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astronomia e astrofisica

Figura 1. La nebulosa della Carena (ngc 3372), ripresa dal telescopio spaziale Hubble, che contiene numerose stelle tra le più calde e massicce conosciute, ciascuna circa 10 volte più calda e 100 volte più massiccia del Sole. L'elevata risoluzione del telescopio spaziale permette di osservare numerosi noduli che probabilmente stanno collassando per formare nuove stelle. La nebulosa della Carena ha un diametro complessivo di più di 200 anni luce e dista dalla Terra circa 8000 anni luce.

Diffusione È il fenomeno che si osserva quando le radiazioni che colpiscono la superficie di un corpo tornano indietro in ogni direzione Rifrazione È il fenomeno che si osserva quando le onde, passando da un mezzo di propagazione ad un altro con caratteristiche diverse, subiscono un cambiamento nella direzione di propagazione

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Le stelle

Le stelle sono sfere dorate di massa enorme, costituite per lo più di idrogeno ed elio, tenute insieme dalla forza gravitazionale, che emettono energia sotto forma di radiazioni elettromagnetiche. L'energia delle stelle viene prodotta nel nòcciolo, attraverso reazioni termonucleari (figura 1). Questa semplice definizione si fonda sull'analisi di dati molto complessi riguardanti la distanza, la luminosità, la massa, la composizione chimica, la temperatura superficiale e interna delle stelle. Cerchiamo, dunque, di esaminarli nel dettaglio.

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La distanza delle stelle

Osservando le stelle a occhio nudo, esse ci appaiono come punti luminosi circondati da un debole alone, provocato dalla diffusione e dalla rifrazione atmosferica, posti tutti alla stessa distanza dalla Terra e diversamente brillanti. In realtà, la distanza dalla terra varia da una stella all'altra in modo spesso considerevole. In che modo è stato possibile capire che le stelle non si trovano tutte sulla superficie della medesima sfera e come è stato possibile determinare la loro distanza dalla Terra? Il procedimento adottato per trovare le distanze delle stelle sfrutta un particolare fenomeno,

noto come effetto di parallasse. Il termine parallasse indica lo spostamento apparente, rispetto ad uno sfondo lontano, di un oggetto visto da due diversi punti di osservazione. Supponiamo, per esempio, di osservare l'ago di una bilancia e di volerne determinare la posizione rispetto alla scala graduata, per leggere il valore di una massa. La posizione dell'ago varia ogni volta che ci spostiamo, in relazione alla posizione che assumiamo: se ci spostiamo a sinistra, proietteremo l'ago sullo sfondo a destra, se ci spostiamo a destra proietteremo l'ago verso sinistra. Lo spostamento dell'oggetto, in realtà, è solo apparente ed è causato da un cambiamento della posizione dell'osservatore. A tale spostamento viene dato il nome di effetto di parallasse. L'effetto di parallasse è tanto più evidente quanto minore è la distanza tra l'osservatore e l'oggetto in questione e si manifesta solo se l'oggetto è proiettato su uno sfondo con il quale non è a diretto contatto. Anche le stelle presentano un effetto di parallasse, noto come parallasse annua, causato dal moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole. La Terra, infatti, si muove intorno al Sole, percorrendo un'ellisse di lunghezza non trascurabile (la distanza massima tra i due punti dell'orbita è di circa 300 milioni di km) e si trova nei due punti estremi (o comunque in due punti opposti) dell'orbita a circa 6 mesi di distanza. La posizione da cui osserviamo il cielo, perciò, si modifica nel corso dell'anno. Per questo, fissando la posizione di una stella,

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