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1 8 6 1 - 2 0 11 : 1 5 0 ° D E L L ' U N I TA ' D ' I TA L I A La Fran c i ac or t a vi con t r i bu ì Nel 1861 l'Italia una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor, invocata da Alessandro Manzoni, non fu più solo aspirazione e sogno di politici, artisti e intellettuali, ma una realtà. Incompiuta forse, più politica che di popolo sicuramente, controversa e tremendamente difficile, ma reale. Gli anni che la precedettero furono di lotte, di vittorie, di brucianti sconfitte e di grandi ideali ispirati dalle parole LIBERTA' e PATRIA. Parole in grado di suscitare sentimenti profondi di appartenenza e il bisogno di combattere e di compiere gesta eroiche in nome di e per esse, scordando le (tante) sofferenze e le (molte) disillusioni, sacrificando i propri beni, la libertà individuale e, spesso, la propria vita. Ad Adro la famiglia Dandolo rappresentò tutti questi ideali e fu tra le più importanti famiglie del Risorgimento: i giovanissimi Enrico ed Emilio, rispettivamente di 21 e 18 anni , figli del Conte Tullio e di Giulietta Bargnani, dopo aver partecipato alle Cinque Giornate di Milano, partirono per combattere a sostegno della Repubblica Romana. Ma la notte del 3 giugno 1849 Enrico fu colpito a morte, mentre il fratello Emilio fu gravemente ferito, tanto che dieci anni dopo morì per le conseguenze riportate. I funerali di quest'ultimo divennero un'esplicita manifestazione antiaustriaca: la corona di camelie bianche e rosse, unita al verde delle foglie, divenne una sorta di tricolore (allora severamente proibito) che sfilò per la prima volta nella nostra storia davanti agli impotenti austriaci. Fu il primo TRICOLORE nella storia del nostro paese a coprire la bara di un combattente. Da allora ad oggi molti, troppi tricolori hanno accompagnato i nostri avi, i nostri padri, i loro e i nostri amici nell'ultimo viaggio tra le pagine della Storia d'Italia, pagine che testimoniano la presenza in ogni famiglia italiana di un personaggio che ha combattuto per quei colori, che sono anche e soprattutto i colori di questo scorcio d'Italia, della nostra Franciacorta. Il padre soldato nella Seconda Guerra Mondiale. Lo zio nella Resistenza. Il nonno cavaliere di Vittorio Veneto. L'antenato mazziniano o garibaldino o volontario nelle guerre risorgimentali, come lo furono i fratelli Dandolo e molti altri nostri conterranei. Ogni famiglia custodisce un frammento della vicenda nazionale. Ogni famiglia è parte di questa eroica, controversa e sanguinosa porzione di storia italiana. Storia che noi della L.I.N.F.A. di Adro e Torbiato sentiamo di dover celebrare, memori anche e soprattutto di queste vicende familiari, imperituri esempi di romantica aspirazione all'Unità e alla Libertà dell'allora solo immaginato popolo italiano, chiedendo a tutte quelle amministrazioni comunali della Franciacorta che sul tricolore hanno giurato e che condividono questi nostri pensieri, di unirsi a noi nei festeggiamenti di questo fondamentale anniversario italiano. Vi chiediamo di unirci, tutti insieme, partecipando ufficialmente a tutte le iniziative commemorative che da qui al termine del 2011 interesseranno i comuni della nostra Franciacorta, affinché non sia un centocinquantesimo anniversario di esaltazione critica di un patriottismo parolaio, per dirla con Giordano Bruno Guerri, ma un'occasione di reale unità e comunione di intenti volta a celebrare con la dovuta e sentita partecipazione il sacrificio di chi ci volle liberi e uniti in una sola nazione. Vi chiediamo di unirci per dimostrare ai nostri concittadini che, al di là delle nostre convinzioni politiche, dei nostri credo e delle ideologie, la Franciacorta non è terra battuta da soli venti di divisione, bensì un territorio capace ancora di unirsi per celebrare al meglio e con consapevolezza l'Unità d'Italia. Ma non solo. Vi chiediamo di unirci perché festeggiare degnamente questo centocinquantesimo anniversario, noi crediamo significhi recuperare quelle idee di allargamento e di unione fondamentali per poter guardare all'Europa e al mondo orgogliosi delle nostre specificità, del nostro territorio e della nostra cultura quali espressioni della nostra ricchezza e non dell'isolamento, non dell'esasperazione della diversità o della paura degli altri. Vi chiediamo di festeggiare questi 150 anni simbolicamente uniti in una festa che sia di tutta la Franciacorta e dei suoi abitanti, dei figli di quei combattenti che morirono prima di sentirsi chiamare come sentivano già di essere: ITALIANI.

1861 2011

150° anniversario Unità d'Italia

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150mo Unita d'Italia - Franciacorta Unita