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NON RIMANERE IN SILENZIO, DAI FORZA ALLA MIA AZIONE

GI RO AN SA NI

www.giannirosapdl.it

OGNI QUATTRO MESI... L’INFORMAZIONE DI OPPOSIZIONE IN

16 PAGINE L’informazione in 16 pagine. Dopo la prima uscita natalizia, ho deciso di continuare ad aggiornarvi periodicamente con questa informativa che raccoglierà le mie attività in Consiglio regionale e sul territorio. Uno strumento utile per essere sempre più vicini ai cittadini e fargli conoscere, in modo dettagliato e puntuale, ciò che accade in Regione. Questo strumento di informazione integra tutti gli altri che ho adottato, dal sito internet www.giannirosapdl.it dove si possono trovare in tempo reale gli aggiornamenti

quotidiani alla newsletter che ognuno può ricevere direttamente sulla propria posta facendone richiesta. Dopo un anno dalla mia elezione in Consiglio regionale, mi sento sempre più indignato per quanto accade nei Palazzi di Viale Verrastro, dove in pochi decidono il destino di noi lucani. Pertanto, sono sempre più convinto che è necessaria un’opposizione forte e decisa che metta a nudo quanto accade affinché i cittadini possano liberamente giudicare e formarsi così una coscienza critica. Una questione morale quella che ha contraddistinto la nostra azione politica fuori e dentro le aule del Consiglio regionale in questo primo anno. Nessun dubbio. Noi siamo alternativi a chi governa questa Regione, siamo alternativi ai vari De Filippo, Folino, Viti, Santochirico, Romaniello, Mazzeo, Mancusi, ecc.... che oggi rappresentano la maggioranza regionale. Una rappresentanza che continua a distruggere la nostra terra, trattando il denaro pubblico come affare personale, continuando a perpetrare la strategia della povertà diffusa e del bisogno continuo. Solo controllando la società in tutti i suoi aspetti, alimentando l’aspettativa dell’assistenzialismo (forestazione, cittadinanza solidale, reddito ponte, ecc...), gestendo il mondo dell’impresa e delle sue associazioni datoriali e di settore, eliminando la meritocrazia e facendo in modo che il lavoro sia possibile solo per i giovani

politicizzati, mentre gli altri vanno via. Così, questo sistema trova la sua forza e continua a ramificarsi come una piovra. Sedici pagine in cui saranno riassunte al meglio le tante azioni fatte per smascherare un sistema consolidato e inaugurare una nuova stagione di vigilanza, trasparenza e reale sviluppo. Si potranno trovare tanti esempi da noi denunciati di come si gestisce la cosa pubblica come un affare personalistico. Dobbiamo arrabbiarci per tutto ciò, essere indignati verso questo sistema e i suoi rappresentanti. Dobbiamo avere la forza di dire basta. In Regione, oggi l’opposizione è presente, è vicina alla gente. Vi chiedo, con il vostro contributo, con suggerimenti e denunce, di aiutarla a crescere. E’ questo lo sforzo che vogliano fare. Un’opposizione che già oggi si candida tra quattro anni alla guida di questa Regione, per mandare a casa i soliti noti che pensano solo agli affari di Palazzo, dimenticandosi dei disagi della gente.

ABBIAMO BISOGNO ANCHE DEL TUO AIUTO, NON RIMANERE IN SILENZIO


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DODICI MESI DI... IMPEGNO, PASSIONE www.massimodecarlo.net

Sono stati dodici mesi intensi, impegnativi e credo fruttuosi per l’azione politica del gruppo regionale del Popolo della Libertà. Mettendo da parte valutazioni di tipo numerico, come i dati di quante interrogazioni o mozioni, piuttosto che progetti di legge od ordini del giorno sono stati presentati, l’attività del Pdl deve essere considerata di buona qualità sia nel ruolo di opposizione che controlla e vigila sia nell’azione propositiva di forza politica. Ho sempre affermato e, ne sono sempre più convinto, che non esiste un’opposizione costruttiva o una distruttiva. E’ una dicotomia inventata dai partiti della maggioranza che desiderano avere in Consiglio regionale un clima da melassa politica nel quale, possibilmente, gli opposti schieramenti recitano solo il ruolo di comparsa nel “palcoscenico” del parlamentino lucano, mentre il “Grande Manovratore” può agire indisturbato. Ho sempre sostenuto che esistono solo due tipi di opposizione: quella fatta bene e quella fatta male. Una classificazione a prima vista semplicistica, ma che in realtà ha in sé il cuore dell’azione politica delle minoranze rispetto a chi è stato votato dai cittadini per ricoprire il ruolo di maggioranza di governo in Basilicata. Siamo alternativi nella visione politica, nella

DALLA BASILICATA LA SFIDA PER LA RIPRESA DEL PAESE Vorrei partire da alcune questioni importanti per la ripresa del Paese. Lo sviluppo del Mezzogiorno è una priorità. In questa prospettiva, ritengo che favorire la ricerca sia un fattore essenziale per l’unità e la crescita del Paese. La nostra regione, in particolare, offre un’eccellente qualità del capitale umano disponibile. Per questo, mi impegno personalmente a rilanciare il Piano nazionale della ricerca che parte dalle Università e dai Centri di ricerca del Mezzogiorno e costituisce il vero potenziale di cambiamento e di successo delle nostre regioni. La strategia di rafforzamento delle basi scientifiche e tecnologiche del sistema economico e produttivo meridionale sarà improntata a unitarietà, organicità e coordinamento delle iniziative, con l’adozione di principi di competitività con i sistemi internazionali e di massima collaborazione tra istituzioni e sistema di ricerca pubblica e privata. L’efficacia degli interventi sarà conseguita mediante un duplice approccio: da un lato, il rafforzamento continuo e costante del potenziale del “capitale umano” attraverso l’alta formazione in termini di diffusione e

generazione di conoscenza, competenza e saperi legati all’innovazione; dall’altro, alla valorizzazione delle risorse naturali, dell’ambiente e del territorio, passando per un recupero - ripristino - risanamento di tali risorse. Il nostro PNR punta, quindi, al consolidamento della conoscenza come un asset prioritario da valorizzare, per aumentare, liberare e mettere in azione il potenziale del capitale umano, per correggere il fenomeno dell’esodo di talenti e cervelli dal Sud, per creare e sviluppare relazioni tra competenze e “saperi” diversi. Tenuto conto del proprio ruolo istituzionale e della necessità di garantire un corretto raccordo con le altre amministrazioni centrali e regionali, il MIUR indirizza i propri interventi verso lo sviluppo di tecnologie abilitanti, in grado di favorire la crescita e lo sviluppo innovativo e competitivo dei settori industriali e di rilanciare e posizionare in modo nuovo l’economia del Mezzogiorno. Come non parlare, inoltre, dell’Accordo tra Governo e Regione sull’energia? Stiamo vivendo un momento di grande intesa istituzionale: la valorizzazione del petrolio lucano è il principale fattore della ricchezza

e della competitività della Basilicata. Dal 2015 dovrà entrare in produzione l’importante giacimento di Tempa Rossa e ciò porterà un incremento del 40% della produzione petrolifera nazionale. Obiettivo del Governo, attraverso il Piano Nazionale per il Sud, è quello di trasformare il Mezzogiorno in una piattaforma di sviluppo sostenibile e di logistica che valorizzi la sua posizione strategica tra Europa e Mediterraneo, sulla rotta commerciale per l’Asia, al centro del Mediterraneo. Per il Governo nazionale, lo sviluppo sostenibile in Basilicata della filiera produttiva dell’energia da gas, da petrolio, da geotermia assume un posto centrale nell’agenda strategica. Noi sperimentiamo una formula di intesa che porterà cospicue risorse finanziarie e lo sviluppo per la nostra Regione e per l’intero Paese. Sarà non solo il primo accordo istituzionale di sviluppo, ma anche il primo accordo fondato su risorse aggiuntive extra POR, FAS e Piano Sud. Questa è la nostra sfida. Questa è la sfida del Governo. Di ogni governo civile. Sen. Guido Viceconte


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E TANTE ATTIVITÀ. concezione di società e dell’agire amministrativo. Il ruolo che il Pdl lucano deve avere è quello di contrapporre all’attuale maggioranza in Regione una visione della società e della Basilicata che sia fondata sul merito, sull’innovazione, sullo sviluppo reale e sulla trasparenza della buona politica. Un’alternativa alla visione conservatrice delle sinistre che prediligono il neocorporativismo economico e sociale, un sottosviluppo fondato sullo sperpero della finanza pubblica e una politica assistenzialistica per poter meglio avere il controllo dell’elettorato, in particolare, su quello appartenente alle fasce deboli. Partiamo da questo ultimo punto: è una scelta precisa di un sistema di potere che ha come fondamento quello del controllo sociale. Alle fasce economicamente deboli si provvede con atti come la “Cittadinanza solidale” pomposamente definito un provvedimento di equità sociale per favorire l’inserimento lavorativo, mentre è stato un misero assegno di povertà per i cittadini che non

ha creato un posto di lavoro. I giovani, invece, se hanno un ottimo curriculum e nessun Cognome, hanno due scelte: o emigrare oppure rimanere disoccupati con il miraggio di un lavoro dignitoso. Il Gruppo regionale ha operato molto sulla “questione giovanile” chiedendo la modifica dei bandi regionali, quali il Reddito ponte e le work experience. Abbiamo evidenziato che sono solo uno sperpero di risorse in favore delle società di formazione, lasciando ai giovani solo una minima parte dei circa 33 milioni di euro previsti. Abbiamo proposto alla maggioranza di lavorare insieme per un piano per l’occupazione concreto, in concertazione con le associazioni di categoria e al mondo produttivo, ma abbiamo riscontrato l’indifferenza delle sinistre lucane. Lo stesso è stato per l’istituzione di una commissione di inchiesta sulle assunzioni proposta da Mario Venezia. Il Pdl fa opposizione, la fa bene, vigila e propone alternative, le quali nascono anche da iniziative, suggerimenti partoriti dall’Officina delle

Idee che vede il coinvolgimento di militanti, cittadini, esperti e operatori dei vari settori. Tutto si basa sul volontariato e sulla passione civile. Come Popolo delle Libertà non faremo mancare il nostro apporto politico in quelle occasioni dove ci può essere convergenza fra le varie forze partitiche. Devono essere, però, attività istituzionali o iniziative rivolte al bene comune ed al progresso economico e civile della Basilicata. Un avvertimento al presidente De Filippo e Company: ciò sarà possibile solo a determinate condizioni e in determinati casi, senza commistioni e confusione di ruoli, nell’assoluta trasparenza. Quindi, ben venga il Piano per il Sud che prevede infrastrutture, ma anche un piano comune Governo – Regione Basilicata sul petrolio. Se De Filippo ritiene che i “palazzi” di Viale Verrastro siano i suoi “manieri” si sbaglia di grosso, se desidera un’opposizione “inesistente” cambi mestiere. Gianni Rosa

IL PDL È UN PARTITO GIOVANE. E COME TUTTE LE FORMAZIONI ‘NUOVE’ AFFRONTA IL NECESSARIO PERCORSO PRIMA DI GIUNGERE A PIENA MATURAZIONE.

Il Pdl è un partito giovane. E come tutte le formazioni ‘nuove’ affronta il necessario percorso prima di giungere a piena maturazione. Non mi scandalizzano, quindi, le dichiarazioni, gli slanci fuori misura e persino le stoccate che alcuni esponenti del partito di tanto in tanto alternativamente lanciano. Non mi piace gridare subito allo scandalo, o peggio al tradimento, ma penso che si tratti della normale dinamica interna di un partito nato per integrare anime simili, ma con storie e formazioni comunque diverse. Il dibattito interno, per la verità, da sempre molto animato nel Pdl, credo sia un buono stimolo per dare al nostro partito vivacità ed anche maggiore presa sull’elettorato. In vista del voto amministrativo di maggio, qualcuno si è anche cimentato in fantasiose metafore. Il Pdl ha bisogno di qualche scafo o di un gommone in soccorso? Non credo. Sarebbe un modo per arrivare al tutti contro tutti che ammazzerebbe il nostro progetto. Penso piuttosto che il nostro impegno debba sempre essere quello di rafforzare la nave sulla quale siamo saliti, spinti da una esigenza che è nata prima negli elettori che non nei partiti vecchia maniera. L’elettorato italiano si è avviato prima di noi a recepire un sistema politico molto simile a quello delle grandi democrazie europee. Un sistema che si fonda sulla semplificazione e, quindi, sulla contrapposizione tra due grandi forze, un sistema bipolare. Ogni critica, anche la più

aspra, quindi, purché condotta all’interno di questa prospettiva di rafforzamento del bipolarismo, non può che essere ben accetta. Dobbiamo puntare al suo consolidamento contro le frammentazioni che in passato hanno di fatto immobilizzato il paese e lo hanno reso ingovernabile. Guardiamo, quindi, al contributo di ciascuno per una nuova stagione di sintesi politica. Quanto alle critiche, è evidente che non tutto va accantonato, ma affrontato per il bene del partito. Penso, ad esempio, alla richiesta di un maggiore coinvolgimento di tutti i cofondatori e, che tutte le varie anime siano adeguatamente rappresentate e coinvolte nei tavoli decisionali. Si tratta di un ostacolo che può trovare una ragionevole soluzione. Anche perché sul piano più importante, che è quello dei contenuti e delle proposte, c’è naturalmente ampia convergenza. Altra cosa sono poi le tensioni personalistiche che pure di tanto in tanto riaffiorano. Comprensibili, certamente, purché mosse per rafforzare la nave e non per moltiplicare i vascelli. Più rappresentanza, maggiore attenzione ai temi del mondo cattolico, più incisivo impegno nel Sud, sono tutte rivendicazioni giuste, ma che possono trovare nel Pdl una loro concreta risposta. C’è la possibilità di rendere permanente il progetto politico del Pdl nel quadro di un sistema politico bipolare. E sarebbe, d’altra parte, da incoscienti andare contro una tendenza

che gli elettori per primi hanno voluto e dimostrato di apprezzare attraverso il voto. Il cosiddetto Terzo polo, d’altra parte, arranca. Anche chi ha lasciato il Pdl con progetti ambiziosi è costretto a confrontarsi ogni giorno con una realtà ben diversa, fatta di defezioni e continue lotte interne. E’ evidente l’ambiguità di una politica terzoforzista che strizza l’occhio alla sinistra pur di andare contro Berlusconi, ma che in realtà va solo contro gli elettori moderati. Insomma, abbiamo ancora molta strada da fare insieme, ma questo cammino è fisiologico. C’è, infine, un ultimo aspetto che di tanto in tanto torna ad appassionare qualche retroscenista della politica: la successione. Sono dell’avviso che una forte leadership sia fondamentale per l’esistenza di un progetto vincente. E sulla leadership e la forza di Berlusconi nessuno ha mai avuto dei dubbi. Il futuro? E’ molto, molto lontano. Ma sono anche consapevole che oltre ad una forte leadership sia necessario organizzare il partito di tutti i giorni. Il partito che trasforma almeno una parte dei propri elettori in militanti, che vive sul territorio e sul territorio elegge la nuova classe dirigente. E’ questo il cammino sul quale vogliamo che si indirizzi il nostro partito. Per andare ancora più avanti senza lasciarsi incantare dalle sirene del passato. Con una forte ed indiscussa leadership ed una grande organizzazione. Perché siamo il partito dei moderati, che si muove lungo una rotta segnata, nonostante qualche scafista è fuggito nella direzione sbagliata e perdente per mettersi al servizio della sinistra. Sen. Maurizio Gasparri


AMBIENTE 4

CONTROLLI NON SOLO SLOGAN

ARPAB: UNA VORAGGINE INCOLMABILE Un buco nero che inghiotte ingenti risorse pubbliche, senza risultati, ma elargendo solo consulenze inutili. Questo è il sistema ARPAB. Il monitoraggio, il controllo dei rischi per l’ambiente e la sua tutela passano in secondo piano per la casta di viale Verrastro. La cattiva gestione ha provocato un deficit nelle casse dell’Agenzia continuando a spendere di più rispetto alle entrate. Il consuntivo 2009 si è attestato a 451.233,00 €. Per il 2010, la Giunta ha deciso di trasferire ulteriori risorse utilizzando lo stratagemma delle assegnazioni di nuovi progetti nei mesi di novembre e dicembre a fronte di lauti compensi. Qualche esempio? 550 mila euro per le energie rinnovabili, 450 mila per il monitoraggio dello stato ecologico

del lago del Pertusillo e altri 360 mila per uno studio di valutazione delle emissioni dell’impianto Fenice. Illusionismi contabili, trucchi da burocrati, stratagemmi da “alchimisti della politica” per gonfiare le entrare a fronte di spese non sostenute, così da evitare la rilevazione di un deficit anche nel 2010. Da un lato, la finanza pubblica taglia i trasferimenti del 10% (valore per l’Arpab di 868 mila euro) e, quindi le entrare, dall’altro, l’Arpab non taglia le spese. Tutte le nuove sovvenzioni sono solo un duplicato inutile di quelle competenze che l’Arpab ha e per le quali la Regione Basilicata affida già 9 milioni di euro annui. Il carrozzone va avanti grazie ai Lucani che pagano due volte i disservizi di un “ente a irresponsabilità illimitata”.

ALTRE NEWS La presa in giro del monitoraggio: da dieci anni l’Eni in Val d’Agri è controllore e controllato In dieci anni, la Regione Basilicata, per il monitoraggio ambientale in Val d’Agri, si è affidata solo all’Eni spa. Insomma, il controllato che fa il controllore. Ho ripresentato un’ennesima interrogazione dove chiedo quali sono state le attività svolte dall’Arpab e dalla società Metapontum Agrobios srl, quest’ultima beneficiaria dal 2009 di oltre 5 milioni di euro proprio per l’attuazione di una Rete di monitoraggio ambientale nelle aree a rischio di inquinamento da

AGRICOLTURA Questione Arbea: ennesima puntata. Nata per essere un’agenzia innovativa, è ormai diventata un inutile carrozzone, condannata dall’Unione europea a una multa di 86 milioni di euro per inadempienze per gli anni finanziari 2007, 2008, 2009. Nonostante ciò, continua ad esistere grazie alla “Kasta LuKana. Forse si intende solo difendere qualche “privilegio personale” ed economico di amici degli amici o consociati partitici? Prendiamo le Poc, le posizioni organizzative complesse, ambite e anche spesso “regalate politicamente”. L’Arbea, nonostante la revoca delle funzioni di organismo pagatore, ha bandito un bando, scaduto lo scorso 28 aprile, per l’attribuzione di sette nuove Poc (da 10.831,60 a 12.174,76 euro l’anno). Nelle varie interrogazioni presentate è stata chiesta la sospensiva delle attribuzioni delle Poc in una delicata fase di discussione sull’Agenzia e informazioni sullo stato del contenzioso con la Commissione europea. La relazione nella seduta del 1 febbraio in Consiglio regionale: dieci anni di storia, 105 assunti e 86 milioni di multa. Riproposta una sintesi del discorso “...La relazione dell’assessore Mazzocco, abilmente, con forbito linguaggio tecnico e burocratico, tenta di presentarci un ente, ma omettendo le reali cause politiche, amministrative ed organizzative perché si vuole ancora tentare di tenere in vita artificiosamente un organismo che ha fallito ed è fallito. L’Arbea nasce nel 2001 con “funzioni di organismo pagatore per la Regione

ARBEA...UN ENTE DA CHIUDERE Basilicata degli aiuti derivanti dalla politica agricola comune, nonché degli interventi sul mercato e sulle strutture del settore agricolo”. Viene dotato di “autonomia amministrativa, organizzativa, contabile e patrimoniale” e viene previsto che “può dotarsi di strutture sul territorio”, ma la realtà dei fatti mostrerà come sia riuscito ad operare solo su un ristrettissimo numero di “misure a superficie” (il biologico, l’imboschimento di terreni agricoli, il ritiro ventennale dei seminativi, le indennità compensative). Quello che nasceva come un “ente di semplificazione” diventa, col passare degli anni, solo “un passaggio burocratico in più”. Il riconoscimento come Organismo pagatore diventerà effettivo solo quattro anni dopo, nel 2005, a prezzo di una serie di esternalizzazioni, in particolar modo, nel settore dei “controlli di campo che, costituiranno nel tempo, un ulteriore aggravio organizzativo, amministrativo e finanziario sul bilancio regionale. Con la legge regionale n. 11/2006, si abrogava il controllo regionale sugli atti del neonato Organismo pagatore. Data al 2008 il varo, da parte del Ministero delle Politiche Agricole, di un “piano di interventi correttivi” delle criticità di Arbea. Ad oggi, inattuato. Il 12 maggio 2010, la revoca del riconoscimento di “Organismo pagatore”. Successivamente la sanzione della Commissione europea di 86 milioni di euro. Oggi, se vogliamo essere responsabili, la strada da seguire è solo una: chiudere l’Arbea.

ALTRE NEWS

Misure agricoltura Al presidente De Filippo ricordiamo che tra i tanti problemi che assillano l’agricoltura lucana, specie dopo l’alluvione nel metapontino, si aggiunge la burocrazia del Dipartimento agricoltura guidato dall’assessore Mazzocco, che ad oggi ancora non è stato in grado di stilare le graduatorie utili per l’erogazione delle relative provvidenze agevolative. Ci riferiamo nello specifico alle Misure 112, 121, 123, 132, 211, 214, 226, 311, di cui si è persa ogni traccia. Zootecnia Regionalizzazione dell’associazione allevatori. Si invita il direttore dell’associazione allevatori di Potenza, Augusto Calbi, a chiarire cosa è stato fatto fino ad oggi con i cospicui contributi regionali erogati all’APA per il miglioramento del settore zootecnico, oltre agli impegni finanziari utilizzati per il pagamento di notai, avvocati e cause di lavoro, sui contratti di lavoro, sulle collaborazione, missioni, sponsorizzazioni, meeting, saloni della zootecnia, fiere e tanto altro ancora. Misura 211 PSR bando 2009: tante le anomalie esistenti (esclusione dei titoli di conduzione unilaterali e dei terreni demaniali detenuti tramite la fida pascolo; i controlli effettuati sulla campagna dell’anno successivo, la data certa per i contratti di fitto, ec...). Con un’interrogazione ho sollecitato la verifica dei criteri di ammissione con le opportune modifiche e chiesto quali provvedimenti si vorranno attuare al bando 2009 e per quelli che si formuleranno prossimamente.


5 idrocarburi. Inoltre, si chiedono chiarimenti sulla delibera dell’assessorato all’Ambiente con la quale si approva la costituzione dell’Osservatorio ambientale. Parole, parole, parole...sul monitoraggio ambientale Sul sito ufficiale dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici, Apat, sono riportati dati riguardanti l’emissione di materie inquinanti in aria in vari complessi industriali in Italia. Tra i siti lucani è presente il plesso industriale Ferriere Nord spa, stabilimento Siderpotenza, ubicato nella zona industriale di Potenza (i dati sono relativi al 2005). Tutte le materie inquinanti in aria, superano le soglie previste dalla legge. Con un’interrogazione ho chiesto informazioni al presidente De Filippo: da chi e come sono stati attuati i sistemi di monitoraggio ambientale nell’area industriale di Potenza dal 2000 ad oggi, se vi sono documentazioni ufficiali concernenti i dati di monitoraggio ambientale nell’area industriale e se esistono protocolli e/o piani di intervento in situazioni di emergenza e/o impatti legati ad incidenti o rischi di varia natura derivanti dalle attività in essere nell’area industriale di Potenza. Coniugare sviluppo e produttività con il rispetto del ambiente è una sfida possibile e necessaria.

Sperperi e sedi inutili A pensar male si riesce bene, a consigliar bene, invece, si passa per nemico del Sud, come capita spesso al ministro dell’economia Tremonti, ormai diventato alibi per ogni amministratore di fede post cattocomunista per tutte le difficoltà che incontrano. Mancano le risorse per le mense scolastiche? Colpa dei tagli del Governo nazionale. Mancano i finanziamenti per

Cambiano rotta i soldi dell’Eni per il monitoraggio ambientale.... Accordi Regione Basilicata – Eni: 11 miliardi di vecchie lire l’anno, per 10 anni, per contribuire alla realizzazione di progetti di compensazione ambientale con interventi di rimboschimento. Finiti i 10 anni, la Giunta regionale ha deciso che le risorse trasferite dall’Eni per finanziare i progetti destinati allo “Sviluppo sostenibile” (2.065.827,60) e la “Gestione del sistema di monitoraggio ambientale” (3.098.741,39), debbano essere utilizzati per la “Compensazione ambientale”, in concreto interventi di forestazione gestiti dalla Comunità Montane. La maggioranza ha bocciato in Consiglio la mozione “Piani di attuazione progetti per lo sviluppo sostenibile ed il monitoraggio ambientale” presentata dal Pdl, in cui si chiedeva l’impegno della Giunta regionale a non modificare la destinazione delle risorse spettanti per l’anno 2011, relativi ai programmi di “Sviluppo Sostenibile” e di “Gestione del sistema di monitoraggio ambientale” e di presentare al Consiglio regionale i progetti per l’anno 2011.

Lo spunto ci viene fornito dalle informazioni contenute nella relazione progettuale allegata alla delibera della Giunta regionale n. 2263 del 29 dicembre 2010 che approva il finanziamento di € 360.000 in favore dell’Arpab per lo studio e valutazione delle emissioni e dei livelli di ricaduta dell’impianto Fenice. Tra le altre cose, la relazione evidenzia che “nell’ambito di questa attività, i controlli … hanno evidenziato dei superamenti della concentrazione soglia.” Visti gli anni di “informazioni sigillate” e dei “monitoraggi mancati” della vecchia gestione Arpab, è auspicabile che il nuovo corso dia una “Vita diversa” all’Ente.

Fenice: dopo le risposte SIGILLATE i lucani vogliono la verità I lucani hanno il diritto di conoscere la verità rispetto a quanto accaduto in questi anni sull’inceneritore Fenice nell’area industriale di San Nicola di Melfi.

Calamità naturali Basilicata: piccola Svizzera del Sud? No, regione dai dissesti idrogeologici come l’alluvione nel Metapontino e straripamento del Sinni. Ho chiesto spiegazioni tramite un’interrogazione alla Giunta regionale se esistono protocolli e piani di intervento in situazioni di emergenza per incidenti o rischi di varia natura derivanti dalle inondazioni. Inoltre, se esiste una pianificazione complessiva che preveda la ripulitura degli alvei, il consolidamento strutturale degli argini e il prelievo di inerti ed una pianificazione in merito al rilascio delle autorizzazioni per il prelievo degli inerti all’interno del demanio idrico interno (fiumi) con i relativi dettagli operativi.

i trasporti? Colpa di Tremonti. Non ci sono soldi per il socio assistenziale? Colpa di Silvio Berlusconi. Un Ministro avversario (?) del Mezzogiorno che fa parte di un Governo che ha una terribile colpa: costringere gli amministratori a qualificare la spesa e ad eliminare le spese inutili. Un reato di lesa maestà che irrita molto il “Governatore Illuminato” De Filippo, costretto ad eliminare qualche dependance regionale inutile alla comunità. Avviato un “forzato taglio” di sedi inutili con un risparmio ipotizzato di circa 500mila euro all’anno.

Un plauso alla sobrietà del Governo regionale? No, una scelta obbligata dalle direttive nazionali. In Basilicata sono 14 le sedi distaccate della Regione in locali in fitto. Ora si va verso la chiusura come la sede di Lavello (4 impiegati e 2 autovetture) oppure dei dipartimenti distaccati dell’Agricoltura a Marconia (con 5 dipendenti e una vettura), Bernalda (con 3 dipendenti e una vettura), Policoro (con 10 dipendenti e 2 auto) e Metaponto (con 3 dipendenti). Il governo regionale deve spiegare 15 anni di cattiva gestione e sperpero.


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CASO VERDINO UNA DELIBERA LAMPO A UN GIOVANE ESPONENTE DELL’UDC DI POTENZA SE SEI AMICO DELLA POLITICA NON RIMANI MAI AL “VERDE” LA REGIONE BASILICATA HA FINANZIATO CON 83.000,00 EURO LA REALIZZAZIONE DEL VIDEOGIOCO “VERDINO L’AMICO DELL’AMBIENTE” AGLI “AMICI DELLA POLITICA”

Un videogioco pagato con i fondi europei. La Giunta regionale con la delibera n. 2219 del 29 dicembre scorso proposta dal Dipartimento Ambiente guidato dal vice presidente Agatino Mancusi, nonché segretario regionale dell’Udc, ha approvato con un finanziamento di 83mila euro il progetto “Verdino”, proposto dall’associazione Ameno, il cui presidente è Giovanni Pelliccia, segretario regionale giovanile dell’Udc. Abbiamo presentato un’interrogazione chiedendo al presidente De Filippo di sciogliere l’arcano, se ha intenzione di sospendere la delibera e quali inevitabili “provvedimenti politici” intende adottare. La proposta dell’associazione è stata protocollata al Dipartimento Ambiente lo scorso 13 dicembre. In soli 16 giorni, compresi i festivi, ha acquisito il parere favorevole dell’Autorità di Gestione PO FESR 2007/2013 Basilicata (22 dicembre) e l’approvazione della Giunta (il 29). Un regalo di fine anno, in meno di 12 giorni lavorativi! Un miracolo considerando la notoria lentezza della burocrazia regionale! Un atto che chiaramente evidenzia una

gestione personalistica delle risorse pubbliche, dove le “cose che interessano” procedono a vele spiegate, contraddistinte, in questo caso, dal gonfalone dell’Udc. Ma i dubbi sorgono anche rispetto alla natura del progetto “Verdino” che si concretizza in un video-gioco su temi ambientali da distribuire nelle scuole, finanziato interamente da fondi europei previsti dalla misura “IV.2.1” che si prefigge la “Valorizzazione della Rete Ecologica della Basilicata a fini turistici attraverso azioni di Marketing territoriale” con l’obiettivo specifico di “Accrescere la fruibilità delle risorse naturali della Rete Ecologica della Basilicata” e che ha come soggetti beneficiari: la Regione, enti locali, ente parco ed altri organismi gestori di “emergenze” naturali. Il vice presidente Mancusi deve chiarire i molti dubbi evidenziati nell’interrogazione, iniziando dalla circostanza se l’associazione Ameno rientra tra gli “altri organismi gestori di emergenze naturali” e come il progetto sia compatibile per la sua natura con tutti gli specifici criteri previsti dalla misura europea. Deve chiarire, se al

Dipartimento esiste una cabina di regia, se sono stati presentati altri progetti e se gli stessi hanno avuto la medesima procedura per l’approvazione. Nella seduta del 12 aprile del Consiglio regionale come Gruppo consiliare del Pdl abbiamo presentato una mozione con richiesta di discussione, per dibattere della “Delibera Verdino”. Con la mozione, era stata richiesta alla Giunta la revoca dell’atto, inopportuno politicamente e poco trasparente nelle procedure amministrative. Abbiamo registrato, rispetto alla richiesta di discussione immediata, il voto contrario dei gruppi del Pd, Sel e UdC. Così, la discussione è slittata al prossimo Consiglio. Riteniamo che Pd, Sel e Udc abbiano sminuito il ruolo dell’assise regionale che ha il diritto-dovere di vigilare sulla correttezza politica dei provvedimenti adottati nel rispetto dei principi della morale e dell’etica politica. In attesa della prossima seduta, siamo ancora fiduciosi di un atto di responsabilità da parte del presidente De Filippo con la revoca in autotutela del deliberato.


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CONSULENZE D’ORO... BEN PAGATE A POCHI ELETTI ALL’APT:

Ho presentato un’interrogazione al presidente De Filippo riguardante i contratti di consulenza instaurati nel 2010 presso l’Azienda di Promozione Turistica della Basilicata, diretta dal direttore Perri. L’anno scorso l’Apt ha attivato 11 incarichi di collaborazione selezionando i nominativi dalla sua Long list composta da quattro settori (assistenza tecnica, comunicazione, promozione, studi e statistica) che conta complessivamente 978 professionisti. Tra quelli selezionati c’è l’avvocato Salvatore Capezzuto, residente a Napoli, a cui è stato affidato l’incarico di “Componente dello Staff di supporto al Direttore Generale con il ruolo di Capo di Gabinetto” (per il periodo 15/10/2009 – 14/4/2010 compenso 36.352,80

euro, reiterato con la delibera n. 76/2010 del 6/4/2010 per il periodo 15/4/2010 – 31/7/2010 compenso 21.621,60, euro e la delibera n. 157/2010 del 3/9/2010 per il periodo 3/9/2010 – 31/12/2010 compenso 24.710,40 euro, per un totale di euro 82.684,80 euro). Inoltre, dal sito istituzionale dell’Agenzia si evidenzia che con la delibera n. 44 del 24/3/2011 è stato rinnovato l’incarico per il periodo 24/3/2011 – 31/12/2011 con un compenso di euro 33.412,50. Dal curriculum emerge che nel 2009 e 2010, contemporaneamente all’incarico presso Apt di Basilicata, lo stesso ha erogato ulteriori nove prestazioni di assistenza tecnica presso la Regione Campania e Calabria. Perciò, tra le altre cose, abbiamo chiesto

al presidente De Filippo quale sia il ruolo effettivo del dottor Capezzuto previsto dal contratto, specificando poi le mansioni reali della collaborazione e quale sia (2009,2010,2011) la sua concreta presenza fisica presso l’APT di Basilicata per lo svolgimento del ruolo di Capo di Gabinetto, possibilmente documentata e comprovata. Come mai a parità di funzione “capo di gabinetto” per 13,5 mesi (2009 e 2010) è stata corrisposta una retribuzione media mensile di € 6.124,00, mentre per l’anno 2011 (10,5 mesi) una retribuzione media mensile di € 3.182,00? Tra i 978 professionisti non vi erano lucani con le medesime qualità e con maggiore tempo da dedicare al turismo lucano?

ALL’ACQUEDOTTO LUCANO Anno nuovo, incarichi nuovi per qualche fortunato. Certo nel periodo natalizio siamo tutti più buoni, quindi, poter elargire qualche consulenza ben pagata è un atto di generosità. Poi, specie nelle società pubbliche o negli enti, vi è l’abitudine di farlo sempre a fine anno, quando l’opinione pubblica è distratta da altre umanissime vicende. Probabilmente, non si sottrae a questa consuetudine anche Acquedotto Lucano Spa che ha provveduto a stipulare una collaborazione professionale con Giovanni Di Pilato, già dirigente dell’Ardsu proprio nei giorni festivi.

CO.CO.CO DELLA REGIONE... UN ESERCITO INDEFINITO Quando si parla di precari e super precari e collaborazioni esterne con la Regione Basilicata, la Giunta regionale diventa reticente e si chiude a riccio. Ho chiesto, così, quanti dipendenti a contratto indeterminato, i cosiddetti regionali, quanti a tempo determinato, i futuribili stabilizzati ed il numero esatto dei collaboratori non dipendenti esterni impiegati nella Regione Basilicata (co. co.co. e lavoratori internali), specificando generalità anagrafiche, tipologia

di contratto e/o società interinale, trattamento economico, ufficio e dipartimento ove svolgono l’attività e la funzione, con l’evidenziazione di eventuali rinnovi contrattuali già effettuati. Si parla di circa 180 co.co.co cui aggiungere interinali e consulenze varie. Il numero cresce esponenzialmente tanto che stabilirne il numero esatto diventa un’impresa. Nasce il dubbio che gli stessi governanti non conoscono il numero esatto di occupati negli uffici “Presidenziali”.

BANDO FORMEZ Lo scorso agosto fu pubblicato un avviso pubblico “balneare”, ovvero quegli annunci per la selezione di collaboratori da parte della Regione Basilicata, che appaiono all’improvviso assieme alle calure per pochi giorni. Il bando in questione era del Formez che, per conto della Regione Basilicata – Dipartimento Agricoltura, doveva valutare 15 laureati in non precisate materie giuridico economiche per svolgere l’attività di selezione, verifica e controllo delle istanze di finanziamento. Compenso prestabilito € 32.400 per 18 mesi e per 18 giornate al mese. Un bando anomalo con scadenza il 18 agosto. Le informazioni relative potevano essere richieste alla sede Formez di Napoli solo dal 7 al 18 agosto tramite un’email. Discutibile anche per i criteri scelti: max 30 punti assegnati alla valutazione del curriculum e max 30 punti al colloquio.

Potenza 01 aprile 2011 - Conferenza stampa “Questione morale in Basilicata”


ADOZIONI: 8

UNA PROPOSTA DI LEGGE PER SALVAGUARDARNE I DIRITTI

La famiglia e il diritto all’affido al centro dell’azione politica del Pdl. Con i colleghi del gruppo consiliare, in qualità di primo firmatario, ho presentato la proposta di legge per l’istituzione del “Servizio regionale per garantire il sostegno per le adozioni e gli affidamenti familiari – SAAF”. La proposta ha lo scopo di promuovere la diffusione di una cultura favorevole agli interventi rivolti ai minori in situazioni di difficoltà, alla prevenzione dell’abbandono, agli interventi di solidarietà internazionale, alla creazione di forme di collaborazione fra i

vari soggetti dell’adozione. La legge 476/1998 ha affidato alle Regioni compiti importanti in materia di adozione internazionale. Infatti, il legislatore ha assegnato alle Regioni l’organizzazione di una rete di servizi in grado di svolgere i compiti previsti dalla Legge 476/1998 nei rispettivi territori, dando anche la possibilità (indicando requisiti e competenze) di istituire un servizio pubblico per l’adozione internazionale. La legge avanzata dal gruppo Pdl propone di istituire il “Servizio regionale per garantire il sostegno per le adozioni e gli affidamenti

familiari – SAAF” presso l’assessorato alla Sicurezza e Solidarietà con ricorso al personale già in servizio e in possesso di competenze e specifici profili professionali. Attualmente esiste ancora una variegata differenziazione di procedure nelle diverse realtà territoriali. Pertanto, appare necessario eliminare l’inconveniente dell’incertezza dovuta alla pluralità delle competenze attribuite, che, spesso rendono problematica l’individuazione dell’ente tenuto ad intervenire con conseguenze molto negative per i cittadini. Con questa proposta legislativa colmiamo un vuoto che esiste in Basilicata dopo l’emanazione della legge di riforma nazionale. Infatti, si sollecita la creazione di reti fra i vari soggetti dell’adozione. In ordine a tale aspetto, come espressamente previsto dalla legge n. 184 del 1983 (art. 39bis comma 1 lett. c), appare indifferibile la definizione di rapporti con il tribunale per i minori, con le regioni, con gli enti locali, con gli enti autorizzati e con la Commissione per le adozioni internazionali. Si vuole promuovere l’attività di informazione sulle procedure amministrative, sulle attività di servizi e sui requisiti necessari per gli affidamenti e le adozioni internazionali, cercando di favorire la stipula di protocolli operativi e di convenzioni tra associazione, enti autorizzati, nonché forme stabili di collegamento tra gli stessi e gli organi giudiziari minorili. Una legge che favorisce anche lo scambio di esperienze umane e sociali tra le famiglie adottive. In definitiva, una legge che nasce con l’intenzione di aiutare le famiglie che vogliono intraprendere il percorso dell’adozione, oggi molto spesso non agevole e denso di insidie.

FONDI IMPIEGATI E RISULTATI CONSEGUITI STATO ATTUALE DEL POR VAL D’AGRI Con un’interrogazione al presidente De Filippo ho chiesto di conoscere in dettaglio lo stato di attuazione del Programma Operativo Val d’Agri-Melandro-Sauro-Camastra aggiornato al 31 dicembre 2010 e quali attività sono state poste in essere nell’ambito dei “progetti di sistema” identificati dal Comitato di Coordinamento e Monitoraggio nel documento del 29 dicembre 2009. L’ultimo rapporto relativo allo stato di attuazione del Programma Operativo Val d’Agri-MelandroSauro-Camastra si riferisce alle attività poste in essere fino al 31 dicembre 20009 nel quale si evidenzia che “rispetto alla dotazione finanziaria complessiva del Programma Operativo che, ammonta a 350 milioni di euro, sono stati programmati interventi per oltre 344 milioni di euro. Al 31 dicembre 2009, risultano impegnati circa 244 milioni di euro. In pratica, più del 70% degli stanziamenti complessivi. Le analisi condotte nel 2009 hanno evidenziato alcune

debolezze del Programma legate soprattutto ai bassi indici di integrazione sistemica realizzati dagli attori locali coinvolti. Per tale motivo, la struttura di progetto “Val d’Agri” ha predisposto un documento, sottoposto e approvato dal Comitato di Coordinamento e Monitoraggio che evidenziava la necessità di continuare in un’azione di investimenti mirati in grado di tener conto due fattori principali: da un lato, l’investimento in beni collettivi per l’incremento della competitività del sistematerritorio e, dall’altro, l’investimento sui fattori chiave alla base dei timori e delle aspettative delle popolazioni locali: ambiente e salute, agricoltura di qualità, inclusione sociale, governo del territorio, turismo. Allo stesso tempo, il documento approvato dal Comitato identificava come strategia efficace l’attivazione di cinque iniziative, i cosiddetti “progetti di sistema”.

FONDI STRUTTURALI: CHIESTA UNA RENDICONTAZIONE DETTAGLIATA Con un’interrogazione al presidente della Giunta ho chiesto di conoscere a quanto ammonta la dotazione finanziaria complessiva per il periodo 2007/2013 per ogni Programma Operativo di programmazione comunitaria regionale (Fesr, Fse e Feasr), quale sia la rendicontazione dei tre P.O fino al 31 dicembre 2010, quale siano le somme impegnate fino a questa data per ogni specifico P.O, con il dettaglio dei fondi impegnati per ogni asse di intervento e correlati ad obiettivi e misure di intervento e, infine, se esistono statistiche, studi, ricerche con dati qualitativi e/quantitativi che diano riscontro del controllo dell’efficacia degli assi e degli obiettivi dei tre P.O.


AVIGLIANO NEWS 9

il plesso di contrada Ventaruli, oltre ad essere di proprietà comunale, dato ad uso gratuito alla Provincia di Potenza, è dotato di laboratori specializzati per l’insegnamento e la pratica dell’artigianato artistico nelle sue molteplici specializzazioni, dalla lavorazione della pietra, al legno, alla lavorazione dei coltelli, al restauro ecc. ecc. Una sede che era diventata eccellenza nel settore, in quanto attingeva al mestiere ed alla tradizione secolare degli artieri aviglianesi, ancora viva e ancora di notevole qualità, riuscendo a coniugare saperi e formazione, tipicità ed esperienza diretta. Far diventare la sede aviglianese come un qualunque corsificio, distaccato dalle peculiarità del territorio, lontano dalla realtà professionale esistente, quasi che sia un contenitore vuoto adatto ad ogni attività, lo reputiamo uno spreco di energie e di saperi e di esperienze uniche nella nostra regione. Il Pdl è contrario a questa miope politica di formazione professionale, utile solo ai formatori ed alle loro società, inutile e sbagliata verso i giovani praticanti, ai quali è assegnato solo un “sussidio di povertà” e nessun vero insegnamento che possa inserirli nel mondo delle professioni e del lavoro. Oltre al fatto, che la Provincia, venendo meno alle sue promesse, non ha dato alcuna risposta alle persone che da anni sono state coinvolte nelle attività, generando così precarietà e molta insicurezza per il futuro. Intanto, l’amministrazione comunale non reagisce, rimanendo come al solito in silenzio. Pertanto, ci attiveremo nuovamente in ogni istituzione ed a tutti i livelli, dal Comune di Avigliano, alla Provincia di Potenza, alla Regione Basilicata, affinché la sede aviglianese ritorni alla sua originale vocazione, ossia laboratorio di eccellenza dell’artigiano artistico.

QUESTE LE STRADE CHE COLLEGANO AVIGLIANO AL MONDO. QUESTO MERITIAMO DAI NOSTRI GOVERNANTI. Noi diciamo basta.

massimodecarlo.net

Ancora sull’Apofil

Strade mulattiere E’ trascorso un anno esatto dalle elezioni amministrative che ad Avigliano hanno visto il nuovo-vecchio centrosinistra di Vito Summa prendere il posto del decennale vecchio centrosinistra di Domenico Tripaldi. Tra i primi proclami quello di un forte impegno per migliorare la viabilità. Registriamo, invece, un peggioramento su tutte le principali arterie che collegano Avigliano in ogni direzione dal nord del Vulture, al collegamento con il capoluogo di Regione, senza dimenticare i collegamenti con i borghi dell’intero territorio aviglianese e le vie di accesso verso Ruoti e Bella. Non vi è un tratto di strada, comunale o provinciale, degno di questo nome, mentre tante sono quelle che possono essere chiamate mulattiere o colabrodo di catrame. Basta verificare dirigendosi verso Paoladoce, Frusci, Possidente, Lagopesole per trovare vie

disseminate di dossi, fossi e buche; oppure avviarsi verso quei territori quali Ruoti, Serra di Pepe o San Cataldo, strettamente legati ad Avigliano, per notare lo stato di degrado in cui versano.

Apofil...un corsificio non legato alle esigenze del territorio Sono ripresi a metà aprile i corsi presso la sede distaccata dell’Apof-il in contrada Ventaruli di Avigliano. La ripresa dei corsi, però, non soddisfa le richieste che sono state portate sia dai nostri rappresentanti comunali, che provinciali e regionali, in quanto si tratta di formazione su materie informatiche che non attengono minimamente alla specializzazione ed alla vocazione della sede di Avigliano. Infatti,

Da mesi il percorso formativo di Apof-il risulta ridimensionato, pare a causa della mancanza dell’intesa istituzionale prevista dalla legge regionale 33/2003. Sono oramai mesi che Provincia e Regione si rimbalzano a vicenda le colpe richiamando la legge 33 ed una “fantomatica mancanza di intesa”. Negli anni passati, da consigliere provinciale ho sempre sostenuto che la politica formativa andava radicalmente cambiata, eliminando corsi e “ricorsetti” inutili e non ancorati alla realtà produttiva lucana. Da mesi si attende una risposta, ma puntualmente, entrambi i governatori, De Filippo e Lacorazza, rispondono vagamente rinviando il tutto alla sottoscrizione dell’intesa. Una situazione Kafkiana di due Enti dello stesso colore politico, che non dialogano tra loro, con uno scarica barile indecoroso. Alla Regione Basilicata con l’interrogazione ho chiesto quali sono realmente i problemi e cosa intende fare la Giunta regionale in merito. Non esento di responsabilità la Provincia di Potenza, che, mentre non trova una quadra per i tanti precari e collaboratori dell’Apofil, è capace con la delibera di Giunta n.130 del 22 dicembre 2010, approvata all’unanimità, di aumentare lo stipendio al Direttore generale dell’Ente arrivando alla modica somma di 125.100 euro annui e di conseguenza anche agli altri dirigenti.


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TURISMO...VIRTUALE E POCO REALE

ALLA BIT PER PROMUOVERE UNA BASILICATA ONIRICA La Basilicata alla Bit di Milano. Con un’interrogazione ho chiesto il dettaglio completo dei programmi e delle iniziative, gli espositori pubblici e privati presenti e l’ammontare complessivo della spesa sostenuta da Regione ed Apt per l’iniziativa, con il relativo dettaglio analitico (spazi, fornitori, spazi pubblicitari, uffici stampa, pubbliche relazioni, costi per la partecipazione di ospiti, missioni, ecc); nonché, quali sono stati i risultati conseguiti come visite allo stand, promozione, valorizzazione e conoscenza della regione Basilicata. Le operazioni di marketing fantasiose e creative non mancano certo all’apparato della regione Basilicata e al braccio esecutivo rappresentato dall’Azienda di Promozione Turistica guidata da Giampiero Perri; capaci di presentare una Basilicata virtuale, onirica, inesistente al mondo del Turismo mondiale. Mentre dalla lontana Lombardia, il presidente De Filippo lanciava il messaggio che «la nostra regione rappresenta una realtà unica nel panorama nazionale offrendo un turismo diverso, adatto a chi vuole vivere pienamente luoghi, atmosfere, storia, cultura senza fretta”, in Basilicata, subivamo le esondazioni causate dalle precipitazioni che hanno messo al tappeto vaste aree del nostro territorio. Ironia della sorte lo stesso giorno che Rai Tre mandava in onda il servizio sulla Bit con i protagonisti che

elogiavano la macchina turistica lucana, altri due servizi evidenziavano i disagi delle alluvioni e la difficoltà nel viaggiare per arrivare in Basilicata e tra le zone interne della Basilicata. Forse a questo si riferiva il Governatore con “senza fretta” poiché da noi un viaggio diventa un’odissea oppure un Camel Trophy. Forse è turismo anche questo. Emilia del Sud, così è anche stata definita, ma forse ci si riferiva al dato elettorale, poiché i numeri del turismo, della ricettività e delle politiche concrete del settore sono un mix di futilità e risorse mal gestite; naif per usare un termine utilizzato dal direttore Perri. Ci manca solamente che sia definita la Florida d’Italia per le paludi causate dai nostri fiumi. Chissà un’idea per i creativi dell’Apt.

LOGO SENISESE...UNA GENIALATA DI MARKETING In Regione Basilicata può capitare che ci si imbatta anche in provvedimenti alquanto “estroversi” e “surrealistici” come la determina n. 71AP.2010/D.02644 del 16.12.2010 che ha come oggetto “Compenso per la commissione di valutazione per la selezione di idee progettuali per l’ideazione del logo Programma Speciale Senisese”. Con questo artistico atto si impegna la modica somma di 2.782,37 euro quale onere per il lavoro straordinario riconosciuto ai componenti della commissione, tutti dipendenti regionali, cui era stato affidato il compito di valutare le “idee”. Non è nel mio intento discutere di semiologia,

arti visive e design applicato alla comunicazione, però, la determina ha stuzzicato la mia curiosità per cui ho chiesto alla Giunta regionale quante domande di partecipazione sono arrivate a questa operazione “Logo” con il relativo dettaglio e quante ore di lavoro ordinarie, oltre a quelle considerate di straordinario, sono state dedicate dai componenti della commissione per poter affrontare “questa fatica” di scelta stilistica e comunicativa. La patria del Design e della Comunicazione ormai è la Lucania che ha spodestato Milano, visto i danari che facilmente si elargiscono con generosità per normali lavori. Ma per gli abitanti del senisesi il logo è la priorità?

CONTRIBUTI MIRATI E NON A PIOGGIA La scelta dei progetti proposti dalle pro loco e finanziati devono rientrare in una programmazione regionale finalizzata ad organizzare un prodotto turistico caratterizzato e differenziato, evitando di concedere contributi a pioggia. Con una interrogazione al presidente della Giunta, con i colleghi Pici, Venezia e Casteluccio abbiamo chiesto di conoscere i progetti presentati dalle pro loco finanziati dall’Apt per il 2010 e il 2011 in relazione, sia alla programmazione dell’Azienda, sia alle potenzialità turistiche delle località. L’Apt promuove lo sviluppo turistico delle risorse locali e regionali anche con l’importante apporto delle pro loco esistenti sul territorio, valorizzando manifestazioni, spettacoli e ogni altra iniziativa di interesse turistico.

INFORMAZIONE MERITOCRAZIA E TRASPARENZA ANCHE NELLA STAMPA ISTITUZIONALE? Incarichi all’ufficio stampa della Giunta regionale. Tante domande per De Filippo tra cui, quali sono i criteri adottati nella scelta dei soggetti selezionati. Una consulenza di di 5.000 euro è stata affidata a Roberto Race (collaborazione interrottasi lo scorso 9 marzo dopo l’interrogazione), giornalista professionista, ma anche segretario generale della fondazione Valenzi, dedicata al già sindaco Pci di Napoli. La motivazione? Una collaborazione decisa con determina a firma del direttore dell’Ufficio stampa della Giunta, Giovanni Rivelli, per affrontare le sfide del federalismo e fare arrivare la nostra Basilicata sulle pagine dei maggiori mass media nazionali e dei network televisivi. Bastano due/tre mesi, durata della consulenza, per poter raggiungere gli obiettivi così ambiziosi che ci si era proposti? Incarico conferito senza alcun avviso pubblico e senza procedure comparative. Decisione assunta anche perché “l’ufficio stampa è carente di tale figura altamente professionale. Vi è stata la necessità di ricorrere ad una figura esterna

all’organico della Regione Basilicata”. Tra gli iscritti all’albo dei giornalisti della Basilicata non c’erano professionalità simili a quella di Race? “Questione morale” anche nell’informazione e nell’attribuzione degli incarichi. De Filippo dovrà dirci i benefici diretti che la Regione Basilicata ha avuto attraverso la collaborazione di Roberto Race, che ha un lungo curriculum tra cui quello di consulente per il ministro campano alle Riforme e le innovazioni della Pubblica amministrazione, Nicolais (Ds), sotto il secondo Governo Prodi. Sia il caporedattore Rivelli e sia il presidente dell’Assostampa, Serafino Paternoster, hanno denunciano che l’ufficio stampa della Giunta è sotto organico. Con una seconda interrogazione, abbiamo chiesto informazioni precise in merito alla pianta organica ed alle convenzioni e consulenze che si sono susseguite dal 2010 ad oggi nell’Ufficio stampa della Giunta. Con delibera di Giunta (n. 2074 del 23/12/2010) è stato autorizzato il comando di Serafino Paternoster, dall’ufficio stampa della Giunta al Comune di Matera. E’ lo stesso Paternoster che denuncia oggi la gravosa situazione di organico in cui si trova l’ufficio stampa. Da un lato si preferisce prendere servizio nella più comoda sede del Comune di Matera e dall’altro si contribuisce a depotenziare l’Ufficio regionale.

Per poi, scendere in difesa dello stesso e chiederne il suo potenziamento.

AUGURI GIANNI LACORAZZA... Spero che il 2011 sia un anno positivo, generoso e portatore di belle novità per tutti i precari italiani e lucani. I migliori auguri a Gianni Lacorazza, ex addetto stampa del presidente della Provincia Sabino Altobello e ex addetto stampa del presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino, vincitore di due dei tre concorsi indetti dall’Apt. Lacorazza è stato oggetto di gossip e pettegolezzi, perchè fratello del più famoso Piero, presidente della Provincia di Potenza. La verità è che anni di “frequentazione” nei Palazzi del Potere, specie come addetto stampa, creano un bagaglio di esperienza, conoscenze tecniche, ma che alla fine premia chi ha la costanza di farla e portarla a termine. E’ anche vero, però, che troppo spesso politici, collaboratori, parenti ed amici del centrosinistra risultano sempre tra i vincitori dei concorsi espletati in Basilicata. Di certo non è colpa loro se sono sempre i più bravi. Auguri Gianni.


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ARTE POLLINO Anni Rapinoja - Skycleaner (San Paolo Albanese)

MILIONI DI EURO PER ARTE POLLINO San Severino, Noepoli, San Paolo Albanese, Terranova sono tra i paesi più piccoli e poveri del sud della Basilicata. La Giunta regionale per aiutare il loro sviluppo ha dato impulso al Progetto Ponte Arte Pollino, che prevede ”la valorizzazione del territorio lucano attraverso interventi di arte contemporanea, in grado di determinare una crescita culturale al fine di attivare nuovi fenomeni di sviluppo sociale ed economico”. Tutto ciò, lo si ritrova in una serie di atti adottati in questi anni (gli ultimi in ordine di tempo le delibere di Giunta n. 647/2010 e 1713/2010), con i quali si stanziano altri due milioni di euro (in aggiunta al milione già stanziato alcuni anni fa) per finanziare la seconda edizione

del progetto. Grandi opere tra le quali quelle realizzate da Penone nel comune di Noepoli, Rapinoja a San Paolo Albanese, Kapoor a Latronico, Nils Udo a Terranova, cui si aggiunge l’immancabile formazione, la divulgazione e gli eventi artistici. Premetto che sono favorevole alle manifestazioni artistiche, che considero la cultura un requisito importante ed un valore aggiunto per la società, ma sono contro gli sprechi inutili, contro lo sperpero di denaro pubblico senza avere ricadute vere e reali per i cittadini. In un territorio povero come quello in questione, che ha prioritariamente bisogno di infrastrutture e lavoro, questa iniziativa rappresenta un’ulteriore riprova di come si sciupano ingenti risorse

pubbliche in progetti autoreferenziali, scollegati con le esigenze del territorio e che portano benefici solo all’indotto di chi li progetta, di chi ne prende parte, di chi opera. Ho protocollato un’interrogazione al presidente De Filippo per avere chiarimenti su questo tipo di attività, spiegazioni in dettaglio sulla prima e seconda edizione del Progetto Ponte Arte Pollino, evidenziando tutti gli investimenti e tutte le voci di spesa. Sono convinto che i giovani che emigrano per trovare miglior fortuna altrove, non comprendono queste scelte “culturali” di De Filippo, unico in grado di spiegare (filosoficamente) perché dice si alla cultura e no al lavoro.


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FEDERALISMO FISCALE: UNA SFIDA DA COGLIERE Finora gli sperperi sono stati sempre ripianati attraverso la fiscalità generale, ossia aumentando le tasse a tutti gli italiani, come ha fatto l’ultimo governo Prodi con un esborso di ben 12 miliardi di euro a favore di cinque regioni in extradeficit sanitario. Ora la ricreazione è finita. Anche nella Basilicata della “Riforme sulla Carta”, come nel malato pianeta sanità, si riducono le Asl a 2, ma si riesce a sperperare ancora di più, con una caduta tangibile della qualità dei servizi. Oggi il deficit è cresciuto e certamente non per la qualità dei servizi offerti, ma per i tanti sprechi. Nel 2009 si è speso in Basilicata per la sanità oltre 1 miliardo e 4 milioni di euro, con un disavanzo di oltre 40 milioni di euro, mentre per il 2010 si è corso il pericolo di un commissariamento estivo. Ora attendiamo, oltre alle solite filastrocche sinistrorse su Tremonti, federalismo e tagli nazionali che, in Viale Verrastro, iniziano a prepararsi sul serio alle nuove “sfide” del federalismo lucano.

CELLULE STAMINALI In Italia la raccolta avviene in banche di raccolta pubbliche solo sotto forma di donazione. La Basilicata ha recepito la normativa nazionale con la legge regionale n. 23 del 18/12/2007 che all’art. 8 recita “è istituita la rete regionale di raccolta delle cellule staminali cordonali. Le unità cordonali raccolte sul territorio regionale vengono inviate per lo stoccaggio definitivo presso una struttura di banking di altra Regione già esistente, accreditata e riconosciuta dalla normativa vigente, nell’ambito dei rapporti convenzionali in atto”. Forse, presi dai vari cambi di Giunta e distratti da altre faccende solo dopo due anni i governanti lucani, con delibera n. 216/2010 di Giunta, hanno recepito con l’Azienda Policlinico Umberto I Roma l’accordo operativo (attività di bancaggio della Banca Regionale SCO – Azienda Policlinico Umberto I Roma, Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza e Azienda Sanitaria ASM di Matera). Abbiamo interrogato il presidente De Filippo per conoscere i motivi di tale ritardo, quali azioni sono state poste in essere, in maniera preventiva, per la scelta di detta struttura sanitaria, invece, di altre anche geograficamente più vicine e sugli accordi economici per la gestione del servizio, quali attività di sensibilizzazione sono state poste in essere in questi anni e l’entità dei fondi nazionali e regionali sino ad ora utilizzati per tale scopo, con l’indicazione anche dei soggetti che hanno gestito le risorse.

SERVIZIO ELISOCCORSO Elisoccorso: un servizio strategico per il pronto intervento e che richiede enorme professionalità. È stata presentata un’interrogazione a De Filippo richiedendo tutti i dati relativi alla gara d’appalto con la quale è stato assegnato il servizio di Elisoccorso del 118 Basilicata (gestito dalla società Aliservice di Foggia) e quale sia la situazione dei compensi maturati ed erogati alla società appaltatrice. A De Filippo, all’assessore Martorano e all’intera Giunta ho

SANITÀ anche chiesto se i dipendenti e i collaboratori, qualunque sia la loro posizione contrattuale risultano regolarmente retribuiti o esistono situazioni di sofferenza, nel caso negativo cosa intende fare l’amministrazione regionale a riguardo.

SISTEMA DI COMUNICAZIONE DIRES-118 Un’interrogazione sulla tecnologia utilizzata dal Dires -118 per la comunicazione tra il centro operativo e le autombulanze. Ogni mezzo di soccorso ha in dotazione un cellulare fornito di una card sim diversificata tra i diversi gestori della telefonia mobile, nel rispetto del rapporto territorio di competenza autoambulanza / migliore gestore a garanzia della copertura ottimale del territorio. Dalle informazioni assunte, ci è stato spiegato che detta modalità operativa nasceva dalla consapevolezza che per la morfologia orografica della Basilicata nessun gestore di telefonia mobile garantisce la copertura integrale del territorio. Quindi è normale che il Dires-118, per avere un efficiente pronto intervento sia dotato di una rete di

DIREZIONE DIRES-118 E ORGANIZZAZIONE SANITÀ Con un’interrogazione al presidente De Filippo ho chiesto di conoscere l’attuale organizzazione complessiva del Dipartimento interaziendale regionale di emergenza sanitaria, il cosiddetto Dires, le modifiche che si vogliono apportare con il nuovo Piano sanitario regionale, come è organizzata l’attività lavorativa del dottor Libero Mileti rispetto ai due incarichi attualmente ricoperti, ossia come responsabile del Dires (incarico più volte prorogato in questi anni in attesa dell’espletamento del relativo concorso), oltre al ruolo di direttore dell’U.O.C. di anestesia e rianimazione presso l’Ospedale di Lagonegro. Con un’altra interrogazione sono state chieste

telecomunicazioni che sia sempre attiva, funzionale e esente da disturbi di ricezione. Invece, risulta che dal 1 marzo la dirigenza ASP abbia optato per un rapporto univoco con il gestore Tim spa. Se è veritiera questa informativa, è conseguenza naturale che il servizio di pronto soccorso avrà sacche di vuoto comunicativo tra centrale operativa e le autoambulanze, con risvolti negativi facilmente immaginabili su un così delicato e vitale servizio. Inoltre, risulta che il tutto sia stato realizzato senza l’espletamento di una gara d’appalto per la scelta dell’operatore di telefonia mobile, nel più assoluto silenzio delle “potenti stanze” della sanità lucana. Con l’interrogazione ho chiesto, tra le altre cose, se tutto ciò è vero e nel caso le motivazioni organizzative e tecniche che hanno indotto ad un cambio così radicale e come si intendono superare gli inconvenienti tecnici legati alle particolari caratteristiche orografiche della Basilicata. Mi auguro una tempestiva risposta che chiarisca la vicenda perché reputo ogni argomento riguardante la salute dei cittadini una priorità etica. E’ chiaro che oltre la risposta, è auspicabile un immediato intervento dell’esecutivo al fine di sanare tutte le eventuali anomalie amministrative e tecniche createsi.

informazioni relative alle strutture private sanitarie della regione Basilicata, considerando due aspetti importanti: la fase di riorganizzazione del sistema sanitario regionale e l’importanza di conoscere in dettaglio l’attuale organizzazione delle strutture sanitarie. Nell’interrogazione ho chiesto di conoscere il numero complessivo di aziende sanitarie private convenzionate e non esistenti sul territorio regionale, l’organizzazione specifica, i servizi offerti e la suddivisione per reparti e competenze di ogni singola struttura, tutti i dati riferiti agli eventuali posti letto ed il loro utilizzo negli anni 2009 e 2010 e/o la quantità dei servizi resi, e il personale impiegato diviso per categoria e in dettaglio gli importi corrisposti nel 2009 e 2010 dal SSR per le prestazioni rese.


RICERCA

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REGIONE BASILICATA E CNR: SVILUPPO PER LA RICERCA O VECCHI VIZI LUCANI? La Regione Basilicata nel 2008 con un’importante apporto finanziario di 10 milioni di euro ha investito nella ricerca scientifica, stipulando con il Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR) un accordo quadro, approvato con la delibera n.915 del 18/06/2008, che regolamenta il rapporto di collaborazione tra i due enti, affidando all’ufficio internazionalizzazione, ricerca scientifica ed innovazione tecnologica del dipartimento Attività Produttive gli adempimenti attuativi. Riteniamo utile conoscere oggi, a distanza di tre anni, considerando l’imminente scadenza dell’accordo, come si è sviluppato in questi anni e quali risultati abbia prodotto. Abbiamo depositato un’interrogazione chiedendo alla Giunta regionale informazioni sui progetti attuati in collaborazione tra Regione Basilicata e CNR, con la copia delle relative convenzioni operative e delle relazioni annuali redatte del Comitato di Indirizzo Strategico. Vanno, inoltre, focalizzate le eventuali interazioni che si sono sviluppate, rispetto ai progetti finanziati, tra il CNR, gli enti pubblici ed il mondo dell’impresa, perché nei fatti la ricerca assume maggiore valore se trova anche applicazione pratica coinvolgendo il mondo produttivo. Nella convenzione era previsto anche il reclutamento di giovani ricercatori. Quindi, abbiamo chiesto anche informazioni su come si sia evoluto il reclutamento, l’elenco dei giovani selezionati, il relativo curriculum professionale, la tipologia contrattuale, i termini anche economici, ed i criteri di selezione adottati.

UNA BUFALA D’ACCORDO! I direttori Vincenzo Lapenna dell’Istituto Metodologie per l’Analisi Ambientale (IMAA) e Antonella Pellettieri dell’Istituto Beni Archeologici e Monumentali (IBAM), a seguito della nostra interrogazione sull’Accordo Quadro tra Regione Basilicata e CNR, ci hanno evidenziato che l’intesa istituzionale approvata con la delibera 915 del giugno 2008 non si è mai concretizzata. Eppure, il già presidente De Filippo, all’epoca dei fatti esultava e l’allora assessore regionale alle Attività Produttive, Vincenzo Folino, il 20 giugno 2008 dichiarava “con questa iniziativa - prosegue e si rafforza un’attività di collaborazione istituzionale a sostegno delle infrastrutture di ricerca di qualità ... In questo caso puntiamo a consolidare la presenza in Basilicata del Cnr, che con i suoi istituti contribuisce ad elevare la qualità del trasferimento di tecnologie e quindi ad accrescere la competitività delle imprese”.

ANNO DOMINI 2011, RISORSE FINANZIARE TRASFERITE: ZERO La Giunta regionale con diverse delibere ha assunto l’impegno di finanziare progetti di fattibilità e di ricerca su varie tematiche affidando l’attività all’Università degli Studi della Basilicata. Ho presentato un’interrogazione al presidente De Filippo con la quale chiedo di conoscere l’elenco di tutte le convenzioni in atto tra la Regione Basilicata e l’Università degli Studi di Basilicata, l’elenco di tutti i progetti presentati per essere finanziati alla Regione da docenti dell’Unibas o di altre università italiane negli ultimi cinque anni e quelli realmente finanziati e soprattutto quali siano i criteri o gli eventuali regolamenti in base ai quali la Regione seleziona i progetti da finanziare oppure da non approvare. Tutto questo perché credo fortemente che la ricerca scientifica debba avere i connotati della validità, dell’innovazione, della crescita culturale e scientifica e non debba essere inficiata dal corporativismo, dal contributo facile e a pioggia, dal finanziamento a chi abbia più conoscenze politiche e faccia parte di un sistema partitico.

IMPEGNI NON MANTENUTI CON LE SOMS Solidarietà, tutela della solidarietà, difesa dello stato sociale, difesa del patrimonio sociale. Quante belle parole che spesso troviamo anche nelle nostre leggi regionali, poi lettera morta negli atti, nei fatti e nelle politiche della maggioranza che governa la nostra regione. Il 23 novembre 2010 ho depositato un’interrogazione chiedendo i motivi del ritardo nell’applicazione di una Legge Regionale, la 2/2010 che ha quale scopo la “Tutela del patrimonio e dei valori storici, sociali e culturali delle Società di Mutuo Soccorso”. Quindi una normativa importante a vantaggio di questi sodalizi che dall’ottocento hanno supplito alla carenza di uno stato sociale, aiutando le classi lavoratrici in difficoltà e contribuendo anche all’elevazione culturale delle loro famiglie. L’avevo definito anche un riconoscimento tardivo per la nostra Basilicata per motivi storici e per la realtà odierna che vede nella Società di Mutuo Soccorso, un pilastro dell’associazionismo e del volontariato lucano. Una legge che sottolineo era stata approvata all’unanimità da tutto il Consiglio Regionale, e che allo stato attuale è rimasta lettera morta poiché la politica regionale sembra che non abbia più alcun interesse. Sollecitato dai rappresentati delle Società Operaie e sostenitore della loro importante funzione civica, da quanto sono stato eletto, ho chiesto più volte le ragioni di tale ostracismo da parte del Palazzo Regionale. Intanto le Soms lucane, in possesso dei requisiti previsti dalla predetta normativa, hanno presentato le relative domande, indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, per usufruire degli interventi di cui all’art. 3 della L.R. n. 2/2010 relativi all’acquisto, al recupero e all’utilizzo sociale degli immobili, degli arredi e dei beni culturali di proprietà o in uso perpetuo dei suddetti sodalizi, nonché la promozione di iniziative di carattere mutualistico. Devo precisare che mai nessuno mi ha risposto ufficialmente, anche la mia richiesta verbale avanzata ultimamente al Direttore Generale della Giunta Angelo Nardozza, il quale mi aveva confermato il suo interessamento, è rimasta inevasa; anche lui si è dileguato. Ho anche letto che, in occasione del raduno di tutte le SOMS Lucane ad Avigliano, il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino, si è fatto carico di intervenire presso De Filippo affinché la legge fosse applicata. Al presidente Folino chiedo di essere conseguente alle sue dichiarazioni anche in difesa della potestà legislativa dell’organismo che lui rappresenta, al direttore generale Nardozza, di essere maggiormente responsabile ed educato, al presidente De Filippo ed alla sua maggioranza di smetterla di fingere di essere difensori della “Società Civile” e di disporre le opportune istruzioni per dare attuazione alla Legge. Oppure una volta per tutte, se le strategie sono cambiate e non avete intenzione di fare nulla, abbiate il coraggio di abrogare la Legge Regionale n. 2/2010, ditelo chiaramente senza prendere in giro questi nostri corregionali che con spirito di sacrificio e passione lavorano per le loro Comunità. A nessuno è consentito non adempiere e quindi violare delle disposizioni legislative in vigore.


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TRA VERTENZE, CASSEINTEGRAZIONE E AREE DESERTE Sinoro: un esempio assurdo. Scatole cinesi anche se d’oro, sia per il materiale che dovrebbe essere utilizzato, sia per la nazionalità del management, sia per il cospicuo finanziamento di oltre 20 miliardi del vecchio conio ottenuto dalla società cinese, attualmente denominata «Sinoro», prima «Centro Orafo», poi «Cripo» ed ancora «Orop», grazie all’art. 21 della Legge n. 219/81, recante «Interventi per la reindustrializzazione delle aree terremotate della Campania e Basilicata». Un finanziamento per la realizzazione di uno stabilimento per la lavorazione dell’oro nell’area industriale di Tito anche per utilizzare gli ex dipendenti della Memofil a suo tempo fallita. Quella della Sinoro è una storia senza fine, dato che lo stabilimento non è entrato mai in produzione e l’Orop, prima di essere rilevata dalla Sinoro, è fallita, con appendici di “giallo” giudiziario e risvolti mediatici. Ho chiesto al presidente De Filippo di conoscere tutti i dati relativi alla situazione della Sinoro Srl compresa la circostanza sull’effettiva e reale entrata in attività di lavorazione e produzione. Riguardo poi il dato finanziario, quanto sia stato l’effettivo ammontare e la natura dei contributi pubblici ricevuti e l’eventuale esistenza di richieste per la restituzione di fondi pubblici alla Sinoro s.r.l. CONSORZIO ASI Nozze d’oro per il Consorzio industriale di Potenza per celebrare i 50 anni del primo statuto consortile. Ad oggi, però, aspettiamo ancora quello nuovo. In merito, ho interrogato il presidente De Filippo per avere notizie ufficiali riguardo alla situazione del Consorzio industriale di Potenza, attualmente in fase di Commissariamento straordinario dopo che

la legge regionale 13/2007 ne ha disposto lo scioglimento degli organi di gestione fino all’entrata in vigore della legge di riforma e per non più di un anno. Con la legge regionale n. 18 del 5 febbraio 2010 sono state dettate le nuove norme volte al riassetto ed al risanamento dei Consorzi per lo sviluppo industriale. All’art. 38 è previsto che gli organi sociali (Presidente, Consiglio di Amministrazione e Collegio dei Revisori dei Conti) devono essere nominati entro un anno dall’entrata in vigore della stessa legge. E’ trascorso il termine normativo, ma tuttora non si ha alcuna novità in merito. Tutto rimandato, mentre il mondo imprenditoriale aspetta che si abbia un assetto stabile per il rilancio delle aree industriali gestite dai Consorzi industriali, che siano capaci di garantire contratti di servizio utili a determinare prezzi concorrenziali e liberi dai debiti pregressi accumulati nel passato. Ma è proprio strana questa Regione Basilicata, dove si emanano leggi che poi non si rispettano, si creano enti che diventano “Barracconi”. Casta politica dalla doppia morale: difensori dello Stato di Diritto nelle Piazze, ma inadempienti a rispettare le regole che essi stessi si sono dati. CONCESSIONE AGEVOLAZIONI PER L’INNOVAZIONE DELLE PMI IN BASILICATA Innovazione tecnologica, sperimentazione di nuovi metodi e mezzi di produzione, ricerca di mercati competitivi. Ben vengano politiche che possano favorire questi processi, come l’avviso pubblico relativo alla “procedura valutativa a sportello per la concessione di agevolazioni e l’innovazione delle PMI in Basilicata” per il Programma Operativo FERS Basilicata 2007/2013 approvato con la delibera n. 2183/2010. È costume della Giunta regionale di Basilicata mettere un “controllo funzionale” su ogni buona idea o

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iniziativa che riesce a snaturare ed ad avvilire il tutto. Questo bando pubblico, da apprezzare nell’idea, ha dei criteri di valutazione ambigui: funzionali nel voler aiutare chi ha “il marchio di appartenenza” alla Nomenclatura e a bocciare, invece, chi vuole essere un semplice imprenditore. Infatti, l’art. 8 prevede tra i criteri anche quelli del “grado di innovatività della proposta progettuale e valutazione delle prospettive di mercato”. Così, le domande di partecipazione, sono alla mercé della valutazione da parte degli “esperti”. Ho sollecitato la Giunta regionale a una sospensione e l’indizione di un nuovo avviso con la formulazione di soglie di ammissibilità meno discrezionali e con criteri di valutazione oggettivi oppure di predisporre immediate direttive vincolanti cui Sviluppo Basilicata spa, soggetto giudicante, non potrà derogare.

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FORMAZIONE TIROCINI FORMATIVI: UN PASTICCIO ALLA LUCANA MANIERA

Le numerosissime domande alle quali si abbina una normativa nazionale che pone vincoli all’assunzione nelle pubbliche amministrazioni (finanziaria 2008) sono le ragioni che hanno determinato la revoca del programma dei “Tirocini Formativi”. Forse? Lo si potrebbe definire il “pasticcio alla lucana”, quando nel 2009, in prossimità delle imminenti elezioni europee ed amministrative del 4/7 giugno, la Giunta regionale con la delibera n. 911 del 19 maggio, decise un ennesimo provvedimento, teso al sostegno all’occupazione, che prevedeva 1.000 tirocini formativi da svolgere nei vari uffici ed enti della pubblica amministrazione. Già allora fu classificato come una trovata elettorale che doveva far illudere migliaia di giovani disoccupati alla ricerca di lavoro, oltre ai dubbi normativi che avrebbe creato un altro esercito di giovani precari alle fine del periodo di tirocinio. A quel bando risposero circa 13000 giovani lucani, tanti come era da immaginarsi, considerata la cronica mancanza di lavoro in Basilicata. Gli amministratori di Viale Verrastro non si

aspettavano tutto questo successo, tanto è vero che nella delibera n. 244 del 23 febbraio 2011, che revoca definitivamente il programma, si rileva che le troppe domande potevano comportare un elevato rischio di contenzioso sia un aggravio del procedimento amministrativo con conseguente aggravio economico per l’ente. Due anni di presa in giro per 13mila giovani lucani che chiedevano solo una possibilità, un’opportunità di lavoro, due anni di numerose delibere regionali e di proclami dell’assessore Mastrosimone, che il 25 maggio 2010 incontrando una delegazione composta dalle associazioni dei giovani che avevano aderito al bando sosteneva che “i tirocini in questione sono uno strumento innovativo e con una grande valenza formativa che nasce sulla base delle buone pratiche elaborate a livello nazionale e delle altre Regioni. Da qui, la necessità di sospendere il bando per un breve periodo, in modo da consentire agli uffici regionali di apportare le necessarie correzioni. Tutto ciò non vanificherà gli sforzi fin qui compiuti dalla regione, dagli Enti di formazione e dai partecipanti” e “si procederà con la massima tempestività per evitare qualunque

procrastinazione che non sia strettamente necessaria”. Neanche un anno dopo, appunto proprio il 23 febbraio (altro che tempestività!), la Giunta fa marcia indietro, accorgendosi che quel bando cozzava con la normativa nazionale vigente, quale la finanziaria 2008. Ho presentato un’interrogazione chiedendo perché, pur conoscendo i vincoli normativi, è stato deciso ugualmente di avviare questo bando farsa. Inoltre, quanto è costato l’iter in termini organizzativi, di impegno di risorse umane ed economici e anche come la Giunta regionale intende ristornare le spese sostenute dai giovani disoccupati per la presentazione delle domande. Questa è la Basilicata di De Filippo e di Mastrosimone dove “l’unica innovazione che continua” è inventarsi nuove forme di precariato, di assegni di “povertà”, di soluzioni tampone che hanno l’unico scopo di avere un controllo sociale sulle categorie deboli quali i giovani disoccupati. Questa Casta di potere non ha nessuna intenzione di affrontare la crisi occupazionale, perchè un reddito certo rende Liberi i cittadini. Liberi di pensare senza gli assilli del futuro e libere di votare secondo coscienza. Tutto ciò, ai Palazzi di Viale Verrastro non piace.

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, UN PIANO POCO RISPETTOSO DEI TERRITORI E DELLE FAMIGLIE Voto contrario per il piano di ridimensionamento scolastico perché incoerente rispetto alle esigenze dei territori e delle loro peculiarità, inadatto a rispondere alle richieste provenienti dal mondo del lavoro, in contrasto con le richieste degli enti locali e delle famiglie. Documenti delle Province in contrasto con quelli della Regione, documenti della IV commissione nebulosi, modifiche apportate dalla Giunta poco chiare allo stesso l’assessore esterno Mastrosimone. L’assessore Mastrosimone aveva il dovere etico di dover entrar nel merito, di delineare le linee della politica scolastica, di illustrare al Consiglio regionale le modifica apportate dall’Esecutivo. Invece, abbiamo ricevuto solamente dei fogli di carta dove erano riportate cifre e numeri, un lavoro di ragioneria applicata, un mero documento privo di “Politica”, carente di linee programmatiche, analisi demografiche, economiche, sociali, per stabilire indirizzi, tipologie di scuole e, soprattutto, rispetto agli indirizzi, se questo piano risponde a quella che è la richiesta di lavoro del mondo imprenditoriale. Avvilente trovarsi a discutere, dopo mesi di lavoro di commissioni e di audizioni con enti, sindacati e mondo della scuola, un mero tabulato senza una relazione di accompagnamento che ne spiegasse la strategia seguita.

FONDI BLOCCATI PER IL TERREMOTO 1990 Nel biennio 1990/91 vi furono due eventi sismici che colpirono vaste aree della Basilicata. I comuni particolarmente interessati dall’evento furono Pietragalla, Acerenza, Avigliano, Cancellara, Abriola, Anzi, Balvano, Baragiano, Bella, Brindisi di Montagna, Filiano, Melfi, Oppido Lucano, Picerno, Pietrapertosa, Pignola, Potenza, Ruoti, San Chirico Nuovo, Tito, Trivigno, Tolve e Vaglio di Basilicata. A seguito di un altro sisma, quello del 9 settembre 1998 che colpì soprattutto il Lagonegrese, il legislatore emanò la legge n. 226/99, con la quale disciplinava gli interventi per il finanziamento della ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto. All’art. 1 comma 2 è previsto che ”la Regione Basilicata, sulla base degli accertamenti tecnici e dei criteri d’intervento, provvede, altresì, a redigere ed attuare, utilizzando fino ad un importo di lire 5 miliardi annui dei contributi ad essa assegnati ai sensi dell’art. 4 comma 1, un programma di interventi per i territori delle province di Matera e Potenza interessate dagli eventi sismici del 5 maggio 1990 e 25 maggio 1991”. Successivamente, il Consiglio regionale con delibera n. 1390 del 28/02/2000 ha approvato il riparto dei fondi (70 miliardi di lire) per la ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma del 90 e 91, così come previsto dalla Legge 226/90. Dopo detto provvedimento nessuna altra ripartizione è stata fatta, nonostante sono stati stanziati ulteriori fondi per il terremoto che ha interessato i territori del Lagonegrese. Sono rimaste nel vuoto le richieste dei sindaci dell’area, la protesta dei cittadini. Venti anno dopo, la situazione è sostanzialmente bloccata negli “antri burocratici” di qualche ufficio. Con un’interrogazione ho sollecitato la Giunta De Filippo ad un immediato intervento finalizzato a soddisfare le legittime esigenze dei comuni colpiti dall’evento sismico affinché la gente che ha subito dei danni possa ottenere i giusti finanziamenti per la ristrutturazione post- terremoto. Inoltre, ho chiesto a De Filippo quale sia l’entità delle ulteriori risorse che sono state ripartite in questi anni per il Lagonegrese e le ragioni politiche e amministrative che hanno impedito l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 1 comma secondo della Legge n. 226/99.


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SI PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO... LE FURBATE PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE SANT’ARCANGELO: 35MILA EURO PER LA PACE Un’interrogazione per chiedere al presidente De Filippo chiarimenti su una determina (71AP.2011/D.00513 del 28.02.2011) con la quale si concede al comune di Sant’Arcangelo un contributo di 35 mila euro per la seconda edizione della manifestazione “Facciamo la Pace”. Un apporto che si ripete nel tempo, in quanto anche per la prima edizione la Regione Basilicata finanziò l’iniziativa con 20 mila euro. Si tratta di concessioni in una fase elettorale che coinvolge anche Sant’Arcangelo. La copertura finanziaria della somma è confacente con gli obiettivi previsti dall’Accordo di Programma Quadro denominato “Azioni di Sistema e Studi di Fattibilità” sottoscritto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel lontano 2005? Infatti, nel corpo della determina è richiamata la delibera di Giunta n. 611 del 07.05.2007, con la quale è stato approvato proprio il “Piano di attività dell’intervento cod. 01 dal titolo “Azioni di sistema – attività preparatorie di programmazione, azioni di supporto ai soggetti attuatori degli interventi, attività di sorveglianza e controllo”, con un impegno finanziario di 686.622,29 euro. Dalla stessa delibera si evince che il Piano si concretizza in un primo segmento denominato “Task Force APQ” è pari a € 500.000, che prevede l’impiego di sette unità lavorative da impiegare per 24 mesi, con la funzione di animazione territoriale, valutazione preliminare e assistenza tecnica alla progettazione presso i soggetti attuatori degli interventi e, di un secondo segmento, del valore di € 186.622,29, finalizzato alla valorizzazione delle risorse umane all’interno dell’amministrazione regionale previa elaborazione, della proposta progettuale, contenente l’individuazione degli obiettivi specifici da realizzare. Pertanto, non avendo compreso l’attinenza tra la manifestazione e le finalità del Piano approvato, con l’interrogazione chiediamo lumi a riguardo. Altre domande riguardano i criteri seguiti per la scelta del progetto presentato dal Comune di Sant’Arcangelo e se altri comuni hanno avanzato richieste similari. Infine, chiediamo la rendicontazione complessiva del Piano “Azioni di Sistema e Studi di Fattibilità” di cui alla delibera di Giunta n. 611/2007. Da quello che emerge dalla lettura dei documenti, non possiamo che stigmatizzare la procedura attuata ed il comportamento assunto.

Ritornano le “Reclame elettorali “ da Prima Repubblica lucana Abbiamo interrogato il presidente De Filippo chiedendo spiegazioni sulla comunicazione

datata 21 aprile 2011 inviata dall’assessore alle Attività produttive Restaino e al sindaco di Lagonegro, Domenico Mitidieri. Con la nota, rispetto alla richiesta di contributo avanzata dal Comune in data 23 marzo per supportare la ristrutturazione e riqualificazione del Santuario della Madonna del Sirino, l’Assessore sottolinea “l’interesse della Regione per le problematiche evidenziate” ed assicura “attraverso le opportune allocazioni di bilancio la copertura finanziaria”. Il Sindaco ha prontamente informato la cittadinanza con un bel manifesto affisso sui muri sul quale è anche riprodotta in bella evidenza la nota a firma di Restaino. Da premettere che Lagonegro è tra i comuni interessati al rinnovo del Consiglio comunale e che l’attuale sindaco Mitidieri si è ricandidato con una lista di centrosinistra. Ovviamente, sia sul manifesto che sulla nota regionale non sono specificati il capitolo di bilancio regionale impegnato ed i tempi

dell’operazione. Colpisce la celerità della risposta anche se “generica”. Infatti, la richiesta di finanziamento è stata inoltrata il 23 marzo, mentre la risposta è del 21 aprile. Una bella “trovata elettorale” o peggio di una sorta di ammonimento per i cittadini che la Regione interverrà “solo se” a Lagonegro si avrà una continuità politica. Le promesse elettorali, specie poi quelle non mantenute, sono il sale della politica di questo centrosinistra lucano, specie nelle comunità periferiche ove si tende a far apparire qualsiasi diritto come una concessione. L’iniziativa di Mitidieri la troviamo elettoralmente “eccezionale”, una reclame di altri tempi, con l’intento di trattare i cittadini come persone prive di “cervello”. Un manifesto che ha riportato la dialettica politica indietro nel tempo, quando non esisteva internet, quando non vi era la televisione, quando il “Palazzo” era qualcosa di irraggiungibile e lontano.

Le notizie riportate sono aggiornate al 30 aprile 2011. Tutti i documenti citati sono consultabili integralmente sul sito www.giannirosapdl.it

Vivi Libero 1/2011  

rendiconto attività gianni rosa consigliere regionale pdl della basilicata primo quatrimestre 2011

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