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Anno 27 - N°03 del 29/03/2021 - www.newentrymagazine.it - redazione@newentrymagazine.it - Per la tua pubblicità: 347.73.52.863 Gianluca Boffetti

www.newentrymagazine.it

New Entry il Giornale della Gente New Entry Magazine

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CULTURA GENERALE, TERRITORIO, INTERVISTE ESCLUSIVE E TANTO ALTRO... pag.04 RICORDI pag.06 FROLLINI AL COCCO pag.07 AMO I BAMBINI... pag.09 LA GRATITUDINE

pag.10 LE MANI DI NOI DONNE pag.16 ALFA ROMEO CANGURO pag.20 GOTHAM - Serie TV pag.30 NEMICI INVISIBILI

pag.36 14 ANNI DI PURO AMORE pag.38 LA SCELTA DI UN PC pag.48 MISS NEWENTRY 2021 pag.56 MOROSINI E ASTORI

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NEW ENTRY MAGAZINE il Giornale della Gente Quindicinale d’informazione sociale e culturale a distribuzione gratuita Decreto del Presidente del Tribunale di Bergamo n°21 del 09/03/2000 Editore e Direttore Responsabile: Gianluca Boffetti Direttore Onorario: Michele Cortinovis Redazione: Stefano G. - Giorgio M.

Anno 27 - N°03 del 28/02/2021 www.newentrymagazine.it New Entry il giornale della gente New Entry Boffetti Gianluca newentrymagazine New Entry Television I NOSTRI CONTATTI redazione@newentrymagazine.it bergamo@newentrymagazine.it brescia@newentrymagazine.it

Editoriale

RICORDI Sono più di 26 anni che distribuiamo questa rivista in provincia di Bergamo e già 16 in provinvia di Brescia, Mantova e Cremona. Ormai conosciamo ogni angolo di questi circa 80 paesi dove con dedizione e professionalità portiamo in tutti i negozi le copie necessarie per accontentare tutti i lettori che non vogliono perdere nessun numero di questo semplice ma profondo mezzo di comunicazione. Mai come in questi ultimi anni si trovano tante serracinesche abbassate, negozi abbandonati che ai più magari non dicono nulla ma in noi fanno rivivere ricordi, chiacchierate, strette di mano, abbracci, pianti, sorrisi... Ebbene sì, dentro quei negozi dismessi c’era vita, c’erano amici, famiglie intere che per sostenersi e anche per passione, avevano intrapreso la loro avventura. In quei negozi ora spenti c’erano speranze, esperienze, amici. Ora parlano i ricordi... passando accanto alla porta d’entrata sembrano riecheggiare quelle voci, quelle emozioni e sensazioni che ci hanno accompagnato per gran parte della nostra vita. Alcune amicizie profonde sono rimaste, altre si sono perse nel cigolio di quella serracinesca che si abbassa ma i pensieri, i sorrisi vissuti quelli no, non si perdono... rimangono custoditi nel profondo del cuore come del resto quelli di coloro, che a distanza di anni sono rimasti fedeli alla rivista e che non potrò mai dimenticare: uno su tutti “Maes” di Treviolo che oltre ad una bella amicizia, da più di 20 anni è presente ininterrottamente come inserzionista sostendo attivamente la nostra rivista. Gianluca Boffetti

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Ed è Poesia

“Per Marco”

Quella fantastica sera. . . Tu ti commovesti al canto straordinario, dei miei, ora anche tuoi Beniamini. . . Il canto di una storia anche tua. . . So che ora sei felice, ma “PIERRE” ci unì in un’amicizia, unica e meravigliosa. . . e il tuo, il mio, il grande coro di gioventù ti coinvolse, e il tuo volto si rigò di una lacrima senza tempo. . . Erminia Bertulessi

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“Giorno” Siamo nuvole che sospese nel tempo muovono i passi del vivere giorno dopo giorno avanziamo in un infinito che ci avvolge senza fine portatori di pace e portatori di male, ci distinguiamo. Giuzzi Daniela

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La maschera dell’indifferenza cela l’ignobile, osanna lealtà e poi pugnala alle spalle l’innocenza, schernendo le proprie ferite. Scalvini Roberta

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carta da forno passare alla cottura per circa 15/20 minuti a 150° Spolverizzare zucchero a velo in superficie. Dal blog: www.cucinarecreare.it A presto, Anna

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Riflessioni

AMO I BAMBINI CHE SANNO ANCORA PIANGERE! “Papà, mi prometti che non ti arrabbi se ti dico una cosa?”. “Cosa?”. “No, prima devi promettere”. “Ok, non mi arrabbio, promesso”. “Oggi ho pianto davanti a tutta la classe”. “E perché?”. “Perché la maestra mi ha detto che non ho fatto bene i compiti e mi ha fatto venire le lacrime agli occhi”. “E secondo te dovrei arrabbiarmi per questo?”. “I miei amici dicono che piangere è da stupidi, che solo i bambini deboli piangono”. “Ma tu sapevi di aver fatto male i compiti?”. “No, credevo fossero giusti. Li ho fatti con la mamma ieri”. “Allora ascoltami bene. Ci sono due cose che sto per dirti e che dovrai ricordare per sempre. Promettimi che non le dimenticherai”. “Ok, papà, prometto”. “Prima cosa: diamine, sono fiero di te. Sapere che sai piangere è una benedizione. Le lacrime non sono una cosa brutta, sono una cosa meravigliosa. Credimi, piangere non è affatto da stupidi. Se piangi significa

che stai provando emozioni, che sei vivo, che non sei un burattino di legno senza alcun sentimento. E scommetto che anche i tuoi amici avranno pianto un’infinità di volte, anche se vogliono farti credere il contrario. Quindi piangi ogni volta che vuoi, piangono tutti, e non vergognarti mai delle tue lacrime, loro fanno parte di te. Sappi che spesso sono proprio le lacrime a farti sentire meglio quando stai male, quando ti fa male qui, proprio dentro al cuore”. “E la seconda cosa?”. “Sbagliare è normale. Fare certe cose in modo sbagliato è normale. Sai che anche la mamma e io abbiamo sbagliato un sacco di volte? È dagli errori che si impara, non imparerai mai niente dal fare le cose sempre in modo giusto. Sentiti sempre libero di poter sbagliare. Amo i bambini che sanno ancora piangere e che non hanno paura di sbagliare”. Articolo estratto dalla pagina Facebook di Sabrina Ferri 07


Riflessioni

PER CAPIRE

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Per capire cosa è la felicità guarda un bambino mentre gioca. Per capire cosa è la fiducia guardalo negli occhi e prendilo per mano. Per capire cosa è la saggezza parla con gli anziani. Per capire cosa è la sofferenza parla con chi ha perso una persona cara. Per sapere cosa sono la fame e la sete vivi con chi non ha cibo e acqua. Per capire cosa è la miseria fai volontariato nel sud Africa. Per capire cosa è la carità dona col cuore. Per capire cosa è la vita contribuisci a salvarne almeno una. Per capire cosa è la malattia aiuta chi è malato. Per capire cosa è la morte entra in guerra. Ma se vuoi capire SEMPLICEMENTE come sei tu guarda negli occhi dei tuoi amici e nemici, parla con chi ti conosce a fondo e a chi hai rivolto solo un saluto. Ripensa alle tue azioni di ogni giorno, a quello che potevi fare e non hai fatto. SOLO COSI’ POTRAI CAPIRE CHE TIPO DI PERSONA TU SIA E SE OGNI FINE GIORNATA GUARDANDOTI NEGLI OCCHI, ALLO SPECCHIO, NON TI VERGOGNERAI DI QUELLO CHE VEDI RIFLESSO POTRAI DIRE DI AVER DATO IL MEGLIO DI TE. Pamela

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LA GRATITUDINE La gratitudine non è solo dire grazie con le labbra ma va ben oltre. Dopo aver ricevuto la spiritualità del programma dei dodici passi di Alcolisti Anonimi, ed essersi resi conto della grazia ricevuta, diventa importante trasmettere l’essenza del nostro programma e la frequenza nei nostri gruppi A.A. Uscire da noi stessi per andare verso gli atri. Basta, con la sola voglia di pretendere senza dare nulla in cambio.Il ricevere e il dare ora da un senso alla mia vita sapendo di poter essere utile ma non indispensabile. Donare la speranza aiuta me stesso e mi da il vero senso di appartenenza. Io grazie a Dio, ora appartengo a questa grande famiglia, e per me è doveroso continuare a farne parte con tutti i suoi principi, valori e doveri. L’ ultimo mio dodicesimo passo, o meglio messaggio di speranza trasmesso ad un amico che poi a tutti i costi voleva pagare

in denaro, mi disse che era molto strano che fosse tutto gratuito. Gli risposi che il nostro scopo nella vita non era solo aiutare gli altri ma soprattutto noi stessi. Gratuitamente abbiamo ricevuto la possibilità di recuperarci dall’ alcolismo e gratuitamente doniamo la speranza a chi desidera di essere libero dall’ossessione per l’alcool. Ora nelle mie preghiere, ringrazio sempre Alcolisti Anonimi che mi ha aiutato a trovare un Dio d’amore che mi conservi come strumento di verità. Serene 24 ore a tutti. Massimo alcolista

Numeri utili Referente provinciale Brescia 334 73 44 880 Numero Verde 800 411 406 Sito web www.alcolistianonimiitalia.it Riflessioni

IL CAMBIAMENTO C’è qualcosa di particolarmente doloroso nella percezione del cambiamento. Tanto tempo fa, nella mia lontana infanzia ci sentivamo come giovani alberi circondati dai massicci tronchi robusti di due o tre generazioni intorno a noi. Ci proteggevano, di creavano senso di sicurezza, di conforto, che ci permetteva di crescere spensierati. Intorno a noi c’era calma e serenità, anche se fuori si scatenava la tempesta. Piano, piano i maestosi fusti si sono diradati, sentivamo le gelide fruste di pioggia, gli impeti soffi di vento. Ma crescendo ci eravamo irrobustiti e abbiamo resistito. E all’improvviso ci siamo resi conto, che da protetti ci siamo trasformati in protettori. Dentro, dove fino a ieri eravamo noi, erano apparsi i sottili fusti di alberi nuovi.

Adesso toccava a loro crescere spienserati, a noi di custodire la loro infanzia. Quello, che una volta sembrava eternità si è trasformato in un cosa passeggera e i posti sono cambiati. Logico, inevitabile, naturale, ma arrivato così in fretta, in modo impercepibile, quasi crudele. Darina Naumova 09


Riflessioni

LE MANI DI NOI DONNE Mà- mani in dialetto. Molti proverbi e battute esistono in dialetto, riferiti alle mani, sicuramente perché una volta la maggioranza delle persone faceva lavori manuali, pertanto le mani si prestavano a tantissimi detti, dai più seri ai più scherzosi, a espressioni metaforiche significative. “Töga sö la mà”: imparare ad usare un mezzo, un attrezzo, ma anche prendere confidenza con un lavoro di qualsiasi genere o con una situazione ricorrente. “Chè càsset a mà?”: cosa vai a rimuginare o a complicare?. “L’è bù a fa nà le mà”: è capace di difendersi o è abile e svelto a lavorare. “A portada de mà - amanìt”: a portata di mano, riferito a cose, luoghi o persone. “L’è ‘na persuna ala mà”: è una persona alla buona, semplice. “L’è zó de mà”: è fuori percorso, scomodo da prendere. “Èser a mà öde”: essere a mani vuote, povero. “Ladì de mà”: facile a menar le mani.

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“Fa nà le mà”: picchiare, ma anche gesticolare e pure lavorare veloci. “Fa ‘n ótra mà”: fare un altro giro di carte. “Dà un manroèrs”- dare un manrovescio. “G’ho mia quàter mà!”- non ho quattro mani, quando ci viene richiesto di fare più cose nello stesso momento. “Tègner a mà”: risparmiare, tenere stretti i soldi in mano. Come si può notare, grande è l’importanza delle mani, espressa in dialetto senza giri di parole. Con le mani si possono fare un’infinità di gesti, gentili o cattivi, utili o futili. Usare contemporaneamente le mani per fare più di una cosa, tenendo collegata anche la testa, è un comportamento quotidiano nel quale noi donne siamo davvero specializzate! Sappiamo infatti fare più lavori, da quelli casalinghi, a quelli professionali, a quelli creativi, dividendo a volte anche una mano dall’altra, per ottimizzare tempi sempre più ristretti, districandoci tra mille incombenze quotidiane, ma tenendo sempre attivo il cervello per sopperire pure alle dimenticanze di chi vive con noi ed è distratto (o troppo abituato ad avere chi gli ricorda tutto). Tuttavia i gesti più belli che le mani di noi donne sanno regalare a chi vogliamo bene, è accudire e coccolare ( i nostri bambini prima e i genitori anziani poi, oltre a fidanzato o marito); accarezzare (anche metaforicamente): per affetto, per amicizia, per consolare, per incoraggiare. Olfi Ornella


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“SAN GIUSEPPE” Hai accettato, allevato, amato un figlio non tuo; Hai ascoltato, compreso, condiviso le ragioni della tua donna, gettando il cuore oltre ogni logica terrena. Hai affrontato con coraggio mille peripezie per il bene della tua famiglia; hai educato il “tuo” figliolo con umiltà senza sbarrare la strada del suo destino. Quale straordinario esempio per tutti noi, come padre e come uomo. Giordano

“L’amor perduto” E da anni oramai che ti cerco, ogni notte ti penso... e, quando ti sogno a volte, ridivento fanciullo... mi ricordo i bei momenti, quando eravamo figli felici, anche solo a guardarci... Ad ogni episodio un sorridere, mi domando cos’era tutta sta alchimia... che al giorno d’oggi, il passato se l’è portata via con sè.... oh certo che si!!! Ci rimangono solamente i racconti, e qualche notte insonne a cercare di ricordare ogni istante... Ma a lungo andare ci si accorge che la linfa manca, quel qualcosa che manca, un punto fisso, che svanisce nel nulla... È l’ansia di guardare tra la folla... ma non si è mai contenti... eppure basterebbe il volare di una piccola farfalla, per percepire la tua presenza... Forse finirò di cercarti... sei già qui, BMG


Riflessioni

LA MASCHERA Avevo 24 o 25 anni, un fisico asciutto, perfetto ed alle Cupole di Manerbio (balera che frequentavo abitualmente) davano un ballo mascherato. Mi presentai vestito e truccato da donna, credetemi, ero uno schianto, ma sbagliai il giorno, era il sabato successivo, ero l’unico in maschera. Quel che è accaduto lo spiego in seguito... LA MASCHERA Quand’ero giovinetto (24-25 anni), avevo un fisichino niente male, un vitino da vespa, un viso bello ovale. Eravam più o meno sotto carnevale e la balera che abitualmente frequentavo dava un ballo in maschera, ho pensato: voglio partecipare! E così un sabato sera mi preparai a puntino: mi vesto da modella. Una parrucca mora, tacchi a spillo, due ore di trucco da parte di mia sorella mi avevan reso proprio bella. Ma quando sono arrivato alla balera mi sono reso conto che avevo sbagliato il giorno, era il sabato successivo il ballo mascherato, io ero l’unico ad esser “travestito”. Chiesi al botteghino: “posso entrare lo stesso così vestito?” “Per la miseria, ma sei tu Giordano? Vaccocane, ma sei uno schianto, sai che se non parlavi non ti avrei riconosciuto? Entra pure, farai girar la testa a qualche attempato signore”. Aveva ragione, tre cavalieri mi invitarono a ballare, ma quando dicevo che mi chiamavo Giordana (la mia vocina non è proprio da donna) mi guardavano stralunati, facevano una gran risata e mi riaccompagnavano al posto. Un signore alto elegantissimo, distinto con i capelli all’indietro (alla leccati da un cane), mi invitò a ballare un lento, all’improvviso con fare distratto, abbassò una mano e me la mise sul “pacco” (o perbacco), e poi pian pianino incominciò a toccarmi il sederino. “Senti un po’ chicchessia, mi fai il favore di togliermi la mano dal culo?” Il bellimbusto insisteva e forte mi stringeva; “Ohilà, finché si scherza è un conto, ma adesso o

allenti la presa o giuro ti stendo”. A quelle mie “dolci”parole mi lasciò andare ed al mio posto tornai a sedere. Quel fatto accaduto mi fece pensare, quel tipo arrogante aveva gusti un po’ strani, ma se fossi stata realmente una donna, come avrei reagito a quelle avances che mi avevano schifato? Non avendo forza alla pari; intelligenza ed arguzia avrei dovuto usare per scrollarmi di dosso quel gran maiale. Lui si che indossava una maschera, sto porco magistrale. Ho sempre avuto un grande rispetto per il gentil sesso, ma da quel giorno in me è cresciuto a più non posso, per una volta ho provato ad esser donna portando la gonna, ma la loro pazienza, acume, intelligenza, sono qualità troppo alte, non sono in mio possesso. Giordano

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PAPÀ

Leggo che ad oggi a Montichiari vivono 3 centenari….complimenti a loro per questo importante traguardo!! Inevitabile per me pensare che quest’anno anche mio papà avrebbe compiuto 100 anni. Purtroppo però ne ha vissuti solo poco più della metà, essendo mancato a 52 anni. Non riesco neppure ad immaginare come sarebbe diventato fisicamente da anziano. A parte l’ultimo periodo in cui era malato, debilitato, sempre a letto, io lo ricordo un bell’uomo, un po’ robusto ma dal portamento elegante, con i capelli brizzolati pettinati indietro, lineamenti regolari, sguardo fiero e severo. Fisicamente assomiglio parecchio a lui e ne sono contenta. Soprattutto i padri di una volta cercavano il figlio maschio per continuare il casato. A casa mia eravamo invece tre femmine, che hanno però ereditato dal papà molte somiglianze e abbiamo tramandato qualche suo tratto anche ai nostri figli. Mio papà sicuramente ne sarebbe orgoglioso! Capita spesso, purtroppo, che ci si rende conto maggiormente di quanto si amano le persone che ci vivono accanto, proprio quando non ci sono più, specialmente avanzando con l’età, quando si comprende che le priorità della vita sono proprio gli affetti. D’altronde quando

il papà ci ha lasciato io ero una ragazzina, nel fermento dell’adolescenza, nel classico periodo un po’ di ribellione, con tanti sogni e progetti nella mente; sapevo della sua malattia grave e inguaribile, perciò il grande dolore è stato mitigato dalla mia frenesia di guardare al futuro, associato all’immenso dispiacere di dover interrompere gli studi per aiutare la famiglia. Solo col tempo ho elaborato veramente il lutto, ma la sua mancanza si è acuita nei momenti più belli della mia vita, quando avrei tanto voluto averlo accanto per condividerli con lui. Gli mando un augurio affettuoso, anche se è presente nei miei pensieri non certamente solo in occasione della sua festa. Ornella Olfi

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ALFA ROMEO CANGURO, L’ AUTO CHE VISSE DUE VOLTE

Siamo nel lontano 1964, l’ anno in cui Clay stese Liston, divenendo campione del mondo, i sessanta furono uno dei decenni più agitati e sconvolgenti di sempre. Nel 1964 in Italia, spopolava Gigliola Cinquetti con “ Non ho l’età “, mentre la Ferrero ad Alba lanciava sul mercato la Nutella. Di lì a pochissimi anni sarebbe scoppiato il finimondo, nel 1968 cominciarono le rivolte studentesche e tutti quei movimenti che volevano cambiare il mondo e la società… L’Italia non ne fu di certo immune, venne scon-

volta e “Scoperchiata“ da tutta una serie di mutazioni degli usi e consuetudini della società che quasi non ebbe precedenti nella storia della nostra repubblica. Nell’incantata Parigi, durante il salone dell’automobile del 1964 appunto, furono tolti i veli ad una delle one off più affascinanti di sempre del biscione. La Canguro, si mostrò in tutta la sua bellezza e con tutti gli avanguardismi di cui era portatrice in campo automobilistico. Ne fu prodotta una sola, motorizzata con il leggendario bialbero con due carburatori, svilupPRANZI DI LAVORO: Lunch Box Menù

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pava la notevolissima potenza di ben 170 CV a 7500 rpm. Trazione posteriore e cambio a cinque marce. Le linee vennero plasmate dalla matita di Bertone, risulta particolarissima alla vista, linee affusolate e filanti, sedere corto con coda tronca e muso lungo, quasi a protendersi verso l’asfalto. Ampie e bombate le superfici vetrate, vennero incollate al corpo vettura con un particolare tecnica di derivazione aereonautica. Questo consentì che l’altezza della vettura risultava essere di soli 105 cm. Il telaio era tubolare, di strettissima derivazione TZ. Di questa leggerissima e molto veloce sportiva non si sa molto, ancor più difficile risulta vederla essendo appunto un esemplare unico. Sotto il lunotto posteriore troneggiava la ruota di scorta. Ovviamente data la natura della macchina, è un due posti secchi. Fu distrutta durante un test della stampa all’autodromo di Monza, la stessa venne condotta poi in un deposito dove rimase per un lungo tempo. Passò in mani tedesche, sino a finire nel paese

del sol levante, dove un collezionista la restaurò e ora fa sfoggio di tutta la sua unicità in rarissime e selezionate occasioni. Il restauro non fu semplice a causa delle molte parti mancanti e al fatto poi che stiamo parlando in un pezzo unico. Visse due volte appunto, una prima e breve vita, l’incidente e poi scartata per la produzione in serie in quanto troppo estrema e costosa. Ora si fa ammirare come dicevo, mi fa pensare quando la guardo sullo sfondo del mio pc e credo che di auto così non ne faranno più. Più guardo i listini di oggi, più mi rendo conto che non fanno per me, troppi schermi, troppa tecnologia. Per chi come me ama guidare e cercare di capire di che pasta è fatta una macchina, oggi trovo sempre meno differenze e sempre più appiattimento. Antonio Gelmini Per curiosità o valutazione su vetture di interesse storico inviare una mail a: meccanicagelmini@gmail.com

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RIDIAMOCI SOPRA

Una voce flebile al telefono: “Dottore, sono Rossi, sono quello che era venuto da lei perché molto stanco”. “E allora?”. “Dottore, non riesco ad aprire il flacone delle medicine!”. Degli amici si trovano al bar, uno salta su e dice: “Ah, io questa settimana ho venduto addirittura 30 macchine! E tu?”. “A beh, anch’io... ho venduto un orologio a cucù a un carabiniere”. “Beh non mi sembra una gran vendita...”. “Sì, ma gli ho venduto anche 2 chili di mangime per l’uccellino”. Il marito rincasa e trova un uomo nudo in camera da letto. “Che cosa ci fa lei qui?” sbraita infuriato il marito. “No, guardi, le spiego. L’apparenza inganna! - replica l’altro - Io ero a letto con la signora dell’ultimo piano. Il marito è rientrato prima del previsto e io sono fuggito dal balcone così com’ero. Sua moglie mi ha fatto entrare e... io mi sono trovato qui... così”. “Ah, quand’è così...” si calma l’uomo e fa restare a cena lo sconosciuto, gli presta un vestito, rimangono lì dopocena ... Nel cuore della notte, il marito si sveglia e salta addosso alla moglie insultandola. “Ma caro, che fai?”. “Che faccio? Noi abitiamo all’ultimo piano!”.

LA GIOIA DELL’ETICA Un’antica favola africana racconta del giorno in cui scoppiò un grande incendio nella foresta. Tutti gli animali abbandonarono le loro tane e scapparono spaventati. Mentre fuggiva veloce come un lampo, il leone vide un colibrì che stava volando nella parte opposta. “Dove credi di andare? - chiese il Re della foresta. - C’è un incendio, dobbiamo scappare!” Il colibrì rispose: “Vado al lago, per raccogliere acqua nel becco da buttare sull’incendio”. Il

Un carcerato dice alla guardia: “Senta... l’altro ieri ho lasciato il mio spazzolino da denti sul letto e me lo hanno rubato. Ieri ho lasciato il pettine sul letto e mi hanno rubato anche questo. Oggi ho lasciato un attimo i calzini sul letto e indovini un po’? Rubati anche questi! Sa cosa comincio a sospettare?”. “No, cosa?”. “Comincio a sospettare che qui in carcere ci siano dei ladri”. Bussano alla porta. Il marito dice alla moglie: “Saranno sicuramente i vicini che ci chiedono di nuovo qualcosa in prestito! Io mi sono proprio scocciato, inventati una scusa e non dargli niente, ci hanno già chiesto un sacco di cose e non ce le hanno più restituite!”. La moglie allora risponde: “Hai ragione, ma la colpa è tua che gli dai sempre tutto. Perché non te la inventi tu una scusa?”. “Buona idea!”, dice il marito andando ad aprire la porta. Il vicino, tutto sorridente: “Buongiorno, le volevo chiedere se oggi pomeriggio ha intenzione di usare il tagliaerba ...”. “Eh, sì, purtroppo! Io e mia moglie abbiamo deciso di dedicarci al giardino per tutto il pomeriggio”. “Ci avrei scommesso. Allora penso che sarete troppo impegnati per usare le mazze da golf. Non è che ce le presterebbe?”. Riflessioni

leone sbottò: “Sei impazzito? Non crederai di poter spegnere un incendio gigante con quattro gocce d’acqua!?” Al che, il colibrì concluse: “Io faccio la mia parte”. Renzo 19


Teenager

Gotham è una serie televisiva statunitense ideata da Bruno Heller e prodotta da Warner Bros. Television dal 24 settembre 2014 al 25 aprile 2019 sull’emittente Fox, basata sui personaggi della DC Comics che appaiono nel franchise di Batman (principalmente James Gordon e Bruce Wayne). In Italia la serie è trasmessa dal 12 ottobre 2014 al 21 luglio 2019 sul canale a pagamento Premium Action e, in chiaro, su Italia 1 e Italia 2. Trama La serie segue le vicende della recluta del dipartimento di polizia di Gotham City Jim Gordon, in coppia con l’investigatore Harvey Bullock, e delle loro indagini riguardo i crimini che avvengono in città. Nel frattempo, il giovane Bruce Wayne resta orfano dopo l’omicidio di suo padre Thomas Wayne e di sua madre Martha Kane, venendo affidato alle cure del maggiordomo di famiglia, Alfred Pennyworth. Prima stagione Gordon e Bullock sono incaricati di risolvere lo sconvolgente omicidio dei coniugi Wayne, apparentemente avvenuto per una rapina finita male. Nelle indagini il duo è aiutato dagli investigatori Renee Montoya e Crispus Allen, dallo scienziato forense Edward Nygma 20

e dal procuratore distrettuale Harvey Dent. Durante i tentativi di ripulire la città dal crimine, Jim si separa dalla fidanzata Barbara Kean dopo che quest’ultima viene minacciata dalla mafia per intimorire il detective; successivamente si innamora ricambiato della dottoressa Leslie Thompkins e Barbara, dopo essere impazzita a causa di un altro rapimento da parte di un criminale, cerca di ucciderla finendo per essere arrestata. Mentre indaga a sua volta sull’omicidio dei suoi genitori, Bruce fa la conoscenza delle giovani ladre di strada Selina Kyle e Ivy Pepper. Nel frattempo, il giovane criminale Oswald Cobblepot si fa astutamente strada nel mondo criminale della città scalando i vertici del potere; Jim e Harvey si troveranno coinvolti nelle guerre mafiose della città tra Fish Mooney, Carmine Falcone e Salvatore Maroni. Seconda stagione Dopo la morte di Mooney e Maroni e il ritiro di Falcone, Oswald è ora alle redini della criminalità organizzata della città. Theo Galavan arriva a Gotham con sua sorella Tabitha per candidarsi come sindaco, sebbene segretamente intende usare il suo ruolo per vendicarsi di un torto subito ai suoi antenati da parte della famiglia Wayne. Dopo che Jim uccide Galavan, il cor-


Teenager

po di quest’ultimo viene recuperato dallo psichiatra a capo dell’Arkham Asylum Hugo Strange, che trasforma Galavan nell’antico assassino vigilante Azrael. Nei panni di Azrael, Theo cerca di uccidere Jim per vendetta, ma viene fatto saltare in aria da Oswald con un bazooka. Oswald viene mandato all’Arkham Asylum, dove scopre una struttura segreta gestita dalla Wayne Enterprises chiamata Indian Hill, dove Strange sta compiendo esperimenti disumani sui detenuti per condizionarli mentalmente e dotarli di poteri incredibili. Jim indaga su Indian Hill, che si scopre essere controllata da un’organizzazione segreta chiamata Corte dei Gufi. Con l’aiuto dell’esperto tecnico Lucius Fox, Alfred e Bruce, Jim chiude Indian Hill. Tuttavia, all’insaputa di tutti, una Mooney rianimata è fuggita con un autobus di metaumani, incluso un clone di Bruce, creato da Strange, che ora vaga per Gotham. Terza stagione Sei mesi dopo gli ultimi avvenimenti, Jim è diventato

un cacciatore di taglie che lavora per rintracciare i mostri fuggiti da Indian Hill. Ha una breve relazione con la giornalista Valerie Vale e, seguendo un suo consiglio, tenta di riconciliarsi con Leslie che ora sta uscendo con il figlio di Carmine Falcone, Mario, mettendo Jim in disaccordo con lui. Nygma fa i conti con la sua personalità criminale de l’“Enigmista”, e rivaleggia con Oswald nel mondo criminale. Jervis Tetch arriva a Gotham per trovare sua sorella Alice, che possiede un virus nel sangue che fa impazzire chiunque ne entri in contatto. Il nuovo capitano del GCPD, Nathaniel Barns, viene infettato dal “virus Tetch” trasformandolo nel criminale “Esecutore” il cui obiettivo è giustiziare tutti i criminali, ma alla fine viene fermato dal GCPD. La Corte si impossessa del virus e lo usa per infettare Gotham al fine di distruggerla e ricostruirla “ripulita” dalla criminalità, tuttavia Mooney rapisce Strange per creare la cura al virus. Nel frattempo, Bruce viene catturato dalla Lega degli

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Assassini che lo addestra e condiziona mentalmente per renderlo idoneo a essere l’erede designato del “testa del demone” Ra’s al Ghul, sebbene riesca a riprendersi dopo essere stato costretto a uccidere e rianimare Alfred. Prendendo consapevolezza della propria identità, Bruce inizia a operare per le strade come vigilante mascherato. Quarta stagione Gordon e Bullock continuano a risolvere i crimini a Gotham City; Bruce pattuglia le strade di Gotham di notte come un vigilante mascherato; Cobblepot inizia una campagna per dominare la malavita della città approfittando di un sindacato criminale legalizzato; Nygma scopre che le sue facoltà mentali stanno diminuendo come effetto collaterale dell’essere stato congelato da Oswald; Jonathan Crane abbraccia il suo ruolo di Spaventapasseri, identità criminale con cui terrorizza gli abitanti di Gotham; Ivy cambia aspetto dopo aver assunto delle droghe e diventa una criminale; Butch Gilzean diventa il metaumano Solomon Grundy dopo che il suo corpo è stato gettato in una palude inquinata di rifiuti tossici; Sofia Falcone, figlia di Carmine, giunge a Gotham per rivendicare l’impero criminale di suo padre seminando morte lungo la strada; Ra’s al Ghul tenta di spingere Bruce a compiere il suo destino di “cavaliere oscuro di Gotham”; e Jerome Valeska forma una banda di criminali per far precipitare la città nell’anarchia. Anche se Jerome viene ucciso, riesce a far impazzire suo fratello gemello Jeremiah esponendolo alle sostanze chimiche di Crane. Jeremiah e Ra’s si alleano e rendono Gotham terra di nessuno, facendo esplodere i ponti che la collegano alla terraferma: solo pochi decidono di restare a combattere, mentre vari criminali iniziano a rivendicare il loro territorio. Quinta stagione Gordon e i suoi alleati lavorano per ristabilire l’ordine a Gotham City dopo che è stata tagliata fuori dal resto del mondo e tutti i principali criminali hanno rivendicato il proprio territorio nella città desolata. Jeremiah tenta di cementare il suo “legame” con Bruce rievocando la notte della morte dei suoi genitori; Cobblepot e Nygma uniscono le forze per fuggire 22

definitivamente da Gotham; Barbara rinuncia alla vita criminale quando rimane incinta del figlio di Gordon dopo un’avventura di una notte. Leslie si ricongiunge con Gordon e in seguito i due si sposano. La politica Theresa Walker invia il gruppo militare Delta Force, guidato dal vecchio compagno dell’esercito di Gordon Eduardo Dorrance, per aiutare il GCPD nella loro guerra contro la schiacciante popolazione criminale, ma il tutto si rivela una congettura: la Walker è in realtà Nyssa al Ghul, figlia di Ra’s, che intende vendicare la morte del padre distruggendo Gotham e uccidendo Bruce e Barbara; dopo essere stato ferito in uno scontro con Gordon, Dorrance viene potenziato e trasformato nel criminale Bane. Bane e Nyssa sono sconfitti dall’unione delle forze dei protagonisti; Gotham viene salvata, Gordon è nominato commissario del GCPD mentre Bruce lascia Gotham promettendo di tornare quando potrà difenderla. Nel finale della serie, ambientato dieci anni dopo, Bruce torna a Gotham giusto in tempo per la riapertura della Wayne Tower. Gordon sta preparando il suo ritiro dal GCPD fino a quando non scopre che Nygma è sfuggito alla sua prigionia da Arkham. Edward rapisce il sindaco James con l’intenzione di distruggere la Wayne Tower e viene nuovamente arrestato, ma è liberato da Oswald che è stato scarcerato dal Blackgate. Bullock si addossa la colpa dell’omicidio della guardia che ha fatto uscire Nygma di prigione, anche se Jim capisce che è innocente e scopre che Jeremiah era il vero colpevole. Jeremiah, che ha simulato il suo stato di morte cerebrale in attesa del ritorno di Bruce, rapisce la figlia di Jim, Barbara Lee, affermando tra l’altro che vuole cambiare il proprio nome in un altro che inizi per J, Barbara è salvata assieme a Gordon da un vigilante vestito da pipistrello. In seguito, Jim fa risaltare il segnale di luce in cima al GCPD dove riceve la visita di Bullock e Alfred che supervisionano lo stesso vigilante vestito da pipistrello che ha salvato Jim e sua figlia, il quale è in realtà Bruce: finalmente ha abbracciato il suo destino e diventa il cavaliere oscuro di Gotham. Ilaria Boffetti


Teenager CITAZIONI: “GOTHAN” “Camminare con un amico di notte... è meglio che farlo di giorno da solo.” “Una maschera nasconde la faccia, ma libera l’anima. Una maschera dice la verità.” “Ora vedo il mondo per quello che è davvero: una fabbrica abbandonata piena di macchinari rotti. Alcuni... molto pochi... possono essere riparati. La maggior parte... deve essere rottamata.” Quando fai un favore a qualcuno ti possono capitare due tipo di persone. Quelle che non lo dimenticheranno mai e quelle che non te lo perdoneranno mai. Forse dovresti fermarti un momento a pensare a quale tipo appartieni. Ci sono cinque emozioni umane di base. La quarta? La quarta è la paura. Che genera crudeltà. Rafforzata dal timore della punizione.

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Gian Maria Salvi nato il 27 giugno 1950 a Mouthe in Francia, attualmente vive e lavora a Berbenno in provincia di Bergamo. Salvi è un pittore che ha cercato di seguire le orme dei grandi maestri del passato iniziando sin da ragazzo alla scoperta della vocazione all’arte che si concretizza gradualmente, stimolando l’avvicinamento ad una “passione”, quella della pittura che richiede sacrifici, studio e applicazione con la ferrea volontà di superare ogni ostacolo. Salvi per molto tempo ha sperimentato differenti forme d’arte, ha saputo porre l’accento su importanti tematiche sociali rielaborando le sue prime emozioni sempre alla ricerca di nuove sensazioni emotive pittoriche da proporre a collezionisti ed estimatori. Entra nel mondo dell’arte ottenendo importanti affermazioni e riconoscimenti in concorsi e spesso la critica si è occupata di lui riservandogli contributi su cataloghi e al suo attivo importanti esposizioni personali, collettive e rassegne d’arte in diverse città.Nel 1996 a Sassari Gian Maria Salvi riceve la nomina di “Cavaliere dell’Arte” dalla Commissione Nazionale di Arti, lettere, scienze e letteratura all’Istituto Filippo Figari. Negli anni 80 Salvi ha l’onore di conoscere il maestro Mario Cornali (1915/2011) instaurando un forte legame amicale di qualche segreto della tecnica e del mestiere in incontri coltivati d’estate nel suo studio in Via Milano a Berbenno. Nel 2000 Salvi lo seguì nell’esecuzione dell’affresco realizzato nella Sala Pro Loco e Cornali gli regalò il disegno del bozzetto. Dal 1999 al 2004 Salvi è eletto presidente della Pro Loco Berben-

no proponendo concorsi nazionali di pittura invitando in veste di presidente di Giuria il maestro-pittore Mario Cornali con i suoi colleghi pittori: Candido Baggi, Callisto Gritti, Luigi Dragoni, Fulvio Rinaldi e Gianluigi Salvi. Importante, la mostra Salvi-Bassanelli nel 2007 presso la Sala Manzù, prove di dialogo a Bergamo: dal 2009 sono in permanenza esposte due opere al palazzo della Provincia di Bergamo nello Spazio Viterbi e nello stesso anno la Camera di Commercio dell’Associazione di Bergamo lo premia con la medaglia d’oro; nel 2010 su commissione dell’Amministrazione comunale di Berbenno realizza l’affresco “Cristo in croce” nel tamburo centrale del cimitero. Nel 2015 a Roma espone una sua opera a Palazzo Pontificio Maffei Marescotti in una mostra collettiva “Artisti per il Giubileo” in onore a Papa Francesco. Il nove agosto 2017 a Rota Imagna Salvi conosce il critico d’arte Vittorio Sgarbi presentatogli dallo scultore Osvaldo Personeni di S.Omobono Terme in occacertificato ANAMMI n. N946

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SPAZIO ARTE

sione della presentazione di Sgarbi nel bicentenario della scomparsa dell’illustre architetto bergamasco Giacomo Quarenghi (1744/1817) nativo appunto di Rota Imagna. Nel 2018 Salvi con altri pittori Vald’Imagnini partecipa ad una mostra collettiva di pittura nello spazio espositivo Info Point Turistico a S.Omobono Terme in onore a Papa Giovanni XXIII durante il tour itinerante in terra bergamasca dal 24 maggio al 10 giugno accogliendo con entusiasmo e devozione l’urna con il corpo di San Giovanni XXIII al Santuario della Madonna della Cornabusa la domenica del 27 maggio 2018. A febbraio del 2019 Salvi ha l’onore di conosce nelllo studio milanese a Bussero il pittore Filippo Bruno in arte Willow, il maestro della corrente della”neopop”. Nel 2019 e 2021 Salvi è invitato alla IX e X Biennale D’Arte Moderna e Contemporanea a Valmaggiore nel Comune di Endine Gaiano. A Berbenno in via don Bosco c’è una sala espositiva permanente denominata ”Arte contemporanea e… storia di Berbenno” e il pittore Salvi Gian Maria è il

responsabile della galleria dando la possibilità insieme ad altri artisti berbennesi di esporre le loro opere, inoltre i visitatori possono ammirare gli album fotografici storici della vita quotidiana dei berbennesi gentilmente messi a disposizione del Comune di Berbenno. La galleria è aperta tutti i giorni dalle ore: 8.00 alle19.00. Per ulteriori informazioni rivolgersi al cell.3475818256 o tramite email a salvigianmaria@tiscali.it

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Luce e Buio... Bene e Male... Gioia e Dolore... Siamo quotidianamente alle prese con le mille contraddizioni della vita, dei sentimenti e delle emozioni. Un dualismo con il quale ci dobbiamo confrontare continuamente nei rapporti con le persone, ma specialmente se iniziamo un percorso alla ricerca di noi stessi, del nostro io più nascosto, della nostra vera essenza. A volte vediamo una luce, altre volte il buio... non c’è mai nulla di scontato. Cercare il nostro Centro, la nostra Armonia interiore, può essere difficile e doloroso ma, come dice Alejandro Jodorowsky, bisogna osare... “Chi osa avanzare nel buio, anche se ha perso la speranza, alla fine trova una meta luminosa”. E per sottolineare l’importanza del coraggio di

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affrontare le vicissitudini della vita senza arrendersi mai, ecco un’altra bella citazione di Carlos Castaneda che mi piace moltissimo: “Solo come guerriero si può sopravvivere sulla via della conoscenza, perché l’arte di un guerriero consiste nel bilanciare il “terrore” di essere un uomo con la “meraviglia” di essere un uomo!” Piera Masoch

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OROSCOPO dal 25 Marzo al 17 Aprile 2021 ARIETE 21/03 - 20/04 Prima o poi si cercherà sicuramente di migliorare il proprio rapporto sentimentale ma per il momento potete anche lasciarlo in questo modo... coltivate le vostre amicizie....

TORO 21/04 - 20/05 I single non hanno nessun modo per dimostrare alle persone che sono loro vicino e che si possono fidare di loro, a meno che non ci si chieda se ne valga davvero la pena.

GEMELLI 21/05 - 21/06 Avete tante cose da sistemare ma il vostro lato sentimentale non è tra questi. Per questa settimana potete passare la palla a qualcun altro e godervi le giornate, succeda quel che succeda!

CANCRO 22/06 - 22/07 Sicuramente sarete molto più bravi a prendere delle decisioni da single che da coppia, ma questo si può modificare con il tempo e con l’impegno costante, ma soprattutto con l’accettazione dell’altro. Salute ok.

LEONE 23/07 - 23/08 Avrete modo di girare intorno a tanti discorsi senza mai affrontarne uno realmente ed in questo modo si toglieranno di torno tanti scocciatori. Migliora decisamente il rapporto con alcuni colleghi di lavoro...

VERGINE 24/08 - 22/09 Tutte le vostre buone intenzioni potrebbero improvvisamente svanire ed essere fonte di qualche altra espressione poco coerente con i vostri precedenti. Forse si può giungere a qualche altro compromesso.

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SCORPIONE 23/10 - 22/11 Le coppie vorranno vivere qualche avventura, ma in realtà non ne avranno bisogno. Ad ogni modo ci saranno sempre delle piccole novità a portare un brivido alle vostre giornate...

SAGITTARIO 23/11 - 21/12 Mantenendo la calma si ottengono grandi risultati e voi lo avete potuto apprezzare in queste ultime settimane, quindi potrete continuare su questa linea e mantenerla per un po’!

CAPRICORNO 22/12 - 20/01 Grande confusione, ma per voi non è una novità anzi, vi è talmente familiare come sensazione che quasi andate alla sua ricerca... I single migliorano il proprio rapporto con l’altro sesso ma ci vuole più coraggio!

ACQUARIO 21/01 - 19/02 Giunti ad un certo punto non potete proprio pretendere che vi siano delle questioni ancora non chiare, dunque usate questi giorni per chiarire e per chiarirvi le idee, senza troppe pretese o pregiudizi.

PESCI 20/02 - 20/03 Avete tante cose da sistemare ma il vostro lato sentimentale non è tra questi. Per questa settimana potete passare la palla a qualcun altro e godervi le giornate, succeda quel che succeda! 27


ANIME NEL VENTO

ODORE DI MORTE Odore di morte, giunge indiviso fra le vie del paesello spira. Fugace si fa il pensiero appesantito rimanda, bagliori rosso sangue. Fra le dita sentore aspro amarezza tensione che spezza fila riannoda tremore fa riaffiorare. Angelo: passo scandito anima bella sensibile delicata sorriso aperto generosa armonia. Ricordi riemergono a profusione gettano gioie effimere. Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste

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Ed è Poesia

“L’amor perduto” E da anni oramai che ti cerco, ogni notte ti penso... e, quando ti sogno a volte, ridivento fanciullo... mi ricordo i bei momenti, quando eravamo figli felici, anche solo a guardarci... Ad ogni episodio un sorridere, mi domando cos’era tutta sta alchimia... che al giorno d’oggi, il passato se l’è portata via con sè.... oh certo che si!!! Ci rimangono solamente i racconti, e qualche notte insonne a cercare di ricordare ogni istante... Ma a lungo andare ci si accorge che la linfa manca, quel qualcosa che manca, un punto fisso, che svanisce nel nulla... È l’ansia di guardare tra la folla... ma non si è mai contenti... eppure basterebbe il volare di una piccola farfalla, per percepire la tua presenza... Forse finirò di cercarti... sei già qui, BMG

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Riflessioni

CONTRASTI E SCELTA

E’ facile scegliere tra il bene ed il male. Non dico che, sceglieremo a tutti costi il bene ma almeno abbiamo un’idea chiara e la nostra scelta sarà motivata e coscienziosa. Non è difficile scegliere tra due mali, preferibilmente si opta sul male minore. Ma come si fa a predilifìgere uno tra due beni contrastanti, inconciliabili tra loro? Non esiste un bene “maggiore” e un bene “minore”. Questa categoria etica è al di là dei comparativi di maggioranza e minoranza. E le cose si complicano parecchio... Darina Naumova

Ed è Poesia

“Ode a una canzone” Surreale idea, Alba Primordiale... I tuoi inventori dipingono in te... ...come Leonardo “LA GIOCONDA “. Il giudizio Universale: forse è arrivato, forse arriverà... Un giorno, papà, ci ritroveremo là : “DOVE COMINCIA IL SOLE “. Erminia Bertulessi Ti piace scrivere? Hai degli scritti che vorresti pubblicare e condividere con altre persone? Invia a redazione@newentrymagazine.it e noi saremo lieti di pubblicarli gratuitamente.

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SPECIALE

ALLA SCOPERTA DEI NEMICI INVISIBILI - La battaglia tra Batteri e Antibiotici -

L’invisibilità è il potere che i microrganismi hanno e sfruttano per sfuggire alle difese dell’ospite. Viviamo nell’eterna “era dei batteri”: nell’oceano, i microbi rappresentano un numero strabiliante, equivalente al peso di circa 240 miliardi di elefanti africani e nel nostro corpo ci sono più cellule batteriche estranee che cellule umane. Il colon potrebbe essere considerato un universo di batteri ad alta densità: Escherichia coli, in una sola notte, arriva a 10 miliardi di cellule. In ogni centimetro di noi vi è quindi uno zoo invisibile. Pensate che a fronte di 30000 miliardi di cellule umane, noi possediamo 100000 miliardi di cellule di batteri e miceti! Dal “censimento” di geni è emerso infatti che i microrganismi possiedono circa 2 milioni di geni mentre l’uomo ne ha 23000; praticamente l’1% dei nostri geni è umano, mentre il 99% è batterico. Si parla pertanto di numeri astronomici, che hanno paragonato l’intestino ad un secondo cervello in grado di controllare molti aspetti della nostra vita. L’alitosi mattutina è spiegata dal fatto che, durante il sonno, respirando dal naso, c’è un minore ricambio di aria e quindi una maggiore concentrazione di 30

popolazioni anaerobie, mentre alcuni studi hanno dimostrato l’associazione tra il parto cesareo e certe caratteristiche del futuro del bambino rispetto a chi nasce con un parto naturale. Di certo non ci sono soltanto microrganismi patogeni, ossia dannosi per noi; è infatti una saga di guerre senza fine, ma anche un’enorme collaborazione. Esistono dei veri e propri alleati della nostra salute che vengono “assassinati” innocentemente dagli antibiotici ed è quindi importante reintegrarli con appositi probiotici. Forse non tutti sanno che perdere il microbiota sarebbe grave quanto perdere il fegato o un rene.

Ma come agiscono gli antibiotici? Esistono tante categorie, a seconda del meccanismo d’azione, dell’origine e degli effetti. Alcuni antibiotici ostacolano la produzione di proteine vitali per le cellule batteriche stesse, altri ancora interferiscono con il loro meccanismo di riproduzione, rallentandone così la crescita, mentre i beta-lattamici, come la penicillina, fanno in modo che la parete cellulare di batteri, essenziale per la loro vita, possa essere danneggiata, motivo per cui si verifica una sorta di “suicidio”. La penicillina era così preziosa negli anni della scoperta che le urine della prima paziente alla quale fu som-


SPECIALE

ministrata vennero conservate per riestrarne il farmaco! Ci si confonde spesso e si pretende magari di assumere un antibiotico per curare i virus, che invece, non avendo pareti cellulari e potendo vivere solo in una cellula ospite, sono diversi dai batteri, anche se, come purtroppo abbiamo assistito con il SARS-CoV-2, risultano ugualmente pericolosissimi per la nostra salute. Con gli antibiotici è tutto molto complicato: le dosi, i cicli di terapia, la tipologia e l’abuso, che porta alla tristemente nota resistenza agli antibiotici, fenomeno che alimenta le malattie della nostra epoca in quanto non si è più sensibili all’azione di tali farmaci. Un esempio di batterio diventato resistente ad una classe di antibiotici è rappresentato dall’MRSA e, come lui, sono molti i vincitori di questa battaglia che porteranno, secondo le ultime stime, a più morti del cancro nei prossimi anni, anche a causa dell’utilizzo smisurato di antibiotici in alcuni allevamenti intensivi. Ovviamente ci sono possibili effetti indesiderati legati agli antibiotici, ma la gran parte delle infezioni è stata risolta nel corso dei secoli proprio grazie ad essi. Con le dovute precauzioni e con un occhio fiducioso, muoviamoci verso le nuove scoperte della frontiera delle biotecnologie, che hanno portato anche alla possibilità di una batterioterapia (o bioprotica), una tecnica che consiste nell’utilizzare batteri “buoni” per contrastare batteri “cattivi” dannosi per la nostra salute. Per esempio, il trapianto fecale è stato utilizzato per contrastare la colite da Clostridium difficile e si è dimostrato efficace! La batterioterapia può essere applicata in vari campi: per trattare infezioni delle alte vie respiratorie (come faringotonsilliti e otiti) o addirittura per prevenire la carie nei soggetti più predisposti. I batteri utilizzati si oppongono alla crescita dello Streptococcus mutans (il responsabile della carie), creando anche un ambiente che sfavorisce l’insorgenza del tartaro e delle gengiviti.

Il problema della carie nei bambini è un problema concreto, poiché fin da subito sono soggetti a un consumo importante di zuccheri. Inoltre, sono in corso studi per aiutare a prevenire dermatiti, coliche infantili e alcune patologie del tratto gastrointestinale e genito-urinario. Questa scoperta è promettente, ma non è tutto oro ciò che luccica: introducendo nel nostro corpo un microrganismo, questo prolifera, dando origine a miliardi di suoi simili e, se dovesse generare un mutante, si potrebbe trasmettere la resistenza agli antibiotici anche agli altri batteri. Infine, l’utilizzo in pazienti immunodepressi potrebbe dare luogo a setticemie. In futuro, comunque, ci si aspetta di sostituire l’utilizzo degli antibiotici con questa nuova terapia, in modo tale da trarne vantaggio anche in termini di antibiotico-resistenza. Al di là di ogni parere, è giunto il momento di sensibilizzare il più possibile affinché si adotti un atteggiamento consapevole verso una “scienza cosciente”, perché il futuro ci appartiene ed è frutto delle nostre scelte! Fonti principali: Blaser, M.J. Missing microbes; Microbiologia Italia

Per curiosità, domande ed approfondimenti, potete contattarci all’indirizzo: allascopertadellascienza@gmail.com A cura delle Dott.sse: Bolognini Silvia, Ticozzi Chiara Illustrazioni Dott.ssa Schillaci Nadia Francesca Jana

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L’INTERVISTA

FEDERICA GIUBERTONI UNA RAGAZZA TUTTA DA SCOPRIRE Un fisico praticamente perfetto, anche se quando si guarda allo specchio lei tende sempre a vedere più i difetti che i pregi. E poi un sorriso che riempie il suo viso e crea empatia al primo sguardo. Non è un caso se Federica Giubertoni è cresciuta su Instagram superando la soglia dei 10mila followers e si sia avvicinata, passo dopo passo, al mondo della fotografia. Mettersi in gioco è ormai nel suo dna, far foto e farsi fare foto le piace, la stimola e la diverte. Normale allora che il suo corpo, curato a suon di allenamento ed ore di palestra, sia diventato il suo primo biglietto da visita. Se a questo ci si aggiunge che non le spiace mostrarsi con quel pizzico di malizia che caratterizza ogni donna, allora è facile capire che il dato è tratto. “Eppure tutto è iniziato appena due anni fa, quando ho iniziato a frequentare seriamente la palestra e da lì, giorno dopo giorno, ho iniziato a prendere consapevolezza che pote-

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vo ottenere molto di più dal mio corpo. Non solo: ho capito che l’allenamento mi faceva stare bene anche a livello mentale”. Una miccia che da allora l’ha portata a vivere esperienze nuove. Oggi, le tue foto spopolano sui social network. Per ora sto cercando di farmi conoscere sponsorizzando prodotti legati al benessere del corpo e della bellezza, ma non nascondo che mi piacerebbe posare in intimo, stile che io adoro in tutte le sue forme. Mi rendo conto che non è facile, ma un giorno chissà… Come ti ha cambiata la fotografia? Mi ha dato sicurezza e consapevolezza della mia condizione, mi ha tolto un pizzico di privacy ma questo fa parte del gioco: se vuoi farti conoscere non ci sono alternative, rispetto comunque chi non si vuole mostrare in questo mondo di social dove si viene giudicati continuamente. Riavvolgiamo il nastro: Federica Giubertoni… 33 anni, dalla Provincia di Modena, anche se ci tengo a sottolineare che sono mantovana. Ho studiato Agraria e mi sono laureata in Chimica col massimo dei voti, collezionando 6 borse di studio e mantenendomi sempre da sola lavoran-


L’INTERVISTA

do. Ho lavorato in campagna, fatto la cameriera e la gelataia, dato ripetizioni a moltissimi ragazzi. Dal 2014 ho ricoperto il ruolo di responsabile laboratorio presso un’azienda chimica e nel 2020 in piena pandemia ho deciso di cambiare lavoro assumendo il ruolo di responsabile ufficio sicurezza presso un’importante azienda del settore ceramico. Una vita lavorativa intensa, così come lo sport ha sempre fatto parte di te. Fin dalle scuole sono sempre stata una sportiva! Ho praticato pallavolo, calcio, nuoto, mi ritengo una multisport! Nel 2018 mi sono avvicinata alla palestra e li è nato l’amore per questa disciplina. Come in tutto ciò che faccio dove do il 110%, anche nella palestra ho fin da subito dato il massimo e in breve tempo ho ottenuto importanti soddisfazioni personali. Finchè hai deciso di dare una svolta alla tua carriera, e di conseguenza alla tua immagine… Nel 2020 durante la pandemia ho deciso di intraprendere un nuovo percorso di vita: oltre al cambio di lavoro, ho deciso di iniziare una preparazione specifica che mi portasse a gareggiare in un palco e a confrontarmi con altre ragazze che

hanno la stessa mia passione, quella che prima potevo solo invidiare ora è una realtà. Anche sui social il tuo personaggio è decollato… Fino ad un anno fa, nonostante avessi Facebook e Instagram , li utilizzavo semplicemente per guardare le foto delle ragazze a cui mi sarebbe piaciuto assomigliare fisicamente. Ora sono io che pubblico sui social e gli altri e le altre che guardano, sono passata dall’altra parte! Non mi reputo una influencer, ma sui social vorrei far capire che con determinazione, forza di volontà ed impegno nella vita è possibile ottenere molti obbiettivi. Non solo i personaggi famosi possono avere successo, il successo è anche sapersi migliorare e ottenere poi benefici nella vita quotidiana e nelle relazioni di coppia. Ti piacerebbe entrare nel mondo dello spettacolo? Non ho mai frequentato il mondo dello spettacolo, ma mi piacciono tutti i reality e non nascondo che mi piacerebbe parteciparvi… cosa che penso sia molto improbabile. Ti piace l’idea di metterti in gioco? Si, a me piace molto esibirmi, mettere in mostra il mio corpo e le mie qualità caratteriali. Dove ti vedi tra dieci anni? I miei progetti sono giorno per giorno e in continua evoluzione, non mi fermo mai davanti a nulla e se lo faccio mi annoio… Prossimo obbiettivo la mia gara Bikini ad Aprile 2021 e la sua preparazione. Poi un’altra laurea. Tra 10 anni mi vedo in forma e più consapevole… CONTATTI SOCIAL https://www.instagram.com/giubertonifederica/ 35


Dedica a...

14 ANNI DI PURO AMORE Come sarebbe stata la mia vita senza di te, senza quel tuo sorriso, quel tuo modo di fare dolce, senza quelle tue smorfie che mi fanno tanto sorridere. Hai ragione figlia mia, il tempo per stare insieme è sempre poco ma sappi che ti voglio un mondo di bene. Per il tuo 14° compleanno ti auguro tanta gioia e felicità ma anche la forza di affrontare le sfide della vita. Dovrai essere te stessa sempre, devi saper sorridere anche quando non sarà facile, ti auguro di vivere mille avventure e di saper scegliere quando fermarti per aiutare qualcuno lungo il tuo percorso. A volte sbaglierai, altre volte non saremo d’accordo ma sarò sempre dalla tua parte... sia nella vittoria che nella sconfitta. La vita è piena di momenti difficili ma anche di attimi meravigliosi. Cerca di imparare qualcosa da ogni situazione. Conto su di te, mia principessa Ilaria, ascolta sempre il tuo cuore e corri i tuoi rischi ma con attenzione. Un giorno capirai il perchè dei miei “FAI LA BRAVA”, “STAI ATTENTA” forse perchè nessuna parola può descrivere quanto ti voglia bene e sia orgoglioso di te. Buon compleanno, tesoro mio! P.s.: Devo rivelarti un segreto, tu sai molto bene che sono un fans di Adriano Celentano...

Ebbene, sono 14 anni che aspetto di dedicarti questa splendida canzone dal titolo “Il tempo se ne va” che racchiude nel profondo del suo testo tante verità. Adriano la dedicò a sua figlia Rosita ed ora io la dedico a te... Quel vestito da dove è sbucato Che impressione vederlo indossato Se ti vede tua madre lo sai Questa sera finiamo nei guai

Augura Buona Pasqua

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Dedica a...

È strano ma sei proprio tu Quattordici anni o un po’ di più La tua Barbie è da un po’ che non l’hai E il tuo passo è da donna oramai Al telefono è sempre un segreto Quante cose in un filo di fiato E vorrei domandarti chi è Ma lo so che hai vergogna di me La porta chiusa male e tu Lo specchio il trucco e il seno in su E tra poco la sera uscirai Quelle sere non dormirò mai E intanto il tempo se ne va E non ti senti più bambina Si cresce in fretta alla tua età Non me ne sono accorto prima E intanto il tempo se ne va Tra i sogni e le preoccupazioni Le calze a rete han preso già Il posto dei calzettoni Farsi donna è più che normale Ma una figlia è una cosa speciale Il ragazzo magari ce l’hai Qualche volta hai già pianto per lui

La gonna un po’ più corta e poi Malizia in certi gesti tuoi E tra poco la sera uscirai Quelle sere non dormirò mai E intanto il tempo se ne va E non ti senti più bambina Si cresce in fretta alla tua età Non me ne sono accorto prima E intanto il tempo se ne va Tra i sogni e le preoccupazioni Le calze a rete han preso già Il posto dei calzettoni Mamma Cristina, papà Gianluca e Mattia

DEDICA A ILARIA

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L’INFORMATICA SECONDO HKSTYLE

LA SCELTA DI UN COMPUTER La scelta di un computer è molto importante e sono veramente tante le caratteristiche e le proprietà da tenere in considerazione per la buona scelta di questi tipi di dispositivi. Soprattutto in questo periodo di pandemia dove la comunicazione digitale è diventata un pilastro fondamentale della vita quotidiana, bisogna trovarsi attrezzati per poter gestire videochiamate, riunioni online, progetti e lavori in modalità completamente informatizzata. Ecco alcuni consigli e soluzioni utili che potranno aiutarvi! Partiamo subito da uno degli elementi fondamentali per la buona scelta di un Laptop Vivobook 15 Series i7 con scheda video dedicata computer: acquistare un fisso o un portatile? Qui non si tratta di differenza tecnica o prestazioni maggiori rispetto ad altri modelli: la scelta finale sta completamente alla comodità dell’utente. Oramai i computer portatili, grazie allo sviluppo tecnologico avvenuto negli ultimi anni, presentano caratteristiche di componentistica identiche ai computer fissi (tutto si basa sulla fascia di prezzo nella quale il cliente vuole rimanere). Quindi la vecchia differenza tra portatili meno potenti e computer fissi non esiste più. Il computer fisso permette di avere una maggiore potenza e maggiore aerazione (quindi un riscaldamento interno dei componenti minore) rispetto ad un computer portatile. Il pc tower può esser aggiornato, migliorato e questo comporta una scalabilità migliore per Tipologia di Computer fisso 38


L’INFORMATICA SECONDO HKSTYLE

quanto riguarda le prestazioni e l’elaborazione. Ricordiamoci però che un computer fisso ha bisogno di tastiera, mouse, webcam (diventata indispensabile) e monitor: come avrete già capito sono molti i componenti aggiuntivi da acquistare e in un computer fisso la possibilità di rottura di un componente interno è maggiore. Quindi si ha una potenza maggiore che rimane limitata alla postazione di lavoro e tanti elementi da aggiungere per ottenere un’esperienza ottimale di lavoro/svago. Il computer portatile presenta tutti i dispositivi sopra descritti in un unico Laptop HP Elitebook 12,5” i7, 16 GB RAM device con monitor, mouse, tastiera, webcam e miE 1 TB DI DISCO SSD crofono integrati. Le prestazioni variano in base alla fascia di prezzo d’acquisto nella quale vogliamo rimanere e la portabilità del dispositivo è sensazionale. Il computer portatile però tende a scaldare maggiormente, la possibilità di upgrade di componenti è limitata e se non si ha disposizione molto spazio interno per l’archiviazione dei file si è costretti ad utilizzare un disco esterno USB (con relativi rischi di caduta, smarrimento, ecc.) oppure una soluzione cloud per il salvataggio dei documenti. Una tipologia di computer fisso ottimale per ottenere elevate prestazioni e grafica di buon livello è l’iMac, dispositivo di Apple che racchiude monitor, computer e periferiche in un unica macchina (questa tipologia di computer viene chiamata All-inOne - Tutto in Uno). Il prezzo è leggermente maggiore iMac 27” rispetto a prodotti della stessa fascia ma le prestazioni risulteranno eccezionali. La scelta del proprio device dipende anche dall’utilizzo finale dell’utente. Per un semplice lavoro quotidiano come navigazione internet, consultazione posta, modifiche di documenti con il pacchetto office o social network il computer portatile è la scelta migliore: poco pesante, maneggevole, trasportabile e silenzioso. Se invece pensiamo ad utilizzi più complessi come elaborazioni video, grafica o calcoli bisogna passare alla scelta di una workstation. La workstation è un computer con componenti ad alta capacità di elaborazione che permettono di sostenere carichi di lavoro abbastanza pesanti senza blocchi di sistema o errori durante l’utilizzo. Le workstation possono essere sia portatili che fisse; naturalmente come spiegato prima, quella fissa sarà maggiormente aggiornabile internamente a livello di componenti rispetto ad una portatile. Le prestazioni con questa tipologia di computer Dettaglio Workstation ZBook sono molto alte e l’utilizzo è veramente fluido: nella 39


L’INFORMATICA SECONDO HKSTYLE

maggior parte dei casi le workstation sono dotate di un buon processore, disco interno ssd ultraveloce e una buona quantità di memoria rapida per l’utilizzo dei programmi/software (memoria ram). Infine, l’ultimo utilizzo possibile può esser quello ludico, cioè una postazione da gaming. Anche in questo caso i computer da gaming possono essere fissi e portatili. La caratteristica che differenzia i computer gaming rispetto agli altri, tralasciando processore, ram, dischi di ultima generazione, è la scheda video. L’elaborazione grafica è il cuore di queste postazioni perchè deve garantire un’esperienza di gioco ad alta fluidità senza intoppi durante le sessioni videoludiche più laboriose. Di conseguenza il calore sviluppato è veramente elevato, caratteristica

Dettaglio disco interno SSD PC Fisso

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Interno computer Gaming con scheda video dedicata e radiatore

che penalizza maggiormente i computer portatili i quali, pur essendo velocissimi e reattivi sotto ogni punto di vista, diventano molto ingombranti e pesanti perchè devono avere componenti ad alta elaborazione e il calore sviluppato è molto difficile da eliminare. Per questo consigliamo setup e postazioni fisse se il vostro scopo è quello del gioco; i portatili gaming possono essere riutilizzati tranquillamente come workstation ad alte prestazioni perchè offrono sorprendenti velocità d’utilizzo.


L’INFORMATICA SECONDO HKSTYLE

Tutti i componenti del computer sono importanti per un corretto utilizzo ma alcuni vanno ad influenzare maggiormente lo stato del computer durante il lavoro quotidiano. Ecco che cosa guardare: CPU = ormai i processori installati sui computer sono di media generazione e quindi di ottima statistica, l’elemento da verificare è quindi la generazione del processore: maggiore è la generazione, maggiori saranno le velocità. RAM = è la memoria che viene dedicata ai programmi quando sono aperti e in fase di lavoro. Quella consigliata generalmente per un utilizzo base è di 8 GB. SSD = è il disco di archiviazione dei dati e del sistema operativo, il dettaglio da verificare è la sua capacità che non deve essere inferiore ai 256 GB. Grandezza dello schermo = per i computer portatili questo è un elemento molto importante che varia a seconda della comodità dell’utilizzatore: esistono varie dimensioni schermo che variano dai 12” fino ai 17” nei modelli più avanzati. Interfacce esterne = per interfacce esterne intendiamo quali porte fisiche il computer presenta: USB normale, porte video HDMI, DisplayPort, VGA, interfacce per dischi fissi, ecc.. Consigliamo la presenza di una porta USB C sul vostro computer, nuovo standard ultra veloce per i dispositivi di archiviazione esterni. Abbiamo cercato di riassumere tutte le informazioni principali per la buona scelta di un computer, così da aiutarvi al 100% nell’acquisto dato che a volte l’informatica può esser un argomento ostico per molte

Workstation con Processore e scheda video di alta fascia

persone. Per approfondimenti, richieste e qualsiasi domanda scriveteci all’indirizzo global@hkstyle.tech. Non dimenticatevi di visitare il nostro sito www.hkstyle.tech ed i nostri social Facebook, Instagram e Linkedin: hkstyle.tech, CCA.CentroAssistenzaComputers, InsideConnection.tech ed OfficinaInformaticaCH. Per aggiornamenti in tempo reale abbiamo anche il canale Telegram: HkStyle – News, offerte e molto altro! Grazie a tutti per averci letto e alla prossima da... Stefano e Lorenzo 41


L’INFORMATICA SECONDO HKSTYLE

La nostra campagna “Ci mettiamo la faccia” si arricchisce di un nuovo episodio ideato ancora da 23Studio (www.23studio.tech). Protagonista è il nostro Sheriff, Area Manager UK, instancabile risorsa purtroppo anch’essa frenata dalla pandemia nelle bellissime terre inglesi! Forza Sheriff, ripartiremo più forti di prima!

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Dedica a...

Dedica a Giulia Bolognini di Sotto il Monte (BG) per il suo diciottesimo compleanno, che festeggerà il 25/03/2021

“Ci sono date che rimangono custodite nello scrigno del nostro cuore e il solo pensiero rievoca ricordi impareggiabili. Quando mi è stato detto che saresti entrata a far parte della mia vita, avevo 8 anni e quando sei nata, lo sai, non sono riuscita a dormire dalla forte emozione che provavo al solo pensiero di vederti la mattina successiva. Hai condiviso con me i momenti più salienti della tua infanzia e adolescenza ed ora sei pronta a credere ancora di più in te stessa, per costruire un futuro all’altezza dei tuoi desideri. Buon diciottesimo compleanno, sorellina. Ti voglio bene... Silvia

BELLEZZA Seguendo le nuvole e i tralicci, siamo approdati in questo luogo che costeggia l’autostrada, e tra foto e sguardi, abbiamo visto scendere il tramonto. Quanta bellezza anche in una periferia urbana un po’ desolata, tra campi verdi sotto la luce radente del sole, tralicci svettanti e maestosi, cieli aperti verso le montagne. Tornando poi a casa, nelle luci sempre più scure della sera, tutto ciò che scorreva sotto i nostri occhi continuava ad essere bellissi-

Riflessioni

mo. Come le corde simpatiche di un liuto, eravamo in risonanza con la bellezza. sguardiepercorsi 43


Racconti

SANDRONE IL METALLARO Faccio il meccanico da una vita, ieri ho compiuto sessantanove anni e mi sono regalato un Rolex. Di seconda mano ma tenuto bene. Sono un comunista col Rolex. Così nel gruppo di psicoterapia, stasera, me ne sono uscito con un “comunista oggi, perché?” Franco, ex cocainomane alle prese con un divorzio complicato, ha azzardato una risposta, brontolata attraverso il laringofono: “perché sei un coglione”. Ecco, mi ha fatto pensare, sta cosa. Perché dovrei vergognarmi? Sandrone aveva appena letto la versione integrale del Manifesto del Partito Comunista e vi aveva trovato diversi spunti di discussione, ma la reazione degli altri lo aveva mandato in confusione, così rinunciò e uscì dallo studio dello psichiatra, sempre più convinto che se sei un proletario devi stare a sinistra e non ci sono cazzi, e in un bar lì vicino lesse un articolo sulla Gazzetta di Borgomanero che parlava di morti annegati. A-n-n-e-g-a-t-i. Che modo di merda di morire. In mare aperto per ore che sembrano giorni e sentirsi sfiniti al punto di riempirsi i polmoni di acqua e smettere di respirare. Il titolo urlava: “Trentasette in meno!” Con queste parole che gli trafiggevano

il cervello si avviò verso la moto, parcheggiata poco più in là. “La mutevolezza degli eventi mi ricorda che tutto scorre... Strada davanti ce n’è?” si disse, poi infilò la chiave nel quadro di una Guzzi che stava insieme con le pezze, e prese su per i monti, proprio accanto a casa. L’aveva comprata nuova, quella moto, verso la fine degli anni ottanta. Lavorava in una concessionaria come meccanico, e adorava quelle motociclette fatte in Italia. Non erano il massimo dell’affidabilità, ma se trovavi uno bravo a metterci le mani la musica cambiava. E lui era un bravo meccanico. A casa si era costruito un piccolo garage, pieno di utensili. Persino una saldatrice, che non si sa mai. Era

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Racconti

un mago, con le mani. Voleva riflettere, e la serata sembrava propizia. In poco più di un’ora, dalle sue parti, si passava dall’umidità della pianura alla fresca brezza delle colline e poi, proseguendo, si arrivava fino al freddo pungente della montagna ancora innevata, sempre seguendo la statale che collegava la bassa ai passaggi montani dei dintorni. Subito dopo un piccolo negozio di souvenir la strada girava a destra, e risaliva la collina a mezza costa. Sulla sinistra, in basso, le luci del paese e le insegne pubblicitarie si allontanavano in un bagliore caldo che copriva il fondovalle. Si fermò in un bar per indossare il giubbotto e ordinò un caffè. Dormire, quella notte, non gli interessava, e l’indomani era sabato. Poco dopo si sedette accanto a lui sugli alti sgabelli del bancone un ragazzo magrissimo con le lenti spesse, che quasi non gli vedevi gli occhi. Masticava lentamente un panino. “E’ tua quella Guzzi?” “Sì, ha più di trent’anni.” “Carina. un po’ trasandata, ne aveva una uguale mio padre in garage”

“Hai usato il passato…” “E’ morto un sacco di anni fa, la moto la vendemmo per pagare il funerale. Non so che fine ha fatto. Se ne occupò mio fratello maggiore. Quante cose ha fatto mio fratello maggiore al posto mio, solo perché è nato prima, si è sposato prima, ha avuto figli, ha conosciuto mio padre prima che un infarto lo portasse via mentre io ero in giro per i campi in bicicletta pensando solo all’estate che stava arrivando e lui moriva.” “Sembra interessante”, disse Sandrone, “Continua” “Mai sentita quella vecchia leggenda giapponese del filo rosso?” - “No, non mi dice nulla” “Il fatto è che c’è un filo rosso. Fa giri assurdi, a volte incomprensibili, e si muove con la velocità di un bradipo che dorme. Ci può mettere la metà di una Vita, spesso anche di più, per farti capire dove finisce, ma c’è. Si annida, si annoda, gira in tondo e ti lascia esasperato per poi riprenderti più affamato di prima. E quando arrivi all’altra estremità e ti dici che per quello che c’è lì in fondo esaleresti l’ultimo respiro e glielo regaleresti, beh, è fatta. Sei nel posto giusto.” Sandrone amava quel genere di discussioni, che partivano da una pacca sulla spalla e finivano nei massimi sistemi, ma quella sera faticava a seguire il filo. Aveva preso appunti mentre il ragazzo con gli occhiali parlava, gli sarebbero stati utili, ma il caleidoscopio di immagini che gli si affacciavano alla mente era sfocato. Troppi sogni, troppe notti popolate di ricordi mentre cercava di chiudere gli occhi. Troppo presto per andare, troppo tardi per rimpiangere, troppo freddo per spogliare l’anima e 45


Racconti

vomitare le parole che non sapeva dire, così bevve il suo caffè, pagò il conto e uscì, rimandando all’indomani l’inizio della salutare dieta che gli aveva consigliato Martina pochi giorni prima. Martina che non vedeva dai tempi della scuola, quando sculettava con la gonna a fiori lungo i corridoi, Martina che ora viveva accanto a casa sua, Martina coi capelli rossi e le lentiggini, Martina che un giorno gli diede un bacio sussurrandogli che partiva sì, ma forse sarebbe tornata, Martina che adesso le rughe le stavano benissimo, Martina che non gli era mai uscita dalla mente. Martina che ora cantava “Singin’ in the rain” a squarciagola in cucina e ogni poco usciva e lo inondava di baci, costringendolo a sorridere. L’amava più di se stesso, quella donna, era la luce che gli illuminava il cammino. Spesso gli veniva l’istinto irrefrenabile di morderla, a volte piano, a volte fino a farle male, allora lei sgranava gli occhi in un misto di stupore e dolore e gli chiedeva perché lo facesse. Sandrone si inventava ogni volta una scusa diversa, ma in verità non era mai sazio di lei… I suoi amici lo chiamavano “Sandrone mangiastrada” perché la ingoiava con la stessa voracità con la quale ingurgitava etti di pasta arrabbiatissima all’osteria di Carpi. Quando riponeva le chiavi del furgone sulla mensola e finalmente prendeva quelle della sua vecchia moto, il cuore gli tremava un po’, sapendo che la mezza litrata di Lambrusco che lo aspettava avrebbe fatto a cazzotti col palloncino della volante, nel malaugurato caso di controlli. Indossava il casco, la maschera col teschio disegnato e il chiodo portafortuna, pieno di patacche ricordo dei mille raduni cui aveva partecipato negli ultimi quarant’anni sulle strade di tutta Europa, tra abbuffate 46

pantagrueliche e strizze al limite dell’infarto, premeva il pulsante dello start e godeva ascoltando il motore che ronfava allegro tra le sue ginocchia arrancando su per la salita dei garage. I suoi vicini di casa lo sopportavano a malapena, quando li svegliava all’alba con l’urlo dello scarico libero come lui, vestito come un metallaro sul viale del tramonto, ma in fondo sapevano che non sarebbe stato capace di far male a una mosca. Un po’ lo compativano, un po’ lo invidiavano: sessantanove anni portati con la foggia di un ragazzino a cui del cuore importava poco. Prendeva qualche pasticca, sì, ma solo per dar soddisfazione al suo dottore, che quasi piangeva leggendo i referti delle ultime analisi. “Fermati, Sandrone, fermati e curati”, gli diceva. “Perché mai? Mi fermerò quando sarò morto, se mai morirò”, gli rispondeva ridendo e già pregustando i tre etti di pasta che Salvo gli aveva preparato per il suo sabato libero sui colli bolognesi. Amava il profumo dell’erba appena tagliata, la mattina presto quando era ancora bagnata dalla rugiada della notte. Diceva che non aveva mai visto un’alba tinta di verde, e se non l’aveva vista significava che


Racconti

doveva viaggiare ancora. Quella sera aveva deciso di andare a salutare un vecchio amico che viveva in un casolare di pietra vicino all’Abetone, in compagnia di quattro enormi Terranova. Non lo vedeva da un sacco di tempo e gli mancava parecchio. Si fermò alla solita osteria, ordinò i soliti tre etti di penne quasi immangiabili tanto erano piccanti, si rinfrescò la gola arsa dal peperoncino con un paio di bicchieri di Lambrusco, tornò in sella e partì. Era notte fonda quando arrivò al casolare salutato dai cani che iniziarono ad abbaiare fin dall’imbocco del viale alberato, scortandolo dentro al cortile. Si abbracciarono a lungo, Sandrone e Giulio, in fondo si somigliavano parecchio, entrambi un po’ eremiti e al contempo bramosi di contatti col mondo che li circondava, entrambi viaggiatori incalliti che però tornavano sempre volentieri a casa, entrambi mai sazi di esperienze, che poi si raccontavano nelle lunghe notti affogate di birra, guardando la luna piena

che illuminava i prati. Fu proprio guardandola un’ultima volta che Sandrone quella notte, sdraiato sull’erba accanto a Giulio, ascoltò il suo vecchio cuore e capì che l’alba che stava arrivando sarebbe stata finalmente tinta di verde. Chiuse gli occhi e sorrise piano... Fine Massimo Zucca

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Miss New Entry

SECONDA E TERZA FASE

2021

Ecco i risultati della prima votazione effettuata tramite il nostro sito internet www.newentrymagazine.it 531 VOTI 1° NICOLE 503 VOTI 2° VITTORIA 247 VOTI 3° SIMONA 225 VOTI 4° ALINA

01

Antonina

03

109 VOTI 91 VOTI 70 VOTI 51 VOTI 47 V0TI 42 VOTI 37 VOTI

5° ARIANNA 6° ANTONINA 7° JENNIFER 8° INDJA 9° BARBARA D. 10° ILARIA 11° BRENDA

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12° GIUSY 13° LUANA 14° LAURA 15° ACULINA 16° BARBARA B.

15

Nicole

34 VOTI 28 VOTI 16 VOTI 13 VOTI 5 VOTI

16

Azzerate le votazioni si è tornati a votare la vostra preferita per la fase successiva dove tra le 8 candidate passavano il turno le prime 4 che avrebbero ottenuto più punti.

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Per votare bisogna visitare il sito www. newentrymagazine.it, e cliccare sulla sezione MISS NEW ENTRY 2021, dopo di che VOTARE la ragazza che preferite. Il premio finale, oltre all’intervista cor-

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580 VOTI 501 VOTI

1° NICOLE 2° VITTORIA

15

Nicole

06

Vittoria

439 VOTI 295 VOTI

3° ALINA 4° SIMONA

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Alina

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QUESTO È IL MIO NOME di Micky

Rubrica nata agli albori della nostra rivista (ormai 25 anni fa) ideata e curata da Michele Cortinovis, ritrova la sua collocazione all’interno di New Entry non solo grazie alla richiesta dei lettori, ma soprattutto nel ricordo di Michele, prematuramente scomparso, sempre presente nei nostri cuori.

Sofia

Il nome Sofia ha origini greche e deriva infatti dalla parola sophìa il cui significato è “sapienza” o “saggezza”. Nella cultura cristiana si è diffuso grazie proprio al suo significato di sapienza divina, espressa in Cristo come incarnazione del Verbo. Proprio per questo motivo la comunità cristiana lo ha da sempre considerato un nome mistico, legato, tra l’altro, al culto delle sante omonime. Sofia è anche un nome della mitologia greca attribuito alla dea della sapienza. Infatti, già in antichità questo nome era abbastanza diffuso. Il nome Sofia, in età medievale, era molto popolare tra la nobiltà europea mentre in Italia lo divenne solo nel XX secolo forse anche grazie all’icona del cinema nostrano Sophia Loren. Attualmente, in Italia, è uno dei nomi più scelti per le nuove nate. Secondo i dati dell’ISTAT sia nel 2010 che nel 2011 e 2012 è stato sul gradino più alto del podio come nome più diffuso.

Onomastico Sofia si festeggia il 30 settembre in ricordo di Santa Sofia vedova, martire a Roma sotto Diocleziano con le figlie Fede, Speranza e Carità. Caratteristiche del nome Chi porta il nome Sofia è una persona che non riesce a trovare il suo posto nel mondo tendendo ad isolarsi a fuggire. È calma e curiosa, non ama le grandi compagnie, preferisce la presenza di poche ma fidate persone e se vengono a mancare preferisce stare sola.

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SUSY FLOTTA, TITOLARE DEL CENTRO ESTETICO E ACCONCIATURE "LA PERLA DEL BENESSERE" DI PRESEZZO, PARTECIPA AD UN CONCORSO DI PARRUCCHIERI CON QUESTO LAVORO. 1° POSTO NELLA CLASSIFICA PROVINCIALE DI BERGAMO CLASSIFICA REGIONALE TOP 20 DEI MIGLIORI PARRUCCHIERI DELLA LOMBARDIA OTTOBRE 2020

INOLTRE É TRA I 50 FINALISTI NAZIONALI ABRUZZO: Nadia Sciole', Serena Bruno - BASILICATA: Francesco Di Marsico - CALABRIA: Anna Pisano, Filippo Matalone, Ricci Ecapricci Bydina - CAMPANIA: Angelo Ruggiero, Luisa Estro Racioppi, Massimo Lettieri, Vanzanella Daniele, Vittorio Marotta - EMILIA-ROMAGNA: Andrea Marino, Cristina Marzo, Cristina Pagani, Francesca Zangrandi, Sabrizia Rinaldi - LAZIO: Alberto Conti, Daniele Graziotti, Giulia Moretti, PeloEContropelo BarberShop, Stefano Pezzarossa, Tania Stella, Tommaso Fasciolo - LIGURIA: Feffolo Wind-Shot, Monica Lucente LOMBARDIA: Alessandro Scuteri, Federica Perego, Patrizia Pavan, Susy Flotta - MARCHE: Rossano Cartechini, Sonia Torbidoni - PIEMONTE: Debora Ditella, Nadine Oletto - PUGLIA: Enrico Candida, Gianluca Serio, Helensimon Hairstyle Unisex, Katia Fiore, Marilena Panarelli, Nico Bruno, Sissy Chiappinelli - SARDEGNA: Antonio Perseo DegradèJoelle, Donatella Gramai, Maria Parodo - SICILIA: Andrea Banga, Carmelo Messinese, Giuseppe Peppe Diolosa, Margherita Lipsia, Mimma Placenti, Pina Buffo - VENETO: Valeria Merlin

3° POSTO NELLA CLASSIFICA REGIONALE DELLA LOMBARDIA 1° POSTO - Patrizia Pavan - Milano 2° POSTO - Federica Perego - Monza-Brianza 3° POSTO - Susy Flotta - Bergamo 4° POSTO - Alessandro Scuteri - Pavia 5° POSTO - Alessandra Vigani - Cremona 6° POSTO - Enrico Terno - Cremona 7° POSTO - Claudia Galletti - Pavia 8° POSTO - Simone Ceruti Spinoni - Brescia 9° POSTO - Elisabetta Guerini - Brescia 10° POSTO - Elena Bernasconi - Como 11° POSTO - Monica Basso Ricci - Cremona 12° POSTO - Tiziana De Simone - Monza-Brianza 13° POSTO - Flutura Dg - Milano 14° POSTO - Enzo Compagnoni Senseshaircrew - Mantova

15° POSTO - Anna Benvegnù - Lecco 16° POSTO - Michela Gotti - Brescia 17° POSTO - Angela Casillo (fb Quadrelli Barbara) - Como 18° POSTO - Ele Del Gaudio - Varese 19° POSTO - Awatif Adil - Cremona 20° POSTO - Samantha Samysamy Mattaliano - Como

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SPORT

PER NON DIMENTICARE

Diego Guirri non perde mai l’occasione per ricordare gli amici scomparsi Laureato con lode in Scienze motorie, Prepa- che in campo, la disponibilità e l’umiltà”. Da ratore atletico professionista di calcio con un quel momento si instaurò una bella amicizia e recente passato nell’Empoli, Piermario, solitamente molto allenatore di pallavolo a Zoriservato, confessò a Diego gno e professore di educail suo grande obiettivo: “mi zione fisica a Serina, Diego raccontò che voleva diventare Guirri, ha sempre un ricordo un buon giocatore per realizspeciale per due calciatori, zare il sogno dei suoi genitori due amici, due grandi uomini. perchè mamma Camilla morì Stiamo ovviamente parlando quando Piermario aveva solo di Piermario Morosini e Da15 anni mentre, a 17, un vide Astori. brutto male si portò via suo Sono passati quasi 9 anni padre Aldo e, come se tutto dalla scomparsa del giovane ciò non bastasse, due anni centrocampista bergamasco dopo venne a mancare anche detto “il Moro” quando, duil fratello Francesco. Piermarante la partita Pescara-Lirio cercava inoltre di stare il vorno, il destino lo costrinse più vicino possibile anche alla a fare la sua ultima corsa, sorella disabile”. Piermario Morosini sempre al generoso servizio Proprio al “Moro” Diego ha dei compagni, sul manto erboso dello stadio dedicato il suo ricco e prezioso sito internet Adriatico. Eppure, nonostante una forza sovru- (WWW.ILREDEICOLLEZIONISTI.COM) che racmana lo stava portando via con sè, Piermario coglie tutte le foto della sua grande passione; provò a lottare e a rialzarsi infatti, da quando aveva 12 come più e più volte la vita lo anni, ha collezionato quasi aveva costretto a fare. 900 magliette indossate e firDiego racconta di averlo mate dai più grandi calciatori conosciuto giovanissimo a e atleti del mondo dello sport. Zingonia quando, dopo un “Un giorno, sfogliando l’alallenamento con l’Atalanta, bum Panini, decisi di provare gli si avvicinò per chiedergli a telefonare a qualche società una foto per il suo immenper chiedere una maglia. La so album che ora raccoglie prima che ebbi la fortuna di più di 2000 scatti con vari ricevere fu quella del Sassuopersonaggi dello sport. “Fin lo e da lì non mi sono più ferda subito notai alcune delle mato anche se ciò che consue qualità principali che, in sidero veramente importante futuro, seppe mostrare an- Diego Guirri con Davide Astori sono i rapporti di amicizia che 56


SPORT

si sono instaurati nel tempo con i vari atleti e gli sforzi, in qualche caso anche le imprese, che io, mio padre e mia nonna, abbiamo fatto per andare a recuperare alcune divise e per conservarle ordinatamente”. Oltre a quelle di grandi campioni come Messi, Ronaldo, Maldini e Buffon, Diego possiede anche la maglia dell’ultima stagione giocata da Morosini; fu il magazziniere del Livorno a portargliela il giorno dei funerali perchè Piermario l’aveva fatta tenere da parte per lui. Nella sua collezione non potevano mai mancare nemmeno le maglie dello sfortunato difensore della Fiorentina e della Nazionale Davide Astori. Sono trascorsi solo tre anni da quando, la notte prima della partita contro l’Udinese, dovette arrendersi ad un avversario impossibile da fermare come la morte. Diego racconta: “Davide abitava a soli 5 km da me, frequentavamo lo stesso Istituto Superiore a Zogno e, fin dalla prima fotografia scattata in sua compagnia, si instaurò un’amicizia sincera e duratura tanto che “Asto” era sempre il primo a collaborare con me nel ricordo dell’amico

Piermario. In quell’occasione osai dire a Davide che un giorno non solo avrebbe giocato in serie A ma che avrebbe vestito anche la maglia azzurra dell’Italia”. Nel 2013, in occasione della finale 3°-4° posto alla Confederation Cup in Brasile, Astori realizzò il suo primo e unico goal con la Nazionale e al termine della gara il primo messaggio lo inviò proprio all’amico Diego che gli aveva pronosticato la marcatura poco prima della gara. Una maledetta notte di domenica 4 marzo ha provato a cancellare il ricordo di un grande amico e capitano ma, quando oltre alle maglie e alle fotografie, il cuore conserva i valori e gli esempi trasmessi da Davide, possiamo affermare che la morte si è solamente illusa di poter vincere. “Oggi, come ogni anno, mi resta il ricordo di questi due amici e sono orgoglioso di averli incontrati perchè mi hanno trasmesso dei valori sportivi ed umani che nemmeno il tempo potrà mai estinguere”. Corretti in ogni occasione, umili, tranquilli, disponibili verso i compagni, Davide e Piermario 57


SPORT

Davide Astori e Diego Guirri giovanissimi avevano sempre una parola di conforto e incoraggiamento verso coloro che avevano bisogno. La speranza, conclude Diego, “è che chiunque abbia amato questi ragazzi, possa trovare un po’ di gioia sapendo che c’è chi come me, nonostante il tempo scorra inesorabile, con affetto conserverà per sempre il ricordo dei loro cari e, anche attraverso la mia collezione, cercherò di mantenere in vita nel cuore degli sportivi la memoria e l’immagine di Astori e Morosini ”. Diego Guirri

Le maglie di Davide Astori e Piermario Morosini

Alcuni giocatori con la rivista New Entry in ricordo di Piermario Morosini e Davide Astori

Marco Parolo Lazio 58

Simone Padoin Cagliari

Fabio Quagliarella Sampdoria


LA VITA SCORRE A quante cose rinunciamo... per stanchezza, per paura, per incoerenza, per vigliaccheria. Perché è troppo, perché è poco, perché non si deve, perché non si riesce a credere...per non ferirsi e per non rischiare. Vero...sbagliato...e chi lo sa! Intanto la vita scorre. E i tramonti stupiscono il mare. Mentre il mare che abbiamo dentro, contiene silenzioso tutte le nostre inquietudini. Ma ad ogni risveglio, quando il giorno nuovo ci tenderà le braccia, saremo ancora lì a chiederci: ma dove vanno a finire tutti gli “incanti” che non abbiamo avuto il coraggio di vivere?

Riflessioni

“...eppure il vento soffia ancora!...”e scompiglia, all’improvviso. Pinella Gambino

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L’INTERVISTA

GLORIA AGOSTINELLI

Ph. Mauro Capponi

IL PIACERE DI SENTIRSI BELLA Cantante e fotomodella, abituata a raccontarsi con l’immagine e la voce. Gloria Agostinelli, in arte semplicemente “Glen”, è una di quelle ragazze che non passa mai inosservata. Dietro al suo aspetto, però, si nasconde un animo strong e una ragazza abituata ad entrare in palestra per praticare kick boxing. Dalla Provincia di Pesaro, 29 anni portati come se ne avesse una decina in meno, Gloria vive da sempre sotto i riflettori. “Amo l’arte nelle sue forme più disparate, ritengo che nelle esternazioni artistiche, sia di chi ne è autore e sia di chi ne percepisce il risultato come spettatore, ci sia racchiusa dentro una disperata ricerca di se stessi”. Ed è proprio questa continua ricerca introspettiva che l’ha spinta a guardarsi dentro, a mettersi in gioco. “L’aspirazione a vivere di fotografia nasce da quando ero piccola – confida Gloria - passavo molto tempo da sola e ave-

Ph. Andrea Pagnoni

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vo sempre con me una macchinetta fotografica analogica, mi affascinava il poter racchiudere ed immortalare in un immagine momenti e situazioni”. Com’è iniziata la tua avventura nel mondo della fotografia? Ho iniziato a posare come modella nel 2014 e fin da subito ho potuto notare come mi sentissi a mio agio di fronte all’obbiettivo. Mi sentivo… come un pennello di fronte ad una tela bianca, libera! In quel momento io posso essere Glen, o chiunque io mi senta di essere per raccontare un qualcosa. Come si è sviluppato questo percorso? All’inizio non ero completamente consapevole della forza di questo strumento. Il mio scopo era più incentrato sul realizzare uno scatto bello esteticamente, mentre ora mi sono resa definitivamente conto che la fotografia significa interpretare un ruolo, così come avviene nel canto. Non a caso, una delle mie aspirazioni più


L’INTERVISTA

grandi è proprio il poter recitare come attrice, per questo ho preso parte alla realizzazione di video musicali. A seguire, ho potuto collaborare con vari fotografi della mia zona, per progetti personali e non, come la realizzazione di cataloghi e spot pubblicitari. Nel 2020 inoltre ho potuto realizzare un progetto fotografico contro la violenza di genere “io sono mia” e questo mi ha riempito di forza e orgoglio. Anche perché, nel tuo passato, c’è un episodio forte che ti riguarda… Per diversi anni avevo smesso di utilizzare social essendo stata vittima di violenza, avevo evitato riflettori puntati su di me e avevo smesso di lavorare come modella. La forza di ricominciare mi ha portata a prefissarmi nuovi obbiettivi e a conseguirli con più determinazione. Noi donne abbiamo questa capacità, spero di trasmettere questo messaggio ogni volta che realizzo un progetto. Non a caso, la fotografia ha avuto una particolare valenza per te… Il rapporto che ho con la mia immagine è semplice e terapeutico: mi serve per stare bene. La passione per l’immagine è una sorta di cura che ho nei miei riguardi. Molto spesso mi è sta-

Ph. Luciano Bocconi to rinfacciato di essere una persona esibizionista perché sfoggio anche nell’abbigliamento outfit molto femminili e sensuali. Ed invece, cosa si nasconde dietro questa scelta? Spesso in casa sono in abbigliamento da serata, e non lo faccio per nessun altro se non per me stessa. Le persone dovrebbero imparare a

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L’INTERVISTA

sentirsi bene con se stesse. Non ho bisogno di vestirmi con il miniabito rosso per attirare l’attenzione, ma lo indosso solo se piace a me e di conseguenza mi fa stare bene. Torniamo al tuo ruolo di fotomodella, che ti prende e ti appassiona… Stare sotto i riflettori rappresenta una sorta di ricerca della verità, ma anche la possibilità di immedesimarsi e di poter vivere emozioni altrui facendole nostre. Mi affascina questa modalità empatica che l’arte estrapola dai nostri modi di vivere. Naturalmente, credo che oggi sia molto più facile poter condividere tutto questo grazie ai social media; sui miei account, spero di poter dare un immagine di me quanto più onesta e veritiera possibile, esternando anche tematiche molto forti. Insomma, non solo apparenza. Proprio così! Sono un’attivista per i diritti delle donne e amo utilizzare i social che sono il mio diario tramite il quale mi interfaccio con i followers. Per me Instagram e Facebook sono un teatro virtuale tramite i quali ho potuto cono-

Ph. Luciano Bocconi scere e collaborare con professionisti fotografi e musicisti, oltre ad utilizzarli come mezzi comunicativi per parlare al mio pubblico. CONTATTI SOCIAL @glen_nyx @glo.ago

na Buo

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da... a u Pasq


Riflessioni

LE PRATOLINE In latino Bellus, grazioso, per la delicata freschezza delle pratoline. In inglese daisy (occhio del giorno) perché si aprono al sorgere del sole. Sono tra i primi fiori di stagione e la loro fioritura raggiunge l’apice quando l’erba dei prati non è ancora cresciuta tanto da ombreggiarle o nasconderle. Crescono sia in montagna che in pianura un po’ in tutto il mondo. Si racconta che le dame concedessero all’amato di ornare in pubblico lo scudo con due margherite per riconoscere pubblicamente il loro amore. Nel linguaggio dei fiori significa “ci penserò”- oltre a bontà senza pretese e innocenza. Dal 1100 le dettero l’appellativo margarita, cioè perla. Simbolo dell’avvento della salvezza nel mondo e della nuova stagione dello spirito, è servita a molti pittori rinascimentali per ornare immagini di Natività e adorazione dei Magi. Simbolo anche della primavera e amore come

lo cantò Pascoli in bellis perennis nei nuovi poemetti. Per noi, semplici amanti della natura e della primavera, rimangono un segno inequivocabile dell’inizio della bella stagione. Ammirare una bianca distesa di pratoline è sempre affascinante: anche il più semplice e spontaneo dei fiori è una meraviglia naturale che ogni anno stupisce e insegna quanta bellezza ci sia anche in piccoli esseri viventi come questi fiorellini. Olfi Ornella

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New Entry Magazine, il Giornale della Gente - Edizione di Bergamo del 27 Marzo 2021  

Storie, Emozioni, VALORI, citazioni… per una Crescita Personale... oltre a notizie, curiosità del nostro territorio ed interviste esclusive

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