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LIFE PEOPLE MAGAZINE

www.lifepeople.it

S. Ventura, A. Moschillo (Marchio Richmond), lo scrittore A. Parker nel backstage della sfilata Richmond

Attualita’

in copertina AIVIA modello Richmond

WWW.LIFEPEOPLE.IT

LIFE PEOPLE - GIUGNO 2008 N°10

® N. 10 - GIUGNO 2008 - € 3,00

HARRP La manipolazione del clima

Inchiesta

Top secret

Scienza

Norvegia, bagliori nel cielo

Moda

Yves Saint Laurent, la moda oltre la morte

Misteri

Una mappa che ha 120 milioni di anni

Biografie

Robert Redford, il volto angelico della ribellione

John Richmond

La moda mare 2008

presentata dallo scrittore A. Parker


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EDITORIALE L’editore G.B.

Caro politico... c

... he tu sia un politico di destra o sinistra poco importa. Quello che è importante è che con le tue mani, ed attraverso le tue azioni, gestisci i destini ed i sogni di chi non ha nessun potere, nessuna voce, nessuna speranza. Anzi, forse sarebbe meglio dire “attraverso le azioni che non fai”, attraverso l’elusione delle tue responsabilità commetti quotidianamente un delitto gravissimo, che grida vendetta al cospetto del cielo: l’uccisione della speranza nei poveri, negli emarginati, negli ultimi dei tuoi connazionali, che hai imparato cinicamente a conoscere solo con il nome di “elettori”. Ogni volta che un papà non riesce a portare a casa il necessario per far vivere decorosamente i suoi figli, ogni volta che ad una famiglia viene staccata l’erogazione della luce o del gas, ogni volta che un giovane intelligente e capace deve lasciare gli studi perché non ce la fa a pagare affitti da strozzini, ogni volta che si verificano queste piccole grandi tragedie umane, uno di voi politici dovrebbe perdere il posto di lavoro ed essere mandato a casa per ‘responsabilità oggettiva. Uno di voi a caso, magari estratto a sorte in pubblica piazza. Forse solo così comincereste a fare veramente qualcosa per chi soffre, qualcosa che non a colore o schieramento, qualcosa chiamato, il vostro dovere . Vogliamo dirvi che siamo stanchi della politica dei bei sorrisi e delle grandi rassicurazioni, non ce ne frega un cazzo di avere ragione e di essere ascoltati senza poi fare realmente qualcosa, muovete i vostri culi dalle poltrone e sudate. Sudatevolo questo stipendio e questa popolarità a cui tanto ambite. Caro politico, se tu scegli i poveri devi stare dalla loro parte, qualunque cosa questa scelta ti costi. Chi sceglie veramente i poveri non è solo a loro favore, ma sceglie di stare dalla loro parte. Sono due atteggiamenti molto diversi, ma questo sicuramente lo sapete bene………….

Life People 7


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“NESSUN DORMA PROPONE” il Giovedi del Nessun Dorma: aperitivi e live Giovedi 5 giugno "Miami ane the Groovers - light rock Giovedi 12 giugno "Marco Battisti" Voce e Chitarra acustica "talenti intonati" Giovedi 19 giugno "Javier - Di Meo" DUO EDUARDO JAVIER MAFFEI SASSOFONI, MARCO DI MEO CHITARRA Giovedi giugno 26 tributo a VASCO - "I VERI" in concerto e in collaborazione con i DJ de LA CREME STAFF le Domeniche del Nessun Dorma - dalle ore 19:00 8 giugno Marco BRANDOLINI violino elettrico, Luca T. sax, Roberto C. percussioni 15 giugno Dj DJango "soul groovers, funky nuggets & nu jazz" Baia Flaminia - Pesaro | Info e prenotazioni T 0721 25367


AT T U A L I Tà

Harrp. La manipolazione del clima

S O C I ETA ’

China export... children

i n c h iesta

Top Secret

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Norvegia, Bagliori nel cielo

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scie n z a

eco n o m ia

Telefonia mobile, la nuova alleata della pubblicità

Media

YouTube ridisegna il giornalismo televisivo I siti ficcanaso

c U R I O S I TA ’

Matrimoni nel mondo

S u m m er

El Sol de l’amor, l’estate 2008 ha il suo tormentone impegnato

S torie di successo

Mirella, la sirena del piccolo schermo

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Moda Mare Richmond 2008 Consigli di look, la guida infallibile

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Yves Saint Laurent La moda che vince la morte

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Robert Redford, il volto angelico della ribellione

L i f e S t y le

Villa delle Rose. Regina della notte

I l Mo n do di A la n

I nuovi talenti

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Europei 2008, Gli Azzurri a caccia della “doppietta”

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S p ort

Motori

BMW X6 l’ultima frontiera del SUV Neander. Il diesel su 2 ruote

mISTERI

La mappa che ha 120 milioni di anni

D esi g n

Il Design diventa arte Artdécò la comunicazione diventa polisensoriale Il soffice mondo di Puffla

A rte

Per intima consonanza. Poesia, forma e colore

V ia g g i

Week-end a Tunisi

Giugno 2008

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B io g ra f ie

index

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Moda

LIFE PEOPLE

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Robert Redford

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Direttore Editoriale Giacomo Bertulli Dialoga con l’editore Indirizzo Messenger giacomo.bertulli@libero.it

Direttore Responsabile Francesco Sabbatucci Management Grafico Gianni Gulletta

Servizi giornalistici: Katia Ancona Federico Formica Matteo Garofoli Federico Sperindei Giovanni Zerba Alan Parker (www.myspace.com/alanparker28) Consulenze legali rivista Life People Studio del dott. Matteo Andreoni

Servizi per la moda Giovanni Furlani Fotografo, Via einaudi 112/a, Z.I. Bellocchi, Fano (PU) Cell 340/7245855 info@giovannifurlani.com Studio fotografico d’appoggio Thomas Lunghi Studio Uno Fano via IV Novembre tel 0721 827343

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Autorizzazione del Tribunale di Pesaro n°546 del 18/12/2007 Marchio protetto da Copyright


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Attualità

HARRP

LA MANIPOLAZIONE DEL CLIMA

by Federico Sperindei

S

ulla decisione statunitense di non aderire al protocollo di Kyoto aleggia un interrogativo, tanto ovvio da sembrare ingenuo, che va oltre qualsiasi valutazione dei vantaggi economici o politici della scelta. Perché gli USA rifiutano di affrontare un problema che minaccia la loro stessa sopravvivenza, insieme a quella dell’intero pianeta? A cosa serve conservare una posizione di vantaggio in un mondo destinato alla distruzione? Se da una parte nasce il sospetto che l’America non abbia davvero a cuore il destino dei suoi nipoti, dall’altro l’atteggiamento degli States sembra quello del tossico che pensa “tanto prima o poi smetto” e nel frattempo continua a farsi del male, in modo forse irreparabile. Analizzando più a fondo la questione dei cambiamenti climatici e delle possibili contromisure, tuttavia, s’intravede un’ipotesi altra e sconvolgente: l’eventualità che gli USA si preparino a difendersi dal surriscaldamento globale non favorendo il ripristino delle condizioni naturali dell’atmosfera, bensì controllando artificialmente il clima. I mass media ne parlano poco Life People 12

ma l’ipotesi non è così fantascientifica, se è vero che già nel 1890 il governo degli Stati Uniti finanziò un esperimento (fallito) che tentava di provocare artifcialmente la pioggia sparando cannonate in cielo, o che in tempi meno preistorici (1946) lo scienziato Vincent J. Schaefer riuscì a provocare una nevicata volando con un aereo nel cielo di Pittsfield, in Massachusetts, e spargendo un chilo e mezzo di ghiaccio secco tritato all’interno di uno strato nuvoloso sopraffuso. Oggi, anche se l’attenzione di giornali e tv si concentra esclusivamente sul problema dell’effetto serra, gli esperimenti sul controllo del clima continuano in uno stato di semi-segretezza ed hanno soprattutto un nome: programma HARRP. L’HARRP (High-Frequency Active Auroral Research Program), con sede a Gokona (Alaska) esiste dal 1992 ed è giunto al suo stadio definitivo nel 2007, finanziato da aviazione, marina e Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata del Dipartimento della Difesa statunitense. Il suo scopo


è lo studio delle proprietà della ionosfera e della possibilità di alterarla concentrando su un suo punto l’enorme potenza di un riscaldatore ionosferico: la potenza delle radiazioni utilizzate sarebbe in grado di modificare fisicamente la ionosfera, variandone la composizione molecolare e producendo verso la terra un effetto-lente in grado di provocare, a seconda delle frequenze d’onda utilizzate, cambiamenti climatici, la disgregazione di processi mentali umani e forse effetti sui movimenti tettonici. HAARP può inoltre causare blackout e distruggere le centrali elettriche di intere regioni. Nonostante lo scopo ufficiale dell’HARRP sia quello di studiare possibili miglioramenti delle telecomunicazioni o delle comunicazioni radar, è inevitabile il sospetto che le manovre americane guardino a un possibile uso militare delle manipolazioni climatiche, nella prospettiva di una guerra metereologica che sarebbe forse anche più temibile di quella nucleare o chimica. Del resto, va detto, questo genere di sperimentazioni non sono un’esclusiva degli Stati Uniti: in Cina vengono investiti oltre 40 milioni di dollari all’anno per progetti sulle manipolazioni atmosferiche e il governo cinese ha promesso al Comitato Olimpico Internazionale che le prossime Olimpiadi si svolgeranno sotto il sole a costo di alterare il clima. E’ evidente come, sfruttando le potenzialità dell’HARRP, il meteo possa essere utilizzato a livello militare con scopi difensivi o offensivi, o addirittura come deterrente per mantenere il controllo sui cosiddetti paesi pericolosi. Ancora una volta, la prospettiva è meno lontana di quanto si vorrebbe credere. Basti pensare alla cosiddetta operazione Popeye, messa in atto dagli USA durante la guerra in Vietnam: irrorazione di sostanze chimiche sulle nubi del Vietnam, della Cambogia e del Laos, allo scopo di provocare piogge intense ed estendere la stagione dei monsoni al Vietnam del Nord, arrecando al nemico danni come la distruzione di strade e raccolti. C’è poco da sorprendersi, quindi, se nel 1996, durante l’amministrazione Clinton, l’Air Force americana lanciò un programma di sperimentazioni dal titolo “Il clima come forza moltiplicatrice: possedere il clima entro il 2025”: “Nel 2025 – si legge sul programma - le forze aerospaziali USA potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. [...] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici su misura, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”. Oggi le sperimentazioni sul controllo climatico non hanno ufficialmente alcuno scopo militare, eppure le situazioni sospette sono ovunque e, a volersi spingere in là con le ipotesi, c’è persino da dubitare sulle vere origini di alcuni disastri climatici degli ultimi anni. I mezzi di comunicazione si concentrano sugli effetti del surriscaldamento globale in Europa o negli USA, ma non sottolineano il fatto che molti fenomeni devastanti, e parzialmente inspiegabili, si sono concentrati in paesi che la politica di guerra preventiva americana riconosce come bersagli. Siamo nel campo del puro sospetto, ma non possiamo non notare, per esempio, come dagli anni 90 i fenomeni metereologici della Corea del Nord siano stati caratterizzati da un susseguirsi anomalo di siccità e alluvioni. Non possiamo non notare come nel ’99 una siccità senza precedenti abbia flagellato Iran, Iraq e Siria, o come la peggiore siccità della storia dell’Afghanistan (con distruzione dell’economia locale) si sia verificata nei tre anni precedenti all’invasione statunitense. Certo, resta possibile che tali fenomeni siano il prodotto estremo delle modificazioni climatiche globali, ma l’eventualità del controllo climatico come mezzo di controllo militare esiste e incombe sulla politica del pianeta. Fin qui, tuttavia, la manipolazione degli eventi metereologici parrebbe funzionale solo alla distruzione di un nemico e non metterebbe al riparo gli States da quel surLife People 13


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riscaldamento generale, causato dall’effetto serra, che anch’essi subiscono. Resterebbe quindi irrisolto l’enigma di partenza: perché gli USA si ostinano a non ratificare il protocollo di Kyoto, se ne va della loro stessa salvezza? La risposta potrebbe trovarsi però in un passaggio del brevetto originario che sta alla base dello stesso progetto HARRP: “Le modifiche molecolari dell’atmosfera possono avvenire in modo da poter realizzare conseguenze positive sull’ambiente. Oltre a realmente cambiare la composizione molecolare di una regione atmosferica, una particolare molecola o più molecole possono essere scelte per presenza aumentata. Per esempio, nell’atmosfera si è potuto aumentare artificialmente concentrazioni di ozono, azoto, ecc.”. Ovvero, l’azione artificiale sulla ionosfera può condurre non solo a fenomeni disastrosi per l’uomo, ma anche a ripristinare condizioni climatiche favorevoli su una determinata zona. Ecco allora che si delinea, potenzialmente, l’incredibile prospettiva finale: un paese che controlla il clima diversificandolo nella varie zone del globo, garantendo per se stesso (e per i propri alleati) condizioni vivibili e infliggendo catastrofi agli stati che desidera controllare, in un disegno che riporta a una vera e propria mappa meteopolitica. Ma il progetto rischia di essere pericoloso, perchè la storia insegna che nei sistemi complessi (e il clima planetario lo è all’ennesima potenza) il più piccolo dei movimenti imprevisti, in grado di sfuggire anche alla più sofisticata tecnologia, può condurre a conseguenze devastanti sull’insieme e far capottare l’intero sistema di controllo, con conseguenze apocalittiche. Dopotutto, la celebre metafora dell’”effetto farfalla” di Lorenz riguarda proprio il clima: se una farfalla sbatte le ali in capo al mondo, può provocare un uragano dall’atra parte del pianeta. E allora, è davvero possibile controllare tutte le farfalle? Forse no ed abbiamo a disposizione, in aggiunta, un’altra “metafora” facile per descrivere il pericolo: anche l’Islam sembrava essere soggetto al controllo statunitense, finché la ribellione di una piccola cella non ha condotto alla grande esplosione e al caos. Se lo schema si riproponesse col clima, le conseguenze potrebbero andare oltre la fantasia. E oltre la Terra.

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Società

CHINA export … children by Katia Ancona

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90 bambini rapiti ogni giorno. Strappati ai loro letti e rubati alle loro famiglie. Succede in Cina. Più del doppio della media di sequestri che si registrano in un anno nel Galles e in Inghilterra. La causa principale di questa situazione è, senza ombra di dubbio, la necessità di avere figli maschi. È il 1979 quando la Repubblica Popolare Cinese impone la legge del figlio unico. Uno strumento per frenare le nascite. Da allora molte famiglie sono disposte a tutto, anche a tirar fuori il portafoglio, pur di avere un maschio. E’ l’uomo, infatti, che porta avanti il nome della famiglia e che provvede ai genitori quando invecchiano. Una volta sposate, invece, le figlie femmine lasciano la casa paterna e prendono un altro nome, cancellando la discendenza familiare. “Save the Children” ha definito la cosiddetta “politica del figlio unico” “Un esperimento di massa sulla vita familiare senza precedenti nella storia mondiale” Prima di concepire un figlio, i futuri genitori devono ottenere un permesso. Le famiglie di contadini possono avere un secondo figlio se il primo è di sesso femminile, mentre quelle coppie che vivono in città e che violano la norma del figlio unico, devono pagare una multa. Nonostante l’interruzione di gravidanza in Cina sia illegale, dal 1979 gli aborti selettivi si sono moltiplicati. Non tutte le donne, però, sono disposte ad abortire per sbarazzarsi di una femmina. Così, per essere sicure di avere un maschio, alcune coppie chiedono un bambino altrui, con il sesso già stabilito. La domanda ha fatto moltiplicare il numero dei trafficanti. Il 4 gennaio scorso la polizia della regione centrale cinese dello Henan è riuscita a bloccare una squadra di trafficanti e a liberare nove bambini sequestrati. I piccoli erano nelle loro mani da aprile 2007, erano stati venduti a famiglie di contadini che non volevano rischiare di avere figlie femmine. La gang, a conduzione familiare, si serviva del nipotino dodicenne per adescare i bambini prescelti. Il ragazzino offriva alle vittime: giocattoli, caramelle, cibo e poi li invitava a salire su uno scooter. Tra questo esercito di piccole merci inconsapevoli c’è anche Chen Jie. “Dove sarà il nostro piccolo” si dispera sua madre. I genitori di Jie hanno deciso di affidare la propria sofferenza ad una telecamera per il documentario “China’s stolen children”. Il filmato, suddiviso in più sezioni, è disponibile anche su you tube. “Ho pensato davvero al suicidio” racconta la mamma di Jie, giovanissima. Un anno e mezzo fa il suo bambino è stato rapito. Aveva cinque anni. La famiglia ha subito puntato i suoi sospetti su un vicino di casa del quale si fidava ciecamente. L’uomo è stato ascoltato dalla polizia, ma non è emerso nulla. Nessun indizio a suo carico. I coniugi Chen sono disposti a tutto per riavere il proprio bambino. Ma hanno pochi mezzi. I media sono controllati dal governo. La famiglia ha messo da parte seicento yuan per inserire la foto di Jie in un mazzo da

poker che dedica ogni carta ad un bambino scomparso. Ha anche fatto stampare dei manifesti con la foto del figlio, correndo un rischio notevole perchè l’autorità non ammette che si parli di bambini scomparsi. Per questo molti rapimenti passano sotto silenzio. Perchè le famiglie hanno paura di rappresaglie e punizioni. La famiglia di Jie, invece, prima si è rivolta ad un investigatore, noto per aver risolto casi del genere, e poi ha accettato di raccontare la propria storia all’Occidente. Difficile comprendere l’entità del fenomeno. Mancano statistiche ufficiali. Secondo Save the children, lo scorso anno il ministero della sicurezza pubblica parlava di 2500 rapimenti, tra donne e bambini. Ma queste stime hanno almeno due paradossi. La legge 240 del codice penale della Repubblica Popolare Cinese dichiara illegale il sequestro di donne e bambini destinati alla vendita. Non esistono, però, indicazioni sul rapimento per fini diversi dalla vendita. In altre parole, chi viene rapito per diventare schiavo o lavoratore del sesso non conta. Sempre secondo questa legislazione, i ragazzi di 14 anni sono considerati adulti e non rientrano nelle statistiche. Ma queste non sono le uniche falle della legge. Le reti criminali che si occupano della tratta di esseri umani in Cina, non solo sono ben organizzate, ma possono anche contare sul fatto che nel Paese sia considerato illegale abbandonare, rapire o vendere un bambino, non comprarlo. I trafficanti si sentono in diritto di soddisfare la domanda di figli maschi. E la vendita rende bene. Un bambino vale circa diecimila yuan (mille euro). Se si pensa che in Cina un operaio specializzato guadagna meno di duemila euro all’anno, il conto è presto fatto. Nel documentario “China’s stolen children” uno dei trafficanti spiega come viene scelto il bambino da rapire. La vulnerabilità della madre è uno dei primi fattori presi in considerazione. Le mamme sono seguite, osservate, e poi scatta il rapimento. A volte il bambino può essere ceduto volontariamente dalle famiglie in cambio di denaro, ma chi compra non saprà mai se quel bimbo è stato ceduto volontariamente o meno dai genitori. Life People 17


Inchiesta

TOP SECRET by G.B.

Recinzione esterna base militare Sigonella

G

li Stati Uniti hanno oltre 800 basi militari sparse nel mondo. In Italia a partire dagli anni cinquanta il governo ha dato mano libera all’installazione di basi militari americane. Se si pensa che non sono tenuti a precisare né l’ubicazione della base né le attività che si svolgono al loro interno ne cosegue che il potere conferito agli Usa è enorme. Il nostro territorio è disseminato di basi americane per un complessivo di 113 . La Sardegna con il 66% del totale detiene il record di regione italiana con il più alto numero delle installazioni militari. In Italia oltre a queste basi dichiarate ne esistono ben altre 4 per il controllo top secret delle situazioni internazionali, una di queste basi è quella di PRIOLO GARGALLO chiamata “la polveriera Life People 18

americana“ ,qui sotto la montagna si trovano sommergibili nucleari USA che entrano da un tunnel scavato nel 1946 dalla marina di Melilli ( gli abitanti della zona sentono sempre rumori di motori sottoterra ) .All’interno della montagna si trova il settore informatico militare segreto USA. La seconda base è quella della STORTA - ROMA : base della centrale della marina militare, è la più attiva in tempi di crisi. Da qui il comando americano controlla tutte le comunicazioni. La terza base è situata a Firenze nord-est ed è direttamente coperta dal sismi italiano ( servizio segreto militare Italiano ) , forse è la più importante base americana per il controllo degli investimenti della CIA in Italia. Altra base segreta è nascosta in un innocua palazzina gialla a LAVAGNA . Forse

Entrata Bunker in Sardegna


la vera punta di diamante del potere americano in territorio italiano: nonostante l’apparenza dimessa dell’edificio basta dare un occhiata più attenta alle telecamere esterne per rendersi conto dell’altissima tecnologia utilizzata ,telecamere di quel tipo ancora in Italia non esistono. Le basi militari USA sul territorio Italiano anche se rimangono nell’ombra dei mass media e quindi non se ne sente quasi mai parlare, producono gravi effetti collaterali all’ambiente che le ospita ,Nell’ottobre del 2003, per esempio, alla Maddalena si e’ verificato un incidente al sottomarino nucleare Hartford, Le conseguenze dell’incidente sono state tenute segrete, ma gli abitanti della zona avevano sentito un enorme boato. Ancora, nel 2000 si e’ verificato un altro incidente nella base di Camp Darby, sempre in Italia, in seguito al quale furono evacuate diverse armi; forse nucleari. La popolazione è tenuta all’oscuro di ciò che avviene nelle basi, e non c’è alcuna protezione per la salute dei cittadini. In caso di incidenti, lungi dall’avanzare proposte di giusto risarcimento, gli americani non ammettono nemmeno i danni prodotti.Già dal 1954 la Sardegna veniva chiamata dal Pentagono “A pivotal geographic location”. Da molti anni quindi la popolazione sarda è privata di parte del territorio e subisce restrizioni e conseguenze di vario genere. Nella base militare Capo S. LorenzoQuirra avvengono esercitazioni e sperimentazioni di

tunnel per sottomarini di una base militare in Italia

Base militare di Aviano

Stealth durante un’esercitazione

tipo bellico. Il poligono si estende per più di 11.000 ettari , e le zone interdette o pericolose per la navigazione sconfinano in acque internazionali e coprono oltre 2.800.000 ettari , una superficie più estesa di quella dell’intera Sardegna. Periodicamente viene organizzato lo “shopping della morte”, con aziende , che presentano nuovi armamenti e materiali di guerra da testare e di cui promuovere l’acquisto in tutto il mondo. Nelle zone limitrofe ai poligoni si sono registrate morti strane e sospette. Ad esempio, a Quirra, un paesino di soli 150 abitanti, 20 persone sono morte di leucemia o tumori emolinfatici. Anche 10 persone che avevano lavorato nella base sono morte di cancro. Ad Escalaplano, un paesino di 2.600 abitanti, 14 bambini sono nati con gravissime malformazioni genetiche e patologie rarissime. I militari americani non riferiscono i particolari delle loro esercitazioni, e si sospetta l’uso di proiettili all’uranio impoverito. Negli ultimi anni sono aumentati i casi di tumori ossei e alla mammella, proprio dove si trovano i sommergibili americani a propulsione nucleare: Alla Maddalena. Non rari purtroppo anche casi di “anencefalia” e di “cranioschisi” : patologie rilevabili in zone ad alto inquinamento radioattivo. Life People 19


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Scienza

NORVEGIA BAGLIORI NEL CIELO by katia Ancona

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randi luci di forme diverse,che qualche volta si fermano a mezz’aria anche per più di un’ora. Un radar e tre fotocamere ad alta risoluzione si sono appena aggiunti alle attrezzature di cui dispongono gli studiosi che partecipano al progetto. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste. Il progetto “Hessdalen” studia dal punto di vista elettromagnetico i misteriosi fenomeni luminosi osservati a partire dal dicembre 1981 in una valle della Norvegia centrale, ed e’ sostenuto dall’Universita’ locale (Ostfold college). I nuovi strumenti permetteranno di definire la distanza e la velocita’ dei fenomeni dacchè se spesso queste luci sembrano fissarsi nel cielo, altre volte invece sorvolano la vallata, lentamente o a grande velocita’ (in un’occasione un radar ha registrato una velocita’ di 8.500 metri al secondo), poi spariscono. I fenomeni si ripetono diverse volte al mese, ma sempre con diverse caratteristiche.Il movimento non e’ regolare; la luce, fissa o intermittente, puo’ essere tanto potente da illuminare il suolo. La luce assume la colorazione gialla, rossa o blu.

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by G. & G.


La frequenza dei fenomeni è stata maggiore tra il 1981 e l’84, con venti avvistamenti alla settimana, poi è diminuita negli ultimi anni, arrivando ai circa 20 avvistamenti annuali. Anche se i ricercatori dell’ “Ostfold College” hanno installato da 4 anni uno strumento che registra tutti i passaggi una spiegazione non e’ stata ancora trovata. Erling Strand, capo del progetto “Hessdalen“, ritiene che non vi sia una spiegazione unica a manifestazioni cosi’ diverse. I fenomeni osservati non sono stati presi troppo sul serio dalla scienza ufficiale norvegese ma l’attenzione sopratutto a livello internazionale sta crescendo molto. Dall’Italia sono giunti i ricercatori dell’istituto di radioastronomia del CNR (tra tutti spiccano Stelio Montebugnoli, Massimo Teodorani e Jader Monari) con nuovi sofisticati radioricevitori e spettrometri per tentare di trovare le spiegazioni ai fenomeni luminosi. Il professor Erling Strand dell’“Ostfold College” ha dichiarato che il fenomeno è stato registrato principalmente dal punto di vista visivo. Sono state montate due stereocamere a una distanza di 150 metri l’una dall’altra, così da poter misurare le distanze. Un’altra telecamera potra’ “zoomare” sui fenomeni. Attualmente la zona è controllata 24 ore su 24 con le telecamere e le immagini vengono inviate direttamente su internet. Difficile, Per il momento, anche solo azzardare una qualunque risposta.

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Economia

Telefonia mobile

la nuova alleata della pubblicita’ by Giovanni Zerba

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’advertising, ovvero il mercato della pubblicità, sta cercando nuovi alleati sui dispositivi mobili. I canali a disposizione per gli inserzionisti si moltiplicano e, fra questi, un ruolo sempre più rilevante sembra riservato ai messaggi promozionali che arrivano direttamente sullo smartphone o sul telefonino dell’utente finale. Se da un lato infatti si sta assistendo ad una crescita a doppia cifra per la pubblicità on-line, è anche vero che questo trend va associato ad uno spostamento della connettività internet su dispositivi mobili. Questo fenomeno rende ulteriormente interessante lo studio di nuove forme di pubblicità applicato alle nuove tecnologie ed in particolare ai cellulari che possono veicolare messaggi dal web, con SMS/MMS, o attraverso una connessione Bluetooth. L’ultimo rapporto di Nielsen Mobile che traccia le abitudini e le percezioni degli utenti di telefonia mobile, ha messo in evidenza alcune tendenze: gli utenti incominciano a farci l’abitudine a questa tipologia di advertising e, se nel secondo trimestre del 2007 solo 42 milioni di utenti reagivano alle pubblicità mobili, nel primo trimestre del 2008 la cifra ha già raggiunto i 58 milioni. Un 23% di tutti gli utenti mobili nell’ultimo mese si è soffermato sulla pubblicità ricevuta via cellulare. Di questi, circa la metà ha risposto ai messaggi ricevuti. Sempre più persone navigano in rete con il telefonino e la percentuale di crescita di coloro che usano internet su un dispositivo mobile e in banda larga è aumentata nel primo trimestre del 2007 del 154 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006 secondo un’indagine di ComScore. Si tratta dunque in generale di un aumento di confidenza con il telefono mobile, di cui la gente inizia ad accettare anche l’aspetto pubblicitario. E’ naturale che un mezzo divenuto ormai sempre più strumento di fruizione di vari contenuti si dimostri anche un efficace veicolo pubblicitario. Le previsioni sul mezzo sono ottime. Secondo le indagini di ABI Research entro il 2011 gli investimenti pubblicitari nel settore mobile sfioreranno la cifra dei 19 miliardi di dollari. A conferma di questa tendenza anche il nuovo atteggiamento di operatori e provider. Fino ad ora i provider si sono dimostrati esitanti nell’investire troppo su questa formula, alternando iniziative in questa direzione con momenti di ripensamento, anche per il timore che gli spot sul telefonino potessero risultare controproducenti. Uno dei grandi ostacoli per il decollo del marketing sul mobile dipende inoltre dai costi di connessione, ma ora le compagnie si stanno attrezzando per proporre offerte più in linea con il mercato. I big dell’Ict nel frattempo

stanno aggredendo il mercato con nuove iniziative. Google AdSense, strumento che ha rivoluzionato il mondo della pubblicità online, è entrato anche nel mondo dei telefonini mentre Microsoft si sta aprendo all’advertising mobile con dei mini banner formato cellulare. In America i primi clienti di Microsoft sono stati Jaguar, Bank of America e Paramount, mentre in Italia, dopo Lottomatica, potrebbero debuttare sul telefonino Coca Cola, Vodafone o L’Oreal. A sostegno del mobile advertising anche una ricerca della società di consulenza Capgemini che sottolinea l’importanza di riuscire a “personalizzare i contenuti” per il cliente-target, oltre ad avere un approccio consensuale che permetta all’utente di decidere se ricevere la pubblicità. Life People 25


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Media

ridisegna il

giornalismo televisivo by Giovanni Zerba

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’è una piattaforma on-line che più di tutte in questi ultimi anni ha contribuito a rendere una realtà il web 2.0. Il suo nome è ormai un’icona del web e vanta svariati modelli di imitazione più o meno riusciti. YouTube, il sito di social networking più famoso del mondo, acquisito due anni fa da Google, sarà ricordato nella storia del web come il sistema che ha fatto decollare il video sharing nel mondo. Non finisce però qui. YouTube è il portale multimediale per eccellenza ed ha fra i suoi meriti anche quello di aver reso possibile, oltre alla condivisione di programmi e trasmissioni televisive, anche quella di video creati dagli utenti. Sono proprio quest’ultimi a farla da padrone su YouTube: i video creati “dal basso”, dagli utenti, secondo la logica “user-genereted content”. Questa logica ha reso il sito fra i più cliccati al mondo, facendo emergere la voglia di partecipazione e di protagonismo in molti navigatori. Accanto a manifestazioni “malate” di protagonismo, che spesso sconfinano in episodi di bullismo o violenza, incominciano ora ad intravedersi anche nuove forme di comunicazione. Nuovi usi che stanno dando dignità ai video user-genereted e che stanno mettendo in luce un nuovo modo di fare giornalismo. Sulla scia di quanto fatto da Al Gore con la sua Current TV anche YouTube ha deciso di mettere in evidenza i migliori contributi giornalistici inviati dagli utenti. Il nuovo canale, in fase di lancio, si chiamerà “Citizen News” e sarà completamente dedicato alle news amatoriali ed ai contenuti che gli utenti si offriranno di condividere. Per il momento non si sa molto dell'iniziativa del portale, se non quello che spiega Olivia Ma, news manager di YouTube che, oltre ad annunciare il progetto, lancia agli stessi cittadini la sfida di dare un volto più preciso a Citizen News. Il nuovo progetto permetterà a YouTube di aprirsi al giornalismo vero e proprio, seguendo un tendenza che non può più definirsi un fenomeno passeggero. La creatività e la voglia di partecipazione sono letteralmente esplosi con contenuti che stanno interessando soprattutto la categoria “News & Politics”. Di lì il salto ai servizi giornalistici, ma sempre con la stessa filosofia di fondo, libertà e gratuità. Unica limitazione le leggi sul copyright ma nessun vincolo nella scelta della linea editoriale. Il videoclip di presentazione spiega che YouTube è a caccia soprattutto di reportage e di servizi giornalistici sulle realtà locali oppure approfondimenti prodotti da team universitari di ricercatori che raccontino in anteprima come si stanno muovendo alcuni filoni della ricerca. News locali quindi, ma uno spazio interessante anche per l’Università. E poi ci sono i classici casi in cui essere al posto giusto al momento giusto, per caso, offre un'opportunità a chiunque di raccontare eventi particolari, quella che abbiamo già visto con le esperienze di Real TV. Il giornalismo dal basso è diventato ormai un fenomeno coinvolgente. Sempre più networks l’hanno capito. Ci ha provato CNN con iReport, BBC, Fox, Al Jazeera, il Los Angeles Times. Ma le attese nei confronti di YouTube sono particolarmente alte, trattandosi di una delle piattaforme di condivisione di maggior successo. Il progetto è ancora in fase embrionale ma giornalismo partecipativo è già iniziato su YouTube. Life People 29


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I SiTI

Media

FICCANASO!

by Federico Sperindei

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i siamo scandalizzati, forse anche giustamente, per la pubblicazione dei redditi sul web da parte dell’Agenzia delle Entrate, eppure sul fronte della comunicazione siamo sempre un passo dietro gli Stati Uniti, anche quando si parla di vouyersimo e informazione indiscreta. Mentre le nostre dichiarazioni dei redditi venivano prontamente ri-occultate e dovevano affidarsi a E-Mule per continuare a rimbalzare tra i pc, negli USA sopravvivevano senza problemi siti che mettono informazioni anche più imbarazzanti, sul conto di chiunque, a disposizione di chiunque altro. L’imputato numero uno, dopo un rapido sguardo alla rete, sembra essere il temibile ZabaSearch.com, pronto a rivelare nientemeno che la fedina penale di ogni abitante degli Stati Uniti. L’attitudine da Big Brother del sito s’intuisce subito, sull’home page, grazie a uno dei tanti link nella parte inferiore della schermata: “your corrent location”. Ciccandovi sopra, appare un pagina che identifica la tua posizione geografica, il tuo indirizzo IP, la tua latitudine e longitudine, il tuo provider internet. Oltre a ricordarci che l’anonimato del navigatore internet è solo virtuale – in qualsiasi sito ti rifugi resti potenzialmente e immediatamente identificabile – questa curiosa pagina sancisce in partenza la natura ficcanaso di ZabaSearch. Ma il bello è tutt’altro. Al centro dell’home page, una funzione di ricerca permette di inserire il nome di un qualunque cittadino degli Stati Uniti e, dopo le opportune precisazioni tese ad aggirare le omonimie, e con l’ausilio del database di intelius.com, ti spedisce dritto nella pagina dedicata all’individuo su cui stai indagando. Qui arriva il principale ostacolo per il vouyer di turno: bisogna pagare. Il sito propone diverse tariffe a seconda dei diversi servizi offerti e delle informazioni che si desidera ricevere. Per soli 2.95$, è già possibile scoprire qualcosa di interessante sul soggetto in questione (e su tutti i suoi eventuali omonimi nello stato di appartenenza): data di nascita, indirizzo, nomi di alcuni parenti, precedenti città abitate, valore della casa attuale e soprattutto il famigerato reddito. Il divertimento, però, comincia davvero se si è disposti a sborsare una somma consistente (49.95$): a questo punto si ottengono non solo maggiori informazioni sull’abitazione della persona scelta e addirittura sui suoi vicini di casa,

ma si apprendono anche i particolari di eventuali procedimenti civili o penali di cui il malcapitato sia stato oggetto nel corso della vita. Si possono scoprire il tipo di reato commesso (da furto, a stupro, a consumo di alcolici in luogo pubblico), la data dell’arresto, la sentenza finale della corte e quant’altro. E, per non farsi mancare il puro gossip, il sito fornisce anche informazioni su eventuali matrimoni e (soprattutto) divorzi dell’individuo. L’interrogativo principale, ovviamente, riguarda la legalità di una simile diffusione di informazioni, ma l’argomento difensivo usato da ZabaSearch/ Intelius è lo stesso che ha consentito in Italia la divulgazione dei redditi: si tratta di dati comunque pubblici, già a disposizione di chi volesse richiederli alle autorità competenti. Il problema, tuttavia, è un altro: ottenere informazioni sul reddito o la fedina penale di un altro cittadino, attraverso le istituzioni, richiede tempo, fatica e la capacità di fornire giuste motivazioni per la richiesta medesima. Con la rete, invece, la passività tipica del vouyer trova il proprio mezzo di espressione più immediato e perde ogni freno. Si supera persino il meccanismo del Grande Fratello, che diventa più democratico ma anche più incontrollato. Colui che può vedere tutto non è più un’entità superiore e dominante, ma è il cittadino qualunque, come se tutti fossimo al tempo stesso partecipanti e autori del reality. La prospettiva fa paura e mette definitivamente a repentaglio la privacy, ma si deve avere

la lucidità di rilevarne anche il lato positivo: se tutti potranno osservare tutti, forse, si potrà finalmente risolvere l’annoso problema del “chi controlla i controllori?”, perché ognuno sarà contemporaneamente dall’una e dall’altra parte dello specchio. In un nuovo e tecnologico contratto sociale, in altre parole, la possibilità di corrompere i propri giudici rischia di venire meno perché i giudici rischiano di essere milioni e milioni.

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aese che vai…. matrimonio che trovi . A differenza dell’ occidente dove la tradizione è pressoché omogenea, l’oriente presenta sfumature ricche di atmosfera e magia.

Giappone In Giappone è diffuso un tipo di matrimonio combinato molto particolare: giunta all'età di circa 25 anni una ragazza prepara una sua scheda personale con studi, aspirazioni lavorative, preferenze e hobbies e la inoltra in giro tramite colleghi di lavoro, parenti, amici e agenzie matrimoniali. In questo modo può venire contattata da giovani in cerca di moglie con i quali stabilirà un primo incontro. Non è indispensabile che tutto finisca con un matrimonio subito: i due giovani iniziano a frequentarsi in base ad affinità ed altro e solo in seguito decidono (e la scelta spetta ad entrambi, sullo stesso piano) se sposarsi o meno. A chi, come alcuni sociologi americani, critica questa filosofia di vita in Giappone rispondono che i matrimoni nati in questo modo hanno dieci volte in più la possibilità di durare rispetto a quelli d'amore all'occidentale, che spesso si concludono nel Paese del Sol levante con un divorzio già al ritorno dalla luna di miele. Il rituale matrimoniale shintoista è molto suggestivo: gli sposi, con indosso due kimoni particolarmente fastosi, bevono ciascuno tre volte da una ciotola con dentro riso e sakè. Ma il fascino per la cultura occidentale è talmente forte in Giappone che molti giovani scelgono un matrimonio all'occidentale, con tanto di abito bianco e lungo con il velo. Tra tutte le coppie che si sono spsate l'anno scorso, circa il 10% (provenienti soprattutto da metropoli come Tokyo o Osaka) ha celebrato il matrimonio all'estero, e sono circa 51.760 coppie: cinque volte in più rispetto a 5 anni fa. Polinesia La serenità e la gioia di vivere di un popolo che da più di mille anni scandisce le giornate secondo ritmi ancestrali, insieme alla radicata tradizione di squisita ospitalità che da sempre lo caratterizza. Nulla è più importante dell'amore, lo sanno bene gli abitanti degli arcipelaghi polinesiani, che stupirono persino il freddo Capitano Cook con i loro modi aperti e gentili e con la solarità che da sempre contraddistingue tutti i riti e i rapporti sociali. Soprattutto il legame più importante: il matrimonio. Le nozze sono vissute come una vera e propria festa collettiva, ogni coppia che giunge in Polinesia Francese può assaporare la sensazione di essere stata trasportata per magia in uno degli ultimi Eden sulla terra. Non stupisce, quindi, che in questa terra consacrata all'amore una nuova moda stia riscuotendo sempre maggiore successo tra le coppie, che siano in viaggio di nozze o meno: il rinnovo dei voti nuziali con una cerimonia che unisce il fascino delle tradizioni, il colore del rito e la bellezza unica della cornice naturale. Un cerimoniale ispirato a quello cui si è sopra accennato viene officiato, naturalmente senza alcun valore legale, in alcuni degli hotel sparsi sugli arcipelaghi principali. Ma per chi vuole vivere un'esperienza unica il Tiki Theatre Village, la ricostruzione di un antico villaggio polinesiano a Moorea, offre una fastosa celebrazione, ispirata alle antiche tradizioni. Il "rito" officiato al “Tiki Village” inizia con il viaggio sulle canoe, alla volta del villaggio in cui si celebrerà la cerimonia. Qui, i giovani del luogo si prendono cura della coppia con riti mutuati dalla tradizione regale: massaggi con olio di monoï per lei, e body-painting ispirato ai tatuaggi per lui. Quindi, ultimata la vestizione con pareo tradizionali, la coppia viene condotta di fronte al capo della comunità, che pronuncia le preghiere e gli incantesimi di buon auspicio, tradotti da un interprete per la vahine e il tane. Gli sposi ricevono, infine, un nome tahitiano e un "certificato" di matrimonio, redatto su una speciale pergamena di corteccia di palma (tapa).I festeggiamenti continuano con le diverse alternative offerte dal cerimoniale: una processione nel villaggio con gli sposi adagiati su sedie regali, portate a spalla da giovani polinesiani, o una spettacolare esibizione di canti e danze. L'indimenticabile giornata si può concludere con una romantica crociera, o un intimo brindisi con lo champagne in un fare, dove si può anche trascorrere la prima notte della "seconda" luna di miele. Maldive Quattro matrimoni con lo stesso uomo.Si è assolutamente vero, come gli uomini arabi possono sposarsi 4 mogli nelle Maldive una donna può divorziare e risposarsi lo stesso partner per ben tre volte. La 4 volta se i divorziati desiderano ancora riunirsi, il procedimento sarà diverso: La donna prima dovrà contrarre matrimonio con un'altro uomo. Se anche dopo questa esperienza insisterà nel volersi riunire al primo marito, ciò vorrà dire che ha riconosciuto l'importanza del suo legame iniziale, che ha capito di essere stata troppo esigente con il primo partner, dal momento che il secondo le è andato bene! complicato vero? Decisamente, meglio quindi che questa usanza rimanga alle Madive. E da noi? Tradizioni a parte ciò che sempre più spesso manca è, purtroppo, il coraggio e l’impegno di un sì.Vero.

Curiosità

MATRIMONI NEL MONDO

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Summer

El sol de l’amor

L’estate 2008 ha il suo tormentone impegnato

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’ stato presentato appena un mese fa, ma con il progressivo animarsi delle spiagge non è raro sentirlo già fischiettare con una certa insistenza. “El sol de l’amor ”, interpretato dai Locuras del Mar, pare destinato a diventare il tormentone di questa estate 2008. Per durare anche oltre; all’insegna dell’ amore per la gente e per il mondo.”Life People” ha raggiunto in esclusiva il suo autore; Alessandro Bruscoli. E se lo è fatto raccontare. Perchè “El sol de l’amor”? Perché è il sole ad essere l’energia comune a tutti gli esseri viventi. L’energia che ci avvolge costantemente con il suo calore. La Terra e le acque del nostro pianeta ,con tutto ciò che ci vive, devono riconoscenza all’energia e al calore del sole. Tutti insieme dovremmo unirci in uno scopo comune, quello di rispettare tutto ciò che ci circonda, spesso le cose non si apprezzano, ritenendole scontate, accorgendoci di averne l’esigenza nel momento in cui si stanno perdendo, ed è una fortuna poterle ancora salvaguardare e rivalutare. Questo vale per la terra, il mare, l’aria, il sole, le piante, gli animali e gli esseri umani>>. Sembra scontato a questo punto chiederti a chi questa canzone sia dedicata… << Ho dedicato questa canzone all’Italia ma in particolare alla Nostra Riviera, perché queste località di mare si calano in un letargo autunnale per poi puntualmente risvegliarsi con l’arrivo della primavera,Un luogo dove tutti si dedicano a laboriosi lavori di preparativi per l’arrivo dei vacanzieri e della grande festa che porterà l’estate, dove tutti gli ospiti provenienti da ovunque, vengono accolti da un gran calore e passione, dove si miscelano usi, costumi, razze, religioni e ceti sociali completamente diversi l’uno dall’altro, ma con uno scopo comune: quello di trascorrere momenti felici amando ciò che si sta vivendo. Questo è quello che immagino per tutti, e non riusco a credere che non ci sia tale desiderio per ognuno di noi>>.

oceano per far sapere che qua c’è gente che sa apprezzare, rispettare, amare. Una volta che ho composto questa canzone, data la mia neonata esperienza nel settore musicale, l’ho fatta ascoltare a discografici ed esperti con grandissima emozione ; mi sono stati fatti complimenti per me veramente indimenticabili, proponendomi personaggi famosi per interpretare e rappresentare tale composizione. Da quel momento mi sono sentito carico di possibilità e pretese. Per fortificarne la divulgazione e il successo del pezzo mi è stata DATA LA POSSIBILITà DI SCIEGLERE TRA NUMEROSI CANTANTI PROFESSIONISTI, ma dopo vari giorni e notti di ossessionanti riflessioni, sono giunti alla conclusione più semplice e vicina a me: cioè quella di farla rappresentare a gente comune, a giovani di questa terra balneare, per dare la vera immagine di ciò che possono e vogliono divulgare; la nobile semplicità della gente comune, Perché tutti noi indistintamente possiamo essere dei tramiti, Per risvegliare,anche solo per qualche minuto, la voglia di amore sotto il sole. Con passione.

Una canzone che però in prima battuta hai scritto in spagnolo… << In spagnolo perché oltre ad essere la lingua più parlata nel mondo è la musica che viene più ballata in vari Paesi, anche nei più poveri, Dove vive tanta gente che pur non possedendo nulla ha tanta energia e voglia di vivere. Nulla tranne la musica, con cui riesce ugualmente a sorridere e a trasmettere felicità. Al contrario di noi che abbiamo tutto e viviamo senza renderci conto che per essere felici basterebbe molto meno>>. Esprimi un desiderio… << Vorrei che questa canzone fosse ascoltata anche oltre Life People 35


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Mirella , LA SIRENA DEL PICCOLO SCHERMO R

ivoluzioni irreversibili. In termini più aulici quei punti da cui non si può più tornare indietro li chiamano così. Chi prenderà il posto di Sofia Bruscoli? ( che in simultanea sta letteralmente bruciando le tappe di un’ascesa inarrestabile) E ancora : dopo la vetta toccata dalla Bruscoli il concorso farà già fatica a riconfermarsi. Come potrà migliorarsi ancora? Terremoti che tuttavia sembrano più mediatici che altro perché a Mario Arras e Luigi Pansino tuttociò sembra non toccare affatto: <<Maiziosità .Nient’altro. Perdipiù insensate. Ogni anno ha la sua storia. E la sua Miss- questo è quanto viene risposto all’ombra del S.Bartolo a chiunque provi ad alludere al fatto che la stella Bruscoli potrebbe trasformarsi ,per il concorso che l’ha lanciata, da cometa ad asteroide- Noi andiamo avanti>>.

Detto fatto : arriva primavera e si riparte. Tra le teen-ager aspiranti modelle Miss Yacht Club ormai è punto di riferimento. Anche per Mirella che, diversamente da molte sue coetanee, sulla passerella dell’unico concorso di bellezza legato al mondo della nautica ci arriva già svezzata. Da vera partenopea doc Mirella ha le idee chiare e quando la sua iscrizione giunge negli uffici del direttivo Miss Yacht per lei, nonostante i suoi 18 anni, ci sono già all’ attivo diverse passerelle. Diverse passerelle, ma nessun concorso di bellezza. E non è sfumatura di poco conto. Appena due serate di selezione tra le oltre 40 in calendario e per Mirella è già finalissima, quando poi arriva la corona si alza una ola da far invidia al S.Paolo. La “epocale” questione del “dopo Bruscoli” ha trovato risposta in un metro

stato il mio primo concorso di bellezza e posso assicurare che partecipare ad un concorso vero e proprio è tutta un’altra emozione. Anche se ti sembra di essere abituata a camminare lungo una platea quando lo fai nell’ambito di un concorso di bellezza l’adrenalina si fa sentire molto di più: in una sfilata di moda gli occhi della gente sono rivolti maggiormente a quello che indossi ,mentre in un concorso di bellezza tutti guardano te. Quindi sì, in un certo senso posso dire che anche per me Miss Yacht è statala “prima volta” >>. Dopo la corona? <<Ho partecipato a “La più bella del mondo” nella splendida cornice della Baia Imperiale e a “Star of the year”>>. E come è andata? A “ La più bella del mondo” non bene come

a miss Yacht ma una bellissima esperienza comunque. A “star of the year” invece mi sono classificata terza. E adesso? <<Università : giurisprudenza, il mio sogno è diventare magistrato. E… una fiction. Che ho appena finito di girare>> Senti Senti, una fiction? <<Proprio così si intitola “Amori e passioni” per il momento va in onda soltanto su Napoli e dintorni ma, dato il successo che sta riscuotendo, non è detto che nel giro di breve tempo non venga trasmessa pure da qualche rete nazionale” E chi è il tuo personaggio? <<Quello di una giovane modella piena di sogni fidanzata di un imprenditore che la tradisce con la sua migliore amica…>>

Storie di successo

Story 4° puntata e settantanove per 56 chili incorniciata di biondo castano e illuminata di smeraldo: Mirella Sessa , eccola qui l’apocalisse…. Come ti è venuta l’idea di partecipare a Miss Yacht Club? <<E’ stato quasi per caso , era l’estate del 2005 e adire il vero mi venne il desiderio di partecipare a Miss Italia, ma era troppo tardi ,le selezioni per quell’anno erano già partite da un po’. E’ così avanzai la mia iscrizione alla direzione artistica di Miss Yacht Club che senza tanta“burocrazia”accettò subito la mia candidatura>>. Per molte ragazze Miss yacht Club rappresenta il battesimo della passerella, è stato così anche per te? <<In effetti prima avevo già partecipato a diverse sfilate di moda ma Miss Yacht è

Interessante…e come ti sei trovata in questo ruolo? <<Nel ruolo bene, fuori dal ruolo… addirittura meglio visto che sul set ho pure trovato l’amore...>> Davvero? “Amori e passioni” vere per te allora… << Sì, sono felicemente innamorata e fidanzata>>. E il fortunato “ lui” chi è’ ? Da quello che hai detto sembra di capire che sia un attore… <<Infatti, ma per ora preferisco non rivelarne il nome; da buona napoletana sono scaramantica. Però prometto che se la fiction avrà il successo che per ora lascia immaginare toglierò il riserbo >>. Life People 37


Moda

Moda, Mare e Misticismo. Sono queste sono le “treM” che racchiudono pienamente il senso della strabiliante collezione che lo stilista inglese presenta per il 2008. Creazioni uniche, impreziosite da gemme ed ornamenti semplici ma d’impatto visivo deciso e carismatico, come la penna dell’uomo che ha disegnato questa vincente collezione.

LA MODA MARE RICHMOND 2008 by Alan A. Parker

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Alan A. Parker, A. Moschillo e S. Ventura nel backstage delle sfilate Richmond

Colori pastello e forme sinuose accarezzano morbidamente i corpi di uomini e donne pronti ad indossare per voi il marchio del futuro. Borse abbinate a ciascun capo pregiato da esibire in spiaggia, come se anche questâ&#x20AC;&#x2122;ultima fosse divenuta una vera e propria passerella. Uomini dal carattere deciso che abbandonano il ritmo frenetico della metropoli per concedersi attimi di assoluto e meritato relax dai sapori mediterranei. Abbinare costumi e parei in trasparenza rende, grazie ai disegni ed alle realizzazioni di un uomo sapiente e navigato nel circuito della moda, ogni singolo pezzo una vera e propria opera dâ&#x20AC;&#x2122;arte.


Triangoli, bikini, tanga o perizomi non importa; ciò che contraddistingue la moda mare è la forza di osare, grazie all’utilizzo di materiali preziosi quasi quanto i singoli acquirenti di ogni capo. Il glamour e la voglia di affermarsi con abiti che divengono leggenda per il brand “ John Richmond” ormai è divenuta una regola da non violare mai. Veri e propri abiti da spiaggia Costumi da bagno per il giorno e costumi da bagno per le notti da trascorrere ai bordi di una sofisticata piscina adornata da perle luminescenti. Sia l’uomo che la donna hanno solo l’imbarazzo della scelta al cospetto di una mescolanza di abiti che rendono i gusti di ognuno di noi sempre più delineati. Il misticismo di ogni singolo capo pervade le menti di ognuno di noi, riportandoci per un attimo a rivivere momenti unici dal sapore rock e vincente. I produttori e distributori del marchio, Saverio ed Alessandra Moschillo, hanno sbaragliato la concorrenza grazie ad un lavoro certosino di cui il grande pubblico rimarrà estasiato. Non resta che abbinare ai vostri sogni una trina di parole: Moda Mare Richmond. Life People 41


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Moda

CONSIGLI DI LOOK LA GUIDA INFALLIBILE

by Karina

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olto probabilmente ognuna di noi si è già trovata a dover affrontare il problema dell'abbinamento vestiti. Quali colori si possono usare insieme? Cosa bisognerebbe evitare? Che accessori si devono abbinare? La lista delle domande è davvero lunga, domande che spesso rimangono irrisolte e l'unica cosa a cui ci affidiamo è il nostro gusto, che tuttavia non sempre è infallibile. Dalle regole basilari della coordinazione ai consigli sull'abbinamento dei colori, ecco qui una pratica guida per non sbagliare mai look. Quali sono le regole principali dell'abbinamento? Ecco alcuni punti basilari: • Il colore della maglietta dovrebbe essere della stessa tonalità di quello della cintura, della borsa e delle scarpe. Ma ci possono essere delle varianti: se non si porta la cintura, l'abbinamento va fatto solo fra maglietta e scarpe. Oppure, nel caso di un completino, si abbinano i colori di scarpe, cintura e borsetta. E' importante ricordare che l’abbinamento borsetta-scarpe è un vero e proprio must. Life People 43


• In alternativa, si può scegliere di puntare su un solo dettaglio che attiri l’attenzione: una borsetta rossa o delle scarpe dorate, per esempio. In questo caso, però, l’idea vincente sarebbe di ricordare il colore del dettaglio tramite un piccolo accessorio come un braccialetto o degli orecchini coordinati. • Se si indossano magliette-fantasia, bisogna puntare su scarpe e accessori che in linea di massima riprendano gli stessi colori, per non dare l’impressione di una scelta casuale e affrettata. • Abbinare il make-up al colore dei vestiti è la scelta migliore per un look perfetto, soprattutto nelle serate eleganti. Non c’è bisogno di riprendere esattamente gli stessi colori; l’importante è scegliere fra toni freddi e caldi a seconda dell’abbigliamento.

Come abbinare e coordinare i colori?

Ecco i consigli per abbinare al meglio i colori principali. • Nero: il nero è un colore molto elegante e raffinato ed è sempre di moda. Si può abbinare con ogni colore e si può indossare in ogni occasione; inoltre snellisce e rende molto sexy. Una serata perfetta si ottiene con un vestito nero e borsa e scarpe di un colore sgargiante, come rosso o oro, magari abbinate al make-up. • Bianco: anche il bianco è uno di quei pochi colori che come il nero si abbina a tutto. Perfetto d'estate, è un colore molto femminile e puro. Style casual? Maglietta bianca con jeans o gonna colorata, il tutto completato da borsetta o zainetto bianco. • Rosso: passione e amore, è questo che ricorda subito il rosso. Questo colore è presente in tutte le stagioni e si abbina al meglio con tonalità della sua stessa famiglia, come il viola o il rosa, ma anche l'arancio. I rossi più facili da abbinare sono quelli dalle tonalità più scure, come il rosso mattone o il rosa scuro. Meglio evitare abbiamenti con il verde, il giallo e l'azzurro, a meno che non si voglia ottenere un risultato molto contrastante. Scarpe e borsa rosse possono dare un tocco chic a una mise elegante. • Giallo: è il colore dell'energia e dell'allegria, ed è spesso usato nel campo della moda. E' molto difficile da abbinare a causa della sua tendenza ad essere molto brillante: i colori migliori con il giallo sono il verde chiaro, il color pesca, l'arancio tenue. Niente di troppo deciso come un arancio puro o un verde scuro, che lo fanno risaltare ancora di più. Da evitare il blu e il rosso. Un top giallo abbinato a jeans chiari e ballerine gialle è un look perfetto per la primavera e l'estate. • Blu: il blu ricorda i cieli estivi, ispira calma e pace. Sta molto bene con il bianco -tutti abbiamo messo i jeans e il top bianco almeno una volta- e si abbina con tutte le sue tonalità, dall'azzurro chiaro al blu profondo. Inoltre il viola, il verde e l'arancio sono buoni abbinamenti. Bisogna evitare di coordinarlo con rosso e giallo. • Verde: questo colore è vitale e energico. Quando lo si abbina il segreto è scegliere la giusta tonalità di verde: blu e giallo per esempio stanno molto bene con le tonalità tenui. Il rosso non si abbina molto al verde, a meno che non si scelga una tonalità di rosso molto calda e un verde chiaro. Il viola e l'arancio abbinati al verde rischiano di creare un effetto molto spiacevole alla vista, quindi vanno evitati.

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Moda

Yves Saint Laurent

La moda che vince la morte by G&G

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opo Gianfranco Ferrè se ne è andato un altro poeta della moda. Un nome che ormai è diventato un logo, l’inconfondibile suono delle tre parole che compongono il suo nome non possono che significare, in tutte le lingue, una sola cosa: moda. O meglio, Alta moda. Sì perchè Yves Saint Laurent, oltre ad essere uno dei padri della moda francese è anche l’uomo che ha fatto dell’Haute Couture il suo marchio di fabbrica, uno stile di vita che dalle sue boutique si è sparso in tutto il mondo contagiando migliaia di persone. Nato in Algeria il giorno 1 agosto 1936 come tutti i talenti mostra una passione assai precoce per l’arte che lo porterà alla gloria. L’attrazione per i tessuti e per le passerelle è in lui fortissima e così, al posto di bighellonare o passare il tempo a tirare calci ad un pallone (con il rischio oltretutto di lordarsi i vestiti), si impratichisce con stoffe, tessuti e aghi. Dove? Nientemeno che alla Maison Dior dove, dopo il diploma all’ “Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture” di Parigi, sostituisce il maestro Christian Dior. Una grande responsabilità, considerando che all’epoca Dior era già “Dior”; ma Yves non si fa intimorire più di tanto. Si getta a capofitto nel lavoro e nasce così la sua prima collezione, denominata “Trapezio”. Ma neanche nei suoi sogni più rosei il giovane stilista poteva sperare che fosse un tale successo, tanto che sulle copertine dei giornali specializzati si parla di lui come di un enfant- prodige. Purtroppo qualcosa di inaspettato arriva ad interrompere l’idillio, a bloccare temporaneamente quella strada in discesa che sembrava ormai senza più ostacoli: La sua patria di origine infatti lo chiama per svolgere il servizio militare. Un’interruzione molto grave dei suoi impegni che infatti significherà la fine del suo rapporto con la casa Dior (la maison lo sostituirà con Marc Bohan). Fortunatamente Yves non si scoraggia, deciso a perseguire la sua vocazione. Torna a Parigi nel 1962 e in un batter d’occhio presenta la prima collezione con il suo nome, caratterizzata dalla scelta di linee stilizzate e molto semplici, prive di fronzoli. Tutti i presenti rimangono colpiti dalla qualità della fattura degli abiti, una particolarità a cui lo stilista francese dedicherà sempre particolare atternzione. Ma c’è un altro elemento che solleva numerose discussioni sulla collezione “Saint Laurent”: i pantaloni per donna. Una scelta stilistica che lo Life People 46


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LA PELLETTERIA C.so G. Matteotti, 141 da ventâ&#x20AC;&#x2122;anni punto di riferimento per accessori donna - uomo raddoppia i suoi spazi, e vi aspetta nel suo secondo punto vendita a Fano in via Ugolino De Pili, 7. Uno spazio dedicato allâ&#x20AC;&#x2122;uomo che vuole distinguersi


pone in quel momento fuori da ogni schema, facendo di lui un vero e proprio rivoluzionario. Yves Saint Laurent riveste la donna, le conferisce nuova dignità e una nuova dimensione di libertà, quella libertà che proviene dal poter scegliere con sicurezza cosa indossare. Senza dimenticare i suoi meravigliosi tailleur, vicini al modello di Chanel. Gli anni che verranno non saranno altro che gli anni della consacrazione definitiva. Ossessionato dal lavoro e tendenzialmente introverso (se non misantropo), questo genio della moda ha posto in essere una serie impressionante di operazione innovative, molte delle quali ispirate dalla sua grande cultura. Nel 1965, per esempio, trasforma il vinile in tessuto per impermeabili dal taglio rigoroso, ispirati a Mondrian. Nel 1966 crea abiti dall’aria pop art. La collezione per l’autunno inverno 1971-72 ha abiti in taffettà che si rifanno alle opere di Marcel Proust. I balletti russi sono lo spunto per la collezione del 1976 che il New York Times definisce “rivoluzionaria, destinata a cambiare il corso della moda.” Nel 1979 disegna rifacendosi a Picasso e nel 1981 a Matisse, senza dimenticare il mondo arabo di origine, a cui lo stilista francese ha sempre guardato, lasciandosi profondamente influenzare. Nel 1966 dà vita finalmente anche ad una linea di prêt-à-porter e, nel 1972 ad una linea di cosmetici e di profumi, anch’esse baciate da gran successo. Nel gennaio del 2002 l’ormai anziano stilista francese ha annunciato in una commovente conferenza stampa che avrebbe lasciato l’alta moda. La gloriosa Maison dell’Avenue Marceau, dunque, ha chiuso i battenti. Per giustificare questa decisione, Pierre Bergè, suo compagno di vita e di lavoro da gran tempo, ha spiegato che: “L’alta moda è finita. Non è un’arte che si appende come un quadro. Ma è qualcosa che ha senso se accompagna l’arte di vivere. Oggi, tempo di jeans e di scarpe da ginnastica, l’arte di vivere non esiste più”. La moda di Yves Saint Laurent, invece, non morirà mai.

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Biografie

Robert Redford

Il volto angelico della ribellione

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ato il 18 agosto 1937 a Santa Monica, in California, Charles Robert Redford Jr è uno degli attori più famosi di tutti tempi. Divenuto arcinoto grazie al suo fascino ribelle, allo sguardo intenso e all’effetto assassino di quel ciuffo biondo che ormai è proprio definito “alla Redford”, ha anche contribuito non poco alla crescita qualitativa del cinema americano con una scelta sempre oculata ed intelligente dei ruoli da interpretare. Figlio di un contabile dell’industria “Standard Oil”, e di Martha Redford, (scomparsa nel 1955, l’anno del diploma del figlio), dopo la seconda guerra mondiale, si trasferisce, per motivi professionali paterni, vicino a Van Nuys. Il carattere irrequieto del giovane si rivela già alle scuole superiori dove si distingue nelle discipline sportive ma si rivela uno studente incostante. Nel 1955 ottiene comunque una borsa di studio per l’Università del Colorado ma ben presto perde del tutto interesse per lo studio, abbandona lo sport e comincia a bere, con la conseguenza che viene cacciato prima dalla squadra di baseball e poi dall’università. Comincia allora ad interessarsi alla pittura. Frenterrattivo. Dinamico. Imprevedibile. quenta diversi corsi d’arte e, dopo una stagione Ci siamo lasciati alle per spalle la 47esimada di duro lavoro a Los Angeles guadagnarsi edizione più atteso vivere, parte su unadell’evento nave da carico per ladell’anFrancia. da architetti, designer e interessati Vuole no frequentare una scuola d’arte a Parigi, madel poi il Salone del Mobile. decidesettore: di viaggiare perinternazionale l’Europa in autostop, dormanifestazione che ogni lascia il mendoUna in ostelli per la gioventù. A anno Firenze lavora segno di e che in questo ha doti fatto in parlare nello studio un pittore, ma2008 le sue questa molto di sé pere ildecide bellissimo “Fuorisalone”, arte non emergono di tornare a casa, in pieno di eventi e di stand davvero interesAmerica. santi. Incontri, In California Redfordspettacoli, conosce esibizioni, Lola JeanparVan ty, siuna sono consumati giroche perabbandona Milano, Wagenen, ragazza dello in Utah in ogni angolo della sono installati il college per seguirlo nellacittà sua si vita da bohémien. di architetti, designers e artisti Robertshow-room e Lola si sposano il 12 settembre 1958. Resthanno magnifici spazi esposierannoche insieme perallestito ventisette anni e avranno quattro tivi con nuovi prodotti studiati e realizzati figli, divorziando nel 1985. appositamente per questo evento. Vecchi Incoraggiato dalla moglie, si trasferisce a New York per studiare pittura al “Pratt Institute”. Ha la fortuna di seguire anche un corso di scenografia. Frequenta inoltre i corsi di recitazione dell’American “Academy of Dramatic Arts”dove un insegnante gli procura un piccolo ruolo in una produzione di Tall Story, a Broadway.

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Quando nel 1962 debutta sul grande schermo con il film “Caccia di guerra”, Robert ha già fatto una lunga gavetta a Broadway e in serial televisivi come “Alfred Hitchcock presenta...” e “Ai confini della realtà”. Nel 1967 l’attore ottiene enorme successo come protagonista del film di Gene Saks “A piedi nudi nel parco”, con Jane Fonda, storia tratta dalla piece di Neil Simon. Da questo momento la sua carriera subisce una svolta decisiva. Nel 1969 interpreta il film di successo “Butch Cassidy” a fianco di Paul Newman. Seguono “Ucciderò Willie Kid” (1969), di Abraham Polonsky, “Corvo rosso non avrai il mio scalpo” (1972), di Sydney Pollack, “Il candidato” (1972) di Michael Ritchie e “La stangata” (1973), di George Roy Hill di nuovo insieme a Paul Newman. Ancora nel 1973, sotto la regia di Sydney Pollack, recita nell’epocale “Come eravamo”, al fianco di una strepitosa Barbra Streisand: un film diventato di culto che ha mosso le coscienze di un’intera generazione.

Difficile azzeccare altri titoli dopo quel successo ma il fiuto di Redford è infallibile. Lo vediamo nel “Grande Gatsby” di Jack Clayton, ne “I tre giorni del Condor” (del 1975 ancora con Pollack), e nell’intenso e scottante “Tutti gli uomini del presidente”, girato sulla scia dello scandalo Watergate (al suo fianco c’è un indimenticabile Dustin Hoffman). Nel 1980 Robert Redford dirige il suo primo film, “Gente comune”, che gli vale l’Oscar per film e regia. Seguono “Milagro”, e i melensi “In Mezzo Scorre il fiume” (con Brad Pitt), e “L’uomo che sussurrava ai cavalli”, due film che secondo molti fan rappresentano un’inspiegabile caduta di gusto. Ad ogni buon conto, quest’ultima pellicola ottiene in America grande successo di critica e di pubblico e, confortato da questi riconoscimenti, si cimenta in un’altra: “La leggenda di Bagger Vance”, in cui utilizza l’astro nascente Will Smith (futuro “man in black”) insieme a Matt Damon. Nel dicembre del 2001 è protagonista, assieme a Brad Pitt, della pellicola “Spy Game”, diretto da Tony Scott. Il 24 marzo 2002 Redford riceve un importante Oscar

alla carriera, un riconoscimento non solo alla sua grandezza come personaggio ma anche al suo essere uomo di cinema a tutto tondo. L’Academy Awards ha scelto infatti Redford per il suo lavoro come attore e regista nonché fondatore del Sundance Film Festival, vetrina del cinema indipendente americano. Nella motivazione Redford è definito “ispirazione per i registi innovatori e indipendenti in tutto il mondo”.

D ARCHITETTURA www.darchitettura.it Life People - 51


Life Style

LA REGINA DELLA NOTTE G

li anni 90 sono stati per il mondo delle discoteche un vero trampolino di lancio mentre il nuovo millennio ha costituito una leggera flessione di questi tempi della notte , ma come in tutti i mercati che si rispettano, ci sono state delle eccellenze che hanno saputo fare la differenza, una di queste è la grande protagonista delle calde notti della Riviera adriatica , la discoteca Villa delle Rose che ha inaugurato la stagione estiva 2008 venerdì 23 Maggio con la presentazione del New Look, rappresentato dalla Nuova Terrazza Ristorante e dal nuovissimo menù a 5 stelle che spazia dalla carne al pesce ai migliori vini nazionali e non. Una lussuosa terrazza per 140 posti a sedere . Terminata la cena questa terrazza panoramica diviene un privè ideale per pubbliche relazioni e spazio tranquillo dove poter gustare musica Lounge con uno dei dj resident “Mappa Dj”.Al piano terra vero cuore del locale con il suo frizzante clima glamour prendono vita le numerose performance dei migliori dj del panorama nazionale da Tommy Vee, a Mauro Ferrucci, Stefano Gambarelli, Ciuffo, Frankie P. ad altri guest star di fama internazionale. Alla voce la strabiliante Tanja Monies. Le serate di apertura fino a giugno saranno venerdì, sabato e domenica e il pubblico sarà rigorosamente selezionato per una linea che punta ad alti livelli sia nel panorama musicale, d’immagine e di comunicazione. Vi consigliamo di non mancare a 2 bellissime one night sotto la supervisione dell’impeccabile direttore artistico Alain Rosetti, la prima il 13 giungo, in questa particolare occasione verrà presentata il numero di giugno della rivista Lifepeople e in concomitanza si svolgerà un bellissimo white party che festeggerà il compleanno di uno dei migliori pierre della riviera adriatica Davide Esposto. Da non perdere successivamente sarà la serata di domenica 22 giugno, compleanno della Villa delle rose, in questa particolare occasione saranno presenti i seguenti ospiti Raffaella Fico (Grande Fratello 8) Camilla Morais (Controcampo, Italia 1) Laura Bariales (Controcampo diritto di replica, Italia 1) Karina (Tronista ed opinionista di Uomini e Donne e Buona Domenica, Canale 5) Fabrizio Corona Beppe Conversano (Campioni e Uomini e Donne, Italia 1) Salvatore Angelucci (Uomini e Donne, Italia 1) Francesco (Grande Fratello 8), dalle ore 22.30 sarà offerto un buffet di gala e per l’occasione il locale si presenterà in versione “ON ICE”, con una suggestiva trasformazione di ghiaccio e neve presentata per la prima volta in Italia. Life People 52


2008 Tanya Monies

Fabrizio Corona e Tanya Monies vocalist ufficiale

Fabrizio Rella con alcuni ospiti del locale

Animazione della Villa delle Rose

Francesca Lodo con Alain Rosetti direttore artistico e altri ospiti della Villa delle Rose

Animazione della Villa delle Rose

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Il Mondo di Alan

I NUOVI TALENTI

by Alan A.Parker

Emanuele Mattera

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’estate è alle porte e tutte le volte che si avvicina una nuova ed assolata stagione balneare le abitudini principali di ognuno di noi cambiano. Prestiamo più attenzione alla cura del corpo, diventiamo più attenti ad esigenze del benessere…Il tutto senza però trascurare le autentiche passioni che muovono la nostra vita.Passioni intramontabili che mi hanno dato modo di conoscere questi tre giovani talenti che ho scelto di presentarvi: Tiffany, Osvaldo ed Emanuele. Il primo talento che ho selezionato è una donna, si chiama “Tying Tiffany” e fa la cantante. Tiffany esordisce nel 2006 con l’album “Undercover”, misteriosa ed affascinante creatura ha sostenuto un tour per l’Italia di oltre ottanta date passando dai locali più alla moda ad i concerti di piazza. Nel 2007 sottoscrive un contratto discografico con l’etichetta “Iscream Records”; label Life People 54

Osvaldo Supino leder dell’ hardcore punk americano. Pop, sperimentazione e cervello sono i tre elementi che contraddistinguono il suo stile. “Tying Tiffany” vanta tre collaborazioni con artisti internazionali: Pete Namlook, Nic Endo e Wolfng Schrodl, voce dei Liquido. Potremo vederla esibirsi dal vivo il 26 giugno al Filorosso di Cosenza, il 27 giugno al Flow Er festival di Catania ed il 28 giugno al Bier Garden di Palermo. Anche il secondo talento che ho scelto di presentarvi è un cantante e si chiama Osvaldo Supino. A soli ventitré anni Osvaldo è un cantante italiano emergente molto interessante. La sua prima esibizione davanti ad un pubblico avviene all’età di 6 anni. Nel 1998 Osvaldo viene denominato dall’ARA “primo talento giovane dell’anno” e riceve il titolo di “cit-


tadino onorario” dal sindaco di Torremaggiore, sua città natale. Seguono le partecipazioni al Festival di Viareggio, Festival di San Marino, e Festival di Castrocaro dove raggiunge sempre ottimi risultati. Nel 1999 inizia ad esibirsi in numerose piazze italiane con uno show “Vivo di musica” apprezzato da critica e pubblico. Pubblica “l’essenziale” grazie alla cantante Lisa e vince il premio “Bisanum” come miglior performance. Nel 2000 duetta con Laura Pausini al “Propaganda” di Milano e partecipa a numerosi programmi di Mtv. Nel 2001 porta il suo “Dream within a dream tour” in California (U.S.A.) e si esibisce con Gerrard Barbut, noto pianista francese. Nel 2003 è l’unico rappresentante italiano all’ “I can rock da mic” contest di New York dove si classifica terzo. Nell’agosto 2007 pubblica “Moving On” anticipazione del suo album d’esordio. Il suo sito ufficiale si piazza sedicesimo su 200 ai prestigiosi Bt People Choice Awards in Uk, totalizzando più di 42.700 voti da tutto il mondo. Osvaldo Supino rilascia l’attesissimo nuovo singolo “Get Back”. Sonorità nuove che mettono in chiara luce la sua autentica ed irrefrenabile passione nei confronti della musica. L’ultimo talento che ho selezionato si chiama Emanuele Mattera. Emanuele è il classico prodotto della società moderna, un ragazzo ambizioso e concreto che ha fatto del fitness e della forma fisica il suo stendardo di vita. Anche se Emanuele rispetto ali altri formatori e preparatori atletici possiede delle caratteristiche che lo distinguono e che gli permettono, grazie al suo talento ed alla originalità del suo approccio d’insegnamento, di entrare a far parte di questa rubrica. Nella sua concezione il fitness si miscela con il Coaching (abilità di essere un modello di riferimento), dove risultati ed emozioni prendono dolcemente il sopravvento e si amalgamano con il look e lo stile, non solo dell’allenatore ma anche dell’atleta. La sua formazione spazia notevolmente dal “Kettlebell Russian Training” al cuore fitness, dalla “Fitball” alla lotta, dall’autodifesa alla pugilistica sino ad arrivare all’allenamento perfetto, il più meticoloso, lo “Spartan Circuit”, il classico allenamento di combattimento corpo a corpo.

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Sport

EUROPEI 2008

Gli Azzurri a caccia della “doppietta” by Federico Formica

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na doppietta azzurra? Questa potrebbe essere davvero la volta buona. Dopo aver vinto il mondiale tedesco due estati fa, l’Italia si presenta all’europeo di Austria e Svizzera come favorita. L’obiettivo è riprendersi un trofeo che manca da 40 anni e ripetere l’impresa che riuscì alla Francia tra il 1998 e il 2000, quando i “bleus” portarono a Parigi prima l’alloro mondiale e poi quello continentale. C’È un’analogia che fa sperare: i francesi trionfarono in casa nel 1998 e, due anni dopo, in un paese confinante, il Belgio. L’Italia si appresta a giocare gli europei a quattro passi dal paese che l’ha vista laurearsi campione del mondo per la quarta volta. Germania, Austria e Svizzera hanno confini in comune. Ma non è solo la cabala a destare ottimismo nei tifosi della nazionale azzurra. Il commis-

sario tecnico Roberto Donadoni ha infatti mantenuto la stessa ossatura della squadra vincente di Marcello Lippi. O quasi. Le due assenze più importanti rispetto a Germania 2006 sono quelle di Nesta e Totti, che hanno preferito dedicarsi al 100% ai loro club. Per il resto ai Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Pirlo, De Rossi, Camoranesi, Del Piero e Toni si sono aggiunti Panucci, Di Natale, Quagliarella, Borriello e Cassano. Un attacco stellare: da una parte i capocannonieri di Serie A (Del Piero) e Bundesliga (Toni), dall’altra un bomber rampante (Borriello) e il miglior talento italiano: Antonio Cassano. Il barese e si è meritato la chiamata agli europei giocando un buon campionato in maglia blu-cerchiata.Di più, nella fallimentare spedizione in Portogallo di quattro anni fa, Cassano fu l’unico a mettersi in mostra.

Stavolta il genietto ha una squadra molto più solida intorno a sé. A questi pezzi da novanta si aggiungono i due furetti dell’Udinese, Quagliarella e Di Natale. Insomma, Donadoni avrà un gran da fare per scegliere chi mandare in campo. L’Italia non potrà concedersi alcuna distrazione. Il sorteggio le ha “regalato” due candidate alla vittoria finale (Olanda e Francia) più una pericolosa out-sider: la Romania. Secondo molti esperti, chi vincerà il terribile girone C si porterà a casa l’intera posta. Di certo, i francesi avranno il dente avvelenato dopo la finale di Berlino persa ai calci di rigore. Le altre nazionali favorite sono la Spagna, la Germania e il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Ma nei campionati europei, si sa, non sempre vince chi è favorito. Basta leggere l’albo d’oro. Campione in carica: la Grecia.

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Motori

BMW X6 L’ULTIMA FRONTIERA DEL SUV D

opo la notizia che le vendite Bmw continuano a volare, così come quelle della Mini, rinvigorite dal lancio del nuovo modello, la casa automobilistica tedesca continua a stupire con le sue linee innovative. Se il mercato reagisce bene, non c’è motivo di effettuare retromarce. Dopo la rivoluzionaria nuova linea della Bmw Serie 7, ecco pronta la Nuova X6, proprio nel momento in cui il lancio della Nuova X5 è ancora fresco. La X6 è una sorta di Suv Coupè. Definire questa auto comunque non è facile, poichè potremmo dire che è anche una luxury car, visto l’utilizzo, accanto alla meccanica della X5, di tecnologie e allestimenti di altissimo livello. La Bmw X6 è decisamente più sportiva della sorella, grazie alla revisione dell’autotelaio per ottenere un comportamento stradale più da vettura che da Suv, complice anche l’abbassamento del corpo vettura. Chiaramente le prestazioni off-road ne risentiranno... ma già immaginiamo il “chissenefrega” dei potenziali clienti: Chi compra una Suv di lusso, come un Cayenne, difficilmente oserà farle fare del sano (...) fuoristrada. Molti dei canoni estetici già visti con la nuova Serie 3 e con la X3 sono riproposti, con

frontale e vista laterale che richiamano molto la X5. Proprio il frontale ha un impatto più aggressivo, con padiglione spiovente e paraurti in tinta. Posteriormente, gruppi ottici più slanciati e simili alle coupè M3 ed M5 di recente lancio. Anche il passo è lo stesso della X5, mentre per quanto concerne le dimensioni generali non più di 2 i cm in più di lunghezza ma circa 6 in meno quelli in larghezza E , soprattutto, a conferma della vocazione sportiva della vettura, quasi 10 cm in meno in altezza. Internamente, la Nuova X6 dispone di 4 sedili individuali, con uno aggiuntivo a scomparsa. Inferiore la capacità del bagagliaio, a causa della forma spioLife People 58


vente del tetto e del lunotto posteriore. La capienza comunque non è bassa: 1400 litri di capacità di carico a sedili posteriori abbassati. Prima abbiamo citato, non a caso, la Porsche Cayenne. Perchè è proprio lei l’obiettivo degli ingegneri Bmw quando pensano all’impatto sul mercato della X6 che stanno realizzando. I motori sono equamente suddivisi tra benzina e diesel. Si parte con la 3.0d, con sei cilindri in linea, 235 cavalli ed una coppia massima di 500 N/m; la 3.0sd, con propulsore biturbo sequenziale con 286 cavalli e 580 N/m di potenza; la 3.0si, anch’essa biturbo, benzina, con 306 cavalli di potenza e coppia massima di 400 N/m, per concludere con la potente 4.4si, un V8 4.400 cc da brividi, con i suoi 408 cavalli. La trasmissione è automatica ZF, 6 rapporti con comandi al volante, e montano, di serie, il sistema Dynamic-drive, l’active-steering, il night-vision e l’head-up display. Congegni elettronici di sicurezza e molto evoluti, che consentono maggiore sicurezza di guida. I prezzi oscillano tra i 55.000 ed i 70.000 euro, mediamente superiori quindi a quelli della X5, con previsioni di vendita ottimistiche, ossia circa 25.000 unità l’anno.

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pportunamente realizzata in concomitanza con “Eurocucina”. L’affluenza di pubblico alla 47esima edizione del Salone del Mobile è stata altissima: per tutta la settimana si è susseguito un “viavai” di giornalisti, architetti, imprenditori, ma anche di semplici appassionati del settore, che documentandosi e girando per la città sono riusciti a scovare le più stravaganti iniziative che si sono venute a creare. Così chiunque si sia trovato in questo periodo a Milano è stato coinvolto a far parte di una vera e propria tribù. La tribù del “Fuorisalone”.

D ARCHITETTURA Massimo Del Monte Art Designer Fano, Via Montevecchio Tel.0721/802612


Motori

Neander

IL DIESEL SU 2 RUOTE

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na moto turbo diesel? Ma va! Eppure quello che sembrava un sogno quasi irrealizzabile sta per concretizzarsi. La due ruote in questione è una Neander, imponente cruiser prodotto nel sud della Baviera, più precisamente in quel di Monaco.Il prototipo viene attualmente testato per le strade di mezza Europa per la gioia dei fortunati centauri del posto. Per raggiungere l’obiettivo di una moto con un peso contenuto ed un quantitativo bassissimo di vibrazioni, ci si è orientati verso un 2 cilindri 8 valvole: si tratta di un 1400 cc di cilindrata raffreddato ad aria e olio. La “creatura frankensteiniana” ha una potenza di 100 cavalli a 4.200 giri che garantisce un’accelerazione da 0-100 Km/h in circa 4 secondi. Il peso complessivo della bicilindrica si aggira attorno ai 310 Kg.La velocità massima è di 240 km/h (in Germania si può…), il cambio è dotato di sei rapporti. Sono inoltre presenti particolari filtri per garantire basse emissioni dei gas di scarico. I consumi, come ci si aspettava sono più che buoni: con 3/4 litri si percorrono 100 km. Il serbatoio è in grado di contenere 15 litri di gasolio. La Neander verrà commercializzata a partire dai primi mesi del 2007. Il prezzo ? Da capogiro.

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Mostra Mercato Nazionale del Libro e della Stampa Antichi Fano 11- 12 - 13 luglio 2008 Sala Capitolare e Chiostro di S. Agostino Inaugurazione venerdì 11ore 18.30

Presso il Museo Civico della Città per l’occasione sarà possibile visitare, con ingresso gratuito, le mostre: Res Sacrae MARMI E CULTI PAGANI DI EPOCA ROMANA IMPERIALE DALL’EPISCOPIO DI FANO Maiolika Kéramos CERAMICHE RESTAURATE DEL MUSEO CIVICO DAL XIV AL XVII SECOLO Segreteria organizzativa Comune di Fano Ufficio Museo e Pinacoteca

Nicola

Nicola Paolinelli

via S. Francesco 61032 Fano tel. 0721 839098 - fax 0721 830040 www.comune.fano.ps.it/cultura www.libroanticofano.it museomalatestiano@libero.it Pa o l i n e l l i

Ingresso riservato ai commercianti

venerdì 11 luglio 2008 dalle 16.30 alle 18.00

Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano

Orario mostra venerdì 18.30 - 20.30 sabato 9.30 - 19.00 domenica 9.30 - 19.00


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I VETRI MAGICI - Fano via San Paterniano 14 | tel. 0721827504 | www.ivetrimagici.it | ivetrimagici@mobilia.it


Misteri

LA MAPPA CHE HA 120 MILIONI DI ANNI!

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bbiamo trovato negli Urali una mappa che risale a 120 milioni di anni fa." .. (prof.Aleksander Chuvynov, .. Università di Bashkir, nella repubblica russa Bashiri) .. La comparsa dell’uomo sulla Terra .. risale a soli 75.000 anni fa. Ed ora la comunità scientifica si chiede come sia possibile che più di cento milioni di anni prima iscrizioni tracciate con conoscenze avanzatissime siano state fatte su una lastra minerale. Secondo Chuvynov la mappa tridimensionale potrebbe essere realizzata solo grazie a prospezioni aeree. .. La pietra ["Dashkin Kamen": "kamen" significa in Russo significa "pietra"] sarebbe solo un frammento di un’enorme carta geografica di tutta la Terra. .. Alta 148 centimetri, larga 106, spessa 16 e pesante 1,5 tonnellate è formata da tre strati sovrapposti di dolomite, diopside e porcellana [bianca]. E’ stata rinvenuta nella località di Chandar, negli Urali, [il 21 Luglio] 1999 ma se ne è avuta notizia solo ora. La mappa, secondo quanto indica lo scienziato russo, riporta la identificabile geografia antica della regione, più quelle che appaiono come opere di ingegneria con sistemi di canali e dighe. Vi sono inoltre iscrizioni in una lingua geroglifico-sillabica di origine sconosciuta. All’inizio gli scienziati russi ritenevano che potesse risalire ad alcune migliaia di anni, ma poi sono state ritrovate incastonate negli strati conchiglie fossili che risalgono fra i 50 e i 120 milioni di anni fa. L’età sarebbe confermata anche dalla configurazione avuta dai fiumi e dai canyon decine di milioni di anni or sono. Il manufatto, secondo gli scienziati russi, non potrebbe essere stato realizzato a mano, ma verosimilmente con strumenti di alta precisione. Life People 63


CESAR mod. Yara

CESAR mod. LUCE

APICE ARREDAMENTI

           


Design

IL DESIGN DIVENTA ARTE

G Massimo Del Monte Art Designer

uadagna spazio il cosiddetto Art Design e l’opera di design, unica o ridotta a pochissimi esemplari, diventa valore di scambio come un quadro o una scultura, per cui il mercato del design può raggiungere quotazioni simili a quelle dell’arte. Apparentemente nulla di nuovo, picchi di prezzo a parte - da anni esiste e prospera a seconda dei momenti un mercato legato al design storico e al mondo del modernariato (con le relative aste milionarie, celebre quella che sancì il fenomeno modernariato italiano alla galleria Ketter di Monaco nel lontano 1984)- se non fosse che adesso si parla di “edizioni limitate”, e l’autentico boom è lì, dove le gallerie diventano Life People 67


editori e commissionano le opere direttamente ai designer curandone poi distribuzione e relativi scambi (il caso della galleria Gagosian a New York con la mostra dedicata a Marc Newson a inizio d’anno) e la design- art entra come categoria distinta nelle case d’aste. Per chi come Nina Yashar della galleria Nilufar di Milano, interpellata sull’argomento, vi si trova coinvolta (è alla terza presenza all’Art Miami/Basel) il mercato è in via d’espansione e fruttifero tanto che rappresenta un autentico investimento. <<I galleristi ora iniziano ad apprezzare maggiormente il design-spiega la Yashar- e anche gli abbinamenti nelle fiere prima improbabili tra pezzi d’arredo e opere d’arte, dimostrano come si sia creata un’attenzione, una cultura>>. L’esplosione del fenomeno a livello fieristico, quindi di mercato, (Art Miami/Basel risale al 2005) si è verificata anche perché il design più dell’arte sembrava offrire una possibilità di sviluppo a livello affaristico; da lì la decisione di affiancare l’arte al design tenendo conto, inoltre, che il design costa meno dell’arte contemporanea. In Ita-

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Massimo Del Monte Art Designer

Creazione Massimo Del Monte Art Designer

lia ancora pochi mercanti si sono dedicati a questo discorso e andrebbe secondo gli addetti ai lavori educato anche il pubblico, che non ha gli strumenti per capire il valore che raggiungono i pezzi, inseriti come sono in logiche di mercato internazionali che fanno alzare in modo esorbitante il prezzo. “Il grosso problema per un gallerista che si affaccia nelle -aggiunge Nina Yashar -edizioni limitate è che servono tantissimi soldi e l’affare in questo momento è esattamente comprare e mettere da parte, certamente non vendere …”.

D ARCHITETTURA Massimo Del Monte Art Designer Fano, Via Montevecchio Tel.0721/802612

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Design

ARTDECO’

LA COMUNICAZIONE POLISENSORIALE T

utto è nato nel 1999 da Bernd Scmitt, professore alla Columbia University, la comunicazione polisensoriale ed esperienziale si basa più sull’esperienza del consumo che sul prodotto in sé: compito principale è dunque quello di individuare che tipo di esperienza valorizzerà al meglio il prodotto. La comunicazione polisensoriale fa leva su i cinque sensi umani, sollecitandone il gusto, in modo da rendere il potenziale acquirente parte integrante del prodotto, in modo di riconoscere nel prodotto una caratteristica unica di se stesso. La comunicazione visiva applicata al punto vendita, show room e stand è vincente, ma deve essere realizzata studiando cosa comunicare, quali emozioni, sensazioni e quali immagini possono rendere unico ed esclusivo il prodotto, marchio o brand, presentato o venduto. Il consumatore moderno non è più ricettore passivo di ciò che lo circonda: sono ormai molte le campagne in cui egli costituisce parte interattiva. E’ chiaro che vista e udito rimangono pur sempre i sensi principalmente coinvolti – ma non per forza devono essere l’unico appiglio di richiamo per portare l’attenzione del possibile acquirente sul prodotto pubblicizzato. In questo senso la comunicazione polisensoriale continua a fare leva sulle emozioni: solo che qui si tratta di emozioni che scaturiscono un ricordo del proprio vissuto. Una percezione personalizzata ed individuale del se L’IMMAGINE e tutto……… saperla comunicare nel modo giusto è fondamentale.

Da questo concetto e dalla mente di uno dei più geniali tecnici di stampa Italiani ,Marco Rondina è nato il progetto ARTDECO’ che utilizza le più moderne tecnologie DIGITALI, abbinate alle mani esperte di sapienti artigiani. Pensate solo di stampare qualsiasi materiale purché RIGIDO, un immagine, opera d’arte, disegni 3D e tutto quello che è creativo, designer al 100 % su tutto : - LEGNO – VETRO – MDF – ceramiche – mattonelle – plexiglass – pvc – alluminio – tessuti – poliestere ecc... LA TENCOLOGIA INK UV apre un nuovissimo mercato per chi lavora nel settore degli arredamenti d’interni, architetti, designer, aziende che producono arredamenti e complementi d’arredo. Questa tecnologia vi permette di creare pezzi UNICI, ambienti esclusivi e dinamici, tutto è possibile senza limiti, da un immagine direttamente sul materiale, senza costi aggiuntivi ne limiti di colori e definizione, per una qualità finale eccezionale. Un’altra tecnologia innovativa è : LA STAMPA SUBLIMATICA per tessuti: La tecnologia digitale è anche sublimatica, cioè : Stampa a ink jet con inchiostri a base acqua ma procedimento di stampa unico, infatti il tessuto prima viene stampato poi trattato a 200 gradi, per tenuta dei colori e vivacità della stampa cromatica. Con la stampa sublimatica stampare tessuti non è mai stato così facile, inoltre è impostante dire che questo tipo di stampa permette una vivacità dei colori assoluta e una tenuta garantita per molto tempo e tanti ma tanti lavaggi. Life People 70

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Design

IL SOFFICE MONDO DI PUFFLA

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i chiama Puffla ed è la chiavecontemporanea del design moderno.In Puffla gli elementi e le linee di uno dei must dell’arredamento del 900 vengono interpretate grazie all’innovazione tecnologica e con gusto contemporaneo per ottenere complementi d’arredo unici esempre diversi Giocando con le forme, le dimensioni ma soprattutto con i colori, le sedute Puffla possono essere di volta in volta elementi di design che impreziosiscono un ambiente, ma anche veri e propri compagni del divertimento per i più piccoli. Puffla nasce nel 2004, da un progetto di giovani designer provenienti da diverse parti del mondo, ma

uniti dalla voglia di creare prodotti riconoscibili per la loro semplicità tanto quanto per il loro stile. Dopo aver raccolto notevoli successi sui mercati internazionali Puffla finalmente arriva anche in Italia con il suo carico di innovazione, comfort e divertimento. Il pouf non ha al suo interno strutture rigide, così si adatta alla forma del corpo di chi vi si siede, Puffla ha però una grossa particolarità: l’esclusivo polistirene di cui è riempito è dotato di una sorta di “memoria” che gli permette di riassumere le caratteristiche di forma e dimensione originali una volta che ci si è alzati. Alta tecnologia anche per il sacco di contenimento e per i rivestimenti selezionati dopo lunghi e accurati test per garantire morbidezza e resistenza. Tutti i Puffla hanno fodere estraibili, facilmente lavabili e intercambiabili, mentre le colorazioni utilizzate sono certificate per la non tossicità e per il minimo impatto sull’ambiente. Forme, dimensioni e colori non hanno più limiti e così per arredare e rendere unico un ambiente basta un Puffla. Esclusivista Puffla per la Provincia di Rimini e Pesaro Urbino Centro della Ceramica di San Giovanni in Marignano www.centroceramica.it +39 0541 957697

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Arte

Per intima consonanza poesia, forma & colore D

opo la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, dove fu inaugurata nel Maggio 2006 ed il Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, che l’ha ospitata nel Settembre 2007, la Mostra itinerante “Per intima consonanza, poesia, forma & colore”, curata dallo scrittore Angelo Ferracuti, potrà essere ammirata presso la galleria d’arte Exhibition Art di Fano, in Via S. Paterniano 8, dove si terrà dall’8 al 21 Giugno prossimo. Dice Giancarlo Bassotti, curatore della Mostra di Fano: “Piernicola Cocchiaro offidano di nascita ma sambenedettese dall’età di nove anni ha il mare nel cuore e il cielo negli occhi. E’ con gli occhi del cuore che guarda, vede e trasforma il suo mare in tutti i cieli possibili. E che sono le sue “macchie” nel cielo se non i colori delle vele delle barche che filano veloci sulla superficie del mare sospinte dal vento? Il travertino “trovante” come lui stesso definisce i massi caduti dall’alto contiene il sacro. La fragilità e la lumonosità rendono le sculture di Giuliano Giuliani vere e proprie preghiere, intese nel senso più cristiano del termine. La purezza che evocano è lo specchio di un’anima offerta nel suo più luminoso candore. Marcello Lucadei ci offre i suoi oggetti-reperti come autentiche, intime simbologie della memoria. Sono veri e propri fotogrammi di una realtà ormai perduta, abbandonata, immota e nostalgica al contempo. Forse in “attesa” di qualcosa o di qualcuno che la possa rivivificare. E’ forse questo uno degli imperativi categorici dell’artista? Fabrizio Mariani incarna materialmente l’utopia duchampiana. Come il grande artista francese Mariani tende alla negazione della pittura retinica ed alla proposizione di una pittura idea, di una pittura non pittura, senza spazio né tempo. Le sue opere e gli oggetti che in esse vengono riportati o trascritti sono oggetti utili della quotidianità liberati dalla loro utilità e quotidianità. L’opera è bella solo quando è liberata dalla sua bellezza! (M.D.).” La bravura di Angelo Ferracuti è stata quella di riuscire a trovare una consonanza interiore tra le forme ed i colori delle opere dei quattro artisti: Piernicola Cocchiaro, Giuliano Giuliani, Marcello Lucadei e Fabrizio Mariani e le poesie di Eugenio De Signoribus, Massimo Gezzi, Enrico Piergallini e Adelelmo Ruggieri. La Mostra è stata inaugurata domenica 8 Giugno , dopo i saluti delle autoritarietà di turno è avvenuta la presentazione del curatore Giancarlo Bassotti e la lettura delle poesie in consonanza, da parte dell’attore Piergiorgio Cinì. La galleria Exhibition Art, Via S. Paterniano, 8 FANO PU Apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 12,30 e dalle 17 alle 20.


IL DOLCE DORMIR - Centro del Benessere

Via Litoranea, 103/107 - 61035 Marotta (PU) - tel.0721.96462 - Aperto dal Lunedì al Sabato, Mattina 9.00 - 12.30 - Pomeriggio 16.00 - 19.30. Via I° Strada, 106 - 61032 Bellocchi di Fano (PU) - tel.0721.854255 - Aperto dal Lunedì al Sabato tutti i pomeriggi 16.00 - 19.30, sabato anche la mattina 9.30 - 12.30.

e-mail: info@ildolcedormir.it web: www.ildolcedormir.it


Viaggi

A

pprofittando di un ottima offerta di un operatore turistico abbiamo deciso di trascorrere un fine settimana a Tunisi. L’aeroporto di Tunisi è nuovo, ma non caotico come quello di Fiumicino, forse per il minore afflusso di viaggiatori; all’interno vi è anche una libreria con molti libri di pregio. La città, che oggi ha circa un milione d’abitanti, è stata fondata dagli Arabi nel VII secolo e si trova a 15 chilometri da Cartagine (o meglio dalle sue rovine). E’ molto accogliente ed ospitale, ma non è esclusivamente orientata al turismo come altre città minori come Sousse e Monastir. Tunisi, essendo una capitale, è più indirizzata al mondo degli affari. <Venerdì mattina abbiamo fatto una tranquilla visita del museo del Bardo, che possiede una delle collezioni di mosaici più belle del mondo. E’ qui che si trova il celebre mosaico (III sec. d. C.) di Virgilio, fra due muse, Clio e Melpomene. Il cantore tiene in mano un papiro che riporta l’ottavo verso della sua famosa opera: l’Eneide. Tra i tanti mosaici mi ha colpito anche quello in cui è rappresentato il trionfo di Nettuno (III sec.), possente Dio del mare, al comando di una biga, trainata da 4 cavalli. Terminata la visita, ci siamo recati in taxi alla fine del boulevard Bab Mnara, nella grande piazza del milite ignoto dove si trova anche l’Hotel de Ville, il municipio di Tunisi (aperto alle visite di pomeriggio). Proseguendo ci s’immette nella Medina (centro storico), in discesa si entra nel souk e poi si sbuca nei pressi dell’Avenue de France che si apre con un arco denominato Porte de France o Bab el Bar (porta del mare). Qui si può ammirare una fontana molto particolare e di recente costruzione, non ha la vasca di raccolta sottostante: l’acqua zampilla dal pavimento. Dalla Port de France al lago di Tunisi (nelle vicinanze della città vi sono oltre quattro specchi d’acqua, non so però siano salati o dolci) si stendeva l’antica città coloniale, ora divenuta il moderno centro. Mentre eravamo seduti in una panchina, non distanti dall’Hotel de Ville, per ammirare i luoghi e riorganizzare le idee, abbiamo chiesto delle informazioni ad una ragazza del luogo che, molto gentilmente, ha risposto a tutte le nostre domande. Si chiamava Imen ed era studentessa universitaria al 3° anno di lingue e letteratura inglese ed americana, parlava bene l’inglese e il francese (oltre all’arabo ovviamente), ma non l’italiano. Imen ci ha fatto pazientemente da guida per qualche ora nella medina e nel souk della città. Nel souk, ordinato e molto raccolto rispetto ad altri più grandi, vi è l’ingresso a varie biblioteche e l’entrata della moschea Ez Zitouna, della quale però si può visitare

Week-end a

Tunisi

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solo il cortile. Mentre camminavamo lentamente per le affollate viuzze, un ragazzo si è aggregato a noi e ci ha accompagnato a visitare alcuni luoghi caratteristici della medina: l’oratorio annesso alla moschea, un palazzo dove si trova il letto dorato del Bey e le famose terrazze di Tunisi, da dove si può ammirare il panorama della città fino al mar Mediterraneo. Al termine abbiamo riaccompagnato a casa la giovane in autobus in un quartiere nuovo nella zona del Bardo. La mamma, molto cortesemente, ci ha fatto accomodare e ci ha offerto il the alla menta e il cocomero. Dopo esserci scambiati gli indirizzi, ringraziando ci siamo salutati per rientrare nel centro storico in taxi. Avenue de France si congiunge con avenue Habib Bourghiba; percorrendola a piedi, ad un certo punto ci troviamo di fronte ad una gran fontana dai ricercati giochi d’acqua, con al centro una torre, simile ad un obelisco egiziano, sulla cui cima vi è un orologio. Sempre lungo questo viale, di fronte all’ambasciata francese e alla statua del filosofo e storico arabo Ibn Khaldum (rappresentato con un ampio mantello che ricorda una campana), si trova la semplice, ma bella cattedrale di San Vincenzo da Paola.Costruita nel 1882, vi si celebrano le messe in spagnolo, in italiano e naturalmente in francese. L’altra chiesa cattolica della città è dedicata a Jeanne D’Arc. Il 14 aprile 1996 Papa Giovanni Paolo II è venuto in visita a Tunisi ed è stato in questa cattedrale; il 70° pellegrinaggio papale si concluse con una preghiera nell’anfiteatro di Cartagine, città natale di Sant’Agostino. Nei pressi dell’avenue Habib Bhourghiba, una delle principali vie della città, abbiamo avuto difficoltà a trovare un ristorante che accettasse la carta di credito; il fatto c’è sembrato un po’ strano! In compenso nel nostro hotel Diplomat la cucina era ottima, come del resto i vini e il servizio, infatti le cameriere erano molto simpatiche! L’hotel si trova nel quartiere degli affari a pochi minuti dall’aeroporto. Il giorno seguente pendendo il treno nei pressi di avenue Bourghiba, ci siamo recati a La Goulette, il porto di Tunisi che dista 10 Km dal centro storico; non è consigliabile andarci a piedi, perché il raccordo stradale Life People 82


è molto trafficato e quindi pericoloso. Abbiamo potuto vedere il porto dove attraccano i pescherecci che rientrano dal canale di Sicilia. In un angolo vi erano depositate delle antiche anfore, provenienti chissà da quali scavi e sullo sfondo s’innalza la montagna Bou Kornine a due cime, coperta di pini, dove già in inverno vi fioriscono i ciclamini selvaggi. Nei pressi del porto si svolgono anche gli esami per il conseguimento della patente di guida: è stato divertente vedere ragazze e ragazzi tunisini, di solito sempre cordiali e scherzosi, che attendevano il loro turno nella massima serietà! Nel pomeriggio abbiamo visitato l’interessante Parc du Belvedere (il bioparco di Tunisi) con leoni, tigri, foche della Patagonia, bisonti americani, bufali, orsi, … Pavoni dalle splendide piume giravano liberi da un reparto all’altro, facendo bene attenzione a non entrare nei settori dei carnivori che, anche se non sembravano affamati, avrebbero potuto arrecare qualche danno alle loro principesche piume! Nel parco, ricco di laghetti, si trovavano anche numerosi volatili acquatici: germani, cigni, anatre, ecc. La vasca delle foche, a forma d’anfiteatro romano, era affollata di visitatori anche fuori dagli orari della distribuzione del pesce da parte dei custodi. Sono riuscito a fotografare da vicino anche una bella cicogna, un piccolo di cerbiatto, ma non so di preciso a quale specie appartenga. Ho avuto il piacere di dare da mangiare dei grissini ad una famiglia di istrici, stranamente molti attivi di giorno. Nel parco abbiamo trascorso ore piacevoli e spensierate, osservando gli animali. A Tunisi è difficile smarrirsi e trovarsi in difficoltà, anche i numerosi tassisti sono molto in gamba. Per me questa splendida città è la dolce porta dell’Africa: essa permette con garbo di adattarsi gradualmente al clima, ai colori e sapori del continente africano. E’ diversa dalle altre città europee, ma non troppo: è abbastanza ordinata e ben vivibile. L’ottimo clima e le giornate molto luminose stimolano il buon umore, il nostro soggiorno nella capitale tunisina è durato troppo poco, ma è stato ricco d’esperienze positive e piacevoli: un vero fine settimana di relax e cultura! Life People 81


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