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Basilica di

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speciale Basilica di San Bernardino a L’Aquila marzo 2010

Periodico illustrato, supplemento della testata AbruzzoCultura.it iscritta al n.563 del Reg.Stampa del Tribunale di Teramo Direttore responsabile Giovanni Lattanzi Redazione Antonella Gaita Manuela Valleriani Romano Maria Levante www.abruzzoillustrato.it info@abruzzocultura.it

San B e r n a r d i n o a L’Aquila


San Bernardino l’ultima dimora La Basilica aquilana è dedicata al celebre Santo toscano e ne ospita le spoglie mortali. Si offre al visitatore come luogo di devozione ma anche come scrigno di straordinari tesori d’arte.

Gravemente colpita dal sisma, ve la presentiamo oggi in tutto il suo originale splendore, ma anche nella triste realtà dei danni causati dal terremoto, che pochi hanno avuto modo di vedere.

Un ampio articolo per approfondire la conoscenza della Basilica è disponibile sul nostro sito AbruzzoGuidaTurismo all’indirizzo URL: http://turismo.inabruzzo.it/chiese/l-aquila-basilica-san-bernardino.html


Ecco invece come si presenta oggi la Basilica. L’immagine mostra chiaramente le gravi lesioni della cupola, messe in sicurezza mediante cinture di tenuta. Nelle ampie fratture sono state iniettate resine espanse che permettono di isolare le murature messe a nudo rispetto all’azione degli agenti atmosferici, che potrebbero danneggiare ulteriormente il monumento.


La facciata della Basilica è da secoli il vero simbolo grafico della città


Lo splendore della facciata ha il suo punto focale nella lunetta del portale maggiore

Vi sono scolpite a rilievo le figure della Madonna con il Bambino, di San Bernardino che accompagna Hieronimuvs da Norcia, e di San Francesco


l’interno

Questa è la spazialità dell’interno della Basilica, nella situazione prima del sisma, con l’ampia navata centrale che, dal portale, conduce alla grande area ottagonale situata sotto la cupola. Su di essa si affaccia l’altare maggiore, che nelle immagini si trova alle spalle del fotografo.


Evidente in questa foto la situazione all’interno della chiesa dopo il terremoto. Sulla destra sono ben visibili i blocchi di muratura - alcuni anche di notevoli dimensioni - precipitati dalla lesione che si è aperta in alto sulla cupola (foto in basso).


il soffitto decorato La navata centrale, con lo splendido soffitto decorato, all’apparenza non sembra aver riportato gravi danni. Al contrario, le lesioni strutturali e gli spostamenti delle murature sono gravi e rilevanti, seppure non visibili a occhio durante un primo sopralluogo. Nelle settimane seguenti al sisma i Vigili del Fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza il monumento, mentre gruppi di specialisti trasportavano in luoghi protetti le opere d’arte custodite all’interno. Fortunatamente le preziose decorazioni in legno dorato scolpito e le tele che ornano il soffito non sembrano avere subito danni e sono state lasciate al loro posto. Vediamoli nelle prossime spettacolari pagine su fondo nero.

dopo il sisma

prima del sisma


Il soffitto della navata centrale, realizzato in legno e foglia d'oro zecchino, è settecentesco e fu cesellato, assieme all'organo, dal celebre artista Ferdinando Mosca originario di Pescocostanzo (Aq). Al centro si ammira il colossale monogramma Bernardiniano, con l'IHS in un sole raggiante; nelle altre sezioni si trovano invece tre tele del 1720 opera dell'artista napoletano Girolamo Cenatiempo. Due le potete ammirare in questa pagina, l’altra in quella seguente. Nella successiva, infine, splende in tutta la sua magnificenza il monogramma IHS.


Lo splendore sfavillante della doratura rende questo gigantesco monogramma Bernardiniano un oggetto di straordinaria bellezza.


mausoleo di San Bernardino Uno dei tesori d’arte più importanti e significativi tra quelli custoditi dalla Basilica è il mausoleo di San Bernardino, dove riposano le spoglie mortali del venerato Santo. Si trova sulla destra della navata centrale, in una ampia cappella laterale. Fu commissionato a Silvestro dell’Aquila nel 1489 da Jacopo di Notar Nanni, ma venne poi completato dal nipote e allievo dell’artista, Angelo, detto l’Ariscola, nel 1505. La volta della cappella che lo ospita è impreziosita dalle pitture di Girolamo Cenatiempo, lo stesso autore delle tele del soffitto.


Alla sua sinistra, (qui in basso), è San Giovanni da Capestrano, con il tradizionale vessillo a “fiamma” bianca con croce rossa che lo identifica nelle raffigurazioni

Gli affreschi del Cenatiempo sono incentrati sulla figura di San Bernardino, raffiguranto mentre parla alla folla dei credenti. In alto risplende l’IHS a simboleggiare Dio


All’interno del mausoleo riposano le spoglie mortali di San Bernardino, il cui volto è coperto con una maschera di cera. Il corpo rivestito del suo saio.


Il mausoleo di San Bernardino è impreziosito, sulla facciata, da numerose figure sacre scolpite a rilievo. Nella lunetta si vede il Cristo salvatore in atto benedicente, contornato da angeli, raffigurati dalle sole teste con ali, secondo una voga artistica del tempo.

Sulla facciata, oltre all’apertura che mostra il sarcofago del Santo, e alla grande lastra scolpita che vedremo nella pagina successiva, ai lati vi sono quattro figure, tra cui questo San Paolo (a destra), al quale è purtroppo scomparsa la spada e San Pietro (foto a sinistra).


La lastra centrale, posta sopra l’apertura che offre la vista sul sarcofago del Santo, ritrae a rilievo: la Madonna con il Bambino, San Giovanni da Capestrano a destra, e San Bernardino stesso (in piedi) a sinistra. Immancabile il mongramma IHS nel sole.


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Resurrezione di Andrea della Robbia

La seconda cappella di destra ospita la “Resurrezione”, una grande pala d’altare in terracotta del Cinquecento, opera del famoso Andrea della Robbia. Si tratta di un capolavoro di straordinaria eleganza e valore artistico, uscito illeso dal sisma. Al centro vi è il Cristo benedicente che richiama alla vita il defunto; al di sopra l’incoronazione della Vergine (foto a destra). Nella predella inferiore troviamo infine quattro formelle (ben visibili singolarmente nelle prossime pagine) con scene della “Vita di Gesù”.


Annunciazione


NativitĂ 


Adorazione dei Magi


Ges첫 al tempio


Madonna di Silvestro dall’Aquila L’altro capolavoro della Basilica è la statua in terracotta dipinta opera di Silvestro dell’Aquila e raffigurante la “Madonna con Bambino”. Si trova nella terza cappella di destra. Fortunatamente non ha subito danni dal terremoto ed è stata portata via assieme a tutti gli altri elementi d’arte mobili.


altri tesori Nella controfacciata, a sovrastare ingresso e visitatore, si erge il maestoso organo monumentale a canne realizzato nel ‘700 da Ferdinando Mosca.


Sul fondo della navata centrale, che sotto la cupola si apre in una grande sala ottagona, si trova il grande altare maggiore, realizzato dall’artista Donato Rocco di Cicco, da Pescocostanzo, nel 1773. Sulle pareti laterali due preziose opere d’arte: a sinistra il Sepolcro di Maria Pereyra Camponeschi, opera di Silvestro dall’Aquila, e a destra una drammatica Crocifissione di fine Cinquecento del pittore fiammingo Aert Mijtens. Ai lati due statue, una delle quali raffigura un ascetico San Bernardino (foto centrale di questa pagina).

Dalla parete di fondo la luce giunge attraverso una grande finestra decorata. Vi si notano San Bernardino, in cielo tra gli angeli, con in basso San Giacomo della Marca (a sinistra) e San Giovanni da Capestrano (a destra); entrambi sorreggono una miniatura della Basilica.


Alle spalle dell’altare maggiore si apre il sontuoso coro, interamente il legno scuro scolpito e cesellato, vero tesoro “nascosto� in quanto sfugge allo sguardo del visitatore non attento.


Innumerevoli poi nella Basilica i pregevoli dipinti. Nella quarta cappella di destra si segnala l’Adorazione dei Magi di Pompeo Cesura, grande pittore cinquecentesco; suo anche il Miracolo di Sant’Antonio nella quinta cappella a sinistra. Del pittore aquilano seicentesco Giulio Cesare Bedeschini sono l’Ecce Homo e i ritratti dei quattro protettori della città, ossia San Massimo, Sant’Equizio, San Bernardino e San Celestino. Tutti questi capolavori sono stati rimossi dopo il sisma, e pur non avendo subito danni, sono stati portati in luogo sicuro.


i danni del sisma

La quasi totalità del patrimonio artistico custodito all’interno della Basilica è stata portata in salvo dai restauratori e dai Vigili del Fuoco, tranne quelle opere ritenute inamovibili come i decori del soffitto. In particolare sono rimasti al loro posto il Sepolcro di Maria Pereyra Camponeschi, alla sinistra dell’altare maggiore, la gigantesca tela sulla parete opposta e la pala di Andrea Della Robbia, che si trova nella seconda cappella della navata laterale destra. Tutto il resto è stato rimosso, lasciando desolati vuoti negli altari che, come abbiamo visto, erano ricchi di eccellenti tele e pregevoli statue.


Tra le opere salvate vi sono anche tutti gli elementi e i simboli - opera dell’artista Remo Brindisi - impiegati tradizionalmente nella processione del Venerdi Santo di L’Aquila, che si sarebbe dovuta tenere a breve, in occasione delle imminenti festività pasquali. I simboli erano già pronti e allineati nella navata.

I vigili del Fuoco impegnati nella messa in sicurezza della pala d’altare di Della Robbia, uno dei pochi tesori d’arte della Basilica che si è ritenuto opportuno non rimuovere e proteggere invece in loco (in alto). La Madonna con Bambino di Silvestro è stata invece chiusa in una cassa e portata al sicuro (a sinistra)


Danni rilevanti si sono verificati sulle volte, in particolare su quella affrescata della cappella dove si trova il Mausoleo di San Bernardino, che mostra a occhio nudo evidenti lesioni in pi첫 punti.


Ma il danno piÚ evidente, soprattutto per chi osserva dall’esterno, è il parziale crollo del campanile, venuto giÚ su tre lati. Le macerie e le campane sono cadute sul convento e in parte nel chiostro, provocando gravi danni strutturali.


A sinistra il campanile come appariva al mattino del 6 aprile. A destra i lavori di messa in sicurezza compiuti nelle settimane successive.


Le MONOGRAFIE di ABRUZZO ILLUSTRATO Basilica di San Bernardino a L’Aquila fotografie e testi: Giovanni Lattanzi - www.giovannilattanzi.it Un articolo di approfondimento sulla Basilica di San Bernardino può essere letto all’indirizzo URL: http://turismo.inabruzzo.it/chiese/l-aquila-basilica-san-bernardino.html


Basilica di San Bernardino a L'Aquila