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MATERA città

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“Il tasso d’interesse in questione superò il ‘tasso soglia’ e fu applicato, quasi senza soluzione di continuità, dal 1.1.1999 al 17.7.2003; la banca percepì indebitamente la somma di 23.389,64 euro...”. La banca è la Popolare del Materano, oggi Banca del Mezzogiorno. Il ‘tasso soglia’ è quello che distingue un regolare prestito da un prestito usuraio. La frase tra virgolette è scritta in una informativa della Guardia di Finanza indirizzata alla D.ssa Annunziata Cazzetta della Procura di Matera. [Piccenna a pag. 3]

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COPI

“stùd’chuarìj”

SMS per Roberto SPERANZA ZA

Mariastella Gelmini: il Ministro ha annunciato al Maurizio Costanzo Show che nel 2010 scriverà un libro di fiabe. S’intitolerà : “come sono diventata avvocato” ?

innanzitutto auguri al nuovo, giovane (ma esperto in politica),, segretario del PD di Basilicata. La Tua elezione è importante perchè chi Ti ha votato t t chiede hi d anche h un partito, meno chiuso in se stesso. Aperto al dialogo. Nelle 2 prossime legislature, più che farTi “contaggiare” dalla solita “smania di carriera nelle Istituzioni”, cerca invece di ricreare il “popolo” dei democratici lucani! Intanto complimenti per essere riuscito (?) a far fare pace tra De Filippo e Folino. Prossimo obiettivo? Ri-aggregare gli attuali ex diessini e margheritini ma...non sarà facile !

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gianluigi petruccio

Quattordicinale • Anno V • n. 0 del 28 novembre 2009

ATERA iM

Dopo 4 anni, dopo l’Edizione POTENZA esce oggi quella di MATERA. Dalla nascita, questo free press ha una chiara linea politica: la Costituzione della Repubblica. Non è retorica ma drammatica realtà. Considerate il principio di legalità sancito dall’articolo 1. Cosa c’è di più rivoluzionario in un Paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell’imperatore e dei suoi cortigiani? Qualcuno dirà: che bisogno c’è di un altro giornale? Eppure questo bisogno lo sentiamo talmente, da aver deciso di investire, il nostro mestiere e i nostri risparmi, a Matera (e nonostante il periodo sia davvero di grande crisi). Anche questa edizione sarà un giornale di opposizione. A Berlusconi, certo, perché ha ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non è riuscita a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi. Troppe ambiguità. E poi vedremo se Di Pietro riuscirà, davvero, a creare qualcosa di nuovo, liberandosi dai riciclati (soprattutto a Matera). Auguri, alla redazione (giovane e passionale) ed al Direttore Piccenna. Con coraggio, ci aiuteranno a distinguere, i fatti dalle opinioni, anche a Matera.

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matera@giornalelucano.it • 0835 35 182 545 5453

da’vdè (degno di attenzione)

di Nicola Piccenna

Usura bancaria e favoreggiamento giudiziario La Guardia di Finanza di Matera ha indagato per anni su vi-

cende connesse all’operato dalla Banca Popolare del Materano, oggi Banca Popolare del Mezzogiorno. Le deleghe d’indagine partirono dal procedimento 2070/03 archiviato il 6 marzo scorso dal GUP Angelo Onorati. A chiedere il rinvio a giudizio era stato il Sostituto Procuratore Annunziata Cazzetta, ereditando una corposa indagine svolta dal Dr. Giuseppe Chieco e suffragata da diverse centinaia di pagine della GdF di Matera ed alcune migliaia dei periti consu- Menichini fosse un funzionario lenti della Procura. Tutti i pareri pagato dall’ABI (Associazione sui riscontri probatori effettuati Bancaria Italiana), oltre che dal convergevano verso ipotesi p di Tribunale di Matera, proprio il reato gravissime fraa cui consesso in cui sedevano l’associazione per dealcuni degli indagati re ff a Menichiniiquelli che linquere finalizzataa che ha contribuito tt tu e i d ch a mò alla truffa aggravata a “salvare”. Tutti, “ rlato primoiché a p o n va ave sbagliati p e dei in danno dei coro quasi, si convinq o n ra e si lui della Banca rentisti e dei soci. Il dell’infonl’operato atori era perfet- sero Gup, per sincerar- suoi ammteinreisgtrolare. Peccanto datezza di anni dat tamen nichini fosse u si meglio, nominò d’indagine e chili d’in che Me ario pagato l’ennesimo perito,, di perizie. Menichipe funzion ll’ABI da tal Menichini e questi, sti, ni annichilì persino le ann in poche sbrigative pagiconclusio degli ispetconclusioni ne di consulenza aff ffermò ermò che Bankita che avevano tori di Bankitalia tutti quelli che avevano parlato l rilevato gravissime anomalie nel l prima di lui si erano sbagliati “modus operandi” BpMat. La poiché l’operato della Banca e stessa d.ssa Cazzetta, ne aveva dei suoi amministratori era per- legittimamente facoltà, fece fettamente regolare. Peccato che retromarcia e chiese il proscio-

diata, spostare le inford mative in procedimenti m penali creati ad hoc e poi p lasciarle ad ammuffire. la Sembrava avesse funSe zionato ma dai guai giuzi diziari che si sono addendi sati sat su Chieco, Cazzetta, Onorari e Menichini non On sarà sar agevole venir fuori, specie quando spunterà spe fuori fuo l’informativa finale della dell GdF relativa al Procedimento Penale 2070/03 cedi che, probabilmente, è già nelle mani dei magistrati di Salerno Sale e Catanzaro. Intanto non n è dato sapere quale seguito segui ha avuto l’informativa 34393/09 con cui la Guardia Guard di Finanza segnalava alla D.ssa Cazzetta l’appliInformativa Prot . 34393/09 del cazione cazion di un tasso usuraio 27.4.2009 da parte par della Banca Popolare glimento. Adesso, insieme con del Materano e la probabile maMenichini, Onorati, e Chieco, è nomissione dei programmi per indagata per gravissimi reati. Eh bypassare i controlli automatici sì, perché si è scoperto che, pur sul superamento del “tasso di di arrivare al proscioglimento soglia”. Quanti sono i clienti deldei loro protetti (tecnicamente la banca che hanno pagato tassi si chiamerebbe favoreggiamen- usurai? Chi ha sospetti o timori to, ma la qualificazione spetta al può rivolgersi alla Sezione TuPM che sta indagando) Chieco tela Economia della Guardia di e Cazzetta hanno sistematica- Finanza di Matera. mente ignorato o, addirittura, occultato le relazioni della Guar[nicola.piccenna dia di Finanza. Una tecnica stu@giornalelucano.it]


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da’vdè (degno di attenzione) Procura di Matera nella bufera Decine di procedimenti p penali a carico di due soli magistrati Sono quasi tre anni che il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera (e non da solo) è al centro di vicende giudiziarie che potremmo definire spiacevoli, frenando lingua e penna. Tutto sembrava acquietarsi quando il Dr. Vincenzo Capomolla, ereditando il procedimento penale scaturito dalle indagini del PM Luigi de Magistris, aveva richiesto l’archiviazione per quasi tutti gli indagati. Era il maggio dell’anno corrente e più di un magistrato, fra i molti indagati di “associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari”, tirò un sospiro di sollievo. Qualcuno sospirò così forte che dall’afflato scaturirono frasi, propositi di rivalsa e persino qualche avvertimento biascicato digrignando i denti. Legittimo sfogo di tensioni e preoccupazioni soffocate a fatica per due anni e passa. Poi, da luglio scorso, il barometro giudiziario tornò sul “variabile”. Si scoprì che le richieste di archiviazione del Dr. Capomolla poggiavano su una redistribuzione dell’inchiesta: la scomparsa delle prove. Applicando una tecnica molto personale, il nuovo arrivato aveva mischiato le indagini, sparpagliato le prove, svuotato i faldoni non lasciandone intatti nemmeno i frontespizi. In altri casi si sarebbe parlato di distruzione delle prove, ma non è questo il caso. Capomolla si era limitato a mischiarle. Uno stralcio di qua, una archiviazione di là. Così gli “associati per delinquere per truffare lo Stato” nell’operazione “Marinagri” ed i magistrati che erano “associati a delinquere per corruzione in atti giudiziari” nell’operazione dei “Brogli elettorali a Scanzano Jonico”, secondo gli atti di De Magistris, vennero mischiati e finirono in procedimenti arlecchino in cui risultava impossibile sostenere l’accusa per complicità che mai c’erano state, secondo Capomol-

la. Così a finire indagato, questa volta dalla Procura di Salerno, fu proprio Vincenzo Capomolla per abuso d’ufficio. Ma la vera N. Art. C.P. 323

era è scoppiata nell’ultimo bufera mese, ed oggi sono più di venti i procedimenti penali a carico di alcuni magistrati della Procura di Matera. I reati sono gravissimi: dall’abuso d’ufficio al peculato; dal rifiuto di atto dovuto alla falsa perizia; dalla falsità materiale alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale; dalla soppressione, occultamento e distruzione di atti veri all’in-

giuria. Alcuni sono contestati al Procuratore Capo, Giuseppe C Chieco, altri al SSost. Proc. Ann nunziata Cazze zetta, subentrata al allo stesso Procu curatore allorqu quando questi ch chiese di astenersi per motivi di gra grave inimicizia. Ap Appare sempre più insostenibile la posizione del Pro Procuratore Capo che aveva già anticip ticipato nei primi mes del 2007 l’inmesi tenz tenzione di chiedere il trasferimento pres presagendo un trasf trasferimento d’ufficio. Adesso, forse, decid deciderà di togliere dall’imbarazzo quan vedendolo in quanti, udien potrebbero udienza, avere dubbi sulla sua terzietà, sulla sua serenità e, magari, anche sulla sua onorabilità. Tecnicamente si chiamano ragioni di opportunità, sarebbe utile che il Consiglio Superiore della Magistratura se ne ricordasse, fra una seduta e l’altra. [franco.venerabile @giornalelucano.it]

Descrizione Reati contestati ai magistrati Abuso d'ufficio

328

Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione

373

Falsa perizia o interpretazione

476

Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni.

479

Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Il pubblico ufficiale, che, ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, soggiace alle pene stabilite nell’art. 476

490

Soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Chiunque, in tutto o in parte, distrugge, sopprime od occulta un atto pubblico o una scrittura privata veri soggiace rispettivamente alle pene stabilite negli artt. 476, 477, 482 e 485, secondo le distinzioni in essi contenute

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Ingiuria

Alcuni degli articoli del Codice Penale per cui risultano indagati il Dr. Giuseppe Chieco e la D.ssa Annunziata Cazzetta


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matera@giornalelucano.it no.it • 083 0835 35 1182 8 545 82 5453

il taccuino di Carlo Vulpio

Bubbico ha evitato la privatizzazione dell’acqua. Chi ci crede? La cosa più sconvolgente di questa storia della privatizzazio-

ne dell’acqua, che nessun giornale o canale radiotv dice, è il continuo richiamo alla necessità che l’Italia “si adegui” all’Europa. “L’Europa lo vuole!”, dicono, e fanno passare per verità assoluta una solenne bugia. Proprio come il famigerato “Dio lo vuole!” dei crociati. Il decreto-legge Ronchi approvato (con l’ennesimo voto di fiducia) anche dalla Camera dei deputati il 19 novembre 2009, all’articolo 15, ribadisce proprio questo concetto, e cioè che è necessario privatizzare il servizio idrico “per adeguarsi alle direttive europee”. Peccato che nessuno si prenda la briga di andare a controllare e che un po’ tutti – per abitudine, per pigrizia, per inettitudine o malcelato interesse – diano per scontata una “verità” che non esiste, e che quindi è una bugia. Quanti parlamentari, quante persone hanno letto – per dire dell’esempio più famoso – il Trattato di Lisbona? Non più di una decina, forse. Ecco, più o meno tanti sono gli individui che hanno letto queste benedette direttive europee a cui l’Italia dovrebbe adeguarsi privatizzando i servizi idrici. La verità è che si è votato (in Parlamento) e si sta accettando (nel Paese) qualcosa che non esiste, perché le due direttive europee in questione (92/50/ CEE e 93/38/CEE) si limitano a chiedere che vi sia concorrenza per i servizi pubblici nazionali e locali, ma escludono da logiche di mercato proprio il servizio idrico. L’Unione europea non si è mai sognata di chiedere a nessun Paese membro di privatizzare l’acqua e i servizi idrici. Almeno non attraverso il proprio Parlamento e i propri atti ufficiali. Al contrario: la cosiddetta “direttiva Bolkestein” tiene fuori dalla libera circolazione dei servizi proprio il servizio idrico e affida ai singoli Stati membri il compito di stabili-

re quali siano i servizi “a interesse economico” e quali quelli “intrinsecamente non a scopo di lucro”. Per questi ultimi, ogni singolo Stato può sancire il divieto totale di apertura al mercato. A tre anni di distanza dall’emanazione di quella direttiva, però, l’Italia resta uno dei pochi Paesi a non aver ancora scelto quali servizi

inserire tra quelli “a interesse economico” e quali considerare “non a scopo di lucro”. E sta procedendo allegramente, e voracemente, verso la privatizzazione di tutti i servizi. Tutto in mano ai privati, dunque, e, solo in via eccezionale, in mano pubblica. Questa è la linea. Del governo in carica e di tanti suoi sodali dell’opposizione. Questa storia della privatizzazione dell’acqua è tutta nostra, tutta italiana, e l’Europa c’entra poco o niente. In Italia si sta facendo, in nome dell’Europa, ciò che l’Europa non ci ha chiesto di fare. Fantastico. Le lobbies eco-

nomiche non potrebbero avere partner più fedele e solerte. Come fedeli e solerti furono, nel marzo 2006, al quarto Forum mondiale dell’acqua di Città del Messico, i membri della Commissione europea. Nonostante il Parlamento europeo avesse definito l’acqua un diritto dell’umanità e non un semplice bene economico, i commissari europei ignorarono completamente la risoluzione del Parlamento europeo e tornarono a definire l’acqua un bene economico. Non solo. Quando i parlamentari di Strasburgo chiesero conto della loro condotta, i commissari risposero di aver agito su mandato del Consiglio dei ministri della Ue , che in maggioranza erano favorevoli alla liberalizzazione dell’acqua. E così – questa è una di quelle “magie” europee a cui bisognerebbe rimediare prima che sia troppo tardi – un organo eletto dai popoli degli Stati membri, il Parlamento, è stato surclassato e messo alla berlina da un manipolo di signori nominati dai singoli governi. L’Italia però ha qualcosa in più. L’Italia ha le facce di bronzo. Del governo e della cosiddetta opposizione. Capaci di votare tutti insieme appassionatamente – come hanno fatto Pd, Pdl, Udc e Lega Nord – a favore dell’emendamento presentato dalla coppia Filippo Bubbico- Giovanni Pro-

cacci (senatori del Pd). L’emendamento dice che l’acqua, come risorsa, resta pubblica, ma la gestione dev’essere privata. Esattamente ciò che voleva il governo. Tanto è vero che il senatore Gasparri e il ministro Ronchi hanno elogiato e applaudito il duo Bubbico-Procacci, che si è poi vantato di aver scongiurato con il proprio emendamento la privatizzazione dell’acqua. Non l’hanno bevuta, è il caso di dirlo, non solo i parlamentari Idv, che hanno votato contro, ma anche tre senatori del Pd – Luigi Zanda, Francesca Marinaro e Paolo Nerozzi – che non hanno votato. Nel frattempo, mentre sta maturando l’idea di un referendum abrogativo, alcune Regioni hanno preannunciato ricorsi alla Corte Costituzionale contro il decreto-legge Ronchi. Tra queste, anche la Puglia, che ha l’acquedotto più grande d’Europa. Nel 1999, il governo presieduto da Massimo D’Alema voleva vendere l’acquedotto pugliese all’Enel per 3.100 miliardi di lire, ma l’affare saltò anche per l’opposizione del “governatore” pugliese Raffaele Fitto, attuale ministro per gli Affari regionali. Oggi, il “governatore” Nichi Vendola, all’improvviso, sotto elezioni e con addosso la voglia matta di ricandidarsi alla guida della Puglia, riscopre l’importanza dell’acqua pubblica. Peccato che Vendola si svegli solo ora, dopo aver cacciato in malo modo dalla presidenza dell’Aqp Riccardo Petrella, membro del comitato internazionale per il Contratto mondiale sull’acqua, e averlo sostituito con l’ennesimo dirigente politicamente lottizzato. E dopo aver fatto il sordo con chi gli chiedeva di muoversi per proporre una legge regionale che scongiurasse il rischio di lucrare sull’acqua. Ora, probabilmente, vuol far credere che lui, almeno sull’acqua – non dico la Sanità, ma l’acqua -, è diverso da Ronchi, Gasparri, Bubbico e Procacci. Ah, be’… Sì, be’ [www.carlovulpio.it]


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Very Important Materani Lettera aperta al Ministro Alfano Questa rubrica che di solito ospita l’intervista ad un cittadino che in qualche modo ha rivestito o riveste un ruolo importante per la città o nella città, oggi è dedicata ad un intervento di Ottavio Frammartino, segretario di Rifondazione Comunista. Glielo dobbiamo quale gesto concreto di solidarietà dopo le minacce inqualificabili di cui è stato fatto oggetto e che creano allarme e preoccupazione per lui stesso e per i suoi stretti familiari. Purtroppo, la cappa plumbea sotto cui è caduta la Basilicata non sembra lasciar intravedere luci. Alcuni magistrati, delegittimati da decine di procedimenti penali per gravissimi reati, negligenti e neghittosi, hanno ridotto la credibilità dell’istituzione giudiziaria a zero. Pochi cittadini, in questa stessa pagina a Frammartino si accomuna Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, continuano a credere nella strada maestra del civismo e della legalità. Per questo vengono definiti “coraggiosi” ed invece dovrebbero essere chiamati semplicemente cittadini normali, coscienti dei propri diritti e rispettosi dello Stato e delle Leggi. Qui sta tutta la gravità della situazione. Grazie Ottavio e Maurizio, non vi lasceremo soli nella Vostra (e nostra) normalità di cittadini italiani. [nico.pignatone @giornalelucano.it] On. Ministro, ci rivolgiamo a Lei nella nostra qualità, l’uno, di segretario di “Radicali Lucani”, l’altro di segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Matera; siamo due rappresentanti di piccole forze politiche in una piccola regione, la Basilicata. È forse per le modestissime dimensioni che questa Regione è poco conosciuta in Italia. Quando ci presentiamo come lucani (non suona bene presentarsi come basificatesi e basilischi) ci scambiano per cittadini svizzeri di Lugano. Temiamo che questa scarsa conoscenza della nostra regione sia condivisa anche da molte autorità dello stato centrale. E’ per questo che ci rivolgiamo a Lei, che certamente conosce la

testata “Giornale Lucano Edizione Matera” di proprietà della Festula 2000 snc

Basilicata, per la soluzione di un problema che ci sta molto a cuore. Il governo di cui Lei fa parte ha fissato, per il prossimo mese di marzo, la data per le nuove elezioni dei consigli regionali. Si voterà anche in Basilicata (o Lucania). E si voterà quindi anche nel Comune di Scanzano Jonico. Qui, nel 2005, nel corso delle elezioni del Consiglio Regionale, si verificò un fatto unico in Italia: il sequestro delle urne nei seggi elettorali per brogli nelle votazioni. Dopo alcuni giorni vi furono degli arresti per ipotesi di reato assai gravi. Ebbene, dopo quasi cinque anni, di quel broglio elettorale, vero o presunto che sia, non si sa più nulla. Per nostra legittima curiosità vorremmo sapere: ci furono i brogli? E se ci furono perché i responsabili non sono stati puniti? E se non ve ne furono, non sarebbe giusto allontanare i sospetti da coloro che ne furono colpiti? In sostanza: prima di andare a votare nuovamente noi vorremmo sapere se le elezioni precedenti si siano svolte regolarmente o meno. Abbiamo consultato un avvocato. Ci ha consigliato di rivolgerci al procuratore della Repubblica di Matera, Chieco o al procuratore generale a Potenza, Tufano. Non abbiamo apprezzato il consiglio e Le diciamo perché. Regge la procura della Repubblica di Matera il dr. Giuseppe Chieco. Il procuratore generale Tufano lo ha definito ottimo procuratore. Ed ha ragione. Pensi, signor ministro: quando il dr. Chieco ha trattato i propri acquisti immobiliari, al

fine di garantire la trasparenza dei ambientale, annunciò che avrebrapporti, si è fatto accompagnare be egli stesso richiesto di essere da un ufficiale della Guardia di Fi- trasferito ad altra sede. Non diede nanza. Non basta. Il dr. Chieco è seguito all’annuncio. Il suo trasfeun garantista di prim’ordine. Mesi rimento è stato poi richiesto da alor sono, la questura di Matera ha tri. Ma il Consiglio Superiore della chiesto un provvedimento di sor- Magistratura, da quasi un anno, veglianza nei confronti di una per- non trova il tempo per assumere una decisione, positiva o negativa sona imparentata con un sia. Tutto ciò dimostra quansindaco della provininche sia sia profonda la stima che il cia. Il dr. Chieco non n to si id ce Il pro le sui Consiglio Superiore della Maera convinto della Con a n e p no gistratura nutre nei confronti bontà di quella mengto gis li di Scanza ro b alla richiesta; e pur del Chieco. Ancor più grande è è tenuto udnziata del Consiglio Superionon essendo solila stima s D.ssa Annetta Cazz to partecipare allee re ddella Magistratura nei conudienze, è andato, to, fronti del dr. Tufano. Consideri, quella volta, innanzi nzi al signor Ministro: gli otto anni di direzione della procura generale Tribunale di persona na a richiedere direzio il rigetto dell’istanza. Se, dunque, da parte del dr. Tufano si sono la celebrazione del processo per i consumati nel mese di aprile u.s.. brogli fosse dipesa da quell’ottimo Da quel momento il dr. Tufano magistrato che è il dr. Chieco, sen- non è il procuratore generale ma za dubbio alcuno sarebbe già avve- continua a reggere l’ufficio come nuta. Discorso analogo deve farsi facente funzioni. I suoi non nuper il dr. Tufano che ha sempre merosi critici, nell’evidenziare che esercitato con zelo straordinario per altri procuratori sono stati sufla vigilanza sui magistrati del di- ficienti due-tre mesi per designare stretto. E badi signor Ministro: la i successori, ipotizzano se non una vigilanza l’ha esercitata non solo violazione quanto meno un’elusui pubblici ministeri ma anche sione della legge che disciplina la sui giudici. Se, dunque, per la ce- durata massima degli incarichi lebrazione di quel processo fosse direttivi. Noi, con fermezza, ci distato necessario il suo impulso scostiamo da questa opinione. La questo non sarebbe certamente legge deve essere elastica, perbacmancato. Del resto, signor Mini- co! Cosa volete che accada se un stro, i due magistrati sono molto incarico direttivo anziché durare apprezzati dal Consiglio Superiore otto anni ne duri nove o forse più? della Magistratura. Il dr. Chieco, Concludiamo, signor Ministro. ora è qualche anno, dopo alcune Noi siamo convinti che la mancata polemiche apparse sulla stampa, celebrazione del processo sui brotemendo un provvedimento di gli elettorali di Scanzano Jonico trasferimento per incompatibilità sia dovuta ad ostacoli insormontabili. Inutile sarebbe un nostro intervento presso il dr. Chieco e il dr. Tufano. La stima e la fiducia che in essi ripone il Consiglio Superiore della Magistratura ci dice che nient’altro avrebbero potuto o potrebbero fare. Ed allora, attivi i suoi poteri, provochi l’applicazione di altri magistrati e, se necessario, di personale amministrativo e ci faccia sapere: vi fu o non ci fu a Scanzano Jonico un broglio elettorale? [Maurizio Bolognetti e Ottavio Frammartino]

direttore responsabile Nicola Piccenna direttore editoriale Gianluigi Petruccio editore Venture Capital s.r.l. • P. Iva/C.F. 01123030775 redazione c.da San Francesco snc - Matera tel. 0835 182 5453, fax 0835 182 0313 grafica ed impaginazione Ivan Fabbricatore account Tonio Claps e Michele Vignola Reg.Trib. di Matera n. 227 del 17.6.2004 stampa RPR fax 06 233 247 987 tiratura 25.000 copie responsabile del trattamento dei dati (D. Lgs. 196/2003): Dorotea Ghio giornalelucano.it | redazione@giornalelucano.it pubblicità concessionaria esclusiva RPR communication Service • tel. 0835 182 5453 • fax 0835 182 0313 • adv@giornalelucano.it


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è successo sul pianeta Terra Londra Non gli piace foto: latitante ne invia un’altra Matthew Maynard, 23enne britannico ricercato per rapina, non ha gradito la sua foto segnaletica pubblicata sul giornale. E ha mandato un autoscatto in cui abbronzato appare accanto a un furgone della polizia. Boston Ubriaca su binari. Boom per video su Youtube È caduta nella metro della città Usa poco prima che arrivasse il treno. Che è riuscito a fermarsi a pochi centimetri da lei. Il video dell’incidente evitato per un soffio è fra i più visti sul web. Houston In 10 anni ammazzati 43mila pedoni In alcune città degli Stati Uniti se si va a piedi si rischia la vita. Lo dice un’indagine fatta da due società non profit. Le città più pericolose sono Orlando, Tampa e Miami, tutte in Florida. Phoenix Dopo 50 anni restituisce due libri Nel 1959 uno studente della Camelback High School, in Arizona, aveva preso in prestito due libri dalla biblioteca. Li ha ritrovati adesso in un baule e li ha restituiti con 1.000 dollari.

Londra Sesso rumoroso. Vicini denunciano coppia A Newcastle. In aula è stato anche portato un nastro con 10 minuti di urla disumane. Questo è l’Appello: la coppia è stata già condannata per non aver rispettato la “diffida” che imponeva loro di fare meno rumore. Zara Auto contro aereo. Guidava un agente brillo Il poliziotto croato, uscito di strada, si è schiantato a 150 km orari con la sua auto su un Cessna parcheggiato all’aeroporto. L’aereo è stato quasi tutto distrutto; l’agente arrestato dai suoi colleghi. Nessuno si è fatto male. Madrid Regione paga corso su masturbazione Polemica in Spagna. Infatti l’Estremadura ha varato “Il piacere è nelle tue mani”, corso di educazione sessuale per ragazzi. Le lezioni, tenute da un negozio erotico per sole donne, costano 14mila euro alle finanze regionali.

Giappone Fa il giro mondo in bicicletta, a casa dopo 11 anni L’impresa è da Guinness dei primati: 11 anni per completare il giro del mondo in bicicletta per 150.000 chilometri, attraverso 130 Paesi. Il protagonista è Daisuke Nakanishi, giapponese di 39 anni che cominciò il viaggio nel 1998 da Anchorage, quando aveva 28 anni. Della sua due ruote, racconta, “solo il telaio” è lo stesso della partenza. Dall’Alaska, ha attraversato Canada, Usa e Messico fino a Panama e Perù. Poi Europa, Africa, Australia, Nuova Zelanda e Argentina.

Pechino Uomo “sacco” per le donne stressate Il cinese è un punching ball vivente: affitta il suo corpo (10 euro per mezz’ora) alle donne che vogliono sfogarsi a pugni. “Guadagno e miglioro le mie tecniche di difesa”, dice. Fa l’allenatore. Sydney Troppo spam. Multa a Vodafone La compagnia pagherà 66mila euro per l’invio di 100mila sms pro Coca Cola ai suoi utenti australiani. Solo un’ammonizione invece per la multinazionale delle bollicine.


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matera@giornalelucano.it • 0835 182 5453

è successo a Matera Zona Franca Urbana. CCIAA spiega come funziona La Camera di commercio ha organizzato per lunedì 30 novembre, alle 9.30, nella sala conferenze dell’Ente un incontro con l’apporto di esperti, sul tema “Zona Franca Urbana: dalla teoria alla pratica”. Interverranno Massimo Vallone, esperto di settore, di Roma, amministratori locali, rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e professionali. Introdurrà il presidente dell’ENTE, Angelo Tortorelli, che ha inteso concretizzare il percorso attuativo del progetto di zona franca urbana - del quale è titolare il Comune di Matera - recependo istanze, sollecitazioni e disponibilità venute da imprenditori e associazioni professionali: “È proprio per soddisfare questa esigenza di informazione che abbiamo invitato esperti della materia, allo scopo di attivare percorsi concreti per giungere all’avvio di iniziative imprenditoriali nella Zona franca urbana di Matera”. La ZFU comprende un comprensorio tra il quartiere San Giacomo e le zone “Paip” di via La Martella e di Via Gravina con una dotazione iniziale di 3.660.334 euro.

2009-11-17 Incontro pubblico de “La Grande Lucania” e “Io Sud” I due movimenti hanno tenuto un primo incontro pubblico, presso l’Hotel San Domenico, sul tema “Federalismo - Lavoro - Mezzogiorno Prospettive e Sviluppo”. Sono intervenuti: Nicola Manfredelli (Segretario La Grande Lucania), Gerardo Graziano (Coordinatore Regionale Io Sud), Leonardo Pinto (Presidente La Grande Lucania) e la senatrice Adriana Poli Bortone (Presidente Io Sud). 2009-11-17 Mastrosimone aderisce al gruppo consiliare Idv La consigliera Rosa

Mastrosimone ha formalizzato la sua adesione ai gruppi consiliari dell’Italia dei Valori della Provincia di Matera e della Regione Basilicata, assumendo in quest’ultimo organismo il ruolo di presidente del Gruppo. 2009-11-19 A Roma presentazione fondazione Sassi Nella Ponteficia Università Antonianum, la Fondazione Sassi ha presentato il libro di Carmela Biscaglia “I frati minori dell’Osservanza in Basilicata – Il convento di San Francesco d’Assisi in Tursi”. Un minuzioso lavoro di ricerca che ha anche il merito di rilanciare l’attenzione sul recupero dell’antico Monastero di Tursi, da tempo abbandonato anche se considerato monumento nazionale. 2009-11-24 Un progetto per avvicinarsi alla cultura rom “Le cicale” è stato un progetto sperimentale di volontariato ed ha avuto lo scopo di far conoscere la cultura rom presso la comunità locale e di promuovere e approfondire l’intercultura e la didattica sperimentale. I destinatari sono stati un gruppo di adolescenti stranieri, rom e italiani che hanno preso parte a diversi laboratori. A conclusione di un anno il progetto, promosso dall’Associazione Tolbà, dal ministero del Lavoro, Osservatorio nazionale per il volontariato, e dalla scuola media “Torraca” di Matera, verrà presentato in un convegno in programma il 27 novembre, alle 16, nella sede dell’Università della Basilicata, in piazza San Rocco.

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2009-11-25 Casa d’appuntamenti: due cinesi arrestati Un uomo e una donna accusati di sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù di una giovane ragazza cinese di 28 anni che concedeva prestazioni sessuali 24 ore su 24 garantendo guadagni per 700 euro.

2009-11-25 Di Sanza (PD) e i debiti del Consorzio di bonifica “Giungono notizie che il Centro Operativo di Policoro del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, a causa di bollette Enel non pagate, sia da qualche giorno rimasto senza luce. Il che implicherebbe, tra l’altro, che i dipendenti assegnati presso quella sede sarebbero impossibilitati a svolgere le proprie mansioni”. Questa è la situazione di difficoltà finanziaria rilevata dal Consigliere Regionale Di Sanza, peraltro non nuova. Che sia prossimo l’ennesimo rifinanziamento regionale ad un Ente di cui non si riesce a razionalizzare la politica costi/ricavi? 2009-11-26 Tre ragazzi in manette per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio E’ stata la segnalazione di un cittadino a far intervenire gli agenti della Squadra Volante della Questura in un locale in via San Biagio, in pessime condizioni igieniche, nel quale sono stati rinvenuti 350 grammi di marijuana, 32 dosi di eroina già impacchettata, 9 grammi di hashish, un bilancino di precisione, un coltellino per tagliare le dosi e 150 euro in contanti. In manette, per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, sono finiti un venticinquenne materano, già noto alle forze dell’ordine, e due trentaduenni. 2009-11-26 Radioterapia a Matera: audizione dell’Assessore La richiesta di istituire anche a Matera un centro di radioterapia, suffragata al momento da una sottoscrizione popolare che ha già raccolto circa 6.000 adesioni, è una concreta necessità di tutto il materano. Durante la sua audizione in IV Commissione, l’assessore regionale alla ‘Salute’, Antonio Potenza, ha dichiarato che l’istituzione di tale centro nella città dei Sassi sembra rientrare nei programmi di politica sanitaria regionale”.


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un po’ litica Buccico: il triste epilogo Il re è nudo ed è un triste spettacolo. Emilio

Nicola Buccico si congeda dalla città di Matera il 29 novembre 2009. Il manifesto che invita ad ascoltarlo è l’emblema della solitudine e della tristezza. Recita laconico: “Due anni dopo...”. È bicolore, senza simboli di partito, senza gli “interverranno”, senza un cenno a quali saranno i temi che vorrà trattare quello che è stato l’ultimo sindaco di Matera. Allora proviamo a porre delle domande, non suo difensore. Aveall’uomo, all’avvocato, al senato- va rinunciato all’incarico essenre, al politico, al cittadino Buc- do stato eletto sindaco da pochi cico; ma a noi stessi, ai cittadini giorni. Ma anche per il buon “Nicomuni che degli ultimi due anni colino”, così i suoi amici sogliohanno un ricordo fresco. Par- no chiamarlo affettuosamente, tiamo dai primi mesi del 2007, erano in arrivo tempi tristi. Già quando l’allora senatore Buccico dai primi giorni di “governo”, scese in campo per competere al l’articolata maggioranza che lo soglio comunale. I maggiorenti sosteneva si era assottigliata lucani di Forza Italia (Cosimo dovendo contare su stampelle Latronico e Guido Viceconte) lo traballanti offerte da una oppoincoronarono e lui partì. sizione sensibile agli strapuntini Contemporaneamente, men- ed alle piccole prebende che può tre veleggiava da un comimidistribuire distribu un piccolo cozio all’altro, difendeva in n mune mun come Matera. Il manife-ita Tribunale il sindaco in Qui, forse, è mancav in e sto ch arlo è carica. Quel collega avto politicamente Buclt o ad asc della vocato, Michele Porcari, cico. cic Avrebbe dovuto l’emblemeae della che nella contesa politiimporsi imp o dimettersi, solitudin zza triste ca dipingeva come inetto cosa gli poteva mai ed incapace, vieppiù espooimportare impor di accettare lo nente dello schieramento mento stillicidio continuo dei picpolitico opposto. Purtroppo ppo per coli patti e co contropatti di piccoli Porcari, il procedimento giudi- politicanti locali proprio lui, abiziario si concluse con la condan- tuato ad altri palcoscenici ed alna ma Buccico già non era più il tri interlocutori. In più occasioni

si era lasciato andare a com- lare lo fa perché altri lo ascoltino. menti stizziti, politicamente Chissà, potrebbe spiegare perché arroganti e umanamente non è intervenuto sull’immobile umilianti per i malcapitati privo di licenza edilizia che un consiglieri che si sentivano suo assistito ha dato in locazioappellare di ignoranza, roz- ne all’ARPAB (Agenzia Regionale zezza e inutilità. Così, dopo Per l’Ambiente di Basilicata). due anni, la corda si è spezzaPotrebbe raccontare quali ta ed il giocattolo si è rotto. iniziative ha preso per quelle paMa la rottura è stata totale lazzine costruite come residenze e ben più vasta. Pochi mesi per turisti e vendute come civili fa, l’ultima forzatura politi- abitazioni a famiglie materane. ca di Buccico aveva portato Magari illuminarci sulle segnail PdL a candidare un suo lazioni dell’Ufficio del Territorio delfino alla presidenza del- che ha bellamente ignorato e di la Provincia di Matera. Era cui dovrà rispondere in Tribugià il canto del cigno ma i “soliti” nale. O forse, sarà in grado di Latronico e Viceconte non ebbe- raccontare lo stato delle casse ro la forza di tener comunali che pare testa all’invadenza facciano vedere i politica di Buccico. sorci verdi ai reviCi volle una delle più sori dei conti. Potrà sonore batoste che il mai spiegare perché centrodestra ricordi, quello che doveva per ridimensionare essere il riscatto di gli spazi politici che una città cementiaveva così tenaceficata da 15 anni di mente occupato. Pergoverno di sinistra so già da un pezzo il finisce con la cesenato, cui dichiarò mentificazione (non di non volersi ricancerta ma probabile, Emilio Nicola Buccico con ampio parere didare per dedicarsi totalmente al Comune, ad otto- favorevole espresso in extremis bre ha deciso di dimettersi. proprio dalla Giunta Buccico) Troppo tardi, ormai la figura di un’immensa area verde la cui politica era logora e poco attra- proprietà è, per così dire, molto ente. Proprio come appare oggi vicina a persone non estranee al sul manifesto con cui si annuncia mondo frequentato da “Nicolil’incontro di domenica 29. Per la no”? Certo che potrebbe, se solo verità, non c’è nemmeno scritto volesse! che la cittadinanza è invitata, ma forse è solo perché si da per scon[filippo.delubac tato che se qualcuno intende par@giornalelucano.it]


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non siamo Stato noi

Fotografa la nostra città, i luoghi brutti, ma anche quelli belli, ed inviacele con un breve commento a: matera@giornalelucano.it

L'immobile delle immagini è stato s realizzato dal Comune dii Matera. M Svetta a pochi metrii dalla d zona industriale e arti-gianale g (PAIP) ed è noto a tuttii i cittadini materani ci passanoo davanti d durante il mercato dell sabato. s Lo guardano di traver-so, s come si guarda un cane dii cui c non si sa se ci si può fidaree e poi proseguono affaccendatii verso v le bancarelle: chi per ac-quisti, q chi per accompagnare lee signore s negli slalom fra prezzii e vestaglie al vento. Giuntoo circa c vent'anni fa allo stato dii manufatto grezzo che possia-m mo m ammirare ancora oggi, si scoprì che non erano mai stati s depositati i calcoli statici e l'ind gegnere incaricato di collaug darlo, parente acquisito di un d assessore comunale dei tempi a che c furono, non se la sentì di firmare. Oggi è in attesa di essere abbattuto, non si ha noe tizia t che qualcuno abbia effettivamente pagato per questo t monumento allo spreco del m denaro pubblico. Eccetto Pand talone, s'intende. t

[nico.pignatone @giornalelucano.it]

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sondaggio Cosa determina la scelta della pasta da acquistare?

2% - Non ho conoscenze adeguate 25 % - Il marchio del produttore

5% - Non saprei 45 % - Il prezzo

5% - La varietà del grano utilizzato

18% - La lavorazione

sondaggio telefonico realizzato in proprio, tra il 20 e il 26 novembre, su un campione statistico di 175 abbonati agli operatori telefonici della Città di Matera

CATERINA B. (casalinga) Per ottenere un piatto di alta qualità occorre pasta di altissima qualità. Solo produzioni artigianali fornite da aziende di massima fiducia. Devo comunque precisare che la qualità della pasta si apprezza molto di più on i piatti semplici e poco conditi.

FILIPPO L. (agricoltore) Noi produciamo grano Cappelli che è il migliore per fare sia la pasta che il pane. Io consumo pasta di grano Cappelli che mi costa un occhio perché sono pochi a produrla e c’è molta richiesta.

CARLO G. (medico) La qualità è l’unico criterio da utilizzare quando si tratta di cibo. Occorre anche accertarsi che il produttore della pasta, oltre a materie prime di ottima qualità, operi con coscienza e professionalità lungo tutto l’iter produttivo.

MARIA S. (casalinga) sco la paSinceramente io preferi ta secpas di ietà var le o ca sta fres la padel to cos Il . lità qua alta ca di molo e ion fraz una per ide sta inc o del ssiv ple com to cos sul piccola non ciò per a, cen la del o pranzo lche qua iare arm risp so sen ha . lità qua alla do ian unc rin euro

ANGIOLINA R. (pensionata) Non la faccio io la spe la fanno i miei nipoti, persa, preferisco la pasta fattaò io casa; quella di una vol in di quando eravamo piccoli.ta, n c’era molto da mangiNo are, però la pasta e il pane non mancavano mai.

dalle 16:00 di giovedì 19 novembre siamo su grazie ai primi 226 amici in sole 7 ore! Il sondaggio del prossimo numero sarà: COSA MANCA a MATERA? Puoi commentare sulla nostra bacheca di Facebook I più interessanti saranno pubblicati sul prossimo numero del 5 dicembre.


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esperTi rispondono ra i – quinquies, art 15 del TUIR, dall’imposta Maria Teresa lorda può esseDe Luca (lucana) re detratto un importo pari al Commercialista Revisore contabile 19% delle spese per la pratica sportiva diletCiao Giornale Lucano, tantistica. volevo sapere se possoLa detrazione IRPEF no rientrare tra le spese spetta per l’iscrizione andetraibili le quote o con- nuale e l’abbonamento tributi mensili pagati per ad associazioni sportive, partecipare a scuole di palestre, piscine ed altre ballo dilettantistiche. Si strutture ed impianti precisa che nella denomi- sportivi destinati alla nazione dell’associazione è pratica sportiva dilettestualmente indicato “as- tantistica, rispondenti sociazione nazionale mae- alle caratteristiche indistri di ballo” senza pertan- viduate con decreto del Presito specificare che trattasi dente del Consiglio dei Minidi associazione sportiva stri di concerto con il Ministro dilettantistica. dell’economia e delle finanze e Lucia, per ragazzi di età compresa tra via Lucana cinque e diciotto anni. Relativamente alle attività sportive Ai sensi del comma 1 lette- dei ragazzi, la spesa deve es-

portare: • la ditta, la denominazione o ragione sociale ovvero cognome e nome (se persona fisica) e la sede ovvero la residenza nonché il codice fiscale, del percettore; • la causale del pagamento (iscrizione, abbonamento ecc); • l’attività sportiva esercitata (es. nuoto, pallacanestro ecc); • l’importo pagato; • i dati anagrafici del ragazzo praticante l’attività sportiva dilettantistica e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento. sere documentata mediante, alternativamente: • bollettino bancario o postale; • fattura, ricevuta o quietanza di pagamento. La documentazione deve ri-

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GiornaleLucano.it_Matera - 2009-11-28 - N° 0