Issuu on Google+

NERO, NERO, NERO. FORTISSIMAMENTE NERO... QUASI GIALLO. di Alessandro Bottero

B

uona sera. Sono Botterik, o Botterak, o Botterkal, o un altro nome che susciti paura, inquietudine, terrore. Certo, tra Diabolik (o Kriminal) e Botterik c’è un po’ di differenza, ma c’è chi nasce con il nome giusto e chi no. Spektral, ad esempio. Bel nome, non trovate? Qualcosa di spettrale, e poi quella K, che ci sta sempre bene in un fumetto nero. Esatto. Nero. Un fumetto nero. Noir. O se vogliamo fare gli intellettuali, un bandé dessineé Polar. In Francia il giallo a tinte forti si chiama polar. Strano, eh? I crimini della passione, definiti da una parola che per noi evoca il freddo più glaciale. Il freddo della morte. In inglese invece ecco crime, o pulp, o hard boiled. Storie di crimini. Non più di enigmi da risolvere, quasi con matematica chiarezza (e freddezza), ma sangue e piombo. Allora il nero. O la nera, la cronaca nera. La narrazione dei fatti che scartano dal quieto vivere, quei fatti che ci turbano, che non

si fanno leggere ai bambini perché “poi si spaventano e non dormono bene”. Ma sono fatti che esistono. Il nero esiste. Il male esiste. E chi lo commette pure. Poteva il fumetto restare al riparo da questo uragano di realtà? No, ovviamente. Il noir (che fa più figo) è profondamente dentro il fumetto, fin quasi dai suoi esordi. Vogliamo fare i saputelli? Beh, allora per me Dick Tracy, di Chester Gould, è un fumetto noir. E certe storie di Topolino di prima della guerra, pur con i limiti dell’essere un fumetto mirato a un pubblico infantile, sono dei grandissimi noir. Topolino Giornalista, ad esempio, riprende degli stilemi noir, che Hollywood aveva codificato proprio in quegli anni. Il cattivo spietato, l’uomo che si oppone, e (ancor aa quei tempi) il bene che trionfava. Poi però tutto sarebbe cambiato. Sarebbero arrivati Hammett, Chandler, Spillane, il cinema francese, la disillusione degli anni ’60, e il noir sarebbe diventato cinico, spietato. Il buono non vin1


ceva più, ma semplicemente perché non esisteva più un buono. Esistevano solo attori all’interno di una tragedia, al tempo stesso comica e farsesca: la vita. Il noir allora diventava l’esplorazione del lato nascosto delle città. Bonnie e Clyde, senza più alone romantico. I criminali erano solo un modo diverso di prendersi quello che si voleva. Tra la politica e il crimine organizzato l’unica differenza a volte era nel colore delle cravatte. E il fumetto si adeguava. Arriva Diabolik, il primo serial in cui il protagonista assoluto (non un comprimario, sia pure simpatico, ma sempre in secondo piano) è esplicitamente malvagio. Diabolik è un ladro, un assassino, un uomo che si pone programmaticamente contro la società. Lui è il lupo, e gli altri sono il gregge. E stavolta non esiste pastore o cane che possa impedire al lupo di raggiungere il suo obiettivo. Diabolik ruppe tutti gli schemi. Fece sobbalzare sulla sedia schiere di educatori, che videro in lui la fonte di tutti i mali della società. Nel 1954 era successo qualcosa di simile in america. La EC comics era stata attaccata, perché i fumetti da lei pubblicati poteva-

no rovinare le menti dei giovani americani, inducendoli a una vita di violenza e perversioni. Lo psicologo F.Wertham, nel suo famoso Seduction of the innocent, individuò nei fumetti una delle cause della delinquenza giovanile. La cosa paradossale era che nei fumetti EC Comics i colpevoli venivano puniti. In modo crudo, è vero. Ma il crimine non pagava. Mai. Eppure gli editori di fumetti decisero di non pervertire più le giovani menti degli americani, e si autocensurarono, promulgando un codice di autoregolamentazione che avrebbe stabilito c osasi poteva e non si poteva mostrare e/o raccontare nei fumetti. C’è chi dice che in realtà gli editori (Timely-Marvel e Gold Key-Disney, in primis) promulgarono un codice che era fatto su misura per togliere dal mercato William Gaines e la sua EC Comics, ma queste sono cattiverie. Sicuramente dietro questa autocensura ci furono nobili intenti, e purezza d’animo. Comunque in Italia le cose andarono diversamente. Diabolik subì gli attacchi dei benpensanti, ma non ci furono codici o autocensure che gli impedirono di essere 2


pubblicato. E a quel punto altri si unirono: Satanik, Kriminal, Demonik, e così via. Storie sempre più efferate, in cui da una contrapposizione bene-male, in cui adesso vinceva il male, si arrivava all’irrisione del bene. Non solo la vittoria, o il riuscire nell’intento, ma anche il dileggio della parte che in altri tempi si sarebbe considerata nel giusto. Spesso le storie si risolvevano in una sequenza priva di senso di efferatezze. Il noir si spostava lentamente verso i territori dello splatter fine a se stesso. Questo significava che alla storia, alla trama si preferiva l’effetto, la trovata per stupire il lettore. Ma il lettore pigro si abitua a tutto, e sei costretto ad andare sempre oltre, sempre più in là, alla ricerca di un nero più nero ancora. E questo, soprattutto in una narrazione seriale, è impossibile. Ecco perché di tutti gli epigoni o imitatori di Diabolik non ne resta nessuno. Perché gli autori hanno pensato che il noir fosse solo effetto, solo viscere e cattiveria. Sbagliato, molto, molto, molto sbagliato. Il Noir, come ogni altro genere letterario, è una questione di

storie. Di racconti. Sono le storie che fanno andare avanti le serie. Non i disegni, o gli effetti per sorprendere. Cosa è Spektral allora? Effetti? Trovate? No. È una storia. Una buona storia, e questo è la bussola che ha guidato Gianluca Piredda nell’ideare questo progetto. Le storie. Queste cose magiche, che vivono in una dimensione vicinissima alla nostra, eppure così lontana. A volte riusciamo a stabilire un contatto, e allora vi vengono a trovare, si lasciano raccontare. Questa è la storia di Spektral. Questa è la storia che ci racconta Gianluca Piredda.

Spektral in uni schizzo di Jan Carlo “Reno” Maniquis 3


degenerazione del genere: il fumetto erotico italiano, che caratterizzò il decennio sino agli anni ottanta. L’unico sopravvissuto era Diabolik, che seppe rimanere a passo coi tempi, e che tutt’oggi gode di buona vita. Gli altri personaggi morirono (in alcuni casi nel vero senso della parola), ed altri continuarono a farsi vedere in edicola, di tanto in tanto, con delle nuove ristampe. Ma nascevano anche personaggi nuovi che però chiudevano dopo pochi numeri. Molti sono dei cult, oggetto di culto collezionistico, come il meraviglioso “Sconosciuto” di Magnus. Spektral vuole essere, a 46 anni di distanza da quel 1962, un omaggio a tutti quei personaggi, da Diabolik a Kriminal, da Satanik a Sadik, da Fantax (che cambiò il nome in Fantasm) a Lo Sconosciuto, da Cliff ad Angel Dark, per citarne alcuni che hanno contribuito a far grande un genere. Ma la lista potrebbe durare pare, parlando anche dei fantascientifici Alika, Wampus, Fan, e “Barbieriani” Donna Blu, Jolly, Sphero. Un omaggio che noi della Cagliostro Press avevamo in mente

CHI E’ SPEKTRAL E IL SUO PERCHÈ.

N

el 1962 nasce ufficialmente il fumetto nero. Usciva nelle edicole Diabolik, un personaggio che non cambiò solo l’editoria ma il costume degli italiani. Un fumetto che fu l’apripista per decine di titoli per “adulti”. Situazioni più o meno violente, trame spesso ingenue, personaggi inverosimili e psicopatici. Fumetti di intrattenimento che la fecero da padrone per un decennio nelle edicole italiane, ispirando persino film oggi cult, come Kriminal, il Marchio di Kriminal, Satanik e il famoso Danger: Diabolik di Mario Bava. Un genere, il nero, che spaziò in altri sottogeneri dalla fantascienza al romanzo storico, sino al western, e che fu caratterizzato dal formato tascabile a due vignette. Il noir italiano morì negli anni settanta lasciando spazio alla 4


da tempo e che Gianluca Piredda ha voluto assecondare creando questo personaggio che, numero dopo numero, crescerà e subirà dei notevoli cambiamenti. Un omaggio a partire dal nome, in inglese maccheronico come si usava all’epoca, con una K immancabile; un omaggio nel formato, tascabile a 2 vignette, con un centinaio di pagine di storia; un omaggio nel b/n e nelle chine pesanti. E un omaggio nella trama. Spektral e il suo alterego Marcus Caine si muovono negli anni sessanta. Marcus è uno psicopatico, uccide senza problemi, ruba per collezionismo. Spektral è un criminale ricercato dalla polizia di mezzo mondo. Le trame saranno quelle dei classici Neri: un bottino da recuperare, un nemico da uccidere, una fuga rocambolesca. Ma, dicevamo, il personaggio crescerà, evolverà, diventerà più avventuroso via via che passeranno i numeri e capiremo perché Spektral fa quello che fa. Ma una cosa distinguerà il nostro dai personaggi del passato: la sua vita privata. Marcus ha una doppia vita, una famiglia, una iden-

tità segreta per persona rispettabile. Un personaggio che a noi della Cagliostro Press piace e piace un mondo. Una creazione importante, realizzata da un grande autore italiano amato all’estero e da uno staff di disegnatori che faranno un ottimo lavoro. Un personaggio che, speriamo, conquisti le vostre simpatie.

Marcus Caine in uno schizzo di Ivan Cortez

5


tra due ere, fumettisticamente parlando. Ho conosciuto, anche grazie alle buste sorpresa, gli anni settanta, quel periodo d’oro per il fumetto italiano, ed ho vissuto gli anni ottanta, un periodo di crisi per il settore. La passione per il fumetto mi portava a scartabellare arretrati, vecchie serie, ad indagare su autori ed editori che (al periodo) non conoscevo. E mi portava sempre a sentire parlare dei “Neri”. Conoscevo Diabolik, mi capitava di vedere Kriminal nelle pubblicità dei fumetti Corno (Dossier Kriminal, per la precisione) e sentivo nominare altri personaggi per me “mitici”. Poi c’era il formato: il tascabile a due vignette che adoravo per via di Alan Ford.Inoltre mi piaceva il poliziesco. Ai tempi di scuola facevo le ore piccole per vedere gli “Alfred Hitchcock Presenta” e la serie degli “Intoccabili”, una passione contagiatami da mia madre. Casa mia era frequentata dal libro Giallo. Insomma, tanti piccoli elementi che mi facevano diventare simpatico il genere che, con gli anni, ho preso a collezionare. Spektral è una sorta di pegno che dovevo pagare al genere “nero”, un genere che trovo ingiustamente scomparso dalle nostre edicole.

INTERVISTA A

GIANLUCA PIREDDA di Giorgio Messina

G

ianluca Piredda, classe 1976. Ha iniziato a muovere i primi passi nel settore da giovanissimo, nel 1991. Tante le testate, partendo da Comix e Fumettomania agli esordi, per continuare con quotidiani, magazines, radio, televisione. E’ stato tra i pionieri del fumetto indipendente dal 2000 pubblica regolarmente in America, dove è molto apprezzato, e i suoi fumetti sono distribuiti in diversi paesi. Tra i suoi editori d’Oltreoceano segnaliamo l’Antarctic Press, Image Comics e Desperado Studios. Oggi Gianluca cura la rivista Strip Seasons, scrive per le riviste Ventirighe, Series e Fumo di China, collabora con la Bottero Edizioni e, oltre a i suoi progetti americani, sta curando alcuni progetti per l’Italia. Spektral è uno di questi.

Come mai questa voglia di fumetto nero? È una passione da sempre. La mia è una generazione a cavallo

Quando parli di Spektral dici 6


in America, dove vive, in fuga dal suo passato. Non ha, quindi, un ispettore o un commissario che lo insegue. Ne ha più di uno, ognuno in una parte diversa dell’Europa o dell’America, in gara tra loro per prenderlo per primo. E qualcuno si troverà a doversi sporcare le mani… Ha anche dei nemici bizzarri, da fumetto supereroistico anni cinquanta-sessanta e ci capiterà di vedere qualche cliffhanger a fine episodio… Marcus è un collezionista. Ruba cose che gli piacciono. E uccide a seconda dell’estro. Non ha comprimari.

sempre che sarà un fumetto della “vecchia scuola”. Cosa intendi? Intendo che sarà un fumetto nero scritto come se fossimo ancora negli anni sessanta… …nessuna innovazione? Nessuna. Vedi, Spektral vuole essere un omaggio ad un genere e va letto come si leggono i fumetti di quegli anni, o come si guardano i B-movies italiani anni sessanta, o i Poliziotteschi, o gli Spaghetti Western. Vuole essere solo un fumetto di intrattenimento, con situazioni assurde, personaggi assurdi, magari qualche ingenuità e senza messaggi, filosofie spicciole. Appunto, come i fumetti neri di quegli anni.

Invece dello staff cosa puoi dire? Vedo nomi internazionali...

Ma chi è Spektral?

Sì, ma ci saranno anche alcuni italiani come Alessio Nocerino, che si occuperà soprattutto delle cover. Alessio è un figlio d’arte. Il Padre Alfredo era nello Studio Giolitti, era uno dei disegnatori di Jacula. Quindi Alessio ha il formato pocket nel suo DNA. È un disegnatore che merita molto. Ed uno che merita molto è anche Ivan Cortez. Viene dalla scuola di Joe Kubert, è peruviano ma passa molto tempo a New York. Ivan è molto bravo, sono certo che senti-

Il suo vero nome è Marcus Caine. È uno psicopatico che vive due vite parallele. Forse ne vive una terza, ed è una vita fatta di flash back. I flash back saranno parte integrante della serie e ci porteranno a conoscere le sue origini, il perché Marcus è diventato quello che è. È un uomo in fuga, braccato dall’Interpol (la serie è ambientata in parte nell’Europa degli anni sessanta.), dall’FBI quando si trova 7


remo parlare spesso di Lui. Un altro disegnatore internazionale è Reno, al secolo Jan Maniquis. È filippino, e in patria è considerato un grande. Disegna la serie Maskarado, un cult, ed ha uno stile estremamente classico. Perfetto per questo progetto. Poi tanti altri, tra cui il Lynx Studios, uno studio Brasiliano attivo negli Stati Uniti e diversi giovani disegnatori italiani.

dopo l’esperimento fatto in fumetteria (andato benissimo) ci siamo trasferiti all’interno del quindicinale Ventirighe, come allegati. È stato un bel successo… Siamo soddisfatti, sì. Farai un’edizione estera di Spektral? Siamo ancora la numero zero, ma si parla già di qualche edizione straniera. Senz’altro ce ne sarà una greca, una turca ed una americana. Potrebbe esserci anche la Francia, ma è troppo presto per parlarne. Di certo Spektral ha incuriosito molto i miei editori e alcuni amici Oltreoceano, al punto che potremmo vedere qualche numero speciale scritto da alcuni nomi ben noti.

Ultimamente ti stai dedicando a dei progetti che ti “divertono”, o sbaglio? Beh, ho sempre avuto la fortuna di fare cose che mi piacessero, senza pressioni o solo per denaro. Ma, comunque, hai ragione: ultimamente ho messo in cantiere dei progetti che mi divertono particolarmente, partendo da Strip Seasons… …che molti hanno visto con scetticismo…

Nella foto: Gianluca Piredda

…vedi, credo che uno dei difetti del nostro settore sia il giudicare un prodotto prendendo come metro i prodotti che lo hanno preceduto. Siccome, a parte Linus, non esistono strip magazines in Italia allora anche Strip Seasons sarebbe dovuto essere un flop. Non lo è stato, e 8





10


11


12


13


14


15


16


LO STAFF

Soares. È uno studio completo, che vanta all’attivo una trentina di disegnatori, illustratori, inchiostratori, coloristi oltre che a letteristi e impaginatori. Attivissimo nel mercato Statunitense, il Linx Studios ha fornito di disegnatori non solo gli editori indipendenti, ma anche le “Majors”.

Spektral avrà uno staff artistico eterogeneo, composto da disegnatori internazionali provenienti da esperienze diverse. Disegnatori italiani, americani, sudamericani che conosceremo numero dopo numero. I primi disegnatori che conosceremo sono:

IVAN CORTEZ: è la giovane rivelazione di questa serie. Peruviano di nascita, newyorkese di adozione, Ivan si è formato artisticamente nella scuola di fumetto di Joe Kubert. Ha realizzato qualche piccolo lavoro per il mercato peruviano e si sta preparando per il suo esordio negli USA. Cortez ha disegnato questo numero zero e la copertina; e disegnerà alcuni episodi della serie.

ALESSIO NOCERINO: Romano, classe 1972, figlio d’arte, Alessio è un disegnatore, inchiostratore e colorista di talento. Formatosi al Liceo Artistico di Roma ha mosso i primi passi nel mondo del fumetto nella King Comics di Alessandro Bottero, disegnando un numero di “Morrison” e una short per “Bad Karma”. Approdato in casa Cagliostro Press, Alessio ha realizzato la miniserie di 6 numeri “Wolfskin”, che vanta l’introduzione di Jeff Mariotte e del nostro Gianluca Piredda, ed è pronto al suo esordio in America. Nocerino disegnerà alcuni episodi e le copertine della serie.

RENO: Jan Carlo Maniquis (in arte Reno) non è nuovo a collezionare successi. In patria, le Filippine, la sua serie Maskarado è un cult ricercato dai collezionisti. Poco noto all’estero, sta iniziando a farsi notare nel mercato statunitense. Sono sue le matite di Wall of Angels. Reno Maniquis disegnerà alcuni episodi di Spektral.

LYNX STUDIOS: è uno studio brasiliano capitanato da Romulo 17


DA NOVEMBRE WOLFSKIN LA NUOVA MINISERIE HORROR TARGATA CAGLIOSTRO PRESS

W DI STEFANO APUZZO NOCERINO

A LUCCA COMICS & GAMES


SKETCHBOOK

19


Alcuni disegni preliminari di Spektral ad opera di Ivan Cortez

IVAN CORTEZ

20


RENO Una prova di Jan Carlo Maniquis, in arte RENO

21


ALFREDO FABOZZI Alcuni studi di Alfredo Fabozzi

22


A fianco la copertina in b/n del numero 1 di Spektral Sotto uno schizzo a penna di Alessio Nocerino

ALESSIO NOCERINO

23


Alcune illustrazioni di prova di Ivan Cortez

24


Spektral #0