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LA NUOVA MURGIA - Anno XII • N° 93 • Maggio/Giugno 2012

Articoli a cura di Michele Cannito

La Murgia nel Mondo L’economia occidentale è in crisi, mentre quella globale, al contrario, è in crescita. Prevalentemente in Cina, India, Russia, Brasile, Sudafrica. È lì che le nostre imprese vanno a prendersi importanti fette di mercato, veicolando anche la bellezza della propria terra di provenienza. Come ha fatto la Gielle al MIPS di Mosca di poche settimane fa

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a Nuova Murgia e Altamuralife continuano il loro viaggio, in giro per il mondo. Strasburgo, Lussemburgo, Milano, Roma, Dubai negli anni scorsi. Il mese passato è stata la volta di Mosca. Per raccontare ciò che accade nella nostra economia: quella locale che si affaccia ormai sul mercato mondiale. Sono tante le aziende murgiane che hanno i n i z i a t o t a l e p ro c e s s o. L’economia occidentale è in crisi, è sotto gli occhi di tutti, mentre quella globale, al contrario, è in crescita. Il P.I.L. mondiale è concentrato prevalentemente in Cina, India, Russia, Brasile, Sudafrica. Questi Paesi fanno i numeri e registrano i più alti tassi di crescita. Naturalmente questo non significa che la ricchezza prodotta, in tali nazioni, sia ben distribuita in tutta la popolazione. Anzi, a differenza nostra, laggiù le disparità, le diseguaglianze e i danni ambientali sono immani. E la politica, nei consessi più alti a livello mondiale, deve intervenire per ripianare un simile, enorme “bubbone”, che prima o poi scoppia (in alcuni aree se ne

registrano già i primi effetti). Dinanzi a un quadro così cupo, però, le nostre imprese murgiane (che non sono comunque “associazioni umanitarie”) non possono stare a guardare, né tantomeno ad aspettare i “lunghi tempi della politica”. In Italia si produce meno e le leggi incentivano poco? Quindi, bisogna trasferirsi anche all’estero. Non ci sono alternative, fino a quando le leggi non cambieranno (speriamo presto). È la legge dell’impresa e del mercato: costi, ricavi, utile. E quando una nostra impresa riesce a conquistare fette di mercato estero, riesce di conseguenza a portarsi il “pane” a casa, anche in periodi crisi come quelli attuali. La redazione de La Nuova Murgia, attraverso i suoi servizi e con sforzi pazzeschi, cerca di documentare queste realtà della globalizzazione, tutta murgiana. Siamo stati a Mosca, come già ricordato sopra e a Milano (il servizio di Antonio Centonze sulla 51ª edizione del Salone internazionale del Mobile comincia subito a pagina 10). Dove c’erano le nostre aziende.

Orgoglio della Mu r g i a . C i siamo chiesti come si m u ov o n o i n questa difficile situazione g l o b a l e ? Vendono? E a chi? Cosa? Quanto? Quale prodotto funziona meglio? Chi sono i principali clienti? E chi i maggiori competitors? A Mosca, per la 18ª edizione del Mips (24-27 aprile 2012), Mosca - Michele Cannito e l’imprenditore una d e l l e Vincenzo Galantucci. Sullo sfondo la Cattedrale rassegne più di San Basilio importanti al M o n d o n e l s e t t o r e le pagine del nostro giornale. dell’antincendio, la Gielle del Infatti, anche quest’anno, nello comm. Luigi Galantucci era stand di Gielle, vi era il meglio l’unica azienda italiana. E della nostra terra, i suoi questa è una notizia, che si p r o d o t t i t i p i c i , e g l i differenzia molto dalla inestimabili Beni culturali. pubblicità. Con noi de La Bastava sfogliare un catalogo Nuova Murgia, a dell’azienda, per capire come documentare il tutto, il collega “convivono” la migliore di Altamuralife, Francesco tecnologia nel campo della Dipalo. Interessanti commesse sicurezza e le stupende per la gielle, tra cui forniture immagini della nostra terra. importanti al più grosso Ve r o v a l o r e a g g i u n t o colosso dell’energia mondiale, dell’impresa della famiglia la Gazprom russa. E poi la Galantucci, con traduzioni in presentazione, presso la MIPS inglese e italiano. Così può 2012 di importanti brevetti, davvero arrivare ovunque, che darebbero la possibilità, se viaggiando con le nostre approvati, di inserire estintori imprese più dinamiche, nelle ali dell’aereo. Il progetto v e i c o l a t a n e l l e f i e r e è stato presentato alla internazionali a cui vanno a compagnia di bandiera Russa, partecipare. Sarà stata forse la Airflot. Il progetto è stato una coincidenza, ma nei giorni va l u t a t o p o s i t i va m e n t e del 24 e 25 aprile, mentre dall’azienda russa. Ma l’azienda Altamura “rinasceva” grazie non si ferma solo agli affari, allo straordinario corteo ma promuove anche il m e d i e v a l e f e d e r i c i a n o territorio murgiano.Il valore (Federicus), a cura della Fortis aggiunto dell’azienda è proprio Murgia, noi altri, sempre nello la promozione della ns murgia, s t a n d d e l l a Gi e l l e , i n nel mondo. Come abbiamo quell’immenso quartiere sempre sottolineato attraverso fieristico di Mosca (a migliaia


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e migliaia di chilometri di distanza dal nostro Centro Storico) offrivamo ai clienti russi, kazachi, arabi, inglesi una bellissima medaglia, in cioccolato bianco, con l’effigie di Federico II (vedi foto accanto), fondatore di Altamura. Realizzata dal noto pasticciere altamurano Dionisio Caputo. Bene, anche questa è fatta.

Mosca “post” comunista (?)

Il Mips 2012 Il “Moscow International Protection, Security and Fire Safety Exhibition” è di sicuro il principale evento dedicato alla security in Russia e nell’Europa dell’Est, oltre che uno dei maggiori al mondo. Anche ad aprile scorso si è tenuto all’“Expocenter” della capitale, dove le imprese espositrici sono state ben 480, provenienti da 24 Paesi.Numeri in costante

incremento. La Russia rappresenta, infatti, un mercato dalle grandi potenzialità sia per le sue dimensioni, sia per i considerevoli investimenti governativi nei comparti dei sistemi di sicurezza e di antincendio. Non a caso, l’evento è promosso, tra gli altri, dal Comitato per la sicurezza della Duma di Mosca e da vari Ministeri.

Un’immagine dello stand Gielle al Mips. Seduti al tavolo Vincenzo Galantucci e Pietro Ciccimarra, al centro tra i due buyers

Andirivieni sostenuto nei corridoi dell’expo moscovita. Riconoscibile sulla destra Francesco Di Palo (Altamuralife), con l’inseparabile macchina fotografica a tracolla

Il Fascismo è caduto. Il Comunismo no. Questo viaggio a Mosca me lo ha confermato. La capitale russa, dove si concentra un decimo di tutta la popolazione dell’ex Unione Sovietica, ha 12 milioni di abitanti. È una megalopoli ultra-caotica. Arrivi in aeroporto, agli sportelli, ci sono autorità che non ti sorridono nemmeno se li paghi. Prendi il taxi facilmente, anche perché una macchina su tre è guidata da un tassista abusivo, con la sua Mercedes anni ’80 o la Ritmo Cabrio, o la Fiat 124 station wagon. Otto corsie. E vanno tutti veloci. Nessuna corsia preferenziale, ambulanze traballanti, a sirene spiegate, non le fa passare nessuno: fanno la fila dietro il Suv di ultima generazione, posseduto da uno dei 1000 ultramiliardari russi, amico di ex oligarchi comunisti. Se il paziente sta morendo, fai prima a spararlo, soffre di meno e, comunque, non se ne accorge nessuno, anche perché un inseguimento in quel traffico è possibile solo con un elicottero. Alla mia traduttrice ho chiesto se era andata a votare e mi ha risposto che non serve, tanto vince sempre lo stesso partito: “Unione Russa” di Putin. A destra e a sinistra delle strade, megacasermoni, case del periodo comunista, rettangolari, rosse o grigie, come il tempo. Poi, qualche parvenza di capitalismo asportato, un palazzo a luci led della Samsung o della Hyundai… Qualche banca importante di 70 piani, tutta in acciaio, sorge qua e là. Poi c’è la mitica Piazza Rossa, ultra visitata, bella, con al centro la Chiesa ortodossa di San Basilio, realizzata ai tempi dello Zar. E a destra, su un lato del Cremlino, una guardia fuori che fa il picchetto, alla tomba di Lenin. E poi la metropolitana, realizzata nel periodo comunista,

ultraveloce,frequentatissima, con corridoi pieni di quadri dell’epoca, stile ottocento. E nei vagoni, che camminano alla velocità della luce, dove se ti perdi , sei finito,non c’è traccia d’inglese, è tutto scritto in cirillico… Seduti, o meglio ammassati nel metrò, incontri ’sta gente vestita come negli anni ’80, con le giacche che indossava Pippo Baudo a Domenica in… e nello stesso tempo si rigira tra le mani il cellulare nuovissimo o l’ipad. Insomma, un popolo a cui quasi 100 anni fa fu imposto il comunismo, e adesso sono vent’anni che gli stessi comunisti gli hanno imposto il capitalismo, tra l’altro in un forte periodo di crisi. I russi sono spiazzati, non contavano coi comunisti e stanno s o f f re n d o l a c r i s i d e l capitalismo. Chissà che faranno da grandi? L’ho chiesto ad una giovane universitaria, che parla abbastanza bene l’italiano e mi ha risposto: «Dipende da Putin, noi non contiamo nulla». Viva la democrazia, viva la globalizzazione. Le aziende straniere fanno gli affari qui e scappano via. Il Pil russo cresce nei numeri, ma non come civiltà. E questo è il problema da risolvere. In Russia e nel mondo. Con la globalizzazione, ormai, tutto il mondo è Paese, una catena infinita di Sant’Antonio.

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Appunti da un viaggio di lavoro

La Nuova Murgia  

mips mosca aprile 2012