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l giardiniere appassionato in questi mesi grigi guarda il giardino in riposo e nell’attesa progetta e immagina nuove atmosfere. Studia colori, profumi, abbinamenti e cerca piante per rinnovate aiuole… Ecco allora Giardini di dicembre con una selezione di proposte tra le più interessanti esposte nelle mostre dell’autunno: da Murabilia, a Perugia Flower Show a Trifolia, la nuova manifestazione di Arona. Qui, sul lungolago sotto un cielo terso, c’era un vero tripudio: mille varietà di garofanini nello stand di Floricoltura Billo, collezioni di dalie da Podere Restelli, stupende erbacee da Zanelli, piante da ombra, begonie e perenni nello stand di Un quadrato di giardino, curiosi e insoliti Tricyrtis dai fratelli Leonelli, per citarne solo alcuni… Non era da meno Perugia, con tante idee negli stand degli oltre sessanta espositori ai Giardini del Frontone. I visitatori hanno potuto trovare mille idee: dalle stupende acquatiche nello stand di Davide e Valerio Lasalvia, con ninfee delle più diverse sfumature, alle camelie del generale Rolando, passione e collezione ereditata ora dal nipote Enrico Scianca; e ancora le lavande de Il Lavandeto di Assisi, o le particolari piante da orto de Le Aromatiche di Bolsena o le sempre bellissime rose de Le Rose di Firenze. Così anche a Murabilia, mostra-mercato storica sulle mura di Lucca, dove ogni anno gli appassionati non mancano di incontrarsi. Anche qui i visitatori hanno trovato una gran festa di piante: solo qualche esempio per ricordare le clematidi del francese Pépinière des Farguettes, le erbacee di Peccato Vegetale e de L’erbaio della Gorra, le ortensie del Vivaio Giardino Tara di Bolsena o quelle di Susigarden, il vivaio friulano che sicuramente merita una visita per le tante nuove e interessanti varietà che offre. Tutti i vivai di rose sono una grande emozione per gli appassionati di questo fiore, ma uno in particolare vogliamo suggerire: è Mondo Rose, anche solo per il piacere di ascoltare Cecilia raccontare le sue rose e allora sarà difficile per il visitatore non volerle tutte per il suo giardino! Dalla poesia discreta e coinvolgente della rosa, alla potenza del colore nel vivaio di Andreas Psenner, dove un’esplosione di fiori sorprende e trascina nell’allegria della bella stagione. È dicembre, ma ecco in un attimo è primavera nella copertina di questo numero! In questo mese di progetti il pensiero va anche ai giardini che potremmo visitare nella prossima stagione. Enzo Valenti suggerisce un giardino che ospita una collezione di arte moderna e un labirinto formato da piante di vite che guidano negli stretti percorsi: è il giardino della tenuta vinicola Kränzel, a Cermes, nei pressi di Merano. E ancora Enzo Valenti ci descrive l’orto-giardino di uno Chalet a 1800 metri, con verdure, erbe aromatiche e lavande coltivate tra i larici e gli abeti della Val di Susa, una vera sfida! Donatella Forni


Sommario dicembre 2015

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A Natale regalati o regala a un amico l’abbonamento a Giardini 2016! vai nel sito: www.giardini.biz/shop/

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GIARDINI DA VISITARE

14 Un orto-giardino a 1800 metri di E. Valenti

56 Un giardino per l’arte di E. Valenti

70 Villa Badia entra nel network di Grandi Giardini Italiani di Uff. stampa Grandi Giardini Italiani

AMBIENTE

52 Seduzione repulsione, quello che le piante non dicono di Uff. stampa Diesis Group

66 Un prato naturale: la scelta più sostenibile e sicura di D. Forni, Uff. stampa Assosementi, Ag. Shutterstock

81 Venticinque anni fa la bonifica del lago d’Orta di D. Forni, Ecomuseo Lago d’Orta e Mottarone

AGRICOLTURA BIODINAMICA

64 La progettazione secondo i principi della biodinamica di P. Pistis

ORCHIDEE

50 Cura delle orchidee in inverno di G. Pozzi, Ag. Shutterstock


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rubriche ATTUALITÀ VERDI

22 Ranuncolo Pon-Pon® Malva 24 Dal catalogo Mondo Rose, una scelta per la primavera di C. Lucchesi

26 Visita al garden friulano Susigarden 30 Visti a Murabilia di E. Antonini, A. Mesini

36 Nel catalogo 2016 PW Proven Winners è già primavera!

68 In dirittura d’arrivo il recupero delle Serre Liberty di Villa Litta di Uff. stampa Comune di Lainate e Villa Litta

72 Ecco i due parchi più belli d’Italia 2015: Giardino di Ninfa e Villa Medici a Roma di D. Forni, Uff. stampa Pitagora Comunicazione, Archivio Fondazione Roffredo Caetani

76 Giardini temporanei al Flormart Garden Show di D. Forni

di D. Forni

38 Visti a Perugia Flower Show

4 CALENDARIO degli eventi di D. Forni

di D. Forni

44 Trifolia di D. Forni

ANIMALI IN GIARDINO

82 Amici animali in inverno di A. Mesini, L. Zeni e Ag. Shutterstock

PRODOTTI & AZIENDE di D. Forni

80 A Natale, un regalo per il giardino 85 La corretta alimentazione degli amici a quattro zampe MOSTRA FOTOGRAFICA DI GIARDINI

86 Ricordi d’estate

Giardini nel 2016 uscirà con 9 numeri 6 in edicola 3 in versione digitale nel sito www.giardini.biz tutti sfogliabili nel sito www.giardini.biz


LUCIANO MOVIO

degli eventi DI

DONATELLA FORNI

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che presentino spunti progettuali, tecniche e materiali in linea con le premesse, gli obiettivi estetici e gli standard qualitativi del la manifestazione. I progetti dovranno rappresentare spazi originali, giardini vivibili e fruibili nei quali prevedere sedute “meditative” e dovranno essere contestualizzati all’interno del parco di Villa Erba e dell’area scelta, nel rispetto del paesaggio esistente. I progetti selezionati verranno realizzati in occasione della ottava edizione di Orticolario: valutati da una giuria internazionale, appositamente composta, concorreranno al premio “La foglia d’oro del Lago di Como”. Ideato e realizzato in esclusiva per Orticolario da Gino Seguso della Vetreria Artistica Archimede Seguso, il premio è un sinuoso vaso creato sull’isola di Murano (Venezia) sul quale “ondeggia” una grande foglia al cui interno brillano “accenni” d’oro zecchino. Il Premio è unico e viene custodito dal vincitore per un periodo

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LUCIANO MOVIO

SPAZI CREATIVI: concorso internazionale per la progettazione e realizzazione di giardini a tema e installazioni artistico-paesaggistiche Orticolario promuove il Concorso Internazionale per la realizzazione di giardini a tema e installazioni artistico-paesaggistiche nel parco di Villa Erba a Cernobbio, sede della manifestazione. La selezione per partecipare al concorso in occasione della ottava edizione di Orticolario è aperta a tutti coloro che, a giudizio della Commissione giudicatrice, possono progettare e allestire spazi a tema all’interno della manifestazione. Il fil rouge di Orticolario 2016 sarà il sesto senso, che conduce verso un dialogo fra uomo e natura, alla scoperta di nuovi linguaggi, per una maggior consapevolezza verso ciò che il mondo vegetale è e rappresenta. Il fiore dell’anno sarà l’Anemone. L’iscrizione al concorso è gratuita e deve essere inviata in forma scritta entro e non oltre il 31 gennaio 2016 a info@orticolario.it. Finalità dell’iniziativa è l’individuazione di progetti innovativi

DARIO FUSARO

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“Concluso con tatto” di Roberto Benatti (Giardini Benatti, Cusano Milanino, Mi) e di Luca Bonoldi (F.lli Bonoldi, Carate Brianza, Mb).è il giardino che nell’edizione 2015 di Orticolario ha avuto assegnato dalla Giuria Giardini il premio “La foglia d’oro del Lago di Como”

limitato, per essere successivamente esposto nella splendida Villa Carlotta a Tremezzo sul Lago di Como fino all’edizione successiva di Orticolario. I nomi dei vincitori de “La foglia d’oro del Lago di Como” sono inseriti nell’Albo d’oro esposto accanto al premio. Il bando, con i dettagli e termini di partecipazione, è disponibile sul sito web di Orticolario a questo link: www.orticolario.it/ index.php?pag=165 Orticolario 2016 si terrà a Villa Erba a Cernobbio, sul Lago di Como, il 30 settembre, l’1 e 2 ottobre. www.orticolario.it


I GIARDINI LA MORTELLA A ISCHIA: un meraviglioso “Giardino D’inverno” nel cuore dell’isola verde Anche quest’anno sarà possibile visitare i Giardini La Mortella a Ischia nella loro incantevole versione invernale. I fortunati visitatori della stagione fredda potranno esplorare gli aspetti più insoliti del giardino, con piante fino ad oggi rimaste ignote al pubblico estivo. Durante la stagione fredda La Mortella resta verdissima e rigogliosa e grazie al clima mediterraneo dell’isola d’Ischia, è piena di fiori esotici e di allegri frutti colorati. Le visite, solo su appuntamento, si svolgeranno con l’accompagnamento di competenti guide naturalistiche che racconteranno la straordinaria storia dei giardini. Le guide condurranno il visitatore a esplorare gli aspetti più insoliti del giardino, portandolo a conoscere piante ignote al pubblico del periodo caldo. Si potrà ammirare in questa fase dell’anno la suntuosa fioritura delle camelie, a partire dalle eleganti Camellia sasanqua, seguite dalle C. williamsi, le C. japonica, le C. reticulata; si sosterà sotto la smagliante fioritura della Bauhinia blakeana, l’albero “delle orchidee” di Hong Kong, aspirando il profumo degli agrumi maturi che si mescola

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con le fragranze delle più rare e delicate acacie australi. In tardo inverno sbocceranno le magnolie orientali dipingendo nel giardino a valle immagini fiabesche. La pergola della tea house sarà punteggiata da migliaia di grandi fiori a tromba della Solandra, detta “Copa de oro”, un mare dorato sullo sfondo verdissimo delle foglie lucide. Il tempietto votivo segna l’ingresso al giardino orientale, immerso e sognante tra aceri giapponesi e Hedychium (zenzero ornamentale) nella loro veste autunnale. La salita al giardino superiore, che permette di scoprire panorami sempre più spettacolari sul mare e la baia di Forio che fa capolino all’orizzonte, sarà accompagnata dai fiori blu dei rosmarini che sottolineano, con cascate di rami profumati, le scalette ed i muretti a secco, e culminerà con le entusiasmanti

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fioriture della collezione di Aloe, che in inverno si illuminano di rosso, di giallo, di arancione. La macchia mediterranea, in pieno rigoglio grazie alla piogge autunnali e alla stagione fresca, colorata dalle bacche di corbezzolo e di mirto, farà da sfondo alle stravaganti corolle delle piante australiane, come le mimose, le Grevillea e le Banksia. Gli aceri giapponesi offriranno una fiammata di colore autunnale nel giardino orientale che circonda la casa Tai prima di perdere le foglie e lasciare il posto d’onore alle grafiche sagome dei bambù. Le visite in questa stagione sono solo su appuntamento: per informazioni e prenotazioni 081 99 01 18, oppure info@platypustour.it. L’apertura tradizionale dei Giardini La Mortella riprenderà regolarmente a partire dal mese di marzo 2016 www.lamortella.org

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“ELLEBORI, RARITÀ IN GIALLO” mostra mercato dell’Elleboro 2016 Tutte le domeniche pomeriggio dalle 13 in poi, da domenica 7 febbraio 2016 a domenica 20 marzo Anna e Carla Barbaglia aprono al pubblico il loro giardino che conta circa 370 varietà di ellebori collezionati negli ultimi 47 anni, fra cui spiccano il raro ibrido ‘Walberton’s Rosemary’ e lo stranissimo ‘Penny’s pink’. In contemporanea è allestita una mostra di composizioni floreali con e senza ellebori, opera di Carla Barbaglia Presidente dell’EDFA Savona (Ente Decorazione Floreale per Amatori) e artista di fama internazionale. Per informazioni: Il Giardino degli Ellebori è in via Sauro 144 a Pietra Ligure (Sv) 019 616721, 333 9797765, annaecarlaellebori@alice.it, www.ilgiardinodegliellebori.it. FIORILE 2015 il 12 e 13 dicembre 2015 nel Giardino delle Rose del Castello Reale di Moncalieri Il tradizionale appuntamento autunnale di Moncalieri “Fiori d’Inverno” si rinnova con una edizione speciale in veste natalizia. Promossa dall’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri e organizzata dall’Associazione Amici del Real Castello di Moncalieri, in collaborazione con il Segretariato per i Beni Culturali del Piemonte, la nuova manifestazione “Fiorile 2015” è fortemente voluta dalla nuova amministrazione cittadina per rilanciare l’immagine di Moncalieri come città green, valorizzando i percorsi della collina e le antiche vigne che ne impreziosiscono il panorama e puntando su una proposta culturale che renda la città vero polo di attrazione turistica. L’esposizione, che si svolgerà nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 dicembre, come ogni anno, troverà posto nel Giardino delle Rose del Castello Reale, dove saranno presenti esperti del settore con attività correlate al verde, al giardinaggio e all’orticoltura, tra cui produttori, commercianti e artigiani, principalmente piemontesi, ma provenienti anche da altre regioni d’Italia, i quali avranno la possibilità di esporre e vendere i loro prodotti: un’occasione, in prossimità del Natale, per curiosare e trovare qualche regalo originale. La novità di quest’anno è che la manifestazione si allargherà fino a comprendere piazza Vittorio Emanuele II, cuore del centro storico e gioiello architettonico dove troveranno posto alcuni alberi di Natale “d’artista”, grazie al contributo di alcuni artisti locali scelti dalla giornalista e art curator Silvana Nota. L’accesso per il pubblico sarà gratuito. L’edizione speciale del 2015 anticipa la nuova formula che la manifestazione avrà a partire dall’anno prossimo: “Fiorile” infatti, oltre al consueto appuntamento autunnale, ne avrà un altro in primavera dedicato alla fioritura delle rose. Per informazioni: Associazione Amici del Real Castello di Moncalieri 366 599 28 61

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Padiglioni dell’edizione scorsa di Homi

GREEN SPACES EXPO il 3, 4, 5 e 6 febbraio 2016 a Verona La prima edizione di Greenspacesexpo – Build Gardens, Urban Green, and Landscapes, il nuovo salone organizzato da Veronafiere dedicato al vivaismo e al paesaggio, si terrà in concomitanza con Fieragricola, in calendario a Verona da mercoledì 3 a sabato 6 febbraio 2016. La manifestazione coinvolge, oltre ai produttori vivaisti, anche gli agronomi, le Università, gli architetti del paesaggio e del verde, i giardinieri e gli operatori. Rappresenterà diverse aree merceologiche del vivaismo, paesaggio e giardinaggio, per abbracciare le applicazioni professionali, arredo urbano e illuminazione, attrezzatura professionale e hobbistica, mobilità ecosostenibile, prodotti e componenti per l’outdoor, prodotti e componenti per la protezione delle persone, prodotti per la coltivazione delle piante, prodotti per la decorazione del giardino, servizi, istituzioni, editoria, informatica, strutture e componenti per la coltivazione, tutela ambientale, verde ornamentale, verde sportivo, pubblico e privato. Greenspacesexpo è situata nel padiglione 3 di Veronafiere. Per informazioni: 045 829 83 40 info@greenspacesexpo.it www.fieragricola.it

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appuntamenti di inizio d’anno MYPLANT & GARDEN 2016 il 24, 25 e 26 febbraio 2016 a Fiera Milano Rho, Pero Per informazioni: www.myplantgarden.com

VERDIPASSIONI, orto, giardino e campagna 5 e 6 marzo 2016 a ModenaFiere Per informazioni: www.verdipassioni.it

HOMI il 29, 30 e 31 gennaio, 1 febbraio 2016 Fiera Milano L’edizione primaverile di Homi, il salone degli stili di vita che si terrà il 29, 30 e 31 gennaio, 1 febbraio 2016 a Fiera Milano, si prepara ad accogliere le più interessanti idee di design per la casa e per la persona. Saranno presenti le aree di “Creazioni”, organizzate in collaborazione con Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, che propongono prodotti nati dalla ricerca di imprese che coniugano l’essenza innovativa e di ricerca con il concetto del “saper fare” manuale applicato all’innovazione di tecniche e materiali in oggetti che uniscono design e tradizione. Nel “Satelllite Living Habits” saranno protagonisti la Tavola&Cucina e il valore della convivialità. Ci sarà poi una nuova edizione de “La Magnifica Forma”, la mostra che coniuga design e artigianato d’arte e si basa sull’interazione fra il Made in Italy e i nostri Beni Culturali. Torna anche “Festivity”, la sezione dedicata agli addobbi natalizi e alle decorazioni per le feste e presepi, che quest’anno sarà posizionata all’interno del padiglione 5, insieme e in sinergia con il settore più tradizionale della decorazione di Homi. Per informazioni: www.homimilano.com

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ACQUARELLI DI NADIA PRESOTTO Sino al 6 gennaio è allestita presso la Casa d’Arte Viadeimercati di Vercelli la personale di Nadia Presotto, artista protagonista di numerose rassegne nazionali e internazionali. In mostra una serie di acquarelli, nei quali viene evidenziata la poetica della luce. I toni soffusi rappresentano paesaggi delle risaie vercellesi e delle vicine colline del Monferrato. Per informazioni 338 335 45 90 FONDAZIONE LE MADRI: corso di apicoltura il 12 e 13 dicembre a Rolo (Re) Fondazione Le Madri, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica Sezione Emilia Romagna, organizza il corso di apicoltura: “Apicoltura biodinamica per la salute e la rigenerazione dell’essere dell’ape. La cura dell’apiario nel corso dell’anno”, relatore Gianni è Stoppai. Il corso si terrà sabato 12 dicembre, dalle 9.00 alle 18.00 e domenica 13 dicembre dalle 9.00 alle 18.00, presso la sede in via Porto 4 a Rolo (RE). L’iscrizione è obbligatoria e va comunicata tramite e-mail all’indirizzo info@ fondazionelemadri.it, specificando nome, cognome e recapito telefonico. Sarà attivo il servizio di ristorazione in sede con prodotti biodinamici e biologici. Per informazioni: www.fondazionelemadri.it

STUDIO ARTI FLOREALI: laboratorio creativo il 15 dicembre Il laboratorio creativo “Tavole di Natale” a cura di Leda Violati svilupperà proposte per impreziosire la tavola di Natale e di fine anno, si terrà martedì 15 dicembre, con orario 11.00-13.00, 16.30-18.30. Per informazioni: Studio Arti Floreali, vicolo della Campanella 34/A, Roma 06 687 73 69, artifloreali@artifloreali. it www.artifloreali.it

A CERVIA UN PRESEPE DI SALE SULL’ACQUA NEL CUORE STORICO DELLA CITTÀ Novità del 2015, visibile sino al 6 gennaio nel cuore settecentesco dedicato alla tradizione salinara cervese fra gli antichi magazzini del sale e la torre San Michele, è un suggestivo presepe galleggiante con statue “di sale“ a grandezza naturale. Una natività dal grande fascino e suggestione illuminata e valorizzata da piramidi di luci che ripropongono i cristalli del sale accoglierà i visitatori lungo il canale del porto di Cervia. La composizione è stata costruita nel passato con una tecnica artigianale piuttosto complessa. Le sculture che compongono il presepe sono state create nel 1992 da Agostino Finchi, un salinaro la cui passione e maestria si sono manifestate nella realizzazione di oltre quindici personaggi che mettono in scena la Natività più classica. Le statuine, alte dai 10 ai 40 centimetri, sono state realizzate attraverso la cristallizzazione guidata del sale, una tecnica molto particolare la cui procedura richiede grande cura e consiste nel correggere giornalmente, manualmente questa cristallizzazione per dare al sale la forma voluta. L’intero presepe è conservato al Museo del sale in una teca di vetro che lo ripara dagli sbalzi di temperatura e soprattutto dall’umidità. Per informazioni 0544 97 44 00, www.turismo.comunecervia.it

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CUBA. Where are you going? di Paolo Gotti Inaugura venerdì 18 dicembre negli spazi di “Vicolo Bianchetti 8”, in vicolo Bianchetti 8 a Bologna, la mostra fotografica “CUBA. Where are you going?” di Paolo Gotti. La serie fotografica di Paolo Gotti intende indagare, attraverso lo sguardo esterno del fotografo, le bellezze e le contraddizioni della

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più grande isola dei Caraibi. Dalle scritte che inneggiano alla propaganda pro USA o, al contrario, in difesa del regime di Fidel, alle battaglie illegali tra galli organizzate clandestinamente nel fitto delle foreste; dal Malecón, il lungomare tra i luoghi prediletti dell’Avana, fino all’atmosfera magica di Baracoa, villaggio all’estremo oriente dell’isola. È una vera rivoluzione quella che attende il paese, un cambiamento epocale che coinciderà con la caduta dell’embargo. Dopo 54 anni, Stati Uniti e Cuba ristabiliscono normali relazioni diplomatiche con la riapertura delle rispettive ambasciate. Il muro che divideva i due paesi dal 1961 è iniziato a cadere con lo storico incontro tra Barack Obama e Raul Castro del 17 dicembre 2014. Un effetto domino coinvolgerà tutta

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una serie di trasformazioni, come la fine della doppia circolazione monetaria del Peso Cubano e del Peso Convertibile (CUC), la liberalizzazione della proprietà e dell’iniziativa privata da parte dei cubani, l’apertura nei confronti di relazioni economiche e quindi scambi commerciali con altri paesi del mondo, come di fatto sta già avvenendo con il porto franco del Mariel, dove gli investimenti brasiliani sono imponenti. Forse si vedranno anche più automobili moderne, che già si possono acquistare a Cuba a prezzi esorbitanti, e ciò causerebbe la definitiva decadenza delle pittoresche - ma molto inquinanti - vetture americane degli anni ‘50. L’isola sta cambiando, dunque, anche se è difficile valutare a quale velocità. Forse la stessa che determina l’accesso alla rete internet, disponibile fino a qualche anno fa solo negli albergi e negli internet point delle poche sedi della compagnia telefonica statale Etecsa al costo di 6 dollari all’ora. Oggi, zone wifi affiorano in vari punti nevralgici delle città, dove è possibile connettersi per 2 dollari all’ora, mentre installare internet a casa propria rimane ancora un investimento proibitivo, accessibile solo a pochissimi. paologotti.press@gmail.com


Verdure, erbe aromatiche e lavande coltivate tra i larici e gli abeti della Val di Susa: è la sfida che il team dello Chalet Il Capricorno ha messo in atto per portare in tavola in questo delizioso hotel di charme i sapori naturali raccolti nel “Capric’Orto ”, l’orto-giardino che circonda questo paradiso d’alta quota

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ENZO VALENTI

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n quadro d’altri tempi in una cornice di monti, boschi, prati e piccoli laghi, tra le piste delle Alpi Cozie, in Alta Val di Susa: è questo l’eccezionale contesto che accoglie uno degli orti più inaspettati delle Alpi, con una collezione di erbe aromatiche e officinali e una piantagione con oltre 2000 lavande esposte al caldo sole estivo delle Alpi. Siamo in una delle più belle e antiche baite alpine delle Alpi Occidentali, il fascinoso

[NELLA PAGINA A FRONTE:] Uno scorcio dello Chalet nei giorni di Natale, sotto la neve.

hotel di montagna inaugurato nel 1966 dalla famiglia Sacchi. Da allora è un fiore all’occhiello dell’hôtellerie piemontese, la cui eredità è stata oggi raccolta dalla famiglia Carezzana di Torino, da sempre frequentatrice del

“Capric’Orto” a 1800 metri in Alta Val di Susa

luogo. Oggi lo Chalet Capricorno è diventato un riferimento prezioso per chi ama l’ospitalità all’antica, curata nelle forme e nei dettagli, senza ostentazione. Vi si respirano intime atmosfere alpine, uniche, irripetibili e un senso palpabile di quiete e tranquillità. Situato a 1.800 m. di quota, è meta ideale per gli appassionati di sport e attività invernali ma anche per coloro che, in estate, amano passeggiare nel silenzio profumato dei boschi e cogliere il passare delle stagioni, declinando i colori di una natura che ad ogni passo pare svelare nuovi segreti. E poiché qui la cucina è un’arte, è venuto spontaneo ai Carezzana pensare a un orto nel quale gli chef e il team dello Chalet potessero raccogliere giorno dopo giorno buone erbe e verdure. E così è nata la sfida: un orto a 1800 metri, collocato nel terreno che circonda l’albergo, ben esposto al sole, a un passo dalla cucina.

Un orto che è una sfida…

Le verdure e la bella collezione di erbe aromatiche sono accompagnate da cartelli in legno rustico con il nome della pianta.

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Lattuga romana nel Capric’Orto

La scelta di fare un orto quassù non è comune nella Val di Susa, dove le attività agricole e contadine hanno una lunghissima storia ma legata alle aree che scendono verso la valle. Un tempo, i contadini quassù si occupavano quasi solo di allevamento, con produzioni di latte pregiato che veniva scambiato, dopo la lavorazione in tome tradizionali, con i prodotti orticoli della valle bassa. Oggi la popolazione della Val Di Susa continua ad allevare bestiame, che si nutre dei pascoli in quota: praterie fiorite molto ricche di essenze aromatiche, che danno al latte quell’aroma unico e speciale. Ma il turismo oggi è la prima risorsa: siamo nel contesto della Via Lattea, paradiso degli sciatori di ogni parte del mondo. Persino i giapponesi vengono quassù allo Chalet Il Capricorno in viaggio di nozze, per godersi il paesaggio invernale e l’incredibile rete di impianti di risalita: proprio di fronte allo Chalet e al suo orto passa una delle seggiovie “storiche” che ogni anno scarica migliaia di appassionati sulle piste. Per loro è nato il ristorante Nashkira, e da qui è venuto il desiderio di preparare un orto speciale, battezzato “Il Capric’Orto”.

Qui peperoncini, patate, lattuga, erba cipollina, zucche e zucchini… Il gatto dello Chalet fra i filari di patate

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Persino i peperoncini piccanti e le antiche varietà di patate rosse sono presenti nel “Capric’Orto”

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“Capric’Orto” è il nome con il quale è stato battezzato l’ardito orto a 1800 metri dello Chalet Il Capricorno, nell’Alta Val di Susa

Un orto di sapori mediterranei Un lavoro intenso si è reso necessario per recuperare alla coltivazione il terreno che si stende subito dietro lo chalet, occupato dal prato selvatico e oggi organizzato in due diverse zone. Quella più vicino alla cucina è popolata da una splendida collezione di erbe aromatiche e officinali, anche di origine mediterranea: non mancano salvia (classica, variegata, a foglia rossa...), rosmarino, timo in diverse varietà tra cui quello variegato e quello con aroma di limone, origano classico e origano dorato, maggiorana ed erba cipollina, oltre a piante utilizzate per preparazioni speciali e per tisane digestive, come la melissa e la borragine. Anche i peperoncini dolci e piccanti fanno parte di questa incredibile collezione di aromi mediterranei sotto il cielo alpino. Ogni

giorno gli chef escono dalla cucina per raccogliere le foglie fresche, destinate a insaporire le loro ricette squisite. Le piante sono accompagnate da una bella operazione di cartellinatura, un invito per gli ospiti a passeggiare tra i profumi per conoscere le piante che poi assaggeranno a tavola. Poco distante, in una zona ben protetta dal vento, si apre l’orto vero e proprio, nel quale vengono coltivate alcune antiche varietà di patata di origine locale e una scelta di ortaggi a ciclo estivo: persino zucche e zucchine riescono a maturare nel caldo sole dell’estate alpina, grazie all’ottima esposizione rivolta a Sud e alle cure quotidiane del team dello Chalet Il Capricorno. La stagione estiva in Val di Susa è molto soleggiata e nelle poche settimane dell’estate alpina le piante riescono a compiere il loro ciclo vitale e a dare un buon raccolto.

L’estate 2015, molto lunga e calda, ha concesso di ottenere un raccolto interessante persino da zucche e zucchine, che brillavano nel sole con i loro grandi fiori gialli utilizzati anche in cucina

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In autunno i boschi intorno allo Chalet sono un vero invito alla scoperta; mentre il tappeto di felci assume tonalità bronzee, le conifere continuano a proteggere i numerosi sentieri che si snodano verso le vette.

Un grande prato di lavanda L’idea di portare i profumi del Mediterraneo quassù ha trovato il suo compimento anche nella splendida coltivazione di lavande: lungo il pendio soleggiato che si costeggia entrando nello Chalet, fioriscono circa 2000 piante di lavanda, un tappeto di colore e profumo, vanto della famiglia Carezzana che tanta energia e passione dedica a questo meraviglioso angolo alpino. Il soggiorno invernale, nel cuore del nevoso comprensorio sciistico, è un vero piacere, ma gli appassionati di piante dovranno aspettare la primavera per ammirare la bellezza del Capric’Orto, assaggiare le sue verdure nel ristorante Nashkira e godersi e il contesto paesaggistico circostante, che fino al tardo autunno regala grandi emozioni di natura, invitando a magnifiche escursioni. [A FRONTE:] Lavande in fiore tra larici e abeti

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Profumi mediterranei ad alta quota

I fiori delle erbe aromatiche vengono anche utilizzati per incantevoli bouquet posati sui tavoli del ristorante.

Oltre 2000 piante di lavanda profumata sono state collocate sul pendio soleggiato che costeggia lo Chalet Capricorno. La piantagione di queste lavande sembrava un azzardo eccessivo vista l’altitudine e le temperature invernali, ma la coltre di neve protegge le piante nei mesi più freddi e l’esposizione a Sud riscalda subito il terreno dopo lo scioglimento delle nevi. Il rischio maggiore è il ristagno idrico a livello radicale, ma la zona in cui sono state piantate le lavande è in forte pendio a Sud e composta da terreno molto sciolto: in questo modo l’acqua defluisce al punto che in estate si è reso necessario un impianto di irrigazione per dissetare le piante nei mesi compresi fra giugno e settembre, quando il sole della Val di Susa scalda il terreno e i fiori. L’aria si riempie del balsamico profumo di lavanda, utilizzata anche nel ristorante e nelle camere per decorare e sfruttare il suo potere aromatico dalle virtù calmanti e rilassanti.

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Il lungo inverno nevoso, che ha fatto della Val di Susa e del SestriĂŠre un paradiso per gli sciatori che vengono da ogni parte del mondo, lascia spazio a fine inverno a veri gioielli botanici che sbocciano nei magnifici boschi di larici, pino cembro, pino silvestre, abete rosso e abete bianco in quota, faggi, castagni, roverelle e altre specie decidue nelle zone che scendono verso la valle. I primi fiori ad apparire nel bosco sono quelli dei piccoli bulbi coraggiosi che non temono il freddo, come i bucaneve; quando il sole comincia a scaldare i prati viene il momento delle orchidee selvatiche, veri gioielli, e delle praterie in fiore che ospitano il bestiame: ecco perchĂŠ qui nascono formaggi eccezionali, come la toma della Val di Susa proveniente dagli alpeggi intatti con prati ricchi di specie intensamente profumate e aromatiche.

Val di Susa, un tesoro di natura e di ďŹ ori La fioritura del bucaneve, Galanthus nivalis, avviene a fine inverno e segnala che la lunga stagione delle nevicate lascia il posto al sole della primavera: arriveranno presto numerose specie di orchidee selvatiche che popolano boschi e praterie in Val di Susa

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Il Capric’Orto gode di una vista incredibile: tra le verdure e le lavande che popolano questo orto d’alta quota si può ammirare il profilo della conca delle Alpi che circondano la Val di Susa, fino al Sestrière.

Dactylorhiza, una delle numerose specie che fioriscono tra giugno e settembre.

I boschi che circondano lo chalet tra novembre e dicembre, prima della neve.

s,O#HALET)L#APRICORNO si trova a Saulze d’Oulx, Valle di Susa. s0RESSOLO#HALETÒATTIVO il ristorante Nashkira, dove vengono utilizzate le verdure e le buone erbe coltivate dagli chef e dal team dell’hotel nell’annesso orto “Il Capric’orto” insieme a frutta e verdura di stagione in buona parte proveniente dalle produzioni orticole e frutticole della bassa Val di Susa e del Piemonte. s0ERINFORMAZIONI www.chaletilcapricorno.it tel. 0122/850273

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giardini da visitare


Ranuncolo Pon-Pon® Malva

Nuovo fiore reciso di Biancheri Creations semifinalista al Glazen Tulp 2016, il più prestigioso riconoscimento del settore della produzione ornamentale che premia la migliore novità dell’anno

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l ranuncolo Pon-Pon® Malva di Biancheri Creations è tra i finalisti del prestigioso Glazen Tulp 2016, il premio promosso da FloraHolland. Ogni anno, infatti, l’asta dei fiori FloraHolland presenta a coltivatori e ibridatori il FloraHolland Award, il “Glazen Tulp”, suddiviso in quattro categorie. Il Glazen Tulp è il più importante riconoscimento del settore della produzione ornamentale e premia la migliore novità dell’anno. I vincitori sono selezionati tra centinaia di nuove cultivar introdotte ogni anno in vendita all’asta. La giuria è composta da buyers e venditori di FloraHolland, da esperti del settore e da una giuria popolare orientata. Il ranuncolo PonPon® Malva concorre per l’assegnazione del premio nella categoria Fiori recisi, sfidando le altre piante finaliste che sono: Chrysanthemum “tros santini Madiba Ovada Orange”, Chrysanthemum “tros santini Meshi Green” e Clematis “Amazing Rome”. La premiazione avverrà nel corso di IPM a Essen. attualità verdi

Biancheri Creations® di Camporosso Mare (IM) sperimenta e introduce sul mercato prodotti floricoli e florovivaistici innovativi. Seleziona materiale di propagazione per ranuncoli, anemoni e papaveri, e fa ricerca per ampliare e migliorare la gamma delle varietà in commercio. È azienda di riferimento in Europa e nel mondo per la produzione e la vendita dei rizomi, o bulbi, di ranuncolo.

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Pon-Pon® Malva concorre per l’assegnazione del premio nella categoria Fiori recisi 22


Dal catalogo

Mondo Rose una scelta per la primavera

Rosa ‘La Belle Sultane’ Rosa (sin. Violacea) di origine e ibridatore sconosciuti, fu introdotta da Du Pont prima del 1811. Si tratta di un ibrido accumunabile al gruppo delle rose Galliche per le sue capacità pollonanti, le foglie rugate, coriacee, di un verde intenso e opaco, i rami irti di sottilissime impercettibili spine. La pianta ha portamento cespuglioso e denso, teso verso l’alto, può raggiungere i 170 cm di altezza. Il fiore, a forma semplice con 5-7 petali spesso raggruppato in 2-5, è di una bellezza sorprendente e unica, sia per la tinta porpora intensa tendente al violaceo se esposta a un sole caldo, che per gli stami prominenti di un giallo intenso e dorato, deliziosamente profumati. Porta bellissime bacche autunnali.

‘La Belle Sultane’: chi la vede per la prima volta la desidera, chi già la coltiva non trova similitudini

Cecilia racconta le sue rose…

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lle porte di Firenze, nella cornice di un giardino accogliente lungo il fiume Arno, il vivaio MondoRose invita a visitare la collezione di oltre 500 varietà di rose antiche, botaniche, inglesi e moderne da collezione.

‘Primula’: è una di quelle rose che ti scordi di avere ma che ringrazi a ogni sua unica splendida fioritura Rosa ‘Primula’ Sinonimo R. ‘Incense Rose’, rosa di origine asiatica, fu scoperta e introdotta da Frank N. Meyer intorno

Il vivaio Un ettaro di vivaio interamente occupato, con 5 serre molto ampie solo una delle quali riscaldata dove vengono posizionate le rose appena rinvasate nel periodo dicembre-febbraio per circa 5.000 piante. All’esterno due grandi settori ordinati in file dove trovano posto le piante a portamento più ampio come tutto l’antico, le rose botaniche e arbustive moderne, i rampicanti, gli alberelli, le ibridi di moschata per un totale di circa 10.00 piante.

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CECILIA LUCCHESI

al 1890. Quando ancora il giardino è una promessa, lei si apre, prima tra tutte le rose regalando fioriture spettacolari. I fiori sono semplici a cinque petali di un giallo delicato con stami pronunciati accesi. Il profumo è leggermente fruttato all’aroma d’incenso. È magnifica lasciata crescere spontanea nel suo andamento naturale ampio, folto e leggermente spigoloso. Le spine sono fitte, ravvicinate, rossastre sui giovani rami, grigie in seguito. La foglia, piccola e minuta, è di un bel verde intenso. Come tutte le rose botaniche, è rustica e praticamente esente da malattie quindi ideale per i giardini eco-sostenibili, anche per le sue caratteristiche melliflue e utile al mantenimento della biodiversità.


Rosa ‘Albéric Barbier’ Questa rosa (Barbier 1900) è il primo ibrido di un nutrito gruppo di sarmentose firmate René Barbier che si sono affermate in tutto il mondo dai primi del ‘900. Sana, forte, vigorosa e resistente, si caratterizza per una grande duttilità: può adattarsi a crescere elegantemente su pergolati e grandi strutture o addossata a una parete, ma si può anche far ricadere da scarpate e muretti. Il fiore, portato in densi mazzetti di un bianco avorio, ha una forma piena e spettinata che la rende molto riconoscibile. È una pianta superba dalla fioritura prorompente, e fogliame lucido e sano.

Rosa ‘Archiduchesse Elisabeth d’Autriche’ Rosa (Moreau et Robert 1881) dedicata all’arciduchessa Elisabetta Maria d’Austria (1883-1963) detta l’Archiduchesse Rouge per il suo appoggio finanziario e ideologico al partito socialista. È una rosa appartenente al gruppo degli Ibridi Perenni di grande fascino e resistenza. I fiori a gruppi di 3-5 sono grandi, pieni, stradoppi e intensamente profumati, color rosa malva con accenti argentati. La pianta raggiunge circa i 120 cm di altezza ed è molto rifiorente. Ottima inserita in aiuole miste e a formare bordure di sviluppo contenuto; è adatta anche a crescere in vaso.

Archiduchesse ‘Elisabeth d’Autriche’: chi ama il giardino romantico e i profumi intensi, chi ama il crepuscolo nelle sue tinte luminose, chi ama la storia e vuole che il proprio giardino ne sia teatro, non può astenersi dal coltivarla

‘Albéric Barbier’: anche se è varietà già nota, vale sempre la pena trovarle un posto in giardino: a primavera ai raggi della luna sembra voler danzare

Cecilia Lucchesi e Arnaud Duquennoy MONDO ROSE Vivaio di rose antiche e da collezione Fraz. Sieci, via Aretina 241 Pontassieve (Fi) 055 832 87 25sinfo@mondorose.it www.mondorose.it

Rosa ‘Van Huysum’ olandese. Questa bellissima rosa fa Rosa di origine e ibridatore sconosciuto, fu introdotta in Francia intorno al 1817 e dedicata al pittore olandese Justus van Huysum (Amsterdam 1682-1749) esponente della pittura floreale

parte del gruppo delle rose Muscose. Il peduncolo e i sepali sono ricoperti da una fitta peluria resinosa e aromatica. I fiori ampi e globosi, intensamente profumati sono di una calda tonalità di rosa antico portati a gruppi di trecinque. Fiorisce abbondantemente sui rami dell’anno anche in autunno. Il portamento è vigoroso e denso, può crescere in altezza da 120 a 170 cm. È ottima inserita in aiuole miste, ma anche a formare bordure e siepi di medie dimensioni. Rustica e resistente, sopporta potature annuali e di ringiovanimento.

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‘Van Huysum’: tra le rose muscose è poco conosciuta, ma quando si scopre le si vuole subito bene come ad un amico fedele che non ti delude mai www.giardini.biz

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Visita al garden friulano Rosa roxburghii ‘Lampion’ (Lens 2013) Una rosa consigliata agli amanti delle rose selvatiche e dei cinorrodi. Forma un arbusto folto e ramificato alto circa 1,5-1,8 m, di portamento più eretto e compatto rispetto alla specie, ha lunghe foglie composte da piccole foglioline verde chiaro e corteccia grigio-bruna. I fiori sono piuttosto grandi, semplici, rosa chiaro, molto simili a quelli di R. roxburghii, prodotti in abbondanza tra fine maggio e inizio luglio, e sporadicamente fino all’autunno. I frutti sono dei grossi cinorrodi tondeggianti e spinosi che ricordano un riccio di castagna. A differenza di quelli della specie, sono molto persistenti e si colorano di giallo-arancio in autunno. Proprio a essi si deve il nome di questa varietà.

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Susigarden

l vivaio Susigarden di Giovanni Geotti e Suzanne Lukas produce e coltiva piante per il giardino e l’orto, con particolare attenzione per le varietà insolite e quelle antiche spesso dimenticate. Nel garden si possono ammirare collezioni di rose,

viole antiche, hydrangee, pelargoni, erbacee perenni, oltre ad un’ampia scelta di piante annuali, alberi e arbusti, dai classici ai più particolari e meno conosciuti.

Nuove specie e varietà interessanti da scegliere per il giardino Rosa ‘Midsummer Snow’ (Vissers 2014) Varietà ibridata dal belga Vissers. È un rosaio sano, a portamento arbustivo informale, con molti rami leggermente arcuati, che raggiunge e spesso supera il metro di altezza in una stagione. La fioritura è continua, da maggio all’autunno inoltrato. I fiori bianchi semidoppi, di medie dimensioni, hanno forma a coppa o leggermente appiattiti, emanano un profumo delicato e sono riuniti in grandi e folti bouquet arrotondati. In autunno, all’abbassarsi delle temperature, i fiori da bianchi diventano rapidamente sfumati o punteggiati da toni di rosa anche intenso, il che rende l’arbusto ancora più affascinante.

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Hydrangea macrophylla serie “Magical Four Seasons” Ortensie che formano bei cespugli robusti e ordinati di circa un metro di altezza. La fioritura è abbondante e prolungata, da giugno a ottobre circa, su infiorescenze grandi tonde e compatte con petali tondi e robusti. La particolarità di queste ortensie è il colore dei fiori, che cambia nel corso delle stagioni, facendo sì che le infiorescenze continuino ad essere molto attraenti per mesi, diventando un insolito mix di verde e rosa/blu o rosso o bianco. Come per le altre ortensie di questa specie il colore blu si ottiene coltivando le piante in terreno più acido e somministrando solfato di alluminio in concimazione. L’infiorescenza fresca è anche un ottimo reciso. Le varietà di H. macrophylla “Magical Four Seasons®” attualmente disponibili presso il Susigarden sono: t ‘Amethyst’, rosa/blu violetto e verde t ‘Coral’, rosa e verde t ‘Revolution’, rosa/azzurro e verde t ‘Sapphire’, rosso porpora e verde t ‘Wings’, da bianco-verdino a verderossiccio

Hydrangea macrophylla serie “Magical Four Seasons” varietà ‘Revolution’ Hydrangea macrophylla serie “Magical Four Seasons” varietà ‘Amethyst’ Hydrangea macrophylla serie “Magical Four Seasons” varietà ‘Coral’

Buddleja ‘Argus White’ Arbusto rustico della famiglia delle Loganiaceae, ottenuto dall’incrocio di Buddleja davidii ‘Nanhoensis Alba’ x Buddleja lindleyana. Diversamente dalle comuni “piante delle farfalle” non produce semi e quindi non è invasiva. Forma un cespuglio compatto alto circa 1,2 m che da giugno a ottobre si copre di dense spighe erette di fiori bianchi, profumate e di lunga durata. Presso Susigarden è disponibile anche la varietà ‘Argus Velvet’ (Buddleja davidii ‘Nanho Purple’ x Buddleja lindleyana), a sua volta apprezzabile per la non invadenza. La varietà ‘Velvet’ ha spighe violetto leggermente arcuate e una crescita più vigorosa (circa 1,5m).

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Vitex agnus-castus ‘Delta Blues’ Arbusto appartenente alla famiglia delle Verbenaceae. Rispetto alla specie, questa varietà forma un cespuglio folto più elegante ed ordinato, che può raggiungere i 3m di altezza. Il fogliame, deciduo, è molto aromatico. Fiorisce abbondantemente da giugno all’autunno in fitte spighe allungate, attraenti per farfalle e altri insetti impollinatori. La fioritura è seguita dalla formazione di piccole bacche bruno-rossicce. Si adatta facilmente a diversi tipi di terreno, sia leggermente acidi, che basici o salini.

Callicarpa dichotoma ‘Issai’ Questo arbusto ha il suo momento di massimo splendore in autunno, infatti in settembre-ottobre si copre di piccole bacche tonde viola brillante portate a ciuffetti lungo i rami, che rimangono sulla pianta per alcuni mesi, fino in inverno inoltrato. I cespugli di Callicarpa ‘Issai’ raggiun- Presso il Susigarden è disponibile gono un’altezza di circa 120-150cm per anche Callicarpa dichotoma f. un diametro solitamente più grande, albifructa, a bacca bianca. dal momento che i rami crescono dalla base con portamento arcuto. Il fogliame è deciduo, di piccole dimensioni, verde con sfumature violacee in autunno. La fioritura è estiva, da giugno a agosto, in ciuffi di piccoli fiorellini rosa sul legno nuovo, per cui il cespuglio può essere potato corto ogni anno a fine inverno.

Heuchera ‘Fire Chief’ Le Heuchere sono erbacee perenni sempreverdi o semisempreverdi molto versatili. Crescono su terreno neutro in posizioni al sole o in ombra parziale, ma talvolta anche in siti più ombrosi. Fioriscono dalla primavera all’estate con pannocchiette strette e rade con stelo eretto e rigido alto 40-60 cm e piccoli fiori tubulari. Il fogliame ne è la caratteristica più interessante. Molto variabile in forma e colore a seconda delle varietà, forma folti cespi alti circa 20-30 cm il cui diametro aumenta rapidamente. In inverno il fogliame non sparisce e spesso assume toni rossobruni, aggiungendo colore alle aiuole anche nella stagione fredda. Heuchera ‘Fire Chief ’ ha foglie lobate di medie dimensioni, rosso-porpora acceso in fase giovanile, più cupo con l’età, che assumono sfumature brune in inverno. La fioritura è continua dalla primavera all’autunno, con fiori bianco-rosati portati da steli rossicci alti circa 45cm. Susigarden coltiva numerose altre varietà di Heuchera e Heucherella tutte visibili e descritte sul sito www.susigarden.com

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Mahonia eurybracteata ‘Soft Caress’ Arbusto sempreverde alto circa 1-1,2 m, della famiglia delle Berberidaceae. Il fogliame verde felciforme è molto ornamentale e privo di spine! Fiorisce in autunno-inverno su graziose spighe giallo chiaro, leggermente profumate, seguite da grappoli di vistose bacche blu. Predilige le posizioni di mezz’ombra ma cresce bene anche in sole, dopo aver ben attecchito ha una buona tolleranza alla siccità. E’ opportuno proteggerla in inverno dai freddi intensi e prolungati.


Salvia microphylla ‘Hot Lips’ Pianta suffruticosa della famiglia delle Labiatae, forma un cespuglio folto e arioso, alto anche piĂš di 60 cm, legnoso alla base, da coltivare in pieno sole. Dalla primavera all’autunno si copre di piccoli fiori bicolori, solitamente bianchi con labbro inferiore rosso brillante. Tuttavia spesso sul cespuglio sono presenti contemporaneamente anche fiori completamente bianchi o rossi, oppure aventi soltanto un sottile bordo scuro. Se annaffiata e concimata regolarmente e regolata con potature anche durante l’estate, ripaga con una fioritura autunnale molto generosa.

Anemone ‘Wild Swan’ Pianta erbacea della famiglia delle Ranunculaceae, adatta soprattutto a posizioni in mezzombra dove cresce rigogliosa ma meno invadente rispetto a specie come Anemone japonica. Fiorisce da metĂ giugno a ottobre-novembre. I fiori sono grandi semplici, bianchi con strisce azzurro-violetto sul rovescio dei petali, portati da steli eretti al di sopra del fogliame, alti circa 50cm. Dal tardo pomeriggio alle prime ore del mattino le corolle si chiudono a campanula reclinandosi graziosamente dall’estremitĂ  degli steli. Presso Susigarden è disponibile anche la varietĂ  ‘Dreaming Swan’, con fiori grandi semidoppi.

Rabdosia longituba Rabdosia longituba è un’erbacea perenne insolita e attraente appartenente alla famiglia delle Labiatae (come Salvia e Nepeta). Per l’autunno forma un folto cespuglio alto anche 100-120 cm e si copre di piccoli fiori tubulari allungati portati da infiorescenze ariose, creando l’effetto di una nuvola azzurro-violetto. Cresce al meglio in zone semiombreggiate con terreno fresco, essendo una pianta vigorosa necessita concimazioni regolari. A fine inverno si pota quasi alla base e entro giugno si può cimare per ottenere piante di dimensioni piÚ contenute in fioritura.

Carex buchananii ‘Red Rooster’ Pianta erbacea della famiglia delle Cyperaceae. Forma ciuffi folti e stretti, eretti, alti circa 50-60 cm, di foglie lineari di colore bruno-ruggine. Il fogliame è sempreverde e crescendo tende ad arcuarsi e arricciarsi all’estremitĂ , con un effetto molto piacevole. Il colore del fogliame risalta particolarmente in posizioni di sole o mezz’ombra. La fioritura, a inizio estate, non è evidente: le piccole spighe marroni rimangono nascoste tra le foglie. Ăˆ pianta molto versatile, si adatta a terreni molto diversi, da secchi a piuttosto umidi, o alla coltivazione in contenitore, e richiede bassa manutenzione. Molto bella da bordura o per creare contrasto cromatico in composizioni di interesse invernale.

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SUSIGARDEN Azienda Agricola Geotti & Lukas via G. Marconi 157, 33041 Aiello del Friuli (Ud) sINFO SUSIGARDENCOM www.susigarden.com

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Kale Scarlett Curled

ANTONINI

Quest’anno gli organizzatori hanno creato un collegamento con l’Expo di Milano decidendo di avere come tema della manifestazione “Piante Cibo del Mondo” già avviata lo scorso anno. A questo proposito segnaliamo un nuovo vivaio di Lecco che si chiama Res Naturae, fondato da due giovani che hanno sviluppato l’idea del connubio tra il giardino e la cucina, nella logica di un ritorno del giardino quale luogo, in parte, di produzione di piante per l’uso alimentare domestico. Della loro produzione segnaliamo Kale Scarlet Curled (o Curly Scarlet) che è una brassicacea appartenente al genere Brassica oleracea, del gruppo “Acephala”. Considerato uno degli ortaggi più nutrienti in assoluto, ricco di antiossidanti naturali, vitamina C, Calcio e Ferro, ricco di fibre e con pochissime calorie quindi ottimo anche per diete ipocaloriche.

Viste a Murabilia

Res Naturae – Lecco resnaturae.com ANTONINI

TESTO DI ERALDO ANTONINI FOTO DI ERALDO ANTONINI E ALESSANDRO MESINI

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ome di consueto presentiamo una rassegna di ciò che più ci ha colpito tra gli stand presenti nell’edizione 2015 di Murabilia, la mostra mercato del giardinaggio di qualità, ormai giunta alla quindicesima edizione, che si è tenuta sulle mura urbane di Lucca dal 4 al 6 settembre 2015.

Tommaso Mancini www.tommasomancini.com Geel Floricoltura - Arzaron (Pd) www.geelfloricoltura.eu

OrtoBrick

Sempre in tema di orticoltura, una curiosa proposta viene da Tommaso Mancini col suo OrtoBrick che consiste in è un mattone di terra fertile che contiene i semi di una pianta orticola (quali basilico, rucola, prezzemolo ma anche frumento e prato mediterraneo), pronto per l’uso, con imballo in carta ecologica e indicazioni per la coltivazione. Con OrtoBrick, oggetto di green design, è possibile ottenere un micro orto domestico, pensato anche per chi ha poco spazio a disposizione e vuole assaporare l’emozione della germinazione.

Geel Floricoltura

ANTONINI

Con Geel Floricoltura si passa dalle orticole propriamente dette alle piante officinali e aromatiche che il vivaista ha collocate in cassette atte a simulare un orto. Tra le piante esposte ricordiamo l’erba lepre, l’artemisia annua, la salvia pesca, il timo, il mentolo, Blephilla hirsuta tanto per citarne alcune.

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La tavola apparecchiata con frutti antichi dei Vivai Belfiore Per completare il giardino produttivo non potevano mancare i frutti antichi dei Vivai Belfiore che, come di consueto, oltre a portare le piante ha anche realizzato un’esposizione di frutti tutti cartellinati. La ricerca dei Vivai Belfiore ha portato alla produzione di vecchie cultivar di piante da frutto, ma anche di viti, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità. Chi pianta frutti antichi quindi, concorre a salvaguardare, nel tempo, le varietà antiche che rischierebbero di scomparire.

Vivai Belfiore – Lastra a Signa (Fi) www.vivaibelfiore.it

Clematis viticella ‘Super Nova’ Per quanto riguarda le piante ornamentali iniziamo a parlare di Clematis viticella ‘Super Nova’, portata a Lucca dal francese Pepinière des Farguettes, ottenuta nel 2015 dal vivaista Van Zoest, quindi una novità per l’Italia. E’ caratterizzata da una fioritura prolungata, da giugno a settembre, tollera bene l’esposizione al sole e raggiunge un’altezza di circa 3 metri. I fiori, di 5-8 cm, sono caratterizzati da 6 petali di colore violetto chiaro nella parte centrale e violetto scuro nella parte mediana e sui bordi.

Pepinière des Farguettes – Saint Nexans www. pepiniere-des-farguettes. com MESINI MESINI

Clematis ‘Yukicomaki’ Un’altra bella clematide è Clematis ‘Yukikomachi’, presentata da Susigarden, una cultivar giapponese, come tradisce il nome, compatta, di particolare bellezza. Può raggiungere 2,5 m di altezza e cresce in mezz’ombra in quanto al sole i fiori durano poco e sbiadiscono. www.giardini.biz

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Helenium ‘Chelsey’

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Tra le erbacee perenni da segnalare Helenium ‘Chelsey’ prodotta dal PeccatoVegetale, è una cultivar che cresce in pieno sole in terreni umidi ma ben drenati, la fioritura è prolungata, da giugno ad agosto e, in qualche caso anche in settembre. È apprezzata sia dalle api che dalle farfalle e si può abbinare alle graminacee o con altre erbacee perenni dai fiori bianchi o gialli.

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Phlox paniculata ‘Peppermint Mist’

[A FRONTE:]

Cosmos bipinnatus ‘Sonata’

Peccato Vegetale Usmate Velate (Mb) www.ilpeccatovegetale.it

Un’erbacea interessante per le bordure miste è Cosmos bipinnatus ‘Sonata’, proposta dal Peccato Vegetale, i cui fiori rappresentano una nota di colore di particolare bellezza, molto rustica in fatto di pH richiede però terreni umidi e ben drenati e un’esposizione in pieno sole, per dare il meglio di sé stessa.

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La fioritura, prolungata, è estiva. Per chi ama le Phlox si segnala Phlox paniculata ‘Peppermint Mist’ anche questa proposta dal Peccato Vegetale. Si tratta di una delle Pholx paniculata più basse e compatte, raggiunge infatti un’altezza di 35-40 cm e una larghezza di circa 30-45 cm. I fiori, profumati, sono grandi e vistosi con petali bianchi caratterizzati da striature rosa intenso la cui forma ricorda una ruota. Cresce in pieno sole e si adatta a tutti i tipi di suolo. La fioritura inzia in estate e si protrae sino a fine estate-inizio autunno. attualità verdi


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Echinacea ‘Satin Nights’ Sempre nell’ambito delle erbacee perenni segnaliamo Echinacea ‘Satin Nights’, messa in commercio nel 2011 e proposta da L’ erbaio della Gorra. È caratterizzata dai grandi fiori rosa porpora, profumati, che compaiono dall’estate sino a fine estate-inizio autunno.

Per gli amanti delle ortensie va menzionata Hydrangea quercifolia ‘Monchkin’ coltivata da Susigarden, È una cultivar ottenuta, nel 1997, dal programma di ibridazione del National Arboretum statunitense a McMinnville, nel Tennessee per libera ibridazione con Hydrangea quercifolia ‘Sikes Dwarf ’ (che è la pianta madre) e messa in commercio nel 2010. Si tratta di un arbusto compatto, caratterizzato da foglie verde scuro che diventano rosso mogano in autunno. I fiori sono bianchi e passano al rosa quando appassiscono. MESINI

MESINI

Vivaio L’erbaio della Gorra - Casalborgone (To) www.gorraonline.it

Hydrangea quercifolia ‘Monchkin’

Achillea ‘Hella Glashoff’ Cresce in pieno sole o mezz’ombra. Tra le erbacee perenni da pieno sole abbiamo notato Achillea ‘Hella Glashoff’, prodotta da Susigarden, la cui particolarità risiede nel colore dei fiori che vanno da un colore giallo limone per passare al giallo crema. Pianta bassa e compatta raggiunge un’altezza fino a 50 cm e una uguale larghezza massima. Cresce in suoli ben drenati e le foglie sono semi persistenti.

Susigarden - Aiello del Friuli (Ud) www.susigarden.com attualità verdi

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Plumeria rubra ‘California Sunset’ Concludiamo queta carrellata presentando una pianta insolita per i nostri climi. Si tratta di Plumeria rubra ‘California Sunset’ esposta a Murabilia da Chersoneso Piante. Le plumerie sono note anche col nome di frangipani, originarie dell’America tropicale e quindi, per i nostri climi sono coltivabili in vaso e al riparo in serra nei mesi invernali, richiedono un terreno da leggermente acido a basico.

Vivaio Chersoneso Piante Milazzo (Me) www.chersonesopiante.it

Hydrangea macrophylla ‘Love’ Un’altra ortenia da segnalare è Hydrangea macrophylla ‘Love’, coltivata dai vivai Tara. Arbusto compatto, raggiunge un’altezza e una larghezza di circa 1 metro, è caratterizzato da fiori doppi di un rosa delicato tanto da venir equiparato alla pelle di un bambino. Si presta anche per fiori recisi da porre in casa. La coltivazione è analoga alle altre H. macrophylla.

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Vivaio Giardino Tara Bolsena (Vt) www.ortensiahydrangea.it www.giardini.biz

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Nel catalogo 2016

PW Proven Winners è già primavera! Alcune delle tante novità commercializzate da Andreas Psenner

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DONATELLA FORNI

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Diascia PW “Breeze” 2

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uovi e stupendi colori: “Orange”, “Pink” e “Apricot” per Diascia “Breezee Plus”, l’erbacea dalla crescita vivace, uniforme e resistenti alle

Diascia, grandi fiori, crescita vigorosa, lunga fioritura 1. Una combinazione dei nuovi colori di Diascia PW “Breeze” 2. Diascia PW “Breeze Apricot” 3. Diascia PW “Breeze Orange”

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attualità verdi

4. Diascia PW “Breeze Pink”

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intemperie. Ha una stupenda fioritura, molto ricca, con fiori a forma d’imbuto, grandi e di lunga durata, da primavera fino all’autunno. Alta 35 cm e larga 30, è pianta ricadente, a forma di globo che si presta benissimo a essere coltivata sul balcone in vaschette o in basket, ma anche in contenitori o aiuole in giardino. Resiste alle alte e alle basse temperature, fino a qualche grado sotto lo zero e può quindi essere piantata all’esterno anche molto presto, insieme a viole e primule. Questa nuova ibridazione a talea fiorisce da metà marzo fino a fine novembre senza pausa. Posta in piena luce, non ha bisogno di cure particolari, necessita solo di essere mantenuta umida in estate senza ristagno di acqua. Consigliamo un terriccio normale con un’alta percentuale di torba bionda e un concime a lunga cessione, poi concimazioni settimanali.


Calibrachoa PW “Superbells Candy Bouquet” Sorella della varietà “Cherry Star”, Calibrachoa PW “Superbells Candy Bouquet” ha il fiore più ricco di giallo. La sua crescita è robusta, perfettamente rotonda con internodi corti e ottima ramificazione, la pianta è precoce e ricchissima nella fioritura, che va da metà aprile a ottobre. Come tutte le varietà “Superbells”, è compatta e particolarmente resistente alla pioggia e al vento; vuole un posto soleggiato, innaffiature regolari senza ristagni d’acqua, né colpi di siccità. Il suo fitto cuscino, cascante e voluminoso, nei suoi bellissimi colori, pende dal balcone fino a 60 cm, creando uno straordinario effetto. Lo spettacolo è ancora maggiore se si combinano diverse varietà che s’intrecciano perfettamente tra loro creando un’unica pianta a tre colori.

PW “Superbells Candy Bouquet” una stupenda scelta per il balcone! Sanvitalia PW “Powerbini” Creata dall`ultima generazione di Bidens dall’ibridatore Hugo Dittmar, Sanvitalia PW “Powerbini” è pianta apprezzata perché cresce bene e fiorisce tutta l’estate. Alta 40 cm e larga altrettanto, ha uno sviluppo semieretto, con steli rosso scuro e fiori simili a girasoli di un bel colore giallo-arancione che contrastano molto bene con le foglie color verde scuro. La caratteristica è la dimensione dei fiori, di diametro di 2,5 cm, maggiore di circa il 30% rispetto alle altre varietà. Robusta, resiste a malattie e insetti, necessita di un posto luminoso, anche in pieno sole, con un substrato sempre umido. Attenzione al pH che dovrebbe essere acido, intorno ai 5,0.

Informazioni varietali: www.psenner.it Consigli per la cura: www.psenner.it/it/comepossiamo-aiutarvi/consigli-per-la-cura.html Filmati delle novità: www.youtube.com/user/ ProvenWinnersEU Andreas Psenner via Merano 18 Meranerstraße, 39100 Bolzano Tel. 0471 91 84 89, Fax 0471 93 51 11 www.provenwinners.it

Tagetes PW “Gold Medal” “Gold Medal” è un nuovo ibrido a talea di colore è giallo-arancione, molto intenso. Fiorisce tutta l’estate (da metà marzo sino a ottobre), ha crescita vigorosa, compatta, all’inizio eretto, poi pendente. Resiste a temperature basse intorno a 0°C e a temperature alte sino a 35°C. Vuole un posto soleggiato e un terriccio leggero senza ristagni d’acqua. Essendo una varietà sterile, non finisce la fioritura nell’estate per produrre seme, ma continua a fiorire fino alle prime gelate. È molto facile da coltivare, vuole acqua regolare, senza ristagni d’acqua, né colpi di siccità, concimazioni settimanali (mancanza di concime fa ingiallire le foglie), resiste a malattie e parassiti. Anche dopo piogge molto abbondanti la pianta si riprende rapidamente. Non è necessario togliere i fiori appassiti e non sporca.

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Visti a Perugia Flower Show Più di sessanta espositori di piante rare D e inconsuete nella mostra mercato che si è tenuta nel settembre scorso ai Giardini del Frontone DI

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iante acquatiche e palustri nello stand di Davide e Valerio Lasalvia, con ninfee rustiche e tropicali, tra le quali la spettacolare ‘Wanwisa’ una ninfea rustica di dimensioni medie, con fiori

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a calice color salmone screziati di giallino e ‘Barbara Dobbins’, una ninfea rustica di grandi dimensioni, molto bella e fiorifera dai molteplici fiori stellati di colore crema.

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ONATELLA

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1. Loto ‘Titan’ 2-3. Nymphaea ‘Barbara Dobbins’ 4. Nymphoides indica 5. Mimosa d’acqua Aeschynomene fluitans


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Water Nursery a Latina

WATER NURSERY via Appia km 63,500, Latina 320 026 63 80, 329 161 16 39 valerio.lasalvia@waternursery.it info@waternursery.itwww.waternursery.it

www.giardini.biz

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1. Nymphaea ‘Tina Uber’ 2. Nymphaea ‘Wanwisa’ 3. Nymphaea ‘Black Princess’ 4. Nelumbo ‘Hong Tao Tisi Lotus’ 5. Giacinto in fiore 6. Nymphaea ‘White 1000 petals’

attualità verdi


Rosa ‘Quatre Saisons’

Rosa ‘Donne d’Italia’

Rose di Rita Paoli e Stefano Magi nello stand Le Rose di Firenze Rose moderne, rifiorenti, con fiore piuttosto grande, resistenti alle malattie, facili da coltivare

Rosa ‘Botticelli’

Rosa ‘Burgundy Iceberg’

Rosa ‘Diritti Umani’

Rose inglesi a fiore grande, rifiorenti e profumate simili a rose antiche

Rosa ‘Heritage’

Rosa ‘Golden Celebration’ bration

Rosa ‘Charlotte’

LE ROSE DI FIRENZE via delle Prata s.n.c. 3CANDICCI&I s  info@lerosedifirenze.comswww.lerosedifirenze.com

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Le Rose di Firenze a Scandicci


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Una collezione che nasce dalla passione del generale Ettore Rolando esperto conoscitore di piante che si rese conto della notevole diffusione sul territorio di Velletri di splendidi esemplari di camelia. Enrico Scianca, nipote del generale, giĂ profondamente contagiato dalla passione del nonno, successivamente trasformò quell’hobby in una azienda. Oggi il vivaio ha in produzione 25 specie e 250 varietĂ  di camelie che, considerando anche quelle della collezione privata, arrivano a 374. 1. Camellia maliflora 2. Camellia ‘Cinnamon Cindy’ 3. Camellia ‘Fairy Wand’ 4. Camellia ‘Fragrant Joy’ 5. Camellia japonica ‘Centifolia Alba’ 6. Camellia ‘Yoimachi’  Camellia japonica ‘Dalohnega’ 8. Camellia japonica ‘Grace Albritton’

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Le Camelie del Generale A6ELLETRI

LE CAMELIE DEL GENERALE VIADEI&IENILI 6ELLETRI2M 06 962 90 69, 335 836 83 43 lecameliedelgenerale@live.it www.lecameliedelgenerale.it

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Aromatiche e profumo di lavanda nello stand de Il Lavandeto di Assisi 1. Lavanda intermedia ‘Julien’ 2. Lavandula augustifolia ‘Dwarf Blue’ 3. Salvia hybrida ‘Royal Bumbl 4. Lavandula angustifolia ‘Folgate’ (bluette) e Lavandula intermedia ‘Hidcote White’ 5. Lavandula angustifolia ‘Melissa Lilac’ 6. Salvia azurea  Salvia chamaedryoides var. isochroma 2 ),,!6!.$%4/$)!33)3) via dei Laghetti 15 Castelnuovo di Assisi (Pg)  329 333 26 09 illavandeto@alice.it www.illavandeto.com

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Il Lavandeto di Assisi a Castelnuovo

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Peperoncini, piante spontanee, ortive particolari e ancora aromatiche nello stand Le Aromatiche di Bolsena, il vivaio posto sulle rive del lago nelle vicinanza di Umbria e Toscana.

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1. Fragola di bosco a frutto rosso Fragraria vesca ‘Tubby Red’ e fragola di bosco a frutto bianco Fragraria vesca ‘Tubby White’ 2-3. Pomodoro spinoso Litchi Solanum sisymbrifolium 4-5. Pomodoro nero Solanum lycopersicum ‘Giupa Nero’ 6. Pomodorino cuoricino da vaso Solanum lycopersicum  Peperoncino Capsicum chinense ‘Habanero 6 Mustard’



Le Aromatiche di Bolsena LE AROMATICHE DI BOLSENA s.r. Cassia km 114,500 "OLSENA6T   learomatichedibolsena@gmail.com info@learomatichedibolsena.it www.learomatichedibolsena.it

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MARCO FAZIO MARCO FAZIO

Trifolia si è tenuta ad Arona lo scorso settembre

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FLORICOLTURA BILLO

FLORICOLTURA BILLO FLORICOLTURA BILLO

Lo stand Floricoltura Billo Collezione di Dianthus www.floricolturabillo.it

FLORICOLTURA BILLO

rifolia Arona 2015 ha chiuso la prima edizione della mostra mercato di fiori e piante rare che si è svolta sotto un cielo azzurro, con un sole brillante e un lago meraviglioso. Provenienti da di-

attualità verdi

FLORICOLTURA BILLO

DONATELLA FORNI

MARCO FAZIO

FLORICOLTURA BILLO

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verse parti d’Italia, vivaisti d’eccellenza, produttori di piante rare e insolite hanno esposto il meglio delle loro collezioni: due giorni di eventi per gli appassionati di giardinaggio e un’occasione per passeggiare nei magnifici giardini sul lungolago della città di Arona.

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MARCO FAZIO

RESTELLI

1 RESTELLI

RESTELLI

Lo stand di Podere Restelli Collezione di dalie www.podererestelli.it

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1. Dahlia coccinea botanica 2. Dahlia ‘Kaiser’ 3. Dahlia ‘Machless’

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5 4. Dahlia ‘Minley Carol’ 5. Dahlia ‘Outta’ da blub 6. Dahlia pb nome ignoto 7. Dahlia proveniente dalla collezione Pasino Bagatti (ancora senza nome) 8. Dahlia proveniente dalla collezione Pasino Bagatti (ancora senza nome )

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NIFANTANI

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Rostrinucula dependes

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Stand dell’Azienda Agricola Nifantani Arbusti insoliti www.ilgiardinolepassioni.it

NIFANTANI

Leycesteria formosa

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ZANELLI

Stand del Vivaio Piante Zanelli Echinacee e collezione di ellebori www.vivaiopiantezanelli.it Echinacea purpurea ‘Doppia’ Stand dell’Orchideria di Morosolo Floricoltura Pozzi Orchidee www.orchideria.it

ZANELLI

Brassavola nodosa x Laeliocattleya ‘El Cerrito’

Restrepia antennifera (Colombia)

Echinacea purpurea ‘Hot Lava’ Rudbeckia laciniata ‘Goldquelle’

POZZI

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ZANELLI

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MARCO FAZIO

Stand di Un Quadrato di Giardino Piante da ombra, begonie, piante perenni www.unquadratodigiardino.it

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MARTINI

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1. Oxalis triangularis, Brunnera ‘Sea Heart’ 2. Carex phyllocephala ‘Spark Plug’, Oxalis triangularis 3. Iresine herbstii, Hakonechloa macra ‘Fubuki’ 4. Chasmanthium ‘River Mist’, Hakonechloa macra ‘Fubuki’, Heuchera ‘Marmalade’ 5. Achimenes spp. 6. Begonia spp. 7. Sambucus nigra ‘Black Lace’, Leycesteria formosa ‘Golden Lanterns’ 8. Hakonechloa macra ‘Fubuki’, Ajuga ‘Black Scallop’, Carex ‘Bronze Form’, Equisetum hyemale, Hosta ‘Sun Power’, Astilboides tabularis


PASERO

PASERO

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1 Collezione di rose e iris Fiorichiari www.fiorichiari.net

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PASERO

1. Iris ‘Masterwork’ 2. Iris ‘Peach Jam’ 3. Rosa ‘Princesse Sibilla de Luxemburg’ 4. Rosa ‘Wollerton Old Hall’

4 Aster oblongifolius ALOSSA

Piante per bird-garden Vivaio Millefoglie www.vivaiomillefoglie.it

Leycesteria formosa

Lespedeza thunbergii

ALOSSA

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ALOSSA


1. Aster ‘Wood Light Blue’ 2. Calamagrostis brachytricha 3. Eragrostis trichoides 4. Tricyrtis formosana ‘Gilt Edge’ 5. Tricyrtis hirta 6. Tricyrtis revenii 7. Tricyrtis ‘White Tower’ 8. Tricyrtis revenii 9. Tulbaghia violacea

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Stand dell’Azienda Florovivaistica F.lli Leonelli Piante rare e insolite, erbacee perenni, collezione di Tricyrtis www.fratellileonelli.it

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www.trifolia.it www.giardini.biz

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Cura delle

orchidee

in inverno

TESTO DI GIANCARLO POZZI FOTO DI GIANCARLO POZZI E AGENZIA SHUTTERSTOCK

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specie di letargo durante la quale non devono essere bagnate, né concimate. Le orchidee decidue, quelle cioè che perdono completamente le foglie, come Dendrobium pierardii, primulinum, superbum, ecc. entrano in riposo quando le foglie iniziano a ingiallire, mentre quelle non decidue come, Dendrobium aggregatum, Coelogyne cristata, ecc. entrano il riposo quando i nuovi

orchidee

pseudobulbi giungono a maturazione. Le piante da ombra, come Phalaenopsis, Miltoniopsis, Paphiopedilum, Zygopetalum, ecc. possono godere del poco sole invernale, ma da metà-fine gennaio sarà bene evitare il sole diretto. In questo periodo è ancora più importante bagnare solo quando le piante sono sicuramente asciutte, e possibilmente in una giornata di sole e di mattina, in modo che a sera non resti umidità sulla pianta. Le foglie bagnate, infatti, nelle lunghe notti invernali, sarebbero facilmente attaccabili da funghi patogeni. Inoltre, è importante usare sempre acqua tiepida, l’ideale è 30°C, mai comunque acqua fredda.

Per approfondire l’argomento sulla coltivazione casalinga delle orchidee consiglio il libro: “Orchidee, storie & personaggi” di pagine 134, 7,03, acquistabile su www.amazon.it Dico sempre scherzando che questo libro ha tre grandi pregi: costa poco, è estremamente semplice e l’ho scritto io!

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i stiamo avvicinando ai giorni più corti dell’anno e le piante rallentano la loro attività, alcune, quelle che provengono da zone con una marcata stagione secca vanno in riposo, una

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Le condizioni ambientali dei nostri appartamenti sono spesso causa di sofferenza, occorre quindi conoscere le esigenze delle piante e avere qualche precauzione

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e su altre piante. Ricordo che il compianto collega e amico Sandro Giorgi di Lavagna aveva un olivo con il tronco ricoperto da questa orchidea. Sembra che un centinaio d’anni fa un marinaio ligure abbia portato una pianta di Oncidium bifolium dall’Argentina e l’abbia poi legata a un olivo. Quest’orchidea, originaria del sud del Brasile e dell’Argentina, si ambientò benissimo nel dolce clima della riviera e si propagò su altre

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Questa è una foto che mi ha mostrato recentemente Michele, titolare di Garden Studio di Bologna, si tratta di grandi cespi di Oncidium bifolium su pianta di Magnolia grandiflora, nati spontaneamente da seme sul tronco. Oncidium bifolium è una pianta naturalizzata in Liguria, forse da un secolo. Nella Liguria di levante, in particolare nella zona del Tigullio, vivono da tanti anni molti enormi cespi di Oncidium bifolim su olivi

piante, soprattutto sugli olivi. Questi esemplari di alberi con orchidee sono in giardini privati, chi fosse interessato a vedere qualcuna di queste curiosità orchidofile può contattare Michele al GARDENStudio Bologna - Il giardiniere goloso a Mezzolara (BO), vivaio di piante particolari, con diverse orchidee come Oncidium onustum e varicosum, varie specie di Coelogyne e orchidee da giardino, collezione di Bletille, Cypripedium e Pleione, ecc. Tel. 348 573 3980, www.gardenstudio.it.

Perché cadono i boccioli? Uno dei problemi più diffusi nella coltivazione delle Phalaenopsis è la caduta dei boccioli, dovuta, nella maggior parte dei casi, a temperature notturne basse, bastano temperature intorno ai 15°C perché le varietà più sensibili perdano i boccioli. Al contrario i Cymbidium, soprattutto quelli a fiore grande, amano notti fresche e perdono i boccioli con temperature notturne sopra i 15°C. Altro fattore da tener presente è il tasso di umidità dell’aria, che in genere con il riscaldamento nelle nostre case si abbassa molto e questo per le orchidee non va bene. Consiglio di raggruppare tutte le piante in una zona luminosa della casa, così potranno sfruttare vicendevolmente la traspirazione fogliare

Attenzione a irrigazione, temperature e umidità dell’aria

e si creerà attorno a loro un microclima favorevole anche come umidità. Per aumentare il tasso di umidità, ci si può servire di umidificatori, ottimi quelli a ultrasuoni, o si possono usare i classici contenitori d’acqua da appendere ai termosifoni, oppure si possono predisporre grandi sottovasi pieni d’acqua e ghiaietto o ar-

gilla espansa su cui appoggiare le piante in modo tale però che i vasi non vengano a contatto con l’acqua.

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Giancalo Pozzi ORCHIDERIA DI MOROSOLO Via La Preja, 4 fraz. di Morosolo 21020 Casciago (Va) Tel. 0332 820661 info@orchideria.it www.orchideria.it

[NELLA PAGINA A FRONTE:] Phalaenopsis

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orchidee


che le piante non dicono TESTO UFFICIO STAMPA DIESIS GROUP

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Centaurea nigra L. , fiordaliso scuro: una pianta perenne dal colore vivace, particolarmente apprezzata dalle farfalle che ne sono impollinatrici.

Una mostra presso la Sala Viscontea dell’Orto botanico di Bergamo Lorenzo Rota organizzata dalla Rete degli Orti botanici della Lombardia

L’esposizione, ad ingresso gratuito, è dedicata ai gli impollinatori e complessi meccanismi di seduzione e repulsione a respingere gli aggressori? fini riproduttivi e di sopravvivenza, messi in atto Ognuna ha un suo dal mondo vegetale. Un viaggio per conoscere i modo, ognuna una sua giochi di profumi e forme e l’uso di nettare e velecaratteristica peculiare ni per affascinare gli impollinatori e respingere gli con cui si approccia al aggressori. mondo esterno. Spine, peli, profumi, rotondità, forme curiose, ingannevoli e colori, che per l’uomo sono pura realizzazione estetica, hanno uno specifico motivo di esistere. Ci sono poi vere e proprie collaborazioni tra piante e animali, frutto dell’evoluzione di strategie riproduttive e di sopravvivenza. Convallaria majalis, mughetto: pianta primaverile apparentemente fragile, ma altamente velenosa e si difende così dagli erbivori che dopo le ristrettezze invernali se ne ciberebbero senza pensarci due volte.

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ANGELA RONCHI

a Rete degli Orti botanici della Lombardia prosegue con la seconda tappa di Bergamo il tour di “Seduzione Repulsione. Quello che le piante non dicono”, la mostra itinerante che proseguirà per tutto il 2016 negli Orti botanici lombardi. L’esposizione sarà presente presso la Sala Viscontea dell’Orto botanico di Bergamo (Piazza Cittadella Bergamo Alta) fino al 10 gennaio. Un’occasione per conoscere i segreti e le sottili tecniche di attrazione e di inganno delle piante attraverso una visione fitocentrica, ossia al di fuori della relazione con l’uomo. La mostra consiste in dieci sezioni espositive e una parte dedicata all’interazione con il pubblico, coinvolto nel dire la sua su questo spettacolo della botanica. Come fanno le piante a sedurre

ANGELA RONCHI

Seduzione repulsione, quello


MARIO BERETTA

Darlingtonia californica: pianta carnivora astuta e letale per gli insetti che le si avvicinano attratti dal nettare presente sulle sue foglie lunghe, ma che poi, ingannati da una falsa via di fuga, vengono poi intrappolati e digeriti. Aconitum napellus: fiore montano blu violaceo che avvelena mortalmente chi se ne ciba a causa della presenza di un’alta concentrazione di aconitina, una sostanza usata nella storia a scopo omicida.

PATRIZIA BERERA

L’esposizione inviterà a scoprire quelle più curiose messe in atto dalla pianta, per permettere l’ottimizzazione delle proprie risorse. Tra i grandi prestigiatori della natura c’è l’orchidea, nelle sue diverse varietà dalle forme sinuose e colorate, di cui ogni strana geometria ha un senso pratico. Molte specie di orchidee del genere Ophrys seducono e ingannano: sono prive di nettare ma la forma del labello, una sorta di petalo modificato, imita nel www.giardini.biz

I fiori, le piante e il mondo animale in mostra nell’Orto botanico di Bergamo

disegno e nella pelosità l’addome della volatili e per evitare di avere i petali femmina della specie impollinatrice e rovinati dalle loro ali, offre una vera addirittura emette un ferormone che e propria sporgenza di supporto dove inganna l’insetto. Un’altra orchidea, questi possono appoggiarsi e cibarsi Dracula chesteronii, simula la forma e comodamente. il profumo di un fungo per attirare insetti che “Seduzione Repulsione. Quello che le piante non hanno questa golosità. dicono” svela ai suoi visitatori queste dinamiche Esistono anche fiori segrete e invita all’ascolto dei messaggi silenziosi più generosi, come del mondo naturale. Alcune citazioni letterarie e poetiche coinvolgono lo spettatore fornendo uno la Strelitzia che offre spunto ulteriore di riflessione sui temi trattati. ghiotto nettare ad alcuni 53

ambiente


ANGELA RONCHI

BERNDH GNU-FDL VIA WIKIMEDIA COMMONS

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Ploceus su Sterlitzia reginae: il fiore offre un appoggio ai volatili impollinatori, porgendo come supporto un petalo di colore violaceo, evitando così di essere danneggiato.

dalla presenza nel territorio di piante invasive non autoctone. L’esposizione affronterà questo aspetto, invogliando il pubblico a orientarsi verso un giardinaggio sostenibile e nella acquisizione di conoscenze in merito grazie alla visita degli Orti botanici delle loro città. Silvia Assini, presidente della Rete degli Orti botanici della Lombardia afferma: “Sono fermamente convinta che dalla conoscenza e dalla conservazione delle piante, e delle Ophrys apifera: un’orchidea che seduce con l’inganno il malcapitato maschio della specie impollinatrice assumendo forma, disegno e pelosità della femmina.

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PATRIZIA BERERA

La Rete degli Orti botanici della Lombardia racconterà, con questa esposizione al pubblico, anche la sua visione di seduzione e repulsione nei confronti del mondo delle piante: cosa affascina e cosa mette in allerta gli studiosi? La ciclicità e il rigenerarsi del mondo vegetale è il più grande fascino, mentre il rischio da cui difendersi è la perdita della biodiversità causata anche

DISEGNO DI

Strelitzia reginae

relazioni che esse instaurano con l’ambiente e con gli altri organismi viventi, deriveranno opportunità irrinunciabili per garantire un futuro al nostro pianeta”. Gelsomina Fico, curatrice scientifica, vede la mostra come “un invito ad osservare il mondo vegetale dal punto di vista delle piante: una pianta è immobile, non scappa di fronte ad un predatore ma lo dissuade dall’avvicinarsi; non insegue un fascinoso impollinatore ma lo seduce con una fine strategia”.

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I sottili giochi di prestigio della natura


Tulipano appassito: l’appassimento è un processo della vita della pianta, mantenere i petali del fiore risulterebbe costoso in termini energetici, quindi in seguito all’impollinazione inizia il processo di disfacimento.

La Rete degli Orti botanici della Lombardia sarà all’Orto botanico di Bergamo fino al 10 gennaio con la seconda tappa della mostra itinerante dal titolo “Seduzione Repulsione. Quello che le piante non dicono”, per poi proseguire negli altri cinque Orti botanici lombardi nel corso del 2016. www.reteortibotanicilombardia.it

ANGELA RONCHI

Ranunculus glacialis: il ranucnolo dei ghiacci, che vive sulle morene alpine fino a 4000 m di altitudine, è un fiore gentile e avvisa gli impollinatori cambiando colore ai suoi petali in caso un altro impollinatore si sia già servito del nettare!

ANGELA RONCHI

MASSIMO FACARON

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ambiente


Un giardino

per l’arte

A pochi minuti da Merano, nel grazioso paese di Cermes, un luogo incantato: è il giardino della tenuta vinicola Kränzel, ricco di arbusti e alberi interessanti. Ospita una collezione di arte moderna en plein air e uno straordinario labirinto composto da piante di vite. Anche in autunno il giardino offre straordinaria bellezza DI

ENZO VALENTI

giardini da visitare

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Lo spettacolare e sorprendente labirinto composto da spalliere di vite, la stessa che dà vini pregiati imbottigliati dalla tenuta Kränzelhof. Il labirinto è molto esteso e, pur avendo percorsi guidati al suo interno, richiede un certo tempo per essere attraversato. I colori di Acer rubrum ‘Scanlon’.


Alte spalliere di vite guidano negli stretti percorsi del labirinto

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na coraggiosa e innovativa collezione d’arte moderna in un giardino fortemente concettuale, immerso in splendidi e pregiati vigneti ai piedi delle Alpi: davvero una scoperta affascinante. Il giardino Kränzelhof è uno dei più nuovi e singolari giardini italiani, immerso in una cornice di campagna che è, essa stessa, “giardino”. Siamo a pochi chilometri da Merano, nel paese di Cermes, ai piedi delle Alpi. Da millenni l’uomo ha scoperto che qui si può ottenere un vino davvero speciale, in considerazione della natura del terreno e della particolare condizione climatica che peraltro ha fatto di Merano una grande stazione di villeggiatura già nei tempi passati. Risalgono a mille anni fa le prime testimonianze scritte di una grande tenuta vinicola nella località di Cermes, dove nacque il maso Kränzel. Ancora oggi, nell’antica residenza, l’enorme torchio nella cantina con volte a botte e alcune lettere del 1577 documentano una tradizione vinicola molto antica, che ha portato oggi a

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una produzione di altissima qualità. In questa campagna-giardino è nato qualche anno fa un luogo particolare. Forse per capirlo davvero occorre leggere le motivazioni espresse dal conte Franz Pfeil, il suo creatore: “Il giardino-labirinto è nato dal desiderio di creare qualcosa di duraturo – per

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[IN QUESTA PAGINA:] Opere d’arte e colori d’autunno nel giardino Kränzelhof

me e per la mia famiglia, ma anche per tutti coloro che vi passeggiano e si vogliono raccogliere. Non è nato da un progetto ma da sensazioni, è un luogo che cresce e cambia. È la mia risposta gioiosa e creativa alle sfide che la vita mi pone come viticoltore e mastro cantiniere”.

giardini da visitare


Il giardino ospita una collezione di arte moderna en plein air con numerose installazioni che ogni anno vengono rinnovate o arricchite

[IN QUESTA PAGINA:] Le sfumature dei colori autunnali rendono ancora piÚ suggestive le opere d’arte ospitate nel giardino.

giardini da visitare

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Enormi strutture metalliche rivestite dalla vite vergine testimoniano l’opera dei numerosi artisti che al giardino Kranzelhof portano la loro visione di land art, l’arte nel paesaggio.

Il giardino non è stato concepito come luogo destinato alla vita familiare, bensì come un ambiente verde aperto a tutti coloro che hanno la sensibilità, il piacere, il gusto per la condivisione dell’arte nel contesto della natura guidata dall’uomo. In esso s’incontrano quattro aree tematiche: Il Giardino dei castagni, il Giardino del riposo eterno, il Giardino dei frutti e il Boschetto dei cornioli, fra loro diversi ma capaci di comunicare, di intrigare, di sorprendere. Uno stagno naturale popolato da ninfee e libellule sembra

Le foglie novembrine di un Liquidambar styraciflua.

proteggere uno dei luoghi più affascinanti di questo straordinario giardino, il labirinto piccolo: racchiuso in un’isola segreta avvolta nel verde, ha un percorso sinuoso rivestito con lastre in pietra incorniciate da profumate piante di timo. Da qui si raggiungono poi le altre zone del giardino attraverso un sentiero in pietra che si snoda sotto le piante di Lagerstroemia indica e un prato costellato di opere d’arte.

Un giardino nato come risposta gioiosa e creativa alle sfide della vita www.giardini.biz

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giardini da visitare


Frutti autunnali di Cotoneaster lucidum.

Le bacche rosse e lucide di Viburnum opulus.

Le bacche delle rose maturano con i loro colori vistosi mentre l’autunno alpino cambia i colori del fogliame.

I frutti di Rhamnus oleoides, affine all’alaterno o frangola, di origine mediterranea

Molto ricca la presenza di alberi dal fogliame interessante: aceri, liquidambar, liriodendri, faggi, gelsi, ontani, cornioli e lagestroemia giardini da visitare

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Un altro piccolo labirinto realizzato con pietre delle Alpi meranesi.

Le foglie rosa di Callicarpa a fine autunno.

E qui si incontra l’area più spettacolare: un grande labirinto, oltre 3300 mq, costituito da alte spalliere di vite che guidano gli stretti percorsi dove ognuno può cercare la propria strada. Un vero labirinto inquietante e affascinante, che in estate è circondato dai grappoli dell’uva e in autunno assume sfumature rosse, gialle e porpora. Il percorso nel labirinto riserva ancora altre sorprese: al suo interno ci sono numerose installazioni di arte contemporanea, che ogni anno vengono rinnovate o arricchite. Si tratta di un progetto molto innovativo, realizzato dal Curatorium Kränzel, un comitato senza fini di lucro formato da persone di cultura interessate a promuovere l’arte inserendola in un contesto naturale accessibile ad un ampio pubblico, e senza chiedere provvigioni agli artisti. Ogni anno il Curatorium Kränzel invita artisti che introducono opere su temi diversi. www.giardini.biz

I crochi sbocciano nel giardino prima dell’inverno.

Le opere sono qui proposte in una sorta di sorprendente galleria d’arte all’aperto, dominata dalla natura e dai suoi cambiamenti. Il percorso del labirinto di vite, con le sue installazioni artistiche, ha una lunghezza complessiva di 1.500 m e contiene 10 diversi vitigni a spalliera, che nel tardo autunno sono uno spettacolo di colori. Il labirinto è stato progettato dal grande maestro austriaco Gernot Candolini, paesaggista e artista specializzato nel tema dei labirinti. 61

Il clima protetto e soleggiato consente di avere ancora fiori in ottobre e novembre, mentre maturano le bacche degli arbusti giardini da visitare


Elsholtzia stauntonii, arbusto dal fogliame aromatico con fiori a spiga.

Usciti dal labirinto, si apre un grande teatro verde all’aperto, composto da una gradinata a 13 livelli completamente rivestiti di erba morbidissima. Dall’alto della gradinata è possibile ammirare tutto il giardino, il labirinto e il paesaggio verso Merano. Il teatro offre posto per 300 persone e vi vengono tenuti spettacoli in estate. Il giardino non è ancora finito… Dalla gradinata erbosa si accede a un’area con installazioni musicali e altre opere d’arte. E nel percorso di ritorno, ancora oggetti d’arte, circondate da alberi, cespugli e fioriture che offrono motivi d’interesse durante tutto l’anno. In estate il laghetto delle ninfee è popolato da corolle rosa e bianche; le siepi di carpino e di tasso proteggono le bordure con fioriture che si alternano nel corso delle stagioni. Molto ricca è la presenza di alberi dal fogliame interessante: aceri, liquidambar, liriodendri, faggi, gelsi, ontani, cornioli e lagestroemia. Nella zona più appartata, un boschetto di larici aspetta novembre per assumere colori dorati, prima di perdere gli aghi nel riposo invernale. giardini da visitare

Bordura di amaranto, ormai color porpora prima di spegnersi con i primi geli.

Gli ultimi fiori di Eryngium amethistynum.

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L’operazione, coraggiosa e lungimirante, ha finora avuto un pubblico prevalentemente di lingua tedesca, data la collocazione geografica, ma è proprio al pubblico italiano che si rivolge, perché dell’Italia ha le stesse caratteristiche: la diversità, la creatività, il coraggio di cambiare e di rinnovarsi senza esitazione, ma senza perdere le radici nel passato, nella campagna, nel piacere di vini indimenticabili.

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Anche in autunno il giardino offre straordinarie bellezze

Una gradinata erbosa si affaccia sul labirinto. Qui in estate vengono tenuti spettacoli di musica e teatro.

GIARDINO E TENUTA VINICOLA KRÄNZELHOF Cermes (Lana - Merano) tel. 0473 56 45 49 www.kraenzelhof.it

Le ultime spettacolari infiorescenze rosa della cleome.

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giardini da visitare


Creazione di un ORGANISMOVIVENTE

La progettazione secondo i principi della biodinamica DI

PAOLO PISTIS

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a prima cosa quando biso- geologia, l’esposizione e il clima. Quatgna progettare un’area verde tro pilastri che condizionano il nostro è quella di comprendere l’at- lavoro, e dei quali occorre tener conto titudine del luogo e le for- perché le piante che inseriremo dovranze vitali del territorio. Il territorio in- no entrare in completa sintonia con fatti rappresenta il quadro generale nel l’ambiente. quale inserire le modifiche, Anche se utilizziamo piante autoctone o piante cioè le azioni agronomiche naturalizzate dovremo procedere secondo i che agiranno su di esso. principi della biodinamica: Questa parte del territorio s CREAZIONEDIUNORGANISMOVIVENTE che ci accingiamo a modis MANTENIMENTODELLEFORZEVIVENTIALLINTERNO ficare è condizionata prinDELLORGANISMO cipalmente da quattro cas CIRCOLAZIONEARMONICADELLEFORZEVIVENTIPER LASALUTEDELLORGANISMO ratteristiche: la geografia, la agricoltura biodinamica

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Come si sa ogni organismo è dotato di vari organi e ogni organo presiede una funzione specifica, ad esempio l’organo bosco ha la funzione di filtrare e purificare l’aria, l’organo prato ha la funzione di depurare l’acqua di percolazione nelle falde, l’organo laghetto ha la funzione di trattenere determinate specie viventi, l’organo albero da frutto ha la funzione specifica di trattenere sostanze nutritive per poi cederle all’interno dell’organismo, ecc. )LGIARDINO Così ogni organo UNORGANISMO presiede una o più vivente determinate attitudini, e per questo deve inserirsi in modo proprio nello spazio e nel tempo. Nell’inserirsi all’interno dello spazio nasce la sua forma specifica, mentre la relazione con il tempo determina i ritmi vitali. La sua forma specifica e i ritmi vitali definiscono la relazione con gli altri organi. Va da se, che ogni organo può assolvere in modo più o meno corretto alla sua funzione ideale. La somma dei vari organi determina la funzione superiore denominata “funzione superiore dell’organismo”. E’ chiaro che la salute del nuovo ecosistema dipende dall’efficienza e dall’armonia con la quale ogni organo è inserito. Solo la conoscenza dei processi fisici e di quelli vitali può permettere una sana progettazione, che tenga conto delle relazioni tra la terra e il cosmo.

-ANTENERELEFORZEVIVENTI ALLINTERNODELLORGANISMO Come l’organismo umano può venire compromesso quando per qualsiasi ragione vi è una perdita di forze vitali, così accade anche ai giardini, ai parchi, o a terrazzi e balconi. Infatti, le piante entrano in relazione tra di loro, in un certo senso esse comunicano e si scambiamo forze viventi, anche se non vi sono contatti fisici, così come un essere umano può trasmettere qualcosa a un altro, solo con una occhiata o con la sua presenza. Questa particolare relazione che le piante hanno tra di loro è studiata da tempo in agricoltura biodinamica, e permette di capire come le piante si consociano tra di loro attraverso, per così dire, “simpatie” o “antipatie”.


Lo stile di un ORGANISMOVIVENTE Lo stile del giardino biodinamico può adattarsi a qualsiasi forma purchÊ si tenga conto dei principi generali, tuttavia si esprime meglio nei giardini informali. Risulta di particolare bellezza se il giardino biodinamico è strutturato secondo i canoni dell’archittettura organica, che tiene conto della forma degli edifici in relazione al giardino e viceversa. L’architettura organica è capace di creare una sintesi armonica tra il verde e le costruzioni abitative. A tal proposito esistono progettisti e architetti in grado di creare vere proprie d’opere d’arte, senza stravolgere il paesaggio.

Piante in armonia tra di loro

#IRCOLAZIONEARMONICADELLEFORZEVIVENTI PERLASALUTEDELLORGANISMO Nell’organismo umano quando viene trattenuta una forza vivente si crea un elemento di malattia, questo perchĂŠ il sangue non circola in modo armonico all’interno dell’organismo umano. Allo stesso modo se le forze vitali del nostro giardino non fluiscono in maniera adeguata si creano delle malattie. Queste malattie si manifestano, ad esempio, con la morte improvvisa di alcune piante, seguita dalla presenza di diversi parassiti, sia animali che vegetali, e modificazioni del clima e del microclima. La circolazione delle forze vitali avviene attraverso i quattro regni della natura: il regno minerale, quello vegetale, quello animale e quello “umanoâ€?, che può migliorare o distruggere i regni inferiori. La biodinamica fa leva sul “regno umanoâ€? che può risanare in modo ampio e risolutivo parte della natura. Questo però può accadere solo se si conoscono le relazioni ed i nessi all’interno della natura. Nella pratica, si interviene usando determinate sostanze a base di piante officinali, letame, quarzo ed altro che vengono opportunamente elaborate e inserite in determinati ambienti con quantitĂ che si possono paragonare ai principi omeopatici. Quewww.giardini.biz

ste sostanze contribuiscono a ridistribuire le forze vitali nel modo in cui un determinato ambiente lo richiede, cosÏ come ad esempio una vitamina anche se in piccola quantità , può ristabilire l’equilibrio di un organismo. Attraverso una progettazione che ten-

ga conto di questi elementi, si possono, pur rispettando l’aspetto estetico del nostro giardino, migliorare le forze vitali, che sono quelle che contribuiscono anche e soprattutto al nostro benessere.

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CORSI di Paolo Pistis TECNICOAGRICOLO ESPERTO INAGRICOLTURABIODINAMICA e Elena Zaramella AGRICOLTURABIODINAMICA urbana) www.paolopistis.it s GENNAIO “Vite: ritmi vitali e calendario BIODINAMICOvA6ALNOGAREDO (PD) 'IACOMOCELL GIACOMOLORIN GMAILCOM s   GENNAIO “Corso biodinamica 3° livello� a Pietramurata (TN) !GRIVERDE#)! TCSFORMAZIONE CIATNIT

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agricoltura biodinamica


SHUTTERSTOCK

Un prato

Un prato in erba naturale grande come un campo di calcio cattura 12 tonnellate di CO2 in un anno, un prato di un ettaro rilascia nell’atmosfera 20.000 litri di acqua

naturale: la scelta più sostenibile e sicura I vantaggi dei tappeti erbosi naturali rispetto a quelli sintetici

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na superficie di gioco realizzata in erba naturale riduce le emissioni di carbonio, produce ossigeno e limita la polverosità. È quanto emerso nel forum sui tappeti erbosi di Assosementi (l’associazione che riunisce le aziende sementiere italiane) dedicato ai prati naturali nello sport, tenutosi nei giorni scorso, al quale hanno partecipato oltre cento professionisti del settore provenienti da tutta Italia. In questa occasione si è sottolineato il vantaggio economico e ambientale dei prati naturali per uso pubblico e sportivo rispetto a quelli sintetici. Un campo da calcio della dimensione di 7.000/8.000 m² è capace di catturare e assorbire 12 tonnellate di CO2 all’anno oltre a ridurre maggiormente il calore rispetto al terreno nudo o ai materiali sintetici, grazie al processo di evapotraspirazione. In una giornata estiva inoltre un tappeto erboso di un ettaro è in grado di rilasciare 20.000 litri di acqua nell’atmosfera. Cure agronomiche idonee e l’impiego di varietà all’avanguardia possono rendere il prato naturale la soluzione più vantaggiosa anche dal

ambiente

TESTO DI DONATELLA FORNI FOTO UFFICIO STAMPA ASSOSEMENTI E AGENZIA SHUTTERSTOCK

punto di vista economico, infatti un prato naturale ben gestito può consentire 450 ore di gioco all’anno. Negli ultimi tempi i prati naturali sono oggetto di una forte concorrenza da parte dei tappeti sintetici e l’obiettivo dell’incontro era appunto quello di rilanciarne la diffusione, sottolineando

come oggi i progressi compiuti dalla ricerca in ambito sementiero rendono disponibili varietà specifiche per tappeto erboso, sempre più performanti e resistenti, adatte a tutti gli usi anche i più usuranti.

I lavori del forum di Assosementi sui tappeti erbosi nello sport, moderato da Graziella Zaini, direttrice della rivista ACER, hanno previsto inoltre gli interventi di Fabio Veronesi dell’Università di Perugia, che ha parlato delle esperienze di ricerca nella valutazione delle essenze da tappeto erboso in Italia, di Stefano Macolino dell’Università di Padova, che ha approfondito il ruolo della scelta varietale nella gestione sostenibile del tappeto erboso e di diversi consulenti di settore: Paolo Croce sulle tecniche di gestione dei prati naturali, Riccardo Dal Fiume sul tema della scelta tra naturale e sintetico anche dal punto di vista dell’impatto economico ed infine Giovanni Tracanzan sul ritorno al tappeto naturale che si sta riscontrando in America. Le conclusioni sono state affidate al giornalista ed ex atleta Giacomo Crosa. www.sementi.it

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Da sinistra a destra: Stefano Macolino, Riccardo Dal Fiume, Graziella Zaini, Giovanni Tracanzan, Mauro Frigo, Fabio Veronesi, Giacomo Crosa, Paolo Croce

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UFFICIO STAMPA ASSOSEMENTI


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In dirittura d’arrivo

il recupero delle Serre Liberty di Villa Litta

TESTO UFFICIO STAMPA COMUNE DI LAINATE E VILLA LITTA

Ospiteranno una collezione permanente di orchidee da tutto il mondo

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uasi completato il recupero e la riqualificazione delle antiche Serre delle orchidee di Villa Visconti Borromeo Litta. Ora si pensa al futuro e alla loro funzione. Grazie al consistente stanziamento da parte di Fondazione Cariplo in questi mesi è stato possibile procedere al restauro e risanamento degli splendidi spazi che nell’Ottocento erano destinati a diversi tipi di coltura. Obiettivo dell’intervento di recupero delle Serre Liberty è stato quello di evitarne l’ulteriore deterioramento e restituirne la fruibilità ad un pubblico semattualità verdi

pre più vasto. Sarà mantenuta, secondo il progetto, una destinazione d’uso principalmente culturale dell’area, l’intenzione è di ospitare una collezione permanente di orchidee di tutte le varietà e specie esistenti. Le serre dovrebbero essere anche l’occasione per la creazione di un centro studi e ricerche sulle orchidee. Al loro interno sarà possibile ricostruire tre microclimi differenti, destinati a orchidee che possono reggere temperature notturne che variano dai 10 ai 22 gradi. Le serre rappresenteranno un luogo unico e il loro recupero storico artistico valorizzerà ulteriormente il parco. Il restauro delle serre rappresenta il 68

1. Massimo Giuntoli: Il palazzo, i carpini e la fontana Galatea 2. Claudio Lepri foto InFuga: Fontana Galatea 3. Claudio Lepri foto InFuga 4. Giovanni Chidini foto InFuga 5. Claudio Lepri foto InFuga

completamento di un piano di riqualificazione che ha interessato negli ultimi anni il parco storico di Villa Litta: dopo il ripristino della galleria dei carpini più lunga d’Europa e del patrimonio vegetale, l’attenzione dell’Amministrazione comunale si è concentrata sulla fontana del Tritone antistante le serre e degli antichi viali. Mancava però ancora un tassello importante: il risanamento conservativo delle serre delle orchidee, in stile liberty, finora chiuse al pubblico per motivi di sicurezza a causa del profondo degrado in cui versavano.


2 1. Alessandro Pessina Foto InFuga: Ninfeo 2. Ufficio Stampa: Le serre restaurate 1

3 3. Ufficio Stampa: Adriano Anzani Amici di Villa Litta, Paola Ferrario conservatore del Museo il Ninfeo di Villa Litta, i progettisti Marco Castiglioni, Emilio Trabella e Gianmarco Martorana insieme a due visitatori 4. Mauro Tondelli Foto InFuga: Ninfeo

Il progetto di restauro delle Serre di Villa Litta prevede la creazione di un centro studi e ricerche sulle orchidee Fin dalla prima metà del XVIII secolo, all’interno del Parco di Villa Visconti Borromeo Litta, si riscontra, un complesso sistema di serre fredde e calde, destinate a diversi tipi di coltura. Ma solo all’inizio del XIX secolo la costruzione delle serre si completa. Gli studi di progettazione effettuati per il restauro ipotizzano l’edificazione prima del 1837, di sicuro nel 1950 un acquarello di Carlo Bossoli ne testimonia la presenza. L’ipotesi costruttiva dell’ampliamento con la realizzazione del sopralzo è ipotizzabile tra il 1892 e il 1898. Le ricerche hanno portato nell’ambiente torinese da dove proveniva la famiglia Weill Weiss all’epoca proprietaria di Villa www.giardini.biz

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Litta e dove si è appreso che i lavori furono eseguiti dalla ditta Riccardi Pietro che operò tra 1868 e 1898. Lo studio sul sistema di riscaldamento fa supporre che le serre fossero destinate alla coltivazione di ananas (ananassi) e orchidee. Infatti, il 24 dicembre del 1815 Giuseppe Tagliabue, allora botanico direttore del Giardino di Lainate, attestava che nel giardino dei Duchi Litta per la prima volta in Europa fioriva un’orchidea alla quale veniva dato il nome di Littea in onore dei proprietari del giardino. In continuità con questo evento, la famiglia Toselli - che acquistò la villa nel 1933 – creò la propria floricoltura basandola sulla coltivazione delle orchidee, partendo da queste serre. La fragilità delle strutture e le guerre hanno fatto sì che oggi rimangano solo alcune tracce del grande sistema di edi69

Nell’Ottocento nelle Serre di Villa Litta forse si coltivavano anche gli ananas! Qui pare sia fiorita, per la prima volta in Europa, un’orchidea fici per le coltivazioni coperte. Sono sopravvissute le due “Orangeries” in muratura di mattoni e arcate vetrate, presenti nella parte nord del parco (una delle quali fino a poco tempo fa come bookshop della Villa) e, nell’area ovest del parco, davanti alla fontana del Tritone le grandi serre angolari e curvilinee in ferro e vetro in stile Liberty, oggetto del piano di restauro.

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www.villalitta.it attualità verdi


Nell’Alto Monferrato un complesso formato da una villa e da un’abbazia romanica immerse in un parco con alberi ultrasecolari e un lago

TESTO UFFICIO STAMPA GRANDI GIARDINI ITALIANI FOTO NINO FARINETTI ARCHIVIO GRANDI GIARDINI ITALIANI

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ituato ai confini dell’Alto Monferrato acquese e dei suoi paesaggi vitivinicoli dichiarati Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2014, il complesso comprende Villa Badia con il suo parco storico e il lago, l’abbazia romanica di S. Giustina fondata dai benedettini nel 1030 - ed estesi fabbricati rurali ottocenteschi di affascinante originalità architettonica, con corti coloniche, magazzini e stalle che fanno da ali alla villa padronale. Attigua all’abbazia, Villa Badia è sorta nell’Ottocento sulle fondamenta dell’antico convento benedettino, ricostruito dagli Oblati di S. Ambrogio di Milano nel XVI secolo e ampliato dai conti Frascara, che nel 1863 acquistarono dal Regio Economato l’intera proprietà e ne fecero la loro dimora. giardini da visitare

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Grandi Giardini Italiani, il network dei più bei giardini visitabili in Italia, annuncia un nuovo ingresso: Villa Badia, a Sezzadio (Al) La Villa si affaccia su un parco di circa 9 ettari, realizzato nella seconda metà dell’800 nello stile paesaggistico inglese tipico dell’epoca: furono eseguiti movimenti di terra per rendere più armonioso l’allestimento, fu costruito un laghetto romantico e messi a dimora numerosi alberi con lo scopo di creare boschetti o valorizzare come monumenti vegetali esemplari isolati nel grande prato. Ancora oggi, gli alberi ultrasecolari rappresentano l’aspetto più importante del parco. Sono specie sempreverdi quali pini, abeti e cedri e specie caducifoglie come platani, ippocastani, roveri, carpini e liriodendri, oltre ad alcune vecchie varietà di alberi da frutto. Da alcuni decenni Villa Badia è utilizzata per l’organizzazione di eventi culturali. www.grandigiardini.it

Attualmente Villa Badia appartiene alla Famiglia Daniele che se ne prende amorevolmente cura e ha deciso di condividere questa straordinaria proprietà con gli amanti del verde e del paesaggio.

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orari di apertura e costi Indirizzo: via Badia, 53 15079 Sezzadio (AL) Tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00 Visita libera all’abbazia e al parco 5,00 Visite guidate all’abbazia e alla villa per gruppi di almeno 30 persone su prenotazione 7,00 Accesso al lago Santa Giustina per attività di pesca sportiva con tessera Assolaghi

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giardini da visitare


Villa Medici

Sono ufficiali i nomi dei vincitori della XIII edizione del concorso che premia le bellezze verdi italiane TESTO DI DONATELLA FORNI FOTO UFFICIO STAMPA PITAGORA COMUNICAZIONE (VILLA MEDICI) E ARCHIVIO FOTOGRAFICO FONDAZIONE ROFFREDO CAETANI (GIARDINO DI NINFA)

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siste una “grande bellezza” in Italia, preziosa, superba e affascinante: è quella degli stupendi parchi e giardini, angoli di paradiso che costellano il “Bel Paese” e ne custodiscono la storia, la cultura, i colori e i profumi. Un patrimonio davvero inestimabile, fatto di luoghi verdi curati minuziosamente nelle geometrie precise e formali dei giardini “all’italiana”, e di ambienti dove gli elementi della Natura sembrano seguire il loro libero corso ed equilibrio, con la magia romantica dei grandi parchi “all’inglese”. Una dualità che trova perfetto riscontro nei due parchi vincitori della XIII edizione

attualità verdi

del concorso “Il Parco Più Bello d’Italia”, entrambi nel Lazio ma diversi nella loro storia e nell’emozione che offrono al visitatore. Il Comitato Scientifico ha selezionato questi due gioielli naturalistici tra gli oltre 1.000 partecipanti al concorso, iscritti al network dei Parchi Più Belli d’Italia e recensiti nella guida

online www.ilparcopiubello.it, che da oltre tredici anni è promotrice di un turismo verde alla scoperta del patrimonio paesaggistico e botanico italiano. Il Giardino di Ninfa è Il Parco Più Bello d’Italia 2015 per la categoria Parchi Privati e Villa Medici a Roma è Il Parco Più Bello d’Italia 2015 per la categoria Parchi Pubblici.

Due parchi facilmente visitabili entrambi nel corso di uno stesso weekend: il Giardino di Ninfa, che nasce sulle rovine dell’antica città, sapientemente curato e amministrato dalla Fondazione Roffredo Caetani in nome dell’armonia della vegetazione con le rovine, dell’accostamento dei colori con pietre e acqua, nel massimo rispetto degli equilibri dell’ecosistema; Villa Medici a Roma, con un prezioso parterre formale e un boschetto di grandissimo interesse, sede dell’Accademia di Francia che lo ha riportato agli antichi splendori

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Villa Medici sul Pincio e con una stupenda veduta panoramica sulla città, si estende per più di sette ettari e conserva ancora oggi in gran parte l’aspetto del XVI secolo. Il giardino fu impiantato dal cardinale Ricci da Montepulciano e poi ampliato e trasformato dal nuovo proprietario, il cardinale Ferdinando de’ Medici, che, completati i lavori, fece aggiungere un nuovo asse nord-sud per collegare il giardino al Parnaso, una piccola collina artificiale che contiene le rovine di un tempio antico. Divenuta la villa sede dell’Accademia di Francia a Roma nel 1803, sotto la direzione di JeanAuguste-Dominique Ingres (1834-1841) il giardino fu leggermente modificato nel tracciato dei parterres. Un recente complesso e articolato restauro ha restituito al parco le simmetrie originarie e l’armonico rapporto tra i diversi settori, recuperando il passaggio tra le studiate geometriche aiuole e la libertà naturale del boschetto, con i suoi alti lecci secolari e il fitto tappeto di acanto. Il giardino, punteggiato da statue e fontane, è stato oggetto di un restauro esemplare e viene mantenuto in ottime condizioni. La conservazione del parco e del ricco patrimonio

Villa Medici

arboreo segue un’attenta gestione ecoresponsabile del verde e promuove la biodiversità. L’Accademia di Francia a Roma organizza tutti i giorni (tranne il lunedì) delle visite guidate che permettono di scoprire, oltre al meraviglioso palazzo rinascimentale, una parte importante dei giardini. Alcuni luoghi e architetture del parco sono diventati protagonisti delle opere

realizzate dai borsisti dell’Accademia, che accoglie in residenza artisti e storici dell’arte. I giardini di Villa Medici sono inoltre lo scenario di diverse manifestazioni culturali organizzate dall’Accademia di Francia a Roma. www.villamedici.it/en

Villa Medici a Roma è Il Parco Più Bello d’Italia 2015 per la categoria Parchi Pubblici Villa Medici

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Giardino di Ninfa

A Latina, tra le rovine, si svela un giardino tra i più belli al mondo: il Giardino di Ninfa, creato nel XVI secolo dal cardinale Nicolò III Caetani. Dopo un lungo abbandono, alla fine dell’Ottocento i Caetani ritornarono sui possedimenti da tempo abbandonati per dar vita a un giardino dall’aspetto romantico: piantarono i primi cipressi, lecci, faggi, oggi maestosi, rose in gran numero, e restaurarono alcune rovine, fra cui il palazzo baronale, che divenne la casa di campagna della famiglia, oggi sede degli uffici della Fondazione Roffredo Caetani. Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, ne continuò la cura introducendo nuove specie di arbusti e rose. Negli otto ettari di giardino è possibile ammirare oltre 1300 piante diverse tra cui molti arbusti che offrono ospitalità alle numerose specie animali presenti. L’ultima erede (e giardiniera) è stata Lelia, figlia di Roffredo, che ha curato il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante. Aggiunse numerose magnolie, prunus e rose rampicanti, e, insieme alla madre Marguerite, realizzò accanto alle mura sud della città un rock garden. Donna Lelia morì nel 1977, ma prima della morte decise di istituire la Fondazione Roffredo Caetani al fine di preservare attualità verdi

il giardino e il castello di Sermoneta e di valorizzare il territorio pontino e lepino. Il complesso rappresenta un unicum per l’armonioso e affascinante connubio tra le architetture in rovina della città abbandonata e la natura che la avvolge, creando uno spettacolo di grande fascino. La manutenzione del giardino è esemplare per impegno

e competenza negli interventi. La Fondazione garantisce l’apertura al pubblico con criteri di compatibilità con le esigenze di salvaguardia del giardino. www.fondazionecaetani.org

Giardino di Ninfa è Il Parco Più Bello d’Italia 2015 per la categoria Parchi Privati www.ilparcopiubello.it

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Giardino di Ninfa

Giardino Botanico della Cutura a Giuggianello (LE) Oltre ai due vincitori ufficiali del Premio, la giuria ha voluto assegnare quest’anno una menzione speciale a un giardino del Salento, ubicato in un territorio nel quale gli ulivi secolari sono fortemente compromessi dalla diffusione del batterio della Xylella: Giardino Botanico della Cutura (Giuggianello, Lecce) Menzione Speciale Il Parco Più Bello d’Italia 2015. Antica tenuta di campagna costruita nel classico stile rurale di fine Ottocento, oggi rinomato giardino botanico, ospita una delle più ricche raccolte di piante rare, succulente e tropicali - grazie alla passione del suo proprietario Salvatore Cezzi - presenti in un gran numero di esemplari, oggi di dimensioni ragguardevoli, alcuni ottenuti per modificazioni genetiche spontanee. Un paradiso nato dalla pietra, dove piacere e natura si fondono in perfetta armonia in un trionfo di profumi e colori.

Villa Serra a Sant’Olcese (GE) cascate ed un prezioso impianto di specie arboree esotiche tra cui Si è svolta inoltre, quest’anno per la emergono esemplari isolati come prima volta, una “votazione popolare” riferimento visivo. A contorno delle tra gli utenti del network e i visitatori distese erbose si trovano filari di dei Parchi e Giardini d’Italia, che tigli, lecci, roverelle con boschetti di hanno potuto votare il loro preferito magnolie, abeti rossi, tassi, faggi e tra i 10 finalisti 2015. La votazione è aceri, così da creare scene diverse. avvenuta tramite la pagina Facebook “Il Parco Più Bello” e ha riscosso un Giardino Botanico interesse che è andato ben oltre le aspettative. Il vincitore del Premio della Cutura Menzione Giuria Popolare Il Parco più Bello Speciale Il Parco Più d’Italia 2015 è: Villa Serra (Sant’Olcese, Bello d’Italia 2015 Genova) Premio Giuria Popolare Il Parco Più Bello d’Italia 2015 Un elegante parco all’inglese esteso Villa Serra Premio per nove ettari sul fondovalle Giuria Popolare Il Parco pianeggiante del Rio Comago. Più Bello d’Italia 2015 Percorsi a serpentina, assi visivi e coni prospettici accompagnano il visitatore tra boschetti e Per la selezione dei vincitori il Comitato scientifico ha valutaampie pelouse to i seguenti parametri: l’interesse storico-artistico e botanico, erbose alla lo stato di conservazione, gli aspetti connessi con la gestione e scoperta di la manutenzione, l’accessibilità, la presenza di servizi, laghi, ruscelli, le relazioni con il pubblico e la promozione turistica.

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Giardini temporanei al Flormart

Garden Show

All’interno dei padiglioni della Fiera di Padova gli allestimenti finalisti del concorso DI

DONATELLA FORNI

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l concorso internazionale di architettura del paesaggio Flormart Garden Show, accanto alla sezione dedicata ai progetti già realizzati, prevede una seconda sezione che ha visto in gara progetti di giardini temporanei: gli otto allestimenti finalisti sono stati esposti a Flormart.

Il primo premio è andato al progetto “Un fiume di piante”, firmato da quattro giovani studenti della facoltà di Agraria dell’Università di Padova, di età compresa fra i 24 e i 25 anni: Valentino Dal Ben, Alvise Anchel Arribas, Andrea Rocco e Anna Mastellaro di EcoProspettive www. ecoprospettive.com. Il verde verticale è stato realizzato da Verde Verticale www. verdeverticale.celebrin.it, il bordo in acciaio CorTen da Bordo Giardino www.bordogiardino.it.

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Secondo premio a “È solo un problema di gravità” degli architetti Mauro Guidolin (guidolinmauro@gmail.com) e Irene Notari (ire.notari@gmail.com), dello studio GN paesaggi di Loria (TV). L’area di progetto, di 8x6 m, rialzata di 30 cm rispetto al livello del pavimento, riproduce una porzione di parco urbano: a un viottolo in ghiaino di 1,5x6 m si affianca un’area vegetata di 7,5x6 m, percorsa a sua volta da due stretti sentieri. Una parte di quest’area vegetata, una striscia di 6x1,8 m, partendo dal livello del terreno si solleva a formare una virgola sospesa. A completare il quadro due panchine e due punti luce, uno a terra ed uno ancorato al punto più alto della parte sospesa (4 m), legato al mazzo di palloni colorati “responsabile” del sollevamento. Una struttura di travi metalliche opportunamente calibrate regge l’illusione e ospita un sistema per inverdimento verticale modulare capace di adattarsi a qualsiasi superficie, composto da un materassino flessibile in geotessuto formato da camere orizzontali imbottite di substrato di coltivazione e ricoperto da uno strato di geocomposto in fibra di cocco fustellato e vegetato. La vegetazione si compone di sole piante erbacee, in particolare perenni a fioritura tardiva e graminacee, scelte e disposte in modo da ricreare l’aspetto di un morbido e rustico prato fiorito di fine estate. Al fine di assicurare la piena adattabilità all’ambiente urbano, la durabilità dell’effetto estetico e ridotte esigenze manutentive sono state selezionate specie e varietà che coniugano valore ornamentale e resistenza/ rusticità.

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Al terzo posto si è piazzato il team di progettisti bassanesi composto da Silvia Farronato, Matteo Castagna e Loris Cerantola con “Beat Generation”. Il progetto gioca con variazioni del quadrato e del rettangolo, che rimandano ai rapporti musicali, al paesaggio e alle sue relazioni di strade e piazze, di campi coltivati, di percorsi... I piccoli spazi definiti dai cilindri in cartone, sia a terra che in corrispondenza dei pannelli verticali, ospitano le piante, il cui sviluppo contrasta con la rigida geometria della realizzazione. I cilindri inseriti nei pannelli verticali evocano gli anfratti che si creavano un tempo nei muri cittadini. La vegetazione che si instaura naturalmente in queste nicchie è caratterizzata da frugalità e resistenza alla siccità. Si propongono quindi piante con poche esigenze, adatte a condizioni difficili. La struttura tubolare consente la creazione di vani utilizzabili anche da altri componenti dell’ecosistema, come una casa per gli insetti, o una cavità per nidi di uccelli, a vantaggio dell’incremento della biodiversità. I materiali utilizzati provengono tutti dal riciclo.

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Da segnalare anche il progetto “Frammenti” di Matteo Schillaci, Maria Gatti e Nikolay Nikolaev. Con un primario intreccio di linee abbozzate è stata definita l’idea di massima sulla parete verticale e a terra; il disegno è stato riportato su entrambi i piani in modo da stabilire la connessione, la maglia dello spazio (o un territorio) che sembra casuale ma in realtà, sia in piccolo sia su scala maggiore, è rigidamente dettata dalla natura. In un secondo momento, si sono studiate le geometrie che governano lo spazio progettato. Le circonferenze e i punti tangenti formano le linee sinuose che si intersecano e creano gli insiemi, ovvero le campiture composte da materie vive e non, sia sulla parete vegetale che al suolo. La scelta botanica si è rivolta verso specie a bassa manutenzione (o nulla), adatte alla zona di Padova e uniscono al tempo stesso valore estetico e longevità. Lo stesso vale per la pietra pomice e il plexiglass, molto diversi tra loro ma allo stesso tempo simboli di elementi primordiali come la roccia e l’acqua, ma anche del passaggio dell’uomo sull’ambiente.

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tocker è una azienda altoatesina con la passione della natura e del giardinaggio che propone una vasta gamma di prodotti per gli hobbisti che amano l’orticoltura e la cura del verde, sono attrezzi per il taglio, l’irrigazione, la legatura e la protezione. L’azienda è riconosciuta per la praticità di utilizzo dei suoi prodotti concepiti secondo uno standard qualitativo che li rende efficienti e duraturi nel tempo.

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Kids Garden Stocker composto da pala, rastrello e scopa da giardino, tutti lunghi 78 cm e disponibili nei due colori rosa e verde, si abbinano all’innaffiatoio di capienza 0,35 l e alle scarpe da giardino, disponibili nei due colori rosa e giallo.

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Venticinque anni fa la bonifica del lago d’Orta Ora le acque completamente risanate sono tra le più pulite al mondo e si stanno ripopolando di flora e fauna autoctona

N Venticinque anni fa il lago d’Orta era il bacino d’acqua dolce più acidificato al mondo, con un habitat divenuto inospitale alla vita a causa di anni di emissioni tossiche sulle sue rive www.giardini.biz

el settembre scorso a Pettenasco (No), sul Lago d’Orta si è tenuta la conferenza “Living Waters” organizzata da L’Ecomuseo Lago d’Orta e Mottarone con lo scopo di porre una rinnovata attenzione sulla necessità di perseguire nelle attività di monitoraggio e studio delle acque per tutelare il patrimonio del lago, oltre che per mostrare l’operazione di bonifica avvenuta come un esempio perseguibile in altre zone d’Italia e del mondo. Qualcuno lo definiva il lago morto, per il triste vanto di essere divenuto il bacino d’acqua più acidificato del mondo a causa di incontrollati sversamenti industriali ammonici da parte delle fabbriche tessili, site nel territorio, già dagli anni ‘20. Fu grazie a un’operazione di bonifica definita “liming”, intrapresa dall’Istituto per gli Ecosistemi- CNR di Pallanza tra il 1989 e il 1990 che si riuscì a risanare le acque acide riportando il

TESTO DI DONATELLA FORNI FOTO ECOMUSEO LAGO D’ORTA E MOTTARONE

pH a livelli più che ottimali, al punto che oggi il Lago d’Orta è tra i più puliti al mondo. Grazie all’operazione di liming il lago è stato risanato dal punto di vista chimico, il che ha permesso lo spontaneo ritorno di alcune specie di flora e fauna autoctone che si ritenevano essere estinte. Il ripopolamento biologico però richiede tempo e un aiuto da parte dell’uomo. Gli studiosi dell’Istituto degli Ecosistemi di Pallanza hanno incontrano il pubblico a Pettenasco per spiegare il valore di quell’intervento, della costante attività di monitoraggio delle acque, dell’impatto dei cambiamenti climatici sui bacini lacustri e le nuove sfide per il Lago d’Orta. Nell’incontro è stato anche presentato il progetto fotografico scientifico “Sailing” portato avanti lo scorso anno da Walter Zerla, che ha navigato il lago con la sua imbarcazione-laboratorio per testimoniarne i cambiamenti.

L’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone si costituisce il 14 maggio 1997 da enti pubblici e privati mossi dalla volontà di dar vita a una realtà di cultura materiale del territorio del Cusio, del Mottarone e della Val Strona. È un’istituzione culturale che assicura la preservazione e la valorizzazione dei beni naturali e culturali del territorio con la partecipazione della popolazione.

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Amici animali in inverno Le attenzioni necessarie per superare la stagione fredda

L’

inverno è alle porte e occorre pensare agli animali del giardino e a quelli in casa. Alcune precauzioni e un’alimentazione adeguata difenderanno dai mali di stagione.

Gatti re della casa, cacciatori in giardino

animali in giardino

Questo periodo dell’anno è, solitamente, privo di cucciolate e i gatti conducono una vita tranquilla. Soltanto i gatti che vivono all’esterno hanno bisogno d’attenzioni particolari. Dobbiamo approntare un giaciglio riparato, anche con un semplice cartone ben spesso e stracci che si potranno cambiare periodicamente.

L’alimentazione andrà curata sia quantitativamente sia qualitativamente venendo a mancare quella ricchezza di fonti alimentari integrative (piccoli roditori, uccellini, e altro) che da sempre i gatti sanno trovare in giardino.

La vasca e il laghetto dei pesci rossi

Solo nelle regioni italiane dove il gelo persiste dovremo preoccuparci della salute dei pesci rossi o degli altri pesci ornamentali d’acqua fredda, come le carpe koi. L’abbassamento stagionale della temperatura è tanto più pericoloso quanto meno profondo è il laghetto o la vasca. Specchi d’acqua poco profondi si trasformano in bare di ghiaccio, dove nulla sopravvive. Bacini profondi consentono invece ai pesci di riuscire a svernare sul fondo dove la temperatura è maggiore che in superficie. Unica avvertenza non rimescolare mai l’acqua. perché romperemmo quella barriera che è alla base di questa “miracolosa” proprietà legata al variare della densità dell’acqua in relazione alla temperatura. Se nel giardino abbiamo soltanto una piccola vasca ritiriamo i pesci prima che la temperatura notturna scenda sotto lo zero e alloggiamoli in una capiente bacinella, ma non nel garage dove i gas di scarico delle automobili contaminerebbero anche l’acqua. Nutriamoli con regolarità, ma senza esagerare. Al cambio dell’acqua, anche parziale, non lasciamoci tentare dall’usare acqua tiepida o calda perché povera d’ossigeno.

SHUTTERSTOCK

Nel periodo invernale i gatti si accomodano in casa e si accampano da re conquistando silenziosamente gli spazi che preferiscono: una sedia, una poltrona, l’angolo del tappeto vicino alla stufa. La presenza discreta gli consente di imporsi senza scontri frontali anche con i padroni più intransigenti. Nei primi giorni di accensione degli impianti di riscaldamento i gatti, con facilità, emetteranno qualche colpo di tosse o qualche starnuto: è un problema legato a un’umidità dell’aria dentro casa insufficiente che induce una secchezza delle vie respiratorie. Soltanto se il fenomeno si protrae per una settimana preoccupiamoci e portiamo il gatto dal veterinario di fiducia.

TESTO DI ALESSANDRO MESINI FOTO SHUTTERSTOCK E LUCIANA ZENI

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Gli uccelli da voliera La voliera può rappresentare un angolo prezioso del giardino che durante l’inverno ha però bisogno di essere protetto e quindi se non si possiede un adeguato alloggio coperto dovremo ricorrere all’impiego di teli di protezione contro i venti dominanti di stagione e contro la neve. L’alimentazione dovrà essere mutata incrementando il valore energetico della razione, preferendo granaglie come il mais piuttosto che il frumento o acquistando mangimi grassati. Continuiamo a somministrare alimenti verdi (erba, ortiche, frutti selvatici) fino a quando è possibile, poi ricorrendo a scarti di verdure.

I piccoli ricci non supereranno l’inverno LUCIANA ZENI

SHUTTERSTOCK

I gatti che vivono all’esterno necessitano di un’alimentazione più ricca

Scoraggiamo la deposizione delle uova nelle specie molto prolifiche come le tortore eliminando i nidi.

Gli uccelli in gabbia Gli uccelli in gabbietta o nelle piccole voliere mobili alloggiate all’esterno della casa, sotto il portico, o in un angolo del giardino, devono essere ritirate in modo definitivo. Sconsigliamo di dare inizio a un continuo fuori e dentro nelle ore più calde o nei giorni con temperature più miti. Il rischio, sempre in agguato, è quello di scordarsi all’esterno la gabbia durante la notte o di essere sorpresi da una precipitazione imprevista che

potrebbe rivelarsi fatale, soprattutto per le specie tropicali. L’escursione termica fra l’interno e l’esterno, oltre al variare degli altri parametri ambientali, nuoce sicuramente agli uccelli, anche ai più rustici. Posizioniamo gabbie e voliere lontano da porte e finestre che una volta aperte creino correnti o colpi d’aria fredda e umida. I problemi respiratori non sono da trascurare e al primo segno di respiro affannato a becco aperto è bene intervenire con prodotti specifici, come antibiotici, perché pur non essendo sempre fatali, le malattie respiratorie assumono in questi animali caratteri di cronicità con elevata frequenza.

Piccole attenzioni per i selvatici che frequentano il giardino Offriamo agli uccelli selvatici cibi sostanziosi, ricchi in amidi e grassi, come i biscotti, in un luogo sicuro, facilmente accessibile, riparato e con spazio sufficiente ad ospitare un buon numero di commensali. Rimettiamo al loro posto le pietre che sollevate rivelano la presenza di rettili, insetti o altri animali già in fase di letargo. Non cacciamo i pipistrelli dalle soffitte, dalle legnaie e dalle rimesse perché potrebbe essere un grave problema per loro trovare un altro rifugio adatto in tempo utile. Raccogliamo i ricci di piccole dimensioni, inferiori ai seicento grammi di peso, che cercano il cibo fra le foglie cadute perché non hanno abbastanza riserve corporee per affrontare il lungo sonno che può salvarli dall’inverno.

Foto scattata nel giardino di Luciana Zeni a San Felice sul Panaro

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animali in giardino


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Per aiutare i cani a combattere il freddo Per i cani che vivono prevalentemente in casa e si avventurano all’esterno solo per brevi periodi della giornata, e di solito in nostra compagnia, basteranno poche precauzioni per limitare i possibili malanni dell’inverno. Dovremo evitare le correnti fredde e i forti sbalzi di temperatura tenendoli al chiuso nei giorni di maggior gelo soprattutto se si tratta di soggetti di piccole dimensioni o a pelo corto. Questi tipi di cani sono più esposti di altri ai problemi del freddo perché o poco isolati termicamente (mantello e pannicolo adiposo sottocutaneo), o senza grosse riserve energetiche per far fronte a uno sforzo metabolico prolungato. Maggiore attenzione dovremmo porre per i cani che continueranno a trascorrere l’inverno in giardino o nei loro paddock esterni. La prima attenzione è di dotarli di una cuccia accogliente eliminando temporaneamente ceste o stuoie che l’animale abbia eletto a suo giaciglio animali in giardino

Una cuccia accogliente e cibi energetici per il cane che temporaneo all’aperto. Nella cuccia vive in giardino metteremo una coperta o degli stracci caldi, ma solo dopo che questa sarà stata disinfestata e disinfettata. Non dovremo assolutamente avventurarci in tosature tardive perché l’asportazione degli strati più profondi del mantello privano il cane di quella barriera con caratteristiche isolanti formata dal sottopelo e dall’aria calda a contatto con il corpo. Se abbiamo la fortuna di possedere

nel nostro giardino un laghetto ricordiamoci di dissuadere il cane a passeggiare sulla superficie ghiacciata perché non sono così rari i casi di animali rimasti intrappolati nell’acqua dopo aver sfondato la crosta superficiale.

Una corretta alimentazione A fronte di una maggior richiesta energetica (al freddo si bruciano più calorie) anche l’alimentazione dovrà cambiare. Preferiamo, a parità di quantità, gli alimenti con maggior contenuto energetico. In commercio sarà facile scegliere mangimi o crocchette pronte ad alta energia. Questi alimenti sono caratterizzati da un più alto tenore in grasso, piuttosto che da una riduzione della componente fibrosa. L’uso d’integratori minerali e vitaminici in questo periodo può essere certamente indicato, ma non sempre saranno in grado di affrontare e risolvere con successo il problema dei dolori articolari che il freddo fa ricomparire o riacutizza. Esistono oggi sul mercato prodotti a base di estratti vegetali registrati come alimenti complementari, seriamente testati, in grado di svolgere un’azione efficace a livello delle articolazioni grazie ad un’azione selettiva sulle cartilagini e i fluidi articolari.

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I consigli di Schesir

La corretta alimentazione degli amici a quattro zampe

Schesir: nuove crocchette per cani di taglia media Formulate con ingredienti naturali, più vitamine e minerali, le nuove crocchette Schesir rispondono alle esigenze nutrizionali dei cani di taglia media di qualsiasi razza nelle varie fasi di vita, aiutandoli a mantenere un buono stato di salute. Sono disponibile in 5 varietà, in formato 3kg oppure 12kg: Mantenimento con Pollo, Mantenimento con Prosciutto, Mantenimento con Pesce, Puppy con Pollo (per cuccioli), Mature con Pollo (per cani anziani). Tutte le varietà proposte sono prive di coloranti e di conservanti aggiunti e contengono fonti proteiche ad alta digeribilità.

Schesir crocchette Dry Line “Medium Maintenance / Con Pollo” con azione prebiotica e antiossidante.

Schesir crocchette Dry Line “Medium Maintenance / Con Prosciutto” curative della pelle, hanno azione prebiotica e antiossidante, contengono solo 1 proteina ipoallergenica.

Schesir crocchette Dry Line “Medium Maintenance / Con Pesce” con omega 3 e omega 6, hanno azione prebiotica e sono curativi della pelle e del matello.

Schesir crocchette per cuccioli Dry Line “Medium Puppy / Con Pollo” contengono epa e dha, omega 3 e omega 6, hanno azione probionica.

Gli snack ripieni “Stuzzy Friends” per cani e gatti che uniscono gusto e funzionalità Che sia un premio o semplicemente un’occasione di gioco, lo snack rappresenta un gesto d’interazione con il proprio amico a quattro zampe, di cui non va assolutamente sottovalutata l’importanza. Per non dimenticare l’attenzione al benessere del Anti-Hairball gatto, nemmeno nel momento dello snack, è bene per agevolare evitare di dargli la prima cosa che capita. Stuzzy Friends è la scelta giusta in questo senso, con la sua la digestione linea completa di snack funzionali, senza coloranti dei boli di artificiali, disponibili in diverse varietà e gusti. L’ultima pelo del novità sotto il marchio Stuzzy Friends è la linea degli gatto snack ripieni, in incarti singoli da 50 g per il gatto Sterilized per aiutare i gatti e da 80 g per il cane. Sei con tendenza al sovrappeso varietà che uniscono gusto a a mantenersi in forma funzionalità.

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Schesir crocchette per cani in età Dry Line “Medium Mature / Con Pollo” con effetto curativo cardiovascolare, azione prebiotica, antiossidante, e sono curative della pelle e del mantello.

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Di Daniela Bernardi un tulipano sbocciato la scorsa primavera

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nche il prossimo anno su tutti i numeri della rivista dedicheremo una o più pagine alle foto dei lettori e in particolare riserveremo uno spazio al giardino dei lettori. Il nostro invito è di fotografare in tutte le stagioni e in particolare in questo mese freddo e buio. Ci sono, infatti, alcuni momenti della giornata in cui la luce gioca effetti straordinari tra le strutture del giardino, forse sono solo attimi, ma saperli cogliere è una vera emozione! L’arte di fotografare sta proprio in questo, riuscire a vedere “il bello” dove altri non vedono. Quando nevica poi il consiglio è di preparare e tenere a portata di mano la macchina fotografica per non perdere quel momento in cui forse contemporaneamente esce un raggio di sole. Per pubblicare su Giardini scatti singoli o foto di tutto il giardino basta inviare le immagini in allegato ad una o più mail all’indirizzo: donatella.forni@logos.info. Tutte saranno anche caricate nel sito della rivista www.giardini.biz nella sezione “Mostra fotografica”.

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Ricordi d’estate Scatti di Ivana Bertoldi

mostra fotografica

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Una selezione delle ultime foto arrivate


Qualche foto di fiori scelte tra le tante di Giuseppe Fozzi

Alcuni scatti di Antonella Corradi, appassionata di piante e di fotografia

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mostra fotograďŹ ca


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Nel prossimo numero di Giardini:

& Ambiente Direttore di testata:

Donatella Forni donatella.forni@logos.info Coordinatore tecnico-scientifico: Eraldo Antonini eraldo.antonini@logos.info www.studioeraldoantonini.it Art director: Daniele Bini Comitato di redazione

Paolo Cottini

Massimo Fornaciari

fotografo botanico

Maria Grazia Bellardi

Mario Ferrari

agronomo esperto in frutticoltura

fitopatologo, docente FacoltĂ di Agraria UniversitĂ  di Bologna

Alessandro Bertolini specialista in tappeti erbosi

fitoiatra ed entomologo, docente Istituto Tecnico Agrario ÂŤA. ZanelliÂť di Reggio Emilia, giĂ docente FacoltĂ  di Agraria UniversitĂ  di Modena e Reggio Emilia

Alessandro Mesini agronomo alimentarista

Hanno collaborato a questo numero: Cecilia Lucchesi, Alessandro Mesini, Paolo Pistis, Giancarlo Pozzi, Enzo Valenti, Ufficio Stampa Comune di Lainate e Villa Litta

Parchi e giardini di Nantes, tra tradizione botanica e natura selvaggia

Fotografi: Eraldo Antonini, Nino Farinetti, Cecilia Lucchesi, Alessandro Mesini, Paolo Pistis, Giancarlo Pozzi, Enzo Valenti, Agenzia Shutterstock, Archivio FotograďŹ co Fondazione Roffredo Caetani, Archivio Grandi Giardini Italiani, Ecomuseo Lago d’Orta e Mottarone, UfďŹ cio Stampa Assosementi, UfďŹ cio Stampa Diesis Group, UfďŹ cio Stampa Pitagora Comunicazione Copertina: Foto Diascia PW “Breezeâ€? tratta dal catalogo 2016 Andreas Psenner

Cuphea ignea, la pianta dei petardi

Hydrangea macrophylla, ortensie: vecchie signore modernissime

"IMESTRALEsANNOsSUPPLEMENTODELNsDICEMBRE Direttore Responsabile: Antonio Vergara Meersohn Direzione e Amministrazione: Logos Publishing srl VIA#URTATONAs-ODENAsTELsFAX !UT4RIB-ODENANDEL)SCRITTOAL2/#CONILN)33. 0OSTE)TALIANE3PA 3PEDIZIONEIN!0 $,CONVIN,N ARTCOMMA -ODENA BIM

Editore: Marie Louise Moro

Le camelie, piĂš di quaranta varietĂ

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Direzione: Marie Louise Moro TELsFAXsMARIELOUISEMORO LOGOSINFO Segreteria: Nicoletta Gasparini TELsFAXsNICOLETTAGASPARINI LOGOSINFO RETE VENDITA PUBBLICITĂ€ 2OSANNA!NDREUCCIsTELFAXsCELL e-mail: serel.sas@tin.it, andreuccirosanna@gmail.com

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Aceri sempreverdi, piante venute da lontano

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