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Omraam Mikhaël Aïvanhov * * *

PENSIERI DEL GIORNO 3

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"È scritto nel libro della Genesi: «In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta… e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque». Perché al di sopra delle acque?… Perché l'acqua rappresenta la materia cosmica originale che lo spirito di Dio, il fuoco primordiale, ha penetrato per rendere fertile. Contrariamente a quello che generalmente si crede, non è l'elemento terra che esprime e manifesta al meglio le proprietà e le qualità della materia, ma è l'acqua. Quelle qualità sono la ricettività, l'adattabilità, la malleabilità. Dunque è l'acqua il simbolo della materia prima che ha ricevuto i germi fertilizzanti dello spirito. È lei la matrice della vita. La vita proviene dall'acqua grazie al principio del fuoco che ha messo in moto la materia. Per se stessa l'acqua non possiede la vita, è il fuoco che gliela ha infusa.".

Ti auguro di divenire l’Essere che già sei: ACQUA che brucia, FUOCO che Bagna. perché possa risplendere ed illuminarci tutti, (Gandalf)

"Ascoltando un'orchestra che suona o un coro che canta, gli esseri umani dovrebbero essere spinti a riflettere sull'armonia che dovrebbe regnare anche fra di loro. Sfortunatamente, questo non avviene ed anche, dopo aver ascoltato il più straordinario concerto, non credono di dover fare qualcosa per continuare a vivere in quell'armonia, in quella bellezza. La disarmonia è lo stato più diffuso nel mondo, talmente diffuso che ancora oggi, le religioni ed i movimenti spirituali sono il luogo dove ci si scontra continuamente. Gli uni si oppongono agli altri e le stesse incomprensioni, gli stessi conflitti regnano anche all'interno di ogni religione e di ogni


movimento spirituale. Ed il Signore si gratta la testa, guardando questo scompiglio che si scatena in suo nome! Perché non considerare il Signore come un direttore d'orchestra, il cui compito è proprio quello di far regnare l'armonia? Lui è il vero diapason e, quando tutti saranno accordati, saranno come arpe attraverso cui il vento, il soffio divino, passando, farà sentire una musica meravigliosa."

<<In previsione dell'inverno che si avvicina, ognuno sa che deve predisporsi ad affrontare il freddo: prepara il riscaldamento, l'isolamento della casa, i vestiti più pesanti, ecc.. Sfortunatamente la gente è molto meno previdente quando si tratta di affrontare gli inverni interiori, e quando giunge un periodo oscuro sa solo lamentarsi che la vita non ha alcun senso. Direte che le stagioni della vita interiore non si succedono con la stessa regolarità delle stagioni della natura e che sono meno prevedibili. È vero, ma bisogna sapere che l'inverno ritorna ineluttabilmente ogni tanto e, se vi abituate ad osservarvi, scoprirete ogni volta in voi certi segni premonitori. Imparate dunque ad analizzarvi e, non appena sentite che un periodo di freddo e di oscurità sta per arrivare, siate vigili. Preparate gli elementi spirituali che vi permetteranno di continuare a tener acceso in voi il fuoco e la luce. Gesù diceva: "Camminate finché avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano". Questo significa: "Approfittate delle buone condizioni per procurarvi le armi che vi serviranno il giorno in cui dovrete affrontare le difficoltà che si avvicinano".>>

"Gli esseri umani, sottolineando senza sosta i difetti degli altri, non si rendono conto di entrare in contatto con quei difetti; perciò fanno del male a loro stessi. Eh sì, non si sono ancora studiate bene tutte le forme di comunicazione che avvengono fra gli esseri. Quando criticate qualcuno, il Cielo vi dice: "Poiché vuoi correggerlo, significa che sei ricco, dagli dunque un po' della tua ricchezza! Quanto hai in cassa? Dagliene la metà." Ma quando parlate bene di qualcuno, il Cielo gli dice: "Parlando di te in questo modo, quell'essere ti arricchisce. Allora, dà a lui un po' dei tuoi tesori." Dunque, se parlate male degli altri, saranno loro a trarne profitto, mentre, se parlate bene di loro, sarete voi a beneficiarne. Ma supponiamo ora che siate stati costretti a dire qualcosa di negativo su qualcuno: non terminate il discorso in quel modo, aggiungete almeno una parola positiva nei suoi riguardi. Qualunque difetto abbia, cercate di trovare in lui una buona qualità di cui parlerete, per poter agire beneficamente su di lui e su di voi! Non bisogna mai fermarsi al lato negativo."


" In tutte le religioni ci sono dei fanatici che non solo credono che tutti vogliano attaccare il prestigio di Dio ma credono anche di aver ricevuto la missione di difenderLo, come se il Signore fosse così debole da aver bisogno di qualcuno che Lo difenda! Eppure essi credono proprio questo! Allora lanciano condanne, fanno persecuzioni e massacrano persone che spesso sono molto migliori di loro. Se fossero onesti, domanderebbero al Signore il suo parere allora sentirebbero che il Signore, che è Amore, risponderebbe dicendo: "Non occuparti di questo, non è affar tuo. Se veramente qualcuno mi vuole attaccare, si distruggerà da solo e questa è già una punizione sufficiente. Lasciali fare, altrimenti anche tu mi offendi." Quando si vuole veramente difendere il Signore, si deve manifestare, come Lui, amore e pazienza."

E di questa COLPA si sono macchiate (LO HANNO FATTO E LO CONTINUANO A FARE!) le due principali religioni monoteiste (E SOLO LORO!): CATTOLICA (e protestanti) & MUSULMANA! SI', SI', PROPRIO I CATTOLICI! Guardiamo ed ascoltiamo cosa dicono i nostri "amati preti" (a tutti i livelli e soprattutto quelli che dovrebbero "sapere"!) Beh! Comunque e per chiunque ... Gandalf

"Finché gli esseri umani cercheranno di risolvere le loro contese facendo uso della forza, forse per un momento potranno illudersi di esservi riusciti, ma quel successo non durerà. Quando si utilizza la forza, si provoca sempre negli altri la natura inferiore, il desiderio di tener testa, di ribattere, di prendersi una rivincita. L'impiego della forza suscita sempre l'ostilità, per cui seguono anni e secoli di scontri, senza che si riesca mai a risolvere nulla. La soluzione è quella di dar prova di bontà, di amore, di umiltà. Certo, non si sistema tutto immediatamente, poiché tale atteggiamento, dapprima, può indurre gli altri a pensare che voi siete ingenui e deboli, e ne approfitteranno e continueranno a calpestarvi. Dopo qualche tempo, però, quando si accorgeranno che il vostro atteggiamento non è dettato dalla debolezza ma, al contrario, da una grande potenza spirituale, finiranno per mostrarsi più concilianti; solo "Quanto è fragile la fiamma di una candela! Un soffio può spegnerla. Ma alimentate quella fiamma e, poco tempo dopo, tutti i soffi e i venti non faranno che aumentare la sua potenza. Questa immagine deve farvi comprendere che se siete deboli, il minimo avvenimento della vita può spegnere la vostra fiamma ossia le vostre ispirazioni, i vostri slanci divini; ma se siete forti, la


vostra fiamma diventerà un braciere che le difficoltà e gli ostacoli non faranno che alimentare. Fino a che le piccole cose possono abbattervi, significa che la vostra fiamma è molto debole; dunque portate ancora dei rami per alimentarla. Direte: "Ma quali rami?"Non ne ho!" Come, non ne avete? Tutto il vecchio legname che si è accumulato in voi, i vostri istinti e i vostri desideri inferiori: sacrificateli, gettateli nel fuoco dell'amore divino. Non solo ve ne sbarazzerete, ma mai niente e nessuno potrà più spegnere quel braciere che arde in voi. intendersi."

"Quanto è fragile la fiamma di una candela! Un soffio può spegnerla. Ma alimentate quella fiamma e, poco tempo dopo, tutti i soffi e i venti non faranno che aumentare la sua potenza. Questa immagine deve farvi comprendere che se siete deboli, il minimo avvenimento della vita può spegnere la vostra fiamma ossia le vostre ispirazioni, i vostri slanci divini; ma se siete forti, la vostra fiamma diventerà un braciere che le difficoltà e gli ostacoli non faranno che alimentare. Fino a che le piccole cose possono abbattervi, significa che la vostra fiamma è molto debole; dunque portate ancora dei rami per alimentarla. Direte: "Ma quali rami?"Non ne ho!" Come, non ne avete? Tutto il vecchio legname che si è accumulato in voi, i vostri istinti e i vostri desideri inferiori: sacrificateli, gettateli nel fuoco dell'amore divino. Non solo ve ne sbarazzerete, ma mai niente e nessuno potrà più spegnere quel braciere che arde in voi.

"Uno spiritualista deve incominciare a realizzare in sé stesso l'unità: l'unità fra i suoi pensieri, i suoi sentimenti e le sue azioni. Si racconta che una talpa, un'aquila e un pesce si erano messi in società per trasportare tutti insieme un fardello. Ma che cosa accadde? L'aquila sbatteva le ali per prendere il volo, il pesce voleva immergersi nell'acqua e la talpa cercava di infilarsi sotto terra. Evidentemente, tirato in tali direzioni contrarie, il fardello restò al suo posto! Ebbene, ecco ciò che accade con la maggior parte degli esseri umani: si direbbe che abbiano in sé una talpa, un'aquila ed un pesce che non smettono di tirarli in direzioni opposte. Solamente quando i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni saranno coordinate e dirette verso un alto ideale, quando non vi sarà più alcuna opposizione fra loro, solo allora potremo considerare di essere sulla via della vera spiritualità. Non prima. "


***** "Qualcuno vi dice che è cattolico o protestante o ortodosso o ebreo o musulmano ecc... Guardandolo agire, però, vi rendete conto che la religione alla quale dice di appartenere non ha alcuna influenza reale sulla sua vita: non è che un insieme di vaghe nozioni, di forme vuote di qualsiasi contenuto. Gli hanno insegnato tutto questo nella sua infanzia ed egli lo ripete come si recita una lezione, ma in realtà quelle credenze non corrispondono a nulla di profondo, di vivo. Bisogna dunque concludere che egli ha una religione, ma non ha la fede. Qualcun altro dice di non appartenere ad alcuna religione: i suoi genitori erano diciamo... cattolici, ma non praticavano, non l'hanno fatto battezzare e non gli hanno dato alcuna istruzione religiosa. Ma proseguendo la conversazione e conoscendolo meglio, constatate che possiede il senso del sacro, che è animato da un alto ideale e dalle aspirazioni più nobili. Non sa come parlare di Dio, ma sente nel più profondo di sé stesso e nell'universo una presenza superiore e cerca di migliorarsi per vivere in armonia con quella presenza che indovina confusamente. Quella persona non ha forse una religione, ma ha la fede."

"Ad un certo punto della vita noi tutti facciamo l'esperienza della solitudine. La solitudine è uno stato di coscienza estremamente doloroso in cui l'uomo si sente come scaraventato in uno spazio vuoto, tenebroso, in cui non riesce più a sapere dove si trova e dove sta andando... Gesù stesso ha attraversato quell'oscuro deserto quando esclamò: ""Mio Dio, perché mi hai abbandonato?"" Tutti gli esseri umani, anche i più grandi Iniziati, hanno conosciuto quella solitudine indescrivibile. Perché? Perché è un'esperienza necessaria. Non riusciamo a capire le cose essenziali, vale a dire le verità dell'anima e dello spirito, quando siamo felici, soddisfatti, circondati da amici, ma possiamo farlo quando ci sentiamo soli e abbandonati. In realtà, nessun essere è veramente abbandonato a sé stesso: anche quando attraversiamo le prove più terribili siamo circondati da spiriti e da entità che ci parlano e vegliano su di noi. La solitudine non esiste, è soltanto uno stato di coscienza passeggero, e per superarlo al più presto non c'è altro mezzo che quello di affidarci all'Essere che sostiene tutti i mondi nello spazio."

"Per giustificare i propri capricci e infedeltà, vi sono uomini e donne che pretendono che il matrimonio uccida l'amore. Niente affatto, il matrimonio non uccide l'amore, ma a condizione che l'uomo e la donna sappiano come considerarsi reciprocamente e imparino a cercare l'uno nell'altra l'espressione del mondo divino. Se non cercano nel


partner l'anima e lo spirito per i quali devono fare dei sacrifici, tutti i sacrifici, non possono pretendere che il corpo fisico sia in grado di soddisfarli. Infatti, che cos'è il corpo fisico? Quando muore, l'uomo non è altro che un cadavere e sua moglie non lo conserva, ma lo fa sotterrare, anche se amava suo marito e lo ama sempre. Sì, ma è il lato sottile, è la vita che si ama, non la materia, e ciò che è vivo è la parte divina, la parte spirituale dell'uomo. Il corpo fisico resta quello che è, invecchia persino, e dopo un certo tempo è possibile che lo si trovi meno piacevole e che ci si stanchi di vederlo. Invece, la vita interiore è ! sempre diversa, sempre nuova come l'acqua che scorre; è quell'acqua che si ama, poiché è inestinguibile."

Il tutto & una parte 14/12/2009. "Attualmente, il mondo pullula di specialisti. Certo, la specializzazione è utile, necessaria, ma prima di specializzarsi è auspicabile avere una visione dell'insieme. Se inizierete esplorando un piccolo pezzo di terra, ragionerete e classificherete le cose in modo erroneo, perché non saprete nulla della totalità alla quale esso appartiene. Se invece avete acquisito una visione d'insieme, potrete permettervi di concentrarvi su un punto particolare senza rischi di errore. La vita è troppo breve perché se ne possa studiare ogni campo nei dettagli; ecco perché il metodo degli Iniziati consiste nel considerare anzitutto l'insieme. Anche se questo non offre una conoscenza molto precisa delle cose, ne presenta almeno uno scorcio conforme alla realtà. Se poi essi decidono di concentrarsi su un soggetto, lo approfondiscono molto meglio di uno specialista, il quale non ha alcuna idea dell'insieme; la conoscenza che gli Iniziati hanno dell'insieme, dell'unità, li illumina su quella piccola particella isolata dal tutto, e possono così situarla con esattezza."

Vestirsi & spogliarsi (del corpo) 15/12/2009. "Senza saperlo, ogni giorno voi ripetete i due grandi processi cosmici della discesa nella materia e della risalita verso lo spirito, dell'incarnazione e della disincarnazione, della nascita e della morte. Vestendovi al mattino, cominciate con l'infilarvi i vestiti più leggeri: maglietta, camicia. E continuate con vestiti sempre più pesanti, sino ad arrivare al cappotto se dovete


uscire al freddo. Così pure, per incarnarvi sulla Terra, siete entrati in corpi sempre più densi: il corpo mentale, astrale, eterico, sino al corpo fisico.* Quando la sera vi spogliate per coricarvi, avviene il processo inverso: vi togliete ad uno ad uno tutti quegli involucri. Allo stesso modo, un giorno vi libererete dei vostri vari corpi per ritornare nell'altro mondo. Tutto ciò che richiama il vestito o l'involucro, simbolizza l'incarnazione nella materia. Ci si veste per scendere, e ci si spoglia per salire e raggiungere nuovamente la regione dello spirito. Togliersi i vestiti significa attraversare il mondo opaco delle apparenze per scoprire la realtà dello spirito. "

il sale e il fuoco Pensiero del giorno 21/12/2009. "«Poiché ciascuno sarà salato col fuoco» diceva Gesù. Che relazione c'è fra il sale e il fuoco? Il fuoco è un simbolo dello spirito, come il sale. Il sale, come il fuoco, brucia. Ma il fuoco esiste sotto diverse forme, e produce quindi diversi tipi di bruciature. Il fuoco è sinonimo di vita, ma è anche sinonimo di sofferenza e di morte. Il fuoco sostiene la vita, ma ha anche il potere di distruggerla, e la distrugge radicalmente. Lo stesso si può dire del sale: il sale, che è talmente legato alle origini della vita, ha il potere di distruggerla. Il sale, come il fuoco, può dunque essere portatore di morte così come è portatore di vita. Perciò, quando Gesù dice: «Ognuno sarà salato col fuoco», significa che nessuno può sfuggire al sale e al fuoco. Ma coloro che hanno accolto lo spirito in se stessi e hanno lavorato con esso, saranno salati al fuoco della vita, mentre invece coloro che si sono opposti allo spirito, saranno salati al fuoco della sofferenza e della morte. È una legge alla quale è impossibile sfuggire."

"Nel corso della vita, ciascuno cerca di realizzare dei desideri, delle ambizioni. Che si tratti della ricchezza, della bellezza, del sapere, del potere, della gloria, ecc., ciascuno spende le sue energie, il suo tempo e la sua salute in funzione di quell'obiettivo. Ma una volta raggiunto lo scopo, cosa succede? Dopo un momento di soddisfazione, ciò che egli ha acquisito perde ogni interesse. Sì, spesso è proprio quello che accade: una volta ottenuta, quell'acquisizione non conserva più l’aura di cui era circondata quando ci si limitava a desiderare, ed ecco apparire l’insoddisfazione e il vuoto. L'unico mezzo per salvarsi dai sentimenti di insoddisfazione e di vuoto che seguono alla realizzazione dei propri desideri, è quello di andare alla ricerca di un oggetto lontano, talmente lontano che non lo si raggiungerà mai. Questa meta lontana, inaccessibile, che supera tutto, che contiene tutto, la si chiama “Dio”. Sul cammino che dobbiamo percorrere per avvicinarci a Lui, troveremo l’amore, la saggezza, la bellezza, la forza e la ricchezza, senza mai più doverci estenuare in ricerche vane."


Anima animale - con la quale può coabitare un'anima umana "Le relazioni fra uomini e animali sono ancora poco conosciute. È difficile individuare i segni rivelatori del fatto che un’anima umana sia stata condannata a vivere nel corpo di un animale per espiare gli errori commessi in un’esistenza precedente. Ma è una realtà: la legge karmica può disporre che, per un determinato periodo, un’anima umana rimanga nel corpo di un animale, dove essa quindi coabita con l’anima animale, ma senza per questo sloggiarla… Quanti tiranni sono così condannati a vivere, almeno momentaneamente, nel corpo di un animale! Esposti alle intemperie, costretti a cercare ogni giorno il cibo, continuamente in agguato, braccati, maltrattati e picchiati, sperimentano ciò che hanno fatto subire agli altri. È questa la loro punizione, e quando hanno finalmente compreso, la loro anima viene liberata. Non si deve infatti mai dimenticare che esiste una differenza fra la natura dell’anima umana e quella dell’anima animale cui la prima è legata per un certo tempo: allorché l’anima umana, una volta liberata, si separa dall’anima animale, quest'ultima continua a vivere la propria vita. "

Ceri e incenso “Nelle chiese e nei templi è usanza accendere ceri e bruciare incenso. Perché? Perché la candela e l’incenso che bruciano sono il simbolo del sacrificio, ovvero la trasformazione di una materia bruta in una materia più sottile: luce e profumo. …”

"Voi capirete cosa sia veramente l'amore quando smetterete di considerarlo un sentimento. Il sentimento è obbligatoriamente soggetto a variazioni a seconda che si rivolga all'una o all'altra persona, mentre il vero amore è uno stato di coscienza indipendente dagli esseri e dalle circostanze. Amare, non significa nutrire un sentimento per qualcuno, bensì vivere nell'amore e fare ogni cosa con amore: parlare, camminare, mangiare, respirare, studiare con amore... Amare significa aver accordato tutti i propri organi, tutte le proprie cellule e tutte le proprie facoltà, affinché vibrino all'unisono nella luce e nella pace. L'amore è dunque uno stato di coscienza permanente. Colui che ha raggiunto quello stato di coscienza sente che tutto il suo essere è impregnato di fluidi divini, e tutto ciò che fa è una melodia."


DIO & IL DIAVOLO "Facendo del diavolo il nemico irriducibile di Dio, quanti teologi hanno falsato l'immagine del Creatore e Signore dell'Universo! Se un'entità riesce a tenergli testa a tal punto, significa che quell'entità è altrettanto potente se non addirittura più potente di Lui. Direte che essi non lo hanno mai pensato... Ma sì! Ecco la prova: nella cristianità, per tutto il medioevo - e anche oltre - non appena alcuni uomini o donne manifestavano dei doni un po' eccezionali, li si accusava di aver ottenuto quei doni dal diavolo, di aver fatto un patto con lui. E purtroppo, è la Chiesa che ha contribuito a diffondere questa credenza. Sì, se il diavolo ha occupato un tale posto nella cristianità, è la Chiesa ad esserne responsabile. Qualcuno profetizzava, guariva gli ammalati o riceveva messaggi dal Cielo? Ah no, non era il Cielo, ma il diavolo a ispirarlo. Quindi, non bisogna stupirsi se taluni hanno realmente voluto fare un patto con lui: perché – si chiedevano - andare a servire un Dio incapace, visto che tutte le conoscenze e tutti i doni vengono dal suo avversario, il diavolo? In certo qual modo, ragionavano bene. Allora, ecco a quali assurdità approda la religione quando non possiede il vero sapere iniziatico sul bene e sul male. "

Slancio - che può esserci dato da determinati esseri, è più importante del sapere "Se vi capita di incontrare qualcuno che vi comunica il gusto di vivere e di compiere il bene, se dopo aver parlato con lui o averlo anche solo ascoltato, vi sentite pieni di coraggio e di speranza, sappiate che tutto questo è infinitamente più prezioso di qualunque sapere intellettuale che possiate aver acquisito, poiché quest'ultimo, troppo spesso, vi inaridisce e vi esaurisce. Vivere ogni giorno accanto a persone che vi comunicano lo slancio, il desiderio di agire e l'amore per ciò che fate, è di gran lunga preferibile alla compagnia di esseri eruditi come enciclopedie, ma incapaci di risvegliare in voi l'ardore e l'entusiasmo. Direte: «Ma esiste comunque un sapere da acquisire nella vita!» Sì, certo, ma se sarete anche ben disposti, pieni di amore, di gioia e di entusiasmo, l'acquisizione di quel sapere vi sarà facilitata. "


Fede - avere fede in un Maestro non basta: occorre lavorare "Il rispetto, l’ammirazione e la venerazione che i discepoli nutrono per il proprio istruttore, devono servire prima di tutto a stimolarli nel loro lavoro, altrimenti, quel rispetto, quell'ammirazione e quella venerazione rappresentano un fardello per l'istruttore, e i discepoli non imparano nulla. Alcuni credono nel loro Maestro come credono in Dio: si illudono che la propria fede li salverà e che il Maestro compirà per loro dei miracoli. No, la sola fede – pur se riposta in Dio o in un Maestro – non ha mai salvato nessuno. Quindi, i discepoli smettano di contare sui miracoli che secondo loro il Maestro può fare per essi: avanzeranno più in fretta, poiché a quel punto egli li aiuterà veramente. Se rimangono lì, con gli occhi sempre fissi sul Maestro e aspettando tutto da lui, lo paralizzano: il Maestro non può fare niente per loro ed essi rimangono sterili. Ma lavorino, invece, si preparino! Nel momento in cui saranno pronti, riceveranno un aiuto."

Il BAGATTO "Per chi le sa interpretare, le carte dei Tarocchi sono ricche di significato. Prendiamo la prima carta, il Bagatto, che corrisponde alla prima lettera dell'alfabeto ebraico, Aleph. Essa rappresenta un uomo in piedi davanti a un tavolo, un braccio alzato, l'altro abbassato. Si tratta dunque di un uomo che agisce. Ma cosa fa? Tramite il braccio alzato egli è in contatto con il Cielo, e tramite il braccio abbassato lo è con la terra, con gli esseri umani. Le forze del Cielo che riceve lo attraversano, e lui le dà alla terra. Egli è la lettera Aleph che schematicamente assomiglia ad un uomo con un braccio teso verso il cielo e l'altro teso verso la terra. Ma essere "Aleph", significa anche saper prendere le forze della terra e proiettarle verso il Cielo, quindi manifestarsi come intermediario. È quello che Gesù ha espresso dicendo: "Nessuno può andare al Padre se non attraverso me". Aleph è un simbolo dell'uomo perfetto, perché essendo collegato al Cielo, egli lavora per la terra, per tutta l'umanità. "

Serpente - suo doppio simbolismo: benefico e malefico "È detto nella Genesi che il serpente era «il più astuto di tutti gli animali dei campi». Fu lui che persuase Adamo ed Eva a disobbedire agli ordini di Dio e a mangiare il frutto dell'Albero della Conoscenza del bene e del male. Ma nel libro dell'Esodo, è scritto che Mosè, su ordine di Dio, aveva fatto fabbricare un serpente di bronzo, e


chiunque guardasse quel serpente veniva guarito. E quando Gesù invia in missione i suoi discepoli, dice loro: «Siate prudenti come i serpenti e semplici come la colomba». Egli fa dunque del serpente un simbolo di saggezza. Allo stesso modo, in India, i saggi sono talvolta chiamati nagi, ossia “serpenti”. Secondo i casi, il serpente è dunque presentato come un'entità benefica oppure malefica. Come spiegare questa apparente contraddizione? Essendo stato il serpente a incitare Eva e Adamo ad assaporare il frutto dell'Albero della Conoscenza del bene e del male, si è fatto di questo animale uno dei simboli della conoscenza. Ora, la conoscenza è neutra. Essa è buona o cattiva a seconda del modo in cui la si utilizza. Gli esseri più istruiti possono essere i più grandi benefattori o i più grandi criminali. “Conoscere” dà dei poteri. Coloro che utilizzano il proprio sapere per il male, sono legati all'aspetto tenebroso del serpente: sono i maghi neri. E coloro che lo utilizzano per il bene, sono legati al suo aspetto luminoso e sono i maghi bianchi. "

Colori - si può beneficiare dei loro poteri solo lavorando su se stessi "I sette colori del prisma sono considerati dalla Scienza iniziatica l’espressione delle virtù divine: al viola corrisponde il sacrificio; all’indaco, la stabilità; all'azzurro, la verità; al verde, la speranza; al giallo, la saggezza; all’arancio, la santità; al rosso, l’amore. Concentrandovi sui vari colori, potrete ottenere dei poteri spirituali, ma non otterrete veramente tali poteri se non sostenendo i vostri esercizi di concentrazione con la pratica delle virtù corrispondenti. In caso contrario, non otterrete nulla: sarete come tutti quelli che si illudono di poter diventare grandi maghi dedicandosi al tale rito o alla tale pratica di evocazione degli spiriti, senza migliorare alcunché nel proprio modo di vivere. Le entità superiori del mondo invisibile non cedono a questi tentativi; a presentarsi, saranno soltanto le creature dei livelli inferiori: larve ed elementali. Volete attirare gli angeli e gli arcangeli? È con le vostre virtù che ci riuscirete. Le entità celesti si avvicinano unicamente a chi sa manifestare la vera luce, vale a dire la purezza, il disinteresse, l’abnegazione."

"Chi dà libero sfogo al proprio istinto sessuale può, se è lucido, rendersi conto che in qualche modo i suoi organi funzionano indipendentemente dalla sua volontà; egli non ha la possibilità di fermare o frenare niente: può soltanto constatare. Ha messo in moto un meccanismo, e un torrente tumultuoso si scatena travolgendo tutto al suo passaggio. Quante energie sprecate! E quelle energie vanno a nutrire le larve e gli elementali del mondo astrale. Chi vive un amore spirituale, invece, constata che è egli stesso – vale a dire la sua anima e il suo spirito – a dominare la situazione e a nutrirsi. Le manifestazioni di questo amore si sono forse limitate a uno scambio di sguardi, a


una presenza, a un profumo, ma egli è felice. Sente che è lui stesso ad aver mangiato, bevuto, respirato, e non altre entità attraverso lui."

"Il segreto del vero successo non sta nello sforzo violento e spettacolare di un istante, bensì nella ripetizione quotidiana di tanti piccoli sforzi. L'acqua che goccia dopo goccia cade sulla pietra, finisce per scavarla. Eppure, la goccia d'acqua è così dolce, e la pietra così dura!... Non smettete mai un solo giorno di fare degli sforzi, poiché il segreto della riuscita sta nella continuità, nella perseveranza. Se vi fermate, rischiate di perdere anche ciò che avevate acquisito, poiché la materia possiede un immenso potere di resistenza e tende sempre a ritornare alla sua inerzia originaria. Dovete lavorare ininterrottamente per elevarla, e poi mantenerla al livello fino al quale voi stessi desiderate elevarvi, per fissare lì la vostra dimora. "

"Una nascita altro non è che il passaggio dall'invisibile al visibile, dall'immateriale al materiale, dal pensiero alla realizzazione. Nel nostro corpo, è la Luna, principio femminile per eccellenza, che presiede a tutte le forme di incarnazione. In inverno, periodo durante il quale le notti sono più lunghe e la vita della natura rallenta, le condizioni sono meno propizie alle manifestazioni esteriori, e più favorevoli invece alla vita interiore: l'uomo è spinto ad entrare in se stesso per preparare la nascita di quel bambino di luce che alcune tradizioni hanno simbolizzato con una perla. La perla, che viene dal mare, è, come il mare, in relazione con la Luna. Sull'Albero sefirotico, l'ostrica perlifera è Iesod, la sefirah dove si trova la Luna. Nel corpo cosmico, Iesod rappresenta gli organi genitali. È lì che la perla deve formarsi. Quella perla rappresenta la quintessenza più pura dell'amore. L'ostrica perlifera è il principio femminile che mette al mondo una perla: il bambino divino."

Prigione e pena di morte - non risolvono il problema della criminalità "La tendenza naturale degli esseri umani è quella di voler punire chi ha agito male. Ma a quale scopo vogliono punirlo? Lo fanno perché desiderano migliorarlo, oppure perché vogliono semplicemente applicare la giustizia e regolare i conti?… Punire un malfattore senza dargli i mezzi per correggersi non può definirsi giustizia, ma vendetta. Quanti si illudono che imprigionando i criminali si dia loro una lezione!… Non è affatto così, anzi, spesso questi diventano peggiori di prima. Altri pensano che condannandoli a morte, si proceda a un'eliminazione purificatrice. Ma quando si


sterminano le zanzare senza occuparsi degli acquitrini, le zanzare tornano ad essere più numerose di prima; non lo avete constatato? E nelle nostre società circolano zanzare di una specie particolare. Se non si vuole più essere punti, non bisogna lasciar loro le condizioni in cui possano proliferare. "

Progresso o Regresso? "Pare che la nostra epoca sia quella del progresso. Del progresso tecnico, questo sì; in questo campo, è vero, si vedono realizzarsi dei prodigi. Ma che cos’è il progresso tecnico? Una vittoria sulla materia fisica. Allora, cosa fanno gli esseri umani? Sono così contenti e fieri di essere riusciti a fabbricare ogni genere di apparecchi e di prodotti in grado di facilitare la vita, da non rendersi conto che li stanno utilizzando per alimentare la propria natura inferiore, ossia per soddisfare il proprio egoismo, la pigrizia, la sensualità e l'aggressività. Ebbene, questo non è progresso, ma regressione. Provate ad analizzarvi: osservate in che modo utilizzate tutto ciò che il progresso ha messo a vostra disposizione, e scoprirete che solo raramente, molto raramente, lo utilizzate per la vostra evoluzione spirituale e per il bene degli altri. Perché? Perché, per poter utilizzare beneficamente tutte le ricchezze che la materia fisica ci offre, è necessario aver prima lavorato interiormente sulla propria materia psichica. Il progresso tecnico sarà un vero progresso, soltanto se l’essere umano lo accompagnerà con uno sforzo nel cammino della spiritualità. "

Scambi - sono la legge della vita "Dando un concerto, un solista offre al pubblico il suo talento, la sua ispirazione, il frutto di tutto un lungo lavoro; se però il pubblico non ha alcuna consapevolezza di quel lavoro, se fa rumore o se anche solo è disattento, il musicista lo percepisce e – anche se egli fosse il più grande virtuoso del mondo – non può più donare tutto ciò di cui sarebbe capace, poiché gli scambi non avvengono correttamente. Ma può anche succedere che, volgendosi verso la sala, egli scorga un solo sguardo incantato, estasiato. Allora, si mette a suonare per quello sguardo – forse senza neppure cogliere se sia quello di un uomo o di una donna – per quella luce che brilla laggiù, nell'oscurità, e diventa geniale. L'essere umano ha bisogno, in qualsiasi modo, di sentire un'eco alle sue azioni, alle sue parole. Se non vi è reciprocità, non è più possibile alcuno scambio. Ora, lo scambio è la legge della vita."


Sogno, questa non è la realtà "Qualcuno ha un incubo: sogna, ad esempio, di essere inseguito. Corre, corre... ed ecco poi un abisso vertiginoso spalancarsi davanti a lui, ed egli cade... Che angoscia! Anche una volta sveglio, egli rimane sconvolto ancora per qualche minuto, come se ciò che aveva appena sognato fosse la realtà. Allora, quale conclusione trarre da questa esperienza? Se è possibile scambiare il sogno per la realtà, significa che si deve poter considerare anche la realtà come un sogno. Sì, ed è quello che fa il saggio. Qualunque cosa gli accada, il saggio dice a se stesso: «Soffro, sono angosciato, mi sento come inseguito, ma si tratta di un sogno, e quando mi sveglierò, non rimarrà più una traccia di tutto questo!» Direte che tutti questi ragionamenti non vi impediranno di soffrire. Certo, ma anche coloro che hanno degli incubi soffrono: si agitano nel letto, gridano; eppure, a farli reagire così non è la realtà. Del resto, è ciò che essi stessi si dicono una volta svegli. Allora, anche voi, quando soffrite, dite a voi stessi che quella non è la realtà!"

Sensibilità - quella verso il mondo invisibile è la vera sensibilità "Ciò che viene definita “sensibilità” spesso non è altro che una tendenza malaticcia, la quale fa sì che alle minime critiche e alle minime opposizioni, le persone si sentano aggredite, ferite. Purtroppo, tutti possiedono questo genere di “sensibilità”; essa è troppo diffusa, e non è la vera sensibilità. La vera sensibilità consiste nell’essere in grado di percepire la presenza delle realtà invisibili intorno a noi, le correnti che attraversano lo spazio, le entità che ci circondano e ci fanno visita. Accadono molte più cose nel mondo psichico che non nel mondo fisico, ed è dunque là, nel mondo psichico, che occorre esercitarsi a percepire le correnti, le presenze e tutto ciò che è impalpabile, sottile. La vera sensibilità è dunque la sensibilità al mondo invisibile, ma soprattutto a ciò che di luminoso e divino il mondo invisibile contiene."

"Un Maestro ricevette un giorno la visita di un giovane che voleva diventare suo discepolo. L’insegnamento dunque cominciò, ed ecco quale fu la prima lezione. Il Maestro disse al discepolo: «Va’ a passeggiare nel cimitero e insulta i morti; ascolta bene cosa ti risponderanno e poi torna a farmi un resoconto». Il giovane, obbediente, andò al cimitero e cominciò a camminare fra le tombe proferendo insulti orribili: mai i morti di un cimitero avevano udito nulla di simile! Ben presto, a corto d’ispirazione, si fermò per ascoltare la risposta: niente. Di ritorno dal Maestro, dovette ammettere che le sue ingiurie non avevano sortito alcun effetto: i morti non avevano reagito. «Ah,


– disse il Maestro – forse hanno pensato che i tuoi insulti non meritassero risposta. Tornerai al cimitero, ma questa volta dovrai fare i loro elogi, e allora sicuramente ti risponderanno». Il giovane tornò al cimitero, cambiò tono e fece ai morti i discorsi più lusinghieri. Ma di nuovo, niente, silenzio… Veramente deluso, e sentendosi colpevole di non essere stato abbastanza eloquente, il giovane tornò dal suo Maestro: «Anche questa volta non hanno reagito», disse. Il Maestro lo guardò sorridendo e rispose: «Ebbene, impara a essere come loro: che ti si biasimi o ti si lodi, la cosa non ti deve toccare: tu non rispondere»."

"Gli esseri umani raramente hanno di se stessi un giudizio obiettivo, e ciò è vero anche per gli spiritualisti. Alcuni, […], del tutto limitati e ottusi, si ritengono dei grandi Iniziati, dei geni, delle divinità. Poiché nella loro vita niente giustifica la buona opinione che hanno di se stessi, vanno a consultare dei sedicenti medium o chiaroveggenti i quali, avendo interesse a ingannare la gente per procurarsi clienti, raccontano storie fantastiche sulle loro incarnazioni: sono stati dei santi, dei profeti, dei geni… e sulla scena sfilano tutte le celebrità e le imprese gloriose della storia. Ma a cosa può servire, visto che attualmente la realtà mostra ogni giorno a quelle persone quanto siano povere e banali? […]

"Un Maestro spirituale rivela ai suoi discepoli alcune verità essenziali, e sta ai discepoli percepirle, impregnarsene e viverle. Finché i discepoli si accontentano di leggere o ascoltare parole che essi annotano senza aver percepito e vissuto alcunché, sfuggirà loro tutta quella vita nascosta che potrebbe illuminarli, guarirli e resuscitarli: essi non la ricevono. Se volete conoscere un giorno la vera vita, non è l’intelletto, bensì l’anima e lo spirito in voi che devono essere risvegliati … per sentirvi invasi dalla luce."

Vestirsi e svestirsi - corrispondono ai due processi di incarnazione e disincarnazione "Quanti atti della nostra vita quotidiana che consideriamo assolutamente insignificanti, assumono, se sappiamo interpretarli, una dimensione spirituale, cosmica! Per esempio, ogni sera, prima di coricarvi, vi spogliate. Uno dopo l'altro, vi togliete i vari indumenti, a partire da quelli più pesanti fino ai più leggeri: maglione, camicia, maglietta... Ebbene, questo progressivo spogliarsi è il simbolo della morte; tutti gli indumenti che vi togliete rappresentano i vari corpi di cui un giorno dovrete liberarvi, uno dopo l'altro. Viceversa, quando al mattino, al risveglio, vi rimettete i vostri indumenti (maglietta, camicia, ecc.), riproducete la discesa dello spirito. Quando deve


scendere nella materia, anche lo spirito si veste – se così si può dire – ossia entra successivamente in corpi sempre più densi: il corpo atmico, buddhico, causale, mentale, astrale, eterico, e infine entra nel corpo fisico, che è il suo ultimo vestito. Così, ogni sera vi spogliate e ogni mattina vi rivestite; lo fate da anni, ma mentre lo fate, a cosa pensate? D'ora in poi, fatelo riflettendo su tutti quei gesti che corrispondono al processo di incarnazione e disincarnazione. "

"«In principio Dio creò il cielo e la terra». In questo primo versetto della Genesi, la parola ebraica Elohim viene tradotta con “Dio”. Ora, Elohim è un plurale, e dovrebbe quindi essere tradotto con “gli dèi”. Gli Elohim sono gli angeli della sefirah Netsah. Sono loro che hanno creato il mondo, e questo avvenimento cosmico si riproduce sulla terra ogni volta che un uomo e una donna concepiscono un figlio. Quando creano un bambino, l’uomo e la donna sono sotto l’influenza di Netsah, l’amore, e gli Elohim partecipano alla formazione del corpo di quel bambino. Anche se l’uomo e la donna non ne sono coscienti, gli Elohim fanno comunque il loro lavoro. Le sefiroth sono regioni sublimi, ma lavorano ogni giorno in tutti i campi dell’esistenza. Sì, osservate soltanto la creazione di un bambino: gli Elohim sono presenti, il padre e la madre li hanno chiamati e, qualche mese dopo, appare un esserino davanti al quale tutti si meravigliano. Senza saperlo, gli esseri umani lavorano con forze cosmiche, con forze magiche. Quali forze magiche sono più potenti di quelle della procreazione? Si può, con la magia, scatenare uragani, ma ciò non è niente in confronto alla creazione di un essere vivente."

"Anche nell’essere umano apparentemente più insignificante, si trovano qualità e virtù che attendono il momento di manifestarsi. Perciò, anziché occuparsi dei difetti dei suoi discepoli, un Maestro cerca di far apparire tutte le loro potenzialità divine. È in questo modo che io lavoro su di voi, ed è in questo modo che anche voi dovete lavorare nutrendo pensieri sacri gli uni per gli altri. Nutrendo quei pensieri sacri, smetterete di soffermarvi su dettagli che non sono talmente gloriosi, per concentrarvi invece sul Principio divino negli esseri. Farete allora un buon lavoro su di voi, e aiuterete anche gli altri. Occupandovi invece dei loro difetti, per prima cosa fate del male a voi stessi poiché è come se vi nutriste di sporcizie, e inoltre impedite agli altri di avanzare. Quante persone si illudono di aiutare gli altri a correggersi, sottolineando i loro difetti! Niente affatto! Si possono aiutare gli altri solo focalizzando la propria attenzione sulla loro natura divina."


"... Il Signore è come il sole ..., ma se non aprite le tende, non può entrare nella vostra camera. ... Il Signore è onnipotente, ma quando si tratta di aprire una tenda, sta a noi farlo, affinché Egli possa entrare e aiutarci."

Voi dite: “Ho bisogno d’amore!” ... allora non cercatelo per ché se lo cercherete non lo troverete, anzi ve ne allontanerete ! ! ! Donatelo agli altri ed allora tornerà a voi; rinnovatelo in voi ed allora abiterà in voi e voi ne godrete.

"Avete tutto a vostra disposizione: spiegazioni, consigli, metodi... Tuttavia, quanti ancora tra voi si sentono indecisi, deboli, abbandonati! Perché? Perché vi manca la fiducia in ciò che possedete, e invece di fare degli esercizi e di lavorare per far scoccare la scintilla, restate al freddo e al buio. Avete la selce, ma non la battete. Allora, decidetevi finalmente! Date colpi con la pietra una volta, due volte, tre volte, cento volte, e il fuoco finirà per scaturire. Anche se possedete tutte le conoscenze, queste non vi serviranno a niente finché non vi eserciterete a metterle in pratica. È indispensabile che con la volontà (il ferro) lavoriate sulle conoscenze (la selce). Quando avrete imparato ad accendere il fuoco in voi, non dovrete più affrontare le tenebre e il freddo, non vi sentirete più soli. Grazie all’ardore di cui sarete infiammati, avrete la sensazione di poter accendere il mondo intero, fino alle stelle!"

"È tradizione erigere monumenti e statue agli uomini e alle donne che hanno realizzato cose molto belle per una società, per una cultura o persino per tutta l’umanità. E a ragione, certo. Non dico che non li si debba glorificare, eppure penso che siano i nostri nemici coloro ai quali dovremmo erigere i più bei monumenti, le più belle statue! Ma certo! Sono


loro i nostri veri benefattori: grazie a loro, siamo obbligati a diventare più accorti, più intelligenti, più pazienti. Trovate che tutto ciò non sia serio? Ebbene, credete quello che volete, ma cercate ugualmente di riflettere un attimo su questa idea: spesso i nostri amici ci fanno addormentare, mentre i nostri nemici ci scuotono, ci stimolano. Direte: «Ma ci rendono la vita impossibile!» In realtà, se avete un alto ideale e il desiderio sincero di progredire, riceverete il sapere e la forza per sfruttare tutti gli ostacoli che i vostri nemici vi porranno sulla strada. Questi ostacoli saranno tanti gradini che vi permetteranno di salire sempre più in alto."

"Ci sarebbero molte cose da correggere nella società, è vero, ma le trasformazioni non devono avvenire con la violenza. D’altra parte, i veri cambiamenti non si realizzano mai con la violenza. La violenza genera sempre mali peggiori di quelli che pretende di combattere. Allora, come trasformare la società? Col nostro modo di vivere: cambiando innanzitutto noi stessi, possiamo smuovere il mondo intero.

"Qual è la funzione delle candele e dei ceri nelle chiese? Se servissero solamente a fare luce, sarebbe sufficiente l’elettricità che è anche più efficace. In realtà, questa tradizione ha un senso profondo se il credente ha compreso che, a immagine della cera che si consuma per alimentare la fiamma, anch’egli deve bruciare una sostanza dentro di sé per mantenere la luce interiore ...

... e nelle chiese, dove albergano coloro che avrebbero il compito di accompagnarci verso la chiarificazione dei misteri e del simbolismo esoterico, supporto indispensabile per arrivare alla


consapevolezza ... ... stanno sostituendo le candele di cera con quelle elettriche! Ma hanno ragione ! ! ! Volete mettere? ... Sporcano di meno, sono più sicure (vedi tutte le chiese incendiate per colpa ( ? ? ? ) dei ceri ), si guadagna di più... ... e alle ortiche tutto il resto: Beata Ignoranza ! ! ! “Ma.......e il significato spirituale del gesto?” “MA QUALE MENATA SPIRITUALE? E POI ... MA CHISSENE FR....” by Gandalf

"Nella loro esistenza quotidiana, le persone non si preoccupano poi tanto della sorte del prossimo. Certo, è vero, quando vedono in televisione immagini di devastazione, di carestie, di massacri, allora per alcuni minuti sono commosse, qualche volta hanno persino le lacrime agli occhi. Ma dimenticano presto; un istante dopo ritornano ai loro soggetti abituali di malcontento: un padrone che le sfrutta, un concorrente che ha preso il loro posto, un vicino che sconfina sui loro terreni, il marito, la moglie, i figli, la suocera... E tutte le miserie del mondo si sono allontanate! Non dico che debbano trascurare i problemi personali; semplicemente sottolineo che ognuno si preoccupa di più delle piccole difficoltà che incontra giornalmente sulla propria strada che delle catastrofi che succedono agli altri. In questi casi, spesso ci si accontenta di dire che il mondo è fatto male."

... osservate bene come vi ponete quando dovete fare un lavoro che non vi piace tanto: sospirate, borbottate e vi applicate senza convinzione, senza amore. Non vedete che, con questo atteggiamento, vi rendete il compito


sempre più difficile; in questo modo, non soltanto gli sforzi che siete obbligati a fare non vi apporteranno nulla interiormente, ma vi demoliranno. Se invece imparate a considerare le cose diversamente, se decidete che intraprenderete quel lavoro che vi annoia come un'occasione per esercitarvi, per progredire, cambierete il vostro stato di coscienza e vi sembrerà meno penoso."

.......... tutto ciò che l'uomo vive si registra in lui, nel suo organismo fisico e nel suo organismo psichico. Sì, buoni o cattivi, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi desideri e le sue azioni si registrano nella materia del suo essere. Allora, tutto ciò che compie di male finisce con il manifestarsi in lui come un freno, un limite, mentre tutto quello che compie di buono gli porta delle immense possibilità di espansione. Ecco cosa bisogna far comprendere adesso agli esseri umani, altrimenti né la Chiesa né la Bibbia né i Libri sacri riusciranno a farlo rinsavire. Ognuno deve trovare in se stesso le ragioni per rispettare le leggi divine, e deve trovare in se stesso il modello divino."

"Da dove proviene la potenza della parola? Non dal vocabolo pronunciato, ma dall’energia, dalla quintessenza di cui esso è impregnato, e tale quintessenza si trova nell’aura delle persone. La potenza di un mago, di un teurgo, deriva dalla sua capacità di saper impregnare le parole che pronuncia della luce che deriva dalla propria aura ricca, intensa e pura. La parola è il contenitore di una forza, e produce effetti tanto più potenti quanto più è impregnata di quell’elemento creatore che è la luce. Non è dato a chiunque di pronunciare formule magiche che producano grandi effetti. Solo un vero mago, pronunciando poche parole, senza forzare la voce, senza fare alcun gesto, con la sola forza interiore della sua aura, può comandare alle forze della natura e attirare gli esseri superiori. Non è la parola che ha creato il mondo, è il «Verbo». La parola è


il mezzo di cui si serve il Verbo per realizzare il lavoro della creazione. Il Verbo è il primo elemento che Dio ha messo in azione; la parola è il mezzo che permette al Verbo di manifestarsi. "

"La fede senza l’amore genera il fanatismo, ed è la cosa peggiore che possa capitare agli uomini, perché divengono dei mostri. Hanno sempre sulle labbra il nome di Dio, e sono disposti ad annientare il mondo intero nel Suo nome! Ma quando sono vittime di catastrofi, come epidemie, inondazioni, terremoti, carestie, ecc., chi viene in loro soccorso? Il più delle volte sono i non credenti, perché i credenti, da parte loro, sono occupati a borbottare preghiere al Signore affinché venga in soccorso delle vittime. Oppure, peggio ancora, alcuni interpretano tali disgrazie come un castigo celeste, e si rallegrano che Dio abbia fatto cadere la Sua collera sui miscredenti. Sì, ci si chiede cosa sia questo germe di insensibilità che è contenuto nella fede. Per questa ragione, spesso sono i credenti che scoraggiano gli altri a credere."

"Pregare non è la reazione di persone ingenue e credulone che, nel momento in cui si trovano nelle difficoltà o nel dolore, si rivolgono al Signore immaginando che Egli non abbia nient’altro da fare che venire in loro aiuto. La vera preghiera è fondata su una profonda conoscenza concernente la struttura dell’Universo e i diversi stati della materia.

"Nella vita spirituale non bisogna mai chiedersi quanto tempo ci vorrà per avere dei risultati, ma soltanto chiedersi se stiamo sempre procedendo sulla via della luce. Dal momento in cui abbiamo acquisito la certezza di


stare percorrendo la via della luce, non dobbiamo più farci domande, ma soltanto continuare a camminare. Qualcuno dirà: «ma prima di arrivare allo fine, sarò già vecchio!» E allora? Anche di questo non dovete preoccuparvi, altrimenti non farete nulla e invecchierete comunque, qualunque cosa facciate voi invecchierete, senza però possedere la luce e la bellezza. Ebbene, credetemi, è meglio essere vecchi avendo in sé la luce, la bellezza, la forza, l'intelligenza e l'amore. Allora sì, che vale la pena di vivere!"

"È ragionevole curare le malattie fisiche con mezzi fisici, ma non basta. Siccome la malattia ha spesso per cause remote certi errori che l'uomo ha commesso sul piano dei pensieri e dei sentimenti, finché non opera in sé dei miglioramenti in quel campo, non potrà mai essere definitivamente guarito. Allora, la soluzione consiste nell'utilizzare tutte le risorse della medicina e contemporaneamente applicarsi a risistemare il lato affettivo, mentale, per far sparire le cause del male. Prendere delle medicine, seguire dei trattamenti va bene, ma occorre che questi trattamenti siano accompagnati da un lavoro psichico poiché, alla lunga, i pensieri ed i sentimenti finiscono per toccare la materia e partecipano alla sua trasformazione. Ecco la vera medicina! Se è necessario prendete delle medicine, ma aggiungetevi la forza del vostro pensiero, la forza del vostro amore ed esse saranno più efficaci."

"È scritto nel libro della Genesi: «In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta... e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque». Perché al di sopra delle acque?... Perché l'acqua rappresenta la materia cosmica originale che lo spirito di Dio, il fuoco primordiale, ha penetrato


per rendere fertile. Contrariamente a quello che generalmente si crede, non è l'elemento terra che esprime e manifesta al meglio le proprietà e le

qualità della materia, ma è l'acqua. Quelle qualità sono la ricettività, l'adattabilità, la malleabilità. Dunque è l'acqua il simbolo della materia prima che ha ricevuto i germi fertilizzanti dello spirito. È lei la matrice della vita. La vita proviene dall'acqua grazie al principio del fuoco che ha messo in moto la materia. Per se stessa l'acqua non possiede la vita, è il fuoco che gliela ha infusa.".

Ti auguro di divenire l’Essere che già sei: ACQUA che brucia, FUOCO che Bagna. perché possa risplendere ed illuminarci tutti, (Gandalf)

"Per secoli i cristiani hanno perseguitato gli ebrei con il pretesto che avevano fatto morire Gesù. Ma, immaginate che Gesù ritorni: sarebbe poi così felice di vedere quello che, secolo dopo secolo, è diventato il cristianesimo?... Che i cristiani mi perdonino, ma lo spettacolo che Gesù avrebbe sotto gli occhi ed i sermoni che ascolterebbe, gli ricorderebbero ciò che rimproverava agli scribi, ai farisei e ai sadducei. Allora, di nuovo, si scaglierebbe contro tale stato di cose ma, invece di ascoltarLo, organizzerebbero dei complotti per farLo morire. Eh sì, i cristiani di oggi Lo metterebbero a morte o che si organizzerebbero per farLo tacere. "

"Quante persone (dicono) “Vogliamo essere libere.” Ma di quale libertà si tratta? La libertà di fare follie, di legarsi, di ammalarsi e persino di


distruggersi. Perché quando ci si libera dalla luce, dalla saggezza e dalla ragione, inevitabilmente si finisce per soffrire e ci ammaliamo anche a livello fisico. Sì, perché la malattia non è altro che la manifestazione sul piano fisico dei disordini che abbiamo lasciato penetrare in noi a livello psichico.

Tutte le religioni, senza eccezioni, devono evolvere, e se rifiutano di evolvere armoniosamente, saranno costrette a farlo tra lacerazioni e spaccature."

Non è poi così sicuro che tutti quelli che si presentano come asceti, si siano avvicinati allo spirito. La ricerca delle privazioni può essere solo una manifestazione patologica. Ci sono persone che si compiacciono della sofferenza e dei maltrattamenti, come altre sguazzano nel piacere. Non è una prova di spiritualità. Laddove lo spirito si manifesta, la vita prende le forme più sensate e più armoniose."

"Si desidera che gli esseri umani si trasformino e migliorino la loro condotta? Bisogna smetterla di presentare loro un Dio che li punirà se Gli disobbediscono e che li ricompenserà se fanno la Sua volontà. D'altronde, lo si vede, sempre meno persone prendono sul serio una simile concezione della Divinità. Al contrario occorre che si spieghino loro le conseguenze dei loro pensieri, sentimenti e azioni sugli organi psichici e sugli organi fisici. Bisogna mostrare loro che tutto ciò che fanno di buono o di cattivo avrà necessariamente delle ripercussioni su loro stessi; comprenderanno molto meglio. Se poi terranno conto di queste spiegazioni, è un'altra cosa. Ma un giorno o l'altro saranno costretti ad ammetterne l'esattezza, poiché saranno loro stessi che potranno verificarle."


"«Siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste», diceva Gesù. Dunque non dimenticate mai che il vostro vero avvenire, la vostra predestinazione remota è diventare come Dio stesso. Se dimenticate questa saggezza, questa luce, non stupitevi di non poter mai uscire dalla “malattia”: l'oblio della vera natura dell'uomo, della sua essenza divina e della sua predestinazione finale, il ritorno in seno all'Eterno.

"La fiamma delle candele è un aspetto del fuoco solare che ci illumina, ci riscalda e ci vivifica, non solo sul piano fisico ma anche sul piano spirituale. Prendete una candela e consacratela dicendo: «Accendo questa fiamma per la gloria della luce». Poi l'accendete e vi rivolgete ad essa: «Amata fiamma, simbolo dello Spirito Santo, simbolo dell'Amore divino, simbolo del Fuoco cosmico, simbolo del sole spirituale, lavoro e lavorerò affinché lo Spirito Santo venga a fare di me la Sua dimora. Accendo il fuoco sacro per celebrare fin d’ora questo momento."

"Quando cercate l'amore, non sapete veramente che cosa state cercando. Pensate di cercare l'amore di un uomo o di una donna, ma in fondo quello che state cercando e di cui avete bisogno è l'amore di Dio: l'immensità, l'infinito, tutta la bellezza della natura e delle creature... Ma prima di raggiungere quel punto, in quanti «negozi» sarete entrati a chiedere: «Datemi l'amore... Datemi la pienezza...» Ma nessun negozio possiede la pienezza. Soltanto il Signore in persona può darvi la pienezza, e dovete andare a cercarla presso di Lui.


Guardate quello che succede alle persone che si sono fermate in un «negozio». Naturalmente avete capito che per negozio intendo una bella donna... o un bell'uomo! Dopo un po' tutto finisce e si rivolgono ad un altro

negozio, aperto più di recente, in cui la merce è più fresca, la pubblicità migliore, la vetrina più bella, più splendente e colorata... Ma ecco che ancora una volta, dopo un po' di tempo tutto si appanna e si impoverisce, perché non si trattava di cose divine. Divino è soltanto ciò che è inesauribile ed eterno, perciò dovete tendere all'amore divino. "

Nel lasciare il mondo si è come quelle persone che, cacciate da casa, sono costrette ad abbandonare le proprie terre, le proprie case, i propri mobili: si precipitano verso i forzieri per prendere l'oro e i gioielli, le sole cose grazie alle quali potranno sopravvivere. Sì, quando arriva la morte, ci si può precipitare solo sulle proprie qualità e virtù, si deve lasciare tutto il resto. Sin da adesso chiedetevi se possedete il vero oro e le vere pietre preziose."

... quanti avrebbero bisogno di ricordarsi delle parole di Aïvanhov ! ! ! Una rappresentanza della comunità di indios argentini sarà mercoledì in Italia per "denunciare le corporation che invadono il Wallmapuche", il territorio natio dei Mapuche. “Denunciamo ancora una volta che nonostante la costituzione ci garantisca i nostri diritti e i nostri riconoscimenti formali, lo stato ha permesso che le multinazionali entrassero e saccheggiassero i nostri territori”. E' la voce dei Mapuches, indios argentini a cui sono state espropriate le terre. Una rappresentanza della comunità Mapuche Tehelche “11 Ottobre” sarà mercoledì prossimo in Italia per “denunciare le corporation che invadono il Wallmapuche “,il territorio natio dei Mapuche. I rappresentanti parteciperanno al summit di premi Nobel per la pace previsto a Roma dal 10 al 12


novembre, nel corso del quale incontreranno l'imprenditore Luciano Benetton, a cui chiedono la restituzione dei loro territori. Lo scorso maggio, un giudice di Esquel si pronunciò a favore della “Compania de Tierras”, filiale del gruppo Benetton, ordinando lo sfratto ad una coppia Mapuche, Atilio Curinanco e Rosa Rua Nahuelquir. E' stato allo che il premio Nobel per la pace, l'argentino Adolfo Perez Esquivel, ha inviato una lettera aperta all'imprenditore italiano, con la quale chiedeva la restituzione della terra ai nativi. “Lei, un imprenditore di grande fama internazionale - si legge nella missiva pubblicata dal quotidiano “Clarin”- si è avvalso del denaro e della complicità di un giudice senza scrupoli per cacciare dalla propria terra una famiglia umile di fratelli Mapuches, nella provincia di Chubut, nella Patagonia argentina”. Gli antichi “corsari” prendevano il nome dal fatto che uno stato sovrano (l’Inghilterra per esempio) consegnava loro una “lettera di corsa” con la quale li autorizzavano ad assaltare e depredare vascelli di paesi nemici o ostili: oggi le lettere di corsa vengono concesse anche da giudici o dalle varie “inteligence”. I moderni corsari hanno sostituito la benda sull’occhio con la cravatte e il doppio petto. Gandalf

La vita presenta ogni giorno nuove sistemazioni, nuove disposizioni delle cose, nuovi rapporti di forza e quindi nuovi problemi da risolvere; se ieri era giusto fare appello alla saggezza, oggi forse è l'amore o la volontà o la pazienza che saranno efficaci. Esiste sempre una soluzione, ma ogni volta si deve fare lo sforzo di trovarla."

"Osservando gli insetti, si possono fare scoperte molto interessanti riguardo alla nostra vita psichica. Facciamo un esempio. Se si lascia cadere un po' di cibo sulla tavola, subito dopo arrivano gli insetti (mosche,


formiche, vespe e così via). Grazie a quale fiuto, grazie a quale dono di radioestesia essi sono in grado di scoprire, a distanza, la presenza di quelle briciole? E se le togliamo, gli insetti se ne vanno. Ebbene, sul piano psichico vale la stessa legge, perché anche nel piano psichico esiste tutta una serie di «bestiole» che sentono da lontano le impurità che gli uomini

trattengono in sé stessi, e accorrono per cibarsene. Dappertutto, in tutti i settori, tutto costituisce cibo per gli uni o gli altri. Le creature malefiche e tenebrose hanno bisogno di mangiare e questo vale anche per le creature luminose, le creature celesti. State perciò attenti a quali entità attirate dentro di voi con i pensieri e i sentimenti!"

... il fuoco è sempre presente nelle chiese e nei templi, poiché si continua a bruciare incenso e ad accendere candele, ceri e lumini. L'incenso è una materia che viene consegnata al fuoco perché la trasformi e, bruciando, libera un profumo. Ma bruciare incenso ha senso soltanto se il “credente” ha compreso che quell'atto è il riflesso di un altro processo che egli deve avviare dentro di sé: quello di vincere le sue debolezze, le sue pesantezze, purificando la sua materia e trasformandola con il fuoco divino, affinché dalla sua anima esalino i profumi più deliziosi. Che senso avrebbe altrimenti?

Grazie alla ricerca interiore una persona molto semplice, modesta e non troppo istruita può sapere sulla vita più cose dei più grandi scienziati. Essi possono padroneggiare la materia, ma non padroneggiano la vita, perché la vita non si scopre grazie a qualche strumento, bensì guardando dentro si sé. L'astronauta percorre lo spazio dentro la sua navetta, ma il pastore che fa la guardia al suo gregge in montagna e che contempla il cielo


stellato nel silenzio della notte, forse sa più cose sull'immensità dello stesso astronauta. ... non potrà avere alcuna reazione! Voi direte che questo lo sapete già. Sì, teoricamente lo sanno tutti, ma saperlo non basta ... per questo vediamo dappertutto cadaveri ambulanti che si chiedono che cosa sono venuti a fare sulla terra.

"Voi siete gli eredi del cielo e della terra ma per guadagnarvi quell'eredità dovete volgervi al Creatore, al vostro Padre celeste. Volgersi al Padre celeste sottointende che vi chiudete alle entità e alle correnti tenebrose. Chi è aperto a tutti i venti pensando di poter stare dalla parte del Signore e nello stesso tempo dalla parte del Principe di questo mondo, si espone a perdere tutto. Purtroppo, anche fra i credenti molti sono troppo accomodanti: desiderano sì servire il Signore, ma nello stesso tempo stringono legami con il Principe del mondo, colui che fornisce tutti i beni materiali, i piaceri, il denaro e la gloria. Pur non essendone consapevoli, quanti cristiani hanno dimenticato le parole di Gesù: «Nessuno può servire due padroni. Non potete servire Dio e Mammona»."

"In nome dell'amore di Dio, sono stati commessi tanti abomini, che sempre più, chi parla di quell'amore, finisce per attirarsi dei sospetti. Ormai vogliamo rivolgerci agli esseri umani, abbandonando quel Dio lontano che era soltanto un pretesto per perseguitarli. Ma la verità è che se non impariamo ad amare Dio prima di ogni cosa, non saremo in grado di amare gli esseri umani, perché il nostro amore non sarà né intelligente né illuminato. Non bisogna fidarsi troppo di ciò che esce dal cuore dell'uomo, perché se è vero che contiene cose buone, è altrettanto vero che contiene anche avidità, violenza e possessività. Il cuore umano è una caverna oscura da cui può uscire ogni tipo di mostro. Occorre perciò purificarlo e illuminarlo, cosa che non saremo in grado di fare se non impariamo a rivolgerci al Creatore. Anche quando pensiamo alle creature,


non dobbiamo dimenticare il Creatore, se vogliamo procedere sulla strada giusta."

"Chi pensa di poter trovare Dio all'esterno di sé si condanna ad una ricerca sterile. Bisogna smettere di pensare a Dio oggettivamente, come a un Essere esterno a noi. Bisogna anche smettere di pensare che Egli si trovi da qualche parte nei cieli, mentre noi siamo qui, separati da Lui da distanze immense. Poiché Dio ci ha creati, Egli è in noi come un padre e una madre sono dentro ai loro figli. Così come noi portiamo in noi il nostro padre e la nostra madre terrestri, a maggior ragione portiamo in noi il nostro Padre e la nostra Madre celesti. Finché gli uomini non perverranno a questa comprensione di Dio, saranno indotti prima o poi a dubitare della sua esistenza. "

Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati», diceva Gesù. Di che natura era l'amore di Gesù? Che cosa vedeva Lui in un essere umano? La risposta sta nel Sermone della montagna, quando, rivolgendosi ai suoi discepoli e alla folla che l'aveva seguito disse: «Siate perfetti come perfetto è il vostro Padre celeste». Questo significa che nei suoi discepoli ed in tutti gli esseri che lo avvicinavano, Egli vedeva l'immagine del Padre celeste, vedeva la Divinità; Egli si rivolgeva a questa Divinità dentro di loro, poiché mostrava loro il cammino verso la perfezione. Gli altri si fermavano all'aspetto miserabile di coloro che chiamavano lebbrosi, posseduti, prostitute, adultere, ladri, ecc. Gesù invece riconosceva in tutti gli esseri un'anima e uno spirito che non chiedevano altro che buone condizioni per manifestarsi nella luce e nella bellezza: Egli amava quelle anime e quegli spiriti e a loro si rivolgeva."


"Gli esseri umani non fanno altro che lamentarsi del Signore: Lo accusano di non esaudirli, di abbandonarli nelle prove, di far trionfare i loro nemici. Essi, naturalmente, meritano ogni gioia e ogni successo e non capiscono perché Dio non sia sollecito ad accordare loro ciò che chiedono. Gli esseri umani dimenticano che Dio ogni giorno concede loro la possibilità di udire, di vedere, di respirare, di camminare, di sentire, di pensare. Che ingrati! Anziché dar fastidio al Signore lamentandosi e accusandolo continuamente, dovrebbero riflettere sul colossale debito che hanno verso di Lui. Altrimenti perderanno tutto. Se non apprezzeranno la salute, si ammaleranno. Se non saranno riconoscenti per il fatto di avere un cervello, occhi e orecchie, diventeranno sciocchi, ciechi e sordi. E quando avranno perduto soltanto una di queste ricchezze, cominceranno a capire ciò che essa significava per loro."

... GiBi, e non solo lui, spesso ci ricordava che, purtroppo, la saggezza non arriva automaticamente, come il frutto dal fiore, con l'età e l'esperienza. Gli uomini dimenticano che "Dio" è impotente davanti alla nostra inettitudine. Un vecchio adagio recita: "Aiutati .... che Dio ti aiuta!" Troppo spesso pretendiamo che Dio aggiusti i nostri sbagli, che peraltro continuiamo a ripetere con "diabolica e pervicace" stupidità. Se gli uomini stanno seminando su questa Terra povertà, fame, guerra e morte ... perché (e soprattutto come, dovendo rispettare il nostro libero arbitrio a cui abbiamo diritto) dovrebbe riparare ai nostri errori voluti e ripetuti? La nostra infanzia è finita ed è ora di comportarci da adulti ... e da adulti smetterla di lamentarci di quanto accade (perché - mi ripeto ciò che accade lo stiamo facendo accadere noi!), ed imparare a porvi rimedio. Gandalf


"Di fronte alle verità della Scienza spirituale, ci sono persone che si accontentano di assumere un'aria diffidente e piena di sottintesi dicendo: «Ho dei dubbi. Sono scettico», come se quello scetticismo fosse il frutto di decine di anni di riflessioni approfondite. In realtà costoro mostrano quanto siano limitati mentalmente: non hanno studiato, non vogliono studiare e trovano molto comodo restare in una posizione che evita loro di riflettere veramente e che dà loro l'illusione di essere dei grandi pensatori. Chi dice di essere scettico dimostra soltanto che non ha mai studiato nulla in profondità; eh sì, siccome non è riuscito ad acquisire alcuna certezza, non è mai andato molto lontano nella sua ricerca. Questo significa anche che è orgoglioso, poiché non dà alcun valore al sapere acquisito dagli altri."

"Perfezionarsi è un'impresa difficile e vedendo la lentezza dei loro progressi molti finiscono per abbandonare il lavoro e altri cadono in disperazione, delusi di se stessi. Ebbene, i primi sono deboli e pigri e gli altri sono orgogliosi. Non c'è alcun motivo di lasciarsi andare alla disperazione, perché ci accorgiamo di essere ancora lontani dal corrispondere alla splendida immagine che ci siamo fatti di noi stessi. Bisogna essere umili e dirsi: «È vero, anche questa volta non ce l'hai fatta e forse non ci riuscirai neppure la prossima, ma non per questo devi interrompere i tuoi sforzi». Non bisogna mai perdere il desiderio di progredire. Cadere non è cosa grave, a condizione di cercare ogni volta di rialzarsi. In ogni circostanza della vita, la cosa più importante è conservare il gusto di perfezionarsi, perché c'è sempre da migliorarsi e l'idea del perfezionamento è inseparabile dall'esistenza umana. "

"L'unico modo per regolare correttamente le vostre relazioni con gli altri sta nel non perdere mai di vista la questione della natura inferiore e di quella superiore. Confidate esclusivamente nella natura divina sia per


quanto riguarda voi che gli altri. Un essere umano è come una banca in cui avete depositato dei capitali. Attenzione quindi, prima di tutto assicuratevi che «la banca» alla quale vi siete rivolto sia solida, affidabile, altrimenti rischiate di perdere tutto; siccome anche voi siete una banca, sforzatevi di essere una banca affidabile. La questione non si limita a sapere se potete dare o no fiducia agli altri; chiedetevi se anche loro possono avere fiducia in voi e cercate di meritare la loro fiducia; solo questo vi deve interessare veramente."

"Certe persone pretendono di assumere il ruolo di guida spirituale senza rendersi conto di non avere le necessarie facoltà e qualità, quali la saggezza, l'amore, la purezza, il disinteresse, la pazienza. Non sanno che se non hanno ricevuto l'approvazione del Cielo, prendersi sulle spalle un compito così gravoso è molto pericoloso per loro. Per poter svolgere il ruolo di guida spirituale bisogna aver ottenuto un diploma. Sì, anche nel mondo spirituale ci sono i diplomi: gli spiriti luminosi che ci hanno inviato sulla terra ci osservano e ci giudicano, e se vedono un essere che è riuscito a superare gli esami impostigli dalla vita, gli rilasciano un diploma che gli dà il diritto di insegnare a sua volta. E com'è questo diploma? Sicuramente non è un pezzo di carta che può andare distrutto, ma è come un sigillo che viene impresso sul viso e su tutto il corpo, che fa parte dell'uomo stesso, che indica che egli ha riportato dei successi con il suo lavoro spirituale. Gli esseri umani possono anche non vedere quel sigillo, ma gli spiriti di natura e gli spiriti luminosi lo vedono da lontano e accorrono per aiutarli a svolgere il loro compito."

... miei cari amici, ho molto rispetto ed amore per Aïvanhov, ma ... ma ... ma ... ma questa volta per quanto cerchi di interpretare il suo pensiero, per quanto cerchi di leggerlo e rileggerlo dentro e fuori le righe, mi dispiace, ma non riesco a trovarmi d'accordo con lui. Sono d'accordo che in giro per il mondo (anche qui a casa nostra) ci sono un gran numero di pseudo "Maestri" o "guide spirituale" o come li vogliamo chiamare, ma sono anche fermamente convinto che


ognuno di noi, spesso inconsapevolmente E' GUIDA E MAESTRO PER GLI ALTRI, anche i "falsi" - e senza avere diplomi, attestati o altro. In questa nostra vita credo che i maestri siano un po' come il cuore per il corpo: senza il cuore il corpo non vive, ma se il corpo non "nutre" il cuore ... il cuore si ferma! Tutti lavoriamo perché il cuore viva ed in questo siamo "maestri". Io credo fermamente che tutti noi siamo indispensabili maestri attraverso il nostro operato prima di tutto per noi e poi per gli altri. In un libro di Anne e Daniel Meurois-Givaudan "Dalla sottomissione alla libertà", la coppia, in "visita" in un ex campo di sterminio dei khmer rossi, entrano in contatto un'entità disincarnata, ex prigioniero, morto nel campo in seguito alle torture ed alle privazioni. Egli racconta: "... il mio miglior maestro si è presentato a me sotto le spoglie dei Khmer rossi; un travestimento, una maschera inattesa, per me che veneravo l'immagine di Buddha secondo le regole. In verità, nel suo sbocciare, la vita non si cura delle regole.... Ed ancora nel Cap. V "Il mio miglior maestro" prosegue: "la Vita" ha utilizzato quella sua personalità transitoria - si riferisce al capo dei Khmer, suo torturatore e assassino per toccare qualcosa di fondamentale dentro di me." Per questo esorto sempre tutti i miei amici (e lo ricordo spesso anche a me stesso) a prestare molta attenzione a tutto ciò che dicono e fanno perché "chi ci è vicino" - anche per "caso" (a chi crede al caso) - ci ascolta e ci osserva ed apprende da noi, nel bene e nel male: e qui è la responsabilità. Siamo tutti "maestri", anche inconsapevolmente! by Gandalf In merito al "mio commento" sul "Pensiero di Aivanhov" una cara amica mi scrive il "suo pensiero" che credo interessante condividere con voi perché è sempre lo stesso argomento, ma da un altro punto di vista: grazie a Grazia (scusate la cacofonia!) e buona lettura a tutti voi. Ciao. Ritengo che possa essere interpretato da un altro punto vista. Sono d'accordo sui due punti che dai: 1- siamo pieni di falsi maestri. 2- Chiunque può essere maestro per l'altro.


Ma è “l'altro” che, grazie alla sua capacità di approfondire ed elaborare, ritrova un Maestro nel "Chiunque". E qui calza a pennello l'esempio della persona morta sotto tortura (io non penso che l'aguzzino si proponesse come maestro). Credo che Aivanhov volesse solo suggerire ad ognuno di noi di continuare ad "osservarci", a non pensare di essere "arrivati", perché ci sono degli esseri luminosi, i quali sanno riconoscere chi sta facendo un cammino spirituale da chi no. La nostra mente ci inganna e dire belle parole non basta. Io l'ho interpretato come: "aspetta, prima di credere di poterti proporre come maestro, aspetta di vedere se davvero nel tuo operato, nei tuoi pensieri, nel tuo porti ed essere a disposizione degli altri sei davvero pieno di luce e di amore. Se è così avrai il tuo diploma, ma come riconoscimento per te stesso del lavoro che hai fatto sui tuoi limiti e sulla tua natura inferiore." Questo è come l'ho interpretato io, un suggerimento a pormi sempre le domande: per chi lo sto facendo, perché, per cosa, dove il mio ego, dove il mio cuore, dove e quando sentirmi tanto "buona" e dove e quando tentare di "essere" ed "esserci"............ Poi, è incredibilmente umano essere consapevoli che ognuno di noi sta facendo (o non facendo) degli sforzi pur non ottenendo magari grossi risultati evidenti; ma che anche di questo certamente viene tenuto conto.

"Ogni volta che commettiamo un errore nei nostri pensieri e nei nostri sentimenti noi mettiamo in fuga certe entità spirituali che risiedevano in noi, perché tali entità non possono sopportare la disarmonia. Gli spiriti inferiori le sopportano molto bene, ma gli spiriti luminosi ci abbandonano. Basta condurre per qualche giorno una vita disordinata per accorgersi che certi operai del Cielo vi hanno lasciato: non riuscirete a trovare la pace, la


leggerezza, l'ispirazione. Cercate di capire che il vostro futuro dipende da una buona comprensione di questa verità; è col vostro comportamento che voi scacciate o attirate gli spiriti luminosi. Dipende perciò soltanto da voi fare in modo che gli spiriti più evoluti vengano a stabilirsi nel vostro cuore e nella vostra anima. A partire da quel momento diverrete padroni di voi stessi ed entrerete in possesso del vostro vero volto di uomo: risplendete nello spazio cosmico fino alle stelle comunicando ai pianeti e agli astri le vibrazioni più sottili. Accettate questa verità ed entrerete in possesso della chiave potente della realizzazione."

... insomma come dire "SEI CIO' CHE FAI!". Qualcuno lo chiano KARMA: ogni azione produce la sua reazione. Visto al negativo si dice "semini vento, raccogli tempesta". E' strano come lo stesso concetto detto in un modo mi risuona corretto e familiare, mentre un diverso linguaggio me lo rende poco simpatico e tendo a respingerlo. Come è complesso essere dei inconsapevoli! by Gandalf

"Ci si preoccupa forse di dare agli esseri umani una vera conoscenza che permetterebbe loro di svilupparsi in modo armonioso, per poter affrontare le difficoltà interiori ed esteriori che incontrano? No, si aspetta che si ammalino per intervenire. Solo quando non sanno più cosa fare e sono pronti a suicidarsi, o hanno già tentato di farlo, solo allora li si rassicura dicendo loro che verranno aiutati a ritrovare la pace, l'equilibrio ed il senso della vita. Nell'attesa vengono rimpinzati di medicine! Quando le cose sono arrivate a un tal punto di gravità non c'è evidentemente null'altro da fare. Fino a quando ci accontenteremo di curare i malati? Direte: «Ma la scienza è fatta così!» No, si tratta solo di alcune conoscenze, perché la scienza, la vera scienza, non è quella delle malattie ma quella della salute."


"Se avete un albero in giardino, forse gli passate davanti diverse volte al giorno senza notarlo, come se facesse parte di uno scenario teatrale di cartone o di gesso. Potreste invece prendere coscienza che si tratta di un essere vivente e perfino avvicinarvi a lui per salutarlo, per parlargli, per riuscire a comprendere quello che rappresenta. Direte: «Ma che cambia?» Dal punto di vista fisico o materiale certamente non cambia nulla, ma sul piano eterico l'albero si arricchisce della vostra presenza e al tempo stesso voi vi arricchite della sua e siete voi che ci guadagnate, entrando in comunicazione con quella vita che circola, dalle radici fino alle estremità dei rami. Inoltre farete la conoscenza di creature invisibili che vivono nell'albero e che hanno cura di lui. Sì, perché ci sono delle entità che si preoccupano di curare la vita ovunque essa si trovi nella natura."

... è la forma poetica con cui Aivanhov ci ricorda che siamo tutti parte di un corpo UNICO che si esprime sotto forme diverse: aria, minerali, vegetali, animale, umano e ... I cristiani lo chiamano "corpo mistico", comunque sia è il concetto dell'UNO. Ecco perché ci dicono che nessun essere potrà mai essere "felice" sino a quando anche una solo cellula soffrirà. "EL CHE" ci esorta a "sviluppare al massimo la sensibilità fino a sentire l'angoscia ogni volta che in qualsiasi angolo del mondo viene assassinato un uomo", perché solo così potremo arrivare a trasformare l'energia che l'uomo sta usando per distruggere piuttosto che sanare Per questo il mio quotidiano saluto è che ... by Gandalf

"Il regno di Dio è prima di tutto uno stato di coscienza, un modo di vivere e di lavorare. Per questo non può essere realizzato sul piano fisico prima di averlo realizzato nel pensiero. Una volta realizzatolo nel pensiero scenderà nel cuore, nei sentimenti ed allora finalmente potrà esprimersi


attraverso le azioni. Questo è il processo della realizzazione nella materia: pensiero - sentimento - azione. Il regno di Dio si realizzerà concretamente un giorno sulla Terra. Prima però deve realizzarsi nei pensieri e nei sentimenti degli esseri umani. Possiamo constatare che questo processo è già cominciato. Migliaia di persone in tutto il mondo, anche molte di più di quanto si possa immaginare, nutrono dentro di sé l'ideale e l'amore del Regno di Dio. Alcuni hanno perfino già realizzato il Regno di Dio nel loro comportamento e nel loro modo di vivere."

... credo che per realizzare il "Regno di Dio" ci siano mille modi e mille sentieri. GiBi che ne ha indicato uno ed io ve lo ripropongo: prendete la preghiera del "Padre Nostro" ... e trasformate i verbi dalla forma impersonale nella prima persona. (Un esempio: DA "sia santificato il tuo Regno" IN "io santifico il tuo Regno") by Gandalf

"Il discepolo che va presso un Maestro e che, standogli vicino, si tuffa per un lungo periodo nello studio del suo pensiero, si sente trasportato in un mondo di luce, di purezza, d'amore. Dopo però riprende necessariamente l'esistenza quotidiana, in cui è costretto ad avere contatti con persone e realtà di ogni tipo e così, dopo qualche tempo, si accorge di non avere più la stessa fede, lo stesso slancio e si sente di nuovo smorto e pesante, il suo ardore ed il suo amore sono diminuiti. Che cosa è successo? La stessa cosa che accade quando si espone un liquido caldo al freddo: la sua temperatura cambia. Questo fenomeno è del tutto naturale. L'insegnamento che il discepolo riceve da un Maestro assomiglia al contenuto di un recipiente. Quel contenuto è più caldo della temperatura ambiente e, a contatto con l'esterno, perde a poco a poco le sue calorie ed il suo grado di calore diminuisce. Ciò che si perde però può essere sostituito, questo è il fine della preghiera, della meditazione, di tutti gli esercizi spirituali: andare a


cercare alla sorgente gli elementi caldi e luminosi che sono andati perduti."

... mi ricordo che quando comprai la prima macchina nuova fu una FIAT 500, la gloriosa ... ve la ricordate ... ovviamente lo dico ai miei coetanei ben sopra i 50! Allora c'era "l'usanza" di dare la vettura con meraviglia delle meraviglie ! ! ! - CON IL PIENO ! ! ! Fu così che per un po' di chilometri sembrò che avessi una macchina magica. Accendevo ed andava, ... ma arrivò il tragico momento che si accese una luce sul cruscotto: ero in riserva! O facevo il pieno o da lì a poco la macchina si sarebbe fermata. Avete mai pensato che noi costruiamo le cose a nostra immagine e somiglianza? Anche noi abbiamo i nostri serbatoi ... anche loro si svuotano se non li riempiamo ... e ci possono lasciare "a piedi"! E noi abbiamo due possibilità per fare il pieno. Come? Vi lascio con un piccolo indizio: andate a rileggere il racconto biblico di "Gesù e la samaritana"! by Gandalf

"Innumerevoli entità del mondo divino si preoccupano di preparare le condizioni migliori per il nostro successo, la nostra felicità, ma noi non vogliamo riconoscerlo. Perché? Perché gli avvenimenti si presentano a noi in modo diverso da quello che avevamo immaginato o che ci aspettavamo. Ma se si realizzasse quello che noi ci aspettavamo nel modo in cui noi lo auspicavamo, saremmo forse esposti a complicazioni e delusioni maggiori. Ci avete mai pensato? La Saggezza divina risponde alle nostre richieste, ma lo fa per mezzo di avvenimenti che non comprendiamo. Sì, non siamo ancora abbastanza chiaroveggenti per interpretare i segni che ci rivelerebbero la ragione di quegli avvenimenti, degli incontri che facciamo o della presenza di alcune persone intorno a noi, ma sicuramente un giorno lo capiremo. Nell'attesa dobbiamo avere fiducia nel cielo che ha previsto ogni cosa per la nostra evoluzione."


Domanderete: « Ma a che serve un simbolo? » Vi risponderò con un'altra domanda: « A che serve un seme? » È impossibile trasportare un albero e tutta una foresta, ma è possibile trasportare dei semi. I simboli sono dei semi che potete piantare ovunque; in questo modo, lavorando con una dozzina di simboli, possedete tutte le scienze. È impossibile portarvi appresso tutti i libri e le biblioteche dell'umanità, ma con alcuni simboli nella vostra mente ciò è possibile in quanto tutti i libri sono condensati in pochi simboli. tratto da "Il linguaggio delle figure geometriche"

"I libri sacri dei cristiani, l'Antico ed il nuovo Testamento, restano per lo più estranei alla loro comprensione. Essi li rispettano, li venerano e sono convinti che la Bibbia sia di ispirazione divina. Questi antichi testi però sono stati scritti molto tempo fa e non corrispondono più alla loro mentalità. Perché? Perché i fondatori delle grandi religioni, gli Iniziati del passato hanno parlato per la loro epoca. Anche se molte verità sono sempre valide, per tutta l'eternità, debbono però essere adattate, in ogni epoca, alla mentalità corrente. Prenderli alla lettera può significare renderli incomprensibili o perfino sconvolgenti . Lo stesso Gesù è venuto per proseguire l'insegnamento di Mosé. Egli diceva : «Non crediate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti: non sono venuto per abolire ma per perfezionare». Per restare viva una religione deve tener conto dell'evoluzione della mentalità umana, perché quest'evoluzione è voluta da Dio stesso."

"Sono quasi tutti d'accordo che per riuscire sul piano materiale è necessario essere convinti e lavorare senza voler bruciare le tappe; eppure molti credono che sul piano spirituale si possano ottenere buoni risultati in fretta e con facilità. Che errore! Bisogna prima di tutto mettersi al lavoro, senza mai diminuire il proprio impegno e poi non


bisogna avere fretta, perché la realizzazione di grandi cose è un'impresa a lunga scadenza per la quale non si deve contare il proprio tempo. Infine bisogna essere convinti che quello che si intraprende in questo modo darà un giorno i suoi frutti, perché la natura è fedele e veritiera e le leggi che la regolamentano non possono mai essere colte in fallo. Lavoro, tempo, fede. Non immaginate nemmeno quale ricchezza sia contenuta in queste tre parole. Certamente si possono anche presentare in un ordine diverso: fede, lavoro, tempo, ecc.; l'importante è capire che questi tre fattori sono fra loro interconnessi e come lo sono."

"Gesù fustigava i farisei e i sadducei ma se ritornasse oggi non farebbe forse gli stessi rimproveri ai papi, ai cardinali, ai vescovi ecc. che da secoli si sono avvicendati alla guida della Chiesa? Essi dovevano insegnare agli esseri umani a prendere coscienza del fatto che tutte le risorse e le ricchezze spirituali sono dentro di loro, e dovevano anche insegnare loro come svilupparle. La maggior parte di loro invece, ha cercato di accaparrarsi la Divinità e ha predicato che «Fuori della Chiesa non c'è salvezza». D'accordo, non sarebbe poi così male, ma solo a patto che la Chiesa dia per prima l'esempio e sappia mettere al primo posto i principi spirituali. La verità è che invece si è lasciata andare agli stessi errori dei regni terreni, volendo diventare una potenza temporale, occupandosi soprattutto dell'organizzazione. Esteriormente oggi, la Chiesa è certamente un edificio magnificamente organizzato, ma all'interno di questo edificio, quante cose vanno di male in peggio, si sgretolano e continueranno a deteriorarsi se essa non ritroverà la sua vera vocazione spirituale."

"Il razzismo è una delle peggiori teorie che siano mai state inventate da individui criminali, perché ogni essere umano, a qualunque razza appartenga, rappresenta una cellula del grande Essere cosmico. Ma come far comprendere tutto ciò a quelle «cellule», che sono rimaste ad un livello di coscienza talmente basso che si sentono estranee e perfino ostili


le une alle altre? Non sono in grado di concepire l'unità alla quale appartengono e quindi alla minima occasione, le loro reazioni, i loro comportamenti entrano in conflitto con il tutto. Bisogna che queste cellule riconoscano che l'umanità intera è in realtà un solo ed unico organismo, una sola ed unica entità. Solo allora ognuna di loro avrà un unico desiderio: entrare in armonia con tutte le altre cellule che rappresentano l'Essere sublime, Dio stesso. Se rifiutano ed escludono le altre, in realtà escludono se stesse dal tutto."

"Ascoltando un'orchestra che suona o un coro che canta, gli esseri umani dovrebbero essere spinti a riflettere sull'armonia che dovrebbe regnare anche fra di loro. Sfortunatamente, questo non avviene ed anche, dopo aver ascoltato il più straordinario concerto, non credono di dover fare qualcosa per continuare a vivere in quell'armonia, in quella bellezza. La disarmonia è lo stato più diffuso nel mondo, talmente diffuso che ancora oggi, le religioni ed i movimenti spirituali sono il luogo dove ci si scontra continuamente. Gli uni si oppongono agli altri e le stesse incomprensioni, gli stessi conflitti regnano anche all'interno di ogni religione e di ogni movimento spirituale. Ed il Signore si gratta la testa, guardando questo scompiglio che si scatena in suo nome! Perché non considerare il Signore come un direttore d'orchestra, il cui compito è proprio quello di far regnare l'armonia? Lui è il vero diapason e, quando tutti saranno accordati, saranno come arpe attraverso cui il vento, il soffio divino, passando, farà sentire una musica meravigliosa."

<<In previsione dell'inverno che si avvicina, ognuno sa che deve predisporsi ad affrontare il freddo: prepara il riscaldamento, l'isolamento della casa, i vestiti più pesanti, ecc.. Sfortunatamente la gente è molto meno previdente quando si tratta di affrontare gli inverni interiori, e quando giunge un periodo oscuro sa solo lamentarsi che la vita


non ha alcun senso. Direte che le stagioni della vita interiore non si succedono con la stessa regolarità delle stagioni della natura e che sono meno prevedibili. È vero, ma bisogna sapere che l'inverno ritorna ineluttabilmente ogni tanto e, se vi abituate ad osservarvi, scoprirete ogni volta in voi certi segni premonitori. Imparate dunque ad analizzarvi e, non appena sentite che un periodo di freddo e di oscurità sta per arrivare, siate vigili. Preparate gli elementi spirituali che vi permetteranno di continuare a tener acceso in voi il fuoco e la luce. Gesù diceva: "Camminate finché avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano". Questo significa: "Approfittate delle buone condizioni per procurarvi le armi che vi serviranno il giorno in cui dovrete affrontare le difficoltà che si avvicinano".>>

"Gli esseri umani, sottolineando senza sosta i difetti degli altri, non si rendono conto di entrare in contatto con quei difetti; perciò fanno del male a loro stessi. Eh sì, non si sono ancora studiate bene tutte le forme di comunicazione che avvengono fra gli esseri. Quando criticate qualcuno, il Cielo vi dice: "Poiché vuoi correggerlo, significa che sei ricco, dagli dunque un po' della tua ricchezza! Quanto hai in cassa? Dagliene la metà." Ma quando parlate bene di qualcuno, il Cielo gli dice: "Parlando di te in questo modo, quell'essere ti arricchisce. Allora, dà a lui un po' dei tuoi tesori." Dunque, se parlate male degli altri, saranno loro a trarne profitto, mentre, se parlate bene di loro, sarete voi a beneficiarne. Ma supponiamo ora che siate stati costretti a dire qualcosa di negativo su qualcuno: non terminate il discorso in quel modo, aggiungete almeno una parola positiva nei suoi riguardi. Qualunque difetto abbia, cercate di trovare in lui una

buona qualità di cui parlerete, per poter agire beneficamente su di lui e su di voi! Non bisogna mai fermarsi al lato negativo."


" In tutte le religioni ci sono dei fanatici che non solo credono che tutti vogliano attaccare il prestigio di Dio ma credono anche di aver ricevuto la missione di difenderLo, come se il Signore fosse così debole da aver bisogno di qualcuno che Lo difenda! Eppure essi credono proprio questo! Allora lanciano condanne, fanno persecuzioni e massacrano persone che spesso sono molto migliori di loro. Se fossero onesti, domanderebbero al Signore il suo parere allora sentirebbero che il Signore, che è Amore, risponderebbe dicendo: "Non occuparti di questo, non è affar tuo. Se veramente qualcuno mi vuole attaccare, si distruggerà da solo e questa è già una punizione sufficiente. Lasciali fare, altrimenti anche tu mi offendi." Quando si vuole veramente difendere il Signore, si deve manifestare, come Lui, amore e pazienza."

E di questa COLPA si sono macchiate (LO HANNO FATTO E LO CONTINUANO A FARE!) le due principali religioni monoteiste (E SOLO LORO!): CATTOLICA (e protestanti) & MUSULMANA! SI', SI', PROPRIO I CATTOLICI! Guardiamo ed ascoltiamo cosa dicono i nostri "amati preti" (a tutti i livelli e soprattutto quelli che dovrebbero "sapere"!) Beh! Comunque e per chiunque ... Gandalf

"Finché gli esseri umani cercheranno di risolvere le loro contese facendo uso della forza, forse per un momento potranno illudersi di esservi riusciti, ma quel successo non durerà. Quando si utilizza la forza, si


provoca sempre negli altri la natura inferiore, il desiderio di tener testa, di ribattere, di prendersi una rivincita. L'impiego della forza suscita sempre l'ostilità, per cui seguono anni e secoli di scontri, senza che si riesca mai a risolvere nulla. La soluzione è quella di dar prova di bontà, di amore, di umiltà. Certo, non si sistema tutto immediatamente, poiché tale atteggiamento, dapprima, può indurre gli altri a pensare che voi siete ingenui e deboli, e ne approfitteranno e continueranno a calpestarvi. Dopo qualche tempo, però, quando si accorgeranno che il vostro atteggiamento non è dettato dalla debolezza ma, al contrario, da una grande potenza spirituale, finiranno per mostrarsi più concilianti; solo "Quanto è fragile la fiamma di una candela! Un soffio può spegnerla. Ma alimentate quella fiamma e, poco tempo dopo, tutti i soffi e i venti non faranno che aumentare la sua potenza. Questa immagine deve farvi comprendere che se siete deboli, il minimo avvenimento della vita può spegnere la vostra fiamma ossia le vostre ispirazioni, i vostri slanci divini; ma se siete forti, la vostra fiamma diventerà un braciere che le difficoltà e gli ostacoli non faranno che alimentare. Fino a che le piccole cose possono abbattervi, significa che la vostra fiamma è molto debole; dunque portate ancora dei rami per alimentarla. Direte: "Ma quali rami?"Non ne ho!" Come, non ne avete? Tutto il vecchio legname che si è accumulato in voi, i vostri istinti e i vostri desideri inferiori: sacrificateli, gettateli nel fuoco dell'amore divino. Non solo ve ne sbarazzerete, ma mai niente e nessuno potrà più spegnere quel braciere che arde in voi. intendersi."

"Quanto è fragile la fiamma di una candela! Un soffio può spegnerla. Ma alimentate quella fiamma e, poco tempo dopo, tutti i soffi e i venti non faranno che aumentare la sua potenza. Questa immagine deve farvi comprendere che se siete deboli, il minimo avvenimento della vita può spegnere la vostra fiamma ossia le vostre ispirazioni, i vostri slanci divini; ma se siete forti, la vostra fiamma diventerà un braciere che le difficoltà e gli ostacoli non faranno che alimentare. Fino a che le piccole cose


possono abbattervi, significa che la vostra fiamma è molto debole; dunque portate ancora dei rami per alimentarla. Direte: "Ma quali rami?"Non ne ho!" Come, non ne avete? Tutto il vecchio legname che si è accumulato in voi, i vostri istinti e i vostri desideri inferiori: sacrificateli, gettateli nel fuoco dell'amore divino. Non solo ve ne sbarazzerete, ma mai niente e nessuno potrà più spegnere quel braciere che arde in voi.

"Uno spiritualista deve incominciare a realizzare in sé stesso l'unità: l'unità fra i suoi pensieri, i suoi sentimenti e le sue azioni. Si racconta che una talpa, un'aquila e un pesce si erano messi in società per trasportare tutti insieme un fardello. Ma che cosa accadde? L'aquila sbatteva le ali per prendere il volo, il pesce voleva immergersi nell'acqua e la talpa cercava di infilarsi sotto terra. Evidentemente, tirato in tali direzioni contrarie, il fardello restò al suo posto! Ebbene, ecco ciò che accade con la maggior parte degli esseri umani: si direbbe che abbiano in sé una talpa, un'aquila ed un pesce che non smettono di tirarli in direzioni opposte. Solamente quando i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni saranno coordinate e dirette verso un alto ideale, quando non vi sarà più alcuna opposizione fra loro, solo allora potremo considerare di essere sulla via della vera spiritualità. Non prima. "

***** "Qualcuno vi dice che è cattolico o protestante o ortodosso o ebreo o musulmano ecc... Guardandolo agire, però, vi rendete conto che la religione alla quale dice di appartenere non ha alcuna influenza reale sulla sua vita: non è che un insieme di vaghe nozioni, di forme vuote di qualsiasi contenuto. Gli hanno insegnato tutto questo nella sua infanzia ed egli lo ripete come si recita una lezione, ma in realtà quelle credenze non


corrispondono a nulla di profondo, di vivo. Bisogna dunque concludere che egli ha una religione, ma non ha la fede. Qualcun altro dice di non appartenere ad alcuna religione: i suoi genitori erano diciamo... cattolici, ma non praticavano, non l'hanno fatto battezzare e non gli hanno dato alcuna istruzione religiosa. Ma proseguendo la conversazione e conoscendolo meglio, constatate che possiede il senso del sacro, che è animato da un alto ideale e dalle aspirazioni più nobili. Non sa come parlare di Dio, ma sente nel più profondo di sé stesso e nell'universo una presenza superiore e cerca di migliorarsi per vivere in armonia con quella presenza che indovina confusamente. Quella persona non ha forse una religione, ma ha la fede."

"Ad un certo punto della vita noi tutti facciamo l'esperienza della solitudine. La solitudine è uno stato di coscienza estremamente doloroso in cui l'uomo si sente come scaraventato in uno spazio vuoto, tenebroso, in cui non riesce più a sapere dove si trova e dove sta andando... Gesù stesso ha attraversato quell'oscuro deserto quando esclamò: ""Mio Dio, perché mi hai abbandonato?"" Tutti gli esseri umani, anche i più grandi Iniziati, hanno conosciuto quella solitudine indescrivibile. Perché? Perché è un'esperienza necessaria. Non riusciamo a capire le cose essenziali, vale a dire le verità dell'anima e dello spirito, quando siamo felici, soddisfatti, circondati da amici, ma possiamo farlo quando ci sentiamo soli e abbandonati. In realtà, nessun essere è veramente abbandonato a sé stesso: anche quando attraversiamo le prove più terribili siamo circondati da spiriti e da entità che ci parlano e vegliano su di noi. La solitudine non esiste, è soltanto uno stato di coscienza passeggero, e per superarlo al più presto non c'è altro mezzo che quello di affidarci all'Essere che sostiene tutti i mondi nello spazio."

"Qualcuno dice: "Ho capito, ho capito..." Giusto, ma se avesse veramente capito, dovrebbe mettere in pratica; invece, Dedicato a GiBi ed a tutti noi: per la maggior parte delle persone, fra


comprensione e pratica c'è un abisso. Hanno capito che bisogna essere onesti, sinceri, indulgenti e altruisti... e questo basta loro; come si comporteranno in pratica, è un'altra questione! Ebbene, dovete sapere che la vera comprensione non è mai separata dalla pratica. Chi non arriva a realizzare ciò che pretende di avere capito, non ha veramente capito; se così fosse, metterebbe in pratica. Gli Iniziati insegnano che sapere è potere. Se voi non potete, vuol dire che ancora non sapete: impegnatevi dunque per acquisire gli elementi che mancano alla vostra conoscenza, per riuscire a realizzarli. "

"Per giustificare i propri capricci e infedeltà, vi sono uomini e donne che pretendono che il matrimonio uccida l'amore. Niente affatto, il matrimonio non uccide l'amore, ma a condizione che l'uomo e la donna sappiano come considerarsi reciprocamente e imparino a cercare l'uno nell'altra l'espressione del mondo divino. Se non cercano nel partner l'anima e lo spirito per i quali devono fare dei sacrifici, tutti i sacrifici, non possono pretendere che il corpo fisico sia in grado di soddisfarli. Infatti, che cos'è il corpo fisico? Quando muore, l'uomo non è altro che un cadavere e sua moglie non lo conserva, ma lo fa sotterrare, anche se amava suo marito e lo ama sempre. Sì, ma è il lato sottile, è la vita che si ama, non la materia, e ciò che è vivo è la parte divina, la parte spirituale dell'uomo. Il corpo fisico resta quello che è, invecchia persino, e dopo un certo tempo è possibile che lo si trovi meno piacevole e che ci si stanchi di vederlo. Invece, la vita interiore è ! sempre diversa, sempre nuova come l'acqua che scorre; è quell'acqua che si ama, poiché è inestinguibile."

"Quanti uomini e donne cercano un Maestro! Ma quando ne trovano uno, non sanno come considerarlo né ciò che devono fare presso di lui. Un Maestro è come un padre o una madre sul piano spirituale: egli educa e nutre i suoi bambini. E come i figli non devono restare eternamente con i loro genitori, ma devono trovare il loro cammino, così i discepoli, per


svilupparsi correttamente, non devono restare accanto al loro Maestro, ma andare verso Dio. D'altronde, neppure il Maestro rimane fermo; anch'egli avanza verso Dio e il discepolo deve seguire quel cammino per arrivare a Dio. Dunque, il punto di partenza è Dio e il punto di arrivo è ancora Dio."

"Il potere regale ha come emblema lo scettro e il globo. Ogni volta che un personaggio viene rappresentato con uno scettro nella mano destra e un globo nella sinistra, si sa che si tratta di un personaggio regale. Ma cosa si conosce del significato profondo di questi due oggetti? E gli stessi monarchi, lo conoscono veramente? Generalmente si considera lo scettro come simbolo dell'autorità, e il globo come quello del territorio sul quale si esercita tale autorità. In realtà, la cosa va ben oltre. Lo scettro e il globo rappresentano l'attività dei due principi, maschile e femminile. Il principio maschile è sempre simbolizzato da una linea retta (uno scettro, un caduceo, una lancia, una spada, un pilastro, un albero) e dalla mano destra. Il principio femminile è invece simbolizzato da una linea curva (qualsiasi oggetto cavo o arrotondato, come una sfera, un vaso, una coppa o anche un abisso, una grotta) e dalla mano sinistra. L'atto di tenere lo scettro e il globo sta a significare che si comprendono i due principi e che si sa lavorare con essi."


Pensieri quotidiani raccolta n 3  
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