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«Sonnino con Me in Regione Lazio»




“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”




«Sonnino con Me in Regione Lazio»

INDICE

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Editoriale L’impegno in Regione Lazio Proposta di Legge n. 107 Misure di intervento per le Piccole e Medie Imprese Agricole Sostegno a favore dei produttori di castagne Interventi in favore di organismi garanzia collettiva dei fidi nel settore agricolo Prestiti agevolati a breve termine (cambiale agraria) Norme per la disciplina delle fattorie didattiche Disposizioni in materia di agricoltura sociale per le fasce di età più deboli Promozione del consumo dei prodotti agricoli a km 0 Piano di intervento delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario Al via il pacchetto giovani del PSR 2007/2013 Riqualificazione delle aree agricole nel nuovo Piano Casa Provvedimenti legislativi utili al rilancio delle micro, piccole e medie imprese, del commercio e artigianato Disposizioni per favorire la qualità e la semplificazione della normativa in materia di PMI Istituzione dell’elenco regionale Made in Lazio Internazionalizzazione delle PMI laziali Lazio 4 Impresa e fondo di rotazione Commissione Speciale Sicurezza e Prevenzione sui Luoghi di Lavoro Iniziative in materia di sicurezza sul lavoro Riforma e riqualificazione dei consultori familiari Istituzione dell’Osservatorio regionale per la tutela antidiscriminatoria Istituzione della Giornata regionale per la lotta contro la droga




“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

INDICE

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Disposizioni per la sensibilizzazione e prevenzione del consumo di sostanze illegali 28 Norme per la prevenzione, diagnosi e cura dell’anoressia 29 Iniziative istituzionali e politiche di contrasto alla violenza sulle donne 30 Iniziative in ricordo delle vittime della mafia e della criminalità organizzata 31 Usura: nuova legge allo studio in Regione 32 Sanità, interrogazione n.87 del 27 luglio 2010 33 Interrogazione n.696 del 17 gennaio 2012 34 Sportelli Agricoli di Zona 34 Impegno per gli imprenditori pontini in occasione del convegno di Unindustria 35 Dai distretti industriali alle reti d’Impresa 36 Stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili 36 Settore Scuola 37 Protezione Civile di Terracina 38 Emergenza sicurezza stradale nel Comune di S.S. Cosma e Damiano 38 Sostegno al comparto della pesca, audizione con i pescatori pontini 40 Nuova perimetrazione del Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi 41 Strada Sonninese 42 Civico Cimitero 43 Restauro della Chiesa S. Giovanni Battista 43 Natale nei Lepini 45 Sonnino, elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012 46 Biografia 47 Seguimi




«Sonnino con Me in Regione Lazio»

INSIEME

PER CRESCERE NEL NOSTRO TERRITORIO

«Sonnino con Me in Regione Lazio»

I

n due anni di importante di lavoro politico e istituzionale speso all’interno delle Commissioni Consiliari di competenza, nell’emiciclo del Consiglio Regionale oltre che concretamente sul territorio. Ed è proprio alla luce dell’importanza che quest’ultimo anno ha determinato nel mio percorso di continua crescita politica che ritengo utile, anzi indispensabile, restituire ai MIEI concittadini una corretta e democratica informazione, fornendo loro un primo sommario bilancio del lavoro svolto. I settori nei quali sono impegnata - Agricoltura, Attività produttive, Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro - hanno richiesto un’attenzione costante soprattutto per le difficoltà economiche che interessano la Regione Lazio, al pari della altre regioni italiane. Problematicità finanziarie deflagrate negli ultimi mesi a livello nazionale, europeo e mondiale, hanno costretto a diverse manovre economiche sia il Governo nazionale che, obtorto collo, la Regione Lazio. Per gli eletti alla rappresentanza dei cittadini della Regione Lazio fondamentale, ai fini della conoscenza delle problematiche del territorio, sono le audizioni con le aziende e con le associazioni, portatrici indiscusse d’interessi collettivi, sulle quali è stato possibile programmare un lavoro istituzionale importante per la soluzione di molte criticità rappresentate in tempo reale. Ho condiviso pienamente l’obiettivo programmatico della commissione sulle attività produttive di cui sono vicepresidente, unitamente agli indirizzi di Giunta, nel voler “pensare innanzitutto in piccolo”, promuovendo lo sviluppo del comparto della micro, piccola e media impresa, sul quale si fonda non solo l’economia regionale ma allo stesso tempo quella dell’intero Paese, giocando un ruolo essenziale non solo in termini di sviluppo, ma anche di occupazione contribuendovi per l’81 % contro il 67 % della media europea.

È bene sottolineare inoltre che Le PMI in Italia si attestano su una percentuale del 99,9 % e che la dimensione della microimpresa ha un peso preponderante in termini occupazionali essendo pari al 47 %, superando la media europea del 67 %. Ma ciò che più di ogni cosa mi preme sottolineare è certamente il mio personale – oltre che istituzionale - impegno a favore del recupero, della valorizzazione e della tutela di un settore che considero fondamentale, non solo per la crescita della nostra economia regionale e che, per svariati motivi, sento molto vicino: il settore Agricolo. Lasciato allo stato brado da tutte le precedenti amministrazioni, che l’hanno spesso relegato con superficialità ai margini dell’interesse istituzionale, il comparto agricolo per troppo tempo è stato visto come una ruota di scorta trasformato però, all’occorrenza, in grande orto da coltivare esclusivamente per fini elettorali. Se è vero che l’agricoltura rappresenta un segmento economico che stenta a decollare come dovrebbe poiché stretto da mille difficoltà, è pur vero che è ancora capace di reggere, da sola, buona parte del Pil regionale. Credo che questo sia motivo più che valido per incentivarlo nell’immediato futuro con sostegni seri e strutturali. Il mio impegno istituzionale nasce da queste necessità, dalla volontà di tutelare gli interessi dei cittadini, di difendere il Bene Comune e di incoraggiare e promuovere un unico percorso finalizzato alla crescita e all’affermazione di un territorio, il NOSTRO.



On. Gina Cetrone Consigliere regionale del Lazio (Pdl)


“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

L’IMPEGNO

IN REGIONE LAZIO

Marzo 2010 - Aprile 2012

R

accontare in poche pagine il lavoro svolto fino ad oggi in Regione Lazio e sul territorio di provenienza, è un difficile esercizio di sintesi. Proverò a dare organicità e cronologia a quanto fatto per i cittadini della Regione Lazio, per quelli della Provincia di Latina, dei Monti Lepini e in particolare per i cittadini di Sonnino, che il 6 e 7 maggio prossimi mi ve-

dranno candidata al Consiglio comunale con la lista civica “Nuovo Progetto per Sonnino”. Di seguito, una parte sostanziale dei provvedimenti legislativi che ho sostenuto in Commissione e in Consiglio regionale, nell’intento di conferire sostegno ai settori di mia competenza, con l’obiettivo di irrobustire il Pil regionale e per un più equilibrato sviluppo economico e sociale.




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SETTORE AGRICOLTURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 107 “DISPOSIZIONI PER IL SOSTEGNO DEI SISTEMI DI QUALITÀ E TRACCIABILITÀ DEI PRODOTTI AGRICOLI ED AGROALIMENTARI ”

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a nuova legge regionale sulla tracciabilità dei prodotti, alla quale ho offerto il mio contributo come relatrice di maggioranza, è l’affermazione culturale della qualità riconosciuta e certificata dalle eccellenze produttive dei nostri territori. Incoraggia lo sviluppo di sistemi di qualità e di tracciabilità dei prodotti agricoli e agroalimentari, introduce e disciplina il marchio regionale collettivo di qualità a garanzia dell’origine dei prodotti “Made in Lazio”. La proposta di legge n. 107 incentiva, infatti, lo sviluppo di sistemi di qualità e di tracciabilità dei prodotti agricoli ed agroalimentari ed introduce e disciplina il marchio regionale collettivo di qualità a garanzia dell’origine, della natura e della qualità e valorizzazione dei prodotti “Made in Lazio”. Questo rappresenta un punto molto importante, dal momento che, a causa della globalizzazione, i nostri prodotti hanno risentito della concorrenza selvaggia operata dai prodotti di provenienza estera, troppo spesso soggetti a minori controlli. Come non ricordare i casi della lingua blu, scrapie, trichinellosi, peste suina e quant’altro. Da queste vicende, il tema della sicurezza alimentare è balzato al centro dell’attenzione comunitaria. Dalla Politica agricola comune (PAC) al pacchetto qualità, al regolamento sull’etichettatura delle carni bovine fino al voto del Parlamento europeo sulle etichette alimentari, tutti questi provvedimenti hanno l’obiettivo di insistere sulla sicurezza alimentare e sulla competitività dei prodotti sui mercati europei e mondiali. A livello regionale, finalmente, con l’approvazione di questa legge, si otterrà un marchio di qualità regionale. Questo sarà un valore aggiunto che il produt-

tore potrà far valere in un’ottica di promozione del prodotto, che risulterà così più forte di fronte alla concorrenza di altri. Tutela per il consumatore quindi e valorizzazione delle nostre eccellenza produttive. Tra i vari strumenti, la legge prevede dei contributi concessi ai comitati promotori ed associazioni di produttori, che saranno responsabili per la registrazione, supervisione e per l’utilizzo delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine o dei marchi di qualità. Inoltre, l’introduzione di sistemi di tracciabilità aziendale e di filiera dei prodotti agricoli ed agroalimentari rappresenta una tutela per il consumatore, che potrà risalire alla storia del prodotto finale, a partire dalla sua origine, dalla materia prima al prodotto finito. Occorre sottolineare, come tra i disciplinari di produzione figurano l’impiego di norme a tutela della salute pubblica, del benessere degli animali e del rispetto dell’ambiente. Inoltre, anche in qualità di vicepresidente della commissione salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, sono stata assolutamente favorevole sul fatto che il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, dei contratti collettivi nazionali e della certificazione antimafia, possano costituire dei casi di revoca o mancata concessione del marchio. Altro aspetto importantissimo è quello della sensibilizzazione delle nuove generazioni verso la tematica del mangiare sano, del nutrirsi in modo equilibrato, contro la tendenza del cibo di scarsa qualità, consumato in fretta ed in modo inconsapevole. Ricordo che la nostra dieta mediterranea rientra tra i patrimoni immateriali dell’Unesco, che ha elevato lo stile di vita mediterraneo ad eccellenza mondiale. Alla luce del criterio secondo il quale noi siamo ciò che mangiamo, la legge prevede, infatti, degli Interventi




“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” di educazione alimentare da effettuarsi nei centri scolastici. Infine, questa importante legge contempla anche l’attività di promozione dei prodotti da effettuarsi anche al di fuori del proprio territorio, al fine di trasmettere ed infondere la cultura enogastronomica regionale. Ebbene, finalmente un provvedimento che aiuterà le sorti del settore agricolo ed agroa-

limentare, che potranno sopravvivere e crescere solo se si doteranno di strumenti orientati al riconoscimento di quelli che sono i veri punti di forza del settore e cioè l’avere dei prodotti eccellenti ed un altrettanto eccellente modo di produrli. La Regione si impegna a sostenere la Legge n.107 con uno stanziamento pari a 2 milioni di euro per il 2012 e altri 2 milioni per il 2013.

LEGGE REGIONALE N.2 DEL 16/03/11 “MISURE DI INTERVENTO A FAVORE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE AGRICOLE PER LA PREVENZIONE ED E RADICAZIONE DI FITOPATIE E INFESTAZIONI PARASSITARIE”.

I

l 2011 è stato l’anno della piaga della batteriosi del kiwi, che ha messo in ginocchio tanti agricoltori della provincia di Latina e l’intero settore produttivo considerato, da sempre, un’eccellenza in Italia. Sono stati proprio gli agricoltori, insieme alle associazioni di categoria e agli esponenti del mondo della ricerca, a metterci in allarme evidenziando, in sede di audizione, la gravità del fenomeno. Di fronte allo stato di emergenza, in Commissione Agricoltura, abbiamo stilato una proposta di legge, della quale sono firmataria, per il Consiglio Regionale tesa a organizzare la lotta alle fitopatie e alle infestazioni parassitarie del kiwi. La massima assise regionale, lo scorso 16 marzo 2011, approvava in via definitiva il testo di legge, che ho relazionato in aula in qualità di relatrice di maggioranza. In quella sede ho posto l’accento sullo stato di crisi in cui versa il comparto agricolo laziale, che arranca affannato da uno status quo caratterizzato da un’eccessiva burocratizzazione, alti costi di produzione a fronte di bassi prezzi di vendita e dalla concorrenza dei prodotti di provenienza estera, troppo spesso soggetti a minori controlli. Questo quadro, già di per sé drammatico, risulta essere ulteriormente aggravato dal proliferare di patologie ed organismi che attaccano spesso irrimediabilmente le produzioni vegetali, cosicché i costi di abbattimento ed estirpazione delle piante gravano sui già penalizzati agricoltori. La provincia di latina, risulta essere la più col-

pita dal fenomeno del cancro batterico del Kiwi, la cui superficie coltivata, ammonta a ben 6.881 ettari. Il territorio pontino purtroppo non ha subito un danno valutabile unicamente in termini quantitativi. Infatti la batteriosi ha minato quella che rappresenta una coltura di eccellenza di questo territorio e per la quale ha ottenuto il marchio I.G.P. e l’area dell’agro pontino è stata soprannominata la “piccola Nuova Zelanda. Lo strumento legislativo messo in atto dispiega la sua efficacia in un’ottica di breve periodo, prefiggendosi l’ambizioso obiettivo di dare ossigeno alle aziende agricole laziali, «attraverso lo strumento della concessione di contributi erogati alle piccole e medie imprese del settore per compensare costi e perdite causate dalla prevenzione ed eradicazione di fitopatie ed infestazioni parassitarie». La legge conteneva anche un congruo contributo per gli agricoltori pari a cinque milioni di euro, ma è con grande rammarico che mi trovo costretta ad esprimere la mia più profonda delusione – dopo aver lavorato con tanta determinazione a quella legge - nel constatare, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2012, la riduzione degli importi stabiliti. Il tema batteriosi del kiwi rimane, ad ogni modo, una priorità sulla quale si ritornerà presto a lavorare affinché la Giunta e l’assessore preposto possano riconsiderare una diversa variazione del percorso economico intrapreso.




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MOZIONE N.113 DEL 19/11/2010 “SOSTEGNO A FAVORE DEI PRODUTTORI DI CASTAGNE E MARRONI 2010”

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a batteriosi del kiwi non è stato, purtroppo, l’unico oggetto del lavoro portato avanti dalla Commissione Agricoltura della Regione Lazio. Il danno provocato dal Cinipide alle coltivazioni castanicole ha rappresentato un’altra grave questione affrontata e dibattuta nel corso di tavoli tecnici incentrati sulle possibili - e non certo facili - soluzioni per la lotta a un parassita che continua a ridurre in cenere tanti castagneti della Regione Lazio. Anche su questo problema la Commissione Agricoltura ha proposto una mozione urgente, della quale sono firmataria e che prevede il sostegno a favore dei produttori di castagne e marroni per la stagione 2010 e che ancora non è approdata in Consiglio. La mozione, la cui importanza è stata condivisa anche da altri miei colleghi, nasce dalla considerazione che il nostro Paese ha la leadership produttiva di castagne e marroni in Europa ed a livello mondiale si classifica al quarto posto dopo

Cina, Corea del sud e Turchia, con ben 34.160 imprese agricole che danno lavoro a circa centomila persone. Occorre sottolineare che il primato italiano non è unicamente quantitativo ma anche qualitativo, ad esempio, come non citare per il Lazio la Castagna di Vallerano DOP. Proprio nel Lazio il castagno da frutto è presente in oltre 6.000 aziende agricole coprendo, una superficie di oltre 5. 000 ettari e concentrandosi maggiormente nel Viterbese e poi a seguire nelle provincie di Rieti, Roma, Frosinone e Latina. Tuttavia, a fronte di questi dati, l’anno 2010 si è caratterizzato per un calo della produzione castanicola, talmente brusco che ha fatto registrare un vero e proprio crollo produttivo. Le stime, infatti, parlano di una produzione ben al di sotto della media del 40-45 % ed in particolare, per i marroni si parla addirittura di un raccolto inferiore di oltre il 90 % rispetto alle stagioni standard.




“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” Le cause di questa situazione, che, di fatto, ha messo in ginocchio centinaia di famiglie per le quali la produzione di castagne e marroni rappresentava l’unica fonte di reddito, vanno ricercate in primo luogo nella diffusione in tutta Italia di un insetto killer per il castagno che è il Dryocosmus kuriphilus, nome scientifico del Cinipide. Ai danni arrecati da questo insetto, vanno aggiunte le conseguenze di una stagione meteorologica non certo favorevole, la proliferazione anche di altri parassiti, la distruzione del sottobosco provocato dall’utilizzo di strumenti non idonei che stanno indurendo il terreno con la conseguente perdita di umidità utile all’equilibrio naturale dei castagneti ed infine lo spargimento di prodotti fitosanitari e pesticidi. Accanto all’importanza della lotta al Cinipide, sia attraverso il monitoraggio dell’evoluzione territoriale della infestazione che la lotta biologica legata ai lanci di Torymus, ad oggi unico antagonista attivo e dell’importanza della diffusione di una cultura produttiva sempre

più ispirata a principi biologici, si sottolinea il rilievo di questa Mozione. La Mozione 113, infatti, impegna la Presidente Polverini e l’Assessorato competente in materia ad intervenire a sostegno dei produttori di castagne e marroni penalizzati nella stagione 2010 e ad esaminare le richieste avanzate da Comuni e Comunità e orientate e dirette ad istituire un fondo di indennizzo per le aziende e le famiglie colpite, secondo delle modalità e dei parametri indicati dall’Assessorato ed inoltre ad istituire un centro di produzione dell’insetto antagonista Torymus, ad emanare una direttiva regionale orientata a regolamentare i trattamenti fitosanitari ed infine ad intensificare i controlli affinchè vengano rispettate le direttive regionali e le ordinanze sindacali. La tutela delle eccellenze produttive passa quindi anche attraverso il sostegno al comparto, l’intensificazione dei metodi di lotta alla batteriosi, una regolamentazione più ferrea rispetto all’utilizzo di pesticidi e l’osservanza di normative utili per il settore.

LEGGE NUMERO 3 DEL 18 MARZO 2011 “INTERVENTI IN FAVORE DI ORGANISMI DI GARANZIA COLLETTIVA DEI FIDI NEL SETTORE AGRICOLO”

È

evidente che il settore agricolo, rispetto ad altri, risulta essere maggiormente esposto ai rischi incontrollabili dei fenomeni naturali, ma non solo le sue condizioni infatti sono aggravate da una concorrenza selvaggia e sleale, legata all’importazione di prodotti provenienti dall’estero nonché dal fenomeno della “stretta del credito” che viene erogato solo dietro presentazione di garanzie impossibili. Per superare questa tendenza negativa, in Consiglio Regionale ho sostenuto l’approvazione di un efficace strumento normativo il quale contribuisce al ritorno di un più facile accesso al credito per gli agricoltori. La legge n. 3 del 18 marzo 2011, sopra citata, di cui sono stata firmataria e relatrice di maggioranza in seno al Consiglio regionale, pro-

pone, infatti, il sostegno ai Confidi del settore agricolo che ricoprono il ruolo di prestatori di garanzie e rappresentano una cerniera tra banche e imprese. L’approvazione di questa legge ha previsto lo stanziamento di 3 milioni di euro per il triennio 2011 e 2013 e rappresenta una grande opportunità per favorire gli investimenti delle imprese agricole e renderle più competitive ed al passo con i mercati. In un momento di forte crisi, in cui i redditi agricoli calano e il mercato del credito si fa più restrittivo, l’importanza di questo provvedimento sta proprio nel favorire l’accesso al credito e nell’affiancare in maniera sinergica l’attuale sistema di aiuti che giungono al territorio attraverso il Piano di Sviluppo Rurale.

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» MOZIONE N. 98 del 14-10-2010 “PRESTITI AGEVOLATI A BREVE TERMINE (CAMBIALE AGRARIA)”.

L

a Mozione, relativa ai prestiti agevolati a breve termine per il settore agricolo, che mi vede firmataria e sostenitrice e che deve ancora essere discussa in Consiglio, nasce dalla costatazione delle difficoltà economiche e finanziarie che hanno interessato e continuano ad interessare gran parte delle aziende agricole, a seguito della crisi che si è aperta a partire dal 2008/2009 e che continua ancora oggi ad interessare la nostra economia regionale e nazionale. Tra le tante conseguenze e squilibri che questa crisi, che ha origine proprio nell’ingegneria finanziaria e nel fenomeno della speculazione sulla liquidità, ha portato con sé, è stato il fenomeno della stretta creditizia operata dagli istituti finanziari che hanno erogato il denaro solo sulla base di sempre più ampie garanzie fornite dalle aziende La mancanza di liquidità per le aziende agricole pontine e laziali ha rappresentato e continua a rappresentare un grave ostacolo per lo sviluppo del sistema impresa perché essa ha significato l’impossibilità di effettuare degli investimenti importanti per l’innovazione, l’ammodernamento e quindi la crescita della dimensione aziendale e per far fronte al rischio economico che, date le caratteristiche intrinseche al settore agricolo, è fortemente presente proprio in questo segmento dell’economia. Il rischio è un elemento insito nell’attività d’impresa stessa, proprio perché non vi è certezza sulle conseguenze delle scelte operate dall’imprenditore. Per il settore agricolo, però, c’è un aumento del fattore di rischio che risiede proprio nel fatto che l’agricoltura ha una dimensione tipicamente biologica, per cui le così dette “rese” al termine del ciclo produttivo sono condizionate da una serie di eventi, talvolta incontrollabili, come le avversità atmosferiche o i fattori patogeni. Risulta evidente, dunque, che, di fronte al sopracitato rischio, una possibile soluzione risieda proprio nel ricorso al credito, che consente di mitigarne gli effetti negativi. Tuttavia, in questa fase di grande difficoltà per il settore agricoltura, anche la possibilità di far fronte a delle situazioni debitorie nei confronti delle banche è compromessa e difficile, data la situazione che, di fatto, sta penalizzando fortemente gli agricoltori che

vivono sulla propria pelle le conseguenze di un’eccessiva burocratizzazione, alti costi di produzione a fronte di bassi prezzi di vendita e dalla concorrenza sleale dei prodotti di provenienza estera soggetti a controlli minori. Quindi, la possibilità per gli agricoltori di ricorrere a prestiti a tassi agevolati, soprattutto per le piccole aziende, risulta una misura necessaria ed assolutamente utile per un settore che sta rischiando di rimane ai margini, con gravi conseguenze per l’intera economia di una Regione fortemente a vocazione agricola come il Lazio. Considerato che sui prestiti agevolati e breve termine la Comunità Europea ha comunicato che gli aiuti di Stato non erano più erogabili e che la Regione, in deroga, ha continuato a stabilire il tasso d’interesse coprendone il differenziale con altri settori e nonostante la deroga sia scaduta la Regione ha continuato ad applicarla. Ad oggi, però le banche potrebbero richiedere il rientro di tutti i capitali con forti ricadute sul mondo agricolo o potrebbero applicare i tassi annuali di sportello, troppo alti da sopportare per un settore per il quale è stato chiesto lo stato di crisi. Da questi presupposti bisogna leggere ed interpretare la portata della Mozione numero 89, voluta e sostenuta da me e da altri miei colleghi e che mira ad impegnare il Presidente della Giunta regionale e l’Assessorato competente a far si che venga stipulato un accordo interbancario tra istituti di credito e la Regione Lazio che preveda il rinnovo collettivo dei prestiti agevolati a breve termine emessi nel territorio regionale e che venga garantito un tasso di esercizio ridotto (4,5-5%) o a trovare un ulteriore soluzione percorribile in grado di ridurre i rischi di esposizione debitoria delle aziende nei confronti degli istituti bancari. Quindi, in qualità di consigliere regionale e di membro della commissione agricoltura, ho voluto aderire a questo strumento legislativo che di fatto mobilita l’attenzione dei vertici governativi della Regione Lazio affinchè si possano attivare dei provvedimenti urgenti per il settore agricolo, settore che va fortemente sostenuto e rafforzato, in modo tale che potrà uscire dalla crisi indenne ed arricchito attraverso l’incremento di tutte quelle potenzialità di cui è ricco.

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PROPOSTA DI LEGGE N.251 del 27/09/2011 “NORME PER LA DISCIPLINA DELLE FATTORIE DIDATTICHE”

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el 2011 ho lavorato su tante realtà imprenditoriali agricole, molte delle quali hanno saputo investire su una competitività innovativa che si avvale anche della componente turistica e didattico- divulgativa. Il mio impegno, in questo senso, si è tradotto in un contatto diretto con la cellula imprenditoriale del territorio, vero motore dell’economia laziale. Ho avuto modo di relazionarmi con alcune realtà all’avanguardia che, con grande professionalità, hanno saputo ‘reinventarsi’ e avvalersi di potenzialità fino ad oggi inespresse dal settore agricolo. Penso alla realtà delle Fattorie Didattiche come quella dell’Ape d’Oro, importante azienda apistica di Aprilia che, anche in tempo di crisi economica, ha avuto la capacità di sapersi rinnovare e cogliere tutte le opportunità offerte dal settore, svolgendo una capillare opera di diffusione della conoscenza del territorio, dei suoi prodotti e del rispetto dell’ambiente.

Proprio a sostegno di queste realtà imprenditoriali è nata la proposta di legge n.251 che mira ad avvicinare i ragazzi ad una maggiore consapevolezza e conoscenza del territorio, senza che questo si traduca in una perdita di economicità per il settore agricolo, ma anzi ne intende potenziare lo sviluppo. Ancora una volta si torna ad insistere sulla diffusione della cultura di un consumo biologico e consapevole. Il risultato: un mondo agricolo non più retaggio del passato, ma interpretato in una nuova dimensione che interagisce con la modernità e la contemporaneità degli stili di vita. La P.L. 251 dunque mira a promuovere le Fattorie didattiche intese come imprese agricole in cui l’imprenditore svolge anche attività didattico-culturale a favore degli utenti e delle scuole. Attività utili per la conoscenza del territorio legato all’agricoltura, ma anche per la diffusione della cultura del consumo consapevole dei prodotti e l’avvicinamento ai prodotti biologici.

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» LA PROPOSTA DI LEGGE N. 196 DEL 27.4.2011 “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AGRICOLTURA SOCIALE PER LE FASCE DI ETÀ PIÙ DEBOLI”

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a Proposta di Legge n. 196 del 27.4.2011, “Disposizioni in Materia di agricoltura sociale per le fasce di età più deboli”, che sarà inclusa in un Testo Unico e che dovrà passare a breve all’approvazione della Commissione agricoltura, sottolinea il ruolo multifunzionale dell’agricoltura non più vista solo come risorsa economico-produttiva ma anche come realtà capace di dare luogo anche a valori di utilità pubblica di assoluto rilievo. Generare benefici per le fasce più deboli della popolazione ed attivare servizi innovativi che possono rispondere efficacemente alla crisi dei tradizionali sistemi di assistenza sociale, queste le ultime frontiere dello sviluppo delle potenzialità del sistema agricolo. Questo ruolo multifunzionale dell’agricoltura, che interessa le politiche sociali e sanitarie e che offre un nuovo modello di sviluppo del territorio, appartiene non solo al senso comune, ma anche ai principali strumenti della legislazione dell’Unione europea e nazionale. Un ruolo favorito dalla natura stessa dell’attività agricola e dei valori di cui essa è prima portatrice e che conduce al concetto di agricoltura sociale: un’iniziativa che, finalizzata al recupero terapeutico e all’inclusione lavorativa di soggetti a basso potere contrattuale o a rischio di marginalità, mira a trasformare l’attività agricola in opportunità di lavoro e di educazione per le fasce più deboli della società. Anziani, diversamente abili, minori a rischio, soggetti con problemi di dipendenze, giovani disoccupati, sono i destinatari della proposta

di legge della quale ho condiviso ed apprezzato gli obiettivi socioeconomici e lo spirito, perché sottolinea l’importanza di questa attività primaria, che è per sua natura promotrice di legami tra persone, associazioni, enti pubblici che intendono condividere percorsi comuni di crescita e che potenzia l’attività agricola. È bene sottolineare comunque che l’integrazione di interventi e servizi di natura sociale nell’azienda agricola multifunzionale non compromette le finalità imprenditoriali dell’attività stessa che può beneficiare, del più stretto rapporto con il territorio e delle nuove relazioni e opportunità di mercato: obiettivi considerati oggi primari nel contesto attuale della globalizzazione e della nuova divisione dell’organizzazione della produzione e dei mercati perché configurano nuove possibilità di reddito, un nuovo ruolo sociale per il mondo agricolo e al tempo stesso un nuovo modello di sviluppo rurale. Proprio a sostegno di queste realtà imprenditoriali è nata la proposta di legge n.251 che mira ad avvicinare i ragazzi ad una maggiore consapevolezza e conoscenza del territorio, senza che questo si traduca in una perdita di economicità per il settore agricolo, ma anzi ne intende potenziare lo sviluppo. Ancora una volta si torna ad insistere sulla diffusione della cultura di un consumo biologico e consapevole. Il risultato: un mondo agricolo non più retaggio del passato, ma interpretato in una nuova dimensione che interagisce con la modernità e la contemporaneità degli stili di vita.

«Ancora una volta si torna ad insistere sulla diffusione della cultura di un consumo biologico e consapevole. Il risultato: un mondo agricolo non più retaggio del passato, ma interpretato in una nuova dimensione che interagisce con la modernità e la contemporaneità degli stili di vita»

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” P.L. N. 265 DEL 04 NOVEMBRE 2011 CONCERNENTE “INTERVENTI PER IL SOSTEGNO E LA PROMOZIONE DELLA FILIERA CORTA” E P.L. N. 148 DEL 9 FEBBRAIO 2011 SULLA “PROMOZIONE DEL CONSUMO DEI PRODOTTI AGRICOLI A CHILOMETRO ZERO”

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i tratta di due importanti proposte che stanno seguendo l’iter di analisi ed approvazione in seno alla Commissione Agricoltura, prima di approdare, spero presto, in Consiglio regionale. La P.L. n. 265 del 04 novembre 2011 concernente “interventi per il sostegno e la promozione della filiera corta”, di cui sono proponente, si prefigge l’importante obiettivo di sostenere e promuovere la filiera corta dei prodotti agroalimentari, cioè i circuiti brevi di produzione-vendita e dei prodotti forniti direttamente dal produttore o da società. I vantaggi di tale disciplina riguardano principalmente la tutela della qualità e sicurezza dei prodotti, prevalentemente biologici e di origine locale, naturali e soprattutto di stagione. Ma anche il risparmio che ne deriva, perché i prodotti si acquistano direttamente dai produttori locali senza doppioni di intermediazione che ne aumentano il prezzo in maniera spesso cospicua. La legge n.265 indica nel suo articolato anche le finalità a garanzia dalla filiera corta, la quale pretende trasparenza sul prezzo e una maggiore informazione sull’origine e le caratteristiche del prodotto. Inoltre, persegue gli obiettivi di: ridurre il numero degli intermediari potenziando i canali di vendita gestiti direttamente dai produttori, favorire il consumo di prodotti freschi che conservano inalterate tutte le proprietà nutrizionali, valorizzare il principio di qualità, incrementare il reddito degli agricoltori, aumentare la trasparenza del mercato in termini di formazione del prezzo di vendita dei prodotti, ridurre i prezzi al consumo, sviluppare il turismo rurale, diminuire l’impatto ambientale, ridurre gli imballaggi e i consumi energetici. Elemento importante: sarà data priorità alle aziende condotte da donne o da agricoltori di

età inferiore a 40 anni. La filiera corta made in Lazio è un moderno progetto diretto allo sviluppo di nuovi stili di vita e di modelli di consumo responsabile. Un programma che sarà realizzato congiuntamente con le associazioni e i produttori locali di ogni singola provincia laziale. La “filiera corta made in Lazio” sarà infine un ottimo punto di partenza per tentare di realizzare una economia diversa, anche oltre la grande distribuzione. Per ciascuna annualità 2011, 2012 e 2013 lo stanziamento è pari a 2.000.000,00 euro. L’altra rilevante proposta n. 148 sulla “promozione del consumo dei prodotti agricoli a chilometro zero” mira a valorizzare le produzioni agricole ed agroalimentari regionali favorendo la commercializzazione ed il consumo dei prodotti a chilometro zero, al fine di garantire la sostenibilità ambientale, una maggiore trasparenza sui prezzi al consumo e un’adeguata informazione sull’origine e specialità dei prodotti. Tutto questo attraverso la garanzia di una ridotta emissione di gas nocivi per l’ambiente, e la diffusione di certificazioni volontarie sui prodotti a chilometro zero che permettano la tracciabilità della filiera di produzione e trasformazione tutta interna al territorio regionale. Inoltre, attraverso l’incentivazione dell’utilizzo di prodotti a chilometro zero da parte di gestori dei servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici, l’incremento della vendita diretta dei prodotti a chilometro zero, l’istituzione di un logo regionale contenete la dicitura “Prodotti agricoli a chilometro zero”, la valorizzazione dell’utilizzo dei prodotti a chilometro zero presso le attività di ristorazione, ospitalità, somministrazione e vendita di cibi e bevande ed il dare spazio nel commercio ai prodotti a chilometro zero. Sono previsti 2 milioni di euro per ciascuna annualità 2011, 2012, 2013.

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«Sonnino con Me in Regione Lazio»

BIODIVERSITÀ. SCHEMA DI DELIBERA N. 46, PROT. G.R. 188864 (PROPOSTA DELIBERA GIUNTA REGIONALE DEL 28.12.2010 N. 22410) “LEGGE REGIONALE 1 MARZO 2000, N. 15. PIANO SETTORIALE DI INTERVENTO PER LA TUTELA DELLE RISORSE GENETICHE AUTOCTONE DI INTERESSE AGRARIO. TRIENNIO 2011-2013”.

U

n altro provvedimento significativo approvato in Commissione Agricoltura in data 12/07/11 è relativo allo schema di delibera n. 46, Prot. G.R. 188864 (Proposta delibera Giunta regionale del 28.12.2010 n. 22410) “Legge regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Triennio 2011-2013”. Il termine Biodiversità indica la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. La biodiversità è un patrimonio universale per tutta l’umanità e conservarla deve diventare una priorità, perché essa garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. L’uomo, attraverso il proprio agire, non ha il diritto di estinguere specie viventi ma ha il dovere di preservare l’ambiente e le risorse della Terra per le generazioni future. In modo particolare, negli ultimi anni, la biodiversità in campo agricolo sia per ciò che riguarda le specie animali che vegetali risulta minacciata da: 1) da chi se ne appropria in maniera indiscriminata; 2) dalle produzioni agricole industrializzate che mirano ad omogeneizzare e standardizzare il prodotto. In ambito sia internazionale che europeo si sta insistendo molto sulla conservazione della

biodiversità ed in modo particolare sul tema della preservazione delle risorse genetiche in agricoltura e del contrasto della perdita di biodiversità in questo settore. Per quanto riguarda la biodiversità agricola in ambito regionale, la legge 15/01/2000, n. 15, all’articolo 6 prevede che ogni triennio si approvi un Piano di intervento per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità delle specie vegetali e razze animali a rischio di erosione genetica. Dai risultati fino ad oggi ottenuti, emerge la presenza nel Lazio di materiale vegetale ed animale di alto pregio. Il Piano per le annualità 2011-2013, per il quale sono stati stanziati 200. 000,00 euro per ciascuna annualità, prevede la continuazione delle attività di: • Ricerca, catalogazione, conservazione e valorizzazione dei Piani degli anni precedenti, • una corretta e diffusa informazione per gli operatori e per tutti i soggetti interessati, • il recupero e la conservazione in situ e in azienda e la gestione della Rete di conservazione e sicurezza, che ad oggi conta ben 619 aderenti, • la conservazione ex situ attraverso banche dati di germoplasma e campi di cataloghi gestiti dall’Arsial, • la Regione, infine, favorirà la creazione di consorzi ed altre forme associative tra i soggetti della rete.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

AL VIA IL PACCHETTO GIOVANI DEL PSR 2007/2013

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inalmente, il settore agricolo sarà un mercato di sbocco al quale i giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni (non compiuti) potranno guardare per un loro effettivo inserimento lavorativo. In attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, infatti, è arrivato il via libera della Giunta che rende possibile l’impiego di risorse per favorire il ricambio generazionale, potenziare la crescita del settore agricolo da parte dei giovani, che potranno incrementarne la resa essendo previsti degli incentivi per il loro insediamento e per la promozione dei loro investimenti aziendali. Con la delibera n. 368 del 2 settembre 2011 si prevede lo stanziamento di 20.500.000,00, che saranno destinati all’insediamento di giovani agricoltori (Pacchetto giovani) per l’utilizzo di servizi di consulenza, l’ammodernamento delle aziende agricole, l’accrescimento del valore dei prodotti agricoli e forestali, il miglioramento e la creazione di infrastrutture, il potenziamento di sistemi di qualità alimentare, il sostegno alla polifunzionalità ed alle produzioni artigianali, l’offerta agrituristica ed le fonti energetiche rinnovabili. Risulta evidente che lo sforzo operato va nel senso di concepire l’agricoltura in un modo del tutto nuovo, che mira all’inserimento di

risorse giovani e, attraverso loro, a rafforzare tutte le potenzialità intrinseche del settore (si guardi ad esempio al sostegno alla polifunzionalità). Il tutto operato in un contesto agricolo del tutto innovativo. Si sta concependo, infatti, un nuovo modo di fare impresa, i giovani neoimprenditori si avvarranno della consulenza per potenziare la propria azienda, punteranno all’ammodernamento della struttura e potranno contare su infrastrutture efficienti. Così concepito, il settore agricolo attraverso il “Pacchetto giovani” sarà pronto ad accogliere le giovani leve del mondo del lavoro, che non dovranno più guardare all’agricoltura come ad un’attività alquanto superata. Vorrei puntare l’accento sulle politiche di genere che, anche attraverso questa misura, si tende a sostenere ancora una volta. Infatti, verrà data priorità all’insediamento di giovani imprenditrici donne. Non da ultimo, occorre sottolineare l’importanza della misura del potenziamento delle produzioni artigianali e dei sistemi di qualità alimentare. Sono fermamente convinta che la nostra agricoltura, così come quella del resto d’Europa, potrà abbattere la concorrenza straniera se punterà al raggiungimento di elevati standard di qualità.

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» LEGGE REGIONALE NUMERO 10 DEL 13 AGOSTO 2011 RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE AGRICOLE NEL NUOVO PIANO CASA

I

l mio impegno per il mondo agricolo è proseguito anche in fase di approvazione del Piano Casa in Consiglio Regionale, approvato dopo una maratona lunga una settimana, con tre sedute notturne, con 41 voti a favore e 22 contrari. L’iter che ha portato all’approvazione della legge è stato lungo e non facile, ed ha visto la minoranza che siede in Consiglio regionale porsi in modo non sempre collaborativo.Tuttavia, siamo riusciti nell’approvazione di questo importante testo di legge, del quale condivido l’applicabilità delle norme per la cosiddetta Zona Agricola. Prerogativa che ho difeso fortemente in aula e che ha prodotto qualche momento di polemica politica. Nel dibattito è stato mio compito precipuo riportare alla cruda realtà la romantica visione del territorio agricolo descritta da alcuni esponenti politici di minoranza, sottolineando al contrario, le difficoltà riscontrate da sempre dagli operatori agricoli che devono lottare per ampliare, ammodernare, razionalizzare la propria residenza, la stalla, il fienile, il deposito per gli attrezzi. Il tutto a causa di norme contorte che inficiano la sopravvivenza operativa delle aziende. Ed è a queste aree, a questi agricoltori e operatori che le nuove norme adottate dal Consiglio regionale sono rivolte. Legge, quindi, a beneficio degli agricoltori della Piana Pontina e di Fondi, della Valle dell’Amaseno come delle aree collinari dei Lepini, degli Ausoni, degli Aurunci. Ho voluto sostenere con vigore queste argomentazioni affinchè l’applicabilità delle nuove norme conferiscano ristoro alla categoria de-

gli imprenditori agricoli, che vedono giorno dopo giorno crollare la residuale speranza di migliorare la propria vita e azienda a causa di una vecchia legislazione (Legge 21) che ha negato ogni possibilità di rendere migliorie gli standard abitativi delle loro aziende e costretto molti ad abbandonare le campagne. La Legge 21, infatti, poco interesse aveva riservato agli interventi sulle strutture produttive, permettendo soltanto un misero aumento del 10% , che per le realtà economiche della piccola impresa non bastava neanche all’adeguamento dei servizi essenziali, figuriamoci se avesse potuto arrecare benefici concreti agli artigiani e ai piccoli imprenditori, che hanno sempre sperato di avere la possibilità di potenziare o di razionalizzare la propria impresa. Ho condiviso, inoltre, l’inadeguatezza della Legge 21 considerandola poco aderente alle esigenze reali dei cittadini, per incompletezza delle norme che hanno lasciato deregolamentato il territorio rurale. Altro fattore critico della Legge 21 era poi rappresentato dalla complessità nella sua operatività, sia interpretativa sia applicativa.Il Consiglio regionale ha dunque agito verso l’eliminazione di queste negatività, adottando una nuova norma che tenga effettivamente conto delle esigenze reali degli imprenditori del settore e dei cittadini in senso lato. Con l’approvazione del “Piano Casa” ha semplificato le procedure, rendendole chiare e di rapida attuazione per il fattivo rilancio dell’economia, partendo da piccoli interventi edilizi tesi al miglioramento della primaria necessità rappresentata dalla casa e dall’azienda in cui gli agricoltori producono il loro reddito.

«Ho voluto sostenere con vigore queste argomentazioni affinchè l’applicabilità delle nuove norme conferiscano ristoro alla categoria degli imprenditori agricoli, che vedono giorno dopo giorno crollare la residuale speranza di migliorare la propria vita e azienda a causa di una vecchia legislazione (Legge 21) che ha negato ogni possibilità di rendere migliori gli standard abitativi delle loro aziende e costretto molti ad abbandonare le campagne»

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

SETTORE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

INTRODUZIONE AI PROVEDDIMENTI LEGISLATIVI UTILI AL RILANCIO DELLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE E DEL COMMERCIO ED ARTIGIANATO

I

n qualità di vicepresidente della Commissione Attività Produttive, non posso che continuare a sostenere il rilancio delle micro, piccole e medie imprese della Regione Lazio, settore imbrigliato da una burocrazia che ne sta soffocando le iniziative mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di migliaia di aziende. In questi 20 mesi di lavoro, diverse sono state le iniziative assunte per fronteggiare questo momento di gravissima congiuntura economica, che vede il commercio e l’artigianato, settori leader nella nostra Regione, subire gli effetti di una crisi profonda legata ad un forte calo dei consumi, alle difficoltà di accesso al credito, alla mancanza di infrastrutture adeguate, ad un’ eccessiva burocrazia nei rapporti con le istituzioni e a problemi strutturali che hanno determinato la chiusura di molte imprese, ormai fuori mercato o interessate da processi di concentrazione. A queste problematiche, dobbiamo aggiungere anche il deficit lavorativo che lamenta il mondo dell’artigianato che più di altri settori, soffre la scarsità di manodopera qualificata, aggravata dalla eccessiva onerosità dei costi e alla quale possiamo rimediare solo dando piena attuazione (come sarà fatto nel corso della legislatura), al Testo Unico sull’artigiano

che, per alcuni aspetti di straordinaria importanza, come il mancato avvio delle “botteghe-scuola”, è rimasto inattuato e che deve essere realizzato al più presto perché considero questo strumento, centrale per lo sviluppo del settore, in quanto, la professionalità acquisita tramite le botteghe-scuola, avvicinando i giovani ai mestieri, può non solo dare continuità di impresa alle botteghe artigianali oltre a rilanciarne la competitività, ma anche offrire valide opportunità occupazionali. Alla luce di questo scenario, che ha colpito duramente il sistema produttivo nel suo complesso ma, in particolare, quello di piccole dimensioni al dettaglio e i piccoli negozi di vicinato che animano le nostre città, sin da subito, in Commissione abbiamo deciso di dare priorità ad alcuni temi, come: • il terziario, con la riforma della legge 33 del 1999 sul commercio che verrà esaminata a breve in commissione proprio perchè deve essere rivista per adattarla alle nuove dinamiche sociali ed economiche che hanno interessato il nostro tessuto produttivo • l’industria, con il superamento del sistema dei distretti industriali verso quello delle “Reti d’impresa” dirette a valorizzare solo i casi di eccellenza e il rilancio della internazionalizzazione delle imprese.

«In questi 20 mesi di lavoro, diverse sono state le iniziative assunte per fronteggiare questo momento di gravissima congiuntura economica, che vede il commercio e l’artigianato, settori leader nella nostra Regione, subire gli effetti di una crisi profonda legata ad un forte calo dei consumi, alle difficoltà di accesso al credito, alla mancanza di infrastrutture adeguate, ad un’ eccessiva burocrazia nei rapporti con le istituzioni e a problemi strutturali che hanno determinato la chiusura di molte imprese»

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«Sonnino con Me in Regione Lazio»

PROVVEDIMENTI APPROVATI PER IL RILANCIO DELLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE E DEL COMMERCIO ED ARTIGIANATO

LEGGE N. 8 DEL 29 LUGLIO 2011 “DISPOSIZIONI PER FAVORIRE LA QUALITÀ E LA SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA DI PICCOLA E MEDIA IMPRESA”

C

on voto unanime, abbiamo approvato, prima in Commissione e poi in Consiglio regionale in data 06/07/2011, la P.L. n. 134, divenuta Legge n.8 del 29 luglio 2011, concernente “Disposizioni per favorire la qualità e la semplificazione normativa regionale in materia di micro, piccola e media impresa”. Una riforma attesa da anni che stabilisce che tutti i testi normativi regionali aventi riflessi sulle micro e Pmi, siano redatti con disposizioni chiare, semplici e comprensibili, tenendo ben presente – fatto nuovo e importante – l’ottica interpretativa degli imprenditori. Nella redazione dei testi, infatti, dovranno essere consultate anche le associazioni rappresentative delle piccole e medie imprese. Si tratta di una novità assoluta che si pone a favore della qualità, dello snellimento burocratico e semplificazione normativa per la Micro, Piccola e Media Impresa. Il provvedimento contiene disposizioni finalizzate a favorire la comprensibilità dei testi normativi, ai quali devono fare riferimento le micro, piccole e medie imprese, nonché a diminuire gli oneri amministrativi a loro carico. Il tutto seguendo i principi indicati dalla Commissione europea del 25 giugno 2008 (SBA - Small business act) e del 23 febbraio 2011, recepiti a livello nazionale con la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2010. Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla nuova legge, la Regione Lazio (che è stata la prima regione ad adottare questo strumento) si avvarrà di due strumenti:

1) l’AIEPI, analisi di impatto economico della regolamentazione in materia di micro, piccole e medie imprese, effettuata da una struttura di staff interna all’Assessorato alle attività produttive, che si occuperà di verificare la necessità e l’opportunità degli interventi normativi in relazione agli effetti economici previsti sulle imprese destinatarie; 2) la consultazione delle associazioni delle micro, piccole e medie imprese maggiormente rappresentative a livello regionale, attraverso un Comitato composto da 5 membri nominati dal Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore competente in materia, scelti «da un elenco di soggetti in possesso di requisiti di comprovata professionalità ed esperienza nelle materie economiche, statistiche e manageriali», fornito dalle stesse associazioni, offrendo così alle PMI uno strumento valido sia per affrontare l’emergenza economica, che per individuare obiettivi di medio termine in un ottica prevalente di sviluppo. Sappiamo quanto la burocrazia, con le sue complicazioni ed onerosità ha sempre rappresentato un ostacolo allo sviluppo dell’imprenditoria, particolarmente per le micro e piccole imprese che non hanno un gran numero di dipendenti o addirittura sono auto-impiegate. L’approvazione di questa legge rappresenta quindi, un passo decisivo per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese ed è un chiaro segnale per sostenere un settore che, come già ricordato, rappresenta la spina dorsale del nostro tessuto produttivo, perché permetterà di rilanciare l’azione dei nostri imprenditori.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” LEGGE N. 9 DEL 5 AGOSTO 2011 “ISTITUZIONE DELL’ELENCO REGIONALE MADE NEL LAZIO”.

S

ul versante di una ferrea politica di contrasto agli illeciti e alle frodi in commercio che danneggiano i consumatori e gli onesti esercenti, ho conferito il mio totale appoggio alla proposta di legge regionale n. 108 approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale in data 6/07/2011 e divenuta Legge n. 9 del 5 Agosto 2011. La legge prevede la registrazione, su base volontaria, da parte delle imprese dei prodotti del Lazio, sia in forma materiale che immateriale e l’annotazione in tre elenchi distinti: • “Made in Lazio - tutto Lazio” (prodotti realizzati nel Lazio con materie prime del Lazio);

• “Made in Lazio - realizzato nel Lazio” (prodotti realizzati nel Lazio con materie prime di provenienza diversa); • “Made in Lazio - materie prime del Lazio” (prodotti realizzati altrove con materie prime del Lazio). Il tutto, per promuovere la nostra regione e le sue tipicità, ma anche per assicurare ai consumatori un’informazione adeguata e trasparente sulle imprese e sui prodotti commercializzati. La Legge ha previsto uno stanziamento, per l’esercizio finanziario 2011, pari ad euro 50.000,00.

“PIANO TRIENNALE PER LA COOPERAZIONE - ANNUALITÀ 2011-2013”

I

l “Piano triennale per la cooperazione annualità 2011-2013”, è stato approvato in Consiglio regionale in data 23/11/2011, con uno stanziamento di 9,08 milioni di euro, che serviranno a raggiungere gli obiettivi specifici e a predisporre adeguati strumenti operativi, in grado di accrescere i livelli di occupazione in territori ad economia fragile. Questo Piano, verrà attuato dalla Giunta, ai sensi della legge regionale n. 20 del 2003, mediante l’adozione di piani annuali con i quali verranno individuati gli interventi da realizzare e le relative coperture finanziarie e servirà a garantire, attraverso il modello cooperativo, incentrato su valori etici e solidaristici, la tenuta del PIL della nostra Regione e a sostenere quelle categorie sociali del mercato del lavoro come gli immigrati, le donne e i diversamente abili troppo spesso, colpevolmente, marginalizzati. Nel Lazio operano circa 8.000 cooperative, il Piano è quindi finalizzato sia a consolidare i buoni risultati ottenuti in passato, sia a sostenere le cooperative laziali nell’attuale fase economica, caratterizzata da uno stato di crisi e da una forte competizione dei mercati, supportandole nel processo di sviluppo e innovazione.

Tra le novità introdotte: • gli aspetti legati alla internazionalizzazione (fondamentale per mantenere competitività e penetrare sui mercati esteri, • la formazione • l’assistenza alle nuove cooperative. Il Piano approvato fissa gli obiettivi generali e individua gli strumenti operativi per raggiungerli. Obiettivi generali: 1) Promozione e diffusione della cultura e dell’imprenditorialità cooperativistica; 2) finalizzazione dei finanziamenti atti a favorire il processo di consolidamento e riqualificazione delle imprese cooperative; 3) disponibilità di adeguate risorse anche al fine di patrimonializzare le cooperative del Lazio; 4) visibilità del Movimento cooperativo rivolto alla promozione di nuove imprese; 5) organizzazione regionale per la cooperazione - Osservatorio; 6) Conferenza programmatica per la cooperazione. Obiettivi specifici e strumenti operativi: 1) Implementazione del Fondo speciale per la promozione ed il sostegno alla cooperazione presso l’Agenzia Sviluppo Lazio;

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» 2) rinnovo della Consulta regionale per la cooperazione; 3) creazione dell’Osservatorio regionale per la cooperazione;

4) rinnovo del Nucleo di valutazione; 5) creazione dell’Albo regionale delle cooperative.

SCHEMA DI DELIBERA N. 50 DEL 17 MAGGIO 2011 “INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI LAZIALI APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL LAZIO, ANNUALITÀ 2010-2011”

L’

internazionalizzazione rappresenta un’opportunità di espansione del mercato in termini di crescita dei volumi di vendita che si è rivelata un efficace strumento per ovviare ad una delle problematiche maggiormente avvertite dalle imprese: trovarsi di fronte ad una insufficienza della domanda, anche se non è sempre facile per le PMI affrontare i mercati esteri. È quindi vitale, per le nostre PMI, costituire reti imprenditoriali, puntare sull’indiscusso vantaggio della qualità del nostro ‘Made in Italy’, mirare al sostegno delle istituzioni. Il programma per l’internazionalizzazione, approvato con unanime consenso dalla Commissione PMI, ha previsto uno stanziamento di un milione di euro definendo le aree target, i paesi prioritari e i settori focus su cui intervenire per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese laziali e individuare gli interventi indiretti e diretti, da realizzare attraverso la

società Sviluppo Lazio o direttamente dalle imprese aggregate, attraverso apposito bando. Tra gli interventi finanziati che meritano particolare menzione, mi preme sottolineare l’attenzione rivolta alla realizzazione di attività di promozione del sistema economico produttivo laziale all’estero da realizzarsi attraverso la partecipazione collettiva regionale ad importanti manifestazioni fieristiche internazionali e nazionali; l’individuazione di una lista delle PMI che per parametri quantitativi denotano un alto livello di internazionalizzazione; l’organizzazione di incontri di business tra le imprese regionali e le imprese estere per favorire lo scambio e la creazione di partnership economiche, commerciali e produttive, l’elaborazione di analisi di mercato, database, studi e ricerche settoriali per la diffusione della cultura economica e il consolidamento della presenza sui mercati internazionali.

«Il programma per l’internazionalizzazione, approvato con unanime consenso dalla Commissione PMI, ha previsto uno stanziamento di un milione di euro definendo le aree target, i paesi prioritari e i settori focus su cui intervenire per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese laziali e individuare gli interventi indiretti e diretti, da realizzare attraverso la società Sviluppo Lazio o direttamente dalle imprese aggregate, attraverso apposito bando»

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

“LAZIO 4 IMPRESA” E “FONDO DI ROTAZIONE”

A

lle misure illustrate, è necessario, da parte mia, ricordare altri importanti e fondamentali provvedimenti che sono stati adottati per fronteggiare le difficoltà delle imprese con scarsa liquidità e difficoltà di accesso al credito. In questo senso, meritano particolare menzione le misure che rientrano nel pacchetto “Lazio 4 Impresa” e il Fondo di Rotazione. Il Pacchetto Lazio 4 Impresa che prevede 4 azioni concrete, è stato presentato il 23/05/2011 ed è orientato al sostegno del tessuto imprenditoriale del Lazio. Con questo strumento la Regione ha voluto: • Garantire la prosecuzione dei lavori di investimento, • Ridurre i tempi di incasso dei fornitori, • Eliminare i costi legati al contenzioso, • Immettere liquidità nel sistema economico Nello specifico, la misura prevede: • Un Fondo di garanzia e una convenzione

con l’Inps per favorire i propri creditori diretti ed indiretti che intendono regolarizzare i propri debiti contributivi. Grazie a queste misure, le aziende alle prese con debiti previdenziali potranno contare su un intervento diretto della Regione all’Inps, per una dilazione dell’obbligo contributivo, o tramite una banca convenzionata per la concessione del finanziamento destinato al pagamento del debito contributivo e potranno così continuare a lavorare. Con questi interventi, infatti, le imprese potranno nuovamente disporre del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) il cui rilascio consente loro di partecipare alle gare e agli appalti pubblici. • Il Pagamento delle imprese attraverso la certificazione da parte della Regione dei crediti vantati che permette alle imprese di accedere con un tasso massimo del 3,75% omnicomprensivo di qualsiasi spesa, a un fondo di

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» rotazione di 500 milioni, costituito con Sace e i principali istituti di credito, impegnandosi, in cambio, a rinunciare al contenzioso e agli interessi che ritengono di vantare nei confronti della Regione. Il Fondo di Rotazione è lo strumento finanziario che ha previsto uno stanziamento di 25 milioni di euro per il 2011 per favorire l’accesso al credito, da parte delle Pmi, sotto forma di finanziamento a tasso agevolato. L’obiettivo del Fondo, la cui gestione è stata affidata a Sviluppo Lazio e il cui termine di scadenza del bando è stato il 30 dicembre scorso, è stato quello di sostenere le imprese regionali, le micro, piccole e medie imprese, costituite anche in forma cooperativa e in consorzi (industriali, artigianali, commerciali e di servizi) che operano nella Regione Lazio attraverso interventi di: • ampliamento, ricostruzione, riconversione, riqualificazione e ammodernamento della struttura produttiva,

• innovazione tecnologica e rafforzamento della competitività, • consolidamento della gestione finanziaria, • internazionalizzazione, sviluppo e consolidamento delle nuove aziende con un finanziamento che rientra nella fattispecie di mutuo e può coprire fino al 100 per cento dell’investimento ammissibile (al netto dell’Iva) per un minimo di 50mila euro ed un massimo di un milione di euro. Il prestito, della durata massima di 5 anni, è concesso per il 50% a tasso di interesse dello 0,50 % e per il rimanente 50% a tasso di interesse ordinario, con copertura di garanzia regionale da parte di Banca impresa Lazio. Hanno potuto presentare la domanda, sia le imprese singole, che le cooperative e i consorzi di imprese di qualsiasi settore produttivo: industria, artigianato, commercio, servizi, a condizione di avere la sede operativa nel territorio laziale.

SICUREZZA SUL LAVORO

COMMISSIONE SPECIALE SICUREZZA E PREVENZIONE DEGLI INFORTUNISUI LUOGHI DI LAVORO

P

rima di essere un consigliere regionale sono un’imprenditrice: questo è il motivo per il quale considero la sicurezza sul lavoro un tema di primaria importanza per la tutela di ogni lavoratore. Per questa semplice - ma fondamentale - ragione ho accettato l’incarico di vicepresidente della Commissione speciale “Sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro”, istituita a febbraio 2011. Sono sempre stata convinta che la ‘cultura della sicurezza’ sia uno degli indicatori del-

l’evoluzione civile di una società e che, per realizzarsi, necessita della convergenza di due piani di riferimento indispensabili: il quadro normativo e una forma mentis aperta e diffusa. Partendo da questo convincimento, ho appoggiato le iniziative promosse nell’ambito della Commissione che, sin dal suo insediamento, si è data l’obiettivo di lavorare seguendo un’impronta squisitamente tecnica e operativa, per giungere presto alla piena applicazione del Dgls 81/2008.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

INIZIATIVE IMPORTANTI IN MATERIA DI SICUREZZA DEL LAVORO

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e prime iniziative adottate sono state, tra le altre, il “Numero Unico Europeo del 112” per le emergenze, capace di sopperire a una grossolana anomalia dell’attuale sistema organizzativo del soccorso tecnico-sanitario nazionale rispetto al panorama internazionale. Il numero di chiamata garantirà la tempestività dei soccorsi, l’efficienza e l’efficacia degli stessi attraverso il coordinamento tra Ares 118 e Vigili del Fuoco e, quindi, tra soccorso sanitario e soccorso tecnico. A questa aggiungo il Progetto “Cruscotto Sicurezza” sui luoghi di lavoro che ho sostenuto con forza, diretto a verificare, attraverso un sistema di monitoraggio sul territorio, in maniera anonima, il livello di conoscenza dei datori di lavoro o dei dirigenti pubblici, la conoscenza delle norme sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Il “Bollino Blu” della sicurezza sui cantieri è poi una di quelle iniziative premianti per le

imprese edili che rispettano le norme sulla sicurezza e che si traduce in un’agevolazione in termini di punteggio nell’eventuale partecipazione a gare pubbliche indette dalla Regione, Province o Comuni laziali. In seno alla Commissione Speciale abbiamo terminato il 2011 approvando all’unanimità i sei macroambiti sui quali intendiamo intervenire nell’immediato. Tra questi mi preme rimarcare il progetto di “Comunicazione/Formazione per le Famiglie”, finalizzato a ridurre gli infortuni in ambito domestico al quale si affiancherà una campagna comunicativa sui fattori di rischio e, su mia diretta iniziativa, l’organizzazione di un Convegno sulla sicurezza nel mondo dell’agricoltura diretto a diffondere le conoscenze tecniche in un settore nel quale il fenomeno infortunistico presenta una soglia d’incidenti con postumi permanenti e decessi rilevanti.

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«Sonnino con Me in Regione Lazio»

IMPEGNO PER IL SOCIALE

M

i è sembrato, inoltre, doveroso rivolgere l’attenzione ai grandi temi di politica sociale per i quali sono firmataria di importanti atti consiliari. Si tratta di argomenti complessi che ho sempre cercato di affrontare nel rispetto pieno dei valori alla base del mio impegno e per i quali continuerò a battermi anche nel

futuro, convinta che queste tematiche non possono e non devono essere affrontate con ottiche partitiche o peggio ideologiche, ma con esclusivo senso civico. Nello specifico in ambito sociale sono firmataria, tra le altre, delle seguenti proposte di legge:

PROPOSTA DI LEGGE N. 21 DEL 26 MAGGIO 2010 “RIFORMA E RIQUALIFICAZIONE DEI CONSULTORI FAMILIARI”

C

on questa proposta di legge, che ancora deve essere approvata in Consiglio e della quale sono firmataria, abbiamo voluto dar voce alla profonda alleanza che esiste tra la donna e la vita. Alleanza a volte straordinariamente coraggiosa, spesso vissuta nel silenzio, troppe volte sovrastata dal frastuono prodotto da poche voci ma molto amplificate che, assumendo posizioni radicalmente contro la vita, si arrogano il diritto di parlare a nome di tutte le donne. Convinte che la maternità rappresenti un valore sociale che le istituzioni sono chiamate a tutelare, si ritiene fondamentale accogliere e sostenere le donne lasciate sole di fronte ad una gravidanza difficile, per operare, insieme con loro, una reale tutela della maternità che garantisca la libertà di non abortire e allo stesso tempo perseguire tutte quelle iniziative che, a livello legislativo, culturale e di opinione pubblica, siano idonee a promuovere la tutela della vita nascente. Il ruolo dei consultori familiari sul territorio di appartenenza va rilanciato e ad essi è affidato il delicato compito di vigilare sulla famiglia, prevedendo

e prevenendo le situazioni di crisi e sostenendola nel suo intero ciclo vitale: l’accompagnamento ed il sostegno devono esprimersi “da subito”( a partire dall’aiuto alla coppia a costruire un “progetto di famiglia”) ed essere costanti e perdurare per l’intero ciclo della vita familiare. Operando secondo un approccio interdisciplinare, che interesserà diversi settori (educativo, giuridico, psicologico, sanitario, socio-assistenziale) i Consultori devono valorizzare la comunità familiare ed utilizzare le conoscenze educative, giuridiche, psicologiche sanitarie e socio-assistenziali, in funzione preventiva del disagio e dell’eventuale crisi. In connessione con queste ampliate funzioni di competenza dei consultori, la proposta di legge prevede una nuova composizione dell’equipe consultoriale, che deve essere obbligatoriamente costituita da professionisti in possesso di titoli qualificanti. E’ previsto anche l’inserimento all’interno dei consultori degli esperti di bioetica o di antropologia della famiglia allo scopo di poter indirizzare la donna verso una soluzione alternativa e concreta al dramma dell’aborto.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” Infine, per rispondere adeguatamente al superamento delle cause che inducono la donna ad abortire, visto che la prima causa è economica, la proposta di legge prevede l’istituzione di un fondo comune per la tutela

sociale della maternità, cui i consultori possono attingere, per erogare un assegno di sostegno mensile per un periodo di un anno, rinnovabile di anno in anno, fino al raggiungimento del quinto anno del figlio.

P.L. N. 25 DEL 03 GIUGNO 2010 “ISTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE PER LA TUTELA ANTIDISCRIMINATORIA”

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a Proposta di legge n. 25, della quale sono firmataria e che deve ancora essere discussa in seno al Consiglio regionale, è il risultato dell’attenzione rivolta dalle Istituzioni regionali verso il tema delle discriminazioni e della promozione delle pari opportunità e rappresenta un passo decisivo per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione: problematica questa estremamente complessa che ha assunto un’importanza fondamentale nell’attuale contesto di forti mutamenti sociali ed economici e per la quale risulta necessario intrecciare il più possibile le attività profit e no profit, il pubblico con il privato, per realizzare uno stato sociale davvero sussidiario e vicino ai bisogni dei cittadini e inclusivo di tutti, nessuno escluso. La P.L. n. 25, in armonia con l’art. 21 della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e con l’art 3 della Costituzione Italiana, intende infatti colmare il vuoto registrato nella normativa regionale, che non prevede istituzioni o centri che si occupano della prevenzione e del contrasto delle discriminazioni (salvo quanto previsto dall’art. 26 della legge regionale n.10/2008 che stabilisce l’istituzione presso l’assessorato alle politiche sociali di un “osservatorio” contro il razzismo e la xenofobia, ad oggi ancora non operante e per il quale la presente

P.L. nell’art4 ne chiede l’abrogazione) attraverso l’istituzione, presso l’assessorato competente in materia di politiche sociali, dell’Osservatorio regionale per la tutela antidiscriminatoria: organismo di garanzia con compiti di prevenzione, ascolto, informazione e tutela nei confronti delle vittime di discriminazioni per ragioni etniche, razziali, religiose, di disabilità, di età, di genere o di orientamento sessuale. La struttura, per prevenire atteggiamenti discriminatori, assistere le vittime di discriminazione e monitorare sul territorio il fenomeno, dovrà collaborare con le province, i comuni, l’osservatorio cittadino di prevenzione e contrasto alle discriminazioni del comune e con quelli presenti negli altri comuni del Lazio, oltre che con l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) operante presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio. Tramite l’Osservatorio, la Regione potrà coordinare le reti territoriali, gli sportelli legali e di associazioni che operano sul territorio regionale, anche attraverso l’istituzione dell’Assemblea regionale per la tutela antidiscriminatoria. Lo stanziamento previsto dalla legge per ciascuna annualità 2010, 2011, 2012 è pari a 200.000,00 euro.

PROPOSTA DI LEGGE N. 228 DEL 5 LUGLIO 2011 “ISTITUZIONE DELLA GIORNATA REGIONALE PER LA LOTTA CONTRO LA DROGA”

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a proposta, della quale sono firmataria e che deve ancora approdare in Consiglio, testimonia l’attenzione della Regione Lazio, che vuole essere in

prima linea nella lotta alla droga e nella promozione di stili di vita positivi fra i giovani. L’atto di indirizzo politico sottolinea infatti l’impegno delle Istituzioni regionali ad intra-

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» prendere ogni azione utile nel sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sugli effetti prodotti dalle sostanze stupefacenti e sulle terribili conseguenze che queste sono capaci di produrre nel lungo periodo. Questo è lo spirito della P.L. n. 228, con la quale si intende istituire la Giornata regionale per la lotta contro la droga, da celebrarsi ogni anno il giorno 26 giugno, in concomitanza con la giornata internazionale contro le tossicodipendenze, per rendere consapevoli le giovani generazioni delle terribili conseguenze che l’uso di queste sostanze può portare ed anche per combattere la presenza di una cultura piuttosto diffusa che, in nome del principio della libertà individuale, vuole togliere allo Stato e alle Istituzioni la funzione contenitiva che gli è propria, ostacolando quegli interventi decisi e decisivi, necessari per prevenire e contenere il fenomeno. La giornata del Lazio contro la droga dovrà rappresentare quindi un momento di riflessione e al contempo una piattaforma di lancio di iniziative regionali utili per contrastare questa preoccupante piaga sociale che coinvolge milioni di cittadini, soprattutto giovani in età scolastica e adolescenziale con tutte

le conseguenze sociali, sanitarie e giudiziarie che il suo utilizzo comportano. Attraverso questo disegno di legge, la Regione Lazio, fungendo da apripista a livello nazionale su una tematica di fondamentale importanza, prevede una serie di progetti a livello territoriale (campagne d’informazione, convegni, studi e dibattiti) da svolgere durante tutto il corso dell’anno, finalizzati alla prevenzione del consumo, dello spaccio e del traffico di sostanze stupefacenti e psicoattive e alla diffusione della cultura e dell’educazione alla legalità. Per dare maggiore efficacia a queste iniziative che coinvolgeranno principalmente Scuole, Università e Centri di Aggregazione Giovanili, la Regione Lazio, nella definizione del programma di attività, si confronterà anche con gli organismi di rappresentanza giovanile quali: il Forum regionale per le Politiche Giovanili, il Forum Provinciale per le Politiche Giovanili, i Consigli comunali dei giovani e le Comunità giovanili dislocate sull’intero territorio regionale e questi incontri saranno organizzati dalla Giunta regionale e dal Consiglio senza nuovi o maggiori oneri a carico della Regione Lazio.

PROPOSTA DI LEGGE N. 278 DEL 7/12/2011 “DISPOSIZIONI PER LA SENSIBILIZZAZIONE E PREVENZIONE DEL CONSUMO DI SOSTANZE ILLEGALI E DI BEVANDE ALCOLICHE E PER PREVENIRE L’INCIDENTALITÀ CONNESSA A TALI FENOMENI”

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a proposta di cui sono firmataria e che dovrà ancora essere discussa in Consiglio affronta il problema dell’incidentalità connessa al consumo di sostanze illegali e di bevande alcoliche che diventa ogni giorno più importante ed urgente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha, infatti, stimato, che gli incidenti stradali causati dall’uso di sostanze illegali e dal consumo di bevande alcoliche è la prima causa di morte degli individui al di sotto dei 40 anni e tra i conducenti morti in seguito ad incidenti stradali, i più colpiti sono i giovani, in particolare, nelle stragi del sabato notte. Si tratta, come detto, di una vera e propria tragedia collettiva, alla quale le Istituzioni hanno il dovere di rispondere con attenzione, senso di responsabilità e con provvedimenti idonei, concreti e strutturali.

In particolare, tra i compiti stabiliti dallo Statuto Regionale, spetta alla Regione Lazio promuovere il diritto alla vita, la tutela della salute dei propri cittadini e realizzare interventi e servizi di prevenzione per raggiungere lo sviluppo civile e sociale. In questa cornice, si inserisce quindi questa proposta di legge, finalizzata non solo a salvaguardare la salute dei cittadini mediante l’attivazione di interventi diretti alla prevenzione, ma anche a realizzare un’importante attività di sensibilizzazione, attraverso capillari campagne informative, sul consumo di sostanze illegali e di bevande alcoliche, per prevenire l’incidentalità stradale connessa a tali fenomeni ed educare i giovani ad un divertimento sano e sicuro. A questo scopo, la proposta, della quale condivido ed apprezzo le finalità, intende opera-

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” re una capillare azione informativa rivolta sia ai giovani, “educandoli” al consumo di quanto viene loro offerto nei locali notturni, sia ai gestori dei locali stessi che dovranno dotarsi

di apparecchio etilometro e promuovere l’organizzazione di forme di trasporto da e per i locali.

PROPOSTA DI LEGGE N.164 DEL 28/02/2011 “NORME PER LA PREVENZIONE, DIAGNOSI E CURA DELL’ANORESSIA, DELLA BULIMIA E DEGLI ALTRI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE”

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a proposta di legge, che mi vede firmataria e che dovrà essere ancora discussa in Consiglio regionale, affronta una problematica in continua espansione e per la quale la prevenzione e la cura diventano sempre più di fondamentale importanza. Il problema dei disturbi del comportamento alimentare è diventato, negli ultimi anni, ogni giorno più importante e urgente: i mezzi di comunicazione di massa gli dedicano spazi sempre più ampi, mentre terapeuti e ospedali hanno a che fare con un numero di casi in continua crescita, tale da indurre gli esperti del settore a parlare di emergenza e malattia sociale.

Una malattia che riguarda oggi in Italia circa 2 milioni di persone con un incremento di incidenza nella popolazione che interessa sempre più frequentemente soggetti in età scolare a causa della combinazione di diversi fattori scatenanti di natura biologica, sociale e psicologica. Anche la letteratura scientifica, che si è occupata di disturbi alimentari e di disordini ad essi correlati ha messo in luce la complessità di queste patologie che per essere affrontate necessitano di un approccio multidisciplinare che solo un efficiente rete di servizi socio-sanitari può garantire, per assicurare informazione e prima accoglienza ambulatoriale, sostegno e assistenza in strutture residenziali adeguate,

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» nelle quali collaborino sistematicamente figure professionali diverse (internisti, nutrizionisti, psichiatri, psicologi clinici, dietisti). È ormai infatti scientificamente dimostrato che non esiste una causa specifica per spiegare la natura e l’insorgenza di queste patologie e tutti gli studiosi concordano nell’affermare che per spiegarne l’origine sia necessario ricorrere ad un’ottica “multifattoriale”, cioè ricercare un insieme di fattori che concorrono all’instaurarsi e al mantenersi del disturbo alimentare del quale esistono inoltre molti livelli intermedi di patologia, dai confini sfumati, molto più diffusi delle forme conclamate. Chi è vittima di queste patologie vive un rapporto sofferto con la famiglia e con gli altri, ma prima di tutto con se stesso e con la

propria individualità perdendo l’autostima, la percezione di sé e del mondo circostante. Si tratta, come detto, di una vera e propria malattia sociale alla quale non sempre le Istituzioni hanno risposto con attenzione, senso di responsabilità e con provvedimenti idonei, concreti e strutturali ed è per questo che sostengo questa proposta di legge finalizzata non solo a salvaguardare la salute dei cittadini mediante l’attivazione di interventi diretti alla prevenzione, diagnosi e cura dell’anoressia, della bulimia e degli altri disturbi del comportamento alimentare, ma anche a realizzare un’importante attività di prevenzione attraverso capillari campagne informative a livello scolastico e in collaborazione con le associazioni delle famiglie.

MOZIONE N. 170 DEL 1/03/2011 “INIZIATIVE ISTITUZIONALI E POLITICHE DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”

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a mozione approvata in Consiglio regionale e di cui sono firmataria unitamente alla N. 294 del 16/11/2011 “Istituzione di un “Anno europeo della lotta alla violenza contro le donne” affrontano una delle problematiche più gravi ed urgenti delle nostre società democratiche e civili. Molte donne, infatti, sono sottoposte quotidianamente a quelle che oggi vengono considerate forme di violenza inaccettabili. Spesso, però, non se ne rendono conto perché la sofferenza diventa abitudine e stile di vita: non si denuncia, ma neppure ci si ribella. La violenza sulle donne è purtroppo un fenomeno sociale presente in tutti i Paesi e che interessa trasversalmente tutte le classi sociali ed è un problema mondiale di cui si è preso atto sin dal 1975, data nella quale il tema è stato ha dichiarato dall’ONU come il reato più diffuso nel mondo. Da allora è stato legittimato come problema politico e sociale che emerge come caratteristica permanente della storia e si manifesta come paradigma delle varie culture e civiltà, travalicando, come è stato detto, differenze geografiche, religiose, politiche, tanto da condurre, nel 1999, con la risoluzione n. 54/134, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a istituire la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)

ha reso noti i risultati di uno studio sul fenomeno della violenza, definendolo generalizzato e diffuso “sia nei Paesi industrializzati che in quelli in Via di Sviluppo, a Occidente come ad Oriente, a sud e a nord, nelle aree rurali ed in quelle metropolitane” e ha evidenziato come una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo, mentre nel mondo viene uccisa una donna ogni otto minuti. Secondo i dati raccolti dall’Istat, relativi alla situazione italiana, circa il 32% delle donne tra i 16 e i 70 anni sono state vittime di violenza, fisica o sessuale, almeno una volta nella vita, ma solo una minima percentuale di esse denuncia l’accaduto e ancora meno sono le segnalazioni se l’autore delle violenze non è il proprio partner. La Regione Lazio ha affrontato questa emergenza stanziando per il 2011 200.000,00 euro per istituire, sul territorio centri di accoglienza e case rifugio, capaci di rispondere alle necessità delle donne che si trovano esposte alla minaccia di ogni forma di violenza o che l’abbiano subita e ha previsto uno stanziamento di € 300.000,00 con il bilancio di previsione 2011 per finanziare interventi volti a prevenire e contrastare ogni forma e grado di violenza morale, fisica e psichica di natura sessuale nei confronti delle donne, prevedendo in particolare un potenziamento della sicurezza diurna e notturna di parchi, giardini e luoghi a rischio da realizzare

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” mediante sistemi aggiornati ed efficaci di illuminazione e controllo; un’attività di sostegno ai consultori, alle strutture ed alle aziende sanitarie per la creazione e l’implementazione di centri di aiuto alle donne; un’attività di carattere formativo-educativo diretta a sensibilizzar l’opinione pubblica su queste tematiche (in particolare docenti e genitori) , a prevenire ogni forma di violenza, a superare degli stereotipi di genere e ad acquisire maggiore autostima e tecniche di autodifesa. In questo contesto si inserisce la presente mozione, approvata all’unanimità, con la quale il Consiglio regionale vuole confermare l’obiettivo prioritario dell’azione politica della regione Lazio di prevenire e contrastare tutte le manifestazioni di violenza sulle donne attraverso iniziative concrete di sostegno alle vittime e per la diffusione di una cultura del rispetto e impegna il Presidente e la Giunta regionale a proseguire nelle iniziative istituzionali e politiche di contrasto alle violenze sulle donne attraverso una presenza capillare sui territori dell’Istituzione, che si realizza con attività di sostegno ai consultori e alle aziende sanitarie per creare o implementare centri di aiuto alle donne e per consolidare e potenziare la rete dei centri antiviolenza. In particolare, la mozione impegna la Presidente Polverini e la Giunta: • a potenziare la rete dei centri antiviolenza per

l’assistenza e il sostegno delle donne e dei loro bambini; • a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso campagne informative sul tema della violenza contro le donne; • ad informare le donne sulle strutture e i servizi di prevenzione a disposizione per la loro tutela; • a pianificare un programma di educazione e formazione nelle scuole incentrato sul rispetto della differenza di genere, della persona e dei diritti umani; • a predisporre codici etici per l’informazione per preservare l’immagine e la dignità femminile da offensive strumentalizzazioni che la riducono ad esclusivo oggetto di desiderio; • ad adottare iniziative specifiche per la formazione del personale socio-sanitario delle ASL affinché sia garantito un approccio specialistico alle emergenze derivanti dalla violenza contro le donne; • a potenziare – conclude la mozione - i servizi di assistenza delle vittime di violenza e rafforzare il monitoraggio del fenomeno per verificare l’efficacia delle azioni di contenimento delle molteplici declinazioni della violenza di genere. L’atto di indirizzo politico ricorda infine, che i diritti delle donne sono diritti umani ed il loro rispetto qualifica le società come democratiche e ne definisce il grado di civiltà, di sviluppo e di effettiva parità.

MOZIONE N. 246 DEL 21/07/2011 “INIZIATIVE IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA MAFIA E DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA”

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on questo provvedimento, approvato all’unanimità e di cui sono firmataria, il Consiglio Regionale del Lazio ha voluto rinnovare l’impegno dell’ Istituzione Regionale nella lotta contro la mafia e contro ogni forma di criminalità organizzata e di violenza. Il 23 maggio 1992 nell’attentato di Capaci persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della sua scorta. Il 19 luglio 1992, 57 giorni dopo la strage di Capaci venivano uccisi in un attentato a Palermo, Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta. In memoria del loro sacrificio e vista la persistenza di condizionamenti e infiltrazioni mafiose in tutto il territorio nazionale ed anche su quello regionale, il 19 luglio 2011 la Presidenza della Re-

gione Lazio, in collaborazione con la Provincia di Roma e Roma Capitale ha organizzato una fiaccolata contro tutte le mafie con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Sempre nella stessa giornata, per trasmettere alle nuove generazioni l’esempio della legalità, giustizia e vocazione di rispetto e servizio per lo Stato testimoniato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono state intitolate loro due residenze universitarie Laziodisu. Il sacrificio di questi uomini e degli altri Eroi vittime della mafia impone a tutti l’obbligo di non dimenticare la gravità e il profondo danno sociale prodotto da questa fenomenologia criminale che, pur avendo perso la ferocia degli anni ’80’90, non è finita, ed è ancora particolarmente pericolosa soprattutto fra le nuove generazioni

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» che rappresentano la categoria più a rischio all’interno della quale queste organizzazioni criminali possono penetrare sfruttando situazioni di disagio sociale e giovanile. La mafia non è solo un problema di ordine pubblico ma rappresenta la più forte insidia alla convivenza civile, alla saldezza e credibilità delle istituzioni e al corretto funzionamento dell’economia. Commemorare le vittime di mafia significa rinnovare l’impegno, perché il loro sacrificio richiama tutti noi verso un’azione condivisa di contrasto e di opposizione alle mafie e alle sue più insidiose forme di aggressione criminale, ma significa anche proseguire nell’opera di sensibilizzazione, per mantenere viva nella popolazione ed in par-

ticolare nei più giovani, la consapevolezza che la mafia e la criminalità organizzata possono e devono essere sconfitte. Ed è per questo che la mozione impegna la Presidente della Regione e la Giunta Regionale a porre all’ingresso della sede della Regione Lazio una targa commemorativa in ricordo delle vittime della mafia e della criminalità organizzata e sempre la stessa, impegna il governo regionale ad indire, in collaborazione con Laziodisu ed il Forum Regionale per le Politiche Giovanili un concorso annuale per elaborati, fra gli studenti delle scuole medie superiori e delle università del Lazio, la cui premiazione dei vincitori si svolgerà ogni anno, nella ricorrenza dell’attentato di Capaci.

USURA: NUOVA LEGGE ALLO STUDIO IN REGIONE

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n Commissione Piccola e Media Impresa della Regione Lazio abbiamo organizzato un’audizione con le associazioni dei consumatori, le associazioni e le fondazioni antiracket e antiusura, per una approfondita valutazione della bozza di legge sull’usura, fenomeno in continua evoluzione, sommerso e sottostimato, determinato da una serie di fattori socio-economici e piaga sociale fortemente estesa sull’intero territorio regionale, con gravi riflessi all’interno delle province di Frosinone e Latina. Per queste ragioni stiamo discutendo una proposta di legge finalizzata nell’adottare misure più stringenti per contrastare quest’odioso fenomeno. Si tratta di un testo che presenta alcune in-

novazioni, tra le quali, il riconoscimento del danno sociale subito dalle vittime. La nuova legge antiusura in discussione prevede l’istituzione di un fondo economico per il finanziamento, gli indennizzi per le famiglie e per le piccole e medie imprese, gli interventi per favorire la competitività e l’inclusione con il reinserimento nei circuiti finanziari legali dei soggetti vittime d’usura, azioni di assistenza e tutela alle vittime e potenziali vittime dell’usura. La proposta di legge, inoltre, ha ulteriori linee d’intervento, che riguardano tra l’altro: la promozione e il sostegno dell’associazionismo, le attività di comunicazione sui servizi offerti alle famiglie e alle piccole aziende in condizioni di sovra indebitamento, il sostegno a province e comuni per progetti di prevenzione.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

IL MIO IMPEGNO IN REGIONE LAZIO PER IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI LATINA, PER SONNINO E LE CITTÀ DEI MONTI LEPINI

I

l mio impegno per il territorio pontino - che è poi la parte che mi appassiona e coinvolge maggiormente sia a livello istituzionale che politico - si traduce nel costante rapporto di cooperazione con le comunità locali. Una collaborazione che non si limita ai soli ambiti di competenze ufficiali ma che com-

prende il sostegno a tutti i temi che mi sono stati sottoposti finora, alcuni dei quali portati a felice soluzione: sanità, opere pubbliche incomplete o da sollecitare, problemi legati al lavoro, riassetto della rete scolastica provinciale, viabilità di competenza regionale e dell’Amministrazione Provinciale di Latina.

SANITÀ

INTERROGAZIONE N. 87 DEL 27 LUGLIO 2010

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er quanto riguarda le problematiche legate alla sanità, ho proposto un’interrogazione a risposta scritta, la n. 87 del 27 luglio 2010, di cui si attende risposta e che reca il carattere di urgenza. Questa rappresenta uno dei primi impegni legislativi da me intrapresi a favore delle politiche sanitarie del territorio di cui sono espressione. L’interrogazione afferente alla situazione dell’ospedale San Carlo di Sezze, è stata sottoposta all’attenzione del Presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese proprio a presidio della difesa del diritto all’assistenza sanitaria per i cittadini dei monti Lepini, che potrebbe essere compromessa dalla chiusura ed il trasferimento dei servizi del citato ospe-

dale, così come stabilito nel Decreto del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini del 48 del 31 maggio 2010 recante il “Piano degli interventi per la riconduzione dell’offerta ospedaliera per acuti, riabilitazione postacuzie e lungodegenza medica agli standard previsti dal Patto per la Salute 2010-2012”, nel quale si prevede che entro il 31.12.2010 si darà mandato alle ASL territorialmente competenti di procedere al trasferimento ad altri presidi pubblici dell’attività “per acuti” attiva, tra gli altri, presso l’ospedale di Sezze. L’interrogazione è nata sulla considerazione dell’utilità della struttura e del principio secondo il quale la razionalizzazione delle risorse deve essere assolutamente compatibile con

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» l’interesse e le necessità dei cittadini. È bene sottolineare, infatti che l’ospedale San Carlo di Sezze svolge le proprie attività nelle specialità di “geriatria” e di “medicina generale” e che funge anche da padiglione del nosocomio Santa Maria Goretti di Latina grazie soprattutto al Day Surgery chirurgico, al Day Hospital, alla presenza dell’università, e ai reparti di chirurgia generale e di oculistica, rivestendo un ruolo strategico nell’offerta sanitaria dei Monti Lepini a beneficio dei cittadini

dell’area Nord della provincia di Latina. Alla luce dell’assoluta utilità che la struttura riveste per i cittadini, essa non può essere ridotta ad un mero poliambulatorio con strumenti per la diagnostica e snaturata del suo carattere ospedaliero. Dunque, mediante interrogazione, ho chiesto alla Giunta di verificare l’esigenza di salvaguardare il presidio ospedaliero di Sezze, evitandone di fatto la chiusura mediante la riconversione in Presidio Territoriale di Prossimità (PTP).

INTERROGAZIONE N.696 DEL 17/01/2012

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empre nell’ottica della difesa del diritto ad un’adeguata assistenza da parte del malato ho proposto un’altra interrogazione, presentata al Presidente del Consiglio regionale on. Mario Abbruzzese, in data 17/01/2012 e rivolta alla Presidente della Regione. Questa interrogazione nasce dalla rilevazione di un accadimento che attiene in primo luogo al diniego di un diritto di un malato e di cui si intende conoscere le ragioni ed in secondo luogo al sospetto da accertare circa l’integrità dei principi ispiratori che dovrebbero guidare l’operato della Asl di Frosinone. Dato il compito della Regione Lazio di presa in carico delle esigenze dei cittadini e considerato il mio ruolo di presidio delle politiche sanitarie regionali e di difesa delle giuste pratiche sanitarie, non ho potuto non farmi interprete del forte disagio vissuto da una signora residente nel Comune di Cervaro in Provincia di Frosinone e che si è vista, di fatto, negare i benefici della legge 104 dalla “Commissione medica per l’accertamento dell’handicap” della provincia di Frosinone, nonostante la documentazione di illustri personalità mediche che attestano le condizioni di forte disagio in cui è costretta a vivere. L’aver sollevato questa specifica problematica vissuta da una singola cittadina comune, credo che possa servire da esempio all’intera collettività, al fine di realizzare il bene comune. Credo che sia utile a questo punto ricostruire il travaglio vissuto dalla signora, che è purtroppo affetta da una grave patologia e, così come attesta la documentazione rilasciata dalla dottoressa Terribili, è bisognosa di assistenza e cure

mediche da effettuarsi settimanalmente nell’ospedale Agostino Gemelli di Roma, a seguito di alcune complicanze sul suo stato di salute, fortemente compromesso da un’operazione subita nel già citato ospedale e dopo essere stata sottoposta a chemio e radio terapia. Ricordo che la documentazione probante in possesso dalla signora è stata rilasciata dall’ospedale Agostino Gemelli di Roma, struttura di assoluto rilievo nel contesto sanitario nazionale. Nonostante tutti questi elementi, la “Commissione medica per l’accertamento dell’handicap” della provincia di Frosinone ha apposto il proprio diniego, lasciando la signora in uno stato di assoluta solitudine, resa ancora più insopportabile da quanto proferiva, al momento del ritiro del referto, un’impiegata della Asl di Frosinone, espressa in presenza di testimoni, «… qui se non hai la raccomandazione la 104 non la prendi». Di fronte alle difficoltà che vive una cittadina come tanti ho chiesto vivamente alla Presidente Polverini di conoscere le ragioni che sono alla base del diniego da parte della “Commissione medica per l’accertamento dell’handicap” della provincia di Frosinone per l’ottenimento dei benefici previsti dalla legge 104, in secondo luogo l’accertamento, con gli organi di legge, se nella ASL di Frosinone ci sia un sistema sorretto dalle raccomandazioni per l’assegnazione dei benefici previsti dalla legge 104 e, anche alla luce della nuova documentazione clinica e delle delicate condizioni psico-fisiche della signora, la possibilità di riconsiderare la decisione adottata dalla Commissione.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

SPORTELLI AGRICOLI DI ZONA

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no dei temi caldi discussi all’interno delle sedute della Commissione agricoltura, tenutesi all’indomani della pausa estiva, è stato il futuro degli Sportelli Agricoli di Zona, sui quali è stata espressa la volontà dell’assessorato competente in materia di razionalizzarli e ridurli a soli 5, uno per ogni Provincia. Al complesso dibattito ho partecipato trasmettendo le mie forti perplessità circa la riduzione in Provincia di Latina degli sportelli Saz. Mi sono battuta per far valere il principio

secondo il quale la razionalizzazione delle risorse non poteva avvenire ai danni degli agricoltori che avrebbero subito le conseguenza di una drastica riduzione di uno tra gli organismi al loro servizio. Grazie al mio manifesto impegno, condiviso da altri colleghi commissari, si è arrivati a mantenerne attivi 35 di cui 7 a Frosinone, 5 a Latina, 5 a Rieti, 12 a Roma e 6 a Viterbo. Nel dettaglio per la Provincia di Latina sono attivi: Aprilia, Fondi, Formia, Minturno e Terracina.

IMPEGNO PER GLI IMPRENDITORI PONTINI IN OCCASIONE DEL CONVEGNO DI UNINDUSTRIA DEL 15 MARZO 2011

I

l 15 marzo 2011 ho presenziato alla prima assemblea pubblica di Unindustria: l’unione degli industriali delle province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo. Durante l’Assemblea, tenutasi all’interno del Gran Teatro del Parco a tema “Rainbow MagicLand” di Valmontone, sono intervenuti: Aurelio Regina Presidente di Unindustria, Gianni Letta: Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed Emma Marcegaglia: Presidente di Confindustria. Ho condiviso a pieno l’intervento del Sottosegretario Letta, che in risposta all’esortazione lanciata al Governo dal presidente Aurelio Regina, ha parlato dell’importanza riconosciuta del “genio italiano” che ha reso grande la storia imprenditoriale del nostro Paese, e proprio alla luce della forza di questo fondamentale elemento, egli ha

esortato gli imprenditori ad avere un maggiore slancio per risultare vincenti nella competizione internazionale. Tuttavia, ho esposto il mio personale rammarico per l’esclusione della Provincia di Latina che rappresenta una realtà importante in termini economici. Il comparto industriale pontino contribuisce in modo assolutamente rilevante alla formazione del Prodotto Interno Lordo dell’intera Regione Lazio. È importante sottolineare il vitalismo che anima l’attività imprenditoriale dei numerosi industriali pontini, che difendono strenuamente la competitività dei loro prodotti. Ho voluto infine ricordare che nella provincia di Latina sono concentrate delle eccellenti realtà industriali di assoluto rilievo non solo per il contesto laziale ma anche nazionale.

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«Sonnino con Me in Regione Lazio»

DAI DISTRETTI INDUSTRIALI ALLE RETI D’IMPRESA

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ai distretti industriali alle reti d’impresa” è il titolo dell’incontro che si è tenuto nella sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, il 5 luglio 2011, organizzato dalla commissione Piccola e media impresa, commercio e artigianato. L’incontro - convegno, che ha avuto come obiettivo la verifica dello stato dell’arte sui distretti industriali a dieci anni di distanza dalla loro legge istitutiva e su come sviluppare l’impianto di Reti d’impresa al fine di stimolare la competitività, la ricerca e lo sviluppo. Il convegno ha segnato la partecipazione dei rappresentanti di quasi tutte le associazioni degli imprenditori, degli artigiani e delle cooperative del Lazio, dei maggiori sindacati e i vertici delle agenzie regionali Sviluppo Lazio, Filas e Bic. In apertura dei lavori è stato riconosciuto alla

commissione il buon lavoro svolto per aver licenziato in tempi stretti strategici provvedimenti come la legge sullo Sba, la quale permetterà di semplificare l’intera normativa di riferimento a beneficio di una migliore e veloce operatività per le micro, piccole e medie imprese. È da questi rilevanti incontri che si possono e si devono ricercare le ragioni politiche e amministrative per sostenere maggiormente il sistema produttivo laziale, e continuare a mantenere alti i livelli di competitività e occupazione in un momento storico particolarmente difficile per la recessione economica ancora in evoluzione. L’attuale rappresentanza politica della Regione Lazio e le organizzazioni industriali della piccola e medie impresa devono per queste ragioni rimane uniti per consegnare risposte certe alle migliaia di aziende e al territorio.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ

STABILIZZAZIONE DEI LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI

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on perdendo di vista gli obiettivi programmatici, sono riuscita a dirimere la spinosa e controversa questione del futuro dei lavoratori socialmente utili (LSU) dei Comuni della Provincia di Latina, l’unica a non aver ancora provveduto alla stabilizzazione dei lavoratori. Una vicenda davvero molto delicata sulla quale si è prodotta una pubblicistica demagogica che non si è arrestata neanche davanti alla determina dirigenziale del Direttore Vicario della Direzione Regionale Formazione e Lavoro, con la quale si statuiva il sostegno economico agli enti gestori che hanno effettuato le assunzioni o avviato le relative procedure entro il 31/12/2010. Il mio impegno personale è stato quello di riu-

scire ad ottenere dall’Ente Regionale la citata delibera di conferma al Piano di sostegno per la ricollocazione occupazionale di tutti i LSU e approvare, contestualmente, il piano dei costi per il triennio 2012-2014. È bene sottolineare che questi provvedimenti sono stati attivati unicamente per la nostra Provincia, dietro mia diretta sollecitazione. È stato un risultato importante che persegue la strada del contrasto alla precarietà grazie anche al lavoro sinergico posto in campo con l’Assessore al Lavoro e alle Politiche Sociali, Mariella Zezza. Il mio impegno sta proseguendo nel coinvolgere i Comuni attenti a questa problematica, nell’accogliere i lavoratori socialmente utili rimasti fuori dalla stabilizzazione.

SETTORE SCUOLA

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l settore scolastico ha rivestito per me un ruolo di primaria importanza sin dall’inizio della IX legislatura. Credo fermamente nell’importanza di addivenire a soluzioni condivise in special modo in quei settori che investono la famiglia, i minori e i ragazzi. Mi sono fatta portavoce delle istanze dei vertici del settore scuola della Provincia di Latina infuse nel nuovo piano di dimensionamento scolastico dei 33 comuni del territorio pontino, concertato dal Presidente Armando Cusani con i dirigenti scolastici e con le famiglie. La Regione Lazio ha accolto le giuste sollecitazioni di cui mi sono fatta portatrice e che

sono state risolte anche grazie alla preziosa collaborazione dell’assessore all’istruzione Sentinelli. Una in particolare riguarda il 7° Circolo Didattico Latina che vanta la presenza di 1068 alunni e che, al contrario di quanto temevano la dirigenza, il corpo docente e i genitori, non è stato smembrato ma anzi ha potenziato il percorso fiduciario con le migliaia di studenti e le relative famiglie ad evidente vantaggio della formazione scolastica ed umana. Per queste ragioni, pur condividendo la logica economica che era alla base del dimensionamento, ho accolto l’esigenza espressa dai docenti e dalla dirigente e ho ritenuto doveroso

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» esaminare con cura le loro proposte, evitando di caricare la problematica di concetti demagogici e impegnandomi affinché l’assetto scolastico richiesto fosse accolto seguendo solo un concetto per me fondamentale: dare valore allo sviluppo umano e culturale che coinvolge la totalità della persona e non si esaurisce nei freddi numeri.

In linea con questo principio e in virtù del mio diretto interessamento, la Giunta Regionale e l’Ufficio Scolastico Regionale hanno accolto di buon grado le mie sollecitazioni che hanno condotto all’istituzione di 12 Istituti Comprensivi a Latina e di 4 Istituti Comprensivi a Formia.

PROTEZIONE CIVILE DI TERRACINA

I

l presidente del 98° Nucleo di Protezione Civile di Terracina dell’Associazione nazionale Carabinieri, Serafino Pontillo, mi comunicava ufficialmente ad ottobre scorso i disagi che il gruppo terracinese stava subendo a causa del mancato rinnovo dell’autorizzazione a rimanere all’interno della sede operativa posta in via del Molo. Luogo che ospitava i soli mezzi tecnici necessari per svolgere le attività che l’associazione di protezione civile si è conferita per statuto. Ricordo, che i servizi d’istituto del 98° Nucleo di Protezione Civile di Terracina dell’Associazione nazionale Carabinieri, sono svolti in favore della popolazione di Terracina, ma anche per quella di San Felice Circeo, Monte San Biagio, Fondi, Sabaudia. Da ottobre scorso, quindi, il problema era trovare una nuova e confacente sede all’associazione. Con il presidente Pontillo e il dirigente regiona-

le compente per materia, abbiamo individuato nell’immobile dell’ex “Dogana” di Terracina il luogo giusto per ospitare mezzi e uomini della benemerita associazione di protezione civile. Dopo lo sgombero degli occupanti abusivi dello stabile, definito con un’ordinanza del Sindaco, eseguito dalla Polizia Locale, Carabinieri e Capitaneria di Porto, la struttura è adesso in fase di ristrutturazione. Una volta conclusi gli indispensabili lavori e redatta in via definitiva l’autorizzazione regionale a occupare lo stabile da parte dell’associazione di protezione civile, la stessa avrà un presidio permanente di pregio per un tempo che la Regione Lazio riterrà congruo. Sarà mia cura continuare a seguire l’iter burocratico in Regione Lazio. L’autorizzazione sarà rilasciata al presidente Pontillo, il quale potrà programmare insieme agli enti territoriali il lavoro da svolgere per l’imminente stagione balneare.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

EMERGENZA SICUREZZA STRADALE NEL COMUNE DI S.S. COSMA E DAMIANO

A

l grido di allarme lanciatomi dall’amministrazione comunale di Santi Cosma e Damiano, non ho esitato a rispondere prontamente. Mi sono recata personalmente sul luogo, valutando la pericolosità del costone roccioso che sovrasta il centro storico del Comune ed il rischio frana della strada provinciale che collega il borgo medievale di Ventosa. Su mia sollecitazione, la Regione Lazio sta lavorando concretamente alla messa in sicurezza dell’area. La Pisana ha deciso quindi di farsi carico delle spese per l’istallazione di reti paramassi sulla parete laterale. Il genio civile di Latina ha

effettuato una serie di campionamenti sull’area che è stata suddivisa in tre punti nei quali sono stati posizionati dei sensori laser scanner per definire la qualità e quantità dell’intervento. A questa seguirà una seconda fase incentrata sullo sgaggio dei massi movimento e l’installazione di reti di protezione. Per la realizzazione dell’opera sono riuscita ad ottenere dalla Regione Lazio un finanziamento di circa 200 mila euro. Ricordo che l’operazione sarà svolta in sinergia con la Provincia di Latina che ha stanziato ulteriori 400 mila euro per proseguire in una serie di opere volte al restyling di via Cavour.

SOSTEGNO AL COMPARTO DELLA PESCA AUDIZIONE CON I PESCATORI PONTINI

I

n qualità di consigliere regionale del Lazio, espressione del territorio pontino che tra le sue bellezze naturalistiche vanta una splendida costa, non ho potuto non farmi interprete e portavoce delle gravi difficoltà vissute dal comparto della pesca. Ho fortemente voluto che in Audizione in Commissione Agricoltura, che è la sede idonea per l’esposizione delle problematiche vissute dal comparto, prendessero parte coloro che vivono queste problematiche tutti i giorni sulla loro pelle e sulle sorti delle loro famiglie, allo scopo di fare il punto sullo stato dell’arte della vicenda. La crisi vissuta dai pescatori pontini e più in

generale dall’intero comparto regionale della pesca, ha una portata tale per cui si rischia di arrivare all’estinzione di uno tra gli elementi caratterizzanti l’economia del mare dell’intera Regione e di tante città, la cui economia si fonda su questa attività centenaria, che si tramanda da generazione in generazione. La recente approvazione in Consiglio regionale dell’importante provvedimento sulla Tracciabilità dei prodotti agricoli ed agroalimentari, non ha rappresentato per i pescatori la giusta ed adeguata tutela del comparto, autorevolmente da loro rappresentato. Oltre alle insostenibili spese di gestione delle proprie imbarcazioni, derivanti anche da un

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«Sonnino con Me in Regione Lazio»

aumento considerevole del prezzo del carburante, ciò che sta mettendo in ginocchio la pesca è anche la provenienza di pesce da altre regioni e Stati, che impropriamente ed illegalmente viene venduto ed acquistato come prodotto locale. I pescatori pretendono, giustamente, che il loro lavoro venga preservato e che si arrivi finalmente ad una completa ed efficace tutela del pescato della nostra costa. Sotto accusa è finita la restrizione sulle maglie delle reti da pesca locale da sempre praticato e anche il provvedimento comunitario sulla licenza a punti, divenuto legge in seguito alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, in data 1 febbraio 2012. Il provvedimento si pone l’obiettivo di contrastare l’illegalità e di premiare i pescatori che rispettano le regole. Tuttavia, questo provvedimento è stato considerato punitivo verso un comparto che vive una situazione di grave crisi. Credo infatti che accanto al meccanismo di contrasto all’illegalità, occorre mettere in atto una seria ed organica politica di sostegno e riconversione dell’intero comparto. Inoltre, sottolineo come esista un filo sottile che lega il destino degli agricoltori e pescatori: il lavoro duro ed usurante ed un riconoscimento pensionistico, purtroppo minimo. Alla luce di tutto questo, è compito di noi membri dell’intera commissione agricoltu-

ra, in sinergia con l’Assessorato preposto in materia, avviare un processo volto al rafforzamento di questo settore. Perché nessun cittadino della costa vuole vivere la pesca come un’attività relegata al solo ricordo, ma, alla luce dei sacrifici di tanti uomini e donne di mare, occorre intensificare i controlli sul pesce di provenienza estera ed attivare delle misure che procedano in tal senso, affinché non risulti più conveniente procedere all’arresto definitivo dell’attività della pesca ed alla relativa demolizione delle imbarcazioni, come incentivato dal premio di arresto definito, ai sensi dei regolamenti CE 1198/2006 /e 498/2007 e del decreto di attuazione. Tutto questo, con danno gravissimo all’occupazione ed all’economia della Provincia di Latina e del Lazio. Alla luce di tutto questo credo che il Bando per la predisposizione, presentazione e selezione delle proposte di Piano di Sviluppo Locale dei Gruppi di Azione Costiera, per il quale sono stati stanziati 870, 000 euro, rappresenti una misura utile per il sostegno al mondo della marineria. Superando l’approccio del sostegno a breve termine sulle conseguenze economiche, sociali e ambientali, legate all’esaurimento del patrimonio ittico, esso permette alle comunità che vivono di pesca di creare nuove e sostenibili fonti di reddito e di migliorare la loro qualità della vita. Con questo bando, infatti, si da attuazione

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” all’Asse IV del Fondo Europeo per la Pesca (FEP) 2007/2013 orientato alla conservazione ed allo sfruttamento sostenibile delle risorse marine, allo scopo di selezionare i migliori Piani di sviluppo locale presentati dai Gruppi di Azione Costiera (GAC), espressione del partenariato tra pubblico e privato ed in grado di operare secondo un approccio che proceda dal basso verso l’alto. A conclusione dell’Audizione svoltasi in Commissione Agricoltura alla quale hanno preso

parte, Angelo Grilli – presidente Coop di Anzio, Fedele Cicatello – presidente Coop di Civitavecchia, Gennaro Del Prete – presidente Coop di Fiumicino, Damiano Colozzi – presidente Coop di Gaeta, Vincenzo Marigliani – presidente Coop di Terracina, Antonio Alla – Consigliere Coop di Terracina, si è deciso di avviare un tavolo tecnico per arrivare quanto prima al rafforzamento del comparto della pesca, insistendo sulla competitività del pescato locale.

MOZIONE (EX ART. 30 NUOVO STATUTO REGIONE LAZIO E 91 REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE) OGGETTO: PARCO NATURALE REGIONALE MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI. NUOVA PERIMETRAZIONE

I

l mio impegno sul territorio si sta concretizzando con la predisposizione di un progetto di mozione, analizzato attraverso tavoli tecnici, sul Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, istituito con L.R. 21/2008, che comprende parte del territorio dei comuni di Amaseno, Monte San Biagio, Castro dei Volsci, Pastena, Roccasecca dei Volsci, Sonnino, Terracina, Vallecorsa, Lenola e Fondi. Con la citata mozione si impegna il Presiden-

te della Regione a promuovere un tavolo di concertazione con gli Enti Locali interessati, nonché con l’ATC LT/2, per creare un nuovo assetto generale dei Parchi al fine di verificarne, sotto il profilo politico, sociale, economico e scientifico, la nuova perimetrazione, affinché possano realmente incentrare la tutela esclusivamente alle aree e siti di particolare valore storico e naturalistico anche attraverso ipotesi di accorpamento.

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IMPEGNO PER SONNINO

STRADA SONNINESE

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er la sicurezza stradale degli oltre 1200 chilometri di strade provinciali, l’obiettivo del governo di centro destra della Provincia di Latina, in qualità del Presidente Armando Cusani, è stato impostato su due direttrici di intervento: l’umano e l’infrastrutturale. Con questi presupposti l’Ente ha avviato sostanziali lavori di messa in sicurezza di tante strade provinciali. Molte delle quali nel recente passato rimaste ai margini degli interessi degli amministratori pubblici. Tra gli importanti lavori che si stanno eseguendo per il Comune di Sonnino, c’è la messa in sicurezza della Strada Provinciale Sonninese, così come da me fortemente sollecitato, che sta interessando la sistemazione del suo piano viabile nel tratto compreso tra il km. 2+600 al km. 3+600 circa. Il primo lotto di lavori sta prevedendo la rettifica di alcu-

ne curve e l’adeguamento della carreggiata unica a due corsie di marcia da 3,50 metri ognuna, al fine di una classificazione della stessa alla Categoria F1 del D.M. 5 novembre 2001. In altre parole per l’adeguamento della strada a una categoria superiore, data l’intensità del traffico. L’intervento di allargamento contempla l’eliminazione degli spuntoni di roccia e la realizzazione di muri di contenimento del tipo “a faccia-vista”, a monte e a valle della strada, la realizzazione della nuova pavimentazione in conglomerato bituminoso, l’installazione di alcuni tratti di guard-rail e la realizzazione della segnaletica orizzontale e verticale nel tratto interessato, per un importo di 1.000.000,00 di euro. La seconda tranche prevederà invece la sistemazione del piano viabile nel tratto compreso tra il km. 1+500 al km. 2+600 circa. L’intervento consisterà nel proseguimento dello stralcio delle opere del

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio” I° lotto, quindi nella rettifica di alcune curve e nell’adeguamento della carreggiata unica a due corsie di marcia da 3,50 mt. La terza parte dei lavori, regolerà la realizzazione del marciapiede lungo la S.P. Sonninese e Consolare II° per 1, 2 km, finalizzati alla messa in sicurezza dei pedoni, alla regimentazione delle acque meteoriche, nonché all’adeguamento di alcune intersezioni, in particolare, ricaden-

ti all’interno di nuclei abitativi interferenti le SS.PP. Sonninese e Consolare II° (Ingresso al paese, Sonnino Scalo, Capocroce, Frasso, ecc.). L’importo dei lavori è di 1.100.000,00 di euro. Infine, l’ultima parte delle opere includerà la realizzazione del II° Lotto di marciapiede S.P. Sonninese e Consolare II° per km. 1,2 con le stesse caratteristiche del primo lotto per un importo dei lavori di 1.100.000,00 di euro.

CIVICO CIMITERO

N

ell’interesse dei cittadini di Sonnino mi sono fatta promotrice, in accordo con gli uffici tecnici e finanziari della Regione Lazio, dei lavori di restyling del civico cimitero sonninese. Mi preme informare i cittadini che il finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio, pari ad euro 185. 000, dietro mio interessamento, è stato diretto alla ricostruzione dei 40 loculi distrutti dal cedimento del convento, oltre alla ristrutturazione dell’ufficio del custode,

la realizzazione ex novo di un servizio igienico adatto anche per le persone diversamente abili, il ripristino della igienicità dei luoghi interessati dal crollo, l’ottimizzazione dei giardini interni ed esterni al luogo di culto, la potatura degli alberi che più di qualche problema stanno arrecando. Lavori di non poco conto, che hanno impegnato una somma importante del bilancio regionale.

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«Sonnino con Me in Regione Lazio» RESTAURO DELLA CHIESA SAN GIOVANNI BATTISTA

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er la Chiesa di San Giovanni Battista di Sonnino mi sono fatta promotrice della sblocco di 93 mila euro da parte della Regione Lazio e quindi della prosecuzione dei lavori intrapresi illo tempore. A testimonianza dell’alto valore culturale e artistico della struttura, mi preme rendere noto il rinvenimento di una lapide di marmo datata 1617 con una scritta in Latino che era celata nell’altare. La scritta, a una prima analisi del parroco don Felice Aquino, racconta di un cittadino che ha voluto lasciare a imperitura memoria la dedi-

cazione delle messe commissionate in suffragio alla sua trapassata anima. Come i cittadini ricorderanno, il finanziamento alla Chiesa di San Giovanni Battista era stato accordato dalla Regione Lazio e rientrava in un lungimirante percorso di restauro, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli edifici di culto di valore artistico e archeologico di alcune Chiese della Provincia di Latina e del Lazio. Si sta proseguendo con i lavori per il rifacimento degli intonaci, la sistemazione del cassettone di legno, il ripristino dell’impianto elettrico, oltre a restaurare i dipinti ubicati sotto il tetto.

NATALE NEI LEPINI

L’

anno 2011 ha dato il via al progetto da me voluto e promosso “Natale nei Lepini”, un percorso di sostegno all’industria turistica del territorio della provincia di Latina che nell’occasione ha coinvolto le comunità di Priverno, Sonnino e Maenza. Natale Lepini nasce dalla volontà di tornare al significato più autentico del Natale, festività sacra da condividere insieme. Convinta dell’importanza di questo principio ho voluto farmi promotrice di una serie di eventi che si sono tenuti per le festività natalizie nelle località più suggestive dei monti Lepini ornate per l’occasione da un grande albero di Natale, da me allestito nel borgo medievale di Fossanova e nella piazza di Maenza. Priverno, Sonnino, Maenza e Fossanova sono state la scenografia di manifestazioni che hanno unito insieme i cittadini di ogni età, tornando a condividere la gioia del Santo Natale. L’evento “Arriva Babbo Natale” ha interessato tutte le scuole del comune di Sonnino e il 7° circolo didattico di Latina. L’arrivo di Babbo Natale è stato un passaggio chiave della

manifestazione. Purtroppo, in tempo di profonda crisi vissuta dalle famiglie, Babbo Natale rappresenta per i più piccoli una lucina di speranza per un futuro migliore. Inoltre, è importante che i fanciulli tornino a credere e a riconoscersi nelle figure fiabesche. Nella società odierna essi crescono troppo in fretta e spesso il mondo dell’infanzia è dominato da giochi elettronici che inducono all’isolamento, limitandone la fantasia. In uno tra i centri medievali più belli dei monti Lepini che è Priverno, città d’arte, si è svolto l’arrivo di Babbo Natale con gli sbandieratori”. La piazza del comune, nella quale si erge l’antico palazzo comunale risalente al XIII secolo, è stata la cornice dell’evento che ha voluto catturare l’interesse dei più piccini e degli adulti che si sono lasciati affascinare dalle acrobazie compiute da un gruppo di grandi professionisti: gli Sbandieratori del Ducato Caetani di Sermoneta, che da anni promuovono l’antica arte della bandiera a rievocazione di ataviche battaglie ed ai quali va il mio più profondo apprezzamento per il loro operato a difesa di un vero e proprio patrimonio folkloristico-culturale da tramandare.

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“Insieme per Crescere nel Nostro Territorio”

Eventi come questi stimolano l’immaginario fantastico dei più piccoli e rappresentano un’occasione di condivisione e socializzazione. Anche gli adulti si sono lasciati tentare da un ritorno al mondo della propria infanzia, rievocando cari ricordi. La drammatizzazione del Presepe che si è tenuta nello splendido borgo medievale di Fossanova e nello splendido centro storico di Sonnino, è stato tra gli eventi più suggestivi e densi di significato. Trovo che negli anni, infatti, si stia perdendo il senso cristiano del Natale ed il Presepe vivente ha voluto invece riportarlo al centro

dell’attenzione degli spettatori, che hanno rivissuto il momento sacro e toccante della nascita di Gesù Bambino, che si è avvalsa di contesti unici. La mia attività politica si lega al mio radicato attaccamento al territorio, alle sua arte, alla storia ed alle tradizioni ed il mio obiettivo è e sarà sempre quello di valorizzarlo al meglio, esaltandone le potenzialità attrattive. Il ringraziamento più significativo per me è vedere i cittadini tornare a vivere le piazze, come è stato durante la sagra delle crespelle da me organizzata a Maenza per non dimenticare le antiche tradizioni culinarie delle nostre terre.

«La mia attività politica si lega al mio radicato attaccamento al territorio, alle sua arte, alla storia ed alle tradizioni ed il mio obiettivo è e sarà sempre quello di valorizzarlo al meglio, esaltandone le potenzialità attrattive»

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Sonnino, elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012

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er la mia inderogabile voglia di impegnarmi, mi candidato alle prossime amministrative come Consigliere al Comune di Sonnino nella lista civica “Nuovo Progetto per Sonnino”. Un gruppo di uomini e donne guidate dal candidato a sindaco Lorenzo Magnarelli, che ha intenzione di cambiare, in meglio, le sorti della gestione politica e amministrativa della Nostra Sonnino. Per il Nostro Paese si può aprire una stagione nuova, all’insegna della preparazione e della trasparenza: due assiomi fondamentali per dimostrare che la politica è ancora in grado di raccogliere consenso per un progetto d’insieme, capace di realizzare un concreto sviluppo sociale, culturale ed economico. ‘Politica vuol dire realizzare’, affermava il

grande statista e politico Alcide De Gasperi. Il mio obiettivo in politica è - e sarà sempre - quello di operare al servizio del cittadino e delle comunità locali, per lasciare un segno di cambiamento quanto più durevole possibile, capace di guardare al futuro con trasparenza e spontaneità, realizzando occasioni di sviluppo tangibile, di promozione e valorizzazione per il NOSTRO Territorio. L’invito – appello che posso rivolgere ai Voi Concittadini è di sostenere concretante con il VOTO il cambiamento in corso. Voi cittadini infatti nel prossimo appuntamento elettorale dovrete sentire profondamente la responsabilità del vostro voto, che potrà contribuire a far cambiare il corso della storia dell’amministrazione comunale sonninese.

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BIOGRAFIA

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ina Cetrone nasce a Terracina il 2 maggio del 1971, è sposata ed ha un figlio. Terminati gli studi, si dedica alla gestione dell’azienda agricola di famiglia, impegnata da generazioni nella produzione e commercializzazione di olio extra vergine di oliva della Cultivar Itrana e per il quale ha ottenuto ambiti riconoscimenti per l’alta qualità sia in ambito nazionale che internazionale. Durante la fase di crescita professionale, sente intensificarsi l’interesse per le vicende politiche che coltiva accanto alla gestione contabile e amministrativa dell’azienda di proprietà del suocero, la cui mission aziendale è la produzione e vendita su scala internazionale di prodotti in vetro cavo per alimenti. Per sensibilità e formazione è vicino all’area politica del centro destra italiano, fino a quando, nel 1994, si riconoscerà pienamente nei valori e nel manifesto programmatico del neonato partito di Silvio Berlusconi: Forza Italia e in seguito nel Popolo della Libertà.

Al 6 luglio del 2009 risale il suo debutto sulla scena politica. Allora, infatti, si candiderà come consigliere provinciale di Latina nella lista del Pdl di Armando Cusani, nei seggi di Priverno e Roccagorga. A conclusione della tornata elettorale, il neoeletto Presidente Armando Cusani, le conferirà la nomina di Delegata Provinciale per la Valorizzazione dei Prodotti Locali, del Marketing e Promozione Territoriale. Da quel momento, inizia il suo impegno per la valorizzazione del territorio e subito dopo le elezioni, per mantenere vivo il contatto con i cittadini, aprirà un Punto di ascolto nel comune di Priverno. Dal 2010 ricopre per il Pdl la carica di Consigliere regionale del Lazio, con l’incarico di Vicepresidente della Commissione Piccola e Media Impresa, Commercio e Artigianato, Vicepresidente della Commissione Speciale Sicurezza e Prevenzione degli Infortuni sui Luoghi di Lavoro ed è membro della Commissione Agricoltura.

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Gina Cetrone - Con Me in Regione Lazio