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EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI PIANO URBANISTICO P.R.G.

In un quadro generale, caratterizzato da processi di trasformazione in continua evoluzione, bisogna guardare al P.R.G. con un ottica che fa riferimento alle tendenze ormai affermatesi nel campo della pianificazione territoriale e dell’Urbanistica moderna. Il riassetto urbano delle città moderne va visto in un contesto di sviluppo territoriale con particolare attenzione alle spinte e alle scelte produttive che determinano il futuro assetto economico e sociale. L’attenzione dovrà essere rivolta quindi al “Sistema Territoriale” come il Centro Storico e le aree limitrofe, quindi dalla tutela, alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell’ambiente, al territorio agricolo ai problemi della mobilità e all’uso dell’area urbana, extraurbana e territoriale. La nuova concezione è quella di un piano aperto che, in una visione dinamica, realizzi gli interessi della collettività, sia come destinataria, sia come parte attrice, nella realizzazione di alcune opere fondamentali e nella gestione ed esecuzione del piano stesso. Si tratta di riuscire a concretizzare un passaggio da un piano con un carattere “monotetico” tendente cioè a riproporre leggi generali ripetitive, ad un piano supportato da un dimensione politica e culturale che recuperi la realtà fisica e storica del territorio, bisogna tendere cioè a compiere un passaggio da un concetto astratto di spazio ad un concetto storico e definito di luogo che valorizzi le caratteristiche peculiari del nostri territorio. Le trasformazioni devono essere gestite con la coscienza che si deve tralasciare ciò che la struttura insediativa storica ha perso, ma anche con la coscienza che è necessario salvare, aiutandolo a trasformarsi, ciò che può essere salvato e riutilizzato.


PROPLEMATICHE DEL PIANO

La revisione del P.R.G. rappresenta un’occasione per la crescita e lo sviluppo della nostra società, la sua attuazione permetterà alla città di svilupparsi e crescere in una condizione di nuovo benessere, una corretta questione sociale significa creare la possibilità per attuare una trasformazione urbana e territoriale equilibrata, la sola a poter dare nuovo impulso allo sviluppo sociale della città. In questa occasione mi sembra opportuno richiamare i problemi attuali, gli sviluppi e le tematiche con cui si dovrà misurare la nostra realtà urbana con la revisione del P.R.G. in modo da precostituire un piattaforma di proposte da sottoporre al confronto sociale da discutere e dibattere in sede di formazione del nuovo Piano. In breve, questo documento, vuole rappresentare uno spunto, una proposta, uno strumento di lavoro per il necessario confronto tecnico, politico e sociale che esso dovrà scaturire.

PROBLEMATICHE DEL SISTEMA TERRITORIALE

temi ambientali :

Paternò è ubicato alle pendici dell’Etna in un ambito geografico di notevole valore tra l’Etna, la valle del Simeto e la Piana di Catania, in tale contesto occorre inaugurare una nuova stagione per tutelare e valorizzare il nostro Patrimonio Ambientale con la creazione di un sistema di parchi integrati che abbiano come punto di riferimento un punto geografico e fisico molto forte come il Fiume Simeto il più importante della Regione Sicilia. Per tutto ciò si deve operare al fine di individuare le aree che meglio si prestano previo uno studio dettagliato dei luoghi, solo come esempio si consideri la possibilità di


individuare nella Collina Storica, nella vallata fino al Simeto, alla traversa di Ponte Barca, Petulenti, Poira e Pietra-lunga un continuum di aree attrezzate per la realizzazione di un parco fluviale con zone per la pesca sportiva, dei moli per le attività sportive come la canoa, percorsi per il footing, etc.; un parco Archeologico; un parco Naturalistico, faunistico; un parco polifunzionale da attrezzare come camping o all’occasione come rifugio sismico, un parco Agrituristico; un parco Antropologico, etc. Tale sistema di parchi rappresenterebbe il volano per lo sviluppo dell’intera area, sia in fase di realizzazione, sia in fase di gestione, divenendo un’occasione per la salvaguardia ambientale e una grande occasione per la creazione di infinità di posti di lavoro in una direzione che segue la naturale vocazione di sviluppo della nostra area. temi produttivi: Il sistema produttivo del nostro territorio si riallaccia a quanto sino adesso detto e va visto in un’ottica di integrazione tra le risorse della zona. Bisogna partire dalle analisi di sviluppo delle Aree Agricole con i relativi servizi alla zona Artigianale, all’area Industriale, alle zone Commerciali, all’Ente Fiera, in breve alle aree di servizio dalla residenza alla produzione. Dall’analisi risalire alle scelte operative che consentano la realizzazione delle opere in un equilibrato rapporto tra pubblico e privato. Il settore trainante per l’economia di Paternò rimane pur tra le mille difficoltà, l’Agricoltura, riferito quindi all’uso del suolo dal punto di vista del suo sfruttamento e alle esigenze di servizi connessi come la viabilità esterna di accesso ai fondi agricoli e a quella interna di servizio per lo sfruttamento; alle aree per le attrezzature di servizio infrastrutturale, come i depositi per le aziende, le aree per la lavorazione e la trasformazione degli agrumi e dei prodotti del suolo, un grosso impegno bisogna dedicare a tale settore finalizzato al suo recupero.


PROBLEMATICHE DEL SISTEMA URBANO centro storico Il Centro Storico di Paternò ha una connotazione e un carattere preminentemente legato da un lato alla Collina Storica con i suoi monumenti, i suoi aspetti naturalistici, i suoi valori ambientali e paesaggistici, all’impianto urbanistico medioevale dei quartieri Gangea e Falconieri area urbana ad est che nel suo insieme rappresenta sicuramente uno degli esempi più tipici di realtà monumentale-ambientale dell’intera casistica regionale, dall’altro ai quartieri limitrofi a valle della collina con la caratteristica formazione degli slarghi medievali, le attuali piazze di S. Barbara, della Concordia, Umberto, A. Diaz, Indipendenza, etc. con gli edifici più rappresentativi di tipo civile e religioso di grande valore architettonico e grande effetto scenico che nell’insieme costituiscono uno spazio urbano di grande valore ambientale, con la caratteristica sequenza di chiese e palazzi che dipartendosi dalla chiesetta di S. Biagio, ormai sconsacrata, al vecchio municipio, alla chiesa del Carmine, a S. Barbara, alla loggetta del monastero delle benedettine, alla cappella del crocefisso arriva fino alla chiesa di S. Caterina in un continuo scenografico veramente originale. Ancora da piazza Indipendenza si diparte la via Vitt. Emanuele lo sventramento ottocentesco che con i suoi palazzi signorili ha determinato lo sviluppo urbanistico di fine ed inizio secolo della città verso est compreso la zona che nell’attuale P.R.G. viene denominata A1. L’intervento in tali zone dovrà avvenire con sollecitudine alfine di fermare il degrado con l’avvio dei piani particolareggiati per la definizione dell’area più antica e con la creazione di una normativa d’intervento più dettagliata o meno vincolante per la zona A1 in cui a priori va rivisto il sistema funzionale urbanistico, come il rapporto residenza-servizi-viabilità, in una visione di interventi integrati e funzionali dell’intero sistema urbano.


zona omogenea B La zona B o di completamento urbano, costituita dai nuovi quartieri di espansione realizzati dopo gli anni sessanta soprattutto ad est e a sud-est con i quartieri cresciuti quasi in forma spontanea su uno schema urbano di tipo ippodameo zona Canonico Renna, zona Villetta e i quartieri disorganici ma più folti perché cresciuti nelle zone limitrofe alle aree valorizzate dai servizi esistenti, negli anni settanta a nord e nord-est come via E. Bellia e la zona Mazzini. In queste aree bisogna predisporre e attuare il completamento urbanistico, con alcuni interventi già previsti dall’attuale P.R.G., che sino ad oggi non sono mai stati attivati e realizzati, mi riferisco all’apertura e all’allargamento di alcune vie cittadine che con tali correttivi consentirebbero una migliore circolazione veicolare. zona P.E.E.P. È la zona Ardizzone, nuova ed attualmente unica espansione urbana, interessata ad interventi di edilizia convenzionata e sovvenzionata di tipo economico e popolare, questa zona risulta allo stato attuale ben sviluppata, ma risulta trascurata per quel che riguarda la realizzazione dei servizi di quartiere e sociali oltre che per il completamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, anche per questa zona bisogna predisporre un preciso programma di completamento. zona d’espansione C La zona d’espansione della città è posta ad est in contrada Palazzolo e Scala Vecchia. Fino ad oggi non si è riuscito a farla decollare risultando l’area più trascurata, in quest’area bisognerà operare secondo due direttrici da un lato attivarsi per avviare le procedure di completamento


delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e dall’altro incoraggiare la realizzazione dei privati che attraverso dei convenzionamenti con l’Amministrazione Comunale possano accelerare la realizzazione delle opere di urbanizzazione per consentire il reale decollo dell’intera area. CONCLUSIONI RIFONDARE PATERNÒ

Lo sforzo da effettuare, nell’affrontare la revisione del P.R.G., dovrà essere quello di compiere un’analisi attenta, esaminando la nostra città, non solo dal punto di vista Urbanistico-Naturalistico, ma anche dal punto di vista antropologico, psicoanalitico, sociale, ciò permetterà di comprendere meglio i processi evolutivi e i condizionamenti storici che hanno determinato l’attuale stato di fatto e permetterà di individuare le linee di tendenza da seguire per un corretto sviluppo attuale e futuro valido per la nostra società. È estremamente interessante una verifica con il metodo suggerito da “Roberto Guiducci” con un’analisi detta dei tre livelli “sovrastrutturale, strutturale e sottostrutturale”, che considera il livello sovrastrutturale come ideologia della natura, come “materiale da costruzione” o “corpo inorganico” dell’uomo contro il quale bisogna opporre un concetto di Spazio Terrestre come “bene irriproducibile, limitato e limitante”. Da tale condizione deriva il livello strutturale inteso come produzione e consumo da cui discende il “Consumismo” anche in termini di processo urbano; più espansione, più rendita fondiaria, più costruzioni, più vendita delle costruzioni, più espansioni in un circolo vizioso, con le conseguenze dei processi di inquinamento e degrado per giungere infine al cosiddetto livello sotto strutturale che rappresenta l’uomo sociale inserito in tale contesto dove subisce le azioni ed interazioni di tale stato di fatto con le conseguenze del caso.


Qual è l’antidoto a tale stato di situazioni? Culturalmente si ricomincia a dare credito alla realizzazione delle “Utopie” di Campanella, Tommaso Moro, Francesco Bacone attraverso una nuova attuazione dei tre livelli: Sovrastrutturale, dove l’ideologia della produzione per la produzione e il consumo per il consumo venga sostituita dalla produzione per il consumo finalizzato alla Felicità dell’uomo. A tale fine con il livello Strutturale bisogna capovolgere il modello che privilegia l’industria e i suoi servizi a discapito delle abitazioni e ai servizi degli abitanti, in questo noi siamo avvantaggiati in quanto partiamo da una condizione di sviluppo zero in tale direzione purché non si voglia scimmiottare un modello culturale che pur essendo superato risulta il più noto proprio perché dal punto di vista della conoscenza si rimane legati a vecchi sistemi, bisogna solo spezzare l’attuale tendenza pseudo avanguardista che per quanto suddetto risulta ormai superata culturalmente. Il mondo va considerato come Parco Globale, dove ricavare con molta oculatezza parchi produttivi e scientifici, parchi di servizi economici, parchi residenziali, parchi di servizi sociali e ricostruire la natura e il paesaggio dopo tanta distruzione. Giungiamo infine al livello Sottostrutturale dove con tali modalità d’intervento che consentiranno all’uomo e alla società di vivere senza subire le aggressioni provocate da una distolta concezione di sviluppo si comprenderà che noi siamo insieme natura e cultura e che la cultura si deforma se non tiene conto dell’ambiente che la rifondazione della nostra città si concretizzerà quando sapremo legare il suo sviluppo contemporaneamente alla Cultura e alla Natura. Arch. Francesco Scandura


Relazione Piani particolareggiati