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SETTIMANA DELLA CARITÀ AL LICEO SCIENTIFICO SAN VINCENZO DI BOLOGNA AL PENSIONATO UNIVERSITARIO DI FERRARA AL PENSIONATO UNIVERSITARIO DI FERRARA 13-17 MAGGIO 2013

E TU CI SPERI ADESSO… E ADESSO È QUI L’ETERNO!! Salve a tutti, per chi non mi conoscesse mi presento subito. Mi chiamo Maria Anna, ho 21 anni e vivo a Roma. Frequento l’università degli studi “La Sapienza”. Giorni fa con Suor Paola e Suor Caterina siamo state a Bologna per un progetto con i ragazzi e i bambini del liceo/scuola dell’infanzia del san Vincenzo de Paoli e con le universitarie dello ZONI. E subito dopo a Ferrara dalle universitarie ospitate dalle suore del Sacro Cuore e nella meravigliosa scuola dell’infanzia “San Benedetto” gestita da queste ultime. Molti di quelli che non erano al corrente di questa “missione” (se così vogliamo chiamarla) si domanderanno… “sì…ma di quale progetto sta parlando?????” . Sono qui apposta per spiegarvi e raccontarvi di questa bellissima, quanto difficoltosa esperienza. Suor Paola e suor Caterina, durante il Capodanno Alternativo tenutosi a Roma per la settimana di Taizé (per il quale io e altri 40 ragazzi fummo calorosamente ospitati al Centro Betania) mi chiesero se mi sarebbe piaciuto accompagnarle a Bologna per una testimonianza di Fede. La proposta che mi fecero mi colse molto di sorpresa. Dissi di sì, ma ammetto con parecchie perplessità, anche perché credo che testimoniare la propria fede sia difficilissimo, se non impossibile. Fui molto felice ed onorata, questo senz’altro, ma nei giorni seguenti mi chiesi cosa volessero veramente che testimoniassi. Facemmo due incontri insieme per parlare e decidere il da farsi e soltanto una settimana prima della partenza eravamo realmente consapevoli di cosa volevamo discutere con i ragazzi. Suor Paola


ci presentò il progetto “ABITAMONDO” come appunto “abitare” e “vivere” in questo mondo affinché possa essere migliore di come lo abbiamo trovato. La cosa difficile non fu tanto preparare ognuno la propria parte e far si che tutto combaciasse, ma quanto far comprendere tutto il nostro lavoro ai ragazzi. Così io chiesi a suor Paola cosa realmente volesse che io testimoniassi…lei mi rispose “tutto ciò che tu fai quotidianamente…il volontariato, l’università, l’esperienza di Taizé a Roma, i tuoi anni all’estero…” Tutto il nostro lavoro quindi è stato preparato non in base alle nostre esigenze, ma in base a quelle dei ragazzi. Portammo quindi, insieme alle nostre “relazioni”, dei video che potessero rappresentare al meglio ciascuna delle 3 esposizioni. Torniamo dunque concretamene al progetto!! Siamo partite ponendo ai ragazzi delle domande, relative allo stare insieme secondo… quale concezione? Secondo natura? (vivendo secondo cosa a noi piace fare, ponendoci al centro del mondo) secondo cultura? Oppure secondo CREAZIONE? Io stessa mi sono posta delle domande su cosa volessero intendere suor Caterina e suor Paola sul vivere secondo Creazione. Posso quindi lasciarvi immaginare la reazione dei ragazzi!!! Sono stati presentati per primi 3 video, il primo era relativo alla canzone di Jovanotti “30 modi per salvare il mondo” dove la frase chiave è “ci sono 30 modi per salvare il mondo ma uno solo perché il mondo salvi me. Che io voglia star con te, che tu voglia star con me”. E vivere secondo creazione è proprio questo…amare tutti e accettare l’altro come nostro fratello. E non solo le persone che ci piacciono o le persone che fanno parte della nostra cultura. Il secondo video risale a quando Papa Benedetto XVI nel 2008 ha dato il via alla staffetta di “La Bibbia giorno e notte” leggendo i primi versetti della Genesi. E ci siamo concentrate proprio su questi versi. “In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso. Dio disse: sia la luce e luce fu”. E qui suor Caterina, ha cercato, tramite la Bibbia, di responsabilizzare i ragazzi affinché le questioni che loro credono non li riguardino da vicino, diventino invece una priorità. Evitare gli sprechi e capire che la globalizzazione oltre ad essere senz’altro un bene sia allo stesso tempo, la realtà di un mondo che pur agevolato dai mezzi di comunicazione di massa, non riesce realmente a comunicare perché troppo preso dalle proprie questioni ma, che, se ogni paese riuscisse ad essere più solidale con chi scarseggia di risorse primarie, riusciremmo tutti a vivere in un mondo migliore!!! Abbiamo poi mostrato un video di una decina di minuti relativo ad un film di Alberto Sordi “Finché c’è guerra c’è speranza” che ha avuto molto successo tra i giovani. Nel film, il protagonista Pietro interpretato da Alberto Sordi era un venditore di armi in paesi in guerra e tutto pare andare a gonfie vele finché un giorno un giornalista del “Corriere della sera”, che gli aveva procurato il contatto per la vendita di armi ad un movimento di liberazione nazionale in una colonia portoghese in Africa, denuncia all'opinione pubblica l'operato di Pietro con un articolo dal titolo "Ho incontrato un mercante di morte". Davanti allo sdegno ed il disprezzo dei suoi familiari, Pietro si offre di tornare al suo vecchio ed onesto lavoro ma costoro, posti di fronte all'alternativa di rinunciare alle comodità ed ai lussi cui sono ormai abituati, preferiranno ignorare l'origine dei guadagni del loro capofamiglia. Questo video dunque era mirato proprio a rendere consapevoli i ragazzi che sono le scelte che facciamo a decretare il nostro futuro e il futuro delle persone che ci stanno accanto, e che anche quando decidiamo di non scegliere e di astenerci da esprimere un giudizio, in realtà scegliamo ugualmente.


L’ultima parte poi toccava a me, dovevo appunto raccontare le mie esperienze di volontariato ai ragazzi. Solo che anche qui bisognava trovare un modo rapido e accessibile a tutti. Così presentai un video di una canzone Rap (è un genere musicale molto noto tra i ragazzi) intitolato “Un altro giorno” di una persona a me molto cara, che stimo non solo a livello musicale, ma anche e soprattutto a livello umano. Quando Suor Paola l’ascoltò e lesse il testo restò molto sorpresa e decise che avrei raccontato le mie esperienze attraverso quella canzone. E così feci, e la cosa sorprendente fu che tutti i ragazzi (o almeno la maggior parte) rimasero molto colpiti e affascinati. Soprattutto perché era un video autodidatta, finanziato dal cantante stesso. Ho così raccontato le mie esperienze tramite il testo, che non poteva essere più indicativo. Dove l’autore non solo dice che è importante vivere ogni giorno in pienezza e bellezza rendendo infinito e prezioso ogni attimo della nostra vita, ma ricordarci che come un nuovo sole che risorge anche noi risorgiamo con esso. “Un altro giorno arriva in fretta e non t’accorgi che con un nuovo sole anche tu risorgi, quei brividi d’eterno vivili all’interno e spera nel domani mentre fuggi dall’inferno” come dice appunto nel ritornello. Mettendo in dubbio ciò che fino ad oggi abbiamo dato per certo ed essere pronti a rimettere in gioco le nostre posizioni, concentrandoci meno su quello che ci riguarda e dando più importanza ai bisogni altrui, avendo fiducia in noi stessi, nell’altro, “nel bisognoso” che non è poi così distante da noi se pensiamo che nella società in cui viviamo, la crisi economica e i problemi finanziari potrebbero farci presto trovare nella stessa situazione. Staccandoci quindi da tutto ciò che è materia e che ci allontana dalla nostra crescita interiore, quella dello Spirito. Un’opera di evangelizzazione dei giorni nostri, se mi permettete il termine. Non è stato per niente facile avere a che fare con i ragazzi, nonostante poi io avessi più o meno la loro età. Il primo giorno abbiamo incontrato al San Vincenzo de Paoli di Bologna le prime e le seconde, con le quali non è stato facilissimo ottenere l’attenzione, come vi accennavo prima. Ma devo comunque ammettere che non c’è la siamo cavata per niente male. Sono stati abbastanza attenti e presi dai nostri discorsi (chi più chi meno). La sera poi siamo state ospitate dalle suore dello Zoni (il pensionato universitario) ed è andata davvero molto bene. Credo che sia dovuto al fatto che quando entri a far parte del mondo universitario, sei tu che segui i professori e non loro che seguono te (al contrario del liceo), dunque sei più propenso all’ascolto. Tanto che poi alla fine dell’incontro alcune delle ragazze sono venute da noi a complimentarsi. Il secondo giorno, sempre al san Vincenzo abbiamo avuto le classi più grandi, e devo dire che siamo state ancora più soddisfatte del primo giorno. I ragazzi erano più attenti, facevano tante domande e guardavano i video con piacere. Ci sono stati anche parecchi dibattiti e alcuni dei ragazzi mi hanno chiesto chi fosse il ragazzo che cantava la canzone “Un altro giorno”.


Il pomeriggio siamo partite per Ferrara, per incontrare le ragazze del pensionato universitario “Sacro Cuore”. Innanzitutto l’accoglienza, come a Bologna, è stata squisita, le suore sono state disponibilissime e le ringrazio ancora infinitamente. L’incontro con le ragazze che pensavamo si prospettasse più difficoltoso del primo (per il semplice motivo che suor Paola aveva già incontrato altre volte le universitario dello Zoni), è stato un successone, tanto che alla fine ci siamo fermate un’ora in più del previsto a parlare.

Il terzo giorno, siamo state con i bambini della scuola dell’infanzia “San Benedetto” gestito in particolare da suor Graziana, aiutata da altre due consorelle e da 3 educatrici. Abbiamo fatto dei balli insieme ai bambini, come la canzone della felicità, ma ancora più bello abbiamo presentato la storia di Santa Giovanna Antida con le immagini dei fumetti e attraverso una canzone molto carina che presenta il carisma. I bambini poi hanno firmato un libro, preparato da noi e che abbiamo chiamato “Il libro d’oro dei piccoli amici di Giovanna Antida”. All’idea erano molto eccitati! In seguito, abbiamo fatto colorare un disegno preparato da noi, ispirato all’anno della fede. Dove era raffigurato un mondo con su scritto “L’amore ha per confini il mondo” (tradotto : “l’amore non ha confini”). Abbiamo poi spiegato il significato della parola fiducia, e devo ammettere che sono stati velocissimi nell’apprenderne il significato. Sono stati bravissimi e mi sono affezionata subito a loro, e loro a noi.

Nel pomeriggio poi, prima di ripartire abbiamo avuto l’occasione di vedere le bellissime Icone fatte da suor Rosa secondo una tecnica Russa da lei appresa qualche tempo fa che verranno poi esposte al Sacro Cuore a fine maggio. Sono rimasta davvero affascinata dalla bellezza e dalla luce che emanavano. Una cosa bellissima che mi ha detto è stata “Io non ho altro modo per esprimere il vangelo se non quello di raffigurarlo”. Il quarto giorno abbiamo invece incontrato i bambini della Scuola dell’infanzia del San Vincenzo di Bologna gestita in particolare da suor Laura e suor Franca aiutate da 4 educatrici. Anche qui, abbiamo trovato dei bambini splendidi e soprattutto molto svegli!


Infine volevamo fare qualcosa per concludere quest’esperienza con i ragazzi del Liceo … pensando e ripensando ci è venuta l’idea di allestire l’aula video (della quale abbiamo usufruito tutta la settimana per la presentazione alle 9 classi) a mo’ di cappella!!!

Abbiamo smosso tutta la scuola (☺) e le suore per avere drappi e tappeti per allestirla e abbiamo ingigantito le frasi principali che hanno caratterizzato la nostra presentazione. Con nostra piacevole sorpresa si sono presentati tantissimi ragazzi, ai quali avevamo annunciato già il giorno prima della possibilità di concludere i nostri incontri con una preghiera o con un semplice pensiero su quanto detto insieme. Ovviamente non era una cosa “pubblica”!!!! Bensì, ognuno poteva riflettere nel silenzio, lasciando (chi voleva) in un cestino una preghiera o un semplice messaggio!!! Credo che possiamo ritenerci più che soddisfatte. Ed è proprio la frase che ho scelto come titolo per questa breve relazione (presa dalla canzone “un altro giorno”) che fa capire più che mai cosa ci ha tenute unite e cosa ci ha fatto credere fermamente in quello che abbiamo portato…la SPERANZA. La speranza che le cose possano cambiare e che la nostra breve “missione” possa aver raggiunto il cuore di qualcuno. E che un giorno le nostre parole, anche se una goccia nel mare, possano arrivare anche a chi in quei giorni non le ha colte, perché, magari, non pronto ad accoglierle. Ringrazio tutte le suore che mi hanno ospitata e i ragazzi per l’attenzione e l’ascolto. Ringrazio di cuore, chi nel mio cammino mi guida e mi dà fiducia e chi, anche con un semplice sorriso, mi dà la spinta giusta per andare avanti, ma soprattutto Chi con amore ha ascoltato e ascolta e sempre ascolterà le mie preghiere.

Maria Anna


Settimana della carita 2013