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CLASSICO ZOOM Una rubrica ideata e curata da Giovanni Scotti per l’Espresso napoletano

Ogni mese il fotografo Giovanni Scotti propone percorsi, di immagini e parole, che lo hanno portato a incontrare alcune professionalitĂ  uniche di Napoli. Persone che credono nel loro speciale mestiere e che a questo hanno consacrato una vita.

AGOSTO 2016


Weird & Curious in Napoli #08 chello ca se vede nun se crede

Del filo, degli spilli e del caffè foto di Giovanni Scotti / testi di Danilo Re Ogni mese il fotografo Giovanni Scotti propone percorsi, di immagini e parole, che lo hanno portato a incontrare alcune professionalità uniche di Napoli. Persone che credono nel loro speciale mestiere e che a questo hanno consacrato una vita.

Simona sabato si sposa. Tesse le lodi del proprio lavoro, facendo i conti con ago e filo. Lì, sotto la luce di un fioco neon, su quello scanno al banco di lavoro imbastisce una nuvola, bianca, candida. Al civico Centoventuno di Salita Tarsia, lavora di notte. Avvolta da un mantello di stelle, cuce su sé stessa i sogni e le paure della nuova vita che arriverà. Sopraggiunge il giorno e nella stanza irrompe un uomo fortunato. Simona nasconde quanto di bello gli avesse offerto la notte, precipitandosi sui lavori dei clienti che quotidianamente animano il proprio atelier, un po’ casa, un po’ nido. Prepara il caffè. “Per me amaro, grazie”. Aggiunge un presente.


“Viviamo per vestirci” o “ci vestiamo per vivere”, come a dire: scegliamo una volta per tutte cosa vogliamo davvero essere, pratichiamo l’edonismo e campiamo in maniera libera e spensierata. Simona è alta. Ha da sempre avuto problemi con gli abiti non propri, quelli acquistati. Con la stoffa sin da piccola ha sperimentato. Ha provato sulla propria pelle la ricerca, nutrendosi con gusto di ambrosia e creatività. I clienti non hanno la possibilità di nasconderle i propri segreti. Ella è il demiurgo che modella la materia che veste i corpi. Simona fornisce la bozza di un lavoro che sarà consegnato al proprio cliente affezionato. Ritorna al fornello. Ripete meccanicamente i secolari passaggi. Dallo studiolo si ode un sussulto: “Per me zuccherato. Due cucchiaini, grazie”.


Ha studiato i grandi filosofi. Simona cuce e inventa. Accoglie i propri clienti, confidenti, che tra una chiacchiera e l’altra diventano intimi. Instaura con loro rapporti di fiducia. È necessario che ciò avvenga. “Annita, circonferenza torace ottantadue, seno ottantotto virgola cinque, ottantanove, vita settantasette, bacino cento, larghezza vita dietro quarantuno, larghezza vita davanti quarantatre, altezza tra seno e vita sedici virgola cinque, lunghezza gonna dalla vita centododici”. Si legge da alcuni appunti. “Manu, seno ottantasette centimetri, torace ottantacinque, vita sessantasette o sessantotto, fianchi novantadue, altezza vita avanti quarantasei, altezza vita dietro trentotto”. I corpi ci parlano. Simona li ascolta e li interpreta. Ognuno a modo proprio contempla le meravigliose forme della vita. Restiamo affascinati. Poi un odore proveniente dal fornello: “Sarà il caffè. Zucchero di canna?”.


Congiungiamo due o più pezzi di tessuto, pelle, carta o storia. Non è soltanto l’arte del cucito, è la vita. Mettiamo insieme più elementi, separiamo gli stessi e ritorniamo a congiungerli. Indubbiamente, non ci stanchiamo mai di vivere. Imbastiamo per una vita il nostro abito più bello.


Ormai è sabato. Oggi, Simona si sposa. La nuvola, alla quale nell’ultimo periodo ha dedicato le poche ore di sonno rimaste, è stata completata. Ora, se anche sopraggiungesse quell’uomo fortunato nello studiolo e la vedesse china sul bancone completare un’ultima piega, sarebbe tutto finito. È questa la fine di un nuovo inizio.


Si dice che porti sfortuna imbastire il proprio abito per il giorno più bello. Simona Napolitano però, che è alta, giovane e bella sfida la sorte. Dal canto suo ha la spregiudicatezza e la saggezza di chi sa che la vita debba essere presa con una buona dose di filosofia e tanto ma tanto caffè.


Giovanni Scotti nasce a Napoli nel 1978. Nel 2007 si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli e nel 2009 si trasferisce a Milano, dove ha conseguito il Master in Photography & Visual Design presso NABA/Forma. Già disegnatore e pittore di solida preparazione, la poliedricità che ne ha fatto anche un musicista, lo ha spinto negli anni a dedicarsi in maniera attenta alla fotografia, sviluppando una passione e un’attitudine particolari per il paesaggio e gli ambienti (esterni ed interni) specializzandosi nella pratica della fotografia stereoscopica 3D. Autore prolifico tanto nella ricerca teorica che nella sua attualizzazione pratica ha collaborato come disegnatore, illustratore e fotografo a progetti discografici ed editoriali. Con il progetto La città del disincanto, dedicato a Edenlandia a Napoli, il primo parco tematizzato d’Europa costruito nel 1965 e chiuso nel 2013, è stato selezionato al Festival Photissima Torino “Time Out” nel 2014 e al Festival di Fotografia Europea Reggio Emilia 2016. Precedentemente, la sua installazione site-specific Isolated boat transiting for 35 minutes into the deepest blue for the purpose of viewing beyond the limits of visibility è stata scelta e utilizzata per una scena della celebre soap napoletana “Un posto al sole” in onda su RaiTre. Una sua opera (You can see beyond the limits of visibility) fa parte del progetto DONI - Authors from Campania, la prima collezione Imago Mundi di Luciano Benetton dedicata agli artisti provenienti da ogni regione d’Italia. Attualmente vive e lavora tra Napoli e Milano.

www.giovanniscotti.com


Del filo, degli spilli e del caffè