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Il Presidente Prot. U-7/2011 Raccomandata A/R anticipata via e-mail segreteria.romani@sviluppoeconomico.gov.it Perugia, 4 marzo 2011 Ill.mo Onorevole Paolo Romani Ministro dello Sviluppo Economico Via Molise 2 00187 Roma

Gentile Ministro, veniamo a conoscenza che il Consiglio dei Ministri del 3 marzo nell'approvare il decreto legislativo recante attuazione della Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE ha stabilito che gli incentivi del terzo conto energia saranno concessi agli impianti che saranno allacciati alla rete elettrica entro il 30 maggio 2011. Desideriamo portare alla Sua attenzione che tale determinazione, specie con un lasso di tempo così breve, porterà alla decimazione di molte piccole aziende che hanno già provveduto agli investimenti in forza degli incentivi in vigore e che non saranno in grado di allacciarsi alla rete prima della data prevista. Qualora il decreto non venisse rettificato prevedendo un periodo transitorio per l'allacciamento degli impianti già amministrativamente avviati tali imprese si troverebbero ad aver già effettuato gli investimenti senza poter più contare sugli incentivi previsti e programmati in fase di avvio degli stessi. Con un colpo di spugna si limita l'erogazione degli incentivi in conto energia agli impianti che verranno allacciati entro il 31/05/2011 senza tenere conto di tutte le iniziative imprenditoriali già in corso, con pratiche avviate e finanziamenti approvati, basati sugli incentivi varati lo scorso mese di Agosto (solo 6 mesi fa!). Da pochi mesi è stata messa in moto una macchina economica formidabile, basata sulle possibilità offerte dal terzo conto energia, che ora non si può improvvisamente fermare. Gli istituti bancari hanno già iniziato a congelare i finanziamenti concessi in forza del precedente decreto poiché dubitano dell'effettiva possibilità per le imprese beneficiarie di provvedere all'allaccio nei nuovi tempi previsti. Di tutti gli impianti già in fase di costruzione meno del 20 % riuscirà a conseguire l'allacciamento mentre il restante 80 % si troverà con il cerino in mano: sarà un'ecatombe. Nel testo approvato si evince (all'articolo 9) che per le aziende agricole che abbiano presentato alla data del 01 Gennaio 2011 le richieste dei titoli abilitativi valgono gli incentivi precedenti. Perché mai non si è utilizzato lo stesso criterio per gli altri settori? Fermo restando che lo spirito del decreto appare condivisibile per quanto riguarda la sua armonizzazione ai limiti europei, appare una vera e propria dissennatezza non tenere conto delle scadenze di tutte le iniziative già avviate e pianificate anche finanziariamente e dell'impatto devastante che tale provvedimento avrebbe sulle piccole e medie imprese e sui loro lavoratori: solo nella nostra piccola regione Umbria i posti a rischio sono stimati in oltre 5 mila unità. Confidiamo in una presa di coscienza urgente di questo grave problema e rimaniamo sbigottiti di fronte alle prese di posizione di Confindustria che limitandosi a lodare l'aspetto positivo del decreto, e cioè quello anche da noi apprezzato circa la corretta unificazione al resto d'Europa, si è però dimenticata della falcidia di piccole aziende che seguirà a causa del limite temporale troppo restrittivo degli allacciamenti. Egregio Ministro, le chiediamo di voler prendere urgentemente in considerazione questa nostra vitale richiesta e ci auguriamo che vorrà porre i necessari rimedi fin dal prossimo Consiglio dei Ministri. Con i migliori saluti, Gabriele Chiocci

ASSOCIAZIONE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DELL’ UMBRIA

P.ZZA DELLA REPUBBLICA, 71 06123 PERUGIA TEL. 075 /573 24 14 FAX 075 /573 11 43 info@confapiumbria.it

Lettera del Presidente Confapi Umbria Gabriele Chiocci  

Egregio Ministro, le chiediamo di voler prendere urgentemente in considerazione questa nostra vitale richiesta e ci auguriamo che vorrà porr...

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