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iomimprendo | capitolo 1 Il lavoro autonomo La via del lavoro autonomo nelle sue diverse forme contrattuali si presenta, talvolta, come una scelta obbligata, sia da parte dei datore di lavoro - che, in tempi di crisi, non assume personale come lavoratore subordinato a tempo indeterminato - che da parte dei giovani - che sono costretti ad accettarlo per poter lavorare, essendo l’unica via per non restare a casa disoccupati anche per gli adulti. Si è consolidato, ormai, il ricorso a forme contrattuali di tipo flessibile introdotte dal Legislatore attraverso la “Riforma Biagi”1 che dal 2003 ha rivoluzionato il mercato del lavoro promuovendo forme flessibili, come alternative al lavoro subordinato a tempo indeterminato, con l’obiettivo di rilanciare il mercato del lavoro. Rientrano in queste forme flessibili, difatti, diverse tipologie di contratti ascrivibili al lavoro autonomo. In via generale, il Codice Civile (art. 2222) considera lavoratore autonomo “colui che effettua, dietro corrispettivo, una prestazione d’opera o di un servizio nei confronti del committente, in maniera autonoma o con mezzi propri.” Attualmente sono tre le principali tipologie di attività autonome dal punto di vista fiscale: Lavoro autonomo occasionale: l’attività si svolge in modo sporadico, al di fuori di rapporti a carattere unitario e continuativo.

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Opuscolo iomimprendo  

Piccola guida per chi aspira a mettersi in proprio

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