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dieci pensieri condivisi con Voi


una poesia a piacere... Giovanna

anno di pubblicazione: 2013


Chi è Giovanna? Giovanna è una persona semplice che, come tante, ha scoperto una passione nascosta dentro un'altra... e così dalla lettura, è passata alla scrittura. Con pazienza, umiltà e buona volontà ha iniziato un percorso, a volte faticoso, per mettere insieme una serie di testi, sempre più articolati, prevalentemente a carattere erotico. Ciò non toglie che l'ispirazione colpisce spesso in maniera improvvisa e repentina e, così di getto, dalla sua fantasia sono spuntate delle piccole poesie... poesie a piacere, appunto. Scritte per il bisogno di esternare un momento, una storia, un'emozione. E con altrettanta semplicità vengono donate a chi vorrà condividere questi momenti di gusto e di piacere. Buona lettura.

uuid:092c1560-07d2-11e3-b987-27651bb94b2f Questo libro è stato realizzato con BackTypo un prodotto di Simplicissimus Book Farm – Anno 2013


una poesia a piacere... Indice

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Una poesia a piacere... IL MARE (La mer) CHE BELLA L'ESTATE BAMBOLINA LE CORNA IL PASSATO QUANDO VEDO CHE ARRIVI L'ATTENZIONE LE QUATTRO STAGIONI LO SPOSO INFELICE BRINDISI DEI VECCHI AMICI


una poesia a piacere... versi scelti... senza pensare


L’oggi è un dono, ed è per questo che viene chiamato: presente. (anonimo)


IL MARE (La mer) Mare, vedo danzare nei golfi le tue acque chiare tu sei d'argento, mare, e cambi colore quando piove. Mare nel cielo d'estate confondi le onde chiare con le ali degli angeli che volano in ciel... infinito. Guarda i grandi canneti che danzano nel mare Vedi uccelli bianchi e il sole tramontare. Mare, tu li hai portati lungo i golfi chiari e una canzon d'amore mare hai portato a me: per la vita! (Libera traduzione dal francese di Giovanna)


CHE BELLA L'ESTATE Com’è bella l’Estate passeggiare per le strade senza tema della pioggia. Se fa caldo, la mattina, fare un bagno a Mergellina refrigerio ti darà. Con la barca poi salpare raggiungendo “Marechiare” e ti porti anche una bionda: prende il sole affianco a te! Ah, è proprio una realtà: l’Estate è la stagion della felicità. Com’ è bella ‘sta stagione: mangi un po’ di cose buone e poi vivi da Pascià. Melanzane e peperoni, pesce fresco puoi mangiare ed in bocca senti il mare. Poi la frutta di stagione pesche, pere, ciliegine e consolati, alla fine, col sorbetto di limon. Ah, pomeriggio d’Estate: belle donne per le strade… come carta velina, la loro sottanina che s’allarga nella brezza attrae gli occhi per l’amor. Poi la notte non dormi, ti giri e ti rigiri dentro al letto e, invasato dalle voglie, pensi già a prender moglie. Ah, è proprio una realtà: l’Estate è la stagion della felicità. (Libera riduzione da "Comm’è bell’a stagione" di Pisano - Falvo)


BAMBOLINA E’ assai piccina e ancora “non ci pare” eppure il suo papà fa disperare! La notte per il giorno ha preso lei lo sveglia sia alle quattro che alle sei. Lui si lamenta e fa la faccia brutta e si augura che cresca molto in fretta: finalmente, cominciando a capire, probabilmente lo farà dormire... ahimè non sa, povero genitore, che quando un dì, fanciulla farà le ore più piccole e temute della notte non la terrà neppure con le botte! Allora, quando con occhi spalancati, passerà sul divano le nottate rimpiangerà il batuffolo rosato che tante notti già gli ha rovinato. E’ legge di natura, fin dalla culla e non la cambieresti mai, per nulla, basta che lei ti stringe, che t’abbraccia e ti scordi qualunque nottataccia!


LE CORNA Ognuno nasce erede di un destino e la sfortuna va oppure torna: chi nasce scartellato, chi bassino, chi nasce e porterà sempre le corna! Io, per esempio, l'ho pure dichiarato: che posso far, lo apprendo solo adesso? Pensavo: qualche corno l'ho beccato, ma non credevo fossero in eccesso. Proprio due giorni fa, la chiromante guardandomi nel palmo della mano ha detto: "Siete stato un triste amante, vedete questo segno com'è strano? Questa, capite, è la linea del cuore arriva fino al centro e poi ritorna. Come faccio a negarlo, mio signore? E' un chiaro segno delle vostre corna e adesso, stata attento a quest'uncino! Lo sanno anche i bambini e pure i vecchi, è il simbolo che porta san Martino, il santo che protegge tutti i becchi!" Queste parole mi invasero il cervello e in testa ribollivano i pensieri. Adesso corro a casa e fo un macello, porca miseria: faccio correre i pompieri! "Ma no... stai calmo, chi te lo fa fare?" disse una voce interna, saggia e pura: "Le corna non si posson cancellare, non c'è rimedio, è legge di natura. Adamo, stava solo in Paradiso, eppure fu tradito, è risaputo. Non ci pensare più, fa un bel sorriso: anche Napoleone era cornuto.” (Libera riduzione da A. De Curtis)


IL PASSATO E adesso cosa sono? Aria dimenticata nella mente disincantata. Un elogio con gli amici di un corpo, agile e perverso ... Un nome da nascondere a lei, quella nuova, puoi dirle solo che non ti piacevo e fai fatica a ricordare che esisto, quando c’è lei. Che persona inutile, insignificante, sono stata: eppure, fino a ieri, mi hai amato.


QUANDO VEDO CHE ARRIVI Quando vedo che arrivi, da lontano, aspetto, sotto scuola, il tuo sorriso. Non sempre me lo doni: non demordo e attendo, zitto zitto, al posto mio; me ne sto là, impalato, anche mezz'ora, arrivo prima e tardi me ne vado, trovo le scuse, sorveglio la stradina con la speranza d'incrociarti ancora. Tu neanche mi conosci troppo bene a volte mi convinco: - Mi ha notato! ma il giorno dopo torno sconsolato, perché quest'oggi neanche mi hai guardato. Ma qualche volta sì... non è un abbaglio tu mi hai sorriso, delicatamente, e che sorriso! Non si può scordare. La luce mi ha inzuppato fino al cuore. Ridi con gli occhi e pure con i denti, per un momento niente esiste, intorno, vinci la ritrosia ed io lo "scorno": il tuo sorriso splende e vola via... Non son studente ma palpito ancora e tu per me non sei che una ragazza; sotto la scuola, nascosti tra gli alunni, confusi nella loro giovinezza. Perdo la testa e aspetto il tuo sorriso: pure se ho cinquant'anni e tu... quaranta appena. (Dedicata ad A. S.)


L'ATTENZIONE La sera, quando il sole si ritira passa alla luna tutte le consegne poi all’orecchio le dice: “Io vado a casa, mi raccomando un occhio d’attenzione a tutti i cuori dolci e innamorati.”


LE QUATTRO STAGIONI Vorrei trovarti un attimo, adesso è Primavera, prima che un’altra Estate ci assorba, lusinghiera, prima che il triste Autunno disperda la speranza minacciandomi l’anima con l’Inverno che avanza. Troppi anni son passati son vecchio... e pure tu, i corpi ci tradiscono, ci ingannano col Tempo! Allora dovrei credere che vinceranno gli anni, che siamo solo rughe segnate dagli affanni? Eppure in Primavera tu mi ritorni a mente con i fiori d’arancio e le rose di Maggio, allora io ti rivedo con l’abito fiorito, le calze in seta nere che mi facèano ardito. Penso alle tue caviglie, una per ogni mano, i colpi inferti al pube secondo un rito arcano spingevo nel tuo corpo, disteso su quel tavolo e ti succhiavo l’anima dall'inguine dischiuso. Adesso è Primavera e troverò il coraggio, lo giuro, io ti cerco prima che passi Maggio allora spunterai come facevi allora, ridendo delle remore dell’animo, ch'è eterno, ma teme di non farcela ancora un altro Inverno.


LO SPOSO INFELICE Ero giovane e montavo con veemenza. L’ eccitazione, per il bel possesso mi facea concentrare sull’amplesso e della fantasia facevo senza. C’ ho messo alcuni anni per scoprire tutti i ricoveri, possibili e nascosti, le ardite posizioni, i modi più scomposti, per potersi accoppiare e poi venire. Quando la forza dell’ impeto iniziale, gli ostacoli di vita e i pargoletti, mi resero più stanco ed attempato mi resi conto d’aver capito male… Mi concentravo a rendere la copula più ardita, e lei, supina, non mi contrastava. Ma veniva senz’enfasi: un po’ m’ accontentava, potendolo, optava per una gran dormita. Allora, alla ricerca di novello vigore: ripassai il Kamasutra, acquistai qualche “oggetto”, ordinai lingerie. Ma era tutto inutile, finivamo nel letto il talamo noioso che invitava al torpore. - E allora cosa faccio? – supererò me stesso: cerchiamo amico efebo o ragazza vogliosa, perché, si sa, il triangolo è cosa appetitosa. Anche qui m’accontenta e resiste all’amplesso ma dopo qualche spinta, estrema ed ulteriore, come se niente fosse, ritorna al suo torpore. Lo so, la vita è dura e si stanca la donna, ma s’io non mi decido alzandole la gonna, lei, tra lavoro, fornelli e familiar consesso nemmeno si ricorda che facevamo sesso. Allora guardo e ammiro: che uomo fortunato! Forse ha ragione lei ed io son depravato! Che gioia "la Maserati" ... averla in casa mia … ma se non spingo... è ferma: è senza batteria!


BRINDISI DEI VECCHI AMICI Me so’ deciso e vo’ invitati tutti ora che andiamo per la sessantina: chi c’è passato già, chi ce declina, ognuno ha i suoi momenti belli e brutti, ognuno ha il suo fardello d’esperienza. E allora mi son detto: che aspettiamo? Facciamocela ancora na’ mangiata, godiamo in compagnia della serata. Un paio di primi piatti, vanno bene e per secondo: ci vuole na’ braciata, un fritto di patate, l’insalata, non può mancare poi na’ mozzarella e un dolce sopraffino al "Siciliano". Ma l’allegria nel cuore solo il vino ci potrà dare, tra un boccone e l’altro, il rosso nel bicchiere cristallino o il bianco, per chi c’ha il palato fino; magari un po’ frizzante, un po’ allegretto. Che s’aspettava a fare sta’ riunione? Or per lavoro oppure per diletto, ne abbiamo visti giorni in compagnia. Adesso che qualcun manca all’appello, per questi Amici togliamoci il cappello: come fossero ancora tra di noi... (Dedicata alla Compagnia del mio "vecchio")


FINE

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Poesie a piacere