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Novembre 2011

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gioia gioiademo democratica cratica gioiademocratica Anno I n. 8 - Novembre 2011

Supplemento a Paese&Paesi

Etica politica e partecipazione. Altrimenti l’abisso

E cadde Longo Longo a terra

di Enzo Cuscito

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’ scesa la parola fine sulla prima esperienza di governo della Città del centrodestra. Piero Longo, ha retto le sorti amministrative di Gioia con una improvvisazione disarmante. Si è lasciato seppellire dalle infinite contraddizioni della sua litigiosa maggioranza, rinunciando a programmare il futuro della nostra cittadina, passando tre anni e mezzo ad inaugurare opere progettate e finanziate dalla precedente amministrazione di centrosinistra, senza lasciare nulla di suo alla città. L’unica eredità che lascia è un Comune sull’orlo della bancarotta, con l’aumento delle tasse e i tanti, infiniti problemi da risolvere. Non sappiamo se Longo continuerà a guidare le fila del centrodestra: e faccio fatica ad immaginare con quale programma e quali idee, visto il fallimento della sua esperienza. Sappiamo però che nel sedicente Grande centro, sono iniziate le grandi manovre. Si appellano anche loro al cambiamento: eppure, sfogliando i volti e le sigle che lo rappresentano, appare tutta la ruggine del loro lungo passato politico. Mi verrebbe da dire, parafrasando il capolavoro di Erich Maria Remarque, “nulla di nuovo sul fronte centrale”. Diverso il cammino intrapreso dal Partito Democratico. Unità d’intenti sul rinnovamento della classe dirigente e sulla riscoperta dell’etica pubblica. Fine della logica dei pacchetti dei voti, degli interessi di parte, delle decisioni prese tra i soliti noti in qualche studio professionale. E inizio della apertura alla partecipazione democratica dei cittadini, a partire dalla costruzione del programma sino alla scelta del candidato Sindaco. Il Partito Democratico ha importato in Italia le continua a pag. 2

Distribuzione gratuita

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l titolo, è lo stesso che comparve su una pubblicazione del Pci nel 1991, in occasione della caduta di un sindaco democristiano, omonimo del nostro. Tuttavia non vogliamo fare adesso il bilancio della breve parentesi longhiana, né elencare le “scimitudini” viste in questi tre anni, né descrivere le tante cose non fatte per la città. Lo faremo durante la campagna elettorale, per rinfrescare la memoria agli elettori che si recheranno alle urne. Qui vale la pena di chiedersi: perché è caduto Piero Longo? Perché non ha saputo né voluto amministrare la città, nel senso più maturo e più concreto del termine. Quella della comunicazione, resta la sua passione principale: ma quando uno non ha niente da comunicare o quando comunica sempre le stesse cose, va a finire che la gente si stufa. Longo infatti, non ha ben decentrato le funzioni di governo, non ha costruito una trama amministrativa continua a pag. 2

L’Arca di Noè... Servizio pag. 2

Domani è un altro giorno... di Paolo Covella

Mi astraggo dal partito” … “Mi autosospendo dal Pd”. Con queste stravaganti affermazioni, Sergio Povia ha deciso di andarsene dal Pd. Ora, se le parole sono alquanto fumose, le motivazioni sono addirittura incomprensibili. Ma la notizia non ha sorpreso nessuno. Come quando muore un nonno centenario: prima o poi doveva accadere. Infatti sono anni che, tutte le volte che l’ex “sindacopiùvotatod’Italia” si trovava di fronte a scelte di potere, si creava attorno a lui la leggenda del “mo se ne và”. E mò se n’è andato davvero. Come al solito, il nostro ha scelto continua a pag. 2

Manifesti selvaggi Notizie dall’Europa Servizi pag. 3

Inchiesta: caos mense

Il “Carnera rosso” Servizio pag. 3

Servizio pag. 5

AGENTE GENERALE Antonello Bianco Agenzia Fondiaria-Sai - GIOIA DEL COLLE - Corso Garibaldi, 6 Tel. 0803431282 - 0803447075 - Fax. 0803441025

Il Giano di G. Gasparre Indignati a Roma Servizi pag. 6

Una piazza di.. classe La banda

Servizi pag. 7


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“Arca di Noè”... o macchina di voti? Andrea Luigi Mongelli

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aleotta la passione per la commedia musicale, perché quello che sta maturando al centro dello schieramento politico gioiese, mi riporta alla mente questo straordinario ritornello: “ Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più; se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu, gli amici a questo servono a stare in compagnia, sorridi al nuovo ospite non farlo andare via; dividi il “companatico” raddoppia l’allegria “. Nella commedia, un prete, ha l’incarico di costruire un’arca di legno per mettere in salvo da un secondo diluvio (catastrofico quello causato da Longo & C., a Gioia), tutti gli abitanti e gli animali del paese. Arca, per la verità, verosimilmente identica a quella che stanno cercando di “armare” coloro i quali anelano da queste parti al mito del grande centro (già, gli stessi che all’indomani della caduta di Mastrovito, tentarono di farmi il terzo grado). Lavoro che sta già dando dei frutti, anche se è difficile capire perché alcune volte certe sigle compaiono, altre volte no, dando l’impressione di trasformare l’Arca in un albero di Natale, con le luci intermittenti.

Infatti, con riferimento alla convention della scorsa settimana, si può senz’altro dire a prima vista che non si tratta solo di una sorta di “Arca dell’alleanza”, bensì di una vera e propria macchina di voti. Chi è salito sinora sull’Arca di Noè? 1) l’Udc rappresentata da Saverio Ca-

podiferro, Franco Ventaglini e Antonio Mancino; 2) la Puglia prima di tutto di Claudio De Leonardis (dai natali ex DC, Forza Italia, Margherita, Pd e Puglia prima di tutto); 3) l’Api dell’ing. Leogrande (ex Socialista, passato per l’IdV); 4) Italia Futura, con Sergio Povia (da sempre dichiaratosi socialista – liberale, ex Costituente, DS, PDS, PD), pronto a rappresentare la neonata associazione di Montezemolo;

5) “Gioia oggi per il domani” guidata da Filippo Donvito (non pago della scottatura precedente) e da Cosimo Muschitiello. 6) Io Sud, con la signora Antonia Marchitelli. 7) Partito Socialista, con Piero De Palma; 8) Moderati Popolari, la lista di Canonico sponsorizzata alle scorse regionali dal Consigliere Pd Giuseppe Lenin Masi, di cui nessuno vuol confessare il nome del referente locale … . Restano fuori, per incomprensioni a noi non note, pur avendo messo piede sul primo manifesto, l’MPA di Capano e la Lista Schittulli. Questa alleanza, che sarà capeggiata dall’ex Pd Povia in qualità di candidato sindaco, è nata senza e contro il Pd e la sinistra, senza un vero programma di governo e contro l’ipotesi di primarie. Se poi la navigazione riuscirà meno placida del previsto, qualche mozzo di bordo implorerà di rimangiarsi quelle pregiudiziali per agganciare Pd, Sel e Idv. E mentre nello straordinario lavoro di Garinei & Giovannini, la colomba bianca alla fine si posò sulla seggiola vuota, in questo caso è difficile intuire se ci sarà il miracolo o peggio ancora chi sarà l’ultimo commensale.

Dalla prima pagina

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Etica politica e partecipazione. Altrimenti l’abisso

Domani è un altro giorno...

primarie. Spesso ne è rimasto sovrastato. Ma quella rimane l’unica via di partecipazione collettiva alle scelte forti e determinanti per il futuro di una comunità. Apriremo il “cantiere dell’alternativa” ai contributi dell’intenso mondo del civismo gioiese, alle associazioni culturali, ambientaliste, di promozione civica, ai movimenti parrocchiali che agiscono silenziose ma operose nel profondo tessuto sociale della città. Chiederemo a quell’universo della diaspora della sinistra e del cattolicesimo sociale, intelligenze dal grande spessore morale e culturale, fuggite negli anni della decadenza politica e morale del centrosinistra di inizio millennio, di tornare ad essere protagonisti della rinascita. L’ora infatti è decisiva. L’Italia e la nostra piccola grande Gioia, attraversano il momento più difficile degli ultimi 50 anni. Con una crisi morale ed economica senza precedenti. Tornare a testimoniare la buona politica, quella del “servire” e non dell’essere serviti, adepta del bene comune, significherà così evitare l’abisso di un disastro senza proporzioni. Per consegnare alle nuove generazioni un futuro migliore, in una città dinamica e pacificata. Per questo intendiamo batterci: e se qualcuno crede che ciò sia pura utopia, in realtà vuole la morte della politica.

il pragmatismo senza principi. Ha scelto la scorciatoia più confortevole degli accordicchi tra persone. Il Pd aveva cercato di insegnargli a fare un po’ di buona politica: ma l’attempato scolaretto non ha mai abbandonato la concezione secondo cui la politica è solo gestione del potere. Il Pd aveva rilanciato il coordinamento delle opposizioni, impigrite e stordite dopo due anni di sonno. E si stava ad un passo per azzannare la Giunta Longo con gli strumenti della buona politica, della proposta, della presenza nelle istituzioni e nella città. Il Pd aveva proposto di costruire un programma alternativo di governo al centrodestra, di creare la più vasta alleanza possibile a partire dai partiti di sinistra non presenti in consiglio, di selezionare le candidature col metodo delle primarie. Ma il “grande centro” ha reagito con fastidio a questi “vecchi riti” della poli-

tica, preferendo i moderni riti del mercato rionale. Povia ha accettato il ricatto dei centristi di non imbarcare la sinistra nella alleanza e di uscire dal Pd perché i suoi nuovi compagni di strada non sopportano che per la 5^ volta il candidato sindaco venga dal Pd. Così ha inventato Italia Futura e ha scelto di imbarcarsi sull’arca di Noè. Poi, per nascondere la marachella, ha fatto sapere in giro che si è autosospeso in modo tale da condizionare dall’esterno il Pd e dimostrare ai centristi che lui non è nel Pd. Il Pd invece, aspetta ancora di conoscere le reali motivazioni di questo voltafaccia e nel frattempo, continuerà nella sua strada per aggregare la sinistra, le aree civiche e democratiche, l’associazionismo. Se Povia correrà sulla Ferrari di Montezemolo, il Pd cercherà di allestire un più modesto tre ruote, sul quale prenderanno posto le speran-

Dalla prima pagina

E cadde Longo Longo a terra degna di questo nome, si è circondato di scienziati che lo adulavano solo per convenienza e ha imbarcato “dinamitardi” di vecchio conio. E questo lo abbiamo più e più volte denunciato. In compenso però, si è dedicato alla importazione dei cervelli, un po’ perché a destra scarseggiano (…) un pò perché a sinistra gli ambiziosi non mancano. E così, sotto le mentite spoglie delle innocenti consulenze, Longo ha cooptato nel suo sistema di potere tante persone che per decenni si sono riconosciute a sinistra. Alcune hanno saputo mantenere sobrietà ed autonomia, altre invece hanno scavalcato il limite che divide un collaboratore da un galoppino. Longo però, non ha dimenticato che questo piccolo calciomercato, non conta nulla se non lo fai anche in consiglio comunale dove servono i numeri per governare. E così si è mosso, districandosi per mesi per lenire ora questo, ora quel mal di pancia dei suoi consiglieri. Ma non ha capito la cosa più importante: che, nell’epoca in cui la politica è dominata dalla tecnica dell’Akkàtt e Vìnn, quella stessa campagna acquisti, egli avrebbe dovuto estenderla anche nel campo avversario. Non era difficile, data la professione di molti consiglieri di opposizione. Per molto tempo, infatti, si è favoleggiato di appoggi sotterranei ora di questo, ora di quel consigliere di opposizione: ed egli stesso in una intervista dichiarò che, se voleva, se ne poteva comprare almeno un paio. Una cosa disdicevole per un Sindaco: ma nella vita, prima bisogna agire e poi bisogna minacciare. Lui lo ha solo minacciato: gli altri hanno agito. E così i compratori di sempre, si sono messi all’opera, ed in capo a due tre mesi, gli hanno sfilato ben due pezzi, mentre altri due o tre, tra incredibili contorcimenti, si sono mantenuti nei dintorni della bancarella. Dando ragione a chi sostiene che, a Gioia come in Italia, è un dritto non chi si batte sul terreno delle proposte e dei programmi, ma chi sa fare la compravendita dei consiglieri. Risultato finale: Scilipovismo batte Scililonghismo 2-0. ze della città che, come il resto del Paese, chiede un vero rinnovamento di idee, di programmi e di facce. Se poi i gioiesi, al momento del voto, sceglieranno la Ferrari, ne prenderemo atto. Il Pd continuerà a dare il suo contributo alla soluzione dei problemi della città, questa volta libero dai pesi, dai vincoli, dalle incrostazioni di potere e dalle code di paglia di chi ha impedito in questi tre anni della penosa Giunta Longo, di fare una limpida e coerente opposizione. P.C.


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Caos nelle mense scolastiche Teresa Genco

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al a 20 Ottobre 2011 le mense scolastiche di Gioia hanno riaperto i battenti. Non importa che le stesse non fossero del tutto pronte per accogliere i bambini (vedasi Via Eva dove la sera del 19 gli operai erano ancora al lavoro) o che non ci fosse un’adeguata informazione sul come sarebbero stati sostituiti i precedenti buoni pasto, quest’anno non più validi, con quelli nuovi. Già quelli nuovi, ma quelli nuovi non esistono, nel senso che per quest’anno si era previsto di automatizzare il servizio fornendo le famiglie di badge da timbrare al momento del servizio o da ricaricare al bisogno, ma a tutt’oggi l’organizzazione e la distribuzione dei tickets hanno percorso, ahinoi, notevoli passi indietro … Com’ era organizzato il servizio negli anni precedenti? Le famiglie provvedevano a farsi rilasciare dagli uffici CAF di competenza l’indice ISEE che attestava il loro reddito in base al quale i servizi sociali assegnavano lo scaglione reddituale di appartenenza per il pagamento del bollettino necessario al ritiro del blocchetto da 20 tickets. Le famiglie effettuavano il pagamento presso l’ufficio postale e consegnavano il bollettino pagato ai servizi sociali, dove veniva vidimato e avveniva il rilascio del blocchetto. Il genitore provvedeva a consegnare quotidianamente alla maestra del proprio bambino il ticket. Semplice, funzionale, pratico! Com’è organizzato il servizio ora? Le famiglie dopo aver ottenuto dall’ufficio CAF e consegnato ai servizi sociali il loro indice ISEE, ricevono da questi ultimi l’indicazione dello scaglione reddituale di appartenenza, si continua con il pagamento del bollettino presso l’ufficio postale ma a questo punto il sistema si complica: il bollettino ora va consegnato alla maestra (con buona pace della privacy), e per usufruire del servizio della mensa il genitore deve firmare e barrare la colonna “mangia” o “non mangia” ogni giorno su un elenco affisso sulla porta della classe del proprio figlio. E ancora, potrebbe sembrare semplicemente un cambiamento, ma i disagi insorgono laddove il genitore pur volendo usufruire del servizio, un giorno possa dimenticare di firmare il proprio assenso sull’elenco affisso, oppure firmi senza aver diritto al servizio (perché non pagato!). Mi domando: i bambini mangiano o vengono lasciati in classe a digiuno? Non credo che la maestre lascino i loro bambini così, a digiuno in classe, ma credo che si prodighino in mille telefonate ai genitori per sbrogliare la matassa, togliendo tempo prezioso alla didattica.

E ancora, cosa fare dei buoni pasto dell’anno precedente? Prima erano utilizzabili l’anno successivo, ora si devono convertire presso i servizi sociali che in cambio non danno nulla, ma annotano su registri loro l’avvenuta conversione e ai genitori non resta che farsi un proprio promemoria. Importante è che i tickets, avendo subito un notevole aumento di costo,

non vengono convertiti con un pari numero, ma con il valore economico corrispondente. Ad esempio qualora si

appartenga all’ultima fascia di reddito (valore ISEE oltre € 15.001,00) e si voglia convertire n° 3 buoni vecchi (del valore di € 2.75 cadauno per un totale di ), si riceveranno n° 2 buoni (del valore di € 3.75 cadauno) perdendo n° 1 buono. Ascoltando alcune famiglie che usufruiscono del servizio mensa, è venuta alla luce una sorta di rassegnazione per la qualità del pasto (si parla di alcuni prodotti acquistati presso discount della zona) e lamentele perché quest’anno non viene più dato il bis ai bambini che lo richiedano e che non è più prevista una variante sul primo o sul secondo. Inoltre le famiglie lamentano l’assenza di privacy a proposito della consegna del bollettino direttamente alla maestra (e non ad un fantomatico referente dell’azienda che fornisce il servizio), ed un’assenza dei famosi sms di avviso (quelli che l’azienda dovrebbe inviare ai genitori tre giorni prima che gli stessi termino i buoni pasto in loro possesso). Valida la proposta che alcuni genitori hanno

Scorretti e scrocconi

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CIA

Il 19 ottobre scorso, il Segretario del PD Enzo Cuscito, ha inviato all’Ufficio della Polizia Municipale il seguente esposto: “Venerdì 14 ottobre, alle ore 8,40, a cura del locale Circolo PD, sono stati consegnati all’Uff. Affissioni, n. 25 manifesti formato 70x100 e con regolare versamento di € 25,50, dal titolo: “L’agonia della Giunta Longo sta rovinando la città”. Detti manifesti, sono stati affissi tre giorni dopo, nella mattinata del lunedì successivo. Lo stesso venerdì 14 però, numerosi manifesti del PDL, formato 70x100 e 100x125, sono stati affissi dentro e fuori gli spazi consentiti, come da foto in ns. possesso, di fatto occupandone una buona parte. Dalle verifiche effettuate presso l’ufficio, ci risulta: - che detti manifesti sono stati affissi abusivamente; - che il versamento è stato effettuato solo nella tarda mattinata di lunedì’ 17; - che sono stati pagati i diritti per soli per € 20,40; - che sono stati dichiarati appena 20 manifesti; Il manifesto abusivo campeggia - che non è stata pagata la tariffazione di tuttora davanti al portone del urgenza. Municipio... Ciò costituisce una grave violazione delle regole democratiche e un vero e proprio abuso se non addirittura una truffa ai danni del Comune. Vogliate pertanto intervenire con cortese urgenza per verificare quanto sin qui descritto, e procedere nella contestazione delle violazioni di legge accertate sotto il profilo amministrativo. Si chiede un cortese riscontro sulle attività di competenza, con riserva di ulteriori azioni a praticarsi in altre sedi”. Alla data odierna, il Comando dei Vigili non ha ancora risposto. A perenne ricordo della prepotenza di un potere che per fortuna si è dissolto e dell’ignavia di chi deve compiere il proprio dovere e non lo fa... ... e questo è il trattamento di favore che l’agenzia Ogeki riserva al Pd che ha denunciato la cuccagna delle affissioni

esposto: aumentare gli scaglioni di reddito di almeno due fasce: la prima per i redditi più bassi e la seconda per i redditi più alti, così da poter spalmare l’aumento su più fasce di reddito. Ormai, i tagli alla scuola avvengono sia sul piano statale che su quello locale ed una riflessione nasce spontanea: “ La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare; facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù.” Henry Brougham

Dall’Europa Gianni Valletta Il GAL (Gruppo Azione Locale) è soggetto attuatore delle misure e delle azioni previste dall’Asse del Programma di Sviluppo Rurale (Fesr 2007-2013) finalizzate alla realizzazione di attività agrituristiche, masserie didattiche e sociali, di attività artigianali, commerciali e sociali, di turismo rurale, di formazione degli addetti e di informazione degli utenti. Dopo i bandi rivolti al turismo sostenibile, alle masserie didattiche e sociali, alla commercializzazione e promozione dell’offerta di turismo rurale e alla creazione di strutture di piccola ricettività, è in uscita il bando relativo alla Misura 312. L’obiettivo della misura è quello di sostenere lo sviluppo e l’innovazione organizzativa e tecnologica delle microimprese extra agricole e la formazione di micro circuiti locali. Si rivolge alle microimprese che intendono svolgere attività di artigianato tipico locale basato su processi di lavorazione tradizionali del mondo rurale (es. recupero di vecchi mestieri); commercio, esclusivamente relativo ai prodotti tradizionali e tipici del territorio di riferimento; servizi alla popolazione locale soprattutto per la prima infanzia e gli anziani (creazione di ludoteche, baby-sitting, centri ricreativi per anziani). E’ inoltre indirizzata, prevalentemente, a giovani e donne, forme associate a prevalente partecipazione femminile e fasce deboli organizzate in forme associative. Il volume massimo di investimento è di 40.000 Euro. Per ulteriori informazioni sul bando - Gal Trulli Barsento Via Bligny, 23 - 70011 Alberobello – tel.0804322767 – mail: segreteria@galtrulli-barsento.it. Diventa pertanto fondamentale promuovere la conoscenza delle opportunità di sviluppo dell’Unione Europea. In questo senso, preziosa si rivela l’attività svolta da Enzo Lavarra e dall’Associazione PugliaEuropa Med (della quale Lavarra è presidente) al servizio del territorio.


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La morte di Franco Giannico

ERS 5 ON gioiademocratica AG GIO

Il “Carnera rosso” Paolo Covella

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ranco Giannico è morto il 12 ottobre, all’età di 51 anni, vittima di un male contratto sul lavoro. Uno dei tanti, in una Italia dove parlare di prevenzione, diventa sempre un problema. La sua biografia è semplice: un grande lavoratore, un ragazzo onesto, un ottimo padre di famiglia. Uno dei tanti, in una società dove la brava gente è, per fortuna, la maggioranza. Ma Franco apparteneva a quella ristretta cerchia di uomini, le cui passioni ti segnano profondamente sino a renderti diverso e inconfondibile tra tanti altri. Tifoso accanito della Juventus, quando veniva azzannato impietosamente dai tifosi avversari, ne soffriva persino fisicamente. La sua passione sportiva, era genuina: amava la Juventus di Agnelli e Boniperti e soffriva la “modernità” di Moggi e compari. C’è una foto storica che lo ritrae nello stadio di Bari dove, seduto sulle gradinate, reggeva da solo uno striscione in cui svergognava i dirigenti bianconeri. La sua altrettanto genuina passione politica invece, aveva le sue radici in un vicoletto che sfociava nella mitica “Piazza Rossa” degli anni ’60. Il regno del Pci, il cuore rosso di una città fondamentalmente moderata e spesso reazionaria. Franco è stato per anni un militante modello: intelligente, coraggioso, laborioso. Il “militante” nel senso che questa parola significava in quei tempi: partecipazione, dissenso, fatica, fedeltà, rispetto per gli “anziani” . Il suo difficile lavoro, lo portava spesso lontano dalla nostra città: e quando ritornava, gli leggevi dentro le contaminazioni

culturali, sindacali e politiche di quelle realtà, che lo arricchivano ulteriormente. Ma Franco era un personaggio di per sé: e quando si è personaggi, è inevitabile che l’aneddotica prenda il sopravvento. Nel faticoso montaggio delle Feste dell’Unità, era “ l’uomo ragno “: la sua mole consentiva ai compagni di utilizzarlo come una gru umana, un sollevatore, un crick vivente. Le sue lunghe braccia (con le quali difendeva onestamente la porta nelle sue partite di calcio giovanili) erano il naturale prolungamento dei tubi Innocenti che

faceva volare da un c a p o all’altro di Piazza Pinto per montare le nostre (allora) misere baracche. Per questo lo chiamavamo “ Spranga”: uno dei

Neo laureati UNIVERSITÀ DELL’AQUILA

UNIVERSITÀ DI PADOVA

“Paura prima e gioia dopo, questo è uno di quei giorni che non si dimenticano mai.” Donato Milano porge gli auguri più sinceri al Dott. Prof. Stefano Favale e alla consorte, Prof.ssa Marilina Leogrande, per l’importante traguardo conseguito dal figlio Donato, neo laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi de L’Aquila. Il neo dottore ha discusso con il Chiar.mo Prof. Massimo Casacchia e il correlatore Prof. Marcello Nardini, una tesi di psichiatria dal titolo: “Analisi dei bisogni e dello stato di salute fisica e mentale dei richiedenti e titolari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria nelle zone di Bari, Foggia e Brindisi”.

Mercoledì 12 ottobre 2011 Laura Di Pietra ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova con il voto di 110/110 e lode, discutendo una tesi su: “Alcol e criminogenesi. Sistema gabaergico e ambiente”. Relatore il Chiar.mo Prof. Santo Davide Ferrara, direttore della sede di Medicina Legale del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica, correlatore il Dott. Claudio Terranova. Il presidente della Commissione, Chiar.mo Prof. Raffaele De Caro, con voto unanime, ha conferito alla Tesi di Laurea la “Menzione di Eccellenza”. I nonni Giovanni Lamanna e Bettina D’Aprile si congratulano ed augurano a Laura un gratificante futuro professionale.

Il ricordo di Maria Pavone

suoi soprannomi preferiti. Come dire, “nomen omen”. Ma i comuni mortali lo chiamavano “Occhi neri” : troppo romantico per un gigante che, nel suo sorriso, nella sua altezza e nelle sua manacce, somigliava spizzicato al mitico Carnera. Con quelle, risolveva il problema dell’affissione dei manifesti elettorali, come fosse, una intera squadra di attacchini: la notte si usciva con lui, senza bisogno di scale. Franco era anche il “ministro della difesa del Pci” degli anni ’70, quando ancora ristagnavano le intemperanze dei neofascisti. Era il compagno delle scorte a Berlinguer e a Natta quando venivano a Bari. Ma fu anche quello che una notte, comandato a vigilare l’auto blindata di Natta nel garage del Palace di Bari, decise di “provare” lo sterzo, facendo scattare gli allarmi e mettendo a soqquadro albergo e polizia… La sua non breve malattia, ha letteralmente avvelenato il cuore di moltissimi suoi compagni. E il suo funerale, ha visto la partecipazione dolente di tanti amici, compagni e cittadini. C’è chi pensa che Lui ci starà già guardando dall’alto dei cieli. Io che ho la vista corta, lo vedo nell’alto dei capannoni dell’Italsider a smontare quel maledetto amianto che lo ha ucciso; o in cima ad uno scalone ad issare la sua amata bandiera rossa. La stessa che avvolgeva la sua bara e che, sia reso onore al parroco che lo ha consentito, insieme alla sciarpa della Juve, è potuta entrare in chiesa a fargli compagnia per l’ultima volta. (L’articolo è comparso su Gioia Oggi del 21 ottobre 2011)

Nel Convegno nazionale organizzato dall’Inca Cgil svoltosi a Bari il 14 e 15 dicembre dell’anno scorso, sul tema “Dalla sorveglianza sanitaria al riconoscimento dei tumori professionali”, Franco Giannico svolse un breve intervento. Ecco un ricordo personale di Maria Pavone che lo accompagnò. “Quella mattina tutto il salone della CGIL Regionale era stracolmo e il suo intervento fu seguito in un silenzio irreale. Le sue parole erano come un macigno su di noi! Franco con grande dignità, come sempre, affrontò con emozione e forza quella platea, fatta di medici, compagni e operatori del settore medici e di patronato. Quel che più mi fece star male, fu quando nell’intervento di un medico legale di Roma, ci sentimmo dire che quel tipo di tumore non lasciava speranza. Io guardai Franco che, non so se per l’emozione di aver affrontato la platea o per la stanchezza, non riusciva più a seguire il dibattito. Fino al quel momento io ero seduta vicino a lui ma subito mi allontanai perchè non volevo far vedere le mie lacrime. Alla fine della prima giornata di convengo, lui andò verso i compagni medici dell’Inca Nazionale e salutandoli disse: “Ho combattuto contro i padroni adesso mi tocca combattere contro qualcosa che non vedo, ma sento ”. Grande FRANCO.


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Dal mondo della ricerca

Il successo di una formazione, l’orgoglio della città Piera De Giorgi

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iuseppe Gasparre, il trentaduenne genetista e ricercatore gioiese, con un gruppo di giovani genetisti e ricercatori ha realizzato la scoperta di un gene mutante ‘bifronte’ battezzato ‘onco-Giano’. Il dottor Gasparre rappresenta il successo di una formazione che parte dai banGiuseppe Gasparre e il gruppo dei ricercatori chi delle scuole del nostro paese ed è ancora in atto secondo sostiene il nostro Giuseppe è particolo stile del Life Long Learning. Vivo è lare perché è tra i pochi che, invece di il suo ricordo presso la Prof.ssa Anna risiedere classicamente nel nucleo delRusso la quale ci descrive la potente le cellule, risiede nei mitocondri, che capacità intuitiva e la curiosità vivace sono gli organelli deputati alla sintesi di Giuseppe, alunno prima del Liceo dell’energia della cellula tumorale che Scientifico e in seguito del Collegio quindi hanno una funzione fondamendel Mondo Unito in Norvegia dove tale nel permettere alla cellula di sinottiene il Baccellierato Internaziona- tetizzare tutti quei composti necessari le. Una formazione che si basa su una e produrre tutta l’energia per proliferaserie di scelte difficili e coraggiose co- re. La scoperta riguarda il gene e queronate da successi: studi di biotecnolo- sta funzione bivalente, ovvero contrigie farmaceutiche, preparazione della buisce, nel caso in cui questo gene è tesi in Canada, laurea con lode, dotto- mutato, all’abbattimento del potenziarato, premi nazionali e internazionali. le tumorigenico delle cellule al contrario di altri geni che quando sono Giuseppe ci conmutati ne favoriscono la proliferaziofessa che la prone. Come il dio greco, dunque, il gene fessione è per lui mostra due facce: se somministrato a pura passione, basse dosi favorisce lo sviluppo delle scavare nei più cellule tumorali, se le dosi aumentano, intimi segreti invece, blocca lo sviluppo e la crescidella vita in terta dei tumori. Una scoperta che pomini biologici, trebbe rappresentare un passo imporscoprire di potante per la cura del male del secolo. ter estrapolare Il dottor Gasparre non si lascia prenal servizio della dere dal facile ottimismo ma afferma comunità delle Il dottor Giusepche la scoperta dell’onco-Giano rapinformazioni, pe Gasparre presenta solo l’inizio di una ricerca dare speranza contro una malattia verso cui ha un più vasta che mira alla terapia attraprofondo rancore, provare a cono- verso la sperimentazione della muscerla (senza la presunzione di vin- tazione artificiale o lo spegnimento cerla) e magari controllarla, questo della funzione di geni come l’oncoè il suo obiettivo. Se si fosse negato Giano che sono più facili da manipole esperienze, se non avesse avuto lare per cercare di demolire il potenl’incoraggiamento di molte persone ziale tumorigenico delle cellule. La incontrate sul suo cammino, e qui ri- sperimentazione passa in primo luogo corda il prof. Vincenzo Milano, non attraverso il passaggio obbligato dei avrebbe mai allargato gli orizzonti, trials su animali e sulla adozione di mai cominciato a pensare in grande. strategie terapeutiche efficaci per la Il dottor Gasparre ci spiega che il gene cura sugli uomini, ma soprattutto atera già noto ma la sua funzione nel can- traverso i finanziamenti alla ricerca. cro non era nota. Il gene infatti come Quando poi si chiede cosa vorrebbe

consigliare ai giovani gioiesi per raggiungere i propri obbiettivi Giuseppe suggerisce di non avere mai paura di dire sì o di accettare un’opportunità o una sfida che gli eventi propongono. Molti, sostiene, hanno paura di lasciare le proprie sicurezze, ciò contribuisce a diventare anche ciechi, per così dire, alle esperienze: non c’è niente che valga quanto viverle non attraverso i vissuti altrui, ma i propri. Aggiunge che solo così si acquisisce la consapevolezza vera di sè, delle proprie capacità, tutto questo dà la forza, la grinta, la self-confi-

dence per raggiungere anche contro tutti, gli obiettivi che ci si è prefissi. Si vuole concludere con il suggerimento che Giuseppe utilizza per i suoi collaboratori più giovani in laboratorio “ sempre: pensate in grande abbiate obiettivi grandi. Per avere le dimensioni in cui pensare bene, bisogna conoscere spazi grandi, gente di ogni tipo. Questa ricchezza soltanto ti dà self-confidence” Al carissimo Giuseppe, alla sorella Valeria e ai suoi genitori Anna e Giorgio, le più vive felicitazioni di Gioia Democratica

Indignati a Roma: evento sporcato da pochi Angela Tamborrino

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a manifestazione del 15 ottobre ha coinvolto tutti gli indignati del mondo in numerose manifestazioni di protesta contro l’evidente fallimento dell’attuale sistema politico-economico. I giornali di ogni continente hanno sottolineato l’importante partecipazione globale a questo evento, ma in Italia si è parlato soprattutto d’altro, ovvero dei gravi episodi di violenza che hanno visto la città di Roma vittima di atti di vandalismo,rivolti non soltanto verso i luoghi simbolo della protesta. Abbiamo chiesto una testimonianza a chi ha partecipato concretamente al corteo, per capire qual è stata la valenza reale dell’evento organizzato in Italia. Gianpaolo Giannico, partito con un gruppo organizzato dall’ARCI ci riporta lo sviluppo paradossale degli eventi. “È stata la manifestazione che ha contato il maggior numero di partecipanti al mondo, poiché nel mirino della contestazione non c’era solo la Bce ma anche l’operato dell’attuale governo…” Qual è stata la reale entità degli scontri? Tra le prime auto a fuoco in via Cavour e il vandalismo di via Labicana, a mio parere, c’era la possibilità di intervenire nei confronti di una frangia molto ben distinta e isolata nel corteo. Non ho mai dato lezioni di ordine pubblico, ma la mancan-

za di un intervento più deciso mi è sembrata una scelta imbarazzante. Si sarebbe potuto salvare la manifestazione e il centro di Roma. Credi che questi eventi possano fornire un buon assist per l’approvazione della legge bavaglio e per il controllo di blog e lo scambio di informazioni sulla rete? Penso si sia capito che non ripongo molta fiducia nella classe politica italiana. Ritengo che siano pronti a stupirci ogni giorno che passa con qualche disegno di legge inutile che dia l’osso a qualche giornalista. Quella dei blog avrebbe del clamoroso, ma dopo aver visto la Gelmini diventare ministro, proporre una legge oscena e farsela approvare non ci si può mica stupire di questo! Com’è necessario agire adesso secondo te, alla luce delle distorsioni applicate anche nei confronti di movimenti spontanei come quello degli Indignati? Credo che alla base di tutto ci sarà sempre il sano istinto di un’informazione libera che si basa sui fatti e che non appoggi il triste teatrino di una finta destra e una finta sinistra che non si combattono nemmeno più, perché rischierebbero l’annullamento. Informarsi porta allo sviluppo di idee che, se valide, non troveranno ostacoli nella loro condivisione e partecipazione. Arrendersi adesso e negare la propria partecipazione alle prossime manifestazioni avrebbe il sapore di una resa che non potremmo perdonarci.

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Cultura

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Una piazza di... classe Sergio D’Onghia L’unificazione nazionale porterà con sé scomode e irrisolte contraddizioni. Se l’unità politica, sebbene rapida e per molti aspetti irreversibile, aveva riunito la nazione dal punto di vista amministrativo, ancora lontana sembrava, nei primi decenni dopo il 1861, l’unità economica e sociale del Paese. Questo non solo nelle “due Italie”, quella del sud e quella del nord come le aveva malinconicamente definite G. Fortunato - ma anche all’interno della vita sociale dei nostri comuni. Le oligarchie paesane, che avevano contribuito al Risorgimento delle nostre terre, saranno le stesse che reggeranno la vita amministrativa di Gioia del Colle, nei decenni che seguiranno la nascita della nazione. Questa classe dirigente, composta da professionisti - avvocati e notai -, massari, industriali, possidenti e medici, impronterà della propria “magnificenza” anche l’aspetto urbanistico delle strade e dei quartieri. In particolare, sarà la neonata piazza Plebiscito, dove si era votata l’annessione referendaria al nuovo stato nazionale, a testimoniare “visivamente”, attraverso l’allineamento geometrico dei nuovi palazzi patronali, il trionfo di quel-

la borghesia ottocentesca che, come loro stessi riconoscevano, muoveva i fili del progresso civile e morale del paese. Le fasce sociali più umili, già rima-

richiesta al comune per costruire sul suolo municipale «un bello ed ampio edificio, che avesse ben chiusa dal lato nord la nuova e bella piazza Plebiscito, al largo S. Francesco, togliendo

Foto d’epoca di Piazza Plebiscito ste ai margini del processo unitario nazionale, rimarranno, anche Gioia, escluse da questo movimento di ripresa tanto economica, quanto estetica. Avveniva così che, in data 25 giugno 1876 - l’anno in cui il governo nazionale raggiungeva il sospirato pareggio di bilancio -, venisse avanzata, da un noto maestro muratore dell’epoca, una

dalla vista lo sconcio delle casupole ivi esistenti». La proposta, presa in considerazione da alcuni consiglieri comunali, non supererà la maggioranza che, invece, si pronuncerà, «come si pratica nei paesi civili», per l’abbattimento delle misere casupole. Interessante sarebbe capire oggi cosa intendessero allora, i

nostri amministranti, per «civiltà». Non vi è, infatti, in quella cronaca consiliare riportata dal Carano Donvito, nessuna nota sulla futura sorte domiciliare degli umili occupanti di quelle «misere casupole». La borghesia liberale, elitariamente antidemocratica, protagonista indiscussa del nuovo corso comunale e nazionale, stabiliva il livello di civiltà di una comunità ripartendo, evidentemente, da se stessa. Questo piccolo esempio la dice lunga sulla insufficienza democratica, come ha dimostrato la storiografia italiana del ’900, della nostra composizione unitaria. Sorprende, invece, come a distanza di oltre centotrent’anni, quasi per una nemesis della storia, quello spazio a nord della piazza sia ancora oggi, dopo le traversie e gli scempi architettonici dei decenni passati, ancora oggetto di controversie politiche e disaccordo popolare.

Le bande musicali meridionali, tra arte e cospirazione questo e di tanto altro si è parlato giovedì 27 ottobre nel teatro Rossini, nel Le cronache riportano episodi di vera corso del Convegno “Storia e tradizioe propria cospirazione politica antibor- ne bandistica pugliese” organizzato bonica che le bande di giro realizzava- nell’ambito del progetto intercomunano nei paesi del Sud dove prestavano le ”Prova d’orchestra”. Un dibattito a più voci con maestri ed esperti, frutto il loro atteso serdella intesa tra quatvizio. Le prove tro Comuni: Gioia, erano le occasioTuri (capofila), Cani più propizie samassima e Putiper scambiarsi gnano, che hanno idee, notizie, dato vita ad un conmessaggi. Una vegno sulla storia e sorta di Resistensulle tradizioni banza organizzata distiche della Puglia tra pentagrammi, abilmente condotto strumenti, casdal Maestro Gerardo sarmoniche. Ma Spinelli. L’iniziatiil compito princiva si è svolta grazie pale che le bande alla collaborazione svolgevano, era tra l’Anci, il Minisempre quello di Il maestro Giuseppe Carbonara stero della Gioventù educare il popolo e i quattro comuni alla cultura musicale, avvicinando i ceti popolari al organizzatori. Peccato che la serata al melodramma, ai grandi poemi sinfo- Rossini abbia visto la scarsa partecipanici, alle operette. La cultura musicale zione dei gioiesi, mentre erano molti meridionale deve molto alle bande di di più i forestieri. Nella discussione giro, ancora oggi omaggiate da perso- è stata positivamente commentata la naggi come Abbado, Muti, Arbore. Di esperienza gioiese legata alla appro-

Peppino Vasco

vazione delle famose due delibere del Consiglio Comunale, con le quali la Banda è stata inserita nel patrimonio culturale del Comune. Tra le tante e qualificate proposte, vanno segnalate quelle relative ad una migliore valorizzazione del rapporto con i Comitati Feste Patronali, alla creazione di un albo delle bande più

importanti e persino di un riconoscimento da parte del’Unesco. Nel frattempo, per quanto riguarda la nostra città, va segnalato che per Novembre, si svolgerà una iniziativa nel teatro Rossini con Katia Ricciarelli, mentre per la stagione artistica 2012, è stato ingaggiato il maestro Giuseppe Carbonara.


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Attualità & Ultim’ora

Novembre 2011

È già tempo di campagna elettorale Giovanna Magistro

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eppure il tempo di calare il sipario sulla giunta Longo, che immediatamente si sono accesi i riflettori sulla campagna elettorale. Tutto ciò già dall’ultimo consiglio comunale, dove le dichiarazioni dei vari leaders facevano presagire il rompete le righe. Così è stato, poiché l’aula consiliare ha consegnato di fatto il testimone all’agorà, dove fra domenica e lunedì, hanno parlato Enzo Cuscito e Piera De Giorgi per il Pd, l’ex primo cittadino per salutare la città, con l’intento ancora una volta di autocelebrarsi. Cosa che non ha fatto il segretario cittadino E. Cuscito nel comizio di domenica scorsa, il quale pur evidentemente emozionato, non ha certamente risparmiato critiche all’ex giunta Longo, precisando che è rimasto vittima delle contraddizioni interne alla maggioranza di centro destra (i “tradimenti”) ma soprattutto dell’incapacità di amministrare, con il consequenziale declassamento della cultura, aumento delle tasse, assenza di politiche industriali e di sostegno al lavoro, fallimento di politiche ambientali e via-

bilità. A fargli da contraltare, e per lei è stato l’esordio in pubblico da dirigente del Pd, la prof.ssa P. De Giorgi. Intervento sul quale erano puntati i riflettori. «Sicuramente un’impresa titanica per una donna - chiosa la prof.ssa - soprattutto perché non è stato facile affrontare un uditorio tutto maschile, pronto ad ascoltare una donna che parla, esprime le proprie idee e i valori fondamentali del partito per cui milita. Non è così consueto nella politica locale e nazionale che una donna sia portavoce di una idea di cambiamento e impegno, pur tuttavia ho notato che la gente ha apprezzato le parole perché queste hanno fotografato un preciso atteggiamento di chi è fondamentalmente deluso dalla politica e probabilmente sente la necessità di un cambiamento». Discorso durante il quale si è rifatto ad Antonio Gramsci e Italo Calvino: «Chi ha avuto una grande influenza

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sulla mia formazione è Calvino il quale sostiene nell’ultima parte de ‘Le città invisibili’ che l’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, ma è quello che abitiamo e formiamo stando tutti insieme. Poi Calvino afferma che si può accettare l’inferno e diventarne parte fino a non vederlo più, questo è

l’elemento vicino al concetto di indifferenza e indifferenti di Gramsci. Mi sono avvicinata alla politica locale per quella bella proposta di Calvino sul come non soffrire nell’inferno dei viventi ovvero, “cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”». Mentre dal sapore populista il discorso

del Sindaco P. Longo: «Quando andate a casa - ha detto nel suo saluto il 1 Novembre - portate i miei auguri ai vostri familiari, specie ai nonni ed ai bambini, i miei amici più stretti. Non gli potete dire più questi te li manda il sindaco, ditegli solamente te li manda un amico, Piero, loro capiranno è Piero Longo». Infatti, per un attimo abbiamo temuto dicesse: “Poggiate la vostra mano sulle loro teste”. Per fortuna non è arrivato a tanto, ma ha già titolato la prossima campagna “adda passa ‘a nuttata”, mutuando in grande Edoardo. Ma quando ha detto che sui figli dei cittadini di Gioia del Colle ha investito molto, abbiamo pensato all’asilo comunale ... ai genitori che non trovano risposte dalla sua Amministrazione. Come pure abbiamo pensato a quando ha detto che il Commissario è un ‘forestiero’, mentre lui che vive a Castellana i problemi di Gioia del Colle li conosce a menadito. Vero signor ex Sindaco?. E così facendo, non ha di certo presentato bene l’arrivo del Commissario ai gioiesi, invece di dire loro di accoglierlo con il rispetto dovuto, perché si tratta sempre di un rappresentante dello Stato. Comunque, ha annunciato battaglia politica, non prima di rimarcare la sua onnipresenza a Gioia.

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gioiademocratica Supplemento a Paese&Paesi Reg. Tribunale di Bari n. 1509 del 02/03/2001 Iscrizione R.O.C. n. 19059

Gasparre, Teresa Genco, Dario Magistro, Giovanna Magistro, Luca Nicastri, Angela Tamborrino, Giovanni Valletta, Giuseppe Vasco

Direttore Responsabile Silvestro Paolo Covella

Redazione Piazza Cesare Battisti, 18 70023 Gioia del Colle gioiadem@libero.it

Direttore Editoriale Andrea Luigi Mongelli Redattori Claudia Addabbo, Antonella Campagna, Piera De Giorgi, Sergio D’Onghia, Giorgio Donvito, Giorgio

Editore Ass. Culturale Hinterland via G. Petroni, 33 - Bari Amministrazione Filippo Antonicelli

Foto Archivio gioiademocratica Maria Castellaneta Mario Di Giuseppe Pubblicità Gianfranco Falcone pubblicità.gioiadem@libero.it Tipografia SUMA via De Gasperi, 44 Sammichele di Bari tipografiasuma@libero.it www.tipsuma.it Tel. 0808917238

La chiesa di San Domenico è una testimonianza di fede, di storia e di cultura, le cui radici affondano nel passato della nostra comunità cittadina caratterizzata dalla presenza di ben tre ordini monastici: i Domenicani, i Francescani e i frati minori Riformati. Essa rappresenta indubbiamente l’anima del convento di San Domenico, oggi sede del Palazzo Municipale. Questa antica chiesa, più volte oggetto di restauro, costato tanta fatica e impegno agli amministratori che ci hanno preceduto, necessita di urgenti ed indifferibili interventi di restauro. Bisogna riportare all’antico splendore sia la tela dei tre santi domenicani (San Pietro da Verona, S. Tommaso D’Aquino e San Vincenzo Ferrer), sia la scultura lapidea raffigurante S. Francesco di Paola. Quest’ultima è un’opera di indubbio valore artistico e culturale, oggetto di sentita devozione da parte dei nostri padri. Lo dimostra la presenza di antiche iconografie e i tanti Francesco che festeggiano il proprio onomastico il 2 aprile. La Confraternita del Rosario, nell’elevare la Supplica a Maria, rivolge un accorato appello non solo ai devoti della Vergine, ma a tutti i gioiesi, nella certezza che, pur in un momento di profonda crisi dei valori, sapranno ancora una volta contribuire a salvare, con la chiesa di San Domenico, la storia, l’arte e la tradizione più genuina di Gioia del Colle. LA CONFRATERNITA

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E' caduto Longo Longo a terra

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