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SENTIERI CREATIVI Mostra Collettiva


16 DICEMBRE 2011 / 15 GENNAIO 2012 SPAZIO POLARESCO Via del Polaresco, 15 Bergamo da martedì a venerdì 15.00 - 22.00 sabato e domenica 18.00 - 22.00


SENTIERI CREATIVI La mostra allestita presso lo Spazio Polaresco è l’ultimo atto del progetto pilota “Sentieri Creativi”, messo in campo per la prima volta nel corso del 2011 grazie alla virtuosa collaborazione tra l’Assessorato all’Istruzione, Sport, Tempo Libero e Politiche Giovanili del Comune di Bergamo e il CAI di Bergamo e con il sostegno di “L’Eco di Bergamo” ed “Orobie”. “Sentieri Creativi” è un progetto nato con l’ambizioso obiettivo di valorizzare il dialogo tra giovani creativi e la passione e la pratica della montagna attraverso progetti artistici pensati ad hoc e la cui installazione e realizzazione era prevista direttamente in quota, lungo i sentieri e all’interno dei rifugi delle Orobie bergamasche. A seguito di un bando aperto di partecipazione, il progetto ha visto – tra luglio e settembre 2011 – la realizzazione in quota, in abbinamento ad uno o più rifugi, di otto progetti, presentati da giovani creativi under 30, tutti dedicati ad approfondire il tema della “lentezza”, un aspetto strettamente legato alla pratica e alla frequentazione della montagna. Gli stessi progetti – o, in alcuni casi, gli esiti a cui hanno dato vita – trovano casa ora, in una mostra collettiva, presso lo Spazio Polaresco. Danilo Minuti Assessore all’Istruzione, Sport, Tempo Libero e Politiche Giovanili del Comune di Bergamo


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OPERE

dedicate al tema della

LENTEZZA

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DAVIDE BRENA E FRANCESCO CAMOZZI UN NIDO PER LA LUCE FRANCESCO CAMOZZI FOTOGRAFARE CON LENTEZZA TIZIANA CATALANO, RITA MINNITI E DANIELA DOBOS RESPIRO PRIMORDIALE CHIARA CAVALLERI GH’ERA ‘NA ÒLTA ANDREA FORLANI PRATI IN FIORE AURORA GRITTI LA PICCOLA PASSOSVELTO E LA LUMACA LAURA LOCATELLI SENTIERI DI TERRA / ORTO-GRAFIE MEDEA ZANOLI STRISCIANTE LENTEZZA


UN NIDO PER LA LUCE

DAVIDE BRENA E FRANCESCO CAMOZZI SOLARIGRAFIA CONCA DEI CAMPELLI, LAGO SARDEGNANA E RIFUGIO ALBANI Il progetto nasce dall’idea di esplorare il tema della lentezza con una serie di immagini delle montagne bergamasche dal forte impatto visivo, create impiegando mezzi poveri, semplici e dove possibile ecologici. Lo strumento scelto è la “solarigrafia”, un’originale tecnica fotografica ecologica e anti-tecnologica che si basa sull’utilizzo di carta fotografica tradizionale e di fotocamere stenopeiche auto-costruite per realizzare immagini che dipingono il movimento del sole nel cielo sullo sfondo di paesaggi naturali. Gli elementari apparecchi fotografici (scatole di plastica o metallo recuperate e modificate per lo scopo) sono stati mimetizzati all’interno di casette per uccelli, realizzate interamente con materiali di recupero per raggiungere l’obiettivo di impatto ambientale nullo, e sono state lasciate in loco al termine del progetto. Le fotografie risultanti sono il frutto di esposizioni estremamente lunghe, dal 6 luglio al 14 settembre 2011, che hanno permesso di fissare le traiettorie solari, altrimenti non visibili in “scatti” convenzionali. Le diverse fotocamere sono state posizionate nei seguenti punti: - Rifugio Albani, rivolta verso la Presolana - Conca dei Campelli, rivolta verso il Cimon della Bagozza - Lago di Sardegnana, rivolta verso il Pizzo del Becco

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FOTOGRAFARE CON LENTEZZA FRANCESCO CAMOZZI FOTOGRAFIA STENOPEICA RIFUGIO LAGHI GEMELLI “Più lenti, più dolci, più profondi” sembra descrivere perfettamente lo spirito della fotografia stenopeica. Complice il dilagare del “digitale” e delle macchine fotografiche ultra-compatte e automatiche, l’approccio alla fotografia tradizionale sembra essere mutato a scapito di un’immediatezza ed una velocità di diffusione dei risultati impensabili fino a pochi anni fa. Con la stenoscopia si può ritornare agli albori di questa arte visiva, concentrando l’attenzione non solo sull’immagine finale ma anche sul processo di creazione della stessa, legato più che mai all’apparecchio impiegato e all’esposizione della pellicola. Le fotocamere stenopeiche sono il più delle volte costruite a mano, dedicando tempo e cura alla fase di progettazione e di realizzazione degli apparecchi, dalle più svariate forme e dimensioni. Le immagini realizzate, poi, assumono connotati caratteristici e possono essere frutto di esposizioni lentissime, dalle decine di minuti alle ore, con risultati spesso “sconosciuti” alla fotografia tradizionale. Questo progetto vuole rendere omaggio alla semplicità e alle potenzialità della stenoscopia, raccogliendo immagini e fotocamere stenopeiche per far conoscere e riscoprire questa particolare tecnica fotografica.

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RESPIRO PRIMORDIALE

TIZIANA CATALANO, RITA MINNITI E DANIELA DOBOS INSTALLAZIONE RIFUGIO CALVI L’opera nasce dall’idea di rappresentare il percorso dell’esistenza, con l’intento di esortare colui che interagisce con essa a riflettere sugli archetipi collettivi. Il titolo e l’opera stessa sono concepite con una frase: “vai al centro e ascolta il respiro delle forme”, come se fosse una traccia di pensiero e un invito ad ascoltare gli elementi della natura, il ritorno a se stessi e alle origini. L’opera è parte integrante del terreno stesso, poiché esso è fervido di linfa vitale e luogo dove tutto si genera. Nel momento progressivo verso il centro lo spettatore, camminando lungo la spirale dell’opera va simbolicamente verso la vita, nel momento regressivo all’esterno verso la morte. La sua forma a spirale si manifesta come archetipo, evoca l’unitarietà della natura simboleggiando l’utero materno. L’interazione tra le forme naturali, l’individuo e il potere del luogo coinvolgono e suggestionano al di là del tempo e della realtà evocando la condizione effimera dell’esistenza.

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GH’ERA ‘NA ÒLTA

STORIE DALLA NOSTRE MONTAGNE CHIARA CAVALLERI PERFORMANCE E INSTALLAZIONE RIFUGIO ALPE CORTE Le nostre montagne sono mute signore immobili, osservano silenziose lo scorrere degli anni. Custodiscono il segreto della vita e della morte, della natura che sopraffà l’uomo e dell’uomo che invano cerca di dominarla. Da più di un anno sto riflettendo sul significato della narrazione: ogni volta che ho potuto ho raccolto favole, storie e leggende, ho viaggiato e mi sono fatta stregare da visi stranieri, accenti esotici, dal suono di lingue di paesi lontani. Ho raccolto pezzi di una tradizione orale che si sta piano piano sgretolando sotto il peso della tecnologia, della razionalità, della frenesia della vita quotidiana. Per creare quest’installazione sono rimasta quattro giorni nei dintorni dell’Alpe corte, ho seguito i sentieri che partono dal rifugio, dormito in tenda dove mi fermavo, frequentato i rifugi, e a chi ho incontrato sul cammino ho chiesto di raccontare storie vere e di fantasia. Gh’era ‘na òlta è diventato così il punto di arrivo del mio ultimo viaggio, un ritorno alle montagne per riscoprirne la memoria, ridare valore alla loro storia. L’opera è stata pensata per restare all’Alpe Corte, appesa agli alberi vicino al rifugio per custodire i racconti che sono riuscita a strappare al tempo e tramandarli alle genti di passaggio.

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PRATI IN FIORE ANDREA FORLANI

INSTALLAZIONE RIFUGI TAGLIAFERRI / GHERARDI Che bello sarebbe vedere i prati ed i sentieri delle Orobie ricoperti da girandole, che mosse dal vento creerebbero un impatto visivo di sicuro effetto! L’idea è semplice: coinvolgere gli escursionisti di ogni fascia di età a relizzare la propria piccola opera (costruire una semplicissima girandola-fiore) e chiedere agli stessi di posizionarla in un punto del percorso a loro scelta. L’intento è quello di riuscire a mettere in moto un piccolo progetto di pubblic art e land art, coinvolgendo il maggior numero di escursionisti che con la loro manualità, la loro voglia di partecipare e la loro voglia di mettersi in gioco realizzeranno loro stessi l’opera d’arte.

Le girandole verranno realizzate con materiali poveri e biodegradabili: fogli di carta (bianchi e colorati) e bastoncini di legno. Tutto il materiale che servirà per la realizzazione del progetto verrà messo a disposizione degli escursionisti all’interno dei vari rifugi.

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LA PICCOLA PASSOSVELTO E LA LUMACA AURORA GRITTI

RACCONTO ILLUSTRATO RIFUGIO COCA “La piccola Passosvelto e la lumaca” è un racconto breve dalle atmosfere magiche, fatto di parole ed immagini e pensato per lettori grandi e piccini. La storia, scritta ed illustrata da Aurora Gritti, vuol esse un invito a riflettere sull’ uso che facciamo quotidianamente del nostro tempo, dal momento che oggi la vita è una corsa serrata e senza soste. In un mondo in cui il tempo è denaro e il denaro è al primo posto nella scala dei valori dei più, la piccola Passosvelto può essere un esempio positivo per riportare l’ attenzione sui pregi del vivere con lentezza, assaporando ogni momento delle nostre giornate. Le sei illustrazioni che arricchiscono ed accompagnano lo svolgersi del racconto vengono esposte affiancate al testo, rendendo “La piccola Passosvelto e la lumaca” un “racconto appeso”, da leggere ma anche e soprattutto da guardare.

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SENTIERI DI TERRA / ORTO-GRAFIE LAURA LOCATELLI FOTOGRAFIA RIFUGIO CURÒ [...] Sulle strade verteggia l’erba. Intorno alla città, orti... per chilometri interi... chi non vuol morire, vanga. Non tutti accettano di morire. La città s’è trasformata in orto. (Victor Šklovskij, La mossa del cavallo)

Tutti hanno alle spalle una propria cultura ricca di sapori, ricordi, sedimenti, emozioni. “Sentieri di terra: ORTO-grafie” è il racconto di un piccolo orto, un omaggio alla cultura contadina bergamasca tanto cara ai nostri nonni. L’orto diventa metafora per comprendere un rapporto col tempo e la terra. Occorre munirsi di pazienza, imparare le maniere, i tempi e i prodotti adatti alla semina, preparare e concimare il terreno, seminare per poi raccogliere e prepararsi ad assaporarne i frutti. L’orto fa riscoprire lo stesso piacere di essere e sentirsi vivi attorno a una tavola, uniti da un mescolarsi di odori, calori e sapori.

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STRISCIANTE LENTEZZA MEDEA ZANOLI FUMETTO RIFUGIO BENIGNI Tre tavole, per tessere, attraverso la tecnica del fumetto, un elogio alla lentezza , alla riscoperta della natura passo dopo passo, senza la fretta che ci spinge a raggiungere la meta trascurando le piccole e grandi meraviglie che si incontrano lungo il percorso. Con gli occhi di una chiocciola, che con fatica si inerpica lungo i sentieri, possiamo apprezzare con uno sguardo nuovo la bellezza delle nostre montagne, soffermandoci a contemplare i panorami, osservando alberi, fiori e rocce, alla ricerca di animali, o ammirando il volo degli uccelli, con lo stupore e l’entusiasmo di quando eravamo bambini, quando eravamo alla scoperta di un mondo misterioso, tutto da esplorare. La baita che ho rappresentato in tutte le tavole è il rifugio Benigni, per rivivere l’emozione che da piccola ho tante volte provato quando, arrampicandomi su per il canalino, mi sembrava di raggiungere un mondo sconosciuto e incontaminato, per poi rimanere sbalordita dall’immensità di quel panorama che spazia su un così vasto orizzonte.

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MAPPA DELLE ESPOSIZIONI

LUNGO I SENTIERI E DENTRO I RIFUGI DELLE OROBIE NEL PERIODO LUGLIO-SETTEMBRE 2011


16 DICEMBRE 2011 / 15 GENNAIO 2012 SPAZIO POLARESCO Via del Polaresco, 15 Bergamo da martedì a venerdì 15.00 - 22.00 sabato e domenica 18.00 - 22.00


Catalogo "Sentieri creativi" 2011