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PERIODICO DEGLI STUDENTI DISTRIBUITO IN TUTTI I DIPARTIMENTI DI ROMATRE

lA siNistrA tOrNA A viNCere: primi A rOmAtre uNiversità deGli studi perOmAtre Il 21 e 22 maggio gli studenti sono stati chiamati a rinnovare la rappresentanza negli organi dell’ateneo e nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Tre associazioni da tempo impegnate all’interno di RomaTre, si sono unite in un unico soggetto elettorale: la coalizione “Per Tre - a sinistra”. Grazie all’ascolto quotidiano degli studenti si è elaborato un programma elettorale di ateneo ed un programma per ogni singolo dipartimento (consultabili sul sito www.pertre.org), al fine di arrivare a tutelare sia l’interesse generale della comunità studentesca sia gli interessi particolari delle singole realtà dell’università. Gli studenti di RomaTre hanno dato fiducia a questo nuovo laboratorio politico: prima lista dell’Università con oltre duemila voti, staccando la seconda di ben trecento voti. Un risultato notevole, che ci riempie di soddisfazione, ma soprattutto di responsabilità. Nello specifico tra di noi sono stati eletti 29 candidati per i diversi Consigli di Dipartimento; 16 per il Consiglio degli Studenti; 5 per gli organi centrali, in particolare uno in CDA, uno per il Nucleo di Valutazione, uno per l’ADISU e due per il Senato Accademico; uno per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Proprio le elezioni universitarie a RomaTre, Torvergata e Sapienza hanno sicuramente dato un segnale importante in vista delle elezioni comunali e municipali, dove il centrosinistra è riuscito ad imporsi su larga scala grazie ai suoi contenuti e obiettivi.

CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

CONSIGLIO DEGLI STUDENTI Voti di lista 2024

Pierdanilo Melandro

CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE Voti alla lista: 2065;

Giordano Bozzanca preferenze a Bozzanca: 1067

SENATO ACCADEMICO Voti alla lista: 2056;

Alberto Belloni preferenze a Belloni: 608;

Membri diretti: Serena Fagiani voti: 252 David De Concilio voti: 223 Enrico Pagano voti: 182 Giuseppe Roberto Falla voti: 178 Valentina Oliveri voti: 172 Giulia Romano voti: 163 Lucrezia Colmayer voti: 151 Membri indiretti: Cecilia Brugnoli Luna Bussone Marcello Moi Loris Luigi Perillo

Federica Borlizzi preferenze a Borlizzi: 438

NUCLEO DI VALUTAZIONE Voti alla lista 2228;

Membri di diritto: Alberto Belloni Federica Borlizzi Giordano Bozzanca Valerio Natale Vincenza Labianca

Valerio Natale Valerio Natale: 1232

ADISU Voti alla lista: 2081;

Vincenza Labianca

CONSIGLIO DI DIPARTIMENTO Lingue, letterature e culture straniere: Andrea Cartolano Sara Spadoni Elio Bartoluzzi Studi Umanistici: Serena Fagiani Ilaria Carolini Viola Paolinelli Riccardo Mariano Filosofia, Comunicazione e Spettacolo: Cecilia Brugnoli Francesco Pellas Andrea Pirandello Enrico Pagano Scienze Politiche: Eleonora Candido Marcello Moi Flaminia Del Monte Alessio Paolucci Giurisprudenza: Jacopo Baieri Luna Bussone Giulia Costa Economia: Francesca Biondo Linda Mastrandrea Architettura: Nicola D'Addario Loris Luigi Perillo Scienza della Formazione : Marta Tudisco Sara Plutino Studi Aziendali: Gabriella Iacobellis Matematica e Fisica: Luca Iacovelli Scienze: Giacomo Guariglia

preferenza a Labianca: 1155

www.pertre.org.

Ingegneria:: Daniele Bertillo

segue a pag 2

COSTRUIRE IL FUTURO DELL’UNIVERSITÀ: PENSIERI E OBIETTIVI DI UN “RAPPRESENTANTE ANOMALO” Ho incontrato Pierdanilo Melandro, il nostro nuovo rappresentante nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Come ci racconta lui stesso, questa non sarà la sua prima esperienza di rappresentanza ed è stato comunque molto attivo nel corso degli anni, contribuendo anche a fondare la Consulta Giovanile nel suo paese. Sempre impegnato nel nostro ateneo, in cui studia Giurisprudenza, dimostra di non mancare nell’essere molto attento a tematiche spesso delicate e al futuro degli studenti. segue a pag 2

seNti CHe Bel veNtO “Vince chi vota”, scandiva nei giorni pre-ballottaggio il sindaco uscente Gianni Alemanno, con la speranza di convincere la vasta platea dell’astensionismo a dargli la fiducia per un secondo mandato. Per riuscire nel suo obiettivo il prode le ha tentate tutte avviando un’epica battaglia mediatica combattuta con armi chiamate a far breccia nei cuori degli elettori: dai patetici manifesti in cui si afferma che “per Marino un animale è una cavia, per Alemanno una vita” ai richiami a non meglio specificati traguardi raggiunti sul tema sicurezza (in confronto sono più credibili i grillini nel loro segue a pag 3

BOZZANCA iN CdA: uNA sfidA impOrtANte trA dOveri e respONsABilità Tra gli eletti in Consiglio di Amministrazione troviamo nuovamente un ragazzo di Giurisprudenza, Giordano Bozzanca. Una voce forte nel sindacato universitario Studenti Alla Terza, ma altrettanto attivo nella politica territoriale con i Giovani Democratici e la Rete Universitaria Nazionale. Una personalità che si è sicuramente formata anche grazie ai pregressi tre anni come rappresentante di istituto nel Liceo classico che ha frequentato a Siracusa. segue a pag 3


rappresentanza COSTRUIRE IL FUTURO DELL’UNIVERSITÀ: PENSIERI E OBIETTIVI DI UN “RAPPRESENTANTE ANOMALO” segue dalla pag 1

Cosa ti ha portato a correre per un organo così importante e di tanta resposabilità? Non è stata una scelta semplice essendo uno studente e non un politico, anche perché come molti sono un fuorisede e abbiamo priorità diverse. Essendo stato rappresentante, prima in consiglio di facoltà poi nel consiglio degli studenti negli scorsi 5 anni, ho pensato che riuscire a portare come ho fatto fin’ora, la voce degli studenti in un organo più importante fosse possibile. Il CNSU è sicuramente qualcosa che spaventa visto da fuori però ho pensato che fosse la conclusione naturale del mio percorso di rappresentanza, che in realtà è cominciata al liceo. In più sono uno studente molto critico e ho biasimato sempre tante scelte fatte in questi anni e voglio provare a dire la mia in un contesto più ampio. Sono contento che al CNSU saremo in maggioranza, sono contento per il risultato che abbiamo ottenuto. Cosa ti senti di dire agli studenti di RomaTre dopo questo grande successo elettorale che ti ha portato ad essere eletto in un organo importante come il CNSU? Per me è molto importante che da Roma Tre siamo in 3 nel CNSU perché vuol dire che in un ateneo piccolo si potrà fare un lavoro molto accurato, si potranno individuare con più facilità, ad esempio rispetto alla Sapienza, le problematiche ed essendo in tre di differenti parti politiche, possiamo lavorare bene. Io spero di non essere un consigliere nazionale alienato. Sono un consigliere degli studenti e non tornerò fra 3 anni, ma cercherò di stare il più possibile nell’università, ovviamente compatibilmente con gli impegni. Però io in questi anni ho visto rappresentanti, soprattutto in consiglio nazionale, che non si sono mai fatti vedere. Il CNSU non deve essere una progressione di carriera ma è semplicemente il livello più alto di rappresentanza…di rappresentanza (sottolinea ndr)! È li che si possono discutere e provare a risolvere tanti problemi che noi abbiamo ogni giorno, come studenti e come giovani cittadini. Spero di diventare un consigliere nazionale anomalo da questo punto di vista. La sinistra dopo 6 anni è tornata a vincere. Quali sono stati i fattori di questo incredibile risultato? Per me non è facile perché io ho attraversato tutti questi anni in cui la sinistra è stata minoritaria in università. Per me che sono stato coordinatore di una delle tre liste della coalizione è motivo di vero orgoglio essere riuscito a fare un risultato così importante perché a Roma tre non era semplice. Però abbiamo dimostrato che se sei in università e rimani credibile nel tempo del mandato e non sparisci né utilizzi altri “mezzucci”, lo studente ti premia. Siamo riusciti a dimostrare che è falso che Roma tre sia un’università di destra. Può anche esserlo, ma sicuramente vuol dire che ha avuto dei candidati o rappresentanti di sinistra che hanno saputo interpretare nel modo più vero, sincero e reale i bisogni degli studenti. I bisogni, le richieste, le aspettative. Io sono molto più felice di questo risultato che per il mio personale. Non molti studenti sono informati in merito all’organo in cui presto tu ti insedierai. Potresti pertanto spiegarci in sintesi le funzioni e le finalità del CNSU? Il CNSU è l’organo più importante della rappresentanza studentesca. Ci sono 28 studenti eletti da tutta Italia, io sono stato eletto nella circoscrizione Centro nelle regioni Lazio, Abruzzo, Toscana e Umbria. È una sorta di “parlamentino” degli studenti perché la composizione è pressoché quella di un parlamento, ovviamente molto ridotto. Nel CNSU il ruolo è quello di dare pareri vincolanti ma non obbligatori su tutte le materie che riguardano la vita dello studente, sia nella carriera universitaria che nel post lauream, quindi nei dottorati, nelle borse di ricerca, nelle scuole di specializzazione, in quelle di alta formazione. Le finalità del CNSU sono quelle di coadiuvare le scelte politiche del governo avendo ben presente quali sono le idee degli studenti, cioè il modo più diretto che loro hanno per influenzare la volontà politica. Negli ultimi anni il CNSU non ha lavorato bene, ha lavorato poco sia per volontà dei precedenti ministri sia evidentemente per la mancanza di volontà di alcuni rappresentanti. Il CNSU si riunisce al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca quindi sei direttamente collegato al ministro; è un’assemblea che si riunisce una volta al mese composta da un ufficio di presidenza e dalle commissioni; di questi rappresentanti se ne sceglieranno 8 che andranno a rappresentare gli studenti nel Consiglio Universitario Nazionale che è composto da studenti, professori e rettori. Nel corso della tua campagna elettorale sappiamo che hai girato molto il Lazio per diffondere il tuo programma. Cosa ti ha lasciato questa esperienza e che tipo di realtà hai avuto modo di conoscere? Io partivo praticamente da zero. Non è facile costruire una campagna elettorale perché ho cercato di toccare temi che in questi anni sono stati poco approfonditi.

Quello che su cui ho puntato è cercare di ricordare la funzione primaria dell’università che oltre ad arricchire lo studente, deve formare un futuro lavoratore, un professionista. In questi anni ce lo siamo un po’ dimenticati, abbiamo guardato all’università e non abbiamo guardato al dopo. Soprattutto abbiamo dimenticato la connessione tra il mondo dell’università e il mondo del lavoro. Questo è un aspetto fondamentale perché io penso che sia l’ansia più grande in uno studente ciò che viene dopo l’università, i sacrifici sui libri devono servire ad avere una vita dignitosa e rispettata. Oggi troppe volte ci laureiamo in qualcosa che non mettiamo in pratica. Questa secondo me è la sconfitta dell’università. Anche se spesso in politica si dice “Ma che vai a fare nelle province? Quanti voti puoi prendere?”, a me invece piaceva vedere tutte le realtà universitarie perché le università non sono solo quelle grandi come la Sapienza, RomaTre o Tor Vergata, che ovviamente hanno determinato il mio successo. Questo è un paese con tante realtà di provincia. Quando cerchi di assumerti una responsabilità con un ruolo così importante non puoi rimanere fermo alle cose che conosci di più o che sono più facili da osservare. Gli atenei di provincia sono un’altra cosa, hanno delle difficoltà infinite, sebbene abbia trovato degli atenei anche ben organizzati. In questi anni in cui farò il rappresentante nel CNSU mi piacerà tornarci perché non ci si può ricordare di quelle università solo in campagna elettorale, è come i sindaci che si occupano poco delle periferie, delle cose che si vedono di meno. È ovvio che abbiano meno iscritti però sono esattamente come le nostre e quindi bisogna prestare tanta attenzione a Roma come a Cassino, Viterbo, Latina…

Giulia D’Eusanio

uNiversità deGli studi perOmAtre segue dalla pag 1

Adesso arriva il momento di lavorare, di guardare ogni punto dei nostri programmi e renderli realtà concrete e tangibili. Sono tante le cose di cui occuparsi, dalle politiche per gli studenti alla riorganizzazione e miglioramento dell’edilizia e degli spazi di aggregazione; dall’internazionalizzazione nei rapporti e nelle possibilità di studio, all’innovazione nei mezzi da utilizzare (anche in questo periodo in cui gli editori stessi stanno remando contro un progresso così importante); da una tassazione più equa e giusta, ad un rapporto più trasparente ed efficiente con gli organi direttivi; l’impegno per una didattica migliore, più completa, organizzata, che dia la possibilità a tutti di formarsi nel miglior modo possibile. Preoccuparsi delle questioni mirate riguardanti ogni singolo dipartimento, come per Giurisprudenza con la necessità di attività che preparino al lato pratico del lavoro, il miglioramento dei servizi informatici e l’inserimento di una nuova materia di grande interesse e importanza come Diritto dell’Antimafia; Economia, dove risolvere i diversi problemi strutturali e dare la possibilità di svolgere il tirocinio formativo già durante il biennio specialistico; Formazione, per la rilevanza dei tirocini, il bisogno di spazi organizzati e l’utilità di una ludoteca gestita dal dipartimento stesso; Lettere, per un’organizzazione logistica migliore negli orari, le lezioni e i piani di studio, per un’informazione più chiara e una campagna di sensibilizzazione sul decreto AVA che mette a rischio alcuni corsi; il Polo Scientifico, per una maggiore mobilità internazionale e prove intermedie obbligatorie per facilitare lo studio; Scienze Politiche per un’importante revisione dei corsi di studio, il potenziamento delle lingue e l’orientamento in uscita per chi si avvia al mondo del lavoro. Sono solo alcune delle cose che vogliamo e dobbiamo fare. È un grande impegno nei confronti di tutti, non solo di chi ci ha dato fiducia, perché l’università è fatta da e per ognuno di noi. Iniziamo a percorrere questa strada, con voi. #Grazie

Giulia D’Eusanio

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rappresentanza BOZZANCA iN CdA: uNA sfidA impOrtANte trA dOveri e respONsABilità

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da pag 1

In cosa consisterà il tuo lavoro in cda? Il consigliere di amministrazione rappresenta senz’altro un punto di incontro intermediario fra gli studenti ed i processi decisionali di RomaTre. Il mio modo di intendere questo ruolo si incardina essenzialmente in due principi. Il primo mi induce a pensare che le decisioni di carattere amministrativo, economico e finanziario di RomaTre, non siano ridotte esclusivamente a mere esigenze di bilancio, ma siano volte sempre a salvaguardare la vita dello studente nell’ottica di quelli che sono i servizi offerti dall’ateneo. Vigilare quindi affinché la nostra università possa con continuità offrire nuovi servizi e sempre nuove opportunità. Il secondo, invece, lo si potrebbe disegnare come un cerchio, dal quale non si dovrebbe mai uscire, ovvero che i fondi derivanti dalla contribuzione studentesca vadano sempre”reinvestiti” in servizi per gli studenti. Il CdA, inoltre è l’organo dove le decisioni politiche prese a livello nazionale si ripercuotono in maniera maggiore, pertanto è nostro dovere nel raggio d’azione che ci è concesso, attutire eventualmente gli effetti di quelle decisioni al fine di evitare, qualora ve ne sia la necessità, che questi investano la vita dei nostri studenti. Occorre inoltre migliorare questa vivibilità seguendo politiche di stampo europeo, basti pensare agli orari d’apertura delle strutture, o in linea più generale all’internazionalizzazione in entrata ed in uscita, che potrebbe fare di RomaTre anche un polo europeo d’attrazione. Le fonti economiche che si è chiamati a gestire e che finiscono per comporre il bilancio di RomaTre sono gli FFO, fondi di funzionamento ordinario di origine ministeriale, i fondi derivanti dalla contribuzione studentesca e le sovvenzioni esterne di bandi europei o bandi di ricerca regionali. Per questa ragione più volte abbiamo ribadito il nostro orientamento politico, perché quando si va a deliberare su un bilancio di circa 283mln di euro, non esistono posizioni ibride o indefinite che tengano. L’approvazione della costruzione delle residenze universitarie nell’area Vicolo Savini Varco San Paolo, per cui come Studenti AllaTerza ci siamo impegnati, mostra un chiaro esempio di quali siano gli aspetti prioritari che ci caratterizzano e distinguono. Sulla questione sono peraltro chiamato a seguirne il suo completamento entro i termini stabiliti. Per quanto riguarda gli aspetti procedurali, il Senato accademico delinea l’indirizzo strategico sulle politiche di bilancio insieme al Nucleo di Valutazione, ed è poi compito del CdA dare applicazione, di concerto con questi

da pag 1

organi, alle indicazioni ricevute. Un’altra considerazione infine che mi sento di fare, attiene all’aspetto patrimoniale di RomaTre. Il rapporto m2-studenti, infatti, resta sicuramente fondamentale, se lo si esplica in un incremento ragionato del patrimonio immobiliare dell’ateneo, e quindi in un ampliamento delle sue strutture, ma in primo luogo soprattutto in una riqualificazione dell’esistente. Quali credi siano le prime questioni su cui bisognerà intervenire? Sarò breve. Ragionare con l’amministrazione sulle modalità per evitare o contenere l’aumento delle tasse. Aprire un tavolo con la Regione affinché, stavolta, possa essere negoziata e garantita senza ritardi la copertura di tutte le borse di studio. Creare le condizioni affinché nel dipartimento di Giurisprudenza possa partire ad inizio anno il progetto pilota di due settimane inerente l’apertura della biblioteca fino alle 22:00 di modo che si possa testare l’effettiva affluenza ed utilità di questo servizio sperimentale. Cosa ci puoi dire di questo nuovo soggetto politico “Per Tre – a sinistra”? Vi posso dire che secondo i presupposti per cui è stato pensato deve essere un soggetto politico, e non solo elettorale. A livelli più alti assistiamo a sinistra a scenari frammentari, nel nostro piccolo invece crediamo di aver saputo dare le risposte giuste, facendo sintesi nei nostri tavoli programmatici. Una forza di sinistra, nata dal confronto di tre realtà da tempo impegnate nell’ateneo, mi riferisco a Ricomincio dagli Studenti, Link e Studenti AllaTerza. Per Tre a sinistra ha superato al suo interno la prova del ricambio generazionale e ora si impegna a mantenere la sua presenza a RomaTre nel lungo periodo. Ovviamente non si annullano le diversità di vedute e la libertà di movimento delle sue tre componenti, ma siamo sicuri che riusciremo a trovare punti di azione unitaria e coordinata negli organi in cui siamo stati eletti, avendo come bussola il programma che con convinzione abbiamo redatto insieme. Lo stesso programma, che oltre al metodo di lavoro differente, ci ha consentito oggi di essere la prima lista di RomaTre. Ora si tratta di dare concretezza a quanto abbiamo scritto e di renderne conto agli studenti, che dovranno verificare la realizzazione degli obiettivi che ci siamo posti. Quanto è importante il rapporto e il contatto diretto con tutti gli altri studenti? Penso che la rappresentanza se la si potesse raffi-

gurare graficamente, si ricorrerebbe ad una linea continua, proprio perché continuo deve essere l’impegno da profondere. Questa, che nel suo percorso finale si dispiega dentro gli organi di ateneo, non può prescindere da un presidio costante nei vari dipartimenti, perché é proprio il momento dell’ascolto degli studenti nel quotidiano, la ricezione diretta delle loro esigenze, che dà logico senso a quello che facciamo e che continueremo a fare. Per questo motivo bisogna sempre essere aperti, senza mai chiudersi negli organi, per tutelare di volta in volta sia l’interesse particolare del singolo studente, sia l’interesse collettivo della componente studentesca. Nessun rappresentante può pretendere di avere quel giusto paio d’occhiali fine a se stesso, perché esistono angoli prospettici diversi da tenere in considerazione, ed il confronto migliora sempre. Parlaci del periodico Trevolution, iniziativa culturale di cui sei referente. Trevolution, come molti già sapranno, rientra fra le iniziative culturali finanziate dall’ateneo. Presentare questa iniziativa non è altro che il rendere effettivi alcuni principi in cui io insieme al mio gruppo Studenti Alla Terza abbiamo sempre creduto. In particolare l’esigenza di ridurre il distacco che intercorre fra la comunità studentesca e gli organi di rappresentanza. Gli studenti vanno coinvolti di più nei processi decisionali e l’informazione costante è solo uno degli strumenti necessari per giungere a questo risultato. Sono proprio gli studenti ad essere i primi destinatari degli effetti di quanto viene deliberato. Questo periodico di ateneo é sicuramente diventato nell’arco di un anno anche un momento di aggregazione fra ragazzi di diversi dipartimenti, che, compatibilmente con i loro impegni universitari, hanno scelto di scrivere non solo di politica, ma anche di cultura, ambiente, attualità, antimafia, antifascismo, società diritti umani, musica, filmografia, letteratura, sport e relazioni sociali ed altro ancora. Colgo l’occasione anzi per ringraziarli, questi trenta studenti, che hanno dedicato con passione parte del loro tempo a questa iniziativa, divenendo parte attiva della redazione. Una redazione che è aperta a chiunque voglia dare il proprio contributo intellettuale e umano con le sue idee ed i propri contenuti.

Giulia D’Eusanio

seNti CHe Bel veNtO

affermare che la vittoria ad Assemini è segno incontrovertibile della débâcle della sinistra), dagli autobus con le sue gigantografie alla propaganda sull’amore per la famiglia, la patria e dio… nulla è mancato all’appello! Una siffatta propaganda minuziosamente studiata ed estremamente capillare non potrà non aver portato a qualcosa! Il risultato? Presto detto: Alemanno guadagna 10mila voti rispetto al primo turno (i voti persi per via del Derby?), Marino dieci volte tanto divenendo sindaco di Roma con quasi il 64% dei voti. Forse a portargli male è stato Berlusconi, quando in un recente video appello invitava i Romani a non votare per chi non fosse di Roma (e Gianni, si sa, è barese) o forse AleDanno è riuscito nell’eroica impresa da sé. Dimostratosi incapace di gestire le più normali evenienze di una qualunque città (le quali diventavano immediatamente emergenziali: disservizi ATAC, emergenza neve, allerta meteo…) e di dare una prospettiva di futuro a Roma (è innegabile il declino culturale e sociale che ha subito in questi

cinque anni!), è stato però ben capace (anzi, è stato il migliore in questo!) di prendere una sonora batosta in tutti i municipi romani, anche in quelli periferici che 5 anni fa lo acclamavano vincitore. Dal fronte opposto Marino è riuscito, in un momento di enorme sfiducia verso il mondo politico, a ridare una speranza a questa città (e non solo), a ricompattare, al contempo, il fronte dell’elettorato di centro-sinistra della capitale e a mostrare chiaramente che la sinistra è tutt’altro che scomparsa come invece prevedeva il leader pentastellato poco tempo fa (“Il PD scomparirà, la sfida sarà tra M5S e PDL e poi ne rimarrà solo uno”). Naturalmente essenziale è stato anche l’apporto dei candidati, molti dei quali provenienti dalle fila dei Giovani Democratici (varie sono state le vittorie conseguite dai giovanissimi candidati alla presidenza di alcuni municipi, o nei vari consigli, tra cui un’eletta anche al consiglio comunale) segno tangibile del fatto che il centro-sinistra non è quell’immutabile e immobile blocco gattopardiano che “tutto cambia affinché nulla cambi” che

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vuol farci credere chi accusa la sinistra di essere “morta” e “circondata”, bensì un forza che fa (e deve fare sempre più) dei Giovani impegnati in politica la propria maggiore forza al servizio del cittadino. È l’ennesima prova che il centrosinistra nelle elezioni amministrative è costantemente premiato; la prova della matura esigenza di una riscossa civica che risponda con più democrazia a quest’ondata di antipolitica e astensionismo (perché il non voto o il voto aprioristicamente “contro qualcosa/qualcuno” non sono che segni della sconfitta della democrazia stessa); la prova che destra e Sinistra non sono uguali, che le differenze sono ben chiare all’elettorato e che dalla crisi economica, culturale e sociale che stiamo vivendo se ne esce solo rifuggendo i miti della corsa verso il centro e mostrandosi come chiara e valida forza alternativa al baratro in cui, a tutti i livelli, ci hanno trascinato negli ultimi vent’anni le destre italiane.

Francesco Milione


diritto allo studio

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il futurO pArte dAl dirittO AllO studiO

All’attenzione - dell’On. Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio; - dell’On. Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Formazione, Ricerca, Scuola e Università; - dei componenti della Commissione in Consiglio Regionale del Lazio “V - Cultura, diritto allo studio, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, spettacolo, sport e turismo”. Da anni denunciamo la mancanza di nuove politiche regionali per il diritto allo studio e, anzi, il progressivo smantellamento del sistema con un piano triennale proposto dalla ex giunta Polverini che non prevedeva investimenti, riduceva il fondo per le borse di studio, rinunciava alla realizzazione degli alloggi, della mobilità agevolata e a una vasta rete di strutture bibliotecarie e di servizio agli studenti: oggi guardiamo con interesse all’azione della Regione Lazio che mostra di sposare la nostra idea di riforma radicale della legge regionale sul diritto allo studio, innovandone le politiche attive che la regione può promuovere e coordinare. Nella certezza che il commissariamento dell’Adisu sarà finalizzato al solo recepimento della prossima normativa, cogliamo l’inversione di tendenza operata dalla Regione con lo stanziamento di fondi per oltre 9 milioni e 800 mila euro finalizzati al pagamento delle borse di studio di quest’anno e del-

cultura

l’anno scorso, al rimborso delle tasse regionali e dei premi di laurea del 2011 - 2012, nonché la promessa di operare con altri 64 milioni per il pagamento dei fornitori e la ristrutturazione delle case dello studente. La nostra proposta di nuova legge regionale, per la quale sia il presidente Zingaretti sia l’assessore Smeriglio hanno mostrato notevole attenzione, mira al riconoscimento del “giovane in formazione”, ovvero ad uno status universale e applicabile a tutti i residenti sul territorio laziale, e quindi anche a stranieri ed immigrati, che dovrà comprendere il diritto a prestazioni da parte del sistema pubblico (borsa di studio e casa dello studente – ove necessario – ma anche trasporto pubblico cittadino e regionale agevolato; accesso ai musei, ai siti archeologici, a pinacoteche, alle biblioteche, ai teatri e spettacoli pubblici), delle istituzioni universitarie (asili a sostegno dello studio delle studentesse madri) e di alcune categorie di privati (agevolazione dell’affitto di appartamenti; sconti per l’acquisto di libri, supporti musicali e audiovisivi; riduzione degli ingressi in gallerie, pinacoteche, teatri e cinema, attrezzature sportive, aree archeologiche), mediante una formulazione flessibile, suscettibile di contenuti differenziati a seconda del percorso scelto, delle necessità mostrate e delle disponibilità di partenza.

Consapevoli che la Regione Lazio stia affrontando complessi ostacoli economici e finanziari, apprezziamo il coraggioso investimento sul futuro che la nuova giunta e il Consiglio regionale tutto hanno deciso di intraprendere e, per tale ragione, ci dichiariamo disponibili a proseguire il confronto sul tema nelle forme che si vorranno individuare.

Carlo Mazzei

Responsabile organizzazione nazionale Rete Universitaria Nazionale – RUN Studenti Democratici – Run Lazio

E-LEARNING, UN’OPPORTUNITÀ Se foste interessati ad avere anche una semplice idea di come sia tenuto o strutturato un corso universitario all’estero, ma non avete ancora in mano i biglietti d’aereo, allora dovreste accendere il computer e visitare uno dei siti delle nuovi scuole online1 come Coursera2 . Non è un caso che sia l’invenzione di una scienziata della Stanford University. L’idea è quanto mai semplice ma, a mio avviso, rivoluzionaria allo stesso tempo. Queste scuole si propongo di offrire, gratuitamente, dei corsi online di alto livello perché tenuti da professori provenienti dalle università di tutto il mondo, sulla base di programmi universitari comunemente condivisi. In realtà non è corretto chiamarle scuole come fino adesso ho fatto, perché non propongono piani di studio composti di più corsi che diano una preparazione completa come invece fa un tipico percorso di laurea. Non è infatti possibile accedere a pacchetti di esami preconfezionati o comunque confezionabili all’interno di un unico percorso. Questi siti, di fatto, non possono sostituirsi alla tipica didattica di un corso di laurea. Ma per quanto riguarda l’approfondimento, e perché no, anche l’introduzione in materie in cui si è totalmente neofiti, è veramente perfetto. Il principio che c’è dietro, è la voglia di spingere la cultura il più lontano possibile permettendo che questo avvenga gratuitamente. Partecipare ad un corso ad esempio alla Stanford University ( ma ce ne sono moltissime altre), potrebbe avere dei costi elevatissimi. In questo modo, dal nostro computer, ci possiamo iscrivere, “arruolare”, e partecipare a delle video lezioni, perfettamente scadenzate durante la settimana, accompagnate da dei problem set che nella maggior parte dei casi rappresentano la parte preponderante del voto finale. Nel pieno della filosofia anglosas-

“Coursera: The Good, the Bad And The Ugly” http://www.teachthought.com/trends/elearning/coursera-the-good-the-bad-and-the-ugly/

sone, molto diversa dalla nostra, la valutazione passa principalmente attraverso la partecipazione verificabile mediante compiti settimanali e prove intermedie, “midterm”. Se noi italiani ci confrontassimo con la maggior parte degli studenti in giro per il mondo scopriremmo di essere pressoché gli unici a studiare programmi molto ampi e gli unici a relazionarsi con i professori solo alla fine del corso con l’esame. Non poche volte mi è capitato infatti che, nonostante fossero previste delle valutazioni intermedie, anche di notevole difficoltà, la sensazione provata era che la sostanza dell’esame emergesse esclusivamente nell’esame finale. In un corso offerto da Coursera, così come di norma nelle università di tutto il mondo, nonostante stiate seguendo “Principles of Macroeconomics” presso l’università di Melbourne in Australia piuttosto che “Statistical Molecular ermodynamics” presso l’università del Minnesota o ancora “Global Health: Interdisciplinary overview” presso l’università di Ginevra, scoprirete come può essere facile contattare sia gli altri studenti, sia gli

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stessi professori che permettono delle sessioni di ricevimento su skype o su social network. L’immediatezza con cui si riesce ad apprendere è stupefacente, ma attenzione a non cadere nel tranello della semplicità. I corsi hanno una durata prestabilita solitamente di una decina di settimane ma non sono facili e richiedono impegno e dedizione. Posso dire di averlo provato sulla mia pelle. Molti corsi prevedono un certificato finale firmato dai professori e non nascondo la soddisfazione nel riceverlo con un buon voto. Inutile dire che i corsi sono per la maggior parte in inglese, ma ultimamente hanno ampliato la loro offerta anche con corsi in spagnolo, francese e cinese. Sono quindi grossi, i vantaggi per chi si vuole tenere allenato con la lingua. Insomma perché pagare somme altissime quando si può avere un assaggio molto eloquente della qualità delle università estere? Senza nulla togliere alle nostre però, sia chiaro!

Alberto D’Antoni 1

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https://www.coursera.org/ https://www.edx.org/ http://myopencourses.com/ http://ocw.mit.edu/index.htm http://duolingo.com/ …and more Sono diverse le startup di questo tipo.

Nell’articolo farò riferimento a Coursera per la sola esperienza personale, ma la logica è assimilabile con gli altri siti che si possono trovare nella nota precedente


cultura

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il GiAllO è sempre di mOdA

Eliminato l'impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità. E no, non mi riferisco ai vestiti o agli accessori bensì al genere letterario. Spesso considerorati manzi di serie B, di quelli che f a n n o storcere il naso alla critica, i Sono proprio le soluzioni più semplici quelle che in gialli non genere vengono trascurate; http://www.tempi.it hanno mai smesso di appassionare il grande pubblico sia su carta che sul grande e piccolo schermo. Quando pensiamo alle detective story il primo personaggio che ci viene in mente è sicuramente Sherlock Holmes, bizzarro personaggio nato dalla geniale penna di Sir Arthur Conan Doyle. Ma non è lui il primo investigatore della storia! Non molti sanno, infatti, che l’antesignano del genere è il maestro del terrore Edgar Allan Poe con i suoi racconti sull’originale Auguste Dupin (magistrale ne “I delitti della Rue Morgue”, 1841) Ma l’eroe di Baker Street n°221b, anche se non il

recensioni film

primo, è certamente il detective per antonomasia: eccentrico eppure acutissimo, Sherlock Holmes applica alla risoluzione dei casi il metodo scientifico con una accuratezza quasi matematica, affiancando a ciò una attentissima osservazione della realtà. Da allora il prototipo del geniale ma stravagante risolutore di delitti si è imposto come principale protagonista di un giallo che si rispetti: pensiamo anche al femmineo Hercule Poirot o alla vivace Miss Marple (che ha ispirato il personaggio di Jessica Fletcher ne “La signora in giallo”), entrambi creature della prolifera Agatha Christie. L’Ottocento e il Novecento ci hanno regalato queste imponenti figure che sono ormai entrate nell’immaginario collettivo e che non finiscono ancora di dispiegare la loro influenza sull’immaginazione dei creativi del nuovo millennio. Basti pensare all’enorme successo che hanno ottenuto i due film dedicati a Sherlock Holmes interpretati da Robert John Downey Jr. e Jude Law; oppure alla serie “Sherlock” (con Benedict Cumberbact e Martin Freeman) che ripercorre fedelmente i racconti di Doyle trasferendoli, però, nella Londra moderna. E chi di noi non ha mai visto una puntata del car-

il lAtO pOsitivO

tone animato “Detective Conan”? Ovviamente tratto da un manga – cioè un fumetto giapponese – quella del detective Conan è una delle serie più longeve e influenti della storia dell’animazione nipponica. In produzione ormai dal 1995 e ancora in corso, vanta traduzioni in più di cento paesi del mondo e milioni di Yen in termini di diritti di immagine e merchandising. Con l’imporsi delle nuove tecnologie non sono mancati videogiochi ispirati alle detectives stories. Ad esempio, per Nintendo DS esiste la fortunatissima -in termini di vendite- serie del Professor Layton in cui un detective, il suo fido assistente, devono risolvere una sfilza di rompicapo, indovinelli ed enigmi per chiarire i più disparati misteri in cui si ritrova coinvolto. Dunque, il genere “giallo” subisce continuamente trasformazioni strutturali, non sempre compatibili con una narrazione che vuole essere razionale (ad esempio, frequenti sono i riferimenti al mondo del paranormale e all’occultismo): ma qui sta la forza di tali romanzi, il sapersi adattare ed evolvere di pari passo con i tempi.

Gemma Di Stefano

al centro:A questo mondo non esiste un solo mistero che non abbia una spiegazione!; http://theconanedogawafiles.tumblr.com

il film dellA settimANA

Sfido chiunque a trovare il redata di villette a schiera lato positivo della pazzia. con prati verdi e curati, siBasta consolarci credendo nonimo non tanto di norche i matti siano “diversamalità ma di omologazione mente normali” e che peca un modello direi imposto. chino di eccessiva sincerità. Oltre al fatto che Jennifer La pazzia è una patologia e il Lawrence ha vinto recentenostro romantico chiacchiemente l’Oscar per la sua inriccio è solo un flebile tentaterpretazione di Tiffany, il tivo di accettazione. Essere film merita di essere visto pazzi in un mondo che gonperché ci restituisce un Rogola della sua presunta nor- B. Cooper e R. De Niro in una scena del film; bert De Niro in forma e perwww. comingsoon.it malità non è facile. fettamente a suo agio nel Nella vita di tutti i giorni è palese che nulla è ruolo del padre scaramantico dedito alla squagiusto e al massimo si può sperare sia logico. dra locale per eccellenza, gli Eagles e non meno Non è diverso per Pat Solitano, appena dimesso fuori di testa del figlio. Ci presenta inoltre Brada un istituto per malattie mentali, che ha dley Cooper come vero attore, quale si è riveperso tutto: sua moglie, la sua casa e il suo la- lato anche nel recente film “Come un tuono” di voro. Torna così a vivere con i genitori deter- D. Cianfrance. minato a trascorrere i giorni nell'attesa Il regista David O. Russel, nel suo febbrile della riconciliazione, cercando adattamento cinemadi diventare l'uomo che la moglie ha tografico del libro di Matthew sempre desiderato e di ricostruire la Quick, riesce a disegnare una compropria vita. Ma è quando Pat incontra media che lascia un sapore agroTiffany, una misteriosa e problematica dolce, evitando però drammaticità giovane donna, nonché vedova, che le nello stile e nel tono sostituendoli cose si fanno complicate. con una buona dose di ironia e riuLui e Lei. Si sa che finiranno insieme, scendo a delineare una coerente evoè scontato ma non è questo il cuore del luzione della storia e dei personaggi. film e della trama perché è piacevole Come se non bastassero gli attori, accompagnarli nel loro percorso e sconon poteva certo mancare una Locandina de prire come ci riusciranno. È qui che si buona colonna sonora. L’apice nella "Il lato positivo" esce dallo stereotipo americano dove è www.comingsoon.it bellissima “Girl from the North il solo individuo a scontrarsi contro le difficoltà Country” di Bob Dylan e Johnny Cash. e a farcela, qui può solo chi si lascia genuina- Finalmente dopo i disastri mucciniani, la paromente aiutare. Il film tradisce una sentita sin- laccia come eterna protagonista, i tormenti cerità all’interno della finzione: altro non si può dell’eterno scapolo d’oro o moderno Peter Pan, fare che continuare con le preghiere quotidiane una vera commedia! Una commedia americonfidando che il compagno scelto ci faccia cana. Una commedia che si sofferma non su sentire più felici e poi semplicemente felici. eroi o anime perse ma sul lato fragile che È buffo seguire Pat nella sua guarigione, ascol- ognuno di noi possiede perché, si sa, nessuno è tare il suo mantra e assistere ai tentativi di in- perfetto. serirsi in una famiglia che se possibile è un ricettacolo di follia superiore alla sua, il tutto ugenia lonzI inserito nella perfetta cittadina americana cor-

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Leonard Shelby e Natalie (Carrie-Anne Moss) in una scena del film; brickthrewglass.com

“Memento” (USA, 2000) è il titolo di uno dei più bei film girati dal grande regista britannico Christopher Nolan. Già dal titolo (in italiano “Ricorda”) si intuisce la tematica del film: la memoria, anzi, l’importanza della memoria nella vita dell’uomo. La trama già intrigante è resa ancora più avvincente dal montaggio delle scene del film: si comincia dalla fine e via via si va a ritroso verso l’inizio dell’intera storia. Leonard Shelby (interpretato da Guy Pearce) in seguito ad un’aggressione domestica perde la memoria a breve termine. L’ultima cosa che ricorda prima dell’incidente è sua moglie che muore, come lui stesso confida a Natalie (Carrie-Anne Moss) in una scena del film. Il suo scopo è quello di trovare e uccidere gli aggressori e vendicare sua moglie. Ma è proprio qui il problema: non potendo assimilare nuovi ricordi gli è impossibile portare a termine la sua missione. Tuttavia Leonard è un uomo caparbio ed ostinato, escogita un “metodo” per aiutarsi a ricordare: tatua sul suo

corpo le informazioni più importanti circa l’omicidio della moglie in modo tale da non perderle, scatta delle polaroid alle cui didascalie deve per forza credere e compila un ampio fascicolo di appunti contenente il resoconto delle sue indagini. Ma tutto ciò gli servirà a ben poco, e qualcuno tenterà di confonderlo, portandolo sulla pista sbagliata … Una profonda riflessione sulla natura umana, su quanto la nostra intera esistenza dipenda dai ricordi e dalle esperienze vissute, belle o brutte che siano. Senza la memoria delle nostre azioni non siamo in grado di “andare

Il protagonista Leonard Shelby (Guy Pearce) in una scena del film; bestmovie.it

avanti”, di metabolizzare il lutto e il dolore e, quindi, di farcene una ragione. Il personaggio di Leonard è l’emblema del tragico moderno: posto di fronte ai bivi della vita deve agire d’istinto e credere che esista ancora una verità da perseguire, una scelta giusta da fare, nonostante se ne dimenticherà subito dopo averla compiuta. ofia attista

S B


esteri

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i mArò itAliANi iN iNdiA: l’uNiCA sOluZiONe è il CArCere

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre; httpwww.esercitoitalianoblog.it

“E’ stata una scelta di governo collegiale, dolorosa e sofferta, ma in quel momento necessaria e di solidarietà. Forse non l’avete condivisa e voglio dire qui, a Massimiliano e a Salvatore, che mi scuso per non essere stato capace di farli stare qui in questa piazza. (…)La loro è stata obbedienza non a un ordine, ma alla scelta del governo e alla parola data. Hanno rispettato le istituzione e la divisa”. Queste erano state le parole dell’ex-ministro della Difesa Gian Paolo Di Paola pronunciate durante la cerimonia della nascita dell’Aeronautica Militare il 2 aprile scorso. Eppure resta lo sdegno per la pessima gestione, passata e presente, della vicenda dei fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, confinati in India da oltre un anno con l’accusa di omicidio di due pescatori indiani. Dall’inizio la vicenda si è rivelata complessa. Mentre l’Italia sostiene che l’India non abbia competenza nel giudicare i marò, poiché l’incidente è avvenuto in acque internazionali, la procura indiana continua a rimandare la data del processo allungando i tempi della permanenza dei due nel paese. Il 1 aprile la Corte

attualità

Suprema indiana ha persino creato un tribunale speciale apposito. Ma il nuovo ministro degli Esteri Emma Bonino, ha affermato, il 15 maggio, che l’unica soluzione è quella di un processo giusto e rapido a New Delhi, anche se la pena verrebbe scontata in Italia. L’Italia ha quindi trovato come unico modo per far rientrare in Italia Salvatore Girone e Massimiliano Latorre quello di condannarli al carcere, nonostante persistano forti dubbi sulla loro colpevolezza. Da ricordare l’incresciosa vicenda che a marzo aveva portato alle dimissioni dell’ex-ministro degli Esteri Giulio Terzi, in seguito alla decisione del governo italiano di non rimandare in India i marò (allora in Italia con un permesso in occasione delle elezioni) e alla ritrattazione pochi giorni dopo, per temute ritorsioni, soprattutto in ambito commerciale, da parte dell’India. Proprio rapporti commerciali sarebbero il filo conduttore della vicenda. Fra i due paesi è in atto da anni un interscambio di circa 8,5 miliardi di dollari (fonte:Secolo XIX) in appalti, in crescita di anno in anno. In questo contesto si pone la vicenda della corruzione internazionale che vede implicata da oltre un anno Finmeccanica (società di proprietà del Tesoro). Le società Augusta Westland e Whitehead Sistemi Subacquei, controllate da Finmeccanica, sono da mesi al centro di inchieste (che hanno portato all’arresto del Preidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsini) per tangenti chieste all’India per l’acquisto di 12 elicotteri e siluri “black shark”. Non è la prima volta che l’azienda finisce al centro di indagini per corruzione, ma questa volta l’inchiesta va oltre i confini italiani. Il 13 marzo, l’India formalizza l’apertura di

un’inchiesta su Finmeccanica. La vicenda della corruzione coinvolgerebbe anche ex-alti ufficiali indiani, come il generale Sashi Tyagi. In seguito alla decisione italiana di non rimandare i marò indietro, l’India ha congelato la commessa di 750 milioni di dollari in attesa di chiarimenti. Cause e conseguenze riportano tutte all’ambito Finmeccanica: se i marò fossero rimasti

Marò italiani accusati di omicidio in India per essere giudicati; httpwww.esercitoitalianoblog.it

in Italia, si sarebbe ipotizzato uno scambio di carte sull’inchiesta italiana in cui sono coinvolte alte sfere dell’esercito indiano; tornando in India, il paese sposta l’attenzione dalle vicende di corruzione internazionale concentrandole sui fucilieri, mente Finmeccanica mantiene le commesse. Entrambi i paesi otterrebbero un guadagno, sulla pelle dei due fucilieri italiani.

Silvia Pasquinelli

si può BrevettAre lA vitA ? zare della straziante crisi economica del Paese stanno perpetrando pratiche a dir poco discutibili. La sanità pubblica, a causa dei tagli lineari, non riesce a far fronte alle spese per i farmaci brevettati; al contempo per l’ enorme diminuzione del reddito e della ricchezza della famiglie elleniche, i medicinali che noi definiremmo “da banco” si vendono sempre in minore quantità. Così le case farmaceutiche elleniche tagliano i rifornimenti ed esportano i medicinali all’estero, dove possono essere venduti con maggior profitto; addirittura la CR svizzera ha dimezzato la fornitura di medicinali. E questa pratica barbara è addirittura consentita dall’ Unione europea, a condizione che rimangano minimi quantitativi di farmaci (senza specificarne l'ammontare) nel Paese di provenienza. Recentemente il governo greco, coadiuvato da alcuni organi UE, sta cercando di porre fine a questa situazione, promettendo di garantire i pagamenti e di non contrarre debiti in quantità eccessiva. Il caso greco ha incusso timore in Italia dove più volte abbiamo sentito i nostri rappresentanti discutere sulla dubbia stabilità dei conti del nostro sistema sanitario. Per fortuna, almeno per ora, i nostri malati godono dell’esenzione 048, con cui ricevono gratuitamente i farmaci salvavita dal SSN, che paga le case farmaceutiche; secondo il CIPOMO (associazione nazionale primari oncologi ospedalieri) in Italia si sta verificando il cosiddetto fenomeno dell’immigrazione sanitaria, dove i cittadini dei Paesi senza un valido servizio sanitario e quelli in mano alle case farmaceutiche chiedono cure e assistenza presso i nostri ospedali. Un dato di fatto che ci fa onore ma che non può che lasciarci ugualmente con l’amaro in bocca, se si tiene a mente la collocazione non proprio prioritaria che le politiche governative mondiali danno in generale alla salute. spesso piegata a logiche ed interessi prettamente economici, pur essendo la salute un diritto costituzionalmente garantito.

Spesso i farmaci sono prima fonte di danaro e poi di salute. E’ una cosa giusta?; www.Voxnews.it

La recente sentenza della Corte Suprema Indiana che di fatto nega il brevetto del “Glivec” (farmaco antitumorale) alla casa farmaceutica svizzera Novartis dovrebbe far riflettere sul significato che nel nostro mondo contemporaneo viene dato alla salute e alla vita in genere. È giusto che si concedano brevetti su farmaci salvavita? È giusto che i vari Paesi muniti di un servizio sanitario nazionale, chiedano ai cittadini di pagare un costo esorbitante per questi farmaci? Il caso indiano potrebbe insegnare molto sia a livello etico che giuridico. In India, infatti, la Novartis concedeva al 95% dei malati i propri medicinali a titolo gratuito, chiedendone di conseguenza il pagamento soltanto ai ceti più ricchi. I poveri, pertanto, vedevano da un lato rispettato il proprio diritto alla salute e dall'altro in un certo senso con la richiesta di concessione del brevetto possiamo dire, al di là del perbenismo di fondo, che si è voluto porre in essere un atto puramente formale al fine di “uniformare” le legislazioni dei vari Paesi e far sì la Novartis contraesse profitti. In Grecia peraltro le aziende che si contendono i brevetti sui farmaci contro cancro e diabete, dopo l’avan-

Giovanni Piccoli 6


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Cure stAmiNAli e BiOetiCA: uN CONflittO iNsOrmONtABile? In Italia lo studio delle cellule staminali è finanziato dal Governo, il quale limita le risorse esclusivamente ai ricercatori che rispettino le leggi imposte circa la trasparenza dei rispettivi protocolli, al fine di garantire la sicurezza dei trattamenti, e non operino la distruzione di embrioni, valorizzando dunque la ricerca sulle cellule staminali adulte; allo stesso tempo non vieta, però, l’importazione di embrioni, rendendo quindi possibile l’acquisto di questi dall’estero. Il “metodo Stamina” rappresenta oggi uno dei settori della medicina di maggior interesse che si basa sull’utilizzo di cellule staminali per applicazioni di terapia cellulare. Questo ha dimostrato una grande capacità di rigenerazione dei tessuti, nonché la rimodulazione del sistema immunitario ed una serie di altre qualità benefiche per l’organismo. Tale metodo, applicato dagli Ospedali Civili di Brescia, necessita, per essere messo in pratica, di un decreto d’urgenza di un giudice, previo giudizio favorevole del Ministero della Salute e dell’AIFA (Agenzia Italiana del farmaco), che hanno definito il trattamento «rischioso per la salute». Recente è il caso della piccola Sofia (tre anni) sottoposta a tale metodo: i genitori hanno dichiarato di non aver accettato cure con cellule differenti dal Protocollo Stamina perché non sono noti effetti di miglioramento; «Con la cura di Stamina che noi ab-

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cellule staminali; http://www.ideamamma.it/category/sorgente-2/

biamo regolarmente cominciato per Sofia, invece, sia nostra figlia che altri bambini con malattie assimilabili hanno avuto miglioramenti certificati dai medici».  La bambina dopo aver cominciato la cura che la Stamina Foundation somministra gratuitamente presso gli Ospedali Civili di Brescia,  grazie alla quale aveva mostrato miglioramenti, si è vista poi negare il diritto ad andare avanti ed ha ricominciato a peggiorare. Sotto le pressioni di molti, ma in via principale del cantante Adriano Celentano, che ha portato alla

l’uOmO perfettO

ella vita ci domandiamo spesso dove si nasconda l’uomo perfetto. Siamo qui oggi ad indagare su quali debbano essere le caratteristiche che ci consentano di identificarlo, tenendo sempre in considerazione il fatto che parliamo di perfezione in senso relativo (tutti gli uomini hanno dei difetti) e che sarebbe più appropriato parlare di uomo ideale: l’uomo che ogni donna, consapevolmente e non, desidererebbe avere al proprio fianco. Le tre caratteristiche fondamentali dell’uomo ideale, ognuna delle quali necessita di un’ulteriore precisazione per essere compresa, consistono nelle capacità di: essere tranquillo, essere, volgarmente parlando, “stronzo”, ed essere divertente. Andiamo con ordine analizzandole una per una e poi procediamo con la composizione perfetta. La capacità di essere tranquillo, che così detto lascia molto a desiderare, per la tendenza frequente di identificare il tranquillo con il moscio, il mogio, lo zerbino o quanto altro, consiste nella capacità di trasmettere sicurezza e stabilità. Ho volutamente utilizzato il termine “tranquillo” perché si contrappone perfettamente al termine “irrequieto” che identifica il soggetto sfuggente ed instabile per natura, tanto con se stesso che nei rapporti con gli altri. Trasmettere stabilità e sicurezza, al contrario, consente alla donna di poter intravedere nel proprio uomo un porto sicuro, un affetto stabile, una persona equilibrata, affidabile, presente. Questa tanto ‘ ignorata ‘ caratteristica, consente alla donna di spiccare il volo, le consente di concentrare se stessa su altro che non sia la smania di avere certezze dal proprio uomo; in una sola parola, enfatizzando il significato e portandolo all’estremo, la tranquillità in un uomo equivale alla consapevolezza di essere amata. Andiamo oltre e analizziamo la nostra seconda caratteristica: l’essere “stronzo”. Nella consuetudine, vige la regola che “le donne amano gli stronzi”, che tradotto significa che amano coloro che sanno farsi desiderare, coloro che non danno certezze e che hanno la capacita di farle stare appese ad un filo per la “fantastica” sensazione che tale tensione suscita in una donna. Ora, premesso il fatto che io trovo assurdo desiderare qualcuno per il suo farti stare in ansia, come se di ansie la vita ne “regalasse” poche, ciò che vorrei proporvi è una rielaborazione

di questo luogo comune in una chiave, a mio avviso, molto più accettabile. Essere “stronzo”, dal mio punto di vista e come seconda caratteristica del prototipo di uomo ideale, equivale all’essere in grado di imporre con fermezza se stesso, le proprie idee, le proprie decisioni o scelte. Ciò significa innanzitutto non essere lo zerbino di nessuno, significa avere la capacita di dire no, di riuscire a dominare le proprie emozioni e farsi valere e rispettare sempre. Chiarendo il significato con un esempio, un’esplicita manifestazione dell’essere “stronzo” in questa accezione, si ha quando, a seguito di un disinteresse forte, un soggetto per coerenza decida di rivolgersi direttamente alla persona interessata, chiarendo con fermezza la propria posizione e non lasciando all’altro la possibilità di fraintendere e di perseverare nel tentativo di conquistarlo. Ciò non significa essere maleducato ma semplicemente essere chiaro, deciso e risoluto. E ciò verrà sempre apprezzato nella vita. Una persona “positivamente stronza” è una persona che senza mezzi termini, sapendo perfettamente ciò che vuole, trascura “le distrazioni” e punta al proprio obiettivo. In una relazione, è una persona che non cede davanti ad un capriccio; il farsi desiderare è un modo per chiarire la propria posizione, e darle il giusto peso; non un modo per far soffrire l’altro. Arriviamo alla terza ed ultima caratteristica che, rispetto alle altre, è la più difficile da trovare. La capacità di essere divertente, tocca i tre cardini dell’ironia, della simpatia e della capacità di sdrammatizzare. È chiaro che non è possibile avere in sè tanto dell’una quanto delle altre ( un ragazzo simpatico non è detto che sia ironico o comunque non è detto riesca ad essere divertente che, dal mio punto di vista, è molto di più della capacità di saper fare una battuta!), ma anche i meno fortunati possono, lavorando su se stessi, raggiungere degli ottimi risultati in termini di “semplificazione”. L’essere divertente consiste quindi sostanzialmente nella capacità di farti ridere anche nei momenti peggiori, consiste altresì nella capacità di semplificare i problemi, consiste nella capacità di alleggerire la vita utilizzando l’ironia; consiste, idealizzando il significato, nel riuscire a rendere la vita più bella. Procediamo ora alla nostra composizione e delineiamo i tratti dell’uomo “perfetto”:

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ribalta il caso  con una lettera al Corriere della Sera e col supporto del programma televisivo “Le Iene”, il Ministro Balduzzi ha acconsentito, in via straordinaria, a proseguire le cure in un ospedale di Brescia, contrariamente a ciò che in precedenza aveva stabilito il giudice. Differente e di gran lunga meno felice è il caso dell’omonima bimba di sei mesi, la quale è morta senza essere riuscita ad ottenere la cura, per via del sovraffollamento degli Ospedali Civili di Brescia. Intanto viene inevitabilmente riaperta la questione circa il fatto se sia giusto o meno lasciar degenerare le condizioni di salute dei pazienti che potrebbero esser salvati da cure staminali, inducendoli quindi alla morte, allo scopo di preservare dei fondamenti etici tradizionali e spesso non al passo coi tempi, i quali vedono in tali metodi un mancato rispetto alla vita. E’ necessario, inoltre, stabilire quali siano le competenze legali e morali da attribuire ai giudici affinché possano accordare o meno delle cure, nonché determinare se assuma un peso maggiore il rispetto di leggi poco chiare e aperte a larghe interpretazioni o la coscienza etica e personale del giudice stesso dal momento che il metro di valutazione non può che essere soggettivo.

Gloria Ciabattoni RUBRICA Psicologia&Relazioni

incaminodialogando.blogspot.com

un uomo in grado di darti delle certezze che ti consentano di portare avanti la tua vita senza dover mettere in discussione , ogni istante, il suo interesse nei tuoi confronti; che sappia farsi valere quando il caso lo richiede con una determinazione tale da farti strappare l’anima dal petto pur di riuscire a smuoverlo e ricondurlo da te; un uomo che riesca a farti sentire leggera quando il tuo cuore vive una tempesta di sentimenti contrapposti che ti gettano a terra. Ad onor del vero, chi ha la fortuna di avere accanto a sè una persona con queste caratteristiche, non ha davvero bisogno di cercare principi azzurri in terre che nella realtà non esistono. Questo perché ha dinnanzi a sè un uomo, non un principe nè un condottiero, magari pieno di difetti e di fragilità, ma in grado di renderti veramente felice. Il mix perfetto non si nasconde in apparenze vistose e in modi di fare altezzosi e sfuggenti, ma si nasconde in volti carismatici che trasmettono sicurezza ed un brivido di follia.

E.B.


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iNfOrmAti meGliO

La toga di un avvocato cassazionista; sentenze-cassazione.com

Sui rapporti umani è stato scritto per millenni ma sulla fine di questi legami, forse, sono state spese ancora più parole. All’inizio ci si accontentava di seguire consuetudini e tradizioni ma, si sa, la società è in continuo mutamento e quelle che prima erano norme tacite ben presto si sono trasformate in regole, leggi che organizzavano le tempistiche relazionali di cui ancora oggi ci occupiamo. Tuttavia, in questo articolo, mi soffermerò su ciò che accade dal punto di vista sociale e legislativo dopo la fine di un rapporto matrimoniale. Infatti, discutendo con i miei coetanei e non solo, mi sono resa conto di quanto non-sapere sussista su questa tematica. Affidarsi al “sentito dire” o ad analisi effettuate da non professionisti portano, in questo campo, ad una grande confusione, soprattutto se ci si accontenta di informazioni non aggiornate: l’apparato normativo è pensato per essere in continua evoluzione e adeguamento così da essere più confacente alla realtà che lo ha partorito. È opinione comune e diffusa che la fine di una relazione matrimoniale porti inevitabilmente una serie di svantaggi per l’ex marito mentre, invece, una infinita varietà di favoreggiamenti per l’ex moglie. Questa affermazione ha come base, senza ogni dubbio, lo squilibrio che purtroppo ha afflitto il nostro sistema normativo fino a pochi anni fa, soprattutto in presenza di prole. Da quando è stato applicato anche in Italia l’affidamento condiviso e quindi la contribuzione congiunta di entrambi i genitori –secondo possibilità- al benessere dei figli, si sta ritrovando un equilibrio che,

comunque, deve essere ancora determinato. Discutendo con alcuni ragazzi che avevano effettivamente vissuto una separazione legale(che comporta procedimento ordinario)attraverso familiari più o meno prossimi, ciò che mi è stata riferita come primaria problematica da risolvere è la questione dell’assegno di mantenimento e degli alimenti. Sono due tipologie di ausilio completamente differenti. Gli alimenti sono un contributo destinato a garantire al coniuge “debole” una esistenza dotata dei caratteri di dignità e serenità minimi. L’assegno di mantenimento, invece, riguarda l’obbligo di garantire all’ex coniuge lo stile di vita tenuto durante il matrimonio (quindi esula grandemente dal carattere di “necessità” proprio degli alimenti). Le critiche più rilevanti che ho riscontrato riguardano proprio l’assegnazione di questi ultimi(il cui ammontare viene deciso dal giudice in base alla retribuzione del coniuge mantenente): questo ausilio potrebbe favorire il mantenuto che, in preda all’inerzia, si accontenterebbe di ciò che gli viene versato? Sicuramente esistono casi(anche molto numerosi) di persone scorrette o avide che approfittano di questo sistema ausiliario per non provvedere ad un mantenimento autonomo. Tuttavia io credo nel nostro sistema giuridico, in particolare perché è un apparato di tutele volte a supportare il soggetto in difficoltà. Questo comporta- e comporterà sempre- che esistano una serie di casi in cui questo sistema di garanzie pecchi o si rivolga a persone immeritevoli. Oggi più che mai è diffuso lo scoraggiamento nel nostro apparato giuridico ma io sono ottimista, visto che regole, norme e disposizioni vengono(almeno in teoria) modulate e modificate per essere il più possibile idonee alla società odierna e non c’è altro modo per riuscire a creare un equilibrio ed una serenità post rapporto se non tentando di avvicinarsi sempre di più alla agognata giustizia tra le parti.

Elisabetta Mondello

mOdA e meCeNAtismO Finalmente la restaurazione di importanti monumenti, grazie alla collaborazione di importanti case di moda con il Comune di Roma. Cosa accade quando il mondo della moda incontra quello della cultura e dell'arte? Succede che grandi marchi della moda decidano di vestire i panni dei mecenati, finanziando i restauri di grandi monumenti, opere d'arte patrimonio dell'umanità, testimonianze della nostra storia. Se non ci pensa lo Stato a stanziare i dovuti fondi, ci pensano il gruppo Tod's e la maison Fendi. Il 5 febbraio con la sentenza del Tar, che accoglie il ricorso della società

viA GiuliO rOCCO fiNAlmeNte liBerA Venerdì 19 Aprile alle ore 14.00 in Via Giulio Rocco (Ostiense) un altro clean-up ha avuto luogo!

Volontari del movimento "Retake Roma" e della fondazione "Insieme per Roma" all'opera in Via Giulio Rocco. Con loro anche il personale dell'AMA

Le strade adiacenti alle facoltà di Giurisprudenza, del Dams e dell’edificio Tommaseo vertevano in condizioni di grave trascuratezza: i muri infestati da scritte vandaliche e manifesti abusivi, le strade sporche di cartacce e sigarette. Strade con bar, fotocopisterie, librerie, piadinerie, frequentate dai giovani universitari, ogni giorno, sono state rese libere dall’inciviltà grazie ai volontari del movimento “Retake Roma” e della Fondazione “Insieme per Roma” con la collaborazione dell’Arcadia University e con il patrocinio del dipartimento di Giurisprudenza di Roma Tre. Il clean-up (giornata dedicata alla pulizia di una via o zona minacciata dal degrado) ha avuto grande successo! I negozianti, entusiasti nel vedere finalmente le loro vetrine circondate da muri PULITI, sono stati più che soddisfatti del lavoro compiuto dai giovani volontari con il prezioso aiuto della sezione decoro dell’AMA e del PICS. Augurandoci che non si debba rintervenire tutti noi, studenti, siamo invitati a far si' che la NOSTRA zona rimanga pulita.

Trend Report

Gherardi, si dà il via ai lavori di restaurazione dell'Anfiteatro Flavio, grazie alla famiglia Della Valle che ha donato ben 25 milioni di euro. Da una famiglia che romana non è, ma che ha mostrato di aver a cuore il simbolo della città eterna, ad una famiglia di romani doc Fendi restaura la Fontana Dei 4 Fiumi e la Fontana di Trevi, La maison Fendi, invece, incontro con Alemanno; www.marieclaire.it stanzierà un capitale pari a 2 milioni 180 mila euro per le operazioni di restauro della Fontana di Trevi e circa 300 milioni per quelle della famosa Fontana dei Quattro Fiumi. Una donazione suscitata da puro spirito di mecenatismo, infatti i teli che copriranno le fontane durante i lavori saranno completamente bianchi, non recheranno slogan nè pubblicità, solo un piccolo cartello 30x40 recante il logo "Fendi" posto al lato del cantiere.

Priscilla Proietti Alemanno e Diego Della Valle al Colosseo per la presentazione del progetto di restauro; ttp://www.fanpage.it

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A rOmA tre si pedAlA Sentiamo molto parlare oggigiorno di green economy, fotovoltaico, energia eolica, biomasse. Secondo l’ultimo rapporto di Pike Research, il numero di biciclette elettriche raggiungerà presto i 30 milioni di esemplari. Ecco, quindi, che l’anno scorso nel mesi di agosto Enel Green Power ha lanciato un progetto ambizioso con 30 studenti delle facoltà di Ingegneria, Architettura, ed Economia per promuovere la mobilità elettrica a Roma nel settore della pedalata assistita. Ma come funziona questo nuovo accordo tra le sedi di viale Marconi e viale Ostiense? Innanzitutto i nostri 30 valenti giovani hanno ricevuto nel luglio scorso trenta biciclette elettriche targate Enel Green Power del modello Dinghi Wiki Lait in comodato d’uso gratuito per 18 mesi, con le quali mentre girano per le strade della città eterna dovranno raccogliere informazioni per un anno solare di pedalata. Enel Green Power punta a triplicare il numero di biciclette elettriche nella capitale; secondo, infatti, Pike Research il mercato mondiale delle due ruote elettriche toccherà nel 2017, i 47 milioni di pezzi venduti sul mercato, con un aumento del 7%. Il modello base Dinghi Wiki fornito agli studenti di Roma 3 ha un motore brushless da 250W monocambio e costa 860 euro. Per chi volesse intraprendere percorsi collinari non manca la scelta; consigliamo infatti la Dinghi Special con un motore brushless da 250W e con un cambio di 7 rap-

porti per un costo di 1.013 euro. Il motore brushless elimina i contatti striscianti per la commutazione della corrente circolante, comportando una quasi assente manutenzione meccanica, in parole spicce, elimina qualsiasi fastidiosa scintilla all’accensione. Il modello Umb –Crossover della gamma Move Your Life è adattissimo per i percorsi sterrati e in salita. Il progetto universitario si articolerà in tre fasi con tre gruppi distinti di 10 studenti ciascuno coordinati da un doObama e il suo programma sulle energie rinnovabili negli states; www.ilfoglio.it cente, che dovranno tenere un Diario di Viaggio a cui confiL’attualità del progetto è dimostrata inoltre dal dare valutazioni e osservazioni nella quotidianità fatto che Enel Green Power ha lanciato un piano della metropoli, per poi analizzarne l’impatto ancora più ambizioso per le giovani start-up itasocio-economico-ambientale, ma soprattutto la re- liane e spagnole da ben 15 milioni di euro. Chiunlazione uomo-bicicletta-città. Io personalmente que volesse cimentarsi nel mondo della clean auguro loro una buona pedalata; non si possono technology e del business energetico può proporre infatti sottovalutare gli effetti benefici che potreb- le sue idee e metterle in competizione con le altre bero apportare questi mezzi sul clima della città, su Enel Lab. decongestionando il traffico urbano e sostituendo i normali motorini tanto utilizzati per accorrere sul iulio e ngelis posto di lavoro la mattina. Perciò buona pedalata.

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telefONiA mOBile: trA risCHi e NeCessitÁ

grafici A.B.

intervistando un campione di 30 ragazzi frequentanti le diverse facoltà del nostro Ateneo, i risultati qui riportati ci aiutano a capire quanto la nostra vita sia influenzata dai cellulari, senza i quali ormai non possiamo più vivere. Sono trascorsi quaranta anni dall’invenzione (Aprile 1973) del primo cellulare ad opera dell’ingegnere Martin Cooper. Quello che, ora vedendolo, ci appare come un ingombrante citofono, è l’avo dei moderni e tecnologici strumenti di cui oggi noi ci serviamo quotidianamente. Pesava 1,5 kg, ma agli occhi dell’umanità di quei tempi rappresentava una scoperta sensazionale: riuscire a chiamare da un telefono senza fili in qualsiasi luogo ci si trovasse, non era certo cosa di poco conto se pensiamo che, all’epoca, l’alternativa alla chiamata da casa era la chiamata dalla cabina telefonica! Non è passato molto tempo ma la tecnologia ha fatto passi da gigante. Le abilità dei telefonini sono state di gran lunga potenziate e ad oggi con i cellulari possiamo non solo chiamare e mandare rapidi messaggi ma anche ascoltare musica, scattare fotografie, condividerle con i nostri amici, navigare su internet, scaricare le numerose applicazioni che ci consentono di ampliare ancor di più i poteri di quelli che sono diventati degli accessori cui non

possiamo più rinunciare. È quello che ben si comprende dalle risposte che 30 studenti di Roma Tre ci hanno dato alle domande del nostro sondaggio sulle necessità e i rischi della telefonia mobile. Dei 30 ragazzi intervistati il 58% (immagine 2) afferma di controllare il telefonino (per vedere l’orario, mandare messaggi agli amici, vedere le notifiche, etc…) almeno 1 volta ogni 30 minuti mentre il 22.5% afferma di fare ciò almeno ogni 60 minuti e solo il 19,5% dice di controllare se è stato cercato almeno una volta in un lasso di tempo che supera i 60 minuti. Insomma, tra gli intervistati quelli che potremmo definire i meno “addicted” hanno di sicuro il telefonino tra le mani una volta ogni ora. Ma il dato più sorprendente non è tanto quello relativo all’utilizzo del cellulare tra le nuove generazioni di giorno, quanto piuttosto l’uso (rectius: non uso) che se ne fa di notte. Nonostante non serva mentre si dorme, quasi il 60 % ammette, con una certa vergogna, di tenere il telefonino acceso anche di notte. E alla domanda fatta loro sul perché ritengano necessario essere rintracciabili anche mentre riposano, i più rispondono che in caso di imprevisti ed emergenze vogliono sempre essere raggiungibili per qualsiasi necessità. Se di giorno tutti i ragazzi presi in considerazione sostengono di tenere il cellulare o in borsa o in tasca, mentre dormono il posto dove il 68 % di loro lo ripone a prescindere se acceso o spento, se in modalità off-line o silenzioso, è sul comodino accanto al letto; Il 25% lo ripone nella stessa stanza in cui riposa e il 6% lo posiziona in una stanza diversa da quella nella quale dorme(immagine1). Ma se certamente utile per rimanere in contatto con gli amici, essere raggiungibili da genitori ansiosi, svagarsi ascoltando musica e giocando, il telefonino, se usato in maniera eccessiva, può essere dannoso per la nostra salute. E nonostante il 77% degli studenti sia a conoscenza in maniera abba-

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stanza e molto approfondita sui rischi derivanti dall’uso massiccio del cellulare, sono gli stessi a confermare quanto sia indispensabile oggi avere sempre il telefonino a portata di mano. Risparmiare tempo nella società moderna è fondamentale ed il cellulare è di sicuro (insieme alle altre tecnologie avanzate) uno dei mezzi più efficienti in questo senso. Dobbiamo però ricordarci che i telefonini funzionano ricevendo microonde dalle antenne dei gestori telefonici, creando nello spazio

grafici A.B.

di 40 cm circa dei campi magnetici a cui costantemente sottoponiamo le cellule del nostro corpo. Se il funzionamento delle nostre cellule venisse alterato dalle radiazioni che i telefoni cellulari, emettono saremmo più esposti ai tumori che nella società attuale rappresentano una delle principali cause di morte. Con semplici accorgimenti quali: spegnere il telefono quando si va a dormire, tenerlo non a contatto con il corpo, preferibilmente ad una distanza maggiore di 40cm, adoperare gli auricolari quando parliamo, possiamo limitare gli eventuali danni nocivi dei telefoni pur non rinunciando al lorto utilizzo.

Azzurra Baggieri


musica

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Adele: uN feNOmeNO mAde iN eNGlANd

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Adele, Oscar 2013; www.musicroom.it

ome non aver sentito parlare della famosa Adele Adkins?! Per chi ancora non la conoscesse, Adele è una ragazza come tante che grazie al suo talento ed al suo carattere forte ed auto-ironico è diventata, nel giro di poco tempo, un vero fenomeno mondiale. Nel lontano 2002, l'adolescente londinese non aveva ancora idea di quello che la vita le avrebbe riservato da lì a pochi anni! Di certo amava la musica, ma per quanto ne sapeva non aveva molte probabilità di finire dietro un microfono. Nonostante tutto nel 2002 Adele varcava per la prima volta la soglia della famosa BRIT school (scuola professionale che avvia gli studenti alle professioni del mondo dello spettacolo). A farle da trampolino di lancio fu la pagina MySpace; infatti, non appena le sue canzoni cominciarono a circolare sul web, Adele non poté fare a meno di guardare in faccia la realtà: aveva un talento raro. Ed è così che la Adkins, tramite MySpace, fu contattata da un capo dei talent scout della XL Recordings. Solo nel 2008 con l'album 19, il quale ricevette subito una buona accoglienza da parte dei critici musicali, la ragazza prodigio comincia l'ascesa verso il successo.

Dall'album 19 vengono estratti quattro singoli ufficiali tra cui la melanconica "Hometown Glory", un pezzo in cui la cantante rievoca i suoi più cari ricordi di Londra, un buon brano per coloro che frequentano l’università come fuori sede per ricordare i luoghi da dove provengono. Nel gennaio 2011 viene pubblicato il suo secondo album 21, preceduto dal singolo "Rolling in the deep". Il singolo ha ottenuto un grande successo a livello europeo, e in Italia l'album è ancora tra i quindici più venduti. Un altro singolo di successo è stato "Someone like you", ballata che Adele canta con l'accompagnamento del pianoforte. Il brano è stato posto come traccia di chiusura dell'album 21, in quanto rappresenta una sintesi della tematica predominante all'interno del disco, ovvero la fine di una storia d'amore, adatta per i cuori infranti. “However far away I will always love you, however long I stay I will always love you, whatever words I say I will always love you, I will always love you” è un pezzo di Lovesong, brano lento accompagnato da due chitarre, molto intimo che Adele ha scelto di dedicare a sua madre. Sebbene non abbia avuto molto successo, è da considerarsi un inno all'amore, non solo a quello materno ma per qualsiasi persona che ci sia cara. Ma Adele non viene apprezzata solo dai fan! Questo lo dimostra il fatto che nel 2011 è riuscita ad ottenere ben 6 nomination per gli MTV Video Music Awards, vincendo sei nomination su tre. Ma la più grande soddisfazione per Adele è arrivata il 12 Febbraio 2012 alla Cerimonia di consegna dei Grammy Awards, in cui si aggiudicò ben 6 sta-

tuette stabilendo così, insieme a Beyoncè, il record per il maggior numero di statuette vinte in una sola serata da un'artista femminile. E per finire nell'ottobre 2012 Adele viene scelta per interpretare Skyfall, colonna sonora dell'omonimo film, 23° capitolo della serie cinematografica di James Bond. Il brano raggiunge così la vetta delle classifiche di numerosi Paesi ed ottiene prestigiosi riconoscimenti tra cui perfino l'Oscar. Beh che dire, una ragazza che dal nulla è diventata una cantante di fama mondiale solamente grazie alla sua voce che ricorda un po' i vecchi miti come Etta James e Ella Fitzgerald. Per conoscere meglio ed apprezzare la sua voce vi consiglio di vedere (anche su youtube!) il suo concerto live at e

Adele ai Grammy Awards 2012; it.paperblog.com

Royal Albert Hall, un teatro di Londra, bello ed intimo, adatto alla fantastica Adele.

Enrica Lazzaris

Bud speNCer Blues explOsiON

"Copertina del disco Fuoco Lento del 2011" ascoltalo in streaming al sito http://www.rockit.it/budspencerbluesexplosion/album/fuoco-lento/16020

I Bud Spencer Blues Explosion sono un duo composto da Adriano Viterbini (chitarra e voce) e Cesare Petulicchio (batteria e cori). Il nome della band deriva da due citazioni scelte per rappresentare la propria musica: la prima è costituita dal nome, Jon Spencer Blues Explosion, gruppo da cui il progetto prende ispirazione; la seconda nasce da un gioco di parole con lo pseudonimo del celebre attore Bud Spencer. Il nome può essere interpretato come la fusione della cultura americana con quella italiana, così come il loro

sound è legato a un cantato in italiano. Fuoco Lento, registrato al Circolo Degli Artisti di Roma il 14 marzo 2011, interamente dal vivo, è composto da 5 cover riarrangiate e un introduzione inedita. L’Intro Fuoco Lento, in 6 minuti, mette in mostra le capacità tecniche dei musicisti e il gusto “Hard Blues” del lavoro. La prima cover è Killing in the Name dei Rage Against Machine, rileggendo la canzone nel loro stile, la rendono nuova e interessante, cosa che non accade con Voodoo Child di Jimi Hendrix, che viene suonata con devozione e in maniera più fedele all’originale. La terza cover affrontata è Esci Piano di Alex Britti, già presente nel loro omonimo secondo disco. Segue Hommage à Violette Noizieres degli Area, suonata in una veste hard rock a metà fra lo stile ’70 e il loro. In chiusura troviamo Dark Was e Night Cold Was e Ground di “Blind” Willie Johnson, un sofferto blues, interpretato con una performance di slide guitar che dalla malinconia iniziale cresce lentamente, per poi calare lentamente. Con questo Ep si confermano come una delle migliori live band del panorama musicale italiano, con un live elettrico devastante e una fortissima personalità sul palco, che permette di gustare le canzoni presenti sui dischi in maniera naturale. Do it, acronimo di Dio odia i Tristi, è il secondo

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disco in studio dei BSBE, rappresenta la seconda tappa del loro viaggio, iniziato da Roma, e che prosegue dal concerto del Primo Maggio nel 2006 verso il grande pubblico. Nel disco si mescola il blues elettrico, che sta alla base del progetto, con altri generi e contaminazioni della musica sperimentale, trovando l’equilibrio fra le abilità tecniche e la capacità di trasferire le emozioni in musica, senza forzature o una ricerca ostinata del Revival. Nei 40 minuti proposti fra chitarra e batteria si inseriscono slide guitar, mandolini, elettronica e scratch (Dj Mike), sebbene il disco sembri un'unica sessione, registrata tutta di un fiato. Il singolo è Cerco il tuo Soffio, un blues ipnotico, su cui s’inserisce un piano rodhes, con passo lento e dilatato porta l’ascoltatore al centro della filosofia del disco. Meritevoli di nota anche Come un mare, che arricchisce il disco di un gusto pop, soprattutto nelle aperture del brano, e Hamburger, già presente nel loro Ep d’esordio Happy, costituita da blues in crescendo verso la saturazione. Do it rappresenta il loro miglior lavoro, il più completo, in attesa di vedere dove le loro idee, rese molto chiare da questo disco, li porteranno.

Maurizio Cuozzo


antimafia e ambiente

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“pArlAte dellA mAfiA” "Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene". Una delle tante frasi, semplici ma dense di significato di Giovanni Falcone, se lette con un secondo sguardo. Un monito a tutta la società civile, quello di comunicare e discutere del fenomeno mafioso. Ma per parlarne bisogna prima di tutto essere informati, anche solo un minimo, e per esserlo bisogna avere l’interesse all’informazione, o aver ricevuto un’istruzione tale non solo da favorire un’adeguata preparazione della realtà storica, sociale e politica del nostro paese riguardo all’argomento della criminalità organizzata, ma tale anche da aver potuto permettere lo sviluppo di una cultura rispettosa dei valori democratici, dei principi della nostra Costituzione e, ovviamente, di una coscienza sensibile alla legalità. Ma cos’è la legalità? È una muraglia contro la sopraffazione dei deboli, è lo strumento per la garanzia e l’affermazione della libertà, dell’uguaglianza e della dignità della persona umana prima ancora che del cittadino. Ma la legalità non è solo rispetto formale della legge: è partecipazione concreta e attiva alla realtà sociale e politica, è condivisone di

regole e principi, è collaborazione tra società civile e istituzioni. Tutto questo come si può realizzare? Il nerbo della realizzazione di una vera e autentica educazione alla democrazia non può che trovare il suo innesco nella scuola. È qui che i giovani dovrebbero essere cittadini rispettosi dei valori della nostra carta costituzionale, è qui che i giovani devono capire che la politica deve essere l’arte del bene comune, “è qui che i giovani devono imparare ad aver chiaro che quello che fa marciare un paese è la gente comune” richiamando le parole di Luciano Volante, ex presidente alla Camera e ex presidente Commissione parlamentare antimafia. La diffusa carenza di identità nazionale è un fatto, la sfiducia nelle istituzioni è un fatto, la formazione di un terreno comune di valori condivisi è l’obiettivo: un obiettivo raggiungibile solo con la conoscenza del nostro passato storico politico e sociale e della realtà attuale. Realtà oltretutto offuscata da filtri mediatici (serie TV, film) che spesso creano non solo una figura mitizzata e seducente del criminale, ma anche l’immagine distorta, vetusta e

tradizionale di un mafioso armato e assassino a sangue freddo. Ma anche il cinema, con una buona selezione, si può rivelare strumento didattico e comunicativo di grande efficacia. La realtà mafiosa è ormai giunta in una fase del tutto nuova ed evoluta: la sua occulta presenza nel settore economico e finanziario è ormai diffusa e non solo a livello puramente nazionale. Fenomeni come racket, riciclaggio di denaro sporco, narcotraffico internazionale, attività illecite negli appalti pubblici e nello smaltimento dei rifiuti e tanti altri fenomeni costituiscono le realtà da conoscere e da fronteggiare. Ognuno deve fare la sua parte: la società civile, le istituzioni, il Parlamento, il Governo. I vari ruoli, i vari mezzi, le varie prerogative e possibilità di ciascuna realtà pubblica o privata devono essere una ricchezza e non un limite. Nell’ultimo ventennio la sensibilità per la legalità è cresciuta grazie soprattutto al volontariato laico e cattolico, il cosiddetto “terzo settore” dove, con riguardo alla lotta alla criminalità organizzata, spiccano realtà come Libera, che sin dalla sua fondazione nel 1995 si occupa dell’educazione alla legalità, del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, dell’organizzazione di campi studio e volontariato antimafia insieme a tante altre associazioni come Legambiente e il Gruppo Abele. C’è bisogno di consapevolezza , di educazione, di informazione e di condivisione di valori per far uscire ciascuno dal proprio guscio e per far sì che ciascun membro della società civile si senta parte di un progetto comune dove si è attori e non solo testimoni indignati. zione nomi e numeri contro le mafie”

Jacopo Baieri

Manifestazione giovanile antimafia; www.google.it

rifiuti lAZiO, itAliA deferitA AllA COrte di GiustiZiA eurOpeA

La discarica di Malagrotta; www.terzobinario.it

“La situazione del trattamento dei rifiuti nella Regione Lazio, anche alla luce delle iniziative contro l’applicazione del decreto del ministro dell’Ambiente del 3 gennaio 2013 sui rifiuti del Lazio, costringe la Commissione a deferire l’Italia alla Corte europea di giustizia”. È questo l’annuncio funereo, diramato a fine marzo scorso, del Ministero retto ancora dal tecnico Corrado Clini. Le motivazioni di questo deferimento le riassume al meglio il parlamento di Bruxelles stesso, per bocca del commissario europeo Janez Potocnik: “le autorità italiane hanno dato un’interpretazione restrittiva del concetto di ‘sufficiente trattamento dei rifiuti’, riempiendo la

discarica di Malagrotta a Roma e altre nel Lazio con rifiuti che non hanno subito il trattamento prescritto”. Secondo un’inchiesta europea, poi, alcuni dei rifiuti urbani prodotti nel Lazio non sono trattati in impianti di trattamento meccanicobiologico (Mbt) prima di essere collocati in discarica, perché il Lazio non dispone di una capacità sufficiente per questo ambito. Da ciò ne consegue che parte dei rifiuti urbani, interrati nella discarica di Malagrotta e in altre discariche della regione, non viene sottoposta al processo regolamentare di cernita dei rifiuti in flussi di rifiuti e della stabilizzazione della loro parte organica. Le informazioni, fornite dalle autorità italiane a Bruxelles, parlano di circa 735mila tonnellate di immondizia che non subisce il trattamento previsto dalla normativa Ue in provincia di Roma ogni anno, e 120mila tonnellate in provincia di Latina. Il nostro Paese è convinto che i rifiuti posizionati nelle discariche nelle province di Latina e Roma possono essere considerati trattati, perché frantumati prima di essere interrati. L’Ue però alza la mano e fa timidamente notare come il fatto

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di frantumare o sminuzzare rifiuti indifferenziati, prima di interrarli, non è sufficiente per ridurre gli effetti negativi su ambiente e salute. Il commissario Potocnik, pur apprezzando l’impegno assunto dal governo italiano “ha rilevato”, come riporta la nota del dicastero di via Cristoforo Colombo “che sono a rischio la chiusura della discarica di Malagrotta e il trattamento dei rifiuti, oggetto della procedura d’infrazione aperta nel 2011”. Il ministro Clini, ha tentato di rassicurare l’Europa, prendendo la palla al balzo del cambio di guardia alla regione Lazio, e presto anche al comune di Roma, per garantire che ci si impegnerà per “completare il programma per allineare la capitale d’Italia agli standard previsti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali entro i tempi previsti e comunque prima che la Corte assuma la sua decisione”. Clini però batte il punto sul fatto che questo deferimento è “il risultato inevitabile della situazione che si è venuta a creare in seguito alle opposizioni al decreto del 3 gennaio, opposizioni che in vario modo convergono verso l’unica ‘abituale conclusione per Roma’ a vantaggio del conferimento in discarica”.

Matteo Marini


diritti umani

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vivere è CHiedere trOppO?

"Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. [...]", art 587 c.p. abrogato ex lege n 442 del 5 agosto 1981. Soltanto trent'anni fa il nostro ordinamento considerava il delitto perpretato al fine di salvaguardare l'onore sociale, una legittima attenuante della pena prevista per l'omicidio "puro e semplice". I riflettori, pronti ad essere puntati sugli errori della martire, piuttosto che su quelli La libertà di essere felici; www.beautips.it dell'autore di un crimine efferato. Oggi, a distanza di anni, l'Italia si mostra nuova, si presenta svuotata da quella congerie di concezioni che deturpano la dignità della donna. Ma per quanto può far comodo crederci, i dati parlano, gridano. Le statistiche contano nel 2012 una donna morta ogni due giorni, pertanto, in preda ad una disperata sete di giustizia siamo in cerca di risposte che spezzino questo silenzio stanco. Tuttavia la persistenza di inclinazioni socio-culturali che tendono a ridimensionare e a giustificare il fenomeno della violenza sulle donne scopre una celata cultura misogina che pervade l'Italia. Imprigionate in una vita che può diventare morte nel momento stesso in cui respingono quel profilo a cui l'uomo padre padrone le ha destinate, costrette ad essere ridotte a mero oggetto sessuale nelle mani di un mostro. Invece sono madri, sono figlie, sorelle, sono donne. Donne schiacciate perfino da esternazioni agghiaccianti

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riportate dai media: "facciano sana autocritica ( le donne), quante volte provocano?"- parroco Don Piero Corsi. Nell'agosto del 2012 Camillo Langone, giornalista del quotidiano "Il Foglio" asserì: "Per Daniele Ughetto Piampaschet che avrebbe ucciso per amore una donna nigeriana, di mestiere puttana. Spero non sia stato lui, e se invece è stato lui, spero gli venga comminata una pena mite perché chiaramente aveva perso la testa. Una preghiera per Daniele e per tutti noi maschi che al buio non capiamo più niente". È questa la civiltà del femminicidio, neanche più latente a quanto pare. Allora, se la società, se la cultura, dopo anni di storia, non hanno ancora valutato l'idea di accettare la donna come essere umano, piuttosto che condannarla poichè donna in quanto tale, mi pare doveroso oltre che improcrastinabile, veder concretizzarsi l'applicazione del secondo comma dell'art 3 della Costituzione che prescrive: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica Il silenzio del dolore; www.noi.caserta.it e sociale del Paese". L'audacia e la forza delle donne per quanto vive non possono farsi materia e bloccare l'ira di un coltello.

Paola Tosiani

HumAN trAffiCKiNG

l traffico di esseri umani, o tratta di pernumero dei minori cresce in modo allarsone è “l'attività criminale che comprende mante: è passato in 3 anni dal 20% al 27%. il reclutamento, il trasporto, il trasferiL’inaccettabile traffico di esseri umani, che mento, la custodia di persone tramite l'uso comporta il lavoro forzato e lo sfruttadella forza o altre forme di coercizione, di sotmento sessuale, frutta ai mercanti di schiatrazione, di frode, di inganno, di abuso di povitù miliardi e miliardi di dollari all’anno. tere o di una posizione di vulnerabilità o Mons. Tomasi ricorda che in molti Paesi lo nell'atto di dare o ricevere qualche forma di sfruttamento dei bambini è possibile per pagamento o di altro introito per acquistare il una situazione di estrema debolezza legislaconsenso o il controllo di una persona su un'altiva e, dunque, incoraggia a livello internatra persona, allo scopo di sfruttamento, incluse zionale a fare pressione perché tutti i Paesi le varie forme di sfruttamento sessuale, di laabbiano normative adeguate contro il trafvoro, di schiavitù o di commercio di organi”; fico di esseri umani e chiede forme più inquesto è ciò che sancisce il protocollo sulla cisive di cooperazione regionale per il tratta, adottato a Palermo nel 2000, accordo rispetto dei diritti umani. Ma, allo stesso internazionale stipulato dalle Nazioni Unite tempo, Mons. Tomasi sottolinea come il e da 117 paesi membri. crescere dell’ “offerta” sia dovuto al crescere La tratta degli esseri umani “è uno dei cridrammatico della “domanda” e che, dunmini più aberranti del mondo contemporaneo que, bisogna anche agire con azioni forti […] è la schiavitù del XXI secolo”: queste le contro coloro che potremmo definire i parole del ministro degli esteri Giulio Terzi “consumatori”, coloro che pagano per inacHuman Trafficking" by Leonard John Matthews from Flickr/Creative Commons; pronunciate l'8 febbraio del 2013 durante cettabili prestazioni sessuali. http://mujerestalk.malcs.org. il suo intervento al Convegno “Co-operation È necessario combattere impunità e corruto prevent trafficking in human beings in the Mediterranean Region”. zione che sono dietro a tali fenomeni.  Il contrasto a questa “orribile piaga è un imperativo morale e civile, poiché essa È, tuttavia, obiettivo finale un'accurata considerazione delle vittime: è, infatti, annulla i diritti fondamentali della persona, a partire dalla sua libertà e dignità”. fondamentale assicurare forme di assistenza a chi ha subito schiavitù sul lavoro “Ci ribelliamo con sdegno a tale disumano fenomeno” ha, infine, commentato o schiavitù sessuale al fine di creare condizioni atte a restituire alle persone il Ministro. una vita dignitosa all'interno della società. Oltre all'impegno sul piano legiAnche nel mondo cattolico il problema trova la sua configurazione. “Schia- slativo, bisogna ricordare che non tutto è risolvibile sul piano normativo; è vitù, prostituzione infantile, pedo-pornografia crescono nel mondo e la maggior infatti importante combattere la cultura che spinge a comportamenti indegni parte delle vittime sono donne” lo ha ricordato Mons. Silvano Tomasi, osser- e bisogna combattere la povertà che porta tanti a vendere il proprio corpo, se vatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra. non addirittura, i propri figli. Almeno 136 nazionalità in 118 Paesi sono colpite a diverso titolo dal dramhiara olasanti matico fenomeno del traffico di esseri umani. La maggior parte delle vittime sono donne, circa il 60%, ma ci sono anche tanti bambini. E purtroppo il

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viaggi

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il GiArdiNO di NiNfA:

uN piCCOlO pArAdisO terrestre A pOCHi pAssi dA rOmA

Abbazia di Fossa Nova; fotografia di Beatrice Buzzelli

Con l’arrivo della Primavera, del sole e delle belle giornate, non c’è niente di meglio che trascorrere un sabato o una domenica, visitando lo splendido Giardino di Ninfa, nel comune di Sermoneta, a 70 km da Roma. Il giardino, il cui nome deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alla Ninfe Naiadi (divinità delle acque sorgive), è stato dichiarato Monumento Naturale della Regione Lazio nel 2000. La storia di questo luogo incantevole affonda le sue radici nel VIII secolo d.C, quando assunse un ruolo strategico per la presenza della Via Pedemontana la quale, trovandosi ai piedi dei Monti Lepini, era l’unico collegamento alle porte di Roma che conduceva al Sud quando la via Appia era ricoperta dalle paludi. Successivamente, nel 1294 salì al soglio pontificio Benedetto Caetani, Papa Bonifacio VIII, figura potente e ambiziosa che aiutò suo nipote Pietro II Caetani ad acquistare Ninfa ed altre città limitrofe, segnando l’inizio della presenza dei Caetani nel territorio pontino e lepino, presenza che sarebbe durata per sette secoli. Nel 1382 purtroppo, la città fu saccheggiata e distrutta da parte di Onorato Caetani, sostenitore dell’antipapa Clemente VII nel Grande Scisma e avverso al ramo dei Caetani che possedevano Ninfa. La città non fu più ricostruita anche a causa della malaria che costrinse i

pochi abitanti di Ninfa ad abbandonare una città ormai diventata fantasma nonché la stessa famiglia Caetani a spostarsi a Roma e nelle zone circostanti. Ma veniamo a parlare del giardino appunto, definito dal cardinale Nicolò III Caetani, un grande amante della botanica,”delle sue delizie”; egli infatti affidò a Francesco da Volterra il progetto di un hortus conclusus, un giardino delimitato da mura con impianto regolare. Tuttavia alla morte del cardinale quel meraviglioso paradiso di delizie, in cui furono coltivate pregiate varietà di agrumi, fu abbandonato e bisognerà attendere la fine dell’Ottocento prima che i Caetani ritornino sui loro possedimenti e Ada Bootle Wilbrahm, moglie di Onoraro Caetani, e due dei suoi figli, Roffredo e Gelasio, decidano di occuparsi di Ninfa creandovi un giardino in stile anglosassone. Essi, infatti, si dedicarono alla bonifica delle paludi, piantarono i primi cipressi, lecci, faggi che oggi sono diventati maestosi e sotto le cui fronde sarebbe davvero piacevole rilassarsi leggendo un buon libro, nonché rose di cui attualmente è presente una grande varietà dalla “Ballerina’’ alla “Iceberg’” alla ‘’Penelope’’.Ancora oggi, immergendosi nella natura del giardino, si ha l’impressione di rivivere l’atmosfera romantica di un epoca ormai scomparsa, quasi come se in quel luogo in cui scorrono tranquille le acque del fiume Ninfa in cui si riflettono rigogliosi arbusti dal profumo delicato, il tempo si fosse fermato, regalando, ai suoi ospiti silenziosi, una sensazione di pace che raramente si incontra in un posto così vicino ai centri abitati. L’ultima erede del giardino Lelia, figlia di Roffredo, prima della sua morte, decise di istituire la Fondazione Caetani al fine di tutelare la memoria del Casato e di preservare il giardino del castello di Sermoneta, sede tra l’altro di un ben conservato borgo antico,

definito nel febbraio 2013 dal Ministero del Turismo “Gioiello d’Italia’” ed in effetti meritevole anch’esso di essere visitato con i suoi vicoli e le sue stradine risalenti al XI secolo. Vi consiglio vivamente di indossare un paio di scarpe comode dal momento che sorgendo su una collina a 257 m sul livello del mare, la passeggiata sarebbe piacevole ma leggermente impegnativa. Infine è necessario fare un piccolo accenno per la sua importanza storico-artistica all’Abbazia di Fossanova, a soli pochi km di distanza da Ninfa, di cui ho un ottimo ricordo soprattutto per il suo borgo caratteristico dove potrete concludere in bellezza la vostra giornata, prendendo magari una coppa di gelato e godendo della vista del pittoresco borgo circostante o dello splendido chiostro della chiesa di Santa Maria. Perciò ragazzi vi lascio

Il Giardino di Ninfa; fotografia di Beatrice Buzzelli

invitandovi a dare almeno uno sguardo alle immagini dei posti di cui ho appena parlato, in modo particolare del giardino di Ninfa, dal quale basta poco per essere attratti ma nel quale è necessario andare di persona per provare fino in fondo l’emozione che trasmette un vero e proprio piccolo paradiso terrestre.

Beatrice Buzzelli

CANAdA, dAll'usuAle Al pArtiCOlAre

Cascate del Niagara di notte, Canada; fotografia di Lara Carra

Dopo aver percorso 752 km, attraversando infiniti ettari di boschi e di verde e la frontiera tra gli Stati Uniti e il Canada, mi ritrovo ad ammirare due delle cascate più famose al mondo: le cascate del Niagara, appartenenti una al Canada e una agli Stati Uniti. Sono cascate dalla portata stratosferica e rinomate, oltre che per la loro bellezza mozzafiato, anche per la produzione di energia elettrica. Arrivata lì mi accorgo di non sentirmi pienamente a mio agio: guardandomi intorno mi rendo conto che non c'è armonia in quel luogo che avevo spesso immaginato. Girandomi, da un lato vedo l'imponenza e la grandezza della natura, mentre dall'altro vedo le opere dell'uomo:

grattacieli che affacciano direttamente sulle cascate, giostre, luci, musiche assordanti, casinò e migliaia di turisti. Tutto ciò mi lascia un po' perplessa, non riesco a capacitarmi di come tanta bellezza possa essere accostata dalla brutta copia di Las Vegas! Le cascate sono così imponenti, così enormi da lasciarti a bocca aperta (oltre che completamente bagnata a causa della tanta umidità ), ma allo stesso tempo è difficile non farsi distrarre da tutto quello che le circonda. In ogni caso non mi faccio mancare il giro sulla barca che porta proprio sotto a quegli enormi scrosci d'acqua: ho finalmente la sensazione, coerente, dell'enorme potenza della natura e rimango fortemente affascinata da essa. Eppure non riesco a smettere di guardarmi intorno e a integrare tanta primitività al paesaggio urbano che è li accanto. Per comprendere a fondo la doppia anima di questo luogo, la sera, da vera turista, dopo la consueta passeggiata sul bordo delle cascate, visito ciò che si trova loro di fronte: stradine piene di luci, casinò, musiche, negozi con mele caramellate e finisco, nonostante tutto, inghiottita anche io dall'atmosfera da lunapark. A pochi chilometri da lì, se amate visitare luoghi caratteristici, potrete però apprezzare la bellezza incantevole del lago Ontario. E' un lago della grandezza di 18.000 km2 , è davvero immenso e il suo emissario è il fiume San Lorenzo che, probabilmente, per la sua grandezza non riesce nemmeno a rientrare nelle nostre concezioni

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di fiume (la sua portata è 9 volte quella del Po). Circumnavigare questo fiume è una delle esperienze migliori da fare per scoprire la vera essenza del Canada: nell'aria c'è un senso di tranquillità, di serenità e di immensità raro da provare. Questo fiume con le sue ben mille isole, alcune delle quali ospitano dei bizzarri castelli e delle casette in pietra è, al contrario del paesaggio contrastante e stridente delle cascate, l’emblema della possibilità umana di inserirsi in maniera armonica in un ambiente così ricco di paesaggi incantevoli. Vi posso quindi dire, in conclusione, che questo mio viaggio mi ha fatto conoscere posti, che anche se molto lontani da noi, è valsa la pena visitare e mi ha permesso di apprezzare un turismo diverso rispetto a quello che sono abituata a vivere, più selvaggio a volte, ma allo stesso tempo molto coinvolgente. Quindi, se avete voglia di visitare il Canada, nella sua parte orientale, vi consiglio vivamente, dopo aver visitato città come Toronto, di immergervi in quei paesaggi che lo caratterizzano come zona incontaminata. La prossima volta continueremo i nostri viaggi al-

l'estero scoprendo insieme qualcosa in più sulle città della East Coast statunitense.

Lara Carra


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spOrt CAmp

rOmA tre spOrt e divertimeNtO Un sibilo accompagna un vortex, che, lanciato da un’abile mano, libra nell’aria per metri. Dardi sfrecciati con precisione centrano il bersaglio. Una piccola sagoma di giocatore colpisce una pallina che supera il portiere facendo esultare i ragazzi, le mani ferme alle stecche. Bandiere sventolanti, bibite fresche, foto, musica e chiacchiere tra amici. Questa, è l’altra faccia di Roma tre. Andare all’Università non vuol dire soltanto spaccarsi la testa sui libri e piangere lacrime amare per gli esami. Roma tre è anche sport e divertimento. Sotto un caldo sole primaverile, in un’allegra cornice verde, il 18 aprile al centro sportivo le Torri si è svolto lo Sport Camp. Più che manifestazione, una vera e propria festa all’insegna dello sport. In contemporanea alle finali del più grande torneo di calcio a cinque universitario della Capitale, numerosissimi studenti provenienti da tutte le facoltà si sono letteralmente messi in gioco.

poesia

A l’ombra d’un bel faggio Silvia eFilli sedean un giorno, ed io con loro insieme, quando un’ape ingegnosa, che, cogliendo sen’ giva il mel per que’ prati fioriti, a le guancie di Fillide volando, a le guancie vermiglie come rosa, le morse e le rimorse avidamente: ch’a la similitudine ingannata forse un fior le credette. Allora Filli cominciò lamentarsi, impaziente de l’acuta puntura: ma la mia bella Silvia disse: «Taci, taci, non ti lagnar, Filli, perch’io con parole d’incanti leverotti il dolor de la picciola ferita. A me insegnò già questo secreto la saggia Aresia, e n’ebbe per mercede quel mio corno d’avolio ornato d’oro». Così dicendo, avvicinò le labra de la sua bella e dolcissima bocca a la guancia rimorsa, e con soave susurro mormorò non so che versi. Oh mirabili effetti! Sentì tosto cessar la doglia, o fosse la virtute di que’ magici detti, o, com’io credo, la virtù de la bocca, che sana ciò che tocca. Io, che sino a quel punto altro non volsi che ‘l soave splendor degli occhi belli, e le dolci parole, assai più dolci che ‘l mormorar d’un lento fiumicello che rompa il corso fra minuti sassi, o che ‘l garrir de l’aura infra le frondi, allor sentii nel cor novo desire d’appressare a la sua questa mia bocca; e fatto non so come astuto e scaltro più de l’usato (guarda quanto Amore aguzza l’intelletto!) mi sovvenne d’un inganno gentile, co ‘l qual io recar potessi a fine il mio talento: ché, fingendo ch’un’ape avesse morso

regalato emozioni dalla prima all’ultima partita. Tante risate ma anche moltissima professionalità. Grandi tifoserie hanno supportato ragazzi e ragazze che nei campi di calcetto si sono dimostrati tutti meritevoli. Sulle note di “we are the champions” al calar del sole, in molti sono saliti sul podio, premiati per abilità, impegno e bravura. Diversi i nomi dei colleghi di università che si sono guadagnati luccicanti medaglie. La coppa d’oro, però, l’ha meritata sicuramente l’Ufficio Iniziative Sportive di Roma Tre che ha offerto la possibilità agli studenti di vivere una giornata diversa e accattivante, Finale dell'VIII Campionato Interfacoltà di calcio a 5 maschile di Roma Tre (Le Torri) del 18 aprile 2013; r3sport.uniromatre.it ricordando a tutti quanto sia imporPer tutto il pomeriggio, infatti, i ragazzi del- tante la competizione agonistica e il gioco di l’ateneo si sono dati battaglia gareggiando in squadra, il movimento e la socializzazione aldiverse discipline: sfide nel lancio del giavel- l’aria aperta. lotto, dimostrazioni di arte circense e compe- E’ un peccato perdersi queste tizioni di frecette. iniziative...L’IMPORTANTE è PARTECIInoltre si è disputato il torneo di calciobalilla PARE. nel quale hanno gareggiato cinquantasette loria uce hinellato coppie che, arbitrate da veri campioni, hanno

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AmiNtA e silviA

http://www.aseliso.net/tapanta/discorso-sullaminta/

il mio labro di sotto, incominciai a lamentarmi di cotal maniera, che quella medicina, che la lingua non richiedeva, il volto richiedeva. La semplicetta Silvia, pietosa del mio male, s’offrì di dar aita a la finta ferita, ahi lasso, e fece più cupa e più mortale la mia piaga verace, quando le labra sue giunse a le labra mie. Né l’api d’alcun fiore coglion sì dolce il mel ch’allora io colsi da quelle fresche rose, se ben gli ardenti baci, che spingeva il desire a inumidirsi, raffrenò la temenza e la vergogna, o felli più lenti e meno audaci. Ma mentre al cor scendeva

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quella dolcezza mista d’un secreto veleno, tal diletto n’avea che, fingendo ch’ancor non mi passasse il dolor di quel morso, fei sì ch’ella più volte vi replicò l’incanto. Da indi in qua andò in guisa crescendo il desire e l’affanno impaziente che, non potendo più capir nel petto, fu forza che scoppiasse; ed una volta che in cerchio sedevam ninfe e pastori, e facevamo alcuni nostri giuochi, ché ciascun ne l’orecchio del vicino mormorando diceva un suo secreto, «Silvia,» le dissi «Io per te ardo, e certo morrò, se non m’aiti.» A quel parlare chinò ella il bel volto, e fuor le venne un improviso, insolito rossore che diede segno di vergogna e d’ira; né ebbi altra risposta che un silenzio, un silenzio turbato e pien di dure minaccie. Indi si tolse, e più non volle né vedermi né udirmi. E già tre volte ha il nudo mietitor tronche le spighe, ed altretante il verno ha scossi i boschi de le lor verdi chiome; ed ogni cosa tentata ho per placarla, fuor che morte. Mi resta sol che per placarla io mora; e morrò volontier, pur ch’io sia certo ch’ella o se ne compiaccia, o se ne doglia: né so di tai due cose qual più brami. Ben fora la pietà premio maggiore a la mia fede, e maggior ricompensa a la mia morte; ma bramar non deggio cosa che turbi il bel lume sereno agli occhi cari, e affanni quel bel petto. ( dalla Scena II de l’Aminta, Torquato Tasso) 


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musiCA

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a rm C a cura di ello Borri

fotografia

L’uomo fin dalla sua venuta ad esistenza, quando ancora è solo un embrione, si ritrova immerso in un universo sonoro, fatto di vibrazioni emesse dal corpo materno. La musica quindi è la prima arte che l’essere umano incontra nella sua vita; ancora non è avvenuta la nascita, eppure l’uomo già ascolta ed è in grado, una volta nato, di riconoscere i suoni che ascoltava durante la gestazione. La musica è fin da subito un modo attraverso cui si comunica l’amore. Ancora una volta, l’uomo incontra l’arte che nasce con lui ed in lui; ancora una volta l’arte è comunicazione, condivisione con l’altro, col diverso da noi, che tuttavia è simile a noi nel suo modo di comunicare attraverso la musica. Ancora una volta uomo e arte si uniscono in un solo corpo ed in una sola anima, ci inducono all’incontro con l’altro, ma anche all’introspezione ed alla conoscenza di noi stessi. La musica diventa riflessione e serenità, ma anche rabbia e ribellione, elemento di distinzione, ma anche d’uguaglianza. La musica è isolamento personale ma anche una rivelazione agli altri del proprio io, dispiegandosi nelle sue forme di condivisione e comunione. È un paradosso, un’incongruenza assolutamente perfetta nel suo essere tale. L’uomo deve accogliere questa arte nella sua anima e condividerne la bellezza, perché l’arte nasce con gli uomini e appartiene a tutti loro.

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Iniziativa autonoma degli studenti che si avvale del finanziamento dell'Università degli studi di RomaTre ai sensi della L.429/85.

giochi

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VERTICALI: 1.Ripetizione di suoni 2.Rhode Island (stato dell’America) 3.Famosa marca di penne 4.Clda e umida 5.Ultime 4 in “motore” 6.Le prime due dell’alfabeto 7.Ninna… 8.Tipo d’insetto 9.Precede la pratica 11.Ente radiotelevisivo di Stato 13.Concessa in uso 14.Industria che si occupa della pubblicazione 16. Ci sono bianchi e bruni 19.Ente autonomo 20.Prima persona singolare 22.Riposo messicano 23.Composizione melodica 24.Sinonimo di massi 26.Gran Turismo 27.Simbolo nanolitro 28.Singolare di morta 29.Città famosa per il palio 30.Comunità economica europea 31.Hanno dato prova di straordinario coraggio 35.Ucciso per errore da Adrasto 36.Mister abbreviato 38.Avanti Cristo 40.In latino, ablativo di forza

ORIZZONTALI 1.Lunghi periodi di tmepo 3.Super-eroe 8.Uno sport invernale 9.Amore per una squadra 10.Punto di ritrovo 12.Sigla di Torino 13.Mammiferi ruminanti che vivono in campagna 15.Sigla di Napoli 16.Non lo è tutto ciò che brilla 17.Ortaggi dalle grosse costole 18.Fabbrica di candele 21.Comune di Parma 22.Questa abbreviato 25.Andata 26.Mesi, settimane,…,ore 29.Non fertile 30.Sfilate di gruppi di persone 32.Concessione 33.Inizio d’errore 34.Ben ventilata 36.Mister abbreviato 37.Alle donne non si chiede 39.Ignominia da lavare 40.Sinonimo di strade 41.Leghe metalliche di ferro e carbonio 42.Agenzia di spionaggio degli Stati Uniti

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