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Ottobre 2011

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gioia gioiademo democratica cratica gioiademocratica Anno I n. 7 - Ottobre 2011

Supplemento a Paese&Paesi

Distribuzione gratuita

Castelli di sabbia di Paolo Covella

L’operazione è riuscita ma il paziente è morto”. Più o meno così deve essere stato il pensiero del sindaco Longo quando ha comunicato il licenziamento di tutti i suoi assessori nel corso della conferenza stampa convocata il 21 settembre scorso. Il sindaco ha gonfiato il petto, proclamando che il 70% del programma è stato già realizzato: solo che ora deve mandare a casa i suoi realizzatori. Ora due sono le cose: o ha mentito sulle percentuali, oppure quel 70% che nessuno vede in città, è stato eseguito malissimo. Resta il fatto che questa è la seconda botta che il sindaco cala sulla testa dei suoi assessori. La prima, la diede quando l’opposizione lo costrinse ad avvicendare Celiberti con Isdraele e Donvito T. con Donvito G. Ora, invece, “Tutti a casa!”, come nel celebre film di Comencini con Alberto Sordi. Gli intrepidi ma viziati uomini di Longo, ascoltano attoniti (vedere le imperdibili foto di Flaviano D’Erasmo sull’imperdibile Gioia Net!) il verbo sconclusionato del loro messia, in attesa delle briciole. Che saranno davvero tali se, come è stato detto, Longo intende sedurre l’opposizione, tutta o parte di essa, con l’offerta di collaborazione (che nel linguaggio del potere significa poltrone o strapuntini). Sempre secondo Longo, se la maggioranza talvolta non ha i numeri, è colpa dei bambini che debbono essere accompagnati a scuola, e delle mucche che debbono essere munte nell’ora in cui si tengono i consigli. A pensarci bene, un capolavoro di cabaret, visto che tra i presenti occhieggiava un noto impresario teatrale gioiese. Non vi sarebbe nulla di comico invece, se qualcuno della opposizione, abboccasse al querulo richiamo. Quello che invece serve alla città, è una bella mozione di sfiducia per mandare a casa una delle amministrazioni più inoperose ed incolori dal dopoguerra ad oggi: e non è un dramma se arriva il commissario. A differenza del passato, essi sostano per pochi mesi, non programmano i destini della città e guidano con trasparenza la macchina amministrativa del comune per pochi mesi. Perciò nessun dramma: se la mozione passa, si torna a votare a maggio. Se non passa, vedremo in faccia quelli che hanno il piede in due scarpe. E così certa opposizione la smetterà una volta per tutte di rompere le scatole con la campagna acquisti di questi pseudo capitani coraggiosi!.

Tutti a casa

RETTIFICA Ai sensi dell’art. 42 della L. 416/81 sostitutivo dell’art. 8 della L. 47 del 1948, si precisa che, per un banale errore tipografico, nella prima pagina del numero scorso, nell’articolo “Sarò rieletto col 90%”, è saltata la frase INTERVISTA IMMAGINARIA . Ci scusiamo con l’Interessato e con i Lettori.

Una scelta coerente in quanto più volte anticipata da atteggiamenti coerenti:

Mauro Mastrovito abbandona la maggioranza Ore 9,49 del 15 settembre: l’Ing. Mauro Mastrovito si accomoda tra i banchi della opposizione. Da un approfondito esame del caso, non risulta un attacco di poltronite. Di fronte a lui siedono 4-5 colleghi della maggioranza che vorrebbero fare lo stesso. Ma costoro sono affetti da quella terribile malattia: qualunque sia la sedia dove posare il culo, la domanda è sempre la stessa: “Ce stè p’mè?”.

La denuncia di Longo: Interviste a Ventail fatto e l’opinione glini e Bradascio Servizi pag. 3

Ex arena: parla Ludovico

Animali, circo e crollo di via Verdi

Servizi pag. 2

Servizi pag. 4

AGENTE GENERALE Antonello Bianco Agenzia Fondiaria-Sai - GIOIA DEL COLLE - Corso Garibaldi, 6 Tel. 0803431282 - 0803447075 - Fax. 0803441025

Festa Pd Marcia della pace Fatalità o distrazione? Servizi pag. 6


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Longo querela “gioiademocratica” di Paolo Covella

Il fatto

L’opinione

Una banale, involontaria svista tipografica

La vendetta e il puntiglio

Doveva essere un numero straordinario: da distribuire insieme al programma della Festa Democratica. Purtroppo nella impaginazione del giornale, per un errore di comunicazione, sono saltate due parole: ”intervista immaginaria”. E così il giornale a mezzogiorno di sabato 3 settembre, è uscito con il finto articolo-intervista a Piero Longo senza la precisazione che si trattava di una intervista immaginaria. Ce ne siamo accorti solo la sera: e subito abbiamo cercato di porre rimedio. La redazione riesce a trovare in una cartoleria, i caratteri mobili per allestire un timbrino col quale vengono stampate in fretta, sulla foto del sindaco in prima pagina, le fatidiche parole “intervista immaginaria”. La mattina seguente il segretario del PD si precipita nelle edicole e col timbrino corregge le copie che, ancora numerose, giacevano sui banconi. Di più onestamente non si poteva fare: non si potevano buttare le altre 1000 copie del giornale per una banale svista tipografica. Il lunedì viene distribuita una locandina con la prima pagina corretta. La stessa locandina, era stata pubblicata su Facebook alle 8,51 di sabato tre settembre, addirittura prima che il giornale fosse consegnato nelle edicole. E sullo stesso Facebook, alle ore 14,48 del lunedì 5, viene pubblicato il giornale sfogliabile con l’intervista immaginaria in bella evidenza. Nessun dolo, nessuna malafede, dunque. L’errore era stato individuato e corretto con tutti i mezzi a disposizione. Quanti cittadini avranno letto Gioia democratica in quelle poche ore? E tra questi, quanti non hanno compreso che quello era un articolo di satira e che come tale andava contestualiz-

E’ proprio vero: il potere logora anche chi ce l’ha. Non si spiega diversamente l’incredibile querela nei riguardi di Gioia Democratica e quindi del sottoscritto in quanto direttore responsabile, annunciata platealmente dal sindaco Longo in

zato nell’ambito di tutto il giornale dove, con altre forme e altro stile, si proseguiva nella polemica politica contro l’amministrazione? Quale può essere il danno di immagine irreparabile, visto che lo stesso Longo

Vent’anni fa gli attivisti del MSI imbrattarono la porta rossa, simbolo del giornale del PCI “La porta rossa”. Piero Longo allora leader dei giovani missini, sentendosi offeso dall’accusa fattagli dal giornale, sfidò a duello il direttore de “La porta rossa” Paolo Covella. L’arma doveva essere un picchietto per le mosche e il luogo convenuto, la stradina dietro San Vito (l’attuale via Salvator Rosa). La cosa finì in risate. Ne parlò il TG3 regionale. Altri tempi. ammette di essersi abituato alla mia satira su Gioia Oggi e su Gioia democratica, tanto da aver autorevolmente confessato di gradirla perché tutto sommato gli faceva pubblicità? Certo la satira contiene elementi non sempre gradevoli: nei termini, nelle allusioni, nelle allocuzioni (per non parlare delle vignette). Ma lunedì 12 settembre, alle ore 15,28 il sindaco convoca la stampa e i consiglieri (quasi tutti all’oscuro della iniziativa) e comunica di voler querelare Gioia democratica e, per essa il suo direttore responsabile.

una conferenza stampa. Da quello che ha detto, non si capisce bene se il suo risentimento è dovuto al “tir di letame” dell’articolo, oppure alla malafede (secondo lui) per aver omesso che si trattava di una intervista immaginaria. Può mai essere che uno arrivi alla querela per un banale errore tipografico peraltro non commesso materialmente dal direttore? E, se si tratta del contenuto, perchè solo ora, dopo oltre tre anni di satira su Gioia Oggi, Longo si ricorda della sua dignità offesa? Ma le cose che scrivono di lui sui blog, le ha mai lette? L’articolo sosteneva che:

1) la sua stessa maggioranza vuole farlo fuori. 2) il dissenso nei suoi riguardi dentro e fuori il palazzo è arrivato a livelli insostenibili. 3) spesso non ha la maggioranza in consiglio; 4) l’opposizione lo ha messo alla corde su questioni importanti per la città. 5) lui tiene i cocci della sua maggioranza inciuciona e ballerina, con il sottogoverno e le regalie. 6) il suo stile di governo è più fascioborbonico che moderno e civile. 7) spesso esercita la sua funzione con arroganza e cafoneria. Il tutto, col linguaggio ironico della satira. Tutto questo dovrò minuziosamente documentare al giudice, per vedere se si tratta di diffamazione o di legittimo diritto di critica. E poi, può mai essere che i (pochissimi) lettori venuti in possesso delle copie non corrette, siano tanto ingenui da non aver compreso che quello era un articolo ironico? Quindi perché arrivare alla querela? Per soddisfare le istigazioni della sua ala nazistoide colpita nei suoi affaruncoli, dalle battaglie del Pd e di Gioia democratica? O di qualche consigliore stufo di vedersi bacchettato per le stupidaggini che fa e che dice dalla mattina alla sera? A meno che, ma non voglio pensarlo, Longo crede che, dati i tempi lunghi del processo, il querelato dovrà abbassare la cresta. Lui sa che non sarà così, perché la querela non ci intimiderà. Al giudice perciò, racconteremo tutto questo: e molto altro. Perché, come recita la parabola evangelica, chi di querela ferisce, di denunce perisce. Sembra infatti, come sostengono i ben informati, da un po’ di tempo, attorno al Palazzo san Domenico, si aggirano sempre più spesso carabinieri e finanzieri. E non certo per ammirare i pregi architettonici dell’antico convento.

Il parere di Vito Ludovico capogruppo Pd sul sequestro del cantiere

Area ex Arena: “La storia si ripete” Giovanna Magistro

La problematica delle zone di tipo “F” dal vigente PRG del Comune di Gioia del Colle, viene a galla ripetutamente con discussioni politiche e interventi da parte anche della Magistratura. Banalizzando, due sono le tesi ricorrenti: decaduto il vincolo quinquennale imposto dall’Ente e preordinato all’esproprio, tali zone conservano la tipizzazione urbanistica? Il privato può proporre un intervento per la realizzazione di un’opera di “utilità pubblica”? Nei mesi scorsi anche il Consiglio Comunale si è occupato dell’argomento, ovvero della legittimità o meno dei permessi di costruire in zona “F” rilasciati dal dirigente dell’UTC. Mi riferisco alla “mozione consiliare urgente” preparata e protocollata dal consigliere V. Paradiso in data 24/05/11, inerente la revoca del permesso di costruire rilasciato per l’ex Arena Castellano. In quel caso, a mio parere, il C.C. si è occupato impropriamente dell’argomento in quanto di stretta ed esclusiva competenza tecnica del Dirig.dell’U.T.C...Invece il C.C., nell’ambito dell’esercizio delle sue funzioni di programmazione anche urbanistica, dovrebbe

finalmente occuparsi del Piano dei Servizi con il duplice obbiettivo di programmare il fabbisogno e l’ubicazione dei servizi necessari alla Città e dare risposte ai proprietari dei suoli tipizzati “F” che da quasi 40 anni attendono risposte sulla possibilità di utilizzo delle loro proprietà. Il Comune è da tempo inadempiente rispetto all’adozione del citato Piano che consentirebbe (anche grazie alla introduzione di nuovi concetti urbanistici quali la perequazione, il comparto ed eventualmente il trasferimento dei diritti edificatori) di mettere finalmente ordine sulle zone “a servizi” dando finalmente risposte alle legittime aspettative dei proprietari. Riguardo l’area ex Castellano, non possiamo fare altro che attendere la conclusione del lavoro dei Magistrati. Ma viste le motivazioni addotte nell’Ordinanza di sequestro e sulla scorta dei colloqui incidentalmente intercorsi con i proprietari e tecnici, ricavo l’impressione di un “equivoco” che potrebbe essere risolto in tempi brevi, sulla scorta di nuovi documenti prodotti.”


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Ventaglini e Bradascio parlano del “Palazzo” Antonella Campagna

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ranco Ventaglini ne ha per tutti maggioranza e opposizione di cui, ci tiene a ribadirlo, fa parte. Impietoso il giudizio sull’amministrazione Longo. “Nell’ultimo Consiglio Comunale -dice- si è discusso per 12 ore per trovare 57.000 euro che il Comune deve versare come IVA su di un finanziamento regionale per la realizzazione di un centro di cottura. La soluzione è stata trovata dall’opposizione, altrimenti non si andava da nessuna parte”. Poi: “Se prendiamo la questione del muretto della Madonna della Croce, quel muro sta crol-lan-do. Ma l’Amministrazione Comunale è impegnata in beghe politiche e non credo che a breve risolverà la questione. E’ molto probabile che accada come per la casa di via Verdi, perché pur avendo puntellato la recinzione non so quanto si possa tirare avanti”. Ventaglini racconta poi di come si sia offerto di risolvere definitivamente il problema del cattivo odore proveniente dal depuratore. “Abbiamo fatto una conferenza di servizi seria, non quelle riunioni che fanno in mezzo alle strade. Devo ammettere che Isdraele si è subito messo in moto e, a seguito di quella conferenza di servizi, sono andato alla Provincia e subito dopo siamo stati in Region dove torneremo lunedì 26. Parallelamente sto affrontando la questione del costituendo impianto del trattamento del siero, così da non avere problemi con i reflui di quell’impianto in futuro”. Ma l’Amministrazione Comunale aveva parlato di “magici cannoni” che avrebbero risolto quella grana: “quella è una sciocchezza, uno spreco di soldi. Si tratta, infatti, di profumi che vengono messi nel depuratore per attenuare il cattivo odore, ma in questo modo si va a combattere l’effetto noi, invece, cerchiamo di rimuovere la causa”. Proseguiamo. E’ cosa di questi giorni l’abbattimento del rudere di via Einaudi “eh già- continua- hanno ritenuto che quel relitto, a livello ambientale visivo, deturpava il paesaggio e hanno speso 100.000 euro per demolirlo e basta. Io, invece, avevo proposto di accantonare quei soldi o utilizzarli per altro; successivamente, nel momento in cui si andava a costruire su quel sito, la ditta vincitrice dell’appalto avrebbe demolito e ricostruito. Avremmo risparmiato 100.000 euro. Evidentemente, per altre motivazioni, si è deciso di procedere in questo senso”. Ventaglini, tuttavia, non è tenero neanche con l’opposizione. Non appena gli si chiede qualcosa in merito alla questione infissi della scuola San Filippo Neri, risponde: “mo mi devo arrabbiare! Allora io ho preso una sentenza del Consiglio di Stato e l’ho portata a conoscenza del

Consiglio Comunale tutto e dei partiti, principalmente, di opposizione perché io in quelli mi ritrovo. Questa sentenza condanna il Comune a pagare le spese legali e a risarcire per il mancato guadagno la ditta che è arrivata seconda, che probabilmente avrebbe avuto i titoli per arrivare prima, si intravede per ciò un danno all’erario. Di seguito ho preparato, con le mie mani, il ricorso e, ho detto agli amici consiglieri comunali di opposizione e ai partiti che rappresentano: presentiamo insieme l’esposto? Ho aspettato più di 20 giorni, ho dato l’esposto scritto, mi sono stancato di aspettare perché erano tutti in riflessione e l’ho presentato da solo. Ripeto non si trattava di una denuncia, ma di portare a conoscenza di diverse istituzioni un atto pubblico”. Di fronte a questo scenario, si spalancano le porte, secondo Ventaglini, ad un progetto politico nuovo che offre come garanzia nomi noti e ben radicati negli ambienti politici, ovvero il Terzo Polo formato sicuramente da UDC e la Puglia Prima di Tutto e poi da quanti vorranno aggiungersi. “Abbiamo ritenuto – sostiene- di smuovere le acque, sempre rimanendo all’opposizione. Il nostro invito è rivolto a tutti coloro che vorranno aderire,per creare un’alternativa seria al centro destra che governa la città, perché adesso un’alternativa seria non c’è e nessuno sta cercando di costruirla”. Un soggetto politico che si sta formando con tante speranze e poche certezze infatti dice Ventaglini: “nei prossimi giorni organizzeremo una convention per capire chi ha intenzione di aderire. Noi speriamo siano tanti, ma se dovessimo rimanere soli continueremo, ognuno con la propria autonomia, a fare opposizione al governo della città”. Il grande centro che ancora in fasce chiede un carico di prima mano senza dire di avere la briscola. “Noi vorremmo che il PD ci seguisse - aggiunge Ventaglini - ma, e questo non è pregiudiziale, ritengo impensabile che in una coalizione che ci vede insieme al PD, quest’ultimo esprima il candidato sindaco. Dopo quattro legislature si deve passare la mano”. E se non si fosse capito precisa: “il candidato sindaco deve essere espressione di questo gruppo che si sta formando. E’ chiaro che se il PD la pensa diversamente, mai e poi mai possiamo andare insieme”. Ventaglini, insomma, è l’uomo che dice: “non si governa solo con le idee, ci vogliono anche i numeri, senza i numeri sei fuori e dall’esterno non puoi modificare niente”. A questo punto non resta che dimostrare di avere, ancora oggi, i numeri, e poi “il mastino” insegna: “in politica vale la stretta di mano, se si dice si deve essere si altrimenti non si è persone serie”.

Giovanna Magistro

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ipristino del basolato dei marciapiedi in Via Monte Sannace: “ In un bilancio ormai vuoto, si sono trovati 40.000 euro di somme residue sulla voce servizi cimiteriali e si sono inventati, pur di spenderli, questo intervento in Via M. Sannace. Cosa più grave è che affidano illegittimamente i lavori a una società che aveva vinto una gara per effettuare un altro tipo di lavoro ma che adesso si trova a intervenire sui marciapiedi ”. Fotovoltaico: “E’ un’altra beffa. Il Consiglio Comunale visiona una proposta della maggioranza per approvare l’offerta di una società di fotovoltaico che ci offriva 40mila euro annui in una Convenzione e la maggioranza non intende discutere questo documento. Alla mia domanda se ci sono altri progetti rilasciati da altre società mi fu detto ‘poco e niente’. Io invece ho verificato che ci sono progetti superiori a quello presentato in Consiglio (addirittura di 8,5mega) e che dal 2008 arrivano progetti per 75mega di fotovoltaico e che non si discutono in Consiglio. Invece di valutare questi progetti il Comune perde tempo per adottare un Regolamento che disciplini questo settore quando c’è quello della Regione Puglia che va solo adottato e rispettato. Quindi si perde tempo”. Depuratori: “Un Sindaco che sente odore di campagna elettorale, mette su un Comitato sulla questione depuratori ingannando i cittadini. Così si perde altro tempo e i problemi non vengono risolti ne tantomeno discussi come meriterebbero in Consiglio Comunale”. Urbanistica: “Riguardo il ‘pedaggio sulla 167’ i cittadini della zona devono pagare una somma per riscattare il diritto di proprietà. Sennonché ad oggi non ci è dato sapere come l’Ufficio tecnico ha deciso di individuare i criteri per definire l’ammontare delle somme da richiedere. Io credo che i cittadini non debbano pagare un prezzo politico che il Comune vuole far pagare ai cittadini solo per rimpinguare le casse comunali”. Eventi estivi: “Baccanà e mercatini vari sono ancora un punto oscuro. Dopo che il Comune ha utilizzato il suolo pubblico facendo mercati e mercatini senza introitare i soldi per l’occupazione del suolo e organizzati eventi in un’area comunale ma agricola (la Distilleria, peraltro non utilizzabile perché non ancora omologata e in sicurezza), il Comune ha dato ad agenzie fantasma il ruolo di riscuotere le somme dell’organizzazione di mercati e mercatini senza una disciplina. Il Sindaco si era impegnato a presentare il resoconto di questi eventi e il bilancio a conclusione delle attività ma ad oggi, come per altro, siamo senza risposte e senza bilancio.”

Bilancio: “Per quanto riguarda il consuntivo 2010 lo stiamo richiedendo da maggio e da mesi hanno ignorato il parere dei revisori dei conti che oggi invece chiedono spiegazioni al Comune su alcune questioni. Sembra un bilancio falsato, debiti fuori bilancio non considerati e che l’amministrazione fa fatica a tirare fuori. Un bilancio non veritiero, e poiché queste cose vanno dette tutte io ho esortato a rinviare l’argomento nell’ultimo Consiglio perché c’è bisogno di più chiarezza e di risposte.” Spes: “L’amministrazione Longo ha solo criticato la gestione Spes del passato ma dal 2008 non ha fatto altro che accumulare debiti e non ha controllato le fatture che arrivavano. Vogliono solo mascherare un debito certo che non hanno il coraggio di denunciare. Come opposizione abbiamo più volte richiesto di parlare con la dirigenza della Spes, ma rinviano o non si presentano. Questa Amministrazione deve riconoscere che ci sono debiti per oltre 2 milioni di euro e si aggiungono quelli di conferimento in discarica negli anni passati e non ancora saldati. L’aumento sulla Tarsu è solo il primo acconto di quello che purtroppo i cittadini gioiesi si dovranno aspettare in futuro”. Dipendenti comunali: “Ci sono forti rischi se guardiamo a quanto prevede anche la nuova finanziaria nazionale. Si aggiunga l’illusione creata dal Sindaco a chi ha partecipato ai concorsi ma non ha il posto di lavoro. Si è creata una disparità sul riconoscimento di alcuni premi ai dipendenti comunali in base a voti soggettivi e settori di appartenenza, senza una equità e regolarità di trattamento”. Asilo nido: “A stento quest’anno verrà garantito il servizio a 48 bambini ricorrendo ad escamotage o promesse dalla Regione per far fronte a finanziamenti che avevano altra natura e che si cercherà di portare sull’Asilo per l’assunzione delle educatrici. Il Comune aveva ottenuto dalla Regione un finanziamento di 500 mila euro per mantenere il servizio pubblico ma il Comune non ha provveduto in tempo a risolvere i problemi e temo che il servizio andrà più verso una privatizzazione”. Azzeramento della Giunta: “A mio avviso è una burla. Dopo uno scenario di crisi di una maggioranza rottasi dal di dentro, il Sindaco si inventa l’azzeramento della Giunta dichiarando però, che l’80% del programma e degli obiettivi è raggiunto. Allora io oggi non capisco perché ricorre all’azzeramento e perché chiede la corresponsabilità dell’opposizione”. Il dopo Longo: “L’invito che faccio ai partiti è di mettere in lista persone che dedicano parte della loro vita alla politica vera e che siano espressione della città”.


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Gli animali vanno rispettati. E pure le persone Angela Tamborrino

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ell’ambito degli ultimi, travagliati, Consigli Comunali, ci è sembrato importante riportare l’intervento del consigliere di maggioranza Vito Paradiso, sulla reintroduzione del circo con animali all’interno del territorio, vietato con una delibera dalla Giunta Povia e reintrodotto con la Giunta Longo. Come spiega questa decisione? Probabilmente, il Sindaco ha accolto le richieste di qualcuno in maniera troppo superficiale (si pensi, che la delibera non è stata nemmeno discussa), sottovalutando il problema sanitario correlato. La presenza di animali esotici come quelli presenti in un circo, infatti, necessitano di spazi adeguati all’accoglienza e alla sopravvivenza dignitosa di specie così particolari. Inoltre, non bisogna sottovalutare il rischio sanitario: non è raro che questi animali possano trasformarsi in veicoli per patologie esotiche come la “lingua blu” o la “peste suina”. Come ha reagito il Sindaco a queste sue osservazioni? Con il silenzio. Il peggior difetto di questa amministrazione è la scarsa capacità di affrontare i problemi. Nel

caso del circo, sarebbe stato necessario un passo in dietro, un atto di buon senso per instaurare un regime di prevenzione ed una tenuta più solida del cordone sanitario. Ritengo che questo modo di affrontare i problemi sia pericoloso e controproducente e dimostra, inoltre, un pessimo modo di fare politica. A questo punto, come ritiene che sia stato affrontato il problema del depuratore e l’efficacia della disinfestazione nel nostro paese? La SPES ha svolto il suo compito egregiamente, attuando le procedure migliori per l’igiene e la disinfestazione, ma il problema persiste a causa delle condizioni del depuratore, un’altra questione affrontata superficialmente dall’amministrazione, per il quale sarebbero necessari più controlli, soprattutto sulle aziende che effettuano scarichi di lavorazione come caseifici e macello. Un’altra area interessata dallo scarico

di liquami, che ha contribuito a rendere l’aria malsana è la zona di Lama delle Vigne, tra Gioia e Sammichele, terreno diventato, ormai, un’ampia distesa di sabbie mobili. Qual è la sua opinione sugli altri argomenti caldi dell’attualità gioiese: cimitero, passaggio a livello e l’ultima novità sul blocco del cantiere nell’area dell’ex Arena Castellano? Per quanto riguarda la privatizzazione del cimitero sono assolutamente contrario, la gestione deve restare pub-

blica, anche ricorrendo ad una sorta di autofinanziamento. Sulla questione passaggio a livello, la condizione delle strade urbane ed extraurbane e il blocco del cantiere dell’ex area Arena Castellano ritengo che, ancora una volta, il Sindaco non si sia mosso con efficienza nella risoluzione dei rispettivi casi; nell’ultima circostanza, persino la Regione ha invitato l’Amministrazione ad agire tempestivamente, reputando il caso serio e delicato, ma, ad oggi, non si prospetta alcuna soluzione concreta.

Cronaca di un crollo annunciato Dario Magistro

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l 15 Agosto, in via Verdi, ci fu il crollo di un piccolo palazzo di due piani. Lasciato passare il trambusto iniziale, abbiamo voluto far luce su alcuni punti quantomeno oscuri e cercare una risposta alla più semplice e immediata domanda che sicuramente tutti si sono posti: si poteva evitare? A tal proposito abbiamo intervistato il geom. Pietro Donvito, attuale amministratore condominiale del palazzo adiacente a quello crollato, a cui fu affidato nell’ultimo periodo la messa in sicurezza dell’edificio. Donvito ci ha confidato che lo stabile si trovava in condizioni di quasi totale fatiscenza e qualsiasi intervento “marginale” sarebbe risultato inutile. Negli anni, infatti, si erano adoperati una serie di tecnici per iniziare le opere di puntellamento e di messa in sicurezza dello stabile; opere pianificate ma mai eseguite, probabilmente per i costi estremamente alti dell’operazione. Ma se si crede che la situazione sia peggiorata in maniera repentina, ci si sbaglia! Le prime denunce da parte degli abitanti della zona, che sentivano crepitii sospetti e notavano l’insorgenza di sempre nuove e profonde crepe, partirono fin dal 2004. L’ufficio tecnico interrogato, non rispose! (situazione che è andata avanti fino a pochi mesi prima del crollo). Si arriva così ai primi giorni di Luglio; la casa risulta ormai inagibile e l’ufficio tecnico (finalmente!) predispone la demolizione entro 10 giorni. Demolizione che, per motivi non noti, viene si spostata al 22 di Agosto, ma che avviene per “cause naturali” il 15 agosto! Il crollo, fortunatamente, è avvenuto in tarda notte (4.35) e i presupposti per definire quel che è avvenuto una “tragedia evitata”, ci sono tutti. Le inadempienze mostrate da parte dell’amministrazione comunale nella gestione del sinistro e nel mettere in sicurezza gli abitanti della zona (nonché i passanti), sono lampanti e palesi (secondo Gioia Oggi, lo stesso assessore ai LLPP Isdraele vorrebbe citare il Comune per danni…): si parte dalla noncuranza nella gestione delle denunce esposte dagli abitanti della zona, fino ad arrivare al trasferimento delle transenne (unico mezzo per “proteggere” i passanti!) spostate alla sagra della “Distilleria Cassano”. In conclusione, se si fosse mostrata un’attenzione maggiore e un briciolo di solidarietà, il tutto si poteva sicuramente evitare. Da parte del geom. Pietro Donvito e della redazione di “gioiademocratica”, viene espressa solidarietà nei confronti di chi ha sofferto per la perdita della propria casa e di chi ha vissuto, negli ultimi anni, con la paura che ciò che alla fine è avvenuto, potesse avvenire da un momento all’altro.


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Festa Pd: politica, cultura e spettacolo T. Genco e A. Tamborrino

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all’8 all’11 settembre, a Gioia del Colle, si è tenuta la Festa del Partito Democratico, inserita quest’anno in un programma regionale di più ampio respiro, sviluppatosi con un tema per ogni festa. Il Pd Gioia si è occupato di agricoltura, organizzando la Festa Democratica Regionale dell’Agricoltura, svoltasi tra Via Roma e Piazza Luca d’Andrano. L’apertura è stata affidata al Segretario cittadino Enzo Cuscito, accompagnato dal Segretario Provinciale Vito Antonacci e dalla Responsabile Forum Industria Pd Bari Adalisa Campanelli. Subito dopo è stata la volta dell’atteso incontro con il sindaco di Bari Michele Emiliano, che, stuzzicato da Paolo Covella, si è lungamente intrattenuto

a parlare della finanziaria, della situazione degli Enti Locali e soprattutto delle prospettive del Pd, che, a suo dire, ha bisogno di unione e a livello locale e a livello nazionale affermando: “Se giochiamo di squadra, non c ‘è

partita!”. In contemporanea, a Piazza Luca d’Andrano, si è aperto il dibattito moderato da Gianluigi Cesari sulla Terza Rivoluzione Industriale in Agricoltura, tenuto dal dott. Angelo Consoli, con la partecipazione del Capogruppo alla Provin-

Marcia Perugia-Assisi Appuntamento ignorato dall’amministrazione gioiese

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lla Marcia-Perugia Assisi, nonostante la buona partecipazione dei gioiesi, nessun gonfalone o rappresentanza della nostra amministrazione. Neanche l’ombra. Solo un pullman per aderire alla giornata di mobilitazione della pace che quest’anno ha spento le candeline dei cinquant’anni. Su richiesta dell’ARCI, e con la completa assenza del Comitato della pace, l’Amministrazione s’è fatta carico, in extremis, delle spese di noleggio del mezzo di trasporto. Nulla di più. Il tema della pace, caro alle scorse amministrazioni di CentroSinistra, sembra non dover interessare più di tanto Piero Longo & C. In un momento in cui, tutte le mattine, si alzano in volo aerei da combattimento dal campo dell’aeronautica militare, ci piacerebbe sapere dal Sindaco dove sono diretti e con quali obiettivi. Infine: facciamo ancora parte del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per Pace e i Diritti Umani? E del Tavolo per la pace? Che fine ha fatto l’adesione alla Scuola di Pace di Don Tonino Bello?

cia Michele Monno. Venerdì 9 settembre il dibattito ha riguardato l’agricoltura in Puglia, con l’assessore Politiche Agricole Regione Puglia, Dario Stefàno e i rappresentanti del settore agricolo. Si è parlato dell’importanza, da parte della nostra regione, di recuperare l’identità agricola per conservare un patrimonio rurale e paesaggistico straordinario. Sabato 10 settembre l’Onorevole Enzo Lavarra ha guidato il dibattito sulla nuova Politica Agricola Comune (PAC), con la partecipazione dell’On. Giusy Servodio e il Dott. Giuseppe Brillante. Piazza Luca d’An-

drano, invece, ha ospitato la discussione sulla Ricerca e la Divulgazione in Agricoltura: le idee al servizio della produzione. Ospiti: Dott. Luigi Trotta, Raffaella Lovino, Francesca Paolo Fanizzi e Antonio Moschetta. L’ultima serata ha visto l’intervento di Sergio Blasi, Colomba Mongiello, Peppino De Leonardis e Vito Micunco nel dibattito su Immigrati e caporalato, i quali hanno ribadito la necessità di una legislazione puntuale, con misure centrate non solo sul caporale, ma anche sulle imprese agricole che se ne servono. Ottima l’affluenza di pubblico che ha visto il suo apice durante gli eventi culturali legati alla manifestazione, spaziando dall’esibizione della scuola di danza Laboratorio del Movimento, ai concerti di Acoustic Guitar Duo, Terraross, Stornelli in Vernacolo Pugliese, Rocksteady Niners, Dott. Art Blue Project, I Maltesi e Hator Plectrum Quartet.

Fatalità o distrazione?

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proposito del cavallo imbizzarrito, gli eventuali danni chi li paga? E’ questo quello che si chiedono i cittadini gioiesi a proposito del copioso incendio sviluppatosi sulla provinciale Gioia – Santeramo e del cavallo imbizzarrito che ha rischiato di trasformare la Mostra Regionale del Cavallo TPR (Tiro Pesante Rapido) in tragedia. Due episodi, gravi, che a metà del mese scorso hanno tenuto sotto scacco i vigili del fuoco di Bari e Putignano e gli uomini della Protezione Civile. Il primo dei due avvenimenti ha visto coinvolto il deposito di autodemolizione presente sulla Gioia- Santeramo, dove si procede allo stoccaggio di rifiuti speciali (ferrosi, legno, plastica ecc), materiale che da quello che si apprende è destinato alla trasformazione e al riciclo. Incendi di vaste proporzioni (per il quale sembra sia stato escluso il dolo), alimentato probabilmente da un fuoco sviluppatosi in un campo attiguo. Naturalmente i danni sono ingenti, come enorme è stato il rischio che ha corso la città, dato che ad andare in fiamme sono stati materiali non proprio benefici per la salute pubblica. E sempre sulla via per Santeramo, questa volta presso l’ex Distilleria Cassano, a pochi metri in linea d’aria dal deposito andato in fiamme, un altro spiacevole episodio poteva trasformarsi in tragedia. Parliamo del cavallo imbizzarritosi durante la Mostra Regionale del Cavallo TPR che solo per un caso fortuito non s’è trasformato in disgrazia. Tuttavia, i circa venti feriti (e qui vogliamo capire se ci sarà un risarcimento danni) devono indurre gli organizzatori a prevedere questi eventi in posti più ampi, escludendo a priori luoghi come l’ex Distilleria Cassano (a Gioia esiste il foro boario). Struttura recuperata al fine di ospitare un centro enologico regionale e non gozzovigli di ogni genere.

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Storia & Cultura

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Un prete coraggioso L’incredibile On. De Bellis

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l 15 settembre ricorreva il 60° della morte di don Sante Milano. L’evento è stato ricordato con una conferenza nella Chiesa dell’Immacolata. Accanto alle testimonianze dei relatori, vogliamo ricordare il coraggioso sacerdote con una pagina del libro di Paolo Covella (“Gioia del Colle tra reazione e rivoluzione - Vita del sen. Domenico De Leonardis, il prete rosso”Suma editore, 2002). La notte del 30 ottobre 1922 i fascisti, oltre a distruggere la camera del lavoro, misero a soqquadro anche il circolo “Fides et labor” di don Sante Milano, la cui sede fu poi sequestrata ed occupata da uno dei sindacati fascisti di categoria. Motivo? Il ritratto del re fu visto appeso alla rovescia con accanto la scritta: “W il Papa Re!”. Il religioso fece causa per

riavere quei locali ma soprattutto per vedere riconosciuti i danni che ammontavano a 600 lire. E in una lunga lettera del 19 maggio 23, egli scrive: “Facendomi ardito, signor Prefetto, richiamo la sua benevola attenzione su questa forma di intollerabile illegalismo bolscevico che impera a Gioia del Colle nonostante tutte le energiche disposizioni del presidente del consiglio, On. Mussolini, per il ritorno della legalità”. ASB, Prefettura, Gab. Pref. II Vers., B210, F75/5 N.B. Il parroco parla di “illegalismo bolscevico” riferendosi ad un atto di squadrismo fascista. Si è trattato di un lapsus calami o di vera e propria ironia nei riguardi del Duce?

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ella storia dei centocinquant’anni dell’unità d’Italia a Gioia del Colle, un posto di riguardo, tanto per la politica locale, quanto per quella nazionale, occupa l’on. Vito De Bellis (Gioia 1854 - Roma 1928). Referente di spicco della corrente giolittiana in terra di Bari, De Bellis sarà il deputato di Gioia al parlamento nazionale per oltre un ventennio. Sul finire dell’ottocento - a cavallo tra gli anni ‘80 e l’inizio degli anni ’90 -, dopo essere stato eletto, con larghi consensi, consigliere comunale nel suo paese (1878), il giovane De Bellis tenterà più volte, senza successo, la scalata al Parlamento. In occasione delle elezioni del 1892, durante la campagna elettorale, rientrato nel suo Collegio, farà tappa proprio nel suo paese natale. Una nota sul «Corriere delle Puglie», del 31 ottobre 18921, ci restituisce il clima di quella giornata gioiese: «E’ giunto qui stamattina il cav. Vito De Bellis, candidato di colore incerto, secondo altri di opposizione. La città è rimasta perfettamente indifferente». L’aspirante onorevole era stato ricevuto alla stazione da pochi fedeli amici e, nonostante fosse stato accompagnato da un piccolo corteo, rallegrato da ben due bande musicali, il suo seguito era giunto al teatro comunale, luogo individuato per il comizio politico, «fra il generale silenzio» del paese. «Nessuno – prosegue l’anonimo estensore della nota - applaudì al candidato, nemmeno fra gli amici suoi». Questo provvedimento – si legge ancora – era stato preso «per garantire la tranquillità pubblica, perché qualunque grido avrebbe suscitata una violenta reazione». A Gioia, infatti, il clima elettorale aveva eccitato gli animi. Da una parte i seguaci del De Bellis, dall’altra i suoi avversari politici, capeggiati dal notaio Vincenzo Taranto, già sindaco del paese, e punto di riferimento, morale e professionale, dei tanti agrari locali, strenui oppositori del futuro onorevole. A questa mancata elezione del 1892 doveva seguire, nel 1895, il

primo, atteso ingresso in Parlamento di Vito De Bellis. Pochi mesi dopo, ritornando nel suo Collegio elettorale, l’accoglienza riservatagli avrà tutt’altro sapore. È ancora il «Corriere delle Puglie» - nella corrispondenza del 21 aprile 1896 - a renderci testimonianza di quella memorabile visita: «L’on. De Bellis oggi è venuto a Gioia, è venuto nella sua città nativa dopo una lunga, pur troppo lunga assenza, è venuto desiato, ansiosamente atteso, accolto con tutto il delirio e l’affetto che i cuori dei meridionali sanno nutrire per una persona idolatrata. […] Appena la vaporiera si è vista, appena si è scorto l’on. De Bellis, è stato uno scrosciare di applausi e grida affettuose […]. Dopo una breve sosta in casa Cassano e la visita di rito al Municipio, l’on. De Bellis si recava per pronunziare il suo discorso al teatro che era già pieno zeppo di gente. […] Viva Gioia che ha saputo degnamente festeggiare il suo deputato! Viva l’onorev. De Bellis». A ben guardare, il diverso atteggiamento del paese nei riguardi del «cuore di Gioia» - così verrà definito nell’articolo il suo deputato – accomunerà il nostro paese, nel corso di questi 150 anni, ad un qualsiasi altro comune della penisola. Sublimando in modo imbarazzante quella secolare abilità italiana di voltar bandiera e casacca, ad ogni repentino cambiamento di ordine o potere, faranno di Gioia, anche in quei primi decenni seguiti all’unificazione nazionale, un osservatorio privilegiato del mal costume clientelare e della pratica politica meridionale (Cfr. G. Salvemini, Il Ministro della malavita, Firenze 1910). Per la storia, a conclusione di questa breve cronaca, occorrerà ricordare che un anno prima di quella attesissima elezione - nell’agosto del 1894 - il fiero avversario politico del De Bellis, il notaio Taranto, era stato brutalmente assassinato mentre tornava in paese da un suo casolare di campagna. Sergio D’Onghia 1 Gentilmente segnalataci dall’amico dott. S. Lagosante.

Oggi festa del Rosario Stamane dopo la Messa solenne in San Domenico (ore 10:30), seguirà la processione, quindi la Supplica, officiate dal padre spirituale don Tonino Posa. In serata, alle 18:00, S. Messa celebrata dal Vicario Generale della diocesi Bari-Bitonto, Mons. Domenico Ciavarella e benedizione finale. Poi spazio al rito civile, per il quale l’antica Confraternita del Rosario ha previsto il concerto del Gran Concerto Bandistico “Paolo Falcicchio” di Gioia del Colle, diretto dal maestro Jorge Egea, pronto ad esibirsi fra l’invidiabile cornice di luci della ditta Faniuolo Illuminazioni” di Putignano (BA). Intanto la Confraternita del Rosario, coglie l’occasione per rivolgere un accorato appello non solo ai devoti della Madonna del Rosario, ma a tutti i gioiesi. A questi chiede di ritrovare l’antico orgoglio e contribuire a salvare con la chiesa di San Domenico la storia, l’arte e la tradizione più genuina di Gioia del Colle.

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