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Omraam Mikhaël Aïvanhov * * *

PENSIERI DEL GIORNO 1

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Dedicato a GiBi ed a tutti noi: "Quanti uomini e donne cercano un Maestro! Ma quando ne trovano uno, non sanno come considerarlo né ciò che devono fare presso di lui. Un Maestro è come un padre o una madre sul piano spirituale: egli educa e nutre i suoi bambini. E come i figli non devono restare eternamente con i loro genitori, ma devono trovare il loro cammino, così i discepoli, per svilupparsi correttamente, non devono restare accanto al loro Maestro, ma andare verso Dio. D'altronde, neppure il Maestro rimane fermo; anch'egli avanza verso Dio e il discepolo deve seguire quel cammino per arrivare a Dio. Dunque, il punto di partenza è Dio e il punto di arrivo è ancora Dio."

"Qualcuno dice: ""Ho capito, ho capito..."" Giusto, ma se avesse veramente capito, dovrebbe mettere in pratica; invece, per la maggior parte delle persone, fra comprensione e pratica c'è un abisso. Hanno capito che bisogna essere onesti, sinceri, indulgenti e altruisti... e questo basta loro; come si comporteranno in pratica, è un'altra questione! Ebbene, dovete sapere che la vera comprensione non è mai separata dalla pratica. Chi non arriva a realizzare ciò che pretende di avere capito, non ha veramente capito; se così fosse, metterebbe in pratica. Gli Iniziati insegnano che sapere è potere. Se voi non potete, vuol dire che ancora non sapete: impegnatevi dunque per acquisire gli elementi che mancano alla vostra conoscenza, per riuscire a realizzarli. "

Voi dite: “Ho bisogno d’amore!” … allora non cercatelo per ché se lo cercherete non lo troverete, anzi ve ne allontanerete ! ! !


Donatelo agli altri ed allora tornerà a voi; rinnovatelo in voi ed allora abiterà in voi e voi ne godrete.

"Seguire un insegnamento spirituale presuppone certamente che ci si sia istruiti attraverso la lettura, attraverso l’ascolto di corsi o di conferenze, al fine di avere un’idea chiara del cammino sul quale ci si impegna. Ma letture, corsi, e conferenze non basteranno poiché nutrono solo l’intelletto. L’intelletto, inoltre, resta alla superficie delle cose, non tocca l’essenziale. … L’intelletto deve servire solo a mostrarvi il cammino migliore da prendere e a darvi delle buone ragioni per intraprenderlo, niente di più; tutto il resto del lavoro deve essere fatto dal cuore, l’anima e lo spirito (n.d.r.: leggi “dall’emotivo”)."

"Avete tutto a vostra disposizione: spiegazioni, consigli, metodi… Tuttavia, quanti ancora tra voi si sentono indecisi, deboli, abbandonati! Perché? Perché vi manca la fiducia in ciò che possedete, e invece di fare degli esercizi e di lavorare per far scoccare la scintilla, restate al freddo e al buio. Avete la selce, ma non la battete. Allora, decidetevi finalmente! Date colpi con la pietra una volta, due volte, tre volte, cento volte, e il fuoco finirà per scaturire. Anche se possedete tutte le conoscenze, queste non vi serviranno a niente finché non vi eserciterete a metterle in pratica. È indispensabile che con la volontà (il ferro) lavoriate sulle conoscenze (la selce). Quando avrete imparato ad accendere il fuoco in voi, non dovrete più affrontare le tenebre e il freddo, non vi sentirete più soli. Grazie all’ardore di cui sarete infiammati, avrete la sensazione di poter accendere il mondo intero, fino alle stelle!"

"Potete alimentare la vostra vita interiore solo prendendo coscienza di tutte le esistenze che vi circondano. Allora, quando andate in mezzo alla natura, pensate di rivolgervi agli spiriti che la abitano, come pure agli Angeli dei quattro elementi. Dite loro: «Siate benedetti, Angeli della terra, dell’acqua, dell’aria e del fuoco. Oh voi, fedeli servitori di Dio, siate benedetti! E siate benedetti anche voi, figli della natura, spiriti che popolate le grotte, le foreste, le montagne, i mari, i laghi, i fiumi, i venti, le nuvole, il sole». Così facendo, numerosissime entità arriveranno da ogni dove e si affretteranno ad ascoltarvi, dicendo tra loro che finalmente c’è qualcuno che riconosce la loro esistenza e che le benedice. Esse gioiscono, danzano, cantano, e voi, in cambio, riceverete qualcosa che vi renderà più vivi e più forti."


"Perché la giustizia umana è così imperfetta? Perché può pronunciarsi solo sugli errori commessi sul piano fisico, materiale. Quando un uomo ha invaso il terreno del vicino, oppure non lo ha pagato giustamente o lo ha percosso e ingiuriato, tutte le leggi sono contro di lui, ed egli viene condannato. Ma se, con i suoi scritti, le sue parole o il suo esempio, costui ha fatto perdere la fede, la speranza e l’amore a migliaia di persone, se ha incitato alla perversione e alla violenza, nella maggior parte dei casi la giustizia umana lo lascia tranquillo. Ciascuno è libero di esprimere i propri pensieri e i propri desideri, anche i più scabrosi, senza preoccuparsi delle conseguenze che questi potranno avere sul destino di certi esseri più deboli, più influenzabili. Alcuni gioielli rubati, qualche vetro rotto… questo sì che è importante! Ma se delle anime e degli spiriti sono immersi nel dubbio, nella rivolta, nella disperazione, ciò non è grave. E così, spesso, i più grandi criminali vanno a spasso in libertà."

"L’essere umano, come la natura, è una creazione di Dio. Da parte delle creature è un’assurdità non riconoscere di avere un creatore! Come si può rifiutare di riconoscere un’evidenza così semplice, ovverosia che la creazione e le creature hanno necessariamente un Creatore? Quando è stato commesso un crimine, ci si comincia a chiedere chi ne sia l’autore. Il più delle volte, egli è già lontano, non è rimasto vicino alla sua opera, e tuttavia nessuno dubita che questa opera abbia un autore! Anche quando si trova un quadro, e nessuno sa a quale pittore attribuirlo perché non porta nessuna firma, non si dice che il quadro non ha autore, si dice solo che è di autore anonimo. Si può ignorare chi sia l’autore, ma non si penserà mai a mettere in dubbio la sua esistenza. Perché allora per quest’opera grandiosa e sublime che è la Creazione, certi pretendono che non ci sia un Autore, che essa sia nata per caso? Se vogliono, dicano piuttosto che il suo è un creatore anonimo (ci sono state sufficienti creature che si sono occupate di dargli un nome!), ma negare questo Autore è la più grande aberrazione."

"Ci sarebbero molte cose da correggere nella società, è vero, ma le trasformazioni non devono avvenire con la violenza. D’altra parte, i veri cambiamenti non si realizzano mai con la violenza. La violenza genera sempre mali peggiori di quelli che pretende di combattere. Allora, come trasformare la società? Col nostro modo di vivere: cambiando innanzitutto noi stessi, possiamo smuovere il mondo intero.


"Nella loro esistenza quotidiana, le persone non si preoccupano poi tanto della sorte del prossimo. Certo, è vero, quando vedono in televisione immagini di devastazione, di carestie, di massacri, allora per alcuni minuti sono commosse, qualche volta hanno persino le lacrime agli occhi. Ma dimenticano presto; un istante dopo ritornano ai loro soggetti abituali di malcontento: un padrone che le sfrutta, un concorrente che ha preso il loro posto, un vicino che sconfina sui loro terreni, il marito, la moglie, i figli, la suocera… E tutte le miserie del mondo si sono allontanate! Non dico che debbano trascurare i problemi personali; semplicemente sottolineo che ognuno si preoccupa di più delle piccole difficoltà che incontra giornalmente sulla propria strada che delle catastrofi che succedono agli altri. In questi casi, spesso ci si accontenta di dire che il mondo è fatto male."

"Qual è la funzione delle candele e dei ceri nelle chiese? Se servissero solamente a fare luce, sarebbe sufficiente l’elettricità che è anche più efficace. In realtà, questa tradizione ha un senso profondo se il credente ha compreso che, a immagine della cera che si consuma per alimentare la fiamma, anch’egli deve bruciare una sostanza dentro di sé per mantenere la luce interiore … NOTA di Gandalf: … e nelle chiese, dove albergano coloro che avrebbero il compito di accompagnarci verso la chiarificazione dei misteri e del simbolismo esoterico, supporto indispensabile per arrivare alla consapevolezza … … stanno sostituendo le candele di cera con quelle elettriche! Ma hanno ragione ! ! ! Volete mettere? … Sporcano di meno, sono più sicure (vedi tutte le chiese incendiate per colpa [ ? ? ? ] dei ceri ! ! ! ), si guadagna di più… … e alle ortiche tutto il resto: Beata Ignoranza ! ! ! “Ma …… e il significato spirituale del gesto?” “MA QUALE MENATA SPIRITUALE? E POI … MA CHISSENE FR…..” … (dicono) …

“Un proverbio arabo dice che esistono quattro categorie di uomini. 1 - I primi sono talmente limitati che non possono sapere che non sanno. Per loro non c’è nulla da fare, bisogna lasciarli stare. 2 - La seconda categoria si compone di coloro che sanno di non sapere; sono sinceri, pieni di buona volontà, desiderosi di migliorarsi e quindi possono essere istruiti. 3 - Nella terza categoria ci sono coloro che non sanno di sapere: è come se fossero addormentati e bisogna risvegliarli. 4 - Infine, la quarta categoria comprende solo un piccolo numero di esseri i quali sanno di sapere. Sono i saggi, gli Iniziati, i grandi Maestri, … … … e il proverbio dice: «Quelli, seguiteli!» "


"È tradizione erigere monumenti e statue agli uomini e alle donne che hanno realizzato cose molto belle per una società, per una cultura o persino per tutta l’umanità. E a ragione, certo. Non dico che non li si debba glorificare, eppure penso che siano i nostri nemici coloro ai quali dovremmo erigere i più bei monumenti, le più belle statue! Ma certo! Sono loro i nostri veri benefattori: grazie a loro, siamo obbligati a diventare più accorti, più intelligenti, più pazienti. Trovate che tutto ciò non sia serio? Ebbene, credete quello che volete, ma cercate ugualmente di riflettere un attimo su questa idea: spesso i nostri amici ci fanno addormentare, mentre i nostri nemici ci scuotono, ci stimolano. Direte: «Ma ci rendono la vita impossibile!» In realtà, se avete un alto ideale e il desiderio sincero di progredire, riceverete il sapere e la forza per sfruttare tutti gli ostacoli che i vostri nemici vi porranno sulla strada. Questi ostacoli saranno tanti gradini che vi permetteranno di salire sempre più in alto."

… osservate bene come vi ponete quando dovete fare un lavoro che non vi piace tanto: sospirate, borbottate e vi applicate senza convinzione, senza amore. Non vedete che, con questo atteggiamento, vi rendete il compito sempre più difficile; in questo modo, non soltanto gli sforzi che siete obbligati a fare non vi apporteranno nulla interiormente, ma vi demoliranno. Se invece imparate a considerare le cose diversamente, se decidete che intraprenderete quel lavoro che vi annoia come un'occasione per esercitarvi, per progredire, cambierete il vostro stato di coscienza e vi sembrerà meno penoso."

…… tutto ciò che l'uomo vive si registra in lui, nel suo organismo fisico e nel suo organismo psichico. Sì, buoni o cattivi, i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi desideri e le sue azioni si registrano nella materia del suo essere. Allora, tutto ciò che compie di male finisce con il manifestarsi in lui come un freno, un limite, mentre tutto quello che compie di buono gli porta delle immense possibilità di espansione. Ecco cosa bisogna far comprendere adesso agli esseri umani, altrimenti né la Chiesa né la Bibbia né i Libri sacri riusciranno a farlo rinsavire. Ognuno deve trovare in se stesso le ragioni per rispettare le leggi divine, e deve trovare in se stesso il modello divino."


"La fede senza l’amore genera il fanatismo, ed è la cosa peggiore che possa capitare agli uomini, perché divengono dei mostri. Hanno sempre sulle labbra il nome di Dio, e sono disposti ad annientare il mondo intero nel Suo nome! Ma quando sono vittime di catastrofi, come epidemie, inondazioni, terremoti, carestie, ecc., chi viene in loro soccorso? Il più delle volte sono i non credenti, perché i credenti, da parte loro, sono occupati a borbottare preghiere al Signore affinché venga in soccorso delle vittime. Oppure, peggio ancora, alcuni interpretano tali disgrazie come un castigo celeste, e si rallegrano che Dio abbia fatto cadere la Sua collera sui miscredenti. Sì, ci si chiede cosa sia questo germe di insensibilità che è contenuto nella fede. Per questa ragione, spesso sono i credenti che scoraggiano gli altri a credere."

"Nella vita spirituale non bisogna mai chiedersi quanto tempo ci vorrà per avere dei risultati, ma soltanto chiedersi se stiamo sempre procedendo sulla via della luce. Dal momento in cui abbiamo acquisito la certezza di stare percorrendo la via della luce, non dobbiamo più farci domande, ma soltanto continuare a camminare. Qualcuno dirà: «ma prima di arrivare allo fine, sarò già vecchio!» E allora? Anche di questo non dovete preoccuparvi, altrimenti non farete nulla e invecchierete comunque, qualunque cosa facciate voi invecchierete, senza però possedere la luce e la bellezza. Ebbene, credetemi, è meglio essere vecchi avendo in sé la luce, la bellezza, la forza, l'intelligenza e l'amore. Allora sì, che vale la pena di vivere!"

"È ragionevole curare le malattie fisiche con mezzi fisici, ma non basta. Siccome la malattia ha spesso per cause remote certi errori che l'uomo ha commesso sul piano dei pensieri e dei sentimenti, finché non opera in sé dei miglioramenti in quel campo, non potrà mai essere definitivamente guarito. Allora, la soluzione consiste nell'utilizzare tutte le risorse della medicina e contemporaneamente applicarsi a risistemare il lato affettivo, mentale, per far sparire le cause del male. Prendere delle medicine, seguire dei trattamenti va bene, ma occorre che questi trattamenti siano accompagnati da un lavoro psichico poiché, alla lunga, i pensieri ed i sentimenti finiscono per toccare la materia e partecipano alla sua trasformazione. Ecco la vera medicina! Se è necessario prendete delle medicine, ma aggiungetevi la forza del vostro pensiero, la forza del vostro amore ed esse saranno più efficaci."

"Per secoli i cristiani hanno perseguitato gli ebrei con il pretesto che avevano fatto morire Gesù. Ma, immaginate che Gesù ritorni: sarebbe poi così felice di vedere quello


che, secolo dopo secolo, è diventato il cristianesimo?… Che i cristiani mi perdonino, ma lo spettacolo che Gesù avrebbe sotto gli occhi ed i sermoni che ascolterebbe, gli ricorderebbero ciò che rimproverava agli scribi, ai farisei e ai sadducei. Allora, di nuovo, si scaglierebbe contro tale stato di cose ma, invece di ascoltarLo, organizzerebbero dei complotti per farLo morire. Eh sì, i cristiani di oggi Lo metterebbero a morte o che si organizzerebbero per farLo tacere. "

"Quante persone (dicono) “Vogliamo essere libere.” Ma di quale libertà si tratta? La libertà di fare follie, di legarsi, di ammalarsi e persino di distruggersi. Perché quando ci si libera dalla luce, dalla saggezza e dalla ragione, inevitabilmente si finisce per soffrire e ci ammaliamo anche a livello fisico. Sì, perché la malattia non è altro che la manifestazione sul piano fisico dei disordini che abbiamo lasciato penetrare in noi a livello psichico.

Tutte le religioni, senza eccezioni, devono evolvere, e se rifiutano di evolvere armoniosamente, saranno costrette a farlo tra lacerazioni e spaccature."

Non è poi così sicuro che tutti quelli che si presentano come asceti, si siano avvicinati allo spirito. La ricerca delle privazioni può essere solo una manifestazione patologica. Ci sono persone che si compiacciono della sofferenza e dei maltrattamenti, come altre sguazzano nel piacere. Non è una prova di spiritualità. Laddove lo spirito si manifesta, la vita prende le forme più sensate e più armoniose."

"Si desidera che gli esseri umani si trasformino e migliorino la loro condotta? Bisogna smetterla di presentare loro un Dio che li punirà se Gli disobbediscono e che li ricompenserà se fanno la Sua volontà. D'altronde, lo si vede, sempre meno persone prendono sul serio una simile concezione della Divinità. Al contrario occorre che si spieghino loro le conseguenze dei loro pensieri, sentimenti e azioni sugli organi psichici e sugli organi fisici. Bisogna mostrare loro che tutto ciò che fanno di buono o di cattivo avrà necessariamente delle ripercussioni su loro stessi; comprenderanno molto meglio. Se poi terranno conto di queste spiegazioni, è un'altra cosa. Ma un giorno o l'altro saranno costretti ad ammetterne l'esattezza, poiché saranno loro stessi che potranno verificarle."


"«Siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste», diceva Gesù. Dunque non dimenticate mai che il vostro vero avvenire, la vostra predestinazione remota è diventare come Dio stesso. Se dimenticate questa saggezza, questa luce, non stupitevi di non poter mai uscire dalla “malattia”: l'oblio della vera natura dell'uomo, della sua essenza divina e della sua predestinazione finale, il ritorno in seno all'Eterno.

"La fiamma delle candele è un aspetto del fuoco solare che ci illumina, ci riscalda e ci vivifica, non solo sul piano fisico ma anche sul piano spirituale. Prendete una candela e consacratela dicendo: «Accendo questa fiamma per la gloria della luce». Poi l'accendete e vi rivolgete ad essa: «Amata fiamma, simbolo dello Spirito Santo, simbolo dell'Amore divino, simbolo del Fuoco cosmico, simbolo del sole spirituale, lavoro e lavorerò affinché lo Spirito Santo venga a fare di me la Sua dimora. Accendo il fuoco sacro per celebrare fin d’ora questo momento."

"Quando cercate l'amore, non sapete veramente che cosa state cercando. Pensate di cercare l'amore di un uomo o di una donna, ma in fondo quello che state cercando e di cui avete bisogno è l'amore di Dio: l'immensità, l'infinito, tutta la bellezza della natura e delle creature… Ma prima di raggiungere quel punto, in quanti «negozi» sarete entrati a chiedere: «Datemi l'amore… Datemi la pienezza…» Ma nessun negozio possiede la pienezza. Soltanto il Signore in persona può darvi la pienezza, e dovete andare a cercarla presso di Lui. Guardate quello che succede alle persone che si sono fermate in un «negozio». Naturalmente avete capito che per negozio intendo una bella donna… o un bell'uomo! Dopo un po' tutto finisce e si rivolgono ad un altro negozio, aperto più di recente, in cui la merce è più fresca, la pubblicità migliore, la vetrina più bella, più splendente e colorata… Ma ecco che ancora una volta, dopo un po' di tempo tutto si appanna e si impoverisce, perché non si trattava di cose divine. Divino è soltanto ciò che è inesauribile ed eterno, perciò dovete tendere all'amore divino. "

Nel lasciare il mondo si è come quelle persone che, cacciate da casa, sono costrette ad abbandonare le proprie terre, le proprie case, i propri mobili: si precipitano verso i forzieri per prendere l'oro e i gioielli, le sole cose grazie alle quali potranno sopravvivere. Sì, quando arriva la morte, ci si può precipitare solo sulle proprie qualità


e virtù, si deve lasciare tutto il resto. Sin da adesso chiedetevi se possedete il vero oro e le vere pietre preziose."

… quanti avrebbero bisogno di ricordarsi delle parole di Aïvanhov ! ! ! Una rappresentanza della comunità di indios argentini sarà mercoledì in Italia per "denunciare le corporation che invadono il Wallmapuche", il territorio natio dei Mapuche. “Denunciamo ancora una volta che nonostante la costituzione ci garantisca i nostri diritti e i nostri riconoscimenti formali, lo stato ha permesso che le multinazionali entrassero e saccheggiassero i nostri territori”. E' la voce dei Mapuches, indios argentini a cui sono state espropriate le terre. Una rappresentanza della comunità Mapuche Tehelche “11 Ottobre” sarà mercoledì prossimo in Italia per “denunciare le corporation che invadono il Wallmapuche “,il territorio natio dei Mapuche. I rappresentanti parteciperanno al summit di premi Nobel per la pace previsto a Roma dal 10 al 12 novembre, nel corso del quale incontreranno l'imprenditore Luciano Benetton, a cui chiedono la restituzione dei loro territori. Lo scorso maggio, un giudice di Esquel si pronunciò a favore della “Compania de Tierras”, filiale del gruppo Benetton, ordinando lo sfratto ad una coppia Mapuche, Atilio Curinanco e Rosa Rua Nahuelquir. E' stato allo che il premio Nobel per la pace, l'argentino Adolfo Perez Esquivel, ha inviato una lettera aperta all'imprenditore italiano, con la quale chiedeva la restituzione della terra ai nativi. “Lei, un imprenditore di grande fama internazionale - si legge nella missiva pubblicata dal quotidiano “Clarin”- si è avvalso del denaro e della complicità di un giudice senza scrupoli per cacciare dalla propria terra una famiglia umile di fratelli Mapuches, nella provincia di Chubut, nella Patagonia argentina”. Gli antichi “corsari” prendevano il nome dal fatto che uno stato sovrano (l’Inghilterra per esempio) consegnava loro una “lettera di corsa” con la quale li autorizzavano ad assaltare e depredare vascelli di paesi nemici o ostili: oggi le lettere di corsa vengono concesse anche da giudici o dalle varie “inteligence”. I moderni corsari hanno sostituito la benda sull’occhio con la cravatte e il doppio petto.


Gandalf

La vita presenta ogni giorno nuove sistemazioni, nuove disposizioni delle cose, nuovi rapporti di forza e quindi nuovi problemi da risolvere; se ieri era giusto fare appello alla saggezza, oggi forse è l'amore o la volontà o la pazienza che saranno efficaci. Esiste sempre una soluzione, ma ogni volta si deve fare lo sforzo di trovarla."

"Osservando gli insetti, si possono fare scoperte molto interessanti riguardo alla nostra vita psichica. Facciamo un esempio. Se si lascia cadere un po' di cibo sulla tavola, subito dopo arrivano gli insetti (mosche, formiche, vespe e così via). Grazie a quale fiuto, grazie a quale dono di radioestesia essi sono in grado di scoprire, a distanza, la presenza di quelle briciole? E se le togliamo, gli insetti se ne vanno. Ebbene, sul piano psichico vale la stessa legge, perché anche nel piano psichico esiste tutta una serie di «bestiole» che sentono da lontano le impurità che gli uomini trattengono in sé stessi, e accorrono per cibarsene. Dappertutto, in tutti i settori, tutto costituisce cibo per gli uni o gli altri. Le creature malefiche e tenebrose hanno bisogno di mangiare e questo vale anche per le creature luminose, le creature celesti. State perciò attenti a quali entità attirate dentro di voi con i pensieri e i sentimenti!"

… il fuoco è sempre presente nelle chiese e nei templi, poiché si continua a bruciare incenso e ad accendere candele, ceri e lumini. L'incenso è una materia che viene consegnata al fuoco perché la trasformi e, bruciando, libera un profumo. Ma bruciare incenso ha senso soltanto se il “credente” ha compreso che quell'atto è il riflesso di un altro processo che egli deve avviare dentro di sé: quello di vincere le sue debolezze, le sue pesantezze, purificando la sua materia e trasformandola con il fuoco divino, affinché dalla sua anima esalino i profumi più deliziosi. Che senso avrebbe altrimenti?

Grazie alla ricerca interiore una persona molto semplice, modesta e non troppo istruita può sapere sulla vita più cose dei più grandi scienziati. Essi possono padroneggiare la materia, ma non padroneggiano la vita, perché la vita non si scopre grazie a qualche strumento, bensì guardando dentro si sé. L'astronauta percorre lo spazio dentro la sua navetta, ma il pastore che fa la guardia al suo gregge in montagna


e che contempla il cielo stellato nel silenzio della notte, forse sa più cose sull'immensità dello stesso astronauta.

... non potrà avere alcuna reazione! Voi direte che questo lo sapete già. Sì, teoricamente lo sanno tutti, ma saperlo non basta ... per questo vediamo dappertutto cadaveri ambulanti che si chiedono che cosa sono venuti a fare sulla terra.

"Voi siete gli eredi del cielo e della terra ma per guadagnarvi quell'eredità dovete volgervi al Creatore, al vostro Padre celeste. Volgersi al Padre celeste sottointende che vi chiudete alle entità e alle correnti tenebrose. Chi è aperto a tutti i venti pensando di poter stare dalla parte del Signore e nello stesso tempo dalla parte del Principe di questo mondo, si espone a perdere tutto. Purtroppo, anche fra i credenti molti sono troppo accomodanti: desiderano sì servire il Signore, ma nello stesso tempo stringono legami con il Principe del mondo, colui che fornisce tutti i beni materiali, i piaceri, il denaro e la gloria. Pur non essendone consapevoli, quanti cristiani hanno dimenticato le parole di Gesù: «Nessuno può servire due padroni. Non potete servire Dio e Mammona»."

"In nome dell'amore di Dio, sono stati commessi tanti abomini, che sempre più, chi parla di quell'amore, finisce per attirarsi dei sospetti. Ormai vogliamo rivolgerci agli esseri umani, abbandonando quel Dio lontano che era soltanto un pretesto per perseguitarli. Ma la verità è che se non impariamo ad amare Dio prima di ogni cosa, non saremo in grado di amare gli esseri umani, perché il nostro amore non sarà né intelligente né illuminato. Non bisogna fidarsi troppo di ciò che esce dal cuore dell'uomo, perché se è vero che contiene cose buone, è altrettanto vero che contiene anche avidità, violenza e possessività. Il cuore umano è una caverna oscura da cui può uscire ogni tipo di mostro. Occorre perciò purificarlo e illuminarlo, cosa che non saremo in grado di fare se non impariamo a rivolgerci al Creatore. Anche quando pensiamo alle creature, non dobbiamo dimenticare il Creatore, se vogliamo procedere sulla strada giusta."

"Chi pensa di poter trovare Dio all'esterno di sé si condanna ad una ricerca sterile. Bisogna smettere di pensare a Dio oggettivamente, come a un Essere esterno a noi. Bisogna anche smettere di pensare che Egli si trovi da qualche parte nei cieli, mentre


noi siamo qui, separati da Lui da distanze immense. Poiché Dio ci ha creati, Egli è in noi come un padre e una madre sono dentro ai loro figli. Così come noi portiamo in noi il nostro padre e la nostra madre terrestri, a maggior ragione portiamo in noi il nostro Padre e la nostra Madre celesti. Finché gli uomini non perverranno a questa comprensione di Dio, saranno indotti prima o poi a dubitare della sua esistenza. "

Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati», diceva Gesù. Di che natura era l'amore di Gesù? Che cosa vedeva Lui in un essere umano? La risposta sta nel Sermone della montagna, quando, rivolgendosi ai suoi discepoli e alla folla che l'aveva seguito disse: «Siate perfetti come perfetto è il vostro Padre celeste». Questo significa che nei suoi discepoli ed in tutti gli esseri che lo avvicinavano, Egli vedeva l'immagine del Padre celeste, vedeva la Divinità; Egli si rivolgeva a questa Divinità dentro di loro, poiché mostrava loro il cammino verso la perfezione. Gli altri si fermavano all'aspetto miserabile di coloro che chiamavano lebbrosi, posseduti, prostitute, adultere, ladri, ecc. Gesù invece riconosceva in tutti gli esseri un'anima e uno spirito che non chiedevano altro che buone condizioni per manifestarsi nella luce e nella bellezza: Egli amava quelle anime e quegli spiriti e a loro si rivolgeva."

"Gli esseri umani non fanno altro che lamentarsi del Signore: Lo accusano di non esaudirli, di abbandonarli nelle prove, di far trionfare i loro nemici. Essi, naturalmente, meritano ogni gioia e ogni successo e non capiscono perché Dio non sia sollecito ad accordare loro ciò che chiedono. Gli esseri umani dimenticano che Dio ogni giorno concede loro la possibilità di udire, di vedere, di respirare, di camminare, di sentire, di pensare. Che ingrati! Anziché dar fastidio al Signore lamentandosi e accusandolo continuamente, dovrebbero riflettere sul colossale debito che hanno verso di Lui. Altrimenti perderanno tutto. Se non apprezzeranno la salute, si ammaleranno. Se non saranno riconoscenti per il fatto di avere un cervello, occhi e orecchie, diventeranno sciocchi, ciechi e sordi. E quando avranno perduto soltanto una di queste ricchezze, cominceranno a capire ciò che essa significava per loro."

... GiBi, e non solo lui, spesso ci ricordava che, purtroppo, la saggezza non arriva automaticamente, come il frutto dal fiore, con l'età e l'esperienza. Gli uomini dimenticano che "Dio" è impotente davanti alla nostra inettitudine. Un vecchio adagio recita: "Aiutati .... che Dio ti aiuta!"


Troppo spesso pretendiamo che Dio aggiusti i nostri sbagli, che peraltro continuiamo a ripetere con "diabolica e pervicace" stupidità. Se gli uomini stanno seminando su questa Terra povertà, fame, guerra e morte ... perché (e soprattutto come, dovendo rispettare il nostro libero arbitrio a cui abbiamo diritto) dovrebbe riparare ai nostri errori voluti e ripetuti? La nostra infanzia è finita ed è ora di comportarci da adulti ... e da adulti smetterla di lamentarci di quanto accade (perché - mi ripeto ciò che accade lo stiamo facendo accadere noi!), ed imparare a porvi rimedio. Gandalf

"Di fronte alle verità della Scienza spirituale, ci sono persone che si accontentano di assumere un'aria diffidente e piena di sottintesi dicendo: «Ho dei dubbi. Sono scettico», come se quello scetticismo fosse il frutto di decine di anni di riflessioni approfondite. In realtà costoro mostrano quanto siano limitati mentalmente: non hanno studiato, non vogliono studiare e trovano molto comodo restare in una posizione che evita loro di riflettere veramente e che dà loro l'illusione di essere dei grandi pensatori. Chi dice di essere scettico dimostra soltanto che non ha mai studiato nulla in profondità; eh sì, siccome non è riuscito ad acquisire alcuna certezza, non è mai andato molto lontano nella sua ricerca. Questo significa anche che è orgoglioso, poiché non dà alcun valore al sapere acquisito dagli altri."

"Perfezionarsi è un'impresa difficile e vedendo la lentezza dei loro progressi molti finiscono per abbandonare il lavoro e altri cadono in disperazione, delusi di se stessi. Ebbene, i primi sono deboli e pigri e gli altri sono orgogliosi. Non c'è alcun motivo di lasciarsi andare alla disperazione, perché ci accorgiamo di essere ancora lontani dal corrispondere alla splendida immagine che ci siamo fatti di noi stessi. Bisogna essere umili e dirsi: «È vero, anche questa volta non ce l'hai fatta e forse non ci riuscirai neppure la prossima, ma non per questo devi interrompere i tuoi sforzi». Non bisogna mai perdere il desiderio di progredire. Cadere non è cosa grave, a condizione di cercare ogni volta di rialzarsi. In ogni circostanza della vita, la cosa più importante è conservare il gusto di perfezionarsi, perché c'è sempre da migliorarsi e l'idea del perfezionamento è inseparabile dall'esistenza umana. "


"L'unico modo per regolare correttamente le vostre relazioni con gli altri sta nel non perdere mai di vista la questione della natura inferiore e di quella superiore. Confidate esclusivamente nella natura divina sia per quanto riguarda voi che gli altri. Un essere umano è come una banca in cui avete depositato dei capitali. Attenzione quindi, prima di tutto assicuratevi che «la banca» alla quale vi siete rivolto sia solida, affidabile, altrimenti rischiate di perdere tutto; siccome anche voi siete una banca, sforzatevi di essere una banca affidabile. La questione non si limita a sapere se potete dare o no fiducia agli altri; chiedetevi se anche loro possono avere fiducia in voi e cercate di meritare la loro fiducia; solo questo vi deve interessare veramente."

"Certe persone pretendono di assumere il ruolo di guida spirituale senza rendersi conto di non avere le necessarie facoltà e qualità, quali la saggezza, l'amore, la purezza, il disinteresse, la pazienza. Non sanno che se non hanno ricevuto l'approvazione del Cielo, prendersi sulle spalle un compito così gravoso è molto pericoloso per loro. Per poter svolgere il ruolo di guida spirituale bisogna aver ottenuto un diploma. Sì, anche nel mondo spirituale ci sono i diplomi: gli spiriti luminosi che ci hanno inviato sulla terra ci osservano e ci giudicano, e se vedono un essere che è riuscito a superare gli esami impostigli dalla vita, gli rilasciano un diploma che gli dà il diritto di insegnare a sua volta. E com'è questo diploma? Sicuramente non è un pezzo di carta che può andare distrutto, ma è come un sigillo che viene impresso sul viso e su tutto il corpo, che fa parte dell'uomo stesso, che indica che egli ha riportato dei successi con il suo lavoro spirituale. Gli esseri umani possono anche non vedere quel sigillo, ma gli spiriti di natura e gli spiriti luminosi lo vedono da lontano e accorrono per aiutarli a svolgere il loro compito."

... miei cari amici, ho molto rispetto ed amore per Aïvanhov, ma ... ma ... ma ... ma questa volta per quanto cerchi di interpretare il suo pensiero, per quanto cerchi di leggerlo e rileggerlo dentro e fuori le righe, mi dispiace, ma non riesco a trovarmi d'accordo con lui. Sono d'accordo che in giro per il mondo (anche qui a casa nostra) ci sono un gran numero di pseudo "Maestri" o "guide spirituale" o come li vogliamo chiamare, ma sono anche fermamente convinto che ognuno di noi, spesso inconsapevolmente E' GUIDA E MAESTRO PER GLI ALTRI, anche i "falsi" - e senza avere diplomi, attestati o altro.


In questa nostra vita credo che i maestri siano un po' come il cuore per il corpo: senza il cuore il corpo non vive, ma se il corpo non "nutre" il cuore ... il cuore si ferma! Tutti lavoriamo perché il cuore viva ed in questo siamo "maestri". Io credo fermamente che tutti noi siamo indispensabili maestri attraverso il nostro operato prima di tutto per noi e poi per gli altri. In un libro di Anne e Daniel Meurois-Givaudan "Dalla sottomissione alla libertà", la coppia, in "visita" in un ex campo di sterminio dei khmer rossi, entrano in contatto un'entità disincarnata, ex prigioniero, morto nel campo in seguito alle torture ed alle privazioni. Egli racconta: "... il mio miglior maestro si è presentato a me sotto le spoglie dei Khmer rossi; un travestimento, una maschera inattesa, per me che veneravo l'immagine di Buddha secondo le regole. In verità, nel suo sbocciare, la vita non si cura delle regole.... Ed ancora nel Cap. V "Il mio miglior maestro" prosegue: "la Vita" ha utilizzato quella sua personalità transitoria - si riferisce al capo dei Khmer, suo torturatore e assassino - per toccare qualcosa di fondamentale dentro di me." Per questo esorto sempre tutti i miei amici (e lo ricordo spesso anche a me stesso) a prestare molta attenzione a tutto ciò che dicono e fanno perché "chi ci è vicino" - anche per "caso" (a chi crede al caso) - ci ascolta e ci osserva ed apprende da noi, nel bene e nel male: e qui è la responsabilità. Siamo tutti "maestri", anche inconsapevolmente! by Gandalf In merito al "mio commento" sul "Pensiero di Aivanhov" una cara amica mi scrive il "suo pensiero" che credo interessante condividere con voi perché è sempre lo stesso argomento, ma da un altro punto di vista: grazie a Grazia (scusate la cacofonia!) e buona lettura a tutti voi. Ciao. Ritengo che possa essere interpretato da un altro punto vista. Sono d'accordo sui due punti che dai: 1- siamo pieni di falsi maestri.


2- Chiunque può essere maestro per l'altro. Ma è “l'altro” che, grazie alla sua capacità di approfondire ed elaborare, ritrova un Maestro nel "Chiunque". E qui calza a pennello l'esempio della persona morta sotto tortura (io non penso che l'aguzzino si proponesse come maestro). Credo che Aivanhov volesse solo suggerire ad ognuno di noi di continuare ad "osservarci", a non pensare di essere "arrivati", perché ci sono degli esseri luminosi, i quali sanno riconoscere chi sta facendo un cammino spirituale da chi no. La nostra mente ci inganna e dire belle parole non basta. Io l'ho interpretato come: "aspetta, prima di credere di poterti proporre come maestro, aspetta di vedere se davvero nel tuo operato, nei tuoi pensieri, nel tuo porti ed essere a disposizione degli altri sei davvero pieno di luce e di amore. Se è così avrai il tuo diploma, ma come riconoscimento per te stesso del lavoro che hai fatto sui tuoi limiti e sulla tua natura inferiore." Questo è come l'ho interpretato io, un suggerimento a pormi sempre le domande: per chi lo sto facendo, perché, per cosa, dove il mio ego, dove il mio cuore, dove e quando sentirmi tanto "buona" e dove e quando tentare di "essere" ed "esserci"..... Poi, è incredibilmente umano essere consapevoli che ognuno di noi sta facendo (o non facendo) degli sforzi pur non ottenendo magari grossi risultati evidenti; ma che anche di questo certamente viene tenuto conto.

"Ogni volta che commettiamo un errore nei nostri pensieri e nei nostri sentimenti noi mettiamo in fuga certe entità spirituali che risiedevano in noi, perché tali entità non possono sopportare la disarmonia. Gli spiriti inferiori le sopportano molto bene, ma gli spiriti luminosi ci abbandonano. Basta condurre per qualche giorno una vita disordinata per accorgersi che certi operai del Cielo vi hanno lasciato: non riuscirete a trovare la pace, la leggerezza, l'ispirazione. Cercate di capire che il vostro futuro dipende da una buona comprensione di questa verità; è col vostro comportamento che voi scacciate o attirate gli spiriti luminosi. Dipende perciò soltanto da voi fare in modo che gli spiriti più evoluti vengano a stabilirsi nel vostro cuore e nella vostra anima. A partire da quel momento diverrete padroni di voi stessi ed entrerete in possesso del vostro vero volto di uomo: risplendete nello spazio cosmico fino alle stelle comunicando ai pianeti e agli astri le vibrazioni più sottili. Accettate questa verità ed entrerete in possesso della chiave potente della realizzazione."


... insomma come dire "SEI CIO' CHE FAI!". Qualcuno lo chiano KARMA: ogni azione produce la sua re-azione. Visto al negativo si dice "semini vento, raccogli tempesta". E' strano come lo stesso concetto detto in un modo mi risuona corretto e familiare, mentre un diverso linguaggio me lo rende poco simpatico e tendo a respingerlo. Come è complesso essere dei inconsapevoli! by Gandalf

"Ci si preoccupa forse di dare agli esseri umani una vera conoscenza che permetterebbe loro di svilupparsi in modo armonioso, per poter affrontare le difficoltà interiori ed esteriori che incontrano? No, si aspetta che si ammalino per intervenire. Solo quando non sanno più cosa fare e sono pronti a suicidarsi, o hanno già tentato di farlo, solo allora li si rassicura dicendo loro che verranno aiutati a ritrovare la pace, l'equilibrio ed il senso della vita. Nell'attesa vengono rimpinzati di medicine! Quando le cose sono arrivate a un tal punto di gravità non c'è evidentemente null'altro da fare. Fino a quando ci accontenteremo di curare i malati? Direte: «Ma la scienza è fatta così!» No, si tratta solo di alcune conoscenze, perché la scienza, la vera scienza, non è quella delle malattie ma quella della salute."

"Se avete un albero in giardino, forse gli passate davanti diverse volte al giorno senza notarlo, come se facesse parte di uno scenario teatrale di cartone o di gesso. Potreste invece prendere coscienza che si tratta di un essere vivente e perfino avvicinarvi a lui per salutarlo, per parlargli, per riuscire a comprendere quello che rappresenta. Direte: «Ma che cambia?» Dal punto di vista fisico o materiale certamente non cambia nulla, ma sul piano eterico l'albero si arricchisce della vostra presenza e al tempo stesso voi vi arricchite della sua e siete voi che ci guadagnate, entrando in comunicazione con quella vita che circola, dalle radici fino alle estremità dei rami. Inoltre farete la conoscenza di creature invisibili che vivono nell'albero e che hanno cura di lui. Sì, perché ci sono delle entità che si preoccupano di curare la vita ovunque essa si trovi nella natura."


NOTA di Gandalf: ... è la forma poetica con cui Aivanhov ci ricorda che siamo tutti parte di un corpo UNICO che si esprime sotto forme diverse: aria, minerali, vegetali, animale, umano e ... I cristiani lo chiamano "corpo mistico", comunque sia è il concetto dell'UNO. Ecco perché ci dicono che nessun essere potrà mai essere "felice" sino a quando anche una solo cellula soffrirà. "EL CHE" ci esorta a "sviluppare al massimo la sensibilità fino a sentire l'angoscia ogni volta che in qualsiasi angolo del mondo viene assassinato un uomo", perché solo così potremo arrivare a trasformare l'energia che l'uomo sta usando per distruggere piuttosto che sanare.

"Il regno di Dio è prima di tutto uno stato di coscienza, un modo di vivere e di lavorare. Per questo non può essere realizzato sul piano fisico prima di averlo realizzato nel pensiero. Una volta realizzatolo nel pensiero scenderà nel cuore, nei sentimenti ed allora finalmente potrà esprimersi attraverso le azioni. Questo è il processo della realizzazione nella materia: pensiero - sentimento - azione. Il regno di Dio si realizzerà concretamente un giorno sulla Terra. Prima però deve realizzarsi nei pensieri e nei sentimenti degli esseri umani. Possiamo constatare che questo processo è già cominciato. Migliaia di persone in tutto il mondo, anche molte di più di quanto si possa immaginare, nutrono dentro di sé l'ideale e l'amore del Regno di Dio. Alcuni hanno perfino già realizzato il Regno di Dio nel loro comportamento e nel loro modo di vivere." NOTA di Gandalf: ...... credo che per realizzare il "Regno di Dio" ci siano mille modi e mille sentieri. GiBi che ne ha indicato uno ed io ve lo ripropongo: prendete la preghiera del "Padre Nostro" ... (vedi anche nella pag. di GiBi “Il libro che non fu mai scritto”)e trasformate i verbi dalla forma impersonale nella prima persona. (Un esempio: DA "sia santificato il tuo Regno" IN "io santifico il tuo Regno")

"Il discepolo che va presso un Maestro e che, standogli vicino, si tuffa per un lungo periodo nello studio del suo pensiero, si sente trasportato in un mondo di luce, di purezza, d'amore. Dopo però riprende necessariamente l'esistenza quotidiana, in cui è costretto ad avere contatti con persone e realtà di ogni tipo e così, dopo qualche tempo, si accorge di non avere più la stessa fede, lo stesso slancio e si sente di nuovo smorto e pesante, il suo ardore ed il suo amore sono diminuiti. Che cosa è successo? La stessa cosa che accade quando si espone un liquido caldo al freddo: la sua temperatura cambia. Questo fenomeno è del tutto naturale. L'insegnamento che il discepolo riceve da un Maestro assomiglia al contenuto di un recipiente. Quel contenuto è più caldo della


temperatura ambiente e, a contatto con l'esterno, perde a poco a poco le sue calorie ed il suo grado di calore diminuisce. Ciò che si perde però può essere sostituito, questo è il fine della preghiera, della meditazione, di tutti gli esercizi spirituali: andare a cercare alla sorgente gli elementi caldi e luminosi che sono andati perduti." NOTA di Gandalf: ...... mi ricordo che quando comprai la prima macchina nuova fu una FIAT 500, la gloriosa ... ve la ricordate?, ... ovviamente lo dico ai miei coetanei ben sopra i 60! Allora c'era "l'usanza" di dare la vettura con ...... - meraviglia delle meraviglie ! ! ! - CON IL PIENO ! ! ! Fu così che per un po' di chilometri sembrò che avessi una macchina magica. Accendevo ed andava, ... ma arrivò il tragico momento che si accese una luce sul cruscotto: ero in riserva! O facevo il pieno o da lì a poco la macchina si sarebbe fermata. Avete mai pensato che noi costruiamo le cose a nostra immagine e somiglianza? Anche noi abbiamo i nostri serbatoi ... anche loro si svuotano se non li riempiamo ... e ci possono lasciare "a piedi"! E noi abbiamo due possibilità per fare il pieno. Come? Vi lascio con un piccolo indizio: andate a rileggere il racconto biblico di "Gesù e la samaritana"! Se vi sorgono dei dubbi sono a vostra disposizione!

"Innumerevoli entità del mondo divino si preoccupano di preparare le condizioni migliori per il nostro successo, la nostra felicità, ma noi non vogliamo riconoscerlo. Perché? Perché gli avvenimenti si presentano a noi in modo diverso da quello che avevamo immaginato o che ci aspettavamo. Ma se si realizzasse quello che noi ci aspettavamo nel modo in cui noi lo auspicavamo, saremmo forse esposti a complicazioni e delusioni maggiori. Ci avete mai pensato? La Saggezza divina risponde alle nostre richieste, ma lo fa per mezzo di avvenimenti che non comprendiamo. Sì, non siamo ancora abbastanza chiaroveggenti per interpretare i segni che ci rivelerebbero la ragione di quegli avvenimenti, degli incontri che facciamo o della presenza di alcune persone intorno a noi, ma sicuramente un giorno lo capiremo. Nell'attesa dobbiamo avere fiducia nel cielo che ha previsto ogni cosa per la nostra evoluzione."

Domanderete: « Ma a che serve un simbolo? » Vi risponderò con un'altra domanda: « A che serve un seme? » È impossibile trasportare un albero e tutta una foresta, ma è possibile trasportare dei semi. I simboli sono dei semi che potete piantare ovunque; in questo modo, lavorando con una dozzina di simboli, possedete tutte le scienze. È impossibile portarvi appresso tutti i libri e le biblioteche dell'umanità, ma con alcuni simboli nella vostra mente ciò è possibile in quanto tutti i libri sono condensati in pochi simboli.


tratto da "Il linguaggio delle figure geometriche"

"I libri sacri dei cristiani, l'Antico ed il nuovo Testamento, restano per lo più estranei alla loro comprensione. Essi li rispettano, li venerano e sono convinti che la Bibbia sia di ispirazione divina. Questi antichi testi però sono stati scritti molto tempo fa e non corrispondono più alla loro mentalità. Perché? Perché i fondatori delle grandi religioni, gli Iniziati del passato hanno parlato per la loro epoca. Anche se molte verità sono sempre valide, per tutta l'eternità, debbono però essere adattate, in ogni epoca, alla mentalità corrente. Prenderli alla lettera può significare renderli incomprensibili o perfino sconvolgenti . Lo stesso Gesù è venuto per proseguire l'insegnamento di Mosé. Egli diceva : «Non crediate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti: non sono venuto per abolire ma per perfezionare». Per restare viva una religione deve tener conto dell'evoluzione della mentalità umana, perché quest'evoluzione è voluta da Dio stesso."

"Gesù fustigava i farisei e i sadducei ma se ritornasse oggi non farebbe forse gli stessi rimproveri ai papi, ai cardinali, ai vescovi ecc. che da secoli si sono avvicendati alla guida della Chiesa? Essi dovevano insegnare agli esseri umani a prendere coscienza del fatto che tutte le risorse e le ricchezze spirituali sono dentro di loro, e dovevano anche insegnare loro come svilupparle. La maggior parte di loro invece, ha cercato di accaparrarsi la Divinità e ha predicato che «Fuori della Chiesa non c'è salvezza». D'accordo, non sarebbe poi così male, ma solo a patto che la Chiesa dia per prima l'esempio e sappia mettere al primo posto i principi spirituali. La verità è che invece si è lasciata andare agli stessi errori dei regni terreni, volendo diventare una potenza temporale, occupandosi soprattutto dell'organizzazione. Esteriormente oggi, la Chiesa è certamente un edificio magnificamente organizzato, ma all'interno di questo edificio, quante cose vanno di male in peggio, si sgretolano e continueranno a deteriorarsi se essa non ritroverà la sua vera vocazione spirituale."

"Il razzismo è una delle peggiori teorie che siano mai state inventate da individui criminali, perché ogni essere umano, a qualunque razza appartenga, rappresenta una cellula del grande Essere cosmico. Ma come far comprendere tutto ciò a quelle «cellule», che sono rimaste ad un livello di coscienza talmente basso che si sentono estranee e perfino ostili le une alle altre? Non sono in grado di concepire l'unità alla


quale appartengono e quindi alla minima occasione, le loro reazioni, i loro comportamenti entrano in conflitto con il tutto. Bisogna che queste cellule riconoscano che l'umanità intera è in realtà un solo ed unico organismo, una sola ed unica entità. Solo allora ognuna di loro avrà un unico desiderio: entrare in armonia con tutte le altre cellule che rappresentano l'Essere sublime, Dio stesso. Se rifiutano ed escludono le altre, in realtà escludono se stesse dal tutto."

"Pregare non è la reazione di persone ingenue e credulone che, nel momento in cui si trovano nelle difficoltà o nel dolore, si rivolgono al Signore immaginando che Egli non abbia nient’altro da fare che venire in loro aiuto. La vera preghiera è fondata su una profonda conoscenza concernente la struttura dell’Universo e i diversi stati della materia.

"Sono quasi tutti d'accordo che per riuscire sul piano materiale è necessario essere convinti e lavorare senza voler bruciare le tappe; eppure molti credono che sul piano spirituale si possano ottenere buoni risultati in fretta e con facilità. Che errore! Bisogna prima di tutto mettersi al lavoro, senza mai diminuire il proprio impegno e poi non bisogna avere fretta, perché la realizzazione di grandi cose è un'impresa a lunga scadenza per la quale non si deve contare il proprio tempo. Infine bisogna essere convinti che quello che si intraprende in questo modo darà un giorno i suoi frutti, perché la natura è fedele e veritiera e le leggi che la regolamentano non possono mai essere colte in fallo. Lavoro, tempo, fede. Non immaginate nemmeno quale ricchezza sia contenuta in queste tre parole. Certamente si possono anche presentare in un ordine diverso: fede, lavoro, tempo, ecc.; l'importante è capire che questi tre fattori sono fra loro interconnessi e come lo sono."

"Nel cuore della nostra vita interiore, al centro delle nostre preoccupazioni, dobbiamo mettere il principio universale che è all’origine di tutte le religioni, vale a dire il sole, facendoci penetrare dall’esempio che ci dà ogni giorno. Ecco la religione solare: illuminare, scaldare e vivificare tutte le creature senza eccezioni. Prima ancora che sulla terra apparissero gli esseri umani, il sole esisteva, e da sempre dice loro: «Espandete la vostra coscienza, liberatevi delle vostre concezioni così limitate, fate come me: illuminate, riscaldate, vivificate, abbracciate il mondo intero grazie alla vostra intelligenza e al vostro amore».


La sola vera religione è la religione solare che ci insegna come diventare luminosi, caldi, vivificanti, vale a dire che ci insegna come lavorare per possedere interiormente la saggezza che illumina e risolve i problemi, l’amore disinteressato che abbellisce, incoraggia e consola, la vita sottile, spirituale che rende attivi, dinamici e audaci per poter realizzare sulla terra il Regno di Dio e la Sua Giustizia. Nessuno può combattere questa religione; chi cerca di opporvisi non fa altro che diminuire e impoverire la vita dentro di sé."

"Anche se un Maestro cerca di essere disponibile il più possibile, arriva sempre un momento in cui i discepoli devono ritornare a casa per occuparsi della propria famiglia e per riprendere il lavoro. E certi si lamentano: «Non capisco: vicino al Maestro tutto era facile, ma quando si è lontani, le complicazioni ricominciano». Perché questo? È semplice da comprendere. Se il discepolo incontra delle difficoltà quando è lontano dal suo Maestro, è perché non avrebbe dovuto allontanarsi, non avrebbe dovuto abbandonarlo. Indubbiamente è necessario lasciarlo fisicamente, ma è nella sua coscienza che il discepolo non deve abbandonare il Maestro. Ora, ecco che nella sua testa, il primo che arriva prende il posto del Maestro; e il Maestro che è congedato, di sicuro non può più far niente. Non c’è nulla di cui stupirsi se le cose diventano improvvisamente così difficili: il Maestro non c’è più. Senza rendersene conto, il discepolo ha trovato qualcuno o qualcos’altro per rimpiazzarlo."

Quando i cristiani inizieranno a prendere sul serio le parole di Gesù, nel Padre Nostro «Sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra», sarà già un grande progresso. Da duemila anni borbottano questa preghiera continuando ad obbedire soltanto alla volontà umana, egoista e poco illuminata. Non è il Regno di Dio ad essere irrealizzabile, sono gli esseri umani, a cominciare dai cristiani, che non fanno sforzi a sufficienza per realizzarlo."

"Esaù, affamato, cedette il diritto di primogenitura al fratello Giacobbe in cambio di un piatto di lenticchie. Conoscerete certamente questo episodio del Vecchio Testamento. Evidentemente è una storia simbolica che si deve interpretare. Esaù rappresenta l’essere umano pronto a sacrificare ciò che gli dà un grande merito agli occhi del Padre Celeste, in cambio di piaceri immediati, poiché la fame è sinonimo di tutti i desideri, di tutte le voglie. Quanti altri appetiti, oltre a quello fisico, reclamano di essere soddisfatti e fanno perdere agli esseri umani il loro diritto di primogenitura, cioè la loro dignità di figli di Dio! Ogni volta che un essere cede ad un


istinto, non solo alla gola ma anche alla sensualità, alla collera, alla gelosia, all’ambizione, all’odio, vende il suo diritto di primogenitura, la sua regalità interiore, per un piatto di lenticchie, e si impoverisce, si sottomette, diventa schiavo. In cambio di qualcosa senza valore, abbandona un bene estremamente prezioso che è in lui: la vita divina."

… … … Se poi ai cristiani capita di conoscere qualche cosa delle altre religioni, sono costretti a constatare che esse si basano su concetti tanto elevati quanto quelli del cristianesimo, e si chiedono allora come mai si voglia far loro credere che Gesù è il Figlio unigenito di Dio e che soltanto la propria religione porterà loro la salvezza. Ha forse senso pensare che una sola volta nella storia, duemila anni or sono, Dio inviò il Suo unico Figlio? E allora, da chi sono state fondate le altre religioni? Da esseri inferiori che non erano figli di Dio? E coloro che praticano quelle religioni, sono in errore? Se conducono una vita esemplare, non hanno forse lo stesso valore agi occhi di Dio?

"Vivere la vita spirituale non significa fuggire la società. … Direte. «Ma vivere in mezzo a persone che non hanno le nostre stesse aspirazioni, che non la pensano come noi, è tanto difficile!» Sì, è difficile, ma non ci sono altre soluzioni. Dovete frequentare gli uomini, dovete amarli, dovete lavorare assieme a loro, ma sempre conservando il vostro alto ideale, la vostra filosofia divina. Proprio in quel momento, infatti, voi siete un centro, una sorgente, un giardino, un frutteto; non solo siete forniti di tutto ciò di cui avete bisogno, ma possedete anche i mezzi per aiutare gli altri attorno a voi."

"Si parla di «religioni rivelate» come se, in un momento o in un altro della storia, Dio stesso avesse preso la parola per farsi conoscere e dare dei comandamenti; dunque ciò che ha detto deve essere considerato come definitivo, niente può più essere aggiunto o cambiato. È un errore. Dio non è mai venuto a manifestarsi di persona, Si è solo fatto conoscere tramite i Suoi figli più illuminati, i più degni. Tali furono Mosè, Zoroastro, Buddha, Gesù, Maometto e tutti i grandi Maestri spirituali, alcuni dei quali restano addirittura sconosciuti, poiché la storia non ha ricordato i loro nomi. Ebbene, quegli esseri, che erano degli intermediari, appartenevano ad una cultura particolare, ad un’epoca particolare e non potevano parlare in senso assoluto e per l’eternità. Ecco perché Dio, che è amore, continua a rivelarsi tramite i Suoi figli che invia incessantemente sulla Terra. "


So che affermando ciò sconvolgerò molti cristiani, ma in ogni caso devo dirlo. Quello che i cristiani chiamano Dio è in realtà un’Entità che è allo stesso tempo maschile e femminile: lo Spirito cosmico e la Natura, oppure, presentati in modo diverso, lo Spirito, simboleggiato dal fuoco, e la Materia, simboleggiata dall’acqua. In Cielo, come sulla terra, possiamo nascere solo dall’unione dei due principi."

Che si faccia il bene o il male, si può dire che in ogni caso si è in vita, ma si può dire anche che si continua a morire: se non si muore alla stoltezza, si muore alla saggezza; se non si muore all’odio, si muore all’amore. Possiamo chiamare questo come vogliamo, ma la vita e la morte camminano assieme. Per tutta l’esistenza, dobbiamo dunque fare una scelta tra la vita e la morte, tra una forma di vita e una forma di morte. Ciò che alcuni chiamano morte, altri lo chiamano vita."

… esiste una legge in base alla quale più si ha paura di qualcosa e più la si attira; quindi, se non volete che una disgrazia si abbatta su di voi, non temetela! … Quante persone sono alla mercè dei propri timori, senza rendersi conto che essi sono il risultato di una mancanza di conoscenza, di una mancanza di luce. La prova è che quando siete in un locale oscuro non vi sentite tranquilli finché non accendete la luce. Ecco, da questa situazione potete trarre delle conclusioni per il piano psichico: l’oscurità, cioè l’ignoranza, vi fa correre ogni genere di rischi, e per questo avete paura.” – ed allora, che fare? - “… armatevi … delle verità necessarie per affrontare le diverse situazioni, e la vostra paura scomparirà."

Chi pretende di educare i bambini deve sapere che lascia su di loro tracce di se stesso. Deve quindi iniziare con la propria educazione, altrimenti succederebbe esattamente come se, con le mani nere di carbone, volesse togliere una piccola macchia da un viso: non farebbe che sporcarlo ulteriormente!"

"Anche se otterrete solo indifferenza o ingratitudine, non cessate mai di amare e di fare del bene. Poiché l'amore in voi è una sorgente, se decidete di impedirle di sgorgare sarete innanzi tutto voi a inaridirvi. Certamente a quel punto nessuno potrà


abusare di voi, deludervi, ma l'acqua della vostra sorgente spirituale non sgorgherà più e perderete la vita. Sì, poiché quando lasciate prosciugare la vostra sorgente, il mondo divino si chiude e diventate poveri e vuoti. Talvolta è utile, da un punto di vista educativo, chiudersi verso qualcuno per dargli la lezione di cui ha bisogno, ma è molto nocivo chiudersi verso gli esseri umani in generale. Che le persone lo meritino o no, lasciate almeno fluire in voi la sorgente dell'amore. Direte: «Sì, ma non meritano che li ami, non è giusto!» Non preoccupatevi tanto di ciò che è giusto o ingiusto: praticate quell'ingiustizia che è l'amore, altrimenti diventerete un deserto!"

liberamente tratto "Se a volte vi sentite stanchi e cominciate a dubitare, e vi chiedete se gli sforzi che fate per camminare sulla via del miglioramento valgano la pena, e siete tentati di abbandonare tutto …ditevi: «Bene, lascerò passare un po’ questo “inverno”, e dopo andrà meglio» … perché nella vita tutto è ciclico, e soprattutto, non abbandonate mai il cammino della luce, perché poi è più difficile riprenderlo. "

"Anche tra gli spiritualisti, quanti sanno trovare l'atteggiamento interiore che permette di superare le prove? Vi esporranno con sapienza la legge del karma con riferimenti a tutte le opere dell'India e con termini complicati in sanscrito… Vi diranno che la legge del karma è la legge delle cause e delle conseguenze, la legge di giustizia: il tale atto provoca tali conseguenze per l'avvenire dell'individuo, ecc.. Ma appena essi stessi sono raggiunti dal male, si ribellano: studiano, praticano una disciplina spirituale, lavorano per il bene, come può essere che il Signore non li abbia protetti? D'un tratto hanno dimenticato che la terra è una scuola per la quale devono anch'essi passare; forse sono più istruiti della maggioranza degli esseri umani ma devono ancora imparare."

"Molti esseri umani, anche quando hanno raggiunto l’età adulta, sono ancora dei bambini: per fermare la loro attenzione hanno sempre bisogno di novità. Questo difetto si osserva anche negli spiritualisti; essi attendono sempre qualcosa di nuovo, anche se l’insegnamento che ricevono porta loro una tale profusione di verità che non hanno nemmeno il tempo di assimilarle. Ma cosa fanno mai con quello che hanno già? E voi, non avete forse il medesimo difetto? Vi accontentate di prendere annotazioni che in seguito archiviate da qualche parte. Decidetevi finalmente a mettere in pratica quelle verità, altrimenti passerete la vita in attesa di novità, e non avanzerete mai!


Nella vita spirituale bisogna lavorare incessantemente sulle stesse verità. La novità sta proprio in quello che ogni giorno si scopre, approfondendo tali verità."

"Al giorno d’oggi «rimanere giovani» è diventato un ideale, eppure tutta la cultura contemporanea insegna agli uomini a invecchiare il più rapidamente possibile. Oh, non fisicamente, certo, poiché un’enorme quantità di prodotti e di metodi viene inventata ogni giorno per mantenere la forma fisica, per curare la linea, per cancellare le rughe, e così via! Ma interiormente, psichicamente, gli uomini e le donne invecchiano sempre più in fretta, perché sempre più in fretta abbandonano la semplicità, la spontaneità e la fiducia, per mostrarsi invece diffidenti, calcolatori, disincantati, spenti. Volete rimanere giovani? Esiste un solo metodo che è quello di conservare il proprio cuore di bambino, sempre vivo, pieno d’amore e di interessi, che perdona presto, che si rallegra delle più piccole cose, che dimentica presto le offese, le tristezze e le cadute, un cuore costantemente disposto ad amare, ad abbracciare il mondo intero, un cuore che non si rimpicciolisce, che non si raffredda. Finché conserverete il calore del vostro cuore, non potrete invecchiare. "

"Da dove proviene la potenza della parola? Non dal vocabolo pronunciato, ma dall’energia, dalla quintessenza di cui esso è impregnato, e tale quintessenza si trova nell’aura delle persone. La potenza di un mago, di un teurgo, deriva dalla sua capacità di saper impregnare le parole che pronuncia della luce che deriva dalla propria aura ricca, intensa e pura. La parola è il contenitore di una forza, e produce effetti tanto più potenti quanto più è impregnata di quell’elemento creatore che è la luce. Non è dato a chiunque di pronunciare formule magiche che producano grandi effetti. Solo un vero mago, pronunciando poche parole, senza forzare la voce, senza fare alcun gesto, con la sola forza interiore della sua aura, può comandare alle forze della natura e attirare gli esseri superiori. Non è la parola che ha creato il mondo, è il «Verbo». La parola è il mezzo di cui si serve il Verbo per realizzare il lavoro della creazione. Il Verbo è il primo elemento che Dio ha messo in azione; la parola è il mezzo che permette al Verbo di manifestarsi. "

Liberamente tratto … "Ovunque si osservano persone desiderose di educare gli altri,. … persino i bambini vogliono educare la loro bambola o il loro cane! In realtà, … un Maestro spirituale non cerca di cambiare gli esseri umani. – Un Maestro spirituale, - che ha già fatto un


immenso lavoro su se stesso, riesce a risvegliare negli esseri umani i migliori semi che il Creatore ha deposto in loro."

"Non potete trattare gli oggetti in un modo qualunque per la sola ragione che sono inanimati. Direte: «Ma è così importante? Gli oggetti non sentono niente; in qualunque modo li trattiamo non possono né soffrire né gioire!» È vero, non sentono niente, ma secondo il vostro comportamento, sarete voi a soffrire o a gioire, perché tutto ciò che fate produce correnti positive o negative, armoniose o disarmoniche. Queste correnti hanno effetto innanzi tutto su di voi, ma oltre a voi, anche su tutti gli esseri vicini o lontani dei mondi visibili e invisibili. Siete responsabili di tutto ciò che fate, perché i vostri pensieri, i vostri sentimenti e le vostre azioni portano delle conseguenze, e voi ne siete sia le vittime sia i beneficiari."

"L'essere umano è capace di grandi cose, ma a condizione di cominciare dalle piccole e più è grande la sua ambizione, più modestamente deve iniziare. Chi ottiene un successo, sente che la sua coscienza si espande ed è proprio quest'espansione della coscienza che conta. Al contrario, vedere troppo in grande può solo portarlo a fallire e questo fallimento diminuisce qualcosa in lui, gli fa perdere fiducia. Quindi, impegnandovi nella via spirituale non iniziate a dirvi: «Tra qualche mese, tra qualche anno vivrò nella luce divina, perché avrò vinto tutte le mie cattive tendenze». Non è possibile, perché sono tendenze che avete nutrito per numerose incarnazioni e se partite con delle illusioni, presto vi scoraggerete perché incontrerete solo sconfitte."

Ognuno di voi può trovare già da oggi il senso della vita poiché, già da oggi, invece di lavorare per la sola soddisfazione dei propri bisogni, può dirsi: «D’ora in poi, voglio lavorare per il Regno di Dio e per la Sua Giustizia». … Bisogna andare sempre più lontano, avere aspirazioni sempre più ampie, più vaste; tutto ciò dà veramente un senso alla vita. "

"Creando le condizioni per la manifestazione dello spirito, la fede ci fornisce la chiave della realizzazione. Per preparare il terreno bisogna credere, ma affinché la fede produca risultati benefici, bisogna trovare le manifestazioni più adatte. Colui che, pur


credendo, agisce contrariamente alle leggi della fede … annienta il potere che ha in sé: con la fede costruisce, con le sue azioni distrugge.

"Non ci si deve chiedere se si possa o meno riporre fiducia negli altri e, secondo il proprio temperamento ottimista o pessimista, rispondere che si può o non si può. L’esatta risposta a questa domanda non è una questione di temperamento. Potrete riporre fiducia in qualcuno, quando il vostro Sé superiore riuscirà a toccare il Sé superiore dell’altro. Direte: «D’accordo, ma se non riesco ad entrare in contatto con il suo Sé superiore, e il suo sé inferiore risponde facendomi del male?» Va bene, sarete delusi, ma tale delusione non vi colpirà poi tanto, perché il vostro Sé divino è insensibile a questo genere di ferite, e poi, soprattutto, perché il bene, come il male che si fa agli altri, lo si fa anche a se stessi. Pertanto, il bene che avete voluto fare rimane attorno a voi e in voi, ed è una corazza che vi protegge!"

"Non ponete troppe domande sull’utilità di fare del bene. Tutto quello che potete fare di buono, sia con azioni, con parole, sentimenti o pensieri, fatelo e poi lasciate che il tempo compia la sua opera. Anche se l’avrete dimenticato, un giorno a vostra insaputa tutto quel bene vi inseguirà per ricompensarvi. Aggiungerò ancora questo: imparate a fare il bene senza dire nulla, senza volere che si sappia che siete voi ad averlo fatto. Così, non soltanto proverete una gioia segreta, ma risveglierete negli altri qualcosa di buono: saranno costretti a chiedersi chi è quell’essere magnifico che non vuole mostrarsi, e questo li spingerà ad agire allo stesso modo verso altre creature."

"Affinché il vostro lavoro spirituale produca dei risultati, dovete sempre attribuirgli uno scopo. Quando pregate o meditate, iniziate specificando a quale realizzazione deve servire la vostra meditazione o la vostra preghiera. Perché questa precauzione? Perché le energie psichiche da voi proiettate non si disperdano, ma siano orientate verso un punto preciso. Adottando questo metodo, a poco a poco diventerete padroni del vostro pensiero e otterrete dei risultati. "

"Coloro che hanno voluto insegnare la religione e la morale, spesso hanno fatto il loro lavoro molto male: hanno enunciato delle regole senza veramente spiegarne la ragione,


dando così agli esseri umani l’impressione di volerli opprimere e farli vivere nelle privazioni. Adesso però, è venuto il momento di spiegare. Le persone non sono poi così sciocche e ottuse, possono comprendere. In ogni caso, non serve più a nulla voler imporre delle regole senza presentarne l’utilità. La Scienza iniziatica ci spiega che la rinuncia non è una privazione. Rinunciare a certe comodità, a certi piaceri, ha senso solo se questi sono sostituiti da gioie e acquisizioni spirituali. Nella vita spirituale, la rinuncia non si accompagna ad una perdita. Rinunciare è sostituire, trasporre, spostare un piacere su un piano superiore. Si tratta della stessa attività ma con elementi più puri, più sottili, con uno scopo più disinteressato."

"La fede è il risultato degli sforzi ripetuti giorno dopo giorno; è qualcosa di vivo che non dobbiamo mai separare dalla nostra vita quotidiana. Ecco cosa bisogna comprendere per poter decifrare il senso delle parole di Gesù: «Se la vostra fede fosse grande quanto un granello di senape, direste a questa montagna – Spostati da qui -, ed essa si sposterebbe». Possiamo trasportare una montagna, sì, ma a condizione di non pensare di poterlo fare trasportandola tutta in una sola volta. Si può trasportare una montagna, ma spostando una pietra dopo l’altra. Ogni pietra spostata, cioè ogni successo, anche minimo, aumenta la nostra fede, poiché ci sentiamo più solidi, più forti, più padroni della situazione. Gettando uno sguardo indietro, misuriamo il cammino percorso. Allora, è possibile che, già a metà del lavoro intrapreso, la nostra fede si sia talmente rinforzata che potremmo spostare tutto il resto in una sola volta."

"Fisicamente, materialmente può succedere che vi vengano tolti oggetti di vostra proprietà ma, nella vita interiore, potete perdere solo quello che non vi appartiene, vale a dire ciò che non fa ancora parte di voi. È impossibile che perdiate quello che possedete realmente. Qualcuno dice: «Avevo la fede, ed ora l’ho persa» oppure «Ero nella luce, e ora sono nell’oscurità» o ancora, «Amavo, ma l’amore mi ha lasciato». Il fatto è che la fede, la luce e l’amore non gli sono mai realmente appartenuti. Chi aspira profondamente alla fede, alla luce e all’amore, deve diventare egli stesso la fede, la luce e l’amore. Gesù diceva: «Io sono la luce del mondo». Non ha detto che la luce era in lui o con lui, ma che lui stesso era la luce. Egli si identificava con la luce. In questa formula c’é tutta una scienza su cui meditare."


"Per poter plasmare il metallo, bisogna innanzitutto gettarlo nel fuoco. Questa legge è valida anche per il piano psichico. Se vi rifiutate di intraprendere questo lavoro, saranno le sofferenze che verranno a bruciarvi, a fondervi, poiché l’Intelligenza cosmica non accetta che l’essere umano resti lì a stagnare, e farete delle esperienze dolorose. Bisogna riuscire ad assorbirlo [… il fuoco …], affinché le vecchie forme, ormai indurite in noi, fondano al suo calore e possano essere rimodellate."

"Cosa sanno le madri delle possibilità che la parola dà loro per l’educazione dei figli? Anche quando un figlio non ha l’età per capire ciò che gli si dice, e anche quando dorme, la madre può parlargli, poiché per cominciare a parlare ad un figlio non è necessario che egli sia in grado di capire. Allora, la madre prenda l’abitudine di parlare a suo figlio con molto amore e molta convinzione; gli racconti ciò che spera di vederlo diventare un giorno. Dato che la parola è una forza attiva, alcune entità presenti nel subconscio del bambino piccolo, che hanno ascoltato e registrato tutto, cominciano a mettersi al lavoro: nel suo cervello, nel suo cuore, in tutte le sue cellule e negli organi del suo corpo, liberano i processi e accumulano gli elementi che gli permetteranno in seguito di manifestare i doni e le qualità che sua madre aveva sperato per lui. Sapendo questo, ciascuno ha anche la possibilità di utilizzare la parola per apportare qualche cosa di buono a tutte le creature che desidera aiutare, anche se esse non ne sono coscienti."

I libri, compresi i libri sacri, sono opere umane, mentre l’essere umano è un’opera divina.

"«Oh, gli resta solo qualche ora da vivere!» dice troppo spesso la cerchia dei familiari di un morente con la convinzione che, nella situazione irrimediabile nella quale egli si trova, niente ha più tanta importanza. Ebbene, non è così. I momenti che precedono la morte sono molto importanti, poiché l’incarnazione successiva dipende molto da questi. Lo stato di coscienza del morente in quel momento agisce nell’altro mondo fino alla sua prossima incarnazione. Avrete potuto osservare che lo stato in cui vi addormentate, la sera, agisce su di voi durante la notte e influenza il risveglio l’indomani. Se vi addormentate in un cattivo stato, sebbene abbiate vissuto una buona giornata, l’indomani vi risveglierete mal disposti. Al contrario, se vi addormentate con dei buoni pensieri e dei buoni sentimenti, allora, anche se la vostra giornata non è stata eccellente, quest’ultimo


momento ripara e rischiara tutto e, l’indomani, vi risveglierete nelle migliori disposizioni. Ebbene, queste stesse leggi agiscono da un’esistenza all’altra."

"Ogni giorno, pensate che potete rendere gloria a Dio con la parola, lo sguardo, i gesti, con tutto ciò che fate, poiché in questo modo entrate in contatto con la Sorgente di vita. L’essenziale è la consapevolezza che mettete in questo esercizio. Anche se solo per qualche secondo, fatelo con il sentimento di compiere un atto sacro. È l’intensità che conta, non la durata. Non vi è mai capitato di sentirvi all’improvviso inspiegabilmente felici, perché un pensiero o un sentimento vi ha attraversato e ha cambiato tutto in voi? Non è durato che il tempo di un lampo, ma ha illuminato il resto della giornata. Tanto più potente, dunque, potrà essere il pensiero che un giorno riuscirete a glorificare Dio sulla terra come gli Angeli lo glorificano in Cielo!"

"Di tanto in tanto, nel corso della giornata, pensate a gettare uno sguardo dentro di voi. Non appena constatate che c’è del nervosismo o uno stato febbrile, fermatevi subito, altrimenti quello stato si prolungherà indefinitamente e si rifletterà negativamente su tutto ciò che farete. Dopo che vi sarete fermati, concentratevi alcuni secondi per calmarvi e legarvi alla luce, poi ricominciate con un altro ritmo. Il nuovo stato si prolungherà a sua volta. Sotto l’effetto di una brutta sorpresa, dell’inquietudine o dell’irritazione ci si mette ad maltrattare gli oggetti, a sbattere le porte, a dar colpi ai mobili... Perché? Perché inconsciamente si cerca di sbarazzarsi di un’energia che non si riesce a dominare. Ma più ci si agita, più si è costretti ad agitarsi. Bisogna quindi fare il contrario: per un po’, restare completamente fermi. Soltanto quando ci si sarà calmati si potrà continuare il proprio lavoro nelle migliori condizioni."

"Qual è la funzione della pelle? Circoscrivendo il nostro corpo, essa è come una frontiera dove stanno dei doganieri che esaminano i viaggiatori e i bagagli che si presentano. Certi viaggiatori, considerati indesiderabili – così come i prodotti illeciti – non hanno il diritto di entrare. Allo stesso modo, la pelle ha l’incarico di ammettere solo gli elementi benefici per la nostra salute e di eliminare quelli nocivi. Lavarsi, ad esempio, contribuisce al benessere e alla salute fisica. Ma se lo facciamo con uno stato di coscienza appropriato, possiamo altresì assorbire delle forze e delle correnti che ci manterranno in contatto con la vita cosmica.


La pelle, che abbiamo l’abitudine di considerare come una semplice protezione o solamente come l’organo del tatto, ha dei prolungamenti fino al mondo spirituale, poiché essa è in grado di produrre delle secrezioni sottili che affinano le sue percezioni. Per non distruggere questa pellicola eterica e per mantenere la pelle in uno stato tale da poter captare le correnti spirituali, vi sono delle regole di vita da rispettare, poiché tutto il nostro modo di vivere si riflette sulla pelle."

"Anche se ai giorni nostri il progresso tecnico ha fatto considerevolmente diminuire l’uso della legna per riscaldarsi e per cuocere gli alimenti, voi tutti sapete come si accende un fuoco. Si comincia sistemando un po’ di carta sopra la quale si mettono dei ramoscelli secchi, e sopra ancora della legna più grossa. Infine, con un fiammifero, si dà fuoco alla carta; la carta comunica il fuoco ai ramoscelli, e i ramoscelli infiammano i rami. Ora prendiamo l’essere umano con i suoi differenti corpi: fisico, astrale, mentale, causale. Il fuoco del fiammifero corrisponde al piano causale, il mondo dello spirito che è all’origine di tutti i fenomeni. Il fiammifero infiamma la carta (il piano mentale, l’intelletto), che infiamma i ramoscelli (il piano astrale, il cuore), che infiammano la legna grossa (il piano fisico). Tutto comincia dunque in alto con lo spirito, poi, da un corpo all’altro, il fuoco finisce per raggiungere il piano fisico. Nessuna vera realizzazione è possibile sul piano fisico finché non si è cominciato a lavorare con lo spirito che, dall’alto, dà l’impulso."

"Rivelare gli errori, le debolezze e le ridicolaggini del prossimo è un’attività talmente apprezzata dalla maggior parte delle persone, che alcuni ne hanno fatto il proprio mestiere. Che prova di superiorità essere tanto lucidi e perspicaci! Ebbene, se lo fossero veramente, prenderebbero coscienza che l’abitudine di sottolineare le debolezze e le lacune degli altri, li impoverisce. Quando si mantiene l’attenzione fissa sui comportamenti difettosi, sciocchi o ridicoli, è come se ci si nutrisse di sporcizia, e c’è qualcosa dentro di sé che va in rovina. Se volete sapere perché gli Iniziati sono talmente ricchi, vi dirò che è perché si occupano di tutto ciò che c’è di più bello negli uomini, vale a dire la loro anima e il loro spirito, ai quali essi vorrebbero dare la possibilità di manifestarsi. Anche se vedono gli errori e i crimini degli uomini, continuano a rivolgere il loro interesse a ciò che c’è di meglio in loro. In questo modo li aiutano, arricchendosi a loro volta."

"La sintesi e l’analisi sono due mezzi della conoscenza. In linea generale, la scienza ha scelto il metodo dell’analisi: separare, tagliare, sezionare. Certo, è necessario


concentrarsi su un certo punto o su un dettaglio, ma la sintesi è il solo metodo veramente utile e ricco, perché solo la sintesi vivifica; con l’analisi, ci si limita, ci si restringe. Sì. Si può anche dire che l’analisi conduce alla morte, mentre la sintesi tende verso la vita. Una prova: cosa fa la madre per formare il figlio? Raccoglie miliardi di elementi, e il figlio ne è la sintesi vivente che respira, che si muove, che mangia, che parla. Più tardi, quando è suonata l’ora dell’analisi, ogni particella del corpo va a raggiungere la regione da dove è venuta: la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco… esattamente come i caratteri che ritornano nel casellario del tipografo. Dunque, chi si accanisce ad analizzare, a sfasciare, a smontare le cose e gli esseri, cammina verso la morte, la morte spirituale. "

"La vera conoscenza presuppone che si sia capaci di penetrare nel cuore di un essere o di un oggetto, e questo può avvenire solo con l’identificazione, ossia la fusione con l’essere o l’oggetto che si vuole conoscere. Almeno per un momento è necessario diventare l’altro, e non si può diventare l’altro se si resta all’esterno, accontentandosi di guardarlo; bisogna entrare in lui e sentire le minime vibrazioni del suo essere. Ma questo, l’intelletto non lo può fare: solo lo spirito è in grado di farlo. Eccovi allora un’applicazione pratica: se attraverso il vostro spirito e il vostro amore, vi eserciterete ogni giorno a identificarvi con l’Essere supremo, Colui che è la Sorgente di Vita, la Causa Prima, il Padre di ogni cosa, un giorno sentirete che Dio comincia a vivere dentro di voi, con il Suo splendore, la Sua potenza, la Sua saggezza, il Suo amore. E questo è conoscere Dio. "

"Che cosa significa credere in Dio? In realtà, ciò non ha molto senso. Bisogna comunicare con Dio, bisogna toccarlo e bisogna sentirlo, e a quel punto non ci si dovrà più neppure chiedere se si crede: si vivrà. Credere presuppone che l’oggetto di quella credenza si situi esternamente a noi, e dunque, non si è mai “sentito” veramente qualcosa: si crede, ma senza sapere bene perché e a che cosa si crede. Qualcuno dice: «Io credo», ma è ben poca cosa; bisogna andare più in là. Anche gli atei, a modo loro, sono dei credenti, poiché credere che Dio non esista è ancora una forma di credo. Purtroppo però, a loro questo non dà niente, poiché non si può vivere di qualcosa che non esiste. …."

"La migliore delle cose può diventare nociva se non si sa come utilizzarla, e questo si verifica particolarmente in campo spirituale. Qualcuno viene a lamentarsi da me: «Pratico l’Insegnamento, osservo le sue prescrizioni ma mi sento nervoso, instabile».


Io gli rispondo: «Allora, secondo me, questa è la prova che si sbaglia, asserendo che segue bene l’Insegnamento. Probabilmente darà libero corso a qualcosa di nocivo in Lei, come l’orgoglio o la mancanza di padronanza nell’immaginazione. Potrebbe anche essere che forzi le cose volendo ottenere troppo presto dei grandi risultati spirituali; tutto ciò non è conforme all’Insegnamento. Dunque, non lo accusi; è Lei che non lo applica come si deve». Un insegnamento spirituale è concepito per equilibrare gli esseri, aiutarli a rinforzarsi, ad espandersi. Se siete preda di certi turbamenti, dovete cercare in voi quali leggi state trasgredendo. L’Insegnamento, se ben compreso e applicato, può solo armonizzare tutta la vostra vita."

"Alcuni pensatori hanno provato a definire Dio dicendo che Egli è un cerchio il cui centro è ovunque e la cui circonferenza da nessuna parte. Se questo centro è ovunque, occorre capire che in primo luogo, e soprattutto, è in voi, e che dunque avete continuamente la possibilità di incontrare Dio, di parlargli, di ascoltarlo. È Lui che ha voluto infondersi nelle creature; Egli fa parte di voi, non potete perderlo. Se Lo perdete, è perché non avete ancora sufficientemente preso coscienza di possederlo. Molte persone si rendono conto di non credere più in Dio, solamente perché si sono accontentate di accettare ciò che era stato detto loro a questo proposito, e quanto era stato detto era qualcosa di esteriore a loro: parole. Ora, le parole, anche le più vere, le più profonde, sono sempre qualche cosa di esteriore, quindi potrebbe accadere che un giorno perdano il loro significato. Solo l’uomo può veramente dare un significato alle parole e conservarlo; per far questo deve assimilarle e farle sue."

liberamente ridotto "… Il Signore è come il sole …, ma se non aprite le tende, non può entrare nella vostra camera. ….Il Signore è onnipotente, ma quando si tratta di aprire una tenda, sta a noi farlo, affinché Egli possa entrare e aiutarci."

"Che cosa cercano in lui, generalmente, i discepoli di un Maestro? Un uomo onnisciente, onnipotente, che faciliterà loro la vita e risolverà tutti i loro problemi. Ebbene, che si ravvedano: un Maestro non esiste per questo. Un Maestro esiste per istruirli e spingerli a perfezionarsi. Più un Maestro è grande, più il suo insegnamento è


rigoroso. È una legge che si verifica in tutti i campi. L’Insegnamento di un musicista o di uno scienziato di genio, è accessibile solo ad un esiguo numero di persone, ed è per questo che essi accettano un piccolo numero di allievi. Direte che un Maestro spirituale non è né un musicista né uno scienziato e che il suo amore, la sua bontà e la sua generosità abbracciano tutte le creature. Si, è vero, ma quell’amore, quella bontà, quella generosità non lo spingeranno a fare per voi tutti i miracoli che vi aspettate; al contrario, egli sarà esigente, anche severo, per stimolarvi senza sosta sul cammino del perfezionamento."

"In quanto principio cosmico, il Figlio, la seconda persona della Santa Trinità, è chiamato «l’unigenito Figlio di Dio». A questo principio cosmico si è dato il nome di Cristo, e, per il suo lavoro, Gesù si è identificato con questo principio cosmico. Non dobbiamo confondere alcune realtà umane con le realtà cosmiche per il fatto che usiamo le stesse parole, «padre» e «figlio». Dio, il Padre, è il principio creatore di tutto ciò che esiste, e il Figlio, che i cristiani hanno chiamano il Cristo, è la Sua prima emanazione. Il principio cristico deve discendere in ogni anima umana attraverso la potenza dello Spirito Santo, affinché ognuno diventi un vero figlio o una vera figlia di Dio. Gesù è stato il conduttore del Cristo, è stato la voce del Cristo, ha servito il Cristo, si è identificato con il Cristo, ma non è il Cristo. In quanto principio cosmico, il Cristo può incarnarsi in un essere umano che si è preparato a riceverlo; ma un solo essere umano, per eccezionale che sia, non può essere l’unica incarnazione di Dio; questo non ha senso."

"Il Creatore non ha inviato le Sue creature nel mondo lasciandole povere, spoglie, disarmate. Ha dato loro tutti i mezzi per provvedere ai propri bisogni materiali, affettivi, intellettuali e spirituali. Ma invece di arrangiarsi imparando a mobilitare tutte queste possibilità, gli uomini vogliono sedersi, inginocchiarsi o prostrarsi da qualche parte per meditare, pregare, supplicare. Evidentemente, siccome non sono esauditi, finiscono per mettere in dubbio il potere del pensiero e della preghiera. Arrivano anche a negare l’esistenza di Dio, ritenendosi grandi filosofi. Ebbene, la verità è che sono pigri e ignoranti. Se sapessero come lavorare, sarebbero meravigliati di scoprire tutti i mezzi che il Signore ha messo a loro disposizione."

"Ai giorni nostri, l’occultismo è di moda: sempre più persone cercano i segreti che permetteranno loro di diventare dei maghi potenti. Pensano di trovare tali segreti nei


rituali, nei talismani, nelle formule magiche e, senza conoscere niente della realtà del mondo invisibile, si lanciano nell’invocazione di spiriti. Poveri infelici! Ciò che questi individui troveranno sarà lo squilibrio psico-fisico, poiché non saranno gli spiriti luminosi a rispondere alle loro invocazioni, ma le entità dei livelli più bassi che ne approfitteranno per depredarli. Sì, ecco la verità, l’implacabile verità. E perché? Perché per attirare gli spiriti luminosi, c’è un solo metodo: progredire ogni giorno di più nella vita spirituale. Le entità celesti danno il loro aiuto e le loro benedizioni agli uomini, in proporzione a quello che gli uomini stessi sono capaci di realizzare. Le altre entità, certamente, potrebbero finire per concedere quello che si chiede loro, ma che dovrà essere pagato a caro prezzo."

"Che cos’è un Maestro spirituale? Un essere che è riuscito a controllare tutto dentro di sé, sia sul piano fisico (il suo corpo) che sul piano astrale (il suo cuore) e mentale (il suo intelletto). Gli sono dati dei poteri sulle forze della natura perché egli è capace di esercitare il controllo su se stesso. I Vangeli riportano che, quando Gesù e i suoi discepoli attraversarono il lago di Tiberiade, ci fu una forte tempesta che era sul punto di rovesciare la loro barca. Allora Gesù sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». I Vangeli aggiungono che i discepoli si dissero l’un l’altro: «Chi è dunque costui al quale anche il vento e il mare obbediscono?» Ebbene, giustamente, il vento e il mare (cioè l’aria e l’acqua) obbediscono a chi possiede il controllo dei propri pensieri e dei propri sentimenti."

"In tutte le nostre attività, la cosa più importante è il motivo che ci spinge ad agire, lo scopo che vogliamo raggiungere. Di per sé, l’attività non conta molto, e non ci si deve curare del fatto che ci attiri la considerazione degli altri, o che ci procuri del denaro. Chi non lo ha compreso si attacca a dei valori che sono fatalmente destinati a scomparire. Per compiere un’opera duratura, bisogna mettere radici in ciò che è immortale, infinito, eterno... Ecco perché, se volete trovare un’attività che dia veramente un senso alla vostra vita, dovete mettere al centro delle vostre preoccupazioni queste parole di Gesù: «Cercate il Regno di Dio e la sua Giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù»." da "Cercate il Regno di Dio e la Sua giustizia" Vangelo secondo Matteo 6, 33 Collana Sintesi - vol. 2


ONESTA’: PRESUPPOSTO DELLA VERA FEDE Essere membri della religione universale, che abbraccia tutte le religioni del mondo, vissute, accettate e rispettate come lo “sforzo umano per conquistare la Verità.” Per essere partecipi di qualsiasi rito di qualsiasi religione è necessaria la FEDE. Ma la FEDE nasce veramente nell’ “ONESTA’. “Onestà” come forma umana di rispetto e valorizzazione di qualsiasi aspetto di Verità che l’uomo abbia saputo conquistarsi con il suo sforzo. “Onestà” come forma di umiltà che permette all’individuo di rendersi conto che il suo “modo di vedere” la realtà non è mai totale e completo e che quindi ha bisogno in ogni momento di attingere alla forza. Alla verità e all’amore degli altri. “Onestà” come capacità di vedere e valutare con giustizia gli errori degli altri e della storia che spesso creano la barriera che non permette di vedere la Verità e di vedere che la “tua verità” non è diversa da quella dell’altro, ma è solo la faccia diversa di un poliedro di innumerevoli facce. In questa “ONESTA’”, come in una vera atmosfera adatta, può esistere la vera FEDE che ti apre alla conquista della Verità.

FEDE, SPERANZA E CARITA’: IL SENSO DELLA VITA Fede, Speranza e Carità sono tre aspetti di uno stesso atteggiamento di fronte alla CREAZIONE. Questa va intesa non come un atto unico ed originale, ma come un fiorire permanente e quotidiano della storia umana. Alla luce di questa partecipazione all’atto della creazione, la VITA non è che abbia un significato, ma E’ IL SIGNIFICATO, è il significato della creazione. La FEDE è la decisione di vivere con la certezza che CIO’ CHE E’ NON E’ TUTTO. Senza la Fede non ci sarebbe libertà, perché ci troveremmo totalmente immersi in una realtà finita, terminata, che non potremmo far fruttificare, né trasformare né oltrepassare. La SPERANZA è la decisione attiva di vivere con assoluta sicurezza la convinzione che


NON AVREMO ESPLORATO TUTTO IL POSSIBILE SE NON ABBIAMO TENTATO L’IMPOSSIBILE. Considerando “impossibile” ciò che non è il prolungamento né il risultato del passato e del presente, di ciò che è esistito e che esiste. L’AMORE è la decisione creativa di AVER FEDE (CREDERE) NELL’ALTRO COME CAPACE DELL’IMPOSSIBILE. L’ Amore è, in ognuno, amore per il Divino che lo abita e che lo conduce incessantemente oltre i suoi limiti. Amare una persona è accettare ed accogliere la sua imprevedibile libertà. Amare il nemico non significa lasciargli la possibilità della sua distruzione, ma accettare la possibilità del suo cambiamento ed aiutarlo a liberarsi da ciò che gli impedisce di fiorire. L’Amore inizia quando si è centrati sull’altro e non su se stessi, quando si riconosce la sua differenza e la sua libertà. Accettare che nell’altro esistano altre presenze oltre alla nostra, non pretendere di essere imprescindibili per i suoi bisogni e le sue preoccupazioni, non significa rassegnarsi all’infedeltà a danno nostro, ma è volere prima di tutto, come maggior prova di amore, che l’ALTRO SIA FEDELE A E STESSO. Anche se ciò ci fa soffrire, si tratta di sofferenza feconda perché ci obbliga a liberarci da noi stessi. Nel momento di un abbraccio amoroso dobbiamo essere coscienti che stiamo abbracciando un essere libero, con possibilità che neppure riusciamo a vedere. Non c’è nulla di più grande che saper comunicare la vera personalità di ognuno. Un Amore che non sia una continua creazione di uno per l’altro, fatta a base di drammatiche rinunce, non è vero amore. Nessuno è degno dell’Amore se non è capace di conquistarlo nella battaglia di ogni giorno, contro tutte le sterili gelosie, che affiorano attraverso l’ansia del sesso, il dolore dell’assenza, le ferite della tenerezza, il dubbio circa il vero senso finale del nostro rapporto. Chi non è preparato per superare tutto questo, non è degno dell’AMORE. Sarà un funzionario del sesso, un burocrata che contabilizza i piaceri a causa della mancanza della vera gioia suprema: l’Amore creativo.

Se ami senza risvegliare amore, cioè, se il tuo amore non produce amore, se mediante un’espressione di vita come amante non fai di te una persona amata, allora il tuo amore è impotente, è una disgrazia.

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Pensieri quotidiani raccolta n 1