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Mensile, numero 3 anno 4 - Poste Italiane SpA - Spedizione in a.p. - DL 353/2003 (conv. In L. 27/02/04 n. 46) art. 1, comma 1, DR CB Torino - 3 euro

Pony • Partorire • Usato • Parco d’Arte Vivente

marzo 2009


Mensile, numero 3 anno 4 - Poste Italiane SpA - Spedizione in a.p. - DL 353/2003 (conv. In L. 27/02/04 n. 46) art. 1, comma 1, DR CB Torino - 3 euro

MARZO 2009

Sommario GG

Maternità

Parto

di Franca Fronte*

Parto

Maternità

marzo 2009

GG

Il posto giusto per nascere M

eglio l’epidurale o il parto a domicilio? Il ginecologo magari consiglia un cesareo programmato, ma le amiche dicono di non preoccuparsi, il parto naturale è una passeggiata, basta scegliere il posto giusto. C’è l’ospedale che spopola tra le mamme bio, mentre l’altro piace soprattutto ai genitori ansiosi. Ma perché non andare in quello dove hanno rinnovato da pochi anni il reparto di ginecologia e ostetricia, con lussuosa vasca per il parto in acqua e controsoffitto con stelline luminose? O vogliamo provare l’ospedale che ha la stanza arredata come una normale camera da letto? Ma a cosa dare importanza: al comfort ambientale o al modo di gestire il parto e accogliere il nuovo nato? Avere un bambino, per le coppie italiane, è una scelta difficile: lo dimostra il tasso di natalità, che è tra i più bassi del mondo e continua a diminuire. Sulla scelta di “mettere in cantiere” un bebè incidono moltissimi fattori: l’età, la condizione sociale e culturale, ovviamente la sicurezza economica. La generazione nata negli anni Sessanta e Settanta ha impiegato molto tempo a trovare una dimensione familiare stabile e il risultato è la tendenza (soprattutto per gli italiani) è fare meno figli e farli più tardi. Nonostante questo, ogni tanto capita: si rimane “incinti” e si viene catapultati in un nuovo stile di vita in cui sarà necessario compiere continuamente scelte, più o meno importanti e consapevoli e però necessarie e dannatamente incombenti.

Dove nascere La prima scelta “incombente” è il luogo dove farlo/a nascere. È l’inizio di un tortuoso tour di colleghi, amici e conoscenti che vi racconteranno le loro esperienze e che hanno partorito, alternativamente, programmando l’evento in analgesia nella clinica superlusso (pagata dall’assicurazione) o in casa, sedute su uno sgabello apposito. Ok, chi è genitore lo sa, col parto non si scherza. È un evento assolutamente naturale e fisiologico, ma la scelta su come viverlo va ponderata adeguatamente. La nascita del primo figlio è un momento importante, che nella società contemporanea assume un po’ il sapore di un rito di passaggio. È il momento in cui si diventa adulti. Nel parto, oggigiorno, sono coinvolti entrambi i protagonisti della coppia: la futura mamma e il suo compagno. La scelta del

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luogo è diritto di entrambi, anche se non bisogna dimenticare che le responsabilità e l’impegno non sono distribuiti in maniera totalmente equa. In ogni caso, il papà deve essere convinto della scelta fatta dalla compagna, perché i dubbi, le ansie e le paure sono i peggiori nemici di un buon parto. Proprio perché la responsabilità della nascita è soprattutto femminile, ogni donna ha il diritto di avanzare desideri ed esprimere bisogni, ma soprattutto ha la necessità primaria di trovare il “suo” modo di accogliere il proprio bambino, che risponda alla sua personale idea di come ciò dovrebbe avvenire. Al “modo” in cui nascere è strettamente legato il luogo dove ciò avverrà: è molto difficile conoscere a priori quale sarà la propria reazione, cosa succederà, quali problemi possono sorgere, quali paure e quali esigenze si scateneranno, perciò è fondamentale che le donne (e più in generale le coppie) possano confrontarsi con i professionisti della nascita: l’ostetrica, che è la vera compagna del grande viaggio e il medico ginecologo, che normalmente non viene coinvolto nel parto, a meno che non si presentino complicanze.

Il corso pre-parto Il modo migliore per incontrare queste figure professionali è frequentare i corsi pre-parto, che generalmente accettano le donne intorno alla ventiquattresima settimana di gravidanza. Si tratta perlopiù di cicli di una decina di incontri, alcuni dei quali sono dedicati alle sole donne, altri alla coppia. I corsi sono organizzati dagli ospedali pubblici, ma esistono anche numerose opportunità private, gestite da ostetriche che offrono la loro assistenza, su richiesta, per accompagnare la coppia anche durante il momento del parto e nel periodo successivo, il puerperio. Tornando al luogo da scegliere, nei corsi pre-parto organizzati dalle strutture sanitarie pubbliche si effettua normalmente una visita guidata alla sala parto, cui possono unirsi anche i futuri papà. Telefonate agli ospedali che vi interessano e chiedete quando è possibile effettuare la visita: potrete rendervi conto di persona di come funziona l’assistenza, cosa è richiesto e cosa è offerto ai genitori, come sono le stanze e come sono le sale per il travaglio e per il parto. A guidarvi ci sarà probabilmente una ostetrica, alla quale potrete rivolgere le domande che più vi stanno a cuore.

18 Giovani Genitori

GG

sport

Giovani Genitori 19

equitazione

di Paola Strocchio

equitazione

sport

GG

GG

Usato

Riciclo

di Luisa Tatoni

D

a quando hanno fatto la loro comparsa in Inghilterra, alle fine degli anni ’50, i pony games hanno fatto molta strada. Amatissimi dai piccoli, ma non solo, sono ufficialmente una disciplina equestre, con quel pizzico di charme in più che non li segrega nel girone dei semplici sport. Che piacciano ai bambini non c’è da stupirsi: i cavallini mignon sono teneri e buffi, giocare con loro è puro divertimento. Piacciono però anche ai grandi, perché permettono di sviluppare autonomia fisica e psicologica e insegnano come avvicinarsi agli animali con il giusto approccio.

10

Intervista

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Baby friendly

14

World corner

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Sfide

NON È LA CRISI MA L’ETICA A INSEGNARE AI GENITORI LA SANA ARTE DEL RICICLO

I pony games oggi

Tante cose

I confini dell’Inghilterra sono stati oltrepassati da tempo e oggi i pony games sono una realtà diffusa ovunque. In tutta Europa, soprattutto in Francia e in Italia, vengono organizzate competizioni di livello internazionale nell’ambito delle quali si esibiscono gli atleti più capaci. Sono numerose anche le rassegne locali, che non per questo ottengono un successo minore. E così, oltre alle discipline classiche, come la ginnastica artistica, il calcio, il nuoto, la pallacanestro e via dicendo, i bambini dai quattro anni in su possono scegliere di darsi ai pony games, uno sport-divertimento che si pratica prevalentemente all’aperto, quando le temperature lo consentono, ma si può giocare anche al coperto, se esistono le strutture adeguate.

La mobilità del bambino, da sola, occupa una voce considerevole nel budget familiare: si comincia con carrozzina, ovetto e trasportino per i primi mesi di vita, si passa al passeggino pesante da città, passeggino leggero da vacanza, pedana retro-passeggino per il fratello più grande. Il tutto condito da almeno tre seggiolini per auto (quella di mamma, di papà e dei nonni o della baby sitter), che vanno cambiati a cadenze variabili in funzione del peso e dell’età. O vogliamo parlare di quella catasta di giochi che si è accumulata in garage? D’altro canto mica potete pretendere che il piccolo futuro ingegnere, già in età da meccano, giochi ancora con il Duplo? Insomma, il mondo occidentale ha costruito un gran mercato intorno all’infanzia. Un mercato proficuo, ricco, esuberante e soprattutto “usa e getta”.

Troppo di tutto

Proprio in virtù dell’intimo rapporto che si viene a creare con l’animale, i pony games non sono soltanto una disciplina equestre. L’armonia con il pony deve essere il punto di partenza per crescere. Senza di questa, sarà impossibile divertirsi e raggiungere risultati anche in termini sportivi. Il principio pedagogico di questa disciplina consiste proprio nello stimolare in ogni bambino il desiderio di imparare (e poi di superarsi) in equilibrio con il proprio pony, per far vincere naturalmente la propria squadra. Il senso di appartenenza a un gruppo, assieme a un sano gusto per la competizione, sono le leve di questo sport. Il pony game non consiste soltanto nel montare in sella all’animale, nell’apprendere le regole e i riflessi fondamentali per sentirsi sicuri: c’è il ben più importante aspetto legato all’insegnamento della responsabilità, perché il pony non è un giocattolo. È un animale che va rispettato, pulito, accudito e spazzolato prima e dopo il lavoro eseguito sul campo, sellato, dissellato e soprattutto amato.

22 Giovani Genitori

Ma davvero a un bambino servono tante cose? La risposta è: purtroppo sì. In parte per obblighi legali (vedi i seggiolini per auto), in parte per bisogni sociali (giocattoli, vestiti, scarpe), in parte per lo stile di vita (fascia porta bebè o passeggino da trekking, nelle nostre città è difficile uscire senza un sistema di trasporto per bambini). Insomma, per un motivo o per l’altro, vi siete riempiti la casa di cose al punto da non saper più come muovervi. Vi proponiamo qualche soluzione pratica per la gestione dell’usato. Partiamo dal presupposto che vogliate disfarvi di oggetti “oggettivamente” in buono stato: il resto del mondo, purtroppo, non apprezza quanto voi la prima camicina macchiata di succo di prugna del vostro bel bambino.

26 Giovani Genitori

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Luca Mercalli

l’esperto

L’agenda

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FitnessForum

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Cinema e Home Video

Rispondere alle domande difficili

Sognando Mia Hamm

Maestro Miyazaki

16

Monitor giardini

42 Lo psicologo

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Baby web

Il giardino che vorremmo

“Che noia, cambiamo gioco?”

Rai per kids

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Cuciniamo insieme

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Il pediatra

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Spettacolo

La margherita di carote

La conservazione delle staminali

Domeniche a Vigone I pattini delle principesse Acrobazie e racconti

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Cultura I creativi di domani Il palazzo dei giochi

GG

ambini uguale consumo. Non si scampa da questa equazione: l’arrivo di un bebè coincide con un intenso periodo di shopping: dagli onnipresenti pigiamini di spugna, che se non li comprate ve li regalano, ai mobili della cameretta, che dureranno un anno o giù di lì, visto che culla e fasciatoio non sono, per fortuna, eterni. E non è che crescendo le cose migliorano, perché quando i genitori si stufano di comprare, i bambini cominciano a prenderci gusto. Si finisce, per modo di dire, solo quando il ciclo ricomincia, cioè quando voi che leggete, ormai nonni, comprerete per i nipotini.

Il rapporto con l’animale

News

Usato

B

Un po’ di storia Alla fine degli anni Cinquanta, in Inghilterra, il pony, esattamente come il cavallo, veniva utilizzato come mezzo di trasporto. Fu del tutto naturale trasformare un modo di spostarsi in un gioco a squadre, all’insegna dell’unire l’utile al dilettevole. I cavalieri del tempo dovevano fare di necessità virtù e imparare a circolare con naturalezza sia in campagna sia in città, ritrovandosi di fronte a realtà ben diverse tra di loro. Perché non apprendere tutto questo giocando? Non è un caso che anche oggi i migliori atleti di questa disciplina arrivino proprio dal Regno Unito.

6

Riciclo

Del bambino non si butta niente

Un po’ di pony

PRIMO PIANO 18

Maternità Parto

Il posto giusto per nascere

22

Sport Equitazione

Un po’ di pony

26

Usato Riciclo

Del bambino non si butta niente

44 L’avvocato

L’assicurazione ritarda

45

Salvadanaio

Cambiare l’auto o la moto

46

Il chimico

58 Eventi

Carta

47

Natura

Il tetano e l’antitetanica

Messer Tulipano Carta e Carte Cioccolato a pranzo... e a merenda Martedì in famiglia Laboratori in circolo

63

Art Lab

64

Bimbi

65

Sorridi sei su GG

66

Raffa

30

Gita Pipistrelli

La Bat-city di Staffarda

48 Libri

32

Viviamo così Valeria e Alessandro

Senza parole

Il favoloso mondo di Matilde

49

In città

38

A confronto Cristina e Enrico

Il Parco d’Arte Vivente

La città porta-biglietti

Giovani Genitori 3


Genitori iovani

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La rivista per le famiglie di Torino e dintorni Marzo 2009 Anno 4 - Numero 3

Direttore Alberto Gedda

Ispirazione Luca Bernardelli

Art director Catia De Bacco

Redazione Elena Brosio Luisa Tatoni Federica Ferraresi

Grafica Elisa Lusoli

Hanno collaborato a questo numero: Giuseppe Antinori, Mario Bettas Valet, Giancarlo Corti, Ugo Finardi, Stefano Frassetto, Francesca Galdini, Monya Lucisano, Elisa Lusoli, Sabrina Marzo, Paola Paltro, Luciana Ravetto, Giovanna Rinaldi, Paola Strocchio

Illustrazioni e fotografie: Archivio Non Solo Teatro, Archivio Alfa Teatro, Iter, Archivio Messer Tulipano, Archivio Parco d’Arte Vivente, Archivio Casa del Teatro, iStockphoto L’editore è a disposizione per assolvere diritti eventualmente non corrisposti Illustrazione di copertina: Katyakatya

Ringraziamo per la preziosa collaborazione: Eliana Canuto, Carla Coluccia, Roberta, Valeria e Alessandro, Cristina e Enrico, Luisa Mondo Redazione: Via Vanchiglia 18, 10124 Torino Tel. 011 19712037 - redazione@giovanigenitori.it www.giovanigenitori.it Ufficio pubblicità marketing@giovanigenitori.it Telefono: 011 19703036 Fax: 011 19791585

Edizioni Espressione Creativa Via Vanchiglia 18 - 10124 Torino www.espressione.it Stampa Alma Tipografica Via Frabosa, 29/B 12089 Villanova Mondovì (CN) Autorizzazione del Tribunale di Torino n.5969 del 22/4/2006 Iscrizione al Roc n. 14333

Idioti Si è scritto e detto molto in questi ultimi tempi di violenza su donne e bambini. C’è da chiederci se è davvero recrudescenza, oppure se non è l’emersione dei fatti, nel senso che, purtroppo, queste violenze ci sono sempre state e soltanto la recente, giusta, campagna stampa ha messo all’attenzione i casi più eclatanti. Non è vero che le parole stanno a zero davanti a questi crimini: si tratta di saperle usare al momento giusto e con la giusta intelligenza e sensibilità. Soprattutto in famiglia: in quelle famiglie dove ha ragione chi grida di più, chi è più furbo, chi sa imporsi con violenza. È il germe dell’esempio devastante. E poco importa se il criminale è italiano oppure no: è dettaglio della stessa cultura che premia il dominante e mette nell’angolo il presunto debole. Che poi, nella follia delle parti, può addirittura essere il criminale. Come hanno dimostrato, in una scena dell’orrore ripresa dalle telecamere, gli “amici” dello stupratore romano di Capodanno per il quale hanno testimoniato stima e affetto con striscioni sotto casa. Debitamente nascosti all’obbiettivo, però, da sciarpe e cappucci. Ma dove sono i genitori, giovani o anziani, di questi ragazzi? Possibile che questi idioti siano cresciuti da soli nell’imbecillità totale, tra “isole”, “grandi fratelli”, sms e telefonini per sentirsi vivi? è così fuori moda proporre una “cura” che insegni loro a diventare utili lavorando, umilmente, per quelli che loro considerano i più deboli? Così da capire cosa significano, nel cuore, le parole stima e affetto. Alberto

ISSN 1828-9738 Some Rights Reserved I contenuti della rivista sono tutelati dalla licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Italy.

Federica

Luca

Elena

Raffaella

Catia

Alberto

Luisa

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GG Sono una vostra abbonata. Prima cosa grazie perché il vostro giornale è davvero molto utile. Sono mamma di tre bambini, la più piccola ha 12 mesi, volevo farvi una domanda, chi controlla gli asili nido privati o baby parking? Io ho avuto la fortuna di inserire la mia piccola in un nido famiglia (fra l’altro siete stati voi, con una vostra intervista, a darmi l’idea), ma prima avevo visitato un po’ di nidi privati presenti nella mia zona. Tranne uno, ho avuto una bruttissima impressione. Mi sembra che le esigenze dei bambini siano all’ultimo posto (bambini lasciati nel seggiolone per ore, bambini che non possono essere presi in braccio, né coccolati) e mi chiedo, chi controlla tutto questo? Chi controlla il fatto che un’educatrice (sperando, fra l’altro, che sia tale) rimane con i bambini per 12 ore di fila, dovendo badare anche a 15 bambini? Mia figlia per fortuna è in un posto dove le esigenze del bimbo sono al primo posto, ma si può far qualcosa per chi non è così fortunato? Grazie ancora. Saluti, Linda Cara Linda, grazie per la tua mail, che ci permette di fare chiarezza su un argomento in cui l’informazione latita alquanto. Abbiamo girato la domanda a Patrizia ed Erika, educatrici e proprietarie dell’asilo nido privato Bimboporto di San Mauro Torinese. “Per prima cosa, vanno specificate le differenze tra asili nido e baby parking - rispondono Erika e Patrizia -. Il rapporto numerico indicato (1/15) ci suggerisce che tu stia parlando di baby parking, cioè quei servizi ideati per supplire un bisogno temporaneo delle famiglie che devono lasciare i figli poche ore ogni tanto. Asili e baby parking sono soggetti a normative diverse. Nei baby parking la legge permette una frequenza massima di 5 ore al giorno, che in Piemonte sono ridotte a 4, non perché siano meno bravi, ma perché hanno meno spazio, meno educatrici e bambini di diverse fasce d’età (dai 13 mesi ai 6 anni). C’è una educatrice ogni dieci bambini e possono dare pranzo se la famiglia lo porta (quindi possono solo riscaldarlo). Alcune Asl tra cui la 4 (ex7) della zona di Chivasso, Settimo e San Mauro vietano di scaldare il pasto, per motivi di igiene alimentare. L’asilo nido e il micronido (massimo 25 bambini) hanno spazi più ampi, uno spazio esterno attrezzato, cucina fresca obbligatoria almeno fino ai 24 mesi, spazio nanna, un rapporto numerico educatrice/bambino di 1/8 (dai 12 ai 36 mesi) e di 1/6 per i lattanti (cioè i bimbi da 3 a 12 mesi). All’asilo nido è obbligatorio avere una programmazione e un percorso educativo, inoltre i bambini devono essere divisi per età (lattanti, divezzini e divezzi oppure piccoli, medi e grandi). Al nido si dà per scontato che la frequenza sia giornaliera e continuativa, si privilegiano i ritmi e le routine. Ci deve essere la possibilità di uscire e sono previsti momenti di confronto e collaborazione con la famiglia. A grandi linee, la differenza fra asili nido e baby parking è questa: sono strutture che tutelano i bimbi in modo diverso. A superiore garanzia di quanto appena scritto, ci sono leggi specifiche. L’ente che regolamenta gli asili è la Regione, che demanda i controlli alla Commissione di Vigilanza delle Asl di zona. Per la Città di Torino esiste una commissione che verifica e controlla sia i nidi comunali sia quelli privati ed è composta da genitori, educatori, dipendenti Asl e funzionari comunali. La legge tutela benissimo i bambini ed è per questo motivo che sono state previste differenze di normativa tra nidi, micronidi, baby parking e nidi famiglia. Poi c’è sempre chi sgarra, chi pone davanti alle necessità dei bimbi l’interesse economico e ‘risparmia’ soprattutto sul personale. È un gioco che paga poco, perché prima o poi i nodi vengono al pettine. Le ispezioni ci sono, i verbali pure. Alcuni nidi vengono chiusi finché non si rimettono a norma e poi vengono tenuti sotto controllo. Tutto questo per tutelare le famiglie che non hanno fatto scelte felici come la tua. L’unico consiglio, se sorgono dubbi o timori, è parlarne e segnalare su riviste come Giovani Genitori le situazioni dubbie”.

Aprendo il numero di febbraio sono stato colpito dalla superficialità dell’articolo a pagina 6: “Tempo pieno: il pediatra dice no”. In questo momento in cui sono aperte le iscrizioni alla scuola primaria avrei visto volentieri un servizio con analisi e opinioni articolate sulla nuova organizzazione (o disorganizzazione) proposta per la stessa. Vi porgo i miei saluti, Daniele (un lettore forse non più nel vostro target) Caro Daniele, cogli nel segno: sulla riforma Gelmini vorremmo tanto dire la nostra. Come genitori non possiamo che gridare ai quattro venti che non ci piace, ma come giornale abbiamo un vincolo: siamo un mensile e tra uscite di decreti e regolamenti, l’argomento va troppo veloce per offrire una informazione aggiornata, il che ci costringe a lasciare ad altri (a malincuore) il diritto di cronaca. D’altro canto le lettrici e i lettori, del cui senso critico siamo assolutamente appagati, sanno valutare il valore dei nostri contenuti. Se un gruppo di pediatri prende una posizione netta, come è successo, riteniamo importante parlarne dandone notizia in maniera, lasciacelo dire, ben più corretta di quanto si è letto su altri giornali. In questo modo cerchiamo di offrire a chi legge gli strumenti per valutare in prima persona. E anche per scriverci quel che pensa, esattamente come

Giovani Genitori 5


GG

news

Faccine Kinder

?

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ambiano i tempi, cambia il bambino testimonial del cioccolato. Nel 2005 fece notizia la Ferrero, che dopo quasi 40 anni decise di cambiare il volto del bimbo sulle barrette Kinder. Fu a quel punto che il bimbo in questione, ormai un bel signore tedesco di 37 anni, decise di uscire allo scoperto e scrivere la sua autobiografia. Volete tentare la stessa impresa usando il bel faccino dei vostri bimbi? Fino al 30 aprile, la Ferrero propone il concorso “Diventa tu il bimbo Kinder”, rivolto a bambini da 3 a 10 anni. Servono fotografie digitali, confezioni di barrette di cioccolato (che tanto uno strappo si può fare) e connessione a Internet per accedere alla pagina www.kindercioccolato. it. Una giuria selezionerà 10 vincitori, che riceveranno 10 lettori Dvd portatili e saranno convocati per partecipare a un set fotografico. Chissà se era andata meglio o peggio al primo testimonial, il cui compenso fu di 300 marchi (era il 1968): col piccolo gruzzolo, secondo quanto scritto nell’autobiografia, pagò alcune multe prese in motorino al raggiungimento della maggiore età.

Carta sì, ma anche cash

A Dieta, roba da uomini

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ono quasi sempre le donne a dire che devono mettersi a dieta, ma poi non lo fanno. Gli uomini, invece, quando decidono ci riescono, ma non perché siano più bravi. È una questione di cervello. Lo hanno dimostrato i ricercatori del Brookhaven National Laboratori di New York in uno studio sui meccanismi del controllo della fame. All’esperimento hanno partecipato alcuni volontari (10 uomini e 13 donne) sani, non obesi, della stessa età e con lo stesso indice di massa corporea, che sono stati invitati a digiunare per 17 ore. Al termine del digiuno è stato chiesto loro di concentrarsi sul proprio piatto preferito; in una seconda prova dovevano cercare di sopprimere il senso di appetito e la voglia di mangiare. Pensare al piatto preferito ha fatto aumentare la fame e il desiderio di cibo nello stesso modo sia per gli uomini sia per le donne, ma quando i volontari hanno cercato di controllare l’istinto di mangiare, ci sono stati risultati diversi nei due generi. Negli uomini è diminuita l’attività delle aree legate alle emozioni, al condizionamento e alle motivazioni (amigdala, ippocampo, insula, corteccia orbito-frontale e striato). Per le donne no: il cervello fa fatica a resistere al desiderio di cibo.

6 Giovani Genitori

gli italiani piacciono il bancomat o la carta di credito, perché sono strumenti più comodi e veloci, ma il loro uso è nettamente inferiore alla media europea. Secondo un sondaggio condotto dall’ISPO, l’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, il 77% degli intervistati considera la moneta elettronica lo strumento più comodo, soprattutto durante viaggi e vacanze o periodi intensi di shopping, perché permette movimenti o acquisti più tranquilli, senza preoccupazioni di furti o smarrimenti. Il 65% degli italiani preferisce la carta perché fa saltare le code, soprattutto ai caselli autostradali o ai supermercati; l’80% degli intervistati si sente più tranquillo perché sa che in caso di furto è sufficiente una telefonata a bloccare la carta e il 92% della popolazione considera rischioso girare con molti contanti in tasca. Nonostante ciò, gli italiani usano i contanti il doppio rispetto al resto d’Europa: un italiano fa in media 21,6 operazioni all’anno con la carta, mentre la media europea è di 50,5.


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Meglio l’estate

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bambini nati a fine estate o inizio autunno sono più alti e forti dei coetanei nati in primavera o in inverno. Lo sostiene un vasto studio inglese chiamato “Children of the 90s” che ha coinvolto 7.000 ragazzi. Il motivo? L’esposizione al sole delle mamme durante la gravidanza. Tramite l’esposizione alla luce solare l’organismo produce la vitamina D, essenziale per costruire le ossa. Lo studio condotto dalla Bristol University suggerisce che questo processo potrebbe verificarsi anche nei bambini che sono ancora nel grembo materno. A 10 anni, i ragazzi nati nei mesi estivi e autunnali erano in media mezzo centimetro più alti e avevano quasi 13 centimetri quadrati di superficie ossea in più rispetto ai coetanei nati nei mesi invernali. Il team della Bristol University consiglia alle mamme incinte di esporsi alla luce del sole e, se la gravidanza avviene nei mesi invernali o in Paesi freddi come nel nord Europa, di assumere supplementi di vitamina D, dopo essersi consultate con il medico curante.

Integratori inutili

Brain trainer o carta e penna

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erché spendere 200 euro per allenare la mente con uno dei videogiochi studiati appositamente per stimolare le meningi, quando una matita e un taccuino permettono di esercitarsi allo stesso modo? Secondo Alain Lieury, professore di psicologia cognitiva all’Università di Rennes (Francia), non esiste prova scientifica dell’utilità dei giochi elettronici “salva memoria”. Lieury ha condotto uno studio su 67 studenti di 10 anni. I bambini sono stati divisi in quattro gruppi e monitorati per sette settimane: ai primi due è stato affidato un gioco elettronico, al terzo è stato chiesto di risolvere quiz con carta e penna, il quarto ha semplicemente seguito le lezioni a scuola. L’indagine ha rivelato che i risultati dell’allenamento su console sono equivalenti (se non addirittura inferiori) a quelli che si ottengono andando a scuola oppure semplicemente risolvendo enigmi su carta. Lieury riconosce che le console portatili e i giochi di logica sono dei gioielli della tecnologia, ottimi per divertirsi, ma “sarebbe da ciarlatani attribuire loro un qualsiasi valore scientifico”. Per contro, una ricerca scozzese del dicembre 2008 ha evidenziato un legame tra i videogiochi allena-cervello e i migliori risultati in matematica. In questo caso lo studio ha interessato 600 bambini di 32 scuole, che ogni giorno si esercitavano per 20 minuti con un gioco elettronico. L’analisi ha rivelato che gli studenti allenati avevano aumentato le proprie conoscenze del 50 per cento rispetto a quelli che si erano limitati a studiare sui libri. Un risultato, questo, dovuto probabilmente al fatto che l’associazione gioco-apprendimento rende lo studio più allettante.

8 Giovani Genitori

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tudi precedenti davano risultati controversi, ma una ampia ricerca effettuata dal Fred Hutchinson Cancer Research di Seattle (Usa) ha smentito definitivamente che assumere complessi multivitaminici di sintesi aiuti a prevenire il cancro. Lo studio, pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine, ha valutato per otto anni l’effetto dell’assunzione di integratori su 68.132 donne. I risultati non mostrano che l’assunzione di sostituti delle vitamine naturali siano efficaci nella prevenire di tumori o altre malattie cardiovascolari. “I consumatori spendono denaro per gli integratori alimentari con la convinzione di migliorare la propria salute – dice Marian L. Neuhouser, a capo del team di ricerca – ma non ci sono evidenze scientifiche di ciò. Meglio prendere le sostanze nutritive direttamente dal cibo”.


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Aria aperta contro la miopia

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ue o tre ore all’aria aperta: uno studio australiano dell’università di Canberra sostiene che l’esposizione alla luce del giorno aiuta a prevenire i problemi visivi e sfata la credenza secondo cui la miopia sarebbe dovuta soprattutto alla lettura e all’uso eccessivo di tv. L’esposizione alla luce del giorno può prevenire la miopia permanente e lesioni oculari, che ora affliggono fino all’80-90% dei bambini in città del sudest asiatico come Singapore e Hong Kong. Secondo lo studio, la miopia non deriva neppure da fattori genetici. A favorire gli occhi dei bambini che passano più ore all’aperto è la luce del sole. Lo studio, commissionato dal governo australiano nel quadro di una campagna di salute pubblica, ha comparato la vista e le abitudini di bambini australiani di sei e sette anni con quelle dei loro coetanei a Singapore. Il 30% di questi ultimi sono risultati miopi, dieci volte più degli australiani. L’ipotesi degli studiosi è che la luce naturale, centinaia di volte più luminosa di quella al coperto, fa scattare il rilascio di dopamina, che impedisce la crescita disordinata del bulbo oculare, con il risultato che tre ore al giorno di luce naturale dimezzano il rischio di vista corta.

Scoliosi e bambine

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e soffre il 3% della popolazione, compare prevalentemente tra i 9 e gli 11 anni e colpisce 4 femmine per ogni maschio: la scoliosi, deformità della colonna vertebrale la cui gravità dipende dal raggio di curvatura del rachide e dalla progressione della malattia, insorge nella maggior parte dei casi intorno ai 10 anni, ma può comparire sin dalla nascita. Spesso vissuta come un difetto fisico invalidante, si traduce in una asimmetria di spalle, tronco e fianchi e può progredire fino al termine dell’accrescimento scheletrico. Nei casi più gravi e non trattati, può essere causa di patologie del cuore e dei polmoni. Fondamentale la diagnosi precoce. Nelle scoliosi più gravi si ricorre alla chirurgia, mentre le scoliosi minori si trattano con la ginnastica rieducativa e il busto.

Scuola: calendario 2010

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omincerà il 14 settembre e si concluderà il 12 giugno l’anno scolastico 2009-2010 in Piemonte. Le vacanze di Natale saranno tra il 21 dicembre e il 6 gennaio e quelle di Pasqua saranno un po’ più lunghe della media, dall’1 all’11 aprile, per un totale di 205 giorni di lezione. Lo ha deciso la Conferenza regionale per il diritto allo studio del Piemonte, cioè l’assemblea che raccoglie i 40 soggetti coinvolti nel mondo della scuola: gli assessori all’Istruzione di Regione e province, l’associazione dei Comuni, i sindacati e i rappresentanti di presidi, professori e genitori. La Conferenza ha espresso forti preoccupazioni per l’applicazione della riforma Gelmini, che rischia di peggiorare drasticamente la qualità della scuola piemontese. Le maggiori preoccupazioni riguardano la riduzione delle ore di compresenza tra i docenti, la riduzione del personale e la questione mensa. A tutt’oggi ancora non si capisce se saranno i maestri e i professori a garantire l’assistenza ai bambini durante le ore dei pasti.

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GG

intervista

di Alberto Gedda

Luca Mercalli L

uca Mercalli, metereologo e scienziato, non ha bisogno di presentazioni. “Siamo passati velocemente dal mondo dei vinti dei nostri nonni (ammesso che fossero davvero vinti) al mondo degli sciuponi (tali siamo sicuramente noi) senza fermarci un attimo a riflettere. Senza fare una giusta tappa nel mondo del buonsenso, che sembra così obsoleto e fuori moda. Ma tutti dovremmo recuperare il buonsenso, con intelligenza”. Luca è da sempre molto chiaro: se non cambiamo questo modo folle di fare “sviluppo”, figli e nipoti erediteranno un mondo finito. E forse in questo ci è, paradossalmente, d’aiuto la crisi mondiale che potrebbe far riflettere su modelli alternativi di futuro. Mercalli non è uno studioso rinchiuso fra quattro mura: al contrario, come del resto dimostrano le sue consulenze televisive in Rai (“Che tempo che fa”, “Tgr Montagne”, i telegiornali) è molto impegnato nel confronto con il pubblico in giro per l’Italia e non solo. Predilige il dialogo con le generazioni più giovani, perché, ovviamente, il futuro appartiene a loro. “I cambiamenti climatici dovrebbero trovare spazio adeguato nell’istruzione scolastica – dice Mercalli –. È fondamentale responsabilizzare i ragazzi, concretamente, al funzionamento del pianeta Terra. Lo si può fare in molti modi: ho conosciuto scuole impegnate in progetti interessanti, ma solo grazie alla sensibilità di insegnanti, presidi, genitori e non per una pianificazione organica ministeriale che, invece, è del tutto assente. Inspiegabilmente. O forse è sin troppo spiegabile. In Gran Bretagna il tema dei cambiamenti climatici è stato inserito nei programmi scolastici”. Insegnare a risparmiare l’energia, l’acqua, a differenziare i rifiuti, a guardare all’ambiente come proprietà comune, al quale tutti devono attenzione: sono i primi passi che la scuola può fare. “È molto importante far capire ai più giovani che la Terra è un sistema fragile e che il clima è uno degli elementi più importanti per comprendere la situazione e la sua evoluzione/involuzione”. E così c’è molto da riflettere, per esempio sul fatto che, negli ultimi 150 anni, la superficie dei ghiacciai alpini è diminuita del 50%, che l’acqua è un bene sempre più prezioso così come l’energia – gratuita – che arriva dalla natura con il sole e il vento, sfruttando la quale si possono costruire grandi impianti di energia rinnovabile e pulita”. Dal sole e dal vento non verrà solo l’energia, ma anche il lavoro di domani. Serviranno professionisti dell’energia e, se per caso non sapete cosa far studiare ai vostri figli, è il momento di investire in un settore che non conoscerà mai crisi. “Dobbiamo insegnare queste cose, non certo per fare del catastrofismo inutile, quanto piuttosto per motivare correttamente i ragazzi e quindi per agire di conseguenza, sensibilizzando le loro famiglie. Occorre fornire dati tecnici e scientifici certi, ricerche approfondite sulla realtà per poi arrivare a costruire una corretta filosofia di vita nella quale ci si muove con convinzioni profonde perché si è compresa l’importanza di quanto ciascuno di noi può fare. Cominciamo con l’eliminazione dello spreco: sarebbe già un’ottima lezione nella quale crescere i bambini”. La famiglia è centrale nell’educazione? “Sicuramente. La famiglia, ancor prima della scuola e degli altri centri di informazione, può davvero fare moltissimo. Purtroppo in questi ultimi trent’anni si è perso molto tempo prezioso, ma la colpa va ascritta a un intero sistema che corre avanti (o indietro) senza preoccuparsi di nulla, macinando e sprecando sostanze, materie ed energie. È ora, davvero, di invertire la marcia, soprattutto nell’interesse dei più piccoli che dovranno vivere nel mondo che lasceremo”.

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Viaggi in bicicletta

La pubblicità è una cosa seria Servizi pubblicitari - Grafica - Internet - Uffici stampa - Giornalismo

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baby friendly Che fatica andare in giro con i marmocchi! Per fortuna ci sono locali che dedicano attenzione alle famiglie. Segnalateci i vostri preferiti a: redazione@giovanigenitori.it

Usato bimbi di qualità

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rriva un bimbo e tutti giù a comprare. Cominciano i parenti, ma anche i genitori mettono abbondantemente mano al portafoglio. I primi due anni di vita sono uno stillicidio di spese: passeggini, sdraiette, cuscinoni, vestiti che cambiano taglia ogni mese, scarpine, giochini, lenzuola, cuscini sicuri. Se siete sensibili a due tematiche alla moda, ambiente e stagflazione, scoprirete che i negozi di usato per bambini sono un toccasana. Qua Qua è tra i primi ad aver aperto a Torino. Ci trovate tutto, per ogni età: dall’abbigliamento premaman agli sterilizzatori, dai seggiolini ai vestiti, dalle bilance all’arredo completo per la cameretta. Tutti i prodotti sono controllati, puliti, completi di accessori e senza segni di usura: insomma, la qualità di un negozio con la convenienza dell’usato. Assolutamente da visitare a scadenze fisse (cambio di stagione o cambio di taglia) e tutte le volte che viene voglia di shopping. Qua Qua - L’usato bimbi di qualità Strada del Lionetto, 15/B - Torino Tel. 011 7732924 - www.usatobimbi.it

All’Isola che non c’è

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rriva la primavera e torna la voglia di uscire dalla città, passare una giornata in campagna, mangiando bene, respirando aria pulita e poi tornare a casa freschi e ritemprati. L’Isola che non c’è è un agriturismo vicino a Ciriè, dove si mangia cucina vegetariana combinata con la cucina piemontese antica, con una particolare attenzione alle esigenze di chi soffre di intolleranze o allergie alimentari. All’esterno si trova un’area giochi con scivolo e altalena e i bambini possono divertirsi visitando gli animali: gli asini, una cavalla, pecore e caprette. Si organizzano serate a tema un paio di volte al mese – bagna caoda, funghi, fritto misto. Nel salone ricreativo si possono organizzare feste private. Aperto sabato sera e domenica a pranzo, indispensabile la prenotazione. L’isola che non c’è Località Ghe, 1 – Ciriè (TO) Tel. 011 9205669 - www.agriturismolisolachenonce.it

Danza e creatività

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rtemovimento è un’associazione artistica e culturale che si occupa di danza per adulti e bambini con una vasta offerta di corsi, laboratori e stage. Bellissimi i corsi di baby-dance (dedicati alla fascia 2-3 anni), dedicati a mamme e bambini: sono un modo davvero speciale di fare movimento insieme, divertendosi e imparando, attraverso il gioco, strumenti di consapevolezza dell’uso del corpo. Dedicata ai bimbi da 4 a 6 anni, la danza creativa per bambini è un affascinante corso che permette al bambino di esplorare il mondo della creatività in modo originale. E per i più grandicelli, dai 6 anni in poi, corsi di danza moderna e classica, all’insegna del teatrodanza, per ricercare le modalità espressive più libere e creative. Sono inoltre proposte lezioni private di danza creativa e propedeutica. Artemovimento Via Bava, 18 - Torino Tel. 011 837451 - www.artemovimento.org

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baby friendly

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A mangiare sul lago di Orestilla

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on vi lasciate intimorire dalla strada perduta nell’aperta campagna, in fin dei conti state cercando questo: un’oasi di pace e tranquillità con tutti i comfort. Il Ristoparco Armonia, sul piccolo Lago di Orestilla (15 chilometri da Torino, poco dopo San Mauro) è un locale accogliente, tutto in legno, con grandi vetrate affacciate sul verde. I proprietari sono gentili, hanno figli e quindi capiscono i vostri problemi. Qui troverete amore per il bello (perché il locale è proprio bello) e passione per il buon gusto: lo testimoniano i piatti preparati con materie prime sceltissime, come il vino di Libera e l’olio Carli. Si mangiano primi, secondi, dolci fatti in casa e naturalmente pizza. Ci sono porzioni baby a buon prezzo, seggioloni, fasciatoio, un ottimo angolo gioco al chiuso e, d’estate, un bel dehor con vista sul laghetto, circondati da altalene, calciobalilla, papere e altre piccole attrazioni. Buon posto per la comunione o il battesimo, ma affrettatevi a prenotare. Aperto tutte le sere, tranne il mercoledì. Domenica anche a pranzo.

Ristoparco Armonia Strada degli Scavi, 18 - Castiglione T.se (TO) Tel. 011 9607308

Tutti A-Zonzo 2009

A-Zonzo Guida baby friendly a ristoranti, pizzerie e luoghi per fare feste a Torino e in Piemonte

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ndando a cena in un locale etnico di Torino qualche settimana fa la redazione di GG è stata sorpresa dal numero di famiglie che si erano lì ritrovate per cenare. Eravamo tutti adulti e tra noi e noi pensavamo ‘ma quanti marmocchi ci sono in giro? Di martedì, per di piu!’. Insomma, è così, A-Zonzo ha fatto danni. La città e i dintorni sono allegramente pieni di famiglie che hanno voglia di uscire, fare cose e passare del tempo insieme senza ridursi al monotono duo giardinetti+pizza in cartone. E più siamo a uscire e fare cose con le truppe al seguito senza porci troppi problemi, più saranno i servizi per accoglierci. L’unione fa la forza. A-Zonzo è la guida ai ristoranti e agli agriturismi in cui le famiglie si trovano bene. Una sezione è dedicata ai locali e servizi di animazione per organizzare feste davvero speciali. L’edizione 2009 ha 50 nuovi indirizzi rispetto a quella del 2008 e furoreggia in libreria, ma potete ordinarla direttamente in redazione al prezzo di copertina (13,50 euro, senza spese di spedizione). Imperdibile. A-Zonzo 2009 Espressione Creativa Editore Via Vanchiglia, 18 – Torino Tel. 011 19712037 - www.giovanigenitori.it

Reiki per bimbi

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l Reiki è una tecnica giapponese di rilassamento e di ripristino della salute, che si basa su quella che viene definita ‘energia universale’. Molto diffusa e praticata, si rivolge di norma agli adulti, sebbene possa essere utile anche ai bambini. Il Reiki aiuta a rilassarsi, dà forza nel superare le difficoltà, procura serenità, accelera la guarigione di traumi, contusioni, piccoli malanni, ed è facile da imparare. Si rivela utile in particolare a tutti quei bambini che si trovano ad affrontare situazioni difficili, come tensioni in famiglia, l’arrivo di una sorellina-fratellino, difficoltà a scuola. A Torino, presso il Campo di Cinabro, l’insegnante Marco Coppo propone corsi di Reiki rivolti ai bambini dai 6 ai 10 anni. I corsi durano una giornata, i contenuti teorici sono posti in forma giocosa con numerosi intervalli e momenti ludici. Campo di Cinabro Insegnante Marco Coppo Corso Lanza, 105 - Torino Cell. 338 2446443 - www.ilreiki.it

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world corner

La scienza per famiglie A

Columbus, in Ohio, si trova uno dei musei della scienza più spettacolari del mondo: COSI, ossia Center of Science and Industry. Straordinari ambienti da visitare e fantasiose attività per famiglie con bambini di tutte le età. Gli appassionati di stelle e galassie possono provare l’ebbrezza di volare in una capsula spaziale, sedersi sul sedile di un astronauta, guidare una rover sulla superficie di Marte o sperimentare gli effetti della gravità nei diversi pianeti. Nella sezione Ocean Exhibition si va alla scoperta degli abissi insondabili con le tecnologie più avanzate, sommergibili, sonar e sonde. E poi l’affascinante via del progresso, la ricostruzione di una città in cui si viaggia nel tempo, si inizia dalla fine dell’Ottocento, poi si gira l’angolo e ci si ritrova nella stessa città ma nel 1926, l’isolato successivo è nel 1939 e così via. Dai telegrafi alla televisione, dall’elettricità al microonde, l’evoluzione di un centro urbano attraverso gli anni. E mentre di solito i musei della scienza sono preclusi ai piccolini, qui c’è un bellissimo spazio dedicato ai bimbi dai 6 mesi. Si chiama Little Kidscape e vi si trovano un albero da esplorare, una clinica in miniatura e tantissimi giochi con materiali, forme e colori che stimolano i sensi e la fantasia. www.cosi.org

Curiosando qua e là per il mondo andiamo alla scoperta del pianeta famiglia

Gioielli su misura

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Il tavolino dalle mille risorse

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i chiama Schreibtisch e vorremmo tanto averlo nel nostro soggiorno. Un tavolino che è un mega blocco da scrivere, con i fogli che si staccano mentre il tavolino diminuisce in altezza (i fogli sono grandi e sono circa mille, quindi un paio di stagioni il tavolino dovrebbe durare), con le rotelline sotto per spostarlo facilmente. Piace tanto ai bimbi - finalmente possiamo disegnare direttamente sul tavolo! - ma anche agli adulti, che magari vengono a trovarci e ci lasciano autografi, disegnini, messaggi. www.martinsaemmer.de

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ono molto graziosi, dalle linee semplici ed eleganti, i gioielli di Isabelle Grace, per adulti, ragazzi e bambini. Un’idea regalo originale e personalizzata, adatta a ogni occasione, perfetta per una (neo)mamma e per il suo bebé. I gioielli sono in argento, decorati con pietre semipreziose o cristalli Swarovski, lo stile ricorda un po’ Tiffany e per questo le creazioni di Isabelle Grace sono molto apprezzate anche dalle ragazzine. Ci sono anche braccialetti, collane e orecchini dal gusto un po’ retrò, nei cui piccoli medaglioni sono sigillate le foto dei nostri cari, come avevano le nostre nonne. www.isabellegracejewelry.com


LA SFIDA DEL PROSSIMO NUMERO È “Crescere senza paura” Scriveteci consigli, trucchi e strategie a: redazione@giovanigenitori.it

di Elena Brosio

sfide

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Rispondere alle domande difficili G

lissare, abbozzare, improvvisare, balbettare o volare con la fantasia? Sono tanti e variegati i modi in cui possiamo rispondere alle domande difficili che ci fanno i bambini. Fino a un certo punto abbiamo vissuto su un comodo piedistallo, adorati, riveriti, fonte incontrovertibile di verità assolute. Poi il piedistallo traballa. Quando iniziano a scoprire seriamente il mondo e vogliono sapere tutto. Domande difficili, cui non sappiamo cosa rispondere, cose dimenticate o mai sapute. La prima tentazione è l’improvvisazione un po’ sbruffona. Tanto il piccolino ci crede comunque, ci inventiamo qualcosa lì, facciamo gli splendidi. Ma i fatti ci screditeranno e ci ritroveremo coperti d’infamia. Insomma, siamo genitori, una responsabilità. Ci piace che loro continuino a credere che abbiamo la scienza infusa, ma ci spiace rispondere in modo vago o scorretto. Insomma, quali strategie adottare per cavarcela con stile alle loro domande?

Valerio Rispondo prendendo tempo e spiegando che la domanda è interessante ma per rispondere devo pensarci. Intanto (forse...) capiscono che non basta dar fiato alla lingua per rispondere ma occorre pensare, poi cerco come spiegare a due bimbe di quasi 5 anni argomenti trattati nelle loro domande. Non è facile se non vuoi contare balle stratosferiche delle quali ti pentirai (amaramente). Dire tutta la verità senza spaventare, senza addentrarsi troppo nel difficile che confonde. Domenico Alle domande difficili bisogna dare una risposta semplice. E ricordarsi che i bambini non valutano solo ciò che viene detto ma il tono (teso, preoccupato, negativo, positivo) che viene utilizzato.

a) Voliamo con la fantasia. Ossia, improvvisiamo una bella storiella, un po’ vaga, che rappresenti una prima risposta soddisfacente alla curiosità del bambino. Niente dettagli compromettenti o dati confutabili, solo storie belle davvero che entreranno nella mitologia di famiglia e si tramanderanno di generazione in generazione. Poi la sera informiamoci sui fatti e il giorno dopo riprendiamo la storiella, infarcendola di qualche verità. b) Impariamo dai politici. Ossia, prendiamola alla lontana, circumnavighiamo la domanda e mentre blateriamo la nostra introduzione, accendiamo il pc e cerchiamo la risposta su Internet, o mandiamo sms di soccorso al nostro collega smanettone: “ti prego, dimmi, cosa c’entrano le giraffe con Darwin?” La risposta arriverà in qualche modo e potremo fare i brillanti. c) Cerchiamo insieme. Ossia, ammettiamo la nostra ignoranza e troviamo con loro una risposta. Magari partiamo per una gita insieme nella biblioteca di quartiere e sfogliamo una delle enciclopedie in consultazione. Sarà bello scoprire insieme dov’è stato Magellano e perché non si è mai incrociato con le caravelle di Colombo. L’importante è prenderli sul serio, si sa che fanno domande a raffica, e ogni tanto ci spazientiscono. Ma stiamo costruendo il loro mondo di credenze e nozioni, non sono cose da prendere troppo alla leggera. E poi cerchiamo delle risposte che siano adatte alla loro età e comprensibili, che non generino patemi. Insomma, squarciamo il velo della verità in modo commisurato alla loro età, senza fretta.

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monitor giardini

Il giardino che vorremmo

Parchi giochi: come sono quelli dove portate i vostri figli? Raccontateli con parole e immagini

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omincia a marzo l’allestimento floreale dei quindici ponti sui fiumi Po, Dora e Stura di Torino. Da questo mese, fino a novembre, oltre 1400 cassette fiorite rallegreranno la vista di pedoni, ciclisti e automobilisti: surfinie sul ponte Regio Parco, gerani parigini sul ponte Rossini, gerani sul ponte Isabella.

Area giochi via Grazia Deledda Recinto: area completamente recintata, lontana dal traffico. Giochi: grandi, colorati, divisi per età: un castello per grandi e uno per piccini, quattro curiose moto-automobiline a molla, altalene. Spazi: belli, ariosi, inseriti in un fitto contesto urbano, ma rallegrati da piazzole, panchine e da una fontana decorativa. Socialità: frequentatissimi, a cavallo di due corsi intensamente popolati. Merenda: in corso Belgio si trovano negozi di ogni sorta. C’è una fontanella. Verde: non c’è molta erba o alberi, ma il contesto è piacevole e rilassante. Ombra e sole: piuttosto soleggiato in estate. Pulizia: accettabile il giorno del nostro controllo. La targhetta dell’impresa di pulizie risaliva a quattro giorni prima. Un po’ troppi graffiti sui giochi. Servizi: assenti. Giudizio: bel parco giochi, ben posizionato, molto frequentato, con giochi divertenti. Un’area pacifica e piacevole. Voto: 8 per l’area, 8 per la socialità.

Area giochi di corso Novara Recinto: area minuscola, completamente recintata, nei pressi di un corso molto trafficato. Giochi: tre di numero, un castello con struttura di arrampicata e scivolo e due dondoli a molla. Spazi: tre giochi, quattro bambini al massimo… Socialità: la volontà di frequentare l’area ci sarebbe, ma più di sei-sette bambini oggettivamente non ci stanno. Merenda: ci sono degli esercizi commerciali al di là del corso e un bar nelle vicinanze. Verde: zero. Ma lungo il corso ci sono alberi. Ombra e sole: abbastanza ombreggiato. Pulizia: accettabile il giorno del nostro controllo. Servizi: assenti. Giudizio: vogliamo veramente considerarla un’area gioco e inserirla nell’elenco del verde pubblico? I residenti ci hanno fatto sapere che desiderano qualcosa di più. E non sembra una richiesta peregrina. Voto: 2 per l’area, 2 per la socialità.

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di Federica Ferraresi

cuciniamo insieme

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La margherita di carote Ingredienti: - 400 grammi di carote - 4 tuorli d’uovo - Sale - Pepe - Formaggio tipo Philadelphia - Burro - 4 stampi da forno piccoli Dosi per 4 porzioni Difficoltà di preparazione:

Tempo di preparazione: 25 minuti Tempo di cottura: 20 minuti

Sfiziosa ricetta per tutta la famiglia, adatta in modo particolare ai bambini nemici giurati delle verdure. Con la primavera alle porte, le carote sono un toccasana perché ricche di vitamine liposolubili...

Pulite le carote. Mettetele a bollire per il tempo necessario a ridurle in purea.

Passate nel mixer le carote, aggiungendo i tuorli d’uovo, fino a ottenere un composto morbido e omogeneo. Insaporite con sale e pepe.

Riempite con il composto 4 piccoli stampi, precedentemente imburrati. Cuocete tutto a bagnomaria nel forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti circa. Nel frattempo, tagliate il formaggio a cubetti piccoli.

Verificate il punto di cottura inserendo uno stecchino di legno negli stampini. Sformate i flan, posizionateli al centro dei piatti e decorateli con piccoli cubetti di formaggio disposti a mo’ di petali.

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maternitĂ

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parto


di Franca Fronte*

parto

maternità

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Il posto giusto per nascere M

eglio l’epidurale o il parto a domicilio? Il ginecologo magari consiglia un cesareo programmato, ma le amiche dicono di non preoccuparsi, il parto naturale è una passeggiata, basta scegliere il posto giusto. C’è l’ospedale che spopola tra le mamme bio, mentre l’altro piace soprattutto ai genitori ansiosi. Ma perché non andare in quello dove hanno rinnovato da pochi anni il reparto di ginecologia e ostetricia, con lussuosa vasca per il parto in acqua e controsoffitto con stelline luminose? O vogliamo provare l’ospedale che ha la stanza arredata come una normale camera da letto? Ma a cosa dare importanza: al comfort ambientale o al modo di gestire il parto e accogliere il nuovo nato? Avere un bambino, per le coppie italiane, è una scelta difficile: lo dimostra il tasso di natalità, che è tra i più bassi del mondo e continua a diminuire. Sulla scelta di “mettere in cantiere” un bebè incidono moltissimi fattori: l’età, la condizione sociale e culturale, ovviamente la sicurezza economica. La generazione nata negli anni Sessanta e Settanta ha impiegato molto tempo a trovare una dimensione familiare stabile e il risultato è la tendenza (soprattutto per gli italiani) è fare meno figli e farli più tardi. Nonostante questo, ogni tanto capita: si rimane “incinti” e si viene catapultati in un nuovo stile di vita in cui sarà necessario compiere continuamente scelte, più o meno importanti e consapevoli e però necessarie e dannatamente incombenti.

Dove nascere La prima scelta “incombente” è il luogo dove farlo/a nascere. È l’inizio di un tortuoso tour di colleghi, amici e conoscenti che vi racconteranno le loro esperienze e che hanno partorito, alternativamente, programmando l’evento in analgesia nella clinica superlusso (pagata dall’assicurazione) o in casa, sedute su uno sgabello apposito. Ok, chi è genitore lo sa, col parto non si scherza. È un evento assolutamente naturale e fisiologico, ma la scelta su come viverlo va ponderata adeguatamente. La nascita del primo figlio è un momento importante, che nella società contemporanea assume un po’ il sapore di un rito di passaggio. È il momento in cui si diventa adulti. Nel parto, oggigiorno, sono coinvolti entrambi i protagonisti della coppia: la futura mamma e il suo compagno. La scelta del

luogo è diritto di entrambi, anche se non bisogna dimenticare che le responsabilità e l’impegno non sono distribuiti in maniera totalmente equa. In ogni caso, il papà deve essere convinto della scelta fatta dalla compagna, perché i dubbi, le ansie e le paure sono i peggiori nemici di un buon parto. Proprio perché la responsabilità della nascita è soprattutto femminile, ogni donna ha il diritto di avanzare desideri ed esprimere bisogni, ma soprattutto ha la necessità primaria di trovare il “suo” modo di accogliere il proprio bambino, che risponda alla sua personale idea di come ciò dovrebbe avvenire. Al “modo” in cui nascere è strettamente legato il luogo dove ciò avverrà: è molto difficile conoscere a priori quale sarà la propria reazione, cosa succederà, quali problemi possono sorgere, quali paure e quali esigenze si scateneranno, perciò è fondamentale che le donne (e più in generale le coppie) possano confrontarsi con i professionisti della nascita: l’ostetrica, che è la vera compagna del grande viaggio e il medico ginecologo, che normalmente non viene coinvolto nel parto, a meno che non si presentino complicanze.

Il corso pre-parto Il modo migliore per incontrare queste figure professionali è frequentare i corsi pre-parto, che generalmente accettano le donne intorno alla ventiquattresima settimana di gravidanza. Si tratta perlopiù di cicli di una decina di incontri, alcuni dei quali sono dedicati alle sole donne, altri alla coppia. I corsi sono organizzati dagli ospedali pubblici, ma esistono anche numerose opportunità private, gestite da ostetriche che offrono la loro assistenza, su richiesta, per accompagnare la coppia anche durante il momento del parto e nel periodo successivo, il puerperio. Tornando al luogo da scegliere, nei corsi pre-parto organizzati dalle strutture sanitarie pubbliche si effettua normalmente una visita guidata alla sala parto, cui possono unirsi anche i futuri papà. Telefonate agli ospedali che vi interessano e chiedete quando è possibile effettuare la visita: potrete rendervi conto di persona di come funziona l’assistenza, cosa è richiesto e cosa è offerto ai genitori, come sono le stanze e come sono le sale per il travaglio e per il parto. A guidarvi ci sarà probabilmente una ostetrica, alla quale potrete rivolgere le domande che più vi stanno a cuore.

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maternità

parto

lla nascita Prepararsi a lo e non so

nte) e una (Franca Fro Una ostetrica o le proys Pace) son d la (G a g lo psico rsi di e curano i co fessioniste ch a del to alla nascit en m a n g a p m rso si acco tta. Il perco ce ro C o ic n li Centro C 5 post dute (5 pre e se 0 1 in la o artic ffrontano re, in cui si a parto) di 2 o “gramvanno dalla e ch ti en m o arg diventare “pratica” del matica” alla o, l’alntando il part ro ff a , ri o it , la gen ero psicofisico p cu re il , to lattamen ezione. e la contracc ia p p co i d vita a Toerraris 110, F o le li a G o In cors 1 502020 zioni allo 01 a rm fo n I . o rin 03769. oppure 011 5

In ospedale Al momento, in Piemonte, si può scegliere tra varie possibilità: l’ospedale pubblico, la clinica privata o casa propria. Tra i tre, il più gettonato è sicuramente l’ospedale pubblico. Non tutti gli ospedali hanno il reparto ostetrico e quindi non in tutti si può partorire. Gli ospedali di Torino con reparto di ostetricia sono l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna, con annessa la Clinica Universitaria, l’Ospedale Mauriziano, il Martini e il Maria Vittoria. Nella cintura sono attivi gli ospedali di Moncalieri, Chieri, Carmagnola, Ciriè, Cuorgné, Rivoli e Pinerolo. Ogni ospedale ha le sue caratteristiche quanto a organizzazione, accoglienza e approccio alla nascita. Negli ultimi decenni, in generale l’assistenza al parto è diventata certamente più rispettosa degli aspetti emozionali e del bisogno di intimità, che è possibile e necessario soddisfare senza pregiudicare la sicurezza dell’evento. Intimità e sicurezza, tuttavia, non si coniugano efficacemente in tutti i casi (resta ancora molto da fare), ma non mancano esempi di buona organizzazione, motivo per cui è davvero importante effettuare la visita del reparto e della sala parto durante la gravidanza. Cercate anche di avere un colloquio con il personale del nido ed esprimete sinceramente e senza riserve le vostre aspettative. La scelta, dopo aver visto i luoghi “dal vivo” e parlato con il personale, diventerà una “questione di pelle”.

In clinica Nella casa di cura privata il parto avviene generalmente secondo modalità concordate con il ginecologo che ha in cura la futura mamma. A Torino ci sono due strutture provviste di reparto ostetrico, la Clinica Pinna Pintor e la Clinica Sedes Sapientiae (meglio nota come Bidone). Ogni donna viene assistita durante e dopo il parto da una équipe che fa capo al ginecologo e che comprende un’ostetrica libera professionista ed eventualmente un anestesista. Il resto del personale sanitario è provvisto dal reparto. I costi del ricovero sono consistenti e conviene avere una polizza assicurativa. Nonostante nelle cliniche sia piuttosto alta la percentuale di cesarei, anche in questi luoghi è possibile optare per il parto naturale, con il vantaggio di trascorrere il periodo di ricovero in strutture molto confortevoli e di godere dell’appoggio di professionisti conosciuti, scelti durante la gravidanza.

A casa Non tutti sanno che anche in Italia è possibile effettuare il parto a domicilio, cioè a casa propria, assistiti da ostetriche. La Regione Piemonte è stata la prima a varare, nel 1990, una misura a sostegno della scelta di partorire un bambino tra le mura domestiche, riconoscendo alla donna un rimborso parziale delle spese sostenute per l’assistenza fornita da una ostetrica libera professionista. Un protocollo regionale fissa i criteri con cui è possibile partorire in casa, con lo scopo di garantire il massimo della sicurezza per la mamma e il bambino. Il parto in casa si svolge sull’esempio del modello olandese (in Olanda 4 parti su 10 si svolgono a domicilio); l’ostetrica prende in carico la donna durante la gravidanza, l’assiste al parto e la segue nel periodo del puerperio, occupandosi anche del neonato. Un pediatra, da scegliere preventivamente, effettua i controlli di competenza dopo il parto ed è sempre previsto il supporto dell’ospedale più vicino all’abitazione per i casi di emergenza, in coordinamento con il servizio 118.

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Travaglio in casa Un’ultima ipotesi è un mix del primo e del terzo caso: partorire in una struttura pubblica facendosi assistere da un’ostetrica libera professionista che segue il travaglio a casa, accompagna la donna in ospedale e torna a seguire mamma e neonato in seguito alla loro dimissione precoce, che può avvenire anche poche ore dopo il parto. In questo caso si unisce il supporto dell’ospedale alla privacy domestica, più rispettosa dei tempi e delle esigenze della mamma, del pupo e del papà. Quest’ultima opportunità è preziosa per chi avverte l’esigenza di un sostegno che accompagni l’evoluzione dell’esperienza della nascita fino al ritorno a casa, in veste di neo-genitori. Avere vicino una persona con le competenze dell’ostetrica, che si occupa di guidare la famiglia nell’accoglienza e cura del bambino, può dare un grande sollievo e smorzare le tante ansie legate all’evento; inoltre, il suo sostegno non si esaurisce con l’ultima visita a domicilio, ma prosegue anche a distanza considerevole dall’evento.

Come scegliere? La formula magica per scegliere il luogo giusto non esiste. Ciascuna scelta è valida per ciascuna donna, a patto che vengano esaminati i pro e i contro senza pregiudizi e nella consapevolezza che tutti abbiamo il diritto di decidere della nostra vita autonomamente, informandoci sulle alternative possibili, avendo chiari gli obiettivi e i modi per raggiungerli. Per scegliere bene servono pochi ingredienti: attenzione ai propri bisogni e a quelli del bambino che verrà, informazione, confronto tra varie opportunità e fiducia nella propria capacità di scelta. Inutile programmare il cesareo per la semplice paura di “non farcela”: una buona informazione può dare un’idea chiara dell’esperienza che si va ad affrontare e strumenti per viverla al meglio. Dopo un parto naturale, il più delle volte, si torna in forma in poche ore, mentre i tempi di ripresa di un’operazione possono essere lunghi e faticosi. Quello legato al parto, poi, è un dolore che il giorno dopo si è già dimenticato. *Franca Fronte, ostetrica libera professionista.

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di Paola Strocchio

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Un po’ di pony D

a quando hanno fatto la loro comparsa in Inghilterra, alle fine degli anni ’50, i pony games hanno fatto molta strada. Amatissimi dai piccoli, ma non solo, sono ufficialmente una disciplina equestre, con quel pizzico di charme in più che non li segrega nel girone dei semplici sport. Che piacciano ai bambini non c’è da stupirsi: i cavallini mignon sono teneri e buffi, giocare con loro è puro divertimento. Piacciono però anche ai grandi, perché permettono di sviluppare autonomia fisica e psicologica e insegnano come avvicinarsi agli animali con il giusto approccio.

Un po’ di storia Alla fine degli anni Cinquanta, in Inghilterra, il pony, esattamente come il cavallo, veniva utilizzato come mezzo di trasporto. Fu del tutto naturale trasformare un modo di spostarsi in un gioco a squadre, all’insegna dell’unire l’utile al dilettevole. I cavalieri del tempo dovevano fare di necessità virtù e imparare a circolare con naturalezza sia in campagna sia in città, ritrovandosi di fronte a realtà ben diverse tra di loro. Perché non apprendere tutto questo giocando? Non è un caso che anche oggi i migliori atleti di questa disciplina arrivino proprio dal Regno Unito.

I pony games oggi I confini dell’Inghilterra sono stati oltrepassati da tempo e oggi i pony games sono una realtà diffusa ovunque. In tutta Europa, soprattutto in Francia e in Italia, vengono organizzate competizioni di livello internazionale nell’ambito delle quali si esibiscono gli atleti più capaci. Sono numerose anche le rassegne locali, che non per questo ottengono un successo minore. E così, oltre alle discipline classiche, come la ginnastica artistica, il calcio, il nuoto, la pallacanestro e via dicendo, i bambini dai quattro anni in su possono scegliere di darsi ai pony games, uno sport-divertimento che si pratica prevalentemente all’aperto, quando le temperature lo consentono, ma si può giocare anche al coperto, se esistono le strutture adeguate.

Il rapporto con l’animale Proprio in virtù dell’intimo rapporto che si viene a creare con l’animale, i pony games non sono soltanto una disciplina equestre. L’armonia con il pony deve essere il punto di partenza per crescere. Senza di questa, sarà impossibile divertirsi e raggiungere risultati anche in termini sportivi. Il principio pedagogico di questa disciplina consiste proprio nello stimolare in ogni bambino il desiderio di imparare (e poi di superarsi) in equilibrio con il proprio pony, per far vincere naturalmente la propria squadra. Il senso di appartenenza a un gruppo, assieme a un sano gusto per la competizione, sono le leve di questo sport. Il pony game non consiste soltanto nel montare in sella all’animale, nell’apprendere le regole e i riflessi fondamentali per sentirsi sicuri: c’è il ben più importante aspetto legato all’insegnamento della responsabilità, perché il pony non è un giocattolo. È un animale che va rispettato, pulito, accudito e spazzolato prima e dopo il lavoro eseguito sul campo, sellato, dissellato e soprattutto amato.

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Il regolamento Senza entrare troppo nei dettagli del regolamento, che peraltro è sancito ufficialmente dalla Federazione Italiana Sport Equestri, i pony games prevedono l’organizzazione di squadre di quattro o cinque bambini, anche in coppia. I partecipanti devono eseguire degli esercizi, chiamiamoli giochi, di abilità e precisione sempre in sella al proprio pony. Naturalmente le prestazioni richieste dai bambini variano in funzione della loro età, della loro abilità e del loro livello di addestramento. L’obiettivo è completare un percorso definito commettendo il minor numero di errori, ovviamente nel minor tempo possibile. Il regolamento autorizza il cavaliere a correggere eventuali errori, incorrendo però in penalità per la perdita di tempo. Abbiamo per esempio la gimkana, una sorta di anticamera di un percorso di salto ostacoli. O ancora il carosello, di solito amatissimo soprattutto dai più piccoli: si tratta di una prova libera che viene svolta in costume e a tempo di musica. È una categoria riservata a squadre composte da quattro cavalieri e, attraverso la musica e la realizzazione degli stessi costumi che poi vengono indossati dai bambini, permette anche il coinvolgimento della famiglia. A seconda dei giochi che si scelgono di eseguire, vengono utilizzati oggetti diversi: palle e coni, tazze e corde, bandiere e bottiglie.

Per iniziare Si tratta di una disciplina che non prevede costi particolarmente elevati, soprattutto all’inizio. Non sono necessarie attrezzature particolari, che peraltro possono essere fornite direttamente dal centro o dalla scuola cui ci si rivolge. Una volta che avrete capito che i vostri figli sono davvero portati per gli sport equestri, allora varrà la pena investire qualche soldino in più. Vanno ricordati gli obblighi di tutti i partecipanti: stivali o stivaletti da equitazione e casco a norma con sottogola, dotato di attacco a tre punti. Quando si passa al gradino successivo, vale a dire agli agonisti (se il bambino dimostrerà un interesse costante per il pony oltre naturalmente a un minimo di attitudine) sono previsti anche incontri con altre squadre di pari livello ed età all’interno di circoli ippici, per i quali possono essere necessarie delle trasferte, spesso a carico della famiglia del partecipante. In Piemonte sono numerosi i circoli all’interno dei quali è possibile scoprire i pony games: abbiamo visitato alcuni centri.

Il Pony Club dell’Alba Il Pony Club dell’Alba, a pochi chilometri da Torino, si appoggia a istruttori e strutture in sintonia con le indicazioni della Federazione Equestre: vengono eseguiti test di valutazione per l’approccio al pony, in modo da agevolare il rapporto con l’animale e superare eventuali paure. Rotto il ghiaccio, sono proposte diverse discipline ludico-creative, anticamera dei pony games veri e propri. Il club si trova a Lombardore, in provincia di Torino, in strada Torino Poligono 81 (arrivando da Torino, all’uscita 3 della superstrada per l’aeroporto di Caselle deviare per Ceresole e per il Gran Paradiso e percorrere la superstrada 460 fino all’uscita. A questo punto occorre voltare a destra verso Lombardore e percorrere circa 300 metri, fino all’altezza della segnaletica stradale di confine tra i Comuni di Leinì e Lombardore). Per informazioni è possibile rivolgersi allo 011 9956230. La lezione di prova è gratuita. Mezz’ora in sella costa 10 euro, un’ora 20. È possibile acquistare pacchetti da 10 lezioni (180 euro) o da 20 (300 euro).

Circolo Ippico La Cerrina A pochi chilometri da Torino, a Rivalta, in via Vittorio Nenni 30, c’è il Centro Ippico La Cerrina. Un’oasi immersa nel verde dove è possibile avvicinarsi per la prima volta al pianeta dei cavalli, partendo naturalmente dai pony. A orari da concordare, con istruttori qualificati, sono organizzati corsi dedicati anche ai più piccoli. Anche all’interno di strutture coperte, si impara a prendersi cura del pony, in un percorso ludico e didattico. Grande attenzione è prestata alla cura dell’animale, che viene preparato prima e dopo essere montato. Il centro è aperto per i bambini a partire dai tre anni di età. I baby-cavalieri possono avvicinarsi agli animali e vincere la paura, se c’è. Per raggiungere il centro ippico da Torino si imbocca la tangenziale direzione sud, uscita Orbassano, svoltare a sinistra in direzione Piossasco-Bruino-Avigliana. Dopo il semaforo tenere la destra in direzione Bruino. Passare dritto oltre la prima rotonda e alla seconda girare a sinistra in direzione Bruino-Trana. Al terzo semaforo girare a sinistra per Piossasco e proseguire sempre dritto. Per informazioni è possibile rivolgersi al 349 1587491 oppure al 389 7981930. Il costo di una lezione in sella al pony è di 25 euro, ma ci sono tessere agevolate per l’acquisto di un pacchetto di lezioni, con un risparmio importante.

Pony Club La Diletta A Rivarossa, presso la scuderia San Giorgio, c’è il circolo La Diletta, dove è possibile avvicinarsi ai pony games. Nello stesso circolo,

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gli adulti possano concedersi passeggiate e rilassarsi, complice un’atmosfera di grande tranquillità, immersa nel verde. Per l’acquisto di materiale e di attrezzatura ci sono convenzioni particolari con i soci. I costi delle lezioni variano a seconda del programma che si sceglie. Per informazioni è possibile rivolgersi allo 011 9700011 oppure visitare il sito Internet www.scuderiasangiorgio. com. Il pony club si trova in viale Boscoverde 21, a Rivarossa. Per raggiungere il circolo da Torino, occorre percorrere 23 chilometri sulla superstrada Torino-Caselle, uscire poi nella direzione Leinì Rivarolo (uscita 2) e svoltare a sinistra prima del ponte sul Malone.

Pony Club La Valle del Bo Giorgia, animatrice di pony di 2° livello è la proprietaria del Pony Club La Valle del Bo. Il circolo è una vera scuola di equitazione, adatta per i bambini da 3 ai 16 anni, immerso nel verde della collina a 15 chilometri da Torino (oltrepassare San Mauro; giunti a Castiglione svoltare per Baldissero). Ai pony games veri e propri, per motivi di assicurazione, possono partecipare i bambini a partire dai 4 anni, ma i più piccini possono salire in sella previo accordo e con la supervisione di un adulto. La lezione comprende, oltre ai giochi veri propri, tutto il necessario per sellare, accompagnare e governare il pony (gran parte del divertimento è accompagnare gli animali nella casetta). Una lezione di prova costa 15 euro. Nei mesi di marzo, aprile e maggio ci sono promozioni: 5 lezioni a 70 euro 1 volta a settimana e 10 lezioni a 120 euro, due volte a settimana. D’estate stage di pony e laboratori creativi in lingua inglese. Per informazioni telefonare allo 011 9811604 o scrivere a gioberta77@gmail.com.

Cooperativa sociale La Mela Cotogna A Torino, nel verde del parco delle Vallere, la Cooperativa Mela Cotogna offre corsi di equitazione e pony games per i bambini. I più piccoli possono fare amicizia con i pony in brevi passeggiate con accompagnamento a terra. Per tutta la famiglia, la cooperativa organizza passeggiate a cavallo che costeggiano la riva del Po, oppure percorsi naturalistici, sempre in sella. Il Parco delle Vallere si trova lungo il Po, al confine con Moncalieri, vicino alla zona di Italia 61. Un’ora di lezione costa 17 euro, l’abbonamento a 10 ore 150 euro e a 25 ore 300 euro. La passeggiata con il pony alla mano costa 7 euro, abbonamento a 6 passeggiate 30 euro. Orari: tutti i pomeriggi, tranne il lunedì, dalle 15 alle 20. Sabato, domenica e festivi anche al mattino, dalle 9.30 alle 12.30. L’indirizzo è corso Unità d’Italia 233, Torino, telefono 011 677097.

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di Luisa Tatoni

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Del bambino non si butta niente Non è la crisi ma l’etica a insegnare ai genitori la sana arte del riciclo

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ambini uguale consumo. Non si scampa da questa equazione: l’arrivo di un bebè coincide con un intenso periodo di shopping: dagli onnipresenti pigiamini di spugna, che se non li comprate ve li regalano, ai mobili della cameretta, che dureranno un anno o giù di lì, visto che culla e fasciatoio non sono, per fortuna, eterni. E non è che crescendo le cose migliorano, perché quando i genitori si stufano di comprare, i bambini cominciano a prenderci gusto. Si finisce, per modo di dire, solo quando il ciclo ricomincia, cioè quando voi che leggete, ormai nonni, comprerete per i nipotini.

Tante cose La mobilità del bambino, da sola, occupa una voce considerevole nel budget familiare: si comincia con carrozzina, ovetto e trasportino per i primi mesi di vita, si passa al passeggino pesante da città, passeggino leggero da vacanza, pedana retro-passeggino per il fratello più grande. Il tutto condito da almeno tre seggiolini per auto (quella di mamma, di papà e dei nonni o della baby sitter), che vanno cambiati a cadenze variabili in funzione del peso e dell’età. O vogliamo parlare di quella catasta di giochi che si è accumulata in garage? D’altro canto mica potete pretendere che il piccolo futuro ingegnere, già in età da meccano, giochi ancora con il Duplo? Insomma, il mondo occidentale ha costruito un gran mercato intorno all’infanzia. Un mercato proficuo, ricco, esuberante e soprattutto “usa e getta”.

Troppo di tutto Ma davvero a un bambino servono tante cose? La risposta è: purtroppo sì. In parte per obblighi legali (vedi i seggiolini per auto), in parte per bisogni sociali (giocattoli, vestiti, scarpe), in parte per lo stile di vita (fascia porta bebè o passeggino da trekking, nelle nostre città è difficile uscire senza un sistema di trasporto per bambini). Insomma, per un motivo o per l’altro, vi siete riempiti la casa di cose al punto da non saper più come muovervi. Vi proponiamo qualche soluzione pratica per la gestione dell’usato. Partiamo dal presupposto che vogliate disfarvi di oggetti “oggettivamente” in buono stato: il resto del mondo, purtroppo, non apprezza quanto voi la prima camicina macchiata di succo di prugna del vostro bel bambino.

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Amici e parenti La prima regola per avere un buon usato comincia dall’acquisto: poco ma buono. Inutile avere quindici copertine per la culla, perché non ne userete più di due o tre. Inutile avere otto paia di scarpe da bambino, perché i piedini crescono uno-due numeri a stagione: significa che condannerete quelle scarpe a essere portate 15 giorni e poi le butterete via. Una volta che il “parco acquisti necessario” diventa obsoleto, fate così: lavate e stirate l’ultima volta i vestitini e metteteli in scatole, buste o altri contenitori divisi per età e stagione (per esempio “Bimba, 2 anni, inverno”). Se avete nipotini o amichetti più piccoli, portate ai genitori lo scatolone: apprezzeranno il lavoro di smistamento e pulizia. Nulla è più sconfortante, soprattutto per chi ha tra le braccia il primo neonato, di ricevere quattro sacchi della spazzatura zeppi di vestiti misti ad altri oggetti di cui si ignora l’utilità e che pure emanano cattivo odore. Lo stesso vale per scarpine, giocattoli e altri accessori: regalare o prestare non significa disfarsi di spazzatura: le cose dovrebbero sempre essere nello stato in cui le vorreste ricevere. Fa parte del bon ton del genitore. Potete regalare le vostre cose oppure darle in prestito, chiedendo gentilmente: “Quel che ti avanza e non si distrugge me lo restituisci?”. Così potrete far contenta qualche amica/parente in più, ma dovrete sorbirvi un’altra volta l’opera di smistamento e pulizia.

Compravendita Finalmente hanno preso piede anche in Italia: i negozi dell’usato-bimbi, fino a qualche tempo fa culturalmente impensabili, cominciano a essere apprezzatissimi punti di approvvigionamento e scambio per genitori accorti e poco spreconi. In linea di massima i negozi dell’usato funzionano così: all’inizio della stagione (autunno/inverno e primavera/estate) il negozio cambia assortimento e passa dalla merce estiva a quella invernale. È questo il momento migliore per far valutare la propria mercanzia. Scriviamo “valutare” con cognizione di causa: chi gestisce il negozio controlla con occhio clinico ogni oggetto e ritira solo quello che è vendibile. È quasi sempre indispensabile prendere un appuntamento prima di recarsi in negozio, perché l’operazione di valutazione è piuttosto lunga. Portate i vestiti (solo quelli in ottime condizioni) lavati e stirati, le scarpe tirate a lucido, i giochi puliti ed efficienti, i seggioloni senza macchie di pappa. Ogni oggetto accettato viene tenuto per una stagione in conto vendita: il prezzo lo fisserete insieme al negoziante e in genere si aggira attorno al 50% del prezzo d’acquisto. Se l’oggetto viene venduto, il negoziante tratterrà il 50% del prezzo di vendita e vi restituirà il restante 50% in contanti. Per far due conti veloci, se comprate un passeggino che costa 100 euro, lo rivendete a 50 e il negoziante vi darà 25 euro in contanti. L’invenduto può essere destinato in beneficienza o ritirato dal proprietario. Passeggini, carrozzine, seggiolini per auto, arredo e altre attrezzature voluminose possono essere valutati in fotografia. Tra i più antichi e quotati negozi dell’usato ci sono Qua Qua - L’usato bimbi di qualità in strada del Lionetto 15/b a Torino, tel. 011 7732924, www. usatobimbi.it. Orario: dal lunedì al venerdì 15.30 - 19 sabato 09.30 - 12.30 e 14.30 - 17.30) e la catena Baby Boom (Torino via Leonardo da Vinci 21 a, tel. 011 6677432, www.babyboomtorino.it. Orari: dal martedì al venerdì: 10 - 13 e 15.30 – 19, sabato 10 – 13 e 15 -18. Torino centro, via Giacomo Medici 29, tel. 011 19707683, www.babyboomtorinocentro.it. Torino Ovest via Lurisia 3, tel. 011 5361387, www.babyboomtorinoovest.it e Chieri, via Avezzana 79, tel. 011 9477634, www.babyboomchieri.it. Orari: dal martedì al sabato 9.30 - 13, lunedì, mercoledì, venerdì e sabato 15.30 – 19). Altri negozi sono Masnà, in piazza Santa Giulia 2/a a Torino, tel. 011 5781178, www.masna.it, che vende anche detersivi alla spina, pannolini riciclabili e bio e Il trovarobine, in via Monginevro 91 a Torino, tel. 011 3833615.

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Storie Piccine La catena Baby Bazar ha due punti vendita: a Chivasso in via Regis 25, tel. 011 9103938, www.chivasso.babybazar.it e a Torino in via Saluzzo 21, tel. 011 7940845. Infine segnaliamo, grazie alla lettrice Patrizia R., il Mercatino di strada della Pronda 66/2bis a Torino, tel. 011 073292, www.mercatinousato.com. Patrizia scrive: “In questo negozio dell’usato che vende anche abbigliamento bimbi ho trovato diverse cose bellissime, di marca, a prezzi irrisori. Bisogna cercare un po’ e tornare più volte, ma si trovano proprio delle occasioni”. Il che vale, ovviamente, per tutti gli altri negozi.

Nati per Leggere a Torino dal 9 al 14 marzo 2009

Beneficenza Un altro modo per gestire l’usato è affidarlo a chi lo sa valorizzare, senza chiedere denaro indietro. L’Amiat stessa raccoglie il meglio dei “rifiuti” e li mette in vendita nell’ecocentro di via Arbe, gestito dalla cooperativa Il Triciclo, che ha come motto le tre R di “Riduzione, riuso e riciclo”. Il pezzo forte della cooperativa sono le biciclette da bambino e da adulto, che sono raccolte e rivendute in ottime condizioni grazie al laboratorio di riparazione interno. Offrono un servizio di sgombero locali (a pagamento) e la raccolta di abiti, stoviglie, giocattoli, soprammobili, libri e altri oggetti (gratis). Il materiale raccolto viene pulito, aggiustato e rimesso in vendita in due mercatini dell’usato, che sono anche punto di raccolta per gli oggetti da dare via. Sono entrambi a Torino, in via Regaldi 7/11 (aperto giovedì 15 – 18.30 e sabato 10 – 13 e 14 – 18) e in via Arbe 12 (aperto venerdì 13.30 – 17.30 e sabato 9 – 13 e 14 – 18). Il ricavato della vendita va alla cooperativa che si occupa di inserimento lavorativo di persone con disagi. Per informazioni: www.triciclo.com, tel. 011 2476311. Anche il Sermig, all’Arsenale della Pace, organizza da anni una campagna chiamata “Perché nulla vada perso”. I materiali raccolti devono essere in ottimo stato e vengono utilizzati per l’invio nelle missioni (nel progetto Salviamo 100.000 bambini, che coinvolge numerosi Stati in tutto il mondo, dal Bangladesh al Brasile, dalla Georgia alla Romania) oppure nell’Arsenale dell’Incontro, che è una casa, in Giordania, per educare alla vita i bambini disabili. Il Sermig raccoglie indumenti da 0 a 6 anni (soprattutto per bambini molto piccoli), pannolini, omogeneizzati, latte in polvere di qualsiasi tipo. Per le attrezzature (seggioloni, carrozzine e via dicendo) è indispensabile telefonare. Nella raccolta permanente ci sono anche prodotti alimentari, soprattutto a lunga conservazione, cancelleria (in Giordania usano molto carta crespa, scotch da pacchi e pennarelli), prodotti igienici per la casa e la persona e medicinali. Le medicine sono una ricchezza: non buttate mai la scatola di pastiglie che avete consumato per metà: conservate la confezione originale e portatela al Sermig (non portate però sciroppi e pomate aperti, per ovvi motivi di sicurezza). Anche macchine da cucire a pedale e computer (minimo Pentium 3), servono alla raccolta. Si può andare direttamente al Sermig, nel weekend o in un altro momento previa telefonata, in piazza Borgo Dora 61 a Torino, tel. 011 4368566, www.sermig.org e www.giovanipace.org. Altri enti religiosi che si occupano di raccolta a fini di beneficenza sono le Suore Vincenziane, in via Nizza 24 a Torino (lunedì, martedì e mercoledì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 e sabato dalle 9 alle 12) e i Padri Camilliani, nella parrocchia di San Giuseppe a Torino, in via Santa Teresa 22.

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Centro di Cultura per l’Arte e la Creatività

Una montagna di storie, fiabe e filastrocche lette ad alta voce, per tutta la città

Info

Centro di Cultura per l’Arte e la Creatività - tel. 011 4432001 Biblioteche Civiche Torinesi - tel. 011 4429853 www.comune.torino.it/iter

con il contributo


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gita

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La Bat-city di Staffarda

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Appesi a testa in gi첫, 1200 pipistrelli aspettano visite nella suggestiva abbazia medioevale


di Paola Strocchio

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taffarda, in provincia di Cuneo, a 60 chilometri da Torino, ospita una bellissima abbazia fondata nella prima metà del XII secolo dai monaci Cistercensi. È una bella meta per un gita domenicale: la chiesa gotico-romanica, slanciata e di belle forme, ha un elegante chiostro a colonnine. Gli edifici monastici sono affiancati da nove cascine dove si svolgevano le attività lavorative, le fiere e i mercati.

L’abbazia dei pipistrelli Raccontato così, c’è da domandarsi perché portare dei marmocchi in un angolo di Piemonte votato alla quiete e al silenzio. La risposta è: perché l’abbazia salvaguarda, oltre al patrimonio artistico, una curiosa colonia di pipistrelli che trascorre parecchi mesi all’anno nelle sue stanze. Se rabbrividite al solo leggere la parola pipistrello, o se pensate che questi animaletti siano pericolosi perché si attaccano ai capelli, è arrivato il momento di partire. Potrete ammirare una delle più importanti colonie di grandi Myotis presenti in Italia: circa milleduecento femmine adulte alle quali ogni estate si aggiungono i piccoli, uno per ogni mamma, protetti, oltre che da una legge europea, come tutti i chirotteri, da un accordo del Wwf con l’Ordine Mauriziano, proprietario dell’abbazia: in cambio della non-ristrutturazione della stanza, i volontari si sono impegnati a pulire il vano e a isolarlo dai visitatori.

Bat-story I pipistrelli sono animali puliti, socievoli, inoffensivi per l’uomo ed esclusivamente insettivori: in una sola notte un esemplare può catturare fino a 3500 insetti, in un anno ne può mangiare un quintale. Sono ottimi predatori di zanzare: in media ogni animale ne “consuma” 2000 a notte. Chi abita in campagna, farebbe bene a informarsi sui nidi artificiali che si posizionano nel sottotetto (un tempo residenza privilegiata dei pipistrelli) per ridurre drasticamente la necessità di zanzariere, veleni chimici e repellenti. I pipistrelli sono anche un formidabile “bio-indicatore” ambientale, sterminati, dal dopoguerra, dall’uso massiccio di pesticidi e fitofarmaci in

pipistrelli

gita

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agricoltura. Dove volano i pipistrelli l’ambente è sano, quindi guardateli con occhio benevolo.

La stanza preferita All’inizio della primavera i pipistrelli si radunano nell’abbazia di Staffarda, dove rimangono fino ad autunno inoltrato. Hanno scelto come casa una stanza di 30 metri quadri, un tempo unico locale riscaldato, oggi adiacente al chiostro e al laboratorio dei monaci. I pipistrelli di Staffarda hanno passato tempi veramente duri. I visitatori dell’abbazia spesso rimanevano inorriditi: si racconta di chi lanciava pigne raccolte nel giardino, di chi andava a lagnarsi con l’Ordine Mauriziano per la sporcizia, di chi stava male per l’odore del guano e di chi, sfidando le leggende su Dracula, provocava di proposito la caduta degli animaletti dalla volta, causando la loro morte.

Ora se la passano meglio Per salvaguardare i pipistrelli di Staffarda sono intervenuti il Wwf (soprattutto la sezione di Orbassano, alle porte di Torino) e il Servizio Pianificazione aree protette del Piemonte, il CRC e la S.Te.P. (la Stazione Teriologica Piemontese) che hanno rivoluzionato l’accesso all’area. Per togliere l’odore del guano sono stati introdotti dei teli di polietilene, che periodicamente vengono rimossi e sostituiti, in modo da raccogliere gli escrementi della colonia. Le regole di accesso alla stanza sono state modificate: solo gli addetti ai lavori possono entrare, ma i visitatori possono osservare i pipistrelli attraverso un sistema sofisticato di telecamere che prevedono illuminazione con gli infrarossi e un monitor esterno che riporta tutti i movimenti degli animali. Per sensibilizzare i visitatori, nell’abbazia si trovano pannelli informativi che spiegano al pubblico la politica di conservazione della chirotterofauna: accorgimenti importanti, che hanno garantito la sopravvivenza degli animali senza penalizzare l’aspetto turistico.

Abbazia di S taffarda Revello (CN) L’Abbazia di Staffarda si trova a circa 10 km da Saluzzo nel comune di Revello, in provincia di Cuneo, sulla strada per Cavour-P inerolo. Arrivando da Torino, con l’autostrada A6 uscire al casello di Marene, imboccare la statale 662 fi no a Saluzzo (13 km) e prosegu ire per l’abbazia (10 km).

Orari Dal primo novembre al 31 marzo, l’Abbazia è visitabile dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16. Negli altri mesi dell’anno l’apertura è dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17. Chiuso il lunedì. Biglietti Il biglietto intero costa 5,20 euro. 4,10 il ridotto, 2,10 per le scuole e gli over 65. Per gruppi organizzati e scolaresche è obbligatoria la prenotazione. Riduzioni per famiglie: due adulti e un bimbo 11,40 euro, due adulti e due bimbi 15,50 euro. Per informazioni è possibile contattare lo 0175 273215 o visitare il sito www.mauriziano.it/arte/monumenti/staffard/staffard.htm.

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LA PISCINA IDEALE PER IL TUO BAMBINO A TORINO


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Il favoloso mondo di Matilde

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valeria e alessandro

viviamo così

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In armonia con i principi steineriani, Alessandro e Valeria crescono la bambina mettendola al centro del loro mondo

anni, Alessandreo,m37 nico ca ec or disegnat , architetto Valeria, 32 anni i Matilde, 14 mes

I

l cammino di Matilde inizia in Messico, nel febbraio 2007. Valeria e Alessandro sono in vacanza, felici e sereni. Pensano come sarebbe bello concepire il loro primo figlio in quella terra meravigliosa, con quel popolo saggio e allegro. E sono fortunati, il sogno si avvera e, partiti in due, tornano in tre, con un terzo infinitamente piccolo. Ma ancora non lo sanno. Dopo qualche settimana dal rientro, Valeria fa un test di gravidanza che risulta negativo. “Sono stata dal ginecologo, il quale ha sentenziato che si trattava di una gravidanza isterica – racconta Valeria –. Così è solo con grande ritardo che ho scoperto di essere incinta. Il mio corpo cambiava, non potevo ignorarlo, ho rifatto il test, che questa volta ha dato il giusto risultato. Eravamo ormai all’undicesima settimana. Matilde già in pancia era molto decisa e sapeva farsi capire. Ad esempio, non gradiva la vita d’ufficio. E ogni volta che andavo al lavoro avevo delle contrazioni molto forti, tanto che ho dovuto andare in maternità anticipata”. Ma stare nel calduccio della pancia a Matilde piaceva, tanto che ci è rimasta finché ha potuto. È nata infatti a 41 settimane e 6 giorni. “Per smuoverla un po’, dalla quarantesima settimana ho iniziato a fare molto movimento – prosegue Valeria –. Su consiglio dell’ostetrica andavo a nuotare, facevo bagni caldi, passeggiavo a lungo. Ma tutto era fermo, così è stato deciso che il 7 dicembre sarei andata in ospedale per l’induzione del parto. In qualche modo doveva pur uscire. La sera del 6 mi sono chinata sulla pancia e ho detto a Matilde: ‘domani ci vediamo in ogni caso, vedi un po’ tu come vuoi venire al mondo’. E sulla linea di arrivo siamo state davvero fortunate”. La prima contrazione è stata alle quattro meno un quarto, alle 5 e 35 era già nata, nell’ospedale di Carmagnola. Racconta Alessandro: “In ospedale siamo stati soprannominati ‘quelli dello speedy parto’. È stato tutto così veloce che non abbiamo neanche avuto il tempo di far l’accettazione. Quando Valeria si è sdraiata sul lettino dell’ospedale la testa di Matilde iniziava già a sbucar fuori. È stato tutto velocissimo e molto intenso. Così intenso che Valeria non si ricordava più molto di quel che era successo e i dettagli della storia le sono tornati in mente mano a mano nei giorni successivi. E pure la degenza è stata speedy. Matilde non ha avuto calo fisiologico, siamo stati dimessi dopo neanche due giorni. Il che è stato ottimo per me, mi sono goduto le mie donne a casa senza dover far la spola con l’ospedale. Un po’ meno per Valeria, alle prese con la tempesta ormonale postpartum e attanagliata dai classici dubbi da neo-mamma: ‘riuscirò a essere una brava mamma?’. In effetti i primi mesi sono stati faticosi”. Matilde era un bebé molto vivace, dormiva solo in braccio e sembrava avere i sensori per la culla, si svegliava ogni volta che Alessandro e Valeria provavano a liberarsi le braccia. La soluzione è stata la fascia, ottima per portarsi la bimba dietro e riuscire a combinare qualcosa al contempo.

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GG

viviamo così

valeria e alessandro

Al micronido Passati i primi mesi, i genitori iniziano a sentirsi a loro agio nel nuovo ruolo, ma giunge il momento per Valeria di tornare al lavoro. “Ho ripreso a lavorare quando Matilde aveva sei mesi. Mi sembrava troppo piccola per andare al nido, così ho cercato qualcuno che si prendesse cura di lei. Sono stata fortunata, ho trovato una bravissima tata peruviana. Poi ha iniziato ad andare in un micronido. Era ancora piccola, un nido mi sembrava una struttura troppo grande e impersonale. Così mi sono guardata intorno e ho scoperto dell’esistenza dei micronidi: mi è parso che facessero al caso nostro. La cooperativa Biosfera, gestita da Daniela Prioglio, è uno dei primissimi micronidi aperti a Torino, i precetti pedagogici sono d’impostazione steineriana. L’atmosfera è allegra e affettuosa, la lasciamo la mattina lì senza roderci dai sensi di colpa. Certo che a contatto con altri bimbi si impara presto l’autonomia. Matilde era la più piccola del gruppo e ha fatto di tutto per non restare indietro. Ha imparato prestissimo a mangiare da sola, per fare come gli altri bimbi. Nel micronido li fanno partecipare alla vita di tutti i giorni, in accordo con i principi steineriani. Ai bimbi non servono troppi giochi, ma si divertono a giocare con qualsiasi oggetto”. “Anche in casa abbiamo pochissimi giochi, – prosegue Alessandro –. Si contano sulla punta delle dita: il cavallo a dondolo, le palline di legno, gli anelli da infilare, il tappeto musicale e un salvadanaio maialino. Per il resto Matilde gioca un po’ con tutto e ci ‘aiuta’ con entusiasmo nelle faccende domestiche”. Oltre ai giochi, sono tanti altri gli aspetti della pedagogia steineriana che Alessandro e Valeria approvano. “Tutto è iniziato grazie a un mio collega, i cui figli frequentano l’asilo Steiner a Torino – racconta Valeria –. Me ne parlava e ho iniziato a interessarmi. Ho seguito un corso “Dalla gravidanza ai primi tre anni di vita”. Non seguo rigidamente tutto quel che dicono, ma alcune cose sì. In generale, mi piace il loro modo di prestare attenzione al bambino: il bambino è sacro ed è compito del genitore rispettare questa sacralità. Chi pretende che i bimbi si comportino come gli adulti, rispettando i ritmi di vita dei grandi, ruba loro l’infanzia. Come afferma un detto Masai che amo citare: “Massaggia le gambe di tuo figlio perché domani possa compiere grandi passi”. Quello steineriano è un metodo educativo i cui principi riescono a infondere sicurezza e serenità, insegna i genitori ad ascoltare i piccoli e a interpretare ogni loro sforzo comunicativo. I bambini, incentivati nelle loro forme espressive, quasi mai ricorrono al pianto per richiedere attenzione. Uno dei principi che amiamo rispettare sono gli orari precisi: i ritmi della giornata sono scanditi con regolarità. Matilde non conosce la scansione temporale, però sa che a ogni cosa ne segue un’altra, conosciuta, e questo per lei è molto rassicurante”. Tutto ciò ha delle ripercussioni sulla vita sociale della famiglia, come conferma Alessandro: “Matilde cena alle 6.30, alle 7.30 va a letto, con rarissime eccezioni. Quando le scombiniamo gli orari diventa molto nervosa e quindi evitiamo il più possibile, ma così finisce che non possiamo mai uscire a cena fuori. All’inizio questa cosa mi è un po’ pesata, bisogna farci l’abitudine. Ora invitiamo gli amici a cena sempre noi, e va bene così. Fra qualche anno riprenderemo le buone vecchie abitudini, ma quando lei sarà pronta”.

Il cestino biologico In famiglia si presta grande attenzione a quel che si mangia, soprattutto da quando è nata la bambina “Le mele grosse e lucide dal sapore artificiale le evitiamo – racconta Valeria –. Ci riforniamo di ortaggi biologici dall’Orto dei Ragazzi di Gassino, una cooperativa che ogni settimana consegna a domicilio un cestino di frutta e verdura, rigorosamente di stagione. Anche il nido di Matilde si rifornisce da loro. Il nido propone ai bimbi un’alimentazione vegetariana ed è un altro punto su cui ci troviamo d’accordo.

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Giornata tipo

7 – 7.30: risveglio. La sveglia punta le 7 con la speranza di colazione in pace. No poter fare n sempre la speranza si avvera. 8 – 8.30: preparativi. Alessandro si prepa ra, riordina la cucina riesce prepara il caf e quando fè. Per le 8.30 sono pront approfitta per un min ipisolino: il viaggio dur i. Matilde in macchina ne a solo 5 minuti! 13: arrivano i nonni. E all Di solito è così stanca e 13.01: nanna. I nonni portano la bimba a casa. che si addormenta non appena tocca il passe 16: risveglio e meren ggino. da. La dieta prescriv e frutta grattugiata DOPO – un buon gri e – solo ssinone morbido, ma chi lo sa quanta fru prima del grissino? tta mangia 18 – 18.30: ritrovo. Va leria esce dall’ufficio e prova a volare per a casa senza perder arrivare tempo. Letteralmente corre sulle scale e arr fiatone: che emozione iva su col rivedere Matilde! La piccola vuole subito le coccole pelle a pel il ‘pupu’, le, in silenzio, abbrac ciate.. e tutte le cose della giornata svanis negative cono. 18.30: cena. Valeria imbastisce la sera pr ima la cena della pic è preparato in casa, cola, tutto freschissimo: Matild e non ha mai mangiato geneizzato. un omo19: torna Alessandro. Tutto felice all’idea di rivedere il sorrisone tilde non appena la di Maporta si apre. È il momento per bimba godersi un’oretta ins e papà di ieme. Matilde delizia il suo ‘babu’ con sorris line, balli e canzoni. i, Poi Alessandro la pr epara per la notte: pa paropigiamino e l’immanca nnolino, bile cucchiaino di mie le. 19.30: nanna. Valer ia porta a dormire Matild papà, una soluzione che al momento soddis e nel lettone di mamma e fa tutti. Quando sarà andrà nel suo lettino pronta, . Se saggio sulla pianta dei Matilde è un po’ nervosa, Valeria le fa un maspiedi con una crema alla lavanda: le piace simo! Ogni tanto pa rtecipa anche Alessand tantisro, Matilde apprezz averli tutti con sé pr a molto ima della nanna. 21: la cena. Addorme ntata la bimba, Valer ia e Alessandro si god cena. ono la 22.30 – 23: tutti fan la nanna. Dopo una tisana la piccola nel lettone . Alessandro si attard calda, Valeria raggiunge a in salotto tra com televisione, per stacca puter e re la spina dopo una giornata pesante.

Infatti, secondo la medicina antroposofica, fino almeno ai tre anni i bimbi sono nutriti a sufficienza dalle proteine più simili a quelle del latte materno. Il giorno in cui Matilde ci guarderà mangiare la bistecca con la bava alla bocca, capiremo che è arrivato il momento e le daremo la carne. Al momento, ama e apprezza verdure e legumi e sta crescendo benissimo così”. Il nido di Matilde è aperto fino all’una, in linea con il principio steineriano per cui i bimbi al mattino sono riposati e riescono a condividere meglio il gioco con gli altri. Starci di più sarebbe un’imposizione. Siccome Valeria e Alessandro lavorano entrambi a tempo pieno, ci pensano i nonni a occuparsi della bimba nel pomeriggio. “Abbiamo tre gruppi di nonni che si alternano nei cinque giorni della settimana – racconta Alessandro –. I miei genitori, mia suocera e mio suocero con la nuova moglie. Abbiamo fatto di necessità virtù, in realtà ci piacerebbe poterci occupare noi stessi della bambina. Però questa situazione ha molti risvolti positivi. Ci pare che per la bambina sia un grande arricchimento: ogni nonno si occupa di lei in modo diverso, ognuno le insegna qualcosa, chi ama giocare, chi raccontare storie, un altro adora portarla fuori e una nonna le canta canzoncine. Il tutto con amore e fantasia. Certo, occupandosi della bambina per parecchie ore alla settimana, anche loro devono adeguarsi ai nostri principi educativi, altrimenti ci sarebbero delle discrepanze. Così anche dai nonni, come in casa, niente dolci e niente televisione! Unica eccezione al bando degli zuccheri è il gelato settimanale. Matilde adora i gelati, così ci concediamo una merenda speciale, di solito nel weekend: facciamo una passeggiata in centro e ci prendiamo uno squisito gelato da Grom”.

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GG

a confronto cristina e enrico

Ritratto di famiglia

ccia faccia a fa Un serraotoglie e marito. tra m i? e anche vo r a v o r p te Vole Scrivete aigenitori.it giovan redazione@ m e andategrafia foto una vostra

CRISTINA, 37 anni, bibliotecaria ed enrico, 41, regista e sceneggiatore di documentari, hanno una figlia, norma di 15 mesi

Da quanto tempo state insieme?

LEI: Più o meno 8 anni LUI: Da circa 8 anni

Quante ore lavori al giorno?

LEI: 4 LUI: 8

Quante ore passi con i figli?

LEI: Dalla sveglia all’asilo e dall’uscita dall’asilo alla nanna! LUI: Durante la settimana tra le 3 e le 4 ore, durante il weekend tutto il giorno

La tua vita è come

LEI: Da bambina pensavo che una persona di 40 anni fosse un “signore/a”, adesso sono io e “non sono una signora”!!! LUI: No, volevo fare il calciatore, ho giocato e continuo a giocare a calcio ma non avevo il talento, anche se mi diverto ancora tanto

Il suo peggior difetto?

LEI: Non si ricorda delle persone e, quando incontriamo qualcuno che lui ha già conosciuto, sono sicura che quando gli farò la fatidica domanda: Ti ricordi… bla bla bla, lui non saprà chi era la persona che ha salutato e con cui ha parlato poco prima. Questa cosa mi fa imbestialire, soprattutto perché è un superpreciso sul lavoro e non si dimentica mai di nulla ma appena si esce dal contesto gli viene “la testa di Charlie Brown”! LUI: Si arrabbia quando mi dimentico i nomi o i volti delle persone

Il tuo peggior difetto?

LEI: Sono leggermente violenta… mi piace saltare, buttarmi per terra, contro i muri, dare pugni, fare scrocchiare le dita e strappare le unghie LUI: Mi dimentico i nomi e i volti delle persone

Chi è più severo con i figli?

LEI: Di solito quando tentiamo di sgridarla ci viene da ridere… Dovremo imparare LUI: È un po’ presto per dirlo, lo scopriremo in futuro

Chi comanda in casa?

LEI: Norma LUI: Norma, in attesa che noi scopriamo la severità

Chi spende di più?

LEI: Non c’è tanto da spendere! LUI: Non c’è molto da spendere

Chi cucina?

LEI: Io, per il bene della famiglia LUI: Lei

Chi lava i piatti?

LEI: La lavapiatti LUI: Prima di avere la lavastoviglie io, adesso riempio la lavastoviglie...

Chi tiene in ordine la casa?

LEI: Purtroppo ancora io, lavorando meno ore passo più tempo in casa LUI: Lei

la immaginavi quand’eri bambino?

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cristina e enrico a confronto

Cosa go?

non deve mancare nel vostro fri-

Chi accompagna i figli a scuola?

GG

LEI: Per me il parmigiano e i sottaceti, per Enrico il formaggio con i buchi, pessimo! LUI: Per me il formaggio coi buchi, per lei i sottaceti LEI: Enrico, e io vado a prenderla LUI: Accompagno io Norma la mattina, il pomeriggio va a prenderla Cristina

Qual è il gioco più divertente che fai con LEI: Ne inventiamo di nuovi tutti i giorni LUI: Il gioco delle scarpe, va sempre a prendere quelle rosa, gliele metto e poi fa una specie di tip i tuoi figli? tap tutta contenta. Finirà quando non le staranno più

Ricordi l’ultima volta che avete litigato?

LEI: Io e Norma litighiamo quando la devo vestire e lei fugge per tutta la casa LUI: Con Norma o con Cristina?

Cosa avete fatto l’ultima volta che siete usciti senza figli?

LEI: Siamo andati a fare il bagno turco, sauna e piscina, super relax LUI: Siamo andati a cena con mio fratello e la sua compagna, anche loro sono genitori da poco e per la prima volta abbiamo lasciato le cugine ai nonni la stessa sera

Quale libro stai leggendo?

LEI: Indiana, un libro scritto da una giornalista italiana che ha vissuto in India LUI: L’autopompa fantasma, un giallo svedese degli anni ’70. Il numero dei libri che leggo è calato drasticamente da 1 anno e 3 mesi...

Film preferito?

LEI: Difficile. Mi viene in mente Good fellas di Scorsese o Hana-bi di Kitano LUI: La corazzata Potemkin di Eisenstein (non scherzo...)

Com’è un tuo momento di relax?

LEI: Dedicherei ogni momento di relax alla danza buto, ma quando proprio sono “alla frutta” gioco a Tetris sul telefonino LUI: Gioco a sudoku

Cosa vuoi fare il prossimo weekend?

LEI: Vorrei andare in piscina con Norma LUI: Mi piacerebbe portare Norma in piscina, ma se non nevica rimando a quello successivo perché devo andare a un festival in Svizzera

Come ti immagini fra vent’anni?

LEI: Con i “rasta” molto molto lunghi… LUI: Senza i capelli che mi sono rimasti ora, spero di fare ancora dei film e che siano più belli di quelli che faccio adesso, contento perché l’adolescenza di Norma sarà passata e magari bene

Cosa faranno da grandi i tuoi figli?

LEI: Spero quello che hanno voglia di fare e soprattutto qualcosa che li diverta LUI: Ho provato a chiederglielo ma ha ancora un vocabolario molto limitato

Qual è la parola che riassume la vostra famiglia?

LEI: Bella! LUI: Bella

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fitness forum GGl’esperto Federica Ferraresi

Come trovare un’attività sportiva che vada a genio a bambine dinamiche dai gusti esigenti?

Sognando Mia Hamm P

allavolo, vade retro. Danza, neanche a parlarne. Il risultato: figlie scontente, mamme disperate. Quale sport, questo è il dilemma. L’illuminazione potrebbe arrivare guardando “Sognando Beckham”. È un film inglese in cui si racconta la storia di due ragazze, grintose compagne di squadra, che diventano amiche grazie alla comune passione per il calcio. Ecco, mamme, il pallone. Da sempre nemico giurato per colpa di mariti ossessionati dalla “Domenica sportiva”, proprio quel pallone potrebbe essere la soluzione che fa per voi.

Il calcio femminile: questo (quasi) sconosciuto? Negli Stati Uniti, il calcio femminile è molto diffuso. La Nazionale “rosa” americana è una delle più blasonate del mondo: ha vinto due Campionati mondiali e tre Olimpiadi. Negli ultimi anni, questo sport ha preso piede (è proprio il caso di dirlo) anche in Italia. Torino, oltre a essere la patria di due storiche squadre maschili, è anche la città dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Torino Calcio Femminile, che gioca in serie A. Il Torino Calcio Femminile organizza una Scuola Calcio rivolta alle ragazze nate tra il 1995 e il 2002. Le lezioni del corso sviluppano coordinamento ludico-motorio, capacità coordinativa, fondamentali e tecnica di base. Il costo dell’iscrizione è 150 euro, in più ci sono 50 euro per il kit allenamento. L’equipaggiamento comprende una tuta, un k-way, calzettoni, pantaloncini, una maglietta a mezza manica, una a manica lunga e uno zainetto. Si richiede, inoltre, un certificato di idoneità fisica attitudinale all’attività non agonistica.

Quattro chiacchiere con una calciatrice Per saperne di più, abbiamo fatto qualche domanda a Roberta, che ha militato nella squadra del Castagnito e poi dei Favari, giocando in qualità di terzino. Come ti sei avvicinata al mondo del calcio femminile? Io non seguivo il calcio maschile. Non ero una tifosa sfegatata di qualche celebre squadra di serie A. Mi sono avvicinata al mondo del pallone grazie a una mia compagna di scuola. Inizialmente, erano solo allenamenti serali, fatti più che altro per trovarsi con le amiche. Poi l’impegno si è fatto più serio. Cos’è cambiato, quindi? Facevamo gli allenamenti due sere a settimana, poi c’era la partita la domenica. Non bisognava sgarrare. Occorreva, perciò, una volta che ci si prendeva l’impegno, essere rigorose. In questo senso, il calcio mi ha aiutato ad acquisire maggiore senso di responsabilità. E per quanto riguarda l’aggregazione? Il calcio, essendo un sport a squadre, aiuta a formare un team, a rispettare le compagne. Un gruppo non solo di sportive ma anche di amiche. Si impara, soprattutto, a divertirsi insieme. Quali benefici si traggono praticando questo sport? Il calcio aiuta ad avere un fisico asciutto, sviluppando però una muscolatura marcata, che si mantiene anche a distanza di anni. I muscoli si rassodano e si rafforzano. Si brucia il grasso. È uno sviluppo diverso da quello della pallavolo, si potenziano le gambe e i polpacci. Inoltre, si ha più resistenza fisica e più fiato, essenziali per poter correre su e giù per il campo.

Scuola Calcio del Torino Calcio Femminile Centro Sportivo Via San Marchese, 25 Venaria (TO) Per informazioni: tel. 011 4529961 cell. 348 5498873 info@torinocalciofemminile.net www.torinocalciofemminile.

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GGl’esperto

lo psicologo

Giovanna Rinaldi

Come aiutare i bambini che si stufano subito

“Che noia, cambiamo gioco?” Buongiorno, Sono la mamma di una bambina di 5 anni, Sofia, simpatica, gentile e allegra. Però non riesce a giocare allo stesso gioco per più di 5 minuti, si stanca subito, cambia di continuo e non è mai soddisfatta. È normale un comportamento così alla sua età? Finché era piccolina non ci pensavo, ma ora inizio ad avere dei dubbi. Cordiali saluti, Anna Cara Anna, i bambini sono spinti dalla loro voglia di esplorare e conoscere ciò che li circonda a voler fare sempre esperienze nuove e appassionanti. Il gioco è per loro l’attività privilegiata per scoprire, sperimentare, misurarsi con gli altri e con se stessi. Insomma: per crescere. Osservare un bambino mentre gioca ci dà tantissime informazioni sulle sue modalità di relazione con il mondo esterno, di approccio alle situazione problematiche, di ricerca di soluzioni sempre nuove. Osservando Sofia ti sei resa conto di una cosa importante, il suo vagabondare da un gioco all’altro la rende in fondo in fondo insoddisfatta. Ciò accade perché le sue energie vengono disperse e lei sente di non essere arrivata a una conclusione. Si stanca senza raggiungere la meta, senza aver acquisito nuove competenze e questo è senza dubbio frustrante per lei. Come in tutte le cose, anche nel gioco è possibile educare i bambini per aiutarli a investire correttamente le loro energie. Alcuni bambini hanno bisogno di essere contenuti, spinti a soffermarsi maggiormente, stimolati a concentrarsi per tempi sempre più lunghi (la tua Sofia il prossimo anno inizierà la scuola quindi dovrà imparare a farlo per forza). In questi casi, mi viene in mente l’immagine del nonno che, calmo e paziente, riesce in chissà quale magico modo a intrattenere i bambini anche per ore, magari con un pezzo di legno, un chiodo e un martello: la misteriosa arte del saper intrattenere. Voi che conoscete bene la vostra Sofia cercate ciò che può appassionarla e fermatevi con lei, accompagnatela in maniera graduale nella scoperta del piacere del gioco, portandola fino al traguardo finale. Sarà una conquista anche per lei e la gioia che proverà sarà un incentivo per ricominciare.

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il pediatra GGl’esperto Giancarlo Corti

La conservazione delle staminali Cari GG, siamo in attesa del nostro secondo bambino. Quando è nato il primo, Gioele, non si sapeva ancora nulla della possibilità di conservare le cellule staminali. Adesso su Internet è pieno di società che offrono questo servizio e so che si può fare una donazione anche all’ospedale. Ho provato a parlarne con il pediatra che mi ha detto che sono molto importanti e sarebbe bene poterle conservare, ma non so cosa fare, a chi rivolgermi e soprattutto se fidarmi. Yuri Caro Yuri, la tua è una riflessione utile, alla quale bisogna rispondere “con le molle”. Cominciamo con un po’ di spiegazioni: la conservazione delle cellule staminali avviene attraverso il prelievo, immediatamente dopo il parto, di un campione di sangue dal cordone ombelicale. Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate capaci di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula. La ricerca medica sta investendo molto nello studio di queste cellule, che potenzialmente rivoluzioneranno le cure di molte malattie, grazie alla loro capacità di trasformarsi in tessuti o organi specifici che - il cielo non voglia - potrebbero servire un domani al bebè se qualcosa non va nella sua salute. Il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali. A differenza di quelle embrionali, non ci sono problemi etici sulla loro conservabilità e utilizzo. Una volta deciso di volerle conservare, si possono intraprendere due strade: la prima è la donazione, totalmente gratuita, attraverso le biobanche pubbliche. Donare il sangue del cordone significa metterlo a disposizione della comunità, per scopi di ricerca o di trapianto a donatori compatibili, un po’ come avviene con la donazione degli organi. La donazione si fa direttamente nella sala parto. A Torino è possibile effettuarla esclusivamente nell’azienda ospedaliera Sant’Anna tramite la Cord Blood Bank con il vincolo che la nascita avvenga in ospedale, in orario diurno e nei giorni feriali. Differente dalla donazione è la “conservazione autologa”, cioè la decisione dei genitori di conservare le cellule per uso esclusivo da parte del bimbo o di un suo consanguineo. Questa conservazione è a pagamento e permette di avere cellule staminali perfettamente compatibili e immediatamente disponibili in caso di necessità. La legge italiana vieta di conservare le cellule, ma permette di esportarle e reimportarle su richiesta dei proprietari. “Qualora si scelga la conservazione autologa, è indispensabile rivolgersi a un centro accreditato per avere la sicurezza di far rientrare le cellule in caso di necessità - spiega Raffaella Severino, responsabile degli incontri formativi organizzati da Salus Futura sul territorio piemontese -. Le società che offrono questo servizi a pagamento normalmente prevedono l’assistenza pre-parto personalizzata per compilare le pratiche burocratiche, dopodiché informano la struttura sanitaria, in modo che sia assicurato il prelievo. Il campione di sangue viene poi spedito alla banca estera e l’operazione si può fare in qualsiasi momento, compresi notte e weekend”. Quanto costa il tutto? “Un prezzo equo di mercato - continua Raffaella Severino - si aggira intorno ai 2000 euro, compreso il kit per il prelievo e la conservazione del campione per 20 anni, attualmente il tempo massimo per cui sono state conservate cellule staminali con vitalità ad alti standard qualitativi. I genitori interessati a saperne di più possono partecipare ad alcuni incontri informativi organizzati dalla società Salus Futura, il 12 e il 25 marzo alle ore 19 in corso San Martino 1 a Torino, oppure il 25 marzo alle 17 nei locali della Croce Bianca, in via Nizza 98, sempre a Torino (www.salusfutura.it)”. Quali sono i benefici della conservazione delle cellule? Attualmente le patologie curabili con le staminali sono i tumori del sangue, come la leucemia, mentre in prospettiva ci sono buone speranze di curare alcune malattie degenerative come il diabete di tipo 1, l’Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla. La conservazione autologa può essere un investimento importante per la salute del bambino, ma consiglio di informarsi attentamente. Inoltre invito i genitori a considerare che le cellule staminali, allo stato attuale delle conoscenze, si conservano per 20 anni e quindi bisogna presupporre che serviranno esclusivamente al bambino o a un suo familiare di primo grado, se si ammaleranno di determinate malattie entro questo arco temporale. È sicuramente consigliabile se in famiglia c’è una ricorrenza delle sopracitate malattie.

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GGl’esperto

l’avvocato

Francesca Galdini - avvocato

La parrucchiera ha macchiato la giacca e l’assicurazione non paga

L’assicurazione ritarda Gentile avvocato, qualche tempo fa ero dalla mia parrucchiera. Purtroppo mentre ero lì mi ha macchiato la giacca nuova che avevo indosso, rovinandola irrimediabilmente. Subito mi ha rassicurato, dicendomi di non preoccuparmi perché era assicurata e avrebbe chiesto un risarcimento. Sono passati due mesi ma l’assicurazione non si è ancora fatta sentire. Cosa posso fare? Molte grazie e saluti, Caterina Cara Caterina, ahimè il suo è un caso che oserei definire ordinario (al pari del capo rovinato in lavanderia). Effettivamente, come le è stato assicurato, la parrucchiera dovrebbe essere dotata di apposita polizza assicurativa che vada a coprire questo e altri generi di danni (basti pensare all’innumerevole quantità di prodotti che vengono utilizzati e alle altrettante innumerevoli forme di allergie in circolazione). Per prima cosa quindi mi preoccuperei di verificare se la richiesta di risarcimento sia stata effettivamente inoltrata all’assicurazione: la parrucchiera avrebbe dovuto consegnare a lei una copia di questa richiesta, per opportuna conoscenza e documentazione; in caso contrario, si premuri di chiederla. Se l’iter risarcitorio è stato avviato, consiglierei di spedire all’assicurazione una seconda raccomandata di sollecito; ove invece la parrucchiera non abbia in realtà fatto alcunché (dubitare è lecito…) allora si faccia dare tutti gli estremi della sua assicurazione e provveda lei stessa a inoltrare una richiesta di risarcimento, avendo cura di allegare alla raccomandata una foto dell’indumento rovinato. È difficile che le rispondano nell’arco di quindici giorni ma, dopo due mesi, dovrebbe esserci quanto meno una presa di contatto. Stia pur certa che avrà risposta al secondo tentativo (ove il primo sia risultato vano). A scanso di pericoli, me lo conceda, si premunisca di un completo a prova di macchia da indossare ogni qual volta dovrà andare dal parrucchiere!

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APERTURA MICRONIDO A SAN RAFFAELE CIMENA via Revel angolo via Piemonte - cell. 347.6285672 - orario: 8/18


salvadanaio GGl’esperto Luciana Ravetto - commercialista

Cambiare l’auto o la moto U

n po’ forzosamente, l’industria automobilistica italiana ha invitato il Governo a proporre un pacchetto di sconti per l’acquisto di una nuova autovettura. L’assenza di sostegni governativi, concessi negli anni con una certa continuità, sembra aver rallentato la vendita negli ultimi due mesi. Il che è abbastanza ovvio: voi avreste comprato un’auto nuova sapendo che lo Stato da un momento all’altro poteva deliberare degli incentivi di cui non avreste usufruito? Sarebbe stato più salutare, per il mercato, non far trapelare la notizia e deliberare gli incentivi, magari anche retroattivamente: così facendo si sarebbe evitato di “viziare” il mercato. Ma ormai è fatta e dunque, se avete intenzione di demolire un’autovettura Euro 0, 1 o 2 immatricolata fino al 31 dicembre 1999 per acquistarne una nuova Euro 4 o 5, vi spetta un contributo di 1500 euro, che può crescere fino a 2500 euro per la rottamazione di autoveicoli con massa fino a 3500 chilogrammi, sempre categoria Euro 1 o 2. Se invece siete interessati ad acquistare un’autovettura a gas metano, Gpl, idrogeno o elettricità, ma non avete auto da rottamare, avrete un incentivo di 1500 euro. Tale contributo potrà esser incrementato di 2000 euro per le auto con motore a gas metano, elettricità o idrogeno e di 500 euro per quelle a Gpl. Anche i motociclisti possono rottamare la vecchia moto Euro 0 o 1 per acquistare un nuovo motociclo fino a 400cc di cilindrata, categoria Euro 3. Il contributo è di 500 euro e sarà scontato direttamente dal prezzo di acquisto.

Le scadenze fiscali per il 2009 Pronti per un nuovo anno fiscale? Ecco le principali scadenze per le persone fisiche: • Entro il 30 aprile 2009 dovrà esser consegnato il 730/2009 al sostituto d’imposta (per esempio al datore di lavoro). La scadenza scatta al 31 maggio 2009 se lo consegnate a un Caf o a un intermediario abilitato. • Entro il 30/06/2009 le persone fisiche hanno la possibilità di presentare il Modello Unico 2009, se lo spedite con le poste. In alternativa, potete presentarlo telematicamente, tramite un intermediario abilitato, entro il 30 settembre 2009. • Entro il 16 giugno 2009 bisogna pagare le tasse: il saldo relativo all’anno 2008 e il primo acconto sull’anno 2009. Tale scadenza può esser posticipata fino al 16 luglio 2009, pagando lo 0,40% in più. • Entro il 30 settembre 2009 si possono sanare le irregolarità formali compiute nella compilazione della dichiarazione dei redditi dell’anno scorso rinviando il modello Unico 2008 riferito ai redditi 2007.

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GGl’esperto

il chimico

Ugo Finardi - chimico

Papiri, pergamene o polpa d’albero: l’unica carta davvero ecologica è quella che non si usa

Carta L

a carta è solo l’ultimo tra i numerosi supporti usati per scrivere nel corso dei secoli. Il più antico di questi è il papiro, che si ottiene dall’omonima pianta, o meglio dagli steli della stessa. I papiri (come quelli del Museo Egizio) si ottengono incollando striscioline del midollo della pianta. Naturalmente l’insieme è abbastanza fragile e infatti i resti di papiri egizi sono conservati con molte precauzioni. Il papiro, fondamentale per l’economia dell’antico Egitto, era utilizzato anche per altro, per esempio per costruire barche, come fece nel secolo scorso Thor Heyerdal, antropologo, esploratore e regista norvegese, che navigò le acque dell’oceano con una imbarcazione chiamata Ra, ricostruita basandosi su documenti storici o protostorici che spiegavano com’erano fatte quelle utilizzate nell’antichità. Per sostituire il papiro, attorno al III secolo a.C, nacque a Pergamo la pergamena (non è uno scioglilingua). Qui il discorso è diverso: dalle fibre vegetali si passa alle pelli animali, di pecora, capra o vitello (gli animalisti perdonino gli antichi grafomani) che dopo essere state “prelevate” venivano sottoposte a un trattamento di pulitura, lisciatura e soprattutto di essicazione, in modo da diminuire il rischio di attacchi dagli agenti atmosferici, del calore e della luce. Le pelli ripulite e senza peli venivano infine stese a seccare su un cavalletto. Le pergamene medievali o più antiche, se viste al microscopio elettronico (in particolare al microscopio a forza atomica AFM, che permette di apprezzarne la struttura superficiale) mostrano chiaramente la struttura della pelle, con le fibrille di collagene allineate in lunghe file. E proprio il restauro delle pergamene è uno dei campi di azione più importanti dei chimici che si occupano di tecniche di recupero delle antichità. Ultima in ordine di tempo, ormai unica a resistere ai giorni nostri, è arrivata la carta, che come è risaputo, si fa col legno (o anche con altra carta, come vedremo dopo), con un processo più complesso della pergamena ma ben più industrializzabile. La facilità di produzione, assieme alla sua maneggiabilità, ne ha decretato il successo: potremmo immaginare GG in pergamena? Componente principale della carta è la cellulosa, che si ottiene partendo dal legno ed eliminando le altre componenti, particolarmente le fibre. Il legno viene disgregato e trasformato in polpa, le fibre sono eliminate meccanicamente o chimicamente, con alcali. La frazione rimanente viene raccolta e trasformata in fogli, prima su una specie di setaccio e poi con macchinari a rulli. Per concludere, alla carta possono venir aggiunti additivi o una patinatura con polimeri. Tutto questo naturalmente ha un costo, economico ed ecologico. È vero che per la carta si utilizzano principalmente alberi d’allevamento (lo testimoniano i milioni di pioppi piantati ovunque nella pianura padana) ma tutti sanno (o dovrebbero sapere) che meno carta si utilizza, meglio è per tutti noi. È vero che la carta è riciclabile e che quando si può è meglio utilizzare carta riciclata (che spesso però è molto costosa), ma il processo di riciclo consuma molta energia (per recuperare la carta, per sbiancarla e per tutti i trattamenti successivi) e quindi anche la carta riciclata non è ecologica come molti pensano. L’unica carta ecologica è quella che non si usa.

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natura GGl’esperto Giuseppe Antinori

Il tetano e l’antitetanica L

ungi dalla volontà, in poche righe, di affrontare il complesso argomento dei vaccini, quando si avvicina la bella stagione è utile riflettere su una patologia in particolare: il tetano. Chi sta a contatto con la terra o con gli animali (soprattutto i cavalli) dovrebbe conoscere questa malattia, provocata da un bacillo (clostridium tetani) che penetra nell’organismo attraverso una lesione di continuità della pelle. Il bacillo produce una tossina molto potente capace di bloccare il sistema nervoso e provocare contratture spasmodiche e dolorose dei muscoli. Nonostante le possibilità della medicina moderna, il tetano ha un esito mortale nel 40% dei casi, numero comunque nettamente inferiore al passato, in virtù del fatto che l’infezione, in soggetti precedentemente vaccinati (anche se non più completamente immuni) ha un decorso clinico più lieve. Il bacillo del tetano è diffuso nell’ambiente ed è presente nell’intestino dell’uomo e dei mammiferi. In alcune particolari condizioni (alla giusta temperatura, in assenza di ossigeno e quando il sistema immunitario è depresso) il bacillo può iniziare la produzione della tossina che è la vera responsabile della malattia. Il periodo di produzione della tossina varia da poche ore a giorni e persino mesi: tanto più breve è il periodo di incubazione, tanto più grave è il decorso (e infausta la prognosi). I primi sintomi sono contratture muscolari simili a crampi, che si manifestano a intervalli e si estendono gradatamente ad altri muscoli. La presenza ubiquitaria nell’ambiente delle spore tetaniche rende praticamente impossibile l’eliminazione della malattia: chiunque, se non adeguatamente vaccinato, è a rischio. Maneggiare terra, avere contatti ravvicinati con letame e ferirsi, sono i casi in cui il rischio tetano è più alto. Le ferite più pericolose sono quelle che sanguinano poco, perché l’ossigeno presente nel sangue crea un ambiente sfavorevole al bacillo del tetano. Il famoso chiodino di ferro arrugginito trovato al parco giochi, che da piccoli ci insegnavano a temere come il fuoco, è in effetti un possibile veicolo di infezione. In caso di piccole ferite bisogna lavare con abbondante acqua corrente e poi con acqua ossigenata, un disinfettante efficace, sicuro e poco costoso. I bambini normalmente sono vaccinati contro il tetano: le prime dosi sono somministrate il primo anno di vita, contemporaneamente alle altre vaccinazioni infantili; una dose di richiamo viene eseguita nel sesto anno e un’altra a 14 anni. Gli adulti, per conservare una buona immunità, possono volontariamente sottoporsi a ulteriori richiami con cadenza decennale utilizzando il vaccino Td (difterite-tetano adulti). Il ciclo comprende tre dosi, di cui due praticate a distanza di due mesi e la terza a distanza di 6-12 mesi. Si immunizza circa il 95% dei riceventi. Da quando è stata introdotta la vaccinazione obbligatoria, il numero di casi di tetano si è drasticamente ridotto. Più della metà dei bambini e degli adulti sottoposti a vaccino non presentano effetti collaterali. Alcuni soggetti presentano reazioni locali (arrossamento, gonfiore, dolore nel sito di iniezione) e in casi più rari possono verificarsi febbre, sonnolenza e irritabilità. Anche chi ha scelto di fare obiezione ai vaccini, dovrebbe considerare, rispetto all’antitetanica, l’esiguità del rischio di effetti collaterali rispetto ai vantaggi di copertura.

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libri

libri da leggere senza saper leggere

Senza parole N

on tutti conoscono i libri senza parole, quelli sui quali non c’è scritto nulla, a parte il titolo. Libri che raccontano storie, a volte fantastiche e complicate, a volte semplici e delicate. Storie che si leggono attraverso le immagini, da scoprire insieme. Il bello è che si segue la fantasia, narrando la vicenda in modi diversi, quando si ha fretta la si accorcia, se si ha tempo la si racconta nei dettagli. I bimbi che ancora non sanno leggere possono godersi questi libri da soli, o con il fratellino, un’amichetta. Where is the cake? Di Thé Thjong-Khing. Capolavoro. Ha ricevuto moltissimi premi ed è tradotto (il titolo!) in molti Paesi del mondo, non ancora in Italia, purtroppo. Ma si trova in francese, inglese, tedesco. Vale la pena ordinarlo su Amazon o chiederlo a qualcuno che va all’estero. I bellissimi disegni narrano tante piccole storie, seguendo una vicenda principale: i signori cani inseguono i toponi che hanno rubato la loro torta e per recuperarla attraversano un fantastico panorama che muta a ogni pagina, rocce, colline, fiumi e foreste. Popolata di tanti curiosi personaggi, ognuno con la sua avventura: il bebé coniglietto, la scimmia dispettosa, la famiglia porcellini, le paperette. Dai 3 anni. Il libro rosso. Di Barbara Lehman, Il Castoro, 12,50 euro. Libro dalle illustrazioni molto belle e delicate. Narra la vicenda di una ragazzina che, un giorno d’inverno, scopre in un mucchio di neve un libretto rosso. A scuola lo apre e vi trova una serie di illustrazioni: una mappa, un’isola e infine una spiaggia e un ragazzino. Che a sua volta scopre un libretto rosso nella sabbia, lo apre e vi trova una sequenza di scene cittadine che giungono fino alla ragazzina. Un gioco di rimandi molto avvincente. Il libro ha vinto il Premio Andersen 2008 come miglior libro fatto ad arte. Dai 6 anni. Il Pallone Giallo. Di Charlotte Dematons, Lemniscaat editore, 12,95 euro. Filo conduttore della vicenda è il fantastico giro del mondo di un pallone giallo e di un’automobile blu. Le illustrazioni, meravigliosamente vivaci e colorate, rappresentano diverse parti del mondo, in un’infinità di minuscoli dettagli che i bambini si entusiasmeranno a scoprire. I disegni incuriosiscono, stimolano la fantasia e ispirano a ogni lettura storie sempre diverse. Dai 4 anni. Il pappagallo di Monsieur Hulot. Di David Merveille da Jacques Tati, Excelsior 1881, 14,50 euro. Omaggio a Tati e al suo indimenticabile Monsieur Hulot, è un album a doppia pagina con illustrazioni semplici, colorate e accattivanti. Pipa in bocca, cappello e ombrello, Hulot attraversa Parigi in bicicletta, tra mille buffi incidenti, per comprare un pappagallo cui affiderà un messaggio d’amore da recitare alla sua bella. Dai 4 anni. Chi è stato? Storia di Emanuela Nava e illustrazioni di Desideria Giucciardini, Lapis Edizioni, 11 euro. È uno dei libri della collana ‘i senza parole’. Una collana che nasce per offrire ai più piccoli la possibilità di leggere prima di saper leggere. Chi è stato? narra una storia semplice, che i bambini possono facilmente seguire. Un bambino costruisce un bel pupazzo di neve e qualcuno gliene ruba dei pezzi. Il bimbo segue le orme, trova i colpevoli, diventeranno amici! Dai 3 anni.

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in città

GGl’esperto PaolaElena Strocchio Brosio

Il Parco d’Arte Vivente Inaugurato nel novembre 2008, il Parco d’Arte Vivente è uno spazio espositivo originale e molto interessante, che abbiamo visitato con grande piacere, ovviamente con bimbi al seguito. I quali, finito il giro del museo, ci hanno chiesto “Torniamo a fare un altro giro?”. Definitiva prova dell’apprezzamento di quanto visto. Innanzitutto si tratta di un museo in cui tutto – o quasi - si può toccare e manipolare. Ribaltando la tradizionale logica dei musei in cui la fruizione è a senso unico, il PAV è uno spazio interattivo che incoraggia il visitatore a partecipare attivamente. Le famiglie sono benvenute, i bambini gradiscono, la visita piace, incuriosisce e stimola l’immaginazione. Vi si possono ammirare la mostra Greenhouse – fino al 19 aprile – e poi le opere permanenti, tra le quali spiccano le spettacolari Bioma all’interno e Trèfle all’esterno. BIOMA. Installazione ambientale interattiva di Piero Gilardi. Si dipana in sei ambienti che ospitano altrettante postazioni interattive. Il percorso è nella penombra, misterioso per i bambini che si divertono a esplorarlo. Ci sono sfere da far roteare per osservare l’ingrandimento di elementi diversi, c’è la sala delle Essenze Odorose e quella dei Suoni Mutevoli. Piace poter interagire con i pesciolini rossi nell’acquario dei Giochi d’Acqua. Proiezioni e ingrandimenti, interfacce tecnologiche, colori, suoni e odori, tutto contribuisce a rendere avvincente l’esplorazione. TREFLE. All’esterno si trova il gigantesco quadrifoglio, prima opera d’arte ambientale installata nel PAV, opera del francese Dominique Gonzalez-Foerster. Trèfle è circondato da un muro in pietra, vi si accede tramite un ponticello o una sorta di canyon. I bambini si divertiranno a percorrerlo dentro e fuori, a correrci attorno, a esplorarlo e a sorprenderci con un cucù. È il tipo d’arte che si può apprezzare a ogni età, in linea con l’ambizione del museo di proporsi a un pubblico trasversale, dai genitori con prole al seguito ai raffinati intenditori di arte contemporanea. LABORATORI. Il Museo presenta una serie di attività educative, sia per le scuole sia per le famiglie. I laboratori si pongono l’obiettivo di sperimentare e comprendere le opere esposte, lavorando e sperimentando con i materiali. 5 aprile, 10 maggio, 7 giugno, 5 luglio, dalle 10 alle 12 Laboratori dedicati ai bambini e ai ragazzi, in cui si lavora con i materiali, prendendo spunto dalle opere esposte. 18 aprile, 20 giugno - Bio Jelly Pop, principi di bioarte Laboratorio sperimentale in cui si estrae il DNA da alcuni vegetali in maniera “domestica”. Adatto ai ragazzi. Orari: da mercoledì a venerdì: dalle 15 alle18. Sabato e domenica: 10 – 13 / 15 - 18. Chiuso lunedì e martedì. La biglietteria chiude mezz’ora prima. Biglietti: intero 3 euro, ridotto 2 euro (tra i 10 e i 25 anni). Gratuito fino a 10 anni. Parco d’Arte Vivente Via Giordano Bruno, 31 - Torino Tel. 011 19505210 info@parcoartevivente.it www.parcoartevivente.it

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cinema e home video

Mario Bettas Valet

Maestro Miyazaki A

pproda finalmente sugli schermi cinematografici nazionali l’atteso nuovo film del maestro giapponese Hayao Miyazaki. Ponyo sulla scogliera, questo il titolo della versione italiana, è stato presentato lo scorso settembre in concorso alla 65a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nelle proiezioni del Lido il pubblico del festival ha salutato la pellicola con applausi scroscianti; in patria ha sbancato il botteghino frantumando i record d’incassi degli ultimi anni e in poche settimane di programmazione le casse dei cinema hanno raccolto circa 10 miliardi di Yen (circa 85 milioni di euro). Sosuke è un bambino di cinque anni che vive insieme ai genitori in un villaggio sul mare. La madre, Lisa, è un’infermiera che si occupa di persone anziane, mentre il padre, Koichi, è il capitano di una nave cargo. In una mattina assolata, passata a giocare sulla spiaggia vicino a casa, Sosuke trova in riva al mare una piccola pesciolina rossa incastrata in un barattolo di vetro; il bambino la mette al sicuro in un secchio d’acqua, la chiama Ponyo e le promette di proteggerla dalle insidie e dai pericoli del mondo. Affascinati l’uno dall’altro, Ponyo e Sosuke danno inizio a una tenera amicizia. La piccola pesciolina sogna di poter diventare un giorno umana per vivere insieme al suo eroe, ma viene persuasa dal padre Fujimoto a non compiere questo passo. Senza ascoltare i consigli paterni Ponyo decide di usare una pozione magica per diventare una bambina e raggiungere Sosuke sulla terra ferma. Il suo gesto avrà delle conseguenze imprevedibili. Per il suo decimo lungometraggio, Miyazaki ha scelto di usare le tecniche di disegno tradizionali, non una sola sequenza del film è stata realizzata facendo uso di computergrafica. Una scelta estetica che ha reso gli scenari rappresentati, i fantastici fondali marini e i personaggi descritti, estremamente caldi e verosimili nel veicolare emozioni e sentimenti. Il film racconta una storia romantica con grande semplicità e tenerezza e affronta i temi cari al regista e sceneggiatore nipponico, come il rispetto per l’ambiente, l’amicizia e la solidarietà. È un cartone animato per tutti, grandi e piccoli, ma per alcune caratteristiche che lo contraddistinguono è particolarmente adatto a un pubblico di bambini. Come ogni altro film del regista giapponese, anche questo è in grado di stupire e meravigliare; le sue storie vanno dritte al cuore, le sue tavole fantasmagoriche nutrono l’intelletto e scuotono lo spirito. Per questo le sue pellicole sono assolutamente necessarie. Lunga vita al maestro Hayao Miyazaki.

Impy Superstar – Missione Luna Park A pochi mesi dall’uscita del primo episodio ritorna nei cinema il simpatico dinosauro Impy. Il nuovo cartone animato prodotto in Germania s’intitola Impy Superstar – Missione Luna Park. Come il precedente anche questo è stato diretto a quattro mani da Holger Tappe e da Reinhard Kloss, quest’ultimo ha collaborato anche alla stesura della sceneggiatura insieme a Oliver Huzly e Sven Sverin. Sono passati alcuni anni dall’arrivo di Impy sull’isola Tikiwu e la vita nella piccola e allegra comunità scorre tranquilla. Con la sua simpatia il piccolo dinosauro ha conquistato tutti, è amato e coccolato, ma le cose cambiano con l’arrivo di Baboo, un cucciolo di panda. Impy, sconsolato e turbato per non essere più al centro dell’attenzione dei suoi amici, decide di lasciare l’isola e di accettare le proposte di Barnaby, un losco impresario di luna park, che vuole farlo diventare un’attrazione da baraccone. Il film è stato prodotto da più soggetti, tra questi la Bavaria Pictures e la White Horse Pictures, ed è distribuito dalla Mediafilm. Per la realizzazione è stata utilizzata la computer grafica 3D, qualitativamente un passo avanti rispetto a Impy e il mistero dell’isola magica. Pellicola senza troppe pretese, ma piacevole e divertente, è adatta a un pubblico eterogeneo e saprà conquistare le attenzioni dei più piccoli.

50 Giovani Genitori

Flo, la piccola Robinson

Flo la piccola Robinson è la nuova uscita della collana Dolmen Junior. Il cartone animato giapponese, creato da Yoshio Kuroda e dallo studio Nippon Animation, ha come protagonista Flo e racconta la sua vita su un’isola tropicale dopo il naufragio della nave su cui viaggiava insieme alla sua famiglia. In Italia la serie animata venne trasmessa in tv nei primi anni Ottanta. Il cartoon è ora riproposto in due dvd che raccolgono tutti gli episodi.


baby web GGl’esperto

Rai per kids I

l nuovo sito Rai Junior (www.junior.rai.it) è ricco di contenuti e dedicato a due grandi fasce d’età, Kids e Tween. Appena entrati nel sito si viene invitati a scegliere un avatar (un alter ego virtuale) e un nickname. Dalla home si può accedere alla sezione più adatta alla fascia di età del proprio piccolo, vedere le ultime notizie e le novità Rai per bambini e ragazzi. Nell’area dedicata ai più piccoli si possono vedere cartoni animati, ascoltare o leggere storie, giocare o fare un puzzle. Nella sezione “attività” si può imparare a creare oggetti e giochi con carta, spago e nastri adesivi oppure a preparare dolci gustosi. Nella finestra “download” si possono scaricare tutte le istruzioni per realizzare lavoretti o divertirsi a personalizzare il proprio screensaver e trovare nuovi sfondi per il dekstop del computer. Tra le cose più curiose (forse soprattutto per un genitore un po’ nostalgico) dobbiamo citare senza dubbio la possibilità di scaricare dalla sezione “storie” file mp3 con le audiofiabe raccontate da Vittorio De Sica. Anche nel menu della sezione Tween troviamo molte voci: cartoni, experimenti, extra, musica, download, al cinema e programmi. Ciascuno di questi link apre un nuovo riquadro all’interno della finestra principale con un sottomenu ricco di possibili attività. Se apriamo, ad esempio, la finestra “cartoni” possiamo scegliere dal menu il nostro personaggio preferito e vedere brevi video, leggere le trame delle storie, osservare le immagini dei protagonisti oppure giocare con loro. Ciccando su “experimenti” entreremo nel mondo di Hit Science e potremo scaricare file pdf per ripetere i test di Vandana e capire come si manifestano certi fenomeni fisici o come funziona un acquedotto o un circuito elettrico. Scegliendo lo spazio di Alex invece verremo introdotti ai segreti delle tecniche di animazione digitale oppure potremo scoprire come funziona uno spettrometro. Negli “extra” si trovano interessanti video su argomenti di attualità, alcuni scaricabili sul proprio computer, e nella pagina “musica” possiamo rivedere le canzoni dello Zecchino d’Oro o cantare insieme le canzoni di Gino il gallo. Nell’area dedicata al cinema si possono scaricare tutti i trailer dei film attualmente nelle sale mentre se clicchiamo su “programmi” possiamo visitare le pagine dedicate delle trasmissioni Rai per bambini.

Calimero web Per intrattenere i più piccini si può scegliere di visitare con loro il sito di Calimero (www. calimero.com). Probabilmente il pulcino nero amico della vostra infanzia non rievocherà poi molto ai vostri bambini, ma non impiegherà più di qualche secondo a conquistare la loro attenzione. Il sito è colorato, molto intuitivo e offre una vasta gamma di possibilità: si possono colorare e stampare quadri di pittori famosi un po’ “personalizzati” e, volendo, leggere anche qualcosa in più su autore e corrente artistica; si può sfidare Calimero a tetris o a memory, leggere le brevi fiabe di Mamma Cesira o le barzellette dello sfortunato pulcino e dei suoi amici. Naturalmente gettonatissima è la sezione dei giochi: puzzle, oggetti nascosti da ritrovare e gare di bicicletta per provare la propria resistenza. E se si cercano idee per costruire qualcosa con i piccoli, nella sezione “costruiamo insieme” si trovano tante proposte con dettagliate spiegazioni. Non è necessario effettuare alcuna iscrizione, ma se si decide di diventare “amico” del Club di Calimero sarà possibile avere qualche servizio in più: accedere a tutti gli archivi del sito, avere un proprio album di cartoline, spedire auguri a parenti e amici, ricevere o spedire a un amico la barzelletta del giorno. Iscriversi al Club non costa nulla.


GGl’agenda

spettacolo

burattini in festa

Domeniche a Vigone

Burattini alla riscossa! All’Alfa Teatro, la rassegna “Giornidifesta” chiude in bellezza con due imperdibili spettacoli: un Re Odisseo molto speciale e, per il gran finale, un astuto Gianduja alle prese con beghe d’amore. Il biglietto costa 6 euro intero, 4 euro il ridotto.

A

l Teatro Selve di Vigone è in programma “Domeniche a teatro”, rassegna teatrale dedicata alle famiglie. Il biglietto d’ingresso costa 4 euro. Domenica 1 marzo, ore 16 I Signori Porcimboldi I coniugi Sporcelli sono una coppia molto affiatata perché hanno in comune la bruttezza fisica, la sciatteria e la cattiveria. Capovolgono le abitudini di tutte le coppie normali: coltivano ortiche e cardi spinosi in giardino, perseguitano gli uccellini e tengono come animali domestici delle povere scimmiette. Anche tra loro si scambiano dispetti odiosi, come quando la signora Sporcelli mette l’occhio sul boccale di birra del marito… Dai 4 anni. Domenica 8 marzo, ore 16 Pippo Pettirosso Creato dalla fantasia di Altan, Pippo è un tenero piccolo pettirosso che, ritrovandosi senza la mamma, vola via dal nido alla scoperta del mondo. Pippo, però, è meno pratico della vita rispetto agli altri animali del bosco. Sa appena volare, non sa fischiare e si perde proprio mentre sta per scoppiare un tremendo temporale. Per fortuna, il merlo Aldo lo ospita nella sua casa e insegna a Pippo una cosa meravigliosa… Spettacolo con musica. Dai 3 anni. Teatro Selve Vicolo Teatro - Vigone (TO) Per informazioni: Nonsoloteatro Tel. 0121 323186, dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 17.30 - info@nonsoloteatro.com

La bella e le bestie Ancora teatro di figura per grandi e piccini al Teatro Educatorio della Provvidenza. Nell’ambito della rassegna “Le Figure dell’Inverno”, andranno in scena “La Bella e la Bestia” e “Il Lupo e la Gallinella, il Gigante e la Strega”. L’ingresso costa 4 euro; è gratuito per i nonni associati Unitre e Trendy che accompagnano i nipotini. Domenica 8 marzo, ore 16 La Bella e la Bestia Lo spettacolo rispetta la trama originale della fiaba, un classico amato da tante generazioni di bambini e adulti. Si racconta la delicata storia d’amore tra una giovane ragazza e un essere mostruoso ma d’animo gentile e sensibile. In scena, ci saranno pupazzi e burattini scolpiti in legno di cirmolo. Spettacolo per tutti.

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Domenica 22 marzo, ore 16 Il Lupo e la Gallinella, il Gigante e la Strega Semplicità e genuinità sono alcuni dei temi trattati in questo spettacolo, che mette insieme tecniche diverse: attori, pupazzi e ombre. Il più debole vince sul più forte grazie alla candida ingenuità. Dai 3 anni. Teatro Educatorio della Provvidenza Isola Pedonale della Crocetta Corso Govone, 16 – Torino Per informazioni e prenotazioni: Tel. 011 5691400 Cell. 393 6592993/393 6592992 prenotazioni@labottegateatrale.it www.labottegateatrale.it

Domenica 8 marzo, ore 16.30 Re Odisseo Il Re Odisseo, protagonista di questo spettacolo, non è il classico personaggio della letteratura famoso per l’astuzia, ma un uomo, non perfetto ma positivo. Un uomo che ama la vita e pensa che sia degna di essere vissuta fino in fondo. Spettacolo d’attore, burattini e maschere. Dai 6 anni. Domenica 22 marzo, ore 16.30 Le 99 astuzie di Gianduja Florindo è innamorato di Doralice ma lei è promessa sposa dal padre a Zan Ganassa. Doralice è, a sua volta, innamorata di Florindo e non vuole assolutamente sposare l’altro pretendente. Fortunatamente, c’è Gianduja che metterà a posto tutta la faccenda. Spettacolo di burattini tradizionali piemontesi. Per tutti.

Alfa Teatro Via Casalborgone, 16/i Torino Per informazioni: tel. 011 8193529 www.alfateatro.com


spettacolo GGl’agenda

I pattini delle principesse A

riel, Belle, Biancaneve, Cenerentola, Jasmine, Mulan e Aurora, tutte insieme coreograficamente? Con lo spettacolo “Principesse”, presentato da Disney on ice, potrete ammirare le eroine dei vostri film d’animazione preferiti fluttuare sul ghiaccio, tra splendidi balli, feste in fondo al mare e magici tappeti volanti. La scenografia da sogno si trasforma di volta in volta, accompagnandovi da Agrabah, la città di Jasmine, fino alla Cina di Mulan. Una fiaba che racconta del bene che trionfa sul male, mettendo insieme speranza, amore e simpatia. Uno show magico che vi farà rimanere senza fiato. Il costo dei biglietti d’ingresso varia a seconda dei settori e dei giorni della settimana. I prezzi sono più convenienti il mercoledì, il giovedì e il venerdì rispetto al sabato e alla domenica. Sono previste riduzioni per gruppi di almeno 20 persone. Mercoledì 1 aprile, ore 19 Giovedì 2 aprile, ore 19 Venerdì 3 aprile, ore 17 e 20.45 Sabato 4 aprile, ore 11, 15 e 19 Domenica 5 aprile, ore 11, 15 e 19 Mazdapalace Torino Corso Ferrara, 30 – Torino Per informazioni: tel. 011 4559090 - www.mazdapalace.

Libera… Il Teatro nelle città Non perdetevi gli ultimi appuntamenti della rassegna di teatro per ragazzi “Libera… Il Teatro nelle città”. Gli spettacoli si terranno a Caselette presso la Sala Polivalente “Cav. Mario Magnetto”. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro. Domenica 1 marzo, ore 16 Un palloncino blu Raccontata da un attore accompagnato da diversi strumenti musicali, è la storia di un palloncino azzurro che non riesce a fare a meno di scappare verso l’alto. E, anche se la mamma e il papà lo portano dal dottore, il palloncino fugge lo stesso, volando nel “paese più per aria che c’è”… Spettacolo di teatro d’attore e musica dal vivo. Domenica 22 marzo, ore 16 Inuit - una storia tutta bianca, dolce e blu Lo spettacolo, fatto di ombre, luci e voci, parla dell’ambiente e dei suoi mutamenti, ma non solo. È anche una favola, attuale e toccante. A causa dello scioglimento dei ghiacci del Polo, l’orso bianco Orsù intraprende un lungo viaggio, oltre il proprio habitat naturale, alla ricerca del segreto bianco e blu che potrebbe salvare il suo mondo. Spettacolo di teatro d’attore e teatro d’ombre.

C’era una volta... “C’era una volta…” al Teatro Monterosa. Giunta alla sesta edizione, è una rassegna di teatro dedicata ai più piccoli dove le fiabe sono all’ordine del giorno. Al termine degli spettacoli verrà offerta la merenda a tutti i bambini. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro intero, 4 euro il ridotto. Per i bimbi con età inferiore ai 12 anni, è necessaria la presenza di un adulto accompagnatore. Domenica 22 marzo, ore 16 Il libro delle fantapagine Due bibliotecari custodiscono un libro di fiabe molto speciale: ha il potere di inghiottire e far vivere nelle proprie pagine chiunque si avvicini. Camillo e Gelsomino vengono trascinati nel mondo delle fiabe, dove vivranno avventure straordinarie prima di ritrovare la strada di casa. Lo spettacolo è composto da tante storie parallele che propongono finali differenti: sarà il pubblico a decidere la narrazione del racconto. Gli spettatori potranno scegliere, pagina dopo pagina, il proseguimento e l’epilogo della fiaba. Dai 3 anni.

Teatro Monterosa Via Brandizzo, 65 – Torino Per informazioni: tel. 011 2304153, dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19 teatro@teatromonterosa.it www.teatromonterosa.it

Sala Polivalente Cav. Mario Magnetto Via Alpignano, 113 – Caselette (TO) Per informazioni e prenotazioni: tel. 011 9313488, dalle 9.30 alle 13 artquarium@yahoo.it - www.artquarium.it

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GGl’agenda

spettacolo

Acrobazie e racconti A

lla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani varcherete la nuova frontiera del teatro-circo contemporaneo con lo spettacolo “Pas Perdus” che, dopo il grande successo ottenuto al Festival di Avignone, sbarca per la prima volta in Italia. Inoltre, venerdì 20 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro per l’Infanzia e la Gioventù, ci saranno due appuntamenti imperdibili, tra terribili vicini di casa e fiabe di animali parlanti.

Venerdì 6 e sabato 7 marzo, ore 21 Domenica 8 marzo, ore 16.30 Pas Perdus La compagnia Les Argonautes dà vita a un circo di movimento, senza parole, mettendo le prodezze tecniche al servizio dell’emozione. Uno spettacolo fatto di luci, suoni e azioni straordinarie dove si gioca, ridendo e scherzando, ad arrampicarsi sugli alberi e a costruire navi e cavalli di legno. Un evento circense che mescola teatro, emozioni e falegnameria. Spettacolo senza parole. Dai 6 anni. Sala Grande. Venerdì 13 e sabato 14 marzo, ore 21 Domenica 15 marzo, ore 16.30 Venerdì 20 e sabato 21 marzo, ore 21 Domenica 22 marzo, ore 16.30 Kolòk - I terribili vicini di casa In un Paese tranquillo ai confini del mondo, c’è un condominio con due balconi. Una mattina, a occupare l’appartamento sfitto, arriva uno straniero che parla strano, veste strano e sorride a tutti. Ma che sorrida non importa a nessuno. Due balconi e due vite diverse. Grazie alla poesia e al divertimento, l’amicizia trionferà. Per tutti. Sala Grande. Domenica 15 marzo, ore 16.30 Progetto Favolosofia n° 3 - Il mondo degli altri Terzo e ultimo appuntamento delle feste teatrali dedicate al tema della bellezza. Un cantiere festoso di giochi, favole e canzoni guidato da due attori che scambieranno immagini e pensieri con spettatori di tutte le età. Dai 6 anni. Sala Piccola.

Venerdì 20 e sabato 21 marzo, ore 21 Domenica 22 marzo, ore 16.30 Le fiabe illuminate Nella “stanza degli animali”, una cantante-suonatrice e un’attrice-narratrice incanteranno i piccoli spettatori con 19 brevissime storie di animali parlanti. Ogni fiaba, molto famosa, è raccontata e animata con ritmo, spontaneità e divertimento. Saranno evocati mondi surreali e strani, da Esopo a La Fontaine. Tutte le storie verranno accompagnate da una canzone o da una musica. Dai 6 anni. Sala Piccola. Venerdì 27 e sabato 28 marzo, ore 21 Paladini di Francia - Spada avete voi, Spada avete io! Marionette e pupi per raccontare la storia comica e tragica dei paladini di Carlo Magno. Dall’arrivo a corte della bella Angelica al massacro di Roncisvalle, spettatori grandi e piccini potranno ammirare le vicende di Rinaldo, Astolfo, Bradamante, Fiordiligi e Orlando. Dagli 8 anni. Sala Grande. Venerdì 27 e sabato 28 marzo, ore 21 Domenica 29 marzo, ore 16.30 All’arrembaggio! - Il tempo del racconto Liberamente ispirata a “Contro tutte le bandiere” di Sebastiano Ruiz Mignone, è una storia di “pirati per caso” dove un barbiere e un ragazzino si imbarcano accidentalmente su un vascello. Inizia così un’incredibile avventura in cui i due protagonisti, partiti alla ricerca di un’isola fantasma, scopriranno il fascino della vita marinaresca e il valore dell’amicizia. Dai 5 anni. Sala Piccola.

Casa del Teatro Ragazzi e Giovani - Corso Galileo Ferraris, 266 - Torino Per informazioni: tel. 011 19740280/1 - mail@fondazionetrg.it - www.casateatroragazzi.it

I Luoghi del Teatro/Futuri Oggi Se vi trovate a spasso per Chivasso la domenica pomeriggio, fate una tappa al Teatrino Civico. Nell’ambito della rassegna “Futuri Oggi”, compresa nella stagione “I luoghi del teatro”, andrà in scena lo spettacolo per tutta la famiglia “Ai bambini con le orecchie”. Domenica 22 marzo, ore 17 - Ai bambini con le orecchie Teatrino Civico - Piazza Generale Dalla Chiesa - Chivasso (TO) Per informazioni: tel. 349 2638032 - www.faberteater.com - www.luoghidellacultura.it

54 Giovani Genitori

auguri alla mucca gelsomina Al Teatro Gianduja, le marionette festeggiano “Il compleanno della mucca Gelsomina” e danno vita a “La rivolta dei giocattoli”, senza dimenticare “L’acqua miracolata”. Il biglietto intero costa 7 euro, il ridotto (sotto i 13 anni d’età) 5 euro. Nel prezzo del biglietto è inclusa la visita al Museo della Marionetta, che raccoglie i cimeli della famiglia Lupi. Domenica 1, 8 e 15 marzo ore 16.30 La rivolta dei giocattoli Domenica 22 marzo ore 16.30 L’acqua miracolata Domenica 29 marzo ore 16.30 Il compleanno della mucca Gelsomina

Teatro Gianduja Via Santa Teresa, 5 Torino Per informazioni: tel. 011 530238 museomarionettelupi@


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cultura

I creativi di domani

Akhenaton faraone del sole

A

lla Galleria Civica d’arte Moderna e Contemporanea (GAM), proseguono gli appuntamenti con le “Domeniche alla Gam”, ciclo di attività didattiche rivolte alle famiglie. Domenica 8 marzo è in programma “Storie infinite al femminile”, dedicato a piccoli dai 6 ai 10 anni. I bambini, prendendo spunto dall’osservazione di alcuni importanti dipinti delle Collezioni del Novecento, realizzati da Giacomo Balla, Felice Carena, Carlo Levi, Jessie Boswell e Francesco Menzio, potranno scoprire personaggi, scenari, colori e oggetti. Questi elementi, estrapolati dalle opere, diventeranno i protagonisti di un racconto per immagini che metterà in evidenza diverse figure femminili. Nella sala didattica GAM, si effettuerà la scelta dei soggetti e si comporrà un mazzo di carte per inventare una trama narrativa, partendo da particolari delle riproduzione delle opere. In questo modo, i piccoli creativi potranno dare vita a fantasiose connessioni tra elementi diversi con donne protagoniste. Il biglietto costa 7,50 euro intero per adulti, 6 euro il ridotto. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 10 anni. Il laboratorio costa 3 euro ed è necessaria la prenotazione.

Domenica 8 marzo, ore 15 GAM - Via Magenta, 31 - Torino Per informazioni: tel. 011 4429610 - www.gamtorino.it Per prenotazioni: Servizio Educativo GAM Tel. 011 4429546/47, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 - gamdidattica@fondazionetorinomusei.it

Anna with love Alla Biblioteca civica “Italo Calvino”, fino a sabato 14 marzo, potrete visitare la mostra “Anna with love”, racconto di una vita attraverso il disegno, in collaborazione con Casa Oz. Anna era una bambina che, negli ultimi mesi della sua vita, realizzava cinque o più disegni al giorno. L’esposizione presenta oltre 50 lavori che trasmettono a chi guarda tutto ciò che è importante per una bimba di 7 anni. Dedicata a bambini e genitori, la mostra vuole essere una testimonianza per imparare ad apprezzare le cose importanti della vita, al di là delle difficoltà quotidiane. L’ingresso è libero. Lunedì 9 marzo alle ore 17.30, si terrà “Come aiutare il bambino malato: una riflessione sulla qualità di vita dei bambini malati”, incontro di approfondimento a margine della mostra. Fino a sabato 14 marzo Lunedì, dalle 15 alle 19.45 Martedì e mercoledì, dalle 14 alle 19.45 Da giovedì a sabato, dalle 8.15 alle 14

Biblioteca civica “Italo Calvino” Lungo Dora Agrigento, 94 – Torino Per informazioni: tel. 011 4420740/41 www.casaoz.org

Tracce di volo Alla Biblioteca civica “Primo Levi”, potrete ammirare “Tracce di volo”, incisioni realizzate per “La gallina volante”, il celebre libro di Paola Mastrocola, create dal laboratorio Gianni Demo di Chieri. Da sabato 21 marzo a mercoledì 8 aprile Lunedì, dalle 15 alle 19.30 Da martedì a venerdì, dalle 8.15 alle 19.30 Sabato, dalle 10.30 alle 18 Biblioteca civica “Primo Levi” Via Leoncavallo, 17 - Torino Per informazioni: tel. 011 4431262

56 Giovani Genitori

A tutti gli egittologi, grandi e piccini: prende il via, a Palazzo Bricherasio, “Akhenaton Faraone del Sole”, una mostra realizzata in collaborazione con il Musée d’Art et de Histoire di Ginevra. L’esposizione, ambientata nell’Egitto tra i regni di Amenofi III e Ramesse II, rivolge particolare attenzione alla figura di Akhenaton, il Faraone che dà vita al culto dell’Aton, il disco solare trasformato in entità divina. Un evento imperdibile che propone ai visitatori una serie di capolavori, accostati al racconto di vicende storico-culturali di uno dei più importanti periodi della storia dei faraoni. Fino a domenica 14 giugno Lunedì, chiuso Da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19.30 Giovedì e sabato, dalle 9.30 alle 22.30

Palazzo Bricherasio Via Lagrange, 20 – Torino Per informazioni: tel. 011 5711888 www.palazzobricherasio.it


cultura

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Il palazzo dei giochi I

l mondo dei giochi prima del computer e della televisione? Inimmaginabile, sarebbe il pensiero di tanti bambini. A Palazzo Madama, grazie a “Così giocavamo”, attività per le famiglie compresa nel ciclo “In museo con mamma e papà”, i piccoli visitatori saranno stregati dal fascino dei passatempi di una volta. Fionde, birilli, trampoli: nel museo sono presenti diverse rappresentazioni di giochi che, al giorno d’oggi, sono un po’ dimenticati. Oppure altri, come le bolle di sapone, fatti di semplici materiali, che rimangono sempre divertenti tanto da tramandarsi di generazione in generazione. Dopo la visita alle sale, il gruppo potrà realizzare uno dei giochi presenti nelle decorazioni del palazzo. Il laboratorio è rivolto a bambini da 8 a 10 anni, costa 3 euro per ogni iscritto ed è necessaria la prenotazione. Il biglietto d’ingresso costa intero 7,50 euro, ridotto 6 euro ed è gratuito bambini minori di 10 anni. Domenica 22 marzo, ore 15.30 Palazzo Madama - piazza Castello – Torino Per informazioni e prenotazioni: tel. 011 4429911 - www.palazzomadamatorino.it

Feste


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eventi

Messer Tulipano T

empo di primavera, tempo di “Messer Tulipano”. Anche quest’anno, nel parco del castello medievale di Pralormo, ritorna l’evento botanico che attira, ogni edizione, più di 50.000 visitatori provenienti da tutta Italia ma anche da Francia e Svizzera. I tanti appassionati potranno ammirare la straordinaria fioritura di oltre 75.000 tulipani e narcisi olandesi, disposti in un nuovo piantamento completamente rinnovato nelle varietà e nel progetto-colore. La manifestazione, che coinvolge tutto il parco, diletta l’occhio del visitatore proponendo aiuole dalle forme morbide e sinuose, che si insinuano tra gli alberi secolari e i prati. Oltre all’incredibile fioritura, il “paradiso terrestre” di Pralormo accoglie esposizioni a tema. Il gusto è l’argomento collaterale che anima l’edizione di quest’anno. È la naturale continuazione di un percorso dedicato ai cinque sensi, iniziato nel 2007 con l’udito e la musica e proseguito nel 2008 con l’olfatto e il profumo. In quest’ottica, il giardino storico del castello si trasforma nel “Parco goloso di Messer Tulipano”. Tutti i sabati, le domeniche e i festivi, i visitatori potranno degustare specialità e ricette particolari a cura dei “Produttori del Paniere”, dei “Maestri del Gusto” e di rinomate scuole di cucina. Per i bambini, saranno organizzati laboratori ludico-didattici dedicati al giardinaggio e alla cucina. Inoltre, i piccoli ospiti, oltre alla tradizionale caccia alle uova nel parco del castello, potranno divertirsi nel piccolo pollaio, scoprendo gli incredibili piumaggi delle gallinelle “decorative”. Nell’olfattorio, si sfideranno a riconoscere i profumi e gli aromi di frutta ed erbe aromatiche. L’ingresso costa 6,50 euro per gli adulti, 5 euro le convenzioni, 5 euro per i gruppi e scuole; inoltre, è previsto uno speciale famiglia: 3 euro per i bambini da 4 a 12 anni ed è gratuito fino a 4 anni. Sarà presente un bar ristorante all’interno della mostra. Gli amici a quattro zampe sono benvenuti al guinzaglio e, per la loro gioia, ci saranno ciotole di acqua fresca nel parco.

Fino a domenica 3 maggio Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18 Sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 19

Castello di Pralormo Via Umberto I, 26 Pralormo (TO) Per informazioni: info@castellodipralormo. com www.castellodipralormo.


eventi GGl’agenda

Pu-Pazzeria

Carta e Carte I

l centro per la cultura ludica “Spazi gioco e laboratorio” ha rivisitato i giochi di carte, secolare tradizione di gioco italiana. Ai bambini e alle famiglie saranno proposti mazzi “originali”, costruiti appositamente e non commercializzati. Sollecitando la memoria e il pensiero logico, fantasia e strategia daranno vita a contesti ludici divertenti e coinvolgenti. Sabato 28 marzo, dalle 14.30 alle 18 Centro per la cultura ludica - via Fiesole, 15/A – Torino Per informazioni: tel. 011 4439400 - labludica@comune.torino.it

Abitini da cerimonia Battesimi, comunioni, cresime, matrimoni... In quante occasioni dovrete vestire eleganti i figli? La linea Cerimonia di Pixel propone vestitini per tutte le età (da 0 a 16 anni) che uniscono lo chic a un prezzo salvaportafoglio. Per tutto marzo, ai

bimbi che accompagnano la mamma negli acquisti, c’è un regalino a sorpresa. Pixel Store - via San Secondo, 22/G - Torino Per informazioni: tel. 011 546108

Pu-Pazzeria è un laboratorio permanente di realizzazione di giocattoli di stoffa, tra cui le “pigotte” pro Unicef. Per frequentare la ludoteca è necessario essere in regola con il pagamento della tessera Caleidoscopio. Per i bambini da 0 a 6 anni, è essenziale la presenza di un adulto accompagnatore. Lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle 14.30 alle 18

Ludoteca Drago Volante Corso Cadore, 20 – Torino Per informazioni: tel. 011 4439670 labdragovolante@comune. torino.it


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eventi

festa sulla neve

Cioccolato a pranzo... G

olosi di tutto il mondo, unitevi! Arriva “CioccolaTò”. Prende il via, a Torino, la settima edizione della gustosa manifestazione dedicata alla scoperta del cioccolato. Dieci giorni di straordinari appuntamenti consacrati al “Cibo degli Dei”: golosità, divertimento, cultura, spettacolo e impegno sociale ed equosolidale per una filiera più corta. La kermesse di quest’anno ruota attorno alla seduzione scatenata dal cioccolato, con particolare attenzione al lato femminile. Le sedi della manifestazione sono diverse: piazza Vittorio Veneto che ospiterà la Fiera commerciale, aperta venerdì e sabato dalle 11 alle 23, domenica dalle 10 alle 20 e dal lunedì al giovedì dalle 11 alle 20. Al Circolo dei Lettori, si terranno i laboratori di degustazione guidati, su prenotazione. Infine, al Circolo Ufficiali si svolgeranno due cene a tema: venerdì 6 marzo, dedicata alle donne, e venerdì 13 marzo, dedicata agli uomini. Da venerdì 6 a domenica 15 marzo Sedi varie Per informazioni e prenotazioni: tel. 011 9829884 www.cioccola-to.com

... e merenda Per la gioia degli amanti dei dolci spuntini, ritorna la “Merenda Reale” ad allietare le tiepide domeniche pomeriggio di marzo. Adagiati comodamente in veri e propri salotti settecenteschi in stile Casa Savoia, buongustai di tutte le età potranno assaporare il meglio della pasticceria torinese. Il menu si articola in due portate: la prima è composta da cioccolata calda servita con i “bagnati” (biscotti da intingere), paste savoiarde alla provenzale, paste Savoia alla piemontese, canestrelli, torcetti, lose golose, gofri, lingue di suocera e tante altre prelibatezze. Nella seconda parte, verranno servite varie specialità al cioccolato e non: “diablottini” (i cioccolatini più antichi del mondo), praline, torte, torrone… La Merenda Reale si svolge alle 15.30 e alle 17.30, eccetto dove è indicato appuntamento unico alle 16.30. Il prezzo per persona può variare da 8 a 15 euro. È necessario prenotare entro le 17 del giorno precedente. Per l’appuntamento di Candia Canavese, è prevista una navetta gratuita da Torino. Domenica 1 marzo - Antico Albergo Camussot – Balme (TO) - Officina morenica - via Arduino, 89 – Ivrea (TO) (appuntamento unico, ore 16.30) Sabato 7 marzo - Caffè Reale, Palazzo Reale – Torino Domenica 8 marzo - Corte agricola del Castello di Candia Candia Canavese (TO) - Tisaneria Tempo per Thé - via Umberto I, 6 Lanzo Torinese (TO) Sabato 14 marzo - Il Ristoro del Castello - via del Castello, 1 Masino (TO) - Caffè Reale, Palazzo Reale – Torino

60 Giovani Genitori

Domenica 15 marzo Cioccolatò in provincia - Museo del Gusto - via Principe Amedeo, 42/a Frossasco (TO) - Il Ristoro del Castello - via del Castello, 1 Masino (TO) (appuntamento unico, ore 16.30) - Fortezza - Verrua Savoia (TO) (appuntamento unico, ore 16.30) Per informazioni e prenotazioni: IAT Torino, tel. 011 535181 - info.torino@turismotorino.org IAT Ivrea, tel. 0125 618131 - info.ivrea@turismotorino.org IAT Lanzo Torinese, tel. 0123 28080 - info.lanzo@turismotorino.org IAT Pinerolo, tel. 0121 795589 - info.pinerolo@turismotorino.org

A Usseglio, in alta Val di Viù, ci sarà la “Festa sulla neve con le racchette”, divertente manifestazione aperta a grandi e piccini. Gli appuntamenti in programma sono numerosi: sabato 21 marzo inizia la festa con giochi sulla neve, gonfiabili, saltimbanchi, scultori di palloncini, spettacoli, escursioni con slitte trainate dai cani. Alla sera, gran falò propiziatorio, seguito da distribuzione di vin brulè e cioccolata calda. Domenica 22 marzo, al mattino si dà il via alla festosa camminata con le racchette e, al pomeriggio, ci sarà la premiazione dove tutti i partecipanti riceveranno in dono, oltre al pettorale ricordo della manifestazione, un pacco gara contenente prodotti tipici e gadget vari. Su www.festasullaneve.it, è possibile consultare il programma dettagliato della manifestazione e reperire il modulo e i costi d’iscrizione. Sabato 21 marzo Benvenuta Primavera Domenica 22 marzo Grande “Festa Sulla Neve”

Usseglio (TO) Per informazioni: Pro Loco Usseglio tel. 0123 83720 prolocousseglio@libero.it www.festasullaneve.it


eventi GGl’agenda

felici in bici

Martedì in famiglia A

lla Fabbrica delle “e” ritorna “Siamo aperti il martedì”, ciclo d’appuntamenti dedicati alle famiglie a cura del Gruppo Abele. In un periodo d’incertezza, ai genitori viene offerto uno spazio in cui è possibile fermarsi un attimo e lasciare spazio al pensiero, alle domande e all’incontro. Un’occasione per riflettere e discutere su tematiche d’attualità diverse, provando a costruire insieme un futuro diverso per tutti. Ogni appuntamento è preceduto, alle 19.30, da una cena (per partecipare è necessario prenotare entro il venerdì prima al tel. 011 3841083 oppure inviando una e-mail a genitoriefigli@gruppoabele. org). Alle 21 inizieranno gli incontri per gli adulti, in contemporanea, per i bambini sono previsti spazi gioco e laboratori, a seconda delle fasce d’età, dai 3 ai 14 anni. L’ingresso è libero. Saranno organizzati, inoltre, gruppi di approfondimento che, attraverso il metodo della narrazione e del confronto, affronteranno argomenti riguardanti la crescita dei figli e l’educazioni. La serata sarà martedì 24 marzo: alle 19.30 ci sarà la cena in condivisione e alle 20.30 inizia il lavoro in gruppo con laboratori per bambini e ragazzi. Per partecipare è necessario iscriversi. La stessa sera, in parallelo al gruppo di approfondimento, si svolgerà un seminario, sempre su iscrizione, di alfabetizzazione all’uso delle nuove tecnologie, per i genitori che vogliono conoscere meglio Internet e i video giochi.

Ecco il calendario di marzo di “Siamo aperti il martedì”: Martedì 3 marzo, ore 21 E se l’ha già fatto? Dialogare sulla sessualità con i nostri figli e figlie Martedì 10 marzo, ore 21 Quanto è difficile essere genitori nella società odierna… Riflessioni sul nono Rapporto annuale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza Martedì 17 marzo, ore 21 Informare, dissuadere, controllare, ascoltare Riflessioni sulla prevenzione in famiglia Martedì 31 marzo, ore 21 Con chi esci questa sera? La funzione del gruppo in adolescenza La Fabbrica delle “e” Corso Trapani, 91/b – Torino Per informazioni e prenotazioni: tel. 011 3841083 genitoriefigli@gruppoabele.org www.genitoriefigli.gruppoabele.org

Il centro del divertimento Al Centro Commerciale Shopville Le Gru, è nato Grulandia, un vero parco divertimenti, strutturato su quattro piani e situato nella piazza Centrale. È un’area polifunzionale in cui i bambini dai 3 ai 10 anni possono divertirsi in tanti modi, mentre i genitori fanno shopping. Lo spazio è suddiviso in parti diverse. C’è un’area playground, dove si può giocare nuotando fra palline colorate o scendere e salire su scivoli; un’area laboratorio, dove si svolgono intrattenimenti ludico-educativi, si può dipingere, colorare, fare esperimenti e progetti scientifici, tutto sotto l’occhio attento di collaboratori qualificati. Infine, c’è la sala compleanni per fare super feste con animatore e trucca bimbi, decorazioni e giochi. Per accedere a Grulandia, è necessario fare una tessera personale; è possibile scaricare il modulo d’accredito da www.legru.it. Il parco è aperto dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 20, venerdì dalle 15 alle 21, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 21. Ecco il programma dei laboratori di marzo: Da domenica 1 a domenica 8 marzo - Laboratorio per creare una tasca portaoggetti Da lunedì 9 a domenica 15 marzo - Laboratorio per creare addobbi di primavera per Grulandia Da lunedì 16 a domenica 22 marzo - Concorso di disegno sulla primavera Da lunedì 23 a martedì 31 marzo - Laboratorio di origami sui delfini

Due ruote nel vento propone una serie di pedalate tematiche, adatte alle famiglie, alla scoperta di Torino. I percorsi hanno un livello di difficoltà minimo, sono interamente su piste ciclabili e su strade minori, completamente in sicurezza. La velocità sarà lenta e le soste numerose. A marzo, sono in programma diversi itinerari: “Archeologia industriale” (quota 15 euro), una carrellata di ciò che è rimasto di antichi insediamenti industriali, “La Reggia di Venaria Reale” (quota 24 euro), che comprende la visita guidata alla Reggia e del parco della Mandria, e “Le Residenze Reali” (quota 15 euro), giro che include la Reggia di Stupinigi, il mausoleo della Bela Rosin, il Castello di Moncalieri e la Villa della Regina. L’orario delle escursioni va dalle 10 alle 17. Maggiori dettagli sui luoghi di ritrovo verranno forniti al momento dell’iscrizione. Domenica 1 marzo e sabato 28 marzo Archeologia industriale Domenica 8 marzo Le Residenze Reali Sabato 14 marzo La Reggia di Venaria Reale

Due ruote nel vento Corso Tassoni, 50 - Torino Per informazioni: tel. 011 4372057 info@dueruotenelvento. com www.dueruotenelvento. com

Grulandia - Centro Commerciale Shopville Le Gru Via Crea, 10 - Grugliasco (TO) Per informazioni: www.legru.it

Giovani Genitori 61


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eventi

Diventare mamma

Laboratori in circolo Il circolo della fiaba Perché il racconto di una fiaba diventi, per i vostri bambini, un’esperienza unica ed emozionante, non perdetevi “Il circolo della fiaba”, condotto da Silvia Iannazzo. È un laboratorio di narrazione in cui si parte alla scoperta delle fiabe e della voce per raccontarle ai più piccoli, rivolto a genitori, nonni, educatori, insegnanti, artisti e a tutti coloro che vogliono addentrarsi in un mondo magico. Gli incontri in programma sono dodici ed è necessaria l’iscrizione. Da martedì 3 marzo, dalle 20.30 alle 22.30 Associazione culturale Agartè Via Principessa Clotilde, 60 – Torino Per informazioni e iscrizioni: cell. 348 5632500, dalle 8.30 alle 12 ilcircolodellafiaba@gmail.com Bottega Famiglie. Progetto 0 – 3 Alla Cascina Roccafranca proseguono gli appuntamenti del ciclo “Cresco con il mio bambino” nell’ambito di “Bottega famiglie. Progetto 0 – 3”. Durante gli incontri, è prevista per i genitori la possibilità di baby parking per i figli (è necessario prenotare al tel. 011 9502281 oppure inviando una e-mail a laroccaincantata@hotmail.it). Sono in programma, inoltre, dei laboratori di approfondimento. Sabato 28 marzo alle 17.30, ci sarà “Genitori di figli, figli di genitori”. Giovedì 26 marzo, dalle 17 alle 19 Mamma e papà: alleati o nemici? Relatrice la psicologa S. Bragante Cascina Roccafranca - Via Rubino, 45 – Torino Per informazioni: tel. 011 4436250 www.cascinaroccafranca.it

Fare famiglia oggi: nuove forme, nuovi significati Alla Biblioteca civica Villa Amoretti, sono in programma gli ultimi incontri del ciclo “Fare famiglia oggi: nuove forme, nuovi significati”, dove si affrontano temi legati alle differenti realtà domestiche e ai tanti modi di fare famiglia. Ogni appuntamento, della durata di due ore, si avvale del contributo di un esperto. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Lunedì 2 marzo, ore 20.45 - Reti familiari Lunedì 16 marzo, ore 20.45 - Tempi della vita e passaggi di generazione Lunedì 30 marzo, ore 20.45 - Fare famiglia oggi Biblioteca Civica Villa Amoretti Corso Orbassano, 200 – Torino Per informazioni: tel. 011 4438604/4438605 pasqua e decorazioni primaverili Al Bed and Breakfast Courtilet di Bobbio Pellice, prende il via la rassegna “Corsincasa”. I primi appuntamenti sono dedicati alla Pasqua e alle decorazioni primaverili. È possibile partecipare ai corsi e dormire nel Bed and Breakfast; per i bambini sotto i 12 anni il pernottamento e la colazione sono gratis. Il costo del primo incontro è di 35 euro, comprensivo di materiale, più 5 euro di tessera associativa. Il secondo corso costa 25 euro. Sabato 7 marzo, dalle 14.30 alle 18.30 Piccoli oggetti decorativi ricavati infeltrendo la lana cardata Sabato 14 marzo, dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 18 Realizzazioni pasquali con l’uncinetto B&BCourtilet-BorgataCortilet,6-BobbioPellice(TO) Per informazioni: tel. 0121 932517, cell. 338 3096964

Benvenuta primavera A tutti i bambini stufi del grigiore invernale: non potete mancare alla spumeggiante “Festa di primavera” che si terrà alla scuola Bimboporto, con cena, giochi sulla primavera, fiori e animaletti che si risvegliano. Grazie a un’abile animatrice-truccatrice, i bimbi potranno trasformarsi in tanti folletti, fate, gattini, topini e cagnolini. Si faranno giochi e attività con due insegnanti, mentre mamma e papà vanno fuori a cena, soli soletti. È aperto a tutti i bambini dai 2 ai 7 anni. Il costo della serata è di 30 euro ed è necessaria la prenotazione. Sabato 4 aprile, dalle 19 alle 22.30 Bimboporto Corso Lombardia, 24 (zona Pescarito) – San Mauro Torinese (TO) Per informazioni e prenotazioni: tel. 011 2740980

62 Giovani Genitori

“Diventare mamma” è un percorso di accompagnamento pratico e di sostegno psicologico alla maternità. Seguite da professionisti specializzati, le future mamme verranno supportate affinché affrontino in modo sereno la gravidanza, come una vera e propria “dolce attesa”. Si cerca, in questo modo, di prevenire possibili momenti di disagio e di costruire una buona armonia con il nascituro. Saranno approfondite tematiche legate a tutte le fasi delicate per la mamma: gravidanza, parto, diventare ed essere genitore. Il percorso si sviluppa attraverso momenti di incontro pre e post parto, suddivisi in sei moduli. La partecipazione può avvenire a moduli o per tutto il percorso. L’attività si svolge in gruppo. È, inoltre, possibile definire percorsi individuali a seconda delle esigenze. Un modulo singolo costa 75 euro, il percorso completo 350 euro. È necessaria l’iscrizione.

Istituto torinese di analisi transazionale Via Peyron, 58 – Torino Per informazioni e iscrizioni: Raffaella Colombo cell. 338 5836919 Azzurra Riondato


art lab GGďƒ„rubriche Monya Lucisano

costo

3,50

La cittĂ porta-biglietti

Ecco tutto l’occorrente per iniziare: un cartone (A4), cartoncini di vario colore, colla, pennarelli, righello, forbici e gancetti. Disegnate sul cartone due case e un rettangolo centrale, ritagliatelo.

Ritagliate i cartoncini colorati e incollateli al cartone.

Ritagliate una striscia di cartoncino verde per il prato (6,5x 29,7 cm), piegatelo a 2 cm e a 4 cm, sul lato piu lungo ritagliate il prato. Incollate il prato al cartone con le casette.

Ritagliate tre rettangoli alti 6,5x16 cm, piegateli in modo da creare delle scatoline larghe 6 e profonde 1,5 cm e incollatele. Disegnate delle porte e incollatele tra il prato e le case. Personalizzate le casette e usatele per conservare i biglietti da visita.

Giovani Genitori 63


GGďƒ„rubriche bimbi

Benvenuta piccola Micol!

uando torni Ciao Alex, ma pqasta bianca? a mangiare la! Matti e Chiara Ti aspettiamo!

Questo spaz io è dedicato alle foto degli Non sei anco abbonati. ra abbonato ? Ahi Ahi Ahi!

no Marianna! Buon complean ta Camilla et Dalla tua cugin

in pigiamino: Tre principesse lice Elena, A anna e la piccola Ari

amma Veronica Tanti auguri a m di GG dalla redazione

no Marco Buon complean zione! da tutta la reda

gioletti hie...i nostri an Ecco David e Sop diventati due per la da dicembre sono PapĂ ! Un baciotto! e gioia di Mamma

tra Auguri alla nos rustichella!


sorridi sei su gg GGrubriche

La riforma dei compiti Pubblichiamo in anteprima una proposta di modifica inerente l’assegnazione dei compiti scolastici da svolgere a casa, come da circolare ministeriale 2009, n. 1 Con circolare 29 febbraio 2009, n. 1, avente per oggetto: “Compiti scolastici da svolgere in orario extrascolastico. Per una scuola sempre più a misura di bambino”, viene richiamata l’attenzione dei Capi d’istituto e degli insegnanti sulla necessità di non sottoporre gli alunni a un carico eccessivo di lavoro per i compiti scolastici da svolgere a casa.

* Elaborati Lo svolgimento dei compiti non dovrebbe impegnare lo studente più di 90 minuti al giorno. Il tempo a disposizione va suddiviso nel seguente modo: 15 minuti: cercare i compiti da fare nel diario 11 minuti: telefonare a un compagno di scuola per chiedere quali sono i compiti da fare 23 minuti: spiegare perché l’insegnante è depresso e odia i bambini 8 minuti: chiudersi in bagno 10 minuti: piccola merenda 7 minuti: leggere i programmi tv sul giornalino 6 minuti: dire ai genitori che l’insegnante non ha mai spiegato come fare il compito 10 minuti: restare seduti a osservare mamma e papà che fanno i compiti

* Ricerche La ricerca va sempre svolta l’ultimo giorno prima della consegna. Gli orari di svolgimento devono essere compresi fra le 21,30 e le 23,50. È importante che l’intera famiglia sia coinvolta nel progetto ed è indispensabile che uno dei genitori, a turno, debba scendere a comprare fogli protocollo, pennarelli rossi e neri e colla stick. È vietato verificare il funzionamento della connessione Adsl fino all’ultimo minuto. È indispensabile che almeno un membro della famiglia finisca in lacrime durante la serata (non deve essere lo studente). Un genitore a turno resta sveglio fino alla fine della ricerca. L’altro potrà chiamare la scuola, il mattino successivo, avvisando che lo studente è a casa malato.

* Letture La lunghezza del libro da leggere a casa va scelta in misura inversamente proporzionale al tempo concesso allo studente. Si consiglia vivamente di evitare la lettura nei momenti di relax, per esempio fine settimana, vacanze scolastiche o periodi di convalescenza. Un genitore a turno va coinvolto nella lettura. Procedere nell’alternanza degli adulti fino a quando uno si appassionerà all’argomento e finirà di leggere il libro. A questo punto chiedere a mamma o papà di stilare una breve scheda descrittiva o, in alternativa, la giustificazione per aver perso il libro durante una trasferta familiare.


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