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Domenica 19 luglio 2009 1 e

Redazione di Milano Via Solferino 28 - Tel. 026339 Redazione di Roma Piazza Venezia 5 - Tel. 06688281

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano Anno LXV - Numero 29

MONDIALI DI ROMA IERI L’INAUGURAZIONE

DOMANI SARANNO 40 ANNI

E’ la festa del nuoto Tuffiamoci con Tania Oggi la Cagnotto dal trampolino (finale alle 16) Beffa per i Marconi: perdono il bronzo per 9/100 Pagine 24-25-27-29 ARCOBELLI, BOZZA, CARRELLA, CRIVELLI, GREGORI e GREISON

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Federica Pellegrini consegna il tricolore per l’alzabandiera IMAGE

20 LUGLIO 1969 l’impronta di Buzz Aldrin sul suolo lunare AFP

IBRA x ETO’O Il tecnico vuole lo scambio, ma ha fretta

MOU DICE SI’ Josè Mourinho, 46 anni, guarda pensieroso al futuro dell’Inter IMAGE

il commento PERCHE’ LE STELLE SCAPPANO

di FRANCO ARTURI

Benvenuti in seconda fascia. I senza Ibra-e-Kakà si accomodano nelle poltrone in fondo. Davanti hanno gli inarrivabili spagnoli, gli inglesi e, per molti parametri, a partire dagli spettatori negli stadi, anche i tedeschi.

Il portoghese studia un’Inter senza Zlatan. Il camerunese esige la buonuscita Albertini, ex compagno nel Barça: «Eto’o è il più forte del mondo»

SEGUE A PAGINA 8

Pagine 2-3-5 CECERE e ELEFANTE

AMICHEVOLE A NANCY (ORE 18)

TOUR INCIDENTE: MUORE UNA DONNA

MOTOGP IN GERMANIA (TV ALLE 14)

Juve, è Diegomania Ma il brasiliano resta fermo ai box

Nocentini ancora in giallo per 5" Da oggi le Alpi

Vale, prima pole sotto la pioggia

Pagine 6-7 BRAMARDO

Pagine 22-23 PASTONESI e SCOGNAMIGLIO

Pagine 18-19-21 FALSAPERLA, IANIERI e ZAMAGNI

IL GIORNO CHE CI SIAMO PRESI LA LUNA di BEPPE SEVERGNINI

Se vi chiedete perché tante commemorazioni del 40o anniversario dello sbarco sulla Luna, ci sono tre risposte. La prima: cade d’estate, e nei media c’è spazio. La seconda: è successo nel 1969, durante l’adolescenza della generazione nata negli anni Cinquanta, la più loquace della storia. La terza: è stato il massimo. Letteralmente: arrivati sulla Luna, non abbiamo messo piede su un altro corpo celeste. Ogni altra conquista scientifica, scoperta ed esplorazione è stata perfezionata, proseguita, migliorata, superata. L’uomo è fatto così: mai contento. SEGUE A PAGINA 37

IL ROMPI PALLONE di Gene Gnocchi

Intoppo nella trattativa per Eto'o all'Inter. Il camerunese vuole 10 milioni. Moratti gliene vuole dare 14.

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LA GAZZETTA SPORTIVA

TOUR DE FRANCE LA 14ª TAPPA

Per un soffio Q Hincapie

Q Contador

Q Armstrong

a 5’’

a 6’’

a 8’’

George Hincapie, 36 anni, ieri ha fallito la maglia gialla per 5"

Lance Armstrong, 37 anni, ha già sfiorato 2 volte la maglia gialla

Alberto Contador, 26 anni, 9 giorni fa è arrivato a soli 6" da Nocentini

Nocentini aggrappato al miracolo giallo L’aretino leader per l’8o giorno, grazie al suicidio tattico della Columbia: Cavendish lancia lo sprint dei battuti e così annulla il vantaggio di Hincapie DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI BESANÇON (Francia) dFino all’ultimo respiro. Quello felice di Sergei Ivanov, russo, che perde il fiato, sputa l’anima e vince la tappa. Quello deluso di George Hincapie, americano, beffato, fottuto, scippato della maglia gialla proprio dalla sua squadra. Quello sorpreso di Rinaldo Nocentini, che abita in un miracolo e si ritrova per l’ottavo giorno da solo in cima al Tour, per la miseria di 5 secondi. Quello arrabbiato di Daniele Bennati, che accusa Nicolas Roche di aver fatto il furbo. Quello velenoso della Garmin, la squadra americana che rincorre Hincapie per dare un dispiacere a Lance Armstrong. E fino all’ultimo respiro, quello fatale, della spettatrice travolta da una moto.

Adrenalina Il Tour: sport e tragedia, spettacolo e destino, vita e morte, strade che si accendono, storie che si spengono. Il Tour: un serpente di asfalto e adrenalina, dove tutto si arrampica e si consuma, dove ogni

w I NUMERI

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gli italiani più «gialli» Raggiunte le 8 maglie gialle di Claudio Chiappucci, Rinaldo Nocentini oggi può eguagliare le 9 di Fiorenzo Magni. Davanti avrebbe a quel punto solo 5 vincitori di Tour: Ottavio Bottecchia (34), Gino Bartali (23), Fausto Coppi e Felice Gimondi (19) e Gastone Nencini (14)

mattina tutto rinasce, ma non resuscita, dove esiste sempre una seconda possibilità, ma non una seconda esistenza. Harakiri Columbia L’ultimo respiro di Ivanov: in fuga tutto il giorno, scatta ai -10, lo rivedono al traguardo. «Aspetto il momento giusto. Poi continuo a dirmi: "Devo andare, devo andare, devo andare". Fino alla vittoria». È la sua seconda al Tour: «La più bella, perché la più dura». L’ultimo respiro di Hincapie: in fuga tutto il giorno con gli altri dieci, recupera 5’35" al «Noce» e gliene rifila altri 3’, totale: maglia gialla in cassaforte. Ma dietro reagiscono e proprio la sua squadra, nel progetto di pilotare Mark Cavendish nella volata del gruppo per collezionare punti per la maglia verde, risospinge il «Noce» alla salvezza e all’apoteosi. Ma non è tutto. Mark — doppia beffa — sarà retrocesso per aver deviato Thor Hushovd contro le transenne. Sacrificio L’ultimo respiro del «Noce»: «Ai -45 dall’arrivo, con 8’30" di svantaggio, Vincent Lavenu, il team manager, mi chie-

de se vale la pena di cercare di tenere la maglia gialla o se non è meglio provare a vincere la tappa con Roche. Lo so: la maglia gialla la si difende tutti, ma la indossa uno solo. Lo so: finora la squadra ha lavorato tantissimo per me, e io non me la sento di chiedere altro sacrificio. Lascio decidere alla squadra». Ma i due grandi vecchi, lo spagnolo Arrieta e il francese Gou-

che è suo fratello, e Jacopo, elettricista: una notte in macchina per venire a trovarmi. E poi Andrea, mio cugino, e Fausto, figlio di Fiorenzo Zani, il primo a mettermi in bici: una notte in macchina per venire a salutarmi. E i ragazzi di Don Mazzi, venuti qui in bici ad abbracciarmi. Questo sogno non finisce più. Domani (oggi, ndr) è difficilissima, ci proverò, darò tutto, lo darò per ognuno dei miei compagni».

L’inglese è stato pure retrocesso per aver ostacolato Hushovd

Tutto è possibile Già, oggi. «Qui comincia un altro Tour — sentenzia Johan Bruyneel, team manager dell’Astana, l’uomo che dovrebbe, o vorrebbe, arbitrare le sorti di Contador e Armstrong —. Tutto è possibile. Con Klöden, abbiamo tre uomini per la classifica. Aspettiamo. Dovrebbero attaccare Andy Schleck, o Sastre, o Evans. Perché se non attaccano, quando mai lo faranno?». E’ questo il Tour: sport e tragedia, spettacolo e destino, vita e morte, strade che si accendono, storie che si spengono. Seconde possibilità, sempre. Seconde esistenze, mai.

bert, dicono: maglia gialla. «Si sfianca, si sfinisce, ce la fa. Un grande grazie alla squadra. E, strada facendo, con l’aiuto non richiesto della Garmin e l’aiuto involontario della Columbia». I ragazzi di Don Mazzi «Rinaldinho» ride: «Otto maglie gialle come Chiappucci. Era matto. Quando attaccava, mi faceva impazzire». «Rinaldinho» gode. «Luca, che corre, Gianni,

LA MAGLIA A POIS

Pellizotti, tieni duro Ti aspettano 6 salite

(past.) Franco Pellizotti (nella foto Bettini con Rinaldo Nocentini) ha la forza della pace: «Sapevo che non sarebbe stato difficile tenere la maglia a pois. C’erano due gpm di 3ª categoria, distanti dal traguardo: siamo partiti fortissimo, poi è andata via una fuga, l’ideale. Domani (oggi, ndr) altra storia: percorso subito impegnativo, sei gpm, devo essere sveglio fin dall’inizio, entrare in una fuga e, se c’è ancora spazio, andare avanti. Ci sono tantissimi punti in palio. Ora non esistono più tattiche: ogni tappa è buona, devo prendere più punti possibile».

IL DRAMMA UN’ALTRA TRAGEDIA NEL GIORNO DEL 14o ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI CASARTELLI: MA SUL PODIO SI FA FESTA LO STESSO

Muore una spettatrice travolta da una moto la vita una spettatrice, una donna francese di 60 anni, travolta da una moto della Guardia repubblicana (una componente della Gendarmeria) mentre attraversava la strada.

Un gendarme falcia donna di 60 anni, altre due sono ferite. «Imprudenza» DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO cscognamiglio@gazzetta.it

BESANÇON dE’ stato un altro 18 luglio maledetto al Tour de France, dopo quello del 1995, quando Fabio Casartelli, olimpionico a Barcellona ’92 e compagno di Armstrong alla Motorola, morì sui Pirenei, in seguito a una caduta nella discesa del Portet d’Aspet. Ieri ha perso

Il passaggio del gruppo pochi minuti dopo il tragico incidente che è costato la vita a una sessantenne (a terra a bordo strada), travolta da una moto al seguito della corsa mentre attraversava la strada REUTERS

Impatto violento Il tragico incidente è avvenuto intorno alle 13.30 sul percorso della 14ª tappa, a Wittelsheim, dopo 38 km. I fuggitivi erano già passati, il gruppo non ancora: dopo l’impatto, il motociclista (diversi Tour alle spalle) ha perso il controllo del mezzo, che ha travolto altre due donne, di 34 e 61 anni, ferme a bordo strada. Trasportate in elicottero all’ospedale di Mulhouse, non sono gravi. Per la prima dolori cervicali,

per la seconda frattura di una gamba. La donna investita, invece, non ha avuto scampo: un medico, il dottor Levy, ne ha constatato il decesso sul colpo. Secondo un ufficiale della gendarmeria, testimoni l’avrebbero vista attraversare la strada varie volte prima dell’incidente. Il procuratore aggiunto di Mulhouse, Alexsandre Chevrier, ha dichiarato «che la moto andava a 90 all’ora» e che alla base dell’incidente ci sarebbe «l’imprudenza della donna». Sette anni dopo Erano passati sette anni dall’ultima tragedia del genere al Tour: nel 2002 a Retjons un bambino di 7 anni aveva attraversato la strada per

raggiungere la nonna ed era stato investito da un veicolo della carovana pubblicitaria. Stessa sorte, due anni prima, per un dodicenne. L’evento più grave resta quello del ’64: un camion di rifornimento della Gendarmeria si ribaltò su un ponte provocando la morte di una ventina di persone. Minuto di silenzio Il Tour ieri non ha modificato la cerimonia di premiazione. Oggi alla partenza verrà osservato un minuto di silenzio, comunque già previsto in memoria di un bambino della regione appassionato di bici morto il mese scorso. «E’ un momento tristissimo. La sicurezza della corsa è la nostra priorità — ha detto il direttore Christian Prudhomme —. Sono impegnati 23.000 uomini. Ogni anno facciamo qualche cosa di più, e non ci fermeremo».


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IL FINALE DI VERBIER CHIAMA ARMSTRONG E CONTADOR La gioia di Rinaldo Nocentini, 31 anni: la favola gialla continua BETTINI

E Ballerini lo incita «Se vuole salvarsi ora deve dare tutto» DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO cscognamiglio@gazzetta.it

BESANÇON (Francia) dE adesso ba-

OCCASIONE SFUMATA: È SOLO 9o

Bennati contro Roche «Ha fatto il furbo»

(past.) Daniele Bennati (nella foto Sunada) non si dà pace: «M’hanno tirato in mezzo ed è normale — dice l’aretino, entrato nella fuga giusta ma poi solo 9˚ —. Ero il riferimento per gli altri. Roche ha fatto il furbo, non ha tirato un metro poi è scattato: io non avrei mai fatto una cosa del genere. Quando ho chiuso su di lui, è partito Ivanov. Lo si poteva ancora prendere, se gli altri non si fossero tirati indietro. Volevo solo vincere. Peccato che Willems non abbia resistito: contavo molto sul suo aiuto. Ci ho messo il cuore. Mi resta la tappa di Parigi».

LA GUIDA Vince il russo Sergei Ivanov con uno scatto a 10 km dall’arrivo Bravo Righi: chiude al sesto posto ARRIVO: 1. Sergei IVANOV (Rus, Katusha) 199 km in 4.37’46", media 42,985; 2. Roche (Irl, Ag2R) a 16"; 3. Roulston (N.Zel, Cervelo); 4. Maaskant (Ola); 5. Minard (Fra); 6. Righi; 7. Le Mevel (Fra); 8. Hincapie (Usa); 9. Bennati; 10. Ciolek (Ger) a 22"; 11. Timmer (Ola) a 3’41"; 12. Willems (Bel) a 3’41"; 13. Hushovd (Nor) a 5’36"; 18. Bandiera; 37. Contador (Spa); 45. Nocentini; 49. Armstrong (Usa); 75. Nibali; 104. Pozzato; 119. Sabatini; 121. Ballan; 122. Santambrogio; 124. Tosatto; 130. Bruseghin; 132. Pellizotti; 144. Vanotti; Cavendish retrocesso dal 13˚ al 154˚ posto per scorrettezze. CLASSIFICA: 1. Rinaldo NOCENTINI (Ag2r) 2374 km in 58.13’52", media 40,768; 2. Hincapie (Usa, Columbia-High Road) a 5"; 3. Contador (Spa, Astana) a 6"; 4. Armstrong (Usa) a 8"; 5. Le Mevel (Fra) a 43"; 6. Wiggins (Gb) a 46"; 7. Klöden (Ger) a 54"; 8. Martin a 1’; 9. Vandevelde

(Usa) a 1’24"; 10. A. Schleck (Lus) a 1’49"; 11. Nibali a 1’54"; 12. L. L. Sanchez (Spa) a 2’16"; 13. Monfort (Bel) a 2’21"; 14. F. Schleck (Lus) a 2’25"; 15. Kreuziger (Cec) a 2’40"; 17. Sastre (Spa) a 2’52"; 19. Evans (Aus) a 3’07"; 29. Menchov (Rus) a 5’02"; 42. Pellizotti a 12’21". LE ALTRE MAGLIE Verde (a punti): Hushovd (Nor). Bianca (giovani): Martin (Ger). Pois (scalatori): Pellizotti. OGGI: 15ª tappa, PontarlierVerbier (Svizzera), 207,5 km. Arrivo in salita. Partenza alle 12.05, arrivo intorno alle 17.30. In tv: Rai2 dalle 14, Eurosport dalle 15.45. I VINCITORI DI TAPPA: 1ª Cancellara (Svi); 2ª Cavendish (Gb); 3ª Cavendish; 4ª Team Astana; 5ª Voeckler (Fra); 6ª Hushovd (Nor); 7ª B. Feillu (Fra); 8ª L.L. Sanchez (Spa); 9ª Fedrigo (Fra); 10ª Cavendish; 11ª Cavendish; 12ª N. Sorensen (Dan); 13ª Haussler (Ger).

L’EPISODIO DI COLMAR IL PROCURATORE: «RAGAZZI CHE SI ANNOIAVANO»

Spari su Freire e Dean Ricercati due giovani DAL NOSTRO INVIATO

BESANÇON dDice che è stato un pequeño susto, un piccolo spavento. Ma ammette anche che «poteva finire molto peggio». Oscar Freire torna con i cronisti sull’episodio di venerdì, quello dei tre spari da una pistola ad aria compressa nel corso della 13ª tappa che hanno ferito lui (alla gamba destra) e il neozelandese Dean. Entrambi anche ieri sono stati ascoltati dalla Gendarmeria, che ha aperto un’inchiesta. Il procuratore di Colmar, Pascal Schultz, ha dichiarato: «Senza dub-

Oscar Freire mostra la ferita provocata dal proiettile BETTINI

bio i colpi sono stati sparati da giovani che si annoiavano. Abbiamo la testimonianza molto precisa di un corridore, che ha visto sulla carreggiata due giovani. Al contrario di quelli che si godevano lo spettacolo, al passaggio degli atleti erano corsi dietro a un albero». Tre anni di prigione Si cercano due ragazzi di 16-17 anni, ed è stato fatto un appello agli spettatori per visionare ulteriori filmati. Il reato (violenza volontaria con arma da fuoco) prevede fino a 3 anni di prigione e 45 mila euro di multa. Il Tour, anche dopo l’incidente mortale di ieri, ha negato che in corsa esista un’emergenza legata alla sicurezza. E non risulta, almeno ufficialmente, un aumento delle misure e dei dispositivi in materia. ci.sco.

sta con gli alibi, con le salite lontano dal traguardo, con le attese tattiche e i calcoli. Il Tour de France oggi sconfina in Svizzera ma soprattutto arriva in salita. Va detto subito: l’ascesa che porta a Verbier — più o meno lo stesso traguardo che conquistò Kirchen al Giro di Svizzera 2008 — non è il Mortirolo. Sono 8,8 km di ascesa al 7,5%: ma prima di chilometri ce ne sono altri 200, di cui circa 30 in salita (5 gpm). Non un tappone, ma insomma chi vuole cominciare a mettere in discussione il duopolio Contador-Armstrong (Evans, gli Schleck, Sastre: i nomi sono quelli) deve sbrigarsi. E poi c’è la lotta interna a casa-Astana e un interrogativo appeso: se attaccasse proprio Armstrong, per riportarsi davanti a Contador e magari vestire di giallo? Nel caso, lo spagnolo — caricato dalla visita della famiglia — ha già detto che non toccherebbe a lui seguire il compagno. Però... Possibilità In tutto questo, intorno alle cinque e mezza della sera Rinaldo Nocentini dovrebbe salutare la maglia gialla. Questo dice la logica, perché 5" su Hincapie, 6" su Contador e 8" su Armstrong sono nulla e perché il toscano finora forse è andato già oltre le aspettative. O no? Ne abbiamo discusso con il c.t. azzurro, Franco Ballerini: «Finora Rinaldo si è difeso bene. Forse è esagerato dire che si è superato, perché il percorso è stato favorevole e non c’è stata grandissima battaglia tra i migliori. Però ha dimostrato grande carattere». Sulle possibilità di un miracolo giallo, oggi, Ballerini ha le idee chiare: «Ce ne sono poche. Se uno più uno fa due, anche se nel ciclismo non sempre è così, lascerà il primato. Ci vorreb-

s IL CASO Pozzato e il nuovo tricolore Ieri Filippo Pozzato ha indossato la «nuova» maglia tricolore, dopo le polemiche per la precedente, giudicata poco tradizionale dalla Fci. La Federazione giovedì lo aveva sollecitato a vestire la nuova casacca, paventando anche la possibilità di ritenerlo ineleggibile per la Nazionale

Filippo Pozzato, 27 anni, con la nuova maglia BETTINI

be un super-Nocentini, che tirasse fuori tutto, ma anche una combinazione di circostanze». In ogni caso, la Boucle ha lanciato il toscano dell’Ag2r su un palcoscenico che non aveva mai conosciuto, nonostante la maglia azzurra vestita a Salisburgo 2006 (primo trionfo di Bettini), sulla scia di un’estate da protagonista. Salto di qualità «Ora deve considerare questi giorni come un punto di partenza, non di arrivo — ammonisce Ballerini, che arriverà mercoledì al Tour —. È vero che non è più un ragazzo, ma non ha neppure 36 anni. Voglio dire che è ancora in tempo per entrare in un’altra dimensione. Non si deve sedere sugli allori, perché a volte è stato proprio questo il suo limite. E non abbiamo mai capito fino in fondo dove può arrivare». Ma il c.t. (che nel 2001, per qualche mese, fu suo compagno alla Mapei) non l’aveva mai perso di vista: «Prima di questo Tour, nella rosa di corridori a cui pensavo per il Mondiale di Mendrisio (27 settembre, ndr), Nocentini c’era già. Però c’è tempo e questi giorni in giallo, da soli, non sono una garanzia di convocazione».

EUROPEI SU PISTA

A REGGIO CALABRIA TORNA LA CORSA IN LINEA

Oro a Viviani e Tagliaferro

Pietropolli sfida Visconti e Scarponi

(m.gaz.) Dopo i due successi centrati giovedì e venerdì dagli juniores Loris Paoli (chilometro) ed Elia Ongaretto (corsa a punti), tris di medaglie azzurre ieri agli Europei su pista di Minsk (Bielorussia). Nello scratch under 23 trionfo della grande promessa Elia Viviani, che ha bissato il titolo del 2008 battendo il britannico Rowe e lo spagnolo Barcelo. Vittoria di prestigio anche per Marta Tagliaferro nella corsa a punti under 23: già bronzo junior nel 2007, ha messo in fila la russa Kondel e l’ucraina Kalotovska. Infine argento per Dario Sonda nello scratch juniores, alle spalle del francese Coquard.

dIl Giro della Provincia di Reggio Calabria, storica classica in linea nata nel 1920, rinasce nella sua forma tradizionale, dopo la parentesi dell’anno scorso in cui si disputò come Giro di Calabria (a tappe), con il successo di Daniele Pietropolli. Il veneto della Lpr-Farnese, già vincitore nel 2009 del Giro della Provincia di Grosseto e della Settimana Lombarda, sarà al via anche oggi. Non potrà contare però sull’appoggio di Danilo Di Luca, che un anno fa lo lanciò verso il trionfo. L’abruzzese, secondo al Giro d’Italia, rientrerà infatti mercoledì al Brixia Tour, in attesa di sapere

(entro fine mese) se il suo futuro resterà o meno con la squadra di Bordonali. Tra i protagonisti ci saranno invece Michele Scarponi, due tappe al Giro; gli ex tricolori Giovanni Visconti e Filippo Simeoni; il colombiano Felix Cardenas (Barloworl). Al via 15 squadre: partenza alle 11.30 da Melito Porto Salvo e arrivo intorno alle 17 sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria. Il percorso (197 km) affronta le salite di Zomaro, Sant’Elia e Melia di Scilla. Le altre notizie di ciclismo alla pagina 34

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Gazzetta dello Sport 19 Luglio 2009