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quattordicinale • Anno VI • n. 12 dall’8 al 21 novembre 2011

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Armiamoci e “tagliate”

La Regione Basilicata vuole abolire i vitalizi dei consiglieri. Ma con comodo, dalle prossime elezioni... a pagina 9

FENICE STORY I primi sei anni dell’inceneritore Santarsiero ne incoraggiò la realizzazione da funzionario della Regione (e la combattè come presidente della Provincia); le battaglie al Tar; lo scandalo dei rifiuti sanitari e altre storie... alle pagine 2, 3 e 4

È successo a Potenza alle pagine 5, 6 e 7

Carovana lucana a Buenos Aires: 10 persone. Chi paga? Noi, ovviamente

alle pagine 10 e 11

Un’altra discarica abusiva a Bucaletto

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l’inchiesta

Fenice Story: i primi sei anni Un periodo fondamentale nel rapporto fra il termodistruttore di Melfi e le istituzioni locali “Il progetto della piattaforma prevista a Melfi è finalizzato alla termodistruzione dei rifiuti prodotti dallo stabilimento Sata di Melfi (produzione auto) e in altri stabilimenti del gruppo Fiat ubicati nel Meridione”. “Il termodistruttore La Fenice di Melfi non deve bruciare rifiuti provenienti da fuori regione”. La prima fase è di Vito Santarsiero. La seconda pure. La prima fu pubblicata quando era uno dei funzionari dell’ufficio Ambiente della Regione Basilicata, nel 1995, ed era contenuta in un articolo pubblicato dalla rivista “Ingegnere lucano”. La seconda in un comunicato stampa del 2001, quando Santarsiero – attualmente sindaco di Potenza al secondo mandato – era presidente della Provincia. In questo periodo si concentrano gli anni fondamentali della storia della Fenice, l’impianto della società francese Edf al centro dell’inchiesta giudiziaria della procura di Potenza e gli arresti dell’ex direttore Vincenzo Sigillito e dell’attuale dirigente Bruno Bove. In quei sei anni Santarsiero cambia parere, il termodistruttore prende forma e si consumano le prime battaglie ecologiste, culminate (esattamente dieci anni fa) in un esito assolutamente similare a quello attuale: la Provincia che ferma l’attività della struttura (in quel caso, l’aveva fortemente limitata), la società che fa ricorso alla giustizia amministrativa. E vince.

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I muscol(ett)i della Regione La storia dei primi anni della Fenice è fatta essenzialmente di carte. Di provvedimenti,

con la legge numero 59 il progetto della Fenice. Ma, contestualmente, dettò un preciso limite: nei forni dell’impianto

Vito Santarsiero, oggi sindaco di Potenza, ex Presidente della Provincia e funzionario della Regione Basilicata

controprovvedimenti e impugnazione dei controprovvedimenti. Da una parte gli enti locali, dall’altra la Fiat che aveva voluto l’impianto. All’inizio il braccio di ferro fu tra una giunta regionale non molto ferrata in materia e la Fiat. L’esecutivo uscente – era già stato eletto il nuovo consiglio regionale – nel maggio ‘95 approvò in extremis

non potranno entrare scarti extraregionali. La Fiat ricorse subito al Tar. Vinse. E vinse anche nel ricorso presentato al Consiglio di Stato dalla Regione. Con la sentenza del massimo organo della giustizia amministrativa, la questione sembrava conclusa. La Fiat, rispettando le prescrizioni del Via – il decreto ministeriale di Valutazione

d’impatto ambientale – aveva avuto il permesso di bruciare rifiuti di qualsiasi provenienza. Il colpo (a vuoto) di Willer Bordon In realtà era finito solo il primo atto. Il seconco comincia con un’esternazione a sorpresa, nel febbraio del 2001, del ministro dell’Ambiente Willer Bordon. Anticipando un dossier sulle fabbriche nemiche della natura, l’esponente di governo classifica gli stabilimenti della Fiat di San Nicola di Melfi al primo posto (cioè, come quelli dagli effetti più nefasti per l’ambiente) e minaccia: o l’azienda si mette in regola entro 15 giorni o la chiudo. Principale imputata, la Fenice. Le parole del ministro non lasciano indifferenti i vertici della Fiat, le autorità lucane e, ovviamente, le oltre seimila famiglie che traggono sostentamento dai salari della Sata. Approfondendo le accuse rivolte alla Fenice, però, si scopre non solo che sono quasi tutte infondate ma che, addirittura,

Edf: in Basilicata inquina, in Sicilia controlla

La vicenda Fenice – e in particolare l’Edf, azienda francese che gestisce il termodistruttore di San Nicola di Melfi oggetto di inchiesta e arresti – viene analizzata anche dal sito internet di approfondomenti Linkiesta. Da un punto di vista originale: Edf che, in Basilicata, ammette di aver prodotto inquinamento ed è sotto indagine, in Sicilia si occupa del monitoraggio ambientale sui lavori per realizzare il Ponte di Messina, per 29 milioni di euro. Un paradosso che viene sviscerato nel dettaglio dal sito internet rintracciabile all’indirizzo www.linkiesta.it. Il nome è un’arguta sintesi fra “link”, il nome che indica i collegamenti fra siti on line, e “inchiesta”, lo specifico dell’attività giornalistica.

era stato lo stesso ministero a imporre tempo prima atti che adesso contesta. E’ il caso del controllo ambientale: in fase di progettazione, nel ‘93, il governo aveva ordinato alla Fiat di provvedere al costante monitoraggio ambientale, mettendo i dati a disposizione delle istituzioni. Suona paradossale, dunque, l’affermazione di Bordon quando dice: “La Fiat controlla se stessa: una situazione assurda da eliminare immediatemente”. All’epoca, non risultò alcuna emergenza parlando con gli ufficiali del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, con i funzionari della Regione, con i dirigenti della Provincia, con i vertici della polizia provinciale (competente a effettuare controlli nel termodistruttore) e con altre fonti qualificate. Tutte informazioni desunte dalla lettura dei giornali locali dell’epoca. Alla Fiat potevano essere al limite contestate irregolarità amministrative, ma nessun reato ambientale. Un allarme inesistente, insomma. Lo studio (dimenticato) di tre scienziati Quanto meno, in quel 2001. E, quanto meno, per quel che riguardava le accuse del ministro e i parametri considerati dal Via. Ma nel passato dell’inceneritore esistono zone oscure. Dubbi mai chiariti del tutto. Una serie di timori erano stati avanzati in una puntigliosa ricerca effettuata nel 1998 da esperti di ambiente per conto di Luigi Lomio, sindaco di Lavello, paese che dista in


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di Rocco Pezzano

linea d’aria meno di tre chilometri dalla Fenice. Lo studio dei docenti universitari Virginio Bettini e Paolo Robitto e del biologo Francesco Francisci fu pubblicato il 16 luglio 1999. Oltre a sottolineare la mancanza di trasparenza di alcuni fondamentali atti allegati al progetto originale e alle varianti in corso d’opera, i tre scienziati pongono alcune domande: quanta acqua viene sottratta al fiume Ofanto? Quale effetto potranno avere gli scarichi di metalli pesanti e diossine nell’ecosistema dello stesso fiume, più a valle? In un capitolo intitolato “Specie ignorate o sottovalutate” si parla dei rischi che potrebbe correre la lontra, animale che vive nell’Ofanto, ma anche i pesci (“L’ittiofauna – si legge – per la Fiat non esiste. L’omissione è notevole anche perché è nota la presenza di

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una alborella, l’Alburnus vulturius, endemica in Ofanto”). Pericoli anche per tre specie di anfibi (rana verde, dalmatina e raganella) particolarmente vulnerabili. Come se non bastasse, l’ambiente acquatico dell’Ofanto e il suo bacino sostengono una delle più importanti popolazioni nazionali di nibbio reale. Di queste e altre questioni aperte dalla ricerca non si trovò più traccia in alcun atto amministrativo. Sulla Fenice il procuratore della Repubblica di Melfi Marco Marocchi aprì un’inchiesta (di cui non conosciamo l’esito). L’esposto (svanito) di Fulco Pratesi Ma ci fu anche un altro documento molto duro contro il termodistruttore: un esposto che Fulco Pratesi, presidente del Wwf allora come oggi,

inviò proprio al procuratore Marocchi il primo agosto del 2000. Pratesi ricostruì i troppi interrogativi irrisolti legati alla Fenice, e chiese un’approfondita analisi sui rischi per l’ambiente prima che l’impianto cominciasse a fagocitare e bruciare rifiuti (i forni verranno poi accesi nel dicembre del 2000). Lettera morta anche su questa denuncia. La battaglia degli enti locali contro la Fenice prosegue non su queste basi ma a livello amministrativo. Rifiuti sanitari (a vagonate) Nell’estate del 2001 esplode il caso dei rifiuti sanitari. La polizia provinciale sequestra, fermi nella stazione di Melfi, alcuni vagoni ferroviari carichi di scarti ospedalieri provenienti dalla Campania e diretti proprio al termodistruttore lucano. Il presidente della Pro-

vincia Santarsiero emana subito un’ordinanza (datata 7 luglio 2001) con la quale vieta alla Fiat di smaltire nella Fenice rifiuti provenienti da altre regioni. Una decisione, quella della Provincia, intempestiva: basta controllare i registri di ingresso del termodistruttore per accorgersi che di rifiuti sanitari, nella Fenice, ne entravano da almeno tre mesi. Il sospetto di alcuni ambientalisti dell’epoca fu che alla Provincia, nel momento in cui i vagoni ferroviari carichi di scarti ospedalieri e bloccati nelle stazioni erano finiti sotto i riflettori in tutta Italia e anche a Melfi, non abbia potuto esimersi dal puntare il dito contro una prassi ormai consolidata e di cui era perfettamente a conoscenza. Rimase però un sospetto senza alcun riscontro. Santarsiero, peraltro, basa la propria ordinanza sulla leg-

ge 59 del ‘95. La stessa che il Tar e il Consiglio di Stato avevano già giudicato inapplicabile laddove vietava all’azienda proprio lo smaltimento dei rifiuti extraregionali. Su queste premesse, il ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte della Fiat nasce già vincente. E difatti il 27 luglio del 2001 il Tar decide di sospendere l’ordinanza. Ricorsi (e controricorsi) a gogò Ma alla Provincia non si di mostrano dispiaciuti: la considerano una vittoria di Pirro per il colosso torinese. Il Tar, infatti, precisa che la Fenice potrà incenerire, così come previsto dall’originario decreto Via, rifiuti industriali provenienti solo dagli stabilimenti Fiat ubicati nel Mezzogiorno, ...continua a pagina 4


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l’inchiesta “L’impianto può funzionare” Il Tar dà torto alla Provincia

La Provincia di Potenza ...continua da pagina 3

nella misura del 40 per cento del totale nel “forno rotante”. Niente rifiuti sanitari, tanto per cominciare. Che per la Fenice Spa sono un affare notevole. Infatti la Fiat ricorre subito al Consiglio di Stato. Passano tre mesi, poi la vicenda si ripete. La Provincia

(26 ottobre 2001), accertato l’arrivo in Fenice di rifiuti di tipo diverso da quelli previsti dalla Via, vieta di nuovo la loro termodistruzione. Ennesimo ricorso della Fiat che chiede al Tar della Basilicata la sospensiva dell’ordinanza provinciale. Ma questa volta non viene accolta: il Tribunale amministrativo lucano impone alla Fenice,

La Fenice di San Nicola di Melfi non è più sotto sequestro. Lo ha deciso il Tar Basilicata, che ha emesso un decreto con cui annulla il provvedimento della Provincia di Potenza del 14 ottobre scorso che sospendeva le attività del termodistruttore. L’atto della Provincia era stato licenziato nel bel mezzo del polverone per gli arresti di Vincenzo Sigillito e Bruno Bove nell’ambito dell’inchiesta sui controlli dell’Arpab. Per essere più precisi, la Provincia di Potenza aveva sospeso l’autorizzazione all’esercizio del termovalorizzatore, un atto che suppliva alla mancanza dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, che Edf attendeva dalla Regione Basilicata. L’impianto può dunque tornare in funzione. Del resto, Edf – la società proprietaria dell’impianto – aveva annunciato il ricorso al Tar spiegando di trovare ingiusto lo “stop” alle attività. il 13 dicembre del 2001, di attenersi al decreto Via. La stessa motivazione con la quale il Tar, poco tempo prima, aveva invece accolto la richiesta di sospensiva. L’atto che sembrava potesse tagliare la testa al toro venne reso noto l’11 gennaio del 2002: la quinta sezione del Consiglio di Stato accoglie l’ul-

La Provincia dovrà ora decidere se ricorrere o meno al Consiglio di Stato oppure attendere la sentenza di merito del Tar prevista per il 16 novembre prossimo (il decreto è solo una sospensiva del provvedimento dell’ente provinciale). L’inchiesta che ha scatenato tutto è della procura di Potenza. Secondo i magistrati, l’Arpab avrebbe tenuto nascosti i dati sull’inquinamento ambientale prodotto dall’impianto nell’area, pur avendo  l’obbligo di inviare i dati agli enti locali, e in particolare alla Regione Basilicata di cui è ente strumentale, sulle verifiche effettuate. Le accuse per Sigillito e Bove sono molto pesanti:  disastro ambientale  e omissione di atti d’ufficio. Nell’indagine – ma per altri reati – è indagato anche l’assessore regionale alle Attività produttive (all’epoca dei fatti, assessore all’Ambiente), Erminio Restaino.

timo ricorso della Fiat. In soldoni, dice alla Provincia: non ti sei limitata, come dovuto, a ricordare gli obblighi imposti dal decreto Via, ma l’hai interpretato; hai compiuto perciò un atto illegittimo e, come tale, non valido. Un colpo per la Provincia. Il presidente Santarsiero se ne disse rammaricato. Ma non di-

sperato. Altri ricorsi, Tar, Consiglio di Stato. Altre puntate di una telenovela che però, da quel periodo in poi, non conobbe più un vero braccio di ferro autorità pubbliche-Fenice. L’esito lo stiamo scoprendo in questi giorni. [rocco.pezzano @giornalelucano.it]


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è successo a Potenza 2011-10-17 - Calendario su “Potenza vista dai potentini” Per una volta un calendario non realizzato con immagini di signorine più o meno procaci (e più o meno discinte), ma con scatti rubati a una città. Per la precisione, alla città di Potenza. L’idea è dell’associazione “Io Potentino”, che ne ha fatto un vero e proprio concorso. S’intitola “12 mesi di Potenza – fotografa la tua città”, e l’obiettivo è appunto realizzare il primo calendario di “Potenza vista dai potentini”. Il prodotto sarà poi distribuito gratuitamente a tutti coloro che parteciperanno a una raccolta fondi associativa, utile a finanziare le iniziative di “Io Potentino” durante la festività del patrono San Gerardo a maggio del 2012. Il concorso è aperto a tutti i maggiorenni nati e/o residenti a Potenza, prevede un piccolo premio offerto dall’Associazione all’autore della foto più votata ed è assolutamente gratuito. Regolamento e modulo d’iscrizione sono reperibili sul sito ufficiale dell’associazione www.iopotentino.it alla sezione iniziative. 2011-10-21 - Droga – nella villa di Santa Maria, hashish per ragazzini “E’ la mia prima volta. Forse la seconda non ci sarà”. Lo ha detto un ragazzino, spaventato quanto basta – ma forse anche cosciente quanto basta – per rendersi conto che acquistare hashish non era stata proprio una buona idea. Era uno degli acquirenti di hashish da parte di un diciottenne, studente della provincia di Potenza, che ieri hanno visto a un certo punto arrivare la polizia e portarsi via il giovanissimo spacciatore. Una lunga fila di ragazzini e genitori ieri ha sostato nella questura di Potenza, per un’operazione piccola ma significativa. Lo spaccio avveniva nella villa di Santa Maria. La droga, l’hashish, è un prodotto della canapa indiana (la cannabis indica) con cui si possono “farcire” gli spinelli. La bustina costava 5 euro, e ci si potevano confezionare un paio di canne. Fra i clienti che usufruivano dei servigi del diciottenne c’erano anche sedicenni, e anche una ragazza. Entravano nella villa di Santa Maria sapendo già a chi rivolgersi. Un veloce sfiorarsi di mani in un luogo minimamente appartato e la compravendita era stata perfezionata. E ieri ce n’erano tanti di ragazzi, attirati dal giorno di festa per una manifestazione a cui avevano partecipato, un corteo di studenti che ha attraversato la città. Ma gli agenti della squadra mobile ieri hanno visto e sono intervenuti. I genitori andati in questura alla fine – dicono fonti della polizia – dopo l’amara sorpresa di sapere il proprio figlio alle prese con un vizio che può diventare pericoloso, erano confortati dalla speranza che questa doccia gelata avrebbe forse tolto certe idee dalla testa del ragazzo. Per il 18enne, una lezione ancora più dura: l’accusa di spaccio. Ma anche probabilmente il deisderio di entrare in villa, d’ora in poi, solo per mangiarsi un gelato e fare due chiacchiere con gli amici. 2011-10-22 - Dal primo novembre riaperte le mense scolastiche Nessuno ci sperava più. Disagi, orari sballati e via dicenda. E invece, dal primo novembre scorso, è ricominciata l’attività delle mense scolastiche in tutte le scuole di Potenza. Lo ha fatto sapere il Comune di Potenza. In alcune scuole paritarie il servizio è partito già da lunedì 24 ottobre. 2011-10-24 - Floriana Messina: da Potenza la seduttrice del GF12 Si chiama Floriana Messina, è nata a Potenza ma vive a Roma, è molto nota nell’ambiente che mastica notizie di gossip: lei sarà la lucana che parteciperà al Grande Fratello 12 in onda questa sera su Canale 5. Ha 22 anni (compiuti il 3 maggio) e la fama – che lei alimenta senza problemi – di seduttrice passionale e mangiatrice di uomini. Qualche tempo fa venne paparazzata (termine ormai in voga che indica l’essere

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Marocchino accoltella e uccide connazionale al bar Locatelli Un litigio, poi esce fuori il coltello e scappa il morto: un cittadino del Marocco (ma divenuto italiano a tutti gli effetti) è stato ucciso il 23 ottobre scorso nel pomeriggio a Potenza al bar Locatelli del rione Francioso. A togliergli la vita, un altro cittadino del Marocco, che dopo aver compiuto il delitto ha atteso l’arrivo della polizia, che l’ha arrestato. Erano seduti vicini, la vittima e il carnefice, nella sala internet, a due postazioni contigue, mentre il locale era affollato perché sul televisore andava in onda una partita di calcio. Nessun segno non solo di screzio, ma anche di contatto fra i due. Finito l’incontro, i clienti sono sciamati via. Vicino alle postazioni è rimasta una sola persona, per giocare al videopoker. A un certo punto, nel bar si sono sentite voci concitate e forti, in arabo. Il giocatore del videopoker è schizzato via. Una barista è scattata per vedere cosa stesse accadendo. Lo spettacolo era terribile. Un corpo a terra. Il sangue ovunque. Sotto il corpo della vittima, sulle pareti. L’accoltellatore stava terminando con furia cieca il proprio compito. Il coltello era celato in una busta per la spesa, espediente forse utile a non allarmare la vittima al momento dell’aggressione. L’arma era un coltello da cucina, molto grande, del tipo di quelli utilizzati per tagliare il pane. L’omicida, dopo aver ucciso il connazionale, non ha mostrato altri intenti violenti. Nonostante una persona abbia anche inveito contro di lui – sembra un parente dei titolari del bar, che forse conosceva entrambi – non ha reagito. Ha atteso in disparte, silenzioso, l’arrivo della polizia. Pare abbia anche spiegato agli agenti di aver agito perché la vittima avrebbe fatto qualcosa di sbagliato nei confronti suoi o di suoi familiari, per tre anni di seguito. Ma sarà la versione ufficiale delle indagini, condotte dagli agenti della questura, a stabilire il movente del delitto.

Omicidio Claps: i dubbi sui tempi del ritrovamento A essere convinto che il corpo di Elisa Claps nella chiesa della Ss Trinità a Potenza fosse già stato ritrovato ben prima del 17 marzo del 2010 – data ufficiale – c’è anche il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno Attilio Franco Orio. A Salerno sono state condotte le indagini sull’omicido della giovane potentina – scomparsa il 12 settembre del 1993 e uccisa lo stesso giorno secondo le perizie scientifiche – che hanno portato al rinvio a giudizio dell’unico indagato, Danilo Restivo. Il giudice Orio – secondo la Gazzetta della Basilicata – ha messo su carta una serie di riflessioni. In particolare, sulle dichiarazioni fatte nei mesi scorsi dal parroco don Wagno Oliveira da Silva e dalle due donne delle pulizia, Margherita Santarsiero e la figlia Annalisa Lo Vito. Scrive il gip Orio: «In circostanze ancora in corso di accertamento una delle donne addette alle pulizie, Margherita Santarsiero, tra fine gennaio e il mese di febbraio del 2010 aveva già scoperto i resti del cadavere e ne aveva messo a conoscenza la figlia Annalisa Lo Vito, pure addetta alle pulizie, nonché il viceparroco della parrocchia, don Wagno Oliveira E Silva». Con lui, subito dopo la scoperta, «si erano portate di nuovo nel sottotetto». Per ora, solo circostanze e ipotesi da vagliare, senza alcuna certezza.


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è successo a Potenza fotografati in situazioni particolari) in compagnia di Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Ha una silhouette da vamp di stampo classico mediterraneo. E’ stata ragazza immagine in diversi locali dell’Urbe, poi opinionista nel programma “Twelve Girls” in emittenti private come Gold tv e Canale 8. E’ stata anche inviata speciale per le trasmissioni “Roma di Notte” e “Life tv” sui canali Sky. Ama lo scrittore Federico Moccia (ma come regista) e vorrebbe recitare in un suo film. Sulla radio M2O è una sexy astrologa che legge, sulle note di Je t’aime moi on plus, un oroscopo che parla di posizioni non nel senso di stelle e costellazioni. Studia giurisprudenza e, pare, vuole diventare magistrato. Per adesso, fa sapere di aver avuto due fidanzati contemporaneamente, di voler vedere sempre l’uomo succube che muore di desiderio per lei mentre lei li tratta malissimo, mentre le piace oscurare le altre donne. Ha un tatuaggio sul sedere, che invece recita: “Femme fatale”. Più espliciti di così… 2011-10-25 - Rifiuti a Potenza, il sindaco: le discariche ci sono, la volontà no “Potenza è in uno stato di sofferenza, ma si tratta di una situazione paradossale, poiché nelle discariche della Basilicata ci sono le cubature per depositare i rifiuti, ma non riusciamo ad utilizzarle”: è la frase pronunciata da Vito Santarsiero, sindaco del capoluogo lucano, e riportata dall’agenzia Ansa. Santarsiero si riferisce alla presenza di rifiuti nelle strade della città (ieri avevamo parlato della situazione di via Manzoni e via Vespucci, vedi QUI). Il sindaco addebita la mancata possibilità di sversamento – si legge ancora nel lancio Ansa reso pubblico sul sito internet dell’agenzia d’informazioni – non sarebbe dovuta a un problema tecnico ma amministrativo e politico. 2011-10-26 - Uno speciale di Channel 5 su Danilo Restivo Di mattina, in giro per Potenza, una troupe dela televisione inglese Channel 5 che sta preparando uno speciale su Danilo Restivo. Il potentino, imputato a Salerno per l’omicidio di Elisa Claps, è stato condannato all’ergastolo in Inghilterra per l’omicidio di Heather Barnett. L’operatore della televisione britannica, intorno alle 11, stava riprendendo il portone della vecchia abitazione della famiglia Restivo (il padre, Maurizio Restivo, è stato direttore della biblioteca nazionale di Potenza) in viale Marconi. Channel 5 è una televisione privata appartenente a Richard Desmond, editore anche di numerose riviste cartacee. Ma se all’operatore si dice che anche in Italia c’è una tv con lo stesso nome, Canale 5, sorride e dice: “C’è qualche differenza…”. 2011-10-27 - Due scosse di terremoto fra Basilicata e Campania Dodici ore quasi esatte separano la prima dalla seconda scossa di terremoto – innocue – avvertite tra la notte e il pomeriggio fra Basilicata e Campania. La zona è quella che comprende una parte del Vallo di Diano, nel Salernitano, e il Melandro, nel Potentino. La prima scossa è avvenuta alle 3 di notte. La seconda, alle 14:45. Magnitudo 3, nessun danno a cose o persone. Ci sono stati cittadini che sono riusciti a percepirla a Potenza. I comuni interessati: Brienza, Sant’Angelo Le Fratte, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania e Vietri per il versante lucano: Polla, Atena Lucana, Caggiano, San Pietro al Tanagro e Sant’Arsenio per quello campano. 2011-10-28 - Fenice: Sigillito e Bove restano agli arresti domiciliari Confermati gli arresti domiciliari per l’ex direttore generale e del coordinatore del dipartimento provinciale dell’Arpab, Vincenzo Sigillito e l’attuale coordinatore provinciale di Potenza dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Basilicata, Bruno Bove: lo ha deciso il Tribunale del riesame di Potenza che ha rigettato il ricorso presentato dai due. Sigilitto e Bove erano stati arrestati il 12 ottobre scorso: su di loro indaga la Procura della Repubblica di Potenza, che li ha accusati di “disastro ambientale” per non aver comunicato i dati dell’inquinamento dell’area in cui si trova il termovalorizzatore Fenice di San Nicola di Melfi. 2011-10-28 - Mille posti di lavoro persi in sei mesi in Basilicata Il numero fa impressione: nei primi sei mesi del 2011 sono andati persi in Basilicata circa mille posti di lavoro. La stessa cifra dell’intero 2010. Dunque, la disoccupazione, in questo periodo di crisi sempre più profonda, raddoppia in pochi mesi. Lo hanno spiegato ai giornalisti Pasquale Carrano, presidente di Confindustria Basilicata, e Donato Salvatore, commissario dell’Asi (l’Azienda per lo sviluppo industriale) di Potenza. Carrano ha chiesto che le autorità competenti prendano “soluzioni immediate”. Dove per “immediate” si intende uno stato di emergenza

testata “Il Balcone del Conte”

Nasce “Aria Pulita” e chiede di spostare la Siderpotenza “Comitato Aria Pulita Basilicata”: così si chiama l’ultimo gruppo ambientalista nato a Potenza, presentatosi ufficialmente. L’associazione ha per adesso due questioni su cui incentra l’attenzione: la Siderpotenza – l’impianto siderurgico della Pittini ubicato nella zona industriale e meglio noto in città come “la ferriera” – e la sottostazione dell’Enel in via del Gallitello. Il primo per l’inquinamento ambientale classico (aria e suolo), la seconda per l’inquinamento da onde elettromagnetiche, comunemente definito “elettrosmog”. “La SiderPotenza – dice Luciana Coletta, che del comitato è la principale animatrice insieme alla professoressa Albina Colella – opera da 50 anni con autorizzazioni provvisorie, fornite dalla Provincia, in attesa che venga rilasciata dalla Regione Basilicata l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr), attesa dal 2006”. Ed è proprio la Colella, geologa e docente universitaria, a dare particolari più specifici sull’argomento, desunti dalle indagini condotte da Antonio Nicastro, stamattina assente, cittadino col pallino dei diritti civili e della difesa dell’ambiente che da anni tempesta di domande e richieste gli enti pubblici per ottenere risposte chiare e univoche: “L’impianto siderurgico emette una gran quantità di fumi ed è troppo vicino agli insediamenti abitativi. Non conosciamo nulla -  o conosciamo poco – di cosa ci sia in quei fumi. A Nicastro non ha risposto l’Arpab, bensì l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr), che ha inviato dati preoccupanti: fra il 2005 e il 2009 ci sono state emissioni di metalli pesanti – piombo, cadmio, rame, cromo, zinco – superiori ai limiti consentiti dalla legge, per lo zinco addirittura di 35 volte. L’Arpab ha effettuato monitoraggi spot, temporanei, che non tranquillizzano. Non si sa peraltro nulla di ciò che è finito nel suolo”. Cosa accade con i metalli pesanti? “Sono biopersistenti – spiega Colella – ossia danno vita nel corpo al bioaccumulo: restano lì per anni ed anni. E possono provocare danni a reni, ossa, al sistema riproduttivo, cancro ai polmoni, anemia”. E poi c’è il capitolo della diossina. Sostanza che l’istituto americano Epa ha giudicato “il più altamente cancerogeno mai studiato” e che viene prodotto dalla combustione di materiali, particolarmente dall’attività siderurgica di “seconda fusione”. Come la SiderPotenza. “L’Arpab non ha mai studiato le emissioni di diossina – dichiara la docente accademica – eppure le più importanti organizzazioni sanitarie del mondo la considerano ai primissimi posti per pericolosità per l’uomo, date le conseguenze che può avere, e la Convenzione di Stoccolma impone di minimizzarne la produzione”. Colella spiega anche i danni che l’effetto termico derivato dalle onde elettromagnetico può indurre nelle persone, e l’assenza di monitoraggio invece per la struttura elettrica dell’Enel, vicina a molte abitazioni. Alla riunione presente anche il presidente del comitato di quartiere di Bucaletto, Angelo Quaratino, che stigmatizza per l’ennesima volta la costruzione di due torri da 13 piani e di cento abitazioni a poca distanza dai camini della Pittini: “Che vita sarà per chi ci abiterà?”, si chiede. Alla questione sono interessati anche i cittadini di Costa della Gaveta, Masseria Romaniello, via Appia, Betlemme, del Motel Park, per i quali Quaratino domanda uno screening medico completo. Mario Petrone ironizza sulle “dimenticanze” dell’Arpab, che magari non ha controllato le emissioni della ferriera proprio nei giorni di fumi più intensi, e insiste sulla necessità che tutti i cittadini partecipino al controllo del territorio. Le iniziative in campo: assemblee locali, a cominciare dal livello condominiale, dove le persone non si inibiscono e raccontano le proprie storie; la richiesta di un consiglio comunale aperto “in cui – dice Coletta – il sindaco Vito Santarsiero spieghi perché non ha mai chiesto all’Arpab di capire cosa accada nei pressi della Sider”; l’istanza all’Istituto superiore di sanità di uno screening medico di tutta la popolazione interessata con conseguente aggiornamento del Registro tumori, fermo alla situazione del 2006 (provocazione: “Se la Regione Basilicata non ha i soldi, facciamo una colletta”); un progetto di divulgazione dei temi ambientali nelle scuole, con la collaborazione di Anna R. G. Rivelli. La richiesta finale non è la chiusura dello stabilimento siderurgico (e della sottostazione Enel), dato il numero di lavoratori che perderebbero il lavoro, ma la sua delocalizzazione in un posto più adatto.

direttore responsabile Gianluigi Petruccio vice direttore Rocco Pezzano editore consorzio Gruppo Editoriale Lucano redazioni a Potenza via Rocco Scotellaro 7b e Centro Direzionale Rossellino, tel. ­­­­0971 601715 / 469466, fax 0971 449056 ­Reg.Trib. di Pz n°340 del 16/12/05 grafica ed impaginazione Ivan Fabbricatore stampa Martano Editrice srl - Lecce tiratura 26.500 copie distribuzione Pubbli Distribuzione soc. coop. responsabile del trattamento dei dati (D. Lgs. 196/2003): Giuseppe Coletta giornalelucano.it | redazione@giornalelucano.it PUBBLICITÀ > imprese private 0971 46 94 58 • enti pubblici, società a partecipazione pubblica, finanziaria e legale 0971 46 94 66


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è successo a Potenza denunciato questa volta non dai sindacati ma dalla controparte. E c’è un altro dato allarmante. Fra luglio e settembre, ossia nel terzo trimestre del 2011, sono nate 630 nuove imprese in Basilicata. Sembrerebbe un’informazione positiva. Peccato che, nello stesso periodo, ne sono morte 842. Un saldo negativo di 112 imprese finite nel nulla in soli tre mesi.

Il Comune cerca sponsor per le feste di Natale

2011-10-31 - Dalla Regione 10 milioni alle imprese edili Ci sono dieci milioni di euro che la Regione stanzia per le imprese del settore edile. I beneficiari dovranno utilizzarli per realizzare nuovi programmi costruttivi.Lo fa sapere l’assessore regionale alle Infrastrutture, Rosa Gentile. I soldi sono così suddivisi: 6.600.000 euro alla Provincia di Potenza, 3.400.000 euro a quella di Matera. Motivo della differenza:  il numero dei Comuni. Ricordiamo che il Potentino conta 100 comuni tondi, con una popolazione di 383.791 distribuita su 6.548,49 chilometri quadrati; il Materano, invece, 31 comuni (per 203.726 abitanti) su 3.446,12 kmq. Per la cronaca, la densità abitativa è la stessa: 59 abitanti per chilometro quadro.

Il Comune di Potenza batte cassa e cerca sponsor per organizzare le feste natalizie. Quest’anno il piatto piange, le casse municipali sono al lumicino e c’è bisogno di trovare generosi finanziatori. Generosi ma con un ritorno d’immagine: il Comune s’impegna, a chi dovesse dare i soldini per le varie incombenze, a mettere in evidenza per benino il nome del munifico donatore. Insomma, prepariamo a conferenze stampa di questo genere: “Quest’anno il Natale è targato [e giù il nome di una concessionaria]”. E quando il giornalista chiederà: “Quant’è alto l’albero in piazza Prefettura?”, la risposta prevederà prima l’elenco delle macellerie e dei ristoranti che hanno permesso di tirarlo su e poi i metri di statura dell’abete. Bisognerà vedere, poi, se i giornali riporteranno i nomi degli sponsor o – come è più probabile, essendo vietata per deontologia qualsiasi pubblicità all’interno di articoli d’informazione – non ne faranno menzione se non con vaghi accenni alla categoria merceologica. In ogni caso, il Comune ha avanzato richieste ben precise. Queste sono le necessità liquide per prevedere le consuete iniziative della festa: installazione luminarie nel Centro storico: 60.000 euro; mercatini di Natale: 20.000 euro; concerti di Natale: 8.000 euro; presepe vivente: 5.000 euro. Gli sponsor avranno una serie di obblighi, tra cui anche le spese di registrazione del contratto fra le parti. In cambio, il massimo di promozione del marchio. Il Natale che si approssima potrebbe essere il più sobrio e scarno degli ultimi trent’anni. Non è detto che sia un male.

2011-10-31 - Halloween a Potenza: scende la Notte Nera Non è l’incontro di un gruppo dedito a pratiche magiche, né un sabba di streghe, tantomeno l’annuncio di un’eclissi totale di luna, stelle e lampioni: la «Notte Nera» svolta a Potenza è stata una manifestazione sicuramente d’intrattenimento ma con un “retrogusto” d’impegno ecologico-sociale. L’organizza l’associazione «Potenzè», con il patrocinio e la collaborazione dell’amministrazione comunale. L’illuminazione pubblica è stata spenta e sostituita da candele e torce, con un’atmosfera magica e anche il risparmio di energia elettrica. Baby dance, spettacoli di magia, teatrino delle marionette, sculture di palloncini e poi truccatori e parrucchieri per acconciar i i bimbi come mostricciattoli. Ma anche iniziative per tutte le età. 2011-11-02 - Rifiuti, Mancusi: tutti facciano la propria parte Tutti gli enti locali devono fare la propria parte per risolvere l’emergenza rifiuti: lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Agatino Mancusi dopo l’incontro tenutosi oggi in Regione Basilicata con i vicepresidenti delle Province di Potenza e Matera, Massimo Macchia e Giovanni Bonelli, il sindaco di Potenza Vito Santarsiero, il dirigente generale del dipartimento Ambiente Donato Viggiano, dirigenti e tecnici degli Uffici regionali. Previsti nei prossimi giorni incontri operativi, prima tra gli uffici regionali e poi con le Province e i comuni interessati, per effettuare una mappatura completa delle discariche presenti, la verifica dello stato attuativo degli interventi di ampliamento in corso, l’analisi delle richieste di interventi/ampliamenti/chiusure delle discariche avanzate dai comuni. Tutto quanto per individuare idonee e fattibili interventi, definire le competenze, offrire risposte strategiche ai territori per la risoluzione del problema, migliorare tempestivamente il flusso dei rifiuti, anche nell’ottica di un risparmio economico per le amministrazioni locali. Dice Mancusi: “Abbiamo il dovere di dare risposte tempestive e soprattutto definitive sulla situazione discariche nei territori delle due province. La Regione, attraverso i suoi Uffici deve fare la sua parte. Ma anche gli altri enti: Province, Comuni, Ato Rifiuti in primo luogo, devono assumersi pienamente le proprie responsabilità per superare le criticità, individuare ed attuare azioni adeguate e di prospettiva”. 2011-11-04 - Rega non parla davanti ai pm Si è avvalso della facoltà di non rispondere il giornalista di Televideo

RICEVIMENTI e RISTORANTE

Rai Nello Rega, indagato per simulazione di reato dalla Procura della Repubblica di Potenza,in relazione ad un attentato e ad altri atti intimidatori subiti a suo dire, dopo la pubblicazione del libro (diversi e Divisi) sulla convivenza fra cristiani e islamici.Lo si è appreso dall’avvocato Savino Murro, che difende Rega insieme a Vincenzo Vitale. l’interrogatorio di Rega con i pm Domenico Musto e Anna Gloria Piccinni è durato pochi minuti, il tempo di verbalizzare la scelta del giornalista,al quale il 31 ottobre scorso la scorta è stata revocata,una settimana dopo la notifica dell’avviso di garanzia. L’accusa di simulazione di reato si riferisce in particolare al colpo di arma da fuoco sparato contro l’auto di Rega la notte del 7 gennaio scorso. In questo momento ha spiegato Murro ciò che ci preoccupa e la sicurezza di Rega.


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l’intervista

Via il vitalizio. Ma dopo di noi Proposta di legge contro un “privilegio anacronistico e iniquo”. Però soltanto dalle prossime elezioni Il presidente del consiglio regionale, Vincenzo Folino, spiega perché la svolta non può partire adesso La casta si smonta, pezzo per pezzo? Presto per dirlo. Qualche ingranaggio però vola via, non si sa se nella cassetta degli attrezzi, pronto a essere ripescato e riportato nel proprio alloggiamento, o se nel cestino degli scarti. Fuor di metafora, alcuni consiglieri regionali lucani hanno predisposto una proposta di legge che verrà presentata all’aula. E che riguarda una delle bestie nere di quella che è stata chiamata “antipolitica” (ma forse è solo il comprensibile risentimento dei cittadini verso le diseguaglianze): il vitalizio dei consiglieri. Una pensione d’oro che si matura con una consiliatura regionale e, al compimento del 65° anno di età, assicura al beneficiario il godimento di un’entrata mensile, vita natural durante e di entità rilevante, per la quale si è lavorato per soli cinque anni. I firmatari della proposta sono i membri dell’ufficio di presidenza dell’assemblea, ossia Vincenzo Folino (Pd, presidente), Franco Mattia (vicepresidente, Pdl), Enrico Mazzeo Cicchetti (vice, Idv), Mariano Pici (segretario, Pdl) e Luigi Scaglione (segretario, Popolari Uniti). La proposta ha però una particolarità: avrà valore dalle prossime elezioni amministrative. Come a dire: chi è consigliere oggi il vitalizio lo avrà. Il privilegio dell’attuale casta non si tocca. “Troppo comodo fare le riforme così”: potrebbe essere questo il pensiero del cittadino medio. Conviene chiederne conto a Vincenzo Folino, presidente del consiglio regionale della Basilicata. Come mai la proposta viene proprio dall’ufficio di presidenza? “Non è proprio così: diciamo che l’hanno presentata i consiglieri che fanno parte dell’ufficio di presidenza”. La domanda rimane la stessa: perché? “Ci sono due ragioni. Innanzitutto, è stata oggetto di discussione nei lavori della Conferenza dei presidenti dei consigli regionali di tutta Italia. Personalmente, ho sempre dichiarato in quella sede che considero il vitalizio anacronistico, per la funzione di transitorietà che a politica dovrebbe avere. Infine, un documento firmato da Vasco Errani e Davide Boni

chiede a tutti i consigli regionali d’Italia di abolire i vitalizi. E così accadrà”. L’accusa che ogni cittadino vi farà è: ma perché dalla prossima consiliatura? Non volete perdere il privilegio e ribaltate il fardello sulle spalle di chi vi succederà? “Innanzitutto, abbiamo ricevuto una petizione popolare che ci chiedeva di farlo, da parte di un comitato di donne di Lauria che si chiama Se non ora quando, e che ho inviato a tutti i consiglieri”. Quante firme aveva in calce? “Oltre tremila. L’hanno consegnata a me e al collega Marcello Pittella (Pd, ndr)”. Ok, ma perché dalla prossima consiliatura? Il vostro vitalizio non poteva essere toccato? “La questione è in questi termini: la legislatura è in corso da circa due anni. Il regime conributivo di versamenti è in itinere. Bloccando oggi il vitalizio, si creerebbe disparità fra i consiglieri”. Perché? Quale disparità? “Ad esempio, io sono al secondo mandato da consigliere regionale e ho sette anni di contribuzione. Mettiamo che si tira una linea al 31 dicembre. Io prenderò quello che ho maturato con lo scorso mandato. Chi ha versato per due anni, non avrebbe niente. E che fan-

no, si prendono indietro i soldi versati? Di sicuro, chi verrà rieletto nel futuro consiglio non maturerà più nulla”. Lei lo sa che tutti diranno: e che ci vuole a eliminare i privilegi a cominciare dagli altri? “Capisco l’obiezione. Ma si veda quello che accade in Parlamento: nulla. Le riforme di questo tipo non sono semplici. C’è dietro un lavoro di convincimento”. Ah. Sta dicendo che ha incontrato resistenze fra i suoi colleghi consiglieri? “Non ne ho incontrate granché. D’altronde, la Basilicata è una delle poche regioni i cui consiglieri hanno tagliato il 10 per cento della propria indennità”. Lei è un politico navigato, è stato anche segretario del Pd, il maggior partito lucano. Oggi parla di “privilegio iniquo”. Ma non se ne poteva accorgere prima? “Non sfuggirà che è da tempo che parlo della transitorietà dell’impegno politico e che ho chiesto il limite dei due mandati”. Due mandati? Si ricorda che l’attuale presidente della Regione, Vito De Filippo, che è anche nel suo partito, si trova al terzo mandato? “Beh, lui è presidente”. E con questo? “Nel senso che è al secondo

mandato da presidente. Io parlavo di due mandati da consigliere”. Ritornando alla domanda: non ve ne potevate accorgere prima, voi politici, dei “privilegi iniqui” di cui avete usufruito per anni? “Effettivamente la classe politica italiana, e anche quella lucana, presenta dei limiti. Non si si è posti per tempo i problemi. Ma la crisi economica è dovuta all’eccessivo spazio concesso alla finanza. E la responsabilità è del governo nazionale, che ha minimizzato.....”. E quella è la crisi finanziaria. Però stavamo parlando dei privilegi dei politici lucani, e del fatto che nessuno prima li faceva notare. In questi giorni, sui giornali locali è un florilegio di scandali e scandaletti in cui il suo partito la fa da padrone. E da cui emerge l’immagine di una politica malata di consenso, raccomandazioni, eccessiva influenza sul resto del mondo lucano. “Mi sento molto d’accordo con queste affermazioni. Ma è una regione piccola, ci sono troppe relazioni corte. E a volte il sospetto prevale su tutto. Il Pd qui è una grande forza elettorale. Non è che quelli del Pd possono essere disoccupati. Ma è vero che bisogna rilanciare la politica come servizio. E

poi, quand’è il tempo delle vacche grasse si passa sopra molte cose. Quando le vacche sono magre, anche quello su cui si sorvolava emerge con evidenza. Il problema è riprendere il concetto di servizio pubblico, ma poi rimettere in moto l’economia”. Sta dicendo che con le vacche grasse poi i privilegi ricominciano a essere il leit motiv della politica? “Bisogna sfruttare le potenzialità rispettando di più le regole. Qui, per la conformazione del territorio, c’è poco mercato e la politica ha un peso eccessivo, insieme alla spesa pubblica. Per far prevalere il merito bisogna anche aiutare la crescita, ad esempio nel turismo”. Quanto si risparmierà con l’abolizione del vitalizio? “All’inizio, nulla. Bisognerà attendere qualche anno”. Ma avrete fatto qualche calcolo sulla spesa media annua per consigliere. “Sì, ma bisogna valutare con attenzione i parametri. La spesa pro capite del consiglio regionale, ossia quanto costa ai singoli cittadini, è ovviamente molto più bassa in regioni con una grande popolazione rispetto alla nostra. Altrimenti, si rischia di commettere errori”. Si riferisce per caso alla Regione Veneto, che qualche tempo fa ha realizzato uno studio in base al quale la spesa del consiglio regionale lucano è eccessiva? “Quello è un altro studio, e anche lì si sbagliano. Ci attribuiscono 800.000 euro di costo complessivo per consigliere regionale. Secondo me, sono circa 750.000 euro...”. Non proprio due soldi. “Ma ci sono modi per risparmiare ancora. Sono però convinto che portare i consiglieri regionali da 30 a 20 – così come prevede l’ultima finanziaria, concedendo premialità a chi lo fa – risulti un errore: sia per la rappresentatività democratica, sia per la rappresentatività dei piccoli paesi”. Altre idee per risparmiare? “Ne ho, ma per rispetto degli altri consiglieri, a cui non ne ho ancora parlato, non vorrei dirle ora”. Almeno l’ambito. “Il personale utilizzato”. [rocco.pezzano @giornalelucano.it]


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I conti in tasca La storia dei tre Quinto Orazio Flacco Uno rotto, l’altro “nascosto” e il terzo... Di Quinto Orazio Flacco ce n’è stato uno solo. Ma la Regione Basilicata ha deciso di fare le cose in grande. Perché limitarsi a una sola statua del grande poeta e pensatore originario di Venosa da inviare a Buenos Aires? Carpe diem, si saranno detti all’ente. Facciamone tre. La prima statua, inviata qualche anno fa, ebbe un brutto incidente alla dogana. No, nulla a che vedere con il contrabbando (e cosa avrebbe potuto contrabbandare Orazio, se non le lagane e ceci di cui andava particolarmente ghiotto?): semplicemente, si ruppe. Beh, facciamone un’altra, si dissero amministratori e dirigenti. E così venne spedita un secondo busto del poeta lucano. Qualche tempo dopo, un rappresentante della Regione Basilicata si accorse che l’opera d’arte non era esposta al pubblico – finalità per la quale era stata voluta, realizzata e donata – ma chiusa nel recinto del Consolato Generale di Rosario, occultata dal verde del cortile. Praticamente, nascosta agli occhi di chiunque o quasi. Come

mai? Se lo domandò, l’esponente della Regione, e lo domandò a chi l’aveva deciso. La risposta fu di quelle su cui ci si riflette poi per anni, nel tentativo di capirla: non la possiamo mettere in piazza, altrimenti se la rubano. Al di là della difficoltà di portarsi via un’intera statua, la domanda che nasce è: ma a cosa serve una statua se non a farla vedere? Se rappresenta un personaggio da ricordare, e nessuno lo vede, chi se lo ricorda? In ogni caso, arriviamo ai giorni nostri. La IV Settimana della Basilicata a Buenos Aires prevede anche l’inaugurazione della statua di Orazio nel “Jardin de Los Poetas”, nel Rosedal de Palermo, quartiere della capitale argentina. Ma perché utilizzare il vecchio busto, oramai abituatosi al fresco del cortile del Consolato? Ed ecco la terza statua. Spedita fresca fresca dalla Regione. Orazio però era persona dalle abitudini frugali e spartane. Forse avrebbe suggerito di riciclare la seconda statua. Carpe diem.

Il consolato generale italiano di Buenos Aires: nel cerchio si intravede il busto di Orazio


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Carovana lucana a Buenos Aires Ben dieci persone dalla Regione Basilicata alla IV Settimana dedicata alla cultura lucana

E ci risiamo. Una nuova carovana di persone che si fanno un bel viaggetto all’estero. Solo che si tratta di persone a cui il viaggio lo paghiamo tutti noi. In Argentina, a Buenos Aires (nota anche come Baires), dal 5 novembre scorso e fino al 12, si è recata una delegazione della Regione Basilicata composta da 10 (avete letto bene: dieci) persone. Nulla di illegale, si dirà. Nulla di illecito. Certo. Ma esisterà anche un’illiceità morale degli atti, a prescindere da quella giudiziaria. Se il Paese piange miseria – e la vive quotidianamente – e se la sopportazione per gli sprechi è arrivata quasi alla tracimazione pubblica, perché si continua con questo andazzo? Questo è il pensiero del cittadino medio. A Buenos Aires si svolge la “IV Settimana della Basilicata”, organizzata dalla Federazione delle Associazioni della Basilicata in Argentina (Faba), con il patrocinio della Regione Basilicata. Annunciata la presenza del presidente della giunta regionale, Vito De Filippo (che però pare proprio che non vada) e una “qualificata delegazione”.

C’è una norma contenuta nella legge 122/2010 che recita: “A decorrere dal 2011, le spese per missioni non possono superare l’ammontare del 50% della spesa sostenuta nell’anno 2009”. Da quello che alcune fonti qualificate riportano, trattasi di norma che non è stata rispettata dalla Regione Basilicata. La partecipazione alla IV Settimana della cultura lucana in Argentina è uno dei tanti viaggi che avrebbero portate a sforare abbondantemente la limitazione prevista.

Tra gli eventi, la “presentazione turistica” di Matera candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 e un seminario sul Risorgimento nella celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, del quale saranno relatori Rocco Curcio (ex parlamentare del Pci ed ex presidente della Commissione lucani all’estero, ma ancora del giro) e il professor Giampaolo D’Andrea, esponente del Pd di cui è stato anche senatore.

Il costo? Robetta: almeno 50.000 euro. Dodicimila per le attività della Commissione lucani all’estero. Ventimila per coinvolgere gli “sportelli Basilicata” presenti in America Latina. Diciottomila per la partecipazione del dipartimento Agricoltura (presente per un progetto gastronomico). In tutto, 50.000 euro tondi. A parte – ma questo non si sa – eventuali altre spese non previste nel provvedimento.

Si conoscono i nomi di buona parte dei partecipanti: il presidente della commissione dei lucani all’estero Antonio Di Sanza; il componente della commissione Francesco Mollica (che è anche consigliere regionale); il dirigente generale del dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata Carmen Santoro; il dirigente Michele Brucoli; il professor Gianpaolo D’Andrea; il sindaco di Matera Salvatore Adduce;

l’attrice Valeria Vaiano del film “Mineurs” di Fulvio Wetzl; il dirigente dell’ufficio Internazionalizzazione della presidenza della giunta Rocco Romaniello. La decisione è contenuta in una delibera della giunta regionale – la n. 938 del 5 luglio scorso – votata dall’esecutivo al completo tranne l’assessore alla Salute Attilio Martorano che era assente. Il problema di fondo è: c’era proprio assoluto bisogno di questa spesa, adesso? O meglio: va bene partecipare alla settimana della Basilicata in Argentina – il legame con i lucani all’estero va mantenuto sempre e comunque – ma un paio di rappresentanti della Regione non bastavano? Il cittadino medio se lo chiede senz’altro, e si chiede se 50.000 euro spesi per proiettare un film, dare qualche cena e inaugurare una statua non siano classificabili sotto la voce “spreco di denaro pubblico”. La risposta ovviamente è lasciata al lettore. Che – di quando in quando – si trasforma anche in elettore. [rocco.pezzano @giornalelucano.it]


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rilevazione dei prezzi a Potenza Eurospar Carrefour piano San Nico- via del Gallila di Pietragalla tello

PRODOTTI

unità di misura

Caffè "Lavazza Qualità Rossa"

250 g

-

250 g 400 g 500 g 500 g 500 g 1 Kg 1 Kg 1 Kg 1 Kg 1 Kg 1 pezzo 1 Kg 1 Kg 1 Kg 1 Kg

1.39 1.94 1.50 7.50 3.29 1.19 0.79 1.49 -

Caffè "Kimbo macinato fresco" Biscotti "Gran Turchese" Colussi Lasagne all'uovo "Barilla" Lasagne all'uovo "Divella" Lasagne all'uovo "Granoro" Mortadella Fior di latte Pollo intero Bieta Radicchio Verza Clementine Mele Pere Noci Potenza - rilevazione del 03/11/2011

Criteri adottati per la rilevazione dei prezzi: • la rilevazione dei prezzi avviene nella città di Potenza; • i prodotti rilevati sono estratti dal paniere di “SMS Consumatori” (www.smsconsumatori.it) in modo da permettere al consumatore di verificare la “convenienza” o meno del prodotto; • per la pasta di grano duro vengono rilevate le seguenti marche: Barilla, Amato e Divella (tra queste viene individuata la marca che ha il prezzo inferiore); • il prezzo più basso di ciascun prodotto viene evidenziato; • i prodotti in offerta vengono specificatamente segnalati;

www.adocbasilicata.org

Dok c/da Tora

Dimeglio trav. R. Acerenza

Crai F.L. via Messina

Le Piramidi via della Siderurgica

A&O via Mantova

3.49

3.39

3.39

3.39

3.42

3.25

3.19 1.55 2.09 1.54 11.90 8.90 3.30 0.98* 2.98 0.98* 2.38 0.98* 1.98 -

2.89 1.69 1.99 1.39 1.55 8.90 7.90 4.50 1.79 4.99 1.59 1.19 1.59 2.69

2.49 1.75 2.19 1.49 1.44 8.90 8.90 1.39 1.50 0.89* 1.39 0.99* -

2.00* 1.79 2.08 1.75 8.79 7.99 3.99 1.99 1.49 1.49 1.49 1.89 -

2.00* 1.79 2.08 1.75 6.50* 7.50 4.20 1.69 6.59 0.99 1.45 0.99 1.39 3.99

2.98 1.69 1.99 1.49 1.59 8.90 7.30 3.80 1.39 1.39 1.99 0.99 1.19 -

in evidenza i prezzi più bassi - (*) prodotti in offerta • gli esercizi commerciali sono scelti tra quelli già inseriti nel progetto “Sms Consumatori”; • gli esercizi commerciali che intendono far parte del progetto di rilevazione possono farne richiesta alla sede di Potenza dell'ADOC Basilicata; • sul nostro sito www.adocbasilicata.org sono riportati tutti i prodotti e tutti gli esercizi commerciali oggetto della rilevazione; • l'ADOC Basilicata non riceve alcun compenso e/o contributo per tale attività in quanto svolta in maniera assolutamente volontaristica. Si ringraziano le attività commerciali per la continua disponibilità.


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Potenza Potenza, che bella città...

Fotografa la nostra città, i luoghi brutti, ma anche quelli belli, ed inviaci le foto ed un breve commento a: redazione@giornalelucano.it

Altra discarica abusiva a Bucaletto L’emergenza rifiuti sta diventando sempre più grave, le strade di Potenza sono sempre più spesso trasformate in discariche a cielo aperto, quello che eravamo abituati a vedere in tv lo stiamo vivendo in diretta. Senza volerci avventurare in ragionamenti politici circa la validità del piano provinciale dei rifiuti, lasciamo ai lettori valutare come i nostri politici hanno “lavorato” in questo settore, ci limitiamo a prendere atto che la città non è più quella dei decenni passati quando il sistema di raccolta dei rifiuti funzionava a meraviglia, le strade erano sempre pulite, le scarpate venivano periodicamente bonificate. Con l’aumento dei costi a carico dei contribuenti,la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani pagata dai potentini quest’anno s’è arricchita di una nuova voce (maggiorazione e addizionale ECA), non corrisponde un miglioramento del servizio e la popolazione deve convivere con emergenze più o meno frequenti e deve farsi capace che deve accontentarsi di quello che passa il convento. Bisogna però stigmatizzare il comportamento di una minoranza di potentini che continua a tenere comportamenti scellerati, non solo non provvede a differenziare i rifiuti domestici (non è raro constare che nei bidoni per i rifiuti “normali” vengono depositati vetro, carta che possono essere tranquillamente essere depositati negli appositi contenitori posizionati a fianco) continua a disperdere rifiuti d’ogni genere, dai pneumatici agli elettrodomestici ignorando che a Gallitello c’è l’isola ecologica dell’ACTA che raccoglie gratuitamente questo tipo di rifiuti. Non ha prodotto risultati l’iniziativa dell’ACTA che ha qualificato 6 suoi dipendenti facendoli diventare Ispettori Ambientali, sono passati due mesi dalla loro istituzione e non si hanno notizie di sanzioni comminate ne si nota un cambiamento di abitudini da parte di questi sciagurati concittadini che continuano a sporcare ed inquinare come prima. Un discorso a parte merita l’abbandono di rifiuti e sostanze pericolose, in questo caso il reato commesso da chi li abbandona è di tipo penale.

Raccogliamo la segnalazione di alcuni abitanti di Bucaletto che lamentano una situazione insostenibile per quanto concerne la pulizia del quartiere e il deposito di rifiuti un po’ dappertutto. Un caso particolare lo possiamo riscontrare all’ingresso di Bucaletto, all’uscita della Basentana, a poche decine di metri delle costruende “torri gemelle”, sulla destra, prima di

svoltare a destra, c’è uno slargo ove gli insozzatori usano depositare rifiuti d’ogni genere. Più volte in passato sono stati abbandonati rifiuti e masserizie che poi sono state rimosse. Ma non si fa in tempo a togliere porcherie d’ogni genere che nuovi rifiuti prendono il posto di quelli recuperati. Da circa tre mesi sono state depositate alcune lastre di eternit, sicuramente una vecchia copertura, poco più in la una

canna fumaria, anch’essa in eternit, sotto alcuni alberi un vecchio divano, non mancano i soliti pneumatici e sacchetti di spazzatura domestica. Non è uno spettacolo piacevole ma, soprattutto, c’è preoccupazione per le fibre d’amianto liberate dall’eternit, polveri che se respirate possono procurare malattie molto gravi. A pochi metri da questa discarica ci sono i prefabbricati e

sono gli occupanti delle “baracche” a chiedere con forza che si provveda a ripulire quell’area e a smaltire secondo le vigenti normative i manufatti d’amianto, anche se in cuor loro già sanno che gli impenitenti inquinatori torneranno a colpire.

VIVI-POTENZA

Vivere la città di Potenza. Proposte, proteste e suggerimenti. La piazza virtuale dei potentini. vivi-potenza.ilcannocchiale.it


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per lo spirito La vignetta di Mario Bochicchio

mariobochicchio.blogspot.com

di Maria De Carlo

Il dono del cielo all’umanità L’arte e gli artisti sono un dono prezioso del cielo all’umanità. Essi ci aiutano a vedere la realtà con occhi diversi. Tra i tanti artisti lucani e potentini, Patrizia Monacò “posseduta da un’incessante energia creativa”, come lei stessa ci racconta, ci permette di attraversare il mondo che ci circonda attraverso la profondità del nostro animo. In collaborazione con la libreria Ubik di via Pretoria (n.30) alcuni suoi quadri sono stati esposti in una Mostra dal titolo: “Rain on the rock”... pioggia sulla roccia. È stato possibile “viaggiare” nel nostro profondo mondo in compagnia di Monacò e lasciarsi bagnare da quella pioggia sulla roccia che “scivola e incide, scrive e canta... racconta cicli e metamorfosi – spiega l’artista - imprigiona tracce e culture... s’innalza e si sfalda, subisce erosioni climatiche e umane... Tra le rocce e il cielo si aggrappano smanie e sfide, ma il flusso incantatorio delle acque, ammonisce e rinfranca, accenna versi, sussurra arie atemporali... e l’uomo non vede, non ascolta... non sente... la pioggia sulla roccia...”. Monacò ci invita ad “ascoltare” e a “riflettere”. Ci invita a fare spazio dentro di noi e a trovare tempo per la contemplazione della vita. Monacò è l’artista del profondo ma è anche una persona amica, sincera, schietta e immediata così come la tecnica delle sue opere (il dripping), quel “gocciolare” dei colori su tela nella loro bellezza e profondità.I suoi sono toni intensi e

caldi così come ella considera la vita: “né bianca e né nera ma è fatta di tinte intermedie: opposizione di forze contrarie”. Apprezzata e stimata la si vede anche, con alcune opere, nella Galleria on-line Saatchi di Londra. Numerosi i confatti anche su Facebook. [maria.decarlo @giornalelucano.it]


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è successo sul pianeta Terra Londra Le 20enni guadagnano più dei loro coetanei Stop al divario retributivo tra uomini e donne in Gran Bretagna. Almeno tra i 20enni. Per la prima volta nella storia le donne tra i 22 e 29 anni guadagnano in media un po’ più di10 sterline l’ora. I coetanei un po’ meno. Oslo È la Norvegia il paese con meno diseguaglianze Lo dice il rapporto Onu sull’Indice di Sviluppo Umano (Isu). La Norvegia guida la classifica dei Paesi più “equi”, mentre gli Usa scivolano dal 4° al 23° posto. Il continente più “diseguale” per il reddito è invece l’America Latina. Salt Lake City Si ribalta camion, 20 milioni di api in fuga Un tir che trasportava 450 alveari, ciascuno con 45 mila api, si è ribaltato su un’autostrada nello Utah, negli Usa. L’autostrada è stata chiusaper ore per permettere agli apicoltori di recuperare le api fuggite, circa 20 milioni. New York Perfomance estrema: “Partorirò in vetrina” Marni Kotak ha deciso di trasformare la nascita del figlio in una performance:“The Birth of Baby X” (“La nascita di Baby X”). Ha trasformato il suo atelier in sala parto e darà alla luce il figlio “in vetrina”. Con lei ci sarà un’ostetrica. Montevideo Uruguay, primo resort “tutto incluso” per nudisti A 25 km daPunta de l’Este è stato inaugurato il Chihuaha Resort. È il primo hotel naturista (4 stelle superior) ad applicare la politica del “tutto compreso”, in Sudamerica. Clienti sono attesi da tutto il mondo.

Londra Gb, divorzi troppo cari. Arriva quello “fai da te” Il sistema consentirà alle coppie di divorziare e provvedere agli accordi per il mantenimento dei figli senza ricorrere ad avvocati o passare da un tribunale. Obiettivo: risparmiare sulle spese legali e snellire il lavoro della giustizia. Parigi Volume più basso per gli spot in tv In Francia le pubblicità dovrannoabbassare il volume. La decisione è del Consiglio superiore dell’audiovisivo (CSA): l’ente governativo riceveva una media di tre denunce a settimana dai telespettatori indignati. Mosca Ostriche e tv al plasma. Celle extra lusso per boss In un penitenziario della regione del Volga dentro le celle di due presunti capi mafiosi c’erano: tv al plasma, l’acquario, un bar con vodka e cognac d’importazione e un frigo zeppo di cibi costosi. Aperta un’inchiesta.

Trieste Crisi economica, imprenditore si denuda sul Corriere per protesta

Soltanto qualche settimana fa aveva fatto parlare la scelta di Diego Della Valle di acquistare una pagina su diversi giornali per protestare contro la classe politica italiana, ma ora un altro imprenditore, forse perché meno noto del patron della Tod’s, ha deciso di reinterpretare la protesta in una forma decisamente più d’effetto. Enrico Frare, titolare della E-Group, ha infatti comprato una pagina del Corriere della Sera ed ha posato nudo in un manifesto che intende dimostrare il disagio della categoria di fronte alla crisi economica. Lo slogan che accompagna la provocatoria fotografia, infatti, recita: “Ogni giorno in Italia un imprenditore rischia di rimanere senza mutande”. E Enrico Frare ha spiegato: “Per chi come me cerca di portare avanti il made in Italy la situazione non è più sostenibile. C’è chi mi chiede perché non delocalizzo: ma io voglio investire qui”. L’imprenditore, che opera nel settore dell’abbigliamento sportivo, ha poi denunciato: “Le banche anche a fronte di garanzie non concedono più nulla. La conseguenza sono meno investimenti in ricerca, sviluppo del prodotto, ritardi nella consegna e produttività in calo”. “Il governo – ammonisce infine Frare – deve muoversi subito per non rischiare la fuga delle imprese che hanno fatto la fortuna del nostro territorio”.

Pechino Cina, pubblicità sexy vietate su radio e tv Lo ha deciso una commissione statale che ha anche imposto regole più rigide sulla quantità degli spot in generale. Il nuovo regolamento restringe sempre di più qualsiasi forma pubblicitaria nelPaese. New Delhi India, il 60% delle donne non ha il wc in casa Il 58% di coloro che non hanno un gabinetto nel mondo vive in India, calcola l’Unicef. Il governo indiano ha denunciato che le più colpite sono le donne: il 60% deve fare i propri bisogni nei campi. Con gravi conseguenze per la salute. Pechino Steve Jobs sull’iPhone. Spopolano le cover false Boom di vendite in Cina per le false cover degli iPhone con le immagini di Steve Jobs, il fondatore della Apple morto di cancro lo scorso 5 ottobre. Costano dai 20 ai 198 yuan, ovvero dai 3 ai 25 euro.


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dall’8 al 21 novembre 2011

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...e noi paghiamo

La “casta” stampata mangiasoldi Lo Stato Italiano non ha soldi e taglia. Taglia su pensioni, stipendi, sanità, aiuti sociali, sicurezza: taglia su tutto, ma non sui contributi per l’editoria. Ogni anno centinaia di milioni di euro (nostri) vanno nelle tasche di pochi editori, di destra e di sinistra, laici e cattolici, padani e persino stranieri, l’mportante è che siano “amici” di qualche politico. Così anche quest’anno tutti noi pagheremo una parte di tasse per finanziare giornali che non leggeremo mai. Assurdo: Giornale Lucano lo leggi e non lo paghi, queste testate invece le paghi e non le leggi! IL PAESE DEI FURBI Per questi editori, sovvenzionati da noi, il rischio d’impresa non esiste, lo Stato gli rimborsa fino anche al 60% dei costi. Sono testate giornalistiche che Contributi dello Stato relativi all’anno 2010 (in euro) senza cospicui e continui aiuti non reggerebbero mai il tra, l’importante è alzare i mercato. E a questi soldi toni in modo da confondere bisogna poi aggiungere i lettori, farli diventare “tifoquelli elargiti indirettasi”, allontanarli da scomode mente: pagine pubbliverità. Il nostro paese è un citarie per centinaia di esempio unico di commistiomilioni di euro vengone tra politica, affari e inforno comprate su questi mazione, così le lobby, legate giornali da enti e società ai partiti, riescono ad esercicontrollate dalla politica tare un controllo totale. IL GIORNALE LUCANO o che dai politici devono NON TI COSTA NULLA avere determinati favori. STAMPA: LA LIBERTA’ NEGiornali e giornalisti per- E NON PRENDE CONTRIBUTI GATA dono così ogni autonoL’Istituto statunitense PER L’EDITORIA mia e il loro fine diventa Freedom House da anni stiurlare “informazione di la la classifica dei paesi dove parte”, l’una contro l’alla stampa è più libera. E da

SENZA COSTO SENZA CASTA

anni l’Italia è sempre inserita tra i paesi a “parziale libertà” di stampa, equiparata a molte nazioni africane. I GRANDI PROFESSIONISTI DEL CONTRIBUTO PUBBLICO Guardando la classifica dei giornali più finanziati appare subito evidente che sono proprio quelli che si riempiono la bocca di parole come libertà, giustizia, democrazia. Mancano nella classifica dei più finanziati i giornali Libero e Il Riformista, che negli anni precedenti erano tra i primissimi posti per soldi “succhiati”. Le due testate, entrambe ricollegabili al senatore Antonio Angelucci, dovranno restituire i circa 43 milioni di euro di contributi percepiti negli anni 2006-2010, per aver omesso informazioni relative al loro assetto societario. Altro senatore legato alle provvidenze per l’editoria è Giuseppe Ciarrapico, editore di alcune testate diffuse nel centro Italia: secondo la Corte dei Conti avrebbe percepito indebitamente 45 milioni di euro di contributi pubblici per l’editoria. SOLDI (NOSTRI) PER TUTTI Quest’anno la medaglia d’oro

come la testata meno indipendente va a L’Unità, giornale famoso anche per aver stipendiato profumatamente giornalisti che scrivevano 1 articolo ogni 2 mesi. Nemmeno La Padania disdegna i circa 3 milioni e mezzo di euro che arrivano da “Roma ladrona”. Così come Il Foglio di Giuliano Ferrara, un vero gioiello in fatto di legami tra politica e informazione. Solo 2 milioni e mezzo di euro invece per l’ormai famoso Valter Lavitola e il suo L’Avanti. Niente male anche i comunisti de Il Manifesto a cui sono andati più di 3,7 milioni di euro Tra le varie testate finanziate degne di cronaca, non fosse altro che per l’originalità, troviamo anche Romanista (giornale che parla della Roma calcio), Chitarre, Motocross, Mare e Monti, Sabato sera, Corriere canadese, Primorsky Dnevnik (quasi 3 milioni di euro), Suono Stereo Hi fi, Distribuzione carburanti, Car audio e Fm, Buddismo e società, Lampade viventi nella Chiesa, Italia ornitologica. Tutti giornali che paghiamo anche noi. [Stefano Carugno]


GiornaleLucano.it - 2011-11-08 - N°12