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Leonardi Editore

Direttore Giorgio Càsole

Fondato nel 1976

Mensile d’informazione e cultura Numero 38 - Anno XI

PROVACI ANCORA, ELISA!

Realizzare l’Università della pizza in Augusta

Anno XI Numero 38 Febbraio 2011

€ 1,50

AUGUSTA DALLA A ALLA Z A CURA ASSOCIAZIONE AUGUSTA PHOTO FREELANCE Inserto fotografico da staccare e conservare - n. 1

50 MILIONI DI EURO BUTTATI AL VENTO?

Polli alla diossina anche da noi?


ommario 3Febbraio 2011 Editoriale 4 L’università della pizza ad Augusta 5 Innocenzo Galatioto 6 Un’altra occasione perduta per Augusta 8 Mai profeti in patria 9 Polli alla diossina anche da noi ? 10 Farmacie di turno 12 Provaci ancora, Elisa 13 Inserto fotografico APF 17 Augusta vent’anni dopo 18 Incontriamo l’università 19 Asili nido 20 Oltre il museo 22 50 milioni di euro buttati al vento 23 Successo della Canottieri a Catania 24 Dalla parte del cittadino 25 Operazione NATO Round Manta II 26 Donne e uomini

Sommario

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Periodico di interesse cittadino e dintorni Anno XI - Numero 38 - Febbraio 2011 Direttore responsabile : Giorgio Càsole Fotocomposizione, impaginazione e stampa Inserti fotografici a cura APF HI-TECH s.r.l. - Via XIV Ottobre, 76 - Augusta Tel. 0931.976311 - Fax 0931.973061 - hitechsrl@chd.it Chiuso in tipografia il 10-02-2011 I pezzi non firmati si intendono del direttore e-mail: giornalediaugusta@chd.it Facebook: giornale di augusta LEONARDI EDITORE


Editoriale

I

l decreto n.753, del 12 marzo 2010, firmato dall’assessore regionale della Sanità, Russo (medico, come lo è l’attuale presidente della nostra Regione, Lombardo), prevede il drastico ridimensionamento dell’ospedale civico “Muscatello, che serve un bacino di utenza che abbraccia tre comuni: Augusta, Priolo, Melilli. Si tratta di quei tre comuni costituenti l’area definita, già nel 1990, dal Ministero dell’Ambiente “ad alto rischio di crisi ambientale”. Questi i rischi: industriale, per la presenza di un polo petrolchimico di altissima densità, fra i più inquinanti in Europa; militare per la presenza di una base strategica nel Mediterraneo e non solo, tanto che ad Augusta è stata trasferita, nel 2002, da Messina, la sede di Marisicilia; sismico, per la presenza di un territorio soggetto a terremoti, l’ultimo dei quali il 13 dicembre del 1990 (cosiddetto terremoto di S.Lucia, che ebbe come epicentro il golfo di Augusta). Il drastico ridimensionamento dell’ospedale significa sostanzialmente la cancellazione di un presidio che è di vitalissima importanza non solo per la popolazione civile, ma anche per tutti i dipendenti della base militare, compreso ovviamente il personale imbarcato. Della paventata sostanziale chiusura del “Muscatello” si parla da anni, ma finora nulla è stato fatto tranne qualche corteo di protesta, composto più di studenti dei vari istituti scolastici che di cittadini. Si è arrivati alla firma del decreto, ma, nonostante il gran parlare, non è stata presa la decisione che, nel dicembre di cinquant’anni fa, ebbe il coraggio di prendere l’allora vicesindaco Giovanni Saraceno, (il sindaco Bordonaro era o si finse ammalato) per scongiurare l’applicazione di un decreto governativo che, di fatto, sottraeva il porto di Augusta al controllo degli augustani. Il decreto prevedeva che parte dell’area portuale cadesse sotto la giurisdizione di Priolo, non ancora comune autonomo bensì Frazione di Siracusa. Detto in soldoni, i “siracusani” volevano mettere le mani sul porto di Augusta. Il 28 dicembre del 1960 ci furono la serrata di ogni attività produttiva e la mobilitazione generale di tutta la popolazione. La mobilitazione era guidata da Giovanni Saraceno. Furono bloccati porto e ferrovia e l’ingresso dell’isola, attraverso la Porta Spagnola. Soprattutto il blocco dell’attività portuale fece temere Roma, giacché in diritti erariali il porto di Augusta dava circa mille miliardi di lire l’anno allo Stato. Dopo un’intera giornata di protesta, il decreto fu revocato, il porto salvo. Ora, per evitare un’altra gravissima perdita per un’area con altissima incidenza di malattie tumorali,

cioè per evitare di perdere l’ospedale civico “Muscatello”, che, invece, andrebbe potenziato, tanto che è stato costruito un nuovo plesso costato circa 5 milioni di euro, bloccato da sei anni, molti cittadini di Augusta hanno indirizzato una richiesta d’intervento a “Striscia la notizia”, il popolare programma che va in onda ogni sera su Canale 5. Chi scrive non solo si è associato agli altri cittadini ma ha realizzato un quinto video sulla cancellazione del “Muscatello”, messo in rete, nel canale You tube, come altri realizzati nel corso di due anni. La redazione milanese di “Striscia” ha raccolto l’appello, lanciato il 24 aprile, e già il 12 maggio una troupe si è recata nei luoghi per intervistare chi scrive e altri, attraverso il medium del Gabibbo, cioè un pupazzo dal costume rosso, animato da un ometto che indossa sul viso una calza nera. Chi scrive è stato applaudito per l’energia dell’intervento dal pubblico presente durante la ripresa, ma la reazione successiva del grosso pubblico è stata molto tiepida. Servizio e intervista, diretti da Massimo Tamagnini, regista della troupe e voce del Gabibbo, sono andati in onda il 3 giugno 2010. C’è da registrare l’inattesa visita del Muscatello, il 17 maggio, da parte del fautore del drastico ridimensionamento, cioè l’assessore regionale Russo, che invece dovrebbe potenziare l’ospedale giacché si trova in una zona a rischio. Che i soldi non manchino lo dimostra il fatto che il 19 maggio Russo ha posto la prima pietra di un erigendo ospedale del costo faraonico di 51 milioni di euro in quel di Palermo, come ha mostrato RAI Regione, con un servizio degno dell’ istituto Luce, quando venivano riprese le gesta di Mussolini trebbiatore, muratore, a cavallo, in parata, ecc. Russo, nonostante le varie manifestazioni di protesta che, certo saranno arrivate alle sue orecchie, contro il suo progetto, non s’era mai degnato di venire ad Augusta e vedere il Muscatello. Notate le date: il 12 viene il Gabibbo, il 17 viene Russo. Sarà stata una coincidenza? Ci crediamo poco. Crediamo, invece, alla potenza mediatica… del Gabibbo. Spes ultima dea, dicevano i Romani, la speranza è l’ultima a morire, diciamo in italiano. Intanto, l’ASP di Siracusa continua a spendere fior di quattrini della collettività per gli affitti dei locali, destinati agli ambulatori, del cosiddetto palazzo di vetro, all’ingresso del centro urbano, quando sarebbe più logico e più economico trasferire gli ambulatori nel nuovo plesso del “Muscatello”. Si risparmierebbero soldi pubblici e non si farebbe andare in malora un plesso costato una barca di quattrini. Cui prodest?, dicevano ancora i Romani, cioè: A chi giova tutto questo? Meditate, lettori, meditate! Giorgio Càsole

Nella foto. un momento dell’intervista sull’ ospedale, rilasciata dal nostro direttore Giorgio Càsole all’inviato di “Striscia la notizia”, trasmessa da “Canale 5” il 3 giugno 2010.

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Personaggi

Il sogno nel cassetto di Pippo Paolini

Realizzare l’Università della pizza in Augusta

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ietro il bancone, davanti al forno a legna che arde da ore, si rivolge a un suo collaboratore, con atteggiamento paterno , ma con il tono severo del maestro esigente, non disgiunto, però, da un artistico esprit de finesse, e gli dice: “ricordati che per fare una buona pizza devi metterci anche un pizzico di poesia”. Evidentemente, fuor di metafora, intende dire che non bastano gli ingredienti di base e quelli supplementari per riuscire a preparare una pizza eccellente. Occorre un acuto spirito di osservazione, bisogna essere in grado di saper “rubare” i segreti dello chef, che in francese vuol dire “capo”, ma è necessario, soprattutto, avere lo spi-

rito dell’inventiva. Nel forno, da ore, oltre ai pezzi di legno, bruciano bucce di mandorla. È una novità, questa, introdotta, insieme ad altre, da Pippo Paolini, rubicondo pizzaiolo 54enne, siracusano di Ortigia, dove vive, che, da oltre da trent’anni, conduce con successo costante una rinomata pizzeria in Augusta, sul Lungomare Rossini. Il 2009 è stato l’anno del trentennale e Paolini, circondato dal nutrito stuolo dei suoi collaboratori, s’è fatto fotografare e, attraverso alcune gigantografie, opportunamente localizzate, ha ringraziato il pubblico di Augusta e oltre, che gli ha consentito di raggiungere un successo che più di trent’anni fa il ventitreenne Paolini non si sognava lontanamente. Nel 1979, Pippo era venuto al sèguito del padre, con i suoi fratelli, per tentare una via diversa da quella che conduceva il nonno paterno, che faceva l’oste in Ortigia. Il padre di Pippo aveva studiato alla scuola alberghiera e aveva fatto pure il maitre d’hotel nella famosa Costa Smeralda in Sardegna. Fatto un rapido giro

in Augusta, i Paolini adocchiarono un caratteristico ristorante-pizzeria affacciato sul mare, ma fuori del centro storico e con la possibilità di una discreta (allora) area di parcheggio. Il titolare del ristorante, gestore di una fornitissima bottega di generi alimentari, forse, aveva fatto il passo più lungo della gamba o, forse, quello della ristorazione non era il suo mestiere. Il locale non andava a gonfie vele. I Paolini, in breve, si accordano e ne rilevano la gestione, mantenendo il vecchio nome “La gòmena”. Nel breve giro di qualche anno, Pippo, il maggiore dei fratelli, prende le redini e, con lungimiranza, si rende conto che non conviene mantenere un ristorante. È più produttivo tenere aperta una pizzeria, solo di sera, dalle 19 a mezzanotte. Pippo studia come un matto per migliorare il prodotto, va a scuola da pizzaioli prestigiosi, si aggiorna, si specializza in acrobazie per far colpo sul pubblico, punta sulla qualità dei prodotti e sul contenimento dei prezzi. Altro che fast food all’americana! Il vero cibo veloce, nutriente e sano è quello mediterraneo: è la pizza. La formula ha successo, anche perché Paolini fa le cose davvero per bene. Usa la farina di soia, i pomodori pelati senz’acqua, pochissimo lievito e… tanta poesia. I clienti non devono prenotare e nemmeno fanno la penitenza ai tavoli, sgranocchiando patatine in salsa piccante in attesa della pizza. Paolini, diventato maestro, si circonda di numerosi allievi e li mette sùbito alla prova ogni sera, sotto la sua diretta supervisione. Dietro il bancone sembra di vedere quasi una catena di montaggio: chi lavora la pasta, chi vi sparge altra farina, chi mette gli ingredienti e i supplementi, chi inforna echi…


Personaggi

sforna. Dall’altro lato, si muovono colorati e veloci, gli altri numerosi collaboratori: gli addetti di sala , che sono tutti maschi, come i fratelli di Pippo, che sono stati con lui fino a qualche anno fa, come i due figli che stanno anch’essi dietro al bancone, alla cassa o al reparto mescita. Pippo diventa celebre in svariati concorsi per maestri pizzaioli sparsi nel mondo e viene intervistato da giornali quotidiani e da altri media, RAI in testa a Salsomaggiore, dove, ogni anno, viene organizzato il concorso di Miss Italia. Pippo diventa campione mondiale di pizza “acrobatica” e comincia a inanellare un primato dopo l’altro. A Lientz, in

Austria, realizza la pizza più lunga del mondo, oltre 149 metri, ma non si accontenta e sta già pensando di battere il suo stesso record. La sua fama cresce e i suoi fratelli, Angelo e Salvo, cresciuti alla sua ombra, decidono il gran passo: aprire una pizzeria a Malta, sempre, però sotto la tutela del fratello campione. La fama di Pippo vola oltre oceano, addirittura in Brasile. Nella terra colonizzata dai portoghesi Pippo viene incoronato “ re” della pizza. Oggi fa la spola tra Augusta e Rio. Ha un sogno nel cassetto. Vorrebbe istituire ad Augusta “L’università della pizza”. Per ora si accontenta di ringraziare i suoi

clienti e non dimentica che nella pizza bisogna sempre mettere un pizzico… di poesia.

È morto Innocenzo Galatioto

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con lui si chiude un pezzo di storia di Augusta, della provincia di Siracusa, della Sicilia. Aveva 83 anni. Vissuti intensamente. Medico ortopedico, era stato giovane ufficiale dell’Aeronautica militare. Chiusa l’esperienza nell’Arma azzurra, iniziò l’attività medica libero-professionale ad Augusta. E nei pressi di Brucoli aprì il primo embrione della casa di cura «Villa Salus». L’attività della clinica fondata da Galatioto fu subito coronata dal successo. E villa Salus fu ampliata sempre più, l’attività intensificata. Entrato in politica, Innocenzo Galatioto «rifondò» il partito socialdemocratico nella provincia di Siracusa. Lo fece risorgere dall’oblio in cui era caduto. E anche in politica fu un successo. Galatioto fu quindi eletto deputato regionale. E polarizzò ampi consensi. Ma la politica stancò presto l’instancabile Innocenzo Galatioto. Il quale, lasciato l’agone dei partiti, si dedicò interamente alla direzione della sua Villa Salus. Fu così che la sanità recuperò un

buon medico. E la politica perse quel che poteva essere un buon politico. Ma la politica siciliana ha sempre respinto i migliori. Non poteva accadere diversamente per Galatioto. Il quale lasciò l’Assemblea regionale. Forse senza rimpianti. Ma chi può dirlo? È un fatto: in tutti questi anni, sotto l’abile e accorta guida del suo fondatore, Villa Salus è stata un punto di riferimento per la sanità di tutta la provincia di Siracusa. Sia per le prestazioni sanitarie sia anche per l’attività cosiddetta «alberghiera». La gente preferiva sempre il ricovero a Villa Salus piuttosto che in ospedale. Anche l’attrezzatura tecnologica è stata sempre un passo avanti, almeno, rispetto a quella delle strutture pubbliche. Innocenzo Galatioto lascia quindi un patrimonio di servizio per la gente. Questo patrimonio deve sopravvivere al suo fondatore. Salvatore Maiorca La Sicilia, 3/2/2011

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Eventi

UN’ALTRA OCCASIONE PERDUTA PER AUGUSTA Approdo della CAP ISTANBUL 2010 a Marina di Ragusa

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nche quest’anno la prestigiosa Regata CAP ISTANBUL 2010, organizzata, come per il 2008 da una associazione culturale con sede ad Augusta, la EUMETRA su proposta del console generale Onorario di Turchia in Sicilia, Domenico Romeo nostro concittadino e personaggio molto noto ad Augusta per il suo impegno imprenditoriale in particolar modo nel campo marittimo e turistico, è stata predisposta in altro porto siciliano e precisamente a Marina di Ragusa, dove nel 2009 è stato inaugurato un attrezzato e ampio porto turistico capace di ospitare fino a 800 posti barca, di diverse dimensioni. Nel 2008 questa stessa regata, che rappresenta nel campo nautico sportivo uno degli eventi più importanti a livello mondiale,

per la sua peculiarità di navigazione in solitario per circa 1600 km, con imbarcazioni a vela da 10.80 metri della classe “Figarò” e che partendo dalla Francia, attraversa tutto il Mediterraneo, toccando la Sicilia (unica tappa in Italia), la Grecia e la Turchia , è stata ospitata a Marzamemi. In quella occasione, il console Romeo aveva avuto l’opportunità di proporre agli organizzatori Francesi e Turchi la tappa in Sicilia, togliendola a Malta che si era proposta a ospitare questi eventi. Il console Romeo e gli organizzatori locali aveva previsto di far sostare le barche nel porto di Augusta, ma purtroppo per mancanza delle attrezzature necessarie, ancora oggi inesistenti, tipo colonnine per l’attacco dell’acqua e dell’energia elettrica, tutto era stato dirottato sul vicino porto di Marzamemi. A se-

guito di questa regata, il porto di Marzamemi e i gestori delle banchine private che gratuitamente avevano fornito tutto il loro supporto logistico e tecnico, hanno avuto un grossissimo exploit in base alla promozione a livello internazionale che questa regata normalmente veicola La prestigiosa regata CAP ISTANBUL 2010 approdata a settembre a Marina di Ragusa (unico porto in Italia), rappresenta un importante evento sportivo culturale che si svolge ogni 2 anni e che per la sua importanza è paragonata nel il settore automobilistico alle gare di Formula Uno. Durante queste manifestazioni che sono seguite anche online durante tutto il loro percorso e le tappe tecniche nei porti di approdo, intervengono giornalisti e cameramen internazionali, oltre un folto gruppo di sportivi e turisti attratti dall’importanza della regata e in particolar modo alle ineguagliabile partenze da ogni singolo porto. Fra l’altro durante la sosta viene promossa anche la parte turistica – storica e culturale della località di approdo, che viene fatta conoscere senza un grosso dispendio di somme Nell’edizione del 2010, questa regata partendo dalla Francia ha attraversato tutto il Mediterraneo e è approdata a Marina di Ragusa, dal 23 al 26 settembre 2010. Hanno partecipato a questa spettacolare regata, unico nel suo genere per la presenza di una sola persona a bordo (navigazione in solitario ), i più conosciuti skipper a livello internazionale - 31 imbarcazioni di 10,80


Eventi

metri della classe “Figarò” Benetteau 4 catamarani, di appoggio e a disposizione della giuria e direttori di gara, da 15 e 18 metri La regata ha scalato i seguenti porti : Hyres-Toulon, (Francia), Marina di Ragusa (Sicilia), Atene (Grecia), Didim (Turchia) Bozcada, stretto dei Dardanelli, e Istanbul, dove l’arrivo è avvenuto il 13 ottobre L’organizzazione EUMETRA, competente per la sosta in Sicilia ha sviluppato rapporti di collaborazione per il disimpegno di questa regata con organizzazioni locali e a Marina di Ragusa ha avuto il supporto da parte del Gruppo CEA, gruppo ben conosciuto in Sicilia e precisamente nella Provincia di Ragusa. Tutto è stato predisposto in modo ineguagliabile, in primo luogo attraverso la qualificata collaborazione dei gestori del porto privato di Marina di Ragusa, del presidente della Provincia Regionale di Ragusa, del Comune, di alcune associazioni di categoria, commercianti, e in particolar modo da aziende private, quali le concessionarie Auto, Gruppo

Fiat, BMW, Pegioaut e il Club Service Lions di Ragusa Host. Molti dei responsabili di questi enti sono stati invitati dal Console Romeo a presenziare all’arrivo della regata a Istanbul e alle celebrazioni delle premiazioni, che hanno visto presenti preminenti autorità dei Paesi interessati a questo evento. Per il 2011 una regata ancora più prestigiosa interesserà non solo il Mediterraneo, ma anche l’oceano atlantico, con imbarcazioni IMOCA Class da 18,28 metri e con equipaggio partirà da Istanbul a Luglio terminando a Portsmouth (Inghilterra) e anche questa transiterà dalla Sicilia, dove l’approdo è stato garantito dal porto di Trapani. Questo porto anche se commerciale come quello di Augusta, ma di ben più modeste dimensioni, ha saputo offrirsi nel campo internazionale anche al traffico da diporto e della nautica sportiva, ospitando regate del tipo dell’America’s CUP, e sono riusciti a essere l’unico porto in Sicilia, dove simili eventi vengono supportati dal Ministero del tesoro italiano Non si capisce come mai Augusta per la sua favorevole posizione, ampi fondali e ora anche in possesso di banchine, non riesca a potersi proporre quale destinataria anche di questo specifico traffico che potrebbe portare un’ulteriore immagine, a quella che purtroppo non è stata mantenuta nel campo commerciale, visto che le banchine del porto sono prevalentemente vuote. Le banchine della darsena servizi se adeguata-

mente ristrutturate e potenziate per lo spazio a terra che dispongono trovandosi anche all’interno del centro storico, potrebbero almeno essere impegnate per questo scopo. Chissà perche nessun ente e in particolar modo l’Autorità Portuale di Augusta di concerto con il Comune, non iniziano a proporre questo attracco disponibile per tali approdi e manifestazioni nautiche, che darerebbero diversa immagine e un ritorno economico per gli operatori interessati e la cittadinanza. Se le autorità preposte non riescono ad attrezzare tali banchine di ogni necessario supporto logistico, anche questa possibile occasione andrà persa. Il console Romeo per il 2012 ha previsto l’attracco nel costruendo porto di Siracusa o in quello di Catania, che saranno sicuramente molto interessati a garantire il loro supporto, logistico ed economico. Qualora il porto di Augusta si attrezzasse per questo particolare traffico potrebbe competere nelle future scelte di queste e altre organizzazioni similari, che interessano la Sicilia per la sua favorevole posizione geografica, ideale per questi eventi nautici. Domenico Coco Umberto Midolo (Assonautica Italiana), Domenico Romeo, a ds.

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Personaggi Emergenti

Profeti in patria, n

Mirko Caiazza, un ragazzo di Augusta che cavalca con successo i palcoscenici del mondo

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Betty Poison (Lucia Conti da Frosinone, Nunzio Falla da Scicli e Mirko Caiazza da Augusta) tre ragazzi che suonano regolarmente sia in italia che in tutta Europa e sono al momento reduci da un fortunatissimo tour negli stati uniti che li ha visti spopolare oltreoceano. Scelti dalle HOLE di COURTNEY LOVE come opening act dei loro concerti di Roma e Milano sono inoltre colonna sonora di una recente e rivoluzionaria performance realizzata a New York da Anton Perich, fotografo ufficiale di Andy Warhol nonché uno degli artisti più insigni della celebre “FAC-

Betty Pois

TORY”. Quattro brani dei Betty sono distribuiti dalla 20th CENTURY FOX, in allegato al dvd del colossal da 25.000.000 di dollari “MEGIDDO” e il video del loro primo singolo, “PSYCHOVICIOUS”, compare persino tra i contenuti speciali del film. Passano su moltissimi canali televisivi tra cui ITALIA1, RETE4, due reti RAI, VIRGIN TV (che definisce la band “una delle più interessanti della scena rock italiana”), DEEJAY TV, ROCKTV, MATCH MUSIC e molti altri. Lucia è inoltre ospite di Maurizio Costanzo (all’interno di una puntata di “RACCONTANDO” dedicata alle “RAGAZZE CATTIVE DEL ROCK”), della RADIO NAZIONALE BELGA (BRF) e della CNN RADIO (1190AM w/ Lane & Dave Radio Show, Dallas), dove i Betty sono ancora in programmazione. Il loro primo EP, “UNCOOL”, è prodotto dalla FASTERMASTER. NEL 2009 IL PRIMO FULL LENGHT, “POISON FOR YOU”, prodotto dalla FASTERMASTER e distribuito IN ITALIA E IN OLANDA. A breve uscirà il loro secondo album. E. L.


nooo, mai!

son

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Ambiente

La preoccupazione degli esperti dopo lo scandalo scoppiato in Germania

Polli alla diossina anche da noi?

Lettera aperta di AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia Ai Ministri della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, Al prefetto di Siracusa Al presidente della Regione Sicilia Al presidente della Provincia di Siracusa Ai Sindaci dei Comuni di Augusta, Priolo e Melilli Al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS)

Richiesta di provvedimenti per il polo industriale siracusano. o scandalo di polli, uova e maiali tedeschi alla diossina, causato dai mangimi, ripropone la sicurezza alimentare, visto che la diossina, definita la sostanza più pericolosa mai conosciuta, agisce a dosi infinitesimali (miliardesimi di milligrammo) sui viventi.

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In Italia, nell’area di ricaduta dell’inceneritore di Montale (Pistoia), sono state trovate uova e polli alla diossina. La stessa cosa si è registrata a Taranto, tanto che la Regione Puglia ha vietato il pascolo in un raggio di 20 chilometri, dalla sua area industriale, perché nei terreni è stata rinvenuta troppa diossina. In questi due casi non si trattava di inquinamento da mangimi, ma probabilmente da scarichi industriali che avevano contaminato i campi dove pascolavano pecore e galline, e si coltivava frutta e verdura. Le Associazioni AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia, temono che situazioni simili a quelle registrate a Montale e Taranto si siano potute verificare e/o possano verificarsi anche

nel triangolo Augusta-PrioloMelilli. Non si conoscono le quantità scaricate annualmente, visto che nel polo industriale siracusano gli organoclorurati (diossine, furani e pcb) non sono controllati in continuo, né sono stati ricercati su matrici biologiche, anche umane, come latte materno e capelli, dove questi inquinanti si accumulano. AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia, preoccupate per i danni alla salute delle popolazioni residenti, propongono la creazione di un polo scientifico di eccellenza, attorno all’Arpa Siracusa, per la ricerca delle diossine nel territorio e nei cittadini e per mettere in atto i controlli in continuo delle emissioni industriali, al fine di rassicurare la popolazione. Si può sperare che lo scandalo delle uova tedesche alla diossina possano convincere i Ministri e gli Assessori Regionali di Salute, Ambiente e Agricoltura, il Presidente della Regione, ad applicare nuovi standard ambientali più restrittivi alle emissioni e realizzare quanto da noi proposto? La nostra speranza non è certo riposta nei sindaci dei Comuni di Augusta, di Priolo e di Melilli ai quali da tempo, e ufficialmente, abbiamo avanza-


Ambiente

to le stesse richieste e dai quali mai riscontro alcuno ci è stato fornito, né con parole né con i fatti, forse perché molto distratti dalle compensazioni che si aspettano dopo aver autorizzato il rigassificatore di Priolo e, da parte del sindaco di Augusta, anche il transito del metanodotto nel territorio del suo Comune. Giacinto Franco Luigi Solarino

Lettera aperta del consigliere circoscrizionale Luigi Solarino al sindaco Carrubba

FARMACIE DI TURNO, MA CHI LO SA?

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ono state segnalate da parecchi cittadini della nostra Circoscrizione, le difficoltà che spesso hanno avuto nel trovare nella nostra città, per esempio di sera o di domenica, una farmacia di turno per una emergenza sanitaria familiare. Effettivamente, le bacheche che indicano le farmacie di turno, esposte dalle farmacie, sono spesso posizionate troppo in alto, rispetto a chi legge, non illuminate e pertanto difficilmente leggibili. L’elenco delle farmacie di turno è spesso realizzato utilizzando il foglio di un calendario mensile su cui, soprascritta a penna sul nome del santo del giorno, viene segnata la farmacia di turno. Si tratta invero di un metodo “artigianale” e poco funzionale che determina, di fatto, il rischio di notevole disservizio, con grave pregiudizio del diritto di accedere al farmaco da parte

del cittadino. Sarebbe facile ovviare a detti inconvenienti adottando una Sua ordinanza, signor Sindaco che imponga, a tutte le farmacie, di lasciare accesa notte e giorno l’insegna luminosa verde a croce, che indichi le farmacie di turno e i relativi orari osservati. In alternativa, all’insegna a croce verde, le farmacie potrebbero impiegare una bacheca digitale, facilmente consultabile, che si aggiorna automaticamente, indicando la lista delle farmacie di turno in ordine di vicinanza e il percorso per raggiungerle. Quanto proposto, a mio avviso, uguaglierebbe Augusta alle altre città, anche della nostra provincia, che da tempo adottano con successo tale sistema informativo e renderebbe un doveroso servizio alla cittadinanza e una maggiore eticità ai farmacisti. Luigi Solarino

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Personaggi

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’era fatta rossa per partecipare al “Grande Fratello”, la popolare trasmissione di Canale 5 , che, da dieci anni a questa parte, ca-

riverberi della notorietà, dalla possibilità che la trasmissione offre di transitare velocemente e risiedere stabilmente nel mondo dello spettacolo, senza troppe difficoltà. La 22enne augustana Elisa Lisitano, Conclusa l’avventura televisiva alcuni anni fa, non ancora diciottenne, s’era del “Grande Fratello” presentata al concorso per Miss Italia, entrando nella selezione che le consentì di farsi ammirare da milioni di telespettatori attraverso gli schermi di Raiuno. Il nostro giornale le dedicò la copertina del n. 25 (ottobre 2006). Gli occhi lamita l’attenzione di milioni verdissimi della giovane Elisa di spettatori. I concorrenti per incantarono tanti che, oggi, entrare nella “casa più famosa sono rimasti delusi nel vedere d’Italia” sono legioni, le sele- i suoi capelli tinti di rosso, un zioni ardue. Moltissimi sono colore non solo innaturale, ma spinti dal miraggio del premio troppo vistoso, che fa passare finale cospicuo, ma anche dai in secondo piano lo smeraldo

PROVACI ANCORA, ELISA!

degli occhi e fa apparire Elisa una come tante. Con il colore castano naturale e con il suo sorriso Elisa ha già fatto colpo, lavorando in alcuni film di caratura nazionale e in stazioni televisive locali. Pare che sia stato proprio il “Grande Fratello” a imporle di farsi rossa. Elisa, ovviamente, ha obbedito, è riuscita a entrare, è rimasta dignitosamente in gara per due settimane. Poi l’uscita e il mesto ritorno nella casa familiare, qui ad Augusta. Ah, se non si fosse tinti i capelli di rosso! Chissà? Ma, siamo certi, Elisa ci riproverà ancora. Anzi, la incoraggiamo noi stessi, parafrasando il titolo della celebre canzone dell’altrettanto celebre film Casablanca: Provaci ancora, Elisa!

   


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Augusta dalla A alla Z

Inserto fotografico a cura dell’associazione APF n. 1


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1 - Hangar per dirigibili (Alfio Iacobello) 2 - Castello Svevo (Corrado Di Mauro) 3 - Palco della musica (Giuseppe Scapellato) 4 - Forte Vittoria (Walter Falzolgher) 5 - Porto (Sebastian Brusca) 6 - Castello Aragonese (Duccio Luglio) 7 - Pescheria (Romolo Maddaleni) 8 - Faro Santa Croce (Sebastian Brusca) 9 - Panorama (Giuseppe Schermi) 10 - Chiesa S. Domenico (Corrado Di Mauro) 11 - Part. Porta Spagnola (Romolo Maddaleni) 12 - Oasi ex Saline Regina (Romolo Maddaleni)

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Anniversari

Vent’anni dopo, ricordato il terremoto di S. Lucia Lo aveva già ricordato il nostro direttore Giorgio Càsole, nel 2006, con il libro Augusta, cronache di un terremoto annunciato, con la prefazione del noto vulcanologo Enzo Boschi

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el popoloso quartiere di Santa Lucia, alla presenza del sindaco Carrubba, è stata celebrata yuna messa in occasione del 20° anniversario del tragico terremoto che, quella notte del 13 dicembre del 1990, lasciò senza tetto più di 4700 persone. Malgrado le avverse condizioni climatiche e la scrosciante pioggia che si è manifestata durante la funzione religiosa, la popolazione è accorsa numerosissima: segno che, seppure a distanza di venti anni, è ancora vivo il ricordo di quella funesta notte trascorsa fuori casa, al freddo, tra i calcinacci, il caos dei veicoli nelle strade, il pianto di quei piccoli tirati giù dal letto e avvolti frettolosamente nelle coperte di lana, tra gli sguardi poco rassicuranti degli adulti in preda alla disperazione e alla paura di non riuscire più a ripartire da quelle enormi macerie, a ripartire da zero. Tutto successe nel giro di 45 interminabili secondi durante i quali, giusto per rendere l’idea ai giovani che fortunatamente non hanno vissuto quei tragici momenti, chi abitava negli ultimi piani degli edifici, si racconta, fu investito dalla netta sensazione di precipitare, disarmato, aspettando

il momento dello schianto. “Ma il nostro buon Dio” - ha commentato commosso durante l’omelia il celebrante don Angelo Saraceno – “fortunatamente ha teso una mano a tutti, non dimenticandosi di nessuno. Sono passati venti anni da quel terribile evento durante i quali Augusta, gradualmente, grazie all’aiuto di chi ha saputo mettersi al servizio della collettività con grande spirito di sacrificio e solidarietà, è tornata prosperosa al suo antico splendore”. E proprio il 13 dicembre scorso, non a caso, è stato inaugurato un ampio parco giochi per bambini nel sito dove sorgeva il campo containers, ormai bonificato, che ha ospitato per più di dieci anni le famiglie che erano rimaste senza un tetto. Dopo la messa, i fedeli e le autorità si sono spostati all’esterno della chiesa Santa Lucia, presso la facciata nord, per assistere, sotto gli ombrelli, alla scopertura di una lapide commemorativa (nella foto) e per ricevere dal parroco la benedizione del giorno, prima di tornare nelle loro case. Per i giovani che non hanno vissuto l’esperienza di quel terremoto, ci permettiamo di ricordare il libro, del nostro direttore Giorgio Càsole, Augusta, cronache di un terremoto annunciato, dove sono raccolti tutti i servizi pubblicati per il nostro giornale, con moltissime foto a corredo. Giuseppe Tringali

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Incontriamo l’università! Gli ex alunni guidano i liceali verso ‘la grande scelta’

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iorno 21 gennaio si è svolto, presso il nostro liceo Megara, un’altra tappa del percorso di orientamento, organizzato dai professori Anna Lucia Daniele, Giorgio Càsole e Alfio Castro. Nel’laula polifunzionale stavolta si sono incontrati gli studenti universitari, ex alunni del nostro liceo, e gli attuali liceali delle classi quarte e quinte. L’opportunità di conoscere il ‘mondo universitario’ è stata ben accolta da numerosi studenti, tanto da riempire l’aula intera! A prendere parte all’incontro sono stati (in ordine alfabetico) gli universitari Antonino Barresi per Scienze Motorie, Andrea Bellistri per Economia aziendale, Sergio Brischetto per Medicina, Maica Daniele per Economia, Maria Elena Latino per Architettura, Giulio Patania per Medicina, Roberta Rocca per Ingegneria gestionale, Francesco Scionti per Giurisprudenza, Ciro Sesto per Chimica e tecnologia farmaceutiche e Andrea Zanti per Lingue. Tutte le facoltà appena citate fanno parte dell’ateneo catanese. Ogni ragazzo ha presenta-

to la propria facoltà fornendo le informazioni che la caratterizzano: per esempio l’ottima preparazione che si riceve nelle materie scientifiche in Architettura e la difficoltà dei suoi esami, che si compongono di una parte scritta, una orale, un progetto e un modellino. Grazie alla facoltà di Lingue è più facile accedere al mondo del lavoro, che ormai assume sempre di più un assetto europeo in cui è fondamentale conoscere le principali lingue straniere; inoltre è possibile partecipare ai progetti Erasmus che permettono di studiare in una città europea. Le facoltà di Medicina, di Chimica e tecnologia farmaceutiche e di Scienze Motorie ricoprono una grande responsabilità: quella di formare nuove personalità che si occuperanno della salute dei pazienti,. Però l’accesso alla facoltà di Medicina è sicuramente il più impegnativo, a causa dei test sempre più restrittivi, per i quali è, quindi necessario uno studio costante fin dal momento della sua scelta. Dopo la presentazione delle altre facoltà, i liceali sono stati messi in contatto, tramite videoconferenza, con gli ex alunni

che hanno deciso di frequentare l’università a Torino: Alessandra Baffo per Architettura e Flavio Molica per Ingegneria Civile, entrambe facoltà del Politecnico, e Germano Centorbi per il DAMS Cinema. I ragazzi universitari hanno parlato anche delle difficoltà di ambientarsi in una nuova città, nella quale non si conosce nessuno e bisogna imparare a vivere autonomamente. Infine, dopo aver risposto alle domande dei liceali, gli universitari hanno dato consigli sulla scelta da affrontare: è giusto considerare gli sbocchi lavorativi che una facoltà può offrire, ma è forse più importante scegliere secondo i propri interessi il lavoro che un giorno svolgeremo nella nostra vita.


Scuola

ASILI NIDO

LA MM NE HA APERTO UNO, IL COMUNE STA A GUARDARE

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partire dal 16 dicembre 2010 l’asilo nido della Marina Militare ha aperto le porte ai bimbi dei propri dipendenti militari e civili e dei cittadini di Augusta. La struttura sorge all’interno del comprensorio militare di “Campo Palma”, si sviluppa per un totale di circa 400 mq, e potrà ospitare fino a 30 bambini di età da 0 a 36 mesi che saranno assistiti da educatori qualificati, coadiuvati settimanalmente da un pediatra. Le dotazioni comprendono ambienti forniti di giochi e arredi colorati oltre a un’area esterna. Non mancano inoltre locali di servizio quali segreteria, lavanderia, ambulatorio e una cucina che fornirà quotidianamen-

te i pasti. Dopo quello di La Spezia e di Taranto, nasce quindi anche ad Augusta l’asilo “aziendale” della Marina Militare, iniziativa con cui la Forza Armata ribadisce, pur in un momento di congiuntura negativa, l’importanza del supporto alle famiglie dei propri dipendenti militari e civili, fornendo loro un aiuto concreto di elevato valore sociale. Il Comune di Augusta, vent’anni fa circa, fece costruire in Via Dessiè e in Via Delle

saline un edificio destinasto ad asilo nido. Non l’ha mai aperto come tale. Quello di Via Dessiè è stato utilizzato per ospitare gli uffici della pubblica istruzione e

della solidarietà sociale, l’altro per gli uffici e per alcune classi della scuola media “Orso Mario Corbino” , giacchè il plesso centrale della scuola, quello in Piazza D’Astorga è statoelevato a sede della municipalità durante i lavori per il restauro del “palazzo di città. E gli asili-nido comunali? Per ora il Comune sta a guardare.

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Arte e industria

Oltre il museo

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nche st’anno si è tenuto ’Open Land il tradizionale incontro tra i rappresentanti della Raffineria Esso di Augusta e i rappresentanti della società civile e della stampa di Augusta, Siracusa e Melilli. La serata è stata presentata dall’augustano Salvo Bella, responsabile delle relazioni esterne per la raffineria fondata da Angelo Moratti con il nome di RASIOM. A nome del gruppo ExxonMobil, la multinazionale cui fa capo la Esso italiana, ha tenuto la relazione di fine anno il direttore della locale raffineria, Fabio Garagiola, al timone da ben tre anni, che ha messo in evidenza gli sforzi compiuti dall’azienda in materia di sicurezza e ha tracciato “gli scenari energetici” da oggi al 2030, specificando che al 2030 la domanda energetica globale sarà molto più elevata, superiore del 35% circa rispetto al 2005.” È una sfida decisamente impegnativa” – ha sottolineato Garagiola – “soddisfare il crescente fabbisogno energetico della popolazione riducendo, al contempo, l’impatto sull’ambiente dovuto all’uso dell’energia. La dimensione di questa sfida ha già assunto proporzioni enormi. Attualmente l’uso pro capite di energia nel mondo varia notevolmente, ma in media è paria 200 mila BTU (British Termal Unit) al giorno. Globalmente, il dato si traduce in 15 miliardi di BTU al secondo. Soddisfare la crescente domanda di energia

in modo efficace e responsabile, sotto il profilo economico e ambientale, costituisce” – ha concluso il direttore – “una sfida non solo peri governi,ma per le industrie e i consumatori di tutto il mondo. Prima di cedere di nuovo il microfono a Salvo Bella, Garagiola, visibilmente provato da una sindrome influenzale in corso, ha presentato un filmato un filmato realizzato, come quello dello scorso anno, all’interno della raffineria, per farla conoscere dall’interno, perché “molta gente pensa che la raffineria possa essere un luogo di cui aver paura”, attraverso le testimonianze di giovani tecnici, soprattutto donne, da poco assunti, e di personale con anni di servizio alle spalle, tutti con elmetto e occhialoni, tali da renderli irriconoscibili, se non fosse stato per il nome scritto in sovraimpressione. Salvo Bella ha poi dato spazio a Giuseppe Voza, già sovrintendente ai beni culturali di Siracusa, troppo noto per essere presentato, autore del volume “Oltre il museo”, sontuosamente illustrato dalle foto di Lamberto Rubino, edito da ERRE produzioni con la sponsorizzazione della Raffineria di Augusta. L’intervento di Voza, interrotto a più riprese da inconvenienti tecnici di fonìa, con involontari effetti comici, è stato molto interessante perché l’ex sovrintendente ha esposto una nuova idea di fruizione dei reperti esposti nei

musei: “Lungi ormai dal criterio di settecentesca memoria di trasferire in dimore regali o in prestigiose sedi museali opere importanti, ritrovate in avventurosi scavi archeologici, si è andata sempre più affermando l’idea che i reperti antichi dovessero essere il più possibile messi in relazione con i luoghi di provenienza, com’è avvenuto in qualche raro caso, negli stessi luoghi di ritrovamento con tutte le intuibili difficoltà e pericoli che l’operazione comporta. Ne consegue che la mancata possibilità di cogliere sùbito il rapporto con il luogo di ritrovamento, spesso la carenza, se non l’assenza di indicazioni, d’informazioni, di didascalie e, sovente, l’incuria relativa alla manutenzione degli oggetti esposti, hanno provocato, nel tempo, nell’immaginario collettivo, l’idea che il museo fosse luogo chiuso, male illuminato, in cui i reperti esposti sono come sepolti, ‘roba da museo’ è l’espressione che rinvia all’immagine di cosa ammuffita. C’è anche da dire che troppo a lungo il museo è stato visto come uno luogo elitario, un luogo per amatori. Così oggi è divenuta sempre più sentita l’esigenza di disporre di musei in cui i reperti siano esposti con sufficienti e sempre più aggiornati criteri intesi a far percepire gli oggetti come ‘portatori di storia’, ma, soprattutto, con lo scopo di far cogliere il legame con il luogo di provenienza degli oggetti stessi.”


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Arsenale militare

J’accuse dei sindacati

50 Milioni di euro buttati al vento?

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’ammiraglio Andrea Licci, ex direttore dell’arsenale, prima del suo trasferimento, ha firmato un contratto affidando “in toto” sia il coordinamento che i lavori di manutenzione e ammodernamento su Nave Cigala Fulgosi (classe Comandanti) alla Fincantieri, unitamente a Wartsila e Selex, escludendo completamente le maestranze dello Stabilimento, che in molti settori hanno la capacità professionale e tecnologica di intervento. CGIL, CISL e UIL denunciano questa insensata scelta unilaterale, che ha dato uno schiaffo morale, non solo ai lavoratori dell’Arsenale, ma a tutta la cittadinanza augustana defraudando il territorio di quel poco di ritorno economico.” I sindacati lanciano un vero atto d’accusa unitario contro il ministero della Difesa, da cui dipende l’arsenale della base augustana della

Marina Militare. In un quadro economico e lavorativo provinciale disastroso, con l’economia portuale e dell’area industriale bloccata, con centinaia di lavoratori in cassa integrazione e licenziati, il

tribuenti per ristrutturare e ammodernare le strutture e le officine dell’Arsenale? Perché si investono tanti soldi se non viene attuata una politica parallela di assunzione e riqualificazione del personale? Crediamo che nessun privato spenderebbe tanti quattrini per poi affidare a terzi i lavori che potrebbe lui stesso svolgere. Qualcuno deve pur spiegarcelo!” Le organizzazioni sindacali provinciali FP-CGIL, CISL-FP e UIL-PA nei mesi scorsi avevano lanciato l’allarme sulla grave situazione in cui versa lo stabilimento di Marinarsen Augusta, denunciando sia lo stato di svuotamento delle piante organiche riguardanti le maestranze, che si occupano della normale manutenzione del naviglio di stanza ad Augusta, sia le possibili gravi ripercussioni occupazionali sul territorio, con la paventata entrata in campo di industrie nazionali per potenzialmente occuparsi della manutenzione delle unità navali. “Oltre le istituzioni politiche del territorio”, - ribadiscono i sindacati – “a questa problematica è stata interessata anche la Prefettura con una riunione ad hoc alla quale avevano partecipato, assieme alle scriventi, il comandante di Marisicilia, il sindaco di Augusta e i vertici dell’arsenale militare di Augusta. In quella sede molte sono state le rassicurazioni ricevute da parte dei rappresentanti della Marina Militare, del sindaco e infine del p aretuseo, il quale ultimo sarebbe dovuto intervenire presso il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa. La fondatezza di quelle preoccupazione oggi

Com’era prevedibile, l’arsenale della marina militare ceduto colpo finale arriva dal ministero che da anni non riesce neanche a pagare con regolarità le commesse di lavoro. In un clima politico da disfatta collettiva, tra risse e scissioni continue, i partiti o ciò che rimane non sono riusciti che a tirare a campare tra una bugia e un proclama, insomma un fallimento totale. “Se questa è la politica” - continuano i sindacati –“ che vuole attuarsi per far fronte ai lavori sulle unità navali ad Augusta, è bene che qualcuno ci spieghi con estrema serietà: a che cosa servono 50 milioni di euro dei con-


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più che mai è sotto gli occhi di tutti. Nel corso delle riunioni sindacali con l’ attuale direttore di Marinarsen , denunciando tale situazione di disagio, abbiamo avanzato richiesta”-dicono i sindacati - “di coinvolgimento delle parti sociali nelle scelte di esternalizzazione già dalla prossima unità navale della classe Comandanti (Nave Borsini), in sosta ai lavori, prevedendo anche una riorganizzazione dei settori interni dello stabilimento atta al recupero delle attività di lavorazione e manutenzione delle Unità Navali. Vogliamo essere fiduciosi! Si constata” - concludono –“ la persistente latitanza politica locale e provinciale, che per impegno morale dovrebbe occuparsi dello sviluppo economico nonché mettere in atto tutti gli strumenti per mantenere e incrementare l’occupazione nel territorio” CGIL-CISL-UIL

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A Catania, successo della Canottieri club nuoto di Augusta

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eritato successo del Canottieri Club Nuoto Augusta al campionato siciliano di Indoor Rowing 2011 svoltosi a Catania domenica 16 gennaio nel palazzetto dello sport della cittadella universitaria. Nella categoria allievi “B” Maschile l’oro è stato assegnato a Matteo Licata, il bronzo a Luca Dettori, nella gara allievi “B” femminile il bronzo a Beatrice Prato. Nella categoria allievi “C” maschile l’oro a Sebastiano Galoforo, nella cadetti il bronzo a Giuseppe Urso . Nella categoria ragazzi vittoria di serie e settimo tempo per

Nella foto: gruppo d’insieme della Canottieri club nuoto

Rosario Galoforo. Nei Master, l’oro a Vincenzo Galoforo e a Domenico Moschitto rispettivamente nella categoria “D” e “C”. Buoni piazzamenti per Giuseppe Cipriani, Salvatore Contento Tiziano Messina, Alberto Pedalino, Sebastiano Greco, Matteo Sciacca, Andrea Farini e Luigi Contento che hanno ben figurato. Nel corso delle premiazioni è stato premiato come miglior allievo “B” siciliano della stagione agonistica 2010 Sebastiano Galoforo, il canottiere augustano imbattuto nelle regate regionali con 4 ori, ha totalizzato anche 2 ori, 2 argenti e 1 bronzo nelle regate nazionali, mai preceduto da altri atleti siciliani. Con questa manifestazione si è conclusa la fase indoor della stagione agonistica; il prossimo appuntamento per i giovani atleti della Canottieri Club Nuoto Augusta sarà il 20 febbraio sul Lago di Pozzillo, in provincia di Enna.

P.T.


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Dalla parte del cittadino

Lettera aperta al Sindaco

A chi dobbiamo pagare le bollette dell’acqua?

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enerdì 28 gennaio, i movimenti ambientalisti locali AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia e Forum provinciale per l’acqua pubblica hanno inviato una formale, ma dura, lettera al sindaco di Augusta, Carrubba, per avere una risposta certa riguardo al problema del pagamento delle bollette per il consumo dell’acqua potabile. Potabile, si fa per dire, perché in realtà ad Augusta, come in quasi tutt’Italia, praticamente nessuno beve l’acqua che sgorga dal rubinetto. Siamo tutti dipendenti dall’acqua imbottigliata. Il che comporta uno spreco enorme di bottiglie di plastica, che dovrebbero essere riciclate dopo l’uso, e anche uno spreco di carburante e un aumento d’inquinamento e di possibili rischi d’incidenti a causa di tutti i mezzi pesanti che trasportano gl’ingenti quantitativi di queste bottiglie d’acqua, spacciate molto spesso per acque minerali e, invece non lo sono. Ecco il testo della lettera al sindaco “Egregio signor sindaco, apprendiamo dalla stampa che l’Assemblea dei sindaci dell’ATO idrico avrebbe deliberato, con decisione una-

nime di tutti i presenti, di accertare quanto contenuto nella diffida firmata dal Presidente Bono e di risolvere, conseguentemente, il contratto con Sai8. Le chiediamo di accertarsi della notizia e ci rammarichiamo del fatto che Ella non abbia partecipato alla riunione in cui tale decisione sarebbe stata presa. Se questa circostanza dovesse risultare vera, cosa di cui Le chiediamo comunque di assicurarsi personalmente, La invitiamo a segnalarci con pubblico manifesto le istruzioni a cui dovremo attenerci: se dobbiamo continuare a pagare le bollette a Sai8 (anche se la società sta gestendo un servizio idrico che non dovrebbe gestire), ovvero se dobbiamo pagare al Comune. Nel caso di dover effettuare i pagamenti delle bollette direttamente alle casse comunali, La preghiamo, signor sindaco, di voler comunicare alla cittadinanza, mediante manifesti murali, il numero di conto corrente postale o coordinate bancarie a cui intestare il versamento e, al tempo stesso, La preghiamo di volersi attivare per far tornare pubblico, in tempi brevi, il servizio idrico comunale, come da noi sostenuto. Confidando in un Suo solerte interessamento e in un Suo concreto impegno nell’interesse della cittadinanza, Le inviamo i nostri più distinti saluti”. Forum Provinciale per l’Acqua Pubblica; AugustAmbiente; Decontaminazione Sicilia.

Gli operai non si accorgono di nulla!

Anziano cade e si fa male Lucia Romanello e Angelo Lombardo lo accompagnano a casa

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gennaio. Siamo ancora in clima di festività natalizie. All’angolo fra Via X Ottobre e Via Roma un intoppo. C’è un problema di conduttuire per l’acqua, che hanno bisogno di un immediato intervento. C’è sul posto la squadra lavori del Comune o della ditta incaricata della manutenzione. Non importa. Quello che invece è grave è che non c’è una reale delimitazione con adeguate transenne. Un anziano settantenne, dopo aver fatto un po’ di spesa al mercato, passa da lì, inciampa, si fa male, perde sangue; nessuno, di quelli che lavorano per le condutture, se ne accorge. Sono le undici circa del mattino. Si accorgono, invece, del malcapitato due solerti cittadini, Lucia Romanello e Angelo Lombardo, che soccorrono immediatamente l’anziano e lo accompagnano direttamente a casa sua, non troppo distante dal luogo dell’incidente, perché l’anziano rifiuta l’intervento del 118.


Forze NATO

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tto unità navali di superficie e diciannove tra velivoli ad ala fissa ed elicotteri imbarcati appartenenti a dieci paesi dell’Alleanza Atlantica parteciperanno alla PROUD MANTA 11, la principale esercitazione per la lotta antisommergibile (AntiSubmarine Warfare – ASW) organizzata dalla NATO dal 4 al 17 febbraio 2011 al largo delle coste orientali della Sicilia. L’esercitazione verrà effettuata nel Mar Ionio, e vedrà la partecipazione di assetti aeronavali di Belgio, Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. In particolare, sei sommergibili saranno messi a disposizione da Grecia (1), Italia (1), Spagna (1), Turchia (2) e Stati Uniti d’America (1) per simulare, a turno, sia il ruolo di “attaccante” che di “difensore” di una forza navale che sarà composta da unità della NATO, normalmente operanti nell’ambito del Gruppo Navale NATO 1 (Standing Naval Maritme Group, SNMG 1), uno dei due Gruppi di cui l’Alleanza dispone in forma permanente per la condotta di operazioni marittime. Il Gruppo 1, al momento composto dalla nave di bandiera italiana ETNA e dalla fregata tedesca LUEBECK, sarà incrementato per l’occasione da una fregata belga, un cacciatorpediniere francese, un cacciatorpediniere, una fregata ed una una nave-appoggio Italiane, un cacciatorpediniere statunitense. I velivoli per il pattugliamento marittimo e gli elicotteri ASW non imbarcati, che opereranno dalle basi aeree ubicate in

Forze NATO nel Mediterraneo nell’operazione ROUD MANTA 11

Sicilia, saranno invece messi a disposizione da Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, e svolgeranno oltre 100 missioni complessive. Con la PROUD MANTA 11, organizzata dal Comando Alleato Marittimo di Napoli (Maritime Command Naples), e diretta dal Comando Alleato delle Forze Sottomarine (COMSUBSOUTH) e dal Comando delle Forze Aeree Marittime (COMMARAIR), la NATO si prefigge dunque di addestrare gli equipaggi nelle tattiche anti-sommergibile e nelle operazioni per il contrasto alle attività illecite perpetrate via mare con particolare attenzione all’antiterrorismo Questa esercitazione rappresenta anche un’opportunità per mantenere gli standard previsti la Forza di Risposta Immediata, la NATO Response Force (NRF) di cui i Gruppi Navali Permanenti, a turno, fanno parte. La PROUD MANTA 11 rappresenta la continuazione delle esercitazioni della precedente serie, denominata NOBLE MANTA, grazie alla quale le

Marine dei paesi membri hanno avuto l’opportunità’ di sperimentare nuove tecnologie e tattiche nell’ambito della lotta sotto la superficie marina. La sperimentazione operativa sul campo aiuta, infatti, sia a determinare quali tra i nuovi mezzi a disposizione dovrebbero o potrebbero essere impiegati in operazioni reali, che a valutare l’effettivo impatto delle capacità disponibili ed i miglioramenti da apportarvi. Non a caso, l’edizione 2011 della MANTA prevede, infatti, (per la prima volta) l’impiego di “sea gliders”, ovvero dei veicoli subacquei autonomi a basso costo, con possibilità di essere telecomandati, impiegati nella raccolta dei dati ambientali tridimensionali da utilizzare in supporto ai processi decisionali e di pianificazione.

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Donne e uomini

Episodio di persecuzione

Lui perseguita lei e l’amica di lei gli tira i vasi di fiori

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li tira tre vasi di fiori da un balcone del primo piano per dargli una severa lezione: le donne non devono essere perseguitate. Questa non è la storia, di un triangolo amoroso finito male. È semplicemente il resoconto di un fatto accaduto qualche giorno fa qui ad Augusta e che può essere etichettato come episodio di stalking, per dirla con una parola inglese alla moda o, semplicemente, di persecuzione. Elena intrattiene una relazione con un uomo, ma, accortasi dei modi aggressivi di lui, nel 2006, tronca la relazione;. L’uomo non se ne dà per inteso. Forse, è il solito tipo di uomo che non vuole sentirsi inferiore perché è stato lasciato o, forse, è talmente preso che non vuole mollare l’ex fidanzata e allora la tempesta di telefonate anche di notte. Elena ne risente moltissimo, entra in depressione e deperisce fisicamente, fino a diventare quasi l’ombra di sé stessa. Di questo stato di cose si accorge sùbito un’amica di Elena che, una notte, trovandosi a casa della donna, è testimone delle insistenti e stressanti telefonate notturne e giura di

difendere l’amica o almeno di dimostrare all’ex fidanzato che le donne non si fanno intimidire dal cosiddetto sesso forte. Elena va dai carabinieri denunciare la persecuzione, ma non succede nulla. L’uomo continua imperterrito a perseguitarla. «Sono rimasta sbigottita quando mi ha detto che quest’uomo è arrivato a intimorire anche la figlia piccola di Elena» afferma l’amica. «Più di una volta Elena è andata dai carabinieri, ma non cambiava nulla. Così un giorno, quando ho visto lui che con il suo autocarro si era avvicinato di nuovo alla casa dove stavamo con Elena, ho preso i vasi e li ho tirati. Non volevo ferirlo ma volevo solo che si accorgesse che Elena non era sola. Adesso non passa più e sono finite le chiamate notturne.” L’uomo ha desistito o ha concesso solo una tregua? Certo è che oggi, grazie alla legge sulla persecuzione, a fronte di una denuncia formale, i carabinieri possono agire e denunciare l’uomo alla magistratura per chiederne eventualmente l’arresto. Sui giornali leggiamo spesso che i persecutori arrivano a uccidere la loro vittima. Cecilia Càsole

Intervento all’alba dei Carabinieri

Sventata corsa clandestina di cavalli a San Cusumano

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na corsa clandestina di cavalli è stata interrotta dai carabinieri di Augusta, lungo la strada provinciale ex 114, in località San Cusumano. Si trattava di una corsa “a tempo” con una carrozzina trainata da un cavallo e condotta da un fantino, A.R. di 56 anni. All’arrivo dei militari gli spettatori presenti alla gara si sono dati alla fuga. Il cavallo è stato bloccato e il fantino è stato identificato e denunciato, insieme al proprietario dell’animale, F.M., di 25 anni, titolare di un’azienda di allevamento equino di Siracusa. I due dovranno rispondere di maltrattamento di animali e di avere organizzato una competizione sportiva senza la prescritta autorizzazione. Il cavallo posto sotto sequestro giudiziario è stato affidato in custodia allo stesso proprietario.


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GIORNALE DI AUGUSTA