta la Fiorentina al Franchi, pensando che alla fine sia Valiani che Pellè potessero recuperare. Niente da fare, invece. E così anche le assenze dei due condizionano le scelte di Colomba. «Non ho mai posto segreti sulla possibile formazione - confermava ieri il tecnico -, ma in questo caso, avendo diversi giocatori in fase di recupero, non ho la possibilità di esprimermi». Probabile che Colomba avanzi Zaccardo sulla linea dei centrocampisti con Biabiany in attacco al fianco di Floccari. Una soluzione di emergenza nonostante i nove centrocampisti convocati da Colomba, visto che nessuno di questi è solito giocare come esterno destro. La verità è che, oltre agli assenti, ci sono molti giocatori in condizioni precarie: da Valdes a Palladino, tanto per citarne un paio che potevano essere utili stasera. Formazione in alto mare dunque contro una Fiorentina che ha tanta voglia di tre punti. «Conosciamo il valore dei nostri avversari, ma del resto sappiamo anche che i punti in palio sono importanti. Per entrambi». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A 4ª GIORNATA

Reja resta ma rincara «L’ambiente è marcio» Il tecnico della Lazio attacca e potrebbe dare di nuovo le dimissioni: «Squadra e club sono ok, è il resto che non va» Perché vedere CESENA-LAZIO Tutte e due cercano la prima vittoria. Anche l’anno scorso la sfida fu inserita in un turno infrasettimanale: finì 1-0 con gol di Parolo

66

i punti conquistati da Reja alla guida della Lazio nella scorsa stagione. Da quando si gioca a 20 squadre, mai il club capitolino ne aveva conquistati così tanti

il piazzamento finale della Lazio, che ha concluso a pari punti con l’Udinese, qualificatasi in Champions

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

Tutto come prima. Ma solo in apparenza. Edy Reja resta allenatore della Lazio sine die, per usare un’espressione cara al presidente Lotito. Ma questa è solo la facciata, dietro la quale si cela un’altra realtà. Questa: il tecnico goriziano già dopo la sfida di stasera a Cesena potrebbe rassegnare quelle dimissioni che lunedì aveva deciso di mettere sul tavolo prima che Lotito e la squadra gli facessero cambiare idea.

Lo scenario Certo, un risultato positivo stasera a Cesena potrebbe rasserenare gli animi e cambiare di nuovo lo scena-

I NUMERI

Manuzzi, 20.45

La bordata Anche perché non sono affatto cambiate le ragioni che avevano spinto Reja a pianificare quel gesto. Anzi, la situazione si è fatta ancora più complicata. Ieri a Formello il tecnico è infatti andato giù duro nei confronti di un ambiente dal quale non ha mai ricevuto l’affetto che ritiene di meritare. «Il problema della Lazio non è il quadro (squadra, società, ndr) che è buono. Ma la cornice (quindi appunto l’ambiente, ndr) che è marcio». Parole fortissime, che in parte Reja ha poi corretto: «Cornice marcia è un’espressione troppo dura? E allora diciamo tarlata, ossia in parte buona e in parte no». Una esternazione che, sia nella versione originaria sia in quella riveduta e corretta, ha comunque scavato un ulteriore solco tra l’allenatore e la piazza. Che, ovviamente, non ha preso affatto bene l’uscita dell’allenatore. E ieri se ne è avuta ampia conferma attraverso l’etere radiofonico laziale, subissato di critiche nei confronti del tecnico.

4

5

le giornate consecutive da capolista della Lazio nel 2010-2011: dal sesto al decimo turno Edy Reja, 65 anni, decano dei tecnici in A. La sua prima panchina da professionista nel 1986 a Varese in C2 PEGASO

« «

Ho avuto le risposte che volevo dal club e ho deciso di andare avanti Le intenzioni sono di arrivare sino alla fine. Ma nel calcio non si può mai dire

rio. Ma l’impressione è che la rottura tra Reja e l’ambiente laziale sia giunta a un punto di non ritorno. E il primo a rendersene conto è proprio il tecnico che, se non fosse stato per la sollevazione dello spogliatoio a suo favore, avrebbe già tolto il disturbo. Certo, a prendere per buone le sue parole, la crisi sarebbe stata superata. «Avevo bisogno di chiarire con la squadra e con la società alcune cose — ha spiegato Reja —. Ho avuto le risposte che vole-

vo ed ho deciso di andare avanti». Già. Ma fino quando? «Questo nel calcio non si può mai dire. Ma le intenzioni sono di arrivare fino al termine della stagione». I successori Questo sarebbe anche il disegno della società. Lotito infatti non ne vuole sapere di cambiare allenatore. E, fedele al suo credo, non ha ancora contattato altri tecnici. Peraltro i nomi di possibili successori cominciano già a circolare. Si va da ipotesi suggestive (Lippi, Robi Baggio, Vialli) ad altre meno esotiche ma più praticabili (Delneri, De Canio, Donadoni). Tutto sarà più chiaro stasera dopo il 90˚. Un nuovo passo falso farebbe precipitare la situazione. Eventualità che, a giudicare dai precedenti, non è affatto improbabile. La Lazio ha infatti vinto una sola volta a Cesena: 41 anni fa e in Serie B. E Reja deve pure fare i conti con la prima emergenza infortuni (tre titolari k.o.: Biava, Mauri e Radu).

Marco Borriello, 29 FORNASARI

CESENA

Giampaolo elogia Edy «E’ capace»

NOVITA’ LUIS ENRIQUE CAMBIA ANCORA

Per svegliare l’attacco la Roma vira sul Bo-Bo Tocca a Borriello e Bojan. DiBenedetto va dal sindaco MASSIMO CECCHINI ROMA

Avevamo salutato il To-To, vuoi vedere che adesso tocca al Bo-Bo? In realtà l’accoppiata Totti-Toni, una paio di stagioni fa, brillò meno di quanto l’acronimo lasciava sperare (Antonio De Curtis è sempre il Principe, no?). Adesso però, la Nuova Utopia Collettivista Spagnola (Nucs) di Luis Enrique sembra pronta a rilanciare il 23o titolare della stagione giallorossa. E non uno qualsiasi, bensì Marco Borriello, che domani contro il Siena potrebbe essere accoppiato ad un Bojan in cerca d’autore (finora è stato un flop) oppure al sorprendete Borini. Come si vede, in ogni caso sarebbe un Bo-Bo, che avrà alle spalle capitan Totti, pronto magari a riposare domenica nella trasferta di Parma. Il caso Lamela Una cosa è certa: l’allenatore spagnolo ha voglia che l’attacco finora un po’ stitico (2 gol in 4 partite ufficiali) finalmente si sblocchi e la sensazione che circola a Trigoria è una: la squadra toscana potrebbe essere proprio l’avversaria che occorre per centrare il primo successo stagionale. Per questo il mazzo è stato rimescolato anche grazie all’involontario aiuto di Osvaldo (che ieri si è fermato causa una botta ricevuta da Kjaer) e Lamela, che ha accusato ancora problemi alla caviglia sinistra, a cui si era infortunato i primi di agosto durante il Mondiale Under 20 Il problema è che il giovane ogni volta che forza e sembra sul punto di entrare nelle scelte, torna ad accusare fastidio. Nulla di grave (neppure stavolta), ma sembra un peccato che la Roma non riesca ancora a presentare il suo fiore all’occhiello. DiBenedetto & Alemanno Di sicuro

piacerebbe vederlo al futuro presidente Tom DiBenedetto, che ieri è sbarcato in città e oggi s’incontrerà col sindaco Alemanno. Al di là dei convenevoli, l’argomento in discussione è scontato: avviare il discorso relativo allo stadio e in generale allo sfruttamento del marchio Roma. A questo proposito — segnalato come oggi l’Osservatorio si pronuncerà sulla card casalinga senza tessera del tifoso proposta dal club —, c’è da notare anche il ritorno nella capitale di Joe Tacopina, l’avvocato che veicolò nel 2008 la trattativa con Soros e poi cercò di acquistare il Bologna. Stavolta l’obiettivo è collaborare col progetto Usa e per questo ieri ha incontrato il consigliere Mauro Baldissoni. Il suo desiderio sarebbe quello di ritagliarsi un posto nel rinnovato Cda giallorosso che prenderà corpo fra poco più di un mese. Inutile dire che per quel periodo tutti — americani e italiani — tutti si auspicano che la classifica sia migliore.

CESENA (a.b.). Marco Giampaolo ha osservato dall’esterno il caso Reja degli ultimi giorni e commentandolo lega il discorso alla sfida di questa sera: «Su Reja mi limito a dire che è una persona capace e di grande esperienza: tutta la squadra si è unita a lui, dimostrando compattezza. Anche per questo il Cesena contro la Lazio dovrà giocare con la testa. Dovremo fare una prestazione importante, perché la Lazio è squadra forte, ha fisicità e tecnica». Il Cesena è ancora fermo al palo dopo due partite: «Sono rimasto deluso solo dai risultati, non dalle prestazioni».

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IN PUGLIA CON UNA VITTORIA I BERGAMASCHI POTREBBERO GIA’ STASERA ANNULLARE LA PENALIZZAZIONE

LECCE CONTRO IL SUO EX TECNICO

L’Atalanta corre per cancellare il meno

Di Francesco ordina: «A tutta velocità»

Perché vedere LECCE-ATALANTA Sfida salvezza, giocata però da due squadre imbattute. Anzi, senza la penalizzazione dei bergamaschi, sarebbe un match da quartieri alti. Via del Mare, 20.45

GUIDO MACONI BERGAMO

Colantuono ama battere il ferro quando è caldo, perciò squadra che vince non si cambia. O comunque si cambia pochissimo. «Il turnover semmai lo faremo col Novara, che sarà

la terza partita in una settimana. Ma io non cambio nessuno se non lo vedo stanchissimo. In tre giorni si può recuperare. Guardate il Napoli: ha fatto una gara molto dispendiosa a Manchester e domenica ha fatto una grande partita con il Milan». Dunque a Lecce si rivedrà l’Atalanta che ha battuto il Palermo, senza Lucchini e col solo dubbio Cigarini, l’unico che potrebbe rifiatare per dare spazio a Brighi. Rimonta Ma Colantuono vorreb-

be cambiare il meno possibile anche perché l'occasione è ghiotta: l’Atalanta dopo sole tre giornate potrebbe annullare l’handicap e addirittura met-

S Colantuono Abbiamo giovani interessanti, che si stanno mettendo in luce ma non devono pensare ora alla chiamata in nazionale. C’è prima l’Atalanta

tersi alle spalle qualche squadra. «Non sarebbe male, è una possibilità che siamo stati bravi a crearci partendo bene e esprimendo un ottimo calcio. Ma non possiamo cullarci troppo sugli allori, noi dobbiamo andare sempre alla ricerca della prestazione gagliarda con le solite armi: gioco, aggressività, intensità. Un pareggio fuori casa nessuno lo disdegnerebbe, ma io voglio giocarmela». Con un monito, però: «Guai a considerare questa partita meno complicata di quella di Genova. Anzi, il Lecce è una nostra pari grado e non ci sottovaluterà. In più è in salute, usa le armi della velocità e dell’aggressività e ha un giocatore temibilissimo sui cal-

ci piazzati come Pasquato: per questo dobbiamo stare attenti a non concedere punizioni, nemmeno da 25 metri». Gioielli Lecce-Atalanta sarà anche la sfida nella sfida tra due ragazzi dell’89, due dei talenti più puri prodotti dal calcio italiano negli ultimi anni: Pasquato da una parte, Bonaventura dall’altra. L’atalantino domenica ha brillato sotto gli occhi del ct Prandelli e già si parla di un futuro azzurro. Ma non è il solo. «Abbiamo giovani interessanti che si stanno mettendo in luce. Ma non devono pensare alla Nazionale: quest’anno prima di tutto viene l’Atalanta». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LECCE (g.c.) Non si fida dell’Atalanta e si aspetta ulteriori progressi dal Lecce, già sbarazzino e spettacolare, ammirato a Bologna. Eusebio Di Francesco riparte proprio dalla vittoria conquistata domenica scorsa al «Dall’Ara». «Voglio l’applicazione e la determinazione che ho visto domenica dice l’allenatore dei salentini . E sarebbe importante se la mia squadra, dopo il recupero palla, acquisisse maggiore velocità nella verticalizzazione e nell’attaccare gli spazi. Non ho intenzione di cambiare la formazione che ha brillato a Bologna. L’Atalanta schiera praticamente quattro difensori centrali, quindi è molto a brava a chiudere in mezzo. E Colantuono, che mi ha allenato nel Perugia, dispone di Denis, bravo a far salire la squadra, e Maxi Moralez, devastante nei primi metri di azione, in più Schelotto, abile sull’esterno, e Bonaventura, efficace negli inserimenti per via centrale».


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SERIE A LE ULTIME CESENA LAZIO

4

a

4-3-3 CHIEVO 4-3-1-2 NAPOLI

OGGI ORE 20.45 ARBITRO CELI

77 25 CECCARELLI VON BERGEN 18 PAROLO

CLASSIFICA

99 CISSE

6 LAURO 5 GUANA

10 MUTU

SERIE A

NAPOLI JUVENTUS UDINESE CAGLIARI GENOA CATANIA NOVARA PALERMO FIORENTINA LECCE PARMA CHIEVO LAZIO ROMA SIENA MILAN INTER CESENA BOLOGNA ATALANTA*

13 ROSSI

8 CANDREVA

20 SARDO

4 MORERO

6 BRADLEY

RETI F S 6 2 5 1 4 0 4 2 4 3 1 0 6 5 4 4 2 2 2 2 3 5 3 4 3 4 1 2 0 1 3 5 4 7 1 4 0 4 3 2

32 BROCCHI

23 PALOSCHI

33 LULIC

77 THEREAU

3 DIAS

19 SANTANA 15 GONZALEZ

33 STANKEVICIUS

29 5 DE SILVESTRI GAMBERINI 85 BEHRAMI

7 CERCI

29 KONKO

18 ZUNIGA

3 FIDELEFF

18 MONTOLIVO

23 PASQUAL

6 VARGAS

8 JOVETIC

11 FLOCCARI 7 BIABIANY

17 HAMSIK

23 GARGANO

14 NATALI

88 INLER

6 ARONICA

11 MAGGIO

21 FERNANDEZ

23 MODESTO

8 GALLOPPA

18 GOBBI

6 A. LUCARELLI

4 5 MORRONE ZACCARDO 29 PALETTA

3 FELTSCHER

3 DAINELLI

1 BUFFON

5 13 GRANQVIST KALADZE

33 KUCKA

14 SEYMOUR

23 ANTONELLI

99 CARACCIOLO

32 CATELLANI

11 LOPEZ

17 GOMEZ

10 LODI

27 BIAGIANTI

20 SCIACCA

33 CAPUANO

3 SPOLLI

26 15 LICHTSTEINER BARZAGLI

4 VELOSO

19 JORQUERA 8 PALACIO

4-2-4 4-4-1-1

OGGI ORE 20.45 ARBITRO GAVA

1 S. FREY

10 SILVA

29 PANDEV

25 KLOSE

11 MATUZALEM

56 HETEMAJ

8 CRUZADO

8 HERNANES

PARTITE PT G V N P 6 2 2 0 0 6 2 2 0 0 6 2 2 0 0 6 2 2 0 0 4 2 1 1 0 4 2 1 1 0 4 3 1 1 1 3 2 1 0 1 3 2 1 0 1 3 2 1 0 1 3 2 1 0 1 1 2 0 1 1 1 2 0 1 1 1 2 0 1 1 1 2 0 1 1 1 2 0 1 1 1 3 0 1 2 0 2 0 0 2 0 2 0 0 2 -2 2 1 1 0

13 JOKIC

4-3-1-2 JUVENTUS 4-3-3 BOLOGNA

OGGI ORE 20.45 ARBITRO TOZZI

1 BORUC

12 CESAR

16 L. RIGONI

4-3-3 GENOA 4-4-1-1 CATANIA

OGGI 20.45 ARBITRO RIZZOLI

54 SORRENTINO

14 COLUCCI

7 EDER

SQUADRE

OGGI ORE 20.45 ARBITRO DAMATO

88 RAVAGLIA

GIORNATA

4-3-1-2 FIORENTINA 3-4-2-1 PARMA

14 BELLUSCI

2 POTENZA

27 KRASIC

3 CHIELLINI

8 MARCHISIO

21 PIRLO

9 VUCINIC

10 DEL PIERO

11 DE CEGLIE

7 PEPE

9 DI VAIO 10 RAMIREZ 33 KONE’

26 MUDINGAYI

3 MORLEO

5 ANTONSSON

15 PEREZ

23 DIAMANTI

90 16 PORTANOVA CASARINI

22 MARCHETTI

1 DE SANCTIS

83 MIRANTE

21 ANDUJAR

1 GILLET

PANCHINA 27 Calderoni, 2 Rodriguez, 16 Comotto, 15 Martinho, 9 Meza Colli, 29 Livaja, 32 Ghezzal. All. Giampaolo. BALLOTTAGGI Ceccarelli-Comotto 60-40%, Guana-Ghezzal 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Antonioli (14 giorni), Rennella (7 giorni).

PANCHINA 17 Puggioni, 93 Dramé, 5 Mandelli, 25 Vacek, 7 Sammarco, 9 Moscardelli, 90 Uribe. All. Di Carlo. BALLOTTAGGI Morero-Mandelli 60-40%, Jokic-Dramè 60-40%, Paloschi-Moscardelli 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Acerbi (7 giorni), Luciano (7 giorni), Pellissier (da valutare).

PANCHINA 89 Neto, 16 Cassani, 15 Nastasic, 13 Kharja, 20 Munari, 92 Romulo, 22 Ljajic. All. Mihajlovic. BALLOTTAGGI De Silvestri-Cassani 60-40%, Montolivo-Munari 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Gilardino (45 giorni), Kroldrup (15 giorni), Lazzari (2 giorni) .

PANCHINA 22 Lupatelli, 21 Bovo, 24 Moretti, 27 Constant, 10 Birsa, 52 Merkel, 2 Pratto. All. Malesani. BALLOTTAGGI Caracciolo-Pratto 60-40%, Jorquera-Birsa 60-40%, Granqvist-Constant 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Ze Eduardo (20 giorni), Mesto (30 giorni), Rossi (3 giorni).

PANCHINA 30 Storari, 19 Bonucci, 22 Vidal, 24 Giaccherini, 17 Elia, 32 Matri, 18 Quagliarella. All. Conte. BALLOTTAGGI Krasic-Giaccherini 70-30%, Del Piero-Matri-Quagliarella 50-30-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Iaquinta (15 giorni).

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

PANCHINA 1 Bizzarri, 5 Scaloni, 21 Diakite, 24 Ledesma, 27 Cana, 18 Kozak, 9 Rocchi. All. Reja. BALLOTTAGGI Matuzalem-Ledesma 60-40 %, Konko-Scaloni 80-20 %, Klose-Kozak 90-10 %. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Biava (10 giorni), Del Nero (10 giorni), Mauri (30 giorni), Radu (7 giorni).

PANCHINA 83 Rosati, 28 Cannavaro, 2 Grava, 20 Dzemaili, 7 Cavani, 9 Mascara, 32 Chavez. All. Mazzarri. BALLOTTAGGI Fideleff-Grava 60-40%, Inler-Dzemaili 60-40%, Pandev-Cavani 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Britos (50 giorni), Donadel (5 giorni).

PANCHINA 1 Pavarini, 19 Rubin, 33 Santacroce, 20 Blasi, 77 Ze Eduardo, 28 Jadid, 9 Crespo. All. Colomba. BALLOTTAGGI Floccari-Crespo 60-40%, Gobbi-Rubin 55-45%. SQUALIFICATI Giovinco (1). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Brandao (7 giorni), Valiani e Pellè (entrambi da valutare).

PANCHINA 30 Campagnolo, 22 Alvarez, 19 Ricchiuti, 24 Delvecchio, 9 Suazo, 14 Lanzafame, 18 Bergessio. All. Montella. BALLOTTAGGI Potenza-Alvarez 70-30%, Sciacca-Delvecchio 60-40%, Catellani-Bergessio 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Legrottaglie (da definire), Izco (5 giorni), Llama (45 giorni), Almiron (2 giorni).

PANCHINA 25 Agliardi, 75 Crespo, 22 Rickler, 13 Pulzetti, 4 Krhin, 35 Paponi, 99 Acquafresca, All. Bisoli. BALLOTTAGGI Koné-Pulzetti 51-49%, Di Vaio-Acquafresca 51-49%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Cherubin (20 giorni), Cruz (60 giorni), Raggi (20 giorni), Loria (10 giorni), Gimenez (5 giorni), Taider (30 giorni).

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) minor numero di partite disputate; 3) differenza reti; 4) numero di gol segnati; 5) ordine alfabetico. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

LECCE ATALANTA

4-3-1-2 MILAN 4-4-1-1 UDINESE

OGGI ORE 20.45 ARBITRO ROCCHI

3 RETI Cavani (Napoli); Giovinco (1 rigore) (Parma). 2 RETI Moralez (Atalanta); Milito (1) (Inter); Miccoli (Palermo); Di Natale (Udinese); Rigoni (1) (Novara). 1 RETE Denis (Atalanta); Conti, El Kabir, Larrivey e Thiago Ribeiro (Cagliari); Maxi Lopez (Catania); Guana (Cesena); Paloschi, Pellissier e Thereau (Chievo); Cerci e Gilardino (Fiorentina); Kukca, Mesto, Palacio e Veloso (Genoa); Cambiasso, Forlan (Inter); Lichsteiner, Marchisio, Matri, Pepe e Vidal (Juventus); Cisse, Klose e Sculli (Lazio); Giacomazzi e Grossmuller (Lecce); Aquilani, Cassano e Ibrahimovic (Milan); Campagnaro, Hamsik e Lavezzi (Napoli); Marianini, Meggiorini, Morimoto e Paci (Novara); Hernandez e Pinilla (Palermo); De Rossi (Roma); Basta e Isla (Udinese).

PROSSIMO TURNO SABATO 24 SETTEMBRE BOLOGNA-INTER (ore 18) MILAN-CESENA (ore 20.45) NAPOLI-FIORENTINA (ore 20.45) DOMENICA 25 SETTEMBRE (ore 15) CHIEVO-GENOA ATALANTA-NOVARA CAGLIARI-UDINESE CATANIA-JUVENTUS LAZIO-PALERMO SIENA-LECCE PARMA-ROMA (ore 20.45)

OGGI ORE 20.45 ARBITRO BANTI

27 JULIO SERGIO

MARCATORI 7 CUADRADO

40 TOMOVIC

22 PIATTI

11 MESBAH

18 GIACOMAZZI

20 ABATE

13 NESTA

22 NOCERINO

4 VAN BOMMEL

77 PASQUATO

99 CASSANO

19 DENIS

13 PELUSO

22 PADOIN

5 MANFREDINI

33 TZORVAS

1 LOBONT

27 ILICIC

3 8 42 SILVESTRE MIGLIACCIO BALZARETTI

5 7 E. BARRETO DELLA ROCCA 51 PINILLA

10 DI NATALE

21 CIGARINI

31 E. PISANO

7 PATO

11 MORALEZ 10 BONAVENTURA

10 SEEDORF

4 25 CAPELLI A. MASIELLO

27 ARMERO

20 ASAMOAH

11 DOMIZZI

66 PINZI

5 DANILO

16 ZAHAVI

10 MICCOLI

19 THIAGO RIBEIRO

25 TORJE 7 SCHELOTTO

2 CICINHO

8 BASTA

17 BENATIA

4 NAINGGOLAN 31 AGOSTINI

5 CONTI 13 ASTORI

44 KJAER

29 BURDISSO

16 DE ROSSI

7 PIZARRO

22 BORRIELLO

10 TOTTI

14 BOJAN

18 NENÉ

9 LARRONDO

8 BIONDINI 21 CANINI

14 F. PISANO

3 JOSÈ ANGEL

20 PERROTTA

7 COSSU 3 ISLA

4-3-3 4-4-2

DOMANI ORE 20.45 ARBITRO GUIDA

18 AQUILANI

21 GROSSMULLER 17 DI MICHELE

33 19 THIAGO SILVA ZAMBROTTA

4-4-2 ROMA 4-3-1-2 SIENA

OGGI ORE 20.45 ARBITRO PERUZZO

32 ABBIATI

5 ESPOSITO

8 OBODO

4-3-1-2 PALERMO 3-5-1-1 CAGLIARI

11 CALAIÒ

23 BRIENZA

10 D’AGOSTINO

36 BOLZONI

70 MANNINI

3 DEL GROSSO

19 TERZI

13 ROSSETTINI

2 VITIELLO

47 CONSIGLI

1 HANDANOVIC

1 AGAZZI

1 BRKIC

PANCHINA 81 Benassi, 13 Ferrario, 30 Oddo, 14 Strasser, 91 Bertolacci, 9 Corvia, 15 Ofere. All. Di Francesco. BALLOTTAGGI Pasquato-Corvia 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Carrozzieri (12 giorni).

PANCHINA 1 Amelia, 76 Yepes, 2 Taiwo, 28 Emanuelson, 57 Valoti, 92 El Shaarawy, 9 Inzaghi. All. Allegri BALLOTTAGGI Thiago Silva-Yepes 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Ambrosini (30 gg), Boateng (10 gg), Flamini (140 gg), Gattuso (30 gg), Robinho (10 gg), Ibrahimovic (10 gg), Bonera (4 gg), Antonini (3 gg).

PANCHINA 99 Benussi, 2 Mantovani, 6 Munoz, 14 Bertolo, 20 Acquah, 26 Lores, 11 Hernandez. All. Mangia. BALLOTTAGGI Pinilla-Hernandez 60-40%, Zahavi-Bertolo 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Alvarez (20 giorni), Di Matteo, (6 giorni), Budan (10 giorni), Cetto (10 giorni).

PANCHINA 18 Curci, 87 Rosi, 4 Juan, 15 Pjanic, 19 Gago, 31 Borini, 9 Osvaldo. All. Luis Enrique. BALLOTTAGGI Lobont-Curci 60-40%, Cicinho-Rosi 60-40%, Pizarro-Pjanic 60-40%, Borriello-Osvaldo 70-30%, Bojan-Borini 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Greco e Lamela (4 giorni) e Stekelenburg (15 giorni).

PANCHINA 78 Frezzolini, 6 Bellini, 17 Carmona, 33 Brighi, 89 Marilungo, 28 Gabbiadini, 90 Tiribocchi. All. Colantuono. BALLOTTAGGI Cigarini-Brighi 55-45%. SQUALIFICATI Doni (3 anni e 6 mesi). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Lucchini (30 giorni), Pettinari (7 giorni).

PANCHINA 12 Padelli, 24 Ekstrand, 13 Neuton, 7 Badu, 30 Doubai, 23 Abdi, 31 Fabbrini. All. Guidolin. BALLOTTAGGI Torje-Abdi 55%-45% Asamoah-Badu 60%-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Coda (30 giorni), Ferronetti (30 giorni). Floro Flores (7 giorni), Pasquale (30 giorni).

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 3 Ariaudo, 20 Ekdal, 30 Rui Sampaio, 9 Larrivey, 23 Ibarbo. All. Ficcadenti. BALLOTTAGGI Nené–Larrivey 60-40%, Thiago Ribeiro-Ibarbo 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI El Kabir (7 giorni), Eriksson (180 giorni).

PANCHINA 25 Pegolo, 6 Angelo, 80 Contini, 8 Vergassola, 14 Gazzi, 7 Troianiello, 18 Gonzalez. All. Sannino. BALLOTTAGGI Vitiello–Angelo 55%-45%, Bolzoni–Gazzi 60-40%, Larrondo-Gonzalez 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI: nessuno. INDISPONIBILI Angella (30 giorni), Reginaldo (7 giorni).

CALCIO E ’NDRANGHETA

Sì alla confisca per Rosarnese e Interpiana (cen) Calcio e ’ndrangheta. Ieri per la prima volta in Italia un giudice ha sentenziato la confisca di due squadre: la Rosarnese e l’Interpiana Cittanova (serie D). Decisione presa dal gup di Reggio Calabria a conclusione del processo con rito abbreviato a carico dei presunti affiliati al clan Pesce (una delle famiglie più potenti). Condannate 11 persone: 20 anni di carcere per i boss Vincenzo e Francesco Pesce, zio e nipote. Francesco era stato in passato capitano della Rosarnese. Accolte quasi nella totalità le richieste del pm Alessandra Cerreti (della Dda di Reggio che ha condotto l’inchiesta All inside). Tra i condannati anche un agente penitenziario e un carabiniere ritenuti a libro paga della cosca. In totale gli 11 imputati giudicati colpevoli dovranno versare in solido 70 milioni di euro alle parti civili: 50 milioni andranno al Comune di Rosarno, 10 al ministero dell’Interno e altrettanti alla Regione Calabria.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

LE INCHIESTE

Combine in Serie A Indagine a una svolta La Dda di Napoli ha nel mirino diverse gare: saranno sentiti personaggi internazionali. Audizione per Zeman FRANCESCO CENITI MAURIZIO GALDI

Nel mirino della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli entrano partite di Serie A, si allarga a 360 gradi l’inchiesta napoletana dei pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, coordinata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo. Nei giorni scorsi, oltre al direttore generale del Bologna, Stefano Pedrelli, diversi dirigenti della massima serie sono stati sentiti e le loro audizioni proseguiranno anche nei prossimi giorni con personaggi di grande rilievo anche internazionale. Anche l’attuale allenatore del Pescara Zdenek Zeman è stato sentito dai pm della Dda. Alla base sempre il flusso anomalo di giocate che grazie alla collaborazione con Sks365, Skysport365 (diventato nel frattempo anche collaboratore ufficiale della Fifa, la Federazione internazionale) è stato evidenziato. In Procura i pm e l’aggiunto Cantelmo preferiscono tacere e nulla trapela dai loro uffici, ma il tam tam delle notizie rimbalza anche nei corridoi romani. Sviluppi E proprio da Roma

emerge un interessante retroscena sul rinvio dell’udienza su un presunto illecito per Juve Stabia-Sorrento dello scorso campionato. Il rinvio sarebbe stato richiesto proprio dalla Procura federale, a Stefano Palazzi infatti proprio in apertura del procedimento disciplinare sarebbero giunti altri importanti spunti dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il filone che Filippelli e Siragusa stanno seguendo sul clan D’Alessandro e sull’ipotesi di «pressioni» su alcune partite del campionato di Lega Pro che avevano portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Biancone e Spadavecchia è arrivato a un altro nome: per la partita Juve Stabia-Sorrento sarebbe emerso anche il nome del direttore sportivo della Juve Stabia Roberto Amodio (risulterebbe anche iscritto nel registro degli indagati della Dda) e il Procuratore federale Palazzi ha preferito un rinvio per approfondire l’inchiesta che, a questo punto, riguarderebbe anche il direttore sportivo stabiese. L’altra inchiesta Intanto proce-

de veloce anche l’inchiesta del Procuratore aggiunto Giovanni Melillo. Dopo aver ascoltato Mario Balotelli ed Ezequiel La-

y

INCHIESTA APERTA L’inchiesta condotta dalla Dda di Napoli sulle collusioni tra calcio e camorra, nasce seguendo i movimenti del clan D’Alessandro

S

vezzi sulla vicenda che riguarda la passeggiata a Scampia del calciatore del Manchester City e la rissa che aveva coinvolto il calciatore del Napoli e sulla quale si era informato» il capo della mobile (ora indagato) Pisani, sta lavorando su come le società di calcio gestiscono i rapporti come le tifoserie. Melillo coordina il primo pool di magistrati che in Italia lavora sui reati da stadio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sentenza Calciopoli Prima data utile è l’8 novembre

Ieri in udienza i legali di Racalbuto e Mazzini hanno S contestato ARRESTI Il 15 ottobre tutte le accuse

2010 i carabinieri arrestano 25 persone, tra loro Cristian Biancone, ex attaccante del Sorrento. Per gli inquirenti avrebbe alterato la gara con la Juve Stabia per favorire il clan.

Zdenek Zeman, 64 anni, è l’allenatore del Pescara. Nei giorni scorsi è stato ascoltato a Napoli ANSA

IL PROCESSO TRA 7 GIORNI TOCCA ALLA DIFESA DI MOGGI

SVILUPPI Negli ultimi mesi la Dda ha nel mirino anche gare di A. Nei giorni scorsi è stato sentito il d.g. del Bologna: tre partite dei rossoblù sono considerate sospette

DAL NOSTRO INVIATO

VALERIO PICCIONI NAPOLI

L’8 novembre. E’ la probabile data della sentenza di primo grado del processo calciopoli. «Si deve concludere a fine ottobre, massimo inizio novembre», ha detto la presidente del collegio giudicante Teresa Casoria alla riapertura. Il problema è l’arringa dell’avvocato Silvia Morescanti, che assiste Bergamo, la Fazi e Fabiani. Si cerca un accordo fra la legale, incinta, che chiede per ragioni di salute un rinvio, e la Casoria, che in ogni caso conferma la nomina di Maurilio Prioreschi, legale di Moggi, a eventuale sostituto processuale della Morescanti. E i soldi? Intanto ieri Giacomo Mungiello, che difende Racalbuto, ha puntato tutto su un argomento: i soldi. «Curioso, un’associazione senza dazioni di denaro. Perché si sarebbe dovuto associare? Dov’è la convenienza se dopo il famoso Roma-Juve fu fermato per otto

turni e dunque perse 40 mila euro?». A proposito di quell’avvelenatissimo Roma-Juve 1-2 del 5 marzo del 2005, quello in cui Totti disse «è impossibile giocare in 11 contro 14», Mungiello cita telefonate «dimenticate dai pm» e che a suo giudizio dimostrano la buona fede di arbitro e designatore. Contestata anche l’attribuzione a Racalbuto della scheda svizzera: «Per due volte, i pm dicono che la scheda aggancia celle telefoniche sul tragitto fra la località della partita e la casa dell’arbitro a Gallarate. Ma lui è rimasto a dormire fuori! Abbiamo il documento». «E’ anonimo, non è ufficiale», si oppone il pm. «Ce l’ha dato l’albergo», risponde l’avvocato. La Casoria dà ragione al pm e respinge l’acquisizione. «Macché capo» Claudio Botti e Vittorio Bratti hanno invece parlato a difesa dell’ex vicepresidente federale Mazzini. Che «non contava niente» e per questo è «ridicola» la patente di «capo e promotore dell’associazione che gli assegnano i pm». Con Botti che rincara: «Hanno opinatamente selezionato le intercettazioni. L’articolo 350 impone una verifica che può andare anche a favore dell’imputato». Martedì 27 tocca alla difesa di Moggi, che riempirà due udienze. E promette nuove «scoperte» telefoniche. © RIPRODUZIONE RISERVATA


MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO VILLARREAL MAIORCA

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2 0

QUARTA GIORNATA

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Rossi (V) all'8' p.t.; Nilmar (V) al 7' s.t. VILLARREAL (4-1-3-2) Diego Lopez 6; Mario 6, Zapata 7, Musacchio 6, Català 6.5; Bruno 6; De Guzman 6, Borja Valero 7 (dal 27' s.t. Camuñas 6), Cani 6.5 (dal 17' s.t. Senna 6); Nilmar 6 (dal 37' s.t. Marco Ruben 6), Rossi 7. PANCHINA Cesar, Gonzalo, Marchena, Wakaso. ALLENATORE Garrido 6 MAIORCA (4-2-3-1) Aouate 6.5; Cendros 5, Ramis 5, Chico 5.5, Caceres 5; Tissone 5.5 (dal 20' s.t. Alfaro 5), Pina 6; Nsue 5.5, Tejera 5, Aki 5 (dal 28' s.t. Castro 5.5); Victor 5. PANCHINA Calatayud, Joao, Tomer, Kevin, Martì Cresp. ALLENATORE Laudrup 5 ARBITRO Gonzalez Gonzalez 6.5 NOTE ammoniti Pina (M) e Chico (M). Spettatori 13.000 circa. Tiri in porta 10-2, tiri fuori 4-5, angoli 3-2, fuorigioco 1-2 Recuperi 1' p.t. e 3' s.t.

Le dita al cielo in memoria del padre: Giuseppe Rossi, 24 anni, ieri ha aperto le marcature REUTERS

Rossi rianima il Villarreal Nilmar completa l’opera L’attaccante azzurro in rete contro il Maiorca dopo 8 minuti Dimenticata la brutta figura rimediata contro il Bayern FILIPPO MARIA RICCI VILA-REAL

Se nella vita ci sono poche certezze, eccone una. Gol di Giuseppe Rossi al Madrigal contro il Maiorca: è successo 5 volte su 5. Detto questo, il Villarreal di certezze non è che ne abbia molte di più. Dopo due sconfitte e un pareggio ieri sera ha trovato la prima vittoria in questa Liga (seconda in 7 uscite stagionali) ma le buone notizie finiscono li. Nonostante un avversario sbandato, molle, offensivamente inoffensivo, la squadra di Garrido non è riuscita a scrollarsi di dossi i dubbi che l'accompagnano dall’inizio dell’estate. Prima sull’opportunità di vendere o meno Rossi, poi sul come sostituire Cazorla, cercando di recuperare un minimo di creatività e appoggiare in qualche maniera il predicatore solitario Rossi, autore di 4 dei 7 gol stagionali dei suoi.

I cambi Ieri Garrido ha cambiato ancora. Fuori Senna, De Guzman, che col Bayern era naufragato facendo il «10» per l'assenza dello squalificato Borja (non ci sarà nemmeno a Napoli per la testata alla Zidane rifilata a un difensore dell’Odense) è andato a destra con Borja in mezzo e Cani a sinistra, dove contro i tedeschi si era perso, in una posizione chiaramente non sua, Bruno. Ieri l'ex minatore è stato piantato da Garrido appena fuori dalla sua area, bassissimo in fase d’impostazione, per permettere ai laterali, Mario e Català, di salire a piacimento in una specie di 3-5-2. La partenza è stata fulminante: tempo 45 secondi e il pallido Nilmar si è trovato solo davanti al portiere avversario, che ha approfittato del pessimo controllo del brasiliano. Altri 2 minuti e Aouate ha fermato Rossi, cosa che però non gli è riuscita all’8': azione rapida, spettacolare e verticale sull’asse Cani, Català, Rossi e tocco di Pepito tra le gambe del

E’ la prima vittoria in campionato per gli eurorivali del Napoli

Gazzetta.it SCOPRITE L’ANZHI E MAKHACHKALA, NUOVA CASA DI ETO’O Scoprite il nuovo mondo di Eto’o in 3 minuti: le strade di Makhachkala, la presentazione ai tifosi (uno gli ha baciato i piedi...), i poliziotti a bordo campo con la mitraglietta. Su GazzettaTv è online un servizio sull’Anzhi, la sua squadra russa, in una città minacciata costantemente dal terrorismo.

Real Sociedad-Granada 1-0, Osasuna-Siviglia 0-0, Villarreal-Maiorca 2-0. OGGI Valencia-Barcellona, Atletico Madrid-Gijon, MalagaAth.Bilbao, Rayo-Levante Racing-Real Madrid. DOMANI Espanyol-Getafe, BetisSaragozza. CLASSIFICA Valencia, Betis 9, Siviglia* 8, Barcellona, Real Sociedad* 7, Real Madrid, Malaga 6, Rayo, Levante, Osasuna* 5, Atletico, Saragozza, Villarreal* 4, Maiorca*, Granada*, Espanyol 3, Athletic Bilbao, Santander, Getafe 1, Gijon 0. * 1 in più

portiere israeliano da posizione defilata. Dalla Finlandia Sembrava il preludio al ritorno del miglior Sottomarino, quello spesso elogiato la scorsa stagione. Ci speravano anche quelli del Villarreal Fan Club Finland, fedelissimi teletrasportati con tanto di bandiera dai boschi e dai laghi fino alla desolata landa valenciana. Delusi i finnici, preoccupato (immaginiamo) Garrido, sollevato (di nuovo andiamo a occhio) Mazzarri. Il Villarreal si è seduto, ha creato poco ma ad inizio ripresa ha cacciato via la paura di un altro passo falso con un rete di Nilmar (a segno in Liga dopo 9 mesi), servito perfettamente da Borja. Il doppio vantaggio ha sciolto un po' il nodo che stringeva la gola del Villarreal, che però ha rischiato più del previsto e del tollerabile continuando ad affidarsi alla sua unica certezza: Pepito Rossi. Lui si in ottima forma.

FRANCIA

Owen come ai tempi belli Lo United passa a Leeds

Il Bordeaux scappa ma il Lilla recupera con il solito Hazard

United. Nel 3-0 finale, c’è anche una firma di Ryan Giggs, un altro ragazzino. L’Arsenal va sotto contro lo Shrewsbury (4ª serie) poi rimonta. Fuori l’Aston Villa, battuto in casa dal Bolton e il Tottenham (ai rigori a Stoke); si salva ai supplementari il Newcastle (Coloccina fa 4-3 al 120’) a Nottingham. Oggi il derby Chelsea-Fulham.

LONDRA

La Coppa di lega, soprattutto nei primi turni, serve per far giocare i ragazzi. Sir Alex Ferguson invece la usa per far correre i suoi vecchietti meno utilizzati. Tipo Michael Owen, 31 anni, ma da 13 nel calcio professionistico. La punta è il protagonista della serata a Leeds, club ora in seconda serie ma grande rivale nel passato dello

16esimi (gara unica): Aldershot-Rochdale 2-1; Arsenal-Shrewsbury 3-1; Aston Villa-Bolton 0-2; Burnley-Milton Keynes 2-1; Leeds-Manchester United 0-3; Nottingham Forest-Newcastle 3-4 dts; Stoke-Tottenham 7-6 rig; Wolverhampton-Millwall 5-0; Blackburn-Leyton 3-2; Crystal Palace-Middlesbrough. Oggi: Brighton-Liverpool; Cardiff-Leicester; Chelsea-Fulham; Manchester City-Birmingham; Southampton-Preston; Everton-West Bromwich.

Michael Owen, 31 anni AP

Mou da Cuper Guardiola sfida la capolista

Jose Mourinho, Real AP

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PARIGI (a.g.) Hazard salva il Lilla. Un gran gol al 12’ s.t, il quarto stagionale, neutralizza il vantaggio del Bordeaux, su rigore di Diabaté (8’ p.t.). La rete, nasce da un servizio di Cole, con Hazard che si libera di due difensori e trova l’angolo lontano con un rasoterra velenoso. Nel finale Diabaté sbaglia il bis sempre dagli 11 metri. Oggi tocca al Marsiglia, ultimo, atteso al riscatto contro l’Evian di Casoni con cui Deschamps condivise il trionfo in coppa campioni nel ’93, contro il Milan. Deschamps non rischia il posto, ma ammette: «Clima difficile». Test del Psg con il Nizza. Il Lione, senza Gourcuff, va a Caen. 7ª GIORNATA Bordeaux Lilla 1 1. Oggi: Ajaccio Montpellier; Caen Lione; Digione Brest; Lorient Auxerre; Marsiglia Evian; Nancy Valenciennes; Psg Nizza; Sochaux Rennes; St Etienne Tolosa. CLASSIFICA Lione 14; Montpellier, Tolosa 13; Lilla 12; Psg, Lorient, Rennes 11; Sochaux 9; Auxerre, Evian, Bordeaux, Caen, St Etienne 7; Digione 6; Nizza, Brest, Ajaccio 5; Valenciennes 4; Nancy, Marsiglia 3.

Pep Guardiola, Barça AP

MADRID

«Se certe cose le fa la Spagna le vedete come un segno di unità, dite che sono fratelli. Se le facciamo noi, siamo dei banditi». Frase di Mou, ovvio, pronunciata ieri in sede di presentazione di Racing-Real Madrid, in programma questa sera prima del big match della giornata, Valencia-Barcellona. Il riferimento di José è alla rissa scoppiata nel finale della recente amichevole tra Spagna e Cile. In quell’occasione i giocatori del Madrid e del Barça dopo mesi di guerra fredda solidarizzarono per far fronte ai cileni e la stampa si esaltò per l’amicizia ritrovata di gente come Arbeloa e Busquets. Unità nazionale per la Spagna, rissa per il Madrid. Questo è il pensiero di Mou, che ieri ha detto che lo sviluppo della gara del Sardinero dipenderà dall’operato dell’arbitro. Gli hanno chiesto anche della prima pagina di Sport di ieri: «Mou, non te ne andare mai!». «Meno male che nella finale di Copa del Rey non ero io l'allenatore», l’ironica risposta. La gara col Racing di Cuper, pieno d’infortunati (Arana, Acosta, Kennedy, Colsa e Torrejon) e con 2 sconfitte e un pari nei primi 3 turni sembra perfetta per rimettere in moto la corazzata Blanca. Il clima comunque è teso: Ronaldo ha mostrato il dito medio ai tifosi avversari che lo insultavano. Valencia ok Guardiola va a Valencia senza Piqué,

quasi recuperato. La squadra di Emery, terza nelle ultime due stagioni, è in testa col Betis e come lo scorso anno ha cominciato con 3 vittorie (tutte con un gol di scarto, due 1-0). Allora alla quarta giornata arrivò un pari in casa, con l’Atletico e a fine stagione i punti di distanza dal Barça sono stati 25. Asfissiato da oltre mezzo miliardo di debiti il Valencia in 13 mesi ha venduto i suoi 4 campioni del mondo, Villa, Marchena, Silva e Mata (più Albiol l’anno prima), migliorando il bilancio senza peggiorare eccessivamente la squadra, rafforzata da acquisti intelligenti. In copertina l’ex canterano del Madrid Roberto Soldado, autore di 5 dei 6 gol del Valencia in Liga. f.m.r.

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INGHILTERRA COPPA DI LEGA

L’attaccante firma una doppietta, Giggs chiude il tris. Arsenal che fatica Tottenham fuori

OGGI IN CAMPO

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Taccuino A NEW YORK

Ronaldo salva un fotografo Ronaldo eroe. Il Fenomeno brasiliano, racconta «Terra Esportes», si trovava lunedì a New York quan do, uscito dal ristorante italiano «Nello’s» in Madison Avenue, è stato preso d’assalto dai paparazzi. Cercan do di farsi strada tra la folla, l’ex attaccante ha salvato un fotografo che stava per essere investito da un ca mion. Per Ronaldo tanti flash e gli applausi degli altri paparazzi.

BRASILE

Adriano non gioca ma piglia multe (m.can.) Adriano non ha ancora debuttato nel Corinthians ma già verrà multato del 10 per cento del suo stipendio. I guadagni mensili dell’ex interista e ro manista superano i 120 mila euro. L’attaccante ex In ter e Roma è arrivato all’allenamento di lunedì dopo le 18 anziché alle 16, scusandosi col ritardo del volo in cui era arrivato da Rio a San Paolo. Il presidente del Corinthians, Andrés Sanchez, ha tuonato: «Se Adria no manca, una, due, tre volte, lo mando via, basando mi sulle leggi del lavoro. Nessuno mi può fermare». Il Corinthians spera che l’attaccante debutti il nove otto bre, in campionato contro l’Atlético Goianiense. In apri le, Adriano è stato operato al tendine del piede sini stro e non è ancora tornato in campo per una partita ufficiale.


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SERIE BWIN IL TECNICO DELLA CAPOLISTA

Il mondo di Pea Libri, carte, dvd e lezioni di Mou Ha vinto tutto coi giovani, vola col Sassuolo «Stare all’Inter è come essere all’università» la scheda FULVIO PEA 43 ANNI ALLENATORE DEL SASSUOLO

di rifondare una squadra per fare bene in Serie B e tra qualche anno magari pensare anche a qualcosa in più. Siamo ripartiti insieme». esordiente in B ne ha fatta di gavetta: Pea è un allenatore professionista da 13 anni, durante i quali ha lavorato accanto a tecnici come Mourinho, Mazzarri, Benitez e Leonardo. «Con Mou mi sentivo all’università. E’ un personaggio unico, inimitabile, ogni giorno che passava vedevo un gruppo che diventava squadra». Anche questo l’ha imparato da Simoni, negli anni in cui è stato il suo secondo: «Gigi mi ha portato dai giovani alla prima squadra. Io ho giocato poco a calcio e non conoscevo le dinamiche dello spogliatoio, lui mi ha insegnato come gestirlo e a trasmettere anche dei valori, perché i calciatori sono prima di tutto uomini». un maniaco dei particolari, uno che viviseziona gli avversari prima di incontrarli. A Milano passava le serate giocando a carte con i ragazzi nel convitto nerazzurro per cementare il gruppo, a Sassuolo vive sepolto da libri e dvd. «Questa società ha la mia stessa mentalità, predilige il 4-3-3 e punta sui giovani sen-

2005 Debutta tra i pro nella Lucchese in C1 (due stagioni), poi allena la Primavera della Sampdoria (scudetto 2008) e dell’Inter (Viareggio 2011).

«

6,40 La sua media voto dopo 5 giornate nel primo torneo di B.

Simoni mi ha fatto conoscere lo spogliatoio. La classifica? Io guardo solo i gol

Fulvio Pea, 43 anni, prima stagione alla guida del Sassuolo LAPRESSE FABIANA DELLA VALLE

Se l’ha fatto per scaramanzia, ha funzionato. Fulvio Pea ha passato il lunedì sera davanti alla tv, ma non ha guardato Torino-Brescia: «Meglio il dvd di Padova-Bari, visto che il Bari è il nostro prossimo avversario». Così a tarda sera ha scoperto che il Sassuolo è da solo in testa alla classifica. E ieri ha festeggiato con un bel doppio allenamento allo stadio Ricci.

Scelto da Squinzi Pea l’ha imparato dal maestro Simoni: il lavoro prima di tutto e a Sassuolo finora nessuno si è mai tirato indietro. «Ho sempre detto che volevo presentare una squadra sorprendente, ma questi ragazzi stanno meravigliando anche me: dovreste vedere come si allenano. Abbiamo 10 nuovi acquisti e 7 giocatori vengono da una retrocessione: la voglia di riscatto è uno stimolo incredibile. La classifica però non m’interessa: ai ragazzi ho detto:

"Guardatela, ma da destra a sinistra, per vedere i gol fatti e subiti e capire dove possiamo migliorare"». Pea è arrivato a Sassuolo quest’estate, scelto personalmente dal patron Giorgio Squinzi, dopo aver vinto tutto nel campionato Primavera (scudetto, Coppa Italia e Supercoppa con la Samp e Viareggio con l’Inter) e aver lanciato ragazzi come Poli e Marilungo. «Dopo quattro anni passati con i giovani era il momento di cambiare. Sono venuto qui con l’obiettivo

Stiramento per Pozzi Venti giorni di stop BOGLIASCO Venti giorni di stop per Pozzi: uno stiramento alla coscia destra toglie alla Samp il suo attaccante migliore. Atzori si consola parzialmente con Piovac cari, tornato ieri mattina ad allenar si in gruppo. Oggi amichevole con il Fontanabuona (Eccellenza).

VARESE Beppe Scienza, 44 anni IPP

h Scienza Media voto 6,60 Beppe Scienza, ex di Legnano e Viareggio, allena il giovane Brescia che è partito forte ed è al secondo posto con Padova e Toro dopo l’0 0 di lunedì sera sul campo dei granata.

Ugolotti h Media voto 6,50 Guido Ugolotti, 53 anni, tecnico del Grosseto, ha cominciato la carriera nelle giovanili della Roma e allenato per 8 stagioni in Prima divisione. E’ ancora imbattuto: 2 vittorie e 3 pareggi

Auteri h Media voto 6,20 Gaetano Auteri, 49 anni, a lungo al Sud, nella scorsa stagione ha portato la Nocerina in Serie B dopo 33 anni. L’inizio della neopromossa è stato discreto: 5 partite e 5 punti.

h Carbone Media voto 6,20

za caricarli di responsabilità. Prendete Boakye: ha qualità elevate ma è ancora immaturo, va aiutato». Pea si definisce un autodidatta perché di lui giocatore si trova traccia solo nelle giovanili del Fanfulla: «Facevo il difensore centrale, i miei idoli erano Scirea e Krol. Sudavo e faticavo troppo, così a 19 anni mi sono messo a studiare calcio». Pea si applica, gli altri mettono in pratica: a Sassuolo il meccanismo funziona.

Taccuino SAMPDORIA

A scuola da Mou Per essere un

Meglio studiare che sudare Pea è Fulvio Pea è nato a Casalpusterlengo (Lodi) il 2 ottobre 1967. Ha iniziato ad allenare squadre giovanili e poi ha incontrato Gigi Simoni, del quale è diventato vice nel 2001 al Cska Mosca e poi in Italia ad Ancona, Napoli e Siena.

gli altri deb

Benny Carbone, 40 anni, tecnico del Varese, ha guidato il Pavia e poi ha raccolto la difficile eredità di Sannino: per ora ha salvato la panchina battendo l’AlbinoLeffe.

i Pecchia Media voto 5,30 Fabio Pecchia, 38 anni, alla prima esperienza, guida il Gubbio neopromosso che sabato a Modena ha fatto il primo punto: la sua panchina tremava, ora resta a rischio.

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Rinforzo per la difesa In arrivo Cottafava Il Varese è vicino all’ingaggio del difensore Marcello Cottafava, 33 anni, svincolato dalla Triestina.

TORINO

Guberti si opera Torna tra 5-6 mesi TORINO Guberti verrà ope rato oggi al ginocchio sinistro dopo l’infortunio patito in allenamento la scorsa settimana: l’intervento si svolge a Villa Stuart. Guberti torne rà in campo fra 5 6 mesi.

IL GIUDICE SPORTIVO

Cesaretti e Previtali fermati per un turno MILANO Il giudice ha squali ficato per una giornata Cesaretti (Empoli) e Previtali (AlbinoLeffe). Al lenatori: 3 mila euro di multa a Man dorlini (Verona). Ammende: alla No cerina 8 mila per cori razzisti.

LA SITUAZIONE

L’anticipo di venerdì è Vicenza-Livorno La classifica dopo 5 giorna te: Sassuolo p. 12; Padova, Bre scia e Torino 11; Reggina e Livorno 10; Sampdoria, Grosseto e Pesca ra 9; AlbinoLeffe, Verona e Cittadel la 7; Nocerina, Bari e Varese 5; Cro tone ( 1) e Modena 4; Empoli 3; Vi cenza e Gubbio 1; Ascoli ( 7) e Juve Stabia ( 1) 0. Prossimo turno. Ve nerdì (ore 20.45): Vicenza Livor no. Sabato (ore 15): AlbinoLef fe Sampdoria, Ascoli Verona, Bre scia Cittadella, Grosseto Croto ne, Gubbio Varese, Juve Sta bia Pescara, Nocerina Torino, Pa dova Modena, Sassuolo Bari. Lu nedì (ore 20.45) Empoli Reggina.

LEGA PRO Prima divisione Oggi Cremonese-Carrarese dopo lo stop per la pioggia Si recupera oggi la terza e ultima partita rinviata per pioggia alla prima giornata: dopo le due (già recuperate) del girone A, è la volta di Cremonese-Carrarese, con la squadra di casa che ha vinto le altre due disputate (annullando così la penalizzazione di 6 punti) e quindi oggi cerca l’en-plein. Oscar Brevi, anche in vista della trasferta di domenica a Piacenza, potrebbe procedere a un turnover che però non modifica il modulo: torna in difesa Semenzato e dovrebbe essere Polenghi a lasciargli il posto, Fietta è affaticato e potrebbe essere sostituito da Riva, mentre in attacco Nizzetto dovrebbe essere titolare sulla destra con al suo fianco Le Noci (in gran forma dopo la tripletta di domenica contro il Bassano) e Musetti. Nella Carrarese è ancora in forte dubbio il bomber Gaeta, ma c’è qualche problema anche per il centrocampista Taddei e per l'altro attaccante Merini: Sottili potrebbe optare per un 4-4-1-1, anche per proteggere di più la difesa dopo la pesante sconfitta rimediata domenica scorsa sul campo del Portogruaro. Così in campo oggi (inizio alle ore 15): CREMONESE (4-3-3) Alfonso; Semenzato, Cremonesi, Minelli, Favalli; Riva, Pestrin, Dettori; Nizzetto, Musetti, Le Noci. (Bianchi, Polenghi, Tacchinardi, Fietta, Rabito, Bocalon, Samb). All. Brevi. CARRARESE (4-4-1-1) Gazzoli; Bregliano, Benassi, Anzalone, Vannucci; Piccini, Corrent, Pacciardi, Orlandi; Belcastro; Cori. (Nocchi, Pasini, Rosaia, Conti, Giovinco, Taddei, Merini). All. Sottili. ARBITRO Pasqua di Tivoli (Liturco-Boz). LA SITUAZIONE La classifica del girone B di Prima divisione dopo tre giornate: Pergocrema, Lanciano e Trapani p. 9; Barletta 7; Triestina 6; Spezia e Alto Adige 4; Carrarese*, Frosinone e Portogruaro 3; Siracusa (-2) e Andria 2; Feralpi Salò e Latina 1; Cremonese* (-6), Prato e Bassano 0; Piacenza (-4) -1. (* una partita in meno). Queste le partite del prossimo turno, in programma domenica (ore 15): Andria-Triestina; Bassano-Latina; Carrarese-Trapani; Feralpi Salò-Portogruaro; Frosinone-Prato (lunedì 26, ore 20.45); Lanciano-Barletta; Pergocrema-Alto Adige; Piacenza-Cremonese; Siracusa-Spezia (ore 14.30).

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il giudice sportivo

CAOS A Viareggio-Carpi diventa 0-3 a tavolino PIACENZA

Stop per 17: due turni a Merito (Latina)

Tensione a Piacenza. Un gruppo di ultras ha avuto un confronto con i giocatori, ai quali hanno rivolto frasi di incitamento e minaccia in vista del derby con la Cremonese. Intanto Stefano Massacci, uno dei possibili acquirenti del club, ha congelato la sua posizione fino al 30 in attesa di una risposta, continua invece la trattativa con il gruppo rappresentato da Luigi Gallo e dall'avvocato Marco Gianfranceschi

FIRENZE Il giudice sportivo della Lega Pro ha assegnato la vittoria a tavolino per 3-0 al Carpi relativamente alla gara giocata a Viareggio l'11 settembre (seconda giornata), terminata 3-2 per la squadra toscana. Il reclamo del Carpi è stato accolto perché il Viareggio aveva schierato il giocatore Luigi Monopoli che doveva ancora scontare una giornata di squalifica delle tre comminate a suo carico dopo la gara Bari–Crotone del campionato Primavera del 9 aprile (Monopoli giocava nel Bari). Il giudice ricorda che le squalifiche non scontate durante il campionato devono essere scontate in quello successivo, di qualsiasi categoria: il Viareggio aveva già schierato Monopoli alla prima giornata contro la Ternana, che però aveva vinto e non aveva presentato reclamo. Lo stesso Viareggio non intende fare ricorso contro questa decisione, avendo in pratica riconosciuto l’errore.

Oltre a questa decisione, il giudice sportivo ha squalificato 17 giocatori (8 di Prima divisione, 9 di Seconda) e inflitto una pesante ammenda al Lecco. Ecco il dettaglio.

LA SITUAZIONE Questa la nuova classifica del girone A di Prima divisione dopo il provvedimento del giudice sportivo, che ridisegna sia la vetta che il fondo della classifica: Carpi p. 9; Taranto (-1) 8; Como 7; Ternana e Tritium 6; Sorrento e Pisa 5; Pro Vercelli e Spal 4; Avellino e Monza 3; Pavia e Foggia 2; Benevento (-6) 1; Reggiana (-2) e Lumezzane 0; Foligno (-1) e Viareggio (-1) -1. Ecco invece il programma domenica, con le partite della quarta giornata (inizio alle ore 15): Foggia-Monza; Foligno-Benevento; Lumezzane-Ternana; Pavia-Carpi; Pro Vercelli-Pisa; Reggiana-Como; Sorrento-Taranto; Tritium-Spal; Viareggio-Avellino.

SECONDA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a Zanchi (Perugia) e D'Agostino (Vibonese); una giornata a Ciancio (Alessandria), Salvati (Arzanese), Astarita (Ebolitana), Carlini (Sambonifacese), Del Duca (San Marino), Bamonte (Bellaria) e Corapi (Vibonese). Allenatori: due giornate a Grassadonia (Paganese) per comportamento offensivo verso la terna. Ammende: 5.000 euro Lecco (cori offensivi verso le forze dell'ordine, le istituzioni calcistiche e il presidente di Lega Pro; sputi verso i componenti della panchina della Pro Patria); 1.500 Alessandria (cori offensivi verso l'istituzione calcistica e insulti alla terna).

PRIMA DIVISIONE Giocatori espulsi: una giornata a Gheller (Pavia), Scampini (Pisa), Pansera (Tritium), Meduri (Foggia), Biasi (Frosinone) e Masi (Pro Vercelli). Non espulsi: due giornate a Merito (Latina); una a Rizza (Pergocrema). Allenatori: una giornata a Mangone (Reggiana) perchè si recava negli spogliatoi pur essendo in stato di squalifica e durante la gara impartiva disposizioni alla squadra per telefono. Ammende: 2.500 euro Benevento (lancio in campo di bottiglie semipiene; guardalinee sfiorato da una pietra) e Spezia (cori offensivi verso le forze dell'ordine); 1.500 Triestina (cori razzisti); 1.000 Latina e Prato; 500 Ternana.

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SVOLTA AL FANO

Il Fano (Seconda, B) ha scelto il nuovo allenatore al posto del dimissionario Gaudenzi: è Gabriele Baldassarri, 50enne, ex Ternana e vice di Cavasin alla Samp. Nello stesso girone l’Ebolitana, dopo l’esonero di Pepe, oggi dovrebbe prendere Giacomarro.

S Sempre in Seconda, la Vibonese ha tesserato l’attaccante argentino Caraccio, ex Foggia

SERIE D Oggi alle 15 In campo i gironi A, B e D Derthona all’esame Novese Si gioca la quarta giornata nei tre gironi a 20 squadre di serie D: ecco il programma e gli arbitri (inizio alle ore 15). GIRONE A Aquanera-Valle d’Aosta (ad Acqui): Gentile di Lodi; Bogliasco-Acqui: Bertani di Pisa; Borgosesia-F. Caratese: Marcolin di Schio; Cantù S.P.-Lavagnese: Serra di Torino; Lascaris-Chieri: Novellino di Brescia; Naviglio Trezzano-Chiavari (a Sesto SG): Pisicoli di Nichelino; Novese-Derthona (ore 18): Pinzone Vecchio di Genova; Pro Imperia-Asti: Giua di Pisa; Verbano-Santhià: Scarpini di Arezzo; Villalvernia-Albese: Zingrillo di Seregno. Classifica: Derthona e Chieri p. 9; Chiavari e Acqui 7; Asti 6; F. Caratese 5; Naviglio T., Bogliasco, Valle d’Aosta, Lavagnese, Novese e Pro Imperia 4; Villalvernia 3; Borgosesia 2; Albese (-3), Verbano, Cantù S.P. e Aquanera 1; Lascaris 0; Santhià (-3) 1. GIRONE B AlzanoCene-Voghera (ore 18): Bianchi di Formia; Aurora Seriate-Rudianese (a Cologno al Serio): Rossi di Rovigo; Carpenedolo-Darfo: Riccardi di Novara; Castellana-Pontisola: Andreini di Forlì; Fidenza-Castiglione: Pasqua di L'Aquila; Gallaratese-Olginatese: Perotti di Legnano; Gozzano-Fiorenzuola: Lambiase di Salerno; Mapello-Caronnese: Zanonato di Vicenza; Pizzighettone-Colognese: Berti di Prato; Pro Piacenza-Seregno (a Fiorenzuola): Moretti di Foligno. Classifica: Caronnese, Castiglione, Rudianese e Mapello p. 9; Voghera 7; Olginatese 6; Fidenza 5; Gozzano, Seregno, AlzanoCene, Fiorenzuola e Darfo 4; Colognese, Castellana e Pontisola 3; Aurora Seriate e Carpenedolo 1; Pizzighettone, Pro Piacenza e Gallaratese 0. GIRONE D Bagnolese-Camaiore: Affatato di Domodossola; Cerea-Pistoiese: Marinelli di Tivoli; Este-Santacroce (a Legnago): Gennarelli di Campobasso; Forcoli-Forlì: Vesprini di Macerata; Mezzolara-Tuttocuoio (su RaiSport 1): Mastrodonato di Molfetta; Ravenna-Lanciotto C.: Vaccher di Pordenone; San Paolo-Castelfranco: Fracassi di Campobasso; Scandicci-Pavullese: Candeo di Este; Sestese-Rosignano: Zancanaro di Treviso; V. Vecomp-Villafranca (16.30): D'Annibale di Marsala. Classifica: Este e Cerea p.9; Lanciotto Campi e Scandicci 7; San Paolo, Mezzolara, Forlì e Camaiore 6; Ravenna 5; Bagnolese 4; Sestese, V. Vecomp, Rosignano e Castelfranco 3; Pistoiese, Tuttocuoio e Pavullese 2; Santacroce 1; Forcoli e Villafranca 0.


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MOTOGP

Ducati, telaio numero 6 E cambia pure il motore Test a Jerez oggi con il collaudatore e dopo arriva Rossi Si parla di una struttura tradizionale, non più portante L’ULTIMA EVOLUZIONE VISTA AD ARAGON 1

2 La Ducati GP11.1 «evo» di Aragona (1) col telaio in alluminio è simile alla versione precedente, ma cambia all’interno, visto che si è dovuto punzonare il 7o motore, perché quelli a disposizione non si adattavano. Visivamente si notava solo l’attacco della sella (2), ma nascosto dalla carena c’era anche un altro attacco per il motore MILAGRO FILIPPO FALSAPERLA

La parola d’ordine è «stiamo lavorando per il futuro». Il problema è che il futuro è già qui e la Ducati non ha ancora deciso come e con quale moto affronterà il prossimo Mondiale, quello della nuova rivoluzione da 800 a 1000. Già da qualche gran premio (diciamo da un bel po’) si era capito che questa stagione sarebbe stata da dimenticare. Quindi si è voluto guardare avanti: 5 telai e due moto (compreso il motore) differenti in 14 gare e adesso arriva la sesta versione. Trasferta Da oggi sulla pista

spagnola di Jerez si torna in pi-

sta. E non per test di routine, visto che domani o dopo (come già successo l’ultima volta al Mugello dipende dal meteo e dagli eventuali capricci della Desmosedici: almeno questo nome è rimasto immutato...) in sella ci sarà Valentino Rossi per quello che diventerà il settimo degli 8 giorni permessi prima del test collettivo di Valencia, il 6-7 novembre. A svezzare la neonata, ovviamente, ci penserà oggi il collaudatore Franco Battaini. Rivoluzione Già, perché mentre la Ducati non rivela dettagli del nuovo test — «stiamo lavorando e preferiamo farlo in silenzio» — voci soprattutto spagnole parlano di una cicli-

ROSSA IN SUPERBIKE

La Xtreme 2012 farà solo la Stock (p.g.) Alla vigilia di Imola, che può laureare Checa iridato, la Ducati ha deciso di non omologare la nuova maxi 2012. Carlos ha dominato (11 vittorie e 16 podi in 20 gare) con la 1198R e gli avversari vedevano già la Xtreme (da record al Mugello) imbattibile. Hanno chiesto handicap di alimentazione e peso che Ducati non ha accettato. Checa, vicinissimo al rinnovo col Team Althea, continuerà con la 1198R, la Xtreme farà la Stock.

stica sempre in alluminio, come quella che ha corso in maniera ancora deludente ad Aragona, ma di fattura classica, cioè non più con il motore portante. Il propulsore, quindi, non servirebbe più da ancoraggio per il forcellone, ma sarebbe un semplice elemento dell’insieme. Se questo fosse vero, anche lui dovrebbe essere stato rifatto, per rimpicciolire le dimensioni: e sarebbe il terzo della stagione, il quinto considerando la doppia versione 800-1000 per aggirare il regolamento che vieta le prove con la moto dell’anno. Così sono state fatte le prove con la 1000 e poi le modifiche trasferite alla 800 (GP11.1 e telaio in alluminio di Aragona). Soddisfatto Vedremo se questa

nuova versione sarà finalmente accettata da Valentino. Anche se il pesarese ha continuato a ripetere che lui non ha mai chiesto il telaio tipo Deltabox, è abbastanza acclarato che fin dal primo momento abbia forzato per avere una moto che assomigliasse alle giapponesi che ha guidato in passato. Lo ha chiesto perfino allo sponsor, che si è fatto garante per questo. Qualche buontempone ha addirittura ipotizzato che a Borgo Panigale sia stata portata la Yamaha 2009 del Mondiale, regalo di Iwata a Rossi. Ma al di là della correttezza professionale che si deve a Valentino, le due moto sono talmente lontane come concezione tecnica (4 cilindri in linea la Yamaha, «L» di 90 gradi per la rossa) che un travaso di questo genere è impossibile. Però adesso Valentino ha quello che voleva. Vedremo se finalmente riuscirà (o deciderà) a guidare questa moto per tornare almeno in una zona di risultati decenti.

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LA CURIOSITÀ SULLA FIESTA DA RALLY

LAVORO CONTINUO Il lavoro di sviluppo della Ducati è stato frenetico per tutta la stagione.

S Step1 In Francia, al 4o GP, c’è la prima evoluzione del telaio in carbonio, più flessibile

S GP11.1 Ancora 2 gare e in Olanda Valentino usa la GP11.1, sorella minore della GP12 1000: motore rifatto e cambio veloce. Per Hayden una ciclistica «step2», ancora più flessibile.

S GP11.1 evo Domenica scorsa ad Aragona a sorpresa compare un nuovo telaio in alluminio, uguale nella struttura a quello in carbonio, ma con due travi di ancoraggio. Il motore resta portante

Marco Simoncelli, 24 anni, mette di traverso la Fiesta

Simoncelli a scuola guida da Hirvonen «Curvoni in quinta tra gli alberi: ho avuto paura!» Di solito i piloti fanno una gran fatica ad aderire alle manifestazioni promozionali degli sponsor. Invece questa volta non si sono fatti pregare. Marco Simoncelli e Jonathan Rea, della Honda Superbike, su invito della Castrol, si sono precipitati in Cumbria, nord-ovest dell’Inghilterra, al quartier generale Ford. «Di solito queste cose — racconta Marco — sono noiose, invece è stato bellissimo». Prova L’incontro ravvicinato era con la Ford Fie-

sta Rs Wrc del Mondiale rally. «Lunedì sono stato tutto il pomeriggio in pista — ha raccontato Simoncelli —. Era un tracciato di asfalto, ma con tanta ghiaia e terra: si stava sempre di traverso. Uno spasso». Non è mancato un piccolo esame. Il professore era Mikko Hirvonen, fresco vincitore in Australia e inseguitore (a 5 punti) di Loeb nel Mondiale. «Mi sono messo alla guida e Hirvonen al posto del navigatore per vedere come me la cavavo. A me è sembrato di aver guidato forte, ma in un tracciato che non è una pista definita è difficile avere dei riferimenti esatti. Comunque Mikko mi ha fatto i complimenti, dicendo che ho uno stile bello. Speriamo sia vero...». Paura Ma il piatto forte è arrivato ieri mattina,

quando i due si sono invertiti i ruoli. «Siamo andati nella vera pista prova della Ford, dove era disegnata una specie di prova speciale. Lì ho capito quanto vadano veramente forte. Era una foresta, con una stradina larga un paio di metri, con alberi da una parte e dall’altra. Ad un certo punto ho provato davvero paura: curvone da quinta piena, alberi dappertutto e lui che la metteva completamente "di taglio". Una roba incredibile! Ho pensato che non aveva voglia di farsi del male, quindi che forse sapeva quel che faceva. E mi sono tranquillizzato. Bellissimo anche vedere la fabbrica: partono dal telaio nudo e viene fuori la macchina da gara!». f.f.

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FORMULA 1 APPUNTAMENTO IN ASIA Taccuino SUPER REGALO

A Vettel la Red Bull Il 67enne milionario austria co Dietrich Mateschitz, proprieta rio della Red Bull (azienda e scude ria), ha deciso il regalo per il titolo, di Sebastian Vettel, che potrebbe arrivare già domenica a Singapo re. «Come l’anno scorso, sarà la vettura con la quale vincerà il titolo — ha detto alla Dpa Mateschitz —. Sebastian è unico: che fosse capa ce di un alto rendimento lo sapeva mo tutti, ma che lo mantenesse con questa continuità è sorpren dente per molti».

CONFESSIONE

Hamilton, niente figli Lewis Hamilton, legato da 4 anni a Nicole Scherzinger, per ora non pensa ad avere figli. «Sono gio vane — ha detto al Daily Mail il pilota della McLaren — e non penso alla famiglia. Credo che il rischio faccia la differenza per essere veloci. E Coulthard mi ha confessato che da padre non voleva rischiare perché voleva rivedere il figlio».

Singapore glamour con Shakira La pista è illuminata da 1500 proiettori, ha 8 curve sotto i 100 km/h e bisogna fare 4.331 cambiate

giro con 8 curve che vanno affrontate sotto i 100 km orari (come a Monaco). Molto utilizzata anche la trasmissione: per ogni giro sono calcolati 71 cambi di marcia. A fine gara ne sono previsti 4.331 in totale, il doppio che a Spa.

ALESSIA CRUCIANI

Guardare il GP di Singapore è un po’ come andare a teatro. Tutto intorno buio e luci puntate solo sugli attori. La gara, infatti, si corre di notte con il via alle 20 (le 14 in Italia). Luce italiana Per illuminare i

5.073 metri del circuito che si snoda lungo le strade della città sono stati installati 1.500 proiettori da 2.000 watt, ovvero una potenza 4 volte superiore a quella di uno stadio di calcio. E fa piacere ricordare che, nella capitale della tecnologia, il primo appalto fu affidato alla società di Valerio Maio-

Ecco il suggestivo scenario di Singapore nella notte del GP REUTERS

li (sta a Ravenna). Non economica la bolletta: l’impianto costa 1000 euro l’ora! Media Montecarlo resta inimi-

tabile nonostante i vari tentativi (inclusa Abu Dhabi) di seguirne le orme, ma il circuito cittadino di Singapore ha molte caratteristiche simili. A partire dalla durata della gara, che sfiora le due ore, e la me-

dia bassa (157,422 km/h nel 2010, ma sempre più alta di Monaco: 120,574 km/h quest’anno). A renderla glamour ci penseranno i concerti e le star di contorno: Shakira, Boy George, Rick Astley e altri. Curve Singapore è il secondo circuito per numero di curve: 23 contro le 25 di Valencia. Sono 15 i punti di frenata ogni

Gomme Sarà interessante verificare come si comporteranno stavolta le gomme Pirelli (scelte le soft e supersoft) dal momento che, al contrario di tutte le altre gare, correndo di notte le temperature della pista tendono ovviamente a calare anziché aumentare. Meteo Oltretutto quello di Sin-

gapore è uno dei GP più caldi e umidi dell’anno, 30˚ con un’umidità tra il 75 e il 90%. Eppure nelle tre edizioni passate non è mai piovuto in gara. E, considerando che finora il GP ha sempre avuto bisogno della Safety Car, c’è da augurarsi che almeno gli ombrelli possano rimanere chiusi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida Domenica alle 14 il GP in notturna in diretta su Rai 1 Domenica si corre il GP di Singapore, sul circuito cittadino (5073 m), 14ª tappa (su 19) del Mondiale 2011 di F.1. Sono previsti 61 giri per un totale di 309,316 km. PROGRAMMA E TV (Orario italiano, -6 ore) Venerdì — Prove libere: 12-13.30 e 15.30-17. Sabato — Prove libere: 13-14; Qualifiche: 16-17. Diretta su Rai 2 Domenica — La gara: via alle 14. Diretta su Rai 1 CLASSIFICA 1. Vettel (Ger-Red Bull) p. 284 2. Alonso (Spa-Ferrari) 172 3. Button (GB-McLaren) 167 4. Webber (Aus-Red Bull) 167 5. Hamilton (GB-McLaren) 158 6. Massa (Bra-Ferrari) 82 7. Rosberg (Ger-Mercedes) 56 8. Schumacher (Ger-Mercedes) 52 9. Petrov (Rus-Renault) 34 10. Heidfeld (Ger-Renault) 34 Costruttori 1. Red Bull-Renault p. 451 2. McLaren-Mercedes 325 3. Ferrari 254 4. Mercedes 108 5. Renault 70


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CICLISMO MONDIALI DI COPENAGHEN: OGGI TOCCA AI PRO’

Cancellara Avviso a Martin «Sono più forte di uno tsunami» Lo svizzero insegue il quinto titolo a crono, ma il tedesco quest’anno l’ha battuto due volte

Fabian Cancellara 30 anni BETTINI

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA COPENAGHEN (Danimarca)

Se salite su un motorino, farete fatica a restare in scia. Pioggia (sicura) e vento, in ogni caso sarà la cronometro più spettacolare degli ultimi anni. A 50-52 orari di media sui vialoni di Copenaghen, intorno a Tivoli (il parco dei divertimenti) e rientro a City Hall, il centro della capitale: 2 giri, 46 km. Il trono di Fabian Cancellara si regge su quattro gambe iridate (2006, 2007, 2009 e 2010), ma adesso traballa sotto i colpi del tedesco Tony Martin, che in questa stagione l’ha battuto due volte: a Grenoble (Tour) gli ha rifilato 1’42" su 42 km, a Salamanca (Vuelta) 1’27" su 47 km. E vogliamo dimenticare il britannico Bradley Wiggins, 3˚ alla Vuelta, o il talento americano Taylor Phin-

ney, o l’australiano Richie Porte? Giocateli: i primi cinque saranno loro. L’ombra Fabian, 31 anni, sa che

questa è la sfida più dura. E quando parla, tra silenzi e battute, è come se l’ombra di Martin fosse sempre lì vicina. Tony, 26, tedesco di Cottbus, ex Germania orientale: zona di Ludwig e Ullrich, il nucleo della Ddr. Con una formazione militare nella polizia tedesca. Ora vive anche lui in Svizzera, a Kreuzlingen, sul lago di Costanza. Nel 2011 è stato il numero uno delle crono: 6 vittorie, ha battuto tutti. Cancellara abita più a ovest, a Berna. «Tony è il favorito, vuole buttare giù il re», dice in inglese. Poi lo ripete in italiano, in francese, in svizzero-tedesco. Cancellara è uno dei personaggi più tosti del gruppo, un leader vero, mai banale. Guerra psicologica, totale. «Un conto è la crono in un grande giro, un’altra una gara secca, il Mondiale. Se non stessi bene, non sarei qui a fare figuracce. So che uno come me la crono può solo perderla. Per me questi giorni valgono la Settimana Santa del pavé (dal Fiandre alla Roubaix, ndr). Può arrivare anche uno tsunami, ma è duro spaccare Cancellara. In queste due settimane dopo la Vuelta ho fatto il massimo per essere al top. So cosa voglio da me stesso. E se penso alla crono, mi viene in mente un albero carico di olive. C’è sempre uno, sotto, che le vuole prendere tutte, ma io sono un duro e non voglio lasciarne nemmeno una».

Fabian: «Queste gare sono come Fiandre e Roubaix» Wiggins, Phinney e Porte outsider

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SU RAI2 ALLE 12.15

La crono pro’ si corre su 2 giri del tracciato di Copenaghen per un totale di 46,4 km. Al via in 65 (il primo alle 12.30). I migliori col numero di gara e l’ora di partenza: 39 Castroviejo (Spa) 13.43’30", 33 Gusev (Rus) 13.52’30, 29 Malori 14.34’30", 25 Konovalovas (Lit) 14.40’30", 14 Bobridge (Aus) 15.33’, 13 Grabsch (Ger) 15.34’30", 12 Larsson (Sve) 15.36’, 11 Wiggins (Gb) 15.37’30", 10 Pinotti 15.39’, 6 Porte (Aus) 15.45’, 5 Phinney (Usa) 15.46’30", 3 Millar (Gb) 15.49’30", 2 Martin (Ger) 15.51’, 1 Cancellara (Svi) 15.52’30". In tv: diretta RaiSport2 dalle 12.15, Eurosport dalle 12.30

Per Wouter Proprio a Copena-

LA SPERANZA AZZURRA È ALL’ESORDIO

Baby Malori e la prima vetrina «Entrare nei 10: io ci provo» (ci. sco.) Adriano Malori ha una gran passione per gli orologi li colleziona e il fatto che gli piacciano tanto le cronometro può essere visto anche come qualcosa di più di una semplice coincidenza. Oggi i signori del tempo saranno altri: ma il ragaz zo di Traversetolo (Parma), iridato under 23 della specialità a Varese 2008, ha solo 23 anni ed è all’esordio mondiale da pro’. Entrare nei 10 gli varrebbe più di un applauso. «Ci provo, sto bene ma non sono super — dice Malori che anche nel 2012 sarà alla Lampre —. Due picchi di forma li ho già avuti, il percorso è piatto piatto. Però incrocio le dita,

spero che non piova e a fine gara facciamo il bilancio». La stagione è stata buona: ha vinto la crono alla Coppi&Bartali e il Tricolore. Al Tour ha lottato e un giorno ha indossato il dorsale rosso del più combattivo. Va sempre a sensazioni («quanti chilometri ho fatto nell’ultimo allenamento? Non so») e non ha messo nulla di speciale in valigia («È il Mondiale, ma resta una gara: ho portato solo quello che mi serve»). Di sicuro, a cose fatte, non gli spiacerà lasciare la Danimarca: «Non m’ha entusiasmato. Con l’albergo siamo sul mare? Ma questo non è un mare, è una ghiacciaia».

la storia

Il risorto Pinotti Esserci è come una medaglia DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO SKODSBORG (Danimarca)

Marco Pinotti cade il 27 maggio: terz’ultima tappa del Giro d’Italia, da Bergamo a Macugnaga. Quando realizza compiutamente quello che gli è capitato, ha tre certezze. «La prima, mi sono rotto il bacino. La seconda, il Giro è finito due giorni prima. La terza, la stagione è andata e arrivederci al 2012». Per due terzi ha ragione; per un terzo, torto. Oggi, 117 giorni dopo, alle 15.39, Marco Pinotti si lancerà nella crono mondiale. Si è auto-smentito: «colpa» sua, e ne è felicissimo. Recupero «Sono stato dieci settimane senza toccare la bicicletta. Ho ripreso il 1˚agosto. Pensate la combinazione: al pomeriggio mi ha chiamato il c.t. Bettini. Ci siamo confrontati e abbiamo concluso: risentiamoci tra un mese». Quando si sono risentiti, Pinotti — che ha partecipato alle due gare canadesi di World Tour — ha capito che sarebbe stato chiamato. «Paolo, sono partito da sotto zero. Vengo, ma non potrò essere il vero Pinotti». «Marco, mi basta la tua disponibilità». Che storia: ha un risvolto negativo, perché nessun cronoman italiano — Malori a parte — ha dato a Bettini garanzie maggiori di un Pinotti (classe 1976) al 70 per cento. Ma dà sostanza a un motto — volere è potere — che a volte suona retorico. Non è una di quelle volte. Emozioni Quella frattura del bacino era arrivata

quasi in coda a un Giro d’Italia pazzesco. Pinotti aveva vestito la prima rosa, nel tripudio della Torino invasa anche dagli alpini. Solo Capecchi lo aveva battuto a San Pellegrino Terme, l’unica tappa che finiva nella «sua» provincia, Bergamo. Aspettava l’ultimo giorno, la crono di Milano, per vincerla come nel 2008: niente da fare. «E mi sono giocato anche la possibilità di una medaglia mondiale». Una medaglia? «Consideriamo Cancellara e Martin fuori portata? Bene, Martin è un mio compagno all’Htc. Nelle crono di quest’anno mi dava un secondo al chilometro. Potevo arrivargli a un minuto, su 46 km. Tra il terzo e il quinto posto (fu 5˚ a Mendrisio 2009, ndr)».

ghen, 80 anni fa, Learco Guerra vinse il primo Mondiale a cronometro: 172 km. Una prova massacrante, che sarebbe piaciuta anche a «Spartacus» Cancellara. «Un giorno smetterò di correre e avere cinque maglie iridate a casa...». In testa, cerca di scacciare le nuvole per la fusione Leopard-RadioShack e l’arrivo di un tecnico «importante» e ingombrante come Bruyneel: «A casa, ho voluto solo dedicarmi alla mia famiglia e godermi gli ultimi giorni d’estate. In Svizzera ci sono già freddo e neve». Fabian ha anche un pensiero profondo su Wouter Weylandt, il belga suo compagno di squadra morto nella terza tappa del Giro: «Dopo quel giorno anch’io adesso freno di più in discesa. La bici non è tutto, e tanti in gruppo hanno aperto gli occhi su quanto corta possa essere la vita».

Marco Pinotti, 35 anni, in rosa dopo la cronosquadre d’apertura all’ultimo Giro d’Italia. Nella terz’ultima tappa cadde fratturandosi il bacino

gneria gestionale, il Pinotti giornalista per «Eco di Bergamo» e «Ciclismo», il Pinotti ecologico che in corsa fa la raccolta differenziata. Questo — già raccontato — passato e presente, ma la storia non è finita. Dopo la chiusura dell’Htc, Pinotti andrà alla super-Bmc di Evans, Gilbert e Hushovd. «Due stagioni ad alto livello le posso fare». Poi affiancherà il fratello nella sua società di consulenza energetica. Ma c’è tempo. L’Olimpiade di Londra 2012 lo aspetta: per cercare di mettersi al collo la medaglia che oggi si è idealmente guadagnato con la sola presenza.

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LAPRESSE

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Futuro Il Pinotti laureato in inge-


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CICLISMO IN RADUNO CON LA NAZIONALE DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO SKODSBORG (Danimarca)

Non vinceva mai. Poi ha cominciato a farlo, non si è fermato più e — un successo dietro l’altro — si è preso anche la maglia azzurra. Sacha Modolo è arrivato al Mondiale sulla spinta di dieci sprint vincenti in due mesi e con una fiducia straripante. Un altro corridore e un altro uomo rispetto al Modolo di un anno fa, che era arrivato quarto alla prima Sanremo della vita e poi però basta, niente vittorie e niente piazzamenti importanti: «Ho anche pensato che fosse stata solo fortuna, e che la bici non facesse per me». Ora dice: «Questo percorso mondiale mi piace tanto. Posso essere un bel jolly». E il commissario tecnico Bettini, di ritorno dal primo allenamento danese con due giri sul circuito inclusi, gli fa eco: «Avrà un ruolo importante». E’ cambiato tutto.

La rivoluzione Modolo «Per lui ruolo chiave» Il c.t. Bettini promuove il giovane sprinter al fianco di Bennati «Non ci sono salite, si farà 45 di media: prevedo la volatona» la scheda SACHA MODOLO 24 ANNI, TREVIGIANO 10 VITTORIE NEL 2011

Sacha Modolo (foto Bettini) è nato a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, il 19 giugno 1987. Velocista, è alto 180 cm e pesa 65,5 kg. Da dilettante ha corso con la Zalf, poi nel 2010 è passato pro’ con la Colnago.

LE GARE DI IERI CRONO JUNIORES E DONNE

Martinelli chiede scusa Cantele: «Che delusione» COPENAGHEN

Davide Martinelli non si è nascosto: «Chiedo scusa a tutti, mi dispiace aver deluso le aspettative di chi ha avuto fiducia in me. Non so che cosa mi sia successo, non riuscivo a spingere, non sono mai entrato in gara. Un tempo così non lo facevo nemmeno da allievo». Solo nel secondo giro è andato meglio, ma la frequenza giusta di pedalata non c’è mai stata: il bresciano ha corso a 45 orari, finendo 25˚; Mads Wurtz Schmidt, danese al primo anno nella categoria, ha vinto a 47,4. La differenza è di 1’50". Così è andata la cronometro juniores maschile, sulla quale puntava forte il giovane tricolore. Riccardo Donato ha chiuso 35˚ a 2’13", mentre il campione europeo Alberto Bettiol è rimasto a letto: feb-

bre e gastroenterite. In campo femminile, ha vinto la tedesca Judith Arndt, favoritissima, che a 37 anni si è messa al collo l’oro della crono dopo aver vinto a Verona 2004 la prova in linea: poche settimane prima ai Giochi di Atene aveva lasciato il successo all’australiana Carrigan per protesta contro i dirigenti tedeschi che non avevano convocato la compagna Petra Rossner. Noemi Cantele è partita nelle condizioni meteo peggiori, quando pioveva intensamente: «Sono anche scivolata, ero molto legata, il tracciato era viscido e in quelle situazioni poi ti blocchi. Sono delusa, molto delusa». Negli ultimi 7 km, con la strada più asciutta, ha recuperato 40": 18ª a 1’58". Elisa Longo Borghini, la più giovane tra le 51 al via, dopo una foratura e un guaio meccanico ha chiuso 32ª a 3’13".

la guida Oro al danese Wurtz e alla tedesca Arndt CRONOMETRO JUNIORES UOMINI 1. Mads WURTZ SCHMIDT (Dan) km 27,8 in 35’07", media 47,483; 2. James Oram (N.Zel) a 4"; 3. David Edwards (Aus) a 20"; 4. Faglum-Karlsson (Sve) a 32"; 5. Vasyliv (Ger) a 39"; 6. Von Folsach (Dan); 7. Jorgenson (Usa) a 46"; 8. Dibben (Gb) a 48"; 9. Lecuisinier (Fra) a 49"; 10. Enger (Nor). 25. Martinelli a 1’50"; 35. Donato a 2’13". Non partito Bettiol (febbre). CRONOMETRO DONNE ELITE 1. Judith ARNDT (Ger) km 27,8 in 37’07", media 44,931; 2. Linda Villumsen (N.Zel) a 22";

Daniele Bennati, a sinistra, e Giovanni Visconti guidano il primo allenamento azzurro BETTINI

Quarto a Sanremo All’esordio ha stupito tutti alla Milano Sanremo finendo 4˚, ma poi durante la stagione non è arrivata la sperata vittoria. Quest’anno ha già centrato 10 successi (il primo il 6 luglio, l’ultimo l’8 settembre), oltre a 6 secondi e 4 terzi posti. Per il 2012 lo voleva la Lampre, ma resterà nel team dei Reverberi. È al debutto azzurro tra i grandi.

3. Emma Pooley (Gb) a 24"; 4. Whitten (Can) a 26"; 5. Hughes (Can) a 37"; 6. Shaw (Can) a 39"; 7. Van Dijk (Ola); 8. Neben (Usa) a 41"; 9. Fahlin (Sve) a 55"; 10. Teutenberg (Ger) a 56"; 11. Vos (Ola); 18. Cantele a 1’58"; 32. Longo Borghini a 3’13". LE PROSSIME GARE Oggi: cronometro professionisti (46.4 km). Domani: riposo. Venerdì: in linea juniores donne (70 km) e under 23 uomini (168 km). Sabato: in linea juniores uomini (126 km) e Elite donne (140 km). Domenica: in linea professionisti (266 km).

Commissario tecnico Modolo e gli azzurri ieri hanno pedalato per un centinaio di chilometri, schivando la pioggia pomeridiana. «Sarà una gara molto veloce — ha detto il c.t. Bettini, che ha avuto l’impressione di un circuito leggermente più corto (13,5 km invece di 14 per un totale di 258 anziché 266) —. Il meteo per adesso è un’incognita, ma potrebbe venire fuori una media finale molto alta, sui 45 all’ora. Non c’è una vera salita sulla quale fare la differenza, ci sarà più nervosismo perché molti crederanno di potersela giocare. Non si può escludere una volata anche di 90 corridori. Bennati è il nostro uomo più esper-

Sacha sfodera la sua zucca portafortuna: «Posso essere un bel jolly»

Ritratto Modolo ha 24 anni, è

trevigiano di Vazzola e vive a Santa Lucia di Piave: la fidanzata Rossana gli ha regalato una piccola zucca portafortuna da portare al Mondiale. Ex ala di calcio, è cresciuto nella Zalf, è passato pro’ con la Colnago di Bruno e Roberto Reverberi dove rimarrà anche nel 2012, nonostante la Lampre-Isd gli abbia fatto una corte serrata. Ha due Vespa, una PK 50 e una VNB 2 del 1959. «Non è un caso. Amo le cose vintage, gli anni 70. I giubbotti di pelle, gli occhiali Ray-Ban. E ho un debole per i dolci». Sotto questo aspetto, ha dovuto darsi una regolata. «E’ vero. Ho cambiato dieta, mi segue il dottor Gianmattei, il medico della Nazionale. E

dietro a un certo Cavendish, si è aperta la prospettiva di possibile uomo-jolly Mondiale: «Se ci fosse da entrare in fuga, non mi spaventerei. Ma nel finale sarei pronto a pilotare Bennati».

dall’ultimo ritiro, circa 4 mesi fa, ho perso 4 chili: ora sono a 65,5 (è alto un metro e 80, ndr) e in salita fatico meno. Ho ridotto molto i dolci, ma curo anche i particolari come lo zucchero nel caffè, prima abbondavo. La pizza prosciutto e

funghi dopo le gare, però, me la concedo ancora». Percorso Qinghai Lake in Ci-

na, Brixia Tour, Giro di Danimarca, Coppa Agostoni, Settimana Lombarda, Giro di Padania. Le bandierine piantate da

Modolo non sono grandi giri a tappe o classiche monumento, «ma in Danimarca ho battuto anche Freire e Breschel. Non voglio esaltarmi ma neanche sottovalutarmi». Così per Sacha, secondo a metà agosto nella Preolimpica di Londra

Ama gli anni 70 e vestire vintage, indossa chiodo e Ray-Ban. E gira con la Vespa to e se starà bene bisogna tutelarlo, non faremo due o tre volate per raccogliere due o tre piazzamenti. Quanto a Modolo, ha vinto tanto e bene. Avrà un ruolo importante». Sì, è cambiato tutto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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RUGBY IL MONDIALE

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Da settimane sapevo il XV: non ho cambiato dopo Irlanda-Australia NICK MALLETT C.T. ITALIA

ITALIA RUSSIA

53 17

NOTE: p.t. 38-7, spettatori 12.415. Gialli: 32’ p.t. Ongaro. Calci: Bocchino 4 su 7 (8 punti), Benvenuti 0 su 3; Rachkov 1 su 3 (2 punti). Mischie: Italia 13 vinte, 1 persa; Russia 5 vinte, 1 persa. Touche: Ita 9 v, 1 p; Rus 7 v, 4 p. Penalità concesse: Ita 5, Rus 12. Placcaggi: Ita 96, Rus 92. Possesso: Ita 50%, Rus 50%. Territorio: Ita 59%, Rus 41%. Uomo del match: Gresev.

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI NELSON (Nuova Zelanda)

Dodici giocatori di formazione italiana su quindici e 23 minuti: è quanto basta per regolare la pratica-Russia. La Nazionale dei giovani, già a metà del primo tempo, realizza la quarta meta, quella che vale in punto di bonus. Quella che, transitando dal match di martedì prossimo contro gli Stati Uniti, permette di continuare a credere che sarà lo scontro diretto con l’Irlanda a decidere della promozione ai quarti. Il resto conta solo per rimpolpare il tabellino e per verificare che la squadra presta ancora il fianco a eccessivi svarioni difensivi. Ma la missione è compiuta, senza affanni e senza problemi. Gli Orsi sono troppa poca cosa per impensierire chi coltiva legittime ambizioni da grande. L’eredità Finisce 53-17, nove mete a tre. Mai gli azzurri, in sette edizioni di Mondiali (21 partite), avevano segnato così tanto. E’ un buon segno. Soprattutto in prospettiva. Perché sotto i riflettori del quasi tutto-esaurito del Trafalgar Park — campo con anche una tribuna in erba — s’è vista un’Italia con tanti giocatori di limitata esperienza. Saranno loro a dover raccogliere il testimone dai

SERGIO PARISSE CAPITANO ITALIA

B NUS

ITALIA: Masi (20’ s.t. Sgarbi); Toniolatti, Benvenuti, M. Pratichetti, McLean; Bocchino (33’ s.t. Canale), Gori (17’ s.t. Canavosio); Parisse (17’ s.t. Zanni), Ma. Bergamasco (35’ p.t.-5’ s.t. D’Apice), Derbyshire; Bortolami (6’ s.t. Van Zyl), Geldenhuys; Cittadini, Ongaro (5’ s.t. D’Apice), Perugini (6’ s.t. Castrogiovanni). All. Mallett.

ARBITRO: Barnes (Inghilterra).

Tommaso Benvenuti, 20 anni, realizza la seconda meta. È a tre in 10 caps AFP

9 mete e

MARCATORI: p.t. 6’ m. Parisse tr. Bocchino, 14’ m. Toniolatti, 16’ m. Benvenuti, 23’ m. Toniolatti tr. Bocchino, 28’ m. tecnica Italia tr. Bocchino, 34’ m. Yanyushkin tr. Rachkov, 37’ m. Gori tr. Bocchino; s.t. 8’ m. Benvenuti, 11’ m. Ostroushko, 23. m. McLean, 31’ m. Makovetskiy, 36’ m. Zanni.

RUSSIA: Klyuchnikov (32’ p.t. Kushnarev); Artemyev, Kuzin, Makovetskiy, Ostroushko; Rachkov, Shakirov (27’ p.t. Yanyushkin); Gresev, Garbuzov (29’ s.t. Sidorov), Grachev (19’ s.t. Fatakhov); Byrnes (25’ s.t. Antonov), Voytov; Prishchepenko (37’ s.t. Botvinnikov), Korshunov (20’ s.t. Tsnobiladze), Botvinnikov (13’ s.t. Khrokin). All. Nerush.

Ci siamo divertiti, con gli Usa sarà più difficile

L’Italia giovane attacca e diverte C’è un futuro senza stranieri Russia debole: Benvenuti al centro dà fantasia, due mete di Toniolatti e Gori convince Geldenhuys e Yanyushkin REUTERS

veterani di oggi. Applausi, allora, per le doppiette di Tommaso Benvenuti (vent’anni) e di Giulio Toniolatti (sette caps), capace delle prime mete della carriera in Nazionale. Ma anche, sebbene non tutti abbiano giocato al meglio, ai vari Matteo Pratichetti, Sgarbi, a un ottimo Derbyshire, a Cittadini, D’Apice e alla baby mediana Bocchino-Gori, 45 anni in due. Nick Mallett, a fine torneo, saluterà forzatamente il gruppo. Ma al successore, il francese Jacques Brunel (ieri in tribu-

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Punti segnati: record Il record azzurro precedente al Mondiale (36) risaliva al match con Tonga a Canberra 2003

na), lascerà una bella eredità. Intanto c’è da pensare a Nuova Zelanda 2011. E le indicazioni che arrivano dal match con la Russia sono positive. Per la mentalità vincente mostrata e per un tabù abbattuto: questa squadra, per quanto opposta a una formazione modesta, sa anche segnare. Divario Il primo a riuscirci è un ispirato Parisse: touche, pick and go, raggruppamento, Gori in velocità, Bocchino e via. Seguono, a ruota, Toniolatti (rag-

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Mete realizzate: record Il record azzurro precedente al Mondiale (4) apparteneva al match con gli Usa a Otley 1991

gruppamento, Parisse in sottomano, McLean), Benvenuti (dopo un delizioso calcetto di Bocchino) e ancora uno scatenato Toniolatti: Parisse sfonda, dribbla, salta, scarica e il romano si tuffa in mezzo ai pali alla Ashton. Arriva anche una meta tecnica (di mischia). Al 28’ è 31-0. L’Italia è devastante con la maul, trova spazi al largo, è costantemente in sovrannumero. La Russia è disordinata, fallosa, priva di fondamentali. Entra nei 22 altrui solo quando si trova con l’uomo in più per un giallo a Ongaro: il tallonatore potrebbe aver chiuso così la gloriosa carriera in azzurro. La meta che ne consegue è la prima nella storia iridata della Russia. All’intervallo è 38-7. Promossi La ripresa è più equili-

brata (tre mete a due): segnano di nuovo Benvenuti (finirà la partita all’ala), McLean (che con l’ingresso di Sgarbi per Masi passa estremo e da estremo ad apertura, quando Bocchino esce per crampi) e Zanni, subentrato a Parisse come n. 8. Si vede, come preannunciato, pure Cittadini pilone sinistro. L’Italia, in assoluto, non segnava così tante mete dalla precedente sfida con la Russia, disputata a Mosca il 14 ottobre 2006 (67-7). L’esame è superato. L’unica nota stonata, oltre ai buchi difensivi, l’imprecisione dalla piazzola: Bocchino fa 4 su 7, Benvenuti 0 su 3. «Ho sbagliato molti passaggi — dice Gori, simbolo della "nuova" Italia — ma nel complesso sono felice. Dietro i nomi illustri di oggi c’è un bel movimento, l’Accademia sta lavorando bene. Noi emergenti siamo qui per conquistare posti da titolare». La concorrenza interna è un toccasana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE

Servono altri 5 punti per giocarsi tutto con l’Irlanda La vittoria con bonus di ieri è fondamentale perché è il primo passo per giocarsi tutto con l’Irlanda il 2 ottobre. Se arri vassero 5 punti anche con gli Usa, l’Italia si presenterebbe con 10 punti, contro i 13 presu mibili dell’Irlanda (ne ha 8, vener dì trova la Russia). A quel punto l’Italia potrebbe anche battere i Verdi di un punto, per passare ai quarti, e in partite del genere il punteggio basso e serrato, con 4 punti a chi vince e uno a chi perde, è probabile. A parità in classifica (es. Italia 14, Irlan da 14), varrà lo scontro diretto.

GIRONE C PARTITE GIÀ GIOCATE Australia-Italia 32-6 Irlanda-Stati Uniti 22-10 Russia-Stati Uniti 6-13 Australia-Irlanda 6-15 Italia-Russia 53-17 CLASSIFICA Squadra P V N P F S Irlanda 8 2 0 0 37 16 Australia 5 1 0 1 36 21 Italia 5 1 0 1 59 49 Stati Uniti 4 1 0 1 23 28 Russia 1 0 0 2 23 66 Regolamento: 4 punti a vittoria, 2 a pareggio, 0 a sconfitta, 1 di bonus se si segnano 4 o più mete, 1 di bonus se si perde con 7 o meno punti di scarto. Ai quarti le prime due. DA GIOCARE 23/9, 10.30 Wellington Australia-Usa 25/9, 7 Rotorua Irlanda-Russia 27/9, 8.30 Nelson Italia-Usa 1/10, 4.30 Nelson Australia-Russia 2/10, 9.30 Dunedin Italia-Irlanda


MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

LO SCHERZO

Castrogiovanni: «Io, il più stupido dei capitani azzurri Anzi no, c’è Ongaro»

NELSON Quando Sergio Parisse, al 17’ s.t. viene richiamato in panchina per non essere spremuto come un limone (al suo posto, come nel Sei Nazioni 2010, tocca a Zanni), c’è la curiosità di verificare a chi con Leonardo Ghiraldini in tribuna e Marco Bortolami già uscito da 10’ verrà

post partita tanto è vero che da lì in poi abbiamo chiamato solo mischie...». Anche Castro, in zona mista, sorride della decisione: «Quando ho capito che sarebbe toccato a me spiega mi sono un po’ imbarazzato, pensando a una possibile classifica dei capitani più stupidi. Poi mi son

affidata la fascia di capitano. Nick Mallett decide di fare un piccolo regalo a Martin Castrogiovanni (foto AFP) che, appena subentrato a Totò Perugini, festeggia l’80˚ cap in azzurro. «Certo non ho fatto la scelta migliore da un punto di vista tattico ironizzerà il c.t. nel corso della conferenza stampa

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ricordato che persino Fabio Ongaro ha portato la fascia (nel novembre 2004, a Biella, contro gli Stati Uniti, ndr) e allora mi sono tranquillizzato». Nessun caso diplomatico: tra i due, si sa, gli scherzi sono all’ordine del giorno. Anzi, un piccolo esempio dell’armonia che c’è in gruppo.

NON POSSONO ENTRARE NEGLI STADI

Cornamuse vietate Scozzesi in rivolta I tifosi della Scozia hanno chiesto di poter entrare allo stadio con le cornamuse. Gli organizzatori del Mondiale infatti hanno inserito lo strumento a fiato tra gli oggetti vietati sugli spalti, accomunandolo alle vuvuzela. «Abbiamo sempre suonato la cornamusa in tutto il Regno Unito e anche a Francia 2007. Non capiamo il senso di questo divieto» ha raccontato allo Scotsman Matt Strachan.

I GIOVANI

LA MENTALITÀ

LA DIFESA

I CALCI

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i Voto: 4

i Voto: 3,5

C’è Giulio Toniolatti, al quale per una vita han fatto credere di essere un mediano di mischia: debutta da titolare in Coppa del Mondo all’ala, recuperi palloni su palloni, coi suoi calzettoni tirati giù è mister aggressività e firma due mete, «con dedica a Priscilla e al nostro bimbo che nascerà in gennaio». C’è il 20enne Tommaso Benvenuti che «pur di giocare, va bene ovunque, certo che da centro mi piace di più». E intanto si conferma cavallo e bomber di razza. C’è Matteo Pratichetti (foto GETTY), che di anni ne ha 26 ma, alla seconda esperienza iridata, sembra il papà di tanti baby. C’è Riccardo Bocchino, che è leggerino, non è un gran placcatore, ha il piede impreciso («in riscaldamento ho avvertito una piccola contrattura agli adduttori») e giocherà nel Super 10, ma piazza un calcetto per la prima meta di Benvenuti che manco Ashley Cooper... Poi c’è Edoardo «Ugo» Gori: in coppia con Fabio Semenzato, finalmente, non fa più rimpiangere Alessandro Troncon. Trequarti e mediana: tutta roba italiana. Quasi da non credere.

Quel che più piace di quest’Italia (nella foto FAMA, il capitano Sergio Parisse) è l’attitudine e il modo con cui imposta la partita: quattro mete in 23’ (col bonus), cinque in 28, sei nel primo tempo. Quella della pochezza offensiva non è una barzelletta, ma è anche vero che varcare la linea di meta quando si ha a che fare con squadre che, quasi sempre, ti precedono nel ranking mondiale, è ben più difficile che farlo quando si lotta ad armi pari o, addirittura, contro chi è palesemente più debole, come la Russia di Nelson. Resta che gli azzurri, pur rinunciando a numerosi supposti titolari, interpretano al meglio il piano di gioco voluto dal c.t. e, sfruttando al meglio le debolezze degli avversari (quanti errori!), nel primo tempo viaggiano alla bella media di un punto a minuto. Poi, per certi versi come contro l’Australia, c’è un calo psicologico. Ma qui la flessione arriva a obiettivo raggiunto. Il dubbio era che, di fronte alla necessità di «fare» la partita, la squadra — non abituata, non usa — si smarrisse. Dubbio ampiamente fugato. Il copione andrà ripetuto contro gli Stati Uniti.

Tre mete subite dal Giappone in agosto a Cesena, quattro in un tempo dall’Australia dieci giorni fa a Auckland, tre dalla Russia ieri a Nelson: troppe, contro squadre — Wallabies a parte — che dovrebbero venir messe in un angolo. Sono però il frutto di svarioni difensivi, individuali o collettivi. E certe distrazioni, per esempio contro l’Irlanda, il 2 ottobre a Dunedin, potranno costare carissime. La prima meta russa arriva con l’Italia in quattordici per l’espulsione temporanea di Ongaro. La seconda perché Pratichetti tenta un intercetto e McLean (foto AP) non recupera. La terza perché Toniolatti ritarda un ritorno sull’uomo. «Gli ultimi due — è il ritornello di Mallett — sono errori figli della scarsa esperienza a livello internazionale. Ma, per una volta che segniamo 53 punti e nove mete, non possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno?». Senz’altro, a patto di prendere buona nota delle cose negative viste. Omar Mouneimne, il tecnico sudafricano tanto apprezzato dai giocatori, responsabile della difesa e dei punti d’incontro, deve metterci una toppa.

Riccardo Bocchino (foto FORTI), al quale è affidata la responsabilità di giornata dalla piazzola, fa 4 su 7, centrando i calci facili, conseguenze di mete in mezzo ai pali, ma sbagliando gli altri. «Con Philippe Doussy (referente del fondamentale, ndr) sto lavorando bene — dice — in riscaldamento andava tutto a meraviglia, poi ho avvertito un fastidio all’adduttore e, sbagliato il primo, mi sono fatto psicologicamente condizionare». Tommasi Benvenuti, che gli subentra nel compito nel 2o tempo, riesce a far peggio (zero su tre). «Ho subito la pressione della partita — ammette — in allenamento va molto meglio». Con un 4 su 10, in altre circostanze, non si sarebbe andati lontano. Quello del calciatore resta così un problema irrisolto. Perché nemmeno con Mirco Bergamasco, al quale va riconosciuto lo spirito di servizio e l’abnegazione, l’Italia può dirsi tranquilla. Ricordate la fatal St Etienne, il piazzato sbagliato da Bortolussi e il k.o. con la Scozia che, a Francia 2007, negò agli azzurri l’accesso ai quarti? C’è da augurarsi che contro l’Irlanda non si arrivi nella stessa situazione.


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RUGBY IL MONDIALE

Haka e bombette Un tuffo nel 1870

COME 141 ANNI FA

IL C.T. KIRWAN VIAGGIO AL «SIGNORE DELLA FORESTA» 1

NELSON (Nuova Zelanda)

Vestiti d’epoca, porte basse, palla rotonda Nelson celebra la prima partita neozelandese 2

DAL NOSTRO INVIATO

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ANDREA BUONGIOVANNI NELSON (Nuova Zelanda)

Chi c’era, non dimenticherà. La giornata che a Nelson porta a Italia-Russia, primo di tre match iridati al Trafalgar Park, è unica, irripetibile. Per partecipazione (di tutta la cittadinanza) e valenza sociale. Dedicata alla rievocazione della prima partita ufficialmente giocata in Nuova Zelanda, il 14 maggio 1870, ha vissuto di momenti magici. Il rugby e il Paese agli antipodi sono un tutt’uno. In mattinata la scalinata della chiesa che dà sulla centralissima Trafalgar Street, si trasforma in teatro: milleduecento studenti del Nelson College, guidati da un giovane capo maori, inscenano una gigantesca haka, vibrante, tumultuosa, ispiratissima. Chi pensa che la commercializzazione di questa danza tradizionale stia superando il limite, come per esempio il c.t. del Sudafrica campione uscente, Peter De Villiers, non faccia riferimenti a situazioni come queste. Qui, di finto, c’è nulla. La partita Poi, al Botanics Garden, sotto la collina dove è fissato il centro del Paese, ecco la

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La grande haka interpretata dai 1200 studenti del Nelson College REUTERS

riedizione del match tra il Nelson Club e il Nelson College, giocato con le regole e la palla (più tonda che ovale) di allora. I giocatori (diciotto per parte) vestono la meravigliosa tenuta e i colori dell’epoca. L’arbitro ha bombetta e bastone. Il campo è delimitato dal pubblico. Molti vestono costumi vittoriani. L’elegante programma è stampato su carta color seppia. I pali sono in legno e si ferma-

no alle traverse. Sembra di essere in un film. Giocano anche James Marshall, visto a Viadana e il fratello Tom, gloria dei Crusaders. Gli spogliatoi? Un pezzo di prato (verde, verdissimo) adiacente al campo. Vince, oggi come allora, il Club (3-1). Poi il terzo tempo, naturalmente. Dura fino al fischio d’avvio del match degli azzurri. Dovrebbe non finire mai. © RIPRODUZIONE RISERVATA

E il Giappone si carica sotto l’albero sacro

1. Un raggruppamento 2. La tenuta da gioco di 141 anni fa 3. Il dettaglio del pallone 4. Una touche e l’arbitro in tenuta 5. Il gioco si sviluppa dietro le porte, coi pali bassi REUTERS/FORTI

John Kirwan, c.t. neozelandese del Giappone, mito degli All Blacks, ex allenatore dell’Italia e trevigiano d’adozione (per matrimonio), evidentemente non sa più a quale santo votarsi. Così ieri, dopo aver subito 130 punti nelle prime due partite iridate contro la Francia e la Nuova Zelanda e alla vigilia della sfida a Tonga di Whangharei, unica partita in programma oggi (alle 9.30 italiane), ha portato la squadra in delegazione alla Waipoua Forest, uno dei punti più a Nord del Paese, per rendere omaggio alla Tane Mahuta, nome che in lingua maori significa «Signore delle foreste». Si tratta di una conifera sacra alta 51,20 metri che si ritiene di un’età compresa tra i 1250 e i 2500 anni, in qualche modo gemellata con una pianta giapponese altrettanto benedetta, la Jomon Sugi di Yakushima. Spiritualità «Questo è un luogo speciale — ha detto Kirwan, confermando la sua nomea di uomo sensibile — cercheremo di assimilare la forza che ne deriva e sfruttarla poi in campo». Anche Tonga arriva da due sconfitte consecutive (quella d’esordio contro gli All Blacks e quella, del tutto inattesa, contro il Canada), ma appare favorito. «Sono contento di questa iniziativa — ha detto il capitano dei Brave Blossoms, il flanker Takushi Kikutani —

è stata una valida opportunità per staccare un po’ la spina e mettere le cose in prospettiva. Mi sento più sereno, ora. Anche se il viaggio per la Waipou Forest è stato faticoso. In quelle tante curve non vorrei aver perso la spiritualità accumulata...». Kirwan, alla vigilia del Mondiale, aveva dichiarato che l’obiettivo del Giappone era centrare due vittorie. Con la collaborazione della Tane Mahuta potrebbe ancora essere possibile. a.b. © RIPRODUZIONE RISERVATA

TRA I 1250 E I 2500 ANNI

RCS


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BASKET LA NBA SBARCA IN ITALIA

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LA CARRIERA PRO’ DA NEW YORK A DENVER 1

DOMENICA IN CAMPO

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Il nuovo «debutto» di Danilo Gallinari con la maglia dell’EA7 Milano avverrà domenica in Spagna, nell’amichevole che l’Olimpia giocherà in casa del Granada.

S 9 OTTOBRE In campionato la prima giornata, salvo venga anticipata al sabato, è prevista per il 9 ottobre in casa contro Varese.

S 20 OTTOBRE Il debutto in Eurolega è invece previsto per il 20 ottobre, in casa contro il Maccabi Tel Aviv

S 1 NOVEMBRE E’ la data, da calendario, del previsto inizio del campionato Nba, il cui slittamento pare però ormai quasi certo, visto che fino ad ottobre non sono previste altre trattative tra proprietari e giocatori

1. Danilo Gallinari, 23 anni, ha debuttato in Nba con i New York Knicks il 30 ottobre 2008. Qui è in azione contro Rondo e i Celtics. 2. E’ il 4 ottobre 2010: Danilo fa un trionfale ritorno con i Knicks al Forum di Assago sfidando l’Olimpia. 3. Lo scorso febbraio è stato ceduto ai Denver Nuggets AFP

Gallinari a Milano «Una splendida opportunità» «Il contatto solo nei giorni scorsi, ma non ci voleva un genio per capire che sarei venuto solo qui» la scelta sarebbe caduta sull’Olimpia?

MASSIMO ORIANI MILANO

Ieri è stato il grande giorno, quello del ritorno di Danilo Gallinari nella sua Olimpia. Gallinari, quando è avvenuto il primo contatto con Milano?

«Nei giorni scorsi, prima ero solo concentrato sull’Europeo, in seguito ho voluto lasciar sbollire la rabbia per la delusione. Poi ho iniziato a pensare a questa splendida opportunità che mi ha dato l’EA7». Mai avuto dubbi sul fatto che

Gallinari, allora 18enne, con la maglia dell’AJ Milano CIAMILLO

«Se me lo chiedevate un mese fa, non mi passava neanche per la testa l’idea di giocare in Europa. Ma non ci voleva un genio per capire che potevo venire solo qui».

«

E Siena?

L’inserimento non sarà drastico ma nel contesto degli equilibri che stiamo costruendo

C’è un pizzico di voglia che la serrata vada per le lunghe per restare qui un po’ di più?

«Probabilmente sarà così che lo speri o meno. Ci sono obiettivi importanti in ballo quindi è possibile che più si va avanti più il pensiero sia quello». Questa volta Milano ha fatto sul serio. Trova una squadra che partiva da favorita con l’Mps anche senza di lei.

«E’ molto forte, ma penso che la società abbia sempre fatto sul serio, anche in passato. Gli obiettivi sono importanti, ho trovato una società incredibile, diversa da prima. Ora non manca nulla, dalle strutture al personale, ogni dettaglio è curato». Come entra in una squadra già fatta?

«In punta di piedi, pronto ad aiutare in qualsiasi maniera senza pretese o aspettative. Parlerò con Scariolo del mio ruolo, qualunque sia l’accetterò volentieri come ho sempre fatto». Ha già incontrato i compagni?

«Li ho visti ieri in palestra, è stato piacevole, non tanto col Mancio,

In Contropiede DI DAN PETERSON

Il colpo più grosso dopo McAdoo La prima cosa da dire è che l’arrivo di Gallinari all’Olimpia è un colpo grandissimo per la società, un capolavoro di tutti: presidente Livio Proli, gm Gianluca Pascucci e coach Sergio Scariolo. Ovvio,

«Resta la squadra da battere, avrà la motivazione ulteriore di vincere il 6o scudetto in fila che sarebbe un record. Ma non sottovaluterei Cantù, che ho visto giocare in finale l’anno scorso e so che squadra sia, pur avendo qualcosa in meno a livello fisico e con giocatori di una certa età, grazie al gioco e alla chimica è andata sino in fondo». Se arrivasse Kobe a Bologna?

«La Virtus diventerebbe la squadra da battere con Kobe e Manu». SERGIO SCARIOLO COACH DI MILANO

che ho visto tutti i giorni per un mese e mezzo in azzurro...» Quando è tornato al Forum con i Knicks sono venuti in 11.000 per applaudirla. Se li attende anche con Varese?

«Non penso che fossero lì per me, c’era il fascino dei Knicks. Non so se sarà pieno, lo spero, ci serve l’apporto del pubblico per vincere, soprattutto in Europa». Obiettivi?

«Far bene, che va poi quantificato. Può voler dire vincere il campionato e arrivare alle Top 16 in Eurolega, dove il lockout ha portato molte squadre a rinforzarsi. Ogni partita sarà una battaglia in coppa».

dietro tutto, il «Grande Maestro», Giorgio Armani. Immagine? Dico che questo acquisto è il più importante da quando è arrivato il grande Bob McAdoo nel 1986-87. Danilo è più giovane, ha 23 anni e con ancora molta carriera davanti a sè, di quanto non fosse Bob, che nell’86 aveva già 35 anni e 14 di carriera Nba alle spalle. Ma non cambia la sostanza: notizia boom! Per il pubblico e la tifoseria vuol dire la cosa più importante per loro: che la società sta pensando in grande! Tecnica? Devo stare attento qui perchè questo non è più questo mio raggio di competenza. Dico

L’Europeo le è stato d’aiuto per riadattarsi al basket Fiba?

«In Lituania ho faticato a riabituarmi ad alcune cose. Gli arbitraggi sono diversi. Pianigiani mi chiedeva di penetrare e prendere falli, che però non fischiavano perché c’è un metro diverso. Avrei dovuto essere capace di adeguarmi e fare altre scelte, ovvero utilizzare il mio pezzo forte, il tiro da fuori dove ho percentuali buonissime, soprattutto da tre». Come sarà farsi allenare da Scariolo?

«Stuzzicante anche perché qualcosa ha vinto... E’ sempre bello fare nuove esperienze con tecnici diversi. Non ci siamo ancora parlati, ha avuto molto meno tempo di me, purtroppo. Gli faccio i complimenti, avete visto tutti come giocava la Spagna». © RIPRODUZIONE RISERVATA

solo che si tratta di un giocatore completo, capace di coprire diversi ruoli. Parlavo a giugno con George Karl, coach dei Nuggets. Gli ho detto: «Grande tiratore». Karl: «E sai, fa molte altre cose meglio del tiro». Impatto? Sono sicuro che la presenza di Danilo aumenterà il pubblico, sia a Milano che in trasferta. Sono certo, anche, che aumenterà l'esposizione del basket italiano in tv, sulle radio, sui quotidiani, sui siti internet, sulle riviste specializzate, nelle chiacchiere dei bar, ristoranti, piazze. Danilo avrà bisogno di tempo per reinserirsi nell’Olimpia, in serie A, in Eurolega. Comunque, chapeau! © RIPRODUZIONE RISERVATA

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HA DETTO

S di Giorgio Armani «Non ci siamo ancora parlati ma sicuramente ci vedremo molto presto. Non potrò andare alle sfilate, parto per la Spagna»

S del Milan «Giochiamo in casa con l’Udinese, spero di far a tempo ad andare a San Siro. Forse arriverò in ritardo, ma vorrei proprio esserci»

S di papà Vittorio «Contratto con clausole per un trattamento preferenziale? Dovete chiedere al mio agente, che poi è mio papà (che dice di no, ndr.)»

IL RETROSCENA

La telefonata di Bryant ad Armani (m.o.) La connection Gallinari-Milano è stata scontata sin dal primo giorno. Ma c’era pure la romantica idea di poter vedere anche Kobe Bryant in maglia Armani. Dopotutto papà Joe era stato comproprietario dell’Olimpia ai tempi (infelici) di Pasquale Caputo. Operazione più che complicata, per i costi e le ginocchia non proprio sane di Kobe. Ma la voglia di giocare, e soprattutto la necessità di apparire e restare sempre in copertina, lo ha spinto a fare il primo passo, telefonando di persona a Giorgio Armani per capire se c’era la possibilità di venire a giocare qualche partita con l’Olimpia in autunno. Chiamata non andata a buon fine in quanto il patron di Milano si trovava su uno yacht in vacanza. Ma, una volta rientrato, ha «ritornato» la telefonata. Nei giorni successivi — fine agosto — mentre Bryant si incontrava con il suo agente, Rob Pelinka, e alcuni uomini Nike per il lancio della nuova linea di scarpe, Armani lo ha richiamato un paio di volte, ma la trattativa non è mai decollata, proprio per i mille problemi (soprattutto assicurativi) legati al contratto di Kobe con i Lakers, tre stagioni per oltre 83 milioni di dollari. Problemi che ora Sabatini sta cercando di risolvere in maniera creativa.


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Bologna, un consorzio per Kobe Sabatini gli offre 600.000 dollari a gara e chiede aiuto a istituzioni e altri club ANDREA TOSI BOLOGNA

Sognando Bryant, il presidente virtussino Claudio Sabatini fa i conti: «Ho offerto a Kobe 270mila dollari netti a partita, che con tutti gli additivi diventano 600mila lordi, per giocare in Virtus almeno tre gare interne contro Roma, Milano e Cremona. L’accordo minimo è fino al 13 novembre. Sono pronto a coprire il 50% dei costi e del rischio d’impresa, per l’altra metà chiedo il sostegno economico di Bologna e, in generale, quello logistico del basket italiano. Questa è una grande opportunità per tutti, confido nell’intelligenza degli uomini anche se, conoscendo bene il nostro ambiente, so già che qualcuno non sarà d’accordo». Richiami e incontri Il richiamo del presidente bianconero è all’imprenditoria e ai politici cittadini per aiutarlo a sostenere il costo di un affare per molti impossibile e ai club e alla Lega Basket per creare sinergie sugli incassi e sullo spettacolo che Kobe porterebbe nei grandi impianti. Nel primo caso Sabatini ha proposto un tavolo istituzionale per trovare un punto d’incontro sulle risorse. Ieri sera era fissato un incontro con un

Montegranaro entusiasta sposa l’idea, mentre Casale si tira indietro paio di amministratori ma Bologna è tiepida, il Comune e le associazioni aspettano che sia Sabatini ad andare avanti per poi eventualmente seguirlo. «Da solo non posso farcela, tantomeno posso reggere il contratto di Bryant per un anno — continua il patron —. Ma l’operazione sarebbe proficua per tutti gli operatori economici coinvolti garantendo un volano di profitti con una ricaduta favorevole di venti a uno. Sono troppo fiducioso? Meglio essere ottimisti rischiando un abbaglio piuttosto che pessimisti e azzeccarci sempre». Una curiosità: il primo contatto con Bryant è stato acceso su Facebook 15 giorni fa da Lauro Bon, ex giocatore della Virtus primi anni 90 e attuale fiduciario dello sponsor Canadian Solar. Poi Bon ci ha preso gusto e adesso è lui a gestire la trattativa con Rob Pelinka, lo storico agente di Kobe. Alleanze e rifiuti Sabatini confi-

da in un nuovo calendario e in qualche alleanza: «Ringrazio Montegranaro (l’avversario della Virtus alla terza giornata. ndr.) che ha già dato l’adesione mettendo a disposizione 5000 biglietti per il palasport di Ancona. Invece Casale (avversaria della Virtus alla seconda giornata, ndr.) ha declinato l’ipotesi di spostarsi per una partita a Torino avendo già indicato Nova-

ra come campo di gioco. Rispetto la coerenza del presidente Cerutti ma lo giustifico meno come imprenditore perché ha lasciato un assegno da 500mila euro per strada». Montegranaro medita di aumentare del 400% il prezzo del biglietto di gradinata e di impiegare l’immagine di Bryant per il

lancio di una linea di calzature. Ginobili Nel pacchetto a breve e lungo termine (Sabatini punta all’organizzazione del Mondiale Under 19 in programma nel 2013) c’è posto anche per Manu Ginobili: «Due mesi di Kobe, poi due mesi di Manu. Sì, vorrei prenderli entrambi uno dopo

l’altro. L’impatto mediatico ed economico di Ginobili sarebbe certamente inferiore rispetto a quello di Bryant ma non meno suggestivo». Due campioni che sommano otto titoli Nba e 100 milioni di dollari d’ingaggio ma in fondo sognare non costa nulla. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Milioni di dollari, ovvero il valore del contratto di Kobe Bryant che lo lega ai Lakers per altre tre stagioni

Kobe Bryant, 33 anni, guardia dei Los Angeles Lakers AP


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PALLAVOLO PRESENTATO A BOLOGNA IL 67˚ CAMPIONATO L’Itas Diatec Trentino festeggia il secondo scudetto al PalaLottomatica di Roma, è il 15 maggio 2011 FOTO TARANTINI

Caccia a Trento e all’errore I tecnici chiedono la prova tv. Lega: «Forse ai playoff una telecamera per i tocchi a muro» DAL NOSTRO INVIATO

MARIO SALVINI BOLOGNA

La pallavolo va di corsa. Sempre. Non c’è tempo di stare gongolarsi per il ritorno sul podio d’Europa dopo sei anni. Perché l’altro Europeo, quello delle donne, incombe. E il campionato è pronto a ripartire. Da domenica si tornerà a parlare (anche) di Trento e di Cuneo, di Macerata e di Roma, di Padova e Ravenna che finalmente son tonate. Della caccia ai trentini campioni di tutto, d’Italia, d’Europa e del Mondo. Con gli strascichi però di quanto lasciato appena tre giorni fa a Vienna. Con nuovi personaggi azzurri da ammirare con le diverse maglie dei club. E con una questione già

emersa da tempo e poi addirittura deflagrata all’Europeo austro-ceco: quella dell’esigenza di un supporto tecnologico per gli arbitri. Non era il tema del giorno, ma fatalmente si è finito per parlarne anche al talk-show di presentazione del 67˚ campionato di Serie A Sustenium, registrato ieri mattina a Bologna e andato in onda in serata su Rai Sport Sat. Prova tv Oltre al c.t. Mauro Ber-

ruto, c’erano i due allenatori premiati come i migliori della scorsa stagione: il cannibale di Trento Rado Stoytchev e Paolo Montagnani, promosso dalla A-2 con Padova. E tutti e tre, quando è stato chiesto loro se auspichino l’introduzione dell’instant replay o di altri suppor-

I quarti di finale con 4 gironi da tre squadre Stoytchev: «Non mi piace» ti tecnologici, hanno cominciato la risposta con le stesse due parole: «Assolutamente sì». Così come ha fatto Hristo Zlatanov, unico atleta presente. Con motivazioni del tutto simili: «la super-slowmotion - ha argomentato Berruto - è impietosa: tutti vedono l’errore in tempo reale, l’unico a non rendersene conto è l’arbitro». Ai tre però ha risposto il direttore generale di Lega, Massimo Righi: «E’ impossibile coprire 180 partite di A-1

con le telecamere come si fa nelle grandi manifestazioni. La nostra intenzione è di andare avanti con la talpa (un sistema che segnala all’arbitro se la palla è atterrata in campo o fuori che però finora si è rivelato non completamente affidabile e quindi ancora sperimentale, ndr) per stabilire se la palla è in o out. Poi, come idea, vorremmo arrivare ad avere in ogni campo una telecamera con super-slowmotion solo sulla rete, per vedere le palle toccate o meno dal muro. Ma non so se ci sarà il tempo per farlo durante la stagione. E anche se fosse, in ogni caso, toccherebbe alla federazione modificare il regolamento per dare la possibilità agli arbitri di cambiare una decisione in base alle immagini tv». Playoff a 12 L’altro tema nuovo

Paolo Montagnani, Hristo Zlatanov, Mauro Berruto, Rado Stoytchev con Andrea Lucchetta e Alessandro Antinelli ZANI

è che la lotta per la salvezza e per i playoff coincideranno. Nel senso che le ultime 2 retrocedono, e tutte le altre 12 restano in pista per lo scudetto. Con 4 concentramenti da 3 squadre l’uno da disputare in casa delle meglio piazzate nel weekend di Pasqua (7-9 aprile). «Non è che mi piaccia, questa formula - ha detto Stoytchev - un infortunio, un malanno possono pregiudicare tutto. Ma mi rendo conto che l’esigenza era di chiudere in fretta per l’Olimpiade». Di volata poi anche le semifinali a cui accedono le prime di ogni girone: 12-15 ed eventualmente 18 aprile. Ovvero solo 4 giorni del V-day di Milano. La pallavolo va di corsa. Sempre.

clic

1a GIORNATA Domenica alle 18 SISLEY BELLUNO ANDREOLI LATINA ITAS TRENTOPARADISO MONZA FIDIA PADOVA COPRA PIACENZA LUBE MACERATA CMC RAVENNA BRE CUNEO LANZA VERONA ENERGY SAN GIUSTINO CALLIPO VIBO

IL 1˚ NOVEMBRE NOVITA’ IN POLONIA: IL CAMPIONATO AVRA’ L’INSTANT REPLAY In Polonia il prossimo campionato sarà supportato dalla tecnologia, con una sorta di instant replay. Durante ogni set ogni squadra potrà chiedere di rivedere da una a due azioni, grazie alle riprese di Polsat e delle webtv. Il sistema è semplice: ogni squadra può fare al massimo 2 chiamate a set: cioè può chiedere di rivedere due azioni, ma se alla prima si dimostra che aveva ragione l’arbitro, la squadra che ha protestato si brucia la seconda possibilità. La Lega polacca per supportare questo costoso esperimento aveva proposto di ridurre a due i segnalinee, ma alcuni presidenti sono disposti a pagare di tasca propria i due aggiuntivi.

Europeo: emergenza azzurra

fendere, in Serbia, i due ori conquistati nel 2007 in Lussemburgo e nel 2009 in Polonia.

Barbolini porta 12 atlete per difendere i due ori 2007 e 2009

Emergenza La formula non consente errori: una battuta d’arresto nella prima fase porterebbe verosimilmente le azzurre a un quarto con la Russia, che nel 2010 - in Giappone - si è laureata campione del mondo. Di più portando solo 12 giocatrici Barbolini non potrà cambiare alcunché dall’inizio alla fine del torneo e se per caso dovesse utilizzare un’altra atleta come libero, questa non potrebbe poi più tornare al suo ruolo originale per il resto del torneo. Se qualcosa poteva andare male per questo Europeo c’è andata. Ora il tecnico dovrà inventarsi una soluzione d’emergenza perché senza fare la finale l’Italia si «brucerebbe» una delle occasioni per andare all’Olimpiade.

Adesso è ufficiale Massimo Barbolini lo ha comunicato anche alle giocatrici e in particolare a Cristina Barcellini: l’Italia giocherà l’Europeo (che inizia venerdì a Monza e Busto Arsizio e sabato in Serbia) con 12 sole giocatrici, anche gli ultimi tentativi di portare in azzurro la Di Iulio o la Merlo sono stati vanificati, per problematiche diverse. Quindi all’Europeo co-organizzato in casa, le azzurre si schiereranno con un solo libero e quindi con la Barcellini fatalmente ultima delle escluse, nonostante fosse inserita in elenco, perché se non si mettono in lista 2 liberi non si può stilare una lista con 14 nomi.

Tegola E’ l’ultima delle tegole

cadute sul capo di Massimo Barbolini e che complicano non di poco la vita del c.t. azzurro che non può più fare scelte (costante delle ultime stagioni). Avrà dodici giocatrici e con quelle dovrà cercare di arrivare a Belgrado, dove sono in programma le semifinali e le finali dell’Europeo. Obiettivo non facile nonostante negli ultimi quattro anni l’Italia sia imbattuta in Europa (cioè non abbia mai pero una partita dalla finale del 2005 in Croazia). Che succede adesso? Le azzurre si trovano ad affrontare un Europeo con un libero debuttante (la giovane Leonardi) che si era già visto nel Grand

Prix, per qualche scampolo di partita. Ben diverso il carico che avrà all’Europeo (anche psicologico). Per il tecnico modenese ci sono due opzioni tattiche per aggirare questa emergenza: la formazione schierata con le tre schiacciatrici (Costagrande, Del Core e Piccinini) e con un libero escluso dalla ricezione; oppure un’Italia con Ortolani bomber e libero in campo impiegato anche in ricezione. La scelta spetta al ct che sfrutta tutto il tempo a disposizione: normale che Barbolini si tenga questa ultima carta, quella della pretattica, per provare a sorprendere le avversarie e cercare di arrivare in semifinale. Provando a di-

Enrica Merlo: non potrà giocare l’Europeo

g.l.p.

La Supercoppa sarà a Cagliari La Lega ha ufficializzato la sede del primo trofeo della stagione 2011 2012. La Supercoppa, si giocherà a Cagliari, il primo di novembre. Con l’ennesima sfida tra Trento e Cuneo. La Coppa Italia (con le prime 8 della stagione regolare qualificate ai quarti) avrà le final four a Roma (18 19 febbraio). Il V Day scudetto il 22 aprile a Milano. IN TV In ogni fine settimana saranno due le partite in diretta tv su Rai Sport Sat: l’anticipo del sabato alle 17.30 e una alla domenica alle 17.30. Una terza gara sarà in streaming su sportube.tv. Una gara di A 2 ogni domenica su SportItalia alle 16. UNDER 23 Mauro Berruto, auspicando collaborazione tra Nazionale e club, ha proposto l’idea di integrare l’Italia B e la Selezione di Lega Under 23.

IL PROGRAMMA

Venerdì a Monza arriva la Croazia (a.a.) L’Europeo femminile prende il via venerdì con i due gironi italiani di Monza e Busto Arsizio. Sabato si giocherà invece nel Girone A di Belgrado (che ospita anche le final four) e nel Girone C di Zrenjanin. Girone A – Belgrado: sabato Germania Ungheria e Francia Serbia Girone B – Monza: venerdì (17.30 diretta Rai Sport 2) Turchia Azerbaigian, (20.30 diretta Rai Sport 1) Croazia Italia. Girone C – Zrenjanin: sabato Israele Polonia e Romania Rep.Ceca Girone D – Busto Arsizio: venerdì 17.30 Olanda Spagna, 20.30 Bulgaria Russia


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BOXE PRESENTATI I MONDIALI

TENNIS ITALIA IN A DOPO 11 ANNI

Cammarelle e Valentino non sono soli A Baku in palio i pass olimpici: oltre ai due campioni uscenti, la novità Mangiacapre to i progetti della città per il Museo e l’Accademia Europea del pugilato.

Roberto Cammarelle, 31 anni, olimpionico BOZZANI DAL NOSTRO INVIATO

FAUSTO NARDUCCI ASSISI (PG)

La corsa della Pace e i Mondiali di boxe. Solo ad Assisi, nella città del Santo, poteva realizzarsi il miracolo di organizzare quasi in contemporanea due presentazioni così: l’evento della conciliazione e quello della «riconciliazione», come il presidente federale Falcinelli ha argutamente definito lo sport in cui «prima si fa a botte e poi ci si abbraccia». Ma nei Mondiali di Baku, da domani al 10 ottobre (i primi match sono in programma lunedì), la squadra azzurra dovrà riconciliarsi soprattutto con le giurie dopo i verdetti che nei recenti Europei di Ankara hanno scippato l’oro in finale a Valentino e Cammarelle, i due azzurri che avranno il compito di difendere il titolo conquistato ai Mondiali di Milano due anni fa. Non per niente la presentazione della squadra che domani partirà per l’Azerbaigian dopo lo stage di allenamento a Santa Maria degli Angeli, si è tenuta ieri nella Sala della Conciliazione dove il sindaco Claudio Ricci ha anticipa-

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RUSSO (ASSENTE)

S «Da qualificato olimpico salterò i Mondiali ma è meglio così: dopo la faticosissima vittoria della Wsb ho pensato soprattutto alla famiglia e agli allenamenti»

Azzurri In passerella nove azzurri selezionati più uno, il più popolare: Clemente Russo, già qualificato grazie alla vittoria nelle World Series, che rientrerà sul ring proprio con il Dolce&Gabbana Team il 12 novembre. Grazie alle teste di serie Cammarelle e Valentino, rispettivamente n. 1 e n. 2 del ranking, avranno invece un percorso protetto. «Il cubano e l’azero sono finiti dall’altra parte del tabellone ma sono gli altri a doversi preoccupare di me» assicura il supermassimo olimpionico che al posto di Omarov, che l’ha scippato ad Ankara, nella squadra russa troverà quel Sergey Kuzmin che l’aveva battuto ai quarti negli Europei 2010 a Mosca. Non pensa alle Olimpiadi invece Valentino: «L’esperienza delle World Series mi ha cambiato la testa e per ora a Baku penserò solo all’oro mondiale, quello è il mio traguardo. Nella mia categoria dei 60 kg l’unico che ha una boxe superiore è Lomachenko, ex campione iridato dei 57 ma io sono veramente al massimo». Oltre a Vincenzo Picardi, che spera almeno di proseguire la sua collezione di bronzi nei mosca magari fino a Londra, la nuova carta da giocare è invece Vincenzo Mangiacapre, ultimo prodotto della scuola di Marcianise dal passato turbolento che da quando è sceso nei 64 kg sembra aver messo la testa a posto. «Ammetto che ero io il primo a non crederci ma negli ultimi due anni sul ring e in allenamento è diventato un fenomeno», ha ammesso il c.t. Damiani in conferenza stampa. E il bronzo europeo non si tira indietro: «Ho una boxe naturale, mi viene tutto facile da quando la mia testa ci crede. Punto all’oro, non mi considero inferiore a nessuno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

y Il cammino

IL VIA LUNEDI’

Baku, capitale dell’Azerbaigian, ospita da lunedì la 16ª edizione dei Mondiali che assegneranno buona parte delle carte olimpiche: 10 nelle categorie dai 46 agli 81 kg, sei nei massimi e supermassimi. Chi non ce la farà avrà una seconda occasione a Istanbul in aprile dove verrà integrato il contingente europeo.

di Davis parte dal sorteggio Paura Serbia Oggi si conoscerà la prima avversaria degli azzurri. Djokovic e compagni i più temuti, oltre alla Spagna di Nadal

Azzurri. 49 kg: Alex Ferramosca; 52: Vincenzo Picardi; 56: Parrinello; 60: Valentino; 64: Mangiacapre; 69: Creati; 75: Podda; 81: Fiori; +91: Cammarelle.

World Series L’edizione 2011-2012 a ridosso dell’Olimpiade è stata al centro ieri dell’incontro fra lo staff del Dolce & Gabbana Team e la Fpi sull’opportunità di schierare gli olimpici fino a maggio in un torneo semiprofessionistico. Alla fine Damiani, c.t. azzurro e anche del team milanese, ha trovato il compromesso del «prestito» fino alle semifinali, poi si vedrà.

Soluzioni Sono otto le nostre

possibili avversarie ma sono nove le diverse soluzioni che il sorteggio può proporci perché con la giovane ma pericolosissima Serbia non abbiamo mai giocato, per cui non è applicabile il principio della reciprocità previsto dal regolamento della Coppa. Potremo giocare in casa con Francia, Stati Uniti, Spagna e Croazia, in trasferta con Russia, Argentina e Repubblica Ceca mentre se la sorte ci assegnerà la Serbia la sede sarà decisa da un ulteriore sorteggio. Potendo scegliere preferirei trovare gli Stati Uniti piuttosto che la Croazia perché contro gli americani ci potrebbe dare una mano la terra battuta, che piace poco a picchiatori del tipo di Fish, Roddick o Isner. Non saremo favoriti nemmeno con la Croazia ma Cilic e Ljubicic non sono imbattibili ma più abituati degli americani ai campi rossi. Tra le altre opportunità interne meglio la Francia della Spagna ma si tratta di incontri difficili o proibitivi soprattutto se, dovesse capitarci la Spagna, non ripeteremo l'errore di scegliere la terra battuta. Fuori casa Qualora il sorteggio

La festa dopo la vittoria sul Cile che ha riportato l’Italia in Coppa Davis

In tv SportItalia trasmetterà i Mondiali in diretta a partire dai quarti

di primo turno, Nadal e Federer avevano provocato la sconfitta delle loro squadre poi obbligate a cercare rifugio, a nostre spese, nei playoff.

RINO TOMMASI

Finalmente, dopo undici anni, il tennis italiano attende con legittima curiosità e con qualche preoccupazione l’esito del sorteggio per il primo turno della Coppa Davis. Durante il troppo lungo periodo del purgatorio il sorteggio per noi più importante era quello per gli accoppiamenti dei playoff che molto spesso ci hanno messo di fronte a squadre molto forti e che non avrebbero dovuto trovarsi sul nostro cammino. Mi riferisco alla Spagna ed alla Svizzera. Infatti rinunciando a giocare l’incontro

LE PREFERENZE

Croazia e Francia in casa si può fare La sfida ideale, in ordine di preferenza: gli Stati Uniti, la Francia e la Croazia in casa. A seguire, sempre in ordine di preferenza nel caso di incontri in trasferta: la Russia e la Repubblica Ceca. Poi la Spagna in Italia e la Serbia in Italia e, ancora in ordine di possibilità di successo per l’Italia: la Serbia e l’Argentina in trasferta.

dovesse proporci avversarie da affrontare in trasferta meglio andare in Russia che a Praga mentre piace di meno la possibilità di andare in Argentina dove troveremo avversari che non possono permettersi di fallire comunque vada la prossima finale con la Spagna. In quanto alla Serbia meglio lasciarla stare, dovunque il sorteggio ci imponga di giocare. A conti fatti questa la mia scala delle preferenze. Gli Stati Uniti in casa, poi la Croazia. Meglio andare in Russia che ricevere la Francia, meglio sfidare il k.o. con la Spagna che andare in Argentina, ipotesi meno affascinante di farsi impallinare da Djokovic e dai suoi soci. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI STATI UNITI I PIÙ ABBORDABILI L’ultimo precedente con le squadre che potremmo incontrare e i giocatori avversari più alti in classifica Avversario

Anno

Sede

Risultato

RUSSIA

1968

Reggio E.

32

Giocatori più forti Youzhny n 32

Davydenko n. 36

ARGENTINA

1983

Roma

05

Del Potro n. 17

Chela n. 23

REP CECA

1995

Napoli

41

Berdych n. 9

Stepanek n. 25

FRANCIA

1996

Nantes

23

Monfils n. 7

Tsonga n. 10

STATI UNITI

1998

Reggio E

41

Fish n. 8

Roddick n. 14

SPAGNA

2006

Santander

14

Nadal n. 2

Ferrer n. 5

CROAZIA

2008

Dubrovnik

23

Cilic n 26

Ljubicic n. 29

BASEBALL IL TERZA BASE AZZURRO SEMPRE PIÙ PROTAGONISTA con cui venne promosso in Mlb disse che non sarebbe cambiato nulla: «Il gioco è sempre quello e io a baseball so giocare. Cambierà solo l’ambiente: stadi da 50 mila invece che da 5 mila spettatori». E di quella palla che finisce chiaramente oltre il muro, ma rimbalza contro una ringhiera e in campo, dice: «Sapevo di aver colpito molto bene, però pensavo più a un doppio, perché credevo che la pallina avesse colpito il muro».L’unico suo rammarico è che «i miei genitori erano già partiti, il fuoricampo se lo vedranno in Tv».

Liddi, è il fuoricampo felicità «Che momenti sto vivendo!» MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

Al suo ritorno in panchina Alex Liddi viene mitragliato da pacche in testa e sulle spalle dei suoi compagni: il trattamento riservato ai festeggiati speciali. E’ il 2˚ inning e ha appena avviato la rimonta dei Seattle Mariners con un fuoricampo (da 2 punti) su una curva di David Huff, il suo primo nelle Major: storico per lui e per l’Italia. Perché Alex è il nostro pioniere (nato e cresciuto sui nostri diamanti) nella Lega più stellare del mondo e le sue prime imprese sono anche le prime per il baseball nazionale.

C’è stata la gavetta lunga 6 anni nelle Minors, l’agognato esordio nella Mlb il 7 settembre, quindi la prima valida (un doppio) e, lunedì pomeriggio a Cleveland, il sogno realizzato del primo «homerun». Poi, nel 3˚ inning, in cui i Mariners segnano 9 punti (vinceranno 12-6 in una partita sospesa per pioggia al 7˚), Liddi completa l’ottima serata, battendo un singolo e segnando sulla valida di Ichiro Suzuki. Ancora frastornato dice: «Come si fa a stilare una classifica delle belle cose di queste ultime settimane? Sono tutti momenti bellissimi». Ambiente Anche per farsi coraggio, il giorno della telefonata

Il primo di Alex in Major: «Peccato per i miei, partiti». Rivera fa il record di salvezze: 602

Record Nel giorno di Liddi, c’è il trionfo anche del closer panamense Mariano Rivera, che a 41 anni (17a stagione con gli Yankees, 5 World Series, Mvp delle WS nel 1999) stabilisce il nuovo primato Mlb di salvezze con 602, scavalcando l’ex Trevor Hoffman.

Mariano Rivera, 41 anni, panamense

Alex Liddi, 23 anni di Sanremo, 3ª base, dopo il fuoricampo, chiude 2/4 AP

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

TIRO A SEGNO COPPA DEL MONDO IERI SONO SCATTATE LE FINALI A WROCLAW, IN POLONIA

Coppia d’oro

4

I NUMERI

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Campriani e Zublasing Due centri dritti al cuore Niccolò e Petra, fidanzati azzurri, futuri ingegneri negli Usa «Quando è in gara il tuo partner è terribile, si soffre troppo» 1

MARIO SALVINI

Petra e Nicco attraversano le linee insieme. Sono azzurri, ma per allenarsi e studiare meglio hanno deciso di emigrare, vivono a MorganTown, negli Stati Uniti. Dove frequentano la West Virginia University e preparano il più importante dei loro sogni: l’Olimpiade di Londra. Hanno avuto la bravura di conquistarsela tutti e due, quindi saranno vicini anche là, come sempre. E intanto, da oggi, per non farsi mancare niente tirano alle finale di Coppa del Mondo di Wrockaw, in Polonia.

10

Ingegneri Petra Zublasing e Nic-

colò Campriani sono una delle coppie più belle del nostro sport. E più vincenti. Da soli, tanto per dire, all’ultima Universiade di Shenzhen sono stati quasi mezza Italia. Nel senso che dei 12 ori complessivi della nostra spedizione, quattro li hanno conquistati loro: Nicco 2 da solo (carabina 10 m e Tre posizioni) e uno squadre (10 m con Leonardi e Matraxia), Petra uno nell’aria compressa. Non male. Diciamo un buon allenamento per questa finale di Wroclaw, per entrambi l’appuntamento più importante di una stagione di transizione. Soprattutto per Niccolò, campione del Mondo nella 10 m nel 2010, e quest’anno a lungo lontano dalle linee. «Ho saltato l’Europeo a fuoco di agosto - dice - dovevo farlo, per staccare la spina e studiare. Così a dicembre mi laureo (in ingegneria manageriale, ndr), e avrò il 2012 a disposizione per preparare Londra. Saltare gare può metterti pressione nelle poche altre che ti rimangono, ma per me non è così. Non sono uno di quelli che ogni volta deve dimostrare qualcosa, io dalle gare voglio soprattutto imparare». In vista di Londra però, dopo la laurea di lui, i due si separeranno per un po’. Petra ancora in West Virgi-

Azzurri alle finali di Coppa Sono 5 gli azzurri qualificati (accedono i primi 8 della Coppa del Mondo, il detentore e l’iridato): Francesco Bruno, Giuseppe Giordano e Mauro Badaracchi (detentore 10m) nella pistola, Campriani e Zublasing nella carabina.

2

nia, dove continuerà a studiare, anche lei ingegneria (civile); Nicco a Colorado Springs, al centro del Comitato Olimpico Usa, dove si preparerà con gli statunitensi. Capirsi «Ho sempre detto che non mi sarei mai fidanzato con una tiratrice, né con un’ingegnera», dice Niccolò ridendo ogni volta che parla di sé e della sua bella. Anche se poi i due concordano: «Condividere tutto come facciamo noi ha mille pro e qualche contro». Di certo c’è che si capiscono al volo. «Dopo una gara andata male - conferma Petra - sappiamo cosa dirci». «E sappiamo quando girare alla larga l’uno dall’altro», aggiunge Nicco. Anche perché Petra, diciamo così, è una che tende ad imporsi. «Eh, certo che co-

mando io, sono tedesca», scherza lei. E per tedesca intende altoatesina. «Mi piace molto il nostro mix di culture - prosegue -. Nicco è più spontaneo di me nel manifestare i sentimenti. E questo è molto bello. L’unica abitudine "italiana" che vorrei fargli perdere è il suo essere sempre in ritardo». Nicco sorride e preferisce far notare: «Abbiamo passato molte notti in bianco a studiare per gli esami». Rivalità Cercando sempre di evitare la rivalità, non così difficile da immaginare, visto che nella carabina le performance di uomini e donne non sono poi così lontane. Tant’è vero che la Ncaa, il campionato universitario Usa, è unisex. Quest’anno le finali di Atlanta hanno avuto un esito da tutti definito stori-

1 Nicco e Petra si guardano dopo la gara di lui agli Europei ad aria compressa dello scorso marzo a Brescia, quando l’azzurro fu di bronzo. 2 Campriani in linea concentrato. Niccolò Campriani è nato a Firenze il 6 novembre 1987, terminata la ferma nell’Esercito, tira per il Tiro Firenze. Petra Zublasing è nata a Bolzano il 30 giugno 1989, è cresciuta ad Appiano (Bz), è carabiniere.

co: 1˚ Campriani, 2ª Zublasing. Con conseguente trionfo a squadre di West Virginia. A MorganTown volevano fare un monumento ai fidanzatini italiani. «No, nessuna rivalità, anche se qualche volta in allenamento lei fa più di me», assicura Nicco. «Il difficile per noi sarà a Londra. Quella di Petra sarà la prima competizione in assoluto del programma olimpico. Non so come farò. Andarla a vedere per me sarebbe pericolosissimo. Rischierei di bruciare energie. Seguire la gara di una persona a cui vuoi bene è terribile, persino peggio di quando tiri tu. Vedremo». Già. Per intanto oggi (tre posizioni) e domani (10 m) sarà Petra ad andare a vedere Nicco. Venerdì, poi, lui soffrirà per lei. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Specialità olimpiche Il Tiro a segno è presente fin dai primi Giochi del 1896. E tradizionalmente assegna le prime medaglie. Uomini: carabina Tre posizioni, a terra e 10 m; pistola libera (50m), automatica e 10m. Donne: carabina Tre posizioni e 10 m, pistola 25 m e 10 m.

86

In Finale Si sono qualificati per queste finali 86 tiratori da 31 Paesi. Alle 4 tappe di qualificazione avevano partecipato in 2404.

150

Anni Il Tiro a segno in Italia è nato nel 1861.

300

Sezioni In Italia sono 300 le sezioni, con 75.000 tesserati

IERI IL VIA CON LA PISTOLA LIBERA

Pistoleri giù dal podio Ora Niccolò Giordano chiude 6˚, Bruno 8˚ Oggi carabina Tre posizioni WROCLAW (Polonia)

(m.sal.) Le finali di Coppa del Mondo ieri per gli azzurri si sono aperte con un sesto e un ottavo posto nella pistola libera (50 m), vinta del serbo Andrija Zlatic, che così quest’anno abbina la Coppa all’Europeo conquistato in casa ,a Belgrado. Il sesto posto è andato al paracadutista della Folgore (gruppo sportivo Esercito, dunque) Giuseppe Giordano, l’ottavo al finanziere Francesco Bruno. Entrambi hanno centrato l’ingresso tra gli 8 in finale, obiettivo in verità minino, visto che in gara erano solo 10 tiratori. Ma pur sempre i migliori della stagione, quindi si trattava di una prova di altissimo livello. Comunque per entrambi si è trattato della miglior stagione in carriera. Il 37enne napoletano Giordano ha centrato il primo podio di Coppa del Mondo, a Monaco di Baviera. Mentre il 33 Bruno, foggiano trapiantato a Villorba (Treviso) ha trovato quel successo in Coppa (a Changwon, in Sud Corea) che gli mancava dal 2003 , impreziosito dal 2˚ posto ottenuto a Sydney. Oggi in linea Niccolò Campriani, nella carabina Tre posizioni. Risultati. Ieri: Pistola libera uomini (50 m): 1 Zlatic (Ser) 667.9 (568+99.9); 2. Ekimov (Rus) 665.9 (569+96.9); 3. Matsuda (Giap) 659.1 (561+98.1); 6. Giordano 654 (561+93.1); 8. Bruno 651.4 (556+95.4). Carabina a terra uomini: 1. Martynov (Bie) 702.8 (599+103.8); 2. Uptagrafft (Usa) 701.8 (599+102.8); 3. Rabalski (Pol) 699.4 (596+103.4); Pistola sportiva donne (25 m): 1. Maruskova (R.Cec) 790.4 (588+202.4); 2. Salukvadze (Geo) 787.8 (582+205.8); 3. Ying Chen (Cina) 786.9 (580+206.9). Oggi: Carabina Tre posizioni uomini (Campriani), carabina Tre posizioni donne, pistola automatica uomini.

Taccuino DA DOMANI

A Milano il campionato Italiano con De Nicolo e la Nardelli Da domani a domenica il poligono di Milano ospiterà i Campionati Italiani Seniores, uomini, donne e master. Oltre 600 atleti provenienti dalle 300 Sezioni TSN si sfi deranno nelle specialità di pistola e carabina a fuoco e ad aria compressa per un totale di oltre 1000 prestazio ni. In gara anche molti dei big che non so sono qualificati per le finali di Coppa del Mondo. Tra gli altri Marco De Nicolo (Fiamme Gialle), già qualificato per Londra 2012 e argento agli ultimi Europei di Belgrado nella carabina li bera Tre posizioni. Presente anche Elania Nardelli (Mari sport) bronzo Mondiale e qualificata ai Giochi nella cara bina 10 m.

A WINTERTHUR

Finale Coppa Europa 300 metri Da oggi a domenica a Winthertur (Svi) finale della Coppa Europa di carabina 300. Per l’Italia (c.t. Giuseppe Fent): Barbara Alviti (Esercito) e Francesca Macali (Velletri).

Il tiro a segno sulla web-tv Approfondimenti, interviste e curiosità sono disponibili sulla web tv www.Uits.tv


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Doping OZONOTERAPIA

Il dottor Lazzaro assolto a Padova A due anni dalla conclusione dell’inchiesta «Via col doping», il tribunale di Padova ha assolto il medico Enrico Lazzaro e i genitori della nuotatrice minorenne che nel 2009 era stata sottoposta ad ozonoterapia, pratica di arricchimento del sangue con ossigeno ozono. Il pm Benedetto Roberti aveva chiesto per Lazzaro una pena di 3 anni per violazione della legge antidoping e sulle trasfusioni. Ma la sentenza (a suo modo storica) ha di fatto riconosciuto la «liceità della terapia», dice l’avvocato Patrizia De Natale. Il padre della ragazza, inibito per 20 anni, era già stato assolto dal Tas. Assolti anche i tre ciclisti coinvolti. Si erano costituiti parte civile Coni, Federciclo e Ordine dei farmacisti di Padova. Non la Federnuoto.

Nuoto RIVALITA’ PER LA PELLEGRINI

Magnini a Marin «Non cerco il circo»

Filippo Magnini e Federica Pellegrini

Filippo Magnini attraverso «Chi» replica alle accuse rivoltegli da Luca Marin, a proposito della relazione con Federica Pellegrini: «Luca dovrebbe stare attento a come parla. Fa bene a partecipare a Baila!, a fare le interviste, a baciarsi in pubblico con la sua nuova ragazza. Ma poi non può accusare me di volere il circo mediatico, rischia di fare brutte figure. Luca mi aveva chiesto di non parlare di lui, poi mi ha attaccato. Penso che debba vivere il suo momento ma non sulle spalle mie o di Federica. Capisco che sia ferito, spaesato, ma rischia di sbagliare dicendo che voglio la notorietà quando, poi, lui va a fare un programma che io non ho fatto. Purtroppo Luca si è convinto di una cosa che, forse, gli è stata riferita. Se non credi alla tua fidanzata è un problema. Mi piace tutto di Federica, 10 e lode! Per me è bellissima».

Pallamano DONNE E UOMINI STOP

Doppia crisi per Siracusa (an.gal.) L’A-1 donne perde una squadra a pochi giorni dal campionato, fissato per sabato 24: Floridia Siracusa rinuncia per problemi economici dopo la neopromossa Dossobuono. Floridia segue di pochi giorni la decisione dell’Albatros Siracusa dall’A-1 maschile: una città davvero in difficoltà nella pallamano. Tornei a 7 con Messana, Salerno, Esercito Figh, Sassari, Nuoro, Badolato e Teramo. COPPA ITALIA (an.gal.) Coppa Italia maschile. Oggi. Girone A (3ª g.): 20 Merano-Bressanone; 20.30 Pressano-Mezzocorona. Girone G (2ª g.): 18 PlanetWin 365 Conversano-Intini Noci; 20 Junior Fasano-Altamura. Querin (Conversano) squalificato 3 giornate per gioco violento nel derby con Fasano. Noci ha tagliato il bielorusso Ivan Telepnev; al suo posto il lituano Tvidas Mikalauskas (30 anni, 198 cm, dall’Octavio Pilotes Posada, seconda lega spagnola).

Baseball FINAL FOUR: E C’E’ SAN MARINO

Europa: Parma e Bologna per il riscatto (s.a.) Il Bologna per non cedere lo scettro. Il Parma senza più scudetto per ribadire di amare la Coppa Campioni (conquistata 13 volte) come nessun altro. Il San Marino, che allo scudetto vorrebbe svettare pure in Europa e ricordarsi di cinque anni fa quando trionfò a Grosseto. E Amsterdam, rappresentante dell’Olanda che dal 2008 patisce le squadre italiane, guidata dal mitico Urbanus e con veterani come il lanciatore Cordemans e il ricevitore De Jong. La Final four oggi e domani a Brno, riporta in primo piano tre club del nostro campionato su 4. Tra voglia di conferme e di rivincite il piatto è forte: da Barcellona alla R.Ceca per creare attenzione, interesse. Dai preliminari sono emerse le due emiliane, che si ritroveranno stasera di fronte in una semifinale senza appello: prima di pensare alla Coppa, bisogna arrivare in finale. Ed anche per il San Marino, l’impresa si presenta difficilissima contro gli olandesi assatanati. I neo tricolori, senza il manager Doriano Bindi colpito da un lutto, ritrovano però sul monte un Tiago Da Silva felice per la paternità e decisosi a rispondere alla chiamata azzur-

Ginnastica MONDIALI DI RITMICA

Cerchio e palla Kanaeva d’oro

Evgenia Kanaeva, 21 anni AFP

L’olimpionica Evgenia Kanaeva conquista l’oro sia al cerchio che alla palla nelle prime due finali di specialità individuali ai Mondiali di Montpellier (Fra). Oggi le finali di clavette e nastro. Sabato e domenica le gare a squadre con le farfalle azzurre. Cerchio. 1. Kanaeva (Rus) 29.300; 2. Kondakova (Rus) 29.050; 3. Rivkin (Isr) 28.800. Palla. 1. Kanaeva (Rus) 29.600; 2. Kondakova (Rus) 29.325; 3. Charkashyna (Bie) 28.450.

Hockey ghiaccio DIRETTA RAI

Supercoppa tra Asiago e Pusteria (m.l.) A Brunico (Bz), stasera c’è il primo atto della nuova stagione italiana con la sfida in programma alle ore 20.30 e con la diretta su RaiSport 1 tra il Val Pusteria (che ha conquistato la Coppa Italia) e l’Asiago (campione d’Italia in carica). In palio, c’è la Supercoppa italiana, che è stata già vinta una volta dagli Stellati (nel 2003) mentre il Val Pusteria è alla prima apparizione nella rassegna.

ra per i Mondiali. Con l’italo-brasiliano sul monte ci saranno Bonilla, Vazquez e Cubillan. Sacrificati Duran e Granados, assenti Avvento, Bavera e Staehely. «Vogliamo giocarcela comunque, anche in Europa» fa il dirigente Stefano Macina. Vietato perdere I detentori sono più freschi ma anche avvelenati dalla mancata finale scudetto: Matos e Cillo, Moreno e Clemente chiamati ad esprimersi al meglio per difendere il trofeo. «L’ambiente è se-

reno e consapevole che questo è l’impegno più importante dell’anno» fa Marco Nanni, manager del Bologna. Gerali ha scelto come stranieri del Parma, Yepez, Medina e Burlea anche perché Munoz non era al meglio. Grifantini lancerà in semifinale e a Zileri toccherà la prima viste le condizioni di Sambucci: «Un appuntamento che potrebbe cambiare il senso ad una stagione non fallimentare ma nemmeno bellissima. Abbiamo centrato i playoff, ma non siamo riusciti ad andare in finale e in Coppa Italia siamo stati eliminati in semifinale. Possiamo giocarcela con chiunque». © RIPRODUZIONE RISERVATA

A Brno (R.Ceca). Programma. Oggi, semifinali. Ore 13: T&A San Marino-Amsterdam; 18: Unipol Bologna-Cariparma Parma. Domani: 13 finale 3˚ p.; 18 finale 1˚ p. OLMO POSITIVO BIS Il Coni comunica la seconda positività (4-Metil-2-Esanamina) per Olmo Rosario del Nettuno: test il 2 settembre 2011 a Nettuno durante la finale scudetto contro San Marino. Il giocatore era risultato positivo, per la stessa sostanza, il 20 agosto 2011 a Parma ed era già stato sospeso. E’ sospeso pure Escalona.

Atletica LANCI EUROPA (si.g.) L’iridato del disco Robert Harting ha chiuso la stagione imbattuto, allungando la striscia di vittorie a 21 (da agosto 2010). A Bad Kostritz (Ger). Uomini. Peso: Majewski (Pol) 20.68. Disco: Harting 64.76. Donne. Peso: Adams (N.Ze.) 20.59. A St. Wendel (Ger). Uomini. Giavellotto: Frank 81.52; 3. De Zordo 77.42. Donne. Giavellotto: Molitor 61.99; Obergfoll 61.30. Martello: Heidler 73.84. A Thum (Ger). Uomini. Peso: Storl 21.49; Armstrong (Can) 21.28. A Tallinn (Est). Uomini. Disco: Harting 65.21; Kanter 62.76; 9. Malachowski (Pol) 57.39. A Praga (R.Cec). Donne. Giavellotto: Spotakova 62.94. CITY GAMES (si.g.) A Gateshead (Gb), su un pistino installato vicino al fiume Tyne, ultime esibizioni stagionali di alcuni protagonisti iridati. Uomini. 150 (+1.4): Dix (Usa) 14”65 (10”11/100); Devonish 14”87 (10”19). 110 hs (+0.7): Richardson (Usa) 13”16; Oliver (Usa) 13”36; 4. Turner 14”08. Lungo: Hicks (Usa) 7.84 (+0.7); 4. Phillips (Usa) 5.01 (+0.6) e 3 nulli. Miglio (strada): Lagat (Usa) 4’06”01. Due miglia (strada): Farah 8’37”72. Donne. 150 (+1.5): Jeter (Usa) 16”50 (11”31/100). 100 hs (+0.3): Harper (Usa) 12”73; Carruthers (Usa) 12”77. GRANDE BENCOSME A Marano (Napoli), exploit di Jose Bencosme che con 49”94 nei 400 hs ha stabilito il personale avvicinando il primato italiano di categoria (49”84 Saber nel ’92). Secondo Haliti 50”55. Nel lungo 6.06 della Derkach. D’AUTUNNO (d.m.) All’ucraino Vasyl Matviychuck il 36˚ Cross d’autunno di Pettenasco (No). Ordine d’arrivo (7.8 km, tempi non comunicati)- Uomini: 1. Matviychuck (UCR); 2. Simukeka (RUA); 3.Slimani; 4. Ouyat (MAR); 5. Rabattoni. FILADELFIA VELOCE (d.m.) Il keniano Matthew Kisorio (58’46”, quarto tempo di sempre) e la neozelandese Kim Smith (1h07’55”) hanno vinto la mezza maratona di Filadelfia (Usa). Uomini: 1. M. Kisorio (Ken) 58’46”; 2. Kitwara (Ken) 58’48”; 3. J. Mwangi (Ken) 1h00’43”. Donne: 1. Smith (N.Zel) 1h07’11”; 2. Kidane (Eti) 1h07’28”; 3. Deba (Eti) 1h09’55”. PER MIMMO (d.m.) Antonello Petrei (29’06”) e Simona Di Donato (36’18”) hanno vinto la Corrisernia (10 km) dedicata alla memoria dell’azzurro Cosimo Caliandro. IN MONTAGNA (r.g.) Pur avversato dal maltempo, percorso abbreviato il Sentiero delle Grigne a Pasturo (Lc), ultima del mondiale di skyrunning. Ha vinto l'inglese Owens su Butti, terzo lo spagnolo Hernando, che ha vinto il titolo iridato. Tra le donne 1ª Brizio sulla spagnola Kortazar, che ha vinto il trofeo mondiale, davanti all'italiana.

Baseball Tiago Da Silva, 26 anni di origini brasiliane, lanciatore del San Marino

Ippica IN INGHILTERRA

Boxe MORALES (r.g.) A Las Vegas, il messicano Erik Morales (52-7) 35 anni, conquista la cintura vacante superleggeri Wbc, battendo kot 10 (ferita) Pablo Cesar Cano (Mes, 22-1-1) 21 anni. Si tratta del quarto mondiale di Morales, dopo i supergallo, piuma e superpiuma.

Turner fratturata Superfantina k.o. Morto Jarvis Allenò Rakti Hayley Turner nel 2008 diventò famosa come prima fantina inglese a raggiungere le 100 vittorie stagionali e per il rifiuto di posare senza veli per una rivista. Nel 2009 se ne parlò per una terribile caduta in corsa, il relativo trauma cranico riportato e la sua battaglia (vinta) per tornare in sella prima del termine (un anno) impostole dai medici. Hayley Turner, 28 anni, non è stato un fuoco di paglia, la Regina Elisabetta la vede sempre volentieri in sella ai suoi cavalli e gli allenatori usano sempre più spesso le sue braccia. Il 9 luglio è entrata nella storia a Newmarket come seconda donna fantino vincitrice di un gruppo 1 inglese (July Stakes) dopo Alex Graves (1997). Due giorni prima se l’era vista brutta, andando a schiantarsi a cavallo contro un’auto dopo che l’animale si era imbizzarrito. Il mese scorso infine, una caduta in corsa a Bath, frattura ad una caviglia e ieri verdetto medico che ha messo fine alla sua stagione, anche se è inutile precisare che Hayley sta già brigando per anticipare i tempi del rientro. Intanto un’altra morte tra gli allenatori inglesi. Lunedì Ginger McCain, l’uomo di Red Rum (unico vincitore di 3 Grand National), ieri il 73enne

VERSO I MONDIALI (mat.) In vista dei Mondiali di Panama, 5 vittorie di Cuba nel confronto a L’Avana contro Portorico: 4-1, 10-7, 5-1, 7-1 e 13-0 (2 fuoricampo e un doppio per Gourriel).

TORTI BEFFATA (r.g.) A Berna (Svi) nei leggeri, la locale Nicole Boss (6-3-1) ha battuto in 6 round, l'italiana Anita Torti (4-1), laureata in legge, a maggioranza, con verdetto sfacciatamente casalingo. RING ITALIANI (r.g.) A Merine (Le) il superwelter Antonio Santori (3) batte Adam Csipek (Ung, 0-3-1) p.6. A Monza, il supermedio Luciano Lombardi (18-10-4) pareggia con Eugen Stan (Rom. 5-54-2) p.8. SLITTA (r.g.) Slitta al 14 ottobre la difesa mosca Ibf di Moruti Mthalane (SAf 27-2) contro Andrea Sarritzu (32-4-4), prevista il 23 settembre. La OPI2000 conferma che la serata si terrà a Cagliari.

Football La fantina Hayley Turner, 28 Michael Jarvis, che nel 1989 sellò il vincitore dell’Arc Carrol House per la giubba italo svizzera di Antonio Balzarini. E poi fu l’allenatore inglese del nostro Rakti. SCOMMESSE GIU Tra i primi otto mesi del 2010 e quelli del 2011, l’ippica nazionale scende del 19,61%, le scommesse nazionali del 20,23%, la moribonda V7 del 68,14%. PALERMO NIENTE QUINTÉ Il convegno incentrato sul quinté non è stato disputato per la pista resa impraticabile dal maltempo: scommesse rimborsate. OGGI QUINTÉ A MILANO A San Siro (inizio 14.25) scegliamo Faidibiri (2), Astor di Frale (12), Mrs Nervi (13), Sampeyre (1), Sugarello (11) e Damnable (9). SI CORRE ANCHE Trotto: Roma (14.30), Treviso (15.20) e Albenga (15.10).

IN NFL Dopo le 517 della prima giornata, Brady lancia per 423 yard e la difesa recupera 4 palloni guidando i Patriots alla vittoria su San Diego nel big match della seconda giornata. Risultati: New England (2-0)-San Diego (1-1) 35-21; Buffalo (2-0)-Oakland (1-1) 38-35; Detroit (2-0)-Kansas City (0-2) 48-3; Tennessee (1-1)-Baltimore (1-1) 26-13; Indianapolis (0-2)-Cleveland (1-1) 19-27; Minnesota (0-2)-Tampa (1-1) 20-24; New Orleans (1-1)-Chicago (1-1) 30-13; NY Jets (2-0)-Jacksonville (1-1) 32-3; Pittsburgh (1-1)-Seattle (0-2) 24-0; Washington (2-0)-Arizona (1-1) 22-21; Carolina (0-2)-Green Bay (2-0) 23-30; San Francisco (1-1)-Dallas (1-1) 24-27 dts; Denver (1-1)-Cincinnati (1-1) 24-22; Miami (0-2)-Houston (2-0) 13-23; Atlanta (1-1)-Philadelphia (1-1) 35-31.

Nuoto La Giacchetti lascia Niente Giochi, meglio lo studio anticipa al Mattino: Caterina Giacchetti, delfinista napoletana già medagliata europea, campionessa e primatista italiana dei 200, lascia a sorpresa a 23 anni. E’ tesserata Aniene. THORPE OLIMPICO (al.f.) I bookmakers prevedono un rientro vincente di Ian Thorpe: il suo successo ai Giochi di Londra è quotato soltanto a 1.13, ma l’australiano dice che «tutti si aspettano un duello per la vittoria nei 200 sl tra me e Phelps, ma la verità e che entrambi potremmo essere battuti. Per essere in corsa per l'oro devo nuotare il mio vecchio record del mondo». L’australiano che ha confermato il debutto in coppa del mondo a Singapore (4-5/11) sarà al via anche delle successive tappe

di Pechino e Tokyo; evitato il primo scontro con Michael Phelps che prenderà parte soltanto all’appuntamento di Mosca (18-19/10). SPAGNOLO STACANOVISTA (al.f.) Renata Spagnolo, che si allena accanto a Ryan Lochte a Gainesville (Usa), sta già svolgendo allenamenti da 15-16 km al giorno: colpiscono le serie aerobiche di 8x900 sl e 20x200 a gambe imposte da Gregg Troy (detto Nazi). Volume replicato anche dalla mezzofondista Chloe Sutton che a Mission Viejo nuota per oltre 16 km al giorno e svolge quotidianamente un'ora di palestra. AZZURRI Cesare Butini, responsabile azzurro, ha allungato il collegiale a Ostia di Federica Pellegrini, Alessia Filippi e Martina Caramignoli dal 26 settembre al 1˚ ottobre. E dal 24 al 29 ottobre lavoreranno a Ostia Detti, Cuoghi, Paltrinieri, Pizzetti, M. e R. Potenza.

Rugby AIRONI IN GO KART (ales.s.) Come iniziativa di team building voluta dai tecnici, gli Aironi ieri hanno passato una giornata in un cardrome indoor a Mantova. Podio riservato ai trequarti (anche per questioni di peso) con Riccardo Pavan primo seguito da Pizarro e Tebaldi, e qualche problema per Nick Williams a entrare nel kart. MARTYN ROTTO Martyn Williams, 36enne flanker di Cardiff, 99 caps col Galles, si è rotto un braccio nella sconfitta contro l’Ulster venerdì, nel terzo turno di Celtic. Starà fuori almeno sei settimane

Tamburello SERIE A Play Off. Primo girone: Callianetto-Medole 13-0; Mezzolombardo-Monte rinviata a domani. Classifica: Callianetto 9, Medole 4, Mezzolombardo 2(*), Monte 0(*). Secondo girone: Sommacampagna-Carpeneto Rinviata domani; Solferino-Malavicina 13-4. Classifica: Solferino 7, Carpeneto 5(*), Sommacampagna 3(*), Malavicina 0. (*) una partita in meno. Play Out: Cremolino-Cavrianese 1-13; Travagliato-Fumane 13-9. Classifica: Cavriana 7, Cremolino 6, Travagliato 5, Fumane 0.

Tennis Giannessi, esordio Atp con vittoria Una bella sorpresa italiana: il 21enne Alessandro Giannessi, di La Spezia, mancino n. 183 al mondo, al primo torneo Atp della carriera, elimina lo spagnolo Mantanes. Primo turno a Bucarest (Rom, terra, 422.950 euro): Serra (Fra) b. Naso 6-2 6-4; Giannessi b. Montanes (Spa) 7-5 6-4; Berlocq (Arg) b. Haider-Maurer (Aut) 6-2 6-1; Ramos (Spa) b. Hanescu (Rom) 6-4 6-3; Andreev (Rus) b. Torebko (Ger) 5-7 6-4 7-5; Volandri b. Machado (Por) 6-3 6-3; Seppi b. Prodon (Fra) 6-1 4-6 6-1. MALISSE VA Primo turno a Metz (Fra, indoor, 398.250 euro) Malisse (Bel) b. Berrer (Ger) 6-4 3-6 6-4; Mahut (Fra) b. Junqueira (Arg) 6-3 6-2; Renavand (Fra) b. Kamke (Ger) 7-5 6-4; O. Rochus (Bel) b. Robert (Fra) 6-1 6-3; Sijsling (Ola) b. Dimitrov (Bul) 6-2 6-2. DONNE: SCHIAVONE K.O. Primo turno a Seul (S.Corea, cemento, 220.000 dollari): Dushevina (Rus) b. Schiavone 7-6 (4) 6-2; Bartoli (Fra) b. Llagostera Vives (Spa) 6-2 6-2; Hercog (Slo) b. Kucova (Slk) 6-0 6-2. Anche Alberta Brianti fuori al primo turno: a Guangzhou (Cina, cemento, 220.000 dollari) 7-6 (3) 6-4 dalla cinese Jie Zheng. FEDERER Non è più il n.1 del mondo ma la sua fama di persona affidabile e rispettata è più viva che mai. Secondo un sondaggio promosso dal «Reputation Institute» con oltre 50 mila intervistati in 25 Paesi, Roger Federer risulta lo sportivo più ammirato al mondo ed è 2˚ dietro l'ex presidente sudafricano Nelson Mandela. Secondo fra gli sportivi il giocatore di baseball dei New York Yankees, Derek Jeter, 16˚ in assoluto.

Vela MONDIALE MELGES (r.ra.) E' iniziato ieri a Palma il Mondiale Melges 32 (29 gli scafi al via in rappresentanza 8 paesi). Dopo la prima giornata (2 le prove disputate) al comando gli americani di Samba pa ti (tattico Vascotto), 2˚ Mascalzone Latino (timoniere Onorato, tattico Bruni), 3˚ gli statunitensi di Zetiana. Così gli altri italiani: 8˚ Fantastica, 10˚ Brontolo, 13˚ Audi Fratelli Giacomel, 18˚ Cuervos y sobrinos, 19˚ Torpyone, 24˚ B-lin Sailing, 25˚ Fra Martina, 26˚ Rush Diletta, 27˚ Atlantica 19.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_il taglio del rating

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

A notizie Tascabili

LE TRE AGENZIE

Maggioranza in difficoltà

Ma è davvero colpa dei media se l’Italia è stata declassata? i prodotti finanziari interni.

RETROCESSI COME MALTA, PEGGIO DELLA SLOVACCHIA

3 Che convenienza avrebbero le agenzie a parlar male del debito italiano? Dove starebbe la malizia politica?

Beh, è in corso una battaglia tra le valute, una battaglia strana perché la posta in palio è il titolo di moneta più debole. Svizzeri, giapponesi, americani, cinesi lottano disperatamente per tener basso il valore di franco, yen, dollaro e yuan in modo da incoraggiare le esportazioni. In questo quadro un default dell’euro manderebbe alle stelle il valore della moneta tedesca (euro di serie A o marco che fosse) togliendola in pratica dal campo di battaglia.

4 Non ho capito perché.

BANCA D’ITALIA-ISTAT-REUTERS-GDS

Standard & Poor’s valuta il governo troppo fragile. Per Berlusconi è un giudizio solo politico. Di certo, è in atto una guerra delle valute e colpire l’euro conviene a molti Ieri, in piena notte, Standard and Poor’s ha tagliato il rating dell’Italia da A+ ad A (breve termine) e da A-1+ a A-1 (lungo termine), con outlook negativo. Outlook significa: prospettive per il futuro. Motivi: crescita indebolita, «la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare l’abilità dell’esecutivo a rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno ed esterno difficile». La manovra è a parer loro poco soddisfacente, gli obiettivi fiscali che si propone di raggiungere improbabili. Berlusconi ha polemicamente commentato che le valutazioni di S&P sono politiche e influenzate dai giornali. La stessa agenzia, sorprendentemente, ha controreplicato al governo italiano che i suoi rating sono invece apolitici e si limitano a valutare il «rischio di credito».

1Che conseguenze può avere un giudizio simile?

Forse niente, forse molto. Alla fine una qualche influenza sui tassi d’interesse che paghiamo su Bot, Cct e Btp ci sarà. Ci sono fondi d’investimento a cui è proibito comprare

A

LA BORSA RESISTE

Milano positiva: +1,91% Piazza Affari ieri ha chiuso in positivo, con l’indice Ftse Mib salito dell1,91%, senza soffrire del taglio al rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s, in parte già previsto con i forti ribassi dei giorni scorsi

titoli che non abbiano almeno una certa valutazione. Se ci sono meno compratori, i tassi d’interesse salgono quasi per forza. Lei ha capito che il giudizio di un’agenzia di rating riguarda le probabilità che il debito sia rimborsato? Se le probabilità scendono, scende anche il rating. Si potrebbe anche dire che il rating (o giudizio) riguarda il rischio di fallimento o default dell’emittente (in questo caso l’Italia).

2 Chi ha ragione nella polemica tra Berlusconi e S&P?

Anche Obama si arrabbiò quando S&P tolse la tripla A agli Stati Uniti. Naturalmente è assurdo pensare che le agenzie di rating – che ragionano su dimensione planetaria – diano i loro giudizi basandosi su quello che scrivono i giornali. Non è escluso invece che vi siano calcoli di politica generale. Le tre sorelle, cioè le tre agenzie che si esercitano a dar voti, non sono certamente delle santarelline. Alla vigilia della crisi del 2007-2008 avevano inzeppato di triple A cdo (cioè, delle obbligazioni strutturate) che avrebbe impestato mezzo mondo e mandato all’aria Lehman. Sono poi in perenne conflitto d’interesse: i loro giudizi si pagano ed è ovvio che in tante occasioni i rating non dico che si falsifichino, ma che perlomeno si aggiustino. Guardiamo anche ai padroni delle tre agenzie per renderci conto che si tratta di combattenti del mercato per niente neutrali. Moody’s – l’agenzia che ha rinviato di un mese la stangata su di noi – è per il 12,47% nelle mani di Warren Buffet, il cosiddetto oracolo di Omaha, e per un altro 31,2%% in quelle di McGraw Hill, che fa capo per il 29,69% a Capi-

«

«Governo solido. Le valutazioni di S&P dettate dai retroscena dei quotidiani SILVIO BERLUSCONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

«

Il governo vari le riforme serie e impopolari oppure se ne vada a casa EMMA MARCEGAGLIA PRESIDENTE CONFINDUSTRIA

tal World Investors, Blackrock, State Street, Vanguard Group, T Rowe Price Associates. McGraw Hill è poi la padrona di S&P, sicché le due agenzie americane fanno capo in qualche modo allo stesso gruppo e possono benissimo giocare al poliziotto buono e al poliziotto cattivo. La terza agenzia, Fitch, è francese per il 60% (Fimalac) e americana per il 40 (Hearst) e non è quotata in borsa. Si sono fatti la loro agenzia anche i cinesi, la Dagong, che giudica però solo

Il cambio euro-dollaro oscilla oggi tra 1,35/1,40, cioè per comprare un euro bisogna sborsare poco meno di un dollaro e mezzo. Questa valutazione corrisponde a una moneta che rappresenta l’economia di un’Europa corredata da tutte le sue debolezze, Portogallo Irlanda Italia Grecia Spagna. Se i cinque piigs tornassero alle loro valute, ci vorrebbero probabilmente due dollari per comprare un euro o un marco. I prezzi delle merci tedesche sarebbero a quel punto troppo cari e la Germania, che vive di esportazioni, avrebbe difficoltà serissime a vendere le sue cose all’estero. È quello che si rifiutano di capire i cosiddetti falchi di Germania, cioè i liberali massacrati ora alle elezioni di Berlino, lo Stark che si dimise una settimana fa a mercati aperti, il vertice della Bundesbank.

5 Notizie dalla Grecia? Nessuna notizia. Non ci sono comunicati sul vertice dell’altra notte tra Venizelos e i rappresentanti di Fondo monetario internazionale, Bce, Unione Europea. Non è un buon segno. Se avessero deciso di concedere gli otto miliardi alla Grecia ce lo avrebbero fatto sapere. Non vorrei trovarmi con qualche brutto annuncio a mercati chiusi, cioè venerdì sera o sabato mattina.

S Standard & Poor’s L’agenzia di rating è stata fondata nel 1957. La società è una controllata della McGraw Hill companies, una società editrice internazionale specializzata in pubblicazioni scientifiche. Il presidente è Deven Sharma

Un martedì nero per il governo Alla Camera 5 ko Martedì nero per il governo. Ieri l’esecutivo è stato battuto alla Camera per ben 5 volte sulla legge sullo sviluppo degli spazi verdi urbani. Ad ammettere la resa è stato il sottosegretario all’Ambiente Elio Belcastro dopo l’ennesima sconfitta della maggioranza, andata sotto per ben quattro volte sugli emendamenti di Pd e Radicali e battuta anche al momento di votare la richiesta di rinvio del testo in Commissione avanzata dal relatore, il leghista Angelo Alessandri.

Attentato sotto casa

S Moody’s Corporation L’agenzia di rating è stata fondata nel 1909 a New York da John Moody. Uno degli azionisti è Warren Buffett, il terzo uomo più ricco del mondo. Presidente della società è Raymond W. Mc Daniel Jr

Kamikaze a Kabul L’ex presidente Rabbani è morto Burhanuddin Rabbani, ex presidente afghano, è stato ucciso a Kabul in un attentato davanti alla sua casa. Secondo la polizia, si è trattato di un attentato suicida dove sono morte altre 4 persone. Rabbani era il leader dei mujahidin durante l’occupazione sovietica dell’Afghanistan negli Anni 80 e fu presidente negli Anni 90. Il kamikaze aveva l’ordigno nascosto nel turbante. Il presidente Karzai ha subito cancellato la partecipazione all’Assemblea generale dell’Onu a New York.

S Fitch Ratings L’agenzia di rating è stata fondata nel 1913 a New York da John Knowles Fitch. Il 60% della società è controllato dalla Fimalac, una holding francese mentre l’a.d. è Stephen Joynt

L’ex presidente Rabbani AFP

Mestre, finiti in tribunale

I genitori vogliono cacciarlo: a 41 anni vive ancora in casa A 41 anni a casa con papà e mamma: un eterno bamboccione. E’ la storia di un uomo di Mestre che, con un lavoro ben retribuito, non vuole rinunciare a vivere con i genitori ed è disposto ad una battaglia legale per non rinunciare ai lussi familiari. Battaglia legale che farà contro i genitori che stanno cercando di sfrattare di casa il figlio con tanto di diffida. La speranza degli anziani genitori è che il figlio si decida a trovare una soluzione, spinto anche dalle sollecitazioni del giudice.

La svolta dopo 18 anni NAPOLITANO DURO: «SECESSIONE FUORI DALLA STORIA»

Il Colle: «Ora crescita condivisa» E poi arriva un altolà per la Lega «Agitare ancora la bandiera della secessione significa porsi fuori dalla storia e dalla realtà». Lo ha detto ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la visita alla mostra «La macchina dello Stato», l’archivio centrale dello Stato, a Roma. L’altolà alla Lega non è stato l’unico tema affrontato da Napolitano, che ha parlato anche di crisi economica. Per uscire dalla crisi «colpi d’ala in

tasca non ne ho e credo non ne abbia nessuno», ha aggiunto il capo dello Stato, spiegando che per affrontare la situazione difficile in cui ci troviamo «occorre un pacchetto, un insieme di misure. Sento parlare di un piano pluriennale, di una piattaforma meditata che nasca da consultazioni ampie per rilanciare la crescita. Anche perché se il Pil decresce, l’impresa diventa ardua se non impossibile».

Stati Uniti: i soldati gay non dovranno più nascondersi Dopo più di 18 anni è finita l’era del «Don’t ask, don’t tell», il principio secondo cui gli omosessuali americani potevano servire il Paese in divisa a patto di non rivelare il proprio orientamento sessuale. Da ieri i soldati gay, lesbiche, bisessuali e transgender potranno finire di nascondere la loro natura sessuale. Si calcola che almeno 13 mila soldati potranno uscire da uno stato di clandestinità. Una conquista storica del movimento gay americano.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI

ECCO L’ANTI FACEBOOK

Sfida di Google Plus: il portale apre a tutti A quasi tre mesi dal lancio arrivano novità per Google Plus: dopo una fase di accesso ad inviti, il social network di

I ricatti di Tarantini «Inchiesta a Roma» Il gip non si è espresso sulla scarcerazione dell’imprenditore: «Napoli non è competente» DAVIDE ROMANI

Il gip di Napoli Amalia Primavera non si esprime sull’istanza di scarcerazione o di concessione degli arresti domiciliari a Giampaolo Tarantini (richiesta dagli avvocati Alessandro Diddi e Ivan Filippelli), che insieme a Valter Lavitola avrebbe ricattato Silvio Berlusconi, ritenendo competente la procura di Roma. Così facendo sposta di fatto il processo da Napoli alla Capitale prima della decisione del tribunale del Riesame attesa per oggi. Nel provvedimento il gip sottolinea come le somme di denaro destinate a Lavitola e a Tarantini «erano ritirate da un incaricato a Roma presso Palazzo Grazioli». A pesare sulla decisione della Primavera le dichiarazioni della segretaria del premier, Marinella Brambilla, e le parole dello stesso Berlusconi nella sua memoria: «La stessa vittima del reato — scrive il gip — ha confermato di aver corrisposto le somme di dena-

Il faccendiere barese Gianpaolo Tarantini in una foto d’archivio ANSA

ro sempre a Roma traendole da proprie disponibilità liquide che teneva presso la sua abitazione di Palazzo Grazioli. Dichiarazioni credibili con riferimento al luogo della dazione del denaro oggetto dell’attività estorsiva ipotizzata». Con que-

Ghedini, avvocato di Berlusconi: «L’indagine non doveva neanche iniziare»

Mountain View, il nuovo avversario di Facebook, si apre a tutti — pur restando in versione beta, cioè sperimentale — e si arricchisce di nuove funzionalità. Per esempio, ora c’è la possibilità di utilizzare la videochat anche sul telefonino e non più solo sul computer.

sta decisione sfuma la possibilità che i pm napoletani richiedano alla Camera dei Deputati (ramo del Parlamento dove è stato eletto Berlusconi) l’accompagnamento coatto del presidente del Consiglio. Reazioni Il Cavaliere tace. Se ne sta ad Arcore con i suoi più stretti collaboratori e forse rientrerà a palazzo Grazioli oggi o al massimo domani mattina per il Consiglio dei ministri. Di tutt’altro umore Niccolò Ghedini, avvocato di Berlusconi, rispetto a lunedì, dove durante il processo Mills aveva incassato una decisione definita da lui ingiusta. L’avvocato, interrogato la settimana scorsa in qualità di teste (sarebbe stato minacciato da Lavitola perché espresse parere negativo per una candidatura dello stesso alle elezioni), ha espresso soddisfazione per la nuova svolta dell’inchiesta: «L’indagine a Napoli non doveva neanche iniziare». E aggiunge: «Sono certo che a Roma ci sarà il riserbo e l’attenzione che purtroppo a Napoli non abbiamo visto». Alza così bandiera bianca la procura campana. Il procuratore Lepore si adegua con una nota al provvedimento del Gip: «A seguito del provvedimento di incompetenza, non impugnabile, emesso dal gip di Napoli in merito alla vicenda dell’estorsione in danno dell’onorevole Silvio Berlusconi, questo Ufficio in conformità a quanto deciso dal giudice, trasmetterà al più presto gli atti all’autorità giudiziaria romana». © RIPRODUZIONE RISERVATA

TERRORISMO IN TURCHIA

Auto bomba: tre morti ad Ankara

www.clubdessports.eu

Il terrorismo torna a insanguinare la Turchia, paese divenuto fondamentale negli equilibri del nuovo Medio Oriente. Nel centro di Ankara, la capitale, ieri mattina è esplosa una bomba: il bilancio dell’attentato è di 3 vittime e 15 feriti (foto Reuters). Anche se non vi è la certezza assoluta, il ministro dell’Interno, Idris Naim Sahin, ha giudicato come molto probabile la pista terroristica. L’ordigno era nascosto in una vettura vicino a piazza Kizilay, di fronte al palazzo che ospita gli uffici amministrativi del centralissimo quartiere di Cankaya. L’onda d’urto dell’ordigno ha sfondato finestre e vetrine negli edifici adiacenti alla vettura imbottita di esplosivo e innescato un incendio che si è rapidamente propagato ai veicoli parcheggiati nelle vicinanze, cinque dei quali sono andati completamente distrutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FIRENZE, IN UNA ELEMENTARE

Maestra in overdose nel bagno della scuola L’hanno trovata nel bagno della scuola elementare di Firenze dove lavora come insegnante di sostegno e

A

salvata per un pelo. Dopo la donna, 40 anni, ha ammesso di essersi «fatta» di eroina. Dipendente di una cooperativa sociale, la donna è stata sospesa. L’educatrice era rientrata al lavoro da due giorni, dopo una lunga assenza per motivi di salute.

LaFotonotizia

NIENTE GRAZIE

S Davis sarà giustiziato in Georgia Alle 19 ora locale Troy Davis verrà giustiziato in un penitenziario in Georgia. In favore di Davis si è mobilitata una vasta campagna internazionale, a cui hanno aderito centinaia di migliaia di persone, ma alla fine la grazia non è arrivata. Davis è stato condannato a morte per l’uccisione nel 1989 a Savannah (Georgia) di un poliziotto che seppure fuori servizio era intervenuto di notte in difesa di un senzatetto finito al centro degli scherzi violenti di un gruppo di teppisti

A Lampedusa in rivolta i clandestini: incendiato il centro di accoglienza Centri di accoglienza in rivolta a Lampedusa e in Puglia (a Brindisi). Migranti esasperati si sono ribellati alla loro permanenza nelle strutture, con clamorose azioni di protesta. La più eclatante a Lampedusa, con un incendio che ha distrutto le tre palazzine del Centro di contrada Imbriacola (nella foto Ansa), provocando una decina di intossicati, anche tra vigili del fuoco e forze dell’ordine. Ingenti i danni alla struttura che era già stata gravemente danneggiata da un altro rogo doloso nel febbraio del 2009. Nel centro erano ospitati circa 1.200 tunisini sbarcati nelle settimane scorse sull’isola che avevano protestato a più riprese per chiedere il loro trasferimento sulla terraferma.

NELLA CAPITALE «GUERRA» TRA PUSHER

Blitz in 7 quartieri: 25 arresti a Roma Blitz a raffica in sette quartieri di Roma (San Lorenzo, Bastogi, Torbellamonaca, San Basilio, Villa Bonelli-Magliana, Tor Pignattara e Trullo). Il risultato sono 25 arresti tra i componenti delle gang della Capitale. A poche ore dall’ennesimo agguato, la gambizzazione di un giovane in periferia, arriva la risposta delle forze dell’ordine alla guerra tra bande di pusher che sembra essere all’origine dell’escalation di sparatorie e ferimenti in città (ben tre solo a settembre). Polizia e carabinieri sono stati impegnati da lunedì sera in una maxi operazione scattata nelle zone teatro delle violenze. Dei 25 arrestati, 19 sono pusher (italiani, somali, egiziani e afghani). Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di reati legati allo spaccio di stupefacenti, furti e rapine. Tutti sorpresi mentre erano intenti a smerciare eroina, cocaina, hashish e marijuana. Colpito anche il racket della prostituzione: sono 85 le donne e otto i transessuali fermati. E sul fronte delle indagini, il cerchio si stringe intorno ad alcune persone che frequentano il bar (sequestrato nell’operazione), dove il giovane di 33 anni aveva avuto la lite prima di essere gambizzato. Secondo quanto si è appreso, la lite che ha preceduto l’agguato sarebbe scoppiata per motivi legati al commercio della droga. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LOTTO

SUPERENALOTTO

NAZIONALE 25 2 15 82 48

LA COMBINAZIONE VINCENTE 7 23 39 48 69 75 Jolly: 83; Superstar: 68 Jackpot e 66.373.832,15 Punti 6: nessuno Punti 5+: nessuno Punti 5: 13 totalizzano: e 30.671,15 Punti 4: 1.342 totalizzano: e 297,11 Punti 3: 50.277 totalizzano: e 15,86 QUOTE SUPERSTAR Punti 4: 8 totalizzano: e 29.711 Punti 3: 178 totalizzano: e 1.586 Punti 2: 3.223 totalizzano: e 100 Punti 1: 20.254 totalizzano: e 10 Punti 0: 43.233 totalizzano: e 5 Montepremi di concorso e 2.658.165,98 10 e LOTTO Numeri vincenti

ESTRAZIONE DEL 20 SETTEMBRE

4 9 12 28 32 33 34 35 39 42 44 48 52 60 73 75 76 78 85 89

BARI

85 75 4 20 71

CAGLIARI

33 42 62 70 71

FIRENZE

32 60 37 82 18

GENOVA

48 76 20 38 53

MILANO

75 35 56 20 8

NAPOLI

73 89 68 85 88

PALERMO

44 78 85 4 64

ROMA

9 12 35 13 66

TORINO

34 52 88 17 68

VENEZIA

28 39 58 9 43


MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI

L’ESORDIO NEL TALENT USA

La Canalis fa flop: è ultima a «Ballando» Elisabetta Canalis fa flop. Durante la prima puntata della trasmissione tv, sulla Abc, «Dancing with the Stars», ha

A

Guetta

BUFERA SU «BAILA»

«Con Vasco farei proprio un bel remix»

S

Il re dei deejay presenta il nuovo album: «Ho rivoluzionato il pop» Il deejay e produttore David Guetta, 43 anni, vive tra Parigi, Ibiza e gli Usa STEFANIA ANGELINI MILANO

Che importa se il connazionale, nonché disc jockey rivale, Bob Sinclar, ha dominato le classifiche estive facendoci ballare sulle note di Far l’amore della Raffaella Carrà nazionale. Perché lui, David Guetta, il re Mida della disco music, non è da meno. E se proprio dovesse rispolverare un vecchio successo italiano e fare un colpaccio, un nome ad effetto sicuro ce l’avrebbe: «Non conosco molto i vostri artisti, ma se dovessi scegliere qualcuno con cui lavorare, penserei ad uno della vecchia generazione, uno come Vasco Rossi per esempio». Il disc jockey e produttore parigino la butta lì. Ma di sicuro, il mago della console che ha scalato le hit parade di tutto il mondo, non ha certo bisogno di farsi pubblicità. Anzi, è lui che da qualche anno trasforma in oro qualunque cosa tocca, senza

sbagliare mai una mossa: finora ha venduto oltre cinque milioni di cd, e quasi venti milioni di singoli. E di questo David è più che consapevole. Così, a quasi 44 anni, ha iniziato a prendersi delle belle rivincite. Rivoluzione A Milano per pre-

sentare il nuovo cd, Nothing but the beat, cioè «Niente tranne il ritmo» (la copertina nella foto), di una cosa è sicuro: «Ho contribuito a creare un nuovo standard per la musica, che, in poche parole, significa niente più barriere tra pop ed elettronica». E pensare che cinque anni fa era uno sconosciuto nel tempio della dance music, cioè ad Ibiza, dove ora regna incontrastato (sono famose le sue serate alla discoteca Pacha): «La prima volta che sono stato nell’isola, mi sono innamorato della natura e dell’atmosfera hippie che si respirava: volevo a tutti i costi suonarci. Ma i grandi deejay erano tutti americani e quando mi proponevo, mi ridevano in faccia». Il successo poi è arriva-

TENDENZE PRIMO STORE: NAOMI LO TIENE A BATTESIMO

Milano, Pirelli apre il «negozio di gomma»

Marco Tronchetti Provera e Naomi Campbell nel nuovo store Pirelli NEWPRESS

«Una nuova casa per l’anima di gomma». È con questo slogan che Pirelli ha aperto il primo flagship store in corso Venezia a Milano. Il negozio, inaugurato ieri sera con un cocktail speciale (tra gli ospiti anche Naomi Campbell, Valeria Mazza, Eva Herzigo-

Il negozio si estende su 1500 metri quadri: i camerini sono box mobili della Formula 1

deluso la giuria e si è piazzata in fondo alla classifica delle coppie danzanti più seguite d’America. L’ex velina, vestita con un top nero ed una gonna rossa (nella foto, in un fermo immagine) ha ballato con il russo Valentin Chmerkovski un «cha cha cha», I due hanno fatto finta di svegliarsi dopo una notte

«

Sinclar ha scelto una hit della Carrà? Io conosco meglio Vasco Rossi DAVID GUETTA DEEJAY E PRODUTTORE

5

I milioni di cd venduti Nella sua carriera David Guetta ha venduto oltre 5 milioni di dischi e 20 milioni di singoli

to, complice anche un indovinatissimo slogan, «F*** Me, I’m famous», creato insieme alla moglie Cathy, la sua manager («con lei non parlo mai di affari a letto») per ironizzare sul fatto che non fosse famoso. E adesso è proprio lui ad essere diventato una specie di crocevia dal quale passano i più famosi: dai Black Eyed Peas (il singolo I gotta a feeling è diventato il più scaricato di tutti i tempi) a Kelly Rowland. E anche in questo nuovo cd (14 brani pop e 10 tracce elettroniche) c’è una bella schiera di nomi: oltre a Will.i.am dei Black Eyed Peas, hanno collaborato, tra gli altri, Snoop Dogg, Akon, Usher, 50 Cent e Jennifer Hudson. «Ho voluto fare un doppio album perché vengo dall’underground, ma sono anche un produttore di musica pop: per le nuove generazioni questa è la nuova frontiera. È successo anche con il rap e con il rock: erano generi di nicchia e poi sono diventati la nuova tendenza».

Pure la Bbc fa causa a Mediaset Anche la Bbc fa causa a «Baila!», il nuovo show di Canale 5 condotto da Barbara D’Urso (nella foto) al via lunedì 26 settembre, già finito nel mirino di Milly Carlucci e della Rai per sospetto plagio ai danni di «Ballando con le stelle», ispirato al format britannico «Strictly Come Dancing»

Super tecnologico Ad un certo punto, poi, ci si imbatte anche in un robot-magazziniere impiegato per fare i pneumatici, protagonista di un angolo-giochi per i più piccoli. Nel nuovissimo negozio Pirelli non si comprano, quindi, solo scarpe e giacche, ma si visita lo store come fosse una mostra di design. Un progetto costato 4 milioni di euro che si sposa con la filosofia del marchio. «Oltre un secolo fa fecero la loro comparsa i primi capi d’abbigliamento in gomma firmati dalla nostra azienda e da allora il costante impegno nella ricerca e nella tecnologia viene applicato alla moda così come ai pneumatici», ha detto il presidente del gruppo Marco Tronchetti Provera. s.an.

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d’amore, quindi hanno iniziato a ballare. «Sei stata molto brava nel letto», è stato il sarcastico commento di uno dei giurati, Bruno Tonioli, peraltro di origine italiana. Nemmeno gli altri due giurati sono stati teneri e hanno detto che la Canalis ha ancora tanto da imparare.

IL ROMANZO ESCE OGGI «ALEPH»

Coelho è tornato e questa volta cerca se stesso MASSIMO ARCIDIACONO

Che sia più un guru che uno scrittore (pur bravo) è ormai fuori di dubbio. Basta farsi un giro sulla sua pagina Facebook con 6 milioni e mezzo di fan o attendere i suoi tweet - 10 solo ieri - seguiti, al momento, da 2.371.310 persone. Paulo Coelho come una popstar, dunque: a soli 70 mila followers da Lindsay Lohan, a 120 mila da Lenny Kravitz. A una manciata dal Dalai Lama (2 milioni 388mila). Sfida tra guru, appunto. È per questa ragione che anche stavolta l’uscita di Aleph, il suo nuovo libro (Bompiani, pag. 282), rappresenta un piccolo evento. Nonostante l’arrivo praticamente annuale di nuovi titoli, nessun altro libro dell’autore brasiliano ha eguagliato il successo (e il valore) dell’Alchimista. Ma questa è materia da non trattare con i milioni di appassionati ed è anche vero che, dopo alcune divagazioni (con puntate anche nel territorio del giallo), l’autore brasiliano torna con Aleph ai temi del suo primo bestseller. Stavolta, è lo stesso Paulo ad affrontare un viaggio alla scoperta di sé stesso. Sale sulla Transiberiana diretto a Vladivostok e dopo incontra Hilal, una giovane violinista che ha amato 500 anni prima e poi tradito. Da qui inizia un viaggio mistico e che insegnerà loro a superare gli ostacoli della vita. Questo una sorta di bigino del primo centinaio di pagine di un romanzo che (come ha già notato Isabella Bossi Fedrigotti) è soprattutto un diario: quanto furbo o sincero decideranno i lettori. L’editore fa sapere che il libro è primo nelle nazioni in cui è già uscito. Di certo, le massime che hanno fatto la fortuna di Coelho (50 milioni di copie in 170 paesi) e dato conforto a molti, non mancano neanche in Aleph. Tipo questa: «Il solo potere che abbiamo è il potere delle nostre decisioni». Solo che era ieri su Twitter. Coelho, ovvero il primo guru-romanziere-digitale.

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va, Ines Sastre e Bianca Balti), si estende su 1500 metri quadrati su due piani che ricordano un capannone industriale di raffinato design, con l’insegna di gomma, con tappeto di gomma all’ingresso, le tracce dei binari, le impronte di vecchi macchinari sul pavimento di legno. I camerini sono come box mobili da Formula 1, le porte come materassini di tela gommata. C’è la vecchia Maserati rossa di Manuel Fangio: un pezzo da museo ma con cerchioni e pneumatici rinnovati. La tecnologia motoristica di oggi, invece, è rappresentata da una Lamborghini Miura gialla e dalla moto Ducati.

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BELLE A CONFRONTO LA NEOELETTA E LA VINCITRICE DEL TITOLO «SPORTIVO»

Miss Italia, nuova generazione Più rotonde e un po’ secchione DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI MONTECATINI (Pistoia)

scico polemico c’è ancora tra Patrizia Mirigliani e il capostruttura Antonio Azzalini che incorona Fabrizio Frizzi cercando di strappargli un sì per l’anno prossimo.

Gli ascolti della serata finale premiano Miss Italia: 5 milioni e 24 mila spettatori col 25,93% di share soddisfano staff e Rai anche se qualche stra-

Miss Ma lo spazio ora è tutto per le ragazze. Per Stefania Bi-

La neo Miss Italia Stefania Bivone, 18 anni, è di Sinopoli (Rc) SESTINI

Miss Italia Sport Susanna Cicali, canoista diciottenne, è di Firenze

vone, 18 anni, la miss Italia che non dice se è fidanzata (ma è single), che non si commuove alla proclamazione, ma che canta Mina a cappella in conferenza stampa divertendo i presenti con E se domani. «Voglio continuare a studiare, non venderò mai il mio corpo. Ma credo che bisogna prendere al momento tutto ciò che la vita offre. E realizzare i propri sogni. Il personaggio che vorrei conoscere è Laura Pausini, che bello sarebbe duettare con lei. Il mio cruccio è che non faccio sport perché lo sport aiuta a crescere (tifo Reggina)». Le va in soccorso Susanna Cicali, 18 anni, fiorentina, Miss Italia Sport Diadora, il nuovo titolo di quest’anno: «Stefania, non hai fatto sport, ma hai più carattere di tanti sportivi». La Cicali, canoista, mondiale juniores nel 2008 e 13 titoli italiani, oggi riprende ad allenarsi: «Ho fatto quest’esperienza perché volevo dimostrare che anche le sportive possono essere più femminili di certe modelle. La canoa è uno sport povero, non faccio grandi guadagni, ho preso 4 mila euro per il Mondiale, ma mi dà enormi soddisfazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

LE PAGELLE

Ariete 5,5

Toro 7+

Gemelli 7+

Cancro 8

Leone 6

Vergine 7

DI ANTONIO CAPITANI

Il lavoro inciampa, non entusiasma, stressa. Come la famiglia. Non sguinzagliate in ufficio un leone affamato, tollerate. L’amor è sfigatino.

Colloqui, gestione dei contatti, confronti e trattative si concludono nel modo migliore. E magari fate i suini girovagando. OK lo sport.

Lavoro e denaro rassicurano. Anche perché tutto (o quasi) si muove come desiderate. E un po’ di fornicazione fatta con (il) gusto vi delizia.

Se dovete visitare posti che non vi piacciono o occuparvi di rogne varie, tutto andrà bene. Il vigore cala, ma l’ironia batte la sfiga per KO.

Amici e sponsor vi facilitano le cose, la Luna vi solleva il morale. E l’anatomia tutta. Così, il vigore cresce. Pure quello suino. Te pareva.

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

IL MIGLIORE Il concatenarsi di circostanze fortunate vi porta più in alto, nel lavoro e in ogni altro ambito. Il sudombelico riceve pure la medaglia d’oro: grandi!

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Bilancia 6-

Scorpione 7,5

Sagittario 6

Capricorno 5,5

Acquario 6

Pesci 7

Il lavoro risente delle ostilità lunari. Così, lentezze e scarso accordo con lo staff sono da preventivare. Energie limitate, sudombelico solingo…

Il successo nel lavoro c’è, grazie anche al vostro fiuto da cani molecolari. Avete pure ormoni come boiler: potete dunque annusare e scaldare.

Non vedete tutto cupo: potrebbe ricamarvisi addosso, come foste una federa, la lettera «s». Di sfiga. Saturno promette successoni.

Il lavoro frena. Ma se sarete più diplomatici nei rapporti, non perderete in credibilità. Temperatura sudombelicale bassina…

Organizzazione e operosità ai massimi livelli. Ma la saccenza e la pedanteria vi renderanno simpatici come un colpo. Di badile. Evitate.

Carisma e ingegno creano un’amalgama fortunata. Nel lavoro e in amore. Ambiti che potrebbero intrecciarsi pure suinamente. Soldi imminenti.

ALBERTO AQUILANI

Il centrocampista del Milan è nato a Roma il 7 luglio 1984. In carriera ha giocato anche con Roma, Liverpool e Juventus.

alla Radio

TeleVisioni in chiaro RAIUNO 6.45 7.00 11.05 12.00 13.30 14.10 15.15 17.00 18.50 20.00 20.30 20.35 21.10 23.15 0.50 1.20 1.25 1.30

UNOMATTINA TG 1 OCCHIO ALLA SPESA LA PROVA DEL CUOCO TELEGIORNALE VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG 1 - CHE TEMPO FA L' EREDITÀ TELEGIORNALE QUI RADIO LONDRA SOLITI IGNOTI IL SEGRETO DELL'ACQUA Fiction PORTA A PORTA TG 1 - NOTTE CHE TEMPO FA QUI RADIO LONDRA APP. AL CINEMA

RAIDUE

RAITRE

POCOYO CLASSICI DISNEY TG2PUNTO.IT NON SOLO SOLDI TG 2 I FATTI VOSTRI TG 2 - GIORNO ITALIA SUL DUE TELEFILM RAI TG SPORT TG 2 TELEFILM TG2 IL MONACO Film 23.00 NOVANTESIMO MINUTO TURNO 0.50 TG 2 1.10 TG PARLAMENTO 1.20 ANNA WINTER

8.00 9.00 10.30 11.10 12.45 13.10 14.00 15.00 16.00

8.55 9.10 10.00 10.35 10.40 11.00 13.00 14.00 16.15 17.50 18.15 18.45 20.30 21.05

19.00 20.00 20.35 21.05 23.15 23.20 23.55 0.45

CANALE 5

RAI 150 ANNI SIGNORINELLA COMINCIAMO BENE TG3 - RAI SPORT COMINCIAMO BENE LA STRADA PER LA... TG REGIONE - TG3 QUESTION TIME COSE DELL'ALTRO GEO - GEO & GEO TG3 - TG REGIONE BLOB - TELEFILM UN POSTO AL SOLE CHI L'HA VISTO? Attualità TG REGIONE TG3 LINEA NOTTE ESTATE DOC 3 APP. AL CINEMA

8.40 8.50 10.00 10.05 11.00 13.00 13.40 14.45 16.20 18.50 20.00 20.40 21.20 23.30 1.30 2.00 2.25

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ITALIA 1

RETE 4

CARTONI ANIMATI NINI' URBAN LEGENDS PARADISE LOST SPOSE EXTRALARGE STUDIO APERTO I SIMPSON DRAGON BALL TELEFILM CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO C.S.I. - SCENA DEL CRIMINE 21.10 KUNG FU PANDA Film 23.00 CONTROCAMPO LINEA NOTTE 1.15 POKER1MANIA 2.05 STUDIO APERTO LA GIORNATA

8.30 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 15.10

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20.45 FIORENTINA - PARMA Serie A Sky Calcio 6 e MP Calcio 5

CALCIO

20.45 GENOA - CATANIA

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20.45 JUVENTUS - BOLOGNA

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19.00 PARIS SAINT GERMAIN - NIZZA Ligue 1 Sportitalia 2

19.15 ARABIA SAUDITA QATAR Qualificazioni olimpiche Eurosport 2

20.00 RACING SANTANDER REAL MADRID Liga Sky Calcio 10

20.45 CESENA - LAZIO Serie A Sky Calcio 4 e MP Calcio 3

20.30 VAL PUSTERIA ASIAGO

20.45 MILAN - UDINESE Serie A Sky Calcio 2 e MP Calcio 1

Liga Sky Sport 3 e Sky Calcio 10

26

ANCONA

14

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AOSTA

10

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BARI

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BOLOGNA

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CIELO

VENTI

CAGLIARI

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Sole

Deboli

CAMPOBASSO

10

17

Moderati

CATANIA

16

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FIRENZE

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SKY SPORT 1 9.55

Champions League Twenty20. Da Hyderabad, India Eurosport

Coppa Sudamericana Sky Sport 1 e Sky SuperCalcio

14

SuperTennis

17.00 KNIGHT - SOMERSET C.C.C.

NACIONAL MONTEVIDEO CLUB UNIVERSIDAD DE CHILE

min max

11.00 ATP BUCAREST

Champions League Twenty20. Da Hyderabad, India Eurosport 2

22.00 VALENCIA BARCELLONA

ALGHERO

TENNIS

12.30 LEICESTERSHIRE FOXES - RUHUNU ELEVEN

Serie A Sky Calcio 5 e MP Calcio 4

Ieri

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda Sky Sport 2 e Sky Mondiale

CRICKET

20.45 PALERMO - CAGLIARI

A CURA DI

Trento Aosta 10 22

Torino 12 23

12 24

Milano

Venezia

12 24

Perugia

12 24

13 23

18

MILANO

10

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ROMA

NAPOLI

14

23

13 28

PERUGIA

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POTENZA Nebbia

Agitati

10

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REGGIO CALABRIA

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ROMA

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TORINO

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Il sole oggi MILANO

ROMA

TRENTO

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:08

19:23

6:55

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VENEZIA

14

24

Pga European Tour

Patty Farchetto ospita Aloe Blacc (nella foto) che presenta un brano tratto dall’album «Good Things»

20.30 GOLF: VIVENDI SEVE TROPHY Pga European Tour

SKY SPORT 3

Virgin Radio

11.00 GOLF: JOHNNIE WALKER CHAMPIONSHIP

18.00 Virgin Generation

Pga European Tour

12.00 CALCIO: VILLARREAL BAYERN MONACO Champions League

14.00 CALCIO: LEEDS UNITED MANCHESTER UTD Carling Cup

Andrea Rock e Giulia Salvi (nella foto) in program ma per i giovani. Per scri ver loro, 342.41.41.411.

Domani

Dopodomani

Miglioramento del tempo anche al Sud e sul basso versante adriatico. Tuttavia è atteso il transito di nubi stratificate su buona parte dell'Italia, specie al Nordest, Centro e Campania ma senza fenomeni. Ulteriore aumento termico.

Giornata nel complesso stabile e soleggiata sulla maggior parte del territorio. Addensamenti pomeridiani sui rilievi più compatti sull'Appennino tra basse Marche, Abruzzo e Lazio con diffusi rovesci. Clima ancor più caldo nelle pianure.

Ancona

Firenze

7

Mossi

14.00 Rmc in the Music

13 26

15 24

L'AQUILA

Neve

Rmc

Bologna Genova

Molto forti

24

Marco Galli (nella foto) in sieme a Pizza, Betti, Mitch & Squalo assicura il buon giorno a milioni di italiani.

16.15 GOLF: THE KLM OPEN

15.45 TENNIS: ATP WEEKLY MAGAZINE SHOW 18.15 CALCIO: VILLARREAL MAIORCA Liga

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

10.00 Tutto esaurito

14 25

Coperto

17

7.30 TG LA7 9.40 COFFEE BREAK 10.35 CHIAMATA D’EMERGENZA 11.00 G DAY (R) 11.30 (AH)IPIROSO 12.25 I MENÙ DI BENEDETTA 13.30 TG LA7 14.05 AD ALTO RISCHIO 16.15 ATLANTIDE 17.30 L’ISPETTORE BARNABY 19.30 G DAY - TG LA7 20.30 OTTO E MEZZO 21.10 UOMINI CHE ODIANO LE DONNE Film 23.15 CROSSING JORDAN 0.45 TG LA7 0.55 MOVIE FLASH 1.00 N.Y.P.D BLUE 2.00 OTTO E MEZZO (R)

12 26

21

PALERMO

14.00 RUGBY: TONGA GIAPPONE

Residue condizioni d'instabilità sul basso versante adriatico e al Sud per l'influenza del vortice perturbato in evoluzione verso la Grecia. Rovesci e temporali, specie in Puglia e su Calabria e Sicilia tirreniche. Sole e più caldo altrove. Trieste

17

Calmi

Serie A

Oggi

GENOVA

Temporali

SKY SPORT 2

Serie A

Forti

MARI

10.30 CALCIO: NOVARA INTER Serie A 13.30 CALCIO: BUNDESLIGA REVIEW 15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS

CALCIO: ATALANTA PALERMO

10.10 CALCIO: UDINESE FIORENTINA

Rovesci

Pioggia

TONGA - GIAPPONE

9.30

Cronometro maschile. Da Copenaghen, Danimarca Eurosport

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RUGBY

12.30 MONDIALE SU STRADA

20.45 LECCE - ATALANTA

0.30

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Elite maschile. Da Copenaghen, Danimarca Rai Sport 2

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Legenda

CICLISMO

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Tramonta

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MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2011

TERZO TEMPO GazzaFocus

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LETTERE

L’azionariato popolare si fa avanti per un calcio più legato al territorio

PortoFranco A CURA DI FRANCO ARTURI Fax: 0262827917. Email: gol@rcs.it

Non solo Barcellona Anche in Italia i tifosi vogliono contare di più

Più vecchi e meno bravi: così perdiamo terreno

A Modena una cooperativa ha l’1% delle azioni del club di B L’Ancona risorge con due delegati del tifo nel cda L’Uefa applaude

squadra che ricomincerà dalla Terza categoria. Partire dal basso, farsi sentire con iniziative legate alla comunità. È il tentativo che sta portando avanti MyRoma, titolare di una piccolissima quota del club giallorosso presente in Borsa e tuttavia protagonista di battaglie a tutela dei tifosi e di iniziative di sensibilizzazione. C’è poi il caso del Mantova United, che ha il 10% del capitale del club militante in Seconda visione e collabora al marketing biancorosso.

Sì, è così. Il dato dell’età media è sotto gli occhi e deve preoccupare: anche il calcio, come altri ambiti della vita nazionale è «per vecchi». E’ uno degli effetti di una crisi generalizzata, anche ambientale e culturale. Trovo pazzesco, per esempio, le scarse motivazioni che le nostre squadre trovano in Europa League, al contrario delle avversarie. Corsi e ricorsi: dopo una lunga crisi (anni 70 ed oltre), siamo tornati dominanti (dalla fine degli anni 80) e ora siamo scivolati ancora all’indietro. La novità, non rassicurante, è che adesso non possiamo più contare sul potere del denaro, Quindi servono idee, cioè investimenti sui giovani e sul fair play.

MARCO IARIA

Equivoco «Non è corretto parla-

Sono stato in banca per avere il rimborso del biglietto di Bologna-Roma, rinviata causa sciopero dei calciatori. Ho riavuto i 18 euro del costo, ma non 1,50 euro di prevendita. La Banca sostiene di aver comunque svolto il servizio che va pagato. Ipotizziamo almeno 10.000 biglietti venduti, fanno 15.000 euro a carico dei tifosi, e per la sola partita di Bologna. Ritengo che questi denari debbano essere versati da Lega Calcio e Aic, non certo da già vessati tifosi. Ovviamente nessuno si imbarcherebbe in cause legali per cifre simili, ma diverso sarebbe il discorso in caso di class action. Invito pertanto tutti coloro i quali si siano trovati nella mia stessa situazione a contattarmi via mail per poter agire insieme. Ritengo questa una forma sensata e giustificata di protesta contro l'andazzo del calcio in Italia.

In Europa League gioca una squadra, l’irlandese Shamrock Rovers, che appartiene interamente ai tifosi. In Inghilterra è tornato tra i professionisti il mitico Wimbledon, resuscitato dalla gente, e si è affacciato per la prima volta in Premier League lo Swansea, l’unico a promuovere dirigente un rappresentante del tifo. In Israele l’Hapoel Gerusalemme ha favorito la convivenza tra ebrei e musulmani e aumentato la scolarità nei quartieri difficili della capitale. Tutto questo sarà possibile in Italia? Anche da noi i tifosi avranno l’opportunità di contare qualcosa nella gestione dei club di calcio? Qualche anno fa si sarebbe parlato di pura utopia, ma adesso sta maturando una coscienza collettiva che lascia intravedere una svolta nella governance delle nostre squadre. Si parla di azionariato popolare e subito vengono in mente Barcellona e Bayern Monaco. Ma la rivoluzioni non si fanno in un giorno. E non è un caso che le prime esperienze italiane siano nate nelle categorie inferiori, magari in piazze storiche spazzate via dalla geografia del pallone. Apripista L’esempio è quello dei

supporters trust inglesi, visti dal Parlamento europeo e dall’Uefa come antidoto ai mali del nuovo calcio, fatto di spese folli, scarsa trasparenza, noncuranza delle esigenze dei tifosi. È nata così la rete Supporters Direct, cui hanno aderito dall’Italia MyRoma, Modena Sport Club, Venezia United, Sosteniamolancona e Sogno Cavese. Il Modena è la prima società di Se-

re di azionariato popolare — spiega l’avvocato Diego Riva, consulente di Supporters Direct Europe — perché si rischia di cadere nell’equivoco che un Moratti debba essere sostituito da un milione di tifosi azionisti. In realtà, se guardiamo agli esempi europei, i supporter

L’acquisto del Manchester United da parte dei Glazer è stato osteggiato dai tifosi che si sono riuniti in un trust per farsi sentire REUTERS

NEL BASKET

Varese ci prova con il consorzio di aziende (a.f.) Di fronte alla decisione dei Castiglioni di disimpegnarsi, la Pallacanestro Varese ha puntato sul progetto «consorzio», con diverse realtà imprenditoriali che si assumessero insieme l’impegno di dare continuità alla tradizione cestistica cittadina. Si costituì così «Varese nel cuore», consorzio formato da imprese di diversi settori. Già durante lo scorso campionato è stato superato il traguardo dei 50 consorziati e il flusso di adesioni prosegue tuttora. L’obiettivo di 100 consorziati, che darebbe tranquillità al futuro, non è lontano.

S.p.A. DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it SEGRETARIO DI REDAZIONE Daniele Redaelli dredaelli@gazzetta.it Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2011

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE Piergaetano Marchetti CONSIGLIERI Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Antonello Perricone, Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera DIRETTORE GENERALE SETTORE QUOTIDIANI ITALIA Giulio Lattanzi

rie B ad avere i tifosi come azionisti. La cooperativa, formata da 250 soci tra cui l’ex bomber Cristian Bucchi, ha acquistato l’1% delle azioni. Nelle Marche si è appena celebrato un evento storico: l’ingresso nel cda dell’Ancona, promossa in Serie D ed erede del club fallito in B, di due rappresentanti del trust di tifosi, che avranno diritto di veto su decisioni relative al trasferimento della sede, ai colori sociali e al marchio. Il segreto sta proprio qui: più delle azioni possedute (il 2% nel caso dell’Ancona) contano i diritti che si possono esercitare. Difficoltà A Venezia i nuovi pro-

prietari russi non si fanno sentire, nel frattempo l’associazione dei supporter promuove iniziative autonome per tenere vivo l’entusiasmo attorno a un’altra nobile decaduta del calcio italiano. Non c’è più nemmeno la Cavese, esclusa dalla Lega Pro in estate perché ha fatto crac: i tifosi non si sono persi d’animo e hanno costituito una nuova

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L’esperto: «I trust di tifosi in Europa contribuiscono col 10-20% al budget di una squadra» contribuiscono per il 10-20% al budget di una squadra. Nel Barcellona ancora di meno (20 milioni di sottoscrizioni su un fatturato di 400 milioni, ndr). Più che i soldi, contano la passione e l’entusiasmo che questi gruppi possono trasmettere al management». In Germania, per esempio, vige la regola del 50%+1: le società di calcio sono in mano alle associazioni sportive di tifosi, che detengono la maggioranza dei diritti di voto e quindi esercitano un controllo sul club, senza che ciò si traduca in un equivalente impegno economico. Stadi pieni, sponsor a go go, giovani talenti, bilanci sani: è l’immagine del movimento tedesco. Ci sarà pure lo zampino dei tifosi, o no? «Il calcio è business — aggiunge Riva — ma c’è un senso di appartenenza che prescinde dalla ricchezza e dai trofei. Dar voce ai tifosi porterebbe un valore indotto al prodotto calcio». Mica male in tempi di crisi.

Noto da diverso tempo che facciamo una fatica tremenda contro qualsiasi avversario in Europa. Credo soprattutto per due fattori: il primo è la qualità che è scesa verso il basso nelle nostre rose; la seconda è la condizione fisica: gli avversari sembrano correre sempre più di noi, sempre in anticipo, sempre in vantaggio, sempre in raddoppio. Abbiamo in definitiva abbassato la qualità e alzato l'età media dei giocatori con l’effetto di una diminuzione dell’intensità di gioco. Gli altri hanno fatto il contrario. Andrea Biasibetti

Ma quale vendita?

Umberto Fiorelli (umbertofiorelli@yahoo.it)

Non sono in grado di valutare in termini giuridici la sua affermazione, ma solidarizzo istintivamente. Ci faccia sapere se la cosa avrà un seguito.

Non mi piace lo spezzatino Anche quest'anno, come nel recente passato, siamo allo «spezzatino» televisivo. Ok, comandano le tv, ma quando è troppo è troppo. E voi non dite niente. Come si fa a giocare praticamente ogni giorno, a qualsiasi ora, persino al mezzogiorno della domenica?

Uno scandalo. Per chi va allo stadio è un gran casino. Andrea Guidastri (Bologna)

Sì, penso che abbia ragione: ma lo abbiamo detto e scritto spesso. E continuiamo a farlo. L’esposizione televisiva del calcio in Italia è eccessiva e alla lunga nuocerà sia ai club, sia alle tv sia al pubblico. Il modello inglese è molto più equilibrato.

Atalanta in marcia Sono un tifoso atalantino sfegatato, felice e convinto che la nostra squadra si possa salvare senza patemi d'animo. Nelle prime 2 giornate ho visto una formazione con carattere e cuore che ha raccolto 4 punti: è tanta roba! Voglio esporle una mia considerazione: dopo la tanto discussa penalizzazione e la squalifica di Doni la squadra si è compattata e ha trovato un equilibrio giusto e anche il nostro mister non deve fare la formazione in base a un giocatore, pur importante ma tanto ingombrante. Se aggiungiamo il fatto che Bellini e Tiribocchi sono in panchina, le chiedo se l'esclusione della vecchia guardia possa essere coincisa con una svolta mentale da parte del gruppo. In fondo i cicli finiscono per tutti e la riconoscenza non sempre paga. Mario Perucchini

La sua tesi è molto verosimile. Ma la riconoscenza non c’entra. Spesso il propellente della convinzione e della mobilitazione eccezionale fa la differenza. Mi sembra il caso anche di Juve e Napoli, per esempio, anche se la loro determinazione ha altre origini. Ma sempre «fame» è.

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