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ANNO XVII - N. 1-2 30 GENNAIO 2012 Settimanale di informazione politica e amministrativa a cura dell’Ufficio Stampa della Giunta regionale Direzione e Redazione: Via G. da Fabriano, 9 60125 Ancona - Tel. 071/8062103 - Fax 071/8062105 Redazione: Fabio Belfiori, Anna D’Ettorre, Antonio Filippini, Stefania Gratti, Serena Paolini, Claudia Pasquini Coordinamento impaginazione: Serena Paolini Foto: Maurizio Rillo Segretario di Redazione: Gianfranco Andreucci Stampa: Aniballi Grafiche - Ancona

AGENZIA DELLA GIUNTA REGIONALE

Sped. in abbonamento postale 70% Div. Corr. D.C.I. Ancona Aut. Trib. Ancona n. 1 del 24/25.01.1996 DIRETTORE RESPONSABILE: RENZO PINCINI

SEGNALIAMO IN PRIMA PAGINA…

Il presidente Spacca incontra il ministro Passera Economia e lavoro, internazionalizzazione, infrastrutture e trasporti i temi all’ordine del giorno

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SANITÀ Banca degli occhi delle Marche, inaugurata la nuova sede a Fabriano

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SERVIZI SOCIALI Sostenibilità, appropriatezza e innovazione: la strategia per il bilancio sociale 2012

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LAVORI PUBBLICI Proposta di legge della Giunta regionale: le Marche istituiscono la Stazione unica appaltante INTERNAZIONALIZZAZIONE Accordo Ferretti – Shig

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POLITICHE DEL LAVORO Progetto Qs Group e Accordo di programma, incontro Spacca-Porcarelli PROTEZIONE CIVILE Alluvione marzo 2011: chiesto incontro urgente con il Governo

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POLITICHE DEL LAVORO Il cantiere di Ancona riapre Dichiarazione del presidente Spacca “È prevalsa la linea del buonsenso” soddisfazione dell’assessore Marco Luchetti

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TRASPORTI Linea ferroviaria adriatica, Marche e Abruzzo chiedono attenzione al Governo nazionale L’assessore Viventi al Tavolo politico sul Trasporto pubblico locale: “Riorganizzazione dei servizi non più derogabile”

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l presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha incontrato a Roma il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. L’incontro è servito per fare il punto sulle principali questioni aperte nelle Marche in materia di economia e lavoro, infrastrutture e trasporti, internazionalizzazione e quindi definire un’agenda di approfondimento con il ministero. Al primo punto all’ordine del giorno le situazioni di crisi aziendali aperte e le strategie per affrontarle, non più solo in una logica passiva di ammortizzatori sociali, ma anche e soprattutto di progetti legati all’innovazione e alla ricerca che siano in grado di confermare orizzonti di crescita alla regione più manifatturiera d’Italia. Spacca e Passera hanno passato in rassegna le varie crisi, dalla meccanica alla cantieristica agli altri settori manifatturieri che stanno attraversando una fase di difficoltà. Nel corso dell’incontro si è parlato nello specifico della necessità di rimodulare gli Accordi di programma delle aree in crisi dell’Appennino umbro-marchigiano e del Piceno-Val Vibrata. Sempre in tema di sviluppo industriale, il presidente ha chiesto al ministro il sostegno da parte del Governo al progetto regionale di ricerca che riguarda la domotica e la longevità attiva e il riconoscimento formale del polo tecnologico nell’ambito del prossimo bando nazionale sui distretti industriali. Al secondo punto, le infrastrutture: è stata sollecitata l’accelerazione di opere quali quelle della Quadrilatero e l’uscita dal porto di Ancona verso l’autostrada e la realizzazione del progetto che poggia sul contratto di disponibilità per la Fano-Grosseto. I temi della logistica, della mobilità e dei trasporti sono stati affrontati anche nella prospettiva macroregionale, affinché quella che rischia di essere un’ampolla vuota a causa dell’assenza di investimenti da parte dello Stato e dell’Europa sia riempita con adeguate risorse su strade, ferrovie e soprattutto infrastrutture di servizi. (Segue a pag. 8)

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BENI E ATTIVITÀ CULTURALI La città ideale, icona delle Marche. Presentata ad Urbino l’esposizione che si terrà a Palazzo Ducale

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BENI E ATTIVITÀ CULTURALI “Benvenuti al Nord”, successo anche grazie alle Marche, trasformate in “profondo” Nord

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AMBIENTE Educazione ambientale: costituita la nuova rete InFEA delle Marche Trasporto dei rifiuti, seminario della Regione sui controlli ambientali

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AMBIENTE Le Marche all’avanguardia nazionale sulla certificazione energetico-ambientale degli edifici FIERE DELLE MARCHE Convenzione con la Regione per la cessione dei marchi e dell’immobile di Civitanova

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SERVIZI SOCIALI Da quest’anno sarà attivo il servizio civile regionale

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Montefano (MC) - Teatro La Rondinella


3 SANITÀ

Banca degli occhi delle Marche inaugurata la nuova sede a Fabriano Spacca: “Struttura al servizio di tutta la regione per una sanità sempre più di eccellenza”

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na struttura all’avanguardia che qualifica ulteriormente la sanità marchigiana nel settore dei trapianti”. Con queste parole il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, ha salutato l’inaugurazione della nuova sede della Banca degli occhi delle Marche presso l’Ospedale Profili di Fabriano. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Roberto Sorci,

Maurizio Bevilacqua (direttore Area vasta 2), Pietro Torresan (direttore della Banca degli occhi), Carmine Ruta (direttore dipartimento Sanità e Servizi sociali). “Quella odierna è una giornata importante non solo per questo territorio ma per tutta la regione perché definisce un modello organizzativo verso cui tendere con sempre maggiore determinazione – ha sottolineato il presidente Spacca - Dobbiamo puntare alla qualificazione e alla specializzazione dei servizi sanitari che richiedono masse critiche maggiori rispetto al passato. Questo lo possiamo ottenere qualificando e specializzando strutture differenziate sul territorio. Dobbiamo guardare i problemi non più nell’ottica della ripetizione di servizi e funzioni nell’ambito della stessa area, ma differenziare queste funzioni per raggiungere l’obiettivo della qualificazione e specializzazione”. “La Banca degli occhi – ha ribadito Spacca - è un servizio del territorio, a disposizione di tutta la re-

gione, che viene collocata qui ma serve per tutti i cittadini marchigiani. Il paradigma che perseguiamo per la sanità marchigiana è proprio questo: arrivare alle specializzazioni nei singoli territori sulla base delle vocazioni storiche, in modo tale che la nostra sanità (che non è per il territorio, ma per tutti i cittadini) raggiunga livelli sempre più di eccellenza”. Il direttore del dipartimento Salute e Servizi sociali, Carmine Ruta, ha illustrato gli obiettivi del Piano sociosanitario che punta alla sostenibilità economica del sistema, al cambiamento organizzativo, all’innovazione tecnologica. “L’inaugurazione della nuova struttura di Fabriano – ha sottolineato – dimostra i progressi che le Marche hanno compiuto in questi anni, raggiungendo traguardi prestigiosi a livello nazionale”. “La Banca degli occhi è una scommessa vinta dalla Regione Marche – è stato ribadito nei vari interventi – La sua realizzazione dieci anni fa e il suo potenziamento oggi sono espressione della sicura volontà della sanità marchigiana di puntare sull’eccellenza delle prestazioni”. La Banca degli occhi è un’articolazione del Centro regionale trapianti di Ancona, diretto da Duilio Testasecca, appartenente al Centro interregionale di Milano (Nord-ItaliaTransplant), diretto da Giuseppe Piccolo. È stata inaugurata nel settembre 2002, con l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno regionale di cornee

da trapianto. La sede di Fabriano fu scelta per essersi distinta nella sua attività trapiantologica e per la spiccata sensibilità di donazione. Nei dieci anni di attività ha garantito la donazione di 4 mila cornee (1.300 quelle trapiantate) e di 83 placente. Le membrane amniotiche distribuite sono state 740. I nuovi locali del “Profili” garantiscono alla Banca strutture adeguate alle normative europee sulla sicurezza e ai requisiti chiesti dal Centro nazionale trapianti. Sono stati ricavati spazi idonei alle nuove apparecchiature necessarie per il miglioramento delle attività e per rispondere all’evoluzione tecnologica della chirurgia trapiantologica. Sono stati creati due nuovi laboratori per la “processazione” delle cornee e delle membrane amniotiche, un locale dedicato alla criogenia e un laboratorio per la preparazione dei reattivi. La nuova struttura è dotata di un sistema informatico centralizzato, in connessione on-line con i Centri regionale e nazionale trapianti. Il laboratorio di analisi sarà a breve dotato di un sistema di ultima generazione per gli esami ematochimici, in grado di soddisfare le esigenze degli utenti del bacino montano.

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SERVIZI SOCIALI

Sostenibilità, appropriatezza e innovazione: la strategia per il bilancio sociale 2012 Spacca: “In questo momento di difficoltà puntiamo a difendere la coesione sociale della nostra comunità attraverso la protezione delle fragilità” Marconi: “Rafforzati l’impegno e l’attenzione della Regione per il sociale”

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ostenibilità, appropriatezza e innovazione sono le parolechiave del Piano sociosanitario 2012 -2014 che, per la prima volta, integra le scelte sanitarie con quelle di politica sociale. Si tratta di una strategia ben precisa, adottata dalla Regione sia per far fronte all’azzeramento del Fondo per il sociale da parte del governo nazionale, sia per adeguare i servizi ai bisogni di una società dove le aspettative di vita si allungano e le necessità legate alla terza età aumentano. In questo contesto, gli obiettivi principali, proposti dalla giunta e approvati dal consiglio regionale attraverso il Piano sociosanitario, sono il potenziamento delle strutture sociosanitarie, il sostegno alla domiciliarità e l’appropriatezza delle cure. “I servizi sociali – ha detto il presidente Gian Mario Spacca - sono un aspetto fondamentale e una priorità per il bilancio regionale 2012. In questo momento di difficoltà puntiamo infatti a difendere e rafforzare la coesione sociale della nostra comunità attraverso la protezione delle fragilità. Nonostante si sia registrato quest’anno un taglio drammatico dei fondi da parte dello Stato che fino allo scorso anno partecipava al 50% mentre ora non raggiunge neanche il 10%, la Regione ha riconfermato e in alcuni casi, come per il fondo per la non autosufficienza, aumentato le risorse. Su 113,7 milioni di euro solo 9 sono riconducibili allo Stato, tutto il resto è frutto degli stanziamenti e dei risparmi effettuati dall’amministrazione regionale. Ovviamente, in linea con l’azione di “spending review” in corso per tutto i settori, anche per i servizi sociali gli interventi sono effettuati con rigore e selettività e sono soggetti a severa verifica”. “Il fondo per la non autosufficienza – ha evidenziato l’assessore ai Servizi sociali, Luca Marconi – vie-

ne ricostituito e, anzi, aumentato, passando da 8 a 9 milioni di euro. È questo un segnale molto importante che testimonia l’impegno e l’attenzione della Regione per il sociale che non viene smantellato,

no a 113,7 milioni di euro. Vengono conservate tutte le risorse del 2011 ed in alcuni casi, disabilità e non autosufficienza, è previsto addirittura un aumento di spesa per un totale di circa 113

bensì rafforzato. In particolare – ha continuato Marconi - l’aumento di un milione, destinato all’assegno di cura da utilizzare da parte degli Ambiti Territoriali Sociali, va incontro all’obbiettivo di favorire la domiciliarietà sociale e di sostenere le famiglie che svolgono attività di cura in casa”. Marconi ha ricordato i progetti avviati, quali la scuola per genitori e l’inclusione lavorativa e sociale per i detenuti, e quelli per il 2012: la scuola di diritto e cittadinanza per i cittadini immigrati e l’istituzione del servizio civile regionale, fino alla Festa del lavoro disabile in programma a maggio a Loreto. “Un impegno regionale triennale – ha concluso Marconi – come previsto dall’apposito Piano, che comporterà al termine del percorso una verifica su quanto è stato realizzato e che verrà fatta con la collaborazione dei Comuni”.

milioni, ai quali vanno aggiunti altri 180 milioni circa, che i Comuni impegnano in compartecipazione sugli interventi regionali o in proprio, per loro specifiche iniziative. Va poi evidenziato che l’intervento statale che sarà impegnato nel 2012 raggiunge appena i 9 milioni di euro sul totale dei 113 milioni. Il bilancio sociale regionale è quindi in gran parte frutto di accantonamenti e residui, cioè prudenziali risparmi operati dalla Regione. Infine, ultimo qualificante punto riguarda il modo attraverso il quale i fondi regionali vengono distribuiti: solo 7 milioni in forma diretta per progetti e contributi da parte dell’ente Regione; 61 milioni trasferiti ai Comuni a beneficio di famiglie, disabili, anziani e strutture erogatrici di servizi; 44 milioni alle residenze protette per non autosufficienti finalizzate all’abbattimento delle rette a carico degli assistiti e delle loro famiglie. (Segue a pag. 5)

RISORSE IN AUMENTO Consistente lo stanziamento dei fondi per il Sociale che ammonta-

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5 SERVIZI SOCIALI

La strategia per 2012 (Segue da pag.4) TIPOLOGIE DI INTERVENTO I 113,7 milioni per il 2012 sono ripartiti per: non autosufficienza – integrazione rette; disabilità; Fondo unico politiche sociali a favore dei Comuni montani, dei piccoli Comuni, per la premialità dei progetti sperimentali e per il sostegno del reddito minimo vitale; infanzia; minorenni fuori famiglia, funzionamento e gestione ambiti territoriali sociali; dipendenze, fondo ex Bindi; fondo anticrisi; carcerati; associazioni; oratori; funzionamento commissione per l’accertamento dell’invalidità; progetti speciali; immigrati; povertà; cooperazione; volontariato; tratta. FONDO NON AUTOSUFFICIENZA: IL NUOVO BANDO La Regione Marche nei giorni scorsi ha approvato in via definitiva lo stanziamento e il relativo bando a beneficio dei cittadini marchigiani non autosufficienti. Il fondo sale da 8 a 9 milioni nonostante già dal 2011 il bilancio statale abbia cancellato ogni forma di contribuzione. Pertanto, la Regione Marche istituisce un fondo con proprie risorse per proseguire nell’azione di assistenza e di cura degli anziani nei loro domicili. L’aumento di un milione viene destinato all’assegno di cura da utilizzare da parte degli Ambiti Territoriali Sociali, mentre gli 8 milioni storici saranno ripartiti dai Comuni fra assegno di cura e assistenza domiciliare secondo le esigenze prevalenti presenti nei vari territori. Si è scelto di potenziare la linea d’azione riguardante l’assegno di cura, perché considerata più idonea al raggiungimento

dell’obbiettivo di favorire la domiciliarietà sociale e di sostenere le famiglie che svolgono attività di cura direttamente o tramite assistente familiare. LA FAMIGLIA E LA DOMICILIARITÀ Particolare attenzione è rivolta alla famiglia. Questa in quanto sog-

getto beneficiario centrale del welfare, viene presa in considerazione anche come soggetto attivo e sussidiario nell’assistenza dei minori, degli anziani e dei disabili. Quindi la famiglia insieme al Ter-

zo Settore, attraverso il cosiddetto privato sociale, viene individuata come il fulcro della domiciliarità dei servizi secondo l’ovvia considerazione che chiunque, finché può, preferisce essere assistito e curato in casa piuttosto che in una struttura. Ciò non significa che la famiglia deve essere lasciata sola in quest’opera ma vuol dire che va continuamente seguita

attraverso la presa in carico dei suoi soggetti più deboli e una organizzazione fondata sull’integrazione dei servizi socio-sanitari (ospedali, ambulatori, assistenza domiciliare integrata). LE NOVITÀ ORGANIZZATIVE Il Piano sociosanitario per il sociale prevede una profonda riorganizzazione degli ambiti territoriali e sociali. Questo processo sarà il frutto di una attenta condivisione con gli enti locali volta a verificare la migliore organizzazione per l’erogazione di servizi condivisi e forniti in forma unitaria nei vari territori. L’obiettivo è semplice: riuscire con le risorse a disposizione, che non potranno più crescere, a dare servizi al maggior numero di persone evitando soprattutto duplicazioni e diseguaglianze. Verrà realizzato inoltre, un nuovo Testo Unico dei Servizi Sociali grazie al quale ripensare il welfare per evitare azioni di smantellamento selvaggio e di aggressione purtroppo già in atto e per assicurare così la necessaria solidarietà ai più deboli in un contesto civile di garanzia e tutela dei diritti fondamentali. Ulteriore elemento di novità è rappresentato dalla volontà di rivedere l’ISEE unitamente a quanto è stato annunciato dal Governo e d’accordo con le altre Regioni. Prendere in maggiore considerazione il patrimonio e il carico dei figli sarà elemento di equità e giustizia sociale ma anche la direttiva per perseguire l’obiettivo di un reddito minimo vitale che dovrà essere garantito alla famiglia sia attraverso la leva fiscale (più detrazioni) sia attraverso i normali canali di contribuzione e di assistenza (ad esempio assegni familiari o verifica dei benefici già erogati).

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LAVORI PUBBLICI

Proposta di legge della Giunta regionale: le Marche istituiscono la Stazione unica appaltante Operativa entro la fine dell’anno, per assicurare contratti trasparenti, sicurezza sul lavoro, legalità

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rocedure contrattuali più economiche; trasparenza nella gestione degli appalti; prevenzione delle infiltrazioni mafiose; rispetto della normativa di sicurezza sul lavoro. Sono gli obiettivi che la Regione intende rafforzare attraverso l’istituzione della Stazione unica appaltante delle Marche (Suam). La Giunta ha presentato all’Assemblea legislativa una proposta di legge che recepisce la normativa nazionale e avvia una Stazione regionale entro la fine del 2012. “Questo organismo assume particolare rilevanza per le molteplici potenzialità che può offrire nel settore dei contratti pubblici – afferma il presidente, Gian Mario Spacca - Attraverso il Suam è possibile perseguire una maggiore qualità ed efficacia dell’azione amministrativa, nella consapevolezza che ciò contribuisce a rafforzare l’economia legale e a innalzare ulteriormente il livello di prevenzione delle infiltrazioni criminali. La recente normativa nazionale, poi, prevede forme premiali a valere sulle risorse ordinarie per il finanziamento del servizio sanitario, per le regioni che istituiscono una centrale regionale per gli acquisti: grazie alla creazione della Suam le Marche possono quindi accedere a maggiori risorse per la sanità”. Il decreto del presi-

dente del Consiglio dei ministri 30 giugno 2011, in attuazione della legge 136/2010 (Piano straordinario contro le mafie) dispone la costituzione della Stazione unica appaltante (Sua). Le Marche attivano una specifica struttura regionale, “altamente qualificata – ribadisce Spacca - per assicurare professionalità tecnica, progressiva semplificazione delle procedure, una riduzione del contenzioso. Inoltre, concentrando in un unico organismo specializzato tutti gli adempimenti normalmente svolti da diverse stazioni appaltanti, è possibile ottimizzare le risorse, conseguire risparmi, aiutare operativamente gli enti locali di piccole dimensioni, spesso chiamati a confrontarsi con la complessità delle procedure di gara. In definitiva, con questa normativa puntiamo a specializzare e professionalizzare significativamente tutta la pubblica amministrazione regionale”. La proposta di legge si compone di otto articoli. Le competenze della Suam riguardano la gestione delle procedure contrattuali per la realizzazione di lavori pubblici e l’acquisizione di beni e servizi. Sono tenute ad avvalersene le strutture organizzative della Giunta regionale, l’Agenzia regionale sanitaria e le società a totale partecipazione

regionale. L’obbligo – ma solo per lavori pubblici superiori a un milione di euro e per acquisti oltre i centomila euro - riguarda anche l’Ente unico regionale per l’abitazione pubblica (Erap), l’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam), l’Agenzia per i servizi del settore agroalimentare delle Marche (Assam), gli enti gestori dei Parchi naturali regionali, i Consorzi di bonifica, gli enti del Servizio sanitario regionale. Inoltre possono avvalersi della Suam tutti gli enti pubblici operanti nelle Marche, attraverso un’apposita convenzione, e le strutture dell’Assemblea legislativa (secondo modalità da definite dalla Giunta regionale, d’intesa con l’Ufficio di presidenza della stessa Assemblea). Al vertice della Suam viene incaricato un direttore, con ampia autonomia organizzativa e gestionale, nominato dalla Giunta regionale tra i dirigenti interni o soggetti esterni di comprovata esperienza. Si avvarrà del personale assegnato dalla Giunta regionale e dalle amministrazioni aderenti. Nell’ambito della Suam opererà, infine, l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici, il cui dirigente (in fase di prima applicazione della legge) può ricoprire l’incarico di direttore della Stazione.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Accordo Ferretti – Shig Il presidente Gian Mario Spacca: “Investimento significativo per le Marche”

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pprendiamo con soddisfazione – commenta il presidente della Regione Gian Mario Spacca - che è stato firmato l’accordo tra la compagnia Shandong Heavy Industry Group – Weichai Group con i creditori del gruppo Ferretti per la ristrutturazione del debito. La firma è avvenuta alla presenza di Jiang Daming, governatore dello Shandong, territorio con cui le Marche, sin dagli anni settanta, intrattengono relazioni commerciali e istituzionali.

Il gemellaggio tra Marche e Shandong è infatti uno dei primissimi accordi internazionali tra Cina e Italia. Siamo contenti – sottolinea ancora il presidente che un investimento così significativo da parte degli imprenditori cinesi sia arrivato nelle Marche. Per il prossimo novembre – conclude Spacca - è in programma una visita ufficiale a Jinan, capitale dello Shandong per ricambiare la visita della delegazione dello Shandong nelle Marche lo scorso settembre”.

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7 POLITICHE DEL LAVORO

Progetto Qs Group e Accordo di programma incontro Spacca-Porcarelli Il presidente della Regione: “Rimodulare urgentemente le misure nazionali dell’Accordo” Il presidente Qs: “Condividiamo la richiesta della Regione”

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l presidente Gian Mario Spacca e il presidente QS Giovanni Porcarelli si sono incontrati in Regione e hanno condiviso la priorità di un’urgente rimodulazione dell’Accordo di programma di parte nazionale, visto che le misure di competenza regionale sono già in corso di avanzata attuazione. “Siamo in attesa di un’urgente convocazione del Ministero dello Sviluppo Economico – ha affermato il presidente Spacca – che abbiamo più volte sollecitato, anche con una richiesta diretta al ministro Corrado Passera. La parte di Accordo di programma da rimodulare, infatti, è quella delle misure nazionali: è necessario renderle più flessibili rispetto alle esigenze di sostegno di progetti imprenditoriali capaci di assorbire occupazione e di crearne di nuova”. “Si è trattato di un incontro positivo e costruttivo - ha affermato il presidente QS Giovanni Porcarelli - in cui abbiamo illustrato il progetto industriale QS, esprimendo ampia disponibilità alla collaborazione. Condividiamo la richiesta di rimodulazione avanzata al Ministero dello Sviluppo da parte della Regione Mar-

che”. In merito, il presidente Spacca aveva già avanzato alla fine dell’anno al nuovo ministro dello Sviluppo Corrado Passera la richiesta di incontro urgente per rilanciare un impegno congiunto e coordinato delle istituzioni sulle principali crisi aziendali come quella che ha investito la Antonio Merloni e il territorio, a partire dalla rimodulazione delle misure nazionali dell’Accordo di programma. La parte regionale dell’Accordo, infatti, è in fase di avanzata attuazione. “Dalla sottoscrizione dell’Accordo di programma – prosegue il Presidente Spacca - la Regione Marche ha già attivato le misure di propria competenza, con l’erogazione di oltre 14 milioni di euro a difesa del lavoro, delle PMI e coesione del territorio”. Cifra che ha consentito a 630 PMI del distretto e dell’indotto Antonio Merloni di beneficiare di liquidità attraverso il fondo di garanzia regionale di 1,5 milioni di euro, con oltre 30 milioni di finanziamenti garantiti; di destinare 4 milioni di euro di ammortizzatori sociali in deroga (FSE Marche) alla protezione dei lavoratori delle piccole imprese sotto i

15 dipendenti. E ancora, di agevolare con oltre 1,5 milioni di euro progetti di investimento per la competitività e il trasferimento tecnologico delle PMI; di realizzare 7 milioni di euro di interventi regionali specifici per le PMI del distretto attraverso aiuti alle assunzioni, creazione di imprese, tirocini, progetti e voucher formativi. “Si fa sempre più urgente – conclude Spacca - l’attivazione e rimodulazione della parte nazionale dell’Accordo di programma, così come richiesto più e più volte dalla Regione al Ministero dello Sviluppo. È infatti fortissima l’emergenza per il grande numero di lavoratori rimasti fuori dal processo produttivo e per l’indotto. Sono i progetti imprenditoriali a creare occupazione, ma la rimodulazione dell’Accordo può agevolare lo sviluppo di iniziative che offrano risposte ai lavoratori rimasti fuori dal processo produttivo e dell’indotto”. Resta dunque sempre alta l’attenzione della Regione sulla vicenda della Antonio Merloni e sul futuro dei lavoratori non riassorbiti nel nuovo progetto imprenditoriale, così come sulle prospettive dell’indotto.

Alluvione marzo 2011: chiesto incontro urgente con il Governo

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n incontro urgente con il Governo per la definizione degli interventi finanziari connessi con le emergenze alluvione dichiarate dal Consiglio dei Ministri da marzo 2011 ad oggi. È quanto chiedono con forza le Regioni nel documento approvato all’unanimità, su proposta della Regione Marche, dalla Conferenza dei Presidenti. Nel documento si chiede inoltre che si possa procedere, in sede di conversione del decreto Milleproroghe, al rifinanziamento del Fondo regionale di Protezione civile (previsto dalla legge 388 del 2000) e all’abrogazione dei commi 5 quater e 5 quinquies dell’art.5 della Legge 225/1992 che prevedono l’aumento, da parte delle Regioni colpite da calamità, di tributi e accise per coprire i danni e l’aumento delle accise sui carburanti da parte dello Stato per il reintegro del Fondo di Protezione civile. “A quasi un anno dalla drammatica alluvione che ha colpito le Marche e nonostante sia stato dichiarato dal Governo lo stato di emergenza – dice il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca – sinora la Regione e gli enti locali hanno camminato solo ed esclusivamente con le proprie gambe. Dallo Stato ancora nessun segnale né tantomeno risorse. Il decreto Milleproroghe del precedente Governo ha stabilito che il presi-

dente della Regione interessata da calamità naturali, qualora il bilancio regionale non rechi sufficienti disponibilità finanziarie, è autorizzato a deliberare aumenti di tributi, addizionali, aliquote sino al limite massimo consentito dalla legge. Qualora anche tali misure non fossero sufficienti a coprire tutti i danni, è disposto l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale di Protezione civile. Ebbene, nonostante la Regione abbia provveduto per la propria parte, lo Stato non ha ancora messo a disposizione le risorse del Fondo. Una situazione assurda che mette a rischio dissesto gli enti locali intervenuti con le proprie forze dopo l’alluvione di marzo”. “Si è manifestata – sottolinea il vicepresidente della Regione, Paolo Petrini presente a Roma – la fortissima determinazione di tutte le Regioni nell’avere finalmente risorse certe e normative efficaci in occasione di eventi così drammatici come quello che ha colpito le Marche nel marzo scorso”.

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POLITICHE DEL LAVORO

Il cantiere di Ancona riapre Dichiarazione del presidente della Regione, Gian Mario Spacca, all’indomani dell’accordo tra sindacati e gruppo Fincantieri

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lla fine ha prevalso il buonsenso. Sopra ogni altra valutazione, in questo momento c’è da esprimere la soddisfazione per l’accordo intercorso tra Fincantieri e tutte le organizzazioni sindacali. Se da una parte si confermano 205 eccedenze, dall’altra si limita immediatamente la fuoriuscita volontaria a 60 unità e si riporta il ferro ad Ancona come veniva auspicato. Quest’accordo consentirà anche di far ripartire l’economia della città di Ancona con riferimento all’indotto che, come sappiamo, vale 1.500 posti di lavoro. Le difficoltà sicuramente non mancheranno ma siamo pronti a gestirle come sinora è stato fatto, nel solco degli impegni assunti che hanno consentito un dialogo costante tra azienda, istituzioni ed organizzazioni sindacali”.

Così il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, all’indomani dell’accordo tra sindacati e gruppo Fincantieri per il cantiere di Ancona.

“È prevalsa la linea del buonsenso, la volontà di modificare le proprie posizioni” La soddisfazione dell’assessore al Lavoro, Marco Luchetti

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l cantiere di Ancona riapre. È stata promessa una nave, ma abbiamo motivo di sperare anche in una seconda commessa”. È questo il dato più importante da registrare secondo l’assessore al Lavoro Marco Luchetti in merito alla questione Fincantieri. “Finalmente – prosegue l’assessore - è prevalsa la linea del buonsenso, la volontà di modificare le proprie posizioni. Oggi non possiamo che esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto, anche se la vicenda si sarebbe potuta chiudere in modo migliore. Le 205 eccedenze previste nell’accordo sottoscritto l’altro ieri sono infatti superiori alle 180 stimate come punto di

partenza per la trattativa nel verbale dell’incontro promosso dalla Regione il 21 settembre scorso. In questo complesso scenario segnato da estenuanti trattative, rigidità e arroccamenti non sempre comprensibili, respingiamo con forza dunque ogni polemica sull’opera svolta dalla Regione Marche che fin dall’inizio portò la vertenza sui tavoli nazionali: all’attenzione sia della Conferenza dei Presidenti in almeno tre sedute specifiche e della Conferenza StatoRegioni attraverso il diretto coinvolgimento dell’allora Ministro Romani. Purtroppo la trattativa nazionale in quell’occasione non portò alcun risultato. Anche per questo la Regione

Il presidente Spacca incontra il ministro Passera

decise di favorire un confronto a livello regionale aprendo un tavolo di incontro con l’amministratore delegato Bono, finalizzato all’obiettivo di riportare le commesse nel cantiere e salvaguardare tutti i lavoratori interessati così come previsto dal mandato conferito alla giunta dal consiglio regionale. Abbiamo sempre considerato – conclude l’assessore - il futuro dello stabilimento anconetano di Fincantieri una priorità nell’ambito della strategia di difesa del lavoro messa in atto dalla Regione Marche sin dai primi segnali della crisi economica mondiale che è poi esplosa in tutta la sua gravità con ripercussioni anche sul nostro territorio”.

(Segue dall’editoriale)

Dai trasporti all’internazionalizzazione, materia per cui le Marche sono coordinatrici a livello nazionale. Spacca ha illustrato il lavoro svolto dalla Regione e la necessità di un sempre maggiore coinvolgimento nei processi di programmazione nazionale sul tema. Nel corso dell’incontro si è poi parlato dell’alluvione che ha colpito le Marche nel marzo del 2011. È stato chiesto che il Governo sblocchi urgentemente le risorse del Fondo di Protezione civile per il ristoro dei danni. “L’incontro – ha detto Spacca – è stato molto proficuo: ha consentito di sottoporre con evidenza al ministro Passera questioni di grande rilievo per la nostra regione. Il ministro si è dimostrato molto attento e sensibile. Le Marche, nonostante la crisi internazionale ancora molto dura, vogliono mantenere il primato dell’imprenditorialità: affinché possa essere ancora così, è necessario che le grandi crisi industriali siano affrontate sempre meno con misure ‘assistenzialistiche’ e sempre più con investimenti su ricerca e smart specialization”.

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9 TRASPORTI

Linea ferroviaria adriatica, Marche e Abruzzo chiedono attenzione al Governo nazionale Gli assessori ai Trasporti delle due Regioni si sono incontrati per definire una strategia comune

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arche e Abruzzo insieme per attivare “un’azione forte” nei confronti del Governo nazionale. L’obiettivo è rilanciare la linea adriatica, penalizzata dalla riduzione dei servizi e dei collegamenti ferroviari. Gli assessori ai Trasporti delle Marche, Luigi Viventi, e dell’Abruzzo, Giandonato Morra, si sono incontrati ad Ancona (sede della Giunta regionale), per definire una strategia comune. Con il nuovo orario invernale, i collegamenti sulla lunga percorrenza hanno subito una diminuzione delle fermate. A seguito delle proteste delle Regioni in cui transitavano questi treni, sono state ripristinate numerose fermate nell’Emilia Romagna, ma non nelle Marche e in Abruzzo. I Frecciabianca (ex Eurostar City) sostano solo ad Ancona, saltando Pesaro e San Benedetto del Tronto, mentre in Abruzzo non si fermano a Pescara, Giulianova e Vasto. Gli InterCity hanno poi ridotto due corse e nella fascia notturna non fermano più nelle Marche e in Abruzzo, dando vita a un paradosso, sottolineato dai due assessori: “Nelle Marche transitano e non si fermano, a Pescara si fermano ma non fanno salire i passeggeri”. Commenta Viventi. “Dopo aver risolto il problema del trasporto pubblico su ferro delle linee regionali, con un ripristino consistente dei tra-

sferimenti statali (1,6 miliardi sui due necessari), ora dobbiamo affrontare il potenziamento dell’Adriatica. Senza le fermate cancellate, è una linea monca, che non serve al territorio e allo sviluppo economico del Paese. Sono scelte che non comprendiamo sotto il profilo della razionalità. Una programmazione ferroviaria oculata non può seguire la politica del canguro, saltando in maniera scriteriata realtà importanti come Pesaro, San Benedetto del Tronto, Pescara, Giulianova e Vasto”. “Abruzzo e Marche chiedono di essere ascoltate dal Governo per rappresentare le esigenze dei loro territori – ha ribadito Morra – Sollecitano un incontro perché hanno argomenti validi da portare al confronto istituzionale. Come assessori ai Trasporti, partecipiamo, a Roma, al Tavolo tecnico sul trasporto pubblico locale che dovrà concludere i lavori entro il

31 marzo. Chiediamo di poter essere ascoltati anche sulle questioni delle linee ferroviarie nazionali”. Morra ha inoltre ricordato che “in questi giorni si sta molto parlando della Macroregione adriatico ionica, per favorire l’integrazione economica e sociale con i Paesi transfrontalieri. Un obiettivo che stride con la constatazione che l’Alta Velocità si ferma a Ravenna. La crescita dell’Europa non può prescindere da un analogo potenziamento delle infrastrutture”. Nel corso dell’incontro, Viventi ha affrontato anche le questioni legate alla “direttrice romana”. I collegamenti con la capitale hanno visto la soppressione di una coppia di Eurostar (partenza da Ancona alle 11.13, rientro da Roma alle 19.32), che le Marche chiedono invece di ripristinare. L’assessore Morra, a sua volta, ha ricordato che la Regione Abruzzo ha una società ferroviaria (la Sangritana, partecipata al cento per cento) che ha già chiesto a Trenitalia la concessione della linea Vasto – Bologna, effettuando due collegamenti di prova in occasione del Meeting di Rimini e del Motor show di Bologna. Con l’Interporto delle Marche ha allestito 63 treni merci per il trasporto delle barbabietole in Abruzzo e presto aprirà un ufficio di rappresentanza presso l’infrastruttura marchigiana.

Viventi al Tavolo politico sul Trasporto pubblico locale “Riorganizzazione dei servizi non più derogabile”

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a riorganizzazione e l’efficientamento dei servizi di Trasporto pubblico locale costituiscono un’esigenza non più derogabile, pena la perdita di quote consistenti dei trasferimenti statali”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale ai Trasporti, Luigi Viventi, che ha partecipato, a Roma, presso la Conferenza delle Regioni, al Tavolo politico sulla riorganizzazione del Trasporto pubblico locale. “Occorre recuperare efficienza. Le Marche saranno impegnate in questa direzione, già a partire dall’anno corrente”, ha ribadito l’assessore. Dalla riunione è emerso che il

Governo, le Regioni e gli Enti locali istituiranno una Commissione paritetica per individuare strumenti e modalità di razionalizzazione dei servizi, con l’introduzione di criteri di monitoraggio. Entro il 31 marzo la Commissione dovrà stabilire alcune procedure standard di valutazione che potranno penalizzare, negli anni successivi, le Regioni non in linea con i criteri individuati. “È evidente allora la necessità di ottimizzare subito i servizi di Trasporto pubblico locale – conclude Viventi – salvaguardando gli utenti e la sostenibilità economica del sistema”.

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BENI E ATTIVITÀ CULTURALI Presentata ad Urbino l’esposizione che si terrà a Palazzo Ducale

La città ideale, icona delle Marche Marcolini: “Una mostra, sostenuta dalla Regione, che valorizza la città di Urbino crocevia culturale del passato e del presente, simbolo della civiltà rinascimentale”

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stata presentata alla stampa la mostra “La città ideale, l’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello”, evento “simbolo dell’estate marchigiana 2012”, ha dichiarato con soddisfazione l’assessore regionale alla Cul-

tura, Pietro Marcolini. “Una mostra, sostenuta dalla Regione, che valorizza Urbino – aggiunge Marcolini – crocevia culturale del passato e del presente, simbolo della civiltà rinascimentale fiorita nel Montefeltro ad opera del duca Federico, dotto e illuminato signore del tempo, che ha segnato la cultura europea. La città ideale, icona della galleria Nazionale delle Marche e protagonista della mostra, costituirà l’immagine visiva del cartellone degli eventi

2012 delle Marche e accompagnerà la ricca serie di iniziative che ci contraddistinguono come regione di cultura in Italia e all’estero: da Urbino Press Award, ospitato a giugno qui a Palazzo Ducale, e a Washington ad aprile, al progetto nazionale per il Bicentenario dell’apertura al pubblico della biblioteca di Monaldo Leopardi a Recanati”. La mostra sarà, secondo Marcolini, una “illustre ambasciatrice di cultura delle Marche”, che diverrà l’immagine dei prossimi appuntamenti promozionali: dalla Bit di Milano (dal 16 al 19 febbraio) agli eventi marchigiani a New York di gennaio; accompagnerà anche il convegno nazionale dei Musei di Icom Italia, il primo Festival dei musei Happy Museum, che si svolgerà nel corso del 2012. È ampia e qualificata l’offerta culturale delle Marche che per il suo alto profilo richiama visitatori: è la terra di Gentile da Fabriano e Raffaello, Bramante e Federico Barocci. Molte opere d’arte realizzate per chiese e palazzi delle Marche sono oggi conservati in musei di tutto il mondo,

dal Louvre alla National Gallery di Londra fino ai più importanti musei americani, dal Getty Museum in California al Museum of Fine Arts di Boston, dalla National Gallery of Art di Washington ai musei di New York. Per valorizzare questo patrimonio culturale disperso la Regione Marche ha realizzato un sito web dal titolo “Le Marche fuori dalle Marche” (http://sirpac.cultura.marche.it) dove è possibile consultare la banca dati immagini e le schede delle opere che un tempo si trovavano nelle Marche. Si tratta di capolavori di Gentile da Fabriano, protagonista del Gotico Internazionale, Carlo Crivelli, Raffaello, nato a Urbino, nelle Marche, Gentile da Fabriano, Lorenzo Lotto e Tiziano, entrambi veneti ma molto attivi nella nostra regione. Solo al Metropolitan Museum Di New York si segnalano la presenza di opere di Carlo Crivelli (Venezia, 1430/1435 – Ascoli Piceno, 1494/1495) e Vittore Crivelli (Venezia, circa 1440 – Fermo, 1501/1502), Lorenzo d’Alessandro (San Severino Marche, 1445 circa – San Severino Marche, 1501), Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556), Fra Carnevale (Urbino, 1420/1425 circa – Urbino, 1484). La mostra è già visibile nell’home page del sito www.cultura.marche.it. e nel sito http://musei.cultura.marche.it

LA CITTÀ IDEALE L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello Urbino, Galleria Nazionale delle Marche dal 6 aprile all’8 luglio 2012

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l prossimo 6 aprile aprirà al pubblico una importante mostra sulla Città ideale, che costituisce uno dei più affascinanti enigmi del Rinascimento italiano. La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche , Provincia di Pesaro e Urbino, dal Comune di Urbino, dalla Banca delle Marche, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. L’organizzazione è affidata a Gebart con la colla-

borazione di Civita.La mostra, a cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, si propone di dimostrare come la tavola dipinta, conosciuta come Città Ideale, conservata nella Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, rappresenti, insieme con i dipinti gemelli – col medesimo soggetto- di Berlino e Baltimora, il compendio della civiltà rinascimentale fiorita ad Urbino e nel Montefeltro, nella seconda metà del Quattrocento, ad opera di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino; il più dotto ed illumi(Segue a pag. 11) nato fra i signori del suo tempo.

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11 BENI E ATTIVITÀ CULTURALI

In tutte le sale “Benvenuti al Nord” successo da “bissare” anche grazie alle Marche, trasformate in “profondo” Nord

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arche versatili e camaleontiche. Mutano in base alle esigenze cinematografiche al punto da diventare anche paesaggio per un… “raduno degli Alpini”. E accade così che un’intera comunità stia sveglia fino alle tre di notte per assicurare la massima collaborazione alle riprese o i cittadini ospitino a casa i protagonisti della pellicola che non si vogliono perdere le partite di Champions League delle rispettive squadre. Stiamo parlando di Claudio Bisio e Alessandro Siani e di Piobbico, dove quest’estate è stata ospitata, per una settimana di riprese, la troupe di “Benvenuti al Nord” uscito il 18 gennaio in tutte le sale cinematografiche. È stata la conoscenza dei luoghi, l’affetto che lega Luca Miniero a Piobbico, l’intraprendenza e la disponibilità del Sindaco Giorgio Mochi a far scegliere al regista del premiatissimo dal pubblico “Benvenuti al Sud” l’entroterra pesarese come location ideale per am-

bientare una parte di “credibilissimo Nord” per il sequel da cui ci si aspetta altrettanto successo. Un contributo notevole non solo da parte della comunità piobbicese con molte comparse nel film - che vede tra gli interpreti Angela Finocchiaro in un doppio ruolo di moglie e suocera - e una collaborazione attiva durante tutto il periodo di permanenza, ma anche da Marche Film Commission con un supporto alla realizzazione del film in termini di reperimento e coordinamento di servizi e manodopera locale. “Sono opportunità interessanti, sempre più frequenti – afferma Pietro Marcolini, assessore alla Cultura della Regione Marche, convinto sostenitore delle potenzialità che il Cinema può sviluppare sul territorio, anche attraverso Marche Film Commission – che ormai non sono più casuali. Sempre più autori di successo e maestri del Cinema amano le Marche e per questo le scelgono con la consapevolezza che il nostro pae-

(segue da pag. 10) Il dipinto, nella perfezione della veduta prospettica che vi si rappresenta, è certamente il risultato di ricerche e speculazioni a tutto campo, sia sotto il profilo specificamente architettonico ed ingegneristico che nel campo filosofico, nonché matematico; tanto da far guadagnare alla civiltà urbinate quattrocentesca l’efficace titolo di capitale del “rinascimento matematico” (André Chastel). Accanto al dipinto verranno esposte numerose opere, circa 80 fra dipinti, sculture, tarsie lignee, disegni, medaglie, modelli lignei e codici miniati, che intendono illustrare a tutto campo il felicissimo momento rinascimentale vissuto dalla piccola capitale, stretta tra i monti e le colline del Montefeltro, cerniera fra le terre di Toscana, Umbria, Marche e Romagna. Contenitore e nello stesso tempo elemento costitutivo della mostra sarà la splendida architettura del Palazzo Ducale di Urbino, nella cui realizzazione vennero implicati gli architetti che inventarono il linguaggio rinascimentale quali Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, che vengono tutti e tre ritenuti i possibili autori della tavola urbinate. Verranno presentate opere di Domenico Veneziano, Sassetta, Piero della Francesca, Fra’ Carnevale, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio, Luca Signorelli, Jacopo de Barbari, Mantegna, Perugino,

saggio e il patrimonio architettonico che lo punteggia, possono interpretare un ruolo importante per lo sviluppo e l’intreccio di un film. Ci fa quindi molto piacere – conclude l’assessore – che traggano da un coinvolgimento inizialmente emozionale per i luoghi, un concreto e razionale motivo di scelta per le loro ambientazioni filmiche”. Piobbico, 2000 abitanti, ha ospitato 80 persone tra troupe e cast del film, che ne hanno utilizzato strutture e servizi, impiegando comparse ma soprattutto animando con un esilarante prospettiva gli scorci già affascinanti di questo paesaggio, disseminato di rocche e castelli. Un’occasione che dunque non andava persa per sostenere l’economia del territorio. A questo punto, non ci resta che seguire sullo schermo le vicende comiche dei due “italiani esiliati”, con occhio attento alle scene d’insieme e ai particolari dei paesaggi che le Marche hanno con orgoglio messo a disposizione.

Bramante e Raffaello, accanto a capolavori conclamati –ma circondati di mistero- a cui non riusciamo ancora a dare una paternità certa come appunto le ‘città ideali’ e la celeberrima tavola Strozzi straordinariamente concessa dal Museo di San Martino a Napoli. Informazioni e prenotazioni www.mostracittaideale.it tel. 199.75.75.15 Orari Dal martedì alla domenica: 8.30-19.15 (la biglietteria chiude alle 18.00) Lunedì: 8.30 - 14.00 (la biglietteria chiude alle 12.30) Lunedì 13 aprile e 1° giugno: 8.30-19.15 Biglietti Intero: € 9,00 Ridotto: € 7,00 gruppi di oltre 15 persone, maggiori di 65 anni, possessori Carta Musei Marche, universitari con tesserino Ridotto speciale € 3,00 scuole e minori di 18 anni Integrato (Mostra + Galleria Nazionale delle Marche): € 10,00 Gratuito: minori di anni 6, portatori di handicap, due insegnanti per classe, giornalisti con tesserino, dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con accompagnatore.

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AMBIENTE

Educazione ambientale: costituita la nuova rete InFEA delle Marche 44 Centri di educazione ambientale (Cea) e nuovi 8 Centri risorse per educare alla sostenibilità

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l 2012 si apre con la nascita della nuova rete InFEA delle Marche: l’infrastruttura regionale composta da aule didattiche, centri visita, persone qualificate, sentieri e aree all’aperto per informare, educare, formare e sensibilizzare adulti e bambini all’ambiente naturale e agli stili di vita sostenibili. Nei mesi scorsi, sulla base dei criteri generali fissati dal Consiglio regionale nel Piano triennale InFEA 20112013 e a quelli stabiliti dalla Giunta, è stato emanato il bando per il riconoscimento di strutture, pubbliche e private, quali Centri di educazione ambientale. Tutti i 52 i soggetti che hanno presentato domanda (tra Province, Comuni, Enti Parco, Università, Scuole, Associazioni, Cooperative, Società, Consorzi e Fondazioni) sono stati riconosciuti “soggetti attivi della nuova rete InFEA”: 44 hanno ottenuto la qualifica di Centri di educazione ambientale (Cea), mentre 8 sono i nuovi, ulteriori, soggetti riconosciuti quali Centri risorsa (Cr), ovvero strutture importanti a supporto sempre delle attività di educazione ambientale. Il sistema risulta inoltre formato dai Labter (Laboratori territoriali), con funzioni di coordinamento, che fanno capo alla Regione, alle amministrazioni provinciali e agli enti gestori delle Aree Protette. Soddisfatto l’assessore regionale al-

l’Ambiente Sandro Donati: “La Regione Marche conferma la propria fiducia nei Centri di educazione ambientale e, nonostante il pesantissimo taglio dei trasferimenti statali che colpisce soprattutto questo settore, ha deciso di mettere a disposizione delle strutture riconosciute ben 370 mila euro di cofinanziamento per i progetti del 2012. In tempi di crisi economica gli investimenti per la tutela ambientale si rarefanno, gli stanziamenti pubblici diventano sempre più sporadici e insufficienti. I fondi per l’educazione ambientale appaiono, ai più, un peso insostenibile per i vari bilanci, come se in tempi di crisi fossero qualcosa di superfluo a cui si può subito rinunciare ammette l’assessore regionale - Ma così non deve essere. I fondi destinati alla sensibilizzazione ambientale sono un investimento di lungo periodo ed è proprio quando la salute dell’economia peggiora che occorre investirci. La valutazione della bontà dell’investimento, poi, non può dipendere solo dai ritorni economici: sarebbe un grave errore cercare in questo tipo di indicatori gli interessi di quanto improntato oggi”. Donati sottolinea, quindi, l’importanza dell’investimento: “Promuovere i Centri di educazione ambientale significa, innanzitutto, migliorare la fruizione delle aree verdi presenti sul nostro territorio, qualificare l’offerta

formativa delle scuole, garantire una continuità lavorativa ai tanti operatori ed educatori che i questi anni hanno scommesso professionalmente su questo settore. La rete dei Cea rappresenta nelle Marche una splendida realtà e poche altre Regioni possono oggi affermare altrettanto”. Il sistema InFEA delle Marche ha già alle spalle un ricco bagaglio di esperienze e di qualificazione (dei 52 soggetti che hanno fatto domanda, 33 appartenevano alla vecchia rete InFEA); su tale punto occorre ora fare leva per rinnovare un settore che deve operare con snellezza economica e operativa. Per supportare l’attività la Regione ha ora messo in campo quasi 370mila euro per finanziare i progetti presentati dalle reti territoriali di Cea per attività di educazione ambientale: lezioni, incontri, escursioni, mostre e altre rappresentazioni artistiche, che coinvolgano soprattutto i ragazzi, ma anche i più grandi ai temi delle aree protette, della biodiversità, dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti, della mobilità sostenibile. L’aggiornamento di tutte le attività verrà garantito dal portale http://natura.regione.marche.it (sezione Educazione ambientale).

Trasporto dei rifiuti, seminario della Regione sui controlli ambientali

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olizia giudiziaria e ambientale: tematiche legate ai rifiuti e al loro trasporto”, è il titolo del seminario di approfondimento che si è tenuto a Macerata, all’Aula magna dell’Istituto Tecnico ”Gentili”. L’iniziativa - organizzata dalla Scuola di formazione per la pubblica amministrazione della Regione Marche, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche integrate di sicurezza e per la protezione civile, nel quadro del programma formativo 2011 della Polizia locale - era rivolta alle diverse forze di polizia interessate ai controlli ambientali: Polizia provinciale e municipale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Capitanerie di porto e agli Enti a vario titolo coinvolti: Upi, Anci, Arpam. Il seminario ha registrato la presenza di circa 200 parteci-

panti. Ha dato vita a un approfondito confronto tra le diverse modalità operative e interpretative delle varie amministrazioni coinvolte, con numerosi interventi in sala e tante richieste di approfondimento. Relatore era l’avvocato Leonardo Filippucci, esperto della materia. L’iniziativa va nell’ottica di una integrazione sempre maggiore delle politiche di sicurezza perseguita ormai da tempo dal Dipartimento per la Protezione Civile e dal Servizio Ambiente della Regione Marche attraverso il protocollo di intesa stipulato nel 2005 con il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato, l’Unione delle Province Italiane – Marche, l’associazione Nazionale dei Comuni Italiani –Marche, l’Agenzia per la Protezione Ambientale delle Marche e le Capitanerie di Porto.

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Le Marche all’avanguardia nazionale sulla certificazione energetico-ambientale degli edifici

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on 259 tecnici iscritti nell’elenco regionale dei certificatori, 13 edifici che a breve saranno certificati ITACAMARCHE e un testo organico sulla disciplina delle procedure, la Regione Marche si pone all’avanguardia a livello nazionale in tema di edilizia sostenibile. È recente infatti la pubblicazione del primo elenco di tecnici, esterni rispetto al soggetto che realizza la costruzione, che possono certificare le performance in termini di consumi energetici e di impatto e sostenibilità ambientale degli edifici. L’elenco dei certificatori è aperto e per accedervi sono previste due finestre ogni anno per poter iscriversi: entro il 30 giugno ed entro il 31 dicembre. Nel sito internet dedicato a ITACAMARCHE è possibile anche visualizzarli sulla mappa delle Marche. È stata inoltre approvata la graduatoria di concessione contributi per le spese tecniche di certificazione di edifici sostenibili secondo i criteri del protocollo ITACAMARCHE, nonché per le

spese di monitoraggio e di diffusione dei risultati. I contributi ammontano a 325mila euro e sono destinati ad interventi di costruzione o ristrutturazione di edifici residenziali certificati ITACAMARCHE realizzato da imprese di costruzione, cooperative edilizie, società immobiliari, operative e privati. È stato infine completato il quadro normativo unitario che disciplina: il sistema di certificazione ITACAMARCHE, le procedure per la formazione e l’accreditamento dei certificatori e le modalità per l’erogazione dei contributi regionali e per l’adozione di incentivi da parte dei Comuni. “Grazie a questi importanti risultati nel campo dell’edilizia sostenibile afferma l’assessore regionale all’Ambiente e Energia Sandro Donati - la Regione Marche è capofila delle Regioni che partecipano al gruppo di lavoro Itaca per l’edilizia sostenibile. Questi risultati rappresentano un punto di partenza importante per un percorso ancora lungo, ma che raffor-

za in misura fondamentale il settore dell’edilizia, dove sostenibilità ed efficientamento energetico sono componenti fondamentali”. La Regione Marche è tra le prime in Italia a dotarsi di una normativa sull’edilizia sostenibile e ITACAMARCHE è il sistema di valutazione e di certificazione dell’“impronta ambientale” di un edificio in vigore nella Regione Marche. Rispetto alla più conosciuta certificazione energetica, ITACA ne rappresenta un naturale completamento per fornire un giudizio complessivo sulla qualità ambientale dell’edificio che dovrà dunque essere progettato non solo per ridurre il fabbisogno energetico delle utenze, ma anche per diminuire l’impatto sulle risorse ambientali (materie prime, sito, acqua, qualità dell’aria, ecc.) e per garantire il benessere delle persone che vi abiteranno. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito: www.ambiente.regione.marche.it, sezione ITACAMARCHE.

FIERE DELLE MARCHE

Convenzione con la Regione per la cessione dei marchi e dell’immobile di Civitanova Canzian: “Dopo il riordino, definiti i rapporti con la nuova Società che può ora programmare l’attività”

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na convenzione per regolare i rapporti amministrativi con la Regione e avviare l’attività della “Fiere delle Marche”, la società per azioni che si è costituita dopo la soppressione dell’Erf (Ente regionale per le manifestazioni fieristiche). La Giunta regionale ha approvato lo schema dell’intesa che concede alla Società l’utilizzo oneroso dei marchi relativi a manifestazioni promosse dall’Erf che dovranno svolgersi nelle sedi di Ancona e Civitanova Marche, insieme all’utilizzo dell’immobile fieristico di Civitanova, divenuto di proprietà della Regione. “Dopo il riordino del sistema fieristico regionale, può avviarsi la programmazione delle attività promosse dalla Fiere delle Marche - commenta l’assessore alle Fiere, Antonio Canzian – Gli incontri avuti con la Società hanno consentito di condividere la gestione del comples-

so rapporto giuridico che scaturisce dalla scelta della Giunta di sopprimere l’Erf e di collaborare con il nuovo organismo. Ora la Regione ha messo la Società nelle condizioni di operare al meglio per programmare la propria attività e promuovere l’immagine delle Marche”. La convenzione ha una durata di nove anni, rinnovabile. I marchi concessi si riferiscono a eventi che dovranno svolgersi nelle sedi di Ancona (come la Fiera internazionale della pesca) e di Civitanova Marche. La Società dovrà anche concludere rapporti di collaborazione con gli enti locali interessati. Per garantire lo svolgimento delle manifestazioni nel comune di Civitanova, la convezione prevede la concessione alla Società dell’immobile fieristico cittadino di 4.487 mq, divenuto di proprietà della Regione a seguito dello scioglimento dell’Erf. L’utilizzo

durerà 24 mesi e, comunque, sino all’acquisizione di un analogo immobile da parte della “Fiere delle Marche”, sempre nell’ambito del territorio di Civitanova. L’Erf è stato soppresso con la legge regionale 14/2010. Nell’aprile 2011 è stata costituita la Società “Fiere delle Marche” che, utilizzando l’esperienza della Fiera di Pesaro, si propone di realizzare “un nuovo sistema fieristico delle Marche e dell’Adriatico”, creando un sistema diffuso che punta a valorizzare l’intero territorio.

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SERVIZI SOCIALI

Da quest’anno sarà attivo il servizio civile regionale Marconi: “Un’opportunità in più per i giovani marchigiani”

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asce il Servizio Civile Regionale. Lo ha deciso la Giunta Regionale in attuazione della legge regionale del 2005 in materia. Ciò permetterà, a partire dal 2012, a circa 130 giovani di svolgere un servizio nei settori dell’assistenza, ambiente, educazione e promozione culturale, patrimonio artistico e culturale, protezione civile. Soddisfazione da parte dell’assessore ai Servizi sociali, Luca Marconi, in quanto il servizio civile può essere considerato espressione delle politiche di solidarietà sociale e

patrimonio artistico culturale, infine, la Protezione civile. La fascia di età prevalente di giovani impegnati nel Servizio civile risulta essere compresa tra i 21 e i 23 anni (circa il 31,45% dei volontari), segue la classe tra i 24 e i 26 anni con il 31,35%, mentre la classe anziana (27-28 anni) e quella più giovane (18-20 anni) si collocano in coda. Tuttavia nell’ultimo bando (2010) la fascia anziana (2728) ha registrato un forte incremento (+ 7,54 rispetto al 2009 e + 9,47 rispetto al 2008), dato in-

di impegno attivo dei giovani nella costruzione di un modello di cittadinanza partecipata e di promozione della pace ma “soprattutto – dichiara – ritengo che il Servizio Civile, oltre ad essere un’opportunità di impegno e di responsabilità per i giovani, può essere anche l’occasione per conoscere e praticare modalità concrete di una cittadinanza responsabile e solidale e acquisire esperienze di servizio utili per allargare l’orizzonte delle possibilità di lavoro”. Prevista anche l’istituzione della Consulta regionale, la stesura della Carta di impegno etico e il completamento dell’Albo regionale degli Enti del servizio civile. Attualmente gli Enti iscritti all’albo regionale sono 48, prevalentemente pubblici (enti locali, Province, Ambiti territoriali sociali). Il settore prevalente è stato quello dell’assistenza, seguito da quello del

fluenzato dalla forte crisi economica che in questi ultimi anni ha colpito anche le regioni del centro. Circa il 70% dei volontari è in possesso di un diploma di scuola media superiore, seguono i volontari che hanno conseguito una laurea (19,13%) ed anche in questo caso, a conferma del dato riferito all’età, il bando 2010 segna un incremento di laureati rispetto agli anni precedenti (+7,54% rispetto al 2009). Complessivamente, quindi, la quasi totalità dei volontari ha un livello di istruzione secondaria o universitaria. Negli ultimi cinque anni, dopo un’iniziale crescita nel 2007 e nel 2008, si è tutta-

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via registrata una diminuzione degli Enti iscritti, dovuta principalmente alla drastica riduzione registratasi dal 2008 al 2009 del contingente volontari da avviare nelle Marche. “In questi termini – spiega Marconi - assume grande rilevanza un intervento da parte della Regione che integri l’azione del Servizio Civile Nazionale attraverso l’attivazione del sistema di Servizio Civile Regionale. Un impegno che dovrà trovare adeguato riscontro nel coinvolgimento degli enti pubblici e dei soggetti del privato sociale che vorranno proporsi come Enti del Servizio Civile Regionale”. In questa prima applicazione sperimentale del “Servizio Civile Regionale” si intende accompagnare i giovani volontari che “sperimentano cittadinanza nuova”, mentre gli obiettivi innovativi da raggiungere sono: nel settore dell’assistenza, attenzione alle situazioni di fragilità e alle fasce deboli (infanzia e adolescenza, disabilità, salute mentale, dipendenze patologiche, anziani non autosufficienti), privilegiando i servizi di supporto alle famiglie in difficoltà; per l’ambiente, attenzione alle aree montane e alla riqualificazione dei territori; per l’educazione e la promozione culturale, l’appoggio agli interventi educativi di contrasto all’esclusione sociale, anche in relazione agli stranieri; per il patrimonio artistico e culturale, l’accessibilità ai beni meno conosciuti; per la Protezione civile, il sostegno all’implementazione degli interventi di tutela del territorio soprattutto nei piccoli centri della regione.


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Montefano (MC) - Casa natale di papa Marcello II

Marche News gennaio 2012  

agenzia della Giunta Regionale

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