VIA LUCIS - mostra

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VIA LUCIS Premesse per un nuovo percorso Museale


La mostra

La mostra nasce dall!esigenza di far conoscere, il nuovo progetto museale che sorgerà sul territorio di Varese, a Campo dei Fiori. Un progetto che ha lo scopo di valorizzare la città di Varese e tutti i suoi beni culturali e paesaggistici; arricchendo l!itinerario culturale della città e dei suoi dintorni. Un intervento di valorizzazione di un patrimonio territoriale che porta con sé potenzialità economiche e di sviluppo del territorio, volto a costruire un turismo culturale di più ampio respiro. La mostra avrà il compito di raccontare la storia del Sacro Monte sopra Varese, che sarà il trait d!union con il nuovo progetto museale, che vede come progettista l!architetto Tadao Ando. Lo studio di analisi e il masterplan che è stato fatto sul territorio di Varese, presenta come tematica portante quella del Sacro Monte, ma pone anche le premesse e le criticità per comprendere come poter valorizzare e progettare una nuova via sacra, interrogandosi sul legame tra presente e passato. Attraverso questo excursus storico, artistico e antropologico, si potrà analizzare in modo multidisciplinare la tematica del nuovo percorso museale, che sarà dedicato ai cinque misteri della luce di Papa Giovanni Paolo II. Quello dei Sacri Monti è un fenomeno ampio e articolato che abbraccia un arco di tempo di circa mezzo millennio. Sebbene abbia avuto origine in Piemonte, si è diffuso in molti paesi dell’Europa continentale e rappresenta una tipologia comune a nazioni di cultura latina, germanica e slava. In Europa ci sono circa 1.812 complessi monumentali, tra Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali, ma si tratta solo di un inizio di censimento ancora lungo e articolato. Tra il 1999 e il 2003, altri Sacri Monti, considerati in parte ancora come semplici manufatti artigianali espressioni dell’abilità popolare, vengono censiti e riconosciuti per il loro grande valore artistico e culturale, inserendone dieci nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, a cominciare da Kalwaria Zebrydowska (dicembre 1999) in Polonia, a pochi chilometri da Cracovia, frequentato in gioventù da Papa Giovanni Paolo II e proseguendo poi con nove Sacri Monti situati in Piemonte e in Lombardia (luglio 2003). Il nuovo percorso che vedrà protagonisti cinque nuovi misteri, quelli della luce; vuole essere un prolungamento della via del Rosario del Bernascone. I cinque misteri della luce, sono stati inseriti nella preghiera del Rosario con la lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, all’inizio del 25mo anniversario del pontificato di Papa Giovanni Paolo II, il 16 ottobre 2002. Questo nuovo cammino, vedrà coinvolti importanti artistici contemporanei, che attraverso installazioni artistiche daranno vita a una nuova via, dove l’arte contemporanea incontrando l’arte del Seicento. Una nuova pagina del Sacro Monte Sopra Varese che vedrà nel contempo valorizzato quel paesaggio delle prealpi varesine. Location della nostra esposizione il complesso Veratti, nel centro storico della città. Il complesso si compone di più spazi, la sala Veratti, per esempio, non è, come apparentemente può sembrare, un ambiente a sé stante, ma appartiene a un corpus di edifici più ampio e di antiche origini. Essa è, infatti, il refettorio dell'ex convento di S.Antonino la cui storia inizia nella metà del 1500. Il

Villa Panza, Varese.

complesso si trova all!interno del centro storico di Varese è oggi zona pedonale. Nel 1567, Carlo Borromeo, in seguito alle disposizioni del Concilio di Trento, ordina la soppressione del convento di S.Antonino a Luvinate, pensando di trasferire le monache benedettine a Milano. La comunità di Varese fa, però, opposizione a tale trasferimento e mette a disposizione trecento scudi d'oro per la costruzione di un convento in città. Nel 1568, la Curia dà il permesso per la costruzione del Monastero e l'anno successivo, nel 1569, viene scelto, con l'assenso del Borromeo, il luogo dove sarebbe sorto l'edificio conventuale. Il terreno, compreso tra gli odierni Corso Matteotti, Piazza Carducci, via Broggi e via Veratti, viene scelto per la sua centralità che favoriva l'ingresso delle fanciulle, dato che le monache oltre ai compiti della vita monastica, avevano quello di educare le bambine del borgo di Varese e di Velate. Le case preesistenti vengono gradatamente adattate alle esigenze del Monastero. In parte sono abbattute e ricostruite sotto la guida di esperti costruttori, fra i quali citiamo Giuseppe Bernascone che, come rivelano alcuni documenti, era stato interpellato dalle monache agli inizi del 1600 per lavori di ampliamento, fra i quali l'edificazione del chiostro, che non si è certi sia stato da lui stesso eseguito. La costruzione procede lentamente e a tappe, ma già nel 1571 le monache di Luvinate erano state condotte nel convento da Monsignor Gerolamo D'Arabia. Dai primi lavori di costruzione l'edificio si presenta, nelle sue ampie proporzioni, assai articolato. Oltre ai locali di servizio e di lavoro e oltre alla scuola delle educande vi erano due chiese, una esterna per il pubblico e una interna per la clausura, la cui costruzione inizia a partire dal 1570. La chiesa è consacrata in seguito, nel 1586, dall'Arcivescovo di Milano, Gaspare Visconti successore del Borromeo. Nel 1599 inizia la costruzione del refettorio, oggi Sala Veratti. Nei primi anni del 1600 viene realizzato il chiostro, tuttora esistente, di collegamento tra la chiesa e il refettorio. Inizialmente il chiostro era stato previsto a pianta quadrata, di dimensione doppia dell'attuale, esteso verso meridione sulla proprietà Dralli, forse come già ipotizzato, su progetto del Bernascone. Tra il 1662 e il 1681 viene realizzato un ulteriore ingrandimento del convento: al piano terreno, si termina l'interno della chiesa, si ricavano dei locali di lavoro e di servizio oltre alla scuola delle educande; al primo piano si ultimano i lavori per le celle delle monache. Nel 1789, per ordine dell'Imperatore Giuseppe II, il Monastero viene soppresso. Nello stesso anno l'intero complesso è acquistato, tramite asta pubblica da P.Veratti, che lo trasforma in casa di abitazione con botteghe. Molte sono le modifiche apportate all'intero complesso già nei primi anni dell!Ottocento: l'abbattimento dei locali di servizio della chiesa, della sagrestia, del campanile, e la divisione della chiesa in più vani.

Battistero di S.Giovanni, parte della Basilica di Villa Agosteo, al Sacro Monte sopra Varese. S.Vittore, Varese.

Funicolare che porta al Sacro Monte sopra Varese.

Campanile del Bernascone, Basilica di S.Vittore, Varese.


Veduta dell!area del centro storico e del complesso Veratti, giĂ Monastero di S.Antonio (sec.XVI)


Rilievo fotografico del Complesso Veratti


La Via Lucis. Progetto Tadao Ando

La storia dei Sacri Monti della Lombardia e del Piemonte


La fabbrica del Bernascone : il percorso del pellegrino.


Idea progettuale

Chaque ĂŠpoque rĂŞve la suivante. Michelet, Avenir! Avenir!


Ordinamento espositivo

Black Box

Il passage

WC

entrata

Foyer

La Via Lucis. Progetto Tadao Ando.

uscita

Pianta scala 1:100

La storia dei Sacri Monti della Lombardia e del Piemonte. La fabbrica del Bernascone: il percorso del pellegrino.


Pianta dell!allestimento della sala Veratti

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2 WC

Foyer

entrata

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Pianta scala 1:100

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Supporto con pedana di collegamento e passaggio (h5 cm) per plastici della Via al Sacro Monte (base 1x1x0,40 m) e del progetto Via Lucis (base 1x1x61,35m), in scala 1:2000. Pannelli progetto di Tado Ando per la Via Lucis.


Sezione trasversale della sala Veratti

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Pannelli espositivi del progetto per la Via Lucis e struttura/tavolo centrale per esposizione dei plastici in scala 1:2000.


Sezione della sala Veratti con annesso passaggio

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Materiali e dettagli di progetto

Materiale dei pannelli espositivi e tavolo

Finitura pannelli

Attacco corrente elettrica sala Veratti

Finiture del pannello: grigio antracite. La corrente elettrica per il tavolo Il pannello e il tavolo verranno centrale passerà sotto il pavimento, realizzati con una struttura in lamiera mentre la corrente per i pannelli metallica punzonata. laterali passerà dallo zoccolino perimetrale, ricostruito in alluminio, color grigio antracite.

Illuminazione della sala

Quadri fotografici

Per l!illuminazione non verrà uttilizata quella in dotazione della sala, ma si adotterà il modello Expresso incassi, con cornice minimal, singolo con corpo in alluminio della Guzzini 2009. Sorgente a led ( a basso voltaggio) monocromatico, adatta per luoghi espositivi.

Per i quadri fotografici sia quelli fronte/retro (84x84m) che quelli solo fronte verrà utilizzato del vetro antiriflesso polarizzato (sistema Tegla). Il pannello avrà 4cm di cornice in alto e in basso sempre in alluminio color grigio antracite.

Dettagli pannello

Attacco per i quadri fotografici in sospensione. Realizzato in metallo e rifinito color grigio antracite.


Pianta dell!allestimento del cavedio

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Scala 1:100

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Pannelli olografici fronte/retro, 1x1m da 10mm.

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Soffitto galleggiante, telaio a griglia in alluminio leggero rivestito con pvc antipioggia, color nero, 15x1,60x0,20m.

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Pannello fotografico esterno 1,5x1,5m.

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Zona con vasca d!acqua.


Prospetto passage e black box

Le visioni di Varese uno sguardo sulle bellezze artistiche del territorio

Vasca d!acqua esterna, 2x2m h5cm.

Struttura interna del soffitto galleggiante. Un telaio agganciato al muro su un lato e ad incastro nei passaggi alle sale.


Black Box

Allestimento multimediale. Nella sala black box verranno proiettate, a rotazione, immagini di beni artistici e architettonici della cittĂ di Varese e di artisti che hanno esposto i propri lavori a villa Panza. Quattro pannelli olografici agganciati alla struttura portante (1x1m spessore 10mm) con proiezione fronte/retro ospiteranno queste immagini sospese nella stanza, creando un gioco visivo di contrasti in una sala completamente buia. Il pannello olografico sospeso richiama la leggerezza dei pannelli fotografici dell!esposizione. Misure della pedana della tendostruttura 5cm, con ingresso a scivolo.

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Vista black box. Il pannello all!ingresso (2x3x0,30m) delimita la sala e crea il buio necessario per vedere in olografia le immagini dei beni culturali di Varese. Il rivestimento interno della struttura è in materiale isolante, color nero, mentre quello esterno è in pvc antipioggia, color nero.

Tendostruttura della Triennale Bovisa, Milano.


Materiali e dettagli progettuali

Materiale pannelli black box

Pannello olografico (1x1m spessore10mm).

Pannello fotografico esterno

Misure 1,5x1,5m. Base in forex con stampa applicata su pvc per esterni (10mm). Aggancio a muro a una distanza di circa 70 cm da terra.

Illuminazione soffitto galleggiante

Expresso incassi, con cornice minimal, singolo con corpo in alluminio. Sorgente a led monocromatico (a bassissimo voltaggio), adatta per luoghi espositivi. Guzzini linea 2009.

Videoproiettori black box

Quattro videoproiettori da soffitto con supporto snodabile. Distanza di due metri dal pannello.


Allestimento del broletto

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uscita

Pianta scala 1:100

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Pannelli per mostra permanente: 1,26x2,30x0,50 m.


Sezione pannello broletto

Pannello per la mostra permanente nel broletto. I pannelli fotografici posti sul lato interno del corridoio del broletto formano una grande C, e sono visibili fronte/retro. Il materiale dei pannelli (0,84x0,84m) è il vetro antiriflesso polarizzato. Verranno agganciati alla struttura portante solo da un lato.

Illuminazione delle volte

SACRO MONTE D’ORTA

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Franco Albini

Herbert Bayer

Herbert Bayer

Franco Albini