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Franco Lari

CINQUANT’ANNI CREATIVI


Franco Lari

Premessa

Nel lontano 1949, quando avevo appena sei anni, mio padre Filiberto, con mia madre, Libera, decisero di trasferirsi dalla vicina Buti a Bientina, ritenuto questo un luogo più affidabile per la cura personale di bellezza della donna. Fu lì, in un appartamento posto al primo piano di Piazza Roma, in una piccola stanza adiacente l’abitazione, che Libera continuò ad esercitare il lavoro di parrucchiera per signora, in una fase difficile per l’intera popolazione impegnata come in tutta l’Italia ad una lenta e faticosa ricostruzione materiale, morale ed economica per riscattarsi con fierezza da una rovinosa guerra. Mi è accaduto più di una volta, nel corso della mia carriera, non so se facile o difficile, lunga o breve, di soffermarmi sul proposito di scrivere il mio percorso professionale che, appunto quest’anno (2008), compie cinquanta anni. E spesso sono stato combattuto da quel nemico che si chiama “incertezza”, tipico stato d’animo che per lungo tempo mi ha tenuto in bilico tra il decidere e non decidere, o il dubbio se tutto quello che facevo poteva avere degli effetti non squisitamente soddisfaFranco Lari centi. nel giorno della sua prima comunione. 5


Cinquant’anni creativi

1958 – La famiglia Lari riunita al Duomo di Pisa in occasione della Comunione di Carla. Da sinistra: Libera, Carla, Filiberto e Franco, dietro i nonni Giarmena e Gino.

La cosiddetta molla che ha fatto scattare in me questa decisione è quella parte essenziale della mia vita che comprende le emozioni, i ricordi e l’infanzia vissuti nell’altalena del positivo e negativo e che insieme mi hanno lasciato i sapori della vita, mi hanno fatto toccare il calore delle persone più care e il senso di tramandare ai nipoti, con questo semplice libro, alcune tappe significative di vita, di una attività che credo di avere onorato fino in fondo. Conseguire una professionalità di parrucchiere con livelli apprezzabili attraverso il sacrificio, i vari corsi, gli aggiornamenti, la Scuola di Firenze e Milano, sono stati per me momenti importanti di maturazione civile che mi hanno oltretutto caricato di valori inestimabili. 6


Franco Lari

Essere corretti, critici con se stessi, avere l’umiltà di imparare e possibilmente bene per non sentirsi secondi a nessuno, non è solo una questione di naturale orgoglio, è soprattutto un incessante lezione di vita. Se ho avuto la possibilità di studiare, di svolgere corsi di perfezionamento, di acquisire esperienze importanti che hanno contribuito a segnare positivamente quel lungo percorso intrapreso cinquanta anni orsono, con sacrifici e devozione, con gioie e dolori interiori, ma anche con la soddisfazione ripagata dal prestigio e dal successo, tutto ciò lo devo soprattutto a Libera, mia madre, ed è a lei, che con riconoscenza e rispetto, dedico questa pubblicazione. Fili, mio padre, da lassù ne sarà ben contento. Desidero rivolgere un ricordo affettuoso a Maria Teresa, una moglie adorabile, intraprendente e passionale che fino alla sua tragica e dolorosa morte seppe trasmettermi sentimenti di amore e di rettitudine morale che mi hanno facilitato il compito di coltivare il percorso infinito dell’affetto incrollabile verso i figli, verso le persone a me più care, mi hanno incoraggiato a non sentirmi demotivato nella passione professionale che, assieme ai sentimenti familiari, hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora le ragioni fondanti della mia vita fin qui vissuta. Le seconde nozze con Antonella avvenute nel 2000 mi hanno rinvigorito negli affetti e nei sentimenti, mi hanno aiutato a colmare alcuni vuoti che fino a quel momento sembravano definitivamente non colmabili. Il carattere talvolta esuberante di Antonella viene ripagato da un profondo affetto che soltanto all’età di oltre sessant’anni si può felicemente sentire. Un pensiero grande e affettuoso alla figlia Paola, a Manuela, un profondo e doveroso ringraziamento al figlio Sandro, che con Andrea non hanno mai cessato di trasmettermi sentimenti di amore, di sostegno morale, per aver contribuito, rispettivamente al buon andamento dei saloni di Pisa e Pontedera con doti manageriali non indifferenti, tenendo alto il prestigio di Lari Intercoiffure. 7


Cinquant’anni creativi

Un particolare ringraziamento a tutti i collaboratori che in questi anni hanno condiviso con me questo lungo cammino; un pensiero straordinario alle clienti con le quali c’è sempre stato un meraviglioso rapporto di stima e simpatia, offrendo loro il massimo della professionalità acquisita con le varie esperienze da me esercitate in campo nazionale ed internazionale. Infine, desidero rivolgere un grazie caloroso a Carlo, un amico con il quale ho intrapreso questo viaggio letterario, una sorta di diario che mi ha fatto percorrere 50 anni di vita e di attività professionale. L’idea di questo libro nacque durante le lunghe camminate e le escursioni in bicicletta che la domenica e il lunedì mattina facevamo tra i boschi e la campagna bientinese. Tutto iniziò in un mattino di primavera del 2007, quando dopo aver preso un caffè da Paolone, in una giornata che iniziava con dense e minacciose nubi, egli ci tranquillizzò con la nostra partenza assicurandoci che il tempo andava migliorando. Ma non fu così. Giunti con l’auto fino a Prato a Calci (Monte Serra), c’incamminammo prima verso il Sacrario dei caduti della 46° Aerobrigata di Pisa per procedere lungo il crinale che conduceva al “Lombardone” passando per il “Sorbo”, nota oasi di pace circondata da castagni secolari. Intanto il tempo si faceva minaccioso e insieme a Carlo, con tuta e scarpe ginniche, percorrevo il sentiero comunque felice per aver sistemato adeguatamente tutte le varie incombenze familiari, e il passo spedito ci stimolava nel dialogo, come sulle varie ipotesi per realizzare la pubblicazione di un libro che racchiudesse un percorso di lavoro ed esperienze iniziate nel lontano 1958. Sapevo che Carlo scriveva libri, era una “buona penna” e non avevo dubbi per la sua disponibilità nel concretizzare questo mio sogno. 8


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Il grigiore del bosco, investito da una fitta pioggia accompagnata da ripetuti tuoni e saette terrificanti, ci condusse a passo veloce, in mezzo a rigagnoli torrentizi, e dopo una estenuante marcia di 10 chilometri a raggiungere una baita dove, riprendendo il discorso della mia storia, venne sancita definitivamente la decisione di scrivere il libro. La collaborazione con Carlo, che si è rivelato un ottimo traduttore di sensibilità ed emozioni che mi hanno accompagnato nel corso della vita, mi ha visto impegnato per ore ed ore insieme a lui, intorno ad un tavolo per giungere infine a realizzare quel sogno che soltanto un amico poteva incoraggiarmi nel realizzarlo.

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Cinquant’anni creativi

Quadro di Fanny Darnat. Parigi, Galerie Naifs et Primitifs.

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IL LINGUAGGIO DEI CAPELLI E L’ARTE DEL PARRUCCHIERE NELLA STORIA ANTICA E RECENTE

Il termine parrucchiere si fa derivare di “Parrucca”, capigliatura artificiale, il cui uso, antichissimo, risale agli egiziani e ai babilonesi. Al tempo dei romani, nell’età imperiale, erano soprattutto le donne a far uso di parrucche a scopo ornamentale. Presso l’antica Roma, gli uomini portavano barba lunga e capelli corti, le donne, in seguito all’introduzione delle mode greche, moltiplicarono la cura per la propria acconciatura, ricorrendo spesso a posticci, parrucche e parrucchini come elementi ornamentali. La conquista della magna Grecia suggerì a romani e romane i nuovi modelli per capigliature fino ad allora austere; si diffusero tra le matrone acconciature decorate con reticelle d’oro e fiori. Il Cristianesimo riportò ad una certa sobrietà, capelli corti per gli uomini e raccolti con bende le donne. Solo in epoca feudale le signore aristocratiche e le regine usarono riportare i capelli sciolti sulle spalle, fermati con un diadema sul capo. Seguì poi la moda di schiarire, arricciare e profumare i capelli. La massima espressione di moda nell’ornamento delle parti scoperte del corpo e soprattutto del capo avvenne in pieno Rinascimento e in voga prevalentemente nelle classi della nobiltà. L’estetica dell’apparire crebbe nel diciassettesimo secolo, fino a diventare modus vivendi di primaria importanza a tal punto che i vari stili di capigliature e parrucche venivano frequentemente prese a modello dalle linee di tendenza architettoniche e ornamentali del Barocco e Rococò. Chi aveva potere e chi non ne aveva, voleva comunque mostrarsi in tutto splendore ricorrendo a quanto possibile per essere autorevole e piacevole. 11


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Le donne, all’inizio del seicento, erano costrette dagli abiti a nascondere la propria femminilità, ma dal diciottesimo secolo impararono ad usare il potere della loro personalità e a giocare con nei, parrucche e trucchi per aumentare l’influenza sull’altro sesso, e l’uomo, si comportava nello stesso modo per conquistare la donna. In un recente studio condotto dall’Associazione Italiana delle donne dermatologiche si afferma che in ogni società e in ogni epoca il linguaggio dei capelli è stato più o meno elaborato, anche se attualmente si sta affermando un linguaggio “globalizzato”, diminuendo quella che era la struttura di riferimento delle diverse culture. All’epoca dell’avvento della religione cristiana, fu instaurata la pratica della “Tonsura” sul capo dei monaci, per renderli sessualmente non attraenti ed esprimere umiltà nei confronti della religione; le donne potevano frequentare i culti solo a capo coperto, per non mostrare la bellezza di capigliature e acconciature e distrarre così i fedeli. Si deve risalire alla storia della mitologia per identificare nel primo modello di bellezza, la Dea Afrodite, che era bionda (xanthe), e continuare con l’icona di beltà nella Venere Nascente del Botticelli, per arrivare fino a Marylin Monroe o con le bionde dei calendari di Playboy. Nelle diverse culture, occidentali, africane e orientali, il capello assume un regime comunicativo molto diverso. In Sudamerica, ad esempio, i capelli lisci vengono attribuiti ad uno stato socio-culturale inferiore, poiché appartengono agli Indios, mentre in Nord America e in Europa, i capelli lisci sono ritenuti socialmente superiori. Ma sono le diverse caratteristiche genetiche che determinano le differenti morfologie del capello, costituite dal diametro, dalla struttura e dal grado di ondulazione. I capelli quindi, accompagnati da vari trucchi di bellezza, sono da sempre un simbolo, un estensione dell’ “IO”, un ornamento, se12


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gnalando, nei tempi, l’appartenenza ad una classe sociale, un gruppo, una casta, una tribù, e l’acconciatura ha giocato un ruolo chiave nella storia e nello scambio tra gli individui, nelle relazioni sociali, per poter esprimere da una parte, padronanza della personalità, eleganza, ricchezza e bellezza, dall’altra, specie in questo ultimo mezzo secolo e tra le nuove generazioni, una sorta di trasgressione, ribellione e provocazione. La lunghezza dei capelli e le loro acconciature sono diventati un segnale sessuale che è rimasto fino a pochi decenni fa. Non a caso i capelli sono stati usati come segnale dirompente nelle società e nei momenti storici in cui tutti si pettinavano allo stesso modo; è soprattutto in queste occasioni che la capigliatura si è trasformata in un messaggio forte e chiaro. Lasciar scendere morbidi boccoli su spalle mascoline come facevano gli “Hippy” negli anni settanta, era un modo per denunciare il culto dell’appartenenza, tipico della società borghese. Mentre scolpire i capelli a forma di cresta, come i “Punk” degli anni ottanta, indicava la volontà di rompere con le regole sociali. In questi ultimi anni si è andata diffondendo l’idea che l’arte del parrucchiere sia tutto genio e sregolatezza. È un luogo comune che deriva dalla modernità ma non corrisponde al vero perché è la creatività che continua a prevalere. Il nostro cervello è diviso in due emisferi: quello sinistro, deputato alla tecnica e alla logica razionale, quello destro alla creatività, all’irrazionale. La costituzione della LARI School avvenuta l’8 dicembre 1993, aveva ed ha lo scopo di insegnare ad usare entrambi i concetti, attraverso il metodo con il quale si impara ad analizzare una situazione, scomporla nelle sue componenti per poi ricomporla secondo il risultato voluto. È ciò che si definisce professionalità.

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La “mixture régénératrice du Dr Bérard” anni 1920/1930. (coll. Patrick Filliau).

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CENNI STORICI Nel XVI secolo, la moda dell’arricciatura si espandeva nella Francia dell’alta borghesia. La Chiesa, adirata per questa novità, nel Concilio di Tours, così decretava: “ Portare i capelli riccioluti, la testa a forma di nuvola e il seno scoperto, dona alla donna l’aspetto del vizio e della depravazione”. Con il regno di Luigi XV, salito al trono il primo settembre 1715, vide un ritorno verso la saggezza, e le pettinature scesero al più basso. Saint-Simon scrisse: Sopprimendo la « Fontanges » eravamo non soltanto caduti nell’estremità del basso, ma si facevano la testa piccola. Per impedire ai capelli di cadere : Per tre sere differenti spargete sulla testa polvere di semi di prezzemolo. Ricominciate ogni anno con la stessa procedura ed i capelli non cadranno mai. (La Toilette de Flore, 1771) Ricetta per far crescere i capelli : Mescolare bene assieme due once di grasso d’orso, una mezza oncia di miele, sei grossi di Labdanum, tre grossi di Bauma del Perù, un poco di olio di mandorla dolce per rendere la pomata più untuosa. (L’art de se coiffer soi-méme – Villaret, 1828)

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Nel 1862, il chimico Carius scoprì un acido che possedeva proprietà tutte particolari. L’acido “Thioglycolique”. A quell’epoca nessuno vide l’utilità di quel prodotto che rimase nei laboratori. Fu soltanto ottanta anni dopo, nel 1941 che venne scoperto l’interesse del suo impiego per fare i riccioli ai capelli. Dopo l’apparizione dei “Paraaminophénols” (1888); ai primi del secolo XX, vide il trionfo della “Para”. Questa fece la fortuna del prodotto; era di una applicazione facile che pure fra le mani di apprendisti donava delle tinte riuscitissime; rapidissime, senza nerumi e senza essere uguali. Il XX secolo fu immerso da variazioni sensibili ai cambiamenti di poteri. Un ritorno reale fece rigettare subito tutto quello che era stato influenzato prima con la rivoluzione francese, poi, con l’impero napoleonico. La moda, lontana da essere indipendente, si bagnò in una mossa piena di diversità e di contraddizioni. Sotto i regni di Luigi XVIII e Carlo X, la pettinatura più famosa si chiamava: “A la Bergamì ”.

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“ed io a piedi nudi io sfioravo i tuoi capelli io… e baciarti le labbra con un filo d’erba e scoprirti più bella coi capelli in su…” (E TU – Claudio Baglioni)

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Manifesto di J. Lhuer, 1937. (coll. dell’autore).

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1958 – 1959 LE PRIME ESPERIENZE A PONTEDERA LA SCUOLA “INVICTA” DI FIRENZE

La voglia d’imparare la professione di parrucchiere, sostenuta sapientemente da mia madre, fece si che i miei studi terminassero con la licenza di terza media. Il mio primo inserimento avvenne naturalmente nel negozio di famiglia e l’entusiasmo era così forte che la passione verso quel mestiere cresceva di giorno in giorno. L’unica cosa che non riuscivo a sopportare era di dover indossare il camice bianco che a mio modo di vedere mi sembrava eccessivamente troppo lungo. Ma in fin dei conti, quello che più contava era lavorare e imparare. Il passo successivo avvenne quando, incoraggiato da mia madre, entrai a fare “gavetta” nel negozio di Athos, noto parrucchiere di Pontedera. Quella esperienza fuori dall’ambito familiare la considero tutt’ora felicemente importante perchè fu da lì, che successivamente scattò l’idea di iscrivermi a Firenze presso la Scuola “Invicta”, l’unica capace di garantirmi le basi ed i concetti chiave per raggiungere una adeguata professionalità. La scuola era situata a pochi passi dal Duomo. C’era da lavorare e imparare mattina e pomeriggio, finchè a tarda sera facevo ritorno a Bientina. A titolo di cronaca mi preme riferire che, non so se per la modernità o per gusti diversi, non indossai più quei camici bianchi ma una divisa che meglio rappresentava la professione del parrucchiere. 19


Cinquant’anni creativi

1958 – Foto di gruppo degli allievi della scuola “Invicta” di Firenze. Il secondo a sinistra della terza fila Franco Lari (sorridente)

Il signor Poldino, maestro della scuola, oltre che fornirmi i più elementari insegnamenti di base, mi stimolava continuamente a prepararmi nelle prove di esami, e la sera, a Bientina, pensando ad essi, mi esercitavo sulla testa molto folta di nonna Giarmena. Nell’ambiente di una scuola nascono le amicizie che consentono nuove e importanti conoscenze che ti offrono l’opportunità di compiere ulteriori passi in avanti nel mondo della pettinatura. Mi fu presentato Beppino Nobile che con suo fratello Mario gestiva uno dei saloni tra i più prestigiosi di Firenze. Era originario di Salerno e si sentiva orgoglioso come uomo del sud di essere riuscito ad emergere con doti artistiche e creative indiscutibili, e fu proprio lui ad aprirmi la strada verso nuove esperienze facendomi cimentare in numerosi concorsi quasi tutti terminati con lusinghieri successi. 20


Franco Lari

Beppino Nobile, maestro indimenticabile, era un artista del capello, e la sua filosofia, dalla quale ho tratto significativi insegnamenti, consisteva nel sacrificio, nell’applicazione delle basi concettuali che inesorabilmente, assieme alla fantasia, venivano ripagate dal raggiungimento di ottimi risultati nei vari concorsi che normalmente si svolgevano con la pettinatura giorno e sera abbinate al rigoroso rispetto del tempo stabilito dalla giuria che indicava in trenta minuti.

ALLA “SECTION D’ART” DI PARIGI Nel 1959, mentre frequentavo ancora il negozio di Athos, venne organizzato un viaggio a Parigi da l’Oreal, nota casa produttrice di prodotti per parrucchieri.

1959 – Foto di gruppo dei partecipanti alla “Section d’Art” a Parigi ospiti de l’Oreal. In primo piano, con il camice bianco e cravatta il giovane Franco, sopra di lui Athos, il quinto da destra, suo primo maestro. 21


Cinquant’anni creativi

Il gruppo del quale facevo parte, oltre al piacere di poter visitare la capitale della moda, era ospite de l’Oreal francese per uno stage alla Section d’Art dove venivano illustrate le ultime tendenze moda. Mia madre, consegnatomi ad Athos, cercò con quell’occasione così importante per la mia professione di spingermi ancora di più verso una accresciuta passione per questo lavoro. Fu un esperienza esaltante. Partimmo da Pisa con il “Palatino” alle ore 10 di sera e dopo aver preso posto adeguatamente nelle rispettive cuccette andammo a cena. Ho tuttora presente il ricordo di quel vagone ristorante e ancora di più è emozionante, a distanza di moltissimi anni, l’immagine dei camerieri che servivano i viaggiatori con una divisa pari alle grandi cerimonie e che in tempi così moderni è fuori da ogni possibile immaginazione: Pantaloni neri, giacca bianca con bottoni dorati. Essendo il mio primo viaggio all’estero, nel vedere certe cose, rimasi tra l’incanto e la meraviglia. Le petit déjeuner al mattino – dopo una notte passata in allegria sulle cuccette con il battito cadenzato delle rotaie - fu una vera goduria. Baguette, croissant, burro, marmellata e cioccolata calda fecero da coronamento alla mia prima avventura; nel contempo mi ricordava i primi compleanni quando mia madre, per festeggiarli, imbandiva la tavola con quelle piacevoli leccornie. Quel viaggio che rappresentava la prima esperienza, divenne in seguito la meta quasi obbligata che si rinnovò di anno in anno.

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1958 – 1959 LE PRIME ESPERIENZE A PONTEDERA LA SCUOLA “INVICTA” DI FIRENZE

La voglia d’imparare la professione di parrucchiere, sostenuta sapientemente da mia madre, fece si che i miei studi terminassero con la licenza di terza media. Il mio primo inserimento avvenne naturalmente nel negozio di famiglia e l’entusiasmo era così forte che la passione verso quel mestiere cresceva di giorno in giorno. L’unica cosa che non riuscivo a sopportare era di dover indossare il camice bianco che a mio modo di vedere mi sembrava eccessivamente troppo lungo. Ma in fin dei conti, quello che più contava era lavorare e imparare. Il passo successivo avvenne quando, incoraggiato da mia madre, entrai a fare “gavetta” nel negozio di Athos, noto parrucchiere di Pontedera. Quella esperienza fuori dall’ambito familiare la considero tutt’ora felicemente importante perchè fu da lì, che successivamente scattò l’idea di iscrivermi a Firenze presso la Scuola “Invicta”, l’unica capace di garantirmi le basi ed i concetti chiave per raggiungere una adeguata professionalità. La scuola era situata a pochi passi dal Duomo. C’era da lavorare e imparare mattina e pomeriggio, finchè a tarda sera facevo ritorno a Bientina. A titolo di cronaca mi preme riferire che, non so se per la modernità o per gusti diversi, non indossai più quei camici bianchi ma una divisa che meglio rappresentava la professione del parrucchiere. 19


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1958 – Foto di gruppo degli allievi della scuola “Invicta” di Firenze. Il secondo a sinistra della terza fila Franco Lari (sorridente)

Il signor Poldino, maestro della scuola, oltre che fornirmi i più elementari insegnamenti di base, mi stimolava continuamente a prepararmi nelle prove di esami, e la sera, a Bientina, pensando ad essi, mi esercitavo sulla testa molto folta di nonna Giarmena. Nell’ambiente di una scuola nascono le amicizie che consentono nuove e importanti conoscenze che ti offrono l’opportunità di compiere ulteriori passi in avanti nel mondo della pettinatura. Mi fu presentato Beppino Nobile che con suo fratello Mario gestiva uno dei saloni tra i più prestigiosi di Firenze. Era originario di Salerno e si sentiva orgoglioso come uomo del sud di essere riuscito ad emergere con doti artistiche e creative indiscutibili, e fu proprio lui ad aprirmi la strada verso nuove esperienze facendomi cimentare in numerosi concorsi quasi tutti terminati con lusinghieri successi. 20


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Beppino Nobile, maestro indimenticabile, era un artista del capello, e la sua filosofia, dalla quale ho tratto significativi insegnamenti, consisteva nel sacrificio, nell’applicazione delle basi concettuali che inesorabilmente, assieme alla fantasia, venivano ripagate dal raggiungimento di ottimi risultati nei vari concorsi che normalmente si svolgevano con la pettinatura giorno e sera abbinate al rigoroso rispetto del tempo stabilito dalla giuria che indicava in trenta minuti.

ALLA “SECTION D’ART” DI PARIGI Nel 1959, mentre frequentavo ancora il negozio di Athos, venne organizzato un viaggio a Parigi da l’Oreal, nota casa produttrice di prodotti per parrucchieri.

1959 – Foto di gruppo dei partecipanti alla “Section d’Art” a Parigi ospiti de l’Oreal. In primo piano, con il camice bianco e cravatta il giovane Franco, sopra di lui Athos, il quinto da destra, suo primo maestro. 21


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Il gruppo del quale facevo parte, oltre al piacere di poter visitare la capitale della moda, era ospite de l’Oreal francese per uno stage alla Section d’Art dove venivano illustrate le ultime tendenze moda. Mia madre, consegnatomi ad Athos, cercò con quell’occasione così importante per la mia professione di spingermi ancora di più verso una accresciuta passione per questo lavoro. Fu un esperienza esaltante. Partimmo da Pisa con il “Palatino” alle ore 10 di sera e dopo aver preso posto adeguatamente nelle rispettive cuccette andammo a cena. Ho tuttora presente il ricordo di quel vagone ristorante e ancora di più è emozionante, a distanza di moltissimi anni, l’immagine dei camerieri che servivano i viaggiatori con una divisa pari alle grandi cerimonie e che in tempi così moderni è fuori da ogni possibile immaginazione: Pantaloni neri, giacca bianca con bottoni dorati. Essendo il mio primo viaggio all’estero, nel vedere certe cose, rimasi tra l’incanto e la meraviglia. Le petit déjeuner al mattino – dopo una notte passata in allegria sulle cuccette con il battito cadenzato delle rotaie - fu una vera goduria. Baguette, croissant, burro, marmellata e cioccolata calda fecero da coronamento alla mia prima avventura; nel contempo mi ricordava i primi compleanni quando mia madre, per festeggiarli, imbandiva la tavola con quelle piacevoli leccornie. Quel viaggio che rappresentava la prima esperienza, divenne in seguito la meta quasi obbligata che si rinnovò di anno in anno.

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1959 DOPO LA SCUOLA “INVICTA” DI FIRENZE IL MIO INGRESSO ALL’ACCADEMIA “UNASAS” DI MILANO

Terminati i corsi di formazione presso la scuola “INVICTA” di Firenze nel 1958, i miei genitori decisero di iscrivermi all’Accademia “UNASAS” di Milano al fine di farmi conseguire una più accurata formazione professionale che potesse creare le basi per un futuro aperto a più ampie prospettive.

1960 – Accademia UNASAS di Milano. Presentazione moda delle acconciature. L’ultimo a destra Franco Lari. 23


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Avevo soltanto 16 anni e la prima preoccupazione familiare era di intravedere una giusta collocazione da consentirmi di poter studiare e contemporaneamente avere l’opportunità di fare nuove esperienze di pratica presso un salone di parrucchiere. La scelta, per la verità non casuale, ricadde sulla città di Lodi, appena trenta chilometri da Milano, dove, il giorno lavoravo e la sera frequentavo l’Accademia milanese. La volontà di imparare era però accompagnata da una certa insicurezza perché avevo un carattere taciturno, giungevo da un piccolo paese di campagna, ed in me era forte il contrasto con una grande città, dove l’ambiente sociale e la lontananza dalle persone più care, mi rendeva infelice; ma ero altrettanto consapevole che dovevo reagire, era una scommessa che dovevo vincere.

1960 – Franco Lari, il primo da sinistra, 3° classificato nel concorso “Spazzola d’oro” a Firenze, mentre festeggia con due modelle assieme a Beppino Nobile. 24


Franco Lari

Per combattere solitudine e nostalgia, la domenica, quando ero libero da impegni professionali, sentivo il bisogno di recarmi presso un parco adiacente all’autostrada perché solo in quel luogo mi sentivo rigenerato al solo vedere raramente il passaggio di qualche auto targata Pisa. Per due anni il mio itinerario, quasi obbligato era: Lodi - Milano – Negozio – Accademia. Nel frattempo ero cresciuto nell’età e nella maturità di adolescente che mi consentiva di acquistare una buona preparazione professionale. Quando, una volta al mese giun- 1960 – Concorso “Spazzola d’oro”. gevo a Bientina, il primo pensiero Acconciatura da sera eseguita da Franco Lari. era di esercitarmi con entusiasmo presso il negozio di mia madre che mi incoraggiava offrendomi l’opportunità di frequentare l’Accademia due sere la settimana per poter con lei acquisire nuove esperienze pratiche di lavoro. Fu così che il mio nuovo itinerario era: Bientina ore 7 – Firenze ore 9 – Milano ore 13. Alle ore 15 facevo ingresso nel salone del sig. Augusto Neri dove ero impegnato costantemente in acconciature con modelle da poter presentare presso l’Accademia. Vicino a quel luogo così importante si trovava una trattoria toscana dove di solito avevo il piacere di gustare piatti tipici come il risotto e le cotolette. Poi di nuovo a scuola dalle ore 21 alle 23,30 e riprendere alle una di notte il treno alla stazione centrale per giungere alle 8,30 del mattino nel negozio di Bientina, dove le clienti, 25


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ben informate di queste mie esperienze, erano ben contente di farsi pettinare, mentre io, provavo un’immensa felicità. Lo studio e il sacrificio finalmente venivano ripagati dalla soddisfazione di una professione che esercitavo con entusiasmo.

Nel salone di Beppino Nobile a Firenze Il 1960 fu l’anno del mio lungo tirocinio presso il Salone di Beppino Nobile e ben presto arrivò anche per me il momento di cimentarmi nei concorsi. In quegli anni il concorso si riferiva sulla prova moda-giorno, moda-sera e alta fantasia (che giungeva dopo una notevole esperienza) perché basata essenzialmente sull’estro del parrucchiere. I concorsi venivano organizzati dalle associazioni di categoria per far sì che i giovani si affezionassero alla professione, gareggiando tra loro per riscuotere consensi, qualche applauso e poi indirizzarsi verso l’affascinante mondo della coiffure come lavorante in un salone o aprirne uno proprio. Nei concorsi ai quali partecipavo dovevano risaltare le doti di manualità, fantasia, tecnica e precisione con una giusta modella con cui effettuare prove di pettinatura da presentare. Dovevamo rispettare rigidamente i tempi, dopodiché, una giuria composta da professionisti, passava in rassegna i lavori presentati e annunciava il verdetto finale. Sono per me ricordi bellissimi con tante emozioni, delusioni e infinite soddisfazioni che mai potrò cancellare dalla mia memoria.

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1961 CAMPANILE SERA

Fu questo un evento eccezionale ed insolito. Erano gli anni del boom televisivo e poche erano le famiglie che potevano godere delle trasmissioni, mentre tanta era la gente che incuriosita dalla novità si recava nei bar possessori degli apparecchi. Tra le più popolari di queste trasmissioni era “Campanile Sera” in cui due città si sfidavano, confrontandosi su temi di cultura e costume. La vicina Cascina ebbe la sorte di confrontarsi con Conegliano Veneto e tra le varie gare in programma c’era da presentare tre ac-

1961 – Campanile sera a Cascina. Franco Lari durante la gara fra Cascina e Conegliano Veneto. 27


Cinquant’anni creativi

conciature con relative modelle che sui loro capelli ben pettinati dovevano essere posti il campanile più rappresentativo delle rispettive città. Vi fu un grande fermento intorno a questo evento circondato da tanta voglia di partecipazione da parte di numerosi parrucchieri accorsi da tutta la zona per potersi mostrare in televisione. Un accademico molto competente, da me personalmente conosciuto durante l’esperienza trascorsa a Milano, il signor Augusto Neri, fu incaricato, per la sua competenza, di indicare i parrucchieri, e la fortuna volle che io fui scelto assieme ai fratelli Mario e Beppino Nobile di Firenze. Naturalmente la mia gioia, assieme ad una sorprendente incredulità, fu immensa. Io, che a soli 18 anni, viaggiando su e giù da Bientina a Milano, gareggiavo in televisione, nella piazza principale di Cascina, dove, quella sera, per l’occasione, era stata allestita una coreografia ben conforme alla mia professione; ed il lavoro preparatorio sulle modelle avvenne a Bientina, presso il negozio che si era da poco trasferito in via Matteotti. La vicinanza con Cascina e la grande disponibilità manifestata da tutti per un evento così eccezionale, assegnò anche a Bientina una giornata memorabile: i giornali locali misero in risalto la mia partecipazione come protagonista, le modelle, in bella vista, e poi la curiosità e l’interesse popolare che si affollò in ogni bar del paese per poter assistere alla trasmissione, insomma, una serata più unica che rara. Di questa tengo un ricordo suggestivo: quando le modelle uscirono dal negozio tutte ben truccate e con abiti succinti, la folla incuriosita era così straripante che fu necessario far intervenire le guardie municipali. Fu quella una serata indimenticabile che ha segnato una tappa importante ma anche decisiva per la mia carriera. Vincemmo. Le 28


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nostre pettinature con sopra i campanili, fatti di capelli finti posti sulle teste delle modelle, fecero parlare a lungo la stampa, e fu per me un trampolino di lancio, che assieme alla notorietà conquistata nel campo di una gara avvincente, mi spronò ad aprire il mio primo nuovo salone a Pontedera.

1961 – Franco e Libera, a sinistra, festeggiano la vittoria contro la formazione di Conegliano Veneto a “Campanile Sera” svoltosi a Cascina.

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1962 – Franco Lari durante la prova di pettinatura da sera nel concorso “Spazzola d’oro” a Firenze.

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Franco Lari

1962 “LA SPAZZOLA D’ORO” - “IL PETTINE D’ORO” IL CAMPIONATO TOSCANO

Concorso “Spazzola d’Oro” a Firenze, 60 concorrenti e io 1° classificato. A seguito di tanti sacrifici provavo la gioia di innalzare per la prima volta una Coppa. Da quel giorno indimenticabile ne seguirono altri. A Tonfano, in Versilia, vinsi il Concorso “Il Pettine d’Oro” con un notevole punteggio di vantaggio verso tutti gli altri concorrenti, condividendo questo successo con tanti amici e familiari che mi avevano accompagnato in quella avventura vittoriosa che festeggiammo con la modella che si era caratterizzata da una classe fuori luogo, presso un noto ristorante di Viareggio. Successivamente, pieno di entusiasmo e tanta voglia di affermarmi, mi iscrissi al Campionato Toscano dove parteciparono oltre 100 concorrenti, tra i quali un’infinità di parrucchieri ben dotati artisticamente e già affermatisi su scala nazionale. La giuria scandiva dai micro1962 – Franco Lari riceve il premio foni regole che non permettevano di 1° classificato nel concorso “Spazzola d’oro” a Firenze. aiuti o suggerimenti, mentre io 31


Cinquant’anni creativi

1962 – Franco Lari durante la prova di acconciatura al concorso “Pettine d’oro” di Tonfano (Versilia).

1962 – Franco Lari durante la prova di alta fantasia nel concorso “Pettine d’oro” a Tonfano (Versilia). 32


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gareggiavo, ero sostenuto da una bella presenza di amici, parenti, ed una persona a me molto cara, la mia fidanzata Maria Teresa che sarebbe in seguito divenuta felicemente mia moglie. Il Concorso si svolse in sfarzose pedane nella sede della Camera di Commercio di Firenze, in Piazza del Porcellino. Il folto pubblico che gremiva le gradinate cominciò ad applaudire in omaggio alla scenografia che rappresentava al meglio quella cornice di moda, tipico esempio delle migliori tradizioni nel campo dell’acconciatura per signora.

1962 – Franco Lari, vincitore del Campionato Toscano svoltosi a Firenze. Il secondo da sinistra Augusto Neri, maestro accademico della scuola UNASAS di Milano. Il penultimo a destra Rino Scarano di Milano, Campione Italiano di acconciatura, l’ultimo a destra Beppino Nobile di Firenze. 33


Cinquant’anni creativi

Finita la gara mi guardavo intorno e scrutavo un po’ divertito ed affaticato gli altri concorrenti come me bagnati di sudore, mescolato a una tipica polverina brillante che dava lustro alla pettinatura delle modelle. Dentro di me sentivo di aver svolto un ottimo lavoro, assieme alla modella proveniente da Milano che con atteggiamento da vera professionista mi faceva ben sperare sull’esito della votazione finale che tutti attendevano con trepidazione. Finalmente la giuria, dopo aver fatto i nomi ad uno ad uno dei classificati fino al 3° posto, fece aumentare in me la convinzione che potevo vincere. L’annuncio di Franco Lari primo classificato, fu un momento di emozione forte che sentii scorrere dentro il corpo, marcando l’indelebile segno che inevitabilmente ti porti appresso per tutta la vita. Dopo quel risultato esaltante sentivo ancora di più la voglia di fare tanto e fare bene e il mio lavoro presso il salone di Beppino Nobile continuava con l’obbiettivo di conseguire un ottimo risultato al Campionato Italiano di Bologna. Purtroppo non fu così; in quella competizione gareggiai con avversari che provenivano dalla nota accademia milanese “UNASAS” la cui scuola aveva messo in pedana parrucchieri con una preparazione così elevata rispetto alla quale era difficile contrastare 1962 – Franco Lari, Beppino Nobile e Umberto, specialista podologo, sul piano tecnico e creativo. in occasione di un concorso a Napoli. 34


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Estate 1962 – Franco e Maria Teresa a Viareggio

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Franco Lari, il primo a destra, durante il Concorso del Campionato Toscano a Firenze dove risulterĂ  Primo Classificato.

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1964 CAMPIONATI MONDIALI DELL’ACCONCIATURA FEMMINILE E MASCHILE

Mentre continuavo nella mia esperienza di studio e lavoro tra Milano e Bientina, una mattina, nel negozio di mia madre ricevetti dal postino l’inaspettata notizia che ero stato scelto per partecipare alla selezione nazionale per i campionati del mondo che si dovevano svolgere in Svizzera, a Basilea. Fu una gioia immensa; quella

1964 – Campionato mondiale di acconciatura femminile a Basilea (Svizzera). Da sinistra la squadra composta da: Beppino Nobile, Mario Nobile, Salvatore Maiorana, Massimo Pucci, Franco Lari e Bruno Frediani. 37


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notizia fece crescere in me un rinnovato entusiasmo che riversavo in una tenace preparazione con una giovane apprendista di nome Maria che era ben lieta di offrirmi la possibilità di utilizzare i suoi capelli in vista di ulteriori selezioni che somigliavano a quei famosi esami che non finiscono mai. Gli allenamenti si prolungarono per circa 3 mesi e successivamente giunse la notizia sperata: ero stato selezionato come membro effettivo della nazionale italiana. Tutto ciò appariva come qualcosa di eccezionale e intanto il mio impegno aumentava a dismisura giorno dopo giorno, la posta in gioco era troppo alta e io, a soli ventuno anni sentivo il dovere professionale di non deludere nessuno. Nel frattempo avevo conosciuto una modella con la quale facevo prove di squadra a Bologna. Si chiamava Anny, era bellissima, aveva i capelli colore del rame ed abitava a Pontedera. Quando i preparatori ebbero il piacere di conoscerla furono tutti concordi che la sua presenza come modella a Basilea sarebbe stata utile perché possedeva giusti e interessanti requisiti. Poi, in uno dei giorni più belli della mia vita, partimmo per Basilea, con uno stato d’animo al di fuori della media e con tante speranze. I giorni 11, 12, 13 ottobre dovevamo mettere in luce tutte le nostre qualità e mia madre, che ci credeva molto, decise di partire assieme a tutti noi. Si parla spesso nella stampa dell’importanza dell’alta moda italiana, dei vari compiti che spetterebbero alle industrie che vertono intorno alla sua sfera e della produzione artigianale; produzione di necessario e importante complemento e la cui attività si esplica in molteplici campi, compreso quello della “Coiffure”. L’apporto di questa branca al buon nome dell’artigianato italiano fu dimostrato dall’ottimo comportamento dell’Equipe di parrucchieri che con me parteciparono alla manifestazione mondiale di 38


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Basilea, che si piazzò al terzo posto per l’acconciatura da giorno e all’ottavo in classifica generale di fronte a 36 agguerrite rappresentanze nazionali provenienti da ogni parte della Terra. Voglio ricordare, con una lode particolare, i fratelli Nobile, Maiorana Pucci e Frediani che con un gioco di squadra notevole e di ampia qualità, contribuirono a tenere alta la bandiera di una categoria che continua a fornire il massimo di creatività e professionalità.

1964 – Campionato del mondo di acconciatura femminile a Basilea (Svizzera). Franco Lari durante la prova individuale. 39


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Versilia anni ’60.

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1964 – 1965 CON I FRATELLI NOBILE A LIDO DI CAMAIORE L’APERTURA DEL SALONE A PONTEDERA

L’Estate del 1964 Si caratterizzò con nuove esperienze che mi consentivano di accrescere il bagaglio professionale e fare conoscenze in un luogo di alta affluenza turistica come Lido di Camaiore, dove moda, bellezza e divertimento serale rendevano le giornate abbastanza liete ma anche faticose. Mi si offrì l’opportunità dell’impatto con un ambiente frequentato da clienti provenienti prevalentemente da Firenze e dintorni che nel periodo estivo si trasferivano inVersilia. Con i fratelli Nobile si era ormai rafforzata un’amicizia non solo professionale e nel contempo, portavo avanti quella sorta di “gavetta” che era ed è tutt’ora il migliore viatico per lavorare e imparare, per far crescere in positivo i tratti caratteriali di un vero professionista dell’acconciatura. Il 1964 era l’anno in cui alla “Bussola”, noto locale di rilevanza internazionale, esplodevano di successo in successo cantanti come Mina, Peppino di Capri, Fred Buongusto e tanti altri. La sera, al termine di un intensa giornata di lavoro, mi recavo all’esterno di quel locale perché le mie condizioni economiche mi impedivano di andare oltre, ma mi sentivo ugualmente felice nel vedere chiome folte e ben pettinate o ammirare il passaggio di moda sfavillante e personaggi famosi che facevano riempire la cronaca mondana dei rotocalchi. 41


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Giunse poi al termine la bella stagione, quella delle varie esperienze, dei concorsi; stava per finire il lungo ma utile tempo della “transumanza” e sentivo il bisogno di circondarmi di un pascolo che mi appartenesse. Maturava in me il raggiungimento di un obbiettivo verso cui credevo, ero convinto di poterlo raggiungere.

L’Apertura del salone Dopo un approfondita riflessione familiare, la scelta cadde sulla vicina Pontedera perchè da quella zona molte donne erano le clienti che si rivolgevano presso il negozio di Bientina gestito da mia madre. Dovevo intraprendere un percorso privo di incertezze, era necessario essere decisi, dovevo credere nella professionalità acquisita, in una buona dose di notorietà che avevo conquistato con tirocini e intenso lavoro, sacrificando una parte della mia gioventù. Fu così che nel 1965 ebbe inizio questa entusiasmante avventura senza tralasciare i rapporti con Firenze e l’aiuto presso il negozio di Bientina dove continuavo a lavorare con orari interminabili, compreso i giorni festivi. Mi è rimasta scolpita nella memoria la Festa del Patrono San Valentino, in cui, senza attimi di sosta tra il sabato e la domenica, senza un’ora di riposo persino nella nottata, rappresenta tutt’ora un primato storico che fu possibile raggiungere con l’apporto insostituibile del fratello minore di Beppino Nobile, Vincenzo, che ben volentieri veniva spesso da Firenze per porgermi un valido ed amichevole sostegno. Finalmente giunse il momento della verità. Con tante paure ma con un immensa voglia di fare che mi sosteneva in un ragionevole ottimismo, fu aperto il salone di Pontedera in una atmosfera di entusiasmo, semplice e festosa e, a titolo di cronaca, mi preme ricordare che le prime “Messe in Piega” costavano soltanto 600 lire. 42


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1964 – Interno del salone Lari di Pontedera. Franco intento a pettinare la fidanzata Maria Teresa. 43


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Iniziava un’era nuova che mi faceva assaporare la soddisfazione dei primi lusinghieri risultati che mi caricavano di stimoli nell’impegno professionale ed organizzativo. Nel frattempo, Maria Teresa si era diplomata in ragioneria e metteva in evidenza pregevoli doti di collaboratrice. Decise di partire per Castiglione delle Stiviere dove era situata una scuola specializzata nella colorazione dei capelli, e fu in quel luogo che, abbinando studio e pratica, mise in luce le sue potenzialità di colorista, tali da far diventare il salone di Pontedera punto di riferimento per un buon Total Look.

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1965 “MEISTERCOIFFEUR” CON TEMPERAMENTO ITALIANO

La casa produttrice di prodotti per parrucchieri Wella ha invitato a Darmstadt (Germania) 30 proprietari di saloni italiani ad un corso. Il massimo della professionalità era senza dubbio dal punto di vista delle pettinature, il maestro dell’acconciatura Franco Lari da Pontedera, vicino a Pisa, membro del campionato mondiale nel 1964 a Basilea e vincitore di molti premi nazionali ed internazionali, il quale, al termine della visita su di una modella graziosa davanti ad un abbondante repertorio, lascia brillare la sua creatività di idee. La nostra immagine mostra Franco Lari insieme ai suoi colleghi davanti alla sua mo1965 - Franco Lari a Darmstadt durante una dimostrazione. della. 45


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1966 L’INONDAZIONE DELL’ARNO E DELL’ERA

Gli ottimi risultati conseguiti dall’attività e il buon nome della Ditta che si ampliava tra la clientela, naufragarono nell’arco di un mattino. A nulla valse la speranza, i ripetuti annunci tra le strade e le piazze per avvertire dell’imminente pericolo, né le precauzioni del caso per mettere in salvaguardia gran parte dell’attrezzatura e degli arredi. Dopo alcuni giorni di pioggia incessante, l’Era e l’Arno che a Pontedera confluiscono, inondarono la città con furia devastatrice senza precedenti; era il giorno di Domenica 4 novembre. Facemmo appena in tempo e con enormi difficoltà ad uscire dalla zona dove era ubicato il negozio, prendemmo velocemente l’auto per dirigerci col nodo alla gola verso Bientina. I nostri corpi uscirono indenni da una calamità terrificante, e il giorno seguente, i nostri occhi, colmi di lacrime, dovevano assistere alla scena agghiacciante di un negozio nuovo e faticosamente costruito, completamente allagato, avvolto da un metro e cinquanta centimetri di melma giallastra che niente aveva risparmiato, aveva distrutto ogni speranza. Lo sgomento fu forte ma prevalse la volontà di non arrenderci che ci costrinse a rimboccarci le maniche per ricominciare tutto d’accapo. Fu una lotta contro il tempo e la sventura per l’intera città che in pochi giorni venne sgomberata dalla sporcizia e dal fango. La forza della volontà, la gara sovrumana nella cittadinanza e tra le varie associazioni del volontariato, l’apporto delle istituzioni pubbliche in cui primeggiò l’Amministrazione Comunale, consentirono la sofferta ripresa delle attività tra cui la nostra, che malaugurata47


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mente, assieme a tante altre, aveva subito danni ingenti poiché era situata in una zona bassa e a pochi metri dal fiume Era, diviso dal negozio con la statale 67 Tosco-Romagnola. Rievocando quell’amara vicenda sento il dovere di rinnovare un ringraziamento particolare alla Ditta Maletti di Reggio Emilia che tanto si adoperò per far riaprire il salone dopo soltanto 15 giorni. Senza dubbio alcuno, fu quella la vittoria di un’intera città che da quell’immane disastro riuscì ad essere più attiva di prima, seppe imprimere nuovo vigore con la nascita di altri negozi, avviò una ripresa economica e produttiva senza eguali, colmando in breve tempo le innumerevoli lacune che la tragicità dell’evento aveva purtroppo causato. Pontedera si era guadagnata sul campo il sigillo di capitale del comprensorio “Valdera”, imponendosi come qualificato punto di riferimento morale e imprenditoriale, per una rete commerciale di abbigliamento e moda di qualità. Da quei giorni così tragicamente sconvolgenti traemmo l’insegnamento di non arrenderci, di non abbassare mai la guardia, e mia madre Libera, testardamente coraggiosa ma anche piena di fiducia, lanciò la sfida per un ulteriore passo in avanti: L’Apertura di un Salone nella città di Pisa.

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1966 – Pontedera, 4 novembre. Immagine della furia devastatrice delle acque fuoriuscite dagli argini dei fiumi Era ed Arno. 49


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21 NOVEMBRE 1966 LE PAROLE DEL PAPA PAOLO VI ad una numerosa rappresentanza dell’Unione Italiana Parrucchieri che con un Pellegrinaggio a Roma rendevano omaggio a San Martino de Porres patrono dei parrucchieri “per uomo e per signora”

…Vi ammiriamo perché siete al servizio degli altri, e a totale servizio, anche in ore e giorni in cui si potrebbe esigere quel maggiore agio e quel doveroso riposo. La vostra fisionomia è questa: servire, essere utili; e sempre col sorriso sulle labbra, sempre con i modi più compìti, diventati perfino proverbiali, sempre con rispetto e buon garbo, interessandovi ai discorsi e ai problemi degli altri, anche quando i vostri problemi, o affanni personali, o dolori familiari tumultuano in cuore, e non permetterebbero diversioni o evasioni. Eppure, in ogni circostanza, voi siete là, dimentichi dei vostri interessi per far piacere agli altri, servirli, essere ai loro ordini. Non è un atteggiamento, questo, che merita non solo ammirazione, ma gratitudine? Non è una benemerenza che possiamo dire sociale, oltre che un intimo acquisto personale, che può fare di voi degli uomini sempre più coscienti della bellezza, della grandezza, del merito della vita umana, quando è spesa con un ideale generoso? Stimate la vostra professione anzitutto per questo: perché oltre la bravura, che richiede, oltre il contributo personale di buon gusto, che la rende anch’essa un’arte, è un ministero, un servizio: e tutto ciò che corrisponde a questo ideale, merita da Dio un premio, nella pace della coscienza per il dovere compiuto, qui in terra e nella ricompensa della vita eterna. 51


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Presentazione Moda I.C.D. sul Lago di Garda. Il presentatore Silvio Noto in compagnia della modella e di Franco Lari.

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1967 IL MIO INGRESSO NELL’ I. C. D. (INTERNATIONAL COIFFEUR DAMES)

I.C.D. è l’acronimo di International Coiffeur Dames. Questa era la sigla del famoso marchio mondiale che racchiudeva l’Elite dei parrucchieri più famosi nel mondo. Per poterne far parte occorrevano requisiti molto precisi: avere più di un salone, essere vincitori di vari concorsi prestigiosi, e presentati da un socio che garantiva tutto ciò, nonché alte qualità professionali. Il presidente di questa importante organizzazione era il famoso Alexandre de Paris, meglio noto come il parrucchiere di varie prin-

1967 – Franco Lari al Congresso Mondiale I.C.D. di Parigi. 53


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1967 - Torino, Franco Lari durante la prova di presentazione moda I.C.D. Italia.

cipesse che portavano il nome di Soraya, Grace Kelly di Monaco ed altre. In un viaggio a Parigi per assistere allo Show di rinomati coiffeur, organizzato dalle sorelle Carita, mi capitò di incontrare alcuni noti parrucchieri italiani che la sera stessa partecipavano ad un galà di presentazione denominato Moda I.C.D. L’invito di partecipazione tanto agognato aveva un significato molto preciso: capire più a fondo l’associazione e far sì che anche in Italia potessimo costituire una I.C.D. di livello nazionale. 54


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Fu per me un’esperienza senza precedenti. Assaporare un clima di incomparabile Elite mondana in tema di moda-capelli era l’aspetto più entusiasmante a cui potesse aspirare un parrucchiere per signora, e arrivare a quell’obbiettivo, significava andare ben oltre verso confini fino allora sconosciuti che mi offrivano possibilità conoscitive di gusti e bellezze particolari. Maria Teresa rimase quasi scioccata da un evento che metteva in luce classe e signorilità che proveniva non solo dalle modelle, ma dagli stessi parrucchieri francesi che si caratterizzavano in modo inconfondibile con un impeccabile Savoir Faire. Fu in quella memorabile circostanza che maturò la decisione di appartenere a quella prestigiosa associazione, (qualora mi avessero accettato), per poter partecipare a tutte le varie manifestazioni la cui importanza era indiscutibile. Tutto ciò comportava doveri e diritti come quello di indossare lo Smoking, e l’altro, di vi- 1967 - Torino, Franco Lari durante la prova sitare i saloni appartenenti ai di presentazione moda I.C.D. Italia. membri associati a livello internazionale. Poco tempo dopo, io, Franco Lari, facevo parte della I.C.D. Italia e anche questa fu una tappa esaltante che mi consentì di ampliare un bagaglio di formazione e di nuove conoscenze che per il mestiere di parrucchiere non sono mai troppe. 55


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La modella di Franco Lari durante la Presentazione Moda I.C.D. sul Lago di Garda.

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1968 L’APERTURA DEL SALONE A PISA AVANZANO NUOVE TECNICHE

La notorietà del salone di Pontedera era giunta oltre i confini del territorio e aveva ben reagito all’emergere di una concorrenza leale ma anche ben attrezzata. Mia madre, con spiccata intraprendenza e con doti manageriali non indifferenti, meglio conosciuta tra i collaboratori e le clienti come la “Signora Libera”, decise di aprire un salone a Pisa, avvalendosi di Franco Vannini, un giovane parrucchiere ben sperimentato nel negozio di Bientina. La “Signora Libera” che oltretutto era una brava colorista, non ebbe alcun timore di aprire l’attività nel cuore della città di Pisa, in via Pascoli, una delle principali traverse di Corso Italia. Fin dall’inizio, l’impeccabile organizzazione e l’ottima professionalità furono gli elementi trainanti che ben presto destinarono al nuovo salone notorietà e successo. Successivamente seguirono gli anni della moda “Parrucche” prodotte sapientemente con veri capelli e con un costo abbastanza elevato. Ho sempre vivo nella memoria il ricordo di un viaggio a Parigi in cui ebbi l’intuito di esportarvi parrucchine “Kane Kalom” fatte di un materiale sintetico molto simile ai capelli veri, e devo confessare che fu un vero boom, confermato quasi contemporaneamente con le sfilate del “Prêt-à-Porter” dove ogni modella era stregata dalla voglia ma anche dalla novità esclusiva di impossessarsene, per poter sfoggiare assieme alla bellezza del corpo e degli abiti un tipo di parrucca che rendeva la donna con un fascino diverso e più misterioso. E infatti fu un successo che meritava essere festeggiato. 57


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1968 – La sorella Carla intrattiene con servizio di manicure le ospiti Edwige Fenech e Dada Gallotti nel salone di Pisa.

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Avevo 25 anni, l’attività girava nel senso giusto, quello tipico che offre svariate soddisfazioni che giungono a coronamento di tanto coraggio assieme a ponderate intuizioni. L’ottimo andamento dei saloni di Pontedera e Pisa, e la gioia immensa della nascita di Alessandro galvanizzava la felicità familiare; la realizzazione di quei due progetti distanti pochi anni l’uno dall’altro infondeva risultati che andavano ben oltre ogni ottimistica previsione. Nel frattempo, con la “Signora Libera”, mio cugino Riccardo assaporava con una adeguata “Gavetta” il gusto dell’arte di fare il parrucchiere per signora. Decise quindi di venire a far parte della squadra di Pontedera e fu lì, che insieme iniziammo un percorso insito di compiti alterni e specifici, atti a migliorare quella qualità professionale verso cui la clientela tiene sempre un occhio di riguardo. Mio padre Filiberto, figura non protagonista ma interessata alla nostra attività, in costante disposizione nei momenti di bisogno, mi ha espresso valori umani sempre presenti nel mio cuore. Ho verso di lui il ricordo della sua prima Fiat 500 con la quale accompagnava, andata e ritorno, Libera e 2 giovani parrucchieri da Bientina a Pisa. “Fili”, così veniva affettuosamente chiamato; era un padre che, con atteggiamenti garbati ma anche con la dovuta autorità, è stato per me un esempio di rettitudine morale e di vita che mi induce ad una infinità di lieti ricordi, ad una gratitudine immensa sempre presente, al più intimo ricordo, se pur triste, della sua scomparsa che ha lasciato un vuoto incolmabile in me e nell’intera famiglia. Una nota di rilievo la dedico agli anni ’70, caratterizzati da una moltitudine di saloni impegnati costantemente nella ricerca dell’innovazione, in una nuova filosofia del trattamento dei capelli che in poco tempo avrebbe rivoluzionato l’intera categoria. 59


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1968 – Salone Lari di Pisa, Franco Lari e Franco Vannini in compagnia di Edwige Fenech e Dada Gallotti.

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Maria Teresa si era specializzata nella colorazione, che assieme al tocco del cosiddetto buon gusto, faceva accrescere la credibilità verso tutta la clientela. A tutto ciò si aggiungevano le qualità del taglio, pieghe e cose varie che ci permettevano di qualificarci come una squadra eccellente. Erano gli anni in cui era importante essere artisti e non apparire, saper dare il giusto colpo di spazzola da dimostrare completa padronanza di doti professionali e rendere sicura e soddisfatta la clientela. Questi ed altri concetti approdarono ad un livellamento pressoché totale nei saloni medio-grandi proiettati alla ricerca costante del salto di qualità; ma questo non bastava, c’era bisogno di andare oltre, dovevamo scoprire nuovi canali, nuove e più avanzate soluzioni. Fu così che insieme all’amico fraterno Mauro Gianfaldoni di Piombino, con il quale avevo iniziato le prime esperienze del mestiere, decidemmo di avviare le rispettive mogli verso il difficile comparto della colorazione e con loro, durante un viaggio a Milano avemmo l’occasione di conoscere i fratelli Vergottini, noti parrucchieri che erano gli ideatori di una nuova tecnica di Messa in Piega. Mentre la nostra consisteva nella piega con bigodini e poi l’asciugatura sotto il casco con il tempo di 1 ora, ed infine spazzolata e pettinatura, la loro, invece, si riferiva a taglio, asciugatura, spazzola e phon: mezz’ora di tempo con un risultato più che ottimale. Un impatto assolutamente sconcertante che ci obbligava ad interrogativi e domande. In via Montenapoleone, dove era situato il salone “Vergottini”, passammo molto tempo ad analizzare le clienti, che uscendo dal salone, lasciavano con se la netta sensazione che i loro capelli trasmettevano il segno di una qualità superiore che nel breve tempo sarebbe stata apprezzata e valorizzata anche da noi. 61


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Durante il viaggio di ritorno riflettemmo a lungo sulla validità di un’esperienza che poteva segnare una svolta, che ci indirizzava verso nuovi concetti innovativi da mettere in pratica, partendo innanzi tutto da una diversa formazione professionale da imprimere sul personale dei nostri rispettivi saloni. Iniziava l’avventura dell’era del Phon. Per me e l’amico Gianfaldoni era diventata un’ossessione; utilizzavamo le mogli come cavie, eravamo presi da una cocciutaggine che ci faceva passare notti insonni nei rispettivi negozi, dove si sperimentava, si provava e riprovava, nella consapevolezza che i frutti prima o poi sarebbero stati raccolti, tutto a beneficio del prestigio, della professionalità e della clientela che ne avrebbe tratto i più concreti vantaggi.

1970 – Franco Lari e Mauro Gianfaldoni, amici di pedana, durante una presentazione moda al teatro Puccini di Firenze. 62


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1970-1980 I VIAGGI A PARIGI

Jean Louis David – Maniatis – Harlow – Dessange: quattro marchi famosi in tutto il mondo, quattro marchi che hanno lasciato impronte incancellabili durante il mio cammino professionale. 1970-1980 : Un decennio di moda parigina. Parigi, capitale della moda in senso assoluto, rappresentava un punto di riferimento incontrastabile: dai capelli, all’abbigliamento, agli accessori; tutto ciò che era stravagante, particolare ed innovativo veniva appunto da Parigi, dove, anche l’aria che si respirava odorava di novità. Io e Maria Teresa ci eravamo ormai affezionati all’appuntamento parigino del mese di marzo ed ottobre di ogni anno, e quando partivamo eravamo ben muniti di indirizzi precedentemente estratti dalle varie riviste di moda. Sapevamo dove andare e cosa trovare di particolarmente originale negli angoli quasi misteriosi della città come in alcune zone di periferia. La domenica e il lunedì la dedicavamo a parrucchieri e moda-capelli che abbinavamo con le sfilate di moda; il martedì e mercoledì le nostre mete preferite erano il mercatino delle pulci e i negozi emergenti nel campo prevalentemente della moda. Con il mercatino delle pulci, avevamo accumulato una proficua fonte di idee. Infatti, durante le sfilate della domenica notavamo molte persone vestite con accessori particolari, non reperibili persino nei negozi più specializzati: occhiali, fermagli, borsette, bracciali, orecchini; tutti oggetti di varia natura e dimensione, lavorati artigianalmente che potevamo trovare soltanto al Marché aux Puces. 63


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1975 – Filiberto, Franco, Maria Teresa, Carla, Roberto e Libera in un noto ristorante parigino.

Con il passare del tempo, e visto che in Italia certi accessori erano pressoché introvabili, decidemmo di inserire nei 2 saloni di Pisa e Pontedera spazi bene in vista dove le clienti, mentre si rilassavano, o erano in attesa di una piega, potevano divertirsi nel provare occhiali retrò, ricchi nelle forme, simpatici e giovanili, oppure fermagli in pietra dura e colorata dalle più svariate forme, o misurarsi strani cappelli che noleggiavamo alle clienti che facevano a gara per indossarli in occasioni di feste, balli o ricevimenti. Offrire alla clientela rarità esclusive che soltanto nei luoghi caratteristici di Parigi si potevano trovare era diventato “il chiodo fisso” di Maria Teresa. 64


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Passavamo molto tempo nel cercare le cose più strane, passando da uno stand all’altro; andavamo persino nei magazzini periferici della città, dove, un tipo di moda esponeva abiti usati da donna degli anni 30-40, o abitini stile tempo di guerra, molto semplici ma assolutamente non trovabili in Italia che abbinati ad altri accessori formavano il look del momento. La sera, in albergo, mettevamo in rassegna tutto il materiale raccolto; lo scopo non era guadagnare, anzi, rimettevamo qualcosa, ma finalizzato alla soddisfazione di arrivare carichi di tante novità da mettere in mostra per clienti ed amici. In quel periodo scoprimmo l’Hennè. Nei vicoli tortuosi del mercatino incontravamo le persone più stravaganti. Negli anni ‘70 vedere ragazze con capelli colorati di verde, rosso e azzurro destava una sorprendente curiosità che ci induceva a riflettere su un’epoca di modelli di vita e di costume tradizionali che si sostituiva ad una nuova creatività di moda che una generazione, con molto coraggio innovativo proponeva nella massima libertà. Oggi, nel 2008 appare tutto normale. Nei saloni Lari la filosofia della colorazione è del tutto naturale perché è a base di erbe. Oggi coloriamo con impacchi vegetali per ottenere quel massimo di qualità che dona lucentezza e brillantezza. Negli anni ‘70 forte era la voglia di riflessare i capelli con tonalità brillanti senza tingere. Ecco che l’Hennè, la famosa erba, o pianta, giunta dai paesi orientali, si fece largo con una dirompente innovazione. Nella colorazione dei capelli, avevamo finalmente riflessature rosso naturale. La sera del mercoledì riprendevamo la strada del ritorno con il “Palatino”, una linea ferroviaria che, partendo da la Gare de Lyon alle ore 18,40, si dirigeva verso Roma per arrivare a Pisa alle ore 7,00 del mattino del giovedì; il tempo giusto per fare una doccia e recarsi velocemente al negozio dove le clienti ci attendevano incuriosite dalle novità che Parigi, quasi per gioco o magia, ci consegnava. 65


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1980 – Jean Louis David e signora all’ingresso del salone di Pisa con Franco Lari e la moglie Maria Teresa.

1980 – Jean Louis David all’interno del salone Lari di Pisa mentre concede un intervista sulla moda capelli. A sinistra la signora Libera. 66


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1980 – Esterno del Salone Lari Intercoiffure a Pisa

Verso la fine degli anni ‘80, durante un viaggio a Parigi accadde qualcosa di fantastico che mai avrei pensato che potesse accadere. Pur attuando una minuziosa progettualità, Maria Teresa, che non finiva mai di carpire con il suo occhio lungimirante le più svariate sfumature della moda non solo capelli, durante una seduta da Jean Louis David per un taglio di capelli, riuscì a farsi come amica una stilista di quel noto salone. Si chiamava Louisette, (nome fittizio per ovvi motivi). Maria Teresa le parlò della moda italiana e Louisette la indirizzò nei negozi più “in” di Parigi, dove in quel periodo andavano tanto 67


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di moda i famosi gonnelloni alla “gitana”, bianchi e colorati che in Italia non erano ancora conosciuti. Da questo rapporto di simpatia e stima, Maria Teresa dopo qualche giorno di permanenza a Parigi la invitò come nostra ospite in Italia, promettendo per l’occasione un Full-Time-Immersion con il nostro personale di Pisa e Pontedera sul Taglio e Phon. Dopo un mese avevamo il piacere di ospitare nel salone di Pisa questa splendida stilista che si esibì in tecniche altamente innovative che ben presto furono da noi felicemente recepite e con soddisfazione trasmesse poi verso la clientela. Lo stile dei nostri saloni si è sempre caratterizzato da una scrupolosa ricerca perché è con questa che si creano le condizioni per progredire; rimanere al palo significherebbe il lento ed inesorabile declino dell’attività. Sulla “piazza di Pontedera” c’era un ottimo professionista, amico-rivale, Alberto Simoneschi, recentemente deceduto, con il quale esisteva un rapporto di rispetto reciproco pur avendo la collocazione dei rispettivi negozi a soli cento metri di distanza l’uno dall’altro. Nel segno del rispetto e della reciproca stima, devo onestamente affermare che mai in tutti quegli anni un dipendente sia stato contattato dall’una o dall’altra parte. Poi, com’è noto e naturale, ognuno dava il meglio di sé, ma proprio per questo adottavamo il principio della ricerca, (quella della bellezza) che non tutti la facevano o troppo la sottovalutavano. Con quell’accordo tacito ma nobile, fatto di buone maniere e comprensione per una attività che andava svolta in maniera seria e corretta, veniva così garantita quella sana concorrenza che dovrebbe far parte del codice etico–professionale della nostra categoria.

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Franco Lari

1975 “SEPTEMBER LOOK” from Franco Lari

L'estate l'abbiamo ormai alle spalle, l'autunno è gia alle porte, tuttavia la moda d'acconciatura in questo periodo risente solo in parte del mutamento di stagione. Franco Lari, l'acconciatore di Pisa membro dell'Intercoiffure, ci propone il suo modo di vedere l'acconciatura nel mese dal "dolce tramonto".

1975 – Franco Lari all’interno del Salone di Pontedera durante la fase preparatoria del servizio fotografico “September Look”. 69


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Il suo “September Look” è estremamente pratico, composto, sbarazzino e in sintonia con quanto già proposto per la moda Primavera-Estate; capelli semicorti o di media lunghezza contraddistinti sulla zona frontale ed occipitale dalla frangia rovesciata all'indietro con riprese del movimento sui capelli che, a seconda della loro lunghezza sfiorano o coprono l'orecchio. Franco Lari svolge sempre con molta passione ed entusiasmo il il suo lavoro. Soprattutto cerca di essere molto aggiornato con le nuove proposte e con le innovazioni tecniche che ci vengono dalle varie parti del mondo. Per questo motivo tra i suoi numerosi “viaggi professionali” ha da tempo inserito Parigi come tappa fissa; nella capitale francese e centro focale dell’acconciatura mondiale, Franco Lari è stato più volte nel salone di Jean Louis David per carpirgli i segreti del suo modo di lavorare. L'appellativo di “David italiano” per cui ci sembra alquanto “azzeccato”.

Dalla Rivista ESTETICA 1975-N.5 Anno XXX Settembre-Ottobre

1975 – Le modelle acconciate durante una ripresa del servizio fotografico. 70


Franco Lari

1976 L’ANNO DI CARLA

Il salone di Pisa consolidava la sua notorietà grazie ad un’eccellente organizzazione ed un’ottima qualità professionale. Tra il personale c’era Salvatore, Maurizio Serretti, che successivamente aprì un proprio salone e Franco Vannini che era stato il primo stilista, assieme a mamma Libera ad avviare il salone di Via Pascoli.

1976 – Teatro Verdi di Pisa. Manifestazione di acconciatura presentata da “Lari Intercoiffure”. Il terzo da sinistra Riccardo, Franco Vannini e Franco Lari. 71


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Abbiamo sempre mantenuto un amichevole rapporto con tutto il personale, con il quale, in quel periodo, ci riunivamo spesso con il chiaro intento di consolidare e perfezionare la collaborazione e il lavoro di gruppo, elementi determinanti per far emergere qualità e professionalità per ogni dipendente che, giunto ad una soddisfacente maturazione e sentendosi sicuro delle proprie capacità non esitava poi ad aprire un negozio in proprio come traguardo finale per mettere in evidenza le personali doti di parrucchiere per signora. Attraverso questo percorso ci siamo passati quasi tutti, e per la nostra professione, specie 1976 – Franco e Riccardo con le loro per quelli che si sono impegnati modelle durante la manifestazione moda assiduamente e senza risparmio al Teatro Verdi di Pisa. di energie, è un esaltante passaggio che sprona nella consapevolezza di fare sempre meglio, come in una corsa che non ha fine in cui ogni tanto capita di incontrare gli ex allievi o ex dipendenti con i quali scambiare cordiali saluti di reciproco rispetto e lasciarci con una pacca sulle spalle come a voler significare che serietà ed onestà alla fine pagano, e il mantenimento di corretti rapporti va al di là della professione che esercitiamo. 72


Franco Lari

In quello stesso anno mia sorella Carla diffondeva tutta la sua passione nel salone di Pisa. Oltre ad occuparsi dell’estetica si sentiva fortemente impegnata nel sensibilizzare la clientela sui nuovi impacchi di Hennè che avevamo importato da Parigi. Carla era ben preparata in quella materia e nel contempo dimostrava notevoli doti nel rapporto con la clientela. Tutto procedeva in maniera perfetta. Ma quando le cose si mettono al meglio, purtroppo e malauguratamente ho imparato che bisogna stare in guardia da ostacoli che improvvisamente possono stroncare la serenità.

1976 – Franco Lari e Salvatore con il presentatore Daniele Piombi durante la manifestazione Modacapelli con la consegna del David di Donatello al Palazzo dei Congressi di Firenze. 73


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Dalla felicità, dall’ottimismo, si passa tragicamente ad avvenimenti che non dovrebbero mai accadere. Carla si sposò felicemente con il suo Roberto ma durante il viaggio di nozze, mentre erano diretti verso Kemer, un’isola della Turchia, l’aereo si schiantò sulla montagna. Nessun superstite tra le quaranta coppie di sposi. Aveva ventiquattro anni; fu un colpo terribile per la famiglia, mamma Libera e Filiberto, che giunti sul posto della tragedia con l’amico di famiglia Don Patrizio, si sentirono completamente annientati. Furono momenti indescrivibili di rabbia, di immenso dolore che voglio ricordare in questi cinquanta anni di storia attraversati da grandi gioie, da soddisfazioni incredibili che purtroppo si sono intrecciati con dolori familiari tutt’ora incancellabili. Il lavoro che doveva continuare, assieme alla voglia di vivere, il salone di Pisa che aveva acquisito notorietà, furono per fortuna e per la volontà di reagire gli elementi che ci incoraggiarono, che aiutarono mamma Libera, forte e combattiva, ad andare avanti con coraggio, con quel solenne obbligo che la vita ci impone.

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1976 – Carla nel giorno del matrimonio con il marito Roberto. 75


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ANNI ’80 HARLOW PARIS

Sulla stampa italiana e in quella più specializzata dei “Magazin” di settore venimmo a conoscenza che a Parigi c’era il gruppo emergente “Harlow”. Eravamo soddisfatti di seguire il consolidato legame con Jean Louis David, ma la curiosità e l’interesse ci spingeva alla ricerca di nuove conoscenze. Fu così che decidemmo di andare a scuriosare nel “Tempio” di Harlow che si trovava in Rue de Ranelagh, già zona Trocadero.

Anni ’80 – Rudy Harlow durante un seminario di taglio nel salone Lari di Pontedera.

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Il salone era bellissimo e funzionale, noi eravamo interessati al nuovo marchio e l’accoglienza fu strepitosa. Ben presto nacque l’amicizia con Rudy, uno dei soci Harlow che parlava molto bene la nostra lingua in quanto era figlio di italiani, e tra italiani è molto più facile capirci.

Campagna pubblicitaria di “Lari Intercoiffure” in occasione dei mondiali di calcio “Mexico ’86. 78


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Le tecniche Harlow molto attuali in quel periodo, rappresentarono anche per noi un qualificabile e costruttivo rapporto. Rudy amava l’arte, in modo particolare l’antiquariato e la pittura. Andava spesso al “Marché aux puces” e con Maria Teresa trovò rapidamente un accordo d’interessi che esulava dal mondo della coiffure. Rudy e Daniel erano gli ideatori del marchio Harlow e stavano per entrare tra i grandi della categoria degli stilisti francesi. Daniel era l’artista che studiava forme e linee per nuovi tagli, modellava teste per servizi fotografici; Rudy si occupava prevalentemente del salone, dell’amministrazione ed organizzava Show sia in Francia che all’estero. Alla scuola che avevano aperto, già numerosi erano i partecipanti tra cui un folto gruppo di giapponesi. In seguito Rudy fu nostro ospite nella casa di Viareggio dove organizzammo insieme un “Live” sulla “Modacapelli” e la loca-

Studio ricerca Lari Modacapelli. 79


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tion fu il Teatro “Di Bartolo” di Buti, ambiente molto adatto per lo Show nel quale il gruppo Harlow si esibì con una equipe composta da una decina di parrucchieri che presentarono Colori – Meches – Tagli e Acconciature riscuotendo entusiasmanti consensi dal pubblico accorso numeroso. La giornata fu suddivisa in due momenti-moda: al mattino, Stilista “Hair Studio Mario” di Viareggio, grande amico e illustre parrucchiere, e il pomeriggio, Stilista Harlow con la sua presentazione. È doveroso ricordare che il successo di quello Show lo dobbiamo anche all’impegno mio e di Riccardo che insieme conoscevamo bene il territorio, i parrucchieri da contattare e le personalità pubbliche, tra cui il Sindaco che fece gli onori di casa per una manifestazione che aveva trasmesso in maniera eccellente ciò che di meglio può offrire la moda e la bellezza.

Il pubblico presente al Teatro F. di Bartolo di Buti in occasione del “Live” “Modacapelli Lari”.

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1987 L’ANNO DEL COLORE

“Nei negozi LARI si gira, si prende un caffè, si guardano i video, ci si ferma davanti ad una vetrinetta che fa impazzire, ci si provano i cappelli, si fa un po’ di solarium e poi, naturalmente, ci si fanno i capelli. Insomma, ci si viene sicuramente per farsi bella ma anche per il piacere di distendersi, di aggiornarsi sulla moda e su tutto quello che fa moda. Ci troviamo sempre tante donne, spesso diverse fra loro per età, per il modo di vivere, ma tutte con la voglia di piacere a se stesse e agli altri e con la sicurezza di trovare un taglio e un colore che le valorizza. Si lavora in un ambiente sempre allegro, in compagnia di persone che conoscono bene il proprio mestiere e che lo amano al punto di parlarne sempre, di frequentare stages in tutta Europa e di considerare la donna la vera protagonista della loro arte e fantasia. È il negozio per tutte e per tutti. C’è chi ha fretta e esce in un’ora, c’è chi viene senza fretta per rilassarsi con un delicato massaggio antistress. Per la cura di varie anomalie del capello, personale specializzato si dedica al massaggio tailandese. E infine il colore, che è gioia e simpatia, è il maquillage della pettinatura; ci si può giocare, nasconderlo o mettere in risalto. Per conoscere i nuovi colori devi prendere un appuntamento con noi e scegliere la tonalità che ti piace”. 81


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1987 - Due modelle durante la presentazione di Modacolore di Lari Intercoiffure.

Il colore illumina e fa vivere i tuoi capelli

Dalla campagna pubblicitaria di LARI INTERCOIFFURE Speciale giovanissime Primavera-Estate 1987

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LA TRASMISSIONE TV “FESTIVAL” CON PIPPO BAUDO

Ancora una volta alla ribalta l’équipe Lari Intercoiffure. Infatti, la troupe di Franco Lari è stata ospite, in occasione della serata dedicata alla moda e alla bellezza della donna, della famosa trasmissione televisiva di Canale 5 “Festival” condotta dall’eroe nazionale Pippo Baudo. Inutile dire che tutta l’équipe ha ottenuto un caloroso successo presentando su splendide “top model” internazionali, una varietà di tagli e acconciature incredibili.

1987 – Franco Lari con Brigitte Nielsen durante una pausa della trasmissione televisiva “Festival” condotta da Pippo Baudo e Lorella Cuccarini. 83


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Nel corso della serata, non sono mancate numerose attenzioni di stima da parte dei “padroni di casa” Pippo Baudo, Lorella Cuccarini e Brigitte Nielsen e degli ospiti intervenuti, tra cui Serena Grandi e Terence Hill, che hanno avuto modo di apprezzare lo stile con cui l’équipe Lari ha trasformato le già belle top-models in… bellissime. Dal Giornale Il Tirreno Cronaca di Pontedera Sabato 19 Dicembre 1987

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1987 – Acconciature presentate in televisione durante il programma “Festival” su canale 5.

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1988 ALESSANDRO LARI RACCONTA

Chissà se era tutto scritto, forse il destino voleva che il mio posto fosse al negozio di Pisa, ostinatamente avviato e ben organizzato da mia nonna, “La Signora Libera”. Ho iniziato a pensare a questo lavoro già prima di diplomarmi. Quando mi resi conto che la scuola e lo studio non erano la mia strada, fui costretto, da mia madre che non finirò mai di ringraziare, che comunque gli studi li dovevo completare e che, senza discussioni, era un titolo che dovevo raggiungere. Mi diplomai nel 1987 in Ragioneria, ma già l’odore delle permanenti e del salone l’avevo nel sangue da parecchi anni. La scelta l’ho maturata poi vedendo nei miei genitori la serenità e la contentezza del lavoro che eseguivano. Tra il 1988 e il 1989 passai alla formazione di questo meraviglioso lavoro. Le prime esperienze nel salone di Pontedera insieme a mio padre, hanno rappresentato due anni di “divertimento” perché non avevo nulla sulle spalle o forse avevo sempre la testa alle ragazzate che a quel tempo potevo eseguire con più facilità visto che i divieti dello studio non esistevano più. In quegli anni feci quella cosiddetta “gavetta” che mi è servita molto. Ho fatto più shampoo in quegli anni e spazzato che tutt’oggi, quando ci penso, rivedo quelle clienti e quelle file sulla scala che attendevano di essere lavate. Un’ altra mansione che avevo era quella di stare attento ai tagli, quindi, nei momenti di libertà stavo dietro a mio padre per capirne i gesti manuali e la tecnica. Mi sforzavo di capire ma la professionalità che usava non riuscivo a decifrarla, il taglio lo vedevo come una cosa difficilissima. 87


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1988 – Interno del salone Lari Intercoiffure di Pontedera

Capii più tardi che usava una tecnica molto difficile da insegnare oggi, era un sistema di taglio a “sensibilità”; questo vuol dire che riusciva a dare alle clienti la bellezza di un taglio senza seguire uno schema, il chè oggi tanti parrucchieri bravi nella tecnica non sanno ancora fare. Questa cosa mi turbava ma mi affascinava. Ebbi la fortuna che al negozio di Pontedera arrivò un parrucchiere di nome Daniele, trasferito dal salone di Pisa che mi aiutò a capire le regole del taglio. Ci trasferivamo così nei momenti di pausa lavoro nel sottoscala e mi insegnava il taglio nelle poupettes. Mi ricordo la mia prima cavia, il mio bisnonno Gino, che come tutti i nonni è quella persona che crede ciecamente nei nipoti e fa88


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1988 – Sfilata di San Giuliano Terme. Presentazione moda maschile con Valerio, Alessandro e Andrea.

rebbe qualsiasi cosa sicuro della buona riuscita. La mia fortuna era che non ci vedeva quindi i tagli che gli facevo erano sempre ottimi. Capii allora che la tecnica era molto importante, decisi allora di andare all’estero per capire meglio le realtà diverse dalla nostra. La mia prima tappa fu Parigi; fui ospite, grazie alla nostra amicizia con Rudy, nei saloni HARLOW. Dormivo in un hotel alle Halles, zona centrale di Parigi all’ultimo piano di una soffitta confortevole che mia madre mi aveva trovato ad un prezzo modico, anche perché la mia permanenza fu di tre mesi. Fu un’esperienza meravigliosa perché Parigi, a differenza di Pontedera, viveva una realtà totalmente diversa. Harlow aveva tre saloni che ebbi il piacere di frequentare nei tre mesi della mia permanenza. 89


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LES HALLES, un salone di giovani, fresco e moderno, dove venivano usate le Tondeuse, la “macchinetta” per tagliare i capelli. Era un sistema innovativo e moderno: rasavano i capelli sotto, e lasciavano lunghi quelli sopra, la linea si chiamava “MARLOW” e si avvaleva di un concetto ritornato alla ribalta in questi ultimi anni, il concetto della disconnessione. Usavano una brillantina che tutt’oggi alcune nostre clienti richiedono. Era la REVE D’OR, il “sogno d’oro”, che dava entusiasmante modernità e innovazione alle pettinature. I ragazzi che ci lavoravano erano quasi tutti biondi platino, e si lanciavano le spazzole mentre facevano i phon, era davvero un negozio moderno e giovane. RANELAGH fu un altro salone che frequentai per poco tempo perché mi trasferirono subito a la Madeleine, un altro salone chic dove arrivavano tutte le signore di Parigi, veramente bello anche come immagine. LA MADELEINE fu il salone dove feci maggiore esperienza; era situato appunto, nei pressi della Madeleine, il più normale forse ma il più frequentato. In quel salone ho lavorato e imparato molto, all’interno c’erano due personaggi molto bravi: GERARD bravo nel taglio e ELEN molto brava nel tecnico e nelle pubbliche relazioni con le clienti. Anch’io, come racconta mio padre, in quei pochi tre mesi sentivo la nostalgia di casa, e quando venivano clienti italiani a farsi la piega sarei stato per ore e ore a fargli la piega per il gusto di riparlare italiano. Comunque fu un’esperienza molto importante perché riuscii a capire bene come funzionava il taglio della Tondeuse (grazie anche al mercoledì sera giorno di scuola per tutto il personale) e molto importante era il senso della FOTOGRAFIA-IMMAGINE, cosa in cui noi eravamo molto indietro. (Le immagini che facevano per la pubblicità erano molto innovative rispetto alle nostre). 90


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La mia esperienza successiva fu a Londra. In quella splendida ed enorme città rimasi solamente un mese e frequentai l’accademia di VIDAL SASSOON, la più prestigiosa nel mondo. Quella è stata l’esperienza più importante dove veramente ho imparato cos’è il taglio, la tecnica, le regole, l’educazione alla precisione. Mi ricordo che la prima cosa che ci dissero era che nell’accademia non potevamo indossare i jeans e non potevamo mangiare i chewingum. Rendetevi conto quanto era serio il rigore che c’era in quella scuola. L’ esperienza fu molto interessante ma per il gusto di far bella una donna evitavamo commenti nel silenzio più assoluto. Il taglio per loro era un’architettura a differenza di Parigi dove il taglio era “ CHARME”. Conclusosi questo mio approccio nel mondo straniero del parrucchiere, feci nell’89 la stagione estiva presso un celebre salone di Viareggio, HAIR STUDIO MARIO, dove rimasi entusiasmato da questo personaggio. Mario, amante delle Harley Davinson e del genere americano, tagliava i capelli alle clienti su un palco e se qualche cliente che non lo conosceva si metteva il profumo prima del taglio gli faceva lavare il collo perché era allergico, voleva essere sempre al centro dell’attenzione. Conosceva molto bene Franca Sozzani, direttrice della celebre rivista di moda VOGUE ITALIA, quindi, spesso, andava a fare dei servizi fotografici, lavorava con molte riviste, e il lunedì eravamo sempre in giro. Il suo freelance si chiamava Piergiuseppe Moroni, lui gli curava i servizi fotografici su Milano e all’estero. Lo conobbi durante un servizio e da quel giorno non ho più smesso di ammirarlo, aveva una sensibilità nelle mani con le quali, riusciva, con gesti semplici a dare naturalezza e bellezza alle modelle che le foto sembravano vere. Dopo la stagione a Viareggio, il 2 gennaio del 1990 entrai finalmente nel negozio di Pisa, e penso che in quel giorno la “Signora Libera” sia stata, dopo le soddisfazioni avute da mio padre, 91


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la donna più felice del mondo. Finalmente dopo anni di lotta con i gestori (parrucchieri) del salone di Pisa arrivava uno della famiglia che avrebbe significato un rapporto affettivo e maggiore sicurezza. I primi anni per me furono durissimi. Mi ricordo che appena arrivavo vicino al salone avevo dei dolori alla pancia che non li auguro a nessuno; erano quei sintomi naturali che ti investono dalla tanta voglia di fare ma soprattutto dall’emozione. Le aspettative erano alte, ma le mie qualità no, dovevo farmi le spalle sia nel lavoro che nella gestione. Mi ricordo di aver preso tante di quelle “pedate negli stinchi” dalla mia nonna, per farmi capire di correggere un taglio, che anche oggi mi accorgo dopo il phon, di aver lasciato qualche imperfezione nel taglio, lo correggo subito per la paura di riprendere una di quelle “pedate” bonarie ma anche correttive. Man mano che passavano gli anni la mia passione e la voglia di riuscire mi portarono ad avere una buona qualità. Con l’aiuto dei miei genitori gestivo un salone di 15 dipendenti. Intanto, alla fine del ’90, venne a dirigere il reparto colori un ragazzo di nome David che fu assunto per dare un aiuto e una rinfrescata al reparto colori. Si dimostrò subito un ragazzo in gamba con un’ottima conoscenza nella materia e di un’affidabilità totale. Entrammo subito in sintonia tant’ è vero che oggi è il mio socio. Ci mettemmo subito al lavoro cercando di mantenere in alto il marchio e cercare di espanderlo. La prima cosa che volemmo fu la scuola per realizzare un vivaio di personale pronto per i nostri saloni e preparato con le nostre tecniche ormai messe a punto da anni. La scuola naque nel ’93 a Pontedera. Fu un’esperienza entusiasmante, il corpo insegnanti era composto da noi, facevamo corsi per principianti dove insegnavamo taglio, colorimetria, phon, inglese, francese, e corsi di aggiornamento dove al lunedì insegnavamo le nostre tecniche ai colleghi parrucchieri. 92


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La scuola è stata molto importante per il marchio Lari perché ci ha portato a creare il nostro bagaglio di tecniche e a ricercare continuamente nuove linee e nuovi colori da proporre ai nostri colleghi e di conseguenza, la cosa più importante, alle nostre clienti.Tutti nei nostri saloni parlavamo la solita lingua e questo ci contraddistingueva sul mercato. Nel frattempo Wella, nota marca di prodotti per parrucchieri, diventò sponsor sia di Miss Italia che delle sfilate di Piazza di Spagna. Fu lì che avemmo la possibilità di pettinare le ragazze più belle d’Italia e le top model più belle del mondo, tra queste Carla Bruni, la Turlingthon, Francesca Neri e tante altre. La conoscenza di quel mondo arricchì tantissimo il mio bagaglio professionale e mi spronò sempre di più alla ricerca e all’innovazione delle pettinature. Passammo poi a Schwarzkopf, una ditta con grande volontà e voglia di crescere. Con questa entrammo subito in sintonia e cominciammo a lavorare anche per loro facendo delle pedane al lunedì in giro per tutt’Italia. Preparavamo le collezioni e andavamo nelle città dove ci richiedevano e facevamo vedere le nostre tecniche ai colleghi. Questo fattore importante ci galvanizzò e il gruppo diventò sempre più compatto e sicuro del lavoro che portavamo in giro, e di riflesso conducevamo questa linea di condotta nei nostri saloni. Mi ricordo in particolare una delle nostre uscite in Sicilia. Il tour iniziava a Palermo per poi andare a Catania. Arrivammo a Palermo alle 23.00 della sera e l’accoglienza dei Capi Area fu degna del Sud, dovevamo ancora cenare, andammo allora sulla spiaggia di Mondello, erano le 00.30, i ristoranti erano ormai tutti chiusi, ma si sa come sono in quelle zone, il Capo Area fece riaprire un ristorante che conosceva e ci fece fare una cena da mille e una notte, tutto pesce crudo che per loro era il non plus ultra. Si mangiò di tutto, anche perché non potevamo rifiutare.

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Presentazione moda “Voglia di Colore” con Alessandro, Andrea e David.

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Andrea presenta la filosofia Lari “Voglia di Colore�.

Alessandro presenta i suoi lavori al Cosmoprof di Bologna. 95


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Alessandro Lari al Cosmoprof di Bologna.

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Li per li ci sentimmo benissimo ma non essendo abituati al crudo la notte c’eravamo avvisti di andare al Pronto Soccorso, non vi dico la mattina quando ci presentammo alla Pedana. Eravamo bianchi come cadaveri e con dei dolori alla pancia che ci costringevano a correre a turno nel bagno. La botta finale l’avemmo quando vedemmo le modelle, erano tutte bionde, e noi avevamo portato da casa tutti toupet scuri pensando alla tipica donna Mediterranea. Fortunatamente con un pò di simpatia, l’accento toscano, e raccontando la disavventura della sera, riuscimmo, anche se non eravamo in formissima, a tenere allegre e soddisfatte le cinquecento persone che vennero a vederci. La pedana di Catania poi andò benissimo. Nel ’95 decidemmo di rinnovare il Salone. A quel tempo fu proprio un salone innovativo. Era stato disegnato da Casolari, un architetto di Reggio Emilia che avvalendosi della ditta Maletti stravolse l’impostazione e l’arredamento. Nel ’98 fu poi la volta di quello di Pontedera che insieme sempre a Maletti e all’architetto siciliano D’Agata, fecero del salone un qualcosa di veramente luminoso e solare dai colori bianchi legno e vanghé. Eravamo dunque al massimo sia nell’arredamento che nella qualità. L’idea era però di stravolgere ancor di più il modo di lavorare. Fu così che dopo tanta ricerca giungemmo alla decisione di rivoluzionare sulle nostre clienti il modo di colorare i capelli. Il mondo stava e sta andando verso l’inquinamento su tutti i settori, le allergie si stavano divulgando in maniera paurosa, fu cosi che intraprendemmo la ricerca di eliminare nel modo più possibile il potere ammoniacale. Decidemmo di non usare più la colorazione a ossidazione, ma solamente quella vegetale; anche qui mia madre, di cui non ho ancora parlato, ma ci sarebbe da scrivere un altro libro sugli insegnamenti che ho preso forse più di come si vive che di come si colora i capelli, che sicuramente è la cosa più importante perché quando siamo tranquilli dentro e sicuri, il nostro lavoro 97


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viene da solo. Comunque dicevo che già negli anni ’80 usava l’HENNÈ, una polvere scoperta al Mercatino delle Pulci a Parigi e comunque di un’antichità sconvolgente; pensate che gli antichi Egizi la usavano per intensificare il colore dei loro capelli e per truccarsi. Abbiamo così rivisitato il modo di colorare e coprire i capelli bianchi senza alterare il colore di base. Questo ci ha portato negli anni a una selezione della clientela perché chi non voleva passare a questo tipo di colorazione per scelta non eravamo in grado di servirla. Comunque la più grossa soddisfazione è vedere oggi le nostre clienti con i capelli sani e lucidi. Negli anni 2000 anche i tagli hanno avuto la loro evoluzione; grazie alla Barale entrarono nel mercato i tagli destrutturati, cioè prima gli veniva data la forma, poi venivano bucati all’interno. Stravolgemmo un po’ i canoni e le regole dei tagli classici, e questo ci differenziò in quegli anni. Nel frattempo la pubblicità era un nostro cavallo di battaglia e le immagini che usavamo per i nostri saloni erano curate in maniera maniacale. Fu così che mi appassionai alla fotografia, una passione maturata anche grazie a Rudy Harlow. Mi ricordo che era un grande passionista d’arte e spesso mi diceva che per il nostro lavoro bisognava affinare l’occhio guardando le cose belle, quindi nel periodo di Parigi, la domenica la passavo nei musei e nelle mostre di fotografia. Mi diceva sempre: “se vedi le cose belle, per forza farai cose belle”. Aveva ragione perché è tutta una questione di volumi e di gusto, e dagli artisti non c’è altro che da imparare.Comunque la passione della foto mi ha portato, dopo aver copiato diverse tecniche negli studi fotografici, a provare e fare da solo foto. Anche qui ho avuto le mie soddisfazioni perché sapevo cosa volevo e fotografavo ciò che sentivo ottenendo il risultato ricercato. Devo dire che le foto che ho fatto, ogni tanto le riguardo e mi ritengo soddisfatto, comunque poi ho dovuto abbandonare questa 98


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passione. La foto è passata al digitale e i fotografi più esperti la lavoravano e perfezionavano con il computer, quindi abbiamo deciso di fotografare le nostre collezioni con i fotografi milanesi più esperti e moderni. Oggi siamo un gruppo di tre Saloni e una Scuola con delle prospettive di espansione che ci fanno guardare con ottimismo al futuro. Sono così giunto al termine della mia storia fatta di tante piccole storie che grazie alla signora Libera, mia nonna, al nonno Filiberto, a mia madre, a mio padre, alla serenità familiare che vivo felicemente con mia moglie Manuela e il figlio Gian Marco, ai collaboratori, alle nostre clienti, ho potuto raccontare. Un sentito ringraziamento dunque, per avermi dato questa possibilità e la fortuna di vivere queste esperienze meravigliose che mi hanno aiutato nella crescita civile e umana, a vivere più serenamente la vita.

Manuela, Gian Marco e Alessandro. 99


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1989 – Eleonora Benfatto, Miss Italia, ospite del salone Lari di Pisa ricevuta da Fabrizio, la signora Libera, Valerio e Maria Teresa.

1989 – Franco Lari con un gruppo di amici e collaboratori durante la cena in onore di Eleonora Benfatto Miss Italia. 100


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1989 ANNATA ECCEZIONALE

L’accoglienza di Lari Intercoiffure a Eleonora Benfatto Miss Italia 1989, Eleonora Benfatto, è giunta a Pontedera, accolta con la massima semplicità ma con grande senso di ospitalità dal gruppo di parrucchieri per signora che fa capo a Lari Intercoiffure. La ragazza veneta, nella fase finale del concorso di Salsomaggiore, è stata “seguita” da due dei più validi collaboratori del negozio pontederese, da Riccardo e Michela. Entrambi hanno saputo donare alla fluente chioma della bionda sedicenne quel tocco in più che ha rappresentato per la giovane miss un sicuro lasciapassare verso il gradimento della platea televisiva. Ci ha detto Riccardo: “I capelli di Eleonora sono assai fini, per cui non le si addice una pettinatura rigonfia o trattata con permanente. I suoi capelli devono cascare intorno al volto, per cui abbiamo cercato di creare per lei un’acconciatura adeguata”. La giornata di Eleonora in Provincia di Pisa è stata assai impegnativa. Dalla Valdera e dalla città della Torre è ripartita però assai soddisfatta e contenta. Grande merito di Franco Lari è stato quello di aver sapientemente predisposto il programma della visita in ogni piccolo particolare, da esperto Cicerone e non da qualificato stilista qual è. Niente è stato lasciato al caso. Alle ore 10 circa Eleonora, arriva nel negozio Lari a Pontedera, in via Savonarola 20 e un numeroso stuolo di ammiratori ed ammiratrici è lì che l’attende ed ella non fa in tempo ad entrarvi che le si stringe intorno per gli autografi di rito. 101


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1989 – L’esterno del salone Lari di Pisa con Eleonora Benfatto, Miss Italia che posa davanti l’ingresso.

Intanto gli stilisti di Lari la preparano per i successivi impegni della giornata. Alle 11,50 Miss Italia lascia il negozio per fare visita allo stabilimento Piaggio, dove le sarà regalato il modello numero 30.000 del nuovissimo “Grillo”, il ciclomotore che sta conquistando il mercato internazionale. Alle 13,10 circa varca la soglia dell’Osteria “la Vecchia Noce” a Lugnano, in compagnia di Franco Lari, del padre e di pochi altri seguaci per poi proseguire alla volta di Pisa, dove è attesa nell’altro negozio di Lari Intercoiffure dove giunge verso le 15,15 per riprendere il cammino per Pontedera dove l’attendono altri impegni. Fra gli altri vi sono quelli della posa per i fotografi di moda e le foto di gruppo insieme al personale del negozio. La lasciamo sotto i riflettori e la ritroviamo verso le 21,10 da Massimiliano, il risto102


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rante di Bientina, un suggestivo ambiente d’epoca opportunamente restaurato, dove si cena con posate d’argento e calici di cristallo. Anche a questo ha pensato Franco Lari. Certo che migliore ospitalità non avrebbe potuto offrire alla giovanissima Miss e ai commensali, amici e invitati, fra cui due esponenti di chiara fama nel mondo politico locale e nazionale: il Sindaco di Pontedera Carletto Monni e l’onorevole Giacomo Maccheroni. Eleonora, alla fine, si dirà “com-

1989 – Alessandro Lari durante l’acconciatura a Miss Italia Eleonora Benfatto.

mossa”, ma felice per una tale graditissima accoglienza. Le porte della celebrità e del successo sono già aperte quindi per la gentile Eleonora. Anche per Franco Lari e per i suoi collaboratori è una tappa fondamentale nell’attività professionale; essa contribuisce ad aumentare il prestigio, già vasto, del nome Lari Intercoiffure. 103

1989 – Franco Lari con Eleonora Benfatto Miss Italia.


Cinquant’anni creativi

Tendenze moda-capelli per l’autunno inverno Non esiste una moda, una tendenza moda per l’autunno-inverno, dove ogni donna può individualizzarsi per essere se stessa, per valorizzare la sua personalità. Lari Intercoiffure propone capelli corti, un corto pieno di femminilità. Si tratta non più di tagli androgeni, ma dolci e “sciarmanti” che abbinati ai nuovi colori, donano a ogni donna una straordinaria individualità. Logicamente sono sempre all’avanguardia anche i tagli “stile Valentina” e da non sottovalutare i “lunghi” delle ragazzine che con le nuove scalature assumono ventate di giovinezza irresistibile. Per il colore, Maria Teresa Lari, responsabile del reparto tecnico, ci spiega velocemente le nuove tendenze: “Luci e colori sono le nostre proposte. Come ogni stagione ha le sue qualità, i suoi profumi, ma soprattutto come ogni stagione ha le sue luci, i suoi colori; per questo abbiamo deciso di inserire nella nostra collezione di tagli l’abbinamento di tali tonalità per dare quella naturalezza che ogni colore deve avere. Le tonalità calde che vanno dal granata indiano all’oro etrusco sono la prevalenza che consigliamo per i fondi chiari. Sul castano scuro consigliamo Balajaga Ramati o dorati. Teniamo tanto al capello sano e quindi con la massima cura cerchiamo di trattarlo. Ecco che quando vediamo quei fondi naturali chiari cerchiamo solo di dargli della luce con dei giochi di pettine”. Queste sono le tendenze moda-capelli di Lari Intercoiffure.

Arriva il video-computer Nel negozio di Lari Intercoiffure a Pontedera arriva direttamente dall’America il nuovo video-computer grazie al quale ogni cliente potrà scegliere il taglio, la propria pettinatura e il proprio colore. 104


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Non si faranno più quindi salti nel buio, come è accaduto fino a ieri, quando una donna si faceva tagliare corto un capello lungo, incorrendo magari in spiacevoli sorprese, pensando ad altri risultati. Oggi è possibile, invece, grazie a tale apparecchiatura, fotografare il viso della cliente, visualizzarla sul video e farle scegliere il proprio “look”. In tal modo il computer programmato farà vedere il risultato finale. Finita la seduta, che dura circa 15 minuti, la cliente riceverà dalla macchina la foto dove potrà valutare, anche in un secondo tempo, il nuovo “look” e passare di conseguenza all’azione.

Dal Giornale “Pisa In” Valdera e comprensorio del cuoio – 1989 Pagina a cura di Fabrizio Nobili

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1990 – Campagna pubblicitaria Mondiali di Calcio “Italia ’90”

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1992 – 1994 IL 25˚ ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO

Sposati nel 1967, con Maria Teresa decidemmo di festeggiare il venticinquesimo anniversario del matrimonio con un viaggio negli Stati Uniti d’America. Il nostro intento era di vivere felicemente e spensieratamente una vacanza che, partendo da New York dovevamo dirigerci verso il Texas con tappa al mitico Gran Canyon, ma il percorso era molto più lungo: dall’Atlantico al Pacifico. La gita organizzata con pulman ci fece scorrazzare per quei territori sconfinati e selvaggi, ammirando bellezze paesaggistiche fino a quel momento completamente sconosciute. Facemmo tappa a Las Vegas prima di giungere a Los Angeles e da lì partire per un breve soggiorno nell’isola di Maui, nell’arcipelago delle Hawai. Il viaggio fu e resta ancora per me indimenticabile per due motivi: il primo, per aver trascorso giorni pieni di felicità con Maria Teresa con la quale condivisi le bellezze dei luoghi e le culture diverse dalle nostre; il secondo, perché da quel viaggio meraviglioso ebbe inizio il periodo di una lunga sofferenza durata due anni dopodiché Maria Teresa ci lasciò nel dolore più immenso. Ho ancora vivo il ricordo dell’arrivo a Las Vegas tra lussuosi palazzi quasi fiabeschi, l’arrivo in albergo circondato da luci sgargianti e haimè!, i forti mal di testa che indussero Maria Teresa a intrattenersi sul pulman, pensando nella maniera più ottimistica che si trattasse soltanto di un malessere passeggero. I giorni che seguirono furono un altalena di alti e bassi; il mal di testa continuava, così pure i continui sbandamenti. Ma continuavamo a credere che tutto ciò dipendesse da altri fattori come il clima, gli sbalzi di temperatura o la stanchezza. 107


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1990 – Franco e Maria Teresa con Brunò Di Dessange, noto stilista parigino, nel suo salone di New York.

1992 – Franco e Maria Teresa a La Vegas durante il soggiorno per festeggiare il 25° anniversario di matrimonio. 108


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1992 – Festeggiamenti in casa Lari con amici per il 25° anniversario di matrimonio.

1992 – Alessandro e Manuela, Paola e Andrea, insieme a Franco e Maria Teresa durante il loro 25° anniversario di matrimonio. 109


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1990 – Shopping a New York.

Il viaggio giunse al termine con un bilancio che riassumeva tanta gioia, purtroppo accompagnata da una certa preoccupazione. Dopo varie visite e consulti medici emerse quello che non avrei mai pensato nĂŠ voluto. 110


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Si trattava di Midullo Blastoma, una rarissima malattia che colpisce spietatamente il cervelletto, e Maria Teresa era uno dei primi e rarissimi casi di un calvario che si sarebbe protratto per due interminabili anni. Venticinque anni vissuti intensamente in uno scorrere del tempo fatto di intimità affettive, con il vincolo d’amore verso i propri figli; e poi il calore della casa, il lavoro. Tutto questo improvvisamente veniva offuscato dal pesante macigno del dolore, col pensiero rivolto ad un’altra tragedia familiare vissuta precedentemente con la morte di Carla. Tra le stagioni della vita che scorrono inesorabilmente, ci sono quelle con cui siamo costretti a soffermarci perché ci parlano dei dolori naturali e di altri, quelli che lasciano il segno, che arrivano improvvisamente e ti costringono a chiuderti nei ricordi più angosciosi che fanno però ricordare gli aspetti felici, come quando Maria Teresa si dimostrava attenta e premurosa verso i figli, sensibile verso i bisogni della gente, intelligente e passionale nel lavoro che svolgeva. Nel ricordo di quei tristi momenti non posso dimenticare i cugini Riccardo e Michela, soci del salone di Pontedera che, dimostrando una sensibilità affettuosa straordinaria, mi dettero l’opportunità di poter seguire da vicino, giorno dopo giorno la malattia che implacabilmente colpiva Maria Teresa. Fu quello il periodo che fece scoprire in me una serie di valori umani fino ad allora sconosciuti

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1990 – Shopping a New York.

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1993 L’INAUGURAZIONE DELLA SCUOLA

Mercoledì 8 Dicembre, Lari Intercoiffure School ha inaugurato a Pontedera, con musica, moda e tanta allegria, la Scuola per Parrucchieri. Molta gente è dovuta rimanere per la strada e fare a turno per entrare ad ammirare il vernissage organizzato da Lari Intercoiffure. Già fuori il colpo d’occhio della scuola era d’attrazione; gruppi di palloncini facevano colore lungo la strada per arrivare alle vetrine adornate con gigantografie di moda. Una Scuola molto funzionale con reception, uffici e video.

1993 – I componenti dello staff “Lari Intercoiffure” durante l’inaugurazione della “Lari School”. 113


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All’interno era stato preparato piano bar con canzoni e musica per i vari gusti e brindisi per tutti. A un certo punto è apparso un enorme dolce portato da quattro persone offerto da tutti gli allievi del corso di formazione 1° anno. Il clou della serata è stato quando sono apparse una quindicina di modelle con dei look appositamente preparati dal gruppo Lari in uno spazio dedicato alla fotografia in cui sono state immortalate varie pose di moda. In un apposito depliant, stampato per l’occasione, Franco Lari, presidente della scuola, ha riassunto così il significato della nuova istituzione: È una scuola rivolta sia ai ragazzi che vogliono intraprendere un lavoro di moda cominciando dalle basi e arricchendoli anche di una giusta conoscenza di terminologia di inglese e fran-

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cese, che può essere la carta vincente al momento di inserirsi in un salone, sia a quei parrucchieri che amano il proprio lavoro e attraverso i nostri stages, vogliono essere competitivi nel lavoro qualitativo per non risultare secondi a nessuno. Il lavoro del parrucchiere è meraviglioso perché è un mestiere che ti fa entrare nel mondo della moda e che giornalmente ti dà la possibilità di creare e di mettere la tua sensibilità artistica a disposizione della donna, dei suoi capelli. Lo devi amare, perché come ogni altro lavoro non puoi arrivare a delle gratificazioni senza questo sentimento, che più lo coltivi, più soddisfazioni ricevi. Il nostro gruppo è pronto per fare conoscere tutto questo.

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1993 – “Lari School” – Lezione di taglio base e phon.

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1993 – Libera e Manuela in un momento dell’inaugurazione.

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1994 NON SOLO CAPELLI IN PIAZZA DI SPAGNA CON “DONNA SOTTO LE STELLE”

Ma cos’è che fa correre le donne da Lari Intercoiffure? Il gruppo guidato da Franco e Riccardo, con la collaborazione di Andrea, Emanuele e Andrea Malacarne, è un gruppo che ogni 15 giorni si ritrova per fare training ed essere continuamente pronto a recepire ogni nuovo messaggio tecnico e di moda. Riccardo, recentemente ha partecipato come stilista parrucchiere all’ultima sfilata “Moda mare a Portofino” teletrasmessa da canale 5. Una sfilata bellissima sotto tutti i punti di vista, dalle coreografie, agli abiti, alle acconciature, ai costumi. Parlando di moda capelli con Riccardo, il discorso è inevitabilmente scivolato sul nuovo look delle acconciature: il grande ritorno ai capelli corti. E Riccardo ha poi spiegato che il taglio non deve essere corto mascolino ma un taglio più sfilato sul collo in modo da renderlo femminile e al tempo stesso grintoso. È logico comunque, spiegano gli esperti di Lari Intercoiffure, che la vera moda capelli è quella che sa valorizzare ogni donna, anche se un tocco di moda non guasta mai. In questo periodo vedremo molte donne con i capelli raccolti, molto casual, altre con tagli sbarazzini. Ma tutte le clienti avranno la possibilità di portarsi in vacanza i segreti per mantenersi una buona acconciatura. Lari Intercoiffure darà loro tutto quello che serve per avere capelli sani e belli anche al mare. Alessandro, David e Valerio sono invece tre stilisti che si occupano della conduzione del salone di Pisa. Alessandro cura la parte moda, David quella tecnica, a Valerio è affidato lo styling. 119


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Momenti di Modacapelli in piazza di Spagna a Roma. Sopra: Alessandro con Carla Bruni. A sinistra: Andrea con Grace Jones.

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Momenti di Modacapelli in piazza di Spagna a Roma. Sopra: Alessandro con la modella americana Christy Turlington. A sinistra: Andrea con Donatella Rettore.

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Momenti di Modacapelli in piazza di Spagna a Roma. Sopra: Alessandro con la modella Samantha De Grenet. A sinistra: con Francesca Neri.

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Momenti di Modacapelli in piazza di Spagna a Roma. A sinistra: Andrea con la modella Anna Falchi. Sotto: Alessandro con il presentatore Paolo Bonolis.

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“Quest’anno, dice Alessandro, abbiamo fatto molte pedane con ditte del settore per far conoscere ai colleghi di tutta Italia, che incontriamo negli stages da noi organizzati, i nostri sistemi di lavoro”. Il tutto all’insegna della professionalità e anche, perché no, del divertimento. Dal Quotidiano “La Nazione” Domenica, 19 giugno 1994

In Piazza di Spagna protagonisti con “Donna sotto le stelle” Siamo ormai abituati a conoscere il “Gruppo Lari” attraverso i grandi appuntamenti di moda. Proprio in questi giorni i componenti del Gruppo Lari sono stati presenti alla sfilata di moda in Piazza di Spagna a Roma e hanno curato le acconciature di tante modelle intervenute alla manifestazione. Alessandro Lari anticipa qualche suggerimento sulla moda autunno-inverno: il grande ritorno ai capelli corti. Dice infatti Alessandro: “Abbiamo visto proprio a Piazza di Spagna la tendenza che vuole il corto al centro della moda. L’esempio – continua Alessandro – è quello di Martina Colombari, che ha un taglio molto femminile e vissuto che ne esalta i lineamenti”. Il taglio, però, spiegano gli esperti del Gruppo Lari, non deve essere mascolino, ma corto e sfilato sul collo da renderlo al tempo stesso femminile e grintoso. Alessandro e Andrea hanno curato le acconciature delle varie modelle e dei personaggi dello spettacolo che sono stati i protagonisti della Sfilata di Piazza di Spagna dove erano, tra gli altri, presenti Claudia Schiffer, Boy George, Anna Falchi, Grace Jones, Donatella Rettore, Maria Teresa Ruta, Francesca Neri e tante altre bellissime modelle. Dal Quotidiano “La Nazione” Domenica, 17 luglio1994 124


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1995 L’INTERVISTA

“Estetica Speciale Italia” continua il suo viaggio alla ricerca delle scuole che forniscono una preparazione professionale tecnico-artistica di alto livello. È di scena, in questo numero, Lari Intercoiffure School, una realtà toscana portata avanti con entusiasmo e passione da Franco Lari, presidente della scuola, che ci illustra programmi e proposte.

“Lari Intercoiffure School è una Scuola per parrucchieri rivolta sia ai ragazzi che desiderano intraprendere un lavoro di moda, sia a quei parrucchieri che intendono aumentare la redditività del loro salone ed essere sempre più competitivi “. Per queste due diverse esigenze abbiamo ideato due differenti progetti: il corso di formazione annuale, da ottobre a giugno, rivolto a tutti coloro che desiderano intraprendere la professione di parrucchiere, e in cui, oltre alle materie classiche vengono impartite lezioni di francese ed inglese; mentre per chi già lavora o è titolare di salone sono organizzati interessanti corsi su argomenti specifici. Per questo, sono nati così i corsi Color School, per apprendere le nozioni fondamentali del servizio colore, Color Export, per i direttori tecnici e i titolari di salone, Training Permanente Base ed Export, Taglio Base ed Export, Training Onde, per acquisire una perfetta tecnica di ondulazione babyliss e Training Phon. 125


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1995 - Palacongressi Roma. Lavoro presentato da Franco Lari.

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Non potevano certo mancare il classico Training Chignon, per acquisire maggiore padronanza con questa tecnica, ed il Training Taglio Uomo. Lo Staff ? Lo staff è composto da 35 persone dislocate nei saloni di Pontedera e Pisa, che hanno deciso di far conoscere agli altri il loro stile ed hanno permesso l’apertura della scuola di Pontedera nel 1993. Cosa offrite ai partecipanti ? Tutta la nostra esperienza, acquisita in anni di lavoro e, con la presenza ad ogni appuntamento moda tecnico-artistico sia in Italia che all’estero, la possibilità di instaurare un dialogo diretto con i partecipanti per confrontarsi e trarne il massimo profitto. Nello staff hanno un ruolo attivissimo ed importante, oltre a Franco Lari, Presidente, Riccardo, Alessandro e David, rispettivamente soci e direttori tecnico-artistici, e naturalmente gli stilisti con i propri ruoli: Andrea Malacarne, Emanuele Ceccanti, Andrea Lari e Valerio Vannucci, giovani emergenti del gruppo che si occupano di fare training al personale dei saloni. Maria Paola e Manuela sono le insegnanti di lingua mentre Michela Lari è amministratrice della scuola. Cosa si richiede ai partecipanti ? Una grande partecipazione attiva, un’autentica passione e la volontà di mettere in discussione la propria professionalità per imparare nuove tecniche e le tendenze moda da applicare in salone.

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Quali saranno le proposte degli stilisti “Lari” per la prossima stagione ? Il nostro obbiettivo è far capire alla donna il nostro amore professionale per lei, una donna cui dedichiamo il massimo di noi stessi, per far sì che possa distinguersi, avere un look personalizzato. Per l’autunno-inverno proponiamo tagli leggermente lunghi sul collo, molto femminili e raffinati. Partiamo da una base scalata per studiare su ogni cliente il taglio e lo styling a lei più congeniali. Alla “Lari Intercoiffure School” si imparano quindi le basi di fondamentale importanza per lasciare ad ogni acconciatore, o futuro acconciatore, la possibilità di proporre soluzioni creative, finalizzate alla clientela del salone.

A cura della “Manzoni Pubblicità” Dal quotidiano “Il Tirreno” Mercoledì, 25 gennaio 1995

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1996 NUOVE COLLABORAZIONI FAMILIARI

Il 1996 si caratterizza con obbiettivi più avanzati nell’ambito dello sviluppo aziendale aperto a nuove collaborazioni. Viene aperto un nuovo salone di cui i protagonisti sono Riccardo e suo figlio Gianni, mentre Andrea mi affiancherà nella conduzione del salone di via Savonarola con nuove progettualità imprenditoriali. Andrea ha venticinque anni; da poco ha terminato gli studi ed entra a far parte dell’azienda familiare che produce abbigliamento per vari marchi di moda. Conosce Paola, mia figlia, con la quale si fidanza e ben presto si inserisce nell’ambito familiare manifestando interesse per il settore dell’acconciatura. Spinto dalle varie esperienze che mio figlio Alessandro persegue con i corsi di formazione capelli, Andrea, decide di buttarsi anima e corpo in una nuova ed esaltante avventura che a poco a poco lo coinvolge completamente. Dopo un breve periodo di cosiddetta “gavetta” di apprendimento proficuo, intuisce che quello è il suo mestiere e successivamente parte per Londra, si perfeziona presso la nota Vidal Sassoon e ritorna con un notevole bagaglio di professionalità che gli consentirà di cimentarsi nelle varie pedane d’Italia con l’ausilio pubblicitario di Schwarzkopf. Le nuove esperienze acquisite nel corso di tutti questi anni, l’incrollabile passione mai assopita, hanno fatto di Andrea un elemento insostituibile nel salone di Pontedera, consolidando in lui doti manageriali non indifferenti e capacità di rapporto verso la clientela. 129


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Nel frattempo, Paola, avendo acquisito esperienza attraverso la frequentazione di importanti corsi di estetica, si diploma e inserisce nel salone un reparto tutto suo dove ha la possibilità di curare la clientela con trattamenti di viso – corpo – mani e piedi. In seguito si specializza nella ricostruzione delle unghie che diventerà il suo settore più privilegiato e specializzato.

1996 – Paola e Andrea insieme al noto visagista Diego Della Palma durante una conferenza di Estetica a Pavia. 130


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1997 INAUGURAZIONE DEL SALONE LARI A PISA

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1997 - Alessandro e David stilisti del Salone Lari di Pisa. 134


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1997 - Tito Stagno e Signora con Franco Lari ospiti all’inaugurazione del Salone Lari Intercoiffure di Pisa. 135


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1997 - I due barman del catering Salsa di Pisa durante i festeggiamenti dell’Inaugurazione.

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1998 GIOCO DI SQUADRA INTERVISTA DI ANTONELLA BUSSI DELLA RIVISTA “GRIFFE”

Una squadra di “ragazzi” simpatici, carichi di energia per affrontare ogni giorno un mestiere che amano e che li gratifica. Una grande famiglia, il cui leader carismatico è Franco Lari. Tante teste, un’unica filosofia. Quanto è importante l’apporto creativo di ognuno nella vita del salone? La nostra filosofia è lavorare tanto e bene. Esaudire le aspettative delle nostre clienti attraverso un servizio di qualità, con tecniche e metodi all’avanguardia. Questo ci sprona ad andare avanti, ricercare nuovi stimoli che discutiamo quando confrontiamo le nostre esperienze. Per questo è fondamentale l’apporto di ciascuno di noi. Tre generazioni di Lari hanno scelto questa professione. Tradizione e modernità come si conciliano? Mia madre è stata la capostipite, una donna che ci ha comunicato l’amore per questo lavoro e la professionalità. Un’esperienza vissuta e condivisa in famiglia che ha creato il desiderio di continuare questa bella avventura. Anche i miei figli hanno seguito le orme paterne, filtrando e arricchendo con tecniche innovative la 137


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Paola Lari in veste di modella per un calendario Modacapelli Lari. 138


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professione. Oggi siamo un gruppo di otto persone, quasi tutti di famiglia, che gestiscono tre saloni e una scuola con un personale di circa 40 collaboratori.

Ultimo nato il “Lari Club”. Di cosa si tratta? Oltre i saloni e la scuola, che è il fiore all’occhiello di Lari Intercoiffure, quest’anno è nato il Club, un’iniziativa che permette agli associati di beneficiare di un ampio programma annuale di incontri tecnico-stilistici. Prevede infatti una decina di giornate relative alle tecniche di taglio, acconciatura e colorazione, un workshop e un grande show-moda. È un’associazione che permette di crescere, mantenendo la propria identità ed immagine.

La formazione è al centro della filosofia Lari. Lo dimostrano la scuola e l’attenzione per i giovani. Come sviluppate questo progetto? Credere nei giovani è una nostra prerogativa e finora ci ha premiato. Il programma di formazione che facciamo ogni anno per il personale dei nostri saloni è suddiviso in vari momenti di studio tecnico-pratico. Il nostro mestiere è in continua evoluzione e il salone tradizionale è ora il luogo dove il look e il benessere totale sono al centro dell’interesse della cliente. Per questo la nostra formazione tiene in forte considerazione la comunicazione: l’accoglienza, la vendita del servizio e del prodotto. Questa è l’arma vincente di una squadra che guarda al futuro.

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Siete dei manager di successo, credete e investite nella vostra attività. Quali sono le vostre strategie di marketing e di comunicazione? Il passaparola è stato ed è tutt’ora la nostra migliore pubblicità. L’obbiettivo è crescere con una buona squadra, per avere nuovi punti vendita dove ognuno potrà realizzare i sogni maturati durante il processo formativo.

Il ruolo del parrucchiere-artista sembra essere al tramonto per far posto a un imprenditore a 360 gradi. Come sarà secondo lei “l’hairstylist” del futuro? Non abbiamo mai vestito i panni dei parrucchieri-artisti perché non era una nostra ambizione. Oggi si parla sempre più di imprenditoria in salone, è fondamentale però non tralasciare il rapporto umano con la cliente, che rimane il punto cardine della nostra professione e da cui deriva il successo della nostra attività.

La Toscana sta vivendo un secondo Rinascimento. Il successo del cinema e anche… dell’hairstyling. Perché tanti toscani stanno salendo alla ribalta della moda capelli? In Toscana si sta bene: la campagna, il mare, la gente e l’amicizia sono elementi importanti per vivere tranquilli. Questa serenità e l’assenza della competizione frenetica delle grandi città ci porta a sperimentare e…ad avere successo.

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Questa è la realtà di Lari Intercoiffure. Tre generazioni a confronto quindi, accomunate da un unico obbiettivo, con il motto: lavorare tanto e bene. “Credo che la nostra arma vincente sia l’energia” spiega Alessandro Lari, “esprit de jeunesse” del gruppo. “Unitamente a disponibilità, umiltà e tanta voglia di fare sempre meglio”.

Come vive la moda il vostro gruppo? Oggi la moda è un modo di essere nella sua globalità e la definiamo come “moda-mode-modi”. Cerchiamo quindi di valorizzare le nostre clienti non con un semplice taglio, ma con un modo di portare e di vivere diversamente sia il colore che il taglio.

La donna di Lari Intercoiffure? Un insieme di emozioni, e il nostro compito è riuscire a tirarle fuori.

Perché una donna sceglie di entrare in un vostro salone? Perché cerchiamo di soddisfare le sue aspettative attraverso un servizio di qualità con tecniche e metodi d’avanguardia. Che nascono dal confronto di esperienze, di lavoro e di vita di ciascuno di noi.

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Cosa proponete per il prossimo autunno-inverno? Tagli con forme geometriche, meglio se asimmetriche, ma “rotte” all’interno per dare più movimento e un senso di maggiore libertà alla donna, che riscopre il piacere di mettersi le mani nei capelli, di farseli toccare.

E il colore? Puntiamo molto sulla colorazione e consigliamo alle nostre clienti colori lucidi e naturali. Specie per la prossima stagione, suggeriamo ciocche e flash con effetti di grande intensità per evidenziare le linee del taglio, quindi sull’intera capigliatura viene effettuato un riflessante per sottolineare la luminosità dei capelli.

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1998 - Il Gruppo Lari Intercoiffure

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Dicembre 2000 - Particolari di interni ed esterni del Salone Lari di Pontedera.

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2001 MA COS’È CHE FA CORRERE LE DONNE DA “LARI INTERCOIFFURE”? DALL’INTERVISTA RILASCIATA DA ALLESSANDRO LARI A B. FERRERO PER LA RIVISTA “STUDIO” IL 14 NOVEMBRE 2001

Il vostro gruppo ha attualmente otto componenti. Siete partiti sin dall’inizio con una formazione così numerosa o qualcuno si è aggiunto strada facendo? Il marchio è sul mercato dagli anni ’60, una storia che inizia con la passione di una donna, Libera, che ha saputo trasmettere il proprio lavoro al figlio, ai nipoti e ai cugini; un gruppo che nasce dal calore della famiglia. Inizia appunto con lei, in un salone a Bientina che in pochi anni è trasferito a Pontedera, dopo appena un anno la signora Libera, insieme a Franco, decide di aprire un nuovo salone a Pisa. Nel 1990, Andrea, mio cognato si associa con Franco nel salone di via Savonarola di Pontedera, Riccardo, con il figlio Gianni e il nipote Andrea aprono un altro punto in via Veneto, sempre a Pontedera, ed io, David e Valerio rileviamo a mia nonna il negozio di Pisa. Come siete organizzati? Ogni salone è gestito da persone facenti parte del gruppo, quindi ognuno di noi ha i propri compiti di ricerca, formazione, gestione e pubblicità. 145


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La passione per questo lavoro e l’unità del gruppo ci ha fatto crescere tanto da dover istituire nel 1992 la scuola Lari, parte integrante della nostra filosofia. Quest’ultima, seguita da un corpo insegnanti, permette di formare giovani, vivaio di nuove leve per confrontarsi con le sfide del nuovo millennio.

Esiste una filosofia del gruppo? La nostra filosofia è: lavorare tanto e bene, far sì che la cliente esca con il sorriso sulle labbra, che la gente si domandi “ma chi è che fa correre le donne da Lari Intercoiffure?” (per anni nostro slogan pubblicitario). È per questo che oggi siamo un gruppo di 8 persone con un metodo di gestione e un’impostazione stilistica che ci caratterizza. La nostra forza è questa: credere in un obbiettivo perseguendo gli stessi fini, sostenerci l’un l’altro per consolidare il successo del marchio. È così che dev’essere, perché il successo di un salone si misura dalla grinta di chi ci lavora, ma prima di tutto è questione di organizzazione.

A quale tipo di donna vi rivolgete preferibilmente? È scontato che un salone sia frequentato da diverse varietà di donne: dalla ragazzina, dalla meno giovane, da ceti medi e medio alti. È facile dire che sono tutte eguali e che non facciamo differenze, ma se ci chiediamo dove troviamo più soddisfazione è dove più seminiamo, è su quel tipo che dei suoi capelli ne fa immagine e noi possiamo abbellirla con i nostri tagli e le nostre ultime tendenze di colorazione naturale, prive di agenti chimici, nostri cavalli di battaglia. 146


Franco Lari

Come è nata e come si attua la collaborazione con SCHWARZKOPF ? I prodotti sono parte integrante della riuscita e della qualità del servizio, non potevamo fare a meno di un’azienda leader del mercato come Schwarzkopf con la quale collaboriamo da anni sia sulle pedane in Italia che all’estero e con la quale sviluppiamo programmi tecnici e teorici sulla colorazione a livello di scuola e nell’ambito del nostro Club. La collaborazione si è consolidata e si consoliderà sempre di più perché è un’azienda fatta di persone competenti e non di numeri e, secondo noi, questa è la base per crescere ancora.

Quali sono i vostri progetti per il futuro? Vogliamo portare al massimo la qualità dei nostri saloni per soddisfare al meglio le aspettative delle clienti, contemporaneamente intendiamo sviluppare la formazione per avere una buona squadra pronta ad aprire nuovi ed avanzati punti Lari.

Nel gruppo non ci sono presenze femminili….. ma c’è qualche “primadonna” ? Le nostre donne preferiscono non apparire anche se sono parte integrante dei nostri saloni. Preferiscono occuparsi maggiormente dell’estetica. Per quanto riguarda il gruppo, certe volte ci viene additato di non avere un leader come riferimento, ma sta quì la nostra forza, l’umiltà di riconoscere nell’altro le doti che magari non ti riconosci. È per questo forse che la gente si domanda: “ma cos’è che fa correre le donne da Lari Intercoiffure”? 147


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LA NOBILE ARTE

Nel Pala “De Andrè” il nove marzo del duemilatre esibizione poetica di stile che festosamente si è rivolta ai vecchi e nuovi continenti, ha reso omaggio al confronto civile, ha fatto esplodere passioni ed entusiasmo nel luogo giusto che ricordare vuole il poeta del canto, in una calda terra che tutti accoglie, le sue braccia apre alla virtù non comune dell’agitar le mani, col gesto semplice di pettinare involucri di chiome e di capelli che messi insieme con forme strane nel silenzio parlano, trasmettono al mondo una nobile arte che mai appassisce.

Marzo 2003

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Presentazione del Calendario “Modacapelli Lari”.

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Franco Lari

CADEAUX NATALIZI

Il tradizionale dono del Natale aggiunge sempre un tocco raffinato all’organizzazione complessiva del salone; è il luogo del contatto giornaliero con una clientela che ha diritto al servizio ottimale e in occasione delle feste natalizie merita quel “tocco di classe” in più: un semplice ma significativo omaggio che possa rendere completamente felice la persona, non tanto dal clima della festa, quanto da un pensiero signorile che aggiunge valore al ruolo professionale che siamo chiamati ad esercitare. Mi ricordo che iniziammo con l’offrire sacchetti di caramelle particolarmente selezionati e confezionati da Maria Teresa. Da questa prima esperienza passammo al confezionamento in nylon con varietà tipiche di pane fatto con noci, zibibbo, anice e uva secca. Poi venne il Natale della pasta con una azienda della Garfagnana che aveva confezionato appositamente spaghetti grossi e lunghissimi. Negli anni successivi non poteva mancare una grande tavola imbandita con diverse qualità di dolci fatti in casa accompagnati naturalmente con caffè, cioccolato caldo, spremute d’arancio e un ricettario di cibi gustosi personalmente preparato e distribuito da Maria Teresa. Infine l’anno dei vini come piacevole ricordo di una tavola allegra e spensierata. I vini, quelli dall’aroma inconfondibile e “corposo” delle colline pisane, confezionati in bottiglie originali con il marchio di fabbrica e l’etichetta di Lari Intercoiffure per il tradizionale banchetto, col pensiero rivolto ad una cena gustosa e al parrucchiere di fiducia. Siamo giunti a questi ultimi anni in cui ci siamo avvalsi di un Catering che al mattino offriva una tavola imbandita per le colazioni con dolcetti e salatini; a pranzo con aperitivi, stuzzichini e assaggi vari con appropriato Prosecco; nel pomeriggio degustazione di dolci vari. 151


Cinquant’anni d’attività di Lari intercoiffure

Presentazione del Calendario “Modacapelli Lari”. 152


Franco Lari

LE COMPONENTI CHE CI AIUTANO A CRESCERE NEL LAVORO E NELLA VITA

La passione – Perché il lavoro che scegliamo di fare lo dobbiamo amare e metterci il massimo dell’impegno. Una forte passione è anche un’emozione, un sentimento talvolta incontrollabile che sfocia nell’amore verso la propria professione che attraverso doti più o meno esaltanti ci mette nelle condizioni di esprimere il meglio delle energie per poter soddisfare le esigenze della clientela. Una passione fatta di significati positivi che ci spinge alla curiosità, alla scoperta, alla ricerca del nuovo, a provare interesse nello sviluppo della bellezza della donna non soltanto come fatto estetico. La volontà – Spendere energie fisiche e intellettive per imparare un nobile mestiere. Un dizionario definisce la volontà come “potenza dell’anima” in virtù della quale tendiamo in senso positivo o negativo verso gli oggetti proposti dalla conoscenza intellettuale. In realtà, per la nostra professione, il concetto di volontà significa avere un carattere che esprime una qualità, che concepisce l’esercizio della propria creatività come veicolo di ricerca che guarda all’originale, che ha come obbiettivo lo sviluppo di nuove idee da utilizzare positivamente nella pratica quotidiana. La serietà – Perché bisogna essere sinceri con noi stessi ed agire onestamente come vorresti che gli altri si comportassero nella stessa maniera con te. La nostra professione non deve essere solo bella, ma anche seria. Un tipo di serietà che sappia distinguersi nell’applicazione pratica 153


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con l’insieme di rapporti collaborativi che circolano all’interno del salone dove, ognuno, con le proprie capacità estrose ed innovative riesce a dare il meglio di sé, in un clima di rispetto e di ascolto reciproco. Serietà significa anche mettere a disposizione le proprie idee in relazione al lavoro che viene svolto, osservando, cogliendo e fiutando le nuove tendenze che avanzano. L’umiltà – E’ una componente importante della vita. Quando si arriva ad una soglia importante di professionalità non dobbiamo mai mettere l’egoismo “dell’io” in evidenza, e lasciare agli altri l’attribuzione dei nostri meriti. L’umiltà quindi, come prerogativa di colui che è umile, modesto e privo di superbia, che non si ritiene il migliore, o più importante di altri. L’umiltà è un valore che racchiude in sé una forma di rispetto dovuta al riconoscimento di un qualcosa di superiore, ma anche della consapevolezza che il proprio essere è sempre migliorabile. Tra i benefici riservati agli umili compaiono (come nella Bibbia) l’onore e la saggezza. L’uomo umile quindi, è persona saggia. Egli agisce senza rivendicare il risultato come proprio od esclusivo, consegue l’obbiettivo ma non desidera dimostrare la propria superiorità. Il sorriso –E’ un atto di gentilezza e di simpatia verso il prossimo. Una stretta di mano, accompagnata con un sorriso rafforza il rapporto con le amicizie e, nel nostro caso, con la clientela. Il sorriso non costa niente, produce molto e arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo da. Dona un solo istante, ma talvolta è eterno. Nessuno è così ricco da poter farne a meno, nessuno è abbastanza povero da non meritarlo. Crea felicità, è il segno della simpatia e dell’amicizia. Offre riposo a chi è stanco, rende coraggio ai più scoraggiati. Non può essere comprato, ne prestato, ne rubato. 154


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E se qualche volta incontrate qualcuno che non sa più sorridere, siate generosi, dategli il vostro, perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso quanto colui che non può regalarne ad altri.

Presentazione del Calendario “Modacapelli Lari”.

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Audrey Hepburn e Gregory Peck sulla Vespa Piaggio modello 1953, durante la lavorazione del film “Vacanze romane”. 156


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PONTEDERA - PIAGGIO - “VESPA” CLIENTI DEL SALONE LARI UN PENSIERO DI RICONOSCIMENTO E AMMIRAZIONE

Per Donna Paola – Nostra fedelissima cliente fin dagli anni ’70 e molto riconoscente verso la nostra professionalità. Una signora di grandi virtù e con una semplicità ammirevole. Duchessa Antonella Visconti – Figlia di donna Paola. Amava molto accompagnare il suo cagnolino che era divenuto la mascotte del salone. Frequenti erano i suoi viaggi negli Stati Uniti dei quali ci raccontava, aggiornandoci sulle novità newyorchesi. Giovanni Alberto Agnelli – Un giorno, mi ricordo, che donna Paola mi svelò un segreto dicendomi che Giovannino (così era il suo diminuitivo) stava lavorando come semplice operaio in una delle tante officine Piaggio di Pontedera senza che nessuno lo riconoscesse. Dopo un breve periodo di gavetta divenne Presidente dell’azienda di cui ne era stato precedentemente il padre Umberto. Giovannino veniva spesso a tagliarsi i capelli nel nostro salone e non poteva passare inosservato per la sua simpatia e per quel sorriso indimenticabile di grande gentilezza. Un personaggio semplice, che dopo anni di difficoltà gestionale nella fabbrica più grande della Toscana, dette ad essa una svolta che si caratterizzò con una salutare ripresa in termini sociali ed economici per tutta la Valdera. In occasione del cinquantenario della Vespa, il 19 settembre 1996, fece un affermazione che dovrebbe essere di esempio per ogni imprenditore, come per ogni comune cittadino: “La funzione 157


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dell’industria non è solo e neanche principalmente quella del profitto. Lo scopo è migliorare la qualità della vita mettendo a disposizione prodotti e servizi”. Chiara – Anche Chiara, nata da seconde nozze della duchessa Antonella, pur vivendo negli Stati Uniti, veniva spesso a trovare la nonna. Fin da piccola, Chiara, era accompagnata dalla mamma nel nostro salone di Pontedera. L’otto settembre del 2007 abbiamo avuto il privilegio di essere presenti alle sue nozze celebrate nella tenuta di Varramista, antica fattoria risalente alla metà del XVI secolo, ora tenuta di charme, appartenuta alla famiglia Piaggio, e attualmente di proprietà del casato Visconti di Modrone. In quel giorno festoso abbiamo avuto l’immensa soddisfazione di acconciare moltissime signore giunte per l’occasione da ogni parte del mondo

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L’ARTE DEL PARRUCCHIERE SI CONIUGA CON L’ARTE DELLA FOTOGRAFIA

Insieme, queste due espressioni artistiche, amalgamano un immediato strumento di comunicazione visiva; esprimono, con la propria creatività e competenza professionale un modo di produrre arte e moda nello stesso tempo. Da qui, la necessità di seguire con attenzione, e ciascuno nei propri ruoli, sia il taglio e l’acconciatura con creatività e nuove tecniche, sia la fotografia come rappresentazione visiva. Il nostro gruppo, frequentando con onore le pedane delle varie città italiane, ha trasmesso il proprio stile di lavoro e conoscenza, decidendo di inoltrarsi nel campo fotografico per divulgare nella moda capelli una propria originale forma di espressione. Mio figlio Alessandro ha seguito scrupolosamente i corsi messi a disposizione da Tigi e curati personalmente da Antony Mascolo a Londra nel suo set fotografico. E oggi, con viva soddisfazione, possiamo affermare che i servizi fotografici realizzati ogni anno con i più bravi fotografi italiani, si avvalgono, oltre che della nostra esperienza in moda capelli, anche dell’occhio critico ed attento che produce immagini sempre più deliziose, capaci di mettere in evidenza bellezza e professionalità, assieme al risultato di un lavoro che richiede passione, creatività e aggiornamento costante. Con le immagini delle foto che seguono crediamo di offrire una valida dimostrazione.

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1994 - “Modacapelli Lari”.

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i servizi fotografici


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Collezione Moda

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servizio fotografico 2007

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servizio fotografico 2007

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Franco con i nipotini Gian Marco, Luca e Sara.

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2008 - Antonella e Franco a Barcellona davanti la Chiesa della Sacra Famiglia

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EPILOGO

Con il matrimonio di Andrea e Paola ho avuto la gioia di tre nipotini che si accompagnano all’altro nipote avuto da Sandro e Manuela, a coronamento di un insieme di eventi felici che toccano sentimenti familiari, tra questi, quello della mia lunga carriera professionale fatta di 50 anni di attività che mi ha dato la forza di far crescere il prestigio dei saloni e della scuola, di apprendere quanto siano importanti i valori della vita con i quali, giorno dopo giorno, sei sottoposto a bilanci ed esami. Sono queste le ultime riflessioni del presente libro che finisco per scrivere dai bordi di una piscina, a Marsa Alam nel Mar Rosso. È il 20 aprile del 2008, io e mia moglie Antonella abbiamo deciso di concederci una settimana di relax dopo l’avvenuta scomparsa di mia madre Libera, la vera, autentica, ferrea protagonista di queste storie di lavoro, passioni e curiosità che sono iniziate nel lontano 1958. A lei devo tutto, come madre, come maestra di vita. Ci ha lasciati dopo una lunga malattia durata 9 anni. Ma sono sicuro che da lassù mi guarda, ci guarda, mi veglierà e ci veglierà con il sorriso sulle labbra per tutto quello che “Lari Intercoiffure” oggi “Lari Hairdresser” in 50 anni di attività ha saputo ben dimostrare tenendo alto il valore della professione di parrucchiere per signora che io spero di avere onorato fino in fondo. Franco Lari 191


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INDICE

Premessa........................................................................................ pag.

5

Il linguaggio dei capelli e l’arte del parrucchiere nella storia antica e recente ...........................................................

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11

Cenni storici ..................................................................................

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15

1958-1959 - Le prime esperienze a Pontedera La Scuola “Invicta” di Firenze ......................................................

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19

Alla “Section d’Art” di Parigi ........................................................

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21

1959 - Dopo la Scuola “Invicta” di Firenze Il mio ingresso all’Accademia “UNASAS”di Milano ...................

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23

1961 - Campanile Sera ..................................................................

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27

1962 - “La Spazzola d’Oro” - “Il Pettine d’Oro” Il Campionato Toscano..................................................................

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31

1964 - Campionati mondiali dell’acconciatura Femminile e Maschile ...................................................................

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37

1964 -1965 - Con i fratelli Nobile a Lido di Camaiore L’apertura del Salone a Pontedera.................................................

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41

1965 - “Meistercoiffeur” con temperamento italiano....................

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45

1966 - L’inondazione dell’Arno e dell’Era ....................................

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47

1966 - Le parole del Papa Paolo VI ..............................................

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51

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1967 - Il mio ingresso nell’I.C.D. .................................................

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53

1968 - L’apertura del Salone a Pisa...............................................

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57

1970 -1980 - I viaggi a Parigi........................................................

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63

1975 - “September Look” from Franco Lari .................................

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69

1976 - L’anno di Carla...................................................................

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71

Anni ’80 - Harlow Paris ................................................................

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77

1987 - L’anno del colore ..............................................................

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81

La trasmissione tv “Festival”con Pippo Baudo.............................

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83

1988 - Alessandro Lari racconta....................................................

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87

1989 - Annata eccezionale.............................................................

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101

1992 -1994 - Il 25˚ anniversario di matrimonio ............................

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107

1993 - L’inaugurazione della Scuola.............................................

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113

1994 - Non solo capelli In piazza di Spagna con “Donna sotto le stelle” ...........................

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119

1995 - L’intervista .........................................................................

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125

1996 - Nuove collaborazioni familiari ..........................................

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129

1997 - Inaugurazione del Salone Lari a Pisa.................................

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131

1998 - Gioco di squadra ................................................................

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137

2001 - Ma cos’è che fa correre le donne da “Lari Intercoiffure”?

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La nobile arte.................................................................................

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149

Cadeaux natalizi ............................................................................

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151

Le componenti che ci aiutano a crescere nel lavoro e nella vita ....................................................................

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153

Pontedera - Piaggio - “Vespa” Clienti del Salone Lari...................................................................

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157

L’arte del parrucchiere si coniuga con l’arte della fotografia.............................................

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159

I servizi fotografici ........................................................................

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161

Epilogo ..........................................................................................

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Dicembre 2008 progetto grafico Carlo Ferranti stampa La Grafica Pisana - Bientina (Pisa)



Franco Lari 50 anni creativi