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di Gianni Schicchi

Il Comune di Terni spenderà 35mila euro per migliorare il clima all’interno del mercato coperto. Soprattuto si interverrà sul sistema di ventilazione: ci saranno tredici grossi ventilatori per muovere l’aria e così, finalmente, anche Terni avrà un mercato con le pale. * La Provincia di Terni ha aderito al “Progetto benessere”. Praticamente è un progetto che punta a valorizzare i siti termali che in provincia di Terni sono parecchi anche se non sempre c’è chi se ne ricorda: Sangemini (con lo stabilimento al momento chiuso ed il parco sempre deserto), l’Amerino, le fonti di Tiberio, la Tione, Parrano. «Puntiamo sul turismo che ha un occhio attento alla salute», ha spiegato il Presidente della Provincia Furmine Polli. Che anzi, prendendoci gusto, non ha mancato di sottolineare che «è un progetto importante» (e figurati!). Poi gasato come l’acqua minerale con aggiunta di anidride carbonica, si è allargato. Parallelamente «promuoveremo- ha detto - la degustazione di piatti tipici»: salsicce secche, castrato, gnocchi con le spuntature, braciole di maiale, pecorino, vini bianchi e rossi, insaccati vari, tagliatelle con pancetta. E il prossimo anno di nuovo tutti alle terme, ma a Chianciano, quelle del “fegato sano”. ******

Gruppo Consiliare Misto Associazione Politico-Culturale "E. Berlinguer"

Redazione e Amministrazione: Piazza Ridolfi n°1 05100 Terni Direttore Responsabile: Alberto Tomassi. Fondatore e Direttore Giocondo Talamonti Stampa: Tipografia Nobili Grafiche. Divulgazione in proprio Aut. del Tribunale di Terni: n° 14/12 del 21.12.2012 Registro Periodici. Anno II n°6 20 settembre 2013 "IL FERMAGLIO" può essere richiesto gratuitamente all'indirizzo e-mail giocondo.talamonti@gmail.com

L'UNITA' per l'AST di Giocondo Talamonti*

dalla prima pagina "L'Unità per l'AST"

Bene, una volta presa la decisione di cessione è indispensabile che questa sia integrale ed immediata; si sta invece trascinando per le lunghe un adempimento che sembrava stabilito nei tempi e il cui rinvio può procurare danni irrimediabili. La Commissione UE antitrust, promotrice dell’operazione, è oggi chiamata, in prima persona, a sciogliere prontamente la matassa anche per scongiurare un possibile depauperamento del sito ternano. Occorre conoscere quanto prima il piano industriale del futuro acquirente non solo nei volumi d'acciaio da produrre e nell’ottimizzazione dell'impiantistica, ma anche nel mantenimento dell’occupazione. La cosa importante è quindi la definizione della vendita. Apprezzabile l’intervento, fatto in questi ultimi giorni, dal Presidente del Consiglio, Enrico Letta, teso a sollecitare il Presidente Antitrust Almunia. Il passaggio di proprietà coinvolge tutti: management aziendale, istituzioni locali, parlamentari, sindacati, RSU-AST, associazioni dell'industria e dell'artigianato, MISE e Presidenza del Consiglio; della partita non sono esclusi i governi: Finlandese e Tedesco. Nell’ambito della crisi in atto l’evolversi di imprevedibili situazioni richiede la dinamicità delle idee, dei metodi e dei comportamenti. Le recenti visite allo stabilimento di soggetti interessati all’acquisto dell’AST: i coreani di Posco, i cinesi di Tsingshan, i detentori di fondi di investimento (Apollo e JpMorgan) etc. non possono che farci piacere, fermo restando il proposito che la vendita sia fondata su piani industriali concreti, sulle certezze dei volumi produttivi, sulla integrità del sito (compreso il Tubificio), sulla conservazione dei livelli occupazionali e su adeguate risorse finanziarie. Nella contesa, in pole position, la cordata europea formata da Aperam insieme agli italiani Arvedi e Marcegaglia (l’unica che ha presentato un’offerta vincolante). Per tutelare Acciai Speciali Terni, ad oggi la più grande acciaieria europea di inossidabile, una volta verificata la possibilità di utilizzo del Fondo Strategico Investimento, non va escluso nemmeno l’intervento diretto del Governo nelle forme ammissibili. * consigliere comunale G.M. "Associazione E. Berlinguer" *** Puntare sulla Prevenzione e...crederci a cura di Marco Talamonti

La sicurezza collettiva deve poter contare sulla prevenzione, sulla formazione e sull'aggiornamento continuo dei lavoratori in ragione dell'evolversi delle tecniche, dei processi e dei cambiamenti tecnologici che, mirando all’ottimizzazione dei tempi di lavoro, potrebbero avere conseguenze sull’integrità fisica degli operatori. La scuola, ancor prima dell'azienda riveste un ruolo fondamentale, anche se ancora frammentario, nel formare le coscienze idonee allo scopo e nel creare una cultura che superi la sterile preoccupazione di essere “a posto con le carte". L'educatore deve, in prima persona, essere persuaso dei modelli da proporre in situazioni di rischio e trasmettere agli studenti comportamenti corretti nella percezione del pericolo. E' sull’educazione e sulla formazione dell'essere umano che lo Stato deve agire. La cultura, l'abitudine al confronto, il rispetto per gli altri sono i capisaldi che la scuola deve continuamente proporre agli studenti e alle nuove generazioni. In ambito lavorativo il tanto richiamato "RISPAC" (Ricerca, Innovazione, Sviluppo, Preparazione, Addestramento, Controlli), è stato indicato come la strada migliore per ottenere i risultati attesi in tema di sicurezza. Investendo 4 sui ruoli rivestiti dalla scuola e dagli ambienti di lavoro, si possono evitare molte vittime. Quello che indigna è che in Italia, quando succedono infortuni mortali sul lavoro, ci si consola con Omelie, Cordoglio e Sdegno, ma siamo il Paese che investe meno di tutti sulle sei strade maestre (RISPAC) indispensabili per una adeguata prevenzione.

L’iter della cessione dell’AST (Acciai Speciali Terni) "prosegue, sulla base dell'estensione temporale concessa dalla Commissione Ue": in una nota, la multinazionale finlandese dell'acciaio, Outokumpu, assicura che "si sta lavorando in modo intensivo per completare la cessione e centrare l'obiettivo di concludere la transazione nel corso della seconda parte dell'anno". Ci rendiamo conto che la questione va gestita accuratamente e che richiede passaggi delicati per salvaguardare un patrimonio del tessuto europeo. Gli acciai di Terni, infatti, prodotti secondo le più moderne tecniche industriali, sono di elevata qualità e il loro sviluppo è frutto di una centenaria esperienza metallurgica. In tale contesto è opportuno rilevare che le regole antitrust europee appaiono antitetiche in un mercato sempre più globale e c'è da augurarsi che ci sia, presto, un cambiamento della normativa. Allo stato attuale, però, dobbiamo prendere atto di due assiomi dettati dalla Commissione Ue antitrust: 1) l'eccesso di concentrazione di acciaio; 2) la decisione di cedere una attività. (segue a pag.4)


Quattro chiacchiere con il Presidente del Consiglio, Giorgio Finocchio a cura di Alberto Tomassi

Presidente, grazie per averci concesso questa intervista e grazie per l’importante lavoro che sta svolgendo il Consiglio comunale. Senza ombra di dubbio il Consiglio, sotto la Sua presidenza, ha assunto il ruolo di protagonista; un ruolo molto apprezzato dall'opinione pubblica. Ma veniamo al alcune domande sull'istruzione, sull'università e sulla siderurgia nella nostra città.

Le ultime parole pronunciate da ENRICO BERLINGUER, dal 1972 segretario del Pci, sul palco di Piazza della Frutta di Padova il 7 giugno del 1984, durante il comizio di chiusura della campagna elettorale per le elezioni europee.

D. quale ruolo assegna all'istruzione e all'Università nella nostra città alla luce del piano europeo dell'acciaio? R. La presenza universitaria è fondamentale; peccato che nella discussione sulla riforma universitaria l’Umbria, nel suo complesso, abbia perso l’occasione di mettere insieme una riflessione sul tema dello sviluppo futuro del nostro territorio. In Consiglio Comunale proponemmo addirittura una Costituente sull’Università dell’Umbria ma non ci hanno ascoltato; sono finiti intrappolati nelle già insopportabili baronie e si trovano ancora immersi fra ricorsi e carte bollate. C’è solo da sperare che il nuovo rettore sia più aperto e lungimirante. Uno sviluppo industriale di qualità deve far leva su una formazione di qualità, universitaria e non solo; penso al grande tema del rilancio dell’istruzione tecnica secondaria che andrebbe ripreso con forza. D. La grande fusione, di Outokumpu e Inoxum non è stata vista bene dalla Commissione Antitrust perché avrebbe portato alla creazione di una società con posizioni dominanti che avrebbero condizionato la concorrenza. Non le sembra anacronistico, in un mercato mondiale? R. Sicuramente sì: in questa storia hanno prevalso gli interessi delle multinazionali e degli Stati europei più forti. Sono un europeista convinto, ma in alcuni casi comprendo le riflessioni di chi dice che l’Europa è lontana ed è rimasta solo sulla carta. D. Quale sarà il futuro dell'AST, azienda leader degli acciai speciali in Europa, simbolo di questa città? R. Io spero che il futuro sia il medesimo del passato quando, seppur in mezzo a tante vicissitudini, la “Terni” (una fabbrica che aveva lo stesso nome della città più che un simbolo) ha assicurato prosperità e benessere. Non solo, soprattutto ha consegnato al DNA di questa città la cultura del lavoro, la serietà della cultura operaia e tecnica che ci hanno resi famosi e rappresentano l’orgoglio di intere generazioni e delle famiglie dei ternani. D. Come giudica il protagonismo del Consiglio comunale nella vicenda AST? R. Stiamo provando a combattere una battaglia molto difficile: lo abbiamo fatto con l’aiuto di molti ma, anche, in una situazione di strani silenzi che sono durati mesi e che non hanno aiutato la causa ternana. Oggi c’è più consapevolezza e la città deve esser pronta a far valere le proprie ragioni e i propri legittimi interessi. D. A Strasburgo le parole del Presidente dell'Antitrust l'hanno convinto? R. Quell’incontro è servito per capire molte cose e alla luce di questo le preoccupazioni restano: siamo fermamente convinti che il Governo deve assolutamente prendere in mano la situazione e tutelare quella che è la più grande acciaieria europea di produzione di acciaio inossidabile. Se il nostro paese non torna a progettare e ad investire su politiche industriali serie non c’è futuro per le nuove generazioni. Grazie Presidente per la disponibilità e per la sua franchezza nelle risposte. Tutti i temi affrontati sono all'attenzione, non solo dei lavoratori dell'AST, ma anche di tutta la città preoccupata del futuro dei giovani.

«E ora compagne e compagni, vi invito a impegnarvi tutti, in questi pochi giorni che ci separano dal voto, con lo slancio che sempre i comunisti hanno dimostrato nei momenti cruciali. Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo… è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà».

SANGUE OPERAJU Quanno c'ho vistu tuttu quello sangue, che te colava giù da 'la capoccia, ho vista n'umanità che tandu piagne, tuttu 'n disastru dest'Italia nostra. 'llo sangue, quello illì, parla da solu, è 'n simbulu de tanda sofferenza, de gende che stà a perde lu lavuru, inziemi a tutta quanda 'na speranza. Anghio ho vissuta tutta st'esperienza, quanno trend'anni fà giù lu stampaggiu, cionno buttati tutti quandi via, come se pole fà con unu stracciu. Quandu arvorrebbe amicu mia, se quandu ardaje a Terni nostra 'na speranza, arnanno arcambià tuttu quandu un guadru, dò lu lavuru arpiji 'na presenza. E quello sangue illì 'n se scorderà, in guandu è statu causa de canaja, de gende che lu core non ge l'ha, che va condro la crasse ch'è operaja. Terni, li. 6. 6.2013. Mario Bernardini

Cimitero luogo di culto e di cultura Il cimitero oltre ad essere posto di rispetto per chi riposa in pace, può essere integrato con percorsi e con segnalazioni tali da consentire, con il ripristino dei viali, di fruirne come luogo di cultura, aperto agli studiosi, a visitatori, a giovani che possono ricostruirvi le tappe vissute dai protagonisti della società locale passata. C'è bisogno di modernizzarlo con: 1. il costruire, per i non credenti, la sala del commiato ( cosiddetta sala dell'accoglienza), onde evitare loro di dover dare l’ultimo saluto al proprio congiunto all’aperto; 2. il predisporre la realizzazione di un forno crematorio per soddisfare la volontà di coloro che hanno espresso in vita tale desiderio; 3. l'aggiornamento della planimetria; 4. il rendere fruibili i registri storici dei morti, attraverso la necessaria rilegatura; 5. la mappatura e la segnalazione di percorsi idonei a fare riscoprire la storia della città (es. il percorso dedicato allo sport, il percorso di quanti caddero per la propria patria...); 6. programmare stage di studio al fine di individuare i percorsi di cui al punto 5) da assegnare a giovani diplomati o laureati. Sono stati presentati diversi atti in Consiglio comunale ( interrogazione del 7 gennaio 2013 ;atto d'indirizzo del 14 giugno;interrogazione del 2 settembre 2013) tutti tesi a rendere il cimitero moderno e luogo di cultura.

ANPPIA L'anppia, associazione nazionale dei perseguitati politici italiani ed antifascisti, ha il compito primario di salvaguardare la memoria storica, stimolandone la conoscenza nelle scuole, nella convinzione che la memoria sia la base più solida per costruire una radicata coscienza democratica, unico anticorpo efficace al "fascismo" di ogni tempo e in ogni luogo

IL FERMAGLIO n°6  

periodico “Il fermaglio”, edizione on-line, esso contiene articoli : AST; intervista al Presidente del Consiglio comunale, Giorgio Finocchio...