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Istituto Comprensivo Santa Chiara - Brindisi Progetto Continuità “Il giornale” - Anno scolastico 2017/18 N. 4

I nostri ragazzi scrivono l’amore E noi dobbiamo imparare da loro

E’

di DANIELA NAPOLETANO

il sesto anno consecutivo, da quando ha avuto inizio il progetto del “Giornale scolastico”, che ci aggiudichiamo il riconoscimento da parte dell’Associazione nazionale di giornalismo scolastico Alboscuole. Anche quest’anno entriamo a far parte delle migliori cento redazioni italiane dopo aver “superato le selezioni del monitoraggio effettuato su 1856 giornali scolastici, di cui 587

delle scuole primarie, 628 delle scuole secondarie di primo grado e 641 delle scuole secondarie di II grado, entrando di fatto nell’elite del giornalismo scolastico nazionale” (come è riportato nell’attestato, ndr). Noi concorriamo con il giornale “Don Milani alla stampa” prodotto lo scorso anno dalle quattro classi quarte e altrettante quinte della scuola primaria. La redazione di quest’anno invece è composta dagli alunni delle sei classi quarte, sempre della don Milani. Un giornale nato prima nella scuola

media per volere della dirigente scolastica Rosanna Puglia, con la testata “Adesso parliamo noi”, scelta dagli studenti facenti parte della redazione; assorbito poi nel più ampio Progetto Continuità e passato quindi nelle mani degli alunni della Don Milani, che hanno pensato all’attuale testata, per volere della dirigente Elvira D’Alò. Direttore responsabile di questo numero 4 invece, prodotto a conclusione dell’anno scolastico

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lA CIttA’ CHE VorrEI

AllA

SCoPErtA DEI NoStrI moNumENtI

I

l 16 aprile 2018 la nostra classe, la IV B, ha partecipato a una interessante lezione di storia. Più precisamente di storia locale, la storia della nostra città. Partendo dal centro storico con una simpatica e preparatissima guida turistica, Chiara, ognuno di noi ha potuto conoscere e apprezzare tante bellezze cittadine: chiese, antichi sistemi difensivi, vecchie mura. A colpire la nostra attenzione non è stata solo la bellezza di questi monumenti, ma lo stato di abbandono che li caratterizza. Andiamo per ordine: il nostro giro è partito da porta Lecce, dove abbiamo potuto ammirare lo stemma con le colonne simbolo della nostra città. In basso una grande fioriera trascurata con fiori secchi e tante bottiglie di plastica abbandonate da cittadini distratti. Proseguendo per via porta Lecce ci siamo diretti verso la chiesa del Cristo, una delle più antiche e belle chiese della nostra città. Qui la situazione ci è parsa ancora più grave: dei vandali, (è proprio il caso di dirlo) hanno imbrattato le mura della chiesa con scritte offensive. Continuando il nostro percorso abbiamo scoperto che le mura difensive della nostra città sono state abbattute per costruire tanti edifici: il bastione San Giorgio e il primo Teatro Verdi sono stati demoliti senza ragione. Che tristezza! Giunti a porta Mesagne abbiamo notato molta sporcizia nei pressi delle Vasche Limarie. Qui abbiamo appreso che l’acqua veniva fatta depurare prima di essere utilizzata. Ma è mai possibile che tanta storia e tanta bellezza debbano essere rovinate? Noi ci chiediamo: i brindisini amano veramente i loro monumenti e la loro storia? Crediamo di no, perché se così fosse i cittadini dovrebbero amare e rispettare queste testimonianze del passato come oggetti preziosi da custodire gelosamente. Se distruggiamo il passato, non ci sarà futuro per la nostra città. Per questo avanziamo delle proposte: perché non installare delle telecamere nei centri storici per individuare tutti coloro che tentano di danneggiarli per poi punirli con punizioni molto severe? Facciamo qualcosa dunque per difendere il nostro passato. Rosato Vittoria, Micello Martina, Toma Francesca, Fanelli Lucrezia, Danese Simone, Corito Antonino, Lovecchio Cristian, Stomati Antonio, Gnini Sofia, Palasciano Mattia, Mauro Desiree, Ortese Thais, Giunta Giorgio, Leoci Nicolò, Della Giorgia Claudia, Ferrara Luigi, Romano Matteo, Primaverili Marta, Colangelo Dante, Ruggiero Andrea, Marra Chiara, Palmarini Francesco

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Purtroppo molti tesori cittadini sono imbrattati o sporcati con i rifiuti. Dovremmo avere maggior amore per la nostra città


NoI, turIStI PEr uN gIorNo A BrINDISI

Q

Sopra Porta lecce e in basso a sinistra Porta mesagne. Qui accanto i bambini della IV C sulla motobarca per il Casale e in basso in piazza Cairoli durante la gita in città

uella che vogliamo raccontarvi è una semplice, meravigliosa giornata trascorsa con le maestre e i compagni di classe in giro per la città di Brindisi. Il 17 aprile 2018, una splendida giornata di sole, le nostre maestre ci hanno regalato un nuovo modo di fare scuola. Dopo esserci incontrati come ogni mattina e aver fatto l’appello, ci siamo diretti verso il centro di Brindisi. Nel tragitto ci siamo fermati a piazza Cairoli dove abbiamo scattato delle foto con le maestre. Giunti nel nostro bellissimo porto abbiamo preso la “motobarca” e siamo andati al Casale. Alcuni di noi per la prima volta salivano su questa bella barca. Una volta scesi, e dopo aver fatto centinaia di scalini che sembravano non finire mai, abbiamo fatto merenda. Dopo ci hanno portato al bar dove abbiamo preso gelati e caramelle e tante altre “schifezze”, come dicevano le nostre maestre. Tutti abbiamo insistito per andare al parco giochi e alla fine ci hanno detto di sì! Finalmente ci hanno portato al parco: è stato bellissimo poter correre, ridere, scherzare e giocare con le giostrine. Insomma ci siamo divertiti tanto tanto. Qui abbiamo incontrato un bambino non molto simpatico, un po’strano per dire la verità. Certo qualcuno di noi ha bisticciato, c’è anche chi ha cercato di prendere una lucertola, ma si sa, siamo bambini e a volte questo capita. Inoltre abbiamo notato che il parco non era molto pulito, c’erano carte e tante pigne cadute dagli alberi. Come tutte le cose belle, anche questa giornata stava per finire e quindi abbiamo ripreso la motobarca e abbiamo fatto ritorno a piedi alla nostra scuola, dove ci aspettavano i genitori. Ci siamo stancati tanto a camminare a piedi, soprattutto al ritorno, ma ne è valsa davvero la pena e speriamo che anche il prossimo anno ci riservi queste bellissime giornate. Classe IV C

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lA CIttA’ CHE VorrEI

DuE PortI DA lEggENDA

L’IMPORTANZA DEL WWF

Il WWF è stato fondato in Svizzera nel 1961: World Wildlife Fund, letteralmente “fondo mondiale per la vita selvatica”, intesa come natura. La sezione italiana nasce nel 1966 grazie al giornalista e scrittore Fulco Pratesi, allo scopo di tutelare la vita animale, vegetale e globale della natura, aprendosi anche alle tematiche del riscaldamento globale, della salute umana in relazione al deterioramento ambientale, del paesaggio e della crescita sostenibile. Gli iscritti a questa associazione (anche la mia famiglia è iscritta) hanno aiutato panda, lupi, uccelli, barbagianni, tartarughe, ecc. a rimanere indisturbati nel loro ambiente e a preservarlo per quanto è possibile. Sarebbe bello che il mondo riciclasse di più e facesse uno sforzo per salvare gli animali e le piante. Tutte le persone comuni potrebbero dare il loro contributo, ad esempio……non usando l’auto per arrivare alle destinazioni vicine, non buttando i rifiuti per terra, usando meno plastica, perché ognuno di noi può fare la differenza!!! Dopo tutto siamo “Tutti sulla stessa Arca”. Simona Sportelli

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B

rindisi e Taranto sono due città che hanno tanto in comune: sono due città antichissime, si affacciano sul mare, hanno un porto dalla forma strana e in entrambe puoi vedere navi militari (nel porto di Taranto abbiamo visto i sommergibili che a Brindisi da tantissimi anni non ci sono più), sono città turistiche. Quasi tutti noi avevamo già fatto il giro in motobarca nel porto di Brindisi e quando la maestra ci ha informati del giro in motonave Colaiunco nel porto di Taranto ci siamo subito emozionati. Qualcuno aveva un po’ di tremarella, ma quando siamo saliti sulla motonave ci è sembrato bellissimo. Brindisi e Taranto hanno un porto da leggenda, mica per scherzo. Si dice il porto di Brindisi abbia quella forma strana che per qualcuno è una testa di cervo (se vedi solo il porto interno) per altri che vedono il porto intero (interno medio ed esterno) ha la forma di un essere gigantesco con braccia e gambe aperte. Dice la leggenda che il gigante pasticcione Brento fu buttato in mare dai cittadini di una città greca che non ne potevano più della sua imbranataggine. Brento cominciò a nuotare, ma la terra da raggiungere era ancora troppo lontana e sarebbe affogato se un delfino non l’avesse preso in groppa e non l’avesse fatto giungere sulla costa della nostra città. Brento esausto si buttò per terra e il suo peso modellò la costa dandole la forma del suo corpo. Il porto di Taranto ha una forma tondeggiante con una parte interna e una parte esterna. Secondo una leggenda Taranto fu fondata da Taras eroe greco, figlio del dio Poseidone e della ninfa Satyria che dopo tanto navigare nel mare Adriatico e Ionio che avvistò un delfino che lo condusse fino a un golfo, dalle acque tranquille, con un fiume che poteva dare tanta acqua dolce. Taras decise di fondare proprio in quel luogo una nuova città, con i suoi compagni spartani. Ci siamo incuriositi di queste somiglianze anche perché nelle monete di Brindisi e Taranto c’è l’immagine di un delfino. Abbiamo immaginato che queste due città fossero amiche e ..invece no! Nell’antichità erano spesso nemiche e hanno combattuto l’una contro l’altra anche chiedendo aiuto alle città d’origine in Grecia. Ma questa è un’altra storia che studieremo il prossimo anno. Classe IV F

BRINDISI IN BICI CHE PASSIONE

Ogni anno, la domenica mattina in cui ricorre la festa della mamma, sia i cittadini che i turisti di passaggio nella città di Brindisi hanno l’opportunità di uscire liberamente in bicicletta, partecipando alla manifestazione “Brindisi in bicicletta” appunto, tramandata nel tempo ed estesa in tutte le vie della città. Che quindi sono chiuse al traffico e vigilate dalle forze dell’ordine. La manifestazione, oltre che a far divertire, serve a dimostrare che in città si può andare in bici e non in macchina, evitando così di inquinare sempre di più Brindisi. Grazie a “Brindisi in bicicletta” si fa il giro della città, prima di dare inizio c’è un meraviglioso raduno di biciclette sul lungomare. Da qui poi tutte le biciclette partono allegramente insieme per una indimenticabile passeggiata, in centro, in periferia, in salita, in discesa, nelle prime ore del giorno, in genere sotto un caldo sole di maggio.ù Riccardo Barbato, Ignazio Noce, Samuele Iaia, Daniele Federico, Antonio Colangelo


I

Che tristezza: quei 14 pini erano quasi nostri compagni

quattordici pini di Viale San Giovanni Bosco, che ogni mattina vedevamo prima di entrare a scuola non ci sono più. Sono stati tagliati perché le loro radici avevano sollevato l’asfalto e i marciapiedi erano diventati pericolosi per i bambini e i nonni distratti che potevano inciampare e farsi male. Non sapevano perché l’aiuola spartitraffico davanti l’ingresso del primo lotto fosse stato recintato, poi il 6 marzo abbiamo visto e capito. Mentre stavamo nell’aula LIM abbiamo sentito all’improvviso il rumore delle seghe e della polvere ha cominciato a volare nell’aula dalle finestre. Ci siamo affacciati alle finestre e abbiamo visto un operaio che stava tagliando i rami più alti del pino che stavo proprio di fronte alla nostra finestra. Ci è sembrato che chiedesse aiuto, gli stavano facendo male e la polvere di legno che volava giù sembravano lacrime fitte fitte. Le radici dei pini sembravano dita magroline che si afferravano alla terra con tutta la forza che potevano avere, ma non c’è stato niente da fare. Erano condannati Ci siamo sentiti addolorati e abbiamo cercato di capire come potevamo impedire che quell’albero venisse ucciso. Ci siamo dovuti rassegnare a vederlo tagliare. Tutti di-

cevano che i pini erano diventati un pericolo, che per evitare cadute e incidenti avrebbero dovuto tagliare le radici che affioravano in superficie ma gli alberi potevano sbilanciarsi e cadere sulla strada. Per tutta la settimana abbiamo sentito il rumore delle seghe e della ruspa che tirava via i grossi tronchi e le radici. Ci siamo sentiti tristi perché non avevamo potuto fare niente per salvarne nemmono uno, quello più magrolino che stava di fronte a noi. Da qualche giorno sono state rifatte le aiuole e sono stati piantati dei giovani tigli. È stata una sorpresa vederli al rientro a scuola ma ci siamo chiesti:”Questi alberelli cresceranno e saranno grandi come i pini ? Anche le loro radici solleveranno l’asfalto? Quando saremo adulti vedremo tagliare anche loro che nel frattempo saranno diventati molto grandi fino a raggiungere l’altezza di 20 metri e tanto vicini l’uno all’altro non riescono proprio a stare? Tutti crescono, i bambini diventano adulti e gli alberelli diventeranno giganti verdi e allora perché non pensare ad alberi più piccoli che in futuro non saranno tanto ingombranti? Perché piantare alberi che diventeranno giganti, farli crescere e poi condannarli a essere segati? Salvatore Di Nunzio, Francesco Di Lorenzo e Daniele Malorzo

IL PARCO DI GIULIO

Il parco Antonio Di Giulio è uno dei parchi cittadini meglio curati della nostra Brindisi; è molto grande, ottimo per fare pi-nic, footing, giocare in libertà e sicurezza. All’interno del parco si può trascorrere una giornata in mezzo alla natura, alcune volte vengono montati gonfiabili di grandi dimensioni che concorrono a renderlo più piacevole per tantissimi bambini che, oltre a giocare e rincorrersi nei prati, si divertono con salti e tuffi tra le palline di plastica. E’ adatto a grandi e piccini perché al suo interno non ci sono pericoli grazie alla sorveglianza dei responsabili che vi lavorano. Speriamo che si conservi così, perché è veramente bellissimo e fruibile anche dai disabili.

(Federica Di Salvatore)

ma le radici danneggiavano la strada

Durante questo anno scolastico in via San Giovanni Bosco sono stati effettuati dei lavori di ristrutturazione, sono stati sradicati degli alberi le cui radici avevano danneggiato l’asfalto e i marciapiedi rendendoli pericolosi. Hanno iniziato dall’asfalto, nei giorni successivi hanno tagliato i rami e i tronchi sradicandoli completamente. Successivamente hanno pavimentato la strada con dei mattoncini tutti dritti che formavano due lunghi rettangoli in mezzo ai quali hanno lasciato il passaggio da una strada all’altra per i pedoni; alla fine hanno messo l’asfalto sul basamento di sabbia e ghiaia che avevano preformato e poi hanno messo dei tigli. Adesso il viale è bello, pulito e ordinato: finalmente c’è spazio per i pedoni e per le auto parcheggiate. Però è un vero peccato che non ci siano più quei pini così alti e verdi che facevano ombra e compagnia a tutti noi. Riccardo Del Prato, Federico Caforio, Robert Vitali, Antonio Graziano e Matteo Barile

ALLA RICERCA DEL VERDE

Nel 2018 i bambini del quartiere Paradiso non hanno ancora un parco giochi. I bambini del quartiere Paradiso non hanno un’area verde dove giocare e incontrarsi liberamente e in sicurezza. Nessuno ha mai pensato di dedicare una parte del quartiere ai giochi, pur avendo il “Paradiso” una popolazione numerosa e ampi spazi ancora non utilizzati! I bambini si adattano a giocare nelle piazze, nei giardini privati, per strada o al CAG (centro di aggregazione giovanile) dove però non c’è nulla per i più piccoli! Bisognerebbe ascoltare le richieste di noi cittadini di domani. (Alessio Roma)

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PArlIAmoNE

I VANDAlI JuNIor VIVoNo trA NoI

I vandali junior colpiscono ancora ma stavolta nella scuola, in particolare nei bagni. Ci sono parolacce e nomi di bambini, tutto quello che non si può immaginare, per non parlare delle indecenze dei pavimenti e degli scarichi non tirati… Poveretto il collaboratore scolastico che deve sopperire continuamente alle mancanze degli alunni. Noi chiediamo a tutti quelli che mettono piede lì dentro, ragazzi e ragazze, nostri compagni e noi stessi, di rispettare chi deve pulire, cercando di non scrivere sui muri e non combinare nessuna porcheria. Mantenere pulito è un dovere di tutti! Arianna Larocca e Donatella Prato

tutti insieme per l’ambiente

La sporcizia si trova ovunque in città, ma grazie alla raccolta differenziata la situazione sta migliorando. La parte più trascurata è la nostra costa: se fai una passeggiata ti ritrovi circondato da sporcizia. Ciò significa che ben presto le poche riserve che abbiamo andranno a scomparire. E’ lo stesso mare che con le correnti ci porta i rifiuti che sono stati gettati nelle sue acque e così le spiagge diventano sempre più sporche, e ci si trova di tutto, tanto vetro in particolare col rischio di farsi male. Pensiamo che tutti dobbiamo collaborare per ripulire l’ambiente e poi mantenerlo pulito. Emma Ruggiero e Serena Zizzi

NTO L’INQUINAME

o n è un bel gest Inquinamento no poco onesto. o anzi è un gest così nei ruscelli Se continuiamo troveremo diversi modelli. di spazzatura ne aventarvi Non vogliamo spmo di mangiarli. ia ch ris i tt tu ata TERRA, ma ella, re la nostra am Dobbiamo salva fficili da far venire la tremar di se non son co enzia e ricicla raccogli, differ i tra le mani! molti tesori avra

devi buttare Ma se proprio lini vai a cercare, do bi iente gli appositi eratori dell’amb i nostri amici opo immediatamente; ura li raccoglierann infrangere le regole senza pa di ve no ura! se qualcu sua la brutta fig denuncialo sarà orgi, Mariasole Samuele De Gi a, cc ro La a Ariann Giannotte

lE PIoggE DEl DESErto

Sono arrivate le piogge del Sahara. La pioggia rossa è un particolare tipo di precipitazione, che si è verificata straordinariamente in Kerala, uno stato dell’India Sud Occidentale, durante l’estate del 2001. Gli acquazzoni estivi si presentarono di colore rosso e macchiarono come se fosse sangue le cose, le strade e i vestiti delle persone. La pioggia rossa è dovuta alla presenza in atmosfera di un particolare tipo di spore, di colore rosso, che sono riconducibili alle alghe unite con licheni, negli alberi in una zona poco distante da dove ci sono state le piogge. Alcuni però sostengono che la pioggia sia rossa per colpa della combustione dei rifiuti, chimici nella zona industriale. Queste piogge rosse sono state portate da un piccolo vortice ciclonico del nord Africa fino in Italia, nell’ultimo anno coprendo il cielo delle regioni meridionali, per poi spostarsi verso le regioni adriatiche centrali fino ad arrivare al nord. Questo è uno dei cambiamenti climatici cui dobbiamo abituarci perché l’uomo con le emissioni di CO2 e tutte le azioni che compie sull’ambiente, lo sta modificando e impoverendo. Marco Buonasperanza, Sofia Roscica, Domenico Raffaele, Francesco Pio Traversa, Roberta Santoro

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una rappresentazione teatrale ispirata al film «Wonder» Proprio per scongiurare questo tipo di fatti, nella nostra scuola i ragazzi delle quarte classi stanno proseguendo un percorso sul bullismo iniziato lo scorso anno, e conseguire una consapevolezza che ogni bambino dovrebbe avere sull’argomento. Durante il percorso che gli alunni stanno effettuando, imparano ad avere più sensibilità verso gli altri, a essere solidali e generosi ed evitare qualsiasi forma di giudizio e soprattutto di offesa. Soltanto quando si saranno raggiunti questi obiettivi si eviterà il rischio di episodi spiacevoli e dolorosi che riempiono le pagine dei giornali. Noi alunni rappresenteremo a fine anno una riduzione teatrale del film “WONDER” impersonando vittime e bulli e traendone le giuste conclusioni!

Alessandra Zizzi

Il BullISmo SI ComBAttE CoN l’AIuto DEglI ADultI

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l fenomeno del bullismo è molto diffuso tra i piccoli e capitato di subire azioni di bullismo, che ci hanno fatti sentire tra i più grandi. Lo abbiamo scoperto e affrontato già deboli, ma abbiamo capito che dobbiamo sempre dirlo agli lo scorso anno e quest’anno abbiamo continuato ad ap- adulti perché si intervenga. profondire questo argomento grazie a due nostre Ci siamo dati sette regole per affrontare la vita a scuola e nuove amiche, Maria e Nunzia, che con una serie di in- fuori dalla scuola e poi le nostre amiche Nunzia e Maria ci contri ci hanno fatto riflettere sulle diverse forme di bulli- hanno proposto di portare in scena una drammatizzazione che smo, a capire che si parla di atti di bullismo quando un’azione si rifà al film Wonder. Il finale della nostra drammatizzaè ripetuta nel tempo (altrimenti si parla di prepotenza); al zione è una canzone che abbiamo ascoltato su youtube e che bullo piace vedere gli altri soffrire; il bullo è alla fine un de- ci è piaciuta molto perché il bullo bambino o ragazzino è uno bole (vigliacco secondo qualcuno di noi), che si fa forte con i che va aiutato a usare il cervello e a capire che la sua prepopiù deboli e si fa aiutenza genera paura, tare da altri deboli ma gli dà solo solituche fanno azioni dine. sgradevoli. Siete tutti invitati il Il film ”Wonder” 5 giugno alle ore 16 visto al cinema Multial primo lotto. sala ”Andromeda” ci ha fatto vedere cosa Classe IV F prova un bambino con a mattina di lunedì 9 aprile camminavo tranquilla, una faccia molto parquando a un certo punto, mentre entravo a ticolare che ha subito scuola, sono inciampata a un affare di ferro. tante operazioni, ma che per la sua fami- Ho sbattuto ginocchio, piede e femore. I miei mi glia è WONDER, fan- hanno portata di corsa in ospedale, mi hanno trovato tastico. August o una frattura al ginocchio e una contrattura al feAuggie. A scuola Aug- more. gie trova difficoltà Il dottore mi ha detto che dovevo stare col piede diperché un bullo e il steso, quindi ho usato la sedia a rotelle per 25 giorni suo gruppo lo pren- che sono stati davvero faticosi per me, mia madre e dono di mira, ma alla tutta la famiglia. fine, grazie a due amici, riesce ad avere Dopo aver tolto il gesso ho messo una fasciatura e la sua rivincita e far ho ripreso a camminare con le stampelle. capire che la diver- E’ stata una brutta esperienza per me, per 25 giorni sità non autorizza ho provato diverse emozioni, ma tutte negative, trinessuno a prendere in sti, perché quando ero in giro mi sentivo osservata giro o emarginare. da tutti e provavo disagio. Ho provato tristezza, rabPerché c’è una bel- bia, malinconia, disagio, dispiacere. lezza esterna ma Finalmente adesso è solo un brutto ricordo, e piano quella interiore ti fa piano ho ripreso a camminare, senza stampelle! diventare amico di tutti. Federica Galluzzo A qualcuno di noi è

la mia disavventura: 25 giorni a scuola sulla sedia a rotelle

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gIoCHI & SorrISI

E t N A t r o P m l’I E r A C o I g è

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l gioco è un’attività importantissima per tutti, bambini e adulti. Il gioco può essere solitario, di coppia, collettivo, ma l’importante è divertirsi, non barare, non esagerare. Ci sono giochi antichi che ancora oggi vengono fatti in tutte le parti del mondo, come la dama e gli scacchi. Ci sono giochi che vengono da lontano, come quelli del nostro amico Adamà Zoungrana Caiol, nato in Burkina Faso e poi venuto in Italia dove ha incontrato i suoi genitori adottivi, che lo scorso anno è stato con noi per un progetto Intercultura e ci ha insegnato alcuni dei suoi giochi da bambino, ma il primo gioco delle 15 matite o bastoncini è quello che ci è piaciuto di più. Si gioca poggiando sul pavimento 15 matite e due o più amici a turno sottraggono una, due o tre matite. Vince chi riesce a prendere il maggior numero di matite non lasciandone nessuna all’avversario. Ci sono giochi che i nostri nonni giocavano da piccoli e che stiamo riscoprendo in palestra con l’esperto di motoria che per tutti noi è “maestro Dino”. I giochi dei nostri nonni, semplici, con regole facili da ricordare, sempre attuali, sono adatti a essere giocati: giocare per strada o nel cortile, nell’atrio o nel cortile della scuola durante la ricreazione. Cominciamo dalla “Stacchia”, che si gioca tracciando un percorso a caselle numerate sul pavimento, si lancia una pietra in una casella e si va a riprenderla saltellando su un piede e tornando indietro. Il gioco dell’elastico si gioca almeno in tre ed è indispensabile un elastico lungo almeno 4 metri cucito alle estremità, posizionata alle caviglie di due giocatori che la tengono tesa formando un rettangolo. Il giocatore deve entrare saltando all’interno del rettangolo, saltare sull’elastico, intrecciarlo con i piedi. Insomma è un gioco di abilità, di coordinazione ed è più facile da fare che da spiegare e vi invitiamo a visionare il filmato che a breve pubblicheremo sul sito della scuola. In palestra abbiamo anche provato a giocare con i cerchi e con la palla al piede e ci siamo divertiti un mondo, sbagliando, riprovando finché i nostri piedi e le gambe andavano quasi da sole. Vi parliamo di altri giochi che fa-

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Non si può sempre restare davanti alla Playstation: è bellissimo riscoprire i giochi dei nostri nonni e quelli dei bimbi di altri continenti Come quelli che ci ha spiegato il nostro amico ADAmà

cevano i nostri nonni quando per strada non c’era tanto traffico e si giocava nei cortili. Il curro è un cono di legno che termina con una punta di ferro su cui viene avvolta una corda e che viene lanciato sul pavimento facendolo ruotare come una trottola. Vince chi riesce a far girare per più tempo il curro. Un altro gioco è quello dei “tuddhi” che si può giocare da soli o in gruppo ma devi essere molto abile nel lanciare e riprendere al volo le piccole pietre. Occorrono cinque pietre ben levigate. Il primo giocatore prende i cinque sassolini e, dopo averli lanciati in alto, li lascia cadere sul marciapiede; subito dopo ne prende uno, lo lancia in alto e quasi contemporaneamente ne prende un altro da terra, afferra al volo il primo sassolino lanciato per aria; quindi lancia in alto entrambi e così via finché nelle mani restano tutti e cinque i sassolini. Un altro gioco è “Batti parete” che consiste nel lanciare delle monetine verso il muro. Vince chi riesce a lanciare la monetina più vicino al muro. “Salta cavallina” si gioca con due squadre che si affrontano. La prima squadra si mette a cavalluccio uno dietro l’altro come un trenino, mentre i componenti dell’altra squadra devono saltare come se salissero su un cavallo e dovevano riuscire a salire tutti in groppa alla squadra avversaria. Oggi invece sono pochi i bambini che giocano in strada perché, rispetto al passato, ci sono più pericoli. I bambini rimangono in casa a giocare con le consolle Playstation, X-box, con i tablet sui telefonini che si trovano in casa. A volte sembra che gli anziani ci vogliano silenziosi e buoni buoni in casa senza far rumore nel cortile condominiale. Ma questo non ci sembra proprio giusto. Perché invece di brontolare non giocano con noi o ci insegnano altri giochi? Noi preferiremmo giocare all’aria aperta, andare in bici nel parco incontrando altri bambini, sfidandoci ma diventando più amici di prima. Vittorio Savina, Simone Monno, Jari Di Nunzio, Francesco Di Lorenzo


Che bello un fratello C

i sono vari tipi di fratelli. Ci sono i fratelli gemelli che sono nati nello stesso giorno. I fratelli maggiori o minori. Ci sono fratelli e sorelle neonati. E poi ci siamo noi, le sorelle di mezzo che hanno a che fare con tutti gli altri e ci vuole pazienza, tanta pazienza. Cominciamo con ordine. Ci sono due tipi di gemelli: gli eterozigoti che sono nati da due ovuli diversi, a volte non si assomigliano affatto, possono essere di sesso differente e l’unica cosa che hanno

Ci sono quelli maggiori e quelli minori ma peggio di tutti stanno quelli di mezzo DIVERTIRSI SENZA TELEFONO

in comune è che nascono insieme; gli omozigoti nascono da uno stesso ovulo e sono identici. Sono dello stesso sesso e a volte è difficile distinguerli. I fratelli neonati sono tipi speciali: sono belli, affettuosi, ma hanno una pecca: quando piangono sono molto rumorosi e fastidiosi. I fratelli minori sono belli, ti stanno affianco per scoprire e conoscere cose che tu sai già. I fratelli maggiori sono tutto il contrario: pensano sempre a cose da grandi e non hanno mai tempo per noi più piccoli. La vita dei fratelli di mezzo è un po’ complicata perché siamo sempre più piccoli di qualcuno e più grandi di qualcun altro! Sofia Parisi e Denise Petrachi

Per colpa dei computer, telefonini, tablet i bambini mettono da parte la propria immaginazione. Invece è importante fantasticare e non legarsi a oggetti tecnologici. Prima che ci fosse il boom dei telefonini, i bambini davano libero sfogo alla propria immaginazione, si sdraiavano sull’erba e sognavano di viaggiare, giocare, si divertivano insieme ai loro amici: adesso si gioca alla playstation on line!!! Alessia De Bitonti e Chiara Martinese

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lE NoStrE moDE

NAtIVI DIgItAlI: Il rISCHIo DI PErDErE lA fANtASIA

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i chiamano nativi digitali o “millenians”: sono i ragazzi e i bambini nati nel XXI secolo, che hanno contatti con la tecnologia fin dalla nascita. La maggior parte di loro utilizza, dalla mattina appena svegli sino a tarda sera, uno strumento tecnologico: il PC, il tablet, il cellulare per inviare messaggini su Whatsapp. Grazie al progresso della scienza e della tecnologia le condizioni dell'uomo sono migliorate, ma a una tale velocità che le scoperte scientifiche rischiano di superare le vere esigenze dell'uomo. I ragazzi sono ormai abituati a mettersi in relazione con gli altri tramite gli strumenti digitali: questo rende tutto più facile e veloce ma ci disorienta perché ci fa vivere in una realtà virtuale, facendoci perdere il contatto “fisico” con gli altri. Gli studiosi inoltre affermano che i ragazzi sono oggi condizionati da nuove fobie e stress legati alla tecnologia: controllare sempre il telefonino per paura di non leggere un messaggio e rimanere sempre online ne sono un esempio. Immaginare una vita senza tecnologia è ormai impossibile e neppure sarebbe giusto affermare che senza di essa vivremmo meglio. Secondo gli studiosi dovremmo essere educati a un uso responsabile della tecnologia. Nella vita bisogna stabilire delle priorità e diventare capaci di usare la tecnologia per migliorare le nostre condizioni, senza essere “schiavi” di essa. Fare una passeggiata, giocare all'aria aperta o visitare un monumento della nostra bella Italia può essere un'attività da preferire a lunghe ore davanti al computer! La tecnologia rischia di distruggere la fantasia e la creatività dei bambini che, sempre più spesso si identificano nei personaggi di videogiochi o personaggi della rete e dimenticano di leggere e fantasticare o giocare con amici “ reali”! Vittoria Nunzella, Emma Ruggiero, Alessia De Bitonti

tecnologia, va usata con moderazione ecnologia sì, ma ben usata, con moderazione, sempre. L’uso della tecnologia può essere positivo e negativo, infatti va utilizzata adeguatamente e intelligentemente, mai in modo esagerato. I vantaggi della tecnologia sono tanti, perché ha aiutato l’uomo nei suoi lavori, per esempio il telefono e altri oggetti tecnologici hanno tantissime app, tra cui c’è whatsapp che serve per messaggiare. Lo scorso anno con il gioco “Pokèmon go!” sono morte purtroppo tante persone a seguito di incidenti stradali, perché mentre guidavano pensavano a giocare. Quindi piano con la tecnologia!

Mario Biasco, Jacopo Colucci, Giulia Di Martino, Alessandro Ruggeri

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IL FASCINO DEI GIOIELLI: UNA MODA SENZA TEMPO

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gioielli si sa piacciono a tutti, cambiano i materiali, i tipi di lavorazione ma sempre hanno la stessa funzione: farci sentire più belli. I gioielli antichissimi erano di conchiglie, di creta, di osso e li possiamo vedere esposti nei musei. I gioielli antichi sempre esposti nei musei: sono di oro , d’argento, di ambra, di ossidiana e di pietre dure. Sono molto lavorati e sembrano fatti col filo sottilissimo di un ragno d’oro. Erano destinati alle donne e alla ragazze ricche.

Oggi ci sono i gioielli in oro, argento, legno, acciaio Abbiamo fatto una piccola indagine e abbiamo scoperto che ci sono gioielli molto richiesti Al primo posto c’è il bracciale “Nodi di lusso” tondo e prezioso Al secondo posto c’è qualcosa di prezioso che viene dall’Africa, una collana dalla collezione Masai di un brand spagnolo. Al terzo posto abbiamo un bracciale della collezione “Eterna eleganza”. di una nota marca danese. Monocolore o molto colorato il bracciale dà un tocco di buon umore. Da qualche anno vanno di moda i gioielli morbidi, lavorati all’uncinetto che sono molto apprezzati dalle bambine e dalle ragazze di tutte le età. Giulia Membola, Giulia Lotito e Martina Marsella

ComE CAmBIA lA moDA N

el corso degli anni la moda si è evoluta, sono lorati e sfiziosi. cambiati i gusti, i materiali, gli stili. Partiamo Le bambine indossano gonne, minigonne, leggins e pantaloni. dai capelli. Prima i capelli avevano colori naturali I jeans sono sbiaditi, strappati, decorati con le perline e con tagli corti, a caschetto, tagli lunghi con i gli strass, stampati. Ognuno sceglie il modello che piace di boccoli sulle punte. Adesso, in giro per la città più per sentirsi comoda, a proprio agio ma soprattutto puoi vedere bambini e bambine, ragazzi e ragazze con la trendy. testa rasata o capelli lunghi e corti tinti con colori sgar- Le scarpe alla moda sono molto varie: hanno tacchi bassisgianti come rosa fucsia, blu, giallo o verde. Anche alcune simi come le ballerine o tacchi bassi come le scarpe classimamme e giovani nonne utilizzano questi nuovi colori di ten- che, ma se qualcuna vuole essere alla moda usa scarpe con le zeppe che fanno sembrare più slanciate. Ci sono gli strass denza. colorati, le perline e i ricami Il make-up delle mamme è che abbelliscono la tomaia e i cambiato. Al fard, ombretto tacchi. Le scarpe da ginnastica e rossetto si sono sostituiti sono sempre di moda ma puoi fondotinta, rossetto o lucidalabbra con gli strass, ma- La moda diventa sempre più audace, e le ragazze non trovare quelle classiche e tita per le labbra di colori hanno timore a seguirla, anzi lo fanno sempre di più ri- quelle con i glitter argentati o colorati. Insomma se cerchi un strani, matita per gli occhi spetto al passato. che danno mille riflessi, eye- Spesso indossano top audaci portati con una giacca paio di scarpe nuove hai una aperta che mette in risalto le cosiddette forme, pantavasta scelta di modelli, colori liner e mascara colorato, ciglia finte allungate e loni a vita alta o pantaloncini con le scarpe Nike Huarache e materiali. Per essere davvero unica e sopracciglia tatuate. Il viso è indossate come scarpe da passeggio. molto curato e molto truc- Anche il make up delle ragazze di oggi è cambiato: una originale diventa tu stessa una crema per rendere liscia la pelle, un fondotinta per darle stilista e decora le tue macato. Gli orecchini sono un acces- colore, l’ombretto, il mascara, la matita nera, il blush e gliette con i colori per tessuto, cuci gli strass e le sorio tanto usato dalle bam- rossetti di tanti colori. Gli accessori di gran moda sono i bracciali Pandora e orec- perline. Chiedi aiuto alla bine e dalle mamme. Di moda chini appariscenti, anelli con il simbolo dell’infinito. sono gli orecchini che non si Portano capelli raccolti in trecce chignon, lasciando cioc- mamma o alla nonna, saranno felici di aiutarti a realizzare usano solo per le orecchie: si che libere e capelli lunghi. chiamano piercing e si pos- Infine vengono largamente usati unghie e smalti: unghie qualcosa di veramente persosono mettere al sopracciglio, finte per dare l’effetto di dita più affusolate e fini e nale Per concludere: basta un po’ di al naso, all’ombelico. Basta smalti dalla più svariate tonalità, dal chiaro allo scuro. avere il coraggio di farseli La moda è mutevole e facilmente personalizzata: ognuno buongusto per stare comoda ed essere originale. mettere. può sentirsi una celebrità. Per i negozi trovi magliettine . Giorgia Ottonaro colorate, canotte, camicette, Alessandra Megna ed Erika Porcelluzzi e Beatrice Minò ma soprattutto vestitini co-

MODA, TRUCCO E PARRUCCO

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lIBrI E tElEVISIoNE

L

I sogni di oyku sono un po’ anche i nostri sogni più belli

a moda è la passione di molte ragazzine, tra cui noi. Le nostre modelle preferite sono Paola Di Benedetto, Nina Moric, ma per noi la più bella del mondo è la modella turca, vive a Istanbul, si chiama Ozge Gurel. Ozge è l’attrice della serie televisiva Cherry Season – la stagione del cuore e delle ciliegie – dove interpreta Oyku Acar, al fianco dell’attore Serkan Cayoglu nei panni di Ayaz Dincer. Lei è una grande sognatrice e inguaribile romantica che studia arte e aspira a diventare stilista. Lui, figlio di una famosa stilista, è un architetto, playboy, fino a quando incontra per caso Oyku, se ne innamora perdutamente e desidera sposarla. Questa è la nostra stagione preferita, che ha fatto sognare tutti noi, i protagonisti sono entrati nel cuore di tutt’Italia. Oltre a seguire Cherry Season ci piace guardare il Grande Fratello, GF, il reality show trasmesso su Canale Cinque: siamo rimaste colpite dalla violenza di uno dei protagonisti Baye, che è uscito per questo. Poi c’è stato il tradimento di Luigi Favoloso, che era fidanzato da quattro anni con Nina Moric, che lo ha lasciato anche perché non si aspettava che lui sarebbe andato al GF dopo che lei aveva perso l’affidamento del figlio. Intanto è stata mandata via dalla casa la nuova ragazza di Luigi Favoloso, Patrizia. Che succederà? Gli intrecci sono tanti, non si fermano mai (pare che Simone abbia tra- dito la Pezzopane con Lucia)!!! Altra nostra passione è studiare le più grandi città del mondo, le nostre preferite sono Parigi, Milano, Roma, Los Angeles e Hollywood: chissà se un giorno riusciremo a visitarle. Ilary Romano, Federica Galluzzo, Paola Binetti

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torNA IN SAlA HArry PottEr E’ in arrivo il nuovo film di Harry Potter intitolato “La maledizione dell’erede”. I protagonisti delle avventure di Harry Potter sono, oltre a lui ovviamente, Hermione Granger e Ron Weasley. Dopo sette film appassionanti, uscirà quest’ultimo, ma non si sa quando. Sicuramente la vicenda è ambientata a Hogwarts, la scuola di magia e stregoneria per eccellenza, e si registrerà a Milano o a Londra. Sarà il continuo di una grande saga e renderà la storia più appassionante e affascinante. I fan di Harry Potter sono in attesa per questo grande evento. Rebecca Fiore, Giulia Riso, Giuseppe Esposito, Maristella Sergi, Leonardo Susca


le nostre PASSIoNI DrAgoN BAll, EPISoDIo 131

A marzo è arrivato l’episodio 131 di Dragon Ball Super, e tutti i fan di Goku non se lo sono perso; adesso aspettano il primo film la cui data di uscita in Giappone è fissata per il 14 dicembre 2018. E non si sa quando arriverà in Italia, purtroppo. Nell’episodio 130 Goku combatte contro Jiren, che durante il combattimento diventa Max Power e sconfigge Goku, ma all’improvviso arrivano Golden Freezer e c-17! Per quanto riguarda il film è avvolto nel mistero, la trama non è stata svelata; inoltre il fumettista giapponese Akira Toriyama, creatore di Dragon Ball, ha annunciato che dopo il film saranno prodotti altri episodi oppure una nuova serie. I fan, dopo questa notizia sbalorditiva, hanno ovviamente iniziato ad avanzare ipotesi…..supposizioni…….chissà: quali di queste si riveleranno giuste? Si conosce infatti il trailer del film, non la trama appunto, comunque siamo riusciti a scoprire che due personaggi, Shallot e Yamoshi, saranno inseriti nel film. E queste sono le news: alla prossima! Alessandro Bertoni, Teddy Spagnolo, Andrea Caputo, Umberto Daversa

uN rEgAlo DAVVEro SPECIAlE

La famiglia di Sofia ha fatto alla scuola un dono speciale: un vocabolario enciclopedico, la Storia d’Italia e tanti volumi colorati sui pittori famosi che hanno realizzato opere d’arte, usando il colore in modo eccezionale. Quando abbiamo sentito la mamma di Sofia di questa loro intenzione qualcuno avrà pensato: ”Ma che regalo e regalo???!!! sarà un altro libro su cui studiare!”. Quando, dopo qualche giorno, la mamma e il papà di Sofia ci hanno portato gli scatoloni, i più curiosi si sono avvicinati perché volevano dare un mano e nel frattempo curiosare negli scatoloni pesantissimi. Quando pian piano sono stati aperti abbiamo visto i tomi del vocabo-

lario e ci siamo spiegati perché la maestra Anna Rita dice che la lingua italiana è bellissima e ha tanti sinonimi e ognuno da una sfumatura diversa a quello che vogliamo dire. La Storia d’Italia ha un linguaggio per grandi, con tanti paroloni difficili, ma i libri di pittura sono il massimo, pagine e pagine coloratissime che sembra che ti invitino a entrare nel quadro. Qualcuno ha pensato bene di imitare un pittore ma siamo ancora agli inizi. Qualcuno si chiederà: “Vuoi leggere perché?….”. “Perché leggendo vai lontano, vivi tante vite, scopri mondi diversi e poi… ti diverti”. Classe IV F

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IV A

Il poster della

Riccardo Barbato, Alessandro Bertoni, Marianna Biasco, Mario Biasco, Paola Binetti, Andrea Caputo, Antonio Colangelo, Jacopo Colucci, Umberto Daversa, Giulia Di Martino, Giuseppe Esposito, Daniele Salvatore Federico, Rebecca Fiore, Federica Galluzzo, Sara Guadalupi, Samuele Iaia, Ignazio Noce, Martina Protopapa, Giulia Riso, Ilary Romano, Alessandro Ruggeri, Maria Stella Sergi, Teddy Spagnolo, Leonardo Susca.

IV C

Noemi Bagnato, Kevin Pietro Blasi, Elisa Calò, Christian Carecci, Aurora Cavallo, Alessandro De Martino, Francesco Guzzo, Antonio Lentisco, Francesco Maio, Sidney Marangio, Christian Marolo, Samuel Masuccio, Mayra Patrizia Moro, Alessandro Perrone, Marco Protopapa, Maura Protopapa, Jacopo Sisinni, Samuele Sisinni, Angela E. Zanzarella

IV E

Francesca Abatangelo, Greta Ancora, Martina Antonazzo, Desiree Baldacci, Matteo Barile, Federico Caforio, Alessia De Bitonti, Riccardo Delprato, Chiara Fornaro, Giulia Gigante, Antonio Graziano, Clara Annagrazia Ippolito, Nicholas Maria MagrĂŹ, Chiara Martinese, Alessandra Megna, Simone Mellone, Vittoria Nunzella, Antonio Passerini, Erika Porcelluzzi, Emma Ngan Ha Ruggiero, Simona Morgana Sportelli, Robert Vitali, Serena Zizzi.

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lla redazione

IV B

Dante Colangelo, Antonino Corito, Simone Danese, Claudia Della Giorgia, Lucrezia Fanelli, Luigi Ferrara, Giorgio Giunta, Sofia Gnini, Nicolò Leoci, Cristian Lovecchio, Dario Marinelli, Chiara Marra, Desiree Mauro, Federico Mazza, Martina Micello, Thais Ortese, Mattia Palasciano, Francesco Palmarini, Marta Primaverili, Matteo Romano, Vittoria Rosato, Andrea Ruggiero, Antonio Dario Stomati, Francesca Pia Toma.

IV D

Marco Buonasperanza, Francesco Carbone, Carla Chirico, Claudia D’Errico, Francesco De Giorgi, Samuele De Giorgi, Federica Di Salvatore, Caterina Di Serio, Francesca Donno, Antonio Andrea Fonseca, Mariasole Giannotte, Davide Grasso, Arianna Larocca, Fabiano Larucci, Andrea Morelli, Donatella Prato, Domenico Raffaele, Alessio Roma, Federica Romano, Sofia Roscica, Roberta Santoro, Francesco Pio Traversa, Alessandra Zizzi.

IV F

Danilo Cuomo, Francesco Di Lorenzo, Jari Salvatore Di Nunzio, Marco Ferraro, Samuele Guarini, Giulia Lotito, Daniele Malorzo, Giovanni Mangia, Martina Marsella, Alessia Mautarelli, Salvatore Melcarne, Giulia Membola, Beatrice Minò, Simone Monno, Giorgia Ottonaro, Sofia Parisi, Denise Petrachi, Thomas Ricchiuti, Vittorio Antonio Savina, Federica Luna Sportelli

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PEr NoN DImENtICArE

SHoAH

PErCorSo DEI SENSI E DEllA mEmorIA

La scuola primaria di secondo grado Marco Pacuvio ha organizzato una mostra sulla SHOAH Quest’anno gli alunni della scuola Marco Pacuvio hanno organizzato un’attività multisensoriale per avvicinare, grandi e piccini, in maniera diversa alla grande tragedia che è accaduta a milioni di ebrei, zingari, uomini ritenuti “diversi” e perciò uccisi in maniera atroce. Visitando la mostra, leggendo pagine del diario di Anna Frank, di altri libri e testi poetici di diversi autori abbiamo prodotto commenti e poesie sull’argomento eccovene alcuni: Chiara Martinese: La vita dell’uomo è un dono importante nessuno deve renderlo insignificante teniamo sempre a mente quello che ha sopportato quella gente. Non ci sono discriminazioni non si fanno distinzioni lo dobbiamo ricordare se vogliamo migliorare. Spero che mai più si ripeta tutto questo e che l’uomo cambi presto; forse usando di più il cuore in quello che fa. Me lo auguro in tutta sincerità! Greta Ancora: Il finale che vorrei… Immagino un” esercito” di bambini ognuno con un fiore in mano da donare a questi malvagi per fare capire che stanno sbagliando.

N

lEggI rAZZIAlI, tANtE DomANDE SENZA rISPoStA

el secolo scorso ci sono stati tanti episodi che hanno provocato dolore, diminuzione del rispetto della persona umana in quanto tale, distruzione di intere comunità in noime della convinzione che ci fosse una razza umana superiore alle altre. Nel 1938 furono promulgate in Italia le Leggi razziali che ebbero tante conseguenze per la popolazione italiana e in particolare per quella di religione ebraica, da sempre presente in Italia dopo la Diaspora. La prima conseguenza delle leggi razziali fu l’esclusione dei cittadini di religione ebrea dagli uffici pubblici, la chiusura dei loro negozi , l’esclusione dei maestri e dei bambini dalle scuole pubbliche. Quanto dolore e quanta ingiustizia. Abbiamo visto spezzoni di film, letto una poesiadi Germana Bruno ,”Per non dimenticare e ci siamo posti alcune domande. C’era differenza tra campi di concentramento e campi di sterminio? Dov’erano? In Italia c’erano? E soprattutto perché è accaduto tutto questo? Nessuno ha visto il dolore dei bambini e delle loro famiglie? Nessuno ha pensato di aiutarli?

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Nella serie “Un medico in famiglia Nonno Libero” diceva di aver salvato una famiglia ebrea e allora ci siamo incuriositi. Qualcuno, come nonno Libero si è comportato nel modo umano e giusto? Abbiamo ricercato e abbiamo scoperto che lo Stato di Israele che si è formato dopo la fine della seconda Guerra Mondiale ed è costituito per la maggior parte da Ebrei provenienti da tutto il mondo, tanti dei quali sono i discendenti dei sopravvissuti ai campi di sterminio e di concentramento, ha definito GIUSTI TRA LE NAZIONI tutti coloro che durante il genocidio hanno messo in pericolo la loro vita per salvare dalla deportazione alcuni ebrei. Ci furono tante persone coraggiose che ospitarono ebrei italiani nelle loro case, ci furono partigiani che accompagnarono vecchi e bambini alla frontiera svizzera e li misero in salvo. Molti ebrei trovarono rifugio nelle parrocchie e nei monasteri. Classe IV F


Pensieri, parole e tanti disegni Un modo alternativo per raccontare le sensazioni di chi visse l’esperienza dei campi di sterminio: gli alunni della Scuola Secondaria di primo grado Marco Pacuvio in collaborazione con le classi VC, VD e VE della Scuola Primaria Don Milani, hanno pensato di allestire un percorso sensoriale in occasione dell’Open Day e della Giornata della Memoria 2018 che ricorre il 27 gennaio. La mostra è stata intitolata “A stretto contatto con la Shoah”, organizzata nell’atrio della scuola di via Palmiro Togliatti 4, l’hanno vista per primi proprio gli alunni delle classi quarte della Don Milani. Con il coinvolgimento dei cinque sensi i visitatori hanno avuto modo di avvertire la cupezza e l’angoscia tipici di un campo di sterminio: attraverso i rumori, ad esempio il suono del vagone che si ferma, dei passi sulla ghiaia, delle urla di chi era catapultato nelle “docce”, da dove nessuno più usciva. Attraverso le immagini: ammucchiati per terra, in un luogo buio dove si perdeva la cognizione del tempo e dello spazio, ci saranno gli oggetti di cui venivano privati gli ebrei come camicie bianche, a quadrettoni, cravattini, berretti, scarpe, spazzole, giacche, valigie, pipe, calze, coperte. Attraverso gli odori, come ad esempio quello acre proveniente dai forni crematori, della terra bagnata; attraverso infine le orribili e innumerevoli fotografie che ci ha tramandato la storia. Un percorso sensoriale che sicuramente aiuterà a non dimenticare. Appena rientrata in classe, gli alunni della don Milani hanno scritto le emozioni provate dopo aver visto la mostra “A stretto contatto con la Shoah”, oppure disegnato ciò che più li ha impressionati. Pubblichiamo in queste pagine i loro lavori.

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PEr NoN DImENtICArE

PENSIErI A PENNA,

di Federico Mazza Il 26 gennaio siamo andati alla Marco Pacuvio per vedere una mostra sulla Shoah organizzata dagli alunni della scuola media. Le professoresse ci hanno detto che dentro il tunnel dell’orrore non si prova tanto paura, quanto dispiacere per i poveri ebrei. Ci hanno poi invitati a visitare la mostra utilizzando i cinque sensi. Entrati abbiamo visto dei tavoli dove c’era quello che i prigionieri mangiavano, gli strumenti che utilizzavano, e c’erano anche le ceneri dei corpi delle persone e questa cosa faceva molto senso. Dopo siamo andati davanti a delle girandole realizzate dai bambini di quinta elementare, erano molto graziose. Infine abbiamo visto un film divertente intitolato “La vita è bella”. Tutto non deve succedere mai più.

di Thais Ortese Io ho capito che tanti anni fa l’amore e la pace sono stati calpestati da persone con neanche un pizzico di bontà. Non bisogna perdere la speranza. La mostra mi è piaciuta, chissà con quanto amore e serenità è stata preparata, c’erano dei cartelloni meravigliosi. Ho visto delle scenette in cui protagonisti erano gli alunni: ho provato tristezza per gli ebrei. Ci hanno fatto vedere due film: uno era triste e l’altro raccontava di un papà che faceva credere una vita da ebrei più bella.

Io vorrei tanto che nel mondo ci fosse solo pace, amore, gioia e libertà di vivere.

di Dante Colangelo A me è piaciuto il film “La vita è bella”, ho visto dove dormivano e quanto era grande il campo di concentramento 70 anni fa.

di Martina Micello Il 26 gennaio 2018 siamo andati alla Marco Pacuvio per vedere la mostra della Shoah è stato bellissimo vederla. Mi ha colpito quando ho visto cosa mangiavano, poveretti: zuppa di cavolo, bucce di patate. Facevano i bisogni dentro un secchio, poi li ritrovavano nel letto. Che orrore! Non deve succedere mai più. Viva la pace

di Giorgio Giunta Alla fine della visita alla mostra, prima che ce ne andassimo, tre quattro alunni della Pacuvio travestiti da soldati avevano costruito una specie di treno con il cartone e lo trasportavano con le mani. Dietro di loro c’erano altri ragazzi o ragazze travestiti da ebrei.

di Lucrezia Fanelli Quando siamo andati alla Marco Pacuvio mi sono sentita triste. Ci hanno fatto vedere due film. Non mi è piaciuta la voce di Hitler!

di Claudia Della Giorgia Quando sono entrata nella mostra sono diventata triste perché i bambini che sono stati in quel campo di concentramento non si sono goduti la vita. Mi veniva da piangere perché non vedevano i loro genitori.

di Francesca Toma Pia La mostra mi ha colpita molto. Si vede che i ragazzi della Marco Pacuvio hanno capito cosa si prova a restare in un posto dove ti uccidono! Si sono dispiaciuti così tanto che hanno realizzato una bella mostra. Comunque mi dispiace, delle numerose giovani vite che sono morte anche perché mangiavano poco, assumendo cinque calorie e consumandone cinquemila. In confronto a quello che mangiamo noi….. Spero che il mondo sarà sempre in pace, armonia e serenità. Se accadrà lo impediremo! di Sofia Gnini Gli ebrei hanno sofferto e hanno sopportato una vita da inferno! Noi viviamo nelle comodità, amore e pace, loro invece non potevano godere la vita, i sogni e desideri. Quando ne sento parlare mi intimorisco, però 70 anni fa era un dolore impossibile, credo che non si ripeta mai più.

di Vittoria Rosato “IL LAVORO RENDE LIBERI”, era questo il loro benvenuto: ma purtroppo non li ha resi liberi. Peccati quei bambini, quelle mamme, quei papà, quegli anziani e quegli ammalati, chissà quanto hanno pianto quando hanno saputo che i loro familiari erano stati uccisi! Noi stiamo bene, ma loro non lo erano affatto! Mi viene da piangere!

di Francesco Palmarini Venerdì 26 gennaio 2018 siamo andati alla Marco Pacuvio, perché i ragazzi hanno simulato una specie di campo di concentramento. Appena siamo entrati a Dario ho detto: “Dario sto avendo i brividi!”. Soprattutto quando abbiamo visto il film del campo di concentramento con la visuale dall’alto e ho detto: “Che brutto!”.

di Andrea Ruggiero La mostra mi ha molto colpito, specialmente la simulazione. I due ragazzi sono stati bravissimi. Ho provato tristezza per come trattavano gli ebrei. Il campo era allestito molto bene, realizzato nei minimi dettagli. Viva la libertà

di Matteo Romano Gli ebrei, nel campo di concentramento, all’ora di pranzo mangiavano la zuppa di cavolo con bucce di banana, buccia di patate e il contorno della pera. Gli ebrei durante la notte dormivano con un cuscino riempito di capelli, oppure dormivano su tegole di legno.

di Desiree Mauro Mi ha colpito il cuore il momento in cui deportarono le persone nel campo di concentramento. Però non mi è piaciuta la parte in cui si sentiva la voce orribile di Hitler! Quando sono andata alla

di Cristian Lovecchio Mi è piaciuta la mostra della scuola Marco Pacuvio, la scena in cui portarono via gli ebrei ma non deve succedere più!

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di Luigi Ferrara La mostra è stata bellissima! Essendo un bambino che vive bene, mi ha colpito vedere quella mostra, che ci ha insegnato che dobbiamo avere amore e che non si ripeta più ciò che è accaduto 70 anni fa.


, PENSIErI A mAtItA Marco Pacuvio sembrava tutto vero, come la scena in cui arrivavano i vagoni. Chissà quanto tempo hanno impiegato i professori per allestire la mostra.

di Mayra Moro Alla fine di questo viaggio posso dire di aver imparato che non bisogna mai dimenticare la giornata della memoria né da piccoli né da grandi e spero che questo non accada più perché le persone non sono diverse ma sono tutte uguali. E spero che con il tempo i tedeschi si renderanno conto di quello che hanno fatto.

di Maura Protopapa Sono stata molto bene e mi sono divertita tanto. Ho imparato molte cose che sono state tanto interessanti. Ci hanno fatto capire e imparare quello che è successo tanto tempo fa, soprattutto ci hanno detto che non bisogna dimenticare.

di Samuele Masuccio Cara Marco Pacuvio, vi vorrei ringraziare per la mostra sensoriale sulla Shoah. Siete stati molto bravi e soprattutto gentili e pazienti. Spero che non accada più ciò che è successo.

di Chiara Marra Noi abbiamo visto alla scuola Marco Pacuvio come vivevano gli ebrei deportati. Vivevano malissimo, peccato che sono morti! Spero che non accada mai più, è stata una bellissima mostra, non la dimenticherò mai.

di Antonino Corito Quando siamo andati a vedere il film, ho avuto paura in due scene: la prima quando stavano le mamme, i papà, i malati e i bambini davanti a un filo spinato. Alla seconda scena, quando sono andati sotto le docce, ho provato un brivido immenso. Ho detto dentro di me che non voglio che accada mai più. Il momento che mi ha colpito di più è stato quando siamo andati a vedere e a sentire il cibo degli ebrei.

di Christian Carecci Il mio pensiero è che questa guerra non succeda mai più, e che i protagonisti della guerra verranno puniti dalla giustizia.

di Jacopo Sisinni “IL LAVORO RENDE LIBERI”: era quello che c’era scritto all’ingresso di ogni campo di concentramento. La visita che abbiamo fatto alla Marco Pacuvio è stata bellissima perché abbiamo saputo tutto quello che è successo in passato. Vedere però tutto ciò che facevano agli ebrei non mi è piaciuto molto perché morivano un sacco di persone e questo era molto triste.

di Desiree Mauro La mostra mi ha colpito molto. Chissà quanto ci è voluto per organizzarla. E’ stata ben alestita. Ho provato tristezza per tutti gli ebrei. E’ stata una bella mostra che ci ha insegnato che la libertà, il rispetto e l’uguaglianza sono fondamentali-

di Marta Primaverili PER UN MONDO MIGLIORE! Vedere quei poveri ebrei, ridotti così…..mi fa triste! Mentre noi viviamo in un mondo di pace, loro vivevano in un mondo di guerra! Molti ci hanno lasciati, pochi sono sopravvissuti. Spero veramente che non accada mai….PIU’!

di Francesco Palmarini Tutto è iniziato quando siamo andati presso la scuola media Marco Pacuvio. Dopo alcuni minuti di camminata siamo entrati nella scuola, poi ci siamo recati in un’aula dove abbiamo visto un film bruttissimo. Ho conosciuto come venivano trattai gli ebrei. Dopo un po’ è finito e ci siamo messi in cammino verso la nostra scuola, la Don Milani. Ho capito che i nazisti hanno rovinato l’onoredegli ebrei e io non sarò mai uno di loro!!!. Il buon esempio degli ebrei mi spinge a essere un bambino bravo.

di Simone Danese Venerdì 26 gennaio siamo andati alla mostra sulla Shoah presso la scuola media “Marco Pacuvio”. Abbiamo visto un filmato triste sullo sterminio degli ebrei, e dopo quel film triste ci hanno fatto vedere un film da ridere “La vita è bella”!!!

di Noemi Bagnato Siamo andati alla Pacuvio con la maestra e i compagni e le altre classi e abbiamo visto il film “Il bambino col pigiama a righe. Mi è piaciuto molto ma ho anche visto tante coase brutte.

di Alessandro De Martino Io ho imparato che la giornata della memoria è molto importante per quei bambini che hanno sofferto e sono stati chiusi nel campo di concentramento.

di Elisa Calò Cari bambini non doveva succedere ma ormai è accaduto, però non meritavate di morire, voi non eravate diversi da loro. Spero che non ci sia più il nazismo.

di Sidney Marangio E’ stato molto bello e ho imparato tante cose grazie a tutto quello che avete fatto: è stato molto interessante. Alla fine di questo viaggio posso dire di avere imparato che “Il giorno della memoria” mi è servita per capire che questa giornata ci serve per non dimenticare che alcuni esseri umani sono riusciti a fare brutte cose su altri esseri umani: fucilati, avvelenati, sfruttati, bruciati vivi. Per questo è importante non dimenticare il giorno della Shoah. E ho capito che queste cose non si dovranno mai ripetere. Questa è stata la prima stella di David che rappresenta la civiltà. Non fare l’indifferente se incontri qualcuno che soffre. Rispetta tutti a prescindere dal colore della pelle, della razza, della religione. Ricordati che gli uomini appartengono a un’unica razza: quella umana.

di Christian Marolo Speriamo che le nuove generazioni non ripetano queste brutte cose e non ci siano delle menti pazze come Hitler. Io spero che non ci sia più nazismo. 19


I NoStrI SPort

l’HIP HoP fA SENtIrE lIBErI LA PALLAVOLO

A pallavolo ci sono gli allenamenti per tutti divertenti quando ci vado sono sempre col sorriso la pallavolo è un mondo bellissimo nel quale giocare e sognare. Ti fa sntire libera di picchiare la palla senza paura di essere in “ falla”. Ti agita dentro come un frullatore ma ti emoziona a tutte le ore. Tira , tira tante volte finché non impari…

Francesca Abatangelo

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L’

hip hop è una danza nata in America, precisamente a New York, come danza di strada, ballata sui marciapiedi. Iniziò a diffondersi intorno agli anni settanta. Le sue origini derivano dalla cultura afroamericana. Ci sono quattro elementi fondamentali nell’hip hop: il Mc, cioè colui che “rappa”; il Dj, colui che crea basi musicali; l’aerosol art, cioè i disegni fatti con le bombolette; i breaker, cioè i ballerini. La storia dell’hip hop si divide in due fasi: old school e new school. L’old school si sviluppa a partire dagli anni settanta e viene chiamata anche break dance. I breaker ballano sulle strade o sui marciapiedi. La new school si sviluppa a partire dalla fine degli anni ottanta ed è basata sulla sfida e nella competizione e sull’atteggiamento e qualità del movimento. Intorno agli anni novanta, grazie anche alla diffusione della televisione, l’hip hop arriva anche in Italia. L’hip hop italiano si sviluppa in Italia nei primi anni novanta. Dagli anni duemila fino ad oggi è avvenuta una crescita commerciale che ha portato l’hip hop all’essere uno dei generi più ballati al giorno d’oggi. La Street School è una scuola di hip hop di Brindisi. La Street school è nata nel 2010 ed è stata la prima accademia di hip hop in tutta la provincia di Brindisi. Nel 2017 ha vinto i campionati nazionali ufficiali di hip hop guadagnandosi la partecipazione al “World Dance Championship 2017” che si è tenuto a Phoenix negli Stati Uniti D’America. Durante le lezioni i dancer (questo è il nome di chi balla l’hip hop) vengono formati dal punto di vista tecnico, teorico, musicale e dello stile. Ballare hip hop è infatti molto difficile perché ci vuole molta coordinazione, resistenza e impegno. Praticare l’hip hop fa sentire i ragazzi liberi di esprimersi nella danza ed anche i più timidi riescono ad essere se stessi e a dare il meglio di sé! Caterina Di Serio, Claudia D’Errico, Desiree Baldacci

PARLIAMO DI DANZA

La danza è molto divertente e molto impegnativa. Quando ero piccola ho fatto danza, ma non mi piaceva perché la maestra era molto esigente. La danza ha stili diversi: danza classica, break dance e tanti altri. La mia mamma è un’insegnante di ballo molto brava e ha insegnato a ballare a tanta gente e ancora adesso tiene corsi di danza e io sono la sua aiutante. Per fare danza ci vogliono tanto impegno e fatica. Ci sono persone che hanno un talento naturale e non c’è bisogno di tanto impegno e tanta fatica perché per loro sembra tutto naturale, hanno il senso del ritmo e danzano come farfalle, sempre con il sorriso dopo tanta attività. E poi ci sono persone speciali, i coreografi che hanno la musica e la danza nel cervello, nelle gambe, nelle braccia e stanno sempre a immaginare movimenti e a provare e a riprovare da soli o con gli altri per realizzare un ballo, sempre ad aggiungere, a togliere o modificare un movimento. La danza è la loro vita e prendono ispirazione da ogni cosa che si muove, dal battito del loro cuore, dalle loro emozioni. Ci sono balli semplici e balli complicati o molto difficili che a volte sembrano quasi impossibili da eseguire per chi sta lì a guardare. Vorrei ricominciare a ballare, ma sono molto indecisa sullo stile da scegliere, chissà se da grande diventerò una coreografa o se inventerò un nuovo ballo, il ballaalessia. Alessia Mautarelli


GINNASTICA, DUE RAGAZZE E TANTI NUOVI SUCCESSI È

da tanto tempo che le ginnaste dell’associazione “La Rosa” sono impegnate in gare a livello agonistico.Seguendo le loro gare due in particolare si sono distinte: Giulia Gigante e Greta Ancora. Pur essendo piccoline sono bravissime e raggiungono livelli quasi ottimi. Sbirciando i loro allenamenti possiamo tranquillamente affermare che si preparano molto bene “senza assenze e senza pianti”. Le loro allenatrici Barbara ed Erica le seguono tre, quattro ore al giorno, senza alcuna pausa. Anche Luigi interviene nell’allenamento correggendo e perfezionando lo stile delle due atlete. Ultimamente hanno partecipato e hanno ben figurato a una gara regionale individuale. La società ginnastica La Rosa è nata 22 anni fa, e accoglie bambini anche di tre anni che sono nel “GPT”, e assieme a ragazzine fino a 15/16 anni si allenano nella palestra: sono le promesse future della “ginnastica brindisina”. Giulia Gigante e Greta Ancora

tIro CoN l’ArCo ANtICo SPort

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l tiro con l’arco è uno degli sport più antichi al mondo. Esso autoconrichiede concentratrollo, zione, pazienza e precisione. Durante il “tiro” il corpo deve restare in equilibrio ed è importante mantenere il controllo della postura fino al lancio della freccia che viene chiamato scoccamento. In questo sport bisogna cercare di centrare bersagli detti paglioni, che sono formati da cerchi colorati, a ogni cerchio è corrisposto un valore che parte dal dieci, giallo centrale, fino allo zero detto M che significa mancato. Ogni arco è costituito da un elemento

Una disciplina che concilia il corpo con la mente

chiamato centrale “Riser” e da due flettenti che servono a dare potenza all’arco. Ci sono tre categorie arcieristiche: arco olimpico, arco nudo e compound. Un tiratore dovrà sempre seguire dei passaggi precisi: • POSIZIONE: avere un buon appoggio sul terreno • PRECARICA: la fase nella quale viene sistemata la freccia • PRESA DELL’ARCO • AGGANCIO DELLA CORDA • MIRA E RILASCIO Questo sport, proprio perché concilia corpo e mente ha un fascino molto particolare e lo può praticare chiunque! Chiara Martinese

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I NoStrI SPort

Notizie in breve per tutti

LA FESTA PROVINCIALE DEL CONI

Nuoto, tiro con l’arco, basket, pallavolo, calcio e ginnastica artistica sono gli sport più praticati nella nostra scuola. Lo sport occupa un posto importante nel tempo libero di noi ragazzi, perfino il Coni, in collaborazione con la Cedas, ha organizzato a Brindisi una festa provinciale aprendo a tutti i campi da calcio dell’associazione. Sui campi erano stati predisposti circuiti di abilità, percorsi atletici, giochi a tema e altro ancora per i ragazzi partecipanti. Invece i genitori potevano partecipare a un incontro con una psicologa che spiegava i benefici dello sport. I ragazzi erano seguiti da numerosi allenatori che li hanno fatti divertire e imparare. Alla fine della manifestazione tutti sono tornati a casa stanchi ma felici!

BOXE, PER SAPERNE DI PIÙ

I BAMBINI E IL NUOTO

Il nuoto è uno degli sport più amati dai bambini. Di solito si inizia intorno ai 4-6 anni, due, tre volte alla settimana per mezz’ora a 50 minuti. I principianti all’inizio sono impegnati in giochi d’acqua e ci si muove con i bracciali, poi si passa alla tavoletta che viene usata per fare gli esercizi in modo corretto. I bambini iniziano con la scuola nuoto e poi successivamente vengono avviati all’agonismo che inizia con la propaganda, poi si passa alla categoria esordienti dove si iniziano i diversi stili del nuoto che sono cinque: dorso, stile libero, rana, farfalla e delfino. Il nuoto è uno sport che favorisce la crescita armoniosa dei bambini, dei loro polmoni ed è anche divertente. Quando il bambino crescerà, se vorrà, potrà partecipare alle gare; aumentando i giorni e le ore di allenamento. Trasformandosi in un nuotatore agonistico.

Chiara Fornaro e Martina Antonazzo

C’è uno sport speciale, la boxe. Ci sono stati grandi boxer stranieri, ma anche pugili italiani che hanno gareggiato in gare nazionali e internazionali. A Brindisi ci sono alcune palestre molto conosciute, frequentate da ragazzi e da adulti e se sarai incuriosito da quello che ti diciamo potrai andare a dare una sbirciata nelle palestre o in piazza in estate quando ci sono manifestazioni in città. Per praticarlo servono due guantoni, una maschera, due fasce e un paradenti. Indossa le fasce arrotolandole ai polsi e su un quarto del braccio, metti il paradenti in bocca, assicurati che rimanga nella parte superiore dei denti, indossa i due guantoni da boxe, vai accanto al sacco e tira i pugni uno per volta. Aspetta la campanella per riposarti. Fai finire l’ora, togli i guantoni e il paradenti, incomincia a fare ginnastica, sali sul ring, fai gli addominali, fai finire un’altra ora, prendi una palla da un chilo e fai gli esercizi, vai negli spogliatoi e lavati. Fare boxe non è tirare cazzotti a caso perché è uno sport che ha regole precise da rispettare. Se seguirai un incontro vedrai danzare i pugili sul ring. Ti aspettiamo al prossimo incontro di pugilato.

L’INCONTRO CON UN VERO CAMPIONE

Un emozionante incontro: a tu per tu con un vero campione Il suo nome è Samuel Stea, ha 21 anni e vive a Brindisi. E’ cintura nera di karate. Ha frequentato tutte le scuole sino al diploma, conseguito presso l’ITIS Majorana, a Brindisi. Attualmente studia scienze motorie all’università di Bari. Come per ogni campione che si rispetti, la sua passione per il karate è nata in tenera età, quando da piccolo guardava i film di Karate Kit. Ha così iniziato a frequentare la palestra a cinque anni. Il suo viaggio più bello è stato quando nel 2015 ha partecipato ad alcune gare a Dubai. Samuel ha sempre adorato gareggiare, anche se questo ha comportato confrontarsi con campioni di ogni parte del mondo. Ha infatti gareggiato

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Clara Ippolito

Thomas Ricchiuti e Marco Ferraro

in campo internazionale circa cinquanta volte. La sua carriera agonistica è iniziata a sei anni ad Andria, ma questo esordio non è stato positivo poiché, purtroppo per la troppa emozione, il nostro campione ha dimenticato alcune mosse (il Kata), perdendo l’incontro. Ma non ha perso la grinta, quindi nel secondo incontro ha combattuto per vincere. E così è stato! Ora è un campione europeo, la sua ultima gara si è tenuta a Rotterdam in Premiere League. Questa è una competizione aperta solo ai primi cento del ranking mondiale ed è una competizione che potrebbe qualificarlo per le Olimpiadi del 2020. Che dire. Forza campione, sei tutti noi. Federico Mazza


IO, GRANDE TIFOSO DEL NAPOLI

Sin da quando ero bambino ero napoletano, perché il mio papà è originario della Campania e mi ha insegnato a tifare per i colori del Napoli. Con lui sono stato alla stadio insieme a mio fratello e mia madre. Quando il Napoli entra in campo mi sento emozionato, felice e un po’ dubbioso per come giocherà: se perde ci resto male, se vince sono contento. Si vede anche nella mia cameretta che tifo per il Napoli: ho sciarpe appese, una parete bianca e azzurra, un calendario, un paio di bandiere e infine anche il mio cane ha il nome di un giocatore del Napoli: “Pocho”. Insomma, non so se mi sono spiegato bene, ma in casa mia tifare il Napoli è una tradizione che ho imparato dal mio papà e fratello. Anche mia nonna ha imparato a essere tifosa del Napoli: se gioca dopo le 14:45 mangia con noi, se gioca alle 12 si pranza più tardi la domenica. Questo è essere tifoso! Danilo Cuomo

IL REAL MADRID SBARCA ALL’EURO SPORT

Si è svolto nel mese di giugno, presso l’Eurosport Academy, il camp riservato a ragazzi e ragazze tra i sette e i 14 anni durante le vacanze estive. Il programma ha visto coinvolti numerosi bambini, giunti anche dalla provincia, per seguire gli allenamenti dell’Accademia giovanile del Real Madrid. La scuola calcio Euro Sport è stata scelta tra le migliori della Puglia, i metodi di allenamento sono stati innovativi ed esclusivi come quelli svolti da Cristiano Ronaldo in Spagna. Anche la nostra città offre al mondo giovanile del calcio opportunità nuove e piacevoli. Christian Argese e Andrea Morelli

UN ESEMPIO PER I RAGAZZI

Nato nel 1969, Alessandro Desolda, sin da piccolo ha cominciato ad amare tutti gli sport. Ha iniziato a giocare a 11 anni con la Gioventù Brindisi, e nella prima partita l’emozione era a mille. Si è fatto subito notare e il passo verso la C1 è stato breve. La progressione verso il successo non si è fermata: il campionato interregionale, Brindisi eccellenza. E ancora tanti amici in serie A come Benarrivo e Bombardini. Ha smesso di giocare a 37 anni, ma non ha abbandonato il mondo del calcio, è stato dirigente ed ora è un mister molto amato dai bambini. E’ un grande esempio per noi ragazzi, un esempio di forza e umiltà. Luigi Ferrara

MANCINI C.T. DELL’ITALIA

La FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) ha comunicato l’accordo di collaborazione tecnica con Roberto Mancini, che ricoprirà l’incarico di commissario tecnico della Nazionale e sarà presentato oggi, martedì 15 maggio, alle ore 12, presso il centro tecnico federale di Coverciano. La prima partita con il nuovo CT è stata il 28 maggio a San Gallo contro l’Arabia Saudita. Roberto Mancini è considerato uno dei migliori centrocampisti. Ha vinto molti trofei sia come giocatore che come allenatore e adesso mette a disposizione della Nazionale tutta la sua esperienza e il suo entusiasmo. Simone Monno

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PENSIErI

DoNNE Buonanotte per ragazze ribelli

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el leggere il libro “Storie della buonanotte per ragazze ribelli” si può riflettere sul come le donne in qualsiasi epoca e a qualsiasi latitudine abbiano combattuto per essere considerate al pari degli uomini in momenti della storia lontanissimi …La bellissima Cleopatra, ultima regina d’Egitto, combattè come ultimo rappresentante dei Faraoni per la libertà della sua terra e non riuscendo nel suo scopo si tolse la vita. Ipàzia  matematica, astronoma e filosofa greca antica. Rappresentante della filosofia neo-platonica, la cui uccisione da parte di una folla di cristiani in tumulto, per alcuni autori composta di monaci, l'ha resa  una «martire della libertà di pensiero» . Infatti questa donna uccisa in nome della religione nel 470d.C. era famosa per i suoi studi matematici, astronomici e filosofici al pari di uomini del suo tempo… Al pari di Ipazia in tempi più vicini a noi Maria Curie, polacca ma che aveva studiato in Francia perché nel suo paese era negato l’accesso all’università, scoprì i poteri dell’uranio e dell’uso che se ne può fare nella medicina. Ottenne per i suoi studi due premi Nobel e ci ha lasciato un esempio di ostinazione che ha permesso grandi progressi in campo medico. Grazie a lei oggi facilmente possiamo avere una radiografia. Per non dimenticare Rita Levi Montalcini, nata da una famiglia ebrea, all'età di 21 anni entrò nella scuola medica dove cominciò gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la vita.  Nel 1936 si laureò nell’università di Torino ma, a causa delle leggi razziali del 1938 in quanto ebrea, Rita fu costretta a emigrare in Belgio con Giuseppe Levi, sebbene stesse ancora terminando gli studi specialistici di psichiatria e neurologia. Sino all'invasione tedesca del Belgio (primavera del 1940). Ritornò poi in Italia dove continuò i suoi studi. I Levi-Montalcini sopravvissero all'Olocausto restando nascosti a Firenze, divisi in vari alloggi, sino alla liberazione della città, cambiando spesso abitazione per non incorrere nelle deportazioni. Scienziata, ebrea, donna di grande cultura amava dire:- Da bambine mio padre ripeteva a mia sorella e a me che dovevamo essere libere pensatrici. E noi siamo diventate libere pensatrici prima ancora di sapere cosa volesse dire pensare -. Premio Nobel per la medicina è morta a 103 anni. Fino ad arrivare alla giovane Malala, ragazza pakistana, vincitrice nel 2014 del Nobel per la pace, che dice ai Talebani che avevano pensato di farla tacere con i proiettili: - Prendiamo i nostri libri e le nostre penne. Sono le armi più potenti. Un bimbo, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo! Per noi tutte queste donne nella storia ci hanno dato un esempio di coraggio e determinazione per realizzare il loro sogno. L’istruzione è il potere che può cambiare il mondo e, perciò, deve essere permesso a tutti andare a scuola! Questo è quello che abbiamo concluso dopo aver letto questo bellissimo libro! Leggetelo anche voi…

Classi IV D e IV E

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SANDRIA IPAZIA D’ALES nticata eppure è

I

coli è stata dime e pazia per tanti se iata e filosofa, matematica, nz ie i. sc a ios lig re i tic stata un na fa uccisa da astronoma greca,il 455 e il 370 ad Alessandria da a tr ue cq na a osofo Ione e fin sto Ippazi po lia del famoso fil d’Egitto. Era figun’appassionata studiosa. Il suo dove giovanissima fu norme biblioteca di Alessandria nulla preferito era l’e e ore sui libri. Di lei non si trova era trascorreva ore e è stato tutto bruciato perché i insedi scritto, fors gli altri filosofi e il luogo in cu tempo el qu a e a nn do a molto invidiata da fiamme. Era un molto gnava fu dato alleano molto istruite, e nemmeno a una er er e, n ial no ec e o sp le donn ento Ipazia era davver considerate. Ma ale. Formulò l’ipotesi sul movimcome on zi studiosa ecce no al sole, viene ricordata anche oscodella Terra intor rolabio, del planisfero e dell’idr peso inventrice dell’astn cui si può misurare il diverso pio, strumento co i. ai suoi specifico dei liquidi al Cristianesimo, ma insegnò enze ma sc tì no er co nv le co i, si ian n ist No o del i c’erano molti cr discepoli, tra cu tronomiche e filosofiche all’intern as , he matematic alcuni ndria. Museo di Alessa l 415 in una chiesa cristiana da e esss ne a te at po id a nn lap e do a nn un Ve cui le accettavano che fanatici che non nsare e insegnare in un tempo in cietà so pe lla di ne a portanti sere liber nti e no avere ruoli im donne non potevaerano considerate meno intellige sa ca in e ch an e uomini. Classe IV F importanti degli

DONNE, E CHE DONNE

L’otto marzo si celebra la festa della donna. In origine era dedicata al ricordo di un grave incidente accaduto in una fabbrica in cui trovarono la morte molte donne. Abbiamo deciso di andare alla ricerca di donne speciali che zitte zitte hanno fatto grandi cose. Cominciamo con Maria Agnese Tribbioli, una suora che all’inizio del secolo si è tanto data da fare per servire i più poveri. A Firenze, durante la seconda guerra mondiale, settanta parrocchie e istituti religiosi nascosero gli ebrei fiorentini evitando la loro deportazione nei campi di concentramento. Madre Agnese salvò la vita ai fratelli Vittorio e Cesare Sacerdoti e alla loro mamma. Il 28 novembre 1943 madre Agnese, con molto coraggio, affrontò delle S.S. perché volevano verificare se nel convento ci fossero Ebrei nascosti dicendo loro che lì non c’erano ebrei, ma solo figli di Dio, proprio come loro. Anni dopo gli stessi fratelli chiesero per madre Agnese il titolo di Giusta tra le Nazioni che le fu attribuito nel 2010. L’anno scorso per madre Agnese è stata chiesta la beatificazione. Classe IV F


la mamma in versi

Grazie mamma di Samuele Iaia

Grazie mamma per quello che fai, grazie per tutto quello che mi dai. Grazie per avermi reso una persona migliore. Non solo dal comportamento ma anche dentro il cuore Lo sia perché per me sei speciale? E’ perché sconfiggi ogni male! Grazie per tutto il tuo amore Per questo ti amo con tutto il cuore La meravigliosa mamma di Rebecca Fiore

Mamma sei unica come una musica. Con te mi sento sicura e di me ti prendi cura. Il mio cuore batte forte e ti sogno ogni notte. Tu mi rallegri le giornate e mi fai fare molte risate. Mi sento viva col tuo sorriso che mi illumina il viso Alla mamma perfetta! di Francesca Toma

Io conosco la mamma perfetta con un cane e tre figlie: una grande, una media e una piccoletta, con un cane dispettoso, anche lui molto goloso! Con il babbo che lavora, mentre Gaia ci disegna e ci colora!!! La mia mamma è la mamma ideale, con lei anche il nemico non fa più del male! Insieme con la mamma il mondo è gioioso, perché ha un cuore portentoso!

Alla mamma di Antonio Stomati Ogni volta che sono vicino a te ho voglia di abbracciarti. Penso a quando la campanella suonerà e io potrò finalmente giocare con te. Senza di te io non vivo Auguri mamma!!! Dal tuo Antonio La mamma perfetta di Francesco Guzzo

Finalmente sei sbocciata in primavera come mille petali colorati il tuo profumo mi dà sicurezza. Mamma sei bella come un fiore. Come una stella appoggiata sul mio cuore. Ti amo tanto mamma.

E i nostri lavoretti


I nostri ragazzi scrivono l’AmorE E noi dobbiamo imparare da loro Segue dalla Copertina

2017-2018, è il dirigente scolastico reggente Maurizio Fino, che ha condiviso pienamente le finalità del nostro progetto: in primis la cittadinanza attiva. Ci inorgoglisce sicuramente il riconoscimento nazionale, ma ci piace anche immaginare che un giorno - perché no, concedetecelo – uno di questi piccoletti diventi un apprezzato reporter di carta stampata, tv, web o radio. Intanto nell’immediato ci entusiasma la voglia dei giovani cronisti di raccontarsi, scrivere passioni, esperienze, emozioni, di denunciare. E con la loro fresca spontaneità ci inviano un solo messaggio: di speranza! Lo hanno detto in tutte le salse a proposito della giornata della memoria, il 27 gennaio di ogni anno: si augurano che l’uomo non sia protagonista più di quegli orrori. Denunciano e condannano assolutamente le crudeltà perpretate dai tedeschi ai danni degli ebrei. Ammirano il coraggio di Anna Frank, che per loro è una sorta di idolo, rappresenta la testimonianza di una persona che non si arrende mai, che combatte, che nonostante la gravità della situazione continua a essere una ragazza gioiosa.

Dalle parole di speranza e forza nel rialzarsi dei piccoli giornalisti di “Don Milani alla stampa” noi adulti possiamo trarre l’energia per ricominciare e la consapevolezza che un giorno la nostra Brindisi riemergerà: la «nostra Brindisi», una città che sta soffrendo, che fatica a ripartire sia dal punto di vista della politica che della criminalità (siamo senza sindaco da un anno, bombe distruggono negozi in pieno centro, si assiste a sparatorie davanti a pub affollatissimi di giovani, o a rapine nei centri commerciali negli orari di maggiore affluenza, anche al Mc Donald’s frequentato soprattutto da bambini). I giornalisti di “Don Milani alla stampa” rispondono alla violenza con parole come “pace, libertà, amore, uguaglianza, felicità, giustizia, armonia, gioia, serenità, armonia”, e sperano. Oggi loro, i cittadini del domani, danno un barlume di speranza a noi adulti. E noi allora, come Pascoli grazie al “fanciullino”, proviamo a isolarci dall’attuale grigia realtà, anche se per pochi attimi, e a trarre conforto e beneficio dai ricordi – o meglio speranze – della dolce e genuina infanzia. Linfa necessaria per reagire e ricominciare. Daniela Napoletano

Il coro «Don milani» alla rassegna canora «orpheus»

Nell'ambito de "La Settimana della musica” (dal 7 al 12 maggio 2018) giovedì 10, nell'auditorium del Liceo Scientifico Epifanio Ferdinando di Mesagne, ha avuto luogo la "Rassegna canora Orpheus" voluta dal I e II Circolo didattico. La manifestazione, cui hanno partecipato diverse scuole di Brindisi e provincia, è stata presentata dal Dirigente Scolastico Maurizio Fino. Il nostro Istituto ha partecipato con un coro diretto dal prof. Arthur Xheraj e composto da una cinquantina di alunni delle quarte classi della Don Milani che hanno cantato davvero egregiamente i brani "Another brick in the wall", "Lo scriverò nel vento" e "Scuola rap".

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Di seguito i nomi dei bimbi del nostro Istituto che hanno incantato il numeroso e caloroso pubblico, e che sono stati accompagnati dalle maestre Gabriella Arigliano, Pasqualina Di Santantonio, Antonella Costantini, Annarita Martina e Anna Rita Natali: Riccardo Barbato, Alessandro Bertoni, Paola Binetti, Antonio Colangelo, Giuseppe Esposito, Federico Daniele Salvatore, Sara Guadalupi, Ignazio Noce, Giulia Riso, Alessandro Ruggeri, Maria Stella Sergi, Arianna La Rocca, Samuele De Giorgi, Alessio Roma, Alessandra Zizzi, Sofia Roscica, Cate-

rina Di Serio, Marco Buonasperanza, Donatella Prato, Francesca Donno, Giulia Lotito, Alessia Mautarelli, Giulia Membola, Giorgia Ottonaro, Sofia Parisi, Denise Petrachi, Dante Colangelo, Antonino Corito, Simone Danese, Claudia Della Giorgia, Lucrezia Fanelli, Luigi Ferrara, Sofia Gnini, Nicolò Leoci, Cristian Lovecchio, Desiree Mauro, Federico Mazza, Martina Micelli, Thais Ortese, Mattia Palasciano, Marta Primaverili, Matteo Romano, Vittoria Rosato, Andrea Ruggiero, Antonio Dario Stomati, Francesca Pia Toma.


TRA I PRIMI 100 IN ITALIA

Un nuovo riconocimento nazionale per il nostro giornale la cui edizione dello scorso anno è entrata a far parte delle migliori 100 testate scolastiche nazionali su un campione di poco meno di 2.000 giornali scolastici di tutta Italia. A sinistra il dirigente scolastico reggente Maurizio Fino

GRUPPO DI COORDINAMENTO “DON MILANI ALLA STAMPA” Dirigente Scolastico reggente Maurizio Fino

Scuola Primaria “Don Milani” IV A: Pasqualina Di Santantonio, Maria Cristina Perrone IV B: Gabriella Arigliano, Rosanna Viva IV C: Annarita Perrone, Rosangela Franco IV D: Anna Rita Martina, Antonella Costantini, Grazia Francavilla, Daniela Caretto, Antonella Baldari, Teresa D’Amanzo IV E: Anna Rita Martina, Antonella Costantini, Grazia Francavilla, Daniela Caretto, Antonella Baldari, Teresa D’Amanzo IV F: Anna Rita Natali, Antonella Baleari, Valeria Donateo, Patrizia Vonghia, Luisa Lonoce Scuola Secondaria di Primo Grado “Marco Pacuvio” Milena Guarino, Daniela Napoletano

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Amici speciali I GATTI ABBANDONATI

Nel mio condominio ci sono almeno tre gatti abbandonati. All’inizio era solo uno, ma poi ne sono arrivati altri due. Ci sono un altro paio di famiglie come la mia che dà loro il cibo. Un giorno un gatto era sul terrazzo e io ero preoccupata perché poteva cadere, ma è andato indietro e io mi sono sentita sollevata. Ho ripensato a una cosa che si dice dei gatti: hanno nove vite e quindi anche se ne avesse persa una correndo un brutto pericolo ne aveva comunque altre otto. Forse. Sono sempre triste quando guardo i gatti perché non hanno una casa, per questo ne vorrei uno in casa con me. I miei amici gatti sono sempre all’aperto, senza un posticino tranquillo. Ogni tanto penso che forse a breve ci saranno altri gatti: probabilmente una femminuccia partorirà e ci saranno delle cucciolate e saranno una famiglia. A questo punto vorrei dare qualche informazione a chi di gatti ne sa poco. Non ti devi mai avvicinare a una cucciolata: mamma gatta è molto protettiva e in pochi secondi diventa una tigre: soffia per minacciare, tira indietro le orecchie, il musino diventa aggressivo; mamma gatta scopre i denti appuntiti, pronta a mordere; dai cuscinetti delle zampine tira fuori gli artigli ed è pronta ad aggredire senza scampo chi si avvicina ai micetti, qualsiasi siano le sue intenzioni. Se vedi un gattino non dargli fastidio, né prendilo per portarlo con te. Se è molto piccolo ha ancora bisogno della mamma e potrebbe ammalarsi e anche morire. Non dare fastidio ai gatti e non tirare loro la coda. Federica Sportelli

NO ALLA VIOLENZA SUGLI ANIMALI

Spesso si apprendono notizie di violenze fatte su animali, cani, gatti, a volte sui social network girano filmati di queste orribili scene come se fossero divertimento. Da stare male. Perché violentare gli animali, se sono esseri viventi anche loro come noi? Sono o non sono i migliori amici dell’uomo? Basta provare per credere. Chi ha un cane dice che non esiste amico più fedele. Basta la violenza sui poveri animali. E chi commette questi orribili gesti deve essere punito con pene severe e la prigione. No alla violenza sugli animali!!! Gli animali a volte salvano anche la vita all’uomo. Martina Protopapa, Sara Guadalupi, Marianna Biasco

NON ABBANDONATE MAI FIDO

Ogni anno, appena arriva l’estate, si presenta il problema dell’abbandono dei cani e di altri animali domestici. Nella nostra città purtroppo si vedono tanti animali randagi, abbandonati dai loro padroni senza alcun motivo valido. Chi decide di prendere un cane lo deve rispettare e si deve assumere la responsabilità di accudirlo per tutta la sua vita. E tu, abbandoneresti un amico che ti vuole bene? Se vedi un cane abbandonato segnalalo subito a chi li ama e vedrai che per lui si troverà un nuovo amico che lo accoglierà per uno stallo temporaneo finché un vero amico a due zampe gli aprirà il suo cuore e la sua casa. Pensaci prima di chiedere un cucciolo in regalo per il tuo compleanno o per Natale o per un’altra occasione speciale per te. Pensaci e ripensaci prima di abbandonarlo perché lui ti dà affetto senza chiedere altro in cambio. Samuele Guarini e Giovanni Mangia

BUONE VACANZE!

Don milani 2018  
Don milani 2018  
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