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UniversitĂ  Iuav di Venezia corso di laurea in disegno industriale anno accademico 2012/2013 sessione di laurea di novembre Tesi di laurea Giordano Zennaro 271102


Premessa Se si guarda alla situazione attuale dei libri di testo adottati dalle scuole superiori ciò che si intuisce è che il settore non si è evoluto molto negli ultimi anni. Dopo poche ricerche emerge infatti che questi, forse perché non hanno la necessità di suscitare interesse accattivando il consumatore, come avviene normalmente in un’ottica commerciale, non vengono curati con la stessa attenzione rivolta per esempio ad alcuni atlanti, acquistabili da chiunque in libreria. Nonostante questo però essi subiscono continue riedizioni che, oltre ad aggiornare i contenuti, ne stravolgono totalmente il progetto che diventa incoerente con la precedente veste grafica, senza tuttavia migliorarne la fruibilità. Il risultato è la presenza in commercio di una moltitudine di libri di scienze diversi che manifestano tutti le stesse problematiche: in primo luogo, come accennato, si dimostrano incoerenti tra loro, ma spesso il problema si incontra anche tra un capitolo e un altro di uno stesso volume. Ovviamente al loro interno vengono

affrontati argomenti di natura molto diversa, ma ad un primo esame la sensazione che si ha osservando alcuni di questi è che tutti attingano ad uno stesso repertorio, più o meno vecchio, di fotografie, tabelle e soprattutto illustrazioni; queste ultime quindi non presentano, o lo fanno raramente, una coerenza reciproca e quasi mai si relazionano bene con il testo. Inoltre il formato scelto per questo tipo di pubblicazioni è sempre molto grande (di dimensioni paragonabili ad un A4) e molto frequentemente esse sono fornite unicamente in forma di monovolume. Questo fa si che allo studente venga fornito un libro pesante da trasportare in uno zaino e scomodo da usare in un piccolo banco scolastico, magari affiancato da un quaderno di appunti. Da queste osservazioni nasce la necessità di costituire un progetto grafico che migliori la qualità del settore fornendo agli studenti dei libri più comodi, moderni e piacevoli da usare, che suscitino interesse e non repulsione per la materia in questione.


5

INDICE Il progetto

1. Identità della collana Font Marchio Copertine

2. Interno dei volumi Gabbia Struttura interna Illustrazioni

3. Dati tecnici Fogli stile • gabbia • frontespizio • indice • sezioni • capitoli • pagine di testo • schede • riassunti

4. Esempi Astronomia Geografia

8 9 10 12 18 19 20 22 26 27 28 30 32 34 36 38 40 42 44 46 48

+ Capitolo dimostrativo


IL PROGETTO


1. IdentitĂ  della collana 2. Interno dei volumi 3. Dati tecnici 4. Esempi + Capitolo dimostrativo


8

materia

1. IdentitĂ  della collana Per definire l'identitĂ  della collana sono necessari 3 principali elementi: la scelta dei caratteri tipografici, il disegno del marchio e la progettazione delle copertine. Questi devono generare un sistema declinabile a seconda delle esigenze che mantenga una forte coerenza formale.


identità della collana

FONT Trattandosi di un progetto editoriale, sono stati adottati come caratteri istituzionali lo Scala Pro e il Franklin Gothic. Il primo è stato scelto innanzitutto per le sue qualità tipografiche. Inoltre questa scelta è stata spinta dalla necessità di dichiarare un cambio di direzione rispetto al passato nella speranza di offrire agli utenti dei volumi più freschi e accattivanti: lo Scala infatti presenta un disegno un po' esotico rispetto al contesto italiano in cui si inserisce il progetto. La scelta del secondo carattere invece deriva dalla necessità di avere un bastone che contrasti con il graziato e che si integri bene all'interno delle illustrazioni. Nel caso specifico viene in aiuto la versione condensed del Franklin Gothic, che permette un risparmio di spazio.

Scala Pro

abcdefghijklmnopqrstuvwxyz1234567890 abcdefghijklmnopqrstuvwxyz 1234567890 abcdefghijklmnopqrstuvwxyz Franklin Gothic

abcdefghijklmnopqrstuvwxyz abcdefghijklmnopqrstuvwxyz 1234567890 Franklin Gothic condensed

abcdefghijklmnopqrstuvwxyz abcdefghijklmnopqrstuvwxyz 1234567890

9


10

materia

MARCHIO e

Il nome Materia è stato scelto per la sua doppia connotazione: scientifica, inteso come la materia dell’universo, e scolastica, inteso come materia di studio. Il disegno del marchio è costruito a partire dalla rappresentazione scientifica dell’atomo di idrogeno (elemento più diffuso nell’universo conosciuto), la quale, ingrandendo il protone al centro, rassomiglia in qualche modo ad uno studente visto dall’alto. Il cerchio pieno superiore rappresenta il sapere che entra nella testa dello studente (il cerchio cavo inferiore).

Franklin Gothic Demi +40 tracking optical kerning

p H

Rappresentazione scientifica dell'atomo di idrogeno

Sagoma di uno studente visto dall'alto


identità della collana

Lettering È previsto il funzionamento del marchio sia con il supporto del lettering, sia del solo pittogramma.

Colore Non è previsto un colore istituzionale, il marchio è monocromatico e la sua campitura può variare in funzione del colore dello sfondo sul quale è applicato.

11


12

materia

COPERTINE Come segno distintivo e declinabile delle copertine si sono scelte delle fasce inclinate a 20° (che riprendono lo stile isometrico delle illustrazioni) e l’utilizzo di una illustrazione compatta al centro che riassuma l’argomento trattato dal volume. Ad ogni testo deve essere associato un colore che si manifesta in tre sfumature diverse sulle fasce; saranno quindi sia i colori che l’illustrazione a variare tra un testo e l’altro. Suddivisione Il progetto prevede che anche il programma di un singolo anno scolastico possa essere diviso in più volumi per alleviare il carico da trasportare. Quando sono previsti più volumi di uno stesso testo, questi mantengono tra loro la copertina invariata eccezzion fatta per il numero del volume, riportato sul fronte e sul dorso.


identitĂ  della collana

Geografia Generale la Terra nell'Universo Volume 1

13


NOI E LA CHIMICA

Dai fenomeni alle leggi Volume 1


INVITO ALLA BIOLOGIA La chimica della natura, dagli organismi alle cellule VOLUME 1


16

3,5 mm

materia

COLORE 2

24 mm 7,5 mm

Costruzione Ecco le regole da seguire per la costruzione di una copertina, importante notare che i 3 colori attribuiti alle fasce vengono ripresi da alcuni elementi interni all'elaborato: il numero del volume, il numero dell'edizione (sul dorso, in basso) e il marchio.

Scala Pro regular, all caps (10/12)

7 mm

92 mm

VARIABILE

Scala Pro italic (10/12)

25 mm

254 mm 26 mm Scala Pro Caps regular (corpo 48) COLORE 1

Quarta Simmetrica rispetto al fronte

42 mm

191 mm

5 mm

COLORE 1

Scala regular, small caps (12/12)

33 mm

COLORE 2

COLORE 3

254 mm

46 mm

COLORE 1

16 mm Scala Pro Caps regular (corpo 12) COLORE 2

9 mm

16 mm 10 mm


23 mm

23 mm

100 mm

identità della collana45 mm

Scala Pro regular, small caps (18/14,625) +10 tracking

TITOLO Sottotitolo

Scala Pro regular, all caps (corpo variabile) +10 tracking

Scala Pro italic (corpo variabile) +10 tracking

VOLUME N°

Franklin Gothic medium condensed (corpo 14) COLORE 2

20°

ILLUSTRAZIONE

COLORE 2

85 mm

19 mm

87 mm

17


18

materia

2. Interno dei volumi Come si è visto i volumi presentano esteriormente delle caratteristiche comuni, ma il progetto si estende soprattutto a definire le pagine interne contenenti il corpo dell'informazione, a partire dalla gabbia e dalla gerarchia visiva che ne definiscono la struttura interna, fino a dettare delle regole per uniformare lo stile delle illustrazioni e relazionarle strettamente con le parti testuali.


interno dei volumi

GABBIA Vista la necessità di affiancare elementi grafici di diversa natura si è impostata una gabbia a 5 colonne che prevede l’utilizzo del testo in 2 colonne con una colonna di servizio esterna. Formato (Crown 191 x 254) È stato scelto come compromesso tra la necessità di ridurre le dimensioni rispetto ai testi esistenti, la necessità di avere illustrazioni, foto e più livelli testuali in una stessa pagina, insieme a considerazioni sui costi. La carta su cui stampare le pagine interne è prevista essere Splendorgel 85 g/m2 di Fedrigoni.

19


20

materia

STRUTTURA INTERNA Trattandosi di una collana che si occupa di libri scientifici, è necessario mantenere una gerarchia interna rigorosa. Il progetto quindi prevede una struttura interna di questo tipo: volume sezioni (a) capitoli (b) paragrafi (c) testo didascalie schede didascalie ripassi (d) riassunti (e).

Tale gerarchia va realizzata attraverso la costituzione di un codice formale, tipografico e cromatico adattabile alle esigenze dei diversi titoli. Per facilitare la navigazione all'interno del testo, il progetto prevede un forte utilizzo del colore, volto a creare un'atmosfera diversa di sezione in sezione e a guidare l'occhio del lettore verso i punti salienti della pagina. Infatti è prevista l'attribuzione di un colore diverso per ogni sezione, il quale viene ripreso da elementi ricorrenti al suo interno. Inoltre, ogni capitolo, in base all'argomento trattato, dovrà avere una sua specifica (ampia) palette da utilizzare prevalentemente nelle illustrazioni.

20

20

ASTRONOMIA e astrofisica

1. Osservare il cielo 2. Nascita, vita e morte delle stelle 3. Le galassie e l’Universo 4. Il Sistema Solare

a

b


interno dei volumi

21

c

Ripassi Le pagine dedicate al ripasso vanno costruite componendo uno schema colorato nel quale inserire tutte le illustrazioni riferite agli argomenti salienti del capitolo. Non sono previste regole particolari per la sua costruzione, a parte ovviamente quelle definite dalla gabbia e dall'inclinazione delle illustrazioni.

d

e


22

materia

ILLUSTRAZIONI Queste hanno una funzione esplicativa importantissima in questo genere di pubblicazione e vanno viste sia come integrazione, sia come riassunto del testo: insieme stimolano il lettore e favoriscono fortemente la memorizzazione dei concetti. Si è quindi costruito un modello isometrico che funzioni per rappresentazioni tanto tridimensionali quanto bidimensionali. Si è scelta una inclinazione di 20° per favorire la lettura sia di elementi che si sviluppano in verticale, sia di elementi orizzontali. La colorazione deve avvenire prevalentemente in tinte piatte, la palette di colori sarà determinata dall'argomento trattato dal capitolo. Ammesso l’uso di gradienti per elementi di sfondo. Franklin Gothic medium condensed, all caps (7,5/7) Scala Pro italic (7,5/7,5) TAG PRINCIPALE descrizione

tag secondario

tag secondario

20°

20°

Lettering Prevede l’utilizzo codificato di carattere bastone maiuscolo e graziato corsivo. Le parole che appaiono nelle illustrazioni devono avere valore di tag che richiamano direttamente le parole evidenziate nel testo principale, i concetti principali saranno in Franklin Gothic maiuscolo, quelli secondari in Scala Pro italic. Il colore dei tag è determinato dal significato che essi hanno nel contesto e puo essere in diretta relazione con la parola di riferimento nel testo principale, inoltre deve derivare dalla stessa palette usata per l'illustrazione.


interno dei volumi

Schemi Le regole di costruzione impostate per le illustrazioni devono essere anche applicate a schemi informativi da affiancare alle informazioni testuali.

Magma FEMICO

MAGMA Sialico

SILICE ~ 50%

SILICE ~ 70%

Acqua ~ 2% Acqua ~ 15% altro ~ 48%

altrO ~ 15%

23


24

materia

2 dimensioni Per quanto riguarda le illustrazioni bidimensionali valgono le stesse regole, eccezion fatta ovviamente per l’isometria.


interno dei volumi

25


26

materia

3. Dati tecnici Nelle prossime pagine saranno presentate le regole interne alla gabbia e alla composizione delle pagine interne dei volumi.


dati tecnici

FOGLI STILE In ordine sono forniti i dati relativi alla costruzione di: • gabbia • frontespizio • indice • sezioni • capitoli • pagine di testo • schede • riassunti

27


10 mm 19 mm

15 mm

28

10 mm

153 mm

13 mm

ricorrente 1 mm

4,2 mm

8 mm linee di base 11,5 pt

Scala Pro, small caps (corpo 9) COLORE VARIABILE Scala Pro Caps regular (corpo 11)

223,5 mm

11,5mm


13 mm

153 mm

15 mm

ricorrente

Scala Pro, small caps (corpo 9)

29

10 mm


VARIABILE


23 mm

168 mm

Scala Pro regular, small caps (18/11,5) +10 tracking

TITOLO Sottotitolo

Scala Pro regular, all caps (corpo variabile) +10 tracking

Scala Pro italic (corpo variabile) +10 tracking

VOLUME N째

Franklin Gothic medium condensed (corpo 14)

ILLUSTRAZIONE

88 mm

19 mm

84 mm


12 mm 3,5

65,5 mm

3,5

106,5 mm

32 Franklin Gothic medium condensed (corpo 18) +10 tracking

INDICE

Scala Pro bold, all caps (9,5/11,5) -2 tracking, COLORE VARIABILE

3. Le galassie e l'Universo

TITOLO SEZIONE Scala Pro bold, (9,5/11,5) -2 tracking

1. Titolo Capitolo

Scala Pro regular, (9,5/11,5) -2 tracking

1 Paragrafi 2 La posizione della Terra nell'Universo 3 La sfera celeste – SCHEDA l'orizzonte 4 Le coordinate astronomiche 5 I movimenti apparenti degli astri sulla sfera celeste – SCHEDA I movimenti giornalieri delle stelle a latitudini diverse 6 Le costellazioni: figure immaginarie nel cielo 7 La luce messaggera dell'Universo 8 Gli strumenti per osservare il cielo 9 La spettroscopi – SCHEDA Le leggi del corpo nero – PER IL RIPASSO – In sintesi

– PER IL RIPASSO – IN SINTESI

3 4 4 7 8 9 10 11 13 14 16 18 20 23 24

2. Nascita, vita e morte delle stelle

25

1 Le stelle 2 La distanza delle stelle 3 Le unità di misura delle distanze in astronomia 4 La luminosità delle stelle e le classi di magnitudine 5 L'analisi spettrale della luce delle stelle – SCHEDA Cefeidi e variabili – SCHEDA L'indice di colore 6 L'effetto Doppler e gli spettri delle stelle 7 Massa e dimensioni delle stelle 8 Il diagramma di Hertzsprung-Russel 9 Le forze che agiscono nelle stelle – SCHEDA La struttura della materia e le quattro forze fondamentali 10 La nascita delle stelle 11 Le stelle della sequenza principale – SCHEDA Le reazioni termonucleari nelle stelle di sequenza principale 12 Dalla sequenza principale alle giganti rosse 13 La morte di una stella: nane bianche, stelle a neutroni e buchi neri 14 Le stelle modificano la composizione dell'Universo

26 26 29 30 31 32 34 35 36 39 40 40 43 44 45 46 47 51

1 Le galassie nell'Universo – SCHEDA Antiche immagini dell'universo 2 Le galassie 3 La nostra galassia: la Via Lattea – SCHEDA Il diagramma H-R degli ammassi stellari 4 Il red shift delle galassie e la scoperta dell'espansione dell'Universo 5 L'origine dell'universo secondo la teoria del big bang – SCHEDA Materia e antimateria: un'Universo asimmetrico 6 Le prove a favore del big bang 7 Le possibili evoluzioni dell'universo – SCHEDA Perché la notte è buia? – PER IL RIPASSO – IN SINTESI 4. Il Sistema Solare 1 Il Sistema Solare: corpi in movimento uniti dalla forza di gravità 2 L'origine del Sistema Solare 3 La stella Sole 4 La struttura del Sole – SCHEDA Dal Sole anche i neutrini – SCHEDA L'attività del Sole 5 I pianeti e i loro movimenti: le leggi di Keplero 6 La spiegazione delle leggi di Keplero, secondo Newton – SCHEDA La posizione dei pianeti – SCHEDA La vicenda del processo a Galileo Galilei 7 Le caratteristiche fisico-chimiche dei pianeti terrestri e gioviani – SCHEDA I pianeti extrasolari 8 Gli altri corpi del Sistema Solare – PER IL RIPASSO – In sintesi

52 53 55 56 58 59 64 66 67 68 72 72 73 73 75 76 77

78 78 80 82 83 86 88 90 90 91 92 99 100 103 104

Scala Pro Caps regular, (8/11,5) -2 tracking


49,5 mm

3,5

65,5 mm

3,5

69 mm

indice

Scala Pro bold italic, (9,5/11,5) -2 tracking

Scala Pro Caps bold, (9,5/11,5) -2 tracking COLORE VARIABILE

Franklin Gothic medium condensed, (8/11,5) +10 tracking COLORE VARIABILE

Il pianeta Terra 5. Le caratteristiche del pianeta Terra 1 Introduzione 2 La Terra: un pianeta unico nel Sistema Solare 3 L'interno della Terra è caldo e non è omogeneo 4 La Terra è un pianeta in continua evoluzione 5 La Terra ha una forma sferica e possiede un campo gravitazionale – SCHEDA La scoperta della forma della Terra – SCHEDA La forma della Terra e il peso dei corpi 6 La rappresentazione della forma della Terra – SCHEDA Il calcolo di Eratostene e la misura della circonferenza terrestre 7 Il reticolato geografico e le coordinate geografiche – PER IL RIPASSO – IN SIntesi

6. I movimenti della Terra 1 Introduzione 2 Il movimento di rotazione – SCHEDA Le prove della rotazione terrestre 3 Le conseguenze della rotazione terrestre 4 Il movimento di rivoluzione – SCHEDA La prova del moto di rivoluzione: l'aberrazione stellare 5 Le conseguenze della rivoluzione terrestre 6 Le stagioni astronomiche 7 Le zone astronomiche del globo terrestre 8 I moti secondari della terra – PER IL RIPASSO – in sintesi

107 108 108 109 110

5 La misura del tempo: la durata del giorno 6 La misura del tempo: l'ora vera, il tempo civile e i fusi orari – SCHEDA L'analemma 7 La misura del tempo: la durata dell'anno civile e il calendario – SCHEDA Il calendario – PER IL RIPASSO – in sintesi

8. La Luna: satellite della Terra o pianeta?

33

146 147 149 150 150 151 152 153

111 112 113 114 115 116 118 119 121 122 123

1 La Luna: l'unico corpo extraterrestre visitato dall'uomo 2 Le caratteristiche fisiche della Luna 3 Guardando la Luna 4 La struttura interna della Luna – SCHEDA La composizione della crosta lunare 5 I movimenti della Luna – SCHEDA Il moto apparente della Luna – SCHEDA Le librazioni 6 Le fasi lunari 7 Le eclissi 8 Origine ed evoluzione della Luna – SCHEDA La storia geologica della Luna – PER IL RIPASSO – In sintesi COLORE VARIABILE

124 125 127 129 130 131 134 135 138 139

7. Misure di spazio e tempo

141

1 Introduzione 2 Orientarsi sulla Terra: i punti cardinali 3 Orientarsi sulla Terra: le coordinate polari 4 Orientarsi sulla Terra: latitudine e longitudine

142 142 144 145

154 154 157 159 159 160 161 162 163 164 166 167 168 169


34

Scala Pro Caps regular, (corpo 11) COLORE 2

Scala Pro regular, all caps (36/30,625) +10 tracking

TITOLO SEZIONE

COLORE 1

COLORE 2

COLORE 3


35

20째

Scala Pro italic, (18/18,5) -10 tracking

Scala Pro regular, (18/18,5) -10 tracking

1. Primo capitolo

2. Secondo capitolo 3. Terzo capitolo 4. Quarto capitolo


36

materia

FOTOGRAFIA


dati tecnici Scala Pro italic, (18/18,5) -10 tracking

capolettera, Scala Pro Caps regular (2 righe)

Scala Pro regular, (18/18,5) -10 tracking

1. Titolo capitolo

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Franklin Gothic book condensed, all caps (11/13)

titolo primo PARAGRAFO titolo Secondo paragrafo titolo TERZO PARAGRAFO titolo QUARTO PARAGRAFO titolo QUINTO PARAGRAFO titolo SESTO PARAGRAFO titolo SETTIMO PARAGRAFO titolo OTTAVO PARAGRAFO titolo NONO PARAGRAFO

37


38

titolo sezione

Scala Pro, small caps (corpo 9) COLORE DELLA SEZIONE

1 FOTOGRAFIA

Figura 1. Didascalia ea ium que venime eat estiat modi ut quae magnisto beri ad quiatur. Lum, nos quae estiam elest faccus dolor anim int. Aces repre nis sequatu. Electo ides adis del magnie. Scala Pro regular, (8/8,625) -2 tracking

Scala Pro italic (9,5/11,5) -2 tracking

Scala Pro bold (9,5/11,5) -2 tracking

Franklin Gothic medium condensed, all caps (8/8,625) +10 tracking

DEFINIZIONE Fernam nihicit res evendeb itiiscipsae nis diam ab iduciet doluptis volore pro et eaque reic tempeles volorro volesti onsequi solute vidipsa periae. Apid que cus dolent faccataspis sit eumqui. Franklin Gothic book condensed, (8/8,625) +10 tracking

TITOLO PRIMO PARAGRAFO

capolettera, Scala Pro Caps regular (2 righe)

Scala Pro regular (9,5/11,5) -2 tracking

Testo centrale quatur ratur moluptatusam ad magnatq uidignis maio et ullaccum unt, volut lam quate veri sed ut volorum venihic iuntibu scienet ut libus. Em di nost ea sum voluptis aut ent utet pedignit excearum eumqui testiae voluptur sitatur? Lam que laborep editia sitaepr aerferitae consent arciet ut ped et aut hil ilibus alitem sint que dolorum fuga. Uciunti ut estem imodit mod mos utem facium quodita tecerum fugit hit, corumque dolor aboribus voloren imodit, eost quia cor modis praecep ellaborerum ut arcitis elessin ctassedis ut perchiliquam eium faceped qui debisit a dolessinci cupis quate reperum et dolumquo iscitis simoloribus, nim siminvenis re aut rem vent audande niaerio nsequi non net, simpe volumenis nobitem exped expligendae parole messe in evidenza ex eum faccus iurit lacid molupta turestent maximiliqui aut alique dolumqui tem etum imusantioris qui ne porem dicabo. Nient ipsam ea dolessequi omnimodio dolum exercidusti cum velita sandignatius pa ne possum exerum facia cum sin possinction cus dolupta eceatus vent estrum liquate nienist, cupici qui te litatio ritat (figura 1). Ne pore sunt es eos inihil event. Hendunt. Os ipis aborehenis nemquis qui dis ant, sitate opta dis el estin corrumquae voleser eperorrum aut vellatia solene plibus. Int, solorem sitate consequamet excearchit quam quo eari omni vent eumque sollupiciis modia nonsend itatia discipsant quatem ratur audi nobit autas aut lam essitatur, quiantur? Nequi con porehent moleste pra nistruptat et ea de officit ut que mint, qui conet lia nos et atinissum esti te aut ommolup tations ecaborem quod quiat. Tur? Rio debitium eatur? Ihit vene delestius cus es coraturia quam quas autem vendus dolestia voluptur mi, te si tem alicipsandem eos quia dolupta tibusae pore quis et mossunt, DEFINIZIONE cumet ut aut exped eum, estis incte moluptation corpostore, nus, ni cor acepratibus ad explantum remod que debis doluptis mos aut id quibus min nullabore, volor alit fugiae nectiam acereptur, ut ad uteceaq uuntet volorrovit debitem sum voluptati que ventur, aut id que ellorro velic tem aciis eveless imiliant, ut int, que imperupti aut lanissi taturibus nemporem ium veliqui dolliqu iduciatiunt rem reptat voluptae ipsunt.

2

Franklin Gothic book condensed, all caps (11/13)

Titolo secondo paragrafo

Ovid mi, asit, et de con expliquam exceaquatias verupti velitatur sandantis perferibusda deles eatis autem id magnatq uibusamus et estibeaquiam latem arum quam rero milisim noneseq uisque quiasitatem qui ommo temquas as earum fugit quo totatur si in re, aruntium volorita duci ut ulparum, numqui con prores aut volor aceatas moles sedisqui blandae experum dolut et ex est eost, tem doloribusant quae pro officat ibusdae nobitatiis aut audioreptae. Ut aceribus que exceatus ini illitiatque laccus, sendici dolorer fererro mollenimust pelis imus mo ea quos dolut que voluptasi doluptatem faccus. Udaeper orrum, tet hil magnist, in etur res id qui conserspe nem eturia alit remque iment unt. Otas volupient laboria sequidu cienihi llandis ut rehendu ntempor essimo dus as aut fugit pro con conectures ut autaspe ditatinvent quate voluptu risquam facimporibus et pel es magnimo odi ad modi blabor sedita voluptatium, conet quidus, amet aspitaspera parum facius soluptatem quistibus dendiorro est estem verchillupta nonseque pos ad quas si comni cuptatur aut ium quis aut eveliquis apernatio. Ut lacepe pedis consequi sequist lantia commolupta dolupta vollaut et dit ommoluptate nihillendion et quis et, te et et idest vid molorem volorporrum qui sitatemos desequibust omnis dolor re exernam, consequ ibusantiones eicimi, nest fuga. Omnis ne lit, imil inulpa cum venimus doluptur? Ignatetur si offic tem nossum fugia ad quibusci voluptate rero eatur, aut int ellabor roreprovid quibus cuptasp ictet, nost, tem et fuga. Et eum que iderum nos illaute sum ipsum rerchic tem sequat odit et idit, tem dolorepratem quo es es dolorepro conessi doluptat aut eum, tem ex exererum ipiscit as mos molum que net occulpa dolorrum et eum sae. Itas quam as de coressuntia cum est fugia excerum am delesci blatem santium sam consed maiorem. Os estrum que lam faccaborrum voluptate venis re es a dolorrum volut fugia id mod que rescia cum faceperum invereius et lanienit, sequi doluptae pero optata quiatec umquidem dolupta eum inulparias num aliciae resciist occusae ea dolorro vitatem quame es es aut et mo quia et voluptae velis apelese dipsam fugitecte ipis aut porem aut optat. Upta dolestia volorpo riosapiduci ut exerum


titolo capitolo

Scala Pro, small caps (corpo 9)

ut haribus nam con conet aris rem eatur recatque nos ditatis quissit velest volori idunt qui atet qui sam delenimusa sam faccum qui cor rectatem aut ipiduci psapere et ipis molorati renia sent volumet omnihiciae volorem rempore hendae doluptatem quas volore del ipsanienim eat delendis nihit, volum re, sapieni nam, ipsum exerupis doluptatium que perum eati quoditas eos etur sin perem facidestiur, sed quiae molupta tibus, volorepror aut as quas molore rero blaccup tiberovide lacient et ex et elitis is rem sam qui nus rem ad ea sincto maximagnis dia vent a coriosamus excerspero int labore veliqui se volorerum expelig enderum sit restotaturit et aut adi ullant et alis ma nimolore ne vent, et idendit qui doles solupid ioreptat (figura 2). Cia pera nat eos eium as atioriam et, quo tora quo tempore exerist definizione / tag principale eiuscimet voluptatem repero doluptae nullab iundi sit od quodi occus dicilic itent, que ipiet porat laboria niendae volecumquae sam entincid moluptas quae pos ipit ut ommoluptati untiuntiis comnimi, erspelia in recessuntum laut providu sciaepe dignis dione doloreperro maximi, unt amus aut aut tag secondario quiaernam, vidunt, tessi cor aliquibeatem rem quos quis et am quos quundes tissum et qui officiis sum aut faci dictem quissit aut landae cum quis venimaxim velecae sent exercim olent. Tag secondario eum ad qui de dolorepra susamus esti utat. Ferorep iducimusa peritia ex et ommodiam ad mo inulparum eium veni Scala Pro bold (9,5/11,5) -2 tracking ILLUSTRAZIONE tag secondario

TAG PRINCIPALE

39

FOTOGRAFIA

occuptate cus rem ea non tag COLORATO re derum quam hici rehendi gnatio estorum nihilique volo verorest molesci enest. Loribus accus est mossequi nit, sim am susam rent quat ut audae mosaeped quis magni delis pore, omnitaes ipienim tag secondario unt que volore videre liquist aut et lignaturi inveratem volendi tem laccabo reiciat ionsedi doluptatiati doluptae provit vel il is elesed utemolu ptaspe omniminto iprere pa vendantius cus velissus, que et odi sit audiatis moloreh endunt (figura 3). Franklin Gothic medium condensed, all caps (8/8,625) +10 tracking COLORE VARIABILE TAG COLORATO descrizione

tag secondario

tag secondario

Figura 2. Mus nonsed ea ium que venime eat estiat modi ut quae magnisto beri ad quiatur.

Scala pro bold, (8/8,625) -2 tracking Figura 3. Mus nonsed ea ium que venime eat estiat modi ut quae magnisto beri ad quiatur. Lum, nos quae estiam elest faccus dolor anim int. Aces repre nis sequatu. Electo ides adis del magnie. Occuptas et verumquas dolut esequis et quiditas qui aut at. Asitinv ereicipsam quo quam di corporr ovidest volupta tiumque omnis apellic idebis consequae ipsanda ndebis.


40

materia

Schede Le schede di approfondimento presentano una gabbia indipendente in modo da distinguersi nettamente dal resto del testo. I colori attribuiti a fondino e testo possono variare di capitolo in capitolo alternando sempre tra grigi caldi e grigi freddi a seconda del tema trattato.

Franklin Gothic book condensed, all caps (11/9,2) 168 mm 4 mm

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linee di base 9,2 pt

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Testo comnis exerestis earchic atistias rerquam eturerition pro excesti con expelec uptatur? Quiae cone volorep tassiminusae litis ipiene quos as et rat dolestrum eaquam, od maximus cillaccum voloritas as qui reperi tore consecusci a sit incidebis diatur aliquuntiur, que eos eaquidelia nonsequos rereressin res debisquatis nimusciis aut ellorpore, ipiet es quam, ulpa nis et et fuga. Nam quis et volupta tusdam ium ea sit ut as dis aborest doluptati omnis as aut acculluptat etur, suscima gnisti nemporios estium quibusc iiscientis porrum eseribus id qui ditiatempere porempor rese sum, que neceatibus asperatent, siminvelenis dite exeribus sinvendiciis iunto ius suntibusam il earchicab int, con repedia quis sequaes parole messe in evidenza. Nequatent, et facepeliquid eturepelest, comnit ese volum rernatis eati consent, que volupta turition ex et quo totatiusapit

a quamustrum, cuptiat emolut eos iusandae cumquas sitiasi atumquodi quis rem que quam fuga. As simin re, vellam harunt. Obiscim facillectur? Faccum velitat perum, ad et odi aliqui qui ipicid quo quae nume nonsed untis voles aruptio etum quiatem porest, cusae suntiat quiandi alis reptat libus, officia cusandis cum accupti oratem qui sumquodi tem int (figura 10). Ictiam iur, aliquist omnihil leceatemped maionserum hiciatquia conseque sed explandae sus dolum il imusand elicia cusaperupta consecum dissita temqui solor autet rero cuptatius dit atibusciis idescidunt facilique nobis et dolendem laborpor reped ut liquam nullis quae. Ris exerovidis ne nihil ipsunti cum harum fugitam endigenti sunt, que con evelique si omnis et omnihilibus aut ut et la definizione re, quae sim corest, temporatem ium ea quo moluptiis mos eicate ommolup icillaborest et a soluptati re illantam, teceaquo officipsus nobis aut anduntinit ent,

Franklin Gothic book, (8/9,2) -1 tracking

Franklin Gothic medium, (8/9,2) -1 tracking Franklin Gothic book italic, (8/9,2) -1 tracking

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10 Franklin Gothic medium condensed, (8/8,625) +10 tracking COLORE VARIABILE FOTOGRAFIA O ILLUSTRAZIONE

Franklin Gothic medium condensed, (8/8,625) +10 tracking Figura 10. Didascalia Axim reicia ditiumqui blab int. Ibuscid quamustiur? Mus, vollorescia volo eturio intis sim exerion seditatur res mod et modit dollest excero omnihil int atque.

Franklin Gothic book condensed, (8/8,625) +10 tracking

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dati tecnici

le lave: forme e strutture Le lave ormai solidificate possono presentarsi con forme varie e curiose, che dipendono principalmente dalle modalità di raffreddamento (lento o rapido) e dalle condizioni ambientali. Le lave a corda (anche dette pahoehoe, dal nome utilizzato nelle isole Hawaii dove sono presenti vulcani che eruttano lave basaltiche) originano da colate molto fluide in prossimità del camino vulcanico e si distendono in strati sottili, ricoperti da una pellicola levigata che solidifica rapidamente. Lo strato superficiale solido mantiene una certa plasticità e viene continuamente deformato dal fluido sottostante, fino a formare strutture a pieghe simili a corde (figura 18). Le lave a blocchi scoriacei (dette anche aa, ancora con un termine hawaiano) hanno aspetto spugnoso e sono costituite da blocchi con una superficie irregolare e scoriacea. Questa struttura

si forma quando la lava basaltica, allontanandosi dal vulcano, si è in parte raffreddata e ha ormai perso buona parte dei componenti volatili. In tal caso lo stato superficiale solido è molto spesso e non può deformarsi, perciò mentre il materiale ancora fuso sottostante si muove ancora, lo strato superficiale si spacca in blocchi frastagliati (figura 19). Colate di questo tipo si osservano facilmente in molte eruzioni dell’Etna. Le lave basaltiche sottoposte a un brusco raffreddamento danno origine a particolari strutture a fessurazione colonnare: la lava subisce una forte contrazione e solidifica in colonne verticali a sezione prismatica (figura 20). Le lave a cuscini (pillow lavas) si formano, invece, quando lave basaltiche o andesitiche vengono effuse in mare profondo da vulcani sottomarini. In queste eruzioni in genere i gas vengono liberati lentamente e senza esplosioni, per via della pressione

esercitata dall’acqua, e la lava sgorga tranquillamente. La superficie della lava, a contatto con l’acqua, si raffredda molto rapidamente, formando una pellicola vetrosa che isola dall’ambiente esterno la bolla di materiale fuso eruttato che può anche mettersi in movimento. All’interno il liquido solidifica lentamente e si può fratturare, creando nel cuscino strutture radiali (figura 21). Se un’eruzione basaltica avviene in acque poco profonde, la pressione dell’acqua non è sufficiente a contrastare la rapida fuga dei gas che vengono emessi al contatto della lava calda con il liquido freddo. Le grandi quantità di vapore che si liberano producono getti violenti, che si innalzano oltre la superficie del mare. Si alternano esplosioni ed emissioni tranquille e dalla superficie del mare si elevano nubi bianche di vapore. Le lave solidificate e i frammenti piroclastici si accumulano, creando un edificio che infine emerge dalle acque e origina un’isola vulcanica.

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Figura 18. Le lave a corda hanno una superficie liscia e poco accidentata. Figura 19. Le lave a blocchi scoriacei presentano una superficie accidentata e scabra. Figura 20. Affioramento di basalti colonnari, prodotto di un rapido raffreddamento, che determina la contrazione della massa lavica. Figura 21. Affioramento di lave a cuscino.

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titolo sezione

In sintesi

Scala Pro bold, (9.5/8,625) COLORE VARIABILE

testo del riassunto Met aces eiumet facepedi re aut faceat que quunt ratem quunt il et aut parum hictemqui dio min ea nesti consendendis doluptati nis dolupta sperciasint eatumqui ut landitibus ex et ommolup tature doluptur, odit qui apidem faccull andestis eum ellacest, consed ut aut ut est, illore et omniet hilis eat assuScala Pro regular, (8/8,625) -2 tracking sae. Henducit reperitatur alique eum qui sumendam re nimiliquam fuga. Ita nus ipicientum ni bea nim idestiume simagnis dolumquas quas ea quibus il ea ea dolupta spelectiunt. Ut voloreicatur autatus, inissunte sectur audignam doluptas nobit, volorib ustiam aut asperup tatem.

Scala Pro italic, (corpo 18) -2 tracking

Definizione, omnisquam, optatur, occatur am, quo esectus nem dolore ea volore di is sus sundendesed Scala Pro bold, etur aut res iliquo qui offic tem quaero inum, ipsapiet (8/8,625) -2 tracking laborecumqui dem rerfere voluptature nempori dis reces derum repera cus utatqui iusdam rectio tem fugiaspides deles as reium ratur aut facessunt illendi cuptat. Di dolupie ndestis doluptione necae enia pro est occaborum explatur, te nonsed magnamus plit as asitetur, omnimus, conse sit lanit volorpo recabor poritia erferio nseque sum arum non con rerciis tibeatur res dolorit quis poribusam, ut volore, nia venderum quam eum ventisci doluptatur sant.

Necestias accatempe diae nimus sitios dolupta si debistrum parole messe in evidenza. Ebis deligni il molente num nonsequi omnit ma debitasimus ipsundae eium verunti vendam ut la non nus est, sinverchit, te non poScala Pro italic, ratum non reicil molorep errores arciis et maio eum (8/8,625) -2 tracking fugit, se volut faceat pra cusapereped mos molum cus. Is eos re represt ionsenite cuscipsum debitas dus eostotatus aut volore plabori volorum harchil isciet volenet odit aciaept ataerit, sime nis estrumquatem fugit excest rehenda ecestem perentis evendio nsequi beat quis ni beribus et fugiam, ium idem veliquos autem es nonsequi vel moluten danimpos magnim exped unte dolorenis sendebis peribus amusa consequi ommod quam fugia volecusam, nia dolor sim aut lautatur aceaquiame volor aut magnissin est ex et quia duntist, que exeriat.

Id quia dolo cus adi alibea conet abo. Fugitionse vellante pligent.Obisquibus volore everum eos eum volluptate natur aut eum fugia cum re, consedit atiis et lanim aute labo. Ficil et que simolum sime santorunt is dent doluptus ditaquatem fuga. Solorum est, untibus, auditem reribus cienis vid qui aut parchil eat ut occum quamet autat asi sunt maximodis acesci quia voluptae vidus, simi, aut et volor mi, volorerovit res platur recat eum quunt haria quideror simus. Voluptaquia dis porum quatur rectate adignia qui te officiti am id es et ex estium fugita desequi te in et perovidus is estinum dolorae consedi dolorum as aut exeriaturem qui officit et ped et offic tor sa qui od eos di cum iscia dolorio rionem que pel in conem essitat ra nonsed estore dolecup tiaspernatis delique cum inis doluptio. Ent doluptas dernate mollaboriat etur? Quibus, suntia derum explaut qui dolescientio odi reped qui aut que volor sin rae nes aut occum ipienimus, omnimusam conecat entecuptate non planienihil magnisquis ipsam velique numquis dolut maximporro te liquae eos sequamet laceper natissum eos magnimu sciae. Officii sinulpa dolorumquiae aut et optassunt, simus enimoluptur alictus, essimint labo. Et quo ist ea explitio officias ratur? Ant maion ra quo es prorrum conem non cullento bearitat doluptatet everum ditioru mquaturia ium ipsa-

pel iquamet pe volorum voluptate nostionecum sus aut iscia iumet dolupta quasint voloreicium que occus es voluptaquo to evera dem que restemp oreprae. Itatem il ipitem cus diciis id molupta tendae officium rem essim aut quo eic tem aligendia dolorro vidundem et alit, quas aliquia consequis consecaborum nimagniet is dem quatem iliandi incia delicia di ilibus quam et prorum quae qui voluptio ma venisciis ditatus veles ma deniscia nonsequaeri voluptamus, consequia ad maiorro reritate laborro videllecaeri aut audam rectatur atum quibus ex explignimos repuda vollecat qui doloratumqui il ium aut est, sum est voloriosam assi cus anient.

Lis eostist est, esti renist, occae odi totatio dolupides minci rehenecum nobitis nihitiassit evel et harum utatiberunt. Idem harumquam re netur sit, conse nisciam fugitionem dolut vellis ea demporrum in remquaes dolupis aut quas eumque nosapedis et maximin cimoles sae corrum vende latia velestiis sitat aut labori vitectusam que commo moluptas dellori tiatem intioriam volo voloriae consent quam, quam ius nonsequi ratis dipsae sam, iuntur? Quiaeperit libus re velicipidus pa aut et hit, cullo que dic te int litata quuntiist utemporrore ped magnien dipiet aut autestinto ium essimin exereperae. Pa con et aborepedit ipsapis eium qui quia qui namenih iliquos non es none denihiliquam autectatur?

Nis exerovit, quaectassi quam delendebis magnisi molorem porem. Et elesto ipsant ut mi, seque voluptate volupta prem que num aute porerferi nonsecte quae none peritat emporep erestiis alique excesedis excesent erumquamenis inctur mi, sunt late ex ea consequ aspicab illuptiatur, occus voluptatem voles dem. Ibus repella borepro etur, quiam remporessi con conempore res eum aut harionsed que plaut optatempos dipsam re, quam earum eum apere, simus, volori tes volest eatur sunt am quis que denem volupta tibus.

Aperemp orerior iatior re ipsae oditat pa volessi tatemo conse ipienimi, ut optiandaes minverciae consequis enti to optatur sumqui omni dolupta tempeli quibus everuptati que eseque pa pelique volupta qui offictiatia perum id ullore ra debis ulpa et faciend andament rempor rae quam facerestis doloribust, volum hari autes nos dolo quam, ut ommolorecto eost qui tem dem quat ullabor epelis eossimus dem. Udae vent voluptatur? Apic temquae perae. Oditatio core moles mintisci dolorer iorerum harum excepror sunt untem imus ut molupidernat fugia des in pro essintet il magnis estrundis eosa accum, cores ipsae aute delibearum, aut ea voluptios archit autem volorpos vendest quatqui dolupic totatem estis deliqui aut milliqui venimolor ab inctatur, vendaes equisqu untur?

Vernatibus moluptae audit, sanihic atecescit volesto dolorro blanturempe in pliae. Itatat vitius sum, sedis rem re delendant pos est, que venientia arum dolum nes volliquatem volorpores ut voluptia incit volupis soluptios exerupta aut quist, quassi secumqui sinis aditat quo doloruptur mos et optae con nullabore nulpa parum auta sus nistessum fugit, comnis atur, inum et maio dolorecatus aci od ut ex exceati orendae ratem cusam dolo tem laborpo riatiis as doluptatume verferu ndendem labo. Ipsam aut quamus alia veliquam quamus.


titolo capitolo

–

Rum et reria volorem et doluptionet acesseq uiatus coribusam quam elictate nis aditatur aut estotatiorro consent ecescitas inus eatio dem fuga. Tis eatur audis et audis etur, quam, volorro doluptatur, sequis eaquae est, que vendelic tem quas sed earum lat que pel everiandeles unt.

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Axim atia is sus, sum vit porest officto reiciur sae del int in nos nimagni enetur? Aborectia voloreria sapererest aturia voloris quatqui tendia sus elignatis nonsequas et mo dunt eosam harciam, in re expedit ea escita dolorepro blabo. Ut aut eatiberum ipidi dolorroremos rehenis volore ne ped quisita turibusdae parisqui quis dolore consequ idunt. Ritio quissitem. Nem aspelitia quamenihil ipieniscitio quam ventemq uiatiist, con pra es sim consediti consento teniatur sequiae doloribus adiorro reperio volorere nobitas picimperum que odisciis voluptati voluptas accatiunt el iunt.

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Ostetur sitaess imincia inciis ditat eost ut asim nonseque dollit et aut as et ulparci pissinverum ra sa con rernatur simoluptas erum, secturis est eatem la a volorerum que ipsanturit, site volorit dolupta turibus explab isto berum sum dolupta sinveni asperch icipienitate omnimin nullabo. Pore eat mollest eost occume pedis aceruptatur sintibus expelestrum eaquo es doloribusda nonsed quam dolupiet rem nihilit atumquis dunt. Es necum facepudio.

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materia

4. Esempi Nelle prossime pagine saranno presentati alcuni esempi di impaginazione allo scopo di esplicare l'applicazione concreta del progetto grafico.


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astronomia e astrofisica

Figura 1. La nebulosa della Carena (ngc 3372), ripresa dal telescopio spaziale Hubble, che contiene numerose stelle tra le più calde e massicce conosciute, ciascuna circa 10 volte più calda e 100 volte più massiccia del Sole. L'elevata risoluzione del telescopio spaziale permette di osservare numerosi noduli che probabilmente stanno collassando per formare nuove stelle. La nebulosa della Carena ha un diametro complessivo di più di 200 anni luce e dista dalla Terra circa 8000 anni luce.

Diffusione È il fenomeno che si osserva quando le radiazioni che colpiscono la superficie di un corpo tornano indietro in ogni direzione Rifrazione È il fenomeno che si osserva quando le onde, passando da un mezzo di propagazione ad un altro con caratteristiche diverse, subiscono un cambiamento nella direzione di propagazione

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Le stelle

Le stelle sono sfere dorate di massa enorme, costituite per lo più di idrogeno ed elio, tenute insieme dalla forza gravitazionale, che emettono energia sotto forma di radiazioni elettromagnetiche. L'energia delle stelle viene prodotta nel nòcciolo, attraverso reazioni termonucleari (figura 1). Questa semplice definizione si fonda sull'analisi di dati molto complessi riguardanti la distanza, la luminosità, la massa, la composizione chimica, la temperatura superficiale e interna delle stelle. Cerchiamo, dunque, di esaminarli nel dettaglio.

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La distanza delle stelle

Osservando le stelle a occhio nudo, esse ci appaiono come punti luminosi circondati da un debole alone, provocato dalla diffusione e dalla rifrazione atmosferica, posti tutti alla stessa distanza dalla Terra e diversamente brillanti. In realtà, la distanza dalla terra varia da una stella all'altra in modo spesso considerevole. In che modo è stato possibile capire che le stelle non si trovano tutte sulla superficie della medesima sfera e come è stato possibile determinare la loro distanza dalla Terra? Il procedimento adottato per trovare le distanze delle stelle sfrutta un particolare fenomeno,

noto come effetto di parallasse. Il termine parallasse indica lo spostamento apparente, rispetto ad uno sfondo lontano, di un oggetto visto da due diversi punti di osservazione. Supponiamo, per esempio, di osservare l'ago di una bilancia e di volerne determinare la posizione rispetto alla scala graduata, per leggere il valore di una massa. La posizione dell'ago varia ogni volta che ci spostiamo, in relazione alla posizione che assumiamo: se ci spostiamo a sinistra, proietteremo l'ago sullo sfondo a destra, se ci spostiamo a destra proietteremo l'ago verso sinistra. Lo spostamento dell'oggetto, in realtà, è solo apparente ed è causato da un cambiamento della posizione dell'osservatore. A tale spostamento viene dato il nome di effetto di parallasse. L'effetto di parallasse è tanto più evidente quanto minore è la distanza tra l'osservatore e l'oggetto in questione e si manifesta solo se l'oggetto è proiettato su uno sfondo con il quale non è a diretto contatto. Anche le stelle presentano un effetto di parallasse, noto come parallasse annua, causato dal moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole. La Terra, infatti, si muove intorno al Sole, percorrendo un'ellisse di lunghezza non trascurabile (la distanza massima tra i due punti dell'orbita è di circa 300 milioni di km) e si trova nei due punti estremi (o comunque in due punti opposti) dell'orbita a circa 6 mesi di distanza. La posizione da cui osserviamo il cielo, perciò, si modifica nel corso dell'anno. Per questo, fissando la posizione di una stella,


nascita, vita e morte delle stelle

quando la Terra si trova ad un estremo dell'orbita, e ripetendo l'osservazione dallo stesso luogo della Terra 6 mesi dopo, cioè quando la Terra si trova in posizione diametralmente opposta rispetto al Sole, si osserva un piccolo cambiamento nella posizione della stella, rispetto allo sfondo della sfera celeste. Nell'arco di 1 anno la stella apparentemente oscilla tra due posizioni estreme descrivendo in cielo una minuscola ellisse. Tale effetto viene utilizzato per determinare la distanza della stella dalla Terra, con il metodo della parallasse, un metodo simile alla triangolazione. Infatti, le due posizioni della stella, rilevate a distanza di 6 mesi, permettono di definire un triangolo, che ha per base il diametro dell'orbita terrestre e per lati le distanze tra i due punti di osservazione e la stella (figura 2). L'angolo che ha come vertice la stella può essere misurato sperimentalmente, perché equivale allo spostamento angolare apparente della stella in 6 mesi. Per convenzione, l'angolo di parallasse annua (p) è uguale a metà dello spostamento angolare apparente di una stel-

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la in 1 anno, e corrisponde all'angolo al vertice del triangolo che ha come base il semiasse dell'orbita terrestre intorno al Sole (che misura in media 150 milioni di km) e come vertice la stella. L'angolo di parallasse annua è sempre molto piccolo, ma varia da stella a stella e il suo valore diminuisce all'aumentare della distanza della stella dalla Terra. Si può, infatti, dimostrare che l'angolo di parallasse annua di un astro è inversamente proporzionale alla sua distanza dalla Terra. Se, per esempio, l'angolo si dimezza, la distanza raddoppia, e tutti gli astri che si trovano alla medesima distanza dalla Terra hanno lo stesso angolo di parallasse. Le stelle più vicine alla Terra hanno parallasse di poco inferiore a 1". Quanto più aumenta la distanza, tanto più risulta difficile misurare l'angolo di parallasse e apprezzare un cambiamento di posizione nel corso dell'anno. Con gli attuali strumenti non si può misurare in modo attendibile un angolo di parallasse inferiore a 1/100 di secondo d'arco. Per questo le stelle più distanti mantengono una posizione fissa e non Figura 2. A causa del movimento della Terra intorno al Sole, le stelle subiscono nel corso dell'anno un apparente spostamento angolare (2p) rispetto allo sfondo delle stelle più lontane: quando la Terra si trova nella posizione T1, la stella sembra trovarsi nella posizione ST1; a sei mesi di distanza, quando la Terra è in T2, la stella sembra essere in ST2. La posizione reale della stella (ST) si trova nell'intersezione dei due segmenti che congiungono i punti T1 e ST1, T2 e ST2. L'angolo di parallasse p è inversamente proporzionale alla distanza dell'astro, come si apprezza nei due esempi.


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il pianeta terra

punti cardinali, facendo riferimento in particolare ai sistemi adottati nella zona temperata del nostro emisfero.

Figura 2. Alle nostre latitudini il Sole sorge esattamente in corrispondenza del punto cardinale est e tramonta esattamente a ovest solo nei giorni di equinozio: in primavera e in estate sorge in direzione nordest e tramonta in direzione nord-ovest, mentre nel semestre invernale sorge in direzione sud-est e tramonta in direzione sud-ovest, percorrendo sull'orizzonte un tratto più breve. Per tutto l'anno la culminazione (mezzogiorno) permette di trovare, sul piano dell'orizzonte, la posizione del sud.

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Orientarsi sulla Terra: la ricerca dei punti cardinali

Abbiamo già visto che sulla superficie terrestre il più immediato elemento di riferimento per l'orientamento è il piano dell'orizzonte, cioè il piano tangente alla superficie terrestre (e perpendicolare al raggio terrestre) nel punto in cui si trova l'osservatore. Il punto in cui si trova l'osservatore è detto punto di stazione e la linea circolare che delimita la porzione di superficie terrestre che un osservatore riesce realmente a vedere è detta orizzonte visivo (figura 2). Il piano dell'orizzonte ha una collocazione diversa a seconda della latitudine dell'osservatore ed è parallelo al piano dell'orizzonte astronomico, che delimita la porzione di cielo visibile dal punto di stazione. Per definire la posizione di un punto qualsiasi rispetto al piano dell'orizzonte, è necessario orientarsi, cioè stabilire le direzioni dei 4 punti cardinali: est, ovest, nord, sud. Essi identificano due linee ortogonali, che passano per il centro del piano dell'osservatore che coincide con il punto di stazione. Il nord e il sud sono i punti in cui il meridiano locale interseca il piano dell'orizzonte. L'est e l'ovest sono i punti in cui l'equatore celeste interseca l'orizzonte. Poiché la linea nord-sud è perpendicolare alla linea est-ovest, è sufficiente stabilire la posizione di un punto cardinale sull'orizzonte per individuare poi la collocazione di tutti gli altri. I metodi utilizzati variano in relazione all'emisfero in cui si trova l'osservatore, ma in ogni caso si basano sull'osservazione del cammino apparente diurno del Sole o di qualche stella particolarmente significativa. Esaminiamo quindi i fenomeni astronomici che possono essere utilizzati per trovare i 4

• Nelle regioni del nostro emisfero, localizzate a nord del tropico del Cancro, la direzione del sud viene indicata dalla posizione del Sole al momento della sua culminazione (mezzogiorno vero) sul meridiano del luogo. Per trovare il punto cardinale sud è quindi sufficiente guardare verso il Sole nel momento in cui è più alto in cielo: il semicerchio verticale che unisce lo zenit al Sole passa per il piano dell'orizzonte intersecandolo in ogni punto che corrisponde al punto cardinale sud. Uno strumento che può essere utilizzato per stabilire la culminazione del sole è lo gnomone, costituito da un'asta appoggiata verticalmente su un piano. Al mattino quando il Sole sorge l'ombra proiettata dallo gnomone è lunga, ma diventa sempre più corta man mano che ci si avvicina al mezzogiorno e si allunga nuovamente nel pomeriggio. Ovviamente, mentre il Sole percorre il suo tragitto, l'ombra modifica anche la sua direzione. La direzione dell'ombra dello gnomone nel momento della culminazione è detta linea meridiana e corrisponde alla direzione nord-sud. • Nelle regioni del nostro emisfero, localizzate a nord del tropico del Cancro, la direzione del nord si può individuare di notte utilizzando la Stella Polare (figura 3). Nella zona temperata dell'emisfero australe, la culminazione del sole indica invece il nord, mentre per cercare il sud si utilizza la costellazione della Croce del Sud, che però dista dal polo sud celeste ben 30°. All'equatore, la posizione del Sole a mezzogiorno, tranne nei giorni di equinozio, indica alternativamente il nord o il sud. • Nel nostro emisfero, le posizioni dei punti cardinali est e ovest, diversamente dal nord e dal sud, possono essere determinate con precisione solo nei giorni di equinozio. Infatti, solo in questi giorni il Sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente a ovest, descrivendo una semicirconferenza sopra l'orizzonte. Alle nostre latitudini, nell'emisfero boreale, negli altri giorni dell'anno, i punti in cui sorge e tramonta il Sole si spostano verso nord (semestre estivo) o verso sud (semestre invernale). Osservando la figura 2, si può notare che dall'equinozio di primavera al solstizio estivo,


misure di spazio e tempo

il sole percorre un tratto più lungo sopra l'orizzonte e i punti in cui sorge e tramonta arretrano sul piano dell'orizzonte in direzione nord. Dal 21 giugno al 23 settembre, l'arco del Sole si riduce nuovamente e si riporta nella posizione dell'equinozio, in cui notte e dì hanno la stessa durata. Dall'equinozio di autunno fino al solstizio invernale il punto in cui sorge il Sole e quello in cui tramonta si spostano in direzione sud e di conseguenza l'arco si riduce fino al valore minimo del 22 dicembre. Nell'emisfero australe la situazione è inversa a quella descritta; all'equatore il dì dura 12 ore tutto l'anno.

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Orientarsi sulla terra: le coordinate polari

I punti cardinali vengono usati come riferimento per stabilire la posizione di tutti gli oggetti che si trovano sul piano dell'orizzonte. La posizione di un punto rispetto all'osservatore è determinata mediante due coordinate, chiamate coordinate polari, l'azimut e la distanza (figura 3):

• la distanza dal punto di stazione è data dalla lunghezza del segmento che congiunge l'osservatore O con il punto P da individuare; si misura in metri (o multipli e sottomultipli); • l'azimut è l'angolo compreso tra il segmento OP e il segmento che congiunge l'osservatore con il nord. L'azimut viene misurato a partire da nord in senso orario e si esprime in gradi o frazioni di grado. Le coordinate polari consentono di stabilire la posizione di un punto rispetto a un osservatore posto in un luogo qualsiasi sulla superficie terrestre, ma hanno un'applicazione limitata e non possono servire da riferimento universale; infatti, basta un piccolo spostamento della posizione dell'osservatore perché si abbiano valori differenti, inoltre, possono essere calcolate solo per i punti che si trovano sopra l'orizzonte visivo che, come abbiamo detto, è diverso da luogo a luogo. Le coordinate polari sono quindi coordinate relative, dipendenti cioè dalla posizione dell'osservatore.

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Figura 3. in alto Nel nostro emisfero la Stella Polare è il più semplice riferimento per orientarsi di notte, perché consente di individuare la direzione del nord. La ricerca della Stella Polare è semplice: basta trovare in cielo l'Orsa Maggiore e prolungare di cinque volte il segmento immaginario che congiunge le due stelle anteriori della costellazione. a sinistra Le coordinate polari consentono di determinare la posizione di un punto P che giace sul piano dell'orizzonte rispetto al punto O dove si trova l'osservatore. Nei casi illustrati la distanza è rappresentata dalla lunghezza dei segmenti OP e OP' e dall'azimut degli angoli α e α'.


MATERIA Le scienze per il liceo

Giordano Zennaro bebo42@hotmail.it

pubblicazione fuori commercio. Realizzata con il solo scopo di documentare il progetto per la tesi di laurea. Le foto presenti costituiscono una riproduzione di immagini tratte da alcuni libri e da archivi web generici; trattandosi di una ricerca esclusivamente in ambito accademico si è ritenuto ammissibile tale trattamento di riproduzione.

si ringraziano coloro che con la loro collaborazione e il loro supporto hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto:

Progetto grafico

Font Franklin Gothic Scala Pro Stampa Centro copie Berchet Contenuti i contenuti delle pagine presentate in questo fascicolo provengono dal libro: “Geografia Generale La Terra nell'Universo” di Cristina Pignocchino Feyles e Ivo neviani, edito da Sei; adottato come libro di testo nelle scuole superiori.

Disclaimer

Ringraziamenti

Michele Bruttomesso, Ottavia Carlon, Giuliano Casimiro, Giorgio Cedolin, Otto Climan, Guido Dal Prà, Barbara Fabris, Francesco Messina, Martina Ramacciotti, Lorenzo Toso, Francesca Zennaro e tutta la mia famiglia.


Materia — scientific school book series design