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Gamberale

Le fontane del paese La fontana di Atteone

P

roprio nel centro del paese è posto un gruppo scultoreo fatto dall’artista lituano Ananas Kmielauskas, lo stesso che ha fatto la scultura del monumento degli alpini alla Forcella. La scultura è divisa in due blocchi. A destra è scolpita una figura femminile semivestita, che tenta di ricoprirsi e che con la mano destra ha lanciato qualcosa contro il personaggio che ha davanti. A sinistra è rappresentato un uomo che si sta trasformando in cervo ed è assalito da un gruppo di cani che lo stanno sbranando. Il gruppo scultoreo di Ananas Kmielauskas rappresenta il momento in cui la dea Artemide-Diana si accorge di essere stata vista nuda, ha spruzzato di acqua il volto di Atteone, che si sta trasformando in cervo aggredito dai suoi stessi cani.

in alto: la fontana di Atteone, in basso a destra un particolare

L’opera è notevole e pregiata. Sapremo averne cura e conservarla per tanto tempo? L’artista si è ispirato ad una storia mitica si trova nelle Metamorfosi, cioè le trasformazioni, scritte da un poeta latino, Ovidio, nato nella vicina Sulmona più di duemila anni fa. La storia è questa: Atteone era un cacciatore che con i suoi compagni esplorava una regione della Grecia,la Beozia, in cerca di selvaggina. Un giorno, dopo una battuta di caccia, Atteone si allontana con i suoi cani dal gruppo di compagni e si inoltra in un bosco fitto e difficile da attraversare. Nel suo percorso si avvicina ad una sorgente e vede, nuda, la dea della caccia ArtemideDiana che stava facendo il bagno con le sue compagne. E’ un atto sacrilego.

Anno 2 - N. 3 Novembre 2007

Periodico quadrimestrale Poste Italiane S.P.A. Spedizione in abbonamento Postale -70% CB BERGAMO Registrato presso il tribunale di Bergamo n.14 del 07/04/2006 Editore: Isidoro Sciulli, Via Torretta 15 - 24125 Bergamo Direttore Responsabile: Isidoro Sciulli Stampa: Edicom S.r.l. - Via Madonna della Neve, 24 Bergamo

La dea lo colpisce al volto con uno spruzzo di acqua, aggiungendo parole che preannunciano la futura rovina: “E adesso racconta pure, se potrai farlo, d’avermi visto senz’ abito”. E Artemide-Diana, senza aggiungere altro, “da’ alla testa spruzzata di acqua lunghe corna di cervo, allunga il collo, appuntisce in cima le orecchie, cambia le mani in piedi, le braccia in lunghe zampe e cosparge il corpo di pelo chiazzato”: Atteone si sta trasformando in cervo, la mente però rimane quella di un uomo. Cerca di gridare, ma dalla bocca escono grida alte e lamentose: i bramiti del cervo. Viene avvistato dai suoi cani che non lo riconoscono, fugge, viene inseguito. Cade in ginocchio davanti ai suoi stessi compagni che gli aizzano contro i cani. ”Da ogni parte lo circondano, affondano il muso nella sua carne, sbranano nella falsa figura del cervo il padrone, e l’ira di Artemide-Diana, si dice non finì prima che a lui finisse tra molte ferite la vita”.

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Gamberale n.3 - anno 2

Riassumiamo brevemente. Il 4 ottobre 1943 il territorio viene occupato dalle truppe tedesche. Il 9 novembre 1943 viene dato alla popolazione l’ordine di sfollamento. Le truppe tedesche resteranno nel nostro territorio fino alla fine di maggio del 1944. Alla fine si conteranno: - 36 trucidati - 12 soldati morti sui vari fronti - 41 morti per cause belliche - 30 morti per disagi e malattie. Per un totale di 119. Continua l’elenco cronologico dei trucidati, iniziato due numeri fa. 20 dicembre 1943: Bellisario Carmine (fu Primiano e Di Nardo Maria ), 61 anni, ucciso dai soldati tedeschi. 20 dicembre 1943: Sciulli Antonio (fu Nicola e Bellisario Domenica ), 50 anni, ucciso dai soldati tedeschi. 20 dicembre 1943: Conicella Angela ( Vincenzo e Sciulli Filomena ), 50 anni, uccisa dai soldati tedeschi. 23 dicembre 1943: Di Nardo Antonio (Donato e Sciulli Giovina), 34 anni, ucciso dai soldati tedeschi. Era padre di tre bambini. Fu catturato in contrada Mosè. Si era nascosto in casa, in una buca ricoperta di sacchi di grano. Un soldato, insospettito, rimosse i sacchi e lo prese. Fu portato alle Padune dei Di Nardo insieme a Giuseppe Di Nardo, forse fu interrogato e sospettato di essere una spia. Fu mandato via insieme all’altro e mentre percorreva la strada che scendeva fu colpito alle spalle con una raffica e morì subito. 25 dicembre 1943: Di Nardo Giuseppe (Donato e D’Andrea Maria), 42 anni, ucciso dai soldati tedeschi. Era stato precedentemente catturato da una pattuglia a Casale Martini, portato prima a contrada Mosè e poi, insieme ad Antonio Di Nardo, alle Padune; era stato interrogato e gli era stato ordinato di tornarsene a casa; mentre percorreva la mulattiera che scendeva a valle insieme ad Antonio Di Nardo, i soldati dall’alto gli sparano con l’intenzione di ucciderlo, ma lo feriscono solamente ad una spalla. Riesce a trascinarsi fino a casa e si mette a letto. La pattuglia tedesca successivamente scopre che non c’è il cadavere e allora lo cerca, lo trova a casa, nel suo letto, e lo finisce a bruciapelo. 8 gennaio 1944: Di Nardo Vincenza 2

Gamberale lungo la linea Gustav

(Domenico e Sciulli Enrica ), 39 anni, uccisa dai soldati tedeschi. 11 gennaio 1944: Sciulli Giovina (Angelo e D’Angelo Camilla), 70 anni, uccisa dai soldati tedeschi. 6 febbraio 1994: Bucci Nicoletta (Giovanni e Di Pietro Giuseppe ), 51 anni, uccisa allo Schiappone da una pattuglia tedesca, insieme al marito Antonio Di Nardo. 6 febbraio 1944: Di Nardo Antonio (Domenico e D’Andrea Vincenza), 51 anni, ucciso allo Schiappone da una pattuglia tedesca. Insieme alla moglie era stato sfollato a Pizzoferrato. Erano ritornati a Gamberale, che era ancora occupato dai tedeschi, furono catturati e portati verso la montagna, allo Schiappone. Forse furono interrogati, forse creduti delle spie. Comunque furono lasciati andare via e dopo colpiti alle spalle. 28 aprile 1944: Bucci Emidio (Ermete e Bucci Fiorinda), 68 anni, ucciso da un soldato tedesco. Qui finisce l’elenco dei trucidati dai Tedeschi. Nei prossimi numeri daremo l’elenco dei morti per cause belliche. Per ricordarli e commemorali, trascrivo

una lettera scritta da un 17enne francese, Guy Moquet, fucilato dai nazisti insieme ad altri 26 ragazzi. “Mammina cara,mio piccolo adorato fratello, amato papino, vado a morire! Quel che vi chiedo, a te in particolare mammina, è di essere coraggiosi. Io lo sono e voglio esserlo al pari di quanti son passati prima di me. Certamente, avrei voluto vivere. Ma ciò che desidero dal più profondo del cuore, è che la mia morte serva a qualcosa….17 anni e mezzo! La mia vita è stata breve! Non ho alcun rimpianto, se non quello di lasciare voi tutti… Mamma, quel che ti chiedo, e voglio che tu me lo prometta, è di essere coraggiosa e di vincere il tuo dolore. Io non posso fare di più. Vi lascio tutti, tu mamma, Serge, papà, e vi abbraccio con il mio cuore di ragazzo. Coraggio, il vostro Guy che vi ama. Guy Ultimi pensieri: a voi che restate, siate degni di noi, i 27 che stanno per morire!” Questa lettera, su indicazione del presidente francese Sarkozy, viene letta in tutte le scuole di Francia all’inizio dell’anno scolastico.


Gamberale n.3 - anno 2

La popolazione di Gamberale dal 1447 al 1737

C

ome si può vedere dall’elenco fino al 1648 il numero dei fuochi aumenta con costanza. Si passa da 25 fuochi-famiglie nel 1447 a 70 fuochi-famiglie al 1648. Nel censimento successivo, quello del 1669, la popolazione cala bruscamente a 50 fuochi-famiglie. Il calo brusco è dovuto all’epidemia di peste che si ebbe nel 1656. Il primo caso di malato di peste si ebbe a Napoli, la capitale del Regno, nel gennaio, ma le autorità ritennero di non doverne dare notizia. Le morti numerose e sospette fecero fuggire dalla città circa 150 mila persone che diffusero il morbo un po’ dovunque. Solo in maggio le autorità intervennero, costituendo i cordoni sanitari, abilitando aree a lazzaretti, acquistando grandi quantità di disinfettanti : aceto e verde rame. Nel mese di agosto il morbo si affievolì e a dicembre la peste fu dichiarata scomparsa. Alla fine della pestilenza la popolazione del Regno si era ridotta di mezzo milione circa : un terzo del totale. A Gamberale si passo da 70 famiglie a 50, da 350 persone circa a 250, in un solo anno!

1447 1532 1545 1561 1595 1648 1669 1732 1737

25 54 57 59 70 70 50 52 50

fuochi* fuochi fuochi fuochi fuochi fuochi fuochi fuochi fuochi

( 125 )** ( 270 ) ( 285 ) ( 295 ) ( 350 ) ( 350 ) ( 250 ) ( 260 ) ( 250 )

*per fuochi si intende il numero delle famiglie. ** Il numero tra parentesi e un calcolo approssimativo dei componenti di ogni famiglia-fuoco. La cifra si ottiene moltiplicando il numero delle famiglie-fuochi per 5, il numero approssimativo dei componenti di ogni famiglia.

Molti dati sui censimenti risalenti a prima del 1861 sono andati distrutti, quando il 30 settembre del 1943 una pattuglia tedesca nel ripiegamento distrusse la Villa Montesano a San Paolo di Belsito, vicino a Nola. La villa era adibita a deposito dell’Archivio di Stato di Napoli e nella sua distruzione andarono persi importantissimi documenti relativi ai censimenti. Per questo nella tabella le date non sono progressivamente ordinate.

CRONACHE CITTADINE Niente di personale Tra il direttore responsabile di questo periodico e i personaggi di cui si parla in questa parte non c’è niente di personale, le critiche mirano solo ad evidenziare un modo di amministrare e di intendere il governo della cosa pubblica sul quale si è in disaccordo. Questo modo di amministrare fa passare l’idea che chi comanda fa quello che vuole, che i prepotenti l’hanno sempre vinta, che si diventa consiglieri comunali o assessori per raggiungere più facilmente un obbiettivo personale. In questo modo non si fa crescere lo spirito civile. Sono profondamente convinto che amministrare e fare politica è mettere al primo posto l’interesse generale, come

base per poter fare crescere economicamente e civilmente una comunità. Sono convinto che amministrare un comune richiede più attenzione e oculatezza che amministrare le proprie ricchezze e la propria casa ... Per questo sono in disaccordo con il modo di amministrare dell’attuale sindaco. Non si può non essere in disaccordo se un assessore, ora ex assessore, utilizza i pascoli della Posta Vecchia per dodici mesi all’anno e il Sindaco non interviene, anzi afferma che nulla lo vieta. Non si può non essere in disaccordo se un assessore si concede l’uso di locali del comune per svolgere un’attività economica privata, naturalmente la proposta è stata messa all’ordine del

giorno dal sindaco. Non si può non essere in disaccordo se il sindaco si fa promotore della delibera di concessione di locali di proprietà del comune a privati cittadini perché siano utilizzati per attività di ristorazione. Non si può non essere in disaccordo se scelte politiche sbagliate portano il comune a contare come il due di briscola negli organismi di governo della Comunità montana. Non si può non essere in disaccordo se si accetta lo scambio dei voti di un gruppo familiare con la posa di un lampione che serve a illuminare una zona disabitata, ma adibita all’allevamento semibrado di cinghiali...

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Gamberale n.3 - anno 2

La festa nel bosco

L’agosto di quest’anno è stato animato dalla richiesta degli organizzatori di poter svolgere il party in the wood (la festa nel bosco) a Gamberale e, dopo la negazione dell’autorizzazione, alla Camarda in un prato di proprietà privata in territorio di Ateleta. Su questa vicenda il Centro del 22 agosto 2007, nella cronaca di Lanciano pubblica una dichiarazione del Sindaco: “...negli anni passati questa festa è stata devastante per il nostro comune:sporcizia, rumore, danni”...

Continua il Sindaco:” Inoltre, non abbiamo rilasciato alcuna autorizzazione. Qualcuno ha cercato di aggirare l’ostacolo sottoponendo la questione sotto forma di un festino in un terreno privato nei pressi di Ateleta. Anche in quel caso mi sono espresso negativamente, venendo poi a sapere che il festino era il Party nella foresta, ma che addirittura si procedeva senza la mia autorizzazione...” Il nostro sindaco è veramente potente : dà e nega autorizzazioni anche in territori

Area vicino al cimitero: Una discarica a cielo aperto!

Area della Esse: Doveva essere un parco turistico, è diventata una discarica abusiva di materiale edile

La medaglia al valor civile

Nel settembre del 2005 il presidente della Repubblica Ciampi riconobbe formalmente a Gamberale una medaglia d’argento al valor civile, che è stata appuntata sul gonfalone del Comune dal prefetto Aldo Vaccaro in rappresentanza dello Stato italiano il 29 luglio. La cerimonia si è svolta davanti al monumento dei caduti del capoluogo, dopo un corteo partito dal Comune e guidato dal sindaco. L’animatrice della storia che ha portato poi al riconoscimento è stata la maestra Clara Pollice che ha scritto al Presidente della Repubblica e ha documentato i fatti. L’onorificenza del Presidente della Repubblica è stata concessa a ricordo dei morti civili e delle distruzioni subite dal Comune durante l’occupazione tedesca.

Il monumento ai caduti dimenticato

Nel nostro paese ci sono due monumenti ai caduti: uno nel capoluogo e uno a contrada Piano d’Ischia. In occasione della cerimonia per il conferimento della medaglia d’argento, il monumento di Piano d’Ischia è stato completamente dimenticato dal Sindaco : nemmeno una corona di fiori... Non si chiedeva una cerimonia completa, ma solo un segnale, che non c’è stato. I caduti delle frazioni non contavano? Hanno un valore diverso? Non esistono? Dal Sindaco questo c’era da aspettarselo...Ma gli assessori e i consiglieri comunali delle frazioni dove erano? Non ci hanno pensato? E a che cosa pensano gli assessori e i consiglieri comunali della frazioni?

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Risparmiare... si può

La cronica mancanza di fondi è un problema che assilla tutti i comuni e il nostro in modo particolare. Ormai la popolazione si è ulteriormente ridotta a poco più di 400 persone, ma il personale che opera alle dipendenze del comune è rimasto lo stesso, è stato regolarmente assunto e non si può pensare di mandarlo a casa. Si può, però, pensare per il futuro di applicare il turnover, cioè che non vengano rimpiazzati tutti nel momento in cui vanno in pensione e questo porterebbe ad un risparmio che è anche facilmente calcolabile. Ogni persona assunta costa al comune tra stipendi, assicurazione e contributi, 50 mila euro all’anno circa, se non si assumesse una nuova persona si potrebbero risparmiare. Il nostro comune, da quando è entrata la nuova amministrazione nel 2002, si avvale dell’opera di un nuovo segretario comunale, ma anche lì si può risparmiare, riducendo le ore di prestazioni e, si può,consorziandoci con altri comuni. Se un segretario comunale opera su tre comuni ha costi superiori rispetto ad uno che opera su quattro comuni. A occhio e croce si potrebbero risparmiare circa 10 mila euro. Lo stesso discorso si può fare con il tecnico comunale. Si può, poi, risparmiare sulle attrezzature. Un camion delle immondizie costa al momento dell’acquisto e poi viene utilizzato solo due giorni alla settimana, tanto vale che un gruppo di comuni comprino

che non sono del nostro comune. La festa poteva essere fatta, senza tanti problemi e senza tante storie. Le autorità di pubblica sicurezza non l’hanno permesso, forse per motivi di ordine pubblico. La festa, infatti, avrebbe richiamato migliaia di persone e, forse, ci sarebbero stati problemi di sicurezza.E a proposito della sporcizia : questa documentata dalle foto da dove viene? Una cosa è certa non l’hanno lasciata i ragazzi del Party in the wood. Il quartiere Pietro Zulli E’ a due passi dal ristorante e dal centro: erbacce ed abbandono

un solo camion che viene utilizzato sette giorni su sette. Lo stesso discorso vale per le attrezzature per spalare la neve. La cosa, però, più economica è che certi lavori siano appaltati ad imprese che svolgono questi servizi e non dal comune direttamente. Ma tutto questo discorso richiede avvedutezza, trattare il comune come se fosse la propria casa, eliminare le spese di troppo o inutili, guardare in prospettiva...Richiede che chi è capo abbia occhio lungo e mente sveglia: ma è così a Gamberale?

La protezione civile

Nel nostro Comune opera ormai da 11 anni un nucleo di protezione civile, che ruota intorno al gruppo Alpini ed è coordinato da Nicola Sciulli. Ha partecipato negli anni scorsi a operazioni di protezione civile in Versilia, in Albania e in Sri Lanka dopo lo tsunami. Attualmente il gruppo è composto da venti persone e alcuni di loro hanno frequentato i corsi di avvistamento incendi boschivi (A.I.B.). Quest’estate i volontari hanno fatto, dal 15 giugno fino al 30 settembre, al sabato e alla domenica, le operazioni di avvistamento incendi boschivi (A.I.B.) e sono diventati un punto di riferimento molto importante anche per altri comuni. Il responsabile del nucleo, insieme agli altri volontari, si sono resi disponibili a guidare e coordinare la nascita di altri nuclei nei paesi della valle.


Giornale Gamberale - n° 3 Novembre 2007