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Leonardi Editore

Fondato nel 1976

Il PM chiede l’ergastolo per l’augustano Gianfranco Bari

Mensile d’informazione e cultura Numero 39 - Anno XI

Anche l’AIAS rischia di chiudere Tassa sulla spazzatura aumenta dell’85%

Direttore Giorgio Càsole Anno XI Numero 39 Marzo 2011

€ 1,50

Carnevale 2011, Carnevale fai da te

AUGUSTA

DALLA A ALLA Z A CURA DELLA ASSOCIAZIONE

AUGUSTA PHOTO FREELANCE Inserto fotografico da staccare e conservare - n. 2

L’HANGAR


Sommario 3 Editoriale 4 Il PM chiede l’ergastolo per l’augustano Gianfranco Bari 5 Il ricordo dei funerali 6 Intervista al comandante Claudio Russo 8 Anche l’AIAS rischia di chiudere 9 Clamoroso: evasione dal penitenziario di massima sicurezza 10 Municipio restaurato, a quando il trasloco? 11 Consiglio comunale, quanto ci costi e... quanto rendi 12 Tassa sulla spazzatura, aumento dell’85% 13 Evasione per 15 milioni di euro 14 Paolo Amato contro il governatore Lombardo 15 Inserto fotografico APF 19 Crisi libica 20 Crisi libica 21 Crisi libica 22 Arsenale militare 24 Carnevale fai da te 26 Bambini dal cuore grande 28-29 Cronaca cittadina 30 Opinioni

Sommario

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MERCATO IMMOBILIARE

Intervista a Carmelo Lodin Cofondatore Intesa Immobiliare

GdA: dobbiamo ritenere che in futuro i giovani avranno sempre maggiori difficoltà per l’acquisto di una casa? Carmelo Lodin: al contrario, anzi, arriva il mutuo agevolato per le giovani coppie che vogliono acquistare la prima casa per un importo massimo di 200.000 euro. Il governo garantirà la metà della quota capitale purché non superi i 75.000 euro. Ecco i requisiti necessari per poter usufruire delle agevolazioni: – L’età di entrambi i componenti della coppia deve essere inferiore ai 35 anni – Il reddito complessivo della coppia non deve superare i 35.000 €. Inoltre non più del 50% del reddito complessivo deve derivare da un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. – La coppia non deve essere proprietaria di altre case. – L’immobile da acquistare deve avere una superficie inferiore ai 90 mq. GdA: grazie, questa è una notizia che farà piacere a molti nostri lettori e sarà per noi un piacere continuare ad informarli su questa materia di non facile lettura, alla prossima.

Periodico di interesse cittadino e dintorni Anno XI - Numero 39 - Marzo 2011 Direttore responsabile : Giorgio Càsole Fotocomposizione, impaginazione e stampa HI-TECH s.r.l. - Via XIV Ottobre, 76 - Augusta Tel. 0931.976311 - Fax 0931.973061 - hitechsrl@chd.it Inserti fotografici a cura APF Chiuso in tipografia il 16-03-2011 I pezzi non firmati si intendono del direttore e-mail: giornalediaugusta@chd.it Facebook: giornale di augusta LEONARDI EDITORE


Editoriale

È

durato cinque mesi il giallo della scomparsa di Francesca Ferraguto, giovanissima convivente di Gianfranco Bari, separato dalla moglie e con tre figli a carico che, però, vivevano con i genitori di lui. I due conviventi abitavano in un appartamentino del popolare quartiere di Via Lavaggi, non lontano dall’abitazione dei genitori della ragazza. Vi hanno vissuto per quasi due anni, da quando, cioè, avevano deciso di rendere praticamente ufficiale la loro relazione, una relazione vissuta nel solco della litigiosità. Le burrasche, come hanno testimoniato parenti e amici, erano provocate dal temperamento geloso di lui, che, probabilmente, non sopportava il fatto che Francesca potesse ricevere sguardi e complimenti sul posto di lavoro, dietro il bancone di un bar negli ultimi tempi. La sera del 25 maggio 2009 Bari accompagna Francesca dall’estetista, la riprende dopo qualche ora, e poi insieme mangiano un panino fuori casa. Questo il racconto di Bari agl’inquirenti, ai quali, in un primo momento, sostiene che lui era andato a farsi la doccia e aveva sentito sbattere violentemente la porta di casa. “Francesca era uscita”. I genitori non avendo notizie da giorni, denunciano la scomparsa. Le indagini si mettono in moto. Viene allertata anche Federica Sciarelli, la conduttrice del popolare programma televisivo Chi l’ha visto?, che manda in onda sùbito una scheda con la foto della ragazza. Intanto Bari dice di ricevere messaggi da Francesca sul suo telefonino. Il 9 luglio l’auto di Francesca viene ritrovata nei pressi della stazione di Catania, con le chiavi appese nel cruscotto. Arrivano altri messaggi. Francesca sarebbe viva e vorreb-

be starsene per i fatti suoi. Bari si fa intervistare da Chi l’ha visto?, che manda in onda, il 14 settembre, un altro annuncio. Lui appare affranto e innamorato. Addirittura manda in Facebook un avviso agli amici per ritrovare Francesca e mette in rete, con tanto di accompagnamento musicale, una serie di foto che lo ritraggono nei momenti felici passati con la ragazza. È tutta una messa in scena, che il pubblico ministero, Manuela Cavallo, non manda giù e

ordina ai carabinieri di non mollare la presa su Bari. Il quale, la tragica sera del 25 maggio, dopo l’ennesimo litigio, lascia morta a terra la ragazza e per sbarazzarsi del corpo non trova di meglio che usare la sega elettrica per farla a pezzi, rinchiudere i pezzi nei sacchi neri della spazzatura

e seppellire questi in una fossa profonda scavata in un terreno rurale di contrada Pezzagrande, nel territorio di Augusta, città natale dei due, dove mai s’era registrato un tale efferato, atroce fatto di sangue. A tradire Bari è stato l’uso di una sim card del telefonino di Francesca da lui inserita nel proprio telefonino. Attraverso accurate indagini, i carabinieri hanno scoperto l’errore, senza il quale, probabilmente, il giallo non sarebbe stato risolto, giacché Bari ha confessato senza reticenze, indicando il luogo del seppellimento del cadavere dilaniato, solo dopo che la Cavallo gli ha fatto capire che era stato scoperto grazie alla sim card. È stato trovato nel casolare di cam-

pagna il telefonino di Francesca, che Bari aveva usato per mandare i messaggini a sé stesso, ai genitori di lei e a un sottufficiale dei carabinieri che indagava sulla scomparsa. Il delitto perfetto non esiste. Per fortuna.

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Cronaca

Il pm chiede l’ergastolo per l’augustano Gianfranco Bari

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a sera del 25 maggio 2009 ebbe con lei un ennesimo aspro litigio finito con la morte di lei, a causa delle violenti percosse di lui. Stiamo parlando di una coppia augustana: Gianfranco Bari lui, Francesca Ferraguto lei, conviventi da quando lui s’era separato dalla moglie. Vivevano in un appartamento da loro stessi acquistato grazie a un mutuo sottoscritto da entrambi. La responsabilità del mutuo è stata una delle ragioni dei frequenti litigi della coppia. Bari, infatti, ha dichiarato agl’inquirenti che Francesca faceva uso di cocaina, per comprare la quale intaccava il patrimonio familiare, indispensabile per vivere e, appunto, per pagare le rate del mutuo. L’altra non meno importante ragione di litigio era l’odio che, a detta di Bari, la giovane

donna provava per i figli di lui, avuti dalla moglie da cui era separato, che Francesca non voleva in casa. La sera del 25 maggio la lite era stata più furibonda delle altre, tanto da provocare la morte di Francesca. Gianfranco Bari, preso dal panico, per non rivelare le cause della morte, il retroscena dell’evento, dopo una lunga riflessione, decise di segare il corpo della giovane donna e di seppellire i pezzi, divisi in sacchi neri di plastica, in un terreno di proprietà dei genitori in una contrada di campagna nei pressi di Brucoli. Per depistare ogni ricerca della ragazza da parte dei genitori di lei e degl’inquirenti, Gianfranco Bari inscenò addirittura una recita per il popolare programma Chi l’ha visto? Di RAITRE, simulando la

parte del fidanzato abbandonato. Per tre mesi Bari è riuscito a fingere finché, a causa di un errore, è stato scoperto dai Carabinieri e, messo alle strette, sùbito ha confessato e ha fatto rinvenire il luodo dov’era sepolto il cadavere fatto a pezzi. Il processo si sta svolgendo a Siracusa. Il pubblico ministero, Antonino Nicastro, al termine della sua arringa, ha chiesto per Gianfranco Bari il massimo

della pena, l’ergastolo. Dopo l’arringa dei difensori, la Corte d’Assise si riunirà in camera di consiglio per decidere la pena.


Cronaca

I

l 28 novembre 2009, nella piccola chiesa di S. Lucia, nella zona cosiddetta Borgata, in Augusta, sono stati celebrati i funerali della sfortunata 22enne Francesca Ferraguto, data per scomparsa volontariamente alla fine dello scorso mese di maggio e, circa quaranta giorni dopo, scoperta cadavere, cadavere squartato, però, i cui pezzi erano seppelliti in alcuni sacchi di spazzatura nei pressi di un casolare di proprietà della famiglia di Gianfranco Bari, il truce macellaio che l’ha fatta a pezzi dopo averla uccisa, in sèguito a una violenta lite, nell’abitazione di Via Lavaggi, dove i due convivevano da circa due anni. Fino a qualche giorno prima dei funerali, si vedevano ancora i fiori, ormai secchi, che

Il ricordo dei funerali Quando la madre le dava l’ultimo addio qualche anima sensibile aveva lasciato davanti al portone d’ingresso della palazzina, come succede in tutti quei luoghi dove vengono compiuti efferati delitti. Sul campanello si leggevano ancora i nomi dei due conviventi: Francesca Ferraguto-Gianfranco Bari, seppure il biglietto con i nomi era lì lì per staccarsi definitivamente. In quell’appartamento l’assassino reo confesso aveva inscenato una vera e propria recita, nel mese di settembre, davanti alle telecamere di Chi l’ha visto?, il popolare programma televisi-

vo di RAI3, che sùbito aveva dato notizia della scomparsa della povera Francesca. Bari aveva già ucciso, sezionato, diviso e seppellito quando rilasciava l’intervista, illudendo ancora i genitori che non trovavano pace. Larghissima la partecipazione della gente ai funerali. Straziante il commosso addio della madre, continuamente rotto dal pianto. Chiuso nel dolore

il padre sorretto da alcuni amici. Camminava a stento, anch’egli affranto e angosciato, il fratello più giovane. All’uscita dalla chiesa, il feretro è stato più volte sollevato in alto dai quattro portatori e gli applausi sono scaturiti scroscianti . Molti i volti delle donne rigati dalle lacrime.

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Interviste

Intervista al capo dei piloti del porto, Comandante Claudio Russo

Il porto di augusta ha bisogno di progettualità

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el giugno 2010, pochi mesi prima d’essere trasferito a Roma, il comandante Salvatore Gravante, palermitano di origine, che comandava allora la capitaneria di Augusta, affermò pubblicamente, nell’auditorium di palazzo San Biagio, che il porto di Augusta “è al quinto posto in Italia nella classifica dei porti internazionali”. Nel settembre 2010, pochi giorni prima di lasciare il comando, durante una conversazione privata, avvenuta nei locali dell’Autorità portuale, dopo un’affollata conferenzastampa, il comandante Gravante, per evidenziare l’importanza del porto di Augusta, osservò che, se per ipotesi, si bloccasse l’attività all’interno del porto (come effettivamente avvenne il 28 dicembre 1960), non sarebbe possibile rifornire di carburante un terzo d’Italia. Sui problemi di questo porto complesso, porto petrolifero, porto militare, porto commerciale, abbiamo voluto ascoltare il parere autorevole

di un altro comandante, il capo dei piloti del porto, Claudio Russo, non nativo di Augusta, come Gravante, ma augustano ormai a tutti gli effetti, che questo porto conosce molto bene e che può

tranquillamente stabilire le differenze, mettere in risalto le peculiarità, indicare le lacune. - Da trent’ anni noi diciamo: ”Porto commerciale di Augusta”; ma è veramente porto commerciale o è solo una speranza? “ Penso che il problema principe del porto di Augusta sia la mancanza di progettualità. Per tan-

ti anni è stato considerato un porto prettamente petrolifero, giustamente; la sua attività era dedita ai prodotti petroliferi e ai derivati dei prodotti petroliferi. Ora, con trent’ anni di politiche di risparmio energetico, è facile intuire che il fabbisogno dei prodotti petroliferi va via via scemando. In più, la coscienza ecologica comporterà che determinati tipi di lavorazione, diciamo tra virgolette: “sporche” verranno demandate al terzo mondo in completa deregulation. Ecco perché il porto ha bisogno di progettualità: cioè dovrà essere assolutamente riprogettato e ripensato nella sua totalità, sia strategicamente, sia per la meravigliosa posizione “onfalica”, centrale, nel Mediterraneo. Nessun porto ha una posizione simile. L’altra ricchezza di questo porto è la rada, una rada veramente unica: le navi non hanno bisogno di aspettare fuori il posto di ormeggio, ma possono entrare e rimanere all’ancora in piena sicurezza.” -Il “ma” è La famosa burocrazia italiana? “Sì, la burocrazia che ostacola la progettualità. Ci vorrebbe qualcuno che ci dicesse cosa dobbiamo fare di questo porto con la sua posizione. Oggi i trasporti via mare avvengono prettamente per mezzo di containers, per esempio il porto di augusta potrebbe diventare l porto hub del Mediterraneo, cioè “perno” con tutto lo shipping, il traffico marittimo, che fa capo ad Augusta. Le grandi navi porta container che vengono dall’estremo Oriente attraccano in porto, scaricano i loro containers pieni , imbarcano i containers vuoti per ripartire alla


Interviste

volta dell’estremo Oriente. Arrivano, poi, le navi più piccole per la distribuzione capillare in tutti i porti del Mediterraneo. Fra quanto tempo potremo realizzare questa cosa, purtroppo, non si sa. “ -Ma le banchine del porto commerciale sono attrezzate per questo? “Sì, ma progettate più di trent’ anni fa, quando le navi porta containers erano lunghe sui 100-150 metri. Ricordo che all’epoca ancora si doveva decidere se il futuro del trasporto via mare sarebbe stato tramite navi porta container o navi lashing cioè, grandi navi bacino che al loro interno rimorchiavano chiatte cariche di merci. La nave poteva avvicinarsi al porto, lasciare le chiatte semoventi cariche e accogliere le chiatte vuote in attesa nel porto stesso. Questo tipo di trasporto è stato sperimentato dagli statunitensi, ma non ha avuto grande fortuna. Invece con le navi porta containers si poteva fare lo stesso servizio, parcellizzando di più le merci”. - Circa venti anni fa intervistai l’allora ministro della Marina Mercantile, Vizzini, nostro conterraneo, il quale rimase stupito del fatto che nel porto ci fosse un problema doganale e Malta faceva allora concorrenza ad Augusta. Da allora la situazione non è cambiata! O no? “Malta ha una posizione invidiabile nel Mediterraneo. Sebbene sia un’isola, Malta si “muove” più rapidamente, poiché per i maltesi si tratta veramente di un problema di sopravvivenza. In particolar modo hanno ve-

locizzato il bunkeraggio (rifornimento del combustibile alle navi) che loro effettuano in mare aperto senza nessun controllo. Hanno realizzato terminal per porta container, e da questo punto di vista sono da ammirare, mentre il nostro porto, progettato da tanti anni, è nato già vecchio.” -Ora abbiamo un’autorità portuale che ha costruito un mega palazzo. Qui sorge una domanda: che deve fare l’autorità portuale? Che compiti ha? “Ancora assolutamente: ”progettualità”, cioè proporre un nuovo piano del porto che comprenda nuove banchine porta container, dimensionate adeguatamente e con fondali di almeno 15 metri. Noi li abbiamo questi fondali, però non abbiamo le banchine adatte per i nuovi giganti del mare, dopo di che destinare quello che già esiste ad altri compiti: per esempio merci varie.” -Oggi abbiamo fatto questo giro in porto per un’ emittente siracusana e abbiamo visto il porto pieno di navi, però normalmente ci sembra che il porto sia impoverito quanto a numero di navi. “Questo è un po’ da valutare: innanzi tutto le navi sono diventate molto più grandi, di conseguenza vi è una diminuzione del numero, in quanto trasportano più carico in meno viaggi. Poi la burocrazia, sebbene prima ne abbiamo parlato male, si è sveltita e parecchie pratiche, che prima erano principalmente cartacee, oggi si svolgono per via telematica, riducendo così

i tempi di attesa in rada, realizzando così maggiore sicurezza in quanto più le navi sono distanti fra di loro, più si ha tempo di intervenire per evitare, in caso di tempo cattivo, che vadano a collidere l’una con l’altra.” -Ci sono altre possibilità: per esempio, il porto potrebbe mai diventare un porto turistico? “ No, però potrebbe assolutamente far parte di un sistema portuale: abbiamo, a nord, Catania che ha una vocazione commerciale e un atteggiamento, malgrado gli spazi acquei ristretti, decisamente aggressivo. A sud, abbiamo Siracusa, porto turistico meraviglioso in cui stanno lavorando per riqualificare le banchine, però quando finiranno questi lavori non si sa.” Càsole: -Potrebbero venire qui alla “fonda” le grandi navi passeggeri? “Anche non alla “fonda”. Potrebbero attraccare al porto commerciale. Abbiamo già messo qualche nave passeggeri a quelle banchine, dove attendevano i pullman per far effettuare ai turisti gite nei siti di grande interesse archeologico che abbiamo nei dintorni. “ -Come mai non ne vengono più spesso? “Io sono un addetto alla sicurezza dei traffici, e lavoro su indicazione della capitaneria di porto. Sono gli operatori del settore che devono fare richiesta per questo tipo di traffico. Comunque isono fiducioso. Sono trent’ anni che vivo qui ad Augusta, mi sono innamorato di Augusta fin dal primo momento, ho anche sposato una ragazza di Augusta, mio figlio vive ad Augusta; di conseguenza vorrei lasciare il porto, quando andrò in pensione, un po’ meglio di come l’ho trovato per ciò che concerne il mio compito.” -Ce lo auguriamo anche noi. Grazie.

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Dalla parte dei cittadini

Anche l’AIAS rischia di chiudere

Si tratta d’una benemerita associazione, con una struttura ospedaliera, costata circa un miliardo di vecchie lire, che cura 350 disabili

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n’altra benemerita struttura sanitaria ad Augusta rischia la chiusura entro il prossimo aprile? Licenziamento collettivo dei quarantaquattro dipendenti del centro Aias di Augusta? Come si ricorderà, il centro, che un paio d’anni fa si è trasferito in una sede costata un miliardo di vecchie lire, si dedica da quasi quarant’anni alla cura dei disabili. Una lettera, datata 7 febbraio, del commissario del centro, il ragusano Giovanni Blundo, alle rappresentanze sindacali annuncia “la chiusura del centro Aias di Augusta” e il conseguente licenziamento collettivo di tutti i dipendenti. Questi ultimi affermano di non avere ricevuto a casa nessuna comunicazione di licenziamento. Alla base del grave provvedimento è pesante situazione debitoria dell’associazione nei confronti di INPS (di oltre tre

milioni di euro), che comporta il mancato ottenimento del DURC (Documento unico di regolarità contributiva), un documento che attesta i contributi regolarmente versati all’INPS e all’INAIL, indispensabile per partecipare a tutti gli appalti e subappalti di lavori pubblici. In provincia sono centinaia, ormai, le aziende private che hanno problemi con questo documento, nella zona industriale sono tante le aziende che lavorano per lo Stato e per gli enti pubblici sono in difetto con i versamenti per mancanza di liquidità, magari perché attendono i pagamenti da enti pubblici che troppo spesso pagano anche con anni di ritardo. Nel caso dell’Aias c’è dell’altro; si parla insistentemente, infatti, di una nuova associazione con sede a Catania pronta a rilevare il tutto. I sindacati, più volte, hanno denunciato appariscenti irregolarità nei bilanci dell’ AIAS che è un’associazione senza scopi di lucro, per esempio

con somme impegnate in fondi di investimento. Il comitato di genitori dei disabili , formato da 80 associati e da altri che non riescono a ottenere lo status di soci, da anni si batte per una migliore condizione di vita dei propri familiari: circa trecentocinquanta sono gli assistiti dall’AIAS, con vari problemi disabilità, fra grandi e piccoli. Recentemente questi genitori hanno affermato che “stanno colpendo la sensibilità di noi genitori con continue minacce di chiusura, una situazione che ci getta nello sconforto più totale”. Per tale ragione hanno inviato una lettera al prefetto, tramite il commissariato di polizia di Augusta, per chiedere un autorevole intervento del rappresentante dello Stato sul territorio. Per ora, il prefetto di Siracusa tace. Per quanto tempo ancora? Cecilia Càsole


Cronache sindacali

Durissima denuncia dei sindacalisti della polizia penitenziaria

Clamoroso: Evasione dal penitenziario di massima sicurezza

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elle prime ore del pomeriggio del 4 marzo, prima evasione di un detenuto dalla casa di reclusione di Augusta, considerato un penitenziario di massima sicurezza, il più eclatante dei fatti che, certamente, se fossero state ascoltate le richieste di aiuto più volte annunciate dai sottoscritti responsabili di organizzazioni sindacali si sarebbe potuto evitare. A evadere dal penitenziario è stato un detenuto, Walter Pitzanti di anni 40, lavorante della zona esterna al muro di cinta, nei confronti del quale erano previsti controlli saltuari. Appena è scattato l’allarme tutto il personale di polizia penitenziaria, anche libero dal servizio, si è mobilitato alla ricerca dell’evaso ricercandolo su tutto il territorio augustano (soprattutto in aperta campagna), nel siracusano e in svariate zone della città di Catania, ma purtroppo senza particolari novità sul fuggitivo. Rabbia e amarezza nel volto di tutti gli operatori della polizia penitenziaria del comando di Augusta, che non avrebbero mai voluto sentirsi tirare in causa per un fatto simile. La carenza di organico (circa 120 poliziotti in meno) e la rilevante precarietà strutturale (da sempre denunciata all’amministrazione penitenziaria e alla autorità politiche e territoriali competenti) sono il principale motivo per cui possano accadere tali sconvenienti episodi, fatti che rischiano di essere strumentalizzati da taluni non addetti ai lavori, i quali, non conoscendo la reale situazione delle carceri e la reale dinamica dei fatti in questione, s’inventano la qualunque cosa per far notizia, anche facendo assurde ipotesi che rasentano l’ille-

galità (su questo saremo molto attenti e se del caso avvieremo ogni utile intervento legale a difesa dell’immagine del personale di polizia penitenziaria). Non permetteremo a nessuno, autorità comprese, di addossare colpe agli operatori della polizia penitenziaria che, stando alla situazione generale, non potrebbe che essere esente da responsabilità. Siamo stanchi di ripetere che, per mantenere a un livello di sufficienza le attività e parallelamente la sicurezza degli istituti penitenziari, ogni struttura deve essere dotata costantemente di un numero adeguato di personale di polizia, oltreché di una sufficiente disponibilità di mezzi e strumenti di controllo, utili, altresì, a ottimizzare tutto il sistema. Siamo stanchi e indignati dalla mancanza di ascolto fino a ora manifestata dall’amministrazione penitenziaria alle nostre innumerevoli grida d’aiuto. Siamo turbati dal disinteressamento totale della politica, soprattutto territoriale, verso i problemi principali che affliggono le carceri (strutture fatiscenti, carenza di organico della polizia Penitenziaria e sovraffollamento insostenibile). Siamo altresì scoraggiati dal fatto che anche il prefetto non abbia mostrato particolare interesse verso una questione, quella delle carceri, nell’occasione della casa di reclusione di Augusta, che si ricorda ospita circa 700 detenuti, oltre agli operatori (una città nella città), quindi meritevole di attenzione da parte di tutti, indistintamente. Troppe volte siamo stati umiliati con la mancanza o scarsezza di risposte da parte di chi, invece, ha il dovere di porre rimedi ai problemi denunciati. Per questi motivi, dichiariamo ufficialmente lo stato di agitazione di tutto il personale di polizia penitenziaria degli istituti presenti sul territorio siracusano. G .Timonare -   M. Santoro-  C.Mandolfo -  S. Bongiovanni -  M. Di Carlo - A.Scarso - S.Alota

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Monumenti

Municipio settecentesco restaurato, a quando il trasloco?

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opo sei anni circa (cinque anni e nove mesi, per la cronaca), la vecchia sede del municipio è stata liberata da ogni impalcatura e il settecentesco palazzo appare in tutto lo smalto che aveva perduto nel corso di quasi tre secoli, anche se negli anni scorsi la facciata era stata sottoposta a discutibili lavori di restauro. La durata dei lavori è stata così lunga perché era indispensabile mettere in sicurezza il palazzo dopo i danni subìti a causa del terremoto del 1990, archiviato come “il terremoto di S. Lucia”, perché avvenne la

notte del 13 dicembre, giorno in cui la Chiesa celebra il martirio di Santa Lucia, patrona di Siracusa. Il palazzo fu costruito quasi vent’anni dopo un altro terremoto, il terribile terremoto del 1649, che distrusse la Sicilia Orientale, da Messina a Ragusa. Nel secolo successivo i lavori furono completati. Durante il periodo natalizio sono stati conclusi i lavori di consolidamento e restauro. Sono stati completati gli interni, gli impianti, l’installazione dell’ascensore, il moderno archivio. Adesso il palazzo dovrà essere sottoposto a pulizia da cima a

fondo, poi potrà essere effettuato il trasloco. Ci sarà spazio per gli uffici e per la rappresentanza, sarà nuovamente disponibile il salone con affreschi e parati degni di una sala teatrale qual era fino al1919. Ricordiamo che i lavori sono partiti nel febbraio del 2005 con fondi della legge numero 433 del post terremoto, circa 2 milioni e 500 mila euro. Al centro del cornicione superiore esterno,in un arco , è stata reinstallata l’aquila sveva concessa da Federico II per la fedeltà dimostrata dalla città nelle varie fasi del suo regno. Sotto tale cornicione e per tutta la larghezza dell’edificio si può leggere la scritta: “URBS REGALIS AUGUSTA VENERANDA


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FIDELIS”cioè “La città regale di Augusta degna di venerazione da parte dei cittadini” a testimonianza della considerazione imperiale. Al primo piano sulla parte destra della facciata è sta-

ta ripristinata la Meridiana, un orologio perpetuo solare, che segna le ore e i mesi dell’anno. Questo impianto ricorda un’ eclissi totale solare avvenuto il 22/12/1870 della durata di 111

secondi che fu osservato da molti studiosi e scienziati arrivati in città per l’occasione da tutte le parti del mondo. Giulia Càsole

Consiglio comunale, quanto ci costi e… quanto rendi?

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ei giorni passati, mettevamo in luce il costo complessivo, in termini economici, del Consiglio comunale augustano. Riportavamo tout court la relativa determina dirigenziale (n°139 del 2011), senza aggiungere commenti o critiche, al fine di lasciare al lettore le prime valutazioni a caldo. E in tanti, tra il nostro portale e facebook, avete espresso la vostra opinione. Alcune delle quali, per certi versi, molto severe. Per qualcuno, 61,65 € di gettone di presenza per ogni “effettiva partecipazione” alle sedute di Consiglio e alle commissioni (tralasciando l’indennità di funzione spettante al Presidente) sono sembrati troppi. Per altri adeguati o, addirittura, pochi. Ma, la maggior parte di voi, si è soffermata soprattutto su un punto che, a dire il vero, speravamo sin dall’inizio giungesse alla vostra attenzione: il costo del civico consesso è proporzionato alla sua produttività? O, meglio, quanto rende alla comunità locale, questo consiglio comunale, in termini di impegno profuso su temi e le problematiche cittadine, rispetto agli oneri economici affrontati per mantenerlo? www.studentinonindifferenti.it


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Tassa sulla spazzatura aumentata quasi clandestinamente dell’85%

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li augustani stanno ricevendo le bollette relative al pagamento della tassa dei rifiuti per l’anno 2009 con l’assurdo aumento dell’ 85% circa. Non possiamo non denunciare lo scandalo di un consiglio comunale che non sa fare il proprio mestiere. Tutti i consiglieri, di maggioranza e d’opposizione, sono caduti dalle nuvole quando hanno saputo dell’ aumento, come se l’atto fosse stato votato solo dalla giunta e non anche da tutto il consiglio comunale anche se subdolamente nascosto fra le pieghe del bilancio di previsione 2009. Questo il commento di Enzo Inzolia e Mimmo Di Franco del movimento “L’Altra Augusta” sulla vicenda degli aumenti della Tarsu che hanno provocato una vera levata di scudi contro il sindaco e l’amministrazione comunale. “All’incredulità dei primi momenti” - afferma il movimento –“ si sta sostituendo la rabbia crescente dei cittadini per un aumento così vistoso. Nessuno vuole esimersi dal pagare le tasse, a patto che siano giuste e si riceva un servizio. In questo caso, ironia della sorte, le bollette sono arrivate quando gli operatori ecologici erano in sciopero, per il mancato pagamento degli stipendi arretrati. La delibera di giunta numero 136 del 24 aprile 2009, firmata dal sindaco e all’unanimità da tutti gli assessori”, - spiega Inzolia –“ ha aumentato tale tassa per coprire i costi del servizio al 100%. Nulla di sbagliato se non fosse per il fatto che dal 2004 non si è provveduto all’adeguamento graduale e sostenibile dapprima certa-

mente per incapacità e incoscienza amministrativa e, in tempi di campagna elettorale, per non indispettire i possibili elettori. Questa è la prova provata del terrore che l’amministrazione ha ad affrontare le enormi sacche di evasione che ci sarebbero, specie in capo a entità che negli anni avrebbero accumulato debiti milionari. Si preferisce aggredire i deboli, è più facile! Appare evidente che la maggioranza

arrivano bollette salatissime, i consiglieri comunali cadono dalle nuvole (anche se a composizione sempre più variabile) vota bovinamente quanto propinato dall’amministrazione e che l’opposizione non sa leggere i documenti e si accoda acriticamente”. A tali denunce il sindaco Carrubba ha risposto con questa lunga nota: “L’aumento della Tarsu, la cui bollettazione è proprio in questi giorni in distribuzione da parte della Serit, merita alcuni chiarimenti anche in virtù della ridda di voci e accuse, molte delle quali qualunquiste e demagogiche, che si sono mosse nei confronti del sindaco, dell’amministrazione e del consiglio comunale. Sarebbe bastato fare un sereno e oggettivo riscontro della complessa normativa, e in particolare delle leggi regionali e delle circolari

a chiarimento, per rendersi conto che in capo ai comuni verte ormai da tempo l’obbligo di coprire integralmente il costo del servizio di raccolta rifiuti, spazzamento e conferimento in discarica, e che la mancata copertura comporta sanzioni a carico degli amministratori, sindaco e amministrazione comunale, con il commissariamento da parte della Regione Siciliana, oltre alla contestazione delle responsabilità di ordine penale e contabile per danno alle casse comunali. Sino al 2008 il Comune di Augusta ha operato secondo quanto prevedeva la precedente normativa, che imponeva la copertura del costo del servizio “almeno al 50%”, proprio per non pesare oltre misura sulle tasche dei cittadini. Nel frattempo è stata data priorità all’avvio di una più incisiva lotta per scovare gli evasori. In virtù del nuovo orientamento normativo, e anche a causa del taglio dell’ICI prima casa stabilito dal governo nazionale, per il 2009 l’amministrazione comunale ha DOVUTO aumentare la TARSU per prevedere una maggiore copertura del costo del servizio. Va sottolineato che l’aumento di cui si parla non realizza ancora la copertura integrale, al 100%, come da qualcuno erroneamente sostenuto, ma solo al 73.93%. Per maggiore chiarezza e completezza è utile riportare le cifre corrette: il costo totale di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, cioè della raccolta e del conferimento in


Tasse comunali

discarica è pari ad € 6.898.056,00, compreso il costo dello spazzamento, che la legge consente di detrarre dalla tassazione, e che è pari a € 1.034.708,40. Per contenere al massimo l’aumento, si è infatti scelto di detrarre dal costo di cui è imposta la copertura, la quota massima consentita dalla legge. Il costo sul quale va computata la Tarsu, risulta quindi di € 5.863.346,60; l’importo coperto dal ruolo 2009 in riscossione è di € 4.335.122,56, pari al 73.93% del costo totale; la parte residua, necessaria per coprire il costo del servizio, rimane pertanto ancora a carico di altre voci di entrata del bilancio comunale. Riguardo la contestata mancata gradualità dell’applicazione dell’aumento, va sottolineato come la distribuzione in più anni avrebbe lasciato invariato l’importo relativo al 2009 e prodotto come unico effetto concreto quello di far pagare ai cittadini, già negli anni scorsi, somme considerevolmente più elevate rispetto a quelle effettivamente versate. Si è trattato di una scelta che ha tenuto conto della necessità di tutelare i cittadini, soprattutto i più deboli, già colpiti dagli effetti della crisi economica in atto. È poi utile ricordare, che la tariffa Tarsu applicata al ruolo 2009 rimane in assoluto una delle più basse e che, a proposito di tassazione, il Comune di Augusta è uno dei pochissimi in Italia dove non viene applicata l’addizionale Irpef, esentando i propri contribuenti di una ulteriore imposta che farebbe affluire - con certezza - ogni anno almeno 3 milioni di euro al bilancio comunale garantendo una più serena gestione dei servizi erogati dall’ente per i cittadini”. Fin qui la risposta del primo cittadino, che è come dire: aspettatevi il peggio. GdA

Gli strascichi della sciagurata gestione di riscossione San Giorgio dei tributi comunali

Evasione per 15 milioni di euro

“Lotta capillare all’evasione fiscale”. A darne notizia è il sindaco, Massimo Carrubba, nel rendere che ammonta a circa 15 milioni di euro la somma che il Comune deve recuperare. Si tratta dell’importo derivante dai tributi (Ici e Tarsu) non pagati dall’utenza a partire dal 2002. “Stiamo ricostruendo l’anagrafe tributaria dei cittadini” - ha detto il sindaco che ha precisato: “Nel 2010 abbiamo incassato solo 2.800.000 euro di Ici ogni semestre a fronte dei 4.500.000 euro riscossi nei semestri degli anni precedenti”. La causa del mancato incasso è da attribuire alla vicenda di Tributi Italia, la società di riscossione dei tributi comunali, società privata, ex San Giorgio di Taranto, che fino al 2008 era l’ente esattore per il Comune di Augusta e molti altri e che si è volatilizzata con oltre 12 milioni di euro che il Comune di Augusta non ha ricevuto dall’esazione dei tributi. Questa società di riscossione ha messo in ginocchio tanti piccoli comuni, che sono stati letteralmente truffati. Il rischio ora è che non si riesca a recuperare il danno arrecato dalla società. I disagi derivano anche dal fatto che la rescissione del contratto, ha comportato anche la perdita degli archivi per la cui ricostruzione gli uffici dell’Ente non sono in grado di attivarsi, tanto che la Giunta comunale ha deliberato di concedere un altro appalto a una ditta esterna, una “società di altissimo profilo per il recupero di tutti i dati mancanti dei nostri contribuenti. Gli evasori vanno identificati, ha solennemente proclamato il sindaco. Intano non s’è arrestato il fiume di lamentele per l’aumento dell’importo della tassa sui rifiuti che i cittadini si sono visti recapitare nelle ultime settimane. Il sindaco ha ribadito che “in capo ai comuni verte ormai da tempo l’obbligo di coprire integralmente il costo del servizio di raccolta rifiuti, spazzamento e conferimento in discarica, e la mancata copertura comporta sanzioni a carico degli amministratori, sindaco ed assessori, con il commissariamento da parte della Regione, oltre alla contestazione delle responsabilità di ordine penale e contabile per danno alle casse comunali” Carrubba ha ricordato che la Tarsu applicata per il 2009 rimane in assoluto una delle più basse e che” il Comune di Augusta è uno dei pochissimi in Italia dove non viene applicata l’addizionale Irpef, che farebbe affluire ogni anno almeno 3 milioni di euro al bilancio comunale”. GdA

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Politica

Paolo Amato, capogruppo alla provincia, contro il “Governatore” Lombardo

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entre Silvio Berlusconi, dominus del governo e del suo partito lotta con tutte le sue forze per sfuggire al processo che lo vedrà imputato il 6 aprile prossimo di concussione e induzione alla prostituzione, davanti a un collegio giudicante composto da tre donne, a Siracusa e provincia si dà vita alla corrente del “Buongoverno”, come all’epoca della cosiddetta prima repubblica, quando i partiti erano divisi in correnti, specie la DC, Dmocrazia Cristiana, ma al momento opportuno, soprattutto al momento del voto, ritrovavano la compattezza. In prima fila, domenica 13 febbraio, c’erano l’assessore provinciale Rino Lazzari, di Augusta, uno dei coordinatori del PdL, Angelo Bellucci, il penalista augustano Puccio Forestiere della componente “Azione sociale”. Il presidente della provincia, Nicola Bono, ha salutato l’assemblea e poi è andato all’inaugurazione della cattedrale di Noto, dopo il restauro della cupola. Il neo segretario provinciale della corrente, Tino Di Rosolini, ha accennato alle prossime elezio-

ni di Noto: “Il Pdl può pensare a un proprio candidato e a una propria coalizione perché non è accettabile che si riproponga meccanicamente un sindaco uscente”. Sulle alleanze si è soffermato anche il capogruppo del Pdl al consiglio provinciale, l’augustano Paolo Amato: “Deve essere chiaro a tutti che PDL e FDS sono due entità distinte e separate. Ripeto, non c’è alcuna doppia identità con Forza del Sud. Il PDL rimane tale, non può essere scambiato con nessun altro partito”. Amato ha accennato anche all’importanza delle alleanze: “Non possiamo che ringraziare gli amici dei Popolari di Italia Domani, che sono degli alleati preziosi”. E ha sparato a

zero sull’ex alleato e governatore della regione Lombardo strappando gli applausi all’assemblea: “Il presidente Lombardo che ha tirato dritto per la sua strada, tradendo la coalizione che lo ha sostenuto e portato alla vittoria e tutto l’elettorato che lo ha votato. Questa anomalia tutta siciliana, rende possibile che all’assemblea regionale non è possibile votare una mozione di sfiducia per esonerare il presidente che invece ha lasciato i vecchi alleati nel momento in cui ha nominato una giunta tecnica sostenuta dal PD che il risultato elettorale del 2008 aveva confinato al ruolo di opposizione”. GdA Nella foto (cortesia di Augustaonline) l’intervento dell’augustano Paolo Amato, capogruppo consiliare del Pdl


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Augusta dalla A alla Z

Inserto fotografico a cura dell’associazione APF

L’HANGAR n. 2


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1 - Particolare contrafforti (Felice Cucinotta) 2 - Festa dell’aria 2010 (Duccio Luglio) 3 - Interni (Giuseppe Scapellato) 4 - Particolare (Walter Falzolgher) 5 - Il parco (Sebastian Brusca) 6 - Interni facciata laterale (Roberta Riera) 7 - Veduta (Giuseppe Salemi) 8 - Festa dell’aria 2010 (Romolo Maddaleni) 9 - Veduta (Marco Moschitto) 10 - Particolare interno (Corrado Di Mauro) 11 - Dispositivo di segnalazione (Alfio Iacobello) 12 - Cabina Dirigibile (Giovanni D’Anna)

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Crisi libica

Al porto militare sbarcato un cronista televisivo francese ferito in Libia

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ercoledì 9 marzo, ore 14, 45, porto militare di Augusta, ex banchina torpediniere, oggi “Marcon”: con un lieve ritardo il pattugliatore Libra, al comando del trentatreenne tenente di vascello Luca Di Giovanni, attracca con una lieve inclinazione a sinistra. Una piccola folla di giornalisti, muniti di microfono o di taccuino, è in attesa per intervistare un collega, Jean Marie Lemaire, cronista e fotografo di una stazione televisiva francese. Lemaire è un ospite eccezionale della Libra, unità navale di stanza ad Augusta, che viene denominato “pattugliatore”. Con altre unità della flotta , infatti, ha il compito di sorvegliare il Mare Nostrum, come i Romani orgogliosamente chiamavano il Mediterraneo, per tutelare i nostri pescatori, per sorvegliare i migranti e per altro. La Libra era stata inviata il 1l 5 marzo per portare aiuti umanitari (farmaci, riso, acqua per circa 25 tonnellate e coperte e gruppi elettrogeni) per gli ospedali della Cirenaica, regione della Libia, l’ex colonia italiana la cui popolazione s’è ribellata e si sta ribellando ancora contro il colonnello Gheddafi, l’autocrate che per oltre quarant’anni ha dominato completamente i suoi conterranei. Per soccorrere gli italiani residenti in Libia per lavoro sono state inviate altre navi di stanza ad Augusta, che, però, hanno sbarcato i nostri connazionali nel porto commerciale di Catania. Per far fronte tempestivamen-

te a emergenze dovute all’acuirsi della crisi libica, la portaerei Cavour, nave ammiraglia della Marina Militare italiana, ha sostato per alcuni giorni al pontile NATO di Augusta sotto strettissima sorveglianza. “La Libra è stata accolta con grande entusiasmo dai cittadini del porto di Bengasi, dove abbiamo sostato il tempo necessario per sbarcare il materiale e di ripartire con a bordo il giornalista francese, sopravvissuto a un’imboscata”, ha precisato tv Di Giovanni, al suo primo comando, che era visibilmente gratificato per l’importanza della missione. Alto, con barba curatissima, la disinvoltura di un attore americano, Di Giovanni ha risposto davvero di buon grado a

tutte le domande che gli sono state poste, sùbito dopo l’intervista a Jean Marie Lemaire, sceso dalla nave, claudicante, con una vistosa ingessatura alla gamba destra, a causa della ferita subìta durante l’imboscata nella quale hanno trovato la morte i tre libici – “ribelli” li definisce Lemaire . che lo accompagnavano e in cui è stato ferito l’autista del mezzo su cui viaggiava. “Mi è andata veramente bene. Me la sono cavata con un gesso alla gamba a differenza dei ribelli con cui mi trovavo che sono stati uccisi a Bani Jawad, dove mi trovavo per svolgere il mio lavoro”, chiarisce il reporter francese , il quale, mentre tenta di rispondere alle domande dell’insolita conferenza-stampa, risponde più volte alle chiamate sul suo telefonino. E non aggiunge altro perché ha fretta di raggiungere l’aeroporto di Catania, dove lo attende un aereo, che, alle 15,30, lo deve riportare in Francia. L’ospitalità per Lemaire su nave Libra è stata richiesta dall’ufficio consolare francese di Bengasi al ministero italiano per gli affari esteri, che ha girato la richiesta alla Marina Militare, impegnata con le sue unità per venire incontro alle esigenze scoppiate in séguito alla crisi libica.

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La Libia, le tre scimmiette, Confindustria e i pacifisti

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alla Libia arrivano le immagini orripilanti di un genocidio nel quale un regime folle sprofonda il suo popolo nelle fosse comuni e nel sangue. Al Arabiya parla di 10mila morti, altri di 50.000. Bengasi si è liberata e i mercenari di Gheddafi bombardano Zawia, mentre gli insorti marciano verso Tripoli, dove le guardie pretoriane del dittatore e i fedelissimi del regime hanno già inondato le strade del sangue dei ribelli. Obama si dice sdegnato, mentre il nostro governo balbetta e invoca pacificazione davanti al massacro di un popolo, e pare più preoccupato per il gas e il petrolio, per i lucrosi affari di Stato e per il crollo del muro anti-immigrati fatto di omicidi, vessazioni e torture, che Gheddafi aveva costruito con i nostri soldi e le nostre armi. In tutto questo fa certamente bene leggere sul Sole 24 Ore l’articolo “Tre scimmiette nel deserto” di Christian Rocca che sottolinea il pilatismo complice del nostro governo e conclude: «L’idea del ministro Franco Frattini, secondo cui non è compito dell’Europa interferire negli affari interni della Libia, non è solo miope, sbagliata e fondata sull’illusione che il regime alla fine si salverà. È anche diametralmente opposta a un’ormai consolidata politica estera italiana, condivisa dai governi di centro-sinistra (Somalia, Serbia, Albania, Libano) e di centro-destra (Iraq e Afghanistan) e incentrata sul diritto all’ingerenza democratica e sul dovere d’intervenire per fermare i massacri a pochi chilometri di distanza da casa nostra», Ma fa male leggere sullo stesso

giornale il furbesco cerchiobottismo del breve articolo non firmato (e quindi attribuibile alla direzione) intitolato “Non commuove il dolore della Libia” che, come per un ormai collaudato riflesso condizionato, se la prende con i pacifisti italiani: «Stupisce che questa

mattanza stia passando nel silenzio assordante di associazioni, organismi, enti sempre impegnati in prima fila quando bisogna, meritoriamente, difendere i diritti dei popoli oppressi in tutto il mondo. Fino a oggi non abbiamo avuto notizia di condanne, né alte né basse, da parte di nessuno. Niente manifestazioni, nessuna bandiera della pace esposta, nessun corteo pacifista. Niente strali perché nessuno tocchi Caino. Eppure, al contrario, i manifestanti libici stanno cercando di liberarsi del colonnello Gheddafi, uno dei dittatori più sanguinari dell’ultimo secolo. Sarà la stanchezza, sarà la rassegnazione, ma per i morti in Libia s’ode un silenzio assordante». Più che assordato il giornale della Confindustria sembra sordo e cieco, perché le voci delle associazioni pacifiste e per i diritti umani si erano levate (e si levano) da anni in tutto il mondo, purtroppo inascoltate dagli imprenditori

“pragmatici” che con il regime genocida libico facevano (e fanno) affari d’oro. Non avevano visto gli industriali italiani, fin dal tempo di Gheddafi nella Fiat e nella Juventus, cosa succedeva nella nostra ex colonia? Non avevano capito quale era il prezzo dei loro affari quando seguivano in codazzi festanti il nostro capo del governo nelle tende beduine del dittatore? Non avevano capito quanto sangue, dolore, ingiustizia e sopraffazione c’era dietro l’accordo Libia-Italia che hanno calorosamente applaudito e che, in cambio della repressione dei migranti e dei danni di guerra per il colonialismo fascista, dava all’Italia e alle industrie parastatali e private, appalti miliardari per costruire autostrade di regime e per trivellare altro gas e petrolio? Cosa pensavano gli industriali italiani quando, scortati da Berlusconi e dai suoi ministri, stringeva sorridente la mano di Gheddafi in occasione delle sue visite romane con tende, cavalli e hostess al seguito che ci hanno resi ridicoli (ancora una volta di più) davanti al mondo? Qualcuno si ricorda un qualche adirato commento confindustriale in occasione del baciamano di Berlusconi a Gheddafi in Libia che sta facendo il giro del web come dimostrazione dell’assoluta complicità del nostro governo con l’aguzzino di Tripoli? Umberto Mazzantini


Mare nostrum

Crisi libica

La Cavour, l’ammiraglia della Marina Militare italiana, al largo di Augusta in attesa di salpare per la Libia

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’ammiraglia della Marina Militare Italiana, la portaerei Cavour è stata ormeggiata alla banchina Nato di Augusta, in attesa di ordini, proveniente da La Spezia da dove “è stata spostata, per avvicinarla in caso di bisogno” come ha detto Ignazio La Russa, ministro della Difesa. L’unità, al comando del capitano di vascello Aurelio De Carolis, ha il ruolo naturale di nave ammiraglia della squadra navale e di nave-piattaforma idonea per operazioni marittime interforze e internazionali. La nave è lunga 244 metri, larga 29,10. Il ponte di volo misura 220 x 34 metri con una pista di 180x14 metri. La sua velocità massima è di 28 nodi per una autonomia di settemila miglia (a 16 nodi - circa diciotto giorni di navigazione continua. La linea di volo è costituita da 18-20 aeromobili; l‘armamento è costituito da due moduli di lancio verticali a 16 celle per missili SAAM/IT Aster 15; 2 impianti 76/62 Davide per difesa corto raggio; 3 mitragliere OTO/ Breda da 25 mm. La nave ha un equipaggio

fisso di 451 militari più 203 piloti e personale volo; trasporta: 140 militari del 325 Reggimento San Marco. C’è da registrare la partenza, Il 18 febbraio scorso, da Augusta della la corvetta Fenice del comando delle forze da pattugliamento per la sorveglianza e la difesa costiera della Marina MIitare (Comforpat) per avvicendarsi con la corvetta Driade nell’attività di vigilanza pesca e di controllo dei flussi migratori nel Canale di Sicilia. La corvetta, al comando del capitano di fregata Angelo Donzello ha un equipaggio di 123 uomini e donne e affiancherà la corvetta Chimera già presente nell’area per la prevenzione sull’ eventuale aumento di flussi di migranti a séguito dei tragici avvenimenti in Libia. L’altra nave porta aeromobili, il Garibaldi, si trova a Taranto, dove è pronta a partire in caso di necessità se la situazione davanti alle coste libiche dovesse richiederne la presenza. La Russa ha precisato che “siamo pronti, solamente allo scopo di garantire l’evacuazione dei nostri concittadini e dei cittadini dei Paesi dell’Unione

Europea e della Nato”. Prosegue senza sosta il ponte aereo-navale gestito dal ministero della Difesa in stretta collaborazione con la Farnesina, per l’evacuazione di cittadini italiani e di altre nazionalità dalla Libia. Da Misurata le navi Mimbelli e San Giorgio hanno imbarcato oltre 200 persone sbarcate poi in Sicilia: operazione, questa, definita dallo stesso ministro “poco semplice” per le difficoltà sollevate dalla presenza di navi militari e per le cattive condizioni meteo marine nell’area delle coste libiche. GdA

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Arsenale M.M.

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isto che Tremonti ha la Cassa depositi e prestiti, anche Ignazio La Russa ha voluto la sua piccola Iri, e il ministro dell’Economia gliel’ha concessa (ma piazzandogli accanto un controllore): con la pubblicazione dello Statuto nella Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio è infatti operativa la Difesa Servizi Spa, la società interamente di proprietà del ministero che gestirà i beni, l’immagine, le attività e – non ultimo – gli acquisti delle Forze armate. Una cosetta calcolata nell’ordine dei quattro miliardi di uscite a cui andrà aggiunta ovviamente la capacità di spesa dovuta alle entrate. Le aspettative non sono delle migliori: la Spa di La Russa nasce all’insegna dell’opacità, che non è una bella presentazione. Nella Gazzetta si legge, infatti, un decre-

Disarmante annuncio sulle forze armate: quali certezze per i lavoratori dell’ Arsenale di Augusta?

“Nomina del collegio sindacale”, ma il contenuto è “Omissis”. Il ministero della Difesa informa che non esiste alcun obbligo di legge a pubblicare i nomi nella Gazzetta Ufficiale e questi sono disponibili presso la Camera di Commercio: ora, a parte che la” Difesa Servizi Spa” non risulta ancora, non si vede a cosa servato legislativo di tre articoli: il no questi “omissis” in una soprimo dice che i ministri della cietà pubblica. Come che sia, Difesa e dell’Economia handi sicuro il presidente sarà Arno approvato lo Statuto della mando Novelli, generale dal nuova società (che è allegato) prestigioso curriculum opee gli altri due niente. O meglio c’è il titolo: “Nomina del con- rativo, mentre nel cda siederà siglio d’amministrazione” e un uomo di Tremonti: Gaetano Caputi, capo dell’ufficio

Un’ operazione da 4 miliardi, malgrado lo Statuto della costituente “Difesa Servizi Spa” sia pieno di omissis.


Arsenale M.M.

legislativo dell’Economia. Nel consiglio dovrebbero trovare posto anche Lino Girometta – già nel Cda di Sea (Aeroporti di Milano) e vicepresidente dell’azienda lombarda per l’edilizia (Aler) in quota An – e Giovanni Bozzetti, An pure lui, ex assessore con Albertini, ex presidente della camera della moda di Milano, oggi a capo di Infrastrutture lombarde Spa, il quale – ci informa il suo sito – “da sempre collabora a stretto contatto

con l’on. Ignazio La Russa”. Niente paura: a norma di Statuto nessuno dovrà dimettersi dalle poltrone già occupate. Restano sconosciuti, al momento, un altro membro del consiglio e i tre sindaci. Poco male, il dominus resta sempre l’assemblea dei soci, che poi è uno, il ministero: su questo il testo pubblicato nella Gazzetta è chiaro, tranne una spiacevole dimenticanza. Il consiglio (art. 19) può infatti autorizzare spese solo fino al limite

fissato dall’“articolo 14 comma 1, lettera d”: solo che quel comma ha le lettere “c” ed “e”, ma la “d” se la sono persa per strada. Quanto ai compiti di Difesa Servizi Spa saranno invece esattamente quelli di cui si è parlato nei due anni di gestazione. L’obiettivo è unico, fare soldi, e i mezzi scelti sono i più disparati. Innanzitutto il ricchissimo patrimonio immobiliare: il consiglio potrà farci di tutto – ristrutturarlo, darlo in concessione, persino aprirci degli alberghi – tranne venderlo, mentre i terreni del demanio militare sono disponibili per nuove centrali energetiche “da fonti rinnovabili”. Per il resto, il comandamento è fatturare tutto il possibile: non sarà più gratis il servizio meteorologico dell’Aeronautica, né quello cartografico dell’Istituto geografico militare e qualcuno dovrà pagare pure se la sanità in divisa dovesse trovarsi a curare dei civili. Poi c’è la gestione dell’immagine delle Forze Armate: soldi dalle sponsorizzazioni, soldi dalla concessione dei marchi di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri per vestiti, tazze, automobili e quant’altro. Difesa Servizi Spa, ovviamente, spenderà pure: dovrà comprare per i militari (e altre forze di polizia se lo vorranno) tutto quello che serve tranne gli armamenti, ma non esclusi quindi mezzi di trasporto e quei sistemi elettronici che ormai sono una fetta non secondaria del bilancio militare. Almeno, contrariamente ai voleri di La Russa, ai Cda parteciperà anche un magistrato della Corte dei Conti. USB  Difesa 

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Avvenimenti

Carnevale 2011, Carnevale fai da te

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n tempi di crisi globale, di forte recessione economica e di ristrettezze finanziarie, in tempi in cui il Comune di Augusta ha una voragine di debiti spaventosa, certamente non sarebbe stato possibile trovare le risorse per finanziare, com’è successo negli altri anni, la festa per eccellenza dei bambini, quella del Carnevale, che, a dire il vero, non è stata una festa molto sentita dalle passate Amministrazioni comunali. Solo nello scorso decennio, per la tenace determinazione di un gruppo di giovani e meno giovani, “Il gruppo Fantasie”, di


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cui erano magna pars alcuni negozianti della cosiddetta borgata, il carnevale è stato festeggiato, con una certa organizzazione. A onor del vero, nei primi anni il “gruppo Fantasie” non aveva ricevuto sostegni

economici dal Comune e s’era basato sull’autofinanziamento, puntando specialmente sul contributo dei negozianti proprio della borgata. Il nostro Giornale di Augusta ha dato testimonianza fotografica delle scene più significative di quel carnevale di borgata. Anche quest’anno lo facciamo attraverso le foto qui pubblicate. Testimoniano che il Carnevale 2011 è stato un Carnevale fai da te, un’autentica festa per bambini, svoltasi in Piazza duomo e in quella nuova grande, piazza – vanto

dell’amministrazione Carrubba – realizzata nell’area che per circa diciotto anni ha ospitato il campo container messo su immediatamente dopo il terremoto del 13 dicembre 1990. Molti adulti, invece si sono sbizzarriti in feste private dando sfoggio di abiti degni del carnevale di Venezia. Lina Solarino Le foto di questa pagina sono state gentilmente offerte da Salvatore Miduri


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Sodalizi

Il Kiwanis Club Augusta ha premiato i ragazzi partecipanti al progetto

Bambini dal cuore grande

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iovedì 17 febbraio 2011 alle ore 16,30, nell’auditorium del 3° Istituto Comprensivo, “Salvatore Todaro”, si è tenuta la cerimonia di premiazione dei tre Istituti, “Salvatore Todaro”, “Orso Mario Corbino” e “Domenico Costa”, partecipanti al progetto del Kiwanis Club Augusta “BAMBINI DAL CUORE GRANDE”. Il progetto “Bambini dal Cuore Grande” è una delle tante attività incluse nel programma di “service” del club e si propone di promuovere piccoli gesti quotidiani dei ragazzi all’insegna della bontà verso i compagni di scuola, gesti significativi caratterizzati dalla solidarietà verso il prossimo in àmbito scolastico. Oltre a questo aspetto, il progetto ha inteso coinvolgere gli alunni delle tre scuole invitandoli a confrontarsi con il tema della “Bontà” attraverso elaborati scritti o  grafici (componimenti, poesie, disegni).

Al concorso hanno partecipato 92 alunni delle scuole elementari e medie inferiori della Borgata di Augusta: 2° Istituto Comprensivo “O.M. Corbino, 3° Istituto Comprensivo Statale “S. Todaro” e 4° Istituto Comprensivo di Base “Domenico Costa”. Gli elaborati sono stati analizzati da una commissione presieduta dal presidente del Kiwanis Club Augusta, Nicola Rizzotti e composta dal chairman della manifestazione, Raimondo Raimondi, da Salvatore Di Franco, Rita Pellizzari, Silvia Rita Feccia, e dai rappresentanti delle scuole coinvolte: Lino Maio, Angela Furnari e Roberta Oteri che si è riunita in data 3 febbraio 2011 conferendo tre premi per ogni istituto. Per l’istituto Corbino sono stati premiati le alunne Vanessa Girgenti ed Elisabetta Salemi per la poesia “La famiglia Bontà”, l’alunno Antonio Ranno per il componimento “La Bontà” e l’alunna Denise Mangiavillano per il suo disegno sul tema della Bontà. Per l’istituto Todaro sono stati premiati l’alunna Simona Letizia Basso per la poesia “Monito”, l’alunna Giorgia Sortino per il suo disegno sul tema e l’alunna Danila Solano per il suo disegno sul tema. Per l’Istituto Costa sono stati premiati l’alunna Vanessa Sardo per la poesia “Un bam-

bino dal cuore d’oro” , l’alunna Giulia Vattiata per il suo disegno sul tema e l’alunno Angelo Canonico per il suo disegno sul tema. Per quanto riguarda il Premio “Bambini dal Cuore Grande,” relativo a gesti significativi compiuti da bambini caratterizzati dalla solidarietà verso il prossimo, sono state le scuole a far pervenire tre segnalazioni tutte ritenute meritevoli ex aequo di ricevere un premio. Chiara Serra, terza media Istituto comprensivo “Domenico Costa”, Simona Scionti, terza media Istituto comprensivo “Salvatore Todaro”e Giovanni Ioranello , terza media Istituto comprensivo “O.M. Corbino”. Motivazioni: Chiara Serra è una simpatica ragazza dai lunghi capelli, alta e magra, come tanti adolescenti, e con degli occhi sinceri e comunicativi che lei abbassa subito perché un po’ timida. Nonostante ciò o forse proprio per questo, si è fatta notare per la sua sensibilità, pazienza e la sua bontà . 13 anni, studentessa di scuola media di primo grado, frequenta la terza media sez. A nel 4° Istituto Comprensivo” D.Costa” di Augusta. Ha una grande passione: da grande fare un lavoro che la ponga a contatto con i bambini verso i quali si dimostra molto sensibile. Da ben tre anni, fin dai primi giorni della prima media, si è distinta in classe per il suo comportamento responsabile e la semplicità con cui riesce a entrare in sintonia soprattutto con i compagni in difficoltà, aiutandoli in vari modi: sedendosi con loro nel banco, prestando l’occorrente, scrivendo i com-


Sodalizi

piti sul diario, sorridendo loro, trovando le parole giuste al momento opportuno, ecc., colmandoli con tante piccole attenzioni che manifestano chiaramente il suo senso di altruismo e generosità. In particolare, senza che le venisse mai chiesto nulla in proposito, ma proponendosi spontaneamente, ha sostenuto in un percorso difficile e impegnativo un suo compagno di classe affetto da disabilità medio-grave. Così Chiara è diventata un punto di riferimento nella classe e grazie a lei e al suo esempio è stato più semplice insegnare anche agli altri ragazzi quanto vera e concreta sia l’espressione “integrazione dei diversamente abili “. Il suo, quindi, è stato ed è un ruolo fondamentale. Chiara con la sua sorprendente disponibilità e spontaneità verso gli altri, ci ha permesso di riscoprire il dono della bontà fatto sempre con gioia e con disarmante normalità. Simona Scionti è una ragazzina sensibile e gentile, che ha mostrato un affetto e una dedizione non comuni nei confronti di una compagna diversamente abile. Le due ragazze si conoscono sin dai tempi dell’asilo e insieme si sono ritrovate nella scuola elementare e nella scuola media. Simona ha sempre aiutato e confortato la compagna, divenendone gradualmente, nel corso degli anni, un supporto e un punto fermo all’interno della classe. Il suo essere di appoggio alla

compagna non le ha impedito, però, di seguire contemporaneamente (cosa, a volte, non semplice) le attività didattiche che si svolgono quotidianamente in classe e il suo rendimento, complessivamente, non ne ha risentito. In modo particolare, nel corso di questi ultimi anni di scuola media, Simona, con costanza e pazienza, è riuscita a donare alla compagna affetto e tranquillità che le hanno consentito di ambientarsi e integrarsi, superando disagi e momenti di difficoltà dovuti anche ai vari cambiamenti di compagni e di insegnanti. Il comportamento di Simona, inoltre, ha spinto all’emulazione alcuni compagni che si sono resi disponibili, nei momenti di bisogno, a collaborare con i docenti nel dare sostegno e assistenza alla compagna diversamente abile, contribuendo, così, a creare nella classe un clima sereno e vivibile. Giovanni Ioranello è un ragazzo di 14 anni, frequenta la classe III C della scuola secondaria. È un ragazzo di media statura, il suo viso è allungato, è di carnagione scura e i suoi occhi sono neri a mandorla. Giovanni è un giovane dai modi spicci

e genuini, dotato di profonda sensibilità, un” pretoriano” dei sentimenti, nel quale convivono allegramente forza e tenerezza, grinta e generosità. È l’amico di tutti, ma “l’amico particolare “di Elena, una bambina diversa, ma speciale nella sua diversità. Da ben 4 anni Giovanni si prende cura di lei, ha messo a disposizione la sua persona per le esigenze di Elena, tra i due è nato un legame profondo. Elena sa di poter contare su Giovanni, e qualsiasi cosa gli chiede lui è là ad assecondarla, accontentarla e proteggerla. Ciò che Giovanni trasmette è un messaggio ben preciso: Forza, Onore e Bontà, nonché Solidarietà nei confronti di chi è diverso, di chi non può come lui godere della spensieratezza tipica della sua tenera età. Ispira sentimenti d’affetto e si scorge in lui un’anima profonda e sensibile, a tratti irrequieta, ricca di sfumature. Infine è da dire che Giovanni è il tipico “bambino dal cuore d’oro” traendo spunto dal titolo di questo concorso. Antonino Valastro Nella foto: un momento della premiazione, con il presidente Kiwanis Augusta, Rizzotti, e il vicepreside della “Todaro”, Giuseppe Scalici

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Cronaca cittadina

Augusta, 16 comunali indagati per assenteismo

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imbravano o facevano timbrare a colleghi o erano assenti anche quando risultavano presenti. Si tratta di ben sedici dipendenti comunali impiegati nell’ufficio Urbanistica, che si favorivano reciprocamente, utilizzando la timbratura del cartellino per sé e per i colleghi assenti, facendoli risultare presenti al lavoro. Ovviamente, i colleghi ricambiavano il favore in altre circostanze. Non è la prima volta che dipendenti del comune di Augusta risultano indagati per assenteismo. Oltre vent’anni fa, fu un assessore comunale, Piero Ferrara, che fece scoppiare il “bubbone”, tipico del sistema della timbratura, patologico nel mondo del pubblico impiego. In questa circostanza, la procura di Siracusa ha aperto le indagini già lo scorso anno

e, grazie all’ausilio di telecamere, è stato registrato il persistere del fenomeno. Dopo un lungo periodo di accertamenti, finalmente, le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Andrea Palmieri, sono state dichiarate concluse e la procura,tramite gli agenti del locale commissariato della polizia di Stato, ha notificato aisedici dipendenti gli avvisi di chiusura delle indagini. Gli impiegati nei giorni scorsi si sono visti consegnare i provvedimenti dagli agenti dello commissariato che ha svolto e indagini. L’ufficio urbanistica si trova nello stesso edificio che ospita la sezione staccata del tribunale di Siracusa. I dipendenti sono stati davvero imprudenti, troppo sicuri di sé.

Concluse le indagini coordinate dal sostituto procuratore Andrea Palmieri

GdA

Vendono senza il bollo siae , fiamme gialle sequestrano

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e Fiamme gialle sequestrano 1500 supporti informatici illecitamente riprodotti e privi del previsto contrassegno SIAE. Denunciato un cittadino extracomunitario, nazionalità senegalese, che ai controlli è risultato privo di documenti. L’ambulante è stato accertato essere privo di regolare permesso di soggiorno. Tra la merce sequestrata CD, DVD dei più recenti film, inoltre giochi per Play Station e recenti programmi per consolle. L’attività operativa si inserisce nell’ordinario espletamento delle funzioni istituzionali di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni di natura economica e finanziaria a tutela, altresì, del mercato e dei consumatori. GdA

Crediti

Nel numero scorso, per un errore di trasmissione, sono saltate le firme di due nostri collaboratori: quella di Dorotea Roggio, autrice del servizio Incontriamo l’università!, a p. 18, e quella di Rosario Attaguile, redattore dell’articolo Forze NATO nel Mediterraneo nell’operazione Roud Manta 11, a p.25. Ce ne scusiamo con gl’interessati e con i lettori.


Cronaca cittadina

61 Kg di pesce sequestrati e 1500 euro di multa a un ambulante abusivo

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500 euro di multa e 61 chili di pesce sequestrato, tra cui alici, gamberi, calamari, sono il frutto d’un’ operazione congiunta tra capitaneria di porto, polizia municipale e ufficio veterinario di Augusta. Il pescato è stato posto sotto sequestro all’interno del mercato rionale, dove lo vendeva, all’interno di cassette di legno poste sul marciapiede, il 46enne S.G., un venditore ambulante abusivo originario di Catania. La collocazione del pesce ha suscitato i sospetti dei poliziotti municipali che compivano una serie di controlli proprio per prevenire azioni volte a truffare i consumatori e a intaccare la loro salute. L’operazione rientrava nel più ampio programma nazionale di controllo della filiera ittica, coordinato in tutto il territorio nazionale dal comando generale del corpo delle capitanerie di porto, in concorso con gli organi di polizia locale e del servizio veterinario. Il pesce sequestrato all’abusivo ambulante catanese è stato ritenuto dal veterinario comunale non idoneo per il consumo umano, anche perché privo di tracciabilità: in sostanza, non è stato dato sapere quale fosse la provenienza. Ad Augusta i controlli preventivi sui prodotti ittici sono indispensabili, perché, sovente, si riscontrano venditori di pescato nella rada del porto dov’è

severamente vietato praticare la pesca, ma il divieto è infranto numerose volte. Occorrerebbe un più vigile e ferreo controllo da parte delle motovedette della Guardia costiera, soprattutto nottetempo, quando i pescatori abusivi sono più numerosi. GdA

Tragedia sul lavoro

Tragica morte dell’augustano Giuseppe Fazio a Porto Marghera

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nnesima morte bianca nei cantieri di lavoro. Questa volta a morire è stato un giovane operaio di Augusta, il 34enne Giuseppe Fazio, uno di quei tanti meridionali che sono costretti a lasciare il proprio luogo di residenza per avere un lavoro. L’incidente mortale è avvenuto martedì scorso nel cantiere navale Fincantieri di Porto Marghera, Venezia. per circostanze non inerenti all’attività di lavoro seppur occorsa all’interno di un luogo in cui si lavora. L’evento si è consumato in piena viabilità, à destinata ai mezzi all’interno del cantiere, causa una manovra del conducente del camion che lo ha travolto, eseguita in piena violazio-

ne del codice della strada (vigente anche in cantiere). Perché il Fazio stesse transitando in tale area non lo sapremo mai, ma va considerato che si era in periodo prossimo alla pausa mensa. L’incidente, infatti, è avvenuto verso le 11.30. I primi a soccorrere l’operaio augustano sono stati i colleghi di lavoro. Poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco e gli operatori sanitari. Trasportato di urgenza all’ospedale di Mestre, Giuseppe Fazio è stato sottoposto a una serie di interventi chirurgici, ma le gravissime ferite riportare lo hanno portato alla mort, nella notte fra martedì 8 e mercoledì 9.

In segno di lutto e di protesta per la tragica morte dell’operaio i sindacati e la Rappresentanza sindacale unitaria dei Fincantieri (RSU)hanno sospeso il lavoro per uno sciopero di otto ore. Lo sciopero non è stato ben visto da tutti. Qualcuno ha osservato che sarebbe stato meglio corrispondere un giusto immediato indennizzo alla famiglia anziché proclamare lo sciopero. Diletta Càsole

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Opinioni

Ricordando l’8 MARZO, festa delle donne

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’era una volta…la dignità femminile. Leggendo un articolo, rivolto alle donne, della giornalista Concita De Gregorio, direttrice de l’Unità, non ho potuto fare altro che rimanerne entusiasta. Senza mezzi termini, in modo elegante, ma al contempo trasgressivo e pungente, De Gregorio fa capire come, nonostante tutto, esistano delle donne pronte a ribellarsi alla “schiavitù” a cui sono sottoposte. La visione della donna-oggetto, che la TV e i mass media in generale ci propongono ogni giorno, è questa: donne che, pur di uscire con borse e vestiti firmati, pur di avere successo nello spettacolo, pur di entrare in politica

nonostante il loro livello culturale sia da asilo infantile, sfiorando i limiti del ridicolo, ma avendo otti-

Nella foto in alto Concita Di Gregorio Direttrice de l’Unità

me potenzialità a livello estetico, non si fanno scrupoli a concedere i loro “favori” a un vecchio politico miliardario. Ma la sfacciataggine non ha fine: le notizie di ragazze, anche minorenni, che abbagliate dall’ideologia del successo si concedono a un importante politico fa scalpore, la gente ne parla e le notizie arrivano persino nei giornali e nelle TV dei paesi esteri. Ed è così che l’Italia, negli ultimi anni, non viene più vista come il paese della pizza e del mandolino, ma come un grande “bordello” fatto di donne senza cervello e politici preoccupati di più del loro letto che del bene della popolazione. Quante umiliazioni dovremo ancora sopportare?


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Siamo diventati una specie di barzelletta per tutti i Paesi del mondo, ma nessuno ha il coraggio di ribellarsi, di fare qualcosa di diverso dalla solita falsa contestazione sociale. Le donne per prime dovrebbero prendere in mano le redini della situazione, in modo da rovesciare finalmente le sorti di questo Paese che sembra ormai caduto nel baratro più totale. Ma in particolare la De Gregorio si rivolge alle “altre donne”, coloro che magari hanno una mente versatile ma che sicuramente non possiedono potenzialità a livello estetico. Non importa da quale parte d’Italia provengano, se ricche o povere, quelle donne che hanno sempre contribuito, nei secoli, a rendere l’Italia un paese libero

e giusto, devono assolutamente intervenire, perché sappiamo come al governo attuale piaccia avere un popolo passivo, che, se proprio deve contestare qualcosa, lo fa in maniera generica, senza centrare i veri problemi della società. Gli episodi di falsa contestazione sociale provocano una sorta di nichilismo che sta dilagando ovunque. C’è bisogno di giovani svegli e attenti, adesso più che mai. Per questo motivo ogni sorta di omologazione da parte delle persone è pericoloso per la nostra esistenza. Anche la scuola dovrebbe contribuire a dare consapevolezza della dignità della donna, che non deve essere più costretta a spogliarsi per poter intraprendere una carriera ricca di successi.

L’8 marzo, che un tempo rappresentava l’affermazione dei diritti della donna, si è ridotto, come sempre, a una scialba celebrazione, risolta in un omaggio floreale o in un’uscita con le amiche. Secondo me, l’8 marzo dovrebbe essere, invece, un momento di riflessione, pensando che in realtà c’è ancora molto da fare riguardo all’emancipazione femminile, ancora ben lontana dall’essere realizzata nella gran parte dei Paesi del mondo. Federica Fiume


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GIORNALE DI AUGUSTA  

N. 39 marzo 2011

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