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100 libri Giovane Holden Edizioni

in versione e-book

Tutti a 1,99 € L’intero ricavato a INTERNATIONAL

Dal

Giovane Holden Edizioni www.giovaneholden.it

1 luglio 31 luglio al

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Lo specchio di oKram di Laura Del Veneziano Abstract Sul treno che da Milano, dove vive e lavora, la riporta nel piccolo borgo toscano di Sant’Anna, Giulia ripercorre il sentiero dei ricordi. In paese ha trascorso le estati più spensierate e felici della sua giovinezza in compagnia degli inseparabili amici Leonardo e Andrea, di poco più grandi. Figlia di genitori molto impegnati, è stata la nonna Elena ad allevarla e a lei è molto affezionata. Per questo la telefonata della madre che la sera prima l’ha informata sbrigativamente del suo decesso ha fatto sentire Giulia in colpa verso quella donna straordinaria che non vedeva ormai da molto tempo. Il testamento di Elena assegna alla nipote un oggetto speciale per entrambe, nelle sue intenzioni la speranza che possa aiutare la giovane ad affrontare le ferite ancora aperte: lo specchio di oKram, che prende il nome dal suo antico costruttore, è un manufatto raro di cui si narra in alcuni testi storici antichi; attraverso un piccolo cerchietto magico parrebbe essere in grado di far rivivere episodi della vita già accaduti e di mostrare esiti alternativi. L’eredità della nonna mette di fronte Giulia al suo passato irrisolto e la conduce per mano verso nuovi orizzonti, a lei decidere come comporli. Un romanzo spietato nella sua dolce melodia che si srotola sul filo dei ricordi, dei rimpianti, delle speranze e delle aspettative che sempre risorgono dalla cenere del dolore.


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Morbide impronte di Anna Chiara Venturini Abstract Marta, rimasta sola, nel corso di un sopralluogo nel sotterraneo di una scuola che il preside vuol trasformare in archivio comincia a osservare gli scaffali dove sono appoggiati di traverso faldoni pieni di vecchi documenti e pile di quotidiani ormai sbiaditi. Si accorge, nel frattempo, che dietro una scatola di cartone spunta un volumetto bianco con la copertina bordeaux: si tratta di un numero della selezione del Reader’s Digest, la stessa collana a cui anche suo padre era abbonato negli anni Sessanta. In famiglia erano in sette, cinque figli in dieci anni, papà Nanni medico e mamma Lilia casalinga. Oltre ai panini con la marmellata, i libri di favole, il Corriere dei Piccoli, Diabolik e Topolino, c’erano anche i numeri di questa pubblicazione. Apre il volumetto e ne legge il sommario, tra i racconti uno in particolare attira la sua attenzione “Che noia un medico in famiglia!” Così si siede sui gradini del seminterrato, sotto il neon, e comincia a leggere l’articolo sul medico e sulla sua famiglia. E quello che legge fa pattinare indietro i suoi ricordi: la scuola, le maestre, le penne bic, gli erbari e le ricerche fatte sfogliando l’enciclopedia Conoscere, le marmellate della tata Rosella che raccontava le avventure di Pirinpinpin mentre stirava, i pigiami riscaldati nelle sere d’inverno sulla stufa a kerosene, le gite al mare e le conchiglie, le estati in montagna, la prima comunione con il vestito da sposa, la macchina da scrivere a cui affidare il suo futuro di scrittrice, le straordinarie frittelle della mamma… Una storia deliziosa, un inno alla famiglia e ai ricordi che come morbide impronte tracciano un sentiero fatto di immagini, luoghi ed emozioni.


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Il calcolo della nonna. Le mie vacanze tra Sardegna e Polesine di Paola Ranzani Abstract Paola è una bambina di dieci anni, che vive in Sardegna negli anni Sessanta. Essendo, però, figlia di genitori continentali è obbligata a trascorrere parte delle vacanze estive dai nonni nel Polesine (a Stienta) con una delle sorelle. Si tratta di un paese afoso e desolato, infestato da zanzare che lei odia. Detesta anche gli abitanti che spesso, scherzando, la chiamano la marocchina. La bambina preferirebbe restare in Sardegna e trascorrere le vacanze con qualche parente spesso ospite nell’isola. Racconta le sue gite preferite e divertenti a Caprera e Bosa Marina, con il trenino delle ferrovie secondarie e un folto gruppo di amici e conoscenti. Ma arriva il momento della partenza per Stienta, il viaggio in nave è sempre avventuroso, e prosegue poi fino al desolato paese dove i nonni abitano in aperta campagna tra afa e coltivazioni di barbabietola. Si susseguono giorni monotoni con rari contatti umani e l’insofferenza per la cucina della nonna che quasi cieca mischia tra loro improbabili ingredienti. L’incontro e l’amicizia con un cane randagio, però, portano la bambina a riconsiderare positivamente quelle vacanze che odia. Un romanzo delizioso che offre uno scorcio sognante e nostalgico di un periodo particolarmente significativo e sereno dell’autrice, quello della sua fanciullezza, il cui titolo cela un piccolo mistero, un indovinello per il lettore più smaliziato che subito partirà alla conquista della soluzione del calcolo della nonna…


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Le parole del silenzio di Benito Apollo Abstract Robert è nato e cresciuto tra gli ultimi nella periferia londinese di Tottenham Hale dove suo padre, Tristan Harel, un marinaio mercantile francese, sindacalista dei marittimi legato all’ambiente anarchico, si è stabilito nascondendosi con la giovane sposa incinta, dopo essere stato accusato dell’omicidio di un gendarme durante gli scioperi e le occupazioni nel 1969 dei cantieri navali di Saint-Nazaire. Dopo poco tempo dall’arrivo in Inghilterra, Tristan è costretto a fuggire di nuovo, questa volta da solo, e Robert, che non è ancora nato, non lo conoscerà mai. La giovanissima madre, Catherine Vrac, muore suicida e al diciassettenne Robert resta solo un vecchio diario del padre, le cui ripetute letture negli anni alimenteranno la sua speranza di potersi ricongiungere un giorno con il genitore. Raggiunta una certa solidità economica, Robert matura l’idea di far trasportare le ceneri di sua madre nella sua città d’origine, Saint-Nazaire, e parte con l’intenzione di conoscere i suoi parenti e di rintracciare suo padre. Al suo arrivo, però, scopre con costernazione che nessuno si ricorda di suo padre. Chi era, dunque, Tristan Harel? Quali verità la madre gli ha taciuto? E, ancora, in che modo le strade dei suoi genitori si sono incrociate con quelle della dolce e inquieta Rose e del tormentato medico in pensione Alain Rodriguéz scomparso nello stesso periodo in cui i suoi genitori scappavano in Inghilterra? Benito Apollo esordisce nella narrativa con un romanzo breve intenso e appassionante.


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Antichi misteri e piccole manie di Rosa Galli Pellegrini Abstract Una variopinta carrellata di situazioni paradossali, amare considerazioni e tragici eventi che si trasformano nella rivincita degli ultimi. In bilico tra uno scomodo passato, una delusione d’amore e un segno del destino si dipanano le storie dei ventiquattro racconti, in cui sapientemente l’autrice alterna momenti comici ad altri più intensi e toccanti, sempre nell’ottica di una narrazione piacevole e mai scontata. Arricchisce il nutrito ventaglio di episodi nel susseguirsi di vicende scabrose, omicidi mai risolti e misteriose leggende mitologiche, contrapponendo figure insignificanti, mediocri e ingenue descritte nei loro piccoli affanni, a personaggi senza scrupoli privilegiati dalla vita nel godere più di quanto si fossero onestamente meritati. Così Firmino benedirà il terremoto, Giovanni avrà esaudito il suo ultimo desiderio, l’aspirante scrittore vivrà di vana gloria e qualche altro avrà visto la sirena nel pozzo. A ciascuno il suo motto. Una sana ironia pervade i racconti, riportando i temi trattati sul filo della memoria costellata da un vissuto ricco di esperienze proprie dell’autrice, la quale affronta con uno spiccato senso critico episodi e personaggi diffidando il lettore dal credere vi sia una verità assoluta e immutabile. Nella semplicità della saggezza popolare sta la formula magica per scacciare vizi e manie figlie di quella vanità, cupidigia, lussuria e falsità che in piccoli dosi ognuno di noi, dentro di sé, possiede. Riconoscibile l’impronta eclettica della scrittrice sempre alla ricerca di nuove sfide di stile da affrontare.


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Lucifer’s legacy. Attraverso i miei occhi di Aurelio Ardaldino Abstract All’alba di un mondo nuovo in cui la civiltà come noi la conosciamo si è destabilizzata, vampiri, licantropi e maghi organizzati in congreghe convivono con gli umani ignari delle lotte di potere che agitano le razze immortali. In particolare, lord Novak, capo della fazione dei licantropi, complotta contro il principe Vlad che sovraintende l’organizzazione dei Guardiani. Nell’ombra si muove anche un’altra organizzazione che risponde a lord Aurelius, leggendario vampiro centenario. In questo clima di intrighi e passioni la giovane vampira Rose Salinger, capitano dell’unità anticrimini paranormali, dà la caccia a uno spietato killer, risultato forse di una manipolazione genetica. Chi si cela e perché dietro a tale esperimento? Mentre Rose viene addestrata da Aurelius in persona in vista di un prossimo e inevitabile scontro tra le razze immortali, un altro vampiro in compagnia di un mago bianco partono alla ricerca di una spada magica capace di contrastare perfino i poteri di Vlad. Un romanzo appassionante, che cattura pagina dopo pagina e fa riflettere.


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La Rosa Nera di Silvia Colonna Abstract A Vissia, venticinquenne impiegata, piace acquistare materiale scolastico. Colpita dalla rosa nera in copertina, decide di regalarsi un diario da usare come agenda. Da quel momento è tormentata dallo stesso incubo, ogni notte sogna il nulla. Tutto cambia grazie a una webserie dove vede un ragazzo scrivere in un diario identico al suo e tutto ciò che lui scrive diventa realtà. Vissia, dopo aver scritto per tanto tempo del suo incubo nel diario, per la prima volta scrive del ragazzo. Quella notte lo sogna: si chiama Davide e anche lui possiede un diario con la rosa nera sul frontespizio. Inizia così per Vissia una doppia vita mentre crea il suo “mondo”, di giorno scrive, di notte sogna ciò che ha scritto. Quando inizia ad avere i primi dubbi sulla veridicità di quello che sta facendo, riceve un invito a cura del Sodalizio della Rosa Nera. L’invito promette importanti rivelazioni e soprattutto risposte alle domande che l’assillano. Un romanzo breve cadenzato e visionario. Nulla sarà mai più come ci hanno sempre fatto credere.


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Cristincardo di Gianni Raugi Abstract Due storie che scorrono su binari paralleli lungo l’asse del tempo e dello spazio, storie in bilico destinate a sfiorarsi. Un viaggio attraverso le anse del cambiamento che porta con sé timori e curiosità, un percorso di formazione e di crescita. Marino e Isabella hanno una famiglia tradizionale, di quelle dove lavora solo il babbo: un artigiano che prosegue la tradizione della conoscenza tramandata. Ma sullo sfondo, lentamente si avverte che il Mondo cambia e Marino prova disagio senza riuscire a capirne le ragioni e si sente inadeguato. Anche Isabella è smarrita e la famiglia entra in crisi. Marino reagisce: risponde a una chiamata interiore. È il momento di partire: per ritrovarsi, per capire. Lui che vive su un’isola, le risposte pensa di trovarle in un’altra isola: più piccola, più semplice. Da un albero comincia a costruire una barca. E nel farlo si riappacifica con la natura, dando nuova vita a Cristincardo, splendida, possente quercia che fu abbattuta allo scopo di fare di lei effimeri oggetti di consumo. Il nome nasce dall’unione di quello dei due figli: Cristina e Riccardo. Poi, con la sua piccola famiglia, comincia il viaggio. Ci si mette alla prova. Si affrontano le paure. Si superano i propri limiti. Si fanno nuovi incontri. Passano gli anni. Angela è a capo di una grande azienda tecnologica. Il ritmo accelera. Il Mondo sta cambiando ancora più velocemente. E lei ne è l’artefice, nel rincorrere il suo sogno di conquista. Ma un incontro casuale cambierà il corso delle cose e il nuovo e il vecchio troveranno il modo di convivere. Un esordio narrativo sorprendente per la leggerezza calibrata parola su parola con cui l’autore costruisce l’intreccio delle storie tessendolo come una tela caleidoscopica.


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Anisha di Marino Julo Cosentino Abstract Anisha studia in Italia dove vive col nonno, Madhaw, un ex soldato Gurkha, che ormai conduce una vita sempre più ascetica, oppresso dai rimorsi per le azioni commesse nel suo passato violento di soldato e dal rimpianto per la morte della sua amata moglie, Sarika. Anisha è una giovane indipendente, vuole studiare e realizzarsi nel lavoro. Ben presto però questo suo desiderio di emancipazione la porterà a scontrarsi con i genitori, nepalesi trapiantati a Parigi, i quali tentano di combinarle il matrimonio con il figlio del socio d’affari del padre. Attraverso le vicende dei protagonisti, che si snodano e si intrecciano tra l’Italia, Parigi, Londra e il Nepal tra gli anni successivi alla Seconda guerra mondiale e la fine degli anni Settanta, si osserva lo sviluppo delle relazioni sociali e più in generale gli effetti di queste interrelazioni nel contrasto tra i valori tradizionali della vecchia generazione e i nuovi costumi della generazione postbellica e come la tolleranza possa essere la chiave necessaria per rendere possibile la loro integrazione. Romanzo coraggioso, impeccabilmente costruito, che affronta con garbo una problematica che continua a essere di stretta attualità.


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La Bolla di Onar. I Guardiani dei Sogni di Elisabetta Carovani Abstract In questo preciso momento milioni di bambini sulla Terra stanno per chiudere i loro occhi e abbandonarsi al suono dolce del consueto augurio “Sogni d’oro!”, sussurrato con affetto dai genitori pochi istanti prima dell’accogliente abbraccio della notte. Rabdos, il Folletto Pennaio, sta per rivelare l’esistenza del suo popolo e le verità legate al suo mondo: la Bolla di Onar. Non tutti, infatti, sanno che dietro al semplice augurio notturno espresso dai genitori si nasconde l’infaticabile lavoro dei folletti della Bolla di Onar, che con i loro fedeli cavalli alati Burak sono pronti a intervenire per garantire a tutti i bambini di vivere nei loro sogni fantastiche avventure, proteggendoli da un temibile e acerrimo nemico: Efialtes, la cui presenza sul pianeta Terra sta mettendo in pericolo l’innocenza, la spensieratezza e l’incanto dell’immaginazione nei più piccoli. È questa un’opportunità per i giovani lettori di scoprire una realtà finora inesplorata e misteriosa, capace di coinvolgere anche i grandi in una sfida che stimola la loro fantasia e la loro immaginazione. Siete pronti a vivere la magia che avvolge il mondo dei sogni?


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Akram Salim, come il Dio… di Sabrina Guglielmi Abstract Nabil e Halima sono una giovane coppia di sposi sudanesi. Il loro sogno è quello di lasciare il paese alla volta dell’Italia dove sperano di costruirsi una vita e di dare un futuro al figlio che aspettano. Grazie alla generosità dei parenti riescono a mettere insieme un po’ di denaro e si aggregano a un gruppo per tentare, attraverso la Libia, di imbarcarsi e affrontare la traversata del Mediterraneo. Purtroppo i soldi racimolati con tanta fatica non sono sufficienti per entrambi, così Halima è costretta a restare in stallo al campo base in attesa che Nabil mandi il denaro necessario. Il giovane sudanese si confronta ben presto con una realtà che poco ha a che vedere coi suoi sogni, ma non dispera e si adatta a condizioni di lavoro disperate pur di riscattare la moglie e il figlio che deve nascere. Una storia appassionante, agrodolce.


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In utile di Ilaria Cipriani Abstract Leggere le poesie di Ilaria Cipriani è come bere, o meglio gustare, un vino di qualità, forte, invecchiato al punto giusto, da servire in un calice trasparente per valorizzarne la cromia, da assaporare lentamente, a piccoli sorsi, per apprezzarne le molteplici sfumature di odore, di sapore, di colore... Guai a berlo tutto d’un fiato! Guai a perdere l’intensità del suo profumo variamente speziato, il gusto severo e complesso dal finale imprevedibile, dolce e persistente! Poesia inebriante, complessa, ricca di corpo, poesia dove le parole hanno il potere, proprio come i sorsi di un buon vino, di far dialogare i sensi, di esaltarli, di cambiarne i ruoli tradizionali. Poesia come un frutto sapiente di parole selezionate da vitigni autoctoni, esperienza sinestetica da servire alla giusta temperatura emotiva.


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Lungo il cammino di Matteo Gemignani Abstract Delizioso romanzo di formazione, caratterizzato da un linguaggio fresco e ironico, ottima opera prima di un giovane scrittore viareggino. Apparentemente destinato a un pubblico giovane almeno quanto il suo autore, in realtà descrive, con disarmante semplicità, dinamiche relazionali che non sono proprie solo dell’adolescenza: le conoscenze scambiate per amicizia, la fragilità e l’egoismo emozionale che caratterizzano alcuni rapporti, ad esempio. Tutto ha inizio a Viareggio nell’estate Duemiladodici. Un narratore divertito e partecipe, che svelerà la sua identità solo alla fine della storia, racconta le avventure-disavventure di Francesco, sedicenne alle prese con la brusca fine di un’amicizia con la ragazza di cui pensa di essere innamorato. È luglio, l’estate viareggina vive il suo massimo splendore e Francesco stanco di restare in casa a piangersi addosso, una sera accetta di uscire con un suo compagno di classe che, a sua insaputa, ha invitato anche due ragazze. L’uscita segna una svolta nella vita di Francesco, grazie soprattutto al legame che si crea con una delle ragazze, Martina, la quale anima la quotidianità di Francesco con i suoi problemi in primis quelli che ruotano intorno alle sue amicizie. Con il trascorrere dei mesi, le gioie e le delusioni si alternano come le stagioni e così tra feste e compleanni, corsi di Carnevale e assemblee di istituto, perché la vita non si può mettere in pausa, Francesco cerca quell’equilibrio a cui ognuno di noi aspira.


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Simpatia di Raffaele Pepere Abstract Sette racconti brevi volti a esplorare, utilizzando un registro stilistico e narrativo modulato, la differenza, intesa come capovolgimento della ripetizione di ruoli e tempi, come sostanza attiva e pulsante sotto le più variegate forme d’identità. L’altro si fa elemento essenziale per liberare dal vaso di Pandora, nelle recondite profondità dell’animo umano, l’universo emozionale di cui ogni individuo, in quanto tale, si fa portatore. Emblematico in tal senso, il racconto “Prima colazione” strutturato in modo tale che il lettore ha la sensazione di cogliere al volo una conversazione al bar, un dialogo ai limiti del monologo tra il proprietario cieco e i suoi compagni di vecchia data, un sordo e un muto; si assiste a un processo dialettico di ricerca, durante il quale la debolezza si fa forza e la pena, frustrazione. Per altro verso molto interessante è il racconto “Il regno dei Vuoti”, apparentemente una favola della buonanotte che un nonno molto premuroso racconta al nipotino. In questo regno, posizione sociale e relativi privilegi derivano dal numero di facce di cui ognuno dispone, finzione e apparire sono viatici della potenza, è nelle bettole della decadente periferia che si possono ascoltare le tristi storie delle vittime dei Vuoti; la portata della differenza consiste nell’obiettivo del nonno ovvero non di illudere la nipotina per assicurarle un sonno incantato bensì quello di disilluderla, aiutandola a rimanere sveglia e vigile in futuro. Ai limiti estremi della tematica generale è il racconto “Illudopatia” che affronta il problema attualissimo della ludopatia. Una vecchietta investe la gran parte della pensione nelle slot, si assiste in questo caso a un duplice processo, umanizzazione della macchina e disumanizzazione dell’anziana signora che non riuscendo più a distinguere il demoniaco apparecchio dalla nipote, perderà il senno cercando d’inserire, al posto delle monete, lumachelle…


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Il patto terapeutico di Daniele Mangiola Abstract Sorprendente romanzo di esordio, tanto lo stile quanto il contenuto appaiono inquieti, spesso inquietanti, turbolenti, glaciali, stupefacenti anche, la prosa è netta e schietta fino al paradosso, un lessico puro ma anche sporcato, pieno di sfumature psicoanalitiche, e infatti i sogni sono uno degli aspetti più presenti nella storia; il protagonista si muove quasi fuori dal mondo reale, per rifugiarsi in una realtà parallela, in un dentro riflessivo, molto più vero delle vicende quotidiane che lui, quasi in uno stato allucinatorio, attraversa: in sintesi, gli eventi sono filtrati dal suo inconscio e il risultato di questa alchimia è il venir fuori della sua sincera realtà. Questo è il motivo che giustifica l’assenza di un ordine cronologico convenzionale. Il protagonista, un giovane avvocato, ha appena iniziato a seguire una terapia psicoanalitica quando viene informato che lo studio legale per cui lavora ha intenzione di mandarlo a Milano per uno stage della durata di qualche mese. Il terapeuta allora gli consiglia di tenere un diario sul quale appunterà tutto ciò che gli succede di modo che, una volta rientrato, sarà materiale su cui incardinare la ripresa delle sedute di psicoterapia: un diario che fungerà da trampolino per scandagliare al meglio le dinamiche mentali e comportamentali del paziente. Questo l’espediente letterario da cui si innesca la storia, che si presenta come una libera compilazione, una stesura senza censure né limiti, un luogo non luogo in cui prenderanno forma eventi, riflessioni, sogni, incontri, personaggi, fatti reali o più frequentemente eventi interiori: la vita interiore, infatti, prevale sulla vita vissuta in queste pagine, essendo un racconto di eventi psichici, di descrizioni degli effetti che la quotidianità produce dentro la personalità del protagonista.


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La notte ha i tuoi occhi di Tania Bacchiega Abstract Sergio Accardi lavora come guardia notturna presso una società privata. Ha richiesto di svolgere le sue mansioni solo durante le ore notturne a causa di una forte fotosensibilità, che gli rende difficile esporsi alla luce del sole e lo obbliga a condurre una vita con pochi contatti sociali. Una notte, mentre si trova solo, piantonato davanti al deposito di un vecchio magazzino viene avvertito dai colleghi della centrale di alcuni movimenti sospetti all’interno dell’edificio, identificati dalle telecamere. È così che recatosi per scrupolo anche sul retro dell’edificio, tra l’erba umida della notte estiva, inciampa in qualcosa. Si tratta del corpo senza vita della giovane Alice Zamboni, poco più che adolescente. Da quel momento la vita del protagonista cambia. Avverte il bisogno di conoscere Alice, di scoprire la verità sulla sua morte. Decide così di condurre una sua personale indagine, parallela a quella ufficiale della polizia, nel corso della quale si imbatte nella migliore amica di Alice, Lara, anche lei in pericolo di vita che gli rivela i retroscena di un grosso giro di prostituzione minorile di alto borgo in cui entrambe erano rimaste coinvolte. Sergio, miracolosamente, inizia a tollerare la luce del giorno e ad apprezzarne l’esperienza ma allo stesso tempo si trova a dovere fronteggiare una insolita paura della notte, che lo costringe a prendere dei calmanti. Nel suo percorso verso la verità, Sergio dovrà confrontarsi con personaggi grotteschi e luoghi degradati fino a degradare e corrompere se stesso. Un romanzo appassionante, un personaggio indimenticabile che vive nel contrasto tra luce e buio, tra verità e illusione.


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Ernesto e Bondìo di Tiziana Angilletta Abstract Ernesto Mara è un uomo vecchio e determinato, legato nel profondo a una piccola borgata di valle, un angolo di mondo in cui la gallina Cica è sua fedele amica e gli ricorda ogni giorno di più l’importanza delle piccole cose. Sostenitore attivo del movimento no tav, cerca di difendere la sua casa dall’esproprio forzato. Luigi Bondìo fa il portinaio in un condominio nella parte alta di quella stessa valle. È emigrato dal sud Italia negli anni Settanta per scappare dalle complessità della sua terra d’origine. Curiosare nelle vite e nelle case degli altri, fare dispetti e creare piccole esplosioni nelle sicurezze dei ricchi turisti, è la distrazione che gli permette di scappare dalla noia, dalla quotidianità dei suoi gesti e dalla scure di prepotenza di Finto, uno dei condomini. Quello delle ripicche nascoste è dunque un buon rifugio. Poi, però, il portinaio incontra Ernesto e trova in lui uno spavaldo alleato. L’incrocio di forze di Ernesto e Luigi susciterà uno strano connubio di fantasie contro giochi di potere e ingiustizie grandi e minute. Tra loro ancora la presenza fatata di una gallina metterà a nudo la loro umanità. E il coraggio si farà strada per le vie più irrazionali. Un grande esordio narrativo. Un romanzo apparentemente semplice e lineare che cela un sofferto gioco di piani di lettura a partire dalla scelta basica del titolo – i nomi dei due protagonisti.


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Il cannocchiale di Ang di Davide Nervo Abstract Romanzo breve elegante, eclettico e versatile. Una modulata contaminazione di genere si amalgama, nel corso della narrazione, alla storia rivelandosi parte integrante della stessa. Sostanzialmente diviso in due parti, racconta la vita di Jeremy Ang, psichiatra di stampo junghiano. È nella prima parte che impariamo a conoscere il professionista attraverso estratti dalle sue opere e dai suoi interventi ai convegni e parallelamente ascoltiamo la sua storia di bambino e adolescente in una casa troppo silenziosa accanto a una madre-vestale e a un padre assente, sfogliamo il diario di una bipolare e respiriamo versi che tanto assomigliano a un bozzetto di Chagall. Jeremy Ang si applica con puntiglio e serietà per capire la propria esistenza, elaborando teorie che sperimenta su di sé e che trovano una assonanza dolce e inquietante con le esistenze che incontra nel corso della sua professione. Jeremy si rapporta al mondo secondo lo strumento delle vite a cannocchiale che consiste nel far scorrere la vita, mettendo a fuoco via via dettagli o visioni di insieme di alcuni aspetti del mondo, mentre esso scorre parallelo all’esistenza. Nell’insieme un racconto intessuto di passione, ironia, mistero e dolore. Il ritorno alla casa avita segna il passaggio alla seconda parte, che assume i toni di una ghost story non convenzionale avvincente, in forma di ricordi e di lettere, per una destinataria inquietante ed enigmatica: Irene. Di lei, Jeremy, comincia a ricordarsi lavorando nel giardino consegnato alle erbacce. Spetterà a lei a mettere a fuoco il cannocchiale?


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Vento di primavera sul lago di Nelly Morini Abstract Adriana lavora come hostess su una linea aerea svizzera. Sulla linea Lugano-Roma conosce un misterioso e affascinante uomo d’affari romano e se ne innamora perdutamente. I due vivono una appassionata storia d’amore, quando però resta incinta il riserbo di cui l’uomo si è circondato si rivela essere un castello di bugie. Con il supporto dell’amica e collega Marianne, la giovane porta a termine la gravidanza, appoggiata anche dai genitori suoi e dell’amica. Tuttavia Anna, sua madre, ritiene che il padre di Marianne riservi troppe attenzioni ad Adriana e ciò la inquieta molto soprattutto perché solo lei è a conoscenza di un segreto capace di sconvolgere la vita di tutti. Nel frattempo, Eliana, la madre di Marianne, trascurata dal marito si innamora perdutamente di un gigolò, bellissimo quanto ambiguo, che la porterà sull’orlo del baratro. Ripicche, fragili affetti e forti passioni si combinano fra loro come in un cocktail dal sapore agrodolce. L’autrice tesse con maestria mantenendo il tono della narrazione sempre pacato lucido e impeccabile, il terzo capitolo di una saga familiare, che può essere letto in modo completamente autonomo.


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Per stasera chiamami Eva di Domingo Fabris Abstract Luciano Pavesi è un giovane architetto che, dopo la separazione dalla moglie, decide di tentare un’esperienza professionale all’estero per lasciarsi alle spalle ricordi e delusioni. La società tedesca a cui si è rivolto, lo invia a Punta Nera dove si sta costruendo un ponte sul fiume Congo che nelle intenzioni dovrebbe unire Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo e Angola. Un progetto da milioni di euro in parte finanziato da multinazionali che controllano petrolio, miniere e legname pregiato. A Berlino, dove è invitato a presentarsi per unirsi ai colleghi che lo affiancheranno, incontra una bellissima ragazza e trascorre con lei una notte di passione. La giovane però si rivelerà un pericoloso intermediario in un gioco di potere che vede coinvolto anche il consolato tedesco. Nel frattempo, al campo base, i lavori procedono con lentezza e i sabotaggi sono all’ordine del giorno. La situazione si fa molto tesa poiché i rapporti con la popolazione locale si destabilizzano a causa del comportamento violento del responsabile della sicurezza della spedizione. Deciso a chiarire il mistero che si nasconde dietro la morte sospetta di un collega, Luciano si troverà coinvolto in un traffico internazionale di rifiuti radioattivi e per scagionarsi dalle accuse montate ad arte contro di lui è costretto a fare i conti con il suo passato e le sue certezze. Un romanzo breve dal ritmo veloce che non indulge in descrizioni superflue e mira dritto alla mente del Lettore spronandolo a interrogarsi sulle motivazioni che possono spingere chiunque a oltrepassare i propri limiti.


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Un insolito grigio di Massimiliano Di Saba Abstract Fabrizio Giuliani è un uomo di sessant’anni, anonimo e abitudinario, che vive in un signorile appartamento nel centro storico di Torino. La moglie lo ha lasciato cinque anni prima, lo stesso giorno in cui si presentava a casa con un gattino di cui avrebbe voluto farle dono. Oggi il gatto, cui non è riuscito a dare un nome, è il suo coinquilino. Un bel soriano grigio che lo osserva appartarsi e dedicarsi alla scrittura nei momenti in cui si sente più solo. Le lettere che Fabrizio scrive non raggiungono mai i destinatari, ma finiscono fra i giochi del gatto il quale le porta, all’insaputa dell’uomo, a un suo vicino di casa. A seguito di un acceso diverbio sul posto di lavoro, scatenatosi per difendere l’onore di una giovane stagista, Andrea, a cui si è molto affezionato, l’uomo decide di tornare al suo paese natale dove ritrova il cugino con cui ha un rapporto contraddittorio. Pur costretto a fare i conti con un difficile passato tra cui la morte del padre avvenuta in seguito a uno strano incidente, riscopre la voglia di vivere anche grazie ad Andrea che sempre di più gli appare come la figlia che non ha avuto. È proprio Andrea a dare finalmente non solo un nome ma anche un cognome al gatto: Grigio Insolito. Un inaspettato finale spariglia le carte in tavola e mostra sotto una luce diversa le più innocue manie. Un romanzo breve che scorre brillantemente sul filo dell’analisi psicologica e amalgama una scrittura limpida e fluida a un pizzico di mistero rendendone la lettura ancora più appassionante.


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Figlia degli Inferi di Arianna Petracin Abstract Rebecca è in apparenza una ragazza normale. Ha dei genitori affezionati, una sorella che conta su di lei, un amico del cuore con cui condivide sogni e inquietudini. Eppure, nei suoi sogni, da che ha memoria, compaiono esseri che hanno i suoi stessi occhi di ghiaccio. Chi sono? Esistono o sono frutto di suggestioni? E, se esistono, che intenzioni hanno? Senza alcun preavviso, viene catapultata in un mondo che riteneva frutto di sceneggiatori e romanzieri: gli Inferi. Qui, le saranno rivelate le sue vere origini e il mistero che ha accompagnato la sua nascita. Una nuova famiglia, una nuova cerchia di conoscenze, differenti equilibri relazionali e un amore impossibile da combattere. Sullo sfondo, un gruppo di ribelli - che annovera angeli caduti, licantropi, streghe e demoni - si prepara a contrastare il potere di Lucifero. Arianna Petracin, nel suo romanzo di esordio, raffigura un immaginario infernale assai scomposto rispetto al canone tradizionale affidandosi a uno stile ironico e leggero e a una protagonista che anche all’inferno non dimentica di seguire la moda e di civettare con i ragazzi che saranno pure demoni ma restano maschi e come tali molto sensibili alle sue grazie. Apprezzabile la scelta di dare voce ai vari personaggi sÏ da poter leggere gli eventi dal punto di vista di tutti i protagonisti.


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Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo Abstract Jacopo Ortis, giovane patriota costretto dopo il trattato di Campoformio all’esilio sui colli Euganei, conosce Teresa e se ne innamora, timidamente ricambiato: ma la giovane è stata promessa dal padre al ricco Odoardo, perfetto esemplare, col suo perbenismo, di una società mediocre e priva di ideali. Allo strazio per la patria perduta si aggiunge la disperazione per l’amore irrealizzabile: la vicenda di Ortis patriota corre parallelamente a quella di Ortis amante. Comincia così la fuga di Jacopo per l’Italia: a Milano (dove incontra Parini ormai vecchio e dove, lamentando le sorti della patria, esprime Alfieriani propositi di suicidio) a Ravenna, ad Arquà, a Firenze, in Santa Croce, presso le tombe dei grandi; infine a Ventimiglia, al confine con la Francia, dove si abbandona a una cupa meditazione sull’inesorabile ruinare del tempo e delle cose. Gli giunge intanto la notizia del matrimonio di Teresa, e allora, preso dalla disperazione, torna sui colli Euganei e si uccide. Rimane di lui un carteggio con l’amico Lorenzo Alderani, che quest’ultimo, nella finzione narrativa, afferma di essersi deciso a pubblicare per erigere un monumento alla virtù sconosciuta. Romanzo dalla complessa elaborazione, attraverso varie stesure (Bologna 1798, Milano 1802, Zurigo 1816 e Londra 1817) conformi allo stratificarsi di successivi stati d’animo; altrettanto complessa la genesi la quale partendo dalla matrice del romanzo epistolare settecentesco approda a un autobiografismo in cui è da rinvenirsi la vera chiave di lettura dell’opera, che non a caso Foscolo definì come il diario delle proprie angosciose passioni.


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L’ultima dei Bastardi di Nadia De Stefano Abstract Sofia, orfana dei genitori perduti in giovane età a causa di un incidente stradale dalla dinamica controversa, è restauratore agli Uffizi di Firenze, lavoro che pare creato su misura per lei innamorata della sua città e del patrimonio artistico che custodisce. Il decesso dello zio materno e la conseguente inaspettata eredità di un casale nella campagna fiorentina la costringe a fare i conti con il proprio passato. Il testamento dello zio la nomina erede universale e le assegna insieme alla proprietà immobiliare anche un’ingente fortuna in opere d’arte: quadri, sculture, libri e manoscritti. Mentre si dedica in compagnia del suo avvocato, amico d’infanzia e occasionalmente amante, alla catalogazione dei beni rinvenuti nelle numerose teche, un misterioso individuo spia le sue mosse. Poco dopo il suo arrivo al casale, un amico dello zio, il parroco del paese che condivideva con lui la passione per le ragazzine, consegna a Sofia una lettera e un diario confidandole di essere molto spaventato e di temere ripercussioni. Nella lettera lo zio invita la nipote a non fidarsi di nessuno e a proteggere il contenuto del diario redatto da una gentildonna fiorentina nel 1478 appartenente alla famiglia Pazzi. Sulla copertina il Giglio, simbolo dei Medici e di Firenze. Perché sul diario di una Pazzi c’è il simbolo dei Medici? E cosa significa lo strano codice riportato nella lettera dello zio 8-4-blu? Un romanzo breve dal ritmo incalzante, una storia intrigante e un mistero appassionante. Nadia De Stefano, abilissima nell’utilizzo della scrittura cinematografica, tiene avvinto il lettore dalla prima all’ultima pagina dosando parola dopo parola la narrazione.


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Il Matto con gli Stivali di Marco Miele Abstract Franco Danzi, soprannominato Nero, commissario di polizia, dopo l’indagine sull’omicidio della bella Kim Chiu che lo aveva riportato da Roma a Ginepre, paese nel cuore della Maremma tra Piombino e San Vincenzo, si ferma a casa del padre, Gino, per partecipare al funerale dell’amico Leonardo Gnocchi, detto Legno. Gli ex compagni del magistrale, sebbene ognuno abbia preso la propria strada, sono ancora molto uniti e partecipano in gruppo alle esequie di Legno. Quasi in contemporanea al funerale, due eventi tragici segnano la cronaca di Ginepre: il primo è il decesso per affogamento, sulla spiaggia di Baratti, di un turista austriaco nel tentativo di salvare i suoi tre figli dalla furia delle onde; il secondo è l’omicidio dell’avvocato Marco Tavano, padre di Carla, detta Katia, che fa parte del gruppo degli amici di Nero. Eventi fortuiti indicano lei come parricida e costringono Nero a impegnarsi come non mai per trovare il vero colpevole assistendo il commissario locale. In paese è tornato anche, nel frattempo, un faccendiere locale, tale Giovanni Bisleri detto Ferro, implicato in un caso di scorie radioattive e ricercato dalla polizia che si è deciso a tornare per organizzare l’evasione dal carcere delle Sughere di Livorno del suo giovane braccio destro Massimo Giacalone, soprannominato Han Solo, reo confesso di parecchi reati. Come se non bastasse, a complicare la situazione, quello che si era presentato come un sicuro incidente rivela aspetti poco chiari su cui è d’obbligo indagare. Marco Miele usa come pretesto la vicenda gialla per raccontare la storia di un gruppo di amici che faticano a diventare adulti. Fa da sfondo ancora una volta l’uso del dialetto livornese e un’ironia bonaria e simpaticamente birichina.


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Se un giorno ritornerete, sorridendo piangeremo di Enzo Di Gregorio Abstract Raul Priori, detto il Tenebroso, è un giovane filosofo-filantropo che si nutre di classici greci e latini, dei filosofi che nei loro monologhi disquisivano sulle teorie dell’universo. Due donne regolano il suo sistema d’amore: Ludovica e Paola, la sua prediletta. Accade che una notte sogna una vita parallela in cui le due giovani incontrano un destino amaro e parallelo: Paola si ammala di SLA e Ludovica si lascia morire di inedia. Il Tenebroso, in realtà un giovane timido e dolcissimo, narra il sogno in un libro, con dovizia di particolari e riflessioni sul tema dell’amore, della morte e dell’abbandono. Enzo Di Gregorio adotta una sorta di flusso di coscienza per riversare su carta i demoni e le meraviglie di un mondo bizzarro e sincronico. E quando il Lettore, direttamente chiamato in causa nel corso della narrazione, si convince di avere compreso il dramma esistenziale di Raul e parteggia con lui contro medici meschini, avvocati cinici e destino avverso ecco che si accorge di essere stato incantato da un uso sapiente ed elegante delle parole. Una storia in cui il tutto e il suo contrario sono sostenuti da una medesima dialettica, da una medesima dichiarazione di intenti. Labile è il confine tra sogno e realtà. E un testamento spirituale può dare inizio alla storia piuttosto che determinarne la conclusione. Perché per usare le parole di Arthur Rimbaud Sappiamo donare ogni giorno tutta intera la nostra vita.


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Stivali blu di Alfredo Nepi Abstract La vita spesso è ingiusta, perfida e fa male. Soprattutto quando Pietro si accorge che il proprio corpo non è come egli vorrebbe. La sua individualità, scialba e poco attraente, persa nel grigio dei giorni, vacilla sotto il disprezzo della gente e dei colleghi a lavoro. Inizia così un suo personale voyage à l’enfer del dolore che lo inabisserà nell’infinito delle notti dove si cela dietro a qualche nickname per illudersi di una parvenza di rapporti sociali. Stanco della sua misera esistenza nulla pare però potergli donare sollievo. Ha fame di vita. E per sopperire a questo bisogno si sfoga con il cibo mangiando fino a stare male. Anche Silvia spera che la sua vita possa cambiare. La famiglia la vorrebbe occupata nello studio del padre, immersa in una rassicurante routine, invece, lei ha necessità di un’impellente libertà per costruire il futuro con le proprie forze. Volontaria in un gattile che accoglie gatti randagi, guarda alla vita con occhi innocenti e puri. Accanto a loro si muovono Ciro e Anna. Lui, collega di Pietro e volontario al gattile, giovane napoletano alle prese con i propri tormenti interiori legati a una doppia dipendenza e a una relazione complicata. Lei, responsabile del gattile con alle spalle una sfortunata relazione sentimentale che l’ha segnata. Sarà proprio un’effrazione al gattile a dare il là a un susseguirsi di eventi drammatici che cambierà per sempre le esistenze di tutti. Un romanzo agrodolce, sofferto e intenso. Per certi versi spietato come i pregiudizi che avvelenano la vita delle persone.


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L’ultima rosa di aprile Simonetta Cattaneo Vespucci, la Venere di Botticelli di Simona Bertocchi Abstract Simonetta Cattaneo, Musa di Botticelli che la immortalò nella sua Venere, fu il simbolo della bellezza rinascimentale. Se però tutti conoscono, grazie al genio del pittore fiorentino, le sue sembianze, poche sono le fonti storiche a cui attingere per tratteggiarne il profilo. Andò in sposa a sedici anni al nobile Marco Vespucci, che ben presto perse interesse verso di lei, segnò un’epoca e una corte, quella della prima signoria d’Italia: Firenze. La sua grazia, la sua volontà a ribellarsi a un matrimonio infelice, la sua natura anticonformista le conquistarono l’ammirazione di Lorenzo il Magnifico che la definì la sans par e l’amore di Giuliano de’ Medici ma le attirarono anche l’antipatia delle dame fiorentine sì come la sua personalità inquieta incantò poeti e artisti. Fu al centro di intrighi, scandali, alleanze strategiche; oggetto e soggetto di passioni divoranti e di espressioni d’amore cortese. Morì giovanissima a soli ventitré anni forse per tisi o forse vittima di avvelenamento. Ed entrò nel mito, lei che in vita non aveva mai cercato la fama. Simona Bertocchi, in perfetto equilibrio tra Storia e narrazione, ne traccia una sorta di biografia lirica in cui misteri e colpi di scena si susseguono al ritmo di una danza rinascimentale in cui si muovono le tre anime del racconto: la splendida Simonetta, il giovane e colto Giuliano, il genio artistico di Botticelli.


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Una splendida giornata di Tommaso Banti Abstract Il giovanissimo Tommaso Banti esordisce con un romanzo breve dai ritmi claustrofobici. Una narrazione intrisa di consapevole e misterica percezione della realtà. Uno stile già originale che attinge a piene mani dalla narrativa e dalla filmografia horror. Una splendida giornata è una sorta di mosaico grottesco in cui si susseguono episodi in apparenza paralleli che confluiscono ben presto in un sempre più evidente disegno d’insieme fatto di luoghi, di ambienti e di tematiche comuni. La storia si svolge, appunto, nel corso di una giornata, e alterna analisi psicologica dei vari personaggi a sequenze apocalittiche dal sapore splatter che, mano a mano che il tempo fluisce, li travolgono senza lasciar loro una via di fuga. Implacabilmente scandita dal progredire delle ore, si risolverà in un finale aperto che, come nel peggiore degli incubi, ripropone ancora una volta il gioco.


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L’altra parte della luna di Lidia Mingrone Abstract È un abile gioco di specchi la struttura narrativa del romanzo di esordio di Lidia Mingrone. Sofia a seguito dell’abbandono da parte della compagna ripercorre tutta la sua vita in una sorta di flusso di coscienza, affidando l’elaborazione della perdita e del senso di vuoto e di solitudine che ne sono scaturiti alle parole. Parole da assaporare lentamente. Parole per ritrovarsi lungo un cammino accidentato e inquieto. Parole di un animo ferito e disorientato. Riflettendo sulla sua vita, sulle esperienze passate, sulle scelte fatte, Sofia si mette in discussione e nel farlo si confronta con il suo alter-ego: Albert, voce spudorata, ma intelligentemente ironica. Albert, che le appare attraverso lo specchio nel quale Sofia cerca i suoi stessi occhi, assume il ruolo di tutore, mentore e confidente. Albert/Sofia, Sofia/Albert sono il Giano bifronte, il volto in luce e in ombra della Luna, simbolo binario di vita e morte, infanzia e vecchiezza, sonno e veglia, respiro e immobilismo. Sofia e Albert sono il recto e il verso della stessa medaglia, ma con una differenza. Albert è la parte matura, un burbero benefico, Sofia è la parte spirituale rimasta infante, la bambina che si è persa, timorosa di diventare adulta. In queste due anime che albergano nello stesso petto, come diceva Goethe, vi sono le tracce di una sola anima, quella di una donna che sta raggiungendo se stessa in una e mille voci, nella spasmodica e struggente ricerca di un’infanzia perduta.


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Quello di cui non vogliamo parlare di Gian-Luca Baldi Abstract Una breve introduzione, il tempo dell’orazione funebre e poi il ritorno a casa, Quello di cui non vogliamo parlare si svolge tutto nell’arco di una mattinata, ma in realtà spazia, attraverso la memoria, lungo i quarant’anni della vita di una famiglia. Il funerale di un padre, regista e produttore, è l’occasione per un lungo flusso di coscienza che, apparentemente senza ordine, così come la marea si distende velocemente su di una spiaggia, tocca tutta una serie di temi difficili, che spesso cerchiamo di evitare, partendo prima di tutto da quello della morte: tanto la morte dei nostri cari quanto la paura della nostra morte. E poi le nostre fobie, la memoria e l’oblio, l’amore e la fine dell’amore, l’omosessualità e i pregiudizi, il ruolo della creatività e della fantasia nella nostra vita: ecco alcuni dei temi toccati che confluiscono come epifanie in una narrazione dal ritmo fluido e incalzante, all’interno della quale, verso la fine, si intrecciano brevi visioni poetiche e oniriche, i mondi fantastici. Un arco narrativo che si legge in un respiro come un unico verso… Un gesto coraggioso di verità a oltranza, che non risparmia per primo il suo autore. Romanzo vincitore del Premio Letterario Nazionale Bukowski 2016.


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L’innocenza del germoglio di Irene Paoluzzi Abstract Greta, quarantenne di origine toscana trapiantata a Milano, in seguito alla morte del padre, torna in Maremma, ospite nella tenuta di proprietà della famiglia. Nei luoghi in cui il genitore, mosso da un viscerale amore per la terra, aveva trascorso tutta la sua vita il senso di perdita si acuisce e, nell’attesa del funerale, Greta è costretta a confrontarsi con la dignitosa sofferenza della nonna paterna e con l’indifferenza della madre. Tre generazioni di donne che silenziosamente, e ognuna a modo proprio, saranno costrette a fare i conti con il passato. La scoperta di un evento traumatico accaduto prima della sua nascita segna profondamente Greta inducendola a mettere in discussione la sua stessa esistenza. Nel suo romanzo di esordio, Irene Paoluzzi tesse una storia a tratti claustrofobica, in cui vittime e carnefici mescolano il proprio sangue ai sogni e alle speranze della giovinezza. L’autrice riserva un’attenzione melanconica e sofferta ai suoi personaggi, soprattutto a quelli femminili, e ne esplora con pacatezza e stile lineare le emozioni cristallizzando nel tempo quel senso di lontananza da sé e dagli eventi che inevitabilmente provoca un dolore troppo grande.


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Imperfetti di Matteo Tripepi Abstract Due vicende parallele, apparentemente disconnesse tra loro. Una lirica precede ogni coppia di capitoli. Una struttura narrativa che procede su doppio binario, a tratti spiazzante. La prima vicenda è incentrata sull’efferato omicidio di due fidanzati, Ashley Boots e Luke Kirsten, avvenuto in una piccola cittadina. A indagare è chiamato il commissario Hoffman che sarà affiancato da una squadra volenterosa ma inesperta. La seconda vicenda ha come protagonista il giovane Jeff Kavrak, che si risveglia una mattina insanguinato e senza memoria di quanto accaduto. Consapevole del problema imputabile all’amnesia, tenta comunque di ritornare a vivere normalmente con l’aiuto dei suoi amici, con i quali ha formato da anni una band, e di Christopher Horn. Questi è un vecchio professore ormai caduto in disgrazia, a causa di guai con la giustizia, che gira per il paese raccontando strambe storie sulla sua vita. Riuscirà Jeff, stordito dalle apparizioni in sogno di un bambino con i lineamenti nordici e da eventi imprevisti, a ritrovare se stesso e a ricordare? Qual è il mistero che accomuna le due storie? Qual è la connessione? E ancora, c’è davvero una connessione? Il commissario Hoffman si ritrova alle prese con un groviglio di sospetti, tradimenti, rancori e motivi di risentimento passati e presenti; attraverso lande inesplorate del cuore umano la narrazione incalza e il lettore viene trascinato dalla suspence.


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Il cammino della Fenice di Diana Mars Abstract Pisa, 2200. Il progresso tecnologico ha subito una battuta di arresto. Qualcuno ha ancora voglia di sognare. Tre giovani universitari appassionati di letteratura si ritrovano ogni mercoledì in un circolo letterario a discutere di arte e a scrivere poesie. Una sera un editore decide di sfidarli: dovranno scrivere un romanzo che ha come tema il mito della Fenice, il migliore riceverà in premio la pubblicazione dell’opera. Il romanzo d’esordio della giovanissima Diana Mars è un viaggio nella memoria e nell’inconscio. Protagonista è un vecchio scrittore di successo che decide di raccontare una delle esperienze più incredibili della sua vita ovvero il tentativo non riuscito di scrivere un romanzo sulla Fenice. La rievocazione del passato è il pretesto per aprire un varco verso un mondo suggestivo, sospeso, nel quale le coordinate spazio-temporali perdono consistenza e aprono all’ignoto. Tra anime speciali che si impossessano dei corpi di persone comuni, tra sedute d’ipnosi regressiva e visioni improvvise che mischiano realtà, sogni e allucinazioni, Il cammino della Fenice si muove al confine del tangibile e smaschera la labilità dell’ordinario, la relatività delle nostre sensazioni e il mistero che alberga nell’intimo umano. C’è un filo che lega passato e presente, epoche storiche lontane e irraggiungibili: il viaggio di un’anima all’interno di corpi diversi, alla ricerca dell’amore e della purezza.


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Il mondo nelle mani di Chumb di Barbara Scattini Abstract Chumb è un gigante a cui la mamma, in occasione del suo decimo compleanno, affida il ruolo di custode del pianeta Terra. Tutto preso dal suo compito, osserva volentieri gli esseri umani mentre svolgono le loro incombenze quotidiane anche perché se è vero che a volte gli appaiono incomprensibili, restano pur sempre uno spasso! Ben presto però Chumb matura un sogno: diventare amico di una bambina di nome Mary, buona, curiosa, studiosa e allegra. Ci riuscirà? Come? Una storia che racconta l’amicizia tra diversi che, sebbene apparentemente impossibile, rende la fantasia un mondo dove tutto è fattibile. Un’opportunità per piccoli e grandi di riflettere insieme su alcuni aspetti della vita: l’amore e l’accettazione del prossimo e di se stessi, la riscoperta della bellezza del nostro pianeta, la semplicità dei sentimenti e la voglia di credere e sperare sempre, in ogni circostanza.


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Dark ice di Vittoria Silviana Iorio Abstract In una Philadelphia notturna e disinibita, i coniugi Hill, Michelle psicologa e Alexander imprenditore, vivono un’esistenza apparentemente felice passando da un successo mondano all’altro. In realtà i loro rapporti sono tesi e rischiano di rompersi definitivamente quando in città fa ritorno l’ex di Michelle, Cristian Ghilbert, con l’attuale fidanzata. Ghilbert e Hill nutrono vecchi rancori e Michelle è una pedina nella sfida tra i due uomini. Sebbene prossimo alle nozze, Ghilbert è ancora molto attratto dalla ex compagna, attrazione ricambiata dalla giovane che non esita a intrecciare con lui una nuova relazione. Ma i giochi si fanno complessi, perché il rapporto tra i coniugi Hill è fatto anche di tradimenti plateali e Alexander seduce la promessa sposa dell’amante della moglie, Denise. Il gioco si interrompe proprio con l’omicidio di Denise, di cui parrebbe essere responsabile un motociclista visto fuggire dal luogo del delitto a bordo di una moto nera. Il commissario Wollace, incaricato delle indagini, fa i conti con l’attrazione per la sensuale e scaltra Michelle e i sospetti sugli stessi coniugi Hill, possibili omicidi e forse complici. Alexander e Michelle in questo difficile frangente possono contare sul sostegno di un giovane e affascinante avvocato, Dominic Hughes. Quando la situazione pare avviarsi alla sua naturale conclusione, le carte si sparigliano e nessuno si rivela per quello che dice di essere. Un gioco di specchi, una scrittrice che abilmente manipola gli indizi disseminati lungo il percorso di una storia la cui protagonista si impone per la personalità fragile e complessa a un tempo, una donna che utilizza il sesso per gestire il progetto di una vita futura accanto all’uomo che ama.


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Assurdità di Nicolò Ferrari Abstract Il diciassettenne Nicolò Ferrari esordisce con una silloge di racconti in cui fotografa le piccole e grandi bizzarrie che animano la nostra realtà, rivelando un istinto narrativo e una spiccata propensione all’affabulazione. Dodici storie declinate in argomenti e personaggi diversi, tematiche parallele e divergenti, stili e generi rielaborati o classici. Un registro espressivo caleidoscopico. La sua giovane età, lungi dall’essergli da ostacolo nell’affrontare le imperfezioni o assurdità che il quotidiano ci pone davanti agli occhi, lo sorregge nell’esame disincantato e divertito. Il mondo, il nostro mondo, è un’accozzaglia di furbetti, meraviglie della natura, speranze, desideri, sognatori, piccole cattiverie, pregiudizi, codardi e bravi ragazzi. Ecco dunque la giovane siriana che indossa l’abito tipico del suo paese per andare a scuola il giorno del suo compleanno, due pescatori in cerca di una ragione per vivere, un innamorato folle d’amore, una ragazza troppo ossessionata dalla propria bellezza, un ragazzino vittima di bullismo, una donna impantanata in un matrimonio che le va stretto, un insegnante di ginnastica che aizza gli studenti l’uno contro l’altro, due alieni che guardano alle nostre miserie quotidiane con rammarico e così via. L’autore riflette sulle varie situazioni, fa sue le assurdità che incrocia nel suo faccia a faccia con la vita e ne sorride attraverso un gioco di parole talvolta caustico.


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Le parole del pettirosso di Anna Maria D’ambrosio Abstract Anna Maria D’Ambrosio dopo il genere lirico e il romanzo si cimenta nel racconto breve, tratteggiando una silloge composita e multiforme in cui sono soprattutto le donne che danno voce al loro vissuto. Quindici storie dal sapore agro, delicate o spietate, tristi e melanconiche. Una contrapposizione di grande impatto figurativo quella tra la voce melodiosa del pettirosso, la sua spavalderia, l’indole battagliera e la struttura narrativa che restituisce il quadro di una bambina che si confronta con il complicato mondo degli adulti, di donne deboli alle prese con una realtà troppo grande per loro, di solitudine, di violenza, di annullamento di se stesse. Ma anche di ricordi cristallizzati, di lutti da elaborare, di scelte da compiere. E di fede nel valore salvifico della scrittura. Un universo immaginifico fosco, a tratti grottesco se non fosse rischiarato dalla dignità che l’autrice conferisce a ogni storia, accompagnando i personaggi verso il loro destino, quasi carezzando le loro anime piagate e facendo della loro sofferenza un canto sospeso tra sogno e realtà. Una dicotomia tra luce e ombra, tra dolore e speranza. Un conflitto intimo che acuisce la consapevolezza di quanto la vita potrebbe offrire. Se solo…


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La nera verità di Giorgio Ronco Abstract Dopo la conclusione del caso del finanziere, l’ispettore Armelie Bernardi lascia la polizia e apre l’agenzia investigativa AR.MANI. La AR.MANI viene coinvolta, dal carismatico capo dell’Anticrimine Renato Vitale, in due casi di omicidio, uno apparentemente di facile soluzione, il secondo collegato al traffico di opere d’arte. Juba Al Fazhed, una giovane somala, viene trovata morta nel suo appartamento. Colpita alla testa, e poi soffocata con un cuscino. L’omicidio sembra una storia di sesso finita male, poi mascherata con la messinscena di un improbabile furto. Alla morte della giovane immigrata si sovrappone l’omicidio di Nicola Mursini, maturo antiquario di Ferrara, che si è arricchito con il commercio di opere delle Avanguardie Russe. Questi, vecchio amico di Giorgio Romani, viene trovato morto nella sua camera di albergo durante il periodo della fiera Antiquaria, di cui è un tradizionale espositore. Nelle indagini Armelie è affiancata da Giorgio Romani, suo socio nell’agenzia e amante nella vita. Ex-manager e uomo di apprezzato impegno sociale, dirige da anni una onlus che si occupa di ragazze-madri, Romani ha però anche un passato torbido, cui è collegata la stessa Armelie e la sua decisione di lasciare la polizia. Sarà lui, investigatore di stampo classico, più incline alle sensazioni e ai richiami morali, che non alle prove scientifiche e agli imperativi giuridici, ad arrivare alla conclusione dei due casi. E lo farà in contrasto con tutti, e con la stessa Armelie, che si troverà alla fine ad affrontare il peso di una sconvolgente verità.


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Il Geranio Rosso di Paola Gianoli Caregnato Abstract Nell’immaginario collettivo Maria Antonietta, regina di Francia condannata alla ghigliottina nel 1793, è una donna frivola, egoista e superficiale; accusata di aver sperperato il denaro del proprio paese, già fortemente in crisi economica: capro espiatorio per il popolo in rivolta; le vennero attribuite frasi celebri, falsi storici oggi riconosciuti. Ultima figlia di Maria Teresa d’Austria, fu promessa come sposa al nipote di Luigi XIV all’età di quattordici anni quando era ancora una bambina. La futura Delfina di Francia era immatura e ingenua quando arrivò a Versailles, incapace di affrontare un ambiente altezzoso e sofisticato come quello della corte Francia. Dovette fare i conti con usanze e consuetudini che talvolta la intimidivano, altre volte le lasciavano un gelido vuoto nell’anima. Paola Gianoli Caregnato scompagina l’immagine ufficiale di questa sfortunata regina e ricompone un dipinto più realistico che guarda oltre la semplice figura mondana e modaiola di Maria Antonietta; con uno stile personalissimo intriso di francesismi, narra della crescita introspettiva della regina e la immagina scampata alla furia della ghigliottina grazie al complotto di pochi fedelissimi. Ecco dunque che Maria Antonietta il quattordici aprile del 1801 è ancora viva e si trova in Belgio. Un romanzo breve intenso, a tratti grottesco, sensuale e piacevole.


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Un diabolico visitatore sotto mentite spoglie di Lidia Cerioli Mazzoni Abstract Elvios è un giovane diavolo sedicenne che vive all’Inferno, curioso del mondo da cui provengono i dannati che sorveglia. Suo padre, Sallkan il Grande, gli fornisce sporadiche informazioni che risalgono al periodo in cui egli vi trascorse del tempo in missione per conto di Lucifero. Tutti gli altri diavoli si mostrano assai reticenti a parte ripetergli che sulla Terra la malvagità regna sovrana, l’uomo è una creatura cattiva e lui può averne la prova osservando il pienone che c’è da loro. Ma Elvios è scettico, se sono tutti così restii qualcosa di interessante ci deve essere per forza, soprattutto nell’amore, una forza che governa o meglio dovrebbe governare il mondo e di cui gli ha parlato il saggio Bilath. Il diavoletto sa ben poco anche della sua nascita che pare avvolta nel mistero, pare che debba avere a che fare con una certa Letizia di cui suo padre si era innamorato, ma che costei fosse una creatura terrena gli sembra assai fantasioso. Sia come sia, Elvios è sempre più deciso e pertanto continua imperterrito a cercare, fra i tanti cunicoli degli Inferi, la via per raggiungere la Terra sì da soddisfare la sua curiosità. Finalmente, un giorno di dicembre la trova e per lui inizia un’avventura straordinaria e per certi aspetti surreale. Tra bizzarre peripezie, scoperte sorprendenti, situazioni imbarazzanti e paradossali in cui viene a trovarsi, ovunque vada persegue ostinato lo scopo di verificare se la brutta opinione che i suoi amici diavoli hanno dell’uomo sia veritiera. Un romanzo che si tratteggia nei toni ironici e talvolta caustici di una prosa piacevole e limpida. Lidia Cerioli Mazzoni esplora attraverso gli occhi ingenuamente impietosi di un anomalo sedicenne le bizzarrie di un mondo in cui meraviglia e sconcerto sono le due facce della stessa medaglia.


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Cerebellare a chi? di Emme T Abstract Emme T è lo pseudonimo di una giovane donna che racconta in prima persona la scoperta e la successiva convivenza forzata con l’atassia cerebellare. Sì, perché cerebellare non è una parolaccia, ma solo una allegra condizione dell’essere che i medici chiamano, invece, sindrome patologica. È come se la persona con atassia cerebellare camminasse su una corda sottile rischiando ogni momento di cadere: ogni gesto di vita quotidiana rappresenta una sfida come lavarsi i denti, firmare un documento, prendere un caffè con un’amica. Persino il tempo diventa qualcosa di non misurabile, poiché le scansioni temporali non esistono, tutto è passato tutto è presente tutto è futuro. La protagonista, che prima della diagnosi ha avuto quasi tutto dalla vita, si impegna a far funzionare non disarticamente cioè in armonia i tanti pezzi del suo corpo e della sua vita, incontra e si scontra con un universo di persone che l’aiuteranno a diventare una donna diversa. Diversa, ma più consapevole della fragilità dell’esistenza, dei suoi ritmi e aperta alle esperienze, capace di goderne appieno senza riserve incurante di dover dare spiegazioni per il suo comportamento o per le sue scelte. Pronta, insomma, a sorridere in faccia a un destino apparentemente avverso o forse… Un racconto che avvince il Lettore fin dalle prime righe, una narrazione semplice e lineare per una storia che ci invita a soffermarci e a riflettere che, magari, non proprio tutto il male viene per nuocere veramente.


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La cruna delle stringhe di Franco Pulzone Abstract La teoria delle stringhe sebbene abbia storia relativamente recente affascina scienziati e profani. Riassumendo e semplificando (molto), è un modo per descrivere tutte le forze e tutta la materia: dall’atomo alla terra, fino alle galassie, dalle origini del tempo, fino allo scoccare dell’ultima ora. Ogni cosa, dalla particella più piccola alla stella più grande, è composta da un solo tipo di ingrediente: anelli incredibilmente piccoli di energia vibrante, chiamati stringhe. Come dalle corde di un violoncello nascono note musicali diverse, le diverse stringhe vibrano in modo diverso dando vita alle componenti prime della natura: l’universo è, quindi, una sinfonia prodotta da questi minuscoli anelli di energia vibrante. Universi paralleli che occupano lo stesso spazio nel cosmo potrebbero connettersi, perfino inglobarsi l’uno nell’altro in parte o totalmente. Quest’ultimo fenomeno potrebbe dipendere dall’aggressione che l’uomo ha esercitato sull’ambiente, depauperandolo e sfruttandolo. Questo il retroterra su cui Franco Pulzone, eccellente poeta prestato alla narrativa, costruisce il suo romanzo in cui una giovane donna si ritroverà divisa tra due uomini ognuno appartenente a un universo parallelo. Colpisce e incuriosisce il linguaggio usato dall’autore che a prima vista apparirebbe più consono a una storia di cappa e spada medioevale, sì come la stessa costruzione fraseologica che attinge a piene mani dalla poesia. Romanzo dai molteplici risvolti, rispecchia il sentire profondamente etico del suo autore.


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Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba Abstract Il 17 febbraio 1907 Luigi Bertelli, che si faceva chiamare Vamba come il buffone di Ivanhoe, iniziò a pubblicare a puntate ne Il Giornalino della Domenica le esilaranti vicende di un certo Giannino soprannominato Gian Burrasca, fiorentino, famiglia borghese, anni nove, il quale ne combina di tutti i colori, facendo impazzire la sua famiglia e tutti quelli che hanno a che fare con lui; tanto che dopo mille tentativi di raddrizzare il ragazzo, i genitori, disperati, decidono di mandarlo in collegio: sarà l’inizio di una lunga serie di birbonate. Il ragazzo usa un diario, regalatogli dalla mamma per il suo compleanno, come confidente e amico al quale racconta le sue avventure con un linguaggio disinvolto e pieno di ironia, ivi comprese le punizioni che è costretto a subire ingiustamente, secondo lui. La finezza psicologica di Vamba consiste, soprattutto, nell’elaborare un personaggio che il più delle volte agisce in base a un suo preciso codice morale e comportamentale, alternando eccessi di vivacità e qualche raro lampo di stizza a una disarmante e ingenua buona fede. Giannino, infatti, è convinto di agire bene, e non esita a mettere in atto quanto gli passa per la mente, senza prevedere neppure lontanamente le conseguenze delle sue azioni. Pur essendo una sorta di romanzo di formazione, capolavoro della letteratura umoristica, mantiene la levità di una storia narrata per suscitare il sorriso in chi sa riconoscere nel protagonista un compagno di avventure che non si prende mai troppo sul serio.


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Asylum di Sergio Campofiorito Abstract Zamara. Fine Ottocento. Oltre al limitare della palude, sorge il Phibes Asylum. Si dice che un tempo fosse un’abazia dedita a culti sanguinari e blasfemi, trasformato in un manicomio criminale diretto dal dottor Polidori, psichiatra illuminato che tenta disperatamente di gettare un barlume razionale ai sinistri accadimenti dei suoi pazienti. I sotterranei del Phibes vegliano altresì il terribile reparto 51, custode di esseri deformi le cui alienazioni non devono essere esposte nemmeno alla vista dei criminali più depravati. Riuscirà Polidori a dare una spiegazione coerente alla demenza ammantata di soprannaturale che serpeggia nel macabro manicomio, o si dovranno attendere secoli meno bui e scienze più esatte per ottenere risposte alle angoscianti domande? Sette storie tra abomini, incesti, freak, creature d’incubo, devianze e deliri in cui a parlare in prima persona sono i pazzi stessi mentre la mente dell’assennato direttore vacilla sempre più, rischiando di cedere alla stessa follia che tenta di arginare. Sergio Campofiorito esordisce nella narrativa di genere con uno stile e un linguaggio che denota maturità stilistica e il gusto per la sperimentazione stilistica tale per cui il lettore, vittima consapevole e acquiescente della visionarietà narrativa dell’autore, cede ogni coordinata e si lascia catturare completamente dalla storia. Da annotare la tecnica eccellente con cui in una sorta di gioco degli specchi l’autore utilizzi la paura per consentire al lettore la massima libertà di affermare o meno il soprannaturale. Senza negargli l’agognato e relativo carico di angoscia.


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Parlando con le nuvole di Silvia Caselli Abstract Parlando con le nuvole è una silloge che si può definire senza dubbio insolita e originale. Accanto alle liriche in versi compaiono, infatti, brevi narrazioni in prosa poetica in cui prende vita un confronto sotto forma di dialogo tra la Poetessa e la parte più intima di sé che appare come una terza e soggettiva persona. La struttura è in certo qual modo spiazzante per il Lettore che a fronte del suo sentire immediato ricavato dalla lirica può misurarsi con l’epifania della Poetessa che interroga il proprio immaginifico e intimo caleidoscopio emozionale. Da annotare la ricerca attenta e puntuale nell’uso dei lemmi, sì da raggiungere un linguaggio semplice, ma profondo, che presta il fianco a più piani di lettura. Non ci sono filtri di alcun genere, men che meno quelli retorici, nell’esposizione fluida e generosa di Silvia Caselli. C’è lei, il suo cuore, il suo vissuto, le sue conquiste digressionali. Affronta temi intimi ma che si incasellano nella vita di ognuno, riflette e invita il Lettore a guardarsi dentro anche attraverso spunti neoromantici ma pur sempre realistici. Il punto di forza della silloge è nella sincerità del dettato, nella semplicità espositiva e nell’invito, dolce e intrigante al contempo, di essere, accettare e amare se stessi sempre e comunque. Sì come il bambino ha l’amico immaginario, il credente ha la guida spirituale, il pragmatico ha il super io, il poeta ha le nuvole. E a esse volge lo sguardo con anima libera e pura.


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Non togliete le ali alla libellula di Rachele De Prisco Abstract Una silloge dai ritmi spezzati quasi plasmati nella creta delle sensazioni e delle intemperanze che affida a una libellula, un essere apparentemente esile ma capace di resistere alla tempesta, il compito di tracciare la segnaletica di un percorso di ascolto e purificazione attraverso la Poesia. Il nostro è un mondo globalizzato in cui se non hai una connessione, un punto di vista uniformato, sei tagliato fuori, isolato. I social network creano un’illusione di appartenenza attraverso una comunicazione veloce ma effimera niente affatto interessata ai conflitti interiori. La Poesia, quale espressione di libertà di pensiero, pura emozione esistenziale, riafferma l’individualità e si fa strumento di comunicazione scevra da pregiudizi senza timore di giudizi, di ostracismo riuscendo ad affrescare senza veli la nostra società. In questo ordito si libra la libellula simbolo di trasformazione, di consapevolezza, di volontà di andare oltre le apparenze, di ricerca della verità. Misterico viatico di un viaggio dentro se stessi, le proprie percezioni ed epifanie. Toglierle le ali significherebbe spezzare ogni libertà e precipitare nel baratro dell’ignoranza e del degrado.


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La casa delle paure di Maria Teresa Landi e Luciana Tola Abstract Giulia è una ragazzina di dodici anni amante della lettura e aspirante scrittrice. Vive a Lucca con i genitori, affettuosi e un po’ in crisi tra loro, la nonna ormai fuori di testa, il fratello maggiore con cui è solita confidarsi e la cagnolina Musetta. Durante le vacanze estive viene mandata a Viareggio presso i nonni paterni, mentre padre e fratello si recano a Londra. Il fitto scambio di chat con quest’ultimo accompagnerà la sua estate alle prese con nuove amicizie, il primo amore, nonché la ricerca di luoghi inquietanti in cui ambientare il racconto giallo da portare a scuola all’inizio del nuovo anno. Tra questi, la famigerata casa delle paure così chiamata perché lasciata andare in rovina e abitata da strani figuri, uno dei quali scava buche profonde nel giardino pieno di rovi… Ma il gusto per il mistero e l’avventura sarà sollecitato anche dal contatto con personaggi curiosi e stravaganti, tra cui zia Melania, appassionata di sedute spiritiche, e l’ambiguo Callisto, apparentemente un assiduo corteggiatore della giovane donna. Giulia, calatasi in pieno nei panni di un novello Sherlock Holmes, si destreggia tra misteriosi omicidi, rocamboleschi furti e impavide esplorazioni fino a un finale degno di un racconto tale da far morire d’invidia le compagne di scuole!


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Venezia-Dakar di Elena Torta Silvestri Abstract Gaia è una ragazzina di tredici anni, non molto soddisfatta del suo aspetto e un po’ ingenua. Costretta a trascorrere l’estate con la nonna, nella sua casa a Torcello, poiché i genitori sono in un viaggio di lavoro dapprima si annoia molto, ben presto però inizia a fare nuove e interessanti conoscenze: il Musicista, un anziano ex-attore che ha scelto di ritirarsi nella piccola isola e Marco un bel ragazzo mulatto, in vacanza con la madre scrittrice. In seguito a un’escursione in laguna in compagnia di amici Gaia e Marco rinvengono sull’isoletta un piccolo scrigno, contente un anellino e un libricino, che reca la scritta Ossario seguita da una serie di numeri. Incuriositi i due ragazzi cercano di decifrare quello che pare un mistero intrigante ma innocuo. Invece, sarà solo l’inizio di una serie di avventure che, due anni dopo, trascinerà Gaia fino in Senegal, sulle tracce dell’amico improvvisamente scomparso dalla sua residenza di Dakar. Qui tra sciamani e promesse d’amore si consuma un colpo di scena dietro l’altro. Una bella storia in cui due giovani protagonisti si scontrano con le intemperanze del primo amore, la realtà quotidiana che è fatta anche di lontananza, di disagi, di incontri non sempre fortunati. Quella narrata da Elena Torta Silvestri è una storia coraggiosa, narrata con piglio deciso, in cui i ragazzi vi riconosceranno molte delle proprie esigenze e aspirazioni. Al tempo stesso, come molta buona letteratura etichettata young adult, potrà essere apprezzata e letta con piacere anche da coloro per cui l’adolescenza è solo un ricordo.


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Storie un po’ per me e un po’ per te! di Paola Viezzer Abstract Bambini, giovani orsi ma anche ciucci e l’immancabile Babbo Natale per raccontare e cercare di spiegare, in tono accattivante e semplice, ai piccoli lettori temi quali la nascita di una sorellina o di un fratellino, il bullismo, la separazione dei genitori, l’Alzheimer. Attingendo alla sua esperienza di educatrice psicomotricista, Paola Viezzer si pone l’obiettivo di aiutare i bambini a confrontarsi con situazioni anomale, che rompono in qualche modo la quotidianità e la certezza dei rapporti con i genitori in primis ma anche con i coetanei. In quest’ottica il libro si pone come un valido aiuto e supporto al compito, non sempre agevole, che genitori ed educatori si trovano a dover affrontare in determinate situazioni trasformando dubbi e perplessità in voglia di capire.


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Melancholy di Gabriella Pison Abstract “La malinconia è la felicità di essere tristi”, diceva Victor Hugo. Un titolo denso di significati e corrispondenze per la nuova silloge di Gabriella Pison, Melancholy, in cui una leggera venatura di tristezza si intreccia con un flusso di emozioni e sensazioni, che conducono il Lettore lungo le rive del suo vissuto, in un’operazione quasi catartica, capace di esorcizzare il male di vivere e dell’oltre, cercando l’armonia tra l’essere umano, la natura e il tempo infinito del cosmo. Un variopinto mosaico di riflessioni esistenziali, sospese nel tempo e nel ricordo, che si alimentano di profumi, di sensi, di incanti, di musica, di colore; una ritualità che sembra fatta di malie, sospesa tra la nostalgia, la pioggia, il vento o gli alberi di Natale, perché anche la carezza di un venditore d’abeti fa intuire che esiste un’anima nel mondo. Sono versi che sollecitano il desiderio di luce, tra giochi di metafora e ombre; la Poetessa scende nelle profondità del dolore, dell’impotenza di fronte al vano affannarsi, ma come per magia, servendosi dell’arma del disincanto e dell’ironia, si scioglie in atmosfere di speranza, intuendo una tensione continua verso qualcosa che non sia effimero, fragile, transitorio, che le impedisce di perdersi nell’incertezza, nel vuoto, nella solitudine che l’accompagnano. “So che potrò volare in eterno/ tra gli orizzonti d’acqua limpida/ e gli agguati della speranza,/ dove la memoria si fa aquilone/ nelle storie graffiate dalla rinuncia/ nel sottovoce inarrestabile della vita.” Melancholy è rincorrere la Bellezza senza tempo dell’anima, del cuore, della vita. Bellezza, che si fa splendore della Verità… come sembra abbia scritto Platone.


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La Terra dei draghi. Una nuova stella di Nicola Cantalupi Abstract Terzo volume della trilogia La Terra dei draghi. L’antica magia che gli ultimi Signori dei Draghi lanciarono, sacrificandosi, per proteggere le popolazioni delle grandi città dall’avanzata dell’orda oscura durante la più spietata battaglia del passato, si è indebolita. Da Amhonùn un eterogeneo gruppo di eroi si è messo in cammino attraverso le Terre Nere sì da avvertire ogni razza libera circa l’evolversi della situazione e soprattutto, con l’intento di convincere ogni popolo a scendere in guerra contro le Forze Oscure. Grazie al loro coraggio, a Isenord, la resuscitata Alleanza dell’ovest fra elfi, nani, uomini e Meadaras riesce a infliggere una dura sconfitta all’Oscuro Signore e a riportare speranza ma molto è stato rischiato e ancor più saranno i pericoli da affrontare. Imperativo adesso è raggiungere Amhonùn il più in fretta possibile. E il primo a fare ritorno tra le ancestrali pietre della Grande Muraglia è l’ultimo Signore dei Draghi che reca con sé una Samaire priva di sensi e ormai in fin di vita. Solo le cure degli Enduil la possono salvare. Ragguagliati da Johan, i valorosi guerrieri dell’Antica Stirpe si preparano allo scontro decisivo confidando nell’arrivo degli alleati prima che tutto abbia inizio. Ma Nubi Oscure in tumulto, simbolo dell’imminente arrivo del nemico, si addensano nel cielo. Nel passato di Carmas si cela, forse, la chiave per affrontare l’Oscuro Signore. Riuscirà il saggio elfo a raggiungere Amhonùn in tempo? Spetterà al giovane Meadaras e al suo drago Luxi decidere, come fu scritto in un’antica profezia, le sorti della guerra. Un romanzo dai toni epici, declinato nel più puro canone fantasy.


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La setta dei Frati Gaudenti di Ezio Umbrinozzi Abstract A ottobre del 2015 un mandriano della Valcamonica si presenta alla locale stazione dei carabinieri per denunciare il ritrovamento del cadavere di una donna, legata e sepolta, e di un quadro religioso in un ripostiglio interrato all’interno di un deposito per gli attrezzi. Lo stato di conservazione del corpo è buono e presenta un principio di mummificazione. Il medico legale conferma che la morte potrebbe risalire a una decina di anni prima e che a un primo esame, non presenta colpi mortali. La donna dunque potrebbe essere stata sepolta. I carabinieri sono convinti si tratti di un rito macabro opera di qualche setta di fanatici religiosi e ricostruiscono, sulla base di casi analoghi, una timeline a partire dal 1998 secondo cui pare probabile si sia verificato un delitto ogni sei anni. Qualche mese dopo un architetto impegnato nella ristrutturazione della sua baita si imbatte per caso in un passaggio sotterraneo sotto il pavimento della sua cucina, e in un quadro raffigurante una madonna davanti al quale sta in preghiera un frate. È l’avvio di una misteriosa vicenda che lo vede protagonista insieme a una giovane e bellissima barista e a un vecchio frate eremita, il quale gli svela che la sua casa sorge sopra i resti di un ex convento medioevale al cui interno è nascosto un misterioso tesoro e un crocefisso ligneo dorato. Non solo, ma una pericolosa congrega segreta mira al recupero del tesoro e minaccia chiunque voglia avvicinarsi alla verità. Questi gli ingredienti di un thriller dal ritmo incalzante, che coniuga esoterismo, ricerca storica e attenta analisi psicologica.


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Il farmacista di Ilhéus di Vincenzo Celano Abstract È la storia tormentata di un uomo che, a un certo punto della sua giovinezza, fugge dal paese, dove la sua anomalia sessuale è stata accidentalmente scoperta nel corso della gara degli sticchiaruli (corsa di ragazzi nudi) e dove la sua natura di diverso gli impedisce di vivere una vita normale. Imbarcatosi clandestino su un piroscafo diretto in Brasile, arriva a Ilhéus, dove fa il tagliatore di canna da zucchero. Dopo vicissitudini varie, diventa ragazzo di bottega nella farmacia all’aperto del dottor Ruggiero Pace, don Rogerio per i clienti che la frequentano. Alla morte del farmacista, l’ex tagliatore è la reincarnazione perfetta del titolare e per i clienti continuerà a essere solo e semplicemente don Rogerio. Tuttavia, a causa della sua diversità anche là venuta alla luce, improvvisamente conosce un amaro degradante destino, che trascina la sua vita ai margini di una discarica nello stato di Bahia, dove per caso lo incontra Campoleone, un pittore che è approdato oltreoceano spinto da un’ossessione giovanile a partire dall’Italia meridionale per studiare e ritrarre i policromi uccelli degli ambienti umidi del Pantanal e con l’ambizione di emulare i pittori fiamminghi approdati in Brasile, nel periodo coloniale, al seguito delle spedizioni olandesi. La curiosità di Campoleone fa venire a galla il passato rimosso del protagonista, ma la storia cruda dell’esistenza dello strano personaggio, a causa di un’oscura empatia, finisce per sconvolgere la vita, i propositi e la cifra artistica dello stesso pittore che l’ha riesumata. In alcuni punti di forte carica erotica, pur non essendo assolutamente un romanzo di genere, la narrazione si configura come un’inquietante metafora della vita che, consumando la sua rotta ellittica, raggiuntone il punto culminante, finisce per regredire alle sue radici con in più un irrimediabile senso di amara sconfitta.


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Quando tramonta il sole di Aaron Farina Abstract Marcello è un uomo apparentemente sereno, sposato con una giovane bella e di buona famiglia dedita al suo lavoro di artista, ma poco avvezza a confrontarsi con le difficoltà quotidiane. Agli occhi di tutti sono una coppia perfetta. Marcello, però, avverte una sorda insoddisfazione causata, in parte, dal suo lavoro di giornalista che non lo appaga. L’unico momento in cui si sente davvero felice è quando tramonta il sole e passeggia da solo sul molo, osservando i colori magnifici che dipingono il cielo e il mare della sua Viareggio. Improvvisamente, scoppia la guerra e non importa precisare esattamente quando e quale: occasione drammatica e dirompente per confrontarsi e maturare. Una cesura tra il prima e il dopo. Marcello è costretto a partire per il fronte, così che tutta la serenità e la pace che ristagnavano, come una nebbia, nella sua vita ne escono stravolte. Conoscerà la realtà della vita, il dolore, la sofferenza, il male, ma anche l’amore e la bontà che risiedono in pochi elementi isolati e spesso scherniti dalla vita, messi alla prova giorno dopo giorno, soprattutto in guerra, dove tutto sembra volto alla distruzione e alla disfatta fisica e morale. Marcello dovrà scegliere se lasciarsi corrompere dall’odio, dal dolore e cadere nell’assoluto pessimismo della ragione o se avere fiducia negli uomini buoni, chi ha la volontà di non perdersi e di ricercare sempre la bellezza e l’amore nella natura, come ci riesce lui, quando tramonta il sole. Un romanzo dai toni lievi e intimisti che esplora con garbo e determinazione quella zona oscura che si fonde e confonde con il desiderio di sopravvivere a tutto e a tutti.


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Mio marito… di Claudia Fiorotto Zampieri Abstract La silloge si compone di trentatré storie tessute su esperienze vissute in cui i mariti sono raccontati in diretta con parole schiette, asciutte tratteggiando quell’immagine sicura e stabile che spesso vorrebbero proporre all’esterno. Per contro traspare poi esitante anche il riflesso più intimo e autentico: uomini colti nel loro agire o nella loro immobilità, amati, ricordati, desiderati, avvicinati, a volte definitivamente allontanati. I loro ritratti prendono forma attraverso i pensieri di donne diverse, donne giovani, a tratti ancora inconsapevoli, mature, sagge e disincantate che svelano ciò in cui sono o sono state immerse, scandagliano i propri sentimenti e i propri vissuti. Donne che acquisiscono familiarità con l’intimità profonda del corpo e dell’anima. Alcune possiedono la chiave della vita, altre sono semplicemente in cammino o decidono di sostare in attesa di un segno, di qualcosa da ascoltare, mettere in pratica o trasformare. Ogni donna, attraverso le proprie esperienze quotidiane, realizza il marito che, nel gioco della relazione affettiva, in un continuo divenire, porta con sé curiosità, stupore, amore e disincanto, ferite, tradimenti, gioia e un rinnovato richiamo all’autenticità.


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Il tavolo antico di Marisa Cecchetti Abstract Una silloge lieve come una canzone animata da una profonda ricerca di senso, dal continuo scavo sotto la superficie dell’esistenza per raggiungerne il messaggio più autentico. Marisa Cecchetti attinge al suo vissuto e si conferma una voce originale, mai assuefatta alle mode del momento, sempre attenta a rinnovarsi, con la sua scrittura precisa e intensa che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, saldamente ancorata al reale eppure percorsa da una vena di sogno, in un equilibrio pieno di grazia. I suoi versi esaltano la pienezza dei sensi, cantano la quotidianità, narrano l’avventura dell’essere umano di fronte al proprio destino, esprimono una visione sostanzialmente positiva della vita, la felicità di dire l’indicibile delle cose e celebrano il mondo nel suo continuo mutare, la metamorfosi degli eventi che ne scandiscono il ritmo, il nascere e il morire delle cose e degli uomini. Una sorta di ricognizione per epifanie, impegno preso con se stessa accanto a un tavolo antico fedele compagno, alleato e muto testimone del fluire del tempo. Io voglio essere felice adesso, pare confessargli mentre ogni ricordo acquista il volto, la voce di un mondo vitale che non si rassegna e si sfuma in una rapsodia di vivaci colori. La Poetessa possiede una rarissima dote, quella di rendere lievi e trasparenti i temi e gli strappi dell’emozione più complessi e profondi.


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Come seme sotto raffiche d’inverno di Alessandro Izzi Abstract Nove racconti, storie di un piccolo borgo durante il secondo conflitto mondiale. La guerra, la politica gli eventi osservati dal punto di vista delle persone che meno possono capire: i bambini, le donne, gli ultimi, i dimenticati. Nove racconti di ordinaria sopravvivenza, di quando il quotidiano confina con il mito e la speranza di futuro si confonde con l’eterno presente di un mondo che vorrebbe restare uguale a se stesso anche malgrado la guerra. Nove fiabe amare che non vogliono in nessun modo essere una cronaca o una cronologia della drammatica situazione di uno specifico borgo durante l’occupazione nazista, benché in alcuni momenti riconoscibile come Gaeta ma prima di tutto luogo letterario, quanto piuttosto proporsi come un caleidoscopio di epifanie sull’orrore della guerra e sulle conseguenze dell’odio dell’uomo sull’uomo.


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Nel nome della Dea di Laura Silvestri Abstract In un medioevo fantastico dove la magia esiste ma rimane avvolta da un manto di superstizione, Thara, anziana sacerdotessa della Dea dell’Amore, scrive una lunga lettera a sua nipote Jora, cercando di spiegarle cosa significhi far parte dell’ordine sacerdotale più equivocato che la storia ricordi. Per questo le racconta un aneddoto del suo passato. Il lettore apprende così che la giovane Thara è inviata a prendersi cura dell’infermità di Re Evrart, invecchiato precocemente nell’arco di soli tre mesi. La novizia scoprirà tuttavia che neppure i suoi poteri di guarigione potranno aiutare il Sovrano, vittima di una maledizione che Robard, l’affascinante e ambiguo sacerdote del Dio Sole e più fidato consigliere del Re, attribuisce alla seconda moglie di Re Evrart, l’incantevole Dama Elisot, per la quale nutre una segreta e morbosa passione non corrisposta. Thara si troverà così coinvolta in un mistero dove nessuno appare del tutto colpevole ma neppure completamente innocente: la maledizione affonda le sue radici nel primo matrimonio del Re, tristemente finito con la morte a tinte fosche della prima moglie. A complicare le indagini, un antico tomo di sinistri rituali appartenuto a una genia di possenti streghe, e l’amnesia che da un anno affligge la bella Elisot, per la quale la sacerdotessa svilupperà un appassionato sentimento: nei ricordi perduti della principessa si nasconde infatti un passato oscuro che l’ha condotta, assieme al suo sposo, nel mezzo di una ragnatela di odio e vendetta. Con l’aiuto del giovane bardo Fabien, Thara deciderà di andare a fondo della storia, sfidando le convenzioni e i pregiudizi del suo mondo, e arrivando a comprendere come il segreto per salvare la vita di Elisot dall’ira degli uomini e dai fantasmi del passato risieda nel più antico dei balsami per l’anima: l’amore.


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Il bambino delle fate di Annalinda Buffetti Abstract Il romanzo, seconda parte della trilogia iniziata con Il finocchio selvatico sa d’anice, ripropone le avventure dei Castiglioni dal Fiume, che alla fine delle Seconda guerra mondiale avevano lasciato Livorno per trovare rifugio in Brianza. Sono trascorsi quattro anni. La loro vita, in apparenza tranquilla e serena, scorre tra i mille guai della normalità quotidiana e alterna momenti esaltanti ad amare disillusioni, in una narrazione coinvolgente che trova spunti di irresistibile comicità. Eugenia e Rodolfo, attirati dalla prospettiva di un ritorno definitivo in Toscana, vanno a Livorno, ma trovano la città ancora devastata della guerra e alla fine, per una serie di imprevedibili circostanze, sono costretti a una fuga precipitosa. Anche al paese si sono complicate le cose: la Penerona, un tempo moglie dispotica di Aimone, è alla ricerca dei fantasmi del suo passato e sprofonda nella pazzia, prigioniera dei propri incubi. Eugenia si scontra con la dura realtà: non c’è posto per suo figlio Augustino alla scuola del paese. Ma la caparbietà di Rosa, diventata maestra, e la scoperta che il bambino ha delle capacità insospettate capovolgeranno la situazione. Intanto nuove scoperte gettano luce su vecchie vicende, avvicinando alla soluzione del mistero: cosa è successo ad Aimone quattro anni prima? Le storie degli adulti sfiorano, senza toccarlo, il mondo parallelo in cui si muovono i due bambini: Augustino e Federica. Solo il nonno possiede la chiave per entrare nell’universo segreto e, con delicatezza, cerca di costruire un ponte per avvicinare il nipotino autistico alla realtà.


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Le anime piacevoli di Rodolfo Piangatelli Abstract La storia per molti versi autobiografica si può dividere in due parti, una vissuta in cliniche psichiatriche, l’altra in un piccolo paese di provincia. Un uomo conosce una donna grazie a una chat e se ne innamora perdutamente. Lei vuole incontrarlo ma lui sa di essere brutto e rimanda l’appuntamento. L’uomo è troppo innamorato e impazzisce o meglio diventa folle d’amore. Un TSO, e inizia per il protagonista un calvario fatto di Ospedali psichiatrici, Cliniche e Strutture Riabilitative. Conosce l’inferno nel quale vivono segregati i malati di mente. L’uomo porta sempre con sé un notebook grazie al quale continua a chattare con la sua donna perché a dispetto di ogni avversa circostanza, di nuove conoscenze, degli amici, delle tentazioni è lei la sua anima piacevole, la persona che ama oltre ogni cosa: quell’unico essere al mondo che dà un senso alla vita. Riuscirà il protagonista a lasciarsi alle spalle il peso della propria bruttezza? Il senso opprimente di vuoto in cui la depressione lo catapulta nonostante tutto? Ma soprattutto e ancora, sarà lui l’anima piacevole della sua lei? Un romanzo da leggere tutto d’un fiato lasciandosi invischiare in quella sorta di ragnatela letteraria che Rodolfo Piangatelli costruisce con l’abilità consumata di un cantastorie. Sulle note delle canzoni di Battisti, senza dimenticare un pizzico di ironia, affronta tematiche complesse con tocco lieve e intenso.


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I giocatori invisibili di Irene Giuffrida Abstract L’affascinante Guido, modello e aspirante scrittore, cultore di filosofia e inquieto bisessuale, viene ritrovato morto sul retro del Casinò più celebre di Torino, città in cui si trovava per un convegno insieme all’amante. Il Commissario Saverio Strano, di origini siciliane, è chiamato a risolvere il caso, insieme a Viola, collega alle prime armi, di cui inevitabilmente è destinato a innamorarsi nel corso delle indagini. Indagherà così le più strette e recenti frequentazioni di Guido, tra cui Alessio Severi, il noto pittore dalla dubbia moralità che lo ritraeva per lavoro, e lo stuolo di donne che usava sedurre e abbandonare, per lenire con incontri occasionali la sua sofferenza psicologica. Guido è un giocatore invisibile, un uomo che vive la sua esistenza con una distanza di sicurezza. Il commissario troverà in hotel, insieme a droghe e psicofarmaci che alteravano di certo la visione della realtà di Guido, anche un romanzo scritto di suo pugno Il mondo secondo Guido, in cui viene narrata l’intera sua vicenda biografica, la sua spiccata sensitività, l’amore per l’Arte, l’incontro con la misteriosa Morgana, a suo dire la propria anima sgusciata via dal corpo, le violenze domestiche subìte da ragazzo e il patto d’infedeltà firmato con l’amante. Attraverso una ricostruzione dell’esistenza di Guido il commissario ripercorrerà, come in un gioco di specchi, parte della sua stessa esistenza, e giungerà infine alla soluzione di un enigma, la morte di Guido, che di certo ne contiene altri: chi è, ad esempio, la bellissima donna che posa nei quadri al fianco di Guido? Come si fa a dipingere un orgasmo? È possibile incontrare la propria anima? Si può profetizzare, con l’aiuto dell’Arte, l’esatta circostanza della propria morte?


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Storie sdrucciolevoli di Chiara Nobilia Abstract Al suo esordio narrativo, Chiara Nobilia compone un libro lieve e intensissimo. Nove racconti veloci ed essenziali, una scrittura precisa per uno stile originale. Arijana, che rimane incinta prostituendosi, e Franco, stritolato nella morsa dell’usura, ma anche Paolo, invischiato in una storia d’amore patologica, e Giordana, alle prese con un licenziamento subito dopo la fine del suo matrimonio: sono alcuni dei personaggi di Storie sdrucciolevoli, che raccontano tentativi di affrancamento all’insegna di una resilienza innestata nella fragilità. Il tutto, nello scenario dell’Italia di oggi – quel terreno sdrucciolevole su cui Arijana, Franco e gli altri poggiano i piedi. Una silloge avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.


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Sonetti d’amore (Testo inglese a fronte) di William Shakespeare Abstract TI sonetti shakespeariani includono alcuni tra i più alti versi d’amore mai composti. Continui e costanti cambi d’umore conducono il Lettore dalla dolcezza più tenera, propria della musicalità di taluni versi, alla crudezza più angosciante di certe scelte tematiche e linguistiche. Impossibile restare immuni al fascino di un linguaggio in cui ogni parola comporta e scatena un vortice infinito e piacevole di emozioni contrarie e allo stesso tempo complementari, aprendoci ogni volta a una visione multiforme ma unitaria degli elementi e degli aspetti cantati. Nel loro insieme, i 154 componimenti – qui riproposti nella versione integrale con testo inglese a fronte – pubblicati per la prima volta nel 1609 dall’editore Thomas Thorpe senza il consenso e la revisione dell’autore, si interrogano dunque sulla fugacità del tempo, sulle contraddizioni del mondo, sulla natura e sulle pene dell’amore dando voce a una ricchissima gamma di stati d’animo, sentimenti, emozioni: le risposte sono mille e nessuna, in un gioco di ribaltamenti, impennate e rinvii che è la cifra di questi versi immortali.


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Il sagrato della cattedrale di Daniele Bavoso Abstract Un incontro casuale tra vecchi amici, alla stazione di Genova. Lui, direttore di una biblioteca per ragazzi. Lei, donna colta e affascinante, ammantata di un velo di mistero. Vagando per una città sospesa tra passato e presente, i due riscopriranno la voglia di stare insieme attraverso una lunga storia che lui racconterà a lei nell’arco di tre giornate. Una storia dai tratti mitici, ambientata in una dimensione senza tempo, nella quale due sorelle sono inghiottite da una fitta nebbia creata dai Signori della Cenere e sono tratte in salvo da un insolito esercito formato perlopiù da bambini. Il sagrato della cattedrale di Daniele Bavoso è un affresco in chiave metaforica della società moderna. I due personaggi principali, figure che sembrano opporsi al ritmo frenetico del tempo presente, cercano una rinascita esistenziale, che oscilla tra il ricordo di un passato che riaffiora inesorabile e la speranza di un futuro che sappia sconfiggere le debolezze del presente. Bavoso crede nella forza della parola, del dialogo e del confronto come strumento per attraversare e superare le sconfitte della vita. E nella parabola delle due sorelle e dei Signori della Cenere è facile ritrovare i riferimenti all’attualità, ai maggiori pericoli che attanagliano il nostro secolo quali l’inquinamento prodotto da una industrializzazione incontrollata, il fanatismo ideologico e religioso, la perdita di valori. Un romanzo che presenta vari e sfumati piani di lettura. Affascina e seduce l’amore dichiarato dell’Autore per la sua città, Genova appunto, città magica sospesa tra presente e passato in cui è facile, passeggiando tra i suoi vicoli, imbattersi in una mescolanza incredibile di culture che pacificamente convivono.


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Trasgressioni di Gianni Cameri Abstract Una società in cui l’egocentrismo e l’individualismo portano a ritenere interscambiabili i partner mettendo al primo posto la soddisfazione dei bisogni individuali piuttosto che quelli di coppia rappresenta un terreno fertile per il tradimento. Conseguentemente l’infedeltà, collettivamente sempre più tollerata e giustificata, diventa un’esperienza assai frequente nelle odierne e fragili coppie. La propensione al tradimento o alla trasgressione è una caratteristica individuale e se per alcuni l’infedeltà è una tentazione irresistibile, per altri essa rappresenta un atto contro se stessi e i propri ideali, prima ancora che un’infrazione nei confronti del partner. Gianni Cameri in questa silloge di racconti, spietato affresco di varia e caleidoscopica umanità, guarda a coloro che nella trasgressione trovano una sorta di passaggio verso se stessi senza per questo dover interrompere alcun viaggio di coppia. Amori profani che travolgono la gran parte degli umani. Almeno una volta nella vita l’avventura, cercata o trovata, li investe ma, di norma, non lascia ferite sanguinanti. Produce soltanto una smagliatura nel tessuto della loro storia. Convinto che il dominio eroico dei propri sensi sia una virtù praticata o per un esasperato sentimento di pudore o per un’illimitata fede in valori superiori, l’autore narra, con indulgenza, debolezze umane spesso contenute in vicende di cui soltanto i protagonisti hanno nozione. Preceduti da una breve introduzione dal sapore boccaccesco in cui si narra l’argomento trattato, diciotto racconti affrescano, non senza un pizzico di ironia, l’ineluttabilità certa o presunta tale del doversi arrendere alla trasgressione.


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Il custode del cimitero di Giuliano Conconi Abstract Sette racconti del terrore di impronta gotica accomunati dalla figura di Cornelius Stone, custode del cimitero di L., cittadina inglese di fantasia sempre cornice di eventi inspiegabili. Grazie alle sue facoltà paranormali svela al Lettore dimensioni ignote, narra di manufatti dai poteri spaventosi, di vampiri antichi e moderni, di medium formidabili, di enigmi, di spettri vendicativi e di demoni. Cornelius Stone di volta in volta protagonista, voce narrante o semplice comparsa, apre il tetro cancello del suo camposanto e tra pomposi monumenti funebri, illacrimate lapidi ricoperte di licheni e cripte abbandonate, guida il Lettore attraverso i suoi incubi più spaventosi. “Non c’è racconto degno di questo nome se dalla prima parola non suscita l’interesse del lettore che deve giungere all’ultima riga per comprendere la soluzione finale”, scriveva Baudelaire. È indubbio che i racconti di Giuliano Conconi possiedano una simile caratteristica. Sono un labirinto, una ragnatela che sfodera tutti i colori della notte e colui che, anche solo per caso, si lasci catturare dalla prima parola, non può più tirarsi indietro ma è costretto a proseguire. L’analisi e il ragionamento si fondono con l’immaginazione visionaria, creando storie indimenticabili in cui l’incubo si allea con la follia, l’amore con la morte. Suggestioni gotiche ci ricordano che il confine tra il Bene e il Male non è sempre così netto come si crede.


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La ruota della fortuna di Igor Colombi Abstract Sette racconti che affrontano temi e generi differenti. Apre la silloge un racconto noir. Rosemary, una donna allo sbando e vittima in gioventù di una terribile violenza, si ritrova prigioniera di un’entità misteriosa e apparentemente malvagia. Lo scorbutico e introverso detective privato Barney Castelli sarà chiamato a risolvere il mistero. Segue la storia di Cesare che dalla provincia di Milano si trasferisce in Thailandia dove spera di trovare un senso alla sua vita tendente al grigio. Un breve racconto che fotografa uno spaccato dei tragici giorni che contraddistinsero la fase finale della seconda guerra mondiale. La storia di Peter, erede solitario di una nobilissima famiglia di origine tedesca, che ha come unico sogno quello di sperimentare la sensazione del silenzio assoluto, condizione nella quale pensa di poter vivere in pace lontano dalle pacchianerie e dal cattivo gusto del mondo moderno. Quindi un racconto di fantascienza. La vita di Mike viene sconvolta da un rapimento alieno nel cuore della notte. Gli alieni propongono un patto che Mike non può rifiutare. Se lo vuole, diventerà un semidio e vivrà in eterno sopravvivendo alle umane debolezze. Ma a quale prezzo? La storia di Vincenzo immigrato in America per sfuggire alla miseria. Il pugilato sembra l’unico treno per raggiungere il sogno di una vita agiata e sotto i riflettori, ma il destino ha in serbo altro per lui. Chiude la silloge un racconto che narra dell’amore di un motociclista per la sua Harley. Personaggi che affrontano i propri demoni, rincorrono speranze e sogni, non si arrendono, guardano avanti. Uno spaccato caleidoscopico di varia umanità.


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Katábasis. La rinascita di Fabrizio Malagoli Abstract Katábasis. La rinascita, il primo episodio della saga del giovane scrittore Fabrizio Malagoli, è un epic fantasy dalle tinte gotiche. Sulle ceneri di una civiltà post-apocalittica, nell’oscurità di un’antica foresta, da un antico altare, è rinato un potente dio: una nuova calamità minaccia il futuro del mondo e delle terre cristiane. Lucifero, nelle profondità della terra, brama grazie alla creazione di una nuova e terribile arma di poter ribaltare le sorti, peraltro ancora incerte, di una guerra secolare: quella tra il Bene e il Male. Quattro guerrieri cristiani rappresentano l’unica possibilità per ribaltare le sorti di un conflitto destinato a sconvolgere il mondo. Essi hanno il compito di raggiungere la città di Summa Acolythiis, capitale del regno degli Accoliti, per rinsaldare fragili alleanze, cercarne di nuove sì da opporsi al dio prima che oscuri presagi stendano un nero manto sulla Cristianità intera. Malagoli sfrutta la sua passione per il genere fantasy e firma un romanzo dai forti connotati simbolici, in cui il conflitto tra figure mitologiche diviene pretesto per affrontare temi di forte attualità. Non ci sono pause in questa storia: l’azione scandisce il corso degli eventi, nella frenetica rincorsa per salvare il mondo e offrire una nuova possibilità di redenzione. All’umanità rimane ancora una speranza frutto del disperato tentativo di ripartire dagli antichi valori.


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La botte di Floreana di Anna Paola Sanna Abstract Una donna è costretta da un’epidemia di tifo a rimanere a bordo del brigantino Roxane, fermo per quarantena in mezzo al Pacifico. Inganna la noia dei lunghi giorni in mare scrivendo le proprie memorie: ha intenzione di lasciarle sotto forma di plico nella botte di Floreana – isola delle Galapagos – dove un postale raccoglie le lettere imbucate dai marinai in transito. Nel Journal rievoca così la sua vita movimentata, dall’infanzia fino a quell’ultimo incerto viaggio per mare. Sul finire del Diciottesimo secolo, infatti, Viola D’Ondariva – questa l’identità della misteriosa signora – fra Grand Tour in Italia e in Europa, fra nuove idee, fermenti culturali, rivoluzioni, guerre e amori complicati, attraversa il Secolo dei Lumi, osservando la contemporaneità ai suoi albori. La protagonista della storia è in realtà uscita da un altro romanzo: si tratta della stessa irrequieta marchesina, grande amore di Cosimo Piovasco di Rondò, incontrata ne Il barone rampante di Italo Calvino, che qui racconta la propria versione dei fatti. Un po’ romanzo d’avventure, un po’ racconto di formazione, si compone così, attraverso la voce di un’inedita Viola, un vivace e divertente pout pourri che ci riporta il profumo di un’epoca.


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Hybrid. L’altra me di Elany Blackwood Abstract La vita della giovanissima Scarlett Hill cambia per sempre una sera come tante all’uscita da un cinema. Un attimo è in compagnia della sua migliore amica, un attimo dopo… Si sveglia in un’auto, in preda a dolori lancinanti, sviene e si risveglia di nuovo nella stanza di un motel. Strilla, cerca di scappare dal misterioso giovane che l’ha seguita per giorni prima di rapirla, di aggredirlo, di chiedere aiuto ma le forze non la sorreggono. Rammenta solo una botta dolorosa, e avverte una sete sconosciuta che pare volerle ardere la bocca. Ma Scarlett è abituata a fare i conti con i vuoti di memoria: da quando aveva sette anni non ricorda nulla della sua infanzia. E tanto meno dell’esistenza di creature sanguinarie nascoste nel buio e di uomini spietati armati fino ai denti. Vampiri e cacciatori. Il passato però non si è dimenticato di lei e qualcuno ha incaricato Logan di riportargliela a tutti i costi. Ma chi è questo qualcuno? E cosa vuole da lei? Lontana da casa, da quella che crede essere la sua famiglia, senza nessuno di cui potersi fidare, in balia di un carceriere di cui inizia a subire il fascino, Scarlett dovrà affrontare un viaggio alla scoperta delle sue origini. Man mano che i ricordi si faranno più nitidi, si renderà conto che l’odio non è poi così distante dall’amore. E cosa fai, allora, quando scopri che tutto ciò che volevi ricordare è tutto ciò che un tempo avresti voluto dimenticare? Primo episodio di una trilogia, Hybrid. L’altra me è un romanzo intenso che non concede pause, che dipinge di vermiglio quel misterico caleidoscopio che è la realtà o supposta tale.


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Jam session di Matteo Poletti Abstract Mattia è un giovane chitarrista con la passione per la musica. Ma con la musica non si vive, ripetono fino alla nausea genitori, amici e fidanzata. Per accontentarli, accetta un lavoro in un’azienda che collauda automobili per la Fiat. Il suo compito è quello di percorrere centinaia di chilometri ogni giorno per testare le auto in prova. Ore e ore per la strada, all’inizio in solitudine, poi accompagnato da un fantoccio dei crash test, regalatogli dal suo coinquilino quasi per scherzo, a cui Mattia comincia a confidare sogni, progetti, ansie, delusioni. Mattia guida e si confida, viaggia e si confessa, accorgendosi pian piano di essere in una strada senza uscita. E così un giorno prende la decisione. Ruba l’auto che sta collaudando e scompare. E, finalmente, lascia che il suo vero viaggio abbia inizio. La sua fuga verso la libertà e l’indipendenza dagli schemi a cui la società, in un certo senso, ti obbliga ne fa ben presto un punto di riferimento sul web dove molti lo incoraggiano a non mollare. Ma si può restare in fuga da se stessi per sempre? Vincitore del Premio Letterario Nazionale Bukowski, Jam session è un romanzo agrodolce, subdolamente ingenuo e lineare. In realtà, come solo i veri talenti letterari sono capaci, Matteo Poletti intesse una trama dai molteplici piani di lettura senza rinunciare a una verve ironica piacevole e fresca.


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Amor, ch’a nullo amato amar perdona di Alessandra Casati Abstract Tutti conosciamo la storia di Paolo e Francesca, gli amanti raccontati da Dante nel quinto canto della Divina Commedia. La donna narra, su richiesta del poeta, la vicenda che toccò in sorte a lei e al suo amante, il loro peccaminoso amore che fu causa della loro morte. Nel 1275, Francesca da Polenta è indotta con l’inganno a sposare Gianciotto Malatesta ma si innamora ricambiata del cognato Paolo. Mentre leggevano estasiati la storia di Lancillotto e Ginevra, si diedero un casto bacio (questo è ciò che Dante fa dire a Francesca) e proprio in quell’istante Gianciotto li sorprese; accecato dalla gelosia estrasse la spada e li uccise entrambi. Dante mette gli sventurati amanti all’inferno perché si sono macchiati di un peccato gravissimo, ma li fa vagare assieme: oltre la pena, che non abbiano anche quella della solitudine eterna. Una storia d’amore e d’inganno, dunque, finita in tragedia. Nel corso dei secoli poeti, musicisti, letterati, pittori e scultori si sono ispirati alla tragedia di Paolo e Francesca e ancor oggi la loro storia d’amore, avvolta in un alone di mistero, affascina migliaia di persone. Il romanzo si propone di rivisitare la storia da una prospettiva inedita lasciando che sia Gianciotto a raccontare in prima persona gli avvenimenti, a distanza di circa vent’anni, mentre attende che si compia la vendetta del nipote. Alessandra Casati dà voce a un personaggio scomodo che la storia e la leggenda hanno preferito relegare nell’ombra e fissare nel ruolo di cattivo. Un romanzo breve intenso e bellissimo.


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1018. Sonata per noi due soli di Susanna Agostinelli Abstract La vita di una giovane ragazza di provincia è segnata da due grandi passioni: la musica classica, in particolar modo le sonate di Bach, e un ragazzo ricco, ambiguo e misterioso che condivide assieme a lei l’amore per la musica. La fine della loro relazione, interrotta da lui senza un apparente motivo, apre uno squarcio nell’esistenza della ragazza che cercherà di rinascere lontano, in un piccolo paese di montagna. La laurea in farmacia, il lavoro e una nuova famiglia la illudono di aver superato il trauma della giovinezza. Non sarà così. Il passato, che non l’ha mai abbandonata, tornerà in maniera casuale in tutta la sua meschinità, finendo per soffocare irrimediabilmente la nuova vita, il presente e il futuro. 1018. Sonata per noi due soli è un romanzo che non può lasciare indifferenti. L’autrice, Susanna Agostinelli, mette a nudo il lato più controverso di ognuno di noi, quello che vorremmo nascondere di fronte alla razionalità che ci spinge ad andare avanti e a superare le delusioni. Le ossessioni, però, non possono essere sotterrate per sempre, prima o poi verranno fuori, con conseguenze violente e drammatiche. Il tempo rimane quindi l’unico giudice ma, nella storia raccontata da Susanna Agostinelli, finisce per sfaldarsi. In un turbinio denso di flashback, che alterna diversi piani temporali e riflette il caos e il disorientamento interiore della protagonista. Al termine del libro, una playlist per invitare il Lettore all’ascolto dei brani musicali citati nel testo.


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Il Custode dei Cuori – II edizione di Romina Bramanti Abstract Su un Universo parallelo vive un giovane sognatore di nome Cuor di Leone. Precisamente egli vive sul Mondo delle Possibilità e il suo compito è quello di raccogliere, appunto, le Possibilità, di archiviarle nel modo più consono sì da poterle utilizzare in futuro. Un giorno, però, Capitan Sottuttoio decide di trasferirlo su un altro Mondo in qualità di Guardiano. Cuor di Leone sopporta in silenzio il distacco da tutto ciò che conosce, dalla famiglia e soprattutto dalla sua amata Forza della Natura e inizia a viaggiare catapultato da un Mondo all’altro. Nel corso del suo peregrinare incontra variopinti e bizzarri personaggi i quali da un lato lo arricchiscono di esperienze e dall’altro beneficiano della sua innata bontà d’animo. Sognatore, infatti, ha sempre un sorriso per tutti e grazie alle sue doti è capace di risanare ogni cuore. Nel suo destino è scritto che diventerà il Custode dei Cuori. Romina Bramanti si cimenta nella narrativa con un romanzo delizioso solo in apparenza semplice e diretto. In realtà, Sognatore, ci conduce per mano lungo un percorso accidentato alla (ri) scoperta e (ri)valutazione del nostro essere più profondo, delle nostre aspirazioni, della sofferenza che come una lucida epifania consegna al futuro ciò che siamo diventati. Il romanzo, giunto alla seconda edizione, si arricchisce delle illustrazioni di Chiara Chiozzi e di un epilogo scritto sull’onda delle richieste pervenute alla scrittrice via web. Il Custode dei Cuori è un romanzo senza età anagrafica, conta solo quella del cuore. Parola d’ordine mai dimenticare che la Fantasia può assomigliare alla Realtà molto più di quanto si pensi.


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L’anima imperfetta – II edizione di Laura Nicodemi Abstract Ilaria è una giovane donna, nata e vissuta in Versilia, non ancora sposata, bella da far invidia, ma intimamente in cerca di una vera identità. Caratterialmente fragile e insicura, non è preparata ad affrontare le tristi vicende familiari che la coinvolgono e che non fanno che peggiorare la sua instabilità emotiva, minandone seriamente l’integrità psicofisica. Pur non essendo dotata di grande determinazione né, tantomeno, di senso pratico, riuscirà, dopo vari tentativi, a dare una svolta positiva alla sua esistenza. La necessità di debellare la sofferenza interiore, che la tormenta e la tiene in bilico sul baratro dell’anoressia, la obbligherà a compiere un viaggio introspettivo, per analizzare ciò che c’è di sbagliato in lei. L’Amore irrompe all’improvviso e ogni cosa pare avviarsi nella giusta direzione, ma ecco inaspettato il capovolgimento di fronte, allorché l’incrollabile Elena, baluardo preferito della sorella, sotto la quale ripararsi dalle avversità della vita, reagisce malamente nel momento in cui vede Ilaria risollevarsi con le proprie forze dalle stato di prostrazione in cui per molto tempo aveva vissuto. Laura Nicodemi esordisce con un romanzo delizioso e affronta, in tono ingannevolmente semplice, tematiche importanti come la difficoltà di elaborare un lutto, il senso di perdita che ne deriva, l’anoressia.


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Vanità soldi fango di Alessio Castiglione Abstract Dario è bellissimo. Giovanissimo, fisico atletico, occhi verdi. Ammirato, desiderato. Ma è anche povero, non si sente a suo agio in famiglia, neppure col fratello più piccolo che gli vuole invece bene e lo prende a modello. E allora ci vuole un attimo a lasciarsi andare, a ritrovarsi in un vicolo buio in attesa del prossimo cliente; un barbone a smistare le auto e a mettere in coda chi attende il proprio turno. Senza coinvolgimenti emotivi, solo per soldi, consapevole di essere il sogno di tutti. Ma è facile confondere il sesso con l’amore e l’amore malato può trasformarsi in ossessione. Vanità soldi fango è un romanzo breve scritto di notte e riletto per strada. È la storia di un disagio, che mette come centro la periferia, e come periferia il mondo. Si legge con la fluidità di poco inchiostro lasciato colare giù, verso il fondo. Leggendolo si deve stare attenti alle pagine, perché rischiano di ferire le dita e la morale. Protagonista è la classe più bassa della società, che si scava il fosso e si nasconde di notte. Dario in questo buio scenario è solo una comparsa, sarà lui a di-mostrare la vanità che si trasforma in adulterio e i soldi che diventano fango; così: quasi senza volerlo. Un esordio letterario straordinario.


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Un alito di bossanova di Francesco Runfola Abstract Horace Dehu, francese di estrazione borghese, figlio di un imprenditore navale e proprietario terriero in Provenza e di una benestante irlandese, si arruola nelle file naziste come ufficiale della Gestapo per concludere nelle SS Charlemagne a difesa del bunker di Hitler a Berlino. Prescelto da Hitler per portare in salvo il suo delfino Bormann, nel 1945 riesce a scappare in Cile. Qui, senza cambiare nome, si accasa e coltiva il sogno di andare in Nuova Zelanda tramite un inverosimile viaggio in barca per sfuggire alla vendetta di Israele. Conduce una vita finalmente piatta, facendo il tassista abusivo per conto di un potente pappone del posto e aiutando il suocero nel piccolo cantiere navale, il cui unico dipendente è un fido ragazzo, Carlos, molto più giovane e legatissimo sia a lui che a Florencia, sua moglie. Ma un giorno un commando anti-nazi di Israele rintraccia Horace. È a questo punto che il lungo viaggio di Horace Dehu attraverso due continenti vive il suo momento più doloroso e dolcemente malinconico: un alito di bossanova, musica tanto cara alla sua amatissima moglie spira mentre i personaggi si staccano con decisione dalla pagina e ogni parola cola densa a ricostruire una vita in cui c’è troppo da cancellare perché tutti possano arrivare illesi fino alla fine. Straordinario e convincente esordio letterario per Francesco Runfola che, con il suo romanzo duro impeccabilmente costruito e scritto, si propone come una delle voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea.


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Trentasette passi e poi la luna di Fabio Castano Abstract La realtà che viviamo è influenzata da come la percepiamo e descriviamo. Tra noi e il mondo esistono dei filtri interpretativi: le parole con cui ci esprimiamo, le orecchie con cui ascoltiamo, i pensieri, l’esperienza di vita, la cultura in cui siamo immersi e l’educazione che, insieme, si trasformano in occhiali a gradazioni varie con cui guardare. E dunque, dove si trova la realtà? Dietro ai miei occhi o oltre il mio sguardo? Uno sguardo privilegiato sulla realtà – con tutte le limitazioni di cui sopra – è quello di chi scrive. Nella sua silloge di racconti Fabio Castano raccoglie il suo personale sguardo sulla realtà. Trentasette volte. Dalla frammentarietà percepita dal ragazzo di “Proteo” che ritrova una linearità nell’arte, alla chiusura ossessiva di Orlando Tremondi in “Ferro 5” che arriva a murarsi in casa per poi riaprirsi all’amore e alla vita cogliendo come il suo strumento difensivo possa anche essere capace di liberarlo. Quasi tutti i suoi personaggi sono inquieti, non si accontentano di ciò che hanno e pur essendo costretti, a volte, a una staticità forzata trovano il modo di essere comunque in continuo movimento. Pur nella variazione di generi e temi, il comune denominatore è la speranza. E la sensazione che l’incastro della vita ti porti esattamente quello di cui in quel momento hai bisogno per evolvere. Come nel racconto che dà il titolo alla silloge “Trentasette passi e poi la luna” in cui a una visita svogliata al nonno in casa di riposo segue la riscoperta delle radici, fino all’emozione finale di una bellezza ritrovata nella luce della luna.


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Testa vado croce rimango di Carlo Chiodo Abstract Giacomo Bentivoglio detto Jack, ventisettenne di famiglia benestante, è un pilota di aviazione civile. La compagnia aerea di voli charter per cui lavora lo trascina per buona parte del globo. Spiagge dorate, capitali mondiali del turismo, belle fanciulle e una carriera spianata. Compagni passati e presenti di vita sono Roberto, detto Roby, il fratello minore non vedente, Patty la ex fidanzata che non riesce a dimenticarlo, un rapporto con il padre a corrente alternata. Le sue giornate scorrono abbastanza tranquille, superato ormai il dolore per la scomparsa della mamma, e gettatisi alle spalle alcuni velenosi scheletri del passato grazie, soprattutto, agli inseparabili amici Walter (carrozziere con la testa fra le nuvole) e Pietro (barista dal carattere difficile), alle serate nei locali jazz di Bologna e ai lunghi e spensierati giri in moto. Ma le sue notti, specialmente quelle lontane da casa, sono inquiete, alimentate da un continuo senso di colpa. Tutto questo a causa di Roby, dal quale Jack si sente sempre più diviso: il volo occupa buona parte della sua vita, il padre è immerso giorno e notte nel lavoro, e Roby, saggio, timido e riservato, trascorre le sue giornate sempre da solo. Una sera di inizio maggio, durante una mostra organizzata al club dei non vedenti di Bologna, Jack ascolta suo fratello esprimere il desiderio di partire, lasciare l’Italia e andare a conoscere il mondo, “con qualcuno che me lo descriva, che possa per un momento solo togliersi gli occhi, e prestarli a me che li desidero tanto…” È in quel momento che prende la decisione che cambierà le loro vite. Una decisione a lungo rimandata che affonda le sue motivazioni in una lettera-testamento lasciatagli dal nonno. Un romanzo che cattura, fa sorridere e riflettere. Piacevolmente scritto e costruito. Una sorta di misterico viaggio in cui l’arrivo è affidato al Fato.


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L’impiccione di Francesca Bonelli Morescalchi Abstract Vladimiro è un professore vicino ai settant’anni, architetto e designer di successo. Divorziato, benestante, ha tre figlie con cui i rapporti non sono particolarmente buoni per diversi motivi. Impegnato in progetti importanti, conosce molte persone influenti. È un uomo gentile, ma impulsivo. Pensa innocentemente di avere sempre ragione, di potersi permettere tutto, di saper risolvere ogni conflitto e ogni contrasto. La sua bontà d’animo lo spinge a voler aiutare sempre tutti, spesso complicando le situazioni per poi stupirsi se gli altri si arrabbiano o non gli sono riconoscenti. Un impiccione, insomma, che agisce però senza alcuna cattiveria. Oggetto e soggetto delle sue attenzioni sono sostanzialmente tre personaggi dal vissuto difficile: il giovane Teseo, artista bizzarro e stravagante; Tilde, ex concertista che ha appena terminato di scontare una condanna per l’uccisione della sua famiglia; Gennaro, un fruttivendolo angosciato dalla suocera e dal pizzo. Vladimiro, ovviamente, vuole risolvere tutti i loro guai: assolda avvocati, investigatori e non sente ragioni neppure quando le circostanze lo consiglierebbero. Il tema della famiglia aperta intesa come gruppo di persone che si scelgono e che consapevolmente decidono di aiutarsi stante la mancanza di legami di sangue è alla base di questo delizioso romanzo in cui si fondono toni più leggeri, quasi comici nei tratteggi di alcuni personaggi e situazioni, a toni più drammatici laddove l’Autrice, con garbo e pudore, affronta temi difficili come la pedofilia. Una piacevole e fresca commedia a lieto fine.


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Oltre il muro di Romano Nigiani Abstract Nelle prime ore del tredici agosto del 1961 le unità armate della Germania dell’Est interrompono tutti i collegamenti tra Berlino Est e Ovest e iniziano a costruire, davanti agli occhi esterrefatti degli abitanti di entrambe le parti, un muro insuperabile che attraversa tutta la città, dividendo le famiglie in due e tagliando la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università. Non solo a Berlino ma in tutta la Germania il confine tra Est e Ovest diventa una trappola mortale. I soldati ricevono l’ordine di sparare su tutti coloro che cercano di attraversare la zona di confine, la cosiddetta striscia della morte. Vicini amici e parenti vengono separati. Persone disperate arrivano a saltare dalle finestre delle loro abitazioni che danno sulla parte Ovest della città spesso pagando questo tentativo con la vita. Altri tentano di passare all’Ovest attraverso tunnel scavati nelle cantine. Romano Nigiani ricostruisce un periodo difficile della nostra Storia recente senza sentimentalismo e partigianeria. Anche a Bernauer Straße, via rimasta nella parte Est, alcuni abitanti tra cui la famiglia di Hans Schuster si cimentano in un drammatico tentativo di fuga. Helmut Wimmer, coetaneo di Hans, non si dimenticherà dell’amico né della bellissima sorella e continuerà a interrogarsi sul loro destino. In un’atmosfera noir, si muovono spie e informatori della Stasi, si innescano tradimenti e si consumano indicibili torture sì come insospettabili gesti di solidarietà. Sullo sfondo lei, una giovane donna disposta a tutto pur di lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare. Un romanzo ben scritto e avvincente, che esplora gli abissi dell’animo umano.


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Caro Buk Parto complicato di un libro e altre note di una vita sempre in bilico che non va da nessuna parte di Pasquale Mincione Abstract Un epistolario sospeso tra sfogo e liberazione, della durata di cinque anni e mezzo che rievoca tanti episodi di vita quotidiana e dimostra come sia possibile risollevarsi anche dalle cadute più dure. Il romanzo di esordio di Pasquale Mincione, è un dialogo immaginario che l’autore sostiene con il suo scrittore preferito, Charles Bukowski, nonché maestro di vita. Come Bukowski, infatti, anche Mincione ha conosciuto la sofferenza e l’oblio, vivendo ai margini, è stato a un passo dall’arrendersi ma ha saputo reagire alle avversità affidandosi prima di tutto alla sua grande passione: la scrittura. Non ci sono regole in questo libro, le parole scorrono come un flusso difficile da arginare. Riflessioni sulla società, ricordi che si mischiano a frammenti di vita reale, situazioni grottesche e disperate alle quali l’autore reagisce sempre con uno spirito bukowskiano, inteso come sfida beffarda, irriverente e (auto)ironica alle difficoltà che si incontrano lungo il cammino. Il gusto per la citazione, i continui rimandi ad autori che hanno segnato l’esistenza dell’autore, la scrittura vista come terapia fanno di Caro Buk un pastiche quasi surreale, nel cui messaggio finale è racchiuso il senso del lavoro di Mincione: “[…] anche se la Vita non vale niente non c’è niente però che valga una Vita, bella o brutta che sia”.


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Il Buio e la Farfalla di Paolo Stefanini Abstract La poesia di Paolo Stefanini è riflessione sul senso della vita, pietra da scagliare, misterica carezza e sinfonia variopinta. Capace di far vibrare le corde più nascoste dell’anima. Armonioso connubio tra vis polemica e versi d’amore. Uso attento e ponderato della parola intesa come significato e significante. Fil rouge della silloge è la musicalità che a volte è pura melodia, altre volte è giocosità ritmica, fonica, verbale. Nella silloge Il Buio e la Farfalla il Poeta affronta i grandi temi della Storia e gli episodi di vita quotidiana con uno stile elegante ed essenziale, capace di ammaliare il Lettore senza rinunciare alla sincerità dell’evocazione poetica. Due le sezioni. La prima, “Il Buio”, è un viaggio nelle asperità e nelle contraddizioni della nostra Storia in cui rievoca il dramma della Prima guerra mondiale, rende omaggio alla lotta partigiana, denuncia la perdita di valori e approda ai giorni nostri, soffermandosi sulle ingiustizie della società e schierandosi dalla parte dei più umili e degli indifesi. La seconda, “La Farfalla”, apre all’intimismo, in una dimensione temporale sospesa, che perde il dato concreto e lo trasfigura nella dimensione lirica e a-temporale. La poesia ripiega su se stessa, predilige un tono più pacato e riflessivo, rimanda alla fugacità del tempo, alla precarietà delle cose e dei sentimenti terreni. Fin nell’approccio ad alcune figure femminili, viatico per un’elaborazione personale della poetica degli affetti, incentrata sul tema dell’Amore, non solo sensuale ma anche spirituale e onirico. In bilico tra passione civile ed echi esistenziali, Il Buio e la Farfalla conferma l’ispirazione poetica di Stefanini capace di dipingere una tela multicolore si sensazioni, percezioni e speranze.


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Storie d’amore di Luciana Mei Con il contributo di Francesco Alberoni Illustrazioni interne di Giorgio Michetti Abstract Una silloge intensa, versi sensuali e ritmo avvolgente. Luciana Mei, Poetessa che ha ottenuto ottimi riconoscimenti da pubblico e critica negli ultimi anni, tali da porla tra le voci più interessanti nel panorama lirico italiano, conferma la propria volontà di avvicinare la poesia anche a chi si ostina a celarsi dietro l’impeccabile e immancabile refrain io non la capisco. Volontà che la spinge a curare e a limare i suoi versi sì da renderli immediatamente fruibili, salvo celare al loro interno un misterico universo di sensazioni che si scompone e ricompone in forme sempre differenti. Storie d’amore è concepita dalla Poetessa come un cammino non solo in versi attraverso i vari stati d’amore. Perché si fa presto a dire amare, ma quanti di noi possono dire di essere o essere stati innamorati davvero? E quanti sono capaci di andare oltre l’innamoramento, esplorare i bisogni e i desideri dell’altro, lasciarsi andare fino all’amore? E ancora affrontare i fallimenti, le battute d’arresto, risorgere come araba fenice dalle ceneri di un lutto d’amore, intatti e se possibile ancora più forti? Il cammino è supportato in modo ineccepibile e arricchito dal contributo del più noto sociologo italiano Francesco Alberoni. Egli, con lo stile inimitabile che lo ha reso familiare a migliaia di lettori, si addentra nei vari stati d’amore e ce ne fornisce una chiave di lettura. Completa il cammino d’amore una raccolta di illustrazioni a cura di Giorgio Michetti, pittore viareggino di fama internazionale. Un libro che rischia di far innamorare i delusi, riempire di gioia chi oggi è già innamorato e consolare chi ha pene d’amore. Ma ancora di più, rischia di farsi leggere e apprezzare da chi fino a oggi non ha mai letto un libro di poesia.


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Ti racconto una storia di Patrizia Franchina Abstract Si racconta una storia ai bambini per far loro cominciare bene la giornata scolastica o magari per concludere le loro giornate e conciliarne il sonno. In ogni caso esse hanno anche uno scopo educativo, infatti, utilizzando metafore, descrivono situazioni della vita con linguaggio semplice, diretto e accattivante sì da tenere viva l’attenzione dei piccoli ascoltatori. Ti racconto una storia si compone di sette racconti fantastici, immaginifici che colpiscono la fantasia sia di chi ascolta che di chi legge catapultandolo in situazioni fuori dal comune. I protagonisti vivono situazioni problematiche che però riescono a superare o ad affrontare grazie alla forza di volontà, al coraggio ma anche alla fantasia che li aiuta a superare i propri limiti aprendo prospettive nuove. Storie che offrono stimoli e aiutano la riflessione cosicché il bambino possa meglio interpretare la realtà osservandola senza preconcetti e da punti di vista diversi.


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Nina Tempesta e il signor Schmitt di Nicoletta Parigini Abstract Nina Tempesta, una gnomo detective, in compagnia del socio e cugino Verdefoglia si reca nel magico Regno dei Calderoni per indagare sul caso affidatole dal signor Schmitt: sua sorella Yvette è scomparsa da casa senza lasciare traccia. La donna, quella notte, avrebbe dovuto partecipare al Sabba di Mezza Primavera per diventare una strega. Così, Nina vi prende parte e durante la cerimonia riceve per errore i poteri che sarebbero spettati a Yvette e si trasforma in una strega. Nel frattempo Verdefoglia incontra Nadir, figlio del signor Schmitt e custode insieme al padre di un amuleto antichissimo e potente: il Mandala degli Uomini. Che la scomparsa di Yvette sia legata alla lotta per la conquista dell’amuleto? Tra improbabili e fragili alleanze, complotti per il potere e duelli magici, ha inizio un susseguirsi di avventure che metterà in serio pericolo la pace nei Sei Regni. Ma quando tutto sembra ormai perduto, una coraggiosa e simpatica draghessa accorre in loro aiuto. E Nina riuscirà a catturare l’unico mostro che conta. Uno stile fluido, un tocco di ironia, una storia che può essere letta oltre le righe e l’apparenza. Un romanzo delizioso che, pur mirato su un pubblico giovane, si fa apprezzare da chiunque ami lasciarsi trasportare dalla fantasia.


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I pulcini baldanzosi di Marisa Piccioli Abstract Nina, Lisa e Andrea desiderano osservare la nascita dei fenicotteri, che avviene in primavera. Così convincono i propri genitori a portarli in vacanza nei pressi del Rodano, dove il fiume sfocia nel mare. Lì, nel Parco Naturale, c’è uno splendido isolotto in cui i fenicotteri si radunano per riprodursi. I tre amici si mettono in viaggio un po’ come i giovani fenicotteri, che non si spostano mai da soli, alcuni adulti li accompagnano discretamente nella loro migrazione. Muniti di biciclette, binocolo, macchina fotografica e taccuino i tre ragazzi, si dedicano pazienti all’osservazione dei nidi, registrando ogni cosa che vedono. Finché, un giorno, vengono ricompensati da uno spettacolo meraviglioso! Alla nascita, i pulcini di fenicottero sono baldanzosi, si mettono in piedi e cominciano a muoversi vicino al nido, sotto l’attenta sorveglianza dei genitori. All’occhio di chi li osserva, appaiono impettiti, spavaldi e sicuri di sé.


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I sogni di Alice di Maria Francesca Tommasini Abstract Alice crea con la fantasia delle filastrocche in rima affollate da personaggi divertenti, curiosi, bizzarri, ma anche autentici. I protagonisti dei suoi sogni sono spesso gli oggetti della realtà quotidiana che prendono vita e si lasciano andare a considerazioni quasi umane. C’è sempre un sorriso, un pizzico di spensieratezza e di ironia dietro alle mini storie di Alice che parlano di buoni sentimenti e di altruismo. Ciò che fa la differenza è certamente e solo il cuore. Allegre e gioiose le filastrocche scivolano con le loro rime baciate invogliando a reiterare, nella lettura, gli echi fonici. La linearità e la semplicità del dettato, l’essenzialità dei contenuti rendono possibile l’approccio costruttivo al mondo dei più piccoli. Un libro per bambini, certo, ma anche gli adulti accostandosi a questo universo fantastico e carico di suggestioni, possono attingere l’incanto dell’infanzia, le emozioni e gli stupori di un tempo.


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L’isola della rugiada di Valeria Contavalli Abstract Andalusia fine del 1300. Sul versante atlantico, vicino alla costa della Luz e all’antica città di Bolonia, oltre lo stretto di Gibilterra, una piccola comunità di contadini e artigiani, attiva e solidale, sta riorganizzandosi dopo l’epidemia di peste nera che ha decimato la popolazione. In particolare, Pilar, una giovane donna che ha perduto il marito e un figlio in mare, accoglie bambini abbandonati e porta soccorso ai naufraghi della Baia dei disperati senza badare alla loro razza o religione. Pilar non abbandona nessuno e si prodiga per chiunque si trovi anche solo temporaneamente in difficoltà. Tra i naufraghi salvati da Pilar, in particolare ci sono tre bambini - due maschi e una femmina - che stringono tra loro, in virtù del fatto di essere stati soccorsi insieme, un patto di amicizia per la vita. Quando la piccola Soledad viene rapita dai pirati, gli altri due si gettano al suo inseguimento per riportarla a casa. In un susseguirsi di colpi di scena, incontri inaspettati, rocambolesche fughe, alternando sorrisi, preghiere, crudeltà, affetto ed eroismo, le tessere del mosaico si comporranno nella Bononia dell’Alma Mater Studiorum a Collegio di Spagna. Qui, grazie all’intervento di un illuminato Rettore, i tre ragazzi potranno aspirare a un futuro fatto di riscatto sociale, libertà e speranza. Un romanzo delizioso che ci invita a seguire, senza falsi moralismi, la via tracciata da Pilar.


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Garou. L’eredità del Lupo fantasma di Mario Beretta Abstract Los Angeles. Un liceo qualsiasi. Un diciassettenne ricchissimo, estroverso e disinibito. Una vita che scorre tra partite di basket, serate in discoteca e compiti in classe. Tutto apparentemente normale, dunque. Se non fosse che Dale Darkwood è un Lupo Mannaro. Anzi, un esemplare Alfa. Un predatore spietato e sanguinario abituato a ottenere tutto quello che desidera. Senza alcuna considerazione per gli altri. Protetto da una ristretta cerchia di relazioni familiari che fa capo allo zio, anch’egli Lupo Mannaro, Dale si trova in difficoltà solo quando la conturbante Elizabeth Highmann invade il suo territorio di caccia al liceo. Come se non bastasse, l’arrivo della giovane coincide con la recrudescenza degli atti contro i Lupi Mannari da parte della cosiddetta Loggia dei Cacciatori. Dale scoprirà a sue spese che nessuno è davvero chi dice di essere e che il pericolo si cela sempre nella piena luce del giorno. Un segreto celato per anni lo costringerà a fare i conti con una temibile eredità e una parentela sofferta. Delizioso romanzo young adult, in cui leggenda e realtà si mostrano quali facce della stessa medaglia. Una seconda prova narrativa per Mario Beretta che si conferma fine narratore, attento osservatore dell’animo umano.


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Conchiglie nella rete - Sogni imbrigliati in viaggi di pensiero di Clara Morelli Abstract Una prova poetica di grande impatto emotivo, matura ed elegante, sobria nel tentativo perfettamente riuscito di trascendere il dato personale e migrare nel valore assoluto delle esperienze e delle sensazioni. Un viaggio accidentato, un viaggio nel profondo dell’essere umano, talvolta col sorriso sulle labbra, altre con l’amarezza nel cuore, qualche volta con la compagnia silenziosa del dolore. Una sorta di lettera aperta al Lettore, il quale come invitato a una lunga passeggiata in riva al mare d’inverno si fa muto attore di un dialogo che la Poetessa dipinge sulla sabbia. Tela d’alabastro e inchiostro di conchiglia per un quadro dalle tinte forti e dalle pennellate decise: bambina, mano nella mano al padre a osservare le ultime grida di una guerra che lambisce; donna, pugni stretti a osservare i disastri ecologici, la lotta per la libertà, la miseria. La crisi oggi è più che mai fuori e dentro di noi: Clara Morelli le dà voce ritemprando con la vividezza dei ricordi ciò che il tempo trascorso ha cristallizzato. Una silloge semplice e pura, senza inutili complicazioni verbali o sfoggio di erudizione, per questo potente e capace di rammentare a ognuno di noi quel sereno e ineffabile coraggio che ci portiamo dentro senza saperlo.


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Il ladro di parole di Gianni Darconza Abstract Nella mitica città di Parolandia un evento eccezionale ha scosso la serenità e la gioia di tutti i cittadini. Qualcuno è riuscito a rubare una parola (e i suoi derivati) dall’inespugnabile Deposito di Parole. Nessuno sa di quale parola si tratti, poiché nel momento stesso in cui una parola viene portata fuori dal Deposito, essa svanisce da tutti i dizionari del mondo e della coscienza della gente. Toccherà a una banda di intrepidi ragazzini, i Briganti Coraggiosi, mettersi sulle tracce del fantomatico ladro e cercare di svelare il mistero della parola rubata, arrivando persino a mettere a repentaglio la propria incolumità, tra rapimenti, interrogatori e inseguimenti mozzafiato. Fino a giungere a una incredibile quanto inattesa rivelazione finale…


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Il cuore di Sofia di Nicolò Maurizio Benigno Abstract Sofia è una bambina molto fantasiosa. Severa maestrina al mattino mentre spiega alle piante di basilico perché fa bene giocare a nascondino e grande regina del regno di Azur a colazione, si prepara a trascorrere la domenica pomeriggio in compagnia del nonno al quale è molto affezionata. Grandi avventure la attendono nel magico e meraviglioso giardino del nonno!, qui crescono, infatti, gli alberi arlecchino e vivono furbe fatine che per non farsi riconoscere si travestono da fiori, piante e farfalle! Una favola dopo l’altra, un sogno dopo l’altro, con la preziosa e gentile complicità del nonno, Sofia imparerà che si possono vincere le proprie paure e trovare fiducia in se stessi.


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Errorilandia di Maria Grazia Domenici Abstract Un giorno le parole sbagliate, stanche di essere trattate male da tutte le persone che non ammettono errori di nessun tipo, decisero di andare alla ricerca di un luogo dove fossero apprezzate. Dopo anni di ricerca, finalmente, arrivarono in un paese abitato da un vecchio saggio e da sua moglie che, non solo le ospitarono ma, addirittura, crearono con loro nuove e appassionanti storie. A Errorilandia, cosÏ si chiama il paese, puoi visitare il rinomato negozio di coccolate, dove gli oggetti sono animati e ti fanno provare un calore mai conosciuto, incontrare la caneriera o i caccatori o magari trovare rifugio nell’angoletto custode, accarezzare il bellissimo cavallofiore, salutare Strefania o il barrista, incontrare la signora punteggiatura, ammirare il grattagelo e il ghirotondo, e se ti resta tempo fare una visitina al pavivento! Che stai aspettando?


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Bestiario di AA. VV. – A cura di Anna Maria Bartolucci Abstract Un bestiario è un testo che descrive gli animali o bestie. Nel Medioevo si trattava di una particolare categoria di libri, che raccoglievano brevi descrizioni di animali (reali e immaginari), accompagnate da spiegazioni moralizzanti e riferimenti tratti dalla Bibbia. Frutto di una scelta didattica precisa operata dalla professoressa Anna Maria Bartolucci, docente di Lettere, che attraverso l’approfondimento storico e simbolico delle fiere, ha proposto ai ragazzi, divisi in gruppi, un esercizio di fantasia utilizzando animali di loro conoscenza e a loro più graditi. Essi hanno costruito animali fantastici descrivendone l’aspetto fisico, il comportamento e le peculiarità. Il risultato è un delizioso esercizio di scrittura creativa apprezzabile non solo dai più giovani. Tale lavoro è stato arricchito da illustrazioni curate dalla professoressa Filomena Zurlo, docente di Arte e Immagine. Il risultato del lavoro evidenzia sia l’immaginario dei ragazzi adeguatamente stimolati e svincolati dai mezzi informatici, nonché la possibilità di insegnare in modo divertente e costruttivo la lingua italiana.


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Kor e il grande mare di Stefano Borile Abstract Kor è un giovane gnomo che vive felice con la famiglia nella radura. Il padre possiede il segreto dell’arcobaleno, una conoscenza che si tramanda di padre in figlio. Trascorre le sue giornate chiacchierando con Elfy, la lontra, e con lo scorbutico fiume Rufo che assistono divertiti alle sue scorribande nella foresta delle Querce dove riesce ad assimilare i segreti della natura con i suoi colori e profumi. Un grande destino attende Kor ma perché si compia dovrà affrontare una prova molto difficile. Riuscirà il giovane gnomo a trovare la forza nel suo cuore per diventare il leggendario costruttore di arcobaleni? Grazie al suo amore per la Natura e all’affetto della sua famiglia, Kor imparerà che un sogno può trasformarsi in realtà se il cuore di chi lo insegue è puro e determinato.


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L’ottava meraviglia di Luca Manfredini Abstract Il giovane e coraggioso orso Skopjie si batte per salvare il bellissimo territorio in cui vive minacciato da alcuni uomini che vogliono distruggerlo con i loro draghi di ferro. I suoi compagni orsi però dapprima pensano che Skopjie stia esagerando il pericolo e lo allontanano dal branco. Egli comunque trova degli alleati disposti a dargli ascolto, ad abbandonare tutto per un sogno e a battersi per un mondo migliore. Se uniamo le nostre capacità è possibile conciliare il progresso con il rispetto e la conservazione del pianeta. Ma occorre farlo adesso, prima che sia troppo tardi: la Natura lancia da tempo i suoi allarmi e non possiamo più far finta di niente. È il momento di lottare per salvare la più sacra delle bellezze: l’ottava meraviglia. Una favola moderna deliziosa che ha il dono della verità e il gusto dolce della speranza.


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Isotta e la memoria farlocca di Alessandra Sala Abstract Isotta, ex strega smemorata, è diventata la regina delle befane. In prossimità dell’Epifania, a cavalcioni del pellicano Pancrazio si fionda sulla Terra per consegnare i regali ai bambini. Ma ahimè, perde l’equilibrio e cade a capofitto dalle stelle. Giù giù fino a ritrovarsi incastrata nel camino della villetta color gelato alla vaniglia di un famoso dietologo. Senza memoria e tra le fauci di un gatto nero! Nel frattempo i suoi amici pellicani, aiutati da un gruppo di bambini, mettono la sua foto su Google sperando, con l’aiuto della tecnologia, di ritrovarla. Ma, la foto di Isotta arriva anche tra le mani di Noel, lo stregone più solitario e birbone della penisola iberica cattivo 364 giorni all’anno e buono solo il giorno di Natale…


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La vecchina volante di Mariagrazia Bisio Abstract Una Vecchina alta non più di un pallone da calcio, ma esile come un filo d’erba, vive nell’aiuola abbandonata di un giardino pubblico di una città di mare. Abita in una zucca di Halloween, ricicla ogni cosa che trova e condivide tutto, compreso il cioccolato, suo cibo preferito, con gli amici. Un giorno il vento di mare soffia talmente forte che lei, così leggera, vola via! Aggrappata a una pila di coriandoli, viene trasportata lontano, verso l’ignoto. Tra mille peripezie scoprirà quanto sia meraviglioso tornare a casa, soprattutto se si sa di poter ripartire ancora!

Catalogo "Leggere e book per Time4life"  

Catalogo dei 100 titoli e-book Giovane Holden Edizioni a 1,99 € cad. L'intero ricavato andrà alla Fodazione Time4life International.