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QUANTUNQUEMENTE...

Febbraio 2011 - ANNO 1 - Numero 1

La Redazione

Registrato al Tribunale di Marsala al N.181 del 14/12/2009 del Registro dei Periodici

Direttore Responsabile: Celeste Caradonna

Direttore Editoriale: Mimmo Guzzo

ACCADE AL CONSIGLIO COMUNALE DI PARTANNA!

ono lontani i giorni in cui i nostri S prodi aspiranti consiglieri bussavano di porta in porta chiedendo voti

in cambio di...cchiù pilu ppi tutti. Inoltre ci hanno giurato di non volere un euro e di dimezzare le spese della politica in favore del popolo partannese. Una volta assittati un si vitti cchiù a nuddu, ma non per cosa, sono stati troppo impegnati a capire come è meglio spartirsi il gettone di presenza. Secondo alcuni, infatti, basterebbe al consigliere passare con la macchina dalla via del Popolo o zone limitrofe durante l'orario del consiglio comunale per maturare il gettone di 63 euri tondi. Secondo i più attenti invece il consigliere dovrebbe anche fare un colpo di clacson per segnalare la propria presenza, e secondo i più estremisti si devono fare almeno due giri dell'isolato. Per tagliare corto, insomma vi informiamo che ci sono volute quattro sedute, di consiglio, riguardanti la modifica al regolmento del consiglio comunale, al modico costo di circa 6.000 euri oltre ai premi liminari di commissioni. Ma alla fine è stato deciso: basta votare un solo punto all'ordine del giorno e poi...via di corsa a prendere i gettoni d'oro.

N.B. la modifica del "gettone di presenza" ha avuto 18 voti favorevoli (sia di maggioranza che di opposizione) mentre 2 consiglieri (Bevinetto, Stefano Nastasi) si sono astenuti. Giustamente tutti hanno preso il gettone di presenza.


2 La Redazione

Partanna

Ricostruzione: la storia infinita!

ono passati 43 anni e si parla anS cora di ricostruzione. È di qualche settimana fa la notizia che il Governo,

nella persona del Ministro delle Infrastrutture Altiero Matteoli, sembra abbia manifestato la seria volontà di fronte ai sindaci della Valle del Belìce, coordinati dal vice vindaco di Partanna Nicolò Catania, di chiudere definitivamente il capitolo ricostruzione nel Belìce. Pare che siano pronti circa 150 milioni di euro che andranno a rimpinguare le casse dei 21 Comuni terremotati della valle che potranno in tal modo far fronte alle ultime (si fa per dire) esigenze postterremoto. La decisione del Ministro è scaturita dopo l’incontro con i nostri sindaci tenutosi a Roma in seguito alla protesta di questi ultimi del 17 Gennaio u.s. quando, approfittando della presenza a Sciacca del Ministro, per l’inaugurazione dello snodo viario sulla S.S. 115, proprio nei giorni della commemorazione del 43° anniversario del terremoto, hanno manifestato il proprio malcontento. La volontà di incontrare il Ministro a Sciacca era stata resa nota il giorno precedente nella sala conferenze del castello di Partanna dove, durante una

manifestazione aperta al pubblico, i sindaci, assieme ad alcuni esponenti politici regionali e nazionali tra i quali il Senatore Antonio D’Alì, hanno a lungo dibattuto sulla necessità di chiudere definitivamente la ricostruzione per poter guardare al futuro secondo nuove politiche di sviluppo economico e sociale. Continua insomma la cultura dell’assistenzialismo che, sfruttando la de-

Comuni Virtuosi

vastazione provocata dalla calamità naturale, ha visto sorgere nuove città rispondenti ai dettami funzionalisti e razionalisti dell’urbanistica moderna (che hanno cancellato, insieme al sisma, secoli di cultura locale e l’identità di molti paesi…ma questa è un’altra storia) ed ha permesso ad un popolo arretrato di emanciparsi. Ma se da un lato la ricostruzione è stata il lievito dell’economia locale, dall’altro non ha favorito lo sviluppo di una cultura imprenditoriale capace di trainare l’economia al di fuori della ricostruzione, lo dimostra la difficoltà attuale dell’agricoltura e l’emigrazione continua e sempre più massiccia dei giovani dai nostri paesi ora che la ricostruzione volge al termine. Adesso molto probabilmente il moribondo Belìce sarà rianimato per qualche anno, ma una volta finiti definitivamente i soldi che ci spettano cosa andremo a chiedere ai Ministri? Dobbiamo forse sperare in qualche altra disgrazia per poter risorgere? Si dice che chiudendo la ricostruzione possiamo guardare al futuro secondo nuove strategie di sviluppo. Ma è stato necessario attendere la fine della ricostruzione per attuare queste strategie? L’impressione è che quando finirà l’assistenza dello Stato il moribondo Belìce non avrà molte speranze. Ai posteri l’ardua sentenza.

Gli abitanti di via Cialona sono nella m…ancanza di fognatura.

La Redazione

iunge alla nostra redazione una G segnalazione da parte degli abitanti della zona bassa della via Cia-

lona sulla mancanza della condotta fognaria lungo tale tratto di strada. Gli abitanti lamentano il fatto che nonostante abbiano pagato, in fase di ottenimento delle concessioni edilizie, gli oneri di urbanizzazione, necessari affinché il Comune provvedesse alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria quali fognature, illuminazioni stradali ecc. queste ultime sono state realizzate. In attesa di una risposta da parte degli organi competenti, gli abitanti comunicano che continueranno a spurgare pazientemente e con rassegnazione i loro pozzi neri.

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ACI BONACCORSI, UNICO COMUNE VIRTUOSO IN SICILIA

di Luigi Raccagna

l Comune di Aci Bonaccorsi (CT) è Izione entrato a far parte dell’AssociaNazionale dei Comuni Virtuosi.

Il Comune, ad oggi unico iscritto in Sicilia, ha avviato in questi anni numerose iniziative in campo ambientale, dimostrando quanto sia possibile anche in zone particolarmente complesse e in situazioni difficili mettere in campo azioni concrete e di buonsenso, a servizio della comunità e del territorio. La manutenzione del territorio passa anche attraverso pratiche di bilancio partecipativo, il cui strumento è stato inserito per la prima volta nel 2007. Un concorso, “Aci Bonaccorsi a colori”, prevede invece un contributo economico ai cittadini che realizzano o manutendono le fac-

ciate delle loro abitazioni. Avviato nel 2006, ha riscosso fin dal principio un buon successo. Il Comune si sta dotando di impianti fotovoltaici sulle superfici coperte del municipio e della palestra polivalente, ed è in fase di avvio la certificazione energetica degli edifici pubblici presenti in paese. Al contempo il Comune ha deciso di sostituire con tecnologia LED gli impianti di pubblica illuminazione e i semafori del territorio, con un indubbio vantaggio economico ed energetico. La percentuale di raccolta differenziata è di tutto rispetto (a marzo 2010 sfiorava il 64%) e i cittadini più virtuosi vengono premiati grazie ad uno sconto del 25% sulla TARSU. Il servizio spazzatura è gestito da Aci Ambiente, ma in effetti viene organizzato dai Comuni che non hanno mai perso la gestione quo-

tidiana. Si fa la raccolta porta a porta spinta, nel senso che, oltre a differenziare i rifiuti, si fa anche l’umido. Ogni contenitore ha un codice a barre che individua i rifiuti e chi rispetta le regole paga un terzo in meno come premialità. Si pensa anche ai giovani, gli universitari del paese che hanno voglia di lavorare sono utilizzati nella comunicazione, ciascuno di essi ha il compito di informare 200 famiglie sui servizi comunali, sull’utilità di non usare la plastica e di fare la raccolta differenziata. Prendono un vaucher dell’Inps di 10 euro all’ora (2,5 euro per i contributi e 7,5 per loro) e possono cambiarlo alla Posta. Così guadagnano 500 euro. Negli anni sono stati potenziati e creati nuovi percorsi ciclo-pedonali per limitare l’uso delle auto ed aumentare la sicurezza di ci-

clisti e pedoni. Periodicamente i cittadini possono usufruire del Mercato del contadino promosso dal comune, con la vendita diretta dei prodotti dal produttore al consumatore per abbattere i costi e migliorare la qualità, e grazie alla casa dell’acqua tutti i residenti (muniti di tessera magnetica) possono fornirsi di acqua mineralizzata naturale e gassata, (si parla di un risparmio a famiglia di 300 euro all’anno), e contestualmente si eliminano le bottiglie di plastica. Infine, per fare una spesa più sostenibile, ai cittadini sono state recapitate a casa borse di tela personalizzate, che consente di ridurre l’uso improprio di sacchetti di plastica, in linea peraltro con la campagna nazionale “Porta la sporta!”. Un invito agli altri 345 comuni dell’isola: copiate sindaci, copiate!


L’Avis Partanna in continua crescita.

La Redazione

A

nche il 2010 è stato un anno prospero per l’Avis Comunale di Partanna. In due anni si è passati da 166 a 360 donazioni, realizzando anche un incremento record dei soci del 69%.

Numerosi aspiranti donatori si stanno avvicinando sempre più all’Avis, ormai diventata una realtà imponente nella cultura partannese. Intanto le novità principali sono l’ampliamento del personale medico, fondamentale nelle giornate prestabilite a ricevere l’enorme affluenza e soprattutto che le donazioni ormai vengono effettuate non più sull’autoemoteca ma all’interno della nuova sede, con strutture specialistiche moderne e all’avanguardia. A contribuire a tutti questi risultati ci sono stati diversi fattori, resta il fatto che i meriti vanno distribuiti a tutti coloro che fattivamente si sono prodigati a portare l’Avis di Partanna a questi altissimi livelli. Un elogio particolare va comunque ai donatori, senza di loro, senza il loro impegno e la loro generosità questi successi non si potevano altrimenti raggiungere. L’augurio del direttivo per il 2011 è quello di sensibilizzare ancora altri giovani, attraverso le scuole, attraverso iniziative che possano educare alla cultura della donazione, strumento indispensabile per aiutare tutti coloro che ricevono ancora una speranza di vita attraverso le donazioni di sangue.

Partanna

Intanto Domenica 20 Febbraio al Castello Grifeo si è svolta la III Festa del Donatore dove oltre alla premiazione dei donatori si è tenuta la cerimonia d’intitolazione della nuova sede a “Ciccio La Rocca” scomparso recentemente, ex donatore e socio-fondatore dell’associazione.

Nella foto da sinistra, Antonino Mangialomini, Ninni Battaglia, Giovanni Casciotta, Maurizio Napoli e Salvatore Leone.

Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Partanna

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MEDAGLIA D’ONORE A CHIARAMONTE

La Redazione

l Presidente della Repubblica ItaImonte liana ha conferito al sig. ChiaraGiuseppe, nato a Castelvetrano

il 16.01.1909, deceduto16.01.1996, la Medaglia d’Onore concessa ai militari che durante il secondo conflitto mondiale sono stati internati e/o deportati nei campi di concentramento tedeschi. La cerimonia, organizzata dalla prefettura di Trapani, si è svolta nella sede del Liceo Artistico “Michelangelo Buonarroti” il 27 Gennaio scorso, in occasione della giornata della memoria che l’Europa dedica al ricordo di un milione e cinquecento mila circa di vite umane nella tragedia del l’olocausto. La cerimonia, presieduta dal Prefetto Marilisa Magno, è avvenuta alla presenza dei familiari, del vice sindaco

di Castelvetrano Giovanna Errante Parrino, dell’assessore del comune di Partanna Angelo Bulgarello, delle Autorità militari, civili e religiose, dalle scolaresche di Trapani. Erano inoltre presenti il presidente provinciale dell’Associazione Nazione Combattenti e Reduci, prof. Di Rando, Antonina Zarzana, Commissario Straordinario della sezione A.N.C.R. di Partanna, Antonina Zarzana, il Presidente della sezione di Castelvetrano, Sig. Indelicato, cui è stata concessa la Medaglia d’Onore. Momento di commozione da parte dei familiari, in particolare dei figli del sig. Chiaramonte, Matteo e Rosa, i quali hanno manifestato profonda gratitudine per la solenne cerimonia in onore del padre. Al termine della cerimonia, il concerto per la Giornata della Memoria, eseguita dal Maestro Ulrich Von Wrochem, noto artista di fama internazionale.

Se il fermo amministrativo è illegittimo il contribuente ha diritto al risarcimento

La Redazione

' questo quello che ha statuito con la Sentenza n. E 168/2010 il Giudice di Pace di Partanna, Polizzi, a seguito

di un giudizio promosso dalla signora C.A. di S.Ninfa difesa dall'Avv. Accardo Giuseppe. La signora, incontrando difficoltà nel pagamento della tassa automobilistica, si era accorta che era stato emesso sulla sua autovettura un provvedimento di fermo. Caso che accomuna tantissimi contribuenti. Quindi, si rivolgeva alla SeritSicilia S.p.a. che le rendeva noto che v'era pendente un'iscrizione a ruolo ed un dipendente fermo amministrativo, mai notificato, per una somma non dovuta. Dopo la scoperta la signora, che per diverso tempo non ha potuto

più utilizzare la vettura sottoposta al fermo, si affidava ad un legale per chiederne la cancellazione nonché il risarcimento dei danni patiti. Con la predetta pronuncia il Giudice di Pace accoglieva la richiesta risarcitoria (nel corso del giudizio la Serit provvedeva d'ufficio alla cancellazione del fermo) e liquidava la somma di euro 1.000,00, ivi comprese le spese legali. Con la sentenza n. 168/2010 il Giudice di Pace di Partanna ha consolidato un orientamento giurisprudenziale per cui se la Serit con i tanto odiati fermi produce un danno al contribuente, inteso come danno anche l'impossibilità temporanea dell'utilizzo di un veicolo, questi ha diritto al risarcimento. Nella Foto l’Avv. Giuseppe Accardo


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Santa Ninfa

DUNNI C’ E’ VISTA UN CI VOLI PROVA…. comune di Santa Ninfa è un comune nuovo ma che conserva storia e Isato,ltradizione. Le sue vie, la piazza, i corsi raccontano non soltanto il pasma anche il presente di un paese che post-terremoto è riuscito a ri-

nascere come un paese bello. Questa bellezza appartiene a tutti i cittadini che ne sono i principali fruitori e, allo stesso tempo, i custodi ed i responsabili. I cittadini però non hanno colpa della profonda incuria che si vede in giro. Responsabile è l’Amministrazione. Negli ultimi tempi urge un corso intensivo di decoro urbano a Santa Ninfa! E’ l’abc del senso civico che la bellezza di un comune va di pari passo con la pulizia, la manutenzione e la rivitalizzazione di tutto ciò che gli appartiene e di cui ha competenza. L'Amministrazione comunale dovrebbe, velocemente, attivarsi impegnandosi nella salvaguardia del proprio territorio convincendosi che l'attenzione verso gli spazi pubblici deve tradursi in un indicatore significativo della qualità del tessuto urbano. Il rispetto dell'ordine, della pulizia, del decoro della città, l’attenzione per il verde, infatti, è e deve essere una regola di civiltà. Le foto testimoniano che c’è molto da fare….

*Astrea*

La città è la maestra dell'uomo.

Uscire in città a piedi, è faticosissimo. T'investe la lava bollente del brutto, strade sopra strade. Un vero teatro di guerra.

Guardare alla sezione di una qualsiasi città, grande o piccola che sia, è come guardare qualcosa di simile alla sezione di un tumore fibroso.

Le città portano le stigmate del pasOgni città riceve la sua forma dal sare del tempo, occasionalmente le Gli uomini, non solo le case, fanno la città. promesse delle epoche future. deserto a cui si oppone.

TOCCATA E FUGA

TOTO-REVISORI: Stanno per aprirsi le danze alla ricerca di coloro che rivestiranno il ruolo di revisori contabili al Comune di Santa Ninfa. Quella del revisore è una figura, almeno sulla carta, particolare ed importante presente nella macchina amministrativa perché garantisce una corretta e sana amministrazione. Per questo dovrebbe essere una carica indipendente. Il si-

Cambiare la struttura urbanistica di una città significa cambiarne la morale.

*Astrea* stema ed il metodo di nomina, talvolta adottati, potrebbero far perdere molto della sua presunta obiettività. A questo punto, spontanea sorge una domanda: riusciranno i nostri politici a guardare lontano pensando alla professionalità e serietà, all’indipendenza ed all’incapacità di farsi influenzare dei revisori o faranno scelte politiche per revisori politicizzati? Vedere per credere.

CARNEVALE ALLA SOCIETA’ OPERAIA.

La nuova amministrazione della società operaia sta per affrontare una nuova sfida con i soci in primis e con la cittadinanza poi: quella del carnevale. Tanta attesa ed aspettative cominciano a farsi strada. La gente, almeno per il Carnevale, vuole divertirsi, svagarsi, ballare e non pensare a bollette, mutui, debiti, politica e quant’altro. Se il buon giorno si vede dal mattino, dato l’im-

pegno, il tempo e l’entusiasmo messo in campo da molti dei soci che vogliono contribuire alla sua buona riuscita, quello di quest’anno si preannuncia un carnevale coi fiocchi! C’è da credere che questo evento sarà un altro fiore all’occhiello sulla giacca del presidente e del consiglio d’amministrazione tutto. I saggi hanno sempre ragione: volere è potere. Vogliamo vedere che sarà l’ennesima scommessa vinta dalla Società operaia?


Salemi Sgarbi: “Me ne vado da Salemi, non intendo espormi oltre”. Poi ci ripensa e si autosospende

Per Venuti del Pd: “Semplicemente ridicolo!”

di Franco Lo Re

per la Prefet“unEvidentemente tura di Trapani la presenza di sindaco così esposto, popo-

larissimo, più volte minacciato, non rientra negli obiettivi da tutelare, trovo pericoloso svolgere il mio ruolo senza garanzie e ho conseguentemente ritenuto opportuno rassegnare le mie dimissioni da sindaco”. Così parlò Vittorio Sgarbi qualche settimana addietro annunciando le dimissioni dalla carica di Sindaco del comune di Salemi. Una decisione scaturita dopo la revoca della scorta da parte della Prefettura. In verità in pochi sono stati a crederlo in città. I coups de théâtre cadono ormai

Domenico Venuti, capogruppo del Pd

nel disincanto generale e nell’indifferenza assoluta. Come ad esempio Leonardo Bascone, uno degli undici consiglieri che hanno dichiarato recentemente di passare all’opposizione, candidamente che così ci ha dichiarato: “Sono convinto che rimarranno cose solo annunciate perché non si dimetterà, così come ha detto e poi mai fatto altre volte”. Una facile profezia, dal momento che dopo meno di una settimana, si è materializzato un primo ripensamento sotto forma di fax inviato al comando di Polizia municipale. Con una dichiarazione autenticata da un notaio il Sindaco ha manifestato l’intenzione non di dimettersi più e di imboccare

la singolare strada dell’ “autosospensione” dalla carica, affidando alla giunta la responsabilità dell’attività amministrativa del Comune. Cosa che ha infastidito non poco il capogruppo del Pd in consiglio comunale Domenico Venuti, che sbottando ha subito commentato: “Insomma, il tutto è davvero ridicolo! Sgarbi non può considerarsi il padrone della Città e certamente non al di sopra delle leggi, che non prevedono affatto l’istituto giuridico dell’autosospensione! E poi, Sgarbi cosa fa: auto-comunica al Comune, di cui è massimo rappresentante, questa scelta? Non è previsto che si dichiari di non svolgere una funzione per cui si è stati eletti. Se si dimette lo si deve comunicare al Prefetto di Trapani. Ho chiesto agli uffici del Comune di inviare le carte al Prefetto ed all'Assessorato Regionale agli Enti Locali perché facciano le loro valutazioni ”. Chiedo. E la notorietà planetaria di cui Salemi starebbe godendo da quando Sgarbi è sindaco? Venuti dimostra di non avere dubbi rimarcando subito “Il rilievo mediatico se è fine a se stesso non basta! E la confusione che viene sollevata ha il solo scopo di nascondere le tante magagne di un’Amministrazione incapace di produrre risultati concreti. Valga per tutti la vicenda della Tia, che ritengo davvero emblematica per fare capire cosa intendo”. Già, la Tariffa sui Rifiuti! Una vera e propria stangata, con aumenti anche del 100%, che ha sollevato moltissimo malumore fra i cittadini. Come è potuto accadere? “Non c’è alcuna giustificazione”- mi risponde- “ e non possono essere in alcun modo nascoste le responsabilità della Giunta Municipale sulle cause dei pesanti rincari”. Non c’è responsabilità della Belice Ambiente? “No. Questa volta l’importo dovuto dai cittadini è stato stabilito con provvedimento della Giunta che ha disatteso quanto deliberato dal Consiglio Comunale circa l’abbattimento complessivo del

20% sul costo totale del servizio con copertura a carico del bilancio comunale, cosa che avrebbe consentito il mantenimento degli stessi costi del 2009.” Saremo costretti quindi a pagare queste bollette salatissime, domando. “Non è detto. Il Consiglio ha approvato una mozione che prevede la sospensione della riscossione, nelle more della rideterminazione degli importi alla luce di quanto stabilito dal Consiglio Comunale nel Maggio scorso per scongiurare che vengano iscritti a ruolo gli importi errati con un danno economico non indifferente per i cittadini.” Anche sul pronunciamento degli undici consiglieri comunali di passare paradossalmente all’opposizione dopo l’inatteso ritorno di Sanci e Ilardi Domenico Venuti mostra di non avere dubbi precisando che “la valutazione sarà fatta sul campo, al momento del voto su provvedimenti importanti, ma la mia sensazione è che questi consiglieri siano spinti da motivazioni diversi. Mentre sulla nuova giunta debbo dire che paradossalmente si fa finalmente chiarezza attorno alla farsa che da mesi va in scena in Città. Finisce qui la tanto annunciata, a mai compiuta, rottura tra Giammarinaro e Sgarbi, e finisce miseramente, vista la reintegrazione tardiva di ben due assessori già revocati che il Sindaco ha dovuto subire. Insomma, una gran confusione!”. E se Sgarbi lasciasse veramente la carica di sindaco, per Salemi sarebbe un danno? “Il problema è che le frequenti assenze di Sgarbi hanno di fatto lasciato la città nelle mani di Pino Giammarinaro, "allenatore manager" di parecchi consiglieri, di almeno tre componenti della giunta e di svariati funzionari: un discusso personaggio politico che, problemi giudiziari a parte, usa metodi politici che si ispirano al clientelismo e non alla programmazione e allo sviluppo”. Quindi meglio ricorrere alle lezioni anticipate, sembrerebbe di capire.

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"DISSERVIZI" PER 5 MILIONI DI EURO AL "VITTORIO EMANUELE III"

di Celeste Caradonna

na gran bella strutU tura dove regnano confusione e disservizi.

E' questo lo stato dell'ospedale "Vittorio Emanuele III", smantellato a seguito dei tagli effettuati in attuazione del Piano di riordino della rete sanitaria regionale. Il nosocomio salemitano, da qualche decennio fiore all'occhiello della Valle del Belice, zona sismica di primo grado, è stato tra i più ridimensionati in provincia di Trapani. Quello ridotto a poca cosa. Dove la maggior parte dei reparti sono stati trasferiti nei presidi limitrofi. E' stato così per Ginecologia e Pediatria nel 2007, per Chirurgia nell'estate del 2009, e ora è toccato anche ad Otorino, Ortopedia e Urologia. Qualcuno potrebbe dire che questi insistono ancora all'interno dell'ospedale di Salemi, ma in realtà non è così. Infatti i tre reparti, che figuravano tra i poli di eccellenza del Trapanese, sono stati ridotti ad ambulatori specialistici ed inglobati nell'Area Chirurgica insieme al servizio di Chirurgia. L'esperimento del nuovo reparto che contiene diverse specialità, servizi e numerosi ambulatori, ha ottenuto numerosissimi consensi a Salemi e non solo, ma pare che tutto questo fermento e le tantissime prenotazioni abbiano subito un rallentamento nell'ultimo periodo. Non ci è dato sapere se l'indiscrezione,

trapelata nei giorni scorsi, sia vera. Ma se lo fosse perché stoppare qualcosa che inizia a funzionare come si deve? Forse perché tale servizio si allinei ai disservizi offerti dal presidio ospedaliero? Anzi, medico? Tra i disservizi figura la Tac, per elencarne uno. L'apparecchiatura, proveniente dall'ospedale "San Biagio" di Marsala, è stata assemblata e collaudata lo scorso mese di dicembre, dopo oltre un anno e mezzo di attesa, e quando doveva iniziare ad essere fruita ecco che il gruppo di continuità risulta fuori servizio e le batterie scariche. Per risolvere il problema pare occorrano circa 10 mila euro. Dunque l'apparecchiatura non è attiva e chissà quando lo sarà. E intanto gli utenti salemitani e quelli dei centri limitrofi devono continuare ad appoggiarsi ad altri presidi ospedalieri, ancora a singhiozzo il Pta, che ospita circa 20 ambulatori specialistici distrettuali. A tal proposito di recente un utente ha lamentato l'assenza di attrezzature nell'ambulatorio di Oculistica che non ha consentito ai dottori che vi operano di effettuare una visita approfondita al richiedente. E che dire del complesso operatorio, tra i più attrezzati ed efficienti della Sicilia occidentale, che ora si limita ad ospitare interventi di routine? Si è parlato di attivare la Riabilitazione, ma pare i tempi saranno lunghi. segue a pag. 6


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segue a pag. 5

Stessa cosa per la Casa del risveglio. Ci si chiede perché smantellare così una struttura che funzionava. Tagli si, ma non rimuovendo i servizi utili all'utenza se poi le altre strutture sanitarie sono strapiene e il personale in dotazione in certi casi è carente per far fronte alle emergenze. L'esempio è rappresentato dal no-

di Celeste Caradonna

Salemi socomio di Castelvetrano in cui si riversano migliaia di utenti della Valle del Belice. Sono troppe le domande senza risposta. Si parla di potenziamento ma in realtà il "Vittorio Emanuele III" è stato smantellato. Ci sono aree della struttura completamente vuote, e nuove. Allora perché adeguarle e spendere oltre 5 milioni di euro se poi i risultati sono questi?

Ipse dixit

Sanci di nuovo assessore. Una profetica autopromozione?

“…Una partecipazione passiva è lontana dal mio modo di operare e quindi mi trovo costretto a rassegnare le mie dimissioni affinché Sgarbi possa assegnare l’incarico di assessore ad un soggetto intelligente, libero, non servo, indipendente e non cameriere, sicuramente più capace di assecondare, con subordinazione, la volontà della ‘sua’ amministrazione…” (Salvatore Sanci, annunciando le proprie dimissioni da assessore. Giornale di Sicilia del 05.10.2010)

L’ Ospedale di Salemi: solo una scatola vuota

“L’Ospedale di Salemi non subirà alcun declassamento. A tal proposito ho avuto un colloquio con il direttore generale dell’Asp di Trapani, che mi ha assicurato peraltro che il Pronto Soccorso rimarrà aperto” (Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi. Giornale di Sicilia del 03.10.2010)

“L’Ospedale di Salemi non subirà alcun declassamento. A tal proposito ho avuto un colloquio con il direttore generale dell’Asp di Trapani, che mi ha assicurato peraltro che il Pronto Soccorso rimarrà aperto” (Stuppia, nominato consulente da Sgarbi. Giornale di Sicilia del 26.01.2011)

Gibellina

SALVATE DAL PUNTERUOLO ROSSO LE PALME DI GIBELLINA

alvate dal Punteruolo Rosso, graS zie ad un trattamento ad hoc, circa 4500 palme del comune di Gibellina.

Da circa 3 anni l’amministrazione comunale del centro belicino investe una esigua somma, che si aggira sui 10mila euro all'anno, al fine di salvare il proprio patrimonio verde, distribuito su 150 ettari di superficie urbana. Dall’estate del 2008, le palme pubbliche e private del Comune sono state attaccate dal Punteruolo Rosso. Il risanamento delle palme infettate è avvenuto mediante una diagnosi precoce a cui ha fatto seguito un trattamento basato sull’Endoterapia del tronco, effettuata con prodotti chimici autorizzati periodicamente dal Ministero della Salute. Nello specifico l’Endoterapia consiste nel portare, mediante iniezioni al tronco della palma, direttamente all’interno del legno, prodotti utili al controllo dei parassiti. Il trattamento viene ripetuto a distanza di alcuni mesi. Oltre all’attività di lotta al Punteruolo rosso, il Comune effettua anche quella di prevenzione che consiste nel trattamento per aspersione alla chioma di prodotti fitosanitari da effettuare 3 volte all’anno ( primavera, estate e autunno).

A coordinare l’attività, svolta da alcuni operai del Comune, specializzati nel trattamento delle palme, è l’agronomo Antonio D’Aloisio, responsabile dell’ufficio Agricoltura, Tutela del verde pubblico, Ambiente e Sanità, presso il comune di Gibellina. D’Aloisio in questi ultimi 3 anni ha messo a disposizione del Comune e dei privati la propria competenza, rilasciando in alcuni casi anche consulenze ad hoc gratuite. Per un parere in materia di Punteruolo rosso lo si può contattare al 3337359769 oppure inviando una e-mail a tonino.daloisio@virgilio.it. Nel 2009 la problematica legata al Punteruolo rosso è stata al centro di un convegno promosso dal comune di Gibellina, a cui hanno partecipato esperti in materia provenienti da ogni parte della Sicilia. Durante i lavori si fece appello alla sensibilità dei Comuni limitrofi perché iniziassero ad effettuare l’attività di prevenzione e lotta al Punteruolo rosso, al fine di ridimensionare il fenomeno che sta distruggendo il patrimonio verde dell’Isola. Ma finora l’appello è rimasto tale e Gibellina sembra sia l’unico Comune della Provincia a tenere sotto controllo il problema. Da segnalare che negli ultimi 4 anni in Sicilia sono stati spesi circa 6 milioni di euro per demolire 10mila palme infettate dal Punteruolo rosso, quando ne sarebbero bastati molto di meno per salvarle.


Barriere architettoniche Società

di Vito Caronna

e barriere architettoniche per le L persone “diversamente abili” sono un impedimento nel svolgere la

propria vita sociale di tutti i giorni. Moltissime persone con disabilità soprattutto chi è in carrozzina, rinuncia ad andare in quei luoghi pubblici, locali o in altre attività commerciali perché, per loro non sono accessibili, per la presenza di barriere che non dovrebbero esserci, ma che, purtroppo persistono ancora oggi in moltissime città o paesini d’Italia. Spesso mi pongo queste domande? Perché ancora oggi “nel 2011” luoghi del tipo, bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, negozi di vario genere… solo per citarne alcuni, non sono accessibili a tutti…nonostante la normativa relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche obbliga i titolari o gestori di locali “come elencati sopra”, ad abbattere tutte le barriere architettoniche? Per “barriera” s’intende l’elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o l’uso di servizi (specialmente di persone con limitata capacità motoria, con menomazioni o limitazioni permanenti di carattere fi-

sico, sensoriale o cognitivo). Qual’è l’ostacolo che impedisce di adeguare quella attività commerciale, sprovvista di minimi servizi come può essere una semplice pedana o uno scivolo per consentire l’accessibilità al disabile? Mi rispondo con un’altra domanda….sarà un fattore economico o è un problema di scarsa sensibilità? Credetemi spesso mi sono trovato davanti ad ostacoli stupidi, piccoli scalini che potrebbero essere abbattuti con un semplicissimo e poco ingombrante scivolo rimovibile di legno, con costi di poche decine di euro. Adesso vediamo cosa dice la legge in materia di barriere architettoniche?

Il quadro legislativo. La legge quadro italiana che tratta il problema dell'accessibilità è la legge 13/89 che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l'accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Il D.M. 236/89 (decreto attuativo) si addentra maggiormente nella parte tecnica ed individua tre diversi livelli di qualità dello spazio costruito. Questi tre livelli sono:

• Accessibilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. • Visitabilità: possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono considerati spazi di relazione gli spazi di soggiorno dell’alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione, ivi svolta. • Adattabilità: possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Sempre il D.M. 236/89 stabilisce anche, per gli edifici e gli spazi privati, i parametri tecnici e dimensionali correlati al raggiungimento dei tre livelli di qualità sopra riportati: per esempio le dimensioni minime delle porte, le caratteristiche delle scale, la pendenza delle rampe pedonali, gli spazi necessari alla rotazione di una sedia a ruote, le dimensioni degli ascensori e le casistiche della loro necessità, le caratteristiche di un servizio igienico accessibile ed altri ancora. I requisiti vengono stabiliti in modo differenziato a seconda della tipologia degli edifici e degli spazi. Ogni nuova costruzione deve, infatti, rispettare tali norme, ed i vecchi edifici devono essere opportunamente adeguati alla normativa in caso di ristrutturazione. Per quanto riguarda gli edifici e gli spazi pubblici vi è stata l'emanazione di un ulteriore decreto attuativo. Alcuni esempi di barriere architettoniche Esempi classici di barriera architettonica sono: scalini, porte strette, pendenze eccessive, spazi ridotti. Esistono innumerevoli casi di barriere meno evidenti, come parapetti "pieni", che impediscono la visibilità ad una persona in carrozzina o di bassa statura; banconi da bar troppo alti, sentieri di ghiaia o a fondo disse-

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stato. Nel caso di persone non vedenti possono rappresentare casi di barriera architettonica anche semafori privi di segnalatore acustico o oggetti sporgenti; Possiamo affermare che dalla definizione di barriera architettonica, anche attraverso la lettura del documento ICF del 2001, siamo passati al concetto di conflitto uomo-ambiente, ovvero a quella serie di ostacoli ed impedimenti, di forma temporanea o permanente, che impediscono all'utente di fruire in piena sicurezza di tutta quella serie di funzioni, attrezzature e servizi che lo spazio antropizzato dovrebbe garantire a tutte le categorie d'utenza. In tal senso accanto alle barriere fisiche e percettive si apre il mondo delle barrire comunicative, ovvero di tutti i segnali che l'ambiente genera nei confronti dei propri fruitori. Parlando invece di barriere virtuali si possono menzionare alcuni siti internet non conformi agli standard di accessibilità. Le normative di riferimento per eventuali approfondimenti sono: • legge 13/89; • D.M.236/89; • Legge 104/92; • DPR 503/1996; • DPR 380/2001 (Artt. 77-81) Prima parlavo di una maggiore sensibilità da parte di quei titolari, gestori che possiamo definire così “distratti” nel far abbattere quelle barriere che persistono nella propria attività. Per cambiare questo stato di “distrazione”, il primo passo deve essere fatto educando la comunità tutta: bisogna istruirla a rimuovere le barriere culturali prima di quelle architettoniche al fine di promuovere l’integrazione sociale parallelamente a quella ambientale. Il secondo grande passo deve essere fatto in fase di pianificazione urbanistica: la progettazione dello spazio e degli edifici deve essere volta a favorire il più possibile una vita indipendente e confortevole delle persone nei vari settori: nelle abitazioni, nei trasporti, nel lavoro, nell'istruzione e nel tempo libero. Solo con un cambiamento culturale si può avere un mondo ha misura d’uomo.


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Società

Chi è il Logopedista, di cosa si occupa? è un operatore sanitaInellalriologopedista specializzato nell'educazione e rieducazione dei disturbi della voce, della parola e del linguaggio. Questa professione richiede non solo competenza, professionalità e preparazione, ma doti e qualità umane quali sensibilità, intuito, pazienza, creatività. Il logopedista non si occupa esclusivamente della pronuncia (l’ immaginario è saturo di queste idee); ma si occupa di respiro, voce – fonazione, articolazione, risonanza, deglutizione, motricita’ orale, linguaggio, comunicazione… Erre moscia, zete sibilanti, ma anche disturbi del linguaggio causati da ictus o sordità. Tutti problemi che si possono superare, ricorrendo al professionista giusto: il Logopedista. C’è l’adolescente con imbarazzanti problemi di pronuncia: come la esse al posto della zeta, che gli fa dire, per esempio,"ragasse” invece di “ragazze”. C’è il bambino con gravi difficoltà a

di Giovanni Casciotta

ome la mettiamo? Allora mettiaC moci d’accordo una volte per tutte. vogliamo la salute dei nostri

piccoli? Allora facciamo i bravi, comportiamoci correttamente e rispettiamo tutti i bambini, non solo i nostri figli, ma anche quelli degli altri Tutta la questione nasce soprattutto negli asili, e nei rientri precoci da malattie influenzali, dove a rimetterci la salute sono proprio i più piccoli, che non hanno nessuna colpa se non quella di avere a volte i genitori un po’ troppo superficiali e “impegnati”. Premesso che dopo un periodo influenzale, ci sta la cosiddetta fase di convalescenza, che essendo un periodo di “riposo” post-malattia, consente al bambino di recuperare le forze e tornare appieno alla vita di ogni giorno. si dirà non è sempre così. E’ vero anche che ogni caso è diverso da un altro. Tra tutte le malattie, ad esempio, le infezioni virali respiratorie sono in grado di produrre una depressione immunologica che facilita la ricorrenza di altre infezioni respiratorie nei periodi seguenti e cioè fin tanto che il bambino non è del tutto guarito, avrà la predisposizione a riammalarsi. Le malattie scolastiche si diffondono di piu’ per il rientro anzitempo a scuola dei bambini, che, pur essendo "quasi guariti", disperdono ancora tra

scuola a causa di dislessia, che gli crea problemi a leggere e a scrivere e lo fa sentire diverso dagli altri. Ma c’è anche chi, in seguito a un trauma cranico per un incidente d’auto oppure a un ictus o a malattie degenerative (come il Parkinson e l’Alzheimer), ha perso l’uso della parola e non può più comunicare con gli altri, ha disturbi di memoria e di concentrazione. Tutti questi (e molti altri!) disturbi del linguaggio e cognitivi possono creare complessi o addirittura compromettere pesantemente la qualità della vita. Eppure non tutti sanno (compresi molti medici ) che questi problemi possono essere corretti e, spesso, guariti, dagli esperti di una disciplina che si chiama Logopedia. Ma che cosa fa, in pratica, il logopedista? Lavora sulla voce, sul respiro, la fonazione, l’articolazione, la risonanza, l’ascolto, la concentrazione, comunicazione verbale e non verbale; sul linguaggio. Tramite giochi simbolici, motori, didattici, tramite intervento diretto lavorando sugli organi articolatori, con strategie di facilitazione o

compensazione. Lavora anche nell’eta’ adulta, prevalentemente con disturbi di linguaggio e memoria verbale, disturbi della parola scritta. Tutto questo in base all’eta’ del paziente. Puo’ fare counselling, intervenire direttamente o indirettamente. Spesso, quando si soffre di disturbi del linguaggio, non si ricorre subito al logopedista, anche perchè la pro-

OSPED’ASILO Parcheggio Bimbi

i piccoli compagni il loro virus contagiandoli. Tenendo conto di tutto questo, per ogni episodio infettivo si dovrebbe consigliare una convalescenza di diversi giorni, cosa che a quanto pare diventa un "lusso" che la nostra società non vuole o non può più permettersi, ed ecco che in conclusione c'è una forte spinta a richiedere il certificato medico di rientro anche quando il bambino non e’ perfettamente guarito. Un atteggiamento poco rispettoso, in primis nei confronti del figlio, che magari poverino sta a malapena sulle sue gambe e in secondo luogo nei confronti degli altri che sono esposti al contagio, fosse anche solo una semplice influenza. Mi chiedo, cosa direbbe quella mamma poco “attenta” se si invertissero le parti..e cioè se suo figlio fosse contagiato da un bimbo malato…. cosa direbbe !?!? Magari sarebbe proprio la prima a fare una caciara!! Gli operatori scolastici hanno

espresso forti preoccupazioni riguardo ai rientri anticipati, (se ne vedono di tutti i colori, bimbi nel pieno dell’influenza, magari senza febbre, che starnutiscono, che tossiscono, pallidi in viso, ed addirittura qualcuno nella fase calda, poveretto, che vomita in classe). Insomma, ci vorrebbe un pò di buon senso, perché è chiaro che

fessione è ancora relativamente poco conosciuta. Proprio per questo il 6 Marzo 2011 è stata organizzata la “Giornata Europea della Logopedia” promossa dal Comité Permanent de Liaison des Orthophonistes-Logopèdes de l’Union Europeénne (CPLOL). Il tema scelto per il 2011 è la SORDITA'.

Logopedista Mariangela Mistretta

non si puo’ delegare anche la salute dei figli alla scuola. Da qui deve partire un appello ai pediatri sul territorio, i quali devono ancor di più “sensibilizzare” i genitori all’osservanza delle opportune misure sanitarie in materia di rientro. E’ quanto mai inopportuno, insomma, mandare all’asilo un bimbo non ancora completamente guarito. Gli istituti scolastici non devono essere paragonati come a delle strutture sanitarie, non devono essere luoghi dove ad ogni costo si parcheggiano i bimbi. L’asilo è un luogo dove i bambini, corrono, giocano, si divertono e stanno in salute. E sia chiaro che a scuola non devono andarci i bambini influenzati facendo rimanere a casa quelli sani, semmai il contrario !! La scuola tutto deve essere tranne che un ospedale !!

Chiuso in Redazione il 24/02/2010

Direttore Responsabile: Celeste Caradonna Direttore Editoriale: Mimmo Guzzo

Grafica, impaginazione, stampa e distribuzione: EDIVIDEO S.a.s. Via Vespri, 144 - 91028 Partanna(TP) - Tel./fax 0924 88828

Redazione: Maurizio Marchese, Giovanni Casciotta, Chiara Pacino, Franco Lo Re, Antonella Tibaudo, Luigi Raccagna, Massimo Trinceri. Hanno collaborato: Log. Mariangela Mistretta

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