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PROVINCIA DI AVELLINO Assessorato alle Politiche Giovanili

iomimprendo piccola guida per chi aspira a mettersi in proprio

collana informa ASIG Agenzia Servizi InformaGiovani


iomimprendo Progetto cofinanziato e promosso da: PRESIDENZA della PROVINCIA DI AVELLINO il Presidente Cosimo Sibilia ASSESSORATO alle POLITICHE GIOVANILI della PROVINCIA DI AVELLINO l’Assessore Ermelinda Mastrominico Pubblicazione a cura di: SETTORE POLITICHE GIOVANILI E SOCIALI | TURISMO | CULTURA Agenzia Servizi InformaGiovani il Dirigente Roberto Pastena Testi: Alessandra Filoni - Esperta informatore europeo per le istituzioni locali Raffaella Festa - Esperta orientamento al pubblico giovanile Stampa e impaginazione: Tipografia Impara Progetto grafico e copertina: Bubba® | Francesco Iandolo La Provincia di Avellino non è responsabile di eventuali informazioni inesatte e/o incomplete

Edizione 2012 La pubblicazione è stata realizzata dal Servizio Politiche Giovanili della Provincia di Avellino Agenzia Servizi InformaGiovani attraverso il Piano Provinciale di Coordinamento delle Politiche Giovanili - AZIONE A «INFORMIAMOCI» cofinanziato dalla Regione Campania - Settore Politiche Giovanili e del Forum Regionale della Gioventù.

SIRG 2

Settore Politiche Giovanili e del Forum Regionale della Gioventù

Sistema Informativo Regionale Giovanile


presentazione Presentazione La presente pubblicazione, rientra nella collana InformaGiovani edita dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Avellino ideata per offrire strumenti di informazione, orientamento e supporto per tutti i giovani. Mi auguro soprattutto che, grazie all’approfondimento di particolari tematiche, tu possa affrontare in modo più consapevole la costruzione dei tuoi percorsi personali, umani e sociali accostandoti all’idea di pensare al tuo futuro, seguendo le potenzialità creative e avendo spirito d’iniziativa. L’opuscolo “IOMIMPRENDO”, in particolare, nasce con l’auspicio che ciascun giovane possa sviluppare idee imprenditoriali in relazione all’esperienza pregressa e alle vocazioni del territorio. Ritengo fondamentale che le Istituzioni incoraggino e sostengano le nuove generazioni a sviluppare conoscenza e creatività verso nuovi ambiti dell’economia della società, affiancandosi ai giovani per “fare sistema” e far in modo che essi possano scoprire nuovi percorsi integrandosi con il tessuto urbano e sociale di provenienza. L’Assessorato alle Politiche Giovanili ed InformaGiovani, all’interno della più ampia programmazione dell’Ente e del suo Presidente, Sen. Cosimo Sibilia, crede nei giovani e nell’iniziativa privata come utile volano di economia locale e nuova occupazione. Le nostre strutture sono impegnate a fornire una risposta concreta all’esigenze di orientamento ed informazione, rimandando a più opportuni e competenti servizi del territorio affinché ogni ragazzo ed ogni ragazza possa maturare una precisa idea del futuro e valutare con serietà la possibilità di alternative, acquisendo gli strumenti per realizzare idee e progetti concreti. Con i migliori auguri per il tuo futuro! Ermelinda Mastrominico Assessore alle Politiche Giovanili e InformaGiovani Provincia di Avellino

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iomimprendo Prefazione Ti piacerebbe avviare un’attività autonoma o imprenditoriale? Hai in mente un’idea che vorresti portare avanti? Bene, sappi che, prima di compiere i passi iniziali verso l’indipendenza, è importante avere tante informazioni, prendere le decisioni giuste e ragionarci sopra a fondo; non ti puoi permettere di fare passi falsi! Contribuire a diffondere nei giovani del territorio questa speciale capacità e tendenza all’autonomia professionale rientra tra le attività di un percorso istituzionale ormai consolidato e condiviso da tutto il Sistema degli InformaGiovani, fortemente voluto dall’Europa per essere sempre più vicino ai suoi cittadini in età giovanile. E’ per queste motivazioni che sono lieto di presentare questa pubblicazione pensata e dedicata ai giovani, uno strumento utile a “mettersi in proprio” e per dare sprone creativo al loro spirito imprenditoriale in questo momento di non facile congiuntura economica. L’Amministrazione Provinciale, nei vari anni dedicati a sostenere le politiche giovanili attive sul territorio, ha avuto modo di rilevare - difatti - che in provincia di Avellino sono tanti i giovani che vorrebbero avere conoscenza su come avviare un’attività “in proprio” e delle tante possibilità di finanziamenti esistenti per creare un’iniziativa imprenditoriale; o pure solo capire bene di cosa si tratta quando si parla di autonomia professionale. Sappi che mettersi in proprio richiede una tenace motivazione e tanto entusiasmo ad iniziare un percorso autonomo senza dubbio interessante, ma anche molto tortuoso per le competenze umane e professionali richieste. Lungi dalla pretesa di essere esaustiva, la guida non da soluzioni chiavi in mano, ma fornisce una panoramica generale estremamente utile per indirizzare quei giovani

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prefazione Prefazione che decidono di investire nel proprio futuro creando un’attività autonoma o imprenditoriale, anche orientandosi fra le diverse forme giuridiche, quale alternativa ad un mancato inserimento nel lavoro dipendente che diventa sempre più raro ed improbabile – ormai anche per chi già ce l’ha. Il critico momento congiunturale richiede, difatti, la ricerca di percorsi alternativi per chi sta per entrare nel mondo del lavoro e per coloro che, purtroppo, ne sono già usciti: le nuove iniziative dei nostri giovani sono auspicabili anche per dar supporto e nuova linfa all’economia e possono a loro volta creare opportunità – è così che la pensano anche a livello europeo, italiano e regionale fornendo alcuni incentivi che devi conoscere. Si punta sui giovani e loro occupazione (trasformando il sogno di un giovane in un’idea di impresa) quale motore di un’economia incerta ormai in discussione nei suoi delicati equilibri - che non fornisce più la garanzia del lavoro quale percorso verso l’autonomia. Ed è proprio per questo che bisogna, pertanto, favorire questo processo supportando ragazzi e ragazze con percorsi di autoconoscenza per avere quella marcia in più che fa la differenza nel campo. L’esperienza ultradecennale di ASIG - Agenzia Servizi Informagiovani - della Provincia di Avellino viene così fatta confluire in questo pratico strumento - l’opuscolo “IOMIMPRENDO” - che rientra nella “Collana InformaGiovani”, al suo terzo prodotto. La pubblicazione ha la seguente struttura: • INTRODUZIONE - Perché metterti in proprio; • PARTE I - Se la tua scelta è l’impresa; • PARTE II - Se la tua scelta è il lavoro autonomo; • PARTE III - Le agevolazioni.

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iomimprendo Prefazione Tutti i capitoli con i relativi box di sintesi (di avvertenze e consigli) sono stati pensati per favorire le scelte cruciali per l’aspirante lavoratore autonomo e imprenditore, dai primissimi passi alle scelte di finanziamento, che possano calzare meglio quest’inedito percorso per tutti i giovani che lo vorranno sperimentare. Completano la pubblicazione alcuni strumenti utili ad essa allegati (Business Plan, aprire un’impresa, Curriculum Vitae, siti utili). Ma da sola la guida non serve: la cosa più importante è che tu, giovane donna e giovane uomo, possa maturare obiettivi certi e conseguibili per decidere se iniziare questo percorso di autonomia. Roberto Pastena Responsabile dell’ASIG Dirigente Settore Politiche Giovanili

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indice Indice INTRODUZIONE - PERCHÉ METTERTI IN PROPRIO

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PARTE I - SE LA TUA SCELTA È L’IMPRESA

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Capitolo 1. L’Imprenditore Capitolo 2. La scelta della forma giuridica Capitolo 3. L’impresa sociale Capitolo 4. Il franchising Capitolo 5. La srl semplificata per i giovani

PARTE II - SE LA TUA SCELTA È IL LAVORO AUTONOMO Capitolo 1. Il lavoro autonomo Capitolo 2. La Partita IVA ed il regime agevolato per i giovani

PARTE III - LE AGEVOLAZIONI

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pag. 63 pag. 65 pag. 75 pag. pag. pag. pag.

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Allegato 1. Business Plan Allegato 2. Aprire un’impresa Allegato 3. Il Curriculum Vitae Allegato 4. Siti utili

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APPROFONDIMENTI

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Capitolo 1. Le agevolazioni di Invitalia Capitolo 2. Le agevolazioni della Regione Campania Capitolo 3. Creare impresa attraverso una start-up

ALLEGATI - STRUMENTI

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introduzione

PERCHÉ METTERTI IN PROPRIO?


iomimprendo Introduzione PERCHÉ METTERTI IN PROPRIO? Senti che è giunto il momento anche per te di iniziare qualcosa di nuovo seguendo magari un tuo istinto particolare per un tipo di lavoro che ritieni compatibile con i tuoi desideri ed aspirazioni? Ti piacerebbe aprire un’attività in un settore che ti ispira più degli altri? Hai visto che se vuoi davvero ce la puoi fare e che lamentarsi su te stesso non serve a nulla? Bene allora dai un’occhiata a questa guida che ti fornirà alcune informazioni basilari per avere le idee più chiare su come puoi metterti in proprio. Hai già un’idea che ti piacerebbe realizzare? O è da tempo che vorresti cogliere quella opportunità di cui ti ha parlato a lungo qualcuno vicino a te? Nel frattempo che leggi, prima di andare avanti, fermati un attimino e cerca in primis di individuare almeno due cose che ti piacciono: 1. il lavoro che ti piacerebbe svolgere e per il quale ti senti più indicato; 2. il settore in cui vorresti impegnare (agricoltura, ambiente, commercio, turismo, servizi, etc) e che maggiormente ti attrae. Infatti, il secondo punto che devi aver chiaro è la definizione di una tua propria idea di un’attività autonoma o imprenditoriale e recuperare tutte le informazioni possibili sul business da realizzare e la pianificazione dell’attività da svolgere.

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perché metterti in proprio? Possiedi le caratteristiche adatte e conosci il mercato? Il terzo passo è chiederti se hai le caratteristiche personali per svolgere una determinata attività che vorresti iniziare, anche in termini di competenze e risorse tecniche, economiche e finanziarie da impiegare per raggiungere il tuo obiettivo. Hai mai analizzato il mercato in cui ti piacerebbe operare e considerato, anche, quali sono le variabili da tener presente per realizzare la tua idea? Se non lo hai mai fatto è venuto ora il momento, segui questa breve guida ed avrai conoscenze maggiori su come devi affrontare quest’attività.

Possiedi le giuste motivazioni? Ti sei già chiesto quali sono le motivazioni per cui considerare la scelta a mettersi in proprio e ad avviare, in particolare, l’attività prescelta? Sappi che il tuo stile di vita cambierà perché questa importante decisione produrrà molti effetti impattanti sulla tua vita personale e di società. Se scegli di metterti in proprio ciò significa che dovrai cambiare le tue abitudini sia a livello sociale che familiare; avrai anche molto meno tempo libero e dovrai abituarti anche a fare tardi per il tuo lavoro senza alcuno orario.

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iomimprendo Hai le competenze necessarie? Se non hai le conoscenze e le competenze richieste per realizzare la tua idea, sappi che non potrai realizzarla. Non puoi aprire un pub o un’agenzia di pubblicità allo stesso modo: devi sapere come si opera perché senza un po’ di esperienza è molto difficile! Pertanto il consiglio è di frequentare i corsi di formazione professionale necessari, fare uno stage presso aziende già esistenti e di consultarti con persone esperte del settore.

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perché metterti in proprio? Mi conviene un’attività autonoma o avviare un’impresa? Bella questa domanda? È complicato già comprendere la precisa differenza tra “mettersi in proprio”, “avviare un’attività autonoma” o “diventare imprenditore”, ma vediamo insieme di chiarire. Il significato dell’espressione “Mettersi in proprio” solitamente si riferisce a tutte le attività di lavoro indipendente: chiunque avvii un’attività lavorativa in forma non subordinata e non dipendente si mette in proprio; ciò può significare tanto lo svolgimento di un lavoro autonomo, quanto la creazione di impresa. Ancora più difficile è distinguere, poi, l’attività di lavoro autonomo dall’attività imprenditoriale: ma, in generale, il lavoro autonomo ha caratteristiche molto differenti - sia dal punto normativo che fiscale - da quelle dell’impresa. Quindi distinguiamo due categorie principali di lavoro indipendente: • l’impresa dove l’imprenditore deve saper organizzare tutte le risorse (economiche, umane, tecnologiche) per la sua attività imprenditoriale. • il lavoro autonomo dove il lavoratore impiega la propria professionalità e il proprio tempo, secondo le diverse offerte ed opportunità di mercato.

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iomimprendo

Metterti in proprio: le due categorie METTERTI IN PROPRIO

IMPRESA

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LAVORO AUTONOMO


perché metterti in proprio? L’impresa Se vuoi iniziare a creare un’azienda tutta tua hai tante fonti a disposizione da cui partire! Basta che ti guardi intorno con attenzione e trovare ciò che ti stimola di più: senza per forza dover proporre prodotti o servizi innovativi, molto spesso la tua idea d’impresa è molto più semplice da attuare di quello che pensi. Ma devi sempre considerare che quando costituisci un’impresa parti da zero: è necessario trovare il luogo adatto per la sede e i tuoi clienti, acquistare attrezzature, chiedere le eventuali licenze di legge. Devi prenderti tutte le responsabilità del caso, che non sono poche. Per niente! Imprenditore (o imprenditrice) è, difatti, chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi (art. 2082 C.C.). Si parla di attività d’impresa quando vengono rispettati i requisiti di: • professionalità: l’attività è realizzata stabilmente e non solo occasionalmente; • economicità: obiettivo dell’impresa è la creazione di profitto; • organizzazione: presuppone il coordinamento di fattori produttivi quali il capitale e il lavoro per lo scambio di beni e servizi.

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iomimprendo Il lavoro autonomo Bene forse ne sai già qualcosa a riguardo se hai già fatto qualche lavoretto in giro o se hai dovuto aprire una partita iva per lavorare. E si, perché se non è un lavoro occasionale, ma svolgi un’attività abitualmente sei già entrato in questo mondo variegato di precarietà ma anche molto stimolante per i tanti lavori che devi svolgere (per cogliere le diverse opportunità s’intende, dato che non sono molte!). Ma vediamo come definisce la legge il lavoratore autonomo: “È... colui che si obbliga a compiere verso un corrispettivo, un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente” (art. 2222 C. C.). Il Codice civile individua le seguenti caratteristiche che caratterizzano il lavoratore autonomo: 1. autonomia: non si tratta di un lavoro dipendente, devi svolgere la tua attività senza vincoli di subordinazione nei confronti del committente, decidendone i tempi, le modalità e i mezzi necessari per il compimento dell’opera, ma nel rispetto degli obiettivi stabiliti con l’azienda. Inoltre, nell’organizzare il tuo lavoro, dovresti avere una propria autonomia per l’esecuzione dell’opera o del servizio e, perciò, devi sostenere il rischio inerente al risultato; 2. natura non imprenditoriale del lavoro: la tua non è un’impresa, sei tu che lavori per offrire un’opera intellettuale o un servizio a qualcuno: dovrai investire soprattutto nel tuo lavoro, piuttosto che in capitali e nell’organizzazione di risorse.

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parte 1

SE LA TUA SCELTA È L’IMPRESA


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capitolo 1

L’IMPRENDITORE


iomimprendo | capitolo 1 L’imprenditore L’imprenditore, definito dal Codice Civile (art. 2082), è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e/o dello scambio di beni e di servizi. Il Codice Civile distingue essenzialmente tra due figure di imprenditori: • l’imprenditore agricolo (art. 2135); • l’imprenditore commerciale (art. 2195). Inoltre, in riferimento a dimensioni ridotte dell’attività d’impresa, il Codice Civile definisce il piccolo imprenditore (art. 2083 C.C.) del quale l’imprenditore artigiano è la figura più rappresentativa.

Le tipologie di imprenditore IMPRENDITORE (art. 2082 C.C)

Impresa Commerciale

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Impresa Agricola

Piccola Impresa


l’imprenditore L’imprenditore agricolo Il codice civile (art. 2135) definisce l’imprenditore agricolo, come colui che esercita una o più delle seguenti attività: • • • •

coltivazione del fondo; silvicoltura; allevamento del bestiame; attività connesse alle precedenti (es. dirette alla trasformazione o vendita dei prodotti agricoli, quando rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura; ad esempio la vendita diretta di vino, olio, l’agriturismo, ecc.).

L’imprenditore commerciale Il codice civile (art. 2195) definisce imprenditore commerciale chi esercita professionalmente ed in forma organizzata una delle seguenti attività: • attività industriali dirette alla produzione di beni e servizi; • attività intermediarie nella circolazione dei beni, cioè un’attività commerciale in senso stretto, tanto all’ingrosso quanto al dettaglio; • attività di servizi (trasporto per terra, per acqua, per aria; attività bancaria o assicurativa; attività ausiliarie delle precedenti).

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iomimprendo | capitolo 1 Il piccolo imprenditore L’articolo 2083 del codice civile considera piccoli imprenditori: • • • •

i coltivatori diretti del fondo; gli artigiani; i piccoli commercianti; coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.

Affinché si possa definire piccola un’impresa è fondamentale che esistano i seguenti presupposti: • un’organizzazione, anche modesta, dei fattori produttivi; • l’attività lavorativa svolta dall’imprenditore e dai suoi familiari deve essere prevalente rispetto al lavoro di altri soggetti e ai capitali impiegati. Una impresa è piccola, pertanto, anche quando si avvale di uno o pochi dipendenti, come nel caso di piccoli commercianti e di artigiani.

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l’imprenditore L’imprenditore artigiano Tra i piccoli imprenditori troviamo l’artigiano, la cui impresa viene regolata dalla “legge quadro per l’artigianato” (L. 443/85 e successive modifiche e integrazioni). La normativa individua i requisiti soggettivi per l’imprenditore artigiano e i requisiti oggettivi che vanno a definire le caratteristiche dell’impresa artigiana. È imprenditore artigiano chi esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare l’impresa artigiana, svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo e assumendo la piena responsabilità e i rischi di gestione. Quindi affinché un’impresa sia artigiana vi deve essere il prevalere del lavoro sul capitale. Un’impresa viene definita artigiana quando si svolgono le seguenti attività: • produzione di beni finiti o semilavorati; • prestazioni di servizi (ad eccezione dei servizi commerciali, di intermediazione, di somministrazione di cibi e bevande).

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iomimprendo | capitolo 1 Hai la stoffa per fare l’imprenditore? “Nessuno è nato imparato!” Se non sei tra quei pochi fortunati i cui genitori sono già affermati imprenditori e presto entrerai a far parte dell’azienda di famiglia, te lo diciamo subito puoi certamente diventare imprenditore, ma lo devi volere fortemente e ci devi credere. Affinché tu possa iniziare bene la tua impresa sappi che per diventare un imprenditore di successo è necessario avere svariati requisiti fondamentali, come conoscenze tecniche, doti personali e un buon sostegno familiare è gradito. In primis, pertanto, dovrai analizzare le tue caratteristiche personali e avere la coscienza di riconoscere i tuoi punti di forza ed i tuoi limiti sull’attività che vuoi intraprendere. Sarà, inoltre, indispensabile comprendere come puoi impostare il rapporto con la tua vita professionale e quali devono essere gli ambiti di attività da realizzare prima di avviare un’attività.

Attenzione: NON E’ IMPRESA Non si considera, invece, attività d’impresa quando: • non vi è un fine economico (ad esempio un circolo culturale ricreativo); • non viene esercitata in modo professionale. Gli organismi che hanno finalità non economiche (per es. enti aventi obiettivi di promozione culturale, sportive, turistiche, etc) vengono riconosciuti in apposite figure giuridiche (solitamente Associazioni) che in linea generale non esercitano attività d’impresa.

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capitolo 2

LA SCELTA DELLA FORMA GIURIDICA


iomimprendo | capitolo 2 La scelta della forma giuridica Prima di aprire un’attività devi anche sapere alcune nozioni di diritto per poter scegliere la forma giuridica che si addice di più all’iniziativa che vuoi realizzare. La scelta della forma giuridica è una decisione fondamentale in quanto ciò inciderà a livello personale, fiscale, aziendale e giuridico. Va detto che non esiste una forma giuridica ideale: ogni tipologia d’impresa ha i suoi pro e i suoi contro e dipende in ogni caso dallo scopo imprenditoriale che si persegue. Possiamo affermare che, quando sceglierai la veste giuridica della tua impresa, è necessario far riferimento a tre elementi fondamentali: 1) il tipo di business che si intende svolgere; 2) la necessità di capitali; 3) il grado di rischio e di innovatività del business.

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la scelta della forma giuridica Impresa individuale o società? Vuoi lavorare da solo o pensi di avere dei soci con cui collaborare? Questa scelta è molto importante e, pertanto, qui cerchiamo di chiarire alcuni punti fondamentali rispetto alla diverse tipologie d’impresa. Hai diverse possibilità a disposizione che devi conoscere prima di decidere che tipo di impresa vuoi aprire.

L’impresa individuale L’impresa individuale è quella che ha un solo titolare; è la forma più semplice e diffusa delle imprese e viene anche definita ditta individuale. Il titolare opera in piena autonomia e determina le decisioni da prendere: egli è sia il gestore che il proprietario dell’impresa. Per portare avanti la sua attività può scegliere se lavorare da solo o assumere dipendenti, avvalersi dell’aiuto dei familiari e/o di consulenti d’impresa. Non vi è la necessità né di un atto pubblico – ma è necessaria l’attribuzione della Partita IVA e l’iscrizione al Registro Imprese tenuto presso la Camera di Commercio - né di un capitale minimo iniziale da investire, ma va considerato che per i debiti dell’impresa è sempre l’imprenditore a garantire con il suo patrimonio personale: è il titolare l’unico responsabile degli impegni della sua impresa e l’unico che gestisce gli utili che ne provengono.

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iomimprendo | capitolo 2 L’impresa familiare L’impresa familiare è una forma particolare dell’impresa individuale molto singolare soprattutto dal punto di vista giuridico-fiscale. Le imprese in cui collaborano il coniuge, parenti fino al terzo grado e affini fino al secondo grado vengono definite imprese a conduzione familiare. Tutti i familiari che lavorano in modo continuativo presso l’impresa familiare hanno i diritti che seguono: • diritto al sostentamento in base alle condizioni patrimoniali della famiglia; • partecipazione agli utili dell’impresa familiare e diritto sui beni da essa acquisiti; • diritto di partecipare al valore di avviamento (incremento del valore di un’azienda nel corso del tempo); • diritto di prelazione in caso di alienazione. L’impresa familiare solitamente viene costituita come impresa individuale.

L’impresa individuale • • • •

Più semplice e meno costosa Piena autonomia del titolare Non prevede un capitale minimo ma è necessaria l’attribuzione di partita IVA Non necessita di un atto pubblico (basta l’iscrizione al Registro Imprese, Albi o elenchi richiesti per l’esercizio di attività) • L’imprenditore è l’unico responsabile (non è possibile essere titolare di più Imprese Individuali) • Può assumere la forma di Impresa Familiare

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la scelta della forma giuridica Le forme giuridiche FORME GIURIDICHE Impresa Individuale

Società

Società di persone

Società di capitali

Cooperativa

Società semplice

Società a responsabilità limitata

Cooperativa

Società in nome collettivo

Società per azioni

Società in accomandita semplice

Società in accomandita per azioni

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iomimprendo | capitolo 2 La società Insieme ad un gruppo di persone puoi esercitare un’attività imprenditoriale sotto forma di società. Questa scelta ti potrà consentire di apportare sia nuovi afflussi finanziari per effettuare investimenti sia di avvalerti della collaborazione di persone affidabili che possono apportare knowhow ed esperienze professionali allo sviluppo della tua impresa. Va considerato, tuttavia, prima di costituire una società con uno o più soci se questi ultimi sono le persone giuste in quanto dovranno lavorare con te a lungo termine (hai un feeling particolare con essi? Ci vai d’accordo?). Dopo che hai individuato il tuo socio, o i tuoi soci, potrai decidere quale sia la forma giuridica che fa per la tua impresa. La società si differenzia dall’impresa individuale principalmente per le seguenti caratteristiche: • è costituita da più persone, ovvero i soci; • i soci possono apportare il capitale sociale dell’impresa; • il fine dei conferimenti (beni e servizi) di ogni socio alla società sono finalizzati al perseguimento di un obiettivo comune; • la responsabilità civile e quella per la gestione e l’amministrazione della società nonché i rischi legati all’attività sociale possono essere suddivisi e limitati tra i soci.

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la scelta della forma giuridica La società In via generale è obbligatoria la redazione per iscritto di uno statuto sociale, che regola i diritti e doveri reciproci dei singoli soci, nonché i rapporti della società nei confronti di terzi. A tal fine, per evitare futuri problemi e contenziosi, è meglio definire bene i diritti e i doveri dei singoli soci nello statuto sociale. Solo per le società semplici sono ammessi accordi verbali. Le società si distinguono sostanzialmente in due categorie principali: società di persone e società di capitali. Esse si differenziano giuridicamente attraverso la previsione di una diversa personalità giuridica e da un differente rapporto fra il patrimonio sociale e quello dei singoli soci.

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iomimprendo | capitolo 2 La società di persone La società di persone si caratterizza principalmente per quanto segue: • non vi è un capitale sociale minimo obbligatorio da sottoscrivere; • vi è responsabilità illimitata e solidale dei soci (ovvero ogni socio risponde in parte eguale) in merito agli obblighi della società; • amministrazione diretta e potere di decisione dei soci; • trasferibilità a terzi del ruolo sociale (con diritti e doveri) previo assenso di tutti i soci. Sono tre le tipologie d’impresa che afferiscono alla società di persone: 1. società semplice (S.s.); 2. società in nome collettivo (S.n.c.); 3. società in accomandita semplice (S.a.s.).

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la scelta della forma giuridica Società semplice La società semplice è la forma più semplificata delle società di persone. Non è previsto un capitale minimo per la sua costituzione e prevede l’amministrazione in capo ad uno solo o a tutti i soci; ogni socio che opera in nome e per conto della società risponde personalmente e in solido con il suo patrimonio personale. Questa forma societaria non può essere scelta per l’esercizio di attività commerciali, è diffusa nel settore agricolo e viene preferita p.es. anche per la costituzione di bande musicali. Per costituirla, per le eventuali variazioni e per il suo scioglimento basta presentare domanda al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Con questa forma di società i creditori della società possono far valere i propri diritti sul patrimonio societario e ognuno dei soci risponde di un intero importo dovuto dalla società.

Società Semplice • • • •

Non può essere un’attività commerciale Non è previsto un capitale minimo L’amministrazione può essere congiunta o disgiunta Il contratto può essere anche verbale

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iomimprendo | capitolo 2 Società in nome collettivo (S.n.c.) La S.n.c. si compone di due o più soci che rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, ovvero rispondono con l’intero patrimonio sociale e personale. È la forma più diffusa di società di persone. Non è previsto alcun capitale minimo. Salvo pattuizioni diverse previste nell’atto costitutivo, ogni socio ha il potere di amministrazione e rappresentanza della società di fronte a terzi, ma l’amministrazione può essere congiunta o disgiunta, La costituzione avviene con atto scritto presso il notaio ed è in forma semplice. Dopo la costituzione, il contratto dovrà essere depositato entro 30 giorni presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio dove ha sede la società.

Società in nome collettivo (s.n.c.) • Per la sua costituzione è necessaria la stipula di un contratto sociale (atto costitutivo) che ha un contenuto minimo stabilito per legge (articolo 2295 del Codice Civile) • Non è previsto un capitale minimo • Tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali • Tutti i soci sono amministratori, salvo diversa pattuizione • Esiste la possibilità di adottare un’amministrazione di tipo disgiunto

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la scelta della forma giuridica Società in accomandita semplice (S.a.s.) Questa forma societaria prevede due tipi di soci che partecipano alla società con conferimenti, compiti e responsabilità diversi: • soci accomandatari (responsabilità illimitata): sono gli amministratori della società e garantiscono con tutto il proprio patrimonio personale per i debiti della società; • soci accomandanti (responsabilità limitata): non amministrano la società e rispondono limitatamente alla propria quota di capitale conferito. Per questo motivo nello statuto sociale vanno indicati i soci accomandatari e quelli accomandanti. Le modalità di costituzione sono le stesse della S.n.c. Si può scegliere questa forma giuridica solo quando tra tutti i soci vi è un rapporto basato su reciproca fiducia e affidabilità.

Società in accomandita semplice - s.a.s. • Per sua la costituzione sono previste le stesse formalità della società in nome collettivo • Non è previsto un capitale minimo • I soci si distinguono in due categorie: soci accomandanti (che apportano il capitale e non compiono atti di amministrazione) e soci accomandatari (che gestiscono il capitale e amministrano la società)

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iomimprendo | capitolo 2 Società di capitali La società di capitali è un soggetto con personalità giuridica ed autonomia patrimoniale, nonché dispone di propri organi (assemblea dei soci, consiglio di amministrazione e, eventualmente, collegio dei sindaci). Le caratteristiche delle società di capitali sono le seguenti: • è previsto un capitale sociale minimo; • la responsabilità dei soci non è personale ma ciascuno vi risponde solo limitatamente alla quota del capitale sociale conferito; • l’amministrazione e la gestione sono separate dal ruolo di socio e possono essere conferite anche ad un non socio; la qualità di socio si esprime con il diritto di voto nella nomina dell’amministratore; • la qualità di socio è trasferibile. Questa forma giuridica della società di capitali si adatta soprattutto alle medie e grandi imprese. Le società di capitali si distinguono in: • società a responsabilità limitata (S.r.l.); • società a responsabilità limitata unipersonale; • società per azioni (S.p.a.); • società in accomandita per azioni (S.a.p.a.).

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la scelta della forma giuridica Società a responsabilità limitata (S.r.l.) E’ la forma più semplice della società di capitali. Nella S.r.l. i soci rispondono nei confronti dei creditori soltanto con la propria quota conferita nel capitale iniziale (senza responsabilità personale). E’ previsto un capitale sociale minimo pari a € 10.000,00 di cui il 25% dovrà essere depositato alla costituzione in contanti, o per il tramite di una fideiussione bancaria/una polizza assicurativa. E’ possibile anche apportare beni o prestazioni di servizi corrispondenti (qualsiasi bene patrimoniale che possa essere valutato economicamente e che sia funzionalmente legato all’attività che la S.r.L. dovrà esercitare). Per la sua costituzione è necessaria la stipula di un atto costitutivo mediante atto pubblico redatto presso un notaio e la successiva iscrizione nel registro delle imprese. L’amministrazione dell’attività può essere affidata a un socio, a più soci o a terzi. Gli organi della S.r.l. sono: • l’assemblea dei soci; • il consiglio di amministrazione o l’amministratore delegato; • il collegio dei sindaci (a partire da un capitale sociale di 120.000 €). Questa forma d’impresa è obbligata alla tenuta di diversi libri contabili (il libro dei soci, il libro con i verbali delle riunioni e delle delibere dell’assemblea dei soci, del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci).

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iomimprendo | capitolo 2 Società a responsabilità limitata (S.r.l.) Ogni anno il consiglio di amministrazione o gli amministratori di una S.r.l. hanno l’obbligo di redigere il bilancio consuntivo, accompagnato dal conto economico d’esercizio e della relazione da presentare all’assemblea dei soci per l’approvazione. Il bilancio consuntivo va depositato presso il Registro delle Imprese.

Società a responsabilità limitata - s.r.l. • Capitale sociale minimo (10.000 euro) con versamento del 25% all’atto della costituzione • Per la sua costituzione è necessario un atto pubblico • E’ possibile conferire quote dei soci di diverso ammontare; il minimo viene fissato dalla legge (artt. 2482, 2500 del Codice Civile) • I soci non rispondono dei debiti della società ma solo limitatamente alla loro quota versata

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la scelta della forma giuridica Società unipersonale a responsabilità limitata E’ possibile costituire una S.r.L. anche in forma di società unipersonale, ossia con un unico socio - come se fosse un’impresa individuale cui l’unico socio risponde limitatamente al capitale sociale versato. In questo caso è obbligatorio conferire tutto il capitale al momento della costituzione. Per godere della responsabilità limitata l’indicazione della forma giuridica dovrà recare anche lo specifico riferimento alla S.r.l. unipersonale. In generale valgono le disposizioni previste per le S.r.l.

Società a responsabilità limitata con un unico socio s.r.l. unipersonale • Le norme che ne regolano la costituzione sono le stesse della S.R.L. pluripersonale • Può essere un’attività commerciale o artigiana • È previsto un capitale minimo (10.000 euro) da versarsi integralmente

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iomimprendo | capitolo 2 Società per azioni (S.p.a) e società in accomandita per azioni (S.a.p.a.) Queste due forme sono le più adatte per imprese medio-grandi che necessitano di maggiori mezzi finanziari perciò non verranno approfondite nella trattazione. Le spese di costituzione della società per azioni (S.p.a.) e della società in accomandita per azioni (S.a.p.a.) sono, difatti, molto onerose e prevedono un capitale minimo per la costituzione pari a € 120.000,00. La S.p.A. può accedere a forme di finanziamento esterno, come ad esempio può essere ammessa alle quotazioni in Borsa. La S.a.p.a. prevede due categorie di soci come la S.a.S, ma invece di quote vi corrispondono azioni, ai soci accomandatari va illimitata responsabilità.

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la scelta della forma giuridica Società per azioni (S.p.a) e società in accomandita per azioni (S.a.p.a.) Società per azioni - s.p.a. • • • •

Per la sua costituzione è necessario un atto pubblico Prevede un capitale minimo (120.000 euro) Le quote di partecipazione sono le azioni I soci hanno limitata responsabilità

Società in accomandita per azioni - s.a.p.a. • • • •

Per la sua costituzione è necessario un atto pubblico Prevede un capitale minimo (120.000 euro) Può esercitare un’attività commerciale I soci accomandatari hanno illimitata responsabilità

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iomimprendo | capitolo 2 Società Cooperativa Questa società persegue finalità mutualistiche, senza scopo di lucro, e solitamente è orientata ad ottenere condizioni più vantaggiose rispetto a quelle praticate sul mercato in favore dei soci, avvalendosi delle loro prestazioni lavorative e dei loro apporti di beni o servizi. Per la loro costituzione è previsto un numero minimo di 9 soci o di 3 soci ed un massimo di 8 nel caso della Piccola società cooperativa. Può essere a responsabilità limitata (se rispondono i soci delle obbligazioni della società) o illimitata (se invece ne risponde la società con il capitale sociale). Vi sono diverse tipologie di cooperative: di consumo, di credito, sociali, edilizie, etc. La costituzione avviene tramite atto costitutivo registrato presso un notaio e iscritto nel Registro delle Imprese. La denominazione sociale deve contenere l’indicazione “società cooperativa”. L’atto costitutivo deve indicare la quota di capitale sottoscritta da ciascun socio e i conferimenti effettuati, inoltre dovrà essere redatto uno statuto che stabilisce regole di comportamento generali della cooperativa. Non è previsto un versamento minimo del 25% del capitale sociale in contanti. Dalle scritture contabili annuali dovrà emergere l’assenza di fini di lucro dell’attività svolta.

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la scelta della forma giuridica Società Cooperativa E’ previsto che, annualmente, una quota degli utili netti vada corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Società cooperativa • • • •

È una società che persegue scopi mutualistici Per la sua costituzione è previsto un atto pubblico Non è previsto un capitale minimo, a meno che non sia a limitata responsabilità Occorrono minimo 9 soci per costituirla (o 3 per la piccola cooperativa)

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iomimprendo | capitolo 2 Prospetto riepilogativo delle forme giuridiche

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Forma giuridica d’impresa

Attività commerciale

Capitale minimo

Responsabilità illimitata

Atto pubblico

Ditta individuale

si

no

si

no

Società semplice

no

no

si

dipende

Società in nome collettivo s.n.c.

si

no

si

si

Società in accomandita semplice s.a.s.

si

no

si (accomandatari) no (accomandanti)

si

Società a resp. limitata s.r.l.

si

€ 10,000

no

si

Società a resp. limitata s.r.l. unipersonale

si

€ 10,000

no

si

Società per azioni s.p.a.

si

€ 120,000

no

si

Società in accomandita per azioni s.a.p.a.

si

€ 120,000

si (accomandatari) no (accomandanti)

si

Società cooperativa

si

no

no/si

si

(a certe condizioni)


capitolo 3

L’IMPRESA SOCIALE


iomimprendo | capitolo 3 L’impresa sociale L’impresa sociale è una tipologia d’impresa che ricomprende una serie di forme giuridiche, ampliando il concetto tradizionale di impresa e riconoscendo che esistono imprese private non orientate al profitto, ma piuttosto ad obiettivi di interesse generale della comunità. In linea generale, difatti, la qualifica di impresa sociale può essere acquisita da tutte le organizzazioni private che esercitano stabilmente e principalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale. Per costituire un’impresa sociale il requisito imprescindibile è l’assenza dello scopo di lucro, che prevede quindi che l’organizzazione che esercita un’impresa sociale destini gli utili e gli avanzi di gestione allo svolgimento dell’attività statutaria o all’incremento del patrimonio. E’ vietata, difatti, qualsiasi distribuzione di utili e avanzi di gestione, nonché di fondi e riserve in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori. L’organizzazione che esercita un’impresa sociale deve essere costituita con atto pubblico.

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l’impresa sociale Definizione Due sono le normative che definiscono l’impresa sociale: • ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 118/2005 si definisce “impresa sociale”: un’organizzazione privata senza scopo di lucro che esercita, in via stabile e principale, un’attività economica di produzione o di scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale; • il D. Lgs. n. 155/2006, articolo 1, comma 1, stabilisce che “Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutte le organizzazioni private, ivi compresi gli enti di cui al libro V del codice civile, che esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale, e che hanno i requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4”.

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iomimprendo | capitolo 3 L’ambito di applicazione In base alla vigente normativa possono essere denominate imprese sociali: • le Associazioni (riconosciute e non); • le Fondazioni; • i Comitati; • le Società (di persone e capitali); • le Cooperative; • i Consorzi. I beni e i servizi di utilità sociale che l’impresa sociale deve produrre o scambiare, sono relativi a settori di attività che l’articolo 2, comma 1, del D. Lgs. n. 152/2006 elenca: a) assistenza sociale, ai sensi della legge 8 novembre 2000, n. 328, recante “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”; b) assistenza sanitaria, per l’erogazione delle prestazioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 29 novembre 2001, recante “Definizione dei livelli essenziali di assistenza”, e successive modificazioni, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell’8 febbraio 2002; c) assistenza socio-sanitaria, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14 febbraio 2001, recante “Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2001;

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l’impresa sociale L’ambito di applicazione d) educazione, istruzione e formazione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, recante “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale”; e) tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, ai sensi della legge 15 dicembre 2004, n. 308, recante “Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione, con esclusione delle attività, esercitate abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi”; f) valorizzazione del patrimonio culturale, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42; g) turismo sociale, di cui all’articolo 7, comma 10, della legge 29 marzo 2001, n. 135, recante “Riforma della legislazione nazionale del turismo”; h) formazione universitaria e post-universitaria; i) ricerca ed erogazione di servizi culturali; l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo; m) servizi strumentali alle imprese sociali, resi da enti composti in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un’impresa sociale.

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iomimprendo | capitolo 3 L’ambito di applicazione Il comma 2 stabilisce che, indipendentemente dall’esercizio della attività di impresa nei settori di cui sopra, possono acquisire la qualifica di impresa sociale le organizzazioni che esercitano attività di impresa, al fine dell’inserimento lavorativo di soggetti che siano: a) lavoratori svantaggiati ai sensi dell’articolo 2, primo paragrafo 1, lettera f), punti i), ix) e x), del regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, 5 dicembre 2002, della Commissione relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione; b) lavoratori disabili ai sensi dell’articolo 2, primo paragrafo 1, lettera g), delcitato regolamento (CE) n. 2204/2002. Queste tipologie di lavoratori dovranno essere in misura non inferiore al 30% dei lavoratori impiegati a qualunque titolo nell’impresa.

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l’impresa sociale Categorie giuridiche dell’impresa sociale Associazioni riconosciute e non Fondazioni Comitati

IMPRESA SOCIALE

Società di capitali

Qualsiasi organizzazione privata che esercita stabilmente e principalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale.

Società di persone Cooperative Consorzi

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capitolo 4

IL FRANCHISING


iomimprendo | capitolo 4 Il franchising Molti sono i giovani che si affidano a questa tipologia imprenditoriale in quanto consente di aprire subito un’attività commerciale attraverso uno specifico accordo con un partner già operante nel settore e sotto le sue insegne. Questa formula ti consente, difatti, di diventare subito imprenditore avvalendoti del know-how sotto la visibilità di un marchio già affermato. In particolare il franchising è uno specifico sistema di distribuzione attraverso il quale un’impresa leader (franchisor), mediante un accordo che prevede un regolare pagamento di un canone, concede ad un’altra impresa (franchisee) lo sfruttamento di un progetto imprenditoriale preconfezionato e già testato sul mercato. Giuridicamente è un contratto di affiliazione commerciale inquadrabile nella categoria dei contratti a prestazioni corrispettive in quanto fa sorgere in capo ad entrambi i contraenti reciproche obbligazioni. Solitamente il contratto prevede che: 1. l’affiliante conceda all’affiliato l’utilizzazione della propria formula commerciale, comprensiva del diritto di sfruttare il suo know-how ed i propri segni distintivi, (diritti relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti d’autore, brevetti), unitamente ad altre prestazioni e forme di assistenza o consulenza atte a consentire la gestione della propria attività con la medesima immagine dell’impresa fornitore; 2. l’affiliato si impegna a fare proprie sia la politica commerciale che l’immagine dell’affiliante, nell’interesse reciproco delle parti medesime e del con-

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il franchising Il franchising sumatore finale, nonché al rispetto delle condizioni contrattuali liberamente pattuite. Il franchising associa il vantaggi della distribuzione diretta (p.es. lo sfruttamento di un’immagine unica consolidata sul mercato e la diretta vicinanza al mercato) a quelli della vendita indiretta (p.es. l’impegno dell’affiliato in qualità di partner giuridicamente autonomo). Generalmente, quando si stipula il contratto, bisogna versare all’affiliante un diritto di ingresso.

Vantaggi • • • • •

Ingresso immediato sul mercato; Rischio limitato; Soluzione imprenditoriale chiavi in mano; Accesso rapido a gamma larga di marchi e servizi consolidati; Sfruttamento dell’immagine di una grande impresa, pubblicità in comune, migliori condizioni di acquisto e di costi; • Accesso facilitato al credito.

Svantaggi • Vincolo alla politica commerciale dell’affiliante; • Limitata influenza sulle scelte dell’affiliante; • Nel caso di conflitto con il franchisor non è semplice recedere immediatamente dal contratto di affiliazione.

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iomimprendo | capitolo 4 Quali sono i settori del franchising? Diciamocelo pure: praticamente tutti! Un lavoro in franchising è una delle più valide opportunità per lo sviluppo rapido di un proprio punto vendita o di un’attività in ogni settore. Puoi aprire un negozio di abbigliamento o uno store di telefonia, oppure un’agenzia di viaggi, un alimentari di prodotti tipici, un negozio di accessori; molte sono attualmente le opportunità esistenti sul mercato e garantite da marchi nazionali ed internazionali già presenti sul mercato. Vari sono i siti disponibili sul web ove puoi trovare e cercare informazioni per aprire un punto vendita o un’attività in franchising tutto tuo. Puoi consultare i diversi portali che offrono le opportunità di franchising più vantaggiose e ti consentono di approfondire la tua ricerca per: • categorie del franchising; • investimenti franchising; • no fee di ingresso. Inoltre, ti informiamo che per alcune formule esistono anche opportunità di finanziamento, ma lo approfondiremo più avanti tra le agevolazioni esistenti.

Alcuni siti specializzati sul franchising www.assofranchising.it www.franchising.it www.infofranchising.it www.betheboss.it www.azfranchising.it

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www.franchisingcity.it www.aprireinfranchising.it www.topfranchising.it www.quifranchising.it


capitolo 5

LA SRL SEMPLIFICATA PER I GIOVANI


iomimprendo | capitolo 5 La Srl semplificata per i giovani Nel mettere a punto misure contenute nel decreto sulle liberalizzazioni il Governo Monti ha riservato grande attenzione all’imprenditoria giovanile, introducendo interessanti norme volte a semplificare la burocrazia e ad agevolare la nascita nuove imprese, azzerando i costi di avvio. La versione definitiva dell’art. 3 del Decreto “Liberalizzazioni” (DL 24 gennaio 2012 n. 1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio 2012, nel S.O. n. 18) conferma l’introduzione della nuova tipologia societaria della società semplificata a responsabilità limitata. Più precisamente, l’art. 3, comma 1, del DL 1/2012 detta procedure, regole e costi per la costituzione della società con la previsione del nuovo art. 2463-bis c.c.

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la Srl semplificata per i giovani Che cos’è e chi può aprirla? A tutti gli effetti è un soggetto giuridico al pari di una SRL comune, solo che per la sua costituzione ci vorrà un capitale minimo da sottoscrivere simbolico e pari ad un euro al rispetto di alcuni requisiti. Non tutti possono accedere al regime semplificato e agevolato delle SRL semplificata; infatti viene stabilito che potranno aprire una srl solo le persone fisiche che alla data della costituzione hanno meno di 35 anni di età. La società può essere anche unipersonale. Non sarà possibile, ovviamente, avere soci all’interno che abbiano oltre 35 anni, mentre ci si potrà associare con altre persone sempre che rispettino i requisiti anagrafici per aprire questo nuovo tipo di società. Per la perdita del requisito di età, il Decreto distingue due ipotesi. Nel caso riguardi un solo socio, l’assemblea, convocata dagli amministratori senza indugio, può deliberare la trasformazione della società o il socio è escluso di diritto. Nel caso riguardi tutti i soci, di nuovo nella scelta dell’assemblea vi è la delibera di trasformazione della società, altrimenti la società si scioglie.

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iomimprendo | capitolo 5 Come si apre? Per la costituzione della società, niente atto pubblico, basterà una scrittura privata. Scrittura privata anche per il verbale relativo alle modificazioni dell’atto costitutivo deliberate dall’assemblea dei soci e per l’atto di trasferimento delle partecipazioni. Nell’atto costitutivo andranno indicati, in parte, alcuni riferimenti che l’art. 2463 c.c. richiede già per la costituzione delle srl: fra questi, ad esempio, cognome, nome, data, luogo di nascita, domicilio, cittadinanza di ciascun socio, attività che costituisce l’oggetto sociale, quota di partecipazione di ciascun socio, norme relative al funzionamento della società, persone cui è affidata l’amministrazione. Si segnala, però, che nella denominazione sociale dovrà farsi riferimento specificatamente alla “società semplificata a responsabilità limitata”. Inoltre, ai soci basterà fissare un capitale minimo di 1 euro, contro i 10mila euro previsti per la costituzione della srl ordinaria, sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione. Naturalmente, non è esclusa la possibilità di prevedere un capitale sociale superiore. La bozza prevede, poi, precise limitazioni per i conferimenti, che possono essere effettuati solo in denaro: esclusi, dunque, i conferimenti di beni, crediti o servizi. Denominazione e ammontare del capitale, in particolare, andranno richiamati fra l’altro anche negli atti e nella corrispondenza della società. L’atto va depositato per l’iscrizione a cura degli amministratori entro 15 giorni

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la Srl semplificata per i giovani Come si apre? presso il Registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. La comunicazione unica è esente da diritti di bolli o tasse o registro. L’iscrizione, verificata la sussistenza di tutti i requisiti, dovrà seguire entro i 15 giorni successivi, pena l’ordine d’iscrizione con decreto da parte del giudice del Registro su richiesta degli amministratori. Altri requisiti di minore rilevanza sono che i soci devono prevedere nello statuto societario il diritto di recesso esercitabile in 15 giorni da parte di ciascun socio. Tutte le altre normative che regolamentano le società a responsabilità limitata sono valide anche per le S.r.l. semplificate riservate ai giovani under 35.

Una riflessione C’è da dire che in realtà, l’agevolazione dei costi non risolve il problema principale e cioè quello del sostegno economico per avviare l’attività che gli istituti di credito sono restii a concedere a chi non dà garanzie.

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parte 2

SE LA TUA SCELTA È IL LAVORO AUTONOMO


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capitolo 1

IL LAVORO AUTONOMO


iomimprendo | capitolo 1 Il lavoro autonomo La via del lavoro autonomo nelle sue diverse forme contrattuali si presenta, talvolta, come una scelta obbligata, sia da parte dei datore di lavoro - che, in tempi di crisi, non assume personale come lavoratore subordinato a tempo indeterminato - che da parte dei giovani - che sono costretti ad accettarlo per poter lavorare, essendo l’unica via per non restare a casa disoccupati anche per gli adulti. Si è consolidato, ormai, il ricorso a forme contrattuali di tipo flessibile introdotte dal Legislatore attraverso la “Riforma Biagi”1 che dal 2003 ha rivoluzionato il mercato del lavoro promuovendo forme flessibili, come alternative al lavoro subordinato a tempo indeterminato, con l’obiettivo di rilanciare il mercato del lavoro. Rientrano in queste forme flessibili, difatti, diverse tipologie di contratti ascrivibili al lavoro autonomo. In via generale, il Codice Civile (art. 2222) considera lavoratore autonomo “colui che effettua, dietro corrispettivo, una prestazione d’opera o di un servizio nei confronti del committente, in maniera autonoma o con mezzi propri.” Attualmente sono tre le principali tipologie di attività autonome dal punto di vista fiscale: Lavoro autonomo occasionale: l’attività si svolge in modo sporadico, al di fuori di rapporti a carattere unitario e continuativo.

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il lavoro autonomo Il lavoro autonomo Collaborazione a progetto: l’attività ha contenuto artistico e/o professionale, si svolge senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, non è occasionale ed a tempo determinato, non vi è impiego di mezzi propri, vi è una retribuzione periodica. Esercizio di Arti e Professioni: lo svolgimento di qualsiasi attività di lavoro autonomo, anche se non iscritti ad albi professionali. Le caratteristiche del lavoro sono: la discrezionalità nell’esecuzione del lavoro, il carattere intellettuale del lavoro, il compimento del lavoro indipendentemente dal risultato. 1

Decreto legislativo attuativo della legge 23 febbraio 2003 n° 30 (D.Lgs. 276/2003)

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iomimprendo | capitolo 1 Lavoro autonomo occasionale Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio le cui attività, secondo la definizione della Legge Biagi (D.lgs 276/2003), devono: • essere svolte in modo occasionale, ovvero saltuariamente, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi; • avere una durata complessiva non superiore ai 30 giorni nel corso dell’anno solare per un compenso non superiore ai cinquemila euro con lo stesso committente. Il lavoro autonomo occasionale si caratterizza, inoltre, dall’assenza di coordinamento con il committente e di continuità nelle prestazioni.

Dal punto di vista fiscale e previdenziale • Non bisogna aprire una partita IVA; • dall’importo lordo complessivo stabilito va detratta la ritenuta d’acconto IRPEF del 20% da versarsi a cura del datore di lavoro; • i primi 5.000 euro annui costituiscono una soglia di esenzione dall’obbligo contributivo; • il superamento della soglia di esenzione comporta l’obbligo dell’iscrizione alla gestione separata dell’INPS ed è previsto il versamento di contributi previdenziali.

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il lavoro autonomo Contratto a progetto (Co.Co.Pro) E’ una delle forme più flessibili di lavoro ampiamente diffusa in Italia che, sotto il profilo contrattuale, viene prevista dalla Legge di Riforma del mercato del lavoro. Il contratto a progetto (o contratto di collaborazione per programma, o progetto o fase di esso) è un tipo di contratto di lavoro, difatti, disciplinato in Italia dal D. Lgs. n. 276/2003 (Legge Biagi)2; ha sostituito il cosiddetto contratto di collaborazione coordinata e continuativa (altrimenti detto co.co.co.). Il lavoro a progetto non da vita ad un rapporto di subordinazione tra datore di lavoro e lavoratore ma fissa attività (progetto, programma o parti di esso), durata e corrispettivo economico di una prestazione che viene svolta da un lavoratore autonomo per conto di un committente. Le caratteristiche dei rapporti di collaborazione stabilite dall’art. 62 del D.Lgs. 276/2003 sono le seguenti: 1. i contratti stipulati sono unicamente da ricondursi a progetti specifici, programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e da realizzarsi in autonomia dal prestatore d’opera con obbligo di risultato (cioè la produzione di quanto il lavoratore a progetto si è obbligato a realizzare); 2. prevedono il rispetto delle modalità di coordinamento con l’organizzazione del committente; 3. devono essere indipendenti dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa.

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iomimprendo | capitolo 1 Contratto a progetto (Co.Co.Pro) Il contratto a progetto, inoltre, ha i seguenti vincoli: 1. va stipulato in forma scritta; 2. è fatto obbligo di indicare nel testo del contratto: • i contenuti dell’attività nella quale viene coinvolto il lavoratore autonomo; • la durata del progetto/programma; • il corrispettivo economico, i criteri per la sua determinazione; • i tempi e le modalità del pagamento e dei rimborsi spese; 3. prevede una serie di tutele (gravidanza, malattia, infortunio) ma molto limitate. 2

(D.Lgs 276/03, artt. da 61 a 69)

Il progetto o programma di lavoro Il progetto deve essere un’attività (accessoria o principale rispetto all’attività del committente) ben identificabile e direttamente collegabile a un risultato. Il programma, invece, consiste in una serie di attività e non va necessariamente collegato a un risultato finale ma ad una serie di prestazioni che hanno alcuni obiettivi da conseguire.

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il lavoro autonomo La durata del contratto a progetto La normativa non prevede una durata massima del rapporto di lavoro a progetto, che potrà dipendere anche dalle caratteristiche del progetto stesso da portare avanti. Vi è sospensione del rapporto di lavoro, ma non estinzione, in caso di malattia, infortunio o gravidanza, ma in questi casi non vi è erogazione del corrispettivo economico. E’ riconosciuta al datore di lavoro la possibilità di recedere dal rapporto di lavoro se la sospensione dal lavoro a causa di una malattia si protrae per un periodo maggiore a un sesto della durata del contratto, o oltre 30 giorni. Nei casi di gravidanza il contratto viene sospeso, ma automaticamente prorogato per 180 giorni.

Dal punto di vista fiscale e previdenziale • Non richiede l’apertura della partita IVA; • è obbligatoria l’iscrizione alla gestione seperata INPS e il versamento di contributi previdenziali per 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore; • va presentata la dichiarazione dei redditi.

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iomimprendo | capitolo 1 Esercizio di arti e professioni Per esercizio di arti e professioni si intende: l’esercizio come professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo relativa ad attività artistiche, intellettuali e di servizi. Il professionista, dunque, si caratterizza per le seguenti qualità specifiche: 1. carattere intellettuale dell’attività; 2. discrezionalità nella messa in opera della prestazione; 3. remunerazione per la prestazione effettuata indipendentemente dal risultato conseguito. Bisogna ora distinguere tra due diverse tipologie di professionisti: • i professionisti generici (ad es. artisti, consulenti informatici, consulenti di marketing, consulenti pubblicitari, etc); • professionisti iscritti ad un albo o un ordine professionale (es. medici, ingegneri e architetti, avvocati, commercialisti, notai, veterinari, farmacisti, consulenti del lavoro, etc). I primi dovranno iscriversi alla gestione separata dell’INPS per la previdenza obbligatoria, mentre i liberi professionisti iscritti ad albo o ad ordine professionale, versano solitamente i contributi presso le Casse degli ordini nazionali che gestiscono forme obbligatorie di previdenza. Per entrambi vale l’obbligo dell’apertura della Partita IVA ma non l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio.

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il lavoro autonomo Esercizio di arti e professioni Dal punto di vista fiscale e previdenziale • E’ richiesta l’apertura della partita IVA; • se professionista generico è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata INPS e il versamento di contributi previdenziali; • se libero professionista iscritto ad albo/ordine professionale versa presso gli Enti previdenziali previsti dal proprio albo/ordine; • è interamente a carico del professionista, che tuttavia ha facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi per i contributi previdenziali; • vi è obbligo di versamento di tasse e contributi attraverso un conto corrente on line; • va presentata la dichiarazione dei redditi; • è necessario avvalersi di un consulente per la gestione degli adempimenti.

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capitolo 2

LA PARTITA IVA ED IL REGIME AGEVOLATO PER I GIOVANI


iomimprendo | capitolo 2 La partita Iva ed il regime agevolato per i giovani La Partita IVA è il codice che l’Agenzia delle Entrate ti assegna quando dai inizio ad un’attività autonoma o professionale; è composto da una sequenza di 11 numeri (i primi 7 individuano il contribuente attraverso un numero progressivo, i 3 successivi individuano il codice dell’Ufficio, mentre l’ultimo è un carattere di controllo) che identifica univocamente un soggetto che esercita un’attività rilevante ai fini impositivi. Prima di aprire una Partita Iva è preferibile che ti consulti con un consulente per definire, in relazione all’attività che vuoi intraprendere, il codice più adatto in base alla Classificazione ATECO 2007 delle attività economiche previste dall’ISTAT. Per aprire una partita IVA va compilato il modello di inizio attività (AA9/10) nel quale vengono richiesti i dati anagrafici identificativi del soggetto d’imposta e i dati dell’attività esercitata, poi hai le seguenti scelte: • puoi andare tu stesso presso l’Agenzia delle Entrate di competenza (in base al tuo domicilio fiscale), con la carta d’identità; • puoi affidare la pratica a un intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro, etc.) che espleti telematicamente le procedure necessarie; • puoi inviare il modello compilato a mezzo servizio postale a qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Sappi che questo modello ti richiede i seguenti dati: data inizio attività (QUADRO A); codice Ateco-attività, luogo di esercizio, regime fiscale (QUADRO B); dati identificativi titolare (QUADRO C); soggetti depositari e luoghi di conservazione scritture contabili (QUADRO F).

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la partita Iva ed il regime agevolato per i giovani Il regime fiscale agevolato per i giovani Come hai avuto modo di comprendere al momento di apertura di una Partita IVA bisogna indicare il regime fiscale che si vuole adottare e, pertanto, devi conoscere che esiste dal 1° gennaio 2012, in base all’articolo 27 del Dl 98/2011, un nuovo regime fiscale forfettario: “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” per coloro che aprono la Partita IVA presumendo di realizzare ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro. Il reddito imponibile derivante dall’incasso dei ricavi della tua nuova attività sarà soggetto ad una tassazione sostitutiva Irpef del 5%; godrai, inoltre, anche di una serie di agevolazioni in termini di obblighi amministrativi: potrai non tenere le scritture contabili ed i registri Iva, non dovrai effettuare le liquidazioni Iva non essendo praticamente considerati soggetti IVA. Sono comunque obbligatorie: • la numerazione e la conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali; • la certificazione dei corrispettivi; • la conservazione dei documenti emessi e ricevuti. Il beneficio di questo nuovo regime è riconosciuto alle persone fisiche: a) che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione; b) che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. Inoltre bisogna che vi sia il rispetto delle seguenti condizioni: a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’atti-

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iomimprendo | capitolo 2 Il regime fiscale agevolato per i giovani vità di cui al comma 1, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare; b) l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni; c) qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro. La durata del regime può essere al massimo di 5 anni e in ogni caso può essere applicato solo fino all’anno di imposta in cui avviene il compimento del 35esimo anno di età anagrafica.

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parte 3

LE AGEVOLAZIONI


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capitolo 1

LE AGEVOLAZIONI DI INVITALIA


iomimprendo | capitolo 1 Le agevolazioni di Invitalia Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, agisce su mandato del Governo per accrescere la competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno, e per sostenere i settori strategici per lo sviluppo. I suoi obiettivi prioritari sono: • favorire l’attrazione di investimenti esteri; • sostenere l’innovazione e la crescita del sistema produttivo attraverso un sistema di incentivi alle imprese; • valorizzare le potenzialità dei territori. Relativamente all’ambito “innovazione e la crescita del sistema produttivo”, Invitalia è attiva su due linee: • l’autoimprenditorialità; • l’autoimpiego.

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le agevolazioni di Invitalia Autoimprenditorialità Ai sensi D.Lgs. 185/2000 Tit. I, l’Agenzia promuove la creazione di nuove imprese o l’ampliamento di quelle già esistenti a condizione che la loro maggioranza, numerica e di capitali, sia detenuta da giovani di età compresa tra 18 e 35 anni e residenti nei territori agevolati. Anche la sede legale, operativa e amministrativa, delle stesse imprese, deve essere ubicata in uno dei comuni agevolabili previsti dall’attuale normativa, nel nostro caso nel territorio della Regione Campania. Le agevolazioni si rivolgono anche alle cooperative di produzione e lavoro. I progetti d’impresa possono riguardare le seguenti attività: A. Produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’industria o dell’artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese - Investimenti previsti non superiori a € 2.582.000. B. Fornitura di servizi nei settori della fruizione dei beni culturali, del turismo, della manutenzioni di opere civili e industriali, della tutela ambientale, dell’innovazione tecnologica, dell’agricoltura e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali - Investimenti previsti non superiori a € 516.000. C. Produzione di beni in agricoltura, industria e artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese realizzate unicamente da Cooperative sociali di tipo b)- Investimenti previsti non superiori a € 516.000.

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iomimprendo | capitolo 1 Autoimprenditorialità Le agevolazioni finanziarie previste sul totale dell’investimento riguardano: • gli investimenti (contributo a fondo perduto e mutuo agevolato); • le spese di gestione (contributo a fondo perduto); • la formazione (contributo a fondo perduto).

Come si accede? Per accedere alle agevolazioni occorre presentare apposita domanda e allegare il piano d’impresa (business-plan) che descriva la validità tecnica, economica e finanziaria dell’iniziativa, con particolare riguardo alla redditività, alle prospettive di mercato e alla copertura dei fabbisogni finanziari. Il processo di valutazione e attuazione del D.Lgs. 185/2000 è certificato ISO 9001 per garantire trasparenza e certezza sia per il committente (Ministero dello Sviluppo Economico) sia per le imprese beneficiarie. Inoltre Invitalia, al fine di disincentivare comportamenti non corretti da parte dei beneficiari delle agevolazioni, ha avviato, in attuazione di un accordo sottoscritto con la Guardia di Finanza, un processo di monitoraggio dell’intero ciclo dei finanziamenti concessi. I controlli verranno effettuati nelle diverse fasi di valutazione del progetto, dall’istruttoria all’erogazione delle agevolazioni.

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le agevolazioni di Invitalia Come si accede? Per attività di produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’industria o dell’artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese: www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/autoimprenditorialita-d. lgs.-1852000-tit.-i/capo-i---produzione-di-beni-e-servizi-alle-imprese/a-chi-rivolgersi.html Per attività di fornitura di servizi nei settori della fruizione dei beni culturali, del turismo, della manutenzioni di opere civili e industriali, della tutela ambientale, dell’innovazione tecnologica, dell’agricoltura e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali: www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/autoimprenditorialita-d. lgs.-1852000-tit.-i/capo-ii---fornitura-di-servizi/a-chi-rivolgersi.html Per attività di produzione di beni in agricoltura, industria e artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese realizzate unicamente da Cooperative sociali di tipo b): www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/autoimprenditorialita-d. lgs.-1852000-tit.-i/capo-iv---cooperative-sociali/a-chi-rivolgersi.html

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iomimprendo | capitolo 1 Come presentare la domanda? La domanda deve essere redatta secondo il modello (Allegato A) predisposto dall’Agenzia a cui vanno allegati in duplice copia i seguenti documenti: 1. copia conforme dell’atto costitutivo e dello statuto della società; 2. certificazione o dichiarazione sostitutiva (Allegato B), da parte del L.R., in merito ai requisiti soggettivi ed oggettivi (compagine sociale costituita in maggioranza, sia numerica che di capitale, da giovani di età tra i 18 e i 35 anni residenti alla data del 1° gennaio 2000, oppure nei 6 mesi precedenti alla data di presentazione della domanda, nei territori di applicazione della legge; sede legale, amministrativa ed operativa ubicata nei territori ammissibili; non titolarità da parte dei soci persone fisiche di quote e/o azioni in società o ditte individuali già beneficiate) per gli start-up; 3. dichiarazione sostitutiva (Allegato C) da parte dei singoli soci di non titolarità di quote e/o azioni in società o ditte individuali già beneficiate per gli start-up; 4. certificazione o dichiarazione sostitutiva (Allegato D), da parte del L.R., in merito ai requisiti soggettivi e oggettivi per le Domande di ampliamento; 5. dichiarazione sostitutiva (Allegato E) da parte dei singoli soci di non titolarità di quote e/o azioni in società o ditte individuali già beneficiate per le Domande di ampliamento; 6. fotocopia documento Legale Rappresentante; 7. fotocopia documento soci;

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le agevolazioni di Invitalia Come presentare la domanda? 8. studio di fattibilità del progetto, sottoscritto dal Legale Rappresentante della società, redatto sul modello del format (Allegato F) predisposto dall’Agenzia per gli start-up; 9. studio di fattibilità del progetto, sottoscritto dal Legale Rappresentante della società, redatto sul modello del format (Allegato G) predisposto dall’Agenzia per le Domande di ampliamento; 10. certificato registro imprese CCIAA o dichiarazione sostitutiva da parte del L.R. La domanda va presentata a mezzo raccomandata A.R. a: Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa Funzione Impresa Via Calabria, 46 00187 – Roma

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iomimprendo | capitolo 1 Come presentare la domanda? Gli allegati per ciascun ambito di attivitĂ sono presenti alle seguenti pagine tematiche: Settore Produzione di beni e servizi alle imprese: www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/autoimprenditorialita-d. lgs.-1852000-tit.-i/capo-i---produzione-di-beni-e-servizi-alle-imprese/presentala-domanda.html Settore fornitura di servizi www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/autoimprenditorialita-d. lgs.-1852000-tit.-i/capo-ii---fornitura-di-servizi/presenta-la-domanda.html Per cooperative sociali www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/autoimprenditorialita-d. lgs.-1852000-tit.-i/normativa-di-riferimento.html

Attenzione In queste pagine sono fornite delle pillole informative per conoscere meglio strumenti e modalità di accesso alle agevolazioni finalizzate alla creazione d’impresa. Se, leggendo questi brevi cenni, vi sentite incuriositi andate a visitare la pagina tematica del sito di Invitalia. Troverete approfondimenti e informazioni specifiche! www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/autoimprenditorialita-d.lgs.1852000-tit.-i.html

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le agevolazioni di Invitalia Autoimpiego L’Agenzia sostiene la realizzazione e l’avvio di piccole attività imprenditoriali (anche in forma associativa) da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione attraverso le seguenti iniziative: A. Lavoro Autonomo (in forma di ditta individuale) per investimenti previsti non superiori a € 25.823; B. Microimpresa (in forma di società di persone) per investimenti previsti non superiori a € 129.114; C. Franchising (in forma di ditta individuale o di società) da realizzare con Franchisor accreditati con l’Agenzia. Le agevolazioni finanziarie previste riguardano: • gli investimenti (contributo a fondo perduto e mutuo agevolato); • la gestione (contributo a fondo perduto); • servizi di assistenza tecnica e gestionale. La residenza dei soci e la sede legale, operativa e amministrativa deve essere ubicata nel territorio nazionale.

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iomimprendo | capitolo 1 Come si accede? Per accedere alle agevolazioni occorre presentare una domanda contenente il piano d’impresa che evidenzi la coerenza tra il profilo del soggetto promotore e l’iniziativa imprenditoriale, che descriva la validità tecnica, economica e finanziaria dell’iniziativa. Per poter accedere alle agevolazioni, inoltre, è previsto un colloquio finalizzato alla verifica del possesso delle conoscenze e competenze necessarie alla realizzazione dell’iniziativa proposta. Inoltre Invitalia, al fine di disincentivare comportamenti non corretti da parte dei beneficiari delle agevolazioni, ha avviato, in attuazione di un accordo sottoscritto con la Guardia di Finanza, un processo di monitoraggio dell’intero ciclo dei finanziamenti concessi. I controlli verranno effettuati nelle diverse fasi di valutazione del progetto, dall’istruttoria all’erogazione delle agevolazioni. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha autorizzato l’Agenzia alla riscossione coattiva, tramite iscrizione a ruolo, dei crediti vantati nei confronti dei beneficiari delle agevolazioni per l’Autoimpiego. Invitalia per il recupero del credito si avvale dei servizi di Equitalia Spa.

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le agevolazioni di Invitalia L’iter di valutazione 1. Valutazione della domanda La valutazione della domanda prevede le seguenti verifiche: • la verifica formale (preliminare) della domanda presentata, volta ad accertare la sussistenza di quei requisiti la cui assenza pregiudica direttamente ed oggettivamente la possibilità di accedere ai benefici di legge (requisiti di accoglibilità); • la verifica di merito – basata sui criteri fissati dal CIPE, che riguardano la coerenza tra il profilo del proponente e l’idea imprenditoriale, la fattibilità tecnico-economica dell’iniziativa e, infine, la sua cantierabilità, ovvero l’effettiva e immediata realizzabilità - articolata in due fasi: 1. l’analisi della domanda presentata; 2. un colloquio con il proponente, che verterà sulle seguenti aree tematiche di approfondimento: competenze, mercato, aspetti gestionali, aspetti economici e finanziari. La mancata partecipazione al colloquio nelle date che verranno comunicate dall’Agenzia nazionale comporterà il rigetto della domanda. Si sottolinea che il proponente deve possedere al momento della presentazione della domanda i requisiti soggettivi richiesti dalla legge per il regolare avvio dell’attività. L’iter istruttorio seguirà le norme della legge 241/90 in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.

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iomimprendo | capitolo 1 L’iter di valutazione Per eventuali comunicazioni da parte del soggetto proponente in tale fase, dovranno essere utilizzati i modelli (Documenti inerenti l’iter di valutazione) presenti nella sezione Download del sito www.autoimpiego.invitalia.it Il procedimento di valutazione sarà concluso entro il termine di sei mesi dalla data di ricevimento della domanda, ovvero della documentazione integrativa richiesta, ai sensi dell’art.5 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n.123. 2. Stipula del contratto di finanziamento Alla valutazione della domanda, fa seguito la Delibera di Non Accoglibilità, di Ammissione o Non Ammissione alle agevolazioni. In caso di esito positivo si procede alla stipula del Contratto di Concessione delle Agevolazioni, che è l’atto formale che regolamenta i rapporti e i reciproci obblighi tra Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa SpA e il beneficiario. Per avere maggiori informazioni naviga sulle sezioni dedicate seguendo il menu che ti appare a sinistra. Lavoro Autonomo www.autoimpiego.invitalia.it/lavaut_destinatari.asp Microimpresa www.autoimpiego.invitalia.it/microimp_destinatari.asp Franchising www.autoimpiego.invitalia.it/franc_destinatari.asp

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le agevolazioni di Invitalia Attenzione In queste pagine sono fornite delle pillole informative per conoscere meglio strumenti e modalità di accesso alle agevolazioni finalizzate alla creazione d’impresa. Tutta la documentazione necessaria, nonché informazioni per ogni fattispecie sono reperibili sul sito tematico all’interno del portale Invitalia all’indirizzo: www.autoimpiego.invitalia.it

Riferimenti normativi Il Decreto Legislativo 185, approvato il 21 aprile 2000 (GU n. 156 del 6 luglio 2000), favorisce lo sviluppo dell’autoimprenditorialità (Titolo I del decreto) e dell’autoimpiego (Titolo II del decreto) nelle aree economicamente svantaggiate del Paese. Decreto Legislativo 21 aprile 2000, n. 185 “Incentivi all’autoimprenditorialita’ e all’autoimpiego, in attuazione dell’articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144”. Decreto 28 Maggio 2001, n° 295 “Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell’autoimpiego”.

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capitolo 2

LE AGEVOLAZIONI DELLA REGIONE CAMPANIA


iomimprendo | capitolo 2 Le agevolazioni della Regione Campania La Regione Campania ha pianificato una serie di interventi a sostegno della creazione d’impresa attraverso la nuova programmazione dei fondi europei. In particolare sono stati pianificati due tipi di interventi: - il progetto Campania In. Hub “Rete Regionale Ricerca e Innovazione” – a valere sul POR FESR 2007 - 2013 Ob. op. 2.1; - le misure Cluster 112-121 a valere sul PSR - Piano di Sviluppo Rurale 20072013 - ASSE I.

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le agevolazioni della Regione Campania Campania. In.Hub - “Rete Regionale Ricerca e Innovazione” Campania In.Hub Rete Regionale Ricerca e Innovazione è promossa dalla Regione Campania, attraverso l’Assessorato all’Università - Ricerca scientifica - Statistica, sistemi informativi ed informatica ed è coordinata da Campania Innovazione – Agenzia regionale per la Promozione della Ricerca e dell’Innovazione. La Rete Regionale Ricerca e Innovazione è nata con l’obiettivo di favorire la sinergia tra il mondo delle imprese e quello della ricerca mettendo a sistema, nel rispetto delle specializzazioni e competenze tutti gli attori territoriali coinvolti, ed in particolar modo: • produttori della conoscenza (università e centri di ricerca); • produttori di valore (PMI e grandi imprese); • mediatori dell’innovazione (Parchi scientifici e tecnologici, incubatori di imprese, uffici universitari di trasferimento tecnologico, strutture universitarie dotate di personalità giuridica autonoma e sistema camerale). Campania In.Hub si propone quale interfacci a favore delle realtà imprenditoriali del territorio per facilitare l’accesso ad una vasta rete di servizi di animazione, informazione ed orientamento per valorizzazione la ricerca tecnologica e supportare la creazione, lo sviluppo ed il consolidamento di start-up innovative,spin-off PMI tradizionali.

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iomimprendo | capitolo 2 Quali i servizi per la creazione d’impresa? L’attività di supporto alla creazione d’impresa si rivolge ad aspiranti imprenditori e ad imprenditori che intendono strutturare un’idea ad alto contenuto di conoscenza sotto forma di impresa, con particolare riferimento a spin-off e realtà imprenditoriali nate nell’ambito della ricerca pubblica. Servizi Informativi: • aspetti amministrativi e procedure per la creazione d’impresa, regolamenti, nazionali e/o locali, Enti preposti al rilascio di eventuali autorizzazioni; • nozioni di base per la redazione di un business plan; • nozioni di base per la redazione di un elevator pitch; • notizie e informazioni su opportunità per lo spin off da impresa o da ricerca e informazioni necessarie per creare un’ impresa all’interno degli incubatori territoriali. Su richiesta è anche possibile accedere al Servizio orientamento che offre sostegno per la creazione d’impresa, per l’avvio in fase di start-up e per facilitare la collaborazione e la costruzione di aggregazioni o reti tra imprese. Nello specifico lo staff di Campania.Hub: → analizza la tua richiesta dall’esame di un’idea alla redazione di un progetto: • ascolto ed approfondimento per valutare le prospettive e le richieste dell’utente;

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le agevolazioni della Regione Campania Quali i servizi per la creazione d’impresa? • orientamento finalizzato per sviluppare in modo congiunto un percorso di assistenza all’innovazione ed al trasferimento tecnologico. → eroga servizi mirati, una volta definite le necessità, è possibile: • realizzare incontri one-to-one con gli esperti dell’Infopoint nelle diverse aree di competenza; • attivare percorsi specialistici grazie al supporto dei partner e dei nodi della Rete Regionale Ricerca e Innovazione; • partecipare ad azioni di sistema e progetti d’innovazione realizzati per la realizzazione della rete dell’innovazione. Per consultare la gamma completa dei servizi della Rete visita la pagina dedicata al seguente link: www.campaniainhub.it/servizi.

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iomimprendo | capitolo 2 Non solo servizi. I progetti in corso per sostenere la creazione d’impresa. Attualmente, la Rete è anche impegnata nell’assistenza tecnica alla realizzazione di tre progetti dell’Agenzia “Campania Innovazione”: • Creative Clusters - “Percorsi di economia creativa; • Bando PON Ricerca & Competitività.

Creative Clusters “Percorsi di economia creativa” Creative Clusters è un Concorso di idee per la creazione di imprese innovative, giunto alla seconda edizione. Si tratta di un percorso laboratoriale di informazione ed orientamento a supporto della creazione di imprese innovative. Creatività è capacità di vedere ciò che altri non vedono, pensare ciò che altri non pensano. Soprattutto, è organizzazione metodologica delle proprie conoscenze, per arrivare a produrre qualcosa che sia innovativo, nuovo, utile. Studenti, imprenditori, laureati, ricercatori e tutti gli under 36 sono invitati a presentare idee imprenditoriali innovative che diventano veri e propri progetti di impresa attraverso la partecipazione ad una serie di workshop mirati.

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le agevolazioni della Regione Campania Creative Clusters “Percorsi di economia creativa” Nell’ambito di otto laboratori i 30 partecipanti rivisitano, rielaborano ed implementano la propria intuizione, partendo da un’idea per giungere alla formulazione ed alla strutturazione di un progetto creativo. Terminata l’attività laboratoriale, gli autori delle business idea saranno invitati ad illustrare le loro proposte ad una platea di imprese, investitori ed operatori di mercato al fine di valutarne l’eventuale realizzabilità ed approfondire le modalità secondo le quali verrà strutturato il successivo percorso di affiancamento. Le migliori 5 idee dei partecipanti, divenute progetti creativi, godranno di un percorso di pre-incubazione all’interno dell’area Spin-Off Nursery del Polo Tecnologico. Un passaggio che prepara alla possibilità di presentare le business idea ai venture capitalist. Puoi consultare la pagina dedicata al progetto al link: www.campaniainhub.it/servizi/creazione-dimpresa/progetti/creative-clusters.

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iomimprendo | capitolo 2 Bando PON “Ricerca & Competività” Campania In.Hub svolge un’attività di supporto, informazione e orientamento per l’accesso al Bando PON Ricerca & Competitività 2007- 2013 del MIUR - Ministero Istruzione, Università, Ricerca, per lo Sviluppo/Potenziamento di Distretti ad Alta Tecnologia e Laboratori Pubblico-Privati. L’intervento del MIUR intende individuare i migliori modelli di aggregazione pubblico-privata esistenti nei territori della Convergenza, valorizzandoli e/o potenziandoli attraverso interventi di sostegno alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, accompagnate da attività di formazione per la creazione di una massa critica di capitale umano con profilo scientifico-tecnologico ed attitudini imprenditoriali idonee a favorire i mutamenti tecnologici ed economici delle Regioni della Convergenza. Ecco, in dettaglio, i servizi attivati da Campania In.Hub sul Bando PON: Informazione ed orientamento sui seguenti temi • opportunità del bando PON; • soggetti legittimati a partecipare; • natura giuridica delle compagini aggregative; • metodologia per la predisposizione degli studi di fattibilità; • informazioni tecniche sulla normativa di riferimento; • informazioni tecniche di carattere contabile-finaziario;

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le agevolazioni della Regione Campania Bando PON “Ricerca & Competività” Animazione • interazione costante con l’utenza e con le istituzioni per un continuo scambio delle informazioni; • seminari informativi. Puoi consultare la pagina dedicata al progetto al link: www.campaniainhub.it/servizi/sviluppo-competitivo-delle-pmi/finanza/progetti/bando-pon-ricerca-competitivita-1

Come saperne di più e come contattare lo staff? È possibile entrare in contatto con lo staff di Campania In.Hub, attraverso l’Infopoint che si trova presso l’Agenzia Campania Innovazione. Infopoint c/o Campania Innovazione Agenzia Regionale per la Promozione della Ricerca e dell’Innovazione via Coroglio, 57 - 80124 Napoli Tel. 081.7352.447 Fax 081. 7352.431 info@campaniainhub.it www.campaniainhub.it Twitter twitter.com/CampaniainHub

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iomimprendo | capitolo 2 Focus on: che cosa è e cosa fa l’Agenzia Campania Innovazione? Campania Innovazione è l’Agenzia regionale per la promozione della ricerca e dell’innovazione. Essa opera su due assi: → Ricerca e impresa insieme per competere; → Ecosistema dell’Innovazione. La Campania dispone di un patrimonio diffuso di conoscenze: 7 Università, 40 istituti di ricerca avanzata, 10 centri di competenza, ed 1 distretto tecnologico. A questi attori territoriali, si rivolge l’azione di Campania Innovazione. L’Agenzia Campania Innovazione promuove, organizza e coordina in forma associata una Rete di strutture, infrastrutture, laboratori o centri dedicati alla ricerca di interesse industriale, al trasferimento tecnologico per l’innovazione, alla tutela della proprietà intellettuale. L’Agenzia ha anche funzioni di tecnostruttura operativa, per la gestione programmi di intervento straordinario attuati dall’Ente Regione. Ecosistema dell’Innovazione Campania Innovazione mira ad alimentare processi di sviluppo economico, basati sul trasferimento tecnologico alle PMI, creando sul territorio un ecosistema stabile a sostegno dell’innovazione, della ricerca e della competitività regionale. Offre a imprenditori e ricercatori l’accesso ad una vasta rete di competenze in termini di valorizzazione delle tecnologie presenti in Campania, e servizi di informazione e orientamento, per supportare la creazione, lo sviluppo ed il consolidamento di start-up innovative, spin-off e PMI tradizionali.

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le agevolazioni della Regione Campania Focus on: che cosa è e cosa fa l’Agenzia Campania Innovazione? Uno scopo duplice: dar vita a una solida rete di intermediari dell’innovazione, attraverso un’azione di razionalizzazione e messa a sistema complessiva e promuovere il “sistema ricerca e innovazione” e realizzare progetti e iniziative a favore di PMI e spin-off territoriali.

Contatti e newsletter L’Agenzia Regionale per la Promozione della Ricerca e dell’Innovazione si trova presso Città della Scienza a Napoli: via Coroglio, 57 – 80124 Napoli Tel. 081.7352.390 Fax 081.7352.569 www.agenziacampaniainnovazione.it Alla sezioni “Contatti” del sito web sopra indicato è possibile compilare un format per l’invio di richiesta di informazioni e/o di supporto tecnico. Alla sezione “Press” del sito web sopra indicato è possibile consultare la newsletter.

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iomimprendo | capitolo 2 Cluster 112 - 121 PSR Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 Il cluster misura 112 e misura 121 del PSR – Piano di Sviluppo Rurale – 2007-2013 promuove il ricambio generazionale degli imprenditori agricoli favorendo l’inserimento di giovani imprenditori. Il cluster è, in particolare, finalizzato a sostenere le seguenti tipologie di investimento: 1. costruzione e/o ammodernamento di: a) stalle e altri fabbricati zootecnici e relativi impianti; b) serre e relativi impianti; c) cantine e altri fabbricati per la trasformazione, per il confezionamento e per la commercializzazione diretta dei prodotti agricoli, compreso il miele, e relativi impianti; 2. piantagioni, compresi gli apprestamenti protettivi; 3. miglioramenti fondiari; 4. acquisto di macchine e attrezzature nuove; 5. interventi per il risparmio idrico, energetico e per l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e/o alternative; 6. utilizzo di brevetti e licenze compreso l’acquisto di software di gestione.

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le agevolazioni della Regione Campania Chi sono i beneficiari? I beneficiari delle misure sono: - i giovani agricoltori che non abbiano compiuto quaranta anni di età alla data di presentazione della domanda di finanziamento, che si siano insediati, per la prima volta, in qualità di titolare unico di azienda agricola (ditta individuale), nei 180 giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda; - le società agricole di persone e di capitali, costituitesi nei 180 giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda, che esercitano attività agricola. Le nuove società devono essere costituite in maggioranza numerica da giovani agricoltori di età inferiore a 40 anni.

Premio e percentuali di contributo Nei territori della Provincia di Avellino (che rientrano nelle Macroaree regionali C e D2) a ciascun beneficiario verrà riconosciuto: - un premio di insediamento dell’importo di 30.000 euro in conto capitale, ovvero dell’importo di 55.000 euro di cui 15.000 liquidate in conto capitale e 40.000 euro in conto interessi; - un contributo in conto capitale ovvero in conto interessi sui prestiti/mutui ai quali si è fatto ricorso per l’attuazione degli investimenti ammessi di importo pari al 60% del costo degli investimenti ammissibili.

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iomimprendo | capitolo 2 Per saperne di pi첫 Se sei interessato a mettere in campo un intervento previsto dal Cluster 112 o pi첫 semplicemente vuoi avere maggiori informazioni o necessiti di chiarimenti puoi consultare la pagina dedicata al seguente indirizzo web: www.agricoltura.regione.campania.it/PSR_2007_2013/cluster-112-121.html Qui potrai scaricare la brochure illustrativa realizzata dalla Regione Campania contenete una serie di indicazioni specifiche in merito anche alla categorie di opere ammesse alle agevolazioni.

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capitolo 3

CREARE IMPRESA ATTRAVERSO UNA START-UP


iomimprendo | capitolo 3 Che cosa sono e come funzionano? Il glossario di Blogcliclavoro, il nuovo spazio virtuale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla voce “start-up” riporta la seguente definizione: “operazione e fase di avvio di un’attività imprenditoriale o di un nuovo progetto”. Si parla di start-up anche per indicare genericamente un’azienda di recente costituzione caratterizzata da un imperativo verso la crescita dimensionale. A partire dalla fine degli anni Novanta, si identificano spesso con questo termine le nuove imprese che operano nella tecnologia. Oggi è molto di moda parlare di start-up. Nel panorama italiano, poi, dove nascono e crescono gli acceleratori e gli incubatori di impresa che fanno da culla alle start-up, il tema suscita molto interesse.

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creare impresa attraverso una start-up Che cosa sono e come funzionano? Una start-up è innanzitutto una nuova impresa, con una storia limitata e una fase evolutiva molto dinamica, si auspica in crescita. L’espressione è salita alla ribalta ai tempi della new economy e negli ultimi anni ha conosciuto una “seconda giovinezza” grazie alla forza dei venture capital (investitori disposti a finanziare imprese emergenti) e degli incubatori di impresa. Esistono fasi ben distinte nella crescita di una start-up. Una prima fase in cui l’azienda viene finanziata e si sviluppa, e una seconda fase in cui acquisizioni e alleanze guidano l’azienda verso una crescita più stabile fino al naturale abbandono dell’incubazione. Concentriamoci adesso sulle start-up tecnologiche, vero traino della nuova imprenditorialità. La rete Internet permette a molte persone, soprattutto giovani neodiplomati o neolaureati, di mettere in pratica la propria idea di business, anche se farlo non è sempre facile e immediato.

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iomimprendo | capitolo 3 Che cosa ti serve per essere uno “start upper” perfetto? Per essere uno “startupper” perfetto è necessario avere: • una buona idea; • un capitale iniziale; • un modello di business solido, o almeno la possibilità di averne uno in futuro. Non tutte le idee sono facili da realizzare e la vera forza di questo paradigma economico sta nell’interpretazione del rischio legato a queste attività, quello che è chiamato “rischio d’impresa”. Il possibile fallimento di un’idea non è il fallimento di una persona: esistono imprenditori milionari che solo al terzo o quarto tentativo hanno ottenuto i successi sperati, dando vita a un modo di pensare che stimola la voglia di fare impresa. Le più grandi aziende tecnologiche sono nate con questi modelli e oggi anche in Italia capitali privati e pubblici si stanno concentrando sull’incubazione.

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creare impresa attraverso una start-up Il ruolo degli incubatori d’impresa Gli incubatori di imprese spesso aggregano un numero anche alto di aziende e start-up e possono essere pubbliche, private o miste. Il ruolo di un incubatore (per questo si chiama così) è fondamentale nei primi mesi e anni di vita di un’azienda: questi spazi offrono un supporto a 360° su aspetti non strettamente connessi al principale oggetto di business dell’azienda. Per esempio: • supporto amministrativo e contabile; • servizi legali; • logistica e affitto locale; • risorse umane e reperimento personale. Oltre a queste fondamentali attività un incubatore risulta fondamentale per le sinergie che si possono creare al proprio interno. Immaginiamo di fondare un’impresa tecnologica che offre servizi per il turismo, in particolare un portale. L’interesse degli incubatori sta, ovviamente, nella quota di partecipazione che questi acquisiscono nell’impresa al momento del finanziamento, sarà poi l’evoluzione dell’attività stessa a stabilirne il destino, che molto spesso si divide tra la “permanenza sotto le ali protettrici” dell’incubatore o la vendita ad altre realtà interessate all’investimento. Il modello si rivela però vincente perché la figura dell’imprenditore è sempre al centro del progetto, spesso con una quota di maggioranza, questo perché è proprio la presenza di una persona “che ci mette la faccia” a fare la differenza in progetti di questo tipo.

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iomimprendo | capitolo 3 Gli incubatori più vicini a te L’INCUBATORE DI CITTA’ DELLA SCIENZA - FONDAZIONE IDIS Innovazione e Sviluppo è l’area operativa della Fondazione IDIS che fornisce assistenza e servizi specialistici ad enti, istituzioni ed imprese per l’attivazione di processi di innovazione e di sviluppo all’interno del tessuto economico e produttivo regionale. Dopo l’Incubatore di Impresa di Città della Scienza dedicato prevalentemente ad imprese specializzate nei settori delle ICT e dell’Ambiente, la Fondazione IDIS ha lanciato un nuovo progetto di Incubatore - lo SMART LAB Incubator, rivolto a nuove imprese che offrono soluzioni, servizi e tecnologie intelligenti per la qualità della vita e lo sviluppo delle Smart Cities (www.cittadellascienza. it/innovazione-e-sviluppo/promozione-delle-smart-cities) Fondazione IDIS Via Coroglio, 7 - Napoli Direttore Incubatore Valeria Fascione Tel. 081.7352.457 - v.fascione@cittadellascienza.it

GLI INCUBATORI DI INVITALIA - SVILUPPO ITALIA CAMPANIA La realizzazione degli incubatori di imprese (previsti da diverse leggi nazionali per favorire lo start-up di piccole e medie imprese: L. 67/88, L. 181/89, L. 208/98, L. 80/05) si colloca nell’ambito della più generale missione assegnata a Invitalia per la promozione delle nuove iniziative imprenditoriali.

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creare impresa attraverso una start-up Gli incubatori più vicini a te Invitalia, opera in regione Campania, attraverso la società Sviluppo Italia Campania, attualmente in liquidazione. La società ha aperto tre incubatori: a Pozzuoli, a Marcianise e, recentemente, a Salerno. A differenza di molti programmi di assistenza l’incubatore non serve tutte le imprese. Gli imprenditori che intendano fruire di spazi e servizi devono chiedere ed ottenere l’ammissione. Ciascuna impresa (nuova o in attività) che voglia essere accolta nell’incubatore deve inviare a Sviluppo Italia Campania Spa tutta la documentazione presente sul sito web: www.sviluppoitaliacampania.it Incubatore di Salerno Via G. Pastore (uscita Pontecagnano) Sviluppo Italia Campania Tel. 0823 639225-147 - info@sviluppoitaliacampania.it Per informazioni è possibile contattare le sedi: • Pozzuoli (Incubatore) via Adriano Olivetti, 1 - 80078 Pozzuoli (NA) Tel. 081.5255111 - Fax 081.525123 - info@sviluppoitaliacampania.it • Marcianise (Incubatore) ASI Area - Area Industriale Sud 81025 - Marcianise (CE) Tel. 0823.639111 - Fax 0823.639123 - info@sviluppoitaliacampania.it

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iomimprendo | capitolo 3 Per saperne di più Per poter essere aggiornati sul mondo delle start-up consigliamo di consultare periodicamente il blog Click Lavoro al seguente indirizzo web: www.blogcliclavoro.it – sezione “News”. Sempre sul blog del Ministero del Lavoro è possibile consultare guide utili per la preparazione del business plan, per la gestione del capitale di rischio e per avviare un’impresa. Su Wikipedia, invece, è possibile navigare nella pagina tematica “Startupbusiness” - http://wiki.startupbusiness.it - dove è possibile accedere anche alla lista degli incubatori d’impresa recensiti. Su FaceBook, è nato, per iniziativa di numerosi “startuppers” un gruppo denominato “Italian Startup Scene” che potete rintracciare facilmente inserendone il nome nella barra di ricerca di FB. Il movimento si è diffuso a tal punto che è stato creato un gruppo specifico per diverse regioni, soprattutto del Meridione. Tra i documenti pubblicati nella pagina del gruppo nazionale vi è una lista di start-up italiane che si sono auto segnalate. L’elenco contiene una brevissima descrizione del campo di attività, il sito web dell’impresa e i nominativi dei giovani “startuppers”. L’indirizzo diretto è: www.facebook.com/groups/italianstartups/doc/197295126948210/

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ALLEGATI STRUMENTI


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IL BUSINESS PLAN


iomimprendo | allegato 1 Il Business Plan E ora hai le idee un po’ più chiare? Hai focalizzato l’attività che vuoi realizzare? Hai stabilito quale forma giuridica e quale potrebbe essere il finanziamento giusto per portare avanti l’idea imprenditoriale che ti frulla in testa da un po’ di tempo? Ora è giunto il momento di mettere nero su bianco e scrivere il tuo progetto d’impresa, o meglio quello che hai già sentito chiamare dai tuoi amici che già lo hanno fatto business plan, ma ora vediamo insieme brevemente di cosa si tratta. Vogliamo semplicemente offrirti una conoscenza base su come si deve sviluppare un piano d’impresa e gli elementi che deve contenere, dato che le diverse opportunità di finanziamento esistenti richiedono differenti tipologie di business plan.

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il Business Plan Che cos’è un Business Plan? Il business plan viene definito anche “Studio di fattibilità” o “Piano strategico d’impresa” ed è la rappresentazione precisa e puntuale di un piano aziendale dove viene descritto lo sviluppo della tua idea d’impresa nel tempo e definite le sue caratteristiche principali. Esso è il documento di programmazione necessario per presentare in maniera organica ed efficace la tua idea imprenditoriale e la pianificazione strategica dei diversi elementi in modo di rappresentare il progetto d’impresa da sottoporre a potenziali soci/finanziatori per persuaderli a sostenere la tua iniziativa. Il business plan è il documento sintetico che si sviluppa strutturalmente su tre parti fondamentali: • parte introduttiva (illustrazione dell’idea imprenditoriale che hai e dell’imprenditore/della compagine sociale); • parte tecnico-operativa (cosa vuoi fare, come e dove intendi realizzarla); • parte economico-finanziaria (le previsioni economiche-finanziarie sul business da sviluppare). Solitamente, oltre a questi contenuti, ogni progetto contiene anche degli allegati come: il curriculum vitae dell’imprenditore o di ciascun componente della compagine sociale, analisi di mercato realizzate, preventivi per la fornitura d’impianti e tecnologie, contratto d’affitto dei locali se del caso, manifestazioni d’interesse di potenziali clienti.

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iomimprendo | allegato 1 Parte introduttiva: l’idea d’impresa La business idea è la definizione dell’idea imprenditoriale che si vuole realizzare e riveste importanza fondamentale nell’ambito dello sviluppo del Business plan. Una buona idea d’impresa non può essere improvvisata ma è frutto di un’attenta analisi sia delle dinamiche del mercato rispetto al business da realizzare che delle caratteristiche personali (aspettative, motivazioni) e professionali (studi realizzati, pregresse esperienze di lavoro, conoscenza del settore) dei soci o del potenziale imprenditore. L’occasione che solitamente concorre a determinare una nuova idea progetto è l’opportunità offerta da bandi di contributi per lo sviluppo di nuove attività ma può essere anche il frutto di una tua intuizione o di un’occasione da cogliere e tramutare in business. Pertanto, il primo passo da compiere per dar inizio al tuo business plan è l’elaborazione di un’idea progettuale che parta dalla definizione delle finalità, degli obiettivi e delle motivazioni dai quali scaturisce l’ipotesi di sviluppo del progetto d’impresa, inquadri il contesto, i processi, le attività e pianifichi le modalità di realizzazione, i tempi, la fattibilità economica. Il tutto molto sinteticamente!

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il Business Plan Parte tecnico-operativa Un buon business plan deve convincere della fattibilità dell’idea per poterla portare al successo, difatti, dopo aver analizzato la situazione di mercato e della concorrenza del business di riferimento si stabiliscono le direttrici strategiche e le priorità nel medio - lungo periodo. Al fine di perseguire gli obiettivi di crescita fissati si definiscono tutte le azioni opportune indicando: • l’organizzazione dell’impresa e delle sue aree (chi fa cosa); • le infrastrutture materiali (i locali e l’arredo); • le politiche di marketing (promozione del prodotto e piano di comunicazione); • le risorse tecniche (macchinari, licenze, tecnologie, etc); • le risorse umane (compagine sociale, eventuali collaboratori/dipendenti).

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iomimprendo | allegato 1 Parte economico finanziaria Con questa sezione ti giochi il futuro della tua impresa in quanto si descrivono gli investimenti ed i costi necessari per il raggiungimento degli obiettivi di fatturato desiderati affinché l’iniziativa da realizzare sia profittevole. In sintesi questa parte dovrà contenere: • Piano degli investimenti (immobili, arredi, computer, acquisti in tecnologie, etc) tutti gli investimenti necessari per iniziare l’attività d’impresa; • Piano del fabbisogno finanziario: qui bisogna descrivere la previsione del fabbisogno finanziario e le fonti di finanziamento - aspetti della gestione strettamente correlate tra loro; è di importanza fondamentale la scelta delle fonti di finanziamento (capitale proprio o di rischio, capitale di terzi, autofinanziamento dell’impresa, contributi e agevolazioni da parte dello Stato o altri Enti pubblici); • Conto economico previsionale: descrive i costi sostenuti ed i ricavi conseguiti imputabili a ciascun esercizio; evidenzia la capacità dell’azienda di produrre reddito attraverso la gestione complessiva dell’attività consentendo la misurazione del risultato economico atteso (utile o perdita) che scaturisce dalla contrapposizione, in ciascun esercizio, dei ricavi e dei costi (previsti) dell’attività aziendale, mettendo in evidenza il risultato economico per ciascuno degli anni previsti; • Budget dei flussi di cassa: contiene la stima di tutte le entrate e di tutte le uscite, di solito a livello mensile, almeno del primo anno di attività; rappresenta un strumento operativo di programmazione e controllo della liquidità (cioè dei flussi di cassa in entrata ed in uscita previsti) dell’im-

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il Business Plan Parte economico finanziaria presa; lo scopo è segnalare con anticipo eventuali “tensioni” finanziarie e quali azioni porre in essere, ovvero in che modo gli incassi si succedono nel tempo e come l’azienda riesce a rendersi indipendente da finanziamenti esterni.

Una riflessione Il piano d’impresa è necessario sia per una giusta gestione dell’attività scelta che per accedere alle agevolazioni previste dalle leggi di finanziamento; è, inoltre, indispensabile per accedere al credito bancario. Il business plan serve sia alla potenziale giovane nuova impresa a caccia di finanziamenti come pure alla direzione aziendale di imprese già operanti sul mercato, quando vogliono aprire nuovi business d’attività.

Per saperne di più Informazioni e approfondimenti sono disponibili al seguente link: www.cliclavoro.gov.it/informarmi/comefareper/businessplan/Pagine/default.aspx

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allegato 2

APRIRE UN’IMPRESA


iomimprendo | allegato 2 Aprire un’impresa Credi di aver la stoffa per diventare un imprenditore? Hai deciso di volerci provare? Creatività, spirito di iniziativa e volontà di mettersi in gioco sono le caratteristiche che deve possedere chi sceglie di avviare un’attività in proprio. Ma non basta. Hai appena visto che per trasformare le idee in un’impresa è necessario valutare i rischi, saper redigere un business plan. Non solo. Bisogna conoscere la normativa e far fronte a obblighi amministrativi, fiscali e previdenziali tra i quali non sempre è facile districarsi. Le Camere di Commercio, nella fase di start-up, offrono qualificati servizi di supporto che aiutano l’aspirante imprenditore a far nascere la sua attività. Il primo contatto con la Camera di Commercio si ha con gli uffici di supporto informativo e formativo agli aspiranti imprenditori. Nella fase successiva arriva l’iscrizione al Registro delle imprese, una sorta di anagrafe che contiene informazioni dettagliate di tutte le società italiane. L’iscrizione è un atto pubblico e obbligatorio che testimonia l’esistenza dell’impresa e di tutte le sue attività che hanno rilievo giuridico. Al momento dell’iscrizione, la Camera di Commercio (insieme con l’Agenzia delle Entrate) assegna il codice fiscale. L’attività d’impresa, inoltre, è soggetta alla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e, spesso, a varie abilitazioni, autorizzazioni, concessioni o licenze.

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aprire un’impresa Pronti. Partenza. Via! Per diventare imprenditori basta un giorno: la procedura è semplice, veloce e avviene on line. Questo è possibile grazie alla Comunicazione Unica (ComUnica) che dal 1° Aprile 2010 è l’unica modalità possibile per creare una nuova impresa o comunicare variazioni di imprese già esistenti. ComUnica permette di ottemperare agli obblighi di legge verso Camere di Commercio, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate, inoltrando la comunicazione unica ad un solo destinatario (Registro Imprese) che si fa carico di trasmettere agli altri enti le informazioni di competenza. L’azienda riceve tutta la documentazione tramite una casella di posta elettronica certificata (Pec). Per creare un’impresa basta accedere all’ufficio online del Registro imprese delle Camere di Commercio - www.registroimprese.it/dama/comc/navcom - e registrarsi secondo una procedura che avviene in tre fasi: 1. Compilazione della richiesta di attribuzione di partita Iva / Codice Fiscale; 2. Completamento della pratica di Comunicazione Unica (con l’eventuale inserimento dei moduli Inps e Inail); 3. La firma digitale dei documenti della pratica e invio. Con un semplice click si potrà iniziare a svolgere l’attività: gli Enti terzi hanno 7 giorni per rispondere. Registroimprese.it mette a disposizione degli utenti una guida da consultare in formato testo o video per completare la procedura al seguente link: www.registroimprese.it/dama/comc/comc/IT/cu/guida.jsp

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iomimprendo | allegato 2 Cosa si fa con ComUnica Attraverso l’applicativo ComUnica è possibile: - richiedere il codice fiscale e la partita iva; - aprire la posizione assicurativa presso l’Inail; - chiedere l’iscrizione all’lnps per titolari, soci, collaboratori familiari, aziende con dipendenti e imprenditori agricoli; - chiedere l’iscrizione al Registro delle imprese; - comunicare tutte le modifiche e le cessazioni relative alle posizioni di cui ai punti precedenti. Il sistema prevede alcuni requisiti di base: • firma digitale: serve per firmare la pratica di Comunicazione unica con lo stesso valore legale della firma autografa. E’ possibile anche utilizzare il modello di procura in base alla circolare 3616/c del Ministero dello Sviluppo Economico (con allegata la copia del documento di riconoscimento valido); • registrazione per spedire la pratica di Comunicazione Unica è necessario essere registrati ed aver sottoscritto il contratto con il sistema camerale Telemaco; • casella di posta elettronica certificata: la ricevuta e gli esiti dagli Enti destinatari della Comunicazione unica ti viene recapitata automaticamente nella tua casella Pec.

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aprire un’impresa La segnalazione certificata di inizio attività Con l’entrata in vigore del Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito nella Legge 30 luglio 2010 n. 122, l’impresa può iniziare a operare dopo la semplice segnalazione certificata di inizio attività (Scia) effettuata attraverso il sistema Com.Unica. Da un controllo preventivo di valutazione (Dia) – che necessitava di un tempo minimo di 30 giorni – si è passati a una verifica ex post (Scia) dei documenti allegati a quest’ultima. (Come per la Dia, il Decreto conferma la necessità di escludere il comparto delle attività a prevalente carattere finanziario, come banche e intermediari, nonché quelle in cui siano necessari atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia e delle finanze). Con la Circolare del 20 aprile 2010, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito che la ditta neo costituita (esclusi i comparti sopra citati) può comunicare al Centro per l’impiego l’inizio dei rapporti di lavoro entro cinque giorni, e non entro il giorno antecedente. Inoltre, per gli imprenditori di uno Stato membro dell’Unione Europea che intendano svolgere la loro attività in Italia e per i titolari d’azienda che volessero operare in altri paesi dell’Unione Europea, è attivo con la sua piena funzionalità il portale www.impresainungiorno.gov.it. Si tratta del sistema nazionale a supporto della rete degli Sportelli unici delle attività produttive, che rappresenta il punto unico di contatto (PSC) previsto dalla Direttiva Servizi del Parlamento e della Commissione Europea. (Direttiva 123/2006/EC).

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iomimprendo | allegato 2 Per informazioni Per richiedere informazioni e/o chiarimenti, per accedere ai servizi di consulenza e sostegno è possibile prendere contatto con la Camera di Commercio di Avellino ai seguenti recapiti: Camera di Commercio di Avellino Viale Cassitto, 7 83100 - Avellino (AV) Tel. 0825.6941 www.av.camcom.it/

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IL CURRICULUM VITAE


iomimprendo | allegato 3 Il Curriculum Vitae Il curriculum vitae è un documento per presentare le tue competenze e qualifiche in modo chiaro ed efficace. La redazione del curriculum vitae è una tappa importante in ogni ricerca d’impiego o formazione. Il CV costituisce spesso il primo contatto con un futuro datore di lavoro; deve quindi attirare la sua attenzione fin dai primi secondi di lettura e permettere di essere convocati per un colloquio. L’Unione europea ha creato un supporto per aiutarti a fornire in maniera chiara e facile le tue competenze e qualifiche. Questo strumento è Europass – Curriculum Vitae, ovvero il cosiddetto “curriculum vitae europeo”.

Attenzione Sappi che un datore di lavoro dedica generalmente meno di 1 minuto all’esame di un Curriculum Vitae per effettuare una prima selezione dei candidati. Devi essere convincente per non perdere le tue opportunità!

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il curriculum vitae Raccomandazioni generali Prima di cominciare a redigere il TUO CV, ricorda alcuni principi importanti: Redigi con cura il tuo CV! Presenta le tue qualificazioni e competenze in modo chiaro e logico, per valorizzare i tuoi punti forti. Non trascurare alcun dettaglio, né nel merito, né nella forma; gli errori d’ortografia e di punteggiatura devono ovviamente essere evitati. Concentrati sull’essenziale - Il CV deve essere breve: in genere, 2 pagine bastano per valorizzare il vostro profilo. 3 pagine possono sembrare eccessive in alcuni paesi, anche se avete una vasta esperienza professionale. Se quest’ultima è ancora limitata (ad es. se hai appena terminato la scuola o l’università), inverti l’ordine delle voci e cominciate dal punto «Istruzione e formazione»; sottolineate i periodi di tirocinio svolti durante gli studi. - Concentrati sulle informazioni essenziali che danno un valore aggiunto alla tua candidatura: perciò non occorre menzionare una vecchia esperienza professionale o senza alcun rapporto con la tua candidatura. Adegua il tuo CV in funzione dell’impiego che cerchi Rileggi sistematicamente il tuo CV prima di inviarlo a un datore di lavoro per verificare che corrisponda al profilo richiesto; valorizza i punti forti della tua candidatura. Cerca di ottenere informazioni sull’azienda interessata per meglio adattare il tuo CV al profilo richiesto.

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iomimprendo | allegato 3 Attenzione Non mentire nel tuo CV: rischi di screditarti nel corso del colloquio.

Rispetta la struttura del modello Il CV Europass ti permette di presentare le tue qualifiche, attitudini e competenze in modo logico: - informazioni personali; - descrizione dell’esperienza professionale; - descrizione del tuo percorso educativo e formativo (che puoi collocare prima della voce “Esperienza professionale” se quest’ultima è limitata; per invertire l’ordine delle voci, usa la funzione «copia/incolla» del vostro trattamento testi); - descrizione dettagliata delle tue capacità e competenze, acquisite nel corso del percorso formativo, della carriera professionale o della vita quotidiana.

Consigli utili -

stampa il CV su carta bianca; mantieni il font di caratteri e l’impaginazione; evita di scrivere frasi intere sottolineate, maiuscole o in grassetto, che rendono meno leggibile il documento; evita che una voce (ad es. la formazione) sia a cavallo su 2 pagine; per evitarlo, usa la funzione «salto pagina» del sistema di trattamento del testo; i bordi dei riquadri delle varie voci non appaiono nel documento stampato.

Devi essere chiaro e conciso La lettura del CV deve permettere al reclutatore di conoscere il tuo profilo in pochi secondi. Perciò: - usa frasi brevi; - concentrati sui principali elementi della vostra formazione e della tua esperien-

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il curriculum vitae Consigli utili -

za professionale; giustifica le eventuali interruzioni nei tuoi studi o nella tua carriera; elimina tutte le voci su cui non hai nulla da dire (ad es., se non hai alcuna capacità o competenza artistica o se ritieni che tale voce non comporti alcun valore aggiunto alla tua candidatura, eliminala usando la funzione «taglia» del vostro software per il trattamento testi. Tutte le voci indicate come facoltative possono essere tolte se le ritieni inutili.

Fai rileggere il tuo CV Rileggi attentamente il tuo CV compilato, per eliminare ogni errore d’ortografia e verificare che la formulazione sia chiara e logica. Fai rileggere il CV da una terza persona per assicurarti che il suo contenuto sia chiaro e facile da capire.

Per saperne di più Sul portale Europass alla sezione – Curriculum Vitae - http://europass.cedefop.europa.eu/it/documents/curriculum-vitae - potrai trovare una serie di servizi navigabili sul menù che appare in basso: 1. 2. 3. 4.

Crea il tuo CV on-line Aggiorna il tuo CV (PDF+XML) on-line Scarica il CV (modello e istruzioni) Esempi

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allegato 4

SITI UTILI


iomimprendo | allegato 4 PORTALE GIOVANE IMPRESA www.giovaneimpresa.it Nato su iniziativa del Dipartimento della Gioventù e finanziato attraverso il Fondo delle Politiche Giovanili, il portale Giovane Impresa ha l’obiettivo di diffondere, consolidare e sviluppare la cultura d’impresa tra i giovani, presupposto indispensabile per incentivare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e creare nuove opportunità di lavoro. Il portale è strutturato in sei aree che vanno a creare un percorso informativo in grado di accompagnare il giovane nelle fasi fondamentali della vita di un’impresa, dalla nascita al successivo sviluppo, affrontando, in un’ideale sequenza logica, aspetti relativi alla scelta della forma giuridica, al rapporto tra impresa e fisco, al diritto del lavoro, per passare ad aspetti più pragmatici, relativi ai regimi autorizzatori delle diverse attività economiche, alla progettazione d’impresa e alla sfera dei finanziamenti pubblici. Target di riferimento sono i giovani tra i 18 ed i 35 anni, nella duplice veste di fruitori del portale, potendo consultare liberamente i suoi contenuti, e di protagonisti dell’iniziativa, potendo interagire con altri utenti nell’apposita area forum e porre domande a consulenti specializzati nelle materie trattate. Il portale Giovane Impresa vuole essere uno strumento dinamico, in continuo aggiornamento e aperto al contributo costruttivo degli utenti, che possono contribuire a migliorare il portale segnalando eventuali inesattezze nei testi, malfunzionamenti nella navigazione e suggerendo contenuti da inserire. I contenuti sono liberamente consultabili, eccezion fatta per l’area Licenze e autorizzazioni, per la quale è richiesta la registrazione. Registrazione necessaria per accedere ai forum e alla consulenza on-line.

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siti utili PORTALE CLIC LAVORO www.cliclavoro.gov.it Cliclavoro è il nuovo portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’accesso ai servizi per il lavoro erogati sul territorio nazionale. É il modo più efficace per: • garantire la circolazione delle informazioni tra tutti gli attori coinvolti nel “sistema lavoro”; • offrire una gestione efficace e integrata dei servizi che non sono di esclusiva competenza regionale; • favorire una reale mobilità dei lavoratori sul territorio nazionale; • offrire servizi integrati a lavoratori e datori di lavoro. L’obiettivo principale è garantire ai cittadini, alle imprese e agli altri operatori del “sistema lavoro”, un accesso immediato a un elenco dettagliato di informazioni e servizi per il lavoro e migliorare l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e i raccordi con i sistemi delle imprese, dell’istruzione, della formazione e delle politiche sociali. Cliclavoro, il portale pubblico del mondo del lavoro, mette a disposizione un “luogo di incontro virtuale” per creare un rapporto dinamico tra tutti i soggetti; potenziare e rendere più fruibile la gestione dei servizi e degli adempimenti di legge e, infine, trasformare il possesso dell’informazione da parte delle istituzioni e degli enti in una risorsa per il sistema nel suo complesso.

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iomimprendo Approfondimenti Le guide www.bologna.confcooperative.it/C3/Atti%20e%20Pubblicazioni/Lists/Atti%20 e%20Pubblicazioni/Attachments/8/Guida%20all’impresa%20sociale.pdf http://www.comune.torino.it/infogio/impresa_giovani/guida_impresa.pdf www.polaris.unioncamere.it/upload/99/99ec070b1522c8708cfd813270495356/303 b042c815ea352ae75290d7f4d04e7.pdf www.promoimpresaonline.it/upload/file/740/370356/FILENAME/Guida_Impresa_Sociale.pdf www.pv.camcom.gov.it/index.phtml?Id_VMenu=458 www.rm.camcom.it/index.php?id_sezione=576 www.tuttocamere.it/files/dirsoc/Impresa_Sociale.pdf www.veronainnovazione.it/admin//public/mat/documenti_documento_id29. pdf

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approfondimenti Le pagine tematiche www.agricoltura.regione.campania.it/PSR_2007_2013/cluster-112-121.html www.campaniainhub.it/sevizi/creazione-dimpresa www.cittadellascienza.it/innovazione-e-sviluppo www.cliclavoro.gov.it/informarmi/comefareper/aprire_impresa/Pagine/default.aspx http://ec.europa.eu/youreurope/business/starting-business/setting-up/italy/ index_it.htm www.invitalia.it www.registroimprese.it www.to.camcom.it/Page/t08/view_html?idp=650

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www.giovaniprovincia.avellino.it/iomimprendo

Finito di stampare nel mese di marzo 2012 presso la Litografia “Impara� Ariano Irpino (Av)

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Opuscolo iomimprendo  

Piccola guida per chi aspira a mettersi in proprio