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a c i t a r c o m e d e c La vo Numero 4

NOVEMBRE 2011

Fine di un’era: Il BERLUSCONISMO (1994 - 2011) Sabato 12 novembre 2011 per tutti gli italiani sarà una data difficile da dimenticare perché segna la fine di un'era che ha contraddistinto la nostra storia politica degli ultimi 18 anni. Ad aspettare in piazza le dimissioni dell'ex Presidente del Consiglio Silvio

Berlusconi, l'italiano più incredibile di questo dopoguerra, c'erano migliaia di persone che festeggiavano e contestavano al tempo stesso, urlando ("buffone", "ladro", "in galera") e gettando qualche monetina; scena già ripetuta nel 1993 nei confronti di Bettino Craxi ( leader socialista). Berlusconi lascia la scena politica con un videomessaggio, giustificando le sue dimissioni "Per senso di responsabilità". Di certo non nei confronti dello Stato e degli italiani, ma per le sue aziende.

Le ragioni che lo inducono al passo indietro sono le stesse che nel 1994 lo spinsero al passo avanti: evitare il

fallimento delle sue aziende (che avevano perso appena il quarantasette per cento in Borsa!), e provare a salvarsi dai processi. Ricorderete il caso denominato "Mani Pulite" che spazzò via Dc, Psi e il vecchio protettore di Berlusconi Bettino Craxi; bene in quel periodo la Fininvest aveva 3.500 miliardi di debiti in lire. E' chiaro che Berlusconi, perdendo le protezioni politiche, sarebbe stato distrutto dalle banche. Decise, quindi, di scendere in campo personalmente e di puntare dritto in alto e cioè alla presidenza del Consiglio. Fondò un partito formato dai suoi manager chiamato "Forza Italia" e il 27 marzo 1994 insieme ad altre forze politiche alleate,

Silvio ottiene il quarantadue per cento dei voti ed entra così a Palazzo Chigi. Un governo che cadde dopo pochi mesi e che permise a Berlusconi di tornare al governo non prima del 2001 con una maggioranza schiacciante. Nel 2008, invece, vinse le elezioni facilmente e ottenne una maggioranza mai vista : cento seggi alla Camera e quaranta al Senato. Chi avrebbe potuto pensare che saremmo arrivati a una maggioranza risicata? E soprattutto, chi avrebbe potuto pensare che la rottura con Fini avrebbe determinato un lungo e sofferente calvario per l'ultimo governo Berlusconi? Lui che ha sempre avuto la capacità di convincere gli italiani con le sue promesse mai mantenute

rifilando barzellette usate ai cronisti; lui che nel videomessaggio del 1994 iniziava dicendo che " L'Italia è il Paese che amo.." e in una intercettazione si sfoga al telefono con il direttore dell' ”Avanti”, Walter Lavitola, dicendo: "Tra qualche mese me ne vado.. vado via da questo Paese di merda di cui sono nauseato..". Questi fatti ci invitano a riflettere sul fatto che niente si dà per scontato, ma una cosa si sa per certo, che noi stiamo vivendo la storia che poi studieranno i nostri figli. All'indomani delle dimissioni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via alle consultazioni ed entro la sera ha dato il compito all'ex commissario europeo, Mario Monti, di formare un nuovo governo. Si cambia registro e soprattutto si cambia faccia. L'argomento, quella sera, alla gente è interessato fino a un certo punto. E' la notte della festa, dei

raduni organizzati grazie ai social network: sintomo che un'era sembra davvero esser finita e che il popolo stava festeggiando l'addio del re delle televisioni.

SIMONE AMATA


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La voce democratica

FINALMENTE SUD! Delegazione dei GD troinesi alla scuola di formazione nazionale per il Mezzogiorno. Nei giorni 29 e 30 ottobre 2011 presso la Mostra d‟Oltremare di Napoli, si è svolto l‟incontro di apertura del progetto “Finalmente Sud”,organizzato dal Partito Democratico nazionale, che ha visto coinvolti duemila giovani del Mezzogiorno. I partecipanti s o n o s t a t i selezionati dalla segreteria nazionale fra segretari di circolo,amministratori locali,militanti e rappresentanti di associazioni under 35. Il progetto, che avrà la durata di un anno,si articolerà attraverso incontri sia fisici che virtuali,quest‟ultimi attraverso una piattaforma telematica in cui i giovani,messi in rete fra di loro, potranno confrontarsi sugli argomenti affrontati durante il corso. La convention napoletana, inaugurata fra gli altri dal segretario nazionale Pierluigi Bersani,dall‟On. Rosy Bindi e dai segretari regionali del meridione, ha visto i presenti impegnati in varie sessioni tematiche aventi a che fare con quelli che sono i problemi

del Mezzogiorno italiano. Dei Giovani Democratici di Troina sono stati selezionati quattro ragazzi: Marco Dispinzeri, Cristian Pagana, Maurizio Castano e Fabrizio Tomasi, i quali hanno assistito alla lezione del Prof. Alberto Tulumello (docente alla Facoltà di Scienze Politiche di Palermo) riguardante “Le Risorse del Mezzogiorno: partenariati,fondi,territori”. Il suddetto relatore all‟interno dell‟intervento si è soffermato sugli scenari che la crisi ha aperto nel Sud e sull‟importanza della nostra presenza all‟interno dell‟Unione Europea.

Infatti soprattutto in quest‟ultimo punto si è messo in evidenza il fatto che la comunità europea non è solamente un “distributore di fondi” ma ricopre anche importanti ruoli di diplomazia fra gli Stati membri. Per i ragazzi troinesi è stato un importante momento di alta formazione

politica che sicuramente sarà utile per il loro futuro all‟interno della società. I giovani, però sono rimasti sicuramente più colpiti dalle parole del segretario Bersani:”Serve un ricambio con cambiamento. Ci vogliono idee, metodi e protagonisti nuovi.” Queste frasi hanno suscitato parecchio entusiasmo non solo nei giovani troinesi ma in tutta la platea in quanto almeno a parole esprimono la voglia di cambiamento che il Partito Democratico vuole intraprendere nel Sud, perché è dalla crescita del Mezzogiorno che dipende la ripartenza economica dell‟Italia. I giovani democratici di Troina esprimono apprezzamento e gratitudine alla segreteria nazionale per l‟opportunità che gli è stata concessa, di intraprendere un percorso formativo di tale valenza. MARCO DISPINZERI FABRIZIO TOMASI

II Edizione di scuola di formazione politica: interviene l’On. Rosario Crocetta. Con la presenza dell‟on. Rosario Crocetta sabato 15 ottobre 2011 è cominciata la seconda edizione della scuola di formazione politica, proposta dai Giovani Democratici e promossa dal Partito Democratico di Troina. All‟ evento hanno partecipato circa settanta persone con buona percentuale di giovani, anche dei circoli limitrofi dei G.D., che hanno riempito

la sala.

rapporto tra mafia e politica.

Oltre all‟on. Crocetta sono intervenuti il segretario del P.D. troinese Fabio Sebastiano Venezia e il segretario dei G.D., sempre di Troina, Giovanni Ruberto. Il primo si è soffermato sull‟ operato dell‟ ex sindaco di Gela e ha introdotto il problema della criminalità organizzata in generale; l‟altro, nel primo intervento pubblico come segretario dei G.D., ha argomentato il

Nella sua lezione sono stati tanti i temi trattati, con un solo minimo comune denominatore: la mafia. Crocetta ha parlato di “cosa nostra” nella letteratura, nella storia e della mafia imprenditoriale (la prima a cui ha dato battaglia, istituendo a Gela un‟ associazione contro il pizzo). Secondo l‟euro-parlamentare, infatti, una delle tante cause del sottosviluppo


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del meridione si potrebbe attribuire alla presenza del fenomeno mafioso: si stima che il fatturato annuo della organizzazione criminale si aggiri intorno a cento miliardi di vecchie lire, che si sottraggono alle casse degli enti locali.

facevano parte della „ndrangheta. Ciò sì come quelle di un uomo che ha significa che la mafia è ormai interna- fatto una scelta e che continua su zionale. questo binario in maniera coerente, Sempre nello stesso ambito, in rispo- consapevole di rischiare la vita. Infatti, non molto tempo fa è stata insta a ciò che aveva detto l‟ex-ministro alla pubblica amministrazione Renato tercettata una chiamata nella quale Brunetta sulla cancellazione dei certi- si parlava di un possibile attentato Ma soprattutto ha parlato della ma- ficati anti-mafia delle imprese italiane, nei sui confronti. fia oggi, indubbiamente lontana dal si è cosi espresso:“E‟ incredibile che Sulla base di questa bellissima eprototipo che si erano proposti Riina mentre al Parlamento europeo stiamo sperienza che abbiamo vissuto, invie il suo clan negli anni „80. Oggi conducendo una battaglia per far di- to tutti voi lettori a partecipare alle “cosa nostra” è silenziosa e non si ventare quello della Certificazione future lezioni di scuola di formazione preoccupa di farsi sentire. Il principa- antimafia, e in generale la legislazione politica, con l‟auspicio che attraverso le obiettivo della malavita odierna è italiana, un modello da proporre a tutti questa si possa attuare una rivoluquello di espandersi il più possibile. gli stati membri, un ministro italiano si zione mentale nella quale uno dei Ricorderete sicuramente la strage di lasci andare ad affermazioni surreali principali obiettivi sia quello di comDuisburg nell‟agosto 2007, nella come quella”. battere la mafia attraverso una politiquale persero la vita, 5 ragazzi, dai Sicuramente, quella dell‟on. Crocetta, ca pulita fatta da giovani, nuove ide16 ai 25 anni, e il proprietario del non è stata solamente una lezione di e, nuove proposte per il progresso ristorante, in cui uno delle vittime politica, ma si potrebbe definire anche della società e per il nostro futuro. aveva appena festeggiato il suo di- una lezione di vita, in quanto non ha ciottesimo compleanno, che di anni parlato delle sue azioni come quelle ANGELO BAUDO ne aveva 39. Ebbene i mandanti che avrebbe potuto fare un eroe, ben-

Indignados e crisi economica Sentiamo poco parlare in tv di quei giovani che, dallo scorso maggio, lottano contro un sistema economico e governativo che ostacola il progresso impedendo, così, l‟eguaglianza dei cittadini. Sono i cosiddetti Indignados: un movimento di liberi cittadini nato in Spagna e poi estesosi a macchia d‟olio in tutta Europa, in Gran Bretagna e persino negli Stati Uniti. Gli indignados, il cui nome deriva dal libro Indignez-vous! (Indignatevi) pubblicato da un ex militante della resistenza francese, denunciano l‟attuale sistema capitalista e finanziario che è la causa della crisi economica di cui tanto parliamo in questo periodo. Lo slogan usato dal movimento di protesta Occupy Wall Street recita “We are the 99%” (noi siamo il 99%). Una cifra che sta ad indicare quella porzione di popolazione che stenta ad arrivare a fine mese, che se ha un lavoro è precario, che rappresenta i giovani senza futuro, insomma quella popolazione che versa in condizioni economiche precarie a causa di quell‟ 1% di corporazioni economiche, banche e lobby che si arricchiscono sempre di più. Se stiamo attraversando una crisi economica è perché abbiamo una non equa distribuzione del reddito; detto

siano uguali senza distinzione di sesso, razza o condizione economica.

in parole povere c‟è chi vive nello sfarzo (l‟1%) e chi, uso un termine poco ortodosso ma che rende l‟idea, nella merda (il 99%)! Gli indignados cercano di opporsi a questa grave situazione planetaria organizzandosi sul web, attraverso i social-networks, e scendendo in piazza. Sono stati loro ad organizzare la grande manifestazione dello scorso quindici ottobre, svoltasi in tutte le più grandi città europee, che però purtroppo in Italia è stata rovinata dai “Black-Blok” che sono riusciti a far distogliere l‟attenzione da quella che era l a v e r a p r o t e s t a . Gli indignados sono quindi gente che, come si legge nel loro manifesto “si alza ogni mattina per studiare, per lavorare o per trovare lavoro, gente che ha famiglia e amici” a cui però piace sognare un mondo in cui tutti gli uomini

Voglio concludere con un appello che rivolgo a tutti quei governi che mandano la polizia in piazza per manganellare (come sta avvenendo in questi giorni a New York, sotto la borsa di Wall Street) i giovani che PACIFICAMENTE manifestano le proprie idee: non usate la violenza contro quei poveri ragazzi, piuttosto ascoltateli, chissà potrebbero avere la ricetta per uscire dalla crisi!

GIOVANNI RUBERTO


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Violenti o.....infiltrati!! Sabato 15 Ottobre un gruppo di violenti mettono a ferro e fuoco la “città eterna”, Roma. Una giornata particolare, dove migliaia di giovani, gli Indignados ( non solo in Italia), si sono riuniti per dire basta a questo sistema capitalistico, governato dalle banche mondiali. Una giornata cominciata in modo pacifico, un corteo colorato e giocoso animava le strade della città, e così doveva essere per tutto il giorno, ma così non è stato. Ad un certo punto una parte del corteo si stacca e inizia a fare danni, spaccando tutto quello che vede, sopratutto auto ( di persone comuni), vetrine di negozi e di banche. I danni non si contano. La città è ferita non solo fisicamente, ma anche nello spirito. Le prime ipotesi sostengono che gli autori dei gesti violenti appartengono al gruppo anarchico-insurrezionista, i cosi detti “Black Blok”, già comparsi in altre manifestazioni ( vedi G8 di Genova) . Sembrano quasi una truppa militare, per la loro organizzazione in gruppo, per il loro abbigliamento (vestiario nero, casco, scarponi “molto

simili” a quelli della Polizia), per la strategia d'azione. Tutti i media sono molto più attratti dalle gesta dei violenti che dallo “spettacolo” offerto dagli Indignados ( molti di loro vanno contro i violenti insultandoli e non riconoscendoli come loro compagni di “lotta”). Tutte le emittenti mostrano le immagini delle azioni teppistiche, ignorando completamente le immagini del corteo pacifico, facendo cadere tutte le attenzioni di chi guarda, sulla condotta violenta, perdendo il vero motivo, il perché di quella manifestazione. Solitamente lo spettatore, alla vista di tali immagini, condanna la violenza ma successivamente finisce per generalizzare e riconosce negli Indignados i delinquenti. Ma è veramente così? Assolutamente NO!! Vedendo le immagini a me è sorta una domanda: sono stati veramente gli Indignados (che nascono in Spagna come gruppo pacifico) a fare tutto questo? Bene ho trovato una risposta vedendo molti documenti, immagini, video: “Metodo Kossiga”. Ebbene Francesco Cossiga, ex capo

dello stato, tempo fa ha delineato una strategia per boicottare le manifestazioni fastidiose. In sintesi questo è il metodo: un gruppo, mischiato con il corteo, ad un certo punto della manifestazione (secondo ordini) si stacca dal corteo, e fa danno! Dopo un paio di ore il raggruppamento si ritira e la Polizia carica. Ma chi carica? I manifestanti che sfilano pacificamente!! Il risultato è il ritiro di parte dei manifestanti, quindi un calo morale e delle prestazioni fisiche e psichiche. In poche parole la manifestazione è boicottata. Ma perché boicottarla? Perchè questo è successo solo in Italia? A chi danno fastidio gli Indignados? Troppe domande, poche risposte. Delle poche risposte però ne colpisce una di una indignata ad una domanda delle Iene: “Secondo te l'Italia è un paese per giovani?” Lei: “L'Italia è un paese per furbi!” Sono sicuro che gli Indignados non si fermeranno, continueranno la loro giusta lotta, per un mondo migliore.

MAURIZIO CASTANO

I GD di Troina alla manifestazione nazionale del Partito a Roma. Un’esperienza entusiasmante ed arricchente. Il 5 novembre scorso si è tenuta a Roma, a piazza San Giovanni, la manifestazione del Partito Democratico denominata “In nome del popolo italiano”. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza spinti dagli ideali e dalla voglia di cambiamento. Anche i Giovani Democratici di Troina hanno preso parte alla manifestazione, rispondendo così all‟invito del segretario nazionale Pierluigi Bersani. Circa trenta tra militanti e simpatizzanti sono partiti da Troina verso le 19.30 per arrivare a Catania e prendere il treno speciale diretto a Roma. Dopo un lungo ed estenuante viaggio si è giunti a piazza S. Giovanni cantando le vecchie ma non superate canzoni popolari e sventolando con onore le bandiere del partito. Dopo l‟esibizione di importanti artisti come Roberto Vecchioni, il segretario Pierluigi Bersani

ha esordito inneggiando la parola “ricostruzione” e prendendo l‟impegno che il PD riporterà l‟Italia al posto che merita. Aggiunge poi non che non era mai capitato che l‟Italia venisse schiaffeggiata e sostiene che mai più dovrà capitare un‟offesa simile. Ha poi ribadito che non si torna indietro dall‟euro e che tocca ai partiti di sinistra alzare la bandiera dell‟Europa. Ancora una volta insiste sulla questione che Berlusconi deve andare a casa e dal giorno dopo si potrà finalmente cominciare a lavorare per uscire dalla crisi. Poi incoraggia la folla sulla certezza che l‟Italia e gli italiani ce la faranno attraverso l‟equità e con una legislazione di ricostruzione. Dura condanna anche per i “rottamatori” ai quali dice che il PD non fa come Berlusconi ma proprio l‟inverso. Conclude dicendo che bi-

sogna rifare l‟Europa più democratica, sovrana, giusta e libera, esortando il Parlamento europeo ad avere un occhio più attento al Mediterraneo, troppo spesso bistrattato secondo Bersani. Una manifestazione carica di entusiasmo e di progetti che segnerà la politica italiana grazie al contributo e al grande senso di responsabilità del PD. I Giovani Democratici di Troina sono tornati a casa carichi di entusiasmo e di aspettative, sperando che presto questi desideri potranno realizzarsi, soprattutto per i giovani meridionali, ma in generale per tutti i giovani, affinché possano tornare a sognare e progettare un futuro migliore. PAOLO MARE PIERSALVO COSTANZO


La voce democratica - Novembre 2011