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Periodico bimestrale di notizie, informazioni e news dell’Associazione Giocatori Basket e del Fondo di Fine Carriera Numero 9 · OTTOBRE/NOVEMBRE 2010

2011

ci siamo

Anche gli assi NBA con l’Italia in Lituania

SONDAGGIO

UBE SURVEY

OSCAR ELENI Lettera ai ragazzi della Giba

SERIE A

I commenti alle novità sull‘utilizzo degli stranieri

POST CARRIERA LGS, lavoriamo per voi


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Ennio Doris Presidente di Banca Mediolanum

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L`editoriale

Professionismo e dintorni

M di Giuseppe Cassì

Marco Mordente e Mariachiara Franchini sono i capitani delle Nazionali di basket Maschile e Femminile. La loro vita è scandita dagli impegni con la pallacanestro: d’inverno con i rispettivi club e d’estate con le Nazionali, è un susseguirsi quasi ininterrotto di raduni, allenamenti, riunioni, attività promozionali, incontri con la stampa, partite, viaggi, in Italia e all’estero. Entrambi vivono di pallacanestro, e non hanno alcuna possibilità di impegnarsi in attività lavorative diverse. Giocano per due tra le migliori squadre dei campionati di Serie A maschile e femminile, ricevendo in cambio un compenso economico che permette loro di vivere più o meno agiatamente. Sono sottoposti ad un vincolo disciplinare con le società con le quali hanno sottoscritto un contratto, e devono rispettarne le regole, dentro e fuori dal campo. Apparentemente, si tratta di situazioni identiche, dato che Marco e Mariachiara sono giocatori di basket a tempo pieno e svolgono l’attività sportiva come professione ed ai massimi livelli. E tuttavia, in base alle attuali norme, a Marco è riconosciuto lo status di giocatore professionista, Mariachiara deve invece accontentarsi della qualifica di dilettante. Marco avrà diritto, un giorno, alla pensione, e quando smetterà di gio-

care riceverà parecchie decine di migliaia di euro a titolo di trattamento di fine rapporto; gode di un efficace sistema di previdenza sociale e di copertura assicurativa in caso di infortunio; il suo stipendio è garantito da una fideiussione e da un fondo di garanzia; beneficia di particolari regole sanitarie, di garanzie legali e disciplinari, ed in genere di una serie di prerogative e tutele fissate dall’Accordo Collettivo dei giocatori professionisti. Nulla di tutto ciò riguarda anche Mariachiara: mentre Marco è a tutti gli effetti di legge un lavoratore subordinato, di lei non si può nemmeno dire che svolge un lavoro. Sembra incredibile che in base ad un sistema di norme che dovrebbe indignare, e che invece passa quasi inosservato, il microcosmo sportivo distingua tra uomini e donne sotto il profilo dello status giuridico, ed imponga un assioma aberrante: uomo = professionista, donna = dilettante. Un giocatore giovane ha la prospettiva di diventare, un giorno, un professionista. Una giocatrice giovane, che ci mette altrettanta passione e abnegazione e che si sottopone ad uguali sacrifici, non può coltivare lo stesso sogno. A me pare che ce ne sia abbastanza per scandalizzarsi. Il dubbio, sempre più pressante, dei giuristi, è se possa una legge qualificare a priori un rapporto

(lavoratore / non lavoratore; professionista / dilettante), a prescindere ed indipendentemente dalla natura e dalle caratteristiche del rapporto stesso. L’impellenza che dovrebbe avvertire la politica è di non tollerare oltre che tanti giocatori che di fatto sono professionisti siano trattati come dilettanti, a volte ben retribuiti a volte no, ma comunque privi delle più elementari garanzie sociali. È bene ricordare anche ai nostalgici del basket che fu, non contaminato dal denaro (tranne che per le ributtanti compravendite milionarie di giocatori vincolati a vita), che l’imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) grava alla stessa maniera sui giocatori professionisti e sui giocatori dilettanti, e che i costi della previdenza sociale, che riguardano solo i professionisti, incidono relativamente rispetto al resto. È giusto invocare modifiche alla legge 91/81 sul professionismo sportivo, ma se non si vuole continuare a discriminare categorie intere di atleti, ed in particolare le donne, bisogna avere il coraggio di eliminare questa foglia di fico del finto dilettantismo che nasconde goffamente le oscenità economiche del basket e di tutto il sistema sportivo. Diciamo la verità: la discriminante nello sport non è tra professionismo e dilettantismo, ma tra chi le tasse le paga e chi no; tra chi le paga per intero e chi solo in parte. Professionista o dilettante che sia.

Sommario Professionismo e dintorni

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Giovani e spettacolo

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Parlare da soli

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Italia, sarà dura

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Fondo, la modifica dello statuto

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A proposito di tesseramento

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Si volta pagina

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LGS, uno sguardo al futuro

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Studio sulle condizioni di lavoro nella UE

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Study on the working condition in the UE

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Più fascino, più giovani GIBA risponde

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in primo piano

parlare PARLARE DA SOLI da soli

Oscar Eleni mentre respira incenso nelle ali di una farfalla che vorrebbe giocare a basket di Oscar Eleni

Parlare da soli. Succede se hai davanti il vuoto, se ti senti vecchio e borbotti come il pensionato rompicoglioni davanti al cantiere aperto, capita quando sei sicuro che nessuno potrebbe capirti, ti viene naturale mentre ascolti la magica Alice che urla per te: “ Avrei bisogno di parlare, ma non trovo nessuno che mi sta a sentire”. Dite la verità: vi ho fotografato o ragazzi della palla al cesto che non ne potete più di parlare a voi stessi nello specchio delle vostre brame e allora correte, ansiosi e speranzosi, nella stanza buia dove vi domandate se l’incubo finirebbe avendo un buon agente, capace di ascoltare, avendo una compagna così paziente da perdonarvi il soliloquio dell’abluzione, una famiglia così solida da sopportare il mugugno da percentuale bassa.

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Come avete passato l’estate ragazzi GIBA? Vi siete allenati davvero sulle vostre debolezze o rimestando in quello che sapete fare meglio? Avete dedicato più tempo alla danza, alle ore felici o al sudore senza applausi per aggiungere qualcosa al vostro bagaglio tecnico, per migliorare atleticamente, per essere pronti quando vi peseranno e misureranno? Non rispondete subito. Non rispondete affatto. Il campo ci dirà la verità. Ehi, topo giornalista, ma non pretenderai di vederci più bravi e più forti soltanto perché ci abbiamo dato dentro. Fai degli esempi di gente che migliorava durante le ferie. Larry Bird potrebbe essere un tipo, Kevin Durant, ah che meraviglia di giocatore, di uomo, di atleta, di ragazzo. Loro sono certamente esempi positivi. Chiedete a Boston, chiedete a coach Key, abbonatevi alle partite di Oklahoma. Balle, eh lo sappiamo bene, non vi abbiamo convinto, non vi convincerà mai nessuno e per questo vi rifugiate dove avrete sempre comprensione, darete fiducia a chi avrà il telefono per stuzzicare il presidente di società, mettendolo in guardia davanti all’allenatore che ama le miniere dove si lavora tanto e non sempre si esce, se si esce, con la felicità scritta in faccia.


Come ultimo quesito, prima di passare ai fatti, vi chiederemmo di commentare, spiegandocelo come se avessimo dieci anni, le parole di Gianmarco Pozzecco, uno simpatico e amato da tutti, o almeno da quasi tutti, al convegno sul libro “ Team leadership, idee e azioni tra sport e management” di Guenzi e Ruta ( tipi delle edizioni Egeo) nel progetto Rcs Sport e Sda Bocconi: “Stare in campo, per me era come un atto sessuale. Se l’allenatore mi sostituiva, era come se la mia compagna avesse deciso di fare l’amore con un altro (lui ha detto moglie non avendo moglie). Adesso, però, sono dall’altra parte della barricata”. Non vi diciamo di aver visto arrossire Pianigiani ed Arrigo Sacchi che la risposta pronta la tenevano in canna, ma voi pensateci bene quando sbuffate se vi richiamano in panchina, valutate l’ultima frase quella sulle barricate diverse. Già, quando giochi sei confuso: sono io da solo, o sono io dentro una squadra? Mentre ci ragionate, cantando sarebbe anche meglio, andiamo ai fatti. Estate di tormento per il basket italiano inteso come scuola.

La Nazionale ha lavorato bene, ma alla fine, per entrare nei campionati europei che si faranno in Lituania ha dovuto salire sulla scialuppa della soluzione politica, trovando un posto che il campo gli aveva negato. Per molti, israeliani in testa, che si erano guadagnati sul campo il loro privilegio, una cosa sbagliata, ma nella sostanza diremo che la decisione ha dato una mano a tutti quelli che hanno giocatori impegnati per troppe partite in una stagione, cominciando da quelli che vengono dal super mondo NBA.

za i più fragili, basta avere dentro qualcosa che generazioni di giocatori, anche italiani, prima di voi, e, come voi, incatenati dentro squadre dove il pallone decisivo andava ad altri, hanno dimostrato di possedere, anche in periodi dove il pessimismo ci rendeva cupi e vittime.

Facciamo un bel respiro e pensiamo alla stagione che ci porterà, come Nazionale, verso l’europeo lituano, avendo scoperto nel mondiale turco che siamo davvero da seconda fascia europea. Inutile ingannarsi. Voi date la colpa al fatto che le società italiane affidano i palloni importanti ai giocatori stranieri, insomma parlate da soli, ma lituani, serbi, spagnoli, turchi, croati, montenegrini, sloveni, greci, non vivono realtà molto diverse dalle vostre eppure hanno presentato giocatori che non facevano la sponda, ventiduenni che avevano qualcosa da dire e dimostrare. Un anno per dimostrare che anche da noi si può fare qualcosa, ma bisogna darci dentro. Non è vero che allenarsi molto ruba la vostra età, non è vero che il professionismo ammaz-

Quelli non parlavano da soli, non cercavano la coperta di Linus dell’agente compiacente, della famiglia stravedente, hanno colto l’attimo, ma per arrivarci ci hanno dato dentro con il lavoro. Per farvi amare basta questo e la stessa Nazionale statunitense, formata con giocatori di una probabile formazione “Bi” (ma era così bella che nessuno rimpiangeva i privilegiati dall’oro di Pechino) del più fiorente vivaio del mondo, ci ha fatto capire che giovani talenti, con qualche veterano di sostegno, possono fare un bella figura se vivono come squadra e non aspettando al telefonino il consenso di chi poi deve piazzarli al miglior offerente.

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Il mondiale è stato proprio bello perché ci ha fatto vedere tante facce nuove mentre i più ricchi e i più famosi ballavano altrove. Sono occasioni da prendere al volo e molti, in Turchia, ci sono riusciti.

Vi vogliamo bene ragazzi della GIBA, aiutateci ad amarvi davvero.


infoGIBA

Fondo, la modifica dello Statuto

O T U

T A ST

La Assemblea Straordinaria del Fondo di Fine Rapporto dei Giocatori Professionisti ha deliberato il 23 giugno scorso la modifica dello Statuto nella parte (art. 22) nella quale è regolamentato l’impiego delle somme che vengono definitivamente acquisite al patrimonio del Fondo a seguito della prescrizione (dopo 5 anni dal termine dell’ultimo campionato professionistico) del diritto degli atleti di richiedere la liquidazione delle rispettive quote. Il nuovo testo è il seguente: Art. 22 - Liquidazione dell’indennità: domanda dell’iscritto Entro 5 anni dalla cessazione dell’attività nel settore professionistico, l’iscritto deve presentare domanda di liquidazione a mezzo lettera raccomandata alla segreteria del Fondo che provvede alla liquidazione dell’indennità spettante con le modalità e nei termini previsti negli Accordi Collettivi e/o nel Regolamento del Fondo. Il termine di liquidazione può essere differito in considerazione dell’età del beneficiario e degli anni effettivi di versamenti. Qualora la domanda di cui al primo

comma non venga presentata nel termine ivi previsto, allo scadere di esso il diritto alla liquidazione si intenderà estinto per prescrizione, a norma degli artt. 2934 2948 Cod. Civile, e l’importo verrà devoluto come segue: 1/3 alla riserva ordinaria; 1/3 al Fondo di Garanzia e Solidarietà, in aggiunta alle erogazioni stabilite dall’art. 13 lettera (g), con la stessa proporzione stabilita tra Serie A e Legadue; 1/3 per la realizzazione, previa approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del Fondo, di iniziative e/o progetti specifici finalizzati alla promozione e/o alla assistenza e/o alla solidarietà nell’interesse e/o in favore di giocatori di pallacanestro. Secondo quanto previsto in precedenza, l’intero ammontare dei crediti prescritti veniva devoluto alla riserva ordinaria. Con la nuova disciplina si è inteso rendere un servizio ai giocatori, in particolare a quelli in difficoltà. Un terzo della somma sarà ancora devoluta alla riserva ordinaria, un terzo andrà ad incrementare la dotazione del Fondo di Solidarietà (che interviene a pagare almeno parzialmente i crediti dei giocatori nei confronti di società professionistiche fallite o escluse dal campionato o comunque morose), un terzo potrà servire per finanziare iniziative o progetti nell’interesse dei giocatori. 6

L’aumento della dotazione del Fondo di Solidarietà permetterà già nei prossimi mesi di pagare il sussidio previsto ai giocatori di Vigevano per i quali sono residuati crediti dopo l’esclusione del club dal campionato di Legadue. Dopo il pagamento dei sussidi degli scorsi anni (giocatori di Roseto e di Livorno) le casse del Fondo sono rimaste quasi a secco, e questa iniezione di liquidità consentirà di soddisfare le nuove istanze. Inoltre, l’incremento della dotazione potrà negli anni consentire l’aumento dei massimali attualmente previsti (euro 2.400 al mese per 3 mesi in Legadue ed euro 3.000 al mese per 3 mesi in Serie A). Con la somma destinata alla realizzazione di iniziative e di progetti si proverà in particolare ad intervenire laddove emergano occasioni di criticità e disagio nella carriera sportiva dei giocatori. È già allo studio la formulazione di un progetto di indirizzo e formazione per giocatori a fine carriera, che prevede corsi di General Management, Marketing dello Sport, Sales Management, Gestione degli impianti sportivi, con incontri in sede fissa e approfondimenti online.


infoGIBA

The Fund, changing the Articles of Association The Extraordinary Meeting of the Severance Indemnity Fund of Professional Players has on the 23rd June deliberated on changing the Articles of Association in that part (art. 22) regulating the use of monies which are definitely acquired by the Fund by prescription (5 years after the end of the last professional season) of the right pertaining to athletes to request settlement of their individual shares. Following is the new text: Art. 22 – Indemnity settlement: member’s request Within 5 years of termination of activities within the professional sector, the member should file a settlement request by registered letter to the Fund’s secretariat to proceed with the settlement of the indemnity due to him in such manner and within such terms as are provided for in the Collective Agreements and/or in Fund Rules. The settlement term could be put off in view of the beneficiary’s age and valid contribution years. Should the request referred to in the first paragraph not be presented within the provided time, the right to settle shall, at the expiry of the said time, be considered to have lapsed by prescription, in terms of arts. 2934 2948 of the Civil Code, and the total amount shall be distributed as follows: 1/3 to the ordinary reserve; 1/3 to the Security and Solidarity Fund, in addition to the allocations established by art. 13 letter (g), in the same proportion set between Serie A (Premier League)

and Legadue (Second Division); 1/3 for the realisation, following approval by the Fund’s Administrative Committee, of specific ventures and/ or projects intended for the promotion and/or assistance and/ or solidarity in interest and/or in favour of basketball players. As previously provided, the whole amount of the prescribed credits was allocated to the ordinary reserve. The new regulation was intended to render a service to players, particularly those finding themselves in difficulty. One third of the amount shall still be allocated to the ordinary reserve, one third will go to increase the Solidarity Fund’s allotment (which intervenes to pay at least part of the amounts due to players when professional companies fall through or are excluded from the league or are in any way in arrears), while another third could help in financing initiatives or projects in the players’ interests. An increase in the Solidarity Fund’s allotment shall soon make it possible within the next few months to pay the subsidy provided for the players of Vigevano who now have a surplus of credits following the

club’s exclusion from the Legadue league. After paying out the subsidies of the past years (to Roseto and Livorno players) the Fund has nearly dried up, and this cash injection will allow it to satisfy new claims. Besides, an increase in the allotment can allow as years go by an increase in the cover actually provided (Euro 2,400 per month for 3 months in Legadue and Euro 3,000 per month for 3 months in Serie A). The amount intended for the realisation of initiatives and projects can particularly help in interventions to be made whenever any critical and discomforting situation arises in the players’ sporting career. Currently under study is the setting up of a placement and training project for players who have reached the end of their career, providing for courses in General Management, Sports Marketing, Sales Management, sports venue management, with meetings being held in fixed premises and elaborations given online.

O T TU

A T S 7


serie a

Si volta pagina Da questa stagione entrano in vigore le nuove norme sull’utilizzo degli stranieri, sulle quali abbiamo raccolto diversi pareri, presentando un campionato che si annuncia più equilibrato e di grande qualità di Damiano Montanari

Era ora. Si attendeva una risposta, che finalmente c’è stata. Con il campionato 2010-11 entreranno infatti in vigore le nuove norme in materia di utilizzo degli stranieri. 2+4 o 3+2, operazioni semplici istituite per dare una svolta ad una situazione che era diventata insostenibile, barlumi di speranza per tanti giovani e italiani che rischiavano di restare travolti dalla valanga di stranieri che negli ultimi anni ha invaso il nostro campionato.

Il primo passo “Finalmente siamo arrivati alla partenza di un nuovo percorso di valorizzazione degli italiani – dichiara il vice presidente GIBA e consigliere federale, Maurizio Ragazzi - attraverso questa formula del 2+4 o 3+2, resasi necessaria in un momento in cui era diventato concreto il rischio di veder sparire completamente i giocatori italiani nel campionato di Serie A. La nuova formula consente ai club di avere un equilibrio migliore che in passato tra giocatori italiani, europei e americani, ed il requisito della “formazione”, in aggiunta a quello della “nazionalità”, permette di debellare finalmente il triste fenomeno dei giocatori con passaporto italiano di dubbia provenienza. Non va dimenticato, oltretutto, che lo stesso Parlamento Europeo ha ritenuto legittime forme di protezione in favore dei cosiddetti “homegrown players”, per i quali il calcio ha già approntato regole di tutela a livello europeo. Pur consapevoli che questo non sarà il punto di arrivo, nè la panacea che permetterà agli italiani di giocare con regolarità, siamo comunque convinti di avere fatto il primo, impor-

tante passo di un percorso di cui, col tempo, potremo valutare la validità. Questa è la base di partenza di un lavoro molto più ampio, che esprime la necessità di un cambiamento che ha radici profonde e lontane, risalenti al minacciato sciopero della Nazionale di due anni fa. Era necessario voltare pagina e ritengo che quello in atto sia il migliore inizio di una politica volta alla salvaguardia e alla promozione del patrimonio tecnico italiano, che passa certamente da un maggiore coinvolgimento degli Italiani, ma anche dalla riorganizzazione dei settori giovanili”. Perchè oggi la esiguità numerica di giocatori italiani di talento è un dato incontestabile. “Paghiamo ancora gli effetti della sentenza Bosman – prosegue Ragazzi - e del conseguente disinteresse delle società nella formazione di giocatori. L’abbandono dei vivai e la scelta scellerata di utilizzare tutto il budget a disposizione per ingaggiare giocatori già formati altrove ha però avuto solo effetti negativi: l’aumento dei costi, l’impoverimento tecnico del campionato, il crescente disinteresse del pubblico, la perdita di competitività nei tornei europei per club e per Nazionali. Ci piace pensare che, anche in virtù delle nuove regole fortemente volute da GIBA, ci siano oggi confortanti segnali di svolta nella politica dei club, che sembra siano tornati ad investire nei vivai”. 8

A sinistra Antonello Riva, sopra Valentino Renzi, qui sotto Maurizio Ragazzi

Costruire dalla base Alla luce di questa situazione, cosa si può fare per promuovere la formazione e la crescita dei giovani giocatori italiani? “La realtà – risponde il presidente della Lega Basket, Valentino Renzi - ci insegna che in tutti i campionati c’è l’esasperazione della conquista della vittoria, ma in nessun campionato si pensa alla formazione dei giovani. Questo è sicuramente un punto di partenza fondamentale, ma, per costruire una casa, non si può cominciare dal piano alto, bensì dalle fondazioni e dal piano terra. In Italia abbiamo due campionati professionistici e tre dilettantistici. Se nei


serie a

campionati di A e B Dilettanti, dove ci sono 85 società, mediamente giocano uno o due Under 22, qualcosa non va. Si parla di dare spazio ai giovani italiani in serie A, ma se una società ha un giovane forte e pronto per giocare, lo mette in campo. Se non lo fa, è perchè non è ancora sufficientemente maturo per misurarsi nella massima categoria e allora lo manda tra i Dilettanti per crescere. E’ giusto che giochi chi ha qualità e non un giocatore solo perchè è italiano”.

Formazione e qualità Altrimenti si rischia di creare situazioni paradossali. “E’ evidente – afferma infatti il presidente Renzi - che con la norma della formazione italiana dei giocatori, il potere contrattuale di questi ultimi sia aumentato in maniera significativa. Il mercato si è distorto, perchè un club sa di dovere avere per forza sei giocatori italiani e questo è un limite grandissimo. E’ stata fatta una norma con il concetto della formazione italiana, che poi tuttavia vale per i giovani stranieri che, finito il loro percorso di formazione italiana, giocano nei nostri club come italiani di formazione e questo è un paradosso incredibile”. Con cui si dovrà convivere anche in questo campionato, che si preannuncia ricco di qualità. “Quest’anno – conferma il presidente Renzi – sono arrivati giocatori mediamente di livello buono. Nella presentazione del campionato gli allenatori hanno espresso le loro valutazioni e tutti ritengono che sia un campionato più interessante e con maggiore equilibrio di quelli scorsi”.

Lavoriamo sui vivai

chè è stato fatto uno scarsissimo lavoro in profondità ed ognuno continua a sperare che lo faccia l’altro. Abbiamo una produzione di giocatori minima, speriamo che le società non abbandonino i vivai, perchè questo porterebbe ad un impoverimento dell’intero movimento. Perderemmo spettatori, sponsor, audience. Ora stiamo ancora beneficiando del grande lavoro fatto negli anni Ottanta e Novanta, ma se non ricominciamo subito a lavorare sui settori giovanili, quando avremo finito i giocatori, perderemo anche il pubblico. Speriamo di accorgercene prima che sia tardi”. In quest’ottica le nuove regole in materia di utilizzo degli stranieri non sono efficaci. “Mi sembra che siamo di fronte ad un falso cambio – commenta Pillastrini – dal momento che le società possono avere ancora sei stranieri, non c’è protezione per i giocatori italiani e ci sono alcune squadre che proprio non ne hanno. Il problema, comunque, non è tanto che non giocano gli italiani, quanto che i giocatori non vengono prodotti e che non si lavora sui vivai”.

C’è troppa confusione In un momento in cui servirebbe chiarezza c’è anche chi come Antonello Riva, direttore sportivo di Caserta, non la trova minimamente nella nuova situazione che si è venuta a creare. “Con le nuove normative riguardanti gli stranieri ed i passaporti – commenta infatti Nembo Kid - noi poveri dirigenti siamo costretti a divincolarci in un ginepraio pazzesco. C’è una maggiore difficoltà nel muoversi sul mercato e questo ha complicato notevolmente le

Un concetto condiviso anche da Stefano Pillastrini, allenatore di Montegranaro: “Dal punto di vista tecnico vivremo una stagione di altissimo livello, la più alta a livello medio degli ultimi anni. Non vedo squadre deboli, in un trend che si era già evidenziato nel recente passato e che sancirà un equilibrio maggiore”. Nel quale i giocatori italiani dovranno cercare di ritagliarsi il proprio spazio con la consueta fatica. “Con le nuove regole non mi sembra che la situazione sia molto cambiata – afferma infatti Pillastrini – per-

nostre procedure, creando anche una grande confusione in chi ci segue. Tra 2+4, 3+2, passaportati italiani, eleggibili e non eleggibili facciamo quasi fatica noi che siamo dell’ambiente a capire fino in fondo come funziona la situazione. Servirebbe una semplificazione, per avere maggiore chiarezza verso il pubblico e per abbassare un po’ i costi. Ci sono infatti delle normative restrittive in virtù delle quali alcune categorie si trovano ad avere un potere economico superiore che non è giusto”.

Più posto per gli italiani Sulle nuove norme sull’utilizzo degli stranieri è positivo il parere di Michele Mian, ala della Bennet Cantù: “Questa nuova norma, per la cui introduzione si è impegnata anche la GIBA, è nata per dare la possibilità a noi italiani di giocare, crescere e migliorare. Alla fine nelle società che hanno scelto il 2+4 ci sarà almeno un posto in più per gli italiani, uno spazio che sarà ancora più ampio per chi ha scelto il 3+2. Di negativo riscontro il fatto che, constestualmente all’introduzione di questa nuova norma, si sono visti molti casi di cambi di passaporto di alcuni giocatori americani, diventati così europei. Questa è una scelta che porta con sé un’idea falsa e che va a svilire un altro effetto positivo della nuova norma, ovvero la possibilità di vedere in Italia una pallacanestro più europea, basata maggiormente sul gioco corale, anziché sull’uno contro uno. La pallacanestro è un gioco di squadra ed è bella proprio per questo”.

A sinistra Stefano Pillastrini, sotto Michele Mian

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Legadue

Più fascino, più giovani

Il presidente della LegaDue Marco Bonamico parla delle aspettative, delle novità e degli obiettivi legati al campionato 2010-11

di Damiano Montanari

ci si poteva aspettare. Il campionato è appena iniziato, ma sembra che certe gerarchie si siano ribaltate, contribuendo a dare maggiore imprevedibilità al torneo”. A connotazione fortemente nazionale. “In LegaDue – sottolinea infatti Bonamico - viene rappresentata una bella fetta di Italia, che va dal Friuli Venezia Giulia al Piemonte fino alla Sicilia e questo è un dato che non può che farci piacere”.

Pubblico e dirette

Nuova stagione e nuove sfide per il campionato di LegaDue che, dopo la sosta estiva, si riscopre più interessante e combattuto che mai. Novità, ma anche un appeal che affonda le proprie basi nella tradizione, per il secondo campionato nazionale che gira, funziona ed appassiona sempre più tifosi ed addetti ai lavori.

Occhio al blasone Il primo a tracciare un bilancio positivo della situazione complessiva è lo stesso presidente di LegaDue, Marco Bonamico: “Il campionato presenta delle nuove realtà, alcune delle quali con una grande storia alle spalle. Penso a Verona, che in passato ha vinto anche una Cop-

pa Korac, o a Forlì, un’altra piazza storica con diversi campionati nella massima serie alle spalle. E poi mi fanno piacere la presenza di San Severo che, dopo la promozione di Brindisi, continuerà a rappresentare la Puglia nel nostro campionato, e di Barcellona Pozzo di Gotto, autentica rivelazione di questo inizio di stagione come neopromossa che frequenta i piani altissimi della classifica. Tecnicamente il campionato non ha ancora una faccia definita, ma è chiaro che qualcosa è già cambiato. Pensiamo alla posizione di Udine, l’anno scorso uscita al primo turno dei play off, o a quella di Venezia, che ha lottato fino alla fine per non retrocedere. E, dall’altra parte, l’inizio di Veroli, al di sotto di quello che 10

Come sono assolutamente lusinghieri i dati relativi all’appeal che la LegaDue esercita nei confronti di tifosi, appassionati e addetti ai lavori. “Nelle prime giornate del campionato – conferma infatti il presidente Bonamico – abbiamo avuto una buonissima affluenza di pubblico, segno di un grande entusiasmo. E questa per noi è la cosa più importante”. Che determina, a catena, un circolo virtuoso. “A livello televisivo – prosegue Bonamico – abbiamo una doppia copertura, il venerdì sulla Rai alle 20,30 e la domenica alle 17 su Sport Italia. A questo si aggiungerà a breve il servizio di streaming delle partite su Internet, che sarà possibile grazie all’accordo siglato con Sport Tube, che cambierà tutti i nostri palazzetti a sue spese. In questo modo, negli anni prossimi, ci troveremo ad avere un assist importante in più per le società della LegaDue e del territorio, nei cui palazzetti si potranno fare dirette di qualsiasi tipo”. Un obiettivo che è ormai a portata di mano. “I tempi tecnici sono almeno quaranta giorni dalla firma del contratto. Speriamo di avere la maggior


Legadue

parte dei palazzetti cablati entro novembre”.

Novità Q Round Quando ormai è andato in scena il “Q Round”, significativa innovazione della stagione 2010-11. “Ovviamente non si può piacere a tutti – commenta il presidente Bonamico – ma nel complesso la formula è piaciuta alle società che l’hanno votata all’unanimità. Diciamo che è stato un modo per rodare le squadre prima del campionato mettendo in palio qualcosa di importante come le Final Four di Coppa di Lega”. Dietro alla decisione, una ratio ben precisa. “Abbiamo pensato di staccare le competizioni, rendendole autonome l’una dall’altra. Se l’anno scorso le prime quattro squadre al termine del girone d’andata andavano a giocarsi le Final Four, quest’anno, come già succede in altri tornei, abbiamo pensato di fare correre campionato e Coppa su due binari diversi”. Un esperimento riuscito. “E’ servito per rodare gli arbitri in vista del campionato. Sono andati infatti al Q Round tutti gli arbitri di LegaDue, anche più di quelli di cui necessitavamo. Per loro è stata l’occasione

di fare gruppo e di mettere in pratica le nuove regole. Complessivamente il Q Round è stato quindi di aiuto sia per gli arbitri, sia per il gioco”.

Questione italiani Che non può prescindere dalla presenza di giocatori italiani in campo. “Giocano se lo meritano sul campo – afferma il presidente Bonamico - . Frassineti, ad esempio, è arrivato in LegaDue dalla A Dilettanti e gioca minuti di qualità a Reggio Emilia. Piuttosto quello che mi preoccupa molto è il fenomeno per cui i giocatori di scuola americana riescono con facilità ad avere passaporti che permettono a loro di giocare come comunitari. Questo è un modo di scavalcare le regole, seppure consentito, che non mi piace. Bisognerà porvi rimedio”. Suggerimenti? “Ora si parla di giocatori comunitari ed extracomunitari. L’unica differenza che si può introdurre, per evitare che si sperperino le risorse delle società, è quella tra italiani e non italiani. Credo che siamo maturi per un passo di questo genere”. Volto a tutelare il patrimonio tecnico nazionale. “A metà ottobre – afferma Bonami-

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co - abbiamo istituito un’apposita commissione per produrre un documento su come ripartire tra le società i premi per l’utilizzo dei giocatori italiani con una novità: da quest’anno non premieremo solo chi farà giocare gli italiani, ma premieremo in modo consistente anche chi farà giocare gli Under 24. Essendo stato inserito l’obbligo degli Under 24, abbiamo pensato di andare oltre, perchè, per me, gli obblighi funzionano poco, meglio un incentivo importante”. Perchè investire sui giovani significa assicurare un futuro alla pallacanestro italiana. “Sempre per i giovani – continua infatti Bonamico – stiamo lavorando per fare un clinic internazionale dedicato esclusivamente agli allenatori dei settori giovanili che si svolgerà tra l’inverno e la primavera”.

A sinistra, Marco Bonamico con Angela Tuccia, madrina della presentazione del Campionato di LegaDue. Sotto, foto di gruppo.


infoGIBA

GIBA risponde Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle domande più frequenti dei giocatori. In questo numero affrontiamo la tassazione della liquidazione del Fondo di Fine Rapporto per i professionisti, la regolamentazione delle straniere nel basket femminile e dello svincolo dei giocatori

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n fenomeno molto diffuso netendesse giocare nella nuova stagioCosa è cambiato gli anni del vincolo sportivo ne. Il rischio poi che un Tribunale con la introduzione è stato quello del cosidOrdinario condannasse la sociedetto “acquisto del carteltà che eventualmente omettesdella disciplina dello lino” da parte del giocase di concedere tale nulla osta svincolo per i giocatori tore stesso. Si trattava di al pagamento della penale, procedura non prevista rappresentava la migliore Che nel corso della dai regolamenti federagaranzia della spontanea carriera hanno pagato per esecuzione dell’accordo. Evili e tuttavia largamente diffusa: i giocatori (o più dentemente, con l’attuale reacquisire il diritto spesso i suoi genitori) hangime di svincolo, scritture pridi scegliere liberamente vate del genere sono diventate no spesso pagato cifre anche molto rilevanti alle società che prive di senso, e sono sostituite la squadra detenevano il loro cosiddetto da altro tipo di accordi in base ai dove giocare? “cartellino”, per acquisire il diritto, quali oggetto della cessione (in favore al termine di ogni stagione, di scegliere di altro club o direttamente del giocatore) liberamente dove giocare nelle stagioni sucè il parametro che spetta alla o alle società che cessive. Si trattava in pratica di una compravendita di hanno curato il reclutamento o l’addestramento dell’atcartellini non tra due società (come previsto e consentito), leta. Stante la assoluta novità della disciplina, non è ancora ma tra una società ed il giocatore. Le chiaro quale potrà essere l’orientamento della Commissione scritture private con le quali veniva- Vertenze Arbitrali in merito sulla validità di tali accordi, e no conclusi accordi del genere, non per la verità non è ancora nemmeno chiaro l’orientamento avendo riconoscimento federale, e politico sulla legittimità di ipotesi del genere. Quello che è non potendo quindi essere ga- certo, è che i giocatori che hanno sostenuto in passato rantite mediante l’intervento esborsi economici per garantirsi uno svincolo anticipato, degli organi di giustizia della e che in virtù di ciò traevano un vantaggio economico supFIP, si concludevano inevita- pletivo da ogni nuovo tesseramento, si trovano ora a subire bilmente con la previsione del il cambio delle regole, che li priva di fatto del vantaggio pagamento di una penale a che avevano acquisito: il club che li tessera dovrà infatti carico del club che aves- pagare obbligatoriamente il parametro alla FIP, che poi rese omesso di concedere trocederà parte della somma a club che in realtà da anni all’atleta al termine del- avevano perso ogni diritto sull’atleta, e che non ha oltretutla stagione un nulla osta di tesse- to alcun merito nella formazione del giocatore. Si tratta di ramento in bianco, nel quale poi il casi limite destinati ad esaurirsi negli anni, ma che intanto giocatore avrebbe inserito il nome dovrebbero aprire spunti di riflessione alla politica, in previdella nuova società con la quale in- sione di aggiustamenti della nuova disciplina. 12


infoGIBA

S

ERIE A1: i club hanno giocatrici di formazione italiana. Qualora l’obbligo di portare venga segnalata la contemporanea prea referto minimo 6 senza sul campo di gioco di 4 giocatrici Quali sono le giocatrici di formazione straniere, gli arbitri devono sanzionaregole del italiana, quindi atlete re un fallo tecnico all’allenatore e la con passaporto italiano basket femminile società sarà sanzionata con un’amche hanno partecipato ad almenda pari a 10.000,00 euro. Per in tema di meno 4 campionati giovanili FIP. le eventuali successive infrazioni Dalla stagione 2011/12 in quecommesse nella stessa gara, gli arbitri straniere? sta quota riservata potranno sanzioneranno sempre un fallo tecnico entrare solo atlete che siano all’allenatore e la società sarà sanzionata anche eleggibili per la Nacon un’ammenda pari a 20.000,00 euro. zionale. SERIE A2: i club possono schierare una sola atleta Vige il divieto di schierare appartenente all’Unione Europea o una giocatrice con i più di 2 giocatrici extra requisiti di cui all’art. 38 R.E. (Atlete cittadine europee. italiane nate all’estero, atlete straniere che Una squadra può abbiano acquisito la cittadinanza italiana quindi essere formata successivamente e atlete cittadine italiane da 6 Italiane (di passaporto e di formazio- provenienti da Federazione straniera), ma ne), 2 Americane e 2 Europee. in deroga all’art. 10 R.E. comma 4 (e cioè Sussiste inoltre l’obbligo di schierare in anche se non hanno disputato campionati campo contemporaneamente almeno 2 giovanili FIP).

A

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La liquidazione

nche le somme accantonate del Fondo di Fine durante la carriera del giocatore nel Fondo di Fine Rapporto in favore dei Rapporto subiscono una tassagiocatori che hanno zione al momento della liquidazione. Come è noto, l’atleta ha giocato nei campionati diritto alla liquidazione sin da quinquennio emerge professionistici quando abbandona il settore che l’aliquota applicabile è soggetta a professionistico (o smette fosse più alta, può chiedere al di giocare, o va a giocare soggetto che ha percepito la liquitassazione? all’estero, o va a giodazione di pagare una integrazione. care in un campionato Per i superiori motivi, specialmente per dilettantistico). In base alla vii giocatori che acquisiscono il diritto alla ligente legislazione fiscale, le somme paquidazione per aver smesso di giocare, per i quali si gate a titolo di trattamento di fine rapporto presume un abbattimento del reddito negli anni immedia(TFR) subiscono una tassazione separata, e tamente successivi, può essere conveniente attendere 3/4 quindi non vanno inserite nella dichiarazio- anni prima di chiedere la liquidazione, avendo sempre cura ne dei redditi dell’atleta. Il Fondo applica però di non far decorrere il termine della prescrizione di una ritenuta fiscale a titolo di acconto, 5 anni dalla maturazione del diritto. La prescrizione del calcolando l’aliquota anche sulla base del diritto alla liquidazione comporta infatti la automatica acvalore della liquidazione. L’agenzia delle quisizione della somma che spettava al giocatore al patriEntrate poi, se dal reddito dell’ultimo monio del Fondo. 13

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basket dilettanti

Giovani e spettacolo Il presidente della Lega Nazionale Pallacanestro, Roberto Drocchi, fa il punto sui campionati dei Dilettanti. E noi andiamo alla scoperta degli attesi protagonisti di Damiano Montanari

Dilettanti, I like them. Certo il fascino dei campionati professionistici non è in discussione, ma è altrettanto chiaro che oggi i tornei organizzati dalla Lega Nazionale Pallacanestro riscuotono un notevole successo. A confermarlo è direttamente il presidente della LNP, Roberto Drocchi, che in un’intervista a 360° sulla stagione da poco iniziata, ha fatto il punto della situazione.

Piccolo, grande esercito “Cosa mi aspetto dai campionati dilettantistici? Sicuramente – commenta il presidente Drocchi un consolidamento dell’interesse ampio, in senso anche territoriale, che i nostri campionati suscitano. Gli appassionati che coinvolgiamo sono probabilmente gli stessi, in termini numerici della serie A, e, anche se il massimo campionato nazionale ha il suo spettacolo, coinvolge meno città, pur attirando appassionati neutrali. Noi abbiamo 220 squadre, ognuna delle quali porta il suo mattoncino alla causa della pallacanestro in Italia. E poi da noi giocano solo gli italiani, perchè farli giocare è al centro degli interessi dell’Italia, come ha ribadito anche il presidente federale Dino Meneghin”. Dando spazio ai giovani. “Su questo sfonda una porta aperta – ribatte Drocchi – perchè

nei campionati di A Dilettanti e B Dilettanti i giovani giocano tantissimo”.

Formazione e condizioni economiche C’è tuttavia chi ritiene che i campionati dilettantistici dovrebbero avere una connotazione ancora più giovanile, diventando una sorta di palestra di formazione per i talenti nostrani in erba. “La posizione delle Leghe professionistiche ci è nota – afferma il presidente Drocchi -. Loro preferiscono risolvere i problemi pensando che gli altri debbano fare quello che tocca non a loro, ma a tutta la pallacanestro nel suo insieme. Non è scaricando il problema, che questo si risolve. I giovani non sono formati dalla Serie A. Senza voler fare alcuna polemica noi preferiamo dire che i giovani devono essere formati per il bene di tutto il movimento. Per quanto ci riguarda siamo ben contenti di farli giocare, purchè si rispettino due condizioni. La prima è che tutti lavorino alla formazione dei giovanissimi, che non deve essere a carico solo delle nostre società. La seconda è che si pensi ad un accordo, che cercheremo con le Leghe professionistiche sedendoci ad un tavolo, affinchè i bravi giovani che non trovano spazio in serie A possano venire a fare esperienza nei Dilettanti, ma a condizioni economiche pari a zero. I fenomeni come Gallinari, Melli e Belinelli sono pochi. Piuttosto ci sono tanti buoni giocatori giovani. D’altro canto die14

tro le nostre 220 società ci sono molti dirigenti che fanno sacrifici, molti sponsor, istituzioni territoriali e tifosi che si impegnano per portare avanti l’attività. Dobbiamo avere costi accessibili per poter lavorare con i giocatori da formare. Un giovane, nel terzo campionato italiano, costa in media tra i 40 e i 70.000 euro. Servono sistemi di incentivazione ed accordi tra le Leghe”. Volti a migliorare la situazione vigente. “Con questi presupposti – prosegue infatti Drocchi - noi ci apriamo anche oltre la riforma FIP che è molto parziale, stabilendo solo che nel terzo campionato giocheranno 6 Under, e non strutturale, perchè non dice a che condizioni ed in che modo i giovani giocheranno. In questo modo si crea un mercato dei giovani bravi parallelo a quello dei senior e questo non va bene”.

Solidità e qualità Ad una Lega Nazionale Pallacanestro che sta affrontando la crisi con il giusto piglio. “Lo stato economico delle nostre società – conferma infatti Drocchi - è accettabile. La maggior parte dei club è solido e, da un paio di anni, molte più società fanno il passo che la gamba ed il portafoglio consente loro. Registro quindi una crescita di maturità dei nostri dirgenti e delle nostre società”. Che quest’anno daranno vita a campionati spettacolari. “Il livello, vista la qualità dei roster del-


basket dilettanti la A Dilettanti, è buono ed in crescita rispetto allo scorso anno, quando avevamo comunque, in termini di prestigio, realtà molto stuzzicanti come Fortitudo, Verona e Forlì. Tecnicamente la media si è alzata e la formula che porta a tante retrocessioni aiuterà forzatamente l’aspetto agonistico. Se l’anno scorso c’era una sola retrocessione e dopo poche giornate si sapeva già chi sarebbe retrocesso, quest’anno ci sarà una lotta maggiore. Ogni campionato sarà, a suo modo, estremamente interessante e rivolto alla promozione dei giovani. In B

Dilettanti, ad esempio, si daranno battaglia. Lì la situazione economica è più risicata e poche società hanno roster importanti, ma questo è un segnale che può essere visto positivamente, dal momento che, ridimensionandosi, i club dovranno dare più spazio ai giovani. In C Dilettanti, a sua volta, il numero ridotto delle retrocessioni favorirà l’impiego dei giovani. Le società avranno meno ansie e potranno lavorare bene anche in prospettiva, dando vita a quello che ritengo essere il torneo in cui ci sarà una maggiore formazione dei giovani”.

A Dilettanti, gli attesi protagonisti Presenti in modo significativo anche in A Dilettanti, dove troviamo elementi già interessanti, ma soprattutto estremamente promettenti in chiave futura. Di seguito pubblichiamo una lista degli attesi protagonisti del campionato in corso. Diventeranno veri campioni? Al campo l’ardua sentenza. A sinistra, sotto il titolo, il Presidente LNP Roberto Drocchi. Nelle foto piccole, dall‘alto in basso: De Nicolao, Ammannato, Tommasini, Hassan. In alto, Genovese

Nome e cognome

Anno

Ruolo

Squadra di appartenenza

Note

Marco Ammannato

1988

ala centro

Omegna

Andrea Ancelotti

1988

ala centro

Patti

Uscito dal vivaio di Reggio Emilia, Ancelotti può contare su un fisico asciutto e su un’altezza assolutamente interessante (2,12 m).

Jean Carlos Canelo

1989

play maker

Gira Ozzano

Molto veloce e scaltro, proviene dal settore giovanile della Virtus, in cui ha esordito tre anni fa, collezionando anche qualche minuto in Eurolega. Nell’ultima stagione ha giocato a Trapani.

Mario Chiusolo

1991

play maker

Riva del Garda

Viene dal settore giovanile della Virtus Bologna, fresco campione nazionale Under 19.

Nicholas Crow

1989

ala

Brescia

Figlio d’arte, si è formato nel settore giovanile di Rimini.

Andrea De Nicolao

1991

play guardia

Castelletto

Proveniene dalla Benetton Treviso. Aiutato nella sua crescita dal padre allenatore, è alla sua prima esperienza in A Dilettanti.

Augustin Fabi

1991

guardia ala Patti

Formatosi nel settore giovanile della Benetton Treviso Fabi è una guardia ala di 2 metri. Fisico e talento da tenere in osservazione.

Simone Ferrarese

1988

play guardia

Trento

Formatosi nel vivaio dell’Olimpia Milano, nell’ultima stagione ha giocato a Verona

Luca Fontecchio

1991

ala

Gira Ozzano

Abruzzese di nascita e figlio dell’ex cestista Malì Pomilio, Fontecchio è un’ala fisicamente forte ed un giocatore intelligente. Fresco campione nazionale Under 19 con la Virtus Bologna.

Salvatore Genovese

1987

ala

Molfetta.

Formatosi nel settore giovanile prima di Messina e poi di Varese, l’anno scorso ha giocato nella Fortitudo Bologna.

Norman Hassan

1990

guardia ala Riva del Garda

Giocatore fisicamente promettente per il ruolo che ricopre – è alto quasi due metri - proviene dai Crabs Rimini.

Daniele Magro

1987

centro

Trieste

Alto 2,08 m. Giovane da seguire.

Andrea Marusic

1989

ala

Castelletto

Tommaso Raspino

1989

guardia

Trieste

Riccardo Pederzini

1989

ala

Recanati

Scuola Virtus Bologna, l’anno scorso ha esordito in B Dilettanti con Budrio. Alto quasi due metri, è un giovane assolutamente interessante.

Davide Rosignoli

1988

ala grande

Bisceglie

Cresciuto nelle giovanili della Robur et Fides Varese.

Dusan Stiepovic

1988

play guar- Bisceglie dia

Alto 1,90 m ha già giocato in A Dilettanti. Torna a Bisceglie dopo l’esperienza dell’anno scorso ad Ostuni.

Filippo Tagliabue

1988

pivot

Pavia

Formatosi nelle giovanili dell’Olimpia Milano.

Claudio Tommasini

1991

play maker

Ostuni

Cresciuto nelle giovanili della Virtus Bologna, l’anno scorso ha fatto la A Dilettanti con Forlì.

Andrea Zerini

1988

ala

Ruvo di Puglia 15


basket femminile

Italia, sarà dura Coach Ticchi cercherà di qualificarsi a Polonia 2011 entrando dalla porta di servizio contro avversarie temibili. E intanto College Italia cresce di Marco Morello

Giampiero Ticchi e un obiettivo coniugato al futuro: “La mia squadra lavorerà sodo per diventare una delle più grandi d’Europa”. Giampiero Ticchi e una punta, lecita, di sollievo: “Il peggio è passato. Il movimento ha vissuto un momento di grande flessione negli ultimi anni, ma si sta lentamente riprendendo”. Parla a ruota libera il coach della Nazionale femminile di basket, mentre sfoglia un album che, qua e là, riaccende lampi di gioia: il sesto posto agli ultimi campionati continentali, il gradino più alto del podio ai Giochi del Mediterraneo. E poi, però, ecco saltar fuori il rammarico, il presente, l’ultima estate, quella della corsa verso l’Europeo di Polonia 2011.

La buona volontà non è bastata e, complici alcune assenze di peso, l’Italia ha fallito un paio di snodi cruciali, soprattutto con la Croazia. Insomma, niente ingresso dalla porta principale, al massimo da quella di servizio. Ma sarà dura, durissima: c’è un posto solo per 10 contendenti perché la FIBA ha cambiato le regole in corsa. Dovevano giocarsela in sei, ora sono quasi il doppio. E le altre aspiranti del nostro girone si chiamano Serbia, Germania, Belgio e Romania. La prima classificata se la vedrà con la vincente dell’altro raggruppamento, composto da Bulgaria, Finlandia, Olanda, Ucraina e Ungheria. Una sola farà l’Europeo. “Sarà dura, veramente dura”, ribadisce Ticchi, che non si nascon-

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de dietro il classico minuscolo dito. Non ci vorrà un miracolo, questo è troppo, ma le azzurre dovranno presentarsi all’appuntamento di giugno al massimo della forma e, si spera, con tutte le stelle a pieno servizio. Nell’attesa? “Faremo qualche raduno e alcune amichevoli, ci stiamo organizzando. Durante le qualificazioni, comunque, abbiamo dimostrato di possedere il carattere giusto, la cattiveria e la concentrazione necessarie per affrontare qualsiasi ostacolo”.

Cigolii nel sistema Il punto è che la causa non va ricercata nell’effetto, ma all’origine. La situazione dell’italbasket rosa è figlia di alcune consuetudini, chiamiamo-


basket femminile

le così, che la pregiudicano a monte, o almeno non permettono alle atlete di esprimersi al massimo delle loro possibilità, di coltivare il loro talento. “Non sempre le azzurre hanno spazio in campionato. E questo perché nei quintetti di base c’è posto per tre straniere, senza contare quelle con il passaporto italiano. Una brava atleta se le troverà sempre di fronte, dovrà sgomitare il doppio, anzi il triplo, per ritagliarsi un posto al sole. E magari se una ci riesce altre restano fuori, non per demeriti ma perché le occasioni latitano”. Ticchi non è polemico, la sua è una fotografia più che un’accusa: “Alle squadre manca il coraggio di scommettere sulle italiane perché la fame di risultati è troppo grande. E non posso nemmeno biasimare i

miei colleghi allenatori, che se non vincono vengono mandati via. Perciò vanno a colpo sicuro, scelgono le straniere o le nostre campionesse esperte, finendo per sacrificare chi è più giovane e non ha modo di farsi le ossa”. Di più: secondo il coach le nostre giocatrici non hanno modo di confrontarsi durante la regular season con le loro avversarie europee e arrivano alle competizioni internazionali

con un ritardo, chiamiamolo così, di consapevolezza.

Crescere insieme Un modo per uscirne c’è e Ticchi lo conosce: “L’unica strada percorribile è che le società, la Federazione e le Leghe lavorino avendo come obiettivo quello di crescere insieme, ragionando in prospettiva e non badando al loro orticello, alla vittoria di oggi”. Insomma, investire sul futuro, per evitare il riproporsi di situazioni come quelle attuali. Nella truppa azzurra, a voler spulciare tra le date di nascita delle habitué, ci sono dei salti generazionali abbastanza evidenti: alla truppa delle esperte Franchini, Masciadri, Macchi e Ballardini, fa da contraltare uno scarso ricambio sia di ventenni, sia di giocatrici che esperte non sono ma che presto lo diventeranno. Atlete come Pastore (classe 86), per intenderci, che nel giro di poche stagioni saranno la colonna portante del quintetto azzurro. Ma Ticchi non demorde e non cerca alibi comodi: “La mia filosofia è sperimentare, dare occasioni a tutte, proprio per colmare quel divario che si verifica a livello di club. Ritengo sia fondamentale sfruttare le qualità delle giocatrici che abbiamo, avere il coraggio di far partire titolare anche chi in campionato gioca dieci minuti a partita. Un processo del genere, alla lunga, non può che avere riverberi positivi”. E in questo percorso realtà come la GIBA possono dare una mano, un contributo: “Le giocatrici – afferma il coach – devono 17

essere messe in condizione di lavorare per ottenere le massime prestazioni. Tutelarsi contro gli infortuni e a difesa dei propri diritti è una garanzia di tranquillità per loro come lo è per le società, che altrimenti, in alcuni casi, potrebbero premere sull’acceleratore dei tempi di recupero”. Insomma, ogni tassello è sostanzioso per trasformare l’ottimismo coniugato al futuro in una previsione azzeccata.

College Italia Un diamante è senza valore se resta allo stato grezzo e il talento, per esplodere, va coltivato. Con queste premesse è nato College Italia, l’intuizione della Federazione per preparare le giovani alle sfide del basket che conta. Ci sono sedici posti in tutto, riservati alle giocatrici più promettenti selezionate su base regionale. Racconta Sandra Palombarini, il consigliere responsabile del progetto: “C’è molta passione in quello che facciamo. Contro le previsioni stiamo riuscendo a portare avanti l’attività, smentendo chi diceva che era impossibile per via dei costi. Guardiamo alla qualità, vogliamo fare in modo che dal nostro vivaio escano delle giovani e delle persone migliori, in grado di esprimersi ad alto livello”. Il funzionamento del College è molto semplice: le prescelte si ritrovano a settembre a Roma, dove restano fino a giugno. La mattina vanno a scuola e il pomeriggio si allenano. Non è la classica preparazione fisica e tecnica, perché nel loro percorso sono affiancate da ortopedici e fisioterapisti. Passo dopo passo. Disputano anche il campionato di A2, ma non per vincerlo, bensì per respirare il clima e le tensioni della partita. “Arrivate alla maturità – aggiunge Sandra Palombarini – sono cresciute sotto tutti i punti di vista e possono rientrare nella loro società di appartenenza arricchite sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello umano”. La strada è segnata. Educare all’eccellenza ed alla professionalità è senz’altro la ricetta vincente affinché il basket femminile possa battersi alla pari con le altre avversarie a livello internazionale.


infoGIBA

A proposito di tesseramento Il tesseramento è l’atto a mezzo del quale un soggetto entra a far parte della organizzazione federale e ne accetta le regole. Il tesseramento è il presupposto necessario per partecipare alle attività federali. La stipula del tesseramento avviene, per i giocatori dilettanti, mediante la compilazione di un modulo debitamente sottoscritto da inviarsi a cura della società al competente Ufficio Federale. Il tesseramento dei giocatori di Serie A e Legadue si perfeziona invece con il deposito del contratto professionistico. Per gli atleti costituisce presupposto imprescindibile per il tesseramento l’accertamento, da effettuarsi con cadenza annuale, della idoneità fisica alla pratica sportiva agonistica. I termini di tesseramento sono fissati annualmente dalle DOA (Disposizioni Organizzative Annuali). Per la stagione 2010/2011 il termine di tesseramento per i giocatori e le giocatrici scade il 28 febbraio 2011. Per i giocatori che ancora oggi risultano senza squadra, e che sono svincolati (tutti i giocatori da 21 anni in su e le giocatrici da 26 anni in su), c’è quindi tempo fino a fine febbraio per trovare sistemazione.

Un atleta tesserato che risulta inserito in lista elettronica (viene inserito nella cosiddetta lista elettronica solo l’atleta che viene iscritto a referto), può effettuare solo un altro tesseramento con altra società nell’arco della stessa stagione. Detto limite non sussiste per i giocatori che, benché tesserati per qualche società, non sono mai andati a referto. Come è noto, dal 1 luglio 2010 la disciplina dello svincolo è entrata a regime. Tutti i giocatori maschi che nell’anno in cui inizia la stagione sportiva compiono 21 anni sono automaticamente svincolati, e possono scegliere liberamente dove giocare. Se la richiesta di tesseramento di un giocatore svincolato è presentata dalla stessa società per la quale egli era tesserato a titolo definitivo al momento dello svincolo, il club deve pagare alla FIP solamente i costi fissi ed esigui dell’operazione di tesseramento. Se la richiesta di tesseramento viene presentata da club diverso, questo deve versare alla FIP il cosiddetto parametro, il cui importo varia al variare del campionato cui il club tesserante prende parte. Serie A...................... 11.500,00 Legadue......................9.750,00 Serie A dil.................. 9.200,00 Serie B dilettanti .......7.450,00 Serie C dilettanti....... 4.000,00 Serie C reg..................1.400,00 Serie D . ........................ 350,00

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L’atleta svincolato non può sottoscrivere un nuovo tesseramento in comproprietà, con diritto di riscatto o con diritto di opzione. Per l’atleta svincolato non è ammesso il doppio tesseramento (formula di cui possono beneficiare i giocatori di categoria giovanile o under 21, che consente di giocare i campionati giovanili con una società ed il campionato senior con altra società). Se nel corso dell’annata sportiva l’atleta svincolato si trasferisce, la società che lo tessera deve versare alla FIP solo la eventuale differenza tra il parametro già versato dalla società di provenienza e il parametro dovuto in relazione al campionato cui il club tesserante prende parte. L’atleta svincolato può tesserasi per uno, due o tre anni. In caso di tesseramento pluriennale, è opportuno che l’eventuale accordo economico tra atleta e club abbia la stessa durata del tesseramento. Potrebbe altrimenti accadere che in occasione della negoziazione dell’accordo economico per il secondo o terzo anno la società possa approfittare del divieto del giocatore già tesserato di giocare in un altro club, se non previo rilascio di nulla osta.


post carriera

Lgs, uno sguardo al futuro La società ideata e fondata da Lorenza Guerra Seràgnoli lavora per assicurare un domani positivo agli sportivi che hanno smesso di giocare Oggi campioni, e domani? Il passaggio dal campo da gioco alla vita reale può essere più difficile del previsto per chi, come un cestista, ha passato tutta la sua esistenza su un parquet. C’è chi pensa al futuro quando è ancora in attività, chi preferisce affrontare il problema nel momento in cui si presenterà, chi ce la fa, chi fatica, chi si perde. Quello del post carriera è un problema da non sottovalutare.

Formazione doc Ben vengono allora iniziative come quelle di LGS SportLab, società nata il 20 gennaio 2010, fondata e diretta da Lorenza Guerra Seràgnoli, che così racconta l’avvento e la crescita della sua creatura: “L’idea di creare questa società è nata sei anni fa da un’esperienza di vita vissuta. Avevo lavorato nel mondo dello sport, in particolare nel basket, ed ero venuta in contatto con casi in cui gli atleti, finita la carriera, erano andati in crisi per diverse ragioni. Intuii che quella del post carriera poteva essere una branca estremamente interessante in cui investire e lavorare. Feci un master della FIFA in management, diritto e storia dello sport, poi un’esperienza all’estero, lavorando come project work. Volevo vedere come era affrontato il problema del post carriera in Italia ed in Europa e muovermi di conseguenza”. Dando vita ad una realtà inedita. “Fino a tre anni fa – racconta infatti Lorenza Guerra Seràgnoli - in Italia non esistevano società di questo genere. Durante il mio percorso formativo, composto anche di un master a Milano in psicologia dello sport, maturai la convinzione che sarebbe stato importante creare una struttura

Sopra, Carolina Costagrande della Scavolini testimonial di LGS. Sotto Lorenza Guerra Seràgnoli.

che avesse l’obiettivo di preparare l’alteta al post carriera, dandogli gli strumenti giusti che potessero essergli utili nell’immediato. L’anno scorso, sondando il mercato, constatai che stavano nascendo altre realtà simili e capii che era arrivato il momento di lanciarsi”.

Lavoro personalizzato Da allora LGS SportLab ha gettato le basi per un’attività innovativa ed estremamente utile. “La nostra mission – conferma la responsabile della società – è quella di creare consapevolezza nell’atleta, stimolandolo nel pensare a quello che succederà una volta che smetterà di giocare. E’ un percorso che cominciamo anche quando il nostro assistito è ancora impegnato nell’attività agonistica, supportandolo sia dal punto di vista psicologico, sia da quello formativo. Offriamo infatti una varietà di servizi, dal coaching con psicologo e nutrizionista alla consulenza finanziaria, legale ed in materia di assicurazione. Lo scopo è stimolare i pensieri e gli interessi dell’atleta, con cui prima facciamo un colloquio orientativo, proponendogli poi attività che possano sviluppare le sue potenzialità”. Un lavoro personalizzato che 19

LGS SportLab porta avanti anche in altre discipline oltre al basket, come la pallavolo, il nuoto, i tuffi, gli sport invernali ed il calcio. L’importante è capire al meglio le esigenze degli atleti e muoversi di conseguenza. “Abbiamo fatto alcuni mesi – continua Lorenza Guerra Seragnoli – di promozione, facendo testare gratuitamente i nostri servizi ad atleti che ci hanno poi detto come migliorarli. Nel basket, soprattutto gli uomini, hanno evidenziato qualche durezza nell’investire tempo in questo servizio, ma credo che a loro potrebbe servire molto. Ci sono corsi in aula e contatti con le aziende, la possibilità di conoscere e prepararsi all’inserimento in un mondo diverso da quello che hanno sempre conosciuto”. Per tutte le informazioni si può consultare il sito www.lgssportlab.com


infoGIBA

Risultati Finali dello Studio sulle condizioni di lavoro dei Giocatori Professionisti di Basket nella UE di Anne Marie Litt

Esiste un pensiero comune che vuole la vita lavorativa di un atleta professionista fatta di fama, grossi guadagni, poca fatica ed un ambiente di lavoro divertente e senza problematiche. Insomma, uno status di privilegiato e null’altro. I risultati di questa inchiesta dimosteranno spesso il contrario. In seguito al trattato di Lisbona e alla pubblicazione del Libro Bianco, la Comunità Europea investirà in varie iniziative per avere un’idea dello stato reale delle condizioni dei lavoratori dello sport. Ube, l’Unione di Associazioni Giocatori di Pallacanestro di

tutta Europa esistente dal 1991, è stata incaricata e finanziata dai Fondi Comunitari per svolgere un sondaggio sulle condizioni di lavoro dei professionisti della Pallacanestro. Attualmente i membri Ube sono Italia, Grecia, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Cipro, Olanda, Portogallo e Israele, a cui si stanno affiancando Finlandia e Turchia, oltre ad altri Paesi che devono ancora costituire le proprie associazioni di giocatori ma che sono già presenti nei lavori della Ube. Aderiscono in qualità di sostenitori a questo importante progetto Ube/Ue, GIBA (ITALIA), SP.IN (Germania),

ABP (Spagna), SNB (Francia), PSAK (Grecia), BBA (BELGIO) . Organizzazione e realizzazione vengono affidate ai Project Manager Walter Palmer e Anne Marie Litt. Il questionario mandato a tutti i giocatori dei massimi campionati e delle squadre Nazionali Maschili e Femminili di tutti i paesi UE è stato tradotto nelle 27 lingue della UE ed i risultati, consultabili nella pubblicazione “End Result Study of the Working Condition Professional Basketball players in European Union” Grant VS/2008/027, hanno rivelato situazioni alquanto inaspettate.

e donne delle squadre nazionali e di due squadre per campionato di ciascuna nazione

A chi abbiamo mandato i questionari e quali sono state le risposte • I risultati e le ripartizioni generali sono stati suddivisi per sesso, età, nazionalità, e la partecipazione della Nazionale

• 30 Paesi di destinazione (180 squadre). Giocatori provenienti da 106 diverse squadre di club hanno risposto

• Tasso di risposta: 576 risposte al sondaggio su 3.000 questionari distribuiti per un tasso di risposta del 19,2%. I 3.000 questionari sono stati distribuiti tra uomini

• Analisi degli intervistati • Numero di risposte per Paese

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infoGIBA

• Le indagini sono state inviate ai 27 E.U. Paesi e ai 3 Paesi candidati. Risposte pervenute da 16 Paesi. Come previsto, il livello di partecipazione è stato molto maggiore nei Paesi in cui vi era una associazione di un membro UBE

Chi ci ha risposto Risposte per età: le risposte ricevute in base all’età dimostrano la durata breve della carriera dei giocatori. Pochissimi giocatori sono in grado di giocare dopo i 35 anni. Nel nostro studio solo 1,6% degli intervistati ha più di 35 anni. Risposta per genere: Di 444 intervistati, il 78% era di sesso maschile. 123 intervistati (22%) erano di sesso femminile. Confronto tra la distribuzione delle età per sesso. I risultati di questa indagine mostrano che esiste una quota di giocatori più anziani tra le donne rispetto agli uomini. Quando è stato chiesto di dare l’età a cui dovrebbero smettere di giocare, gli uomini hanno risposto 31,9 anni e le donne 25,7 anni.

Alcuni Dati Personali degli intervistati Stato Civile C’è stata una differenza notevole tra uomini e donne. Il 29% degli uomini ha detto di essere sposato, mentre per le donne la percentuale era solo del 7%. I giocatori con figli C’è una grande differenza tra uomini e donne. Solo il 2% delle donne ha figli contro il 25% degli uomini.

il livello di rappresentatività. Ad esempio, avendo ricevuto 89 risposte dalla Francia e 12 dalla Repubblica Ceca i risultati dalla Francia sono certamente più rappresentativi. Un confronto interessante può essere fatto tra Germania e Francia, due Leghe di livello simile di gioco. In Germania, una percentuale molto più alta di giocatori è sotto i 30.000 euro, mentre in Francia la più alta percentuale di giocatori è tra i 30 e i 60.000 euro. Di seguito alcuni dati che emergono: I livelli salariali per sesso C’è una chiara differenza di salari tra uomini e donne. Il 60% delle donne guadagna da 0 a 30.000 Euro, mentre solo il 43% degli uomini è sotto i 30.000. Nessuna giocatrice dichiara di aver guadagnato più di 150.000 euro, mentre il 13% degli uomini dichiara di essere oltre quella cifra. Retribuzione distribuzione per età La più grande percentuale di intervistati in ogni fascia di età guadagna meno di 30.000 euro Distribuzione salari tra giocatori UE e giocatori extra UE il 16% dei giocatori USA in Europa prende più di 150.000 euro, mentre solo l’ 8,5% degli intervistati europei guadagna oltre 150.000 € I livelli salariali - Squadra Nazionale e Campionato Ci si aspetterebbe che i giocatori della Nazionale, essendo considerati i migliori della propria nazione, vengano pagati meglio. I risultati complessivi di questo studio non sembrano supportare questa ipotesi.

Reddito e contratti Distribuzione del reddito Contrariamente a quanto vorrebbero i luoghi comuni, i risultati del sondaggio dimostrano che la stragrande maggioranza degli intervistati non ha stipendi molto elevati. Infatti solo il 13% dei giocatori di sesso maschile e nessuna di sesso femminile guadagna oltre 150.000 euro. Il 47% degli intervistati guadagna da 0 a 30.000 euro.

Benefit Molti giocatori ricevono benefit oltre ai loro stipendi. A volte si tratta di appartamenti e automobili. Ci sono differenze significative tra giocatori USA e giocatori UE rispetto ai benefit. Infatti il 96% dei giocatori USA usufruisce di appartamenti, a fronte solo del 59% degli intervistati europei. Il 90% degli intervistati USA riceve un’automobile, mentre solo il 38% degli europei gode di questo benefit.

I livelli salariali considerati nel Progetto Retribuzione in Euro - Livello retributivo per paese - I livelli salariali per paese 0-30.000/30.000-60.000/60.000-100.000 100.000-150.000/oltre 150.000 Qui sopra le tranche salariali nei Paesi dai quali abbiamo ricevuto un numero equo di risposte per avere un campione rappresentativo. E’ bene considerare i tassi di risposta di ciascun Paese per poterne valutare

Compensi pagati in ritardo Per i giocatori di basket professionisti è un vero problema riuscire ad essere pagati puntualmente! Il 52% degli intervistati segnala ritardi nei pagamenti. In Grecia si arriva addirittura all’88%, mentre in Francia siamo al 32% e in Germania al 25%. Questi ritardi di pagamento possono causare un elevato livello di stress e frustrazione nella vita dei giocatori.

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Final Results of a Study on the working condition Professional Basketball players in the EU by Anne Marie Litt

There exists a common thought which looks at the working life of a professional athlete as consisting of fame, big earnings, little exertion and an entertaining working environment with no problems at all. All in all, the status enjoyed by a privileged person, no more and no less. The results of this survey often show the contrary. Following the Lisbon Treaty and the publication of the White Book, the European Community will invest in several initiatives to have an idea of the actual state of the conditions of sports professionals. UBE, the pan Union of European Basketball Players Associa-

tions, which was formed in 1991, was commissioned and financed by Community Funds to conduct a poll on the working conditions of professional Basketball players. Presently, the members forming UBE are Italy, Greece, Spain, France, Belgium, Germany, Cyprus, The Netherlands, Portugal and Israel, which are being joined by Finland and Turkey, besides other States which have yet to set up their own players’ associations but which already attend UBE activities. Also participating as supporters of this important UBE/EU project are GIBA (Italy), SP.IN (Germany), ABP (Spain), SNB (France),

To whom have we sent the questionnaires and what were their replies:

PSAK (Greece) and BBA (Belgium). Its organisation and realisation have been entrusted to Project Manager Walter Palmer and Anne Marie Litt. The questionnaire sent to all players of the greatest leagues and National Male and Female teams of all EU countries has been translated into the 27 EU languages and the results, which can be seen in the publication “End Result Study of the Working Condition Professional Basketball players in European Union” Grant VS/2008/027, have disclosed somewhat unexpected situations.

Who gave us a reply: Replies according to age: the replies we received on the basis of age witness to the short duration of the players’ track record. Only very few players are able to play after reaching 35 years. Our study shows only 1.6% of the interviewees as being more than 35 years old.

· The results and general distributions have been divided by sex, age, nationality, and participation of the national team. · Response rate: 576 answers to the survey over 3000 questionnaires spread at a response rate of 19.2%. The 3000 questionnaires have been delivered to both men and women of the national teams and of two teams for each nation’s league.

Reply by gender : Of 444 interviewees, 78% were male. 123 interviewees (22%) were female. Comparison between age distribution by gender. The results of this survey show that there exists a number of players who are more senior among women than men. When asked to give the age when players should stop playing, men have replied at age 31.9 and women at age 25.7.

· 30 destination countries (180 teams). Replies have come from players hailing from 106 different club teams. · Interview analyses

Some Personal Data regarding the interviewees:

· Number of replies for each country

Civil Status: There has been a remarkable difference between men and women. 29% of men said they were married, while for women it was only 7%. Players who have children: There is a big difference between men and women. Only 2% of women have children, compared to 25% of men.

· The findings have been sent to the 27 EU countries and to the 3 candidate countries. Replies arrived from 16 countries. As foreseen, the participation level has been much greater in those countries where there was an association of a UBE member country

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earns more than 150,000 Euro, only 8.5% of European interviewees earns more than €150,000

Income and contracts: Income distribution Contrary to what is commonly assumed, the survey results show that an overwhelming majority of interviewees do not have very high salaries. Actually only 13% of the male players and no single female player earns more than 150,000 Euro. 47% of the interviewees earns between 0 and 30,000 Euro.

Salary levels –National Team and League It would be expected that the players of the National Team, who are considered to be the cream of the nation, are the best paid. The overall results of this study do not seem to support this hypothesis.

Benefits Several players receive benefits over and above their wages. At times these involve flats and cars. There are significant differences between USA players and EU players concerning benefits. Actually, while 96% of USA players make use of a flat, only 59% of European interviewees do so. 90% of USA interviewees are given a car, while only 38% of Europeans enjoy this benefit.

The salary levels considered in the Project: Remuneration in Euro – Remunerative level by country – Salary levels by country 0-30.000/30.000-60.000/60.000-100.000 100.000-150.000/oltre 150.000

Delay payment of due amounts

The figures shown above relate to the salary layers in countries from which we have received a fair amount of replies to have a representative sample. It would be suitable to consider the response rates for each country to be able to evaluate the level of representation. For example, having received 89 replies from France and 12 from the Czech Republic the results for France are certainly more representative. An interesting comparison can be made between Germany and France, being two Leagues with a similar level of play. In Germany, a much higher percentage of players earns less than 30,000 Euro, while in France the highest percentage of players earns between 30,000 and 60,000 Euro.

It is a real problem for basketball professional players to receive timely payment! 52% of interviewees say they are paid rather late. This is the case with 88% of Greek interviewees, while in France the figure stands at 32% and in Germany 25%. Such delay payments could cause a high level of stress and frustration in the players’ lives.

Following are a few data that crop up: Salary levels by gender There is a clear difference in the salaries of men and women. While 60% of women earn from 0 to 30,000 Euro, only 43% of men earns less than 30,000 Euro. No female player declares having gained more than 150,000 Euro, while 13% of men state having earned more than that amount. Distribution of remuneration by age : the greatest percentage of interviewees in each age layer earns less than 30,000 Euro Salary distribution among EU players and non-EU players: While 16% of USA players in Europe

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Organo Uff iciale GIBA - Giocatori Italiani Basket Associati VIA MEZZOFANTI N. 79 40137 BOLOGNA Tel. 051/623.10.86 Fax. 051/623.80.42 giba@giba.it

Periodico bimestrale di notizie, informazioni e news dell’Associazione Giocatori Basket e del Fondo di Fine Carriera Registrazione del Tribunale di Bologna n. 5323 in data 2/1/1986 Distribuzione gratuita Numero 9 ottobre/novembre 2010

Direttore Responsabile Maurizio Ragazzi Direttore Editoriale Damiano Montanari Collaboratori Anne Marie Litt, Marco Morello Si ringrazia Oscar Eleni

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Progetto grafico e impaginazione Zonamista.it · Modena Fotografie Ciamillo&Castoria Stampa Grafiche Picmar s.r.l. via Bellini 6 40050 Villanova di Castenaso (BO)


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